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	<title>Animali | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Sat, 17 Oct 2026 09:24:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Positano, sposi rinunciano alle bomboniere per aiutare i randagi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/positano-sposi-rinunciano-alle-bomboniere-per-aiutare-i-randagi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 08:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Un matrimonio trasformato in un gesto concreto di solidarietà verso gli animali abbandonati. È la scelta compiuta da Ilaria e Matteo, due giovani sposi di Positano che, nei giorni scorsi, [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Un matrimonio trasformato in un gesto concreto di solidarietà verso gli animali abbandonati. È la scelta compiuta da Ilaria e Matteo, due giovani sposi di Positano che, nei giorni scorsi, hanno deciso di rinunciare alle tradizionali bomboniere nuziali per destinare l&#8217;intera somma prevista alla locale associazione di volontariato Positano Animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La coppia ha voluto celebrare l&#8217;inizio della propria vita insieme attraverso un&#8217;iniziativa capace di sostenere chi, quotidianamente, si occupa della cura e dell&#8217;assistenza degli animali randagi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una decisione che ha suscitato apprezzamento nella comunità della Costiera Amalfitana, dove l&#8217;associazione rappresenta un punto di riferimento per gli interventi a favore degli animali in difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al posto dei consueti ricordi da consegnare agli invitati, Ilaria e Matteo hanno scelto quindi di finanziare direttamente le attività dei volontari, trasformando una spesa legata all&#8217;organizzazione delle nozze in un contributo destinato a necessità concrete.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un matrimonio all&#8217;insegna della solidarietà</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La donazione consentirà all&#8217;associazione Positano Animali di affrontare alcune delle spese necessarie per garantire assistenza agli animali di cui si prende cura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le attività sostenute figurano l&#8217;acquisto di alimenti per le colonie feline, le visite veterinarie urgenti e la gestione degli stalli temporanei destinati ai cuccioli e agli animali che necessitano di un periodo di convalescenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di interventi che richiedono risorse economiche costanti, oltre alla disponibilità dei volontari impegnati nelle operazioni di soccorso e assistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La realtà associativa opera sul territorio attraverso il lavoro di un gruppo ristretto di persone che dedica tempo ed energie alla tutela degli animali randagi e abbandonati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contributo dei due sposi rappresenta dunque un sostegno diretto alle attività quotidiane dell&#8217;organizzazione, permettendo di destinare nuove risorse alle necessità più immediate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La scelta di Ilaria e Matteo per gli animali abbandonati</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa assume un significato particolare perché nasce da un&#8217;occasione privata, tradizionalmente caratterizzata da preparativi, festeggiamenti e acquisti destinati agli ospiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ilaria e Matteo hanno deciso di modificare una delle consuetudini più diffuse nei matrimoni italiani, individuando nella solidarietà un modo diverso per ricordare il giorno delle nozze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rinuncia alle bomboniere non ha comportato una semplice riduzione delle spese, ma la scelta di destinare l&#8217;intero budget a un&#8217;associazione del territorio, sostenendo attività che riguardano il benessere degli animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gesto richiama anche l&#8217;attenzione sulle difficoltà affrontate dalle organizzazioni di volontariato che si occupano di randagismo. Le esigenze comprendono non soltanto il cibo, ma anche le cure sanitarie e la disponibilità di luoghi nei quali ospitare temporaneamente gli animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, il sostegno economico dei privati può contribuire alla continuità degli interventi e alla gestione delle situazioni più urgenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia dei due giovani sposi si inserisce così tra le iniziative di solidarietà che coinvolgono direttamente la comunità locale, dimostrando come anche una ricorrenza personale possa diventare un&#8217;opportunità per sostenere il volontariato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Positano Animali, la donazione rappresenta un aiuto concreto. Per Ilaria e Matteo, invece, un modo per associare il ricordo del matrimonio a un&#8217;iniziativa destinata a produrre benefici anche dopo la conclusione dei festeggiamenti.</p>
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		<title>Fauna: salvato un moscardino nell’Oasi di Persano, trovato lungo il sentiero degli osservatori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fauna-salvato-un-moscardino-nelloasi-di-persano-trovato-lungo-il-sentiero-degli-osservatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 05:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Un piccolo moscardino è stato recuperato nell’Oasi di Persano, dopo essere stato trovato lungo il sentiero che conduce agli osservatori dell’area naturalistica. A intervenire sono stati i volontari e amici [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph">Un piccolo moscardino è stato recuperato nell’Oasi di Persano, dopo essere stato trovato lungo il sentiero che conduce agli osservatori dell’area naturalistica.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">A intervenire sono stati i volontari e amici dell’oasi Giuseppe Inpemba e Giovanni Gianni Nigro, che hanno soccorso il piccolo roditore. Secondo una prima ipotesi, il forte vento dei giorni scorsi potrebbe aver distrutto il suo rifugio, facendolo cadere dalla vegetazione che lo proteggeva.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Il giorno successivo, il collaboratore dell’oasi Alfio Giannotti e il direttore Remigio Lenza hanno provveduto a sistemare l’animale in una nuova casetta, offrendogli un riparo sicuro.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Animali selvatici in Campania, 5 luoghi dove osservare la fauna senza disturbarla</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/animali-selvatici-in-campania-5-luoghi-dove-osservare-la-fauna-senza-disturbarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 13:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[animali selvatici da vedere in campania]]></category>
		<category><![CDATA[fauna selvatica]]></category>
		<category><![CDATA[lontra]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal cratere degli Astroni al lago di Conza, passando per il Cilento e il Matese: oasi, zone umide e parchi naturali offrono occasioni per conoscere la biodiversità regionale. Binocolo, silenzio [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal cratere degli Astroni al lago di Conza, passando per il Cilento e il Matese: oasi, zone umide e parchi naturali offrono occasioni per conoscere la biodiversità regionale. Binocolo, silenzio e rispetto delle regole sono fondamentali</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dai rapaci che sorvolano le montagne agli uccelli acquatici che frequentano laghi e zone umide, fino ai mammiferi più elusivi che vivono nei boschi: la Campania custodisce ambienti naturali diversi, nei quali è possibile conoscere la fauna selvatica senza allontanarla dal suo habitat.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sempre, però, osservare un animale significa riuscire a vederlo da vicino. Molte specie sono schive, hanno abitudini notturne o si muovono in territori estesi. Per questo, più che inseguire un avvistamento, il modo migliore per avvicinarsi alla natura è scegliere aree adatte, seguire i percorsi autorizzati e imparare a riconoscere anche le tracce della presenza animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni alle oasi del WWF, ecco cinque luoghi in Campania dove scoprire la fauna e il valore degli ecosistemi che la ospitano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cratere degli Astroni, un&#8217;oasi naturale alle porte di Napoli</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A pochi chilometri dal centro di Napoli, il Cratere degli Astroni è un&#8217;area naturale protetta di origine vulcanica che offre un ambiente particolare, caratterizzato da boschi, specchi d&#8217;acqua e una vegetazione influenzata dalla conformazione del cratere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;oasi, gestita dal WWF, è interessante soprattutto per chi desidera avvicinarsi all&#8217;osservazione degli uccelli e alla biodiversità forestale senza allontanarsi dall&#8217;area metropolitana. Secondo le informazioni pubblicate dal WWF Napoli, nell&#8217;area sono presenti oltre 130 specie di avifauna. Tra gli animali che possono frequentare l&#8217;ambiente figurano anche la volpe, piccoli mammiferi, anfibi e numerose specie di invertebrati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il paesaggio cambia con le stagioni: durante l&#8217;autunno il sottobosco si arricchisce di colori, mentre la presenza degli specchi d&#8217;acqua contribuisce a creare condizioni favorevoli per diverse forme di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per una visita orientata all&#8217;osservazione naturalistica è consigliabile procedere lentamente, fermarsi nei punti consentiti e prestare attenzione ai suoni del bosco. Un binocolo può aiutare a osservare gli uccelli senza avvicinarsi eccessivamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Oasi WWF di Serre Persano, alla scoperta della lontra e degli uccelli acquatici</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i territori di Serre e Campagna, in provincia di Salerno, l&#8217;Oasi WWF di Serre Persano si estende per circa 110 ettari ed è inserita in un&#8217;area protetta di particolare interesse naturalistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il paesaggio è dominato dal bacino del Sele, dai canneti, dai prati umidi e dal bosco ripariale. La varietà degli ambienti favorisce la presenza di numerose specie, soprattutto uccelli acquatici. Il WWF segnala 184 specie di uccelli censite nell&#8217;oasi e nelle aree immediatamente circostanti, con una parte che vi nidifica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La specie simbolo dell&#8217;area è la lontra, mammifero legato agli ambienti d&#8217;acqua dolce e particolarmente elusivo. La sua presenza rappresenta un indicatore importante per la conservazione degli ecosistemi fluviali, ma non significa che sia facile avvistarla durante una normale visita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il pubblico sono previste visite guidate su prenotazione, mentre per gruppi organizzati e scolaresche possono essere concordate modalità specifiche. Per gli orari contattare l&#8217;Oasi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Lago di Conza, una zona umida preziosa per gli uccelli</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In Alta Irpinia, in provincia di Avellino, l&#8217;Oasi WWF del Lago di Conza è una delle aree umide più importanti della Campania per l&#8217;osservazione dell&#8217;avifauna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le informazioni pubblicate dall&#8217;oasi, sono state censite oltre 140 specie di uccelli. Tra quelle segnalate figurano il falco pescatore, l&#8217;airone rosso, la nitticora, il tarabuso e diverse specie di anatre e altri uccelli acquatici. La presenza delle specie varia in base alla stagione, alle condizioni ambientali e ai periodi di migrazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lago e le aree circostanti costituiscono inoltre un habitat per la lontra e per altri mammiferi, tra cui volpi, tassi e faine, oltre a numerosi anfibi e rettili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di osservare la fauna senza cercare un contatto diretto con gli animali. Le zone umide sono ambienti dinamici, frequentati da specie diverse durante l&#8217;anno: per questo anche una visita senza avvistamenti eccezionali può diventare un&#8217;occasione per comprendere i ritmi della natura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori info contattare l&#8217;oasi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Il Matese, tra boschi, laghi e rapaci</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le montagne del Matese, al confine tra Campania e Molise, boschi, faggete, pareti rocciose e ambienti lacustri costituiscono un mosaico di habitat favorevole a numerose specie selvatiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Parco Regionale del Matese segnala una particolare ricchezza di avifauna. Nell&#8217;area del lago Matese è possibile incontrare, a seconda dei periodi, l&#8217;airone cenerino, mentre sulle quote più elevate possono essere osservati rapaci come il falco pellegrino, il nibbio reale e il lanario. Il parco segnala inoltre la presenza dell&#8217;aquila e di diverse altre specie di uccelli legate agli ambienti montani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il territorio è adatto a chi vuole abbinare un&#8217;escursione alla scoperta della fauna, scegliendo itinerari compatibili con il proprio livello di preparazione. Nei boschi e lungo i sentieri è importante prestare attenzione ai segnali della presenza animale, senza uscire dai percorsi per avvicinarsi a tane, nidi o eventuali cuccioli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per osservare i rapaci è preferibile utilizzare un binocolo e mantenere una distanza adeguata. Gli avvistamenti non sono garantiti e dipendono da numerosi fattori, tra cui meteo, stagione e attività degli animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima dell&#8217;escursione è opportuno controllare le condizioni dei sentieri, le previsioni meteorologiche e le eventuali limitazioni di accesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, alla ricerca delle tracce della fauna appenninica</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Cilento offre una grande varietà di ambienti, dalle coste alle montagne dell&#8217;entroterra, con boschi, vallate e corsi d&#8217;acqua che ospitano una fauna ricca e diversificata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le specie più significative figurano la lontra, il lupo appenninico e il gatto selvatico. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ha documentato la presenza di entrambe attraverso immagini raccolte con fototrappole nell&#8217;ambito di progetti di monitoraggio della biodiversità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si tratta di animali difficili da osservare direttamente. </strong>Il lupo può percorrere grandi distanze e tende a evitare il contatto con le persone, mentre il gatto selvatico è particolarmente schivo. Per questo, nel caso di queste specie, conoscere la fauna significa spesso imparare a riconoscere le caratteristiche degli habitat e comprendere il lavoro svolto dai ricercatori per monitorarne la presenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il parco offre numerosi ambienti da esplorare attraverso itinerari escursionistici, ma non tutti i sentieri sono ugualmente adatti all&#8217;osservazione naturalistica. Per scegliere un percorso è utile rivolgersi agli uffici del parco, alle guide ambientali escursionistiche e ai centri visita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo non deve essere inseguire gli animali, ma scoprire come vivono, quali ambienti frequentano e perché la loro conservazione dipende anche dal rispetto delle attività umane e degli equilibri naturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come osservare gli animali senza disturbarli</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualunque sia la destinazione scelta, alcune regole valgono in ogni ambiente naturale. La prima è mantenere le distanze: avvicinarsi troppo può indurre un animale a fuggire, interrompere l&#8217;alimentazione o abbandonare temporaneamente un rifugio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre importante non offrire cibo alla fauna selvatica, non richiamare gli animali con versi o richiami registrati e non utilizzare flash a breve distanza. Nidi, tane e cuccioli non devono essere toccati né avvicinati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il silenzio aiuta a percepire la presenza degli animali, mentre binocolo e teleobiettivo consentono di osservarli senza invadere il loro spazio. Anche cani e altri animali domestici devono essere gestiti secondo le regole dell&#8217;area protetta, utilizzando il guinzaglio quando previsto e senza consentire loro di inseguire la fauna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si incontra un animale apparentemente ferito o in difficoltà, è preferibile non manipolarlo e contattare il personale dell&#8217;area protetta o i servizi competenti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cane e gatto in casa, 7 errori che i proprietari commettono senza accorgersene</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cane-e-gatto-in-casa-7-errori-che-i-proprietari-commettono-senza-accorgersene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 13:53:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Life]]></category>
