
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Lifestyle | Giornale del Cilento</title>
	<atom:link href="https://www.giornaledelcilento.it/category/lifestyle/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.giornaledelcilento.it</link>
	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Sat, 18 Jul 2026 13:06:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.5</generator>
	<item>
		<title>Successo a Foggia per la sarnese Ines Adiletta: secondo posto al premio letterario contro la violenza sui minori </title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/successo-a-foggia-per-la-sarnese-ines-adiletta-secondo-posto-al-premio-letterario-contro-la-violenza-sui-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 11:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[poetessa ines adiletta]]></category>
		<category><![CDATA[premio letterario]]></category>
		<category><![CDATA[sarno]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sui minori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253328</guid>

					<description><![CDATA[Ci sono silenzi che fanno rumore, parole capaci di squarciare l&#8217;indifferenza e versi che si fanno carico del dolore più indicibile, restituendo dignità e ascolto a chi non ha voce. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono silenzi che fanno rumore, parole capaci di squarciare l&#8217;indifferenza e versi che si fanno carico del dolore più indicibile, restituendo dignità e ascolto a chi non ha voce. È lungo questo solco di profonda responsabilità civile e sensibilità artistica che si colloca il prestigioso riconoscimento attribuito lo scorso 20 giugno alla poetessa sarnese Ines Adiletta, che a Foggia ha conquistato il secondo premio per la poesia (Sezione B &#8211; Violenza Minori) nella VII edizione del premio internazionale di letteratura e arti visive &#8220;Ciò che Caino non sa&#8221;, organizzato dall&#8217;Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche con l&#8217;alto patrocinio delle massime cariche dello Stato.</p>



<p>Il componimento premiato, intitolato &#8220;Mani piccole d’inverno&#8221;, affronta con straordinaria delicatezza e fermezza una realtà drammatica e troppo spesso sommersa: la violenza e l&#8217;abuso sui minori. L&#8217;opera è riuscita a toccare le corde più profonde della commissione giudicatrice, distinguendosi per la capacità di tradurre in arte un impegno etico e umano imprescindibile.</p>



<p>La giuria, attraverso la nota critica a cura di Laura Pavia, ha così motivato il premio, cogliendo l&#8217;essenza più profonda della lirica: «La poesia consegna al lettore la rabbia dell’impotenza che ferisce un bambino, caricando così la scrittura della responsabilità di una sofferenza che non si esaurisce nel tempo, ma prosegue nel disagio di un futuro che ha imparato il silenzio».</p>



<p>Un riconoscimento che va ben oltre il semplice valore accademico e che certifica il potere della parola scritta come specchio e coscienza della società. Visibilmente commossa ed emozionata, l&#8217;autrice ha voluto condividere il senso profondo di questo traguardo, sottolineando la natura intima e al contempo collettiva dell&#8217;ispirazione poetica. «Ho vissuto un momento davvero speciale e sono felice, emozionata e profondamente grata», ha dichiarato Ines Adiletta. «<em>Quando scriviamo, spesso lo facciamo nel silenzio, senza sapere dove arriveranno le nostre parole. Sapere che queste parole hanno trovato ascolto e riconoscimento è una grande soddisfazione. Ma ciò che mi ha emozionato maggiormente è stata la motivazione del premio. Leggerla mi ha fatto capire che la giuria ha colto il senso più profondo della mia poesia: dare voce a un’infanzia ferita, raccontare quella sofferenza che spesso resta nascosta e quel silenzio che può accompagnare il dolore dei bambini anche nel loro futuro</em>».</p>



<p>La poetessa sarnese ha poi rimarcato il ruolo sociale dell&#8217;arte: «<em>La poesia affronta un tema doloroso e delicato, una realtà che non dovrebbe mai essere ignorata. Per questo il riconoscimento assume per me un significato ancora più grande: è la conferma che la poesia può essere non solo espressione artistica, ma anche strumento di riflessione, sensibilizzazione e responsabilità umana. Ringrazio l’Accademia, la giuria, la presidente del premio Maria Teresa Infante La Marca, il presidente di commissione, Massimo Massa, e tutti coloro che credono nel valore della cultura e della parola. Dedico questa gioia a tutti i bambini che hanno diritto a crescere nell’amore, nel rispetto e nella serenità</em>».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il fascino del copricostume: protagonista silenzioso dell&#8217;estate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-fascino-del-copricostume-protagonista-silenzioso-dellestate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 17:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[copricostume]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253261</guid>

					<description><![CDATA[Per anni è stato considerato un semplice accessorio da infilare sopra il bikini per raggiungere il bar sulla spiaggia o passeggiare sul lungomare. Oggi il copricostume ha conquistato un ruolo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per anni è stato considerato un semplice accessorio da infilare sopra il bikini per raggiungere il bar sulla spiaggia o passeggiare sul lungomare. Oggi il copricostume ha conquistato un ruolo da protagonista nel guardaroba estivo, trasformandosi in un capo glamour capace di unire praticità, eleganza e personalità.</p>



<p>Leggero, versatile e raffinato, il copricostume è ormai molto più di un complemento da mare. È il dettaglio che definisce lo stile delle vacanze, permettendo di passare con naturalezza dalla spiaggia all&#8217;aperitivo, dal lido a una passeggiata al tramonto, senza rinunciare a un look curato.</p>



<p>Le tendenze di questa stagione puntano su tessuti impalpabili come lino, cotone, mussola e crochet, capaci di regalare movimento e freschezza anche nelle giornate più calde. Accanto ai classici caftani lunghi trovano spazio kimono stampati, chemisier oversize, parei annodati in modi sempre nuovi e abiti in rete che lasciano intravedere il costume con discrezione e sensualità.</p>



<p>Anche la palette cromatica racconta l&#8217;estate. I toni neutri – bianco, sabbia, écru e beige – si alternano a fantasie tropicali, motivi floreali e richiami mediterranei, mentre non mancano colori vivaci come corallo, turchese, lime e fucsia, perfetti per chi ama osare.</p>



<p>Il segreto del successo del copricostume è la sua capacità di adattarsi a ogni occasione. Indossato con sandali bassi e una maxi bag diventa l&#8217;alleato ideale per una giornata al mare; abbinato a gioielli dorati, espadrillas o sandali gioiello e una cintura in vita può trasformarsi in un outfit perfetto anche per un pranzo vista mare o un aperitivo in spiaggia.</p>



<p>Più che una semplice protezione dal sole, il copricostume è diventato un&#8217;espressione di stile. Valorizza la silhouette senza costringerla, accompagna i movimenti con leggerezza e aggiunge un tocco di eleganza rilassata che rappresenta perfettamente lo spirito dell&#8217;estate.</p>



<p>Perché il vero lusso della bella stagione non è soltanto indossare il costume giusto, ma sentirsi impeccabili anche nei momenti di relax. E il copricostume, oggi più che mai, è il capo che racconta questa nuova idea di eleganza informale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La foto che unisce due generazioni: la vera storia dello scatto del 2007 con Messi e il piccolo Lamine Yamal</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-foto-che-unisce-due-generazioni-la-vera-storia-dello-scatto-del-2007-con-messi-e-il-piccolo-lamine-yamal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 11:47:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[messi yamak]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253138</guid>

					<description><![CDATA[Una foto scattata nel 2007 è diventata, anni dopo, una delle immagini più iconiche del calcio. Lo scatto mostra un ventenne Lionel Messi mentre tiene in braccio e fa il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una foto scattata nel 2007 è diventata, anni dopo, una delle immagini più iconiche del calcio. Lo scatto mostra un ventenne <strong>Lionel Messi</strong> mentre tiene in braccio e fa il bagnetto a un neonato: quel bambino è <strong>Lamine Yamal</strong>, oggi tra i talenti più brillanti del calcio mondiale.</p>



<p>La fotografia è autentica e fu realizzata dal fotografo <strong>Joan Monfort</strong> durante una campagna benefica organizzata dal quotidiano <em>Sport</em>, dalla Fondazione FC Barcelona e dall&#8217;UNICEF. Le famiglie partecipanti vennero abbinate casualmente ai giocatori del Barcellona e, per una straordinaria coincidenza, il piccolo Yamal fu fotografato proprio con Messi.</p>



<p>Per quasi diciassette anni l&#8217;immagine rimase sconosciuta. Tornò alla ribalta nel 2024, quando il padre di Lamine Yamal la pubblicò sui social mentre il figlio stava incantando gli Europei con la Spagna. Da quel momento la foto fece il giro del mondo.</p>



<p>Oggi quello scatto è considerato il simbolo del passaggio di testimone tra due generazioni: da Lionel Messi, uno dei più grandi calciatori di sempre, a Lamine Yamal, il talento destinato a guidare il futuro del Barcellona e del calcio internazionale.</p>



<p>Foto: <a href="https://aristeguinoticias.com/1007/deportes/es-real-la-foto-de-messi-banando-a-lamine-yamal-esta-es-la-historia/">https://aristeguinoticias.com/1007/deportes/es-real-la-foto-de-messi-banando-a-lamine-yamal-esta-es-la-historia/</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Estate in casa: la poltrona in rattan che trasforma ogni angolo in una piccola vacanza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-in-casa-la-poltrona-lounge-che-trasforma-ogni-angolo-in-una-piccola-vacanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 11:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[home decor]]></category>
		<category><![CDATA[poltrona lounge]]></category>
		<category><![CDATA[ratten chairs]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=253016</guid>

					<description><![CDATA[C’è un arredo che più di altri interpreta lo spirito dell’estate: la poltrona in rattan. Comoda e capace di creare immediatamente un’atmosfera rilassata, è il pezzo ideale per trasformare un [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’è un arredo che più di altri interpreta lo spirito dell’estate: la poltrona in rattan. Comoda e capace di creare immediatamente un’atmosfera rilassata, è il pezzo ideale per trasformare un angolo della casa in uno spazio dedicato al benessere.</p>



<p>Nata per vivere all’aperto, oggi la poltrona lounge supera i confini di terrazzi e giardini e conquista anche gli interni. Il motivo è semplice: materiali naturali, forme morbide e tessuti materici rispondono al desiderio sempre più forte di ambienti accoglienti, luminosi e in sintonia con la natura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fibre naturali e tonalità leggere: il linguaggio dell’estate</h2>



<p>Rattan, vimini, legno chiaro e intrecci artigianali sono tra i protagonisti della stagione. Questi materiali aggiungono profondità agli spazi senza appesantirli e si abbinano facilmente a palette estive fatte di beige, sabbia, bianco caldo e colori ispirati alla terra.</p>



<p>Una poltrona dalle linee arrotondate può diventare il punto focale di un soggiorno minimal, un angolo lettura vicino a una finestra o una seduta speciale in veranda. Bastano un cuscino in lino, una coperta leggera e una lampada dalla luce morbida per creare un piccolo rifugio domestico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un arredo pensato per vivere lentamente</h2>



<p>La tendenza dell’estate 2026 guarda sempre più a una casa che non sia solo bella da vedere, ma anche piacevole da abitare. La poltrona lounge interpreta proprio questa filosofia: invita a rallentare, leggere, ascoltare musica o semplicemente concedersi una pausa.</p>



<p>Il suo punto di forza è la versatilità: può accompagnare la stagione calda negli spazi outdoor e continuare a vivere in casa durante tutto l’anno, adattandosi a diversi stili, dal mediterraneo contemporaneo al nordico più essenziale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come sceglierla</h2>



<p>Per un risultato elegante e senza tempo, meglio puntare su:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una struttura solida ma visivamente leggera;</li>



<li>materiali resistenti e piacevoli al tatto;</li>



<li>proporzioni generose, capaci di garantire comfort;</li>



<li>colori neutri facilmente abbinabili.</li>
</ul>



<p>Il vero lusso estivo non è riempire gli spazi, ma creare luoghi in cui stare bene. E una poltrona lounge, con il suo invito al relax, può diventare proprio quel dettaglio che trasforma una stanza in un’esperienza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Edifici sempre più “verdi”: perché case, uffici e cantieri cercano il bollino della sostenibilità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/edifici-sempre-piu-verdi-perche-case-uffici-e-cantieri-cercano-il-bollino-della-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 10:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[edifici green]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252920</guid>

					<description><![CDATA[Per anni parlare di “edificio green” ha significato soprattutto parlare di consumi energetici: bollette più basse, cappotti termici, pannelli solari, classi energetiche migliori. Oggi, però, l’asticella si sta alzando. Case, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per anni parlare di “edificio green” ha significato soprattutto parlare di consumi energetici: bollette più basse, cappotti termici, pannelli solari, classi energetiche migliori. Oggi, però, l’asticella si sta alzando.</p>



<p>Case, uffici, hotel, scuole, stabilimenti produttivi e cantieri vengono valutati sempre più spesso anche per la qualità dei materiali utilizzati, le emissioni generate lungo il ciclo di vita, la salubrità degli ambienti interni, la gestione dell’acqua, il comfort degli occupanti, la tracciabilità dei prodotti e la capacità di dimostrare con dati oggettivi le proprie prestazioni ambientali.</p>



<p>È in questo scenario che&nbsp;<strong>cresce l’interesse per le certificazioni di sostenibilità degli edifici, come&nbsp;</strong><a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEzzGOgzAQheHT2CWaGYzBhYttfI3IMBMykoHIJily-hUrrVI_6dP7OeI0gYiViOPkgMghWtmyllt7CutHj10iuJ5mGPrAxsHWVk_dJqyZuUprnZ72Edm7gDSFBXmhHhHlzpy9B48YMmSrkYA8jOggOD9g58iHPABnuo8O5v6ymWt3lPLaLrTEx3k-m-l_DCVD6X8wlJrUt37UUJpfWlj3tRlKRYQNJVtjFc5_342DVY-65yIsZdEi-3lc-DfvphxpGkII9oz2Hek3AAD__0KnVqM" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>LEED</strong></a><strong>,&nbsp;</strong><a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEz82KwzAMBOCnsY9BVpQfH3zYS16jqCslFThJsd0e-vRLFpa9DQx8zEgK8wyqXlOYZgJECsHrzpZv9aliHzsPTUA93mHooziCvW4jdruKsUjRWjtr_pEiKq_KExJzBJ5pJaV-iizCNJB6Swg4whQIIo1D6AjHyAMI4zoR3PvLFindmfNrv9CcHq09q-u_HC4Ol7_C4VK1vO1jDpf7y7LYsdUrF1XeHS6-pKLCv-sdwWZnOTiraP62rEc7L_7_4M0k4TzEGH1L_p3wJwAA__-ZNVhI" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>BREEAM</strong></a><strong>&nbsp;e&nbsp;</strong><a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEz8GKwyAQxvGn0WMYRxPjwcNefI1iOpN0wCRFbRf69EsWlj1_8OP7UzTzDMyao_GzA0RnjOY9S7m1J5N85Dw4grO4wGgDKQd72yYcdibJRJVbG6TrR0Racs4w3Zc7hHX1ZCyHYK3h4A161hIRcAJvHAQ3jWZwOIU8AmVcvYPFXjZRHc5SXvuFlvjo_dmU_VKYFKa_QWFqXN_yEYVpeUkhObamMH1zKQqTrrEy5d_vysEmZz1yYeJyl8JHPy_8P-8mFHEeQwi6R_2O-BMAAP__yKZXWw" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>WELL</strong></a>, e per strumenti tecnici come LCA, EPD e mappature dei materiali. Non si tratta più solo di ottenere un “bollino” da esibire, ma di costruire un sistema di informazioni verificabili, utile a committenti, progettisti, imprese, investitori e produttori di materiali.</p>



<p>“Il settore delle costruzioni sta vivendo un cambio di prospettiva”, spiega&nbsp;<strong>Davide Treghini, Co-Founder di Ollum</strong>, società di consulenza ESG. “La sostenibilità di un edificio non si misura più solo guardando ai consumi in fase d’uso. Conta sempre di più l’intero ciclo di vita: da come vengono scelti i materiali a come viene progettato il cantiere, fino alla gestione dell’edificio nel tempo”.</p>



<p><strong>Cosa rende davvero sostenibile un edificio</strong></p>



<p>La sostenibilità degli edifici è diventata un tema più ampio e misurabile. La classe energetica resta importante, ma non basta più da sola a raccontare la qualità ambientale di un immobile.</p>



<p>Oggi un edificio viene valutato anche per le emissioni incorporate nei materiali, la provenienza dei prodotti da costruzione, la presenza di dichiarazioni ambientali verificate, la qualità dell’aria interna, l’efficienza idrica, la resilienza climatica e la capacità di ridurre gli impatti lungo tutto il ciclo di vita.</p>



<p>Per questo cresce l’attenzione verso strumenti che permettono di misurare la&nbsp;<a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEz71u7CAQxfGnge5aw_CxpqC4jV9jBcx4dyRsVoakyNNHGylKfaSfzp-SWVdg1pzMbXWA6IzRfGRp9_Fiki_pJydwFgt4G0k5OMYj4HIwSSa6eIxFpn4m7_cdSq1cvAu2RqglehvYWMyluFVLQsAAN-MguuDN4jDE7IEy7jcHxb5tomvprX0cb7Sl55yvoex_hZvC7XdQuJXWHwq30cfkU4o0mfkfk-xSReGmr3Qx5Z_3ysFD-nXmxsStSuNz9jf_F3gXSrj6GKOeSX8m_A4AAP__gaZYUQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>sostenibilità degli edifici</strong></a>&nbsp;in modo più completo. L’obiettivo non è solo progettare edifici meno energivori, ma dimostrare in modo trasparente le prestazioni ambientali dell’intero progetto.</p>



