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	<title>Codice della Strada | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Mobilità sostenibile: nuove regole su biciclette, monopattini e tutela dei pedoni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mobilita-sostenibile-nuove-regole-su-biciclette-monopattini-e-tutela-dei-pedoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:45:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[bici e monopattini]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[micromobilità elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[La crescente diffusione della micromobilità elettrica e delle biciclette nelle città italiane sta portando a modifiche significative del Codice della Strada e delle norme sulla mobilità urbana, con l’obiettivo di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La crescente diffusione della micromobilità elettrica e delle biciclette nelle città italiane sta portando a <strong>modifiche significative del Codice della Strada e delle norme sulla mobilità urbana</strong>, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza di pedoni, ciclisti e utilizzatori di mezzi leggeri come i monopattini elettrici.</p>



<p>Dal <strong>16 maggio 2026</strong> entrano infatti in vigore nuove regole specifiche per i monopattini elettrici, frutto della riforma del Codice della Strada e dei decreti attuativi che ne definiscono modalità di applicazione. Tra le principali novità, previste dall’<strong>articolato normativo aggiornato</strong>, figurano l’<strong>obbligo di dotare questi mezzi di un contrassegno identificativo (targa personale)</strong> e un’<strong>assicurazione di responsabilità civile obbligatoria</strong>. La mancanza del contrassegno espone il conducente a sanzioni amministrative fino a 400 euro.</p>



<p>Il provvedimento è stato illustrato dalle autorità competenti come un passo necessario per <strong>rafforzare la sicurezza stradale</strong> in un contesto in cui la mobilità dolce convive con un aumento del traffico urbano. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a una diffusione rapidissima dei dispositivi di micromobilità elettrica”, ha sottolineato il sottosegretario al Mit, evidenziando che le nuove disposizioni intendono promuovere libertà di movimento “nel pieno rispetto della sicurezza e della responsabilità”.</p>



<p>Oltre all’obbligo di targa e assicurazione, il quadro normativo ribadisce che i <strong>monopattini possono circolare solo su strade urbane con limite di velocità fino a 50 km/h</strong>, e non su strade extraurbane o in gallerie, mentre <strong>nelle aree pedonali la velocità deve essere contenuta a 6 km/h</strong>. L’uso è consentito solo su vie dove non comporti pericolo per i pedoni, sottolineando il principio di precauzione per gli utenti vulnerabili della strada.</p>



<p>Le norme per le biciclette confermano la posizione di questi veicoli come “velocipedi”, veicoli non motorizzati che, pur usufruendo di piste ciclabili e corsie dedicate, devono rispettare i segnali stradali e la precedenza dei pedoni agli attraversamenti. Negli ultimi anni, la presenza stabile delle biciclette nel traffico cittadino ha portato molte amministrazioni a investire in <strong>infrastrutture dedicate come ciclabili e zone 30</strong>, segnando una chiara inversione di tendenza verso la mobilità sostenibile.</p>



<p>La riforma del Codice della Strada e i successivi decreti sono stati accolti con reazioni miste: da un lato, associazioni e istituzioni plaudono all’intento di adeguare le regole all’evoluzione della mobilità urbana; dall’altro, alcuni operatori del settore della micromobilità denunciano costi aggiuntivi e oneri burocratici che rischiano di penalizzare l’uso quotidiano dei mezzi elettrici leggeri.</p>



<p>Il quadro normativo in evoluzione riflette una crescente attenzione alla <strong>sicurezza di utenti vulnerabili come pedoni, ciclisti e utilizzatori di micromobilità</strong>, integrando strumenti sia di controllo che di responsabilizzazione individuale. Gli esperti di mobilità urbana osservano che regole chiare e infrastrutture adeguate possono favorire uno sviluppo più armonico del traffico nelle città, con benefici per la qualità dell’aria, la fluidità e la sicurezza complessiva delle strade.</p>
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		<title>Codice della Strada, nuove sanzioni più dure per chi usa smartphone alla guida</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/codice-della-strada-nuove-sanzioni-piu-dure-per-chi-usa-smartphone-alla-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:43:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone alla guida]]></category>
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					<description><![CDATA[Le modifiche al Codice della Strada entrate progressivamente in vigore tra il 2025 e il 2026 hanno introdotto sanzioni più severe per chi utilizza lo smartphone o altri dispositivi elettronici [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le modifiche al <strong>Codice della Strada</strong> entrate progressivamente in vigore tra il 2025 e il 2026 hanno introdotto <strong>sanzioni più severe per chi utilizza lo smartphone o altri dispositivi elettronici alla guida</strong>, con l’obiettivo di ridurre le distrazioni al volante, riconosciute tra le principali cause di incidenti stradali. </p>



<p>Secondo le nuove disposizioni normative, chi guida e utilizza <strong>smartphone, tablet, computer portatili o altri dispositivi che comportano l’allontanamento delle mani dal volante</strong> può essere sanzionato con multe significativamente più elevate rispetto al passato e rischia anche la <strong>sospensione immediata della patente</strong>. </p>



<p>In passato la sanzione amministrativa per uso del cellulare durante la guida si situava in una fascia più bassa, ma con la legge di revisione del Codice della Strada entrata in vigore dal <strong>14 dicembre 2024</strong> gli importi delle multe sono stati ritoccati al rialzo e la sospensione della patente può scattare fin dalla <strong>prima infrazione</strong>, invece che solo in caso di recidiva. </p>



<p>Nel dettaglio, la normativa aggiornata all’articolo 173 del Codice prevede per chi utilizza dispositivi elettronici che distraggono il guidatore multe che possono variare da <strong>250 fino a circa 1.000 euro</strong>, a cui si aggiunge la possibilità di sospensione della patente da <strong>15 giorni a due mesi</strong>. </p>



<p>L’obiettivo dichiarato del legislatore è contrastare un fenomeno che riguarda in particolare i più giovani: indagini svolte nel 2025 mostrano come, pur in lieve diminuzione, una quota significativa di giovani continui a guidare mentre utilizza lo smartphone, una delle principali fonti di distrazione stradale. </p>



<p>La riforma ha suscitato dibattiti tra automobilisti e associazioni, tra chi ritiene le nuove sanzioni necessarie per rafforzare la sicurezza stradale e chi le giudica eccessive. Resta centrale il tema della prevenzione: campagne di educazione alla guida e controlli più serrati sono considerati strumenti complementari alle norme, per modificare comportamenti e ridurre i rischi associati alla distrazione al volante. </p>



<p>Le autorità di Polizia Stradale hanno fatto sapere che l’applicazione delle norme è accompagnata da attività di controllo mirate proprio a contrastare l’uso improprio dei dispositivi, ribadendo che l’attenzione alla guida e il rispetto delle regole sono essenziali per la sicurezza di tutti gli utenti della strada. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Parcheggi condominiali: cosa dice la legge e come funzionano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/parcheggi-condominiali-cosa-dice-la-legge-e-come-funzionano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 14:04:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[parcheggi condominiali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tema dei parcheggi condominiali è tra i più frequenti motivi di discussione tra vicini di casa. Spazi limitati, regole poco chiare e diritti spesso fraintesi rendono necessario fare chiarezza [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il tema dei parcheggi condominiali è tra i più frequenti motivi di discussione tra vicini di casa. Spazi limitati, regole poco chiare e diritti spesso fraintesi rendono necessario fare chiarezza su cosa prevede la normativa italiana e su come devono essere gestiti questi spazi comuni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La natura dei parcheggi condominiali</h3>



<p>In assenza di una specifica assegnazione, le aree destinate al parcheggio all’interno di un condominio sono considerate parti comuni, ai sensi dell’articolo 1117 del Codice Civile. Questo significa che tutti i condomini hanno diritto di utilizzarle, ma nel rispetto degli altri e senza impedirne il pari uso.</p>



<p>Il principio fondamentale è quello del cosiddetto uso paritario: ciascun condomino può servirsi dello spazio comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne uguale utilizzo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Assegnazione dei posti auto</h3>



<p>I posti auto possono essere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Non assegnati: ogni condomino parcheggia liberamente, rispettando le regole di convivenza.</li>



<li>Assegnati in uso esclusivo: tramite delibera assembleare o regolamento condominiale.</li>



<li>Di proprietà privata: quando risultano accatastati e acquistati separatamente.</li>
</ul>



<p>L’assegnazione stabile dei posti auto non può avvenire con una semplice maggioranza assembleare: la giurisprudenza richiede generalmente il consenso unanime, perché si tratta di una limitazione del diritto di tutti sulle parti comuni.</p>



<p>Diverso è il caso dell’assegnazione a rotazione, considerata legittima se approvata dall’assemblea con le maggioranze previste, poiché garantisce l’equità tra i condomini.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Regolamento condominiale</h3>



<p>Il regolamento può disciplinare l’uso dei parcheggi, stabilendo ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>spazi riservati</li>



<li>modalità di accesso</li>



<li>limiti di dimensione dei veicoli</li>



<li>divieti (es. parcheggio di camper o mezzi commerciali)</li>
</ul>



<p>Se il regolamento è di tipo contrattuale (allegato agli atti di acquisto), può imporre vincoli anche più stringenti, purché accettati da tutti i condomini.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Parcheggio e diritti dei condomini</h3>



<p>Non è consentito:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>occupare stabilmente più spazio del dovuto</li>



<li>impedire il passaggio o l’accesso ad altri</li>



<li>trasformare l’area (ad esempio installando strutture senza autorizzazione)</li>
</ul>



<p>Un uso scorretto può essere contestato dall’amministratore o dagli altri condomini e, nei casi più gravi, portare a un’azione legale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sanzioni e interventi</h3>



<p>L’amministratore può intervenire in caso di violazioni, richiamando il condomino e applicando sanzioni se previste dal regolamento. Le multe condominiali possono arrivare fino a 200 euro, elevabili a 800 euro in caso di recidiva.</p>



<p>In situazioni di abuso persistente, è possibile rivolgersi al giudice civile per ottenere la cessazione del comportamento illecito.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Parcheggi e normativa urbanistica</h3>



<p>Un aspetto spesso trascurato riguarda i cosiddetti parcheggi pertinenziali previsti dalla legge urbanistica (legge Tognoli, n. 122/1989). Questi spazi, realizzati per soddisfare gli standard edilizi, sono vincolati all’uso come parcheggio e non possono essere destinati ad altro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusioni</h3>



<p>La gestione dei parcheggi condominiali si basa su un equilibrio tra diritti individuali e interesse collettivo. La legge offre principi chiari, ma è il regolamento condominiale — insieme al buon senso — a svolgere un ruolo decisivo nella prevenzione dei conflitti.</p>



