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	<title>Domenicale | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Dec 2011 20:19:45 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Dissesto Idrogeologico. Ad un anno dall’alluvione a che punto siamo? Il Giornale del Cilento intervista Edoardo Cosenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lucia Cariello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 20:19:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domenicale]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua l&#8217;inchiesta del Giornale del Cilento sullo stato dei lavori ad un anno dall&#8217;alluvione. &#200; la volta delle interviste. In esclusiva incontriamo l&#8217;assessore Edoardo Cosenza che puntualizza sullo stato attuale dei lavori: il progetto della SS 166, le emergenze Roscigno e Sacco ma soprattutto la polemica &#8220;Cilento terra di serie B&#8221;.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ad un anno dall&rsquo;alluvione che mise in ginocchio Cilento e Vallo di Diano il Giornale del Cilento sta conducendo una inchiesta sullo stato dei lavori; a che punto siamo?</strong></p>
<p>R) Il problema iniziale pi&ugrave; importante fu rappresentato dall&rsquo;acquedotto del basso Sele. Problema da risolvere nell&rsquo;immediato visto che quattrocento o forse anche cinquecento mila campani erano senza acqua,&nbsp; quindi noi abbiamo eseguito interventi di by pass nel fiume, che riuscimmo a fare entro dicembre. Si tratta di interventi naturalmente provvisori, adesso stiamo lavorando sul ripristino complessivo e definitivo dell&rsquo;acquedotto. Ricordo che noi un attraversamento del fiume lo abbiamo fatto per mezzo di un acquedotto di diametro pi&ugrave; piccolo (un metro di diametro) mentre l&rsquo;acquedotto di ripristino prevede un diametro di 1600 mm. Su questo ci sono stati una serie di problemi. Adesso parte la gara per la realizzazione. Il progetto esecutivo &egrave; stato approvato ed a bravissimo parte la gara finale, cosa pi&ugrave; importante visto che abbiamo fatto ulteriori interventi manutentivi sul fiume. Questo rimane allo stato il problema pi&ugrave; urgente da risolvere. I cittadini non se ne rendono conto perch&eacute; l&rsquo;acqua la ricevono per&ograve; stiamo lavorando ad una soluzione finale del problema che tra l&rsquo;altro &egrave; anche molto costosa. Poi, sappiamo che quell&rsquo;alluvione ha avuto conseguenze disastrose nell&rsquo;intera provincia di Salerno dal sud fino al Sarno. Per quanto riguarda gli Alburni il problema pi&ugrave; grande &egrave; rappresentato, ovviamente, dalla SS 166.</p>
<p><strong>D)Con Luciana Di Mieri, vittima emblemetica, abbiamo percorso insieme i luoghi simbolo dell&rsquo;evento come la SS 166. Parliamo del progetto di recente approvazione affinch&eacute; il lettore possa comprendere nel dettaglio progettualit&agrave; ma soprattutto tempi di ripristino.</strong></p>
<p>R)Si certo, in merito ricordo che sono state invitate tutte e 13 le imprese dell&rsquo;albo della provincia di Salerno che potevano fare quel lavoro e che rientravano in categoria per operare in tal senso. &nbsp;Oggi sono stati assegnati i lavori, provvisori, per la realizzazione della galleria paramassi. Provvisori perch&eacute; la ditta dovr&agrave; presentare una serie di documentazioni per poter &nbsp;diventare definitiva. Mi spiego meglio, diverr&agrave; definitiva solo quando tutto ci&ograve; che ha autocertificato diverr&agrave; provato. Dopo di che nel contratto sono previsti 60 giorni di lavori.</p>
<p>La ditta deputata &egrave; L&rsquo;Arcadis, l&rsquo;Agenzia regionale di Difesa del suolo.<strong>&nbsp;</strong></p>
<p>Il progetto della SS166 consiste in un tratto di galleria paramassi previsto attorno al km 55 nel comune di San Rufo. &Egrave; una galleria di alcune centinaia di metri aperta dal lato verso valle. Una galleria sostanzialmente panoramica ancorata alla roccia realizzabile con elementi anche prefabbricati cos&igrave; da accelerare i tempi realizzativi, vista la tempistica di 60 giorni. Per partire ha dei tempi di insediamento, quindi la speranza &egrave; che parta entro fine dicembre in modo tale da terminare i lavori entro fine febbraio, a dire la verit&agrave; pi&ugrave; marzo che febbraio.<strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong><strong>D)Quali difficolt&agrave; ha incontrato nell&rsquo;iter di approvazione progetto?</strong></p>
<p>R)Non ho trovato particolari problemi se non in una tempistica fisiologica. Noi abbiamo approvato in una settimana il progetto esecutivo mentre il definitivo &egrave; stato approvato in conferenza di servizi dove anche in quel caso si sono resi necessari rilievi geomorfologici accurati che sono terminati una settimana fa circa. Nel frattempo il progetto era stato gia preparato, quindi una settimana fa avevamo tutto il materiale per poter approvare il progetto esecutivo.<strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>D)Quali e quante emergenze infrastrutturali affliggono ancora cilento e vallo di diano?</strong></p>
<p>R)Gli interventi pi&ugrave; urgenti si terranno sulla Bellosguardo&nbsp; &#8211; &nbsp;Roscigno la 418 e a Piaggine.&nbsp; A Piaggine in particolare la provinciale SP11 non sar&agrave; ripristinata ma renderemo provinciale l&rsquo;attuale comunale. Credo che i lavori in tal senso inizieranno sabato perch&eacute; probabilmente andr&ograve; sul posto in mattinata quel giorno stesso con l&rsquo;assessore Feola. Si tratta di un progetto approvato ed interamente finanziato. Sono previsti inoltre interventi anche sulla Roscigno &ndash; Bellosguardo, anche li progetto approvato. A livello sperimentale, poi, porremo una stazione pluviometrica a San Rufo prevista di semaforo. &Egrave; stata elaborata una statistica delle piogge, ho gia tutti i dati e documentazione di quella zona e abbiamo gia un&rsquo;idea di come agire, ma ripeto &egrave; a livello di mero esperimento. Perch&eacute; quei crolli, come sa, si hanno con le grandi piogge per&ograve; anche col grande calore.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p><strong>D)Sacco, Roscigno forse due emergenze simbolo dell&rsquo;alluvione si pu&ograve; parlare di stagnazione nel proseguo dei lavori? </strong></p>
