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	<title>Animali | Giornale del Cilento</title>
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	<link>https://www.giornaledelcilento.it</link>
	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Wed, 02 Sep 2026 12:53:12 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Fenicotteri sulla costa del golfo di Policastro, Enpa: «Non avvicinateli»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fenicotteri-sulla-costa-del-golfo-di-policastro-enpa-non-avvicinateli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 06:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
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					<description><![CDATA[Diversi fenicotteri sono stati avvistati lungo la costa salernitana, con segnalazioni arrivate fino a Sapri. Gli esemplari, secondo quanto spiegato dall&#8217;Enpa di Salerno, sono impegnati nella migrazione e possono utilizzare [...]]]></description>
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<p>Diversi <strong>fenicotteri sono stati avvistati lungo la costa salernitana</strong>, con segnalazioni arrivate fino a <strong>Sapri</strong>. Gli esemplari, secondo quanto spiegato dall&#8217;<strong>Enpa di Salerno</strong>, sono impegnati nella migrazione e possono utilizzare il litorale per sostare durante il viaggio. L&#8217;associazione invita cittadini e curiosi a non avvicinarsi, non tentare di catturarli e a rivolgersi alle autorità competenti qualora gli animali risultino feriti o in evidente difficoltà.</p>



<p>Le numerose segnalazioni ricevute nelle ultime ore hanno spinto l&#8217;Ente Nazionale Protezione Animali a diffondere indicazioni specifiche per evitare comportamenti che possano provocare stress o danni agli esemplari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fenicotteri in migrazione, le indicazioni dell&#8217;Enpa</h2>



<p>La presenza dei fenicotteri lungo il litorale rappresenta un fenomeno capace di attirare inevitabilmente l&#8217;attenzione di residenti e passanti. Proprio la curiosità, però, può trasformarsi in un problema se porta le persone ad avvicinarsi troppo agli animali.</p>



<p>L&#8217;<strong>Enpa Odv di Salerno</strong> ricorda che si tratta di <strong>fauna selvatica</strong> e che devono quindi essere rispettate le normali precauzioni previste in questi casi.</p>



<p>L&#8217;indicazione principale è mantenere le distanze ed evitare <strong>assembramenti intorno agli esemplari</strong>. Non bisogna cercare di prenderli, spostarli o costringerli ad allontanarsi.</p>



<p>Una cattura eseguita senza le necessarie competenze potrebbe infatti aggravare eventuali ferite, aumentare lo stress dell&#8217;animale e creare situazioni di rischio anche per chi tenta di intervenire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa fare se un fenicottero appare ferito</h2>



<p>Nel caso in cui un esemplare presenti <strong>ferite evidenti</strong> o manifesti condizioni tali da far pensare a una reale difficoltà, l&#8217;Enpa invita a non procedere autonomamente al recupero.</p>



<p>La procedura indicata prevede invece di effettuare una segnalazione ai <strong>Carabinieri Forestali</strong> oppure all&#8217;<strong>Asl competente</strong>, in modo da consentire l&#8217;intervento di personale in grado di gestire correttamente il soccorso della fauna selvatica.</p>



<p>L&#8217;appello dell&#8217;associazione è dunque improntato alla prudenza: osservare i fenicotteri a distanza e lasciare agli animali la tranquillità necessaria durante la loro sosta lungo la <strong>costa salernitana</strong>.</p>



<p>Gli avvistamenti fino a Sapri offrono uno spettacolo particolarmente suggestivo, ma la priorità resta la tutela degli esemplari durante una fase delicata come quella della <strong>migrazione</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caccia, cinofilia e natura, a Roscigno Vecchia il festival “Cilento Selvaggio”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caccia-cinofilia-e-natura-a-roscigno-vecchia-il-festival-cilento-selvaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 12:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Roscigno]]></category>
		<category><![CDATA[Cinofilia]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
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					<description><![CDATA[Un festival dedicato alla caccia, alla cinofilia, alla natura e alle tradizioni rurali per promuovere le aree interne del Cilento e favorire nuove occasioni di sviluppo, turismo ed economia. È [...]]]></description>
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<p class="p1">Un festival dedicato alla caccia, alla cinofilia, alla natura e alle tradizioni rurali per promuovere le aree interne del Cilento e favorire nuove occasioni di sviluppo, turismo ed economia. È “Cilento Selvaggio”, in programma dal 4 al 6 settembre nella suggestiva cornice di Roscigno Vecchia.</p>



<p class="p3">L’iniziativa nasce da un progetto ideato da Francesco Palmieri, con il sostegno del sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, e di Andrea Castellani, patron di Caccia Village. L’obiettivo è mettere in relazione gestione faunistica, biodiversità, agricoltura, cinofilia, ricerca scientifica e filiera alimentare, trasformando le tradizioni del territorio in occasioni di confronto e valorizzazione.</p>



<p class="p3">Nel programma delle tre giornate sono previste, tra le altre attività, le esibizioni delle unità cinofile dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, oltre al Gran Raduno Nazionale SIPS dedicato ai cani da seguita.</p>



<p class="p3">Spazio anche all’enogastronomia. Sabato 5 settembre è in programma uno show cooking con lo chef stellato Cristian Torsiello e l’agri chef Giuseppe Croce, dedicato alla tracciabilità e alla valorizzazione della carne di cinghiale.</p>



<p class="p3">Il momento centrale della manifestazione sarà domenica 6 settembre, alle 10, con un convegno dedicato ai temi della gestione del territorio, della fauna e dello sviluppo delle aree interne. Tra gli interventi annunciati quelli del deputato Francesco Bruzzone, dell’assessore all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca e del consigliere regionale Mimì Minella.</p>



<p class="p3">Al confronto parteciperanno inoltre Dino Muto, presidente nazionale dell’Enci, Marco Visconti, presidente di Roma Natura, Michele Albanese, presidente della Banca Monte Pruno, l’avvocato Michele Sarno, presidente della Camera penale di Salerno, e i docenti dell’Università Federico II di Napoli Domenico Fulgione e Vincenzo Veneziano.</p>



<p class="p4">La manifestazione punta così a fare di Roscigno Vecchia un luogo di confronto tra istituzioni, mondo scientifico, associazioni e operatori economici, con l’obiettivo di accendere i riflettori sulle potenzialità delle aree interne del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gatti, memoria e intelligenza: quanto conosciamo davvero la mente felina?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gatti-memoria-e-intelligenza-quanto-conosciamo-davvero-la-mente-felina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 12:53:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Life]]></category>
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					<description><![CDATA[Ricordano dove hanno trovato il cibo, riconoscono voci familiari, imparano a risolvere problemi e modificano il proprio comportamento sulla base dell’esperienza. Dietro lo sguardo apparentemente impassibile di un gatto domestico [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ricordano dove hanno trovato il cibo, riconoscono voci familiari, imparano a risolvere problemi e modificano il proprio comportamento sulla base dell’esperienza. Dietro lo sguardo apparentemente impassibile di un gatto domestico si nasconde una capacità cognitiva molto più articolata di quanto per lungo tempo si sia pensato.</p>



<p>La ricerca scientifica sulla mente felina è però relativamente giovane. Rispetto ai cani, i gatti sono stati studiati meno a lungo e con un numero inferiore di esperimenti. Una revisione della letteratura scientifica sulla cognizione del gatto sottolineava già la presenza di studi su percezione, memoria, permanenza degli oggetti, discriminazione di quantità e tempo, riconoscimento delle vocalizzazioni umane, comunicazione e legame con le persone, evidenziando però anche quanto restasse ancora da conoscere.</p>



<p>Uno degli aspetti più interessanti riguarda la memoria.</p>



<p><strong>Ricordare anche un’esperienza unica</strong></p>



<p>Nel 2017 un gruppo di ricercatori giapponesi ha studiato la capacità dei gatti di utilizzare informazioni acquisite durante una singola esperienza. Gli animali venivano sottoposti a un semplice compito legato all’esplorazione e al cibo. I risultati hanno indicato che i gatti erano in grado di recuperare informazioni relative al “che cosa” e al “dove” di un’esperienza precedente, anche quando quell’esperienza era avvenuta una sola volta.</p>



<p>È un risultato interessante perché suggerisce che la memoria felina non sia limitata alla semplice associazione ripetuta tra uno stimolo e una ricompensa.</p>



<p>Ma c’è una precisazione importante. Gli scienziati parlano di memoria “episodica-like”, cioè simile per alcuni aspetti alla memoria episodica umana. Non è possibile stabilire, attraverso un test comportamentale, se un gatto riviva consapevolmente un ricordo come fa una persona. Questa distinzione è fondamentale quando si parla di capacità cognitive negli animali.</p>



<p><strong>Il gatto che risolve problemi</strong></p>



<p>La memoria non è l’unica capacità che interessa i ricercatori.</p>



<p>Uno studio pubblicato nel 2024 ha analizzato la capacità dei gatti domestici di risolvere un problema attraverso un’apposita “puzzle box”, nella quale gli animali dovevano compiere un’azione per ottenere una ricompensa alimentare.</p>



<p>Su 86 gatti coinvolti nell’esperimento, 24 riuscirono a risolvere il compito. I ricercatori hanno inoltre osservato una relazione tra socializzazione nei confronti dell’uomo e capacità di affrontare il problema: i gatti più socializzati avevano maggiori probabilità di risolverlo e tendevano a farlo più rapidamente. Anche l’età risultava associata alle prestazioni, con gli adulti più giovani più propensi a risolvere il compito rispetto agli adulti più anziani.</p>



<p>Il risultato non significa che esista una classifica universale dell’intelligenza animale. Un test di questo tipo misura infatti soltanto determinate capacità e può essere influenzato dalla motivazione dell’animale, dalla sua esperienza e dal modo in cui è stato socializzato.</p>



<p><strong>Indipendenti, ma non indifferenti</strong></p>



<p>Un altro luogo comune riguarda il rapporto tra gatti e persone.</p>



<p>Il gatto viene spesso descritto come un animale completamente indipendente, capace di fare a meno dell’uomo. La ricerca suggerisce una realtà più sfumata.</p>



<p>Uno studio condotto su 14 gatti domestici ha osservato il comportamento degli animali dopo periodi differenti di separazione dai proprietari. Quando il periodo di separazione era più lungo, al ritorno del proprietario i gatti mostravano un aumento delle interazioni sociali. Gli autori hanno interpretato il risultato come un’indicazione del fatto che il proprietario rappresenti una componente importante dell’ambiente sociale dell’animale.</p>



<p>Non significa che tutti i gatti sviluppino lo stesso tipo di rapporto con le persone. La personalità individuale conta molto.</p>



<p>La ricerca ha infatti individuato differenze consistenti nei tratti comportamentali dei gatti domestici, tanto da aver portato gli studiosi a elaborare modelli per descriverne la personalità.</p>



<p><strong>Un’intelligenza diversa dalla nostra</strong></p>



<p>La difficoltà, quando si studia la mente di un animale, è evitare di interpretare ogni comportamento attraverso categorie esclusivamente umane.</p>



<p>Un gatto non deve necessariamente ricordare, ragionare o imparare nello stesso modo di una persona per possedere capacità cognitive sofisticate. La sua intelligenza si è sviluppata anche in relazione alle esigenze della specie: esplorare l’ambiente, individuare prede, riconoscere pericoli, orientarsi nello spazio e gestire rapporti sociali.</p>



<p>Per questo gli esperimenti sulla cognizione animale cercano di misurare comportamenti osservabili, evitando di attribuire automaticamente agli animali stati mentali che non possono essere verificati.</p>



<p>È proprio questa prudenza che rende interessante la ricerca sulla mente felina: sappiamo sempre più cose, ma sappiamo anche quanto ancora resta da scoprire.</p>



<p><strong>La mente di un animale ancora poco studiato</strong></p>



<p>Un ulteriore campo di ricerca riguarda l’invecchiamento cerebrale.</p>



<p>Uno studio pubblicato nel 2026 ha confrontato caratteristiche strutturali del cervello di gatti e di esseri umani, analizzando dati di risonanza magnetica relativi a 52 gatti e 446 persone. Gli autori stanno utilizzando il gatto anche come possibile modello per comprendere alcuni aspetti dell’invecchiamento cerebrale. Nella popolazione felina studiata non sono emerse evidenze di una sindrome da disfunzione cognitiva, pur sottolineando i limiti degli strumenti diagnostici disponibili.</p>



<p>Anche questo settore è ancora in evoluzione. Nei gatti anziani possono comparire cambiamenti nel comportamento, nel sonno, nell’apprendimento e nella memoria, ma distinguere il normale invecchiamento da una vera patologia cognitiva rimane una delle sfide della medicina veterinaria.</p>



<p><strong>Quello che sappiamo e quello che ancora non sappiamo</strong></p>



<p>La domanda iniziale, dunque, non ha una risposta semplice.</p>



<p>I gatti possiedono capacità di apprendimento e memoria documentate sperimentalmente. Possono utilizzare informazioni acquisite in precedenza, affrontare alcuni problemi e modificare il comportamento sulla base dell’esperienza. Possono inoltre costruire relazioni significative con gli esseri umani.</p>



<p>Ma dire che un gatto è “intelligente” non significa che possieda una mente umana in miniatura.</p>



<p>La vera scoperta, forse, è proprio questa: la mente felina non deve essere misurata soltanto sulla base di quanto assomiglia alla nostra. Deve essere studiata per quello che è.</p>



<p>E dietro un animale che sembra passare gran parte della giornata a dormire, osservare dalla finestra o ignorare deliberatamente il proprio padrone, la scienza sta scoprendo un sistema cognitivo capace di imparare, ricordare, scegliere e adattarsi.</p>