<p>In questa direzione si muovono anche le principali certificazioni internazionali.&nbsp;<a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEj0FurDAQRE9j7wa1G9vgRS_-hmuMDN0wLRkYGf8scvqIRFG29aRXVUxuHEHECrlh9IDonbOyZy3P6y2sn3oeQuB7nCH0iY2H_doidruwZuYq19Vpsy8aXcYFlxVTDGHlxCmKhCH67CIGTlYJASMMzkPyMbjOY0w5AGdcBw9zf7uZa3eW8n-_pYVerb0v0_8zOBmcfoHBaS7nZnBapDZddcnfOx9FhB_Cd6IGJ1upCv8w42HTsx65CEtZtMjRzrvk7-ZTmXAMKSXbyH4QfgUAAP__P_5Z-Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>La certificazione LEED</strong></a><strong>, ad esempio</strong>,&nbsp;<strong>valuta diversi aspetti della sostenibilità edilizia</strong>: energia, materiali, qualità ambientale interna, acqua, sito, innovazione e gestione del progetto. Come spiega&nbsp;<strong>USGBC</strong>, il&nbsp;<em>U.S. Green Building Council</em>, l’organizzazione che ha sviluppato il sistema di certificazione LEED, con LEED v5 già disponibile e la progressiva transizione dalle versioni precedenti, il mercato conferma una direzione chiara: più attenzione a decarbonizzazione, salute, resilienza e performance misurabili.</p>



<p><strong>Edifici certificati, in Italia quasi il 30% in più in un anno</strong></p>



<p>Il fenomeno è confermato anche dai numeri. Secondo i dati diffusi da USGBC/GBCI, nel 2024 l’Italia ha certificato&nbsp;<strong>174 progetti LEED</strong>, per oltre&nbsp;<strong>2,1 milioni di metri quadrati</strong>, entrando all’ottavo posto nella classifica mondiale dei Paesi e delle regioni più attivi su LEED al di fuori degli Stati Uniti. Nel 2023 i progetti certificati erano 135: in un solo anno, quindi, il numero di certificazioni è cresciuto di circa&nbsp;<strong>il 29%</strong>. Un segnale che mostra come la sostenibilità degli edifici stia diventando sempre più un criterio competitivo, non solo ambientale.</p>



<p><strong>La spinta europea: EPBD e CPR cambiano il contesto</strong></p>



<p>La crescita dell’interesse per gli edifici sostenibili non nasce solo da una maggiore sensibilità ambientale. Arriva anche da un&nbsp;<strong>quadro normativo europeo sempre più orientato</strong>&nbsp;a misurare e ridurre gli impatti del settore costruzioni.</p>



<p><strong>La nuova&nbsp;</strong><a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEz8GOrCAQheGngZ0GylJgweJufI0OWNV2Jagd4PZinn7iJJNZn-Q_-Sha7w2z5midRwOA1mo-kpRHezPJl1wnR4MTZDNPgRSao-0LjAeTJKLKrY3S9SuS90B-Q5fzBIzebcvMaNnR7JbJPbVEMLAYZ9EEXGY7IiwhzYYSPB2aPN1tojpepfw_7miJr97fTU3_FKwK1t9BwZrLtStYSSr3Lp80bKnxsFfmc-B3pkE-g_RUJClYdY2VKf1YFJpdrnqmwsRlk8Jnv-6zP-5DKIKfQwi6R_2J8B0AAP__FzVctQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici</strong></a>, conosciuta come EPBD o “Direttiva Case Green”,&nbsp;<strong>punta a migliorare le prestazioni del patrimonio edilizio</strong>&nbsp;e ad accompagnare il settore verso edifici a emissioni zero. Ma il cambiamento non riguarda solo l’energia consumata durante l’uso dell’edificio: cresce anche l’attenzione verso le emissioni generate prima, durante e dopo la vita utile dell’immobile.</p>



<p>In parallelo,&nbsp;<strong>il&nbsp;</strong><a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEzzFurjAQBODT2N1D6_WCcbHFa7jGL8Mu_JYMRoakyOkjIkWpZ_RpRtiNI6haZRdGAkRyzuqecnldp0r-yvVQBvI4Q--jGIL92gbsdpWcRJpeV5dv-2Zxya89yjIE8i4gJYiyOpUVg1v8bDMj4ADBEUQaetcRDjH1IAnXQDD7xxZpXS3lY3_Qwu_7Pi_j_xucDE6_gcFpLnUzODXdakm7Hnf9t5zN4GQbN5X0s9sQbLm2IxUVLUsuT--B_669sjCOfYzR3mw_Gb8DAAD__zI1VbY" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione</strong></a><strong>&nbsp;introduce un’evoluzione importante</strong>&nbsp;anche per i produttori di materiali e componenti edilizi. Il CPR rafforza il ruolo delle informazioni tecniche e ambientali sui prodotti, con un percorso che porterà a dichiarazioni più complete, maggiore tracciabilità e sviluppo del passaporto digitale per i prodotti da costruzione.</p>



<p>Questo significa che progettisti e imprese avranno sempre più bisogno di dati affidabili sui materiali che utilizzano. Allo stesso tempo, i produttori dovranno essere in grado di fornire documentazione chiara, verificabile e coerente con i requisiti richiesti dal mercato, dalle normative e dai protocolli di certificazione.</p>



<p><strong>Materiali, dati e certificazioni: la nuova competitività dell’edilizia</strong></p>



<p>La sostenibilità degli edifici si gioca sempre di più anche nella scelta dei materiali. Calcestruzzo, acciaio, laterizi, isolanti, serramenti, pavimenti, rivestimenti, arredi e componenti tecnici non vengono valutati solo per prezzo e prestazioni funzionali, ma anche per impatto ambientale, contenuto riciclato, durabilità, provenienza e documentazione disponibile.</p>



<p>In questo contesto, strum<strong>enti come le&nbsp;</strong><a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEj7GOwyAQRL8GSmtZg80WFNf4NyLsXScr4TgCLkW-_uSTTte-kd7McHIxgoiV5OboAdE7Z-XIWm7tJawfPZ-SwI-4QhiJjYej3SccDmHNzFVaG7TbR9q3TCCr5EAUt30m73hixpUpOr8GqwkBJ5idB_JTcIPHiXIAzrjPHtbxcjPX4Szl-7ikJT16fzUzfhlcDC5_gcGlSX3rRw0um9Suu275mnoBebHBxdZUhX-hGA93PeszF2EpmxZ59vMq-L94U04YAxHZnuw74U8AAAD__2t7WTc" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Dichiarazioni Ambientali di Prodotto</strong></a><strong>&nbsp;diventano sempre più strategici</strong>. Una EPD consente infatti di comunicare in modo verificato gli impatti ambientali di un prodotto lungo il ciclo di vita e può supportare l’accesso a gare, CAM, protocolli di certificazione e richieste di filiera.</p>



<p>Anche per i committenti e gli studi di progettazione cresce il bisogno di un approccio strutturato. Percorsi di&nbsp;<a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEz0GOgzAMheHTJEvkGBPIwovZcI0qjF1qKUCV0C56-hEjjWb9pE_vFw7TBKpeOYwTASKF4HXLVm7tqWIfO3ZloB4XGPokjmBra8RuU7EsUrW1zk7_4CVSCjGp9DnDnUjyoioS04gqIpM3RsAIYyBIFIfQEcaUB5CM95Fg6S9bpHZHKa_tQgs_zvPZXP_lcHY4_w0O56b1bR9zOC8vK2L72hzOvnJVyb-nHcFqR91zUdHybUX387jU_66bCeM0pJT8yf7N-BMAAP__0pNVpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>certificazione green per edifici</strong></a><strong>&nbsp;</strong>permettono di impostare fin dalle prime fasi del progetto una strategia coerente: scelta del protocollo, analisi dei requisiti, raccolta documentale, coordinamento dei fornitori, verifica dei materiali e gestione delle evidenze tecniche.</p>



<p>“Molte aziende si avvicinano alle certificazioni perché ricevono una richiesta da un cliente, da un investitore o da una gara”, aggiunge Treghini. “Ma il valore vero nasce quando la certificazione diventa uno strumento di progettazione e non solo un adempimento finale. Se i dati vengono raccolti troppo tardi, il rischio è scoprire criticità quando il progetto è già avanzato”.</p>



<p>In un settore chiamato a ridurre consumi, emissioni e impatti ambientali,&nbsp;<strong>il bollino della sostenibilità non è più solo un simbolo</strong>. È sempre più spesso la parte visibile di un lavoro fatto di misurazioni, documenti, scelte progettuali e dati verificabili.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cilento-Germania, andata e ritorno: partì giovanissimo da Morigerati, ai 70 anni invita tutto il paese</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-germania-andata-e-ritorno-parti-giovanissimo-da-morigerati-ai-70-anni-invita-tutto-il-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 09:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252772</guid>

					<description><![CDATA[Ha lasciato Morigerati cinquantadue anni fa, quando aveva appena diciotto anni. Una famiglia numerosa, la necessità di lavorare e il desiderio di costruirsi un futuro lo portarono a fare le [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Ha lasciato Morigerati cinquantadue anni fa, quando aveva appena diciotto anni. Una famiglia numerosa, la necessità di lavorare e il desiderio di costruirsi un futuro lo portarono a fare le valigie e a partire per la Germania, come tanti giovani del Sud in quegli anni. Da allora, <strong>Pasquale Stoduto</strong> ha costruito la sua vita a Geislingen, dove oggi é proprietario di un’importante e rinomata gelateria.</p>



<p class="p3">Eppure, nonostante una vita costruita lontano dall’Italia, le sue radici sono rimaste ben salde. Pasquale non ha mai smesso di tornare a Morigerati per trascorrere le vacanze e ritrovare gli affetti di sempre. A <strong>Geislingen</strong>, città a una cinquantina di chilometri da Stoccarda, vive inoltre una piccola comunità di emigrati provenienti da Morigerati e soprattutto da Sicilì.</p>



<p class="p3">Quest’anno, in occasione del suo settantesimo compleanno, ha voluto festeggiare proprio a Morigerati, il paese che gli ha dato i natali. Ma c’è un particolare che rende questa storia ancora più bella. Pasquale Stoduto ha voluto che a condividere con lui questo traguardo ci fossero tutte le circa 200 anime del piccolo borgo cilentano. Non solo parenti e amici più stretti, dunque, ma un intero paese.</p>



<p class="p3">La risposta non si è fatta attendere: centinaia di persone, anche dei paesi vicini, come Santa Marina, Casaletto Spartano e Sanza, hanno preso parte alla festa, durante la quale non sono mancate le sorprese organizzate dai familiari e dagli amici, tra emozioni e ricordi. A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera ci hanno pensato anche i fuochi d’artificio, che hanno illuminato il cielo e chiuso una serata destinata a rimanere nel cuore di molti.</p>



<p class="p3">Per l’occasione, anche l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Guido Florenzano ha voluto ringraziare Pasquale Stoduto una targa celebrativa, quale segno di riconoscenza per il profondo legame mantenuto con la sua terra d’origine.</p>



<p class="p3">Pasquale, partito giovane con una valigia piena di speranze, tornato con una vita costruita e un paese intero pronto ad abbracciarlo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cappelli estate 2026: i modelli di tendenza per donna e uomo, dal panama al bucket hat</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cappelli-estate-2026-i-modelli-di-tendenza-per-donna-e-uomo-dal-panama-al-bucket-hat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 08:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[cappelli 2026]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252782</guid>

					<description><![CDATA[Ogni estate ha il suo accessorio simbolo e nel 2026 il cappello si conferma tra i protagonisti assoluti del guardaroba. Non è più soltanto un alleato contro il sole, ma [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ogni estate ha il suo accessorio simbolo e nel 2026 il cappello si conferma tra i protagonisti assoluti del guardaroba. Non è più soltanto un alleato contro il sole, ma un dettaglio di stile capace di definire un outfit, valorizzare il viso e dare carattere anche agli abbinamenti più semplici.</p>



<p>Le collezioni Primavera/Estate 2026 raccontano una moda che guarda alla leggerezza, ai materiali naturali e a un&#8217;eleganza rilassata. Sulle passerelle e nello street style dominano paglia intrecciata, lino, rafia e cotone, con tonalità ispirate alla natura: beige, sabbia, panna, bianco ottico, verde salvia e azzurro cielo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Panama resta un&#8217;icona senza tempo</h2>



<p>Tra i modelli più amati continua a distinguersi il cappello Panama, sinonimo di eleganza estiva. Da indossare con un completo in lino, una camicia bianca o un abito leggero, rappresenta la scelta ideale per cerimonie, aperitivi sul mare e vacanze.</p>



<p>Nonostante il nome, il vero Panama viene realizzato artigianalmente in Ecuador con fibre di palma toquilla, una tradizione che ne fa ancora oggi uno degli accessori più raffinati del panorama fashion.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cappelli di paglia, il grande classico dell&#8217;estate</h2>



<p>È impossibile immaginare la bella stagione senza un cappello di paglia. I modelli a tesa larga conquistano soprattutto il pubblico femminile, regalando un&#8217;eleganza senza tempo e una maggiore protezione dal sole.</p>



<p>Le versioni fedora, invece, mettono d&#8217;accordo uomini e donne grazie alla loro versatilità. Si abbinano con facilità a pantaloni in lino, camicie leggere, maxi dress e persino ai costumi da bagno per un look da resort.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bucket hat, il casual continua a conquistare</h2>



<p>Il bucket hat, il celebre cappello &#8220;a pescatore&#8221;, continua a essere uno degli accessori più richiesti, soprattutto tra i più giovani.</p>



<p>Le nuove collezioni lo propongono in cotone biologico, lino e tessuti tecnici ultraleggeri, con colori neutri oppure tinte vivaci come arancio, verde lime e blu elettrico. È perfetto per i festival musicali, i weekend fuori porta e le giornate al mare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Baseball cap: sempre più elegante</h2>



<p>Il cappellino da baseball si allontana definitivamente dal solo mondo sportivo.</p>



<p>I modelli del 2026 puntano su linee pulite, ricami discreti e materiali premium come lino e cotone spazzolato. Sempre più spesso viene abbinato a blazer destrutturati, polo e pantaloni chino, dimostrando come anche un accessorio casual possa diventare raffinato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per lei: tese larghe e dettagli romantici</h2>



<p>Tra le tendenze donna tornano protagonisti i cappelli oversize, ispirati al fascino delle dive degli anni Sessanta.</p>



<p>Fiocchi, nastri tono su tono, lavorazioni in rafia e intrecci artigianali impreziosiscono i modelli più ricercati, mentre le linee morbide si sposano perfettamente con abiti in lino, gonne lunghe e sandali bassi.</p>



<p>Per chi preferisce uno stile più urbano, invece, il bucket hat e il baseball cap si confermano le scelte ideali da abbinare a jeans, top in cotone e sneakers.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per lui: essenzialità e materiali naturali</h2>



<p>La moda maschile punta sulla semplicità.</p>



<p>Fedora in paglia, Panama e cappelli in lino sono i protagonisti della stagione, soprattutto nelle tonalità naturali come sabbia, tortora, verde oliva e blu navy.</p>



<p>Sono accessori che completano con eleganza look estivi composti da camicie in lino, bermuda sartoriali e mocassini, senza rinunciare al comfort.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come scegliere il cappello giusto</h2>



<p>Oltre alle tendenze, è importante scegliere il modello più adatto alla forma del viso.</p>



<p>Chi ha un viso rotondo può valorizzarsi con cappelli dalle linee più strutturate, come fedora e Panama. I visi ovali si adattano praticamente a qualsiasi modello, mentre chi ha lineamenti più squadrati può optare per forme morbide e tese leggermente ondulate.</p>



<p>Anche il colore ha la sua importanza: le tonalità chiare riflettono maggiormente il calore e si rivelano particolarmente indicate durante le giornate più afose.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Moda e salute: un accessorio che protegge</h2>



<p>Il cappello non è soltanto un elemento di stile. Dermatologi e specialisti ricordano come rappresenti una protezione importante contro i raggi ultravioletti, soprattutto durante le ore più calde della giornata.</p>



<p>Abbinato a occhiali da sole e crema con filtro UV, aiuta a proteggere viso, cuoio capelluto e occhi, rendendo l&#8217;estate più sicura senza rinunciare all&#8217;eleganza.</p>



<p>Tra tradizione e innovazione, il cappello si conferma così uno degli accessori irrinunciabili dell&#8217;estate 2026: pratico, versatile e capace di interpretare stili diversi, dal casual al più sofisticato, adattandosi con naturalezza sia al guardaroba femminile che a quello maschile.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Claudio Bisio, il ritorno da protagonista: Castellabate gli consegna la cittadinanza onoraria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/claudio-bisio-il-ritorno-da-protagonista-castellabate-gli-consegna-la-cittadinanza-onoraria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 09:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza onoraria]]></category>
		<category><![CDATA[claudio bisio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252689</guid>

					<description><![CDATA[Da protagonista di uno dei film che hanno cambiato il destino turistico di Castellabate a cittadino onorario del borgo cilentano. Claudio Bisio ha ricevuto ieri sera il prestigioso riconoscimento nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da protagonista di uno dei film che hanno cambiato il destino turistico di Castellabate a cittadino onorario del borgo cilentano. Claudio Bisio ha ricevuto ieri sera il prestigioso riconoscimento nel corso di un Consiglio comunale straordinario ospitato nella suggestiva cornice del Castello dell&#8217;Abate. Un atto simbolico con cui l&#8217;amministrazione comunale ha voluto celebrare un rapporto nato nel 2010 sul set di &#8220;Benvenuti al Sud&#8221; e consolidatosi negli anni fino al ritorno, in queste settimane, per le riprese del sequel &#8220;Bentornati al Sud&#8221;. </p>



<p>Accolto da un lungo applauso, Bisio non ha nascosto l&#8217;emozione per un riconoscimento che, ha raccontato, attendeva da tempo. Nel suo intervento ha ricordato il profondo legame costruito con Castellabate e con i suoi abitanti, descritti come &#8220;generosi e discreti&#8221;, capaci di farlo sentire a casa fin dal primo giorno di riprese. Un affetto rimasto immutato negli anni e che, secondo l&#8217;attore, rappresenta l&#8217;autenticità di un territorio capace di crescere senza perdere la propria identità. &#8220;Avevo il timore che il successo del film potesse cambiare questo luogo, invece Castellabate è riuscita a conservare la sua anima&#8221;, ha osservato. </p>



