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	<title>Attualità | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Sat, 19 Sep 2026 12:20:52 +0000</lastBuildDate>
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		<title>“Lo zaino sospeso”, il comune di Sala Consilina sostiene l’iniziativa del Lions club</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lo-zaino-sospeso-il-comune-di-sala-consilina-sostiene-liniziativa-del-lions-club/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 12:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[lions club]]></category>
		<category><![CDATA[lo zaino sopseso]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Comune di Sala Consilina patrocina la prima edizione dello “Zaino Sospeso”, iniziativa promossa dal Distretto Lions 108YA dedicata alla solidarietà e al sostegno concreto delle famiglie che, soprattutto in [...]]]></description>
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<p>Il Comune di Sala Consilina patrocina la prima edizione dello “Zaino Sospeso”, iniziativa promossa dal Distretto Lions 108YA dedicata alla solidarietà e al sostegno concreto delle famiglie che, soprattutto in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, possono trovarsi in una situazione di difficoltà economica.</p>



<p>L’iniziativa, ispirata alla tradizione del “caffè sospeso”, invita cittadini, famiglie e attività commerciali ad acquistare e donare quaderni, zaini, astucci, diari, penne e altro materiale di cancelleria e didattico, presso i punti di raccolta allestiti dai Club Lions aderenti al progetto.</p>



<p>A Sala Consilina il Comune ha scelto di sostenere attivamente il progetto, mettendo in campo anche i propri Servizi Sociali, che avranno il compito di individuare, nel rispetto della privacy e della dignità delle persone, le famiglie del territorio che necessitano di un concreto sostegno per affrontare le spese legate alla scuola.</p>



<p>Il materiale raccolto presso la cartolibreria Trotta in Via Matteotti sarà quindi destinato a chi ne ha effettivamente bisogno, trasformando la generosità dei cittadini in un aiuto concreto per bambini e ragazzi.</p>



<p>&#8220;Abbiamo accolto con convinzione questa iniziativa – sottolinea l’Amministrazione comunale – perché crediamo che il diritto allo studio debba essere realmente garantito a tutti. Dietro ogni quaderno, ogni zaino e ogni astuccio donato c’è un gesto di attenzione verso un bambino o un ragazzo e verso una famiglia che attraversa un momento di difficoltà. Il nostro compito, come istituzione, è fare in modo che nessuno venga lasciato indietro e che anche un piccolo gesto di solidarietà possa trasformarsi in un’opportunità&#8221;.</p>



<p>Lo Zaino Sospeso Day rappresenta, dunque, non soltanto una raccolta di materiale scolastico, ma un’occasione per rafforzare il senso di comunità e costruire una rete di solidarietà capace di coinvolgere istituzioni, associazioni, scuole, attività commerciali e cittadini.</p>



<p>Il Comune di Sala Consilina invita pertanto la cittadinanza a partecipare all’iniziativa e a contribuire con un gesto semplice ma importante, donare qualcosa che possa accompagnare un bambino o un ragazzo nel suo percorso scolastico.</p>



<p>Uno zaino riempito di quaderni e colori può contenere molto di più, la possibilità di studiare, di crescere e di guardare al futuro con maggiore serenità.</p>
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		<title>Sos Polistirolo in Campania: è l’8,5% di tutti i rifiuti spiaggiati in regione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sos-polistirolo-in-campania-e-l85-di-tutti-i-rifiuti-spiaggiati-in-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 11:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[sos polistorolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Accogliere con favore il nuovo disegno di legge regionale che prevede la progressiva sostituzione dei contenitori in polistirene espanso nel settore ittico, ma estendere  le tutele e gli incentivi anche alla filiera agricola e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Accogliere con favore il <strong>nuovo disegno di legge regionale che prevede la progressiva sostituzione dei contenitori in polistirene espanso nel settore ittico</strong>, ma <strong>estendere </strong> le tutele e gli incentivi <strong>anche alla filiera agricola e ortofrutticola</strong>. È questa la principale <strong>richiesta</strong> avanzata da <strong>Legambiente Campania</strong> in occasione della 34esima edizione di <strong>&#8220;Puliamo il Mondo&#8221;</strong>, la storica campagna di volontariato ambientale di <strong>Legambiente</strong> che in questi giorni,  il <strong>18, 19 e 20 settembre</strong>, vede migliaia di volontari impegnati in decine di località della regione per ripulire aree degradate e foci dei fiumi<strong>, a partire dal Parco Nazionale del Vesuvio e il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni</strong> che come ogni anno aderiscono con entusiasmo alla manifestazione coinvolgendo le comunità in significativa azioni di tutela e valorizzazione del territorio.</p>



<p>Due sono gli appuntamenti centrali mobilitazione regionale previsti per oggi, sabato<strong> 19 settembre</strong>, alla foce<strong> del fiume Sele</strong>, a <strong>Capaccio Paestum</strong>, dove volontari e cittadini saranno impegnati in un&#8217;azione di pulizia. L&#8217;iniziativa, organizzata dal circolo Freewheeling Paestum, richiama l&#8217;urgenza di proteggere i fiumi e le loro foci, veri e propri punti di raccolta dei rifiuti dispersi nell&#8217;ambiente che finiscono per alimentare il fenomeno dell&#8217;inquinamento marino; a <strong>Castel Volturno</strong> dove i volontari del circolo locale di Legambiente si ritroveranno alla <strong>foce dei Regi Lagni</strong> per una grande iniziativa di pulizia e monitoraggio ambientale promossa insieme alle associazioni del territorio, tra cui Tartaruga Domizia. La foce dei Regi Lagni rappresenta uno dei punti più emblematici della lotta contro l&#8217;inquinamento dei corsi d&#8217;acqua e il fenomeno dei rifiuti trasportati dai bacini fluviali fino al mare, una criticità che continua ad avere pesanti conseguenze sugli ecosistemi costieri del litorale domizio. In entrambe le iniziative, accanto alle attività di pulizia, verrà svolto anche il <strong>monitoraggio del polistirolo</strong>, uno dei rifiuti più diffusi e impattanti per gli ecosistemi fluviali e marini.</p>



<p>I dati&nbsp;<strong>raccolti da Legambiente in dieci anni di monitoraggi&nbsp;<em>Beach Litter(2017-2026)</em></strong>&nbsp;lungo le coste campane delineano un quadro critico: su&nbsp;<strong>123.483 rifiuti censiti</strong>, ben&nbsp;<strong>99.307 (l&#8217;80,4%)</strong>&nbsp;sono costituiti da polimeri artificiali e plastica. Il polistirolo gioca un ruolo di primissimo piano:&nbsp;<strong>10.474 rifiuti in polistirolo</strong>&nbsp;totali trovati sulle coste (pari all’<strong>8,5%</strong>&nbsp;del totale dei rifiuti monitorati). Tra questi figurano&nbsp;<strong>368 cassette per il pesce intatte</strong>,&nbsp;<strong>8.918 frammenti inferiori ai 50 cm</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>1.188 frammenti di dimensioni superiori</strong>. A livello provinciale,&nbsp;<strong>Caserta</strong>&nbsp;registra la maglia nera per densità: con 17 transetti censiti, evidenzia una media di&nbsp;<strong>144 rifiuti in polistirolo per transetto</strong>, il doppio della media regionale (70,3) e molto superiore a Napoli (72) e Salerno (52).<strong>&nbsp;Castel Volturno:</strong>&nbsp;la concentrazione sfiora i 162 rifiuti per transetto. Qui si registra la presenza più alta di cassette intatte (20 per transetto, contro una media regionale di 2,5), segnale evidente del legame con le vicine attività agricole e serricole; a&nbsp;<strong>Capaccio Paestum</strong>&nbsp;il polistirolo rappresenta il&nbsp;<strong>13,2%</strong>&nbsp;dei rifiuti spiaggiati (il dato percentuale più alto), polverizzato quasi interamente in micro-frammenti non riconoscibili (98,7%).</p>



<p>“<em>In occasione di Puliamo il Mondo vogliamo accendere i riflettori su un rifiuto altamente persistente e impattante</em> – dichiara <strong>Francesca Ferro</strong>, direttrice di Legambiente Campania. &#8211; <em>Una volta disperso, il polistirolo si frammenta rapidamente, perdendo ogni tracciabilità e contaminando gli ecosistemi con microplastiche. Riteniamo necessario che la norma regionale superi l&#8217;approccio settoriale e intervenga su tutte le filiere che ne fanno largo uso. Chiediamo che vengano inclusi anche gli operatori dell&#8217;agricoltura e dell’ortofrutta, dalla raccolta alla distribuzione. L’estensione</em> – <strong>conclude Ferro</strong> – <em>deve riguardare anche gli strumenti di sostegno previsti dal ddl: incentivi economico-finanziari per la sostituzione dei contenitori, promozione di sistemi riutilizzabili e riciclabili, progetti sperimentali di economia circolare e campagne di informazione.</em>”</p>



<p>Il 19 settembre previsti anche  attività di pulizia delle rive del Lago Fusaro a Bacoli e iniziative di volontariato ambientale a Pietramelara. Il programma proseguirà poi domani 20 settembre con le iniziative a Scampia e Sala Consilina, il 26 settembre nuovamente a Napoli con le attività della Rete Pangea, il 2 ottobre a San Giovanni a Teduccio nell&#8217;ambito del Tempo del Creato iniziativa della diocesi di Napoli e il 3 ottobre a Somma Vesuviana, con una giornata dedicata alla cura e alla valorizzazione dei sentieri del <strong>Parco Nazionale del Vesuvio</strong>. Seguiranno gli appuntamenti di Pioppi, Cicerale, Cava de&#8217; Tirreni e Rutino, fino a concludere il calendario il 12 ottobre.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vallo della Lucania, interrogazione parlamentare sui lavori della scuola Parmenide</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vallo-della-lucania-interrogazione-parlamentare-sui-lavori-della-scuola-parmenide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 22:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Un’interrogazione a risposta scritta è stata presentata alla Camera dal deputato Francesco Mari sulla situazione dei lavori di demolizione e ricostruzione del plesso scolastico che ospita la scuola secondaria di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Un’interrogazione a risposta scritta è stata presentata alla Camera dal <strong>deputato Francesco Mari </strong>sulla situazione dei lavori di demolizione e ricostruzione del plesso scolastico che ospita <strong>la scuola secondaria di primo grado “Torre-De Mattia” e l’istituto secondario “Parmenide” di Vallo della Lucania.</strong></p>



<p class="p2">L’intervento, finanziato nell’ambito del PNRR con 16 milioni di euro, prevede la demolizione e la ricostruzione dell’edificio scolastico. Il Comune era stato ammesso al finanziamento con decreto direttoriale del 5 maggio 2022. Per la gara relativa ai lavori l’amministrazione si è avvalsa di Invitalia come centrale di committenza, mentre gli studenti sono stati temporaneamente trasferiti in altri plessi del territorio comunale.</p>



<p class="p2">Secondo quanto riportato nell’interrogazione, dopo la demolizione dell’immobile i lavori avrebbero subito un forte rallentamento e quindi uno stallo di diversi mesi a causa della presenza di falde acquifere emerse durante gli scavi, che, secondo il parlamentare, non sarebbero state rilevate nella fase progettuale. A quasi due anni dall’avvio dell’intervento, sostiene Mari, non sarebbero state ancora realizzate le nuove fondazioni.</p>



<p class="p2">I lavori di palificazione, si legge nell’atto parlamentare, sono ripresi dal 22 luglio scorso dopo l’individuazione di soluzioni tecniche alternative per affrontare la presenza delle falde.</p>



<p class="p2">Mari chiede ai ministri dell’Istruzione e del Merito, dell’Economia e delle Finanze e per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione <strong>di acquisire elementi sullo svolgimento delle indagini tecniche e degli adempimenti previsti, compresi i sondaggi, e di chiarire per quali ragioni la documentazione tecnica alla base del progetto, inclusa la relazione geologica, non avrebbe rilevato la presenza delle falde acquifere.</strong></p>



<p class="p2">Nell’interrogazione viene inoltre chiesto quali iniziative il governo intenda adottare per garantire il completamento dell’opera e il mantenimento del relativo finanziamento, anche alla luce del mancato rispetto, secondo quanto riportato nell’atto, della scadenza del 30 giugno 2026 prevista per gli interventi PNRR.</p>



<p class="p2">L’obiettivo indicato dal deputato è assicurare agli studenti e alla comunità di Vallo della Lucania la disponibilità di una nuova struttura scolastica sicura, moderna e sostenibile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Montesano, due sepolture emergono dagli scavi Enel: potrebbero essere medievali</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/montesano-due-sepolture-emergono-dagli-scavi-enel-potrebbero-essere-medievali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 20:39:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Montesano sulla Marcellana]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[antico insediamento]]></category>
		<category><![CDATA[architettura medievale]]></category>
		<category><![CDATA[Centro storico]]></category>
		<category><![CDATA[monachesimo italo-greco]]></category>
		<category><![CDATA[monteforte]]></category>
		<category><![CDATA[sulla Marcellana]]></category>
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					<description><![CDATA[Due sepolture a fossa terragna, prive di corredo funerario, sono emerse nel centro storico di Montesano sulla Marcellana, durante i lavori di scavo per la realizzazione di una canalizzata Enel. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Due sepolture a fossa terragna, prive di corredo funerario, sono emerse nel centro storico di <strong>Montesano sulla Marcellana</strong>, durante i lavori di scavo per la realizzazione di una canalizzata Enel. Le tombe sono state individuate a pochi passi dalla sede del Comune e dalla chiesa di Sant’Anna. In parte erano già state danneggiate da precedenti interventi.</p>



<p class="p2">Lo scavo archeologico è stato eseguito dagli <strong>archeologi della società Archeoservizi</strong>, con il coordinamento scientifico della <strong>Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio</strong> per le province di Salerno e Avellino. I resti osteologici recuperati saranno ora sottoposti allo studio di un antropologo.</p>



<p class="p2">Per caratteristiche e posizione,<strong> le sepolture potrebbero risalire all’età medievale </strong>ed essere collegate all’antica chiesa di Santa Sofia, edificio religioso che sorgeva nella piazza principale di Montesano. Parte delle strutture e delle testimonianze della chiesa è stata inglobata nell’attuale chiesa madre di Sant’Anna, realizzata negli anni Cinquanta del Novecento. La documentazione storico-architettonica colloca Santa Sofia nell’ambito delle testimonianze del monachesimo italo-greco presenti nel territorio. </p>