<p>Quanto sia complessa quella mente, però, è ancora una domanda aperta.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un cane alla porta, un gatto sul divano: quando un animale diventa compagnia di vita</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/un-cane-alla-porta-un-gatto-sul-divano-quando-un-animale-diventa-compagnia-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 12:41:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adozioni & Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Life]]></category>
		<category><![CDATA[cani compagnia anziani]]></category>
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					<description><![CDATA[Una ciotola da riempire al mattino, una passeggiata da fare anche quando non si avrebbe voglia di uscire, un gatto che aspetta sul divano o si accoccola accanto alla poltrona. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una ciotola da riempire al mattino, una passeggiata da fare anche quando non si avrebbe voglia di uscire, un gatto che aspetta sul divano o si accoccola accanto alla poltrona. Nella vita di molte persone anziane, un animale domestico può diventare molto più di una presenza in casa: un compagno della quotidianità, capace di scandire le giornate e creare occasioni di relazione.</p>



<p>Nel territorio del Cilento, dove piccoli centri e aree rurali conservano ancora una forte dimensione comunitaria, il rapporto tra anziani e animali assume caratteristiche particolari. Cani e gatti sono spesso presenti nelle abitazioni, nei cortili e nelle campagne e, in alcuni casi, accompagnano le persone per molti anni, diventando parte della storia familiare.</p>



<p>Non esistono, tuttavia, dati che consentano di affermare quanti anziani del territorio vivano con un animale domestico. E anche a livello nazionale il rapporto non è così semplice come potrebbe sembrare.</p>



<p>Secondo l’Istat, nel 2024 oltre 10 milioni di famiglie italiane, pari al 37,7% del totale, ospitavano almeno un animale domestico. Complessivamente sono stati stimati circa 25,5 milioni di animali domestici. Cani e gatti sono i più diffusi: almeno uno dei due è presente nel 33,9% delle famiglie. </p>



<p>Ma tra le persone sole di 65 anni e più la percentuale scende al 22,7%, la più bassa tra le tipologie familiari considerate dall’Istat. Il dato suggerisce quindi una realtà meno scontata: proprio nella fascia della popolazione nella quale la compagnia potrebbe apparire più importante, gli animali domestici sono relativamente meno presenti.</p>



<p><strong>Una presenza che dà ritmo alle giornate</strong></p>



<p>Per comprendere il valore di un animale nella vita di una persona anziana bisogna allora andare oltre i numeri.</p>



<p>C’è il cane che aspetta il padrone davanti alla porta e che ogni giorno diventa una ragione per uscire. C’è il gatto che, soprattutto nelle persone che vivono sole, può rappresentare una presenza costante all’interno dell’abitazione. Ci sono gli animali accuditi da anni, quelli arrivati dopo la perdita del coniuge o quelli adottati proprio perché una casa diventata improvvisamente silenziosa aveva bisogno di tornare a vivere.</p>



<p>Il beneficio non deve però essere raccontato come una sorta di “terapia automatica”. Avere un animale comporta responsabilità, costi, cure veterinarie e, nel caso di un cane, la necessità di occuparsi quotidianamente delle passeggiate e delle esigenze dell’animale.</p>



<p>Ma proprio queste responsabilità possono contribuire a mantenere una routine.</p>



<p>La passeggiata può trasformarsi in un incontro con i vicini, una sosta al bar, una conversazione con altri proprietari. Un animale può quindi diventare anche un elemento di connessione con l’esterno.</p>



<p><strong>La solitudine è una questione sociale</strong></p>



<p>L’Organizzazione mondiale della sanità considera solitudine e isolamento sociale questioni rilevanti per la salute e il benessere delle persone anziane. L’isolamento sociale riguarda la mancanza oggettiva di relazioni e interazioni sufficienti, mentre la solitudine è una condizione soggettiva, legata alla distanza tra le relazioni che una persona desidera e quelle che effettivamente ha. </p>



<p>Secondo l’Oms, circa una persona anziana su quattro è socialmente isolata e circa una su dieci sperimenta solitudine. L’organizzazione evidenzia inoltre che isolamento e solitudine possono avere conseguenze importanti sulla salute fisica e mentale e sulla qualità della vita.</p>



<p>È in questo contesto che la presenza di un animale può assumere un significato particolare, ma senza diventare un sostituto delle relazioni umane.</p>



<p>Un cane o un gatto può offrire compagnia, affetto e una routine quotidiana. Non può però sostituire una rete familiare, gli amici, i vicini, i servizi sociali o l’assistenza sanitaria quando necessaria.</p>



<p><strong>Nei piccoli paesi anche un animale può creare comunità</strong></p>



<p>Nei borghi la relazione tra uomo e animale può avere inoltre una dimensione collettiva.</p>



<p>Il cane portato al guinzaglio diventa spesso un’occasione per fermarsi a parlare. Chi accudisce una colonia felina conosce altre persone del paese. Un anziano che esce ogni mattina con il proprio cane può diventare una presenza riconoscibile per l’intera comunità.</p>



<p>Sono piccole relazioni quotidiane che, sommate, possono contribuire a contrastare quella progressiva perdita di contatti sociali che può accompagnare l’invecchiamento.</p>



<p>Non è dunque soltanto l’animale a fare compagnia alla persona. In alcuni casi è proprio l’animale a favorire il ritorno della persona all’interno di una rete di relazioni.</p>



<p><strong>Adottare sì, ma con responsabilità</strong></p>



<p>C’è però un aspetto da non trascurare. La scelta di accogliere un animale in casa deve tenere conto dell’età e delle condizioni della persona, delle sue possibilità economiche, della mobilità, della presenza di familiari o di una rete di supporto e, soprattutto, della prospettiva futura.</p>



<p>Un cane può vivere molti anni e richiedere impegno quotidiano. Un gatto può avere esigenze diverse ma necessita anch’esso di alimentazione, cure veterinarie e attenzioni.</p>



<p>Per una persona anziana che vive sola, prima di adottare può essere quindi utile valutare anche cosa accadrebbe all’animale in caso di ricovero, difficoltà motorie o impossibilità temporanea di occuparsene.</p>



<p>La responsabilità, in questo senso, è doppia: verso la persona e verso l’animale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Api, farfalle e altri piccoli alleati: così gli impollinatori sostengono l’agricoltura</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/api-farfalle-e-altri-piccoli-alleati-cosi-gli-impollinatori-sostengono-lagricoltura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 12:40:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[api]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono piccoli, spesso quasi invisibili, ma dal loro lavoro dipende una parte importante della produzione agricola e dell’equilibrio degli ecosistemi. Api, farfalle, vespe, mosche e altri insetti impollinatori rappresentano infatti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono piccoli, spesso quasi invisibili, ma dal loro lavoro dipende una parte importante della produzione agricola e dell’equilibrio degli ecosistemi. Api, farfalle, vespe, mosche e altri insetti impollinatori rappresentano infatti uno degli ingranaggi fondamentali del rapporto tra natura e agricoltura, un ruolo particolarmente significativo in un territorio caratterizzato dalla presenza di coltivazioni, aree boschive, pascoli e ambienti naturali come quello del Cilento.</p>



<p>L’impollinazione consiste nel trasferimento del polline dagli organi maschili a quelli femminili del fiore e consente alle piante di riprodursi. A svolgere questo compito sono soprattutto gli animali, in particolare gli insetti. Secondo l’Ispra, quasi il 90% delle specie di piante selvatiche da fiore dipende, interamente o in parte, dall’impollinazione animale. Per quanto riguarda le colture agricole, oltre il 75% delle principali colture beneficia dell’attività degli impollinatori in termini di produzione, resa o qualità. </p>



<p>Non è quindi soltanto una questione di api da miele. Gli impollinatori comprendono una grande varietà di specie selvatiche. Gli Apoidei, il gruppo che comprende api selvatiche e api mellifere, rappresentano uno dei gruppi più importanti, ma al servizio dell’impollinazione contribuiscono anche farfalle, sirfidi e altri insetti.</p>



<p>La presenza di una comunità diversificata di impollinatori è particolarmente importante perché specie differenti possono avere comportamenti, periodi di attività e caratteristiche diverse. Una maggiore biodiversità può rendere il servizio di impollinazione più stabile anche in condizioni ambientali variabili. La FAO sottolinea proprio il ruolo della diversità degli impollinatori come elemento di resilienza degli ecosistemi agricoli. </p>



<p><strong>Un valore anche per l’agricoltura</strong></p>



<p>Il contributo degli impollinatori non riguarda soltanto la quantità dei raccolti. L’impollinazione può influenzare anche la qualità dei frutti e la formazione dei semi. Secondo la FAO, gli impollinatori incidono su circa il 35% della produzione agricola mondiale in volume e aumentano la produzione di 87 delle principali colture alimentari. </p>



<p>In un territorio agricolo come quello cilentano, il tema assume quindi una particolare rilevanza. Oliveti, orti, frutteti e altre coltivazioni convivono con una rete di ambienti naturali che costituisce un habitat importante per numerose specie.</p>



<p>Ma proprio la trasformazione degli habitat rappresenta una delle principali minacce. L’Ispra indica tra i fattori che contribuiscono al declino degli impollinatori la perdita e la frammentazione degli habitat, l’inquinamento, l’uso di pesticidi, i cambiamenti climatici, le specie aliene invasive, i parassiti e gli agenti patogeni. </p>



<p>Anche la semplificazione del paesaggio agricolo può avere conseguenze. La scomparsa di siepi, filari, aree incolte e altri elementi di naturalità riduce infatti la disponibilità di luoghi nei quali gli insetti possono trovare cibo e rifugio. Per questo la conservazione di piccoli habitat all’interno e ai margini delle aree agricole può diventare uno degli strumenti per favorire la presenza degli impollinatori. </p>



<p><strong>Le api non sono sole</strong></p>



<p>Quando si parla di impollinazione, l’immagine che viene immediatamente in mente è quella dell’ape mellifera. Ma la realtà è molto più complessa.</p>



<p>Le api selvatiche svolgono un ruolo fondamentale e appartengono a migliaia di specie differenti. Anche le farfalle contribuiscono al trasferimento del polline, così come altri insetti. La loro presenza rappresenta inoltre un indicatore della qualità e della diversità degli ambienti naturali.</p>



<p>Proprio le farfalle offrono un esempio particolarmente significativo nel territorio protetto. Nell’aprile scorso è stata confermata nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni la presenza della <strong>Papilio alexanor</strong>, specie considerata tra le più rare e minacciate d’Europa. La presenza era stata segnalata nel 2025 ed è stata riconfermata nel 2026 nell’ambito di un progetto di ricerca condotto in collaborazione con l’Università di Salisburgo, il Museo di Storia Naturale del Salento e l’Ente Parco. </p>



<p>La scoperta ha consentito di individuare habitat idonei e possibili aree di espansione della specie, rafforzando le attività di monitoraggio e conservazione.</p>



<p><strong>Proteggere gli impollinatori significa proteggere un sistema</strong></p>



<p>La tutela degli insetti impollinatori non passa necessariamente da grandi interventi. Anche la gestione degli spazi agricoli può contribuire a creare condizioni più favorevoli: mantenere siepi e fioriture, conservare aree naturali e ridurre l’utilizzo non necessario di prodotti fitosanitari sono alcune delle azioni indicate dagli organismi scientifici e ambientali.</p>



<p>Particolare attenzione deve essere riservata ai periodi di fioritura. L’Ispra segnala infatti che proprio durante queste fasi le api sono particolarmente esposte ai trattamenti fitosanitari effettuati sulle colture, poiché frequentano intensamente i fiori alla ricerca di nettare e polline. </p>



<p>La Regione Campania considera l’apicoltura un’attività agricola a tutti gli effetti e sottolinea il suo collegamento con il settore agricolo proprio per il ruolo dell’impollinazione nel miglioramento quantitativo e qualitativo delle produzioni. La Regione ha inoltre previsto specifici interventi per lo sviluppo e la salvaguardia dell’apicoltura. </p>



<p>La questione, dunque, va oltre la semplice tutela delle api. Difendere gli impollinatori significa conservare una rete di relazioni tra insetti, piante, agricoltura e ambiente.</p>



<p>E in un territorio nel quale aree agricole e ambienti naturali sono strettamente intrecciati, quel piccolo volo da un fiore all’altro può diventare uno dei segnali più semplici e immediati della salute dell’intero ecosistema.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Carletto e Micia inseparabili, l&#8217;appello dal Cilento: &#8220;Non separiamoli&#8221;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/carletto-e-micia-inseparabili-lappello-dal-cilento-non-separiamoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 13:33:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adozioni & Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Una storia di amicizia nata per caso e diventata, in pochi mesi, un legame così forte da rendere difficile anche solo immaginare una separazione. Sono Carletto, un Jack Russell di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una storia di amicizia nata per caso e diventata, in pochi mesi, un legame così forte da rendere difficile anche solo immaginare una separazione. Sono Carletto, un Jack Russell di circa due anni, e Micia, una gattina randagia di pochi mesi, protagonisti di un appello per trovare una famiglia disposta ad accoglierli insieme.</p>



<p>Carletto, cresciuto in strada, era stato accolto temporaneamente da una ragazza che si era resa disponibile a ospitarlo in attesa di trovargli una sistemazione definitiva. Proprio in quella casa il piccolo cane ha incontrato Micia, una gattina randagia arrivata anch&#8217;essa in cerca di protezione.</p>



<p>Tra i due è nato subito un rapporto speciale. Giorno dopo giorno hanno iniziato a trascorrere insieme gran parte del tempo, giocando, riposando uno accanto all&#8217;altra e cercandosi continuamente. Un&#8217;amicizia diventata così stretta da farli apparire, agli occhi di chi li ha conosciuti, come una coppia inseparabile.</p>



