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	<title>Cultura | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Archeologia: a Ercolano tornano le visite alle terme suburbane</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/archeologia-a-ercolano-tornano-le-visite-alle-terme-suburbane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 12:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[ercolano]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 10 ottobre a dicembre visite guidate al cantiere di restauro, biglietti dal 29 settembre Tornano le visite guidate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane del Parco Archeologico di [...]]]></description>
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<p><strong>Dal 10 ottobre a dicembre visite guidate al cantiere di restauro, biglietti dal 29 settembre</strong></p>



<p>Tornano le visite guidate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane del Parco Archeologico di Ercolano, uno dei complessi termali meglio conservati del mondo romano. Il nuovo ciclo di appuntamenti prenderà il via a ottobre e proseguirà fino a dicembre 2026, con turni settimanali il sabato. I biglietti saranno disponibili da martedì 29 settembre, online e in biglietteria.</p>



<p>Non si tratta ancora della riapertura permanente del monumento, ma di un programma di visite accompagnate che consentirà al pubblico di entrare nel cantiere e conoscere da vicino gli ambienti delle Terme e le attività di conservazione in corso. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni, il Parco ripropone l’iniziativa con accessi contingentati per garantire una fruizione approfondita e in sicurezza.</p>



<p>I gruppi, composti da un massimo di 15 partecipanti, saranno accompagnati dal personale del Parco e potranno utilizzare materiali di approfondimento attraverso QR Code. La visita durerà circa un’ora e, trattandosi di un cantiere attivo, sarà obbligatorio indossare un casco protettivo.</p>



<p>«Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti, in attesa della loro riapertura permanente, significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo», dichiara Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.</p>



<p>Le Terme Suburbane furono individuate nel 1940 e scavate solo parzialmente fino al 1948, anche a causa della guerra e della presenza delle acque di falda. L’edificio venne portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958, mentre lo scavo del fronte a mare fu completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all’età augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto “Samovar”, caratterizzata da un raro sistema di riscaldamento dell’acqua.</p>



<p>Situate tra l’antico arenile e le mura cittadine, ai piedi delle domus affacciate sul mare, le Terme furono inizialmente concepite come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e successivamente aperte alla comunità.</p>



<p>Il percorso di visita comprende il Frigidarium, decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri, il Tepidarium con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium, caratterizzato dal labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell’eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio, la piscina riscaldata “a samovar” e la volta decorata con stucchi strigilati.</p>



<p>Pavimenti marmorei policromi, stucchi, pitture di elevata qualità e porte lignee originali, eccezionalmente conservate, contribuiscono alla particolarità del complesso, rimasto chiuso al pubblico per oltre vent’anni.</p>



<p>Il cantiere di restauro è reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell’ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute, attivo a Ercolano dal 2001, e proseguito dal 2010 con l’Herculaneum Conservation Project.</p>



<p>Le Terme Suburbane contribuiscono agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano, insieme a Pompei e Oplontis, nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il complesso è inoltre integrato nell’app Ercolano Digitale, che mette a disposizione contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita.</p>



<p>Le visite sono previste il 10, 24 e 31 ottobre; il 7, 14, 21 e 28 novembre; il 5 e 12 dicembre.</p>
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		<title>A Ceraso nasce “Culture mediterranee”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-ceraso-nasce-culture-mediterranee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 12:06:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ceraso]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[culture mediterranee]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 20 al 27 settembre 2026, Ceraso ospiterà Culture mediterranee, la nuova rassegna letteraria inserita nel programma delle Giornate del Patrimonio Culturale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, progetto [...]]]></description>
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<p>Dal 20 al 27 settembre 2026, Ceraso ospiterà Culture mediterranee, la nuova rassegna letteraria inserita nel programma delle Giornate del Patrimonio Culturale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, progetto culturale ideato dal prof. Aniello Amato e promosso nell’ambito delle attività dell’Associazione culturale Kairòs.</p>



<p>La rassegna nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di incontro tra ricerca scientifica, divulgazione e comunità, assumendo il Mediterraneo non soltanto come area geografica, ma come grande categoria storica e culturale: uno spazio nel quale, nel corso dei secoli, popoli, lingue, religioni, tradizioni e saperi si sono incontrati, confrontati e contaminati.</p>



<p>In questa prospettiva, il Cilento rappresenta un osservatorio particolarmente significativo. La presenza della Magna Grecia, il monachesimo italogreco, le dominazioni che si sono succedute nel Mezzogiorno, i paesaggi, le tradizioni religiose, la memoria orale e il patrimonio musicale testimoniano una storia fatta di continui scambi e trasformazioni.</p>



<p>Culture mediterranee propone quindi un percorso articolato in quattro incontri, attraverso i quali il pubblico potrà confrontarsi con differenti forme di interpretazione del patrimonio culturale.</p>



<p>Si parte domenica 20 settembre, presso l’Aula Consiliare, con la presentazione di Nzimma a nu fierro felato. Archeologia sonora di Castellabate di Gerardo Costabile Nicoletta, dedicata al patrimonio musicale e alla memoria sonora del Cilento, con particolare attenzione alla chitarra battente e alle pratiche musicali della tradizione orale.</p>



<p>Venerdì 25 settembre, presso Palazzo Di Lorenzo, sarà la volta di Il viaggio della cura di Pasquale Mura, opera che introduce nella rassegna il tema della medicina narrativa e del rapporto tra patrimonio culturale, fragilità, cura e benessere della persona. Il libro, ambientato nel Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano, riflette anche sul ruolo del caregiver, sulla Patient Advocacy e sul valore della cultura nei percorsi di cura.</p>



<p>Un ulteriore appuntamento sarà dedicato all’antropologia culturale, con la partecipazione dell’antropologo e giornalista Domenico Ienna e della musicologa Chiara Forte. Il confronto affronterà il rapporto tra comunità, pratiche culturali, memoria, documentazione archivistica e patrimonio musicale, evidenziando come le tradizioni costituiscano processi dinamici attraverso i quali le comunità continuano a elaborare la propria identità.</p>



<p>A chiudere la rassegna sarà la presentazione di Identità evolutive. Studi e ricerche sul Cilento, di Luigi Leuzzi e Pasquale Martucci, dedicata alle trasformazioni delle identità locali nella contemporaneità. Il volume propone di leggere l’identità non come una realtà immobile, ma come un processo storico aperto, nel quale memoria e innovazione continuano a confrontarsi.</p>



<p>La rassegna non vuole dunque essere una semplice successione di presentazioni editoriali. Culture mediterranee nasce come un laboratorio di confronto interdisciplinare, nel quale il libro diventa uno strumento per mettere in relazione studiosi, autori, ricercatori e cittadini.</p>



<p>Il progetto si inserisce nella più ampia impostazione delle Giornate del Patrimonio Culturale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, manifestazione nata nel 2025 e sviluppatasi nel 2026 con una programmazione itinerante e un approccio che integra storia, antropologia, linguistica, musicologia, archeologia e studio del patrimonio materiale e immateriale.</p>



<p>«Il patrimonio culturale – sottolinea il prof. Aniello Amato, ideatore delle Giornate – non è soltanto costituito da monumenti, reperti e opere d’arte. È anche memoria orale, musica, paesaggio, tradizione, pratiche sociali e religiosa, archivi e saperi trasmessi dalle comunità. Culture mediterranee nasce proprio dalla volontà di mettere in dialogo questi diversi patrimoni e di riportare la ricerca scientifica al centro della vita culturale dei territori».</p>



<p>La scelta di Ceraso come sede degli appuntamenti assume inoltre un particolare significato. Il territorio conserva infatti una forte memoria degli studi di Pietro Ebner, lo storico che ha dedicato una parte fondamentale della propria attività alla ricostruzione del Cilento storico. Il contesto storico e architettonico nel quale si svolgeranno gli incontri diventa così parte integrante della proposta culturale.</p>



<p>Con Culture mediterranee, le Giornate del Patrimonio Culturale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni intendono rafforzare una rete di collaborazione tra ricerca, associazionismo culturale, enti locali e comunità, nella convinzione che la conoscenza costituisca uno degli strumenti fondamentali per comprendere, trasmettere e valorizzare il patrimonio dei territori.</p>



<p>Gli appuntamenti sono aperti al pubblico.</p>
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		<item>
		<title>San Matteo, Casal Velino Marina si prepara alla festa patronale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-matteo-casal-velino-marina-si-prepara-alla-festa-patronale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:10:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Sei giorni di celebrazioni tra fede, tradizione popolare, musica e spettacolo per la festa patronale di San Matteo a Casal Velino Marina. Dal 17 al 22 settembre la comunità si [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Sei giorni di celebrazioni tra fede, tradizione popolare, musica e spettacolo per la festa patronale di San Matteo a Casal Velino Marina. Dal 17 al 22 settembre la comunità si ritroverà per rinnovare la devozione al Santo, con un programma che accompagnerà residenti e visitatori attraverso momenti religiosi e appuntamenti dedicati alla cultura e alle tradizioni locali.</p>



<p class="p3">Il momento centrale dei festeggiamenti sarà il 21 settembre, giorno della solennità di San Matteo, con la tradizionale processione per le vie del paese. La chiusura, il 22 settembre, sarà invece affidata ad Angelo Loia &amp; Progetto Oiza, protagonisti di uno spettacolo dedicato alla musica popolare cilentana. L’appuntamento avrà un significato particolare anche per il ventennale del progetto musicale.</p>



<p class="p3">I festeggiamenti religiosi prenderanno il via il 17 settembre con il triduo di preparazione, in programma fino al 19 settembre. Ogni sera, alle 18.45, sarà recitato il Santo Rosario, seguito alle 19.15 dalla celebrazione della Santa Messa e dalla preghiera a San Matteo.</p>



<p class="p3">Il 20 settembre, vigilia della solennità, alle 18.15 sono previsti i Solenni Primi Vespri nella Cappella di San Matteo <em>Ad duo flumina</em>. Alle 19 partirà quindi la processione con le reliquie del Santo, che raggiungerà la chiesa parrocchiale, dove alle 19.30 sarà celebrata la Santa Messa.</p>



<p class="p3">Il 21 settembre sarà la giornata centrale della festa. Alle 8.30 è previsto l’arrivo del Concerto Bandistico “Città di S. Mauro Cilento”, che accompagnerà la mattinata con il tradizionale giro per le vie del paese. Alle 10.30 sarà celebrata la Santa Messa, mentre alle 18.30 è in programma la Santa Messa Solenne.</p>



<p class="p3">Alle 19.30 prenderà il via la tradizionale processione di San Matteo, uno dei momenti più partecipati e sentiti dalla comunità di Casal Velino Marina. Le celebrazioni religiose attraverseranno le strade del paese, accompagnando l’immagine del Patrono in un momento di fede e condivisione che si rinnova ogni anno.</p>



<p class="p3">La giornata proseguirà in serata con gli appuntamenti dedicati alla musica e allo spettacolo. Alle 21.30, nell’ambito del festival multidisciplinare “Mosaici”, è in programma “Voci in terra di Briganti”, spettacolo a cura del Comune di Casal Velino. Alle 23.30 la serata si concluderà con lo spettacolo pirotecnico, curato dalla ditta Carlo Di Muio di Vatolla.</p>



<p class="p3">La festa patronale terminerà il 22 settembre alle 21.30 con il concerto di <strong>Angelo Loia &amp; Progetto Oiza</strong>, formazione da anni impegnata nella ricerca e nella valorizzazione della tradizione musicale cilentana.</p>
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		<title>Teatro, a Futani il Balconica festival ricorda Annibale Ruccello</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/teatro-a-futani-il-balconica-festival-ricorda-annibale-ruccello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:48:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Futani]]></category>
		<category><![CDATA[annibale ruccello]]></category>
		<category><![CDATA[balconica festival]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà dedicata ad Annibale Ruccello, tra le figure più significative della drammaturgia contemporanea italiana, la giornata inaugurale del Balconica Festival 2026, in programma sabato 26 settembre a Futani, nel Salernitano. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sarà dedicata ad Annibale Ruccello, tra le figure più significative della drammaturgia contemporanea italiana, la giornata inaugurale del Balconica Festival 2026, in programma sabato 26 settembre a Futani, nel Salernitano. L’appuntamento, dal titolo “Balconi e visioni: Annibale Ruccello tra teatro, comunità e paesaggio”, nasce con l’obiettivo di rileggere la figura e l’opera dell’autore mettendo in relazione teatro, memoria, comunità e territorio.</p>



<p>Originario di Castellammare di Stabia, Ruccello ha costruito una scrittura fortemente legata alla rappresentazione delle realtà sociali e culturali del Mezzogiorno. Da questa prospettiva partirà una riflessione sui rapporti tra individuo e collettività, identità, memoria, marginalità e trasformazione sociale.</p>



<p>Cuore della giornata sarà il talk “Annibale Ruccello: il teatro come antropologia della comunità”, una conversazione aperta tra artisti, studiosi, operatori culturali, giovani e cittadini sul rapporto tra la poetica ruccelliana e la capacità del teatro di raccontare e interpretare le comunità.</p>



<p>Tra i temi al centro dell’incontro ci sarà anche quello del vicinato, inteso non soltanto come prossimità fisica, ma come spazio umano, relazionale e sociale. Un tema che si intreccia con la stessa identità di Balconica, manifestazione che da oltre un decennio trasforma il centro storico di Futani in uno spazio di spettacolo e partecipazione.</p>



<p>Il balcone, elemento caratterizzante del festival, diventa così una metafora del confine tra privato e pubblico, un punto di osservazione ma anche un luogo dal quale prendere parte alla vita collettiva.</p>



<p>A guidare il confronto sarà Giancarlo Fatigati, dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, nel ruolo di chairman. Al talk parteciperanno Carlo Montariello, scrittore, sceneggiatore e saggista; Giulio Baffi, critico e cronista teatrale, già firma de l’Unità e la Repubblica e già presidente dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro; Igina Di Napoli, direttrice artistica di Casa del Contemporaneo – Sala Assoli e direttrice del Teatro Nuovo di Napoli per trent’anni; Pino Carbone, regista teatrale e cinematografico e direttore di Progetto Nichel; Giancarlo Guercio, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Salerno, regista teatrale e direttore artistico di Skenai Teatro; Peppe Del Rossi, fotografo e presidente dell’AIRF – Associazione Italiana Reporter Fotografi; Carmela Lucia, ricercatrice dell’Università degli Studi di Salerno; e Mariagrazia Merola, per Balconica.</p>



<p>Alla giornata sarà affiancata la mostra fotografica “Visioni del «tra»: il teatro. Corpi e memorie in relazione”, di Peppe Del Rossi. L’esposizione raccoglie immagini nate dall’incontro con Annibale Ruccello e dalla prossimità del fotografo con la sua esperienza artistica, restituendo una testimonianza visiva dell’attore e drammaturgo e del suo mondo teatrale.</p>



<p>Nel corso dell’iniziativa sarà inoltre presentato il saggio “Il corpo, il suono, la scena: per una drammaturgia sui corpi e sui suoni” di Carmela Lucia, dedicato alla lingua di scena nei testi di Ruccello e al rapporto tra parola, corpo e dimensione sonora della scrittura drammaturgica.</p>