<p>Per evitare controversie, è sempre consigliabile chiarire le regole in assemblea e formalizzarle per iscritto, garantendo trasparenza e rispetto reciproco tra tutti i residenti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ho fermato l&#8217;auto solo pochi minuti ed ho trovato addirittura i carabinieri: ma non è eccessivo?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ho-fermato-lauto-solo-pochi-minuti-ed-ho-trovato-addirittura-i-carabinieri-ma-non-e-eccessivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 13:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[auto ferma carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[divieto parcheggio]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;avvocato Simone Labonia ci spiega che, un semplice divieto di parcheggio, può trasformarsi, in determinate circostanze, in una condotta ben più grave quando da esso derivi l’impossibilità di transito per [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;avvocato Simone Labonia ci spiega che, un semplice divieto di parcheggio, può trasformarsi, in determinate circostanze, in una condotta ben più grave quando da esso derivi l’impossibilità di transito per un mezzo pubblico.</p>



<p>Non si tratta più, infatti, della mera violazione amministrativa prevista dal Codice della strada, ma di un comportamento che incide su interessi collettivi, assumendo potenzialmente rilievo anche sotto il profilo penale.</p>



<p>In via ordinaria, il parcheggio in zona vietata comporta una sanzione pecuniaria e, nei casi più gravi, la rimozione forzata del veicolo. Tuttavia, quando l’auto in sosta vietata impedisce il passaggio di un autobus o di un tram, la situazione cambia radicalmente. Il bene giuridico tutelato non è più soltanto la fluidità della circolazione, ma il regolare svolgimento di un pubblico servizio.</p>



<p>Il trasporto pubblico locale, infatti, rientra tra i servizi destinati alla collettività e la sua interruzione o il suo ritardo significativo può arrecare un danno diffuso: lavoratori che non raggiungono il posto di lavoro, studenti che perdono lezioni, utenti che subiscono disagi rilevanti. In questo contesto, la condotta del singolo automobilista assume una dimensione più ampia e socialmente rilevante.</p>



<p>Sotto il profilo giuridico, si può configurare l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio, qualora il blocco sia concreto, apprezzabile e non meramente momentaneo. La giurisprudenza ha più volte chiarito che non è necessario un blocco totale e prolungato: anche un impedimento temporaneo, se idoneo a compromettere la regolarità del servizio, può essere sufficiente. Naturalmente, sarà fondamentale valutare il caso concreto, tenendo conto della durata dell’ostruzione, delle alternative disponibili e dell’effettivo impatto sul servizio.</p>



<p>Non va trascurato, inoltre, il profilo della prevedibilità dell’evento. Parcheggiare in prossimità di una fermata, su una corsia riservata o in una strada notoriamente stretta e percorsa da mezzi pubblici rende altamente prevedibile l’effetto ostativo. In tali casi, l’automobilista difficilmente potrà invocare l’assenza di dolo o colpa.</p>



<p>Accanto alla possibile rilevanza penale, restano comunque applicabili le sanzioni amministrative, che possono essere aggravate proprio in ragione dell’intralcio arrecato. Le autorità competenti, inoltre, possono procedere con urgenza alla rimozione del veicolo per ripristinare la circolazione.</p>



<p>Attenzione: lasciare l’auto “solo per pochi minuti” in divieto di sosta, può tradursi in una responsabilità ben più seria.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pneumatici e Codice della Strada: obblighi, stagionalità e sanzioni per chi non è in regola</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pneumatici-e-codice-della-strada-obblighi-stagionalita-e-sanzioni-per-chi-non-e-in-regola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:35:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto ruote]]></category>
		<category><![CDATA[cambio pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
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					<description><![CDATA[La normativa italiana in materia di pneumatici è regolata principalmente dal Codice della Strada e da circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che disciplinano sicurezza, manutenzione e uso [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">La normativa italiana in materia di pneumatici è regolata principalmente dal Codice della Strada e da circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che disciplinano sicurezza, manutenzione e uso corretto degli pneumatici in relazione alle condizioni climatiche e stradali.</p>



<p class="p1">Secondo la legge, tutti i veicoli devono circolare con pneumatici in buono stato, privi di danni strutturali e con battistrada non inferiore al limite minimo di 1,6 millimetri per le autovetture. Il rispetto di questo parametro è considerato essenziale per garantire aderenza e sicurezza, soprattutto in condizioni di pioggia o fondo stradale scivoloso.</p>



<p class="p1">Obbligo di pneumatici invernali e catene</p>



<p class="p1">La normativa prevede inoltre la possibilità, per enti proprietari delle strade (come Anas o amministrazioni locali), di imporre l’obbligo di dotazioni invernali nel periodo compreso generalmente tra il 15 novembre e il 15 aprile. In questo intervallo, su tratti specifici e segnalati, gli automobilisti devono circolare con pneumatici invernali oppure avere a bordo catene da neve omologate.</p>



<p class="p1">Al di fuori di tale periodo, l’uso di pneumatici invernali è comunque consentito, purché abbiano codice di velocità adeguato al libretto di circolazione. In caso contrario, il loro utilizzo può comportare sanzioni.</p>



<p class="p1">Pneumatici estivi, quattro stagioni e omologazioni</p>



<p class="p1">Il Codice della Strada consente l’uso di pneumatici estivi, invernali e quattro stagioni, a condizione che siano omologati e conformi alle misure indicate sulla carta di circolazione del veicolo. È vietato montare pneumatici con caratteristiche non compatibili con quelle previste dal costruttore.</p>



<p class="p1">Gli pneumatici “all season” sono ammessi, ma devono riportare la marcatura M+S e, in alcuni casi, il simbolo alpino (3PMSF) per essere equiparati a quelli invernali nei periodi di obbligo.</p>



<p class="p1">Sanzioni e responsabilità</p>



<p class="p1">La circolazione con pneumatici non conformi può comportare sanzioni amministrative, il ritiro della carta di circolazione e l’obbligo di revisione del veicolo. In caso di incidente, inoltre, la responsabilità può aggravarsi qualora venga accertata la non idoneità degli pneumatici.</p>



<p class="p1">Controlli e sicurezza</p>



<p class="p1">Le forze dell’ordine effettuano controlli periodici, soprattutto nei cambi di stagione, per verificare lo stato degli pneumatici e la presenza delle dotazioni obbligatorie. Gli esperti ricordano che la manutenzione corretta, inclusa la verifica della pressione e dell’usura, è fondamentale non solo per rispettare la legge ma anche per ridurre i consumi e migliorare la sicurezza stradale.</p>



<p class="p1">Il quadro normativo, in sintesi, punta a garantire che ogni veicolo circoli in condizioni ottimali, adattando l’equipaggiamento alle stagioni e alle caratteristiche delle strade percorse.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trasporti: progetto Smet-Oraigo contro i colpi di sonno alla guida</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/trasporti-progetto-smet-oraigo-contro-i-colpi-di-sonno-alla-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 18:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Prevenire uno dei rischi più sottovalutati nel trasporto su strada attraverso dati e tecnologia. È l’obiettivo del progetto congiunto lanciato da SMET e ORAIGO, finalizzato a misurare e contrastare i [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Prevenire uno dei rischi più sottovalutati nel trasporto su strada attraverso dati e tecnologia. È l’obiettivo del progetto congiunto lanciato da SMET e ORAIGO, finalizzato a misurare e contrastare i colpi di sonno alla guida nei conducenti professionali.</p>



<p class="p1">L’iniziativa, presentata alla Camera dei Deputati alla presenza del sottosegretario al Mit Antonio Iannone e del presidente della Commissione Politiche Ue Alessandro Giglio Vigna, punta a introdurre un approccio scientifico alla sicurezza stradale nel settore della logistica.</p>



<p class="p1">Il progetto prevede l’utilizzo dei dispositivi Aigo, installati sui mezzi della flotta SMET, in grado di rilevare i segnali di affaticamento dei conducenti. La prima fase sarà dedicata alla raccolta e all’analisi dei dati, per quantificare con precisione il fenomeno: numero di episodi, fasce orarie e giorni della settimana più critici.</p>



<p class="p1">Un passaggio considerato fondamentale per superare una gestione reattiva del rischio. L’obiettivo è individuare modelli ricorrenti e condizioni di maggiore vulnerabilità, così da costruire strategie di prevenzione basate su evidenze concrete.</p>



<p class="p1">La soluzione tecnologica sviluppata da ORAIGO interviene su due livelli. Nell’immediato, il sistema segnala al conducente i primi segnali di sonnolenza attraverso alert sonori, visivi e vibrazioni, consentendo un intervento tempestivo. Nel lungo periodo, invece, i dati raccolti permetteranno analisi approfondite utili a pianificare interventi mirati e personalizzati.</p>



<p class="p1">Il progetto partirà con un gruppo pilota di autisti selezionati, per testare la soluzione in condizioni operative reali. Successivamente, in base ai risultati, potrà essere esteso progressivamente all’intera flotta.</p>



<p class="p1">“I colpi di sonno alla guida sono un rischio reale e spesso invisibile. Con ORAIGO abbiamo finalmente la possibilità di misurarlo oggettivamente e di intervenire prima che diventi un pericolo per i nostri autisti e per chi li circonda”, ha dichiarato Domenico De Rosa, amministratore delegato del gruppo.</p>



<p class="p1">L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente attenzione alla sicurezza nel lavoro e nella mobilità professionale. L’obiettivo è trasformare la prevenzione della sonnolenza alla guida in uno standard operativo per il trasporto merci, con benefici attesi in termini di sicurezza, efficienza e tutela dei lavoratori.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ho impedito l&#8217;accesso ad un posto auto in attesa che arrivasse la mia amica: lo potevo fare?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ho-impedito-laccesso-ad-un-posto-auto-in-attesa-che-arrivasse-la-mia-amica-lo-potevo-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 16:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[civismo]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[parcheggio]]></category>
		<category><![CDATA[violenza privata]]></category>
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					<description><![CDATA[Attenzione, ammonisce l&#8217;avvocato Simone Labonia! A volte, per fare un favore ad altri, si può correre il rischio di commettere un reato! Tenere occupato un parcheggio con il proprio corpo! [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Attenzione, ammonisce l&#8217;avvocato Simone Labonia! A volte, per fare un favore ad altri, si può correre il rischio di commettere un reato!</p>



<p>Tenere occupato un parcheggio con il proprio corpo! È una scena piuttosto comune nelle città: una persona si piazza fisicamente in uno stallo di sosta libero per tenerlo occupato, in attesa che arrivi l’auto di un amico o di un familiare. Un comportamento spesso percepito come semplice furbizia, ma che in realtà può sollevare diversi profili giuridici e, non di rado, generare tensioni con gli altri automobilisti.<br>Il primo aspetto riguarda il principio secondo cui gli spazi di parcheggio su strada sono beni destinati all’uso pubblico. Ciò significa che devono poter essere utilizzati liberamente da chiunque nel rispetto delle regole del traffico. Occupare fisicamente uno stallo senza un veicolo, con l’unico scopo di riservarlo a qualcuno, può quindi configurare un uso improprio dello spazio pubblico.</p>