		<category><![CDATA[cani e gatti]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall&#8217;alimentazione ai segnali di stress, fino alla mancanza di stimoli e alle punizioni: piccoli comportamenti quotidiani possono incidere sul benessere degli animali domestici. Ecco come evitarli Vivere con un cane [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dall&#8217;alimentazione ai segnali di stress, fino alla mancanza di stimoli e alle punizioni: piccoli comportamenti quotidiani possono incidere sul benessere degli animali domestici. Ecco come evitarli</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vivere con un cane o un gatto significa condividere spazi, abitudini e momenti della giornata. Ma l&#8217;affetto, da solo, non sempre basta a garantire il loro benessere. Anche con le migliori intenzioni, infatti, si possono commettere errori legati all&#8217;alimentazione, alla gestione del tempo, all&#8217;educazione o alla difficoltà di interpretare i segnali con cui gli animali comunicano disagio e bisogni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conoscere le caratteristiche delle diverse specie è fondamentale per costruire una convivenza equilibrata. Il Ministero della Salute richiama l&#8217;importanza di un possesso responsabile, basato sulla conoscenza delle esigenze fisiologiche e comportamentali dell&#8217;animale e sulla capacità di garantirgli cure, attenzioni e condizioni di vita adeguate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco sette errori comuni da riconoscere e correggere nella gestione quotidiana di cani e gatti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dare troppo cibo o condividere indiscriminatamente quello che mangiamo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli errori più frequenti è utilizzare il cibo come principale forma di gratificazione, offrendo porzioni abbondanti, snack continui o avanzi della tavola senza considerare le esigenze nutrizionali dell&#8217;animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rischio è favorire il sovrappeso e compromettere l&#8217;equilibrio della dieta. Le necessità alimentari cambiano in base alla specie, all&#8217;età, alla taglia, all&#8217;attività fisica e alle eventuali condizioni di salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni alimenti destinati al consumo umano, inoltre, possono essere pericolosi per cani e gatti. Cioccolato, uva e uvetta, cipolle e aglio, per esempio, possono provocare problemi anche seri; per i gatti, il latte vaccino può causare disturbi digestivi in molti soggetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La soluzione è scegliere un&#8217;alimentazione completa e adeguata, concordando con il veterinario quantità e modalità di somministrazione. Anche gli snack devono essere considerati nel bilancio alimentare complessivo, senza sostituire il pasto principale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pensare che cane e gatto abbiano le stesse esigenze</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cane e gatto possono convivere nella stessa casa, ma non hanno gli stessi bisogni. Trattarli come se fossero intercambiabili significa trascurare caratteristiche comportamentali e necessità differenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cane ha generalmente bisogno di passeggiate, attività fisica, esplorazione olfattiva e occasioni di interazione. Il gatto, anche quando vive esclusivamente in appartamento, necessita di spazi sicuri, possibilità di arrampicarsi, nascondigli, superfici da graffiare e occasioni di gioco che richiamino i comportamenti predatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il gatto sono importanti anche la disposizione delle risorse e la tranquillità degli ambienti: ciotole, lettiera, zone di riposo e punti di osservazione devono essere organizzati tenendo conto delle sue abitudini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non basta, quindi, mettere a disposizione cibo e acqua. Un ambiente adeguato deve consentire a ciascun animale di esprimere i propri comportamenti naturali, rispettando tempi e preferenze individuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Interpretare male i segnali di disagio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutti gli animali manifestano il disagio nello stesso modo. Un cane che gira la testa, si allontana, sbadiglia ripetutamente in un contesto di tensione o cerca di evitare il contatto potrebbe comunicare la necessità di una pausa. Un gatto che si nasconde, appiattisce le orecchie, muove nervosamente la coda o cambia improvvisamente abitudini potrebbe essere stressato o non sentirsi bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi segnali non hanno sempre un unico significato e vanno letti nel contesto, considerando il comportamento abituale dell&#8217;animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un errore comune è insistere con carezze e abbracci quando il cane o il gatto cerca di allontanarsi, oppure costringerlo a interagire con persone e altri animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La regola è rispettare i suoi spazi e consentirgli di interrompere il contatto. Se il cambiamento comportamentale è improvviso, persistente o accompagnato da altri sintomi, è opportuno rivolgersi al veterinario: il disagio può avere anche una causa fisica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ricorrere alle punizioni invece di insegnare il comportamento desiderato</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sgridare un cane o un gatto dopo aver trovato un oggetto rovinato o una necessità fatta nel posto sbagliato può sembrare una reazione naturale. Tuttavia, punizioni e intimidazioni non aiutano necessariamente l&#8217;animale a comprendere quale comportamento sia richiesto e possono aumentare paura e stress.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È più efficace intervenire sulle cause del comportamento e favorire le risposte desiderate attraverso ricompense, gradualità e coerenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel cane, per esempio, l&#8217;apprendimento può essere sostenuto premiando il comportamento corretto e offrendo occasioni adeguate di movimento e stimolazione. Nel gatto, graffiature su mobili e divani possono essere affrontate predisponendo superfici adatte, collocate in punti accessibili e interessanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un comportamento indesiderato compare improvvisamente o si ripete con frequenza, è importante capire che cosa lo provoca. Un cambiamento nelle abitudini di eliminazione, per esempio, può segnalare un problema sanitario e non deve essere attribuito automaticamente alla disobbedienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lasciarli soli troppo a lungo senza preparazione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli animali hanno bisogno di riposo e autonomia, ma questo non significa che possano affrontare qualsiasi periodo di solitudine senza conseguenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le esigenze variano in base all&#8217;età, al carattere, allo stato di salute e alle esperienze precedenti. Un cucciolo, un animale anziano o un soggetto che manifesta difficoltà a separarsi dal proprietario può avere necessità differenti rispetto a un adulto abituato gradualmente a restare solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel cane, la mancanza di preparazione può accompagnarsi a vocalizzazioni, distruzione di oggetti o agitazione. Anche i gatti possono risentire di cambiamenti nella routine, della mancanza di stimoli o di un ambiente poco organizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per prevenire le difficoltà è utile abituare gradualmente l&#8217;animale alle assenze, lasciargli a disposizione un ambiente sicuro e attività appropriate e garantire pause, cure e interazioni adeguate. Non esiste un tempo di solitudine valido per tutti: la gestione va adattata al singolo animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando compaiono segnali persistenti di disagio, può essere utile chiedere una valutazione veterinaria ed eventualmente il supporto di un professionista qualificato in comportamento animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Trascurare prevenzione e controlli veterinari</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspettare che compaiano sintomi evidenti prima di rivolgersi al veterinario è un altro errore da evitare. Alcuni problemi di salute, infatti, possono svilupparsi senza manifestazioni immediatamente riconoscibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Visite periodiche, vaccinazioni secondo le indicazioni del professionista, prevenzione dei parassiti e controlli legati all&#8217;età e allo stile di vita contribuiscono a tutelare la salute dell&#8217;animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche piccoli cambiamenti meritano attenzione: una riduzione dell&#8217;appetito, un aumento della sete, variazioni di peso, difficoltà nei movimenti, alterazioni delle feci o modifiche nelle abitudini possono richiedere un approfondimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante evitare il fai-da-te con farmaci destinati alle persone o medicinali veterinari avanzati da precedenti trattamenti. Una sostanza sicura per l&#8217;uomo può essere tossica per un animale e dosaggi e terapie devono essere stabiliti dal veterinario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prevenzione non riguarda soltanto la salute fisica, ma anche il benessere complessivo e la possibilità di individuare precocemente eventuali problemi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pensare che bastino cibo, acqua e una cuccia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Garantire le necessità essenziali è indispensabile, ma il benessere comprende anche attività, relazioni, esplorazione e possibilità di esprimere comportamenti naturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un cane che esce soltanto per pochi minuti e trascorre il resto della giornata senza stimoli può accumulare frustrazione. Un gatto che vive in un appartamento privo di nascondigli, punti rialzati e occasioni di gioco può avere difficoltà a soddisfare le proprie esigenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è necessario organizzare attività complesse: passeggiate adeguate, giochi di ricerca olfattiva, brevi sessioni educative, giochi interattivi e spazi domestici organizzati possono contribuire a migliorare la qualità della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i gatti è utile alternare i giochi e permettere attività che richiamino l&#8217;inseguimento e la cattura, senza dimenticare momenti di tranquillità. Per i cani, le passeggiate dovrebbero offrire anche occasioni per esplorare e annusare, non soltanto per svolgere i bisogni fisiologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tempo dedicato all&#8217;animale deve essere di qualità e rispettare le sue caratteristiche individuali. Anche il riposo e la possibilità di sottrarsi alle interazioni sono componenti importanti del benessere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Conoscere gli animali per vivere meglio insieme</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti degli errori più comuni nascono dalla convinzione che l&#8217;affetto sia sufficiente per comprendere un cane o un gatto. In realtà, una relazione equilibrata richiede attenzione, conoscenza e capacità di riconoscere esigenze che possono essere diverse da quelle umane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Osservare i comportamenti, garantire un&#8217;alimentazione appropriata, rispettare gli spazi, dedicare tempo alle attività e affidarsi al veterinario quando necessario sono gesti quotidiani che contribuiscono a prevenire disagi e a migliorare la convivenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni animale ha una propria personalità e una storia individuale: imparare a conoscerlo significa anche evitare di interpretare ogni comportamento attraverso categorie umane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E nella vita di tutti i giorni, quali sono le difficoltà più frequenti per chi vive con un cane o un gatto? Condividere esperienze e buone pratiche può aiutare altri proprietari a riconoscere gli errori più comuni e a costruire un rapporto più consapevole con i propri animali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Animali: cani e gatti stressati, ecco i segnali da non sottovalutare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/animali-cani-e-gatti-stressati-ecco-i-segnali-da-non-sottovalutare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 16:03:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Life]]></category>
		<category><![CDATA[gatti e cani stressati]]></category>
		<category><![CDATA[pet life]]></category>
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					<description><![CDATA[Dai cambiamenti nelle abitudini all’eccessivo leccamento, il comportamento degli animali può rivelare un disagio. Gli esperti invitano a osservare i segnali e a rivolgersi al veterinario quando necessario. Anche cani [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dai cambiamenti nelle abitudini all’eccessivo leccamento, il comportamento degli animali può rivelare un disagio. Gli esperti invitano a osservare i segnali e a rivolgersi al veterinario quando necessario.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche cani e gatti possono soffrire di stress, ma non sempre il loro disagio viene riconosciuto. Cambiamenti nelle abitudini, comportamenti insoliti e reazioni apparentemente inspiegabili possono essere segnali di difficoltà che meritano attenzione da parte dei proprietari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel cane, lo stress può manifestarsi con irrequietezza, ansimare anche in assenza di caldo o attività fisica, sbadigli ripetuti, leccamento del muso, vocalizzazioni eccessive o difficoltà a rilassarsi. In alcune situazioni l’animale può diventare più diffidente, cercare continuamente il contatto con il proprietario oppure, al contrario, evitare le interazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche nei gatti il disagio può assumere forme diverse. Nascondersi più frequentemente, ridurre il gioco, aumentare le vocalizzazioni, urinare fuori dalla lettiera o leccarsi insistentemente fino a provocare irritazioni sono comportamenti che non andrebbero ignorati. Talvolta il gatto può diventare più aggressivo oppure perdere interesse per il cibo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le possibili cause figurano cambiamenti nell’ambiente domestico, traslochi, rumori intensi, arrivo di un nuovo animale, modifiche nella routine quotidiana o periodi prolungati di solitudine. Ogni animale reagisce in modo diverso, anche in base all’età, al temperamento e alle esperienze precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come aiutare gli animali?</strong> Per prima cosa è importante garantire un ambiente prevedibile e sicuro. Nel caso dei cani, passeggiate adeguate, attività di esplorazione e momenti di gioco possono contribuire al benessere. Per i gatti è utile predisporre rifugi tranquilli, punti sopraelevati, tiragraffi e risorse sufficienti, comprese ciotole e lettiere collocate in luoghi appropriati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre fondamentale evitare punizioni e forzature: un animale che manifesta paura o disagio ha bisogno di sentirsi al sicuro, non di essere rimproverato per il proprio comportamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione, però, a non attribuire automaticamente ogni cambiamento allo stress. Dolore e diverse condizioni mediche possono produrre sintomi simili. Se il comportamento insolito persiste, compare improvvisamente o si accompagna a perdita di appetito, alterazioni della minzione o altri sintomi fisici, è opportuno consultare il veterinario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Imparare a leggere i segnali dei propri animali significa riconoscere che anche loro comunicano attraverso il comportamento. Osservarli con attenzione è il primo passo per individuare un disagio e intervenire nel modo più appropriato.</p>
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		<title>Marina di Camerota, un incontro per conoscere e proteggere i cetacei</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/marina-di-camerota-un-incontro-per-conoscere-e-proteggere-i-cetacei-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 18:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Conoscere i cetacei che popolano le acque del Cilento e imparare ad avvicinarli senza interferire con il loro habitat. È l’obiettivo dell’incontro in programma sabato 10 ottobre, alle ore 17, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Conoscere i cetacei che popolano le acque del Cilento e imparare ad avvicinarli senza interferire con il loro habitat. È l’obiettivo dell’incontro in programma sabato 10 ottobre, alle ore 17, al Villaggio Camping dell’Isola di Marina di Camerota, in via delle Sirene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento sarà dedicato alla tutela dei mammiferi marini e, in particolare, ai comportamenti da adottare quando si incontra un delfino o un altro cetaceo durante la navigazione. L’iniziativa è aperta a cittadini, pescatori, diportisti, operatori nautici e turistici, associazioni e, più in generale, a quanti vivono il mare per lavoro o per passione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell’incontro saranno illustrate le specie presenti nelle acque del Cilento, il ruolo che svolgono nell’ecosistema e le principali minacce alle quali sono esposte. Una parte dell’approfondimento sarà dedicata alle modalità corrette di osservazione degli animali in mare e ai criteri utili per riconoscere le attività di whale watching condotte nel rispetto dell’ambiente e della fauna marina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro dell’appuntamento anche il Codice di buona condotta per l’osservazione responsabile dei cetacei e le misure di tutela previste nell’ambito dell’Accordo ACCOBAMS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa rientra nelle attività sostenute dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per la gestione e la promozione del marchio High Quality Whale-Watching®&#xfe0f;. A Marina di Camerota l’appuntamento è organizzato grazie alla collaborazione con Camerota Sea Academy, Cilento a Vela e Camerota Yachting Service.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento ha inoltre ottenuto il patrocinio del Comune di Camerota, del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e delle Capitanerie di Porto. L’obiettivo è accrescere la consapevolezza sul patrimonio naturalistico presente lungo la costa cilentana e promuovere comportamenti capaci di conciliare la fruizione del mare con la protezione delle specie che lo abitano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro si terrà sabato 10 ottobre alle ore 17 al Villaggio Camping dell’Isola, in via delle Sirene 42, a Marina di Camerota.</p>
