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	<title>Cultura | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Apr 2026 12:23:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cinema: oltre 4mila studenti al finale di School Experience 5 di Giffoni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cinema-oltre-4mila-studenti-al-finale-di-school-experience-5-di-giffoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 12:23:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giffoni Valle Piana]]></category>
		<category><![CDATA[Gdc]]></category>
		<category><![CDATA[giffoni film festival]]></category>
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<p class="p1">Saranno oltre 4.000 gli studenti coinvolti nell’evento finale della quinta edizione di School Experience 5, in programma da lunedì 4 a venerdì 8 maggio. Cinque giornate dedicate al cinema come occasione di crescita, confronto e scoperta, con la proiezione dei film vincitori di un percorso che unisce educazione e linguaggio audiovisivo.</p>



<p class="p1">L’iniziativa, organizzata da Giffoni, si inserisce nel Piano nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.</p>



<p class="p1">A guidare il pubblico più giovane saranno i lungometraggi della sezione Feature Experience. Per la categoria +6 si è imposto Il robot selvaggio di Chris Sanders, racconto di un robot che impara a vivere nella natura sviluppando emozioni. Per gli +11 vince Il bambino di cristallo di Jon Gunn, storia intensa ispirata alla realtà, mentre per la categoria +14 trionfa Squali di Daniele Barbiero, dedicato al passaggio all’età adulta.</p>



<p class="p3">Spazio anche ai cortometraggi della sezione Short Experience: tra i premiati Epifanía di Mila Useche, Bird Drone di Radheya Jang Jegatheva, Un filo lunghissimo, quasi infinito di Beatrice Campagna e Samsa di Gianpiero Pumo.</p>



<p class="p1">Grande rilievo anche alla sezione Your Experience, dedicata ai lavori realizzati da scuole e associazioni, tra cui V per VHS, Ninó e L’Orchidea, esempi di come il cinema diventi strumento diretto di espressione per i più giovani.</p>



<p class="p1">School Experience 5, curata da Antonia Grimaldi e Marco Cesaro, si sviluppa lungo 120 giorni di attività e coinvolge complessivamente 17.879 studenti, 1.962 docenti e 192 scuole di ogni ordine e grado.</p>



<p class="p1">Con il contributo di 32 esperti e 45 organizzatori, il progetto si conferma un modello di festival educativo diffuso, capace di mettere in relazione cinema, scuola e territorio, valorizzando la creatività delle nuove generazioni.</p>
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		<title>Castellabate, casting per un nuovo progetto cinematografico: ipotesi ritorno della saga &#8216;Benvenuti al Sud&#8217;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-casting-per-un-nuovo-progetto-cinematografico-ipotesi-ritorno-della-saga-benvenuti-al-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:26:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[casting benvenuti al sud]]></category>
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					<description><![CDATA[Si apre una nuova fase di attesa e curiosità a Castellabate, dove sono stati annunciati casting per un “importante progetto cinematografico” previsto tra giugno e luglio 2026, senza ulteriori dettagli [...]]]></description>
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<p>Si apre una nuova fase di attesa e curiosità a Castellabate, dove sono stati annunciati casting per un “importante progetto cinematografico” previsto tra giugno e luglio 2026, senza ulteriori dettagli ufficiali.</p>



<p>L’iniziativa, promossa dalla casa di produzione Bartleby Film con il supporto dell’amministrazione comunale e del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, prevede due giornate di selezioni l’8 e il 9 maggio presso Villa Matarazzo. I provini sono rivolti a uomini e donne dai 5 ai 75 anni residenti nel territorio e nei comuni limitrofi.</p>



<p>Dal Comune, al momento, nessuna conferma sul contenuto del progetto. Tuttavia, tra cittadini e addetti ai lavori si fa strada con insistenza l’ipotesi di un ritorno della celebre saga cinematografica ambientata proprio nel borgo cilentano, quella di “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”, che potrebbe proseguire con un terzo capitolo.</p>



<p>Un’eventualità che, se confermata, riporterebbe Castellabate al centro della scena cinematografica nazionale, rinnovando il legame tra il territorio e una produzione che ha contribuito a renderlo noto al grande pubblico.</p>



<p>I precedenti della saga hanno infatti consolidato un rapporto stretto tra il borgo e il cinema, trasformando luoghi e scorci del paese in set riconoscibili e iconici. Da qui l’attenzione crescente attorno all’annuncio dei casting, che alimenta aspettative e speculazioni.</p>



<p>Per ora, però, resta il riserbo. Nessuna conferma ufficiale sul progetto, solo indizi, tempistiche e un casting che richiama alla memoria esperienze già vissute. Elementi sufficienti a riaccendere l’interesse e a riportare Castellabate al centro dell’attenzione del cinema italiano.</p>
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		<title>“Il diavolo veste Prada 2”: il ritorno che riporta in scena Miranda e Andy, tra moda e potere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-diavolo-veste-prada-2-il-ritorno-che-riporta-in-scena-miranda-e-andy-tra-moda-e-potere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[il diavolo veste prada]]></category>
		<category><![CDATA[miranda]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ritorno di “Il diavolo veste Prada” sul grande schermo con un secondo capitolo è uno degli annunci più attesi dagli appassionati di cinema e moda. A quasi vent’anni dal [...]]]></description>
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<p>Il ritorno di <em>“Il diavolo veste Prada”</em> sul grande schermo con un secondo capitolo è uno degli annunci più attesi dagli appassionati di cinema e moda. A quasi vent’anni dal primo film, il sequel riapre le porte dell’universo editoriale e spietato di Runway, riportando al centro due personaggi diventati iconici: Miranda Priestly e Andy Sachs.</p>



<p>Nel nuovo capitolo, il fascino della narrazione si gioca ancora una volta sul confronto tra ambizione, identità e mondo della moda, un settore che continua a esercitare un’enorme influenza culturale e sociale.</p>



<p>A guidare la scena è ancora Miranda Priestly, la glaciale direttrice della rivista, simbolo di perfezione, potere e controllo. Il personaggio, già interpretato da Meryl Streep, è diventato negli anni una delle figure più emblematiche del cinema contemporaneo legato al mondo fashion, capace di incarnare l’autorità assoluta ma anche una complessità più sfumata di quanto appaia.</p>



<p>Accanto a lei, il ritorno di Andy Sachs, interpretata da Anne Hathaway, permette di esplorare nuovamente il percorso di crescita personale e professionale della protagonista, divisa tra carriera, identità e scelte di vita. Il suo sguardo “esterno” al sistema della moda resta uno degli elementi più interessanti della storia, perché consente al pubblico di entrare e uscire da quel mondo senza mai darlo per scontato.</p>



<p>Il fascino del sequel risiede proprio nella moda, che non è solo sfondo ma protagonista narrativa. In un’epoca in cui l’estetica si consuma velocemente tra social media e passerelle digitali, il film torna a interrogarsi sul significato del vestire, sull’immagine e sul potere comunicativo degli abiti.</p>



<p>La moda, infatti, non è solo tendenza: è linguaggio, status e racconto sociale. E “Il diavolo veste Prada 2” punta a rinnovare proprio questa lettura, aggiornandola a un’industria profondamente cambiata ma ancora dominata da dinamiche di potere e aspirazione.</p>
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		<title>“Oh Boys” girato a Pisciotta alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/oh-boys-girato-a-pisciotta-alla-quinzaine-des-cineastes-del-festival-di-cannes/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 09:47:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pisciotta]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggio pisciotta]]></category>
		<category><![CDATA[oh boys]]></category>
		<category><![CDATA[pisciotta]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cortometraggio “Oh Boys”, girato a Pisciotta nell’ambito del progetto “Pisciotta Borgo Vivo”, approda alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes, una delle sezioni più prestigiose e indipendenti della [...]]]></description>
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<p>Il cortometraggio “Oh Boys”, girato a Pisciotta nell’ambito del progetto “Pisciotta Borgo Vivo”, approda alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes, una delle sezioni più prestigiose e indipendenti della rassegna francese.</p>



<p>Il film, prodotto da Saverio Pesapane e Mariapia Autorino per Premiere Film, in associazione con Filippo Montalto e Francesco Montalto per Andromeda Film, Olivia Serafini-Sauli per Via73 e Patrick Verlin per Courageous Donuts, ha ottenuto il sostegno del Comune di Pisciotta e del programma NextGenerationEU. Per l’Italia sarà un’esclusiva Rai Cinema Channel, mentre la distribuzione e le vendite internazionali sono affidate a Premiere Film.</p>



<p>Nel cast figurano Tom Byrne, Meg Bellamy, Luca Lacerenza e Antonio De Rosa. La sceneggiatura è firmata da Paolo Carbone, Antonio Donato, Andrea Orsenigo e Dania Rendano.</p>



<p>Ambientato in un piccolo borgo sul mare, “Oh Boys” racconta con tono ironico e intimo le dinamiche dell’orgoglio e della competizione maschile, che si esprimono nella musica, nell’amore e nello sport. Il punto di svolta arriva quando un giovane sassofonista decide di suonare “controcorrente”, innescando un cambiamento nel ritmo del paese e nelle sue certezze.</p>



<p>Attraverso tre episodi, il cortometraggio offre uno sguardo sulla fragilità maschile contemporanea, mettendo in luce come il bisogno di impressionare possa trasformarsi in un peso da cui liberarsi.</p>
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		<title>“Storie al femminile”: a Palazzo de Stefano il viaggio letterario di Maddalena Della Valle tra memoria e libertà</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/storie-al-femminile-a-palazzo-de-stefano-il-viaggio-letterario-di-maddalena-della-valle-tra-memoria-e-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:32:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ogliastro Cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo appuntamento di primavera, giovedì&#160;30 aprile, alle 18, presso il Palazzo della&#160;Fondazione Matteo e Claudina de Stefano, ad Ogliastro Cilento, con la rassegna culturale&#160;“Storie al Femminile”&#160;dedicata alla narrazione e [...]]]></description>
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<p>Un nuovo appuntamento di primavera, giovedì&nbsp;<strong>30 aprile</strong>, alle 18, presso il Palazzo della&nbsp;<strong>Fondazione Matteo e Claudina de Stefano</strong>, ad Ogliastro Cilento, con la rassegna culturale&nbsp;<strong>“Storie al Femminile”</strong>&nbsp;dedicata alla narrazione e allo sguardo delle donne, soprattutto legate al territorio, nella letteratura contemporanea. Protagonista dell’incontro sarà&nbsp;<strong>Maddalena Della Valle</strong>, autrice del libro&nbsp;<em>“Siamo anime piene di vento”</em>&nbsp;(Lastarìa Edizioni), un’opera intensa e suggestiva che esplora il potere della memoria e della narrazione come strumenti di conoscenza e trasformazione. Attraverso i ricordi frammentari di una nonna, la giovane protagonista si addentra in un universo stratificato di storie che intrecciano passato e presente, realtà e immaginazione, letteratura e vissuto quotidiano. Le narrazioni si susseguono come in un rituale antico, trasformandosi continuamente e dando vita a un mosaico di voci, figure e suggestioni che abitano la mente e l’identità.&nbsp;Diventa, così, un canovaccio ricco di donne forti: Migdal, Clara, Hana, Rose, Karen, Madeline, e tante altre che lottano per la libertà e il riconoscimento, legate insieme da un visionario sortilegio.&nbsp;Con una scrittura evocativa e profondamente immersiva, Della Valle costruisce un racconto che affonda le radici nella tradizione orale, restituendone al contempo una chiave di lettura attualizzata. Il romanzo si muove tra atmosfere sospese, paure ancestrali e meraviglie nascoste, offrendo al lettore un viaggio intimo in cui il ricordo diventa materia viva, capace di generare nuovi significati.&nbsp;L&#8217;idea è quella di portare sulla pagina bianca il flusso continuo e irregolare della mente dei personaggi, senza passare attraverso il filtro della narrazione tradizionale.&nbsp;<em>“Siamo anime piene di vento”</em>&nbsp;si configura così come un’allegoria della narrazione stessa: un’opera densa e stratificata che oscilla tra nostalgia e speranza, dove ogni storia contiene il germe di un nuovo inizio. Nel corso dell’incontro, l’autrice dialogherà con&nbsp;<strong>Alfonso Sarno</strong>, giornalista e curatore della rassegna e&nbsp;<strong>Barbara Annamaria Riccio</strong>, presidente della fondazione, offrendo al pubblico l’occasione di approfondire i temi del libro e il processo creativo alla base dell’opera. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della rassegna “Storie al Femminile” nel promuovere la cultura, la letteratura e il contributo delle donne nella costruzione di dialoghi nuovi e immaginari possibili.</p>
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		<item>
		<title>San Pietro Chanel: il missionario martire dell’Oceania</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-pietro-chanel-il-missionario-martire-delloceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 05:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[san pietro chanel]]></category>
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					<description><![CDATA[Il calendario liturgico della Chiesa cattolica ricorda oggi, 28 aprile, la figura di San Pietro Chanel, sacerdote missionario francese del XIX secolo, considerato il primo martire dell’Oceania e patrono di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il calendario liturgico della Chiesa cattolica ricorda oggi, 28 aprile, la figura di San Pietro Chanel, sacerdote missionario francese del XIX secolo, considerato il primo martire dell’Oceania e patrono di quella regione.</p>