<p>Dal punto di vista amministrativo, la condotta può essere ricondotta alla violazione delle norme sulla circolazione stradale previste dal Codice della Strada. In particolare, la giurisprudenza e l’interpretazione delle norme sull’uso della carreggiata evidenziano come gli spazi destinati alla sosta siano riservati ai veicoli e non possano essere occupati arbitrariamente da pedoni o oggetti per impedirne l’utilizzo ad altri.</p>



<p>In alcune circostanze, tuttavia, la questione può assumere un rilievo anche penale. Se la persona che “presidia” il parcheggio impedisce con atteggiamenti minacciosi o aggressivi l’accesso allo stallo, si potrebbe arrivare a configurare il reato di violenza privata previsto dall’articolo 610 del codice penale. Il punto centrale è l’eventuale costrizione: se un automobilista viene di fatto impedito, con minacce o intimidazioni, a parcheggiare dove ne avrebbe diritto, il comportamento può assumere una rilevanza ben più seria.</p>



<p>Anche senza arrivare a questi estremi, il gesto può facilmente degenerare in discussioni accese o reazioni impulsive da parte di altri conducenti. Non sono rari i casi in cui la contesa per un parcheggio sfocia in litigi, spintoni o danneggiamenti ai veicoli. Situazioni che, oltre al fastidio iniziale, possono trasformarsi in veri e propri procedimenti penali. Proprio per questo, le forze dell’ordine invitano a evitare comportamenti che possano essere percepiti come una indebita “appropriazione” di uno spazio pubblico. La strada non è un luogo dove valgono prenotazioni informali o accordi privati: il primo che arriva con il proprio veicolo e trova lo stallo libero ha diritto a utilizzarlo.</p>



<p>Dunque, occupare un parcheggio con il proprio corpo per riservarlo a qualcuno non è soltanto un gesto di scarsa correttezza civica: in determinate situazioni può sfociare in violazioni amministrative o addirittura penali, oltre a rappresentare un comportamento capace di alimentare conflitti tra cittadini. Un gesto superficiale che può avere conseguenze ben più grandi di quanto si pensi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Codice della Strada, le 5 regole più curiose (ma reali) che non tutti conoscono</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/codice-della-strada-le-5-regole-piu-curiose-ma-reali-che-non-tutti-conoscono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 15:33:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[codicedellastrada]]></category>
		<category><![CDATA[CuriositàAutomobilistiche]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[RegoleCuriose]]></category>
		<category><![CDATA[SicurezzaStradale]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra le centinaia di articoli del Codice della Strada italiano ci sono norme di uso quotidiano e altre più tecniche o poco note che spesso sorprendono automobilisti e motociclisti. Ecco [...]]]></description>
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<p>Tra le centinaia di articoli del <em>Codice della Strada</em> italiano ci sono norme di uso quotidiano e altre più tecniche o poco note che spesso sorprendono automobilisti e motociclisti. Ecco cinque regole curiose, alcune delle quali realmente in vigore, che meritano di essere ricordate per evitare sorprese o multe.</p>



<p><strong>1. Anche in bicicletta si può essere considerati “in guida in stato di ebbrezza”</strong><br>Il Codice della Strada italiano equipara la guida in stato di ebbrezza anche a chi circola in bicicletta. Questo significa che un ciclista con un tasso alcolemico superiore ai limiti può essere sanzionato con lo stesso rigore previsto per chi guida un’auto o un veicolo a motore. </p>



<p><strong>2. Usare il clacson senza motivo è vietato</strong><br>Il clacson può essere usato solo per segnalare un pericolo immediato: suonarlo per salutare, sfogare l’ira o per altri motivi non giustificati può portare a una multa, perché l’abuso provoca inquinamento acustico e disturbo. </p>



<p><strong>3. Anche i pedoni rischiano multe </strong><br>Secondo alcune interpretazioni del Codice, attraversare la strada in diagonale o in assenza di marciapiede può comportare sanzioni, perché si ritiene che ciò metta in pericolo la sicurezza stradale. </p>



<p><strong>4. Ordinanze locali rendono illegale guidare “a torso nudo”</strong><br>Pur non essendo una regola esplicita nazionale del Codice, molte ordinanze comunali puniscono chi guida a torso nudo come una violazione del decoro urbano, con multe che possono superare i 400 euro in città come Napoli o Firenze. </p>



<p><strong>5. In alcune strade estive si applica la regola “pari-dispari”</strong><br>Sulla famosa strada costiera tra Amalfi e Positano, durante i mesi estivi una regolamentazione prevede che solo le auto con <strong>targa pari possono circolare nei giorni pari</strong> e quelle con <strong>targa dispari nei giorni dispari</strong>, per ridurre il traffico intenso. </p>



<p>Queste regole – alcune legate direttamente al <em>Codice della Strada</em>, altre a ordinanze collegate – mostrano la varietà e la specificità delle norme in Italia, che spesso non sono conosciute dai guidatori ma possono avere effetti concreti sulla vita di tutti i giorni al volante. Con un nuovo aggiornamento delle norme in corso di applicazione, anche alcune regole di sicurezza (come l’uso del casco per monopattini e l’assicurazione per e‑scooter) continuano ad essere oggetto di dibattito e aggiornamento nel Paese. </p>
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		<title>Quando i fidanzatini si appartano in auto, commettono qualche reato?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/quando-i-fidanzatini-si-appartano-in-auto-commettono-qualche-reato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 15:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[atti osceni]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato risponde]]></category>
		<category><![CDATA[codice penale]]></category>
		<category><![CDATA[luoghi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;indulgente commento dell&#8217;avvocato Simone Labonia ci spiega quando e perché questa comprensibile abitudine può creare problemi! Appartarsi in auto per scambiarsi effusioni è, di per sé, un comportamento che rientra [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;indulgente commento dell&#8217;avvocato Simone Labonia ci spiega quando e perché questa comprensibile abitudine può creare problemi!</p>



<p>Appartarsi in auto per scambiarsi effusioni è, di per sé, un comportamento che rientra nella sfera privata della libertà personale. Tuttavia, quando il veicolo si trova in un luogo pubblico o aperto al pubblico come parcheggi, strade o aree verdi, la situazione può assumere rilievo penale, soprattutto se le manifestazioni affettive travalicano nella sfera degli atti sessuali espliciti.<br />Il primo riferimento normativo è l’art. 527 del codice penale sugli atti osceni.<br />Dopo la depenalizzazione parziale del 2016, la condotta compiuta in luogo pubblico è in genere sanzionata in via amministrativa.<br />Ma la questione cambia radicalmente se l’atto è commesso in un luogo abitualmente frequentato da minori o nelle immediate vicinanze di scuole, parchi giochi o strutture sportive. In tali casi la rilevanza torna penale e le conseguenze possono essere molto più gravi.<br />Accanto agli atti osceni, va considerata l’ipotesi di atti sessuali in presenza di minori, disciplinata dall’art. 609-quinquies c.p., che punisce chi compie atti sessuali davanti a un minore di anni quattordici al fine di farlo assistere.<br />La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha chiarito che è necessario il dolo specifico, cioè la volontà di coinvolgere il minore come spettatore. Tuttavia, in contesti particolarmente esposti, la consapevolezza dell’elevato rischio che un minore possa assistere può essere valutata come elemento sintomatico della responsabilità, soprattutto se la condotta è plateale e non schermata.</p>



<p>È proprio questo il punto delicato: anche se nessun minore assiste effettivamente alla scena, la scelta di appartarsi in un’auto parcheggiata in un luogo notoriamente frequentato da famiglie può trasformare un momento privato in un comportamento giuridicamente rischioso.<br />La visibilità dall’esterno, l’assenza di precauzioni e l’orario possono incidere sulla qualificazione del fatto.</p>



<p>Non va poi trascurato il possibile concorso con altre fattispecie, come il disturbo della quiete o gli atti contrari alla pubblica decenza, quando la condotta susciti allarme o indignazione nella collettività.<br />In definitiva, l’auto non è automaticamente uno “spazio privato” quando si trova su suolo pubblico.</p>



<p>La linea di confine tra libertà personale e illecito dipende dal contesto concreto.<br />La presenza anche solo potenziale di minori, rappresenta un fattore che può aggravare significativamente la posizione di chi riteneva di vivere un momento riservato, ma che in realtà si esponeva allo sguardo della collettività.</p>
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		<title>Mazza da baseball nel bagagliaio, quando può diventare reato</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mazza-da-baseball-nel-bagagliaio-quando-puo-diventare-reato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 13:10:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[mazza da baseball nel bagagliaio]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;avvocato Simone Labonia ci illustra come questa abitudine può ingenerare un&#8217;ipotesi di reato, se non legata ad un’attività sportiva reale! Tenere una mazza da baseball nel bagagliaio dell’auto non è, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;avvocato Simone Labonia ci illustra come questa abitudine può ingenerare un&#8217;ipotesi di reato, se non legata ad un’attività sportiva reale!</p>



<p>Tenere una mazza da baseball nel bagagliaio dell’auto non è, di per sé, un reato. Tuttavia, in determinate circostanze, può integrare un’ipotesi penalmente rilevante ai sensi dell’art. 4 della Legge 18 aprile 1975 n. 110, che punisce il porto, fuori dalla propria abitazione, di oggetti atti ad offendere senza giustificato motivo. La mazza da baseball è un oggetto di uso sportivo, ma la giurisprudenza la considera “oggetto atto ad offendere” quando, per le sue caratteristiche e per le circostanze concrete, sia idonea a provocare lesioni. Non si tratta quindi di arma propria, bensì di oggetto potenzialmente offensivo, il cui porto è lecito solo se sorretto da una valida giustificazione. </p>



<p>La Corte di Cassazione ha più volte chiarito che il concetto di “porto” non coincide necessariamente con l’impugnare l’oggetto: è sufficiente averlo nella disponibilità immediata, anche all’interno dell’autovettura. Il semplice trasporto può essere lecito, ma deve essere giustificato da una ragione concreta e attuale, come la partecipazione ad un’attività sportiva o il trasferimento verso un impianto. In assenza di giustificato motivo, il reato è integrato anche se l’oggetto non viene utilizzato. La valutazione è rimessa al giudice, che considera l’orario, il luogo, la personalità del soggetto e il contesto del controllo. Una mazza custodita insieme a guanti e divisa sportiva, diretta verso un campo da gioco, è situazione diversa rispetto ad una mazza tenuta sotto il sedile durante un controllo notturno in zona isolata.</p>



<p>La giurisprudenza di legittimità sottolinea che il “giustificato motivo” deve essere serio e plausibile, non generico o meramente eventuale. Non basta affermare che “potrebbe servire” o che “è rimasta lì per caso”. Occorre dimostrare una connessione concreta tra il possesso e una lecita esigenza. Le conseguenze non sono trascurabili: la violazione dell’art. 4 della legge 110/1975 è contravvenzione punita con arresto fino a 18 mesi e ammenda. Inoltre, in presenza di circostanze aggravanti o collegamenti con altri fatti (minacce, rissa, danneggiamenti), la posizione può aggravarsi sensibilmente.</p>



