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	<title>Libri e Guide Turistiche | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>&#8216;Pietro Imbrìaco. Il generale gentiluomo&#8217; presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pietro-imbriaco-il-generale-gentiluomo-presentato-al-salone-internazionale-del-libro-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 13:41:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[pietro imbriaco]]></category>
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					<description><![CDATA[Il volume&#160;Pietro Imbrìaco. Il generale gentiluomo&#160;di Raffaella Imbrìaco è stato presentato giovedì 14 maggio, alle ore 10:30, nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino, Edizione 2026, presso il Lingotto [...]]]></description>
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<p>Il volume&nbsp;<em>Pietro Imbrìaco. Il generale gentiluomo</em>&nbsp;di Raffaella Imbrìaco è stato presentato giovedì 14 maggio, alle ore 10:30, nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino, Edizione 2026, presso il Lingotto Fiere, Padiglione Oval, Spazio Regione Campania (X50), in dialogo con Maura Ciociano.</p>



<p>L’incontro ha registrato interesse e partecipazione da parte del pubblico del Salone, offrendo una riflessione intensa sulla figura di Pietro Imbrìaco, medico e generale cilentano che, con straordinaria lucidità, aveva anticipato temi oggi più che mai attuali: il diritto universale all’istruzione, l’accesso equo alla sanità pubblica e la necessità di politiche territoriali inclusive.</p>



<p>“Il primo sentimento che ha dato origine a questo libro è stato di natura profondamente affettiva” – racconta l’autrice Raffaella Imbrìaco – “Mio padre si chiamava Pietro Imbrìaco e, pur non esistendo un legame di parentela diretta, ho sempre avvertito una forte vicinanza a questa figura. Ma ciò che ha realmente acceso in me il desiderio di raccontarne la storia è stata la straordinaria modernità del pensiero di un uomo vissuto oltre un secolo fa. Pietro Imbrìaco aveva compreso con grande lucidità che una società realmente evoluta, libera da logiche di privilegio e da meccanismi di baronia, può fondarsi solo su due pilastri fondamentali: garantire l’istruzione a tutti e assicurare politiche sanitarie accessibili anche nelle aree periferiche. Nella sua visione di politiche pubbliche trovavano inoltre spazio temi ancora oggi attualissimi, come l’agricoltura e i trasporti, considerati strumenti indispensabili per affrontare concretamente la Questione Meridionale.”</p>



<p>Accanto alla riflessione storica e civile proposta dall’autrice, Maura Ciociano delle Edizioni dell’Ippogrifo, ha sottolineato il valore culturale e simbolico dell’opera all’interno del progetto editoriale della casa editrice.</p>



<p>“Ci sono uomini che la Storia dimentica proprio perché non hanno mai piegato la schiena.&nbsp;<em>Pietro Imbrìaco. Il generale gentiluomo</em>&nbsp;nasce con l’obiettivo di restituire voce a una figura del Mezzogiorno troppo a lungo rimasta nell’ombra” – afferma Maura Ciociano.</p>



<p>“Per Edizioni dell’Ippogrifo, da oltre quarant’anni impegnata nella tutela e nella valorizzazione dell’identità culturale del Sud, presentare questo volume al Salone Internazionale del Libro di Torino rappresenta un gesto di grande valore simbolico e culturale. Significa consegnare alle nuove generazioni un esempio autentico di dignità, studio e coraggio civile.”</p>



<p>Il volume si inserisce nella collana&nbsp;<em>Cilento&nbsp;</em>delle Edizioni dell’Ippogrifo, un progetto editoriale agile e multidisciplinare che interpreta il territorio non soltanto come spazio geografico, ma come archivio storico, luogo simbolico e memoria viva del Mediterraneo.</p>



<p>La collana nasce con l’obiettivo di recuperare microstorie, figure dimenticate, comunità locali e testimonianze capaci di raccontare il Sud oltre gli stereotipi, trasformando il paesaggio cilentano in uno strumento di lettura delle trasformazioni sociali, culturali e civili del Mezzogiorno.</p>



<p>Attraverso un linguaggio accessibile ma rigoroso, i volumi intrecciano saggio, racconto, ricerca storica e memoria orale, costruendo un percorso editoriale aperta sia agli studiosi sia ai lettori interessati alla valorizzazione culturale del territorio.</p>



<p>In questa prospettiva, la figura di Pietro Imbrìaco diventa emblematica di una visione contemporanea e profondamente civile del Sud: un pensiero capace di collegare istruzione, sanità pubblica, infrastrutture e sviluppo territoriale come strumenti concreti di emancipazione collettiva.</p>
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		<title>“La chiave” di Andrea Giovene, quasi Premio Nobel nel romanzo-saggio di Laura Cuozzo &#8220;Noi siamo la montagna&#8221; al Salone del Libro di Torino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-chiave-di-andrea-giovene-quasi-premio-nobel-nel-romanzo-saggio-di-laura-cuozzo-noi-siamo-la-montagna-al-salone-del-libro-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 15:13:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Al Salone Internazionale del Libro di Torino, tra gli appuntamenti più seguiti dell’editoria nazionale, il volume “Noi siamo la montagna” (Giunti Editore) della scrittrice cilentana Laura Cuozzo è stato presentato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Al Salone Internazionale del Libro di Torino, tra gli appuntamenti più seguiti dell’editoria nazionale, il volume <em>“Noi siamo la montagna”</em> (Giunti Editore) della scrittrice cilentana Laura Cuozzo è stato presentato nello spazio della Regione Campania e presso lo stand di Guida Editori, confermandosi come una delle opere più discusse dedicate alle aree interne italiane.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un romanzo-saggio tra rigenerazione e teoria dell’appopolamento</h3>



<p>Il libro si propone come un’opera ibrida tra saggio sociale, narrazione e ricerca pedagogica, nata nel 2021 in concomitanza con il festival territoriale “Noi siamo la montagna”. Al centro del progetto vi è il Cilento, inteso come laboratorio di pratiche culturali e sociali.</p>



<p>La tesi principale è la cosiddetta teoria dell’appopolamento, un approccio che mira non solo a contrastare lo spopolamento delle aree interne, ma a ricostruire condizioni di vita, relazioni e sviluppo socio-economico attraverso nuove forme di comunità attiva.</p>



<p>All’interno dell’opera viene inoltre descritto il “metodo Cuozzo”, una modalità di intervento sociale e volontariato che l’autrice collega a una visione educativa del territorio e che viene messa in relazione con il pensiero del sociologo Domenico De Masi, punto di riferimento teorico del libro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Turismo prossimale infantile e narrazione collettiva</h3>



<p>Tra i concetti più originali compare il “turismo prossimale infantile”, una proposta educativa che punta a coinvolgere i più giovani nella scoperta del territorio, trasformando la prossimità geografica in occasione di crescita culturale.</p>



<p>Il “noi” del titolo diventa così una costruzione corale: interviste, testimonianze, poesie e contributi locali si intrecciano in una narrazione collettiva che supera il confine tra saggio e racconto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il manoscritto ritrovato di Andrea Giovene</h3>



<p>Elemento centrale dell’opera è la presenza del manoscritto inedito <em>“La chiave”</em> dello scrittore Andrea Giovene, figura spesso ricordata come il “Gattopardo” dimenticato della letteratura italiana.</p>



<p>Giovene, autore della celebre <em>Autobiografia di Giuliano di Sansevero</em>, tradotta in numerose lingue e considerata da parte della critica un’opera di grande respiro novecentesco, viene talvolta paragonato a Il Gattopardo per la capacità di intrecciare storia, memoria e trasformazione sociale, e la sua produzione è stata in passato indicata da alcuni studiosi come vicina alla soglia del riconoscimento del Premio Nobel per la Letteratura.</p>



<p>Nel libro della Cuozzo, il manoscritto assume un valore simbolico: rappresenta la continuità tra memoria e presente, tra letteratura e responsabilità culturale. Ambientato tra il Cilento e il Sannio, e legato al casato dei duchi di Girasoli, il testo viene presentato come un’eredità narrativa da restituire al pubblico contemporaneo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’opera tra impegno civile e visione culturale</h3>



<p><em>Noi siamo la montagna</em> si configura così come un progetto culturale che unisce dimensione sociale e letteraria. La copertina, raffigurante un’aquila solitaria, sintetizza la tensione tra visione individuale e costruzione collettiva che attraversa l’intera opera.</p>



<p>La presenza al Salone del Libro di Torino segna per Laura Cuozzo un passaggio significativo nella diffusione nazionale del suo lavoro, inserendolo nel dibattito sulle strategie di rilancio delle aree interne e sulle nuove forme di rigenerazione territoriale in Italia.</p>
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		<title>“L’Italia, l’Europa e noi”: all’Omnicomprensivo di Polla il libro di Ornella Trotta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/litalia-leuropa-e-noi-allomnicomprensivo-di-polla-il-libro-di-ornella-trotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 09:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[polla]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’auditorium dell’Istituto Omnicomprensivo di Polla, si è tenuta la presentazione del volume “L’Italia, l’Europa e noi” della giornalista e scrittrice Ornella Trotta, edito da Guida Editori. Un incontro partecipato e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell’auditorium dell’Istituto Omnicomprensivo di Polla, si è tenuta la presentazione del volume “L’Italia, l’Europa e noi” della giornalista e scrittrice Ornella Trotta, edito da Guida Editori. </p>



<p>Un incontro partecipato e ricco di spunti di riflessione. A introdurre i lavori è stata la dirigente scolastica Carmela Taglianetti, che ha sottolineato l’importanza di sentirsi europei senza rinunciare alla propria identità italiana e meridionale, evidenziando quanto la scuola debba contribuire alla formazione di cittadini consapevoli, aperti al confronto e capaci di interpretare le sfide del presente. </p>



<p>A relazionare sul volume Gerardo Rosania, già sindaco di Eboli, che ha approfondito i temi centrali della pubblicazione soffermandosi sul valore culturale e civile dell’Europa e sulla necessità di costruire una coscienza collettiva fondata sul dialogo, sulla memoria storica e sulla partecipazione democratica. Il libro di Ornella Trotta raccoglie dieci anni di editoriali pubblicati sul giornale cartaceo I Fatti, diretto dalla stessa autrice, e rappresenta un viaggio attraverso le trasformazioni sociali, politiche e culturali dell’Italia e dell’Europa contemporanea.</p>



<p>Gli studenti sono stati protagonisti di un confronto vivo e maturo con l’autrice. Numerose le domande rivolte alla giornalista: dal perché sia importante oggi sentirsi europei, fino alla necessità, soprattutto per i giovani del Sud, di superare una visione esclusivamente locale o meridionale per aprirsi ad una dimensione europea e globale, senza però perdere il legame con le proprie radici.</p>



<p>Per l’Istituto secondario di primo grado sono intervenuti, guidati dalla professoressa Milena Pucciarelli, gli studenti Carol Carimando, Elisa Cancro, Donato Pio Molinari, M.Alejandra Bovio, Angelica Cupersito, Marta Pappalardo, Marianna Pessolano, Ludovica Amodeo, Francesca Formisano, Vincenzo Mastroberti e Anthony Sibilia, che hanno contribuito con riflessioni e quesiti particolarmente apprezzati dai relatori.</p>



<p>Per l’istituto IPSSAS sono intervenuti, guidati dai docenti Paolo Lo Cascio e Lino Marcantuono, gli studenti Angelica Campiglia, Asia Casaluci, Antonio Dolce, Chiara Caggiano, Amina Hamil e Giuseppe Antonio Valente, che hanno animato il dibattito con domande e considerazioni sui temi dell’Europa, dell’identità culturale e del ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di una cittadinanza sempre più consapevole e aperta al mondo. Gli studenti hanno letto e commentato alcune pagine del volume.</p>
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		<item>
		<title>Il maggio dei libri a Sanza è con “due libri e due scrittori”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-maggio-dei-libri-a-sanza-e-con-due-libri-e-due-scrittori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 09:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Sanza]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[maggio dei libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Incontro con l’autore. E’ il maggio dei libri al borgo di Sanza. Perché la cultura cambia il mondo. Appuntamento letterario di primo piano per riprendere la brillante iniziativa culturale promossa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Incontro con l’autore. E’ il maggio dei libri al borgo di Sanza. Perché la cultura cambia il mondo. Appuntamento letterario di primo piano per riprendere la brillante iniziativa culturale promossa da anni dal Comune di Sanza. </p>



<p>Dopo Librando e poi Librialborgo, quest’anno la lettura dei libri in modo condiviso assume una nuova veste: Due libri e due scrittori. </p>



<p>Si parte sabato 9 maggio alle 18.00 in piazza Plebiscito. Due scrittori atipici, un agronomo invita a riflettere sul nostro rapporto tra agricoltura e cibo. Raffaele Cammardella con Silére. Quando il grano sfama in silenzio, oltre il clamore delle mode e degli inganni. Non sono molte nel Vallo di Diano le ricerche sull&#8217;agricoltura e, in particolare, sul grano. Questo è già un primo motivo per prestare la dovuta attenzione a Silére, il volume che Raffaele Cammardella ha dedicato alla coltivazione del grano, un prezioso prodotto della terra di origini antichissime. La ricerca è frutto di un supporto professionale serio ed efficace, concreto e credibile. Del resto l&#8217;autore vanta una lunga esperienza nel settore.</p>



<p>Il secondo libro della serata: Sbalgiare è l&#8217;unica cosa che facciamo davvero bene di Vincenzo Greco. Qui la sorpresa, scrittore alle prime armi, Vincenzo Greco, cittadino di Sanza, con ironia ci invita a riflettere sulle nostre strane abitudini. Hai mai voltato la testa dopo un sorpasso solo per capire chi hai lasciato indietro? Hai mai finto di controllare il telefono per evitare una persona? O calciato una lattina come se stessi disputando la finale dei mondiali? Tranquillo: non sei strano. Sei umano. E, sorpresa: ci siamo dentro tutti. In questo saggio comico, Vincenzo mette sotto la lente i gesti più assurdi e automatici che facciamo ogni giorno senza accorgercene, e che, visti da fuori, sembrano la puntata bonus della nostra vita imbarazzante. Risultato? Un libro che fa ridere, fa pensare e soprattutto fa dire: Oddio, questo lo faccio anch&#8217;io!</p>