<p class="p2">A breve distanza dalla chiesa, secondo i documenti storici, si trovava inoltre lo “Xenodochio”, struttura destinata all’accoglienza di pellegrini e viandanti. La presenza dell’edificio religioso e del luogo di ospitalità si inserisce nella storia del borgo come punto di passaggio lungo l’antica viabilità della zona. Il toponimo “sulla Marcellana” richiama infatti la strada che attraversava Marcellianum, il suburbio della città romana di Cosilinum, nell’area compresa tra Sala Consilina e Padula.</p>



<p class="p2">Il rinvenimento, in attesa degli approfondimenti antropologici, aggiunge così un nuovo elemento alla conoscenza della storia del centro storico di Montesano sulla Marcellana e dell’area sulla quale si sviluppò l’antico insediamento. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paestum, il Tempio di Nettuno si illumina di verde per la Giornata nazionale della Sla</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/paestum-il-tempio-di-nettuno-si-illumina-di-verde-per-la-giornata-nazionale-della-sla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 20:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[L’accensione simultanea con la cerimonia di Palazzo Chigi. L’iniziativa segna l’avvio della collaborazione tra Aisla e Parchi archeologici di Paestum e Velia. Il Tempio di Nettuno, nel Parco archeologico di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’accensione simultanea con la cerimonia di Palazzo Chigi. L’iniziativa segna l’avvio della collaborazione tra Aisla e Parchi archeologici di Paestum e Velia</strong>.</p>



<p>Il Tempio di Nettuno, nel Parco archeologico di Paestum, questa sera si illumina di verde in occasione della XIX Giornata nazionale della Sla (sclerosi laterale amiotrofica), aderendo all’iniziativa nazionale con un’accensione simultanea con la cerimonia in programma a Palazzo Chigi, a Roma.</p>



<p class="p3">L’iniziativa rappresenta anche il primo segno pubblico della collaborazione avviata tra Aisla, Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, e i Parchi archeologici di Paestum e Velia, sulla base di un protocollo finalizzato a promuovere l’accessibilità e l’inclusione nel patrimonio culturale.</p>



<p class="p3">L’accordo punta a favorire nuove occasioni di partecipazione e conoscenza dei siti archeologici, valorizzando la cultura anche come strumento di benessere e socialità.</p>



<p class="p3">L’accensione del Tempio di Nettuno vuole così richiamare l’attenzione sul tema della Sla e, allo stesso tempo, sottolineare il principio di un patrimonio culturale accessibile e fruibile da tutti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mobilità green, nel Cilento attivate 10 ciclostazioni nei Comuni montani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mobilita-green-nel-cilento-attivate-10-ciclostazioni-nei-comuni-montani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 17:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Futani]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Tortorella]]></category>
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					<description><![CDATA[Una mobilità sempre più sostenibile e green. È l&#8217;obiettivo prefissato dalla Comunità Montana&#160;Bussento, Lambro e&#160;Mingardoattraverso la messa in campo del progetto &#8220;Green Community&#160;Bussento&#160;&#8211; Lambro e&#160;Mingardo&#8221; che promuove la mobilità sostenibile, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="s3">Una mobilità sempre più sostenibile e green. È l&#8217;obiettivo prefissato dalla Comunità Montana&nbsp;Bussento, Lambro e&nbsp;Mingardoattraverso la messa in campo del progetto &#8220;Green Community&nbsp;Bussento&nbsp;&#8211; Lambro e&nbsp;Mingardo&#8221; che promuove la mobilità sostenibile, condivisa e accessibile nei comuni del territorio. </p>



<p class="s3">Un&#8217;intera area immersa nella natura e nel verde da tutelare ma anche da conoscere e da scoprire. Un progetto basato sulla &nbsp;mobilità sostenibile e che oggi ha visto il suo inizio con l&#8217;attivazione di 10&nbsp;ciclostazioni, presenti in 10 diversi comuni della Comunità Montana&nbsp;Bussento, Lambro e&nbsp;Mingardo: San Mauro la Bruca, Cuccaro Vetere, Futani, Laurito, Alfano, Celle di Bulgheria, Roccagloriosa, Caselle in Pittari, Tortorella e Torraca. </p>



<p class="s3">&#8220;Abbiamo collegato il nostro territorio con 10&nbsp;ciclostazioni&nbsp;dove gli utenti potranno usufruire di questo servizio e muoversi al loro interno &#8211; ha affermato il presidente della Comunità Montana&nbsp;Bussento, Lambro e&nbsp;Mingardo&nbsp;Aldo&nbsp;Luongo&nbsp;&#8211; Per potere utilizzare le bike sarà necessario scaricare un&#8217;App&nbsp;che indicherà tutti i passaggi da seguire, in maniera semplice e rapida&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="s3">Un progetto che va a completare quello già iniziato con il Cammino di San Nilo. &#8220;Oggi l&#8217;utente può scegliere se percorrere l&#8217;intero cammino di San Nilo a piedi oppure&nbsp;utilizzare&nbsp;per un tratto anche le bike &#8211; &nbsp;ha poi aggiunto il presidente&nbsp;Luongo&nbsp;&#8211; È un progetto sperimentale di due mesi che servirà per capire anche le difficoltà che si possono avere sul campo in maniera tale da essere pronti per la prossima primavera&#8221;. </p>



<p class="s3">Un programma sperimentale e innovativo che mette in rete 10 comuni, come sottolineato dall&#8217;ingegnere Antonella Cartolano, responsabile del progetto &#8220;Green Community&#8221;. &#8220;Invitiamo tutti gli interessati a scaricare l&#8217;App&nbsp;che con pochi passaggi consentirà di creare un profilo e di scegliere poi la forma di abbonamento che più si addice alle proprie esigenze- ha affermato l&#8217;ingegnere Cartolano &#8211; Per le modalità di funzionamento, è possibile prelevare la bike in una delle&nbsp;ciclostazioni&nbsp;attive e riconsegnarla in una&nbsp;ciclostazione&nbsp;diversa da quella di partenza. Per quanto riguarda le tariffe, all&#8217;abbonamento iniziale si aggiunge il consumo e in questa fase la prima mezz&#8217;ora è gratuita&#8221;. </p>



<p class="s3">L&#8217;App&nbsp;utilizzata rientra nel sistema&nbsp;Weelo, una piattaforma digitale e di gestione della mobilità sostenibile consolidata a livello nazionale. </p>



<p class="s3">&#8220;Il bike&nbsp;sharing&nbsp;della Comunità Montana&nbsp;Bussento, Lambro e&nbsp;Mingardo&nbsp;nasce da un’idea precisa: costruire un servizio di mobilità coerente con le caratteristiche del territorio stesso, non solo un semplice noleggio di biciclette &#8211; ha dichiarato Gianluca Pin,&nbsp;Ceo&nbsp;di&nbsp;Weelo&nbsp;&#8211; Ogni area ha esigenze, flussi e stagionalità differenti, e il bike&nbsp;sharing&nbsp;del&nbsp;Bussento&nbsp;è stato progettato proprio per rispondere a queste specificità. La tecnologia&nbsp;Weelo&nbsp;punta a rendere semplice l’esperienza dell’utente, mentre dietro c’è un sistema di gestione e monitoraggio pensato per garantire affidabilità e continuità al servizio&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Atrani tra le migliori spiagge d’Italia, Gambino: «Nuovo riconoscimento per la Costiera»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/atrani-tra-le-migliori-spiagge-ditalia-gambino-nuovo-riconoscimento-per-la-costiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 16:08:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atrani]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[«L’inserimento di Atrani tra le migliori spiagge d’Italia da parte della prestigiosa rivista internazionale Condé Nast Traveller rappresenta un ulteriore attestato di stima e conferma l’inestimabile valore del patrimonio paesaggistico, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>«L’inserimento di Atrani tra le migliori spiagge d’Italia da parte della prestigiosa rivista internazionale Condé Nast Traveller rappresenta un ulteriore attestato di stima e conferma l’inestimabile valore del patrimonio paesaggistico, culturale e turistico della Costiera Amalfitana».</p>



<p>Lo dichiara l’europarlamentare Alberico Gambino, commentando il riconoscimento assegnato al piccolo borgo costiero.</p>



<p>Questo straordinario risultato, che segue di poche settimane l’analogo riconoscimento ottenuto da Praiano, non è casuale: premia il lavoro fondato sulle buone pratiche e sulla promozione del territorio, portato avanti con visione e determinazione.</p>



<p>La presenza di Atrani, insieme ad altre località delle costiere sorrentina, amalfitana e cilentana, conferma ancora una volta la straordinaria capacità attrattiva della Campania. Un dato che si accompagna alle azioni del Governo Meloni, che ha restituito al comparto turistico e alberghiero la dignità di pilastro strategico dell’economia nazionale, come certificano i risultati raggiunti.</p>



<p>Nel corso di questa estate l’Italia si è confermata regina del turismo europeo, superando Spagna e Francia. Nel solo mese di luglio è stato registrato un milione di arrivi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una crescita particolarmente significativa della componente straniera, pari al 6%.</p>



<p>Occorre, naturalmente, continuare a lavorare sul fronte della mobilità, affinché diventi pienamente sostenibile, efficiente e accessibile. Soltanto così sarà possibile accorciare le distanze, migliorare l’esperienza dei visitatori e moltiplicare le opportunità per le comunità locali.</p>



<p>La promozione dei percorsi e dei borghi meno esposti ai grandi flussi, unita alla valorizzazione del brand della Costiera, rappresenta la chiave per distribuire le presenze turistiche durante tutto l’anno, contrastare la stagionalità e rendere il comparto sempre più competitivo.</p>



<p>Il riconoscimento attribuito ad Atrani è, dunque, motivo di orgoglio per l’intero territorio e uno stimolo a proseguire lungo la strada della qualità, della sostenibilità e della valorizzazione delle nostre eccellenze.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuovo Atto aziendale dell’Asl Salerno, il Nursind attacca: «Rischia di restare solo sulla carta»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nuovo-atto-aziendale-dellasl-salerno-il-nursind-attacca-rischia-di-restare-solo-sulla-carta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 12:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[atto aziendale asl salerno]]></category>
		<category><![CDATA[nursind]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo disegno della sanità provinciale delineato dall’Atto aziendale dell’Asl Salerno è al centro delle osservazioni del Nursind Salerno, che chiede un confronto con i vertici dell’Azienda sulle modalità e [...]]]></description>
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<p>Il nuovo disegno della sanità provinciale delineato dall’Atto aziendale dell’Asl Salerno è al centro delle osservazioni del <strong>Nursind Salerno</strong>, che chiede un confronto con i vertici dell’Azienda sulle modalità e sui tempi di attuazione della riorganizzazione.</p>



<p>Il documento interviene sull’organizzazione dei principali presidi e servizi sanitari del territorio, tra cui gli ospedali di <strong>Nocera Inferiore, Battipaglia, Eboli, Vallo della Lucania, Polla e Sapri</strong>, attribuendo nuove funzioni e responsabilità alle diverse strutture. Secondo il sindacato, tuttavia, il riassetto non sarebbe accompagnato da un incremento dei posti letto e presenterebbe alcune criticità relative alle risorse, al personale e ai tempi necessari per l’attivazione dei servizi previsti.</p>



<p>A intervenire è <strong>Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno</strong>, che richiama in particolare la situazione degli organici in alcune strutture della provincia.</p>



<p>«<em>Ci troviamo di fronte a un riassetto che rischia di rimanere soltanto sulla carta, mentre la realtà quotidiana in strutture fondamentali come il San Luca di Vallo della Lucania, l&#8217;Umberto I di Nocera o i presidi di Scafati e Agropoli continua a scontrarsi con drammatiche carenze di personale</em>», afferma Tomasco. «<em>Come NurSind ribadiamo che non si possono caricare gli ospedali di nuove responsabilità senza mettere in campo le risorse necessarie per sostenerle</em>».</p>



<p>Tra gli aspetti segnalati dal sindacato figurano <strong>le differenze riscontrate nei numeri relativi ai posti letto</strong>, le questioni legate al potenziamento dei servizi territoriali e la riorganizzazione dell’emergenza-urgenza, con la prevista centralizzazione della centrale operativa a Salerno.</p>



<p>Il Nursind richiama inoltre l’attenzione su alcuni servizi specifici. Tra questi, viene citata la <strong>dialisi a Vallo della Lucania</strong>, che secondo il sindacato non sarebbe adeguatamente contemplata nel nuovo assetto, e il futuro della <strong>medicina nucleare a Battipaglia</strong>. Su quest’ultimo punto, l’organizzazione sindacale esprime il timore che eventuali carenze dell’offerta pubblica possano determinare un maggiore ricorso alle strutture private.</p>



<p>«<em>Un piano aziendale deve essere credibile e trasparente</em>», sostiene ancora Tomasco. «<em>Noi del Nursind riteniamo che l&#8217;azienda non possa limitarsi a ridefinire i compiti di ospedali come quelli di Sarno, Oliveto Citra o Pagani senza indicare quanti medici e infermieri saranno effettivamente assunti. La comunità salernitana ha diritto a servizi sanitari realmente operativi e accessibili, non a semplici annunci</em>».</p>



<p>Alla luce delle osservazioni formulate, il <strong>Nursind Salerno ha richiesto formalmente un confronto con i vertici dell’Asl Salerno</strong>, con l’obiettivo dichiarato di verificare le criticità evidenziate e collegare la programmazione prevista nell’Atto aziendale a impegni, risorse e tempi di attuazione verificabili.</p>



<p></p>
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		<title>Castellabate, 47mila euro dal PNRR per potenziare la tecnologia negli spazi comunali</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-47mila-euro-dal-pnrr-per-potenziare-la-tecnologia-negli-spazi-comunali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 11:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
		<category><![CDATA[comune di castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Comune di Castellabate investe nella digitalizzazione degli spazi comunali grazie a un finanziamento PNRR di 47mila euro ottenuto nell’ambito del progetto “Risorse in Comune”. L’intervento ha interessato alcune delle [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Comune di Castellabate investe nella digitalizzazione degli spazi comunali grazie a un finanziamento PNRR di 47mila euro ottenuto nell’ambito del progetto “Risorse in Comune”.</p>



<p>L’intervento ha interessato alcune delle principali sedi utilizzate per attività istituzionali, incontri pubblici e iniziative rivolte alla comunità. Tra queste la Sala Consiliare “C. Grande”, sede delle sedute del Consiglio Comunale e di incontri istituzionali, e la Sala “Don Felice Fierro” di San Marco, punto di riferimento per convegni, appuntamenti pubblici e iniziative sul territorio.</p>