<p>R)In merito a Sacco ed&nbsp; alla SP 342, che tra l&rsquo;altro, &egrave; molto pi&ugrave; pericolosa della SS166 perch&eacute; ha delle pareti verticali spaventose, anche qui &egrave; prevista la realizzazione di una galleria. Gi&agrave; esistono dei piccoli tratti di galleria per&ograve; si rende necessario un intervento molto pi&ugrave; significativo. Anche in questo caso entro il 31 dicembre noi avremo i primi dati. Bisogner&agrave; fare dei rilievi fotogrammetrici e geostrutturali molto fitti, perch&eacute; prima di partire bisogna avere dati certi. Assegneremo questi lavori entro fine anno, consideri che non si tratta di un lavoro stradale ma di rilievi che sono propedeutici a capire su che tratto bisogna operare, perch&eacute; sar&agrave; una galleria molto complessa. Mi spiego meglio, mentre quella della SS 166 &egrave; a &ldquo;rotolamento&rdquo; cio&egrave; i massi rotolano sopra quella che verr&agrave; realizzata a Sacco sar&agrave; ad &ldquo;assorbimento&rdquo; cio&egrave; deve contenere il masso. Sar&agrave; quindi una galleria pi&ugrave; costosa e realizzata nei tratti giusti. Naturalmente finir&agrave; molto prima la SS 166. Veniamo a Roscigno. Per adesso monitoriamo la frana. Su quella strada noi non interveniamo fino a quando non saremo certi che la frana &egrave; completamente ferma.<strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>D)Ritorniamo all&rsquo;alluvione, molti hanno lamentato assenza di finanziamenti e indennizzi ed una scandalosa disparit&agrave; di trattamento tra emergenza Veneto e provincia di Salerno, come risponde a tali accuse? Cilento terra di serie B?</strong></p>
<p>R)Cosa il Veneto abbia avuto io non l&rsquo;ho capito e non lo so<strong> </strong>perch&eacute; esiste una sorta di mitologia sull&rsquo;argomento. Per quanto riguarda i finanziamenti per danni alle persone ed alle cose per l&rsquo;alluvione nella provincia di Salerno non sono proprio presenti nell&rsquo;ordinanza. Non sono previsti come quasi sempre accade in Italia. Poi se il Veneto li abbia avuti io confesso, non lo so. Per l&rsquo;alluvione del Sele abbiamo avuto a parte alcune risorse iniziali, direttamente dalla regione 10 milioni per l&rsquo;acquedotto, 20 milioni per il 2011, e se il governo non li elimina altri 20 per il 2012. Quindi in tutto circa 50 milioni, che non &egrave; proprio zero. Di cui per essere precisi 10 gi&agrave; per l&rsquo;acquedotto, i primi 20 li stiamo spendendo man mano per argini e strade, che tra l&rsquo;altro rappresentano gli interventi pi&ugrave; costosi. In merito ai danni a persone e all&rsquo;edilizia come ho gi&agrave; ricordato non sono previsti, in caso contrario avrei bisogno di 3 &ndash; 400 milioni di euro. Consideri che la stima dei nostri danni in tutto era di 300 milioni di euro, quindi non li avremo mai. Per&ograve; in Veneto i danni erano stimati 1 miliardo, ripeto io non so quanto hanno avuto. <strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>&copy;RIPRODUZIONE RISERVATA</strong></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ascea: il Gruppo Archeologico Velino e la sua mission</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/10-12-2011-ascea_il_gruppo_archeologico_velino_e_la_sua_mission-10415/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosalia Tancredi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 08:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domenicale]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; tra gli interessi dei giovani la tutela, la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale. Lo dimostra l&#8217;attivit&#224; svolta dal GAV, il gruppo archeologico velino, che da circa un anno si sta adoperando per la salvaguardia del Parco Archeologico di Elea&#8211;Velia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Giornale del Cilento, particolarmente legato ai problemi che interessano i siti archeologici presenti nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ha incontrato i membri fondatori del GAV, il Gruppo Archeologico Velino, attivo nel Parco Archeologico di Elea&ndash;Velia.</p>
<p>Di seguito l&rsquo;intervista che ha lo scopo di sottolineare ci&ograve; che di buono, e con piccoli sforzi, &egrave; possibile realizzare per le aree archeologiche, detentrici di storia, veri e propri scrigni ricchi di tesori.</p>
<p><strong>D: Quando e come nasce il GAV (Gruppo Archeologico Velino)?</strong><br />R: Il GAV nasce circa un anno fa dall&rsquo;idea di alcuni giovani cilentani particolarmente legati all&rsquo;area archeologica di Elea &ndash; Velia e animati a rendersi attivi per valorizzare, promuovere e sostenere la stessa, sia in riferimento al territorio che propriamente rientra attualmente nei confini del Parco Archeologico di Elea &ndash; Velia, sia di quelle zone che rientrano nei confini della cosiddetta chora velina. Il motivo che ha spinto questo gruppo di giovani, tutti studenti, laureandi, laureati in discipline archeologiche e letterarie, ma anche in giurisprudenza, a costituire questa associazione &egrave; quello di mettere a disposizione del sito archeologico competenze e conoscenze, ma soprattutto, forza di volont&agrave; e spirito di collaborazione per sostenere un sito al quale &egrave; fondamentale riconoscere la sua importanza e del quale urge esplicitarne le sue doti. Naturalmente coadiuvati da esperti del settore, pertanto, i componenti del gruppo, attraverso piccoli ma significativi interventi, si stanno gi&agrave; da tempo adoperando fornendo servizi e portando a termine progetti.</p>
<p><strong>D: Cosa si propone di fare il GAV?</strong><br />R: Il GAV intende, in primis, collaborare con le istituzioni predisposte alla tutela del patrimonio culturale e impegnate nella gestione del sito archeologico di Elea &ndash; Velia, perch&eacute; crede fortemente che la collaborazione e la coesione tra le parti siano volano di sviluppo. Mira naturalmente a sensibilizzare la popolazione, non solo del comune di Ascea ma anche dei comuni limitrofi, oltre che i tanti turisti che trascorrono periodi di vacanza nel Cilento, promuovendo conferenze, dibattiti, visite guidate, ricognizioni archeologiche e di scavo con esperti della materia, mostre, laboratori didattici per le scuole, volti a determinare una maggiore consapevolezza del patrimonio del quale si dispone.</p>
<p><strong></strong><strong>D: Quali sono le attivit&agrave; svolte fino ad oggi?</strong><br />R: Il GAV &egrave; stato parte attiva dell&rsquo;iniziativa &ldquo;La notte dei musei&rdquo; (evento europeo che apre gratuitamente le porte dei musei e delle aree archeologiche in orario serale&nbsp; e notturno, al quale il Parco Archeologico ha aderito) organizzata lo scorso 14 maggio, durante la quale, dopo una breve presentazione e illustrazione del programma del gruppo, i membri fondatori hanno effettuato visite guidate alla Masseria Cobellis e nelle sale dell&rsquo;Antiquarium. Durante il mese di agosto, poi, il gruppo ha ripulito una fornace velina che si trova in contrata Vasalia, dotandola di una staccionata nuova come recinto e un pannello esplicativo con testo in italiano e in inglese. I lavori sono stati seguiti dalla presidente del GAV, Tilde Vecchio e dal professore, Luigi Vecchio, entrambi archeologi e studiosi di Elea &ndash; Velia e sono stati autorizzati dalla Soprintendenza e supervisionati dalla dottoressa, Giuseppina Bisogno, direttrice del Parco Archeologico di Elea &ndash; Velia.