<p>Dialogherà con gli autori il giornalista Lorenzo Peluso. Previsti gli interventi della delegata alla cultura del Comune di Sanza, Marisa Vitolo; del vicesindaco di Sanza, Antonio Lettieri, del Presidente della Comunità Montana Vallo di Diano, Vittorio Esposito. Si parte sabato 9 maggio alle 18.00 nella splendida chiesetta della millenaria Arciconfraternita Maria SS della Neve, in piazza Plebiscito a Sanza.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Agropoli, al Mondadori Bookstore la presentazione del libro “La teoria del salto” di Corrado De Rosa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/agropoli-al-mondadori-bookstore-la-presentazione-del-libro-la-teoria-del-salto-di-corrado-de-rosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 22:59:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[bcc magna grecia]]></category>
		<category><![CDATA[corrado de rosa]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Appuntamento con la cultura venerdì 24 aprile alle ore 19:00 presso il Mondadori Bookstore di Agropoli, dove sarà presentato il libro “La teoria del salto” di Corrado De Rosa. L’iniziativa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Appuntamento con la cultura venerdì 24 aprile alle ore 19:00 presso il Mondadori Bookstore di Agropoli, dove sarà presentato il libro <em>“La teoria del salto”</em> di Corrado De Rosa.</p>



<p>L’iniziativa rientra nel progetto BCC BookClub, promosso da BCC MAGNA GRECIA, con l’obiettivo di sostenere la diffusione della cultura e favorire momenti di confronto sul territorio attraverso incontri con autori e lettori.</p>



<p>Il volume affronta il tema del “salto” come metafora delle scelte decisive nella vita: quel passaggio in cui si abbandonano le certezze per affrontare il cambiamento, tra fragilità personali, relazioni e ricerca di identità. Un percorso narrativo che intreccia dimensione psicologica ed esperienza umana, proponendo una riflessione sul rischio come parte inevitabile della crescita individuale.</p>



<p>Corrado De Rosa, medico psichiatra e scrittore, è autore di saggi e romanzi in cui coniuga competenze cliniche e capacità narrativa. Collabora con diverse testate e si distingue per uno stile diretto, capace di affrontare con chiarezza e profondità la complessità dell’animo umano.</p>



<p>L’incontro si inserisce in un più ampio programma di iniziative culturali che mirano a rafforzare il dialogo tra autori e pubblico, valorizzando il ruolo delle librerie come presidi di socialità e conoscenza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Campania Misteri e Leggende”, il nuovo libro di Mario Contino tra folklore, storia e soprannaturale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/campania-misteri-e-leggende-il-nuovo-libro-di-mario-contino-tra-folklore-storia-e-soprannaturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 21:50:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[folklore]]></category>
		<category><![CDATA[leggende]]></category>
		<category><![CDATA[mario contino]]></category>
		<category><![CDATA[misteri]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo il grande successo di Puglia Misteri e Leggende, giunto ormai alla sua terza edizione e tradotto in tre lingue, Mario Contino&#160;torna in libreria con una nuova, affascinante opera: Campania [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo il grande successo di <em>Puglia Misteri e Leggende</em>, giunto ormai alla sua terza edizione e tradotto in tre lingue, <strong>Mario Contino</strong>&nbsp;torna in libreria con una nuova, affascinante opera: <strong><em><strong><em>Campania Misteri e Leggende</em></strong></em></strong>&nbsp;(Artebaria Edizioni, 2026). Un lavoro che si preannuncia già come un punto di riferimento per gli appassionati di folklore, esoterismo e tradizioni popolari italiane.</p>



<p>Questo nuovo saggio rappresenta molto più di una semplice raccolta di storie: è un vero e proprio viaggio nelle radici più profonde della <strong>cultura campana</strong>. L’autore, nato ad <strong>Agropoli</strong>&nbsp;nel 1986, descrive infatti il libro come un omaggio sentito alla sua terra natale, con un’attenzione particolare al <strong>Cilento</strong>, luogo a cui è profondamente legato sia dal punto di vista umano che culturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un viaggio tra magia, storia e superstizione</strong><strong></strong></h2>



<p>Tra le pagine di <strong><em><strong><em>Campania Misteri e Leggende</em></strong></em></strong>&nbsp;prende vita un universo popolato da figure enigmatiche e affascinanti: streghe antiche, folletti dispettosi, spiriti inquieti, demoni, ninfe e presenze soprannaturali che da secoli abitano l’immaginario collettivo del Sud Italia. Non mancano riferimenti a rituali arcani sospesi tra sacro e profano, testimonianza di una tradizione che mescola religione, superstizione e magia popolare.</p>



<p>Il libro si presenta come una vera <strong>guida al folklore della Campania</strong>, esplorando in maniera capillare l’intero territorio regionale: da Caserta a Salerno, passando per Napoli, Benevento e Avellino. Ogni provincia viene raccontata attraverso le sue leggende più oscure e suggestive, tra borghi antichi, castelli infestati, boschi misteriosi e coste affascinanti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il richiamo dell’ignoto tra passato e presente</strong><strong></strong></h3>



<p>Ciò che rende quest’opera particolarmente interessante è la capacità di coniugare <strong>ricerca storica</strong>, <strong>analisi antropologica</strong>&nbsp;e narrazione evocativa. <strong>Mario Contino</strong>&nbsp;non si limita a riportare le leggende, ma le contestualizza, offrendo al lettore strumenti per comprenderne l’origine e il significato all’interno della cultura popolare.</p>



<p>Il risultato è un testo coinvolgente, capace di trasportare il lettore in un mondo sospeso tra realtà e immaginazione, dove il confine tra il visibile e l’invisibile si fa sottile. Dalle storie di stregoneria beneventana alle apparizioni spettrali nei castelli del casertano, fino ai racconti legati al mare e alle creature mitologiche delle coste campane, ogni pagina è intrisa di quell’arcano fascino che da sempre accompagna il mistero.<strong><em><strong><em></em></strong></em></strong></p>



<p><strong><em><strong><em>Campania Misteri e Leggende</em></strong></em></strong>&nbsp;si inserisce così nel solco delle opere più significative dedicate al folklore italiano, confermando ancora una volta Mario Contino come una delle voci più autorevoli nel panorama della ricerca sul mistero e sulle tradizioni popolari.</p>



<p>Un libro destinato non solo agli appassionati del genere, ma anche a chi desidera riscoprire l’anima più autentica e nascosta della Campania, attraverso storie che continuano a vivere nel tempo, tramandate di generazione in generazione, tra paura, meraviglia e incanto.<strong></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marina di Camerota celebra la Giornata del libro: in libreria una rosa per ogni acquisto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/marina-di-camerota-celebra-la-giornata-del-libro-in-libreria-una-rosa-per-ogni-acquisto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 18:01:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA['a zita]]></category>
		<category><![CDATA[Camerota libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Marina di Camerota si unisce oggi, 23 aprile, alle celebrazioni della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, portando nel cuore del Cilento una tradizione dal forte valore simbolico [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Marina di Camerota si unisce oggi, 23 aprile, alle celebrazioni della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, portando nel cuore del Cilento una tradizione dal forte valore simbolico e culturale.</p>



<p>In occasione della ricorrenza internazionale promossa dall’UNESCO, la libreria di via Bolívar ha deciso di aderire all’iniziativa con un gesto semplice ma significativo: per ogni libro acquistato, viene donata una rosa. Un’iniziativa che richiama la celebre tradizione catalana di Sant Jordi, dove cultura e sentimento si incontrano in un connubio unico.</p>



<p>La giornata del 23 aprile non è casuale: coincide infatti con la scomparsa di grandi autori della letteratura mondiale come Miguel de Cervantes e William Shakespeare, diventando così un simbolo universale dedicato alla lettura e alla diffusione dei libri.</p>



<p>Anche a Marina di Camerota, l’iniziativa rappresenta un’occasione per avvicinare cittadini e turisti al mondo della lettura, trasformando l’acquisto di un libro in un momento speciale, arricchito dal valore simbolico della rosa, emblema di bellezza e condivisione.</p>



<p>L’invito, rivolto a tutti, è quello di varcare la soglia della libreria e lasciarsi ispirare dalle storie, riscoprendo il piacere di leggere e, perché no, portando a casa anche un piccolo segno di questa giornata.</p>



<p>Un modo concreto per celebrare la cultura anche nel Cilento, dove iniziative come questa dimostrano come la passione per i libri possa diventare occasione di incontro e comunità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornata del Libro: 6 letture per scoprire il Cilento tra storia, fotografia e identità territoriale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giornata-del-libro-6-letture-per-scoprire-il-cilento-tra-storia-fotografia-e-identita-territoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 13:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni dell'ippogrifo]]></category>
		<category><![CDATA[galzerano]]></category>
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		<category><![CDATA[libri cilento]]></category>
		<category><![CDATA[roberto pellecchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal paesaggio costiero ai borghi interni, passando per la poesia dialettale e la grande storia risorgimentale, il Cilento si conferma uno dei territori più raccontati dall’editoria locale. In occasione della [...]]]></description>
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<p><em>Dal paesaggio costiero ai borghi interni, passando per la poesia dialettale e la grande storia risorgimentale, il Cilento si conferma uno dei territori più raccontati dall’editoria locale. In occasione della Giornata del Libro, una no</em>stra <em>selezione di 6 opere mette in luce la varietà di sguardi che descrivono identità, natura e memoria di quest’area del Sud Italia.</em></p>



<p>Tra le pubblicazioni che scegliamo figura <strong>“Spiagge, cale e borghi della costa del Cilento” di Roberto Pellecchia</strong>, edito da Officine Zephiro, un ampio lavoro fotografico che documenta il litorale cilentano attraverso immagini e testi descrittivi, offrendo una lettura visiva del territorio tra mare e borghi costieri.</p>



<p>Sempre di Pellecchia è <strong>“Le 100 meraviglie del Cilento e Vallo di Diano”</strong>, una guida fotografica strutturata in schede che raccontano siti naturalistici, storici e culturali, accompagnata da un ricco apparato iconografico e cartografico pensato per valorizzare il patrimonio diffuso del territorio. </p>



<p>Sul versante storico e culturale, <strong>Edizioni dell’Ippogrifo</strong> propone volumi di forte valore documentario come <strong>“Attraverso il Cilento. Il viaggio di C. T. Ramage da Paestum a Policastro nel 1828”</strong>, che ripercorre uno dei primi resoconti di viaggio nel territorio cilentano, restituendo lo sguardo ottocentesco di un viaggiatore europeo sul Sud Italia. </p>



<p>Nello stesso catalogo si colloca anche <strong>“Arte, mito e storia nelle terre del Cilento”</strong>, scritto da Francesco Castiello, un’opera che analizza il territorio attraverso le sue stratificazioni culturali, intrecciando archeologia, tradizioni e narrazioni storiche locali, con un approccio divulgativo ma rigoroso. </p>



<p>Accanto alla produzione storico-letteraria si inserisce anche il lavoro di <strong>Galzerano Editore</strong>, da anni impegnato nella valorizzazione della cultura cilentana. Tra i titoli più significativi spicca <strong>“Stizze re sango assute ra lo core. Poesie cilentane” di Giuseppe Liuccio</strong>, una raccolta poetica in dialetto che restituisce la musicalità e l’identità linguistica del Cilento, trasformando la lingua popolare in strumento letterario.</p>



<p>Di forte rilievo storico è anche <strong>“Costabile Carducci e i moti del Cilento nel 1848” di Matteo Mazziotti</strong>, un’opera che ricostruisce le insurrezioni cilentane del Risorgimento e il ruolo di Costabile Carducci, figura centrale nei moti del 1848 nel Mezzogiorno. Il volume rappresenta uno dei principali riferimenti storiografici sul tema e contribuisce alla memoria delle vicende politiche del territorio.</p>



<p>In occasione della Giornata del Libro, queste pubblicazioni non sono solo consigli di lettura, ma strumenti per leggere il Cilento come spazio identitario, fatto di paesaggi, voci e storie che continuano a costruire la sua memoria collettiva.</p>
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		<title>Marina di Camerota, un viaggio tra sogno e inclusione: arriva “Milo. Il conquistatore del mondo”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/marina-di-camerota-un-viaggio-tra-sogno-e-inclusione-arriva-milo-il-conquistatore-del-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 19:39:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Un racconto che unisce fantasia, emozione e un forte messaggio di inclusione. Venerdì 24 aprile, alle ore 18:30, la Chiesa di San Alfonso ospiterà la presentazione del libro “Milo. Il [...]]]></description>
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<p>Un racconto che unisce fantasia, emozione e un forte messaggio di inclusione. Venerdì 24 aprile, alle ore 18:30, la Chiesa di San Alfonso ospiterà la presentazione del libro “Milo. Il conquistatore del mondo”, firmato da Mauro Pio Salzano e Claudia Nespoli.</p>



<p>L’evento si preannuncia come un momento di grande coinvolgimento per la comunità, non solo per gli appassionati di lettura, ma anche per famiglie, educatori e chiunque voglia avvicinarsi a una storia capace di parlare al cuore. Protagonista è Milo, un bambino che, nonostante le difficoltà, riesce a trasformare i propri limiti in una straordinaria forza, accompagnando il lettore in un percorso fatto di coraggio, amicizia e scoperta.</p>