<p>La prudenza suggerisce di trasportare tali oggetti solo quando strettamente necessario e con modalità coerenti con la loro destinazione sportiva, evitando situazioni ambigue che possano essere interpretate come porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere.</p>
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		<item>
		<title>Sicurezza stradale: il Codice della Strada e i diritti dei pedoni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sicurezza-stradale-il-codice-della-strada-e-i-diritti-dei-pedoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 12:39:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[codicedellastrada]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[pedoni]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezzaurbana]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>
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					<description><![CDATA[La sicurezza dei pedoni è uno degli aspetti fondamentali della mobilità urbana e il Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992 e successive modifiche) stabilisce diritti e doveri precisi per chi cammina [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La sicurezza dei pedoni è uno degli aspetti fondamentali della mobilità urbana e il Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992 e successive modifiche) stabilisce diritti e doveri precisi per chi cammina sulle strade italiane.</p>



<p>Secondo le norme vigenti, i pedoni hanno il diritto di attraversare la carreggiata sulle strisce pedonali, dove gli automobilisti sono obbligati a fermarsi per consentire il passaggio. L’articolo 190 del Codice della Strada specifica inoltre che i pedoni devono usare i marciapiedi quando presenti e camminare sul lato sinistro della carreggiata quando i marciapiedi sono assenti, in modo da essere sempre visibili ai veicoli in arrivo.</p>



<p>Il rispetto delle norme riguarda anche comportamenti responsabili: attraversare fuori dalle strisce, attraversare con il semaforo rosso o camminare in stato di distrazione, come con auricolari o smartphone, può costituire violazione del Codice della Strada e aumentare il rischio di incidenti. Allo stesso tempo, gli automobilisti sono tenuti a moderare la velocità nelle zone urbane e in prossimità di scuole, fermandosi immediatamente se un pedone si appresta ad attraversare.</p>



<p>Negli ultimi anni, diverse campagne di sicurezza stradale e l’installazione di nuovi sistemi di segnaletica e dossi rallentatori hanno avuto l’obiettivo di ridurre gli incidenti con pedoni, soprattutto nelle città ad alta densità di traffico. Secondo i dati dell’ISTAT, nel 2024 gli incidenti stradali che hanno coinvolto pedoni rappresentavano circa il 13% del totale, con una percentuale significativa di casi in aree urbane.</p>



<p>La tutela dei pedoni non è solo una questione di legge, ma anche di responsabilità civile e sociale. Autorità locali, polizia municipale e ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili insistono sulla necessità di una collaborazione tra automobilisti e pedoni per garantire sicurezza, prevenendo comportamenti imprudenti e promuovendo il rispetto reciproco.</p>



<p>Investire in infrastrutture sicure e nella formazione dei cittadini resta quindi un obiettivo prioritario per ridurre i rischi e garantire a chi cammina sulla strada la protezione e la dignità che meritano.</p>
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		<title>Mio figlio ha dato un nome falso per evitare una multa: cosa rischia se viene scoperto?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mio-figlio-ha-dato-un-nome-falso-per-evitare-una-multa-cosa-rischia-se-viene-scoperto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 15:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[false generalità ad un pubblico ufficiale]]></category>
		<category><![CDATA[nome falso multe]]></category>
		<category><![CDATA[studio labonia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;avvocato Simone Labonia ci illustra come, fornire false generalità ad un pubblico ufficiale, può trasformare una semplice multa in un reato penale. Nel tentativo di evitare una sanzione amministrativa, come [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;avvocato Simone Labonia ci illustra come, fornire false generalità ad un pubblico ufficiale, può trasformare una semplice multa in un reato penale.</p>



<p>Nel tentativo di evitare una sanzione amministrativa, come per una corsa su mezzi pubblici senza biglietto ovvero per una multa stradale o un verbale per violazione di norme di polizia, può capitare che qualcuno pensi di “cavarsela” fornendo false generalità a un pubblico ufficiale.<br>Una scelta che, però, può trasformare un illecito minore in una vicenda penale ben più grave.<br>Il nostro ordinamento è molto chiaro: dichiarare un nome falso, indicare una data di nascita errata o attribuirsi un’identità diversa davanti a un agente accertatore integra il reato previsto dall’art. 495 del Codice Penale (falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sulla propria identità o su qualità personali).</p>



<p>Non si tratta di una semplice irregolarità formale, ma di un delitto che tutela la fede pubblica e l’affidabilità degli atti amministrativi. La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha più volte ribadito che il reato si consuma nel momento stesso in cui viene resa la dichiarazione mendace, indipendentemente dal fatto che il tentativo di eludere la sanzione riesca o meno. È sufficiente che il pubblico ufficiale venga indotto in errore sull’identità del soggetto.</p>



<p>Le conseguenze possono essere pesanti: si passa da una sanzione pecuniaria o accessoria (come la decurtazione dei punti patente) a un procedimento penale, con il rischio concreto di condanna, iscrizione nel casellario giudiziale e ulteriori ricadute sul piano personale e professionale.</p>



<p>In presenza di documenti falsi o di condotte più articolate, possono inoltre configurarsi reati ulteriori, come il falso materiale o l’uso di atto falso. L’aspetto più pericoloso è proprio questo: per evitare una multa di poche decine o centinaia di euro, ci si espone a un’accusa penalmente perseguibile, con costi legali, tempi processuali e conseguenze durature.</p>



<p>La regola è semplice quanto fondamentale: davanti a un pubblico ufficiale conviene sempre fornire dati veritieri e, se si ritiene ingiusto il provvedimento, far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune (ricorso amministrativo o giudiziario). Tentare scorciatoie può trasformare un fastidio momentaneo, in un serio problema con la giustizia.</p>
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		<item>
		<title>Zone 30, piste ciclabili e città sostenibili: come il Codice della Strada favorisce l’ecomobilità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/zone-30-piste-ciclabili-e-citta-sostenibili-come-il-codice-della-strada-favorisce-lecomobilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 14:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[Pista ciclabile]]></category>
		<category><![CDATA[zone 30]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni il concetto di ecomobilità è passato da scelta alternativa a necessità strutturale per le città italiane. Ridurre le emissioni, migliorare la qualità dell’aria, diminuire il traffico e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni il concetto di ecomobilità è passato da scelta alternativa a necessità strutturale per le città italiane. Ridurre le emissioni, migliorare la qualità dell’aria, diminuire il traffico e aumentare la sicurezza stradale sono obiettivi che trovano oggi un alleato decisivo nella normativa. Il Codice della Strada, infatti, non disciplina soltanto la circolazione dei veicoli, ma rappresenta uno strumento concreto di trasformazione urbana.</p>



<p>Tra Zone 30, corsie ciclabili, strade scolastiche e nuove regole per la micromobilità, la legge sta progressivamente accompagnando la transizione verso città più vivibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Zone 30: meno velocità, più sicurezza</h2>



<p>Le cosiddette “Zone 30” sono aree urbane in cui il limite massimo di velocità è fissato a 30 km/h, anziché ai tradizionali 50 km/h previsti nei centri abitati.</p>



<p>Il principio è semplice: abbassare la velocità significa ridurre drasticamente il rischio e la gravità degli incidenti. Numerosi studi europei dimostrano che l’impatto a 30 km/h abbassa in modo significativo la probabilità di lesioni gravi per pedoni e ciclisti rispetto a un urto a 50 km/h.</p>



<p>Nel quadro normativo italiano, i Comuni possono istituire Zone 30 per migliorare la sicurezza, tutelare le utenze vulnerabili e favorire la mobilità ciclabile e pedonale. Non si tratta solo di un limite numerico: spesso queste aree sono accompagnate da interventi strutturali come: rialzi pedonali, restringimenti di carreggiata, segnaletica dedicata, arredi urbani che inducono naturalmente a moderare la velocità.</p>



<p>L’effetto è duplice: meno incidenti e maggiore incentivo a scegliere mezzi sostenibili per gli spostamenti quotidiani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Piste e corsie ciclabili: cosa prevede la normativa</h2>



<p>Il Codice della Strada disciplina in modo preciso le infrastrutture dedicate alle biciclette, distinguendo tra:</p>



<p><strong>Pista ciclabile</strong>: sede riservata esclusivamente alla circolazione delle biciclette, separata fisicamente o delimitata rispetto alla carreggiata.</p>



<p><strong>Corsia ciclabile</strong>: parte della carreggiata delimitata da segnaletica orizzontale, destinata prioritariamente alle biciclette.</p>



<p>Negli ultimi anni le modifiche normative hanno rafforzato il ruolo della mobilità ciclabile nelle città, introducendo strumenti come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la “corsia ciclabile per doppio senso ciclabile” nelle strade a senso unico per le auto;</li>



<li>la “casa avanzata”, uno spazio riservato alle biciclette davanti alla linea di arresto ai semafori;</li>



<li>la possibilità per i Comuni di realizzare corsie ciclabili anche senza separazione fisica permanente.</li>
</ul>



<p>Queste innovazioni mirano a rendere più sicuri gli spostamenti in bicicletta, riducendo l’interferenza con il traffico motorizzato e promuovendo un cambio culturale nella condivisione della strada.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strade scolastiche: sicurezza davanti alle scuole</h2>



<p>Un altro strumento rilevante è rappresentato dalle “strade scolastiche”: aree urbane in prossimità degli istituti in cui, in determinati orari, viene limitata o vietata la circolazione dei veicoli a motore.</p>



<p>L’obiettivo è duplice:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>aumentare la sicurezza di bambini e ragazzi negli orari di ingresso e uscita;</li>



<li>ridurre traffico e inquinamento nelle zone più sensibili.</li>
</ol>



<p>Anche in questo caso il Codice della Strada consente agli enti locali di adottare provvedimenti specifici per tutelare le categorie più vulnerabili della strada, in coerenza con una visione moderna della mobilità urbana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Micromobilità e nuove regole</h2>



<p>La crescita di monopattini elettrici, biciclette a pedalata assistita e altri dispositivi di micromobilità ha imposto un aggiornamento delle norme. Le regole riguardano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>limiti di velocità;</li>



<li>obblighi di equipaggiamento (come luci e dispositivi riflettenti);</li>



<li>ambiti di circolazione consentiti;</li>



<li>divieti sui marciapiedi, salvo specifiche eccezioni.</li>
</ul>



<p>L’inserimento della micromobilità nel quadro normativo nazionale è un passaggio chiave: riconosce questi mezzi come parte integrante del sistema di trasporto urbano, non più fenomeni marginali ma componenti strutturali della mobilità sostenibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ecomobilità e qualità della vita</h2>



<p>Ridurre la velocità, ampliare gli spazi per biciclette e pedoni, regolamentare i nuovi mezzi elettrici non significa penalizzare l’automobilista, ma riequilibrare lo spazio pubblico.</p>



<p>Le città che investono in Zone 30 e infrastrutture ciclabili registrano generalmente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>diminuzione degli incidenti;</li>



