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	<title>Economia &amp; Lavoro | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Quadri generali turismo sostenibile: da Sapri la proposta di una destinazione unica per la provincia di Salerno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 09:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[fenailp turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Costruire una provincia capace di presentarsi come un&#8217;unica grande destinazione turistica, valorizzando le eccellenze della Costiera Amalfitana, del Cilento, della Piana del Sele, delle aree interne e del Golfo di [...]]]></description>
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<p>Costruire una provincia capace di presentarsi come un&#8217;unica grande destinazione turistica, valorizzando le eccellenze della Costiera Amalfitana, del Cilento, della Piana del Sele, delle aree interne e del Golfo di Policastro attraverso una strategia condivisa. È questo il principale messaggio emerso dalla IV edizione dei Quadri Generali del Turismo Sostenibile della Provincia di Salerno, ospitati per la prima volta al Cine Teatro Ferrari di Sapri.</p>



<p>La scelta di portare l&#8217;evento nel cuore del Cilento ha rappresentato uno dei temi centrali della manifestazione. Una decisione fortemente voluta da Fenailp Turismo per sottolineare come il futuro del turismo campano non possa limitarsi alle destinazioni già consolidate, ma debba coinvolgere sempre più i borghi, le aree interne e i territori che custodiscono patrimonio ambientale, culturale e identitario di straordinario valore.</p>



<p>Nel corso della due giorni amministratori, rappresentanti delle istituzioni, professionisti, docenti universitari ed operatori del settore si sono confrontati sulle principali sfide che attendono il comparto turistico nei prossimi anni.</p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata al panel “Il Sistema Salerno”, nel quale è emersa la necessità di superare la frammentazione territoriale per costruire una governance integrata del turismo provinciale. In questo contesto è stato approfondito il ruolo delle DMO (Destination Management Organization), considerate sempre più lo strumento strategico attraverso cui programmare, promuovere e coordinare lo sviluppo turistico dei territori.</p>



<p>«<em>La sfida oggi è fare rete e costruire una visione comune che valorizzi le specificità di ogni territorio all&#8217;interno di un progetto condiviso</em>», ha dichiarato il Presidente Nazionale di Fenailp Turismo, Marco Sansiviero. «<em>Portare i Quadri Generali a Sapri significa ribadire che il Cilento e il Golfo di Policastro possono svolgere un ruolo centrale nella crescita turistica della provincia di Salerno</em>». </p>



<p>Ampio spazio è stato riservato anche al tema delle infrastrutture, considerate un elemento fondamentale per sostenere la competitività del territorio. Tra gli argomenti più seguiti quello relativo all&#8217;Aeroporto Salerno Costa d&#8217;Amalfi e del Cilento, individuato come leva strategica per l&#8217;internazionalizzazione della destinazione Salerno e per la distribuzione dei nuovi flussi turistici verso il Cilento e le aree meno interessate dai grandi circuiti turistici.</p>



<p>Tra le prospettive illustrate nel corso dei lavori, moderati dal giornalista Attilio Romita, anche il progetto “Navi in rada”, che nelle prossime settimane vedrà svolgersi a Sapri un inspection tour tecnico finalizzato a verificare la fattibilità di un modello di crocierismo sostenibile dedicato a navi di piccole e medie dimensioni, orientato a un turismo internazionale di fascia medio-alta e rispettoso delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche del territorio. «L&#8217;obiettivo è attrarre un turismo internazionale attento all&#8217;ambiente e alle identità locali», ha detto l’assessore al turismo della Campania Enzo Maraio.<br>Nel corso delle due giornate si è inoltre discusso di sostenibilità e rigenerazione territoriale, blue economy, innovazione digitale e intelligenza artificiale applicata al turismo, con particolare riferimento agli strumenti tecnologici a supporto delle piccole e medie imprese e delle attività di promozione internazionale.</p>



<p>La seconda e ultima giornata è stata dedicata ai temi dell&#8217;identità territoriale, dell&#8217;enogastronomia, della Dieta Mediterranea, del turismo esperienziale, dell&#8217;outdoor e delle prospettive di crescita legate all&#8217;Aeroporto Salerno Costa d&#8217;Amalfi e del Cilento. Le conclusioni sono state affidate alla Presidente di ENIT, Alessandra Priante, chiamata a tracciare le prospettive del turismo italiano e internazionale. Sapri si conferma così, almeno per due giorni, laboratorio di idee e confronto sul futuro dell&#8217;industria turistica salernitana.</p>
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		<title>Salerno: superato il mezzo milione di euro dalla tassa di soggiorno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-superato-il-mezzo-milione-di-euro-dalla-tassa-di-soggiorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 07:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita turistica]]></category>
		<category><![CDATA[Pernottamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[tassa di soggiorno]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Salerno si conferma una destinazione turistica in forte crescita, avendo già superato il mezzo milione di euro di incasso dalla tassa di soggiorno prima dell&#8217;inizio della stagione estiva. I dati [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Salerno si conferma una destinazione turistica in forte crescita, avendo già superato il <strong>mezzo milione di euro</strong> di incasso dalla tassa di soggiorno prima dell&#8217;inizio della stagione estiva. I dati aggiornati al 22 maggio <strong>2026</strong> rivelano un gettito complessivo di <strong>505mila euro</strong>, segnando un incremento significativo del <strong>13%</strong> rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Questa rilevazione, riportata da Il Mattino, evidenzia un notevole afflusso di visitatori nella città campana.</p>
<p>L&#8217;importo raccolto equivale a oltre <strong>200mila pernottamenti</strong> registrati nelle strutture ricettive salernitane tra i mesi di gennaio e maggio. Questi numeri non solo attestano l&#8217;attrattività crescente della città, ma sottolineano anche un cambiamento nel suo ruolo all&#8217;interno del panorama turistico regionale. Salerno, infatti, sta progressivamente affermandosi come una meta indipendente e completa, capace di attrarre visitatori per periodi di soggiorno più lunghi e non più esclusivamente come punto di passaggio verso le rinomate Costiera Amalfitana o il Cilento.</p>
<h2>La crescita del turismo salernitano: un&#8217;analisi dei dati</h2>
<p>Il traguardo dei <strong>505mila euro</strong>, raggiunto con largo anticipo rispetto ai mesi di picco turistico, fornisce un&#8217;indicazione chiara della dinamica positiva che sta caratterizzando il settore a Salerno. L&#8217;aumento del <strong>13%</strong> rispetto all&#8217;anno precedente evidenzia un trend di consolidamento e sviluppo che posiziona la città in una nuova prospettiva per il suo indotto economico. La capacità di generare oltre <strong>200mila pernottamenti</strong> in un periodo che comprende principalmente i mesi invernali e primaverili, tradizionalmente considerati di bassa stagione per molte località, suggerisce un&#8217;attrattività estesa su tutto l&#8217;arco dell&#8217;anno.</p>
<h3>Salerno: da snodo a destinazione autonoma</h3>
<p>Il superamento della soglia del <strong>mezzo milione di euro</strong> dalla tassa di soggiorno è un indicatore tangibile del mutamento nell&#8217;identità turistica di Salerno. Per anni, la città è stata percepita principalmente come un crocevia strategico per esplorare le bellezze naturali e culturali della Costiera Amalfitana e del Cilento. Tuttavia, i dati attuali mostrano come Salerno stia sviluppando una propria offerta turistica, con attrazioni, eventi e servizi in grado di fidelizzare i visitatori e incoraggiarli a prolungare la loro permanenza.</p>
<p>Questo posizionamento autonomo è frutto di investimenti e strategie volti a valorizzare il patrimonio artistico, culturale e gastronomico della città, rendendola un centro di interesse a sé stante. La possibilità di contare su un flusso turistico costante, distribuito durante tutto l&#8217;anno, contribuisce a una maggiore stabilità economica per gli operatori del settore, dalle strutture alberghiere alla ristorazione, passando per le attività commerciali e culturali.</p>
<h3>Prospettive future per il settore turistico</h3>
<p>Il trend di crescita, con un incremento del <strong>13%</strong> degli incassi dalla tassa di soggiorno, suggerisce che Salerno sia sulla buona strada per consolidare ulteriormente la sua reputazione come destinazione turistica di rilievo. La diversificazione dell&#8217;offerta e la capacità di attrarre visitatori al di là dei tradizionali periodi di alta stagione rappresentano elementi chiave per uno sviluppo sostenibile e duraturo. La gestione efficace di questa risorsa economica, derivante dal gettito fiscale, potrà inoltre essere reinvestita per migliorare ulteriormente le infrastrutture e i servizi turistici, alimentando un circolo virtuoso di sviluppo per la città.</p>
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		<title>Coldiretti Campania: «Con Prandini l’Associazione italiana allevatori guarda al futuro»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/coldiretti-campania-con-prandini-lassociazione-italiana-allevatori-guarda-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 12:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[associazione italiana allevatori]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti campania]]></category>
		<category><![CDATA[ettore prandini]]></category>
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					<description><![CDATA[L’arrivo di Ettore Prandini al vertice dell’Associazione Italiana Allevatori apre nuovi scenari per questo settore fondamentale per l’economia italiana. Ne sono convinti il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’arrivo di Ettore Prandini al vertice dell’Associazione Italiana Allevatori apre nuovi scenari per questo settore fondamentale per l’economia italiana. Ne sono convinti il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda e il presidente regionale Ettore Bellelli che sono stati fra i primi a salutare con entusiasmo la notizia dell’elezione: “<em>Agli auguri di buon lavoro a Prandini, aggiungiamo quelli per il presidente dell’associazione allevatori Campania e Molise Davide Minicozzi, entrato nel direttivo nazionale, pronto a creare un filo diretto con gli allevatori della regione</em>”.</p>



<p>«<em>Promuovere un pacchetto per i giovani Allevatori che integri: formazione, consulenza, accesso al credito, innovazione e successione aziendale sono fra i nodi strategici del programma del presidente Prandini. Il futuro degli allevatori passa attraverso l’innovazione. Importante sostenere un programma di investimenti per l’innovazione e l’interoperabilità. Dando priorità alle infrastrutture digitali, l’innovazione dei laboratori e degli strumenti di supporto alle decisioni aziendali</em>» spiega il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda.</p>



<p>Nel merito dell’attività entra il presidente Ettore Bellelli: «<em>Per l’Aia è arrivato il momento di avviare la raccolta dei dati zootecnici per avere in ogni momento il quadro della situazione chiaro. Servono indicatori comuni su produzione, sanità, benessere animale, ambiente, qualità e redditività, adattati alle diverse specie e filiere. Pubblicare con cadenza regolare report di filiera più leggibili e confrontabili vuol dire offrire agli Allevatori strumenti reali di negoziazione, programmazione e dialogo con istituzioni e mercato</em>.»</p>



<p>Un programma dettagliato, quello di Ettore Prandini, per valorizzare biodiversità, razze autoctone e produzioni territoriali, riconoscendo il ruolo economico e culturale di tutte le filiere zootecniche italiane. «<em>L’obiettivo finale da raggiungere è quello di fare in modo che l’Aia diventi un punto di incontro concreto fra allevatori, filiere, istituzioni, ricerca, medici veterinari, industria agroalimentare e distribuzione. La Coldiretti Campania è pronta a fare la sua parte per contribuire a difendere il patrimonio zootecnico italiano, aumentare il valore riconosciuto agli Allevatori e garantire un futuro competitivo e sostenibile a tutte le nostre filiere</em>» concludono Loffreda e Bellelli.</p>
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		<title>Lavoro e occupazione in sanità, confronto in Regione con i sindacati</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lavoro-e-occupazione-in-sanita-confronto-in-regione-con-i-sindacati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 12:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione in sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico insieme ai dirigenti della Direzione Generale Salute, ha ricevuto nella giornata di ieri a Palazzo Santa Lucia i rappresentanti sindacali regionali del comparto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico insieme ai dirigenti della Direzione Generale Salute, ha ricevuto nella giornata di ieri a Palazzo Santa Lucia i rappresentanti sindacali regionali del comparto Sanità. </p>



<p>Erano presenti al tavolo: Nicola Ricci segretario generale Cgil Napoli e Campania, Antimo Morlando Funzione pubblica Cgil Campania, Luigi Savio SPI Cgil Campania, Franco Berardi sub reggente Cisl Campania, Luigi D&#8217;Emilio segretario generale Funzione pubblica CISL Campania, Lino Pietropaolo, segretario generale CISL Medici Campania, Giovanni Sgambati segretario generale Uil Campania, Vincenzo Torino segretario generale della UIL Funzione pubblica Campania e Vincenzo Martone segretario regionale UIL Campania.</p>



<p>L’incontro ha rappresentato un momento di ascolto e dialogo sui temi del lavoro, dell’occupazione e della formazione nel comparto sanitario. L’obiettivo è costruire un metodo di lavoro fondato sulla collaborazione e sulla condivisione delle priorità, in un ambito così strategico e complesso come quello della cura e del benessere dei cittadini.</p>



<p>«<em>Il rapporto con le organizzazioni sindacali è per noi fondamentale perché il lavoro è al centro dell’azione della Regione. Ci sono nuove sfide che riguardano la sanità a tutti i livelli, da quella territoriale con l’entrata in funzione delle Case e degli Ospedali di Comunità, alla telemedicina, dalla pressione sui pronto soccorso al miglioramento dei LEA e dei percorsi di assistenza e cura. Il dialogo con le organizzazioni sindacali sarà parte integrante del nostro metodo di governo. Solo lavorando e avanzando insieme possiamo rafforzare le tutele, contrastare le disuguaglianze e promuovere un lavoro di qualità nella sanità Campania</em>» così ha commentato il presidente Fico a margine dell&#8217;incontro. </p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fermo pesca 2025, al via da oggi le domande per le indennità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fermo-pesca-2025-al-via-da-oggi-le-domande-per-le-indennita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 10:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[indennità]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[unci agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo i sacrifici e le difficoltà incontrate da lavoratori e imprese nei mesi scorsi, a causa del lungo blocco delle attività di pesca imposto dall’Unione europea, dalle ore 12 di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo i sacrifici e le difficoltà incontrate da lavoratori e imprese nei mesi scorsi, a causa del lungo blocco delle attività di pesca imposto dall’Unione europea, dalle ore 12 di oggi 21 maggio, gli operatori possono inoltrare le richieste per le indennità giornaliere relative al 2025 sul portale web “Fermo Pesca” fino al termine ultimo delle 23:59 del 30 giugno 2026.</p>



<p>“<em>Si tratta</em> – ha dichiarato il presidente dell’Unci AgroAlimentare, Gennaro Scognamiglio – <em>di una boccata di ossigeno per i pescatori e le loro famiglie, che ormai da anni vivono una situazione delicata e complessa, a seguito dei numerosi problemi strutturali e congiunturali del comparto e delle limitazioni imposte, anche a causa delle politiche di Bruxelles eccessivamente restrittive. La categoria si è comunque sempre dimostrata disponibile al confronto istituzionale e a recepire tutte le misure per garantire la sostenibilità ambientale, la tutela del patrimonio ittico e della biodiversità marina, considerando il mare una straordinaria meraviglia naturale e un bene prezioso in sé e per il futuro delle attività. Al contempo si è evidenziata la necessità di tenere in conto il ruolo svolto dalla pesca per l’intera filiera alimentare, assicurando un livello di sussistenza a tutti gli operatori e alle comunità costiere che vivono della pesca, ma il dialogo con l’Ue è stato spesso problematico. Il metodo partecipativo adottato invece dal governo nazionale si è rivelato proficuo, perché sono state riconosciute e poste al centro dell’attenzione le giuste istanze degli addetti. Il decreto interministeriale promosso dal sottosegretario La Pietra e dal ministro Lollobrigida di intesa con i vertici degli altri ministeri rappresenta un ristoro per i lavoratori</em>”.</p>



<p>(Foto da www.portomuseotricase.orgitla-pesca-e-i-pescatori.jpg)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Camerota punta sulla Blue Economy: sinergia tra porto, vela e Comune dopo il successo della Regata ILCA</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/camerota-punta-sulla-blue-economy-sinergia-tra-porto-vela-e-comune-dopo-il-successo-della-regata-ilca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 06:34:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[A Marina di Camerota continua a rafforzarsi il legame tra sport, nautica e sviluppo del territorio. Dopo il grande successo della Regata Nazionale Classe ILCA, che ha portato nel Cilento [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A Marina di Camerota continua a rafforzarsi il legame tra sport, nautica e sviluppo del territorio. Dopo il grande successo della Regata Nazionale Classe ILCA, che ha portato nel Cilento oltre 330 imbarcazioni provenienti da tutta Italia, prosegue la collaborazione tra il circolo federale ASD Cilento a Vela e la Camerota Yachting Service, con il sostegno dell’Amministrazione comunale.</p>



<p>Una sinergia che punta a trasformare il mare in motore di crescita economica, turistica e occupazionale, attraverso investimenti nella nautica, nello sport e nella cosiddetta Blue Economy. Proprio la recente regata nazionale ha rappresentato il simbolo più evidente di questo percorso condiviso, portando nel porto di Marina di Camerota centinaia di atleti, tecnici, accompagnatori e appassionati di vela.</p>



<p>Dietro la riuscita dell’evento, spiegano i promotori, c’è stato un lavoro di squadra tra realtà associative, operatori del settore portuale e istituzioni locali, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e consolidare l’immagine della cittadina cilentana come punto di riferimento per il turismo nautico.</p>



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<p>“La stretta collaborazione con la Camerota Yachting Service permette al nostro circolo il susseguirsi di tutte le attività veliche – ha dichiarato Gennaro Attanasio, presidente dell’ASD Cilento a Vela –. Ne abbiamo avuto prova anche nella scorsa regata nazionale: un costante lavoro a braccetto ha consentito l’ottima riuscita dell’evento. Fondamentale anche il pieno supporto dell’Amministrazione comunale, che ha contribuito ad accogliere nel migliore dei modi una manifestazione di caratura nazionale”.</p>



