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	<title>Cultura | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Jun 2026 08:52:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Castelnuovo Cilento: Codici chiede intervento di Soprintendenza e Ministero per il castello medievale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castelnuovo-cilento-codici-chiede-intervento-di-soprintendenza-e-ministero-per-il-castello-medievale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castelnuovo Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[associazione codici]]></category>
		<category><![CDATA[castelnuovo cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Associazione Codici ha inviato una formale segnalazione alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino e al Ministero della Cultura chiedendo un’ispezione immediata e l’avvio delle procedure [...]]]></description>
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<p>L’Associazione Codici ha inviato una formale segnalazione alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino e al Ministero della Cultura chiedendo un’ispezione immediata e l’avvio delle procedure necessarie per interventi di manutenzione sul Castello Medievale e sulla Torre Angioina di Castelnuovo Cilento, monumenti simbolo del borgo cilentano che, secondo l’associazione, versano in uno stato di «grave degrado».</p>



<p>Nella segnalazione, Codici ricorda che il castello, rimasto disabitato dal 1860 e ridotto a rudere nella prima metà del Novecento, è stato recuperato grazie al finanziamento pubblico concesso dallo Stato attraverso la legge n. 1552 del 21 dicembre 1961, con lavori avviati nel 1966. Circostanza emersa dalla documentazione acquisita presso gli uffici competenti.</p>



<p>Secondo quanto riportato dall’associazione, la normativa e la successiva convenzione ministeriale del 5 ottobre 1972 prevedevano che, in cambio dei fondi destinati al restauro, la proprietà privata garantisse l’apertura stabile del complesso al pubblico. Un obbligo che, sempre secondo Codici, non sarebbe stato rispettato, nonostante numerosi solleciti inviati dalla Soprintendenza e dal Comune di Castelnuovo Cilento fino al 2005.</p>



<p>L’associazione segnala inoltre un progressivo deterioramento delle strutture. Attraverso un monitoraggio fotografico comparativo, Codici afferma di aver documentato l’assenza di manutenzione ordinaria da oltre vent’anni. In particolare, la facciata della torre risulterebbe interessata da una diffusa presenza di vegetazione infestante e rampicante che, con l’azione delle radici, avrebbe già provocato danni alla muratura storica e potrebbe causare ulteriori lesioni.</p>



<p>Tra le criticità evidenziate figurano anche il crollo di un merlo sulla sommità della torre e la presenza di altre parti lesionate considerate a rischio distacco.</p>



<p>“Non possiamo tollerare che un bene monumentale di enorme valore, strappato all’oblio grazie ai soldi dei contribuenti, venga lasciato deperire nel silenzio e nell’inaccessibilità”, dichiara Massimo Carleo di Codici.</p>



<p>Con la segnalazione trasmessa agli enti competenti, l’associazione chiede di disporre un’ispezione urgente per verificare i danni provocati dall’incuria e dalla vegetazione infestante, di ordinare alla proprietà l’immediata esecuzione degli interventi di rimozione delle piante e di restauro del monumento, valutando, in caso di persistente inerzia, l’esecuzione d’ufficio in danno del privato o l’espropriazione per finalità di valorizzazione.</p>



<p>Codici chiede inoltre di ridefinire d’ufficio le modalità di apertura al pubblico del castello, con l’obiettivo di restituire il bene alla comunità di Castelnuovo Cilento, ai cittadini e ai visitatori.</p>



<p>L’associazione conclude dichiarandosi pronta ad avviare ulteriori azioni e confidando nell’attenzione e nella sensibilità delle istituzioni competenti. </p>
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		<title>Musica: Gragnaniello rilegge i suoi classici con l&#8217;Orchestra Magna Grecia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/musica-gragnaniello-rilegge-i-suoi-classici-con-lorchestra-magna-grecia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 09:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[enzo Gragnaniello]]></category>
		<category><![CDATA[Gragnaniello]]></category>
		<category><![CDATA[Orchestra ICO della Magna Grecia]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo il successo del tour realizzato insieme all&#8217;Orchestra ICO della Magna Grecia, Enzo Gragnaniello torna con un nuovo progetto discografico. Il cantautore napoletano pubblicherà il 26 giugno &#8220;Tiempo &#8216;e Veleno&#8221;, [...]]]></description>
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<p>Dopo il successo del tour realizzato insieme all&#8217;Orchestra ICO della Magna Grecia, Enzo Gragnaniello torna con un nuovo progetto discografico. Il cantautore napoletano pubblicherà il 26 giugno &#8220;Tiempo &#8216;e Veleno&#8221;, album nel quale reinterpreta alcuni dei brani più rappresentativi del proprio repertorio in una veste orchestrale.</p>



<p>Il lavoro vede la partecipazione dell&#8217;Orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Valter Sivilotti e propone una rilettura dei classici di Gragnaniello attraverso nuovi arrangiamenti sinfonici, mantenendo al centro la cifra poetica e musicale dell&#8217;artista.</p>



<p>&#8220;Tiempo &#8216;e Veleno&#8221; sarà disponibile dal 26 giugno in formato CD, vinile e sulle principali piattaforme digitali. Il progetto è già disponibile in pre-order.</p>



<p>Con questa produzione, Gragnaniello rinnova il dialogo con il proprio repertorio, valorizzando il patrimonio della canzone d&#8217;autore napoletana attraverso sonorità orchestrali che ne ampliano le sfumature espressive.</p>
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		<title>È stata inaugurata sulla Terrazza del Cilento la nuova installazione del maestro Fernando Mangone</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/e-stata-inaugurata-sulla-terrazza-del-cilento-la-nuova-installazione-del-maestro-fernando-mangone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Trentinara]]></category>
		<category><![CDATA[mangone]]></category>
		<category><![CDATA[trentinara]]></category>
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					<description><![CDATA[È stata inaugurata sulla Terrazza del Cilento la nuova installazione del maestro Fernando Mangone, dal titolo “Le Origini”, un’opera che mette in scena il passaggio primordiale dal Caos a Eros, [...]]]></description>
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<p>È stata inaugurata sulla Terrazza del Cilento la nuova installazione del maestro Fernando Mangone, dal titolo “Le Origini”, un’opera che mette in scena il passaggio primordiale dal Caos a Eros, trasformando il mito della nascita del mondo in un’esperienza immersiva tra arte, paesaggio e identità. Un inno alla forza creatrice insita nella natura, all’amore e alla pace, che, attraverso il linguaggio universale dell’arte, genera un unicum che domina l’orizzonte di Trentinara. L’opera, svelata al calar del sole, con le prime luci del tramonto, si offre allo spettatore articolandosi in una pluralità di stratificazioni tra il giorno e la notte. Ancora una volta, il colore di Mangone “agisce” in relazione con lo spettatore. Un’affluenza straordinaria di pubblico ha accompagnato l’inaugurazione: centinaia di persone sono accorse per lo svelamento dell’opera, che si configura come un ulteriore tassello di attrazione turistica.</p>



<p>Il sindaco di Trentinara, Rosario Carione, ha evidenziato il ruolo strategico dell’arte nello sviluppo del borgo: “Questa nuova opera rappresenta un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione del nostro territorio. Trentinara negli anni è cambiata profondamente: da realtà poco conosciuta è diventata un punto di riferimento turistico e culturale. Abbiamo scelto di puntare sulla bellezza e sulla cultura come strumenti di crescita, costruendo luoghi e percorsi che raccontano la nostra identità. ‘Le Origini’ aggiunge un elemento importante a questo racconto collettivo”. La serata ha visto la presenza di rappresentanti istituzionali, studiosi e della comunità locale nel borgo di Trentinara.</p>



<p>La presidente della Fondazione Arte Mangone, Anna Coralluzzo, ha aperto la riflessione sul senso profondo del progetto: “Un titolo che richiama il mito delle origini, il passaggio dal disordine alla creazione, dalla frammentazione all’armonia. Questo passaggio rappresenta anche il senso più profondo del lavoro che la Fondazione Arte Mangone sta portando avanti. La nostra Fondazione nasce con una missione chiara: rendere l’arte uno strumento di dialogo, di crescita culturale e di valorizzazione del territorio. Non vogliamo che l’arte resti chiusa nei luoghi tradizionali, ma che incontri le persone e dialoghi con i paesaggi e le comunità. ‘Le Origini’ si inserisce perfettamente in questa visione: è un’opera che riporta alla luce le memorie mitologiche del Mediterraneo e le restituisce in forma contemporanea, trasformando lo spazio in esperienza condivisa.”</p>



<p>Il maestro Fernando Mangone ha descritto il cuore concettuale dell’opera come un attraversamento simbolico della Teogonia greca: “Le Origini raccontano il passaggio dal Caos primordiale alla forza generatrice di Eros. È un viaggio che parte dal disordine e arriva alla possibilità della forma, della bellezza e della creazione. Ho immaginato quest’opera come un dialogo tra mito e paesaggio, dove la natura stessa diventa parte della narrazione.”</p>



<p>Un contributo centrale è arrivato da Luca Attenni, che ha letto l’opera in chiave storico-culturale: “La Teogonia di Esiodo è uno dei testi fondamentali della cultura occidentale. Racconta la nascita del cosmo dal Caos fino all’ordine degli dei dell’Olimpo. Questo luogo è particolarmente significativo perché si trova in un territorio profondamente legato alla cultura greca antica. L’opera di Mangone riesce a trasformare questo patrimonio in linguaggio contemporaneo, rendendolo accessibile anche alle nuove generazioni.”</p>



<p>A tracciare un quadro critico dell’estetica del maestro Mangone e della sua riconoscibilità in ambito internazionale è intervenuta la giornalista Barbara Landi, soffermandosi sul cuore pulsante dell’opera ispirata alla Teogonia di Esiodo: dal vortice caotico da cui trae origine la creazione pura, in cui materia, colore, luci e ombre generano un impatto emozionale in cui lo spettatore è immerso.</p>



<p>Il presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Giuseppe Coccorullo, ha sottolineato il valore territoriale dell’iniziativa: “Trentinara continua a distinguersi per la capacità di unire paesaggio, cultura e innovazione. Ogni nuova opera contribuisce a rafforzare l’identità di questo territorio e a renderlo sempre più riconoscibile e attrattivo.”</p>



<p>Il consigliere regionale Giovanni Maria Cuofano ha evidenziato il valore simbolico dell’opera: “In un tempo segnato da conflitti e disordine, questa installazione ci ricorda che l’amore, la relazione e la bellezza possono rappresentare una risposta possibile. Da qui arriva un messaggio universale che va oltre il territorio.”</p>



<p>Il Direttore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Gregorio Romano, ha evidenziato il valore dell’opera come espressione del rapporto profondo tra cultura, paesaggio e identità del territorio: “Il Cilento è un luogo in cui la natura e la storia dialogano da millenni. ‘Le Origini’ di Fernando Mangone interpreta con grande forza questo legame, restituendo attraverso l’arte un racconto che appartiene alla nostra memoria mediterranea. Un’opera come questa non rappresenta soltanto un elemento di arricchimento culturale, ma diventa un’occasione per riscoprire il territorio attraverso nuovi linguaggi, capaci di coinvolgere cittadini e visitatori. Iniziative come questa contribuiscono a rafforzare il ruolo del Parco come spazio vivo, dove tutela e promozione possono procedere insieme”.</p>



<p>Il presidente della Comunità Montana Calore Salernitano, Carmine Casella, ha concluso: “Questo progetto dimostra come la cultura possa diventare motore di sviluppo. Trentinara è un esempio concreto di come la valorizzazione del patrimonio possa generare crescita e opportunità per tutto il territorio.”</p>



<p>“Le Origini” si afferma come un’opera che intreccia mito e contemporaneità, trasformando il paesaggio del Cilento in uno spazio narrativo in cui il Caos diventa forma e l’Eros principio generativo.</p>
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		<item>
		<title>Cultura, dal governo importanti contributi per le rievocazioni storiche della provincia di Salerno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cultura-dal-governo-importanti-contributi-per-le-rievocazioni-storiche-della-provincia-di-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 11:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[governo meloni]]></category>
		<category><![CDATA[imma vietri]]></category>
		<category><![CDATA[rievocazioni storiche]]></category>
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					<description><![CDATA[«Il Governo Meloni continua a investire nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale e identitario delle nostre comunità. Con il Decreto n. 746/2026 del Ministero della Cultura, nell’ambito del [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>«<em>Il Governo Meloni continua a investire nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale e identitario delle nostre comunità. Con il Decreto n. 746/2026 del Ministero della Cultura, nell’ambito del Fondo Nazionale per la Rievocazione Storica, sono stati destinati importanti contributi a numerose associazioni e Pro Loco della provincia di Salerno che, attraverso il loro impegno quotidiano, mantengono vive tradizioni, eventi e rievocazioni che rappresentano una parte fondamentale della nostra storia</em>». Lo dichiara, in una nota, il deputato e commissario provinciale di Fratelli d’Italia <strong>Imma Vietri</strong>. </p>



<p>Tra i beneficiari figurano la Pro Loco di Padula (12.073,46 euro), l’Associazione Culturale Mubat di Battipaglia (11.742,68 euro), l’Associazione ETS Cavalieri Bolla Pontificia A.D. 1394 di Cava de’ Tirreni (11.411,90 euro), l’Associazione Trombonieri Sbandieratori e Cavalieri di Cava de’ Tirreni (10.419,56 euro), l’Associazione Storico Culturale Archibugieri SS. Sacramento di Cava de’ Tirreni (10.088,78 euro), la Pro Loco di Roccapiemonte (10.088,78 euro), la Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino (10.088,78 euro) e la Pro Loco Teggiano (10.088,78 euro). </p>



<p>«<em>Queste risorse rappresentano un riconoscimento importante per realtà associative che svolgono un ruolo prezioso nella promozione culturale, nella trasmissione della memoria storica e nella valorizzazione turistica dei nostri territori. Grazie all’azione del Ministro della Cultura Alessandro Giuli e del Governo Meloni, si rafforza un percorso che punta a sostenere le eccellenze locali e a preservare le radici che definiscono l’identità della provincia di Salerno</em>» conclude Vietri.</p>



<p>(Foto da pagina facebook pro loco di padula_11 agosto 2019)</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caggiano diventa capitale della cultura contemporanea: presentato il docufilm su Nanni Balestrini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caggiano-diventa-capitale-della-cultura-contemporanea-presentato-il-docufilm-su-nanni-balestrini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:49:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Caggiano]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il borgo di Caggiano si conferma crocevia di cultura contemporanea e sperimentazione artistica ospitando la proiezione del film-documentario “Nanni Balestrini: Poetry Boy”, diretto da Nina Di Majo, negli spazi degli [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Il borgo di Caggiano si conferma crocevia di cultura contemporanea e sperimentazione artistica ospitando la proiezione del film-documentario “Nanni Balestrini: Poetry Boy”, diretto da Nina Di Majo, negli spazi degli Archivi “Living Theatre” di Palazzo Bonito Oliva Morone.</p>



<p class="p1">L’opera, dedicata a Nanni Balestrini, figura centrale della neoavanguardia italiana, è stata presentata dopo le proiezioni già avvenute a Roma, Napoli e Parigi, approdando nel centro del Vallo di Diano come ulteriore tappa di un percorso internazionale.</p>



<p class="p1">Alla serata ha partecipato la regista Nina Di Majo, autrice del documentario, che ha proposto un lavoro costruito tra immagini, memoria e linguaggi contemporanei per restituire la complessità artistica e intellettuale dello scrittore e poeta.</p>



<p class="p1">L’incontro ha visto anche la presenza del regista Mario Martone, che è intervenuto nel dibattito contribuendo ad approfondire il tema del rapporto tra arte, parola, memoria e libertà. Presente anche l’attore e regista Andrea Renzi, che ha portato il proprio contributo legato al teatro di ricerca e alla sperimentazione contemporanea.</p>



<p class="p1">L’iniziativa è stata promossa grazie alla collaborazione tra il Comune di Caggiano e la Fondazione Morra – Archivio Casa Morra, con il sostegno di Giuseppe Morra, che ha nuovamente scelto il borgo come luogo di incontro tra cinema, teatro e arti visive.</p>



<p class="p1">L’amministrazione comunale ha sottolineato il valore dell’evento come occasione di crescita culturale per il territorio, ribadendo l’impegno a fare di Caggiano un centro attento alla cultura contemporanea e alla libertà del pensiero.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornate Europee dell’Archeologia 2026: dal 12 al 14 giugno un weekend alla scoperta dell’archeologia campana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giornate-europee-dellarcheologia-2026-dal-12-al-14-giugno-un-weekend-alla-scoperta-dellarcheologia-campana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 12:26:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pontecagnano]]></category>
		<category><![CDATA[giornate dell'archeologia]]></category>
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					<description><![CDATA[Da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026 torna l’appuntamento con le Giornate Europee dell’Archeologia, la manifestazione promossa a livello europeo dall’Institut national de recherches archéologiques préventives (INRAP), sotto l’egida [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026 torna l’appuntamento con le <strong>Giornate Europee dell’Archeologia</strong>, la manifestazione promossa a livello europeo dall’<em>Institut national de recherches archéologiques préventives (INRAP)</em>, sotto l’egida del Ministero della Cultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa. L’iniziativa, estesa dal 2019 a tutta Europa, è coordinata in Italia dal Ministero della Cultura, per il tramite della Direzione Generale Musei e della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio.</p>



