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	<title>Moda | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Sat, 23 May 2026 10:42:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Running shoes: come scegliere le scarpe giuste tra comfort e stile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/running-shoes-come-scegliere-le-scarpe-giuste-tra-comfort-e-stile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 10:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[running shoes]]></category>
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					<description><![CDATA[Scegliere una scarpa da running non significa soltanto trovare un modello esteticamente gradevole o seguire la tendenza del momento. La scarpa giusta può migliorare il comfort durante la corsa, aiutare [...]]]></description>
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<p>Scegliere una scarpa da running non significa soltanto trovare un modello esteticamente gradevole o seguire la tendenza del momento. La scarpa giusta può migliorare il comfort durante la corsa, aiutare la postura e ridurre il rischio di fastidi o infortuni. Un tema che negli ultimi anni ha conquistato anche il mondo lifestyle e moda, dove le running shoes sono diventate protagoniste sia dell’attività sportiva sia degli outfit quotidiani.</p>



<p>Il primo elemento da considerare è il tipo di utilizzo. Chi corre occasionalmente sul lungomare o in città ha esigenze diverse rispetto a chi prepara gare o affronta allenamenti frequenti. Per un uso quotidiano servono generalmente scarpe ammortizzate e versatili, mentre per allenamenti intensi o competizioni si preferiscono modelli più reattivi e leggeri.</p>



<p>Fondamentale è anche l’appoggio del piede. Esistono runner che tendono a pronare maggiormente – cioè ad appoggiare il peso verso l’interno – e altri con appoggio più neutro. Una valutazione in negozi specializzati o tramite analisi dell’appoggio può aiutare a individuare la struttura più adatta, evitando acquisti basati esclusivamente sul design.</p>



<p>Altro aspetto spesso sottovalutato è la misura. Nelle scarpe da running è consigliabile lasciare qualche millimetro di spazio in punta, perché durante la corsa il piede tende ad allargarsi e gonfiarsi leggermente. Una scarpa troppo stretta può causare fastidi, mentre una troppo larga rischia di compromettere stabilità e comfort.</p>



<p>Anche il terreno incide sulla scelta. Per asfalto e percorsi urbani si prediligono suole più morbide e ammortizzate; chi invece corre su sterrati o sentieri dovrebbe orientarsi verso modelli trail con maggiore grip e protezione.</p>



<p>Negli ultimi anni il settore ha inoltre visto crescere l’attenzione verso materiali tecnici e sostenibilità. Molti brand stanno introducendo tessuti riciclati, tomaie traspiranti e tecnologie pensate per migliorare la durata delle calzature senza rinunciare allo stile.</p>



<p>Le running shoes, infatti, non sono più soltanto un accessorio sportivo. Sempre più spesso vengono abbinate a jeans, completi casual e look urbani, diventando un elemento chiave della moda contemporanea. Comfort e stile oggi viaggiano insieme, ma nella scelta resta centrale una regola semplice: la scarpa perfetta è quella che si adatta al proprio piede e al proprio modo di muoversi.</p>
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		<title>Il tubino nero, il capo intramontabile che non conosce stagioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-tubino-nero-il-capo-intramontabile-che-non-conosce-stagioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 12:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[tubino nero]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un capo che attraversa le epoche, resiste alle tendenze e continua a rappresentare l’essenza stessa dell’eleganza femminile: il tubino nero. Essenziale, raffinato e incredibilmente versatile, il celebre “little black [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’è un capo che attraversa le epoche, resiste alle tendenze e continua a rappresentare l’essenza stessa dell’eleganza femminile: il tubino nero. Essenziale, raffinato e incredibilmente versatile, il celebre “little black dress” resta ancora oggi uno degli elementi imprescindibili del guardaroba, capace di adattarsi con naturalezza a stili, occasioni ed età diverse.</p>



<p>La sua storia affonda le radici nel Novecento, quando Coco Chanel rivoluzionò il concetto di eleganza femminile proponendo un abito semplice, lineare e accessibile, lontano dagli eccessi della moda dell’epoca. Da allora il tubino nero è diventato simbolo di classe assoluta, consacrato definitivamente da icone del cinema e dello stile come Audrey Hepburn nel film Breakfast at Tiffany&#8217;s.</p>



<p>Il segreto del suo successo sta proprio nella capacità di trasformarsi. Con un blazer e accessori minimal diventa perfetto per il lavoro; con tacchi alti e gioielli si trasforma in un look sofisticato da sera; indossato con sneakers o sandali flat riesce persino a interpretare uno stile più contemporaneo e quotidiano. Pochi capi riescono a garantire la stessa combinazione di semplicità e personalità.</p>



<p>Negli ultimi anni la moda ha reinterpretato il tubino nero in molteplici versioni: aderente o morbido, lungo oppure corto, con tagli geometrici, dettagli trasparenti o tessuti sostenibili. Ma il principio resta invariato: valorizzare la figura senza eccessi, affidandosi alla forza di linee pulite e all’intramontabile fascino del nero.</p>



<p>Anche le nuove generazioni sembrano riscoprirne il valore. In un’epoca dominata dal fast fashion e dai trend veloci, il tubino nero rappresenta una scelta intelligente e duratura, un investimento di stile che supera le stagioni e riduce il bisogno di continui acquisti impulsivi. Non a caso molti esperti di moda lo considerano uno dei capi fondamentali del guardaroba “capsule”, basato su pochi elementi essenziali ma facilmente abbinabili.</p>



<p>La sua forza è quella di non dover mai stupire a tutti i costi. Il tubino nero non segue la moda: la attraversa. E forse è proprio questa la vera definizione di eleganza senza tempo.</p>
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		<title>Moda uomo, la cintura torna protagonista: il dettaglio che fa la differenza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moda-uomo-la-cintura-torna-protagonista-il-dettaglio-che-fa-la-differenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 11:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[cintura]]></category>
		<category><![CDATA[moda uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’abbigliamento maschile i dettagli non sono mai semplici accessori: spesso sono ciò che definisce davvero lo stile. Tra questi, la cintura occupa un ruolo particolare, a metà tra funzione e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell’abbigliamento maschile i dettagli non sono mai semplici accessori: spesso sono ciò che definisce davvero lo stile. Tra questi, la cintura occupa un ruolo particolare, a metà tra funzione e identità estetica. Non è solo un elemento pratico che “tiene su i pantaloni”, ma un segno silenzioso che racconta gusto, attenzione e coerenza dell’outfit.</p>



<p>Negli ultimi anni la moda uomo ha progressivamente spostato l’attenzione dai capi più evidenti ai particolari. E la cintura è tornata protagonista proprio in questa logica: non più nascosta, ma esibita come elemento di equilibrio visivo. Che si tratti di un completo formale o di un look più casual, la scelta della cintura può cambiare la percezione dell’intero abbinamento.</p>



<p>Nel contesto formale, la regola resta quella della coerenza. Pelle liscia, fibbia discreta, colori classici come nero o marrone: la cintura dialoga con le scarpe e completa il look senza interromperlo. È un linguaggio sobrio, dove ogni dettaglio deve essere calibrato. Un abito ben costruito perde armonia se accompagnato da una cintura fuori contesto, troppo sportiva o eccessivamente appariscente.</p>



<p>Nel casual, invece, la cintura diventa più libera e narrativa. Tessuti intrecciati, materiali tecnici, fibbie più evidenti o design contemporanei permettono di esprimere personalità. In questo caso non si tratta più solo di coordinamento, ma di carattere: una cintura può alleggerire un outfit troppo rigido o, al contrario, dare struttura a un look semplice.</p>



<p>C’è poi un aspetto spesso sottovalutato: la proporzione. Una cintura troppo larga o troppo sottile rispetto alla fisicità e al tipo di pantalone può alterare l’equilibrio complessivo dell’immagine. Anche la posizione ha un ruolo: portarla correttamente in vita o sui fianchi cambia la percezione delle linee del corpo e dello stile generale.</p>



<p>La tendenza attuale nella moda uomo va verso una maggiore consapevolezza dei dettagli. Non si tratta più di accumulare elementi di stile, ma di scegliere quelli giusti. E in questo equilibrio la cintura si conferma un accessorio chiave: discreta, ma mai irrilevante.</p>



<p>In un’epoca in cui l’abbigliamento maschile oscilla tra minimalismo e ricerca di identità, proprio i dettagli fanno la differenza. E la cintura, nella sua semplicità, continua a essere uno degli indicatori più immediati di stile personale.</p>
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		<item>
		<title>Due PMI della Campania protagoniste su Rai 1 in Linea Verde Discovery insieme ad Amazon</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/due-pmi-della-campania-protagoniste-su-rai-1-in-linea-verde-discovery-insieme-ad-amazon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 12:51:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[federico quaranta]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Nicandra]]></category>
		<category><![CDATA[Pantart]]></category>
		<category><![CDATA[pmi campania]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
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					<description><![CDATA[Riparte per il quarto anno consecutivo “Linea Verde Discovery &#8211; Fatto in Italia”, il progetto televisivo di Rai Pubblicità&#160;realizzato in collaborazione con Amazon, che racconta l’Italia attraverso le sue eccellenze [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Riparte per il quarto anno consecutivo <strong>“Linea Verde Discovery &#8211; Fatto in Italia”</strong>, il progetto televisivo di <strong>Rai Pubblicità</strong>&nbsp;realizzato in collaborazione con <strong>Amazon</strong>, che racconta l’Italia attraverso le sue eccellenze produttive, i territori e le storie di impresa. Dal 9 al 30 maggio 2026, ogni sabato alle ore 12:00 su Rai 1, <strong>Federico Quaranta</strong>&nbsp;accompagnerà i telespettatori in un viaggio di quattro tappe tra <strong>Campania</strong>, <strong>Puglia</strong>, <strong>Marche</strong>&nbsp;e <strong>Sicilia</strong>, alla scoperta di tradizioni, paesaggi e filiere produttive che rendono unico il Made in Italy.</p>



<p>La collaborazione si inserisce tra le attività di promozione delle eccellenze italiane in occasione dei <strong>Made in Italy Days </strong>di Amazon, una speciale finestra promozionale dedicata a un&#8217;ampia selezione di prodotti di migliaia di piccole e medie imprese (PMI) e dei marchi italiani più famosi, disponibile sul negozio online <strong>dal 13 al 19 maggio</strong>, in collaborazione con Agenzia ICE.</p>



<p>Il percorso lungo il Centro e Sud Italia svelerà al pubblico la storia di <strong>8 piccole realtà locali </strong>che, attraverso la voce dei loro referenti, racconteranno come hanno unito tradizione e innovazione, attraverso l’e-commerce. Al centro del racconto, ancora una volta, ci saranno le PMI italiane, realtà diverse per storia e settore, ma unite da un elemento comune: la scelta di crescere grazie al digitale, approdando sulla <a href="https://www.amazon.it/Made-In-Italy/b?ie=UTF8&amp;node=6224633031"><strong><u><strong>vetrina Made in Italy di Amazon</strong></u></strong></a>&nbsp;e portando così le proprie eccellenze oltre i confini nazionali.</p>



<p>Si parte sabato 9 maggio, con la prima tappa &nbsp;in <strong>Campania</strong>, dove il viaggio si muoverà tra manifattura e creatività contemporanea. Qui, <a href="https://www.amazon.it/stores/fratelliditalia/page/D7AABEF6-9F42-4D46-AAAD-5E44522C3369?lp_asin=B0DJ12J2Z8&amp;ref_=ast_bln"><strong><u><strong>Pantart</strong></u></strong></a>, azienda sartoriale di Torre del Greco, racconterà come un modello produttivo flessibile e “on demand” possa incontrare il digitale per crescere anche all’estero, tanto che le vendite attraverso Amazon rappresentano oggi oltre la metà del fatturato aziendale. Sarà poi una giovane imprenditrice di Napoli, fondatrice del brand di gioielli <a href="https://www.amazon.it/stores/NICANDRA/Paginaprincipale/page/E5A23CA5-21C8-43E5-BCC5-C5A1BF00F291"><strong><u><strong>Nicandra</strong></u></strong></a>, a raccontare come ha saputo trasformare una passione personale in un progetto imprenditoriale capace di fidelizzare una clientela sempre più sia locale che internazionale grazie all’online.</p>



<p>Dalla Campania alla Puglia, dove nell’episodio di sabato 16 maggio, tradizione e innovazione si incontrano nella lavorazione dei materiali e nel saper fare artigianale. A Strudà di Vernole, in provincia di Lecce, la storica Marmeria di Russo Luca, conosciuta online con il brand <a href="https://www.amazon.it/stores/page/8C9D227A-6C71-4FAC-92DA-007ABDE29B48?ingress=2&amp;lp_context_asin=B0D324NWRQ&amp;visitId=8262bdb5-9745-4668-b6c3-de458d8c81d4&amp;ref_=ast_bln"><strong><u><strong>Kalu Creations</strong></u></strong></a>, mostrerà come una realtà con oltre cinquant’anni di esperienza abbia saputo reinventarsi anche grazie al digitale, portando oggetti in marmo e pietra naturale oltre i confini nazionali. Accanto a questa storia, quella di <a href="https://www.amazon.it/stores/RemoSartori/page/E76CFC64-BE38-42AE-A100-20ABA7E448C6?ref_=ast_bln"><strong><u><strong>Remo Sartori</strong></u></strong></a>, sartoria specializzata in accessori da cerimonia, che avvalendosi dell’e-commerce ha ampliato il proprio raggio d’azione ben oltre il mercato nazionale: oggi l’export rappresenta circa il 50% del fatturato.</p>



