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	<title>Arredamento, artigianato &amp; design | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Thu, 28 May 2026 12:32:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Neo-craft: quando artigianato e tecnologia smettono di essere opposti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/neo-craft-quando-artigianato-e-tecnologia-smettono-di-essere-opposti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 11:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[neo craft]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[Per anni abbiamo immaginato il futuro del design come qualcosa di freddo, perfetto, quasi impersonale. Superfici lisce, produzione industriale, automazione totale. Poi è successo qualcosa: mentre la tecnologia diventava sempre [...]]]></description>
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<p>Per anni abbiamo immaginato il futuro del design come qualcosa di freddo, perfetto, quasi impersonale. Superfici lisce, produzione industriale, automazione totale. Poi è successo qualcosa: mentre la tecnologia diventava sempre più invisibile e pervasiva, cresceva il desiderio opposto. Toccare materiali veri. Vedere le imperfezioni. Capire come nasce un oggetto.</p>



<p>È dentro questa tensione che prende forma il fenomeno del <strong>Neo-Craft</strong>, una corrente contemporanea che unisce sapere artigianale, materiali naturali e tecnologie digitali per creare oggetti autentici, sostenibili e profondamente umani.</p>



<p>Non si tratta di nostalgia del passato, né di rifiuto dell’innovazione. Al contrario: il Neo-Craft usa la tecnologia, ma la mette al servizio della materia e della mano dell’uomo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno della materia</h2>



<p>Nel mondo del Neo-Craft il legno torna a mostrare le sue venature, la ceramica conserva piccole irregolarità, i tessuti raccontano il tempo della lavorazione. L’oggetto non deve sembrare perfetto: deve sembrare vivo.</p>



<p>È una risposta culturale precisa alla standardizzazione globale e all’estetica uniforme della produzione di massa. In un’epoca dominata da algoritmi e intelligenza artificiale, cresce il valore percepito di ciò che appare unico, tangibile e riconoscibile.</p>



<p>Non è un caso che questa sensibilità stia conquistando settori molto diversi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>interior design,</li>



<li>arredamento,</li>



<li>moda,</li>



<li>illuminazione,</li>



<li>ceramica contemporanea,</li>



<li>architettura,</li>



<li>hotellerie di fascia alta.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnologia sì, ma invisibile</h2>



<p>Uno degli aspetti più interessanti del Neo-Craft è il rapporto con la tecnologia. CNC, stampa 3D, modellazione parametrica e software generativi vengono utilizzati sempre più spesso, ma raramente ostentati.</p>



<p>La tecnologia lavora dietro le quinte:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ottimizza le forme,</li>



<li>riduce gli sprechi,</li>



<li>consente personalizzazioni,</li>



<li>accelera la progettazione,</li>



<li>amplia le possibilità creative dell’artigiano.</li>
</ul>



<p>Il risultato finale, però, mantiene una forte dimensione materica ed emotiva.</p>



<p>È qui che il Neo-Craft si differenzia dal design puramente tecnologico degli anni passati: non celebra la macchina, ma il dialogo tra precisione digitale e sensibilità umana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il lusso contemporaneo cambia linguaggio</h2>



<p>Il Neo-Craft sta influenzando anche il concetto stesso di lusso. Oggi il valore di un oggetto non dipende soltanto dal marchio o dall’esclusività economica, ma dalla sua storia:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>da dove arriva il materiale,</li>



<li>chi lo ha realizzato,</li>



<li>quanto è tracciabile il processo produttivo,</li>



<li>quanto è limitata la produzione.</li>
</ul>



<p>Per questo molti brand internazionali stanno recuperando lavorazioni tradizionali, filiere locali e collaborazioni con artigiani.</p>



<p>Anche nel design italiano questa tendenza è sempre più evidente. Studi come Formafantasma hanno costruito una ricerca riconosciuta a livello internazionale proprio sul rapporto tra materiali, sostenibilità e cultura del progetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una nuova idea di sostenibilità</h2>



<p>Il Neo-Craft non coincide automaticamente con il design sostenibile, ma ne condivide molti principi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>produzione meno intensiva,</li>



<li>attenzione alla durata,</li>



<li>riparabilità,</li>



<li>uso di materiali naturali o riciclati,</li>



<li>filiere corte,</li>



<li>riduzione degli sprechi.</li>
</ul>



<p>In questo senso rappresenta anche una reazione all’“usa e getta” estetico degli ultimi anni. Gli oggetti tornano ad avere una relazione con il tempo: devono invecchiare bene, non semplicemente essere sostituiti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il Neo-Craft parla al presente</h2>



<p>La forza del Neo-Craft sta forse proprio qui: nell’aver capito che il futuro non sarà soltanto digitale.</p>



<p>Più la nostra vita si sposta verso schermi, piattaforme e intelligenze artificiali, più cresce il bisogno di esperienze fisiche, materiali e sensoriali. Il design contemporaneo sta intercettando questa esigenza trasformando l’artigianato da memoria del passato a linguaggio del futuro.</p>



<p>E forse è questa la vera rivoluzione del Neo-Craft: dimostrare che innovazione e autenticità non sono più opposti.</p>



<p>(Foto creata con ChatGPT Image)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tra arte e tradizione: il fascino senza tempo delle luminarie pugliesi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tra-arte-e-tradizione-il-fascino-senza-tempo-delle-luminarie-pugliesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 08:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[arte e tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[luminarie pugliesi]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’arrivo della primavera e l’inizio dell’estate, nel Sud Italia tornano le feste patronali. Le piazze si riempiono di musica, processioni, profumo di street food e soprattutto di luce. In [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’arrivo della primavera e l’inizio dell’estate, nel Sud Italia tornano le feste patronali. Le piazze si riempiono di musica, processioni, profumo di street food e soprattutto di luce. In Puglia, però, le luminarie non sono semplici decorazioni festive: sono una vera forma d’arte artigianale capace di trasformare interi borghi in scenografie spettacolari.</p>



<p>Da Scorrano a Bari, da Lecce fino ai piccoli paesi del Salento, le grandi architetture luminose fanno ormai parte dell’identità culturale del territorio. Strutture monumentali di legno, migliaia di lampadine colorate, archi, gallerie e rosari luminosi che ogni anno attirano turisti, fotografi e curiosi da tutta Italia.</p>



<p>Dietro quello spettacolo che dura poche sere si nasconde però un lavoro lungo mesi e un artigianato altamente specializzato che ancora oggi sopravvive grazie a maestri costruttori, elettricisti, falegnami e designer della luce.</p>



<p>Le luminarie pugliesi nascono infatti da una tradizione antica. In origine venivano realizzate con candele e semplici strutture in legno per celebrare santi e ricorrenze religiose. Col tempo si sono evolute fino a diventare vere installazioni artistiche a cielo aperto, sempre più complesse dal punto di vista tecnico e scenografico.</p>



<p>Ogni struttura viene progettata nei minimi dettagli. Si parte dal disegno ornamentale, spesso ispirato al barocco leccese, per poi passare alla costruzione delle intelaiature in legno. Successivamente vengono montati chilometri di cavi elettrici e migliaia di lampadine LED che oggi permettono giochi di luce dinamici, effetti musicali e animazioni sincronizzate.</p>



<p>Negli ultimi anni le luminarie hanno vissuto anche una forte evoluzione nel design. Accanto alle classiche installazioni per le feste patronali, molte aziende pugliesi collaborano con eventi internazionali, festival artistici, sfilate di moda, matrimoni di lusso e installazioni urbane contemporanee.</p>



<p>Le luminarie pugliesi sono infatti arrivate ben oltre i confini italiani. Oggi vengono esportate in Europa, Medio Oriente, Stati Uniti e Asia. Alcune aziende specializzate realizzano scenografie luminose per grandi eventi internazionali, portando nel mondo un artigianato che unisce tradizione popolare, ingegneria e creatività.</p>



<p>Il caso più emblematico resta quello di Scorrano, in provincia di Lecce, considerata la capitale mondiale delle luminarie. Qui la competizione tra aziende artigiane durante le feste estive ha contribuito negli anni a sviluppare tecniche sempre più spettacolari, trasformando il paese in un punto di riferimento internazionale per questo settore.</p>



<p>Ma il valore delle luminarie non è soltanto economico o turistico. Rappresentano anche uno degli esempi più affascinanti di come un’antica tradizione popolare possa reinventarsi senza perdere la propria identità.</p>



<p>In un’epoca dominata da produzioni industriali standardizzate, le luminarie pugliesi continuano infatti a essere costruite artigianalmente, pezzo dopo pezzo, conservando quel legame umano con il territorio e con le comunità che le rendono qualcosa di molto più profondo di una semplice decorazione.</p>



<p>Sono architetture che durano pochi giorni, ma che riescono ancora oggi ad accendere meraviglia, memoria e senso di appartenenza.</p>



<p>(Foto da pagina facebook Scorrano &#8211; La Capitale Mondiale delle Luminarie) </p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;ciucciariello&#8221; compie 100 anni: uno dei simboli dell’arte ceramica vietrese</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-ciucciariello-compie-100-anni-uno-dei-simboli-dellarte-ceramica-vietrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 10:20:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Vietri sul Mare]]></category>
		<category><![CDATA[arte ceramica]]></category>
		<category><![CDATA[ciucciariello vietrse]]></category>
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					<description><![CDATA[Cento anni e non sentirli. Il “ciucciariello” vietrese, l’asinello in ceramica diventato nel tempo uno dei simboli più riconoscibili dell’artigianato campano nel mondo, compie un secolo e Vietri sul Mare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cento anni e non sentirli. Il “ciucciariello” vietrese, l’asinello in ceramica diventato nel tempo uno dei simboli più riconoscibili dell’artigianato campano nel mondo, compie un secolo e Vietri sul Mare gli dedica una grande celebrazione tra mostra, laboratori e riflessioni sul futuro della ceramica artistica.</p>



<p>L’appuntamento è fissato per sabato 23 maggio 2026 alle ore 11 al Museo della Ceramica Contemporanea di Palazzo Punzi, dove sarà inaugurata una mostra collettiva dedicata all’iconico asinello, reinterpretato da trenta artisti del territorio. L’esposizione resterà visitabile fino al 23 giugno e sarà accompagnata dal talk “Asino, una storia testarda! I 100 anni di asinello vietrese”, promosso dal Comune di Vietri sul Mare guidato dal sindaco Giovanni De Simone, con il coordinamento artistico e logistico di Elisabetta D’Arienzo e la supervisione dell’assessore alla ceramica Daniele Benincasa.</p>



<p>L’evento rientra nel programma nazionale di Buongiorno Ceramica!, la manifestazione promossa da AiCC &#8211; Associazione italiana Città della Ceramica che ogni anno mette al centro le città italiane della tradizione ceramica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Da animale da fatica a icona dell’arte vietrese</h3>



<p>Dietro quel piccolo asinello dalle orecchie lunghe, spesso dipinto di verde ramina o decorato con motivi mediterranei, si nasconde una storia che intreccia arte, identità popolare e innovazione.</p>



<p>Il “ciucciariello” entra nella tradizione ceramica vietrese negli anni Venti grazie all’artista tedesco Richard Dölker, protagonista del cosiddetto “periodo tedesco” della ceramica di Vietri. In quegli anni, numerosi artisti stranieri arrivarono in Costiera Amalfitana attratti dalla luce, dai colori e dalla vitalità artigiana del territorio, contribuendo a rinnovare linguaggi e tecniche decorative.</p>



<p>La scelta dell’asino non fu casuale. Per secoli il “ciuccio” è stato il vero motore della Costiera: trasportava limoni, legna, ceramiche e merci lungo sentieri ripidi e strade impossibili. Un animale umile, resistente, essenziale alla vita quotidiana. Trasformarlo in oggetto artistico significò elevare a simbolo proprio ciò che apparteneva alla cultura popolare e contadina.</p>



<p>Da allora il ciucciariello è diventato molto più di un souvenir. È un elemento identitario, un oggetto che racconta la capacità della ceramica vietrese di fondere ironia, manualità e memoria collettiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un secolo di evoluzione artigianale</h3>



<p>La mostra di Palazzo Punzi punta proprio a raccontare questa trasformazione. I trenta artisti coinvolti offriranno interpretazioni contemporanee dell’asinello, dimostrando quanto il simbolo continui a essere vivo e aperto alla sperimentazione.</p>



<p>Negli anni il ciucciariello ha cambiato forme, colori e stile:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>dalle versioni più naïf e popolari;</li>



<li>alle reinterpretazioni minimaliste;</li>



<li>fino alle sperimentazioni di design contemporaneo.</li>
</ul>



<p>Eppure resta immediatamente riconoscibile. È questa probabilmente la sua forza: riuscire a mantenere un legame profondo con la tradizione pur attraversando linguaggi artistici diversi.</p>



<p>Nel talk moderato dall’architetto Daniela Scalese interverranno, tra gli altri, Antonio Forcellino, Vito Pinto e Rosa Fiorillo. Il confronto toccherà temi centrali per il comparto: tradizione, innovazione, formazione delle nuove generazioni e futuro della ceramica artistica vietrese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il valore dell’artigianato identitario</h3>



<p>In un mercato dominato dalla produzione seriale, il successo del ciucciariello racconta anche altro: il ritorno di valore dell’oggetto artigianale autentico.</p>



<p>Ogni asinello vietrese realizzato a mano è diverso dall’altro. Cambiano le pennellate, le espressioni, le proporzioni volutamente irregolari. È proprio quell’imperfezione a renderlo riconoscibile e prezioso.</p>



<p>Per Vietri sul Mare, la ceramica non rappresenta soltanto un settore economico o turistico, ma un linguaggio culturale che continua a definire l’identità della città. E il ciucciariello, con la sua ironia ostinata e popolare, ne è forse la sintesi più efficace.</p>



<p>Durante il weekend del 23 e 24 maggio, in piazza Amendola si terranno anche dimostrazioni e laboratori gratuiti dedicati proprio alla realizzazione dell’asinello vietrese, offrendo ai visitatori la possibilità di osservare da vicino gesti, tecniche e manualità che da un secolo trasformano un semplice animale da fatica in una piccola opera d’arte mediterranea.</p>



<p>(Foto: versione anni 50 marchio Italy dalla collezione privata di Gianvito Moretta)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Torre del Greco e l’arte del corallo: il mestiere che resiste al tempo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/torre-del-greco-e-larte-del-corallo-il-mestiere-che-resiste-al-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 12:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato locale]]></category>
		<category><![CDATA[corallo]]></category>
		<category><![CDATA[manifattura]]></category>
		<category><![CDATA[Torre del Greco]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono mestieri che non producono soltanto oggetti, ma custodiscono memoria, identità e cultura. A Torre del Greco, città affacciata sul Golfo di Napoli e conosciuta nel mondo per la [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono mestieri che non producono soltanto oggetti, ma custodiscono memoria, identità e cultura. A Torre del Greco, città affacciata sul Golfo di Napoli e conosciuta nel mondo per la lavorazione del corallo, l’artigianato continua ancora oggi a raccontare una storia fatta di mani esperte, pazienza e tradizione tramandata di generazione in generazione.</p>



<p>Tra laboratori storici, piccole botteghe e aziende specializzate, l’arte del corallo rappresenta uno dei simboli più autentici dell’eccellenza artigianale del Sud Italia. Una tradizione che affonda le sue radici nel Settecento e che nel tempo ha trasformato Torre del Greco in uno dei principali centri internazionali della lavorazione del corallo e del cammeo.</p>



<p>Dietro ogni gioiello si nasconde un lavoro minuzioso e delicato. Il corallo viene selezionato, inciso, lucidato e modellato a mano attraverso tecniche che richiedono anni di esperienza. Nulla può essere improvvisato: ogni pezzo è diverso dall’altro, ogni lavorazione richiede precisione assoluta e una conoscenza profonda del materiale.</p>



<p>Accanto al corallo, anche la lavorazione dei cammei continua a rappresentare una delle espressioni più raffinate dell’artigianato torrese. Volti scolpiti, figure classiche, scene mitologiche e motivi floreali prendono forma attraverso incisioni realizzate ancora oggi secondo metodi tradizionali, spesso all’interno di laboratori familiari dove il sapere passa dai nonni ai figli e ai nipoti.</p>



<p>Eppure, nonostante il prestigio internazionale, il settore vive una fase complessa. La concorrenza della produzione industriale, il cambiamento dei mercati del lusso e la difficoltà nel coinvolgere nuove generazioni mettono a rischio un patrimonio artigianale unico. Molti maestri artigiani raccontano la difficoltà di trovare giovani disposti ad affrontare percorsi lunghi di apprendistato, indispensabili per padroneggiare tecniche che richiedono anni di pratica.</p>