<p>Nel corso della serata interverranno don Gianni Citro, Sandro Cartolano, Antonio Pisani, Corrado Limongi e Maria Grazia Mele, che offriranno spunti di riflessione e approfondimento sul valore educativo e sociale dell’opera.</p>



<p>La presentazione si inserisce nell’ambito delle iniziative culturali promosse dalla Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A., da sempre impegnata nella diffusione della cultura, dell’arte e dei valori umani sul territorio.</p>



<p>L’appuntamento rappresenta un’occasione importante per ribadire quanto la narrazione possa diventare uno strumento potente di sensibilizzazione, capace di abbattere barriere e costruire ponti tra le persone. Una storia, quella di Milo, che invita a guardare oltre le apparenze e a riscoprire la bellezza della diversità come ricchezza.</p>
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		<title>Torchiara, presentazione del libro “La Grande Paura” di Arnaldo Miglino al Palazzo Baronale De Conciliis</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/torchiara-presentazione-del-libro-la-grande-paura-di-arnaldo-miglino-al-palazzo-baronale-de-conciliis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Torchiara]]></category>
		<category><![CDATA[arnaldo miglino]]></category>
		<category><![CDATA[torchiara]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà il Palazzo Baronale De Conciliis di Torchiara a fare da cornice, sabato 18 aprile alle ore 19:00, alla presentazione del libro “La Grande Paura” di Arnaldo Miglino, un appuntamento [...]]]></description>
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<p>Sarà il Palazzo Baronale De Conciliis di Torchiara a fare da cornice, sabato 18 aprile alle ore 19:00, alla presentazione del libro <em>“La Grande Paura”</em> di Arnaldo Miglino, un appuntamento dedicato alla letteratura e al confronto sui temi più sensibili della contemporaneità.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce in un percorso di valorizzazione culturale del territorio e si rivolge a un pubblico ampio, dagli appassionati di lettura a chi è interessato ad approfondire le dinamiche sociali e psicologiche del presente. A dialogare con l’autore sarà Gennaro Guida, in un incontro che si preannuncia ricco di spunti critici e riflessioni condivise.</p>



<p>Il libro <em>“La Grande Paura”</em> propone un’indagine narrativa e analitica sulle paure individuali e collettive che attraversano la società contemporanea. Attraverso uno stile diretto e coinvolgente, Miglino affronta il tema della fragilità dell’uomo moderno, intrecciando memoria personale e dimensione sociale, e offrendo al lettore una chiave di lettura attenta e consapevole del nostro tempo.</p>



<p>Nel corso della serata sarà dato spazio al dialogo con il pubblico, che potrà intervenire con domande e considerazioni, contribuendo a rendere l’incontro non solo una presentazione editoriale, ma anche un momento di confronto aperto. L’evento, gratuito e aperto a tutti, rappresenta un’occasione per conoscere da vicino l’autore, approfondire i contenuti dell’opera e partecipare a una discussione sui temi centrali del libro.</p>
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		<title>A Omignano la presentazione del libro &#8220;I pensieri di Marta&#8221;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-omignano-la-presentazione-del-libro-i-pensieri-di-marta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 12:16:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Omignano]]></category>
		<category><![CDATA[i pensieri di marta]]></category>
		<category><![CDATA[marta russo]]></category>
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					<description><![CDATA[Lunedì 13 aprile, alle ore 11:00, la Scuola Primaria di Omignano aprirà le proprie porte per un importante appuntamento culturale e sociale. La Dirigente Scolastica dell’Istituto “Da Vinci Visconti” accoglierà [...]]]></description>
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<p>Lunedì 13 aprile, alle ore 11:00, la Scuola Primaria di Omignano aprirà le proprie porte per un importante appuntamento culturale e sociale. La Dirigente Scolastica dell’Istituto “Da Vinci Visconti” accoglierà la scrittrice&nbsp;<strong>Marta Russo</strong>&nbsp;per la presentazione del suo ultimo lavoro editoriale:&nbsp;<strong>&#8220;I pensieri di Marta. Una visione, un progetto, il libro&#8221;</strong>.</p>



<p>L’iniziativa vedrà la partecipazione&nbsp; delle&nbsp; autorità cittadine e territoriali: interverranno il Sindaco di Omignano,&nbsp;<strong>Raffaele Mondelli</strong>, e il Coordinatore dell’Ufficio di Piano dell’Ambito Territoriale S8, il&nbsp;<strong>Dott. Riccardo Coppola</strong>. La loro presenza sottolinea il valore di un evento che mira a sensibilizzare le nuove generazioni sui temi dell&#8217;inclusione e della partecipazione sociale.</p>



<p><strong>Il Libro: &#8220;I pensieri di Marta&#8221;</strong><br>L&#8217;opera nasce dall&#8217;esperienza di vita e dall&#8217;impegno civile dell&#8217;autrice, Marta Russo, nota per il suo attivismo come &#8220;influencer dell’accessibilità&#8221;. Il libro non è solo un racconto autobiografico, ma un vero e proprio manifesto che esplora il tema della disabilità motoria con uno sguardo proiettato al futuro. Attraverso le sue pagine, l&#8217;autrice condivide riflessioni, sogni e progetti concreti per abbattere le barriere — non solo architettoniche, ma soprattutto culturali — promuovendo una visione del mondo in cui l’inclusione sia una realtà quotidiana e accessibile a tutti.</p>



<p><em>«Portare queste tematiche tra i banchi di scuola è fondamentale per formare cittadini consapevoli e sensibili,</em> &#8211; dichiara la Dirigente Scolastica dell’Istituto “Da Vinci Visconti”. <em>&#8211; Il racconto di Marta Russo è una lezione di vita che arricchisce profondamente i nostri alunni e l’intera comunità.</em>»</p>
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		<title>Scoprire la Campania attraverso 101 meraviglie fuori dai classici percorsi turistici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scoprire-la-campania-attraverso-101-meraviglie-fuori-dai-classici-percorsi-turistici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[libro roberto pellecchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Si inizia a sfogliarne le pagine e ci si rende conto di quanti luoghi meravigliosi esistano in Campania, di cui si ha ancora troppo poca conoscenza. Punti panoramici, dimore storiche, [...]]]></description>
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<p>Si inizia a sfogliarne le pagine e ci si rende conto di quanti luoghi meravigliosi esistano in Campania, di cui si ha ancora troppo poca conoscenza. Punti panoramici, dimore storiche, piccoli musei, spelonche profondissime, siti archeologici, cascate spettacolari, antichi cimiteri ipogei, eremi remoti, affreschi bizantini, chiese monumentali e borghi che sembrano usciti da una fiaba.</p>



<p>Un caleidoscopio di meraviglie poco note di una regione che non smette mai di stupire per la ricchezza di tesori che custodisce.</p>



<p>Esce oggi l’<strong>undicesimo volume&nbsp;</strong>di&nbsp;<strong>Roberto Pellecchia</strong>&nbsp;“<strong>Scoprire la Campania attraverso 101 meraviglie&nbsp;<em>fuori</em>&nbsp;dai classici percorsi turistici</strong>”, con un titolo sottilmente provocatorio e ammiccante, che introduce a un problema tipico delle aree troppo ricche di attrattori turistici conosciuti in tutto il mondo.</p>



<p>Le aree archeologiche di Pompei, di Ercolano e di Paestum, le Isole Flegree, Capri, il Vesuvio, Sorrento, Positano e Amalfi attirano ormai da due secoli visitatori da ogni dove, per non parlare di Napoli, da anni in sofferenza per eccessivo pressing turistico, il cosiddetto&nbsp;<strong>overtourism</strong>, che in certi periodi dell’anno, arriva a soffocare la città e i suoi abitanti.</p>



<p>Un eccesso di offerta che diventa anche un limite a una conoscenza più approfondita del territorio. Gran parte delle agenzie di viaggio incanala i visitatori della Campania sempre verso le stesse mete, quelle che nell’immaginario collettivo rappresentano per intero lo scenario campano, la summa di tutto quello che c’è da vedere.</p>



<p>Gli stessi residenti della Campania il più delle volte non vanno molto oltre, limitandosi spesso a vacanze balneari lungo la Costiera Amalfitana e la Costa del Cilento, con rare esplorazioni verso l’interno della regione che &#8211; per molti &#8211; rimane una sorta di “terra incognita”.</p>



<p><strong>“Scoprire la Campania attraverso 101 meraviglie&nbsp;<em>fuori</em>&nbsp;dai classici percorsi turistici” è un potente invito a guardare oltre l’orizzonte delle solite località.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="717" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed-717x1024.jpg" alt="" class="wp-image-241821" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed-717x1024.jpg 717w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed-210x300.jpg 210w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed-768x1096.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed-1076x1536.jpg 1076w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/unnamed.jpg 1401w" sizes="(max-width: 717px) 100vw, 717px" /></figure>



<p>È un libro in cui non c’è l’area archeologica di Pompei, ma quella di Aeclanum, dove non si parla del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ma del Museo delle Streghe di Benevento, non del Vesuvio, bensì del Monte Cervati. La stessa Napoli viene raccontata attraverso siti più di nicchia, come il Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi o l’Ipogeo dei Cristallini, monumenti straordinari ma talvolta dimenticati.</p>



<p>L’isola d’Ischia viene raccontata attraverso il magico Bosco della Falanga e le sue antiche case di pietra, mentre a Capri l’autore invita a percorrere il sentiero del Pizzolungo o a visitare l’incredibile pavimento maiolicato della chiesa di San Michele Arcangelo ad Anacapri.</p>



<p>In provincia di Caserta, ci mostra le spettacolari immagini del Teatro Tempio di San Nicola, nel Beneventano viene svelata la presenza della più grande porta megalitica d’Europa.</p>



<p><strong>Le 208 pagine del libro, arricchite con ben 408 fotografie dell’autore</strong>, conducono il lettore lungo un percorso spettacolare che lascia senza fiato, alla cui fine si rimane quasi increduli e ci si pone la domanda “ma davvero esiste tutto questo?”.</p>



<p>“Volendo si potrebbero individuare numerosi altri punti d’interesse”, spiega l’autore. “Impossibile citarli tutti, per cui ne sono stati scelti 101 poco noti, o inspiegabilmente poco frequentati, nonostante il loro grande impatto emozionale”.</p>
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		<title>Padri emblematici della narrativa mondiale: da Geppetto ad Atticus Finch, storie di paternità tra affetto e complessità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/padri-emblematici-della-narrativa-mondiale-da-geppetto-ad-atticus-finch-storie-di-paternita-tra-affetto-e-complessita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 14:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[padre nella letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla fiaba classica al romanzo contemporaneo, la letteratura mondiale ha forgiato padri memorabili che incarnano affetto, autorità, conflitto o fragilità: figure che riflettono le molteplici sfumature della paternità e stimolano [...]]]></description>
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<p>Dalla fiaba classica al romanzo contemporaneo, la letteratura mondiale ha forgiato padri memorabili che incarnano affetto, autorità, conflitto o fragilità: figure che riflettono le molteplici sfumature della paternità e stimolano i lettori a interrogarsi sui legami familiari. In occasione della <strong>Festa del Papà</strong>, ecco una panoramica dei padri più significativi della narrativa, italiana e internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Padri indimenticabili della letteratura italiana</h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Mastro Geppetto – <em>Le avventure di Pinocchio</em></strong></h3>



<p>Nella celebre fiaba di Carlo Collodi, Mastro Geppetto è il falegname che dà vita a Pinocchio e incarnando <strong>un padre affettuoso e paziente</strong>, disposto a sacrificarsi per la crescita di un figlio insolito e indomabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Mastro Misciu – <em>Rosso Malpelo</em></strong></h3>



<p>Nella novella verista di Giuseppe Verga, <em>Rosso Malpelo</em>, Mastro Misciu è un genitore segnato da dure condizioni di vita, ma <strong>l’unico a mostrare tenerezza verso il figlio</strong> in un mondo crudele di fatiche e derisioni. La sua morte accentua la solitudine del ragazzo e il significato profondo del legame familiare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Padri nei romanzi di Verga e D’Annunzio</strong></h3>



<p>In opere veriste come <em>I Malavoglia</em> di Giovanni Verga, il capofamiglia incarna l’autorità e il peso della tradizione; nelle pagine di Gabriele D’Annunzio, figure paterne talvolta riflettono <strong>decadenza e contraddizioni della borghesia fin de siècle</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Figure paterne della letteratura internazionale</h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Atticus Finch – <em>Il buio oltre la siepe</em></strong></h3>



<p>Nel romanzo di Harper Lee, Atticus Finch è uno dei padri più amati della letteratura statunitense: avvocato giusto e comprensivo, educa i figli alla <strong>tolleranza, all’integrità morale e al coraggio civile</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pip (padre assente) – <em>Grandi speranze</em></strong></h3>



<p>In <em>Great Expectations</em> di Charles Dickens, la paternità assume la forma dell’<strong>assenza</strong>: Pip deve confrontarsi con le sue origini e la mancanza di figure genitoriali protettive, costruendo la propria identità in un mondo di disuguaglianze.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Lo Svedese – <em>Pastorale americana</em></strong></h3>



<p>Il protagonista di Philip Roth è un padre in apparenza ideale, la cui percezione di sé è messa a dura prova dal comportamento della figlia. La sua è una paternità <strong>complessa e controversa</strong>, tra desideri di controllo e difficoltà a comprendere una figlia problematica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Arthur Weasley – Serie <em>Harry Potter</em></strong></h3>



<p>Nella saga di J.K. Rowling, Arthur Weasley è esempio di padre affettuoso e curioso, capace di <strong>sostenere e proteggere i figli</strong> pur vivendo in una famiglia numerosa e piena di sfide.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Marlin – <em>Alla ricerca di Nemo</em></strong></h3>