<p>Nato nel 1803 in Francia, Pietro Chanel entrò nella Società di Maria (Maristi), distinguendosi per il suo impegno pastorale e la forte vocazione missionaria. Nel 1836 fu inviato come missionario nelle isole del Pacifico, in particolare nell’arcipelago di Futuna, oggi parte dello stato di Wallis e Futuna.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il martirio</h3>



<p>L’opera evangelizzatrice di Chanel incontrò inizialmente difficoltà, ma nel tempo portò alla conversione di numerosi abitanti locali. Questo suscitò l’opposizione del re dell’isola, preoccupato per la perdita di autorità e l’influenza crescente del cristianesimo. Il 28 aprile 1841, su ordine del sovrano, Pietro Chanel fu ucciso, diventando così martire della fede.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Canonizzazione e significato</h3>



<p>Pietro Chanel fu canonizzato nel 1954 da Papa Pio XII. La sua figura è oggi simbolo di dialogo interculturale e dedizione missionaria. È inoltre considerato patrono dell’Oceania, a testimonianza dell’impatto duraturo della sua opera nella regione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’eredità ancora attuale</h3>



<p>La memoria di San Pietro Chanel invita a riflettere sul valore dell’incontro tra culture diverse e sul ruolo delle missioni nella storia globale. In un contesto contemporaneo segnato da migrazioni e scambi interculturali, la sua testimonianza continua a essere oggetto di studio e approfondimento anche in ambito storico e religioso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>“Letto in Piazza”, al via la VI edizione: tra i super ospiti l’ex ministro Enzo Bianco</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/letto-in-piazza-al-via-la-vi-edizione-tra-i-super-ospiti-enzo-bianco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 20:18:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[La grande letteratura torna ad animare piazza Virgilio di Palinuro, uno dei borghi più suggestivi della costa Cilentana. La Pro Loco Palinuro è felice di annunciare la VI edizione di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La grande letteratura torna ad animare piazza Virgilio di Palinuro, uno dei borghi più suggestivi della costa Cilentana. La Pro Loco Palinuro è felice di annunciare la VI edizione di &#8220;Letto in Piazza&#8221;, la rassegna letteraria patrocinata dal Comune di Centola, che trasforma il cuore del nostro borgo in un pulsante crocevia di idee, storie e dibattiti sui grandi temi dell’attualità.</p>



<p>Tra le anticipazioni di questa edizione, il 27 Giugno un ponte culturale tra Cilento e Sicilia, una serata che suggella un legame profondo, ovvero il gemellaggio tra &#8220;Letto in Piazza&#8221; ed &#8220;Etna Book Festival&#8221;.</p>



<p>In piazza siederanno due protagonisti della scena letteraria siciliana per presentare i loro ultimi scritti: Cirino Cristaldi, presidente dell’Etna Book Festival e autore poliedrico, che porterà a Palinuro il respiro del festival catanese. Mirko Giacone, scrittore e firma emergente, pronto a dialogare con il pubblico sui temi del suo ultimo lavoro.</p>



<p>A coronamento di questo suggestivo incontro fra Sicilia e Cilento, il Talk con Enzo Bianco, figura di spicco del mondo istituzionale italiano, già Ministro dell&#8217;Interno, ma anche sindaco di Catania e, fra l&#8217;altro, presidente della commissione Borghi, Comuni, Pro Loco e Province degli Stati Generali del Patrimonio Italiano. Bianco sarà protagonista di un talk esclusivo dedicato ai grandi temi dell&#8217;attualità, condotto da Flavio Pagano, scrittore, giornalista e filmmaker, noto per la sua capacità di scavare con ironia e profondità nelle pieghe del racconto contemporaneo e, lo ricordiamo, cittadino onorario di Palinuro.</p>



<p>Non a caso fra gli appuntamenti di punta della rassegna ci sarà la presentazione del suo best seller Perdutamente, divenuto recentemente uno spettacolo teatrale interpretato magistralmente da Francesco Paolantoni, accompagnato da Felicia Del Prete. Cosi Silvano Cerulli, presidente della Pro Loco Palinuro:<br>&#8220;Siamo orgogliosamente giunti alla sesta edizione, e il nostro obiettivo rimane quello di rendere la cultura accessibile, viva e &#8216;di piazza&#8217;. Il gemellaggio con l&#8217;Etna Book e la presenza di ospiti del calibro del Ministro Bianco dimostrano che ormai Palinuro non è solo un meraviglioso mare, ma un vivace centro di riflessione capace di muoversi con autorevolezza sulla scena nazionale e internazionale.&#8221;</p>



<p>Replica il Sindaco di Centola Avv. Rosario Pirrone: &#8220;È con particolare fierezza che l’Amministrazione Comunale di Centola rinnova il proprio sostegno e il patrocinio a Letto in Piazza. Vogliamo che Palinuro e l&#8217;intero Comune di Centola, non siano solo mete di straordinaria attrazione turistica, cui viene riconosciuta una speciale capacità di accoglienza, ma anche fucina di cultura e di analisi a tutti i livelli del mondo che ci circonda.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Concorso Flautistico “Gariboldi” 2026: giovani talenti da 11 Paesi e oltre 5mila euro di borse di studio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/concorso-flautistico-gariboldi-2026-giovani-talenti-da-11-paesi-e-oltre-5mila-euro-di-borse-di-studio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 15:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[concorso flautistico gariboldi]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Si conclude oggi (24 aprile) l’edizione 2026 del&#160;Concorso Flautistico Internazionale “Giuseppe Gariboldi”, organizzato da&#160;Afi Falaut ets&#160;in collaborazione con il&#160;Liceo Statale Alfano I&#160;(guidato dalla dirigente&#160;Elisabetta Barone), negli spazi del plesso scolastico [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si conclude oggi (24 aprile) l’edizione 2026 del&nbsp;<strong>Concorso Flautistico Internazionale “Giuseppe Gariboldi”</strong>, organizzato da&nbsp;<strong>Afi Falaut ets</strong>&nbsp;in collaborazione con il&nbsp;<strong>Liceo Statale Alfano I&nbsp;</strong>(guidato dalla dirigente&nbsp;<strong>Elisabetta Barone</strong>), negli spazi del plesso scolastico salernitano.&nbsp;La manifestazione ha visto la partecipazione di&nbsp;<strong>giovani flautisti&nbsp;</strong>provenienti da&nbsp;<strong>11 paesi</strong>: Italia, Russia, Serbia, Corea del sud, Francia, Slovenia, Romania, Polonia, Cina, Ungheria, Giappone.&nbsp;Il Concorso è un’importante manifestazione musicale che celebra la figura e l’eredità del compositore, flautista e pedagogista italiano&nbsp;<strong>Giuseppe Gariboldi</strong>.&nbsp;Il progetto&nbsp;nasce con l’intento di onorare la memoria del grande artista, offrendo una piattaforma di crescita e visibilità per i flautisti. Attraverso questa competizione si celebra non solo l’arte del flauto, ma anche la dedizione di Gariboldi all’insegnamento e alla promozione della musica come forma di cultura e dialogo.&nbsp;Il concorso si propone di incentivare l’interpretazione e la ricerca artistica, dando spazio a giovani talenti che, come Gariboldi, possano unire la passione per la musica alla volontà di trasmettere la propria conoscenza ed esperienza alle future generazioni. In premio oltre 5mila euro in borse di studio. Il concorso si è sviluppato in 4 categorie: Categoria A (nati 2008-2011), Categoria B (nati 2003-2007), Categoria C (nati 1995-2002), Categoria Smim (<em>scuole medie ad indirizzo musicale)</em>&nbsp;e Categoria Licei. La giuria era composta da&nbsp;<strong>Bulent Evcil</strong>,&nbsp;<strong>Ciro Liccardi</strong>,&nbsp;<strong>Salvatore Lombardi</strong>,&nbsp;<strong>Antonio Senatore</strong>, il pianista ufficiale della manifestazione per le categorie A, B e C è stato&nbsp;<strong>Raffaele Maisano</strong>,mentreper la categoria Smim e Liceo ha ricoperto il ruolo di pianista&nbsp;<strong>Andrea Barbato</strong>.</p>



<p><strong>I vincitori:</strong></p>



<p><strong><u>Categoria A:</u></strong>&nbsp;<strong>1° Premio</strong>&nbsp;Domenico Fabozzi (Italia);&nbsp;<strong>2° Premio&nbsp;</strong>Cristina Simona Sallia (Italia);<strong>&nbsp;3° Premio&nbsp;</strong>Giovanni Francesco Ialeggio (Italia) eHector Da Silveira Santos (Italia).&nbsp;<strong>Premio Speciale “Falaut Colletion”&nbsp;</strong>Cristian Prete<strong>,&nbsp;</strong>Noè Tellini,Cristina Simona Sallia.</p>



<p><strong><u>Categoria B:</u></strong>&nbsp;<strong>1° Premio</strong>&nbsp;Sofija Milenkovic (Serbia);&nbsp;<strong>2° Premio</strong>&nbsp;Francesco Manuel Serrano (Italia);&nbsp;<strong>3° Premio</strong>&nbsp;Stefaniia Lopukhina</p>



<p><strong><u>Categoria C:</u></strong>&nbsp;<strong>1° Premio</strong>&nbsp;Petr Khudogonov (Russia);<strong>&nbsp;2° Premio&nbsp;</strong>Klarissza Ivàncsik (Ungheria);<strong>&nbsp;3° Premio&nbsp;</strong>Akiho Nakata (Giappone)</p>



<p><strong><u>Categoria SMIM:</u></strong><strong>&nbsp;1° Premio ex aequo&nbsp;</strong>Giorgia Salerno eCiro Russo;<strong>&nbsp;2° Premio&nbsp;</strong>Alessia Maria Moise</p>



<p><strong><u>Categoria Licei</u></strong><strong>: 1° Premio&nbsp;</strong>Emanuele Del Giudice;<strong>&nbsp;2° Premio ex aequo&nbsp;</strong>Catello Coppola&nbsp;<strong>e&nbsp;</strong>Maria Immacolata Diana;<strong>&nbsp;3° Premio ex aequo&nbsp;</strong>Marianna Caivanoe Samuele Ferraro;<strong>&nbsp;4° Premio&nbsp;</strong>Rodolfo Palimento&nbsp;<strong>e&nbsp;</strong>Aurora Del Verme.</p>



<p>«Siamo già proiettati verso il futuro, con la stessa energia che ha animato queste giornate, pronti a confermare il Concorso Gariboldi come l’hub d’eccellenza per la nuova cultura musicale. Il nostro viaggio continua – sottolinea il&nbsp;<strong>M° Salvatore Lombardi</strong>, direttore artistico e fondatore del progetto – Il merito di questo successo va condiviso con l&#8217;intera community che gravita attorno ad Afi Falaut: un ringraziamento sincero ai giovani talenti, ai loro mentor, alle famiglie, alla giuria e a tutto il team organizzativo. È grazie a questa sinergia tra partner e professionisti che abbiamo trasformato un’idea in un evento di respiro internazionale. A parlarne sono i fatti, l’ultima edizione ha messo in luce performer dalla preparazione straordinaria e da una profondità artistica rara, consolidando il prestigio del nostro contest nel network europeo. Abbiamo vissuto un’esperienza totale di musica e confronto, che ribadisce quanto sia vitale investire oggi sul talento emergente. Ci vediamo alla prossima sfida».</p>