<p>Negli ultimi anni, però, qualcosa sta cambiando. Accanto alle botteghe storiche stanno emergendo giovani designer e artigiani che cercano di reinterpretare il corallo in chiave contemporanea, mescolando tradizione e innovazione. Nascono così gioielli dal design moderno, collaborazioni con il mondo della moda e progetti capaci di portare l’artigianato torrese anche nel mercato internazionale del lusso contemporaneo.</p>



<p>La forza della lavorazione del corallo resta proprio questa: saper conservare la propria anima antica continuando però a dialogare con il presente.</p>



<p>A Torre del Greco l’artigianato non è soltanto economia o tradizione. È identità collettiva. È il racconto di una comunità che attraverso il lavoro delle mani continua a custodire un sapere raro, prezioso e profondamente legato al mare e alla storia del territorio.</p>



<p>In un tempo dominato dalla produzione veloce e standardizzata, l’arte del corallo resiste perché conserva qualcosa che nessuna macchina può replicare davvero: il valore umano del saper fare.</p>



<p>(Foto da www.napoliartigianatoartistico.com/coralli-cammei-e-gioielli)  </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Festa della mamma, dai bracciali ai gioielli personalizzati: la classifica dei regali più scelti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/festa-della-mamma-dai-bracciali-ai-gioielli-personalizzati-la-classifica-dei-regali-piu-scelti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[festa della mamma]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre anni di acquisti in prossimità del 10 maggio raccontano un mercato in continua evoluzione: collane in crescita del 18% rispetto al 2025, orecchini scattini a cerchio che superano i [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tre anni di acquisti in prossimità del 10 maggio raccontano un mercato in continua evoluzione: collane in crescita del 18% rispetto al 2025, orecchini scattini a cerchio che superano i saliscendi con un incremento del 35%, mentre i bracciali confermano la loro presenza come protagonisti della stagione. </p>



<p>Lo rivela un approfondimento di Espresso Communication sulla base dei dati dell’Osservatorio #BrandGioielli, che ha realizzato per Prénatal una speciale collana in edizione limitata per celebrare insieme la Festa della Mamma. Il gioiello verrà distribuito gratuitamente dall’8 al 10 maggio in tutti i punti vendita Prénatal d’Italia, confermando il piano di espansione #BrandGioielli sul territorio italiano.  </p>



<p>Con l’avvicinarsi della <strong>Festa della Mamma</strong> gli italiani tornano a fare i conti con una delle domande più ricorrenti: <strong>cosa regalare?</strong> Per chi sceglie un gioiello la risposta non è mai banale, eppure i dati raccontano che, dietro ogni scelta, si nascondono tendenze precise capaci di evolversi anche in modo sorprendente da un anno all’altro. A fotografarle è l’<strong><em>Osservatorio #BrandGioielli</em></strong>, che ha monitorato i comportamenti d’acquisto in prossimità del 10 maggio incrociando i dati dei propri canali di vendita con quelli dei rivenditori partner su tutto il territorio italiano. Quello che emerge dall’analisi degli ultimi due anni è un mercato tutt’altro che statico. <strong>Nel 2024, i prodotti più regalati per la Festa della Mamma erano stati gli orecchini,</strong> cresciuti del <strong>12% rispetto al 2023</strong>, e i <strong>Charm dedicati</strong>, <strong>in aumento dell’8%</strong>: gioielli dal forte contenuto simbolico, personalizzabili, capaci di raccontare un legame in modo discreto. <strong>Nel 2025 il quadro si è ribaltato</strong>: <strong>i bracciali hanno conquistato la prima posizione con una crescita del 23% rispetto all’anno precedente</strong>, <strong>mentre gli orecchini hanno mantenuto una presenza stabile </strong>(+5%), confermandosi un classico difficile da scalzare.</p>



<p><strong>Il 2026 introduce invece nuove sfumature</strong>: dall’inizio dell’anno si registra uno spostamento netto dagli orecchini saliscendi agli scattini a cerchio, <strong>cresciuti ben del 35% rispetto ai saliscendi nel periodo precedente</strong>, con una preferenza sempre più marcata per i modelli con cristalli bianchi, <strong>che hanno guadagnato il 12% rispetto a quelli colorati</strong>. Cresce anche l’interesse per i <strong>prodotti con finitura doppia in oro e acciaio</strong> (+8% rispetto ai mesi precedenti), segnale di una ricerca di qualità percepita e durata nel tempo. E per <strong>aprile 2026</strong>, con la Festa della Mamma all’orizzonte, emerge la novità più significativa: <strong>le collane registrano un balzo del 18% rispetto allo stesso periodo del 2025, proiettandosi stabilmente tra i regali più attesi della stagione</strong>. Una traiettoria che secondo <strong>Alessandro Zucchi</strong>, CEO di #<strong><em>BrandGioielli</em></strong>, riflette qualcosa di più profondo di una semplice fluttuazione di mercato: «<em>I dati ci dicono che le persone cercano gioielli capaci di raccontare qualcosa. Non solo un oggetto bello, ma soprattutto un simbolo. E la collana, per sua natura, si presta perfettamente a questo: sta vicino al cuore, è visibile, e spesso porta con sé un significato. Non è un caso che stia crescendo proprio in prossimità di una festa che celebra uno dei legami più forti che esistano.</em>»</p>



<p>In questo scenario, #<strong><em>BrandGioielli</em></strong>, azienda che progetta e distribuisce gioielli in argento in Italia e in Europa, ha scelto la <strong>Festa della Mamma 2026</strong> per dare forma concreta a uno dei valori che guidano da sempre il marchio: <strong>la capacità di un gioiello di diventare simbolo di un legame.</strong> Lo ha fatto attraverso una <strong>collaborazione inedita con</strong> <strong><em>Prénatal</em></strong>, storico punto di riferimento per le famiglie italiane ed europee, dando vita a una collana in edizione limitata distribuita gratuitamente dall’8 al 10 maggio in tutti i punti vendita <em>Prénatal Italia</em> — senza soglia di spesa, fino a esaurimento scorte — e presso cinquanta rivenditori #<strong><em>BrandGioielli</em></strong> selezionati con un acquisto superiore a 39 euro. «<em>Per noi quella con Prénatal non è solo una collaborazione, è un traguardo di cui essere orgogliosi</em>» dichiara <strong>Alessandro Zucchi</strong>, CEO di <strong><em>#BrandGioielli.</em></strong> </p>



<p>Il gioiello porta nel design la stessa poetica che i dati dell’Osservatorio confermano essere la più apprezzata: quella del <strong>racconto</strong>. <strong>Due anelli intrecciati, incisi con le parole “…con te” e “per sempre insieme”, una frase che si divide e si ricompone solo nell’abbraccio dei due cerchi</strong> — <strong>metafora discreta e potente del legame tra madre e figli</strong>. Un oggetto pensato con la cura e l’attenzione ai materiali che da sempre contraddistinguono le creazioni <em>#<strong>BrandGioielli</strong></em>, nate per accompagnare la quotidianità con leggerezza ed eleganza. «<em>Siamo felici di dare vita, insieme a <strong>#BrandGioielli</strong>, a un’iniziativa dedicata a uno dei rapporti più belli e speciali che esistano: quello tra le mamme e i loro bambini</em>” – commenta <strong>Marco Malinverno</strong>, Marketing Director di <strong><em>Prénatal</em></strong>. – “<em>Da sempre accompagniamo mamme e genitori nei primi, preziosi passi della maternità, con attenzione, ascolto e cura per ogni esperienza. Iniziative come questa vogliono valorizzare i legami e i ricordi che prendono forma fin dall’inizio, trasformandoli in simboli preziosi da custodire nel tempo.</em>» </p>



<p><strong>Ecco la classifica dei gioielli più scelti dagli italiani nel 2026 quando si tratta di celebrare la mamma:</strong></p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Collane</strong>: un classico intramontabile, simbolo di eleganza e affetto. Perfette per accompagnare ogni stile, dal più semplice al più sofisticato.</li>



<li><strong>Orecchini</strong>: luminosi e discreti, donano un tocco di luce al viso. Ideali per un regalo raffinato e sempre attuale.</li>



<li><strong>Bracciali</strong>: versatili e personalizzabili, rappresentano un gesto affettuoso da portare sempre con sé. Adatti a ogni età e occasione.</li>



<li><strong>Charm</strong>: piccoli simboli carichi di significato, raccontano storie ed emozioni. Ideali per creare un gioiello unico e personale.</li>



<li><strong>Anelli</strong>: simbolo di legame e continuità, sono un regalo ricco di significato. Eleganti e senza tempo, adatti a ogni occasione speciale.</li>



<li><strong>Gioielli personalizzabili</strong>: unici e su misura, permettono di incidere nomi, date o messaggi speciali. Il regalo perfetto per celebrare un legame irripetibile.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Estate 2026, la casa si accende: colori, mare e materia guidano le nuove tendenze interior</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-2026-la-casa-si-accende-colori-mare-e-materia-guidano-le-nuove-tendenze-interior/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 12:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[estate 2026]]></category>
		<category><![CDATA[interior design]]></category>
		<category><![CDATA[stile coastal]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un filo conduttore che attraversa le tendenze di interior design dell’estate 2026: la casa non è più solo uno spazio da arredare, ma un luogo da vivere emotivamente. Ambienti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’è un filo conduttore che attraversa le tendenze di interior design dell’estate 2026: la casa non è più solo uno spazio da arredare, ma un luogo da vivere emotivamente. Ambienti più espressivi, carichi di energia e capaci di riflettere stati d’animo e desideri personali stanno ridefinendo il concetto stesso di abitare.</p>



<p>Dalle suggestioni costiere alle superfici materiche segnate dal tempo, fino al ritorno deciso del colore, pareti e arredi diventano protagonisti di una narrazione quotidiana fatta di benessere, luce e identità. Tre, in particolare, gli stili che stanno guidando questa trasformazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Coastal: la leggerezza come scelta di vita</h3>



<p>Tra i trend più forti della stagione c’è lo stile coastal, che porta dentro casa tutta la calma e la luminosità delle località di mare. Non si tratta solo di estetica, ma di un vero e proprio approccio: creare ambienti che trasmettano serenità, familiarità e una sensazione diffusa di leggerezza.</p>



<p>Le palette si muovono tra bianchi morbidi e azzurri polverosi, mentre i materiali raccontano una storia naturale: lino, juta, cotone lavato e legni dall’effetto vissuto. I dettagli fanno il resto, con rattan, conchiglie, ortensie e richiami discreti al mondo marino.</p>



<p>Questo stile nasce come evoluzione del classico marinaro, contaminato da influenze shabby chic, e si distingue per un’eleganza rilassata, mai ostentata. L’immaginario è quello di una costa atlantica incontaminata, fatta di dune, legni sbiancati dal sole e atmosfere sospese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Colori vivaci: il ritorno dell’energia</h3>



<p>Dopo anni dominati da palette neutre, l’estate 2026 segna un cambio di rotta deciso: il colore torna protagonista. Toni accesi, contrasti e combinazioni audaci diventano strumenti per dare carattere agli spazi e trasmettere un senso di vitalità.</p>



<p>Non è solo una scelta estetica, ma anche emotiva: il colore viene utilizzato per influenzare l’umore e portare ottimismo nella quotidianità domestica. Pareti d’impatto, murales e opere d’arte diventano punti focali, spesso bilanciati da arredi più neutri oppure enfatizzati attraverso accostamenti complementari.</p>



<p>A completare il tutto, superfici lucide e materiali riflettenti che amplificano luce e movimento, rendendo gli ambienti dinamici e contemporanei.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Mediterraneo: materia, luce e autenticità</h3>



<p>Accanto alla leggerezza coastal e all’energia cromatica, si afferma una tendenza più profonda e sensoriale: lo stile mediterraneo. Qui il focus si sposta sulle texture, sulla stratificazione dei materiali e su un’estetica che celebra il tempo e l’imperfezione.</p>



<p>Le superfici evocano pietra, intonaco e marmo, mentre i materiali – terracotta, legno, lino, lana – costruiscono ambienti caldi e autentici. È uno stile che parla di lentezza e radicamento, ispirato alle case immerse nel sole e a un modo di vivere più essenziale.</p>



<p>Gli elementi d’arredo seguono questa filosofia: ceramiche artigianali, pezzi vintage, scaffali aperti e tocchi di blu intenso che richiamano il mare completano spazi vissuti, personali e mai standardizzati.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Una casa sempre più “sentita”</strong></p>



<p>Il filo rosso che unisce queste tendenze è chiaro: cresce il bisogno di abitazioni che non siano solo funzionali, ma capaci di trasmettere emozioni. Che si tratti della leggerezza coastal, dell’energia del colore o della profondità mediterranea, l’obiettivo è uno solo: costruire spazi che rispecchino davvero chi li vive.</p>



<p>Una direzione che apre nuove opportunità anche per l’artigianato e il design locale, sempre più centrali nel dare unicità e valore agli ambienti domestici.</p>



<p></p>
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		<title>Amalfi, il pannello ceramico di Diodoro Cossa recupera l’originaria bellezza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/amalfi-il-pannello-ceramico-di-diodoro-cossa-recupera-loriginaria-bellezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[amalfi]]></category>
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					<description><![CDATA[Brilla di nuova luce il pannello in ceramica maiolicata di Diodoro Cossa dopo i lavori di restauro. L’opera d’arte è di nuovo fruibile al pubblico nel suo massimo splendore, in [...]]]></description>
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<p>Brilla di nuova luce il <strong>pannello in ceramica maiolicata di Diodoro Cossa</strong> dopo i lavori di restauro. <strong>L’opera d’arte è di nuovo fruibile </strong>al pubblico nel suo massimo splendore, in una doppia visione: di giorno, illuminata dai raggi del sole e di notte resa ancora più suggestiva con il ripristino<strong> </strong>della parte illuminotecnica.</p>



<p>Il Pannello di Cossa, che illustra la storia prestigiosa dell’Antica Repubblica Marinara, chiude i lavori di restyling ad un anno esatto dal completamento della facciata principale di Palazzo San Benedetto, antico Monastero oggi sede prestigiosa del <strong>Comune di Amalfi.</strong></p>



<p>Un intervento di rigenerazione e valorizzazione urbana complessa e stratificata che, dalle pareti fronte mare si è trasferito poi alle facciate interne che affacciano sulla nuova Piazza Municipio. A ciò si è aggiunta anche la recente installazione dei pannelli ceramici smaltati donati dell’artista Clara Garesio lungo lo “Stradone”, contribuendo alla riqualificazione della “<strong>porta di approdo</strong>” ad Amalfi, in linea con una <strong>visione chiara di Città.</strong></p>



<p>Ad una prima fase di impermeabilizzazione, con il ripristino della piccola tettoia di copertura, sono seguite le operazioni di pulizia e di rimozione dei depositi incoerenti, dovuti alla salsedine e all’acqua di mare, il consolidamento corticale di tutte le superfici, l’integrazione pittorica delle lacune con smalti a freddo, per completare con uno strato protettivo finale.</p>



<p>Il restauro del pannello di Cossa, che domina <strong>Palazzo San Benedetto,</strong> è stato finanziato con <strong>30mila euro</strong> provenienti dall’imposta di soggiorno, che si sono sommati agli ulteriori<strong> 730 mila euro di fondi </strong>di bilancio comunale investiti per il restauro delle facciate dell’antico monastero.</p>



<p>Il progetto rientra in una più ampia azione di valorizzazione del patrimonio architettonico e dei monumenti celebrativi dell’Antica Repubblica Marinara: dalla statua bronzea di Flavio Gioia e le lapidi commemorative, alla Porta della Marina, il Galeone Vittoria, i Gonfaloni della Repubblica Marinara, per poi proseguire con il restyling di Palazzo San Benedetto, la nuova Piazza Municipio e il Monumento ai Caduti.</p>



<p>Interventi che innalzano <strong>la qualità degli ambienti urbani a beneficio dei residenti</strong> e la <strong>qualità dell’accoglienza</strong>, salvaguardando l’identità della grande storia di Amalfi, affinché la sua eredità straordinaria non vada dispersa.</p>



