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	<title>Libri e Guide Turistiche | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>A Omignano la presentazione del libro &#8220;I pensieri di Marta&#8221;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-omignano-la-presentazione-del-libro-i-pensieri-di-marta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 12:16:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Omignano]]></category>
		<category><![CDATA[i pensieri di marta]]></category>
		<category><![CDATA[marta russo]]></category>
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					<description><![CDATA[Lunedì 13 aprile, alle ore 11:00, la Scuola Primaria di Omignano aprirà le proprie porte per un importante appuntamento culturale e sociale. La Dirigente Scolastica dell’Istituto “Da Vinci Visconti” accoglierà [...]]]></description>
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<p>Lunedì 13 aprile, alle ore 11:00, la Scuola Primaria di Omignano aprirà le proprie porte per un importante appuntamento culturale e sociale. La Dirigente Scolastica dell’Istituto “Da Vinci Visconti” accoglierà la scrittrice&nbsp;<strong>Marta Russo</strong>&nbsp;per la presentazione del suo ultimo lavoro editoriale:&nbsp;<strong>&#8220;I pensieri di Marta. Una visione, un progetto, il libro&#8221;</strong>.</p>



<p>L’iniziativa vedrà la partecipazione&nbsp; delle&nbsp; autorità cittadine e territoriali: interverranno il Sindaco di Omignano,&nbsp;<strong>Raffaele Mondelli</strong>, e il Coordinatore dell’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale S8, il&nbsp;<strong>Dott. Riccardo Coppola</strong>. La loro presenza sottolinea il valore di un evento che mira a sensibilizzare le nuove generazioni sui temi dell&#8217;inclusione e della partecipazione sociale.</p>



<p><strong>Il Libro: &#8220;I pensieri di Marta&#8221;</strong><br>L&#8217;opera nasce dall&#8217;esperienza di vita e dall&#8217;impegno civile dell&#8217;autrice, Marta Russo, nota per il suo attivismo come &#8220;influencer dell’accessibilità&#8221;. Il libro non è solo un racconto autobiografico, ma un vero e proprio manifesto che esplora il tema della disabilità motoria con uno sguardo proiettato al futuro. Attraverso le sue pagine, l&#8217;autrice condivide riflessioni, sogni e progetti concreti per abbattere le barriere — non solo architettoniche, ma soprattutto culturali — promuovendo una visione del mondo in cui l’inclusione sia una realtà quotidiana e accessibile a tutti.</p>



<p><em>«Portare queste tematiche tra i banchi di scuola è fondamentale per formare cittadini consapevoli e sensibili,</em> &#8211; dichiara la Dirigente Scolastica dell’Istituto “Da Vinci Visconti”. <em>&#8211; Il racconto di Marta Russo è una lezione di vita che arricchisce profondamente i nostri alunni e l’intera comunità.</em>»</p>
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		<title>Scoprire la Campania attraverso 101 meraviglie fuori dai classici percorsi turistici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scoprire-la-campania-attraverso-101-meraviglie-fuori-dai-classici-percorsi-turistici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[libro roberto pellecchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Si inizia a sfogliarne le pagine e ci si rende conto di quanti luoghi meravigliosi esistano in Campania, di cui si ha ancora troppo poca conoscenza. Punti panoramici, dimore storiche, [...]]]></description>
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<p>Si inizia a sfogliarne le pagine e ci si rende conto di quanti luoghi meravigliosi esistano in Campania, di cui si ha ancora troppo poca conoscenza. Punti panoramici, dimore storiche, piccoli musei, spelonche profondissime, siti archeologici, cascate spettacolari, antichi cimiteri ipogei, eremi remoti, affreschi bizantini, chiese monumentali e borghi che sembrano usciti da una fiaba.</p>



<p>Un caleidoscopio di meraviglie poco note di una regione che non smette mai di stupire per la ricchezza di tesori che custodisce.</p>



<p>Esce oggi l’<strong>undicesimo volume&nbsp;</strong>di&nbsp;<strong>Roberto Pellecchia</strong>&nbsp;“<strong>Scoprire la Campania attraverso 101 meraviglie&nbsp;<em>fuori</em>&nbsp;dai classici percorsi turistici</strong>”, con un titolo sottilmente provocatorio e ammiccante, che introduce a un problema tipico delle aree troppo ricche di attrattori turistici conosciuti in tutto il mondo.</p>



<p>Le aree archeologiche di Pompei, di Ercolano e di Paestum, le Isole Flegree, Capri, il Vesuvio, Sorrento, Positano e Amalfi attirano ormai da due secoli visitatori da ogni dove, per non parlare di Napoli, da anni in sofferenza per eccessivo pressing turistico, il cosiddetto&nbsp;<strong>overtourism</strong>, che in certi periodi dell’anno, arriva a soffocare la città e i suoi abitanti.</p>



<p>Un eccesso di offerta che diventa anche un limite a una conoscenza più approfondita del territorio. Gran parte delle agenzie di viaggio incanala i visitatori della Campania sempre verso le stesse mete, quelle che nell’immaginario collettivo rappresentano per intero lo scenario campano, la summa di tutto quello che c’è da vedere.</p>



<p>Gli stessi residenti della Campania il più delle volte non vanno molto oltre, limitandosi spesso a vacanze balneari lungo la Costiera Amalfitana e la Costa del Cilento, con rare esplorazioni verso l’interno della regione che &#8211; per molti &#8211; rimane una sorta di “terra incognita”.</p>



<p><strong>“Scoprire la Campania attraverso 101 meraviglie&nbsp;<em>fuori</em>&nbsp;dai classici percorsi turistici” è un potente invito a guardare oltre l’orizzonte delle solite località.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="717" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed-717x1024.jpg" alt="" class="wp-image-241821" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed-717x1024.jpg 717w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed-210x300.jpg 210w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed-768x1096.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed-1076x1536.jpg 1076w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed.jpg 1401w" sizes="(max-width: 717px) 100vw, 717px" /></figure>



<p>È un libro in cui non c’è l’area archeologica di Pompei, ma quella di Aeclanum, dove non si parla del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ma del Museo delle Streghe di Benevento, non del Vesuvio, bensì del Monte Cervati. La stessa Napoli viene raccontata attraverso siti più di nicchia, come il Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi o l’Ipogeo dei Cristallini, monumenti straordinari ma talvolta dimenticati.</p>



<p>L’isola d’Ischia viene raccontata attraverso il magico Bosco della Falanga e le sue antiche case di pietra, mentre a Capri l’autore invita a percorrere il sentiero del Pizzolungo o a visitare l’incredibile pavimento maiolicato della chiesa di San Michele Arcangelo ad Anacapri.</p>



<p>In provincia di Caserta, ci mostra le spettacolari immagini del Teatro Tempio di San Nicola, nel Beneventano viene svelata la presenza della più grande porta megalitica d’Europa.</p>



<p><strong>Le 208 pagine del libro, arricchite con ben 408 fotografie dell’autore</strong>, conducono il lettore lungo un percorso spettacolare che lascia senza fiato, alla cui fine si rimane quasi increduli e ci si pone la domanda “ma davvero esiste tutto questo?”.</p>



<p>“Volendo si potrebbero individuare numerosi altri punti d’interesse”, spiega l’autore. “Impossibile citarli tutti, per cui ne sono stati scelti 101 poco noti, o inspiegabilmente poco frequentati, nonostante il loro grande impatto emozionale”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Padri emblematici della narrativa mondiale: da Geppetto ad Atticus Finch, storie di paternità tra affetto e complessità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/padri-emblematici-della-narrativa-mondiale-da-geppetto-ad-atticus-finch-storie-di-paternita-tra-affetto-e-complessita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 14:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[padre nella letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla fiaba classica al romanzo contemporaneo, la letteratura mondiale ha forgiato padri memorabili che incarnano affetto, autorità, conflitto o fragilità: figure che riflettono le molteplici sfumature della paternità e stimolano [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dalla fiaba classica al romanzo contemporaneo, la letteratura mondiale ha forgiato padri memorabili che incarnano affetto, autorità, conflitto o fragilità: figure che riflettono le molteplici sfumature della paternità e stimolano i lettori a interrogarsi sui legami familiari. In occasione della <strong>Festa del Papà</strong>, ecco una panoramica dei padri più significativi della narrativa, italiana e internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Padri indimenticabili della letteratura italiana</h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Mastro Geppetto – <em>Le avventure di Pinocchio</em></strong></h3>



<p>Nella celebre fiaba di Carlo Collodi, Mastro Geppetto è il falegname che dà vita a Pinocchio e incarnando <strong>un padre affettuoso e paziente</strong>, disposto a sacrificarsi per la crescita di un figlio insolito e indomabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Mastro Misciu – <em>Rosso Malpelo</em></strong></h3>



<p>Nella novella verista di Giuseppe Verga, <em>Rosso Malpelo</em>, Mastro Misciu è un genitore segnato da dure condizioni di vita, ma <strong>l’unico a mostrare tenerezza verso il figlio</strong> in un mondo crudele di fatiche e derisioni. La sua morte accentua la solitudine del ragazzo e il significato profondo del legame familiare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Padri nei romanzi di Verga e D’Annunzio</strong></h3>



<p>In opere veriste come <em>I Malavoglia</em> di Giovanni Verga, il capofamiglia incarna l’autorità e il peso della tradizione; nelle pagine di Gabriele D’Annunzio, figure paterne talvolta riflettono <strong>decadenza e contraddizioni della borghesia fin de siècle</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Figure paterne della letteratura internazionale</h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Atticus Finch – <em>Il buio oltre la siepe</em></strong></h3>



<p>Nel romanzo di Harper Lee, Atticus Finch è uno dei padri più amati della letteratura statunitense: avvocato giusto e comprensivo, educa i figli alla <strong>tolleranza, all’integrità morale e al coraggio civile</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pip (padre assente) – <em>Grandi speranze</em></strong></h3>



<p>In <em>Great Expectations</em> di Charles Dickens, la paternità assume la forma dell’<strong>assenza</strong>: Pip deve confrontarsi con le sue origini e la mancanza di figure genitoriali protettive, costruendo la propria identità in un mondo di disuguaglianze.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Lo Svedese – <em>Pastorale americana</em></strong></h3>



<p>Il protagonista di Philip Roth è un padre in apparenza ideale, la cui percezione di sé è messa a dura prova dal comportamento della figlia. La sua è una paternità <strong>complessa e controversa</strong>, tra desideri di controllo e difficoltà a comprendere una figlia problematica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Arthur Weasley – Serie <em>Harry Potter</em></strong></h3>



<p>Nella saga di J.K. Rowling, Arthur Weasley è esempio di padre affettuoso e curioso, capace di <strong>sostenere e proteggere i figli</strong> pur vivendo in una famiglia numerosa e piena di sfide.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Marlin – <em>Alla ricerca di Nemo</em></strong></h3>



<p>Anche se originato nel cinema, il personaggio di Marlin ha trovato spazio in trasposizioni letterarie: <strong>padre iperprotettivo che impara a fidarsi</strong>, Marlin è diventato simbolo di paternità tra paura e crescita personale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Prospero – <em>La tempesta</em></strong></h3>



<p>Nel dramma di William Shakespeare, Prospero è un padre mago che cerca di riconciliare <strong>autorità e amore paterno</strong>, orchestrando eventi sull’isola per recuperare la figlia Miranda e restituire dignità alla sua famiglia.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Victor Frankenstein – <em>Frankenstein</em></strong></h3>



<p>Mary Shelley ritrae un padre controverso e tragico: <strong>creatore e abbandonatore</strong>, la sua “paternità” verso il mostruoso Creato solleva interrogativi etici sulla responsabilità di chi dà la vita, reale o metaforica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tíos e padri nelle epiche e nei poemi antichi</strong></h3>



<p>Figure paterne emergono anche nell’epica classica: <strong>Ulisse nell’<em>Odissea</em></strong> è padre di Telemaco, la cui assenza rafforza il desiderio di ritorno e di reintegrazione familiare; in molte saghe nordiche e greche, i legami tra padri e figli definiscono destini eroici e morali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il significato letterario della paternità</h2>



<p>Le figure paterne nella narrativa non sono soltanto ruoli familiari: diventano <strong>simboli culturali e morali</strong>. Qualcuno rappresenta affetto incondizionato, altri mostrano limiti, fragilità o conflitti generazionali. Attraverso questi personaggi, la letteratura esplora <strong>autorità, responsabilità e relazioni interpersonali</strong>, facendo emergere come la paternità sia esperienza umana complessa e multiforme.</p>



<p>Incontrare questi padri nei testi aiuta il lettore a confrontarsi con le proprie idee di genitorialità: la capacità di proteggere, di lasciare andare, di amare pur nei limiti. Che si tratti di figure forti o imperfette, il loro ritratto continua a parlare alle nostre storie, generazione dopo generazione</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Preti anti‑mafia in Italia: da don Pino Puglisi a don Peppe Diana, memoria di chi sfidò mafia e camorra</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/preti-anti-mafia-in-italia-da-don-pino-puglisi-a-don-peppe-diana-memoria-di-chi-sfido-mafia-e-camorra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 14:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[don peppe diana]]></category>
		<category><![CDATA[libri preti uccisi mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[Don Giuseppe “Peppe” Diana e don Pino Puglisi sono tra i sacerdoti più noti uccisi dalla Camorra e da Cosa Nostra per il loro impegno contro le mafie, ma non [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Don <strong>Giuseppe “Peppe” Diana</strong> e don <strong>Pino Puglisi</strong> sono tra i sacerdoti più noti uccisi dalla <strong>Camorra e da Cosa Nostra</strong> per il loro impegno contro le mafie, ma <strong>non sono stati affatto gli unici</strong> preti ad aver pagato con la vita la scelta di opporsi alle logiche criminali e di denunciare estorsione, violenza e complicità. La storia di molti di questi uomini di Chiesa è stata documentata anche in un libro di recente pubblicazione, che mette in luce nomi e vicende spesso dimenticate. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Don Peppino Diana e don Puglisi: esempi di fede e coraggio</h2>



<p>Don <strong>Giuseppe “Peppino” Diana</strong>, parroco di San Nicola di Bari a Casal di Principe (Caserta), fu assassinato dalla <strong>Camorra</strong> il <strong>19 marzo 1994</strong> nella sagrestia della sua chiesa mentre si preparava a celebrare la messa. Diana aveva definito la criminalità organizzata “una forma di terrorismo” invitando la sua comunità a rifiutare estorsioni e connivenze, diventando così un simbolo della <strong>resistenza civile e religiosa contro la violenza mafiosa</strong>.</p>