<p>Soddisfatta la dirigente&nbsp;<strong>Elisabetta Barone</strong>: «Siamo onorati di ospitare questo concorso internazionale che ha visto le presenze significative di grandi artisti e di ragazzi provenienti da tanti posti del mondo. Promuoviamo la crescita delle eccellenze, lo sviluppo dei talenti e questi sono momenti in cui i giovani si confrontano con professionisti di grande valore, si rendono conto di quel che stanno realizzando e di quanto debbano ancora crescere. Il nostro liceo è la scuola capofila della rete nazionale dei licei musicali e coreutici ed è anche nel comitato scientifico della neonata orchestra nazionale dei licei musicali italiani guidata dal maestro&nbsp;<strong>Uto Ughi</strong>. Siamo dunque un punto di riferimento nel panorama dei licei musicali italiani e ci fa piacere avere contatti con esperienze internazionali».</p>



<p>Nato nel 1833, Gariboldi è ricordato non solo per le sue straordinarie capacità come virtuoso del flauto, ma anche per il suo contributo fondamentale all&#8217;insegnamento e alla letteratura flautistica.&nbsp;Dopo aver studiato con il maestro Giuseppe D’Aloe, Gariboldi si trasferì nel 1856 a Parigi, dove continuò la sua carriera di compositore e flautista di fama internazionale. Intraprese un’intensa attività concertistica che lo portò a esibirsi in Belgio, Paesi Bassi, Regno Unito e Austria.&nbsp;La sua carriera lo portò ad assumere un ruolo di grande rilievo anche come insegnante: dal 1871 al 1895, fu docente di flauto e composizione al college Rollen (oggi Lycée Jacques-Decour) a Parigi, dove formò numerosi musicisti, trasmettendo loro una solida preparazione tecnica e musicale.&nbsp;Gariboldi si distinse per il suo impegno sociale durante la Guerra franco-prussiana, dove operò nella Croce Rossa nel 1870, dimostrando così un profondo spirito di solidarietà e servizio.&nbsp;Compose numerose opere per flauto, tra cui celebri studi che sono ancora oggi parte integrante della formazione dei flautisti. Fra le sue composizioni più note si annoverano gli Etudes Mignonnes op. 131, i 20 Petites Etudes op. 132, gli Exercices Journaliers op. 89 e i 15 Etudes Modernes et Progressives op. 58, studi che continuano a essere utilizzati nelle accademie e conservatori di tutto il mondo. La sua opera non si limitò però alla musica per flauto: Gariboldi compose anche numerose canzoni e tre operette, contribuendo così alla scena musicale più ampia del suo tempo.</p>
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		<title>Paestum, al Museo Archeologico Nazionale il laboratorio “Kéramos”: ceramica, archeologia e cultura del cibo il 26 aprile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/paestum-al-museo-archeologico-nazionale-il-laboratorio-keramos-ceramica-archeologia-e-cultura-del-cibo-il-26-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:44:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ceramica paestum]]></category>
		<category><![CDATA[cultura paestum]]></category>
		<category><![CDATA[keramos]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica 26 aprile 2026 un nuovo appuntamento del laboratorio di ceramica Kéramos al Museo Archeologico Nazionale di Paestum: un’esperienza tra archeologia, creatività e sostenibilità ispirata al mondo antico. Domenica 26 [...]]]></description>
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<p><em>Domenica 26 aprile 2026 un nuovo appuntamento del laboratorio di ceramica Kéramos al Museo Archeologico Nazionale di Paestum: un’esperienza tra archeologia, creatività e sostenibilità ispirata al mondo antico.</em></p>



<p>Domenica 26 aprile 2026, alle ore 11:00, il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Paestum</strong> ospiterà il laboratorio di ceramica Kéramos dal titolo <em>“Contenere il cibo: nutrire il corpo, rispettare la terra”</em>, un’attività che unisce divulgazione archeologica, sperimentazione artistica e riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente.</p>



<p>L’iniziativa propone un percorso che prende avvio dai reperti del museo per trasformarli in esperienza creativa contemporanea. Al centro del laboratorio vi sono le pratiche di conservazione e consumo del cibo nel mondo greco-romano, testimoniate da anfore, hydrie e ceramiche da mensa che raccontano la vita quotidiana delle antiche comunità di Poseidonia-Paestum.</p>



<p>Guidati dalle artiste dell’<strong>Associazione Pandora Artiste Ceramiste</strong>, i partecipanti realizzeranno manufatti in argilla ispirati ai modelli antichi: piccoli contenitori per alimenti, orci e vasetti decorati con motivi vegetali, reinterpretando tecniche e forme della tradizione ceramica classica.</p>



<p>Elemento di ispirazione dell’attività è una particolare <strong>lekythos a vernice nera a forma di mandorla</strong>, databile al IV secolo a.C. e proveniente dal Santuario meridionale di Poseidonia. Il manufatto, conservato nel museo, si distingue per la sua forma allungata e affusolata e per la raffinata lavorazione che riproduce la superficie del guscio di una mandorla, con incisioni e dettagli decorativi che ne evidenziano la funzione simbolica e artistica.</p>



<p>Il laboratorio si inserisce nel più ampio percorso del museo volto a rendere il patrimonio archeologico accessibile attraverso esperienze partecipative, capaci di avvicinare il pubblico ai temi della cultura materiale e della vita quotidiana nell’antichità.</p>



<p>L’attività è inclusa nel biglietto d’ingresso o nell’abbonamento Paestum&amp;Velia ed è prevista la partecipazione di un massimo di 25 persone, con prenotazione obbligatoria.</p>



<p>L’iniziativa rappresenta un’occasione per vivere il museo in modo attivo, riscoprendo antichi saperi artigianali e riflettendo sul legame tra cibo, terra e sostenibilità attraverso la lente della storia.</p>
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		<title>Giornata del Libro: 6 letture per scoprire il Cilento tra storia, fotografia e identità territoriale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giornata-del-libro-6-letture-per-scoprire-il-cilento-tra-storia-fotografia-e-identita-territoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 13:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni dell'ippogrifo]]></category>
		<category><![CDATA[galzerano]]></category>
		<category><![CDATA[giornata del libro]]></category>
		<category><![CDATA[libri cilento]]></category>
		<category><![CDATA[roberto pellecchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal paesaggio costiero ai borghi interni, passando per la poesia dialettale e la grande storia risorgimentale, il Cilento si conferma uno dei territori più raccontati dall’editoria locale. In occasione della [...]]]></description>
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<p><em>Dal paesaggio costiero ai borghi interni, passando per la poesia dialettale e la grande storia risorgimentale, il Cilento si conferma uno dei territori più raccontati dall’editoria locale. In occasione della Giornata del Libro, una no</em>stra <em>selezione di 6 opere mette in luce la varietà di sguardi che descrivono identità, natura e memoria di quest’area del Sud Italia.</em></p>



<p>Tra le pubblicazioni che scegliamo figura <strong>“Spiagge, cale e borghi della costa del Cilento” di Roberto Pellecchia</strong>, edito da Officine Zephiro, un ampio lavoro fotografico che documenta il litorale cilentano attraverso immagini e testi descrittivi, offrendo una lettura visiva del territorio tra mare e borghi costieri.</p>



<p>Sempre di Pellecchia è <strong>“Le 100 meraviglie del Cilento e Vallo di Diano”</strong>, una guida fotografica strutturata in schede che raccontano siti naturalistici, storici e culturali, accompagnata da un ricco apparato iconografico e cartografico pensato per valorizzare il patrimonio diffuso del territorio. </p>



<p>Sul versante storico e culturale, <strong>Edizioni dell’Ippogrifo</strong> propone volumi di forte valore documentario come <strong>“Attraverso il Cilento. Il viaggio di C. T. Ramage da Paestum a Policastro nel 1828”</strong>, che ripercorre uno dei primi resoconti di viaggio nel territorio cilentano, restituendo lo sguardo ottocentesco di un viaggiatore europeo sul Sud Italia. </p>



<p>Nello stesso catalogo si colloca anche <strong>“Arte, mito e storia nelle terre del Cilento”</strong>, scritto da Francesco Castiello, un’opera che analizza il territorio attraverso le sue stratificazioni culturali, intrecciando archeologia, tradizioni e narrazioni storiche locali, con un approccio divulgativo ma rigoroso. </p>



<p>Accanto alla produzione storico-letteraria si inserisce anche il lavoro di <strong>Galzerano Editore</strong>, da anni impegnato nella valorizzazione della cultura cilentana. Tra i titoli più significativi spicca <strong>“Stizze re sango assute ra lo core. Poesie cilentane” di Giuseppe Liuccio</strong>, una raccolta poetica in dialetto che restituisce la musicalità e l’identità linguistica del Cilento, trasformando la lingua popolare in strumento letterario.</p>



<p>Di forte rilievo storico è anche <strong>“Costabile Carducci e i moti del Cilento nel 1848” di Matteo Mazziotti</strong>, un’opera che ricostruisce le insurrezioni cilentane del Risorgimento e il ruolo di Costabile Carducci, figura centrale nei moti del 1848 nel Mezzogiorno. Il volume rappresenta uno dei principali riferimenti storiografici sul tema e contribuisce alla memoria delle vicende politiche del territorio.</p>



<p>In occasione della Giornata del Libro, queste pubblicazioni non sono solo consigli di lettura, ma strumenti per leggere il Cilento come spazio identitario, fatto di paesaggi, voci e storie che continuano a costruire la sua memoria collettiva.</p>
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		<title>Il cinema come strumento educativo nelle scuole: siglata intesa tra Giffoni e ministero Istruzione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-cinema-come-strumento-educativo-nelle-scuole-siglata-intesa-tra-giffoni-e-ministero-istruzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 14:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giffoni Valle Piana]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[giffoni experience]]></category>
		<category><![CDATA[ministero istruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[Si rafforza la collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e Giffoni, grazie alla firma del Protocollo d’Intesa per la programmazione delle attività da svolgere nel prossimo triennio. A siglare l’accordo sono [...]]]></description>
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<p>Si rafforza la collaborazione tra il <strong>Ministero dell’Istruzione e del Merito e Giffoni</strong>, grazie alla firma del <strong>Protocollo d’Intesa per la programmazione delle attività da svolgere nel prossimo triennio</strong>. </p>



<p>A siglare l’accordo sono stati il Ministro <strong>Giuseppe Valditara </strong>e il direttore generale di Giffoni, <strong>Jacopo Gubitosi</strong>. All’iniziativa era presente unadelegazione di <strong>sedici ragazzi</strong> dell’<strong>Istituto “Gian Camillo Glorioso” </strong>di <strong>Giffoni Valle Piana</strong>. Significativa la loro partecipazione in quanto nel comune salernitano &#8211; di solo 11mila abitanti &#8211; è stato istituito un istituto di istruzione superiore a indirizzo audiovisivo, espressione del forte legame del mondo della scuola con Giffoni Experience.  </p>



<p>L’accordo&nbsp;<strong>punta a rafforzare il legame tra formazione e cultura, promuovendo il cinema e il linguaggio audiovisivo come strumenti centrali per lo sviluppo del pensiero critico, della creatività e della partecipazione attiva</strong>. In programma anchel’istituzione di un&nbsp;<strong>Comitato tecnico-scientifico per il monitoraggio e il coordinamento delle attività</strong>. Grazie all’intesa, le istituzioni scolastiche potranno accedere a nuove opportunità formative: dalla realizzazione di prodotti audiovisivi e docufilm, alla partecipazione al festival&nbsp;<strong>School Experience</strong>, fino a percorsi di formazione per docenti sull’utilizzo del linguaggio cinematografico nella didattica. Previsti, inoltre, percorsi di formazione scuola-lavoro, iniziative per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo, volte a valorizzare l’integrazione sociale di giovani a rischio di emarginazione ed esclusione, anche nell’ambito del&nbsp;<strong>Safer Internet Centre</strong>&nbsp;e progetti dedicati allo sviluppo delle competenze digitali e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Particolare attenzione sarà riservata ai temi dell’inclusione, della parità di genere e del rispetto reciproco, oltre che al contrasto della dispersione scolastica e della povertà educativa, soprattutto nelle aree più fragili del Paese.</p>



<p>La collaborazione tra&nbsp;<strong>Giffoni e il mondo della scuola ha una storia di almeno 50 anni</strong>. Milioni di ragazze e di ragazzi hanno avuto la possibilità di confrontarsi con questo grande progetto, di viverlo e promuoverlo. Continua in modo ancora più forte la sensibilità di Giffoni, con un’attenzione ancora più alta per i dirigenti scolastici e i docenti. Un&nbsp;<strong>dato importante</strong>&nbsp;riguarda le attività&nbsp;<strong>promosse in nove regioni di Italia</strong>&nbsp;(<strong>Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Sicilia, Lazio, Liguria, Lombardia e Puglia</strong>), da novembre ad oggi, con&nbsp;<strong>26mila studenti</strong>&nbsp;e oltre&nbsp;<strong>2500 docenti&nbsp;</strong>coinvolti.</p>