<p>Alle grandi gesta dell’Antica Repubblica Marinara si ispira il pannello di ceramica, realizzato nel 1968 da <strong>Diodoro Cossa</strong>, allievo del ceramista Renato Rossi.&nbsp; Nella parte superiore sono riprodotte le fasi salienti della nascita dell’indomita regina dei mari, i commerci con l’Oriente e il ruolo di Amalfi medievale nel Mediterraneo.&nbsp; Nella fascia inferiore è raffigurata la costruzione degli edifici più importanti di Amalfi, come il campanile della cattedrale, le colonnine del Chiostro Paradiso e il pulpito marmoreo con pavone. Accanto sono raffigurati il cardinale Pietro Capuano che porta le spoglie di S.&nbsp; Andrea Apostolo provenienti da Costantinopoli, i saccheggi e le pestilenze del XIV sec., Flavio Gioia e la lavorazione della carta a mano.&nbsp; Le ultime scene rappresentano la coltivazione dei limoni e si concludono con il messaggio augurale della carrozzella che porta lontano la coppia di sposi verso un sereno futuro.</p>



<p>Attraverso l’iconografia emergono i tratti salienti della tradizione culturale e commerciale di Amalfi, vive ancora oggi e che la rendono un unicum mondiale, come la carta bambagina realizzata a mano e il paesaggio rurale storico fatto di terrazzamenti che degradano a mare.</p>



<p>I lavori per il restauro delle facciate di Palazzo San Benedetto, trasformato nel 1578 in monastero benedettino e intitolato alla Santissima Trinità, sono stati condotti sotto l’attenta vigilanza della Soprintendenza di Salerno che ha approvato il progetto di restauro presentato dal Comune di Amalfi.&nbsp;</p>
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		<title>Il nuovo lusso è sostenibile: perché scegliere l’ecodesign</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-nuovo-lusso-e-sostenibile-perche-scegliere-lecodesign/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[ciclo di vita]]></category>
		<category><![CDATA[ecodesign]]></category>
		<category><![CDATA[materie prime]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è solo una tendenza, ma un cambio di prospettiva destinato a durare. L’ecodesign sta ridefinendo il modo in cui pensiamo e scegliamo gli oggetti che abitano i nostri spazi, [...]]]></description>
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<p>Non è solo una tendenza, ma un cambio di prospettiva destinato a durare. L’ecodesign sta ridefinendo il modo in cui pensiamo e scegliamo gli oggetti che abitano i nostri spazi, trasformando l’arredamento in un equilibrio tra estetica, funzionalità e responsabilità ambientale.</p>



<p>Alla base c’è un principio semplice ma rivoluzionario: ogni prodotto deve essere progettato considerando il suo intero ciclo di vita. Dalla selezione delle materie prime alla produzione, dall’uso quotidiano fino allo smaltimento o al riutilizzo. In altre parole, non conta solo come un oggetto appare, ma anche da dove viene, quanto dura e cosa diventerà una volta terminata la sua funzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dal “bello” al “giusto”</h3>



<p>Per anni il design si è concentrato soprattutto su forma e funzione. Oggi, invece, si aggiunge una terza dimensione: l’impatto ambientale. Questo significa scegliere materiali naturali o riciclati, ridurre gli sprechi durante la produzione e progettare oggetti pensati per durare nel tempo, evitando la logica dell’usa e getta.</p>



<p>Il risultato è un’estetica nuova, spesso essenziale, che valorizza le imperfezioni dei materiali e racconta una storia. Legni vissuti, metalli recuperati, tessuti naturali: ogni elemento diventa parte di una narrazione che unisce sostenibilità e identità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’artigianato torna protagonista</h3>



<p>In questo scenario, l’artigianato gioca un ruolo centrale. Sempre più designer e produttori locali stanno riscoprendo tecniche tradizionali, reinterpretandole in chiave contemporanea. Il valore non è solo nel prodotto finito, ma nel processo: filiere corte, lavorazioni manuali, attenzione al dettaglio.</p>



<p>È un ritorno alla qualità, ma anche alla relazione. Acquistare un oggetto di ecodesign significa spesso conoscere chi lo ha realizzato, da quali materiali nasce e quale storia porta con sé. Un approccio che si inserisce perfettamente in un mercato sempre più attento alla trasparenza e all’autenticità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ecodesign in casa: esempi concreti</h3>



<p>Portare l’ecodesign dentro casa è più semplice di quanto si pensi. Non serve rivoluzionare tutto, ma iniziare da scelte consapevoli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>mobili realizzati con legno certificato o di recupero</li>



<li>complementi d’arredo ottenuti da materiali riciclati</li>



<li>tessili naturali come lino, cotone biologico o canapa</li>



<li>oggetti modulari, progettati per adattarsi nel tempo</li>



<li>recupero creativo di arredi esistenti, attraverso restyling e riuso</li>
</ul>



<p>Anche piccoli interventi possono fare la differenza, soprattutto se orientati alla durata e alla qualità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Attenzione al “green di facciata”</h3>



<p>Non tutto ciò che viene presentato come sostenibile lo è davvero. Il rischio del cosiddetto “greenwashing” è sempre dietro l’angolo: prodotti venduti come ecologici ma privi di reali criteri di sostenibilità.</p>



<p>Per orientarsi, è utile guardare oltre l’estetica e verificare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>provenienza dei materiali</li>



<li>processi produttivi</li>



<li>possibilità di riciclo o riparazione</li>



<li>trasparenza del produttore</li>
</ul>



<p>L’ecodesign autentico non è una moda, ma un sistema coerente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una scelta che guarda al futuro</h3>



<p>La crescente attenzione verso questi temi è alimentata anche da nuove sensibilità dei consumatori e da normative sempre più stringenti a livello europeo. Ma soprattutto riflette un bisogno diffuso: vivere in spazi più sani, più autentici, più sostenibili.</p>



<p>In questo contesto, l’ecodesign rappresenta un’opportunità concreta non solo per chi acquista, ma anche per aziende, artigiani e professionisti del settore. Innovare senza perdere identità, creare valore senza sprecare risorse: è questa la sfida del design contemporaneo. E forse anche la sua evoluzione più naturale.</p>
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		<title>Nuovi smartphone, nuovi design: cosa sta cambiando davvero</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nuovi-smartphone-nuovi-design-cosa-sta-cambiando-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 12:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
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					<description><![CDATA[Per anni gli smartphone sono stati oggetti quasi indistinguibili. Superfici di vetro sempre più sottili, bordi ridotti al minimo, schermi dominanti. Differenze estetiche minime, spesso percepibili solo da chi li [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per anni gli smartphone sono stati oggetti quasi indistinguibili. Superfici di vetro sempre più sottili, bordi ridotti al minimo, schermi dominanti. Differenze estetiche minime, spesso percepibili solo da chi li osserva con attenzione.</p>



<p>Poi qualcosa ha iniziato a cambiare.</p>



<p>Nel 2026 il design degli smartphone torna a essere un campo di sperimentazione visiva e materica. Non è più solo un esercizio di ottimizzazione tecnica, ma un linguaggio: forma, materiali e proporzioni tornano a raccontare un’idea di oggetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Progetto dinamico</h3>



<p>Per anni lo smartphone ha avuto una superficie continua, compatta, priva di variazioni formali. Un design basato sulla sottrazione, spinto fino all’estremo. Oggi questa logica si incrina.</p>



<p>L’arrivo dei dispositivi pieghevoli introduce una nuova grammatica: il design non è più solo ciò che si vede, ma ciò che cambia. La forma diventa variabile, il dispositivo assume configurazioni diverse a seconda dell’uso. Non è un dettaglio tecnico: è un cambio di paradigma nel modo in cui si progetta l’oggetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’estetica della continuità</h3>



<p>In parallelo, si rafforza una tendenza opposta ma complementare: la ricerca della continuità visiva. Le superfici diventano sempre più pulite, le interruzioni si riducono, gli elementi funzionali si nascondono. Fotocamere integrate sotto il display, cornici quasi dissolte, simmetrie più rigorose.</p>



<p>È un’estetica che punta alla scomparsa del dispositivo, per lasciare spazio solo all’immagine. Un approccio che richiama il minimalismo del design contemporaneo: ridurre fino a far sparire.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Materiali come linguaggio</h3>



<p>Il design, però, non si gioca solo sulla forma. Nel 2026 i materiali assumono un ruolo sempre più centrale. Vetri più sofisticati, leghe metalliche più leggere e resistenti, superfici trattate per migliorare la durabilità. Accanto a questo, cresce l’uso di materiali riciclati e processi produttivi a minore impatto.</p>



<p>Il materiale non è più un supporto neutro, ma parte del messaggio: comunica solidità, durata, sostenibilità. In altre parole, contribuisce a definire l’identità dell’oggetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La riscoperta dell’identità formale</h3>



<p>Dopo anni di convergenza estetica, si riapre uno spazio per la differenziazione. Moduli fotografici più riconoscibili, scelte cromatiche più nette, dettagli che rendono ogni dispositivo immediatamente identificabile. Lo smartphone torna a essere un oggetto “leggibile”, non solo funzionale.</p>



<p>Un oggetto che si colloca sempre più vicino al mondo degli accessori di design: orologi, occhiali, oggetti personali che parlano di chi li utilizza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il design che si sposta nel software</h3>



<p>Infine, c’è un cambiamento meno visibile ma decisivo: il design si sposta progressivamente dall’hardware all’esperienza.</p>



<p>Le interfacce diventano adattive, le funzioni si organizzano in modo più fluido, l’intelligenza artificiale riduce la necessità di elementi fisici evidenti. Il progetto non si limita più alla forma, ma include il comportamento. Il risultato è un oggetto in cui ciò che si vede e ciò che accade non coincidono più perfettamente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un oggetto che torna a essere progetto</h3>



<p>Il punto centrale è questo: lo smartphone non è più solo un dispositivo ottimizzato, ma torna a essere un progetto di design nel senso pieno del termine. Un equilibrio tra forma, funzione e significato. E proprio per questo, nel 2026, smette di essere invisibile.</p>
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		<item>
		<title>Artigianato e primavera: il ferro battuto riscrive lo stile delle case</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/artigianato-e-primavera-il-ferro-battuto-riscrive-lo-stile-delle-case/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 10:18:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[ferro battuto]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’arrivo della primavera e la riapertura di seconde case, terrazzi e strutture turistiche, torna al centro dell’attenzione la cura degli spazi esterni. E si registra una rinnovata domanda per [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’arrivo della primavera e la riapertura di seconde case, terrazzi e strutture turistiche, torna al centro dell’attenzione la cura degli spazi esterni. E si registra una rinnovata domanda per un materiale che unisce funzionalità ed estetica: il ferro battuto.</p>



<p>Non si tratta di un semplice richiamo alla tradizione. Oggi il ferro battuto vive una nuova stagione, spinto da esigenze concrete: sicurezza, durabilità e personalizzazione. Ringhiere, cancelli e parapetti restano tra le richieste principali, ma cresce anche l’interesse per elementi di arredo e design, come tavoli, sedute e strutture per esterni, capaci di valorizzare balconi, giardini e cortili.</p>



<p>A trainare questa tendenza è anche il settore turistico. B&amp;B, case vacanza e strutture ricettive diffuse, sempre più attente all’impatto visivo e all’identità dei luoghi, puntano su soluzioni artigianali per distinguersi. In questo contesto, il ferro battuto diventa non solo una scelta funzionale, ma anche un elemento distintivo, capace di raccontare il territorio e offrire un’estetica riconoscibile, spesso apprezzata anche dal turismo internazionale.</p>



<p>Rispetto ai prodotti industriali, l’artigianato continua a offrire un valore aggiunto in termini di qualità e unicità. Ogni lavorazione è su misura, adattata alle caratteristiche dell’immobile e alle esigenze del cliente, con una cura dei dettagli che difficilmente può essere replicata su larga scala.</p>



<p>Resta però il tema del ricambio generazionale. Molte botteghe storiche portano avanti competenze tramandate da decenni, ma faticano a trovare giovani disposti a intraprendere un mestiere che richiede manualità, esperienza e tempi di apprendimento lunghi. Un elemento che rischia, nel medio periodo, di incidere sulla tenuta del settore.</p>



<p>Dal punto di vista economico, il comparto si conferma legato a dinamiche stagionali, con la primavera e l’estate che rappresentano i momenti di maggiore richiesta. Interventi di manutenzione, piccole ristrutturazioni e nuovi allestimenti per spazi esterni alimentano un mercato fatto di lavori diffusi e costanti, spesso legati a investimenti contenuti ma strategici.</p>



<p>Il ritorno del ferro battuto racconta così qualcosa di più ampio: una riscoperta dell’artigianato come risposta contemporanea, non solo estetica ma anche funzionale, alle trasformazioni dell’abitare. Tra tradizione e design, questo materiale continua a modellare il volto delle case e dei paesaggi, mantenendo vivo un saper fare che resta centrale per l’identità dei territori.</p>



<p>(Foto creata con Canva AI)</p>
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		<item>
		<title>Ingresso perfetto: soluzioni intelligenti per uno spazio spesso sottovalutato</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ingresso-perfetto-soluzioni-intelligenti-per-uno-spazio-spesso-sottovalutato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 11:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[appendiabiti]]></category>
		<category><![CDATA[ingresso di casa]]></category>
		<category><![CDATA[specchio]]></category>
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					<description><![CDATA[È il primo spazio che si incontra entrando in casa, ma spesso è anche il più trascurato. L’ingresso, invece, è un ambiente chiave: non solo accoglie gli ospiti, ma determina [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È il primo spazio che si incontra entrando in casa, ma spesso è anche il più trascurato. L’ingresso, invece, è un ambiente chiave: non solo accoglie gli ospiti, ma determina la percezione dell’intera abitazione.</p>



<p>Arredarlo in modo funzionale significa trovare il giusto equilibrio tra estetica e praticità, ottimizzando anche pochi metri quadrati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Funzionalità prima di tutto</h3>



<p>Un ingresso ben progettato deve rispondere a esigenze concrete: appoggiare le chiavi, riporre giacche e scarpe, organizzare gli oggetti quotidiani.</p>



<p>Gli elementi essenziali sono pochi ma strategici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Un piano d’appoggio</strong> (consolle o mensola)</li>



<li><strong>Un appendiabiti o guardaroba</strong></li>



<li><strong>Uno spazio per le scarpe</strong></li>



<li><strong>Uno specchio</strong></li>
</ul>



<p>Anche in spazi ridotti, è possibile combinare questi elementi con soluzioni salvaspazio o multifunzionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Piccoli spazi, grandi soluzioni</h3>



<p>Non tutti hanno un ingresso ampio e separato. Nelle case moderne, spesso coincide con il soggiorno o con un corridoio.</p>



<p>In questi casi, la parola chiave è <strong>ottimizzazione</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>mobili sospesi per alleggerire visivamente lo spazio,</li>



<li>panche contenitore che uniscono seduta e storage,</li>



<li>ganci a parete dal design minimale,</li>



<li>divisori leggeri (come librerie aperte o pannelli in legno) per separare senza chiudere.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">L’importanza della luce</h3>



<p>L’ingresso è spesso uno degli ambienti meno illuminati della casa. Una buona progettazione della luce può fare la differenza.</p>



<p>Meglio puntare su:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>illuminazione calda e diffusa,</li>



<li>applique o faretti per evitare ingombri,</li>



<li>luci integrate nei mobili per un effetto più contemporaneo.</li>
</ul>



<p>Uno specchio ben posizionato aiuta inoltre a riflettere la luce e ampliare visivamente lo spazio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Materiali e stile: coerenza con il resto della casa</h3>



<p>L’ingresso deve dialogare con gli altri ambienti. Non è uno spazio “a sé”, ma il primo capitolo della casa.</p>



<p>Legno, metallo, vetro o materiali artigianali: la scelta deve riflettere lo stile complessivo. Un ingresso ben arredato anticipa ciò che verrà dopo, creando continuità visiva e armonia.</p>



<p>Sempre più apprezzati sono gli elementi realizzati su misura da artigiani locali, che permettono di sfruttare ogni centimetro e dare un’identità unica all’ambiente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I dettagli che fanno la differenza</h3>



<p>A completare l’ingresso sono gli elementi decorativi, che non devono però sacrificare la funzionalità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>svuotatasche,</li>



<li>vassoi portaoggetti,</li>



<li>tappeti resistenti e facili da pulire,</li>



<li>piante (anche piccole) per un tocco di freschezza.</li>
</ul>



<p>L’obiettivo è creare uno spazio ordinato, accogliente e facile da vivere ogni giorno.</p>



<p>Un ingresso funzionale non è necessariamente grande, ma ben pensato. Bastano pochi elementi scelti con cura per trasformarlo in uno spazio efficiente e capace di raccontare subito lo stile della casa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arredo urbano intelligente: come il design sta cambiando il volto delle città</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/arredo-urbano-intelligente-come-il-design-sta-cambiando-il-volto-delle-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 11:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[arredo urbano intelligente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=241123</guid>