<p>Con le risorse a disposizione sono state acquistate nuove attrezzature tecnologiche, tra cui sistemi di conferenza wireless, amplificatori, videocamere, videoproiettori, tablet, computer e workstation, televisori e altri dispositivi digitali.</p>



<p>L’obiettivo dell’amministrazione è rendere gli spazi comunali più moderni e funzionali, mettendo le nuove dotazioni a disposizione non solo degli uffici e delle attività istituzionali, ma anche di associazioni, enti, realtà culturali e cittadini che organizzano iniziative e momenti di confronto.</p>



<p>L’intervento si inserisce nel percorso di digitalizzazione intrapreso dal Comune di Castellabate, con il potenziamento delle dotazioni tecnologiche a servizio della comunità.</p>
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		<title>Maratea, aperto al traffico il nuovo bypass della SS18 a Castrocucco</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/maratea-aperto-al-traffico-il-nuovo-bypass-della-ss18-a-castrocucco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:54:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[via del mare]]></category>
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					<description><![CDATA[È aperto al traffico da oggi il nuovo bypass della strada statale 18 “Tirrena Inferiore” nell’area di Castrocucco, a Maratea, in provincia di Potenza. L’opera, realizzata da Anas con un [...]]]></description>
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<p class="p1">È aperto al traffico da oggi il nuovo bypass della strada statale 18 “Tirrena Inferiore” nell’area di Castrocucco, a Maratea, in provincia di Potenza. L’opera, realizzata da Anas con un investimento complessivo di 5 milioni di euro, è destinata a garantire la mobilità in un’area interessata da fenomeni di instabilità del versante.</p>



<p class="p2">Il nuovo tracciato, lungo circa 4 chilometri, consente di disporre di un collegamento alternativo fruibile 24 ore su 24. L’infrastruttura è dotata di sistemi di sicurezza, illuminazione alimentata da pannelli solari e barriere paramassi a protezione della carreggiata.</p>



<p class="p2">L’intervento rientra nelle opere finalizzate a garantire la continuità della viabilità e la sicurezza della circolazione nell’area di Castrocucco.</p>
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		<title>Ue, la stretta: niente social sotto i 13 anni, fino ai 15 con il controllo dei genitori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ue-la-stretta-niente-social-sotto-i-13-anni-fino-ai-15-con-il-controllo-dei-genitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 10:25:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Niente accesso ai social network per i minori di 13 anni e, tra i 13 e i 15 anni, accesso consentito solo attraverso account sottoposti al controllo dei genitori. È [...]]]></description>
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<p class="p1">Niente accesso ai social network per i minori di 13 anni e, tra i 13 e i 15 anni, accesso consentito solo attraverso account sottoposti al controllo dei genitori. È il cuore della proposta di “EU Kids Act”, presentata dalla Commissione europea nell’ambito del piano per rafforzare la protezione dei minori nel mondo digitale. </p>



<p class="p1">La proposta prevede in particolare che sotto i 13 anni non sia possibile accedere ai social media. Tra i 13 e i 15 anni, invece, i ragazzi potranno utilizzare account con funzionalità limitate e sotto la supervisione dei genitori. Dai 15 anni sarà possibile avere un account personale, mentre per i minori continueranno ad applicarsi specifiche misure di tutela e sicurezza. </p>



<p class="p1">L’iniziativa punta anche a intervenire sulle caratteristiche delle piattaforme considerate potenzialmente problematiche per i più giovani. Tra le misure indicate figurano limitazioni a funzioni come lo scrolling infinito, alcuni sistemi di raccomandazione e meccanismi progettati per favorire un uso prolungato dei servizi. Previsti inoltre strumenti di controllo parentale più semplici e impostazioni di sicurezza rafforzate. </p>



<p class="p1">Il piano riguarda non soltanto i social network. La proposta prende in considerazione anche altri servizi digitali utilizzati dai minori, compresi alcuni videogiochi online e strumenti basati sull’intelligenza artificiale. Per i cosiddetti chatbot o “AI companions” destinati ai minori sono previste impostazioni di sicurezza specifiche, con alcune funzionalità disattivate di default. </p>



<p class="p1">Presentando l’iniziativa, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha richiamato il tema della protezione dell’infanzia nell’ambiente digitale, sostenendo che le piattaforme non possono continuare a essere progettate in modo da catturare l’attenzione dei più giovani a scapito della loro infanzia. La presidente ha sintetizzato la proposta con due soglie: niente social sotto i 13 anni e niente account personali prima dei 15. </p>



<p class="p1">Il provvedimento, tuttavia, <strong>non è ancora legge</strong>. Si tratta di una proposta della Commissione europea che dovrà essere esaminata e negoziata dal Parlamento europeo e dagli Stati membri prima di poter entrare in vigore. </p>
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		<title>Castellabate, al via la pulizia di valloni e caditoie in vista della stagione delle piogge</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-al-via-la-pulizia-di-valloni-e-caditoie-in-vista-della-stagione-delle-piogge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 09:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[pulizia valloni e caditoie]]></category>
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					<description><![CDATA[Terminata la stagione estiva, il Comune di Castellabate prosegue gli interventi di manutenzione e pulizia del territorio, con particolare attenzione a valloni, canaloni e caditoie stradali. Le attività, avviate su [...]]]></description>
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<p>Terminata la stagione estiva, il Comune di Castellabate prosegue gli interventi di <strong>manutenzione e pulizia del territorio</strong>, con particolare attenzione a valloni, canaloni e caditoie stradali.</p>



<p>Le attività, avviate su tutto il territorio comunale, puntano a garantire il <strong>corretto deflusso delle acque meteoriche</strong> e a mantenere efficienti i sistemi di raccolta e smaltimento delle piogge, in vista dell’arrivo della stagione autunnale.</p>



<p>Si tratta di interventi di carattere preventivo, particolarmente importanti in un periodo nel quale le precipitazioni possono essere intense e concentrate. La rimozione di detriti e materiali che possono ostacolare il regolare deflusso dell’acqua consente infatti di ridurre le criticità legate agli eventi meteorologici.</p>



<p>«<em>A lavoro per la messa in sicurezza dei valloni e pulizia caditoie stradali</em>», è il messaggio diffuso dall’amministrazione comunale, che sottolinea come l’attività di manutenzione stia proseguendo senza sosta dopo la conclusione della stagione estiva.</p>



<p>L’obiettivo è quello di arrivare alla stagione delle piogge con <strong>valloni, canaloni e sistemi di raccolta delle acque in condizioni di efficienza</strong>, rafforzando così l’attività di prevenzione e la sicurezza del territorio comunale.</p>
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		<item>
		<title>PNRR, completato il maxi-intervento sulla rete irrigua del Vallo di Diano: investimento da 6,3 milioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 08:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[consorzio bonifica vallo di diano tanagro]]></category>
		<category><![CDATA[rete irrigua]]></category>
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					<description><![CDATA[Due anni di lavori, un finanziamento PNRR di 6 milioni e 300mila euro e una profonda trasformazione delle infrastrutture irrigue consortili. Il Consorzio di Bonifica Vallo di Diano Tanagro ha portato a conclusione un [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Due anni di lavori, un finanziamento PNRR di <strong>6 milioni e 300mila euro</strong> e una profonda trasformazione delle infrastrutture irrigue consortili. Il <strong>Consorzio di Bonifica Vallo di Diano Tanagro</strong> ha portato a conclusione un importante progetto di <strong>ammodernamento, efficientamento e ottimizzazione degli impianti irrigui</strong>, destinato a migliorare la gestione della risorsa idrica, ridurre gli sprechi e offrire alle aziende agricole strumenti tecnologicamente avanzati. </p>



<p>L&#8217;intervento, finanziato con <strong>6.349.324,02 euro</strong> nell&#8217;ambito del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong>, attraverso un decreto del <strong>Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali</strong> del <strong>30 settembre 2022</strong>, ha preso avvio nel <strong>2024</strong> e si è concluso nel rispetto delle scadenze assegnate. Da pochi giorni sono stati approvati anche gli atti di rendicontazione. Alla realizzazione hanno partecipato <strong>quattro imprese</strong>, impegnate in lavorazioni di diversa natura e specializzazione, con un ruolo prevalente della ditta <strong>Marco Polo</strong>. Il risultato è un <strong>sistema irriguo profondamente rinnovato</strong>, capace di rispondere alle esigenze dell&#8217;agricoltura contemporanea e, soprattutto, alle nuove condizioni imposte dai <strong>cambiamenti climatici</strong>.</p>



<p>A illustrare gli interventi e le prospettive che si aprono per il territorio è il presidente del Consorzio,&nbsp;<strong>Beniamino Curcio</strong>:&nbsp;<em>“Abbiamo completato un progetto molto articolato e importante -sottolinea&nbsp;<strong>Curcio</strong>&#8211; portando a termine tutte le azioni nei tempi che ci erano stati assegnati. Abbiamo fornito ai nostri agricoltori uno strumento moderno, trasformando un modello tradizionale di irrigazione in un&#8217;infrastruttura intelligente, capace di garantire un servizio più efficiente e puntuale e di rispondere alle nuove sfide che abbiamo davanti”</em>.</p>



<p>Il progetto nasce dalla necessità di ripensare le strategie irrigue in un contesto caratterizzato da&nbsp;<strong>periodi siccitosi sempre più lunghi e caldi</strong>, alternati a&nbsp;<strong>precipitazioni intense e concentrate</strong>. Una situazione che riguarda anche il&nbsp;<strong>Vallo di Diano</strong>.&nbsp;<em>“Nei periodi di maggiore emergenza -spiega il presidente del Consorzio di Bonifica- siamo arrivati a immettere nella rete irrigua anche&nbsp;<strong>nove o dieci milioni di metri cubi d&#8217;acqua</strong>&nbsp;prelevati dai corpi idrici naturali. Non possiamo permetterci il lusso di sprecare una risorsa così preziosa. Dobbiamo cambiare approccio, imparare a conservarla e a utilizzarla meglio, seguendo i principi del risparmio idrico ed energetico”</em>.</p>



<p>Gli interventi hanno interessato innanzitutto le&nbsp;<strong>quattro principali sorgenti</strong>&nbsp;gestite dal Consorzio: quella di&nbsp;<strong>Riofreddo</strong>&nbsp;a&nbsp;<strong>Buonabitacolo</strong>, le&nbsp;<strong>due sorgenti</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Sassano</strong>&nbsp;e quella di&nbsp;<strong>San Giovanni in Fonte</strong>, tra&nbsp;<strong>Sala Consilina</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Padula</strong>. Nelle opere di captazione di&nbsp;<strong>Riofreddo</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Sassano</strong>&nbsp;sono state ammodernate le&nbsp;<strong>gallerie filtranti</strong>, restaurate le strutture, rivestite le pareti con una malta speciale, rifatti gli impianti elettrici e rinnovati i sistemi di pompaggio, con l&#8217;installazione anche di dispositivi di&nbsp;<strong>videosorveglianza</strong>. Si tratta di opere fondamentali, dalle quali proviene l&#8217;acqua immessa negli impianti irrigui consortili. Una parte significativa del finanziamento ha riguardato la&nbsp;<strong>rete irrigua consortile</strong>, estesa per circa&nbsp;<strong>235 chilometri</strong>, dei quali&nbsp;<strong>57 di adduzione</strong>. Sono state sostituite diverse tratte di condotta deteriorate, alcune delle quali risalenti a&nbsp;<strong>50-60 anni</strong>&nbsp;fa, per ridurre le perdite e recuperare efficienza. Sono state inoltre installate&nbsp;<strong>sette nuove elettropompe di rilancio</strong>, destinate a stabilizzare la pressione e limitare gli sbalzi, mentre sono in fase di completamento circa&nbsp;<strong>due chilometri</strong>&nbsp;di nuove reti nei comuni di&nbsp;<strong>Sassano</strong>,&nbsp;<strong>Teggiano</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Buonabitacolo</strong>, previsti come offerta migliorativa dell&#8217;impresa.</p>



<p>Tra le innovazioni più significative figura la sostituzione di&nbsp;<strong>2.225 gruppi di consegna</strong>, ossia gli idranti attraverso i quali le aziende agricole prelevano l&#8217;acqua necessaria all&#8217;irrigazione. I nuovi&nbsp;<strong>dispositivi intelligenti</strong>&nbsp;consentono agli agricoltori, attraverso una&nbsp;<strong>scheda elettronica personale</strong>, di gestire autonomamente l&#8217;erogazione, decidendo quando attivarla o interromperla.</p>



<p>La trasformazione introduce anche una novità sostanziale: il&nbsp;<strong>pagamento delle tariffe in base ai consumi effettivi</strong>, superando il precedente criterio forfettario o legato alla superficie.&nbsp;<em>“È una vera e propria rivoluzione -afferma&nbsp;<strong>Curcio</strong>&#8211; grazie alla quale oggi l&#8217;agricoltore dispone di una scheda elettronica e può decidere autonomamente quanta acqua prelevare e quando interrompere l&#8217;erogazione. Ma soprattutto ora possiamo introdurre il&nbsp;<strong>pagamento delle tariffe a misura</strong>: non più a forfait o in base alla superficie, come avveniva in passato, ma in funzione dell&#8217;acqua effettivamente consumata”</em>.</p>



<p>Il progetto ha affrontato anche una delle criticità più importanti delle infrastrutture irrigue: le&nbsp;<strong>perdite lungo le condotte</strong>. Attraverso il finanziamento PNRR sono state sostituite diverse tratte di condotta, con l&#8217;obiettivo di recuperare efficienza e ridurre gli sprechi. Un altro elemento fondamentale del progetto è rappresentato dal&nbsp;<strong>potenziamento del telecontrollo</strong>, che consente al Consorzio di monitorare costantemente il funzionamento di pompe, idranti e serbatoi, intervenendo anche&nbsp;<strong>da remoto</strong>&nbsp;per accendere o spegnere le elettropompe e gestire il riempimento o lo svuotamento delle vasche. Il progetto ha visto anche l&#8217;installazione di&nbsp;<strong>2.276 misuratori</strong>&nbsp;e l&#8217;estensione dei&nbsp;<strong>sistemi di monitoraggio e sorveglianza</strong>&nbsp;alle principali sorgenti, compresa quella di&nbsp;<strong>San Giovanni in Fonte</strong>, dove l&#8217;installazione di appositi sensori ha consentito di affrontare la criticità emersa lo scorso anno in relazione al&nbsp;<strong>Battistero Paleocristiano di Padula</strong>, introducendo un&nbsp;<strong>sistema di controllo del livello dell&#8217;acqua</strong>.</p>



