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	<title>Cultura | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Dai concerti dei Pooh al PalaSele ai templi di Paestum: Phil Mer incantato dalla bellezza dei templi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2026 11:03:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
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					<description><![CDATA[Due concerti al PalaSele di Eboli, il 27 e 28 ottobre, e una parentesi dedicata alla bellezza della storia e dell’archeologia del territorio. Il batterista dei Pooh, Phil Mer, ha [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph">Due concerti al PalaSele di Eboli, il 27 e 28 ottobre, e una parentesi dedicata alla bellezza della storia e dell’archeologia del territorio. Il batterista dei Pooh, <strong class="rQesXe MPyX">Phil Mer</strong>, ha condiviso sui social alcuni scatti realizzati nel Parco archeologico di Paestum, tra i maestosi templi dell’antica Poseidonia.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">A corredo delle fotografie, la frase: «Due concerti a Eboli e un po’ del nostro “tempio” migliore nei paraggi…».</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Un omaggio suggestivo a uno dei luoghi simbolo della storia della Magna Grecia, che Mer ha avuto modo di visitare durante la permanenza nel territorio salernitano per i due appuntamenti musicali al PalaSele con l’icona a band dei Pooh.</p>
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		<title>Domenica al Museo, ingresso gratuito a Paestum e Velia il 1° novembre: visite, realtà virtuale e navetta gratis</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/domenica-al-museo-ingresso-gratuito-a-paestum-e-velia-il-1-novembre-visite-realta-virtuale-e-navetta-gratis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 12:58:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Una domenica all&#8217;insegna della cultura, dell&#8217;archeologia e della scoperta del territorio. Domenica 1° novembre torna #DomenicalMuseo, l&#8217;iniziativa del Ministero della Cultura che ogni prima domenica del mese consente l&#8217;ingresso gratuito [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Una domenica all&#8217;insegna della cultura, dell&#8217;archeologia e della scoperta del territorio. Domenica 1° novembre torna #DomenicalMuseo, l&#8217;iniziativa del Ministero della Cultura che ogni prima domenica del mese consente l&#8217;ingresso gratuito nei musei e nei luoghi della cultura statali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche i Parchi archeologici di Paestum e Velia aderiscono all&#8217;appuntamento, offrendo ai visitatori la possibilità di trascorrere una giornata tra storia, paesaggio e innovazione tecnologica, con itinerari archeologici, esperienze immersive e attività speciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa assume un significato particolare perché coincide con la giornata conclusiva della BMTA, la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in programma a Paestum con incontri, approfondimenti e appuntamenti dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale e allo sviluppo del turismo archeologico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Paestum, ingresso gratuito e nuovo allestimento del Museo archeologico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le principali attrazioni della giornata ci sarà il Museo Archeologico Nazionale di Paestum, visitabile gratuitamente e con il nuovo allestimento completo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I visitatori potranno scoprire le diverse sezioni espositive dedicate alle necropoli, alle tombe dipinte, al territorio e ai nuovi scavi e alle ricerche archeologiche. Un percorso che permette di approfondire la storia dell&#8217;antica Poseidonia e della successiva Paestum, attraverso testimonianze che raccontano la ricchezza e la complessità della sua civiltà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Velia, alle 10 il percorso archeologico del Crinale degli Dei</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A Velia l&#8217;appuntamento è alle ore 10 con il <strong>Crinale degli Dei</strong>, suggestivo itinerario archeologico e paesaggistico che collega l&#8217;Acropoli all&#8217;entroterra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un percorso che offre scorci panoramici sul Parco archeologico e sul territorio circostante, permettendo di conoscere l&#8217;antica Elea attraverso il rapporto tra le testimonianze storiche e il paesaggio naturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Immersive Velia, viaggio nell&#8217;antica Elea con la realtà virtuale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle 9.30 alle 13.30 spazio anche alla tecnologia con <strong>Immersive Velia</strong>, l&#8217;esperienza che consente di esplorare la città antica attraverso visori Oculus Quest 3 e ricostruzioni tridimensionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla realtà virtuale, i partecipanti potranno immergersi negli ambienti dell&#8217;antica Elea e osservare il sito archeologico da prospettive nuove e coinvolgenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione è su prenotazione e i posti disponibili sono limitati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Navetta gratuita Paestum-Velia: orari e informazioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per facilitare gli spostamenti tra i due siti archeologici sarà attivo anche domenica 1° novembre il servizio gratuito <strong>Paestum &amp; Velia on the Road</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi gli orari previsti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Andata:</strong> partenza da Paestum, Parcheggio Voza, alle ore 14.</li>



<li><strong>Ritorno:</strong> partenza da Velia alle ore 17.30.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per usufruire del servizio è necessario ritirare il ticket della navetta presso le biglietterie dei Parchi archeologici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Paestum e Velia, una domenica tra archeologia e turismo culturale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;appuntamento del 1° novembre rappresenta un&#8217;occasione per visitare gratuitamente due dei più importanti siti archeologici della Campania, unendo la scoperta delle testimonianze dell&#8217;antichità alla partecipazione agli eventi della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dai templi di Paestum all&#8217;Acropoli di Velia, passando per le esperienze di realtà virtuale e gli itinerari nel paesaggio, la giornata propone un modo diverso di vivere il patrimonio culturale del Cilento, coinvolgendo visitatori, famiglie e appassionati di storia e archeologia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La Fondazione Meeting del Mare approda a Gorizia con la mostra sulle quattro Maddalene di Artemisia Gentileschi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/meeting-del-mare-c-r-e-a-approda-a-gorizia-con-la-mostra-artemisia-gentileschi-maddalena-grazia-e-tormento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 06:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[arte moderna]]></category>
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					<description><![CDATA[Quattro opere del periodo napoletano della pittrice, tra ricerca storico-artistica e riflessione contemporanea sulla libertà. È stata inaugurata mercoledì 28 ottobre, nella sala espositiva della Fondazione Cassa di Risparmio di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quattro opere del periodo napoletano della pittrice, tra ricerca storico-artistica e riflessione contemporanea sulla libertà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È stata inaugurata mercoledì 28 ottobre, nella sala espositiva della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, l’esposizione dedicata alle quattro Maddalene di Artemisia Gentileschi. La mostra si innesta in «Archetipi di Libertà», il nuovo percorso culturale ed etico promosso dalla Fondazione goriziana, di cui costituisce il primo tassello. Al centro del progetto vi è la forza delle immagini come strumento di consapevolezza dei diritti e della dignità umana, attraverso figure che, con la loro vita e la loro opera, hanno reso la libertà visibile, pensabile e possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esposizione, visitabile gratuitamente fino al 31 gennaio 2027, è realizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia in collaborazione con la Fondazione Banco di Napoli e la Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A. La curatela è affidata a don Gianni Citro, presidente della Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A., e al prof. Riccardo Lattuada, professore ordinario di Storia dell’arte moderna presso l’Università degli Studi della Campania «Luigi Vanvitelli».</p>



<p class="wp-block-paragraph">In esposizione quattro opere intense relative al periodo napoletano della pittrice, che Artemisia Gentileschi dedica a Maria Maddalena: due donne ferite e redente, che hanno affidato il loro destino di salvezza all’arte e alla parola, simboli di lotta, di riscatto e di liberazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“L’esposizione delle quattro Maddalene di Artemisia Gentileschi nell’ambito di questo importante progetto della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, che parla di libertà e di dignità della persona, diventa una testimonianza di grande potenza comunicativa. La mostra coniuga un’attività di ricerca sulla figura straordinaria di Artemisia Gentileschi e la proiezione in una contemporaneità sempre più bisognosa di paradigmi autentici che dichiarino apertamente quello che sta succedendo al destino del mondo e dell’uomo.”</em> dichiara don Gianni Citro, presidente della Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A. e curatore della mostra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad inaugurare questo cammino è, appunto, Artemisia Gentileschi, nella cui vicenda umana e artistica la libertà prende forma come coraggio, consapevolezza e affermazione di sé: con il suo talento e la sua determinazione, Artemisia ha attraversato i secoli, consegnandoci una testimonianza che continua a parlare al nostro tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Questa mostra, che rappresenta un momento di grande importanza culturale per la città e il territorio, nasce da una comune visione e condivisione di intenti tra la nostra Fondazione e Fondazione Banco di Napoli, con cui avviamo oggi una preziosa collaborazione culturale, volta alla valorizzazione dei rispettivi patrimoni artistici, attraverso progetti condivisi e iniziative di grande rilevanza per i territori di riferimento” spiega la Presidente Roberta Demartin. “Con “Archetipi di libertà”, prosegue la Presidente, “la Fondazione invita la comunità a interrogarsi sui significati più profondi della libertà, nella convinzione che l&#8217;arte possa illuminare nuove possibilità dell&#8217;essere umano e aprire, attraverso la bellezza e il pensiero, orizzonti di consapevolezza e responsabilità.”&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La mostra sarà corredata da un catalogo realizzato da Fondazione Banco di Napoli, e proprio a Napoli le opere saranno poi successivamente esposte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le visite per il pubblico (accesso consentito a gruppi di massimo 7 persone alla volta) prenderanno il via il 29 ottobre e si svolgeranno con ingresso gratuito da lunedì a giovedì dalle 16 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il cantautore cilentano Mico Argirò chiude a Siviglia il congresso internazionale su mascolinità e genere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-cantautore-cilentano-mico-argiro-chiude-a-siviglia-il-congresso-internazionale-su-mascolinita-e-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 15:49:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mico argirò]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà il cantautore cilentano Mico Argirò a chiudere con la conferenza-concerto “Voci di uomini, storie di donne: il caso della canzone d’autore italiana”&#160;il Congresso Internazionale “Mascolinità in dialogo: letteratura, cinema [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sarà il cantautore cilentano Mico Argirò a chiudere con la conferenza-concerto “<strong>Voci di uomini, storie di donne: il caso della canzone d’autore italiana</strong>”&nbsp;il Congresso Internazionale “Mascolinità in dialogo: letteratura, cinema e arte da una prospettiva di genere”&nbsp;organizzato dal gruppo di ricerca Escritoras y Escrituras (<a href="https://4rb1f.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/sh/OycZvHuFo1eQsnbX94pn9MjC/M3xkVXBWwWuW" target="_blank" rel="noopener"><u>https://<wbr>escritorasyescrituras.com/</u></a>) che si svolgerà presso la Facoltà di Filologia dell’Università di Siviglia durante i giorni 12 e 13 di novembre 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il congresso riunirà docenti e ricercatori provenienti da università di Spagna, Italia, Francia, Grecia, Argentina, Polonia, Repubblica Ceca, Svizzera, Costa d’Avorio, Portogallo, Colombia, Romania, Brasile, Germania, Turchia, Cina e Inghilterra. <strong>Tra gli ospiti anche</strong> <strong>Ninetto Davoli</strong>, volto iconico del cinema italiano e indimenticabile interprete di numerosi film di Pier Paolo Pasolini. La sua partecipazione rappresenta un significativo punto d&#8217;incontro tra la storia del cinema italiano e la riflessione contemporanea sulle identità e sui modelli di genere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso parole e musica, Argirò proporrà un viaggio tra le rappresentazioni delle donne nella canzone d’autore, offrendo spunti di riflessione sull&#8217;evoluzione dell&#8217;immaginario maschile, delle relazioni e dei modelli di genere e proporrà alcune canzoni del suo ultimo album “Antologia d’amore”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa rappresenta un&#8217;importante occasione di confronto internazionale tra letteratura, cinema, arte e studi di genere, con l&#8217;obiettivo di approfondire le trasformazioni delle identità maschili dall&#8217;antichità ai giorni nostri. “Sono molto emozionato di portare la mia musica e la canzone d’autore italiana all’Università di Siviglia, che è anche mia sede di ricerca. Il percorso musicale rifletterà la mascolinità dei cantautori e come questi hanno cantato le donne. Suonerò alcune mie canzoni tratte dall’album Antologia d’amore, uscito qualche mese fa”, dichiara <strong>Mico Argirò</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’album era stato candidato al Premio Tenco e ha visto numerosi concerti in tutta Italia negli scorsi mesi. La conferenza-concerto è venerdì 13 novembre, ore 12.40, Università di Siviglia, Aula de Grados.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Foto: Raffaele Bove</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>San Giovanni a Piro tra i 27 Comuni finanziati dal Mic per il progetto dedicato a Ortega</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-giovanni-a-piro-tra-i-27-comuni-finanziati-dal-mic-per-il-progetto-dedicato-a-ortega/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 15:34:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Piro]]></category>
		<category><![CDATA[jose ortega]]></category>
		<category><![CDATA[san giovanni a piro]]></category>