<p>Anche se originato nel cinema, il personaggio di Marlin ha trovato spazio in trasposizioni letterarie: <strong>padre iperprotettivo che impara a fidarsi</strong>, Marlin è diventato simbolo di paternità tra paura e crescita personale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Prospero – <em>La tempesta</em></strong></h3>



<p>Nel dramma di William Shakespeare, Prospero è un padre mago che cerca di riconciliare <strong>autorità e amore paterno</strong>, orchestrando eventi sull’isola per recuperare la figlia Miranda e restituire dignità alla sua famiglia.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Victor Frankenstein – <em>Frankenstein</em></strong></h3>



<p>Mary Shelley ritrae un padre controverso e tragico: <strong>creatore e abbandonatore</strong>, la sua “paternità” verso il mostruoso Creato solleva interrogativi etici sulla responsabilità di chi dà la vita, reale o metaforica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tíos e padri nelle epiche e nei poemi antichi</strong></h3>



<p>Figure paterne emergono anche nell’epica classica: <strong>Ulisse nell’<em>Odissea</em></strong> è padre di Telemaco, la cui assenza rafforza il desiderio di ritorno e di reintegrazione familiare; in molte saghe nordiche e greche, i legami tra padri e figli definiscono destini eroici e morali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il significato letterario della paternità</h2>



<p>Le figure paterne nella narrativa non sono soltanto ruoli familiari: diventano <strong>simboli culturali e morali</strong>. Qualcuno rappresenta affetto incondizionato, altri mostrano limiti, fragilità o conflitti generazionali. Attraverso questi personaggi, la letteratura esplora <strong>autorità, responsabilità e relazioni interpersonali</strong>, facendo emergere come la paternità sia esperienza umana complessa e multiforme.</p>



<p>Incontrare questi padri nei testi aiuta il lettore a confrontarsi con le proprie idee di genitorialità: la capacità di proteggere, di lasciare andare, di amare pur nei limiti. Che si tratti di figure forti o imperfette, il loro ritratto continua a parlare alle nostre storie, generazione dopo generazione</p>
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		<title>Preti anti‑mafia in Italia: da don Pino Puglisi a don Peppe Diana, memoria di chi sfidò mafia e camorra</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/preti-anti-mafia-in-italia-da-don-pino-puglisi-a-don-peppe-diana-memoria-di-chi-sfido-mafia-e-camorra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 14:34:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[don peppe diana]]></category>
		<category><![CDATA[libri preti uccisi mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[Don Giuseppe “Peppe” Diana e don Pino Puglisi sono tra i sacerdoti più noti uccisi dalla Camorra e da Cosa Nostra per il loro impegno contro le mafie, ma non [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Don <strong>Giuseppe “Peppe” Diana</strong> e don <strong>Pino Puglisi</strong> sono tra i sacerdoti più noti uccisi dalla <strong>Camorra e da Cosa Nostra</strong> per il loro impegno contro le mafie, ma <strong>non sono stati affatto gli unici</strong> preti ad aver pagato con la vita la scelta di opporsi alle logiche criminali e di denunciare estorsione, violenza e complicità. La storia di molti di questi uomini di Chiesa è stata documentata anche in un libro di recente pubblicazione, che mette in luce nomi e vicende spesso dimenticate. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Don Peppino Diana e don Puglisi: esempi di fede e coraggio</h2>



<p>Don <strong>Giuseppe “Peppino” Diana</strong>, parroco di San Nicola di Bari a Casal di Principe (Caserta), fu assassinato dalla <strong>Camorra</strong> il <strong>19 marzo 1994</strong> nella sagrestia della sua chiesa mentre si preparava a celebrare la messa. Diana aveva definito la criminalità organizzata “una forma di terrorismo” invitando la sua comunità a rifiutare estorsioni e connivenze, diventando così un simbolo della <strong>resistenza civile e religiosa contro la violenza mafiosa</strong>.</p>



<p>Don <strong>Pino Puglisi</strong>, parroco del quartiere Brancaccio a Palermo, fu ucciso da killer legati a <strong>Cosa Nostra</strong> il <strong>15 settembre 1993</strong>, proprio nel giorno del suo 56° compleanno. Da anni impegnato con i giovani per distoglierli dall’influenza mafiosa e per promuovere legalità e solidarietà, Puglisi fu poi riconosciuto come <strong>martire in odio alla fede</strong> dalla Chiesa cattolica e <strong>beatificato</strong> nel 2013 per il suo esempio di testimonianza evangelica e civile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un mosaico di storie spesso dimenticate</h2>



<p>Oltre a questi due casi emblematici, le morti di sacerdoti uccisi per la sola fedeltà alla giustizia e alla cura pastorale non sono rare nella storia italiana del Novecento. Alcuni, come don <strong>Giorgio Gennaro</strong>, don <strong>Gaetano Millunzi</strong>, don <strong>Costantino Stella</strong>, don <strong>Filippo Di Forti</strong>, don <strong>Ignazio Modica</strong>, don <strong>Rosario Grasso</strong>, don <strong>Giuseppe Seggio</strong>, don <strong>Cesare Boschin</strong> e altri ancora sono ricordati nelle ricerche e nelle cronache, ma spesso le loro storie non hanno avuto la medesima risonanza nazionale. Per molti di questi sacerdoti non esistono processi conclusivi o ampi studi pubblici, tanto che il loro sacrificio rischia di essere cancellato dalla memoria collettiva. </p>



<h2 class="wp-block-heading">“Non interferite”: un libro che ricuce la memoria</h2>



<p>Proprio per <strong>non lasciare nelle ombre</strong> queste storie, è uscito nel 2025 il volume <strong><em>Non interferite. Il sangue dei preti sull’altare delle mafie</em></strong> di <strong>don Marcello Cozzi</strong>, pubblicato da <strong>San Paolo Edizioni</strong>. Il libro racconta le vicende di quattordici sacerdoti che, vivendo il Vangelo “fino in fondo”, hanno deciso di «interferire» con gli affari e le logiche criminali di mafia, camorra e ’ndrangheta, pagando talvolta con la vita la loro coerenza morale e pastorale. L’autore – sacerdote impegnato da anni nella difesa della legalità e nella lotta alle mafie – ha raccolto testimonianze, documenti e storie di uomini spesso dimenticati, restituendo loro dignità e memoria. </p>



<p>In apertura del libro, don Cozzi scrive che molte di queste figure “hanno accompagnato la storia d’Italia dalla sua nascita a oggi” e che le loro vicende sono diventate per lui “Vangelo”, perché mostrano come la fede possa tradursi in <strong>azione civile e testimonianza contro l’ingiustizia e l’oppressione</strong>.</p>



<p>Le storie di don Diana, don Puglisi e degli altri preti uccisi dalle mafie rappresentano una pagina dolorosa ma significativa della storia italiana recente. Per associazioni, scuole e comunità religiose, ricordare questi sacerdoti non è solo un atto di memoria, ma un invito a proseguire nell’impegno per la legalità, la giustizia sociale e la tutela dei più vulnerabili, affinché il silenzio non prevalga e il sacrificio di chi ha osato sfidare il male non vada disperso. </p>
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		<title>Agropoli, il “Settembre Culturale” al Salone Internazionale del Libro di Torino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/agropoli-il-settembre-culturale-al-salone-internazionale-del-libro-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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<p>Il Settembre Culturale di Agropoli è stato selezionato nell’ambito del progetto “Luci sui festival” del Salone Internazionale del Libro di Torino. Per il quarto anno consecutivo, la rassegna letteraria agropolese è stata valutata positivamente tra le migliori kermesse culturali di tutta Italia. Si tratta di uno spazio dedicato ai festival letterari di ogni dimensione — piccoli, medi e grandi — di tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di mettere in connessione e dare visibilità a manifestazioni e incontri formativi che ogni anno animano l’Italia, creando occasioni di confronto, scambio e arricchimento per lettrici, lettori, autrici e autori. Il Salone Internazionale del Libro di Torino, che quest’anno si svolgerà dal 14 al 18 maggio 2026 presso Lingotto Fiere, con il tema “Il mondo salvato dai ragazzini”, accenderà ancora una volta i riflettori sui festival italiani selezionati, offrendo loro uno spazio di visibilità sui propri canali di comunicazione. Ad Agropoli, ‘settembre’ si distingue per essere un mese di libri, idee e dialoghi, ospitando ogni anno più di trenta incontri, tutti ad ingresso gratuito, con ospiti di grande rilievo.</p>



<p>Il sindaco, <strong>Roberto Mutalipassi</strong>, dichiara: «<em>La presenza di Agropoli al Salone del Libro di Torino rappresenta non solo un onore, ma anche una grande vetrina e un attestato di qualità per l’impegno nell’organizzazione di una manifestazione che nel 2026 arriverà alla sua diciannovesima edizione. L&#8217;amministrazione continua ad impegnarsi promuovendo questa kermesse e valorizzando la rinnovata biblioteca civica con i suoi numerosi eventi culturali in programma tutto l’anno</em>».</p>



<p>Il consigliere delegato alla Cultura e ideatore del ‘Settembre Culturale’, <strong>Francesco Crispino</strong>, aggiunge: «<em>Partecipare attivamente, per la quarta volta, all’interno di una delle manifestazioni più rilevanti del panorama editoriale italiano, che registra anno dopo anno record di presenze, non può che incrementare il prestigio di Agropoli, già confermata “Città che legge” fino al 2026, titolo che può vantare ormai dal 2017</em>».<em></em></p>
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		<title>Il saggio del salernitano Trione “Ultras – Antropologia di una subcultura ribelle” al Salone del Libro di Torino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-saggio-del-salernitano-trione-ultras-antropologia-di-una-subcultura-ribelle-al-salone-del-libro-di-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 14:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Pagani]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[Un importante riconoscimento per lo scrittore e saggista salernitano di origini paganesi Francesco Trione, il cui ultimo lavoro, “ULTRAS – Antropologia di una subcultura ribelle”, ha superato la selezione editoriale [...]]]></description>
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<p>Un importante riconoscimento per lo scrittore e saggista salernitano di origini paganesi <strong>Francesco Trione</strong>, il cui ultimo lavoro, <strong>“ULTRAS – Antropologia di una subcultura ribelle”</strong>, ha superato la selezione editoriale ed è stato ammesso alla XXXVIII edizione del <strong>Salone Internazionale del Libro di Torino</strong>, in programma dal 14 al 18 maggio 2026. </p>



<p>Il volume sarà presente nell’Area Saggistica della Libreria Self Publisher, all’interno di uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi e partecipati del panorama editoriale italiano ed europeo. Un traguardo significativo che conferma il valore e l’interesse suscitato dal lavoro di Trione nel dibattito contemporaneo. Nel suo saggio, l’autore propone un’analisi socio-antropologica del fenomeno ultras, superando le narrazioni stereotipate e restituendo complessità a una realtà spesso relegata alla cronaca. Le curve degli stadi vengono interpretate come veri e propri spazi culturali, caratterizzati da ritualità, codici simbolici e forme di appartenenza che riflettono dinamiche più ampie della società contemporanea. </p>



<p>Come evidenziato dalla critica, il libro si inserisce nel solco dei Cultural Studies europei, richiamando idealmente gli studi della Scuola di Birmingham e offrendo una lettura originale del contesto italiano, considerato un laboratorio centrale del movimento ultras. L’opera analizza temi come identità collettiva, memoria, territorialità e il conflitto tra comunità e “calcio moderno”, sempre più orientato verso logiche di mercato e spettacolarizzazione. “ULTRAS – Antropologia di una subcultura ribelle” si distingue per un approccio rigoroso ma accessibile, capace di parlare non solo agli studiosi, ma anche a un pubblico più ampio interessato a comprendere le trasformazioni sociali e culturali del presente. La partecipazione al Salone del Libro rappresenta per Francesco Trione un riconoscimento del valore di un lavoro che invita a guardare oltre le semplificazioni mediatiche, restituendo dignità analitica a fenomeni raramente indagati nella loro complessità.</p>
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		<title>Castellabate, studenti numerosi alla presentazione del libro sui femminicidi giovanili “La storia di Michelle Causo”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-studenti-numerosi-alla-presentazione-del-libro-sui-femminicidi-giovanili-la-storia-di-michelle-causo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 17:25:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Una partecipazione numerosa e attenta, soprattutto da parte degli studenti degli istituti superiori del territorio, ha caratterizzato la presentazione del libro “Femminicidi Giovanili senza scampo – La storia di Michelle [...]]]></description>
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<p>Una partecipazione numerosa e attenta, soprattutto da parte degli studenti degli istituti superiori del territorio, ha caratterizzato la presentazione del libro “Femminicidi Giovanili senza scampo – La storia di Michelle Causo. La ragazza ritrovata in un carrello”, scritto dalla psicoterapeuta e criminologa Virginia Ciaravolo con la prefazione di Dacia Maraini (Armando Editore), svoltasi nella mattinata del 14 marzo presso la Sala Mons. Alfonso Maria Farina nel centro storico di Castellabate.</p>



<p>L’iniziativa, promossa dalla Pro Loco Castellabate nell’ambito delle attività dedicate alla Giornata Internazionale della Donna, ha rappresentato un importante momento di riflessione e sensibilizzazione sul tema della violenza di genere e del femminicidio, con un’attenzione particolare rivolta ai giovani.</p>



<p>Il libro racconta la tragica vicenda di Michelle Maria Causo, la ragazza di 17 anni uccisa il 28 giugno 2023 nel quartiere Primavalle a Roma, un delitto che ha profondamente scosso l’opinione pubblica per la brutalità dell’omicidio e per le modalità con cui fu occultato il corpo.</p>



<p>Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali della Pro Loco Castellabate con Davide Manente, del Prof. Rinaldo Maffia in rappresentanza della dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Vico De Vivo” di Agropoli Teresa Pane, delle Prof.sse Ragni e Sparano in rappresentanza del dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore IPSAR “Piranesi” di Capaccio Paestum Francesco Cerrone e del sindaco di Castellabate Marco Rizzo che nelle vesti di primo cittadino ha portato il suo saluto augurale dando il benvenuto alle autorità e ai relatori intervenuti.</p>