<p>Attanasio ha inoltre sottolineato l’importanza del rapporto con la quinta zona della Federazione Italiana Vela, evidenziando come la collaborazione tra tutte le componenti coinvolte rappresenti “la dimostrazione che quando si rema nella stessa direzione, i grandi risultati diventano possibili”.</p>



<p>Sulla stessa linea anche Gerardo Principe, direttore della Camerota Yachting Service, che ha evidenziato il valore strategico della manifestazione per l’intero territorio.</p>



<p>“Il risultato ottenuto con la Regata Nazionale ILCA dimostra concretamente quanto la collaborazione tra le realtà locali possa generare valore per Marina di Camerota – ha spiegato –. La sinergia con il circolo velico e il sostegno dell’Amministrazione comunale ci hanno permesso di offrire servizi efficienti, sicurezza e organizzazione, mostrando un’immagine moderna del porto e del territorio”.</p>



<p>L’obiettivo, ora, è guardare oltre i singoli eventi sportivi. La collaborazione tra ASD Cilento a Vela, Camerota Yachting Service e Comune punta infatti a favorire la destagionalizzazione del turismo, promuovere la cultura del mare e creare nuove opportunità lavorative legate alla Blue Economy, con l’ambizione di rendere Marina di Camerota un hub di riferimento per il turismo nautico e sportivo anche a livello internazionale.</p>
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			</item>
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		<title>Crisi e carovita spingono il boom dell’usato: cresce il mercato della seconda mano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/crisi-e-carovita-spingono-il-boom-dellusato-cresce-il-mercato-della-seconda-mano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 21:01:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[seconda mano]]></category>
		<category><![CDATA[usato]]></category>
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					<description><![CDATA[La crisi economica, tra inflazione persistente e riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, sta contribuendo in modo significativo alla crescita del mercato dell’usato. Un fenomeno che, negli ultimi anni, ha [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La crisi economica, tra inflazione persistente e riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, sta contribuendo in modo significativo alla crescita del mercato dell’usato. Un fenomeno che, negli ultimi anni, ha smesso di essere una nicchia legata al risparmio occasionale e si è trasformato in un segmento strutturato dell’economia, sostenuto anche da piattaforme digitali e da un cambiamento culturale nei consumi.</p>



<p>Secondo analisi di mercato e studi di settore diffusi negli ultimi anni da operatori del comparto retail e dell’economia circolare, la spinta verso il second hand è legata a una combinazione di fattori: l’aumento dei prezzi dei beni nuovi, la maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale e la ricerca di soluzioni più flessibili per contenere la spesa quotidiana. In particolare, abbigliamento, elettronica e arredamento risultano tra le categorie più interessate dalla crescita del mercato dell’usato.</p>



<p>Il fenomeno è evidente soprattutto tra i consumatori più giovani. Le generazioni Millennial e Gen Z risultano tra le più attive nelle piattaforme di rivendita e scambio, dove l’acquisto di prodotti di seconda mano non è percepito solo come scelta economica, ma anche come comportamento coerente con uno stile di vita più sostenibile. La dimensione digitale ha accelerato questo processo, rendendo più semplice l’incontro tra domanda e offerta e riducendo lo stigma storicamente associato ai beni usati.</p>



<p>Accanto agli aspetti economici, gli esperti sottolineano anche il ruolo crescente dell’economia circolare. Il riutilizzo dei prodotti consente infatti di ridurre i rifiuti e prolungare il ciclo di vita dei beni, con effetti positivi sull’impatto ambientale complessivo dei consumi. Non a caso, diversi rapporti sul settore indicano il second hand come uno dei comparti in maggiore espansione all’interno del retail europeo.</p>



<p>Resta però un quadro disomogeneo. Se da un lato l’usato si rafforza come risposta alla crisi del costo della vita, dall’altro emergono differenze territoriali e sociali: non tutte le fasce di popolazione hanno lo stesso accesso ai canali digitali o la stessa propensione culturale a questo tipo di acquisti. Inoltre, il settore si confronta con nuove sfide, come la regolazione del commercio online e la necessità di garantire standard di qualità e sicurezza dei prodotti.</p>



<p>In questo contesto, il mercato della seconda mano appare sempre più come un indicatore della trasformazione dei consumi contemporanei: non solo una scelta dettata dall’emergenza economica, ma un modello che intreccia risparmio, sostenibilità e nuove abitudini digitali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Al via Agri EuroFinance, finanziamenti agevolati smart per il settore agricolo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/al-via-agri-eurofinance-finanziamenti-agevolati-smart-per-il-settore-agricolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 10:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti agevolati]]></category>
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					<description><![CDATA[I finanziamenti agevolati europei e nazionali destinati al settore agricolo, a causa sia di contraddittorie strategie di sviluppo europeo che di oggettiva disorganizzazione dei concessionari di gestione delle agevolazioni, hanno [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I finanziamenti agevolati europei e nazionali destinati al settore agricolo, a causa sia di contraddittorie strategie di sviluppo europeo che di oggettiva disorganizzazione dei concessionari di gestione delle agevolazioni, hanno subito negli ultimi venti anni una seria battuta di arresto, con devastanti ripercussioni sulle imprese agricole e le loro opportunità di sviluppo. Parallelamente, abbiamo assistito ad una costante crescita di fondi e relative nuove misure di agevolazione in tutti gli altri settori di attività imprenditoriale ad eccezione, appunto, di quello agricolo che resta tra quelli burocraticamente più farraginosi, nonché dispendioso in termini di tempi di erogazione.</p>



<p>Il team Eurofinance, eccellenza su scala nazionale in finanza agevolata entry level, da tempo studia il fenomeno e possibili soluzioni strategiche che, nel corso degli anni, ha messo a punto per consentire investimenti operativi nel settore agricolo. Attraverso una felice quanto concreta intuizione, si è analizzato come strumenti finanziari destinati ad altri settori, con concreta e strategica fattività, possano essere dirottati ed investiti nel settore agricolo. Tali strategie, conformi e rispondenti a tutte le normative di riferimento, consentono di intercettare fondi e misure anche per investimenti in agricoltura, assicurando a tali imprese copertura finanziaria certa e tempi di approvazione ed erogazione molto rapidi.</p>



<p>Attraverso un&nbsp;<strong>mix di fondo perduto e tasso zero</strong>, si potranno richiedere progetti&nbsp;<strong>fino a tre milioni di euro</strong>&nbsp;per acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, brevetti, licenze, marchi, ecc. Finanziabili anche interventi in opere murarie (max 30% dell’investimento), nonché il capitale circolante (nel limite del 20% delle spese ritenute ammissibili).</p>



<p>Il COMITEC – Comitato Nazionale Tecnico per l’Autoimpiego, presieduto dal dott. Pasquale Angelo Cicalese, tra i massimi esperti nazionali in finanza agevolata di Stato, da sempre punto di riferimento nazionale per la tutela dei diritti a sostegno dell’autoimpiego e dell’autoimprenditorialità, al fine di poter veicolare i diversi incentivi finanziari attivi su scala nazionale, offre una prefattibilità gratuita aperta a tutti coloro che vogliano testare se il proprio progetto possa essere supportato da opportuni finanziamenti di Stato, anche nel settore agricolo.</p>



<p>Per tutti coloro che intendono richiedere la possibilità di valutazione dei requisiti per l’accesso agli incentivi di Stato, a titolo completamente gratuito, offerto dal COMITEC, non c’è che da inviare una mail al&nbsp;<a href="mailto:info@comitatotecnicoautoimpiego.org" target="_blank" rel="noreferrer noopener">info@comitatotecnicoautoimpiego.org</a>&nbsp;o inviare richiesta whatsapp al numero 3286761429.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fisco e cultura, a Salerno presentato il progetto congiunto per il 5×1000 ai Parchi archeologici di Paestum e Velia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fisco-e-cultura-a-salerno-presentato-il-progetto-congiunto-per-il-5x1000-ai-parchi-archeologici-di-paestum-e-velia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:19:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Cultura, fiscalità e territorio fanno rete per sostenere il patrimonio archeologico. È stato presentato questa mattina, nella sede dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Salerno, il progetto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cultura, fiscalità e territorio fanno rete per sostenere il patrimonio archeologico. È stato presentato questa mattina, nella sede dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Salerno, il progetto congiunto promosso dai <strong>Parchi archeologici di Paestum e Velia insieme all’ODCEC di Salerno, all’ODCEC di Vallo della Lucania e all’Ordine dei Consulenti del Lavoro – Consiglio Provinciale di Salerno</strong>, con l’obiettivo di promuovere la destinazione del 5×1000 a favore dei due siti UNESCO.</p>



<p>Per la prima volta, i Parchi archeologici di Paestum e Velia e i principali ordini delle professioni economico-giuridiche e del lavoro della provincia promuovono insieme una campagna informativa dedicata al 5×1000, con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, imprese e lavoratori sulla possibilità di sostenere concretamente attività di ricerca, scavo, restauro e valorizzazione del patrimonio culturale.</p>



<p>L’iniziativa punta a costruire una rete informativa diffusa e permanente, capace di raggiungere il territorio attraverso il contatto quotidiano con commercialisti e consulenti del lavoro, figure centrali nel periodo delle dichiarazioni fiscali. Un’alleanza che mira a trasformare una scelta fiscale gratuita in una forma concreta di partecipazione civica a sostegno al patrimonio pubblico.</p>



<p>L’incontro, moderato dalla&nbsp;<strong>giornalista de&nbsp;</strong><strong><em>Il Mattino</em></strong><strong>&nbsp;Erminia Pellecchia</strong>, ha tracciato le linee guida della campagna che accompagnerà la stagione fiscale 2026.</p>



<p><em>“Questa collaborazione rappresenta un segnale importante perché mette in relazione il mondo della cultura con quello delle professioni e della responsabilità civile”,</em>&nbsp;ha dichiarato&nbsp;<strong>il Direttore dei Parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo.</strong>&nbsp;<em>“Il 5×1000 è uno strumento concreto che consente ai cittadini di partecipare attivamente alla tutela del patrimonio pubblico. Ogni firma può contribuire a sostenere restauri, attività di ricerca e nuovi progetti di valorizzazione, rafforzando il legame tra il territorio e la sua storia».</em></p>



<p><em>“Il fundraising per i beni culturali pubblici ha bisogno di reti territoriali solide e di alleanze capaci di coinvolgere direttamente la comunità</em>”, ha sottolineato&nbsp;<strong>Vincenzo Cerullo, collaboratore fundraising per i Parchi archeologici di Paestum e Velia.</strong>&nbsp;<em>“Questo progetto si inserisce in un percorso più ampio di fundraising avviato dai Parchi, orientato a costruire nuove forme di partecipazione e sostegno attorno al patrimonio culturale pubblico. Il 5×1000 non rappresenta un costo aggiuntivo per il contribuente, ma un’opportunità concreta per sostenere attività di ricerca, restauro e valorizzazione, contribuendo direttamente al futuro di Paestum e Velia.”</em></p>



<p>Gli ordini professionali hanno ribadito il proprio ruolo sociale e il valore civico del progetto.</p>



<p><em>“Abbiamo aderito con entusiasmo al progetto dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia perché riteniamo il patrimonio culturale un&nbsp;tassello&nbsp;fondamentale&nbsp;per la crescita&nbsp;del territorio</em>”,&nbsp;spiega il&nbsp;<strong>Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Salerno Sergio Cairone</strong>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<em>“Al di là dei fiscalismi&nbsp;– prosegue Cairone investire&nbsp;nei beni culturali&nbsp;è un’occasione&nbsp;unica&nbsp;per&nbsp;contribuire&nbsp;allo sviluppo&nbsp;e all’economia&nbsp;generale del territorio&nbsp;vista l’incidenza dei beni culturali nel comparto turistico e&nbsp;l’indotto, anche in termini di occupazione, che&nbsp;i due settori generano, specie in un territorio come il nostro che ha la fortuna di ospitare uno dei siti archeologici più rappresentativi di tutto il Mediterraneo.&nbsp;Siamo onorati di poter contribuire alla creazione di un circolo virtuoso tra cittadini, enti e speriamo anche imprese,&nbsp;per costruire tutti insieme un nuovo&nbsp;percorso&nbsp;di crescita. Una sfida a cui i commercialisti sono per professione vocati e che come Ordine sosterremo in tutte le sedi possibili”.&nbsp;</em></p>



<p>Sulla stessa linea&nbsp;<strong>Marco Miraldi, presidente dell’ODCEC di Vallo della Lucania</strong>, che ha evidenziato:&nbsp;<em>“L’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Vallo della Lucania è&nbsp;&nbsp;convintamente al fianco dell’iniziativa del 5×1000 in favore dei Parchi Archeologici di Paestum e Velia.<br>Parliamo di un Patrimonio unico che incarna un valore culturale straordinario e una memoria storica che appartiene a tutti. Sostenere Paestum e Velia per portare avanti un’identità che ci unisce. Una scelta con ricadute economiche concrete: la tutela e la valorizzazione del Parco generano filiere positive per le imprese locali, nei settori ricettivi, dell’artigianato, dei servizi e del commercio per l’intero circondario a sud della Provincia di Salerno.</em></p>



<p><em><br>Un’iniziativa con riflessi diretti sul turismo che mette insieme la nostra storia e uno sviluppo attuale sostenibile .Come Odcec di Vallo della Lucania siamo pronti a promuovere e diffondere questo messaggio, certi che ogni piccolo contributo possa fare la differenza.”</em></p>



<p>I Consulenti del Lavoro, da sempre impegnati nella progettazione e gestione dei piani di welfare aziendale, puntano con decisione sulla cultura. Se fino ad oggi questi strumenti sono stati utilizzati prevalentemente per rispondere a bisogni primari e immediati – come buoni pasto, buoni spesa e buoni carburante&nbsp;<strong>– l’obiettivo è ora integrare il paniere dei beni fruibili in esenzione fiscale con esperienze culturali.</strong></p>



<p><em>“Come professionisti&nbsp;</em>– commenta&nbsp;<strong>Marcello Zinno, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Salerno</strong>&nbsp;–&nbsp;<em>riteniamo che il welfare può e deve fare di più. Oltre ai benefit materiali, abbiamo la possibilità di offrire ai lavoratori esperienze che generano un valore duraturo nel tempo, che continua oltre il tempo dedicato all’esperienza stessa e migliorano la coesione sociale ed aziendale. A questo si affianca il sostegno diretto agli attrattori culturali del territorio. L’Ordine ha, infatti, deciso di appoggiare e promuovere l’iniziativa del 5 per mille a favore della gestione dei parchi archeologici di Paestum e Velia. Un’azione concreta che permette di unire la tutela del patrimonio storico alla crescita dell’intero tessuto sociale locale</em>”. Investire in cultura significa, per il presidente dell’Ordine, creare un circolo virtuoso: un’azienda che sostiene il benessere culturale dei propri dipendenti e del territorio circostante migliora il proprio clima interno, attrae talenti e contribuisce a generare valore per tutta la comunità. Da qui l’invito dei Consulenti del Lavoro, alle imprese e ai lavoratori, a considerare la cultura non come un bene accessorio, ma come un pilastro fondamentale del benessere organizzativo e dello sviluppo locale.</p>



<p>La collaborazione tra i Parchi archeologici di Paestum e Velia e gli ordini professionali coinvolti proseguirà anche nelle prossime settimane. Nel mese di giugno, infatti, il Museo Archeologico Nazionale di Paestum ospiterà un convegno rivolto agli iscritti degli ordini professionali, dedicato ai temi del fundraising culturale, del 5×1000 e del ruolo delle professioni nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale pubblico.</p>



<p><br><strong>NOTA PER I MEDIA E I CONTRIBUENTI</strong></p>



<p>Per destinare il 5×1000 ai Parchi archeologici di Paestum e Velia nei modelli CU, 730 e Redditi è sufficiente firmare nel riquadro “Finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici” e inserire il codice fiscale dell’Ente:&nbsp;<a href="tel:93028470651"><strong>93028470651</strong></a>.</p>



<p>La scelta non comporta costi aggiuntivi per il contribuente e non sostituisce l’8×1000 o il 2×1000.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Sapri la IV edizione dei Quadri generali del turismo sostenibile della città di Salerno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-sapri-la-iv-edizione-dei-quadri-generali-del-turismo-sostenibile-della-citta-di-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 12:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[fenailp turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[Per la prima volta dalla loro nascita, i “Quadri Generali del Turismo Sostenibile della Città di Salerno” lasciano la storica sede della Camera di Commercio di Salerno per approdare nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per la prima volta dalla loro nascita, i “Quadri Generali del Turismo Sostenibile della Città di Salerno” lasciano la storica sede della Camera di Commercio di Salerno per approdare nel cuore del Cilento. La IV edizione della manifestazione si svolgerà il 21 e 22 maggio presso il Cine Teatro Ferrari di Sapri, segnando una svolta per un appuntamento che negli anni è diventato punto di riferimento per operatori del settore, amministratori, studiosi e rappresentanti delle istituzioni.</p>



<p>La scelta di Sapri rappresenta la volontà di portare il confronto sul futuro del turismo direttamente nei territori protagonisti della crescita del comparto. La cittadina cilentana ospiterà due giornate di analisi e approfondimento dedicate alle nuove prospettive del turismo sostenibile.</p>