<p>Don <strong>Pino Puglisi</strong>, parroco del quartiere Brancaccio a Palermo, fu ucciso da killer legati a <strong>Cosa Nostra</strong> il <strong>15 settembre 1993</strong>, proprio nel giorno del suo 56° compleanno. Da anni impegnato con i giovani per distoglierli dall’influenza mafiosa e per promuovere legalità e solidarietà, Puglisi fu poi riconosciuto come <strong>martire in odio alla fede</strong> dalla Chiesa cattolica e <strong>beatificato</strong> nel 2013 per il suo esempio di testimonianza evangelica e civile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un mosaico di storie spesso dimenticate</h2>



<p>Oltre a questi due casi emblematici, le morti di sacerdoti uccisi per la sola fedeltà alla giustizia e alla cura pastorale non sono rare nella storia italiana del Novecento. Alcuni, come don <strong>Giorgio Gennaro</strong>, don <strong>Gaetano Millunzi</strong>, don <strong>Costantino Stella</strong>, don <strong>Filippo Di Forti</strong>, don <strong>Ignazio Modica</strong>, don <strong>Rosario Grasso</strong>, don <strong>Giuseppe Seggio</strong>, don <strong>Cesare Boschin</strong> e altri ancora sono ricordati nelle ricerche e nelle cronache, ma spesso le loro storie non hanno avuto la medesima risonanza nazionale. Per molti di questi sacerdoti non esistono processi conclusivi o ampi studi pubblici, tanto che il loro sacrificio rischia di essere cancellato dalla memoria collettiva. </p>



<h2 class="wp-block-heading">“Non interferite”: un libro che ricuce la memoria</h2>



<p>Proprio per <strong>non lasciare nelle ombre</strong> queste storie, è uscito nel 2025 il volume <strong><em>Non interferite. Il sangue dei preti sull’altare delle mafie</em></strong> di <strong>don Marcello Cozzi</strong>, pubblicato da <strong>San Paolo Edizioni</strong>. Il libro racconta le vicende di quattordici sacerdoti che, vivendo il Vangelo “fino in fondo”, hanno deciso di «interferire» con gli affari e le logiche criminali di mafia, camorra e ’ndrangheta, pagando talvolta con la vita la loro coerenza morale e pastorale. L’autore – sacerdote impegnato da anni nella difesa della legalità e nella lotta alle mafie – ha raccolto testimonianze, documenti e storie di uomini spesso dimenticati, restituendo loro dignità e memoria. </p>



<p>In apertura del libro, don Cozzi scrive che molte di queste figure “hanno accompagnato la storia d’Italia dalla sua nascita a oggi” e che le loro vicende sono diventate per lui “Vangelo”, perché mostrano come la fede possa tradursi in <strong>azione civile e testimonianza contro l’ingiustizia e l’oppressione</strong>.</p>



<p>Le storie di don Diana, don Puglisi e degli altri preti uccisi dalle mafie rappresentano una pagina dolorosa ma significativa della storia italiana recente. Per associazioni, scuole e comunità religiose, ricordare questi sacerdoti non è solo un atto di memoria, ma un invito a proseguire nell’impegno per la legalità, la giustizia sociale e la tutela dei più vulnerabili, affinché il silenzio non prevalga e il sacrificio di chi ha osato sfidare il male non vada disperso. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Agropoli, il “Settembre Culturale” al Salone Internazionale del Libro di Torino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/agropoli-il-settembre-culturale-al-salone-internazionale-del-libro-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<category><![CDATA[settembre culturale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Settembre Culturale di Agropoli è stato selezionato nell’ambito del progetto “Luci sui festival” del Salone Internazionale del Libro di Torino. Per il quarto anno consecutivo, la rassegna letteraria agropolese [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Settembre Culturale di Agropoli è stato selezionato nell’ambito del progetto “Luci sui festival” del Salone Internazionale del Libro di Torino. Per il quarto anno consecutivo, la rassegna letteraria agropolese è stata valutata positivamente tra le migliori kermesse culturali di tutta Italia. Si tratta di uno spazio dedicato ai festival letterari di ogni dimensione — piccoli, medi e grandi — di tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di mettere in connessione e dare visibilità a manifestazioni e incontri formativi che ogni anno animano l’Italia, creando occasioni di confronto, scambio e arricchimento per lettrici, lettori, autrici e autori. Il Salone Internazionale del Libro di Torino, che quest’anno si svolgerà dal 14 al 18 maggio 2026 presso Lingotto Fiere, con il tema “Il mondo salvato dai ragazzini”, accenderà ancora una volta i riflettori sui festival italiani selezionati, offrendo loro uno spazio di visibilità sui propri canali di comunicazione. Ad Agropoli, ‘settembre’ si distingue per essere un mese di libri, idee e dialoghi, ospitando ogni anno più di trenta incontri, tutti ad ingresso gratuito, con ospiti di grande rilievo.</p>



<p>Il sindaco, <strong>Roberto Mutalipassi</strong>, dichiara: «<em>La presenza di Agropoli al Salone del Libro di Torino rappresenta non solo un onore, ma anche una grande vetrina e un attestato di qualità per l’impegno nell’organizzazione di una manifestazione che nel 2026 arriverà alla sua diciannovesima edizione. L&#8217;amministrazione continua ad impegnarsi promuovendo questa kermesse e valorizzando la rinnovata biblioteca civica con i suoi numerosi eventi culturali in programma tutto l’anno</em>».</p>



<p>Il consigliere delegato alla Cultura e ideatore del ‘Settembre Culturale’, <strong>Francesco Crispino</strong>, aggiunge: «<em>Partecipare attivamente, per la quarta volta, all’interno di una delle manifestazioni più rilevanti del panorama editoriale italiano, che registra anno dopo anno record di presenze, non può che incrementare il prestigio di Agropoli, già confermata “Città che legge” fino al 2026, titolo che può vantare ormai dal 2017</em>».<em></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il saggio del salernitano Trione “Ultras – Antropologia di una subcultura ribelle” al Salone del Libro di Torino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-saggio-del-salernitano-trione-ultras-antropologia-di-una-subcultura-ribelle-al-salone-del-libro-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 14:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Pagani]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[francesco trione]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[salone del libro]]></category>
		<category><![CDATA[ultras]]></category>
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					<description><![CDATA[Un importante riconoscimento per lo scrittore e saggista salernitano di origini paganesi Francesco Trione, il cui ultimo lavoro, “ULTRAS – Antropologia di una subcultura ribelle”, ha superato la selezione editoriale [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un importante riconoscimento per lo scrittore e saggista salernitano di origini paganesi <strong>Francesco Trione</strong>, il cui ultimo lavoro, <strong>“ULTRAS – Antropologia di una subcultura ribelle”</strong>, ha superato la selezione editoriale ed è stato ammesso alla XXXVIII edizione del <strong>Salone Internazionale del Libro di Torino</strong>, in programma dal 14 al 18 maggio 2026. </p>



<p>Il volume sarà presente nell’Area Saggistica della Libreria Self Publisher, all’interno di uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi e partecipati del panorama editoriale italiano ed europeo. Un traguardo significativo che conferma il valore e l’interesse suscitato dal lavoro di Trione nel dibattito contemporaneo. Nel suo saggio, l’autore propone un’analisi socio-antropologica del fenomeno ultras, superando le narrazioni stereotipate e restituendo complessità a una realtà spesso relegata alla cronaca. Le curve degli stadi vengono interpretate come veri e propri spazi culturali, caratterizzati da ritualità, codici simbolici e forme di appartenenza che riflettono dinamiche più ampie della società contemporanea. </p>



<p>Come evidenziato dalla critica, il libro si inserisce nel solco dei Cultural Studies europei, richiamando idealmente gli studi della Scuola di Birmingham e offrendo una lettura originale del contesto italiano, considerato un laboratorio centrale del movimento ultras. L’opera analizza temi come identità collettiva, memoria, territorialità e il conflitto tra comunità e “calcio moderno”, sempre più orientato verso logiche di mercato e spettacolarizzazione. “ULTRAS – Antropologia di una subcultura ribelle” si distingue per un approccio rigoroso ma accessibile, capace di parlare non solo agli studiosi, ma anche a un pubblico più ampio interessato a comprendere le trasformazioni sociali e culturali del presente. La partecipazione al Salone del Libro rappresenta per Francesco Trione un riconoscimento del valore di un lavoro che invita a guardare oltre le semplificazioni mediatiche, restituendo dignità analitica a fenomeni raramente indagati nella loro complessità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Castellabate, studenti numerosi alla presentazione del libro sui femminicidi giovanili “La storia di Michelle Causo”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-studenti-numerosi-alla-presentazione-del-libro-sui-femminicidi-giovanili-la-storia-di-michelle-causo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 17:25:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Una partecipazione numerosa e attenta, soprattutto da parte degli studenti degli istituti superiori del territorio, ha caratterizzato la presentazione del libro “Femminicidi Giovanili senza scampo – La storia di Michelle [...]]]></description>
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<p>Una partecipazione numerosa e attenta, soprattutto da parte degli studenti degli istituti superiori del territorio, ha caratterizzato la presentazione del libro “Femminicidi Giovanili senza scampo – La storia di Michelle Causo. La ragazza ritrovata in un carrello”, scritto dalla psicoterapeuta e criminologa Virginia Ciaravolo con la prefazione di Dacia Maraini (Armando Editore), svoltasi nella mattinata del 14 marzo presso la Sala Mons. Alfonso Maria Farina nel centro storico di Castellabate.</p>



<p>L’iniziativa, promossa dalla Pro Loco Castellabate nell’ambito delle attività dedicate alla Giornata Internazionale della Donna, ha rappresentato un importante momento di riflessione e sensibilizzazione sul tema della violenza di genere e del femminicidio, con un’attenzione particolare rivolta ai giovani.</p>



<p>Il libro racconta la tragica vicenda di Michelle Maria Causo, la ragazza di 17 anni uccisa il 28 giugno 2023 nel quartiere Primavalle a Roma, un delitto che ha profondamente scosso l’opinione pubblica per la brutalità dell’omicidio e per le modalità con cui fu occultato il corpo.</p>



<p>Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali della Pro Loco Castellabate con Davide Manente, del Prof. Rinaldo Maffia in rappresentanza della dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Vico De Vivo” di Agropoli Teresa Pane, delle Prof.sse Ragni e Sparano in rappresentanza del dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore IPSAR “Piranesi” di Capaccio Paestum Francesco Cerrone e del sindaco di Castellabate Marco Rizzo che nelle vesti di primo cittadino ha portato il suo saluto augurale dando il benvenuto alle autorità e ai relatori intervenuti.</p>



<p>«Abbiamo voluto promuovere questo momento di confronto soprattutto per i giovani – ha dichiarato il relatore della Pro Loco Davide Manente – perché è proprio attraverso la conoscenza e la consapevolezza che si può contribuire a costruire una cultura del rispetto e della responsabilità nelle relazioni».</p>



<p>«Raccontare la storia di Michelle – hanno affermato – è per noi un modo per tenere viva la sua memoria e per far capire ai ragazzi quanto sia importante riconoscere e contrastare ogni forma di violenza».</p>



<p>Nel corso dell’incontro sono intervenuti Cristina Bonucchi, Primo Dirigente Tecnico Psicologo della Polizia di Stato e responsabile dell’Unità di Analisi del Crimine Informatico del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, Filippo Verrone, Presidente del Tribunale Militare di Napoli e Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Militari, e l’autrice del volume Virginia Ciaravolo.</p>



<p>«Il fenomeno della violenza tra i giovanissimi – ha spiegato Virginia Ciaravolo – richiede strumenti di prevenzione culturale ed educativa. Parlare con i ragazzi significa aiutarli a riconoscere segnali di rischio e a sviluppare una consapevolezza emotiva che può fare la differenza».</p>



<p>“I social rappresentano oggi uno spazio estremamente delicato, soprattutto quando diventano il luogo in cui si manifestano dinamiche di controllo, gelosia e possesso. In molti casi di violenza di genere e femminicidio, le piattaforme digitali – ha dichiarato la Dott.ssa Cristina Bonucchi &#8211; vengono utilizzate per monitorare, intimidire o esercitare pressione sulla vittima. Per questo è fondamentale sviluppare una cultura della consapevolezza digitale e riconoscere precocemente i segnali di possesso e controllo che possono emergere anche online”.</p>



<p>Molto apprezzato anche l’intervento del Presidente Filippo Verrone, che ha sottolineato il ruolo della cultura e della narrazione nella costruzione di una società più consapevole: «Le storie servono anche a questo: a farci riflettere, a interrogarci e a non restare indifferenti di fronte alla sofferenza – il possesso – ha ribadito Verrone – non è sinonimo di amore». Infine ha elogiato l’iniziativa della Pro Loco perché dai fini istituzionali di promozione turistica ha organizzato un evento di alta valenza culturale a favore degli studenti.</p>



<p>A moderare l’incontro è stato il giornalista Antonio Grilletto, mentre Enrico Nicoletta ha letto alcuni brani tratti dal volume, contribuendo a rendere ancora più intensa la riflessione proposta ai presenti.</p>



<p>Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Gianluca Causo e Daniela Bertonieri, genitori di Michelle, la ragazza di 17 anni uccisa il 28 giugno 2023 nel quartiere Primavalle a Roma. Il loro intervento ha suscitato grande emozione tra i presenti.</p>



<p>La parte finale dell’iniziativa è stata animata da un vivace dibattito con gli studenti delle scuole superiori, che hanno partecipato con numerose domande e interventi, dimostrando grande sensibilità e interesse per un tema tanto delicato quanto attuale.</p>



<p>A seguire la premiazione di un’alunna locale: Benedetta Di Marco della 2^ N dell’Istituto Comprensivo Gino Rossi Vairo di Agropoli vincitrice del Concorso “Unicità della Donna” finalista fra 68 opere di creatività pittorica ed intellettiva.</p>



<p>L’incontro si è così trasformato in un momento di confronto autentico tra relatori e giovani, confermando il valore educativo e civile dell’iniziativa promossa dalla Pro Loco Castellabate, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione su una delle emergenze sociali più drammatiche del nostro tempo e di promuovere, soprattutto tra le nuove generazioni, una cultura del rispetto e delle relazioni sane.</p>
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		<title>Turismo lento: Cammini Bizantini alla Fiera dei Grandi Cammini di Milano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/turismo-lento-cammini-bizantini-alla-fiera-dei-grandi-cammini-di-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 14:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[cammini bizantini]]></category>
		<category><![CDATA[cammino di san nilo]]></category>
		<category><![CDATA[fa la cosa giusta]]></category>
		<category><![CDATA[settimio rienzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Con oltre 65 mila visitatori si è chiusa ieri a Milano “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera che ogni anno promuove e racconta le buone pratiche di consumo consapevole e [...]]]></description>
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<p>Con oltre 65 mila visitatori si è chiusa ieri a Milano <strong>“Fa’ la cosa giusta!”</strong>, la fiera che ogni anno promuove e racconta le buone pratiche di consumo consapevole e di produzione sostenibile. I Cammini Bizantini sono stati protagonisti nel fine settimana alla manifestazione dedicata al turismo lento e a chi sceglie di scoprire i territori passo dopo passo. </p>