<p><em>«Questo Protocollo si inserisce in una visione di scuola che mette al centro lo studente e utilizza il multimediale come leva fondamentale per contrastare la dispersione scolastica. Il cinema rappresenta molto più di una forma espressiva: è uno strumento educativo potente, capace di stimolare la curiosità e sviluppare il pensiero critico. I risultati di Agenda Sud, con un sensibile calo della dispersione scolastica, dimostrano che investire nella cultura, nell’arte e nella creatività è fondamentale per coinvolgere i giovani, appassionarli e accompagnarli nel loro percorso di crescita» </em>ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito <strong>Giuseppe Valditara</strong>.</p>



<p><em>«Questo Protocollo rappresenta per noi un passaggio naturale ma allo stesso tempo fondamentale</em> &#8211; spiega il direttore generale di Giffoni, <strong>Jacopo Gubitosi </strong>&#8211; <em>da anni lavoriamo con le scuole per avvicinare i ragazzi al linguaggio audiovisivo, oggi rafforziamo questo impegno insieme al Ministero, con una visione ancora più ampia e strutturata. Il cinema non è solo espressione artistica, ma uno strumento educativo straordinario, capace di sviluppare pensiero critico, creatività e consapevolezza. Portarlo nelle scuole significa offrire ai giovani nuove chiavi di lettura del presente e nuove possibilità di racconto di sé. Vedere oggi gli studenti presenti qui, partecipi e coinvolti, è la conferma che questa è la direzione giusta: costruire percorsi in cui i ragazzi non siano semplici spettatori, ma protagonisti attivi</em>.» </p>



<p>Presenti all’incontro anche il fondatore di Giffoni,&nbsp;<strong>Claudio Gubitosi</strong>&nbsp;e il responsabile delle relazioni istituzionali,&nbsp;<strong>Davide Russo</strong>.</p>
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		<title>“Ucchiatura.zero”: a Polla il corno contemporaneo di Di Domenico e Oni Wong diventa totem di comunità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ucchiatura-zero-a-polla-il-corno-contemporaneo-di-di-domenico-e-oni-wong-diventa-totem-di-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 13:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli artisti Ulderico Di Domenico e Tina Viggiano alias Oni Wong (scomparsa prematuramente il novembre scorso) realizzarono questa scultura, rielaborando in chiave contemporanea quello che è il corno napoletano senza [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Gli artisti Ulderico Di Domenico e Tina Viggiano alias Oni Wong (scomparsa prematuramente il novembre scorso) realizzarono questa scultura, rielaborando in chiave contemporanea quello che è il corno napoletano senza comunque perderne la specificità, cioè un oggetto a protezione delle persone, degli oggetti e dei luoghi. Un totem apotropaico color rosso realizzato in resina ipossidrica con un’anima di ferro che richiama le sinuosità delle opere di Anish Kapoor, senza in alcun modo copiarne le forme anzi mantenendo la cifra stilistica dei due artisti.</p>



<p>La scultura è stata donata al Comune di Polla da Ulderico Di Domenico che da 5 anni si è trasferito da Napoli nel comune valdianese. La decontestualizzazione della scultura e la sua trasmigrazione negli spazi esterni del Comune di Polla prende una nuova veste sotto forma di “Ucchiatura”. La scultura Corno, diventa “Ucchiatura.zero “ e viene quindi messa in opera a protezione dell’intera comunità.</p>



<p>A corredo dell’opera di Di Domenico, al fine di darne un senso legato a Polla e al territorio campano e lucano circostante, su spunto del Presidente del Consiglio comunale Giovanni Corleto, sono state realizzate alcune interviste audio e video che riprendono la pratica dell’ucchiatura ancora presente in alcune famiglie pollesi. Le testimonianze raccolte nell’ambito del Progetto Memoria Attiva sostenuto da Fondazione con il Sud, con Associazione Voltapagina e Proloco Polla, confluiranno nell’Archivio di Comunità “Archivio Polla” del Comune di Polla. Grazie all’installazione di un QR code nei pressi dell’opera di Di Domenico, i video e gli audio saranno fruibili tramite smartphone. Per la serata di sabato 18 Aprile saranno presentati anche i video realizzati da Roberto Panzella, Eliseo Nigro, Massimo Cancro e lo stesso Ulderico e gli audio che contengono testimonianze di signore che praticano l’ucchiatura, nello specifico Anna Iaia, Franca Langone, Gerardina Cincotti e Carmela D’Avino.</p>
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		<title>Paestum e Velia, la Giornata Mondiale dell’Arte tra templi e reperti: «L’arte è un linguaggio senza tempo»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/paestum-e-velia-la-giornata-mondiale-dellarte-tra-templi-e-reperti-larte-e-un-linguaggio-senza-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:08:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[giornata dell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[paestum e velia]]></category>
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					<description><![CDATA[Un invito a riscoprire l’arte come linguaggio universale, capace di attraversare il tempo e mettere in dialogo passato e presente. È il messaggio dei Parchi archeologici di Paestum e Velia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un invito a riscoprire l’arte come linguaggio universale, capace di attraversare il tempo e mettere in dialogo passato e presente. È il messaggio dei Parchi archeologici di Paestum e Velia in occasione della Giornata Mondiale dell’Arte.</p>



<p>In una nota, il Parco sottolinea come ogni testimonianza archeologica conservata nell’area sia «come un’opera», un racconto vivo che invita il visitatore a fermarsi, osservare e lasciarsi ispirare.</p>



<p>«Nei Parchi archeologici di Paestum e Velia – si legge – ogni testimonianza è come un’opera; un racconto vivo, un dialogo continuo tra passato e presente che invita a fermarsi, osservare e lasciarsi ispirare».</p>



<p>L’invito rivolto ai visitatori è quello di vivere l’arte in prima persona, tra templi, paesaggi e frammenti di bellezza senza tempo che caratterizzano uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo.</p>



<p>A corredo dell’iniziativa viene ricordata anche una delle testimonianze simboliche del patrimonio del Parco: la metopa con danzatrici proveniente dal Santuario di Hera sul fiume Sele, espressione della ricchezza artistica e culturale dell’area.</p>
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		<title>Napoli svela i suoi pianoforti: oggi Francesca Seller racconta l’arte musicale dell’Ottocento in Sala Filangieri</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/napoli-svela-i-suoi-pianoforti-oggi-francesca-seller-racconta-larte-musicale-dellottocento-in-sala-filangieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 07:43:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[francesca seller]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforti napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[La sala Filangieri dell’Archivio di Stato di Napoli ospita l’incontro con Francesca Seller, I pianoforti a Napoli nell’Ottocento, per la rassegna A carte scoperte. L&#8217;evento si terrà oggi, 15 aprile, alle ore 17. La musicologa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La sala Filangieri dell’<strong>Archivio di Stato di Napoli</strong> ospita l’incontro con <strong>Francesca Seller</strong>, <strong><em>I pianoforti a Napoli nell’Ottocento</em></strong>, per la rassegna <strong><em>A carte scoperte</em></strong>. L&#8217;evento si terrà oggi,<strong> 15 aprile</strong>, alle ore <strong>17</strong>. La musicologa porta alla luce il fenomenale artigianato della costruzione dei pianoforti a Napoli prima dell’Unità d’Italia, che testimonia una vita musicale intensa e socialmente trasversale.</p>



<p>Introdotto da&nbsp;<strong>Ferdinando Salemme</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Giuliana Ricciardi</strong>, l’incontro vede gli interventi musicali della pianista&nbsp;<strong>Sara Amoresano</strong>&nbsp;ed è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti.</p>



<p>La ricerca di Francesca Seller restituisce una pagina per lo più ignorata della storia musicale partenopea e italiana. Il censimento da lei condotto individua circa&nbsp;<strong>160 costruttori di pianoforti attivi a Napoli dalla prima metà dell’Ottocento fino all’Unità d’Italia</strong>: un numero che, raffrontato ai pochi grandi marchi internazionali oggi esistenti nel settore, rivela la straordinaria vitalità di una manifattura fiorente e capillarmente radicata nel tessuto urbano della città.</p>



<p>Accanto ai grandi artigiani di strumenti da concerto – come&nbsp;<strong>Sievers</strong>, i cui pianoforti erano destinati alle sale più prestigiose – proliferavano piccole botteghe in cui ebanisti intraprendenti si dedicavano alla costruzione di strumenti per un mercato interno vivace. Una produzione che attraversava i confini tra alta committenza e ceti intermedi, rispecchiando la domanda di uno strumento ormai entrato nella vita quotidiana di molti.</p>



<p>Quella ricchezza manifatturiera era al tempo stesso specchio e motore di una pratica musicale intensa e socialmente trasversale. Teatri, sale da concerto, salotti privati: la vita musicale napoletana dell&#8217;Ottocento pulsava ben oltre i circuiti d’élite, alimentando un mercato del pianoforte che non aveva eguali nel Mezzogiorno.</p>



<p>In occasione dell’incontro, saranno esposti i documenti più rappresentativi sull’argomento conservati nell’Archivio partenopeo: un’occasione per avvicinarsi direttamente alle fonti che hanno reso possibile la ricerca e per misurare la straordinaria densità del patrimonio documentario napoletano.</p>



<p>Gli interventi musicali di Sara Amoresano offrono un contrappunto sonoro al racconto storico, con un programma che attraversa il pianoforte dell’Ottocento nelle sue declinazioni più diverse. Si apre con la&nbsp;<strong><em>Quintiglia</em></strong>, che&nbsp;<strong>Giuseppe Giaquinto</strong>&nbsp;trasse da motivi del suo balletto&nbsp;<strong><em>Tikke-Tak</em></strong>, rappresentato al San Carlo nel 1866: una composizione che restituisce il sapore della musica da salotto napoletana. Seguono le&nbsp;<strong><em>Bagatelle</em></strong>&nbsp;op. 126 nn. 1 e 2 di&nbsp;<strong>Ludwig van Beethoven</strong>&nbsp;e l’<strong><em>Improvviso</em></strong>&nbsp;op. 142 n. 2 di&nbsp;<strong>Franz Schubert</strong>.</p>



<p><em>A carte scoperte</em>&nbsp;è il ciclo di incontri ideato da&nbsp;<strong>Francesco Cotticelli</strong>,&nbsp;<strong>Paologiovanni Maione</strong>,&nbsp;Giuliana Ricciardi,&nbsp;Ferdinando Salemme&nbsp;e&nbsp;<strong>Michela Ventriglia</strong>, a cura degli archivisti dell’Archivio di Stato di Napoli. Ogni appuntamento valorizza ricerche che hanno avuto come fonte primaria le carte conservate nell’Istituzione culturale partenopea, trasformando i documenti in strumenti vivi di narrazione storica e conoscenza condivisa.</p>



<p>L&#8217;Archivio di Stato di Napoli, istituito nel 1808 per volontà di&nbsp;<strong>Giuseppe Bonaparte</strong>, conserva uno dei più importanti patrimoni documentari d’Europa, con fondi che coprono oltre dodici secoli di storia del Mezzogiorno.</p>



<p>La rassegna&nbsp;<em>A carte scoperte</em>&nbsp;è realizzata con il contributo del&nbsp;<strong>Ministero della Cultura</strong>&nbsp;–&nbsp;<strong>Direzione generale Archivi</strong>, dell’<strong>Università degli studî di Napoli Federico II</strong>&nbsp;–&nbsp;<strong>Dipartimento di Studî umanistici</strong>&nbsp;e dell’<strong>Università degli studî della Campania Luigi Vanvitelli</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Nocera Inferiore, il MUDIF: la fotografia come racconto del territorio e del tempo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nocera-inferiore-il-mudif-la-fotografia-come-racconto-del-territorio-e-del-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:45:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[museo fotografia nocera inferiore]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel panorama culturale della Campania si distingue il MUDIF – Museo della Fotografia, realtà museale dedicata all’arte fotografica e alla valorizzazione della memoria visiva. Situato a Nocera Inferiore, il museo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel panorama culturale della Campania si distingue il MUDIF – Museo della Fotografia, realtà museale dedicata all’arte fotografica e alla valorizzazione della memoria visiva. Situato a Nocera Inferiore, il museo rappresenta un punto di riferimento per studiosi, appassionati e visitatori interessati a esplorare la fotografia non solo come forma artistica, ma anche come documento storico e sociale.</p>