<p>Il viaggio proseguirà sabato 23 maggio nelle <strong>Marche</strong>, territorio dove tradizione industriale e design si fondono in una visione contemporanea del Made in Italy. Qui, <a href="https://www.amazon.it/stores/OmadaDesignQuotidiaN/page/EF07C283-9B70-4024-B0B7-B8DE28C67139?ref_=ast_bln"><strong><u><strong>Omada Design</strong></u></strong></a>&nbsp;racconterà il proprio percorso di crescita: da azienda familiare della provincia di Ancona a realtà strutturata e multicanale, capace di raddoppiare il fatturato e raggiungere clienti in tutto il mondo. Sempre nelle Marche, troviamo <a href="https://www.amazon.it/stores/Giallobus/page/84E66C89-AC8A-4527-8853-19FC4930FFD0?lp_asin=B07BHSPZX8&amp;ref_=ast_bln"><strong><u><strong>Giallobus</strong></u></strong></a>, azienda di Macerata specializzata in accessori da parete e complementi di arredo, che ha puntato con decisione sull’online, trasformando il proprio modello di business fino a generare oggi la maggior parte del fatturato attraverso Amazon, con una forte presenza in Europa e l’utilizzo di strumenti di protezione del marchio per tutelare il proprio brand, come Brand Registry.</p>



<p>L’ultima tappa, il 30 maggio, porterà il pubblico in <strong>Sicilia</strong>, tra tradizione agricola e cultura produttiva. A Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, <a href="https://www.amazon.it/s?srs=89434681031&amp;rh=p_89%3ATunnaliva%2BOleicoltori%2BSiciliani"><strong><u><strong>Tunnaliva</strong></u></strong></a>&nbsp;racconterà il percorso di evoluzione di un’azienda familiare che, sempre grazie al digitale, ha trasformato una produzione locale di olio extravergine biologico in un brand internazionale. A chiudere il viaggio sarà <a href="https://www.amazon.it/stores/page/7DF9AE33-7465-40E4-B293-CB490BA7A53E?ingress=2&amp;lp_context_asin=B09V3CL5XF&amp;visitId=27326387-e44f-4f8d-9903-8a46cf075bb0&amp;store_ref=bl_ast_dp_brandlogo_sto&amp;ref_=ast_bln"><strong><u><strong>Zicaffè</strong></u></strong></a>, storica torrefazione di Marsala attiva dal 1929, che ha affiancato alla propria presenza nel canale tradizionale una strategia digitale orientata alla valorizzazione del brand e all’espansione della propria visibilità anche in nuovi territori.</p>



<p><strong>La vetrina Made in Italy di Amazon</strong><strong></strong></p>



<p>Sono <strong>oltre 5.500</strong>&nbsp;le eccellenze Made in Italy ospitate all’interno della&nbsp;vetrina dedicata, disponibile nei negozi online di Amazon in 11 Paesi del mondo&nbsp;– oltre all’Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone,&nbsp;Belgio,&nbsp;Svezia, Polonia e Paesi Bassi – per un totale di<strong>&nbsp;più di 3 milioni di prodotti</strong>. La vetrina Made in Italy è uno dei principali strumenti che Amazon mette a disposizione delle PMI e delle aziende del nostro Paese per supportare lo sviluppo del loro business a livello internazionale, contribuendo a portare il valore delle vendite all’estero dei partner di vendita italiani di Amazon a<strong>&nbsp;3,5 miliardi di euro nel 2025</strong>.</p>



<p>Oltre alla vetrina Made in Italy di Amazon, le PMI italiane possono contare anche su <strong>Amazon Ads</strong>&nbsp;per farsi conoscere e raggiungere nuovi clienti, in Italia e all’estero. Attraverso soluzioni pubblicitarie semplici e accessibili, Amazon Ads supporta anche le realtà più piccole nella costruzione di campagne pubblicitarie su diversi canali e formati &#8211; dalla streaming tv, all’audio, allo store online Amazon, agli inventory di publisher terzi &#8211; accompagnandoli nei momenti chiave in cui i consumatori scoprono, esplorano e interagiscono con i prodotti. L’intelligenza artificiale rende questo percorso ancora più immediato: dalla creazione di contenuti video professionali, alla gestione delle campagne, fino alla misurazione dei risultati, permettendo alle aziende di capire cosa funziona, come ottimizzare gli investimenti e adattare i messaggi a obiettivi e paesi diversi, senza bisogno di competenze tecniche avanzate. Un supporto concreto per le PMI italiane che vogliono aumentare la propria visibilità e competere sui mercati internazionali.</p>



<p>Fonte foto <a href="https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2020/12/Linea-Verde-Discovery-con-Federico-Quaranta-b739ba07-2932-42be-b583-3f52fad381c7-ssi.html">https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2020/12/Linea-Verde-Discovery-con-Federico-Quaranta-b739ba07-2932-42be-b583-3f52fad381c7-ssi.html</a></p>
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		<title>Festa della mamma, dai bracciali ai gioielli personalizzati: la classifica dei regali più scelti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/festa-della-mamma-dai-bracciali-ai-gioielli-personalizzati-la-classifica-dei-regali-piu-scelti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[festa della mamma]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre anni di acquisti in prossimità del 10 maggio raccontano un mercato in continua evoluzione: collane in crescita del 18% rispetto al 2025, orecchini scattini a cerchio che superano i [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tre anni di acquisti in prossimità del 10 maggio raccontano un mercato in continua evoluzione: collane in crescita del 18% rispetto al 2025, orecchini scattini a cerchio che superano i saliscendi con un incremento del 35%, mentre i bracciali confermano la loro presenza come protagonisti della stagione. </p>



<p>Lo rivela un approfondimento di Espresso Communication sulla base dei dati dell’Osservatorio #BrandGioielli, che ha realizzato per Prénatal una speciale collana in edizione limitata per celebrare insieme la Festa della Mamma. Il gioiello verrà distribuito gratuitamente dall’8 al 10 maggio in tutti i punti vendita Prénatal d’Italia, confermando il piano di espansione #BrandGioielli sul territorio italiano.  </p>



<p>Con l’avvicinarsi della <strong>Festa della Mamma</strong> gli italiani tornano a fare i conti con una delle domande più ricorrenti: <strong>cosa regalare?</strong> Per chi sceglie un gioiello la risposta non è mai banale, eppure i dati raccontano che, dietro ogni scelta, si nascondono tendenze precise capaci di evolversi anche in modo sorprendente da un anno all’altro. A fotografarle è l’<strong><em>Osservatorio #BrandGioielli</em></strong>, che ha monitorato i comportamenti d’acquisto in prossimità del 10 maggio incrociando i dati dei propri canali di vendita con quelli dei rivenditori partner su tutto il territorio italiano. Quello che emerge dall’analisi degli ultimi due anni è un mercato tutt’altro che statico. <strong>Nel 2024, i prodotti più regalati per la Festa della Mamma erano stati gli orecchini,</strong> cresciuti del <strong>12% rispetto al 2023</strong>, e i <strong>Charm dedicati</strong>, <strong>in aumento dell’8%</strong>: gioielli dal forte contenuto simbolico, personalizzabili, capaci di raccontare un legame in modo discreto. <strong>Nel 2025 il quadro si è ribaltato</strong>: <strong>i bracciali hanno conquistato la prima posizione con una crescita del 23% rispetto all’anno precedente</strong>, <strong>mentre gli orecchini hanno mantenuto una presenza stabile </strong>(+5%), confermandosi un classico difficile da scalzare.</p>



<p><strong>Il 2026 introduce invece nuove sfumature</strong>: dall’inizio dell’anno si registra uno spostamento netto dagli orecchini saliscendi agli scattini a cerchio, <strong>cresciuti ben del 35% rispetto ai saliscendi nel periodo precedente</strong>, con una preferenza sempre più marcata per i modelli con cristalli bianchi, <strong>che hanno guadagnato il 12% rispetto a quelli colorati</strong>. Cresce anche l’interesse per i <strong>prodotti con finitura doppia in oro e acciaio</strong> (+8% rispetto ai mesi precedenti), segnale di una ricerca di qualità percepita e durata nel tempo. E per <strong>aprile 2026</strong>, con la Festa della Mamma all’orizzonte, emerge la novità più significativa: <strong>le collane registrano un balzo del 18% rispetto allo stesso periodo del 2025, proiettandosi stabilmente tra i regali più attesi della stagione</strong>. Una traiettoria che secondo <strong>Alessandro Zucchi</strong>, CEO di #<strong><em>BrandGioielli</em></strong>, riflette qualcosa di più profondo di una semplice fluttuazione di mercato: «<em>I dati ci dicono che le persone cercano gioielli capaci di raccontare qualcosa. Non solo un oggetto bello, ma soprattutto un simbolo. E la collana, per sua natura, si presta perfettamente a questo: sta vicino al cuore, è visibile, e spesso porta con sé un significato. Non è un caso che stia crescendo proprio in prossimità di una festa che celebra uno dei legami più forti che esistano.</em>»</p>



<p>In questo scenario, #<strong><em>BrandGioielli</em></strong>, azienda che progetta e distribuisce gioielli in argento in Italia e in Europa, ha scelto la <strong>Festa della Mamma 2026</strong> per dare forma concreta a uno dei valori che guidano da sempre il marchio: <strong>la capacità di un gioiello di diventare simbolo di un legame.</strong> Lo ha fatto attraverso una <strong>collaborazione inedita con</strong> <strong><em>Prénatal</em></strong>, storico punto di riferimento per le famiglie italiane ed europee, dando vita a una collana in edizione limitata distribuita gratuitamente dall’8 al 10 maggio in tutti i punti vendita <em>Prénatal Italia</em> — senza soglia di spesa, fino a esaurimento scorte — e presso cinquanta rivenditori #<strong><em>BrandGioielli</em></strong> selezionati con un acquisto superiore a 39 euro. «<em>Per noi quella con Prénatal non è solo una collaborazione, è un traguardo di cui essere orgogliosi</em>» dichiara <strong>Alessandro Zucchi</strong>, CEO di <strong><em>#BrandGioielli.</em></strong> </p>



<p>Il gioiello porta nel design la stessa poetica che i dati dell’Osservatorio confermano essere la più apprezzata: quella del <strong>racconto</strong>. <strong>Due anelli intrecciati, incisi con le parole “…con te” e “per sempre insieme”, una frase che si divide e si ricompone solo nell’abbraccio dei due cerchi</strong> — <strong>metafora discreta e potente del legame tra madre e figli</strong>. Un oggetto pensato con la cura e l’attenzione ai materiali che da sempre contraddistinguono le creazioni <em>#<strong>BrandGioielli</strong></em>, nate per accompagnare la quotidianità con leggerezza ed eleganza. «<em>Siamo felici di dare vita, insieme a <strong>#BrandGioielli</strong>, a un’iniziativa dedicata a uno dei rapporti più belli e speciali che esistano: quello tra le mamme e i loro bambini</em>” – commenta <strong>Marco Malinverno</strong>, Marketing Director di <strong><em>Prénatal</em></strong>. – “<em>Da sempre accompagniamo mamme e genitori nei primi, preziosi passi della maternità, con attenzione, ascolto e cura per ogni esperienza. Iniziative come questa vogliono valorizzare i legami e i ricordi che prendono forma fin dall’inizio, trasformandoli in simboli preziosi da custodire nel tempo.</em>» </p>



<p><strong>Ecco la classifica dei gioielli più scelti dagli italiani nel 2026 quando si tratta di celebrare la mamma:</strong></p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Collane</strong>: un classico intramontabile, simbolo di eleganza e affetto. Perfette per accompagnare ogni stile, dal più semplice al più sofisticato.</li>



<li><strong>Orecchini</strong>: luminosi e discreti, donano un tocco di luce al viso. Ideali per un regalo raffinato e sempre attuale.</li>



<li><strong>Bracciali</strong>: versatili e personalizzabili, rappresentano un gesto affettuoso da portare sempre con sé. Adatti a ogni età e occasione.</li>



<li><strong>Charm</strong>: piccoli simboli carichi di significato, raccontano storie ed emozioni. Ideali per creare un gioiello unico e personale.</li>



<li><strong>Anelli</strong>: simbolo di legame e continuità, sono un regalo ricco di significato. Eleganti e senza tempo, adatti a ogni occasione speciale.</li>



<li><strong>Gioielli personalizzabili</strong>: unici e su misura, permettono di incidere nomi, date o messaggi speciali. Il regalo perfetto per celebrare un legame irripetibile.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stanley Tucci, riemerge l’atto di nascita del nonno: il legame con la Calabria ricostruito dal Museo del Cognome</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/stanley-tucci-riemerge-latto-di-nascita-del-nonno-il-legame-con-la-calabria-ricostruito-dal-museo-del-cognome/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 17:35:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Le origini italiane di Stanley Tucci tornano al centro dell’attenzione grazie a una ricostruzione diffusa sui canali social del Museo del Cognome di Padula, in provincia di Salerno. L’istituto, che [...]]]></description>
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<p class="p1">Le origini italiane di Stanley Tucci tornano al centro dell’attenzione grazie a una ricostruzione diffusa sui canali social del Museo del Cognome di Padula, in provincia di Salerno. L’istituto, che si occupa di genealogie e storie familiari legate ai cognomi italiani, ha pubblicato un post che collega l’attore hollywoodiano alla Calabria.</p>



<p class="p1">Secondo quanto riportato, il nonno paterno dell’interprete – Stanislao Tucci, da cui deriverebbe anche il nome di battesimo dell’attore – sarebbe originario di Marzi, piccolo centro della provincia di Cosenza. A supporto della ricostruzione, il museo ha condiviso anche documenti d’archivio: l’atto di nascita del familiare e quello del matrimonio celebrato negli Stati Uniti, in Vermont, con Anna Teresa Pisani, anch’ella di origini italiane.</p>



<p class="p1">Il post, pubblicato in concomitanza con l’interesse rinnovato per l’attore legato alla sua presenza nel sequel de Il diavolo veste Prada, ha rapidamente attirato l’attenzione degli utenti, alimentando curiosità attorno alla storia familiare di uno dei volti più noti del cinema internazionale.</p>