&nbsp; <br />Noi del GAV riteniamo questo intervento molto importante. La pulizia e la piccola musealizzazione della fornace, operazioni che &egrave; stato possibile effettuare grazie alla disponibilit&agrave; e all&#8217;aiuto della direttrice dell&#8217;area archeologica, hanno potuto, infatti, ridare alla comunit&agrave; questo bene che prima era invisibile. Si tratta di un vero&nbsp;e proprio caso controtendenza, di auspicio per il Parco Archeologico, soprattutto in un periodo come questo attuale, durante il quale si leggono spesso cose negative sulla gestione e la manutenzione di Elea-Velia. <br />Il gruppo ha dato, inoltre, disponibilit&agrave; durante il mese di novembre ad effettuare delle visite guidate lungo il percorso che porta alle aree sacre e attraverso il quale &egrave; possibile identificare la cinta muraria, zona del Parco Archeologico, che durante il mese di ottobre &egrave; stata oggetto di studio degli archeologici austriaci, che ogni anno si recano a Velia per portare avanti le loro ricerche.<br />Ha partecipato, in ultimo, alla Borsa del turismo archeologico di Paestum, durante la quale i componenti Del gruppo hanno esposto le ultime pubblicazioni relative al sito e distribuito segnalibri aventi per oggetto foto e didascalie della fornace.</p>
<p><strong></strong><strong>D: Potete fornirci qualche anticipazione relativa alle nuove attivit&agrave; in programma?</strong><br />R: Le prossime attivit&agrave; mireranno al potenziamento della risorsa &ldquo;sito archeologico&rdquo;, sempre in accordo con la Soprintendenza e la direzione degli scavi, e proporranno aiuto concreto e tangibile all&#8217;area archeologica, obiettivo principale del GAV. <br />Come per la fornace il gruppo cercher&agrave; di salvaguardare e musealizzare, dove sar&agrave; possibile, altri piccoli grandi tesori di Velia. Si cercher&agrave;, inoltre, di valorizzare l&#8217;area archeologica attraverso attivit&agrave; ludico-didattiche e innovative con le quali si punter&agrave; a sensibilizzare una pi&ugrave; ampia fascia di popolazione locale e di turisti, attraverso una conoscenza diretta di Elea &ndash; Velia. <br />Ovviamente si sta lavorando anche alla creazione di mostre su Elea-Velia riguardo a specifiche zone del Parco Archeologico e all&rsquo;attivazione di percorsi di visita per non vedenti, essendo il Parco dotato di strumentazioni apposite.</p>
<p><strong>D: Cosa vi augurate per il futuro?</strong><br />R: Il GAV si augura di riuscire a trovare al pi&ugrave; presto una sede stabile (per il momento si appoggia alla sede di ASSOTUR e ringrazia, pertanto, il presidente per la disponibilit&agrave;), di attirare sempre pi&ugrave; giovani e meno giovani, di riuscire ad arricchire il calendario delle attivit&agrave; e degli eventi.</p>
<p><strong>D: Qual &egrave;, dunque, la vostra mission?</strong><br />R: Hanno scritto di noi che ci poniamo come polo catalizzatore e attuatore, in accordo con la direzione degli scavi archeologici di Elea Velia, di tutte quelle iniziative di tutela, valorizzazione e promozione intraprese a favore di una delle aree archeologiche pi&ugrave; importanti della Magna Grecia, quale &egrave; appunto quella di Elea-Velia, con lo scopo di riuscire a razionalizzare e condensare le energie e gli entusiasmi di coloro che ancora credono nelle radici della nostra storia e nella possibilit&agrave; di migliorare situazioni di emergenza archeologica che sono sotto gli occhi di tutti. Non ci sono parole pi&ugrave; adatte per spiegare qual &egrave; la nostra mission. Le nostre intenzioni mirano a raggiungere un unico obiettivo, senza la pretesa di risolvere problemi di fondo o realizzare grandi opere, ma con l&rsquo;umilt&agrave; di fare qualcosa di buono per la nostra terra. Ringraziamo, pertanto, tutti coloro che sin dall&rsquo;inizio ci hanno sostenuto e che seguendoci continuano a farlo.</p>
<p>Tutte le notizie, gli aggiornamenti e le foto delle varie attivit&agrave; svolte sono visionabili sulla pagina <a href="http://www.facebook.com/pages/Gruppo-Archeologico-Velino/176953545709167" target="_blank">Facebook</a>.</p>
<p>E&rsquo; possibile contattare i responsabili del gruppo al seguente contatto: <a href="http://mce_host/admin/gruppoarcheologicovelino@gmail.com" target="_blank">gruppoarcheologicovelino@gmail.com</a></p>
<p> &copy;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Raccontantando il Cilento: San Giovanni a Piro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/06-12-2011-raccontantando_il_cilento_san_giovanni_a_piro-10350/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emilia Di Gregorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 10:12:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domenicale]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo chiesto agli amici della Facebook Fan Page Costa del Cilento di raccontare il comune di San Giovanni a Piro. Moltissimi conoscono questi posti perch&#233; &#232; qui che hanno trascorso le loro vacanze,&#160; altri sono gli abitanti stessi che amano il loro paese e sono felici di condividerne con noi storia e tradizioni.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo chiesto agli amici della Facebook Fan Page Costa del Cilento di raccontare il comune di San Giovanni a Piro, con le pittoresche frazioni di Scario e Bosco. Il risultato &egrave; stato davvero eccezionale. Moltissimi conoscono questi posti perch&eacute; &egrave; qui che hanno trascorso le loro vacanze, altri li hanno scoperti grazie alle numerosissime foto pubblicate sulla pagina, altri ancora sono gli abitanti stessi che amano il loro paese e sono felici di condividerne con noi storia e tradizioni, ma anche emozioni dettate da un arcobaleno sul Bulgheria o un tramonto sul mare. <br />Tra le prime persone cha hanno risposto al nostro invito c&rsquo;&egrave; la <strong>signora Rosa</strong>: <em>&ldquo;Io sono stata a villeggiare diversi anni a Bosco, da Romeo. Quei posti sono un incanto tra storia e natura ancora intatta dall&rsquo;aggressione della civilt&agrave; moderna. Ricordo i pascoli dietro al ruscello che sgorgava acqua fresca, bella e cristallina che era un piacere da vedere e da bere; il borgo antico, raccolto e medievale, bellissimo che finiva con la splendida terrazza del Belvedere da cui si ammirava un panorama mozzafiato sul golfo di Scario e dintorni!&nbsp; La naturalit&agrave; e la semplicit&agrave; delle persone; la mitica Rachele,vecchietta sprint e semplicissima, ancora impressa nel cuore di mia madre; e le mitiche mangiate genuine e abbondantissime da Romeo che ogni anno ci faceva tornare a casa con 3 &#8211; 4 chili in pi&ugrave; in quindici giorni, ma pieni di serenit&agrave; e soddisfazione!&ldquo;</em><br />Il <strong>signor Antonio</strong> ci dice: <em>&ldquo;Racconterei di un panorama splendido, di aria pulita, di verde intenso e di mare e cielo blu, di genuinit&agrave; dei cibi e di persone semplici e gentili.