<p>Giunte alla diciassettesima edizione, le <strong>Giornate Europee dell’Archeologia sono quest’anno dedicate al tema “Archeologia in corso / </strong><strong><em>Archaeology in the Making</em></strong><strong>”, un invito ad accompagnare il pubblico all’interno dei processi della ricerca archeologica, nei luoghi della conservazione, dello studio e della valorizzazione del patrimonio culturale</strong>. Il tema propone una riflessione sull’archeologia come pratica condivisa, capace di mettere in relazione ricerca scientifica, comunità, territori e futuro, offrendo un’occasione per raccontare non solo monumenti e collezioni, ma anche il lavoro quotidiano che consente di preservarli, interpretarli e restituirli alla collettività.</p>



<p>La Direzione regionale Musei nazionali Campania aderisce alla manifestazione con un articolato programma di <strong>iniziative nei musei e aree archeologiche della rete</strong>, che, con visite guidate, laboratori, incontri e presentazioni, organizzate anche in collaborazione con le realtà culturali del territorio, <strong>offriranno al pubblico la possibilità di conoscere il patrimonio archeologico campano e le sue connessioni alla luce delle ricerche più recenti,</strong> attraverso reperti, scavi e contesti, che metteranno al centro le storie dei luoghi e il loro legame con il presente.</p>



<p>Tutte le iniziative, con le informazioni per la visita e la partecipazione agli eventi, sono consultabili nella sezione dedicata alle GEA del sito del Ministero della Cultura (https://cultura.gov.it/evento/giornate-europee-dell-archeologia-2026), sul sito ufficiale della manifestazione (<a href="https://openagenda.com/it/jea-2026-italy?cl">https://openagenda.com/it/jea-2026-italy?cl</a>=) e sui canali social dei musei aderenti, dove è possibile seguire e partecipare all’iniziativa con gli hashtag #EADays #JEArcheo #GEA2026.</p>



<p><strong>Programma delle iniziative</strong></p>



<p>NAPOLI</p>



<p><strong>Parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi</strong></p>



<p><strong>Sabato 13 giugno 2026, ore 11.30: </strong><strong><em>Metti un sabato al Parco</em></strong></p>



<p>Il Parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi propone una visita guidata speciale in programma sabato 13 giugno.</p>



<p>L’appuntamento, previsto in un unico turno alle ore 11.30, offrirà al pubblico l’opportunità di approfondire la conoscenza di uno dei luoghi più suggestivi e significativi del patrimonio storico e culturale di Napoli, custode della memoria di Virgilio e di Giacomo Leopardi.</p>



<p>La visita sarà condotta dall’archeologa Carla Bagnulo, responsabile del sito, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta della storia del parco, delle sue emergenze archeologiche e monumentali e del suo valore simbolico nel panorama culturale della città. La partecipazione alla visita guidata non richiede prenotazione.</p>



<p>Info: +39 081 669390 | drm-cam.tombadivirgilio@cultura.gov.it</p>



<p>CASERTA</p>



<p><strong>Anfiteatro campano&nbsp;</strong></p>



<p><strong>Venerdì 12 giugno 2026, ore 17.00 e 18.00: </strong><strong><em>Restauri in progress</em></strong></p>



<p><strong>Domenica 14 giugno, ore 10.00: </strong><strong><em>Archeologi per un giorno: alla scoperta dell’antica Capua </em></strong><strong>|</strong><strong><em>&nbsp;</em></strong><strong> Ore 17.30: </strong><strong><em>Le storie scolpite nella pietra: i rilievi del portico dell’Anfiteatro campano</em></strong></p>



<p>Venerdì 12 giugno, alle ore 17.00 e alle 18.00, l’Anfiteatro campano dedicherà un focus al restauro dei rilievi provenienti dal teatro romano &#8211; attualmente non più visibile &#8211; ubicato in prossimità dell’Anfiteatro Campano, al di sotto della Caserma Pica. Nel corso dell’incontro verranno approfonditi gli aspetti legati alle tecniche di conservazione e agli interventi che hanno interessato gli apparati decorativi. L’iniziativa consentirà di ripercorrere le vicende conservative di una straordinaria testimonianza architettonica, offrendo al pubblico l’opportunità di comprendere il delicato equilibrio tra tutela, studio e valorizzazione.</p>



<p>Domenica 14 giugno alle 10.00, l’Anfiteatro diventerà luogo di sperimentazione e divulgazione grazie ai tavoli didattici curati dall’associazione Opus Est, pensati per coinvolgere visitatori di tutte le età in attività dedicate all’archeologia e alla conoscenza del patrimonio antico. Nel pomeriggio, alle ore 17.30, sarà invece il direttore del Circuito archeologico nazionale dell’antica Capua, Antonella Tomeo, a guidare un approfondimento dedicato ai rilievi del portico dell’Anfiteatro campano, con un focus sui temi iconografici, storici e artistici che caratterizzano uno dei complessi monumentali più significativi del territorio.</p>



<p>Info: <a href="mailto:drm-cam.museoanticacapua@cultura.gov.it">drm-cam.museoanticacapua@cultura.gov.it</a></p>



<p><strong>Museo archeologico nazionale dell’antica Capua&nbsp;</strong></p>



<p><strong><em>Oltre le sale espositive: visite ai depositi del museo</em></strong></p>



<p><strong>Sabato 13 giugno 2026, ore 17.00 e 18.00</strong></p>



<p>Sabato 13 giugno, alle 17.00 e alle 18.00, il Museo archeologico nazionale dell’antica Capua aprirà eccezionalmente i suoi depositi, che custodiscono straordinarie testimonianze dell’archeologia dell’antica Capua e del territorio circostante, alla scoperta degli spazi solitamente non accessibili ai visitatori. Un percorso speciale che accompagnerà il pubblico dietro le quinte del museo, tra reperti custoditi, attività di catalogazione, studio e conservazione, mostrando il lavoro silenzioso e fondamentale che sostiene la vita delle collezioni archeologiche.</p>



<p>Info: <a href="mailto:drm-cam.museoanticacapua@cultura.gov.it">drm-cam.museoanticacapua@cultura.gov.it</a></p>



<p>SALERNO</p>



<p><strong>Museo archeologico nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di frontiera”</strong></p>



<p><strong>Da venerdì 12 a domenica 14 giugno 2026: </strong><strong><em>Una sepoltura d’eccezione da Pontecagnano</em></strong></p>



<p><strong><em>Domenica 14 giugno, ore 10.30: Vini di frontiera</em></strong></p>



<p>Il Museo Archeologico di Pontecagnano propone per questa tre giorni un ricco programma di attività rivolte a un pubblico ampio, all’insegna della divulgazione della ricerca archeologica, della condivisione di pratiche e risultati con la comunità locale, le associazioni e le famiglie, nell’ottica di un’esperienza viva e partecipata.&nbsp;</p>



<p>Dal 12 al 14 giugno, nei consueti orari di apertura del Museo, il pubblico potrà ammirare in mostra per la prima volta l’esposizione di una eccezionale sepoltura, di una donna di rango elevato vissuta più di 2600 anni fa, rinvenuta in via XVIII Giugno, al centro di Pontecagnano Faiano. La donna sfoggiava una ricca parure di monili in bronzo, la cui disposizione permette la ricostruzione dell’abbigliamento funerario, mentre il corredo di vasi, raccolti in nuclei, rispecchia una precisa logica funzionale e rituale.</p>



<p>Domenica 14 giugno alle ore 10.30 si terrà il convegno “<em>Vini di frontiera”</em>, organizzato dal Consorzio Vita Salernum Vites nell’ambito dell’iniziativa “<em>Radici itineranti &#8211; Salone Vini salernitani”</em>. I lavori saranno aperti dai saluti della direttrice del Museo, Serena De Caro, del sindaco di Pontecagnano Faiano, Giuseppe Lanzara, dell’assessora alle Politiche Culturali, Roberta D’Amico, a cui seguiranno gli interventi di Carmine Pellegrino, docente di Etruscologia e Archeologia dell’Italia antica presso il DiSPAC dell’Università degli Studi di Salerno, e di Chiara Giorleo, critica enogastronomica, docente e giudice in concorsi internazionali. Le conclusioni saranno affidate al presidente del Consorzio Vita Salernum Vites, Marco Serra.</p>



<p>Il Museo archeologico nazionale di Pontecagnano sarà eccezionalmente aperto anche lunedì 15 giugno dalle ore 9.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso alle 18.30).&nbsp;</p>



<p>Info: +39 089 848181 | drm-cam.pontecagnano@cultura.gov.it</p>



<p><strong>Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno</strong></p>



<p><strong>Venerdì 12 e sabato 13 giugno 2026, dalle 9.00 alle 19.00, domenica 14 giugno dalle 9.00 alle 14.00: </strong><strong><em>L’archeologia della Valle del Sarno: un percorso guidato tra le collezioni del Museo</em></strong></p>



<p>Il Museo Archeologico Nazionale della Valle del Sarno propone visite guidate condotte dal personale del museo, offrendo al pubblico un’opportunità di scoperta e approfondimento delle proprie collezioni.</p>



<p>Il percorso guidato, in programma venerdì 12 giugno, dalle 9.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle 18.30), sabato 14 e domenica 15 giugno, dalle 9.00 alle 14.00 (ultimo ingresso alle 13.30), si configura come un momento di dialogo e confronto, pensato per coinvolgere attivamente i visitatori, che potranno condividere curiosità e riflessioni lungo l’itinerario museale. I reperti esposti, provenienti dalle numerose campagne di scavo condotte nel territorio, restituiscono la storia di un’area frequentata e abitata fin dall’antichità grazie all’abbondanza di acque sorgive, alla fertilità del suolo e alla favorevole posizione geografica.</p>



<p>Info: +39 081 941451 | <a href="mailto:drm-cam.sarno@beniculturali.it">drm-cam.sarno@cultura.gov.it</a></p>



<p>BENEVENTO</p>



<p><strong>Teatro Romano di Benevento</strong></p>



<p><strong>Venerdì 12 e sabato 13 giugno 2026: </strong><strong><em>Dallo scavo alla conoscenza. Il Teatro Romano racconta la sua storia</em></strong></p>



<p><strong>Domenica 14 giugno 2026, ore 18.00: </strong><strong><em>L&#8217;Iseo perduto di Benevento</em></strong></p>



<p>Per le Giornate Europee dell’Archeologia, il Teatro Romano di Benevento propone un programma articolato in tre giornate, nel segno del tema scelto per l&#8217;edizione 2026, &#8220;Archaeology in the Making&#8221;, che invita a guardare all&#8217;archeologia come a un&#8217;attività in continua evoluzione, un percorso fatto di scoperte, studi, interpretazioni e confronto con il territorio.</p>



<p>Venerdì 12 e sabato 13 giugno, il personale del monumento accompagnerà i visitatori in un racconto dedicato alla storia delle indagini archeologiche che hanno interessato il complesso del Teatro Romano, dagli scavi degli anni Cinquanta fino alle più recenti attività di ricerca e valorizzazione. Attraverso testimonianze, documentazione storica e approfondimenti sul lavoro degli archeologi, il pubblico potrà conoscere come si costruisce nel tempo la conoscenza di un sito archeologico e come ogni intervento contribuisca ad arricchirne la storia.</p>



<p>Domenica 14 giugno alle ore 18.00, il programma si concluderà con la presentazione del volume &#8220;<em>L&#8217;Iseo perduto di Benevento</em>&#8221; di Marcellino Aversano che offre una ricostruzione storica e archeologica dell&#8217;antico santuario dedicato alla dea Iside, uno dei più importanti luoghi di culto della Benevento romana. Attraverso un&#8217;attenta rilettura delle fonti e delle evidenze archeologiche, l&#8217;autore restituisce alla città la memoria di un monumento che, pur essendo in gran parte scomparso, continua a rappresentare un capitolo fondamentale della sua storia.&nbsp;</p>



<p>La presentazione del libro si inserisce idealmente nel tema delle Giornate Europee dell&#8217;Archeologia, mostrando come la ricerca, lo studio e l&#8217;interpretazione delle testimonianze materiali consentano di riportare alla luce patrimoni perduti e di condividere con la comunità i risultati del lavoro archeologico.</p>



<p>L&#8217;iniziativa rappresenta un&#8217;occasione per conoscere più da vicino il patrimonio archeologico beneventano e le attività che quotidianamente ne garantiscono la tutela, la ricerca e la valorizzazione.</p>
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		<title>Una professionista di Novi Velia tra gli esperti del Ministero della Cultura per il nuovo progetto nazionale sul fundraising</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/una-professionista-di-novi-velia-tra-gli-esperti-del-ministero-della-cultura-per-il-nuovo-progetto-nazionale-sul-fundraising/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 11:14:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Novi Velia]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[valeria romanelli]]></category>
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					<description><![CDATA[Valeria Romanelli, originaria del Cilento, tra i docenti e consulenti chiamati a formare oltre 250 operatori culturali italiani C&#8217;è anche una professionista originaria del Cilento tra gli esperti selezionati dal [...]]]></description>
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<p><em>Valeria Romanelli, originaria del Cilento, tra i docenti e consulenti chiamati a formare oltre 250 operatori culturali italiani</em></p>



<p>C&#8217;è anche una professionista originaria del Cilento tra gli esperti selezionati dal Ministero della Cultura per il nuovo progetto nazionale dedicato al fundraising culturale. Si tratta di Valeria Romanelli, originaria di Novi Velia, docente e consulente senior di fundraising presso la Scuola di Fundraising di Roma, coinvolta nel percorso promosso dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DiVa).</p>



<p>L&#8217;iniziativa, denominata “Progetto Fundraising per i Musei e gli Istituti del Ministero della Cultura”, è organizzata attraverso l&#8217;Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP) e punta a rafforzare le competenze del personale ministeriale nella ricerca di risorse economiche e nello sviluppo di strategie innovative per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.</p>



<p>Per la realizzazione del progetto, il DiVa si avvale del supporto specialistico di ALES S.p.A., società in house del Ministero della Cultura, che coordinerà il coinvolgimento di professionisti del fundraising selezionati a livello nazionale e della struttura dedicata all&#8217;Art Bonus.</p>



<p>La prima fase dell&#8217;iniziativa prevede un percorso formativo online di 16 ore, articolato in quattro webinar programmati nelle giornate del 20, 22, 26 e 28 maggio 2026. Il corso è rivolto a direttori, dirigenti e personale amministrativo degli istituti culturali partecipanti e ha già registrato oltre 250 iscritti provenienti dai Dipartimenti del Ministero della Cultura e da alcuni dei più importanti musei, parchi archeologici, biblioteche e istituti culturali italiani.</p>



<p>Tra le realtà coinvolte figurano il Parco Archeologico del Colosseo, il Parco Archeologico di Pompei, la Galleria degli Uffizi, la Galleria Borghese, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, la Reggia di Caserta, i Musei Reali di Torino e Grande Brera, insieme a numerosi musei nazionali, soprintendenze, archivi e biblioteche.</p>



<p>Ad aprire il primo appuntamento saranno i saluti istituzionali di Alfonsina Russo, Capo Dipartimento del DiVa, del direttore dell&#8217;IC-VEPP Alessio De Cristofaro e di Carolina Botti, direttore Valorizzazione del patrimonio culturale di ALES S.p.A. Seguirà il modulo introduttivo dedicato al fundraising per la cultura, curato da Massimo Coen Cagli e Lucia Steri.</p>



<p>Nel percorso formativo sarà coinvolta appunto Valeria Romanelli insieme agli altri consulenti ed esperti Elisa Bonini, Niccolò Contrino, Marianna Martinoni e Riccardo Tovaglieri. Oltre all&#8217;attività didattica, i professionisti affiancheranno nei prossimi mesi alcuni istituti culturali selezionati nella seconda fase del progetto, dedicata allo sviluppo di sei progetti pilota di fundraising.</p>



<p>Per il Cilento si tratta di una presenza di prestigio all&#8217;interno di un&#8217;iniziativa nazionale che mira a rafforzare la sostenibilità e l&#8217;autonomia gestionale dei luoghi della cultura, favorendo nuove opportunità di partecipazione e incrementando le risorse destinate alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano.</p>



<p>L&#8217;obiettivo finale del progetto è quello di diffondere competenze specialistiche e buone pratiche capaci di sostenere la crescita progettuale degli istituti culturali, riconoscendo il ruolo di musei, biblioteche, archivi e parchi archeologici come presìdi fondamentali per la crescita culturale dei territori e il benessere delle comunità.</p>
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		<title>Pellezzano, a “Racconti d’Estate” arriva Monica Caradonna: la giornalista Rai protagonista della seconda serata</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pellezzano-a-racconti-destate-arriva-monica-caradonna-la-giornalista-rai-protagonista-della-seconda-serata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:39:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pellezzano]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista rai]]></category>
		<category><![CDATA[monica caradonna]]></category>
		<category><![CDATA[pellezzano]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti d’Estate]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà Monica Caradonna il secondo ospite della VI edizione di “Racconti d’Estate”, la rassegna culturale promossa dal Comune di Pellezzano e organizzata da dLiveMedia Comunicazione ed Eventi, che porta sul [...]]]></description>
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<p>Sarà Monica Caradonna il secondo ospite della VI edizione di “Racconti d’Estate”, la rassegna culturale promossa dal Comune di Pellezzano e organizzata da dLiveMedia Comunicazione ed Eventi, che porta sul territorio protagonisti del panorama televisivo, culturale e artistico italiano.</p>