		<category><![CDATA[sgap]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Comune di San Giovanni a Piro è tra i 27 beneficiari nazionali, e uno dei soli due Comuni della provincia di Salerno, della prima edizione di “Cultura nei piccoli [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Comune di San Giovanni a Piro è tra i 27 beneficiari nazionali, e uno dei soli due Comuni della provincia di Salerno, della prima edizione di <strong>“Cultura nei piccoli comuni”</strong>, l&#8217;avviso destinato ai Comuni sotto i 25.000 abitanti promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea nell&#8217;ambito del Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura, con l&#8217;Unità di missione per la cooperazione culturale con l&#8217;Africa e il Mediterraneo allargato e il Piano Olivetti per la Cultura, con il supporto amministrativo di ALES S.p.A.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un risultato ottenuto in una selezione che ha registrato <strong>1.060 candidature provenienti da tutta Italia</strong>, e che riconosce la qualità di una proposta capace di coniugare patrimonio artistico, arte contemporanea, innovazione digitale e partecipazione delle comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto finanziato, <strong>“Il segno di Ortega. Arte pubblica, portale culturale e comunità nei luoghi dello stare”</strong>, intende rafforzare il ruolo di San Giovanni a Piro e del borgo di Bosco come luoghi di riferimento per la conoscenza e la valorizzazione dell&#8217;opera di José García Ortega, artista spagnolo antifranchista che trovò nel Cilento un luogo di vita, creazione e appartenenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal Museo Ortega a un nuovo sistema culturale territoriale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto nasce dall&#8217;esigenza di rendere più visibile e riconoscibile il legame tra Ortega e il territorio, valorizzando il patrimonio custodito nei musei comunali, il celebre murale in maiolica dedicato ai Moti Cilentani del 1828, la casa dell&#8217;artista e i luoghi di Bosco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa prevede la realizzazione di <strong>un&#8217;opera permanente di arte pubblica contemporanea</strong>, ispirata al linguaggio e all&#8217;eredità civile di Ortega, destinata a uno spazio di particolare visibilità del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questa si affiancheranno un <strong>portale culturale dedicato a José Ortega e ai suoi luoghi</strong>, un sistema creativo di segnaletica narrativa e mappe artistiche, podcast, contenuti audiovisivi e un archivio digitale delle memorie, capace di raccogliere e restituire le testimonianze della comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono inoltre previsti percorsi di produzione artistica contemporanea, laboratori partecipativi e iniziative pubbliche rivolte a cittadini, giovani e visitatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è costruire una connessione culturale riconoscibile tra Bosco, San Giovanni a Piro e Scario, trasformando il Museo Ortega nel punto di riferimento di un progetto capace di estendersi nello spazio pubblico e di generare nuove occasioni di conoscenza e partecipazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ortega e il significato dello “stare”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro del progetto c&#8217;è una riflessione che unisce la storia dell&#8217;artista alle sfide contemporanee dei piccoli comuni. José Ortega, costretto all&#8217;esilio dalla dittatura franchista, trovò a Bosco un luogo nel quale vivere e lavorare, instaurando un rapporto profondo con la comunità e con la storia civile del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua esperienza diventa oggi il punto di partenza per interrogarsi sul significato dello <strong>“stare”</strong>: scegliere un luogo, abitarlo, riconoscerne i valori e contribuire al suo futuro. Un tema che assume particolare significato nel Cilento, territorio storicamente segnato dall&#8217;emigrazione e dalle difficoltà delle nuove generazioni a costruire opportunità nei luoghi di origine.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una nuova fase per il Museo Ortega</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La proposta è stata ideata e curata da <strong>Giuseppe Ariano, direttore del Museo Ortega di San Giovanni a Piro</strong>, in collaborazione con gli uffici del Comune e con la funzionaria <strong>Michela Rivello</strong>, con il sostegno del sindaco <strong>Ferdinando Palazzo</strong>, che ha seguito il raccordo istituzionale e la costruzione delle collaborazioni necessarie alla candidatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il finanziamento rappresenta un passaggio importante nel percorso di rilancio del Museo e di valorizzazione delle opere dell&#8217;artista, anche alla luce dell&#8217;ampliamento delle collezioni comunali e dello sviluppo dei nuovi spazi espositivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<strong>Ortega ha scelto Bosco come luogo in cui stare. È da questa scelta, umana prima ancora che artistica, che nasce il nostro progetto</strong>», spiega Giuseppe Ariano. «Vogliamo che il suo segno esca dal museo e attraversi il territorio, diventando arte pubblica, esperienza culturale e racconto contemporaneo. La sfida è far conoscere San Giovanni a Piro come uno dei luoghi fondamentali della vicenda umana e artistica di Ortega, ma soprattutto fare in modo che questa eredità produca nuove occasioni di partecipazione, creatività e futuro. Il museo non deve essere soltanto un luogo di conservazione, ma un centro culturale capace di dialogare con le comunità e con gli artisti di oggi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Essere rientrati in una graduatoria nazionale così selettiva, su oltre mille candidature presentate, è motivo di grande orgoglio per tutta la nostra comunità», dichiara il sindaco di San Giovanni a Piro, <strong>Ferdinando Palazzo</strong>. «Questo riconoscimento premia la qualità della nostra progettazione amministrativa e conferma la visione di un Comune che investe nella cultura e nell&#8217;eredità di Ortega non solo per custodire la propria storia, ma per educare alla democrazia, generare sviluppo, attrattività e nuove opportunità tra Bosco, il capoluogo e Scario».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Nunzio Peña Parra a Pontecagnano per un confronto su Europa e Mediterraneo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-nunzio-pena-parra-a-pontecagnano-per-un-confronto-su-europa-e-mediterraneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 13:36:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pontecagnano]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[Quale ruolo può avere il Mezzogiorno nelle relazioni tra Europa e Mediterraneo? È il tema al centro dell’incontro con monsignor Edgar Peña Parra, Nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quale ruolo può avere il Mezzogiorno nelle relazioni tra Europa e Mediterraneo? È il tema al centro dell’incontro con monsignor Edgar Peña Parra, Nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, in programma venerdì 30 ottobre alle 10.30 all’Ex Tabacchificio Centola di Pontecagnano Faiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento, dal titolo «Quali sfide e opportunità per il Sud tra l’Europa e il Mediterraneo», punta a mettere a fuoco le prospettive di sviluppo del Mezzogiorno in uno scenario internazionale in cui il Mediterraneo rappresenta un punto di incontro tra Paesi, economie e culture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro del confronto ci saranno la cooperazione tra territori, le politiche europee di sviluppo e le opportunità per rafforzare i rapporti con gli altri Paesi dell’area mediterranea. L’obiettivo è discutere come il Sud possa valorizzare la propria posizione geografica e diventare un luogo di collegamento tra l’Italia, l’Europa e le sponde meridionali del Mediterraneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione di Peña Parra dà all’iniziativa una dimensione diplomatica internazionale. Nato a Maracaibo, in Venezuela, nel 1960, è stato nominato Nunzio apostolico in Italia e a San Marino da Papa Leone XIV il 30 marzo 2026, dopo aver ricoperto l’incarico di Sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato vaticana. Il 14 maggio ha presentato le Lettere credenziali al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. <a href="https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2026/03/30/0247/00482.html">Fonte: Santa Sede e Quirinale</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa è promossa e organizzata dalla Fondazione Super Sud ETS, da AICCRE Campania e dall’Associazione Sud 20/40.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Acqua ed energia, a New York l&#8217;UniSa al tavolo con il &#8220;Nobel dell&#8217;acqua&#8221; per l’evento mondiale sul clima</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/acqua-ed-energia-a-new-york-lunisa-al-tavolo-con-il-nobel-dellacqua-per-levento-mondiale-sul-clima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 12:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[acqua e emergia]]></category>
		<category><![CDATA[seed]]></category>
		<category><![CDATA[unisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Crisi idrica ed energetica: a New York, durante la Climate Week e l&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite, si è discusso di “bancarotta idrica”, e a quel tavolo sedeva anche l&#8217;Università [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Crisi idrica ed energetica</strong>: a New York, durante la <strong>Climate Week</strong> e l&#8217;<strong>Assemblea generale delle Nazioni Unite</strong>, si è discusso di “bancarotta idrica”, e a quel tavolo sedeva anche l&#8217;Università degli Studi di Salerno. Vincenzo Naddeo, direttore del SEED (<em>Sanitary Environmental Engineering Division</em>), la <strong>Divisione di Ingegneria Sanitaria Ambientale</strong> del <strong>Dipartimento di Ingegneria Civile DICIV</strong>, lo scorso 24 settembre 2026 è intervenuto alla sessione «<strong><em>Water-Energy Nexus</em></strong>» aperta da <strong>Kaveh Madani</strong>, vincitore dello “Stockholm Water Prize 2026”, il prestigioso premio riconosciuto come “<strong><em>Nobel dell&#8217;acqua</em></strong>”. Due giorni dopo, alla Columbia University, il SEED ha avviato “<strong>The Water Cities Dialogue</strong>”, una serie di incontri tra scienza e città sulla sicurezza idrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Climate Week NYC</strong>, organizzata in concomitanza con l&#8217;Assemblea generale ONU, è considerata <strong>il più grande appuntamento annuale sul clima</strong>: oltre centomila partecipanti e più di mille eventi, svoltasi quest&#8217;anno dal 20 al 27 settembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;Istituto dell&#8217;Università delle Nazioni Unite per l&#8217;acqua, l&#8217;ambiente e la salute</strong> (UNU-INWEH), diretto da Madani, a gennaio ha dichiarato l&#8217;inizio dell&#8217;era della «<strong>bancarotta idrica globale</strong>»: in molte regioni fiumi, falde e zone umide sono stati sfruttati oltre la loro capacità di riprendersi. La sessione del 24 settembre 2026, a <strong>New York, presso la REGEN House (Manhattan)</strong>, si è aperta partendo proprio da questa diagnosi e dall’interrogativo: “<em>Se il bilancio idrico di un territorio è ormai chiuso, chi può ancora attingere a un conto in rosso?</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dibattito è stato promosso, tra gli altri, da FAO, UNU-INWEH, Venice Climate Week, Università Iuav di Venezia e Università di Salerno, con il SEED impegnato nell&#8217;organizzazione scientifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Naddeo</strong> si è concentrato sui <strong>due nuovi grandi consumatori d&#8217;acqua</strong> della transizione energetica: <strong>i data center dell&#8217;intelligenza artificiale e l&#8217;idrogeno verde</strong>. «<em>Sul totale dei prelievi mondiali pesano ancora poco –</em> <strong>ha osservato il professore</strong> <em>&#8211; ma contano i luoghi in cui si insediano: secondo un&#8217;analisi di Bloomberg, circa due terzi dei nuovi data center costruiti o in progetto negli Stati Uniti dal 2022 si trovano in aree già ad alto stress idrico. L&#8217;intelligenza artificiale non ha sete in generale, ha sete nei posti sbagliati», ha detto Naddeo. «In un bacino in bancarotta, ogni litro assegnato a un uso viene tolto a un altro. Per questo proponiamo una verifica prima di ogni nuova concessione: quanta acqua si preleva, quanta se ne consuma e con che qualità torna all&#8217;ambiente</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">IL DIALOGO INTERCONTINENTALE</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cambio location il 26 settembre 2026 alla <strong>Columbia University</strong>, che ha ospitato il primo “<strong>Water Cities Dialogue</strong>”, organizzato dal SEED con il Department of Earth and Environmental Engineering dell&#8217;ateneo newyorkese. Presieduto da Ngai Yin Yip, del Columbia Water Center, con Naddeo e Shadi W. Hasan della Khalifa University di Abu Dhabi come co-presidenti. Al tavolo i <strong>ricercatori di tre continenti</strong>, dalla Columbia alla Al Ain University degli Emirati Arabi Uniti, insieme alla società di tecnologie idriche Xylem, e l’università Iuav di Venezia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parola chiave del confronto è stata <strong>“sicurezza”</strong>: per una città significa reggere a un&#8217;alluvione o a una siccità e proteggere le proprie risorse strategiche, a partire dall&#8217;acqua, da cui dipendono tutte le altre. Il Dialogo è un&#8217;iniziativa di UrbanWaterSECURITY, coordinata da Naddeo, e programma permanente di WaterEnergyNEXUS, la società scientifica internazionale sul nesso acqua-energia, con il patrocinio dell&#8217;UNESCO WWAP, il programma mondiale di valutazione delle risorse idriche della European Water Association.</p>



<p class="wp-block-paragraph">PROSSIMI APPUNTAMENTI</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>New York è la prima di quattro tappe</strong> già confermate, e altre città hanno chiesto di aderire. Il Dialogo proseguirà ad <strong>Abu Dhabi</strong> durante la <strong>Conferenza delle Nazioni Unite sull&#8217;acqua,</strong> dall&#8217;8 al 10 dicembre. A seguire <strong>Napoli</strong>, dove sarà il SEED ad accogliere i partecipanti in occasione del Simposio Clean Air and Climate, <strong>il 10 e l&#8217;11 dicembre 2026</strong>.&nbsp; Infine, Venezia, per la Venice Climate Week, dal 3 all&#8217;8 giugno 2027. «<em>A New York ho trovato competenza e passione, ma mi ha colpito soprattutto la rapidità con cui il confronto è passato a ciò che si può fare in concreto</em> <strong>&#8211; ha commentato Naddeo &#8211;</strong> <em>Vorrei arrivare alla prossima tappa con almeno un&#8217;iniziativa comune già avviata, anche piccola</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Bmta: ArcheoVirtual compie 20 anni, a Paestum il patrimonio archeologico diventa digitale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/bmta-archeovirtual-compie-20-anni-a-paestum-il-patrimonio-archeologico-diventa-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 15:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[archeol virtual]]></category>
		<category><![CDATA[paestum]]></category>