&rdquo;</em><br />Il &#8216;ritratto&#8217;a mio avviso, pi&ugrave; bello e toccante &egrave; quello di <strong>Andrea Sorrentino</strong>, un abitante di San Giovanni a Piro. L&rsquo;ho contattato di persona e subito si &egrave; reso disponibile: ha condiviso con noi numerosissime foto, tutte stupende, tutte particolari. Con il suo obiettivo ed anche con le sue parole, che riporto fedelmente qui di seguito, ci guida, in modo inedito, tra un angolo e l&rsquo;altro del suo paese.<br />&lt;&lt;<em>Raccontare il paese di San Giovanni a Piro!, questo mi &egrave; stato chiesto dalla brava Emilia Di Gregorio, co-amministratrice di &ldquo;Costa del Cilento&rdquo;. Ho meditato un bel po&rsquo; sul contenuto della descrizione. Volendo evitare le banalit&agrave;, o meglio i soliti racconti di storia triti e ritriti, ero, in effetti, un pochino in difficolt&agrave;. Ho pensato, alla fine, di far scoprire il luogo tramite lo sguardo di chi ci vive, dunque attraverso i miei occhi. </em><br /><em>Inizio, cos&igrave;, questo racconto dalla cosa che amo di pi&ugrave; del mio piccolo paese: le strade. </em><br /><em>Vicoli e stradine formate da tanta, solida, pietra: &ldquo;chiappole&rdquo;, sanpietrini, portali, lapidi e attracchi per &ldquo;ciucci&rdquo; (asini); una pietra ricca di storia e tradizioni, dunque. Amo passeggiare in quelle viuzze (meglio se di notte, con il silenzio come sottofondo e le luci calde dei lampioni &ndash; se sono fortunato anche della luna- come compagne), assaporare ogni passo, gustarne ogni angolo. Conosco il mio paese a memoria ma ogni volta che mi immergo in esso &egrave; un continuo scoprire, un incessante susseguirsi di emozioni.</em><br /><em>Abito nella contrada Tornito (uno dei 2 rioni storici assieme all&rsquo;antico &#8216;Paese&#8217;, gli altri sono i moderni &#8216;Ponte&#8217; e &#8216;Capolascala&#8217;), un borgo genuino, ancorato alle tradizioni, ancora fortemente agricolo. Quasi ogni sera a rallegrare l&rsquo;aria c&rsquo;&egrave; il suono dell&rsquo;organetto di &#8216;Peppu u&rsquo; gliru&#8217;: tra balli e suoni cilentani un buon bicchiere di vino rosso e un pezzo di &ldquo;casu&rdquo; (formaggio) paesano non mancano mai. Il rione &egrave; sorto intorno alla chiesa di Santa Rosalia (dal 1888 intitolata a San Gaetano Thiene), chiesetta nata per un voto contro la peste, impreziosita nei secoli seguenti sino allo splendore attuale: pregevole maiolicato del settecento, pulpito in legno fiore all&rsquo;occhiello dell&rsquo;artigianato locale, pregiata balaustra in cui &egrave; incastonata la figura del santo teatino, preziosi altari in marmo scolpito e intarsiato. In questa chiesa troverete, in qualsiasi ora del giorno, a curarne il decoro,&nbsp; la simpaticissima signora Diodata, noterete con quanta disinvoltura vi guider&agrave; tra le statue e i pregi artistici. Qualche anno fa sareste potuti, facilmente, incappare nella simpatia di &ldquo;Bellu Aitanu&rdquo;, un novello quasimodo, il quale faceva vibrare soavemente le campane, nell&rsquo;azzurro cielo cilentano, con tanta naturale maestria.</em><br /><em>Continuando questa piacevole passeggiata incontriamo tanti nobili portali in pietra, con pesanti portoni in legno: per decori spicca quello della famiglia Florimonte; poco pi&ugrave; in l&agrave; il grande palazzo Bellotti, in cui nel 1813 soggiorn&ograve; re Gioacchino Murat. Attraversando la strada, facendo attenzione a non venire investiti dal galoppo della signora Assunta &ldquo;ru cirritu&rdquo;, la mente ci riporta al suono di un fischietto di un singolare vigile di qualche tempo fa, tale &ldquo;Vicienzu u Trillinu&rdquo;. </em><br /><em>Il lastricato in pietra ricomincia accanto al palazzo del Vescovo Michelangelo Sorrentino, casa saccheggiata durante i moti del 1828; di fronte una delle numerose cappelle erette dagli antenati sangiovannesi, evidente segno di un passato intriso di fede. Ci troviamo ora nell&rsquo;antica &ldquo;Terra&rdquo;, dentro le mura che proteggevano il paese dalle incursioni nemiche (erette dall&rsquo;Abate Tommaso De Vio nel 1534). Il fulcro della vita sociale del borgo era la piazza, successivamente dedicata all&rsquo;umanista Teodoro Gaza (autore degli statuti del 1466), le assemblee pubbliche venivano svolte &ldquo;sutta l&rsquo;arcu ra&rsquo; chiazza&rdquo;. Qui nasce la chiesa parrocchiale dedicata a S. Pietro Apostolo, all&rsquo;interno lapidi, marmi e, soprattutto, un raro manufatto di epoca medievale: un&rsquo;acquasantiera in pietra decorata con animali e altri simboli quasi pagani. La nostalgia di non trovare in chiesa &ldquo;Zia Gerarda&rdquo; &egrave; ancora troppo forte in ogni sangiovannese, fortunatamente ci fa compagnia la signora Maria, affacciata alla finestra dalla quale domina la piazza; di fronte ad essa l&rsquo;obelisco donato da Re Giocacchino. La notte di Natale in questo luogo viene acceso un potente fuoco, alimentato da enormi ceppi che i ragazzi fanno a gara per raccogliere. Sotto la chiesa vi &egrave; la cappella della famiglia Bellotti, dedicata a S. Francesco di Paola, (all&rsquo;interno un dipinto ricorda il loro vescovo Giuseppe),&nbsp; attaccata ad essa la casa del possidente Carlo Bellotti, rapinato nei moti del &lsquo;28. Poco pi&ugrave; in l&agrave; il palazzo dell&rsquo;ex sindaco Lorenzo Ursaia, anch&rsquo;esso depredato nei famosi moti. </em><br /><em>Dopo tutto questo camminare le nostre fauci hanno bisogno di essere dissetate, e non c&rsquo;&egrave; cosa pi&ugrave; rinfrescante del bere le acque fresche e chiare di un&rsquo;antica fontana (ornata con lapide nel 1778): nell&rsquo;attiguo lavatoio alcune donne, tutt&rsquo;oggi, giungono con le loro ceste in testa (su fazzoletti avvolti detti &ldquo;spare&rdquo;) e lavano a mano con sapone &ldquo;i putassu&rdquo; i loro indumenti. </em><br /><em>Questo virtuale viaggio continua per una elegante strada che deve il nome ad un&rsquo;altra cappella dedicata alla Vergine, l&rsquo;Annunziata; domina la via il palazzo De Maio, cos&igrave; grande da far nascere un detto popolano &ldquo;ha fatto a&rsquo; casa ri&rsquo; Maio!