<li>riduzione del traffico di attraversamento;</li>



<li>miglioramento della qualità dell’aria;</li>



<li>incremento dell’uso di mezzi non inquinanti.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Codice della strada e biciclette: le regole da rispettare per pedalare in sicurezza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/codice-della-strada-e-biciclette-le-regole-da-rispettare-per-pedalare-in-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 14:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni l’uso della bicicletta è cresciuto in modo esponenziale in Italia, favorito da piste ciclabili, incentivi per la mobilità sostenibile e un’attenzione crescente alla salute e all’ambiente. Con [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni l’uso della bicicletta è cresciuto in modo esponenziale in Italia, favorito da piste ciclabili, incentivi per la mobilità sostenibile e un’attenzione crescente alla salute e all’ambiente. Con questo aumento, è diventato sempre più importante conoscere le <strong>regole del Codice della Strada</strong> dedicate a chi pedala, sia per evitare sanzioni sia per garantire sicurezza propria e altrui.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Biciclette e Codice della Strada: i principi fondamentali</h3>



<p>La bicicletta è considerata un veicolo a tutti gli effetti. L’articolo 182 del Codice della Strada stabilisce che i ciclisti devono rispettare le <strong>stesse regole dei veicoli a motore</strong> in quanto a circolazione e segnaletica. Ciò significa, tra l’altro:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>fermarsi ai semafori rossi;</li>



<li>rispettare i sensi unici e le corsie;</li>



<li>dare la precedenza quando previsto;</li>



<li>circolare sul lato destro della carreggiata, salvo diversa segnalazione.</li>
</ul>



<p>In città, le piste ciclabili e le corsie riservate devono essere percorse <strong>quando presenti e segnalate</strong>, ma in assenza di queste è consentito l’uso della carreggiata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Obblighi di sicurezza</h3>



<p>Il Codice della Strada stabilisce anche una serie di obblighi per garantire sicurezza:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Casco protettivo</strong>: obbligatorio per i ciclisti sotto i 18 anni; fortemente consigliato per gli adulti.</li>



<li><strong>Illuminazione e catarifrangenti</strong>: all’anteriore è richiesta una luce bianca o gialla fissa o intermittente, mentre al posteriore rossa. I pedali devono avere catarifrangenti bianchi o arancioni, e i raggi ruota possono essere dotati di catadiottri riflettenti.</li>



<li><strong>Segnali manuali</strong>: le svolte devono essere indicate con braccia tese, secondo le regole previste dal Codice, per rendere le manovre prevedibili agli altri utenti della strada.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Circolazione e trasporto</h3>



<p>È vietato pedalare <strong>contromano</strong> nelle strade urbane a senso unico, così come trasportare passeggeri su biciclette non omologate per due persone. Anche il trasporto di oggetti deve avvenire in modo da non compromettere equilibrio e visibilità.</p>



<p>Inoltre, l’uso del cellulare o di cuffie che riducono l’attenzione è considerato comportamento pericoloso e sanzionabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sanzioni e responsabilità</h3>



<p>Chi non rispetta le norme rischia multe che vanno dai <strong>25 ai 162 euro</strong> a seconda della violazione, e in alcuni casi la <strong>confisca della bicicletta</strong> (per infrazioni gravi o recidive). In caso di incidenti, il ciclista può rispondere civilmente e penalmente se la violazione del Codice ha contribuito all’accaduto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Innovazioni e aree urbane</h3>



<p>Molte città italiane stanno sperimentando <strong>zone 30</strong>, corsie ciclabili protette e bike-sharing con sistemi di geolocalizzazione, per incentivare la mobilità sostenibile. Queste misure rendono più sicura la convivenza tra bici, auto e pedoni, ma non sostituiscono la responsabilità individuale di rispettare le regole del Codice della Strada.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Consigli pratici</h3>



<p>Per pedalare in sicurezza:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>indossare sempre il casco e abbigliamento visibile;</li>



<li>mantenere il giusto distanziamento dagli altri veicoli;</li>



<li>segnalare sempre le manovre;</li>



<li>verificare regolarmente luci, freni e pneumatici.</li>
</ul>



<p>Conoscere e rispettare le regole non è solo un obbligo: è la chiave per <strong>ridurre incidenti, vivere la città con più libertà e contribuire a una mobilità più sostenibile</strong>. La bicicletta può diventare così non solo mezzo di trasporto, ma anche uno strumento di sicurezza e civiltà urbana.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guida sotto effetto di stupefacenti, la Consulta ridisegna le regole: punibile solo chi crea un pericolo reale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/guida-sotto-effetto-di-stupefacenti-la-consulta-ridisegna-le-regole-punibile-solo-chi-crea-un-pericolo-reale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 18:19:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La sentenza degli Ermellini ha ridisegnato la disciplina della guida sotto effetto di stupefacenti, alleggerendo le responsabilità per chi non crea un pericolo reale per la circolazione stradale. La Corte [...]]]></description>
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<p>La sentenza degli Ermellini ha ridisegnato la disciplina della guida sotto effetto di stupefacenti, alleggerendo le responsabilità per chi non crea un pericolo reale per la circolazione stradale.</p>



<p>La Corte introduce il principio del “pericolo reale” per la guida sotto effetto di stupefacenti, segnando una svolta importante nell’interpretazione dell’articolo 187 del Codice della Strada in materia di guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti. Con il deposito della pronuncia i giudici della Consulta hanno ribadito la legittimità costituzionale della disciplina introdotta con la riforma del Codice della Strada del 2024, ma ne hanno condizionato l’applicazione a un requisito sostanziale: la sussistenza di un pericolo effettivo per la sicurezza della circolazione stradale.</p>



<p>La norma, modificata dalla legge 177/2024, aveva ampliato l’ambito di punibilità, eliminando il riferimento allo “stato di alterazione psico-fisica” per punire semplicemente chiunque guidasse dopo aver assunto sostanze stupefacenti. Ciò aveva sollevato dubbi di legittimità costituzionale, sostenuti da associazioni come l’Unione delle Camere penali italiane e l’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Penale, in quanto la formulazione originaria avrebbe potuto portare a sanzionare condotte del tutto inoffensive per la sicurezza stradale, come l’assunzione di droghe in periodi molto antecedenti alla guida.<br />La Corte, pur non accogliendo le censure nella loro interezza, ha imposto un’interpretazione della norma in conformità ai principi costituzionali di proporzionalità e offensività.<br />In concreto, secondo la sentenza, non è più sufficiente accertare la presenza di tracce di sostanze stupefacenti nel sangue o in altre matrici biologiche del conducente: occorre dimostrare, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, che le quantità di sostanza rilevate siano generalmente idonee a provocare, in un assuntore medio, una alterazione delle capacità di controllo del veicolo, tale da generare un pericolo concreto per la sicurezza della circolazione.</p>



<p>Questa lettura segna un equilibrio delicato tra l’esigenza di contrastare la guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti e la tutela dei diritti fondamentali del cittadino: non può essere punita una condotta che, pur formalmente rientrante nella fattispecie normativa, non comporta alcuna offesa per la sicurezza pubblica.</p>



<p>Il nuovo orientamento giuridico avrà inevitabili riflessi sui processi penali e amministrativi relativi a violazioni dell’articolo 187, imponendo ai giudici di merito di valutare caso per caso se la condotta del conducente abbia effettivamente prodotto un rischio reale. Allo stesso tempo, la decisione della Consulta attenua le preoccupazioni di chi temeva sanzioni automatiche e indiscriminate basate sulla mera positività di un test tossicologico, anche in assenza di alterazioni funzionali significative al momento della guida.</p>



<p>La sentenza costituisce un passaggio giurisprudenziale significativo: conferma la legittimità della disciplina anti-droga alla guida, ma la rende compatibile con i principi costituzionali solo nella misura in cui esige un nesso tra uso di sostanze e pericolo concreto per la circolazione. Ciò riflette una tutela equilibrata tra sicurezza stradale e rispetto della proporzionalità delle sanzioni.</p>
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		<title>Droga alla guida: cosa cambia con gli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/droga-alla-guida-cosa-cambia-con-gli-ultimi-aggiornamenti-del-codice-della-strada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 19:26:39 +0000</pubDate>
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<p>Negli ultimi anni l’Italia ha introdotto modifiche significative alla normativa sulla sicurezza stradale, con un’attenzione particolare alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Le novità, entrate gradualmente in vigore con il nuovo Codice della Strada approvato nel novembre 2024 e poi oggetto di interpretazioni e chiarimenti giuridici, segnano una fase di tensione tra rigore normativo e necessità di sicurezza sulle strade.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Le modifiche normative del 2024</h4>



<p>Dal 14 dicembre 2024 è entrata in vigore la riforma che ha introdotto nel Codice della Strada (art. 187) un regime più severo per chi guida dopo aver assunto droghe. Secondo le nuove disposizioni, la semplice positività ai test salivari per sostanze stupefacenti può bastare per attivare sanzioni e provvedimenti amministrativi, senza la necessità di dimostrare uno stato di alterazione psico‑fisica evidente. Inoltre, le forze dell’ordine hanno ora la possibilità di effettuare controlli con test antidroga direttamente sul posto con prelievo di saliva.&nbsp;</p>



<p>Le sanzioni previste sono severe: la patente può essere sospesa o revocata immediatamente e, in caso di conferma del test, l’acquirente non può ottenere una nuova patente per almeno tre anni. Le multe, così come i periodi di sospensione, sono stati inaspriti rispetto alle norme precedenti per enfatizzare la prevenzione di comportamenti pericolosi alla guida.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">La sentenza della Corte Costituzionale e i chiarimenti interpretativi</h4>



<p>All’inizio del 2026 la Corte Costituzionale è intervenuta sul caso, precisando che la norma non è incostituzionale ma va interpretata in modo da punire solo chi si mette al volante in condizioni tali da creare un reale pericolo per la sicurezza stradale. Questo significa che non basta la presenza di tracce di droghe nel corpo, a prescindere dal loro effetto effettivo sulla capacità di guida: serve una correlazione temporale e funzionale tra assunzione e capacità di condurre un veicolo. </p>



<p>In parallelo, una circolare congiunta dei ministeri dell’Interno e della Salute ha fornito ulteriori indicazioni operative, ribadendo che la sanzione per guida sotto l’effetto di droghe deve basarsi su una dimostrata influenza sulla capacità di guida, non soltanto sulla presenza chimica dei metaboliti nel corpo.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Tensioni e reazioni</h4>



<p>Le modifiche hanno sollevato dibattito tra giuristi, associazioni e cittadini. Alcuni critici evidenziano che una legge che punisce la guida basandosi unicamente sulla positività di un test può portare a situazioni in cui persone non realmente incapaci di guidare vengono sanzionate, soprattutto considerando i tempi di eliminazione delle sostanze dall’organismo.&nbsp;</p>