<p>Rispetto alle precedenti edizioni, gli organizzatori hanno scelto un’impostazione più tecnica e operativa. Sul palco del Cine Teatro Ferrari si alterneranno docenti universitari, studiosi, esperti e professionisti del settore chiamati ad affrontare alcune delle principali sfide legate allo sviluppo turistico dei territori.<br>Al centro del dibattito ci saranno le infrastrutture del sistema Salerno, considerate strategiche per sostenere la crescita turistica dell’intera provincia e dell’area cilentana. Si discuterà di mobilità, collegamenti ferroviari, rete aeroportuale, portualità turistica e viabilità, temi ritenuti fondamentali per garantire competitività ai territori del Mezzogiorno.</p>



<p>Ampio spazio sarà dedicato anche alla sostenibilità ambientale attraverso il panel “Sostenibilità e Rigenerazione: oltre il turismo di massa”, con l’obiettivo di individuare modelli di sviluppo capaci di valorizzare i territori senza comprometterne identità, ambiente e qualità della vita.</p>



<p>Tra i focus principali anche “Prodotto ed Esperienza: l’identità come valore”, dedicato al ruolo del patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico come elemento distintivo dell’offerta turistica del Sud Italia.</p>



<p>Pur mantenendo un taglio prevalentemente tecnico e scientifico, l’evento vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali. Hanno già confermato la loro presenza l’Assessore al Turismo della Regione Campania Vincenzo Maraio, il Presidente nazionale di ENIT S.p.A. Alessandra Priante, il Senatore Luigi Nave, componente dell’8ª Commissione permanente del Senato, e la Dott.ssa Rosanna Romano, Direttore Generale delle Politiche Culturali e del Turismo della Regione Campania.</p>



<p>Parteciperanno inoltre amministratori locali, associazioni di categoria, imprenditori turistici e operatori del comparto provenienti da diverse realtà italiane.</p>



<p>Tra gli appuntamenti più attesi della manifestazione figura la presentazione del libro di Luca Iovine, Presidente dei Giovani Fenailp, “Un Ponte di Bellezza: dal Cilento all’Alto Adige andata e ritorno”, dedicato al dialogo tra territori accomunati dalla capacità di valorizzare identità, tradizioni e qualità dell’accoglienza.</p>



<p>Alla presentazione prenderanno parte lo stesso autore e Roberto Huber, Direttore della Cooperativa Turistica e Alta Badia Brand, figura di riferimento del turismo altoatesino. A moderare i lavori sarà il giornalista Attilio Romita, storico volto del TG1.</p>



<p>«<em>Abbiamo voluto fortemente che questa quarta edizione si svolgesse a Sapri perché crediamo che il Cilento rappresenti oggi uno dei territori più interessanti sui quali costruire il turismo del futuro. Portare i Quadri Generali fuori dalla Camera di Commercio di Salerno significa aprire un nuovo percorso di confronto direttamente nei territori. Quest’anno abbiamo scelto un approccio più tecnico e operativo, coinvolgendo università, esperti e professionisti capaci di offrire contributi concreti sulle grandi sfide del comparto turistico</em>», dichiara il Presidente Nazionale di Fenailp Turismo, Marco Sansiviero.</p>



<p>Entusiasta anche Matteo Martino, referente Fenailp per Sapri e il Basso Cilento. «<em>Per Sapri e per l’intero territorio del Basso Cilento questa manifestazione rappresenta una straordinaria occasione di crescita e visibilità. Ospitare i Quadri Generali del Turismo Sostenibile significa accendere i riflettori sulle potenzialità di un territorio che ha enormi margini di sviluppo ma che necessita di programmazione, infrastrutture e sinergia tra istituzioni e operatori</em>».</p>



<p>La IV edizione dei Quadri Generali del Turismo Sostenibile della Città di Salerno si candida così a diventare un importante laboratorio di idee e progettualità per costruire un modello turistico innovativo, sostenibile e fortemente identitario. L’appuntamento del 21 e 22 maggio al Cine Teatro Ferrari di Sapri si preannuncia come un’occasione di grande rilievo per discutere delle nuove sfide del turismo e delle opportunità di sviluppo per il territorio salernitano e per l’intera Campania.</p>
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		<title>Fonderie Pisano: il Consiglio di Stato conferma la chiusura dell&#8217;impianto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fonderie-pisano-il-consiglio-di-stato-conferma-la-chiusura-dellimpianto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 06:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio di stato]]></category>
		<category><![CDATA[Corte di Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[fonderie pisano]]></category>
		<category><![CDATA[Inquinamento Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Revoca autorizzazione ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso cautelare della società Fonderie Pisano, confermando la revoca dell&#8217;autorizzazione integrata ambientale (AIA) disposta dalla Regione Campania nel marzo 2026. Questa decisione mantiene [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso cautelare della società Fonderie Pisano, confermando la revoca dell&#8217;autorizzazione integrata ambientale (AIA) disposta dalla Regione Campania nel marzo 2026. Questa decisione mantiene chiuso lo stabilimento di Salerno, inglobato da anni in un&#8217;area residenziale e oggetto di preoccupazioni per l&#8217;impatto ambientale. La sentenza dei giudici amministrativi sottolinea come le conseguenze di un&#8217;inerzia protrattasi per almeno un ventennio non possano giustificare la continuazione di un&#8217;attività produttiva di rilevante impatto ambientale, superando così il danno economico allegato dalla società, che includeva la perdita di oltre cento posti di lavoro.</p>
<h2>La conferma del consiglio di stato</h2>
<p>La Sezione Quarta del Consiglio di Stato ha ribadito che l&#8217;interesse economico della Fonderie Pisano, pur significativo per l&#8217;occupazione, non prevale sulla tutela della salute e dell&#8217;ambiente. L&#8217;impianto, infatti, si trova in un&#8217;area densamente abitata, esponendo i residenti a polveri e agenti inquinanti. Già il piano urbanistico del 2006 prevedeva la delocalizzazione dello stabilimento, una previsione che è rimasta inattuata per vent&#8217;anni.</p>
<p>Il collegio ha evidenziato che chi ha atteso così a lungo senza adeguarsi alle normative o procedere con la delocalizzazione non può ora invocare l&#8217;urgenza per evitare le conseguenze delle proprie omissioni.</p>
<h2>Il contesto della sentenza di strasburgo</h2>
<p>Questa pronuncia si inserisce in un quadro giuridico già definito dalla Corte di Strasburgo, che nel maggio 2025 aveva condannato l&#8217;Italia per violazione dell&#8217;articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell&#8217;uomo. La Corte aveva accertato un mancato equilibrio tra l&#8217;interesse dei residenti a non subire gravi danni ambientali e l&#8217;interesse della società nel suo complesso, criticando l&#8217;inerzia delle autorità nel garantire la tutela del diritto alla vita privata dei cittadini.</p>
<p>Questa condanna pilota ha imposto allo Stato italiano l&#8217;obbligo di adottare misure per rendere compatibile l&#8217;impatto ambientale della fonderia con la sua collocazione residenziale o di procedere alla sua delocalizzazione. In esecuzione di tale obbligo internazionale, e dopo che la Fonderie Pisano aveva mancato di adeguare gli impianti alle nuove conclusioni sulle migliori tecniche disponibili pubblicate dalla Commissione europea a fine 2024, la Regione Campania aveva adottato il decreto di decadenza dell&#8217;autorizzazione nel marzo 2026.</p>
<h2>Uno spiraglio per il futuro</h2>
<p>Nonostante la conferma della chiusura, il Consiglio di Stato ha aperto uno spiraglio per il futuro dell&#8217;impianto. I giudici hanno accolto l&#8217;appello della società su un punto specifico: hanno sospeso l&#8217;obbligo di presentare il piano di dismissione e ripristino ambientale. Questa misura è stata ritenuta necessaria per evitare che le decisioni amministrative producano effetti irreversibili sull&#8217;attività industriale e sul diritto dei lavoratori a riprendere l&#8217;attività, qualora sussistano le condizioni di legge.</p>
<p>Ciò significa che, pur restando chiuso, lo stabilimento non è condannato a una dismissione immediata e irreversibile. La società ha ancora la possibilità di presentare un progetto di adeguamento alle nuove prescrizioni tecniche e riaprire così il procedimento di riesame. Se la società non coglierà questa opportunità, il pregiudizio che ne deriverà sarà imputabile alle proprie omissioni. Intanto, il Tribunale amministrativo di Salerno è stato incaricato di fissare con celerità l&#8217;udienza pubblica per approfondire le questioni di merito ancora aperte, come la corretta applicazione dei termini procedimentali, il principio di proporzionalità e le controdeduzioni tecniche presentate dall&#8217;azienda.</p>
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		<title>Aeroporto di Salerno, Wizz Air accelera: sei nuove rotte internazionali entro il 2030</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/aeroporto-di-salerno-wizz-air-accelera-sei-nuove-rotte-internazionali-entro-il-2030/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 06:14:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[L’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi punta a diventare uno dei principali hub del Mezzogiorno per il traffico low cost internazionale. Dopo il debutto operativo dello scalo, è stato annunciato il ritorno di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi punta a diventare uno dei principali hub del Mezzogiorno per il traffico low cost internazionale. Dopo il debutto operativo dello scalo, è stato annunciato il ritorno di <strong>Wizz Air</strong>, che prevede un piano di espansione articolato nei prossimi anni con l’attivazione di sei nuove rotte entro il <strong>2030</strong>.</p>



<p>La compagnia ungherese rafforzerà la propria presenza a partire già dal 2027, quando sono previsti i primi collegamenti internazionali. Parallelamente, dal 2026 entrerà in funzione un nuovo Airbus A321neo basato direttamente nello scalo salernitano, elemento considerato strategico per lo sviluppo dell’infrastruttura.</p>



<p>Secondo i vertici di Gesac, la società che gestisce gli aeroporti di Napoli e Salerno, il progetto rappresenta un investimento importante non solo per il trasporto aereo ma anche per il turismo e l’economia dell’intera provincia. L’obiettivo è aumentare l’accessibilità del territorio, intercettando nuovi flussi turistici diretti verso la Costiera Amalfitana, il Cilento e le principali destinazioni campane.</p>



<p>L’amministratore delegato di Gesac, <strong>Roberto Barbieri</strong>, ha parlato di un “segnale concreto di fiducia” nelle prospettive di crescita del territorio, sottolineando come l’espansione della compagnia possa favorire occupazione, investimenti e sviluppo economico locale.</p>



<p>Nel piano industriale della società aeroportuale, Salerno avrà un ruolo complementare rispetto allo scalo di Napoli, con l’obiettivo di alleggerire il traffico del capoluogo campano e ampliare l’offerta di collegamenti internazionali.</p>



<p>L’annuncio è stato accolto positivamente anche dal mondo produttivo e sindacale. Secondo diverse associazioni di categoria, il potenziamento dello scalo potrebbe trasformarsi in una leva strategica per il turismo e per la competitività dell’intero territorio salernitano.</p>
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		<title>Supply chain, Federlogistica: il nuovo potere globale passa dalla logistica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/supply-chain-federlogistica-il-nuovo-potere-globale-passa-dalla-logistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 09:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[federlogistica]]></category>
		<category><![CDATA[supply chain]]></category>
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					<description><![CDATA[Falteri (Federlogistica) rilancia una ricerca americana: «Chi controlla la supply chain e gli approvvigionamenti controlla i nodi strategici dell’economia mondiale e guadagnerà sempre di più.» «La logistica non è solo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Falteri (Federlogistica) rilancia una ricerca americana: <em>«</em>C<em>hi controlla la supply chain e gli approvvigionamenti controlla i nodi strategici dell’economia mondiale e guadagnerà sempre di più.</em>»</p>



<p>«<em>La logistica non è solo il presente; è specialmente il futuro</em>.» A sostenerlo è il presidente di Federlogistica, Davide Falteri, che a supporto di questa tesi non mette solo la proliferazione dei conflitti e delle tensioni con conseguenze immediate proprio sulla continua riprogrammazione della supply chain, ma anche i risultati di uno studio condotto negli Stati Uniti dall’Institute for Supply Managent (ISM). Studio denominato “Salary &amp; Compensation 2026” dal quale si evince un dato incontrovertibile: la dinamica dei salari e dei bonus per i manager, i dirigenti, e più in generale per tutti gli occupati del settore logistico, segue una linea di crescita nettamente più accentuata rispetto a qualsiasi altra attività economica, sia industriale che commerciale.</p>



<p>In parole povere, il vero ascensore sociale nei prossimi anni, con incrementi record nelle remunerazioni, si realizzerà nel comparto della regia dei trasporti, degli approvvigionamenti e della gestione della supply chain.</p>



<p><strong>Da logistici a registi della supply chain</strong></p>



<p>Anche la professionalità di chi opera nel settore logistico sarà ben diversa da quella attuale: con l’aumento della complessità operativa, la proliferazione dei rischi e l’inasprirsi delle aspettative dei clienti, il ruolo del responsabile logistico si espanderà ben oltre i confini del trasporto e del magazzinaggio. Già oggi i professionisti della logistica supervisionano gli investimenti tecnologici, gestiscono i rischi lungo catene di approvvigionamento globali e allineano la strategia della supply chain agli obiettivi aziendali anche produttivi più ampi.</p>



<p>Secondo le risposte al questionario “Salary &amp; Compensation 2026” di Logistics Management i dirigenti gestiscono budget più ampi, ma anche sistemi complessi, guidando investimenti in capitale e rispondono alle interruzioni in tempo reale, bilanciando costi, servizio e rischio.</p>



<p>Nonostante orari più lunghi e un ambito più ampio, la professione (la ricerca riguarda gli Stati Uniti, ma secondo Falteri anche in Europa fornirebbe riscontri analoghi) continua ad attrarre sia nuovi sia esperti professionisti. Molti intervistati descrivono una crescita di carriera costante e un forte coinvolgimento nel lavoro, pur riconoscendo livelli crescenti di stress e carichi più pesanti.</p>



<p>La professione è solida – sottolinea il presidente di Federlogistica – e l’intera economia produttiva ma anche distributiva continua a dipendere dalla logistica e dalla gestione degli approvvigionamenti come funzioni strategiche, in un mercato in cui la gestione degli approvvigionamenti non può avere successo senza una forte integrazione con la logistica, e la logistica non può avere successo senza la gestione degli approvvigionamenti”.</p>



<p>Lo studio 2026 lo conferma con nuovi dati che mostrano una crescita costante delle retribuzioni, responsabilità in espansione e una professione ormai al centro delle performance aziendali. L’indagine, basata sui gangli strategici del mercato Usa, ha preso in esame oltre 160 risposte qualificate.</p>



<p><strong>Stipendi in forte crescita negli Usa</strong></p>



<p>Dopo un calo nel 2025, gli stipendi tornano a crescere. La media annua ha raggiunto $126.400 nel 2026, rispetto ai $120.600 dell’anno precedente. Questo indica che il calo del 2025 è stato un episodio isolato, non una tendenza. Il 32% guadagna tra $150.000 e $249.999, mentre il 9% supera i $250.000</p>



<p>La fascia intermedia resta stabile: il 31% guadagna tra $100.000 e $149.999. Tuttavia, il 10% guadagna meno di $60.000, segno che le retribuzioni variano significativamente in base a dimensione aziendale, regione e responsabilità. Il 57% degli intervistati ha ricevuto un aumento rispetto al 2025; il 38% ha mantenuto lo stesso salario; solo il 5% ha registrato una diminuzione (contro il 10% del 2025).</p>



<p>Il settore è dominato dall’esperienza: il 42% ha tra 55 e 64 anni, e il 17% oltre 65. Solo il 3% ha meno di 35 anni. I salari seguono l’esperienza: $133.215 (55-64 anni), $129.990 (45-54), $120.880 (35-44). Gli over 65 guadagnano $113.570, mentre gli under 35 $74.875.</p>



<p><strong>Il ruolo continua a espandersi</strong></p>



<p>I ruoli più comuni includono logistics manager/director (17%), VP/general manager (11%), e altri ruoli di supply chain, operations ed engineering (8% ciascuno).</p>



<p>Il titolo incide molto sulla retribuzione: VP/general manager guadagnano $215.650, direttori/manager trasporti $148.255, management aziendale $147.700. Warehouse manager $86.200, procurement $106.700.</p>



<p>Il 76% segnala un aumento delle responsabilità negli ultimi 2-3 anni (contro il 67% dell’anno precedente), mentre solo il 2% ha visto una riduzione.</p>
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		<title>Convegno “Antiriciclaggio nel territorio della Magna Grecia”: a Vallo della Lucania istituzioni e professionisti a confronto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/convegno-antiriciclaggio-nel-territorio-della-magna-grecia-a-vallo-della-lucania-istituzioni-e-professionisti-a-confronto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 16:57:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Si terrà venerdì 22 maggio 2026 alle ore 16.00, presso l’Auditorium Leo De Berardinis di Vallo della Lucania, il Convegno nazionale “Antiriciclaggio nel territorio della Magna Grecia: comprendere il rischio [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si terrà venerdì 22 maggio 2026 alle ore 16.00, presso l’Auditorium Leo De Berardinis di Vallo della Lucania, il Convegno nazionale “Antiriciclaggio nel territorio della Magna Grecia: comprendere il rischio per proteggere l’economia locale”, promosso dalla Banca.</p>



<p>L’iniziativa rappresenta un momento di approfondimento e confronto tra istituzioni, sistema bancario, magistratura, autorità investigative e professionisti, con l’obiettivo di analizzare i principali fenomeni di riciclaggio, le metodologie di prevenzione e gli strumenti di contrasto, anche alla luce delle trasformazioni in atto nei mercati finanziari.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>analisi dei principali modelli di rischio e di riciclaggio, anche in relazione all’evoluzione della criminalità organizzata;</li>



<li>ruolo delle Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS) quale presidio centrale di prevenzione;</li>