<p><strong>Il Consorzio di Bonifica Vallo di Diano Tanagro</strong>&nbsp;compie dunque un importante passo verso un modello di&nbsp;<strong>irrigazione 4.0</strong>, fondato su&nbsp;<strong>digitalizzazione, automazione, risparmio idrico ed energetico e sostenibilità ambientale</strong>. Un risultato che rappresenta non soltanto un miglioramento tecnologico, ma anche una concreta&nbsp;<strong>strategia di adattamento ai cambiamenti climatici</strong>.&nbsp;<em>“Abbiamo trasformato un vecchio modello tradizionale di irrigazione -conclude il presidente&nbsp;<strong>Beniamino Curcio</strong>&#8211; in un&#8217;infrastruttura intelligente e moderna, capace di dialogare con le piattaforme aziendali e di fornire un servizio più efficiente e puntuale. Soprattutto, questo progetto rappresenta una risposta concreta ai&nbsp;<strong>cambiamenti climatici</strong>”</em>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Turismo, Fenailp nell’Osservatorio regionale: Sansiviero, «Porteremo la voce delle imprese»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/turismo-fenailp-nellosservatorio-regionale-sansiviero-porteremo-la-voce-delle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 07:27:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[fenailp]]></category>
		<category><![CDATA[marco sansiviero]]></category>
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					<description><![CDATA[Rappresenterà l’organizzazione nell’organismo regionale dedicato a flussi turistici e attività ricettive: «Daremo valore ai dati, ma anche alle esperienze dei territori» La FeNAILP Turismo entra ufficialmente nell’Osservatorio regionale sui flussi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Rappresenterà l’organizzazione nell’organismo regionale dedicato a flussi turistici e attività ricettive: «Daremo valore ai dati, ma anche alle esperienze dei territori»</em></p>



<p>La FeNAILP Turismo entra ufficialmente nell’Osservatorio regionale sui flussi turistici e sulle attività ricettive della Campania. A rappresentare l’organizzazione sarà il prof. Felice Vertullo, professionista di comprovata esperienza nel settore, che porterà al tavolo istituzionale le istanze delle imprese, degli operatori e dei diversi territori della regione.<br />Un ingresso che rafforza la presenza della FeNAILP Turismo nel confronto istituzionale e che arriva in un momento in cui il turismo campano è chiamato a misurarsi con trasformazioni profonde della domanda, nuove esigenze dei viaggiatori e la necessità di rendere più competitivo il sistema dell’accoglienza.<br />«Siamo soddisfatti di entrare a far parte dell’Osservatorio regionale &nbsp;perché riteniamo fondamentale essere presenti nei luoghi in cui si raccolgono e si analizzano i dati sui flussi turistici e si costruiscono le strategie per il settore. Ma i numeri, da soli, non bastano: dietro ogni arrivo, ogni presenza e ogni struttura ci sono imprese, lavoratori e comunità. È quella realtà che vogliamo portare al tavolo», dichiara Marco Sansiviero, presidente nazionale della FeNAILP Turismo.<br />L’Osservatorio sarà chiamato a monitorare l’andamento dei flussi turistici e delle attività ricettive, offrendo elementi utili alla programmazione regionale. Per FeNAILP Turismo sarà anche un’occasione per richiamare l’attenzione sulle differenze che caratterizzano la Campania: dalle destinazioni ormai affermate alle aree interne, dai grandi centri alle località costiere, dalle isole ai piccoli borghi.<br />«La nostra regione ha un patrimonio turistico straordinariamente articolato, ma proprio questa ricchezza richiede una strategia capace di guardare a tutti i territori. Destagionalizzazione, valorizzazione delle aree interne, qualità dell’accoglienza, formazione, innovazione, accessibilità e sostegno alle imprese saranno alcuni dei temi sui quali intendiamo portare il nostro contributo. L’obiettivo è trasformare l’analisi dei fenomeni in proposte concrete», prosegue Sansiviero.<br />Al centro dell’attenzione ci saranno anche i cambiamenti nelle abitudini dei viaggiatori, sempre più orientati verso esperienze legate all’identità dei luoghi, servizi personalizzati e un’offerta capace di coniugare qualità e sostenibilità.<br />«Accolgo questo incarico con gratitudine e senso di responsabilità. Rappresentare la FeNAILP Turismo nell’Osservatorio significa dare voce a un sistema imprenditoriale ampio e diversificato. Il mio impegno sarà ascoltare gli operatori e portare al tavolo le loro esperienze, affinché i dati possano essere letti non soltanto come numeri, ma come strumenti per comprendere le dinamiche reali del settore e individuare risposte adeguate», afferma il prof. Felice Vertullo.<br />Per Vertullo, il confronto tra istituzioni, rappresentanze imprenditoriali e territori sarà decisivo per affrontare alcune delle principali sfide del comparto, dalla stagionalità alla carenza di personale qualificato, fino alla necessità di migliorare infrastrutture e servizi.<br />«Ringrazio la FeNAILP Turismo per la fiducia. Lavoreremo perché questa presenza nell’Osservatorio sia concreta e propositiva, mettendo a disposizione competenze e conoscenza del territorio», aggiunge Vertullo.<br />«La designazione del prof. Vertullo rappresenta per noi un punto di partenza. Vogliamo contribuire a una politica turistica regionale fondata sui dati, ma capace di ascoltare chi ogni giorno vive il settore. Solo mettendo in relazione istituzioni, imprese e territori sarà possibile valorizzare pienamente il potenziale della Campania», conclude Sansiviero.<br />Con l’ingresso nell’Osservatorio regionale, la FeNAILP Turismo conferma il proprio impegno nella rappresentanza e nella valorizzazione degli operatori del comparto, rafforzando il dialogo con le istituzioni regionali sui temi dell’ospitalità e dello sviluppo turistico.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Castanicoltura, Auricchio alla Regione: «Una finestra per pulire i castagneti»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castanicoltura-auricchio-alla-regione-una-finestra-per-pulire-i-castagneti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 06:54:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Roccadaspide]]></category>
		<category><![CDATA[castagneti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=260349</guid>

					<description><![CDATA[Individuare una finestra temporale che consenta ai castanicoltori di ripulire i terreni prima dell’avvio della raccolta delle castagne, anche attraverso l’abbruciamento controllato dei residui vegetali. È la richiesta rivolta alla [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Individuare una finestra temporale che consenta ai castanicoltori di ripulire i terreni prima dell’avvio della raccolta delle castagne, anche attraverso l’abbruciamento controllato dei residui vegetali. È la richiesta rivolta alla Regione Campania da Girolamo Auricchio, presidente dell’Area Interna Cilento Interno, con una nota inviata all’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca e alla Direzione generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali.</p>



<p class="p1">La questione riguarda la necessità di conciliare le operazioni di pulizia dei castagneti con le disposizioni previste durante il periodo di massima pericolosità per gli incendi boschivi. Per il 2026 la Regione Campania ha individuato tale periodo dal 15 giugno al 30 settembre, fatta salva la possibilità di proroga in relazione all’andamento della campagna antincendio.</p>



<p class="p1">Secondo quanto evidenziato da Auricchio, la tempistica può creare difficoltà per il comparto, considerando che la raccolta delle castagne prende generalmente avvio tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre e che, nelle settimane precedenti, i terreni devono essere ripuliti da felci, fogliame e residui vegetali per agevolare le operazioni.</p>



<p class="p1">Il regolamento regionale contempla, nei castagneti da frutto, anche la possibilità di procedere alla raccolta, al concentramento e all’abbruciamento dei residui, purché al di fuori del periodo di massima pericolosità per gli incendi.</p>



<p class="p1">Auricchio chiede quindi alla Regione di valutare l’individuazione di una specifica finestra temporale, indicativamente a partire dal 21 agosto, nella quale consentire la ripulitura mediante abbruciamento controllato, limitatamente ai territori e alle giornate caratterizzati da condizioni di rischio compatibili con le operazioni.</p>



<p class="p1">La proposta prevede una serie di misure di sicurezza: interventi nelle prime ore della giornata e comunque entro le 9, divieto di operare in presenza di vento o condizioni meteorologiche sfavorevoli, raccolta dei residui in piccoli cumuli, combustione in aree preventivamente ripulite, presenza dell’operatore per tutta la durata delle operazioni e completa estinzione dei focolai al termine.</p>



<p class="p1">Nella nota viene inoltre chiesto un approfondimento tecnico e normativo sulla disciplina della combustione dei residui vegetali. Qualora la normativa nazionale non consentisse una deroga regionale, Auricchio propone di valutare una differenziazione territoriale e temporale del periodo di massima pericolosità, sulla base dell’andamento meteorologico e degli indici di rischio delle diverse aree della Campania.</p>



<p class="p1">La richiesta riguarda in particolare i territori dell’Area Interna Cilento Interno, dove la castanicoltura costituisce una componente dell’attività agricola e dell’economia delle comunità montane.</p>



<p class="p1">Auricchio ha infine manifestato la disponibilità a partecipare a un tavolo tecnico con l’assessorato regionale, le strutture competenti e i rappresentanti del comparto per individuare una soluzione in vista delle prossime campagne di raccolta.</p>
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		<title>Ripascimento Salerno, oltre un milione per rimuovere la sabbia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ripascimento-salerno-oltre-un-milione-per-rimuovere-la-sabbia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 05:41:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[La rimozione della sabbia ritenuta non conforme utilizzata nel cantiere per il ripascimento del litorale di Salerno, nel tratto compreso tra Pastena e Torrione, potrebbe costare oltre un milione di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La rimozione della <strong>sabbia ritenuta non conforme</strong> utilizzata nel cantiere per il ripascimento del litorale di Salerno, nel tratto compreso tra <strong>Pastena e Torrione</strong>, potrebbe costare oltre un milione di euro. La stima, elaborata nel maggio scorso dagli uffici di Palazzo Guerra, riguarda circa <strong>14.800 metri cubi di materiale</strong> e punta a superare il blocco dei lavori nell’ambito 2, culminato a metà luglio con l’interdizione ai bagnanti di “Universo Beach”.</p>



<p>Il costo complessivo ipotizzato per rimuovere e smaltire la sabbia ammonta a <strong>1 milione e 4mila euro</strong>. La cifra comprende le operazioni di scavo, il trasporto e il conferimento del materiale presso un impianto autorizzato.</p>



<p>Gli elementi emergono dal report “Osservatorio Litorale”, curato dall’associazione <strong>Tradizione Futuro</strong> sulla base di 381 documenti ottenuti dal Comune di Salerno attraverso un accesso agli atti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Costi e contestazioni alle imprese</h2>



<p>I tecnici comunali avrebbero contestato al raggruppamento di imprese guidato da <strong>Infratech</strong>, affidatario dell’appalto, diverse criticità: la non conformità qualitativa dei materiali impiegati, i ritardi rispetto al cronoprogramma, la mancata applicazione delle proposte migliorative e l’omissione dei monitoraggi ambientali.</p>



<p>La spesa prevista comprende <strong>66mila euro per gli scavi di sbancamento</strong> e 204mila euro per il trasporto del materiale entro una distanza di dieci chilometri. Altri 333mila euro sarebbero necessari per portare il materiale di cava a trenta chilometri di distanza.</p>



<p>La voce economicamente più rilevante è rappresentata dai <strong>400mila euro</strong> stimati per il conferimento, la selezione e il recupero della sabbia all’interno di un impianto autorizzato.</p>



<p>Secondo gli uffici, il costo rappresenterebbe un danno patrimoniale immediato e diretto provocato dall’appaltatore all’amministrazione. Il Comune sarebbe quindi pronto a procedere con un intervento <strong>in danno di Infratech e delle imprese consorziate</strong>.</p>



<p>La copertura economica sarebbe almeno teoricamente disponibile: la stazione appaltante potrebbe trattenere le somme dalle garanzie fideiussorie oppure dai crediti maturati dalle aziende attraverso i precedenti stati di avanzamento dei lavori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Contratto scaduto e documenti ancora mancanti</h2>



<p>L’esame degli atti da parte di Tradizione Futuro avrebbe evidenziato ulteriori aspetti ancora da chiarire. Il contratto d’appalto risulterebbe scaduto il <strong>18 maggio</strong>, senza proroghe, mentre il procedimento di risoluzione sarebbe aperto da 77 giorni senza che sia stata ancora adottata una decisione ufficiale.</p>



<p>Un altro nodo riguarda i tempi nei quali è stata accertata la presunta non conformità. La direzione dei lavori avrebbe dichiarato i materiali non conformi già a febbraio, diffidando dalla concessione di ulteriori deroghe.</p>



<p>Nonostante ciò, la sabbia non sarebbe stata rimossa e l’area sarebbe rimasta accessibile ai bagnanti fino al divieto disposto nel mese di luglio. Proprio questa successione temporale rientra tra gli aspetti sui quali l’associazione chiede spiegazioni.</p>



<p>Il gruppo guidato dal portavoce <strong>Rosario Peduto</strong> ha annunciato un secondo accesso civico per ottenere altri 16 documenti che non figurano tra quelli già ricevuti. Le nuove richieste riguarderanno, in particolare, le scadenze contrattuali e le verifiche ambientali compiute nell’area interessata dal ripascimento.</p>



<p>Resta dunque aperta la questione relativa al futuro del cantiere tra Pastena e Torrione. La rimozione dei 14.800 metri cubi di materiale rappresenta uno dei passaggi principali per superare lo stallo, ma occorrerà definire le responsabilità dell’appaltatore, l’esito del procedimento di risoluzione e le modalità con cui sarà finanziata ed eseguita l’operazione.</p>
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		<title>Trasparenza beni confiscati, la fotografia di Libera per i comuni campani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/trasparenza-beni-confiscati-la-fotografia-di-libera-per-i-comuni-campani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 11:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[libera]]></category>
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					<description><![CDATA[Più di sette comuni su dieci&#160;destinatari di beni immobili sottratti alle mafie in Campania adempiono oggi all’obbligo di pubblicazione dell’elenco sul proprio sito. Complessivamente su&#160;149 comuni&#160;destinatari di beni immobili confiscati [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Più di sette comuni su dieci&nbsp;</strong>destinatari di beni immobili sottratti alle mafie in Campania adempiono oggi all’obbligo di pubblicazione dell’elenco sul proprio sito. Complessivamente su&nbsp;<strong>149 comuni</strong>&nbsp;destinatari di beni immobili confiscati sono&nbsp;<strong>111 quelli che pubblicano i dati pari al 74%</strong>. I dati emergono dalla&nbsp;<strong>quarta edizione di “RimanDATI”</strong>, il report nazionale promosso da&nbsp;<strong>Libera</strong>&nbsp;in collaborazione con il&nbsp;<strong>Gruppo Abele</strong>, il&nbsp;<strong>Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino</strong>&nbsp;e con il contributo di&nbsp;<strong>ISTAT</strong>. Il monitoraggio è stato condotto grazie al lavoro di oltre 80 volontari in tutta Italia, formati per rilevare capillarmente il livello di trasparenza degli enti territoriali.</p>