<p>Allo stand D36 i visitatori hanno potuto conoscere da vicino i percorsi dei Cammini Bizantini e in particolare il <strong>Cammino di San Nilo</strong>, itinerario che attraversa il basso Cilento sulle tracce del monaco italo-greco fondatore dell’abbazia di Grottaferrata, collegando luoghi di spiritualità, centri storici e paesaggi naturali. Il cammino valorizza territori spesso fuori dai circuiti turistici tradizionali, promuovendo un modello di viaggio sostenibile e legato alle comunità locali. </p>



<p>Momento centrale della presenza in fiera è stato l’incontro di domenica 15 marzo in Piazza Percorsi, durante il quale <strong>Settimio Rienzo</strong>, Maria Pagano, Francesco Senatore ed Elisa Semeghini hanno raccontato al pubblico l’esperienza dei Cammini Bizantini, dal Cammino di San Nilo al Cammino del Negro, illustrando storia, tappe e prospettive di sviluppo di questi itinerari. Numerosi i camminatori che hanno già percorso il <strong>Cammino</strong>, e tanti altri che stanno programmando di farlo, attratti anche da <strong>“CiPassi”</strong>, la rassegna letteraria dedicata al cammino ideata da Giuseppe Jepis Rivello.</p>



<p>La partecipazione alla Fiera dei Grandi Cammini si inserisce in un contesto di crescita costante del fenomeno del turismo a piedi in Italia. Secondo il dossier annuale sui cammini pubblicato da Terre di Mezzo, che ha pubblicato anche la guida dedicata al Cammino di San Nilo, il numero dei camminatori continua infatti ad aumentare, confermando l’Italia come uno dei Paesi europei di riferimento per questo tipo di esperienza di viaggio.</p>



<p>Oltre alla crescita dei partecipanti, il rapporto evidenzia anche l’impatto economico del settore: nel 2025 il valore complessivo generato dai cammini ha raggiunto 336,4 milioni di euro. Una ricchezza che, a differenza del turismo di massa, resta in gran parte nei territori attraversati, sostenendo piccole strutture ricettive, agriturismi, botteghe e attività locali delle aree interne e dei borghi dell’Appennino.</p>
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		<title>A Castellabate la presentazione del libro “Femminicidi Giovanili senza Scampo – La storia di Michelle Causo”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-castellabate-la-presentazione-del-libro-femminicidi-giovanili-senza-scampo-la-storia-di-michelle-causo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidi giovanili]]></category>
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					<description><![CDATA[Un momento di riflessione, sensibilizzazione e confronto dedicato soprattutto ai giovani sul tema della violenza di genere e del femminicidio. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dalla Pro Loco Castellabate, che [...]]]></description>
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<p>Un momento di riflessione, sensibilizzazione e confronto dedicato soprattutto ai giovani sul tema della violenza di genere e del femminicidio. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dalla <strong>Pro Loco Castellabate</strong>, che organizza la presentazione del libro <em>“Femminicidi Giovanili senza scampo – La storia di Michelle Causo. La ragazza ritrovata in un carrello”</em>, scritto dalla psicoterapeuta e criminologa <strong>Virginia Ciaravolo</strong>&nbsp;con la prefazione di <strong>Dacia Maraini</strong> di <strong>Armando Editore.</strong></p>



<p>L’evento avrà luogo il 14 marzo 2026, con inizio alle ore 10.30, in Sala mons. Alfonso Maria Farina ubicata in Piazza 16 giugno 1138 nel Centro storico di Castellabate. La presentazione si inserisce nel calendario delle iniziative – a corollario &#8211; dedicate alla <strong>Giornata Internazionale della Donna</strong> e intende offrire un’importante occasione di dialogo con gli studenti delle scuole superiori, chiamati a riflettere su una delle emergenze sociali più drammatiche del nostro tempo.</p>



<p>Il libro racconta la tragica vicenda di <strong>Michelle Maria Causo</strong>, la ragazza di 17 anni uccisa il 28 giugno 2023 nel quartiere Primavalle a Roma, un delitto che ha profondamente scosso l’opinione pubblica per la brutalità dell’omicidio e per le modalità con cui fu occultato il corpo.</p>



<p>All’incontro parteciperanno anche <strong>Gianluca Causo e Daniela Bertonieri</strong>, genitori di Michelle, che porteranno la loro testimonianza diretta.</p>



<p>Dopo i saluti istituzionali del <strong>Presidente della Pro Loco Castellabate Luigi Ambrosano</strong>, <strong>della Dirigente dell&#8217;Istituto di Istruzione Superiore “Vico de Vivo” Agropoli Teresa Pane e del Dirigente dell&#8217;Istituto di Istruzione Superiore IPSAR&nbsp;Piranesi Capaccio Paestum Francesco Cerrone</strong> e del <strong>Sindaco di Castellabate Marco Rizzo. </strong>Interverranno, inoltre, autorevoli relatori provenienti dal mondo delle istituzioni, della giustizia, della cultura e della psicologia.</p>



<p>Tra gli interventi previsti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cristina Bonucchi</strong>, Primo Dirigente Tecnico Psicologo della Polizia di Stato e responsabile dell’Unità di Analisi del Crimine Informatico del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica;</li>



<li><strong>Filippo Verrone</strong>, Presidente del Tribunale Militare di Napoli e Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Militari;</li>



<li><strong>Maurizio De Giovanni</strong>, scrittore, sceneggiatore e autore televisivo;</li>



<li><strong>Virginia Ciaravolo</strong>, psicoterapeuta criminologa e autrice del libro.</li>
</ul>



<p>A moderare l’incontro sarà il giornalista <strong>Antonio Grilletto</strong>, mentre <strong>Enrico Nicoletta</strong>, promotore turistico, leggerà alcuni brani tratti dal volume.</p>



<p>L’iniziativa è rivolta in particolare agli studenti degli istituti superiori, che saranno invitati a partecipare attivamente al dibattito ponendo domande ai relatori e contribuendo a un confronto aperto su temi di grande attualità e rilevanza sociale.</p>



<p>Attraverso il racconto di una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica, l’evento vuole stimolare nei giovani una maggiore consapevolezza sul rispetto, sulla cultura delle relazioni sane e sulla prevenzione della violenza di genere. Un appuntamento di forte valore civile e educativo che la Pro Loco Castellabate ha voluto promuovere per mantenere alta l’attenzione su una piaga sociale che riguarda l’intera comunità e di scottante attualità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="655" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-09-at-10.32.49-655x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-237852" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-09-at-10.32.49-655x1024.jpeg 655w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-09-at-10.32.49-192x300.jpeg 192w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-09-at-10.32.49-768x1200.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-09-at-10.32.49-983x1536.jpeg 983w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-09-at-10.32.49.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></figure>
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		<title>Salerno, l’astrofisico Luca Nardi racconta la caccia ai pianeti scomparsi nel libro “Pianeti Mancanti”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-lastrofisico-luca-nardi-racconta-la-caccia-ai-pianeti-scomparsi-nel-libro-pianeti-mancanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[luca nardi]]></category>
		<category><![CDATA[luca nardi astrofisico]]></category>
		<category><![CDATA[pianeti mancanti]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 6 marzo, la libreria Imagine&#8217;s Book di Salerno ospiterà la presentazione del libro “Pianeti Mancanti” dell’astrofisico e divulgatore Luca Nardi. L’incontro, organizzato dal Centro Astronomico “Neil Armstrong” (CANA), prenderà [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Venerdì 6 marzo, la libreria <strong>Imagine&#8217;s Book</strong> di Salerno ospiterà la presentazione del libro <strong>“Pianeti Mancanti”</strong> dell’astrofisico e divulgatore <strong>Luca Nardi</strong>. L’incontro, organizzato dal <strong>Centro Astronomico “Neil Armstrong” (CANA)</strong>, prenderà il via alle ore 18:30 ed è aperto al pubblico con ingresso libero, senza necessità di prenotazione.</p>



<p>A coordinare la presentazione saranno il presidente del CANA, <strong>Vincenzo Gallo</strong>, e <strong>Vito Saggese</strong>, socio del CANA e dottore di ricerca in astrofisica.</p>



<p>Secondo l’autore, “<strong>Il libro racconta della caccia di tutti i mondi che, nel corso della storia, gli astronomi hanno ipotizzato potessero esistere attorno al Sole</strong>, ma anche dei pianeti realmente scoperti, come il gigante ghiacciato Nettuno ai confini del Sistema Solare”. L’opera ripercorre così la storia della scoperta dei mondi vicini alla Terra, con un linguaggio accessibile e affascinante per tutti i lettori.</p>



<p>Classe 1993, Luca Nardi è specializzato in scienze planetarie e si distingue come divulgatore scientifico, con numerose collaborazioni e pubblicazioni nel settore.</p>



<p>L’evento rappresenta un’occasione per avvicinarsi al mondo dell’astrofisica e approfondire le curiosità sui pianeti del Sistema Solare e quelli ancora “mancanti” nella storia dell’astronomia.</p>
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		<item>
		<title>Ripartire dai libri: consigli per chi legge poco e vuole ritrovare il piacere della lettura</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ripartire-dai-libri-consigli-per-chi-legge-poco-e-vuole-ritrovare-il-piacere-della-lettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 12:02:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[abitudine alla lettura]]></category>
		<category><![CDATA[benessere culturale]]></category>
		<category><![CDATA[consigli lettura]]></category>
		<category><![CDATA[lettura libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri italiani]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni la lettura di libri tra gli italiani ha registrato flessioni preoccupanti. Secondo i dati Istat 2023, circa il 42% della popolazione non legge neppure un libro all’anno, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni la lettura di libri tra gli italiani ha registrato flessioni preoccupanti. Secondo i dati Istat 2023, circa il 42% della popolazione non legge neppure un libro all’anno, mentre solo il 15% legge più di 12 libri l’anno. Nonostante la presenza di ebook e audiolibri, molti ammettono di leggere poco e di faticare a ritrovare il piacere della lettura. </p>



<p>Riprendere l’abitudine alla lettura, però, è possibile, e gli esperti suggeriscono strategie concrete per trasformare il libro in un compagno quotidiano. Innanzitutto, è consigliabile <strong>stabilire piccoli obiettivi giornalieri</strong>: anche solo 10-15 minuti di lettura al giorno possono aiutare a creare una routine sostenibile, senza sentirsi sopraffatti.</p>



<p>Scegliere testi che appassionino davvero è fondamentale. Non serve iniziare da classici impegnativi: romanzi contemporanei, gialli o saggi su interessi personali possono facilitare il ritorno alla lettura. Gli esperti di psicologia della lettura sottolineano che la motivazione personale è più importante della “difficoltà” del testo: il piacere viene prima della performance. </p>



<p>Un’altra strategia efficace consiste nel <strong>creare uno spazio dedicato</strong> alla lettura. Avere un angolo silenzioso, con luce adeguata e senza distrazioni, aumenta la concentrazione e la continuità nella lettura. Molti lettori trovano utile spegnere smartphone o notifiche per evitare interruzioni frequenti.</p>



<p>La lettura condivisa può essere un’ulteriore leva motivazionale. Partecipare a <strong>circoli di lettura</strong>, gruppi online o discussioni in librerie permette di confrontarsi su libri e autori, stimolando la curiosità e creando un senso di comunità. Inoltre, le biblioteche e le piattaforme digitali offrono spesso suggerimenti personalizzati basati sui propri gusti di lettura, aiutando a scoprire nuovi titoli.</p>



<p>Infine, <strong>sperimentare con diversi formati</strong> può aiutare a ritrovare la routine. Gli audiolibri, per esempio, permettono di leggere “in movimento”, durante spostamenti o pause, mentre gli ebook consentono di portare con sé più titoli e di leggere anche in condizioni di scarsa luce o spazio limitato.</p>



<p>Gli esperti sottolineano che la chiave per tornare a leggere è <strong>ridurre la pressione e riscoprire il piacere</strong>: non esiste un numero di libri da raggiungere, ma un momento quotidiano dedicato alla lettura può trasformarsi in un’abitudine duratura, con benefici cognitivi, emotivi e culturali.</p>
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		<item>
		<title>Agropoli, la favola di un’autrice cilentana presentata a Casa Sanremo Writers</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/agropoli-la-favola-di-unautrice-cilentana-presentata-a-casa-sanremo-writers/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 16:33:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa siano]]></category>
		<category><![CDATA[casa sanremo writers]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla costa del Cilento al palcoscenico nazionale di Casa Sanremo Writers. È stata presentata nell’ambizioso salotto culturale allestito al Palafiori la favola dell’autrice agropolese Annalisa Siano, dal titolo “Le avventure [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dalla costa del Cilento al palcoscenico nazionale di <strong>Casa Sanremo Writers</strong>. È stata presentata nell’ambizioso salotto culturale allestito al Palafiori la favola dell’autrice agropolese <strong>Annalisa Siano</strong>, dal titolo <em><strong>“Le avventure di Siora e il ladro di cervelli”</strong></em>, autopubblicata su Amazon e realizzata con il supporto della SMM Alexandra Berdova.</p>



<p>Ai microfoni della rassegna letteraria che da anni si svolge in concomitanza con la 76ª edizione del Festival di Sanremo, Siano ha raccontato al giornalista Rai Maurilio Giordana il proprio percorso formativo: un’esperienza maturata come animatrice durante feste dedicate ai più piccoli, che le ha permesso di osservare da vicino le dinamiche delle famiglie contemporanee, oggi suo target di riferimento.</p>



<p>Come in una moderna rilettura del Decameron di Giovanni Boccaccio, l’autrice sceglie la forma della favola per veicolare messaggi educativi e sociali, parlando direttamente a bambini e genitori attraverso personaggi fantastici e simbolici.</p>



<p><strong>Il focus sui temi sociali</strong></p>



<p>Due le “piaghe sociali” affrontate nel racconto. Nella prima parte emerge con forza il tema della prevenzione sanitaria, declinato attraverso la metafora del “mostro” che richiama il Papilloma Virus, oggi molto diffuso e contrastabile grazie a un vaccino somministrabile già dai 12 anni. Un messaggio che punta a rendere la prevenzione una normalità educativa, condivisa e consapevole, in un clima familiare aperto al dialogo.</p>



<p>Un’attenzione maturata anche grazie alle campagne di sensibilizzazione promosse presso la ICM, azienda ospedaliera cilentana, dalla dottoressa Paola De Domenico.</p>