<p>Il MUDIF nasce con l’obiettivo di raccogliere, conservare e promuovere il patrimonio fotografico, offrendo uno spazio espositivo in cui immagini, archivi e progetti contemporanei dialogano tra loro. Le collezioni comprendono fotografie d’epoca, materiali documentari e opere di autori moderni, restituendo uno sguardo ampio sull’evoluzione del linguaggio fotografico nel tempo.</p>



<p>Attraverso mostre permanenti e temporanee, il museo propone percorsi che raccontano la trasformazione dei territori, delle comunità e dei paesaggi urbani. Le immagini diventano così strumenti di narrazione, capaci di fissare momenti storici e cambiamenti sociali, ma anche di stimolare riflessioni sul presente.</p>



<p>Accanto alla funzione espositiva, il MUDIF svolge un’importante attività culturale e formativa. Workshop, incontri e iniziative didattiche coinvolgono scuole e pubblico, contribuendo a diffondere la cultura dell’immagine e a sviluppare nuove competenze nel campo della fotografia. Un’attenzione particolare è rivolta ai giovani e agli autori emergenti, ai quali viene offerta visibilità attraverso eventi e progetti dedicati.</p>



<p>Il museo si inserisce in un contesto territoriale ricco di storia, contribuendo alla valorizzazione culturale di Nocera Inferiore e dell’Agro nocerino-sarnese. In un’epoca dominata dalla comunicazione visiva, il MUDIF si propone come luogo di riflessione critica sull’immagine, capace di coniugare memoria e innovazione.</p>



<p>In questo senso, la struttura non è soltanto un contenitore di fotografie, ma un laboratorio culturale dinamico, in cui il passato dialoga con il presente e apre nuove prospettive sul futuro della narrazione visiva. </p>
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		<title>Viaggio nel tempo tra Pompei, Ercolano e Paestum: storia millenaria e consigli per la visita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:35:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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		<category><![CDATA[paestum]]></category>
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					<description><![CDATA[Visitare gli scavi di Pompei, Ercolano e Paestum significa attraversare secoli di storia in pochi chilometri, immergendosi in tre dei siti archeologici più significativi d’Italia. Un itinerario che unisce l’eredità [...]]]></description>
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<p>Visitare gli scavi di Pompei, Ercolano e Paestum significa attraversare secoli di storia in pochi chilometri, immergendosi in tre dei siti archeologici più significativi d’Italia. Un itinerario che unisce l’eredità dell’antica Roma con quella della Magna Grecia, offrendo al visitatore un’esperienza culturale completa e profondamente suggestiva.</p>



<p>Pompei rappresenta uno dei casi più straordinari di conservazione archeologica al mondo. Sepolta dall’eruzione del 79 d.C. del Monte Vesuvio, la città è riemersa con le sue strade, le domus, i templi e perfino i calchi delle vittime, restituendo un’immagine vivida della vita quotidiana nell’antichità. Passeggiare tra il Foro, le terme e gli affreschi delle abitazioni consente di cogliere dettagli concreti della società romana, dalla dimensione pubblica a quella privata.</p>



<p>A pochi chilometri di distanza, Ercolano offre una prospettiva diversa ma complementare. Anche qui l’eruzione vesuviana segnò la fine della città, ma con dinamiche differenti: i flussi piroclastici hanno permesso una conservazione eccezionale di materiali organici come legno, tessuti e arredi. Questo rende il sito particolarmente prezioso per comprendere aspetti della vita domestica difficilmente osservabili altrove. Le abitazioni a più piani, i mosaici e le strutture portuali restituiscono un contesto urbano raffinato e ben organizzato.</p>



<p>Spostandosi verso sud, nel territorio del Cilento, si incontra Paestum, antica colonia greca fondata con il nome di Poseidonia. Qui il tempo sembra scorrere ancora più indietro: i celebri templi dorici, tra i meglio conservati al mondo, testimoniano la grandezza della civiltà della Magna Grecia. Il Tempio di Nettuno, la Basilica e il Tempio di Atena si stagliano in un paesaggio aperto e silenzioso, offrendo un’esperienza visiva e culturale unica. Il vicino museo archeologico arricchisce la visita con reperti di straordinario valore, tra cui le celebri lastre dipinte della Tomba del Tuffatore.</p>



<p>Dal punto di vista organizzativo, il consiglio è di dedicare almeno un’intera giornata a Pompei, data l’estensione del sito, mentre Ercolano può essere visitata in mezza giornata. Paestum, più distante, si presta a un’escursione separata o a una tappa all’interno di un itinerario più ampio nel Cilento. È preferibile programmare le visite nelle ore meno calde, dotarsi di acqua e scegliere calzature comode, considerando la presenza di superfici irregolari e l’ampiezza delle aree archeologiche.</p>



<p>L’accesso ai siti è regolato e prevede biglietti d’ingresso, spesso con possibilità di prenotazione online. Negli ultimi anni sono stati inoltre potenziati i servizi per i visitatori, con percorsi segnalati, audioguide e iniziative di valorizzazione che rendono l’esperienza più accessibile e coinvolgente.</p>
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		<title>Santa Maria Capua Vetere, viaggio nel Risorgimento: il Museo Garibaldino racconta l’Italia che nasce</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/santa-maria-capua-vetere-viaggio-nel-risorgimento-il-museo-garibaldino-racconta-litalia-che-nasce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 12:32:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[campania cultura]]></category>
		<category><![CDATA[museo garibaldino]]></category>
		<category><![CDATA[Risorgimento italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Maria Capua Vetere]]></category>
		<category><![CDATA[turismo culturale]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore della città campana, nota per il suo straordinario patrimonio archeologico e storico, il Museo Garibaldino rappresenta uno dei luoghi dedicati alla memoria del Risorgimento italiano e alle vicende [...]]]></description>
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<p>Nel cuore della città campana, nota per il suo straordinario patrimonio archeologico e storico, il <strong>Museo Garibaldino</strong> rappresenta uno dei luoghi dedicati alla memoria del Risorgimento italiano e alle vicende legate a <strong>Giuseppe Garibaldi</strong> e all’Unità d’Italia.</p>



<p>Lo spazio museale si inserisce in un contesto urbano di grande rilevanza storica, a pochi passi dall’area dell’antica <strong>Capua romana</strong> e dall’Anfiteatro Campano, secondo per grandezza solo al Colosseo. Un connubio tra epoche diverse che rende la città un punto di riferimento per il turismo culturale in Campania.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un percorso nella storia del Risorgimento</strong></h2>



<p>Il Museo Garibaldino raccoglie testimonianze, documenti e materiali legati alle campagne garibaldine e al processo di unificazione nazionale. L’allestimento propone un percorso divulgativo che ricostruisce le fasi principali del Risorgimento, con particolare attenzione al ruolo del Mezzogiorno e della Campania.</p>



<p>Attraverso pannelli esplicativi e reperti storici, il museo offre una lettura accessibile degli eventi che hanno portato alla nascita dello Stato italiano, valorizzando il contesto locale e il contributo del territorio casertano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un presidio di memoria nel cuore della Campania</strong></h2>



<p>Il museo si inserisce in una rete di luoghi della cultura che caratterizzano Santa Maria Capua Vetere, città che conserva una stratificazione storica unica, dalla Roma antica fino all’età moderna.</p>



<p>Secondo operatori culturali locali, la presenza del Museo Garibaldino contribuisce a rafforzare l’identità storica del territorio, offrendo ai visitatori un ulteriore livello di approfondimento rispetto ai grandi siti archeologici della zona.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Turismo culturale tra archeologia e Risorgimento</strong></h2>



<p>Santa Maria Capua Vetere si conferma così una destinazione di interesse per il turismo culturale, grazie alla combinazione tra patrimonio archeologico, musei e percorsi storici.</p>



<p>Il Museo Garibaldino si inserisce in questo contesto come tappa di un itinerario più ampio che consente di leggere la storia italiana attraverso le diverse stratificazioni del territorio campano.</p>



<p>Foto e info: <a href="https://cultura.gov.it/luogo/museo-civico-garibaldino-e-risorgimentale">https://cultura.gov.it/luogo/museo-civico-garibaldino-e-risorgimentale</a></p>
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		<title>A Omignano la presentazione del libro &#8220;I pensieri di Marta&#8221;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-omignano-la-presentazione-del-libro-i-pensieri-di-marta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 12:16:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Omignano]]></category>
		<category><![CDATA[i pensieri di marta]]></category>
		<category><![CDATA[marta russo]]></category>
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					<description><![CDATA[Lunedì 13 aprile, alle ore 11:00, la Scuola Primaria di Omignano aprirà le proprie porte per un importante appuntamento culturale e sociale. La Dirigente Scolastica dell’Istituto “Da Vinci Visconti” accoglierà [...]]]></description>
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<p>Lunedì 13 aprile, alle ore 11:00, la Scuola Primaria di Omignano aprirà le proprie porte per un importante appuntamento culturale e sociale. La Dirigente Scolastica dell’Istituto “Da Vinci Visconti” accoglierà la scrittrice&nbsp;<strong>Marta Russo</strong>&nbsp;per la presentazione del suo ultimo lavoro editoriale:&nbsp;<strong>&#8220;I pensieri di Marta. Una visione, un progetto, il libro&#8221;</strong>.</p>



<p>L’iniziativa vedrà la partecipazione&nbsp; delle&nbsp; autorità cittadine e territoriali: interverranno il Sindaco di Omignano,&nbsp;<strong>Raffaele Mondelli</strong>, e il Coordinatore dell’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale S8, il&nbsp;<strong>Dott. Riccardo Coppola</strong>. La loro presenza sottolinea il valore di un evento che mira a sensibilizzare le nuove generazioni sui temi dell&#8217;inclusione e della partecipazione sociale.</p>



<p><strong>Il Libro: &#8220;I pensieri di Marta&#8221;</strong><br>L&#8217;opera nasce dall&#8217;esperienza di vita e dall&#8217;impegno civile dell&#8217;autrice, Marta Russo, nota per il suo attivismo come &#8220;influencer dell’accessibilità&#8221;. Il libro non è solo un racconto autobiografico, ma un vero e proprio manifesto che esplora il tema della disabilità motoria con uno sguardo proiettato al futuro. Attraverso le sue pagine, l&#8217;autrice condivide riflessioni, sogni e progetti concreti per abbattere le barriere — non solo architettoniche, ma soprattutto culturali — promuovendo una visione del mondo in cui l’inclusione sia una realtà quotidiana e accessibile a tutti.</p>



<p><em>«Portare queste tematiche tra i banchi di scuola è fondamentale per formare cittadini consapevoli e sensibili,</em> &#8211; dichiara la Dirigente Scolastica dell’Istituto “Da Vinci Visconti”. <em>&#8211; Il racconto di Marta Russo è una lezione di vita che arricchisce profondamente i nostri alunni e l’intera comunità.</em>»</p>
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		<title>Mirabella Eclano entra in “Cantiere Città”, unica campana nel programma del Ministero della Cultura</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mirabella-eclano-entra-in-cantiere-citta-unica-campana-nel-programma-del-ministero-della-cultura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:34:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[cantiere citta]]></category>
		<category><![CDATA[ministero cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mirabella eclano]]></category>
		<category><![CDATA[scuola nazionale patrimonio]]></category>
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					<description><![CDATA[Mirabella Eclano entra in “Cantiere Città”, il programma promosso dal Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali dedicato alle città finaliste per il titolo [...]]]></description>
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<p>Mirabella Eclano entra in “Cantiere Città”, il programma promosso dal Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali dedicato alle città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. Si tratta dell’unica realtà campana ammessa al percorso, finalizzato a rafforzare le competenze progettuali e a dare continuità alle iniziative contenute nei dossier di candidatura.</p>