<p class="p1">Il Museo del Cognome di Padula è da tempo impegnato nella valorizzazione delle migrazioni italiane e delle storie familiari che hanno attraversato l’Atlantico tra Ottocento e Novecento.</p>
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		<title>Dress code matrimonio: come rispettarlo senza rinunciare al proprio stile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dress-code-matrimonio-come-rispettarlo-senza-rinunciare-allo-stile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[dress code]]></category>
		<category><![CDATA[outfit matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[stile]]></category>
		<category><![CDATA[wedding]]></category>
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					<description><![CDATA[Invito ricevuto, location da sogno… e poi arriva la domanda che mette tutti in crisi: cosa metto? Vestirsi per un matrimonio è un equilibrio sottile tra eleganza, rispetto del contesto [...]]]></description>
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<p>Invito ricevuto, location da sogno… e poi arriva la domanda che mette tutti in crisi: cosa metto? <br>Vestirsi per un matrimonio è un equilibrio sottile tra eleganza, rispetto del contesto e identità personale. Non basta essere “ben vestiti”: bisogna essere appropriati.</p>



<p>La prima regola è semplice, ma spesso ignorata: leggere bene l’invito. Sempre più coppie indicano un dress code preciso, formal, cocktail, boho chic, black tie, e non è un dettaglio decorativo. È una richiesta chiara che orienta le scelte e contribuisce all’armonia dell’evento.</p>



<p>Se il dress code non è esplicitato, entrano in gioco tre variabili fondamentali: orario, location e stagione. Un matrimonio di mattina in campagna richiede leggerezza e colori chiari; una cerimonia serale in una villa o in un hotel elegante impone toni più sofisticati e tessuti strutturati.</p>



<p>Per le donne, l’errore più comune è voler “fare scena” a tutti i costi. Il risultato? Outfit eccessivi o fuori contesto. Meglio puntare su un abito che valorizzi senza sovrastare: lunghezze midi o lunghe per la sera, tessuti freschi e linee fluide per il giorno. Attenzione al bianco, tradizionalmente riservato alla sposa, e anche al nero totale, che può risultare troppo austero se non bilanciato con accessori o dettagli luminosi.</p>



<p>Per gli uomini, la parola chiave è misura. Completo sì, ma scelto con intelligenza: blu, grigio o tonalità chiare per il giorno; colori più profondi per la sera. La cravatta resta un segno di rispetto verso l’occasione, mentre il completo troppo casual — magari senza struttura — rischia di sembrare fuori luogo. Il vero salto di qualità si gioca sui dettagli: scarpe curate, cintura coordinata, tessuti di qualità.</p>



<p>E poi c’è lo stile personale, che non va mai sacrificato. Adeguarsi al contesto non significa uniformarsi. Un accessorio distintivo, una palette colori riconoscibile, un taglio particolare: sono questi elementi a rendere un outfit autentico. L’importante è che dialoghino con l’evento, non che lo ignorino.</p>



<p>Infine, una regola non scritta ma fondamentale: il buon gusto è anche discrezione. Un matrimonio non è una passerella individuale, ma un momento collettivo. Essere eleganti significa anche saper stare un passo indietro, lasciando che i protagonisti restino gli sposi.</p>



<p>Perché in fondo, il miglior outfit è quello che ti fa sentire perfettamente a tuo agio, nel posto giusto, al momento giusto.</p>
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		<title>“Il diavolo veste Prada 2”: il ritorno che riporta in scena Miranda e Andy, tra moda e potere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-diavolo-veste-prada-2-il-ritorno-che-riporta-in-scena-miranda-e-andy-tra-moda-e-potere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[il diavolo veste prada]]></category>
		<category><![CDATA[miranda]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ritorno di “Il diavolo veste Prada” sul grande schermo con un secondo capitolo è uno degli annunci più attesi dagli appassionati di cinema e moda. A quasi vent’anni dal [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il ritorno di <em>“Il diavolo veste Prada”</em> sul grande schermo con un secondo capitolo è uno degli annunci più attesi dagli appassionati di cinema e moda. A quasi vent’anni dal primo film, il sequel riapre le porte dell’universo editoriale e spietato di Runway, riportando al centro due personaggi diventati iconici: Miranda Priestly e Andy Sachs.</p>



<p>Nel nuovo capitolo, il fascino della narrazione si gioca ancora una volta sul confronto tra ambizione, identità e mondo della moda, un settore che continua a esercitare un’enorme influenza culturale e sociale.</p>



<p>A guidare la scena è ancora Miranda Priestly, la glaciale direttrice della rivista, simbolo di perfezione, potere e controllo. Il personaggio, già interpretato da Meryl Streep, è diventato negli anni una delle figure più emblematiche del cinema contemporaneo legato al mondo fashion, capace di incarnare l’autorità assoluta ma anche una complessità più sfumata di quanto appaia.</p>



<p>Accanto a lei, il ritorno di Andy Sachs, interpretata da Anne Hathaway, permette di esplorare nuovamente il percorso di crescita personale e professionale della protagonista, divisa tra carriera, identità e scelte di vita. Il suo sguardo “esterno” al sistema della moda resta uno degli elementi più interessanti della storia, perché consente al pubblico di entrare e uscire da quel mondo senza mai darlo per scontato.</p>



<p>Il fascino del sequel risiede proprio nella moda, che non è solo sfondo ma protagonista narrativa. In un’epoca in cui l’estetica si consuma velocemente tra social media e passerelle digitali, il film torna a interrogarsi sul significato del vestire, sull’immagine e sul potere comunicativo degli abiti.</p>



<p>La moda, infatti, non è solo tendenza: è linguaggio, status e racconto sociale. E “Il diavolo veste Prada 2” punta a rinnovare proprio questa lettura, aggiornandola a un’industria profondamente cambiata ma ancora dominata da dinamiche di potere e aspirazione.</p>
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		<title>Il segreto delle décolleté perfette? Equilibrio tra stile e comfort</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/l-segreto-delle-decollete-perfette-equilibrio-tra-stile-e-comfort/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 10:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[consigli moda]]></category>
		<category><![CDATA[décolleté]]></category>
		<category><![CDATA[stile e comfort]]></category>
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					<description><![CDATA[Eleganti, versatili, intramontabili. Le décolleté sono uno dei pilastri del guardaroba femminile, capaci di attraversare stagioni e tendenze senza perdere centralità. Ma scegliere il paio giusto non è solo una [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Eleganti, versatili, intramontabili. Le décolleté sono uno dei pilastri del guardaroba femminile, capaci di attraversare stagioni e tendenze senza perdere centralità. Ma scegliere il paio giusto non è solo una questione estetica: significa trovare il giusto equilibrio tra stile, proporzioni e comfort.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il tacco: altezza e stabilità fanno la differenza</h3>



<p>Il primo elemento da valutare è l’altezza del tacco. Le décolleté con tacco alto slanciano la figura e sono perfette per occasioni formali, ma richiedono una buona abitudine all’uso. Per la quotidianità, meglio optare per tacchi medi (5-7 cm), che garantiscono eleganza senza sacrificare la comodità.</p>



<p>Attenzione anche alla forma: il tacco a spillo è raffinato ma meno stabile, mentre un tacco leggermente più largo offre maggiore equilibrio, soprattutto per lunghe giornate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Punta: estetica e proporzioni</h3>



<p>La forma della punta incide sia sul comfort che sull’effetto visivo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Punta affusolata</strong>: slancia la gamba e dona eleganza, ideale per look formali</li>



<li><strong>Punta arrotondata</strong>: più comoda, adatta a chi ha pianta del piede larga</li>



<li><strong>Punta squadrata</strong>: di tendenza, ma da scegliere con attenzione per non appesantire la figura</li>
</ul>



<p>La regola generale è proporzionare la scarpa alla propria fisicità: linee più affilate per silhouette minute, forme più morbide per garantire equilibrio visivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Materiali: qualità e traspirabilità</h3>



<p>La scelta dei materiali è decisiva. Pelle e camoscio restano le opzioni migliori per durata e comfort, perché si adattano al piede e permettono una buona traspirazione. I materiali sintetici, invece, possono risultare meno confortevoli, soprattutto nei mesi più caldi.</p>



<p>Per la stagione primavera-estate, spazio a tonalità chiare e texture leggere; in autunno-inverno dominano colori più profondi e materiali strutturati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Colore: strategia oltre lo stile</h3>



<p>Il colore non è solo una questione estetica, ma anche funzionale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Nude</strong>: allunga otticamente la gamba, soprattutto se in tinta con la pelle</li>



<li><strong>Nero</strong>: classico e versatile, perfetto per contesti formali</li>



<li><strong>Colori vivaci</strong>: ideali per dare carattere a look essenziali</li>
</ul>



<p>Una décolleté ben scelta può diventare il punto focale dell’intero outfit.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vestibilità: il dettaglio che cambia tutto</h3>



<p>Anche la scarpa più bella perde valore se non calza perfettamente. È fondamentale provare le décolleté a fine giornata, quando il piede è leggermente più gonfio, per evitare sorprese. Attenzione a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pressione sulle dita</li>



<li>stabilità del tallone</li>



<li>eventuali sfregamenti</li>
</ul>



<p>Una buona calzata è il primo requisito per indossarle con naturalezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Décolleté e stile di vita</h3>



<p>Infine, la scelta deve riflettere il proprio stile di vita. Chi è spesso in movimento dovrebbe privilegiare modelli più comodi e stabili; chi cerca una scarpa per eventi può puntare su design più audaci.</p>



<p>In un guardaroba ben costruito, l’ideale è avere almeno tre varianti: una décolleté classica nera, una nude e un modello più distintivo per occasioni speciali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Capaccio Paestum, la moda incontra la storia: al Next il Premio Fashion in Paestum celebra la X edizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/capaccio-paestum-la-moda-incontra-la-storia-al-next-il-premio-fashion-in-paestum-celebra-la-x-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 22:14:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 25 Aprile 2026, a partire dalle ore 20.30, il prestigioso polo fieristico NEXT (Nuova Esposizione Ex-Tabacchificio) ospiterà la decima edizione del Premio Fashion in Paestum Città dei Templi. L’evento, ormai [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sabato <strong>25 Aprile 2026, </strong>a partire dalle ore <strong>20.30</strong>, il prestigioso polo fieristico <strong>NEXT (Nuova Esposizione Ex-Tabacchificio)</strong> ospiterà la decima edizione del <strong>Premio Fashion in Paestum Città dei Templi. </strong>L’evento, ormai punto di riferimento  internazionale per i giovani talenti di moda e il Made in Italy, gode del patrocinio morale del Ministero del Turismo Italiano, Città di Capaccio Paestum, Provincia di Salerno,Camera di Commercio di Salerno, Parco del Cilento, Diano ed Alburni, Fare Ambiente e AISA</p>



<p>La serata presentata da A<strong>nthony Peth</strong> vedrà la partecipazione straordinaria della celebre stilista internazionale <strong>Chiara Boni</strong>; madrina della 10^ edizione 2026 la bellissima modella brasiliana naturalizzata italiana <strong>Dayane Mello.</strong></p>



<p>In passerella si alterneranno le creazioni di università (<strong>Accademia di Belle Arti Napoli &#8211; Abana</strong>), accademie (<strong>Accademia Carol di Nocera Inferiore &#8211; Salerno</strong>) istituti e scuole di moda (<strong>S.M.A. Scuola Moda &amp; Arte di Grottaglie &#8211; Taranto</strong>) insieme alla “prime” del brand locale<strong>&nbsp;Paestum Couture </strong>con la collezione donna 2026/2027 “ CaputAquis”</p>



<p>La kermesse organizzata da <strong>Lucio Jack Di Filippo</strong>, brand manager Moda Paestum e presidente dell’Associazione <strong>Paestum Cilento Moda Aps</strong>, mira a connettere moda e cultura in una cornice architettonica unica a pochi passi dall’ area archeologica dell’antica città di Poseidonia</p>



<p>A mezzo social, <strong>Chiara Boni</strong>, felice del nostro invito dichiara: “Voglio raccontarvi quanto è importante la connessione tra moda e cultura&#8230;.le nostre ispirazioni vengono da tutto quello che ci circonda” riprende la nostra ospite sezione moda 2026; la moda in Italia fattura 100 miliardi di euro, il lusso porta nuovi investitori e soprattutto progresso sociale; credo che ora sia giunto davvero il momento che il “fashion system” assuma un ruolo fondamentale anche nel nostro territorio spiega il direttore artistico<strong> Lucio Jack Di Filippo </strong>in piena sinergia con le istituzioni e le eccellenze imprenditoriali”</p>



<p>Durante la serata ci saranno riconoscimenti di eccellenze socio &#8211; economiche locali e territoriali: Premio Fashion Sezione Moda a<strong> Chiara B</strong>oni<strong> </strong>Premio Fashion Sezione Banca del territorio alla <strong>BCC di Aquara</strong>; <strong> </strong>Premio Fashion Sezione Energia Sostenibile all’ azienda <strong>ABN Energy &amp; Efficiency</strong>;  Premio Fashion Sezione Cilento al <strong>Gruppo Infante</strong>; Premio Fashion sezione Impresa ad <strong>Angelo CICALESE REC D.E.</strong>; Premio Fashion Sezione Cultura all’ Avv. <strong>Elena Foccillo </strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cappellini e berretti per neonati e bambini: guida pratica per la primavera tra stile e protezione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cappellini-e-berretti-per-neonati-e-bambini-guida-pratica-per-la-primavera-tra-stile-e-protezione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:47:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[berretti]]></category>
		<category><![CDATA[cappellini]]></category>
		<category><![CDATA[moda bambino]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la primavera, il cambio di stagione porta con sé giornate più lunghe, temperature variabili e una maggiore esposizione al sole. Per neonati e bambini piccoli, uno degli accessori più [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con la primavera, il cambio di stagione porta con sé giornate più lunghe, temperature variabili e una maggiore esposizione al sole. Per neonati e bambini piccoli, uno degli accessori più utili diventa il cappellino: non solo un elemento di stile, ma soprattutto una protezione essenziale.</p>



<p>La scelta del modello giusto non è solo una questione estetica. Nei primi mesi di vita, la pelle dei bambini è particolarmente sensibile e la regolazione della temperatura corporea non è ancora stabile. Per questo, cappellini e berretti diventano un alleato quotidiano, soprattutto nelle ore centrali della giornata.</p>