<p>La seconda parte affronta invece un fenomeno silenzioso ma crescente: la dipendenza da cellulare in età minorile. Un tema al centro del dibattito pubblico, richiamato anche dal conduttore Carlo Conti in diverse interviste, mentre Paesi come Spagna e Regno Unito discutono restrizioni sull’uso dei social per i minori di 16 anni.</p>



<p>I dati, evidenziano gli esperti, mostrano un aumento dei casi di utilizzo precoce e problematico degli schermi già sotto i 12 mesi di vita, con un incremento degli accessi nei presidi sanitari per sintomi riconducibili a forme di astinenza digitale. Da qui l’auspicio dell’autrice: che una favola possa diventare strumento di dialogo tra genitori e figli, contribuendo alla tutela del benessere fisico e mentale delle nuove generazioni.</p>



<p><strong>Il valore delle radici</strong></p>



<p>La partecipazione a Sanremo è stata anche occasione per portare con sé un frammento della propria terra. L’ambientazione della favola si ispira infatti ai paesaggi del Cilento: terrazze di limoneti profumati, il “Regno delle Alici” – omaggio a una delle eccellenze gastronomiche locali – e il nome stesso della protagonista, “Siora”, che nel Meridione significa “Signora”, equivalente della “Sciura” settentrionale, in un ideale ponte culturale tra Nord e Sud e inno alla resilienza femminile.</p>



<p><strong>Nuovi sviluppi in arrivo</strong></p>



<p>Da Casa Sanremo Writers arriva anche l’annuncio di una terza parte del racconto, prevista per la primavera/estate 2026. Il nuovo capitolo affronterà il tema della vergogna, incarnata da una Regina Cattiva, figura finora assente nella trama.</p>



<p>“La vergogna – spiega Siano – è una sensazione che tutti proviamo più volte nella vita. Se non gestita, quando riguarda i bambini può trasformarsi in un trauma che li accompagna fino all’età adulta. La favola resta un momento divertente e giocoso per spiegare qualcosa di più utile e profondo. La fantasia – conclude – è l’ultimo barlume di speranza per aiutare i minori ad affrontare le sfide della società odierna”.</p>
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		<item>
		<title>Luca Trapanese e il romanzo delle famiglie scelte: «L’amore non si eredita, si costruisce»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/luca-trapanese-e-il-romanzo-delle-famiglie-scelte-lamore-non-si-eredita-si-costruisce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 09:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[libro luca trapanese]]></category>
		<category><![CDATA[luca trapanese]]></category>
		<category><![CDATA[luca trapanese alba]]></category>
		<category><![CDATA[salani editore]]></category>
		<category><![CDATA[storia di una famiglia imperfetta libro]]></category>
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					<description><![CDATA[“Tutte le famiglie sono imperfette, ogni famiglia è imperfetta a modo suo”. È da questa consapevolezza, insieme intima e universale, che prende forma il nuovo libro di Luca Trapanese, un [...]]]></description>
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<p>“Tutte le famiglie sono imperfette, ogni famiglia è imperfetta a modo suo”. È da questa consapevolezza, insieme intima e universale, che prende forma il nuovo libro di Luca Trapanese, un racconto che intreccia memoria, lutto e rinascita, e che riporta al centro una delle sue convinzioni più profonde: la famiglia non è solo un fatto di sangue, ma di scelta.</p>



<p>La storia si apre con un ritorno. Dopo la morte di nonna Florinda, Luca e sua figlia Alba raggiungono la grande casa di famiglia, tra le colline lucane. Devono aprirla, riordinarla, decidere cosa farne. Ma quella che potrebbe essere una semplice operazione pratica si trasforma presto in un viaggio nella memoria. Ogni stanza custodisce un frammento di vita, ogni oggetto racconta una storia, ogni silenzio rimanda alla presenza forte e amorevole di Florinda.</p>



<p>È lei il cuore pulsante del libro. Una donna che ha vissuto intensamente, che ha amato e lottato per ciò in cui credeva. Florinda ha adottato Luca quando lui era già adulto, in un gesto di accoglienza che ha ribaltato le convenzioni. E proprio in quegli stessi anni, Luca stava compiendo a sua volta una scelta altrettanto radicale: accogliere Alba.</p>



<p>Il parallelismo tra le due storie è uno degli elementi più potenti del romanzo. Negli anni Ottanta, dopo il terremoto dell’Irpinia, Florinda aveva aperto le porte della sua casa e del suo cuore a Francesco, un bambino con un lieve ritardo cognitivo, dedicandogli ogni energia, ogni sogno, ogni battito del cuore. Decenni dopo, Luca avrebbe fatto lo stesso con Alba, bambina con sindrome di Down che ha preso in affido e poi adottato nel 2018, in una vicenda che ha commosso l’Italia intera e che è diventata un libro, un film e un monologo teatrale.</p>



<p>Nel silenzio della casa lucana, Luca e Alba ricompongono così la trama di un destino condiviso: quello di persone che si sono scelte. Il libro diventa allora un dialogo tra generazioni, un confronto tra due esperienze di genitorialità “non convenzionale”, unite da una stessa idea di fondo: l’amore non ha bisogno di leggi per essere autentico.</p>



<p>Con una scrittura limpida e profonda, Trapanese racconta se stesso come figlio e come padre, senza retorica, ma con una delicatezza che lascia spazio alle fragilità, ai dubbi, alle imperfezioni. Il lutto per la perdita di Florinda si trasforma in occasione per interrogarsi sul senso dell’eredità: non quella materiale, ma quella emotiva e morale. Cosa resta di chi ci ha amati? Quali tracce sopravvivono nei gesti, nelle scelte, nel modo in cui a nostra volta sappiamo amare?</p>



<p>Nato a Napoli nel 1977, Luca Trapanese è oggi una delle voci più riconoscibili nel dibattito pubblico sui diritti, l’inclusione e la genitorialità. Padre di Alba, ha fatto della propria esperienza personale una testimonianza civile. Dopo aver pubblicato con Salani i romanzi <em>Le nostre imperfezioni</em> e <em>Non chiedermi chi sono</em>, ha portato il suo impegno anche nelle istituzioni: da ottobre 2021 è stato assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli e da novembre 2025 è consigliere della Regione Campania, continuando a sostenere le battaglie civili che da sempre lo contraddistinguono.</p>



<p>Nel nuovo libro, però, la dimensione pubblica resta sullo sfondo. In primo piano c’è la casa, con le sue stanze polverose e i suoi ricordi, e c’è una bambina che cresce mentre il padre impara ancora a essere figlio. È un racconto che parla di perdita ma soprattutto di continuità, perché i legami autentici – suggerisce Trapanese – non si spezzano con l’assenza: si trasformano, si sedimentano, diventano parte di noi.</p>
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		<title>Il libro e la mostra su Ascarelli al Maschio Angioino. Inedito Ferlaino: «Prima delle partite del Napoli pregavo sulla sua tomba»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-libro-e-la-mostra-su-ascarelli-al-maschio-angioino-inedito-ferlaino-prima-delle-partite-del-napoli-pregavo-sulla-sua-tomba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 12:41:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
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		<category><![CDATA[Napoli Calcio Corrado Ferlaino]]></category>
		<category><![CDATA[nico pirozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[Una rivelazione inedita di Corrado Ferlaino e un appello concreto alle istituzioni hanno segnato la presentazione del libro “Giorgio Ascarelli, il visionario che inventò (il) Napoli” di Nico Pirozzi, (Edizioni [...]]]></description>
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<p>Una rivelazione inedita di Corrado Ferlaino e un appello concreto alle istituzioni hanno segnato la presentazione del libro “Giorgio Ascarelli, il visionario che inventò (il) Napoli” di Nico Pirozzi, (Edizioni dell’Ippogrifo), tenutasi sabato 7 febbraio presso la Fondazione Valenzi al Maschio Angioino, in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica “Ascarelli: un nome e una storia lunga 150 anni”.</p>



<p>Nel corso dell’incontro, l’ex presidente del Napoli Calcio Corrado Ferlaino ha raccontato per la prima volta un gesto privato e carico di significato: prima delle partite più importanti della squadra azzurra, si recava a pregare sulla tomba di Giorgio Ascarelli, nel cimitero ebraico di via Cannola al Trivio. Un rito personale che restituisce la profondità del legame tra il fondatore del club e la sua eredità morale e sportiva, mai interrotta nel tempo.</p>



<p>Ferlaino ha inoltre espresso pubblicamente il proprio sostegno all’intitolazione di Piazzale Tecchio a Giorgio Ascarelli, definendola “una cosa giusta, senza opposizioni” e sottolineando la necessità di avviare un confronto con il Sindaco di Napoli. Un passaggio che rilancia nel dibattito pubblico il tema della memoria civile e sportiva della città.</p>



<p>Moderato dall’autore Nico Pirozzi, l’incontro ha visto gli interventi della sociologa Clelia Castellano dell’Università Suor Orsola Benincasa, che ha delineato la figura di Ascarelli come imprenditore umanista e socialista inclusivo, paragonabile a personalità come Adriano Olivetti, e del giornalista Antonio Corbo de La Repubblica, che ha richiamato la necessità di riscoprire e rievocare un personaggio centrale nella storia di Napoli, capace di unire città, squadra e comunità.</p>



<p id="m_1949336246215752879m_-6442913247239541433isPasted">Attraverso il libro e la mostra – promossa e finanziata dall’Associazione Memoriæ – Museo della Shoah – emerge il profilo di un imprenditore innovatore, attento ai diritti dei lavoratori, di un visionario dello sport che donò alla città il primo stadio di proprietà del Napoli e di un uomo profondamente legato alle tradizioni ebraiche, ma animato da una visione politica e sociale inclusiva.</p>



<p>Un evento che ha unito storia, sport e cultura e che ha restituito ad Ascarelli il ruolo di grande napoletano e protagonista nazionale, la cui memoria – come dimostrato dalle parole di Ferlaino – continua a vivere non solo nei luoghi ufficiali, ma nei gesti e nella coscienza collettiva.</p>
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		<title>‘Cultura è cittadinanza’: Ledo Prato spiega perché la cultura è la chiave della libertà e della speranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 16:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
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<p>Mai come in questo periodo, segnato da guerre, crisi sociali e ambientali, il richiamo alla cultura si fa urgente e necessario. È questo il filo conduttore della riflessione di <strong>Ledo Prato</strong>, esperto di politiche culturali e segretario generale dell’associazione Mecenate 90, che nel libro “Cultura è cittadinanza” dialoga con lo scrittore Paolo Di Paolo sulle connessioni tra cultura, politica e cittadinanza attiva.</p>



<p>Secondo Prato, la cultura non è un semplice ornamento della società, ma un motore di libertà, pace e partecipazione civica. «Se parliamo di lotta alle disuguaglianze, di difesa dei diritti sociali e civili, di lotta al precariato – osserva Di Paolo nel libro – non stiamo forse parlando di cultura?» La riflessione non è teorica: la cultura diventa strumento concreto quando si traduce in iniziative, progetti e politiche che rafforzano la cittadinanza, moltiplicano le opportunità di crescita e generano senso di responsabilità condivisa.</p>



<p>Prato ripercorre la sua esperienza professionale, dagli anni del sindacato a Napoli fino alla direzione di Mecenate 90, mettendo in luce come sia possibile costruire un rapporto virtuoso tra pubblico e privato nella gestione dei beni culturali. Il libro affronta anche la sfida di rendere la cultura accessibile fuori dai grandi centri, valorizzando scuole, territori e giovani come infrastrutture sociali fondamentali.</p>



<p>Un tema ricorrente è la povertà educativa, considerata da Prato uno dei terreni più fertili su cui investire. La cultura, sostiene, non può limitarsi a rappresentare simboli o eventi isolati: deve diventare un processo attivo, capace di formare coscienze e alimentare partecipazione. «Continuo a domandarmi cosa impedisce a un paese come il nostro di essere protagonista nell’economia della conoscenza e del turismo – riflette Prato – e non ho trovato risposta se non nella miopia di una classe politica e imprenditoriale che ha voluto conservare e non osare».</p>



<p>Il dialogo con Di Paolo permette anche di mettere a fuoco la relazione tra cultura e politica: senza interventi concreti, la cultura rischia di rimanere retorica, incapace di incidere sulle diseguaglianze, sul razzismo o sull’egoismo sociale. Per Prato, invece, fare politica e fare cultura sono azioni coincidenti: la cittadinanza si costruisce attraverso la conoscenza, la partecipazione e la valorizzazione del bene comune.</p>
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		<title>“Dodici storie ma proprio dodici”: l’esordio di Viviana Navarra nella narrativa per bambini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dodici-storie-ma-proprio-dodici-lesordio-di-viviana-navarra-nella-narrativa-per-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 11:15:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[12 storie ma proprio 12]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[viviana navarra]]></category>
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					<description><![CDATA[“Dodici Storie Ma Proprio Dodici” è il primo libro di Viviana Navarra, giornalista salernitana, pubblicato dalla casa editrice Raffaello all&#8217;interno della collana di narrativa Il Mulino a Vento, serie rossa, [...]]]></description>
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<p>“Dodici Storie Ma Proprio Dodici” è il primo libro di Viviana Navarra, giornalista salernitana, pubblicato dalla casa editrice Raffaello all&#8217;interno della collana di narrativa Il Mulino a Vento, serie rossa, dedicata in particolare ai lettori e alle lettrici dai 7 anni. </p>



<p>Il libro, 134 pagine, si snoda in dodici racconti- tanti quanti sono i mesi dell&#8217;anno- che vedono al centro bambini e bambine alle prese con piccole grandi avventure quotidiane, necessarie per riuscire ad accorgersi di quanto unico e prezioso sia il loro mondo interiore. I dodici racconti sono immaginati come aquiloni tenuti insieme da un unico filo: la scoperta. La scoperta che essere piccoli è un&#8217;avventura davvero grande, dove meraviglia e stupore sbocciano continuamente in ogni angolo del cuore.</p>



<p>Le illustrazioni del volume sono firmate da Elisa Varetti, che arricchisce le narrazioni con suggestioni a tutto colore. Il gruppo editoriale Raffaello è una importante realtà di Monte San Vito, comune in provincia di Ancona, nelle Marche, specializzata da oltre trent&#8217;anni in editoria scolastica. La collana di narrativa Il Mulino a Vento propone libri, emozioni e storie per accompagnare la crescita di bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni. La collana è nota per essere un punto di riferimento nella narrativa per la scuola primaria, focalizzandosi su titoli che stimolano la lettura autonoma e offrendo libri appositamente progettati per favorire l&#8217;alta leggibilità, con storie coinvolgenti caratterizzate da un&#8217;impaginazione chiara, font leggibili e testi accattivanti. </p>