<li>nuove sfide connesse a fintech, criptovalute e innovazione finanziaria;</li>



<li>evoluzione dei soggetti obbligati e ampliamento degli ambiti applicativi;</li>



<li>ruolo delle banche del territorio nel presidio dei rischi e nella tutela dell’economia locale.<br>Interverranno relatori di primario livello nazionale, tra cui: Francesco Rotondo (Procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania), Giancarlo Varola (Chief AML Officer – Gruppo BCC Iccrea), Gian Gaetano Bellavia (esperto di diritto penale dell’economia e analista investigativo), Emmanuele Di Fenza (già Group Head AML – Intesa Sanpaolo), Lorenzo Savastano (Ufficiale della Guardia di Finanza – Comando Generale, Roma).<br>La presente nota è accompagnata dalla locandina ufficiale del convegno, contenente programma e dettagli organizzativi, che può essere liberamente diffusa e pubblicata sui canali informativi.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Animali domestici sempre più costosi: quanto pesa avere un cane o un gatto nel 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/animali-domestici-sempre-piu-costosi-quanto-pesa-avere-un-cane-o-un-gatto-nel-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 15:06:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adozioni & Volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Life]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[costo animali]]></category>
		<category><![CDATA[gatti cani]]></category>
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					<description><![CDATA[Avere un cane o un gatto in Italia costa sempre di più. Tra inflazione, rincari del pet food, visite veterinarie e assicurazioni sanitarie, il conto per le famiglie è salito [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Avere un cane o un gatto in Italia costa sempre di più. Tra inflazione, rincari del pet food, visite veterinarie e assicurazioni sanitarie, il conto per le famiglie è salito sensibilmente nell’ultimo anno. E per molti italiani il peso economico degli animali domestici sta diventando una voce stabile — e onerosa — del bilancio familiare.</p>



<p>Secondo una ricerca commissionata da Facile.it all’istituto EMG Different, mantenere un cane nel 2025 è costato in media 1.263 euro l’anno, mentre per un gatto la spesa media si è attestata a 767 euro. Rispetto all’anno precedente, il rincaro medio è stato di 149 euro per animale.</p>



<p>Numeri che raccontano un fenomeno sempre più evidente: gli animali domestici sono considerati membri della famiglia, ma mantenerli richiede oggi una capacità di spesa che non tutti riescono più a sostenere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il veterinario pesa più del cibo</h2>



<p>A incidere maggiormente sono soprattutto le cure veterinarie. Secondo l’indagine, le visite di controllo sono aumentate mediamente di 44 euro all’anno, risultando la voce con il rincaro più elevato. Seguono il pet food (+27 euro) e le assicurazioni (+20 euro).</p>



<p>Per un cane, la spesa annuale media per il cibo raggiunge i 358 euro; per i gatti circa 240 euro. A queste si aggiungono vaccinazioni, farmaci, esami diagnostici, antiparassitari, lettiere, educatori cinofili, pensioni e pet sitter.</p>



<p>Il problema emerge soprattutto quando arrivano gli imprevisti. Oltre 4 milioni di proprietari dichiarano di aver affrontato spese veterinarie straordinarie superiori ai 500 euro nell’ultimo anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le rinunce delle famiglie</h2>



<p>L’effetto del caro-pet si vede anche nei comportamenti quotidiani. Sempre più persone cercano offerte online, acquistano confezioni maxi di crocchette o rinviano visite veterinarie considerate non urgenti.</p>



<p>Secondo i dati raccolti dall’indagine, quasi 4 milioni di italiani hanno posticipato controlli o esami diagnostici per motivi economici.</p>



<p>Sui forum online dedicati agli animali domestici aumentano le testimonianze di famiglie che raccontano budget mensili superiori ai 100 o 150 euro anche per un solo animale, soprattutto scegliendo alimenti premium e controlli sanitari frequenti.</p>



<p>In molti casi, il problema non è il costo ordinario ma l’incertezza delle emergenze. Un intervento chirurgico, una risonanza o una terapia specialistica possono far lievitare rapidamente il conto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Crescono le assicurazioni, ma restano poche</h2>



<p>Per far fronte ai costi sanitari, cresce lentamente il mercato delle polizze veterinarie. Tuttavia, solo il 22% dei proprietari italiani ha sottoscritto un’assicurazione per il proprio animale domestico.</p>



<p>Negli ultimi anni molte compagnie hanno introdotto formule mensili più accessibili, ma il settore rimane ancora poco diffuso rispetto ad altri Paesi europei.</p>



<p>Eppure la domanda cresce. Soprattutto tra giovani coppie e famiglie urbane, che considerano il cane o il gatto parte integrante del nucleo familiare e sono più propense a investire in prevenzione, alimentazione di qualità e cure specialistiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una pet economy da oltre 5 miliardi</h2>



<p>Il paradosso è che, mentre le famiglie fanno i conti con rincari e rinunce, il mercato degli animali domestici continua a espandersi. Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2026, il settore pet food e pet care in Italia ha raggiunto un valore di 5,3 miliardi di euro, con una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente.</p>



<p>A trainare il comparto sono soprattutto alimenti premium, prodotti funzionali, snack salutistici e servizi dedicati al benessere animale.</p>



<p>Nel frattempo, però, cresce anche un’altra tendenza: famiglie che rinunciano ad adottare un animale o che valutano con maggiore cautela l’arrivo di un cane o un gatto in casa.</p>



<p>Perché nel 2026, oltre all’affetto, serve anche un budget adeguato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Sud Italia si rafforza nel Mediterraneo e sale al 2° posto per attrattività</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-sud-italia-si-rafforza-nel-mediterraneo-e-sale-al-2-posto-per-attrattivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 10:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libro bianco]]></category>
		<category><![CDATA[meditettaneo]]></category>
		<category><![CDATA[sud italia]]></category>
		<category><![CDATA[verso sud]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Mediterraneo Allargato risulta caratterizzato da instabilità e incertezza, che rappresentano sia la causa sia l’effetto della sua crescente centralità. Sono tre, in particolare, gli aspetti che rendono significativa questa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Mediterraneo Allargato risulta caratterizzato da instabilità e incertezza, che rappresentano sia la causa sia l’effetto della sua crescente centralità. Sono tre, in particolare, gli aspetti che rendono significativa questa centralità e che lo connotano come spazio privilegiato di crescita e cooperazione per il nostro Paese: materie prime ed energia, demografia e sicurezza.</p>



<p>È il quadro che emerge dal <a href="https://www.ambrosetti.eu/scenario-sud/forum-verso-sud/" data-type="link" data-id="https://www.ambrosetti.eu/scenario-sud/forum-verso-sud/">Libro Bianco</a> presentato oggi nella giornata di apertura della quinta edizione del Forum Internazionale del Mediterraneo “Verso Sud: La strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo”, organizzato da TEHA Group (The European House – Ambrosetti) a Sorrento (Grand Hotel Excelsior Vittoria).</p>



<p>Il Forum è una piattaforma pubblico-privata a carattere internazionale che TEHA Group ha lanciato con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la finalità di riunire, in un unico think tank, le migliori imprese, Istituzioni, rappresentanti dell’accademia e della ricerca, per costruire, valorizzare e comunicare una nuova idea di Sud e di Paese, fortemente proiettata sul Mediterraneo.</p>



<p><strong>Un posizionamento che continua a rafforzarsi</strong></p>



<p>Secondo il Mediterranean Sustainable Development Index 2026, il Sud Italia sale al 2° posto tra le economie più attrattive e competitive dell’area mediterranea (a pari merito con la Spagna), confermando una traiettoria di progressivo rafforzamento del proprio posizionamento.</p>



<p>Il Sud Italia si conferma:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>1° per dotazione di risorse</strong></li>



<li><strong>5° per performance economica</strong></li>



<li><strong>8° per dimensione sociale</strong></li>



<li><strong>7° per innovazione</strong></li>
</ul>



<p>Si tratta di un risultato che riflette una combinazione di fattori: la dotazione di risorse, la potenziale capacità produttiva e il ruolo sempre più rilevante nei flussi energetici e logistici. Restano ampi margini di miglioramento, in particolare nei campi dell’innovazione e della dimensione sociale, che rappresentano le direttrici su cui dovranno concentrarsi pubblico e privato per rendere lo sviluppo del Sud maturo e stabile.</p>



<p><strong>Crescita più dinamica e investimenti in aumento</strong></p>



<p>Negli ultimi anni, complici gli investimenti del PNRR, il Sud Italia ha registrato una crescita più sostenuta rispetto al resto del Paese. Tra il 2019 e il 2024:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>il PIL è cresciuto del +7,7%, superiore al Nord (+5,9%) e al Centro (+3,7%)</strong></li>



<li><strong>l’occupazione è aumentata del +6,6%, superiore al Nord (+3,9%) e al Centro (+3,7%)</strong></li>
</ul>



<p>Seppur in rallentamento, anche nel 2025 si stima una crescita del Sud Italia leggermente superiore alla media nazionale (+0,7% contro +0,5% del Centro-Nord).</p>



<p>Questo andamento si inserisce in un percorso di rafforzamento del tessuto produttivo, sostenuto da investimenti pubblici e privati e da una rinnovata capacità di attrarre capitali e iniziative imprenditoriali, pur in presenza di situazioni di crisi complessa da gestire, come quella dell’automotive.</p>



<p>Parallelamente, alcune filiere ad alto contenuto di innovazione – aerospazio, difesa, farmaceutico e digitale – stanno dimostrando dinamismo, affiancando un contributo crescente a fianco di settori più tradizionali, come agroalimentare e turismo.</p>



<p>Dal 2021, anno di avvio dell’iniziativa “Verso Sud”, il Gruppo di Lavoro TEHA ha mappato nel Sud Italia investimenti nuovi o incrementali con orizzonte al 2030 per oltre 373 miliardi di euro, in grado di attivare più di 1,4 milioni di occupati.</p>



<p><strong>Il Sud sempre più centrale per la sicurezza energetica italiana ed europea</strong></p>



<p>Le tensioni geopolitiche degli ultimi anni hanno riportato al centro i temi della sicurezza e autonomia strategica del Paese e dell’Europa in molti campi, dalla difesa alla sicurezza energetica.</p>



<p>In questo contesto, il Sud Italia si rafforza come snodo strategico per la diversificazione degli approvvigionamenti energetici e per la resilienza del sistema nazionale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>nel 2025 il 77,2% del gas importato via gasdotto è transitato dal Sud</strong></li>



<li><strong>il Sud detiene il 48,6% delle riserve nazionali di gas</strong></li>



<li><strong>concentra l’86,5% delle riserve petrolifere italiane</strong></li>
</ul>



<p>Resta il nodo dello sviluppo delle rinnovabili e della gestione delle intermittenze, che rimette al centro la questione dello sviluppo di “autostrade energetiche” del Mediterraneo e della strategia industriale che il Paese intende perseguire nel settore energetico.</p>



<p>Con riferimento alla transizione energetica, un ruolo chiave è svolto dal trasporto marittimo e dall’economia del mare.</p>



<p>Le 8 Regioni del Sud Italia contribuiscono all’Economia del Mare nazionale per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>il 32,5% del valore aggiunto</strong></li>



<li><strong>il 37,7% dell’occupazione del settore</strong></li>
</ul>



<p>Il Sud può costruire la propria agenda di sviluppo attorno alla “risorsa mare”, grazie ai primati mediterranei nel trasporto merci e passeggeri, nella cantieristica e nella nautica.</p>



<p><strong>Infrastrutture e connessioni: fattore decisivo</strong></p>



<p>La cornice comune di ogni politica dedicata allo sviluppo del Sud è rappresentata dal rafforzamento infrastrutturale. Il PNRR e i piani industriali nazionali stanno sostenendo investimenti su:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>rete ferroviaria ad alta velocità</strong></li>



<li><strong>porti e logistica</strong></li>



<li><strong>digitalizzazione</strong></li>
</ul>



<p>Per le infrastrutture del Sud Italia sono impegnati dal Gruppo FS circa 100 miliardi di euro nel decennio 2026-2035.</p>



<p>Questi interventi sono considerati centrali per migliorare l’attrattività del Sud per gli investitori e ridurre i divari territoriali.</p>



<p><strong>Filiere strategiche e base industriale</strong></p>



<p>Il Libro Bianco si concentra anche su alcune filiere strategiche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Automotive:</strong> il Sud Italia sarebbe il 15° Paese europeo per export automotive, con 5,7 miliardi di euro esportati nel 2025, ma la produzione nazionale è crollata del -15,3% tra 2023 e 2024.</li>



<li><strong>Aerospazio:</strong> forte concentrazione in Campania e Puglia, con il comparto Aerospazio &amp; Difesa indicato come settore in forte espansione.</li>



<li><strong>Farmaceutico:</strong> la Campania rappresenta oltre il 73,2% delle esportazioni del Sud.</li>



<li><strong>Agrifood:</strong> il Sud Italia sarebbe l’11° Paese europeo per export agroalimentare, con 13 miliardi di euro esportati nel 2025.</li>
</ul>



<p>In diversi comparti si osserva una crescita della dimensione media delle imprese e della loro capacità di generare valore nel tempo.</p>



<p><strong>Capitale umano e demografia</strong></p>



<p>Il quadro demografico resta complesso. Si stima una riduzione della popolazione del Sud del -16,7% entro il 2050, a causa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>del calo della natalità (-22,4%)</strong></li>



<li><strong>dell’emigrazione, con saldo migratorio negativo (-34,7%)</strong></li>
</ul>



<p>Allo stesso tempo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>il 42,5% dei laureati italiani proviene dal Sud</strong></li>



<li><strong>cresce l’imprenditorialità giovanile</strong></li>
</ul>



<p>Secondo il rapporto, se il Sud Italia raggiungesse la quota di laureati della top-3 europea, ci sarebbero ricadute positive annuali sul PIL pari a 9,8 miliardi di euro.</p>



<p><strong>Mediterraneo al centro della nuova fase globale</strong></p>



<p>L’area euro-mediterranea, che ospita il 17% della popolazione mondiale e il 12% del PIL globale, entra in una nuova fase caratterizzata da instabilità ma anche da crescente rilevanza strategica.</p>



<p>In questo contesto, il Sud Italia si propone come punto di connessione e leva di sviluppo per l’intero sistema europeo.</p>



<p><strong>Una fase complessa che richiede visione e continuità</strong></p>



<p>Il contesto globale resta complesso. Le tensioni geopolitiche, la riorganizzazione delle catene del valore e le dinamiche energetiche stanno ridefinendo gli equilibri internazionali.</p>



<p>In questo scenario, il rafforzamento del ruolo del Sud Italia non è un risultato acquisito ma un processo in corso, che richiede continuità nelle politiche di investimento, capacità di coordinamento tra istituzioni e imprese e un impegno strutturato sul capitale umano.</p>



<p>Le dinamiche demografiche e la difficoltà nel trattenere e attrarre talenti rappresentano, infatti, uno degli elementi più rilevanti da affrontare nel medio periodo, nonostante la presenza di un bacino significativo di giovani qualificati.</p>



<p>«<em>Il Mediterraneo è tornato al centro degli equilibri globali e il Sud Italia è oggi uno degli snodi strategici di questa nuova fase</em>,” ha dichiarato Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group. “<em>I risultati degli ultimi anni sono concreti e trovano conferma anche nella dinamica degli investimenti: dal 2021 ad oggi abbiamo mappato nel Sud Italia oltre 373 miliardi di euro di investimenti nuovi o incrementali al 2030, in grado di attivare più di 1,4 milioni di occupati. È ora essenziale consolidare questo percorso con continuità negli investimenti, nello sviluppo delle infrastrutture, nell’energia e nel capitale umano, per trasformare questo posizionamento in crescita stabile e duratura, e far fronte alle importanti sfide che lo scenario economico e geopolitico sta riservando al territorio</em>.» </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cinipide del castagno in forte espansione, Unci AgroAlimentare: serve tavolo tecnico regionale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cinipide-del-castagno-in-forte-espansione-unci-agroalimentare-serve-tavolo-tecnico-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 09:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[cinipide del castagno]]></category>
		<category><![CDATA[unci agroalimentare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=246133</guid>

					<description><![CDATA[La diffusione del Cinipide del Castagno sta mettendo a rischio l’intera filiera castanicola campana.L’Unci AgroAlimentare, dopo aver raccolto le istanze delle cooperative aderenti e dei castanicoltori, lancia l’allarme: la presenza [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La diffusione del Cinipide del Castagno sta mettendo a rischio l’intera filiera castanicola campana.<br>L’Unci AgroAlimentare, dopo aver raccolto le istanze delle cooperative aderenti e dei castanicoltori, lancia l’allarme: la presenza del parassita, ormai segnalata in tutte le province della Campania, rappresenta un peggioramento evidente del quadro fitosanitario regionale e richiede un intervento immediato.</p>



<p>«<em>Le segnalazioni che stiamo ricevendo da produttori, amministrazioni locali e cooperative</em> &#8211; dichiara il presidente nazionale di Unci AgroAlimentare, Gennaro Scognamiglio &#8211;<em> indicano un peggioramento rapido e preoccupante della situazione. Il castagno è una risorsa economica, ambientale e culturale della Campania. Non possiamo permettere che un parassita comprometta la stagione in corso e quelle future. Chiediamo quindi alla Regione l’istituzione urgente di un tavolo tecnico permanente per coordinare monitoraggi, interventi e strategie di contenimento</em>.» </p>