<p>La giornata proseguirà con una performance teatrale a cura di Progetto Nichel, per la regia di Pino Carbone, e si concluderà con un dj set. Le diverse attività accompagneranno il pubblico attraverso gli spazi del borgo, trasformandoli in luoghi di incontro e condivisione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scuola, studenti tra nuove tecnologie e vecchie criticità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scuola-studenti-tra-nuove-tecnologie-e-vecchie-criticita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 20:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Tech]]></category>
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					<description><![CDATA[Aule affollate, carichi di studio, tecnologia che avanza e studenti sempre più sotto pressione. La scuola italiana cambia, ma non tutti i problemi sono stati risolti. Si parla spesso di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Aule affollate, carichi di studio, tecnologia che avanza e studenti sempre più sotto pressione. La scuola italiana cambia, ma non tutti i problemi sono stati risolti.</strong></p>



<p>Si parla spesso di innovazione, digitalizzazione e scuola del futuro. Ma basta entrare in un&#8217;aula per accorgersi che la realtà è più complessa. Accanto alle nuove tecnologie restano problemi molto concreti: edifici da sistemare, classi numerose, carichi di lavoro pesanti e studenti che faticano a trovare un equilibrio tra studio e vita personale.</p>



<p>La tecnologia ha sicuramente aperto nuove possibilità. Computer e piattaforme digitali possono rendere le lezioni più dinamiche e permettere di accedere rapidamente a una grande quantità di informazioni. Ma avere uno strumento tecnologico non significa automaticamente migliorare l&#8217;istruzione. Senza una preparazione adeguata e senza un uso consapevole, il rischio è semplicemente quello di trasferire i vecchi metodi su nuovi strumenti.</p>



<p>C&#8217;è poi la questione del rapporto tra scuola e studenti. Voti, verifiche e interrogazioni continuano a essere elementi centrali della vita scolastica, ma sempre più ragazzi chiedono maggiore attenzione anche al benessere psicologico e alla qualità dell&#8217;ambiente in cui studiano. Il problema non è eliminare la valutazione, ma capire se il sistema riesca davvero a valorizzare le capacità degli studenti oppure finisca per concentrarsi soprattutto sui risultati numerici.</p>



<p>Anche gli insegnanti si trovano davanti a una situazione complessa. A loro viene chiesto di educare, insegnare, seguire le nuove tecnologie e affrontare problemi sociali sempre più presenti nelle classi. Ma spesso il dibattito pubblico si concentra sugli studenti, dimenticando le difficoltà di chi lavora ogni giorno dentro la scuola.</p>



<p>La domanda, quindi, non è soltanto quale sarà la scuola del futuro. È capire <strong>quanto siamo disposti a investire oggi nella scuola che esiste già</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>“L’Atlante dei legami”, progetto di valorizzazione della Certosa: al via una settimana di formazione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/latlante-dei-legami-progetto-di-valorizzazione-della-certosa-al-via-una-settimana-di-formazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 11:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Montesano sulla Marcellana]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[certosa di san lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[l'atlante dei legami]]></category>
		<category><![CDATA[memoria fotografica]]></category>
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					<description><![CDATA[Prosegue il progetto L’Atlante dei Legami con una nuova fase dedicata alla tutela, alla digitalizzazione e alla valorizzazione della memoria fotografica del territorio. Dal 28 settembre al 2 ottobre, presso [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Prosegue il progetto L’Atlante dei Legami con una nuova fase dedicata alla tutela, alla digitalizzazione e alla valorizzazione della memoria fotografica del territorio.</p>



<p>Dal 28 settembre al 2 ottobre, presso l’ex Edificio della Scuola secondaria di primo grado di Montesano sulla Marcellana, in via Regina Margherita, sede operativa de IL DIDRAMMO APS, si terrà un laboratorio gratuito di digitalizzazione, archiviazione e catalogazione dei materiali fotografici recuperati e prodotti durante la prima fase del progetto.</p>



<p>L’iniziativa è aperta ai residenti del territorio e nasce con l’obiettivo di fornire ai partecipanti strumenti concreti per conoscere, conservare, descrivere e digitalizzare il patrimonio fotografico, trasformando l’attività formativa in un’esperienza diretta di cura della memoria collettiva.</p>



<p>La settimana di formazione intensiva prevede complessivamente 50 ore di attività, articolate in 12 ore di lezioni frontali e 38 ore di laboratorio. Il numero massimo di partecipanti è fissato a 15 persone. Durante le attività pratiche i corsisti saranno suddivisi in tre gruppi di lavoro, ciascuno seguito da un tutor.</p>



<p>Le lezioni frontali affronteranno innanzitutto il tema del trattamento degli archivi fotografici, illustrando come approcciare un fondo, quali tipologie di materiali è possibile incontrare e quali sono le prime valutazioni necessarie per la loro salvaguardia.</p>



<p>Una particolare attenzione sarà dedicata agli archivi e ai fototipi, approfondendo le modalità di ordinamento, inventariazione e archiviazione di oggetti complessi, il riconoscimento delle differenti tipologie di materiali fotografici e le corrette procedure per la loro messa in sicurezza.</p>



<p>La parte laboratoriale consentirà invece di applicare direttamente le conoscenze acquisite. A ciascun gruppo saranno affidati specifici materiali sui quali realizzare un vero e proprio percorso di trattamento archivistico: dall’analisi del fondo e dal riconoscimento dei fototipi alla verifica dello stato di conservazione, fino all’attribuzione della segnatura e della stringa identificativa.</p>



<p>I partecipanti saranno inoltre coinvolti in interventi di base di spolveratura e pulitura dei fototipi, nelle prime operazioni di digitalizzazione, nella schedatura e catalogazione secondo gli standard ministeriali di base e nell’inserimento dei materiali trattati sulla piattaforma del Censimento delle Raccolte e degli Archivi Fotografici del Ministero della Cultura.</p>



<p>Al termine del percorso è previsto un incontro di restituzione collettiva, dedicato alle difficoltà incontrate, agli eventuali approfondimenti e alla condivisione delle competenze acquisite durante la settimana.</p>



<p>La giornata conclusiva del 2 ottobre sarà caratterizzata da uno specifico workshop dedicato alla riproduzione fotografica delle evidenze e delle opere d’arte, condotto dal fotografo professionista Marco Casciello. L’appuntamento sarà rivolto ai corsisti ma sarà anche aperto liberamente ai cittadini interessati, offrendo un’ulteriore occasione di incontro tra formazione specialistica, fotografia e patrimonio culturale.</p>



<p>Ad accompagnare i partecipanti saranno professionisti con una consolidata esperienza nel campo della fotografia, degli archivi e della conservazione.</p>



<p>Barbara Bergaglio, responsabile Archivi della Fondazione CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, è esperta di archivi fotografici e docente di Storia della Fotografia presso l’Università degli Studi di Torino. Marco Casciello è fotografo professionista specializzato nella riproduzione di opere d’arte e docente di fotografia presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Rosario Petrosino, fotografo, è direttore del MuDiF – Museo Didattico della Fotografia e responsabile dei laboratori di conservazione, digitalizzazione e catalogazione de IL DIDRAMMO APS.</p>



<p>Per informazioni e prenotazioni: atlantedeilegami@ildidrammo.com</p>



<p>Con questa nuova fase, L’Atlante dei Legami consolida un percorso di costruzione partecipata della memoria, coinvolgendo le comunità del Vallo di Diano nella conoscenza, nella cura e nella valorizzazione del patrimonio fotografico legato alla Certosa di San Lorenzo a Padula.</p>



<p>Il progetto “L’Atlante dei legami: rigenerare le comunità patrimoniali della Certosa di Padula attraverso la fotografia”, promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania e sostenuto da Il Museo Rigenera – Edizione Fotografia della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, utilizza la fotografia come strumento di relazione tra la storia del complesso monumentale e le memorie familiari e collettive del territorio. L’obiettivo è rafforzare il ruolo della Certosa come patrimonio vivo e spazio attivo di partecipazione, trasformando gli archivi in luoghi di conoscenza, formazione e restituzione culturale.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nishuno, la voce senza volto del Cilento: esce “Cumma Tresa”, electro folk contro la violenza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nishuno-la-voce-senza-volto-del-cilento-esce-cumma-tresa-electro-folk-contro-la-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 18:34:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
		<category><![CDATA[cilento nishuno]]></category>
		<category><![CDATA[nishuno]]></category>
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					<description><![CDATA[Una voce senza volto, il dialetto cilentano e un incontro tra musica popolare ed elettronica. È Nishuno, il progetto musicale indipendente nato nel Cilento, che debutta oggi, 11 settembre, con [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una voce senza volto, il dialetto cilentano e un incontro tra musica popolare ed elettronica. È Nishuno, il progetto musicale indipendente nato nel Cilento, che debutta oggi, 11 settembre, con il primo singolo “Cumma Tresa”, disponibile su tutte le piattaforme digitali. “<strong>Sono una voce senza volto che porta in musica storie di mare, emigrazione, identità e appartenenza</strong>”, racconta Nishuno, che sceglie di non rivelare l&#8217;identità per mettere al centro le storie di una comunità e di un territorio.</p>



<p>“Cumma Tresa” è un brano di denuncia e liberazione. Al centro c&#8217;è una donna che rompe le catene della violenza e ritrova sé stessa attraverso il ballo e la vita. Il testo è in dialetto cilentano, mentre il ritmo popolare si fonde con un arrangiamento elettronico contemporaneo. &#8220;Racconta una donna che trova la forza di liberarsi dalla violenza e di tornare a vivere, anche attraverso il ballo”, spiega Nishuno “È una storia di denuncia, ma soprattutto di liberazione e rinascita”.</p>



<p>Il nome Nishuno  deriva dal termine dialettale “nisciuno”, ovvero nessuno. Una parola quotidiana della parlata cilentana che diventa manifesto del progetto: “<strong>Nishuno  significa nessuno, ma proprio per questo può diventare la voce di tutti</strong>”, spiega l&#8217;artista. Il riferimento è anche al “Nessuno” con cui Ulisse si presenta a Polifemo e alla riflessione di Pirandello in “Uno, nessuno e centomila”. Ma, prima di ogni riferimento letterario, Nishuno resta una parola del Cilento.</p>



<p>“<strong>Non voglio essere il protagonista assoluto della scena. Voglio essere un tramite tra passato e presente, tra memoria e innovazione</strong>”, racconta Nishuno.</p>



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<p>Il progetto nasce con l&#8217;obiettivo di valorizzare il dialetto cilentano e raccontare attraverso la musica il mare, i piccoli paesi, l&#8217;emigrazione, i legami familiari, l&#8217;amore, la memoria collettiva, la resilienza e il senso di appartenenza. Le sonorità della tradizione mediterranea incontrano arrangiamenti elettronici e contemporanei, in un linguaggio pensato per dialogare tanto con chi è cresciuto con queste tradizioni quanto con le nuove generazioni.</p>



<p>“<strong>Le tradizioni non appartengono al passato. Possono continuare a evolversi, incontrare linguaggi nuovi e parlare alle nuove generazioni senza perdere la propria anima</strong>”, sottolinea. Il progetto è completamente indipendente, senza etichetta discografica e senza intermediari. “<strong>Nessuna etichetta, nessun intermediario. Solo la musica, il territorio e le persone che lo abitano</strong>”, è la dichiarazione d&#8217;intenti di Nishuno .</p>



<p>A rendere immediatamente riconoscibile il progetto è la maschera indossata da Nishuno. Rappresenta infatti la rinuncia all&#8217;identità individuale per diventare voce collettiva di una comunità, delle sue storie e della sua memoria. L&#8217;aspetto richiama quello di un bronzo antico segnato dal tempo e guarda idealmente alla tradizione mediterranea e all&#8217;antica Elea-Velia, senza voler essere una ricostruzione archeologica. “<strong>La maschera non serve a nascondersi. Serve a togliere il singolo individuo dalla scena e lasciare spazio alle storie delle persone</strong>”, spiega.</p>



<p>Gli occhi restano visibili, proprio per mantenere una relazione diretta con il pubblico. Ai lati scendono fili di perline nei colori della terra, della pietra, della sabbia e del mare, simbolicamente legati alle diverse anime del Cilento: pescatori, contadini, emigranti, madri, anziani, giovani, uomini e donne.</p>



<p>La maschera e i gioielli indossati in scena sono opere di <strong>Sara Cammarosano</strong>, orafa e designer cilentana specializzata nella riproduzione artistica degli Ori di Roccagloriosa, preziosi reperti di epoca lucana risalenti al IV secolo a.C.</p>



<p>“<strong>Indossare questi elementi in scena non è un gesto estetico. È una dichiarazione culturale</strong>”, sottolinea Nishuno . “<strong>Portiamo nel presente tremila anni di storia cilentana e li facciamo dialogare con la musica elettronica</strong>”.</p>
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		<title>Archeologia: 5 scoperte del 2025 candidate al Premio Palmyra della Borsa di Paestum</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/archeologia-5-scoperte-del-2025-candidate-al-premio-palmyra-della-borsa-di-paestum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 13:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[bmta]]></category>
		<category><![CDATA[borsa del turismo archeologico]]></category>
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					<description><![CDATA[Un mausoleo romano finora senza precedenti in Albania, un porto sommerso in Egitto legato alla ricerca della tomba di Cleopatra, una spettacolare sala da banchetto affrescata a Pompei, una rara [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un mausoleo romano finora senza precedenti in Albania, un porto sommerso in Egitto legato alla ricerca della tomba di Cleopatra, una spettacolare sala da banchetto affrescata a Pompei, una rara testa di Kore greca rinvenuta a Vulci e mosaici con coccodrilli, fenicotteri e altri animali nell&#8217;antica Eraclea al Latmo, in Turchia. Sono le cinque scoperte archeologiche del 2025 selezionate come finaliste della 12ª edizione dell&#8217;International Archaeological Discovery Award “Palmyra”.</p>



<p>Il vincitore sarà proclamato e premiato venerdì 30 ottobre a Paestum, nell&#8217;ambito della XXVIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in programma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026.</p>



<p>Il riconoscimento è promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e dalla rivista Archeo, in collaborazione con le testate internazionali media partner della manifestazione: Antike Welt, arCHaeo, Archäologie in Deutschland, Archéologia, Current Archaeology, Current World Archaeology e Dossiers d’Archéologie.</p>



<p>L&#8217;iniziativa nasce con l&#8217;obiettivo di valorizzare le grandi scoperte archeologiche internazionali e, insieme, il lavoro degli archeologi che quotidianamente contribuiscono alla conoscenza e alla tutela del patrimonio culturale. Il direttore della BMTA, Ugo Picarelli, e il direttore di Archeo, Andreas Steiner, sottolineano come la conoscenza delle civiltà del passato e delle loro relazioni con l&#8217;ambiente rappresenti oggi anche uno strumento per riscoprire identità e favorire il dialogo interculturale.</p>