<p>La soddisfazione della scrittricea: «<em>Sono molto grata alla casa editrice Raffaello e in particolare al coordinatore redazionale Emanuele Ramini, che ha accolto il mio progetto con entusiasmo e fiducia. Scrivere un libro e in particolare un libro per bambini è il mio sogno fin da quando ero piccola. Mi viene in mente sempre la frase di Gianni Rodari, che diceva &#8220;scrivete solo se vi fa male il braccio&#8221;, intendendo che un libro si scrive, al netto della volontà, quando si avverte una urgenza irrefrenabile tale per cui se non si scrive si percepisce come un &#8220;dolore&#8221; al braccio, alla mano, al corpo, all&#8217;anima. Il mio libro è nato proprio da questa urgenza intima e profonda di scrivere delle storie e non delle storie qualsiasi: proprio queste storie, che probabilmente vivevano già dentro di me. I racconti sono stati scritti come un fiume in piena che scorre impetuoso per liberare la sua forza vitale e pensati con amore per i bambini e le bambine, stelle luminosissime che illuminano il mondo di meraviglia</em>.» </p>



<p>Viviana Navarra, giornalista salernitana classe 1982, collabora da vent&#8217;anni con il quotidiano Il Mattino, firmando in particolare articoli per il settore cultura. Appassionata di editoria per bambini e ragazzi, cura la presentazione di libri e nel 2022 ha dato vita al blog Dichiscrive, per conversare con scrittori e scrittrici italiani e internazionali. È mamma di due bimbe.</p>
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		<title>“Nessun dio è solo”, il secondo noir di Pasquale Sorrentino: la presentazione sabato a Polla</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nessun-dio-e-solo-il-secondo-noir-di-pasquale-sorrentino-la-presentazione-sabato-a-polla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 09:53:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[nessun dio è solo]]></category>
		<category><![CDATA[noir]]></category>
		<category><![CDATA[pasquale sorrentino]]></category>
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					<description><![CDATA[«A Polla, un paese adagiato tra colline e silenzi, due giovani sposi vengono trovati morti nella loro casa. Nessun segno di effrazione, nessuna violenza evidente. Solo un vuoto improvviso che [...]]]></description>
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<p>«<em>A Polla, un paese adagiato tra colline e silenzi, due giovani sposi vengono trovati morti nella loro casa. Nessun segno di effrazione, nessuna violenza evidente. Solo un vuoto improvviso che scuote la comunità e riporta a galla paure mai del tutto sepolte. Tra i vicoli e le piazze riaffiora una leggenda antica: quella del Solitario di Polla, un signorotto del quindicesimo secolo che, accecato dall’invidia e dall’amore negato, si dice colpisse le coppie felici, trascinandole nelle acque oscure del fiume</em>.»</p>



<p>È questo il cuore del nuovo libro di Pasquale Sorrentino, autore di Polla, che torna in libreria con “Nessun Dio è solo”. Dopo il successo di “Figli di un altro Dio”, riecco il tenente Eleonora Posca e il maresciallo Carmine Lupo alle prese con una nuova indagine. </p>



<p>La presentazione del libro è in programma sabato 7 febbraio, alle 18,30, nella scuola media in via Campi a Polla. Dopo i saluti istituzionali, la giornalista Federica Pistone dialogherà con l’autore, per raccontare il suo secondo libro. Ancora una volta sarà protagonista Polla.</p>



<p>Anche “Nessun dio è solo” è edito da CaffèOrchidea di Giuseppe Avigliano. «<em>Con una scrittura diretta e vibrante, Nessun Dio è solo procede in un crescendo di tensione, svelando soprese e imprevisti ad ogni capitolo. Il mistero si muove tra le righe come un’ombra costante; ogni certezza è pronta ad essere ribaltata. E tutti, in paese, possono essere vittime. O assassini</em>». </p>



<p>Pasquale Sorrentino è un giornalista di cronaca nera, lavora per diverse testate della provincia di Salerno ed è autore di inchieste e di programmi giornalistici. Ha già pubblicato “Figli di un altro Dio” che, con migliaia di copie vendute, ha rappresentato una sorpresa nel panorama dei noir nazionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.03.30-819x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-232779" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.03.30-819x1024.jpeg 819w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.03.30-240x300.jpeg 240w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.03.30-768x960.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.03.30-1229x1536.jpeg 1229w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.03.30.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>
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		<title>La spia ha i capelli rossi: quando la letteratura restituisce i volti del Medio Oriente</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-spia-ha-i-capelli-rossi-quando-la-letteratura-restituisce-i-volti-del-medio-oriente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 15:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[sarah mustafa]]></category>
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					<description><![CDATA[Raccontare il Medio Oriente senza ridurlo a una mappa di conflitti è un esercizio raro e necessario. La spia ha i capelli rossi (Homo Scrivens, 2024), romanzo d’esordio di Sarah [...]]]></description>
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<p>Raccontare il Medio Oriente senza ridurlo a una mappa di conflitti è un esercizio raro e necessario. <strong>La spia ha i capelli rossi </strong>(Homo Scrivens, 2024), romanzo d’esordio di <strong>Sarah Mustafa,</strong> scrittrice italo-palestinese nata a Pavia nel 1979, riesce in questa impresa intrecciando avventura, mistero e memoria personale in una narrazione capace di parlare a lettori di ogni età.</p>



<p>Il romanzo affonda le sue radici in un’esperienza reale e profonda: tra il 1985 e il 1996 l’autrice ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza divisa tra Pavia e un campo profughi palestinese in Giordania. Un passaggio traumatico e formativo allo stesso tempo, che l’ha costretta, a soli sei anni, a muoversi tra due mondi opposti: da un lato la stabilità della vita italiana, dall’altro la precarietà quotidiana di un luogo in cui mancava quasi tutto, tranne il senso della comunità.</p>



<p>È proprio questa esperienza a dare al romanzo la sua forza più autentica. La spia ha i capelli rossi non racconta il Medio Oriente come scenario lontano o astratto, ma come spazio vissuto, fatto di persone, gesti quotidiani, relazioni, odori e sapori. Il campo profughi diventa così un microcosmo umano, dove la resilienza del popolo palestinese si manifesta nella dignità dei gesti semplici e nella capacità di restare uniti nonostante l’esilio.</p>



<p>La scelta narrativa dell’autrice è chiara e consapevole: alternare sofferenza e introspezione a momenti di avventura e mistero, rendendo la lettura accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta a una realtà spesso raccontata solo attraverso la lente dell’emergenza e della cronaca. Il risultato è un romanzo che informa senza spiegare, che emoziona senza indulgere nel patetico, e che invita il lettore a guardare oltre gli stereotipi.</p>



<p>Al centro della storia emerge una riflessione profonda su identità, appartenenza e incontro tra culture. Non esistono confini netti, ma passaggi, contaminazioni, domande aperte. È il libro che l’autrice stessa avrebbe voluto leggere da ragazza: una storia capace di offrire strumenti per comprendere il mondo senza semplificarlo.</p>



<p>Sarah Mustafa, laureata in Scienze Politiche con indirizzo politico-internazionale, vive oggi tra l’Italia e il Medio Oriente. Scrive osservando e raccogliendo dettagli che trasformano l’esperienza in materia narrativa. Ha pubblicato articoli su La Provincia Pavese, Avvenire, Ha Keillah e GARIWOMag, e il suo impegno culturale è fortemente legato ai temi della pace e del dialogo tra i popoli.</p>



<p>Il romanzo ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui la Menzione speciale al Premio L’Iguana – Anna Maria Ortese 2024 e il Premio Franco Cuomo International Award 2024, ed è stato presentato in contesti di primo piano come BookCity Milano, il Salone del Libro di Torino e Fuoricinema Milano. Nel 2025 l’autrice ha inoltre ricevuto la Civica Benemerenza di San Siro dalla città di Pavia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La presentazione del libro a Salerno</h3>



<p>Il libro sarà presentato mercoledì 4 febbraio 2026 alle ore 18.00 presso la Casa del Volontariato, via F. Patella, Salerno. L’incontro è a cura delle associazioni Memoria in Movimento ODV e Art.Tre, con il patrocinio della Società Salernitana di Storia Patria e l’adesione di Donne di carta APS e del Parco Storico Sighelgaita Salerno. Interverranno Mary Abbondanza (Memoria in Movimento) ed Enzo Rosco (Art.Tre). Dialogheranno con l’autrice Sandra Giuliano (Donne di carta APS) e Silvana Barbirotti (Operazione Colomba – Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un giallo sulle baby gang ambientato nel Cilento: &#8216;Diversi&#8217; è il nuovo libro di Massimiliano Papa e Francesca Arpino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/un-giallo-sulle-baby-gang-ambientato-nel-cilento-diversi-e-il-nuovo-libro-di-massimiliano-papa-e-francesca-arpino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 16:47:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[baby gang]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[francesca arpino]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri del cilento]]></category>
		<category><![CDATA[massimiliano papa]]></category>
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					<description><![CDATA[Una violenza che non nasce sempre dalla cattiveria, ma dal bisogno di appartenenza. È questo il cuore di “Diversi”, il nuovo romanzo giallo di Massimiliano Papa e Francesca Arpino, genitori [...]]]></description>
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<p>Una violenza che non nasce sempre dalla cattiveria, ma dal bisogno di appartenenza. È questo il cuore di “<strong>Diversi</strong>”, il nuovo romanzo giallo di <strong>Massimiliano Papa e Francesca Arpino</strong>, genitori e insegnanti, che giunge al terzo capitolo della saga dedicata al commissario Mario Staffelli. Pubblicato da Gruppo Editoriale WritersEditor, il libro affronta con realismo e delicatezza il tema del disagio giovanile, delle baby gang e delle dinamiche di branco che possono travolgere ragazzi apparentemente comuni.</p>



<p>Dopo i precedenti successi “Polvere di morte” (2021) e “Soli tra soli” (2023), “Diversi” si concentra sul lato più umano della criminalità adolescenziale, senza ridurre i fenomeni a cronaca o a slogan educativi. L’ambientazione è il Cilento, cuore della provincia di Salerno, dove il romanzo intreccia vite di giovani, famiglie e istituzioni in un quadro verosimile e inquietante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il commissario Mario Staffelli</h3>



<p>Mario Staffelli, protagonista della saga, non è il solito investigatore infallibile. Segnato da scelte e mancate protezioni del passato, Staffelli osserva prima di giudicare: cerca di capire le motivazioni dei ragazzi, il meccanismo che li spinge oltre il limite, e solo successivamente interviene per fermarli. La sua è una prospettiva profondamente umana, che permette al lettore di cogliere la complessità del fenomeno del branco.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il meccanismo del branco</h3>



<p>Al centro del romanzo non c’è un singolo colpevole, né un eroe solitario. Il vero protagonista è il branco, il sistema sociale e psicologico che seduce, ingloba e talvolta distrugge. Ragazzi normali, famiglie apparentemente comuni e contesti quotidiani diventano teatro di dinamiche di manipolazione emotiva, ricatto e bisogno di appartenenza. Chi subisce spesso non si percepisce come vittima, ma come parte di qualcosa.</p>



<p>Ogni episodio — atti vandalici, aggressioni, silenzi familiari — è un tassello di un disegno più grande. Con precisione chirurgica, Papa e Arpino mostrano come fragilità individuale e gruppo sbagliato possano trasformarsi in violenza strutturata. Il romanzo pone una domanda scomoda: quanto è sottile il confine tra essere diversi ed essere soli?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sinossi</h3>



<p>Nel Cilento, una serie di eventi inquietanti segnala la nascita di una realtà criminale giovanile. Quello che appare come un insieme di bravate si rivela presto un fenomeno organizzato, fondato sulla manipolazione e sul controllo del gruppo. Il commissario Staffelli e la sua squadra affrontano un’indagine complessa, che intreccia scuole, famiglie e istituzioni, rivelando come disagio, silenzi e paura possano creare un terreno fertile per la violenza. “Diversi” non offre colpevoli facili né soluzioni immediate: invita a riflettere sul ruolo degli adulti, sulla prevenzione e sulle conseguenze di scelte che segnano per sempre la vita dei giovani. È un giallo investigativo con forte anima sociale, che osserva senza giudicare e racconta la verità nascosta dietro il fenomeno delle baby gang.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dalla Shoah alla resistenza: sei libri per riflettere sulla Memoria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-shoah-alla-resistenza-sei-libri-per-riflettere-sulla-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 19:37:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Frank]]></category>
		<category><![CDATA[Elie Wiesel]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Hannah Arendt]]></category>
		<category><![CDATA[libri da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[lorella beretta]]></category>
		<category><![CDATA[Markus Zusak]]></category>
		<category><![CDATA[memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Levi]]></category>
		<category><![CDATA[Shoah]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze Olocausto]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni anno, il 27 gennaio, l’Italia e il mondo ricordano le vittime dell’Olocausto con la Giornata della Memoria. In un periodo storico segnato dalla necessità di conservare la memoria collettiva, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ogni anno, il 27 gennaio, l’Italia e il mondo ricordano le vittime dell’Olocausto con la Giornata della Memoria. In un periodo storico segnato dalla necessità di conservare la memoria collettiva, la lettura diventa uno strumento potente per comprendere e non dimenticare. Dai racconti autobiografici ai romanzi storici, esistono opere che permettono di avvicinarsi alle vite spezzate dai campi di concentramento e alle storie di coraggio e resistenza.</p>



<p><strong>“Se questo è un uomo” – Primo Levi</strong></p>



<p>Pubblicato nel 1947, è uno dei testi fondamentali per comprendere l’orrore dei campi di concentramento nazisti. Levi racconta la sua esperienza ad Auschwitz con uno stile chiaro e diretto, alternando descrizioni dei soprusi subiti e riflessioni sulla dignità umana. Questo libro resta una testimonianza imprescindibile per chiunque voglia comprendere il significato profondo della memoria storica.</p>



<p><strong>“La banalità del male” – Hannah Arendt</strong></p>



<p>Hannah Arendt analizza il processo a Adolf Eichmann, uno dei principali responsabili della Shoah. L’opera introduce il concetto di “banalità del male”, mostrando come atrocità indicibili possano essere commesse da individui apparentemente ordinari. Un libro fondamentale per riflettere sulle dinamiche morali e politiche che portano alla tragedia.</p>



<p><strong>“La luna al suo comando” – Lorella Beretta</strong></p>



<p>Una storia poco conosciuta ma potente: quella di Felice Magliano, soldato italiano (originario di San Giovanni a Piro) internato nei campi nazisti per aver rifiutato di combattere con le truppe tedesche. Raccontata da Lorella Beretta, l’opera restituisce la voce di chi ha scelto il “no” come forma di resistenza, con una prefazione di Liliana Segre che sottolinea l’importanza di tramandare il valore della libertà e della dignità.</p>