					<description><![CDATA[Non è più solo una questione estetica. L’arredo urbano oggi evolve rapidamente e diventa uno strumento concreto per migliorare la qualità della vita, aumentare la sicurezza e rendere le città [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non è più solo una questione estetica. L’arredo urbano oggi evolve rapidamente e diventa uno strumento concreto per migliorare la qualità della vita, aumentare la sicurezza e rendere le città più sostenibili. Panchine smart, illuminazione adattiva, segnaletica intuitiva: il design degli spazi pubblici entra in una nuova fase, dove forma e funzione coincidono sempre di più.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla panchina al sistema: il nuovo paradigma</h3>



<p>Per anni l’arredo urbano è stato pensato come un insieme di elementi isolati: panchine, cestini, lampioni. Oggi, invece, il cambio di paradigma è evidente. Non si progettano più singoli oggetti, ma veri e propri sistemi integrati, capaci di dialogare con l’ambiente e con le persone.</p>



<p>Il design urbano diventa così uno strumento per risolvere problemi concreti: migliorare la fruibilità degli spazi, ridurre i rischi, favorire l’inclusione. Una progettazione più consapevole che mette al centro i comportamenti reali dei cittadini.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le nuove frontiere del design urbano</h3>



<p>L’innovazione si traduce in soluzioni sempre più visibili nelle città contemporanee.</p>



<p>Le <strong>panchine smart</strong>, ad esempio, non sono più solo luoghi di sosta: integrano ricariche USB, connessione Wi-Fi e sensori ambientali, diventando punti di servizio diffusi.</p>



<p>L’<strong>illuminazione intelligente</strong> rappresenta uno degli ambiti più evoluti: sistemi che regolano l’intensità luminosa in base al passaggio delle persone o delle auto, migliorando la sicurezza e riducendo i consumi energetici.</p>



<p>Anche la <strong>segnaletica</strong> cambia volto: più chiara, più visiva, progettata per essere compresa rapidamente da tutti, inclusi bambini, anziani e turisti.</p>



<p>Infine, grande attenzione agli <strong>attraversamenti pedonali innovativi</strong>, sempre più visibili, illuminati o rialzati, pensati per ridurre il rischio di incidenti e aumentare la percezione di sicurezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Design e sicurezza: una relazione sempre più stretta</h3>



<p>Uno degli aspetti più interessanti è il legame crescente tra design urbano e sicurezza. Non si tratta solo di installare dispositivi, ma di progettare spazi che “guidino” comportamenti più corretti.</p>



<p>Una buona illuminazione riduce le aree di rischio. Percorsi chiari e leggibili aiutano a evitare errori e distrazioni. Elementi ben posizionati migliorano la visibilità e la convivenza tra pedoni, ciclisti e automobilisti.</p>



<p>In questo senso, il design diventa una forma di prevenzione: invisibile ma decisiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sostenibilità: il nuovo standard</h3>



<p>Accanto alla sicurezza, cresce l’attenzione per l’impatto ambientale. L’arredo urbano intelligente è sempre più realizzato con materiali riciclati, durevoli e a bassa manutenzione.</p>



<p>La logica non è più quella della sostituzione frequente, ma della progettazione nel lungo periodo. Arredi modulari, facilmente aggiornabili o riutilizzabili, contribuiscono a ridurre sprechi e costi.</p>



<p>Una scelta che unisce estetica, responsabilità ambientale e sostenibilità economica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La sfida per i comuni: progettare, non solo installare</h3>



<p>Per le amministrazioni locali si apre una sfida importante. Investire in arredo urbano non significa semplicemente acquistare elementi, ma costruire una visione.</p>



<p>La differenza sta tutta nella progettazione: analisi dei flussi, studio dei comportamenti, integrazione tra sicurezza, mobilità e vivibilità. Senza questa visione, anche gli interventi più moderni rischiano di essere poco efficaci.</p>



<p>Per città e territori, soprattutto a livello locale, si tratta di un’opportunità strategica: migliorare gli spazi pubblici significa aumentare la qualità della vita e, allo stesso tempo, rendere il contesto più attrattivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il futuro: città intelligenti, ma più umane</h3>



<p>Il futuro delle città non sarà fatto solo di tecnologia, ma di equilibrio tra innovazione e bisogni reali. L’arredo urbano intelligente funziona quando non si nota, ma si percepisce: quando rende gli spazi più sicuri, accessibili e piacevoli da vivere.</p>



<p>Perché il vero salto di qualità non è avere città più “smart”, ma città progettate meglio. E oggi, più che mai, il design urbano non è un dettaglio: è una leva concreta per costruire comunità più sicure, inclusive e consapevoli.</p>



<p class="has-small-font-size">(Ph creata con canva AI)</p>
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		<item>
		<title>Centro tavola di Pasqua: come creare una composizione decorativa tra fiori, simboli primaverili e armonia cromatica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/centro-tavola-di-pasqua-come-creare-una-composizione-decorativa-tra-fiori-simboli-primaverili-e-armonia-cromatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 13:15:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[centrotavola]]></category>
		<category><![CDATA[decorazioni]]></category>
		<category><![CDATA[fai da te]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[primavera]]></category>
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					<description><![CDATA[La preparazione del centro tavola pasquale è una delle tradizioni decorative più diffuse nel periodo della Pasqua, soprattutto nelle case italiane dove la tavola festiva assume un ruolo centrale nei [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La preparazione del centro tavola pasquale è una delle tradizioni decorative più diffuse nel periodo della Pasqua, soprattutto nelle case italiane dove la tavola festiva assume un ruolo centrale nei pranzi in famiglia. Non si tratta di un elemento legato al cibo, ma di una composizione ornamentale che contribuisce a definire l’atmosfera della tavola, richiamando i temi della primavera, della rinascita e della luce.</p>



<p>Secondo le indicazioni degli esperti di arte floreale e decorazione, un centro tavola ben riuscito deve rispettare alcuni principi fondamentali: equilibrio visivo, coerenza cromatica e proporzione rispetto alla tavola. L’elemento principale è spesso rappresentato dai fiori, che in questo periodo dell’anno sono particolarmente vari grazie alla piena fioritura primaverile.</p>



<p>Tra i fiori più utilizzati per le composizioni pasquali figurano tulipani, narcisi, giacinti, ranuncoli e fresie, tutti tipici della stagione e caratterizzati da colori vivaci o delicati. Il loro impiego consente di creare composizioni che richiamano il risveglio della natura e la simbologia della Pasqua. In molti casi vengono affiancati anche da rami verdi, ulivo o piccole erbe ornamentali, che aggiungono movimento e naturalità all’insieme.</p>



<p>Un elemento centrale nella costruzione del centro tavola è il supporto. Le composizioni possono essere realizzate in contenitori bassi e larghi, come ciotole in ceramica, vasi in vetro o cestini in materiali naturali. L’altezza è un aspetto fondamentale: un centro tavola troppo alto rischia di ostacolare la conversazione tra i commensali, motivo per cui si prediligono soluzioni basse e armoniche.</p>



<p>La palette cromatica segue generalmente i toni tipici della Pasqua e della primavera. Il bianco è spesso utilizzato come base, simbolo di purezza e luce, e viene affiancato da tonalità pastello come rosa, giallo, lilla e verde chiaro. In composizioni più moderne si possono inserire anche contrasti più decisi, purché mantenendo un equilibrio complessivo.</p>



<p>Accanto ai fiori, il centro tavola pasquale può includere elementi decorativi simbolici come uova dipinte, piccoli nidi artificiali, candele o materiali naturali come rami secchi e muschio stabilizzato. Le uova, in particolare, rappresentano uno dei simboli più diffusi della Pasqua e vengono spesso utilizzate per richiamare il tema della rinascita e della vita nuova.</p>



<p>Dal punto di vista compositivo, gli esperti consigliano di partire da una base verde e strutturata, per poi inserire i fiori principali e successivamente i dettagli decorativi. La distribuzione deve essere asimmetrica ma bilanciata, per ottenere un effetto naturale e non rigido.</p>



<p>La realizzazione di un centro tavola pasquale si inserisce in una tradizione più ampia di decorazione stagionale della casa, che in Italia è particolarmente sentita. La tavola, in questo contesto, non è solo un luogo funzionale al pasto, ma diventa uno spazio simbolico di condivisione e festa, arricchito da elementi estetici che riflettono il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile.</p>



<p>In questo senso, il centro tavola rappresenta un piccolo progetto creativo domestico, in cui natura e tradizione si incontrano per dare forma a un elemento decorativo capace di valorizzare l’intera atmosfera del pranzo pasquale.</p>
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		<item>
		<title>Arredare un open space: soluzioni pratiche per unire cucina e living</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/arredare-un-open-space-soluzioni-pratiche-per-unire-cucina-e-living/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 11:55:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[cucina a vista]]></category>
		<category><![CDATA[living]]></category>
		<category><![CDATA[open space]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni l’open space è diventato uno dei modelli abitativi più richiesti, soprattutto nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni contemporanee. Unire soggiorno e cucina in un unico ambiente significa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni l’open space è diventato uno dei modelli abitativi più richiesti, soprattutto nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni contemporanee. Unire soggiorno e cucina in un unico ambiente significa guadagnare luce, ampiezza e convivialità, ma anche affrontare una sfida progettuale: creare armonia senza perdere identità e funzionalità.</p>



<p>Arredare un open space moderno non è solo una questione estetica, ma un equilibrio tra spazi, materiali e abitudini quotidiane.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Definire gli spazi senza dividerli</strong></h3>



<p>Il primo errore da evitare è trattare l’open space come un ambiente indistinto. Anche senza pareti, è fondamentale creare una chiara organizzazione visiva.</p>



<p>Per farlo si possono utilizzare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tappeti</strong> per delimitare la zona living</li>



<li><strong>Isola o penisola</strong> per segnare il confine naturale della cucina</li>



<li><strong>Librerie bifacciali o quinte leggere</strong> per separare senza chiudere</li>
</ul>



<p>L’obiettivo è suggerire le funzioni degli spazi senza interrompere la continuità.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Coerenza cromatica: la base del progetto</strong></h3>



<p>In un open space moderno, colori e materiali devono dialogare tra loro. Non significa uniformare tutto, ma costruire una palette coerente.</p>



<p>Un approccio efficace è:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>scegliere <strong>2-3 colori principali</strong> (neutri + accento)</li>



<li>riprendere gli stessi materiali tra cucina e soggiorno (legno, metallo, pietra)</li>



<li>evitare stacchi troppo netti che “spezzano” l’ambiente</li>
</ul>



<p>Le tonalità calde e naturali funzionano particolarmente bene per mantenere un’atmosfera accogliente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cucina a vista: ordine e design sono imprescindibili</strong></h3>



<p>Quando la cucina è esposta, diventa parte integrante dell’arredo. Questo impone una maggiore attenzione a estetica e organizzazione.</p>



<p>Alcuni accorgimenti fondamentali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Elettrodomestici integrati</strong> per un effetto pulito</li>



<li><strong>Pensili minimali o assenti</strong> per alleggerire lo spazio</li>



<li><strong>Sistemi di contenimento intelligenti</strong> per evitare disordine visivo</li>
</ul>



<p>La cucina deve essere bella da vedere tanto quanto funzionale da vivere.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Illuminazione: creare atmosfera e gerarchie</strong></h3>



<p>La luce è uno degli elementi più sottovalutati ma decisivi.</p>



<p>In un open space è importante differenziare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Luce tecnica in cucina</strong> (faretti, strip LED sotto i pensili)</li>



<li><strong>Luce calda e diffusa nel living</strong> (lampade da terra, sospensioni)</li>



<li><strong>Punti luce scenografici</strong> sopra tavolo o isola</li>
</ul>



<p>Questo permette di definire le diverse aree anche senza barriere fisiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Arredi proporzionati e multifunzionali</strong></h3>



<p>Spesso gli open space non sono così grandi come sembrano. Per questo è fondamentale scegliere arredi proporzionati.</p>



<p>Meglio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>divani lineari o modulari, non troppo ingombranti</li>



<li>tavoli allungabili o soluzioni salvaspazio</li>



<li>mobili bassi per non appesantire la percezione visiva</li>
</ul>



<p>La parola chiave è <strong>leggerezza</strong>, sia visiva che funzionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dettagli che fanno la differenza</strong></h3>



<p>A dare personalità all’open space sono i dettagli:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>piante per “ammorbidire” gli spazi</li>



<li>oggetti artigianali che raccontano una storia</li>



<li>elementi tessili coordinati (cuscini, tende)</li>
</ul>



<p>In particolare, inserire pezzi di artigianato locale può trasformare un ambiente moderno in uno spazio autentico e riconoscibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Errori da evitare</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Mescolare troppi stili diversi</li>



<li>Trascurare l’acustica (tessili e superfici aiutano ad assorbire i rumori)</li>



<li>Non prevedere abbastanza contenimento</li>



<li>Sottovalutare la cappa aspirante in cucina</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una casa da vivere, non solo da vedere</strong></h3>



<p>Un open space ben progettato non è solo bello, ma funziona nella vita quotidiana: facilita la socialità, rende più fluidi i movimenti e valorizza ogni metro quadrato.</p>



<p>La vera sfida non è unire cucina e soggiorno, ma farli convivere in modo naturale. Quando questo accade, lo spazio diventa davvero contemporaneo: aperto, fluido e su misura di chi lo abita.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Made in Italy e formazione, studenti del Da Vinci di Sapri al Consolato italiano di Monaco: incontro con il Console Panebianco</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/made-in-italy-e-formazione-studenti-del-da-vinci-di-sapri-al-consolato-italiano-di-monaco-incontro-con-il-console-panebianco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[Consolato italiano Monaco]]></category>
		<category><![CDATA[Ecco 5 tag separati da virgole per il tuo articolo: Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto Da Vinci Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Lunedì pomeriggio, nella sede del Consolato italiano a Monaco di Baviera, si è svolto un incontro di forte valore istituzionale e formativo che ha visto protagonisti 48 studenti dell’Istituto di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lunedì pomeriggio, nella sede del <strong>Consolato italiano a Monaco di Baviera</strong>, si è svolto un incontro di forte valore istituzionale e formativo che ha visto protagonisti <strong>48 studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Leonardo da Vinci” di Sapri</strong>. Ad accoglierli è stato il Console Generale d’Italia, <strong>Fausto Panebianco</strong>, che ha aperto le porte della sede consolare a un momento di confronto diretto con i giovani. L’iniziativa rientra nel percorso educativo dell’istituto, orientato a integrare formazione scolastica e apertura internazionale, con particolare attenzione alla valorizzazione del Made in Italy. </p>



<p>Gli studenti, delle classi quarte e quinte degli indirizzi Manutenzione e Assistenza Tecnica (MAT) e Produzioni Tessili e Sartoriali (PTS), sono stati accompagnati dai docenti, che ne hanno seguito il percorso durante tutta l’esperienza. Nel corso dell’incontro, svoltosi in un clima di dialogo e partecipazione, il Console Panebianco ha illustrato il ruolo della diplomazia italiana all’estero, soffermandosi sulle attività quotidiane del Consolato e sulle opportunità per i giovani in contesti internazionali. Ha inoltre evidenziato come preparazione culturale, competenze tecniche e capacità di adattamento siano elementi chiave per affrontare un mercato del lavoro sempre più globale.&nbsp;</p>



<p>Ampio spazio è stato dedicato al confronto con gli studenti, che hanno posto domande e condiviso aspettative e progetti futuri. Tra i temi affrontati, l’internazionalizzazione delle professioni tecniche e artigianali e le prospettive occupazionali legate ai settori del Made in Italy, ambiti nei quali le competenze acquisite nei percorsi scolastici trovano applicazioni concrete. Nel suo intervento, il Console ha sottolineato il valore del “saper fare” italiano, riconosciuto a livello internazionale, incoraggiando i giovani a investire nella propria formazione e a cogliere le opportunità offerte dalle esperienze all’estero. I docenti accompagnatori hanno evidenziato il valore didattico dell’iniziativa, sottolineando l’importanza di esperienze dirette con le istituzioni per rendere più concreta la formazione.&nbsp;</p>