&rdquo; riferito a qualcuno che faceva un&rsquo;opera sproporzionata. Alla fine di questa via una croce in pietra del 1601 indica il cammino verso il Santuario della Madonna di Pietrasanta, l&igrave; dove il tempo &egrave; fermo ad un&rsquo;epoca lontana, dove la pace regna, e la religiosit&agrave; la si respira dall&rsquo;alba al tramonto. Se vorrete affrontare il viaggio, giunti in cima, troverete ad accogliervi il buon &ldquo;Carletto&rdquo;, adagiato nelle frescure delle arcate esterne; all&rsquo;interno noterete immediatamente che la Madonna &egrave; incastonata nella Roccia, divenuta Santa in seguito al miracolo. Alla fine di ogni mese di maggio i pellegrini vengono ad ossequiarla salendo in processione, con pesanti cinte sul capo e la statua processionale alla guida del corteo. Alla base della roccia su cui si erge la chiesa, in una piccola grotta, una fonte prodigiosa &ldquo;l&rsquo;acqua santa&rdquo;, curer&agrave; i vostri malanni (un inno recita:&ldquo;efficace medicina per le nostre infermit&agrave;&rdquo;). Questo tempio all&rsquo;inizio dell&rsquo;800 fu attaccato dalle truppe francesi del generale Lamarque, cosi come la leggenda narra: &ldquo;un estraneo duce irato sterminaci avea giurato ma distolto il reo pensiero fu dal braccio tuo divin&rdquo;. </em><br /><em>Il santuario apparteneva al Cenobio di San Giovanni Battista, origine unica del borgo e del popolo di San Giovanni a Piro. In questo luogo un orecchio attento potrebbe ancora sentire le preghiere e le orazioni dei monaci, che per secoli hanno abitato quella terra: tra ulivi, pietre e silenzio, facile &egrave; immergersi in un&rsquo;epoca lontana e irripetibile. Una maestosa Torre del &lsquo;500 testimonia i tragici anni delle invasioni, a rendere pi&ugrave; suggestiva questa immersione storica l&rsquo;esistenza della grotta del &ldquo;Ceraseto&rdquo;, li dove imponenti muraglie proteggevano i nativi e i monaci in quelle tristi ore.</em><br /><em>Questa passeggiata per San Giovanni a Piro &egrave; giunta al termine, non prima di aver incontrato per strada un signore in groppa ad un asino e aver salutato un pastore che con il suo gregge, occupando la strada, ci costringe ad una sosta forzata. Ma, stranamente, questa imposizione &egrave; davvero un piacevole imprevisto</em>&gt;&gt;<em>.</em><br />Questo interessante lavoro di ricerca giunge al culmine con la realizzazione della video-cartolina: sulle note di Eugenio Bennato scorrono le immagini di San Giovanni a Piro, Bosco e Scario. Tra storia, cultura e tradizioni abbiamo voluto far conoscere questo splendido comune, approfittandone anche per portare delle immagini stupende e, perch&eacute; no, qualche emozione nel cuore di chi non ritorna &ldquo;al paese&rdquo; da un bel po&rsquo;.</p>
<h1 id="watch-headline-title"><span dir="ltr" id="eow-title" title="Benvenuti a...San Giovanni a Piro!">  <object data="http://www.youtube.com/v/ibBsRTf1Isg&amp;feature" height="350" type="application/x-shockwave-flash" width="425"><param name="data" value="http://www.youtube.com/v/ibBsRTf1Isg&amp;feature" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ibBsRTf1Isg&amp;feature" /></object> </span></h1>
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		<title>Dissesto Idrogeologico. Ad un anno dall’ alluvione che mise in ginocchio Cilento e Vallo di Diano quale lo stato dei lavori? Ne parliamo con una delle maggiori vittime Luciana Di Mieri</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/30-11-2011-dissesto_idrogeologico_ad_un_anno_dall_alluvione_che_mise_in_ginocchio_cilento_e_vallo_di_diano_quale_lo_stato_dei_lavori_ne_parliamo_con_una_delle_maggiori_vittime_luciana_di_mieri-10281/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Cariello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 10:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domenicale]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;inchiesta sullo stato di evoluzione dei lavori di messa in sicurezza ad un anno dalla terribile alluvione che devast&#242; Cilento e Vallo di Diano. A che punto siamo? Il Giornale del Cilento vi condurr&#224;&#160; alla paradossale scoperta del non fatto con foto, testimonianze ed interviste esclusive ed un filo conduttore: le vittime.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&Egrave; oramai trascorso pi&ugrave; di un anno da quel terribile giorno.<br />Un ricordo impresso nella mente di tutte le vittime di un&rsquo;alluvione dai risvolti catastrofici che ha causato, esondazioni e diverse situazioni di emergenza, tra cui quella seguita alla rottura di un condotto idrico lasciando circa 500 mila persone senz&#8217;acqua per diverse settimane.<br />Diverse migliaia evacuate dalle loro abitazioni. <br />Le localit&agrave; Trentalone di Gromola e Ciurnito nel comune di Capaccio-Paestum le piu colpite a causa dello straripamento del fiume Sele in almeno tre punti. La furia dell&rsquo;acqua invase colture e piani bassi delle abitazioni.<br />Ma non &egrave; tutto, il Vallo di Diano si vide, suo malgrado, trasformato in una sorta di grande lago a causa di una violenta ondata di piena del fiume Tanagro, risultato? moltissime case e fabbricati allagati.<br />Uno strazio subito in quei giorni anche dal Cilento interno, quel Cilento che a quanto pare non conta e che ci verr&agrave; descritto da una delle vittime (Luciana di Mieri) che insieme a noi Giornale del Cilento ci accompagner&agrave; in questo viaggio nel ricordo, nel dolore, nell&rsquo;oblio di una terra.&nbsp; </p>
<p><strong>Luciana Di Mieri racconti ai lettori de Il Giornale del Cilento quei terribili giorni</strong><br />Nei giorni tra il 7 e il 10 novembre 2010 si abbatte nel salernitano una<br />forte perturbazione che appena una settimana prima aveva cagionato gravi danni in Veneto.</p>
<p><strong>Una perturbazione dalle conseguenze a quanto pare devastanti</strong><br />Certo, strade di collegamento provinciali e statali interrotte e danneggiate per frane e caduta massi, campagne allagate, frane su vasti territori collinari.<br />Emblematica la frana di Roscigno che a distanza di 100 anni dalla<br />precedente frana che aveva interessato il comune, su un altro versante della medesima collina e decretato l&#8217;abbandono dell&#8217;antico borgo. </p>
<p>Una frana che ricorda la&nbsp; fragilit&agrave; del territorio, per fortuna questa volta il centro abitato viene risparmiato: i danni maggiori avvengono in una zona collinare coltivata a uliveti, distante 3 km dal centro abitato.</p>
<p><strong>Continui</strong><br />In questa zona si trova l&#8217;abitazione del dr.Malzone, la cui famiglia<br />dopo aver&nbsp; abbandonato l&#8217;antico borgo decise di trasferirsi in localit&agrave;<br />Sant&#8217;Andrea, anzich&egrave; nel nuovo abitato, utilizzando il casolare di campagna di famiglia e adibendolo ad abitazione principale.<br />Mai scelta fu pi&ugrave; infausta, perch&egrave; come una maledizione, la frana ha<br />seguito la famiglia, privandola ancora una volta della propria abitazione.<br />La casa &egrave; andata completamente distrutta, infatti, pur essendo<br />l&#8217;edificio ancora in loco, non &egrave; pi&ugrave; agibile, n&egrave; recuperabile, essendo i danni<br />strutturali impossibili da riparare e tutta la superficie non &egrave; pi&ugrave; edificabile, essendo adesso chiare le caratteristiche di fragilit&agrave; del suolo.</p>
<p><strong>Quindi costretti ad andare via</strong><br />Si, i Malzone hanno lasciato l&#8217;abitazione il giorno stesso della frana, in<br />seguito all&#8217;ordinanza di sgombero da parte del Comune. </p>