<p>Alla cerimonia hanno partecipato anche il regista Luca Miniero e parte del cast di &#8220;Bentornati al Sud&#8221;, impegnato in questi giorni sul territorio. Tra i più applauditi Alessandro Siani, che insieme a Bisio ha regalato al pubblico il momento più leggero della serata. Tra ironia, ricordi del primo film e battute improvvisate, i due hanno dato vita a uno sketch che ha strappato sorrisi e applausi, chiudendo l&#8217;evento in un clima di festa. Con la cittadinanza onoraria, Claudio Bisio entra ufficialmente nella storia di Castellabate. Un riconoscimento che va oltre il valore simbolico e rende omaggio all&#8217;uomo e all&#8217;artista che, con il personaggio di Alberto Colombo, ha contribuito a far conoscere il borgo ben oltre i confini nazionali, trasformandolo in una delle destinazioni più rappresentative del turismo cinematografico italiano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piano cottura a induzione: come funziona e quanto si risparmia davvero</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/piano-cottura-a-induzione-come-funziona-e-quanto-si-risparmia-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 12:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[induction hob]]></category>
		<category><![CDATA[piano cottura a induzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252665</guid>

					<description><![CDATA[Negli ultimi anni il piano cottura a induzione è diventato uno degli elementi più apprezzati nelle cucine moderne. Non si tratta solo di una scelta estetica legata al design: questa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni il piano cottura a induzione è diventato uno degli elementi più apprezzati nelle cucine moderne. Non si tratta solo di una scelta estetica legata al design: questa tecnologia offre importanti vantaggi in termini di <strong>efficienza energetica, sicurezza, velocità di cottura e facilità di pulizia</strong>.</p>



<p>La diffusione delle cucine elettriche di nuova generazione è legata anche alla crescente attenzione verso il risparmio energetico e verso soluzioni domestiche più sostenibili. Ma come funziona realmente un piano a induzione? Quali sono i consumi? E conviene davvero rispetto ai tradizionali fornelli a gas?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona un piano cottura a induzione</h2>



<p>A differenza dei piani a gas o delle tradizionali piastre elettriche, il sistema a induzione non produce calore direttamente sulla superficie. Sotto il piano in vetroceramica sono presenti delle bobine che generano un campo magnetico: quando viene appoggiata una pentola compatibile, il campo crea calore direttamente nel fondo del recipiente.</p>



<p>Il risultato è un trasferimento di energia molto più diretto: il calore viene prodotto dove serve, cioè nella pentola, riducendo al minimo la dispersione verso l’ambiente.</p>



<p>Questa tecnologia permette di raggiungere rapidamente la temperatura desiderata e di regolare la potenza con grande precisione, caratteristiche particolarmente utili sia nelle cotture veloci sia nelle preparazioni che richiedono un controllo accurato del calore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Risparmio energetico: consuma davvero meno?</h2>



<p>Uno dei principali punti di forza dell’induzione è l’elevata efficienza. Nei sistemi tradizionali a gas una parte significativa del calore prodotto dalla fiamma si disperde nell’ambiente circostante. L’induzione, invece, concentra l’energia direttamente sul recipiente.</p>



<p>Il consumo dipende naturalmente dall’utilizzo quotidiano, dalla potenza del piano e dalla durata delle cotture, ma il rendimento energetico dell’induzione è generalmente superiore rispetto ai fornelli tradizionali.</p>



<p>Inoltre, la possibilità di regolare con precisione la temperatura evita sprechi: si utilizza solo l’energia necessaria, senza fiamme accese inutilmente o tempi di riscaldamento più lunghi del necessario.</p>



<p>Un ulteriore vantaggio arriva dall’integrazione con impianti fotovoltaici domestici: chi produce energia elettrica in autonomia può sfruttare il piano a induzione utilizzando energia rinnovabile autoprodotta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cottura più veloce e maggiore controllo</h2>



<p>La velocità è uno degli aspetti più apprezzati da chi passa dall’uso del gas all’induzione. L’acqua può raggiungere l’ebollizione in tempi più brevi e la risposta ai cambiamenti di temperatura è immediata.</p>



<p>Questo permette di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>regolare meglio la cottura degli alimenti;</li>



<li>evitare surriscaldamenti;</li>



<li>mantenere temperature costanti nelle preparazioni più delicate;</li>



<li>ridurre i tempi complessivi ai fornelli.</li>
</ul>



<p>Per chi cucina spesso, la precisione dell’induzione rappresenta un vero cambio di abitudine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza in cucina: un vantaggio importante</h2>



<p>Il piano a induzione offre anche un livello superiore di sicurezza rispetto ai fornelli tradizionali.</p>



<p>La superficie rimane relativamente fredda perché il calore viene generato direttamente nella pentola. Inoltre:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>non c’è una fiamma libera;</li>



<li>non ci sono perdite di gas;</li>



<li>molti modelli riconoscono automaticamente la presenza della pentola;</li>



<li>sono disponibili funzioni come blocco bambini, spegnimento automatico e controllo del surriscaldamento.</li>
</ul>



<p>Queste caratteristiche lo rendono particolarmente interessante per famiglie con bambini o per chi desidera una cucina più sicura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pulizia più semplice e cucina più ordinata</h2>



<p>Dal punto di vista pratico, uno dei vantaggi più evidenti è la manutenzione.</p>



<p>La superficie completamente piatta in vetroceramica permette una pulizia rapida: eventuali schizzi o residui non si incrostano come può accadere sulle griglie dei fornelli a gas.</p>



<p>Inoltre, il design minimale si integra facilmente nelle cucine contemporanee, creando un ambiente più ordinato e moderno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali pentole servono per l’induzione?</h2>



<p>Non tutte le pentole sono compatibili. Il piano a induzione necessita di recipienti con fondo magnetico, generalmente realizzati in materiali come ghisa o acciaio compatibile.</p>



<p>Un semplice test consiste nell’avvicinare una calamita al fondo della pentola: se aderisce, è probabile che il recipiente sia adatto all’induzione.</p>



<p>Molti produttori indicano comunque chiaramente il simbolo specifico per la compatibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli aspetti da valutare prima dell’acquisto</h2>



<p>Nonostante i numerosi vantaggi, ci sono alcuni elementi da considerare.</p>



<p>Il primo riguarda l’impianto elettrico: un piano a induzione può richiedere una potenza maggiore rispetto agli elettrodomestici tradizionali. Prima dell’installazione è quindi importante verificare la capacità del contatore e dell’impianto domestico.</p>



<p>Anche il costo iniziale può essere superiore rispetto a un piano cottura tradizionale, ma può essere compensato nel tempo dai vantaggi in termini di efficienza, praticità e durata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Induzione o gas: quale scegliere?</h2>



<p>La scelta dipende dalle esigenze personali, ma l’induzione rappresenta oggi una delle soluzioni più avanzate per una cucina domestica.</p>



<p>Il gas mantiene il vantaggio della familiarità e di un investimento iniziale spesso più contenuto, mentre l’induzione offre maggiore sicurezza, pulizia, rapidità e un migliore sfruttamento dell’energia.</p>



<p>Per chi sta progettando una nuova cucina o sta rinnovando casa, il piano a induzione è una tecnologia destinata a diventare sempre più centrale, soprattutto in un’ottica di abitazioni efficienti e sostenibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una scelta che unisce tecnologia e stile</h2>



<p>Il piano cottura a induzione non è solo un elettrodomestico, ma un elemento che interpreta il nuovo modo di vivere la cucina: più efficiente, più sicuro e più attento ai consumi.</p>



<p>Tra risparmio energetico, facilità di utilizzo e integrazione con il design contemporaneo, rappresenta una delle soluzioni più interessanti per chi vuole rendere la propria casa più moderna e funzionale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da Principessa Costanza a presidente della pro loco Teggiano: la favola di Concettamaria Cantelmi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-principessa-costanza-a-presidente-della-pro-loco-teggiano-la-favola-di-concettamaria-cantelmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[principessa costanza]]></category>
		<category><![CDATA[pro loco teggiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252555</guid>

					<description><![CDATA[Ci sono storie che sembrano scritte dal destino. Storie che il tempo costruisce poco alla volta, anno dopo anno. Come quella di Concettamaria Cantelmi: trent&#8217;anni fa fu la prima ragazza a indossare gli abiti di Costanza da [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono <strong>storie</strong> che sembrano scritte dal <strong>destino</strong>. Storie che il <strong>tempo</strong> costruisce poco alla volta, anno dopo anno. Come quella di <strong>Concettamaria Cantelmi</strong>: trent&#8217;anni fa fu la prima ragazza a indossare gli abiti di <strong>Costanza da Montefeltro</strong> nella rievocazione storica <strong>&#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="727" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-727x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-252557" style="aspect-ratio:0.7097591888466414;width:281px;height:auto" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-727x1024.jpeg 727w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-213x300.jpeg 213w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-768x1082.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-1090x1536.jpeg 1090w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-1454x2048.jpeg 1454w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-scaled.jpeg 1817w" sizes="(max-width: 727px) 100vw, 727px" /></figure>



<p>Oggi, alla vigilia della <strong>31ª edizione</strong> della manifestazione, è stata chiamata a guidare la <strong>Pro Loco Teggiano</strong>. Una <strong>favola nella favola</strong>. La <strong>Principessa Costanza</strong> è diventata <strong>regina</strong>. L&#8217;elezione di <strong>Concettamaria Cantelmi</strong> alla presidenza della <strong>Pro Loco Teggiano</strong> rappresenta un momento particolarmente significativo nella storia dell&#8217;associazione. Non solo perché è la <strong>prima donna</strong> a ricoprire questo incarico nei trentun anni di vita della manifestazione, ma anche perché il suo percorso personale si intreccia con quello di un evento che ha contribuito a far crescere sin dalle sue origini, ricoprendo nel tempo numerosi ruoli fino ad arrivare oggi alla guida dell&#8217;associazione.</p>



<p>Per&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>, però, quella che oggi si apre non è una pagina completamente nuova. In questi trent&#8217;anni ha vissuto&nbsp;<strong>&#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;</strong>&nbsp;praticamente da ogni prospettiva possibile: dalla prima interpretazione della principessa alle attività organizzative, all&#8217;allestimento delle taverne, al ruolo di tesoriera, fino ad arrivare oggi alla guida della Pro Loco.&nbsp;<em>&#8220;È una grandissima emozione -ammette Concettamaria Cantelmi- ma soprattutto sento un forte senso di responsabilità. È un impegno importante, che accolgo con entusiasmo. In questi trent&#8217;anni ho ricoperto tanti ruoli all&#8217;interno della Pro Loco, ma questo rappresenta un vero cambio di registro e una responsabilità che sicuramente trent’anni fa non mi aspettavo&#8221;.</em></p>



<p>Il primo pensiero della nuova presidente è rivolto, però, a chi ha contribuito a costruire, anno dopo anno, quella che oggi è una delle più importanti rievocazioni storiche del Mezzogiorno.&nbsp;<em>&#8220;Prima di tutto desidero rivolgere un sincero ringraziamento a tutte le persone che, in questi oltre trent&#8217;anni, hanno contribuito con il proprio impegno a far diventare&nbsp;<strong>&#8216;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8217;</strong>&nbsp;la manifestazione che conosciamo oggi. È un patrimonio costruito nel tempo da tanti volontari, collaboratori e dirigenti della Pro Loco, ai quali va tutta la mia riconoscenza. Nel raccogliere questa importante eredità, il mio pensiero va in particolare a tutti i presidenti che mi hanno preceduto alla guida dell&#8217;associazione e che hanno lasciato un segno nel percorso di crescita della manifestazione. L&#8217;ultimo di loro è stato&nbsp;<strong>Biagio Matera</strong>, che ha guidato la Pro Loco negli ultimi anni con grande impegno e dedizione&#8221;.</em></p>



<p>C&#8217;è una frase che racconta meglio di ogni altra il rapporto speciale che lega la nuova presidente della Pro Loco alla manifestazione simbolo di Teggiano:&nbsp;<em>&#8220;Quando parlo della&nbsp;<strong>Principessa Costanza</strong>, io mi rivolgo a Costanza come se fosse una persona che conosco. È un personaggio con cui convivo da trent&#8217;anni. Per questo il mio approccio è molto semplice: dobbiamo organizzare questa manifestazione come se stessimo preparando una festa per una persona a cui vogliamo bene&#8221;.</em></p>



<p>Comincia quindi una nuova sfida che&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>&nbsp;affronta con uno spirito ben preciso: quello del&nbsp;<strong>lavoro di squadra</strong>.&nbsp;<em>&#8220;Non mi soffermerei sul fatto di essere la&nbsp;<strong>prima donna</strong>&nbsp;a ricoprire questo incarico. Certamente è un elemento significativo, ma credo che il valore più grande sia un altro:&nbsp;<strong>essere la presidente di una</strong>&nbsp;<strong>squadra</strong>. Il nuovo&nbsp;<strong>Consiglio di Amministrazione</strong>&nbsp;è composto da uomini e donne che porteranno sensibilità diverse, ma il nostro obiettivo sarà quello di lavorare insieme, come è sempre accaduto nella storia della&nbsp;<strong>Pro Loco</strong>&#8220;.</em></p>



<p>Il rinnovo del&nbsp;<strong>Consiglio di Amministrazione</strong>&nbsp;è avvenuto a poche settimane dall&#8217;evento più importante dell&#8217;anno, con la macchina organizzativa della&nbsp;<strong>31ª edizione di &#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;</strong>&nbsp;già pienamente in movimento.&nbsp;<em>&#8220;Stiamo vivendo -sottolinea la presidente- una fase di rodaggio mentre organizziamo contemporaneamente la manifestazione. È forse la prima volta che accade una situazione del genere e questo significa lavorare con ritmi molto intensi. Fortunatamente molti meccanismi sono ormai consolidati e possiamo contare su una squadra affiatata&#8221;.</em></p>



<p>Dietro il successo della rievocazione storica, sottolinea la presidente, c&#8217;è soprattutto una comunità che da oltre trent&#8217;anni lavora con passione. “<em>È una famiglia enorme -evidenzia- composta da soci, volontari, figuranti e collaboratori. Se questa manifestazione continua a vivere e a crescere è perché ci sono persone che, ogni anno, mettono a disposizione tempo, competenze e passione. Sono loro l&#8217;<strong>anima</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>cuore pulsante</strong>&nbsp;della manifestazione. A loro si affiancano il sostegno costante dell&#8217;<strong>Amministrazione comunale</strong>&nbsp;e quello fondamentale della&nbsp;<strong>Regione Campania</strong>, che negli anni non hanno mai fatto mancare la loro vicinanza&#8221;.</em></p>



<p>Guardando al futuro, la nuova presidente immagina un’ulteriore crescita, frutto della capacità di innovazione che ha sempre caratterizzato “Alla Tavola della Principessa Costanza” ma anche del recupero delle intuizioni che hanno segnato la nascita della manifestazione.&nbsp;<em>&#8220;Negli anni -ricorda- siamo cresciuti tantissimo, raggiungendo livelli organizzativi e qualitativi straordinari. Oggi vorremmo recuperare anche alcune intuizioni delle origini, riscoprire lo spirito con cui tutto è cominciato e riportare alla luce tradizioni e aspetti che meritano di essere valorizzati. Sarà un percorso graduale, ma è la direzione nella quale vogliamo andare&#8221;.</em></p>



<p>Lo sguardo di&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong>nuovo CdA</strong>&nbsp;va anche oltre l&#8217;appuntamento dell&#8217;11, 12 e 13 agosto. L&#8217;obiettivo è rafforzare sempre di più il ruolo della&nbsp;<strong>Pro Loco Teggiano</strong>&nbsp;nella promozione del territorio durante tutto l&#8217;anno.&nbsp;<em>&#8220;Oggi il ruolo delle&nbsp;<strong>Pro Loco</strong>&nbsp;è cambiato profondamente. Non siamo più soltanto volontari che danno una mano nell&#8217;organizzazione degli eventi. Siamo chiamati a essere protagonisti della&nbsp;<strong>promozione turistica</strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>valorizzazione del territorio</strong>.&nbsp;<strong>“Alla Tavola della Principessa Costanza”</strong>&nbsp;deve continuare a essere il nostro evento simbolo, ma anche il punto di partenza di un percorso fatto di iniziative e appuntamenti distribuiti durante tutto l&#8217;anno&#8221;.</em></p>



<p>L&#8217;appuntamento, naturalmente, resta quello che ogni estate richiama decine di migliaia di visitatori nel centro storico di Teggiano:&nbsp;<em>&#8220;Come accade da trent&#8217;anni -conclude la presidente della Pro Loco Teggiano-&nbsp;<strong>vi aspettiamo l&#8217;11, il 12 e il 13 agosto</strong>&nbsp;in questo scenario unico. E sono certa che, se verrete a Teggiano in quelle tre sere,&nbsp;<strong>non vorrete più andare via</strong>&#8220;.</em></p>



<p>La&nbsp;<strong>favola</strong>&nbsp;continua. Cambiano i protagonisti, cambiano i ruoli, ma resta immutato lo spirito di una manifestazione che da oltre trent&#8217;anni racconta la storia di Teggiano. Oggi&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>&nbsp;non indossa più l&#8217;abito di&nbsp;<strong>Costanza da Montefeltro</strong>. Da quella stessa storia, però, raccoglie con determinazione il testimone con la responsabilità di guidare la&nbsp;<strong>Pro Loco Teggiano</strong>&nbsp;verso una nuova stagione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ossessione del benessere: quando stare bene diventa una nuova forma di ansia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lossessione-del-benessere-quando-stare-bene-diventa-una-nuova-forma-di-ansia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 12:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[ossessione benessere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252436</guid>

					<description><![CDATA[Mangiare in modo impeccabile, allenarsi ogni giorno, monitorare il sonno, contare i passi, assumere integratori, praticare meditazione e limitare il tempo trascorso sui social. Quella che fino a pochi anni [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mangiare in modo impeccabile, allenarsi ogni giorno, monitorare il sonno, contare i passi, assumere integratori, praticare meditazione e limitare il tempo trascorso sui social. Quella che fino a pochi anni fa era considerata una semplice attenzione alla salute è diventata, per molti, una vera e propria missione quotidiana. Ma cosa succede quando la ricerca del benessere smette di essere uno strumento per vivere meglio e si trasforma in un&#8217;ossessione?</p>