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		<item>
		<title>Dai cani agli elefanti, fino al polpo: quanto sono intelligenti gli animali?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dai-cani-agli-elefanti-fino-al-polpo-quanto-sono-intelligenti-gli-animali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 12:48:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione animale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza animale]]></category>
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					<description><![CDATA[Risolvono problemi, imparano dall’esperienza, ricordano luoghi e individui e, in alcuni casi, riescono a modificare il proprio comportamento di fronte a situazioni nuove. L’intelligenza animale, però, non può essere misurata [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph">Risolvono problemi, imparano dall’esperienza, ricordano luoghi e individui e, in alcuni casi, riescono a modificare il proprio comportamento di fronte a situazioni nuove. L’intelligenza animale, però, non può essere misurata con un’unica scala: specie diverse hanno sviluppato capacità cognitive differenti, legate all’ambiente in cui vivono e alle loro esigenze.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Tra gli animali più studiati ci sono i cani. La lunga convivenza con l’uomo ha favorito lo sviluppo di particolari capacità di comunicazione e apprendimento. Le ricerche hanno mostrato che i cani possono utilizzare segnali umani, come la direzione dello sguardo e dell’attenzione, per orientare il proprio comportamento e comprendere alcuni aspetti delle intenzioni delle persone.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Gli elefanti, invece, sono noti per capacità di memoria e apprendimento particolarmente sviluppate. La loro vita sociale e la necessità di muoversi in territori molto vasti hanno favorito abilità legate all’orientamento, al riconoscimento degli individui e alla gestione delle relazioni all’interno del gruppo.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Ma uno dei casi più sorprendenti arriva dal mondo degli invertebrati. Il polpo possiede un sistema nervoso molto diverso da quello dei vertebrati, ma è capace di apprendere e di affrontare problemi complessi. In laboratorio sono stati osservati comportamenti che indicano capacità di problem solving e una notevole flessibilità nell’adattarsi a situazioni differenti.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Proprio il polpo rappresenta per gli scienziati un caso particolarmente interessante: dimostra che capacità cognitive complesse possono comparire anche in animali molto lontani, dal punto di vista evolutivo, dall’uomo.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Per questo gli studiosi preferiscono parlare di <strong>diverse forme di intelligenza</strong> piuttosto che stabilire una classifica tra le specie. Orientarsi, ricordare, comunicare, collaborare, imparare o trovare una soluzione a un problema sono abilità che possono avere un peso diverso a seconda dell’animale e dell’ambiente.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Dai cani agli elefanti, fino al polpo, il mondo animale mostra dunque una varietà di capacità cognitive che continua a sorprendere la ricerca. E più che chiedersi quale animale sia il più intelligente, gli scienziati cercano di capire <strong>quanti modi diversi esistano per essere intelligenti</strong>.</p>
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		<title>San Francesco, dal 4 ottobre una nuova festa nazionale. Il WWF: «Tutelare anche il lupo»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-francesco-dal-4-ottobre-una-nuova-festa-nazionale-il-wwf-tutelare-anche-il-lupo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 11:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[lupo]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 4 ottobre sarà celebrata per la prima volta la Festa nazionale di San Francesco d&#8217;Assisi, istituita nel 2025 con una legge dello Stato. La ricorrenza riporta al centro anche [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il 4 ottobre sarà celebrata per la prima volta la Festa nazionale di San Francesco d&#8217;Assisi, istituita nel 2025 con una legge dello Stato. La ricorrenza riporta al centro anche i temi della tutela della natura e della biodiversità. Tra le specie simbolo della conservazione in Italia c&#8217;è il lupo, la cui presenza sul territorio nazionale è tornata ad aumentare dopo il forte declino del secolo scorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A richiamare la storia della tutela del lupo è il <strong>WWF,</strong> che ricorda come nel 1972, insieme al Parco nazionale d&#8217;Abruzzo, fu avviata l&#8217;“Operazione San Francesco”, una campagna per la salvaguardia della specie, allora fortemente minacciata dalla persecuzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quel periodo la popolazione di lupi in Italia è progressivamente aumentata. Secondo il monitoraggio nazionale coordinato da ISPRA, nel periodo 2020-2021 erano stimati in Italia circa 3.500 esemplari, con una presenza distribuita soprattutto lungo l&#8217;Appennino e sulle Alpi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ritorno del lupo ha portato però anche a un aumento delle occasioni di conflitto con le attività zootecniche. Il tema della gestione della specie è tornato così al centro del confronto, anche alla luce delle modifiche intervenute recentemente nella normativa europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025 il lupo è passato, nell&#8217;ambito della Convenzione di Berna, dall&#8217;Appendice II, che riguarda le specie “rigorosamente protette”, all&#8217;Appendice III, relativa alle specie “protette”. Successivamente l&#8217;Unione europea ha modificato la Direttiva Habitat, attribuendo alla specie lo stesso livello di protezione. La nuova disciplina lascia agli Stati membri maggiore flessibilità nella gestione del lupo, fermo restando l&#8217;obbligo di garantire uno stato di conservazione favorevole della specie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il WWF, la nuova situazione normativa non dovrebbe tradursi in un ricorso agli abbattimenti come principale strumento di gestione dei conflitti con gli allevatori. L&#8217;associazione richiama invece l&#8217;utilizzo di misure di prevenzione, tra cui recinzioni e cani da guardiania, oltre al monitoraggio della specie e alla gestione degli indennizzi per i danni al bestiame.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda del lupo rappresenta così, secondo il WWF, uno dei casi più significativi della conservazione della fauna selvatica in Italia: dalla situazione di forte rarefazione degli anni Settanta al successivo ritorno della specie in gran parte della Penisola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 4 ottobre, data della festa dedicata a San Francesco d&#8217;Assisi, diventa quindi anche l&#8217;occasione per riportare l&#8217;attenzione sul rapporto tra tutela della biodiversità, presenza della fauna selvatica e attività umane.</p>
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		<item>
		<title>Gli animali che sembrano usciti da un film: 7 specie dalle capacità sorprendenti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gli-animali-che-sembrano-usciti-da-un-film-7-specie-dalle-capacita-sorprendenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 12:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
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					<description><![CDATA[Cambiano colore e consistenza della pelle, rigenerano parti del corpo, si orientano nell&#8217;oscurità grazie agli ultrasuoni o sopravvivono a condizioni ambientali che sarebbero letali per la maggior parte degli altri [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Cambiano colore e consistenza della pelle, rigenerano parti del corpo, si orientano nell&#8217;oscurità grazie agli ultrasuoni o sopravvivono a condizioni ambientali che sarebbero letali per la maggior parte degli altri animali. Il regno animale è ricco di capacità che sembrano appartenere alla fantascienza, ma che sono invece il risultato di milioni di anni di evoluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco sette specie o gruppi animali con caratteristiche particolarmente sorprendenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il polpo, maestro del camuffamento</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il polpo può modificare rapidamente il colore e, in alcune specie, anche la consistenza della pelle. Il meccanismo coinvolge migliaia di cellule specializzate, i cromatofori, che contengono pigmenti e vengono controllate attraverso muscoli e sistema nervoso. Alcuni cefalopodi possono inoltre utilizzare strutture della pelle chiamate papille per creare superfici che ricordano quelle di rocce, coralli o vegetazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il camuffamento non serve soltanto a nascondersi dai predatori: può essere utilizzato anche per avvicinarsi alle prede. I polpi sono inoltre tra gli invertebrati più studiati per le loro capacità di apprendimento e di problem solving. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;axolotl, capace di rigenerare parti del corpo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;axolotl (<em>Ambystoma mexicanum</em>) è una salamandra originaria del Messico e possiede una capacità di rigenerazione fuori dal comune. Può ricostruire arti perduti e rigenerare parti degli occhi e del cervello; la sua capacità di rigenerare tessuti è da tempo oggetto di ricerca scientifica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli scienziati l&#8217;animale rappresenta un importante modello per studiare i meccanismi della rigenerazione. La ricerca mira a capire quali cellule e quali processi molecolari permettano all&#8217;axolotl di ricostruire strutture complesse dopo una lesione. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il corvo, un utilizzatore di utensili</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I corvidi sono tra gli uccelli più studiati per le loro capacità cognitive. Alcuni corvi possono utilizzare strumenti per raggiungere il cibo e, in determinate situazioni sperimentali, modificare un oggetto per renderlo più efficace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo Smithsonian&#8217;s National Zoo documenta, per esempio, esperimenti nei quali corvi hanno piegato un filo trasformandolo in un gancio per recuperare del cibo. Studi sul corvo della Nuova Caledonia hanno inoltre analizzato la possibilità che informazioni relative all&#8217;uso degli strumenti vengano apprese e trasmesse socialmente. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il pipistrello, un radar vivente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti pipistrelli insettivori si orientano e individuano le prede attraverso l&#8217;ecolocalizzazione. Emettono suoni ad alta frequenza e analizzano gli echi che ritornano dopo aver incontrato ostacoli o insetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo sistema consente loro di cacciare anche in condizioni di scarsa illuminazione. Le caratteristiche dei segnali acustici variano tra le specie e possono essere adattate all&#8217;ambiente e alle modalità di caccia. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il gambero mantide e una vista fuori dal comune</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gambero mantide è un piccolo crostaceo marino famoso per la velocità con cui colpisce le proprie prede. Ma una delle sue caratteristiche più insolite riguarda gli occhi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diverse specie possiedono numerosi tipi di fotorecettori e sono in grado di percepire anche la luce polarizzata. Secondo lo Smithsonian, il loro sistema visivo è molto più complesso, per alcuni aspetti, di quello umano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa appendice utilizzata per colpire le prede può muoversi a velocità tali da produrre, nell&#8217;acqua, bolle di cavitazione. Quando queste collassano generano ulteriori effetti meccanici sul bersaglio. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;anguilla elettrica, una scarica sott&#8217;acqua</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;anguilla elettrica non è in realtà una vera anguilla, ma un pesce sudamericano capace di produrre scariche elettriche. L&#8217;elettricità viene utilizzata per stordire le prede e come difesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dati raccolti e riportati dalla NOAA indicano che alcune scariche possono raggiungere centinaia di volt; il valore dipende dalla specie e dalle condizioni dell&#8217;animale. Il fenomeno è possibile grazie a organi elettrici specializzati. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il tardigrado, piccolo campione di resistenza</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È lungo appena una frazione di millimetro, ma il tardigrado è tra gli animali più resistenti conosciuti. In condizioni ambientali sfavorevoli può entrare in uno stato di criptobiosi, riducendo drasticamente il metabolismo e perdendo gran parte dell&#8217;acqua presente nel corpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa forma può resistere a condizioni estreme, tra cui forte disidratazione, temperature molto basse e livelli elevati di radiazioni. Alcuni esperimenti hanno inoltre studiato la sua capacità di sopravvivere all&#8217;esposizione al vuoto dello spazio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non significa, però, che sia “indistruttibile”: la resistenza dipende dalla specie, dalle condizioni e soprattutto dallo stato fisiologico dell&#8217;animale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Specie aliene nei mari italiani, dal pesce scorpione alla triglia tropicale del Mar Rosso: il Mediterraneo cambia volto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/specie-aliene-nei-mari-italiani-dal-pesce-scorpione-alla-triglia-tropicale-del-mar-rosso-il-mediterraneo-cambia-volto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 12:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[specie aliene]]></category>
		<category><![CDATA[specie invasive]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal pesce scorpione alla triglia tropicale del Mar Rosso, il Mediterraneo sta cambiando e nelle sue acque sono sempre più numerose le specie non indigene. Un fenomeno legato a diversi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dal pesce scorpione alla triglia tropicale del Mar Rosso, il Mediterraneo sta cambiando e nelle sue acque sono sempre più numerose le specie non indigene. Un fenomeno legato a diversi fattori, dalle attività umane ai cambiamenti climatici, che interessa anche i mari italiani e che viene monitorato dall&#8217;Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le specie aliene sono organismi introdotti, intenzionalmente o accidentalmente, al di fuori del loro areale naturale. Non tutte diventano invasive, ma quelle che riescono a insediarsi e a diffondersi possono competere con le specie autoctone, modificare gli ecosistemi e avere conseguenze sull&#8217;economia e sulla salute umana.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dal Canale di Suez alle acque italiane</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le principali vie di ingresso nel Mediterraneo c&#8217;è il <strong>Canale di Suez</strong>, attraverso il quale numerose specie provenienti dal Mar Rosso possono raggiungere il bacino. Altre specie arrivano invece attraverso il trasporto marittimo, l&#8217;acquacoltura e il commercio legato all&#8217;acquariofilia. A favorire l&#8217;insediamento contribuiscono anche il riscaldamento delle acque e le alterazioni degli ambienti marini. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno è particolarmente evidente nel Mediterraneo orientale, ma interessa progressivamente anche altre aree del bacino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio riguarda la <strong>triglia tropicale del Mar Rosso (<em>Parupeneus forsskali</em>)</strong>. Nel 2025 ISPRA ha segnalato il primo ritrovamento della specie nelle acque italiane, a Lampedusa. L&#8217;esemplare era stato catturato da pescatori locali, che lo avevano riconosciuto come diverso dalle triglie native e lo avevano consegnato ai ricercatori dell&#8217;Istituto. La specie era già stata osservata nel Mediterraneo orientale e aveva progressivamente ampliato il proprio areale fino alla Tunisia. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Il caso del pesce scorpione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le specie più monitorate c&#8217;è il <strong>pesce scorpione (<em>Pterois miles</em>)</strong>, originario dell&#8217;area indo-pacifica. La specie si è diffusa nel Mediterraneo e la sua presenza è stata documentata anche nei mari italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l&#8217;aggiornamento ISPRA/CNR-IRBIM alla base della campagna “Attenti a quei 4!”, a marzo 2025 erano state raccolte <strong>1.840 segnalazioni di pesce scorpione provenienti dai diversi Paesi del Mediterraneo</strong>. Il Mar Ionio viene indicato tra le aree particolarmente vulnerabili alla sua diffusione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pesce scorpione richiede inoltre attenzione da parte di pescatori e bagnanti perché è dotato di spine velenose. Per questo ISPRA e CNR-IRBIM invitano chi dovesse avvistare questa o altre specie tropicali potenzialmente pericolose a segnalarne la presenza, contribuendo così al monitoraggio. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Oltre 3.300 specie aliene in Italia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno non riguarda soltanto il mare. Secondo il rapporto ISPRA sullo stato dell&#8217;ambiente in Italia, nel Paese sono presenti <strong>oltre 3.300 specie aliene</strong>, delle quali circa 400 sono classificate come invasive. Il loro numero è aumentato progressivamente dal 1900, con una forte accelerazione negli ultimi decenni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le specie invasive possono competere con quelle autoctone per il cibo e lo spazio, predarle, trasmettere patogeni o incrociarsi con specie native. Per questo la loro diffusione è considerata una delle pressioni più rilevanti sulla biodiversità. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo dei cittadini</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a un fenomeno che interessa aree molto vaste, il monitoraggio può contare anche sulla collaborazione di pescatori, subacquei e cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2022/08/attenti-a-quei-4-i-pesci-alieni-nei-nostri-mari-da-conoscere-e-riconoscere" data-type="link" data-id="https://www.isprambiente.gov.it/it/archivio/notizie-e-novita-normative/notizie-ispra/2022/08/attenti-a-quei-4-i-pesci-alieni-nei-nostri-mari-da-conoscere-e-riconoscere">La campagna “Attenti a quei 4!” del 2022</a> chiede infatti di segnalare eventuali avvistamenti di quattro specie tropicali potenzialmente pericolose: il pesce scorpione, il pesce palla maculato e due specie di pesce coniglio. Le fotografie e le informazioni raccolte possono essere utilizzate dai ricercatori per aggiornare la distribuzione delle specie. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Un Mediterraneo in trasformazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;arrivo di nuove specie non significa automaticamente che ogni organismo alieno rappresenti una minaccia. Il problema emerge quando una specie riesce a stabilirsi, riprodursi e diffondersi provocando effetti rilevanti sugli ecosistemi o sulle attività umane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro tracciato da ISPRA mostra quindi un Mediterraneo in trasformazione, dove traffici marittimi, attività umane, cambiamenti climatici e modificazioni degli habitat possono facilitare l&#8217;arrivo e l&#8217;insediamento di nuove specie. Monitorare questi cambiamenti significa conoscere meglio come stanno evolvendo gli ecosistemi e intervenire, quando possibile, prima che una presenza occasionale diventi un&#8217;invasione difficile da gestire. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonti utilizzate:</strong> ISPRA, <em>Stato dell&#8217;ambiente in Italia 202</em>5</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando la natura sorprende: i comportamenti più strani degli animali</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/quando-la-natura-sorprende-i-comportamenti-piu-strani-degli-animali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 12:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
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					<description><![CDATA[Costruire un rifugio trasportando una noce di cocco, condividere il cibo con un compagno affamato, corteggiare una femmina strappando foglie o comunicare la posizione di un fiore attraverso una danza. [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Costruire un rifugio trasportando una noce di cocco, condividere il cibo con un compagno affamato, corteggiare una femmina strappando foglie o comunicare la posizione di un fiore attraverso una danza. Nel mondo animale esistono comportamenti che possono sembrare bizzarri agli occhi dell&#8217;uomo, ma che spesso rispondono a precise esigenze di sopravvivenza, riproduzione o vita sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Il polpo che porta con sé una “casa”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il polpo venato (<em>Amphioctopus marginatus</em>) è stato osservato raccogliere e trasportare pezzi di guscio di cocco sul fondale marino. Quando necessario, l&#8217;animale può assemblare le due metà del guscio e utilizzarle come rifugio. I ricercatori hanno descritto questo comportamento come un esempio di utilizzo di strumenti: il polpo trasporta un oggetto che in quel momento non gli offre protezione, ma che potrà utilizzare successivamente. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. I pipistrelli vampiro condividono il sangue</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un pipistrello vampiro, una notte senza cibo può diventare un problema serio. Questi animali vivono in gruppi sociali e sono stati osservati rigurgitare parte del pasto per nutrire altri individui che non sono riusciti a procurarsi una quantità sufficiente di sangue. La condivisione non avviene indiscriminatamente: le osservazioni mostrano l&#8217;esistenza di legami sociali più stretti tra alcuni individui. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Le api “ballano” per indicare dove trovare il cibo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un&#8217;ape mellifera trova una fonte di nettare particolarmente interessante, può rientrare nell&#8217;alveare e compiere la cosiddetta <em>waggle dance</em>, la “danza dell&#8217;agitazione”. La direzione e la durata dei movimenti forniscono alle altre api informazioni sulla direzione e sulla distanza della fonte di cibo. Studi sperimentali hanno mostrato che le api possono utilizzare queste informazioni per orientare il proprio volo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Gli uccelli giardinieri costruiscono vere “gallerie” per conquistare una compagna</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il maschio dell&#8217;uccello giardiniere satinato (<em>Ptilonorhynchus violaceus</em>) costruisce sul terreno una struttura di ramoscelli, chiamata <em>bower</em>, che non è un nido ma una sorta di spazio per il corteggiamento. La decora con oggetti colorati, soprattutto blu: possono essere elementi naturali, ma anche oggetti provenienti dagli insediamenti umani, come mollette o cannucce. Durante il corteggiamento il maschio compie movimenti ritualizzati e accompagna la performance con diverse vocalizzazioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Il superbo uccello lira imita persino i rumori prodotti dall&#8217;uomo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il superbo uccello lira (<em>Menura novaehollandiae</em>) è uno dei più spettacolari imitatori del mondo animale. Secondo l&#8217;Australian Museum, circa l&#8217;80% del suo canto è costituito da imitazioni. Oltre ai versi di altri uccelli, può riprodurre suoni dell&#8217;ambiente circostante, compresi rumori meccanici come motoseghe e motori. Il maschio utilizza il canto anche durante il corteggiamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6. Alcuni scimpanzé strappano le foglie per corteggiare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli scimpanzé è stato documentato un comportamento chiamato <em>leaf-clipping</em>: l&#8217;animale strappa o modifica una foglia producendo un rumore caratteristico. In diverse comunità il gesto è stato osservato soprattutto in contesti sessuali, come comportamento di corteggiamento. La particolarità è che il significato e la forma del gesto possono variare tra comunità vicine, suggerendo una componente culturale nel comportamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7. Il cuculo affida i propri piccoli ad altre specie</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuculo comune (<em>Cuculus canorus</em>) ricorre al cosiddetto parassitismo di cova: la femmina depone le proprie uova nel nido di un&#8217;altra specie e lascia che siano i genitori “ospiti” a occuparsi della cova e dell&#8217;allevamento. La strategia ha prodotto una vera e propria corsa evolutiva tra cuculi e specie ospiti: alcune popolazioni di cuculo hanno sviluppato uova che imitano per colore e disegno quelle della specie nel cui nido vengono deposte. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>8. Un pesce può superare un test allo specchio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pesce pulitore (<em>Labroides dimidiatus</em>) è diventato protagonista di uno dei dibattiti più interessanti sull&#8217;intelligenza animale. In esperimenti pubblicati su <em>PLOS Biology</em>, alcuni esemplari hanno cercato di rimuovere dal proprio corpo un segno visibile soltanto attraverso lo specchio. Altri studi successivi hanno fornito ulteriori evidenze di riconoscimento della propria immagine. Gli autori sottolineano però che il significato di questi risultati rispetto alla coscienza e all&#8217;autoconsapevolezza resta un tema scientificamente discusso. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>9. I pipistrelli possono costruire legami sociali attraverso la condivisione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei pipistrelli vampiro, i rapporti sociali non si limitano alla semplice convivenza. Le osservazioni dello Smithsonian Tropical Research Institute hanno mostrato che individui inizialmente estranei possono sviluppare legami attraverso il grooming, cioè la pulizia reciproca, e successivamente arrivare alla condivisione del cibo. In alcuni casi sono state osservate anche forme di adozione di piccoli rimasti senza madre. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>10. Anche gli animali possono avere “tradizioni” diverse</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comportamento degli animali non è sempre determinato soltanto dalla genetica o dall&#8217;ambiente. Gli studi sugli scimpanzé hanno documentato differenze tra comunità nell&#8217;uso di determinati gesti, compreso il <em>leaf-clipping</em>. In comunità differenti lo stesso tipo di comportamento può avere funzioni o modalità d&#8217;uso diverse. Questi risultati sono tra gli elementi che hanno portato i ricercatori a parlare di variazioni comportamentali trasmesse socialmente, una forma di cultura animale.</p>
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		<title>10 incredibili curiosità sugli animali che forse non conosci</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/10-incredibili-curiosita-sugli-animali-che-forse-non-conosci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 12:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità sugli animali]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre cuori, capacità di rigenerare arti, comunicazione a ultrasuoni e persino la possibilità di “tornare indietro” nel proprio ciclo vitale. Il mondo animale è pieno di caratteristiche che sembrano uscite [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Tre cuori, capacità di rigenerare arti, comunicazione a ultrasuoni e persino la possibilità di “tornare indietro” nel proprio ciclo vitale. Il mondo animale è pieno di caratteristiche che sembrano uscite da un film di fantascienza, ma che sono documentate dalla ricerca scientifica. Ecco dieci curiosità che raccontano quanto siano sorprendenti le strategie sviluppate dalle diverse specie per sopravvivere e comunicare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;assolotto può rigenerare interi arti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assolotto, una salamandra originaria del Messico, è tra i vertebrati più studiati per la sua straordinaria capacità rigenerativa. Può ricostruire arti perduti e altre strutture complesse, grazie alla formazione di un particolare tessuto chiamato blastema, costituito da cellule coinvolte nel processo di rigenerazione. La ricerca sull&#8217;assolotto è considerata importante anche per comprendere i meccanismi della rigenerazione nei vertebrati. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il polpo ha tre cuori e il sangue blu</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il polpo possiede tre cuori: due pompano il sangue verso le branchie, mentre il terzo lo distribuisce al resto del corpo. Il suo sangue appare blu perché utilizza l&#8217;emocianina, una molecola contenente rame, per trasportare l&#8217;ossigeno. Una curiosità ancora più particolare è che il cuore principale smette di battere durante il nuoto, contribuendo a rendere il movimento in acqua particolarmente dispendioso per l&#8217;animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I tardigradi possono sopravvivere a condizioni estreme</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono microscopici, ma hanno una resistenza fuori dal comune. I tardigradi, conosciuti anche come “orsi d&#8217;acqua”, possono entrare in uno stato di quasi totale sospensione delle funzioni vitali quando le condizioni ambientali diventano proibitive. In questa forma possono resistere a disidratazione, temperature estreme e radiazioni. Alcuni esperimenti hanno inoltre dimostrato la loro capacità di sopravvivere all&#8217;esposizione alle condizioni dello spazio. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La rana dei boschi può congelarsi e poi tornare in attività</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La rana dei boschi (<em>Rana sylvatica</em>), diffusa anche nelle regioni subartiche del Nord America, ha sviluppato una strategia sorprendente contro il gelo. Durante l&#8217;inverno una parte del suo corpo può congelarsi e il battito cardiaco può fermarsi. Elevate concentrazioni di glucosio proteggono però le cellule dai danni provocati dal congelamento. Con l&#8217;arrivo della primavera l&#8217;animale si scongela e riprende la propria attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli elefanti comunicano anche con suoni che l&#8217;uomo quasi non sente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli elefanti utilizzano vocalizzazioni a frequenza molto bassa, chiamate infrasuoni, che possono propagarsi per lunghe distanze. Secondo lo Smithsonian&#8217;s National Zoo, questi segnali possono essere percepiti da altri elefanti anche a oltre tre chilometri di distanza. Questa forma di comunicazione contribuisce a mantenere i contatti tra individui anche quando sono lontani.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un corvo della Nuova Caledonia costruisce e usa strumenti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il corvo della Nuova Caledonia (<em>Corvus moneduloides</em>) utilizza strumenti per procurarsi il cibo. Può impiegare rametti, foglie e altri materiali per estrarre larve dagli anfratti degli alberi; è inoltre capace di modificare alcuni strumenti, per esempio creando strutture simili a uncini. Gli studi hanno anche evidenziato caratteristiche anatomiche del becco particolarmente adatte alla manipolazione degli strumenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il superbo uccello lira imita anche motori e motoseghe</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il superbo uccello lira (<em>Menura novaehollandiae</em>), australiano, è celebre per le sue capacità di imitazione. Il suo canto può riprodurre suoni provenienti dall&#8217;ambiente circostante, compresi versi di altri uccelli e, in alcuni casi, rumori artificiali come motori e motoseghe. Secondo l&#8217;Australian Museum, una parte molto consistente del canto del maschio è costituita proprio da imitazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esiste una medusa capace di “ringiovanire”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <em>Turritopsis dohrnii</em> è spesso chiamata “medusa immortale”, anche se il termine può essere fuorviante: non significa che l&#8217;animale sia impossibile da uccidere. La particolarità della specie è la capacità, documentata in laboratorio, di invertire il proprio ciclo vitale e tornare a uno stadio precedente dello sviluppo in determinate condizioni. Questo processo di ringiovanimento può ripetersi, rendendo la specie un caso eccezionale nello studio dell&#8217;invecchiamento biologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> I delfini tursiopi hanno fischi individuali caratteristici</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I delfini tursiopi producono particolari vocalizzazioni chiamate “signature whistles”, fischi caratteristici associati al singolo individuo. Gli studi indicano che queste vocalizzazioni hanno un ruolo nel riconoscimento individuale e nel mantenimento dei contatti all&#8217;interno del gruppo. La ricerca scientifica continua tuttavia a studiare nel dettaglio come questi segnali vengano appresi e utilizzati nelle diverse situazioni sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1Il gambero mantide percepisce la luce in modo molto diverso dall&#8217;uomo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gambero mantide è dotato di un sistema visivo estremamente particolare. Alcune specie possiedono tra 12 e 16 tipi di opsine, proteine coinvolte nella percezione delle diverse lunghezze d&#8217;onda della luce, mentre l&#8217;uomo ne utilizza tre principali per la visione dei colori. Questo non significa semplicemente che l&#8217;animale “veda più colori” dell&#8217;uomo: il suo sistema visivo elabora la luce secondo modalità differenti e molto più complesse.</p>
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		<title>Lemuri indri, i “cantanti” della foresta: modulano la voce come i soprani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lemuri-indri-i-cantanti-della-foresta-modulano-la-voce-come-i-soprani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 14:46:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[cantanti]]></category>