<p><strong>Qualche aiuto dalle autorit&agrave; preposte?</strong><br />A tutt&#8217;oggi non hanno ricevuto alcun sostegno dallo stesso: nessun alloggio sostitutivo, o aiuto per sistemazione di altra abitazione.<br />La Regione, rappresentata dal commissario per l&#8217;emergenza alluvione, <br />prof. ing. Edoardo Cosenza, informa che non &egrave; previsto allo stato attuale nessun &#8220;ristoro&#8221; per i danni subiti dai privati in seguito all&#8217;alluvione, e che probabilmente, a causa di una serie di incongruenze contabili nei bilanci <br />statali e le numerose calamit&agrave; che si abbattono ancora su tutto il<br />territorio nazionale, sar&agrave; difficile immaginare uno scenario futuro pi&ugrave; favorevole.</p>
<p><strong>All&rsquo;epoca dei fatti si &egrave; lamentata una disuguaglianza di trattamento tra le aree del salernitano e del Veneto, lei condivide?</strong><br />Noto disparit&agrave; di trattamento ed evidente discriminazione, perch&egrave;<br />nell&#8217;ultimo anno di alluvioni e frane se ne sono avute tantissime, tutte pi&ugrave; o meno gravi, con morti e devastazioni, ma gli unici ad avere ricevuto l&#8217;indennizzo statale, sebbene parziale, sono i cittadini veneti.<br />A distanza di un anno la SS166 &egrave; ancora chiusa al traffico, cos&igrave; come la SP <br />342 tra Roscigno e Corleto, percorribile su una sola carreggiata nel tratto <br />Roscigno-Bellosguardo, ancora chiusa al traffico la SP tra Roscigno e Sacco.<br />Un paese quasi completamente isolato, la cui economia &egrave; precipitata con <br />l&#8217;aumento del costo di qualunque genere, anche quelli di prima necessit&agrave;, e la difficolt&agrave; di trovare facilmente mercati per i pochi prodotti dell&#8217;agricoltura, che erano il sostentamento dell&#8217;economia del paese.<br />Roscigno sempre pi&ugrave; isolata, rischia di diventare ancora un borgo isolato, <br />perch&egrave; gi&agrave; numerose famiglie si sono trasferite chi nel Vallo di Diano e<br />chi altrove, proprio a causa delle difficolt&agrave; di collegamento. </p>
<p>&copy;RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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		<title>Ascea, “Il pesce pettine”: le dichiarazioni di Enza Lista.</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/24-11-2011-ascea_il_pesce_pettine_le_dichiarazioni_di_enza_lista-10187/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosalia Tancredi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 08:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domenicale]]></category>
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					<description><![CDATA[A breve inizieranno i provini per selezionare le comparse e probabilmente anche uno dei protagonisti de &#8220;Il pesce pettine&#8221;, il film che sar&#224; girato nei prossimi mesi nel Cilento. Cosa si dice nelle localit&#224; prescelte come locations? Ascoltiamo la voce di Enza Lista, imprenditrice cilentana, che si &#232; espressa in merito a questo progetto.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa, Maria Pia Cerulo, regista de &ldquo;Il pesce pettine&rdquo;, senza esitare ha fornito notizie relative al lavoro, frutto di un anno di inchieste sul territorio cilentano, che a breve si concretizzer&agrave; in un film. <br />E&rsquo; stata lei,&nbsp; che dopo aver mostrato entusiasmo verso le bellezze paesaggistiche del Cilento&nbsp; &#8211;&nbsp; in particolare &egrave; rimasta incantata dalle rovine dell&rsquo;antica citt&agrave; di Elea &ndash; Velia e dalla Baia di Argento di Ascea Marina &ndash; ha manifestato la sua ammirazione nei confronti della gente cilentana, ma soprattutto nei confronti di chi, sfidando le dinamiche di un territorio, spesso definito &ldquo;lento&rdquo; e &ldquo;sterile&rdquo;, si &egrave; dato da fare perch&eacute; fortemente legato ai luoghi del Cilento e consapevole delle grandi potenzialit&agrave; insite in essi.<br />Il Giornale del Cilento, per tanto, ha deciso di incontrare e intervistare Enza Lista, che ha sostenuto sin dall&rsquo;inizio il progetto legato alla realizzazione di questo film, per cercare di capire qual &egrave; l&rsquo;importanza che un imprenditore cilentano d&agrave; ad un lavoro di questo genere e quanto lo ritiene fondamentale per lo sviluppo di un territorio basato su un&rsquo;economia turistica.<br />Chi &egrave; Enza Lista e di cosa si occupa?&nbsp;&nbsp; <br />Sono una cilentana che ama il Cilento e che intende fare qualcosa per questo territorio. <br />Sin da piccola ho avuto una grande vocazione per il settore turistico e ora sono proprietaria di un albergo e di un villaggio che gestisco con mio marito.&nbsp; Amo la gente e il mio obiettivo &egrave; farla innamorare dei luoghi del Cilento, affinch&eacute; scelgano quest&rsquo;ultimo come meta turistica non solo stagionale, ma che lo interpretino anche come un mosaico composto da localit&agrave; che in ogni mese dell&rsquo;anno sono capaci di trasmettere emozioni.<br />Come nasce la passione per questo tipo di attivit&agrave;?<br />La passione per questo tipo di attivit&agrave;, alla quale mi dedico anima e corpo, 365 giorni all&rsquo;anno, mi &egrave; stata trasmessa da mio padre. Sin da bambina lo aiutavo a scrivere lettere e ricordavo a memoria i cognomi dei nostri clienti pi&ugrave; affezionati, soprattutto tedeschi e austriaci. E&rsquo; stato lui a infondere in me il desiderio di rimanere legata a questa terra e di rispettarla attraverso la valorizzazione e la promozione.<br />Cosa ne pensa di un film che sar&agrave; girato quasi interamente in una localit&agrave; turistica come Ascea?<br />L&rsquo;idea del film &egrave; fantastica. So quanto &egrave; faticoso attirare flussi turistici, soprattutto non durante la bella stagione, per tanto, avendo saputo che una regista ha scelto il Cilento per girare il suo film, la trama del quale &egrave; legata ad antiche tradizioni della mia terra, nella quale sono nata e nella quale vivo e lavoro, ha suscitato in me grande entusiasmo e ammirazione. E&rsquo; un&rsquo;occasione importante per Ascea e non solo&hellip;<br />Lei, dunque appoggia questo progetto? Perch&eacute;?<br />Certo. Ho deciso di appoggiare il progetto perch&eacute; un film dalle mie parti non &egrave; stato mai girato. Credo, di conseguenza, che possa fungere da volano per questo territorio, oltre che essere un segnale di riconoscimento per il Cilento e soprattutto per le localit&agrave; che in primis saranno coinvolte.<br />Ho conosciuto la regista e mi infonde fiducia. Mi ha mostrato il progetto e lo ritengo valido. <br />Crede che si tratter&agrave; di un&rsquo;operazione di marketing territoriale?<br />Si tratter&agrave; di una vera e propria operazione di marketing perch&eacute; sono sicura, che soprattutto quando, si aggireranno in loco alcuni personaggi famosi e il cast si trasferir&agrave; per i provini nel Cilento, la gente si animer&agrave; e seguir&agrave; con entusiasmo i diversi step relativi alla realizzazione del progetto, oltre che le dirette che verranno, come mi ha detto la regista, mandate in onda.<br />E tale operazione ritiene sar&agrave; importante soltanto per Ascea, location cilentana principale del film?<br />Assolutamente no. Si tratter&agrave; di un&rsquo;operazione importante non soltanto per Ascea, ma di sicuro anche per i comuni limitrofi e per il Cilento tutto. Albergatori, ristoratori, negozianti &hellip; avranno una possibilit&agrave; in pi&ugrave; di lavorare, ma il mio augurio &egrave; che il film &ldquo;Il pesce pettine&rdquo; possa diventare un elemento di unione tra le diverse realt&agrave; presenti in loco, forza di attrazione capace di suscitare interesse verso il Cilento in quanti lo visiteranno. Bisogna creare una rete e non procedere nell&rsquo;individualismo sterile. E&rsquo; ora. Io sono pronta. <br />Queste le dichiarazioni di Enza Lista che ospiter&agrave; nella sua struttura parte del cast &ldquo;Il pesce pettine&rdquo;, queste le sue impressioni nei confronti di questo progetto.</p>