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					<description><![CDATA[ArcheoVirtual compie vent’anni e, in occasione di questo traguardo, stupisce i visitatori della XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (Paestum, 29 ottobre – 1 novembre), curiosando tra i loro ricordi. [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">ArcheoVirtual compie vent’anni e, in occasione di questo traguardo, stupisce i visitatori della XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (Paestum, 29 ottobre – 1 novembre), curiosando tra i loro ricordi. La mostra, realizzata dalla BMTA in collaborazione con l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR (Digital Heritage Innovation Laboratory e quest’anno anche con Digital Library) ha sviluppato, edizione dopo edizione, nuove idee e nuovi percorsi di conoscenza dei siti, dei musei archeologici, delle città antiche e dei reperti fragili. Puntando al futuro e alle nuove tecnologie, ArcheoVirtual ci propone un tema di grande attualità: il recupero della memoria. Così l’idea, rivoluzionaria e ardita, viene dalla città dei Sassi, l’antica Matera, in Basilicata. Il sistema brevettato si chiama Pixtru, è stato realizzato da Agenzia La Lucana snc e da Informatica srl, e introduce il concetto di Archeoricordo. Basta una fotografia realizzata durante la visita a un sito archeologico o museo che, una volta stampata, diventa accesso a contenuti digitali sul patrimonio. Una porta delle meraviglie che, attraverso un nostro ricordo, racconta ciò che in passato ci ha colpito, emozionandoci al punto da volerlo fermare in una foto. Con nuovi video, testi, messaggi vocali, geolocalizzazione e contenuti storico-archeologici, l’Archeoricordo unisce memoria personale e narrazione scientifica del luogo, prolungando l’esperienza oltre la visita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Sud al Nord, VERSUS: Palmanova Extended City, è la città patrimonio UNESCO, che diventa luogo da esplorare, toccare e attraversare nel tempo. Torna il concetto di memoria, ma ne viene introdotto un altro: la scoperta attraverso il tatto. Un plastico di bronzo, ottenuto da scansione 3D con drone e corredato da testi multilingue e Braille, permette di leggere la forma della città attraverso il tatto. Il concetto è ripreso anche da Pixtru e da altre applicazioni selezionate per la BMTA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione dunque, oltre che alla memoria, ai non vedenti e non solo. Quest’anno i bambini diventano protagonisti di ArcheoVirtual. Trionfa l’idea del gioco, soprattutto meraviglia Brancacci Chronicles, di CNR ISPC e del Comune di Firenze, che è un vero e proprio gioco di ruolo interattivo, immersivo e multiplayer, dedicato alla scoperta della Cappella Brancacci. Cinque partecipanti, collegati, anche da luoghi diversi, tramite visore VR o computer, entrano insieme all’interno della Chiesa di Santa Maria del Carmine, raggiungono la Brancacci e assumono l’identità di cinque personaggi rappresentati negli affreschi. Attraverso cinque missioni narrative, ognuno riceve un compito specifico, esplora autonomamente lo spazio e collabora con gli altri per individuare scene e scoprire dettagli significativi e curiosi. Il completamento delle missioni determina l’avanzamento collettivo di tutto il gruppo, l’attivazione di punti di vista condivisi e lo sblocco di strumenti di osservazione e di diagnostica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma un gioco è anche Smart Sulky Mediterranean Art, realizzato dal Parco storico e archeologico di Sant’Antioco, considerata la città più antica d’Italia, e da Hq Media. Nel monumentale Mausoleo di Sa Presonedda, il visitatore ritrova i due leoni in pietra, testimonianza dell’arte fenicio-punica, ma con gaming e realtà aumentata, i leoni SUL e KY accompagnano i bambini alla scoperta della città. È un gioco a tappe, come i più tradizionali giochi da tavolo, ma capace di portare alla conoscenza dei personaggi dell’area sacra del Tofet.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">SATI, creato da ItalyVRexperience dalla Campania e Fondazione Changes, trasforma una semplice mappa cartacea in un ecosistema digitale capace di informare, coinvolgere e raccogliere dati sulla fruizione dei territori, mentre “IlluminAI: il Web3D per i manoscritti miniati”, riporta nel Medioevo grazie a Sapienza Università di Roma, CNR-ISPC, CINECA e Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altra novità di quest’anno, valida per la maggior parte delle applicazioni, è la tendenza a bypassare qualsiasi tipo di installazione, utilizzando solo comuni browser. Anche il totem di Pixtru che attiva i ricordi, è sostenibile, privo di monitor e fruibile via browser mediante QR code.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La BMTA è promossa da&nbsp;<strong>Regione Campania</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Parchi Archeologici di Paestum e Velia</strong>, con il patrocinio della&nbsp;<strong>Città di Capaccio Paestum</strong>, in collaborazione con la&nbsp;<strong>Camera di Commercio di Salerno</strong>, la&nbsp;<strong>Provincia di Salerno</strong>, il&nbsp;<strong>Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni</strong>. Ideata e organizzata dalla Leader srl.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partner ufficiali&nbsp;<strong>AICS&nbsp;</strong>Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo,&nbsp;<strong>ACI</strong>&nbsp;Automobile Club d’Italia,&nbsp;<strong>Enel</strong>,&nbsp;<strong>Carraro Lab, SRM&nbsp;</strong>Studi e Ricerche per il Mezzogiorno di Intesa Sanpaolo<strong>&nbsp;</strong>e con la partecipazione di&nbsp;<strong>ENAC</strong>&nbsp;Ente Nazionale per l’Aviazione Civile,&nbsp;<strong>ICSC</strong>&nbsp;Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e&nbsp;<strong>Poste Italiane</strong>&nbsp;per l’annullo filatelico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Trenitalia</strong>, Vettore Ufficiale,con l&#8217;offerta “Speciale Eventi” riconosce uno sconto sulla tariffa Base in favore di tutti i clienti che viaggiano da e per Salerno o Napoli e che siano in possesso di un biglietto per la BMTA 2026. Maggiori dettagli sull’offerta sono disponibili qui:&nbsp;<a href="https://www.borsaturismoarcheologico.it/info-utili/bmta-trenitalia/" target="_blank" rel="noopener">https://www.<wbr>borsaturismoarcheologico.it/<wbr>info-utili/bmta-trenitalia/</a></p>
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		<item>
		<title>Migrazioni e spopolamento, ad Auletta un incontro su accoglienza e futuro delle aree interne con Francesco Piobbichi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/migrazioni-e-spopolamento-ad-auletta-un-incontro-su-accoglienza-e-futuro-delle-aree-interne-con-francesco-piobbichi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 14:38:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auletta]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[E se l&#8217;accoglienza e l&#8217;ospitalità fosse un modo per ripopolare i nostri paesi? Perché le persone migrano? Cosa significa lasciare la propria casa e ricominciare altrove? E cosa possono insegnarci [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">E se l&#8217;accoglienza e l&#8217;ospitalità fosse un modo per ripopolare i nostri paesi? Perché le persone migrano? Cosa significa lasciare la propria casa e ricominciare altrove? E cosa possono insegnarci le migrazioni sul futuro dei nostri piccoli paesi? È il tema dell’incontro pubblico in programma venerdì 23 ottobre, a partire dalle 9.30, alla Casa delle Parole di Auletta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa, aperta a tutta la cittadinanza, propone una riflessione sul rapporto tra diritto al viaggio, diversità culturale e ripopolamento dei territori, partendo da una domanda: l’accoglienza può contribuire a dare nuove prospettive ai paesi segnati dalla partenza dei giovani, dal calo della popolazione e dal rischio di chiusura delle scuole?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mattinata si aprirà alle 9.30 con l’incontro <strong>“Accoglienza, migrazioni e diversità: imparare a conoscere l’altro”</strong>, rivolto agli studenti e alle studentesse delle scuole secondarie di primo grado di Auletta. Protagonista sarà <strong>Francesco Piobbichi, disegnatore sociale e operatore di Mediterranean Hope</strong>, che accompagnerà i ragazzi in un percorso di riflessione attraverso storie, testimonianze, disegni e un laboratorio creativo. L’obiettivo è affrontare temi come stereotipi, pregiudizi, solidarietà e convivenza, favorendo la conoscenza dell’altro e il dialogo tra culture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle 10.30 spazio al confronto <strong>“Ospitalità e ripopolamento: l’altra faccia della migrazione”</strong>, dedicato alle prospettive delle comunità locali e alle esperienze che possono contribuire a contrastare la perdita di abitanti nei piccoli centri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al dibattito prenderanno parte Antonio Caggiano, sindaco di Auletta, Elio Guadagno, sindaco di Ottati, Emiliano Sanges, presidente della cooperativa Apeiron, e Francesco Piobbichi, operatore e disegnatore sociale di Mediterranean Hope.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto intende approfondire il ruolo delle amministrazioni, delle realtà del terzo settore e dei cittadini nella costruzione di comunità capaci di accogliere nuovi abitanti, valorizzando le risorse dei territori e favorendo nuove opportunità di convivenza e sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte foto: <a href="https://www.mediterraneanhope.com/2019/04/19/francesco-piobbichi-disegno-i-fili-spinati-cuciti-sullanima-dei-migranti/">https://www.mediterraneanhope.com/2019/04/19/francesco-piobbichi-disegno-i-fili-spinati-cuciti-sullanima-dei-migranti/</a></p>
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		<item>
		<title>Il pittore Fernando Mangone contro la guerra: «Basta negatività, la vita è un dono»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-pittore-fernando-mangone-contro-la-guerra-basta-negativita-la-vita-e-un-dono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 08:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[fernando mangone]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova tela dedicata a Van Gogh e Venezia nasce dalla volontà dell’artista salernitano di dire basta alla guerra e alla negatività: “Siamo per la bellezza, siamo per la vita” [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Una nuova tela dedicata a Van Gogh e Venezia nasce dalla volontà dell’artista salernitano di dire basta alla guerra e alla negatività: “<em>Siamo per la bellezza, siamo per la vita</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla storia dell’arte alla necessità di parlare al presente. Fernando Mangone affida a una nuova tela, nella quale sono raffigurati Vincent van Gogh e Venezia, un messaggio che va oltre la rappresentazione pittorica e diventa una presa di posizione contro la guerra. Il pittore salernitano sceglie di mettere in dialogo due simboli universali della cultura e della bellezza, trasformandoli in una visione contemporanea nella quale colore, materia ed energia espressiva si fanno portavoce di un principio fondamentale: rispettare la vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’opera, Van Gogh entra nella dimensione veneziana attraverso la forza interpretativa di Mangone. “<em>Van Gogh entra con violenza nella bellezza</em>”, afferma l’artista, sintetizzando una concezione della pittura che vuole scuotere lo spettatore e rompere con la ripetitività delle immagini quotidiane, spesso dominate da conflitti e distruzione. La tela nasce proprio dal desiderio di reagire a questa continua esposizione alla negatività, restituendo spazio alla bellezza, alla cultura e alla possibilità di guardare al mondo con occhi diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Siamo contro la guerra, siamo contro la negatività. Siamo stufi di sentire ogni giorno le stesse cose. Noi siamo per la bellezza, siamo per la vita. La vita è un dono, un dono divino di Dio, e bisogna rispettarlo</em>”, dichiara Fernando Mangone. La pittura diventa così uno strumento per affermare una scelta precisa: non alimentare il racconto della distruzione, ma contrapporgli la forza creativa dell’arte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il riferimento a Van Gogh richiama una pittura capace di trasformare emozioni e inquietudini in un linguaggio universale, mentre Venezia offre lo scenario di un incontro tra memoria artistica e sensibilità contemporanea. Anche la musica partecipa idealmente a questa visione: Mangone richiama gli Alice in Chains, gruppo capace di trasformare tensioni e oscurità in espressione musicale, sottolineando il valore dell’arte come spazio di elaborazione e libertà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto è sostenuto dalla Fondazione FAM ETS – Fondazione Arte Mangone, presieduta da Anna Coralluzzo, che accompagna il percorso dell’artista e la diffusione della sua ricerca. “<em>Questa tela affronta un tema universale attraverso il linguaggio della bellezza. In un momento in cui siamo continuamente esposti a immagini di guerra e sofferenza, crediamo sia importante sostenere un’arte che richiami il valore della vita e il rispetto per l’essere umano</em>”, dichiara Anna Coralluzzo. “<em>Fernando Mangone affida alla pittura un messaggio chiaro: scegliere la cultura, la musica e la bellezza significa anche opporsi a tutto ciò che distrugge e divide</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tela con Van Gogh e Venezia rappresenta così un nuovo capitolo della ricerca di Fernando Mangone, nella quale l’arte si confronta con le questioni del presente senza rinunciare alla propria forza espressiva. Un’opera che trasforma la bellezza in una dichiarazione di pace e ribadisce il valore della creazione artistica come testimonianza di un principio essenziale: la vita è un dono e, proprio per questo, deve essere rispettata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Premio Strega Poesia 2026 a Carmen Gallo, la poetessa campana vince con “Procne Machine”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/premio-strega-poesia-2026-a-carmen-gallo-la-poetessa-campana-vince-con-procne-machine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 10:57:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[carmen gallo]]></category>
		<category><![CDATA[premio strega poesia]]></category>
		<category><![CDATA[procne machine]]></category>
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					<description><![CDATA[La poetessa campana Carmen Gallo ha vinto la quarta edizione del Premio Strega Poesia 2026 con la raccolta Procne Machine. La proclamazione è avvenuta ieri sera a Roma, nella Casa [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La poetessa campana Carmen Gallo ha vinto la quarta edizione del Premio Strega Poesia 2026 con la raccolta <em>Procne Machine</em>. La proclamazione è avvenuta ieri sera a Roma, nella Casa dell’Architettura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il riconoscimento conferma il percorso dell’autrice nel panorama letterario contemporaneo. Recentemente nominata dalla Regione Campania nel Comitato scientifico della Biblioteca dei Girolamini, Gallo si distingue per una ricerca poetica rigorosa e per l’attenzione alla forza espressiva della parola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla vincitrice sono arrivate le congratulazioni dell’assessore regionale alla Cultura, Onofrio Cutaia, che ha sottolineato il valore della poesia come forma di espressione artistica e strumento di riflessione civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Esprimo le mie più vive congratulazioni a Carmen Gallo per la vittoria del Premio Strega Poesia. Il suo lavoro conferma il valore della poesia come altissima forma di scrittura che si fa strumento di denuncia e resistenza», ha dichiarato Cutaia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La sua affermazione ribadisce il ruolo della parola poetica come forza viva e fondamentale per la crescita civile, morale e culturale del nostro Paese e del nostro territorio», ha aggiunto l’assessore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte foto: <a href="https://www.poesiadelnostrotempo.it/le-cose-non-accadono-a-quelli-che-spariscono-le-fuggitive-di-carmen-gallo/">https://www.poesiadelnostrotempo.it/le-cose-non-accadono-a-quelli-che-spariscono-le-fuggitive-di-carmen-gallo/</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arte, il salernitano Fernando Mangone espone a Venezia con la mostra “Raccontare Meraviglie”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/arte-il-salernitano-fernando-mangone-espone-a-venezia-con-la-mostra-raccontare-meraviglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 10:45:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altavilla Silentina]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[fernando mangone]]></category>