<p>L’appuntamento è in programma venerdì 12 giugno alle ore 19 nei Giardini di Piazza Municipio a Pellezzano e vedrà protagonista una delle giornaliste e conduttrici più autorevoli della Rai. Volto storico di Rai Italia, Monica Caradonna è da anni impegnata nel racconto delle eccellenze italiane nel mondo, attraverso programmi e format dedicati a cultura, territori, tradizioni e identità nazionale oltreconfine.</p>



<p>La serata sarà l’occasione per ripercorrere il suo percorso professionale e umano tra televisione e giornalismo, con un focus sul valore della comunicazione culturale e sulla promozione dell’identità italiana nel mondo.</p>



<p>«Racconti d’Estate continua a crescere e a proporre ospiti di grande qualità umana e professionale. Monica Caradonna rappresenta perfettamente lo spirito della nostra rassegna: una professionista capace di raccontare il territorio, le persone e le emozioni con sensibilità e competenza. Siamo orgogliosi di ospitarla a Pellezzano», dichiara il Sindaco di Pellezzano Francesco Morra.</p>



<p>L’incontro si inserisce in un calendario che punta a creare momenti di dialogo tra ospiti e pubblico in una dimensione intima e partecipata, tratto distintivo della manifestazione.</p>



<p>«Dopo Greta Mauro, abbiamo voluto proseguire con una figura autorevole e raffinata come Monica Caradonna, capace di unire giornalismo, cultura e televisione. Racconti d’Estate nasce per creare connessioni tra professionisti, artisti e comunità», sottolinea Roberto Vargiu, direttore di dLiveMedia.</p>



<p>La VI edizione proseguirà con Flora Canto, Fortunato Cerlino, Irene Maiorino e Raiz, confermando Pellezzano come uno dei centri culturali più vivaci dell’estate provinciale.</p>
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		<item>
		<title>Arte: Fernando Mangone omaggia Pino Daniele, la musica diventa colore e memoria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/arte-fernando-mangone-omaggia-pino-daniele-la-musica-diventa-colore-e-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 21:32:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[cultura napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[fernando mangone]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Arte Mangone]]></category>
		<category><![CDATA[pino daniele]]></category>
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					<description><![CDATA[Un dialogo tra musica e pittura, tra memoria collettiva ed espressione artistica contemporanea. È il progetto che vede protagonista il maestro Fernando Mangone, impegnato in un percorso creativo dedicato all&#8217;eredità [...]]]></description>
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<p>Un dialogo tra musica e pittura, tra memoria collettiva ed espressione artistica contemporanea. È il progetto che vede protagonista il maestro Fernando Mangone, impegnato in un percorso creativo dedicato all&#8217;eredità culturale e musicale di Pino Daniele, figura simbolo della musica italiana e mediterranea.</p>



<p>L&#8217;iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Arte Mangone ETS, si propone come un omaggio all&#8217;artista napoletano attraverso una rilettura pittorica che supera il semplice ritratto per trasformarsi in ricerca visiva ed emozionale.</p>



<p>&#8220;Il percorso artistico del maestro Fernando Mangone incontra la straordinaria eredità musicale e culturale di Pino Daniele in un progetto che si configura come un omaggio profondo e stratificato, dove la pittura si fa linguaggio di memoria e la musica diventa immagine, segno e colore&#8221;, afferma la presidente della Fondazione Arte Mangone ETS.</p>



<p>Secondo la Fondazione, l&#8217;opera di Pino Daniele continua a rappresentare un punto di riferimento della cultura contemporanea grazie alla sua capacità di fondere linguaggi diversi, dal blues al jazz, dal rock alla tradizione partenopea, raccontando Napoli come luogo dell&#8217;anima e simbolo universale di identità e appartenenza.</p>



<p>In questo contesto si inserisce la ricerca di Mangone, che interpreta il musicista come presenza simbolica e fonte di ispirazione creativa. Nelle sue opere, spiegano i promotori del progetto, il suono si trasforma in gesto pittorico, la melodia diventa struttura cromatica e il colore assume una dimensione emotiva capace di evocare le atmosfere e la forza narrativa delle composizioni del cantautore.</p>



<p>&#8220;Pino Daniele ha rappresentato una delle espressioni più alte della cultura musicale italiana. La sua capacità di fondere tradizione e innovazione, radici e contemporaneità, lo rende un artista senza tempo&#8221;, sottolinea Fernando Mangone. &#8220;Nel mio lavoro ho cercato di ascoltare la sua musica con lo sguardo, trasformando le sue atmosfere in segni, vibrazioni e colori. Non si tratta di rappresentarlo, ma di continuare a farlo vivere attraverso la pittura&#8221;.</p>



<p>Per la Fondazione, il progetto contribuisce a rafforzare il dialogo tra linguaggi artistici differenti e a promuovere una riflessione sul ruolo dell&#8217;arte come strumento di conservazione della memoria culturale. Un incontro tra suono e immagine che, attraverso la sensibilità contemporanea, intende restituire nuova forma all&#8217;eredità di uno degli artisti più amati della musica italiana.</p>
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		<item>
		<title>A Salerno nascono i “Cronisti Medievali”: il 10 giugno la presentazione de “La Gazzetta della Minerva”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-salerno-nascono-i-cronisti-medievali-il-10-giugno-la-presentazione-de-la-gazzetta-della-minerva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 14:59:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Cronisti Medievali]]></category>
		<category><![CDATA[cultura salerno]]></category>
		<category><![CDATA[didattica innovativa]]></category>
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		<category><![CDATA[giardino della minerva]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo scolastico]]></category>
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		<category><![CDATA[La Gazzetta della Minerva]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Silvatico]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
		<category><![CDATA[scuola medica salernitana]]></category>
		<category><![CDATA[scuole Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[storia medievale]]></category>
		<category><![CDATA[Trotula de Ruggiero]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli alunni dell&#8217;Istituto Comprensivo &#8220;Vicinanza&#8221; diventano reporter del Medioevo salernitano. Tra interviste impossibili, pubblicità storiche e contenuti multimediali, la storia locale si trasforma in un originale progetto editoriale. Un viaggio [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Gli alunni dell&#8217;Istituto Comprensivo &#8220;Vicinanza&#8221; diventano reporter del Medioevo salernitano. Tra interviste impossibili, pubblicità storiche e contenuti multimediali, la storia locale si trasforma in un originale progetto editoriale.</strong></p>



<p>Un viaggio nel tempo lungo oltre sette secoli, alla scoperta delle radici culturali e scientifiche della città. Sono i &#8220;Cronisti Medievali&#8221; dell&#8217;Istituto Comprensivo &#8220;Vicinanza&#8221; di Salerno, protagonisti del progetto che ha dato vita a “La Gazzetta della Minerva”, un originale quotidiano ambientato nella Salerno medievale.</p>



<p>L&#8217;appuntamento con la presentazione ufficiale è fissato per mercoledì 10 giugno alle ore 18:00 presso il suggestivo Giardino della Minerva, luogo simbolo della tradizione botanica e medica cittadina. Qui gli alunni delle classi IV C e IV D racconteranno al pubblico il percorso che li ha portati a trasformarsi in veri e propri inviati speciali del Medioevo.</p>



<p>L&#8217;iniziativa, inserita nell&#8217;ambito delle attività didattiche e culturali del territorio, è stata curata da Paola Valitutti dell&#8217;Associazione Erchemperto e ha consentito ai giovani studenti di approfondire la storia della celebre Scuola Medica Salernitana, considerata la più importante istituzione medica dell&#8217;Europa medievale.</p>



<p>Attraverso un lavoro di ricerca, scrittura e creatività, i bambini hanno riscoperto figure fondamentali della tradizione salernitana, come Matteo Silvatico e Trotula de Ruggiero, reinterpretandone il ruolo con uno sguardo curioso e contemporaneo.</p>



<p>Vestendo i panni di cronisti del Trecento, gli alunni hanno realizzato un giornale che riproduce la struttura dei moderni quotidiani, pur mantenendo un forte richiamo all&#8217;estetica e ai contenuti dell&#8217;epoca. Tra le pagine de “La Gazzetta della Minerva” trovano spazio cronache e notizie ispirate agli eventi della Salerno medievale, approfondimenti sulle scoperte scientifiche e botaniche del tempo, oltre a originali &#8220;interviste impossibili&#8221; ai grandi maestri della Scuola Medica.</p>



<p>Non mancano inserzioni pubblicitarie in chiave storica, dedicate a rimedi erboristici, speziali e botteghe artigiane, realizzate con ironia e attenzione alla ricostruzione storica. Un elemento innovativo del progetto è rappresentato inoltre dai contenuti multimediali: all&#8217;interno del giornale sono stati inseriti QR Code che permettono di accedere a servizi video e approfondimenti realizzati dagli stessi studenti, creando un ponte tra il Medioevo e le nuove tecnologie.</p>



<p>L&#8217;iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di didattica esperienziale, capace di unire storia, giornalismo, ricerca e competenze digitali. Attraverso il racconto del passato, gli alunni hanno infatti sviluppato nuove forme di apprendimento, riscoprendo il patrimonio culturale della propria città in modo coinvolgente e innovativo.</p>



<p>Durante la presentazione saranno proprio i giovani cronisti a raccontare al pubblico la loro esperienza, spiegando come la storia del territorio sia diventata la notizia più importante dell&#8217;anno. Un&#8217;occasione per valorizzare il legame tra scuola, cultura e comunità, riportando al centro dell&#8217;attenzione uno dei capitoli più affascinanti della storia di Salerno.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sequestrato complesso edilizio nel Cilento: 32 indagati, sigilli a oltre 20 immobili</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sequestrato-complesso-edilizio-nel-cilento-32-indagati-sigilli-a-oltre-20immobili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 15:08:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Marina - Policastro]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Un presunto sistema di trasformazione urbanistica realizzato attraverso il frazionamento di terreni agricoli, la successiva vendita dei lotti e l’edificazione di numerose abitazioni è al centro dell’inchiesta che ha portato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un presunto sistema di trasformazione urbanistica realizzato attraverso il frazionamento di terreni agricoli, la successiva vendita dei lotti e l’edificazione di numerose abitazioni è al centro dell’inchiesta che ha portato al sequestro preventivo di sei fabbricati in corso di costruzione e di oltre quindici unità abitative nella località Isca dei Macelli, a Policastro Bussentino, frazione del Comune di Santa Marina.</p>



<p>Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata di oggi dal personale della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Lagonegro, composta da guardia di finanza e carabinieri, con il supporto del reparto carabinieri forestali di Vallo della Lucania e della stazione dei carabinieri di Vibonati. Il decreto è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lagonegro il 4 giugno scorso.</p>



<p>Secondo quanto emerso dalle indagini, il valore complessivo delle opere già realizzate supererebbe il milione e mezzo di euro. Contestati, a vario titolo, i reati di lottizzazione abusiva, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.</p>



<p>L’inchiesta avrebbe preso avvio da un’attività peritale finalizzata a individuare aree agricole del territorio comunale che avevano progressivamente perso le caratteristiche di ruralità in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti. Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire una complessa operazione che avrebbe interessato una superficie di circa 24.276 metri quadrati classificata come zona agricola “E” dal piano regolatore generale.</p>



<p>Gli investigatori ritengono che il progetto si sia sviluppato in più fasi: dapprima il frazionamento catastale delle particelle originarie in diciotto lotti, ritenuti incompatibili con la vocazione agricola dell’area; successivamente la loro cessione attraverso atti di compravendita stipulati tra il 2008 e il 2023; infine la realizzazione degli immobili mediante titoli edilizi che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati ottenuti sulla base di attestazioni tecniche non veritiere relative alla classificazione urbanistica dei terreni.</p>



<p>La Procura parla di una trasformazione del territorio che avrebbe determinato un significativo consumo di suolo in un contesto caratterizzato da elevato pregio ambientale e paesaggistico. Le attività investigative hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 32 persone, tra lottizzatori, procuratori speciali, progettisti, direttori dei lavori, acquirenti, venditori e responsabili pro tempore dell’ufficio tecnico comunale coinvolti nel rilascio dei titoli edilizi.</p>



<p>Nel decreto di sequestro, il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti sia il fumus dei reati contestati sia il pericolo che il completamento delle opere o l’eventuale trasferimento a terzi degli immobili potesse aggravare gli effetti delle presunte violazioni. Da qui la decisione di anticipare gli effetti della possibile futura confisca prevista dalla normativa vigente.</p>



<p>La Procura di Lagonegro sottolinea come l’operazione si inserisca nell’ambito dell’attività di tutela del territorio e della legalità urbanistica, con particolare attenzione alla salvaguardia del suolo agricolo e degli equilibri ambientali del Basso Cilento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maturità 2026, al via il conto alla rovescia: date, prove e materie per ogni indirizzo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/maturita-2026-al-via-il-conto-alla-rovescia-date-prove-e-materie-per-ogni-indirizzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 12:20:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[esami di stato]]></category>
		<category><![CDATA[Maturità 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=248637</guid>

					<description><![CDATA[Maturità 2026, al via il conto alla rovescia: date, prove e materie per ogni indirizzo Sono oltre mezzo milione gli studenti italiani attesi all’esame di Maturità 2026. Il Ministero dell’Istruzione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Maturità 2026, al via il conto alla rovescia: date, prove e materie per ogni indirizzo</h3>



<p>Sono oltre mezzo milione gli studenti italiani attesi all’esame di Maturità 2026. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha già definito calendario, struttura delle prove e discipline della seconda prova scritta per i diversi indirizzi scolastici. L’esame conferma la formula introdotta negli ultimi anni, con due prove scritte e un colloquio orale finale. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Le date degli esami</h4>



<p>La prima prova scritta, uguale per tutti gli indirizzi di studio, si svolgerà giovedì 18 giugno 2026 alle ore 8.30. Il giorno successivo, venerdì 19 giugno, sarà la volta della seconda prova scritta, diversa a seconda del percorso scolastico frequentato. Gli esami orali inizieranno dopo la correzione degli elaborati, secondo il calendario stabilito dalle singole commissioni. </p>



<p>Per gli indirizzi EsaBac e per alcune sezioni internazionali è prevista anche una terza prova scritta il 25 giugno. Le eventuali prove suppletive si svolgeranno l’1 e il 2 luglio. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Come si svolge l’esame</h3>



<p>La Maturità 2026 prevede:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una prima prova scritta di Italiano, comune a tutti;</li>



<li>una seconda prova scritta sulle discipline caratterizzanti il corso di studi;</li>



<li>un colloquio orale finalizzato a verificare conoscenze, competenze e capacità di collegamento tra le diverse discipline.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">La prima prova: Italiano per tutti</h3>



<p>La prima prova nazionale consiste in un elaborato di Italiano con diverse tipologie di tracce tra cui scegliere: analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità. La durata è di sei ore. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Le materie della seconda prova</h3>



<p>Il Ministero ha già individuato le discipline caratterizzanti per i principali indirizzi di studio. </p>



<p><strong>Liceo Classico:</strong> Latino</p>



<p><strong>Liceo Scientifico:</strong> Matematica</p>



<p><strong>Liceo delle Scienze Umane:</strong> Scienze Umane</p>



<p><strong>Liceo Linguistico:</strong> disciplina caratterizzante prevista dall&#8217;indirizzo secondo il decreto ministeriale</p>



<p><strong>Istituto Tecnico – Amministrazione, Finanza e Marketing (AFM):</strong> Economia Aziendale</p>



<p><strong>Istituto Tecnico – Turismo:</strong> Discipline Turistiche e Aziendali</p>



<p><strong>Istituto Tecnico – Costruzioni, Ambiente e Territorio (CAT):</strong> Progettazione, Costruzioni e Impianti</p>



<p>Negli istituti professionali del nuovo ordinamento la prova non è riferita a una singola materia ma alle competenze e ai nuclei tematici fondamentali dell’indirizzo di studio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Novità per il colloquio orale</h3>



<p>L’orale resta la fase conclusiva dell’esame e punta a verificare non solo la preparazione disciplinare, ma anche le competenze maturate nel percorso scolastico. Per ciascun indirizzo sono state individuate quattro discipline di riferimento per il colloquio, pubblicate dal Ministero insieme alle materie della seconda prova. </p>



<p>Durante il colloquio saranno inoltre valorizzate le esperienze di formazione scuola-lavoro, l’educazione civica e il curriculum dello studente. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Commissioni e valutazione</h3>