<p>Sulla base delle rilevazioni raccolte da Unci &#8211; Federazione Regionale Campania, tramite il proprio rappresentante del settore Massimo Oricchio, unitamente ai responsabili delle federazioni Unci di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno è stato possibile effettuare un monitoraggio delle criticità sui territori :<br>&#8211; Cilento — Le segnalazioni sono in aumento e arrivano da aree già colpite negli anni scorsi. comuni come Futani hanno già chiesto supporto. Le galle sono numerose e diffuse, segno di una ripresa dell’infestazione.<br>&#8211; Casertano – Area di Roccamonfina — Le infestazioni stanno interessando zone prima marginali. La densità di galle per rametto è aumentata rispetto allo scorso anno. Questo indica una pressione crescente del parassita.<br>&#8211; Irpinia – Distretto della Castagna di Montella IGP — L’allarme è alto. L’Irpinia ha già combattuto duramente contro il cinipide. Ora serve una risposta immediata per evitare un nuovo crollo produttivo.<br>&#8211; Sannio – Area di Montesarchio — Le cooperative segnalano un peggioramento significativo. La situazione è grave e richiede azioni immediate. Il cinipide compromette la formazione delle gemme e indebolisce la pianta, con effetti che si trascinano per anni.<br>&#8211; Monti Lattari – Area di Pimonte e Monte Faito — In dodici mesi la situazione è peggiorata. Siamo passati da poche segnalazioni a un vero allarme territoriale.</p>



<p>Unci AgroAlimentare chiede alla Regione Campania l’attivazione immediata di un Piano regionale coordinato, articolato in quattro azioni: monitoraggio e mappatura sistematica con rilevamento della diffusione del parassita su base provinciale e distrettuale; lotta biologica e integrata: potenziamento dei lanci del Torymus sinensis, antagonista naturale del cinipide; istituzione di un tavolo tecnico regionale con enti fitosanitari, distretti, consorzi e organizzazioni agricole; assistenza tecnica, formazione e misure di sostegno per le aziende colpite.</p>



<p>«<em>Il castagno campano</em> &#8211; conclude il presidente Gennaro Scognamiglio –<em> è un patrimonio da difendere. Unci AgroAlimentare è pronta a collaborare con la Regione e con tutti gli attori del settore per garantire una risposta tempestiva ed efficace. La stagione 2026 non può essere lasciata al caso</em>.»</p>
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		<item>
		<title>Salerno: al via “Next”, il nuovo corso per praticanti dei Consulenti del Lavoro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-al-via-next-il-nuovo-corso-per-praticanti-dei-consulenti-del-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 14:44:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha preso ufficialmente il via “Next”, il nuovo corso per praticanti promosso dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro della provincia di Salerno, un percorso formativo profondamente rinnovato e orientato ai cambiamenti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Ha preso ufficialmente il via “Next”, il nuovo corso per praticanti promosso dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro della provincia di Salerno, un percorso formativo profondamente rinnovato e orientato ai cambiamenti del mercato del lavoro e della professione.</p>



<p class="p1">L’iniziativa ha registrato la partecipazione di 40 praticanti, un dato che conferma il forte interesse delle nuove generazioni verso una professione che continua a evolversi e a ridefinire il proprio ruolo all’interno del sistema economico e produttivo.</p>



<p class="p1">Il corso, che si concluderà il 29 settembre 2026, coinvolge esperti del settore, docenti universitari e professionisti del Centro Studi “Erasmo Formetta”, in un impianto didattico pensato per integrare teoria, pratica e analisi dei nuovi scenari occupazionali.</p>



<p class="p1">«Formare oggi un consulente del lavoro significa preparare un professionista ad affrontare le sfide del futuro con competenza, responsabilità e visione» ha dichiarato il presidente dell’Ordine, Marcello Zinno. «Il successo delle adesioni rappresenta un segnale importante e testimonia la volontà dei giovani praticanti di investire in una formazione qualificata e al passo con i tempi. Con questa iniziativa, giunta alla 41esima edizione, l’Ordine conferma il proprio impegno nella valorizzazione della professione e nella costruzione di percorsi formativi capaci di rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro sempre più dinamico, innovativo e interconnesso».</p>



<p class="p1">Il nuovo percorso “Next” punta a fornire ai praticanti non solo competenze tecnico-giuridiche solide, ma anche strumenti innovativi e capacità trasversali fondamentali per affrontare le trasformazioni in atto. Il programma è stato infatti ripensato per integrare preparazione specialistica, approccio multidisciplinare e capacità di interpretare i cambiamenti del mondo del lavoro.</p>



<p class="p1">Ampio spazio sarà dedicato ai temi della trasformazione digitale, dell’innovazione organizzativa, dell’intelligenza applicata agli studi professionali e all’evoluzione normativa legata ai processi di cambiamento, con l’obiettivo di formare consulenti del lavoro sempre più preparati e consapevoli delle dinamiche contemporanee.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guerra e caro energia, Istat: «Prospettive economiche incerte»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/guerra-e-caro-energia-istat-prospettive-economiche-incerte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 09:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[caro energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[prospettive economiche]]></category>
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					<description><![CDATA[L’economia globale rallenta sotto il peso delle tensioni geopolitiche e dell’aumento dei prezzi energetici. È il quadro delineato dall’Istat nella nuova Nota sull’andamento dell’economia, che evidenzia come i dati attualmente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’economia globale rallenta sotto il peso delle tensioni geopolitiche e dell’aumento dei prezzi energetici. È il quadro delineato dall’Istat nella nuova Nota sull’andamento dell’economia, che evidenzia come i dati attualmente disponibili incorporino solo in parte gli effetti del conflitto in Medio Oriente.</p>



<p>Secondo l’Istituto di statistica, la guerra sta provocando una forte riduzione dell’offerta e un marcato rialzo delle materie prime energetiche, con conseguenze ancora difficili da stimare. Le prospettive restano dunque incerte e strettamente legate alla durata del conflitto e alle sue ricadute sul mercato dell’energia. L’inflazione globale, che sembrava avviata verso una fase di rallentamento, ha infatti registrato nuove pressioni al rialzo, inducendo le banche centrali a sospendere il previsto ciclo di tagli dei tassi d’interesse.</p>



<p>Nel primo trimestre del 2026, osserva l’Istat, il ciclo economico internazionale è stato caratterizzato dal forte dinamismo dell’Asia, dalla buona performance degli Stati Uniti e dalla persistente debolezza dell’Europa. In questo contesto, il Pil italiano è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, proseguendo il percorso di espansione avviato nella seconda metà del 2025. La crescita italiana risulta superiore a quella francese, ferma allo 0%, ma inferiore rispetto a Spagna (+0,6%) e Germania (+0,3%). La variazione acquisita per il 2026 si attesta al +0,5%.</p>



<p>Sul fronte interno, la produzione industriale ha segnato una flessione dello 0,2%, mentre l’occupazione è cresciuta lievemente (+0,1%). Ad aprile, secondo le stime preliminari, l’indice Ipca è aumentato del 2,9% su base annua, avvicinandosi alla media dell’Eurozona.</p>



<p>La Nota dedica spazio anche al tema del drenaggio fiscale. Secondo le simulazioni effettuate con il modello FaMiMod, le riforme fiscali introdotte tra il 2021 e il 2026 hanno più che compensato gli effetti dell’inflazione sui redditi, garantendo un beneficio medio di circa 40 euro per contribuente. L’Istat ricorda che il fiscal drag si verifica quando l’aumento nominale dei redditi spinge i contribuenti verso scaglioni Irpef più elevati, aumentando così l’aliquota media effettiva.</p>



<p>Determinante, secondo l’Istituto, è stato il passaggio dalle detrazioni per i figli a carico all’Assegno unico, indicizzato al costo della vita. Le misure fiscali adottate avrebbero avuto un forte effetto redistributivo, favorendo soprattutto i redditi medio-bassi e i lavoratori dipendenti, mentre pensionati e contribuenti con redditi più elevati risultano penalizzati o non pienamente compensati.</p>



<p>Nel rapporto trova spazio anche un’analisi sulle relazioni economiche con la Cina. Uno studio della Banca Centrale Europea evidenzia come la crescente competitività industriale cinese rappresenti una sfida per l’Europa, soprattutto nei comparti avanzati come elettronica e automotive. Tuttavia, le importazioni di beni intermedi ad alta tecnologia dalla Cina potrebbero avere effetti positivi sulla produzione industriale europea nel breve periodo, pur lasciando aperti rischi strutturali e strategici nel lungo termine.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rapporto AGRIcoltura100: oltre il 57% delle aziende agricole raggiunge livelli elevati di sostenibilità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rapporto-agricoltura100-oltre-il-57-delle-aziende-agricole-raggiunge-livelli-elevati-di-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 09:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto agricoltura100]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=245960</guid>

					<description><![CDATA[L’agricoltura italiana sta attraversando un contesto complesso, caratterizzato da sfide globali e nazionali che rendono fondamentale rafforzare la capacità competitiva delle imprese. Anche all’interno di questo scenario, la sostenibilità si [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’agricoltura italiana sta attraversando un contesto complesso, caratterizzato da sfide globali e nazionali che rendono fondamentale rafforzare la capacità competitiva delle imprese. Anche all’interno di questo scenario, la sostenibilità si conferma un fattore determinante di successo aziendale e di sviluppo per l’ambiente, il territorio e l’intero Paese.</p>



<p>La quota di imprese che raggiungono un livello elevato continua ad aumentare, salendo al 57,9% dal 49,3% del 2020, primo anno di indagine. Nello stesso periodo si dimezza dal 21,6% all’11,9% la quota di aziende ferme a un livello soltanto iniziale.</p>



<p>Nell’ultimo anno, inoltre, registra una crescita del fatturato il 30,6% delle imprese con livello alto di sostenibilità, contro il 14,6% di quelle con livello base.</p>



<p>È quanto emerge dalla sesta edizione di AGRIcoltura100, l’iniziativa pluriennale di Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura, nel Rapporto 2026 realizzato da MBS Consulting (Gruppo Cerved). L’indagine è stata condotta su oltre 3.800 aziende del comparto, in costante crescita dal 2020. I risultati sono stati presentati questa mattina a Roma, a Palazzo Della Valle, sede di Confagricoltura.</p>



<p><strong>Tensioni globali e impatti sul settore</strong></p>



<p>L’indagine ha anche verificato le conseguenze delle tensioni nel commercio internazionale e dei dazi che hanno limitato un mercato strategico come quello statunitense.</p>



<p>Il 42% degli agricoltori si dice preoccupato per l’effetto dei conflitti commerciali. Le imprese intervistate hanno segnalato in particolare un aumento dei costi delle materie prime, difficoltà di mercato e riduzione delle quantità esportate. In risposta, più del 70% delle aziende che operano sui mercati esteri ha attivato nuove politiche: il 45% ha ricercato nuovi mercati di destinazione, il 20% ha rivisto i contratti e le condizioni commerciali con l’estero, altre ancora (sempre 20%) si sono riorientate verso il mercato interno. Le tensioni commerciali hanno provocato difficoltà e aumento dei costi anche negli acquisti, e il 20% delle imprese agricole hanno cercato fornitori alternativi.</p>



<p>Più recentemente, il conflitto in Medio Oriente ha aperto un ciclo di crisi energetica e inflazione al quale l’agricoltura italiana è particolarmente esposta. Già lo scorso anno, il 42% delle imprese agricole aveva subito un aumento dei costi, e solamente una su quattro (26,4%) segnalava di avere capacità di intervento sui prezzi di vendita. La morsa dei costi, tra le conseguenze, va a comprimere la redditività delle imprese: il 47,5% delle aziende intervistate ottiene un utile inferiore al 5% del fatturato.</p>



<p><strong>Sostenibilità in aumento in tutte le dimensioni</strong></p>



<p>La sostenibilità è un movimento trasversale e i suoi livelli sono alquanto omogenei nel territorio, senza grandi differenze tra Nord e Sud. Le imprese più strutturate raggiungono livelli più elevati, ma è comunque significativa la quota di aziende di piccole dimensioni con un alto indice di sostenibilità.</p>



<p>L’area che è cresciuta maggiormente è la sostenibilità ambientale, nella quale le aziende di livello elevato sono aumentate dal 49% nel 2020 al 63,8% nel 2025. Rilevante anche l’incremento nella qualità dello sviluppo, che include competitività, innovazione e qualità dell’occupazione, passata dal 49% al 58,9%.</p>



<p>Raggiungono inoltre un livello elevato di sostenibilità il 47,9% delle imprese in area sociale e il 43,9% nella gestione dei rischi e delle relazioni.</p>



<p><strong>Cinque leve per la trasformazione del settore</strong></p>



<p>Le tensioni nel commercio internazionale, la maggiore concorrenza nel mercato interno e le minacce di un nuovo ciclo di inflazione accrescono l’urgenza di una trasformazione dell’agricoltura italiana che allarghi la scala di attività delle imprese e rafforzi l’integrazione di filiera.</p>



<p>Il Rapporto individua cinque fattori di sostenibilità che potranno guidare questa trasformazione nel prossimo futuro.</p>



<p><strong>Qualità come fattore competitivo</strong></p>



<p>La qualità, intesa come combinazione di origine, tracciabilità, sicurezza, sostenibilità e valore simbolico del prodotto, è probabilmente il principale fattore distintivo dell’agricoltura italiana e rappresenta quindi una leva strategica di competizione.</p>



<p>Il 65,5% delle imprese ha raggiunto un livello elevato di sostenibilità in questo ambito, e di queste il 34,6% si trova al livello più alto.</p>



<p><strong>Investimenti e innovazione</strong></p>



<p>L’agricoltura italiana si conferma un settore orientato all’innovazione e infatti il 70,3% delle imprese ha effettuato investimenti negli ultimi due anni.</p>



<p>L’innovazione è il fattore che più di tutti genera impatti positivi sull’ambiente, sulla qualità delle produzioni e sulla stessa economia aziendale, e la sua correlazione con la sostenibilità è fortissima: tra le imprese con livello di sostenibilità alto, l’82,2% presenta un livello di innovazione elevato.</p>



<p><strong>Integrazione industriale</strong></p>



<p>L’eccessiva frammentazione è un fattore strutturale di debolezza dell’agricoltura italiana. Circa la metà delle imprese agricole (50,2%) ha sviluppato attività connesse alla produzione primaria, quali trasformazione di prodotti, produzione energetica, servizi ricettivo-turistici e servizi sociali e di formazione.</p>



<p>Queste attività contribuiscono in misura rilevante alla crescita e alla solidità dell’impresa e per più della metà di quelle che le praticano contribuiscono ai ricavi aziendali per oltre il 30%.</p>



<p><strong>Mitigare la vulnerabilità idrogeologica</strong></p>



<p>Il cambiamento climatico colpisce l’agricoltura, che tuttavia ha un ruolo di primo piano anche nella difesa del territorio, con misure di canalizzazione e razionalizzazione dell’uso delle acque, cura della lavorazione del terreno, barriere naturali alle erosioni e copertura dei terreni non coltivati.</p>



<p>La percezione di essere esposti al rischio è però molto differente tra chi ha subito danni e chi no, dato che chiama in causa la necessità di una vasta opera di informazione e coinvolgimento per accrescere la consapevolezza delle minacce per le imprese agricole e sviluppare competenze sui modi più efficienti per gestire i rischi.</p>



<p><strong>Capitale umano e impatti sociali</strong></p>



<p>Offrire lavoro stabile, attrarre e valorizzare donne e giovani e gestire il ricambio generazionale sono fattori chiave per sviluppare il capitale umano dell’agricoltura e rappresentano quindi un’ulteriore leva a cui guardare in un contesto di evoluzione e sfide come quello attuale.</p>



<p><strong>Le dichiarazioni</strong></p>



<p>«<em>La nuova edizione del Rapporto AGRIcoltura100, realizzata col nostro partner storico Confagricoltura, conferma il ruolo centrale della sostenibilità e dell’innovazione come fattori trasformativi capaci di supportare la crescita delle imprese del settore, permettendo loro di attraversare, con una base solida, anche uno scenario complesso come quello attuale</em>», dichiara Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Group. «<em>Nel loro percorso </em>– aggiunge – <em>un ruolo centrale può essere svolto anche dalle coperture assicurative, che contribuiscono a proteggere l’attività, rafforzare la capacità di prevenzione dei rischi e consolidarne la resilienza per affrontare le sfide future</em>».</p>



<p>Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, sottolinea invece la necessità di un nuovo approccio alla sostenibilità: «<em>Oggi dobbiamo chiederci come affrontare il nuovo percorso della sostenibilità, che rimane un tema assolutamente strategico proprio se ben definito e sviluppato con obiettivi realistici e sfidanti</em>». «<em>Per continuare a investire in questa direzione</em> – conclude – <em>servono politiche di accompagnamento snelle, efficaci, in linea con il contesto internazionale, ma occorre anche un approccio culturale che sicuramente le nuove generazioni hanno già nelle corde. Il ricambio generazionale diventa in questo senso un fattore determinante per raggiungere obiettivi di sostenibilità ancora più importanti, con effetti benefici sull’economia dei territori e di chi li abita</em>». </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal Vallo di Diano a Londra, Gin Agnes tra i migliori gin internazionali del 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-vallo-di-diano-a-londra-gin-agnes-tra-i-migliori-gin-internazionali-del-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 10:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[gin agnes]]></category>
		<category><![CDATA[The Gin Guide Awards 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=245858</guid>

					<description><![CDATA[Il “Gin Agnes”, ideato dall’azienda Zafferano Agnes con sede a Sala Consilina (SA), ha ottenuto due importanti riconoscimenti internazionali ai The Gin Guide Awards 2026 di Londra, una delle competizioni [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il “Gin Agnes”, ideato dall’azienda Zafferano Agnes con sede a Sala Consilina (SA), ha ottenuto due importanti riconoscimenti internazionali ai The Gin Guide Awards 2026 di Londra, una delle competizioni indipendenti più autorevoli e riconosciute nel panorama mondiale dei distillati premium.</p>