<p><strong>“La notte” – Elie Wiesel</strong></p>



<p>Autobiografia intensa e dolorosa, “La notte” racconta l’esperienza dell’autore a Auschwitz e Buchenwald. Il libro è una riflessione sul dolore, sulla perdita e sulla necessità di testimoniare affinché l’orrore non venga dimenticato. Wiesel, premio Nobel per la pace, con questa opera ci consegna un monito universale sul valore della memoria.</p>



<p><strong>“Storia di una ladra di libri” – Markus Zusak</strong></p>



<p>Ambientato nella Germania nazista, questo romanzo racconta la vita di Liesel, una giovane ragazza che trova rifugio nei libri. Attraverso la lettura e la scrittura, Liesel affronta il dolore, la paura e la perdita. Pur essendo un romanzo di narrativa, il libro offre una prospettiva intensa e originale sulla Shoah, utile soprattutto per i lettori più giovani.</p>



<p><strong>Il diario di Anna Frank – Anne Frank</strong></p>



<p>Scritta tra il 1942 e il 1944, la testimonianza della giovane Anna Frank offre un punto di vista intimo e umano sulla persecuzione nazista. Il diario, ritrovato dopo la sua morte nel campo di Bergen-Belsen, è un racconto di speranza, paura e vita quotidiana vissuta sotto minaccia. La voce di Anna continua a emozionare generazioni di lettori.</p>
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		<title>La presentazione di &#8216;Giorgio Ascarelli, il visionario che inventò (il) Napoli&#8217;: libro sull’imprenditore tessile e storico fondatore dell’A.C. Napoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-presentazione-di-giorgio-ascarelli-il-visionario-che-invento-il-napoli-libro-sullimprenditore-tessile-e-storico-fondatore-della-c-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 16:41:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni dell'ippogrifo]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio ascarelli]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 7 febbraio, alle ore 11:00 presso la&#160;Fondazione Valenzi&#160;al&#160;Maschio Angioino di Napoli, sarà presentato il libro di&#160;Nico Pirozzi&#160;“Giorgio Ascarelli, il visionario che inventò (il) Napoli”&#160;(Edizioni dell’Ippogrifo). Ad aprire l’incontro sarà&#160;Lucia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p id="m_-5765900335117000481m_-1177674692636145667isPasted">Sabato 7 febbraio, alle ore 11:00 presso la&nbsp;<strong>Fondazione Valenzi</strong>&nbsp;al&nbsp;<strong>Maschio Angioino di Napoli</strong>, sarà presentato il libro di&nbsp;<strong>Nico Pirozzi</strong>&nbsp;“<em>Giorgio Ascarelli, il visionario che inventò (il) Napoli</em><em>”</em>&nbsp;(<strong>Edizioni dell’Ippogrifo</strong>).</p>



<p>Ad aprire l’incontro sarà&nbsp;<strong>Lucia Valenzi</strong>, Presidente della Fondazione Valenzi. Con l’autore dialogheranno il giornalista&nbsp;<strong>Antonio Corbo de La Repubblica</strong>&nbsp;e la sociologa&nbsp;<strong>Clelia Castellano dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli</strong>, mentre&nbsp;<strong>Corrado Ferlaino</strong>, già Presidente del Napoli Calcio, porterà la sua testimonianza diretta.</p>



<p>Ad ingresso libero, un evento che unisce&nbsp;<strong>storia, sport e cultura</strong>, celebrando un uomo, una città e un club che continuano a ispirare generazioni di tifosi e cittadini.</p>



<p id="m_-5765900335117000481m_-1177674692636145667isPasted"><strong>CHI ERA GIORGIO ASCARELLI</strong></p>



<p>Geniale, generoso, visionario e finanche sovversivo: sono tanti gli aggettivi che descrivono&nbsp;<strong>Giorgio Ascarelli</strong>, imprenditore tessile e fondatore dell’<strong>A.C. Napoli</strong>&nbsp;nell’agosto 1926. Lasciò in eredità ai tifosi uno stadio da ventimila posti, l’unica arena sportiva posseduta dal club azzurro nella sua quasi secolare storia, e contribuì a costruire un’immagine di Napoli lontana dai luoghi comuni, promuovendo un modello di impresa incentrato sull’uomo: «<em>la fabbrica per l’uomo, e non l’uomo per la fabbrica</em><em>»</em><em>&nbsp;(Adriano Olivetti)</em>.</p>



<p><strong>NICO PIROZZI<br>il giornalismo d’inchiesta e lo studio sulla persecuzione degli ebrei</strong></p>



<p>Ad aver raccontato la vita straordinaria è stato Nico Pirozzi, giornalista professionista, saggista e documentarista, laureato in Sociologia all’Università “Federico II” di Napoli. Specializzato in giornalismo d’inchiesta, Pirozzi ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio delle persecuzioni degli ebrei negli anni Trenta e Quaranta e alla valorizzazione della storia civile e culturale della città.</p>



<p id="m_-5765900335117000481m_-1177674692636145667isPasted"><strong>LA MOSTRA FOTOGRAFICA</strong></p>



<p>La presentazione si svolgerà in concomitanza all’inaugurazione della mostra fotografica&nbsp;<strong>“Ascarelli: un nome e una storia lunga 150 anni”</strong>, promossa e finanziata dall’<strong>Associazione Memoriæ – Museo della Shoah</strong>. La mostra offre un racconto per immagini, provenienti da fondi pubblici e privati, sulla vicenda politica, umana, economica, culturale e sportiva della famiglia Ascarelli, che ha influenzato profondamente la storia di Napoli tra l’ultimo decennio dell’Ottocento e i primi trent’anni del Novecento. Ampio spazio è dedicato a&nbsp;<strong>Giorgio Ascarelli</strong>, fondatore e primo presidente dell’A.C. Napoli, in occasione del centenario della nascita del club, e alla costruzione dello&nbsp;<strong>stadio Vesuvio</strong>, voluto e finanziato da lui e donato al club dalla moglie Bice Diena dopo la sua prematura scomparsa. La mostra documenta inoltre il “sovversivo” Ascarelli, sottoposto a sorveglianza da parte di Polizia e Carabinieri per il suo impegno politico nell’ala dissidente della&nbsp;<strong>Unione Socialista napoletana</strong>, e racconta l’importanza economica della&nbsp;<strong>azienda tessile Ascarelli</strong>, tra le più ricche ed efficienti d’Europa nei primi anni del Novecento, con un fatturato di 20 milioni di lire e circa 400 dipendenti.</p>
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		<title>Il mistero del sigillo reale: una storia che inquieta e interroga</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-mistero-del-sigillo-reale-una-storia-che-inquieta-e-interroga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Bortone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 16:12:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[castelvecchi editore]]></category>
		<category><![CDATA[franco maldonato]]></category>
		<category><![CDATA[il mistero del sigillo reale]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è svolta il 10 gennaio all&#8217;IIS Carlo Pisacane di Sapri la presentazione del libro di Franco Maldonato, &#8220;Il Mistero del Sigillo reale&#8221; introdotta dal Prof. Vincenzo Guida, che ha [...]]]></description>
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<p><em>Si è svolta il 10 gennaio all&#8217;IIS Carlo Pisacane di Sapri la presentazione del libro di Franco Maldonato, &#8220;Il Mistero del Sigillo reale&#8221; introdotta dal Prof. Vincenzo Guida, che ha illustrato le finalità delle attività di educazione civica dal titolo &#8220;Il percorso storico delle Costituzioni europee&#8221;, programmate all’interno del percorso scolastico.</em> <em>L’evento ha preso vita con un momento suggestivo: spente le luci, è stato proiettato il celebre discorso di Robin Hood al Re Giovanni Senzaterra, tratto dalla rivolta dei baroni contro il sovrano. Quel momento storico, alla base della concessione della Magna Charta Libertatum del 1215, viene considerato la prima costituzione europea, simbolo di diritti e limiti del potere monarchico.</em> <em>Dopo una breve panoramica sulle carte costituzionali successive fino alla Costituzione italiana del 1948, l’autore è stato intervistato da Alice Bifano, studentessa del quarto liceo, dando inizio a un dibattito a cui hanno partecipato numerosi ragazzi, con domande e osservazioni che hanno animato la discussione sul ruolo della storia e dei principi costituzionali nella formazione dei cittadini di domani.</em></p>



<h3 class="wp-block-heading">Di seguito la recensione del libro di Maldonato<strong> a cura di Pasquale Bortone, classe V &#8211; Liceo Classico Carlo Pisacane &#8211; Sapri</strong></h3>



<p>C’è una domanda, latente ma non meno evidente, che attraversa il nuovo romanzo di Franco Maldonato e che interroga direttamente il lettore: che cosa resta del potere – e delle vicende ad esso connesse &#8211; quando il tempo passa? E per rispondere a questa domanda, in uno dei primi capitoli de “Il mistero del sigillo reale”, l’autore fornisce elementi perché il lettore possa essere lui a trovare la risposta: la storia non scompare mai davvero, ma si insinua nei luoghi e nelle persone, aspettando qualcuno disposto ad ascoltarla!</p>



<p>Il romanzo è costruito come un’indagine, ma non nel senso classico del termine: non c’è un detective, adulto ed esperto, ma un ragazzo di quindici anni, un liceale, che si trova davanti a una domanda più grande di lui. Un mistero che nasce nel passato, precisamente nel luglio del 1848, un anno di rivoluzioni e, molto spesso, di speranze tradite, quando il protagonista della rivolta del Cilento viene trovato morto in circostanze mai chiarite. Attorno a questa morte ruota il simbolo più potente del libro: il sigillo reale, un anello che rappresenta l’autorità del re, ma anche l’ambiguità del potere.</p>



<p>Quel che rende il romanzo interessante non è tanto chi ha ucciso o come, ma perché certe verità vengono sepolte. L’autore ci suggerisce che la storia ufficiale spesso non coincide con quella reale e che il potere lascia tracce anche quando sembra sconfitto.</p>



<p>Il protagonista riflette sul fatto che conoscere il passato significa smettere di essere innocenti: un passaggio fondamentale che ci fa capire che il libro è anche un romanzo di formazione. Il ragazzo non cresce solo anagraficamente, ma prende coscienza del mondo, della politica, delle contraddizioni degli adulti.</p>



<p>Ed è proprio la politica uno dei temi centrali. Su entrambi i piani temporali (1848 e anni ’70 del secolo successivo), ai quali corrispondono due diversi registri letterari.</p>



<p>Il romanzo si muove, infatti, anche nell’Italia del Novecento, quella raccontata da Pasolini, che nel 1959, nel corso di un viaggio lungo le coste italiane (che confluirà nel <em>reportage</em>&nbsp;‘La lunga strada di sabbia’) lancia un giudizio durissimo sugli abitanti delle nostre terre. Un giudizio che l’autore richiama non casualmente: serve a mostrare come una comunità possa essere segnata da secoli di compromessi, di silenzi, di paure.</p>



<p>Ma la politica non è solo nei palazzi, ma nelle scelte quotidiane, nei rapporti umani, anche se raramente la politica cammina insieme ai sentimenti e, in particolare, all’amore. Ed è qui che il romanzo diventa molto attuale. Il protagonista si trova diviso tra l’impegno, le idee, la voglia di cambiare il mondo e il bisogno di vivere i propri affetti e le proprie emozioni, di essere semplicemente un ragazzo. Non c’è retorica, non c’è idealizzazione: c’è il dubbio, la confusione, la fragilità.</p>



<p>Quello che colpisce è che il mistero del sigillo reale, alla fine, sembra quasi passare in secondo piano. Perché il vero enigma non è l’anello, ma che tipo di persona scegliere di diventare. Accettare le versioni comode della storia o provare a scavare, anche quando fa male?</p>



<p>Nel capitolo finale, l’autore lascia intendere &#8211; senza mai dirlo apertamente, come si fa in tutti i romanzi &#8211; che la verità assoluta forse non esiste. Esiste però la responsabilità di cercarla. Ed è questo il messaggio più forte del libro: non possiamo cambiare il passato, ma possiamo decidere come il passato ci cambia.</p>



<p>In conclusione, “Il mistero del sigillo reale” è un libro che inquieta (nell’accezione positiva del termine) in modo profondo: ci costringe a chiederci quanto siamo davvero liberi, quanto ereditiamo da chi ci ha preceduto e quanto coraggio serve per guardare la storia senza filtri. È un romanzo che parla di giovani, ma soprattutto parla <em>ai</em>&nbsp;giovani. Ed è proprio per questo che, secondo me, è un libro che vale la pena leggere.</p>



<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Gargoyle&#8221;, il libro di Alfredo Vassalluzzo che racconta il mondo invisibile del carcere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gargoyle-il-libro-di-alfredo-vassalluzzo-che-racconta-il-mondo-invisibile-del-carcere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 14:44:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo vassalluzzo]]></category>
		<category><![CDATA[carcere libri]]></category>
		<category><![CDATA[gargoyle]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri sulle carceri]]></category>
		<category><![CDATA[sensibili alle foglie]]></category>
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					<description><![CDATA[Il carcere è uno di quei luoghi che la società tende a rimuovere, a confinare ai margini della coscienza collettiva. Con “Gargoyle”, romanzo d’esordio di Alfredo Vassalluzzo, questa realtà torna [...]]]></description>
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<p>Il carcere è uno di quei luoghi che la società tende a rimuovere, a confinare ai margini della coscienza collettiva. Con <strong>“Gargoyle”</strong>, romanzo d’esordio di <strong>Alfredo Vassalluzzo</strong>, questa realtà torna invece al centro della narrazione, osservata con uno sguardo umano, lucido e privo di retorica.</p>



<p>Il libro, pubblicato da <strong>Sensibili alle Foglie</strong>, la storica casa editrice fondata proprio in carcere da Renato Curcio, segue l’esperienza di Alfredo, insegnante di <strong>Italiano in carcere</strong>, che per la prima volta varca la soglia di un istituto penitenziario maschile. Paura, diffidenza e pregiudizi accompagnano i suoi primi giorni, ma vengono presto scardinati dal contatto diretto con i detenuti.</p>



<p>Dietro le <strong>sbarre</strong>&nbsp;non incontra solo reclusi, ma uomini complessi, spesso infantilizzati dall’istituzione totale. Ernesto, boss dal silenzio misurato e appassionato di enigmistica, rappresenta il potere che si nasconde nell’ombra. Ling, giovane rom senza radici, incarna la fragilità di chi esce dal carcere senza un progetto di vita. Damir, russo taciturno e rassegnato, trova nella <strong>scrittura</strong>&nbsp;l’unica possibilità di salvezza.</p>