		<category><![CDATA[venezia fernando mangone]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle radici salernitane a una delle città più rappresentative della storia dell’arte italiana. Fernando Mangone, originario di Altavilla Silentina, è protagonista a Venezia con Raccontare Meraviglie, la mostra personale ospitata [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Dalle radici salernitane a una delle città più rappresentative della storia dell’arte italiana. Fernando Mangone, originario di Altavilla Silentina, è protagonista a Venezia con Raccontare Meraviglie, la mostra personale ospitata all’Hotel La Fenice et Des Artistes, in San Marco, a pochi passi dal celebre Teatro La Fenice. L’esposizione si inserisce nel percorso internazionale dell’artista, sviluppato attraverso il confronto con città e contesti culturali differenti, tra cui Amsterdam. Il progetto Verso Venezia – Da Amsterdam a Venezia mette in relazione due città profondamente diverse, ma accomunate dal rapporto con l’acqua, dai riflessi delle architetture e da una luce capace di trasformare continuamente il paesaggio. Nella pittura di Mangone, la città non è mai una semplice veduta da riprodurre. Colore, materia e luce diventano strumenti per interpretare la realtà e trasformarla in una visione personale. Venezia, con i suoi canali, le facciate e le prospettive architettoniche, offre così all’artista una nuova occasione per confrontarsi con la memoria dei luoghi e restituirne la dimensione emotiva. La scelta dell’Hotel La Fenice et Des Artistes aggiunge un significato particolare all’esposizione. Dal 1962 la famiglia Facchini ha fatto dell’arte una componente essenziale dell’identità della struttura, arricchendone gli spazi con opere e testimonianze artistiche. La collezione comprende lavori di protagonisti come Lucio Fontana, Giorgio de Chirico e Mario Schifano, in un contesto nel quale la cultura continua a convivere con l’esperienza quotidiana dell’ospitalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La nostra famiglia ha sempre considerato l’arte parte integrante della storia dell’albergo. Nel tempo abbiamo cercato di costruire un luogo in cui le opere non fossero semplici elementi decorativi, ma occasioni di incontro tra sensibilità e linguaggi diversi. Accogliere Fernando Mangone significa rinnovare questa tradizione e aprire uno spazio alla ricerca di un artista contemporaneo”, dichiara Michele Facchini, proprietario dell’Hotel La Fenice et Des Artistes.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Venezia è una città che porta con sé una storia artistica straordinaria. Con Raccontare Meraviglie non cerco di riprodurre immagini già conosciute, ma di esprimere ciò che questo luogo suscita in me. Il colore, la luce e i riflessi diventano strumenti per trasformare il paesaggio in emozione. Esporre in un albergo così legato alla memoria dell’arte rende questo incontro ancora più significativo”, afferma Fernando Mangone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto è sostenuto dalla Fondazione FAM ETS – Fondazione Arte Mangone, presieduta da Anna Coralluzzo, che accompagna il percorso dell’artista e la diffusione della sua ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Crediamo che la valorizzazione di un artista passi anche attraverso la possibilità di mettere le sue opere in dialogo con luoghi e realtà culturali di rilievo. Venezia rappresenta un contesto di grande significato, nel quale la ricerca contemporanea può confrontarsi con una storia artistica universale. Per noi è importante sostenere questo percorso mantenendo vivo anche il legame con le origini campane di Mangone”, dichiara Anna Coralluzzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza veneziana diventa così un nuovo capitolo del percorso dell’artista salernitano: un incontro tra territori e sensibilità differenti, nel quale la pittura si fa strumento di interpretazione del paesaggio e di dialogo con la memoria culturale. Un’esperienza che porta il nome di un artista campano in un contesto internazionale, confermando la capacità dell’arte contemporanea di confrontarsi con luoghi dalla forte identità storica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Montesano sulla Marcellana, nuove scoperte archeologiche nella Grotta Maria Colombo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/montesano-sulla-marcellana-nuove-scoperte-archeologiche-nella-grotta-maria-colombo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 09:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Montesano sulla Marcellana]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[grotta maria colombo]]></category>
		<category><![CDATA[ritrovamenti archeologici montesano sulla marcellana vallo di diano]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel Vallo di Diano, una campagna di scavo restituisce importanti reperti ceramici risalenti all’età del Bronzo Antico. Le ricerche puntano a ricostruire la frequentazione della cavità, probabilmente legata a pratiche [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel Vallo di Diano, una campagna di scavo restituisce importanti reperti ceramici risalenti all’età del Bronzo Antico. Le ricerche puntano a ricostruire la frequentazione della cavità, probabilmente legata a pratiche funerarie e cultuali.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nuovi ritrovamenti archeologici nella Grotta Maria Colombo, in località Pattano, nel territorio di Montesano sulla Marcellana, in provincia di Salerno. La campagna di scavo condotta nell’agosto 2026 ha consentito di recuperare concentrazioni di frammenti ceramici di grandi dimensioni, riconducibili alla principale fase di frequentazione della cavità, risalente al Bronzo Antico, circa 3.900 anni fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le indagini rappresentano un nuovo passo nello studio di un sito che potrebbe contribuire a chiarire le modalità di occupazione del territorio e le pratiche delle comunità preistoriche del Vallo di Diano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le indagini e la collaborazione scientifica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività si sono svolte in regime di concessione del Ministero della Cultura e sono state realizzate dall’associazione O.R.T.A. ETS, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino e con il Comune di Montesano sulla Marcellana, che ha sostenuto la ripresa delle ricerche all’interno della grotta, scoperta nel 2007.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il coordinamento scientifico è stato affidato al Dipartimento SARAS della Sapienza Università di Roma, con il dottor Federico Nomi come referente. Al progetto partecipano anche il Department of Anthropology della University of Michigan e il Servizio di Bioarcheologia del Museo delle Civiltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime attività di rilievo topografico e di indagine stratigrafica erano state effettuate tra il 2013 e il 2015. La nuova campagna ha permesso di riprendere il lavoro in un ambiente rimasto a lungo difficilmente accessibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I reperti ceramici e le ipotesi sulla funzione della grotta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli interventi principali ha riguardato la rimozione dello strato di crollo della volta e della frana fangosa che aveva ostruito l’ingresso alla sala principale. Durante queste operazioni sono state individuate concentrazioni di frammenti ceramici di grandi dimensioni, riferibili alla fase di frequentazione del Bronzo Antico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cronologia, collocabile a circa 3.900 anni fa, rende i reperti particolarmente significativi per la ricostruzione della storia del sito. La frequentazione della grotta potrebbe essere stata legata a una funzione funeraria e cultuale, un’ipotesi che dovrà essere approfondita attraverso lo studio dei materiali recuperati e delle evidenze archeologiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca proseguirà con l’analisi dei reperti ceramici e dei resti ossei, affidata agli specialisti della Sapienza Università di Roma e del Museo delle Civiltà. Saranno questi approfondimenti a fornire ulteriori elementi per comprendere le caratteristiche del sito e le attività che vi si svolgevano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Vallo di Diano, un patrimonio archeologico da valorizzare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Grotta Maria Colombo si inserisce in una più ampia rete di cavità frequentate in età preistorica e protostorica nel Vallo di Diano, un territorio di particolare interesse per lo studio delle dinamiche di popolamento dell’Italia meridionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche condotte a Montesano sulla Marcellana e in altri siti in grotta dell’area potranno contribuire a delineare un quadro più articolato delle comunità che abitarono questi luoghi e delle loro pratiche culturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto all’attività scientifica, emerge anche la prospettiva della valorizzazione del patrimonio archeologico locale, attraverso possibili percorsi tematici capaci di collegare i diversi siti e di rendere più accessibili al pubblico le testimonianze della storia antica del territorio.</p>
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		<title>Università di Salerno, nell’ex Convento di Santa Maria degli Angeli di Montoro sorgerà il nuovo polo per l’alta formazione Unisa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/universita-di-salerno-nellex-convento-di-santa-maria-degli-angeli-di-montoro-sorgera-il-nuovo-polo-per-lalta-formazione-unisa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[montoro unisa]]></category>
		<category><![CDATA[unisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Patrimonio storico-culturale, ricerca d’avanguardia e innovazione si incrociano nel Complesso Monumentale di Santa Maria degli Angeli di Montoro che ospiterà il polo diffuso dell’università di Salerno dedicato all’alta formazione. Il [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Patrimonio storico-culturale, ricerca d’avanguardia e innovazione si incrociano nel <strong>Complesso Monumentale di </strong><strong>Santa Maria degli Angeli di Montoro</strong> che ospiterà il polo diffuso dell’università di Salerno dedicato all’alta formazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il progetto “Unisa per Montoro” si inserisce tra le azioni di Terza Missione dell’Università di Salerno. Per la prima volta si è riunito il tavolo tecnico per la costituzione della rete</strong> che coinvolgerà Ateneo, Comune di Montoro, scuole, dipartimenti, spin-off accademici e associazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’antico <strong>Convento dei Frati Minori Osservanti</strong>, risalente al XVI-XVIII secolo, ospiterà, infatti, la <strong>Scuola Interateneo di Specializzazione in Beni Archeologici UniSa e UniOr</strong>, ma anche laboratori dipartimentali ed iniziative culturali.<strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un progetto ambizioso, che rientra in un più ampio <strong>programma di valorizzazione dei territori</strong>: nucleo cardine sarà il complesso di Santa Maria degli Angeli, che comprende la chiesa e il suggestivo chiostro a pianta quadrata del XVIII secolo, arricchito da affreschi raffiguranti scene di vita francescana. <strong>Un fascino senza tempo</strong>, che ha recuperato l’antico splendore dopo gli interventi di restauro e rifunzionalizzazione a cura del Comune, adattato per ospitare <strong>sale conferenze, biblioteche e spazi polifunzionali.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Un tesoro storico e culturale che testimonia una preziosa eredità da non disperdere <strong>– sottolinea il Rettore Virgilio D’Antonio</strong> – Guardiamo al futuro, con radici per salde nella nostra identità. Fin dall’insediamento della nuova governance, abbiamo evidenziato la volontà di <strong>connettere</strong> e far dialogare Unisa con il suo territorio di riferimento, ovvero le province di Salerno e Avellino. Mettiamo a servizio della società le nostre conoscenze e l’innovazione della nostra ricerca per creare sviluppo socioeconomico. Immaginiamo un campus diffuso: spazi vivi e dinamici, per la didattica avanzata ma anche per la comunità. A breve partiranno anche le lezioni dei percorsi di specializzazione presso Santa Maria degli Angeli<strong>».</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«La </strong>Terza Missione dell&#8217;università di Salerno si propone di creare valore per i territori. Avvertiamo la responsabilità di preservare e salvaguardare un bene storico ed architettonico, traccia di un passato di grande prestigio, ma allo stesso tempo renderlo sempre più fruibile <strong>– prosegue il professore Orlando Troisi, delegato alla Terza Missione Unisa</strong> &#8211; Con il Progetto “Unisa per Montoro” stiamo cercando di implementare proprio questo.&nbsp; Abbiamo messo intorno a un tavolo gli attori principali: il Sindaco del Comune di Montoro, la Scuola di specializzazione OrSa, i referenti dei due istituti di istruzione superiore del territorio “De Luca – Doria” e “De Capraris, i coordinatori di alcuni Lab Unisa, la banca BCC Monte Pruno. Insieme stiamo lavorando a un’idea di sviluppo sociale, culturale e imprenditoriale che vede in <strong>Montoro un hub di conoscenze</strong> che l&#8217;università di Salerno ha deciso di investire nei prossimi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i presenti al tavolo di rete i professori <strong>Fauto Longo e Domenico Apicella, Luigi Troiano</strong>, il direttore della Banca Monte Pruno <strong>Cono Federico, Alfonso Santoriello, Luca Martiscelli</strong> e i rappresentanti istituzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla sinergia istituzionale insiste il <strong>Sindaco di Montoro, Salvatore Carratù</strong>: «Già dal nostro primo incontro, il rettore Virgilio D’Antonio ha recepito le istanze provenienti dal territorio, ampliando l’offerta formativa e la programmazione precedente, che prevedeva solo uno spostamento di uffici di dipartimento. Siamo lusingati, come Comune, di avere un presidio dell’Università a Montoro. <strong>Un&#8217;attività in crescendo in cui dobbiamo credere</strong>, affinchè possano davvero animarsi questi spazi soggetti ad un lavoro di ristrutturazione. Prima del sisma, il convento era vissuto dall&#8217;ordine francescano, collegato al Santuario dell&#8217;Incoronata di Torchiati. É un luogo che merita di essere riscoperto anche dagli stessi cittadini, anche negli affreschi, grazie al contributo della Scuola di Archeologia».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mese di novembre saranno inaugurati i corsi del nuovo anno accademico della Scuola di Specializzazione. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il Complesso di Santa Maria degli Angeli è un convento francescano cinquecentesco, spazio ideale per ospitare la formazione di terzo livello – <strong>spiega il Professore Fausto Longo, direttore della Scuola di Specializzazione</strong><strong> Interateneo in beni archeologici dell’Università di Salerno e dell’Orientale di Napoli – </strong>Ci sono aule per le lezioni, sale riunioni e conferenze e un laboratorio. Sarà anche un luogo dedicato all’interazione e alla socializzazione, perché intendiamo aprire un canale di confronto non solo con il Comune di Montoro, ma con tutto il territorio e i giovani studenti delle scuole. La convenzione tra amministrazione comunale e università era stata già siglata: l’ateneo ha assegnato poi lo spazio alla Scuola OrSa. Siamo in fase operativa, abbiamo già avviato il trasferimento. È un’opportunità per Montoro e il contesto limitrofo perché la presenza dell’università è una spinta forte alla crescita e al futuro».</p>