<p>Il risultato più prestigioso è arrivato con la conquista del Gold Award 2026 nella categoria “Negroni”, riservata ai migliori gin per la preparazione del celebre cocktail internazionale. A questo importante traguardo si aggiunge anche il Silver Award nella categoria internazionale “Flavoured Gin”, dedicata ai gin caratterizzati da una forte identità aromatica e botanica.</p>



<p>Un risultato di particolare rilievo perché: Gin Agnes ha conquistato il Gold Award nella categoria Negroni confrontandosi con gin provenienti da diversi Paesi del mondo; è risultato l’unico gin allo zafferano premiato in entrambe le categorie; solo tre gin italiani hanno ottenuto un riconoscimento nelle categorie “Flavoured Gin” e “Negroni” 2026, e solo il Gin Agnes ha ottenuto il podio in entrambe le categorie. il progetto nasce nel territorio del Vallo di Diano, nel Sud della provincia di Salerno.</p>



<p>Secondo quanto comunicato ufficialmente dagli organizzatori dei The Gin Guide Awards: «<em>I Negroni realizzati con Gin Agnes sono risultati tra quelli con il punteggio più alto durante le degustazioni alla cieca (blind tasting) effettuate da alcuni dei più autorevoli esperti mondiali di Negroni.</em>»</p>



<p>L’organizzazione sottolinea inoltre che i Gold Awards vengono assegnati in numero molto limitato, proprio per mantenere il massimo livello di credibilità e riconoscibilità internazionale.</p>



<p>Dietro questo importante traguardo ci sono gli imprenditori Vincenzo Vespoli e Maurizio Caporale, fondatori del progetto Zafferano Agnes, nato con l’obiettivo di valorizzare lo zafferano attraverso prodotti premium ad alta identità territoriale e sensoriale. Una storia imprenditoriale che parte da Sala Consilina e che oggi porta il nome del territorio all’interno di uno dei principali circuiti internazionali dedicati al gin premium.</p>



<p>«<em>Ricevere due riconoscimenti internazionali a Londra rappresenta per noi una grandissima emozione</em>», dichiarano i fondatori della Zafferano Agnes. «<em>Questi premi sono il risultato di anni di lavoro, ricerca e passione. Siamo orgogliosi di poter rappresentare il nostro territorio in una competizione internazionale così importante e di vedere premiata la nostra idea di valorizzazione dello zafferano attraverso prodotti autentici e distintivi.</em>»</p>



<p>I The Gin Guide Awards sono organizzati dalla piattaforma britannica The Gin Guide, fondata dal giornalista e consulente internazionale del settore spirits Paul Jackson, figura riconosciuta a livello internazionale come esperto del mondo gin, giudice di competizioni internazionali, divulgatore e autore specializzato nel settore premium spirits.</p>



<p>La guida, nata nel Regno Unito nel 2014, è oggi considerata uno dei principali riferimenti indipendenti internazionali dedicati al mondo del gin, con una vasta community globale di appassionati, operatori horeca, distillerie e professionisti del settore.</p>



<p>Le valutazioni vengono effettuate tramite blind tasting da parte di giudici ed esperti internazionali provenienti dal mondo della distillazione, della mixology, del retail e della distribuzione beverage.</p>



<p>Gin Agnes ha conquistato la giuria grazie: all’utilizzo dello zafferano come elemento distintivo; all’originalità del profilo aromatico; all’equilibrio tra botaniche, agrumi e note speziate; alla forte personalità sensoriale del prodotto; alla particolare efficacia del gin nella preparazione del Negroni.</p>



<p>Lo zafferano rappresenta infatti il cuore identitario del progetto Agnes e contribuisce a rendere il gin immediatamente riconoscibile nel panorama internazionale dei distillati premium.</p>



<p>Il doppio riconoscimento ottenuto a Londra rappresenta oggi anche un’importante opportunità di promozione per il territorio del Vallo di Diano e per le eccellenze imprenditoriali delle aree interne del Sud Italia.</p>
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		<title>OlivitalyMed 2026: il futuro dell’olio Evo tra gusto, innovazione e comunicazione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/olivitalymed-2026-il-futuro-dellolio-evo-tra-gusto-innovazione-e-comunicazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 09:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Lustra Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[castello rocca cilento]]></category>
		<category><![CDATA[olio evo]]></category>
		<category><![CDATA[OlivitalyMed]]></category>
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					<description><![CDATA[L’olio extravergine di oliva non è semplicemente un prodotto, è un racconto di uomini, generazioni, territori e tradizioni che si sviluppa attraverso nuove modalità di narrazione. Questa la riflessione al [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’olio extravergine di oliva non è semplicemente un prodotto, è un racconto di uomini, generazioni, territori e tradizioni che si sviluppa attraverso nuove modalità di narrazione.</p>



<p>Questa la riflessione al centro della terza edizione di OlivitalyMed, la rassegna dedicata alle eccellenze dell’olio extravergine di oliva e dei sapori mediterranei, che ha visto riuniti l’8 maggio al Castello di Rocca Cilento esperti del settore, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni per discutere circa il futuro dell’Olio Evo.</p>



<p>Parla di “<em>Nuovo evo</em>” Maurizio Saggion, esperto diolio evo nel panorama nazionale: «<em>Ci affacciamo ad una nuova era del racconto dell’olio che non può prescindere dal legame con il territorio</em>». «<em>Le rassegne dedicate ad un prodotto sono in grado di promuovere il territorio che lo rappresenta e spingere il turismo verso mete mene note</em>» ha sottolineato il giornalista Angelo Cirasa. «<em>La narrazione dell’olio, a differenza di quanto avviene per il cibo e il vino, ancora non ha raggiunto caratteri di peculiarità e originalità ma il cambiamento è in atto</em>» è la riflessione della scrittrice Cinzia Scaffidi, autrice de “Il senso dell’olio”.</p>



<p>Nel corso della manifestazione è stato inoltre conferito il “Premio Stefano Sgueglia”, ideatore della rassegna, alla memoria del Maestro Peppe Vessicchio, per l’impronta fondamentale che ha lasciato alla manifestazione mettendo a disposizione le sue conoscenze e competenze di “saperi e sapori” in tema di olio evo. A ricevere il premio la moglie di Vessicchio, Errica Mormile.</p>



<p>Il rapporto prodotto-territorio è stato interpretato dalla cucina di Salvatore Notaro, chef executive del Castello di Rocca Cilento che ha proposto piatti della tradizione cilentana esaltando i prodotti del territorio. Inoltre, una masterclass a cura di Oleum ha condotto i partecipanti in un percorso di analisi sensoriale di oli pugliesi, siciliani e brasiliani.</p>
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		<title>Bonus mamme, assegno unico e congedi: cosa cambia nel 2026 tra nuove misure e rafforzamenti del welfare familiare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/bonus-mamme-assegno-unico-e-congedi-cosa-cambia-nel-2026-tra-nuove-misure-e-rafforzamenti-del-welfare-familiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 22:39:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[assegno-unico]]></category>
		<category><![CDATA[bonus]]></category>
		<category><![CDATA[congedi-parentali]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legge-di-bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[mamme]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2026 il sistema italiano di sostegno alla genitorialità si conferma al centro delle politiche pubbliche, con interventi che rafforzano bonus economici, congedi parentali e strumenti già esistenti come l’Assegno [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel 2026 il sistema italiano di sostegno alla genitorialità si conferma al centro delle politiche pubbliche, con interventi che rafforzano bonus economici, congedi parentali e strumenti già esistenti come l’Assegno Unico. Le novità arrivano dalla Legge di Bilancio 2026, che interviene sia sugli importi sia sulle modalità di fruizione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bonus mamme: aumento dell’importo mensile</h3>



<p>La misura più immediata riguarda il cosiddetto “Bonus mamme”, destinato alle lavoratrici con almeno due figli e redditi entro i 40mila euro annui. Nel 2026 l’importo sale fino a 60 euro mensili, rispetto ai 40 euro precedenti, con erogazione non tassata e destinata a dipendenti e autonome iscritte alle gestioni previdenziali. </p>



<p>Il beneficio resta temporaneo e collegato alla presenza di figli minori, con l’obiettivo dichiarato di sostenere il reddito delle madri lavoratrici e favorire la permanenza nel mercato del lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Congedo parentale più lungo e più flessibile</h3>



<p>Importanti cambiamenti riguardano anche il congedo parentale. Dal 2026 il periodo di fruizione viene esteso fino ai 14 anni di età del figlio, ampliando il precedente limite dei 12 anni. </p>



<p>Restano confermate le indennità economiche, con una quota retribuita che può arrivare fino all’80% per i primi mesi in determinate condizioni, mentre si rafforza la possibilità di utilizzo flessibile tra madre e padre.</p>



<p>Anche il congedo per malattia dei figli viene potenziato: il numero di giorni annui raddoppia e la fascia di età coperta viene ampliata fino ai 14 anni. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Assegno Unico: nessun cambiamento strutturale, ma effetti indiretti</h3>



<p>L’Assegno Unico e Universale non subisce modifiche dirette nel 2026, ma le novità sull’ISEE e su altre misure di welfare possono incidere indirettamente sull’importo percepito da alcune famiglie.</p>



<p>In particolare, alcune modifiche alla normativa ISEE introdotte negli ultimi interventi fiscali possono cambiare l’accesso a prestazioni collegate alla condizione economica, influenzando quindi anche la platea dei beneficiari di bonus familiari e contributi aggiuntivi.</p>



<p>Il quadro che emerge è quello di un welfare familiare in progressiva evoluzione: più strumenti economici, congedi più lunghi e una maggiore attenzione alla conciliazione tra lavoro e genitorialità.</p>
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		<title>Festa della mamma: Italia fuori dalla top 10 dei Paesi virtuosi in tema di congedo di maternità, dietro anche a Ungheria e Polonia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/festa-della-mamma-italia-fuori-dalla-top-10-dei-paesi-virtuosi-in-tema-di-congedo-di-maternita-dietro-anche-a-ungheria-e-polonia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 22:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[festa della mamma]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tema del&#160;congedo di maternità&#160;e, più in generale, della genitorialità, rappresenta oggi uno snodo cruciale per le organizzazioni. Non riguarda solo aspetti normativi o retributivi, ma chiama in causa modelli [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il tema del&nbsp;<strong>congedo di maternità</strong>&nbsp;e, più in generale, della genitorialità, rappresenta oggi uno snodo cruciale per le organizzazioni. Non riguarda solo aspetti normativi o retributivi, ma chiama in causa modelli organizzativi, sostenibilità del lavoro e capacità delle aziende di accompagnare le persone nei momenti di transizione della vita. E i dati che emergono&nbsp;<strong>dal report 2026</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong><em>World Population Review</em></strong>&nbsp;dipingono uno scenario quanto mai variegato ed eterogeneo. In&nbsp;<strong>Europa</strong>, l’<strong>Italia</strong>&nbsp;<strong>si posiziona solamente 15esima</strong>&nbsp;(<strong>22 settimane retribuite all’80%</strong>) sotto&nbsp;<strong>Polonia</strong>&nbsp;(26 settimane retribuite al 100%) e&nbsp;<strong>Ungheria</strong>&nbsp;(24 settimane retribuite al 70%) e&nbsp;<strong>San Marino</strong>&nbsp;(22 settimane retribuite al 100%), mentre al primo posto tra i virtuosi c’è la&nbsp;<strong>Croazia&nbsp;</strong>dove sono garantite&nbsp;<strong>58 settimane</strong>&nbsp;di congedo (retribuite al 100% fino a 6 mesi dopo la nascita con poi un&#8217;indennità forfettaria finanziata da fondi pubblici), seguita da&nbsp;<strong>Montenegro&nbsp;</strong>(52 settimane retribuite al 100%),&nbsp;<strong>Regno Unito</strong>&nbsp;(52 settimane, di cui 6 al 90% e dalla 7 alla 39 con un importo inferiore al 90%),&nbsp;<strong>Bosnia ed Erzegovina</strong>&nbsp;(52 settimane dal 50 all’80%),&nbsp;<strong>Albania&nbsp;</strong>(52 settimane retribuite all’80% prima del parto e fino a 150 giorni dopo, al 50% per il restante),&nbsp;<strong>Irlanda</strong>&nbsp;(42 settimane, di cui 26 retribuite all&#8217;80% dello stipendio, ma fino a un tetto massimo stabilito per legge),&nbsp;<strong>Macedonia del Nord</strong>&nbsp;(39 settimane retribuite al 100%) e&nbsp;<strong>Norvegia</strong>&nbsp;(35 settimane retribuite al 100% oppure 150 giorni all’80%). A livello globale, gli&nbsp;<strong>Stati Uniti</strong>&nbsp;<strong>sono invece fanalino di coda con sole 12 settimane</strong>&nbsp;<strong>di congedo garantite</strong>&nbsp;(<strong>ma non pagate</strong>) a livello federale dal&nbsp;<strong><em>Family and Medical Leave Act&nbsp;</em></strong>che però si applica alle sole aziende con almeno 50 dipendenti e ai lavoratori e alle lavoratrici che hanno prestato servizio per almeno 12 mesi.</p>



<p>Se per molte aziende la genitorialità resta un tema da gestire, per&nbsp;<strong><em>Zeta Service</em></strong>&nbsp;è un ambito da progettare. La realtà italiana leader nei servizi payroll e HR admin, consulenza giuslavoristica, sviluppo organizzativo e head hunting – con 1.600 clienti e più di 450 collaboratori e collaboratrici – ha sviluppato da diversi anni il Baby Pack: un ecosistema di misure che supera la logica delle sole tutele di legge e interviene su organizzazione, flessibilità e sostegno concreto alle persone.&nbsp;<strong>Congedi più estesi e inclusivi, smart working e supporti economici mirati</strong>&nbsp;sono alcune delle leve attivate per rendere sostenibile, anche nel lavoro, l’arrivo di un figlio o di una figlia.</p>



<p>&#8220;In un’ottica di reale inclusività e di&nbsp;<em>equally shared parenting</em>&nbsp;&#8211; spiega&nbsp;<strong>Debora Moretti</strong>, Co-CEO&nbsp;di&nbsp;<a href="https://email.mediaddress.espressocommunication.it/c/eJxMzzGOwyAQheHTmNIaBjBQUGyTa0SEGScjGRMZNpFy-pW32a1e9z39lMBFXJ3ipL0PaAJEVFyzbNf-ZJKPtJ0TcVjKjYzXk4Xa7wvOlUky0cG9zzLUI1kTF7syxuxMzpAjwa14B-Qs6xxJSULABRwErUEbPYfVwAo2wmqjicaf9j-V-_PcVlqt37uUPKTt59eWHmM8-2S-JrxMeHm_3_OHR-58vKTwXFqd8KKOdDDl34DJwl3aseeNibciG--jndRf41UooQ8AqEZSr4Q_AQAA__90jlro" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>Zeta Service</em></strong></a>&nbsp;&#8211; “Abbiamo scelto di riconoscere&nbsp;<strong>30 giorni di congedo retribuito a tutti i genitori</strong>, siano essi biologici, sociali, affettivi o intenzionali, garantendo di fatto ai papà&nbsp;<strong>20 giorni extra che si sommano ai 10 obbligatori per legge</strong>. Un approccio che consente di superare una logica ancora sbilanciata e di garantire tempi di cura più equi all’interno della coppia genitoriale. Per accompagnare questa fase anche dal punto di vista organizzativo, prevediamo&nbsp;<strong>lo smart working al 100% nell’ottavo e nono mese di gravidanza</strong>&nbsp;<strong>e, nei primi mesi di vita del bambino o della bambina</strong>, una piena&nbsp;<strong>flessibilità&nbsp;</strong>in termini di smart working e oraria per tutti i genitori, così da sostenere concretamente la condivisione dei carichi di cura. Infine, per rispondere alle esigenze più pratiche della quotidianità, riconosciamo&nbsp;<strong>8 ore di permesso retribuito dedicate all’inserimento al nido</strong>, un momento chiave che richiede presenza e tempo da parte di chi si prende cura. Non solo: supportiamo i neogenitori con una&nbsp;<strong>card nascita del valore di 400 euro</strong>&nbsp;e offriamo&nbsp;<strong>borse di studio</strong>&nbsp;per i figli e le figlie di chi lavora con noi.”</p>



<p>Le iniziative dedicate alla genitorialità contenute nel&nbsp;<strong><em>Baby Pack</em></strong>&nbsp;non si limitano al tempo e alla flessibilità, ma includono anche&nbsp;<strong>sostegni economici mirati</strong>: è infatti prevista la possibilità di richiedere&nbsp;<strong>un anticipo del 20% sulla retribuzione</strong>&nbsp;durante l&#8217;intero periodo di maternità facoltativa, oltre a&nbsp;<strong>un anticipo sul TFR</strong>&nbsp;per garantire la massima serenità finanziaria.&nbsp;<strong>Inoltre, consapevole che l&#8217;arrivo di un figlio o una figlia porti con sé anche un inevitabile carico emotivo e organizzativo</strong>,&nbsp;<strong><em>Zeta Service</em></strong>&nbsp;affianca le sue persone attraverso l&#8217;adesione al programma &#8220;<strong><em>Fiocco in Azienda</em></strong><em>&#8221;&nbsp;</em>di&nbsp;<em>Manageritalia</em>, offrendo una consulenza personalizzata e un supporto continuo nelle fasi pre, durante e post maternità, oltre a incontri di counseling per accompagnare i genitori nel nuovo percorso.&nbsp;<strong>A questo ecosistema di cura</strong>&nbsp;si unisce l&#8217;efficacia dell&#8217;<em>&#8220;<strong>Help Desk Genitorialità</strong></em><strong>&#8220;, rivolto alle aziende clienti e viene offerto a tutti i genitori che lavorano in Zeta Service</strong>: un vero e proprio sportello salva tempo studiato per alleggerire le famiglie e ridurre il loro carico mentale, aiutandole a districarsi rapidamente e senza stress nella complessa burocrazia di bonus nido, moduli INPS e normative vigenti.</p>