<p>Le commissioni saranno composte da un presidente esterno, commissari interni ed esterni. Il punteggio finale resta espresso in centesimi, con possibilità di attribuzione della lode agli studenti che raggiungono risultati eccellenti. </p>
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		<item>
		<title>Teatro, la crescita di ActorSud si consacra con un doppio spettacolo al cineteatro di Agropoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/teatro-la-crescita-di-actorsud-si-consacra-con-un-doppio-spettacolo-al-cineteatro-di-agropoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[actorsud]]></category>
		<category><![CDATA[cinetreatro agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Una straordinaria maratona di teatro, emozioni e applausi ha caratterizzato la serata dello scorso 2 giugno, al Cineteatro &#8216;Eduardo De Filippo&#8217; di Agropoli. L&#8217;associazione culturale ActorSud di Castellabate, presieduta da [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una straordinaria maratona di teatro, emozioni e applausi ha caratterizzato la serata dello scorso 2 giugno, al Cineteatro &#8216;Eduardo De Filippo&#8217; di Agropoli. L&#8217;associazione culturale ActorSud di Castellabate, presieduta da Vittoria Passaro, ha portato in scena un duplice appuntamento artistico che ha saputo richiamare il pubblico delle grandi occasioni. Davanti a una folta platea, si sono succeduti sul palco due spettacoli profondamente diversi per genere e registro, ma accomunati da una straordinaria freschezza interpretativa e da un&#8217;impeccabile cura dei dettagli scenici.</p>



<p>Il sipario si è alzato con &#8216;Il Volo del Cigno&#8217;, un&#8217;opera emozionante e poetica interpretata dai giovanissimi e talentuosi allievi della Ludoteca Teatrale ActorSud. Sotto la guida attenta della regista Giovanna Chirico, coadiuvata dall&#8217;aiuto regia di Vittoria Passaro, i piccoli attori hanno incantato il pubblico con una performance toccante incentrata sulla crescita, sulla libertà e sul superamento delle proprie fragilità, evocati dalla metafora del cigno. Le splendide scelte di costume firmate da Teodora Esposito e la suggestiva scenografia curata da Angela Masucci hanno saputo ricreare un&#8217;atmosfera fiabesca capace di toccare le corde più profonde degli spettatori di tutte le età.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-05-at-08.44.57-1-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-248569" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-05-at-08.44.57-1-1024x682.jpeg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-05-at-08.44.57-1-300x200.jpeg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-05-at-08.44.57-1-768x512.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-05-at-08.44.57-1-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-05-at-08.44.57-1.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A seguire il registro è radicalmente cambiato per dare spazio alla graffiante ironia contemporanea con &#8216;Il peggior paese d&#8217;Italia&#8217;, brillante commedia dell&#8217;autore francese J.P. Martinez. A salire sul palcoscenico è stata la Compagnia del Mandarino, costola artistica di ActorSud. Questo nome, nato con affetto e simpatia da un regalo ricevuto in passato proprio dai ragazzi, rappresenta oggi un gruppo affiatato che ha saputo accompagnare il pubblico in un racconto incentrato sulla capacità di affrontare anche le difficoltà più grandi della vita con coraggio, ironia e quel pizzico di bizzarria che rende tutto più umano.</p>



<p>La messinscena rappresenta il culmine di un percorso annuale intenso, fatto di profondo impegno, creatività e crescita collettiva. Nel corso dei mesi, i ragazzi si sono messi in gioco con entusiasmo e partecipazione in progetti dal forte valore artistico e sociale. Tra le esperienze più significative dell&#8217;anno spiccano la realizzazione del toccante video intitolato &#8216;I segni&#8217;, un&#8217;importante opera di sensibilizzazione contro la violenza di genere, e lo studio approfondito sul testo &#8216;Gli innamorati&#8217; di Goldoni, arricchito dall&#8217;esperienza pedagogica di assistere allo spettacolo interpretato da attori professionisti. A questo si aggiunge inoltre la partecipazione al concorso coreutico e narrativo &#8216;Fiaba in borgo&#8217;.</p>



<p>La satira pungente e i ritmi serrati del testo di Martinez sono stati valorizzati al massimo dalla regia dinamica e geometrica di Giovanna Chirico. In una scena dal forte impatto visivo, ideata da Mabel D&#8217;Amore e realizzata da Antonio Pinto, completata dai costumi di Teodora Esposito, la compagnia ha tratteggiato con precisione i vizi e i paradossi del vivere sociale, strappando al pubblico risate e applausi.</p>



<p>A margine dell&#8217;evento, la Presidente di ActorSud, Vittoria Passaro, ha espresso la sua profonda soddisfazione: &#8220;Vedere il teatro così pieno è la risposta più bella al lavoro che ActorSud porta avanti quotidianamente sul territorio. Con la Ludoteca Teatrale investiamo sul futuro e sulla sensibilità dei più piccoli, mentre la Compagnia del Mandarino ha dimostrato il valore di un intero anno di esperienze significative. Questo doppio successo ripaga i sacrifici di una squadra straordinaria e conferma il nostro impegno nel fare della cultura uno strumento di coesione, condivisione e crescita.&#8221;</p>



<p>La regista Giovanna Chirico ha voluto commentare l&#8217;esito della serata sottolineando lo sforzo organizzativo e artistico: &#8220;Dirigere questi due lavori nella stessa sera è stata una sfida artistica entusiasmante e complessa. I ragazzi della ludoteca sono stati straordinari per purezza e concentrazione, e la Compagnia del Mandarino ha dimostrato una maturità attoriale e tempi teatrali impeccabili. Il merito va condiviso con famiglie, genitori, scenografi, costumisti e tecnici che hanno fatto un lavoro immenso dietro le quinte.&#8221;</p>



<p>L&#8217;evento ad ingresso libero ha beneficiato del patrocinio del Comune di Castellabate e della FITA, la Federazione Italiana Teatro Amatori, si ringrazia la Città di Agropoli per l&#8217;ospitalità. L&#8217;Actor Sud torna a lavoro il prossimo autunno, per informazioni sui corsi che saranno attivati e su tutte le prossime iniziative è possibile seguire le pagine social ufficiali dell&#8217;associazione. Il giovane cast è composto da Borrelli Mariateresa- Carpinelli Cassandra- Di Bartolomeo Vito &#8211; Guariglia Greta- Malacari Angela- Palermo Gabriele- Terzo Nathan &#8211; Bouchnak Maryam- Di Bartolomeo Vincenzo &#8211; Di Matteo Ludovica Guariglia Claudio- Guida Antonietta &#8211; Guida Nicola- Martiscelli Maria Assunta- Rodio Rachele- Romano Costabile- Santis Giorgia- Simeoli Eleonora- Cassese Giulia Haru- Di Giacomo Antonio- Di Luccia Miriam- Guariglia Maria Elena- Lembo Delia- Polito Daniele &#8211; Rubino Matteo- Spagnuolo Lisa- Ciardi Kevin &#8211; Ciardo Anna- Di Giacomo Elena- Giannella Antonio- Giordano Ottavia- Guglielmi Miriam- La Pastina Siria- Mazziotti Azzurra- Rodio Carmela- Scarano Gianluca- Tamasco Marco.</p>
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		<item>
		<title>Milano-Montecarlo: il casellese R3to lancia &#8220;16&#8221;, inno per Leclerc in vista del Gp di Monaco</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/milano-montecarlo-il-casellese-r3to-lancia-16-inno-per-leclerc-in-vista-del-gp-di-monaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 14:10:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Caselle in Pittari]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[In occasione del Gran Premio di Monaco di Formula 1, il cantautore R3TO (di origini cilentane, di Caselle in Pittari) presenta il nuovo singolo “16”, definito un inno epico dedicato [...]]]></description>
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<p>In occasione del Gran Premio di Monaco di Formula 1, il cantautore R3TO (di origini cilentane, di Caselle in Pittari) presenta il nuovo singolo “16”, definito un inno epico dedicato al pilota della Ferrari Charles Leclerc.</p>



<p>Il brano, disponibile su tutte le piattaforme digitali di musica, arriva dopo i precedenti successi dell’artista “Rossa” e “44”, che hanno registrato milioni di streaming e ottenuto rotazioni su Sky Sport F1 e inserimenti nella playlist ufficiale della Formula 1 su Spotify.</p>



<p>Con “16”, R3TO prosegue il suo percorso musicale legato al motorsport, unendo sonorità urban e immaginario cinematografico legato alle competizioni automobilistiche. Il singolo è dedicato in particolare al pilota monegasco, soprannominato “il Predestinato”, e vuole rappresentare un tributo alla sua carriera e al legame con il Gran Premio di casa.</p>



<p>Secondo quanto riportato dall’artista, il brano ha già raccolto migliaia di ricondivisioni sui social nelle ore successive all’uscita, con un riscontro trasversale tra fan e appassionati di Formula 1.</p>



<p>“Mi è stato riferito che Charles ha ascoltato il brano la sera dell’uscita e lo ringrazio per il video saluto condiviso sui social. Anche il repost di Andrea Ferrari mi fa ben sperare che questo brano possa dare una carica aggiuntiva per un Gran Premio così speciale”, ha dichiarato R3TO.</p>



<p>L’artista milanese, all’anagrafe Federico Torre, ha costruito la propria identità musicale fondendo musica e sport, con un percorso arricchito da esperienze live e dalla partecipazione a più edizioni di Casa Sanremo (2019, 2022, 2023).</p>
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		<title>Un libro per tutti, a Casaletto Spartano inaugurata la prima &#8220;casetta dei libri&#8221;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/un-libro-per-tutti-a-casaletto-spartano-inaugurata-la-prima-casetta-dei-libri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Casaletto Spartano]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[casaletto spartano]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Un nuovo spazio dedicato alla cultura e alla condivisione è nato nel cuore di Casaletto Spartano. Sabato 31 maggio è stata inaugurata in piazza Municipio la prima &#8220;casetta dei libri&#8221;, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un nuovo spazio dedicato alla cultura e alla condivisione è nato nel cuore di Casaletto Spartano. Sabato 31 maggio è stata inaugurata in piazza Municipio la prima &#8220;casetta dei libri&#8221;, un&#8217;iniziativa pensata per promuovere la lettura e favorire lo scambio gratuito di libri tra cittadini.</p>



<p>L&#8217;evento ha registrato una partecipazione significativa da parte della comunità locale, che ha accolto con entusiasmo un progetto destinato a diventare un punto di riferimento per gli amanti della lettura di tutte le età.</p>



<p>La Casetta dei Libri si ispira al principio del book crossing, sintetizzato dal motto &#8220;Prendi un libro, lascia un libro&#8221;: chiunque può prendere gratuitamente un volume, leggerlo e restituirlo oppure sostituirlo con un altro, contribuendo così a creare una biblioteca diffusa e sempre in movimento.</p>



<p>L&#8217;amministrazione comunale ha espresso soddisfazione per la riuscita dell&#8217;iniziativa, ringraziando i cittadini che hanno partecipato all&#8217;inaugurazione, gli autori locali che hanno contribuito con le loro opere e tutti coloro che hanno già donato libri da mettere a disposizione della collettività.</p>



<p>La struttura è già operativa, anche se nelle prossime settimane saranno completati gli ultimi interventi di allestimento. L&#8217;obiettivo, però, guarda già oltre. Il Comune ha infatti annunciato l&#8217;intenzione di installare altre casette dei libri in diverse zone del territorio, con l&#8217;obiettivo di portare la lettura sempre più vicino ai cittadini e creare nuovi luoghi di incontro e scambio culturale.</p>



<p>Un piccolo presidio culturale che punta a valorizzare il piacere della lettura e a rafforzare il senso di comunità, trasformando un semplice libro in un&#8217;occasione di condivisione e crescita collettiva.</p>
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		<title>Salerno Letteratura, Erri De Luca fuori dal programma</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-letteratura-erri-de-luca-fuori-dal-programma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 12:44:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Salta la partecipazione di Erri De Luca al Festival Salerno Letteratura, in programma dal 13 al 20 giugno. Il nome dello scrittore non compare più nel calendario ufficiale della manifestazione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Salta la partecipazione di Erri De Luca al Festival Salerno Letteratura, in programma dal 13 al 20 giugno. Il nome dello scrittore non compare più nel calendario ufficiale della manifestazione e non sarà quindi lui a tenere la tradizionale prolusione di apertura.</p>



<p class="p3">La decisione è maturata a seguito delle recenti dichiarazioni dell’autore su Israele, sionismo e conflitto in Palestina, che hanno acceso il dibattito pubblico.</p>



<p class="p3">A confermare il cambio di programma è il condirettore artistico del festival Gennaro Carillo, che in una dichiarazione al <strong>Mattino</strong> ha spiegato: «La prolusione in un primo momento avrebbe dovuto tenerla Erri De Luca, autore molto letto e altrettanto amato. Ma la prolusione implica una certa identità di vedute con chi te le commissiona, quanto meno rispetto alla più tragica delle evidenze, i morti civili di Gaza».</p>



<p class="p3">Il festival, tra i principali appuntamenti culturali del Mezzogiorno, proseguirà comunque con il programma già definito, che vedrà la partecipazione di scrittori, studiosi e artisti italiani e internazionali.</p>



<p>Fonte foto <strong><em>Di lei </em></strong></p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Grotte di Pertosa-Auletta: la Sala del Paradiso e la Sala delle Spugne nuovamente accessibili</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/grotte-di-pertosa-auletta-la-sala-del-paradiso-e-la-sala-delle-spugne-nuovamente-accessibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 08:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auletta]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[grotte pertosa aueltta]]></category>
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					<description><![CDATA[Le Grotte di Pertosa-Auletta si preparano a restituire al pubblico due degli ambienti più spettacolari e suggestivi dell’intero complesso speleologico: la Sala del Paradiso e la Sala delle Spugne, nuovamente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le Grotte di Pertosa-Auletta si preparano a restituire al pubblico due degli ambienti più spettacolari e suggestivi dell’intero complesso speleologico: la Sala del Paradiso e la Sala delle Spugne, nuovamente accessibili al termine degli interventi di monitoraggio, messa in sicurezza e rifacimento dell’impianto illuminotecnico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/710216905_1317105113877129_2431731834951293385_n-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-248302" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/710216905_1317105113877129_2431731834951293385_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/710216905_1317105113877129_2431731834951293385_n-300x300.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/710216905_1317105113877129_2431731834951293385_n-150x150.jpg 150w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/710216905_1317105113877129_2431731834951293385_n-768x768.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/710216905_1317105113877129_2431731834951293385_n.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>L’inaugurazione ufficiale si terrà venerdì 5 giugno alle ore 17 presso l’Antro delle Grotte di Pertosa-Auletta, alla presenza dell’Assessore al Turismo, Promozione del Territorio e Transizione Digitale della Regione Campania, Vincenzo Maraio, e della Presidente della Fondazione MIdA, Maria Rosaria Carfagna, il sindaco di Pertosa Domenico Barba, il sindaco di Auletta Antonio Caggiano, il direttore del Museo Speleo-Archeologico MIdA 1 di Pertosa Felice Larocca e rappresentanti istituzionali del territorio.</p>



<p>Nel corso della giornata sarà inoltre presentata la ristampa anastatica della storica monografia di Paolo Carucci del 1907 dedicata alle Grotte di Pertosa-Auletta.</p>



<p>L’evento segnerà un momento particolarmente significativo per la Fondazione MIdA e per il sistema dei Musei Integrati dell’Ambiente, perché consentirà di riportare alla piena fruizione due sale di straordinario valore naturalistico, scientifico e paesaggistico, interessate da un articolato lavoro di studio, tutela e valorizzazione. Con questa riapertura, le Grotte di Pertosa-Auletta tornano ad offrire tre differenti modalità di visita, pensate per pubblici ed esperienze diverse: Grotte Plus, Grotte Premium e Percorso Speleologico.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/710555606_1317105137210460_2948686031407104167_n-1024x1024.jpg" alt="" class="wp-image-248303" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/710555606_1317105137210460_2948686031407104167_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/710555606_1317105137210460_2948686031407104167_n-300x300.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/710555606_1317105137210460_2948686031407104167_n-150x150.jpg 150w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/710555606_1317105137210460_2948686031407104167_n-768x768.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/710555606_1317105137210460_2948686031407104167_n.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il percorso Grotte Plus accompagna i visitatori alla scoperta degli ambienti più rappresentativi del complesso speleologico, a partire dal suggestivo attraversamento in barca del fiume sotterraneo Negro, uno degli elementi più straordinari delle grotte, fino alla Grande Sala e alla celebre formazione del “Bacio”, per citarne alcuni. Un itinerario immersivo tra concrezioni, giochi di luce e scenari sotterranei di grande fascino.</p>



<p>Il percorso Grotte Premium include l’intero itinerario del Grotte Plus e, con il ripristino della Sala delle Spugne e della Sala del Paradiso, arricchisce ulteriormente l’esperienza di visita attraverso due sbarchi in barca che permettono di vivere la grotta in maniera ancora più immersiva e coinvolgente. La Sala delle Spugne è caratterizzata da particolari concrezioni porose dalle forme insolite, modellate dall’acqua nel corso dei millenni e molto diverse dalle stalattiti e stalagmiti presenti nelle altre sale della grotta, mentre, la Sala del Paradiso rappresenta uno degli scenari più affascinanti dell’intero complesso speleologico, dove tra imponenti concrezioni bianche e brillanti, riflessi d’acqua e la suggestiva cascata sotterranea, la grotta si apre in un ambiente di straordinaria bellezza e grande impatto emozionale.</p>