<p>Il progetto, legato al dossier “L’Appia dei Popoli”, punta a valorizzare il patrimonio culturale e territoriale attraverso una rete di relazioni costruita tra istituzioni, imprese e comunità locali. «Cantiere Città ci offre lo strumento concreto per dare continuità ai progetti del dossier», ha dichiarato il sindaco Giancarlo Ruggiero, sottolineando la volontà dell’amministrazione di proseguire nel percorso di sviluppo culturale.</p>
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		<item>
		<title>Musica: Spina debutta con “Il mio posto migliore”, ritratto della Gen Z</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/musica-spina-debutta-con-il-mio-posto-migliore-ritratto-della-gen-z/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 17:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sassano]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cantautore]]></category>
		<category><![CDATA[disagio]]></category>
		<category><![CDATA[generazione]]></category>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[punk]]></category>
		<category><![CDATA[rock]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ uscito venerdì 27 marzo 2026 “Il mio posto migliore”, album d’esordio del cantautore Spina, pubblicato dall’etichetta Ad Est dell’Equatore e distribuito da Believe Music. A cinque anni dall’EP Sogni [...]]]></description>
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<p class="p1">E’ uscito venerdì 27 marzo 2026 “Il mio posto migliore”, album d’esordio del cantautore Spina, pubblicato dall’etichetta Ad Est dell’Equatore e distribuito da Believe Music. A cinque anni dall’EP Sogni Strani (2021), l’artista originario della provincia di Salerno, di Sassano, torna con un lavoro in studio che unisce estetica punk, sonorità sporche e richiami al rock anni ’70, con evidenti influenze dei Velvet Underground e di Lou Reed.</p>



<p class="p1">Composto da undici tracce, il disco affronta temi personali e collettivi: dalla scoperta di sé all’amore, dai rapporti familiari fino al disagio generazionale, tra ansia, incertezza e depressione. Un racconto intimo che si allarga a una dimensione universale, dando voce a una generazione in cerca di equilibrio.</p>



<p class="p1">Il progetto nasce nel 2020, durante la pandemia, quando Spina si avvicina al pianoforte, trasformandolo in un rifugio creativo nei giorni della quarantena. Determinante l’incontro con Claudio Domestico (Gnut) e Stefano Piro, che nel 2023 hanno curato la produzione artistica dell’album insieme allo stesso Spina.</p>



<p class="p1">Il titolo, “Il mio posto migliore”, richiama la ricerca di uno spazio sicuro in cui coltivare la propria identità senza soccombere alle pressioni esterne. «Ho voluto fotografare il disagio e la difficoltà che vive oggi la Gen Z nel tentativo di trovare il proprio posto nel mondo», spiega l’artista, sottolineando come il senso di inadeguatezza sia sempre più diffuso tra i giovani.</p>



<p class="p1">Tra i brani, “Fuorixsona” si presenta come una confessione personale, “Glassa” racconta l’amore nei vent’anni, mentre “Blu” affronta con delicatezza il tema del suicidio. “Anni 20” si propone come manifesto generazionale, e “Viola” chiude il disco con uno sguardo aperto alla speranza.</p>



<p class="p1">Classe 1998, Spina ha iniziato il suo percorso musicale nel 2018, pubblicando una serie di singoli fino all’EP Sogni Strani. Negli anni ha calcato diversi palchi italiani, tra festival e club, costruendo un’identità artistica riconoscibile che oggi trova piena espressione nel suo primo album.</p>



<p class="p1">Con “Il mio posto migliore”, Spina si inserisce nel panorama della nuova scena cantautorale italiana, proponendo un linguaggio diretto e autentico, capace di raccontare le fragilità e le contraddizioni del presente.</p>
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		<item>
		<title>Mignano Monte Lungo, il museo della Liberazione racconta la prima battaglia dell’Italia risorta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mignano-monte-lungo-il-museo-della-liberazione-racconta-la-prima-battaglia-dellitalia-risorta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 14:58:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Un territorio di confine, segnato dalla storia, che si racconta attraverso i luoghi della memoria. A Mignano Monte Lungo (Caserta) il sistema museale legato alla Seconda guerra mondiale rappresenta un [...]]]></description>
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<p>Un territorio di confine, segnato dalla storia, che si racconta attraverso i luoghi della memoria. A Mignano Monte Lungo (Caserta) il sistema museale legato alla Seconda guerra mondiale rappresenta un punto di riferimento per la divulgazione storica e la conservazione delle testimonianze del conflitto lungo la Linea Gustav.</p>



<p>Fu il 4 ottobre 1943 quando Adolf Hitler ordinò la realizzazione della Linea Gustav, uno sbarramento militare che dal Tirreno all’Adriatico, passando per Cassino, aveva l’obiettivo di fermare l’avanzata alleata verso nord. Poco più a sud correva la linea Bernhardt, che presidiava il passo strategico di Mignano lungo la via Casilina, tra i monti.</p>



<p>Tra i primi di novembre del 1943 e il maggio del 1944, l’area fu teatro di durissimi scontri che coinvolsero migliaia di uomini e donne: civili del territorio e soldati italiani – tra cui il 51° Bersaglieri – insieme a contingenti alleati, statunitensi, canadesi e polacchi. Un periodo che ha lasciato un segno profondo nella memoria collettiva, ancora oggi vivo nei racconti dei reduci e dei loro discendenti.</p>



<p>Questa memoria trova oggi forma concreta nel <strong><a href="https://www.museohistoricus.it/" data-type="link" data-id="https://www.museohistoricus.it/">Museo Historicus</a></strong>, <strong>museo privato</strong> unico nel suo genere, nato nel 2006 grazie all’impegno dell’associazione fondata da <strong>Angelo Andreoli e Maria Cristina Verdone.</strong> Il museo raccoglie centinaia di reperti recuperati sui campi di battaglia: armi, munizioni, equipaggiamenti e oggetti personali, restituiti al pubblico dopo un attento lavoro di recupero e conservazione. </p>



<p>Accanto all’attività espositiva, i fondatori portano avanti un costante lavoro di ricerca sul campo, contribuendo a precisare le ricostruzioni storiche e accompagnando visitatori, studiosi e familiari dei reduci sui luoghi degli scontri. Centrale è anche la raccolta di fotografie e testimonianze dirette, che vengono restituite attraverso visite guidate e rievocazioni storiche.</p>



<p>Il museo è annesso al sacrario-ossario militare, dove sono custodite le salme dei soldati del rinnovato esercito italiano caduti nella prima battaglia contro le forze tedesche, combattuta tra l’8 e il 16 dicembre 1943 nelle gole di Mignano e sulle pendici del monte Lungo. Armi e fotografie ricostruiscono le fasi dello scontro, mentre i cimeli – provenienti sia dagli eserciti alleati sia da quello tedesco – documentano la partecipazione italiana alla guerra di Liberazione.</p>



<p>Nel sacrario sono inoltre raccolte le salme dei caduti provenienti da diversi cimiteri di guerra disseminati lungo la penisola: un luogo unico nel suo genere, considerato l’unico sacrario militare dedicato specificamente alla guerra di Liberazione italiana.</p>



<p>Tra i punti di forza del percorso espositivo, le installazioni memoriali dedicate al LI Bersaglieri e la ricostruzione di una trincea, che offrono al visitatore un’esperienza immersiva nella dimensione del fronte. Completa l’allestimento una sezione dedicata al brigantaggio postunitario, ampliando lo sguardo sulla storia del territorio.</p>



<p>In dialogo con il Sacrario militare di Monte Lungo, il museo contribuisce a definire Mignano Monte Lungo come un luogo emblematico della memoria della guerra di Liberazione. Non solo conservazione di reperti, ma trasmissione di una storia collettiva che continua a interrogare il presente, richiamando ogni anno visitatori italiani e stranieri alla ricerca delle radici di un passaggio cruciale della storia europea.</p>
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		<item>
		<title>Un punto di vista che cambia tutto: a Milano la mostra di Jacopo Di Cera sugli atleti paralimpici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/un-punto-di-vista-che-cambia-tutto-a-milano-la-mostra-di-jacopo-di-cera-sugli-atleti-paralimpici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 14:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Sport & outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[atleti paralimpici]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo di cera]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
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					<description><![CDATA[Cambiare prospettiva per cambiare lo sguardo. È questa l’idea al centro della mostra “SHAPES / FORME Sotto la stessa Luce” del fotografo Jacopo Di Cera, che a Milano ritrae 44 [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cambiare prospettiva per cambiare lo sguardo. È questa l’idea al centro della mostra “SHAPES / FORME Sotto la stessa Luce” del fotografo Jacopo Di Cera, che a Milano ritrae 44 atleti paralimpici – uno per ciascuna disciplina – attraverso un’inquadratura radicale: dall’alto, perfettamente perpendicolare al soggetto.</p>



<p>Ne emerge un racconto visivo in cui i corpi in movimento si trasformano in geometrie, linee, forme astratte. Le ombre diventano protagoniste silenziose, mentre il gesto atletico si libera da ogni sovrastruttura narrativa. Nessuna enfasi, nessun pietismo: solo l’essenza del movimento.</p>



<p>L’approccio scelto da Di Cera scardina le categorie abituali con cui viene osservata la disabilità, restituendo un linguaggio universale fatto di tecnica, equilibrio e dinamismo. Il risultato è una narrazione che mette al centro lo sport, non la condizione, e che trova nella sintesi visiva la sua forza comunicativa.</p>



<p>La mostra, curata da Maria Vittoria Baravelli e promossa da Procter &amp; Gamble insieme al Comitato Paralimpico Italiano, si propone come uno spazio di riflessione concreta sull’inclusione. Non un racconto costruito per emozionare, ma un invito a osservare lo sport come terreno reale di partecipazione e pari opportunità.</p>



<p>Gli scatti sono raccolti anche in un volume fotografico stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, a sottolineare il valore documentale e artistico del progetto.</p>



<p>L’esposizione è ospitata presso Spazio IsolaSET, con ingresso libero, dal 25 marzo al 7 aprile 2026. Apertura dalle 10 alle 19, con chiusura il 5 e 6 aprile e orario ridotto sabato 4 aprile (10-18).</p>



<p>Un’occasione per chi segue la fotografia contemporanea, per gli appassionati di sport e per chi è alla ricerca di uno sguardo capace di uscire dagli schemi più consueti.</p>
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		<item>
		<title>Napoli a cielo aperto: i murales che trasformano la città in un museo urbano tra Quartieri Spagnoli, Forcella e periferie</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/napoli-a-cielo-aperto-i-murales-che-trasformano-la-citta-in-un-museo-urbano-tra-quartieri-spagnoli-forcella-e-periferie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 13:26:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[arte urbana]]></category>
		<category><![CDATA[cultura contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[murales]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[street art]]></category>
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					<description><![CDATA[Napoli si conferma una delle capitali italiane della street art, dove la rigenerazione urbana passa anche attraverso grandi murales che hanno cambiato il volto di interi quartieri. Dalle strade dei [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Napoli si conferma una delle capitali italiane della street art, dove la rigenerazione urbana passa anche attraverso grandi murales che hanno cambiato il volto di interi quartieri. Dalle strade dei Quartieri Spagnoli fino alle periferie orientali, la città si racconta oggi come un museo diffuso a cielo aperto, capace di unire turismo, identità popolare e arte contemporanea.</p>



<p>Tra le opere più iconiche resta il murales di Diego Armando Maradona nei Quartieri Spagnoli, in Vico Lungo Gelso, divenuto negli anni un vero luogo di culto popolare. L’opera originale fu realizzata nel 1990 da Mario Filardi e rappresenta uno dei primi esempi di street art legata alla cultura calcistica e identitaria della città. Nel tempo, l’area si è trasformata in uno spazio artistico diffuso, noto come Largo Maradona, arricchito da interventi e riqualificazioni curate anche dall’artista Salvatore Iodice, che hanno contribuito a consolidare il sito come una delle tappe più visitate del turismo urbano napoletano.</p>



<p>Accanto a questo simbolo, un altro protagonista della scena artistica è Jorit Agoch, street artist napoletano di origini olandesi, riconoscibile per i grandi ritratti realistici segnati da due strisce rosse sul volto dei soggetti. Tra le sue opere più note vi è il gigantesco murale di San Gennaro a Forcella, realizzato nel 2015, che raffigura il santo patrono di Napoli con tratti ispirati a un giovane operaio, secondo la cifra stilistica dell’artista che utilizza spesso volti di persone comuni per rappresentare figure simboliche. A San Giovanni a Teduccio, invece, lo stesso Jorit ha realizzato il grande murale dedicato a Maradona, uno dei più imponenti della città e punto centrale dei percorsi di street art nella zona orientale. ￼</p>



<p>Sempre nel panorama della street art napoletana si inserisce il collettivo Cyop&amp;Kaf, autore di un vasto progetto di interventi nei Quartieri Spagnoli. Le loro opere, oltre duecento tra murales e graffiti, hanno trasformato i vicoli del quartiere in un percorso narrativo che racconta la vita quotidiana, le contraddizioni e l’immaginario popolare della città, contribuendo a una forma di riqualificazione artistica dal basso. ￼</p>