<p>«Abbiamo voluto promuovere questo momento di confronto soprattutto per i giovani – ha dichiarato il relatore della Pro Loco Davide Manente – perché è proprio attraverso la conoscenza e la consapevolezza che si può contribuire a costruire una cultura del rispetto e della responsabilità nelle relazioni».</p>



<p>«Raccontare la storia di Michelle – hanno affermato – è per noi un modo per tenere viva la sua memoria e per far capire ai ragazzi quanto sia importante riconoscere e contrastare ogni forma di violenza».</p>



<p>Nel corso dell’incontro sono intervenuti Cristina Bonucchi, Primo Dirigente Tecnico Psicologo della Polizia di Stato e responsabile dell’Unità di Analisi del Crimine Informatico del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, Filippo Verrone, Presidente del Tribunale Militare di Napoli e Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Militari, e l’autrice del volume Virginia Ciaravolo.</p>



<p>«Il fenomeno della violenza tra i giovanissimi – ha spiegato Virginia Ciaravolo – richiede strumenti di prevenzione culturale ed educativa. Parlare con i ragazzi significa aiutarli a riconoscere segnali di rischio e a sviluppare una consapevolezza emotiva che può fare la differenza».</p>



<p>“I social rappresentano oggi uno spazio estremamente delicato, soprattutto quando diventano il luogo in cui si manifestano dinamiche di controllo, gelosia e possesso. In molti casi di violenza di genere e femminicidio, le piattaforme digitali – ha dichiarato la Dott.ssa Cristina Bonucchi &#8211; vengono utilizzate per monitorare, intimidire o esercitare pressione sulla vittima. Per questo è fondamentale sviluppare una cultura della consapevolezza digitale e riconoscere precocemente i segnali di possesso e controllo che possono emergere anche online”.</p>



<p>Molto apprezzato anche l’intervento del Presidente Filippo Verrone, che ha sottolineato il ruolo della cultura e della narrazione nella costruzione di una società più consapevole: «Le storie servono anche a questo: a farci riflettere, a interrogarci e a non restare indifferenti di fronte alla sofferenza – il possesso – ha ribadito Verrone – non è sinonimo di amore». Infine ha elogiato l’iniziativa della Pro Loco perché dai fini istituzionali di promozione turistica ha organizzato un evento di alta valenza culturale a favore degli studenti.</p>



<p>A moderare l’incontro è stato il giornalista Antonio Grilletto, mentre Enrico Nicoletta ha letto alcuni brani tratti dal volume, contribuendo a rendere ancora più intensa la riflessione proposta ai presenti.</p>



<p>Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Gianluca Causo e Daniela Bertonieri, genitori di Michelle, la ragazza di 17 anni uccisa il 28 giugno 2023 nel quartiere Primavalle a Roma. Il loro intervento ha suscitato grande emozione tra i presenti.</p>



<p>La parte finale dell’iniziativa è stata animata da un vivace dibattito con gli studenti delle scuole superiori, che hanno partecipato con numerose domande e interventi, dimostrando grande sensibilità e interesse per un tema tanto delicato quanto attuale.</p>



<p>A seguire la premiazione di un’alunna locale: Benedetta Di Marco della 2^ N dell’Istituto Comprensivo Gino Rossi Vairo di Agropoli vincitrice del Concorso “Unicità della Donna” finalista fra 68 opere di creatività pittorica ed intellettiva.</p>



<p>L’incontro si è così trasformato in un momento di confronto autentico tra relatori e giovani, confermando il valore educativo e civile dell’iniziativa promossa dalla Pro Loco Castellabate, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione su una delle emergenze sociali più drammatiche del nostro tempo e di promuovere, soprattutto tra le nuove generazioni, una cultura del rispetto e delle relazioni sane.</p>
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		<title>Turismo lento: Cammini Bizantini alla Fiera dei Grandi Cammini di Milano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/turismo-lento-cammini-bizantini-alla-fiera-dei-grandi-cammini-di-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 14:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[cammini bizantini]]></category>
		<category><![CDATA[cammino di san nilo]]></category>
		<category><![CDATA[fa la cosa giusta]]></category>
		<category><![CDATA[settimio rienzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Con oltre 65 mila visitatori si è chiusa ieri a Milano “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera che ogni anno promuove e racconta le buone pratiche di consumo consapevole e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con oltre 65 mila visitatori si è chiusa ieri a Milano <strong>“Fa’ la cosa giusta!”</strong>, la fiera che ogni anno promuove e racconta le buone pratiche di consumo consapevole e di produzione sostenibile. I Cammini Bizantini sono stati protagonisti nel fine settimana alla manifestazione dedicata al turismo lento e a chi sceglie di scoprire i territori passo dopo passo. </p>



<p>Allo stand D36 i visitatori hanno potuto conoscere da vicino i percorsi dei Cammini Bizantini e in particolare il <strong>Cammino di San Nilo</strong>, itinerario che attraversa il basso Cilento sulle tracce del monaco italo-greco fondatore dell’abbazia di Grottaferrata, collegando luoghi di spiritualità, centri storici e paesaggi naturali. Il cammino valorizza territori spesso fuori dai circuiti turistici tradizionali, promuovendo un modello di viaggio sostenibile e legato alle comunità locali. </p>



<p>Momento centrale della presenza in fiera è stato l’incontro di domenica 15 marzo in Piazza Percorsi, durante il quale <strong>Settimio Rienzo</strong>, Maria Pagano, Francesco Senatore ed Elisa Semeghini hanno raccontato al pubblico l’esperienza dei Cammini Bizantini, dal Cammino di San Nilo al Cammino del Negro, illustrando storia, tappe e prospettive di sviluppo di questi itinerari. Numerosi i camminatori che hanno già percorso il <strong>Cammino</strong>, e tanti altri che stanno programmando di farlo, attratti anche da <strong>“CiPassi”</strong>, la rassegna letteraria dedicata al cammino ideata da Giuseppe Jepis Rivello.</p>



<p>La partecipazione alla Fiera dei Grandi Cammini si inserisce in un contesto di crescita costante del fenomeno del turismo a piedi in Italia. Secondo il dossier annuale sui cammini pubblicato da Terre di Mezzo, che ha pubblicato anche la guida dedicata al Cammino di San Nilo, il numero dei camminatori continua infatti ad aumentare, confermando l’Italia come uno dei Paesi europei di riferimento per questo tipo di esperienza di viaggio.</p>



<p>Oltre alla crescita dei partecipanti, il rapporto evidenzia anche l’impatto economico del settore: nel 2025 il valore complessivo generato dai cammini ha raggiunto 336,4 milioni di euro. Una ricchezza che, a differenza del turismo di massa, resta in gran parte nei territori attraversati, sostenendo piccole strutture ricettive, agriturismi, botteghe e attività locali delle aree interne e dei borghi dell’Appennino.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Castellabate la presentazione del libro “Femminicidi Giovanili senza Scampo – La storia di Michelle Causo”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-castellabate-la-presentazione-del-libro-femminicidi-giovanili-senza-scampo-la-storia-di-michelle-causo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 10:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidi giovanili]]></category>
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					<description><![CDATA[Un momento di riflessione, sensibilizzazione e confronto dedicato soprattutto ai giovani sul tema della violenza di genere e del femminicidio. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dalla Pro Loco Castellabate, che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un momento di riflessione, sensibilizzazione e confronto dedicato soprattutto ai giovani sul tema della violenza di genere e del femminicidio. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa dalla <strong>Pro Loco Castellabate</strong>, che organizza la presentazione del libro <em>“Femminicidi Giovanili senza scampo – La storia di Michelle Causo. La ragazza ritrovata in un carrello”</em>, scritto dalla psicoterapeuta e criminologa <strong>Virginia Ciaravolo</strong>&nbsp;con la prefazione di <strong>Dacia Maraini</strong> di <strong>Armando Editore.</strong></p>



<p>L’evento avrà luogo il 14 marzo 2026, con inizio alle ore 10.30, in Sala mons. Alfonso Maria Farina ubicata in Piazza 16 giugno 1138 nel Centro storico di Castellabate. La presentazione si inserisce nel calendario delle iniziative – a corollario &#8211; dedicate alla <strong>Giornata Internazionale della Donna</strong> e intende offrire un’importante occasione di dialogo con gli studenti delle scuole superiori, chiamati a riflettere su una delle emergenze sociali più drammatiche del nostro tempo.</p>



<p>Il libro racconta la tragica vicenda di <strong>Michelle Maria Causo</strong>, la ragazza di 17 anni uccisa il 28 giugno 2023 nel quartiere Primavalle a Roma, un delitto che ha profondamente scosso l’opinione pubblica per la brutalità dell’omicidio e per le modalità con cui fu occultato il corpo.</p>



<p>All’incontro parteciperanno anche <strong>Gianluca Causo e Daniela Bertonieri</strong>, genitori di Michelle, che porteranno la loro testimonianza diretta.</p>



<p>Dopo i saluti istituzionali del <strong>Presidente della Pro Loco Castellabate Luigi Ambrosano</strong>, <strong>della Dirigente dell&#8217;Istituto di Istruzione Superiore “Vico de Vivo” Agropoli Teresa Pane e del Dirigente dell&#8217;Istituto di Istruzione Superiore IPSAR&nbsp;Piranesi Capaccio Paestum Francesco Cerrone</strong> e del <strong>Sindaco di Castellabate Marco Rizzo. </strong>Interverranno, inoltre, autorevoli relatori provenienti dal mondo delle istituzioni, della giustizia, della cultura e della psicologia.</p>



<p>Tra gli interventi previsti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cristina Bonucchi</strong>, Primo Dirigente Tecnico Psicologo della Polizia di Stato e responsabile dell’Unità di Analisi del Crimine Informatico del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica;</li>



<li><strong>Filippo Verrone</strong>, Presidente del Tribunale Militare di Napoli e Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Militari;</li>



<li><strong>Maurizio De Giovanni</strong>, scrittore, sceneggiatore e autore televisivo;</li>



<li><strong>Virginia Ciaravolo</strong>, psicoterapeuta criminologa e autrice del libro.</li>
</ul>



<p>A moderare l’incontro sarà il giornalista <strong>Antonio Grilletto</strong>, mentre <strong>Enrico Nicoletta</strong>, promotore turistico, leggerà alcuni brani tratti dal volume.</p>



<p>L’iniziativa è rivolta in particolare agli studenti degli istituti superiori, che saranno invitati a partecipare attivamente al dibattito ponendo domande ai relatori e contribuendo a un confronto aperto su temi di grande attualità e rilevanza sociale.</p>



<p>Attraverso il racconto di una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica, l’evento vuole stimolare nei giovani una maggiore consapevolezza sul rispetto, sulla cultura delle relazioni sane e sulla prevenzione della violenza di genere. Un appuntamento di forte valore civile e educativo che la Pro Loco Castellabate ha voluto promuovere per mantenere alta l’attenzione su una piaga sociale che riguarda l’intera comunità e di scottante attualità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="655" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-09-at-10.32.49-655x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-237852" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-09-at-10.32.49-655x1024.jpeg 655w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-09-at-10.32.49-192x300.jpeg 192w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-09-at-10.32.49-768x1200.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-09-at-10.32.49-983x1536.jpeg 983w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-09-at-10.32.49.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Salerno, l’astrofisico Luca Nardi racconta la caccia ai pianeti scomparsi nel libro “Pianeti Mancanti”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-lastrofisico-luca-nardi-racconta-la-caccia-ai-pianeti-scomparsi-nel-libro-pianeti-mancanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[luca nardi]]></category>
		<category><![CDATA[luca nardi astrofisico]]></category>
		<category><![CDATA[pianeti mancanti]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 6 marzo, la libreria Imagine&#8217;s Book di Salerno ospiterà la presentazione del libro “Pianeti Mancanti” dell’astrofisico e divulgatore Luca Nardi. L’incontro, organizzato dal Centro Astronomico “Neil Armstrong” (CANA), prenderà [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Venerdì 6 marzo, la libreria <strong>Imagine&#8217;s Book</strong> di Salerno ospiterà la presentazione del libro <strong>“Pianeti Mancanti”</strong> dell’astrofisico e divulgatore <strong>Luca Nardi</strong>. L’incontro, organizzato dal <strong>Centro Astronomico “Neil Armstrong” (CANA)</strong>, prenderà il via alle ore 18:30 ed è aperto al pubblico con ingresso libero, senza necessità di prenotazione.</p>



<p>A coordinare la presentazione saranno il presidente del CANA, <strong>Vincenzo Gallo</strong>, e <strong>Vito Saggese</strong>, socio del CANA e dottore di ricerca in astrofisica.</p>



<p>Secondo l’autore, “<strong>Il libro racconta della caccia di tutti i mondi che, nel corso della storia, gli astronomi hanno ipotizzato potessero esistere attorno al Sole</strong>, ma anche dei pianeti realmente scoperti, come il gigante ghiacciato Nettuno ai confini del Sistema Solare”. L’opera ripercorre così la storia della scoperta dei mondi vicini alla Terra, con un linguaggio accessibile e affascinante per tutti i lettori.</p>



<p>Classe 1993, Luca Nardi è specializzato in scienze planetarie e si distingue come divulgatore scientifico, con numerose collaborazioni e pubblicazioni nel settore.</p>