<p>Accanto ai percorsi turistici tradizionali, resta inoltre disponibile anche il Percorso Speleologico, dedicato a chi desidera vivere le grotte in maniera più autentica e appassionante, accompagnato da guide esperte e con attrezzatura dedicata. L’esperienza conduce i partecipanti attraverso ambienti normalmente non accessibili durante le visite ordinarie, tra gallerie naturali, grandi cavità e tratti da percorrere immersi nell’acqua del fiume sotterraneo.</p>



<p>I passaggi attraversati sono ampi e agevoli e consentono di vivere la grotta in sicurezza, sempre accompagnati dalle guide speleologiche, trasformando la visita in un’esperienza avventurosa ma accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta al mondo della speleologia.</p>



<p>La ristampa anastatica del volume pubblicato nel 1907 da Paolo Carucci, presentata in occasione della riapertura della Sala del Paradiso e della Sala delle Spugne, ripropone integralmente il fondamentale lavoro del medico e studioso originario di Caggiano, tra i pionieri delle ricerche paletnologiche nella cavità campana. Ancora oggi l’opera rappresenta uno dei principali riferimenti per studiosi e ricercatori impegnati negli studi speleo-archeologici sul complesso carsico di Pertosa-Auletta.</p>



<p>La pubblicazione nasce nell’ambito delle attività di valorizzazione e ricerca promosse dalla Fondazione MIdA ed è destinata a biblioteche, enti accademici, istituti di ricerca e centri di cultura attraverso la formula dello scambio bibliografico.</p>
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		<item>
		<title>Cilento, i giovani diventano registi: in mostra cortometraggi e documentari realizzati da oltre 750 studenti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-i-giovani-diventano-registi-in-mostra-cortometraggi-e-documentari-realizzati-da-oltre-750-studenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:16:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Sessa Cilento]]></category>
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<p>Si avvia alla conclusione “Territorio, Visione e Racconti – Un viaggio audiovisivo nel cuore del Cilento”, il progetto di educazione al cinema e all’audiovisivo che, nel corso dell’anno scolastico, ha coinvolto centinaia di studenti delle scuole del territorio in un intenso percorso di creatività, partecipazione e scoperta.</p>



<p>Attraverso laboratori di storytelling, cinema partecipativo, animazione stop-motion, educazione all’immagine e racconto del territorio, bambini e ragazzi hanno esplorato nuovi linguaggi creativi dando vita a cortometraggi, animazioni ed elaborati audiovisivi originali dedicati alla memoria collettiva, all’identità dei luoghi e ai paesaggi del Cilento.</p>



<p>Con il laboratorio Memoria e Identità gli studenti sono stati catapultati all’interno di un percorso esperienziale di osservazione del paesaggio, ricerca d&#8217;archivio, interviste e montaggio narrativo.</p>



<p>Attraverso il metodo Crea-Racconta-Ricrea, i ragazzi hanno sperimentato cinema documentario e digital storytelling come strumenti di ascolto della memoria territoriale, alternando teoria e pratica in un approccio lento e partecipativo al territorio cilentano.</p>



<p>I tre video prodotti rappresentano esercizi di ascolto, osservazione e narrazione sul rapporto tra immagini, memoria, comunità e identità.</p>



<p>Nel modulo dedicato al cinema partecipativo gli studenti si sono approcciati alla realizzazione dei cortometraggi pratica collettiva attraverso la metodologia del video partecipativo, sperimentando tutte le fasi di realizzazione di un film.</p>



<p>Il percorso ha trattato temi che vanno dall&#8217;introduzione al linguaggio cinematografico e a quali sono i ruoli della troupe passando per la scrittura di sceneggiature ispirate al territorio ed è proseguito con riprese sul campo dove gli studenti hanno ricoperto attivamente ogni ruolo, realizzando due cortometraggi dai titoli “Futuristico Cilento” e “Il caso santecchia”.</p>



<p>Il modulo più sperimentale del progetto è di sicuro quello dedicato ai cortometraggi interattivi dove, sullo stile dei racconti a bivi già sperimentati in letteratura e trasportati sullo schermo da prodotti quali “Black Mirror: Bandersnatch”, è lo spettatore a decidere cosa far fare al protagonita della storia, tracciandone l’evoluzione.</p>



<p>I cortometraggi interattivi realizzati sono 4, ognuno con più finali, in base alle scelte prese dallo spettatore.</p>



<p>Una delle tecniche di animazione più antiche, resa celebre da “The Nightmare Before Christmas”, la stop-motion prevede l’animazione grazie al continuo fotografare e spostare gli elementi del set, unendo poi le foto in un flusso come fossero fotogrammi.</p>



<p>“La conchiglia” è il risultato dell’esperienza con la stop-motion dei ragazzi di “Territorio, Visione e Racconti”.</p>



<p><strong>GLI APPUNTAMENTI CONCLUSIVI</strong></p>



<p>Gli appuntamenti conclusivi costituiranno un importante momento pubblico di restituzione delle attività svolte durante l’anno scolastico.</p>



<p>Oltre agli incontri con gli studenti (il 25 maggio alle ore 14:30 presso il plesso di Sessa Cilento, il 27 maggio alle ore 14:30 presso il plesso di Ogliastro, l’1 giugno alle ore 14:30 presso il plesso scolastico di Prignano e il 5 giugno alle ore 8:30 presso il plesso scolastico di Moio della Civitella e alle ore 11:00 presso quello di Centola) anche due incontri aperti al pubblico.</p>



<p>Nel corso degli incontri aperti al pubblico, il 3 giugno a Gioi Cilento (alle ore 16:00 presso la sala comunale) e il 6 giugno a Pellare (Centro Socio Culturale “Enzo d’Orsi” – In collaborazione con il Polo Museale Giuseppe Stifano), saranno presentati il sito ufficiale del progetto e le produzioni audiovisive realizzate dagli studenti, frutto dei laboratori condotti nelle scuole coinvolte.</p>



<p>Gli eventi saranno anche un’occasione di confronto sul ruolo del cinema e dell’audiovisivo nei percorsi educativi contemporanei, evidenziando il valore delle arti visive come strumenti di inclusione, partecipazione attiva e crescita culturale.</p>



<p>Promosso dalla Cooperativa Sociale Effetto Rete nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola (CIPS), il progetto ha interessato oltre 750 studenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie del Cilento, trasformando il linguaggio audiovisivo in uno strumento educativo capace di stimolare espressione personale, pensiero critico, collaborazione e valorizzazione del patrimonio culturale locale.</p>



<p>Il progetto ha rappresentato un’esperienza innovativa di incontro tra scuola, cultura e comunità, offrendo agli studenti la possibilità di diventare autori e narratori del proprio territorio attraverso il cinema e i media contemporanei.</p>



<p>Il progetto ha visto la collaborazione attiva degli Istituti Comprensivi del territorio (l’IC Vallo della Lucania-Novi Velia, il Da Vinci-Visconti di Omignano e l’IC Speranza-Lettieri di Centola), dei Comuni di Gioi, Moio della Civitella e Centola, insieme ai partner culturali coinvolti nelle attività, confermando il valore della rete territoriale nella costruzione di percorsi educativi innovativi, partecipati e profondamente radicati nella comunità.</p>



<p>La progettazione e il coordinamento scientifico sono curati da Mariagrazia Merola, affiancata da Maria Maura Lisanti nel coordinamento operativo e nel raccordo con gli Istituti Comprensivi. Le attività saranno realizzate da un’équipe multidisciplinare composta dallo staff interno della Cooperativa, da formatori, operatori culturali ed esperti dell’audiovisivo.</p>



<p>Fondamentale è la rete di partner culturali e istituzionali, che comprende FAC – Associazione di Promozione Sociale, Di Fiore’s Cinema &amp; Events S.R.L, ZAP! A.P.S. e i Comuni di Moio della Civitella, Gioi e Centola, a conferma di un progetto che nasce e cresce all’interno del territorio.</p>
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		<item>
		<title>Da Orfeo a Prometeo: il mito classico torna a parlare al presente, a Cardile e Vallo della Lucania nasce “seMITOno”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-orfeo-a-prometeo-il-mito-classico-torna-a-parlare-al-presente-a-cardile-e-vallo-della-lucania-nasce-semitono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 13:56:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diana nese]]></category>
		<category><![CDATA[mito]]></category>
		<category><![CDATA[orfeo prometeo]]></category>
		<category><![CDATA[semitono]]></category>
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					<description><![CDATA[I miti non appartengono al passato. Continuano a vivere nel presente, nelle fragilità dell’uomo contemporaneo, nelle sue paure, nelle sue ossessioni, nei conflitti che attraversano la società. È questa la [...]]]></description>
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<p>I miti non appartengono al passato. Continuano a vivere nel presente, nelle fragilità dell’uomo contemporaneo, nelle sue paure, nelle sue ossessioni, nei conflitti che attraversano la società. È questa la convinzione da cui nasce “seMITOno”, il ciclo di incontri dedicati alla mitologia classica promosso dall’Oratorio Anspi “San Giovanni Bosco” di Cardile in collaborazione con la biblioteca “Lu Vucenanzo”, da un’idea di Diana Nese e Adolfo Nastasi. Un progetto culturale che sceglie il mito non come semplice esercizio di memoria scolastica, ma come chiave interpretativa dell’attualità. C’è l’astuzia di Ulisse, simbolo dell’intelligenza umana ma anche delle ambiguità del potere e della politica. C’è Prometeo, emblema della ribellione e dell’ingegno che sfida i limiti imposti. </p>



<p>Ci sono le sirene. E ancora: il volo di Dedalo e Icaro racconta il desiderio umano di oltrepassare i confini; Medea richiama il tema della vendetta e della distruzione; Apollo e Dafne evocano il dramma del possesso e della violenza sulle donne, tragicamente attuale nei numerosi casi di femminicidio; mentre Narciso ed Eco sembrano anticipare il tempo dei social network, dell’apparenza e della continua ricerca di approvazione nello sguardo degli altri. </p>



<p>«Il mito rappresenta la nostra sorgente, la nostra fonte primaria di conoscenza e identità. Non appartiene soltanto al passato, ma vive ancora nella nostra attualità e continua a parlare al presente. Recuperare il valore del mito significa aiutare le persone a comprendere meglio le radici della civiltà occidentale, nata dall’incontro di grandi tradizioni culturali e spirituali: l’antica Grecia, l’ebraismo e il profondo messaggio della cristianità», spiega Adolfo Nastasi. «Con questa iniziativa vogliamo riportare l’attenzione su alcuni miti fondamentali, riscoprendone il significato umano, culturale e simbolico».</p>



<p> Il mito è il cuore dell’intero progetto e trova la sua rappresentazione anche nel logo e nel titolo “SeMITOno”, ideati da Diana Nese. «Ho immaginato tre cerchi: quello centrale rappresenta il mito, elemento principale attorno al quale tutto prende forma, mentre ai lati si collocano “semi” e “tono”, due parole che dialogano tra loro creando un equilibrio simbolico». Il contrasto tra il bianco e il nero richiama infatti il principio dello Yin e dello Yang: opposti solo in apparenza, ma in realtà complementari, capaci di rappresentare la pluralità delle forme dell’essere umano. «Il mito – continua Nese – ha da sempre cercato di rispondere agli interrogativi fondamentali dell’uomo, al suo bisogno di conoscenza e comprensione. È un linguaggio universale che unisce differenze e crea comunità». </p>



<p>Anche la scelta cromatica del logo racchiude un preciso significato: i contorni azzurro, rosso e verde dei cerchi evocano il concetto di trinità, simbolo di armonia e connessione. Il titolo stesso del progetto si sviluppa su più livelli interpretativi. “Semi” richiama il concetto di metà, legato all’idea classica dell’in medio stat virtus, ma rimanda anche alle “semata” di Anassagora, teoria secondo cui in ogni cosa è presente una parte di tutte le altre, a rappresentare la complessità dell’esistenza. “Tono”, invece, è una parola che attraversa discipline differenti: dalla musica alla morale, fino alla tonicità del corpo, intesa come perfetto equilibrio tra energia e armonia. </p>



<p>Il percorso ha preso il via il 30 maggio alle ore 18 nella sala polifunzionale di Cardile con “Orfeo ed Euridice”. Seguiranno: il 2 giugno “Edipo – Antigone” al Teatro La Provvidenza di Vallo della Lucania; il 6 giugno “Medea – Argonauti” all’AnfiTeatro di Cardile; il 14 luglio “Ulisse”, con la proiezione del film introdotta da Ilaria Longo; il 22 agosto “Perseo ed Andromeda”, serata dedicata alle stelle sul sagrato della Cappella Madonna del Carmine. Il programma proseguirà il 12 settembre con “Dedalo ed Icaro” nel centro storico di Cardile, il 26 settembre con “Narciso ed Eco” all’Auditorium di Vallo della Lucania, il 10 ottobre con “Enea e Didone” al Teatro La Provvidenza e il 24 ottobre con “Apollo e Dafne”. Gli ultimi appuntamenti saranno il 7 novembre con “La nascita di Dioniso”, il 21 novembre con “Prometeo”, entrambi all’Auditorium di Vallo della Lucania, mentre il progetto si concluderà il 19 dicembre nell’aula consiliare di Vallo della Lucania con una mostra d’arte a tema mitologico e un’asta di beneficenza organizzata insieme alla “Vacanza del sorriso”.</p>
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		<title>2 giugno, aperture straordinarie dei siti culturali della Provincia di Salerno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/2-giugno-aperture-straordinarie-dei-siti-culturali-della-provincia-di-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 11:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[castello arechi]]></category>
		<category><![CDATA[museo lucania occidentale]]></category>
		<category><![CDATA[pinacoteca provinciale]]></category>
		<category><![CDATA[provicnia di salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Martedì 2 giugno alcuni luoghi culturali del territorio saranno eccezionalmente aperti al pubblico con orari straordinari. Saranno visitabili il Castello Arechi, uno dei principali complessi monumentali della città, e la [...]]]></description>
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<p>Martedì 2 giugno alcuni luoghi culturali del territorio saranno eccezionalmente aperti al pubblico con orari straordinari.</p>



<p>Saranno visitabili il <strong>Castello Arechi</strong>, uno dei principali complessi monumentali della città, e la <strong>Pinacoteca Provinciale di Salerno</strong>, spazio espositivo dedicato alle collezioni artistiche provinciali, entrambi aperti dalle 9.00 alle 17.00. A Padula, invece, apertura anche per il <strong>Museo della Lucania Occidentale di Padula</strong>, realtà museale del territorio lucano-occidentale, che resterà accessibile al pubblico dalle 9.00 alle 14.00.</p>



<p>L’iniziativa consente quindi la fruizione di tre sedi culturali in una giornata festiva, con orari differenziati in base alle singole strutture.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Castello Arechi </strong></p>



<p>Il Castello di Arechi domina la città di Salerno dall&#8217;alto ed è presente in tutte le rappresentazioni storiche a partire dal Medioevo. Dalle sue terrazze si gode un panorama spettacolare e si ammira una delle migliori vedute del Golfo.</p>



<p>L’attuale configurazione risale al Cinquecento, quando furono apportate le ultime modifiche funzionali, prima che le esigenze difensive mutassero e il castello perdesse progressivamente la sua importanza.</p>



<p>Oggi la fortezza conserva le tracce architettoniche dei diversi periodi di cui è stata protagonista. Realizzata in&nbsp;<strong>blocchi di pietra scura locale</strong>, presenta una struttura centrale e una serie di recinti o compartimenti, che consentivano di aumentare le possibilità di difesa del complesso. Del sistema difensivo del castello faceva parte anche il<strong>&nbsp;Torrione</strong>, una massiccia costruzione a pianta quadrata, che domina il mare a est della città. Poco più in alto, su uno sperone roccioso al di sopra del castello, si trova&nbsp;la torre detta &#8220;<strong>La</strong>&nbsp;<strong>Bastiglia&#8221;,</strong>&nbsp;anch&#8217;essa parte del complesso difensivo.</p>



<p>Dal 2009 il castello di Arechi ospita un <strong>museo medievale </strong>dove sono esposti numerosi reperti rinvenuti durante le campagne di scavo archeologico e restauro condotte nel corso del Novecento. Tra i materiali conservati spicca soprattutto la ceramica, utilizzata per scopi militari tra il IX e l&#8217;XI secolo e successivamente per uso civile. Non mancano reperti in vetro e numerosi oggetti di metallo riconducibili alle svariate attività svolte nel castello, risalenti a un periodo ampio che va dall&#8217;alto medioevo all&#8217;epoca contemporanea.</p>