<p>Il premio, considerato un riconoscimento internazionale dedicato al mondo dell&#8217;archeologia e ai suoi protagonisti, è stato intitolato fino al 2024 a Khaled al-Asaad, direttore dell&#8217;area archeologica e del museo di Palmira dal 1963 al 2003, ucciso nel 2015 dopo aver difeso il patrimonio archeologico della città siriana. A dieci anni di distanza, il riconoscimento ha assunto il nome di “Palmyra”, richiamando la campagna #Unite4HeritageforPalmyra promossa dalla BMTA nel 2016 e il gemellaggio tra Paestum e Palmira siglato nel 2018.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le cinque finaliste</h3>



<p><strong>ALBANIA – Il primo ipogeo-mausoleo romano del Paese</strong></p>



<p>Nella valle di Bulqizë è stato scoperto un grande mausoleo romano databile tra il III e il IV secolo d.C., considerato il primo rinvenimento di questo tipo in Albania. Il monumento, di circa 9 metri per 6, è articolato in tre ambienti e presenta una monumentale scalinata di accesso alla camera funeraria, alta circa 2,4 metri.</p>



<p>Particolarmente significativo il rinvenimento di elementi architettonici ed epigrafici rari, tra cui un&#8217;iscrizione bilingue. Nel corredo funerario sono stati recuperati vasi in vetro, manufatti in osso, armi e frammenti tessili intrecciati con fili d&#8217;oro, elementi che suggeriscono l&#8217;elevato status sociale del personaggio sepolto.</p>



<p><strong>EGITTO – Il porto sommerso di Taposiris Magna</strong></p>



<p>A Taposiris Magna, circa 50 chilometri a ovest di Alessandria, una missione archeologica ha portato alla luce un complesso sommerso che potrebbe rappresentare un antico porto perduto. Tra i reperti individuati figurano anfore, numerose ancore, un pavimento levigato e imponenti colonne.</p>



<p>La scoperta è particolarmente importante anche per la ricerca della tomba di Cleopatra VII, la regina d&#8217;Egitto morta oltre duemila anni fa. Il sito di Taposiris Magna è infatti al centro da tempo di ricerche che ipotizzano la presenza della sepoltura della sovrana e di Marco Antonio.</p>



<p><strong>ITALIA – POMPEI, la sala del banchetto dedicata a Dioniso</strong></p>



<p>A Pompei, negli scavi dell&#8217;insula 10 della Regio IX, è emersa una grande sala da banchetto decorata con una monumentale megalografia, cioè un fregio con figure quasi a grandezza naturale.</p>



<p>Le pareti sono occupate da una vivace rappresentazione del corteo di Dioniso, il tiaso dionisiaco, mentre una delle pareti si apre direttamente verso un giardino, creando una continuità tra lo spazio architettonico e quello naturale. Proprio dal soggetto degli affreschi deriva il nome attribuito alla dimora: Casa del Tiaso.</p>



<p>La decorazione è databile al I secolo a.C., con maggiore precisione tra il 40 e il 30 a.C., e costituisce una delle testimonianze più spettacolari della pittura pompeiana di età tardo-repubblicana.</p>



<p><strong>ITALIA – VULCI, una Kore greca nel cuore del territorio etrusco</strong></p>



<p>A Vulci, nell&#8217;ambito del progetto “Vulci Cityscape”, è stata rinvenuta una testa in marmo greco raffigurante una giovane donna, una Kore. La scultura rappresenta un ritrovamento particolarmente significativo per la rarità di opere di questo tipo nel territorio etrusco.</p>



<p>L&#8217;acconciatura elaborata e la resa della figura consentono di attribuire l&#8217;opera a un atelier attico degli inizi del V secolo a.C. La scoperta offre nuovi elementi per ricostruire la circolazione di modelli artistici, manufatti e influenze culturali tra il mondo greco e l&#8217;Italia preromana.</p>



<p><strong>TURCHIA – I mosaici di Eraclea al Latmo con coccodrilli e fenicotteri</strong></p>



<p>Dall&#8217;antica città greca di Eraclea al Latmo, sulle pendici del monte Latmo, arriva infine una scoperta che amplia le conoscenze sulla vita quotidiana e sulla cultura figurativa della Ionia.</p>



<p>Nei mosaici delle terme compaiono numerosi animali, tra cui coccodrilli, delfini, fenicotteri e anguille. Nel <em>frigidarium</em>, l&#8217;ambiente destinato ai bagni freddi, sono raffigurati ben sei coccodrilli disposti l&#8217;uno di fronte all&#8217;altro.</p>



<p>Un soggetto insolito per un ambiente nel quale questi animali non appartenevano al contesto naturale locale, circostanza che ha portato gli studiosi a ipotizzare l&#8217;intervento di un maestro itinerante, capace di trasferire modelli e immagini tra differenti aree del Mediterraneo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il voto del pubblico</h3>



<p>Accanto al premio assegnato dalla giuria, anche il pubblico sarà chiamato a esprimere la propria preferenza. Alla scoperta che raccoglierà il maggior numero di consensi tra le cinque finaliste sarà infatti assegnato lo “Special Award”.</p>



<p>La votazione popolare si svolgerà dall&#8217;11 settembre al 15 ottobre sulla pagina Facebook della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.</p>



<p>Il vincitore dell&#8217;International Archaeological Discovery Award “Palmyra” sarà quindi annunciato e premiato venerdì 30 ottobre a Paestum, nel corso della XXVIII BMTA.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I vincitori delle precedenti edizioni</h3>



<p>Il premio ha visto negli anni protagonisti e scoperte di rilievo internazionale. Nel 2015 fu assegnato a Katerina Peristeri per la Tomba di Amphipolis, in Grecia; nel 2016 all&#8217;INRAP francese, rappresentato dal presidente Dominique Garcia, per la tomba celtica di Lavau; nel 2017 a Peter Pfälzner per la città dell&#8217;Età del Bronzo di Bassetki, nel nord dell&#8217;Iraq.</p>



<p>Nel 2018 il riconoscimento andò a Benjamin Clément per la cosiddetta “piccola Pompei francese” di Vienne; nel 2019 a Jonathan Adams per il più antico relitto intatto del mondo individuato nel Mar Nero; nel 2020 a Daniele Morandi Bonacossi per la scoperta dei dieci rilievi rupestri assiri raffiguranti divinità della Mesopotamia.</p>



<p>Nel 2021 fu premiata la scoperta di centinaia di sarcofagi nella necropoli egiziana di Saqqara. Nel 2022 il riconoscimento andò a Zahi Hawass per la scoperta della cosiddetta “città d&#8217;oro perduta” nei pressi di Luxor. Nel 2023 furono premiati Agnese Carletti, sindaco di San Casciano dei Bagni, e Jacopo Tabolli per il rinvenimento delle 24 statue bronzee etrusche e romane.</p>



<p>Nel 2024 il premio fu assegnato al MOLA, Museum of London Archaeology, per la scoperta dei resti di un mausoleo romano nel quartiere londinese di Southwark. Nel 2025, infine, il riconoscimento è andato a Lina Mendoni, ministro della Cultura e dello Sport della Grecia, e Olympia Vikatou, direttore generale Antichità e Patrimonio Culturale del ministero ellenico, per la scoperta di un antico edificio minoico a Creta, risalente a oltre 4.000 anni fa e caratterizzato da elementi che richiamano il mito del labirinto.</p>
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		<title>“Daidalos, il filo di Dedalo” di Giuseppe Jepis Rivello vince il premio per il miglior documentario al Sicilian Film Awards</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/daidalos-il-filo-di-dedalo-di-giuseppe-jepis-rivello-vince-il-premio-per-il-miglior-documentario-al-sicilian-film-awards/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 14:50:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caselle in Pittari]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[jepis rivello]]></category>
		<category><![CDATA[sicilian film festival award]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla Sicilia arriva un riconoscimento per Giuseppe Jepis Rivello, filmmaker di Caselle in Pittari. Il suo documentario Daidalos, il filo di Dedalo ha ricevuto il premio per il miglior documentario [...]]]></description>
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<p>Dalla Sicilia arriva un riconoscimento per <strong>Giuseppe Jepis Rivello</strong>, filmmaker di Caselle in Pittari. Il suo documentario <em>Daidalos, il filo di Dedalo</em> ha ricevuto il premio <strong>per il miglior documentario </strong>al <strong>Sicilian Film Awards</strong>, nell&#8217;edizione 2026.</p>



<p>Il documentario nasce nell&#8217;ambito del progetto <em>Cantami o Musa</em> e coinvolge tre comuni dell&#8217;Agrigentino,  Sant&#8217;Angelo Muxaro, Santa Elisabetta e Joppolo Giancaxio, trasformandoli in un teatro diffuso a cielo aperto. Al centro del racconto c&#8217;è la figura di Dedalo, il mitico artigiano ateniese, e l&#8217;ipotesi che possa aver trovato rifugio proprio in questi territori.</p>



<p>Il mito del labirinto e il filo che consente di orientarsi e trovare una via d&#8217;uscita diventano la chiave metaforica attraverso cui il film affronta il rapporto con i luoghi, la memoria delle comunità e la ricerca di nuove possibilità per chi vive nei piccoli centri.</p>



<p>Attraverso laboratori di narrazione visiva, <em>Daidalos, il filo di Dedalo</em> raccoglie storie, volti e memorie, coinvolgendo giovani, anziani e nuovi cittadini. Tra i protagonisti del percorso c&#8217;è anche <strong>Siria</strong>, rifugiata proveniente dal Gambia. I partecipanti diventano così parte del mito e, nella visione del film, “Dedali contemporanei” capaci di trasformare la tradizione in una possibilità di futuro.</p>



<p>«Il documentario nasce dalla convinzione che la narrazione del mito possa continuare ad ispirarci – spiega Rivello nelle note di regia –. Una poetica dell&#8217;ingegno che poggia sul mito, ma che riflette su quello che siamo e facciamo nei nostri luoghi, per reinventarci, riscriverne la traiettoria e costruire nuovo senso». </p>



<p>Qui info e trailer <a href="https://www.jepis.it/daidalos/">https://www.jepis.it/daidalos/</a></p>
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		<title>Cinema: dal 10 al 13 settembre torna il Mediterraneo Video Festival </title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cinema-dal-10-al-13-settembre-torna-il-mediterraneo-video-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 14:50:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[Casalbuono]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Monte San Giacomo]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[cinema mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[mariagrazia caso]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo video festival]]></category>
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					<description><![CDATA[Quattro giorni dedicati al cinema documentario, al paesaggio culturale mediterraneo, all’arte, alla letteratura e ai temi dell’attualità. È in programma dal 10 al 13 settembre la 29/a edizione del Mediterraneo [...]]]></description>
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<p>Quattro giorni dedicati al cinema documentario, al paesaggio culturale mediterraneo, all’arte, alla letteratura e ai temi dell’attualità. È in programma dal 10 al 13 settembre la 29/a edizione del <strong>Mediterraneo Video Festival</strong>, rassegna internazionale del cinema documentario del Mediterraneo, che quest’anno coinvolgerà i comuni di Padula, Monte San Giacomo, Casalbuono e Ascea, con l’obiettivo di accendere i riflettori sulle aree interne del Cilento e del Vallo di Diano.</p>



<p>Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà il <strong>“senso”</strong>, inteso come ricerca della parola capace di esprimere il valore del paesaggio culturale, materiale e immateriale. Dal senso del gusto a quello del cinema, dall’arte alla musica, fino al rapporto con il vero e il falso e al significato del viaggio attraverso il Mediterraneo: un tema che accompagnerà le diverse proposte culturali della manifestazione.</p>



<p>Sono otto i film selezionati per la competizione dedicata al miglior documentario, tra cortometraggi e lungometraggi. Tra le opere in concorso c’è <strong>“Caprilegio”</strong>, di Margherita Laterza e Rosa Maietta, che racconta sull’isola di Capri il destino di una rifugiata ebrea e l’intreccio delle vite di tre donne, dalla persecuzione nazista fino ai giorni nostri.</p>



<p>All’attualità e alla questione dei diritti civili è dedicato <strong>“Domani. Il viaggio di Maysoon Majidi”</strong>, di Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio. Il documentario racconta la vicenda della giovane attivista curda Maysoon Majidi, arrivata in Italia alla fine del 2023 e arrestata dopo lo sbarco a Crotone, dove ha trascorso dieci mesi in carcere prima di essere scarcerata nell’ottobre 2024, in attesa della sentenza.</p>



<p>Sempre sul tema dei diritti umani sarà presentato <strong>“El ressò de la mirada”</strong> di Carles Bover, documentario che riflette sull’etica del filmare il dolore attraverso immagini realizzate a Gaza e rimaste inutilizzate per dieci anni.</p>



<p>Tra storia e contemporaneità si colloca invece <strong>“Fiume o morte!”</strong> di Igor Bezinović, coproduzione Croazia-Italia-Slovenia. La docu-fiction ricostruisce, attraverso le voci degli abitanti della Fiume di oggi, i sedici mesi dell’occupazione della città da parte di Gabriele D’Annunzio e dei suoi legionari, rileggendo uno degli episodi più controversi della storia del Novecento.</p>



<p>Il rapporto tra informazione, guerra e verità sarà al centro anche dell’incontro con il giornalista <strong>Nico Piro</strong>, al quale sarà assegnato il Premio speciale Medfest 2026. Lo stesso riconoscimento sarà attribuito alla <strong>Global Sumud Flotilla</strong>. Alla proiezione è prevista inoltre la presenza di una delegazione di famiglie palestinesi.</p>



<p>Uno degli appuntamenti culturali sarà il talk <strong>“Il senso del gusto – È il cibo un fattore dell’identità alimentare di un popolo?”</strong>, in programma a Padula nella Certosa di San Lorenzo. All’incontro parteciperanno Maria Grazia Caso, Vito Puglia, Vincenzo Pizza, Eugenio Luigi Iorio, Eduardo Ventimiglia e Gianluca Vegliante. Il confronto riprenderà una riflessione avviata 25 anni fa proprio nella Certosa sul rapporto tra paesaggio, identità alimentari e patrimonio culturale immateriale, oggi chiamato a confrontarsi con omologazione del gusto, perdita della biodiversità e trasformazioni dei consumi.</p>



<p>Fuori concorso, per il <strong>Premio Palma Bucarelli</strong>, dedicato alle opere sull’arte e sugli artisti e ai lavori caratterizzati da innovazione nel linguaggio cinematografico, saranno presentati <strong>“L’Artista contadino”</strong> di Franco Di Chiera e <strong>“La Formica”</strong> di Antonio Vladimir Marino, alla presenza degli autori.</p>



<p>Nel programma anche un omaggio alla <strong>Scuola estiva internazionale di cinema documentario Robert Flaherty</strong>, che 25 anni fa ebbe la propria sede nella Certosa di San Lorenzo a Padula. La direttrice del festival, Maria Grazia Caso, ricorderà quell’esperienza con la proiezione del cortometraggio <strong>“La pietra”</strong>, realizzato dagli allievi della scuola e dedicato alla pietra bianca di Padula.</p>



<p>Nell’occasione il maestro scalpellino <strong>Giovanni Cancellaro</strong> realizzerà una scultura sonora in pietra destinata al Premio speciale Medfest 2026 per il maestro compositore <strong>Roberto Fia</strong>, autore della musica del brano “Uno su mille” e interprete del tema “Django”, composto da Luis Bacalov per il film western di Sergio Corbucci.</p>