<p>Negli ultimi anni è cresciuta una nuova forma di pressione sociale: quella di essere sempre performanti, energici, in forma e mentalmente equilibrati. Una tendenza alimentata dai social network, dove influencer, personal trainer e creator mostrano routine perfette fatte di sveglie all&#8217;alba, allenamenti, colazioni &#8220;fit&#8221; e produttività senza pause. Un modello che, invece di ispirare, spesso genera senso di inadeguatezza.</p>



<p>Gli psicologi parlano di un fenomeno sempre più diffuso: il benessere come obbligo. Se un tempo l&#8217;ansia nasceva soprattutto dal lavoro o dalle relazioni, oggi può derivare anche dal timore di non seguire la dieta giusta, di saltare un allenamento o di non utilizzare l&#8217;app migliore per monitorare la propria salute.</p>



<p>Il rischio è quello di trasformare ogni scelta quotidiana in un test. C&#8217;è chi prova senso di colpa per un dolce mangiato fuori programma, chi rinuncia a una cena con gli amici per non interrompere la propria routine alimentare e chi vive con apprensione i dati registrati dallo smartwatch, dal numero di passi alle ore di sonno.</p>



<p>Gli esperti invitano a distinguere tra cura di sé e controllo eccessivo. Prendersi cura del proprio corpo resta fondamentale, ma il benessere non può essere ridotto a una somma di parametri o alla ricerca della perfezione. La salute comprende anche il piacere della convivialità, il riposo, la spontaneità e la capacità di concedersi eccezioni senza vivere tutto come un fallimento.</p>



<p>Anche il mercato del wellness contribuisce a questa trasformazione. Integratori, superfood, dispositivi tecnologici e programmi personalizzati promettono risultati sempre migliori, alimentando l&#8217;idea che ci sia continuamente qualcosa da correggere o ottimizzare. Un business in forte espansione che intercetta un bisogno reale, ma che rischia di trasformare il benessere in un prodotto da acquistare e dimostrare.</p>



<p>La vera sfida, forse, è recuperare un concetto più semplice di salute: non la perfezione, ma l&#8217;equilibrio. Perché vivere bene significa anche accettare che non tutte le giornate saranno produttive, che una pizza con gli amici non compromette uno stile di vita sano e che il benessere non dovrebbe mai diventare una fonte di ansia.</p>



<p>In un&#8217;epoca in cui tutto è misurabile e condivisibile, il lusso più grande potrebbe essere proprio quello di smettere, ogni tanto, di inseguire la perfezione e imparare semplicemente a stare bene.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il profumo come accessorio: come scegliere la fragranza giusta per l’estate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-profumo-come-accessorio-come-scegliere-la-fragranza-giusta-per-lestate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 12:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[fragranze estive]]></category>
		<category><![CDATA[profumo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252319</guid>

					<description><![CDATA[Non si vede, ma racconta molto di chi lo indossa. Come un abito, un gioiello o un dettaglio curato del proprio look, il profumo è un vero e proprio accessorio [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non si vede, ma racconta molto di chi lo indossa. Come un abito, un gioiello o un dettaglio curato del proprio look, il profumo è un vero e proprio accessorio capace di definire lo stile personale. In estate, però, la scelta della fragranza cambia: temperature più alte, giornate all’aperto e maggiore esposizione della pelle richiedono composizioni più leggere, fresche e armoniose.</p>



<p>Durante la bella stagione vengono spesso preferite profumazioni caratterizzate da note agrumate, marine, aromatiche e floreali, capaci di trasmettere una sensazione di pulizia e vitalità. Bergamotto, limone, arancia, neroli, gelsomino, lavanda e sentori che richiamano il mare sono tra gli accordi più apprezzati per accompagnare il caldo estivo.</p>



<p>La scelta della fragranza, però, non dovrebbe seguire soltanto le tendenze del momento. Il profumo deve dialogare con la personalità di chi lo indossa e con le occasioni in cui viene utilizzato. Una composizione fresca e discreta può essere ideale per il lavoro o per le giornate in città, mentre note più intense e avvolgenti possono accompagnare una serata estiva o un evento speciale.</p>



<p>Un aspetto importante riguarda anche la concentrazione. Con il caldo, molte persone preferiscono formule più leggere come eau de toilette e acque profumate, che garantiscono una sensazione di freschezza senza risultare troppo persistenti. Le eau de parfum, invece, possono essere una scelta adatta per chi cerca una maggiore durata, soprattutto nelle ore serali.</p>



<p>L’estate è anche il momento in cui cresce il fascino delle fragranze che raccontano luoghi e atmosfere. I profumi ispirati al Mediterraneo, con richiami agli agrumi, alla vegetazione costiera e alle essenze naturali, interpretano perfettamente una stagione fatta di viaggi, mare e vita all’aperto.</p>



<p>Per applicarlo nel modo migliore, è consigliabile vaporizzare il profumo sui punti in cui la pelle è più calda, come polsi, collo e décolleté, evitando però l’eccesso. La fragranza deve lasciare una scia piacevole, non diventare protagonista al posto della persona.</p>



<p>Scegliere il profumo estivo significa quindi scegliere un elemento del proprio stile: un dettaglio invisibile che completa l’immagine, accompagna le emozioni e racconta qualcosa della propria identità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Atletica Agropoli sul tetto d&#8217;Italia: Daniele Orlando campione italiano U20 nei 100 metri</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/latletica-agropoli-sul-tetto-ditalia-daniele-orlando-campione-italiano-u20-nei-100-metri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 12:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[atletica agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[daniele orlando]]></category>
		<category><![CDATA[u20 100 metri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252200</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;Atletica Agropoli continua a scrivere pagine di storia. Ai Campionati Italiani Under 20 di Caorle, Daniele Orlando conquista il titolo italiano dei 100 metri, al termine di un percorso impeccabile [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;Atletica Agropoli continua a scrivere pagine di storia. Ai Campionati Italiani Under 20 di Caorle, Daniele Orlando conquista il titolo italiano dei 100 metri, al termine di un percorso impeccabile che lo consacra come il velocista più forte d&#8217;Italia della categoria.</p>



<p>Il cammino verso l&#8217;oro è stato una continua dimostrazione di forza e crescita. Daniele ha aperto la manifestazione vincendo la propria batteria in 10&#8243;88, per poi imporsi anche nella semifinale con un eccellente 10&#8243;62. In finale è arrivata la prestazione che vale una carriera: 10&#8243;50 con vento contrario (-1.7 m/s), tempo che gli ha consegnato la medaglia d&#8217;oro e il titolo di Campione Italiano Under 20.</p>



<p>Un risultato che premia il talento dell&#8217;atleta, ma soprattutto un percorso fatto di sacrifici, determinazione e scelte importanti. Da febbraio, infatti, Daniele ha intrapreso una nuova fase della propria carriera, dividendosi tra gli allenamenti a Napoli e Roma e gli impegni scolastici, senza mai perdere di vista l&#8217;obiettivo di crescere ai massimi livelli.</p>



<p>I complimenti per il risultato raggiunto vanno anche al tecnico Kevin Ojiaku che da febbraio lo segue con il suo team nel centro sportivo delle Fiamme Gialle.</p>



<p>Grande soddisfazione nelle parole del presidente dell&#8217;Atletica Agropoli, Angelo Palmieri, che ha seguito con emozione ogni fase della competizione.</p>



<p>«È fantastico avere un atleta di questo calibro tra le nostre fila. Eravamo tutti incollati agli schermi per seguirlo in ogni momento di questa straordinaria impresa. Questo risultato lo proietta verso i Campionati Mondiali Under 20 di Eugene, in Oregon, negli Stati Uniti. Attendiamo soltanto l&#8217;ufficialità della convocazione, ma sarebbe un traguardo eccezionale non solo per Daniele, bensì per tutta la nostra società e per il territorio che rappresentiamo.»</p>



<p>La gioia del titolo lascia però già spazio ai prossimi obiettivi, come racconta lo stesso Daniele Orlando.</p>



<p>«Essere di nuovo Campione d&#8217;Italia ha un peso non indifferente, soprattutto per chi, come me, da febbraio ha deciso di cambiare tutto, allenandosi tra Napoli e Roma senza mai trascurare la scuola. Sto dedicando tutto me stesso a questo sport e le soddisfazioni stanno arrivando. Ringrazio il mio staff, che ha sempre creduto in me, il gruppo di allenamento e soprattutto la mia famiglia: senza di loro nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Adesso la testa è già rivolta a Eugene, per i Mondiali Under 20. Cercherò di migliorarmi senza remore, dando tutto e continuando a lavorare dalla mattina alla sera, come ho sempre fatto.»</p>



<p>Tra i nostri atleti a Caorle anche Marco Cavallaro, che chiude il suo salto con l’asta con la misura di 4.40. L’atleta, allenato da Agostino Scebi, si conferma tra i top10 in Italia eguagliando il suo personale stagionale.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Divani, dominano i toni naturali: beige, verde salvia e blu tra i colori più richiesti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/divani-dominano-i-toni-naturali-beige-verde-salvia-e-blu-tra-i-colori-piu-richiesti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:11:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[comprare divani]]></category>
		<category><![CDATA[divani]]></category>
		<category><![CDATA[divani 2026]]></category>
		<category><![CDATA[divani colori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252094</guid>

					<description><![CDATA[Toni neutri, sfumature ispirate alla natura e colori caldi della terra guidano le scelte di chi acquista un nuovo divano. È questa la tendenza che emerge dalle principali collezioni presentate [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Toni neutri, sfumature ispirate alla natura e colori caldi della terra guidano le scelte di chi acquista un nuovo divano. È questa la tendenza che emerge dalle principali collezioni presentate negli ultimi appuntamenti del design internazionale e dalle indicazioni dei produttori del settore arredamento.</p>



<p>Il beige continua a rappresentare una delle tonalità più richieste grazie alla sua versatilità e alla capacità di adattarsi sia agli interni contemporanei sia agli ambienti dallo stile classico. Accanto ai tradizionali tortora, sabbia e greige, cresce l&#8217;interesse per il bianco caldo e le sfumature crema, considerate più accoglienti rispetto al bianco puro.</p>



<p>Tra i colori in maggiore crescita si conferma il verde, soprattutto nelle varianti salvia, oliva ed eucalipto. Si tratta di tonalità che richiamano il mondo naturale e che vengono spesso abbinate a materiali come legno, pietra e fibre naturali, protagonisti delle più recenti tendenze dell&#8217;interior design.</p>



<p>Mantiene una posizione di rilievo anche il blu, in particolare nelle versioni petrolio, ottanio e navy. Queste sfumature vengono scelte per conferire eleganza agli ambienti senza rinunciare alla facilità di abbinamento con altri elementi d&#8217;arredo.</p>



<p>Spazio anche ai colori della terra. Terracotta, mattone, ruggine e caramello sono sempre più presenti nelle nuove collezioni dei marchi di arredamento, in linea con un ritorno a palette calde ispirate ai paesaggi mediterranei.</p>



<p>Per chi preferisce uno stile più deciso, il grigio antracite e il nero restano opzioni diffuse, soprattutto nei contesti moderni e minimalisti, anche se oggi vengono spesso alleggeriti da cuscini e complementi dai colori più chiari.</p>



<p>Secondo gli esperti del settore, la tendenza generale premia colori senza tempo piuttosto che tonalità particolarmente accese. L&#8217;obiettivo è realizzare ambienti destinati a durare nel tempo, privilegiando sfumature facilmente abbinabili e capaci di adattarsi all&#8217;evoluzione dello stile della casa.</p>



<p>Le previsioni cromatiche elaborate da istituti come Pantone e WGSN-Coloro confermano inoltre una crescente attenzione verso tonalità che evocano benessere, equilibrio e connessione con la natura, un orientamento che continua a influenzare anche il mercato dell&#8217;arredamento imbottito.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Educazione emotiva, solo un italiano su quattro è davvero alfabetizzato alle emozioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/educazione-emotiva-solo-un-italiano-su-quattro-e-davvero-alfabetizzato-alle-emozioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 11:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[educazione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[mindex 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252052</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;educazione emotiva continua a rappresentare un punto debole per gli italiani. Solo una persona su quattro dichiara infatti di aver ricevuto un&#8217;adeguata formazione nel riconoscere, comprendere e gestire le proprie [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;educazione emotiva continua a rappresentare un punto debole per gli italiani. Solo una persona su quattro dichiara infatti di aver ricevuto un&#8217;adeguata formazione nel riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni, nonostante oltre tre quarti del campione ritengano che questo aspetto abbia influenzato profondamente il modo di costruire relazioni e affrontare la vita quotidiana.</p>



<p>È quanto emerge dal <strong>MINDex 2026 – Il Barometro del Benessere Mentale degli Italiani</strong>, realizzato da Ipsos Doxa per Unobravo in occasione del Mese della Consapevolezza sulla Salute Mentale, che fotografa il rapporto degli italiani con le emozioni e il benessere psicologico.</p>



<p>L&#8217;indagine evidenzia un marcato divario tra uomini e donne. Gli uomini si percepiscono più consapevoli della propria sfera emotiva – il 40% si definisce molto consapevole – ma questa sicurezza raramente si traduce in una reale capacità di gestione: soltanto il 15% afferma di riuscire pienamente a controllare le proprie reazioni emotive. Inoltre, pur dichiarando di aver ricevuto un maggiore supporto emotivo in famiglia rispetto alle donne, restano i più riluttanti a rivolgersi a uno psicologo in caso di difficoltà: solo un uomo su tre chiederebbe aiuto senza esitazioni.</p>



<p>Lo studio mette in luce anche le contraddizioni della <strong>Generazione Z</strong>. Tra i giovani tra i 18 e i 29 anni prevale infatti una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni, soprattutto tra gli uomini, ma questa non si accompagna a un&#8217;effettiva capacità di gestirle. Solo un giovane uomo su dieci afferma di riuscire a riflettere prima di reagire nelle situazioni emotivamente complesse.</p>



<p>L&#8217;indagine rivela inoltre che l&#8217;amore e l&#8217;affetto sono le emozioni più difficili da esprimere all&#8217;interno della famiglia per circa un terzo degli italiani. Tra i ragazzi della Gen Z, invece, è la felicità a rimanere più spesso inespressa, mentre tra le giovani donne prevalgono difficoltà nel comunicare tristezza e rabbia.</p>



<p>Dietro queste difficoltà pesa ancora l&#8217;eredità di modelli educativi improntati al silenzio emotivo. Solo due italiani su dieci raccontano che da bambini i genitori li aiutavano a dare un nome alle emozioni, mentre per oltre la metà il tema veniva affrontato raramente, minimizzato o evitato del tutto. In un caso su dieci, parlare delle proprie emozioni veniva addirittura scoraggiato con frasi come &#8220;non esagerare&#8221;.</p>



<p>Il quadro, tuttavia, mostra anche segnali di cambiamento. Un genitore su due dichiara di voler educare i propri figli in modo diverso rispetto a quanto ricevuto, promuovendo un dialogo più aperto sulle emozioni. Due italiani su tre considerano infatti prioritario insegnare ai bambini a riconoscere e raccontare ciò che provano.</p>



<p>Sul fronte della salute mentale resta però forte il peso dello stigma sociale. Solo il 9% degli intervistati ritiene che l&#8217;argomento venga affrontato apertamente nella società, mentre tre persone su quattro lo considerano ancora un ostacolo significativo. Allo stesso tempo cresce la consapevolezza dell&#8217;importanza del supporto psicologico: il 52% degli italiani lo considera ormai uno strumento essenziale per il proprio benessere, percentuale che sale fino al 70% tra le donne della Generazione Z.</p>



<p>La ricerca evidenzia come l&#8217;alfabetizzazione emotiva stia assumendo un ruolo sempre più centrale non solo per il benessere individuale, ma anche per la qualità delle relazioni familiari, sociali e lavorative, confermando un cambiamento culturale ancora in corso ma sempre più evidente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Acciaroli, 17enne si tuffa tra le onde e salva un bagnante e un collega in difficoltà</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/acciaroli-17enne-si-tuffa-tra-le-onde-e-salva-un-bagnante-e-un-collega-in-difficolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 09:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[acciaroli]]></category>
		<category><![CDATA[bagnino]]></category>
		<category><![CDATA[salvato bagnante]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=251885</guid>

					<description><![CDATA[Un intervento coraggioso che ha evitato conseguenze ben più gravi quello avvenuto nella giornata di ieri sul litorale di Acciaroli. Protagonista è Stefano Maio, 17 anni, bagnino in servizio presso [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un intervento coraggioso che ha evitato conseguenze ben più gravi quello avvenuto nella giornata di ieri sul litorale di Acciaroli. Protagonista è Stefano Maio, 17 anni, bagnino in servizio presso il lido “Il Giglio Marino”.</p>



<p>Il giovane, accortosi che un bagnante si trovava in seria difficoltà a causa del mare particolarmente agitato, ha visto intervenire un altro assistente bagnanti, in servizio nello stabilimento balneare adiacente. Durante le operazioni di soccorso, però, anche quest’ultimo si è trovato in una situazione di pericolo, messo in difficoltà dalla forza delle onde.</p>



<p>Senza perdere tempo, Stefano Maio si è lanciato in acqua, affrontando il mare mosso con sangue freddo e grande determinazione. Grazie al suo intervento è riuscito a raggiungere entrambi e a condurli in salvo, evitando che la situazione potesse degenerare.</p>



<p>L’episodio ha suscitato apprezzamento tra i presenti, che hanno assistito alle operazioni di salvataggio. Un gesto di coraggio e altruismo che mette in evidenza la preparazione e il senso del dovere del giovane bagnino, appena diciassettenne, intervenuto con prontezza in un momento di estrema difficoltà.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Teen fashion: comfort, vintage e personalità conquistano la Generazione Z</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/teen-fashion-comfort-vintage-e-personalita-conquistano-la-generazione-z/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 12:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[moda teenagers]]></category>
		<category><![CDATA[second hand]]></category>
		<category><![CDATA[stile oversize]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=251806</guid>