<p><strong>La torre</strong>&#8211; Il primitivo impianto della torre, chiamata nei documenti <em>turris maior</em>, innalzata circa a metà del VI secolo dai Bizantini, è ancora oggi in parte riconoscibile. Si innalzava sulla roccia sviluppandosi su cinque o sei piani. La sua architettura si sviluppava utilizzando il perimetro murario continuo e una serie di piloni che a loro volta sostenevano gli archi e le volte dei vari piani</p>



<p><strong>La Bastiglia</strong> &#8211; Si deve molto probabilmente ai Normanni la costruzione a nord della cima del Bonadies, su uno sperone roccioso, della Bastiglia, una vera e propria torre di controllo. Costituita da un unico vano, vi si poteva accedere soltanto con l’uso di scale o altri attrezzi rimovibili, a causa dell’evidente dislivello rispetto al di calpestio della campagna esterna.</p>



<p><strong>La ceramica e i vetri</strong> &#8211; Gli scavi archeologici condotti nel Castello hanno portato alla luce numerosi frammenti di ceramica “a bande rosse”, caratterizzata da una decorazione con strette spirali o larghe fasce che descrivono archi consecutivi, ceramica protomaiolica, caratterizzata da rivestimento a smalto, e ceramica graffita. Al 1200 circa risalgono alcuni calici in vetro, la cui colorazione oscilla tra il verde e l’azzurro. (Fonte cultura.comune.salerno.it)</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Pinacoteca provinciale di Salerno</strong> </p>



<p>La Pinacoteca è ospitata all’interno dello storico Palazzo Pinto, dimora gentilizia sita nel centro antico di Salerno. Inaugurata nel marzo 2001, nella sua attuale sede, La Pinacoteca Provinciale comincia a formarsi tra il 1927 e il 1938, grazie al recupero, sull’intero territorio salernitano, di opere databili dal XV al XVIII secolo, cui si sono nel tempo aggiunti altri dipinti, attraverso acquisti o lasciti, che si sono uniti alla Collezione Pinto, parte della donazione dell’omonimo palazzo. </p>



<p>Aperte al pubblico vi sono opere che vanno dal Rinascimento alla prima metà del Novecento. Nella sezione rinascimentale pregevoli sono le tavole di Andrea Sabatini da Salerno e del Maestro della Incoronazione di Eboli. Di grande interesse sono le tele seicentesche di Giovanni Battista Caracciolo, Andrea De Lioni, Carlo Rosa. Del Settecento sono le tele di Francesco Solimena e della sua Accademia. Molti i dipinti di pittori salernitani e i cosiddetti costaioli, vissuti tra la seconda metà dell’Ottocento e il Novecento. </p>



<p>Una sezione è dedicata agli artisti stranieri, di particolare importanza in una provincia come quella salernitana che dal Cilento alla Costiera amalfitana è stata percorsa dagli eredi del Gran Tour e formatasi a seguito di numerosi lasciti, donati da congiunti o amici degli artisti che qui realizzarono le opere esposte come quelle Stefan Andres, Kurt Craemer , Richard Dölker, Monica Hannasch, Irene Kowaliska, Bruno Marquardt , Vassilij Necitailov , Lisel Oppel , Karli Sohn – Rethel, Michael Theile , Peter Willburger . La Pinacoteca ospita, oltre la sua collezione, mostre ed eventi di respiro nazionale ed internazionale con raccolte ed opere d’arte provenienti dalle collezioni private, da Musei e delle varie collezione di proprietà della stessa Provincia, che saranno collocate definitivamente con l’ampliamento dei locali di Palazzo Pinto. (Fonte cultura.gov.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="596" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Pinacoteca.jpg" alt="" class="wp-image-247574" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Pinacoteca.jpg 800w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Pinacoteca-300x224.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Pinacoteca-768x572.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Museo archeologico provinciale della Lucania occidentale</strong></p>



<p>Il Museo Archeologico Provinciale della Lucania Occidentale nasce nel 1957 per raccogliere i ricchi reperti degli scavi eseguiti dalla Direzione dei Musei Provinciali di Salerno, particolarmente a Sala Consilina e Padula (circa 1500 tombe). Nel museo inoltre sono conservati i materiali rinvenuti nel circondario alla fine dell’Ottocento. Successivamente il museo si è arricchito di reperti provenienti dagli scavi eseguiti dal 1957 al 1967, quando si recuperarono le tombe in località Menafra a Sala Consilina. </p>



<p>L’esposizione abbraccia un arco temporale di ben 16 secoli – dal X sec. a.C. al VI sec. d.C. – ed è destinata ad ampliarsi con i materiali provenienti da altre importanti realtà archeologiche del Vallo. Il percorso museale parte dai reperti della prima Età del ferro, durante la quale nel Vallo di Diano si pratica quasi esclusivamente il rito dell’incinerazione dei defunti. Le tombe maschili presentano armi e fibule ad arco serpeggiante, quelle femminili contengono gli oggetti della filatura e fibule ad arco ingrossato. Dal IX sec. in poi i corredi sepolcrali presentano un numero maggiore di oggetti. In particolare, le tombe femminili dell’VIII sec. sono ricche di oggetti ornamentali. Sempre in questo secolo si comincia a trovare nelle tombe un genere di vaso, il kántharos, di origine balcanica, la cui presenza perdurerà, seppur con varianti morfologiche, finché la necropoli di Sala continuerà a essere utilizzata. </p>



<p>Nella seconda metà del VII sec. compaiono altri vasi, tra cui l’oinochóe (vaso per versare il vino), mentre diminuiscono gli oggetti di ornamento personale e delle fibule. Nelle sepolture maschili le armi sono tutte in ferro. La necropoli di Padula è caratterizzata dalla presenza di vasi greci, attici, di eccellente qualità: essi hanno consentito non solo di datare, ma anche di classificare le sepolture, distinguendo (secondo la tipologia dei vasi) quelle maschili da quelle femminili. Infatti, solo raramente si sono trovati armi e oggetti di ornamento personale. Al IV sec. a.C. appartiene un gruppo di antefisse con rappresentazione di teste di Menadi e Sileni, rinvenute nel 1957-58. Del III-II sec. a.C. è il gruppo dei capitelli figurati, scoperti alla fine del secolo scorso nei pressi della Certosa; le statue e le stele funerarie sono della tarda età repubblicana. All’epoca tardo-antica (III-IV sec. d.C.) appartengono, infine, i materiali provenienti da una villa romana, poi trasformata probabilmente in basilica paleocristiana, scoperta nel 1956. (Fonte cultura.gov.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Museo-Lucania-Occidentale-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-247575" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Museo-Lucania-Occidentale-1024x684.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Museo-Lucania-Occidentale-300x200.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Museo-Lucania-Occidentale-768x513.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/05/Museo-Lucania-Occidentale.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Da collezione privata a patrimonio della comunità: a Montesano apre MuMont Art</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-collezione-privata-a-patrimonio-della-comunita-a-montesano-apre-mumont-art/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 09:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Montesano sulla Marcellana]]></category>
		<category><![CDATA[mumont art]]></category>
		<category><![CDATA[museo montesano]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre cinquemila opere e manufatti, raccolti nel corso di una vita, diventano patrimonio pubblico. A Montesano sulla Marcellana apre MuMont Art, il nuovo museo allestito negli spazi di Palazzo Gerbasio [...]]]></description>
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<p>Oltre cinquemila opere e manufatti, raccolti nel corso di una vita, diventano patrimonio pubblico. A Montesano sulla Marcellana apre MuMont Art, il nuovo museo allestito negli spazi di Palazzo Gerbasio e dedicato alla collezione donata al Comune da Antonio Mazziotti di Celso.</p>



<p>L’inaugurazione è in programma sabato 30 maggio 2026, alle ore 18.00, nel centro storico di Montesano sulla Marcellana. Un appuntamento che segna un passaggio significativo per la vita culturale del territorio e restituisce alla comunità una raccolta di grande rilevanza, costruita nel tempo attraverso una paziente attività di ricerca, selezione e conservazione.</p>



<p>La donazione comprende orologi, icone, monete, porcellane, ceramiche, sculture, rilievi archeologici, tessili di particolare pregio e opere pittoriche. Un patrimonio vasto e stratificato, nel quale convivono arti decorative, testimonianze storiche, oggetti devozionali, manufatti d’uso e opere d’arte.</p>



<p>Di particolare rilievo è il nucleo pittorico, che attraversa alcune delle principali stagioni della cultura figurativa italiana ed europea: dalla Cena in Emmaus attribuita a Francesco De Mura all’Adorazione dei Pastori di Francesco Solimena, dal Santissimo Nome di Gesù di Jacopo Cestaro al Vaso con fiori del periodo fiammingo napoletano, fino al Battista della scuola di Tiziano e alla Maddalena attribuita alla bottega di Guido Reni. Sono inoltre presenti opere e testimonianze riconducibili a Rosa da Tivoli, Palizzi, Morelli, Alket e Gillet.</p>



<p>Accanto alla pittura, la collezione apre il percorso alle grandi manifatture europee e italiane, con porcellane di Sèvres, Richard Ginori e Capodimonte, orologi in stile impero Carlo X, icone della tradizione bizantina da viaggio e da culto pubblico, oltre a materiali lapidei che raccontano la storia medievale e post-medievale del Castello di Montesano.</p>



<p>La scelta di Palazzo Gerbasio come sede di MuMont Art conferisce al progetto un valore ulteriore. Il museo non nasce come semplice contenitore espositivo, ma come luogo in cui la collezione dialoga con la storia architettonica e civile del centro storico, contribuendo alla valorizzazione di uno spazio identitario della comunità.</p>



<p>Con l’apertura di MuMont Art prende forma MuMont, il sistema museale comunale promosso dal Comune di Montesano sulla Marcellana per riunire sotto un’identità comune i luoghi della cultura del territorio. Il museo di Palazzo Gerbasio si affianca a MuMont Dea, il museo demo-etno-antropologico già attivo, completando l’offerta museale con due percorsi complementari: la memoria materiale e immateriale di Montesano e una raccolta d’arte e di collezionismo di particolare rilevanza.</p>



<p>«<em>Dopo un’attenta attività di catalogazione e l’acquisizione dei pareri di competenza, siamo pronti a inaugurare MuMont Art, il museo che accoglie la donazione di Antonio Mazziotti di Celso. È un momento storico e di alto valore culturale per Montesano e per il Vallo di Diano. Siamo grati al donatore per un gesto nobile, nato dal legame con il territorio d’origine, che consente alla nostra comunità di aggiungere un nuovo tassello al percorso di valorizzazione avviato da tempo. L’apertura di MuMont Art non rappresenta soltanto l’inaugurazione di un nuovo museo, ma il consolidamento di un sistema culturale capace di raccontare Montesano attraverso le sue opere, le sue memorie e i suoi luoghi. Un risultato reso possibile grazie al lavoro della direzione museale di Giuseppe Aromando, degli uffici comunali, dell’Amministrazione e dei volontari che negli anni hanno contribuito a questo percorso</em>», dichiara il sindaco Giuseppe Rinaldi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8216;Pietro Imbrìaco. Il generale gentiluomo&#8217; presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pietro-imbriaco-il-generale-gentiluomo-presentato-al-salone-internazionale-del-libro-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 13:41:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[pietro imbriaco]]></category>
		<category><![CDATA[salone del libro di torino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il volume&#160;Pietro Imbrìaco. Il generale gentiluomo&#160;di Raffaella Imbrìaco è stato presentato giovedì 14 maggio, alle ore 10:30, nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino, Edizione 2026, presso il Lingotto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il volume&nbsp;<em>Pietro Imbrìaco. Il generale gentiluomo</em>&nbsp;di Raffaella Imbrìaco è stato presentato giovedì 14 maggio, alle ore 10:30, nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino, Edizione 2026, presso il Lingotto Fiere, Padiglione Oval, Spazio Regione Campania (X50), in dialogo con Maura Ciociano.</p>



<p>L’incontro ha registrato interesse e partecipazione da parte del pubblico del Salone, offrendo una riflessione intensa sulla figura di Pietro Imbrìaco, medico e generale cilentano che, con straordinaria lucidità, aveva anticipato temi oggi più che mai attuali: il diritto universale all’istruzione, l’accesso equo alla sanità pubblica e la necessità di politiche territoriali inclusive.</p>



<p>“Il primo sentimento che ha dato origine a questo libro è stato di natura profondamente affettiva” – racconta l’autrice Raffaella Imbrìaco – “Mio padre si chiamava Pietro Imbrìaco e, pur non esistendo un legame di parentela diretta, ho sempre avvertito una forte vicinanza a questa figura. Ma ciò che ha realmente acceso in me il desiderio di raccontarne la storia è stata la straordinaria modernità del pensiero di un uomo vissuto oltre un secolo fa. Pietro Imbrìaco aveva compreso con grande lucidità che una società realmente evoluta, libera da logiche di privilegio e da meccanismi di baronia, può fondarsi solo su due pilastri fondamentali: garantire l’istruzione a tutti e assicurare politiche sanitarie accessibili anche nelle aree periferiche. Nella sua visione di politiche pubbliche trovavano inoltre spazio temi ancora oggi attualissimi, come l’agricoltura e i trasporti, considerati strumenti indispensabili per affrontare concretamente la Questione Meridionale.”</p>



<p>Accanto alla riflessione storica e civile proposta dall’autrice, Maura Ciociano delle Edizioni dell’Ippogrifo, ha sottolineato il valore culturale e simbolico dell’opera all’interno del progetto editoriale della casa editrice.</p>



<p>“Ci sono uomini che la Storia dimentica proprio perché non hanno mai piegato la schiena.&nbsp;<em>Pietro Imbrìaco. Il generale gentiluomo</em>&nbsp;nasce con l’obiettivo di restituire voce a una figura del Mezzogiorno troppo a lungo rimasta nell’ombra” – afferma Maura Ciociano.</p>



<p>“Per Edizioni dell’Ippogrifo, da oltre quarant’anni impegnata nella tutela e nella valorizzazione dell’identità culturale del Sud, presentare questo volume al Salone Internazionale del Libro di Torino rappresenta un gesto di grande valore simbolico e culturale. Significa consegnare alle nuove generazioni un esempio autentico di dignità, studio e coraggio civile.”</p>



<p>Il volume si inserisce nella collana&nbsp;<em>Cilento&nbsp;</em>delle Edizioni dell’Ippogrifo, un progetto editoriale agile e multidisciplinare che interpreta il territorio non soltanto come spazio geografico, ma come archivio storico, luogo simbolico e memoria viva del Mediterraneo.</p>



<p>La collana nasce con l’obiettivo di recuperare microstorie, figure dimenticate, comunità locali e testimonianze capaci di raccontare il Sud oltre gli stereotipi, trasformando il paesaggio cilentano in uno strumento di lettura delle trasformazioni sociali, culturali e civili del Mezzogiorno.</p>



<p>Attraverso un linguaggio accessibile ma rigoroso, i volumi intrecciano saggio, racconto, ricerca storica e memoria orale, costruendo un percorso editoriale aperta sia agli studiosi sia ai lettori interessati alla valorizzazione culturale del territorio.</p>



<p>In questa prospettiva, la figura di Pietro Imbrìaco diventa emblematica di una visione contemporanea e profondamente civile del Sud: un pensiero capace di collegare istruzione, sanità pubblica, infrastrutture e sviluppo territoriale come strumenti concreti di emancipazione collettiva.</p>
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		<title>Paestum e Velia illuminate dalla Notte Europea dei Musei: grande partecipazione tra archeologia e suggestioni serali</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/paestum-e-velia-illuminate-dalla-notte-europea-dei-musei-grande-partecipazione-tra-archeologia-e-suggestioni-serali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 13:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
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					<description><![CDATA[Grande partecipazione nei Parchi archeologici di Paestum e Velia in occasione della Notte Europea dei Musei, l’iniziativa che ha permesso ai visitatori di vivere un’esperienza serale tra archeologia, cultura e [...]]]></description>
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<p>Grande partecipazione nei Parchi archeologici di Paestum e Velia in occasione della Notte Europea dei Musei, l’iniziativa che ha permesso ai visitatori di vivere un’esperienza serale tra archeologia, cultura e paesaggi suggestivi. Attraverso visite, passeggiate e racconti immersi nell’atmosfera notturna, i due siti hanno mostrato un volto inedito e particolarmente evocativo, tra scavi archeologici illuminati, silenzi e scorci carichi di fascino. A sottolinearlo sono stati gli stessi Parchi archeologici attraverso un messaggio pubblicato sui social, nel quale è stato evidenziato come la serata abbia offerto “un modo diverso di scoprire Paestum e Velia: più lento, più intimo, più sorprendente”. Numerose le persone che hanno scelto di partecipare all’iniziativa, contribuendo a trasformare la manifestazione in un momento di condivisione e valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio. “Vedere così tante persone scegliere di trascorrere con noi questa notte ha reso tutto ancora più bello”, si legge nel post diffuso dai Parchi, che hanno voluto ringraziare il pubblico per la partecipazione e l’entusiasmo dimostrati durante l’evento.</p>
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		<title>Sala Consilina, successo per il festival Mythikòn teatro classico 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sala-consilina-successo-per-il-festival-mythikon-teatro-classico-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 08:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[Mythikòn teatro classico 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è conclusa con grande partecipazione e soddisfazione la seconda edizione del Festival Nazionale di Teatro/Scuola “Mythikòn teatro classico”, promosso dall’IIS Marco Tullio Cicerone e ospitato al Teatro Comunale Mario [...]]]></description>
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<p>Si è conclusa con grande partecipazione e soddisfazione la seconda edizione del Festival Nazionale di Teatro/Scuola “Mythikòn teatro classico”, promosso dall’IIS Marco Tullio Cicerone e ospitato al Teatro Comunale Mario Scarpetta di Sala Consilina.</p>