<p>Con il suo programma di proiezioni, incontri, premi, laboratori e appuntamenti culturali, il Mediterraneo Video Festival punta così a proporre una lettura a 360 gradi del paesaggio culturale mediterraneo, valorizzando al tempo stesso il patrimonio e le comunità delle aree interne del Cilento e del Vallo di Diano.</p>



<p>L’ingresso agli appuntamenti è gratuito. Per il programma completo e le informazioni sulla manifestazione è possibile consultare il sito ufficiale del festival.</p>
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		<title>La Campania protagonista alla 83esima Mostra del cinema di Venezia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-campania-protagonista-alla-83esima-mostra-del-cinema-di-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 12:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mostra del cinema di venezia]]></category>
		<category><![CDATA[regione campania]]></category>
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					<description><![CDATA[La Campania si conferma ancora una volta al centro della scena cinematografica internazionale, presentando alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ben&#160;sei titoli distribuiti nelle diverse sezioni del Festival, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Campania si conferma ancora una volta al centro della scena cinematografica internazionale, presentando alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ben&nbsp;<strong>sei titoli distribuiti nelle diverse sezioni del Festival, realizzati con il sostegno della Regione Campania e della Film Commission Regione Campania</strong>.</p>



<p>«<em>È con profondo orgoglio</em> – sottolinea <strong>Onofrio Cutaia</strong>, Assessore alla Cultura della Regione Campania &#8211;<em> che accompagniamo i nostri autori, i nostri talenti, le nostre maestranze e le nostre produzioni all&#8217;83ª Mostra del Cinema di Venezia. La massiccia presenza, non solo di film girati in Campania, ma anche di professionisti campani presenti a Venezia conferma i risultati straordinari raggiunti in questi anni, solida base su cui costruire il futuro. Per questo la Regione Campania ha incrementato lo stanziamento relativo alla Legge Cinema, introducendo nuove risorse e nuove linee di finanziamento dedicate in particolare alla distribuzione e alle coproduzioni internazionali. Una strategia concreta per continuare a far crescere l&#8217;intera filiera cinematografica del nostro territorio, che troverà ulteriori sviluppi nel 2027</em>».</p>



<p>«<em>Un traguardo di altissimo profilo</em> – aggiunge <strong>Titta Fiore</strong>, Presidente FCRC &#8211;<em> grazie all&#8217;arte di maestri del cinema, di interpreti di assoluto valore e di una nuova generazione di autori, che conferma la validità delle strategie regionali a sostegno del settore cinematografico e il dinamismo del nostro comparto audiovisivo. È il frutto di un&#8217;azione coordinata tra l&#8217;efficace impiego delle importanti risorse pubbliche regionali — attraverso le misure del Piano Cinema — e la continua assistenza operativa e logistica a favore delle produzioni, nazionali e locali, che intendono lavorare sul nostro territorio</em>».</p>



<p>I riflettori del Lido si accendono così su un panorama ricco di grandi storie, firme affermate e talenti emergenti. In concorso spicca “Il fuoco che ti porti dentro” di&nbsp;<strong>Edoardo De Angelis</strong>, interpretato da Vanessa Scalera e Lino Musella, prodotto da Picomedia con Rai Cinema e girato per cinque settimane nel cuore del capoluogo partenopeo. Nella sezione Venezia Open – Fuori Concorso – Fiction, è presentato l’atteso “Scherzetto” di&nbsp;<strong>Mario Martone</strong>, con Toni Servillo e Serena Rossi, prodotto da Mad Entertainment con Rai Cinema in associazione con EDI Effetti Digitali Italiani e Picomedia. La pellicola, girata a Napoli, vede la propria ambientazione principale ricostruita in parte grazie all&#8217;intervento della FCRC nel teatro dell&#8217;ex Base NATO di Bagnoli, a pochi metri dal Distretto Campano dell’Audiovisivo.</p>



<p>La creatività campana è protagonista anche alle Giornate degli Autori, dove in concorso figura la coproduzione franco-messicana “Salón de belleza” di&nbsp;<strong>Nathalia Acevedo</strong>, prodotta da Kintsugi Cine e Farol. L’opera ha valorizzato suggestivi scenari del territorio tra cui il Porto di Napoli, il Parco Sommerso di Baia e il Parco Archeologico delle Terme di Baia. Nella sezione Notti Veneziane si inseriscono invece “Il mestiere” di&nbsp;<strong>Beppe Tufarulo&nbsp;</strong>con Luigi Lo Cascio, prodotto da Mad Entertainment, Dude Originals, Art of Panic con Rai Cinema, Umedia e Rosebud, e “La leggenda del deserto” di Elisabetta Giannini con Carolina De Lillo Magliulo e Bashir Fadel, una produzione Marechiarofilm. Entrambi i lavori hanno beneficiato del contributo della Regione Campania e della FCRC.</p>



<p>A completare la presenza campana a Venezia è il documentario “I Nisidiani” di&nbsp;<strong>Riccardo Brun</strong>, prodotto da Panama Film e Rai Documentari. Presentato nella sezione Confronti della Mostra del Cinema organizzata dalla Biennale di Venezia con la direzione artistica di Alberto Barbera.</p>



<p>«<em>Ci entusiasma constatare</em>», sottolinea <strong>Maurizio Gemma</strong>, direttore della FCRC, «<em>il ritorno a Venezia di autori affermati come Martone e De Angelis, ma anche la presenza di una nuova generazione di autori e produttori. Un risultato che ci induce a insistere sulle strategie per lo sviluppo del comparto locale, per la crescita professionale e imprenditoriale di nuove realtà campane.</em>»</p>



<p>Tutte le opere “made in Campania” in programmazione al Lido tra il 2 e il 12 settembre saranno al centro di un incontro di approfondimento in programma&nbsp;<strong>mercoledì 9 settembre alle ore 11.00 presso l&#8217;Italian Pavilion all’Hotel Excelsior</strong>, che vedrà gli interventi di alcuni degli autori e produttori delle opere realizzate in Campania tra quelli presenti alla Mostra, dell’Assessore alla Cultura della Regione Campania Onofrio Cutaia, della Presidente della FCRC Titta Fiore e del Direttore Maurizio Gemma, che interverranno sui principali obiettivi raggiungi, sui progetti imminenti e sulle importanti novità del sistema di incentivazioni regionale Piano Cinema Campania.</p>
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		<title>Paestum, il teatro continua oltre l’estate: torna «…dal Mito a + ∞»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/paestum-il-teatro-continua-oltre-lestate-torna-dal-mito-a-%e2%88%9e/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 07:35:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[paestum]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[A Paestum il teatro continua anche dopo l’estate. Dopo gli appuntamenti che hanno animato la città dei Templi, torna a settembre la XIV edizione di «…dal Mito a + ∞», [...]]]></description>
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<p class="p1">A Paestum il teatro continua anche dopo l’estate. Dopo gli appuntamenti che hanno animato la città dei Templi, torna a settembre la XIV edizione di «…dal Mito a + ∞», la rassegna diretta artisticamente da Sarah Falanga, che da quattordici anni propone un dialogo tra teatro, storia, memoria e territorio.</p>



<p class="p2">Tre gli appuntamenti in programma, tutti con inizio alle 21.15, ospitati in due luoghi d’eccezione: Villa Rita, elegante dimora storica situata nella cinta muraria di Paestum, e Villa Salati. Una scelta che riflette la filosofia della rassegna, portando gli spettacoli fuori dai tradizionali spazi teatrali e facendoli dialogare con luoghi ricchi di storia e identità.</p>



<p class="p2">Ad aprire il cartellone sarà il <strong>5 settembre a Villa Rita</strong> «MAMMA» di Annibale Ruccello, con la regia di Antonella Morea e Rino Di Martino in scena. Uno spettacolo che punta sulla forza della drammaturgia di Ruccello e sulla dimensione profondamente umana del testo.</p>



<p class="p2">Il <strong>12 settembre</strong>, sempre alle 21.15, la rassegna si trasferirà a Villa Salati con «VE NE DICO QUATTRO», spettacolo di e con Pino Strabioli. Teatro, racconto, memoria e ironia saranno gli elementi al centro dell’appuntamento.</p>



<p class="p2">Il gran finale è previsto il <strong>20 settembre a Villa Rita</strong>, con una serata speciale dedicata a <strong>Mia Martini</strong>, nel giorno del compleanno della cantante. La serata prevede una cena e uno spettacolo firmato da Sarah Falanga, attrice, regista, direttrice artistica della rassegna e fondatrice dell’Accademia Magna Graecia.</p>



<p class="p2">L’omaggio intende ripercorrere l’arte, la sensibilità e la storia di una delle voci più intense della musica italiana, una figura capace di lasciare un segno profondo anche nelle nuove generazioni.</p>



<p class="p2">La rassegna fa del rapporto tra memoria e contemporaneità uno dei suoi tratti distintivi. Villa Salati e Villa Rita diventano così parte integrante del racconto, trasformandosi in luoghi di incontro tra cultura, spettacolo e territorio. Villa Rita, con il suo bistrot, propone inoltre una dimensione conviviale che affianca allo spettacolo l’ospitalità e il gusto.</p>



<p class="p2">La XIV edizione di «…dal Mito a + ∞» è realizzata anche grazie alla collaborazione di chi mette a disposizione gli spazi. Gli organizzatori ringraziano il Comune di Capaccio Paestum per la concessione di Villa Salati e l’architetto Luigi Pisani e Rita Pisani per l’accoglienza e il sostegno al progetto culturale.</p>



<p class="p2">Il titolo della manifestazione racchiude la sua filosofia: partire dal mito e dalla storia millenaria di Paestum per arrivare alle infinite possibilità dell’arte, della creatività e della memoria. Un viaggio che, dopo quattordici edizioni, prosegue anche a settembre, confermando la città dei Templi come luogo in cui teatro e cultura possono vivere oltre la stagione estiva.</p>
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		<title>Domenica al Museo, il 6 settembre ingressi gratuiti nei luoghi della cultura della Campania</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/domenica-al-museo-il-6-settembre-ingressi-gratuiti-nei-luoghi-della-cultura-della-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 14:27:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[domenica al museo gratis]]></category>
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					<description><![CDATA[Torna domenica 6 settembre l&#8217;appuntamento con la Domenica al Museo, l&#8217;iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l&#8217;ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali. Un&#8217;occasione per riscoprire musei, parchi archeologici, [...]]]></description>
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<p>Torna domenica 6 settembre l&#8217;appuntamento con la <strong>Domenica al Museo</strong>, l&#8217;iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l&#8217;ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali. Un&#8217;occasione per riscoprire musei, parchi archeologici, monumenti e siti di interesse storico e artistico della Campania.</p>



<p>Tra le mete da non perdere figurano i grandi parchi archeologici della regione, da <strong>Pompei a Paestum, fino a Ercolano</strong>, oltre al <strong>Museo archeologico nazionale di Napoli (MANN)</strong>, al <strong>Museo e Real Bosco di Capodimonte</strong>, a <strong>Castel Sant&#8217;Elmo</strong> e alla <strong>Reggia di Caserta</strong>.</p>



<p>Numerose le aperture anche in provincia di Salerno. Tra i siti visitabili gratuitamente il 6 settembre ci sono la <strong>Villa romana e Antiquarium di Minori</strong>, la <strong>Certosa di San Lorenzo a Padula</strong>, il <strong>Museo archeologico nazionale di Eboli</strong>, il <strong>Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno</strong> e il <strong>Teatro romano di Sarno</strong>.</p>



<p>L&#8217;iniziativa coinvolge inoltre il <strong>Museo archeologico nazionale di Pontecagnano e il Parco archeologico di Pontecagnano</strong>, il <strong>Museo archeologico nazionale di Sala Consilina</strong> e il <strong>Museo archeologico nazionale di Volcei “Marcello Gigante” di Buccino</strong>.</p>



<p>La giornata rappresenta un&#8217;opportunità per conoscere il patrimonio archeologico e storico del territorio salernitano, con testimonianze che spaziano dall&#8217;età romana alle civiltà preromane della Campania.</p>



<p>Le visite si svolgeranno nei <strong>consueti orari di apertura</strong> dei singoli luoghi della cultura, con <strong>prenotazione dove prevista</strong>. Per informazioni su modalità di accesso, orari e eventuali prenotazioni è possibile consultare il portale del Ministero della Cultura e le pagine dedicate ai singoli istituti.</p>
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		<title>Cultura: a Velia il viaggio di Ramage nel Cilento del 1828</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cultura-a-velia-il-viaggio-di-ramage-nel-cilento-del-1828/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 15:04:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla Fondazione Alario rassegna del Cenacolo Eleatico sul Grand Tour e sui moti cilentani Un viaggio nel Cilento dell’Ottocento, attraverso gli occhi di uno studioso scozzese che nel 1828 attraversò [...]]]></description>
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<p class="p1"><em>Alla Fondazione Alario rassegna del Cenacolo Eleatico sul Grand Tour e sui moti cilentani</em></p>



<p class="p1">Un viaggio nel Cilento dell’Ottocento, attraverso gli occhi di uno studioso scozzese che nel 1828 attraversò a piedi il territorio da Paestum a Policastro, osservandone paesaggi, tradizioni, costumi e soprattutto le dinamiche sociali e politiche. È stato questo il tema dell’incontro “Viaggio nelle Pagine”, promosso dal Cenacolo Eleatico e ospitato il 28 agosto nella prestigiosa sede della Fondazione Alario per Elea-Velia.</p>



<p class="p1">Al centro dell’iniziativa il volume <em>Attraverso il Cilento. Il viaggio di C.T. Ramage da Paestum a Policastro nel 1828</em>, con introduzione, traduzione e note di Raffaele Riccio, pubblicato dalle Edizioni dell’Ippogrifo.</p>



<p class="p1">Nonostante il caldo torrido, numeroso il pubblico presente in sala. I lavori sono stati aperti dai saluti del presidente della Fondazione Alario, Marcello D’Aiuto, e del sindaco di Ascea, Stefano Sansone. Tra gli ospiti anche il sindaco di Omignano, Raffaele Mondelli.</p>



<p class="p1">A confrontarsi sul viaggio di Ramage sono stati Marina Cipriani, Corrado Limongi, Salvatore Soprano e Vincenzo Pepe, che hanno proposto una lettura del testo capace di andare oltre la semplice testimonianza di viaggio, ricostruendo il contesto storico e il sistema di relazioni politiche e internazionali dell’epoca.</p>



<p class="p1">Il viaggio di Craufurd Tait Ramage si colloca nella fase tardiva del Grand Tour, quando la fascinazione per la Magna Grecia spingeva studiosi, letterati e artisti a raggiungere l’Italia meridionale alla ricerca delle vestigia della civiltà greca e romana. Il suo diario, però, restituisce un’immagine del Cilento che va oltre i monumenti antichi.</p>



<p class="p1">Ramage osservò infatti il paesaggio rurale, i paesi arroccati, le abitudini alimentari, le tradizioni religiose, la lingua e le condizioni di vita della popolazione. Le sue annotazioni diventano così una preziosa testimonianza del patrimonio materiale e immateriale del territorio, ma anche del clima politico che caratterizzava il Cilento alla vigilia e durante i moti del 1828, duramente repressi dal regime borbonico.</p>