		<category><![CDATA[indri]]></category>
		<category><![CDATA[lemuri indri]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella foresta del Madagascar c&#8217;è un piccolo primate che, per modulare le note più acute, sembra adottare una strategia sorprendentemente simile a quella dei cantanti lirici. È l&#8217;indri (Indri indri), [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Nella foresta del Madagascar c&#8217;è un piccolo primate che, per modulare le note più acute, sembra adottare una strategia sorprendentemente simile a quella dei cantanti lirici. È l&#8217;indri (<em>Indri indri</em>), il più grande dei lemuri viventi e l&#8217;unico lemure conosciuto capace di produrre veri e propri canti complessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno studio pubblicato su <em>PLOS Computational Biology</em> indica che questi animali modificano l&#8217;apertura della bocca in relazione all&#8217;altezza del suono: <strong>più alta è la frequenza fondamentale della vocalizzazione, maggiore tende a essere l&#8217;apertura della mandibola</strong>. Secondo gli autori, questa coordinazione potrebbe permettere agli indri di modificare le risonanze del tratto vocale e quindi rendere più efficace la propagazione del suono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è interessante perché porta nel mondo animale un fenomeno ben noto nella voce umana: il cosiddetto <strong>formant tuning</strong>, o accordatura del tratto vocale. Nei cantanti, e in particolare nell&#8217;emissione di note molto acute, la forma della bocca e del tratto vocale può essere modificata per far coincidere determinate risonanze con le componenti del suono prodotto dalle corde vocali. Questo può aumentare l&#8217;intensità di alcune frequenze e favorire la proiezione della voce. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Una bocca che “segue” la nota</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per capire se qualcosa di simile avvenisse anche negli indri, i ricercatori hanno analizzato <strong>83 registrazioni video relative a 19 animali selvatici</strong>, appartenenti a 11 gruppi, raccolte nel Madagascar orientale tra il 2008 e il 2024. Attraverso un sistema di analisi automatica delle immagini basato su <em>DeepLabCut</em>, hanno misurato fotogramma per fotogramma la distanza tra il labbro superiore e quello inferiore. Gli stessi filmati sono stati sincronizzati con l&#8217;analisi acustica delle vocalizzazioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è stato una relazione positiva significativa tra apertura verticale della bocca e frequenza fondamentale: <strong>quando l&#8217;indri sale verso frequenze più alte, tende ad aprire maggiormente la bocca</strong>. Le vocalizzazioni analizzate presentavano frequenze fondamentali comprese indicativamente tra 573 e 1.238 Hz. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non significa che l&#8217;indri “canti come un soprano” in senso letterale. L&#8217;analogia riguarda soprattutto la fisica della produzione del suono. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli indri sono da tempo considerati un caso particolare tra i primati. I loro canti sono composti da sequenze strutturate di vocalizzazioni e comprendono, tra l&#8217;altro, note lunghe e caratteristiche frasi discendenti. Studi precedenti hanno mostrato che la struttura del canto può variare a seconda del contesto, per esempio durante la difesa del territorio o quando gli animali devono mantenere la coesione del gruppo. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Una voce da proteggere</h3>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è infine un paradosso. Proprio mentre la ricerca permette di capire meglio quanto sia sofisticato il sistema di comunicazione degli indri, la specie rimane fortemente minacciata dalla perdita del suo habitat forestale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indri_indri">Fonte foto Wikipedia</a></p>
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		<title>Scoperto in Bolivia un nuovo felino: il tilcayo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scoperto-in-bolivia-un-nuovo-felino-il-tilcayo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 15:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[bolivia tilcayo]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova specie di gatto selvatico è stata identificata nelle foreste delle Yungas, in Bolivia. Si chiama Leopardus tilcayo ed è la prima nuova specie di felino vivente descritta scientificamente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una nuova specie di gatto selvatico è stata identificata nelle foreste delle Yungas, in Bolivia. Si chiama <em>Leopardus tilcayo</em> ed è la prima nuova specie di felino vivente descritta scientificamente da oltre un secolo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle foreste montane delle Yungas, sul versante orientale delle Ande boliviane, vive un piccolo felino che per anni è rimasto nascosto agli occhi della scienza. Gli studiosi lo hanno recentemente riconosciuto come una specie distinta e gli hanno dato il nome scientifico di <em>Leopardus tilcayo</em>, mantenendo nel nome il termine “tilcayo”, usato dalle comunità locali. La scoperta è stata pubblicata nel settembre 2026 sulla rivista scientifica <em>Current Biology</em>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una scoperta fatta grazie al DNA</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il tilcayo appartiene al gruppo dei cosiddetti “gatti tigre”, piccoli felini selvatici diffusi in diverse zone del Sud America. Questi animali sono difficili da distinguere soltanto osservandone l&#8217;aspetto, perché specie diverse possono avere caratteristiche fisiche molto simili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per stabilire che il tilcayo fosse effettivamente una specie separata, i ricercatori hanno analizzato il patrimonio genetico di <strong>38 esemplari</strong> del genere <em>Leopardus</em>, compresi animali vivi e campioni conservati nei musei. Le analisi genomiche hanno permesso di identificare cinque specie distinte all&#8217;interno del gruppo studiato, tra cui la nuova <em>Leopardus tilcayo</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo lo studio, la linea evolutiva del tilcayo si sarebbe separata da quella dei suoi parenti circa <strong>1,4 milioni di anni fa</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un gatto più piccolo di un gatto domestico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il tilcayo è un animale di dimensioni ridotte: misura circa <strong>46 centimetri</strong> e pesa intorno a <strong>1,4 chilogrammi</strong>, quindi è più piccolo della maggior parte dei gatti domestici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo mantello è marrone chiaro e presenta caratteristiche macchie a forma di rosetta. Le informazioni sulla sua vita allo stato selvatico sono ancora limitate. Alcuni campioni hanno mostrato resti di piccoli roditori, suggerendo che questi animali possano far parte della sua alimentazione. Le immagini ottenute attraverso fototrappole indicano inoltre una possibile attività prevalentemente notturna. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una specie rimasta a lungo inosservata</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La storia della scoperta è particolarmente curiosa. La biologa e National Geographic Explorer <strong>Paola Nogales-Ascarrunz</strong> si era imbattuta in un esemplare nel 2016, dopo essere stata contattata da un centro di recupero della fauna selvatica. Solo in seguito, grazie a ulteriori studi genetici, i ricercatori hanno potuto capire che quell&#8217;animale apparteneva a una specie precedentemente non riconosciuta dalla scienza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La descrizione di <em>Leopardus tilcayo</em> rappresenta un evento eccezionale: secondo i ricercatori, è la prima volta in più di cento anni che viene formalmente descritta una nuova specie di felino selvatico vivente. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una scoperta importante anche per la conservazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca non serve soltanto ad aggiungere un nuovo nome alla classificazione degli animali. Riconoscere una specie permette infatti agli scienziati di studiarne meglio la distribuzione, le dimensioni della popolazione e le minacce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Yungas sono un ambiente ricco di biodiversità, ma sono sottoposte a pressioni come <strong>deforestazione, agricoltura, incendi e attività minerarie</strong>. I ricercatori sottolineano quindi l&#8217;importanza di conoscere meglio il tilcayo e il suo habitat, anche per poter valutare adeguatamente il suo stato di conservazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte foto: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Tilcayo">https://en.wikipedia.org/wiki/Tilcayo</a></p>
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		<title>Eboli, 38 cani tra rifiuti ed escrementi: denunciati due coniugi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/eboli-38-cani-tra-rifiuti-ed-escrementi-denunciati-due-coniugi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 06:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Trentotto cani rinchiusi in un fabbricato diroccato, al buio, senza acqua e senza ricoveri adeguati, tra rifiuti ed escrementi. È quanto hanno trovato i carabinieri forestali durante un controllo eseguito [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Trentotto cani rinchiusi in un fabbricato diroccato, al buio, senza acqua e senza ricoveri adeguati, tra rifiuti ed escrementi. È quanto hanno trovato i carabinieri forestali durante un controllo eseguito a Eboli che ha portato alla denuncia di due coniugi per maltrattamento di animali e al sequestro dell&#8217;intera struttura. Gli animali sono stati sottoposti a sequestro sanitario. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;operazione risale al 17 settembre ed è stata condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Capaccio-Paestum insieme al personale del Dipartimento di prevenzione – Servizio Veterinario di Eboli e alle Guardie Ambientali Zoofile dell&#8217;Accademia Kronos, sezione di Salerno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta entrati nell&#8217;area, gli operatori si sono trovati davanti a una situazione di forte degrado. I 38 cani erano detenuti, secondo quanto accertato durante il sopralluogo, in condizioni incompatibili con la loro natura: all&#8217;interno del fabbricato erano presenti rifiuti ed escrementi e gli animali erano privi di acqua, luce e spazi idonei nei quali trovare riparo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Condizioni che, secondo gli accertamenti dei forestali e dei veterinari, sottoponevano di fatto gli animali a trattamenti lesivi per la loro salute. Da qui il deferimento in concorso dei due coniugi che avevano la disponibilità dei cani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma durante il controllo è emerso anche un secondo fronte. Nell&#8217;area venivano infatti abbandonati in maniera incontrollata e continuativa ingenti quantitativi di rifiuti non pericolosi e non ingombranti, proprio negli spazi nei quali si trovavano gli animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine delle verifiche i carabinieri forestali hanno posto sotto sequestro il fabbricato diroccato, che si estende su una superficie di circa <strong>2.300-2.400 metri quadrati</strong>. Contestualmente il personale veterinario ha disposto il sequestro sanitario di tutti i 38 cani presenti nella struttura.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Animali e illusioni ottiche, così cambia il mondo visto dai loro occhi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/animali-e-illusioni-ottiche-cosi-cambia-il-mondo-visto-dai-loro-occhi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 13:58:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[come vedono gli animali]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;illusione ottica può ingannare anche gli animali. Esperimenti condotti su mammiferi, uccelli, pesci e insetti hanno mostrato che specie molto diverse possono reagire ad alcune illusioni visive, offrendo agli scienziati [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;illusione ottica può ingannare anche gli animali. Esperimenti condotti su mammiferi, uccelli, pesci e insetti hanno mostrato che specie molto diverse possono reagire ad alcune illusioni visive, offrendo agli scienziati nuovi strumenti per studiare come il cervello interpreta ciò che gli occhi percepiscono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma questo non significa che gli animali vedano il mondo esattamente come gli esseri umani. La loro percezione può essere profondamente diversa. Molti uccelli, per esempio, possiedono quattro tipi di coni, contro i tre normalmente presenti nell&#8217;uomo, e diverse specie possono percepire la luce ultravioletta. Anche le api sono sensibili all&#8217;ultravioletto, una caratteristica importante nella ricerca dei fiori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche tra i pesci sono state osservate risposte a diverse illusioni, comprese quelle legate a dimensioni, luminosità e movimento. I risultati, però, non sono sempre uguali tra le specie: una stessa illusione può produrre risposte differenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo gli studi scientifici, le somiglianze mostrano che alcuni meccanismi della percezione possono essersi evoluti indipendentemente in animali molto lontani tra loro. Le differenze ricordano invece quanto la vista sia legata all&#8217;ambiente e alle esigenze di ciascuna specie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo gli scienziati evitano di dire che un animale &#8220;vede&#8221; un&#8217;illusione esattamente come un essere umano: il comportamento permette di studiare i processi percettivi, ma non di conoscere direttamente l&#8217;esperienza soggettiva dell&#8217;animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo stesso mondo, dunque, può apparire molto diverso a seconda degli occhi che lo osservano.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">COME VEDONO GLI ANIMALI</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Api:</strong> percepiscono la luce ultravioletta, invisibile all&#8217;uomo, e la utilizzano anche per individuare segnali presenti sui fiori.</li>



<li><strong>Uccelli:</strong> molte specie hanno quattro tipi di coni e possono distinguere colori che l&#8217;uomo non vede. Alcune percepiscono anche l&#8217;ultravioletto.</li>



<li><strong>Cani:</strong> distinguono meno colori degli esseri umani, ma hanno una buona sensibilità al movimento e una visione particolarmente adatta a condizioni di scarsa luminosità.</li>



<li><strong>Gatti:</strong> possiedono una buona visione in condizioni di poca luce e sono particolarmente sensibili ai movimenti.</li>



<li><strong>Cavalli:</strong> hanno gli occhi posti ai lati della testa, caratteristica che garantisce un ampio campo visivo e li aiuta a individuare rapidamente eventuali minacce.</li>



<li><strong>Pesci:</strong> la loro visione varia molto tra le specie ed è adattata all&#8217;ambiente acquatico, alla profondità e alla quantità di luce disponibile.</li>



<li><strong>Serpenti:</strong> alcune specie possono percepire la radiazione infrarossa attraverso organi specializzati, riuscendo a individuare il calore emesso dalle prede.</li>



<li><strong>Polpi:</strong> hanno una vista molto sviluppata per l&#8217;ambiente marino e sono particolarmente sensibili a contrasto, luminosità e movimento.</li>



<li><strong>Libellule:</strong> possiedono grandi occhi composti e un sistema visivo estremamente efficace nel rilevare movimenti rapidi.</li>



<li><strong>Gamberi mantide:</strong> alcune specie possiedono un sistema visivo eccezionalmente complesso, capace di rilevare anche la luce polarizzata.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Miele millefiori: perché lo stesso miele può avere colori diversi?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/miele-millefiori-perche-lo-stesso-miele-puo-avere-colori-diversi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[colore del miele millefiori]]></category>