<p>A questi si aggiunge la presenza internazionale di Ernest Pignon-Ernest, artista francese noto per i suoi interventi di arte urbana in forma di affissioni e immagini temporanee, che ha realizzato opere anche a Napoli legate alla memoria, alla spiritualità e alla figura di San Gennaro, inserendosi nel dialogo tra sacro e contemporaneo che caratterizza la città.</p>



<p>Non meno significativo è il contributo di artisti come Blu, che ha lasciato in città interventi di forte impatto visivo e concettuale, e di Banksy, presente con la celebre Madonna con la pistola nei pressi del centro storico, opera che ha consolidato la reputazione internazionale di Napoli come laboratorio di arte urbana contemporanea.</p>



<p>Accanto ai grandi nomi, la città ospita anche opere di artisti come Francisco Bosoletti, autore della reinterpretazione della Pudicizia di Antonio Corradini nei pressi dei Quartieri Spagnoli, e Roxy in the Box, che ha contribuito a rinnovare l’immagine iconografica di San Gennaro con una chiave più pop e contemporanea.</p>



<p>Oggi i percorsi tra murales rappresentano una delle principali forme di turismo esperienziale a Napoli. Visitatori italiani e stranieri attraversano i quartieri storici e periferici per osservare un patrimonio artistico non istituzionale ma profondamente radicato nel tessuto sociale della città. La street art, da fenomeno marginale, è diventata così uno strumento di narrazione urbana e un motore di attrazione turistica sempre più rilevante.</p>
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		<title>Gino Paoli e la politica: musica nelle scuole e tutela degli autori tra le sue proposte</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gino-paoli-e-la-politica-musica-nelle-scuole-e-tutela-degli-autori-tra-le-sue-proposte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 08:47:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[gino paoli politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Conosciuto come uno dei grandi cantautori italiani, Gino Paoli ha avuto anche un’esperienza politica significativa, sedendo tra i banchi di Montecitorio come deputato del Partito Comunista Italiano dal 1987 al [...]]]></description>
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<p>Conosciuto come uno dei grandi cantautori italiani, Gino Paoli ha avuto anche un’esperienza politica significativa, sedendo tra i banchi di Montecitorio come deputato del Partito Comunista Italiano dal 1987 al 1992. Durante quegli anni, la musica non abbandonò mai Paoli: accanto a lui si trovavano figure come Luigi Pintor, con il quale spesso dialogava di jazz e canzoni, e Stefano Rodotà, con cui condivideva riflessioni su cultura e diritti civili.</p>



<p>In Parlamento, Gino Paoli cercò di coniugare la sua esperienza artistica con l’impegno civico, presentando proposte volte a tutelare i diritti degli autori, promuovere l’educazione musicale nelle scuole e diffondere la musica nelle carceri minorili. Nonostante l’entusiasmo e la passione con cui portava avanti queste iniziative, le sue proposte non riuscirono a trovare l’appoggio necessario e non furono approvate. <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/gino-paoli-deputato-parlamento_110367295-202602k.shtml" data-type="link" data-id="https://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/gino-paoli-deputato-parlamento_110367295-202602k.shtml">Lo riporta in un articolo TGcom24 </a></p>



<p>Nel 1988 firmò una proposta di legge sulla valorizzazione della musica leggera italiana. L’anno successivo il focus si spostò sui giovani: Paoli propose incentivi per attività artistiche e culturali, con investimenti pubblici e spazi gestiti da under 30. Nel 1991 arrivò una terza proposta: costruire strutture per concerti e spettacoli nei comuni più grandi, con l’obiettivo di sostenere la musica dal vivo e creare luoghi adeguati per la cultura popolare. Anche in questo caso, però, i progetti non superarono la prima lettura parlamentare.</p>



<p>L’artista parlerà della politica come di “un errore”, spiegando: “Non sono adatto perché vuole il compromesso, la mediazione, invece io sono uno molto diretto. Non riuscii a fare niente, ma ho imparato tanto”. </p>



<p>L’esperienza parlamentare di Gino Paoli resta un episodio particolare nella storia dei cantautori italiani, testimonianza di un artista che ha provato a portare la musica e la sensibilità culturale nei corridoi del potere, anche se i risultati legislativi furono limitati.</p>



<p>Fonte foto <a href="https://www.laregione.ch/culture/musica/1913423/anni-paoli-canzone-autore-gino">https://www.laregione.ch/culture/musica/1913423/anni-paoli-canzone-autore-gino</a></p>
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		<title>Marina di Camerota, applausi per i Triatisti: successo per De Filippo e boom di studenti al Premio Celia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/marina-di-camerota-applausi-per-i-triatisti-successo-per-de-filippo-e-boom-di-studenti-al-premio-celia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Piccirillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 15:14:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[premio celia]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche quest’anno la famiglia dei&#160;Triatisti&#160;a Marina di Camerota, ha portato a casa un ottimo successo con la commedia ‘Non è vero…ma ci credo’ di Peppino De Filippo. Una garanzia ormai [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="s3">Anche quest’anno la famiglia dei&nbsp;Triatisti&nbsp;a Marina di Camerota, ha portato a casa un ottimo successo con la commedia ‘Non è vero…ma ci credo’ di Peppino De Filippo. Una garanzia ormai da molti anni che vede la presenza di tutte le generazioni, contente di tornare al solito appuntamento con il teatro umoristico e non solo. I&nbsp;Triatisti, da quest’anno, sono entrati a far parte dell’Associazione L’Impronta&nbsp;di stampo culturale, con uno sguardo all’ambiente e a nuovi progetti.&nbsp;</p>



<p class="s3">Oltre all’aspetto teatrale infatti, l’Impronta si è impegnata nel curare la quarta edizione del Premio Celia in collaborazione con i ragazzi dell’istituto comprensivo di Camerota.&nbsp;</p>



<p class="s3">Il&nbsp;premio, dedicato al caro professor Luigi Celia&nbsp;che ha fatto dell’insegnamento una vera e propria missione, tramandando l’amore per l’arte e per il teatro, ha avuto una massiccia partecipazione da parte degli alunni di Camerota. Il prendere parte a un progetto così importante è stato emozionante sia per loro che per i professori. Il tema centrale degli elaborati portati in gara è la Superstizione, in relazione alla trama della commedia portata in scena dai&nbsp;Triatisti, e di come quest’ultima possa influenzare la propria vita e le proprie scelte, proprio come accade al protagonista, il Commendator Gervasio Savastano interpretato da Gaetano Milo.&nbsp;</p>



<p class="s3">Gli studenti, potevano&nbsp;confrontarsi e scegliere tre diverse sezioni: arti&nbsp;visive, multimedia e scrittura. Tra racconti in prosa, poesie, filastrocche e ancora…cartelloni, disegni e video tutti hanno dato dimostrazione del loro impegno e soprattutto della loro personale interpretazione del tema con profondità e spirito critico.&nbsp;</p>



<p class="s3">Un lavoro di grande attualità, portando la loro visione del mondo: dagli sguardi indiscreti altrui fino al saper ragionare con la propria testa a dispetto di quello che dicono gli altri, tematica importante è stata anche il voler superare le proprie paure&nbsp;non facendosi influenzare dal superfluo. Inoltre, sono state sollevate questioni&nbsp;rilevanti&nbsp;soprattutto ai giorni nostri, come il bullismo e l’altruismo.&nbsp;</p>



<p class="s3">Il tutto supervisionato da un’attentissima giuria&nbsp;composta da Don Gianni Citro, Marianna Vallone, Vincenzo Rubano, Pinuccia Troccoli e il professor Ultimio Talamo che hanno analizzato e dato&nbsp;la loro valutazione a tutti gli elaborati in gara portando sul podio, rispettivamente nelle sezioni scelte: Beatrice Bortone per le arti visive, Forte Castaldo Agnese per la sezione multimedia e Giorgia Maria Fiumarella per la scrittura.&nbsp;</p>



<p class="s3">Al termine della rappresentazione teatrale seguita ogni anno con molta euforia da parte dei più giovani, la premiazione sul palco dei vincitori con la consegna delle targhe e in più l’omaggio ai giurati gentilmente offerto da Bottega Cilentana “U&nbsp;stiere”.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;</p>
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		<title>Dantedì: l’Italia celebra Dante Alighieri, padre della lingua e simbolo della cultura nazionale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dantedi-litalia-celebra-dante-alighieri-padre-della-lingua-e-simbolo-della-cultura-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 12:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dante alighieri]]></category>
		<category><![CDATA[dantedi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 25 marzo si celebra in tutta Italia il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, istituita nel 2020 per rendere omaggio al padre della lingua italiana e autore [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 25 marzo si celebra in tutta Italia il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, istituita nel 2020 per rendere omaggio al padre della lingua italiana e autore della Divina Commedia. La data è stata scelta perché riconosciuta dagli studiosi come l’inizio del viaggio ultraterreno narrato nel poema.</p>



<p>In tutto il Paese, scuole, università, biblioteche e istituzioni culturali promuovono letture pubbliche, incontri e iniziative digitali per ricordare l’opera e l’eredità del Sommo Poeta. Il Ministero della Cultura coordina un calendario diffuso di eventi, con il coinvolgimento di enti locali e fondazioni.</p>



<p>Figura centrale della letteratura mondiale, Dante ha avuto un ruolo determinante nella formazione dell’italiano moderno, scegliendo il volgare fiorentino come lingua della sua opera principale. La <em>Divina Commedia</em>, con il suo viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso, resta uno dei testi più studiati e tradotti al mondo, capace di attraversare i secoli e parlare ancora al presente.</p>



<p>Non solo celebrazioni istituzionali: sui social l’hashtag #Dantedì raccoglie ogni anno contributi, citazioni e performance, mentre musei e archivi rendono disponibili contenuti digitali e percorsi virtuali dedicati al poeta.</p>



<p>A oltre sette secoli dalla morte, Dante continua a rappresentare un punto di riferimento culturale e identitario per l’Italia e un ponte tra tradizione e contemporaneità, capace di unire generazioni diverse nel segno della parola e della poesia.</p>
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		<item>
		<title>Gino Paoli ad Acciaroli, il concerto del 2018 che incantò il Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gino-paoli-ad-acciaroli-il-concerto-del-2018-che-incanto-il-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 14:49:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[Gino paoli]]></category>
		<category><![CDATA[gino paoli cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[Un’arena gremita, applausi continui e un’atmosfera sospesa tra mare e musica: era il 2018 quando Gino Paoli tornò nel Cilento per un concerto rimasto impresso nella memoria del pubblico. Ad [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un’arena gremita, applausi continui e un’atmosfera sospesa tra mare e musica: era il 2018 quando Gino Paoli tornò nel Cilento per un concerto rimasto impresso nella memoria del pubblico.</p>



<p>Ad Acciaroli, nella suggestiva cornice dell’arena del mare, il cantautore genovese fu protagonista di una serata speciale insieme a Sergio Cammariere e Danilo Rea, dando vita a uno spettacolo capace di fondere generazioni e stili diversi sotto il segno della grande musica d’autore.</p>



<p>Tre artisti, un’unica narrazione musicale</p>



<p>Più che un semplice concerto, quello di Acciaroli fu un vero viaggio tra parole e note. Sul palco si alternavano Paoli e Cammariere, due interpreti lontani per età ma accomunati da una stessa sensibilità artistica, mentre il pianoforte di Danilo Rea faceva da filo conduttore, accompagnando e dialogando con entrambi.</p>



<p>Il risultato fu una sorta di “tre concerti in uno”, in cui i brani più celebri dei due cantautori si intrecciavano in un racconto musicale raffinato e coinvolgente. Il pubblico, arrivato numeroso fino al sold out, seguì ogni passaggio con attenzione e partecipazione, sottolineando con lunghi applausi i momenti più intensi della serata.</p>



<p>Acciaroli palcoscenico della grande musica</p>



<p>L’evento rientrava nel cartellone di ViviamoCilento, lo slow festival dedicato alla valorizzazione del territorio attraverso musica, natura e tradizioni. Un progetto che negli anni ha portato nel Cilento artisti di rilievo nazionale e internazionale, contribuendo a rafforzare l’identità culturale della costa.</p>



<p>Acciaroli, con il suo porto e il suo mare, si confermò ancora una volta location ideale per ospitare spettacoli di qualità, capaci di unire turismo e cultura in un’unica esperienza.</p>