<p>Ora, però, il loro futuro è a rischio. La ragazza che ha accolto Carletto dovrà partire e non potrà più ospitarlo. Per il Jack Russell è quindi necessario trovare al più presto una nuova casa. L&#8217;auspicio è che la nuova famiglia possa accogliere anche Micia, evitando così di interrompere il legame che si è creato tra i due animali.</p>



<p>Da qui l&#8217;appello rivolto a chiunque abbia la possibilità di adottarli insieme. Una scelta che potrebbe trasformare quella che rischia di diventare una dolorosa separazione in una nuova storia a lieto fine.</p>



<p>&#8220;Separarli significherebbe spezzare due cuori&#8221;, è il messaggio di chi sta cercando di trovare per loro una soluzione. L&#8217;adozione di coppia può sembrare più difficile, ma l&#8217;obiettivo è provarci, affidandosi anche alla forza della condivisione: una segnalazione potrebbe raggiungere proprio la persona o la famiglia capace di cambiare per sempre il destino di Carletto e Micia.</p>



<p>I due animali si trovano nel Cilento. Per informazioni: 334 525 0902 </p>
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		<title>Tutela animali, Polichetti (Udc): «Il Governo crearei presidi veterinari pubblici gratuiti»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tutela-animali-polichetti-udc-il-governo-crearei-presidi-veterinari-pubblici-gratuiti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 09:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[La tutela della salute e del benessere animale entra a pieno titolo nell&#8217;agenda delle riforme sanitarie nazionali e regionali. L&#8217;Udc si fa promotrice di una svolta etica e strutturale che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La tutela della salute e del benessere animale entra a pieno titolo nell&#8217;agenda delle riforme sanitarie nazionali e regionali. L&#8217;Udc si fa promotrice di una svolta etica e strutturale che mira all&#8217;istituzione di ospedali pubblici veterinari completamente gratuiti, al rafforzamento dei punti di primo intervento sul territorio e all&#8217;approvazione immediata della legge regionale &#8220;Randagi al sicuro&#8221;. </p>



<p>Un piano di riorganizzazione dell&#8217;assistenza veterinaria pubblica che, valorizzando le professionalità già in organico nelle Asl, intenderebbe offrire un sostegno concreto ai milioni di cittadini che condividono la vita con un animale d&#8217;affezione.</p>



<p>Sul tema è intervenuto direttamente Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell&#8217;Udc, sottolineando l&#8217;urgenza di un cambio di passo che coinvolga direttamente l&#8217;esecutivo nazionale. «<em>In Italia il numero degli animalisti e delle famiglie che vivono con un animale domestico è in costante e forte aumento, rappresentando una sensibilità sociale verso cui la politica ha il dovere di rispondere con fatti concreti</em>», dichiara Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell&#8217;Udc. </p>



<p>«<em>Non possiamo più permettere che i costi della cura e delle emergenze veterinarie ricadano interamente sulle spalle delle famiglie, già duramente provate dalla crisi economica e spesso indebitate. Curare un animale non deve essere un lusso per pochi, ma un diritto garantito dallo Stato. Per questo motivo</em> &#8211; prosegue Polichetti &#8211; <em>chiediamo un intervento formale ed energico del Governo per la costruzione e il finanziamento di strutture pubbliche adeguate, a partire dalla creazione di presidi di pronto soccorso veterinario gratuiti dedicati agli animali di piccola e media taglia. Dal punto di vista finanziario, l&#8217;assunzione di nuovi veterinari e la conversione o integrazione delle mansioni dei professionisti già in forza presso le Asl avrebbe un impatto economico pressoché irrisorio sulle casse della Sanità pubblica nazionale, a fronte di un beneficio sociale ed etico incalcolabile</em>».</p>



<p>«<em>Chiediamo inoltre una rapida approvazione della proposta di legge regionale &#8220;Randagi al sicuro&#8221; per contrastare efficacemente il fenomeno dell&#8217;abbandono e garantire una rete di protezione omogenea</em>», conclude il responsabile Sanità dell&#8217;Udc. «<em>Come partito siamo da sempre estremamente sensibili a queste tematiche: è tempo che le istituzioni centrali e regionali facciano la propria parte con coraggio e visione</em>».</p>
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		<title>Gattini abbandonati nel Salernitano, raccolta fondi per salvarli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gattini-abbandonati-nel-salernitano-raccolta-fondi-per-salvarli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 04:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Quattro gattini di appena dieci giorni, trovati abbandonati in provincia di Salerno, sono stati accolti e vengono assistiti giorno e notte nel tentativo di accompagnarli fino allo svezzamento. Per sostenere [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quattro <strong>gattini di appena dieci giorni</strong>, trovati abbandonati in provincia di Salerno, sono stati accolti e vengono assistiti giorno e notte nel tentativo di accompagnarli fino allo svezzamento. Per sostenere le spese necessarie alle cure, <strong>Sara De Santis</strong> ha avviato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe con un obiettivo fissato a <strong>450 euro</strong>. Al momento dell&#8217;appello erano già stati raccolti <strong>190 euro</strong>.</p>



<p>La situazione dei quattro cuccioli richiede un&#8217;assistenza particolarmente impegnativa. A un&#8217;età così precoce, infatti, i piccoli hanno bisogno di essere nutriti più volte nell&#8217;arco delle 24 ore utilizzando <strong>latte specifico</strong>, oltre a necessitare di controlli, cure veterinarie e presidi adatti alle loro condizioni.</p>



<p>Chi li ha accolti ha quindi deciso di occuparsi direttamente della loro crescita, affrontando una fase particolarmente delicata per animali ancora completamente dipendenti dall&#8217;assistenza umana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La raccolta fondi per le cure dei quattro cuccioli</h2>



<p>Per contribuire alle spese sostenute durante questa fase è stata aperta una <strong>campagna di crowdfunding su GoFundMe</strong>. La raccolta punta a raggiungere 450 euro, somma indicata come necessaria per coprire i costi legati alla gestione dei quattro gattini.</p>



<p>Secondo quanto riportato nell&#8217;appello, le risorse serviranno principalmente per l&#8217;acquisto del latte specifico, dei materiali necessari all&#8217;alimentazione, dei presidi sanitari e per le eventuali esigenze veterinarie che potrebbero presentarsi prima dello svezzamento.</p>



<p>La risposta iniziale ha già consentito di raggiungere quota <strong>190 euro</strong>, grazie alle donazioni arrivate da diverse persone. L&#8217;iniziativa resta aperta per provare a coprire la parte restante dell&#8217;obiettivo economico.</p>



<p>Per chi si sta occupando materialmente dei piccoli, anche contributi di importo contenuto possono essere utili ad affrontare le spese quotidiane necessarie alla loro sopravvivenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Assistenza continua fino allo svezzamento</h2>



<p>L&#8217;obiettivo principale è riuscire ad accompagnare i quattro animali nelle prossime settimane, garantendo loro alimentazione e assistenza fino al momento in cui saranno sufficientemente cresciuti da superare la fase neonatale.</p>



<p>La vicenda ha così dato vita a una mobilitazione solidale partita dalla provincia di Salerno e proseguita anche attraverso la rete. La raccolta viene gestita attraverso <strong>GoFundMe</strong>, piattaforma utilizzata per consentire agli utenti di contribuire direttamente all&#8217;iniziativa.</p>



<p>La priorità resta però la salute dei quattro gattini: piccoli di appena dieci giorni che, dopo essere stati trovati senza assistenza, hanno bisogno di cure costanti e di una presenza continua.</p>



<p>Chi ha deciso di accoglierli sta portando avanti il loro recupero giorno e notte. La raccolta fondi nasce proprio dalla necessità di sostenere economicamente questa attività e assicurare ai cuccioli tutto ciò che occorre nel percorso verso lo svezzamento.</p>
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		<title>Dai boschi alle spiagge, la fauna selvatica sempre più vicina all’uomo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dai-boschi-alle-spiagge-la-fauna-selvatica-sempre-piu-vicina-alluomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 12:36:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle campagne alle strade, dai parcheggi ai lungomare, fino alle piazze dei piccoli centri. Nel Cilento gli avvistamenti di fauna selvatica in prossimità delle aree abitate sono diventati sempre più [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dalle campagne alle strade, dai parcheggi ai lungomare, fino alle piazze dei piccoli centri. Nel Cilento gli avvistamenti di fauna selvatica in prossimità delle aree abitate sono diventati sempre più frequenti, riportando al centro del dibattito il rapporto tra uomo e animali selvatici.</p>



<p>Il caso più evidente riguarda i cinghiali. Negli ultimi mesi, ma i casi si ripetono da nni, gli ungulati sono stati segnalati in diversi punti del territorio, anche in luoghi particolarmente frequentati durante la stagione estiva. A Pellare, frazione di Moio della Civitella, alcuni esemplari sono stati avvistati nei giorni scorsi in piazza Santa Caterina. Segnalazioni sono arrivate inoltre da Palinuro, Agnone Cilento e dall’area di Punta Licosa, con animali spinti fino alle zone costiere e, in alcuni casi, sulle spiagge. </p>



<p>Non è però soltanto una questione di decoro urbano. La presenza degli animali in prossimità delle abitazioni e lungo le strade pone problemi di sicurezza, soprattutto per il rischio di collisioni con le automobili. A giugno, a Palinuro, un’auto aveva investito un cinghiale lungo la strada delle Saline: gli occupanti della vettura erano rimasti illesi, mentre l’animale era morto nell’impatto. </p>



<p><strong>Un fenomeno che riguarda tutta la Campania</strong></p>



<p>La presenza crescente dei cinghiali non è un fenomeno esclusivamente cilentano. La Regione Campania ha riconosciuto la complessità dell’emergenza e, il 6 agosto scorso, ha riunito istituzioni, strutture sanitarie e veterinarie, Carabinieri Forestali, università e altri soggetti competenti, istituendo successivamente un tavolo tecnico operativo permanente.</p>



<p>Tra le questioni affrontate figurano i danni alle aziende agricole, gli incidenti stradali, la sicurezza dei cittadini, la gestione delle popolazioni di cinghiale e anche il rischio sanitario legato alla peste suina africana. </p>



<p>Il problema, dunque, non riguarda soltanto gli animali che entrano nei paesi. Il cinghiale può provocare danni alle coltivazioni, rappresentare un pericolo per la circolazione stradale e creare difficoltà nella gestione degli equilibri faunistici.</p>



<p>La stessa documentazione regionale definisce il cinghiale una specie “problematica” in Campania e prevede specifiche strategie di controllo e contenimento. Il Piano regionale indica tra gli obiettivi la riduzione dell’impatto economico, ecologico e sociale della specie, insieme alla prevenzione dei danni agricoli e degli incidenti stradali. </p>



<p><strong>Perché arrivano vicino alle case?</strong></p>



<p>L’avvicinamento degli animali selvatici agli insediamenti umani non ha una sola causa. Nel caso dei cinghiali, la disponibilità di cibo facilmente accessibile può rappresentare un importante elemento di attrazione. Rifiuti, residui alimentari e cassonetti non adeguatamente protetti possono diventare una fonte di alimentazione particolarmente conveniente.</p>



<p>A questo si aggiunge la trasformazione del territorio e la presenza di aree agricole e boscate a stretto contatto con abitazioni e infrastrutture. Nel Cilento la particolare conformazione del territorio, caratterizzato dalla presenza contemporanea di montagne, boschi, campagne e aree costiere, favorisce una stretta vicinanza tra habitat naturali e insediamenti umani.</p>



<p>Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ha spiegato negli anni che la gestione del cinghiale rappresenta una questione nazionale e che nell’area protetta sono state avviate diverse azioni di contenimento. Un piano d’azione è operativo nel Parco dal 2017, con l’obiettivo di ridurre la consistenza della popolazione e ricomporre gli equilibri naturali della specie. </p>



<p><strong>Non solo cinghiali: il ritorno della fauna selvatica</strong></p>



<p>Il fenomeno deve essere però distinto dalla presenza, ormai consolidata, di altre specie selvatiche che fanno parte dell’ecosistema cilentano.</p>



<p>Il Parco ospita infatti una ricca biodiversità. Tra i mammiferi sono presenti, oltre al cinghiale, volpe, tasso, martora, gatto selvatico e lupo. L’Ente Parco sottolinea in particolare come il ritorno del lupo sia stato favorito dalla tutela degli habitat e dalla disponibilità di prede, soprattutto cinghiali. Il lupo svolge inoltre un ruolo importante nella regolazione degli equilibri dell’ecosistema. </p>



<p>Per questo, spiegano gli esperti, non è corretto considerare ogni presenza di fauna selvatica vicino alle abitazioni come un’emergenza. Il punto è trovare un equilibrio tra la conservazione delle specie e la sicurezza delle comunità.</p>



<p>Il tema della fauna selvatica pone quindi una domanda che interessa direttamente un territorio come il Cilento: come è possibile proteggere la biodiversità senza mettere a rischio persone, agricoltura e attività economiche?</p>



<p>La risposta passa dal monitoraggio delle popolazioni, dalla prevenzione dei danni, dalla corretta gestione dei rifiuti e dalla messa in sicurezza dei punti maggiormente interessati dagli attraversamenti degli animali. Ma anche dalla corretta informazione dei cittadini.</p>



<p>In caso di incontro con un animale selvatico, soprattutto se si tratta di un cinghiale, è fondamentale evitare di avvicinarsi o tentare di alimentarlo. La presenza di animali feriti o in difficoltà deve invece essere segnalata agli organismi competenti secondo le procedure previste dalla normativa regionale. </p>
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		<title>Giornata mondiale del cane, quali sono i più amati dagli italiani?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giornata-mondiale-del-cane-quali-sono-i-piu-amati-dagli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 13:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale del cane]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=257713</guid>