<p>Dal punto di vista delle istituzioni, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha difeso la normativa e la recente interpretazione della Consulta, sottolineando l’impatto positivo sulla sicurezza stradale e la necessità di strumenti efficaci per prevenire incidenti causati dalla guida sotto l’effetto di stupefacenti. </p>
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		<title>Neve e ghiaccio: di chi è la colpa se si cade? Le responsabilità legali tra Comune, condomini e privati</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/neve-e-ghiaccio-di-chi-e-la-colpa-se-si-cade-le-responsabilita-legali-tra-comune-condomini-e-privati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 15:21:14 +0000</pubDate>
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<p>Con l’arrivo dell’inverno, marciapiedi scivolosi, ghiaccio davanti ai negozi e nevicate improvvise diventano non solo un problema per la mobilità, ma anche una questione legale spesso sottovalutata. La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: se si cade su una superficie ghiacciata, chi è responsabile? E chi deve risarcire eventuali danni?</p>



<p>La normativa italiana distingue le responsabilità tra enti pubblici e privati. I Comuni hanno l’obbligo di garantire la manutenzione e la sicurezza delle strade pubbliche, comprese le vie pedonali. In caso di cadute dovute a neve o ghiaccio non rimosso, l’ente può essere chiamato a rispondere per mancata manutenzione, soprattutto se il pericolo era prevedibile e non sono state adottate misure di prevenzione adeguate. Tuttavia, il cittadino deve dimostrare che la caduta è stata causata da negligenza dell’ente, ad esempio attraverso fotografie, testimonianze o segnalazioni precedenti.</p>



<p>Anche i condomini e i proprietari di attività commerciali hanno obblighi precisi. I condomini, per i marciapiedi antistanti gli edifici, devono garantire che siano sgomberi da neve e ghiaccio entro tempi ragionevoli, mentre i titolari di negozi o esercizi pubblici devono assicurare sicurezza davanti alle proprie vetrine e ingressi. La mancata rimozione può comportare responsabilità civile in caso di incidenti.</p>



<p>Il diritto al risarcimento esiste, ma richiede prove concrete: la semplice presenza di ghiaccio non basta. È fondamentale documentare la caduta, valutare eventuali segnalazioni pregresse al Comune o al proprietario e, se necessario, rivolgersi a un avvocato per seguire la pratica di richiesta di risarcimento. In alcuni casi, l’assicurazione del condominio o del Comune può coprire danni fisici e materiali.</p>



<p>In inverno, quindi, attenzione e prevenzione diventano essenziali. Segnalare pericoli, indossare calzature adeguate e muoversi con cautela riduce il rischio di incidenti. Allo stesso tempo, conoscere i propri diritti e le responsabilità di enti pubblici e privati aiuta a tutelarsi in caso di cadute, trasformando una situazione comune ma potenzialmente pericolosa in una questione chiara e gestibile anche dal punto di vista legale.</p>



<p></p>
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		<title>Presentare una denuncia alla Polizia o ai Carabinieri: c&#8217;è differenza?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/presentare-una-denuncia-alla-polizia-o-ai-carabinieri-ce-differenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 18:51:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scioglie questo dubbio il commento dell&#8217;avvocato Simone Labonia, che coglie al volo l&#8217;occasione per indirizzare un cenno di gratitudine all’attività di tutte le istituzioni, impegnate sul territorio per la nostra [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Scioglie questo dubbio il commento dell&#8217;avvocato Simone Labonia, che coglie al volo l&#8217;occasione per indirizzare un cenno di gratitudine all’attività di tutte le istituzioni, impegnate sul territorio per la nostra sicurezza.</em></p>



<p>Quando un cittadino deve presentare una denuncia, la scelta tra Carabinieri e Polizia di Stato è spesso dettata da abitudini o dalla semplice vicinanza fisica di un ufficio. Dal punto di vista giuridico, però, è bene chiarire subito un punto fondamentale: non esiste alcuna differenza di validità o di efficacia della denuncia a seconda che essa venga presentata all’Arma dei Carabinieri o alla Polizia di Stato.<br>Entrambe le istituzioni sono organi di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, ai sensi degli articoli 55 e seguenti del codice di procedura penale.</p>



<p>Ciò significa che qualsiasi denuncia o querela raccolta da uno dei due corpi produce gli stessi effetti giuridici ed è trasmessa senza ritardo alla Procura della Repubblica competente.<br>Le differenze, semmai, emergono sul piano organizzativo e territoriale.</p>



<p>L’Arma dei Carabinieri si caratterizza per una presenza estremamente capillare: le stazioni sono diffuse anche nei piccoli comuni, nelle aree rurali e montane, dove spesso rappresentano l’unico presidio dello Stato. In questi contesti, rivolgersi ai Carabinieri è la scelta più immediata e naturale, soprattutto per fatti di minore complessità o per esigenze di pronto intervento.</p>



<p>La Polizia di Stato, invece, opera prevalentemente nei centri urbani medio-grandi ed è strutturata in uffici specializzati (Squadra Mobile, Digos, Polizia Postale, Polizia Stradale). Per questo motivo, in presenza di reati complessi o connotati da particolari profili tecnici, come truffe informatiche, cybercrime, reati finanziari o fenomeni associativi, può risultare utile rivolgersi direttamente a un ufficio della Polizia di Stato dotato di competenze specifiche.</p>



<p>Va comunque sottolineato che il cittadino non è tenuto a conoscere preventivamente quale forza di polizia sia “più competente”: l’eventuale specializzazione viene gestita internamente dagli uffici, attraverso la trasmissione degli atti o la delega investigativa disposta dall’autorità giudiziaria.</p>



<p>A fare la differenza è soprattutto la prossimità territoriale, che garantisce accessibilità, rapidità e maggiore tutela immediata. In un sistema integrato di sicurezza, le due istituzioni operano in modo complementare, assicurando al cittadino un unico obiettivo: la corretta attivazione della giustizia.</p>
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		<item>
		<title>Se hai guidato ubriaco puoi patteggiare ma la patente te la sospendo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/se-hai-guidato-ubriaco-puoi-patteggiare-ma-la-patente-te-la-sospendo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 16:50:25 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con la sentenza commentata, la Corte di Cassazione Penale torna a pronunciarsi sul delicato equilibrio tra esigenze cautelari e diritti individuali, riaffermando la piena legittimità del mantenimento del provvedimento restrittivo di sospensione della patente di guida quando esso risulti funzionale alla difesa della pubblica incolumità.</p>



<p>La pronuncia si inserisce nel solco di un orientamento ormai consolidato, secondo cui la sospensione della patente non assume natura meramente afflittiva o anticipatoria della sanzione finale, bensì preventiva.</p>



<p>Il provvedimento, infatti, è giustificato dalla necessità di neutralizzare il pericolo concreto e attuale derivante dalla condotta del soggetto indagato o imputato, specie quando emergano profili di reiterazione o di particolare gravità della violazione delle regole di circolazione stradale.</p>



<p>La Suprema Corte chiarisce come la misura possa essere mantenuta anche per un arco temporale significativo, purché sorretta da una motivazione adeguata e non stereotipata.<br />Centrale è il riferimento alla condotta complessiva del soggetto, alle modalità del fatto e al contesto in cui lo stesso si è verificato, elementi che consentono di valutare la persistente pericolosità per la collettività.<br />In tale prospettiva, la sospensione della patente si configura come strumento di tutela anticipata della sicurezza stradale, in linea con i principi di proporzionalità e ragionevolezza.<br />La Cassazione sottolinea altresì che il diritto alla mobilità individuale, pur costituzionalmente rilevante, non può prevalere sull’interesse primario alla salvaguardia della vita e dell’integrità fisica degli utenti della strada.</p>



<p>Ne consegue che le esigenze lavorative o personali del conducente non assumono carattere dirimente, se non adeguatamente bilanciate con il rischio concreto per la pubblica incolumità.</p>



<p>La sentenza conferma dunque la funzione preventiva del diritto penale della circolazione, ribadendo come la sospensione della patente rappresenti uno strumento essenziale per garantire la sicurezza collettiva e prevenire eventi lesivi di particolare allarme sociale. Un richiamo chiaro alla centralità della tutela della vita umana quale parametro guida nell’adozione e nel mantenimento delle misure restrittive, anche in presenza di patteggiamento della pena.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;avvocato risponde &#124; Durante un normale controllo un agente ha fotografato il mio documento di riconoscimento: l&#8217;ho contestato</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lavvocato-risponde-durante-un-normale-controllo-un-agente-ha-fotografato-il-mio-documento-di-riconoscimento-lho-contestato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 16:02:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Acquisizione di documenti e fotografia da parte della forza pubblica: su quali siano le regole, ci informa l&#8217;avvocato Simone Labonia. La legge italiana consente agli ufficiali di pubblica sicurezza di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Acquisizione di documenti e fotografia da parte della forza pubblica: su quali siano le regole, ci informa l&#8217;avvocato Simone Labonia.</em></p>



<p>La legge italiana consente agli ufficiali di pubblica sicurezza di chiedere le generalità della persona (nome, cognome, data di nascita, residenza) quando svolgono funzioni di controllo. Tuttavia, non sempre è obbligatorio avere con sé il documento fisico. In generale, il cittadino ha l’obbligo di fornire indicazioni sulle proprie generalità, ma non sempre esibire un documento valido è richiesto dall’articolato normativo.<br>Nel contesto di verifiche più approfondite, ad esempio accertamenti di pubblica sicurezza o identificazioni formali, si può richiedere l’esibizione di un documento valido.</p>



<p>La questione della fotografia del documento da parte della forza pubblica non è regolata da una norma che dice testualmente che l’agente può fotografare il documento. Tuttavia, dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali si ricava che il trattamento di dati relativi a un documento di identità, rientra nell’ambito del trattamento di “dati personali”.<br>In particolare, il D.P.R. n. 15/2018 (Regolamento per l’attuazione dei principi del Codice della Privacy per i trattamenti effettuati da organi di polizia) stabilisce che l’utilizzo di sistemi di ripresa fotografica, video e audio per finalità di polizia è consentito ove necessario per documentare specifiche attività preventive o repressive di fatti di reato, oppure situazioni dalle quali possono derivare minacce all’ordine o alla sicurezza pubblica.<br>Questo significa che quando la fotografia del documento è funzionale ad una concreta attività di polizia, ad esempio identificazione in una situazione di indagine, controllo di soggetto sospetto, rilevazione di elementi utili ai fini dell’ordine pubblico, può trovare una base normativa.<br>Tuttavia, se l’acquisizione fotografica è generica o non collegata ad uno scopo identificato e motivato, la legittimità è meno certa.</p>



<p>In buona sostanza il trattamento deve avere una base giuridica; nel caso delle forze di polizia, per finalità di polizia giudiziaria o sicurezza pubblica.<br>Se l’acquisizione non è finalizzata a un compito istituzionale o non è strettamente necessaria, potrebbe violare il diritto alla protezione dei dati personali.</p>