<p>Il ricordo di una serata speciale</p>



<p>A distanza di anni, quel concerto rappresenta uno degli ultimi passaggi di Gino Paoli nel Cilento, un territorio che più volte ha incrociato il cammino dei grandi protagonisti della musica italiana.</p>



<p>La sua scomparsa, avvenuta il 24 marzo 2026, rende ancora più significativo il ricordo di quella notte ad Acciaroli: una serata in cui la poesia delle sue canzoni si è fusa con il rumore del mare, regalando al pubblico un momento destinato a restare nella memoria collettiva.</p>
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		<item>
		<title>Musica: è morto Gino Paoli, aveva 91 anni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/musica-e-morto-gino-paoli-aveva-91-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Gino paoli]]></category>
		<category><![CDATA[morto Gino paoli]]></category>
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					<description><![CDATA[È morto nella notte all’età di 91 anni Gino Paoli, tra i più grandi protagonisti della canzone italiana del dopoguerra. Autore di brani entrati nella storia come “Il cielo in [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">È morto nella notte all’età di 91 anni <strong>Gino Paoli</strong>, tra i più grandi protagonisti della canzone italiana del dopoguerra. </p>



<p class="p1">Autore di brani entrati nella storia come “Il cielo in una stanza”, “Sapore di sale” e “Una lunga storia d’amore”, Paoli è stato una figura centrale della cosiddetta scuola genovese, contribuendo a rinnovare profondamente la musica leggera italiana con uno stile intimo e poetico.</p>



<p class="p1">Nel corso della sua lunga carriera, il cantautore ha intrecciato anche significativi rapporti artistici con la Campania. Nel 2014 aveva ricevuto la cittadinanza onoraria della città di Napoli, a testimonianza del legame con il capoluogo partenopeo.</p>



<p class="p1">Forte anche il rapporto con la provincia di Salerno: il 31 luglio 2015 si era esibito al Premio Charlot insieme al pianista Danilo Rea, in uno degli appuntamenti più rilevanti della rassegna.</p>



<p class="p1">Con oltre sessant’anni di carriera, Paoli lascia un’eredità artistica immensa, segnando intere generazioni e contribuendo in modo decisivo alla storia della musica italiana.</p>



<p><strong>Foto: Repubblica </strong></p>
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		<item>
		<title>Anthea a Moio della Civitella: attesa per l’opera di Emanuele Stifano e Carla Passarelli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/anthea-a-moio-della-civitella-attesa-per-lopera-di-emanuele-stifano-e-carla-passarelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 14:10:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Moio della Civitella]]></category>
		<category><![CDATA[anthea]]></category>
		<category><![CDATA[carla passarelli]]></category>
		<category><![CDATA[emanuele stifano]]></category>
		<category><![CDATA[opera d'arte moio della civitella]]></category>
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					<description><![CDATA[A Moio della Civitella è in corso la realizzazione di “Anthea”, nuova opera pubblica firmata dallo scultore Emanuele Stifano e dalla mosaicista Carla Passarelli, la cui installazione è prevista per [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A Moio della Civitella è in corso la realizzazione di “Anthea”, nuova opera pubblica firmata dallo scultore Emanuele Stifano e dalla mosaicista Carla Passarelli, la cui installazione è prevista per l’estate 2026.</p>



<p>Il progetto, promosso dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Enrico Gnarra, si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione culturale del territorio, piccolo centro agricolo del basso Cilento noto per la sua storia e per il legame con le tradizioni locali.</p>



<p>“Anthea”, dal greco “colei che fiorisce”, si presenta come un omaggio al mondo femminile e ai suoi valori simbolici di bellezza, rinascita e vitalità. L’opera – realizzata in bronzo e mosaico – intende restituire, attraverso un linguaggio contemporaneo, la forza e la capacità rigenerativa della figura femminile, coniugando tradizione e sperimentazione.</p>



<p>Alla base del progetto vi è l’incontro tra due linguaggi artistici distinti ma complementari: la ricerca plastica di Stifano e l’intervento musivo di Passarelli. La scultura genera lo spazio, mentre il mosaico lo attraversa e lo anima, in una composizione in cui materia e luce dialogano in modo organico.</p>



<p>La collaborazione tra i due artisti trova un precedente significativo nell’opera “Bacco”, installata nel 2025 nella frazione Pellare nell’ambito del “Festival Autoctono”. In quel lavoro, dedicato al dio del vino, la componente musiva arricchiva la scultura con elementi simbolici, tra cui i trupiali – uccelli legati alla cultura venezuelana – in omaggio alla comunità locale. La figura di Bacco si configurava così come sintesi tra identità territoriale e apertura universale, proponendo un’immagine androgina capace di superare le distinzioni di genere.</p>



<p>Con “Anthea”, questa ricerca si evolve ulteriormente. Il processo creativo condiviso porta a una concezione dell’opera come spazio generativo, in cui la forma diventa luogo di incontro tra linguaggi, materia e comunità. Ne emerge un intervento pensato non solo come elemento artistico, ma come dispositivo di relazione con il contesto urbano e sociale.</p>



<p>Attualmente in fase di lavorazione, il progetto mantiene ancora riservati alcuni dettagli, contribuendo ad accrescere l’attesa attorno a un’opera che si preannuncia capace di attrarre attenzione e partecipazione, rafforzando il dialogo tra arte contemporanea e territorio.</p>



<p><strong>Emanuele Stifano</strong><strong><br></strong>Scultore autodidatta, Emanuele Stifano ha sviluppato il proprio percorso attraverso una ricerca diretta sulla materia, con una particolare predilezione per il marmo. Il suo lavoro si distingue per una forte tensione espressiva e per il dialogo tra tradizione figurativa e sensibilità contemporanea. Tra le opere più significative si segnalano <em>La Spigolatrice</em>&nbsp;a Sapri, il <em>San Bartolomeo</em>&nbsp;collocato davanti alla chiesa omonima a Pellare e <em>Logos</em>, un trittico in marmo statuario di Carrara che si trova a Milano in una collezione privata.<br><br><strong>Carla Passarelli</strong><strong><br></strong>Mosaicista, Carla Passarelli ha conseguito la laurea triennale in pittura e ha proseguito gli studi presso l’Accademia di Belle Arti. A Ravenna ha approfondito il linguaggio del mosaico, sviluppando una ricerca personale orientata al suo utilizzo in chiave contemporanea. Il mosaico rappresenta per lei un mezzo espressivo centrale, vissuto con forte intensità espressiva.</p>



<p>Sia lo scultore che la mosaicista operano tra committenze pubbliche e private, portando avanti una ricerca che intreccia materia, identità e spazio per dare vita a opere capaci di dialogare con il contesto e con la comunità.</p>
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		<item>
		<title>Musica, la cilentana Marika Pinto lancia il nuovo singolo “Inversione”: un percorso artistico in crescita</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/musica-la-cilentana-marika-pinto-lancia-il-nuovo-singolo-inversione-un-percorso-artistico-in-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 15:52:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[inversione]]></category>
		<category><![CDATA[marika pinto]]></category>
		<category><![CDATA[musica cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[La giovane artista originaria di Ascea Marina, Marika Pinto, ha pubblicato il suo nuovo singolo “Inversione”, brano che segna il capitolo conclusivo del suo percorso discografico composto da sei brani [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La giovane artista originaria di Ascea Marina, <strong>Marika Pinto</strong>, ha pubblicato il suo nuovo singolo <strong>“Inversione”</strong>, brano che segna il capitolo conclusivo del suo percorso discografico composto da sei brani e racconta la sua evoluzione personale e musicale.</p>



<p>Marika Pinto, 25enne cantautrice pop, ha iniziato il suo percorso musicale da giovanissima, partecipando a concorsi nazionali come <em>Area Sanremo Giovani</em> e ottenendo visibilità già con il suo primo singolo “Cruciverba”. Nel corso degli anni si è fatta conoscere anche attraverso festival e programmi dedicati alla musica.</p>



<p>“Inversione” – pubblicato il <strong>15 marzo</strong> – è descritto dall’artista come un pezzo dal carattere solare e positivo, simbolo di una <em>“vera ripartenza”</em> che rappresenta sia la conclusione di una fase artistica sia l’inizio di una nuova tappa, ricca di energia e consapevolezza. Il singolo chiude un progetto discografico articolato, nel quale Marika ha esplorato tematiche personali con uno stile che fonde pop moderno e sensibilità melodica. <strong><a href="https://open.spotify.com/intl-it/artist/4vYCTxmIaYj4qTM7E47EPM?si=ro6wJqX6Rx-WmZDNroqFkg&amp;nd=1&amp;dlsi=685a23bcaa5d4022" data-type="link" data-id="https://open.spotify.com/intl-it/artist/4vYCTxmIaYj4qTM7E47EPM?si=ro6wJqX6Rx-WmZDNroqFkg&amp;nd=1&amp;dlsi=685a23bcaa5d4022">Ascoltalo qui</a></strong></p>



<p>La cantante ha più volte sottolineato il suo forte legame con il territorio. Con il lancio di “Inversione”, Marika punta a consolidare ulteriormente la sua presenza nel mondo della musica italiana e a portare il proprio messaggio a un pubblico più ampio.</p>



<p>Il singolo e gli altri brani di Marika Pinto sono disponibili sulle principali piattaforme di streaming, tra cui Spotify.</p>
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		<item>
		<title>Intervista a Natalino Balasso: dentro “La grande magia” di Eduardo tra illusioni e verità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/intervista-a-natalino-balasso-dentro-la-grande-magia-di-eduardo-tra-illusioni-e-verita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 13:24:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[la grande magia]]></category>
		<category><![CDATA[natalino balasso]]></category>
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					<description><![CDATA[Fino al 22 marzo, il Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno ospita “La grande magia” di Eduardo De Filippo, nell’allestimento firmato da Gabriele Russo, con Natalino Balasso e Michele Di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Fino al 22 marzo, il Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno ospita “La grande magia” di Eduardo De Filippo, nell’allestimento firmato da Gabriele Russo, con Natalino Balasso e Michele Di Mauro protagonisti.  Balasso interpreta Calogero Di Spelta, uomo smarrito tra gelosia e ossessioni, alle prese con il Mago Otto Marvuglia, interpretato da Di Mauro, personaggio ambiguo e magnetico. Lo spettacolo restituisce al pubblico la complessità e la modernità del testo, tra comicità e dramma.</p>



<p><strong>La grande magia è uno dei testi più enigmatici di Eduardo. Quando Gabriele Russo le ha proposto di interpretare Calogero Di Spelta, qual è stata la sua prima reazione?</strong></p>



<p>Era un testo che non conoscevo, quindi gli ho chiesto se mi avesse scelto per il mio accento partenopeo. In realtà cercava attori napoletani. Ovviamente sono stato molto contento. Poi ho letto il testo: mi ha colpito per quanto fosse avanti rispetto al ’48. Anche Gabriele non lo conoscevo e lavorando con lui sono stato felice: un regista giovane, molto bravo e pieno di inventiva.</p>



<p><strong>Calogero è un uomo che preferisce credere all’illusione pur di non affrontare la verità. Come lo ha vissuto?</strong></p>



<p>Si fa poca fatica a collegarlo all’oggi: basta guardare le foto sui social per capire che anche noi preferiamo spesso le illusioni alla realtà. È un personaggio interessante perché compie una vera parabola: all’inizio appare sicuro, nel finale emergono tutte le fragilità. Per un attore è una bella scommessa, soprattutto quando si interpretano personaggi molto diversi da sé.</p>



<p><strong>Lo spettacolo è sostenuto da una compagnia numerosa: quanto è importante il lavoro corale?</strong></p>



<p>È molto importante, perché il lavoro è sempre collettivo. Ogni attore contribuisce alla costruzione dei personaggi, sotto la guida del regista. La compagnia deve raggiungere affiatamento: noi lo confermiamo dopo molte repliche. I rapporti diventano quelli di una grande famiglia, e questo arriva sul palco.</p>



<p><strong>Se potesse parlare oggi con Eduardo De Filippo, quale domanda gli farebbe?</strong></p>



<p>Credo che resterei imbambolato, ma avrei molte cose da chiedergli, soprattutto sulla quotidianità del suo lavoro. Il testo è molto bello, anche se nel linguaggio si avverte una costruzione sofisticata e filosofica. Secondo me, dietro questo si nasconde l’idea che ciò che racconta un luogo specifico come Napoli sia inferiore a ciò che è “internazionale”. Io credo invece che lui fosse già internazionale proprio attraverso le sue commedie napoletane.</p>
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