<p class="p1">Particolare attenzione è stata dedicata ai rapporti del viaggiatore con alcune famiglie cilentane, finite sotto l’attenzione della polizia borbonica perché sospettate di appartenere a sette di cospiratori. Tra le vicende ricordate quella di Teodosio De Dominicis di Ascea, successivamente imprigionato e ucciso.</p>



<p class="p1">Ne emerge il ritratto di un viaggiatore non interessato soltanto alle antichità, ma anche alle dinamiche sociali e politiche dei territori attraversati. Una figura che, secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, sembra muoversi con lo sguardo dell’antropologo, raccogliendo informazioni su persone, luoghi e consuetudini.</p>



<p class="p1">Un momento particolarmente significativo della serata è stato dedicato a Emanuele Galano, reduce della disastrosa campagna di Russia del 1812, che ospitò Ramage nella propria dimora di San Teodoro, a Copersito, frazione di Torchiara. La proprietà è oggi della famiglia Siniscalchi Montereale, produttrice di olio e vino.</p>



<p class="p1">Proprio a Ramage è dedicato uno dei vini prodotti dalla famiglia. Il nome “Ramage” richiama infatti lo studioso scozzese che nelle sue memorie, <em>Ramage in South Italy</em>, espresse apprezzamento per la qualità del vino locale, definendolo un vero e proprio nettare.</p>



<p class="p1">A raccontare la storia della proprietà e dell’incontro con il viaggiatore è stato Giuseppe Siniscalchi Montereale, che durante la serata ha mostrato una bottiglia di Aglianico “Ramage”, immediatamente reclamata, con ironia, dallo stesso Raffaele Riccio.</p>



<p class="p1">L’iniziativa si è conclusa anche con un momento di memoria dedicato all’avvocato Bruno Di Pietro, napoletano e poeta recentemente scomparso, la cui opera, è stato ricordato, si è distinta per il profondo legame con il pensiero mediterraneo ed eleatico.</p>



<p class="p1">La serata ha confermato così la volontà del Cenacolo Eleatico di promuovere attraverso la ricerca e la divulgazione la conoscenza del patrimonio storico, culturale e identitario del Cilento, rileggendo il territorio anche attraverso le testimonianze di chi lo ha attraversato nei secoli.</p>
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		<title>Pisciotta che legge celebra Francesco Tambasco, una vita tra gli ultimi e l’amore per la sua terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 15:52:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pisciotta]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Tambasco]]></category>
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					<description><![CDATA[Una serata nel segno della cultura, della memoria e della solidarietà per celebrare Francesco Tambasco, protagonista dell’appuntamento della rassegna “Pisciotta che legge”. Nella suggestiva Piazzetta Madonna del Carmine, trasformata per [...]]]></description>
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<p class="p1">Una serata nel segno della cultura, della memoria e della solidarietà per celebrare Francesco Tambasco, protagonista dell’appuntamento della rassegna “Pisciotta che legge”. Nella suggestiva Piazzetta Madonna del Carmine, trasformata per l’occasione in un salotto all’aperto, è stato presentato il libro “Milano, la forza del destino”, scritto da Tambasco insieme ad Angelo Mirra.</p>



<p class="p2">Più che una semplice presentazione letteraria, l’incontro si è trasformato in un omaggio della comunità a una storia personale e civile segnata dall’impegno verso gli altri e da un legame profondo con due luoghi del cuore: Milano e Pisciotta.</p>



<p class="p2">Tambasco, insignito a Milano dell’Ambrogino d’Oro, ha raccontato attraverso le pagine del volume un percorso di vita caratterizzato dall’impegno sociale e dalla vicinanza agli ultimi. Un impegno che si è tradotto anche in gesti concreti a favore della comunità di Pisciotta, come il sostegno alla Misericordia locale attraverso la donazione di un’ambulanza, apparecchiature medicali e defibrillatori.</p>



<p class="p2">La serata è stata introdotta e accompagnata dal professor Gianluca Veneroso, che ha scandito i diversi momenti dell’appuntamento, mentre alcune lettrici hanno dato voce alle pagine del libro attraverso letture che hanno contribuito a creare un’atmosfera particolarmente intensa e partecipata.</p>



<p class="p2">Dai racconti è emerso il ritratto di un uomo che ha costruito il proprio percorso mettendo al centro la solidarietà e il rapporto con le comunità di appartenenza. Una storia che attraversa l’Italia e unisce idealmente Milano e il Cilento, nel segno di un impegno capace di superare distanze geografiche e differenze territoriali.</p>



<p class="p2">L’appuntamento di “Pisciotta che legge” si è concluso tra gli applausi del pubblico, in una serata in cui letteratura, arte e solidarietà sono diventate occasione di incontro e di riconoscimento per una figura profondamente legata alla propria terra.</p>
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		<title>«Legalità e giustizia valori non negoziabili», a Catello Maresca il Premio Terre del Bussento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/legalita-giustizia-valori-non-negoziabili-a-catello-maresca-il-premio-terre-del-bussento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 13:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[catello maresca]]></category>
		<category><![CDATA[sapri]]></category>
		<category><![CDATA[terre del bussento]]></category>
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					<description><![CDATA[«Non ci si arrende mai di fronte all’illegalità». È il messaggio racchiuso nella motivazione con cui Catello Maresca, magistrato già impegnato nella Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha ricevuto ieri [...]]]></description>
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<p>«Non ci si arrende mai di fronte all’illegalità». È il messaggio racchiuso nella motivazione con cui Catello Maresca, magistrato già impegnato nella Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha ricevuto ieri sera a Sapri il Premio Terre del Bussento, giunto alla sua undicesima edizione. Il riconoscimento è stato consegnato sul Viale della Spigolatrice, al termine di una serata dedicata ai temi della legalità, della giustizia e della responsabilità civile. A Maresca il premio è stato attribuito «per il coraggio e la determinazione con cui ha speso la propria vita professionale nel contrasto alla criminalità organizzata», portando nel suo percorso «la difesa della legalità e della giustizia come valore non negoziabile».</p>



<p>Una motivazione che mette al centro anche il rapporto con le nuove generazioni, alle quali, viene sottolineato, Maresca ha saputo trasmettere fiducia nelle istituzioni e nella forza dello Stato. Nel suo percorso nella Dda di Napoli ha seguito alcune delle più importanti indagini sulla criminalità organizzata campana, contribuendo anche alla cattura del boss dei Casalesi Michele Zagaria.</p>



<p>Il riconoscimento è stato il momento conclusivo dell’undicesima edizione del Premio Terre del Bussento, ideato da Matteo Martino, promosso dall’omonima associazione e organizzato dal Comune di Sapri. Una scelta che ha portato al centro della manifestazione non soltanto la figura del magistrato, ma una riflessione più ampia sul valore dell’impegno civile e sulla responsabilità individuale nella difesa del bene comune.</p>



<p>«La responsabilità verso il bene comune resta la misura più alta della dedizione civile», si legge ancora nella motivazione del premio, che definisce il percorso di Maresca come una testimonianza della possibilità di opporsi all’illegalità senza arrendersi.</p>



<p>«La scelta di Catello Maresca dà al Premio un forte significato civile. La sua esperienza rappresenta un messaggio importante di legalità e di fiducia nelle istituzioni, soprattutto per le nuove generazioni. Siamo orgogliosi di aver ospitato a Sapri una serata di grande valore», ha dichiarato il sindaco Antonio Gentile.</p>



<p>«Con Maresca abbiamo voluto portare al centro della serata temi come legalità, cultura e responsabilità civile. Il Premio Terre del Bussento si conferma così un appuntamento capace di offrire occasioni di confronto e di valorizzare Sapri e il territorio», ha sottolineato l’assessore al Turismo, Cultura e Spettacolo, Amalia Morabito.</p>



<p>A condurre l’incontro è stato il giornalista Francesco Lombardi. Alla serata hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Sapri Antonio Gentile e don Gianni Citro.</p>



<p>Con il riconoscimento a Maresca si è chiusa un’edizione che, come nelle precedenti, ha portato a Sapri personalità provenienti dal mondo delle istituzioni, della cultura, del giornalismo, dello spettacolo, dello sport e della società civile. Il Premio, nato con l’obiettivo di valorizzare figure capaci di offrire spunti di riflessione e contribuire al dibattito pubblico, rappresenta anche uno strumento di promozione del territorio delle Terre del Bussento.</p>



<p>La manifestazione è stata realizzata dall’Associazione Terre del Bussento e dal Comune di Sapri – Assessorato al Turismo, Spettacolo e Cultura, con il sostegno della Camera di Commercio di Salerno e della Fenailp – sede provinciale di Salerno.</p>
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		<title>&#8220;Nell&#8217;artiglio del falco il destino&#8221;: l&#8217;opera di Laura Inserra e Michele Montuori incanta Policastro Bussentino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nellartiglio-del-falco-il-destino-lopera-di-laura-inserra-e-michele-montuori-incanta-policastro-bussentino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 16:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Policastro Bussentino]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Grande partecipazione di pubblico ieri sera, domenica 24 agosto, presso il ristorante &#8220;Da Alfonso&#8221; in contrada Hangar, per la presentazione del libro &#8220;Nell&#8217;artiglio del falco il destino&#8221;, scritto dalla professoressa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Grande partecipazione di pubblico ieri sera, domenica 24 agosto, presso il ristorante &#8220;Da Alfonso&#8221; in contrada Hangar, per la presentazione del libro &#8220;Nell&#8217;artiglio del falco il destino&#8221;, scritto dalla professoressa Laura Inserra.</p>



<p>La sala era gremita in ogni ordine di posto, con rappresentanze del mondo forense, culturale, delle forze dell’ordine e delle istituzioni provenienti da tutto il Golfo di Policastro e oltre. I presenti hanno seguito con vivo interesse ed emozione gli aneddoti raccontati dal protagonista del volume, l&#8217;avvocato Michele Montuori, la cui straordinaria storia di vita è al centro del romanzo.</p>



<p>Un&#8217;infanzia difficile vissuta agli albori della Repubblica in un villaggio sulla sponda del fiume Bussento, tra le sofferenze del dopoguerra e della Ricostruzione; gli studi interrotti e poi ripresi in età matura, la laurea in giurisprudenza e la successiva carriera forense ricca di successi, che tuttavia non sono riusciti a cancellare del tutto il dolore di quel bambino che non si sentiva amato.</p>



<p>L&#8217;incontro è entrato nel vivo grazie agli interventi dei relatori, moderati dall&#8217;avvocato Rocco Colicigno, che ha guidato il dibattito con ritmo e precisione. Nel ruolo di lettore d&#8217;eccezione, l&#8217;avvocato e storico Franco Maldonato ha declamato alcuni passi del libro e ne ha tracciato le conclusioni, definendolo un testo di memorie crudo e veritiero e offrendo spunti di riflessione di grande valore.</p>



<p>A conclusione dell&#8217;evento si è aperto un ricco dibattito, alimentato da numerose domande e manifestazioni di stima da parte del pubblico verso i protagonisti. Tra gli intervenuti, il preside dell&#8217;IIS &#8220;Leonardo Da Vinci&#8221; di Sapri, Corrado Limongi, che ha partecipato i suoi compiacimenti e l&#8217;emozione provata nel leggere la storia di Michele, definendo l&#8217;opera &#8220;un racconto di profondo dolore e di alto valore educativo&#8221;. La serata si è conclusa con una lunga fila per l&#8217;acquisto del volume firmato dagli autori. Il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto alla ricerca scientifica. Il libro è già disponibile nelle principali librerie del Golfo di Policastro e del Vallo di Diano.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Moio della Civitella, Damilano presenta “Noi siamo i tempi”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moio-della-civitella-damilano-presenta-noi-siamo-i-tempi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 18:04:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Moio della Civitella]]></category>
		<category><![CDATA[marco damiliano]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà la suggestiva cornice di Piazza degli Eroi, a Moio della Civitella, nel Cilento, a ospitare giovedì 27 agosto, alle 20.30, la presentazione dell’ultimo libro di Marco Damilano, “Noi siamo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sarà la suggestiva cornice di Piazza degli Eroi, a Moio della Civitella, nel Cilento, a ospitare giovedì 27 agosto, alle 20.30, la presentazione dell’ultimo libro di Marco Damilano, <em>“Noi siamo i tempi. La Chiesa di Francesco e Leone nel mondo a pezzi”</em>.</p>



<p>Il volume del giornalista e scrittore propone, attraverso interviste, storie e vicende, una lettura del presente nella quale l’analisi politica e sociale si intreccia con la dimensione religiosa, ecclesiale e spirituale. Al centro della riflessione ci sono i profondi cambiamenti che attraversano la società contemporanea e il ruolo della Chiesa di fronte a un mondo segnato da crisi, conflitti e trasformazioni.</p>



<p>L’appuntamento si inserisce nella tradizionale <strong>“Serata Culturale”</strong>, iniziativa che ogni anno richiama a Moio della Civitella cittadini, visitatori e appassionati di cultura e dibattito pubblico. La manifestazione è stata ideata dall’associazione <strong>“Insieme oltre i confini”</strong> ed è organizzata dal Comune di Moio della Civitella e dalla Pro Loco, con l’obiettivo di promuovere la cultura e valorizzare il territorio cilentano.</p>



<p>A dialogare con Damilano sarà il giornalista <strong>Nicola Nicoletti</strong>, che accompagnerà il pubblico tra i temi centrali del libro: la responsabilità individuale e collettiva di fronte alla storia, il rapporto tra cittadini e tempo presente e le trasformazioni della società e della comunità ecclesiale.</p>



<p>Il titolo del volume prende spunto dalla celebre riflessione di <strong>Agostino d’Ippona</strong>, <em>“Viviamo bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi”</em>. Una frase che diventa chiave di lettura per interrogarsi sul rapporto tra le scelte degli individui e le epoche che essi stessi contribuiscono a costruire.</p>



<p>Marco Damilano è stato direttore dell’<em>Espresso</em> ed è editorialista del quotidiano <em>Domani</em>. Su Rai 3 conduce il programma di approfondimento <em>Il cavallo e la torre</em>.</p>



<p>Fonte foto: <a href="https://www.telegranducato.it/2025/10/09/ecoincontri-marco-damilano-alla-citta-del-teatro/">https://www.telegranducato.it/2025/10/09/ecoincontri-marco-damilano-alla-citta-del-teatro/</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Grotte di Pertosa-Auletta, i piccoli vasi votivi raccontano gli antichi culti dell’acqua</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/grotte-di-pertosa-auletta-i-piccoli-vasi-votivi-raccontano-gli-antichi-culti-dellacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 16:46:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Auletta]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pertosa]]></category>
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					<description><![CDATA[Sembrano piccoli vasetti, quasi oggetti in miniatura, ma raccontano uno degli aspetti più suggestivi della storia delle Grotte di Pertosa-Auletta: gli antichi culti legati all’acqua e alla dimensione sacra della [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Sembrano piccoli vasetti, quasi oggetti in miniatura, ma raccontano uno degli aspetti più suggestivi della storia delle Grotte di Pertosa-Auletta: gli antichi culti legati all’acqua e alla dimensione sacra della cavità.</p>