<p>La visita si configura così come un esempio di didattica esperienziale, capace di collegare teoria e realtà operativa. L’incontro ha rappresentato anche un momento significativo di promozione culturale: gli studenti, ambasciatori del proprio territorio, hanno dimostrato partecipazione e senso di appartenenza, lasciando un’impressione positiva. La giornata si è conclusa con un momento conviviale e con i ringraziamenti al Console per l’accoglienza. Un’esperienza destinata a restare nella memoria dei partecipanti e che conferma il valore di un dialogo sempre più stretto tra scuola, istituzioni e dimensione internazionale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mani, storia e materia: il futuro della pietra di Padula</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mani-storia-e-materia-il-futuro-della-pietra-di-padula/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 10:23:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[artecard]]></category>
		<category><![CDATA[museo della pietra di padula]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore del Vallo di Diano, un materiale antico torna protagonista in chiave contemporanea. Da marzo, il Museo Didattico della Pietra di Padula entra nel circuito della Campania Artecard, aprendo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel cuore del Vallo di Diano, un materiale antico torna protagonista in chiave contemporanea. Da marzo, il Museo Didattico della Pietra di Padula entra nel circuito della Campania Artecard, aprendo a un pubblico più ampio un patrimonio che unisce artigianato, design e identità territoriale.</p>



<p>Un ingresso che non è solo culturale, ma anche strategico: perché la pietra di Padula, oggi, può essere riletta come materia prima per un nuovo racconto di arredamento artigianale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una materia che racconta il territorio</h2>



<p>La pietra di Padula è una roccia sedimentaria dal tipico colore bianco avorio, segnata da venature e cerchi che non sono semplici decorazioni naturali: sono fossili. Antiche ammoniti, testimonianza di quando questo territorio era sommerso da un mare caldo e poco profondo.</p>



<p>Questa doppia natura — estetica e geologica — la rende un materiale unico:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>decorativo, grazie alla sua texture naturale</li>



<li>identitario, perché racconta milioni di anni di storia</li>
</ul>



<p>Non è un caso che la sua espressione più alta si trovi nella Certosa di San Lorenzo, uno dei complessi monumentali più imponenti del Sud Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla cava al design: il sapere degli scalpellini</h2>



<p>Il museo racconta l’intero ciclo produttivo: dall’estrazione del blocco alla lavorazione artigianale. Un percorso che attraversa i secoli, dagli strumenti di epoca romana fino alle tecniche contemporanee.</p>



<p>È qui che emerge il vero valore della pietra di Padula: <strong>non è solo materia, ma competenza</strong></p>



<p>Per generazioni, gli scalpellini locali hanno trasformato blocchi grezzi in:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>portali decorati</li>



<li>elementi architettonici</li>



<li>oggetti d’uso quotidiano</li>
</ul>



<p>Un sapere manuale che oggi rischia di disperdersi, ma che può essere reinterpretato in chiave design.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Arredamento e artigianato: una filiera da riscoprire</h2>



<p>Se spostiamo lo sguardo dal passato al presente, la pietra di Padula ha tutte le caratteristiche per entrare nel mercato dell’arredamento contemporaneo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>matericità autentica</strong> (sempre più richiesta nel design)</li>



<li><strong>resistenza e durabilità</strong> (perfetta per indoor e outdoor)</li>



<li><strong>unicità visiva</strong> (ogni pezzo è diverso)</li>
</ul>



<p>Le applicazioni possibili sono molte:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>complementi d’arredo (tavoli, basi, lampade)</li>



<li>oggetti decorativi minimal</li>



<li>elementi per hospitality di fascia alta</li>
</ul>



<p>In un mercato saturo di materiali industriali, questa pietra può diventare un segno distintivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Museo, didattica e nuove generazioni</h2>



<p>Il valore del museo non è solo espositivo. Al suo interno trovano spazio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>attività didattiche per i più giovani</li>



<li>sezioni dedicate alla lavorazione dell’argilla</li>



<li>un antico mulino per la macinazione dei cereali</li>
</ul>



<p>Un modo per collegare artigianato, educazione e territorio, creando continuità tra passato e futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando l’artigianato diventa esperienza</h2>



<p>Padula non è solo conservazione, ma anche produzione culturale. Il Simposio internazionale di scultura “I Giorni della Pietra” trasforma il borgo in un laboratorio a cielo aperto, dove artisti e visitatori assistono alla nascita delle opere.</p>



<p>Le sculture disseminate nel centro storico diventano così:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>elementi di arredo urbano</li>



<li>attrattori turistici</li>



<li>strumenti di storytelling territoriale</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Il punto chiave: da materiale a brand</h2>



<p>L’ingresso nel circuito Artecard segna un passaggio importante: la pietra di Padula esce da una dimensione locale per entrare in una rete regionale strutturata.</p>



<p>Ma la vera sfida è un’altra: trasformarla da materiale edilizio a <strong>prodotto culturale e di design</strong></p>



<p>Per riuscirci servono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>progettazione contemporanea</li>



<li>collaborazione tra artigiani e designer</li>



<li>nuove forme di racconto</li>
</ul>



<p>Perché oggi, più che mai, l’arredamento artigianale non vende solo oggetti, ma storie.</p>



<p>E quella della pietra di Padula — tra mare antico, mani esperte e architetture monumentali — è una storia che ha ancora molto da dire.</p>



<p class="has-small-font-size">(Foto da pagina facebbok <a href="https://www.facebook.com/pietradipadula?__tn__=-UC*F">Museo della Pietra di Padula Laboratorio Didattico</a>) </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Terrazzo protagonista della bella stagione: le tendenze 2026 tra comfort, verde e design outdoor</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/terrazzo-protagonista-della-bella-stagione-le-tendenze-2026-tra-comfort-verde-e-design-outdoor/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 10:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[giardini e terrazzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’arrivo della bella stagione, il terrazzo torna protagonista della casa e si trasforma sempre più in un’estensione degli ambienti interni: non solo spazio all’aperto, ma vero e proprio “salotto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’arrivo della bella stagione, il terrazzo torna protagonista della casa e si trasforma sempre più in un’estensione degli ambienti interni: non solo spazio all’aperto, ma vero e proprio “salotto a cielo aperto”, da vivere quotidianamente tra relax e convivialità. È questa la tendenza che guida il design outdoor del 2026, tra comfort, sostenibilità e cura dei dettagli.</p>



<p>Secondo le ultime indicazioni del settore, la parola d’ordine è continuità tra interno ed esterno: arredi, colori e materiali dialogano per creare ambienti armoniosi e accoglienti. Il terrazzo diventa così una stanza in più, progettata con la stessa attenzione degli spazi domestici.</p>



<p>Tra le idee più attuali, spicca la creazione di vere e proprie zone living all’aperto: divani modulari, poltrone imbottite e tavolini permettono di organizzare lo spazio in modo flessibile, adattandolo ai diversi momenti della giornata, dal relax alla socialità. Sempre più diffusi anche i sistemi componibili, che consentono di riconfigurare facilmente gli arredi.</p>



<p>Grande attenzione ai materiali, con il ritorno del legno naturale affiancato a metalli come alluminio e acciaio, resistenti agli agenti atmosferici e dal design contemporaneo. Una combinazione che unisce estetica e durabilità, in linea con una crescente sensibilità verso soluzioni sostenibili.</p>



<p>Non mancano gli elementi tessili, veri protagonisti delle nuove collezioni outdoor: tappeti da esterno, cuscini e tessuti tecnici contribuiscono a rendere più caldo e accogliente l’ambiente, oltre a definire visivamente le diverse aree del terrazzo.</p>



<p>Il verde resta centrale: piante mediterranee come lavanda, rosmarino e bouganville, insieme a specie resistenti alla siccità come aloe e agavi, sono tra le scelte più indicate per terrazzi urbani, grazie alla loro capacità di adattarsi a climi caldi e soleggiati.</p>



<p>Tra i trend più apprezzati anche l’illuminazione scenografica e funzionale: luci soffuse, lanterne e sistemi a LED permettono di vivere lo spazio anche nelle ore serali, creando atmosfere suggestive. Completano l’arredo ombrelloni, sdraio e piccoli angoli dining per pranzi e cene all’aperto.</p>



<p>In sintesi, preparare il terrazzo alla bella stagione significa oggi progettare uno spazio su misura, capace di coniugare estetica, comfort e natura. Un ambiente da vivere ogni giorno, che riflette uno stile di vita sempre più orientato al benessere e alla qualità degli spazi domestici.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tempo, qualità e unicità: perché un oggetto artigianale costa di più</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tempo-qualita-e-unicita-perche-un-oggetto-artigianale-costa-di-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 13:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel tempo della produzione veloce e delle consegne in 24 ore, il vero lusso sta diventando un altro: la lentezza. È qui che si inserisce il valore profondo dell’artigianato, spesso [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel tempo della produzione veloce e delle consegne in 24 ore, il vero lusso sta diventando un altro: la lentezza. È qui che si inserisce il valore profondo dell’artigianato, spesso frainteso o ridotto a una semplice questione di prezzo. Perché un oggetto artigianale costa di più? La risposta non è solo nella materia, ma nel tempo.</p>



<p>Ogni creazione artigianale è il risultato di un processo che non può essere accelerato senza perdere qualità. Dalla selezione delle materie prime alla lavorazione, fino alle rifiniture, ogni fase richiede competenza, attenzione e soprattutto ore di lavoro. Non si tratta di produzione in serie, ma di pezzi unici o in tirature limitate, dove ogni dettaglio viene curato manualmente. Il tempo, in questo caso, non è un costo accessorio: è parte integrante del valore.</p>



<p>C’è poi un altro aspetto spesso invisibile ma determinante: il sapere. Dietro un oggetto artigianale c’è una storia fatta di formazione, esperienza e tradizione, spesso tramandata di generazione in generazione. Acquistare un prodotto artigianale significa anche sostenere un patrimonio culturale che rischia di scomparire sotto la pressione dell’industrializzazione e della standardizzazione.</p>



<p>Nel mondo dell’arredamento e del design, questo si traduce in elementi che non sono semplici complementi, ma veri e propri racconti materici. Un tavolo in legno massello lavorato a mano, una ceramica decorata secondo tecniche antiche, un tessuto realizzato su telaio: sono oggetti che portano con sé imperfezioni autentiche, segni distintivi che li rendono irripetibili. Ed è proprio questa unicità a fare la differenza rispetto ai prodotti industriali.</p>



<p>Il prezzo, dunque, diventa una conseguenza naturale di un processo più lungo e complesso. Non si paga solo l’oggetto, ma il tempo dedicato a realizzarlo, la qualità dei materiali, la competenza dell’artigiano e la sostenibilità di una filiera spesso locale. In un’epoca in cui tutto è replicabile, ciò che non lo è acquista un valore ancora più alto.</p>



<p>Scegliere l’artigianato significa anche cambiare prospettiva: passare dalla logica del consumo rapido a quella dell’investimento consapevole. Un oggetto ben fatto dura nel tempo, si ripara, si tramanda. Diventa parte della casa e della vita quotidiana, acquisendo valore anche affettivo.</p>



<p>In fondo, il vero nodo è culturale: siamo ancora abituati a valutare il prezzo senza considerare il processo. Eppure, dietro ogni creazione artigianale c’è una risorsa sempre più rara: il tempo umano. Ed è proprio questo, oggi, a fare la differenza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Design e praticità: come scegliere gli sgabelli perfetti per la cucina</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/design-e-praticita-come-scegliere-gli-sgabelli-perfetti-per-la-cucina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 10:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[sgabelli da cucina]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni gli sgabelli da cucina sono diventati uno degli elementi più presenti nelle case contemporanee. Con la diffusione delle cucine con isola o penisola, questi complementi d’arredo hanno [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni gli sgabelli da cucina sono diventati uno degli elementi più presenti nelle case contemporanee. Con la diffusione delle cucine con <strong>isola o penisola</strong>, questi complementi d’arredo hanno assunto un ruolo sempre più centrale: non sono più semplici sedute di servizio, ma veri elementi di design capaci di influenzare l’estetica dell’ambiente.</p>



<p>Scegliere lo sgabello giusto, però, significa trovare un equilibrio tra <strong>funzionalità, comfort e stile</strong>, evitando soluzioni che risultino belle ma poco pratiche nell’uso quotidiano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’altezza: il primo elemento da valutare</h3>



<p>La prima regola riguarda l’altezza. Uno sgabello deve essere proporzionato al piano della cucina o del bancone.</p>



<p>In linea generale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>per <strong>piani cucina o penisole di circa 90 cm</strong> l’altezza della seduta dovrebbe essere tra <strong>60 e 65 cm</strong></li>



<li>per <strong>banconi più alti (100–110 cm)</strong> l’altezza ideale della seduta è tra <strong>70 e 80 cm</strong></li>
</ul>



<p>È importante mantenere uno spazio di circa <strong>25–30 centimetri tra la seduta e il piano</strong>, per garantire una posizione comoda.</p>



<p>Molti modelli moderni sono <strong>regolabili in altezza</strong>, una soluzione particolarmente pratica soprattutto in ambienti multifunzionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Con o senza schienale?</h3>



<p>Un’altra scelta riguarda la presenza dello schienale.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sgabelli senza schienale</strong>: più minimal, occupano meno spazio e si infilano facilmente sotto il piano. Sono ideali in cucine piccole o per un uso rapido.</li>



<li><strong>Sgabelli con schienale</strong>: offrono maggiore comfort e sostegno, soprattutto se si utilizzano spesso per pasti o momenti di socialità.</li>
</ul>



<p>Negli ultimi anni si stanno diffondendo anche modelli con <strong>schienale basso</strong>, una via di mezzo tra estetica leggera e comodità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Materiali: tra design e artigianato</h3>



<p>Il materiale contribuisce in modo decisivo allo stile della cucina.</p>



<p>Tra le soluzioni più diffuse:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Legno</strong>: caldo, naturale, perfetto per cucine rustiche, scandinave o contemporanee. Spesso realizzato da artigiani con lavorazioni curate.</li>



<li><strong>Metallo</strong>: molto utilizzato negli ambienti industrial o moderni, garantisce solidità e linee essenziali.</li>



<li><strong>Polipropilene o plastica tecnica</strong>: leggero, facile da pulire e disponibile in molti colori.</li>



<li><strong>Sedute imbottite</strong>: più confortevoli e adatte a cucine che diventano anche spazi conviviali.</li>
</ul>



<p>Una tendenza sempre più diffusa è l’unione di materiali diversi, ad esempio <strong>struttura in metallo e seduta in legno</strong>, capace di creare un equilibrio tra robustezza e calore visivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Comfort: il dettaglio che fa la differenza</h3>



<p>Quando si scelgono sgabelli da cucina spesso si privilegia l’estetica, ma il comfort resta fondamentale.</p>



<p>Alcuni dettagli da considerare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>poggiapiedi</strong>, indispensabile per mantenere una postura naturale</li>



<li><strong>seduta leggermente ergonomica</strong>, che segue la forma del corpo</li>



<li><strong>imbottitura o rivestimenti morbidi</strong>, se lo sgabello viene utilizzato spesso</li>



<li><strong>base stabile</strong>, soprattutto nei modelli regolabili</li>
</ul>



<p>Uno sgabello comodo invoglia a utilizzare la cucina come luogo di incontro e conversazione, non solo come spazio funzionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Stile e armonia con la cucina</h3>



<p>Dal punto di vista estetico gli sgabelli devono dialogare con il resto dell’ambiente.</p>



<p>In una cucina moderna funzionano bene modelli dalle <strong>linee pulite e materiali tecnici</strong>, mentre negli ambienti più tradizionali si integrano meglio sgabelli in <strong>legno o con finiture naturali</strong>.</p>



<p>Un errore frequente è scegliere sgabelli troppo voluminosi rispetto allo spazio disponibile. In generale, tra uno sgabello e l’altro è consigliabile lasciare <strong>almeno 15–20 centimetri di distanza</strong>, per garantire libertà di movimento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un complemento sempre più protagonista</h3>



<p>Da semplice seduta di servizio, lo sgabello da cucina è diventato un elemento chiave dell’arredamento domestico. Oggi contribuisce a definire lo stile della casa e il modo in cui si vive lo spazio cucina, sempre più aperto, conviviale e multifunzionale.</p>



<p>Per questo la scelta non dovrebbe basarsi solo sull’estetica, ma su una combinazione equilibrata di <strong>design, ergonomia e qualità dei materiali</strong>: tre elementi che trasformano uno sgabello in un complemento davvero capace di migliorare l’esperienza quotidiana della cucina.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>FabLab: la bottega di comunità nel cuore di Salerno, tra artigianato e creatività</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fablab-la-bottega-di-comunita-nel-cuore-di-salerno-tra-artigianato-e-creativita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[bottega di comunità]]></category>
		<category><![CDATA[fablab salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Un programma fitto di attività dedicate alla creatività, all’artigianato e alla condivisione: è quello che anima il FabLab.com, la bottega di comunità che nasce dalla volontà della Fondazione della Comunità Salernitana Ets e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un programma fitto di attività dedicate alla creatività, all’artigianato e alla condivisione: è quello che anima il <strong>FabLab.com</strong>, la bottega di comunità che nasce dalla volontà della <strong>Fondazione della Comunità Salernitana Ets</strong> e aperta a tutti, in <strong>Piazza Sedile di Portarotese, </strong>nel cuore del centro storico di Salerno.</p>