<p><strong>RimanDATI, l’unico report in Italia che indaga lo stato della trasparenza degli enti territoriali</strong>&nbsp;in materia di beni confiscati, costituisce ormai un punto di riferimento fondamentale per chi si occupa, appunto, di trasparenza e di beni confiscati. E anche uno strumento straordinario di attivazione e di cittadinanza responsabile, oltre che di sostegno e accompagnamento per la Pubblica Amministrazione. Il diritto di sapere resta, per Libera, un imperativo, al pari dell’impegno per ottenere che, anche attraverso il diritto di sapere, sempre più beni sottratti alle mafie tornino concretamente alla collettività.</p>



<p>A livello nazionale, la trasparenza sulla gestione dei beni confiscati nelle amministrazioni comunali italiane compie un netto passo in avanti. Su&nbsp;<strong>1.174 Comuni</strong>&nbsp;destinatari di immobili sottratti alle mafie, ben&nbsp;<strong>938 (pari al 79,8%)</strong>&nbsp;adempiono oggi all’obbligo di pubblicazione dell’elenco sul proprio sito internet. Soltanto 236 enti (il 20,2%) risultano ancora inadempienti. Un risultato che segna un&nbsp;<strong>tasso di crescita del 15%</strong>&nbsp;rispetto alla precedente edizione del monitoraggio e una svolta radicale rispetto al primo report del 2021, quando solo il 38% degli enti pubblicava tali dati e non esisteva ancora un modello di riferimento unico per il confronto. La mappa della trasparenza evidenzia una crescita omogenea a livello nazionale, pur con alcune differenze geografiche:&nbsp;<strong>Nord Italia:</strong>&nbsp;si conferma la macroarea più virtuosa con l’<strong>88,5%</strong>&nbsp;degli enti adempienti, il&nbsp;<strong>Centro Italia:</strong>&nbsp;registra una forte accelerazione raggiungendo il&nbsp;<strong>77,8%</strong>, con un incremento di quasi 20 punti rispetto alla rilevazione precedente, il S<strong>ud Italia e Isole:</strong>&nbsp;continua la propria crescita attestandosi al&nbsp;<strong>75%</strong>. A livello regionale, raggiungono o superano il 90% di Comuni adempienti la&nbsp;<strong>Basilicata, il Molise e l&#8217;Umbria (100%)</strong>, la&nbsp;<strong>Liguria e il Veneto (94%)</strong>, l&#8217;<strong>Emilia-Romagna e il Friuli-Venezia Giulia (90%)</strong>. Nessuna regione italiana si colloca al di sotto della soglia del 50%.</p>



<p>“<em>Mafie e corruzione prosperano nel buio e nell’indifferenza. Democrazia, legalità e giustizia lo fanno, invece, nella luce. Illuminare i beni confiscati</em> &#8211; commenta <strong>Tatiana Giannone, responsabile nazionale Beni Confiscati di Libera –</strong> <em>vuol dire attivare tutti quei meccanismi che, a partire dalla conoscenza e dalla piena accessibilità dei dati e delle informazioni, possono facilitare i percorsi di riutilizzo; significa allora dare linfa alla democrazia, alla legalità e alla giustizia. Il percorso di RimanDATI continua con un obiettivo preciso: raggiungere la piena trasparenza sul 100% degli enti monitorati. Perché ogni dato pubblicato non è solo un’informazione in più: è uno spazio di potere restituito alla collettività. Ogni elenco reso accessibile è una barriera in meno tra istituzioni e cittadini. Ogni miglioramento nella trasparenza è un avanzamento nella possibilità di controllo, partecipazione e proposta. Rendere visibili i beni confiscati significa renderli anche immaginabili. Significa permettere a comunità, cooperative, reti territoriali di pensare nuovi progetti, di avanzare proposte, di costruire esperienze di riutilizzo sociale. La trasparenza non si limita a raccontare ciò che esiste, ma crea anche le condizioni perché esista di più. In questo senso, RimanDATI non è soltanto un report sulla trasparenza. È un dispositivo politico che riafferma un’idea precisa di Stato e di democrazia: uno Stato che non teme lo sguardo dei cittadini, e cittadini che non rinunciano a esercitare il proprio diritto di sapere. È la dimostrazione che la legalità non si esaurisce nella confisca, ma si compie nel riutilizzo sociale; e che il riutilizzo sociale non può prescindere dalla pubblicità, dall’accessibilità, dalla responsabilità. Se i beni confiscati rappresentano la sconfitta del potere mafioso, la loro gestione trasparente e partecipata rappresenta la vittoria della democrazia.</em>”</p>



<p>Il report di&nbsp;<strong>Libera ha visto due fasi di monitoraggio</strong>&nbsp;sui&nbsp;<strong>149 comuni della Campania destinatari di beni immobili</strong>&nbsp;confiscati:&nbsp;<strong>una prima ricognizione</strong>, all’esito della quale erano&nbsp;<strong>88</strong>&nbsp;i comuni&nbsp;che pubblicavano l’elenco (pari&nbsp;<strong>al 59%);</strong>&nbsp;successivamente, ai comuni è stata inviata la domanda di accesso civico,&nbsp;con la quale, dopo la prima ricognizione, è stato richiesto di pubblicare o aggiornare gli elenchi; infine, una seconda ricognizione condotta sui siti dei comuni che hanno risposto alla domanda di accesso civico semplice.&nbsp;<strong>Il balzo in avanti nella direzione di una maggiore quantità di enti che pubblicano l’elenco è stato evidente</strong>: si è passati infatti al&nbsp;<strong>74,5% degli enti</strong>&nbsp;che pubblicavano elenco con un incremento del 15%.</p>



<p>Un approfondimento è stato fatto sulla&nbsp;<strong>modalità di pubblicazione dell&#8217;elenco</strong>, da cui dipende in maniera sostanziale la qualità dei dati messi a disposizione.&nbsp;In&nbsp;<strong>Campania tra gli 149 enti che pubblicano &nbsp;il 59% utilizza il formato Open data,</strong>&nbsp;ottimale per la consultazione della cittadinanza. Il&nbsp;<strong>35% usa il PDF ricercabile</strong>&nbsp;che non rappresenta il formato più agevole nella consultazione dei dati, mentre il&nbsp;<strong>5% dei comuni&nbsp; usa ancora il PDF scansione.</strong>&nbsp;Rispetto alle diverse categorie di informazioni&nbsp;&nbsp;<strong>il 95% degli enti compila correttamente le informazioni</strong>&nbsp;sui dati catastali,&nbsp;<strong>il 96%</strong>&nbsp;sull’ubicazione del bene, mentre&nbsp; il&nbsp;<strong>97%</strong>&nbsp;fornisce le informazioni sulla tipologia di bene immobile confiscato. Scende al&nbsp;<strong>74% la pubblicazione dei dati sui concessionari</strong>&nbsp;che hanno in gestione il bene e&nbsp;<strong>&nbsp;il 62%</strong>&nbsp;fornisce informazioni rispetto alla durata dell’esperienza di riuso e quindi rispetto alla scadenza della concessione.</p>



<p><strong>Anche in questa quarta edizione del report per una misurazione composita della trasparenza in materia di beni confiscati</strong>&nbsp;abbiamo costruito un ranking mediato degli enti locali su scala da 0 a 100, laddove 0 è riferibile a situazioni di totale assenza di dati pubblicati, 100 a situazioni inverse di presenza corretta di tutti i dati,&nbsp;<strong>la media nazionale è pari di tutti gli enti è pari a 56.2 punti</strong>. La Campania con un ranking di&nbsp;<strong>52,6 punti</strong>&nbsp;si colloca &nbsp;al di sotto della media nazionale.</p>
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		<title>50 Top Pizza World: Napoli on the Road a Londra é la migliore al mondo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/50-top-pizza-world-napoli-on-the-road-a-londra-e-la-migliore-al-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 09:11:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[Al secondo posto Una Pizza Napoletana di New York, terza Confine di Milano Napoli on the Road di Michele Pascarella, a Londra, è la migliore pizzeria al mondo nel 2026 [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1"><em>Al secondo posto Una Pizza Napoletana di New York, terza Confine di Milano</em></p>



<p class="p1">Napoli on the Road di Michele Pascarella, a Londra, è la migliore pizzeria al mondo nel 2026 secondo 50 Top Pizza, la prima e più importante guida di settore al mondo, curata da Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere.</p>



<p class="p1">Il verdetto è stato annunciato ieri sera al Teatro Mercadante di Napoli, nel corso della cerimonia di premiazione, trasmessa in diretta sui canali social del network e presentata dalla giornalista e influencer spagnola Verónica Zumalacárregui.</p>



<p class="p1">Al secondo posto si è classificata Una Pizza Napoletana di Anthony Mangieri, a New York, mentre al terzo posto c’è Confine di Francesco Capece e Mario Ventura, a Milano.</p>



<p class="p1">Quarto posto ex aequo per I Masanielli di Francesco Martucci, a Caserta, e Seu Pizza Illuminati di Pier Daniele Seu e Valeria Zuppardo, a Roma. Al quinto posto, a pari merito, Pizzeria Sei di William Joo, a Los Angeles, e Tony’s Pizza Napoletana di Tony Gemignani, a San Francisco.</p>



<p class="p1">Sesta posizione per Leggera Pizza Napoletana di André Guidon, a San Paolo del Brasile. Settima per RistoPizza by Napoli sta ca di Giuseppe Errichiello, a Tokyo. Ottava posizione per Baldoria di Ciro Cristiano, a Madrid. Al nono posto The Pizza Bar on 38th, guidata da Daniele Cason, a Tokyo. Chiude la top ten Razza di Dan Richer, a Jersey City.</p>



<p class="p1">Nel corso della serata sono stati assegnati anche i premi speciali di 50 Top Pizza World 2026. Il Pizza Maker of the Year 2026 &#8211; Ferrarelle Award è stato assegnato a Daniel Semrani di gigi’s, a Sydney. Il premio Pizza of the Year 2026 &#8211; Latteria Sorrentina Award è andato a “Pomodori” di QT Pizza Bar, a San Paolo, in Brasile.</p>



<p class="p1">Il premio Best Pasta Proposal 2026 &#8211; Pastificio Di Martino Award è stato assegnato a Pasquale’s, a South Kingstown, mentre il Best Cocktail List 2026 &#8211; Sei Bellissimi Award è andato ad Audace, a New York. Il Made in Italy 2026 &#8211; Salumi Coati Award è stato assegnato a Sapori Italiani U Taliana, a Bratislava.</p>



<p class="p1">Il Performance of the Year 2026 &#8211; Robo Award è andato a Palazzo Petrucci Pizzeria, a Napoli. Il Pizza Maker Mentor 2026 &#8211; Solania Award è stato assegnato a Giulio Adriani di Slice &amp; Pie, a Washington. Il Best Marketing 2026 &#8211; Mammafiore Award è andato a Baldoria, a Madrid.</p>



<p class="p1">Lo One to Watch 2026 &#8211; Orlando Foods Award è stato assegnato a Stretch Pizza, a New York. Il Best Dessert List 2026 &#8211; Latteria San Salvatore Award è andato a IMperfetto, a Puteaux. Il Best Fried Food 2026 &#8211; Il Fritturista &#8211; Oleificio Zucchi Award è stato assegnato a 50 Kalò, a Londra.</p>



<p class="p1">Il Best Customer Satisfaction 2026 &#8211; Fedegroup Award è andato a La Fenice, a Pistoia, mentre il Green Oven 2026 &#8211; Goeldlin Award è stato assegnato a Seba’s, a Uvita.</p>



<p class="p1">Durante la serata sono stati inoltre consegnati attestati e riconoscimenti a persone e organizzazioni distintesi nel corso dell’anno per l’impegno nella valorizzazione della pizza. All’Associazione Pizzaiuoli Napoletani è stato conferito il riconoscimento per la Promozione della pizza napoletana in Italia e nel mondo.</p>



<p class="p1">Pasquale Telese e Francesco Conato, rispettivamente presidente e vicepresidente del Gruppo La Piccola Napoli, hanno ricevuto l’attestato per il Guinness World Records per la produzione e distribuzione di 12mila pizze a scopo benefico. A Raffaele Biglietto, direttore di TuttoPizza, è stato conferito il riconoscimento per la Promozione della cultura della pizza attraverso TuttoPizza.</p>



<p class="p1">Sono 36 i Paesi presenti nella classifica mondiale 2026. Prima l’Italia con 31 locali, seguita dagli Stati Uniti d’America con 22 e dal Brasile con 6. Le città più rappresentate sono New York con 7 locali, seguita da Napoli con 6 e San Paolo con 5.</p>
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		<item>
		<title>A Sapri cinque nascite in un giorno: la foto che riaccende la speranza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-sapri-cinque-nascite-in-un-giorno-la-foto-che-riaccende-la-speranza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 08:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque bambini appena nati, il personale del reparto di Ostetricia e Ginecologia con il cappellano dell’ospedale Don Pasquale Pellegrino e, sullo sfondo, una struttura sanitaria che negli ultimi anni ha [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Cinque bambini appena nati, il personale del reparto di Ostetricia e Ginecologia con il cappellano dell’ospedale Don Pasquale Pellegrino e, sullo sfondo, una struttura sanitaria che negli ultimi anni ha conosciuto difficoltà e incertezze. È una fotografia semplice, ma che oggi a Sapri assume un significato particolare.</p>



<p class="p1">Francesca, Matilde, Mauro, Alessandro e Nathan sono venuti alla luce ieri, nello stesso giorno, nel reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale saprese. Cinque nascite che hanno regalato al personale una giornata intensa e alle famiglie l’emozione dell’arrivo di una nuova vita.</p>



<p class="p1">La fotografia racconta così un’altra faccia della sanità nelle aree periferiche: quella quotidiana, fatta di professionisti, famiglie e bambini che nascono.</p>