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		<title>Fumetto: nel Cilento nasce &#8220;Masterclass&#8221;, la rivista per i giovani talenti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fumetto-nel-cilento-nasce-masterclass-la-rivista-per-i-giovani-talenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 12:40:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[masterclass agropoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto de Lo Scarabocchiatore Edizioni coinvolge maestri e scuole italiane. Cover firmata da Pasquale Qualano Il Cilento punta sul fumetto e sulla formazione dei nuovi talenti con “Rivista Masterclass [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il progetto de Lo Scarabocchiatore Edizioni coinvolge maestri e scuole italiane. Cover firmata da Pasquale Qualano</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Cilento punta sul fumetto e sulla formazione dei nuovi talenti con “Rivista Masterclass – Volume 1”, il nuovo progetto editoriale promosso dall’associazione culturale Aps Lo Scarabocchiatore, con sede ad Agropoli. L’iniziativa mette in rete artisti affermati, tutor e alcune delle scuole di fumetto e scrittura italiane, con l’obiettivo di offrire agli autori emergenti un percorso di crescita e un’occasione per avvicinarsi al mondo professionale della nona arte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo volume si presenta con una copertina da collezione firmata da Pasquale Qualano, fumettista e scultore campano che ha collaborato con importanti realtà internazionali del settore, tra cui Marvel, DC Comics e Dynamite Entertainment.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova pubblicazione affianca la storica Rivista de Lo Scarabocchiatore, attiva dal 2015, e nasce per rispondere all&#8217;interesse crescente di giovani disegnatori e sceneggiatori. Il progetto punta a creare uno spazio in cui sperimentare, sviluppare storie e confrontarsi con professionisti, favorendo il passaggio dalla formazione alla produzione editoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro dell&#8217;iniziativa c&#8217;è la collaborazione tra Lo Scarabocchiatore Edizioni e quattro realtà formative: The Sign e Acca Academy, con il tutoraggio di Marco Bianchini; la scuola Holden, con Andrea Cavaletto; la scuola partenopea Vesevus, con Pasquale Qualano. È previsto inoltre uno spazio dedicato ai fumettisti tesserati all&#8217;associazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studenti sono già al lavoro per realizzare storie originali, seguiti dai rispettivi tutor attraverso un percorso di confronto e approfondimento. L&#8217;obiettivo è dare visibilità alle nuove generazioni di autori e accompagnarle nella costruzione di competenze utili per il settore professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questo volume rappresenta una pietra miliare per la nostra associazione e per il territorio», spiegano i promotori del progetto. «Far nascere una rivista di questa caratura in Cilento significa dimostrare che le idee, la passione e la grande arte non hanno confini geografici. Avere con noi un maestro campano come Pasquale Qualano sulla cover del primo volume è il perfetto coronamento di un sogno che parte dalla nostra terra per arrivare nelle mani dei collezionisti di tutta Italia».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo numero di “Rivista Masterclass” è realizzato in formato spillato, con 56 pagine. In allegato, fino a esaurimento delle scorte, è prevista una cartolina da collezione in formato A5, disegnata dal fumettista Attila Schwanz e numerata singolarmente. Gli autori e le autrici che partecipano al progetto riceveranno inoltre, con il proprio ordine, una copia aggiuntiva della rivista e una cartolina numerata dedicata a un maestro del fumetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I preordini sono aperti e si chiuderanno il 15 novembre 2026. Le spedizioni partiranno dal giorno successivo, seguendo l&#8217;ordine di arrivo delle prenotazioni. Informazioni e acquisti sono disponibili sul sito dell&#8217;associazione, all&#8217;indirizzo <a href="https://loscarabocchiatore.it/shop/prodotti-da-collezione/riviste/rivista-masterclass-volume-1-cover-dellautore-fumettista-pasquale-qualano/.">https://loscarabocchiatore.it/shop/prodotti-da-collezione/riviste/rivista-masterclass-volume-1-cover-dellautore-fumettista-pasquale-qualano/.</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo aperto il vaso di Pandora,» dichiarano entusiasti dall&#8217;Associazione. «Il progetto è enorme e spazierà in universi ancora non esplorati. Ora confidiamo nel nostro amato pubblico affinché questa iniziativa prenda quota e voli in alto!»</p>
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		<title>Dal Tanagro ai campanacci delle mucche: Polla si racconta con i suoi suoni, nasce “Sinfonia”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-tanagro-ai-campanacci-delle-mucche-polla-si-racconta-con-i-suoi-suoni-nasce-sinfonia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 11:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[polla]]></category>
		<category><![CDATA[sinfonia]]></category>
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					<description><![CDATA[Dai suoni del fiume Tanagro alle campane, dai campanacci delle mucche alla sirena delle 11.53: il progetto nato da un laboratorio guidato dal compositore Sergio Sorrentino trasforma i rumori della [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dai suoni del fiume Tanagro alle campane, dai campanacci delle mucche alla sirena delle 11.53: il progetto nato da un laboratorio guidato dal compositore Sergio Sorrentino trasforma i rumori della vita quotidiana in una traccia musicale contemporanea.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I suoni, i ritmi e le voci del territorio diventano musica con “SINFONIA”, la traccia musicale realizzata a partire dai suoni ambientali e tradizionali di Polla, pubblicata oggi sulle piattaforme digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il brano è il risultato di un percorso di ricerca e sperimentazione nato nell&#8217;ambito di un Laboratorio di Acquisizione di Suoni Ambientali e Tradizionali di Polla, condotto dal compositore e musicista Sergio Sorrentino. All&#8217;iniziativa hanno partecipato anche i musicisti Michele Cancro, Giovanni Di Donato, Sandro Distefano e Roberto Plaitano, contribuendo alla raccolta dei suoni e alla loro rielaborazione in una composizione in chiave contemporanea.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il laboratorio è stato realizzato nell&#8217;ambito del progetto Memoria Attiva, con il sostegno di Fondazione per il Sud &#8211; Voltapagina, Pro Loco Polla, Cooperativa Iris e Comune di Polla. L&#8217;obiettivo era registrare i paesaggi sonori del territorio e trasformarli in materiale musicale, intrecciando sperimentazione artistica, identità locale e memoria collettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo mesi di attività teoriche e pratiche, il percorso è arrivato alla realizzazione di “SINFONIA”, una composizione che mette in dialogo strumenti musicali ed elettronica con i suoni autentici del paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le registrazioni, raccolte tra giugno e luglio 2026, restituiscono uno spaccato della vita quotidiana e delle tradizioni di Polla. Tra i suoni utilizzati figurano la sirena delle 11.53, il fiume Tanagro, i campanacci delle mucche nelle località San Tommaso e Spina, il mercato del sabato mattina, la processione di Sant&#8217;Antuniello, le campane, le pecore con i pastori, gli uccelli alla Castagneta e le rane nei pressi del ponte romano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La composizione è firmata da Sergio Sorrentino, che ha curato anche chitarra elettrica, sintetizzatori, elettronica e registrazioni ambientali. Con lui hanno partecipato Michele Cancro, alla chitarra classica e alle registrazioni ambientali; Giovanni Di Donato, alla tammorra e al mandolino; Sandro Distefano, al saz, al laud e alle registrazioni ambientali; Roberto Plaitano, alla chitarra elettrica e alle registrazioni ambientali; e Carmine Sabbatella, alla ciaramella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di Memoria Attiva, che punta a contribuire alla realizzazione di un Archivio di comunità di Polla. I suoni raccolti e archiviati costituiscono infatti un fondo dedicato alla memoria sonora del paese, comprendente paesaggi ambientali, riti, tradizioni popolari e momenti della vita quotidiana contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La traccia è disponibile sulle principali piattaforme musicali online</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Spotify: <a href="https://open.spotify.com/track/27RuWADZweHUsqtkrgEgIN?si=268cb5dd1bd94c64">https://open.spotify.com/track/27RuWADZweHUsqtkrgEgIN?si=268cb5dd1bd94c64</a></li>



<li>YouTube: <a href="https://music.youtube.com/playlist?list=OLAK5uyntoLCui73O8uuC1wJnmxfsZl2Pfww_Ms&amp;si=MaBgEP30LMsLowzK">https://music.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy<em>nt</em>oLCui73O8uuC1wJnmxfsZl2Pfww_Ms&amp;si=MaBgEP30LMsLowzK</a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Agropoli ospita Gabriel Zuchtriegel per il nuovo ciclo di conferenze del Museo Archeologico</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/agropoli-ospita-gabriel-zuchtriegel-per-il-nuovo-ciclo-di-conferenze-del-museo-archeologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 13:39:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[gabriel zuchtriegel]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 9 ottobre il Direttore del Parco di Pompei presenta il suo libro al Palazzo Civico delle Arti Nell’ambito del nuovo e prestigioso ciclo di conferenze promosso dal Museo Archeologico [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Venerdì 9 ottobre il Direttore del Parco di Pompei presenta il suo libro al Palazzo Civico delle Arti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ambito del nuovo e prestigioso ciclo di conferenze promosso dal Museo Archeologico cittadino, la città di Agropoli ospita venerdì 9 ottobre, alle ore 18:30, nella sala conferenze del Palazzo Civico delle Arti, il celebre archeologo e saggista Gabriel Zuchtriegel, attuale Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, per la presentazione della sua ultima opera letteraria edita da Feltrinelli dal titolo &#8220;Quando gli dèi lasciarono il mondo. L&#8217;ultima estate di Pompei&#8221;, saggio storico e archeologico ambientato a Pompei nell&#8217;estate del 79 d.C., poco prima della devastante eruzione del Vesuvio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro si inserisce all&#8217;interno di una programmazione a cura del Comitato Tecnico Scientifico del Museo Archeologico di Agropoli. L’evento punta a valorizzare la rete culturale del territorio, rafforzando il legame profondo tra la storia millenaria del Cilento e i grandi poli archeologici internazionali della Campania. L’incontro vede la partecipazione dei vertici dell&#8217;amministrazione comunale e di illustri accademici. I saluti istituzionali sono affidati a Roberto Mutalipassi, sindaco della Città di Agropoli, a Francesco Crispino, consigliere comunale delegato alla Cultura, e a Fabio Astone, coordinatore del CTS del Museo Archeologico. L&#8217;introduzione ai lavori è curata da Fernando La Greca, già docente di Storia romana presso l’Università degli Studi di Salerno, mentre a moderare l’incontro è l&#8217;archeologo Salvatore Ciro Nappo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato in Germania nel 1981 e naturalizzato italiano, Gabriel Zuchtriegel rappresenta una delle figure di riferimento nel panorama della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico globale. Dopo gli studi di dottorato in Archeologia Classica a Bonn e numerose attività di ricerca e insegnamento universitario, Zuchtriegel ha ricoperto il ruolo di Direttore del Parco Archeologico di Paestum e Velia dal 2015 al 2021. Dal febbraio 2021 è alla guida, in qualità di Direttore Generale, del Parco Archeologico di Pompei, dove coordina imponenti interventi di scavo, conservazione e innovazione digitale, oltre ad essere autore di numerosi saggi e articoli accademici e costantemente impegnato nella divulgazione culturale di alto livello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;appuntamento è ad ingresso libero, la cittadinanza è inviata a partecipare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sindaco Roberto Mutalipassi dichiara in merito all’appuntamento: «<em>Ospitare ad Agropoli una figura di spicco mondiale come il direttore Gabriel Zuchtriegel testimonia la crescita culturale della città. Questa iniziativa, promossa dal Comitato Tecnico Scientifico coordinato da Fabio Astone, dimostra la volontà di collocare il nostro Museo Archeologico al centro di dibattiti culturali di altissimo profilo scientifico».</em><em></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consigliere delegato alla Cultura, <strong>Francesco Crispino</strong>&nbsp;aggiunge:<em>&nbsp;«Con queste occasioni culturali di grande spessore possiamo riuscire anche a valorizzare e far conoscere sempre di più i reperti del nostro passato, un patrimonio identitario inestimabile, dalle ancore di età greca e romana alle testimonianze lucane</em>».</p>
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		<item>
		<title>4 ottobre, San Francesco: il santo della pace e del dialogo con il creato</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/4-ottobre-san-francesco-il-santo-della-pace-e-del-dialogo-con-il-creato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 22:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[4 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[È il 4 ottobre, giorno in cui la Chiesa celebra San Francesco d&#8217;Assisi, una delle figure più conosciute e amate della cristianità. Nato ad Assisi tra il 1181 e il [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">È il 4 ottobre, giorno in cui la Chiesa celebra San Francesco d&#8217;Assisi, una delle figure più conosciute e amate della cristianità. Nato ad Assisi tra il 1181 e il 1182 e morto il 3 ottobre 1226, Francesco viene ricordato per la scelta della povertà, l&#8217;attenzione verso gli ultimi, il messaggio di pace e il particolare rapporto con la natura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Figlio di un ricco mercante di stoffe, Francesco trascorse una giovinezza agiata prima di intraprendere un percorso di profonda trasformazione personale. Rinunciò alle ricchezze della famiglia e scelse di vivere secondo il Vangelo, raccogliendo attorno a sé i primi compagni e dando origine all&#8217;Ordine dei Frati Minori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua esperienza religiosa fu caratterizzata dalla ricerca di una vita semplice e dalla vicinanza ai poveri e ai malati. Ma Francesco è ricordato anche per il suo modo di guardare al mondo naturale. Nel <em>Cantico delle Creature</em>, composto negli ultimi anni della sua vita, il sole, la luna, l&#8217;acqua, il fuoco e la terra diventano &#8220;fratelli&#8221; e &#8220;sorelle&#8221; dell&#8217;uomo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È anche per questo che il santo di Assisi è diventato, nei secoli, un simbolo di attenzione al creato. Il suo messaggio viene oggi riletto alla luce delle questioni ambientali e della necessità di un rapporto più responsabile con le risorse naturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 4 ottobre è inoltre una giornata particolarmente legata alla città di Assisi, dove la memoria di Francesco coinvolge ogni anno fedeli e visitatori. La Basilica di San Francesco e i luoghi legati alla sua vita rappresentano un punto di riferimento per pellegrini provenienti da tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Francesco fu anche uomo di dialogo. Nel 1219, durante la Quinta crociata, incontrò il sultano al-Malik al-Kamil in Egitto. L&#8217;episodio è diventato nel tempo uno dei simboli del suo impegno per l&#8217;incontro tra persone di culture e religioni diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quasi otto secoli dalla sua morte, la figura di Francesco continua così a essere associata a temi che conservano una forte attualità: la pace, la fraternità, la solidarietà verso i più fragili e la cura della casa comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 4 ottobre non è dunque soltanto la festa del patrono d&#8217;Italia, ma anche l&#8217;occasione per tornare alle parole e alla vita di un uomo che fece della semplicità una scelta radicale e della fraternità il centro della propria esperienza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Cantico delle Creature: un messaggio ancora attuale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-cantico-delle-creature-un-messaggio-ancora-attuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 12:01:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[cantico delle creature]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=262425</guid>