<p>Proprio attorno al <strong>manoscritto di Damir</strong>&nbsp;ruota uno dei nuclei più potenti del romanzo. Quelle pagine, fragili e disordinate, diventano simbolo di libertà, speranza e identità. Quando la burocrazia carceraria ne provoca la scomparsa, il racconto assume toni tragici, mettendo a nudo l’assurdità di un sistema che può distruggere un sogno con un timbro.</p>



<p>Il titolo <strong>“Gargoyle”</strong>&nbsp;richiama le statue di pietra che osservano le cattedrali dall’alto: testimoni immobili, incapaci di intervenire. Così è anche l’educatore secondo Vassalluzzo: non un salvatore, ma una <strong>presenza costante</strong>, una figura che resta quando tutto sembra inutile.</p>



<p>L’autore scrive con uno stile che alterna <strong>ironia, malinconia e introspezione</strong>, evitando ogni forma di pietismo. La narrazione non cerca il lieto fine, ma accetta la verità del carcere così com’è.</p>



<p>Una verità che nasce anche dall’esperienza reale dell’autore. <strong>Alfredo Vassalluzzo insegna attualmente all’Istituto Superiore Pertini di Albano Laziale</strong>, elemento che conferisce al romanzo una forte autenticità didattica e umana.</p>



<p>“Gargoyle” non è soltanto un <strong>romanzo sul carcere</strong>, ma un’opera che interroga il lettore sul senso della colpa, della pena e della possibilità – spesso minima – di essere visti come persone.</p>
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		<title>Animali protagonisti: cinque libri da leggere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/animali-protagonisti-cinque-libri-da-leggere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 12:54:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Pet Life]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[il richiamo della foresta]]></category>
		<category><![CDATA[libri da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[libri sugli animali]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli animali sono da sempre protagonisti silenziosi delle nostre storie. Li osserviamo, li amiamo, li temiamo, spesso li usiamo come specchi delle nostre emozioni più profonde. Nella letteratura, però, gli [...]]]></description>
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<p>Gli animali sono da sempre protagonisti silenziosi delle nostre storie. Li osserviamo, li amiamo, li temiamo, spesso li usiamo come specchi delle nostre emozioni più profonde. Nella letteratura, però, gli animali smettono di essere comparse e diventano voci, destini, metafore viventi capaci di raccontare il mondo da una prospettiva diversa dalla nostra. Attraverso di loro, scrittori di epoche e stili lontani hanno parlato di libertà, sopravvivenza, giustizia, compassione. Dai grandi classici ai racconti più intimi, le storie di animali continuano a interrogarci su chi siamo e su come abitiamo il pianeta. Ecco cinque libri che lo fanno con grazia, forza e memoria duratura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“La mia famiglia e altri animali” – Gerald Durrell</h3>



<p>Un classico divertente e affettuoso in cui l’autore racconta le stramberie della sua famiglia e gli animali incredibili che popolavano la sua infanzia in Grecia. È un libro che fa ridere e amare la natura, con descrizioni vivide di creature piccole e grandi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“Il richiamo della foresta” – Jack London</h3>



<p>Un autentico capolavoro della narrativa animale. La storia del cane Buck, strappato dalla sua vita tranquilla e travolto dall’avventura nell’estremo Nord, è potente, selvaggia e profondamente umana. Racconta la sopravvivenza, l’istinto e la riconnessione con la natura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“Black Beauty” – Anna Sewell</h3>



<p>Un grande classico della letteratura per ragazzi e adulti. La storia è narrata dal punto di vista di un cavallo, Black Beauty, che attraversa varie fasi della sua vita, incontrando persone gentili e crudeli. Un libro che insegna rispetto, gentilezza e compassione per gli animali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“Meravigliosi animali invisibili” – Clarissa Pinkola Estés</h3>



<p>Non un romanzo tradizionale, ma una raccolta di racconti profondi e poetici che esplorano la relazione tra esseri umani e animali, reali e simbolici. È un libro che parla di anima, istinto e della saggezza che gli animali insegnano se sappiamo ascoltare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“Il barone rampante” – Italo Calvino</h3>



<p>Pur non essendo un libro “solo” sugli animali, la narrazione di Cosimo Piovasco di Rondò è costellata di incontri con creature del bosco e della campagna. La natura e gli animali diventano parte integrante di una storia magica, filosofica e piena di stupore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Altre letture consigliate</h2>



<p>Per giovani lettori: La fattoria degli animali – George Orwell</p>



<p>Per amanti del mare: Martina e il mare – Brigitte Smadja</p>



<p>Fiabe e racconti: Storie di animali – Rudyard Kipling (o Il libro della giungla)</p>
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		<title>Salerno: Il sogno di Martins all&#8217;interno della rassegna letteraria Giovediamoci</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-il-sogno-di-martins-allinterno-della-rassegna-letteraria-giovediamoci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 12:08:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[giovediamoci]]></category>
		<category><![CDATA[Il sogno di Martins]]></category>
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					<description><![CDATA[Giovedì 22 Gennaio alle ore 18.30, presso la Sala Teatro I Giardini di Trotula in via Bastioni 12 a Salerno, si terrà la presentazione del racconto Il Sogno di Martins della scrittrice, pedagogista [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Giovedì 22 Gennaio alle ore 18.30, presso la Sala Teatro I Giardini di Trotula in via Bastioni 12 a Salerno, si terrà la presentazione del racconto Il Sogno di Martins della scrittrice, pedagogista ed educatrice salernitana, Ester Andreola.</p>



<p>L’incontro si inserisce nell’ambito della rassegna letteraria GIOVEDIAMOCI, promossa dalla Cooperativa Sociale Laboratorio dei Pensieri Scomposti in collaborazione con l’ASL di Salerno, rassegna che celebra il suo terzo anno di attività.</p>



<p>“Il sogno di Martins. Il volo dell’aquila” è un racconto solo apparentemente per ragazzi, una storia che descrove il percorso interiore di Martins, un adolescente che affronta il dolore per la perdita del nonno e ne fa la spinta per una profonda crescita personale.  </p>



<p>La storia è costruita come un viaggio simbolico: partendo dal suo lutto, Martins attraverso il sogno, il coraggio, la tenerezza e l’amore per gli affetti più profondi, impara ad affrontare la vita con maggiore consapevolezza… una riflessione poetica e simbolica sulla perdita, la ricerca dell’identità e il coraggio di restare fedeli a se stessi</p>



<p>L’ingresso è aperto a tutti fino a esaurimento posti.</p>



<p>La presentazione sarà curata da Germano Fiore Direttore UOC &#8211; UOSM Salerno e da Umberto Flauto Resp. Culturale dell’evento e della Cooperativa Lab.Pen.So. Sarà presente l’autrice. Saranno inoltre in sala il gruppo di lettori “Giovediamoci che legge” guidata da Gabriele Fernicola e Alessandro Ragone. E’ prevista una performance di Angelo Coscia, Homo Ludens e della “Famiglia Scartocchio” con Rosanna Giannino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="732" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/01/LOCANDONE-ESTER-ANDREOLA-LIGHT-732x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-230792" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/01/LOCANDONE-ESTER-ANDREOLA-LIGHT-732x1024.jpeg 732w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/01/LOCANDONE-ESTER-ANDREOLA-LIGHT-214x300.jpeg 214w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/01/LOCANDONE-ESTER-ANDREOLA-LIGHT-768x1075.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/01/LOCANDONE-ESTER-ANDREOLA-LIGHT-1098x1536.jpeg 1098w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/01/LOCANDONE-ESTER-ANDREOLA-LIGHT-1463x2048.jpeg 1463w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/01/LOCANDONE-ESTER-ANDREOLA-LIGHT-scaled.jpeg 1829w" sizes="auto, (max-width: 732px) 100vw, 732px" /></figure>
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		<item>
		<title>Montesano sulla Marcellana, il Parco del Cilento presenta il libro per bambini “Il coraggio del piccolo Peppino”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/montesano-sulla-marcellana-il-parco-del-cilento-presenta-il-libro-per-bambini-il-coraggio-del-piccolo-peppino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 04:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Montesano sulla Marcellana]]></category>
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					<description><![CDATA[Martedì 20 gennaio 2026 l’Ente Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni incontrerà gli alunni dell’Istituto Omnicomprensivo di Montesano sulla Marcellana per la presentazione del libro “Il coraggio [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Martedì 20 gennaio 2026 l’<strong>Ente Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni</strong> incontrerà gli alunni dell’Istituto Omnicomprensivo di Montesano sulla Marcellana per la presentazione del libro “Il coraggio del piccolo <strong>Peppino</strong>, la volpe che salvò il Centaurino”, una favola dedicata ai più piccoli ma capace di parlare anche al mondo degli adulti.</p>



<p>L’appuntamento è in programma alle ore 9.30 presso la Scuola Primaria – Secondaria di I grado Bosco Casaburi di <strong>Montesano Scalo</strong>. Il volume, edito da Gagliardi Editore e firmato dal giornalista e scrittore <strong>Lorenzo</strong> <strong>Peluso</strong>, è ambientato nel cuore del Parco del Cilento, nel suggestivo Bosco Centaurino di Sanza, ed è arricchito dalle illustrazioni di <strong>Marco</strong> <strong>Pagliarulo</strong>.</p>



<p>Una storia che invita i bambini alla scoperta dei luoghi e della biodiversità, promuovendo il rispetto dell’ambiente e una rinnovata empatia verso la natura. Temi che emergono anche nella prefazione del direttore del Parco, <strong>Romano</strong> <strong>Gregorio</strong>, che richiama al coraggio delle nuove generazioni nel difendere la “Madre Terra”, patrimonio da custodire e tramandare.</p>



<p>All’incontro interverranno la dirigente scolastica dott.ssa Antonietta Cantillo; il sindaco di Montesano sulla Marcellana, prof. Giuseppe Rinaldi; la vicepresidente del Consorzio Sociale Vallo di Diano Tanagro Alburni, dott.ssa Marzia Manilia; il direttore del Parco Romano Gregorio; il presidente della Comunità Montana Vallo di Diano, Vittorio Esposito; il presidente del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, Giuseppe Coccorullo; e l’autore del libro Lorenzo Peluso. A moderare l’incontro sarà la giornalista Claudia Monaco.</p>



<p>Nel presentare il suo lavoro, Peluso sottolinea la necessità di parlare ai bambini per costruire un futuro diverso: dopo anni di racconti dedicati ai conflitti e alle crisi internazionali, lo scrittore ha scelto di rivolgersi alle nuove generazioni, affidando a una favola ambientata nel Cilento un messaggio di speranza, responsabilità e rispetto per l’ambiente.</p>



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		<title>“Da quando ti ho trovato”: il libro di Don Cosimo Schena è cura del cuore</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-quando-ti-ho-trovato-il-libro-di-don-cosimo-schena-e-cura-del-cuore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 14:33:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[don cosimo schena]]></category>
		<category><![CDATA[feltrinelli salerno]]></category>
		<category><![CDATA[libri don cosimo schena]]></category>
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<p>Un libro che nasce da un gesto semplice e diventa molto di più: racconto, riflessione, accompagnamento spirituale e, soprattutto, una proposta di umanità condivisa. Stiamo parlando di <strong>Da quando ti ho trovato</strong>. Una storia d’amore, fede e amicizia, l’ultimo libro di <strong>Don Cosimo Schena</strong>, sacerdote, psicologo e figura di riferimento sui social per migliaia di persone in Italia. L’opera, presentata pochi giorni fa alla Libreria Feltrinelli di Salerno davanti a una folla attenta e partecipe, è già al centro di un dibattito che va oltre la sfera religiosa. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Un incontro che illumina</h3>



<p>Il nucleo del libro è una storia vera, autentica, raccontata con delicatezza e profondità. Tutto nasce quando Don Cosimo, in una giornata di pioggia e freddo, trova una cagnolina abbandonata in una scatola ai bordi della strada. Lei si chiama Tempesta: piccola, impaurita ma con negli occhi una vitalità che non tarda a emergere. Quell’incontro diventa il ponte narrativo e simbolico attorno al quale Schena costruisce il suo racconto.&nbsp;</p>



<p>Non è un romanzo di fantasia, né un manuale di crescita personale. È piuttosto un diario di vita osservata con un’attenzione quasi cinematografica alle piccole cose: il primo sguardo curioso di Tempesta, le passeggiate nei boschi, le serate tranquille e le conversazioni che si intrecciano tra uomo e cane. Attraverso questa relazione, l’autore riflette sulla fedeltà, sulla presenza e sulla capacità di guardare il mondo con occhi nuovi, perfino nei momenti più ordinari.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una narrazione a due voci</h3>



<p>La particolarità stilistica di Da quando ti ho trovato è proprio l’uso di due voci narranti: quella di Don Cosimo, che offre una prospettiva matura, riflessiva e ricca di esperienza di vita, e quella di Tempesta, che racconta la realtà con una freschezza innocente e senza filtri. Questo espediente narrativo dona al lettore una sensazione di intimità e coinvolgimento, come se si fosse parte di quei momenti condivisi tra uomo e animale.&nbsp;</p>



<p>C’è una sorta di sinestesia emotiva che scorre tra le pagine: la gioia del ritrovamento, la paura dell’abbandono, la fiducia che lentamente si costruisce. Tutte queste emozioni diventano specchio di esperienze umane universali, e portano il lettore a interrogarsi su cosa significhi davvero accogliere e essere accolti.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Oltre il racconto: una proposta di senso</h3>



<p>Don Cosimo Schena non si limita a narrare una storia bella o commovente: usa il suo vissuto – e quello della sua compagna a quattro zampe – per proporre una riflessione profonda sulla vita, sulla fede e sulla relazione con gli altri. L’autore, conosciuto per la sua presenza attiva sui social e per la sua capacità di avvicinare anche le persone più distanti alla riflessione spirituale, riesce in questo libro a coniugare linguaggio semplice, autenticità emotiva e messaggi che vanno dritto al cuore.&nbsp;</p>



<p>Il ricavato delle vendite, come spesso accade nelle opere di Schena, è destinato a progetti concreti di solidarietà, in aiuto di persone e animali bisognosi, trasformando così la lettura in un gesto di responsabilità sociale e di compassione attiva.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’opera per chi cerca luce</h3>