<p class="p1">Dopo la notizia delle cinque nascite, oggi è proprio quell’immagine a diventare il simbolo della giornata. restituisce al territorio un messaggio di fiducia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scuola a Salerno, stretta sull’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scuola-a-salerno-stretta-sullintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 06:45:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[L’anno scolastico 2026/2027 entra nel vivo a Salerno tra nuove regole sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale e problemi legati alla disponibilità degli spazi. Dopo l’avvio anticipato deciso da diversi istituti per favorire [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’anno scolastico <strong>2026/2027</strong> entra nel vivo a Salerno tra nuove regole sull’utilizzo dell’<strong>intelligenza artificiale</strong> e problemi legati alla disponibilità degli spazi. Dopo l’avvio anticipato deciso da diversi istituti per favorire l’accoglienza degli studenti delle prime classi, ieri le attività sono cominciate ufficialmente in tutti i plessi del capoluogo.</p>



<p>Una delle principali novità riguarda l’impiego di strumenti basati sull’AI e dei modelli linguistici utilizzati dagli studenti per svolgere compiti e attività scolastiche. Diversi istituti hanno predisposto specifici regolamenti per disciplinarne l&#8217;utilizzo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Tasso al ProfAgri, le regole sull’AI</h2>



<p>Al <strong>liceo classico Tasso</strong> di piazza San Francesco sono previste sanzioni nel caso in cui gli studenti utilizzino strumenti come ChatGPT per far realizzare compiti in classe o a casa. Le misure indicate comprendono <strong>annullamento della prova e nota disciplinare</strong>, fino alla possibile sospensione in caso di comportamento reiterato.</p>



<p>Regole anche all’<strong>istituto nautico Giovanni XXIII</strong>, dove l’utilizzo delle piattaforme di intelligenza artificiale è vietato al di fuori degli ambienti protetti adottati dalla scuola.</p>



<p>Al <strong>De Sanctis</strong>, invece, è vietato inserire dati sensibili all’interno degli LLM, mentre le valutazioni devono restare di competenza dei docenti. Al <strong>ProfAgri</strong> sono previste conseguenze disciplinari per gli studenti che utilizzano queste tecnologie per la realizzazione di <strong>deepfake</strong>.</p>



<p>Il tema si inserisce nel più ampio quadro normativo europeo sull’intelligenza artificiale, che sta spingendo anche il mondo dell’istruzione a definire limiti e modalità di utilizzo delle nuove tecnologie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Restano i problemi degli spazi scolastici</h2>



<p>Accanto alla questione dell’AI, l’inizio dell’anno scolastico ha riportato in primo piano un problema già noto: la <strong>carenza di spazi</strong>.</p>



<p>A Torrione ha debuttato la nuova organizzazione che vede insieme gli alunni della scuola elementare <strong>Mari</strong>, interessata da una ristrutturazione prevista per i prossimi due anni, e quelli della media <strong>Posidonia</strong> nel plesso di via XX Settembre. Il piano predisposto dalla dirigenza insieme al Comune di Salerno, con la realizzazione di nuovi accessi, non avrebbe fatto registrare particolari problemi nella prima giornata.</p>



<p>Più complessa resta la situazione al <strong>Regina Margherita</strong> di piazza XXIV Maggio. La carenza di aule, già al centro delle proteste degli studenti nei mesi scorsi, continua a condizionare l’organizzazione scolastica.</p>



<p>Tre classi sono state sistemate in ambienti normalmente destinati ad altre funzioni, tra cui la sala docenti. La dirigente <strong>Angela Nappi</strong> ha inoltre comunicato l’impossibilità di accogliere richieste di trasferimento verso l’istituto proprio a causa della limitata disponibilità di spazi.</p>



<p>Didascalia foto: Il primo giorno di scuola a Salerno: la Mari-Posidonia e gli studenti del liceo Tasso</p>
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		<item>
		<title>Cinque nascite in un solo giorno all’ospedale di Sapri</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cinque-nascite-in-un-solo-giorno-allospedale-di-sapri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 19:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinque nuovi nati in una sola giornata nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri. È successo oggi, 15 settembre, con la nascita di Francesca, Matilde, Mauro, Alessandro [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Cinque nuovi nati in una sola giornata nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri. È successo oggi, 15 settembre, con la nascita di Francesca, Matilde, Mauro, Alessandro e Nathan.</p>



<p class="p1">Un dato che assume un significato particolare per il presidio sanitario del Golfo di Policastro, negli ultimi anni al centro di una lunga e complessa vicenda sul futuro del Punto nascita.</p>



<p class="p1">Le cinque nascite arrivano infatti dopo un periodo segnato da difficoltà organizzative e dalla carenza di personale, che in passato aveva fatto temere anche una sospensione delle attività del reparto. Già nel 2022 i sindacati avevano lanciato l’allarme sulle condizioni dell’organico e sulla difficoltà di garantire la turnazione.</p>



<p class="p1">Nel 2025, inoltre, la Regione Campania aveva disposto la chiusura del Punto nascita di Sapri. Il provvedimento era stato successivamente sospeso dal Tar della Campania. </p>



<p class="p1">La giornata di oggi invece rappresenta una pagina positiva per il reparto e per il territorio. Cinque bambini venuti alla luce nello stesso giorno, in un presidio che negli ultimi anni ha dovuto affrontare più volte il tema della propria sopravvivenza e della necessità di garantire continuità ai servizi sanitari in un’area periferica e distante dagli altri principali ospedali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Medicina nucleare a Battipaglia, il Nursind Salerno chiede chiarezza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/medicina-nucleare-a-battipaglia-il-nursind-salerno-chiede-chiarezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 12:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Battipaglia]]></category>
		<category><![CDATA[medicina nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[nursind salerno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=260084</guid>

					<description><![CDATA[La riattivazione della Medicina Nucleare dell’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia rappresenta un’esigenza non più rinviabile per il territorio, ma proprio per questo è necessario conoscere fino in fondo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La riattivazione della Medicina Nucleare dell’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia rappresenta un’esigenza non più rinviabile per il territorio, ma proprio per questo è necessario conoscere fino in fondo costi, modalità di gestione e ricadute sul personale. È questa la posizione del Nursind Salerno, che chiede alla Direzione dell’Asl Salerno un confronto urgente sul progetto e sulle scelte organizzative che accompagneranno la riapertura del servizio.</p>



<p>Al centro della preoccupazione del sindacato c’è soprattutto l’affidamento della gestione attraverso un partenariato con un operatore privato, per un valore complessivo superiore ai 30 milioni di euro.</p>



<p>«<em>Siamo favorevoli alla riattivazione della Medicina Nucleare di Battipaglia e vogliamo che il servizio riparta al più presto</em> – dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno – <em>ma proprio perché parliamo di un servizio sanitario strategico e di un investimento pubblico molto importante, vogliamo capire con chiarezza perché sia stata scelta questa strada e quanto costerà realmente ai cittadini</em>».</p>



<p>Il Nursind chiede in particolare di mettere a confronto il costo complessivo dell’affidamento con quello che avrebbe comportato una gestione interamente pubblica, attraverso l’acquisto delle apparecchiature, l’organizzazione degli spazi, la manutenzione e soprattutto l’assunzione del personale necessario.</p>



<p>«<em>La domanda è semplice: quanto sarebbe costato all’Asl gestire direttamente questo servizio per lo stesso periodo?</em> – prosegue Tomasco – <em>Vogliamo vedere i numeri. Se la soluzione scelta è davvero la più conveniente per la sanità pubblica, non ci sarà alcun problema a dimostrarlo. Ma questa convenienza deve essere evidente e comprensibile, non soltanto dichiarata</em>».</p>



<p>A destare ulteriori interrogativi è anche il fatto che presso la struttura risultano già installate importanti apparecchiature acquistate nell’ambito degli investimenti pubblici. Il sindacato chiede quindi di conoscere quali strumenti siano già nella disponibilità dell’Asl, quali saranno messi a disposizione dal soggetto privato e chi ne sosterrà i costi.</p>



<p>«<em>Non vogliamo che il pubblico paghi due volte</em> – sottolinea il segretario generale del Nursind Salerno –. <em>Se alcune apparecchiature sono già state acquistate con risorse pubbliche, bisogna sapere esattamente come vengono considerate nel progetto complessivo e quali beni resteranno all’Asl anche in futuro</em>».</p>



<p>L’altra questione centrale riguarda il personale. L’Asl ha infatti previsto una propria struttura organizzativa per la Medicina Nucleare di Battipaglia. Per il Nursind occorre quindi chiarire chi lavorerà concretamente all’interno del servizio e quale sarà il rapporto tra personale pubblico e personale messo a disposizione dal privato.</p>



<p>«<em>Non possiamo ritrovarci con una struttura formalmente pubblica ma con personale, competenze e organizzazione affidati prevalentemente all’esterno</em> – afferma Tomasco –. <em>Vogliamo sapere quanti medici, tecnici, infermieri, operatori e professionisti dell’Asl saranno realmente impiegati a Battipaglia e quale piano di assunzioni è previsto per rendere il servizio progressivamente autonomo</em>».</p>



<p>Per il sindacato, infatti, la carenza di personale non può diventare la ragione per rinunciare alla costruzione di competenze interne.</p>



<p>«<em>Il privato può essere uno strumento integrativo quando serve e quando conviene. Non può diventare la soluzione permanente alla carenza di personale pubblico. Se vogliamo davvero rafforzare la sanità pubblica, dobbiamo assumere, formare e trattenere le professionalità all’interno dell’Asl</em>», aggiunge Tomasco.</p>



<p>Il Nursind chiede quindi di conoscere tutti gli elementi economici e organizzativi dell’operazione: dai costi complessivi alle prestazioni previste, dalle modalità di remunerazione del gestore alla durata dell’affidamento, fino alla distribuzione delle responsabilità e al numero di operatori pubblici e privati coinvolti.</p>



<p>«<em>Non siamo contro la riapertura, siamo contro qualsiasi modello che nel tempo rischi di rendere il pubblico dipendente dal privato</em> – conclude Biagio Tomasco –. <em>A Battipaglia dobbiamo riaprire la Medicina Nucleare, ma dobbiamo anche costruire le condizioni perché domani l’Asl sia in grado di gestirla con le proprie professionalità e le proprie competenze. La sanità pubblica si rafforza investendo nel pubblico</em>».</p>



<p>Il Nursind Salerno ha pertanto chiesto un incontro urgente con la Direzione strategica dell’Asl Salerno, per ottenere un quadro completo dell’operazione e verificare, numeri alla mano, sostenibilità economica, organizzazione del lavoro e prospettive future della Medicina Nucleare di Battipaglia.</p>
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		<title>Palinuro, il dolore della moglie di Lorenzo: «Cammina ancora con me»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/palinuro-il-dolore-della-moglie-di-lorenzo-cammina-ancora-con-me/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 12:14:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Buonabitacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Sanza]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo fortunato]]></category>
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					<description><![CDATA[A distanza di alcuni giorni dalla tragedia avvenuta sulla spiaggia delle Saline, a Palinuro, Nicolina ha affidato ai social un lungo e commosso messaggio dedicato al marito Lorenzo Fortunato, morto [...]]]></description>
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<p>A distanza di alcuni giorni dalla tragedia avvenuta sulla spiaggia delle Saline, a Palinuro, Nicolina ha affidato ai social un lungo e commosso messaggio dedicato al marito Lorenzo Fortunato, morto a soli 34 anni dopo essere stato colto da un improvviso malore.</p>



<p>Originario di Buonabitacolo e residente a Sanza, Lorenzo era conosciuto anche negli ambienti del calcio dilettantistico: giocava come portiere nella formazione locale. Quel giorno si trovava nei pressi del lido Sunset Beach insieme alla moglie e ai loro due bambini per trascorrere alcune giornate di vacanza.</p>



<p>Dopo il malore, il personale dello stabilimento balneare era intervenuto immediatamente utilizzando anche il defibrillatore presente nel lido. Ai tentativi di rianimazione aveva partecipato una dottoressa che si trovava sulla spiaggia, prima dell’arrivo dei sanitari del 118. Nonostante gli sforzi prolungati, per il giovane padre non c’era stato nulla da fare. Anche Nicolina, sconvolta dopo aver assistito alla tragedia, aveva accusato un malore. Lorenzo pare soffrisse di epilessia, ma non è stato chiarito se la patologia abbia avuto un ruolo nel decesso.</p>



<p>Nel suo messaggio, la moglie ha ringraziato le tantissime persone che hanno sostenuto concretamente la famiglia. Aiuti e testimonianze di vicinanza sono arrivati da conoscenti, sconosciuti, aziende, ospedali e associazioni, dall’Italia e anche dall’estero.</p>



<p>«Non avete potuto portarmi via questo dolore, ma mi avete impedito di sentirmi sola dentro questo dolore», ha scritto Nicolina. Poi le parole rivolte direttamente al marito: «<em>Amore mio, se puoi, cammina ancora con me. Io continuerò a cercarti nella luce, nei ricordi, nei piccoli segni e in tutto ciò che parla di te</em>».</p>



<p>Il messaggio porta anche i nomi dei figli Francesco e Vincenzo: il ringraziamento di una famiglia travolta da una perdita improvvisa, ma circondata da una straordinaria manifestazione di affetto.</p>
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		<title>Disservizi Tim nella Valle del Calore, il Codacons diffida la compagnia e informa l’Agcom</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/disservizi-tim-nella-valle-del-calore-il-codacons-diffida-la-compagnia-e-informa-lagcom/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 11:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Felitto]]></category>
		<category><![CDATA[agcom]]></category>
		<category><![CDATA[codacons]]></category>
		<category><![CDATA[disservizi tim]]></category>
		<category><![CDATA[valle del calore]]></category>
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					<description><![CDATA[Disservizi nella ricezione del segnale di telefonia mobile e difficoltà nell’accesso a internet. È quanto segnalato da numerosi cittadini residenti a Felitto e nei comuni della Valle del Calore, che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Disservizi nella ricezione del segnale di telefonia mobile e difficoltà nell’accesso a internet. È quanto segnalato da numerosi cittadini residenti a <strong>Felitto e nei comuni della Valle del Calore</strong>, che hanno lamentato problemi prolungati sulle linee mobili Tim.</p>



<p>A raccogliere le segnalazioni è stato il <strong>Codacons Salerno</strong>, che ha deciso di intervenire formalmente nei confronti della compagnia telefonica, diffidandola ad adottare provvedimenti per migliorare il servizio nell’area.</p>