<p>In primavera, i modelli più adatti sono quelli in cotone leggero o fibre naturali traspiranti, capaci di proteggere dal sole senza surriscaldare la testa. I classici cappellini con visiera morbida sono ideali per i più piccoli, perché schermano il viso e gli occhi dalla luce diretta. Per i neonati, invece, i modelli “a cuffia” restano tra i più utilizzati, soprattutto nelle giornate ventilate.</p>



<p>Un elemento spesso sottovalutato è la vestibilità. Il cappellino deve aderire bene senza stringere, restando fermo anche durante i movimenti. Le chiusure regolabili o i tessuti elasticizzati aiutano a garantire comfort e sicurezza, evitando che il capo venga rimosso facilmente dal bambino.</p>



<p>Dal punto di vista dello stile, la primavera apre a colori chiari, stampe leggere e motivi naturali. Ma la tendenza più forte resta la semplicità: capi funzionali, facili da abbinare e pensati per accompagnare il movimento quotidiano.</p>



<p>Attenzione anche ai cambi di temperatura: al mattino e nel tardo pomeriggio, quando l’aria è più fresca, il cappellino può contribuire a proteggere il bambino dagli sbalzi termici. Durante le ore più calde, invece, diventa uno strumento fondamentale contro l’esposizione ai raggi UV.</p>



<p>In sintesi, il cappellino non è solo un accessorio stagionale, ma un piccolo elemento di sicurezza quotidiana che unisce praticità e attenzione al benessere dei più piccoli, con uno sguardo sempre più attento anche alla qualità dei materiali e alla sostenibilità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La nuova leggerezza: i must-have della primavera 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-nuova-leggerezza-i-must-have-della-primavera-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 16:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda primavera]]></category>
		<category><![CDATA[must have]]></category>
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					<description><![CDATA[La primavera è il momento più strategico per il guardaroba: non è solo un cambio stagione, ma un cambio di linguaggio. I capi si alleggeriscono, i colori si aprono, le [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La primavera è il momento più strategico per il guardaroba: non è solo un cambio stagione, ma un cambio di linguaggio. I capi si alleggeriscono, i colori si aprono, le scelte diventano più visibili. E come ogni anno, ci sono pezzi che non sono semplici tendenze, ma veri <strong>snodi di stile</strong>: quelli che trasformano anche l’outfit più basico in qualcosa di contemporaneo.</p>



<p>Ecco i must-have su cui puntare adesso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il blazer destrutturato</h3>



<p>Non è una novità, ma cambia forma. Il blazer della primavera 2026 perde rigidità: spalle più morbide, linee fluide, tessuti leggeri come lino e cotone tecnico.</p>



<p>Si porta:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aperto su t-shirt o top minimal</li>



<li>con pantaloni coordinati per un effetto semi-formale</li>



<li>sopra abiti leggeri per spezzare</li>
</ul>



<p>È il capo ponte tra ufficio e tempo libero. E funziona.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ritorno del denim chiaro</h3>



<p>Il denim si alleggerisce, anche visivamente. Via i lavaggi scuri e rigidi: tornano jeans e giacche in tonalità chiare, quasi slavato.</p>



<p>Tagli protagonisti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>straight leg</li>



<li>wide leg</li>



<li>gonne midi in denim</li>
</ul>



<p>Il vantaggio è semplice: riflette la luce, rende il look più fresco e immediatamente primaverile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le ballerine (ma aggiornate)</h3>



<p>Dimentica la versione classica. Le ballerine di questa stagione sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>a punta</li>



<li>con cinturino (stile Mary Jane)</li>



<li>in mesh, pelle morbida o satin</li>
</ul>



<p>Sono la risposta pratica alle sneakers quando vuoi un look più curato senza passare al tacco.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il colore burro (sì, proprio lui)</h3>



<p>Tra i colori dominanti, il “butter yellow” è quello più interessante: delicato, luminoso, meno scontato del bianco.</p>



<p>Funziona bene:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>su abiti fluidi</li>



<li>su camicie oversize</li>



<li>negli accessori</li>
</ul>



<p>È il colore che aggiorna il guardaroba senza stravolgerlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le borse morbide e capienti</h3>



<p>Stop alle micro bag: la primavera 2026 riporta al centro la funzionalità.</p>



<p>Le borse sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>morbide</li>



<li>destrutturate</li>



<li>abbastanza grandi da contenere davvero tutto</li>
</ul>



<p>Un segnale chiaro: lo stile torna a dialogare con la vita reale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gli occhiali da sole oversize</h3>



<p>Non passano mai davvero di moda, ma questa stagione tornano protagonisti.</p>



<p>Forme:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>squadrate</li>



<li>avvolgenti</li>



<li>con lenti sfumate</li>
</ul>



<p>Oltre alla funzione, diventano elemento identitario del look.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il dettaglio che fa la differenza</h3>



<p>Se c’è un filo conduttore nella primavera 2026 è questo: <strong>meno rigidità, più naturalezza</strong>. I capi non devono impressionare da soli, ma funzionare insieme. È una moda che punta sull’equilibrio, non sull’eccesso. E forse è proprio questo il vero must-have: scegliere meno, ma scegliere meglio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Salerno, dagli scarti alla passerella: studenti e Lilt insieme per la moda che rinasce</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-dagli-scarti-alla-passerella-studenti-e-lilt-insieme-per-la-moda-che-rinasce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 11:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[moda sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[salerno pulita]]></category>
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					<description><![CDATA[Trasformare ciò che la società scarta in una risorsa preziosa, non solo per l’ambiente ma per la salute di un intero territorio. È questo il cuore pulsante di &#8220;Ri-Vestiamo Salerno [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Trasformare ciò che la società scarta in una risorsa preziosa, non solo per l’ambiente ma per la salute di un intero territorio. È questo il cuore pulsante di &#8220;Ri-Vestiamo Salerno – La moda che non si spreca, ma rinasce&#8221;, la cui prima edizione è stata presentata ufficialmente questa mattina presso la sede di Salerno Pulita. All&#8217;incontro sono intervenuti il presidente di Salerno Pulita Vincenzo Bennet, il presidente della Lilt Salerno Giuseppe Pistolese, il dirigente scolastico Emiliano Barbuto e le docenti referenti Mascia Milito per l’istituto Trani (sede annessa del Convitto Nazionale) e Annunziata Memoli per il Galilei-Di Palo.<br>L&#8217;iniziativa rappresenta l&#8217;apice di un percorso di economia circolare che ha visto gli studenti protagonisti assoluti. Grazie al supporto operativo di Salerno Pulita e alla collaborazione con il progetto &#8220;Non fare lo sbronzo&#8221;, i ragazzi hanno recuperato materiali tessili dismessi e li hanno modellati con creatività e competenza tecnica. Il risultato di questo impegno è straordinario: il Trani ha prodotto ben venticinque tra abiti e accessori, mentre l’istituto Galilei-Di Palo ha realizzato circa dieci capi unici, tra cui spicca l&#8217;ingegnoso recupero delle mascherine chirurgiche residue del periodo pandemico, ora reinventate come eleganti sacchetti profumati.</p>



<p>Tutte queste creazioni saranno le protagoniste assolute della sfilata evento in programma sabato 18 aprile alle ore 18:30 presso il Centro Sociale di Salerno. Durante la serata, i capi potranno essere scelti dai presenti attraverso una raccolta fondi dedicata: un modo per portarsi a casa un pezzo unico di design sostenibile contribuendo direttamente a una causa nobilissima. L’intero ricavato sarà infatti devoluto alla Lilt di Salerno per sostenere l&#8217;instancabile lavoro del dottor Pistolese e dei suoi volontari nelle attività di prevenzione oncologica in tutta la provincia.<br>Lo scopo di &#8220;Ri-Vestiamo Salerno&#8221; va ben oltre la passerella. L&#8217;obiettivo primario è incentivare concretamente la cultura del riuso, dimostrando che il recupero dei materiali è una scelta necessaria e vincente. Al contempo, il progetto vuole dare voce al talento che ogni giorno anima i laboratori scolastici, facendo rete tra le diverse eccellenze formative della città e mostrando alla cittadinanza i risultati sorprendenti che nascono dal dialogo tra studenti e docenti. Unire la sostenibilità ambientale alla solidarietà e alla cura della persona è la sfida che Salerno lancia oggi, dimostrando che la bellezza può e deve avere un fine sociale profondo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Moda e riciclo: Convitto nazionale e Galilei-Di Palo lanciano con Salerno Pulita la sfida dello stile a spreco zero</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moda-e-riciclo-convitto-nazionale-e-galilei-di-palo-lanciano-con-salerno-pulita-la-sfida-dello-stile-a-spreco-zero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 07:36:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
		<category><![CDATA[salerno pulita]]></category>
		<category><![CDATA[spreco zero]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà la sede di Salerno Pulita a ospitare, mercoledì 15 aprile alle ore 10, la conferenza stampa di presentazione di &#8220;Ri-Vestiamo Salerno – La moda che non si spreca, ma [...]]]></description>
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<p>Sarà la sede di Salerno Pulita a ospitare, mercoledì 15 aprile alle ore 10, la conferenza stampa di presentazione di <strong>&#8220;Ri-Vestiamo Salerno – La moda che non si spreca, ma rinasce&#8221;</strong>. All’incontro con i media interverranno il presidente di Salerno Pulita, Vincenzo Bennet, il presidente della Lilt Salerno, Dottor Giuseppe Pistolese, e i dirigenti scolastici Claudio Naddeo ed Emiliano Barbuto, accompagnati dalle docenti referenti Annunziata Memoli e Mascia Milito.</p>



<p>Insieme illustreranno come la creatività studentesca possa trasformarsi in un potente strumento di sensibilizzazione ambientale e in un concreto sostegno benefico per il territorio.</p>



<p>L’iniziativa nasce dall&#8217;estro degli studenti del Convitto Nazionale (con la sede annessa F. Trani) e dell’Istituto Galilei-Di Palo, che hanno scelto di mettere la moda sostenibile e l’economia circolare al centro del proprio percorso formativo. I ragazzi dei due istituti salernitani hanno lavorato con dedizione per trasformare abiti dismessi e materiali tessili recuperati in opere originali e moderne, pronte a rivivere una seconda vita. Queste creazioni saranno le protagoniste di una sfilata evento che si terrà sabato 18 aprile alle ore 18:30 presso il Centro Sociale di Salerno.</p>



<p>Il progetto ha potuto contare sul supporto operativo di Salerno Pulita per il recupero dei materiali e sulla collaborazione con il progetto &#8220;Non fare lo sbronzo&#8221;.</p>



<p>L&#8217;obiettivo, però, va oltre l&#8217;estetica e l&#8217;ecologia: i capi realizzati dagli studenti saranno infatti disponibili a fronte di una donazione minima. Il ricavato servirà a sostenere le attività di prevenzione della LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, sede di Salerno, unendo così il rispetto per l’ambiente alla solidarietà e alla cura della salute.</p>
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		<title>Salopette, dal workwear alla moda: il trend della stagione primaverile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salopette-dal-workwear-alla-moda-il-trend-della-stagione-primaverile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[look primavera]]></category>
		<category><![CDATA[salopette]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un capo che, stagione dopo stagione, riesce a reinventarsi senza perdere la propria identità: la salopette. Nata come indumento da lavoro, oggi si conferma uno dei must-have della primavera [...]]]></description>
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<p>C’è un capo che, stagione dopo stagione, riesce a reinventarsi senza perdere la propria identità: la salopette. Nata come indumento da lavoro, oggi si conferma uno dei must-have della primavera 2026, capace di unire comfort, praticità e stile in un unico look.</p>



<p>Il suo punto di forza è la versatilità. La salopette si adatta con facilità ai cambi di temperatura tipici della primavera: può essere indossata con una t-shirt leggera nelle ore più calde o abbinata a una camicia o a una maglia a maniche lunghe nelle giornate più fresche. Un capo “intelligente”, che semplifica la scelta dell’outfit senza rinunciare alla cura dell’immagine.</p>



<p>Sul fronte dei materiali, il denim resta protagonista, ma si affermano anche tessuti più leggeri come cotone e lino, perfetti per un uso quotidiano e dinamico. Le linee si fanno più morbide rispetto al passato: tagli relaxed, vestibilità fluide e modelli wide-leg dominano le collezioni, rendendo la salopette adatta a diverse fisicità.</p>



<p>Dal punto di vista stilistico, la parola chiave è contaminazione. La salopette non è più solo casual: può diventare un capo urbano se abbinata a sneakers e accessori minimal, ma anche più ricercata con sandali, borse strutturate e dettagli sartoriali. Non mancano le versioni più femminili, con cinture in vita, scolli più profondi o tessuti fluidi che ne trasformano completamente l’impatto visivo.</p>



<p>Interessante anche il ritorno delle tonalità naturali: beige, verde oliva, sabbia e bianco sporco affiancano il classico blu denim, offrendo alternative più luminose e primaverili. Una palette che si inserisce perfettamente nelle tendenze attuali, sempre più orientate verso uno stile essenziale e senza eccessi.</p>



<p>In un momento in cui la moda premia capi funzionali e duraturi, la salopette si conferma una scelta strategica. Non solo un trend passeggero, ma un investimento di stagione capace di accompagnare con disinvoltura la quotidianità, tra lavoro, tempo libero e occasioni informali.</p>



<p>Più che un semplice ritorno, dunque, una conferma: la salopette è il capo su cui puntare per affrontare la primavera con leggerezza, praticità e personalità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rinasce l’antico abito nuziale pollese, capolavoro fatto a mano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rinasce-lantico-abito-nuziale-pollese-capolavoro-fatto-a-mano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:51:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[antico abito nuziale pollese]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio culturale locale]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca storica]]></category>
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					<description><![CDATA[L’antico abito nuziale pollese è un’opera di eccezionale valore, frutto di un lungo lavoro di ricerca storica, studio filologico e valorizzazione del patrimonio culturale locale. Il progetto è stato voluto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’antico abito nuziale pollese</strong> è un’opera di eccezionale valore, frutto di un lungo lavoro di ricerca storica, studio filologico e valorizzazione del patrimonio culturale locale. </p>