<p>&copy;RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Casal Velino: sulla questione “Piazza Marconi” parla “Obiettivo Comune”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/20-11-2011-casal_velino_sulla_questione_piazza_marconi_parla_obiettivo_comune-10170/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vince Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 07:35:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domenicale]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervista a Francesco Tomasco, Fabio Morinelli e Antonello Paolino, soci di &#8220;Obiettivo Comune&#8221;, associazione socio-politica che opera nel Comune di Casal Velino e che ha avviato una petizione per chiedere all&#8217;amministrazione comunale la sospensione del progetto di rifacimento di &#8220;Piazza Marconi&#8221;.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Casal Velino fa discutere il progetto di rifacimento di &ldquo;Piazza Marconi&rdquo;, centro della memoria storica della frazione di Marina, approvato dall&rsquo;amministrazione comunale vigente&hellip; Un progetto che prevede l&#8217;eliminazione della suddetta piazza, che verr&agrave; sostituita da una carreggiata a due corsie affiancate da pi&ugrave; ampi marciapiedi. <br />Nel tentativo di cogliere il parere della gente comune in merito alla faccenda e, in particolare, nell&rsquo;ottica di capire come la pensano i residenti della frazione in oggetto, abbiamo intervistato Francesco Tomasco, Fabio Morinelli e Antonello Paolino, soci di &ldquo;Obiettivo Comune&rdquo;, associazione socio-politica che opera nel Comune di Casal Velino e che ha avviato una petizione per chiedere all&rsquo;amministrazione comunale la sospensione del progetto.</p>
<p><strong>D: Come nasce l&rsquo;associazione &ldquo;Obiettivo Comune&rdquo; e quali scopi si prefigge?</strong><br />R: La nostra associazione nasce con l&rsquo;intento di promuovere azioni politiche e culturali. Nel nome che ci siamo dati c&rsquo;&egrave; il significato di ci&ograve; che ci prefiggiamo, ossia cercare di mettere insieme tutti coloro che hanno a cuore l&rsquo;interesse comune! Per il momento ci siamo dati un&rsquo;organizzazione provvisoria che deve procedere al tesseramento, che culminer&agrave; con l&rsquo;elezione del nuovo direttivo, dopo il 31 dicembre. Ci siamo associati perch&eacute; vogliamo creare un gruppo coeso e con gli stessi obiettivi!</p>
<p><strong>D: Tra i recenti interventi socio-politici promossi dall&rsquo;associazione, non pu&ograve; non destare interesse la petizione per la sospensione del progetto di rifacimento di &ldquo;Piazza Marconi&rdquo;, centro della memoria storica della frazione di Casal Velino Marina. Potreste spiegare in che cosa consiste questo progetto di riqualificazione del fronte mare di Casal Velino?</strong><br />R: Il progetto di riqualificazione del fronte mare di Casal Velino &egrave; scaturito da un concorso internazionale di idee promosso dall&rsquo;Amministrazione Giordano.<br />Con DGC n. 28 del 09.02.2007 ne sono stati approvati gli esiti e il gruppo vincitore &egrave; risultato quello composto dalla costituenda RTP arch. Luca Punzo, arch. Severino Francesca, con la collaborazione esterna dell&rsquo;arch. Jorge Hernandez.<br />Esso consiste in pi&ugrave; interventi da realizzare nella frazione Marina.<br />Tra questi c&rsquo;&egrave; la riqualificazione di Piazza Marconi, che consisterebbe nell&rsquo;abbattimento della navata centrale per sostituirla con una strada a doppio senso di circolazione e l&rsquo;allargamento dei marciapiedi laterali.<br />La nostra associazione sostiene l&rsquo;amministrazione partecipata, che consiste nel confronto tra gli amministratori comunali e il popolo, soprattutto quando si vogliono fare interventi che stravolgono un&rsquo;intera area e che vanno a toccare i ricordi e i sentimenti che legano i cittadini al proprio territorio!<br />Dobbiamo sottolineare soprattutto la mancata pubblicizzazione dei lavori. Noi siamo venuti a conoscenza dell&rsquo;aggiudicazione della gara a procedura negoziata per puro caso e ci siamo subito attivati per pubblicizzare il tutto ed avviare una raccolta di firme.<br />A questo punto tocca fare un breve riassunto sull&rsquo;iter di questo progetto.<br />Il progetto &egrave; stato approvato con DGC n. 370 del 2007 per una cifra intorno ai 600.000 &euro;. Successivamente, con DGC n. 164 del 26.05.2009, i fondi furono dirottati sulle fognature comunali.<br />Con DGC n. 100 del 03.05.2010 veniva approvato il progetto esecutivo dei lavori di &#8220;Riqualificazione Piazza Marconi Marina di Casal Velino&rdquo;, per 1&#8217;importo di &euro; 1.384.360, che doveva essere finanziato per il 70% con fondi regionali e per il 30% con ricorso a un prestito presso la cassa depositi e prestiti da parte del Comune e l&rsquo;indizione di gara ad evidenza pubblica.<br />Con DGC n. 262 del 19.10.2010 &egrave; stato&nbsp; riapprovato il progetto definitivo-esecutivo dei lavori d&igrave; &#8220;Riqualificazione Piazza Marconi Marina di Casal Velino&rdquo;&nbsp; per l&#8217;importo di &euro; 602.530.00 e in ultimo, con Determina Dirigenziale del 14.10.2011 pubblicata soltanto il 17.11.2011, &egrave; stata disposta l&#8217;indizione di apposita procedura di gara ristretta ex art. 122 co. 7 del D.lgs 163/06.</p>
<p><strong>D: Perch&eacute; l&rsquo;amministrazione comunale, secondo voi, ha deciso di approvare tale progetto? </strong><br />R: Francamente non sappiamo rispondere, aspettiamo un incontro con l&rsquo;amministrazione comunale per avere un confronto e dei chiarimenti, fermo restando che noi non indietreggeremo di un passo e siamo disposti a tutte le azioni legali per impedire i lavori!</p>