<p>L’evento rappresenta un’occasione per avvicinarsi al mondo dell’astrofisica e approfondire le curiosità sui pianeti del Sistema Solare e quelli ancora “mancanti” nella storia dell’astronomia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ripartire dai libri: consigli per chi legge poco e vuole ritrovare il piacere della lettura</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ripartire-dai-libri-consigli-per-chi-legge-poco-e-vuole-ritrovare-il-piacere-della-lettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 12:02:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[abitudine alla lettura]]></category>
		<category><![CDATA[benessere culturale]]></category>
		<category><![CDATA[consigli lettura]]></category>
		<category><![CDATA[lettura libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri italiani]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni la lettura di libri tra gli italiani ha registrato flessioni preoccupanti. Secondo i dati Istat 2023, circa il 42% della popolazione non legge neppure un libro all’anno, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni la lettura di libri tra gli italiani ha registrato flessioni preoccupanti. Secondo i dati Istat 2023, circa il 42% della popolazione non legge neppure un libro all’anno, mentre solo il 15% legge più di 12 libri l’anno. Nonostante la presenza di ebook e audiolibri, molti ammettono di leggere poco e di faticare a ritrovare il piacere della lettura. </p>



<p>Riprendere l’abitudine alla lettura, però, è possibile, e gli esperti suggeriscono strategie concrete per trasformare il libro in un compagno quotidiano. Innanzitutto, è consigliabile <strong>stabilire piccoli obiettivi giornalieri</strong>: anche solo 10-15 minuti di lettura al giorno possono aiutare a creare una routine sostenibile, senza sentirsi sopraffatti.</p>



<p>Scegliere testi che appassionino davvero è fondamentale. Non serve iniziare da classici impegnativi: romanzi contemporanei, gialli o saggi su interessi personali possono facilitare il ritorno alla lettura. Gli esperti di psicologia della lettura sottolineano che la motivazione personale è più importante della “difficoltà” del testo: il piacere viene prima della performance. </p>



<p>Un’altra strategia efficace consiste nel <strong>creare uno spazio dedicato</strong> alla lettura. Avere un angolo silenzioso, con luce adeguata e senza distrazioni, aumenta la concentrazione e la continuità nella lettura. Molti lettori trovano utile spegnere smartphone o notifiche per evitare interruzioni frequenti.</p>



<p>La lettura condivisa può essere un’ulteriore leva motivazionale. Partecipare a <strong>circoli di lettura</strong>, gruppi online o discussioni in librerie permette di confrontarsi su libri e autori, stimolando la curiosità e creando un senso di comunità. Inoltre, le biblioteche e le piattaforme digitali offrono spesso suggerimenti personalizzati basati sui propri gusti di lettura, aiutando a scoprire nuovi titoli.</p>



<p>Infine, <strong>sperimentare con diversi formati</strong> può aiutare a ritrovare la routine. Gli audiolibri, per esempio, permettono di leggere “in movimento”, durante spostamenti o pause, mentre gli ebook consentono di portare con sé più titoli e di leggere anche in condizioni di scarsa luce o spazio limitato.</p>



<p>Gli esperti sottolineano che la chiave per tornare a leggere è <strong>ridurre la pressione e riscoprire il piacere</strong>: non esiste un numero di libri da raggiungere, ma un momento quotidiano dedicato alla lettura può trasformarsi in un’abitudine duratura, con benefici cognitivi, emotivi e culturali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Agropoli, la favola di un’autrice cilentana presentata a Casa Sanremo Writers</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/agropoli-la-favola-di-unautrice-cilentana-presentata-a-casa-sanremo-writers/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 16:33:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa siano]]></category>
		<category><![CDATA[casa sanremo writers]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla costa del Cilento al palcoscenico nazionale di Casa Sanremo Writers. È stata presentata nell’ambizioso salotto culturale allestito al Palafiori la favola dell’autrice agropolese Annalisa Siano, dal titolo “Le avventure [...]]]></description>
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<p>Dalla costa del Cilento al palcoscenico nazionale di <strong>Casa Sanremo Writers</strong>. È stata presentata nell’ambizioso salotto culturale allestito al Palafiori la favola dell’autrice agropolese <strong>Annalisa Siano</strong>, dal titolo <em><strong>“Le avventure di Siora e il ladro di cervelli”</strong></em>, autopubblicata su Amazon e realizzata con il supporto della SMM Alexandra Berdova.</p>



<p>Ai microfoni della rassegna letteraria che da anni si svolge in concomitanza con la 76ª edizione del Festival di Sanremo, Siano ha raccontato al giornalista Rai Maurilio Giordana il proprio percorso formativo: un’esperienza maturata come animatrice durante feste dedicate ai più piccoli, che le ha permesso di osservare da vicino le dinamiche delle famiglie contemporanee, oggi suo target di riferimento.</p>



<p>Come in una moderna rilettura del Decameron di Giovanni Boccaccio, l’autrice sceglie la forma della favola per veicolare messaggi educativi e sociali, parlando direttamente a bambini e genitori attraverso personaggi fantastici e simbolici.</p>



<p><strong>Il focus sui temi sociali</strong></p>



<p>Due le “piaghe sociali” affrontate nel racconto. Nella prima parte emerge con forza il tema della prevenzione sanitaria, declinato attraverso la metafora del “mostro” che richiama il Papilloma Virus, oggi molto diffuso e contrastabile grazie a un vaccino somministrabile già dai 12 anni. Un messaggio che punta a rendere la prevenzione una normalità educativa, condivisa e consapevole, in un clima familiare aperto al dialogo.</p>



<p>Un’attenzione maturata anche grazie alle campagne di sensibilizzazione promosse presso la ICM, azienda ospedaliera cilentana, dalla dottoressa Paola De Domenico.</p>



<p>La seconda parte affronta invece un fenomeno silenzioso ma crescente: la dipendenza da cellulare in età minorile. Un tema al centro del dibattito pubblico, richiamato anche dal conduttore Carlo Conti in diverse interviste, mentre Paesi come Spagna e Regno Unito discutono restrizioni sull’uso dei social per i minori di 16 anni.</p>



<p>I dati, evidenziano gli esperti, mostrano un aumento dei casi di utilizzo precoce e problematico degli schermi già sotto i 12 mesi di vita, con un incremento degli accessi nei presidi sanitari per sintomi riconducibili a forme di astinenza digitale. Da qui l’auspicio dell’autrice: che una favola possa diventare strumento di dialogo tra genitori e figli, contribuendo alla tutela del benessere fisico e mentale delle nuove generazioni.</p>



<p><strong>Il valore delle radici</strong></p>



<p>La partecipazione a Sanremo è stata anche occasione per portare con sé un frammento della propria terra. L’ambientazione della favola si ispira infatti ai paesaggi del Cilento: terrazze di limoneti profumati, il “Regno delle Alici” – omaggio a una delle eccellenze gastronomiche locali – e il nome stesso della protagonista, “Siora”, che nel Meridione significa “Signora”, equivalente della “Sciura” settentrionale, in un ideale ponte culturale tra Nord e Sud e inno alla resilienza femminile.</p>



<p><strong>Nuovi sviluppi in arrivo</strong></p>



<p>Da Casa Sanremo Writers arriva anche l’annuncio di una terza parte del racconto, prevista per la primavera/estate 2026. Il nuovo capitolo affronterà il tema della vergogna, incarnata da una Regina Cattiva, figura finora assente nella trama.</p>



<p>“La vergogna – spiega Siano – è una sensazione che tutti proviamo più volte nella vita. Se non gestita, quando riguarda i bambini può trasformarsi in un trauma che li accompagna fino all’età adulta. La favola resta un momento divertente e giocoso per spiegare qualcosa di più utile e profondo. La fantasia – conclude – è l’ultimo barlume di speranza per aiutare i minori ad affrontare le sfide della società odierna”.</p>
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		<title>Luca Trapanese e il romanzo delle famiglie scelte: «L’amore non si eredita, si costruisce»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/luca-trapanese-e-il-romanzo-delle-famiglie-scelte-lamore-non-si-eredita-si-costruisce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 09:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[libro luca trapanese]]></category>
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		<category><![CDATA[luca trapanese alba]]></category>
		<category><![CDATA[salani editore]]></category>
		<category><![CDATA[storia di una famiglia imperfetta libro]]></category>
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					<description><![CDATA[“Tutte le famiglie sono imperfette, ogni famiglia è imperfetta a modo suo”. È da questa consapevolezza, insieme intima e universale, che prende forma il nuovo libro di Luca Trapanese, un [...]]]></description>
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<p>“Tutte le famiglie sono imperfette, ogni famiglia è imperfetta a modo suo”. È da questa consapevolezza, insieme intima e universale, che prende forma il nuovo libro di Luca Trapanese, un racconto che intreccia memoria, lutto e rinascita, e che riporta al centro una delle sue convinzioni più profonde: la famiglia non è solo un fatto di sangue, ma di scelta.</p>



<p>La storia si apre con un ritorno. Dopo la morte di nonna Florinda, Luca e sua figlia Alba raggiungono la grande casa di famiglia, tra le colline lucane. Devono aprirla, riordinarla, decidere cosa farne. Ma quella che potrebbe essere una semplice operazione pratica si trasforma presto in un viaggio nella memoria. Ogni stanza custodisce un frammento di vita, ogni oggetto racconta una storia, ogni silenzio rimanda alla presenza forte e amorevole di Florinda.</p>



<p>È lei il cuore pulsante del libro. Una donna che ha vissuto intensamente, che ha amato e lottato per ciò in cui credeva. Florinda ha adottato Luca quando lui era già adulto, in un gesto di accoglienza che ha ribaltato le convenzioni. E proprio in quegli stessi anni, Luca stava compiendo a sua volta una scelta altrettanto radicale: accogliere Alba.</p>



<p>Il parallelismo tra le due storie è uno degli elementi più potenti del romanzo. Negli anni Ottanta, dopo il terremoto dell’Irpinia, Florinda aveva aperto le porte della sua casa e del suo cuore a Francesco, un bambino con un lieve ritardo cognitivo, dedicandogli ogni energia, ogni sogno, ogni battito del cuore. Decenni dopo, Luca avrebbe fatto lo stesso con Alba, bambina con sindrome di Down che ha preso in affido e poi adottato nel 2018, in una vicenda che ha commosso l’Italia intera e che è diventata un libro, un film e un monologo teatrale.</p>



<p>Nel silenzio della casa lucana, Luca e Alba ricompongono così la trama di un destino condiviso: quello di persone che si sono scelte. Il libro diventa allora un dialogo tra generazioni, un confronto tra due esperienze di genitorialità “non convenzionale”, unite da una stessa idea di fondo: l’amore non ha bisogno di leggi per essere autentico.</p>



<p>Con una scrittura limpida e profonda, Trapanese racconta se stesso come figlio e come padre, senza retorica, ma con una delicatezza che lascia spazio alle fragilità, ai dubbi, alle imperfezioni. Il lutto per la perdita di Florinda si trasforma in occasione per interrogarsi sul senso dell’eredità: non quella materiale, ma quella emotiva e morale. Cosa resta di chi ci ha amati? Quali tracce sopravvivono nei gesti, nelle scelte, nel modo in cui a nostra volta sappiamo amare?</p>



<p>Nato a Napoli nel 1977, Luca Trapanese è oggi una delle voci più riconoscibili nel dibattito pubblico sui diritti, l’inclusione e la genitorialità. Padre di Alba, ha fatto della propria esperienza personale una testimonianza civile. Dopo aver pubblicato con Salani i romanzi <em>Le nostre imperfezioni</em> e <em>Non chiedermi chi sono</em>, ha portato il suo impegno anche nelle istituzioni: da ottobre 2021 è stato assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli e da novembre 2025 è consigliere della Regione Campania, continuando a sostenere le battaglie civili che da sempre lo contraddistinguono.</p>



<p>Nel nuovo libro, però, la dimensione pubblica resta sullo sfondo. In primo piano c’è la casa, con le sue stanze polverose e i suoi ricordi, e c’è una bambina che cresce mentre il padre impara ancora a essere figlio. È un racconto che parla di perdita ma soprattutto di continuità, perché i legami autentici – suggerisce Trapanese – non si spezzano con l’assenza: si trasformano, si sedimentano, diventano parte di noi.</p>
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		<title>Il libro e la mostra su Ascarelli al Maschio Angioino. Inedito Ferlaino: «Prima delle partite del Napoli pregavo sulla sua tomba»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-libro-e-la-mostra-su-ascarelli-al-maschio-angioino-inedito-ferlaino-prima-delle-partite-del-napoli-pregavo-sulla-sua-tomba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 12:41:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[ascarelli]]></category>
		<category><![CDATA[libro ascarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Calcio Corrado Ferlaino]]></category>
		<category><![CDATA[nico pirozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[Una rivelazione inedita di Corrado Ferlaino e un appello concreto alle istituzioni hanno segnato la presentazione del libro “Giorgio Ascarelli, il visionario che inventò (il) Napoli” di Nico Pirozzi, (Edizioni [...]]]></description>
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<p>Una rivelazione inedita di Corrado Ferlaino e un appello concreto alle istituzioni hanno segnato la presentazione del libro “Giorgio Ascarelli, il visionario che inventò (il) Napoli” di Nico Pirozzi, (Edizioni dell’Ippogrifo), tenutasi sabato 7 febbraio presso la Fondazione Valenzi al Maschio Angioino, in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica “Ascarelli: un nome e una storia lunga 150 anni”.</p>



<p>Nel corso dell’incontro, l’ex presidente del Napoli Calcio Corrado Ferlaino ha raccontato per la prima volta un gesto privato e carico di significato: prima delle partite più importanti della squadra azzurra, si recava a pregare sulla tomba di Giorgio Ascarelli, nel cimitero ebraico di via Cannola al Trivio. Un rito personale che restituisce la profondità del legame tra il fondatore del club e la sua eredità morale e sportiva, mai interrotta nel tempo.</p>



<p>Ferlaino ha inoltre espresso pubblicamente il proprio sostegno all’intitolazione di Piazzale Tecchio a Giorgio Ascarelli, definendola “una cosa giusta, senza opposizioni” e sottolineando la necessità di avviare un confronto con il Sindaco di Napoli. Un passaggio che rilancia nel dibattito pubblico il tema della memoria civile e sportiva della città.</p>