<p>«<em>Abbiamo ricevuto numerose lamentele da cittadini e utenti residenti nel Comune di Felitto e nei comuni limitrofi della Valle del Calore, i quali denunciano difficoltà nella ricezione del segnale Tim</em>», afferma l’avvocato <strong>Pierluigi Morena</strong>, dell’ufficio legale del Codacons.</p>



<p>Secondo quanto riferito dall’associazione, i disservizi si protrarrebbero da mesi e riguarderebbero sia la ricezione del segnale sia la possibilità di utilizzare i servizi internet. In alcune zone, gli utenti avrebbero riscontrato una ricezione molto debole o l’assenza totale del segnale, con conseguenti difficoltà nell’effettuare chiamate e nell’accedere al web.</p>



<p>Per il Codacons, la situazione inciderebbe direttamente sulla possibilità degli utenti di usufruire dei servizi di telefonia mobile previsti dai rispettivi contratti.</p>



<p>«<em>Tali disservizi impediscono ai contraenti-utenti la fruizione di servizi pattuiti negozialmente</em>», sottolinea l’avvocato <strong>Matteo Marchetti</strong>, presidente dell’associazione, secondo cui Tim, in quanto titolare della rete, dovrebbe garantire adeguati standard di qualità nell’erogazione del servizio di telefonia mobile.</p>



<p>Il Codacons ha quindi <strong>diffidato Tim ad adottare con urgenza tutte le misure tecniche necessarie</strong> per migliorare la copertura e la qualità del servizio nella Valle del Calore.</p>



<p>La vicenda è stata inoltre portata all’attenzione dell’<strong>Agcom</strong>, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, alla quale il Codacons ha inviato una nota informativa sui disservizi segnalati dagli utenti.</p>



<p>L’associazione chiede ora un intervento che possa consentire di superare le criticità e garantire ai cittadini dell’area una continuità del servizio di telefonia mobile.</p>
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		<title>Sara Annachiara Spinelli è il nuovo presidente del Lions club Agropoli Faro del Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sara-annachiara-spinelli-e-il-nuovo-presidente-del-lions-club-agropoli-faro-del-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 11:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[lions club agropoli faro del cilento]]></category>
		<category><![CDATA[sara annachiara spinelli]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Lions Club Agropoli Faro del Cilento apre il nuovo anno sociale 2026/2027 con il ritorno alla presidenza della professoressa Sara Annachiara Spinelli, che subentra al Past President, avvocato Salvatore [...]]]></description>
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<p>Il Lions Club Agropoli Faro del Cilento apre il nuovo anno sociale 2026/2027 con il ritorno alla presidenza della professoressa Sara Annachiara Spinelli, che subentra al Past President, avvocato Salvatore Guzzi.</p>



<p>Per Spinelli si tratta di un ritorno alla guida del Club dopo la presidenza già ricoperta nell’anno sociale 2024/2025. Nel corso dell’ultimo anno sociale ha invece svolto l’incarico di Presidente della Zona 18, coordinando e affiancando l’attività dei Lions Club di Battipaglia, Agropoli, Capaccio, Castellabate e Campagna.</p>



<p>Professoressa e da anni impegnata nell’associazionismo, Spinelli ha promosso e preso parte a numerose iniziative di carattere culturale, sociale e solidale sull’intero territorio cilentano. La nuova nomina rappresenta dunque una prosecuzione del percorso di servizio già intrapreso all’interno del Lions Clubs International e, in particolare, nella comunità agropolese.</p>



<p>Nonostante la sua storia relativamente giovane, il Lions Club Agropoli Faro del Cilento ha saputo ritagliarsi negli anni un ruolo significativo nella vita cittadina, promuovendo service e iniziative capaci di rispondere concretamente alle esigenze della comunità e di avvicinare sempre più persone ai valori del lionismo.</p>



<p>«<em>Sono orgogliosa di poter dare nuovamente il mio contributo a questa meravigliosa famiglia, che sta crescendo sempre di più ad Agropoli</em> – dichiara la presidente Spinelli –. <em>Ringrazio tutti i soci per il loro operato e il Past President Salvatore Guzzi per il lavoro svolto, certa che anche quest’anno potremo contare su una continua e proficua collaborazione. Un Club non è nulla senza la parte attiva rappresentata dai suoi soci: sono loro il cuore delle nostre iniziative e del nostro impegno quotidiano</em>».</p>



<p>Il nuovo anno sociale è già entrato nel vivo. Nel mese di settembre, infatti, il Club è impegnato in prima linea in una raccolta di materiale scolastico, che sarà successivamente donato agli alunni delle scuole del Comune di Agropoli, con l’obiettivo di offrire un aiuto concreto alle famiglie e ai più giovani.</p>



<p>«<em>Questo è soltanto l’inizio</em> – prosegue Spinelli –. <em>Nel corso dell’anno seguiranno numerosi altri service dedicati ai temi che caratterizzano l’azione lionistica: ambiente, cultura, prevenzione attraverso screening gratuiti, contrasto al bullismo, solidarietà e inclusione sociale, rispetto e tutela dei diritti umani, e tante altre iniziative pensate per il territorio e per la sua comunità</em>».</p>



<p>Al centro del programma per il 2026/2027 ci sarà dunque ancora una volta il concetto di servizio, inteso non soltanto come realizzazione di singole iniziative, ma come presenza costante e concreta accanto ai cittadini.</p>



<p>«<em>Ci auguriamo, come Club, di ricevere ancora una volta l’appoggio e la partecipazione dell’intera comunità</em> – conclude Spinelli – <em>perché una comunità serena e solidale nasce dall’unità, dalla partecipazione e dall’amore per il prossimo. È attraverso questi valori che possiamo continuare a crescere insieme e costruire qualcosa di importante per Agropoli e per tutto il territorio</em>».</p>



<p>Il Lions Club Agropoli Faro del Cilento si prepara così ad affrontare l’anno sociale 2026/2027 nel segno della continuità, della collaborazione e di una presenza sempre più attiva sul territorio, rinnovando l’impegno che anima il lionismo: “We Serve” – “Noi Serviamo”.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Don Jhon Gutierrez lascia il sacerdozio: il Papa accoglie la richiesta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/don-jhon-gutierrez-lascia-il-sacerdozio-il-papa-accoglie-la-richiesta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[don Jhon Gutierrez Sanchez]]></category>
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					<description><![CDATA[Don Jhon Fredy Gutierrez Sanchez non è più sacerdote. La Santa Sede ha accolto la richiesta presentata dall’ex parroco di origine colombiana, a lungo impegnato in diverse comunità del Cilento, [...]]]></description>
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<p>Don Jhon Fredy Gutierrez Sanchez non è più sacerdote. La Santa Sede ha accolto la richiesta presentata dall’ex parroco di origine colombiana, a lungo impegnato in diverse comunità del Cilento, disponendone la dimissione dallo stato clericale e la dispensa dagli obblighi sacerdotali, compreso quello del celibato. Si conclude così sul piano canonico una vicenda iniziata con il suo improvviso allontanamento alla fine del 2023 e tornata al centro dell’attenzione nel febbraio 2026, quando Gutierrez aveva ristabilito i contatti con le autorità ecclesiastiche.</p>



<p>Il provvedimento è stato comunicato dalla Diocesi di Vallo della Lucania, che ha reso nota la notifica all’interessato del Rescritto con il quale il Santo Padre ha accolto formalmente l’istanza. Gli effetti decorrono dalla data della notifica.</p>



<p><strong>La scomparsa nel 2023 e la ricomparsa nel febbraio 2026</strong></p>



<p>La vicenda di don Jhon Fredy Gutierrez Sanchez aveva avuto inizio il 24 dicembre 2023, quando la famiglia adottiva aveva perso i contatti con lui. Il sacerdote, originario della Colombia e adottato da una famiglia di Altavilla Silentina, aveva fatto perdere le proprie tracce anche alle autorità ecclesiastiche.</p>



<p>L&#8217;assenza prolungata aveva suscitato interrogativi soprattutto nelle comunità nelle quali Gutierrez aveva svolto il proprio ministero sacerdotale. Nel corso degli anni era stato presente, tra gli altri centri, a Stella Cilento, Piaggine, Valle dell&#8217;Angelo, Stio, Magliano Vetere e Roccadaspide, fino all&#8217;esperienza pastorale nella parrocchia della Divina Provvidenza di Capaccio Paestum.</p>



<p>Il caso era tornato di attualità anche per la necessità del Tribunale ecclesiastico di notificargli alcuni atti. Dopo un lungo periodo senza notizie certe, la svolta era arrivata il 4 febbraio 2026, quando Gutierrez aveva contattato le autorità ecclesiastiche, interrompendo così lo stato di irreperibilità.</p>



<p>Il giorno successivo, il vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania, monsignor Vincenzo Calvosa, aveva ufficializzato l&#8217;avvenuto contatto. Nella successiva ricomparsa pubblica, Gutierrez aveva spiegato il proprio allontanamento affermando di essersi considerato un peccatore.</p>



<p><strong>La richiesta al Papa e la perdita dello stato clericale</strong></p>



<p>Proprio il 4 febbraio 2026, contestualmente alla ripresa dei rapporti con le autorità ecclesiastiche, Jhon Fredy Gutierrez Sanchez aveva inoltrato al Santo Padre la richiesta formale di dispensa dal celibato e di perdita dello stato clericale.</p>



<p>L&#8217;iter si è ora concluso con l&#8217;accoglimento dell&#8217;istanza. Secondo quanto comunicato dalla Diocesi, all&#8217;interessato è stato notificato il Rescritto pontificio che determina la dimissione dallo stato clericale e la conseguente dispensa da tutti gli oneri connessi al ministero sacerdotale, compreso l&#8217;obbligo del celibato.</p>



<p>Il provvedimento mette dunque formalmente fine al percorso sacerdotale di Gutierrez, figura che per diversi anni aveva avuto un rapporto stretto con numerose realtà del territorio cilentano.</p>



<p>Particolarmente forte era stato il legame con Piaggine, dove nel 2019 l&#8217;ipotesi del suo trasferimento aveva provocato una mobilitazione dei fedeli, scesi pubblicamente in campo per chiederne la permanenza. La vicinanza ai giovani e uno stile pastorale diretto avevano contribuito alla sua popolarità.</p>



<p>Anche a Stella Cilento Gutierrez aveva costruito un rapporto con la comunità, partecipando tra l&#8217;altro alle attività della squadra di calcio locale. Con la decisione della Santa Sede si chiude definitivamente, dal punto di vista canonico, una vicenda durata quasi tre anni e il percorso pastorale dell&#8217;ex sacerdote nelle comunità del Cilento.</p>
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		<item>
		<title>Camerota, inaugurata la nuova mensa scolastica di Licusati</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/camerota-inaugurata-la-nuova-mensa-scolastica-di-licusati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[licusati]]></category>
		<category><![CDATA[mensa scolastica]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il suono della prima campanella dell&#8217;anno scolastico 2026/2027, il Comune di Camerota ha inaugurato la nuova mensa scolastica della scuola di Licusati, completamente riqualificata grazie a un importante intervento [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con il suono della prima campanella dell&#8217;anno scolastico 2026/2027, il Comune di Camerota ha inaugurato la nuova mensa scolastica della scuola di Licusati, completamente riqualificata grazie a un importante intervento di edilizia scolastica.</p>



<p>Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Mario Salvatore Scarpitta, la dirigente scolastica, don Antonio, gli amministratori comunali, il personale scolastico, gli alunni e le loro famiglie.</p>



<p>L&#8217;intervento ha interessato il rifacimento e l&#8217;ampliamento dei locali destinati alla mensa, la sostituzione degli infissi esterni, la realizzazione di nuovi servizi igienici, la revisione degli impianti e numerosi altri lavori di riqualificazione, restituendo alla comunità scolastica ambienti più moderni, sicuri e funzionali.</p>



<p>L&#8217;inaugurazione rappresenta un nuovo tassello nel percorso avviato dall&#8217;Amministrazione comunale per il miglioramento degli edifici scolastici del territorio. Solo pochi giorni fa era stata riconsegnata alla comunità anche la scuola di Lentiscosa, completamente rinnovata, a conferma dell&#8217;attenzione riservata all&#8217;edilizia scolastica e alla qualità degli spazi destinati agli studenti.</p>



<p>«<em>Aprire il nuovo anno scolastico inaugurando un&#8217;opera come questa</em> – dichiara il sindaco Mario Salvatore Scarpitta – <em>è motivo di grande soddisfazione. Dopo la riconsegna della scuola di Lentiscosa, oggi consegniamo anche la nuova mensa di Licusati, un ambiente completamente rinnovato che garantirà ai nostri bambini spazi più accoglienti, sicuri e funzionali. La scuola rappresenta il cuore della nostra comunità e investire sull&#8217;edilizia scolastica significa investire sul futuro dei nostri ragazzi. Continueremo a lavorare con la stessa determinazione per completare gli altri interventi già programmati e offrire servizi sempre migliori alle famiglie del nostro territorio.</em>»</p>



<p>L&#8217;Amministrazione comunale ha infine rivolto un augurio di buon anno scolastico agli studenti, ai docenti, al personale scolastico e alle famiglie, auspicando che il nuovo anno possa essere ricco di soddisfazioni, crescita e nuove opportunità per tutta la comunità scolastica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pontecagnano Faiano, scoperta una rara tomba “a cubo” del VI secolo a.C.</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pontecagnano-faiano-scoperta-una-rara-tomba-a-cubo-del-vi-secolo-a-c/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pontecagnano]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[soprintendenza salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Una rara sepoltura risalente alla prima metà del VI secolo a.C. è emersa nel cuore del tessuto urbano moderno di Pontecagnano Faiano, durante le indagini archeologiche preventive condotte in vista [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una rara sepoltura risalente alla prima metà del VI secolo a.C. è emersa nel cuore del tessuto urbano moderno di Pontecagnano Faiano, durante le indagini archeologiche preventive condotte in vista della realizzazione di un complesso edilizio privato.</p>



<p>La scoperta, resa nota dalla <strong>Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino</strong>, ha interessato un ulteriore lembo della necropoli occidentale dell’antico insediamento, restituendo un contesto funerario di particolare interesse.</p>



<p>Nel settore meridionale del lotto sono state individuate quattro sepolture, databili alla prima metà del VI secolo a.C. Alcune di esse risultavano purtroppo parzialmente distrutte da un moderno impianto fognario.</p>



<p>A distinguersi è soprattutto la <strong>Tomba 10188</strong>, caratterizzata da una struttura funeraria particolarmente rara a Pontecagnano. Al suo interno è stato rinvenuto un <strong>cratere figurato prodotto a Corinto</strong>, utilizzato come contenitore per le ossa combuste del defunto.</p>