					<description><![CDATA[La moda teenager continua a essere uno dei principali laboratori delle tendenze. Se fino a qualche anno fa erano le passerelle a influenzare lo street style, oggi il percorso è [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La moda teenager continua a essere uno dei principali laboratori delle tendenze. Se fino a qualche anno fa erano le passerelle a influenzare lo street style, oggi il percorso è spesso inverso: sono i social, le community online e la creatività della Generazione Z e della Generazione Alpha a dettare le regole del gioco.</p>



<p>Per i ragazzi e le ragazze di oggi vestirsi significa raccontare la propria identità, più che seguire un marchio. Comfort, autenticità e personalizzazione sono diventati i tre pilastri del guardaroba giovanile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ritorno dello stile oversize</h3>



<p>Felpe ampie, jeans larghi, pantaloni cargo e t-shirt dalle vestibilità morbide restano tra i capi più desiderati. Lo stile &#8220;oversize&#8221; continua a dominare perché coniuga praticità e libertà di espressione, diventando una base da reinterpretare con accessori e dettagli personali.</p>



<p>Anche sneakers, cappellini, zaini minimal e gioielli essenziali rimangono elementi imprescindibili dei look quotidiani.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vintage e second hand sempre più protagonisti</h3>



<p>L&#8217;acquisto nei negozi dell&#8217;usato, nei mercatini vintage e sulle piattaforme di rivendita è ormai una scelta diffusa tra gli adolescenti. Non si tratta soltanto di risparmio, ma anche della volontà di costruire uno stile unico e più sostenibile.</p>



<p>Indossare capi di seconda mano permette di distinguersi e, allo stesso tempo, di ridurre l&#8217;impatto ambientale della moda veloce.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Colori e personalizzazione</h3>



<p>Accanto ai toni neutri – bianco, nero, grigio e beige – trovano spazio colori vivaci, stampe originali e dettagli che rendono ogni outfit riconoscibile.</p>



<p>Patch, spille, charms, ricami e accessori fai-da-te trasformano capi semplici in pezzi unici. La parola d&#8217;ordine è personalizzare, evitando di apparire tutti uguali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I brand contano, ma non sono tutto</h3>



<p>I grandi marchi continuano ad avere un forte richiamo, soprattutto nel settore delle sneakers e dello sportswear. Tuttavia, tra i teenager cresce l&#8217;attenzione verso piccoli brand indipendenti e realtà emergenti, spesso scoperte attraverso TikTok e Instagram.</p>



<p>L&#8217;importanza del logo lascia sempre più spazio alla capacità di creare un look coerente con la propria personalità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa non convince più</h3>



<p>Tra le tendenze che stanno perdendo terreno figurano i jeans estremamente aderenti, i look troppo costruiti e gli abbinamenti eccessivamente coordinati.</p>



<p>Sempre meno apprezzati anche gli outfit che puntano esclusivamente sull&#8217;ostentazione del marchio. Per molti giovani l&#8217;eccesso di loghi viene percepito come poco originale e distante dal desiderio di esprimere uno stile personale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La moda come linguaggio</h3>



<p>Più che seguire regole rigide, la moda teenager premia la libertà di sperimentare. Vintage e contemporaneo convivono nello stesso guardaroba, mentre sostenibilità, creatività e comfort diventano valori centrali.</p>



<p>Il risultato è una generazione che utilizza l&#8217;abbigliamento come forma di comunicazione, scegliendo capi e accessori non soltanto per apparire, ma per raccontare chi è.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal municipio ai campi della Serie C: il sindaco Bruno Tierno promosso nella CAN C</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-municipio-ai-campi-della-serie-c-il-sindaco-bruno-tierno-promosso-nella-can-c/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Angelo a Fasanella]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=251644</guid>

					<description><![CDATA[Di giorno guida l’amministrazione comunale di Sant’Angelo a Fasanella, nel cuore degli Alburni, e nel tempo libero continua a coltivare la passione che lo accompagna da anni: quella per l’arbitraggio. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Di giorno guida l’amministrazione comunale di Sant’Angelo a Fasanella, nel cuore degli Alburni, e nel tempo libero continua a coltivare la passione che lo accompagna da anni: quella per l’arbitraggio. Ora, per <strong>Bruno Tierno</strong>, arriva un riconoscimento che rappresenta il punto più alto della sua carriera sportiva: la promozione alla <strong>Commissione Arbitri Nazionale Serie C (CAN C)</strong> per la stagione 2026-2027.</p>



<p>La notizia è stata accolta con entusiasmo dalla <strong>Sezione AIA di Sala Consilina</strong>, che ha celebrato il traguardo sottolineando il percorso di crescita costruito nel tempo attraverso impegno, preparazione e costanza. Un risultato che consentirà a Tierno di dirigere le gare del campionato professionistico di Serie C, entrando così nell’organico nazionale degli arbitri.</p>



<p>La sua è una storia particolare, in cui l’attività istituzionale si intreccia con quella sportiva. Da sindaco è impegnato quotidianamente nell’amministrazione del piccolo comune salernitano; fuori dal municipio, invece, indossa la divisa arbitrale, affrontando allenamenti, raduni tecnici e designazioni, con la stessa dedizione richiesta ai direttori di gara chiamati a confrontarsi con il calcio professionistico.</p>



<p>Secondo la Sezione AIA di Sala Consilina, la promozione rappresenta il naturale approdo di un percorso caratterizzato da anni di formazione e crescita tecnica, oltre che dalla capacità di migliorarsi costantemente. Qualità che gli hanno consentito di conquistare uno dei traguardi più ambiti nel panorama arbitrale italiano.</p>



<p>Per la comunità di Sant’Angelo a Fasanella il risultato assume anche un valore simbolico: il primo cittadino porterà infatti il nome del territorio sui campi della Serie C, affiancando all’impegno amministrativo quello sportivo in un contesto nazionale.</p>



<p>Alla vigilia della nuova stagione, per Bruno Tierno si apre così una sfida prestigiosa, con l’obiettivo di proseguire il proprio percorso nel mondo arbitrale ai massimi livelli del calcio professionistico italiano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-251646" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16-819x1024.jpg 819w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16-240x300.jpg 240w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16-768x960.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16.jpg 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bagno stretto e lungo: come arredarlo senza rinunciare a stile e funzionalità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/bagno-stretto-e-lungo-come-arredarlo-senza-rinunciare-a-stile-e-funzionalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 11:23:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente elegante]]></category>
		<category><![CDATA[bagno]]></category>
		<category><![CDATA[ceramica]]></category>
		<category><![CDATA[sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[stile e funzionalità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=251586</guid>

					<description><![CDATA[Arredare un bagno stretto e lungo può sembrare una sfida, ma con le giuste scelte progettuali è possibile ottenere un ambiente elegante, funzionale e visivamente più ampio. La disposizione degli [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Arredare un bagno stretto e lungo può sembrare una sfida, ma con le giuste scelte progettuali è possibile ottenere un ambiente elegante, funzionale e visivamente più ampio. La disposizione degli elementi, i colori e l&#8217;illuminazione giocano un ruolo fondamentale nel valorizzare ogni centimetro disponibile.</p>



<p>La prima regola è sfruttare lo sviluppo lineare della stanza. Sanitari e mobili dovrebbero essere collocati lungo una sola parete, lasciando il passaggio il più possibile libero. Questa soluzione rende l&#8217;ambiente più ordinato e migliora la percezione dello spazio.</p>



<p>Anche la scelta dei mobili è determinante. Meglio preferire arredi sospesi e poco profondi, capaci di alleggerire l&#8217;impatto visivo e facilitare la pulizia del pavimento. Un mobile lavabo compatto, magari con cassettoni capienti, permette di coniugare estetica e praticità senza sacrificare lo spazio contenitivo.</p>



<p>La doccia rappresenta spesso la soluzione più indicata rispetto alla vasca. Un box walk-in con parete in vetro trasparente evita di interrompere la continuità visiva e contribuisce a far apparire il bagno più grande. Se la conformazione lo consente, la doccia può essere collocata sul fondo della stanza, valorizzando la prospettiva.</p>



<p>I colori chiari restano una scelta vincente. Bianco, beige, tortora e grigi molto delicati riflettono meglio la luce e ampliano visivamente gli ambienti. Per evitare un effetto troppo uniforme è possibile inserire dettagli in legno naturale o finiture effetto pietra, capaci di rendere il bagno più caldo e accogliente.</p>



<p>Grande attenzione va riservata agli specchi. Uno specchio di ampie dimensioni, magari esteso per tutta la larghezza del mobile lavabo, aumenta la luminosità e dona maggiore profondità all&#8217;ambiente. Se integrato con un&#8217;illuminazione a LED, migliora anche il comfort durante l&#8217;utilizzo quotidiano.</p>



<p>L&#8217;illuminazione, infatti, è un altro elemento strategico. Oltre alla luce principale sul soffitto, è consigliabile prevedere punti luce laterali o faretti incassati che eliminino le zone d&#8217;ombra e distribuiscano uniformemente la luce lungo tutto il bagno.</p>



<p>Anche i rivestimenti possono contribuire a modificare la percezione dello spazio. Piastrelle di grande formato riducono il numero delle fughe e rendono l&#8217;ambiente più omogeneo, mentre una posa orizzontale può attenuare l&#8217;effetto &#8220;corridoio&#8221; tipico dei bagni molto stretti.</p>



<p>Infine, è importante limitare gli oggetti a vista. Mensole leggere, nicchie ricavate nelle pareti e mobili contenitori aiutano a mantenere ordine e pulizia visiva, due aspetti essenziali negli ambienti di piccole dimensioni.</p>



<p>Con un progetto studiato nei dettagli, anche un bagno stretto e lungo può diventare uno spazio moderno, luminoso e perfettamente funzionale. La chiave è puntare su arredi proporzionati, materiali che amplificano la luce e soluzioni salvaspazio capaci di coniugare comfort ed estetica.</p>



<p>(Foto creata con ChatGPT Image)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Cena degli sconosciuti compie 24 anni: il format italiano che resiste all’era dei social</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-cena-degli-sconosciuti-compie-24-anni-il-format-italiano-che-resiste-allera-dei-social/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 12:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[cena degli sconosciuti]]></category>
		<category><![CDATA[conoscersi]]></category>
		<category><![CDATA[dating]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=251472</guid>

					<description><![CDATA[Nel 2002 sembrava un’idea folle. In un’Italia ancora lontana dai social network, dalle app di dating e dalle community online, parlare di persone sconosciute che si incontrano a cena per [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel 2002 sembrava un’idea folle. In un’Italia ancora lontana dai social network, dalle app di dating e dalle community online, parlare di persone sconosciute che si incontrano a cena per fare amicizia, conoscersi e magari innamorarsi appariva quasi rivoluzionario. Eppure quella che all’epoca sembrava una semplice intuizione fuori dagli schemi è diventata negli anni uno dei format sociali più longevi e imitati del panorama italiano: <strong>La Cena degli sconosciuti.</strong></p>



<p>Oggi, a distanza di quasi 24 anni dalla sua nascita, il format creato da Roberto Dellanotte si prepara a festeggiare un traguardo storico fatto di migliaia di eventi organizzati in tutta Italia, decine di migliaia di partecipanti coinvolti e soprattutto un numero impressionante di amicizie, relazioni e storie d’amore nate attorno a un tavolo.</p>



<p>Quello che agli inizi poteva sembrare un esperimento sociale destinato a durare pochi mesi si è invece trasformato in un fenomeno capace di attraversare generazioni, cambiamenti culturali e rivoluzioni digitali, mantenendo intatta la sua missione originale: riportare le persone a incontrarsi davvero.</p>



<p><strong>Quando internet non bastava ancora</strong><br>Nel 2002 il mondo era profondamente diverso da quello di oggi. Facebook non esisteva ancora, Instagram sarebbe arrivato molti anni dopo e Tinder era ancora lontanissimo dall’immaginario collettivo. Le occasioni per conoscere nuove persone erano limitate alla cerchia di amici, al lavoro o ai locali frequentati abitualmente.</p>



<p>Fu proprio in quel contesto che nacque l’idea di Roberto Dellanotte: creare un’esperienza semplice ma potentissima, capace di mettere attorno allo stesso tavolo persone che non si erano mai viste prima, eliminando le barriere sociali e favorendo conversazioni autentiche.</p>



<p>All’inizio però non fu affatto semplice. I primi mesi furono caratterizzati da molta diffidenza. L’idea di sedersi a tavola con perfetti sconosciuti appariva insolita, quasi bizzarra, e convincere le persone a partecipare richiedeva coraggio, pazienza e tanta determinazione.</p>



<p>Le prime tavolate erano piccole, spesso composte da una ventina di partecipanti. Numeri lontanissimi da quelli attuali, ma sufficienti per capire che dietro quell’intuizione si nascondeva qualcosa di speciale. Chi partecipava raccontava di essersi divertito, di aver trascorso una serata diversa dal solito e soprattutto di aver conosciuto persone autentiche in un contesto naturale e rilassato.</p>



<p>Con il passaparola, il format iniziò lentamente a crescere. Serata dopo serata, il numero dei partecipanti aumentò fino ad arrivare, negli anni successivi, a eventi con oltre 100 persone sedute allo stesso tavolo o distribuite in grandi sale dedicate all’esperienza.</p>



<p><strong>Anche i ristoranti all’inizio erano scettici</strong><br>Le difficoltà iniziali non riguardavano soltanto il pubblico. Anche convincere i ristoranti ad ospitare il format non fu semplice.</p>



<p>Molti ristoratori guardavano l’idea con curiosità ma anche con forte scetticismo. Una cena organizzata esclusivamente per persone sconosciute sembrava qualcosa di troppo innovativo per l’epoca, quasi un esperimento difficile da comprendere.</p>



<p>Alcuni locali temevano che il format non funzionasse, altri non riuscivano a immaginare il tipo di atmosfera che si sarebbe creata durante la serata. Eppure, proprio grazie alla perseveranza di Roberto Dellanotte, il progetto iniziò a trovare i primi ristoranti pronti a credere nell’idea.</p>



<p>Con il tempo, il successo degli eventi trasformò completamente la percezione del format. I ristoratori iniziarono a vedere La Cena degli Sconosciuti non soltanto come una semplice cena, ma come un’esperienza capace di creare energia, coinvolgimento e fidelizzazione.</p>



<p><strong>Da Milano al resto d’Italia</strong><br>La prima città da cui tutto è partito è stata Milano, luogo simbolo dell’innovazione e della socialità contemporanea. Dopo i primi eventi milanesi, il format iniziò rapidamente a espandersi anche in altre grandi città italiane.</p>



<p>Arrivarono così le prime cene a Roma, Bologna e Torino, città che contribuirono alla crescita del progetto e alla sua notorietà nazionale.</p>



<p>Successivamente La Cena degli Sconosciuti si diffuse progressivamente in molte altre realtà italiane, diventando un appuntamento atteso da migliaia di persone in tutta la penisola.</p>



<p>Il successo del format è legato anche alla sua capacità di unire persone diverse tra loro, creando serate dove le differenze diventano ricchezza e occasione di confronto.</p>



<p><strong>Il format che ha anticipato i tempi</strong><br>Negli anni La Cena degli Sconosciuti ha anticipato molti dei bisogni sociali che oggi sono diventati centrali nella società moderna. In un’epoca sempre più digitale, veloce e spesso individualista, il desiderio di creare connessioni reali è diventato più forte che mai.</p>



<p>Prima ancora che esplodesse il fenomeno delle dating app, il format aveva già compreso una verità fondamentale: le persone non cercano soltanto match virtuali, ma emozioni autentiche, dialoghi spontanei e relazioni umane vere.</p>



<p>Ed è proprio questo che continua a rendere speciale l’esperienza ancora oggi.</p>



<p>Durante le serate non esistono profili da scorrere, filtri fotografici o chat infinite. Ci si guarda negli occhi, si ride insieme, si conversa e si condividono emozioni reali. Un ritorno alla semplicità dei rapporti umani che negli anni ha conquistato migliaia di persone in tutta Italia.</p>



<p><strong>Migliaia di storie nate attorno a un tavolo</strong><br>In quasi 24 anni di attività, La Cena degli Sconosciuti ha raccolto testimonianze incredibili. Coppie sposate dopo essersi conosciute durante una cena. Gruppi di amici ancora uniti dopo anni. Persone che grazie a quell’esperienza hanno ritrovato fiducia in sé stesse o hanno semplicemente deciso di rimettersi in gioco.</p>



<p>Molti partecipanti raccontano di aver preso parte all’evento quasi per curiosità, magari dopo un periodo difficile o un cambiamento importante nella propria vita. Alcuni erano appena usciti da una relazione, altri si erano trasferiti in una nuova città, altri ancora volevano semplicemente uscire dalla routine quotidiana.</p>



<p>E proprio quella cena, spesso prenotata all’ultimo momento, si è trasformata in un punto di svolta.</p>



<p>Negli anni il format ha saputo evolversi senza perdere la propria identità, adattandosi ai cambiamenti sociali e alle nuove esigenze del pubblico. Oggi gli eventi coinvolgono persone di tutte le età accomunate dalla voglia di vivere esperienze autentiche e creare nuove connessioni.</p>



<p><strong>Un marchio registrato diventato simbolo di socialità</strong><br>Uno degli elementi che distingue La Cena degli Sconosciuti dalle tante imitazioni nate nel tempo è proprio la sua storia originale. Il format infatti nasce da un’idea precisa sviluppata e costruita negli anni da Roberto Dellanotte, che ne è anche proprietario del marchio registrato.</p>



<p>Un percorso imprenditoriale lungo quasi un quarto di secolo che ha contribuito a trasformare una semplice cena in una vera esperienza sociale riconosciuta in tutta Italia.</p>



<p>La forza del progetto è sempre stata quella di mettere al centro le persone, creando contesti autentici dove sia possibile conoscersi senza filtri, lontano dalla superficialità spesso presente nelle relazioni online.</p>



<p><strong>Il valore umano nell’epoca dell’intelligenza artificiale</strong><br>Oggi, in un mondo dominato dalla tecnologia, dall’intelligenza artificiale e dalle interazioni virtuali, il valore di un incontro reale assume un significato ancora più forte.</p>