					<description><![CDATA[Non è soltanto una questione di razza. Nella scelta di un cane entrano sempre più in gioco carattere, abitudini e stile di vita, con la ricerca di un animale capace [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non è soltanto una questione di razza. Nella scelta di un cane entrano sempre più in gioco carattere, abitudini e stile di vita, con la ricerca di un animale capace di inserirsi nella quotidianità della famiglia. E se a livello nazionale il meticcio resta la scelta più diffusa, le preferenze cambiano sensibilmente anche da una regione all’altra.</p>



<p>È quanto emerge dall’analisi realizzata da <strong>Rover.com</strong> in occasione della Giornata Mondiale del Cane, che si celebra il 26 agosto. La piattaforma di servizi di pet care ha incrociato i dati della propria community per fotografare le razze canine più popolari in Italia nel 2026.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La classifica nazionale</h3>



<p>Sul gradino più alto del podio ci sono i <strong>meticci</strong>, seguiti dal <strong>Barboncino</strong> e dal <strong>Bassotto</strong>. Quarta posizione per il <strong>Labrador Retriever</strong>, mentre il <strong>Bulldog Francese</strong> completa le prime cinque posizioni.</p>



<p>Seguono <strong>Golden Retriever, Jack Russell Terrier, Chihuahua, Maltese e Cocker Spaniel Inglese</strong>, che completano la top ten.</p>



<p>La classifica mette in evidenza la popolarità di cani dalle caratteristiche molto diverse, ma accomunati, secondo l&#8217;analisi, dalla capacità di adattarsi alla vita quotidiana delle famiglie. Particolarmente significativo il primo posto dei meticci, spesso protagonisti di adozioni da canili o associazioni e sempre più presenti nelle case degli italiani.</p>



<p><strong>Top 10</strong></p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li>Meticcio</li>



<li>Barboncino</li>



<li>Bassotto</li>



<li>Labrador Retriever</li>



<li>Bulldog Francese</li>



<li>Golden Retriever</li>



<li>Jack Russell Terrier</li>



<li>Chihuahua</li>



<li>Maltese</li>



<li>Cocker Spaniel Inglese</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Ogni regione ha il suo preferito</h3>



<p>Dietro la classifica nazionale si nascondono però differenze interessanti. In <strong>Lombardia</strong> le prime tre posizioni ricalcano il podio italiano, con meticcio, Barboncino e Bassotto. A seguire si trovano Golden Retriever e Chihuahua.</p>



<p>Nel <strong>Lazio</strong> la classifica conferma i primi tre posti nazionali, mentre nelle posizioni successive compaiono Bulldog Francese e Labrador Retriever.</p>



<p>Il <strong>Labrador Retriever</strong> guadagna invece una posizione di rilievo in <strong>Campania ed Emilia-Romagna</strong>, dove sale sul podio. Una presenza legata anche alle caratteristiche della razza, tradizionalmente apprezzata per il carattere socievole e la predisposizione alla vita familiare.</p>



<p>In <strong>Sicilia e Puglia</strong> emerge invece il <strong>Jack Russell Terrier</strong>, cane energico e vivace. In <strong>Calabria</strong> si distingue l&#8217;<strong>American Staffordshire Terrier</strong>, una preferenza meno comune rispetto alle razze che dominano la classifica nazionale.</p>



<p>Particolare anche il caso della <strong>Toscana</strong>, dove il Bassotto conquista il secondo posto, precedendo sia il Labrador Retriever sia il Barboncino.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cani e gatti sempre più protagonisti della vita quotidiana</h3>



<p>La fotografia scattata da Rover si inserisce in un cambiamento più ampio nel rapporto tra italiani e animali domestici. Cani e gatti non sono più considerati soltanto compagni di casa, ma entrano sempre più nelle scelte che riguardano il tempo libero, le vacanze e l&#8217;organizzazione della vita quotidiana.</p>



<p>«Ogni animale domestico è unico, ma osservando i dati della nostra community emerge un quadro chiaro di come stia evolvendo il rapporto tra gli italiani e i loro pet», commenta <strong>Elia Borrini, General Manager International di Rover</strong>. Secondo Borrini, la crescita delle adozioni di cani meticci e la popolarità delle razze particolarmente adatte alla vita familiare e agli ambienti urbani mostrano una crescente attenzione al benessere animale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">E i gatti?</h3>



<p>L&#8217;analisi di Rover ha preso in considerazione anche le preferenze degli italiani per i gatti. A dominare la classifica è il <strong>gatto Europeo (Celtic Shorthair)</strong>, seguito dal <strong>British Shorthair</strong> e dall&#8217;<strong>Asian Tabby</strong>.</p>



<p>Nelle posizioni successive figurano <strong>Siberiano, Maine Coon, Scottish Fold, Certosino, Ragdoll, Persiano e Bengala</strong>.</p>



<p>Il quadro complessivo racconta così un&#8217;Italia sempre più attenta alla presenza degli animali nella propria quotidianità. Dalla scelta della razza alle vacanze, passando per la gestione della casa e del tempo libero, il rapporto con i pet sembra essere diventato parte integrante dello stile di vita di molte famiglie.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Estate nel Cilento, alla scoperta della fauna del Parco: dalla volpe alla Caretta caretta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-nel-cilento-alla-scoperta-della-fauna-del-parco-dalla-volpe-alla-caretta-caretta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 17:44:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[animali selvatici del parco del cilento]]></category>
		<category><![CDATA[fauna cilento]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=257478</guid>

					<description><![CDATA[Un altro modo per vivere l’estate nel Cilento è imparare a riconoscere gli animali che abitano boschi, campagne, montagne, corsi d’acqua e mare. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un altro modo per vivere l’estate nel Cilento è imparare a riconoscere gli animali che abitano boschi, campagne, montagne, corsi d’acqua e mare. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni custodisce una biodiversità particolarmente ricca, grazie alla varietà degli ambienti, dalla costa alle aree montane.</p>



<p>Tra gli animali più facilmente osservabili ci sono la volpe e il riccio europeo, mentre il cinghiale è una presenza consolidata e oggetto di specifiche attività di gestione. Più difficile è avvistare il lupo appenninico, il gatto selvatico, la martora, il ghiro e il quercino, specie prevalentemente elusive che testimoniano la qualità degli ecosistemi forestali.</p>



<p>L’estate favorisce anche l’osservazione dei rettili, mentre nei corsi d’acqua, come il Bussento, è documentata la presenza della lontra. In mare il Parco ospita numerose specie di cetacei, tra cui delfini, tursiopi, stenelle, grampi, globicefali, capodogli e balenottere comuni.</p>



<p>Tra maggio e agosto le spiagge del Cilento diventano inoltre teatro del ritorno della Caretta caretta, che raggiunge la costa per deporre le uova.</p>



<p>La biodiversità comprende anche specie più piccole ma di grande valore. Nel 2026 il Parco ha confermato la presenza stabile della rara farfalla <em>Papilio alexanor</em>, portando a 100 le specie di farfalle censite nel territorio. Un piccolo ma significativo indicatore della ricchezza e della salute degli ecosistemi cilentani.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non solo cani e gatti, il caldo mette in difficoltà anche la fauna selvatica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/non-solo-cani-e-gatti-il-caldo-mette-in-difficolta-anche-la-fauna-selvatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 15:53:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
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					<description><![CDATA[Non sono soltanto cani e gatti a soffrire le temperature elevate. Durante le ondate di caldo e nei periodi di siccità, anche la fauna selvatica può trovarsi in difficoltà, soprattutto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non sono soltanto cani e gatti a soffrire le temperature elevate. Durante le ondate di caldo e nei periodi di siccità, anche la fauna selvatica può trovarsi in difficoltà, soprattutto per la scarsità di acqua. Uccelli, ricci, piccoli mammiferi, insetti e altri animali possono infatti avere maggiori difficoltà a trovare fonti naturali per dissetarsi e luoghi freschi dove ripararsi. Il tema è stato rilanciato anche quest’estate da associazioni e realtà impegnate nella tutela della fauna. </p>



<p class="p2">Un gesto semplice può essere quello di mettere a disposizione dell’acqua. In giardino, sul balcone o in uno spazio esterno è possibile sistemare una ciotola bassa con acqua pulita, preferibilmente in una zona ombreggiata e tranquilla. Per gli uccelli può essere utilizzata anche come piccolo abbeveratoio e, cambiando frequentemente l’acqua, può diventare un punto di ristoro durante le giornate più calde.</p>



<p class="p2">Per i piccoli mammiferi, come i ricci, è importante che il contenitore sia facilmente accessibile e non rappresenti un rischio di annegamento. Anche piscine, vasche e contenitori con pareti difficili da risalire possono diventare trappole: quando possibile, è quindi opportuno predisporre sistemi che consentano agli animali eventualmente caduti dentro di uscire. </p>



<p class="p2">Ma aiutare non significa necessariamente intervenire direttamente sugli animali. Una delle forme più efficaci di tutela consiste nel lasciare a disposizione piccoli rifugi naturali, vegetazione e zone d’ombra, evitando di disturbare gli animali nelle ore più calde. Nei giardini, inoltre, la presenza di piante e fiori può offrire riparo e risorse agli insetti e agli altri piccoli animali. </p>



<p class="p2">Particolare prudenza è necessaria quando viene trovato un animale selvatico apparentemente in difficoltà. Non sempre un animale solo, fermo o poco attivo è realmente abbandonato o malato: alcune specie adottano comportamenti naturali che possono essere fraintesi. Prima di raccoglierlo o alimentarlo, è quindi preferibile chiedere indicazioni a un centro di recupero della fauna selvatica o alle autorità competenti.</p>



<p class="p2">L’estate, dunque, può diventare anche un’occasione per trasformare balconi, terrazzi e giardini in piccoli punti di accoglienza per la biodiversità. Una ciotola d’acqua, un angolo d’ombra e un ambiente meno ostile possono rappresentare un aiuto concreto, soprattutto quando le risorse naturali scarseggiano. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Varenne, ultimo saluto a Ottaviano: le ceneri riposeranno a Eboli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/varenne-ultimo-saluto-a-ottaviano-le-ceneri-riposeranno-a-eboli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 07:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[È stato cremato a Ottaviano Varenne, il più grande trottatore della storia, morto martedì all’età di 31 anni nell’allevamento LJ di Eboli, dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È stato cremato a Ottaviano Varenne, il più grande trottatore della storia, morto martedì all’età di 31 anni nell’allevamento LJ di Eboli, dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita. Le spoglie del “Capitano” sono giunte ieri mattina al centro di cremazione del Dog Park, accompagnate da una ditta specializzata e autorizzata.</p>



<p>Poco dopo sono arrivati Daniele Giordano, figlio dello storico proprietario Enzo, e alcuni familiari. È stato proprio Daniele, visibilmente commosso, ad avviare il processo di cremazione e a scegliere l’urna destinata a custodire le ceneri. Le operazioni hanno richiesto diverse ore anche a causa del peso dell’animale, pari a circa 350 chilogrammi.</p>



<p>La scelta di Ottaviano ha assunto un forte valore simbolico. Il centro si trova infatti a poca distanza da San Giuseppe Vesuviano, città natale di Enzo Giordano, l’imprenditore che alla fine degli anni Novanta intuì le straordinarie qualità del cavallo dopo averlo visto correre a Bologna. Da quell’incontro nacque una storia capace di cambiare l’ippica mondiale: Varenne conquistò 62 vittorie in 73 gare e oltre sei milioni di euro di premi.</p>



<p>Anche lo staff del Dog Park ha vissuto con emozione l’arrivo del campione. Il presidente della struttura, Michele Visone, ha raccontato la commozione provata nel ricevere la richiesta della famiglia, sottolineando il legame ideale tra Varenne e la terra d’origine di Enzo Giordano, scomparso nel 2025.</p>



<p>Le ceneri del “Capitano” saranno trasferite nell’allevamento LJ di Eboli. Qui verranno tumulate all’interno di un mausoleo permanente, destinato ad aprire tra circa un mese per accogliere appassionati e tifosi provenienti da tutto il mondo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Varenne, gli ultimi mesi a Eboli: «Qui era semplicemente un cavallo»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/varenne-gli-ultimi-mesi-a-eboli-qui-era-semplicemente-un-cavallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 07:44:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli ultimi diciassette mesi della sua vita Varenne li ha trascorsi nell’allevamento LJ di Eboli, nella Piana del Sele, dove era arrivato nel marzo 2025. Lontano dalle piste e dai [...]]]></description>
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<p>Gli ultimi diciassette mesi della sua vita Varenne li ha trascorsi nell’allevamento LJ di Eboli, nella Piana del Sele, dove era arrivato nel marzo 2025. Lontano dalle piste e dai grandi appuntamenti dell’ippica mondiale, il “Capitano” aveva trovato nei circa 50 ettari della struttura di località Cioffi gli spazi e le attenzioni necessari per vivere da cavallo comune. È qui che la leggenda del trotto si è spenta nella notte tra lunedì e martedì, dopo aver superato i trent’anni.</p>



<p>Dario De Angelis, responsabile dell’allevamento, racconta che il trasferimento era stato fortemente voluto dal proprietario e amico Enzo Giordano, con il quale condivideva un approccio basato innanzitutto sul benessere dell’animale. Varenne viveva in un box di circa trenta metri quadrati, dotato di tre ventilatori per affrontare il caldo estivo, e seguiva un’alimentazione composta da cinque pasti al giorno, preparati secondo le indicazioni di un nutrizionista. Accanto a lui c’era anche Perla Nera, la cavalla alla quale era particolarmente legato. Durante l’estate preferiva passeggiare nelle ore notturne, quando le temperature diventavano più miti. Negli ultimi mesi aveva accusato un fisiologico calo fisico legato all’età, anche se da giugno erano stati osservati segnali di ripresa.</p>