<p>Il progetto è stato voluto dal Comune di Polla, nella persona del delegato alla Cultura Giovanni Corleto e reso possibile grazie al preziosissimo lavoro di studio e ricerca del professore Antonio Tortorella e del Direttore del Museo Maurizio D’Amico. L’impegno congiunto dell’Amministrazione comunale e della Direzione del Museo ha consentito di ottenere uno specifico riconoscimento economico ministeriale, nell’ambito della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, che ha permesso la realizzazione dell’abito tradizionale nuziale pollese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/6J5A1598-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-242221" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/6J5A1598-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/6J5A1598-300x200.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/6J5A1598-768x512.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/6J5A1598-1536x1024.jpg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/6J5A1598.jpg 1700w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La realizzazione dell’abito è stata seguita dalla costante supervisione scientifica del prof. Tortorella ed è stata affidata alla maestra sarta Donata Calps, che ha eseguito il capo interamente a mano. L’opera è stata realizzata con materiali di altissimo pregio, scelti con attenzione per garantire la massima fedeltà alla tradizione, e cucita interamente a mano secondo le tecniche storiche. L’abito sarà presto esposto in collezione, accanto agli altri preziosi manufatti conservati nel Museo, presso la Chiesa di Santa Maria la Scala di Polla.</p>



<p>In occasione della Residenza artistica dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma, la settimana scorsa è stata documentata e registrata integralmente la procedura di vestitura dell&#8217;abito, al fine di conservarne la memoria. Il procedimento è stato ampiamente illustrato dal Professore Tortorella all&#8217;interno del Palazzo Albirosa. Si ringrazia il Dottor Antonio Federico e consorte per la preziosa ospitalità, e in particolare Emanuela Metitieri che si è prestata come modella a indossare l&#8217;abito.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>L&#8217;abito</strong></p>



<p>Come le antiche donne greche e romane e come le principesse bizantine, anche la sposa pollese indossava un velo interamente rosso, elemento che non trova riscontro in nessun altro costume tradizionale italiano, neppure in Sardegna. Sebbene in alcune tradizioni nuziali compaiano dettagli o inserti di colore rosso, non è mai stato documentato un velo completamente rosso come quello pollese. Ciò conferisce all’abito un carattere fortemente identitario e distintivo. Insieme al velo, la sposa indossava un grembiule lungo (musaledda), solitamente realizzato in seta cangiante.</p>



<p>Un ulteriore richiamo al mondo romano è rappresentato dal fregio dorato posto sulla cintura della gonna blu, probabilmente interpretabile come un residuo simbolico del nodus herculeus che chiudeva il cingulum aureum delle spose romane. Questo particolare iconografico è visibile anche in numerose statue mariane di epoca medievale e rinascimentale.</p>



<p>Nel processo di ricostruzione sono stati recuperati particolari sartoriali e tecniche esecutive ormai desuete, non più in uso neppure tra le sarte più anziane del rione Viggia.</p>



<p>Sono stati inoltre reperiti, presso una storica manifattura di Codogno, i rari bottoni in filigrana (cambaniéddi), difficili da rintracciare e per questo poco utilizzati. Anche questi elementi si ritrovano</p>



<p>esclusivamente nei costumi tradizionali sardi e, nell’Italia peninsulare, solo a Polla — non risultano presenti neppure in Sicilia.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Un percorso più ampio di valorizzazione culturale </strong></p>



<p>Quello dell’Antico Abito Nuziale Pollese è solo uno dei numerosi progetti ideati e realizzati negli ultimi anni dall’Amministrazione comunale e dalla Direzione del Museo Civico Insteia, con il contributo indispensabile dell’Ufficio Cultura e Sport del Comune di Polla, nella persona della funzionaria Pasqualina Salluzzi, che ha curato l’intera parte amministrativa.</p>



<p>Tra gli interventi realizzati si ricordano, a titolo esemplificativo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il rifacimento delle teche espositive, adeguate agli standard museali contemporanei;</li>



<li>la digitalizzazione della collezione;</li>



<li>la realizzazione del sito web istituzionale e dei profili social ufficiali;</li>



<li>la produzione di materiali audio‑video per la divulgazione e la didattica;</li>



<li>l’installazione di segnaletica direzionale e strumenti di orientamento per i visitatori.</li>
</ul>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Le dichiarazioni</strong></p>



<p>Avv. Giovanni Corleto – Delegato alla Cultura: «<em>Uno straordinario lavoro di squadra, i cui frutti saranno presto presentati alla comunità: dal nuovo allestimento museale all’installazione sonora del maestro Sergio Sorrentino, dal nuovo sito web a molte altre iniziative. Gli interventi avviati mirano a rendere il Museo un luogo sempre più dinamico, capace di dialogare con pubblici diversi e di proporre esperienze culturali innovative. Il nostro obiettivo è consolidarne il ruolo come punto di riferimento per la conservazione, la ricerca e la produzione culturale, valorizzando l’identità pollese e creando opportunità di crescita per i giovani artisti</em>».</p>



<p>Dott. Maurizio D’Amico – Direttore del Museo Civico Insteia: «<em>Ho posto al centro del mio lavoro la promozione e la valorizzazione del patrimonio esistente, convinto che un museo debba essere un organismo vivo, capace di generare conoscenza e partecipazione. In questa visione si inserisce anche l’adesione, nel 2024, al progetto TRAME del PNRR CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Next‑Gen Sustainable Society, nella linea d’azione Fashion Cultural Heritage. Memorie, musei, esperienze. Il percorso, coordinato dal Dipartimento SARAS dell’Università La Sapienza di Roma, ha consentito di far conoscere la nostra collezione a livello nazionale, contribuendo alla prima mappatura sistematica del patrimonio italiano legato alle antiche vestiture e alla moda. Un risultato significativo che conferma la capacità del Museo di inserirsi in reti di ricerca e innovazione, rafforzando il legame con la comunità</em>».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Settore calzaturiero italiano chiude il 2025 a 12,84 miliardi: export regge ma Campania soffre</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/settore-calzaturiero-italiano-chiude-il-2025-a-1284-miliardi-export-regge-ma-campania-soffre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:28:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[export campania]]></category>
		<category><![CDATA[settore calzaturiero]]></category>
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					<description><![CDATA[Il settore calzaturiero italiano chiude il 2025 con un fatturato di 12,84 miliardi di euro, in flessione del -2,8% su base annua. Secondo i dati preconsuntivi del Centro Studi Confindustria [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il settore calzaturiero italiano chiude il 2025 con un fatturato di 12,84 miliardi di euro, in flessione del -2,8% su base annua. Secondo i dati preconsuntivi del Centro Studi Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, l&#8217;esercizio è stato condizionato da una forte instabilità dei mercati. Tiene il canale estero: l&#8217;export (cui viene destinato l&#8217;85% di quanto prodotto in Italia) si è attestato a 11,5 miliardi di euro, limitando la contrazione al -1,1% in valore sul 2024, con un attivo del saldo commerciale pari a 4,8 miliardi. Il comparto si conferma trainante per il Made in Italy, nonostante la congiuntura sfavorevole.</p>



<p>A livello regionale, nel 2025 in Campania l’export in valore di calzature e componentistica per calzature ha evidenziato una contrazione del -12,3% sul 2024. Le prime 5 destinazioni dell’export campano, che coprono assieme il 58,9% del totale, sono risultate: Francia (-11,4%), USA (-4,7%), Germania (+3,5%), Svizzera (-14,7%) e Slovacchia (-49,9%). La Russia, al nono posto, ha perso il -22,9%. Il numero di imprese attive (calzaturifici + produttori di parti per calzature) ha subìto, tra industria e artigianato, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda, un calo di -24 aziende rispetto al consuntivo 2024, accompagnato da un saldo negativo di -169 addetti. Per quanto riguarda le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da INPS per le imprese campane della filiera pelle nel 2025, si è registrata una flessione del -9,2% rispetto al 2024: sono state autorizzate circa 6,3 milioni di ore, un numero comunque ancora elevato, decisamente al di sopra (+346,7%) dei livelli 2019 pre-Covid.</p>



<p>Sullo scenario settoriale nazionale è intervenuta Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici: “A livello internazionale, l&#8217;export continua a essere il nostro polmone vitale, ma la geografia dei mercati sta mutando rapidamente. Nel 2025 la resilienza dell&#8217;Europa e la crescita del Medio Oriente hanno compensato quasi interamente il sensibile rallentamento del Far East e della Cina in particolare. Il mercato cinese, un tempo locomotiva del lusso, sta vivendo una fase di ripensamento che ci impone nuove strategie di approccio. Parallelamente – oltre alla forte preoccupazione per le conseguenze del conflitto scoppiato nelle scorse settimane nell’area mediorientale – guardiamo con estrema cautela agli Stati Uniti: l&#8217;introduzione di misure protezionistiche proprio in un mercato chiave per il nostro alto di gamma aggiunge un ulteriore elemento di incertezza in una fase già delicata”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Calze da uomo, il dettaglio che definisce lo stile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/calze-da-uomo-il-dettaglio-che-definisce-lo-stile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 11:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[calze da uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella gerarchia degli accessori maschili, le calze sono spesso considerate un dettaglio marginale. Eppure, nella costruzione di un look coerente ed elegante, rappresentano uno degli elementi più rivelatori dello stile [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nella gerarchia degli accessori maschili, le calze sono spesso considerate un dettaglio marginale. Eppure, nella costruzione di un look coerente ed elegante, rappresentano uno degli elementi più rivelatori dello stile personale. Non solo completano l’outfit, ma ne determinano l’equilibrio, giocando un ruolo chiave tra funzionalità e identità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un dettaglio che fa la differenza</h3>



<p>La moda maschile è fatta di regole sottili, spesso non scritte, e le calze rientrano pienamente in questo codice. La prima, la più nota: mai lasciare scoperta la gamba quando ci si siede. È il motivo per cui, in contesti formali, la lunghezza ideale resta quella al ginocchio. Una scelta che non è solo estetica, ma anche culturale, legata a un’idea di eleganza discreta e composta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Colore e abbinamenti: equilibrio e intenzione</h3>



<p>Contrariamente a quanto si possa pensare, le calze non devono necessariamente abbinarsi alle scarpe. La regola più raffinata suggerisce di coordinarle ai pantaloni, creando una continuità visiva che slancia la figura. Tuttavia, nella moda contemporanea, questo principio viene spesso reinterpretato: calze colorate o con fantasie diventano elementi di rottura, capaci di dare personalità anche all’abito più classico.</p>



<p>Il punto, come sempre, è l’intenzione. Un calzino acceso sotto un completo formale può funzionare, ma solo se inserito in un equilibrio complessivo. Diversamente, rischia di apparire come un errore più che come una scelta stilistica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Materiali e stagionalità</h3>



<p>Anche il tessuto ha un peso determinante. Cotone e filo di Scozia per la quotidianità e le stagioni più calde; lana o cashmere per l’inverno, quando comfort e protezione diventano prioritari. La qualità del materiale incide non solo sulla resa estetica, ma anche sulla durata e sulla vestibilità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tra tradizione e nuove tendenze</h3>



<p>Negli ultimi anni, le calze sono diventate terreno di sperimentazione. Il ritorno di estetiche più audaci ha portato alla diffusione di pattern geometrici, righe, pois e colori saturi. Un segnale chiaro: anche nella moda maschile, storicamente più conservatrice, cresce lo spazio per l’espressione individuale.</p>



<p>Allo stesso tempo, resiste una linea più classica, che continua a privilegiare sobrietà e coerenza cromatica. Due approcci diversi, che convivono e raccontano un’evoluzione in atto: quella di un uomo sempre più attento ai dettagli.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Più di un accessorio</h3>



<p>Considerare le calze un elemento secondario significa sottovalutare la logica stessa della moda maschile, fatta di equilibri, proporzioni e piccoli segnali. In un guardaroba ben costruito, nulla è lasciato al caso, e proprio nei dettagli si misura la differenza tra un outfit qualsiasi e uno realmente curato.</p>



<p>Perché, in fondo, l’eleganza maschile non è mai ostentazione, ma precisione. Anche – e soprattutto – a partire da ciò che spesso non si vede subito.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Moda sostenibile: cosa succede ai vestiti che buttiamo e perché non dovremmo farlo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moda-sostenibile-cosa-succede-ai-vestiti-che-buttiamo-e-perche-non-dovremmo-farlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 15:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[fast fashion]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[riciclare vestiti]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni, il tema della moda sostenibile è diventato centrale nel dibattito ambientale. Ogni anno, miliardi di capi d’abbigliamento invecchiano o vengono scartati, e la loro destinazione finale ha [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni, il tema della <strong>moda sostenibile</strong> è diventato centrale nel dibattito ambientale. Ogni anno, miliardi di capi d’abbigliamento invecchiano o vengono scartati, e la loro destinazione finale ha un impatto significativo sull’ambiente. Secondo i dati dell’<strong>Ellen MacArthur Foundation</strong>, circa il 73% dei vestiti prodotti finisce in discarica o negli inceneritori entro pochi anni dalla loro fabbricazione. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Dove finiscono i vestiti che buttiamo?</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Discariche</strong> – La maggior parte dei vestiti scartati finisce in discarica, dove le fibre sintetiche, come poliestere e nylon, possono impiegare fino a 200 anni per degradarsi. Durante questo processo, rilasciano microplastiche e sostanze chimiche nel suolo e nelle falde acquifere.</li>



<li><strong>Inceneritori</strong> – Una quota significativa viene bruciata per ridurre i volumi, ma l’incenerimento genera emissioni di CO₂ e altri inquinanti atmosferici. Il risultato è un contributo diretto al cambiamento climatico e all’inquinamento locale.</li>



<li><strong>Mercati di seconda mano</strong> – Una piccola parte dei vestiti viene recuperata e rivenduta nei mercati dell’usato o esportata nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, anche questa pratica può avere effetti negativi se gestita male: la saturazione del mercato locale può danneggiare le economie tessili locali.</li>