					<description><![CDATA[Sole, luna, acqua, fuoco, terra. Nel Cantico delle Creature, composto da Francesco d&#8217;Assisi nei primi decenni del XIII secolo, gli elementi della natura diventano parte di una grande lode a [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Sole, luna, acqua, fuoco, terra. Nel <em>Cantico delle Creature</em>, composto da Francesco d&#8217;Assisi nei primi decenni del XIII secolo, gli elementi della natura diventano parte di una grande lode a Dio. Conosciuto anche come <em>Cantico di Frate Sole</em>, il testo è considerato uno dei primi componimenti poetici della letteratura italiana e continua a essere letto per il suo messaggio di fraternità e rispetto verso il creato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Cantico nasce in un momento difficile della vita di Francesco. Secondo la tradizione, fu composto in parte a San Damiano, negli ultimi anni della sua vita, quando il santo era malato e quasi cieco. Nonostante la sofferenza personale, Francesco rivolge lo sguardo al mondo che lo circonda e individua nella natura una realtà da accogliere con gratitudine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo si apre con la celebrazione del &#8220;frate Sole&#8221;, presentato come luminoso e bello e associato alla grandezza del Creatore. Seguono la &#8220;sora Luna&#8221;, le stelle, il vento, l&#8217;aria, l&#8217;acqua, il fuoco e la terra. Gli elementi naturali non sono descritti soltanto per le loro caratteristiche fisiche: vengono chiamati &#8220;fratello&#8221; e &#8220;sorella&#8221;, in una rappresentazione del creato fondata sulla relazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa idea di fraternità a rendere il Cantico particolarmente interessante anche nella società contemporanea. Francesco non presenta l&#8217;essere umano come un individuo separato dalla natura, ma come parte di una realtà più ampia. Il rapporto con il creato viene così inserito in una dimensione di responsabilità e riconoscenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo, però, non è un trattato sull&#8217;ambiente nel senso moderno del termine. Francesco non poteva naturalmente affrontare questioni come il cambiamento climatico, l&#8217;inquinamento o la perdita della biodiversità. Il suo messaggio può tuttavia essere riletto alla luce delle sfide ambientali contemporanee, mettendo in evidenza il valore attribuito alla natura e la necessità di un rapporto non fondato soltanto sul possesso e sullo sfruttamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Cantico compare anche una dimensione sociale. Francesco parla infatti della capacità di perdonare e di sopportare le difficoltà, prima di arrivare alla celebrazione di &#8220;sorella nostra morte corporale&#8221;. La fraternità proposta dal testo non riguarda quindi soltanto gli elementi naturali, ma si estende ai rapporti tra le persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa interpretazione ha avuto una particolare fortuna negli ultimi decenni. Il riferimento a Francesco è entrato anche nel dibattito contemporaneo sulla responsabilità ambientale e sul rapporto tra sviluppo, povertà e tutela del pianeta. Nel 2015 papa Francesco ha scelto proprio l&#8217;incipit latino del Cantico, <em>Laudato si&#8217;</em>, come titolo della sua enciclica dedicata alla cura della casa comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il legame tra Francesco d&#8217;Assisi e la sensibilità ecologica contemporanea va dunque letto come una rilettura di un messaggio medievale alla luce delle esigenze del presente. Il Cantico non offre soluzioni tecniche ai problemi ambientali, ma propone una prospettiva: considerare la natura non soltanto come una risorsa, bensì come una realtà con cui l&#8217;uomo è profondamente legato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A più di otto secoli dalla sua composizione, il <em>Cantico delle Creature</em> conserva così una particolare capacità di parlare al presente. La sua forza sta nella semplicità delle immagini e in un&#8217;idea essenziale: il mondo naturale non è soltanto qualcosa da utilizzare, ma anche qualcosa da riconoscere, rispettare e custodire.</p>
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		<title>L&#8217;atlante dei legami, a Montesano il centro che raccoglie e digitalizza le fotografie della Certosa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/latlante-dei-legami-a-montesano-il-centro-che-raccoglie-e-digitalizza-le-fotografie-della-certosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 15:09:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Montesano sulla Marcellana]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[certosa di padula]]></category>
		<category><![CDATA[l'atlante dei legami]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua il suo percorso “L’Atlante dei legami”, il progetto che punta a raccontare la Certosa di San Lorenzo a Padula attraverso un punto di vista particolare: quello delle comunità del [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Continua il suo percorso <strong>“L’Atlante dei legami”</strong>, il progetto che punta a raccontare la <strong>Certosa di San Lorenzo a Padula</strong> attraverso un punto di vista particolare: quello delle comunità del <strong>Vallo di Diano</strong>, chiamate a contribuire alla costruzione di un grande <strong>archivio fotografico partecipato</strong> attraverso fotografie, immagini, ricordi e testimonianze che documentino il rapporto costruito nel tempo tra il monumento e le persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La campagna di raccolta coinvolge cinque punti del territorio: <strong>Padula, Montesano sulla Marcellana, Buonabitacolo, Casalbuono e Sala Consilina</strong>. Le fotografie e gli altri materiali vengono digitalizzati e successivamente restituiti ai proprietari, mentre chi lo desidera può scegliere di donare gli originali all’Archivio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attenzione si concentra questa volta sul <strong>Centro di Raccolta di Montesano sulla Marcellana</strong>, attivo presso la <strong>sede operativa de IL DIDRAMMO APS</strong>, nei locali dell’<strong>ex scuola media in via Regina Margherita</strong>. Il punto di raccolta è aperto il <strong>lunedì dalle ore 15:00 alle 17:00 e il giovedì e il venerdì dalle ore 10:00 alle 13:00</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello di Montesano sulla Marcellana non è soltanto uno dei cinque punti nei quali i cittadini possono consegnare fotografie e altri materiali: rappresenta anche il <strong>centro di coordinamento della rete territoriale e il Centro di digitalizzazione</strong>, al quale confluiscono le fotografie raccolte negli altri punti per essere acquisite in formato digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A spiegare il lavoro svolto nella struttura è <strong>Rosario Petrosino</strong>, fotografo, <strong>direttore del MuDiF – Museo Didattico della Fotografia e responsabile dei laboratori di conservazione, digitalizzazione e catalogazione de IL DIDRAMMO APS</strong>. <em>“Oltre al Centro di Raccolta -spiega <strong>Rosario Petrosino</strong>&#8211; qui a Montesano c’è anche il Centro di digitalizzazione dei materiali che ci pervengono. Provvediamo a effettuare le scansioni delle fotografie analogiche e poi, laddove previsto, le immagini vengono restituite ai legittimi proprietari”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta di concentrare proprio a Montesano questa fase fondamentale del progetto è legata all’esperienza maturata nel campo della fotografia, della conservazione e della digitalizzazione, ma anche al <strong>radicamento sul territorio</strong> di una realtà che opera ormai da oltre un decennio e dispone delle attrezzature necessarie per il trattamento dei materiali fotografici. <em>“Operiamo ormai da più di un decennio a Montesano -sottolinea <strong>Petrosino</strong>&#8211; quindi siamo radicati sul territorio e, soprattutto, siamo attrezzati. Il centro di Montesano, anche attraverso una nuova riorganizzazione concordata con l’Amministrazione Comunale e con il sindaco Giuseppe Rinaldi, è stato pensato come centro di formazione e di digitalizzazione dei materiali fotografici. Quando siamo stati contattati dalla Direzione regionale Musei per essere partner del progetto, è stato quindi naturale affidarci un settore nel quale abbiamo competenze specifiche”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro svolto a Montesano rappresenta dunque uno dei passaggi attraverso i quali le fotografie affidate dai cittadini entrano concretamente a far parte dell’<strong>archivio fotografico partecipato</strong>. I materiali analogici provenienti dai diversi centri vengono acquisiti digitalmente, permettendo di preservarne il contenuto e di costruire progressivamente quella memoria condivisa della Certosa e del suo rapporto con il Vallo di Diano che costituisce uno degli obiettivi fondamentali de <strong>“L’Atlante dei legami”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Franco Vannata, referente MuDiF</strong>, sottolinea il ruolo di raccordo svolto dalla sede di Montesano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Tutti i Centri di Raccolta -conferma- fanno capo e sono coordinati dal centro di Montesano, che provvede alla digitalizzazione delle fotografie raccolte nei vari punti”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche qui, ovviamente, i cittadini possono contribuire direttamente al progetto mettendo a disposizione fotografie stampate, cartoline, diapositive, negativi e lastre fotografiche capaci di documentare la Certosa e il rapporto costruito nel corso degli anni tra il complesso monumentale, il territorio e le sue comunità. <em>“La nostra sede – ricorda <strong>Franco Vannata</strong> – è situata nei locali dell’ex scuola media di Montesano sulla Marcellana, in via Regina Margherita. I giorni di ricevimento sono il lunedì dalle 15:00 alle 17:00 e il giovedì e il venerdì dalle 10:00 alle 13:00”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le fotografie affidate al progetto vengono prese in consegna per il tempo necessario alla <strong>digitalizzazione</strong> e successivamente restituite ai proprietari, salvo la scelta di donare gli originali all’Archivio. Attraverso la rete dei cinque centri e il lavoro svolto nella sede di Montesano, immagini fino ad oggi custodite negli album familiari e negli archivi privati possono così contribuire alla costruzione di un racconto collettivo nel quale la storia della <strong>Certosa di Padula</strong> si intreccia con quella delle persone e delle comunità del Vallo di Diano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso de <strong>“L’Atlante dei legami”</strong> culminerà nel <strong>Festival della fotografia in Certosa</strong>, con la presentazione dell’Atlante e la restituzione del lavoro realizzato. L’obiettivo è valorizzare, attraverso la fotografia e il coinvolgimento diretto delle comunità, la <strong>memoria collettiva</strong> e rafforzare il ruolo della Certosa come patrimonio vivo e luogo di incontro e produzione culturale condivisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“L’Atlante dei legami”</strong> è un progetto della <strong>Direzione regionale Musei nazionali Campania</strong>, sostenuto dal bando <strong>“Il Museo Rigenera – Edizione Fotografia”</strong> della <strong>Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Caselle in Pittari, a Laurelli scoperte tracce della religiosità preromana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caselle-in-pittari-a-laurelli-scoperte-tracce-della-religiosita-preromana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 09:55:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Caselle in Pittari]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[caselle in pittari]]></category>
		<category><![CDATA[laurelli]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri presso la Sala Stampa &#8220;Biagio Agnes&#8221; del Campus dell’Università degli studi di Salerno, alla presenza del Sindaco Giampiero Nuzzo, sono state presentate le straordinarie scoperte emerse dalle ultime campagne di scavo a Laurelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le novità più importanti e rilevanti dello scavo nell&#8217;area sacra sono state rinvenute iscrizioni e strutture rituali che precedono di circa un secolo la celebre Tavola di Agnone, offrendo dati inediti sulla religiosità dell&#8217;Italia preromana. I nomi divini e le forme di scrittura documentati a Caselle in Pittari suggeriscono relazioni culturali e religiose attraverso l’Appennino e contribuiscono ad ampliare il quadro geografico finora noto, offrendo nuove basi per ricostruire un patrimonio religioso molto probabilmente condiviso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata è stata anche un’importante occasione di confronto e dialogo tra istituzioni, studiosi e comunità.Hanno preso parte alla presentazione il Rettore Virgilio D&#8217;Antonio, il sindaco di Caselle in Pittari Giampiero Nuzzo, i rappresentanti della Soprintendenza e i docenti e ricercatori dell&#8217;équipe UniSA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Amministrazione Comunale di Caselle in Pittari non ha mai fatto mancare il proprio costante supporto organizzativo e proficuo concreto sostegno alle attività di ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico del territorio, e continuerà a farlo con rinnovato impegno.</p>
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		<title>Marika Pinto entra a “Domenica In”: il sogno della giovane cilentana arriva su Rai 1</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/marika-pinto-entra-a-domenica-in-il-sogno-della-giovane-cilentana-arriva-su-rai-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 11:46:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[domenica in]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Da bambina guardava “Domenica In” insieme alla nonna, senza immaginare che un giorno avrebbe potuto farne parte. Quel giorno è arrivato: <strong>Marika Pinto, cantante originaria di Ascea, entra nel cast del programma domenicale di Rai 1</strong>, portando con sé in televisione anche il legame con il suo Cilento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un traguardo annunciato dalla stessa Pinto con un messaggio sui social carico di emozione: «A quanto pare la mia Domenica cambia indirizzo: Rai 1. Con un’emozione difficile da spiegare posso urlarlo: ci vediamo in tv a “Domenica In”, tutte le domeniche».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo racconto c’è soprattutto un ricordo familiare. «Da bambina guardavo “Domenica In” con la mia nonna, senza immaginare che un giorno avrei potuto esserci anch’io. Quel giorno è arrivato e lei non potrà mai saperlo purtroppo», scrive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giovane cilentana sottolinea anche il significato territoriale dell’esperienza: «Per me è un orgoglio poter portare quel pezzo di me e del mio amato Cilento in Tv nazionale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi il messaggio rivolto ai ragazzi, legato al valore del percorso e della costanza: «Regola n.1 non ascoltare mai gli altri. Agisci coi fatti e fai sognare anche loro! I sogni costano sacrifici e hanno un gran peso!». Un invito che conclude con le parole: «Sognate ragazzi.. è solo la costanza a portarvi in alto».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Marika Pinto, dunque, la domenica cambia davvero indirizzo: dal divano di casa, davanti alla televisione con la nonna, allo studio di <strong>Rai 1</strong>, con un sogno diventato realtà e il Cilento nel cuore.</p>
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		<item>
		<title>Andrea Di Maria protagonista di “Cambogia”, il film d’esordio di Valerio Lundini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/andrea-di-maria-protagonista-di-cambogia-il-film-desordio-di-valerio-lundini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[andrea di maria]]></category>
		<category><![CDATA[cambogia]]></category>
		<category><![CDATA[valerio lundini]]></category>
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					<description><![CDATA[Andrea di Maria sarà protagonista di &#8220;Cambogia&#8221;,&#160;il film d’esordio di Valerio Lundini. Il lungometraggio sarà presentato alla 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Freestyle. Il cast [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Andrea di Maria sarà protagonista di &#8220;Cambogia&#8221;,&nbsp;il film d’esordio di Valerio Lundini. Il lungometraggio sarà presentato alla 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Freestyle. Il cast del film comprende oltre al comico romano e all&#8217;attore di Sala Consilina, Benedetta Porcaroli, Gabriel Montesi, Giorgio Montanini, e con Sonia Bergamasco</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sparatorie, esplosioni e faide criminali: siamo sul set di Cambogia, una famosa serie crime. Ma quando il regista dà lo stop, qualcosa va storto e l’attore Valerio De Nicolais si ritrova improvvisamente intrappolato dentro il mondo violento e pericolosissimo della serie, dove le pistole di scena sparano per davvero. Nel frattempo, nel mondo reale, a prendere il suo posto è Tramezzino, lo sgangherato scagnozzo che De Nicolais interpreta nella serie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ragioni incredibili, i due si ritrovano così a vivere la vita dell’altro, uno alle prese con feste, privilegi e i vantaggi della fama, l’altro costretto a sopravvivere in un universo criminale che sembra aver già deciso il suo destino. Ma se la storia è già scritta, forse c’è ancora un modo per cambiarla. E per restare vivi, bisognerà trovare il coraggio di farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andrea di Maria in questo momento è in tour teatrale con Vincenzo Salemme con &#8220;E fuori nevica&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>Paestum, torna la Borsa del Turismo Archeologico: 28 anni insieme al sito Unesco</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/paestum-torna-la-borsa-del-turismo-archeologico-28-anni-insieme-al-sito-unesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 13:37:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[borsa turismo archeologico]]></category>