<p>A seguirlo costantemente era Giovanni Tortoriello, collaboratore dell’allevamento che aveva scelto di non separarsi dal campione neppure durante la notte. Era presente anche nelle ultime ore: dopo una passeggiata, Varenne è rientrato nel box e ha manifestato improvvisamente i segni di un grave malore. Non ci sarebbe stato neppure il tempo di chiamare il veterinario. L’allevamento valuterà ora le modalità per consentire un ultimo saluto al campione. All’Asl di Salerno sarà inoltre richiesta una deroga per poterlo seppellire a Eboli ed evitare la cremazione prevista dalla normativa. In ogni caso, la struttura intende realizzare un mausoleo per conservarne la memoria nel luogo in cui Varenne ha trascorso l’ultima parte della sua vita.</p>
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		<title>Montecorice, festa a Baia Arena: nati i primi 170 piccoli di Caretta caretta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/montecorice-festa-a-baia-arena-nati-i-primi-170-piccoli-di-caretta-caretta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 12:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[baia arena]]></category>
		<category><![CDATA[schiusa caretta caretta]]></category>
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					<description><![CDATA[Festa sulla spiaggia di Baia Arena, a Montecorice, dove si sono schiusi i primi due nidi di tartaruga Caretta caretta. Dal primo nido sono emerse circa 100 tartarughine, mentre dal [...]]]></description>
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<p>Festa sulla spiaggia di Baia Arena, a Montecorice, dove si sono schiusi i primi due nidi di tartaruga Caretta caretta. Dal primo nido sono emerse circa 100 tartarughine, mentre dal secondo sono nate altre 70. </p>



<p>La schiusa è stata seguita e presidiata dai volontari di Legambiente, impegnati nella tutela dei nidi insieme alla referente del progetto TurtleNest, Daniela Guariglia, e dai volontari di altre associazioni ambientaliste. Ma la stagione delle nascite non è ancora terminata: a Baia Arena restano infatti altri due nidi ancora da schiudere, che potrebbero regalare nei prossimi giorni nuove piccole tartarughe al mare cilentano. </p>



<p>La Caretta caretta è una specie particolarmente tutelata e il periodo della schiusa rappresenta una fase delicata, nella quale la presenza dei volontari contribuisce a garantire condizioni di sicurezza per i piccoli durante il loro percorso verso il mare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Acciaroli, suggestivo avvistamento in mare: la Porpita porpita, il “bottone blu”, a pochi metri dalla riva</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/acciaroli-suggestivo-avvistamento-in-mare-la-porpita-porpita-il-bottone-blu-a-pochi-metri-dalla-riva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 12:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[porpita]]></category>
		<category><![CDATA[porpita acciaroli]]></category>
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					<description><![CDATA[Un incontro insolito e suggestivo nelle acque di Acciaroli, nel Cilento. Un lettore ha segnalato ieri, 9 agosto, intorno alle 18, l&#8217;avvistamento di una Porpita porpita, conosciuta comunemente come “bottone [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un incontro insolito e suggestivo nelle acque di Acciaroli, nel Cilento. Un lettore ha segnalato ieri, 9 agosto, intorno alle 18, l&#8217;avvistamento di una <em>Porpita porpita</em>, conosciuta comunemente come “bottone blu”, a meno di 50 metri dalla riva, all&#8217;altezza del residence L&#8217;Ancora.</p>



<p>L&#8217;organismo, caratterizzato da un piccolo disco centrale e da una corona di strutture filamentose dai colori che possono variare dall&#8217;azzurro al turchese, è stato osservato a poca distanza dalla spiaggia.</p>



<p><strong>COS&#8217;È IL “BOTTONE BLU”</strong></p>



<p>Nonostante il suo aspetto possa ricordare quello di una piccola medusa, la <em>Porpita porpita</em> non è una medusa, ed è innocua. È un idrozoo coloniale appartenente agli Cnidari, il gruppo zoologico che comprende anche meduse, coralli e anemoni. Quello che appare come un singolo animale è in realtà una colonia costituita da numerosi piccoli organismi, chiamati zooidi, specializzati nello svolgimento di diverse funzioni.</p>



<p>La colonia vive normalmente sulla superficie del mare ed è trasportata soprattutto dalle correnti e dal vento. Al centro presenta una struttura galleggiante, mentre intorno si sviluppano i polipi che danno all&#8217;organismo il caratteristico aspetto simile a quello di una medusa.</p>



<p>La specie è presente anche nel Mediterraneo e negli ultimi anni sono state documentate nuove osservazioni lungo le coste italiane. Uno studio pubblicato nel 2024 ha segnalato nuovi ritrovamenti di <em>Porpita porpita</em> lungo le coste italiane, compresi settori del Mediterraneo, indicando la necessità di continuare a monitorarne la presenza.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Vipere, cinghiali e serpenti in estate: come comportarsi negli incontri con gli animali selvatici lungo i sentieri</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vipere-cinghiali-e-serpenti-in-estate-come-comportarsi-negli-incontri-con-gli-animali-selvatici-lungo-i-sentieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 14:02:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[animali selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[cinghiali]]></category>
		<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
		<category><![CDATA[vipere]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il caldo aumentano le escursioni nella natura. Ecco cosa sapere per evitare rischi e rispettare la fauna Boschi, sentieri di montagna e aree rurali diventano durante l’estate mete sempre [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Con il caldo aumentano le escursioni nella natura. Ecco cosa sapere per evitare rischi e rispettare la fauna</strong></p>



<p>Boschi, sentieri di montagna e aree rurali diventano durante l’estate mete sempre più frequentate da escursionisti, turisti e famiglie in cerca di refrigerio. Ma il ritorno alla natura può significare anche incontri ravvicinati con alcuni animali selvatici: vipere, serpenti, cinghiali e altri esemplari che vivono nei nostri territori. Conoscere i comportamenti corretti è fondamentale per tutelare sia le persone sia gli animali.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Vipere: la paura spesso supera il pericolo</strong></h3>



<p>Tra gli animali che suscitano maggiore timore c’è sicuramente la vipera. In Italia sono presenti diverse specie di serpenti, ma soltanto alcune sono velenose e i casi di conseguenze gravi per l’uomo sono rari. La vipera, infatti, non è un animale aggressivo e tende generalmente ad allontanarsi quando percepisce la presenza dell’uomo. Il morso avviene soprattutto quando il rettile viene calpestato o disturbato.&nbsp;</p>



<p>Durante le escursioni è consigliabile indossare scarpe chiuse, evitare di infilare mani e piedi tra pietre, cespugli o erba alta e restare sui sentieri segnalati. In caso di incontro con una vipera, la regola principale è non avvicinarsi e lasciarle spazio per allontanarsi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa fare in caso di morso</strong></h3>



<p>Se si viene morsi da una vipera è importante mantenere la calma, ridurre i movimenti e chiamare il <strong>112</strong>. Non bisogna incidere la ferita, aspirare il veleno con la bocca o applicare lacci emostatici: sono pratiche sconsigliate perché possono peggiorare la situazione. È invece utile togliere eventuali anelli o oggetti stretti dalla zona interessata, perché potrebbe gonfiarsi.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Serpenti: non tutti sono pericolosi</strong></h3>



<p>Molti serpenti incontrati in campagna o nei boschi sono specie innocue per l’uomo. Il consiglio degli esperti è evitare di tentare la cattura o di avvicinarsi per fotografarli. Un animale selvatico non deve essere disturbato nel proprio ambiente: osservarlo a distanza è il comportamento più corretto.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cinghiali: attenzione soprattutto ai piccoli</strong></h3>



<p>Negli ultimi anni gli avvistamenti di cinghiali sono aumentati anche vicino ai centri abitati e nelle zone turistiche. In caso di incontro durante una passeggiata è importante non avvicinarsi, soprattutto se sono presenti cuccioli: una femmina può reagire per proteggere la prole.</p>



<p>Non bisogna mai offrire cibo agli animali selvatici. Oltre a modificare i loro comportamenti naturali, l’abitudine al contatto con l’uomo può creare situazioni di rischio.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Escursioni sicure: poche regole per vivere la natura</strong></h3>



<p>Prima di partire per un sentiero è consigliabile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>informarsi sul percorso e sulle condizioni ambientali;</li>



<li>portare acqua sufficiente, soprattutto nelle giornate più calde;</li>



<li>utilizzare abbigliamento e calzature adeguate;</li>



<li>evitare di camminare fuori dai tracciati;</li>



<li>prestare attenzione dove si mettono mani e piedi;</li>



<li>non disturbare gli animali incontrati.</li>
</ul>



<p>La natura estiva offre paesaggi e incontri straordinari, ma richiede rispetto e consapevolezza. Gli animali selvatici non sono un pericolo da affrontare, ma parte di un ecosistema da conoscere e proteggere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abbandono degli animali in estate: un reato che aumenta nei mesi delle vacanze. Cosa rischiano i proprietari e come segnalare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/abbandono-degli-animali-in-estate-un-reato-che-aumenta-nei-mesi-delle-vacanze-cosa-rischiano-i-proprietari-e-come-segnalare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 13:57:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità nel Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Norme & Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono cani]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono gatti]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[codice penale]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[legge animali]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamento animali]]></category>
		<category><![CDATA[randagismo]]></category>
		<category><![CDATA[tutela animali]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
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					<description><![CDATA[Cani lasciati sulle strade, vicino alle autostrade o davanti ai rifugi: il fenomeno dell’abbandono torna ogni estate al centro dell’attenzione. La legge italiana prevede sanzioni penali per chi si libera [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cani lasciati sulle strade, vicino alle autostrade o davanti ai rifugi: il fenomeno dell’abbandono torna ogni estate al centro dell’attenzione. La legge italiana prevede sanzioni penali per chi si libera di un animale</p>



<p>L’estate resta uno dei periodi più critici per il fenomeno dell’abbandono degli animali. Con l’avvicinarsi delle partenze per le vacanze, aumentano le segnalazioni di cani e gatti lasciati soli, spesso lungo le strade, nelle campagne o nei pressi delle strutture di accoglienza. Un comportamento che, oltre a rappresentare un grave atto di crudeltà, costituisce un reato previsto dal Codice penale.</p>



<p>Abbandonare un animale è un reato</p>



<p>L’articolo 727 del Codice penale punisce chi abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività. La norma prevede l’arresto fino a un anno o l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. La stessa disposizione riguarda anche chi detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.</p>



<p>La tutela degli animali ha assunto negli ultimi anni un valore sempre maggiore anche sul piano giuridico: dal 2022 la protezione degli animali è stata inserita tra i principi fondamentali della Costituzione italiana attraverso la modifica dell’articolo 9.</p>



<p>Perché l’estate è il periodo più a rischio</p>



<p>Il problema è legato soprattutto alla difficoltà, per alcune persone, di gestire la presenza di un animale durante viaggi e soggiorni fuori casa. Cani e gatti vengono talvolta considerati un ostacolo all’organizzazione delle vacanze, nonostante esistano soluzioni come pensioni per animali, affidamenti temporanei e strutture pet friendly.</p>



<p>Il Ministero della Salute ha più volte promosso campagne di sensibilizzazione sul possesso responsabile degli animali, ricordando che l’abbandono produce conseguenze non solo sugli animali coinvolti, ma anche sulla sicurezza delle persone e sull’ambiente. Gli animali vaganti possono infatti causare incidenti stradali e creare situazioni di rischio sul territorio.</p>



<p>Cosa fare se si assiste a un abbandono</p>



<p>Chi assiste all’abbandono di un animale può effettuare una segnalazione alle forze dell’ordine. È importante raccogliere, se possibile, elementi utili come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>luogo e ora dell’accaduto;</li>



<li>descrizione dell’animale;</li>



<li>eventuale targa del veicolo coinvolto;</li>



<li>fotografie o video, senza mettere a rischio la propria sicurezza.</li>
</ul>



<p>In caso di animali feriti o in pericolo è possibile contattare anche i servizi veterinari pubblici della Asl competente o le autorità locali.</p>



<p>Mai lasciare un animale in auto</p>



<p>Tra i comportamenti più pericolosi durante l’estate c’è anche quello di lasciare un cane chiuso all’interno di un’automobile. Anche pochi minuti possono trasformare l’abitacolo in un ambiente con temperature elevate e mettere seriamente a rischio la vita dell’animale.</p>



<p>Gli esperti raccomandano di programmare le vacanze tenendo conto delle esigenze dell’animale: acqua sempre disponibile, protezione dal caldo, controlli veterinari e una soluzione sicura nel caso in cui non possa accompagnare la famiglia.</p>



<p>La scelta responsabile prima della partenza</p>



<p>Un animale domestico non è un impegno stagionale, ma una responsabilità che dura per tutta la sua vita. Prima di adottare un cane o un gatto è necessario valutare tempo, risorse economiche e capacità di garantire cure adeguate.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ricci di mare, tartarughe e delfini: cosa fare quando si incontrano durante una giornata al mare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ricci-di-mare-tartarughe-e-delfini-cosa-fare-quando-si-incontrano-durante-una-giornata-al-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 13:56:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Norme & Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[animali marini]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[caretta caretta]]></category>
		<category><![CDATA[delfini]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[fauna marina]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[ricci di mare]]></category>
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		<category><![CDATA[tartarughe marine]]></category>
		<category><![CDATA[tutela ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’avvistamento di una tartaruga Caretta caretta al passaggio dei delfini: le regole per osservare la fauna marina senza danneggiarla Una giornata in spiaggia può trasformarsi in un incontro speciale con [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dall’avvistamento di una tartaruga Caretta caretta al passaggio dei delfini: le regole per osservare la fauna marina senza danneggiarla</strong></p>