<li><strong>Riciclo tessile</strong> – Pochissimi vestiti vengono realmente riciclati in nuovi capi. Le tecnologie esistono, ma sono ancora costose e complesse da applicare su larga scala. Alcune fibre naturali possono essere compostate, mentre le fibre sintetiche possono essere trasformate in materiali per isolamento o imbottiture. </li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">L’importanza di non buttare i vestiti</h3>



<p>Ogni capo d’abbigliamento ha un <strong>impronta ambientale</strong>: dalla produzione di fibre, al trasporto, ai processi chimici necessari per colorazione e finitura. Gettarli significa sprecare risorse idriche, energia e materie prime. La moda sostenibile invita a <strong>ridurre, riutilizzare e riciclare</strong>, seguendo il principio delle 3R:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ridurre</strong>: acquistare meno e con più consapevolezza, preferendo capi di qualità e durevoli.</li>



<li><strong>Riutilizzare</strong>: donare, vendere o scambiare abiti che non usiamo più.</li>



<li><strong>Riciclare</strong>: affidarsi a punti di raccolta e a marchi che promuovono il riciclo tessile.</li>
</ul>



<p>Le iniziative di economia circolare sono in crescita: marchi globali come H&amp;M e Patagonia hanno programmi di restituzione dei vestiti usati, mentre startup innovative trasformano vecchi abiti in nuovi tessuti o prodotti sostenibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa possiamo fare noi</h3>



<p>Come consumatori, ogni gesto conta. Prima di gettare un capo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Verifica se può essere donato o venduto.</li>



<li>Considera il riuso creativo (trasformare vecchi maglioni in borse, coperte o imbottiture).</li>



<li>Utilizza punti di raccolta per il riciclo tessile, presenti sempre più spesso nei centri commerciali e nei comuni.</li>
</ul>



<p>La moda sostenibile non è solo una tendenza: è un modo concreto per <strong>ridurre l’impatto ambientale</strong>, combattere lo spreco e valorizzare le risorse già disponibili. Ogni vestito recuperato è un passo verso un pianeta più pulito e un sistema tessile più responsabile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Look bambino, cosa indossare questa primavera: guida alle nuove tendenze</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/look-bambino-cosa-indossare-questa-primavera-guida-alle-nuove-tendenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda bambino]]></category>
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					<description><![CDATA[La primavera 2026 porta con sé una rivoluzione gentile nel mondo della moda bambino: meno eccessi, più identità. Le nuove tendenze raccontano un equilibrio sempre più marcato tra estetica, funzionalità [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La primavera 2026 porta con sé una rivoluzione gentile nel mondo della moda bambino: meno eccessi, più identità. Le nuove tendenze raccontano un equilibrio sempre più marcato tra estetica, funzionalità e sostenibilità, con uno sguardo attento sia al comfort dei più piccoli sia alle esigenze pratiche delle famiglie.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Colori: natura, energia e libertà</h3>



<p>La palette primaverile si muove su due binari complementari. Da un lato dominano le tonalità naturali – verde salvia, sabbia, azzurro polvere – che richiamano un ritorno all’essenziale. Dall’altro emergono accenti più vivaci come arancio, giallo sole e blu elettrico, utilizzati per dare carattere anche ai look più semplici.<br>Il risultato è un mix equilibrato: outfit mai eccessivi, ma sempre riconoscibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tessuti: leggerezza e sostenibilità</h3>



<p>Nel 2026 la parola chiave è <strong>traspirabilità</strong>. Cotone biologico, lino e denim leggero diventano protagonisti, affiancati da tessuti tecnici soft-touch pensati per accompagnare il movimento.<br>La sostenibilità non è più un valore aggiunto, ma un requisito implicito: cresce l’attenzione verso materiali certificati e capi durevoli, capaci di resistere a lavaggi frequenti e vita quotidiana intensa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Linee e volumi: libertà di movimento</h3>



<p>Le silhouette si fanno più morbide. Pantaloni ampi, salopette rivisitate, t-shirt oversize e abiti a trapezio permettono ai bambini di muoversi liberamente, senza costrizioni.<br>Scompare quasi del tutto l’abbigliamento “mini-adulto”: al centro torna il bambino, con capi pensati per il gioco, la scuola e il tempo libero.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Stile: tra vintage e contemporaneo</h3>



<p>Una delle tendenze più evidenti è il ritorno a elementi rétro: colletti arrotondati, righe sottili, microfantasie floreali e dettagli artigianali.<br>Questi richiami al passato si fondono però con un design contemporaneo, pulito e funzionale. Ne nasce uno stile ibrido, capace di essere fotografico (perfetto per i social dei genitori) ma anche autentico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Look pratici e versatili</h3>



<p>La primavera impone capi “trasformabili”. Giacche leggere, felpe con zip, gilet e stratificazioni leggere diventano essenziali per affrontare sbalzi di temperatura.<br>L’idea vincente è costruire outfit a strati, facilmente adattabili durante la giornata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Accessori: piccoli dettagli, grande impatto</h3>



<p>Cappellini, zainetti mini, sneakers colorate e occhiali da sole giocano un ruolo centrale. Gli accessori non sono più solo complementi, ma veri elementi identitari del look.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un segnale anche culturale</h3>



<p>Le tendenze primavera 2026 nella moda bambino raccontano un cambiamento più profondo: meno omologazione e più attenzione alla qualità, alla durata e al benessere.<br>Vestire i più piccoli non è più solo una questione estetica, ma una scelta che intreccia stile di vita, valori e consapevolezza.</p>



<p>In questo scenario, la moda diventa uno strumento educativo silenzioso: insegna il rispetto per l’ambiente, il valore delle cose fatte bene e, soprattutto, lascia spazio alla libertà di essere bambini.</p>
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		<title>Moda: dal bianco “Cloud Dancer” ai toni accesi, i colori della primavera 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moda-dal-bianco-cloud-dancer-ai-toni-accesi-i-colori-della-primavera-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 16:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[bianco]]></category>
		<category><![CDATA[colori primavera 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[Una palette che oscilla tra minimalismo e colori vibranti: è questa la cifra cromatica della primavera 2026 secondo le principali passerelle internazionali e gli studi di settore. Il dato più [...]]]></description>
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<p>Una palette che oscilla tra minimalismo e colori vibranti: è questa la cifra cromatica della primavera 2026 secondo le principali passerelle internazionali e gli studi di settore. Il dato più evidente è il ritorno del colore come forma di espressione, dopo stagioni dominate da tonalità neutre e sobrie.</p>



<p>A guidare la stagione è il bianco “Cloud Dancer”, eletto colore dell’anno da Pantone: una tonalità morbida e luminosa che richiama calma e nuovi inizi, pensata come base neutra per costruire look più complessi . Accanto a questo, però, la moda vira con decisione verso tinte energiche e sature.</p>



<p>Tra i protagonisti spicca il rosso acceso – definito “rosso pop” o “lava” – simbolo di vitalità e carattere, insieme all’arancione brillante e al cosiddetto “clementine”, nuance calde che evocano energia e ottimismo . In forte crescita anche il giallo, nelle varianti più intense e luminose, che sostituisce le tonalità più tenui delle scorse stagioni .</p>



<p>Sul versante dei toni freddi, dominano le sfumature di blu – dal celeste polvere al cobalto – e le varianti di verde, dal verde vivo al petrolio fino al teal, indicato come uno dei colori chiave dell’anno. Non mancano le tonalità più delicate come il rosa cipria e il baby pink, che confermano l’influenza del trend “balletcore” .</p>



<p>Tra le novità, emerge anche il ritorno del viola nelle sue declinazioni più intense, dall’ametista al lilla fumé, mentre le passerelle puntano sempre più su contrasti audaci e combinazioni inaspettate, segnando il passaggio da una moda “quiet luxury” a una più espressiva e sperimentale.</p>



<p>Nel complesso, la primavera 2026 si presenta come una stagione di equilibrio tra essenzialità e audacia: da un lato il bisogno di semplicità rappresentato dal bianco, dall’altro la voglia di colore come strumento di identità e creatività.</p>
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		<title>Moda e tecnologia: come l’intelligenza artificiale consiglia outfit su misura e rivoluziona lo shopping</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moda-e-tecnologia-come-lintelligenza-artificiale-consiglia-outfit-su-misura-e-rivoluziona-lo-shopping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 12:12:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[outfit su misura]]></category>
		<category><![CDATA[shopping online]]></category>
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					<description><![CDATA[Le app basate sull’intelligenza artificiale stanno trasformando il modo in cui le persone scelgono cosa indossare, offrendo consigli di outfit personalizzati che tengono conto di stile, silhouette ed esigenze quotidiane. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Le app basate sull’intelligenza artificiale stanno trasformando il modo in cui le persone scelgono cosa indossare, offrendo consigli di outfit personalizzati che tengono conto di stile, silhouette ed esigenze quotidiane. Una nuova generazione di strumenti digitali va oltre le raccomandazioni generiche, proponendo soluzioni sartoriali studiate per ogni singolo utente.&nbsp;</p>



<p class="p1">Tra le proposte più avanzate c’è Seelq, che analizza dati come misure corporee, preferenze cromatiche e comportamenti di navigazione per costruire un profilo di stile unico. L’algoritmo genera outfit completi, mostrati su modelli con caratteristiche fisiche simili a quelle dell’utente, riducendo la fatica di scorrere centinaia di capi e proponendo abbinamenti coerenti con gusti e fisicità.&nbsp;</p>



<p class="p1">Un’altra applicazione in crescita è SELION.AI, che permette agli utenti di fotografare il proprio guardaroba: l’intelligenza artificiale riconosce tutti gli elementi – colore, tessuto, stagione – e propone combinazioni ottimali per ogni occasione. La stessa piattaforma suggerisce outfit quotidiani in base al meteo, all’occasione e allo stile personale, trasformando l’armadio in un alleato di moda e non solo in uno spazio dove riporre i vestiti.&nbsp;</p>



<p class="p1">La tecnologia non si limita alla sola creazione di look: app come Acloset consentono di digitalizzare l’intero armadio e offrono consigli quotidiani su cosa indossare, integrando analisi di colore e silhouette per scegliere capi che valorizzano la persona.&nbsp;</p>



<p class="p1">In altri casi, come con Outfit{Me}, l’intelligenza artificiale genera immagini realistiche di outfit provati direttamente sul proprio corpo digitale, prima di acquistare. Questo tipo di funzione aiuta a superare l’incertezza tipica dello shopping online, dove spesso è difficile immaginare come un capo possa adattarsi alla propria figura.&nbsp;</p>



<p class="p1">Anche i grandi operatori del settore stanno investendo in soluzioni simili: nei negozi e online, marchi globali sperimentano strumenti che suggeriscono combinazioni di capi basate su dati di comportamento e preferenze, con risultati che migliorano l’esperienza di acquisto e aumentano la soddisfazione dei clienti.&nbsp;</p>



<p class="p1">Gli esperti sottolineano che queste tecnologie non sostituiscono il gusto personale, ma lo amplificano, offrendo spunti e idee per combinazioni spesso non considerate nella routine quotidiana. Grazie all’AI, il guardaroba diventa più dinamico, interattivo e, soprattutto, coerente con l’identità di chi lo indossa.</p>



<p class="p1">Nel futuro prossimo, l’intelligenza artificiale potrebbe non solo consigliare outfit, ma anche prevedere esigenze stagionali, gestire capsule wardrobe e integrare perfettamente shopping online e offline, creando un’esperienza di moda davvero personalizzata e senza confini.</p>
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		<item>
		<title>Moda: borse e accessori all’uncinetto protagonisti, tra artigianalità e tendenza boho-chic</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moda-borse-e-accessori-alluncinetto-protagonisti-tra-artigianalita-e-tendenza-boho-chic/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 15:41:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[borse all’uncinetto]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[uncinetto]]></category>
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					<description><![CDATA[Torna protagonista la lavorazione all’uncinetto nel panorama della moda contemporanea, con borse e accessori che conquistano passerelle e street style, confermandosi tra i trend più riconoscibili delle ultime stagioni. Dalle [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Torna protagonista la lavorazione all’uncinetto nel panorama della moda contemporanea, con borse e accessori che conquistano passerelle e street style, confermandosi tra i trend più riconoscibili delle ultime stagioni. Dalle collezioni primavera-estate ai look quotidiani, il crochet si afferma come simbolo di una nuova attenzione all’artigianalità e alla sostenibilità.</p>



<p class="p1">Secondo le principali riviste di settore, le borse all’uncinetto sono ormai un vero “must” estivo, capaci di unire estetica rétro e design contemporaneo. Il loro successo è legato alla riscoperta dello stile boho-chic e alla valorizzazione del fatto a mano, elementi che rispondono a una domanda crescente di autenticità e unicità nei consumi moda&nbsp; .</p>



<p class="p1">Non più soltanto accessori da spiaggia, le crochet bag si evolvono in versioni sofisticate e versatili, adatte anche a contesti urbani e serali. Le sfilate internazionali hanno contribuito a rilanciare questa tendenza, reinterpretando l’uncinetto con materiali pregiati e linee moderne, mentre il mercato propone modelli che spaziano dalle mini bag alle shopper capienti&nbsp; .</p>



<p class="p1">Tra le caratteristiche più rilevanti emerge la varietà di forme e dimensioni: accanto alle maxi tote bag, pratiche per il giorno, trovano spazio pochette e borse in formato ridotto, spesso arricchite da dettagli decorativi come frange, perline e applicazioni. Una tendenza che riflette il desiderio di personalizzazione e sperimentazione, con accessori pensati per adattarsi a diversi stili e occasioni&nbsp; .</p>



<p class="p1">Sul piano cromatico, dominano sia le tonalità naturali – beige, sabbia e crema – sia le varianti multicolore ispirate agli anni Settanta. L’uso di filati come cotone, lino e rafia contribuisce a rafforzare l’immagine di un prodotto leggero e sostenibile, in linea con una moda sempre più attenta all’impatto ambientale&nbsp; .</p>