<p>“In una società in cui la scelta di avere un figlio o una figlia continua a incidere in modo diseguale sui percorsi professionali, il tema della genitorialità non può essere affrontato solo con misure di breve periodo – commenta&nbsp;<strong>Debora Moretti</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong><em>Zeta Service</em></strong>&nbsp;&#8211; Richiede un lavoro più profondo: culturale, organizzativo e manageriale. Per questo il nostro approccio non si limita all’introduzione di benefit o strumenti operativi, ma punta a intervenire sui modelli che regolano il lavoro e la distribuzione dei carichi di cura, promuovendo&nbsp;<strong>una genitorialità realmente condivisa e contribuendo a superare stereotipi ancora radicati</strong>”. “È un percorso – prosegue Debora Moretti &#8211; che portiamo avanti nel tempo anche attraverso&nbsp;<strong>Fondazione Libellula</strong>, la nostra impresa sociale, con cui lavoriamo sul piano culturale&nbsp;<strong>per diffondere una cultura del rispetto e dell’equità, dentro e fuori le organizzazioni</strong>. Questo si traduce in attività continue rivolte alle nostre persone e alle aziende clienti:&nbsp;<strong>percorsi formativi, webinar e momenti di confronto dedicati al linguaggio, ai modelli di genitorialità e alla condivisione dei carichi di cura</strong>, perché è anche da qui che passa un cambiamento reale e duraturo.&nbsp; È in questa direzione che lavoriamo al fianco delle aziende: non solo supportandole negli adempimenti,&nbsp;<strong>ma accompagnandole nel tempo con soluzioni e progettualità che rendano sostenibile la genitorialità dentro le organizzazioni</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>aiutino le persone a lavorare in ambienti sani, equi e inclusivi</strong>. Dall’Help Desk Genitorialità ai percorsi di consulenza e formazione, mettiamo a disposizione un know-how costruito sul campo per trasformare un tema ancora gestito come criticità in una leva concreta di equità, attrattività e sviluppo organizzativo.”</p>



<p>Ecco la classifica dei primi 15 Paesi in Europa per i congedi di maternità secondo il report 2026 del&nbsp;<strong><em>World Population Review:</em></strong></p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Croazia</strong>: 58 settimane, retribuite al 100% fino a 6 mesi dopo la nascita, successivamente si passa a un&#8217;indennità a quota fissa.</li>



<li><strong>Regno Unito</strong>: 52 settimane, le prime 6 settimane sono pagate al 90%; dalla 7ª alla 39ª si riceve un&#8217;indennità fissa o il 90% dello stipendio (l&#8217;importo minore tra i due), mentre le ultime 13 settimane non sono retribuite.</li>



<li><strong>Bosnia ed Erzegovina</strong>: 52 settimane, retribuite con una percentuale che varia dal 50% al 100%.</li>



<li><strong>Albania</strong>: 52 settimane. Retribuite all&#8217;80% prima del parto e fino a 150 giorni dopo la nascita, per poi scendere al 50% per il periodo rimanente.</li>



<li><strong>Montenegro</strong>: 52 settimane, retribuite per intero al 100%.</li>



<li><strong>Irlanda</strong>: 42 settimane, retribuite all&#8217;80% (fino a un tetto massimo prestabilito) per le prime 26 settimane.</li>



<li><strong>Macedonia del Nord</strong>: 39 settimane, retribuite al 100%.</li>



<li><strong>Norvegia</strong>: 35 settimane, retribuite al 100% (oppure si può optare per un congedo retribuito all&#8217;80% per 150 giorni).</li>



<li><strong>Slovacchia</strong>: 34 settimane, retribuite al 65%.</li>



<li><strong>Bulgaria</strong>: 32 settimane, retribuite al 90%.</li>



<li><strong>Repubblica Ceca</strong>: 28 settimane, retribuite al 70%.</li>



<li><strong>Polonia</strong>: 26 settimane, retribuite al 100%.</li>



<li><strong>Ungheria</strong>: 24 settimane, retribuite al 70%.</li>



<li><strong>San Marino</strong>: 22 settimane retribuite al 100%.</li>



<li><strong>Italia</strong>: 22 settimane retribuite all&#8217;80%.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lavoro, il Net Forum lancia il patto per le competenze di Capri</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lavoro-il-net-forum-lancia-il-patto-per-le-competenze-di-capri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 16:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[net forum]]></category>
		<category><![CDATA[occupati]]></category>
		<category><![CDATA[patto di capri]]></category>
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					<description><![CDATA[“Siamo al 63% di occupati in Italia, circa 24 milioni. La media europea sta oltre il 70%, c’è ancora un gap importante: se noi vogliamo far sì che il nostro [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>“Siamo al 63% di occupati in Italia, circa 24 milioni. La media europea sta oltre il 70%, c’è ancora un gap importante: se noi vogliamo far sì che il nostro mercato del lavoro sia forte, efficiente ed efficace dobbiamo dare risposte, con investimenti mirati, su quello che serve alle aziende”. Con queste parole il Sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha chiuso il workshop di Capri, nell’ambito della terza edizione del Net Forum, primo think tank italiano dedicato all’innovazione delle politiche attive del lavoro, che lancia oggi il Patto per le competenze di Capri. “Le spese per la formazione – ha aggiunto Durigon – devono essere finalizzare all’efficientamento e all’occupazione: solo così possiamo costruire insieme un momento che, può essere difficile e di transizione, ma che può dare un impulso diverso a quello che serve all’Italia”.</p>



<p>Il “patto di Capri” è lo strumento per creare le condizioni praticabili affinché tutti gli attori si impegnino in modo coordinato, accelerando i tempi e massimizzando l’impatto delle risorse. L’iniziativa rappresenta la fase finale della settimana di lavoro, confronto e co-progettazione tra esperti e attori dell’ecosistema lavoro-formazione, con l’obiettivo di tradurre il dialogo in politiche pubbliche concrete e contribuire al Libro Bianco 2026, che sarà firmato il 10 novembre prossimo a Roma presso la Biblioteca del Senato. Il Net Forum ha creato le condizioni affinché ciò che è emerso in termini di analisi e di desiderata possa diventare impegno. Dall’analisi dei problemi alle proposte concrete, il patto di Capri segna il desiderio di condividere un passo in più con tutti i protagonisti del sistema e di mettere a fuoco le problematiche discusse nella fase di problem setting del workshop realizzata sui territori in co-progettazione con Sviluppo Lavoro Italia.</p>



<p>Ad aprire i lavori della giornata conclusiva dell’edizione 2026, dal titolo “MultiplicAzione: connessioni che generano valore”, è stato il Sindaco Paolo Falco, che ha evidenziato la possibilità di creare a Capri “un momento di incontro reale al di fuori della velocità e delle pressioni di città come Milano e Roma”. Ideatore di questa “Cernobbio del Sud” è Antonello Calvaruso,Direttore scientifico S3.Studium e Presidente del Net Forum, “una piattaforma di dialogo tra gli stakeholder che insistono sulle politiche attive del lavoro”, ha spiegato. “Ora – ha aggiunto – dobbiamo portare il patto di Capri fuori da Capri e lavorare insieme per tradurre in azioni concrete le analisi emerse in questa settimana di lavori”.</p>



<p>La necessità di ridurre il mismatch di competenze tra formazione e lavoro è emersa in molti interventi, tra cui quello della senatrice Susanna Camusso: “Oggi si rischia di formare le persone per mestieri che dopo 20 giorni non esistono più. Questo avviene in contemporanea con altri problemi: i salari mediamente bassi e un mercato del lavoro anziano. Dovremmo interrogarci sulle ragioni per cui i giovani se ne vanno: non è solo un problema di salari ma anche di mancanza di sviluppi e di prospettive. Non possiamo reggere a tutto questo con un sistema frammentato: abbiamo bisogno di un metodo e una visione strategica d’insieme. Se vogliamo governare l’intelligenza artificiale dobbiamo interagire con quel mondo, sviluppare competenze relazionali che riguardando anche il sistema formativo al suo interno.</p>



<p>Nella giornata finale del Net Forum sono intervenuti anche Antonio Capone, Direttore delle Aree Operative di Sviluppo Lavoro Italia, Massimo Temussi, Direttore Generale delle Politiche Attive del Lavoro presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Vincenzo Caridi, Capo Dipartimento per le Politiche del Lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Fabrizio D’Ascenzo, Presidente dell’INAIL; Andrea Rocchi, Presidente del CREA; Francesco Silvestro, Presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali; Carmela Auriemma, Presidente vicaria del Gruppo Parlamentare Movimento 5 Stelle; Natale Forlani, Presidente dell’INAPP; Paola Nicastro, Presidente di Sviluppo Lavoro Italia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cicerale ottiene quasi un milione di euro per la messa in sicurezza delle strade comunali</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cicerale-ottiene-quasi-un-milione-di-euro-per-la-messa-in-sicurezza-delle-strade-comunali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 16:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicerale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cicerale]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[strade comunali]]></category>
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					<description><![CDATA[Importante risultato per il Comune di Cicerale sul fronte della tutela del territorio e della sicurezza infrastrutturale. Con il Decreto relativo agli interventi di “Messa in sicurezza degli edifici e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Importante risultato per il Comune di Cicerale sul fronte della tutela del territorio e della sicurezza infrastrutturale. Con il Decreto relativo agli interventi di “Messa in sicurezza degli edifici e del territorio”, il Comune di Cicerale è risultato beneficiario di un finanziamento pari a € 995.500,00.</p>



<p>Le risorse saranno destinate a interventi di messa in sicurezza delle strade comunali e delle acque superficiali nell’area di Contrada San Felice, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza, la viabilità e la tutela del territorio.</p>



<p>Si tratta di un finanziamento particolarmente rilevante per il Comune, che consentirà di intervenire su criticità presenti da tempo attraverso opere strategiche per la comunità.</p>



<p>«<em>È un risultato importante per Cicerale</em> – dichiara il Sindaco Giorgio Ruggiero – <em>che premia il lavoro amministrativo svolto e ci permette di programmare interventi fondamentali per la sicurezza e la salvaguardia del territorio comunale</em>.»</p>



<p>L’Amministrazione comunale sottolinea come il finanziamento rappresenti un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione e messa in sicurezza del territorio, attraverso la capacità di intercettare risorse utili allo sviluppo della comunità locale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Firmata la carta di Padula: dalla Certosa di San Lorenzo parte il nuovo “Made in Italy” per i territori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/firmata-la-carta-di-padula-dalla-certosa-di-san-lorenzo-parte-il-nuovo-made-in-italy-per-i-territori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 13:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[carta di padula]]></category>
		<category><![CDATA[meda in itali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=245711</guid>

					<description><![CDATA[Si è svolto giovedì 7 maggio, nella suggestiva cornice della&#160;Certosa di San Lorenzo a Padula, il convegno&#160;“Il futuro del Made in Italy”, promosso da&#160;Federmanager Salerno&#160;nell’ambito della Giornata Nazionale del Made [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si è svolto giovedì 7 maggio, nella suggestiva cornice della&nbsp;<strong>Certosa di San Lorenzo a Padula</strong>, il convegno&nbsp;<strong>“Il futuro del Made in Italy”</strong>, promosso da&nbsp;<strong>Federmanager Salerno</strong>&nbsp;nell’ambito della Giornata Nazionale del Made in Italy, con il patrocinio del&nbsp;<strong>Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong>Comune di Padula</strong>.</p>



<p>L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, imprese, manager, università, mondo della scuola e giovani generazioni, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo strategico del Mezzogiorno nello sviluppo del sistema produttivo nazionale. Al centro del dibattito, in particolare, le aree interne del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, territori ricchi di competenze, risorse e potenzialità, chiamati a diventare protagonisti di un nuovo modello di crescita sostenibile, innovativo e radicato nelle comunità locali.</p>



<p>Gli incontri, moderati dal giornalista del Corriere della Sera&nbsp;<strong>Gabriele Bojano</strong>&nbsp;e dal giornalista di&nbsp;<strong>Gruppo Stratego</strong>, partner tecnico dell’iniziativa,&nbsp;<strong>Antonio Del Vecchio</strong>, hanno acceso un confronto su innovazione, digitalizzazione, aerospace, filiere produttive e mobilità e hanno visto la partecipazione di esponenti del mondo delle istituzioni, della formazione, delle professioni, dell’associazionismo e del tessuto imprenditoriale tra cui: la sindaca di Padula&nbsp;<strong>Michela Cimino</strong>, la vice sindaca&nbsp;<strong>Caterina Di Bianco&nbsp;</strong>e l’assessore&nbsp;<strong>Antonio Fortunati</strong>, il sindaco di Ottati&nbsp;<strong>Elio Guadagno</strong>, il sindaco di Corleto Monforte&nbsp;<strong>Filippo Ferraro</strong>, il sindaco di Castel San Lorenzo&nbsp;<strong>Giuseppe Scorza</strong>, l’assessore al turismo di Sala Consilina&nbsp;<strong>Josè Biscotti</strong>, il presidente del Parco Nazionale Cilento, Vallo di Diano e Alburni&nbsp;<strong>Giuseppe Cuccurullo</strong>, la presidente di Confesercenti Vallo di Diano&nbsp;<strong>Maria Antonietta Aquino</strong>, la presidente dell’Unione Giovani Dott. Commercialisti ed Esperti Contabili di Sala Consilina e Lagonegro&nbsp;<strong>Maria Teresa Caracciolo</strong>,&nbsp;<strong>Piera Levi Montalcini</strong>, pres. Montalcini Foundation,&nbsp;<strong>Giovanni D’Avenia</strong>, pres. Fondazione Super Sud,&nbsp;<strong>Selene Giupponi</strong>, esperta di Digital Forensics,&nbsp;<strong>Massimo Bertaccini&nbsp;</strong>dell’ITS Academy Adriano Olivetti,&nbsp;<strong>Ivo Rendina</strong>&nbsp;del CNR,&nbsp;<strong>Antonio Concilio</strong>&nbsp;del CIRA, il Gen.&nbsp;<strong>Davide Cippelletti</strong>, Comandante Accademia Aeronautica Pozzuoli, il Gen.&nbsp;<strong>Gennaro Cuciniello</strong>&nbsp;dell’Ass. Arma Aeronautica,&nbsp;<strong>Luigi Carrino</strong>, Pres. DAC,&nbsp;<strong>Gabriella Caputo</strong>, Commissione Nazionale Federmanager Space Economy, gli imprenditori&nbsp;<strong>Andrea Noviello</strong>&nbsp;(NSR),&nbsp;<strong>Pasquale La Mura</strong>&nbsp;(DFL),&nbsp;<strong>Antonello Scorza</strong>&nbsp;(Tanagrina),&nbsp;<strong>Gianluca Vegliante</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Domenico Pastore</strong>&nbsp;(Monaci Digitali),&nbsp;<strong>Aldo Paribelli</strong>, AD di Busitalia Campania,&nbsp;<strong>Luigi Gortan</strong>&nbsp;di Consorzio Unico Campania,&nbsp;<strong>Gabriele Ferrazzano</strong>, esperto di mobilità sostenibile,&nbsp;<strong>Donato Ferrucci&nbsp;</strong>di Flowserve Corporation.</p>



<p>«<em>Padula ha accolto un’iniziativa di grande valore, capace di mettere al centro il futuro delle aree interne e la loro straordinaria vitalità</em> &#8211; ha dichiarato la sindaca di Padula, <strong>Michela Cimino</strong>. &#8211; <em>Questi territori non sono luoghi marginali, ma comunità vive, ricche di energie, intelligenze e risorse. Ospitare qui un confronto sul Made in Italy significa riconoscere che anche dalle aree interne può partire una visione nuova di sviluppo, fondata su identità, competenze, cultura e innovazione.</em>»</p>



<p>Per <strong>Daniele Trimarchi</strong>, presidente di Federmanager Salerno, il convegno ha rappresentato un passaggio significativo per costruire una nuova visione manageriale dello sviluppo territoriale. «<em>Abbiamo voluto portare a Padula un confronto concreto sul Made in Italy dei territori, perché il Sud e le aree interne possono svolgere un ruolo decisivo nella crescita del Paese</em> &#8211; ha affermato Trimarchi. &#8211; <em>Serve una capacità nuova di mettere a sistema imprese, competenze, innovazione, infrastrutture e capitale umano. Le aree interne non sono un limite, ma una grande opportunità per costruire un modello di sviluppo più sostenibile, competitivo e inclusivo.</em>»</p>



<p>Centrale, nel corso dei lavori, anche il tema delle infrastrutture come leva essenziale per la competitività dei territori. «<em>Il Governo sta investendo risorse importanti per infrastrutture strategiche, con 34 miliardi di euro di fondi PNRR destinati a opere fondamentali per il rilancio del Mezzogiorno</em> &#8211; ha dichiarato l’on. <strong>Antonio Iannone</strong>, sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e i Trasporti. &#8211; <em>L’alta velocità che passerà da Padula e la Strada del Parco rappresentano interventi destinati a cambiare il futuro di questi territori. Saranno un volano per le imprese, per il turismo, per la mobilità dei cittadini e per la capacità delle aree interne di attrarre investimenti e nuove opportunità.</em>»</p>