<p>Il vaso era protetto da una struttura parallelepipeda realizzata in travertino e sigillata da una lastra di copertura. Si tratta della cosiddetta <strong>tomba “a cubo”</strong>, una tipologia diffusa soprattutto nella Campania settentrionale, ma documentata solo eccezionalmente a Pontecagnano.</p>



<p>Prima di questa nuova scoperta, nel sito erano conosciuti soltanto altri due esempi, la <strong>Tomba 1840</strong> e la <strong>Tomba 9954</strong>, entrambe oggi esposte al Museo Archeologico Nazionale “Gli Etruschi di frontiera” di Pontecagnano.</p>



<p>Particolarmente significativi sono gli elementi che sembrano indicare l’elevato status sociale del defunto. La particolare architettura della sepoltura, il rituale dell’incinerazione e soprattutto l&#8217;impiego del cratere come cinerario suggeriscono infatti l&#8217;appartenenza a un personaggio di rango elevato della comunità dell’antico centro etrusco.</p>



<p>Il cratere, inoltre, non era un semplice contenitore: si tratta di un oggetto centrale nella cultura del <strong>simposio</strong>, destinato alla mescita del vino, e la sua decorazione figurata testimonia l&#8217;importazione diretta dalla Grecia.</p>



<p>I reperti recuperati sono attualmente conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano per le prime attività di studio e restauro. Una volta completate le operazioni, i materiali saranno esposti al pubblico, permettendo di conoscere più da vicino una delle testimonianze funerarie più rare finora emerse dalla necropoli dell&#8217;antica Pontecagnano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scuola: in Campania al via il nuovo anno, oggi il ritorno in classe</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scuola-in-campania-al-via-il-nuovo-anno-oggi-il-ritorno-in-classe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 22:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[È il giorno del ritorno sui banchi per migliaia di bambini e ragazzi in Campania. Oggi, martedì 15 settembre, prende ufficialmente il via il nuovo anno scolastico 2026-2027 nelle scuole [...]]]></description>
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<p class="p1">È il giorno del ritorno sui banchi per migliaia di bambini e ragazzi in Campania. Oggi, martedì 15 settembre, prende ufficialmente il via il nuovo anno scolastico 2026-2027 nelle scuole della regione, dall’infanzia alle secondarie di secondo grado.</p>



<p class="p1">La data di inizio delle lezioni è stata stabilita dalla Regione Campania con il calendario scolastico regionale approvato dalla Giunta. Per le scuole primarie e secondarie le attività didattiche termineranno l’8 giugno 2027, mentre per le scuole dell’infanzia la conclusione è fissata al 30 giugno 2027.</p>



<p class="p1">Sono complessivamente <strong>204 i giorni di lezione</strong> previsti per la scuola primaria e secondaria, numero che può ridursi di una giornata qualora la ricorrenza del Santo Patrono cada durante il periodo di attività didattica. Il calendario regionale prevede inoltre le consuete sospensioni delle lezioni in occasione delle festività nazionali e di altre ricorrenze stabilite dalla Regione.</p>



<p class="p1">Il nuovo anno scolastico si apre anche con una serie di interventi programmati sul fronte del diritto allo studio. Tra le misure confermate dalla Regione c’è il <strong>trasporto pubblico gratuito per gli studenti residenti in Campania</strong>, attraverso l’abbonamento annuale ai servizi di trasporto pubblico locale per il percorso casa-scuola e casa-università. L’agevolazione riguarda gli studenti di età compresa tra 11 e 26 anni, con ISEE non superiore a 35mila euro e nel rispetto dei requisiti previsti dal programma</p>



<p class="p1">Particolare attenzione è rivolta anche all’edilizia scolastica. La Regione ha proseguito il programma <strong>“Scuola Viva in Cantiere”</strong>, destinato alla messa in sicurezza, all’adeguamento e alla riqualificazione degli edifici scolastici pubblici, dagli istituti dell’infanzia alle scuole secondarie. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scuola, 37.430 docenti immessi in ruolo. Sindacati: resta il problema del precariato</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scuola-37-430-docenti-immessi-in-ruolo-sindacati-resta-il-problema-del-precariato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 20:57:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[docenti di ruolo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola precari]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Ministero: coperta la quasi totalità delle supplenze. Valditara: &#8220;Si parte con tutti i prof in cattedra&#8221;. I sindacati contestano i numeri e chiedono più stabilizzazioni Sono 37.430 i docenti [...]]]></description>
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<p><strong>Il Ministero: coperta la quasi totalità delle supplenze. Valditara: &#8220;Si parte con tutti i prof in cattedra&#8221;. I sindacati contestano i numeri e chiedono più stabilizzazioni</strong></p>



<p>Sono <strong>37.430 i docenti immessi in ruolo</strong> per l&#8217;anno scolastico 2026/2027. Il dato è stato comunicato dal Ministero dell&#8217;Istruzione e del Merito alla vigilia dell&#8217;avvio del nuovo anno scolastico e rappresenta un aumento rispetto alle <strong>29.685 immissioni in ruolo</strong> effettuate alla stessa data dell&#8217;anno precedente.</p>



<p>Il ministro dell&#8217;Istruzione e del Merito <strong>Giuseppe Valditara</strong> ha sottolineato che l&#8217;anno scolastico parte con i docenti in cattedra. Secondo il Ministero, è stata coperta la quasi totalità delle supplenze, per un totale di circa <strong>118mila posti</strong>. Sono inoltre stati confermati, su richiesta delle famiglie, <strong>55.814 supplenti sul sostegno</strong>, quasi 10mila in più rispetto all&#8217;anno scolastico 2025/2026.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le altre assunzioni</h3>



<p>Il piano del Ministero riguarda anche il personale dirigente e amministrativo. Sono stati immessi in ruolo <strong>342 dirigenti scolastici</strong>, mentre sono in fase di conclusione le procedure per l&#8217;assunzione di <strong>12.284 unità di personale ATA</strong>, cioè il personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle scuole.</p>



<p>Il quadro è quindi quello di un sistema scolastico che prova a ridurre il ricorso al personale precario, ma che continua a utilizzare un numero significativo di supplenti per garantire la copertura delle cattedre.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I sindacati: &#8220;Il precariato resta&#8221;</h3>



<p>La lettura dei sindacati è però molto diversa da quella del Ministero. La <strong>Flc Cgil</strong> sostiene che il sistema scolastico continui a dipendere da un numero molto elevato di lavoratori precari e parla di <strong>oltre 200mila precari tra docenti e personale ATA</strong>. Anche la Uil Scuola sottolinea che il ricorso a circa 118mila supplenze dimostra quanto il precariato rimanga centrale nel funzionamento della scuola.</p>



<p>Un altro elemento evidenziato dai sindacati riguarda il rapporto tra posti autorizzati e assunzioni effettivamente realizzate. Per il 2026/2027 erano state autorizzate <strong>46.642 assunzioni di docenti</strong>, ma quelle effettivamente effettuate entro l&#8217;avvio dell&#8217;anno scolastico sono state 37.430. Secondo la Uil Scuola, la differenza mostra le difficoltà ancora presenti nelle procedure di reclutamento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il nodo della continuità didattica</h3>



<p>Il problema non riguarda soltanto il numero complessivo degli insegnanti, ma anche la possibilità per gli studenti di avere continuità nel percorso scolastico. Il frequente ricorso a supplenti può comportare cambiamenti di docente nel corso degli anni e, in alcuni casi, anche durante lo stesso anno scolastico.</p>



<p>Per il Ministero, l&#8217;aumento delle immissioni in ruolo rappresenta un passo avanti nella stabilizzazione del personale. Per i sindacati, invece, i numeri delle supplenze dimostrano che il problema non è ancora risolto.</p>



<p>La questione del reclutamento rimane quindi uno dei principali nodi della scuola italiana: <strong>da una parte l&#8217;aumento delle assunzioni, dall&#8217;altra un sistema che continua a fare affidamento su un numero consistente di contratti a tempo determinato</strong>.</p>
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		<title>Scuole, 68 crolli in un anno: sicurezza ancora al centro dell’attenzione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scuole-68-crolli-in-un-anno-sicurezza-ancora-al-centro-dellattenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 20:29:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[crolli scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra settembre 2025 e agosto 2026 registrati 68 episodi negli edifici scolastici. Il rapporto di Cittadinanzattiva segnala anche l’aumento degli infortuni degli studenti e l’esposizione di migliaia di scuole a [...]]]></description>
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<p><strong>Tra settembre 2025 e agosto 2026 registrati 68 episodi negli edifici scolastici. Il rapporto di Cittadinanzattiva segnala anche l’aumento degli infortuni degli studenti e l’esposizione di migliaia di scuole a rischi sismici, idraulici e idrogeologici.</strong></p>



<p>La sicurezza degli edifici scolastici torna al centro dell’attenzione con l’inizio del nuovo anno scolastico. Secondo il <strong>XXIV Rapporto dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva</strong>, tra settembre 2025 e agosto 2026 sono stati registrati <strong>68 crolli nelle scuole italiane</strong>, un numero sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente. Gli episodi hanno riguardato soprattutto distacchi di intonaco e calcinacci, oltre a pannelli, controsoffitti, soffitti e solai. </p>



<p>Gli episodi hanno provocato <strong>12 feriti: otto studenti e quattro adulti appartenenti al personale scolastico</strong>. Secondo Cittadinanzattiva, fortunatamente, gli episodi di crollo si sono verificati in gran parte durante la notte, nei fine settimana o nei periodi di chiusura delle scuole, limitando così le conseguenze sulle persone. Restano però i danni agli ambienti e agli arredi, oltre alle interruzioni delle attività didattiche. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Edifici vecchi e certificazioni mancanti</h2>



<p>Il problema non riguarda soltanto gli episodi di crollo. L’analisi fotografa un patrimonio edilizio scolastico in buona parte datato. Gli edifici scolastici attivi considerati dal rapporto sono <strong>39.351</strong>. Per il 15% non è disponibile il dato relativo all&#8217;anno di costruzione; tra quelli per cui l&#8217;informazione è disponibile, l&#8217;età media è di circa <strong>60 anni</strong> e il <strong>49% è stato costruito prima del 1976</strong>, anno precedente all&#8217;entrata in vigore della normativa antisismica. </p>



<p>Particolarmente significativo è anche il dato sulle certificazioni: <strong>23.218 edifici, pari al 59%, non risultano in possesso del certificato di agibilità</strong>, mentre <strong>22.968, il 58,36%, non hanno il certificato di prevenzione incendi</strong>. Per il collaudo statico la percentuale degli edifici o corpi di fabbrica privi del dato è anch&#8217;essa rilevante. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio non arriva soltanto dai soffitti</h2>



<p>La sicurezza delle scuole deve essere valutata anche in relazione al territorio nel quale gli edifici sono costruiti. Secondo il rapporto, <strong>17.408 edifici scolastici, il 44% del totale analizzato, si trovano in zone a elevata sismicità</strong>, classificate nelle zone 1 e 2. Tuttavia, soltanto circa il 4% degli edifici ha beneficiato di interventi di adeguamento o miglioramento sismico. </p>



<p>Anche il rischio legato all&#8217;acqua e al dissesto del territorio riguarda un numero significativo di strutture. Sono <strong>7.543 gli edifici scolastici</strong>, pari al 19,2% del campione, situati in aree caratterizzate da pericolosità idraulica da moderata a elevata. Altri <strong>5.113 edifici</strong>, il 13%, ricadono in aree interessate da pericolosità da frana o in aree di attenzione. Il rapporto è stato realizzato incrociando i dati dell&#8217;Anagrafe dell&#8217;edilizia scolastica con le mappe ufficiali dell&#8217;ISPRA. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Infortuni degli studenti in aumento</h2>



<p>Un altro dato riguarda gli infortuni denunciati all&#8217;INAIL dagli studenti. Nel <strong>2025 sono state 80.871 le denunce</strong>, contro le 77.883 del 2024: un aumento del <strong>3,8%</strong>. Il dato è confermato direttamente dall&#8217;INAIL, che precisa che si tratta di denunce relative agli studenti. </p>



<p>Nei primi cinque mesi del 2026 le denunce erano già <strong>47.748</strong>, rispetto alle 45.159 dello stesso periodo del 2025. Nello stesso periodo sono stati denunciati anche <strong>10 casi mortali</strong>, contro gli otto dei primi cinque mesi dell&#8217;anno precedente. Il rapporto sottolinea inoltre che il 97% degli infortuni denunciati nel 2025 è avvenuto durante le normali attività scolastiche, mentre il 3% riguarda gli spostamenti casa-scuola, i cosiddetti infortuni &#8220;in itinere&#8221;. </p>



<p>È importante, però, non confondere questi dati con i 68 crolli: <strong>le denunce INAIL rappresentano il quadro complessivo degli infortuni degli studenti e non sono necessariamente provocate da problemi strutturali degli edifici</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caldo diventa una questione di sicurezza</h2>



<p>Tra le nuove criticità entra anche il clima. Secondo Cittadinanzattiva, soltanto il <strong>7,4% delle scuole italiane dispone di sistemi di condizionamento o ventilazione</strong>. In un contesto caratterizzato da temperature sempre più elevate, le condizioni degli ambienti scolastici diventano quindi un tema che riguarda anche salute e qualità dell&#8217;apprendimento. </p>



<p>Il rapporto evidenzia inoltre un&#8217;altra emergenza: l&#8217;accessibilità. Nonostante gli studenti con disabilità siano quasi <strong>377mila</strong>, soltanto il 40% delle scuole risulta accessibile agli alunni con disabilità motoria secondo i dati riportati nel rapporto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La richiesta di investimenti</h2>



<p>Di fronte a questo quadro, Cittadinanzattiva chiede un investimento di <strong>3 miliardi di euro in tre anni</strong> per adeguare e mettere in sicurezza le strutture scolastiche. Il rapporto prende in considerazione anche gli interventi finanziati attraverso il PNRR, analizzando <strong>9.527 interventi</strong> relativi a mense, palestre e nuove strutture, sulla base di dati aggiornati al 13 giugno 2026. </p>



<p>La fotografia restituita dal rapporto è quindi complessa. I 68 crolli non rappresentano da soli l&#8217;intero problema della sicurezza scolastica, ma si inseriscono in un quadro più ampio fatto di edifici anziani, certificazioni mancanti, rischio sismico e idrogeologico, condizioni climatiche difficili e problemi di accessibilità.</p>
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