<p>Per tre giorni il teatro cittadino si è trasformato in un luogo di incontro tra studenti, scuole e territorio, offrendo spettacoli e momenti di confronto dedicati al valore educativo e culturale del teatro classico. Un’esperienza che, anno dopo anno, si sta consolidando come punto di riferimento per il panorama culturale del Vallo di Diano.</p>



<p>Attraverso una nota ufficiale, il sindaco e l’amministrazione comunale hanno espresso “grande soddisfazione” per la riuscita dell’iniziativa, sottolineando come il “Mythikòn teatro classico 2026” rappresenti non soltanto una rassegna teatrale, ma una vera esperienza collettiva capace di unire generazioni e territori attraverso la forza senza tempo del teatro antico.</p>



<p>Nel messaggio di ringraziamento diffuso dal Comune, un pensiero particolare è stato rivolto alla dirigente scolastica Antonella Vairo, al direttore artistico Enzo D&#8217;Arco, ai docenti, agli studenti protagonisti della manifestazione, alla Cantina delle Arti, alle scuole partecipanti e a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento.</p>



<p>L’amministrazione comunale ha inoltre ribadito l’orgoglio per aver sostenuto un progetto che valorizza scuola, cultura e giovani, confermando l’attenzione verso iniziative capaci di rafforzare il ruolo del territorio attraverso la formazione e la partecipazione culturale.</p>
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		<title>“La chiave” di Andrea Giovene, quasi Premio Nobel nel romanzo-saggio di Laura Cuozzo &#8220;Noi siamo la montagna&#8221; al Salone del Libro di Torino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-chiave-di-andrea-giovene-quasi-premio-nobel-nel-romanzo-saggio-di-laura-cuozzo-noi-siamo-la-montagna-al-salone-del-libro-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 15:13:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Al Salone Internazionale del Libro di Torino, tra gli appuntamenti più seguiti dell’editoria nazionale, il volume “Noi siamo la montagna” (Giunti Editore) della scrittrice cilentana Laura Cuozzo è stato presentato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Al Salone Internazionale del Libro di Torino, tra gli appuntamenti più seguiti dell’editoria nazionale, il volume <em>“Noi siamo la montagna”</em> (Giunti Editore) della scrittrice cilentana Laura Cuozzo è stato presentato nello spazio della Regione Campania e presso lo stand di Guida Editori, confermandosi come una delle opere più discusse dedicate alle aree interne italiane.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un romanzo-saggio tra rigenerazione e teoria dell’appopolamento</h3>



<p>Il libro si propone come un’opera ibrida tra saggio sociale, narrazione e ricerca pedagogica, nata nel 2021 in concomitanza con il festival territoriale “Noi siamo la montagna”. Al centro del progetto vi è il Cilento, inteso come laboratorio di pratiche culturali e sociali.</p>



<p>La tesi principale è la cosiddetta teoria dell’appopolamento, un approccio che mira non solo a contrastare lo spopolamento delle aree interne, ma a ricostruire condizioni di vita, relazioni e sviluppo socio-economico attraverso nuove forme di comunità attiva.</p>



<p>All’interno dell’opera viene inoltre descritto il “metodo Cuozzo”, una modalità di intervento sociale e volontariato che l’autrice collega a una visione educativa del territorio e che viene messa in relazione con il pensiero del sociologo Domenico De Masi, punto di riferimento teorico del libro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Turismo prossimale infantile e narrazione collettiva</h3>



<p>Tra i concetti più originali compare il “turismo prossimale infantile”, una proposta educativa che punta a coinvolgere i più giovani nella scoperta del territorio, trasformando la prossimità geografica in occasione di crescita culturale.</p>



<p>Il “noi” del titolo diventa così una costruzione corale: interviste, testimonianze, poesie e contributi locali si intrecciano in una narrazione collettiva che supera il confine tra saggio e racconto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il manoscritto ritrovato di Andrea Giovene</h3>



<p>Elemento centrale dell’opera è la presenza del manoscritto inedito <em>“La chiave”</em> dello scrittore Andrea Giovene, figura spesso ricordata come il “Gattopardo” dimenticato della letteratura italiana.</p>



<p>Giovene, autore della celebre <em>Autobiografia di Giuliano di Sansevero</em>, tradotta in numerose lingue e considerata da parte della critica un’opera di grande respiro novecentesco, viene talvolta paragonato a Il Gattopardo per la capacità di intrecciare storia, memoria e trasformazione sociale, e la sua produzione è stata in passato indicata da alcuni studiosi come vicina alla soglia del riconoscimento del Premio Nobel per la Letteratura.</p>



<p>Nel libro della Cuozzo, il manoscritto assume un valore simbolico: rappresenta la continuità tra memoria e presente, tra letteratura e responsabilità culturale. Ambientato tra il Cilento e il Sannio, e legato al casato dei duchi di Girasoli, il testo viene presentato come un’eredità narrativa da restituire al pubblico contemporaneo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’opera tra impegno civile e visione culturale</h3>



<p><em>Noi siamo la montagna</em> si configura così come un progetto culturale che unisce dimensione sociale e letteraria. La copertina, raffigurante un’aquila solitaria, sintetizza la tensione tra visione individuale e costruzione collettiva che attraversa l’intera opera.</p>



<p>La presenza al Salone del Libro di Torino segna per Laura Cuozzo un passaggio significativo nella diffusione nazionale del suo lavoro, inserendolo nel dibattito sulle strategie di rilancio delle aree interne e sulle nuove forme di rigenerazione territoriale in Italia.</p>
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		<title>Lo sai che esiste un murales che collega Sapri e Malta? E&#8217; il “Tunnel del Mediterraneo” dello street artist francese MTO</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lo-sai-che-esiste-un-murales-che-collega-sapri-e-malta-e-il-tunnel-del-mediterraneo-dello-street-artist-francese-mto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 13:43:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
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		<category><![CDATA[street art]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra le due sponde del Mediterraneo esiste un’opera d’arte che non si guarda in un solo luogo, ma si completa a distanza. Da un lato Sliema, a Malta; dall’altro Sapri, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tra le due sponde del Mediterraneo esiste un’opera d’arte che non si guarda in un solo luogo, ma si completa a distanza. Da un lato Sliema, a Malta; dall’altro Sapri, in provincia di Salerno. A collegarle non è una rotta commerciale né una linea geografica, ma un doppio murales che trasforma il mare in uno spazio narrativo e politico: <em>The Mediterranean Tunnel – Il tunnel del Mediterraneo</em>, realizzato dallo street artist francese MTO.</p>



<p>L’opera si sviluppa come un dittico urbano: su una parete a Malta appare un uomo gigantesco, in pantaloni rossi e ciabatte, raffigurato mentre squarcia il muro di una casa con un gesto di slancio. La scena è dinamica, quasi violenta, e sembra aprire un varco fisico nella città. A circa 700 chilometri di distanza, sulla facciata di un edificio a Sapri, lo stesso volto riemerge, ma trasformato: è stanco, segnato, quasi schiacciato dal peso del viaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’unica immagine spezzata tra due Paesi</h2>



<p>Il progetto di MTO non è un semplice intervento artistico, ma una narrazione distribuita nello spazio geografico. Le due immagini dialogano tra loro e si completano solo se lette insieme, come se il Mediterraneo stesso fosse una superficie su cui l’arte può scrivere una storia frammentata.</p>



<p>Il murales nasce all’interno di un festival di street art a Sliema, dove l’opera maltese è stata realizzata affacciandosi direttamente sul mare. La scelta del luogo non è casuale: il Mediterraneo diventa parte integrante dell’installazione, non solo sfondo ma elemento concettuale che separa e allo stesso tempo collega le due rappresentazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Mediterraneo come “tunnel”</h2>



<p>Il titolo scelto dall’artista, <em>The Mediterranean Tunnel</em>, ribalta l’idea del mare come spazio aperto. Qui il Mediterraneo diventa un passaggio obbligato, un corridoio invisibile attraversato ogni giorno da migliaia di persone che cercano di raggiungere l’Europa.</p>



<p>MTO, nella descrizione del progetto diffusa sui suoi canali social, richiama esplicitamente il tema delle politiche migratorie tra Stati europei e la gestione dei soccorsi in mare, sintetizzando una tensione che negli anni ha coinvolto diversi Paesi del Mediterraneo centrale.</p>



<p>Il murales si inserisce così in una tradizione consolidata della street art contemporanea, che utilizza lo spazio pubblico per affrontare temi sociali e politici legati ai confini, ai movimenti migratori e alla rappresentazione del corpo umano in viaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sapri: il volto della distanza</h2>



<p>Se a Malta l’immagine è quella del gesto e della rottura, a Sapri prevale la dimensione umana della fragilità. Il volto raffigurato sulla parete italiana appare come la conseguenza del movimento iniziato dall’altra parte del mare: non più forza, ma resistenza, stanchezza, esposizione.</p>



<p>Il posizionamento dell’opera in una cittadina affacciata sul Tirreno aggiunge un ulteriore livello di lettura. Sapri non è solo un punto geografico, ma diventa una delle molte porte del Mediterraneo europeo, luogo di arrivo e di passaggio delle rotte migratorie contemporanee.</p>
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		<item>
		<title>A Piano Vetrale la cerimonia conclusiva del IV concorso “Una fiaba tra i murales”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-piano-vetrale-la-cerimonia-conclusiva-del-iv-concorso-una-fiaba-tra-i-murales/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 08:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Orria]]></category>
		<category><![CDATA[piano vetrale]]></category>
		<category><![CDATA[una fiaba tra i murlaes]]></category>
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					<description><![CDATA[Si terrà lunedì 27 maggio 2026, nel borgo di Piano Vetrale, frazione del Comune di Orria, la cerimonia conclusiva della IV edizione del concorso “Una Fiaba tra i Murales”, promosso [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si terrà lunedì 27 maggio 2026, nel borgo di Piano Vetrale, frazione del Comune di Orria, la cerimonia conclusiva della IV edizione del concorso “Una Fiaba tra i Murales”, promosso dall’associazione Fiaba in Borgo. L’iniziativa coinvolge scuole del territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni con l’obiettivo di avvicinare i più giovani alla lettura, alla scrittura creativa e all’espressione artistica.</p>



<p>L’associazione, attiva nella promozione culturale, sociale, ambientale e turistica del territorio, opera da anni per valorizzare il borgo cilentano che diede i natali al pittore internazionale Paolo De Matteis, promuovendo al tempo stesso inclusione sociale e partecipazione.</p>



<p>Il concorso “Una Fiaba tra i Murales” rappresenta uno dei progetti più significativi dell’associazione: attraverso racconti, performance e attività creative, gli studenti sono chiamati a esprimere la propria sensibilità e immaginazione, dando voce alla propria interiorità in un contesto fortemente legato alla cultura e all’arte.</p>



<p>Sono oltre undici i lavori presentati dagli istituti scolastici del comprensorio cilentano. Gli elaborati saranno valutati da una commissione composta da esponenti del mondo della cultura e dell’inclusione sociale.</p>



<p>Tra gli istituti partecipanti figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>I.C. “Albanella” con la scuola secondaria di primo grado di Omignano;</li>



<li>I.C. Carducci “Capaccio-Paestum-Trentinara” con la scuola primaria di Spinazzo;</li>



<li>Istituto Omnicomprensivo Ancel Keys con la scuola secondaria di primo grado di Casal Velino;</li>



<li>I.C. “Leonardo da Vinci” con la scuola primaria di Ostigliano-Orria;</li>



<li>I.C. “Gino Rossi Vairo” di Agropoli;</li>



<li>I.C. “San Marco” di Agropoli con la scuola secondaria di Torchiara;</li>



<li>I.C. “Castellabate” con la scuola primaria di San Marco di Castellabate;</li>



<li>Associazione culturale teatrale Actorsud.</li>
</ul>



<p>Per la sezione dedicata alle scuole a indirizzo musicale, la fase conclusiva si è già svolta il 27 marzo scorso presso il Teatro La Provvidenza di Vallo della Lucania, con la partecipazione del Liceo Musicale Parmenide di Vallo della Lucania, del Liceo Musicale Gatto di Agropoli e di diversi istituti comprensivi del territorio. La serata è stata moderata dal dottor Antonio Pesca.</p>



<p>Il programma del 27 maggio prevede alle 9.30 i saluti istituzionali del sindaco di Orria Agostino Astore, della presidente dell’associazione Fiaba in Borgo Maria Luisa Di Matteo e delle autorità scolastiche presenti. Alle 10 spazio alla presentazione dei lavori degli studenti, mentre alle 11.30 è previsto un incontro aperto con l’attrice Sabrina Bevilacqua, che modererà anche la manifestazione. La premiazione finale è in programma alle 12.30.</p>



<p>Nel corso della mattinata sono previsti momenti di animazione a cura di “Raggio di Sole” di Ascea e attività laboratoriali promosse dalle associazioni culturali “La Tela” di Stio e “Portosalvo” di Casal Velino, con laboratori di tessitura e filatura. Sarà inoltre presente l’artista Achraf Naim.</p>



<p>Al termine della cerimonia saranno assegnati i premi delle diverse sezioni, oltre al “Premio Mauro Inverso”, dedicato alle scolaresche che si distingueranno per originalità e innovazione.</p>



<p>L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Orria, dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e da numerose realtà associative e culturali del territorio.</p>



<p>La presidente dell’associazione, Maria Luisa Di Matteo, ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dagli studenti, dai docenti e dai dirigenti scolastici nel corso dell’anno: «<em>Un percorso che ha portato alla realizzazione di elaborati di grande valore creativo e culturale, presentati nel suggestivo borgo di Piano Vetrale</em>.» </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mezzafest: nel Cilento nasce il primo Comedy Campus del Sud Italia tra formazione, spettacolo e scrittura comica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mezzafest-nel-cilento-nasce-il-primo-comedy-campus-del-sud-italia-tra-formazione-spettacolo-e-scrittura-comica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 21:14:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Nasce MEZZAFEST il primo Comedy Campus del Sud Italia aperto al pubblico! Un laboratorio ludico e formativo, immerso nel silenzio di uno dei borghi meno popolati della Campania, per ridare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nasce <strong>MEZZAFEST il primo Comedy Campus del Sud Italia aperto al pubblico!</strong> Un laboratorio ludico e formativo, immerso nel silenzio di uno dei borghi meno popolati della Campania, per ridare alla scrittura comica il suo respiro più autentico. Nasce con questa visione MEZZAFEST, l’evento che animerà <strong>Serramezzana</strong> in Cilento il <strong>27 e 28 giugno</strong> 2026, trasformando l’incantevole borgo in un’officina creativa aperta ad aspiranti comici, autori e performer.</p>



<p><strong>La partecipazione è completamente gratuita</strong> per tutti gli aspiranti comici fino a esaurimento posti. Le candidature si sono aperte il 18 maggio&nbsp; e si concluderanno il 25 maggio attraverso il form disponibile al seguente <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScn2ATkMzhaSt8s99oubwCKZmXravo8oIvZdoB4XHJYvv7qjw/viewform?usp=sharing&amp;ouid=115052863936614443568" target="_blank" rel="noreferrer noopener">LINK</a>&nbsp;</p>



<p>MEZZAFEST è un esperimento laboratoriale che unisce formazione e spettacolo in un contesto dal fascino naturalistico e storico che si concluderà con uno show serale con protagonisti comici esperti e giovani promesse.<br><br>Il programma prevede: workshop di scrittura comica e tecniche performative; talk con autori, comici e professionisti del settore; spettacolo finale aperto a tutti.<br><br>Nei prossimi giorni verranno annunciati i nomi degli artisti e addetti ai lavori del mondo dello spettacolo che faranno da “facilitatori comici” per la formazione degli aspiranti comedians che, insieme ai più affermati, si esibiranno in una serata originale ed esilarante.</p>



<p><em>“MEZZAFEST nasce dall’esigenza di riportare la scrittura comica e i suoi processi creativi in una dimensione lontana dai ritmi del contemporaneo. La scelta della provincia e della natura per i workshop, i talk e lo spettacolo finale serve a riappropriarci della ‘noia’ e dell’’ozio’ come contesto creativo”</em>, <strong>spiega il direttore artistico Davide DDL</strong>.<br><br>Il comune di Serramezzana è tra i più tranquilli e affascinanti borghi del Cilento e si trova a breve distanza dal rinomato litorale costiero di Agnone e dalle colline coltivate a ulivi. È il punto di partenza ideale per esplorare bellezze naturali e storico-culturali, ma anche il luogo perfetto per rallentare, ascoltare e far emergere l’ironia autentica.</p>