		<category><![CDATA[paestum]]></category>
		<category><![CDATA[ugo picarelli]]></category>
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					<description><![CDATA[Torna a Paestum la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA), giunta alla XXVIII edizione, in programma dal 29 ottobre al primo novembre. Quattro giorni di incontri, esposizioni e dibattiti dedicati [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Torna a Paestum la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA), giunta alla XXVIII edizione, in programma dal 29 ottobre al primo novembre. Quattro giorni di incontri, esposizioni e dibattiti dedicati al patrimonio archeologico e al turismo culturale, con la partecipazione di operatori, archeologi, direttori di parchi e musei, esperti e divulgatori provenienti dall’Italia e dall’estero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La BMTA, nata nel 1998 in occasione della candidatura dell’area archeologica di Paestum a patrimonio mondiale dell’Unesco, si svolgerà dal 2021 negli spazi dell’ex Tabacchificio Cafasso, esempio di archeologia industriale a pochi passi dai templi dorici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione riunirà circa 130 espositori e proporrà un programma articolato in 16 sezioni, con 160 incontri e conferenze e circa 900 relatori. Presenti il Ministero della Cultura, la Regione Campania, numerosi territori regionali, Paesi esteri e istituzioni culturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi dell’edizione 2026 il futuro del turismo e della cultura nell’Unione europea, la cooperazione culturale nel Mediterraneo, il turismo archeologico subacqueo, lo sviluppo delle aree interne, l’accessibilità e i modelli di gestione del patrimonio archeologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spazio anche alla tecnologia con “ArcheoVirtual”, la mostra internazionale dedicata all’archeologia virtuale, che celebra i vent’anni dalla nascita e sarà dedicata alla narrazione del passato attraverso il digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli appuntamenti anche l’International Archaeological Discovery Award “Palmyra”, dedicato alle principali scoperte archeologiche dell’anno, e le visite guidate gratuite ai Parchi Archeologici di Paestum e Velia. Per la prima volta sarà possibile visitare anche il santuario di Hera Argiva alla foce del Sele, recentemente aperto al pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La BMTA è promossa da Regione Campania, Comune di Capaccio Paestum, Parchi Archeologici di Paestum e Velia, in collaborazione con Camera di Commercio di Salerno, Provincia di Salerno e Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>“Jesce sole”, a Napoli torna il Campania Libri Festival: quattro giorni tra libri, cultura e speranza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/jesce-sole-a-napoli-torna-il-campania-libri-festival-quattro-giorni-tra-libri-cultura-e-speranza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:20:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
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		<category><![CDATA[jesce sole]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Quattro giorni dedicati ai libri, alla lettura e al confronto sui grandi temi del presente. Dal 1° al 4 ottobre torna a Napoli il Campania Libri Festival, giunto alla quinta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quattro giorni dedicati ai libri, alla lettura e al confronto sui grandi temi del presente. Dal 1° al 4 ottobre torna a Napoli il <strong>Campania Libri Festival</strong>, giunto alla quinta edizione, con il centro della manifestazione negli spazi di Palazzo Reale e della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, oltre al Giardino Romantico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“<strong>Jesce sole</strong>” è il titolo scelto per l’edizione 2026, un antico canto propiziatorio della tradizione napoletana che diventa il filo conduttore di una manifestazione che guarda alla cultura come spazio di dialogo, pace e speranza. L’edizione è dedicata ai <strong>50 anni de “La gatta Cenerentola”</strong> e all’eredità artistica di <strong>Roberto De Simone</strong>, figura centrale della cultura musicale e teatrale napoletana. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il festival, promosso e finanziato dalla Regione Campania e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, con la curatela editoriale di Massimo Adinolfi e la direzione di Ruggero Cappuccio, propone quest’anno oltre 200 incontri, più di 120 espositori e 13 percorsi tematici. Il programma spazia dalla letteratura alla poesia, dalla storia alla geopolitica, dal cinema al teatro, dal noir alla traduzione, fino alla spiritualità e alle attività dedicate a bambini e ragazzi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i percorsi più legati all’attualità c’è <strong>“La scena presente”</strong>, dedicato alla geopolitica e alle trasformazioni dello scenario internazionale, con incontri sulle guerre, le tensioni geopolitiche, il diritto internazionale, il rapporto tra Cina e Stati Uniti e le conseguenze della rivoluzione tecnologica. Tra gli ospiti figurano Vittorio Emanuele Parsi, Andrea Graziosi, Paolo Benanti, Sebastiano Maffettone, Simone Pieranni e altri studiosi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Spazio anche alla poesia internazionale con <strong>“Da dove viene la voce. Scrivere poesia tra le lingue”</strong>, curato da Carmen Gallo, che porta a Napoli voci e tradizioni poetiche dall’Argentina, dalla Macedonia, dalla Francia e dall’Austria. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei fili conduttori dell’edizione sarà naturalmente <strong>“La gatta Cenerentola”</strong>. Un intero percorso, “Le favole antiche”, ripercorrerà il rapporto tra la celebre opera di De Simone, il <em>Cunto de li cunti</em> di Giambattista Basile e la più ampia tradizione del mito e dell’oralità. Sono previsti incontri con studiosi e attrici e attori impegnati in letture sceniche. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le novità dell’edizione 2026 c’è inoltre una sezione dedicata al <strong>romance</strong>, con il “Romance Corner”, pensato come spazio di incontro tra autrici, autori, editori e pubblico. Il programma comprende presentazioni, firmacopie, talk e panel. Tra i nomi annunciati figurano Carrie Leighton, Anna Zarlenga, Elisa Iani, Francesca Pascal, Cheryl, Estelle Hunt, Alice DC e altri autori del genere. Previsto anche un <strong>Gran Ballo Regency</strong>, dedicato alle danze storiche dell’epoca. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è riservata ai giovani. La Fondazione Banco di Napoli metterà a disposizione <strong>2.000 buoni libro da 5 euro</strong>, utilizzabili negli stand della manifestazione. Il Festival conferma inoltre i percorsi Kids e Young Adult e le attività laboratoriali rivolte alle nuove generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Campania Libri Festival si conferma così come uno spazio che prova a mettere insieme editoria, università, istituzioni culturali, autori e lettori. Per quattro giorni, i cortili storici di Palazzo Reale e le sale della Biblioteca Nazionale diventeranno luoghi di incontro tra libri e attualità, memoria e nuove forme della cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento è dall’<strong>1 al 4 ottobre 2026</strong>. Gli stand saranno allestiti nei cortili di Palazzo Reale, mentre gli incontri si svolgeranno nelle sale del Palazzo e della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III. Gli orari previsti sono dalle 10 alle 21 giovedì, venerdì e domenica, e fino alle 22 sabato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma completo della quinta edizione è disponibile sul sito ufficiale del Campania Libri Festival.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore arriva alla Camera con il docufilm &#8216;Perché?&#8217;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/angelo-vassallo-il-sindaco-pescatore-arriva-alla-camera-con-il-docufilm-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[angelo vassallo docufilm]]></category>
		<category><![CDATA[docufilm vassallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo sedici anni di domande, memoria e ricerca della verità, la storia di Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore di Pollica, arriva alla Camera dei Deputati attraverso il cinema. Si chiama [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Dopo sedici anni di domande, memoria e ricerca della verità, la storia di Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore di Pollica, arriva alla Camera dei Deputati attraverso il cinema. Si chiama <strong>“PERCHÉ?”</strong> il docufilm dedicato alla vita di Angelo Vassallo, nato da un’idea dei fratelli Dario e Massimo Vassallo, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, con riprese e montaggio di Giuseppe Falagario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima assoluta del docufilm si terrà <strong>martedì 13 ottobre 2026 alle ore 15.30</strong>, presso la Sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati, a Palazzo Theodoli-Bianchelli, in Piazza del Parlamento 19, a Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un appuntamento che la Fondazione ha voluto fortemente perché, secondo Dario e Massimo Vassallo, la storia di Angelo non appartiene soltanto alla sua famiglia e al Cilento, ma riguarda la storia del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Abbiamo scelto il cinema perché volevamo raccontare Angelo in una maniera diversa – afferma il presidente della Fondazione Dario Vassallo –. Non volevamo realizzare l’ennesimo racconto che partisse dalla sua morte. Volevamo partire dalla sua vita. Angelo era un pescatore, era un uomo, era un sindaco. Era una persona che aveva scelto di fare politica con passione, con coraggio e mettendosi al servizio della propria comunità”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“PERCHÉ? è una domanda che ci accompagna da sedici anni – continua Dario Vassallo –. Una domanda che non abbiamo mai smesso di porre e che continueremo a porre. Perché hanno ucciso Angelo? Perché è stato ucciso un uomo che aveva dedicato la propria vita al territorio, alla sua comunità e a un’idea precisa di amministrazione? Noi non vogliamo che questa domanda venga dimenticata”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il docufilm nasce con l’obiettivo di restituire una visione completa del Sindaco Pescatore, raccontando il suo rapporto con il mare, il lavoro da pescatore, il legame con Pollica e Acciaroli, l’impegno amministrativo e quella che la Fondazione definisce la “bella politica”: una politica fatta di passione, concretezza e attenzione al territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Angelo non può essere ricordato soltanto per il modo in cui è morto – sottolinea il vicepresidente della Fondazione Massimo Vassallo –. Angelo deve essere conosciuto per il modo in cui ha vissuto. Era un pescatore e conosceva il valore della fatica. Era un amministratore e conosceva il valore della responsabilità. Era un uomo profondamente legato alla propria terra e aveva una visione precisa del territorio e del ruolo delle istituzioni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Massimo Vassallo il docufilm rappresenta anche un messaggio rivolto alle nuove generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Vogliamo consegnare ai giovani una storia vera, quella di un uomo che ha scelto di impegnarsi per la propria comunità. Vogliamo far capire che la politica può essere anche passione, servizio, responsabilità e amore per il territorio. Questo è ciò che Angelo ci ha lasciato e questo è ciò che vogliamo raccontare”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma accanto al racconto della vita di Angelo, la Fondazione vuole riportare al centro anche la questione della verità sull’omicidio e del ruolo delle istituzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Noi continuiamo a chiedere verità e giustizia – affermano Dario e Massimo Vassallo –. E diciamo una cosa molto semplice: in questo processo lo Stato faccia lo Stato. Noi non chiediamo favori, non chiediamo scorciatoie e non chiediamo privilegi. Chiediamo che le istituzioni facciano fino in fondo il proprio dovere e che si arrivi alla verità sull’assassinio di Angelo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una richiesta che, per la Fondazione, accompagna da sedici anni ogni iniziativa dedicata alla memoria del Sindaco Pescatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non basta ricordare Angelo. Non basta una corona, non basta una cerimonia, non basta pronunciare il suo nome una volta all’anno. La memoria deve camminare insieme alla verità e alla giustizia – sottolinea Dario Vassallo –. Per questo continuiamo a porre quella domanda: PERCHÉ? E continueremo a farlo finché non avremo una risposta”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Portare ‘PERCHÉ?’ dentro un luogo delle istituzioni significa riportare Angelo nel luogo nel quale lui ha sempre creduto: quello delle istituzioni al servizio dei cittadini – affermano Dario e Massimo Vassallo –. Angelo era un sindaco, ma prima ancora era un cittadino che aveva scelto di assumersi una responsabilità. Per questo abbiamo voluto che la prima del film avvenisse a Roma”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro del docufilm resterà però quella domanda che dà il titolo all’opera: <strong>“PERCHÉ?”</strong>.</p>
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		<title>Casaletto Spartano premia Davide Avolio, riconoscimento al poeta e scrittore</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/casaletto-spartano-premia-davide-avolio-riconoscimento-al-poeta-e-scrittore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 06:16:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Casaletto Spartano]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[Un riconoscimento per i suoi meriti letterari e per l’attività di divulgazione della poesia. È quello conferito dall’Amministrazione comunale di Casaletto Spartano al poeta e scrittore Davide Avolio, protagonista sabato [...]]]></description>
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<p class="p1 wp-block-paragraph">Un riconoscimento per i suoi meriti letterari e per l’attività di divulgazione della poesia. <strong>È quello conferito dall’Amministrazione comunale di Casaletto Spartano al poeta e scrittore Davide Avolio</strong>, protagonista sabato 19 settembre di un incontro culturale dedicato al suo primo romanzo, <em>I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno</em>, pubblicato da Mondadori nel 2025.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">L Il Comune ha voluto così rendere omaggio al percorso letterario di Avolio e alla sua attività di diffusione della poesia, anche attraverso i social network, dove utilizza Instagram e TikTok per avvicinare alla letteratura un pubblico particolarmente giovane.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La serata ha richiamato numerosi cittadini di Casaletto Spartano e persone provenienti dai comuni vicini. Dopo i saluti del sindaco Concetta Amato e del consigliere Fabrizio Valioni, Avolio ha dialogato sulla propria esperienza letteraria, sulla nascita del romanzo e sul rapporto tra poesia, scrittura e nuove generazioni.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">A moderare l’incontro è stato Amleto De Vito, consigliere della Municipalità di Napoli, mentre l’attrice Debora Ostieri ha accompagnato il confronto con letture di poesie e brani del libro.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Nato a Massa di Somma e cresciuto a San Giorgio a Cremano, Avolio ha iniziato a scrivere poesia da giovanissimo. Tra le sue pubblicazioni figurano <em>Sui propri passi</em>, <em>Costellazioni</em> e <em>La Mano</em>. Nel 2024, insieme a Gennaro Madera, ha pubblicato <em>La Genovese</em>, da cui è nato anche un omonimo spettacolo di poesia performativa.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Con <em>I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno</em>, pubblicato nel febbraio 2025, Avolio ha esordito nella narrativa. Il romanzo racconta il percorso di formazione di Lorenzo, tra adolescenza, scoperta dell’amore e rapporto con la poesia, sullo sfondo di una Napoli vitale e complessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È stato un appuntamento di cultura viva e di altissimo livello. &#8211; ha spiegato l’amministrazione comunale &#8211; Attraverso le sue parole, abbiamo attraversato riflessioni profonde. Davide ha scritto che per un poeta sentirsi riconosciuto significa sentirsi accolto, e per noi è stato un privilegio fargli sentire tutto il calore, l&#8217;attenzione e la stima del nostro paese.<br />Con immenso orgoglio abbiamo voluto conferirgli un riconoscimento ufficiale per i suoi meriti letterari e per la passione con cui diffonde l’amore per la poesia”.</p>