<p>Proprio per questo La Cena degli Sconosciuti continua a crescere e a conquistare nuove generazioni. Perché, nonostante i cambiamenti tecnologici, esiste qualcosa che nessuna app potrà mai sostituire completamente: l’energia di una conversazione dal vivo, il linguaggio del corpo, il sorriso spontaneo di una persona seduta accanto a noi.</p>



<p>Il format rappresenta quindi non soltanto un evento sociale, ma anche una risposta concreta al bisogno contemporaneo di autenticità e relazioni vere.</p>



<p><strong>Verso il traguardo dei 24 anni</strong><br>A breve La Cena degli Sconosciuti celebrerà ufficialmente i suoi 24 anni di attività. Un traguardo importante che racconta non soltanto la forza di un’idea imprenditoriale, ma soprattutto il desiderio universale delle persone di sentirsi connesse agli altri.</p>



<p>Quella che nel 2002 sembrava un’idea folle è diventata oggi una realtà consolidata, capace di attraversare il tempo e rimanere attuale più che mai.</p>



<p>E mentre migliaia di nuovi partecipanti continuano ogni anno a sedersi per la prima volta a quei tavoli, la magia resta sempre la stessa: arrivare da sconosciuti e spesso andare via con qualcosa di molto più grande di una semplice cena.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Margherita Hack, una vita dedicata alla scienza e alla libertà di pensiero</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/margherita-hack-una-vita-dedicata-alla-scienza-e-alla-liberta-di-pensiero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 08:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[margherita hack]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=251313</guid>

					<description><![CDATA[Non avere sempre una risposta pronta. Avere invece la curiosità di cercarla. È forse questa la lezione più attuale lasciata da Margherita Hack, una delle figure più amate della scienza [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Non avere sempre una risposta pronta. Avere invece la curiosità di cercarla.</strong> È forse questa la lezione più attuale lasciata da Margherita Hack, una delle figure più amate della scienza italiana, scomparsa il 29 giugno 2013. A tredici anni dalla sua morte, il suo ricordo continua a vivere non soltanto nei risultati della sua carriera di astrofisica, ma soprattutto in un modo di guardare il mondo che oggi appare più prezioso che mai.</p>



<p>In un&#8217;epoca in cui le opinioni corrono veloci sui social network e ogni argomento sembra prestarsi a verità assolute, Hack rappresentava un approccio diverso: quello del metodo scientifico, della verifica dei fatti e dell&#8217;onestà intellettuale. Non aveva timore di ammettere di non sapere qualcosa. Anzi, sosteneva che proprio il dubbio fosse il punto di partenza di ogni scoperta.</p>



<p>È anche per questo che, pur essendo una scienziata di fama internazionale, è entrata nel cuore di milioni di italiani come divulgatrice. Con il suo linguaggio diretto, l&#8217;inconfondibile accento toscano e una spontaneità mai costruita, riusciva a spiegare l&#8217;universo senza renderlo distante. Parlava di stelle, galassie e pianeti con la naturalezza di chi racconta una storia, facendo comprendere che la scienza non appartiene a pochi esperti, ma a chiunque abbia voglia di farsi domande.</p>



<p>La sua vita è stata un esempio di coerenza. Direttrice dell&#8217;Osservatorio Astronomico di Trieste per oltre vent&#8217;anni, docente universitaria, autrice di decine di libri e protagonista di innumerevoli incontri pubblici, non ha mai smesso di difendere il valore della ricerca, della cultura e della libertà di pensiero. Lo faceva con fermezza, ma senza rinunciare al dialogo, convinta che la conoscenza dovesse essere condivisa e non custodita.</p>



<p>Anche fuori dai laboratori, Margherita Hack rimase sempre fedele alla propria semplicità. Amava andare in bicicletta, conduceva una vita sobria, era appassionata di sport e profondamente legata agli animali. Non cercò mai di costruire un personaggio: fu semplicemente se stessa. Ed è forse questa autenticità ad aver contribuito alla sua straordinaria popolarità.</p>



<p>A tredici anni dalla sua scomparsa, la sua eredità va ben oltre l&#8217;astronomia. In un tempo in cui il rumore spesso prevale sull&#8217;approfondimento, il suo invito a verificare, studiare e mantenere viva la curiosità conserva un valore che travalica la scienza. È un messaggio rivolto a tutti: agli studenti, ai professionisti, ai cittadini.</p>



<p>Perché Margherita Hack ci ha insegnato che non è importante avere sempre ragione. È molto più importante continuare a cercare, con umiltà, le risposte. E che la curiosità, quando è accompagnata dal rigore e dal rispetto dei fatti, può diventare uno dei più potenti strumenti di libertà.</p>



<p>(Foto di Mrs. Rosalba Sgroia, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1869884) </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Estate: le ciabatte da mare diventano protagoniste del look</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-le-ciabatte-da-mare-diventano-protagoniste-del-look/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 12:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[ciabatte da spiaggia]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[infradito]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=251218</guid>

					<description><![CDATA[Per anni sono state considerate semplici accessori da mare, da indossare solo per raggiungere la battigia. Oggi le ciabatte da spiaggia sono diventate un vero elemento di stile, protagoniste delle [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per anni sono state considerate semplici accessori da mare, da indossare solo per raggiungere la battigia. Oggi le ciabatte da spiaggia sono diventate un vero elemento di stile, protagoniste delle collezioni estive di grandi marchi e brand low cost. Comode, pratiche e sempre più curate nel design, accompagnano non solo le giornate al mare, ma anche passeggiate sul lungomare, aperitivi informali e vacanze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal classico infradito alle ciabatte fashion</h2>



<p>L&#8217;offerta è oggi più ampia che mai. Accanto ai tradizionali infradito trovano spazio modelli con fascia larga, suole ergonomiche, platform e versioni minimal ispirate alle passerelle.</p>



<p>Le linee pulite convivono con dettagli glamour come fibbie oversize, finiture metallizzate, texture intrecciate e inserti effetto pelle, senza rinunciare alla praticità richiesta durante la stagione estiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I colori protagonisti dell&#8217;estate</h2>



<p>Le tonalità neutre continuano a dominare grazie alla loro versatilità. Bianco, beige, sabbia e nero restano le scelte preferite da chi desidera un accessorio facilmente abbinabile.</p>



<p>Non mancano però le proposte più vivaci. Azzurro, verde salvia, corallo, giallo limone e fucsia regalano un tocco di personalità agli outfit da spiaggia, mentre le finiture trasparenti e i colori pastello si confermano tra le tendenze più apprezzate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Comfort prima di tutto</h2>



<p>Le nuove collezioni puntano sempre di più sull&#8217;ergonomia. Le suole anatomiche distribuiscono meglio il peso del corpo e garantiscono maggiore comfort anche durante lunghe camminate.</p>



<p>Molti modelli utilizzano materiali leggeri, morbidi e ad asciugatura rapida, caratteristiche fondamentali per chi alterna spiaggia, piscina e passeggiate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cresce l&#8217;attenzione alla sostenibilità</h2>



<p>Anche nel settore delle calzature da mare aumenta l&#8217;utilizzo di materiali riciclati e componenti ottenuti da fonti rinnovabili. Alcuni produttori impiegano plastiche recuperate dagli oceani o gomme riciclate, riducendo l&#8217;impatto ambientale senza compromettere qualità e durata.</p>



<p>Una scelta sempre più apprezzata da consumatori attenti all&#8217;ambiente e all&#8217;economia circolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come abbinarle</h2>



<p>Le ciabatte non si limitano più al costume da bagno. Oggi completano con naturalezza look estivi molto diversi tra loro.</p>



<p>Con un caftano in lino diventano perfette per una giornata al mare; abbinate a shorts e camicia oversize accompagnano una passeggiata sul lungomare; con un abito lungo in cotone possono essere la scelta ideale anche per una serata informale in località turistiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come scegliere il modello giusto</h2>



<p>Prima dell&#8217;acquisto è utile valutare alcuni aspetti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una suola antiscivolo aumenta la sicurezza sulle superfici bagnate;</li>



<li>materiali resistenti all&#8217;acqua salata e al cloro garantiscono una maggiore durata;</li>



<li>una buona calzata evita sfregamenti e fastidi durante l&#8217;utilizzo;</li>



<li>se si cammina a lungo, è preferibile scegliere modelli con plantare anatomico.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Un accessorio che non passa mai di moda</h2>



<p>Le ciabatte da spiaggia hanno ormai superato il ruolo di semplice calzatura funzionale. Sono diventate un complemento di stile capace di unire praticità, comfort e design.</p>



<p>Che si scelga un modello essenziale o una versione più ricercata, rappresentano uno degli accessori irrinunciabili dell&#8217;estate, perfette per affrontare con leggerezza le giornate al mare senza rinunciare al gusto per i dettagli.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MioDottore awards 2026: il cardiochirurgo Mario Passaro tra i medici più apprezzati d&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/miodottore-awards-2026-il-cardiochirurgo-mario-passaro-tra-i-medici-piu-apprezzati-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 09:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roccadaspide]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[maria passaro]]></category>
		<category><![CDATA[miodottore awards]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=251060</guid>

					<description><![CDATA[Il Cardiochirurgo Mario Passaro, in servizio anche a Roccadaspide, tra le eccellenze della sanità italiana. Un importante riconoscimento per la sanità campana e anche cilentana arriva dall’edizione 2026 del riconoscimento [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Cardiochirurgo Mario Passaro, in servizio anche a Roccadaspide, tra le eccellenze della sanità italiana.</p>



<p>Un importante riconoscimento per la sanità campana e anche cilentana arriva dall’edizione 2026 del riconoscimento “MioDottore Awards”, la cerimonia nazionale che si è svolta presso il Milano Luiss Hub e che ogni anno premia i medici più apprezzati d’Italia sulla base delle valutazioni dei pazienti e dei colleghi fatti sulla piattaforma miodottore.it</p>



<p>Tra i professionisti distintisi a livello nazionale figura il dottor Mario Passaro, medico chirurgo specializzato in Cardiochirurgia, che si è classificato tra i primi posti della branca chirurgica, confermando l’elevato livello della sua attività professionale.</p>



<p>Il dottor Passaro ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Salerno e la specializzazione con lode in Cardiochirurgia presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Attualmente svolge la propria attività presso il reparto di Cardiochirurgia della Clinica Montevergine di Mercogliano (Avellino).</p>



<p>Accanto all’impegno altamente specialistico in ambito ospedaliero, il dottor Passaro garantisce anche un servizio di prossimità al territorio, svolgendo attività come medico di guardia medica nell’area di Roccadaspide, contribuendo in maniera concreta alla tutela della salute dei cittadini in un contesto spesso caratterizzato da carenza di personale sanitario.</p>



<p>L’edizione 2026 dei premi ha visto proprio la Campania conquistare il primo posto in Italia, superando tutte le altre regioni per numero di medici premiati.</p>



<p>Con nove professionisti riconosciuti, la Regione si afferma come leader nazionale, dopo il pari merito del 2025 con la Lombardia. Alle spalle della Campania si colloca la Sicilia con otto medici premiati, seguita dalla Puglia con cinque camici bianchi a cui è stato conferito il riconoscimento.</p>



<p>L’iniziativa, basata sulle recensioni dei pazienti e sulle valutazioni dei colleghi, valorizza competenza, affidabilità e qualità dell’assistenza, elementi che continuano a distinguere numerosi professionisti campani a livello italiano.</p>



<p>“<em>Il prestigioso riconoscimento tributato al dottor Mario Passaro è un motivo di vanto non solo per la sanità campana, ma per tutta la nostra comunità. Sapere che un professionista di così alto profilo scientifico e chirurgico scelga di dedicare parte del suo tempo e delle sue competenze al nostro servizio di guardia medica territoriale ci riempie di gratitudine. In un momento storico in cui pesa la carenza di personale sanitario, l&#8217;esempio del dottor Passaro incarna il vero spirito della medicina: unire l&#8217;eccellenza della ricerca e della chirurgia ospedaliera alla generosa vicinanza quotidiana ai bisogni dei cittadini. A lui vanno le più vive congratulazioni da parte mia, di tutta l&#8217;Amministrazione Comunale e della cittadinanza di Roccadaspide</em>” ha fatto sapere il Sindaco di Roccadaspide, Gabriele Iuliano congratulandosi con il Dott. Passaro.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il piacere del picnic parte dai dettagli: il fascino del cestino in vimini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-piacere-del-picnic-parte-dai-dettagli-il-fascino-del-cestino-in-vimini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 08:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[cestino vimini]]></category>
		<category><![CDATA[pic nic]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=251089</guid>

					<description><![CDATA[C&#8217;è un oggetto che più di ogni altro racconta l&#8217;estate, il tempo libero e il piacere di stare all&#8217;aria aperta: il cestino da picnic. Per anni sostituito da borse termiche [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C&#8217;è un oggetto che più di ogni altro racconta l&#8217;estate, il tempo libero e il piacere di stare all&#8217;aria aperta: il cestino da picnic. Per anni sostituito da borse termiche e contenitori in plastica, oggi torna protagonista grazie alla riscoperta dei materiali naturali, del design sostenibile e delle esperienze da vivere con calma.</p>



<p>Sempre più persone scelgono di trascorrere una giornata in un parco, in campagna o vicino al mare, trasformando il picnic in un&#8217;occasione per rallentare i ritmi e condividere momenti di qualità. E il cestino, da semplice contenitore, diventa un vero elemento di stile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fascino del vimini e della lavorazione artigianale</h2>



<p>Il classico cestino in vimini continua a rappresentare la scelta più apprezzata. Ogni intreccio racconta una tradizione artigianale che unisce estetica e funzionalità, valorizzando materiali naturali e lavorazioni capaci di durare nel tempo.</p>



<p>Accanto al vimini trovano spazio anche salice, bambù e fibre naturali, sempre più utilizzati per realizzare accessori resistenti, leggeri ed eleganti, perfetti per chi desidera un prodotto sostenibile e dal gusto senza tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come organizzare un cestino funzionale</h2>



<p>L&#8217;organizzazione è il segreto per un picnic piacevole. Gli oggetti più pesanti, come bottiglie e contenitori, dovrebbero essere sistemati sul fondo, mentre piatti, bicchieri e alimenti più delicati possono trovare posto nella parte superiore, protetti da un canovaccio in lino o cotone.</p>



<p>Suddividere gli alimenti in contenitori ermetici permette di mantenere ordine e freschezza, evitando fuoriuscite durante il trasporto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I materiali che fanno la differenza</h2>



<p>Anche gli accessori contribuiscono a creare un&#8217;atmosfera curata. Una tovaglia in lino o cotone naturale, piatti in bambù, posate in acciaio riutilizzabili o in legno certificato, bicchieri resistenti e tovaglioli in tessuto rappresentano una scelta pratica ed elegante.</p>



<p>Oltre all&#8217;aspetto estetico, questi materiali riducono l&#8217;utilizzo della plastica monouso e possono essere riutilizzati per molte stagioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli accessori indispensabili</h2>



<p>Un cestino ben organizzato dovrebbe contenere anche alcuni piccoli elementi che rendono l&#8217;esperienza più confortevole:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una tovaglia ampia e facile da lavare;</li>



<li>un cestino porta pane o sacchetti in tessuto;</li>



<li>un coltello multiuso e un piccolo tagliere;</li>



<li>una borsa termica o ghiaccioli refrigeranti per gli alimenti freschi;</li>



<li>tovaglioli in stoffa;</li>



<li>un sacchetto dedicato alla raccolta dei rifiuti.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Quando il design incontra la convivialità</h2>



<p>Il successo del picnic racconta una tendenza più ampia: vivere gli spazi esterni come un&#8217;estensione della casa. Il design non riguarda soltanto l&#8217;arredamento domestico, ma anche il modo in cui si costruiscono esperienze piacevoli all&#8217;aperto, scegliendo oggetti belli, funzionali e destinati a durare.</p>



<p>Un cestino ben realizzato, materiali naturali e accessori coordinati trasformano un semplice pranzo sull&#8217;erba in un momento da condividere con famiglia e amici, dove praticità, artigianato e attenzione ai dettagli si incontrano in perfetto equilibrio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maurizio Bollo e Serena Fummo conquistano la scena caraibica: da Salerno a Miami un successo globale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/maurizio-bollo-e-serena-fummo-conquistano-la-scena-caraibica-da-salerno-a-miami-un-successo-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 12:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[balli caraibici]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio bollo]]></category>
		<category><![CDATA[serena fummo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=250988</guid>

					<description><![CDATA[Più che un semplice calendario di eventi, maggio e giugno per Maurizio Bollo e Serena Fummo hanno rappresentato un vero passaggio di livello: due mesi in cui la coppia salernitana [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Più che un semplice calendario di eventi, maggio e giugno per Maurizio Bollo e Serena Fummo hanno rappresentato un vero passaggio di livello: due mesi in cui la coppia salernitana ha alternato workshop, festival e serate in tutta Italia e all’estero, consolidando la propria presenza nella scena latina e affacciandosi con sempre maggiore continuità su palcoscenici internazionali.</p>



<p>Dal successo del “Martedì Latino” al Bar Mediterraneo di Mercato San Severino fino alle tappe tra Scalea, Milano e il Gargano, il percorso ha avuto un filo conduttore preciso: crescita artistica, visibilità crescente e una domanda sempre più forte da parte di eventi e festival del settore. A questo si è aggiunto un momento chiave della loro stagione: la partecipazione al Sensual Movement di Miami, considerato uno dei più importanti festival di bachata negli Stati Uniti, andato in scena dal 5 al 7 giugno, che ha segnato un ulteriore salto di qualità nella loro traiettoria professionale.</p>



<p>Maggio si era già aperto con un’intensità significativa: dall’Evento People di Scalea al The Heels Event di Milano, passando per le Bollo Class e la partecipazione di Serena Fummo come giudice ad Agropoli, fino al gran finale del “Que Viva La Salsa” in Puglia. Un mese costruito su presenze strategiche e su un posizionamento sempre più riconoscibile nel circuito latino nazionale.</p>



<p>Giugno, invece, ha ampliato ulteriormente lo scenario trasformandosi in un vero e proprio tour mondiale: Miami, Russia, Grecia e Bulgaria hanno scandito un mese di attività internazionale intensa, portando la coppia oltre i confini europei e rafforzandone la presenza su più scene della danza latina globale. Un percorso che ha confermato non solo la crescita tecnica, ma anche la capacità di essere riconosciuti come figure emergenti del settore a livello internazionale.</p>