		<category><![CDATA[miele millefiori]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal giallo molto chiaro all’ambra, fino a tonalità decisamente scure: il miele non ha un unico colore e, soprattutto, anche due mieli millefiori possono presentarsi con tonalità molto diverse. Non [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dal giallo molto chiaro all’ambra, fino a tonalità decisamente scure: il miele non ha un unico colore e, soprattutto, <strong>anche due mieli millefiori possono presentarsi con tonalità molto diverse</strong>. Non è necessariamente un segnale di qualità diversa o di alterazione. Il colore è infatti legato soprattutto alla composizione del nettare raccolto dalle api, all&#8217;origine botanica e geografica e, in parte, alle condizioni di lavorazione e conservazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il termine <strong>millefiori</strong> indica un miele ottenuto da nettari provenienti da più specie vegetali. La composizione finale dipende quindi dalla combinazione di fioriture presenti nell&#8217;area frequentata dalle api e dal periodo in cui il nettare viene raccolto. Cambiando territorio, stagione e prevalenza delle diverse piante, può cambiare anche il colore del prodotto finale. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Il colore racconta la provenienza</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La tonalità del miele è influenzata da numerosi componenti presenti in quantità variabili, tra cui composti fenolici, pigmenti e minerali. In generale, i mieli possono andare da tonalità quasi incolori fino all&#8217;ambra scuro e al bruno-rossastro. L&#8217;origine botanica è uno dei fattori più importanti, ma non è l&#8217;unico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, un millefiori prodotto in una zona ricca di determinate fioriture può essere molto chiaro, mentre un altro, raccolto nella stessa stagione ma in un ambiente caratterizzato da una diversa vegetazione, può risultare più scuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno studio condotto su diversi mieli ha mostrato proprio questa variabilità: anche tra mieli millefiori, alcuni campioni risultavano chiari mentre altri erano decisamente più scuri, in relazione alla diversa composizione botanica e minerale. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Anche lo stesso millefiori può cambiare nel tempo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il colore non dipende soltanto dai fiori visitati dalle api. Anche <strong>conservazione, temperatura, lavorazione e tempo</strong> possono modificarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il miele può infatti scurirsi durante la conservazione, soprattutto se viene mantenuto a temperature elevate o per periodi prolungati. Alcune reazioni chimiche, tra cui quelle legate alla formazione dei prodotti di Maillard, contribuiscono alla variazione della colorazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l&#8217;origine geografica e le condizioni climatiche possono influenzare la composizione del nettare e, di conseguenza, le caratteristiche del miele. Per questo persino mieli ottenuti da fioriture simili non sono necessariamente identici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Chiaro non significa necessariamente migliore</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;aspetto può influenzare le preferenze dei consumatori, ma <strong>il colore da solo non permette di stabilire se un miele sia migliore di un altro</strong>. Un miele chiaro e uno scuro possono avere caratteristiche organolettiche e compositive differenti senza che la tonalità rappresenti, da sola, un giudizio sulla qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il colore può invece fornire informazioni utili quando viene considerato insieme ad altri parametri, come origine botanica, composizione, caratteristiche sensoriali e analisi chimiche. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Una fotografia del territorio</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il millefiori è quindi, in un certo senso, una fotografia della vegetazione disponibile per le api in un determinato luogo e periodo. Non è un prodotto perfettamente standardizzato: la combinazione delle fioriture può cambiare di anno in anno e persino tra zone relativamente vicine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio questa variabilità a spiegare perché <strong>due vasetti entrambi venduti come miele millefiori possano avere colori, profumi e sapori differenti</strong>, pur essendo entrambi autentici mieli prodotti dalle api. </p>
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		<title>Gli animali più intelligenti del pianeta: dal problem solving del polpo ai “nomi” dei delfini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gli-animali-piu-intelligenti-del-pianeta-dal-problem-solving-del-polpo-ai-nomi-dei-delfini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 13:49:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[animali intelligenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Non esiste una classifica scientifica degli animali più intelligenti. Esistono, però, specie capaci di apprendere rapidamente, ricordare informazioni, utilizzare strumenti, risolvere problemi e sviluppare forme sofisticate di comunicazione. E alcune [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Non esiste una classifica scientifica degli animali più intelligenti. Esistono, però, specie capaci di apprendere rapidamente, ricordare informazioni, utilizzare strumenti, risolvere problemi e sviluppare forme sofisticate di comunicazione. E alcune di queste capacità sono emerse in gruppi animali molto lontani tra loro, attraverso percorsi evolutivi indipendenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i casi più sorprendenti c&#8217;è quello del <strong>polpo</strong>, un invertebrato dotato di un sistema nervoso particolarmente complesso. Gli studi hanno documentato capacità di apprendimento, memoria e adattamento comportamentale. In diverse prove sperimentali, i polpi hanno dimostrato di riuscire a risolvere problemi e ad adattare le proprie strategie alle condizioni dell&#8217;ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il polpo è interessante anche dal punto di vista neurobiologico: una parte del suo sistema nervoso coinvolta nell&#8217;apprendimento e nella memoria presenta meccanismi particolarmente complessi. Il suo comportamento dimostra come capacità cognitive sofisticate possano svilupparsi anche in animali molto diversi dai vertebrati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Corvi, memoria e strumenti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche tra gli uccelli esistono capacità cognitive notevoli. In particolare, i <strong>corvidi</strong>, famiglia che comprende corvi, cornacchie e taccole, sono stati studiati per le loro capacità di utilizzare e, in alcune specie e condizioni, fabbricare strumenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca sulla cognizione dei corvidi ha evidenziato abilità relative alla memoria, alla soluzione di problemi e alla gestione di situazioni sociali e fisiche complesse. Alcune di queste capacità presentano sorprendenti analogie funzionali con quelle osservate nei primati, nonostante la struttura del cervello degli uccelli sia molto diversa da quella dei mammiferi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un esempio di <strong>evoluzione convergente</strong>: capacità cognitive complesse possono comparire indipendentemente in animali lontanamente imparentati quando devono affrontare problemi simili, come procurarsi il cibo, ricordare informazioni o vivere in gruppi sociali articolati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I delfini e una comunicazione individuale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mare, i <strong>delfini tursiopi</strong> offrono uno degli esempi più studiati di apprendimento vocale. Ogni animale può sviluppare un caratteristico &#8220;fischio firma&#8221;, un segnale individuale che contribuisce alla sua identificazione all&#8217;interno del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca ha mostrato inoltre che i delfini possono imitare i fischi caratteristici di altri individui, utilizzandoli per rivolgersi a specifici compagni. Gli studi descrivono quindi un sistema di comunicazione nel quale l&#8217;apprendimento vocale ha un ruolo importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo non significa che i delfini possiedano una lingua umana. La ricerca scientifica distingue infatti tra comunicazione complessa e linguaggio umano, evitando di attribuire automaticamente agli animali categorie cognitive sviluppate per descrivere la nostra specie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli elefanti e la memoria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>elefanti</strong> sono spesso associati alla capacità di &#8220;non dimenticare mai&#8221;. La realtà scientifica è più complessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studi sul comportamento degli elefanti mostrano una notevole flessibilità nel gestire ambienti fisici e sociali complessi e indicano quanto memoria, conoscenza dell&#8217;ambiente e relazioni sociali possano essere importanti nella loro vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli elefanti sono inoltre animali altamente sociali e sono stati oggetto di numerose ricerche sulla cognizione sociale e sul riconoscimento di sé. Alcuni esperimenti hanno analizzato il loro comportamento davanti allo specchio, nell&#8217;ambito degli studi sul riconoscimento di sé negli animali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo mammiferi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro si allarga ulteriormente se si considerano altre specie. Corvidi e pappagalli hanno mostrato capacità cognitive sofisticate; alcuni animali sono in grado di utilizzare strumenti, mentre altri eccellono nell&#8217;apprendimento vocale, nella memoria spaziale o nella cooperazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca contemporanea invita quindi ad abbandonare l&#8217;idea di un&#8217;unica scala dell&#8217;intelligenza animale. Un corvo non deve essere necessariamente &#8220;più intelligente&#8221; di un delfino e un polpo non può essere valutato semplicemente con gli stessi parametri utilizzati per un elefante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le capacità cognitive sembrano piuttosto essere il risultato dell&#8217;adattamento a specifici ambienti e problemi. Per alcune specie può essere fondamentale ricordare luoghi e individui, per altre manipolare oggetti, comunicare a distanza o modificare rapidamente una strategia.</p>
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		<title>Raduno di Golden Retriever a San Vincenzo: oltre 120 cani per solidarietà e divertimento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/raduno-di-golden-retriever-a-san-vincenzo-oltre-120-cani-per-solidarieta-e-divertimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 14:41:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[san vincenzo cani golden retriever]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 200 persone e più di 120 Golden Retriever provenienti da numerose regioni italiane si sono ritrovati presso la BaùBeach di San Vincenzo (Livorno) per il Golden Summer Closing Party, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Oltre 200 persone e più di 120 Golden Retriever provenienti da numerose regioni italiane si sono ritrovati presso la BaùBeach di San Vincenzo (Livorno) per il <em>Golden Summer Closing Party</em>, organizzato da <em>Golden alla Riscossa APS</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione ha superato le previsioni iniziali, registrando il tutto esaurito nella struttura ospitante e portando molti partecipanti a sistemarsi nelle aree limitrofe e sulla spiaggia libera pur di non mancare all&#8217;appuntamento. L&#8217;evento ha unito la socialità e il benessere animale alla valorizzazione del territorio, registrando anche la presenza del sindaco di San Vincenzo, Paolo Riccucci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i momenti centrali della giornata, le dimostrazioni operative di soccorso in acqua proposte dal Nucleo S.A.U.C.S. Costa Maremmana e la simulazione antidroga condotta dall&#8217;unità cinofila della Polizia Municipale dell&#8217;Unione dei Comuni Empolese Valdelsa con il Golden Retriever Willy e l&#8217;operatore Alessandro Baglieri. Non sono mancati momenti ludici, giochi e la sfilata a tema hawaiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa ha avuto anche un risvolto benefico: parte dei proventi netti sarà infatti destinata al Nucleo S.A.U.C.S. Costa Maremmana e a una realtà locale impegnata nel sociale, nell&#8217;ambiente o nella tutela degli animali, che verrà individuata nelle prossime settimane. Visto il successo, gli organizzatori hanno già confermato l&#8217;intenzione di dare continuità all&#8217;evento con una nuova edizione nel 2027.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La soddisfazione più grande non è rappresentata dai numeri, pur importanti, ma da ciò che questi numeri raccontano», afferma Federica Gho, Presidente di <em>Golden alla Riscossa APS</em>. «Abbiamo visto persone provenienti da territori diversi incontrarsi, condividere valori comuni, creare nuove amicizie e vivere una giornata all&#8217;insegna del rispetto, della socialità e del benessere animale. Vedere oltre centoventi Golden Retriever convivere serenamente, nuotare, giocare e relazionarsi tra loro in un contesto costruito attorno alle loro esigenze è stata la conferma che il benessere dei cani deve sempre rimanere il punto di partenza di ogni iniziativa. Ma l&#8217;aspetto che ci rende più orgogliosi è un altro: grazie alla partecipazione ottenuta potremo sostenere concretamente realtà che operano ogni giorno al servizio della collettività e del territorio che ci ha accolti. È la dimostrazione che una comunità può divertirsi, stare bene insieme e allo stesso tempo generare qualcosa di utile per gli altri. È questo il significato più profondo di Golden alla Riscossa APS».</p>
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		<item>
		<title>A quasi 55 anni Camilla, l’ippopotama più anziana d’Europa, diventa mamma per la 15ª volta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-quasi-55-anni-camilla-lippopotama-piu-anziana-deuropa-diventa-mamma-per-la-15a-volta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 16:31:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ippopotamo]]></category>
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					<description><![CDATA[Al Parco Natura Viva di Bussolengo è nato l’unico ippopotamo in Italia negli ultimi cinque anni. Il piccolo, di circa 50 chili, resta sotto la protezione della madre Ha quasi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph"><em>Al Parco Natura Viva di Bussolengo è nato l’unico ippopotamo in Italia negli ultimi cinque anni. Il piccolo, di circa 50 chili, resta sotto la protezione della madre</em></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Ha quasi 55 anni ed è l’ippopotama più anziana d’Europa. Camilla, ospite dal 1976 del Parco Natura Viva di Bussolengo, nel Veronese, ha dato alla luce il suo 15° figlio, in una nascita considerata eccezionale anche per l’età della madre.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Il piccolo, un maschio di circa 50 chili, è l’unico ippopotamo nato in Italia negli ultimi cinque anni. La specie è classificata come vulnerabile nella Lista Rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn).</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">A dieci giorni dalla nascita, il cucciolo trascorre gran parte del tempo in acqua, dove viene allattato dalla madre, e comincia a muovere i primi passi fuori dal laghetto per seguirla. Camilla pesa circa 2.500 chili.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">«Camilla è arrivata al Parco Natura Viva nel 1976, appena tre anni dopo l’apertura del primo safari», ricorda Camillo Sandri, direttore zoologico del parco. In cinquant’anni ha seguito l’evoluzione della struttura e ha già allevato 14 piccoli. La gravidanza è durata circa otto mesi e il parto è avvenuto autonomamente in acqua. Nei primi tre giorni Camilla non si è allontanata dal laghetto; ha iniziato a uscire per alimentarsi quando il piccolo è stato in grado di seguirla, nonostante i primi passi ancora incerti.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">L’acqua rappresenta per gli ippopotami un ambiente particolarmente importante. Quando il cucciolo è stanco, la madre si immobilizza e gli offre il muso come appoggio, consentendogli di restare a galla senza fatica. Madre e figlio possono così trascorrere molte ore in superficie, anche per proteggersi dal sole e mantenere la temperatura corporea.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Camilla e il piccolo vivono insieme al resto della famiglia e a un gruppo di antilopi nyala, che ha a sua volta due nuovi nati. Per le prossime settimane, però, nessuno potrà avvicinarsi al nuovo arrivato, né in acqua né sulla terraferma.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">In natura l’ippopotamo continua a essere minacciato dalla perdita e dalla frammentazione degli habitat di acqua dolce, dall’inquinamento, dalle attività estrattive e dalla caccia. Tra le pressioni sulla specie c’è anche il commercio internazionale di parti e derivati, legato soprattutto ai grandi canini e incisivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Foto generica </strong></p>
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		<item>
		<title>Cani lasciati soli in casa, quanto tempo possono restare senza stress</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cani-lasciati-soli-in-casa-quanto-tempo-possono-restare-senza-stress/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 12:26:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Life]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[adottati]]></category>
		<category><![CDATA[adottato]]></category>
		<category><![CDATA[cuccioli]]></category>