<p class="p3">I piccoli recipienti furono rinvenuti durante le campagne di scavo condotte all’ingresso delle Grotte tra il 1897 e il 1907. Le loro dimensioni ridotte fanno ritenere che non fossero destinati all’uso quotidiano, ma avessero una funzione simbolica e rituale.</p>



<p class="p3">Gli oggetti sarebbero stati offerti alle acque della grotta, in un gesto attraverso il quale gli antichi cercavano probabilmente protezione, benefici o risposte dalle divinità. La presenza di un fiume sotterraneo, il buio e la profondità della montagna dovevano contribuire a rendere la cavità un luogo particolarmente suggestivo e adatto alla dimensione religiosa.</p>



<p class="p3">Le ricerche archeologiche hanno documentato una frequentazione cultuale delle Grotte in epoca storica, tra il IV secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo, probabilmente collegata alle divinità venerate nella cavità e alle acque sotterranee.</p>



<p class="p3">Resta impossibile stabilire con certezza che cosa venisse chiesto attraverso quelle offerte: salute, fertilità, protezione o fortuna. Il gesto rituale, però, è rimasto nella memoria archeologica del sito.</p>



<p class="p4">I piccoli recipienti, insieme agli altri reperti provenienti dalle campagne di scavo, sono oggi visibili al Museo Speleo-Archeologico di Pertosa. L’ingresso è compreso nei biglietti Grotte Plus e Grotte Premium.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pino Aprile, dal Sud raccontato con la musica alla sfida dell’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pino-aprile-dal-sud-raccontato-con-la-musica-alla-sfida-dellintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 10:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è il Sud delle partenze e quello delle ferite, quello che attraversa il Mediterraneo e quello che arriva a Ellis Island. E poi c’è una frontiera apparentemente lontanissima: quella delle [...]]]></description>
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<p class="p1">C’è il Sud delle partenze e quello delle ferite, quello che attraversa il Mediterraneo e quello che arriva a Ellis Island. E poi c’è una frontiera apparentemente lontanissima: quella delle macchine, dell’intelligenza artificiale e di un futuro nel quale l’uomo potrebbe non essere più protagonista. Sono i due versanti del 2026 di <strong>Pino Aprile</strong>, giornalista e scrittore autore di <em>Terroni</em>, che quest’anno ha portato il racconto del Mezzogiorno nella musica insieme ai Renanera e, poche settimane dopo, ha affrontato il tema dell’evoluzione tecnologica nel saggio <em>La fine dell’uomo sapiens. Come le macchine si stanno mangiando il futuro</em>, pubblicato da Piemme il 16 giugno.</p>



<p class="p2">Il primo appuntamento è stato il 22 maggio con l’uscita di <em>Ti parlo dei Sud – Canzoni di Pino Aprile</em>, album dei Renanera. Undici brani che trasformano in musica storie e temi legati all’emigrazione italiana, alle migrazioni contemporanee, alla memoria meridionale, alla guerra e al mito classico.</p>



<p class="p2">Il progetto nasce dall’incontro tra Aprile e il duo composto da Concetta De Rosa, in arte Unaderosa, e Antonio Deodati, e viene presentato come un lavoro di «realismo civile», nel quale ricerca etno-elettronica, world music, strumenti della tradizione e arrangiamenti contemporanei si incontrano.</p>



<p class="p2">«<em>Ti parlo del Sud</em>, da cui poi è tratto il titolo dell’album, è una delle canzoni di cui ho scritto sia la musica sia il testo», racconta Aprile, spiegando che la collaborazione con i Renanera è nata dopo un concerto sul Gargano. «Avevo composto una canzone utilizzando gli accordi ricavati dalle note delle onde del mare, registrate settant’anni fa da un velista solitario. I Renanera hanno voluto ascoltarla, l’hanno studiata e ne hanno realizzato un arrangiamento. Poi Concetta De Rosa l’ha cantata e il risultato mi è sembrato bellissimo».</p>



<p class="p2">Da quel primo brano sono nate altre canzoni e, quasi naturalmente, un progetto pensato «come un lavoro teatrale, un intreccio di parole e musica».</p>



<p class="p2">Il titolo, <em>Ti parlo dei Sud</em>, al plurale, sintetizza l’idea di un Mezzogiorno non unico, ma composto da territori, memorie e condizioni differenti. Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Molise diventano il punto di partenza di un viaggio che arriva alle banchine di Ellis Island, alle coste del Mediterraneo e fino a Gaza.</p>



<p class="p1">La scaletta si apre con <em>Le sirene di Ellis Island</em> e comprende, tra gli altri, <em>ALKTSM (eielkeytiesem)</em>, <em>Ninna nanna a Gaza</em>, <em>La caduta</em>, <em>Il testamento di Abele</em>, <em>Le argille di Castellerce</em>, <em>La voce del mare</em>, <em>Triste storia di amore e morte a Pentidattilo</em>, <em>La foce</em>, <em>La suocera di Diomede</em> e il brano conclusivo <em>Ti parlo del Sud</em>.</p>



<p class="p2">«La storia che raccontiamo non riguarda soltanto il Mezzogiorno italiano: si estende ovunque esista un Sud», dice Aprile. «E mi chiedo: se non è un Sud quello in cui vivono i bambini di Gaza, che cosa lo è?».</p>



<p class="p2">Tra le storie raccontate nell’album c’è anche quella di una migrante vittima di violenza e separata dal figlio, una vicenda che lo scrittore dice di avere custodito per circa trent’anni.</p>



<p class="p2">Dal passato al futuro. Il secondo versante del lavoro di Aprile è il saggio <em>La fine dell’uomo sapiens. Come le macchine si stanno mangiando il futuro</em>, 208 pagine pubblicate da Piemme, nel quale l’autore si interroga sull’accelerazione tecnologica e sul ruolo dell’intelligenza artificiale.</p>



<p class="p2">Il percorso parte dalla storia dell’evoluzione umana e attraversa la caccia, l’agricoltura, la rivoluzione industriale e l’era informatica, seguendo cicli di trasformazione diventati progressivamente più rapidi. Al centro, una domanda: quale sarà il limite dell’evoluzione tecnologica e quale ruolo resterà all’uomo?</p>



<p class="p2">Nel libro trova spazio anche una vecchia intervista realizzata da Aprile a <strong>Konrad Lorenz</strong>, premio Nobel e padre dell’etologia.</p>



<p class="p2">«Nell’evoluzione dell’umanità abbiamo assistito a una progressiva accelerazione della civiltà, con passaggi sempre più rapidi da una civiltà all’altra. Ora c’è l’intelligenza artificiale, che può accelerare ulteriormente questo processo», spiega Aprile. Nel saggio vengono analizzate anche le previsioni degli esperti, tra chi ipotizza la necessità di collegare i cervelli alle macchine e chi, al contrario, ridimensiona le capacità dell’intelligenza artificiale.</p>



<p class="p2">«Dove sia la verità lo scopriremo vivendo», conclude lo scrittore.</p>
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		<title>Sapri, è il giorno del Premio Pisacane: stasera la XXXII edizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sapri-e-il-giorno-del-premio-pisacane-stasera-la-xxxii-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[premio pisacane]]></category>
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					<description><![CDATA[È il giorno del Premio Internazionale Carlo Pisacane. Dopo il successo del corteo storico e della rievocazione dello sbarco di ieri sera, Sapri si prepara a vivere questa sera, domenica [...]]]></description>
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<p>È il giorno del Premio Internazionale Carlo Pisacane. Dopo il successo del corteo storico e della rievocazione dello sbarco di ieri sera, Sapri si prepara a vivere questa sera, domenica 23 agosto, il momento conclusivo delle celebrazioni dedicate al patriota.</p>



<p>L’appuntamento è alle 21.30 in Viale della Spigolatrice, dove si terrà la cerimonia di consegna della XXXII edizione del Premio Internazionale Carlo Pisacane, uno degli eventi più attesi del programma dedicato alla memoria e all’eredità culturale del patriota.</p>



<p>I riconoscimenti saranno assegnati quest&#8217;anno a Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato; Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico; Anna Onesti, Soprintendente ABAP Salerno; e Ruggero Cappuccio, scrittore e regista.</p>



<p>Nel corso della serata sarà inoltre consegnato il Premio alla Memoria di Paolo Borsellino ai figli del magistrato, in un momento dedicato alla memoria, all’impegno civile e alla difesa dei valori di legalità e giustizia.</p>



<p>A condurre la cerimonia saranno i giornalisti Concita De Luca e Paolo Romano, mentre ad accompagnare la serata saranno gli interventi musicali di Dianaerika Lettieri, alla voce, ed Eugenio Corsaro, al pianoforte.</p>



<p>Il Premio Internazionale Carlo Pisacane rappresenta il momento conclusivo di un programma che ogni anno riporta Sapri al centro del racconto storico e culturale legato alla figura del patriota. L’iniziativa è curata dal Centro Studi e Documentazione Carlo Pisacane, presieduto da Alfonso Andria, insieme al Comune di Sapri, guidato dal sindaco Antonio Gentile.</p>



<p>Dopo la rievocazione dello sbarco sulla spiaggia di Santa Croce, che ieri ha richiamato pubblico e partecipazione, questa sera sarà dunque il Premio a chiudere le celebrazioni. Per Sapri, un altro appuntamento nel segno di Carlo Pisacane, della memoria e della cultura, con lo sguardo rivolto anche ai valori che la sua figura, a distanza di 170 anni, continua a rappresentare.</p>
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		<title>Cilento Fest, nella quinta edizione tributo a Ettore Scola</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-fest-nella-quinta-edizione-tributo-a-ettore-scola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 16:57:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Perito]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il lancio del manifesto ispirato a “Una giornata particolare”, in cui Sofia Loren e Marcello Mastroianni si ritrovano a piegare il lenzuolo ai piedi di una scalinata di spighe, [...]]]></description>
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<p>Con il lancio del manifesto ispirato a “Una giornata particolare”, in cui Sofia Loren e Marcello Mastroianni si ritrovano a piegare il lenzuolo ai piedi di una scalinata di spighe, in un’immagine di controra del fotoreporter Giacomo Garzya, si avvicina il “Cilento Fest – Cinema e Borghi”, che si terrà dal 18 al 21 agosto nel borgo di Perito.</p>



<p>Gli ospiti della quinta edizione sono Nando Paone, Elena Radonicich, Giovanni Esposito, Franco Micalizzi, Silvia Scola, Vera Dragone, Marcello Napoli, Paolo Speranza, Fabio Massimo Capogrosso, Alberto Palmiero, Maurizio Fiume, Luca Dal Canto e Andrea Balestri.</p>



<p>Festival del cinema nazionale e internazionale legato al racconto e alla valorizzazione dei paesi e delle aree interne, il Cilento Fest propone quattro giorni di proiezioni, spettacoli, presentazioni di libri, cinetalk, dj set, visite guidate e iniziative nel segno del “cibo dell’anima”.</p>



<p>La direzione è di Max De Francesco, l’organizzazione è della società di editoria e produzione Iuppiter e dell’associazione culturale I Disinvolti, presieduta da Francesca Romana Cirillo, con Enrico Lava, Maria Pina Cirillo, Cesare Apolito, Nicola Meola, Silvia Cirillo, Martina Ponzo, Venere Pasca. Il comitato artistico è formato dal produttore Gianluca Arcopinto, dal produttore e attore Cesare Apolito, dall’attore Bruno Cariello e dal regista e sceneggiatore Andrea D’Ambrosio.</p>



<p>La quinta edizione, le cui serate saranno presentate dalla giornalista e co-fondatrice di Iuppiter Laura Cocozza e dal giornalista Espedito Pistone, parte il 18 agosto con l’anteprima nazionale del documentario “Isola. Luoghi e miti di Alfonso Gatto”, scritto da Maurizio Fiume, diretto da Marcello Napoli, con Yari Gugliucci, opera che ricorda la poetica e la vita dell’intellettuale salernitano a 50 anni dalla scomparsa. A seguire il tributo a Ettore Scola con la proiezione del film “Una giornata particolare” e il cinetalk “Che strano chiamarsi Ettore” che vedrà la partecipazione della sceneggiatrice e regista Silvia Scola e del giornalista Paolo Speranza.</p>



<p>Tra le iniziative in programma nel segno di Scola c’è l’uscita del pamphlet “Codice Scola – Tre film per capirne la grandezza”, a cura di Gianluca Arcopinto, quarto numero della collana “cinema e borghi” edita da Iuppiter.</p>



<p>Fonte foto: <a href="https://www.archivioluce.com/ettore-scola/">https://www.archivioluce.com/ettore-scola/</a></p>
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		<title>Sapri, una serata dedicata a Rino Gaetano: sul lungomare “Ma il cielo è sempre più blu”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sapri-una-serata-dedicata-a-rino-gaetano-sul-lungomare-ma-il-cielo-e-sempre-piu-blu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 13:53:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Una serata di musica, parole ed emozioni per ricordare Rino Gaetano e il suo inconfondibile universo artistico. È in programma questa sera, lunedì 17 agosto, a Sapri, l’evento “Ma il [...]]]></description>
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<p>Una serata di musica, parole ed emozioni per ricordare Rino Gaetano e il suo inconfondibile universo artistico. È in programma questa sera, lunedì 17 agosto, a Sapri, l’evento <strong>“Ma il cielo è sempre più blu – Una notte di emozioni dedicata a Rino Gaetano”</strong>, in programma alle 22 sul Viale della Spigolatrice.</p>



<p class="p2">L’iniziativa nasce da un’idea di <strong>Antonella Grippo</strong>, giornalista e analista politico, ed è promossa dal Comune di Sapri, attraverso l’assessorato al Turismo, Spettacolo e Cultura, con il coinvolgimento della Camera di Commercio di Salerno e Fenailp, e si inserisce nell’ambito della rassegna Frontiere Mediterranee. </p>



<p class="p2">Alla serata parteciperà il sindaco di Sapri, <strong>Antonio Gentile</strong>, mentre la parte musicale sarà affidata a <strong>Carlo Maria Todini</strong>, alla voce, e <strong>Massimo Testa</strong>, alla chitarra.</p>



<p class="p2">Un appuntamento pensato per riportare sul palco le atmosfere, le parole e le melodie di uno degli artisti più originali e amati della musica italiana. Rino Gaetano, scomparso nel 1981 a soli 30 anni, continua infatti a parlare a generazioni diverse attraverso canzoni diventate parte della memoria collettiva, capaci di unire ironia, denuncia sociale e poesia.</p>
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		<title>Sapri cerca protagonisti per il corteo storico: si cercano 46 figuranti per rivivere lo sbarco di Pisacane</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sapri-cerca-protagonisti-per-il-corteo-storico-si-cercano-46-figuranti-per-rivivere-lo-sbarco-di-pisacane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 15:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[corteo pisacane sapri]]></category>
		<category><![CDATA[sapri]]></category>
		<category><![CDATA[sbarco di pisacane]]></category>
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					<description><![CDATA[Dame, nobili, gendarmi e popolani: Sapri si prepara a tornare indietro nel tempo per la rievocazione storica dello sbarco di Carlo Pisacane, uno degli appuntamenti più suggestivi dell’estate culturale della [...]]]></description>
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<p>Dame, nobili, gendarmi e popolani: Sapri si prepara a tornare indietro nel tempo per la rievocazione storica dello sbarco di Carlo Pisacane, uno degli appuntamenti più suggestivi dell’estate culturale della città della Spigolatrice.&nbsp;Il Comune di Sapri, attraverso l’Assessorato alla Cultura, Turismo e Spettacolo, ha lanciato una vera e propria “chiamata” per i protagonisti del corteo storico. Sono infatti 46 i figuranti ricercati per dare volto e vita alla rievocazione: 10 dame, 10 nobili, 6 gendarmi, 10 popolani e 10 popolane.</p>