<p class="p1">Il ritorno dell’uncinetto non si limita alle borse ma coinvolge un’ampia gamma di accessori, dai cappelli alle calzature, fino ai capi d’abbigliamento, confermando la versatilità di una tecnica tradizionale capace di rinnovarsi nel tempo&nbsp; . In questo contesto, le lavorazioni manuali diventano un valore aggiunto, percepito come sinonimo di qualità e identità.</p>
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		<item>
		<title>Look maschile impeccabile: come scegliere i capi giusti per ogni contesto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/look-maschile-impeccabile-come-scegliere-i-capi-giusti-per-ogni-contesto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 10:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[look maschile]]></category>
		<category><![CDATA[moda uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Vestirsi bene non è solo una questione estetica, ma un vero e proprio linguaggio. Nel guardaroba maschile, pantaloni e camicie rappresentano la base di qualsiasi outfit, dall’ufficio al tempo libero. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Vestirsi bene non è solo una questione estetica, ma un vero e proprio linguaggio. Nel guardaroba maschile, pantaloni e camicie rappresentano la base di qualsiasi outfit, dall’ufficio al tempo libero. Saperli scegliere con criterio significa costruire uno stile coerente, funzionale e credibile, evitando scivoloni che possono compromettere anche la migliore delle intenzioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La regola d’oro: contesto e versatilità</h3>



<p>Il primo errore da evitare è ignorare il contesto. Un look da ufficio richiede equilibrio, pulizia e proporzione, mentre nel tempo libero si può osare di più, senza però perdere coerenza.</p>



<p>La vera strategia vincente è puntare su capi versatili: pantaloni chino ben tagliati e camicie in cotone di qualità possono funzionare in entrambi i contesti, semplicemente cambiando abbinamenti e accessori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pantaloni: vestibilità prima di tutto</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Per l’ufficio</h3>



<p>I pantaloni ideali sono quelli con taglio sartoriale o semi-formale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Slim o regular fit</strong>: seguono la linea della gamba senza essere troppo aderenti</li>



<li><strong>Colori neutri</strong>: blu, grigio, beige</li>



<li><strong>Tessuti strutturati</strong>: lana leggera o cotone di qualità</li>
</ul>



<p>Un dettaglio spesso sottovalutato è la lunghezza: il pantalone deve sfiorare la scarpa, evitando pieghe eccessive o, al contrario, l’effetto “troppo corto”.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Per il tempo libero</h3>



<p>Qui entrano in gioco comfort e personalità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Chino, denim pulito o pantaloni in tessuti più morbidi</li>



<li>Colori più vari, anche stagionali</li>



<li>Vestibilità leggermente più rilassata</li>
</ul>



<p>Attenzione però: “casual” non significa trasandato. Anche nel tempo libero, la struttura del capo fa la differenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Camicie: il vero elemento distintivo</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Per l’ufficio</h3>



<p>La camicia resta il simbolo per eccellenza della professionalità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cotone di qualità</strong> (meglio se traspirante)</li>



<li><strong>Colori classici</strong>: bianco, azzurro, righe sottili</li>



<li><strong>Colletto strutturato</strong>, adatto anche alla giacca</li>
</ul>



<p>Un aspetto cruciale è la vestibilità: una camicia troppo larga comunica sciatteria, una troppo stretta risulta poco elegante e scomoda.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Per il tempo libero</h3>



<p>La camicia diventa più espressiva:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Fantasie leggere o tessuti come lino e denim</li>



<li>Colletti morbidi (button-down o coreano)</li>



<li>Possibilità di portarla fuori dai pantaloni, ma solo se la lunghezza è adeguata</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Gli errori più comuni da evitare</h2>



<p><strong>1. Taglie sbagliate</strong><br>Il problema più diffuso. Un capo economico ma ben vestito sarà sempre migliore di uno costoso ma fuori misura.</p>



<p><strong>2. Tessuti scadenti</strong><br>Materiali sintetici o troppo leggeri perdono forma e credibilità, soprattutto in ambito professionale.</p>



<p><strong>3. Abbinamenti incoerenti</strong><br>Mescolare capi troppo formali con elementi eccessivamente casual crea dissonanza. Serve equilibrio.</p>



<p><strong>4. Trascurare i dettagli</strong><br>Colletto sgualcito, pantaloni non stirati, bottoni tirati: piccoli segnali che comunicano disattenzione.</p>



<p><strong>5. Seguire le mode senza criterio</strong><br>Trend troppo estremi (oversize eccessivo o skinny esasperato) rischiano di invecchiare rapidamente il look.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il consiglio strategico</h2>



<p>Costruire un guardaroba efficace non significa avere tanto, ma avere capi giusti. Pochi pantaloni ben tagliati e camicie di qualità, facilmente combinabili tra loro, permettono di coprire tutte le esigenze quotidiane.</p>



<p>Per l’uomo contemporaneo — soprattutto per chi lavora a contatto con il pubblico o in contesti istituzionali — l’abbigliamento non è un dettaglio: è parte integrante della propria comunicazione.</p>



<p>E, come ogni forma di comunicazione, funziona solo se è coerente, consapevole e ben costruita.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Tutto pronto a Napoli per “Meet Italian Brands 2026”, tre giorni dedicati all’internazionalizzazione delle imprese campane</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tutto-pronto-a-napoli-per-meet-italian-brands-2026-tre-giorni-dedicati-allinternazionalizzazione-delle-imprese-campane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 16:11:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[internazionalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[moda campana]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[startup creative]]></category>
		<category><![CDATA[Tag: Meet Italian Brands]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutto è pronto alla Mostra d’Oltremare di Napoli per la quarta edizione di “Meet Italian Brands 2026”, il programma di promozione e internazionalizzazione delle imprese italiane che si terrà dal [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tutto è pronto alla <strong>Mostra d’Oltremare di Napoli</strong> per la quarta edizione di <strong>“Meet Italian Brands 2026”</strong>, il programma di promozione e internazionalizzazione delle imprese italiane che si terrà dal 23 al 25 marzo. L’iniziativa, promossa dalla <strong>Regione Campania</strong> e supportata da istituzioni e associazioni di categoria, vedrà la partecipazione di circa 100 imprese selezionate del territorio e oltre 100 buyer stranieri provenienti da 35 Paesi e 4 continenti, ospitati da <strong>ITA-ICE</strong>.</p>



<p>L’evento punta a favorire accordi produttivi e commerciali, promuovendo sia le aziende campane che operano con il proprio brand sia quelle che realizzano prodotti con marchio del committente sui mercati internazionali. Il programma coniuga incontri B2B, visite alle aziende e un calendario di convegni e workshop dedicati al settore moda e al capitale creativo della Campania.</p>



<p>Il <strong>taglio del nastro</strong> è previsto lunedì 23 marzo alle ore 10 presso la Sala Conferenze della Mostra d’Oltremare, alla presenza di autorità e ospiti di rilievo: tra i saluti istituzionali ci saranno Maria Caputo, consigliere delegato della Mostra d’Oltremare, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Interverranno inoltre personalità di spicco come Elvira Raviele del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Matteo Masini di ICE Agenzia, Emilio De Vizia di Confindustria Campania, Costanzo Jannotti Pecci dell’Unione Industriali Napoli e Giovanni Francesco Nicoletti, rettore dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. A concludere i lavori, Fulvio Bonavitacola, assessore alle Attività Produttive e allo Sviluppo Economico della Regione Campania. La moderazione sarà a cura di Marianna Ferri, Ufficio Comunicazione Regione Campania.</p>



<p>L’iniziativa coinvolge un ampio network di partner istituzionali e privati, tra cui <strong>Confindustria Moda</strong>, <strong>Museo della Moda Regionale</strong>, CIS-Interporto Campano, Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, con il sostegno di Assocalzaturifici, Praxi ed EY e il main sponsor <strong>Unicredit</strong>.</p>



<p>Il programma del 23 marzo prevede, alle ore 11, il convegno <strong>“Mo.CAM: verso un modello collaborativo delle imprese della moda campana. Presentazione della filiera della moda in rete”</strong>, nato da un protocollo di intesa volto a creare e consolidare reti di impresa. L’obiettivo è sviluppare strategie comuni per affrontare le sfide economiche, ambientali e tecnologiche e cogliere nuove opportunità sui mercati internazionali, valorizzando professionalità, ricerca e capitale umano.</p>



<p>Nel pomeriggio, alle ore 15, si terrà l’incontro <strong>“Meet Italian Brands 2026. Obiettivi e azioni verso nuovi mercati”</strong>, incentrato su strategie di promozione internazionale, formazione e innovazione per le imprese italiane, con focus sulla cooperazione tra istituzioni, stakeholder e università.</p>



<p>La seconda giornata, 24 marzo, si aprirà alle ore 10 con l’incontro <strong>“Meet Italian Brands 2026: Sostenibilità, Internazionalizzazione e valorizzazione talenti creativi”</strong>, culminando con le sfilate degli stilisti emergenti <strong>Saman Loira</strong> e <strong>APNOEA</strong>, promosse dall’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, per dare visibilità ai giovani talenti della moda campana.</p>



<p>Con oltre 100 imprese e buyer internazionali, workshop tematici, convegni e sfilate, <strong>Meet Italian Brands 2026</strong> si conferma come una vetrina strategica per la Campania e un’occasione unica per consolidare la presenza del made in Italy sui mercati esteri.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Jeans che non usi più: come riutilizzarli e dare nuova vita a un capo simbolo della moda (aiutando l’ambiente)</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/jeans-che-non-usi-piu-come-riutilizzarli-e-dare-nuova-vita-a-un-capo-simbolo-della-moda-aiutando-lambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 14:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[jeans da buttare]]></category>
		<category><![CDATA[jeans riciclo]]></category>
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					<description><![CDATA[I jeans sono tra i capi più amati e diffusi al mondo, ma anche tra quelli che più spesso finiscono dimenticati negli armadi. Eppure, ridare nuova vita al denim non [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I jeans sono tra i capi più amati e diffusi al mondo, ma anche tra quelli che più spesso finiscono dimenticati negli armadi. Eppure, ridare nuova vita al denim non è solo una scelta creativa: è un gesto concreto a favore dell’ambiente e di una moda più sostenibile.</p>



<p>Il settore tessile è infatti tra i più impattanti in termini di consumo di risorse e produzione di rifiuti. Recuperare e riutilizzare un paio di jeans significa ridurre gli sprechi, limitare l’uso di nuove materie prime e contribuire a un modello di economia circolare sempre più necessario.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Idee semplici e creative per riutilizzare i jeans</h3>



<p>Non servono competenze da sarto per trasformare un vecchio paio di jeans in qualcosa di utile e bello. Bastano fantasia e pochi strumenti.</p>



<p><strong>Dai pantaloni alla borsa</strong><br>Una delle soluzioni più diffuse è trasformare i jeans in una tote bag resistente. Basta tagliare le gambe, cucire il fondo e aggiungere manici: il risultato è una borsa pratica, perfetta per la spesa o il tempo libero.</p>



<p><strong>Shorts e gonne personalizzate</strong><br>Se il jeans è ancora in buone condizioni, può essere facilmente accorciato per creare shorts estivi o modificato in una gonna. Un modo semplice per rinnovare il guardaroba senza acquistare nuovi capi.</p>



<p><strong>Accessori unici</strong><br>Con il tessuto avanzato si possono realizzare fasce per capelli, portafogli, custodie per smartphone o anche portachiavi. Piccoli oggetti che uniscono utilità e stile.</p>



<p><strong>Arredo e decorazione</strong><br>Il denim è resistente e si presta anche all’home decor: cuscini, copri-sedie, tovagliette o organizer da parete. Un modo originale per portare un tocco creativo anche in casa.</p>



<p><strong>Toppe e riparazioni</strong><br>I jeans vecchi possono diventare materiale perfetto per riparare altri capi. Le toppe in denim, oltre a essere funzionali, sono tornate di tendenza e aggiungono carattere agli indumenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Moda sostenibile: una scelta sempre più attuale</h3>



<p>Negli ultimi anni, il riuso e l’upcycling sono diventati veri e propri trend. Sempre più persone scelgono di ridurre gli acquisti e valorizzare ciò che già possiedono, dando nuova vita ai capi inutilizzati.</p>



<p>Riutilizzare i jeans non è solo un modo per risparmiare, ma anche per esprimere la propria creatività e contribuire a un cambiamento culturale: meno sprechi, più consapevolezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un piccolo gesto, un grande impatto</h3>



<p>Ogni capo recuperato è un rifiuto in meno e una risorsa valorizzata. In un momento in cui la sostenibilità è al centro del dibattito globale, anche scelte quotidiane come questa possono fare la differenza.</p>



<p>Dare una seconda vita ai jeans significa, in fondo, riscoprire il valore delle cose e trasformare un capo dimenticato in qualcosa di nuovo, utile e personale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eleganza senza sforzo: perché il cardigan è il vero must delle mezze stagioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/eleganza-senza-sforzo-perche-il-cardigan-e-il-vero-must-delle-mezze-stagioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 11:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[cardigan]]></category>
		<category><![CDATA[steet style]]></category>
		<category><![CDATA[style ready]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un momento dell’anno in cui vestirsi diventa un esercizio di equilibrio: troppo caldo per i cappotti, troppo fresco per uscire leggeri. È qui che entra in scena il cardigan, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’è un momento dell’anno in cui vestirsi diventa un esercizio di equilibrio: troppo caldo per i cappotti, troppo fresco per uscire leggeri. È qui che entra in scena il cardigan, capo spesso sottovalutato ma in realtà centrale nel guardaroba delle mezze stagioni. Versatile, funzionale e sempre più reinterpretato dalle passerelle, oggi è un vero alleato di stile.</p>



<p>Dimenticate l’idea del cardigan “classico” relegato a look basici: le collezioni di Prada, Miu Miu e Max Mara lo hanno rilanciato come protagonista, giocando su volumi, materiali e layering. Il risultato è un capo trasversale, capace di adattarsi a contesti e stili completamente diversi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il capo passe-partout delle mezze stagioni</h3>