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		<title>«Rincorsi Trump per il conto non pagato»: da Rofrano a New York, la storia di Giuseppe Viterale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rincorsi-trump-per-il-conto-non-pagato-da-rofrano-a-new-york-la-storia-di-giuseppe-viterale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 14:52:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Rofrano]]></category>
		<category><![CDATA[galzerano editore]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe viterale]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Un piccolo paese del Cilento interno e una delle metropoli più grandi del mondo. Rofrano e New York sono i due estremi geografici e umani del viaggio raccontato da <strong>Giuseppe Viterale</strong> nel suo nuovo libro, <em>Rofrano-New York. Andata e ritorno. Un viaggio tra due mondi, un solo cuore</em>, pubblicato da <strong>Galzerano Editore.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il volume, 382 pagine corredate da fotografie, parte dalla storia personale di Viterale per affrontare un tema che riguarda generazioni di italiani emigrati all’estero: il rapporto con il luogo da cui si è partiti e con quello nel quale si è scelto, o si è stati costretti, a costruire una nuova vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viterale è nato a Rofrano, nel Cilento, ma da decenni vive e lavora a New York. Architetto di formazione e investitore immobiliare per professione, ha legato gran parte della propria attività alla ristorazione italiana, diventata nel tempo anche un punto di osservazione privilegiato sulla comunità italiana e cilentana negli Stati Uniti. <strong>È inoltre dirigente dell’Harvard Club di New York</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel libro ci sono i ricordi della vita a Rofrano, i volti delle persone conosciute durante l’infanzia, le tradizioni e il dialetto, ma anche gli incontri e gli episodi vissuti dall’altra parte dell’Atlantico. Uno di questi riguarda <strong>Donald Trump</strong>: secondo il racconto di Viterale, l’attuale presidente degli Stati Uniti, dopo aver pranzato nel suo ristorante, si sarebbe allontanato senza aver saldato il conto, costringendo il ristoratore a rincorrerlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di tutt’altro tenore l’episodio più recente legato al presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong>. <strong>Viterale ha accompagnato il capo dello Stato durante la sua visita all’Harvard Club di New York</strong>, un incontro che si inserisce nel percorso professionale costruito negli anni nella città americana.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.galzeranoeditore.it/"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/copertina-Rofrano-New-York-1.jpg" alt="" class="wp-image-260867" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/copertina-Rofrano-New-York-1.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/copertina-Rofrano-New-York-1-300x200.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/copertina-Rofrano-New-York-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il centro del libro non sono soltanto i personaggi conosciuti o gli episodi curiosi. È soprattutto la distanza, geografica e personale, tra chi parte e chi resta. Rofrano diventa il luogo delle radici, mentre New York rappresenta la città nella quale reinventarsi, misurandosi con ritmi, lingue e culture differenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di Viterale si intreccia così con quella di molti emigrati italiani, per i quali il distacco dal paese d’origine non coincide necessariamente con una rottura. La memoria può continuare a viaggiare insieme a chi parte, attraverso le relazioni familiari, le tradizioni e il modo di raccontare il proprio passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da anni Viterale mantiene infatti un rapporto diretto con Rofrano anche attraverso la comunicazione. È collaboratore di TeleRofrano e racconta sui social e attraverso la pagina scritta storie, persone e tradizioni del paese cilentano.</p>
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		<title>I vincitori del 29° Mediterraneo Video Festival: trionfano l’anima nascosta di Capri con Caprilegioe le atmosfere surrealiste di Magic</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/i-vincitori-del-29-mediterraneo-video-festival-trionfano-lanima-nascosta-di-capri-con-caprilegioe-le-atmosfere-surrealiste-di-magic/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 14:32:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo video festival]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Sono stati annunciati, domenica scorsa, i vincitori della 29° edizione del Mediterraneo Video Festival. La cerimonia di premiazione, avvenuta a Palazzo De Dominicis Ricci, Ascea, è arrivata a conclusione di una giornata piena di eventi all’insegna della scoperta delle eccellenze del territorio, talk su argomenti di attualità, proiezioni ed eventi con protagonista il cinema. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Vince il premio al Miglior Lungometraggio di questa edizione il film Caprilegio di Margherita Laterza e Rosa Maietta. Questa la motivazione: “Il film, con una suggestione intima, mostra una Capri lontana dai luoghi comuni; attraverso la perfezione compositiva di immagini costruite come tableaux vivant e le musiche originali che accompagnano la narrazione, unisce i luoghi dell’isola alla memoria di una famiglia”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre nella sezione lungometraggi sono state assegnate ben tre menzioni speciali, a testimonianza della qualità dei film in concorso in questa edizione. La prima a Fora Pal Mont di Lorena Trevisan e Michele Pastrello, “Per aver ricostruito, attraverso un importante lavoro di ricerca, la storia delle sedonere, lasciando a queste eroiche donne la possibilità di raccontarsi in prima persona”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altra menzione va al film Domani. Il viaggio di Maysoon Majidi di Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio, “Per avere, attraverso il montaggio, esaltato la dicotomia tra i momenti delle vicende giudiziarie, che fluiscono inesorabilmente, con quelli più intimi di Maysoon, in cui la protagonista può tornare ad essere se stessa con i suoi sentimenti”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">RIceve infine una Menzione Speciale il film Fiume o morte! Di Igor Bezinović, “Per aver saputo magistralmente ricostruire, attraverso il ribaltamento del punto di vista con le voci degli abitanti di Fiume, uno degli eventi storici più controversi ma meno conosciuti della storia del 900”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Passando alla categoria Cortometraggi, a trionfare è il poetico Magic di Yuri Kuzin. Il film vince il premio “Per aver ricostruito, attraverso richiami all’estetica cinematografica poetica sovietica e della Nouvelle Vague, un momento di magia esistenziale”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa categoria sono state assegnate due Menzioni Speciali. La prima a Fabbrica di Paolo Pisanelli, “Per aver saputo risaltare la componente sonora del film in un montaggio originale, in un sincretismo di immagini e suoni”. La seconda a Dear Silvestro di Nico Cirasola, “Per aver saputo raccontare una storia di emigrazione con uno stile fresco e un originale linguaggio”.</p>
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		<title>Arte e inclusione, Mangone dona una tela di Van Gogh alla Fondazione A Ruota Libera di Luca Trapanese</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/arte-e-inclusione-mangone-dona-una-tela-di-van-gogh-alla-fondazione-a-ruota-libera-di-luca-trapanese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 11:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[fernando mangone]]></category>
		<category><![CDATA[luca trapanese]]></category>
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					<description><![CDATA[Una grande tela di Fernando Mangone dedicata a Vincent van Gogh a Piazza del Plebiscito entra negli spazi del Borgo Sociale della Fondazione “A Ruota Libera”, realtà nata dall’esperienza di [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Una grande tela di Fernando Mangone dedicata a Vincent van Gogh a Piazza del Plebiscito entra negli spazi del Borgo Sociale della Fondazione “A Ruota Libera”, realtà nata dall’esperienza di volontariato di <strong>Luca Trapanese</strong> e impegnata nella costruzione di percorsi di autonomia, inclusione e cittadinanza attiva per le persone con disabilità. L’opera, delle dimensioni di due metri per tre, è stata donata dalla Fondazione FAM ETS – Fondazione Arte Mangone Ente del Terzo Settore alla Comunità Viticonti, dove sarà possibile ammirarla quotidianamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dono diventa anche il punto di partenza per un nuovo progetto: laboratori d’arte rivolti ai ragazzi con disabilità della Fondazione “A Ruota Libera”, che saranno guidati dallo stesso Fernando Mangone. L’obiettivo è trasformare l’arte in un’esperienza concreta di osservazione, sperimentazione, pittura e creatività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<strong>Oggi al Borgo Sociale abbiamo ricevuto un grande dono</strong>”, sottolinea Luca Trapanese. “Un’opera del maestro Fernando Mangone che renderà ancora più bella la Comunità Viticonti, ma soprattutto l’incontro con un artista internazionale dal cuore davvero grande. Perché il dono più prezioso non è soltanto ciò che oggi resterà sulle nostre pareti, ma quello che può nascere da questo incontro”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione tra la Fondazione “A Ruota Libera” e Mangone, spiega Trapanese, porterà alla realizzazione di laboratori dedicati ai ragazzi con disabilità, “un’opportunità bellissima per avvicinarsi all’arte, sperimentare, creare, esprimersi e scoprire capacità che magari aspettano soltanto di essere incontrate”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tela nasce all’interno del più ampio percorso artistico con cui Fernando Mangone ha portato la figura di Van Gogh in dialogo con città, territori e paesaggi italiani. Nel lavoro dell’artista, il pittore olandese diventa una presenza ideale con cui confrontarsi attraverso il colore, la luce, il viaggio e la memoria dei luoghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Quando ho pensato a questa donazione – racconta Mangone – ho pensato che un’opera d’arte potesse avere un significato ancora più grande se fosse entrata in un luogo dove vivono persone, storie e progetti importanti”. La scelta di rappresentare Van Gogh a Piazza del Plebiscito nasce, spiega, dal rapporto tra Napoli e gli artisti e dalla capacità della città di “trasformare la realtà in emozione”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Van Gogh rappresenta per me il viaggio, la ricerca, la libertà dello sguardo”, aggiunge Mangone. “Ma il senso più importante di questa donazione è quello che può nascere dopo”. Da qui l’idea dei laboratori, attraverso i quali l’artista intende mettere a disposizione la propria esperienza e lavorare direttamente con i ragazzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Anna Coralluzzo, presidente della Fondazione FAM ETS, l’iniziativa rappresenta la volontà di mettere l’arte al servizio delle persone e dei territori. “La Fondazione FAM ETS crede in un’arte capace di uscire dagli spazi tradizionali e di incontrare le comunità”, afferma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro con Luca Trapanese e con la Fondazione “A Ruota Libera”, aggiunge Coralluzzo, ha permesso di immaginare “qualcosa di nuovo: utilizzare l’arte come strumento di relazione, creatività e inclusione”. I laboratori potranno consentire ai ragazzi di avvicinarsi alla pittura “non soltanto come spettatori, ma come protagonisti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La grande tela di due metri per tre diventa così il punto di partenza di un incontro tra arte e inclusione sociale: Van Gogh a Piazza del Plebiscito, attraverso la pittura di Fernando Mangone, porta Napoli all’interno del Borgo Sociale e apre la strada a un nuovo percorso fatto di creatività, relazione e partecipazione.</p>
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		<item>
		<title>Montesano, due sepolture emergono dagli scavi Enel: potrebbero essere medievali</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/montesano-due-sepolture-emergono-dagli-scavi-enel-potrebbero-essere-medievali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 20:39:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Montesano sulla Marcellana]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[antico insediamento]]></category>
		<category><![CDATA[architettura medievale]]></category>
		<category><![CDATA[Centro storico]]></category>
		<category><![CDATA[monachesimo italo-greco]]></category>
		<category><![CDATA[monteforte]]></category>
		<category><![CDATA[sulla Marcellana]]></category>
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					<description><![CDATA[Due sepolture a fossa terragna, prive di corredo funerario, sono emerse nel centro storico di Montesano sulla Marcellana, durante i lavori di scavo per la realizzazione di una canalizzata Enel. [...]]]></description>
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<p class="p1 wp-block-paragraph">Due sepolture a fossa terragna, prive di corredo funerario, sono emerse nel centro storico di <strong>Montesano sulla Marcellana</strong>, durante i lavori di scavo per la realizzazione di una canalizzata Enel. Le tombe sono state individuate a pochi passi dalla sede del Comune e dalla chiesa di Sant’Anna. In parte erano già state danneggiate da precedenti interventi.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Lo scavo archeologico è stato eseguito dagli <strong>archeologi della società Archeoservizi</strong>, con il coordinamento scientifico della <strong>Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio</strong> per le province di Salerno e Avellino. I resti osteologici recuperati saranno ora sottoposti allo studio di un antropologo.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Per caratteristiche e posizione,<strong> le sepolture potrebbero risalire all’età medievale </strong>ed essere collegate all’antica chiesa di Santa Sofia, edificio religioso che sorgeva nella piazza principale di Montesano. Parte delle strutture e delle testimonianze della chiesa è stata inglobata nell’attuale chiesa madre di Sant’Anna, realizzata negli anni Cinquanta del Novecento. La documentazione storico-architettonica colloca Santa Sofia nell’ambito delle testimonianze del monachesimo italo-greco presenti nel territorio. </p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">A breve distanza dalla chiesa, secondo i documenti storici, si trovava inoltre lo “Xenodochio”, struttura destinata all’accoglienza di pellegrini e viandanti. La presenza dell’edificio religioso e del luogo di ospitalità si inserisce nella storia del borgo come punto di passaggio lungo l’antica viabilità della zona. Il toponimo “sulla Marcellana” richiama infatti la strada che attraversava Marcellianum, il suburbio della città romana di Cosilinum, nell’area compresa tra Sala Consilina e Padula.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Il rinvenimento, in attesa degli approfondimenti antropologici, aggiunge così un nuovo elemento alla conoscenza della storia del centro storico di Montesano sulla Marcellana e dell’area sulla quale si sviluppò l’antico insediamento. </p>
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