<p>Laboratori, incontri e momenti di apprendimento pensati per coinvolgere adulti e bambini (con un contributo minimo di partecipazione), per riscoprire il valore del fare insieme e delle arti manuali. </p>



<p>Il calendario si apre <strong>sabato 14 marzo</strong> con due appuntamenti. Al mattino, dalle 11 alle 12, il laboratorio creativo per bambini (dai 6 ai 10 anni) “Macchiolina. Da un errore si può”, a cura di Odïle (Daniela De Vita). Partendo da una semplice macchia di colore caduta “per errore” sul foglio, i partecipanti saranno invitati a trasformare lo sbaglio in occasione creativa, dando vita a un disegno originale e inatteso. Sempre il 14 marzo, dalle 15.30 alle 19.30, la piazza ospiterà “E se buchi?” per un incontro formativo dedicato alla <strong>manutenzione della bicicletta</strong> e alla sicurezza su strada, a cura di FIAB Salerno. L’incontro illustrerà i fondamenti della manutenzione ordinaria della bici, indispensabili per garantire sicurezza e una maggiore durata del mezzo. Durante il laboratorio saranno presentati i principali componenti della bicicletta – telaio, forcella, trasmissione, freni e ruote – e verranno mostrate alcune operazioni pratiche come la pulizia e lubrificazione della catena, il controllo dei freni, la verifica delle ruote e la sostituzione della camera d’aria. I partecipanti (senza limiti di età) sono invitati, se possibile, a portare la propria bicicletta. </p>



<p>Proseguono poi le attività creative dedicate ai più piccoli con altri due laboratori a cura di Odïle: “La mappa delle emozioni”, in programma il <strong>18 aprile</strong>, per disegnare sentimenti ed emozioni attraverso mappe ricche di oggetti, luoghi e colori. E, ancora, “Animali fantastici”, il <strong>9 maggio</strong>, dove i bambini potranno liberare la fantasia creando creature immaginarie e sorprendenti. Spazio anche alla dimensione più meditativa dell’<strong>artigianato</strong> con “Geometria dell’anima – Mandala in ceramica”, laboratorio a cura di Pina Raimondo e Gennaro Salvatore. Attraverso la <strong>modellazione della ceramica</strong> e la <strong>costruzione dei mandala</strong> – simboli universali di armonia e centratura – i partecipanti saranno guidati in un percorso creativo basato sul gesto lento, sulla ripetizione e sulla forma che prende vita. </p>



<p>Gli incontri si terranno<strong> il 23 e 30 marzo e il 13 aprile</strong> al FabLab.com, in Piazza Sedile di Portarotese, e <strong>il 16, 23 e 30 aprile </strong>al Centro Polifunzionale di LeukosLab, in via Luigi Guercio, 134. </p>



<p>Resta attivo, inoltre, il corso di<strong> tessitura artigianale</strong> “Tessere il tempo”, guidato da Velichka Simeonova, che si svolge ogni mercoledì, giovedì e venerdì, dalle 16 alle 20, offrendo ai partecipanti l’opportunità di avvicinarsi all’antica arte della tessitura su telaio. </p>



<p>Il FabLab.com si conferma così uno spazio aperto alla comunità, dove tradizione, creatività e partecipazione diventano strumenti per costruire relazioni e condividere saperi e mestieri. Non solo. Il modello FabLab intende rappresentare, soprattutto, una forma di innovazione, in quanto riorganizza e rinnova le modalità di interazione tra la comunità e il sistema dell’artigianato locale, favorendo pratiche collaborative, apprendimento condiviso e accesso diffuso alle tecnologie di fabbricazione manuale e digitale.</p>



<p class="has-small-font-size">(Foto di Velichka Simeonova)</p>
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		<title>I colori del Mediterraneo: la storia senza tempo della ceramica vietrese</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/i-colori-del-mediterraneo-la-storia-senza-tempo-della-ceramica-vietrese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 14:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Vietri sul Mare]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[ceramica vietrese]]></category>
		<category><![CDATA[vietri sul mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Colori mediterranei, decorazioni luminose, tradizione secolare. La Ceramica vietrese non è solo un simbolo della Costiera Amalfitana, ma una delle espressioni più riconoscibili dell’artigianato artistico italiano. Nata e sviluppatasi nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Colori mediterranei, decorazioni luminose, tradizione secolare. La <strong>Ceramica vietrese</strong> non è solo un simbolo della <strong>Costiera Amalfitana</strong>, ma una delle espressioni più riconoscibili dell’artigianato artistico italiano.</p>



<p>Nata e sviluppatasi nel borgo di <strong>Vietri sul Mare</strong>, questa tradizione ha attraversato secoli di storia trasformandosi da produzione artigianale locale a elemento di design capace di dialogare con l’architettura contemporanea e l’interior design.</p>



<p>Oggi piatti decorativi, mattonelle dipinte a mano, tavoli, pannelli murali e complementi d’arredo vietresi non sono soltanto souvenir turistici: sono <strong>oggetti identitari</strong>, capaci di portare il Mediterraneo dentro le case.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una tradizione che attraversa i secoli</h2>



<p>Le origini della ceramica vietrese risalgono almeno al Medioevo, ma è tra il XVII e il XVIII secolo che la produzione si consolida come attività economica centrale per il territorio.</p>



<p>Le botteghe locali iniziano a realizzare stoviglie, piatti e mattonelle decorate con motivi floreali, animali e paesaggi marini. I colori diventano il tratto distintivo:<br>giallo sole, blu intenso, verde rame e arancio brillante.</p>



<p>Questa palette cromatica riflette il paesaggio della costa: il mare, la luce mediterranea, gli agrumeti e la vegetazione che caratterizzano l’area tra **Salerno e la **Costiera Amalfitana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’incontro con l’arte europea</h2>



<p>Un passaggio decisivo arriva all’inizio del Novecento, quando Vietri diventa un punto di incontro per artisti e intellettuali europei.</p>



<p>Tra questi spicca il pittore tedesco <strong>Richard Dölker</strong>, che contribuisce a rinnovare lo stile delle decorazioni e a portare nuove influenze artistiche nelle botteghe locali.</p>



<p>Nasce così una stagione creativa in cui la tradizione artigianale si fonde con linguaggi artistici più moderni, trasformando la ceramica vietrese in <strong>un laboratorio di contaminazioni tra arte e design</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla cucina al design d’interni</h2>



<p>Se un tempo la ceramica vietrese era destinata soprattutto alla tavola, oggi è diventata un elemento sempre più utilizzato nell’interior design.</p>



<p>Architetti e progettisti la scelgono per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rivestimenti di cucine e bagni</li>



<li>pannelli decorativi murali</li>



<li>tavoli e complementi d’arredo</li>



<li>pavimenti artistici</li>



<li>oggetti decorativi per ambienti contemporanei</li>
</ul>



<p>Il motivo è semplice: la ceramica vietrese riesce a <strong>unire artigianalità e forte identità estetica</strong>, caratteristiche sempre più ricercate nell’arredamento.</p>



<p>In un’epoca dominata dalla produzione industriale, l’oggetto fatto a mano rappresenta un valore aggiunto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il valore dell’artigianato oggi</h2>



<p>Dietro ogni pezzo di ceramica vietrese c’è un lavoro paziente: la modellazione dell’argilla, la prima cottura, la decorazione a mano e la smaltatura finale.</p>



<p>Ogni oggetto è <strong>un pezzo unico</strong>, frutto di competenze tramandate da generazioni.</p>



<p>Ed è proprio questa dimensione artigianale che oggi rende la ceramica vietrese sempre più apprezzata anche fuori dall’Italia: un prodotto che racconta un territorio, la sua storia e la sua cultura.</p>



<p>In un mondo che tende all’omologazione estetica, la ceramica vietrese continua a distinguersi per ciò che è sempre stata: <strong>un’espressione autentica del Mediterraneo trasformata in arte domestica</strong>.</p>



<p class="has-small-font-size">(Foto da ceramicavietrese.it) </p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Primavera in arrivo: come preparare balconi, terrazze e giardini tra pulizia e fioriture</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/primavera-in-arrivo-come-preparare-balconi-terrazze-e-giardini-tra-pulizia-e-fioriture/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 10:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[come pulire il giardino]]></category>
		<category><![CDATA[fiori balconi]]></category>
		<category><![CDATA[fiori finestre giardini]]></category>
		<category><![CDATA[primavera in giardino]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’arrivo della primavera, le giornate più lunghe e il clima più mite invitano a riscoprire gli spazi all’aperto, dai balconi ai terrazzi fino ai giardini. È il momento ideale [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’arrivo della primavera, le giornate più lunghe e il clima più mite invitano a riscoprire gli spazi all’aperto, dai balconi ai terrazzi fino ai giardini. È il momento ideale per dedicarsi a pulizia, manutenzione e pianificazione delle nuove fioriture, trasformando gli ambienti esterni in veri e propri angoli di relax e bellezza.</p>



<p>Il primo passo consiste in una pulizia approfondita: rimuovere foglie secche, ragnatele e residui accumulati durante l’inverno permette non solo di liberare spazio, ma anche di prevenire la formazione di muffe e parassiti. Per terrazze e balconi, è consigliabile lavare pavimenti e ringhiere, verificando eventuali danni o parti arrugginite che potrebbero richiedere manutenzione. Nei giardini, occorre controllare piante, arbusti e prati, eliminando rami secchi e sfalciando l’erba in eccesso.</p>



<p>Una volta completata la pulizia, si può passare alla preparazione dei contenitori per le nuove piante. Vasi, fioriere e cassette devono essere svuotati, lavati e riempiti con terriccio fresco e concime adatto al tipo di coltivazione prevista. Per balconi e terrazzi, le piante da fiore stagionali come petunie, gerani, begonie e primule offrono colore e profumo per tutta la primavera, mentre piante aromatiche come basilico, rosmarino e menta possono rendere lo spazio anche funzionale in cucina.</p>



<p>Per i giardini, la primavera è il momento ideale per seminare prato, piantare bulbi primaverili e preparare aiuole miste di fiori e piante ornamentali. Attenzione all’esposizione solare: alcune piante prediligono il sole diretto, altre zone parzialmente ombreggiate, quindi la disposizione deve essere studiata per garantire una crescita rigogliosa.</p>



<p>Non va trascurata l’irrigazione: dopo l’inverno, il terreno può risultare asciutto o compatto. Una prima annaffiatura leggera e regolare aiuta le radici a riattivarsi, mentre l’aggiunta di pacciamatura sulle aiuole mantiene l’umidità e riduce la crescita di erbacce.</p>



<p>Infine, la primavera è anche il momento per dare un tocco estetico agli spazi: appendere lanterne, cuscini per sedute all’aperto e decorazioni floreali può rendere balconi e terrazze più accoglienti, creando ambienti vivibili e piacevoli.</p>



<p>Con la giusta pianificazione e cura, l’arrivo della primavera può trasformare ogni spazio all’aperto in un piccolo paradiso fiorito, pronto ad accogliere giornate di sole, momenti di relax e convivialità all’aria aperta.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mobili a vista: l’arte di esporre la casa con stile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mobili-a-vista-larte-di-esporre-la-casa-con-stile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 09:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[scaffali a vista]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni, il concetto di arredamento ha subito una trasformazione radicale: non si tratta più solo di riempire spazi, ma di mostrare personalità e funzionalità attraverso ciò che si [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni, il concetto di arredamento ha subito una trasformazione radicale: non si tratta più solo di riempire spazi, ma di <strong>mostrare personalità e funzionalità attraverso ciò che si sceglie di esporre</strong>. Tra le tendenze più forti c’è quella dei <strong>mobili a vista</strong>, soluzioni che combinano design, praticità e un’estetica studiata per valorizzare gli oggetti della vita quotidiana.</p>



<p>I mobili a vista non sono semplicemente scaffali o librerie: sono veri e propri elementi architettonici che definiscono lo stile di un ambiente. Dalle cucine con mensole aperte che mostrano piatti, bicchieri e barattoli di spezie, agli armadi senza ante che trasformano vestiti e accessori in parte integrante del décor, ogni elemento diventa <strong>protagonista visivo</strong>. L’obiettivo non è nascondere, ma selezionare e valorizzare.</p>



<p>Questa tendenza nasce dalla volontà di creare <strong>spazi più luminosi, ariosi e funzionali</strong>, dove ogni oggetto ha un posto preciso e contribuisce a un insieme armonico. Nei soggiorni, ad esempio, scaffali aperti e credenze a giorno permettono di esporre libri, piante, oggetti d’arte e ricordi, trasformando ogni stanza in un piccolo museo personale. Nelle cucine, invece, mensole a vista sostituiscono spesso pensili chiusi, rendendo la preparazione dei pasti più pratica e la cucina più accogliente.</p>



<p>Non mancano però le sfide. I mobili a vista richiedono <strong>ordine e cura costante</strong>, perché ogni disordine o accumulo di oggetti può diventare subito visibile. Per questo, i designer suggeriscono un approccio minimalista, con combinazioni di materiali e colori che valorizzino gli oggetti senza creare confusione visiva. Inoltre, è fondamentale considerare <strong>proporzioni e distribuzione degli elementi</strong>, così che gli scaffali aperti diventino elementi decorativi equilibrati e non semplici contenitori.</p>



<p>Oltre all’estetica, i mobili a vista hanno anche un impatto pratico: facilitano l’accesso agli oggetti più utilizzati e permettono di sfruttare meglio lo spazio, specialmente in ambienti piccoli. Sempre più aziende di arredamento propongono soluzioni modulari e personalizzabili, che permettono di creare composizioni uniche, capaci di adattarsi alle esigenze di ogni famiglia.</p>



<p>In definitiva, i mobili a vista rappresentano <strong>un equilibrio tra funzionalità e bellezza</strong>, un modo per vivere la casa in modo più trasparente e creativo. Esporre con gusto significa trasformare l’ordinario in straordinario, e fare della quotidianità una vera esperienza di design.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vasi senza fiori: l’oggetto che dialoga con l’architettura d’interni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vasi-senza-fiori-loggetto-che-dialoga-con-larchitettura-dinterni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 13:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[home decor]]></category>
		<category><![CDATA[vasi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=236372</guid>

					<description><![CDATA[Non sono più semplici contenitori per fiori. I vasi, nel design contemporaneo, sono diventati veri e propri oggetti-scultura, capaci di definire uno stile, raccontare una sensibilità estetica e trasformare un [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non sono più semplici contenitori per fiori. I vasi, nel design contemporaneo, sono diventati veri e propri oggetti-scultura, capaci di definire uno stile, raccontare una sensibilità estetica e trasformare un ambiente con un solo gesto. Nel mondo dell’arredamento, il vaso è passato da elemento accessorio a protagonista silenzioso dello spazio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dal funzionale al decorativo: l’evoluzione del vaso</h3>



<p>Storicamente legato alla funzione – contenere acqua e fiori – il vaso ha sempre avuto una dimensione estetica. Dalle anfore antiche alle ceramiche rinascimentali, fino alle produzioni artigianali del Sud Italia, la forma ha spesso dialogato con l’arte.</p>



<p>Oggi il vaso vive una nuova stagione: può essere minimalista o barocco, in vetro soffiato o in terracotta grezza, monocromatico o decorato. E soprattutto può essere esposto anche vuoto. La sua presenza non dipende più dal contenuto, ma dalla forza della forma.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Materia e texture: il ritorno dell’artigianato</h3>



<p>Nel segmento lifestyle cresce l’interesse per materiali autentici e lavorazioni manuali. Ceramica, gres, porcellana, vetro artigianale, ma anche cemento e metalli ossidati: il vaso diventa un campo di sperimentazione materica.</p>



<p>In Campania, ad esempio, la tradizione ceramica di Vietri sul Mare continua a influenzare il design contemporaneo, con reinterpretazioni moderne di smalti e decori storici. Il risultato è un oggetto che coniuga identità territoriale e gusto internazionale.</p>



<p>Il fascino del fatto a mano si percepisce nei dettagli: piccole imperfezioni, variazioni di colore, superfici non uniformi. Elementi che raccontano un processo e rendono ogni pezzo unico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il vaso come elemento architettonico</h3>



<p>Nel living contemporaneo, i vasi dialogano con l’architettura degli interni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>grandi formati a terra che scandiscono gli spazi</li>