<p>«Sono stati due mesi che ci hanno messo alla prova sotto ogni aspetto, ma ci hanno anche restituito tantissimo», racconta Maurizio Bollo. «<em>Dal palco di Milano fino al tour mondiale di giugno abbiamo sentito un’energia diversa, più matura. Il Sensual Movement di Miami è stato un momento fondamentale, ma anche le tappe in Russia, Grecia e Bulgaria ci hanno dato la misura di quanto il nostro lavoro stia crescendo. Confrontarsi con artisti e pubblici diversi ti fa capire dove sei e dove puoi arrivare. Siamo orgogliosi del percorso fatto, ma soprattutto della continuità che stiamo costruendo</em>».</p>



<p>Sulla stessa linea Serena Fummo, che sottolinea il valore umano e professionale di questo periodo: «<em>Maggio e giugno sono stati intensissimi e il mese di giugno, in particolare, è stato un vero tour mondiale. Ogni tappa ci ha lasciato qualcosa: Miami, Russia, Grecia e Bulgaria sono state esperienze diverse ma tutte formative. Tornare poi in Italia con questa consapevolezza ci ha dato ancora più energia. Essere chiamata a giudicare e allo stesso tempo continuare a formarmi come insegnante e performer è una responsabilità che sento profondamente</em>».</p>



<p>La coppia sottolinea anche un elemento identitario che accompagna ogni viaggio: «<em>Portiamo sempre con noi la nostra salernitanità</em>», aggiungono. «<em>In ogni tappa del tour mondiale abbiamo indossato una maglia con il cavalluccio, come omaggio alle nostre radici. È un modo per ricordarci da dove veniamo e per rappresentare Salerno in ogni parte del mondo</em>».</p>



<p>Tra Italia e mondo, tra festival, workshop e un vero tour internazionale, la traiettoria è ormai tracciata. E mentre l’estate entra nel vivo, Bollo e Fummo si preparano a una nuova fase ancora più intensa, con l’obiettivo dichiarato di consolidare il proprio nome nel panorama latino europeo e internazionale, portando sempre con sé la propria identità salernitana come segno distintivo del percorso.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La paghetta? Per oltre 6 campani su 10 è tra le prime “lezioni di risparmio” per i figli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-paghetta-per-oltre-6-campani-su-10-e-tra-le-prime-lezioni-di-risparmio-per-i-figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 09:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[lezioni di risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[paghetta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=250798</guid>

					<description><![CDATA[Altro che abitudine superata, la paghetta sembra essere uno strumento ancora attuale nelle famiglie in Campania. Per oltre 6 campani su 10 (65%) rappresenta infatti tuttora un mezzo efficace per [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Altro che abitudine superata, la paghetta sembra essere uno strumento ancora attuale nelle famiglie in Campania. Per oltre 6 campani su 10 (65%) rappresenta infatti tuttora un mezzo efficace per responsabilizzare i figli sul valore e sull’uso del denaro e per introdurli alla cultura del risparmio.</p>



<p>È quanto evidenzia l’ultima indagine dell’Osservatorio Sara Assicurazioni.</p>



<p>Accanto a questa, emergono anche altri metodi ritenuti utili per favorire consapevolezza ed educare i più giovani sull’argomento, come affidare loro fin da subito piccole somme da gestire in autonomia (34%) e coinvolgerli nelle spese quotidiane (25%). Un ulteriore 16% sottolinea inoltre l’utilità del tradizionale salvadanaio come strumento educativo che permette di familiarizzare sui concetti della pianificazione e dell’accantonamento dei risparmi.</p>



<p>Nonostante queste pratiche, tuttavia, l’educazione finanziaria in famiglia incontra ancora diversi ostacoli. Il 30% dei campani vede infatti ragazzi e ragazze, soprattutto quando molto giovani, in vari casi non sufficientemente pronti a gestire il denaro, mentre il 18% teme che possano attuare comportamenti impropri. Un ulteriore 16% evidenzia inoltre come l’argomento sia spesso difficile da affrontare in famiglia, perché ancora percepito come un tabù.</p>



<p>Guardando al futuro economico delle nuove generazioni, nonostante la maggioranza dei campani veda incertezza all’orizzonte, quasi 7 su 10 si dichiarano propensi a investire per il futuro dei propri figli. Tra i principali obiettivi vi sono la volontà di aiutarli ad affrontare un mercato del lavoro incerto (36%), potendo contare su un proprio capitale, sostenere il loro percorso di studi (30%) e proteggerli dagli imprevisti (25%). Tra le motivazioni emerge anche il costo della vita sempre più elevato, indicato dal 33% degli intervistati.</p>



<p>Questa propensione si traduce in scelte di risparmio ben definite: il 36% dei rispondenti indica nelle polizze vita e per il risparmio le opzioni cui guarderebbe per rendere più sicuro il futuro economico dei figli. Seguono il libretto di risparmio (16%) e l’investimento nel mattone (9%).</p>



<p><em>«I dati evidenziano una forte attenzione dei campani verso il futuro economico dei propri figli, che si traduce in una propensione all’investimento con una chiara preferenza per soluzioni che garantiscano rendimenti e protezione del capitale, indicati dal 24% e 31% degli intervistati –</em> dichiara <strong>Emiliano De Salazar, Direttore Vita di Sara Vita <em>&#8211; </em></strong><em>In questo contesto, le polizze assicurative per il risparmio e l’investimento si confermano strumenti efficaci poiché consentono di costruire progressivamente un capitale solido e affrontare con maggiore serenità le sfide future. Le nostre soluzioni, attraverso approcci</em> <em>personalizzati e una gestione di portafoglio attenta, permettono di ottenere risultati significativi e in linea con gli obiettivi delle persone e delle famiglie</em>.» </p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lino, il tessuto che non può mancare nel guardaroba estivo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lino-il-tessuto-che-non-puo-mancare-nel-guardaroba-estivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 11:16:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[guardaroba estivo]]></category>
		<category><![CDATA[lino]]></category>
		<category><![CDATA[tessuto di lino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=250703</guid>

					<description><![CDATA[C&#8217;è un momento, ogni estate, in cui il guardaroba sembra arrendersi al caldo. Le temperature salgono, i tessuti sintetici diventano insopportabili e vestirsi con stile senza soffrire appare una missione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C&#8217;è un momento, ogni estate, in cui il guardaroba sembra arrendersi al caldo. Le temperature salgono, i tessuti sintetici diventano insopportabili e vestirsi con stile senza soffrire appare una missione impossibile. È proprio allora che il lino torna protagonista.</p>



<p>Naturale, leggero e traspirante, questo antico tessuto continua a essere il migliore alleato contro l&#8217;afa. Non è un caso che, anno dopo anno, stilisti e grandi marchi lo riportino al centro delle collezioni estive, reinterpretandolo in chiave contemporanea senza mai tradirne l&#8217;essenza.</p>



<p>La forza del lino risiede nella sua semplicità. Realizzato a partire dalle fibre della pianta del lino, è in grado di assorbire l&#8217;umidità e favorire la circolazione dell&#8217;aria, regalando una sensazione di freschezza che pochi altri materiali possono offrire. Una caratteristica che lo rende perfetto non solo per le giornate al mare, ma anche per il lavoro, il tempo libero e le occasioni più eleganti.</p>



<p>Negli ultimi anni il lino ha superato definitivamente l&#8217;etichetta di tessuto esclusivamente vacanziero. Oggi lo troviamo in completi sartoriali, abiti lunghi, camicie oversize, pantaloni palazzo e persino in accessori e calzature. Le tonalità naturali – dal beige al sabbia, passando per l&#8217;avorio e il bianco ottico – restano le più amate, ma non mancano proposte dai colori vivaci come verde salvia, azzurro polvere, terracotta e giallo sole.</p>



<p>E poi c&#8217;è la sua caratteristica più discussa: le pieghe. Per molti rappresentano un difetto, ma nel mondo della moda sono ormai considerate parte integrante del suo fascino. Quel leggero effetto stropicciato racconta una naturalezza ricercata, un&#8217;eleganza rilassata che si sposa perfettamente con lo spirito dell&#8217;estate mediterranea.</p>



<p>Per costruire un guardaroba estivo versatile bastano pochi capi in lino scelti con attenzione. Una camicia bianca da indossare aperta sul costume o con un pantalone sartoriale, un abito chemisier per il giorno e la sera, un paio di pantaloni ampi e una giacca destrutturata sono investimenti destinati a durare nel tempo, oltre le mode del momento.</p>



<p>Anche dal punto di vista della sostenibilità, il lino continua a conquistare consensi. La sua coltivazione richiede generalmente meno acqua rispetto ad altre fibre tessili e la sua lunga durata lo rende una scelta sempre più apprezzata da chi desidera acquistare meno ma meglio.</p>



<p>In un&#8217;estate dominata dalla ricerca del comfort, il lino si conferma dunque molto più di una semplice tendenza. È un classico intramontabile che riesce a coniugare praticità, eleganza e attenzione all&#8217;ambiente. Il tessuto che, stagione dopo stagione, continua a salvare ogni guardaroba estivo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Divano modulare, il nuovo protagonista del living: comfort, design e libertà di trasformazione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/divano-modulare-il-nuovo-protagonista-del-living-comfort-design-e-liberta-di-trasformazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 13:17:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[arredare casa]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[comfort]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[divano modulare]]></category>
		<category><![CDATA[home decor]]></category>
		<category><![CDATA[interior design]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[living]]></category>
		<category><![CDATA[mobili]]></category>
		<category><![CDATA[soggiorno]]></category>
		<category><![CDATA[stile moderno]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze casa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=250609</guid>

					<description><![CDATA[Il soggiorno cambia volto e il divano diventa sempre più un elemento centrale della casa, non solo per il comfort ma anche per la capacità di adattarsi agli spazi e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il soggiorno cambia volto e il divano diventa sempre più un elemento centrale della casa, non solo per il comfort ma anche per la capacità di adattarsi agli spazi e agli stili di vita contemporanei. Tra le soluzioni più apprezzate dell&#8217;arredo moderno cresce la scelta del divano modulare, un sistema flessibile pensato per accompagnare le esigenze quotidiane.</p>



<p>A differenza dei modelli tradizionali, il divano modulare è composto da elementi indipendenti che possono essere combinati e riorganizzati. Penisole, sedute, angoli e chaise longue possono cambiare posizione in base alla disposizione della stanza, permettendo di trasformare l&#8217;ambiente senza sostituire l&#8217;intero arredo.</p>



<p>Una delle ragioni principali del successo di questa soluzione è la capacità di adattarsi alle abitazioni contemporanee, spesso caratterizzate da spazi più ridotti o ambienti multifunzionali. Un living può diventare così zona relax, area per accogliere ospiti o spazio dedicato al tempo libero, con una configurazione sempre diversa.</p>



<p>Dal punto di vista estetico, i divani modulari rispondono anche alla crescente richiesta di personalizzazione. Tessuti, colori, dimensioni e composizioni possono essere scelti per creare un elemento unico, capace di integrarsi con diversi stili: dal minimal moderno al più caldo stile naturale, fino agli ambienti dal carattere elegante e ricercato.</p>



<p>Il tema della sostenibilità ha inoltre rafforzato l&#8217;interesse verso arredi più duraturi. La possibilità di modificare la composizione nel tempo, sostituire singoli elementi o rinnovare rivestimenti permette di prolungare la vita del prodotto e ridurre la necessità di acquistare nuovi mobili.</p>



<p>Non manca l&#8217;attenzione al benessere. Le nuove generazioni di divani modulari puntano su sedute ergonomiche, materiali confortevoli e soluzioni pensate per il relax quotidiano: dalla lettura alla visione di film, fino ai momenti di socialità in famiglia.</p>



<p>Il divano modulare rappresenta così una risposta a un modo diverso di abitare, dove la casa non è più un insieme di ambienti rigidi ma uno spazio in continua evoluzione. Un equilibrio tra design, praticità e libertà di scelta che lo rende uno degli elementi più interessanti dell&#8217;arredamento contemporaneo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Futuro dell&#8217;arredo: passaporto digitale per mobili e lampade, la svolta europea sulla sostenibilità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/futuro-dellarredo-passaporto-digitale-per-mobili-e-lampade-la-svolta-europea-sulla-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 11:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[impatto ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[mobili e lampade]]></category>
		<category><![CDATA[passaporto digitale]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibiliotà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=250575</guid>

					<description><![CDATA[Cataloghi, fotografie e schede tecniche non saranno più sufficienti per descrivere un prodotto. Secondo studio normativo realizzato da Ollum, società italiana specializzata in sostenibilità e misurazione degli impatti ambientali, il settore [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cataloghi, fotografie e schede tecniche non saranno più sufficienti per descrivere un prodotto. Secondo <strong>studio normativo realizzato da Ollum</strong>, società italiana specializzata in sostenibilità e misurazione degli impatti ambientali, il settore dell&#8217;arredo e dell&#8217;illuminazione si sta avviando verso una trasformazione profonda: mobili, sedute e lampade saranno sempre più accompagnati da informazioni digitali strutturate in grado di raccontarne origine dei materiali, impatti ambientali, durabilità, riparabilità e modalità di recupero a fine vita.</p>



<p><strong>La nascita dell&#8217;identità digitale del prodotto</strong></p>



<p>Quello che fino a ieri era principalmente uno strumento commerciale si sta trasformando in un vero e proprio patrimonio informativo. Un tavolo, una sedia o una lampada non saranno più descritti soltanto dal design, dalle dimensioni o dalle prestazioni tecniche, ma anche dai dati che ne raccontano l&#8217;intero ciclo di vita. Questa conclusione emerge dall&#8217;analisi condotta da Ollum sulle principali normative europee in fase di implementazione e dall&#8217;esperienza maturata a supporto di aziende impegnate nella misurazione e comunicazione delle prestazioni ambientali dei propri prodotti.</p>



<p>La direzione è indicata dall&#8217;Unione Europea attraverso il&nbsp;<a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEz7GOwyAQBNCvgdLaXTsGCopr-I0IsptkJWxHwKXI15980unqkd7McETvQcRKROfRgQ8IVras9dpfwvrRY5fosgAWt2AxC2z9sdK0CWtmbtL7pMM-o7v7fAmZWeCeBfN694WXsN5KAJwRrEYCWmFFhxfwM0yLJyrOFyxzCOLptJnbdNT6vZ1ojc8xXt3MX4aSofQXGEpd2ls_aijlrajsQwwluR0sXR-7oWRbbML5d79Z4KFH23MVlnrTKvs4zoL_i1flSJ5CmO2I9h3pJwAA__-jfFlK" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>nuovo Regolamento Ecodesign per Prodotti Sostenibili (ESPR</strong></a>), che introduce il concetto di&nbsp;<a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEjzFuxCAQRU8Dna1hjAEXFGl8jRUss96RsEFAUuT0kSNFaf-X3tNLXjkHRJK8sk5ZcJsCSWfg_OiVEn9zucjbQKCi1SoKDWc_DM4nJQ4pNep95iHfHiJZG_RijFtNDOtK-HytLwMAK2iNkj0CGjDKqhXcArN2iNG6qOKybeTwZqfU5pLz53lDs3-PUbtYPgTuAve_Q-AeczkE7s_SaeI81dB7qKWNMiU-eIRMU-KptpLKuMdaBe6y-UYp_DYJDQeXdoVMifKTM12j3NL_7Acnjw63bZHDyy-PPwEAAP__ItVf0A" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Digital Product Passport (DPP)</strong></a>, un passaporto digitale destinato a raccogliere informazioni sulla composizione, l&#8217;origine, le prestazioni ambientali, la riparabilità e la riciclabilità dei prodotti.&nbsp;<a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEzz1uxSAQBODTQBdrd435KSjS-BpP8Hbjh4SNBU6KnD5ypCj1jD7NcETvQURLROfRgQ8IWvZU6mOcwuW7tEOiSwKYncGsDOxjszTtwiUxdxljKpd-RXEpfcyYF2eC9YbQLOggZJbAztpFl0hAFiw6XMDPMBlPlJ3PmOcQxNNtM_ep1fq532iNr-s6h5rfFa2K1r9A0Zpr2xStXbZW0y7H1d7k2VhG2Q5Fq-6xC6ff9crAVlo_UhWW-iz1bt_8_8FH4UieQpj1FfVXpJ8AAAD__zAuV7w" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Il Regolamento</strong></a>&nbsp;rappresenta il nuovo quadro europeo per rendere i prodotti più sostenibili, durevoli e trasparenti lungo tutta la filiera.</p>



<p>Secondo il primo piano di lavoro pubblicato dalla Commissione Europea, tra le categorie prioritarie individuate per i futuri atti applicativi rientrano anche i&nbsp;<strong>mobili</strong>, insieme ad altri prodotti considerati strategici per la transizione verso un&#8217;economia circolare.</p>



<p>«<em>Per anni il settore dell&#8217;arredo ha competuto principalmente su design, qualità e prestazioni tecniche. Oggi stiamo assistendo alla nascita di una nuova dimensione competitiva: la qualità delle informazioni associate al prodotto</em>&#8220;, commenta <strong>Davide Treghini, Co-founder di Ollum</strong>. &#8220;<em>Le aziende che sapranno raccogliere, organizzare e rendere verificabili dati su materiali, impatti ambientali, durabilità e circolarità saranno avvantaggiate non solo dal punto di vista normativo, ma anche commerciale. Il prodotto del futuro dovrà essere bello, funzionale e sostenibile, ma anche trasparente</em>.»</p>



<p><strong>Dalla scheda tecnica alla carta d&#8217;identità digitale</strong></p>



<p>Il cambiamento non riguarda solamente il rispetto di nuovi requisiti normativi. Si tratta di una trasformazione più profonda del modo in cui i prodotti vengono progettati, realizzati e commercializzati.</p>



<p>Così come l&#8217;etichetta nutrizionale ha cambiato il rapporto tra consumatori e prodotti alimentari, il passaporto digitale potrebbe modificare il modo in cui aziende, progettisti, distributori e clienti valutano un prodotto di arredo o illuminazione.</p>