<p>Moderato dall’autore Nico Pirozzi, l’incontro ha visto gli interventi della sociologa Clelia Castellano dell’Università Suor Orsola Benincasa, che ha delineato la figura di Ascarelli come imprenditore umanista e socialista inclusivo, paragonabile a personalità come Adriano Olivetti, e del giornalista Antonio Corbo de La Repubblica, che ha richiamato la necessità di riscoprire e rievocare un personaggio centrale nella storia di Napoli, capace di unire città, squadra e comunità.</p>



<p id="m_1949336246215752879m_-6442913247239541433isPasted">Attraverso il libro e la mostra – promossa e finanziata dall’Associazione Memoriæ – Museo della Shoah – emerge il profilo di un imprenditore innovatore, attento ai diritti dei lavoratori, di un visionario dello sport che donò alla città il primo stadio di proprietà del Napoli e di un uomo profondamente legato alle tradizioni ebraiche, ma animato da una visione politica e sociale inclusiva.</p>



<p>Un evento che ha unito storia, sport e cultura e che ha restituito ad Ascarelli il ruolo di grande napoletano e protagonista nazionale, la cui memoria – come dimostrato dalle parole di Ferlaino – continua a vivere non solo nei luoghi ufficiali, ma nei gesti e nella coscienza collettiva.</p>
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		<title>‘Cultura è cittadinanza’: Ledo Prato spiega perché la cultura è la chiave della libertà e della speranza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cultura-e-cittadinanza-ledo-prato-spiega-perche-la-cultura-e-la-chiave-della-liberta-e-della-speranza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 16:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
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<p>Mai come in questo periodo, segnato da guerre, crisi sociali e ambientali, il richiamo alla cultura si fa urgente e necessario. È questo il filo conduttore della riflessione di <strong>Ledo Prato</strong>, esperto di politiche culturali e segretario generale dell’associazione Mecenate 90, che nel libro “Cultura è cittadinanza” dialoga con lo scrittore Paolo Di Paolo sulle connessioni tra cultura, politica e cittadinanza attiva.</p>



<p>Secondo Prato, la cultura non è un semplice ornamento della società, ma un motore di libertà, pace e partecipazione civica. «Se parliamo di lotta alle disuguaglianze, di difesa dei diritti sociali e civili, di lotta al precariato – osserva Di Paolo nel libro – non stiamo forse parlando di cultura?» La riflessione non è teorica: la cultura diventa strumento concreto quando si traduce in iniziative, progetti e politiche che rafforzano la cittadinanza, moltiplicano le opportunità di crescita e generano senso di responsabilità condivisa.</p>



<p>Prato ripercorre la sua esperienza professionale, dagli anni del sindacato a Napoli fino alla direzione di Mecenate 90, mettendo in luce come sia possibile costruire un rapporto virtuoso tra pubblico e privato nella gestione dei beni culturali. Il libro affronta anche la sfida di rendere la cultura accessibile fuori dai grandi centri, valorizzando scuole, territori e giovani come infrastrutture sociali fondamentali.</p>



<p>Un tema ricorrente è la povertà educativa, considerata da Prato uno dei terreni più fertili su cui investire. La cultura, sostiene, non può limitarsi a rappresentare simboli o eventi isolati: deve diventare un processo attivo, capace di formare coscienze e alimentare partecipazione. «Continuo a domandarmi cosa impedisce a un paese come il nostro di essere protagonista nell’economia della conoscenza e del turismo – riflette Prato – e non ho trovato risposta se non nella miopia di una classe politica e imprenditoriale che ha voluto conservare e non osare».</p>



<p>Il dialogo con Di Paolo permette anche di mettere a fuoco la relazione tra cultura e politica: senza interventi concreti, la cultura rischia di rimanere retorica, incapace di incidere sulle diseguaglianze, sul razzismo o sull’egoismo sociale. Per Prato, invece, fare politica e fare cultura sono azioni coincidenti: la cittadinanza si costruisce attraverso la conoscenza, la partecipazione e la valorizzazione del bene comune.</p>
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		<title>“Dodici storie ma proprio dodici”: l’esordio di Viviana Navarra nella narrativa per bambini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dodici-storie-ma-proprio-dodici-lesordio-di-viviana-navarra-nella-narrativa-per-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 11:15:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[12 storie ma proprio 12]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[viviana navarra]]></category>
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					<description><![CDATA[“Dodici Storie Ma Proprio Dodici” è il primo libro di Viviana Navarra, giornalista salernitana, pubblicato dalla casa editrice Raffaello all&#8217;interno della collana di narrativa Il Mulino a Vento, serie rossa, [...]]]></description>
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<p>“Dodici Storie Ma Proprio Dodici” è il primo libro di Viviana Navarra, giornalista salernitana, pubblicato dalla casa editrice Raffaello all&#8217;interno della collana di narrativa Il Mulino a Vento, serie rossa, dedicata in particolare ai lettori e alle lettrici dai 7 anni. </p>



<p>Il libro, 134 pagine, si snoda in dodici racconti- tanti quanti sono i mesi dell&#8217;anno- che vedono al centro bambini e bambine alle prese con piccole grandi avventure quotidiane, necessarie per riuscire ad accorgersi di quanto unico e prezioso sia il loro mondo interiore. I dodici racconti sono immaginati come aquiloni tenuti insieme da un unico filo: la scoperta. La scoperta che essere piccoli è un&#8217;avventura davvero grande, dove meraviglia e stupore sbocciano continuamente in ogni angolo del cuore.</p>



<p>Le illustrazioni del volume sono firmate da Elisa Varetti, che arricchisce le narrazioni con suggestioni a tutto colore. Il gruppo editoriale Raffaello è una importante realtà di Monte San Vito, comune in provincia di Ancona, nelle Marche, specializzata da oltre trent&#8217;anni in editoria scolastica. La collana di narrativa Il Mulino a Vento propone libri, emozioni e storie per accompagnare la crescita di bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni. La collana è nota per essere un punto di riferimento nella narrativa per la scuola primaria, focalizzandosi su titoli che stimolano la lettura autonoma e offrendo libri appositamente progettati per favorire l&#8217;alta leggibilità, con storie coinvolgenti caratterizzate da un&#8217;impaginazione chiara, font leggibili e testi accattivanti. </p>



<p>La soddisfazione della scrittricea: «<em>Sono molto grata alla casa editrice Raffaello e in particolare al coordinatore redazionale Emanuele Ramini, che ha accolto il mio progetto con entusiasmo e fiducia. Scrivere un libro e in particolare un libro per bambini è il mio sogno fin da quando ero piccola. Mi viene in mente sempre la frase di Gianni Rodari, che diceva &#8220;scrivete solo se vi fa male il braccio&#8221;, intendendo che un libro si scrive, al netto della volontà, quando si avverte una urgenza irrefrenabile tale per cui se non si scrive si percepisce come un &#8220;dolore&#8221; al braccio, alla mano, al corpo, all&#8217;anima. Il mio libro è nato proprio da questa urgenza intima e profonda di scrivere delle storie e non delle storie qualsiasi: proprio queste storie, che probabilmente vivevano già dentro di me. I racconti sono stati scritti come un fiume in piena che scorre impetuoso per liberare la sua forza vitale e pensati con amore per i bambini e le bambine, stelle luminosissime che illuminano il mondo di meraviglia</em>.» </p>



<p>Viviana Navarra, giornalista salernitana classe 1982, collabora da vent&#8217;anni con il quotidiano Il Mattino, firmando in particolare articoli per il settore cultura. Appassionata di editoria per bambini e ragazzi, cura la presentazione di libri e nel 2022 ha dato vita al blog Dichiscrive, per conversare con scrittori e scrittrici italiani e internazionali. È mamma di due bimbe.</p>
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		<item>
		<title>“Nessun dio è solo”, il secondo noir di Pasquale Sorrentino: la presentazione sabato a Polla</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nessun-dio-e-solo-il-secondo-noir-di-pasquale-sorrentino-la-presentazione-sabato-a-polla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 09:53:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[nessun dio è solo]]></category>
		<category><![CDATA[noir]]></category>
		<category><![CDATA[pasquale sorrentino]]></category>
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					<description><![CDATA[«A Polla, un paese adagiato tra colline e silenzi, due giovani sposi vengono trovati morti nella loro casa. Nessun segno di effrazione, nessuna violenza evidente. Solo un vuoto improvviso che [...]]]></description>
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<p>«<em>A Polla, un paese adagiato tra colline e silenzi, due giovani sposi vengono trovati morti nella loro casa. Nessun segno di effrazione, nessuna violenza evidente. Solo un vuoto improvviso che scuote la comunità e riporta a galla paure mai del tutto sepolte. Tra i vicoli e le piazze riaffiora una leggenda antica: quella del Solitario di Polla, un signorotto del quindicesimo secolo che, accecato dall’invidia e dall’amore negato, si dice colpisse le coppie felici, trascinandole nelle acque oscure del fiume</em>.»</p>



<p>È questo il cuore del nuovo libro di Pasquale Sorrentino, autore di Polla, che torna in libreria con “Nessun Dio è solo”. Dopo il successo di “Figli di un altro Dio”, riecco il tenente Eleonora Posca e il maresciallo Carmine Lupo alle prese con una nuova indagine. </p>



<p>La presentazione del libro è in programma sabato 7 febbraio, alle 18,30, nella scuola media in via Campi a Polla. Dopo i saluti istituzionali, la giornalista Federica Pistone dialogherà con l’autore, per raccontare il suo secondo libro. Ancora una volta sarà protagonista Polla.</p>



<p>Anche “Nessun dio è solo” è edito da CaffèOrchidea di Giuseppe Avigliano. «<em>Con una scrittura diretta e vibrante, Nessun Dio è solo procede in un crescendo di tensione, svelando soprese e imprevisti ad ogni capitolo. Il mistero si muove tra le righe come un’ombra costante; ogni certezza è pronta ad essere ribaltata. E tutti, in paese, possono essere vittime. O assassini</em>». </p>



<p>Pasquale Sorrentino è un giornalista di cronaca nera, lavora per diverse testate della provincia di Salerno ed è autore di inchieste e di programmi giornalistici. Ha già pubblicato “Figli di un altro Dio” che, con migliaia di copie vendute, ha rappresentato una sorpresa nel panorama dei noir nazionale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.03.30-819x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-232779" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.03.30-819x1024.jpeg 819w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.03.30-240x300.jpeg 240w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.03.30-768x960.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.03.30-1229x1536.jpeg 1229w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-02-at-19.03.30.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>
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			</item>
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		<title>La spia ha i capelli rossi: quando la letteratura restituisce i volti del Medio Oriente</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-spia-ha-i-capelli-rossi-quando-la-letteratura-restituisce-i-volti-del-medio-oriente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 15:29:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[sarah mustafa]]></category>
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					<description><![CDATA[Raccontare il Medio Oriente senza ridurlo a una mappa di conflitti è un esercizio raro e necessario. La spia ha i capelli rossi (Homo Scrivens, 2024), romanzo d’esordio di Sarah [...]]]></description>
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<p>Raccontare il Medio Oriente senza ridurlo a una mappa di conflitti è un esercizio raro e necessario. <strong>La spia ha i capelli rossi </strong>(Homo Scrivens, 2024), romanzo d’esordio di <strong>Sarah Mustafa,</strong> scrittrice italo-palestinese nata a Pavia nel 1979, riesce in questa impresa intrecciando avventura, mistero e memoria personale in una narrazione capace di parlare a lettori di ogni età.</p>



<p>Il romanzo affonda le sue radici in un’esperienza reale e profonda: tra il 1985 e il 1996 l’autrice ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza divisa tra Pavia e un campo profughi palestinese in Giordania. Un passaggio traumatico e formativo allo stesso tempo, che l’ha costretta, a soli sei anni, a muoversi tra due mondi opposti: da un lato la stabilità della vita italiana, dall’altro la precarietà quotidiana di un luogo in cui mancava quasi tutto, tranne il senso della comunità.</p>



<p>È proprio questa esperienza a dare al romanzo la sua forza più autentica. La spia ha i capelli rossi non racconta il Medio Oriente come scenario lontano o astratto, ma come spazio vissuto, fatto di persone, gesti quotidiani, relazioni, odori e sapori. Il campo profughi diventa così un microcosmo umano, dove la resilienza del popolo palestinese si manifesta nella dignità dei gesti semplici e nella capacità di restare uniti nonostante l’esilio.</p>



<p>La scelta narrativa dell’autrice è chiara e consapevole: alternare sofferenza e introspezione a momenti di avventura e mistero, rendendo la lettura accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta a una realtà spesso raccontata solo attraverso la lente dell’emergenza e della cronaca. Il risultato è un romanzo che informa senza spiegare, che emoziona senza indulgere nel patetico, e che invita il lettore a guardare oltre gli stereotipi.</p>



<p>Al centro della storia emerge una riflessione profonda su identità, appartenenza e incontro tra culture. Non esistono confini netti, ma passaggi, contaminazioni, domande aperte. È il libro che l’autrice stessa avrebbe voluto leggere da ragazza: una storia capace di offrire strumenti per comprendere il mondo senza semplificarlo.</p>



<p>Sarah Mustafa, laureata in Scienze Politiche con indirizzo politico-internazionale, vive oggi tra l’Italia e il Medio Oriente. Scrive osservando e raccogliendo dettagli che trasformano l’esperienza in materia narrativa. Ha pubblicato articoli su La Provincia Pavese, Avvenire, Ha Keillah e GARIWOMag, e il suo impegno culturale è fortemente legato ai temi della pace e del dialogo tra i popoli.</p>