<li>composizioni di vasi piccoli su mensole e tavoli</li>



<li>accostamenti di altezze e volumi per creare movimento</li>



<li>utilizzo monocromatico per ambienti minimal</li>



<li>contrasti cromatici in case dal carattere eclettico</li>
</ul>



<p>Un vaso alto e slanciato può alleggerire una parete importante; uno basso e massiccio può dare equilibrio a un tavolo essenziale. L’oggetto diventa strumento di progettazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tendenze: organico, scultoreo, imperfetto</h3>



<p>Le ultime tendenze parlano chiaro:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>forme organiche ispirate alla natura</li>



<li>linee irregolari e asimmetriche</li>



<li>finiture opache e colori terrosi</li>



<li>estetica “wabi-sabi”, che valorizza l’imperfezione</li>
</ul>



<p>Il vaso non deve più essere perfetto. Deve essere autentico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Oltre il fiore: nuove funzioni decorative</h3>



<p>Molti interior designer suggeriscono di utilizzare i vasi anche senza composizioni floreali, oppure con elementi alternativi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rami secchi</li>



<li>pampas</li>



<li>foglie tropicali</li>



<li>installazioni minimal</li>
</ul>



<p>In questo modo il vaso diventa scultura domestica, un punto focale capace di dare ritmo visivo alla stanza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un investimento di stile</h3>



<p>Nel segmento medio-alto del mercato, i vasi artigianali rappresentano anche un piccolo investimento: pezzi firmati o realizzati in edizione limitata mantengono valore nel tempo. Ma al di là dell’aspetto economico, ciò che conta è la capacità di un oggetto di trasformare l’atmosfera.</p>



<p>In un’epoca in cui le case cercano personalità, i vasi dimostrano che non servono grandi interventi strutturali per cambiare un ambiente. A volte basta una forma, una materia, una curva ben disegnata.</p>



<p>Perché nell’arredamento contemporaneo il dettaglio non è un accessorio. È linguaggio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Artigianato identitario, lusso lento e filiera corta: la carta di Amalfi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/artigianato-identitario-lusso-lento-e-filiera-corta-la-carta-di-amalfi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 13:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[carta di amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[fatto a mano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=235891</guid>

					<description><![CDATA[C’è un suono preciso, nella Valle dei Mulini, ad Amalfi: è quello dell’acqua che muoveva le antiche cartiere e che ancora oggi accompagna la nascita di uno dei prodotti artigianali [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’è un suono preciso, nella Valle dei Mulini, ad Amalfi: è quello dell’acqua che muoveva le antiche cartiere e che ancora oggi accompagna la nascita di uno dei prodotti artigianali più identitari del Salernitano. La Carta di Amalfi non è soltanto un supporto per scrivere: è un oggetto di design, un frammento di storia, un simbolo di artigianato colto che attraversa i secoli.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’eredità medievale che diventa design contemporaneo</h3>



<p>La produzione della carta amalfitana risale al Medioevo, quando Amalfi era una potente Repubblica Marinara e centro commerciale strategico nel Mediterraneo. La necessità di documenti resistenti e durevoli portò allo sviluppo di una carta di qualità superiore, realizzata con fibre di cotone e lavorata manualmente.</p>



<p>Ancora oggi il processo mantiene caratteristiche artigianali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>impasto di fibre naturali</li>



<li>formazione del foglio con telaio</li>



<li>bordi irregolari (“barbati”)</li>



<li>essiccazione naturale</li>
</ul>



<p>Questi elementi non sono solo tradizione: sono la cifra estetica che rende ogni foglio unico.</p>



<p>Un punto di riferimento per comprendere questa storia è il Museo della Carta, custode di macchinari storici e memoria produttiva del territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla scrittura al living: la carta entra nell’arredo</h3>



<p>Negli ultimi anni la Carta di Amalfi ha superato la dimensione della cartoleria di pregio per entrare nel mondo dell’interior design.</p>



<p>La troviamo in:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>partecipazioni e stationery di lusso</li>



<li>rivestimenti per packaging sartoriale</li>



<li>copertine editoriali artigianali</li>



<li>lampade e complementi d’arredo</li>



<li>album fotografici e oggettistica personalizzata</li>
</ul>



<p>Nel mondo dell’arredamento contemporaneo, sempre più orientato verso materiali naturali e narrazioni identitarie, la carta fatta a mano diventa elemento decorativo, texture materica, dettaglio distintivo.</p>



<p>È il ritorno del “lusso lento”: oggetti che raccontano tempo, manualità, territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sostenibilità e filiera corta</h3>



<p>Un altro aspetto che intercetta le nuove sensibilità del lifestyle è la sostenibilità. La lavorazione tradizionale utilizza fibre naturali e riduce l’impatto industriale. La produzione è locale, spesso familiare, con una filiera corta che valorizza competenze tramandate.</p>



<p>In un’epoca dominata dall’omologazione industriale, la Carta di Amalfi rappresenta un presidio di autenticità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un asset strategico per il Salernitano</h3>



<p>Per il territorio, questo artigianato è molto più di una tradizione folkloristica:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rafforza l’identità culturale della Costiera</li>



<li>alimenta il turismo esperienziale</li>



<li>dialoga con il mercato del design e del wedding di fascia alta</li>



<li>crea connessioni tra artigiani, designer e brand</li>
</ul>



<p>Nel Salernitano, dove il racconto dell’eccellenza è spesso legato all’enogastronomia, la Carta di Amalfi dimostra che anche la materia più semplice – la carta – può diventare oggetto di lusso e innovazione.</p>



<p>Perché in fondo, nel mondo dell’arredamento e dello stile di vita contemporaneo, non conta solo cosa si compra. Conta la storia che quell’oggetto è capace di raccontare.</p>



<p class="has-small-font-size">(Foto httpswww.amalfi.itcarta-di-amalfi-tradizioni)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Dalla stampa alla cornice: costruire una parete che valorizza lo spazio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-stampa-alla-cornice-costruire-una-parete-che-valorizza-lo-spazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 10:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[cornice]]></category>
		<category><![CDATA[gallery wall]]></category>
		<category><![CDATA[poster]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un momento in cui una casa smette di essere solo uno spazio funzionale e diventa racconto. Spesso accade davanti a una parete vuota. È lì che nasce l’idea della [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’è un momento in cui una casa smette di essere solo uno spazio funzionale e diventa racconto. Spesso accade davanti a una parete vuota. È lì che nasce l’idea della <strong>gallery wall</strong>: una composizione di poster, fotografie e cornici capace di trasformare un muro anonimo in un manifesto personale.</p>



<p>Negli ultimi anni è diventata una delle tendenze più forti dell’interior design, ma attenzione: tra una parete armoniosa e un effetto caotico la differenza sta nei dettagli. E soprattutto nella qualità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Prima regola: partire da un’idea, non dagli acquisti</h3>



<p>Una gallery wall ben riuscita non nasce accumulando cornici a caso. Serve un filo conduttore:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Tema</strong> (viaggi, bianco e nero, arte contemporanea, illustrazione botanica, fotografia urbana)</li>



<li><strong>Palette colori</strong> coerente con l’ambiente</li>



<li><strong>Stile</strong> (minimal, eclettico, classico, nordico, industrial)</li>
</ul>



<p>Un consiglio pratico: prima di forare il muro, disponete le cornici a terra oppure create una simulazione con carta kraft e nastro carta sulla parete. Aiuta a capire proporzioni e ritmo visivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Il segreto è nella composizione</h3>



<p>Esistono tre approcci principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Griglia simmetrica</strong>: ordinata, perfetta per ambienti moderni e studi professionali.</li>



<li><strong>Composizione organica</strong>: più libera, con formati diversi e andamento irregolare.</li>



<li><strong>Elemento centrale + espansione</strong>: si parte da un’opera principale e si costruisce attorno.</li>
</ul>



<p>La distanza ideale tra le cornici? Dai 3 ai 6 centimetri. L’altezza del centro composizione dovrebbe cadere intorno ai 150 cm da terra, per mantenere equilibrio visivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. La qualità delle stampe fa la differenza</h3>



<p>Una bella cornice non salva una stampa mediocre.</p>



<p>Se volete un risultato elegante e duraturo, scegliete:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Carta fine art o cotone</strong> per fotografie e illustrazioni artistiche</li>



<li><strong>Stampe giclée</strong> per colori profondi e fedeli</li>



<li>Inchiostri pigmentati resistenti alla luce</li>
</ul>



<p>Una stampa di qualità mantiene brillantezza e definizione nel tempo, evitando quell’effetto “poster scolorito” che impoverisce l’insieme.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Cornici: il dettaglio che cambia tutto</h3>



<p>Le cornici non sono solo contenitori, ma elementi architettonici.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Legno naturale</strong>: caldo, perfetto per ambienti scandinavi o contemporanei.</li>



<li><strong>Nero opaco</strong>: elegante, ideale per fotografie in bianco e nero.</li>



<li><strong>Ottone o metallo sottile</strong>: sofisticato, adatto a contesti più ricercati.</li>



<li><strong>Passepartout</strong>: non è un accessorio superfluo, ma uno strumento per “far respirare” l’opera e valorizzarla.</li>
</ul>



<p>Investire in cornici di qualità significa evitare deformazioni nel tempo, vetri che distorcono o materiali che ingialliscono.</p>



<h3 class="wp-block-heading">5. Dove funziona meglio una gallery wall?</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Soggiorno</strong>: sopra il divano, per creare un punto focale.</li>



<li><strong>Corridoio</strong>: perfetto per raccontare una storia fotografica.</li>



<li><strong>Camera da letto</strong>: sopra la testiera, con toni più morbidi.</li>



<li><strong>Uffici, studi professionali, B&amp;B e ristoranti</strong>: per costruire identità e atmosfera.</li>
</ul>



<p>Una parete ben progettata comunica gusto, attenzione e personalità. Anche in uno spazio commerciale può diventare elemento distintivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">6. Gli errori da evitare</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Mischiare troppi stili senza un criterio</li>



<li>Usare solo formati piccoli, creando effetto “confusione”</li>



<li>Non considerare l’illuminazione</li>



<li>Scegliere stampe economiche con resa cromatica scadente</li>



<li>Trascurare la qualità del vetro e dei supporti</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Una parete come autobiografia visiva</h3>



<p>Una gallery wall non è solo decorazione. È memoria, aspirazione, identità. Racconta viaggi, passioni, influenze artistiche. E lo fa con un linguaggio silenzioso ma potentissimo.</p>



<p>In un’epoca in cui tutto è digitale, scegliere stampe e cornici di qualità significa riportare materia, peso e presenza sulle pareti. È un gesto lento, consapevole. E proprio per questo contemporaneo.</p>



<p>Perché arredare non è riempire uno spazio. È prendere posizione, anche con un chiodo nel muro.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Arredamento di montagna: come arredarla con gusto e senza spendere troppo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/arredamento-di-montagna-come-arredarla-con-gusto-e-senza-spendere-troppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 17:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento di montagna]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento moda casa]]></category>
		<category><![CDATA[casa di montagna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=235131</guid>

					<description><![CDATA[Arredare una casa in montagna significa creare un ambiente accogliente, caldo e funzionale, che rispecchi l’atmosfera naturale che la circonda senza necessariamente spendere una fortuna. Con alcune scelte intelligenti di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Arredare una casa in montagna significa creare un ambiente accogliente, caldo e funzionale, che rispecchi l’atmosfera naturale che la circonda senza necessariamente spendere una fortuna. Con alcune scelte intelligenti di materiali, mobili e tessili si può ottenere uno stile autentico e confortevole, risparmiando grazie a soluzioni creative e materiali sostenibili.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Punta sui materiali naturali e “evergreen”</h3>



<p>Il legno è il protagonista indiscusso di ogni casa montana: evoca calore, comfort e continuità con il paesaggio esterno ed è un materiale durevole e versatile. Anche se non sempre è possibile installare pavimenti o rivestimenti costosi, mobili in legno semplice o recuperato possono bastare per dare carattere agli spazi.&nbsp;</p>



<p>Consigli pratici: cerca vecchi mobili in legno nei mercatini locali o online, che possono essere restaurati a basso costo; per pareti e soffitti, prediligi boiserie leggere o pannellature decapate abbinate a tessuti caldi. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Usa tessili caldi e accessori economici</h3>



<p>Tappeti, coperte, cuscini e tende non solo aggiungono comfort, ma possono trasformare un ambiente con un budget ridotto. Tessuti in lana, cotone spesso o pelliccia sintetica creano un’atmosfera accogliente e sono spesso più economici dell’arredo fisso.&nbsp;</p>



<p>Smart tips:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Riutilizza tessili di casa o della famiglia, come coperte antiche o cuscini tradizionali. </li>



<li>Scegli fantasie classiche (come quadretti o motivi naturali) per dare un tocco rustico senza spendere troppo. </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Recupera e rinnova mobili esistenti</h3>



<p>Non sempre serve comprare mobili nuovi: restaurare pezzi esistenti può essere la chiave per risparmiare. Con un po’ di fai‑da‑te o con l’aiuto di una tappezzeria locale, puoi dare nuova vita a sedie, tavoli o scaffali.&nbsp;</p>



<p>Idee economiche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Rivesti vecchie poltrone con tessuti moderni. </li>



<li>Smeriglia, ridipinge o personalizza tavolini e mobili per abbinarli alla palette montana. </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Crea punti focali con piccoli dettagli</h3>



<p>Un camino (reale o anche un modello bioetanolo economico) diventa subito il cuore della casa, mentre decorazioni come quadri con paesaggi montani, cesti in vimini o luci calde donano atmosfera senza costare una fortuna.&nbsp;</p>



<p>Illuminazione e comfort:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Lampade da tavolo con luce calda creano un senso di intimità. </li>



<li>Un tappeto morbido nella zona living può rendere più accogliente anche un pavimento antico. </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Armonizza colori e palette naturali</h3>



<p>Scegliere una palette cromatica ispirata alla natura – come tonalità neutre, colori della terra, verde bosco, grigi morbidi e bianco neve – aiuta a dare armonia agli spazi e facilita l’abbinamento di complementi economici da diverse fonti.&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Wearable: quando tecnologia e design diventano accessori di stile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/wearable-quando-tecnologia-e-design-diventano-accessori-di-stile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 13:46:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[occhiali smart]]></category>
		<category><![CDATA[smartwatvh]]></category>
		<category><![CDATA[tech-fashion]]></category>
		<category><![CDATA[wearable]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=234737</guid>

					<description><![CDATA[Tecnologia e moda sempre più vicine I dispositivi wearable, una volta visti solo come strumenti per monitorare salute e attività fisica, stanno diventando veri accessori di design. Smartwatch, braccialetti fitness [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Tecnologia e moda sempre più vicine</h3>



<p>I dispositivi wearable, una volta visti solo come strumenti per <strong>monitorare salute e attività fisica</strong>, stanno diventando veri <strong>accessori di design</strong>. Smartwatch, braccialetti fitness e <strong>occhiali smart fotografici</strong> uniscono <strong>funzionalità avanzata</strong> e <strong>estetica ricercata</strong>, trasformandosi in elementi che completano il look quotidiano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Smartwatch, braccialetti e occhiali: tra salute e stile</h3>



<p>Oggi gli smartwatch non solo misurano battito cardiaco, sonno o attività fisica, ma diventano <strong>gioielli e orologi di design</strong>, con materiali premium, cinturini intercambiabili e finiture eleganti. Anche i braccialetti dedicati al benessere seguono questa tendenza, unendo tecnologia e <strong>linee raffinate</strong>.</p>



<p>Gli <strong>occhiali smart che scattano foto e registrano video</strong> completano il quadro: possono catturare momenti senza mani occupate, gestire notifiche o connessioni digitali e allo stesso tempo rappresentare un vero <strong>oggetto di stile</strong>, grazie a montature di tendenza, materiali di qualità e design personalizzabile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I wearable come strumento di lifestyle</h3>



<p>La richiesta dei consumatori è chiara: <strong>non basta più la funzione</strong>, serve un prodotto che rifletta il proprio gusto e stile di vita. I wearable diventano così <strong>oggetti di espressione personale</strong>, perfetti per chi vuole coniugare salute, tecnologia e moda, senza rinunciare all’eleganza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Opportunità per inserzionisti e brand</h3>



<p>Per le aziende, questo significa nuove opportunità: i wearable possono essere presentati come <strong>tech-fashion</strong>, oggetti desiderabili sia per il pubblico giovane che per chi cerca eleganza e innovazione. Campagne che puntano su design, materiali e personalizzazione hanno maggiore appeal e generano attenzione sia sui canali digitali sia nei punti vendita fisici.</p>