<p>Una giornata in spiaggia può trasformarsi in un incontro speciale con gli abitanti del mare. Una tartaruga marina che nuota vicino alla riva, un branco di delfini all’orizzonte o un riccio di mare tra gli scogli sono immagini sempre più frequenti lungo le coste italiane durante la stagione estiva. Ma davanti a questi animali è fondamentale sapere come comportarsi per non arrecare loro danno e per rispettare le norme di tutela della biodiversità marina.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tartarughe marine: osservare a distanza e non toccare</strong></h3>



<p>Tra gli incontri più emozionanti c’è quello con la tartaruga marina, in particolare la <strong>Caretta caretta</strong>, la specie più comune nei nostri mari e protagonista negli ultimi anni di numerose nidificazioni sulle spiagge italiane. Le tartarughe marine sono specie protette e ogni comportamento che possa disturbare gli animali o compromettere la loro riproduzione deve essere evitato.&nbsp;</p>



<p>Se una tartaruga viene avvistata mentre nuota, la regola principale è non inseguirla, non toccarla e mantenere una distanza di sicurezza. Anche in barca è importante non tagliarle la strada e ridurre la velocità per evitare collisioni.&nbsp;</p>



<p>Se invece una tartaruga arriva sulla spiaggia, magari per deporre le uova, è necessario allontanarsi, evitare rumori, luci e flash fotografici. Un avvicinamento eccessivo può spingerla ad abbandonare il tentativo di nidificazione. In caso di avvistamento è possibile contattare la Capitaneria di Porto al numero blu <strong>1530</strong> o i centri specializzati nel recupero delle tartarughe marine.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Delfini: uno spettacolo da ammirare senza interferire</strong></h3>



<p>Il Mediterraneo ospita diverse specie di cetacei, tra cui stenelle, tursiopi, delfini comuni e altre specie monitorate dai ricercatori. I programmi di osservazione scientifica hanno documentato numerosi avvistamenti anche nel Mar Tirreno, confermando l’importanza di questi ecosistemi.&nbsp;</p>



<p>Quando si incontrano dei delfini in mare, la tentazione è spesso quella di avvicinarsi o cercare il contatto. Un comportamento invece da evitare: non bisogna inseguirli con le imbarcazioni, gettare cibo in acqua o tentare di nuotare accanto agli animali. La distanza e il rispetto dei loro spazi sono fondamentali per non alterare i loro comportamenti naturali.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ricci di mare: attenzione alla raccolta</strong></h3>



<p>Anche i ricci di mare sono una presenza caratteristica delle coste rocciose. In molte regioni italiane la loro raccolta è regolamentata con limiti precisi per proteggere le popolazioni marine e garantire la conservazione della specie. Le regole possono variare a seconda della Regione e della zona, quindi prima di raccoglierli è necessario informarsi sulle disposizioni locali.</p>



<p>In ogni caso, durante una semplice nuotata o un’escursione tra gli scogli, è consigliabile non danneggiare gli organismi marini e non prelevare animali dall’ambiente naturale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se trovi un animale marino in difficoltà</strong></h3>



<p>Nel caso di una tartaruga, un delfino o un altro animale marino ferito, spiaggiato o in difficoltà, bisogna evitare interventi improvvisati. Non bisogna trascinare l’animale in acqua, nutrirlo o manipolarlo, ma segnalare rapidamente la situazione alla Capitaneria di Porto o agli enti competenti.&nbsp;</p>



<p>L’estate può regalare incontri straordinari con la fauna marina, ma il modo migliore per viverli è quello di essere semplici spettatori: osservare, fotografare con rispetto e lasciare che il mare continui a essere la casa di queste specie.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Colpi di calore negli animali domestici: i segnali da non sottovalutare e cosa fare subito</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/colpi-di-calore-negli-animali-domestici-i-segnali-da-non-sottovalutare-e-cosa-fare-subito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 13:54:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Life]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animali]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[colpo di calore]]></category>
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		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[salute animale]]></category>
		<category><![CDATA[Tag: animali]]></category>
		<category><![CDATA[veterinario]]></category>
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					<description><![CDATA[Cani e gatti soffrono il caldo: affanno, letargia e barcollamenti possono essere campanelli d’allarme. I consigli per proteggere gli amici a quattro zampe durante l’estate Con l’arrivo delle alte temperature [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Cani e gatti soffrono il caldo: affanno, letargia e barcollamenti possono essere campanelli d’allarme. I consigli per proteggere gli amici a quattro zampe durante l’estate</strong></p>



<p>Con l’arrivo delle alte temperature non sono soltanto le persone anziane e i bambini a essere più esposti ai rischi del caldo. Anche gli animali domestici possono andare incontro a conseguenze gravi, fino al pericolo di vita, a causa del colpo di calore. Un fenomeno che in estate aumenta e che richiede attenzione da parte dei proprietari.&nbsp;</p>



<p>Cani e gatti, infatti, hanno meccanismi diversi rispetto all’uomo per regolare la temperatura corporea: sudano principalmente attraverso i polpastrelli e disperdono il calore soprattutto attraverso la respirazione. Quando le temperature sono elevate, soprattutto in presenza di umidità, questo sistema può non essere sufficiente.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I sintomi da riconoscere</strong></h3>



<p>Tra i segnali più frequenti di un possibile colpo di calore ci sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>respirazione affannosa e ansimare intenso;</li>



<li>eccessiva salivazione;</li>



<li>debolezza e stanchezza improvvisa;</li>



<li>difficoltà a stare in piedi o barcollamenti;</li>



<li>gengive molto arrossate;</li>



<li>vomito o diarrea;</li>



<li>perdita di conoscenza nei casi più gravi.</li>
</ul>



<p>Il Ministero della Salute raccomanda di non sottovalutare questi sintomi e di contattare immediatamente il veterinario quando si sospetta un colpo di calore.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quali animali rischiano di più</strong></h3>



<p>Sono particolarmente vulnerabili i cuccioli, gli animali anziani, i cani appartenenti a razze brachicefale, come bulldog e carlini, gli animali in sovrappeso e quelli che soffrono di patologie cardiache o respiratorie.&nbsp;</p>



<p>Un rischio molto comune durante l’estate è anche quello dell’auto. Lasciare un cane chiuso in macchina, anche con i finestrini leggermente aperti o all’ombra, può essere estremamente pericoloso perché l’abitacolo può raggiungere temperature elevate in poco tempo.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come prevenire il colpo di calore</strong></h3>



<p>Alcuni semplici accorgimenti possono ridurre i rischi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>lasciare sempre a disposizione acqua fresca;</li>



<li>garantire una zona ombreggiata e ventilata;</li>



<li>evitare passeggiate nelle ore più calde;</li>



<li>proteggere i polpastrelli dalla sabbia e dall’asfalto roventi;</li>



<li>non lasciare mai l’animale in auto;</li>



<li>non sottoporre il cane a tosature drastiche: il mantello svolge anche una funzione protettiva e termoregolatrice. </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cosa fare se il cane o il gatto sta male</strong></h3>



<p>Se si sospetta un colpo di calore, la prima cosa da fare è spostare l’animale in un luogo fresco e ventilato. È possibile raffreddarlo gradualmente con acqua fresca (non ghiacciata), bagnando corpo e zampe e applicando panni umidi in alcune zone come collo, testa, ascelle e inguine.&nbsp;</p>



<p>L’intervento del veterinario resta però fondamentale, perché un colpo di calore può provocare danni agli organi interni anche dopo un apparente miglioramento.</p>



<p>L’estate può essere vissuta insieme ai propri animali, ma richiede maggiore attenzione. Prevenzione, osservazione dei comportamenti e interventi tempestivi possono fare la differenza per salvaguardare la salute dei nostri compagni a quattro zampe.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cani in spiaggia: dove sono ammessi e quali regole devono rispettare i proprietari</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cani-in-spiaggia-dove-sono-ammessi-e-quali-regole-devono-rispettare-i-proprietari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 13:50:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Norme & Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[cani in spiaggia]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’arrivo dell’estate aumenta il numero di famiglie che scelgono di trascorrere una giornata al mare insieme al proprio cane. Ma è davvero sempre consentito portare gli animali in spiaggia? [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’arrivo dell’estate aumenta il numero di famiglie che scelgono di trascorrere una giornata al mare insieme al proprio cane. Ma è davvero sempre consentito portare gli animali in spiaggia? La risposta è no: in Italia non esiste una normativa nazionale unica e le regole cambiano da Comune a Comune, oltre che in base alle ordinanze balneari e alle disposizioni delle Capitanerie di Porto. </p>



<p>In linea generale, i cani possono accedere alle cosiddette <em>dog beach</em>, aree appositamente attrezzate, mentre nelle spiagge libere e negli stabilimenti balneari occorre verificare le ordinanze locali. Alcuni Comuni consentono l’accesso soltanto in determinate fasce orarie, altri lo vietano durante la stagione balneare o lo limitano a specifiche porzioni dell’arenile. Per questo motivo è sempre consigliabile consultare le disposizioni del Comune di destinazione prima di partire.&nbsp;</p>



<p>Tra gli obblighi più comuni per i proprietari figurano il guinzaglio, generalmente non superiore a 1,50 metri, la disponibilità della museruola da utilizzare in caso di necessità, la raccolta delle deiezioni e il controllo costante dell’animale. Il Ministero della Salute ricorda inoltre che il proprietario è responsabile civilmente e penalmente dei danni eventualmente provocati dal proprio cane.&nbsp;</p>



<p>Nelle spiagge dedicate agli animali possono essere richiesti anche il libretto sanitario aggiornato e la regolarità delle vaccinazioni. In molte strutture sono inoltre vietati l’accesso alle femmine in calore e la permanenza di animali non identificati con microchip, mentre i cani guida per persone non vedenti possono sempre accedere ai luoghi pubblici secondo quanto previsto dalla normativa vigente.&nbsp;</p>



<p>Gli esperti raccomandano infine di evitare le ore più calde della giornata, garantire acqua fresca in abbondanza, predisporre una zona d’ombra e fare attenzione alla sabbia rovente, che può provocare ustioni ai polpastrelli. È altrettanto importante evitare che il cane beva acqua di mare, per prevenire disturbi gastrointestinali e disidratazione.</p>



<p>Organizzare una giornata al mare con il proprio amico a quattro zampe è dunque possibile, ma richiede attenzione alle regole locali e al benessere dell’animale. Informarsi prima della partenza e adottare comportamenti responsabili consente di vivere la spiaggia nel rispetto degli altri bagnanti e dell’ambiente.&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Quartieri contro le &#8216;gattare&#8217;, ma la Cassazione: chi accudisce i randagi non è responsabile dei danni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/quartieri-contro-le-gattare-ma-la-cassazione-chi-accudisce-i-randagi-non-e-responsabile-dei-danni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 19:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Norme & Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Prendersi cura dei gatti randagi e lasciargli del cibo o garantirgli assistenza non significa diventarne proprietari, né assumersi la responsabilità per eventuali danni causati dagli stessi. È il principio ribadito [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Prendersi cura dei gatti randagi e lasciargli del cibo o garantirgli assistenza non significa diventarne proprietari, né assumersi la responsabilità per eventuali danni causati dagli stessi.</p>



<p>È il principio ribadito dalla Cassazione con la sentenza commentata, destinata ad avere importanti riflessi soprattutto per le cosiddette &#8220;gattare&#8221;, da anni impegnate nella cura delle colonie feline. La Suprema Corte ha tracciato una netta distinzione tra la proprietà esclusiva di un animale domestico e la semplice attività di supporto nei confronti di animali che vivono in libertà.</p>



<p>Nel primo caso trova applicazione l&#8217;art. 2052 del Codice civile, che prevede una responsabilità oggettiva del proprietario o di chi si serve dell&#8217;animale per il tempo in cui lo ha in uso.</p>



<p>Diversa è invece la posizione di chi si limita a favorire la sopravvivenza di animali randagi, senza esercitare su di essi alcun potere di controllo o custodia. Secondo la Cassazione, offrire cibo, acqua o cure veterinarie occasionali non trasforma il volontario nel detentore dell&#8217;animale. </p>



<p>I gatti delle colonie feline, così come gli altri animali che vivono stabilmente in libertà, (ultimamente la cronaca televisiva ha dato clamore ai problemi creati dai piccioni), mantengono infatti la loro autonomia e non possono essere equiparati ad animali di proprietà privata. Ne consegue che il semplice accudimento non comporta alcuna responsabilità civile per i danni o fastidi eventualmente provocati dagli animali a persone o cose. Diversamente si finirebbe per scoraggiare un&#8217;attività di evidente utilità sociale, svolta quotidianamente da migliaia di volontari e spesso favorita dalle stesse amministrazioni comunali nell&#8217;ambito della tutela del benessere della fauna.</p>



<p>La pronuncia offre quindi un importante chiarimento giuridico: la solidarietà verso gli animali randagi non può essere confusa con la titolarità del rapporto di proprietà. Solo chi ha un effettivo potere di governo sull&#8217;animale può essere chiamato a rispondere delle conseguenze del suo comportamento. Per le &#8220;gattare&#8221; e per tutti coloro che, con spirito di volontariato, assistono gli animali liberi, la sentenza rappresenta un significativo sospiro di sollievo.</p>



<p>Continuare ad alimentare una colonia felina o prestare cure ad animali randagi, non significa esporsi automaticamente a richieste risarcitorie. Un principio che valorizza il ruolo del volontariato e riconosce la differenza tra il possesso di un animale e un gesto di semplice civiltà verso esseri viventi che condividono gli spazi urbani.</p>
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		<item>
		<title>Il mio vicino ha un cane che abbaia a tutte le ore del giorno e della notte: cosa posso fare?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-mio-vicino-ha-un-cane-che-abbaia-a-tutte-le-ore-del-giorno-e-della-notte-cosa-posso-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 17:08:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Norme & Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Legislative]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Non esistono leggi specifiche, ma l&#8217;avvocato Simone Labonia ci illustra i limiti del problema. L&#8217;abbaiare di un cane è un comportamento naturale, ma quando si protrae in modo continuo, soprattutto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non esistono leggi specifiche, ma l&#8217;avvocato Simone Labonia ci illustra i limiti del problema.</p>