		<category><![CDATA[cucciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Non esiste un limite uguale per tutti: età, carattere e abitudini incidono sulla capacità di affrontare l’assenza del proprietario Quanto tempo può restare un cane da solo in casa senza [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph"><em>Non esiste un limite uguale per tutti: età, carattere e abitudini incidono sulla capacità di affrontare l’assenza del proprietario</em></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Quanto tempo può restare un cane da solo in casa senza vivere una situazione di stress? Non esiste una risposta valida per tutti gli animali. Età, carattere, abitudini, condizioni di salute e rapporto con il proprietario possono infatti influenzare in modo significativo la capacità di gestire la solitudine.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Per un cane adulto abituato a rimanere solo, quattro ore rappresentano un’indicazione generalmente utilizzata come riferimento, ma non devono essere considerate una soglia rigida. Alcuni animali possono tollerare l’assenza per un periodo più lungo senza particolari difficoltà, mentre altri possono manifestare disagio anche dopo poco tempo.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Il problema non riguarda soltanto la necessità di uscire per i bisogni. I cani sono animali sociali e, soprattutto in alcuni soggetti, la separazione dal proprietario può provocare ansia.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Tra i segnali più evidenti ci sono abbaiare e ululare in modo insistente, distruggere mobili o oggetti, fare i bisogni in casa nonostante siano abituati a uscire e mostrare una forte agitazione al rientro del proprietario. Possono però comparire anche comportamenti meno evidenti, come irrequietezza, tremori, ansimare, salivazione eccessiva, comportamenti ripetitivi o perdita di interesse per il cibo.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Per questo può essere utile osservare il comportamento del cane durante l’assenza, anche attraverso una videocamera domestica. Un animale che appare tranquillo quando il proprietario rientra potrebbe infatti aver manifestato segnali di stress durante il periodo trascorso da solo.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La capacità di stare in casa senza il proprietario dovrebbe essere costruita gradualmente. Soprattutto con cuccioli e cani appena adottati, è preferibile iniziare con assenze molto brevi e aumentare progressivamente il tempo, verificando la reazione dell’animale.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Prima di uscire è inoltre importante permettere al cane di fare una passeggiata e i propri bisogni. Lasciare a disposizione acqua fresca e giochi sicuri può contribuire a rendere più piacevole il periodo di solitudine. Per alcune ore di assenza può essere utile anche un’attività che stimoli l’animale mentalmente.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Particolare attenzione deve essere riservata ai cuccioli, che hanno esigenze differenti rispetto agli adulti e non dovrebbero essere lasciati soli per periodi prolungati. Anche per gli animali anziani o con problemi di salute possono essere necessarie pause più frequenti.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Quando invece compaiono comportamenti riconducibili a una forte ansia da separazione, è importante non punire il cane per eventuali danni provocati durante l’assenza. Una punizione al rientro può aumentare la paura e rendere più difficile la gestione del problema.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">In questi casi è consigliabile rivolgersi al veterinario e, quando necessario, a un professionista del comportamento animale, così da individuare le cause del disagio e impostare un percorso adeguato.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La regola, quindi, non è soltanto contare le ore. La domanda da porsi è soprattutto come sta il cane durante quelle ore. Un animale che riposa, mangia, gioca e rimane tranquillo sta vivendo l’assenza in modo diverso rispetto a uno che manifesta paura, agitazione o comportamenti distruttivi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lupo investito e ucciso nel Cilento, era una giovane femmina</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lupo-investito-e-ucciso-nel-cilento-era-una-giovane-femmina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 06:58:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gioi Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[Omignano]]></category>
		<category><![CDATA[Canis lupus italicum]]></category>
		<category><![CDATA[giovane femmina]]></category>
		<category><![CDATA[lupo appenninico]]></category>
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					<description><![CDATA[Un giovane esemplare di lupo appenninico (Canis lupus italicum), una femmina di nemmeno due anni, è stato investito e ucciso lungo la strada che collega Gioi a Omignano, nel cuore [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un giovane esemplare di <strong>lupo appenninico </strong>(Canis lupus italicum), una femmina di nemmeno due anni, è stato investito e ucciso lungo la strada che collega <strong>Gioi a Omignano</strong>, nel cuore del Cilento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza dell&#8217;animale senza vita sul ciglio dell&#8217;asfalto è stata notata da alcuni passanti, che hanno immediatamente allertato le forze dell&#8217;ordine e gli operatori sul territorio per evitare ulteriori rischi alla circolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La segnalazione è stata raccolta dai volontari della Guardia Agroforestale Italiana di Salerno, giunti sul posto per mettere in sicurezza l&#8217;area e verificare le condizioni dell&#8217;animale. Constatato il decesso della giovane lupa, l&#8217;associazione ha prontamente attivato la procedura d&#8217;emergenza, contattando le autorità competenti: i Carabinieri Forestali per i rilievi di rito, la ASL di Salerno per gli aspetti medico-veterinari e il Comune di Gioi per coordinare le operazioni di rimozione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tartarughe marine, il bilancio WWF della stagione 2026: 179 nidi e oltre 7.000 piccoli nati</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tartarughe-marine-il-bilancio-wwf-della-stagione-2026-179-nidi-e-oltre-7-000-piccoli-nati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:11:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[tartarughe marine]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=260270</guid>

					<description><![CDATA[La stagione 2026 di nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta sulle coste italiane si avvia alla conclusione con numeri significativi. Il WWF Italia ha censito 179 deposizioni e seguito finora [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La stagione 2026 di nidificazione della tartaruga marina <em>Caretta caretta</em> sulle coste italiane si avvia alla conclusione con numeri significativi. Il WWF Italia ha censito 179 deposizioni e seguito finora 96 eventi di schiusa, dai quali sono nati oltre 7.000 piccoli. Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata tra le principali aree interessate dal monitoraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stagione riproduttiva 2026 della <em>Caretta caretta</em> si avvia alla conclusione con un bilancio particolarmente rilevante per le attività di monitoraggio e tutela condotte dal WWF Italia lungo le coste del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati diffusi dal WWF il <strong>12 settembre 2026</strong>, durante l’estate i volontari dell’associazione hanno censito <strong>179 deposizioni</strong>. Le attività di monitoraggio hanno inoltre permesso di seguire, fino alla data del rilevamento, <strong>96 eventi di schiusa</strong>, dai quali sono nati <strong>oltre 7.000 piccoli di tartaruga marina</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato sulle nascite rappresenta uno degli elementi più significativi del monitoraggio 2026: <strong>oltre 7.000 piccoli</strong> sono nati dagli eventi di schiusa seguiti dal WWF.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri della stagione non eliminano le criticità che interessano la specie. Il WWF segnala in particolare il problema dell&#8217;<strong>illuminazione artificiale notturna</strong> sulle spiagge.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I piccoli appena usciti dal nido utilizzano la luminosità dell&#8217;orizzonte marino per orientarsi verso l&#8217;acqua. Fonti luminose provenienti da stabilimenti, strade, abitazioni e altre infrastrutture possono alterare questo orientamento, spingendo le tartarughine lontano dalla battigia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra questione riguarda la <strong>pulizia meccanica degli arenili</strong>. Se effettuata senza le necessarie precauzioni nelle aree interessate dalla nidificazione, può danneggiare nidi ancora presenti sotto la sabbia o modificare le condizioni ambientali necessarie allo sviluppo delle uova.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A queste pressioni si aggiungono la forte frequentazione turistica degli arenili, gli ostacoli presenti sulle spiagge e gli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi costieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività del WWF sulla <em>Caretta caretta</em> rientrano da due anni nel progetto <strong>LIFE ADAPTS</strong>. In collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell&#8217;Università di Pisa, sono stati applicati <strong>sette trasmettitori satellitari</strong> a femmine nidificanti, con l&#8217;obiettivo di studiarne gli spostamenti, i comportamenti e gli habitat di alimentazione.</p>
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		<title>Lo trova ferito e tremante a bordo strada: anziano salva un tasso selvatico</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lo-trova-ferito-e-tremante-a-bordo-strada-anziano-salva-un-tasso-selvatico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 10:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Ogliastro Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[tasso selvatico]]></category>
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					<description><![CDATA[Un tasso selvatico ferito è stato trovato ai margini della strada in località Eredita, nel territorio di Ogliastro. A notarlo è stato un anziano che, vedendo l’animale disteso a terra, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un tasso selvatico ferito è stato trovato ai margini della strada in località Eredita, nel territorio di Ogliastro. A notarlo è stato un anziano che, vedendo l’animale disteso a terra, dolorante e tremante, si è fermato per proteggerlo dai pericoli della carreggiata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tasso potrebbe essere stato investito da un veicolo. In attesa dei soccorsi, è stato sistemato in una cassetta traforata, mentre altri passanti si sono fermati per dare una mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La segnalazione è stata inoltrata alla Protezione Animale di Napoli ed è stato allertato il servizio veterinario dell’Asl competente. L’animale dovrà essere sottoposto agli accertamenti necessari per valutare anche l’eventuale trasferimento in un Centro di Recupero Animali Selvatici.</p>
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		<title>Oltre 100 Golden retriever a San Vincenzo, nel livornese il raduno dedicato ai cani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/oltre-100-golden-retriever-a-san-vincenzo-nel-livornese-il-raduno-dedicato-ai-cani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 14:02:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Life]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[BauBeach]]></category>
		<category><![CDATA[Golden alla Riscossa APS]]></category>
		<category><![CDATA[golden retriever]]></category>
		<category><![CDATA[Golden Summer Closing Party]]></category>
		<category><![CDATA[livorno]]></category>
		<category><![CDATA[San Vincenzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Saranno oltre cento i Golden Retriever attesi domenica 13 settembre al BauBeach di San Vincenzo, in provincia di Livorno, per il “Golden Summer Closing Party”, appuntamento organizzato dall’associazione Golden alla [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph">Saranno oltre cento i Golden Retriever attesi domenica 13 settembre al BauBeach di San Vincenzo, in provincia di Livorno, per il “Golden Summer Closing Party”, appuntamento organizzato dall’associazione Golden alla Riscossa APS. L’evento riunirà cani e famiglie provenienti da diverse regioni italiane, in una giornata dedicata alla socializzazione, al divertimento e al benessere degli animali.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">L’iniziativa, che secondo gli organizzatori è già sold out, prenderà il via alle ore 10 e rappresenta uno degli appuntamenti più partecipati organizzati dall’associazione, nata con l’obiettivo di creare occasioni di incontro per i proprietari di Golden Retriever e promuovere una cultura attenta al benessere e al rispetto degli animali. </p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Il programma prevede una giornata sulla spiaggia tra giochi, attività cinofile, tuffi, dimostrazioni e momenti di socializzazione. Non mancheranno occasioni di incontro tra le famiglie che arriveranno a San Vincenzo da varie parti d’Italia. L’appuntamento si concluderà con un aperitivo al tramonto. L’organizzazione ha inoltre invitato i partecipanti a scegliere un abbigliamento a tema hawaiano. </p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Il “Golden Summer Closing Party” nasce non soltanto come raduno dedicato a una delle razze canine più conosciute e amate, ma anche come momento di aggregazione per una comunità cresciuta attraverso gli appuntamenti organizzati dall’associazione. Golden alla Riscossa APS ha infatti inserito l’iniziativa di San Vincenzo all’interno di un calendario di eventi che nel 2026 ha toccato diverse località italiane, tra cui Torino, Ceriale e il Green Dog Club. </p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">«Il Golden Retriever è il cuore della nostra associazione, ma ciò che ci rende più orgogliosi è la comunità che si è sviluppata attorno a questa straordinaria razza», sottolinea il consiglio direttivo dell’associazione, evidenziando il valore degli eventi come occasioni di condivisione, inclusione e sostegno a progetti e realtà impegnate nel sociale. </p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Per San Vincenzo sarà dunque una domenica particolare: una vera e propria “invasione dorata” sulla costa livornese, con più di cento cani e le loro famiglie riuniti per salutare l’estate tra mare, attività e socialità.</p>
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		<title>Meduse nel Cilento, invasione di Cassiopea lungo la costa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/meduse-nel-cilento-invasione-di-cassiopea-lungo-la-costa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 07:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Una massiccia presenza di meduse Cassiopea è stata segnalata nelle acque del Cilento negli ultimi giorni. Il fenomeno, osservato inizialmente nel settore settentrionale della costa a partire da Agropoli, interessa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Una <strong>massiccia presenza di meduse Cassiopea è stata segnalata nelle acque del Cilento</strong> negli ultimi giorni. Il fenomeno, osservato inizialmente nel settore settentrionale della costa a partire da <strong>Agropoli</strong>, interessa ora anche le località più a sud, con avvistamenti segnalati nelle acque di <strong>Palinuro e Marina di Camerota</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bagnanti e diportisti riferiscono la presenza di numerosi esemplari, facilmente riconoscibili anche dalla superficie e distribuiti in diversi punti del litorale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La specie indicata comunemente con il nome di Cassiopea è la <strong>Cotylorhiza tuberculata</strong>, nota anche come <strong>“medusa uovo fritto”</strong> per il suo aspetto caratteristico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è la medusa Cassiopea e quanto è urticante</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Cotylorhiza tuberculata presenta un ombrello appiattito di colore biancastro o giallastro e una protuberanza centrale più scura che ricorda il tuorlo di un uovo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Può raggiungere dimensioni di circa <strong>30 centimetri di diametro</strong> e possiede numerose appendici corte e ramificate, differenti dai lunghi tentacoli filamentosi caratteristici di altre specie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Cassiopea è un organismo <strong>autoctono del Mediterraneo</strong> e la sua presenza non indica quindi l&#8217;arrivo di una specie aliena o invasiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli avvistamenti tendono a concentrarsi proprio tra la <strong>fine dell&#8217;estate e l&#8217;inizio dell&#8217;autunno</strong>, rendendo il fenomeno naturale e ricorrente nelle acque mediterranee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i bagnanti l&#8217;aspetto più importante riguarda la capacità urticante. Questa medusa è generalmente considerata <strong>poco urticante</strong>, soprattutto rispetto a specie come la Pelagia noctiluca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contatto può tuttavia provocare un lieve pizzicore o reazioni nei soggetti più sensibili. Per prudenza è quindi consigliabile <strong>evitare di toccare direttamente gli esemplari</strong>. In caso di contatto, è indicato risciacquare la parte interessata con acqua di mare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le Cassiopee aumentano a fine estate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di numerosi esemplari è favorita anche dalle condizioni dell&#8217;acqua. Queste meduse prediligono infatti <strong>fondali bassi, acque calme e zone ben illuminate</strong>, caratteristiche presenti in numerose insenature e aree costiere del Cilento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Cassiopee possono vivere adagiate sul fondale in una posizione particolare, apparentemente “a testa in giù”. Una caratteristica collegata alla relazione simbiotica con alghe fotosintetiche presenti nei loro tessuti, che necessitano della luce per svilupparsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi organismi svolgono inoltre un ruolo nell&#8217;<strong>ecosistema marino</strong>, contribuendo alle dinamiche naturali dell&#8217;ambiente e offrendo riparo anche a piccoli pesci tra le proprie appendici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo è opportuno <strong>non catturare, rimuovere o maltrattare le meduse</strong>. La presenza osservata in questi giorni da Agropoli fino a Palinuro e Marina di Camerota, per quanto particolarmente evidente, rientra nei fenomeni naturali che possono interessare il Mediterraneo tra la fine dell&#8217;estate e l&#8217;inizio dell&#8217;autunno.</p>