<p>Sul ruolo della Regione Campania è intervenuto l’on. <strong>Fulvio Bonavitacola</strong>, assessore alle Attività Produttive e allo Sviluppo Economico, sottolineando la necessità di accompagnare i territori con politiche industriali, innovazione e programmazione. «<em>Il futuro del Made in Italy passa anche dalla capacità di valorizzare le filiere produttive locali e di sostenere le imprese nei processi di crescita, digitalizzazione e internazionalizzazione</em> &#8211; ha dichiarato Bonavitacola. &#8211; <em>Le aree interne hanno bisogno di infrastrutture materiali e immateriali, di servizi, competenze e connessioni stabili per essere competitive anche nei mercati globali.</em>»</p>



<p>Nel corso della giornata è stato dato ampio spazio anche al rapporto tra giovani, formazione e lavoro. In questa direzione si inserisce l’impegno illustrato da <strong>Massimiliano Nicolini</strong>, direttore di Olitec, che ha annunciato un intervento concreto a favore delle nuove generazioni. «<em>La fondazione stanzierà 30 borse di studio del valore di 18mila euro ciascuna per i giovani del Cilento, Vallo di Diano e Alburni</em> &#8211; ha dichiarato Nicolini. &#8211; <em>È un investimento sui talenti del territorio e sulla possibilità di offrire ai ragazzi strumenti reali per formarsi, crescere e costruire qui il proprio futuro. Innovazione e conoscenza devono diventare accessibili anche nelle aree interne.</em>»</p>



<p>Sulla necessità di creare nuove infrastrutture formative e tecnologiche è intervenuto anche <strong>Antonio Pagnotto</strong>, associato Federmanager e CEO di Italia Tech. «<em>La nostra volontà è lavorare insieme ai partner istituzionali e tecnologici per favorire l’apertura di un ITS e di un centro di ricerca e innovazione sul territorio</em> &#8211; ha spiegato Pagnotto. &#8211; <em>Questi strumenti possono diventare un motore decisivo per collegare formazione, imprese e nuove tecnologie, offrendo ai giovani competenze avanzate e alle aziende un ecosistema capace di sostenere crescita, ricerca applicata e competitività. Un ringraziamento al dott. Armando Indennimeo per aver creduto sin dal principio a questa iniziativa</em>.»</p>



<p>Nel corso del convegno si sono alternati momenti di approfondimento dedicati al ruolo dei territori nello sviluppo del Made in Italy, al sistema delle imprese e delle filiere produttive nelle aree interne, all’innovazione, alla ricerca e alle nuove tecnologie, con particolare attenzione ai settori dell’aerospazio e del digitale. Ampio spazio è stato dedicato anche al confronto tra scuola e impresa, con il coinvolgimento diretto dei giovani, chiamati a dialogare con aziende, manager e rappresentanti istituzionali sulle competenze richieste dal mercato e sulle opportunità offerte dai territori.</p>



<p>«<em>Il futuro del Made in Italy passa dalla capacità di investire sui giovani e sulle competenze &#8211; </em>ha aggiunto <strong>Trimarchi</strong>.<em> </em>&#8211; <em>Dobbiamo costruire un ponte stabile tra scuola, università, imprese e istituzioni, per trattenere i talenti, attrarne di nuovi e generare percorsi reali di crescita e occupazione. Non può esserci sviluppo duraturo senza una strategia condivisa che metta al centro le nuove generazioni.</em>»</p>



<p>Momento centrale dell’iniziativa è stata la presentazione della “Carta di Padula per il Made in Italy dei territori”, documento programmatico che raccoglie proposte e indirizzi per lo sviluppo economico del Mezzogiorno e delle aree interne, con focus su infrastrutture, innovazione, imprese, formazione e valorizzazione delle filiere produttive locali.</p>



<p>«<em>La Carta di Padula rappresenta il punto di partenza di un percorso condiviso</em> &#8211; ha concluso <strong>Trimarchi</strong>. &#8211; <em>Con questo documento vogliamo offrire una visione concreta per rilanciare il protagonismo del Sud e contribuire alla costruzione di un Made in Italy sempre più forte, riconoscibile e radicato nei territori. Da Padula parte un messaggio chiaro: lo sviluppo del Paese passa anche dalla capacità di ascoltare, collegare e valorizzare le sue aree interne.</em>»</p>



<p>Il convegno si è chiuso con l’impegno a dare continuità al confronto avviato, trasformando le proposte emerse durante la giornata in azioni concrete a sostegno delle imprese, dei giovani, dell’innovazione e dello sviluppo economico del territorio.</p>
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		<title>Alla Camera di commercio formazione digitale gratuita per le imprese turistiche della provincia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/alla-camera-di-commercio-formazione-digitale-gratuita-per-le-imprese-turistiche-della-provincia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 15:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[camera di commercio salerno]]></category>
		<category><![CDATA[formazione digitale gratuita]]></category>
		<category><![CDATA[imprese turistiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Parte lunedì 11 maggio “Turismo 5.0” il corso di formazione digitale organizzato da PIDMed – Punto Impresa Digitale Mediterraneo della Camera di Commercio di Salerno dedicato alle imprese impegnate nella [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Parte lunedì 11 maggio “Turismo 5.0” il corso di formazione digitale organizzato da PIDMed – Punto Impresa Digitale Mediterraneo della Camera di Commercio di Salerno dedicato alle imprese impegnate nella filiera turistica provinciale. Tre sessioni di formazione gratuita costruite sulle esigenze dichiarate dalle imprese beneficiarie del Bando Voucher PIDMed 2025. Disponibile anche l’ebook gratuito “Fare Digitale” che accompagna le PMI campane nella transizione digitale. </p>



<p>Smart Destination e Smart Hospitality, Intelligenza artificiale e reputazione online. Sono questi i temi su cui PIDMed – Punto Impresa Digitale Mediterraneo, struttura operativa della Camera di Commercio di Salerno in partnership con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha costruito il corso “Turismo 5.0.” destinato alle aziende della provincia di Salerno. </p>



<p>Il programma, realizzato nell’ambito del Piano Nazionale Transizione 5.0 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, prevede tre sessioni in presenza l’ 11, il 15 e il 20 maggio 2025 presso la sede della Camera di Commercio di Salerno, in via G. Clark 19/21, pensate non come lezioni frontali ma come laboratori operativi. </p>



<p>Il percorso non nasce a tavolino, ma è strutturato dall’analisi delle domande presentate al Bando della Camera di Commercio di Salerno PID 2025 – Turismo. Uno strumento che ha selezionato 61 imprese su oltre 20 comuni della provincia, mobilitando 670.250 euro per l’adozione di tecnologie digitali avanzate. Ogni impresa ha dichiarato le proprie priorità tecnologiche nella domanda di ammissione: cloud e automazione dei processi, intelligenza artificiale, presenza e reputazione online. </p>



<p>A tenere i tre incontri Stefania Escobar, ricercatrice specializzata in Smart Tourism e Smart Cities presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore; Gabriele Granato, docente di Web Marketing e Comunicazione Digitale all’Università LUMSA; Mara Normando, ricercatrice PIDMed e dottoranda in Comunicazione all’Università degli Studi di Salerno. </p>



<p>La partecipazione è gratuita e aperta anche agli operatori del territorio non beneficiari del voucher. Il ciclo è realizzato in collaborazione con l’associazione Fare Digitale APS e l’Hub Rete Salerno.</p>



<p>Salerno ha chiuso il 2024 con oltre 1,4 milioni di arrivi e 5,1 milioni di presenze. La riapertura dell’Aeroporto di Salerno ha aperto nuove rotte internazionali e portato in provincia turisti britannici, nordeuropei, extraeuropei. I numeri dicono che la destinazione funziona. Il problema è che una parte crescente di questo valore non resta sul territorio: finisce nelle casse delle grandi piattaforme di intermediazione digitale che gestiscono visibilità, prenotazioni e reputazione al posto degli operatori locali. </p>



<p>A livello globale, il 72% delle prenotazioni turistiche avviene online. L’intelligenza artificiale applicata al settore cresce del 28% all’anno. Il comparto europeo dell’ospitalità è tra quelli con i più bassi tassi di adozione tecnologica. Per un piccolo hotel della Costiera o un agriturismo del Cilento, questo significa che chi non presidia la propria presenza digitale smette di essere scelto, e viene scelto da qualcun altro. È sulla riduzione di questo divario che PIDMed vuole incidere con Turismo 5.0. </p>



<p>La distribuzione geografica delle imprese beneficiarie racconta un territorio più articolato di quanto si pensi: la Costiera Amalfitana concentra il 46% dei beneficiari, ma il 54% restante è distribuito tra l’Agro Nocerino-Sarnese, l’area urbana di Salerno e il Cilento. Quest’ultimo dato — 13% dei beneficiari nelle aree interne — segnala che la domanda di digitalizzazione turistica non è più appannaggio esclusivo delle destinazioni costiere consolidate. </p>



<p>In parallelo al lancio di Turismo 5.0, PIDMed pubblica “Fare Digitale: Strategie, casi e strumenti per la trasformazione digitale delle PMI”: un ebook gratuito che nasce a margine di un percorso formativo che nel 2025 ha coinvolto oltre 100 imprenditori del territorio. Il volume affronta lo stesso problema da una prospettiva diversa: non la formazione d’aula, ma la conoscenza sedimentata. Secondo i dati Unioncamere e della Camera di Commercio di Salerno, il 68% delle imprese salernitane ha già investito in tecnologie digitali, ma digitalizzare un processo non equivale a trasformare un’organizzazione. È su questo divario che “Fare Digitale” lavora. </p>



<p>Il volume raccoglie sette contributi originali firmati da Alex Giordano, Gabriele Granato, Mara Normando, Michele Aponte, Giuseppe Noschese, Dario Russo e Luigi Ferrara, affiancati da sei casi reali di imprese campane: Azienda Agricola San Salvatore 1988, CI.BO. – Cilento Food Boutique, Memo Design, I Segreti di Diano, Mulino Urbano e KaboomArt. L’ebook è disponibile gratuitamente su https://bit.ly/EbookFareDigitale.</p>
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		<title>Made in Italy, la Campania sfida l’Ue: ok unanime alla proposta contro il falso “italiano” in etichetta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:03:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione Campania scende in campo per difendere il vero Made in Italy. Ieri mattina la Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, presieduta da Raffaele Aveta, ha approvato all’unanimità il dispositivo [...]]]></description>
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<p>La Regione Campania scende in campo per difendere il vero Made in Italy. Ieri mattina la Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, presieduta da Raffaele Aveta, ha approvato all’unanimità il dispositivo che chiede all&#8217;Unione Europea la modifica dell’articolo 60 del Codice Doganale. Il documento sarà ora trasmesso al Consiglio regionale per il voto finale.</p>



<p>Al centro della battaglia, sostenuta da Coldiretti Campania, c’è il principio dell’“ultima trasformazione sostanziale”: la norma europea che consente di etichettare come italiano un prodotto estero solo perché ha subito in Italia l’ultima lavorazione rilevante.</p>



<p>“Abbiamo accolto con grande piacere la richiesta di Coldiretti Campania”, ha commentato a margine dei lavori il presidente della Commissione Agricoltura Raffaele Aveta. “Anche noi siamo contrari a un meccanismo che permette di spacciare per italiano tutto ciò che arriva dall’estero e viene poi lavorato qui. La Campania ha un patrimonio straordinario di materie prime e di denominazioni di origine da tutelare. Affiancare Coldiretti in questa battaglia serve a dare una spinta in più, una sollecitazione forte all’Europa”.</p>



<p>Il dispositivo approvato impegna la Regione a sollecitare il Governo e le istituzioni europee affinché venga rivisto l’art. 60, garantendo trasparenza sull’origine delle materie prime e contrastando l’italian sounding. Una questione cruciale per filiere come pomodoro, grano, olio e latte, dove la competizione sleale di prodotto estero “nazionalizzato” mette a rischio migliaia di aziende agricole campane.</p>



<p>Ad accogliere l&#8217;esito della votazione una nutrita schiera di agricoltori accompagnati da tutti i presidenti provinciali e i direttori Coldiretti.&nbsp;</p>



<p>&#8220;Il voto della Commissione è un segnale politico importante. L’obiettivo è arrivare a un’etichettatura chiara che distingua il prodotto 100% italiano da quello solo trasformato in Italia&#8221; aggiunge il presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli.</p>



<p>Dopo il via libera unanime della Commissione, la parola passa ora all’Aula del Consiglio regionale.</p>
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		<title>Lavoro: ministero, Inail, Inps, Inapp e parlamentari sabato a Capri per la firma del “Patto delle competenze”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lavoro-ministero-inail-inps-inapp-e-parlamentari-sabato-a-capri-per-la-firma-del-patto-delle-competenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 13:56:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[capri]]></category>
		<category><![CDATA[competenze]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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		<category><![CDATA[mercato del lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[politiche attive]]></category>
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		<category><![CDATA[riqualificazione professionale]]></category>
		<category><![CDATA[transizione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[transizione ecologica]]></category>
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					<description><![CDATA[Si terrà sabato 9 maggio, a partire dalle 10, presso il Centro Polifunzionale della Città di Capri, la giornata conclusiva della terza edizione del Net Forum, primo think tank italiano [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si terrà sabato 9 maggio, a partire dalle 10, presso il Centro Polifunzionale della Città di Capri, la giornata conclusiva della terza edizione del Net Forum, primo think tank italiano dedicato all’innovazione delle politiche attive del lavoro. L’edizione 2026, dal titolo “MultiplicAzione: connessioni che generano valore”, si chiude al termine di un percorso di una settimana di lavori continuativi che ha coinvolto istituzioni, imprese, fondi interprofessionali, agenzie formative ed esperti del settore con la restituzione pubblica del “Patto delle Competenze di Capri” e con il passaggio dal laboratorio alla responsabilità istituzionale.<br>La giornata del 9 maggio si aprirà con i saluti istituzionali di Paolo Falco, Sindaco della Città di Capri. </p>



<p>A seguire si terrà la sessione dedicata a “Trasformare il lavoro condiviso in decisioni per il Paese”, con Antonio Capone di Sviluppo Lavoro Italia e Antonello Calvaruso, Presidente del Net Forum. La prima sessione tematica, prevista dalle 11.10 alle 11.30, sarà dedicata a “Dove il Patto incontra le riforme in atto” e vedrà l’intervento di Massimo Temussi, Direttore Generale delle Politiche Attive del Lavoro presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. </p>



<p>Dalle 11.45 la sessione centrale, “Dalla visione alla decisione”, riunirà rappresentanti delle istituzioni e degli enti nazionali. Interverranno: Vincenzo Caridi, Capo Dipartimento per le Politiche del Lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Fabrizio D’Ascenzo, Presidente dell’INAIL; Andrea Rocchi, Presidente del CREA; Francesco Zaffini, Presidente della Commissione Lavoro del Senato; Susanna Camusso, componente della Commissione Lavoro del Senato; Francesco Silvestro, Presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali; Carmela Auriemma, Presidente vicaria del Gruppo Parlamentare Movimento 5 Stelle; Natale Forlani, Presidente dell’INAPP; Paola Nicastro, Presidente di Sviluppo Lavoro Italia. La sessione sarà coordinata da Marinella Perrini, dirigente INPS. La giornata si concluderà con l’intervento “Dal Patto all’azione pubblica”, previsto tra le 13 e le 13.30, affidato a Claudio Durigon, Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>



<p>L’iniziativa rappresenta la fase finale di un percorso strutturato di confronto e co-progettazione tra attori dell’ecosistema lavoro-formazione, con l’obiettivo di tradurre il dialogo in politiche pubbliche concrete e contribuire alla costruzione del Patto delle Competenze e del Libro Bianco 2026.</p>
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		<title>McDonald’s a Vibonati, svolti i colloqui per i 45 posti di lavoro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mcdonalds-a-vibonati-svolti-i-colloqui-per-i-45-posti-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 12:45:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Vibonati]]></category>
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					<description><![CDATA[Martedì 5 maggio si è svolto il McDonald’s Job Tour di Vibonati, l’evento itinerante di selezione del personale organizzato per le nuove aperture e assunzioni McDonald’s in tutta Italia. Presso l’Hotel Orion [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Martedì 5 maggio si è svolto il McDonald’s Job Tour di Vibonati</strong>, l’evento itinerante di selezione del personale organizzato per le nuove aperture e assunzioni McDonald’s in tutta Italia.<strong> Presso l’Hotel Orion di Villammare in via C. Pisacane (Villammare), hanno preso il via i primi colloqui individuali per coloro che vogliono lavorare nel nuovo ristorante della città.</strong></p>



<p>McDonald’s è alla ricerca di<strong>&nbsp;45 persone</strong>&nbsp;che abbiano voglia di mettersi in gioco, di lavorare in squadra e a contatto con i clienti, da inserire<strong>&nbsp;nel team del nuovo ristorante.</strong>&nbsp;Le persone selezionate verranno inserite in<strong>&nbsp;un percorso di formazione</strong>&nbsp;propedeutico alle mansioni che svolgeranno; saranno inquadrate con&nbsp;<strong>contratti part-time o full-time</strong>, in base alle esigenze del ristorante, secondo il contratto nazionale del turismo. La&nbsp;<strong>retribuzione</strong>&nbsp;è quella prevista dallo stesso contratto, chiaramente parametrata al numero di ore lavorative settimanali.</p>



<p><strong><u>McDonald’s Job Tour a Vibonati</u></strong></p>



<p>La tappa del Job Tour ha dato il via al percorso di ricerca e selezione del personale per entrare a far parte del team del ristorante McDonald’s di prossima apertura a Vibonati, che si aggiungerà agli altri 11 ristoranti già presenti in provincia di Salerno. Durante la giornata, i primi oltre 80 candidati hanno avuto la possibilità di sostenere un colloquio individuale e di incontrare e confrontarsi con i dipendenti di altri ristoranti.</p>
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