<p>Il romanzo ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui la Menzione speciale al Premio L’Iguana – Anna Maria Ortese 2024 e il Premio Franco Cuomo International Award 2024, ed è stato presentato in contesti di primo piano come BookCity Milano, il Salone del Libro di Torino e Fuoricinema Milano. Nel 2025 l’autrice ha inoltre ricevuto la Civica Benemerenza di San Siro dalla città di Pavia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La presentazione del libro a Salerno</h3>



<p>Il libro sarà presentato mercoledì 4 febbraio 2026 alle ore 18.00 presso la Casa del Volontariato, via F. Patella, Salerno. L’incontro è a cura delle associazioni Memoria in Movimento ODV e Art.Tre, con il patrocinio della Società Salernitana di Storia Patria e l’adesione di Donne di carta APS e del Parco Storico Sighelgaita Salerno. Interverranno Mary Abbondanza (Memoria in Movimento) ed Enzo Rosco (Art.Tre). Dialogheranno con l’autrice Sandra Giuliano (Donne di carta APS) e Silvana Barbirotti (Operazione Colomba – Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII).</p>
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		<title>Un giallo sulle baby gang ambientato nel Cilento: &#8216;Diversi&#8217; è il nuovo libro di Massimiliano Papa e Francesca Arpino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/un-giallo-sulle-baby-gang-ambientato-nel-cilento-diversi-e-il-nuovo-libro-di-massimiliano-papa-e-francesca-arpino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 16:47:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[baby gang]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[francesca arpino]]></category>
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		<category><![CDATA[libri del cilento]]></category>
		<category><![CDATA[massimiliano papa]]></category>
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					<description><![CDATA[Una violenza che non nasce sempre dalla cattiveria, ma dal bisogno di appartenenza. È questo il cuore di “Diversi”, il nuovo romanzo giallo di Massimiliano Papa e Francesca Arpino, genitori [...]]]></description>
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<p>Una violenza che non nasce sempre dalla cattiveria, ma dal bisogno di appartenenza. È questo il cuore di “<strong>Diversi</strong>”, il nuovo romanzo giallo di <strong>Massimiliano Papa e Francesca Arpino</strong>, genitori e insegnanti, che giunge al terzo capitolo della saga dedicata al commissario Mario Staffelli. Pubblicato da Gruppo Editoriale WritersEditor, il libro affronta con realismo e delicatezza il tema del disagio giovanile, delle baby gang e delle dinamiche di branco che possono travolgere ragazzi apparentemente comuni.</p>



<p>Dopo i precedenti successi “Polvere di morte” (2021) e “Soli tra soli” (2023), “Diversi” si concentra sul lato più umano della criminalità adolescenziale, senza ridurre i fenomeni a cronaca o a slogan educativi. L’ambientazione è il Cilento, cuore della provincia di Salerno, dove il romanzo intreccia vite di giovani, famiglie e istituzioni in un quadro verosimile e inquietante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il commissario Mario Staffelli</h3>



<p>Mario Staffelli, protagonista della saga, non è il solito investigatore infallibile. Segnato da scelte e mancate protezioni del passato, Staffelli osserva prima di giudicare: cerca di capire le motivazioni dei ragazzi, il meccanismo che li spinge oltre il limite, e solo successivamente interviene per fermarli. La sua è una prospettiva profondamente umana, che permette al lettore di cogliere la complessità del fenomeno del branco.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il meccanismo del branco</h3>



<p>Al centro del romanzo non c’è un singolo colpevole, né un eroe solitario. Il vero protagonista è il branco, il sistema sociale e psicologico che seduce, ingloba e talvolta distrugge. Ragazzi normali, famiglie apparentemente comuni e contesti quotidiani diventano teatro di dinamiche di manipolazione emotiva, ricatto e bisogno di appartenenza. Chi subisce spesso non si percepisce come vittima, ma come parte di qualcosa.</p>



<p>Ogni episodio — atti vandalici, aggressioni, silenzi familiari — è un tassello di un disegno più grande. Con precisione chirurgica, Papa e Arpino mostrano come fragilità individuale e gruppo sbagliato possano trasformarsi in violenza strutturata. Il romanzo pone una domanda scomoda: quanto è sottile il confine tra essere diversi ed essere soli?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sinossi</h3>



<p>Nel Cilento, una serie di eventi inquietanti segnala la nascita di una realtà criminale giovanile. Quello che appare come un insieme di bravate si rivela presto un fenomeno organizzato, fondato sulla manipolazione e sul controllo del gruppo. Il commissario Staffelli e la sua squadra affrontano un’indagine complessa, che intreccia scuole, famiglie e istituzioni, rivelando come disagio, silenzi e paura possano creare un terreno fertile per la violenza. “Diversi” non offre colpevoli facili né soluzioni immediate: invita a riflettere sul ruolo degli adulti, sulla prevenzione e sulle conseguenze di scelte che segnano per sempre la vita dei giovani. È un giallo investigativo con forte anima sociale, che osserva senza giudicare e racconta la verità nascosta dietro il fenomeno delle baby gang.</p>
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		<title>Dalla Shoah alla resistenza: sei libri per riflettere sulla Memoria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-shoah-alla-resistenza-sei-libri-per-riflettere-sulla-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 19:37:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Frank]]></category>
		<category><![CDATA[Elie Wiesel]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Hannah Arendt]]></category>
		<category><![CDATA[libri da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[lorella beretta]]></category>
		<category><![CDATA[Markus Zusak]]></category>
		<category><![CDATA[memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Levi]]></category>
		<category><![CDATA[Shoah]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze Olocausto]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni anno, il 27 gennaio, l’Italia e il mondo ricordano le vittime dell’Olocausto con la Giornata della Memoria. In un periodo storico segnato dalla necessità di conservare la memoria collettiva, [...]]]></description>
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<p>Ogni anno, il 27 gennaio, l’Italia e il mondo ricordano le vittime dell’Olocausto con la Giornata della Memoria. In un periodo storico segnato dalla necessità di conservare la memoria collettiva, la lettura diventa uno strumento potente per comprendere e non dimenticare. Dai racconti autobiografici ai romanzi storici, esistono opere che permettono di avvicinarsi alle vite spezzate dai campi di concentramento e alle storie di coraggio e resistenza.</p>



<p><strong>“Se questo è un uomo” – Primo Levi</strong></p>



<p>Pubblicato nel 1947, è uno dei testi fondamentali per comprendere l’orrore dei campi di concentramento nazisti. Levi racconta la sua esperienza ad Auschwitz con uno stile chiaro e diretto, alternando descrizioni dei soprusi subiti e riflessioni sulla dignità umana. Questo libro resta una testimonianza imprescindibile per chiunque voglia comprendere il significato profondo della memoria storica.</p>



<p><strong>“La banalità del male” – Hannah Arendt</strong></p>



<p>Hannah Arendt analizza il processo a Adolf Eichmann, uno dei principali responsabili della Shoah. L’opera introduce il concetto di “banalità del male”, mostrando come atrocità indicibili possano essere commesse da individui apparentemente ordinari. Un libro fondamentale per riflettere sulle dinamiche morali e politiche che portano alla tragedia.</p>



<p><strong>“La luna al suo comando” – Lorella Beretta</strong></p>



<p>Una storia poco conosciuta ma potente: quella di Felice Magliano, soldato italiano (originario di San Giovanni a Piro) internato nei campi nazisti per aver rifiutato di combattere con le truppe tedesche. Raccontata da Lorella Beretta, l’opera restituisce la voce di chi ha scelto il “no” come forma di resistenza, con una prefazione di Liliana Segre che sottolinea l’importanza di tramandare il valore della libertà e della dignità.</p>



<p><strong>“La notte” – Elie Wiesel</strong></p>



<p>Autobiografia intensa e dolorosa, “La notte” racconta l’esperienza dell’autore a Auschwitz e Buchenwald. Il libro è una riflessione sul dolore, sulla perdita e sulla necessità di testimoniare affinché l’orrore non venga dimenticato. Wiesel, premio Nobel per la pace, con questa opera ci consegna un monito universale sul valore della memoria.</p>



<p><strong>“Storia di una ladra di libri” – Markus Zusak</strong></p>



<p>Ambientato nella Germania nazista, questo romanzo racconta la vita di Liesel, una giovane ragazza che trova rifugio nei libri. Attraverso la lettura e la scrittura, Liesel affronta il dolore, la paura e la perdita. Pur essendo un romanzo di narrativa, il libro offre una prospettiva intensa e originale sulla Shoah, utile soprattutto per i lettori più giovani.</p>



<p><strong>Il diario di Anna Frank – Anne Frank</strong></p>



<p>Scritta tra il 1942 e il 1944, la testimonianza della giovane Anna Frank offre un punto di vista intimo e umano sulla persecuzione nazista. Il diario, ritrovato dopo la sua morte nel campo di Bergen-Belsen, è un racconto di speranza, paura e vita quotidiana vissuta sotto minaccia. La voce di Anna continua a emozionare generazioni di lettori.</p>
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		<title>La presentazione di &#8216;Giorgio Ascarelli, il visionario che inventò (il) Napoli&#8217;: libro sull’imprenditore tessile e storico fondatore dell’A.C. Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 16:41:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni dell'ippogrifo]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio ascarelli]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 7 febbraio, alle ore 11:00 presso la&#160;Fondazione Valenzi&#160;al&#160;Maschio Angioino di Napoli, sarà presentato il libro di&#160;Nico Pirozzi&#160;“Giorgio Ascarelli, il visionario che inventò (il) Napoli”&#160;(Edizioni dell’Ippogrifo). Ad aprire l’incontro sarà&#160;Lucia [...]]]></description>
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<p id="m_-5765900335117000481m_-1177674692636145667isPasted">Sabato 7 febbraio, alle ore 11:00 presso la&nbsp;<strong>Fondazione Valenzi</strong>&nbsp;al&nbsp;<strong>Maschio Angioino di Napoli</strong>, sarà presentato il libro di&nbsp;<strong>Nico Pirozzi</strong>&nbsp;“<em>Giorgio Ascarelli, il visionario che inventò (il) Napoli</em><em>”</em>&nbsp;(<strong>Edizioni dell’Ippogrifo</strong>).</p>



<p>Ad aprire l’incontro sarà&nbsp;<strong>Lucia Valenzi</strong>, Presidente della Fondazione Valenzi. Con l’autore dialogheranno il giornalista&nbsp;<strong>Antonio Corbo de La Repubblica</strong>&nbsp;e la sociologa&nbsp;<strong>Clelia Castellano dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli</strong>, mentre&nbsp;<strong>Corrado Ferlaino</strong>, già Presidente del Napoli Calcio, porterà la sua testimonianza diretta.</p>



<p>Ad ingresso libero, un evento che unisce&nbsp;<strong>storia, sport e cultura</strong>, celebrando un uomo, una città e un club che continuano a ispirare generazioni di tifosi e cittadini.</p>



<p id="m_-5765900335117000481m_-1177674692636145667isPasted"><strong>CHI ERA GIORGIO ASCARELLI</strong></p>



<p>Geniale, generoso, visionario e finanche sovversivo: sono tanti gli aggettivi che descrivono&nbsp;<strong>Giorgio Ascarelli</strong>, imprenditore tessile e fondatore dell’<strong>A.C. Napoli</strong>&nbsp;nell’agosto 1926. Lasciò in eredità ai tifosi uno stadio da ventimila posti, l’unica arena sportiva posseduta dal club azzurro nella sua quasi secolare storia, e contribuì a costruire un’immagine di Napoli lontana dai luoghi comuni, promuovendo un modello di impresa incentrato sull’uomo: «<em>la fabbrica per l’uomo, e non l’uomo per la fabbrica</em><em>»</em><em>&nbsp;(Adriano Olivetti)</em>.</p>



<p><strong>NICO PIROZZI<br>il giornalismo d’inchiesta e lo studio sulla persecuzione degli ebrei</strong></p>



<p>Ad aver raccontato la vita straordinaria è stato Nico Pirozzi, giornalista professionista, saggista e documentarista, laureato in Sociologia all’Università “Federico II” di Napoli. Specializzato in giornalismo d’inchiesta, Pirozzi ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio delle persecuzioni degli ebrei negli anni Trenta e Quaranta e alla valorizzazione della storia civile e culturale della città.</p>



<p id="m_-5765900335117000481m_-1177674692636145667isPasted"><strong>LA MOSTRA FOTOGRAFICA</strong></p>



<p>La presentazione si svolgerà in concomitanza all’inaugurazione della mostra fotografica&nbsp;<strong>“Ascarelli: un nome e una storia lunga 150 anni”</strong>, promossa e finanziata dall’<strong>Associazione Memoriæ – Museo della Shoah</strong>. La mostra offre un racconto per immagini, provenienti da fondi pubblici e privati, sulla vicenda politica, umana, economica, culturale e sportiva della famiglia Ascarelli, che ha influenzato profondamente la storia di Napoli tra l’ultimo decennio dell’Ottocento e i primi trent’anni del Novecento. Ampio spazio è dedicato a&nbsp;<strong>Giorgio Ascarelli</strong>, fondatore e primo presidente dell’A.C. Napoli, in occasione del centenario della nascita del club, e alla costruzione dello&nbsp;<strong>stadio Vesuvio</strong>, voluto e finanziato da lui e donato al club dalla moglie Bice Diena dopo la sua prematura scomparsa. La mostra documenta inoltre il “sovversivo” Ascarelli, sottoposto a sorveglianza da parte di Polizia e Carabinieri per il suo impegno politico nell’ala dissidente della&nbsp;<strong>Unione Socialista napoletana</strong>, e racconta l’importanza economica della&nbsp;<strong>azienda tessile Ascarelli</strong>, tra le più ricche ed efficienti d’Europa nei primi anni del Novecento, con un fatturato di 20 milioni di lire e circa 400 dipendenti.</p>
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