<p>Nel 2026 i wearable non sono più solo strumenti tecnologici, ma <strong>accessori lifestyle</strong> a tutti gli effetti. Smartwatch, braccialetti e occhiali smart fotografici coniugano funzionalità e stile, trasformando l’innovazione digitale in un vero e proprio oggetto di design da indossare ogni giorno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tappeti protagonisti: l’arte di arredare partendo dal pavimento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tappeti-protagonisti-larte-di-arredare-partendo-dal-pavimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 12:33:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[arredo casa]]></category>
		<category><![CDATA[home decor]]></category>
		<category><![CDATA[interior design]]></category>
		<category><![CDATA[tappeti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=234183</guid>

					<description><![CDATA[I tappeti tornano protagonisti nel design d’interni, non più relegati a complemento secondario ma elevati a veri e propri elementi identitari dello spazio. Tra ritorni stilistici, sperimentazioni di materiali e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I tappeti tornano protagonisti nel design d’interni, non più relegati a complemento secondario ma elevati a veri e propri <strong>elementi identitari dello spazio</strong>. Tra ritorni stilistici, sperimentazioni di materiali e regole di posizionamento che amplificano percezioni e funzioni, il tappeto si conferma capace di trasformare una stanza, definendo zone, migliorando l’acustica e valorizzando l’architettura d’interno.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Perché il tappeto è tornato al centro dell’arredo</strong></h3>



<p>Negli ultimi anni il tappeto ha smesso di essere un accessorio “di contorno” per diventare un pezzo chiave dell’allestimento: <em>serve a delimitare spazi</em>, accogliere l’occhio verso punti focali e addirittura <em>guidare i percorsi visivi</em> in ambienti open space. Non è un caso se interior designer e brand stanno riscoprendo lavorazioni artigianali, texture tattili e motivi narrativi che raccontano storie culturali e identitarie.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dimensioni: le regole (e quando si possono rompere)</strong></h3>



<p>Le dimensioni sono il primo criterio da considerare per scegliere il tappeto giusto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Soggiorno:</strong> il tappeto dovrebbe coprire l’area centrale e idealmente abbracciare almeno <em>le gambe anteriori</em> del divano e delle poltrone. Per spazi generosi si va dai <em>250×350 cm</em> in su, mentre per composizioni più contenute si può partire da <em>200×300 cm</em>.</li>



<li><strong>Sala da pranzo:</strong> la regola d’oro è che il tappeto sia <em>più largo del tavolo di almeno 60 cm</em> su ogni lato, così da consentire alle sedie di restare saldamente sopra quando si tirano indietro.</li>



<li><strong>Camera da letto:</strong> placare i piedi sul tessuto appena svegli è una sensazione irrinunciabile. Qui i formati più amati sono <em>200×300 cm</em> o due tappeti affiancati ai lati del letto per corridoi morbidi.</li>



<li><strong>Ingresso e corridoi:</strong> spessi e stretti (<em>70×200 cm</em> o <em>80×300 cm</em>) per accompagnare il passo e proteggere il pavimento nelle zone di passaggio.</li>
</ul>



<p>L’errore più comune? Scegliere un tappeto <em>troppo piccolo</em> per lo spazio: visivamente “galleggia” e frammenta il layout. In certi casi, rompere le regole – per esempio con un quadrato audace in una zona circolare – può però dare carattere se sostenuto da un progetto coerente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tendenze 2026: texture, materiali e colori</strong></h3>



<p>Le tendenze per il 2026 confermano un ritorno alle <strong>radici artigianali</strong> e ai materiali naturali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Velluto e mohair</strong> per tappeti di lusso che catturano la luce e aggiungono un tocco di sofisticata morbidezza.</li>



<li><strong>Fibre naturali</strong> come lana, sisal e cotone intrecciato, apprezzate per sostenibilità e durata.</li>



<li><strong>Tappeti con motivi geometrici e palette organiche</strong>, ispirati alla natura: terracotta, sabbia, verde salvia, blu profondo.</li>



<li>Cresce l’interesse per i <strong>disegni etnici reinterpretati in chiave contemporanea</strong>, frutto di collaborazioni con artigiani locali e workshop di design globale.</li>
</ul>



<p>In parallelo, il minimalismo caldo guarda a superfici neutre e tessuti a basso contrasto, mentre l’eclettico osa con forme e colori saturi, rompendo la monocromia senza risultare disordinato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Posizionamento e funzione: oltre l’estetica</strong></h3>



<p>Il tappeto non è solo bellezza, ma <em>funzione</em>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Acustica:</strong> riduce riverberi in ambienti ampi o con soffitti alti.</li>



<li><strong>Comfort:</strong> definisce aree relax e percorsi pedonali ergonomici.</li>



<li><strong>Zoning:</strong> in open space, il tappeto diventa elemento di <em>segmentazione visiva</em>, distinguendo zona pranzo, living e lounge senza barriere.</li>
</ul>



<p>Designer e architetti sottolineano che un tappeto ben scelto è un investimento: <em>più che un complemento, è un punto di ancoraggio visivo</em> che lega insieme mobili, materiali e luce.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come cambia l’abitare: dal 21 al 26 aprile torna il Salone del Mobile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/come-cambia-labitare-dal-21-al-26-aprile-torna-il-salone-del-mobile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[rho fiera]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=233704</guid>

					<description><![CDATA[Milano si prepara a riaccendere i riflettori sul design internazionale. Dal 21 al 26 aprile 2026, negli spazi di Rho Fiera, torna il Salone del Mobile, giunto alla 64ª edizione: [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Milano si prepara a riaccendere i riflettori sul design internazionale. Dal <strong>21 al 26 aprile 2026</strong>, negli spazi di <strong>Rho Fiera</strong>, torna il <strong>Salone del Mobile</strong>, giunto alla 64ª edizione: un appuntamento che, dal 1961, interpreta e anticipa le trasformazioni dell’abitare contemporaneo.</p>



<p>Il Salone si conferma laboratorio di sperimentazione e contaminazione, crocevia globale dove progetto, industria e cultura dialogano in modo sempre più inclusivo. Non solo vetrina commerciale, ma piattaforma strategica per comprendere come cambiano gli spazi domestici e, con essi, gli stili di vita.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Numeri da primato e visione internazionale</h3>



<p>L’edizione 2026 registra il <strong>tutto esaurito</strong>: oltre <strong>1.900 espositori</strong>, di cui il <strong>36,6% dall’estero</strong>, 227 brand tra debutti e ritorni, su una superficie netta di <strong>169.000 metri quadrati completamente sold out</strong>. Un dato che racconta la solidità del sistema arredo italiano anche in uno scenario internazionale complesso.</p>



<p>“Le aziende che partecipano al Salone esportano circa il 68% della loro produzione – sottolinea la presidente Maria Porro – una percentuale superiore alle medie europee. L’impegno nell’attrarre operatori da tutto il mondo è oggi più forte che mai”.</p>



<p>La dimensione internazionale non è solo una cifra statistica, ma una postura culturale: il Salone si consolida come hub globale del progetto, capace di intercettare mercati e linguaggi differenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ritorno delle Biennali: cucina e bagno al centro</h3>



<p>Tra gli appuntamenti più attesi, il ritorno delle Biennali. <strong>EuroCucina</strong>, con l’area <strong>FTK – Technology For the Kitchen</strong>, ospiterà 106 brand provenienti da 17 Paesi, mentre il <strong>Salone Internazionale del Bagno</strong> riunirà 163 marchi da 14 nazioni.</p>



<p>Cucina e bagno si confermano così ambienti strategici nella ridefinizione dell’abitare: spazi ibridi, sempre più tecnologici, sostenibili e centrali nella progettazione contemporanea.</p>



<p>Accanto ai grandi marchi, spazio alle nuove generazioni con il <strong>SaloneSatellite</strong>, che vedrà protagonisti <strong>700 designer under 35</strong> e 23 scuole e università internazionali: un osservatorio privilegiato sulle tendenze emergenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il contract come nuova frontiera</h3>



<p>Se il retail mostra segnali di fragilità, il mondo contract apre prospettive interessanti. Il settore legno-arredo chiude il 2025 con un fatturato di <strong>52,2 miliardi di euro</strong>, in crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente, con un mercato interno a +1,8% (32,9 miliardi).</p>



<p>In questo scenario nasce <strong>Salone Contract</strong>, nuovo progetto affidato a <strong>Rem Koolhaas e David Gianotten (OMA)</strong>. Il 2026 sarà l’anno di avvicinamento alla presentazione strutturata del format, prevista per il 2027: ad aprile è già annunciata una Lectio di Koolhaas e un Forum internazionale dedicato. Un segnale chiaro: il design dialoga sempre più con l’architettura e con i grandi progetti dell’hospitality e degli spazi pubblici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Debutta il design da collezione</h3>



<p>Tra le novità più significative, il lancio di <strong>Salone Raritas</strong>, atlante del collectible design. Venticinque espositori porteranno in scena icone curate, pezzi unici, edizioni limitate e alta manifattura creativa, in un dialogo tra antiquariato e sperimentazione.</p>



<p>Il confine tra arredo e arte si fa sempre più sottile, intercettando un pubblico attento al valore culturale – oltre che funzionale – dell’oggetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’esperienza immersiva: “Aurea, an Architectural Fiction”</h3>



<p>Non mancherà la dimensione esperienziale. Al centro del percorso “A Luxury Way” debutterà <strong>“Aurea, an Architectural Fiction”</strong>, installazione firmata dallo studio parigino Maison Numéro 20, guidato da Oscar Lucien Ono.</p>



<p>Un hotel immaginario in cui il visitatore attraversa ambienti contrastanti: dal giardino d’inverno alla sala da pranzo surreale, dalla smoking lounge alla biblioteca con camino. Un racconto architettonico che traduce in scenografia il desiderio di emozione e narrazione nello spazio.</p>



<p>Il Salone del Mobile 2026 non è soltanto un evento fieristico: è un osservatorio privilegiato su come cambia il modo di abitare, progettare e vivere gli spazi. Tra sostenibilità, innovazione tecnologica e nuove ibridazioni culturali, Milano si conferma ancora una volta capitale mondiale del design.</p>



<p class="has-small-font-size">(Photo by Andrea Mariani)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dormi Avossa: dal 1979 il leader del riposo di qualità a Salerno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dormi-avossa-dal-1979-il-leader-del-riposo-di-qualita-a-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 15:50:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[avossa]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[divani salerno]]></category>
		<category><![CDATA[dormi avossa]]></category>
		<category><![CDATA[letti salerno]]></category>
		<category><![CDATA[materassi salerno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=233303</guid>

					<description><![CDATA[Dal 1979, Dormi Avossa è sinonimo di eccellenza italiana nel settore del riposo. Un’azienda salernitana che da oltre quarant’anni unisce tradizione artigianale, innovazione tecnologica e attenzione al cliente, offrendo soluzioni [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal 1979, <strong><a href="https://dormiavossa.com/" data-type="link" data-id="https://dormiavossa.com/">Dormi Avossa </a></strong>è sinonimo di eccellenza italiana nel settore del riposo. Un’azienda salernitana che da oltre quarant’anni unisce tradizione artigianale, innovazione tecnologica e attenzione al cliente, offrendo soluzioni dedicate al benessere notturno e al comfort domestico.</p>



<p>«Il nostro obiettivo principale è sensibilizzare le persone sull’importanza del corretto riposo, elemento imprescindibile per la salute», spiegano i responsabili dell’azienda. E per raggiungerlo, Dormi Avossa propone ogni giorno prodotti studiati per prevenire e risolvere le principali patologie della schiena, con materassi traspiranti, anallergici, antiacaro, indeformabili e termoregolatori.</p>



<p><strong>Materassi su misura e dispositivi medici certificati</strong></p>



<p>L’offerta dell’azienda è vasta e completa: materassi in memory foam, lattice, lana e multimolle di ultima generazione, sia singoli che matrimoniali, tutti anatomici e studiati per garantire un riposo di qualità. Ogni materasso è realizzato artigianalmente e può essere personalizzato in termini di rigidità e rivestimenti.</p>



<p>Non mancano i materassi sagomati per barche e yacht, pensati per adattarsi a spazi e forme particolari, con strati specifici anticondensa, espansi e memory foam per un comfort ottimale anche in ambienti nautici.</p>



<p><strong>Letti, reti e poltrone relax: il benessere a 360 gradi</strong></p>



<p>Dormi Avossa non si limita ai materassi. I letti a contenitore permettono di sfruttare lo spazio in modo intelligente, conservando piumini e cuscini. Le reti ortopediche, sia manuali che motorizzate, offrono supporto personalizzato e tecnologia di ultima generazione con doghe basculanti, assenza di viti e materiali pregiati.</p>



<p>Le poltrone relax elettriche e reclinabili, disponibili nel punto vendita di Salerno, rappresentano un’altra eccellenza dell’azienda: combinano design e funzionalità, alleggerendo la schiena e migliorando la qualità della vita di anziani e adulti. Il cliente può provarle direttamente in negozio, ricevere una consulenza professionale e approfittare di promozioni e sconti dedicati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Promozioni speciali e prezzi competitivi</strong></h2>



<p><strong>Dormi Avossa si distingue anche per le promozioni costanti: al momento è possibile approfittare di offerte imperdibili, tra cui:</strong> <br>• Materasso matrimoniale in memory: 159 €<br>• Poltrona relax elettrica a due motori: da 349 €<br>• Letto matrimoniale contenitore: 299 €<br>• Divano letto tre posti: 559 €<br>• Camera completa matrimoniale: 699 €<br>• Camera a ponte: 699 €<br>• Biancheria scontata fino al 70%</p>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/ledwall-AVOSSA_260206_162633-1.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="Incorporamento di TUTTE LE PROMOZIONI QUI."></object><a id="wp-block-file--media-30ea920d-eb19-4659-863e-f23897d2a8f8" href="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/ledwall-AVOSSA_260206_162633-1.pdf">TUTTE LE PROMOZIONI QUI</a><a href="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/02/ledwall-AVOSSA_260206_162633-1.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download aria-describedby="wp-block-file--media-30ea920d-eb19-4659-863e-f23897d2a8f8">Download</a></div>



<p>Ogni prodotto è realizzato su misura e può essere personalizzato in termini di design, rivestimento e funzionalità, garantendo comfort e qualità a prezzi competitivi.</p>



<p><strong>Made in Italy e attenzione al cliente</strong></p>



<p>Dormi Avossa fonda il suo successo sull’attenzione al cliente, l’innovazione costante e la qualità dei materiali, tutti interamente made in Italy. Ogni soluzione proposta è pensata per garantire il massimo comfort senza gravare sul portafoglio: un vantaggio competitivo che unisce eccellenza artigianale e prezzi contenuti.</p>



<p>«Ascoltiamo i bisogni dei nostri clienti per fornire prodotti che rispondano alle principali esigenze, dal supporto ortopedico alla termoregolazione, fino al design personalizzato», spiegano dall’azienda.</p>



<p>Con oltre 40 anni di esperienza, Dormi Avossa si conferma un punto di riferimento per chi cerca soluzioni complete per il riposo, dalla camera da letto al living, fino al mondo nautico. La combinazione di innovazione tecnologica, consulenza professionale e prodotti personalizzati ha reso l’azienda un leader a Salerno e in tutta la provincia, capace di soddisfare sia clienti privati che settori specializzati come il nautico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Materassi per barche e yacht: Dormi Avossa porta il comfort anche in mare</h3>



<p>Oltre all’ampia gamma di materassi per uso domestico, Dormi Avossa propone anche materassi sagomati su misura per barche e yacht, pensati per rispondere alle esigenze specifiche dell’ambiente nautico. Su imbarcazioni e yacht le superfici di riposo hanno spesso forme irregolari o spazi ridotti: proprio per questo un materasso standard non è adatto. I prodotti realizzati su misura dall’azienda offrono una perfetta aderenza alle geometrie particolari delle cabine e dei vani letto. &nbsp;</p>



<p>CONTATTI </p>



<p><a href="https://www.google.it/maps/place/Dormi+Avossa+-+Materassi/@40.656075,14.8029156,17z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x133bc28ecef94603:0xdb699afa9260888f!8m2!3d40.656071!4d14.8051043" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Via Parmenide, 84129 &#8211; Salerno (SA)</a></p>



<p><a href="mailto:avossamaterassi@libero.it%20">avossamaterassi@libero.it</a></p>



<p><a href="tel:+393495267587">Cell: +39 349 526 7587</a></p>
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