<p>Le informazioni che oggi spesso rimangono disperse tra fornitori, uffici tecnici e documentazione interna dovranno diventare accessibili, aggiornate e verificabili. Tra queste:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>provenienza delle materie prime</li>



<li>contenuto riciclato</li>



<li>impatti ambientali associati alla produzione</li>



<li>possibilità di riparazione</li>



<li>disponibilità di pezzi di ricambio</li>



<li>durabilità del prodotto</li>



<li>modalità di recupero e riciclo a fine vita</li>
</ul>



<p>L&#8217;obiettivo europeo è creare prodotti più trasparenti e favorire modelli di economia circolare basati su riutilizzo, riparazione e recupero dei materiali.</p>



<p><strong>Una trasformazione che coinvolge l&#8217;intera filiera dell&#8217;edilizia</strong></p>



<p>Per il settore arredo e illuminazione, la spinta verso la tracciabilità non arriva da una sola norma.</p>



<p>Oltre all&#8217;ESPR, il nuovo&nbsp;<a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEzzFuxSAQBNDTQBdrWWMDBUUaX-OLZTf-SPhjYZIip48cKUo9o6cZjsZ7ENESjfPGgQ8GtByp1Md1Cpfv0l4SXRIw5KwhZeG49hWnQ7gk5i7XNZWhnxFzDuBoyYlCWheX-WO2PjNZa8ktQZeIgCusxpkF_AyT9YjkPBmaQxCPt83cp1br53GjNT7HOC81vyvcFG5_gcKNatsVbl32VtMhr9He8tkVbrrHLpx-dysLe2n9laqw1Fzq3bvh_2uPwhE9hjDrEfVXxJ8AAAD__7WkVjc" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Construction Products Regulation (CPR)</strong></a>&nbsp;punta ad aumentare la digitalizzazione e la disponibilità delle informazioni relative ai prodotti impiegati negli edifici. Parallelamente, l&#8217;evoluzione della direttiva europea sulla&nbsp;<a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEzzFuxCAQheHTQGeLGYOBgiKNr7GCnYl3JGyvgGyR00cbKUr9pP_powQhGGbNCXwAb0IEo_nIUm_9ySTfcp2cfGYDxVsoypqj7yvOB5Nkosa9zzL0IzmCdSF2YMmT-4yR7pYIHKyLd5SzloQGV7OCB2fCYmYbEIsPBcoSIwd8t4nafNX6dbyjNT3GeHa1fCjcFG5_g8Kt1GtXuJE0HkNeebrnztPemM-Jn4UmeU0ycpWscNMtNab8a1HW7HK1M1cmrnepfI7rffbPvQklDBjjokfSr4Q_AQAA__-iaV0-" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>prestazione energetica degli edifici (EPBD)</strong></a>&nbsp;e la crescente diffusione dei criteri ambientali negli appalti pubblici stanno aumentando la richiesta di dati affidabili sulle prestazioni ambientali dei prodotti.</p>



<p>In questo contesto, produttori e fornitori saranno chiamati a dimostrare non soltanto la conformità tecnica delle proprie soluzioni, ma anche le loro caratteristiche ambientali lungo l&#8217;intero ciclo di vita.</p>



<p><strong>I dati ambientali diventano un vantaggio competitivo</strong></p>



<p>La sfida principale non sarà generare un QR code o una piattaforma digitale, ma costruire un sistema capace di raccogliere informazioni affidabili lungo la catena di fornitura.<br>È una dinamica che Ollum osserva già oggi nei progetti sviluppati per aziende manifatturiere chiamate a fornire dati sempre più dettagliati su materiali, emissioni, contenuto riciclato e caratteristiche di circolarità dei propri prodotti.</p>



<p>Per molte aziende del settore arredo e illuminazione questo significa iniziare a lavorare su attività che fino a pochi anni fa erano considerate opzionali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEj8FuhSAQRb8GdhoYVIYFi278jRdgRh_JqC9im7Rf39ikeet7c04ORYtomDVH69F6g8EazVuq8mgvpvpTj52jT2xs9oPNajBbWyfoN6aaiE5ura-XfsYR3ZTHhA5owRKChVKMd5iXnBItqGsEA5OZrLejQWf6AQGyx2yzC4ERbjbR2R8in9sNlfi8rldT7kPBrGD-HxTMWY5VwSwldVIX7sp3Ee5Sa9zaxvt90Wc8mdJfgRrMWo9zT8LEUqrwfh234h35qBQBIQSnr6i_IvwGAAD__x7yWdc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analisi del ciclo di vita dei prodotti</a>;</li>



<li>raccolta strutturata dei dati ambientali;</li>



<li>misurazione delle emissioni associate ai prodotti;</li>



<li>valutazione della circolarità;</li>



<li>progettazione orientata alla durabilità e alla riparabilità;</li>



<li>comunicazione ambientale verificata.</li>
</ul>



<p>Strumenti come le&nbsp;<a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEj02K6zAQBk8j7WK6244lLbR4G18j6KeTNEh2kPQCk9MPHhhm_X1UUdmjtcCs2aOxaMA6BM01SLn1F2f5yLGzN4EBo1kwqgVqf6w0Vc4Scm7c-yRDP72B690lax1wCjHNFAyGbDAAEsWFtXgCWmFFg1ewM0yLJYrGRoyzc2zpZOfcpqOU__WEFv8c49XV_E_Rpmj7HRRtndtbPqJoCzUK74MVbUXufElfqfAl9M69V97Ps26-cQ4_LWqBhxxtD4UzlySF93Gcsr_cm2RPlpyb9fD67ek7AAD__6veXXo" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Life Cycle Assessment (LCA)</strong></a>&nbsp;consentono di quantificare gli impatti ambientali lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, mentre le&nbsp;<a href="https://email.mddr.ollum.it/c/eJxEj7GOwyAQRL8GSmtZHLMUFNf4NyLwbpKVcBwBlyJff_JJp2vfSG9mODkiELGSXCAXgKIDK3vWeu0vYf3o8ZQUsoArYXbFzLD3-4LTLqyZuUnvkw77SEvJxTFClACwecFMEclfSsaF8BasJgRcYHHBXYA8TDMhlkDFFR-jEJ5u5jYdtX7vp7SmxxivbvyXwdXg-hcYXLu0t37U4LpJG3rTLZ9TTyAvNrjalprwLxQzw12P9sxVWOqmVZ7jOAv-L16VExLG6O1I9p3wJwAA__8Vflia" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Environmental Product Declaration (EPD)</strong></a>&nbsp;permettono di comunicare tali informazioni attraverso documenti verificati da organismi indipendenti.</p>



<p>Allo stesso tempo, l&#8217;adozione di metodologie di&nbsp;<strong>EcoDesign</strong>&nbsp;aiuta le imprese a progettare prodotti più durevoli, riparabili e riciclabili, anticipando molte delle richieste che caratterizzeranno il futuro passaporto digitale.</p>



<p><strong>Dal prodotto fisico al prodotto informativo</strong></p>



<p>Per decenni il settore dell&#8217;arredo ha investito nella qualità dei materiali, nel design e nell&#8217;innovazione estetica. Nei prossimi anni una parte crescente del valore potrebbe essere rappresentata dalla qualità dei dati associati al prodotto.</p>



<p>La capacità di conoscere e documentare l&#8217;origine dei materiali, misurare gli impatti ambientali e dimostrare le caratteristiche di circolarità potrebbe diventare un fattore competitivo tanto importante quanto il design stesso.</p>



<p>Il passaporto digitale non rappresenta quindi soltanto un nuovo adempimento normativo. Segna il passaggio da prodotti raccontati attraverso immagini e cataloghi a prodotti definiti da informazioni verificabili e condivisibili lungo tutta la filiera.</p>



<p>Per il settore arredo e illuminazione, la vera sfida sarà trasformare questi dati in uno strumento di competitività, innovazione e fiducia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Napoli è il terzo porto preferito dagli italiani per partire in crociera quest&#8217;estate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/napoli-e-il-terzo-porto-preferito-dagli-italiani-per-partire-in-crociera-questestate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[crociere]]></category>
		<category><![CDATA[porto di napoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=250572</guid>

					<description><![CDATA[Il settore delle crociere sta vivendo di nuovo un momento florido. Il numero di crocieristi sta aumentando mese dopo mese, nel 2025 si sono registrati complessivamente 1.215.000 passeggeri di navi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il settore delle crociere sta vivendo di nuovo un momento florido. Il numero di crocieristi sta aumentando mese dopo mese, nel 2025 si sono registrati complessivamente 1.215.000 passeggeri di navi da crociera e la previsione per quest&#8217;anno è di un aumento del 4,5%. E l&#8217;estate del 2026 non farà eccezione.Secondo un recente studio realizzato da <a href="https://buonacrociera.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Buonacrociera</a>, la piattaforma digitale totalmente dedicata al mondo delle crociere, <strong>nell&#8217;estate del 2026 (Luglio e agosto) le prenotazioni di crociere sono aumentate del 9% rispetto al 2025. La spesa media di ciascun passeggero della crociera sarà di 1.430 euro.</strong></p>



<p><strong>Napoli è il terzo porto di partenza preferito dai crocieristi&nbsp;</strong>dopo Genova e Civitavecchia,seguito da Palermo, Venezia, Bari, Savona e Trieste.</p>



<p>Il team di&nbsp;<a href="https://buonacrociera.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Buonacrociera</a>&nbsp;ha realizzato uno studio su come e quali sono le preferenze dei crocieristi italiani per questa estate del 2026, e sono emersi alcuni dati sorprendenti. Tra questi, il fatto più notevole è che le crociere non sono solo per le persone anziane: secondo i dati analizzati&nbsp;<strong>il 50% passeggeri italiani hanno meno di 45 anni</strong>. Solo duo su dieci ha più di 61 anni.&nbsp;</p>



<p><strong>Età dei crocieristi italiani:</strong> meno di 16 anni (8%); tra i 17 e i 24 anni (15%); tra i 25 e i 30 anni (7%); tra i 31 e i 45 anni (20%); tra i 46 e i 60 anni (32%); oltre 61 anni di età (18%). </p>



<p>Per quanto riguarda la distribuzione di genere,&nbsp;<strong>in crociera sono più gli uomini (65%) che le donne (45%)</strong>. È inoltre sorprendente che oltre un terzo (30%) dei passeggeri viaggi con la famiglia, mentre il 20% viaggi con gli amici, sebbene&nbsp;<strong>la maggioranza (40%) viaggi con il proprio partner</strong>. Solo il 10% viaggia da solo.</p>



<p><strong>Genova è stato il porto di partenza più ricercato dagli italiani</strong>, seguito da Civitavecchia, Napoli, Palermo, Venezia, Bari, Savona e Trieste, e le crociere nel Mediterraneo Occidentale sembrano essere le preferite dai crocieristi con il 40% delle ricerche, davanti al Caraibi con il 18% delle ricerche. &nbsp;</p>



<p><strong>I porti preferiti da cui salpare:</strong> Genova, Civitavecchia, Napoli, Palermo, Venezia, Bari, Savona, Trieste</p>



<p><strong>Tipo di crociera più ricercato:</strong> Mediterraneo Occidentale (40%), Caraibi (18%), Mediterraneo Orientale (17%), Nord Europa (15%), Isole Greche 10%).</p>



<p>Per quanto riguarda&nbsp;<strong>i porti esteri più ricercati dagli italiani</strong>&nbsp;per iniziare la loro crociera,<strong>&nbsp;Miami occupa la prima posizione seguita da&nbsp;</strong>Copenaghen, Kiel, Amburgo e Istanbul.</p>



<p><strong>I porti esteri più ricercati:</strong> Miami, Copenaghen, Kiel, Amburgo, Istanbul.</p>



<p>D&#8217;altra parte,&nbsp;<strong>due grandi compagnie si dividono quasi tutte le preferenze dei crocieristi italiani</strong>, MSC Crociere con il 65% e Costa Crociere con il 25%:</p>



<p><strong>Le compagnie di crociera più popolari/preferite:</strong> MSC Crociere (65%), Costa Crociere (25%), Royal Carribean (6%), Norwegian Cruise Line (4%). </p>



<p><strong>La prenotazione di una crociera è una decisione ponderata e viene presa con molto anticipo: più di cinque italiani su dieci (55%) prenotano con più di sei mesi di anticipo</strong>, mentre il 20% prenota tra quattro e sei mesi prima, il 10% tra due e tre mesi prima; e il 15% meno di un mese prima della partenza.&nbsp;<strong>La crociera di una settimana è la più richiesta (68%),</strong>&nbsp;ben più di quelle di 3-5 giorni (10%) o di oltre 7 giorni (22%). &nbsp;</p>



<p>Finalmente per quanto riguarda&nbsp;<strong>le offerte gratuite incluse nelle prenotazioni, le più popolari tra i passeggeri sono le bevande</strong>, seguite da mance, credito di bordo, escursioni, e wifi.</p>



<p><strong>Gaetano Pistone, Amministratore Delegato di Buonacrociera, ha dichiarato:</strong><em> «La passione degli italiani per le crociere continua anche quest&#8217;estate, con un aumento delle prenotazioni del 9% rispetto allo scorso anno. Questa tipologia di turismo attrae sempre più un pubblico giovane. Noi di Buonacrociera vogliamo congratularci con Napoli per essere il terzo porto preferito dagli italiani per iniziare le loro crociere, e incoraggiamo tutti gli italiani a godersi le crociere quest&#8217;estate, in coppia, in famiglia, con gli amici o anche da soli.</em>» </p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Benny Marotta, l’emigrante che ha conquistato il mondo senza dimenticare le sue radici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/benny-marotta-lemigrante-che-ha-conquistato-il-mondo-senza-dimenticare-le-sue-radici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pertosa]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[benny marotta]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=250556</guid>

					<description><![CDATA[Ci sono storie che parlano di successo. E poi ci sono storie che raccontano qualcosa di più profondo: il valore delle radici, della memoria e della gratitudine. Quella di Benedetto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono storie che parlano di successo. E poi ci sono storie che raccontano qualcosa di più profondo: il valore delle radici, della memoria e della gratitudine. Quella di Benedetto “Benny” Marotta appartiene a questa seconda categoria.</p>



<p>A 17 anni lasciò Pertosa con una valigia piena di speranze e poche certezze. Come tanti giovani del Sud Italia in quegli anni, guardò oltreoceano inseguendo un futuro che nella sua terra sembrava difficile da costruire. Destinazione Canada, dove iniziò un percorso fatto di sacrifici, lavoro e determinazione.</p>



<p>Decenni dopo, quel ragazzo partito dal Vallo di Diano è diventato uno degli imprenditori più affermati del Nord America. Fondatore della Solmar Development Corporation, ha contribuito allo sviluppo urbanistico dell&#8217;area metropolitana di Toronto, trasformando la sua azienda in una delle realtà più influenti del settore immobiliare canadese.</p>



<p>Ma il successo di Marotta non si è fermato all&#8217;edilizia. Insieme alle figlie Angela e Melissa ha investito anche nel settore vitivinicolo, dando vita a realtà oggi riconosciute tra le eccellenze della regione di Niagara, come Two Sisters Vineyards e Stone Eagle Winery. Un progetto imprenditoriale che ha saputo coniugare visione, qualità e spirito familiare.</p>



<p>Il suo percorso è stato recentemente celebrato anche in Italia, nella prestigiosa Sala Zuccari del Senato della Repubblica, dove <a href="https://www.giornaledelcilento.it/benny-marotta-ritira-il-leone-doro-oltre-lemigrazione-famiglia-impresa-e-identita/" data-type="link" data-id="https://www.giornaledelcilento.it/benny-marotta-ritira-il-leone-doro-oltre-lemigrazione-famiglia-impresa-e-identita/">ha ricevuto il Leone d’Oro</a> del Gran Premio Internazionale di Venezia e una Laurea ad Honorem in Marketing e Comunicazione. Riconoscimenti che premiano una carriera costruita con lungimiranza e capacità manageriale, ma che per Marotta hanno rappresentato soprattutto un ritorno simbolico alle proprie origini.</p>



<p>E proprio il legame con la terra natale è rimasto il filo conduttore della sua vita.</p>



<p>Nei giorni scorsi <a href="https://www.giornaledelcilento.it/pertosa-conferisce-la-cittadinanza-a-benedetto-benny-marotta/" data-type="link" data-id="https://www.giornaledelcilento.it/pertosa-conferisce-la-cittadinanza-a-benedetto-benny-marotta/">Pertosa ha voluto rendere omaggio a uno dei suoi figli più illustri conferendogli la cittadinanza onoraria </a>durante una cerimonia particolarmente partecipata presso l&#8217;Auditorium del Museo Speleo-Archeologico. Un momento carico di emozione, durante il quale la comunità ha celebrato non soltanto i traguardi raggiunti dall&#8217;imprenditore, ma soprattutto il rapporto mai interrotto con il paese che lo ha visto nascere.</p>



<p>Attraverso immagini, testimonianze e racconti è riemersa una storia che parla di appartenenza. Quella di un uomo che ha costruito quartieri, aziende e opportunità dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano senza mai dimenticare da dove era partito.</p>



<p>Un aspetto che emerge anche dal suo impegno filantropico. Tra le iniziative più significative figura la donazione di 15 milioni di dollari all&#8217;ospedale di St. Catharines, oggi rinominato Niagara Health Marotta Family Hospital. Un gesto che racconta una visione dell&#8217;impresa fondata non solo sul profitto, ma sulla responsabilità sociale e sulla restituzione di valore alle comunità.</p>



<p>La storia di Benny Marotta continua così a rappresentare un esempio per le nuove generazioni. Non soltanto perché dimostra che talento, lavoro e perseveranza possono abbattere qualsiasi confine geografico, ma perché ricorda che il vero successo non consiste nel dimenticare le proprie origini, bensì nel portarle con sé ovunque si vada.</p>



<p>Dal piccolo borgo di Pertosa alle grandi città del Canada, il suo percorso racconta una verità semplice e universale: si può partire molto lontano senza smettere mai di sentirsi a casa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