<p>In sintesi è potenzialmente lecito che la forza pubblica fotografi un documento di riconoscimento, ma solo se lo fa nell’ambito di un controllo legittimo, motivato e collegato alle proprie funzioni (identificazione di una persona sospetta, rilievo di prova, sicurezza pubblica), e seguendo le regole di protezione dei dati.<br>Se invece la fotografia avviene senza motivazione chiara, senza garanzie, senza una finalità concreta, o se i dati vengono conservati o diffusi in modo non proporzionato, la modalità può risultare illecita o comunque contestabile.</p>



<p>L’acquisizione fotografica di un documento di riconoscimento da parte della forza pubblica, dunque, è una pratica che può essere lecita, ma non in maniera automatica e indistinta.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;avvocato risponde &#124; Volevo fare il disinvolto guidando come un rubacuori: ma mi sono beccato una multa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lavvocato-risponde-volevo-fare-il-disinvolto-guidando-come-un-rubacuori-ma-mi-sono-beccato-una-multa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 11:55:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Legislative]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[studio labonia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Codice della Strada italiano è noto per la sua severità, ma pochi sanno che alcune delle infrazioni previste possono sembrare al limite dell’assurdo. Eppure, sono reali e perseguibili: il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Codice della Strada italiano è noto per la sua severità, ma pochi sanno che alcune delle infrazioni previste possono sembrare al limite dell’assurdo. Eppure, sono reali e perseguibili: il legislatore le ha introdotte per garantire sicurezza e comportamento prudente alla guida, come ci spuega l&#8217;avvocato Simone Labonia.</p>



<p>Uno dei casi più curiosi riguarda il divieto di guidare con il braccio fuori dal finestrino. Ai sensi dell’articolo 169 del Codice della Strada, il conducente deve “avere la più ampia libertà di movimento” per controllare il veicolo. Tenere il gomito appoggiato fuori dal finestrino non solo riduce i riflessi in caso d’emergenza, ma può anche comportare una sanzione amministrativa da 41 a 168 euro, con il rischio di responsabilità aggravata in caso d’incidente. Non è quindi una leggenda metropolitana: il gesto rilassato dell’estate può costare caro.</p>



<p>Ma il Codice non si ferma qui. L’articolo 141, ad esempio, punisce chi procede “a velocità talmente ridotta da intralciare la circolazione”, a meno che non vi siano condizioni di sicurezza che lo giustifichino. Tradotto: andare troppo piano può essere sanzionato quanto correre troppo.</p>



<p>C’è poi il curioso caso dell’uso improprio del clacson (art. 156). Molti automobilisti lo considerano uno sfogo legittimo, ma il Codice lo permette solo “per evitare incidenti” o “fuori dai centri abitati per segnalare un sorpasso”. Chi suona per salutare un amico o protestare contro il traffico rischia una multa fino a 168 euro.</p>



<p>Anche la pulizia del veicolo può diventare un affare di legge: l’articolo 79 prevede sanzioni per chi circola con fari o vetri sporchi al punto da ridurre la visibilità. In più, l’articolo 153 obbliga all’uso corretto dei dispositivi luminosi, vietando luci “non conformi o abbaglianti” — compresi i famosi led blu o rossi, riservati ai mezzi di emergenza.</p>



<p>Non mancano infrazioni legate al comportamento personale. L’articolo 157 vieta di abbandonare il veicolo con il motore acceso o senza assicurarsi che sia immobilizzato, mentre l’articolo 170 vieta di trasportare passeggeri in modo irregolare — ad esempio, due persone su uno scooter omologato per una sola.</p>



<p>Infine, un’altra curiosità: è vietato gettare oggetti dal finestrino, anche un semplice mozzicone o fazzoletto, poiché si configura come abbandono di rifiuti su suolo pubblico (art. 15 e art. 255 del Codice dell’Ambiente). Ma su questo articolo abbiamo già scritto!</p>



<p>Morale: dietro ogni regola c’è un principio di sicurezza o rispetto per gli altri utenti della strada. Anche il gesto più banale, come un braccio fuori dal finestrino, può trasformarsi in una violazione. Guidare con attenzione, e con entrambe le mani sul volante, resta la prima forma di civiltà al volante.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vincoli per i neopatentati: quali auto possono guidare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vincoli-per-i-neopatentati-quali-auto-possono-guidare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 14:18:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
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					<description><![CDATA[Acquistare la prima auto, da neopatentati, è da sempre un piccolo rito di passaggio. Ma nel 2025 questo momento rischia di trasformarsi in una corsa a ostacoli, complici le nuove [...]]]></description>
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<p>Acquistare la prima auto, da neopatentati, è da sempre un piccolo rito di passaggio. Ma nel 2025 questo momento rischia di trasformarsi in una corsa a ostacoli, complici le nuove norme previste dal Codice della Strada. Le regole cambiano, i vincoli si allungano e molte vetture che finora sembravano perfette per i nuovi guidatori non saranno più a norma.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Neopatentati per tre anni: cosa cambia davvero</strong></h3>



<p>La definizione stessa di <em>neopatentato</em> cambia radicalmente. Dal 2025, non saranno più considerati tali solo coloro che hanno la patente da meno di un anno, ma <strong>tutti i conducenti con meno di tre anni di esperienza</strong>. Un’estensione che prolunga per molto tempo l’applicazione dei limiti di potenza, velocità e tolleranza sulle infrazioni.</p>



<p>Scompare inoltre una vecchia consuetudine: la possibilità di <strong>aggirare i limiti</strong> guidando con a bordo un passeggero esperto. La norma che permetteva l’eccezione è stata abolita, lasciando i neopatentati senza scorciatoie. In pratica, anche chi ha al fianco un genitore o un istruttore non potrà utilizzare auto che superano i nuovi parametri tecnici.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Più severi i limiti di potenza: addio a molte vetture di media cilindrata</strong></h3>



<p>Le nuove soglie fissate dal Codice della Strada sono piuttosto rigide. Dal 2025, le auto guidabili da neopatentati dovranno rispettare <strong>un rapporto peso/potenza massimo di 75 kW per tonnellata</strong> e <strong>una potenza complessiva non superiore a 105 kW</strong>, pari a circa <strong>142 cavalli</strong>. Per i veicoli elettrici o ibridi plug-in, la soglia è ancora più bassa: <strong>65 kW/t</strong>.</p>



<p>Tradotto in pratica, molte auto di media cilindrata oggi considerate “tranquille” usciranno automaticamente dai parametri consentiti. Questo significa che <strong>molte famiglie dovranno rinunciare a cedere l’auto di casa al figlio neopatentato</strong>, oppure orientarsi verso modelli specificamente omologati per rientrare nei limiti. Viene ridefinito completamente il mercato delle auto per neopatentati richiedendo maggiore attenzione e consapevolezza al momento dell’acquisto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le auto che restano “patentabili</strong>&#8220;</h3>



<p>Nonostante le restrizioni, l’elenco delle auto adatte ai neopatentati resta ampio, ma si concentra su modelli di piccola e media taglia. Tra le più diffuse che rispettano i nuovi limiti figurano <strong>Fiat Panda, Renault Clio, Toyota Yaris, Volkswagen Polo</strong>, oltre a molte <strong>city car e compatte ibride o elettriche</strong> con potenza contenuta. Il problema, tuttavia, riguarda le auto apparentemente “piccole” ma dotate di motori più performanti, che possono <strong>superare anche di poco il rapporto peso/potenza previsto</strong>, rendendole non idonee per i conducenti con meno di tre anni di patente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un impatto anche economico e culturale</strong></h3>



<p>Le nuove norme, nate con l’obiettivo di aumentare la sicurezza stradale, avranno inevitabilmente <strong>un impatto economico sulle famiglie</strong>. Chi contava di riciclare l’auto di famiglia o acquistare un usato recente potrebbe scoprire che non è più adatto, dovendo optare per un nuovo acquisto o una sostituzione anticipata.</p>



<p>Ma c’è anche un effetto culturale: il messaggio del legislatore è chiaro. I neopatentati devono accumulare esperienza alla guida in modo graduale, con mezzi più controllabili e potenze ridotte. Una logica che mira a ridurre il rischio di incidenti, ma che <strong>ridefinisce anche il concetto di libertà al volante per i più giovani</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un nuovo equilibrio tra sicurezza e libertà</strong></h3>



<p>Nel 2025, ottenere la patente sarà solo il primo passo. Scegliere l’auto giusta diventerà un esercizio di attenzione e prudenza, in cui ogni dettaglio tecnico conterà. Il mercato dovrà adattarsi a questa nuova domanda, e le famiglie imparare a muoversi tra <strong>numeri, kilowatt e compromessi</strong>, per continuare a far vivere ai nuovi automobilisti il sogno — regolamentato — delle prime quattro ruote.</p>



<p>Motor1.com fornisce l&#8217;<a href="https://it.motor1.com/features/684145/che-macchine-guidare-neopatentati/" data-type="link" data-id="https://it.motor1.com/features/684145/che-macchine-guidare-neopatentati/">elenco completo e aggiornato</a> delle auto che i neopatentati possono guidare. </p>



<p></p>
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		<title>Patente di guida, aumentano i costi e cambiano le regole: le novità da oggi 1° novembre 2025</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/patente-di-guida-aumentano-i-costi-e-cambiano-le-regole-le-novita-da-oggi-1-novembre-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 13:47:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Legislative]]></category>
		<category><![CDATA[ministero infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[patente di guida]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=221037</guid>

					<description><![CDATA[Dal 1° novembre 2025 entra in vigore un pacchetto di novità che cambierà il modo in cui gli italiani conseguono la patente di guida. Tra rincari, nuove ore di lezione [...]]]></description>
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<p>Dal 1° novembre 2025 entra in vigore un pacchetto di novità che cambierà il modo in cui gli italiani conseguono la patente di guida. Tra rincari, nuove ore di lezione obbligatorie e direttive europee in arrivo, ottenere la patente B sarà un po’ più caro ma anche più impegnativo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Aumenti in vista per gli aspiranti automobilisti</strong></h3>



<p>Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aggiornato, dopo quasi quarant’anni, la normativa che regola le tariffe legate agli esami di guida. La principale novità riguarda il compenso degli esaminatori: non sarà più calcolato sulla base della distanza percorsa per raggiungere la sede d’esame, ma consisterà in un <strong>rimborso fisso di 275 euro per ogni sessione pratica</strong>, di cui 100 euro per le spese e 175 euro come straordinario.</p>



<p>Tradotto: per ogni gruppo di 6-7 candidati, il costo medio a carico di ciascun allievo si aggirerà intorno ai <strong>39-40 euro</strong>, cui si aggiungono le spese per i veicoli e la logistica. Il risultato sarà un <strong>aumento stimato di circa 10-15 euro per ogni candidato</strong>.</p>