<p>Non semplici comparse, dunque, ma persone chiamate a contribuire alla ricostruzione di una pagina centrale della storia di Sapri e del Risorgimento italiano, riportando per un giorno nelle strade della città atmosfere, personaggi e costumi dell’Ottocento.&nbsp;Per chi vuole partecipare, l’appuntamento è fissato per lunedì 17 agosto, dalle 15 alle 19, al Cine Teatro Ferrari di Sapri, dove si svolgerà la prova costume.</p>



<p>La rievocazione dello sbarco di Pisacane rappresenta uno degli elementi più identitari della memoria storica di Sapri. La spedizione guidata da Carlo Pisacane, culminata nel 1857 con la tragica conclusione nel territorio del Golfo di Policastro, è rimasta impressa nella memoria collettiva anche grazie ai versi della celebre poesia “La spigolatrice di Sapri” di Luigi Mercantini.</p>
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		<title>Ferragosto al fresco tra arte e storia: i luoghi da visitare nel Salernitano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ferragosto-al-fresco-tra-arte-e-storia-i-luoghi-da-visitare-nel-salernitano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 07:07:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Musei, castelli, chiese, giardini, siti archeologici e persino grotte diventano anche vere e proprie oasi climatiche in questi giorni segnati dalle temperature elevate. Il caldo non ferma i turisti italiani [...]]]></description>
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<p>Musei, castelli, chiese, giardini, siti archeologici e persino grotte diventano anche vere e proprie oasi climatiche in questi giorni segnati dalle temperature elevate. Il caldo non ferma i turisti italiani e stranieri che hanno scelto Salerno e la sua provincia, dove l’offerta culturale rappresenta un’alternativa alla classica giornata tra spiaggia e movida.</p>



<p>Tra le mete principali spicca Paestum, con il Museo archeologico e il percorso che attraversa secoli di storia, dalla preistoria al Grand Tour. Protagonista resta la celebre Tomba del Tuffatore, affiancata nel nuovo allestimento dal dialogo con l’arte contemporanea. A Velia, raggiungibile anche attraverso i collegamenti previsti dal parco, è possibile immergersi nella storia dell’antica Elea. A sud, tappa obbligata anche alla Certosa di Padula, celebre per il Chiostro Grande, mentre per chi cerca refrigerio naturale le Grotte di Pertosa-Auletta offrono il suggestivo percorso sul fiume sotterraneo Negro.</p>



<p>Nel capoluogo il viaggio parte dal Castello di Arechi, che domina dall’alto il golfo di Salerno e custodisce testimonianze bizantine, longobarde e normanne. Poco più in basso c’è il Giardino della Minerva, legato alla tradizione della Scuola medica salernitana, insieme al Museo Papi e al Museo virtuale della Schola. Nel centro storico si possono visitare anche la Pinacoteca provinciale, il Museo Diocesano con la preziosa raccolta degli avori salernitani, San Pietro a Corte e la chiesa di San Giorgio.</p>



<p>L’itinerario prosegue in provincia con il Museo archeologico di Pontecagnano e gli “Etruschi di frontiera”, il ManEs di Eboli e il Museo e Parco archeologico di Volcei a Buccino. Nell’Agro trovano spazio la Badia di Cava, il Teatro ellenistico-romano e la Necropoli di Nuceria Alfaterna e il Museo della Valle del Sarno. In Costiera, invece, il percorso passa per Villa Rufolo a Ravello, l’Arsenale di Amalfi e il Museo della Ceramica Contemporanea di Vietri sul Mare. A Positano, infine, il Museo archeologico romano permette di scendere sotto la chiesa di Santa Maria Assunta e scoprire i resti della villa marittima del I secolo d.C. Un Ferragosto diverso, dunque, tra storia, bellezza e luoghi capaci di offrire anche qualche ora lontano dalla calura estiva.</p>
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		<title>Stefano Fresi al Cilento Fest, sorpresa alla quinta edizione dedicata a Ettore Scola</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/stefano-fresi-al-cilento-fest-sorpresa-alla-quinta-edizione-dedicata-a-ettore-scola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 14:18:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Perito]]></category>
		<category><![CDATA[bruno cariello]]></category>
		<category><![CDATA[stefano fresi cilento fest]]></category>
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					<description><![CDATA[Stefano Fresi sarà tra gli ospiti della quinta edizione del Cilento Fest &#8211; Cinema e Borghi, in programma dal 18 al 21 agosto nel borgo di Perito. L’attore parteciperà alla [...]]]></description>
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<p>Stefano Fresi sarà tra gli ospiti della quinta edizione del <strong>Cilento Fest &#8211; Cinema e Borghi</strong>, in programma dal 18 al 21 agosto nel borgo di Perito. L’attore parteciperà alla cerimonia finale nell’ambito del tributo alla carriera dedicato al maestro Franco Micalizzi.</p>



<p>La presenza di Fresi completa il parterre della manifestazione, che riunirà nel piccolo centro cilentano attori, registi, musicisti, giornalisti e protagonisti della cultura cinematografica. Tra gli ospiti e i premiati figurano Nando Paone, Elena Radonicich, Giovanni Esposito, Vera Dragone, Marcello Napoli, Paolo Speranza, Fabio Massimo Capogrosso, Alberto Palmiero, Maurizio Fiume, Luca Dal Canto e Andrea Balestri.</p>



<p>Il festival, diretto da Max De Francesco e organizzato dalla società di editoria e produzione Iuppiter e dall’associazione culturale I Disinvolti, presieduta da Francesca Romana Cirillo, propone quattro giornate dedicate al cinema e al racconto dei borghi e delle aree interne, con proiezioni, spettacoli, presentazioni di libri, cinetalk, dj set e visite guidate.</p>



<p>Il comitato artistico è composto dal produttore Gianluca Arcopinto, dal produttore e attore Cesare Apolito, dall’attore Bruno Cariello e dal regista e sceneggiatore Andrea D’Ambrosio. A condurre le serate saranno la giornalista e co-fondatrice di Iuppiter Laura Cocozza e il giornalista Espedito Pistone.</p>



<p>L’apertura, il 18 agosto, sarà affidata all’anteprima nazionale del documentario <strong>“Isola. Luoghi e miti di Alfonso Gatto”</strong>, scritto da Maurizio Fiume e diretto da Marcello Napoli, con Yari Gugliucci. L’opera ripercorre la vita e la poetica dell’intellettuale salernitano a cinquant’anni dalla sua scomparsa.</p>



<p>La serata proseguirà nel segno di <strong>Ettore Scola</strong>, cui è dedicata la quinta edizione, con la proiezione di <strong>“Una giornata particolare”</strong> e il cinetalk <strong>“Che strano chiamarsi Ettore”</strong>, al quale parteciperà Paolo Speranza. Nel programma anche <strong>“Codice Scola &#8211; Tre film per capirne la grandezza”</strong>, pamphlet curato da Gianluca Arcopinto e quarto volume della collana “Cinema e Borghi” pubblicata da Iuppiter.</p>



<p>Il 19 e 20 agosto saranno dedicati al cinema d’inchiesta, alle storie di riscatto e alla memoria. Tra gli appuntamenti il focus sul docufilm <strong>“Giulio Regeni &#8211; Tutto il male del mondo”</strong>, il film <strong>“Tienimi presente”</strong> di Alberto Palmiero, che riceverà il premio Cilento Fest “Opera prima”, e <strong>“Igor. L’eroe romantico del calcio”</strong>.</p>



<p>Spazio anche a <strong>“Nero”</strong>, film di e con Giovanni Esposito, premiato dal festival per la regia.</p>



<p>Tra gli appuntamenti speciali dell’area Cinema Dentro ci sarà <strong>“Pinocchio racconta Pinocchio”</strong>, viaggio nello sceneggiato televisivo <strong>“Le avventure di Pinocchio”</strong> di Luigi Comencini attraverso i ricordi di Andrea Balestri, il giovane protagonista della celebre produzione del 1972.</p>



<p>Atteso anche il cinetalk con <strong>Franco Micalizzi</strong>, al quale sarà assegnato il Premio Cilento Fest alla carriera 2026. Il compositore ripercorrerà la sua lunga esperienza nel cinema e il lavoro sulle colonne sonore che hanno conquistato anche registi internazionali come Quentin Tarantino.</p>



<p>Sono oltre 120 i film iscritti al concorso <strong>“Cinema e Borghi”</strong>, provenienti da sei Paesi di produzione. In palio un primo premio da 2mila euro destinato all’opera capace di raccontare meglio storie non metropolitane, con i borghi e i loro abitanti al centro della narrazione.</p>



<p>La serata conclusiva del 21 agosto sarà dedicata alla proclamazione del vincitore del <strong>“Gran Premio Cilento Fest &#8211; Cinema e Borghi 2026”</strong> e alla consegna degli altri riconoscimenti. Tra i premiati Andrea Balestri, Fabio Massimo Capogrosso, Luca Dal Canto, Vera Dragone, Marcello Napoli, Franco Micalizzi, Nando Paone ed Elena Radonicich.</p>



<p>La cerimonia sarà arricchita dagli intermezzi artistici di Vera Dragone e dello stesso Micalizzi, che insieme ad Alfredo Bochicchio e Cristiana Polegri proporrà un medley delle sue composizioni più note. La chiusura sarà affidata a un gran finale pirotecnico tra immagini, luci e sorprese.</p>



<p>Una sezione della serata sarà dedicata anche a riconoscimenti destinati a imprenditori e promotori di iniziative sociali e culturali. Tra questi il premio intitolato alla memoria di <strong>Antonio Nappi</strong>, imprenditore green scomparso cinque anni fa, destinato a imprese coraggiose e innovative, e il <strong>Premio Lucia Panascì</strong> per fotografi “non metropolitani”, dedicato quest’anno al tema <strong>“Il sacro nei borghi”</strong>.</p>



<p>Il programma del Cilento Fest si estende inoltre oltre il cinema. Tra le iniziative il <strong>Salotto Vinilico</strong>, curato da Luigi Ganino e dedicato a David Bowie, Franco Battiato, la musica erotica e le colonne sonore dei compositori jazz Piero Umiliani e Yuji Ohno; <strong>“La sacra notte”</strong>, passeggiata alla scoperta del patrimonio religioso e identitario di Perito curata dalla storica dell’arte Maria Pina Cirillo; la mostra fotografica <strong>“Sul Nilo con Poirot”</strong> di Constantino Luis Marino; lo spettacolo di burlesque <strong>“Cabaret des Étoiles”</strong> e il workshop sui grani antichi con Antonio Pellegrino, Premio Cilento Fest “Il cibo dell’anima” 2026.</p>



<p>Confermato anche il dopofestival <strong>“Cilento Fest by night”</strong>, con l’area Antani trasformata in un club di “dance movie” e vinili. In consolle AreaBros, dj Capirinha, Sexy Pummarola, Greta Los, Ciccio Sciò e Assumma Sound.</p>
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		<item>
		<title>Raf arriva live in Costiera Amalfitana: “Infinito” celebra 25 anni dal successo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/raf-arriva-live-in-costiera-amalfitana-infinito-celebra-25-anni-dal-successo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 14:34:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[raf]]></category>
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					<description><![CDATA[La musica di Raf arriva in Costiera Amalfitana: giovedì 20 agosto l’artista sarà protagonista all’Anfiteatro del Porto Turistico di Maiori con il suo tour “Infinito – Estate 2026”, un viaggio [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La musica di Raf arriva in Costiera Amalfitana: giovedì 20 agosto l’artista sarà protagonista all’Anfiteatro del Porto Turistico di Maiori con il suo tour “Infinito – Estate 2026”, un viaggio attraverso oltre quarant’anni di carriera. Un appuntamento attesissimo che celebra i 25 anni di “Infinito”, uno dei brani simbolo della musica italiana. Sul palco ripercorrerà le tappe più importanti del suo percorso artistico, dagli esordi ai grandi successi, fino ad arrivare ai nuovi capitoli, con “Ora e per sempre” e il recente “Pazzi Stupidi Ragazzi”.</p>



<p>“Infinito” compie 25 anni ma continua a emozionare anche i più giovani. Il segreto?</p>



<p>Come si può spiegare razionalmente qualcosa che è inspiegabile? La creatività ha dei lati che sono quasi una sorta di magia. È una canzone particolarmente ispirata; pensa che è una di quelle che mi è venuta più di getto rispetto ad altre, perché io sono molto lungo nella scrittura, non scrivo velocemente. È qualcosa che stupisce ancora oggi anche me. C’è una componente ritmica molto serrata. Se c’è una spiegazione razionale, forse è questa, ma in realtà non è così semplice: non è che usi una tecnica a tavolino e automaticamente viene fuori un pezzo che funziona. Ancora oggi, devo dire, mi stupisco del fatto che tanti ragazzi nati dopo il 2001 conoscano tutte le parole a memoria e la cantino.</p>



<p>Dopo Sanremo un nuovo disco. C’è il Raf delle origini o un artista che ha ancora voglia di sorprendere?</p>



<p>Nessuna delle due. Non c’è il Raf delle origini, perché è una canzone diversa nello stile musicale. Ma, allo stesso tempo, non c’è neanche la volontà di sorprendere a tutti i costi. Mi limito semplicemente a seguire due cose fondamentali: la prima è fare qualcosa che entusiasmi me e di cui non debba pentirmi. La seconda è riuscire ad arrivare alle persone, emozionarle. Molti mi dicono: “Questa canzone sembra la storia della mia vita”, perché alla fine le canzoni parlano spesso di emozioni universali. Ma mi piace anche scrivere canzoni energiche, che trasmettano quella spensieratezza e quella leggerezza che, quando ero adolescente, venivano spesso scambiate per superficialità. Io invece credo che quella leggerezza sia una delle cose più belle rimaste di quegli anni. Non tutto deve essere necessariamente profondo o impegnato: una cosa non esclude l’altra. Ci sono momenti in cui si possono affrontare temi importanti, essere profondi ed empatici rispetto a ciò che accade nel mondo, ma allo stesso tempo si può anche avere voglia di sorridere, divertirsi ed essere, semplicemente, “pazzi, stupidi ragazzi”.</p>