<p>L&#8217;abbaiare di un cane è un comportamento naturale, ma quando si protrae in modo continuo, soprattutto nelle ore notturne, può trasformarsi in una fonte di grave disagio per il vicinato e assumere rilevanza giuridica. L&#8217;ordinamento italiano tutela infatti il diritto al riposo e alla tranquillità domestica, prevedendo strumenti sia in sede civile che penale.<br />Sul piano penale trova applicazione l&#8217;art. 659 del Codice penale, che punisce il disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. La responsabilità non deriva dal semplice fatto che il cane abbai, ma dall&#8217;omessa vigilanza del proprietario, il quale ha il dovere di adottare tutte le misure idonee a evitare che l&#8217;animale arrechi un disturbo tale da coinvolgere una pluralità di persone.<br />La Corte di Cassazione ha più volte precisato che il reato non sussiste se il rumore reca fastidio soltanto a un vicino. È invece necessario che il disturbo sia potenzialmente percepibile da un numero indeterminato di persone, come gli abitanti di un intero condominio o di una parte significativa del quartiere. In numerose pronunce la Suprema Corte ha inoltre chiarito che, ai fini della condanna, non è indispensabile una perizia fonometrica: possono essere sufficienti le testimonianze dei residenti e degli agenti intervenuti, purché dimostrino l&#8217;effettiva intensità e continuità dei rumori.<br />Accanto al profilo penale vi è quello civile. L&#8217;art. 844 del Codice civile vieta le immissioni rumorose che superino la normale tollerabilità. In questi casi il vicino può chiedere al giudice un provvedimento che imponga al proprietario dell&#8217;animale di eliminare o ridurre il disturbo e, qualora dimostri di aver subito un danno, ottenere anche il risarcimento.<br />Non ogni abbaiare, quindi, giustifica un&#8217;azione giudiziaria. I giudici valutano la frequenza, la durata, l&#8217;orario e l&#8217;intensità dei rumori, nonché il contesto in cui essi si verificano. Un cane che abbaia sporadicamente non integra alcuna violazione; diverso è il caso di un animale lasciato per ore da solo sul balcone o in giardino, che continui ad abbaiare impedendo il riposo dei vicini.<br />Prima di ricorrere alle vie legali è sempre consigliabile tentare una soluzione bonaria, informando il proprietario del disagio e cercando un accordo. Se il problema persiste, è possibile rivolgersi all&#8217;amministratore di condominio, promuovere una mediazione nelle controversie civili o, nei casi più gravi, presentare un esposto alle autorità competenti.</p>



<p>La giurisprudenza della Cassazione conferma dunque un principio di equilibrio: il benessere degli animali domestici merita tutela, ma non può comprimere il diritto dei vicini alla quiete e al riposo. Il proprietario è chiamato a custodire il proprio cane con diligenza, prevenendo comportamenti che possano trasformare un normale abbaio in una fonte costante di disturbo per la collettività.</p>
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		<item>
		<title>Fauna selvatica e caldo, cinque errori da evitare quando si incontra un animale in difficoltà</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fauna-selvatica-e-caldo-cinque-errori-da-evitare-quando-si-incontra-un-animale-in-difficolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 19:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’acqua offerta senza criterio al recupero di piccoli uccelli: gli esperti invitano alla prudenza per non compromettere la sopravvivenza degli animali selvatici Con l’arrivo delle ondate di calore estive cresce [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Dall’acqua offerta senza criterio al recupero di piccoli uccelli: gli esperti invitano alla prudenza per non compromettere la sopravvivenza degli animali selvatici</em></p>



<p class="p3">Con l’arrivo delle ondate di calore estive cresce il rischio di difficoltà anche per la fauna selvatica. Temperature elevate, siccità e riduzione delle risorse idriche possono mettere sotto stress numerose specie, aumentando la possibilità di incontrare animali apparentemente stanchi o in difficoltà.</p>



<p class="p3">Ma un intervento spontaneo, se non effettuato nel modo corretto, può trasformarsi in un problema. Gli esperti ricordano infatti che la prima regola è osservare e valutare la situazione, evitando comportamenti dettati dall’urgenza.</p>



<p class="p3">Sono cinque gli errori più comuni da evitare.</p>



<p class="p3"><strong>Dare acqua o cibo senza sapere cosa fare.</strong><br />Di fronte a un animale selvatico accaldato la tentazione è quella di intervenire subito offrendo acqua o alimenti. Un gesto generoso che, però, non sempre è utile. Ogni specie ha esigenze diverse e un animale debilitato potrebbe non essere in grado di alimentarsi o idratarsi correttamente. Prima di intervenire è consigliabile rivolgersi a un centro specializzato.</p>



<p class="p3"><strong>Portare a casa un animale trovato in natura.</strong><br />Non tutti gli animali apparentemente soli sono abbandonati. È il caso, soprattutto in estate, dei giovani uccelli che lasciano il nido e vengono spesso trovati a terra: nella maggior parte dei casi i genitori continuano a seguirli e alimentarli. Recuperarli senza necessità può interrompere un processo naturale.</p>



<p class="p3"><strong>Intervenire sui piccoli uccelli senza valutare la situazione.</strong><br />Un uccello ferito, incapace di muoversi o in evidente difficoltà necessita di assistenza qualificata. Diverso è il caso di un giovane già piumato che si trova sul terreno: prima di raccoglierlo è importante osservare a distanza e verificare se i genitori sono presenti.</p>



<p class="p3"><strong>Spostare rettili e tartarughe trovati immobili.</strong><br />Il caldo può rendere meno attivi molti rettili. Una tartaruga o una lucertola ferme non sono necessariamente in pericolo: potrebbero semplicemente cercare di ridurre la dispersione di energia nelle ore più calde. Spostarle dal proprio habitat può creare loro difficoltà.</p>



<p class="p3"><strong>Avvicinarsi troppo a un animale selvatico.</strong><br />Un animale impaurito o stressato può reagire in modo imprevedibile. Tentare di catturarlo o maneggiarlo senza competenze può aumentare lo stato di sofferenza e provocare ferite.</p>



<p class="p3">In caso di animali feriti, debilitati o in evidente difficoltà, il consiglio è contattare i Centri di Recupero Animali Selvatici (CRAS), le autorità competenti o gli enti territoriali preposti alla tutela della fauna.</p>



<p class="p3">Durante l’estate, inoltre, piccoli accorgimenti possono aiutare la biodiversità: lasciare, quando possibile, una ciotola con acqua pulita in aree private e protette può offrire un punto di ristoro per alcuni animali, senza però interferire con i comportamenti naturali delle specie selvatiche.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Raro cavalluccio marino torna a popolare la Grotta Azzurra di Capo Palinuro: aumentano gli avvistamenti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/raro-cavalluccio-marino-torna-a-popolare-la-grotta-azzurra-di-capo-palinuro-aumentano-gli-avvistamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 12:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[capo palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[cavalluccio marino]]></category>
		<category><![CDATA[grotta azzurra]]></category>
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					<description><![CDATA[Un piccolo ma significativo segnale dello straordinario stato di salute del mare di Capo Palinuro arriva dalle profondità della Grotta Azzurra, dove nelle ultime settimane è stato registrato un sensibile [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un piccolo ma significativo segnale dello straordinario stato di salute del mare di Capo Palinuro arriva dalle profondità della Grotta Azzurra, dove nelle ultime settimane è stato registrato un sensibile aumento degli avvistamenti dell’Hippocampus guttulatus, il cavalluccio marino dal muso lungo, specie considerata tra le più affascinanti e delicate del Mediterraneo.</p>



<p>A documentarne la presenza sono le fotografie realizzate dal fotografo subacqueo Rosario Gloriante, che ha immortalato alcuni esemplari tra le pareti ricche di vita e gli anfratti della celebre cavità sommersa, uno degli ambienti marini più suggestivi dell’intero Cilento.</p>



<p>La Grotta Azzurra rappresenta la più importante tra le 36 grotte sommerse della costa di Palinuro. Al suo interno si sviluppa un ecosistema unico, caratterizzato dalla presenza di colonne stalatto-stalagmitiche, sorgenti idrotermali e numerose specie marine che trovano in questo habitat condizioni ideali per vivere e riprodursi.</p>



<p>Secondo quanto osservato dagli operatori del Palinuro Sub Diving Center, il numero di cavallucci marini avvistati durante le immersioni è cresciuto sensibilmente rispetto al passato. Un dato che testimonia l’elevata biodiversità di queste acque e conferma l’importanza di preservare un ambiente tanto prezioso quanto fragile.</p>



<p>Dal 1983 il centro immersioni collabora con università e istituti di ricerca per il monitoraggio delle grotte sommerse e delle specie che le popolano, contribuendo alla raccolta di dati scientifici e alla tutela di un patrimonio naturalistico di eccezionale valore.</p>



<p>La ricomparsa sempre più frequente del cavalluccio marino rappresenta così una notizia incoraggiante per gli studiosi e per gli appassionati del mare, ma anche un richiamo alla necessità di adottare comportamenti responsabili durante le immersioni, affinché questi delicati organismi possano continuare a vivere indisturbati nel loro habitat naturale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cavalluccio marino torna nei fondali della Gaiola, il Parco: «Segnale della rinascita della Posidonia»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cavalluccio-marino-torna-nei-fondali-della-gaiola-il-parco-segnale-della-rinascita-della-posidonia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 12:02:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cavalluccio marino parco gaiola]]></category>
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					<description><![CDATA[Un esemplare di cavalluccio marino è stato osservato nei fondali dell&#8217;Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola, tra le praterie di Posidonia oceanica oggetto di un intervento di ripristino ambientale [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un esemplare di cavalluccio marino è stato osservato nei fondali dell&#8217;<strong>Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola</strong>, tra le praterie di Posidonia oceanica oggetto di un intervento di ripristino ambientale avviato nel 2023. A darne notizia è lo stesso Parco, che definisce l&#8217;avvistamento &#8220;un&#8217;emozione indescrivibile&#8221; e un importante segnale della progressiva rinaturalizzazione dell&#8217;area marina protetta.</p>



<p>Secondo quanto riferito dai ricercatori impegnati nel monitoraggio, l&#8217;esemplare di <strong>Hippocampus guttulatus</strong>, specie protetta nel Mediterraneo, è stato individuato durante le attività di controllo delle piante di Posidonia reimpiantate nell&#8217;ambito del progetto di restauro degli habitat marini.</p>



<p>Il cavalluccio marino è considerato una specie particolarmente vulnerabile alla perdita delle praterie di Posidonia oceanica, habitat fondamentale per il suo ciclo vitale. È inserito nell&#8217;Allegato II del Protocollo SPA/BIO della Convenzione di Barcellona, nell&#8217;Allegato II della Convenzione di Berna e nell&#8217;Allegato III della Convenzione CITES.</p>



<p>Il Parco ricorda che il progetto di ripristino è iniziato nel 2023 con il reimpianto delle prime talee di Posidonia donate dall&#8217;Area Marina Protetta Regno di Nettuno. Nel 2025 è stata inoltre avviata una fase sperimentale di coltivazione da seme attraverso il progetto PosiFarm, realizzato in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn, che ha portato alla messa a dimora di oltre mille giovani plantule sui fondali.</p>



<p>Nel corso del monitoraggio, spiegano ancora i responsabili dell&#8217;area marina protetta, è stata osservata una progressiva ricomparsa di numerose specie associate alle praterie di Posidonia, tra cui piccoli pesci, stelle marine, spirografi e cerianti. L&#8217;avvistamento del cavalluccio marino viene ora considerato il risultato più significativo del processo di recupero ecologico avviato negli ultimi anni.</p>



<p>&#8220;Vedere quel piccolo ippocampo aggrappato alle foglie della Posidonia che sta ricrescendo dove era stata distrutta rappresenta il simbolo della vita che rinasce&#8221;, afferma il Parco, sottolineando come il ritorno della specie rappresenti una conferma dell&#8217;efficacia degli interventi di restauro ambientale e degli sforzi compiuti per la tutela dell&#8217;ecosistema marino della Gaiola.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Zanzare in estate: come tenerle lontane e impedire che entrino in casa con metodi naturali ed efficaci</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/zanzare-in-estate-come-tenerle-lontane-e-impedire-che-entrino-in-casa-con-metodi-naturali-ed-efficaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 11:59:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252917</guid>

					<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate aumentano caldo e umidità, condizioni ideali per la proliferazione delle zanzare. Sebbene sia impossibile farle scomparire completamente, è possibile ridurne la presenza e limitare il rischio di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate aumentano caldo e umidità, condizioni ideali per la proliferazione delle zanzare. Sebbene sia impossibile farle scomparire completamente, è possibile ridurne la presenza e limitare il rischio di punture adottando alcune semplici strategie. Dalla prevenzione ai metodi naturali, ecco cosa consigliano gli esperti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prevenzione è la migliore difesa</h2>



<p>Il modo più efficace per ridurre la presenza delle zanzare è impedire che trovino luoghi adatti alla deposizione delle uova. Bastano pochi millimetri di acqua stagnante perché possano completare il loro ciclo vitale.</p>



<p>Per questo è consigliabile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>svuotare regolarmente sottovasi, secchi e altri contenitori che raccolgono acqua;</li>



<li>mantenere puliti tombini e grondaie;</li>



<li>coprire le cisterne e i contenitori per la raccolta dell&#8217;acqua piovana;</li>