<p>Da quando ti ho trovato è quindi un libro che può piacere a molti – non solo a chi è interessato alla spiritualità o alla letteratura di ispirazione religiosa. È una storia che parla di cura, di incontro e di speranza, di quelle che si fanno strada nelle pieghe della quotidianità, dove spesso si nascondono le domande più autentiche dell’anima.&nbsp;</p>
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		<title>“Non interferite”: il coraggio dei preti che sfidarono le mafie nel libro di don Cozzi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/non-interferite-il-coraggio-dei-preti-che-sfidarono-le-mafie-nel-libro-di-don-cozzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 14:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[don marcello cozzi]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[libri chiesa]]></category>
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					<description><![CDATA[In un panorama letterario che mescola impegno civile e riflessione morale, Non interferite. Il sangue dei preti sull’altare delle mafie di Don Marcello Cozzi si distingue come un’opera potente e [...]]]></description>
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<p>In un panorama letterario che mescola impegno civile e riflessione morale, Non interferite. Il sangue dei preti sull’altare delle mafie di <strong>Don Marcello Cozzi</strong> si distingue come un’opera potente e necessaria. Il volume, edito da San Paolo Edizioni, si propone di approfondire il rapporto complesso tra Chiesa, comunità e criminalità organizzata, dando voce a sacerdoti che hanno incarnato fino in fondo la propria coscienza e il loro senso di giustizia.</p>



<p>Cozzi, sacerdote lucano, intreccia nelle pagine del libro narrazione storica, testimonianze dirette e riflessione etica. Il titolo stesso – Non interferite – richiama l’imposizione mafiosa di non ostacolare i loro traffici e di non intromettersi nelle loro logiche di potere. L’autore trasforma però questa ammonizione in un monito civile, una chiamata a osservare, ricordare e agire.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una narrazione tra memoria e testimonianza</h3>



<p>L’opera esplora la storia di preti coraggiosi che, nel silenzio o nella periferia delle città, hanno scelto di affrontare le mafie, spesso a costo della propria vita. Cozzi non si limita a celebrare figure note come don Giuseppe Puglisi o don Peppe Diana, ma racconta anche sacerdoti meno conosciuti, i cui gesti di coraggio hanno contribuito a tenere viva la dignità della comunità e la credibilità della Chiesa come istituzione morale.</p>



<p>Con un ritmo narrativo che alterna ricostruzioni documentali, testimonianze dirette e riflessioni personali, il libro restituisce al lettore il senso della paura, del sacrificio e della forza interiore che hanno caratterizzato queste figure. Il risultato è un testo che va oltre la semplice cronaca: diventa un vero e proprio viaggio nella coscienza civile e nella responsabilità morale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Riflessioni attuali</h3>



<p>Pur narrando fatti storici, Non interferite possiede una valenza pedagogica e sociale: invita a interrogarsi sulle scelte etiche nella vita quotidiana e nel contesto della società contemporanea. La mafia non è solo un fenomeno storico, ma una realtà ancora presente, e la testimonianza di chi si è opposto senza compromessi diventa esempio e guida per le nuove generazioni.</p>



<p>L’opera si configura quindi come ponte tra memoria e attualità, tra fede e impegno civile, tra storia e pedagogia della legalità. Don Marcello Cozzi riesce a trasformare la lettura in un’esperienza che non si limita al piacere letterario, ma sollecita la riflessione personale e collettiva.</p>
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		<title>«Non interferite», Don Cozzi a Capitello: nel suo libro i preti che pagarono con la vita la fedeltà al Vangelo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/non-interferite-don-cozzi-a-capitello-nel-suo-libro-i-preti-che-pagarono-con-la-vita-la-fedelta-al-vangelo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 12:56:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ispani]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[don marcello cozzi]]></category>
		<category><![CDATA[don marcello cozzi non interferite]]></category>
		<category><![CDATA[ispani]]></category>
		<category><![CDATA[sacerdoti e mafia]]></category>
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<p>Il titolo del libro è già una dichiarazione di guerra, o se si preferisce, di pace malintesa: <strong>Non interferite</strong>. È l’ordine non scritto che la mafia, la camorra e la ’ndrangheta hanno sempre rivolto a chiunque osasse sfidarla. Funzionari dello Stato, giornalisti, imprenditori. E, sorprendentemente per qualcuno, anche preti. Il libro di <strong>don Marcello Cozzi</strong>, &#8220;Non interferite. Il sangue dei preti sull’altare delle mafie&#8221; (Edizioni San Paolo, con introduzione di Lirio Abbate), racconta proprio questo: la storia di sacerdoti che hanno interferito. Non per vocazione al martirio, ma per un vizio antico chiamato Vangelo.</p>



<p>Ieri il volume è stato presentato a Capitello, ospite dell’Istituto delle Suore Elisabettine Bigie. L’iniziativa, promossa dalle suore insieme a don Enzo Morabito e don Antonino Savino, è stata moderata dal giornalista Gaetano Bellotta. </p>



<p>Don Cozzi, sacerdote lucano, non è un autore da salotto. Da decenni frequenta il disagio sociale, l’educazione alla legalità, il contrasto alle mafie. Accompagna pentiti, testimoni di giustizia, vite che camminano sul filo. È presidente della Fondazione nazionale antiusura “Interesse uomo”, è stato vicepresidente di Libera e dell’antiracket. Insomma, uno che le mafie le conosce non per sentito dire.</p>



<p>Nel libro racconta <strong>quattordici storie di sacerdoti, più o meno dal 1830 al 1990</strong>. Un arco di tempo che attraversa l’Italia preunitaria, quella liberale, il fascismo, la Repubblica. A dimostrazione che la mafia non è un incidente della storia recente, ma una sua costante. E che la Chiesa, come ogni grande istituzione umana, ha avuto con essa rapporti complessi, contraddittori, talvolta imbarazzanti.</p>



<p>Don Cozzi scrive con chiarezza che non sono mancati uomini di Chiesa pronti al quieto vivere, alla paura, al compromesso. In qualche caso, anche a un collateralismo che è meglio non indagare troppo a fondo. Ma accanto a questa Chiesa prudente, o pavida, ce n’è stata un’altra. Minoritaria, certo. Ma decisiva. “Se da un lato non mancano figure ecclesiastiche che hanno ceduto alla paura o al compromesso – spiega l’autore – dall’altro ci sono sacerdoti che, vivendo il Vangelo fino in fondo, hanno interferito con gli affari e le logiche di potere delle mafie, pagando talvolta con la vita la loro fedeltà alla giustizia”.</p>



<p>Conosciamo don Pino Puglisi, conosciamo don Peppe Diana. Sono diventati simboli. Ma il merito – e il dolore – di questo libro è ricordarci che non sono stati gli unici. Ce ne sono stati molti altri. C’è, ad esempio, la storia di <strong>don Cesare Boschin</strong>. Ottantadue anni, malato di tumore. Incaprettato e soffocato con la propria dentiera. La sua colpa? Battersi contro i traffici di rifiuti tossici smaltiti illegalmente dalla camorra nel suo territorio. Interferiva, appunto.</p>



<p>“Volevo conoscerli questi preti”, scrive Cozzi. “Approfondire le loro storie e imprimere su carta che i sacerdoti divorati dalla piovra mafiosa appartengono anche a tempi meno recenti, hanno nomi di cui nessuno sa, e sono stati molti di più di quello che comunemente si pensa. Le loro vicende per me sono diventate Vangelo”. Ecco allora il punto. Questo libro è un promemoria storico, dice don Marcello. Ricorda che quando il Vangelo viene preso sul serio, diventa pericoloso. E che, in Italia, essere uccisi dalla mafia è spesso il segno di aver fatto bene il proprio mestiere. Anche quando quel mestiere era dire messa. </p>
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		<title>Alla Feltrinelli di Salerno la presentazione del libro di Don Cosimo Schena</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/alla-feltrinelli-di-salerno-la-presentazione-del-libro-di-don-cosimo-schena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 18:05:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[don cosimo schena]]></category>
		<category><![CDATA[salerno feltrinelli]]></category>
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					<description><![CDATA[“Una storia vera che guarisce”, così&#160;Don Cosimo Schena&#160;definisce il suo libro, dal titolo “Da Quando ti ho trovato. Una storia d’amore, fede e amicizia”&#160;che sarà presentato venerdì 9 gennaio 2026 [...]]]></description>
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<p>“<strong><em>Una storia vera che guarisce</em></strong>”, così&nbsp;<strong>Don Cosimo Schena</strong>&nbsp;definisce il suo libro, dal titolo “<strong>Da Quando ti ho trovato. Una storia d’amore, fede e amicizia”</strong>&nbsp;che sarà presentato venerdì 9 gennaio 2026 alle ore 18:30 alla Libreria Feltrinelli di Salerno, in Corso Vittorio Emanuele. Dialogheranno con l’autore l’attore e regista&nbsp;<strong>Antonello De Rosa e Pasquale Petrosino</strong>, Direttore Organizzativo di Scena Teatro.</p>



<p><strong>Un evento esclusivo in Campania</strong>, nato dalla collaborazione intensa tra&nbsp;<strong>Feltrinelli e Scena Teatro Management,</strong>&nbsp;con un risvolto sociale, ovvero offrire modelli di ispirazione e occasione di dialogo.</p>



<p>«<em>Io non scrivo per riempire pagine: scrivo per accendere cuori&nbsp;</em>–&nbsp;<strong>scrive Don Cosimo in un post social</strong><em>&#8211; Questo libro sta facendo proprio questo: chi l’ha letto si è commosso, ha riscoperto l’importanza della vita e delle piccole cose che spesso diamo per scontate. E in più, questa volta è anche un gesto concreto: il mio ricavato andrà ad aiutare chi ha bisogno, persone e animali</em>».</p>



<p>Don Cosimo,&nbsp;sacerdote della parrocchia di San Francesco nella diocesi di Brindisi, è anche filosofo, psicologo e psicoterapeuta. Quattro anni fa ha deciso di aprire un profilo social per annunciare il Vangelo in modo positivo e accessibile, divenendo un punto di riferimento forte, con una community che si amplia sempre di più.</p>



<p>«<em>Don Cosimo è un prete social che seguiamo da tempo. Come Scena Teatro abbiamo aperto un settore particolare che si occupa di&nbsp;<strong>“tendenze” social</strong>, una sorta di Osservatorio -perché è importante sentire, percepire e vivere la società per chi fa arte &#8211; e di&nbsp;<strong>personaggi che si contraddistinguono nell’ambito della cultura usando diversi canali</strong>, come in questo caso la rete e i social network, per veicolare messaggi importanti, profondi. Ho voluto con me tutta Scena Teatro, in particolare i più giovani che frequentano i nostri laboratori. Invitare Don Cosimo sarà una fonte di ispirazione: quotidianamente veicola messaggi positivi e pieni di speranza ed è seguito da tantissimi followers. Sarà un dialogo entusiasmante</em>»,&nbsp;<strong>afferma Antonello De Rosa, fondatore di Scena Teatro.</strong><strong></strong></p>



<p>IL LIBRO.&nbsp;&nbsp;In un giorno qualunque, di freddo e pioggia, uno di quelli in cui sembra che non possa accadere nulla di straordinario, don Cosimo si imbatte in una scatola al lato del marciapiede. Dentro c&#8217;è una cagnolina, infreddolita e spaventata: basta uno sguardo tra i due per capire che quello è l&#8217;inizio di una meravigliosa avventura. Cosimo la prende con sé e, da quel momento, diventano inseparabili: lui la accudisce, la cresce, le mostra il mondo e le spiega la vita. Lei lo segue, dapprincipio un po&#8217; timorosa, poi sempre più entusiasta e curiosa di scoprire ogni dettaglio dell&#8217;incredibile realtà che la circonda. Sono le loro due voci, alternandosi, a tessere i fili di questa storia, ad aprire una finestra sulle loro giornate, su una quotidianità semplice ma mai banale, mostrando come si può essere felici godendo delle piccole cose: una passeggiata nel bosco, l&#8217;incontro con un amico, una serata trascorsa a leggere nel tepore della propria casa. Con una narrazione delicata e originale, Tempesta racconta il mondo attraverso i suoi occhi innocenti ma saggi, dando nuovo significato a tutto ciò che diamo per scontato, rivelandoci il valore dell&#8217;amore disinteressato, della cura reciproca, della presenza. Don Cosimo riflette, alla luce del Vangelo, sul senso che possiamo dare a ogni esperienza, anche quella all&#8217;apparenza più ordinaria, sulla bellezza di fare del bene e portare speranza nel cuore degli altri. Il don più amato dei social e la sua Tempesta scrivono insieme un diario di vita, tra gioco e spiritualità, capace di far sorridere, emozionare e farci scoprire qualcosa in più su noi stessi.</p>
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		<title>&#8220;Non interferite&#8221;: sacerdoti in prima linea contro le mafie, il libro di don Marcello Cozzi presentato a Capitello</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/non-interferite-sacerdoti-in-prima-linea-contro-le-mafie-il-libro-di-don-marcello-cozzi-presentato-a-capitello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 17:59:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ispani]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[don marcello cozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Istituto delle Suore Benedettine Bigie di Capitello ospiterà venerdì 9 gennaio alle 18 la presentazione del libro &#8220;Non interferite&#8221; – Il sangue dei preti sull’altare delle mafie, scritto da don [...]]]></description>
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<p>L’<strong>Istituto delle Suore Benedettine Bigie</strong> di Capitello ospiterà venerdì 9 gennaio alle 18 la presentazione del libro <strong>&#8220;Non interferite&#8221;</strong> – Il sangue dei preti sull’altare delle mafie, <strong>scritto da don Marcello Cozzi </strong>con introduzione di Lirio Abbate. L’iniziativa è promossa dalle suore insieme a don Enzo Morabito e don Antonino Savino, con la moderazione del giornalista Gaetano Bellotta.</p>



<p>Il libro racconta la storia di sacerdoti che hanno scelto di opporsi alle mafie, pagando spesso con la vita la loro fedeltà al Vangelo e alla giustizia. Come scrive Abbate nell’introduzione, “Ogni tempo ha i suoi martiri e i martiri del nostro tempo hanno spesso il volto di preti di periferia e parroci senza scorta”.</p>



<p>Don Marcello Cozzi, <strong>sacerdote lucano da sempre impegnato nell’educazione alla legalità e nella difesa dei più fragili</strong>, torna così a interrogare la coscienza civile e religiosa del Paese. Già autore del libro-dialogo Uno così. Giovanni Brusca si racconta, in cui affrontava il tema delle stragi mafiose attraverso le parole di uno dei protagonisti più controversi della storia di Cosa nostra, con Non interferite prosegue il suo percorso di denuncia delle ingiustizie.</p>



<p>Il volume analizza il rapporto complesso tra Chiesa e organizzazioni criminali italiane. Da un lato ci sono figure ecclesiastiche che hanno ceduto al compromesso o alla paura; dall’altro, sacerdoti che hanno “interferito” con gli interessi delle mafie, rischiando e talvolta perdendo la vita per la loro integrità. Storie come quella di don Pino Puglisi, parroco di Palermo assassinato per il suo impegno contro Cosa nostra, sono simbolo di un coraggio quotidiano che non si limita ai grandi eventi, ma si misura soprattutto nelle periferie e nei piccoli centri.</p>
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