<p><strong>D: Quali finanziamenti saranno utilizzati per l&rsquo;attuazione dello stesso?</strong><br />R: Secondo l&rsquo;ultima Determina Dirigenziale del 14.10.2011 e pubblicata soltanto il 17.11.2011, dietro sollecitazione del consigliere Fabio Morinelli che, accortosi che non vi era stata affissione all&rsquo;albo pretorio on line, ha chiesto i motivi della mancata pubblicazione. Il Comune ha chiesto un mutuo trentennale di 602.000 &euro;, che alla fine coster&agrave; a tutti i cittadini quasi 1.100.000 &euro; comprendendo gli interessi.</p>
<p><strong>D: A che punto &egrave; la raccolta firme portata avanti dall&rsquo;associazione e quali saranno i passi in avanti in merito alla faccenda?</strong><br />Sono state raccolte pi&ugrave; di 900 firme in sole 3 giornate di raccolta in pubblico, delle quali un paio di centinaia con una petizione on line. Le firme sono state raccolte in un fascicolo e consegnate al sindaco tramite il protocollo del Comune.<br />Per ulteriori passi avanti aspettiamo prima un incontro con l&rsquo;amministrazione comunale.<br />&nbsp;<br /><strong>D: Volete farmi delle osservazioni spontanee?</strong><br />R: Vorremmo solo lamentare la delegittimazione della nostra azione per il solo fatto che il nostro presidente protempore, Franco D&rsquo;Arienzo, &egrave; stato assessore con il sindaco Giordano!<br />Precisiamo che l&rsquo;iter del progetto si era bloccato il 2009, tanto che l&rsquo;attuale amministrazione ha dovuto riapprovarlo con la DGC n. 262 del 19.10.2010, quando il nostro presidente non era pi&ugrave; in amministrazione!<br />Crediamo che sia giusto giudicare le azioni per quello che sono, senza inquinarle con teorie beffeggiatorie.</p>
<p>Francesco Tomasco, Fabio Morinelli e Antonello Paolino</p>
<p></p>
<p> &copy;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Comuni da salvare: a Morigerati 8 funerali ed un battesimo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/20-11-2011-comuni_da_salvare_a_morigerati_8_funerali_ed_un_battesimo-10166/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domenicale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornaledelcilento.it/2011/11/20/20-11-2011-comuni_da_salvare_a_morigerati_8_funerali_ed_un_battesimo-10166/</guid>

					<description><![CDATA[E&#8217; un comune da salvare e da abitare. Il borgo di Morigerati, senza la frazione di Sicil&#236;, con i suoi 290 abitanti rischia l&#8217;estinzione. Nel 2011 i funerali hanno battuto i battesimi 8 a 1. E&#8217; una battaglia contro lo spopolamento. E&#8217; una battaglia che si pu&#242; vincere.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>290 abitanti effettivi nel solo comune di Morigerati, 8 funerali ed una nascita. Questi i dati ultimi, reali e sconfortanti, di un paese cilentano che vive, da un lato, l&rsquo;invecchiamento della popolazione &ndash; senza ricambio generazionale &#8211; e dall&rsquo;altro la fuga di giovani, e non, in cerca di fortuna in centri pi&ugrave; grandi.<br />Dunque, come per altri piccoli centri del Belpaese anche Morigerati rischia la desertificazione sociale: nell&rsquo;ultimo anno il borgo, meglio conosciuto per le oasi WWF del Bussento e per il progetto dell&rsquo;ospitalit&agrave; diffusa, ha assistito alla &ldquo;fuga&rdquo; di oltre 20 persone tra giovani studenti e intere famiglie.<br />Una situazione che, detta cos&igrave;, potrebbe sembrare non molto diversa e meno grave di molte altre realt&agrave; cilentane, e italiane in generale, ma per il piccolo borgo del Golfo di Policastro diventa un problema allarmante, soprattutto se si conta che chi ci vive crede nelle ricchezze naturali presenti, nel turismo sostenibile e vuole ricavarne una reale opportunit&agrave; di sviluppo economico.<br />Presidiare i luoghi, esserci, mantenerli vivi: &egrave; l&#8217;unico modo per non mandarli in rovina condannandoli ad un destino di morte urbana e civile. E&rsquo; questo uno dei principali obiettivi dei giovani morigeratesi che, testardamente, resistono pur di non abbandonare famiglie, sogni e speranze. <br />S&igrave;, resistono testardamente; perch&eacute; qui, oltre ai sogni, c&rsquo;&egrave; ben poco: il paese pi&ugrave; vicino, dopo 8 km di curve e natura, &egrave; Caselle in Pittari. Il cinema? A Sala Consilina. <br />Non &egrave; certo questo che spaventa e preoccupa. Il distretto sanitario pi&ugrave; vicino &egrave; a venti chilometri. Le scuole materne ed elementari dopo i famosi 8 km di curve e natura. Lo stesso vale per le scuole medie. <br />Il problema vero &egrave; proprio questo, forse:&nbsp; la chiusura delle scuole che potrebbe tradursi, tra qualche anno, nella chiusura del comune. <em>&ldquo;Oggi il lavoro non c&#8217;&egrave; e i genitori sono costretti ad andare fuori anche per portare i propri figli a scuola. Molte famiglie si mantengono con l&#8217;aiuto dei nonni. Sono poche le ragioni per cui una famiglia debba rimanere in alta collina&#8221;</em>, ci spiega un abitante del posto al quale abbiamo anche chiesto quali sarebbero le politiche necessarie per evitare lo spopolamento del comune cilentano.<br /><em>&ldquo;L&rsquo;attuale amministrazione </em>&ndash; ci spiega &#8211; <em>ha gi&agrave; cercato in parte di scongiurare questo problema con la realizzazione di un grande paese Albergo, puntando sull&#8217;ospitalit&agrave; diffusa, ma probabilmente non basta. E&rsquo; s&igrave; la chiave di volta per un paese come il nostro, ricco di natura e tipicit&agrave; ma non basta e non sar&agrave; l&rsquo;amministrazione a fare il miracolo, non in tempi brevi. Bisogna rendersi conto che &egrave; necessaria e urgente una presa di posizione e di coscienza. Per ora &egrave; soddisfacente gi&agrave; il solo constatare che molti appartamenti del centro storico disabitati sono stati rimessi quasi a nuovo per essere fittati. E&rsquo; confortante sapere che molti credono in questo progetto e lavorano concretamente per la sua crescita. Piuttosto triste, invece, &egrave; vedere che altri remano contro per puro spirito di contraddizione, senza sapere che una filosofia del genere, quella del turismo sostenibile, pu&ograve; davvero dare un futuro al nostro paese&rdquo;.</em><br />Una peculiarit&agrave; dello Stivale &egrave; proprio quella dei piccoli centri, dei borghi arroccati con i loro vicoli stretti, con le loro tradizioni e storie e che, come tali, andrebbero tutelati da una fine imminente.<br />Insomma, il posto &egrave; ricco di storia e natura. Ed &egrave; povero di futuro. <em>&#8220;Eh gi&agrave;, ma noi non vogliamo arrenderci!&#8221;</em>, ci dice ancora il giovane morigeratese. <br />E&rsquo; una fetta di Italia, quella dei piccoli borghi in via d&rsquo;estinzione, che non va mai in prima pagina ma che &egrave; abituata a farsi da s&eacute;, a contare sulle sue sole forze e che, forse, proprio grazie a quelle sue braccia riuscir&agrave; a non scomparire.</p>
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<p>&copy;RIPRODUZIONE RISERVATA</p>
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