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		<item>
		<title>Caprette di Anacapri, assessore Serra chiede chiarimenti sul trasferimento ad Agropoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caprette-di-anacapri-assessore-serra-chiede-chiarimenti-sul-trasferimento-ad-agropoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 15:59:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[asseossore elvira serra]]></category>
		<category><![CDATA[caprette anacapri]]></category>
		<category><![CDATA[caprette capri agropoli]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;assessore al Benessere animale scrive al sindaco Cerrotta: &#8220;Servono informazioni su struttura e controlli&#8221; Chiarimenti sul trasferimento ad Agropoli delle caprette che da anni vivono sul Monte Solaro di Anacapri. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>L&#8217;assessore al Benessere animale scrive al sindaco Cerrotta: &#8220;Servono informazioni su struttura e controlli&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Chiarimenti sul trasferimento ad Agropoli delle caprette che da anni vivono sul Monte Solaro di Anacapri. A chiederli è l&#8217;assessore al Benessere e tutela animale di Agropoli, Elvira Serra, che ha inviato una Pec al sindaco di Anacapri, Francesco Cerrotta, per ottenere informazioni puntuali sulla vicenda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La richiesta arriva dopo le notizie sul trasferimento degli animali sulla terraferma. Secondo quanto riportato nelle scorse settimane, il Comune di Anacapri ha individuato una struttura privata nel territorio di Agropoli e ha avviato l&#8217;interlocuzione con l&#8217;Asl Napoli 1 per definire le procedure sanitarie e amministrative necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Abbiamo appreso dalla stampa la notizia secondo cui le caprette presenti sul Monte Solaro di Anacapri sarebbero destinate a essere trasferite presso una struttura, non meglio specificata, nel territorio di Agropoli&#8221;, scrive Serra nella missiva, spiegando che numerosi cittadini hanno chiesto all&#8217;amministrazione agropolese conferme sulla vicenda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assessore chiede quindi al Comune di Anacapri di precisare <strong>se il trasferimento sia già avvenuto o sia ancora in programma</strong>, oltre alla &#8220;denominazione e l&#8217;ubicazione della struttura individuata per ospitare gli animali&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le informazioni richieste anche quelle relative alle modalità di gestione: Serra domanda infatti &#8220;quali siano le modalità e il piano di controllo e monitoraggio previsti e adottati a tutela del loro benessere&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione delle caprette del Monte Solaro è da anni al centro di un confronto sull&#8217;equilibrio tra tutela degli animali e salvaguardia ambientale. Il Comune di Anacapri ha motivato la scelta del trasferimento con l&#8217;impatto della presenza degli animali sulla vegetazione e sul patrimonio paesaggistico dell&#8217;area. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei giorni scorsi la Giunta di Anacapri ha inoltre indicato una struttura privata di Agropoli, la PA.MA.FI. srls, come possibile destinataria delle caprette, precisando che la struttura si è resa disponibile ad accoglierle garantendone cura, alimentazione e benessere in regime di &#8220;oasi&#8221;. La delibera riferisce anche di una prova preliminare per verificare la fattibilità delle operazioni di raccolta, trasporto e trasferimento degli animali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;È importante – spiegano il sindaco di Agropoli Roberto Mutalipassi e l&#8217;assessore Elvira Serra – comprendere l&#8217;iter che il Comune di Anacapri sta seguendo per il trasferimento delle caprette in una struttura di Agropoli. Questo al fine della loro tutela e del loro benessere. Un argomento sentito dalla popolazione, non solo locale, sul quale è giusto fare piena luce&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Antibiotici a cani e gatti: dal Ministero linee guida contro il &#8220;fai da te&#8221;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/antibiotici-a-cani-e-gatti-dal-ministero-linee-guida-contro-il-fai-da-te/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 15:26:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Life]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici cani e gatti]]></category>
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					<description><![CDATA[Antibiotici per cani e gatti, attenzione al “fai da te”. Il Ministero della Salute ha pubblicato nel maggio 2026 le nuove linee guida sull’uso prudente dell’antibiotico negli animali da compagnia, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Antibiotici per cani e gatti, attenzione al “fai da te”. <a href="https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/linee-guida-uso-prudente-dellantibiotico-nel-cane-e-nel-gatto/" data-type="link" data-id="https://www.salute.gov.it/new/it/news-e-media/notizie/linee-guida-uso-prudente-dellantibiotico-nel-cane-e-nel-gatto/">Il Ministero della Salute ha pubblicato nel maggio 2026 le nuove linee guida sull’uso prudente dell’antibiotico negli animali da compagnia</a>, con l’obiettivo di promuovere un impiego sempre più consapevole dei farmaci e contribuire al contrasto della resistenza agli antimicrobici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento, elaborato da un gruppo multidisciplinare alla luce degli aggiornamenti scientifici e delle nuove disposizioni europee, riguarda in particolare cani e gatti, specie che, per l’ampio utilizzo di antibatterici e per lo stretto contatto con l’uomo, possono rappresentare un serbatoio e contribuire alla diffusione di batteri resistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le indicazioni del Ministero non introducono una nuova disciplina sanzionatoria: le linee guida sono definite come uno <strong>strumento non legislativo e non cogente</strong>, destinato a favorire il confronto tra autorità competenti, operatori e veterinari sulle scelte di trattamento degli animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il principio di fondo è quello dell’uso prudente dell’antibiotico. L’impiego di questi medicinali deve essere valutato in relazione alla situazione clinica dell’animale e alle caratteristiche dell’infezione, evitando trattamenti non necessari che possono favorire la selezione e la diffusione di batteri resistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema riguarda direttamente anche i proprietari. Di fronte a un cane o a un gatto malato, la scelta dell’antibiotico non dovrebbe essere affidata all’automedicazione o alla disponibilità di farmaci già presenti in casa. La terapia deve essere valutata dal medico veterinario, nell’ambito delle indicazioni previste per l’uso prudente degli antimicrobici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione non riguarda soltanto la salute del singolo animale. Secondo il Ministero, l’abuso e l’uso improprio degli antibiotici, sia in medicina umana sia in quella veterinaria, hanno contribuito ad amplificare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. L’impiego eccessivo di questi medicinali esercita infatti una pressione selettiva sui microrganismi, aumentando il rischio di sviluppo e diffusione di batteri resistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le linee guida dedicate a cani e gatti si inseriscono quindi nella più ampia strategia nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza e nella prospettiva <strong>One Health</strong>, che considera strettamente collegati salute umana, salute animale e ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i proprietari, dunque, il messaggio è soprattutto di prudenza: davanti a un’infezione o a sintomi sospetti, niente terapie improvvisate e niente antibiotici scelti autonomamente. La valutazione della necessità del trattamento e la scelta del medicinale spettano al veterinario.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Animali: anatroccolo usato come pallone, denuncia Lndc a Nocera Superiore</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/animali-anatroccolo-usato-come-pallone-denuncia-lndc-a-nocera-superiore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 13:09:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Norme & Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[anatroccolo lanciato nocera superiore]]></category>
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					<description><![CDATA[Un anatroccolo sarebbe stato preso e lanciato ripetutamente in aria da alcuni ragazzi, che lo avrebbero utilizzato come un pallone passandoselo tra loro. L&#8217;episodio, avvenuto a Nocera Superiore, sarebbe stato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un anatroccolo sarebbe stato preso e lanciato ripetutamente in aria da alcuni ragazzi, che lo avrebbero utilizzato come un pallone passandoselo tra loro. L&#8217;episodio, avvenuto a Nocera Superiore, sarebbe stato ripreso e successivamente segnalato sui social.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la segnalazione, i giovani avrebbero continuato a lanciare l&#8217;animale nonostante la presenza di una persona che avrebbe chiesto loro di smettere. Di fronte all&#8217;accaduto, LNDC Animal Protection ha annunciato di aver presentato denuncia alle autorità competenti, chiedendo di accertare i fatti e individuare eventuali responsabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;È sconcertante che dei ragazzi possano trovare divertente prendere un animale e lanciarlo in aria come fosse un pallone&#8221;, ha dichiarato Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection. &#8220;Non è una bravata, non è un gioco e non è qualcosa che possa essere minimizzato. Stiamo parlando di un essere vivente che prova paura e dolore e che, nelle mani di questi ragazzi, non aveva alcuna possibilità di difendersi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rosati richiama anche l&#8217;attenzione sul valore educativo di episodi di questo tipo. &#8220;Comportamenti violenti nei confronti degli animali vengono troppo spesso considerati semplicemente delle ragazzate, ma non è così. Sono campanelli d&#8217;allarme che non devono essere ignorati, soprattutto quando a compiere questi gesti sono giovani e giovanissimi&#8221;, ha aggiunto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">LNDC Animal Protection sottolinea quindi la necessità di educare al rispetto degli animali e alla non violenza fin dall&#8217;infanzia. L&#8217;associazione auspica che le verifiche permettano di ricostruire con precisione quanto accaduto e di accertare eventuali responsabilità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fenicotteri sulla costa del golfo di Policastro, Enpa: «Non avvicinateli»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fenicotteri-sulla-costa-del-golfo-di-policastro-enpa-non-avvicinateli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 06:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
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					<description><![CDATA[Diversi fenicotteri sono stati avvistati lungo la costa salernitana, con segnalazioni arrivate fino a Sapri. Gli esemplari, secondo quanto spiegato dall&#8217;Enpa di Salerno, sono impegnati nella migrazione e possono utilizzare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Diversi <strong>fenicotteri sono stati avvistati lungo la costa salernitana</strong>, con segnalazioni arrivate fino a <strong>Sapri</strong>. Gli esemplari, secondo quanto spiegato dall&#8217;<strong>Enpa di Salerno</strong>, sono impegnati nella migrazione e possono utilizzare il litorale per sostare durante il viaggio. L&#8217;associazione invita cittadini e curiosi a non avvicinarsi, non tentare di catturarli e a rivolgersi alle autorità competenti qualora gli animali risultino feriti o in evidente difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le numerose segnalazioni ricevute nelle ultime ore hanno spinto l&#8217;Ente Nazionale Protezione Animali a diffondere indicazioni specifiche per evitare comportamenti che possano provocare stress o danni agli esemplari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fenicotteri in migrazione, le indicazioni dell&#8217;Enpa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza dei fenicotteri lungo il litorale rappresenta un fenomeno capace di attirare inevitabilmente l&#8217;attenzione di residenti e passanti. Proprio la curiosità, però, può trasformarsi in un problema se porta le persone ad avvicinarsi troppo agli animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>Enpa Odv di Salerno</strong> ricorda che si tratta di <strong>fauna selvatica</strong> e che devono quindi essere rispettate le normali precauzioni previste in questi casi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indicazione principale è mantenere le distanze ed evitare <strong>assembramenti intorno agli esemplari</strong>. Non bisogna cercare di prenderli, spostarli o costringerli ad allontanarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cattura eseguita senza le necessarie competenze potrebbe infatti aggravare eventuali ferite, aumentare lo stress dell&#8217;animale e creare situazioni di rischio anche per chi tenta di intervenire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa fare se un fenicottero appare ferito</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso in cui un esemplare presenti <strong>ferite evidenti</strong> o manifesti condizioni tali da far pensare a una reale difficoltà, l&#8217;Enpa invita a non procedere autonomamente al recupero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La procedura indicata prevede invece di effettuare una segnalazione ai <strong>Carabinieri Forestali</strong> oppure all&#8217;<strong>Asl competente</strong>, in modo da consentire l&#8217;intervento di personale in grado di gestire correttamente il soccorso della fauna selvatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;appello dell&#8217;associazione è dunque improntato alla prudenza: osservare i fenicotteri a distanza e lasciare agli animali la tranquillità necessaria durante la loro sosta lungo la <strong>costa salernitana</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli avvistamenti fino a Sapri offrono uno spettacolo particolarmente suggestivo, ma la priorità resta la tutela degli esemplari durante una fase delicata come quella della <strong>migrazione</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caccia, cinofilia e natura, a Roscigno Vecchia il festival “Cilento Selvaggio”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caccia-cinofilia-e-natura-a-roscigno-vecchia-il-festival-cilento-selvaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 12:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Roscigno]]></category>
		<category><![CDATA[Cinofilia]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=258300</guid>

					<description><![CDATA[Un festival dedicato alla caccia, alla cinofilia, alla natura e alle tradizioni rurali per promuovere le aree interne del Cilento e favorire nuove occasioni di sviluppo, turismo ed economia. È [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph">Un festival dedicato alla caccia, alla cinofilia, alla natura e alle tradizioni rurali per promuovere le aree interne del Cilento e favorire nuove occasioni di sviluppo, turismo ed economia. È “Cilento Selvaggio”, in programma dal 4 al 6 settembre nella suggestiva cornice di Roscigno Vecchia.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">L’iniziativa nasce da un progetto ideato da Francesco Palmieri, con il sostegno del sindaco di Roscigno, Pino Palmieri, e di Andrea Castellani, patron di Caccia Village. L’obiettivo è mettere in relazione gestione faunistica, biodiversità, agricoltura, cinofilia, ricerca scientifica e filiera alimentare, trasformando le tradizioni del territorio in occasioni di confronto e valorizzazione.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Nel programma delle tre giornate sono previste, tra le altre attività, le esibizioni delle unità cinofile dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, oltre al Gran Raduno Nazionale SIPS dedicato ai cani da seguita.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Spazio anche all’enogastronomia. Sabato 5 settembre è in programma uno show cooking con lo chef stellato Cristian Torsiello e l’agri chef Giuseppe Croce, dedicato alla tracciabilità e alla valorizzazione della carne di cinghiale.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Il momento centrale della manifestazione sarà domenica 6 settembre, alle 10, con un convegno dedicato ai temi della gestione del territorio, della fauna e dello sviluppo delle aree interne. Tra gli interventi annunciati quelli del deputato Francesco Bruzzone, dell’assessore all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca e del consigliere regionale Mimì Minella.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Al confronto parteciperanno inoltre Dino Muto, presidente nazionale dell’Enci, Marco Visconti, presidente di Roma Natura, Michele Albanese, presidente della Banca Monte Pruno, l’avvocato Michele Sarno, presidente della Camera penale di Salerno, e i docenti dell’Università Federico II di Napoli Domenico Fulgione e Vincenzo Veneziano.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La manifestazione punta così a fare di Roscigno Vecchia un luogo di confronto tra istituzioni, mondo scientifico, associazioni e operatori economici, con l’obiettivo di accendere i riflettori sulle potenzialità delle aree interne del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.</p>
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