<li>cambiare spesso l&#8217;acqua nelle ciotole degli animali domestici;</li>



<li>eliminare qualsiasi ristagno presente in giardino o sul balcone.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Come impedire alle zanzare di entrare in casa</h2>



<p>Proteggere gli ambienti domestici è il passo successivo. Le zanzariere rimangono la soluzione più efficace per evitare l&#8217;ingresso degli insetti, a patto che siano ben installate e prive di aperture.</p>



<p>È inoltre utile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aprire le finestre con maggiore attenzione nelle ore serali e all&#8217;alba, quando molte specie sono più attive;</li>



<li>utilizzare ventilatori, che rendono più difficile il volo delle zanzare;</li>



<li>chiudere porte e finestre se gli ambienti sono illuminati nelle ore serali.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">I metodi naturali che possono aiutare</h2>



<p>Alcuni rimedi naturali possono contribuire a tenere lontane le zanzare, anche se la loro efficacia è generalmente inferiore rispetto ai repellenti specifici.</p>



<p>Tra quelli che hanno mostrato risultati interessanti figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>olio essenziale di eucalipto limonato;</li>



<li>olio essenziale di citronella;</li>



<li>olio essenziale di lavanda.</li>
</ul>



<p>Gli oli essenziali devono essere utilizzati seguendo le indicazioni riportate dai produttori e non devono essere applicati puri sulla pelle.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le piante aromatiche sono davvero utili?</h2>



<p>Citronella, basilico, menta, rosmarino e lavanda sono spesso associate alla capacità di allontanare le zanzare. Tuttavia, la loro semplice presenza sul balcone o sul davanzale non garantisce una protezione efficace. Possono rappresentare un supporto, ma non sostituiscono le misure preventive più efficaci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione ai rimedi senza basi scientifiche</h2>



<p>In rete circolano numerosi consigli, ma non tutti sono supportati da prove scientifiche. I dispositivi a ultrasuoni, ad esempio, non hanno dimostrato un&#8217;efficacia costante nel tenere lontane le zanzare. Anche molti rimedi fai-da-te offrono risultati limitati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando è opportuno usare un repellente</h2>



<p>Se la presenza delle zanzare è elevata o si trascorre molto tempo all&#8217;aperto, i repellenti autorizzati rappresentano la soluzione più efficace. Utilizzati secondo le istruzioni riportate in etichetta, offrono una protezione superiore rispetto alla maggior parte dei rimedi naturali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Foca monaca avvistata nei fondali di Punta Campanella</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/foca-monaca-avvistata-nei-fondali-di-punta-campanella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 11:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[foca monaca]]></category>
		<category><![CDATA[punta campanella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252933</guid>

					<description><![CDATA[Continua la serie di avvistamenti della foca monaca nelle acque dell’Area Marina Protetta Punta Campanella. Un nuovo incontro con il raro mammifero marino è stato segnalato nei giorni scorsi nella [...]]]></description>
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<p>Continua la serie di avvistamenti della foca monaca nelle acque dell’Area Marina Protetta Punta Campanella. Un nuovo incontro con il raro mammifero marino è stato segnalato nei giorni scorsi nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC) Fondali marini di Punta Campanella e Capri. </p>



<p>La presenza della foca monaca, specie protetta e tra le più rare al mondo, continua a suscitare grande interesse tra appassionati e operatori del mare. L’Area Marina Protetta Punta Campanella, attraverso i propri canali, ha ricordato l’importanza di adottare comportamenti corretti in caso di avvistamento.</p>



<p>Ispra e Amp Punta Campanella invitano infatti a mantenere sempre una distanza adeguata dagli animali selvatici, evitando qualsiasi forma di interazione e rumori che possano disturbare l’animale nel suo ambiente naturale.</p>



<p>Eventuali nuovi avvistamenti possono essere segnalati alla pagina social dell’Area Marina Protetta, ai canali dedicati alla <strong>Foca monaca ISPRA</strong> oppure agli indirizzi email <strong><a>focamonaca@isprambiente.it</a></strong> e <strong><a>info@puntacampanella.org</a></strong>.</p>



<p>La collaborazione dei cittadini e dei frequentatori del mare è considerata fondamentale per monitorare la presenza della specie e contribuire alla sua tutela.</p>



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		<title>Gli animali che dormono pochissimo, quando il riposo diventa una sfida per la sopravvivenza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gli-animali-che-dormono-pochissimo-quando-il-riposo-diventa-una-sfida-per-la-sopravvivenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 15:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[.auv hugin]]></category>
		<category><![CDATA[giraffa]]></category>
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					<description><![CDATA[Dormire è una necessità biologica comune a quasi tutti gli animali, ma nel mondo naturale il tempo dedicato al riposo può variare enormemente. Alcune specie hanno sviluppato strategie sorprendenti per [...]]]></description>
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<p class="p1">Dormire è una necessità biologica comune a quasi tutti gli animali, ma nel mondo naturale il tempo dedicato al riposo può variare enormemente. Alcune specie hanno sviluppato strategie sorprendenti per ridurre le ore di sonno, alternando brevi pause di recupero a lunghi periodi di attività per alimentarsi, migrare o difendersi dai predatori.</p>



<p class="p1"><strong>Delfini, il sonno con metà cervello</strong></p>



<p class="p3">Tra gli esempi più affascinanti ci sono i delfini. Questi mammiferi marini non possono addormentarsi completamente come gli esseri umani perché devono continuare a respirare in modo volontario e mantenere il controllo dei movimenti in acqua.</p>



<p class="p3">Gli scienziati sottolineano che non esistono animali completamente privi di sonno: anche le specie più attive devono attraversare fasi di riposo. La differenza sta nelle modalità con cui questo avviene. Alcuni animali dormono per pochi minuti alla volta, altri riescono a riposare mantenendo una parte del cervello vigile. </p>



<p class="p3">Per questo hanno sviluppato il cosiddetto sonno uni-emisferico: una metà del cervello riposa mentre l’altra rimane attiva. Questa particolare strategia permette al delfino di continuare a nuotare, emergere per respirare e mantenere un certo livello di attenzione verso l’ambiente circostante. Studi neurofisiologici hanno documentato questo meccanismo in diverse specie di cetacei. </p>



<p class="p1"><strong>Giraffe, riposi brevi per restare al sicuro</strong></p>



<p class="p3">Le giraffe sono tra i mammiferi terrestri che dedicano meno tempo al sonno. La loro particolare struttura fisica e il fatto di essere prede di grandi carnivori hanno favorito un comportamento basato su brevi periodi di riposo.</p>



<p class="p3">In natura questi animali possono alternare fasi di inattività e brevi episodi di sonno, spesso senza rimanere a lungo in una posizione vulnerabile. La necessità di controllare continuamente l’ambiente circostante rappresenta un importante fattore evolutivo nella regolazione del loro riposo.</p>



<p class="p1"><strong>Uccelli migratori, il riposo anche durante il viaggio</strong></p>



<p class="p3">Alcuni uccelli hanno portato la capacità di ridurre il sonno a livelli estremi. Durante migrazioni molto lunghe alcune specie possono utilizzare forme di sonno uni-emisferico, consentendo a una parte del cervello di riposare mentre l’altra mantiene il controllo del volo.</p>



<p class="p3">Questa strategia permette di affrontare viaggi di migliaia di chilometri senza lunghe soste, aumentando le possibilità di sopravvivenza in ambienti dove fermarsi può essere rischioso. Il sonno uni-emisferico negli uccelli è stato associato soprattutto alla necessità di mantenere la vigilanza contro i predatori e controllare il movimento. </p>



<p class="p1"><strong>Elefanti, grandi animali ma poche ore di riposo</strong></p>



<p class="p3">Anche gli elefanti, nonostante le loro dimensioni, non trascorrono gran parte della giornata dormendo. Il loro stile di vita richiede molte ore dedicate alla ricerca di cibo, agli spostamenti e alla vita sociale del branco.</p>



<p class="p3">La quantità di sonno negli animali è influenzata da numerosi elementi: dimensioni corporee, metabolismo, disponibilità di alimenti, ambiente e livello di rischio nell’habitat.</p>



<p class="p1"><strong>Perché l’evoluzione ha ridotto il sonno?</strong></p>



<p class="p3">Il sonno offre importanti benefici per il cervello e per l’organismo, ma in natura rappresenta anche un momento di vulnerabilità. Un animale che dorme a lungo può diventare più esposto ai predatori o perdere occasioni per nutrirsi e riprodursi.</p>



<p class="p3">Nel corso dell’evoluzione molte specie hanno quindi trovato un equilibrio diverso: brevi sonnellini, riposo frammentato o capacità di mantenere attiva una parte del sistema nervoso.</p>
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		<title>Vallo della Lucania, il 15 luglio torna &#8220;Casting da Cani&#8221;: sfilata per promuovere adozioni e lotta all&#8217;abbandono</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vallo-della-lucania-il-15-luglio-torna-casting-da-cani-sfilata-per-promuovere-adozioni-e-lotta-allabbandono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 13:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Torna a Vallo della Lucania &#8220;Casting da Cani&#8221;, la sfilata dedicata ai cani di razza e meticci giunta alla sua terza edizione. L&#8217;appuntamento è in programma mercoledì 15 luglio, alle [...]]]></description>
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<p>Torna a Vallo della Lucania &#8220;Casting da Cani&#8221;, la sfilata dedicata ai cani di razza e meticci giunta alla sua terza edizione. L&#8217;appuntamento è in programma mercoledì 15 luglio, alle ore 19, in Largo Mons. Pinto.</p>



<p>La manifestazione è organizzata dall&#8217;Associazione culturale e ricreativa Linò&#8217;s Production e rientra nel programma dell&#8217;Estate Vallese 2026. L&#8217;iniziativa si svolge con il patrocinio del Comune di Vallo della Lucania e la collaborazione di Fare Ambiente e della Pro Loco di Vallo della Lucania.</p>



<p>La sfilata sarà articolata in due categorie, cani di razza e cani meticci. Tutti i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione, mentre i primi tre classificati di ciascuna categoria saranno premiati con confezioni di croccantini offerte da Ayoca.</p>



<p>Oltre all&#8217;aspetto ricreativo, la manifestazione punta a sensibilizzare il pubblico sul tema della tutela degli animali, promuovendo il non abbandono e l&#8217;adozione dei cani ospitati presso le strutture di stallo delle Fiere di Vallo.</p>



<p>«Un evento organizzato per promuovere il non abbandono dei nostri amici a quattro zampe e l&#8217;adozione dei cani che sono in stallo presso le Fiere di Vallo», spiega l&#8217;organizzatore Lino Miraldi. «Sarà una bellissima iniziativa nella quale sfileranno tanti cani e i vincitori saranno decretati da una giuria composta dai bambini».</p>



<p>La scelta di affidare ai più piccoli il compito di valutare i partecipanti intende sottolineare il valore educativo dell&#8217;iniziativa, che coniuga intrattenimento, sensibilizzazione e rispetto per gli animali.</p>
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		<title>Natura: perché i fenicotteri sono rosa? Il colore nasce dall’alimentazione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/natura-perche-i-fenicotteri-sono-rosa-il-colore-nasce-dallalimentazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 14:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[carotenoidi]]></category>
		<category><![CDATA[fenicottero]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[piumaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il caratteristico colore rosa dei fenicotteri non è una caratteristica presente alla nascita, ma il risultato di un lungo processo legato principalmente alla loro alimentazione. Questi grandi uccelli acquatici devono [...]]]></description>
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<p class="p1">Il caratteristico colore rosa dei fenicotteri non è una caratteristica presente alla nascita, ma il risultato di un lungo processo legato principalmente alla loro alimentazione. Questi grandi uccelli acquatici devono infatti assumere specifici pigmenti naturali per sviluppare la tonalità che li rende riconoscibili in tutto il mondo.</p>



<p class="p1">I fenicotteri nascono con un piumaggio generalmente grigio-biancastro. La colorazione rosa compare progressivamente durante la crescita grazie ai carotenoidi, pigmenti organici presenti in alcuni organismi vegetali e animali di cui questi uccelli si nutrono. Tra le principali fonti alimentari ci sono alghe microscopiche, piccoli crostacei e altri organismi acquatici ricchi di queste sostanze.</p>



<p class="p1">Una volta ingeriti, i carotenoidi vengono trasformati dall’organismo e depositati nelle piume, nella pelle e in alcune parti del becco, determinando diverse sfumature che possono variare dal rosa pallido all’arancione intenso. La tonalità dipende dalla quantità e dal tipo di pigmenti assunti con la dieta, oltre che dallo stato di salute dell’animale.</p>



<p class="p1">Il meccanismo non riguarda soltanto i fenicotteri. Anche altre specie di uccelli, come alcuni pappagalli e ibis, devono la propria colorazione brillante alla presenza di carotenoidi nell’alimentazione. In questi animali il colore può rappresentare anche un segnale biologico: negli adulti una livrea più intensa può indicare una buona capacità di nutrirsi e condizioni fisiche favorevoli.</p>



<p class="p1">I fenicotteri appartengono alla famiglia dei Phoenicopteridae e vivono in diverse aree del pianeta, dalle zone umide dell’Africa alle regioni mediterranee, fino al continente americano. In Europa una delle popolazioni più conosciute è quella presente nelle zone umide del Mediterraneo, dove questi uccelli trovano ambienti adatti per alimentarsi e riprodursi.</p>



<p class="p1">Il loro particolare sistema di alimentazione contribuisce anche alla loro postura caratteristica. I fenicotteri immergono il becco nell’acqua e lo utilizzano come un filtro naturale per trattenere piccoli organismi e particelle nutritive. Grazie a strutture specializzate presenti nel becco riescono a separare il cibo dall’acqua e dal fango.</p>
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