<p>Che rapporto ha con il Sud e con il pubblico campano?</p>



<p>Il pubblico del Sud, in generale, è più caloroso: questo è risaputo. È quasi banale dirlo. Ma questo non significa che sia meno esigente, anzi. Ascolta molto la musica, è attento. Non c’è però alcun problema di freddezza. Io adoro tutta la Campania. Anche nella mia band e nel mio staff si è creato un legame speciale: c’è anche un campano, un napoletano, nel mio staff, l’ingegnere delle luci. Siamo diventati una grande famiglia. Si è creato un ambiente bellissimo, perché tutti partecipano attivamente al progetto. Non sono semplicemente professionisti, artisti o musicisti che fanno il proprio lavoro: sentono il tour come qualcosa di loro. Il mio tour è anche il loro, e questa è una cosa meravigliosa.</p>



<p>Una sola canzone per raccontare chi è Raf oggi, qual è?</p>



<p>Ora e per sempre è sicuramente la canzone più autobiografica che io abbia scritto, però credo che non sarebbe sufficiente dire solo questo. Parla di me, della mia storia, racconta di due ragazzi che si sono conosciuti negli anni ’80: siamo io e mia moglie. Ma ci sono tanti brani che ho scritto negli anni e che raccontano parti di me: nell’album La prova, ad esempio, ci sono canzoni che parlano di quando ero un ragazzo con la chitarra sul Ponte Vecchio a Firenze. Non c’è quindi una sola canzone che posso indicare come “quella che mi racconta”, perché ogni brano contiene un pezzo di vita.</p>
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		<title>A Cosentini torna &#8216;Vieni cca facimo nu cunto&#8217;, una serata dedicata alla memoria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-cosentini-torna-vieni-cca-facimo-nu-cunto-una-serata-dedicata-alla-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 12:04:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Montecorice]]></category>
		<category><![CDATA[annabella rossi]]></category>
		<category><![CDATA[cosentini]]></category>
		<category><![CDATA[montecorice]]></category>
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					<description><![CDATA[Musica, immagini, testimonianze e riflessioni per riscoprire la memoria di una comunità. Torna oggi, 12 agosto, a Cosentini di Montecorice, nel Salernitano, la rassegna &#8220;Vieni cca facimo nu cunto&#8221;, promossa [...]]]></description>
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<p>Musica, immagini, testimonianze e riflessioni per riscoprire la memoria di una comunità. Torna oggi, 12 agosto, a Cosentini di Montecorice, nel Salernitano, la rassegna &#8220;Vieni cca facimo nu cunto&#8221;, promossa dall&#8217;associazione Euphória. L&#8217;appuntamento, giunto alla quarta edizione, avrà come tema &#8220;Voci della memoria&#8221; e prenderà il via alle 21 nella piazza del borgo.</p>



<p>La serata, patrocinata dal Comune di Montecorice e dalla Provincia di Salerno, sarà dedicata alle tradizioni e alla cultura locale attraverso un percorso tra ricordi, immagini, musica e testimonianze.</p>



<p>Ad aprire l&#8217;incontro sarà il Coro Euphória, che accompagnerà con le proprie melodie una galleria di immagini legate al passato della comunità. Seguiranno gli interventi degli ospiti, chiamati a proporre riflessioni sul valore della memoria e sui processi attraverso i quali una comunità conserva e trasmette la propria identità.</p>



<p>Tra gli ospiti di questa edizione ci saranno Paolo Montesperelli, sociologo e accademico, già ordinario all&#8217;Università La Sapienza di Roma e studioso di metodologia della ricerca sociale e dei processi culturali, e Antonio Severino, del Laboratorio interdipartimentale di Antropologia &#8220;Annabella Rossi&#8221; del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell&#8217;Università degli Studi di Salerno.</p>



<p>Uno dei momenti centrali sarà, anche quest&#8217;anno, l'&#8221;intervista con le fonti&#8221;, dedicata alle testimonianze degli anziani del paese. &#8220;È il momento che più ci emoziona, perché rimette al centro dell&#8217;attenzione quelle che sono per noi le fonti fondamentali per ricostruire la storia e le tradizioni&#8221;, spiegano dall&#8217;associazione Euphória.</p>



<p>Nel corso della serata sarà inoltre presentato &#8220;Museo Maschkari e suoni ppe sta via&#8221;, progetto di museo all&#8217;aperto e diffuso realizzato lungo le vie del paese, promosso dall&#8217;associazione con il contributo dell&#8217;Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.</p>



<p>La rassegna proseguirà il 20 agosto con &#8220;&#8216;A Zita – Scene da un matrimonio di una volta&#8221;, rievocazione in forma di teatro popolare di un matrimonio tradizionale e delle fasi del fidanzamento negli anni Quaranta, giunta alla terza edizione.</p>



<p>L&#8217;appuntamento con &#8220;Voci della memoria&#8221; è dunque per oggi alle 21 a Cosentini di Montecorice, per la prima serata del ciclo &#8220;Vieni cca facimo nu cunto 2026&#8221;.</p>
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		<title>“Il pesciolino rosso”&#160;della regista&#160;Gisella Gobbi&#160;vince l’11ª edizione del&#160;Caselle Film Festival</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-pesciolino-rosso-della-regista-gisella-gobbi-vince-l11a-edizione-del-caselle-film-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 15:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caselle in Pittari]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[È&#160;“Il pesciolino rosso”&#160;della regista&#160;Gisella Gobbi&#160;il grande protagonista dell’11ª edizione del&#160;Caselle Film Festival, che chiude i battenti con una serata finale ricca di emozioni, cultura, cinema e grandi ospiti sul palco [...]]]></description>
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<p class="s7">È&nbsp;“Il pesciolino rosso”&nbsp;della regista&nbsp;Gisella Gobbi&nbsp;il grande protagonista dell’11ª edizione del&nbsp;Caselle Film Festival, che chiude i battenti con una serata finale ricca di emozioni, cultura, cinema e grandi ospiti sul palco di Piazza Olmo a&nbsp;Caselle in Pittari.</p>



<p class="s7">Il cortometraggio ha conquistato ben tre riconoscimenti, aggiudicandosi il premio per il miglior film assoluto, quello per la miglior regia e il premio assegnato dalla giuria giovani.<br />Un en plein che consacra l’opera di Gisella Gobbi tra le protagoniste di questa edizione e conferma la qualità del cinema indipendente presentato al festival.</p>



<p class="s7">Il premio per la miglior sceneggiatura è stato assegnato ad&nbsp;Alessandra Dolci&nbsp;per&nbsp;“Oggi, non domani”, mentre il riconoscimento per il miglior film d’animazione è andato ad&nbsp;“Honeymoon” di Artur Chays.</p>



<p class="s7">La serata conclusiva, presentata come anche le altre da Pietro Loguercio, si è aperta con la presentazione de “Il Ponte di ferro”, libro scritto da Franco Maldonato e Andrea Botti, dedicato all’identità territoriale e alla necessità di preservare comunità e territori segnati dallo spopolamento.</p>



<p class="s7">Un tema particolarmente significativo per il Cilento e per le aree interne, in sintonia con lo spirito di una manifestazione che da undici anni lega il cinema alla valorizzazione dell’ambiente e del territorio.</p>



<p class="s7">A valutare le opere in concorso è stata una giuria di qualità presieduta dall’attore e regista Bruno Cariello e composta da Giulia Fiorentino, ricercatrice universitaria, Mattia Ranieri Tenti, filmmaker e attore, Maicol Baiocco, videomaker e filmmaker, e Andrea Colangelo, aiuto regista.<br />Sul palco, insieme ai protagonisti della serata, anche il sindaco di Caselle in Pittari,&nbsp;Giampiero Nuzzo, e il direttore artistico del Caselle Film Festival,&nbsp;Antonio Fiscina, ed il gestore della centrale idroelettrica di Caselle in Pittari, per il Gruppo Iren (main sponsor dell&#8217;evento); Filippo Pagano.</p>



<p class="s7">Non è mancato lo spazio dedicato al cinema del territorio con la proiezione, fuori concorso, di&nbsp;“Facciamo la pace”, cortometraggio del regista saprese&nbsp;Fabio Re. Momento clou della serata è stato quindi l’arrivo della guest star&nbsp;Roberto Farnesi, accolto da un caloroso abbraccio del pubblico di Caselle in Pittari e dall’entusiasmo dei tanti fan presenti.</p>



<p class="s7">La partecipazione dell’attore ha impreziosito una manifestazione che, anche in questa undicesima edizione, ha saputo portare nel piccolo centro cilentano cinema, cultura, spettacolo e importanti protagonisti del mondo cinematografico. Il successo di pubblico e la qualità delle opere confermano la crescita del Caselle Film Festival e la sua capacità di trasformare Caselle in Pittari in un punto di riferimento per il cortometraggio.</p>



<p class="s7">Una festa del cinema che ha visto protagonisti autori, registi, attori, giovani giurati e spettatori, uniti dalla passione per il grande schermo e dalla volontà di raccontare attraverso le immagini temi legati all’ambiente, alla cultura e all’identità dei territori. Ieri il gran finale con il Dopofestival, all’insegna dell’allegria e della comicità. A chiudere ufficialmente l’11ª edizione é stato&nbsp;Simone Schettino,&nbsp;pronto a coinvolgere il pubblico con la sua inconfondibile comicità.<br /></p>
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		<title>La “famiglia nel bosco” arriva nel paese più piccolo del Cilento: Valle dell’Angelo si trasforma in uno studio televisivo a cielo aperto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-famiglia-nel-bosco-arriva-nel-paese-piu-piccolo-del-cilento-valle-dellangelo-si-trasforma-in-uno-studio-televisivo-a-cielo-aperto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 14:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 12 agosto in Piazza Canonico Iannuzzi la presentazione di “La mia verità”, con Catherine e Nathan Trevallion Birmingham. Con loro lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente di parte della famiglia, [...]]]></description>
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<p><em>Il 12 agosto in Piazza Canonico Iannuzzi la presentazione di “La mia verità”, con Catherine e Nathan Trevallion Birmingham. Con loro lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente di parte della famiglia, il legale Simone Pillon e il sindaco e neuropsichiatra infantile Salvatore Iannuzzi. Modera il giornalista Mediaset Vincenzo Rubano.</em></p>



<p>La “famiglia nel bosco” arriva nel paese più piccolo del Cilento. E per una sera Valle dell’Angelo si trasforma in uno studio televisivo a cielo aperto: Piazza Canonico Iannuzzi ospiterà, mercoledì 12 agosto alle ore 19, la presentazione di “La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco”, il libro di Catherine Louise Birmingham che racconta, attraverso la voce della madre, la vicenda familiare che ha suscitato un ampio dibattito nazionale. </p>



<p>Una piazza nel cuore del piccolo borgo cilentano diventerà così il luogo di un confronto pubblico su una storia che continua a suscitare attenzione e interrogativi. A raccontare direttamente la propria esperienza saranno Catherine e Nathan Trevallion Birmingham, protagonisti della vicenda. Con loro interverranno Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente di parte della famiglia, Salvatore Iannuzzi, neuropsichiatra infantile e sindaco di Valle dell’Angelo, e Simone Pillon, avvocato e legale della famiglia. A moderare la serata sarà Vincenzo Rubano, giornalista Mediaset, che ha seguito la vicenda della famiglia nel bosco per il programma “Dentro La Notizia”. </p>



<p>La composizione del confronto riunisce così i protagonisti della vicenda e alcune delle figure che l’hanno seguita direttamente da prospettive diverse: la testimonianza dei genitori, il contributo dello psichiatra che assiste la famiglia, il punto di vista del loro legale e quello di un giornalista che ha raccontato la storia in televisione. Il libro sarà il punto di partenza per affrontare temi che vanno oltre la singola storia: il rapporto tra genitori e figli, la libertà educativa, la responsabilità genitoriale, la tutela dei minori, il rapporto con la natura e la possibilità di immaginare modelli di vita differenti da quelli dominanti. </p>



<p>“Il punto non è giudicare un singolo caso, ma capire cosa ci dice sul nostro tempo – ha spiegato il sindaco Iannuzzi – Non possiamo continuare a intervenire solo quando il disagio è già esploso. Dobbiamo spostare lo sguardo prima, sui contesti quotidiani in cui i bambini crescono oggi”. L’iniziativa rientra nel percorso “Human Originality. Verso una nuova umanità”, dedicato alla riflessione sull’originalità della persona, sulla libertà di scelta e sui modelli culturali, sociali ed educativi del nostro tempo. L’incontro è aperto al pubblico.</p>
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		<title>Gnut al Giovivendo Festival: il 13 agosto ad Abatemarco la XV edizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gnut-al-giovivendo-festival-il-13-agosto-ad-abatemarco-la-xv-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 18:16:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Montano Antilia]]></category>
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					<description><![CDATA[Quindici anni di musica indipendente, cultura e comunità nel cuore del Cilento.Giovedì 13 agosto, ad Abatemarco, frazione di Montano Antilia, torna Giovivendo Festival, che nel 2026 celebra la sua quindicesima [...]]]></description>
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<p>Quindici anni di musica indipendente, cultura e comunità nel cuore del Cilento.<br>Giovedì 13 agosto, ad Abatemarco, frazione di Montano Antilia, torna Giovivendo Festival, che nel 2026 celebra la sua quindicesima edizione. Protagonista del concerto principale sarà il cantautore GNUT.</p>



<p>Nato nel 2010 in una piccola realtà dell’entroterra cilentano, Giovivendo prende forma da un’esigenza precisa: offrire ai giovani del territorio un’alternativa all’isolamento e all’immobilità, creando attraverso la musica e la cultura occasioni di incontro, partecipazione e condivisione. Quindici edizioni dopo, Giovivendo è diventato uno degli appuntamenti più longevi della scena indipendente campana.<br></p>



<p>LA XV EDIZIONE<br>Protagonista del concerto principale del 13 agosto sarà GNUT, tra le voci più autorevoli del nuovo cantautorato italiano. La sua musica intreccia canzone d’autore, folk e tradizione attraverso una scrittura intensa ed essenziale. Ad Abatemarco porterà un live in duo, voce, chitarra e violino, nella dimensione più intima e autentica del suo repertorio.<br>Ad aprire la serata saranno FLORA e MAYAKOVSKIJ, le due cantautrici selezionate attraverso la prima Open Call promossa da Giovivendo Festival, dedicata ai nuovi progetti musicali originali.</p>



<p>A chiudere la serata sarà The Bordello Rock &amp; Roll Band, con un live tra rock &amp; roll, grandi classici e attitudine punk.<br>Nel corso delle sue quindici edizioni, Giovivendo ha ospitato alcuni dei nomi più significativi della scena indipendente italiana, tra cui Marlene Kuntz, O’ Zulù – 99 Posse, Cristiano Godano, Giorgio Canali, Bugo, Diaframma, Edda, Tricarico, Management del Dolore Post-Operatorio, Francesco Di Bella, Dadà e Nobraino, mantenendo allo stesso tempo una forte attenzione verso la scena emergente.<br>Accanto ai concerti, il festival ospiterà esposizioni artistiche e altre realtà associazionistiche e culturali del territorio.<br>Anche quest’anno Giovivendo Festival è inserito nel programma di Mosaici Festival ed è realizzato in collaborazione con il Comune di Montano Antilia.</p>



<p>L’ingresso è gratuito.<br></p>
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