<p>A questo si sommerà un ulteriore adeguamento a partire da gennaio 2026, quando un decreto interministeriale aggiornerà anche i diritti della Motorizzazione. Nel complesso, <strong>conseguire la patente B costerà almeno 20 euro in più rispetto a oggi</strong>, con variazioni in base alla città e alle tariffe applicate dalle autoscuole.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Più ore obbligatorie al volante</strong></h3>



<p>Il nuovo Codice della Strada prevede inoltre un incremento delle <strong>ore di guida obbligatorie</strong>, che passano da sei a otto. Le lezioni, da svolgere con istruttore autorizzato e veicolo dotato di doppi comandi, dovranno includere esercitazioni su <strong>autostrade, strade extraurbane, percorsi secondari e guida notturna</strong>.</p>



<p>Considerando che le tariffe delle autoscuole variano tra 40 e 60 euro l’ora, la spesa minima per completare la formazione passerà da circa 300 a oltre <strong>400 euro</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Patente a 17 anni: l’Europa accelera</strong></h3>



<p>Un’altra importante novità arriva da Bruxelles. Il Parlamento europeo ha approvato due direttive che aprono la possibilità di <strong>conseguire la patente già a 17 anni</strong>, purché si guidi in modalità accompagnata fino alla maggiore età. Gli esami teorici e pratici saranno inoltre aggiornati per includere temi legati a <strong>uso del cellulare, angoli ciechi, sistemi di assistenza alla guida e sicurezza di pedoni e ciclisti</strong>.</p>



<p>Per i neopatentati sarà introdotto un <strong>periodo di prova di almeno due anni</strong>, con sanzioni più severe in caso di infrazioni gravi, come eccesso di velocità o guida in stato di ebbrezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Durata del documento e tempi di attuazione</strong></h3>



<p>Le nuove direttive prevedono anche una <strong>revisione della durata delle patenti</strong>: validità di 15 anni, riducibile a 10 negli Stati dove il documento funge anche da carta d’identità, come in Italia.</p>



<p>Il recepimento da parte dei Paesi membri avverrà entro tre anni dalla pubblicazione sulla <em>Gazzetta ufficiale dell’Unione europea</em>, con un ulteriore anno per la piena applicazione. Ciò significa che in Italia le nuove disposizioni europee, inclusa la patente a 17 anni, <strong>potrebbero entrare in vigore tra la fine del 2028 e l’inizio del 2029</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un percorso più costoso, ma anche più formativo</strong></h3>



<p>Tra aumenti, nuove regole e più ore obbligatorie, ottenere la patente diventa un investimento più impegnativo, ma anche un percorso potenzialmente più completo e consapevole. L’obiettivo dichiarato del Ministero è migliorare la preparazione alla guida e garantire maggiore sicurezza sulle strade — anche se, per molti candidati, il primo ostacolo da superare sarà il portafoglio.</p>
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		<title>Bici elettriche equiparate ai ciclomotori se superano i limiti di potenza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/bici-elettriche-equiparate-ai-ciclomotori-se-superano-i-limiti-di-potenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 16:36:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
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					<description><![CDATA[Il boom delle bici elettriche ha trasformato la mobilità urbana italiana. Strade e piste ciclabili si sono riempite di e-bike, ma insieme alla crescita dell’uso sono aumentati anche gli incidenti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Il boom delle bici elettriche ha trasformato la mobilità urbana italiana. Strade e piste ciclabili si sono riempite di e-bike, ma insieme alla crescita dell’uso sono aumentati anche gli incidenti e le modifiche illegali ai mezzi. Per rispondere a queste criticità, il Governo ha introdotto nel nuovo Codice della Strada 2025 una serie di regole specifiche per le biciclette elettriche, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza e chiarezza normativa.</p>



<p class="p2"><strong>E-bike: cosa resta e cosa cambia</strong></p>



<p class="p1">Il nuovo Codice conferma che le biciclette elettriche a pedalata assistita restano equiparate alle bici tradizionali solo se rispettano determinati parametri tecnici:</p>



<p class="p2">Potenza massima del motore: 250 W Velocità assistita: fino a 25 km/h Assistenza del motore: attiva solo durante la pedalata</p>



<p class="p1">Se uno di questi limiti viene superato — ad esempio tramite centraline modificate o acceleratori a mano — il mezzo non è più considerato una bicicletta, ma un ciclomotore a tutti gli effetti. In tal caso, diventano obbligatorie targa, assicurazione, casco e patente di categoria AM.</p>



<p class="p2"><strong>Multe e sequestro per chi “trucca” le bici elettriche</strong></p>



<p class="p1">Una delle novità più rilevanti è l’introduzione di sanzioni più severe per chi altera la potenza o la velocità del motore.</p>



<p class="p1">Secondo il testo approvato, chi modifica o vende e-bike non conformi rischia multe fino a 1.084 euro, oltre al sequestro del mezzo.</p>



<p class="p1">Il provvedimento mira a contrastare una pratica purtroppo diffusa: la trasformazione delle bici elettriche in veicoli potenzialmente pericolosi per pedoni e altri ciclisti.</p>



<p class="p2">Sicurezza in strada: più tutela per i ciclisti</p>



<p class="p1">Il Codice introduce anche nuove regole di comportamento per tutti gli utenti della strada:</p>



<p class="p2">Gli automobilisti devono mantenere almeno 1,5 metri di distanza laterale nel sorpasso di biciclette o e-bike. È confermato l’obbligo di utilizzare le piste ciclabili dove presenti. Restano vietati i transiti nelle corsie riservate a bus e taxi, salvo diversa segnalazione comunale. In città potranno essere introdotte “strade urbane ciclabili” con limiti a 30 km/h, pensate per favorire la coesistenza tra auto e bici.</p>



<p class="p2">Assicurazione: obbligo solo per mezzi non conformi</p>



<p class="p1">Nonostante alcune indiscrezioni, il nuovo Codice non introduce un’assicurazione obbligatoria per le e-bike standard (quelle conformi ai limiti UE).</p>



<p class="p1">L’obbligo scatterà soltanto per i veicoli che superano i parametri tecnici, quindi assimilabili ai ciclomotori.</p>



<p class="p2">Cosa significa per chi pedala</p>



<p class="p1">Per gli utenti regolari non cambia molto:</p>



<p class="p1">basta verificare che la propria bici elettrica rispetti i limiti di legge, che sia omologata e non modificata.</p>



<p class="p1">Resta l’obbligo di luci e catarifrangenti, mentre il casco non è ancora obbligatorio per gli adulti, anche se fortemente consigliato.</p>



<p class="p1">Le amministrazioni comunali potranno poi adottare ordinanze locali per limitare o favorire l’uso delle e-bike in specifiche aree, come le ZTL o i centri storici.</p>



<p class="p2">Una mobilità più consapevole</p>



<p class="p1">Il nuovo Codice della Strada segna un passo decisivo verso una mobilità più sicura e responsabile.</p>



<p class="p1">Le e-bike restano protagoniste della transizione ecologica, ma il messaggio è chiaro:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Chi sceglie la bici elettrica sceglie libertà e sostenibilità, ma deve anche rispettare le regole come chi guida un’auto o una moto.”</p>
</blockquote>



<p class="p1"></p>



<p class="p1">Aspetto</p>



<p class="p1">Nuova regola 2025</p>



<p class="p1">Potenza massima</p>



<p class="p1">250 W</p>



<p class="p1">Velocità assistita</p>



<p class="p1">25 km/h</p>



<p class="p1">Modifiche non consentite</p>



<p class="p1">Multe e sequestro</p>



<p class="p1">Distanza minima nel sorpasso</p>



<p class="p1">1,5 m</p>



<p class="p1">Obbligo assicurazione</p>



<p class="p1">Solo per e-bike non conformi</p>



<p class="p1">Equiparazione ai ciclomotori</p>



<p class="p1">Se superano i limiti tecnici</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Velocità, smartphone e monopattini: tutte le novità del nuovo Codice della Strada</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/velocita-smartphone-e-monopattini-tutte-le-novita-del-nuovo-codice-della-strada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 15:26:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada monopattino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=220635</guid>

					<description><![CDATA[Dal 14 dicembre 2024 è entrata in vigore la Legge 25 novembre 2024, n. 177, una revisione significativa del Codice della Strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285) che introduce [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal 14 dicembre 2024 è entrata in vigore la Legge 25 novembre 2024, n. 177, una revisione significativa del Codice della Strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285) che introduce modifiche mirate alla sicurezza stradale e delega al Governo ulteriori interventi per aggiornare le norme. Non si tratta di un nuovo Codice, ma di una serie di modifiche e aggiornamenti che interessano automobilisti, ciclisti, utenti della micromobilità e imprese del settore trasporto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Novità principali</h3>



<p>Tra le modifiche operative già in vigore, spiccano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Guida in stato di ebbrezza (art. 186 CdS): introdotti nuovi codici sulla patente per chi ha riportato condanne specifiche; il dispositivo alcol‑lock diventa obbligatorio per i casi più gravi.</li>



<li>Guida sotto effetto di sostanze stupefacenti (art. 187 CdS): aggiornamenti alla terminologia e potenziamento dei controlli, con sanzioni più severe.</li>



<li>Uso del cellulare alla guida: incremento delle sanzioni pecuniarie e sospensione della patente per comportamenti reiterati.</li>



<li>Micromobilità e monopattini: maggiore disciplina dei limiti di velocità, obblighi di casco e assicurazione, regolamentazione della circolazione nelle aree urbane.</li>



<li>Zone 30 e sicurezza urbana: i Comuni possono istituire aree con limiti di velocità ridotti, con l’obiettivo di ridurre incidenti e tutelare pedoni e ciclisti.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Aspetti operativi e cautela</h3>



<p>Pur essendo la legge già entrata in vigore, alcune disposizioni richiedono decreti attuativi o regolamenti locali prima di essere pienamente operative. Gli enti locali, le aziende di trasporto e i fornitori di servizi di micromobilità devono quindi aggiornare regolamenti interni, assicurazioni e strumenti di controllo. Anche gli automobilisti devono informarsi sui nuovi limiti, sulle sanzioni e sulle modalità di applicazione dei controlli automatici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Impatto sul territorio</h3>



<p>L’aggiornamento del Codice della Strada ha ricadute dirette sulla sicurezza stradale: i dati preliminari indicano un aumento dei controlli, soprattutto nelle zone urbane, e un maggiore rispetto dei limiti di velocità. Le modifiche, inoltre, rafforzano la responsabilità dei conducenti e degli operatori economici, con l’obiettivo di ridurre incidenti gravi e tutelare i cittadini.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa cambia per il cittadino</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Verificare eventuali aggiornamenti sulla patente e sui codici personali.</li>



<li>Rispettare i nuovi limiti di velocità nelle aree urbane, soprattutto zone 30.</li>



<li>Prestare attenzione all’uso del cellulare alla guida e alla circolazione dei monopattini.</li>



<li>Per le aziende, aggiornare regolamenti, sistemi telematici di controllo e formazione del personale.</li>
</ul>
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