<p>Mezzafest è prodotto da Graf srl in collaborazione con Acta Progettazioni Aps nell’ambito del progetto Resta Qui con la partnership di Full Heads Comedy e dei collettivi Allert Comedy e Standappura con la direzione artistica di Davide DDL.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trent’anni di Meeting del Mare: a Marina di Camerota 3 giorni di musica, arte e creatività con artisti da tutta Italia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/trentanni-di-meeting-del-mare-a-marina-di-camerota-3-giorni-di-musica-arte-e-creativita-con-artisti-da-tutta-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 18:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Meeting del Mare]]></category>
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		<category><![CDATA[meeting del mare]]></category>
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<p><strong>Il Meeting del Mare compie 30 anni</strong>. Il festival cilentano ideato e diretto da&nbsp;<strong>don Gianni Citro</strong>&nbsp;celebra il suo trentennale con un ampio programma a&nbsp;<strong>ingresso gratuito</strong>, confermando la sua vocazione di progetto culturale dedicato alle nuove generazioni e alla relazione tra&nbsp;<strong>musica, arti visive, territorio e visione civile</strong>.</p>



<p>Nell’accogliente&nbsp;<strong>Baia di Lentiscelle</strong>, a&nbsp;<strong>Marina di Camerota</strong>&nbsp;(in Cilento), da&nbsp; sabato 30 maggio a lunedì 1 giugno, prende forma uno spazio vivo con&nbsp;<strong>oltre 60 eventi</strong>&nbsp;tra concerti, performance artistiche, incontri, workshop e aftershow con una line up che include alcuni tra gli artisti più amati della scena contemporanea.</p>



<p><strong>“Domani”</strong>&nbsp;è il tema che attraversa e tiene insieme questa XXX edizione, organizzata e promossa dalla&nbsp;<strong>Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A.</strong>&nbsp;con il sostegno&nbsp; del&nbsp;<strong>Ministero della Cultura</strong>, della&nbsp;<strong>Regione Campania</strong>, del&nbsp;<strong>Comune di Camerota</strong>, della&nbsp;<strong>Camera di Commercio di Salerno</strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong>Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni</strong>.</p>



<p>Domani, una parola che richiama futuro, responsabilità, immaginazione e costruzione, ma anche la necessità di interrogare il presente attraverso i linguaggi artistici.</p>



<p><strong>Due headliner ogni sera</strong>, oltre alle esibizioni (dalle ore 18) di artisti da tutta l’Italia selezionati attraverso la open call, animeranno il main stage allestito sulla spiaggia con&nbsp;una line up che mette in dialogo alcune tra le esperienze più significative della nuova scena italiana.</p>



<p>Protagonisti della serata inaugurale (<strong>30 maggio</strong>) saranno&nbsp;<strong>Ele A&nbsp;</strong>&nbsp;&#8211; artista svizzera con cittadinanza italiana che ha spopolato col suo debut album “<strong><em>Pixel</em></strong>”, unendo gusto street pop e attitudine hip hop &nbsp;&#8211; e&nbsp;<strong>Le-One&nbsp;</strong>rapper campano con oltre 125 milioni di streaming su Spotify nell&#8217;ultimo anno,&nbsp; Disco di Platino per &#8220;<strong><em>Addo staje</em></strong>&#8221; e Disco d&#8217;Oro per la hit &#8220;<strong><em>Yamal</em></strong>&#8220;.</p>



<p><strong>Domenica 31 maggio</strong>&nbsp;sarà la volta del cantautore&nbsp;<strong>Giorgio Poi</strong>&nbsp;che presenta dal vivo con la full band i suoi brani storici e quelli estratti dal suo ultimo disco “<strong><em>Schegge</em></strong>”. A seguire, spazio al dj set di&nbsp;<strong>okgiorgio</strong>, progetto solista di Giorgio Pesenti, produttore, dj e polistrumentista con base a Milano che fonde elettronica, ricerca&nbsp; e scrittura pop.</p>



<p><strong>Lunedì 1</strong>&nbsp;<strong>giugno</strong>&nbsp;chiuderanno il festival la cantautrice italo-palestinese&nbsp;<strong>Tära</strong>&nbsp;– artista che si sta affermando come una delle nuove voci più interessanti nel ponte tra heritage arabo e R&amp;B contemporaneo&nbsp;<strong>&#8211;</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Tutti Fenomeni</strong>, cantautore e produttore romano che torna a esibirsi dal vivo dopo 3 anni di assenza, dopo la pubblicazione dell’ultimo lavoro discografico, “<strong><em>Lunedì</em></strong>”.</p>



<p>Insieme a loro, 40 artisti emergenti e nuove realtà della scena indipendente. Nella serata inaugurale del 30 maggio sono attesi:&nbsp;<strong>Karakaz</strong>,<strong>&nbsp;Devil A &amp; Skioffi</strong>,&nbsp;<strong>Cappa</strong>,&nbsp;<strong>Donca</strong>,&nbsp;<strong>Ermanos</strong>,&nbsp;<strong>Ferix</strong>,&nbsp;<strong>Jlee</strong>,&nbsp;<strong>Karma GD</strong>,&nbsp;<strong>Le Garçon</strong>,<strong>&nbsp;Lil Gheibrj + Gigi</strong>,&nbsp;<strong>Little Pi</strong>,&nbsp;<strong>Navarra</strong>,&nbsp;<strong>Pikkoli</strong>,&nbsp;<strong>Prince</strong>,&nbsp;<strong>Rubio</strong>,<strong>&nbsp;Saint VP&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;VFM 155</strong>.</p>



<p>Il 31 maggio spazio a&nbsp;<strong>Santachiara</strong>,&nbsp;<strong>Alessandro Fiore</strong>,&nbsp;<strong>Crisi</strong>,&nbsp;<strong>Feeda</strong>,&nbsp;<strong>Orofino</strong>,&nbsp;<strong>Sapada</strong>,&nbsp;<strong>Secondo</strong>,&nbsp;<strong>Selli</strong>,&nbsp;<strong>Skunks</strong>,&nbsp;<strong>Stella</strong>&nbsp;<strong>Merano</strong>,&nbsp;<strong>Suits</strong>,&nbsp;<strong>Via Mercanti</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Zerofiltro</strong>.</p>



<p>Lunedì 1 giugno, invece, toccherà a&nbsp;<strong>Bouganville</strong>,&nbsp;<strong>Carla</strong>&nbsp;<strong>Fucci</strong>,&nbsp;<strong>Euforia</strong>,&nbsp;<strong>Frenèsya</strong>,&nbsp;<strong>Jüls</strong>,&nbsp;<strong>Kresta</strong>,&nbsp;<strong>Luna</strong>,&nbsp;<strong>Lyra</strong>,&nbsp;<strong>Mecha PRJT</strong>,&nbsp;<strong>Minimal</strong>,&nbsp;<strong>P.H.A.T.</strong>,&nbsp;<strong>Patec!! Λ_Λ</strong>,&nbsp;<strong>Sofia Ar</strong>a,&nbsp;<strong>Spina&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;Toribio Cortazzo</strong>. &nbsp;</p>



<p>Oltre alla musica, come sempre, sono previste diverse attività completamente gratuite, dalla danza agli incontri con i protagonisti del festival e uno spazio dedicato all’arte. Accanto ai concerti, infatti, il Meeting del Mare 2026 conferma la sua natura multidisciplinare con un programma diffuso di mostre, installazioni e laboratori. Per tutti e tre i giorni, nello spazio festival, sarà allestita la mostra fotografica inedita “<strong><em>Il Pianista di Yarmouk</em></strong>”, a cura di&nbsp;<strong>Antonio Nigro</strong>, progetto che raccoglie immagini realizzate nel campo profughi palestinese di Yarmouk, a Damasco, e si inserisce in una riflessione che intende restituire visibilità e ascolto a una vicenda storica e politica che appartiene innanzitutto al popolo palestinese. Tra le installazioni artistiche figurano “<strong><em>Prospettiva interrotta</em></strong>” di&nbsp;<strong>Carlo Gentile&nbsp;</strong>(nell’Area Festival), “<strong><em>Domani era ier</em></strong>i” di&nbsp;<strong>Cikila</strong>, installazione in pannelli di cartapesta prevista presso la Grotta della Cala, luogo di particolare rilievo storico e simbolico &nbsp;e “<strong><em>Via d’uscita</em></strong>” di&nbsp;<strong>Cristian Rizzuti</strong>, installazione laser anch’essa ospitata nell’Area Festival.</p>



<p>Il programma, inoltre, include anche&nbsp;<strong>uno spazio laboratoriale dedicato al live painting</strong>, con sessioni a cura di&nbsp;<strong>Giuliana Guzzo</strong>, sviluppate a partire dal tema di questa edizione (Domani).</p>



<p>Un capitolo importante del festival riguarda&nbsp;<strong>il Meeting del Mare CAMP (MDM Camp),&nbsp;</strong>uno spazio libero, condiviso e diffuso sul territorio di Marina di Camerota che promuove la crescita della musica emergente italiana attraverso workshop, convegni e incontri con i professionisti della musica. MDM Camp quest’anno vedrà la partecipazione di una rete di realtà festivaliere attive in Campania, quali:&nbsp;<strong>Limen Salerno Festival</strong>,&nbsp;<strong>Rufra Festival</strong>,&nbsp;<strong>Tribucstock Festiwild</strong>,&nbsp;<strong>Spring Break Napoli</strong>,&nbsp;<strong>‘Nziem Festival</strong>,&nbsp;<strong>Fritz Festival</strong>,&nbsp;<strong>Emersa</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Balconica Festival</strong>.</p>



<p>Per il trentesimo anno consecutivo, il Meeting del Mare – Correnti e Culture Giovani offre&nbsp;<strong>uno spazio aperto, accessibile e culturalmente vivo dove indagare il presente e immaginare il futuro.</strong></p>



<p>Nato nel 1997 da un’idea di don Gianni Citro e dalla determinazione di giovani cilentani appassionati di musica e arte,&nbsp;<strong>il Meeting del Mare è l’evento musicale/culturale gratuito più longevo del sud Italia</strong>. Nel corso degli anni ha ospitato grandi nomi del panorama musicale italiano e in alcuni casi anche internazionale. Tra i tanti:&nbsp;Franco Battiato,&nbsp;Caparezza, Vinicio Capossela,&nbsp;Francesco De Gregori, J-Ax, Enzo Avitabile, Geolier,&nbsp;Subsonica, Piero Pelù, NuGenea, Tananai, Baustelle,&nbsp; Mannarino,&nbsp; Negrita, Gogol Bordello, Morgan, Bombino, &nbsp;Dubioza Kolektiv,&nbsp; Carmen Consoli,&nbsp;Afterhours, Elisa, Verdena, Max Gazzè,&nbsp;Daniele Silvestri, Bandabardò,&nbsp;Fabrizio Moro, Marracash&nbsp;,&nbsp;&nbsp;Le Vibrazioni,&nbsp; Lo Stato Sociale, 24Grana,&nbsp;Motel Connection, Frankie HI-NRG, Elio e le Storie Tese,&nbsp;&nbsp;Linea77,&nbsp;Cosmo, Calcutta, Ministri,&nbsp;Marta Sui Tubi,&nbsp;Il Teatro Degli Orrori,&nbsp;Gianluca Grignani, Frah Quintale,&nbsp;Marco Castello, Modena City Ramblers, Sud Sound System,&nbsp;&nbsp;Dov’è Liana, Eugenio Bennato, Jimmy Sax, I Cani, Colapesce e Dimartino, Psicologi, solo per citarne alcuni.</p>



<p>Al Meeting del Mare in questi 30 anni si sono esibiti&nbsp;<strong>più di 1000 artisti emergenti</strong>, diventando di fatto uno spazio permanente per la promozione di nuove realtà artistiche e unaprestigiosa vetrina per la creatività giovanile.</p>
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		<title>“L’Italia, l’Europa e noi”: all’Omnicomprensivo di Polla il libro di Ornella Trotta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/litalia-leuropa-e-noi-allomnicomprensivo-di-polla-il-libro-di-ornella-trotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 09:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[polla]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’auditorium dell’Istituto Omnicomprensivo di Polla, si è tenuta la presentazione del volume “L’Italia, l’Europa e noi” della giornalista e scrittrice Ornella Trotta, edito da Guida Editori. Un incontro partecipato e [...]]]></description>
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<p>Nell’auditorium dell’Istituto Omnicomprensivo di Polla, si è tenuta la presentazione del volume “L’Italia, l’Europa e noi” della giornalista e scrittrice Ornella Trotta, edito da Guida Editori. </p>



<p>Un incontro partecipato e ricco di spunti di riflessione. A introdurre i lavori è stata la dirigente scolastica Carmela Taglianetti, che ha sottolineato l’importanza di sentirsi europei senza rinunciare alla propria identità italiana e meridionale, evidenziando quanto la scuola debba contribuire alla formazione di cittadini consapevoli, aperti al confronto e capaci di interpretare le sfide del presente. </p>



<p>A relazionare sul volume Gerardo Rosania, già sindaco di Eboli, che ha approfondito i temi centrali della pubblicazione soffermandosi sul valore culturale e civile dell’Europa e sulla necessità di costruire una coscienza collettiva fondata sul dialogo, sulla memoria storica e sulla partecipazione democratica. Il libro di Ornella Trotta raccoglie dieci anni di editoriali pubblicati sul giornale cartaceo I Fatti, diretto dalla stessa autrice, e rappresenta un viaggio attraverso le trasformazioni sociali, politiche e culturali dell’Italia e dell’Europa contemporanea.</p>



<p>Gli studenti sono stati protagonisti di un confronto vivo e maturo con l’autrice. Numerose le domande rivolte alla giornalista: dal perché sia importante oggi sentirsi europei, fino alla necessità, soprattutto per i giovani del Sud, di superare una visione esclusivamente locale o meridionale per aprirsi ad una dimensione europea e globale, senza però perdere il legame con le proprie radici.</p>



<p>Per l’Istituto secondario di primo grado sono intervenuti, guidati dalla professoressa Milena Pucciarelli, gli studenti Carol Carimando, Elisa Cancro, Donato Pio Molinari, M.Alejandra Bovio, Angelica Cupersito, Marta Pappalardo, Marianna Pessolano, Ludovica Amodeo, Francesca Formisano, Vincenzo Mastroberti e Anthony Sibilia, che hanno contribuito con riflessioni e quesiti particolarmente apprezzati dai relatori.</p>



<p>Per l’istituto IPSSAS sono intervenuti, guidati dai docenti Paolo Lo Cascio e Lino Marcantuono, gli studenti Angelica Campiglia, Asia Casaluci, Antonio Dolce, Chiara Caggiano, Amina Hamil e Giuseppe Antonio Valente, che hanno animato il dibattito con domande e considerazioni sui temi dell’Europa, dell’identità culturale e del ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di una cittadinanza sempre più consapevole e aperta al mondo. Gli studenti hanno letto e commentato alcune pagine del volume.</p>
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		<title>Paestum Smart, tecnologia e tutela per il futuro dell’archeologia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/paestum-smart-tecnologia-e-tutela-per-il-futuro-dellarcheologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[paestum smart]]></category>
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					<description><![CDATA[La tecnologia incontra la storia senza alterarne l’identità, ma anzi contribuendo a proteggerla e valorizzarla. È stato inaugurato “Paestum Smart”, il nuovo sistema integrato di videosorveglianza, digitalizzazione e servizi intelligenti [...]]]></description>
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<p>La tecnologia incontra la storia senza alterarne l’identità, ma anzi contribuendo a proteggerla e valorizzarla. È stato inaugurato “Paestum Smart”, il nuovo sistema integrato di videosorveglianza, digitalizzazione e servizi intelligenti realizzato all’interno dei Parchi archeologici di Paestum e Velia.</p>



<p>Il progetto rappresenta un modello innovativo di gestione del patrimonio culturale, dove sicurezza, sostenibilità e qualità dell’esperienza di visita si fondono con il rispetto del paesaggio e dell’eredità archeologica. Un’infrastruttura tecnologica avanzata che si inserisce in modo discreto e armonioso in uno dei contesti storici più significativi del Mediterraneo.</p>



<p>Cuore dell’iniziativa sono le nuove telecamere intelligenti e i sistemi evoluti di monitoraggio, pensati per rafforzare la tutela dell’area archeologica e garantire maggiore sicurezza ai visitatori. Accanto alla rete digitale diffusa, il progetto introduce anche innovative “isole smart”, punti multifunzione destinati a offrire servizi, informazioni e supporto lungo il percorso di visita.</p>



<p>“Paestum Smart” punta così a trasformare il rapporto tra tecnologia e beni culturali, dimostrando come l’innovazione possa diventare uno strumento concreto di conservazione e valorizzazione del patrimonio. Un approccio che guarda al futuro senza perdere il legame con la memoria dei luoghi.</p>



<p>Perché innovare, in contesti di straordinario valore storico e paesaggistico, significa anche prendersi cura del passato con strumenti nuovi, capaci di proteggerlo e accompagnarlo nel tempo.</p>
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