<p>Il vero punto di forza del cardigan è la sua capacità di trasformarsi. Indossato aperto o chiuso, leggero o over, diventa una soluzione pratica quando le temperature cambiano nell’arco della giornata. È il classico “strato intelligente”: facile da togliere, da annodare sulle spalle o da infilare in borsa.</p>



<p>In cotone o lana leggera per la primavera, in maglia più strutturata per l’autunno, il cardigan riesce a garantire comfort senza sacrificare l’estetica. E soprattutto permette di costruire look dinamici, adattabili, mai rigidi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dal casual all’elegante: un solo capo, infiniti abbinamenti</h3>



<p>La forza del cardigan sta nella sua versatilità stilistica. Con un jeans e una t-shirt diventa immediatamente casual chic; sopra una camicia crea un look più ordinato e professionale; abbinato a un abito leggero, invece, aggiunge un tocco rilassato ma ricercato.</p>



<p>Le versioni cropped si prestano a outfit più contemporanei e femminili, mentre i modelli lunghi e morbidi funzionano perfettamente anche come alternativa al blazer nelle giornate meno formali. Non manca poi la tendenza del cardigan indossato come top, chiuso e magari abbinato a pantaloni a vita alta: una soluzione semplice ma di grande effetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ritorno di un classico (con una nuova identità)</h3>



<p>Il cardigan vive oggi una seconda giovinezza perché intercetta perfettamente due esigenze contemporanee: praticità e personalizzazione. È un capo che non impone uno stile, ma lo accompagna, adattandosi a chi lo indossa.</p>



<p>In un guardaroba sempre più orientato alla funzionalità e alla durata, il cardigan si conferma un investimento intelligente. Non segue solo le tendenze: le attraversa, restando sempre attuale.</p>



<p>E nelle mezze stagioni, quando ogni scelta può essere quella sbagliata, avere un cardigan a portata di mano è spesso la decisione più giusta.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Outfit di primavera: colori, leggerezza e ritorno alla praticità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/outfit-di-primavera-colori-leggerezza-e-ritorno-alla-praticita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 19:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[outfit primavera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=238734</guid>

					<description><![CDATA[Con l’arrivo della primavera cambia il ritmo delle giornate e, inevitabilmente, anche il modo di vestirsi. Le temperature più miti permettono di abbandonare i capi pesanti dell’inverno e di tornare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’arrivo della primavera cambia il ritmo delle giornate e, inevitabilmente, anche il modo di vestirsi. Le temperature più miti permettono di abbandonare i capi pesanti dell’inverno e di tornare a giocare con colori, tessuti leggeri e sovrapposizioni più dinamiche. Gli outfit primaverili si muovono proprio su questo equilibrio: comfort, praticità e un tocco di freschezza che accompagna il passaggio alla stagione più luminosa dell’anno.</p>



<p>Uno dei principi chiave della moda primaverile è il <strong>layering</strong>, ovvero la stratificazione dei capi. Giacche leggere, trench, cardigan e blazer diventano protagonisti perché permettono di adattarsi facilmente agli sbalzi di temperatura tipici di questo periodo. Il trench classico, ad esempio, resta uno dei capi più versatili: elegante ma informale, si abbina sia a un look da lavoro sia a un outfit più casual per il tempo libero.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Colori e tessuti protagonisti</h3>



<p>Dal punto di vista cromatico, la primavera porta con sé un ritorno ai <strong>toni chiari e naturali</strong>. Beige, sabbia, verde salvia, azzurro polvere e rosa tenue dominano le collezioni, accanto a colori più vivaci che richiamano la stagione della fioritura.</p>



<p>I tessuti seguono la stessa logica di leggerezza: <strong>cotone, lino, denim leggero e viscosa</strong> sono tra i materiali più utilizzati. Sono traspiranti, confortevoli e ideali per creare outfit adatti sia alle giornate di sole sia alle prime serate ancora fresche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I capi chiave della stagione</h3>



<p>Tra i capi più presenti negli outfit primaverili ci sono senza dubbio i <strong>pantaloni ampi o cropped</strong>, che offrono libertà di movimento e si abbinano facilmente a camicie morbide o t-shirt essenziali. Tornano anche le <strong>gonne midi</strong>, spesso abbinate a sneakers o mocassini per un look contemporaneo e pratico.</p>



<p>Per quanto riguarda l’abbigliamento femminile, l’abito leggero resta uno dei simboli della stagione. I modelli floreali o con stampe delicate sono perfetti per il giorno, mentre le versioni più minimal possono essere utilizzate anche in contesti più formali.</p>



<p>Nel guardaroba maschile, invece, la primavera è il momento delle <strong>giacche leggere, delle camicie in lino e dei pantaloni chino</strong>, capi che permettono di costruire outfit curati senza rinunciare alla comodità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Accessori e dettagli</h3>



<p>Gli accessori completano l’outfit e definiscono lo stile. Le <strong>sneakers bianche</strong>, ormai diventate un classico trasversale, continuano a dominare la scena, affiancate da mocassini e scarpe leggere.</p>



<p>Anche le borse si alleggeriscono: spazio a modelli pratici e capienti per il giorno, mentre per la sera prevalgono forme più essenziali. Occhiali da sole e foulard sottili completano il look, aggiungendo personalità senza appesantire l’insieme.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Moda e stile di vita</h3>



<p>La moda primaverile riflette sempre di più uno stile di vita dinamico. Gli outfit puntano sulla <strong>versatilità</strong>, cioè sulla possibilità di adattarsi a diversi momenti della giornata: lavoro, tempo libero, incontri informali.</p>



<p>Più che seguire rigidamente le tendenze, la primavera invita a costruire un guardaroba fatto di capi combinabili tra loro, capaci di creare look diversi con pochi elementi chiave. Una scelta che rispecchia un approccio sempre più diffuso alla moda: meno eccessi, più funzionalità e attenzione alla qualità dei capi.</p>



<p></p>
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		<title>Festa del papà: 7 idee regalo di stile tra moda e accessori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/festa-del-papa-7-idee-regalo-di-stile-tra-moda-e-accessori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:59:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[festa del papà]]></category>
		<category><![CDATA[idee regalo]]></category>
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					<description><![CDATA[La Festa del Papà è l’occasione perfetta per dire grazie con un pensiero che unisca affetto e stile. Non servono necessariamente regali costosi: spesso basta scegliere qualcosa che racconti la [...]]]></description>
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<p>La Festa del Papà è l’occasione perfetta per dire grazie con un pensiero che unisca affetto e stile. Non servono necessariamente regali costosi: spesso basta scegliere qualcosa che racconti la personalità di chi lo riceve, un oggetto utile ma capace di aggiungere un tocco di eleganza alla vita quotidiana.</p>



<p>Dalla moda agli accessori, le possibilità sono tante e permettono di trovare il regalo giusto per ogni tipo di papà: sportivo, elegante, minimalista o amante dei dettagli. Ecco alcune idee che coniugano praticità e stile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La camicia: un classico che non passa mai di moda</h3>



<p>Tra i regali più apprezzati c’è sicuramente la <strong>camicia</strong>, simbolo di eleganza senza tempo. Che sia per l’ufficio, per il tempo libero o per un’occasione speciale, una camicia ben scelta può diventare un capo irrinunciabile nel guardaroba maschile.</p>



<p>I modelli in cotone di qualità, magari con tessuti traspiranti e tagli moderni, garantiscono comfort e stile. I colori più versatili restano il bianco, l’azzurro e le tonalità neutre, ma chi vuole osare può puntare su fantasie discrete o su tessuti leggermente texturizzati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cintura in pelle: eleganza quotidiana</h3>



<p>Un accessorio spesso sottovalutato ma fondamentale è la <strong>cintura in pelle</strong>. Un modello artigianale, realizzato con materiali di qualità, può accompagnare un uomo per molti anni.</p>



<p>Le versioni più classiche – marrone o nera – sono perfette sia con l’abito sia con il jeans. Per chi ama uno stile più contemporaneo, invece, esistono modelli con fibbie minimal o con finiture vintage.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Orologio: il fascino del tempo</h3>



<p>Tra i regali più iconici resta l’<strong>orologio</strong>, oggetto che unisce funzionalità e valore simbolico. Può essere elegante con cinturino in pelle, sportivo con cassa in acciaio oppure minimalista con quadrante essenziale.</p>



<p>Un orologio ben scelto non è solo un accessorio ma spesso diventa un oggetto personale, capace di accompagnare la quotidianità e ricordare un momento speciale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Profumo: una firma invisibile</h3>



<p>Il <strong>profumo</strong> è uno dei regali più personali. Le fragranze maschili oggi spaziano dalle note legnose e speziate a quelle fresche e agrumate.</p>



<p>Scegliere il profumo giusto significa trovare una “firma olfattiva” che racconti il carattere di chi lo indossa: più intenso per chi ama lasciare il segno, più leggero e fresco per chi preferisce uno stile discreto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Occhiali da sole: stile e protezione</h3>



<p>Con l’arrivo della primavera, gli <strong>occhiali da sole</strong> diventano un accessorio indispensabile. Oltre a proteggere gli occhi dai raggi UV, aggiungono personalità a qualsiasi look.</p>



<p>I modelli più classici – come le montature squadrate o tonde – restano intramontabili, ma negli ultimi anni sono tornati di moda anche gli occhiali dal gusto retrò.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sneakers eleganti per il tempo libero</h3>



<p>Per i papà che amano uno stile più casual, le <strong>sneakers</strong> rappresentano un regalo perfetto. I modelli in pelle o in tessuti tecnici di qualità permettono di unire comfort e raffinatezza.</p>



<p>Sempre più diffuse sono le sneakers minimal, in bianco o in colori neutri, ideali sia con il jeans sia con un abbigliamento più smart casual.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Portafoglio: pratico e raffinato</h3>



<p>Infine, un grande classico: il <strong>portafoglio in pelle</strong>. È un accessorio che accompagna ogni giorno e che, proprio per questo, merita una scelta attenta.</p>



<p>I modelli più apprezzati sono quelli sottili e funzionali, con spazi per carte e documenti ma senza ingombro eccessivo. La pelle naturale, con il tempo, acquista carattere e diventa ancora più bella.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un regalo che racconta affetto</h3>



<p>Al di là dell’oggetto scelto, ciò che conta davvero è il gesto. La Festa del Papà è prima di tutto un momento per celebrare il legame familiare e dedicare un pensiero speciale a chi, con discrezione e presenza costante, rappresenta spesso un punto di riferimento nella vita quotidiana.</p>



<p>Che si tratti di un accessorio di moda, di un capo d’abbigliamento o di un piccolo oggetto simbolico, il regalo perfetto è quello scelto con attenzione, capace di raccontare una storia e di trasformare un semplice dono in un ricordo destinato a durare nel tempo.</p>
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		<title>Moda over 50: come vestirsi bene con stile, eleganza e personalità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moda-over-50-come-vestirsi-bene-con-stile-eleganza-e-personalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 16:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda over 50]]></category>
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					<description><![CDATA[Superare i cinquant’anni non significa affatto rinunciare alla moda. Al contrario, è spesso il momento in cui si sviluppa uno stile più consapevole, raffinato e personale. Con l’esperienza si impara [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Superare i cinquant’anni non significa affatto rinunciare alla moda. Al contrario, è spesso il momento in cui si sviluppa uno <strong>stile più consapevole, raffinato e personale</strong>. Con l’esperienza si impara a conoscere meglio il proprio corpo, i colori che valorizzano e i capi davvero utili nel guardaroba. Il risultato? Un’eleganza naturale, fatta di scelte mirate e qualità.</p>



<p>Vestirsi bene dopo i 50 anni non significa seguire ogni tendenza, ma <strong>interpretare la moda in modo intelligente</strong>, privilegiando equilibrio, vestibilità e materiali di qualità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Puntare sulla qualità, non sulla quantità</h3>



<p>Uno dei segreti principali è scegliere <strong>pochi capi ma ben fatti</strong>. Tessuti naturali come cotone, lino, lana leggera e seta migliorano la vestibilità e garantiscono comfort durante tutta la giornata. Un blazer ben tagliato, un cappotto strutturato o una camicia di buona qualità possono durare anni e diventare veri pilastri del guardaroba.</p>



<p>In questa fase della vita è utile costruire una <strong>base di capi classici</strong>, da arricchire poi con accessori o dettagli più contemporanei.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scegliere tagli che valorizzano la figura</h3>



<p>Il punto non è nascondere il corpo, ma <strong>valorizzarlo con le giuste proporzioni</strong>. Linee pulite, capi leggermente strutturati e tagli che seguono la silhouette senza stringere troppo sono spesso la soluzione migliore.</p>



<p>Per esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pantaloni a vita media o alta che slanciano la figura</li>



<li>giacche con spalle ben definite</li>



<li>abiti midi che valorizzano eleganza e movimento</li>
</ul>



<p>Evitare capi troppo larghi o eccessivamente aderenti aiuta a mantenere un equilibrio visivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I colori giusti fanno la differenza</h3>



<p>Dopo i 50 anni i colori possono diventare <strong>alleati preziosi</strong>. Le tonalità neutre — beige, blu, grigio, crema — sono una base perfetta, ma non bisogna rinunciare ai colori più vivaci.</p>



<p>Un cappotto rosso, una sciarpa verde smeraldo o una camicia azzurro intenso possono illuminare il viso e rendere l’outfit più dinamico.</p>



<p>Il segreto è <strong>dosare bene gli accostamenti</strong>, evitando eccessi ma mantenendo personalità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Accessori: pochi ma di carattere</h3>



<p>Gli accessori sono spesso l’elemento che definisce lo stile. Una borsa di qualità, un paio di occhiali ben scelti, una cintura elegante o un gioiello discreto possono trasformare anche l’outfit più semplice.</p>



<p>Dopo i 50 anni è consigliabile privilegiare <strong>accessori distintivi ma non eccessivi</strong>, capaci di aggiungere carattere senza appesantire il look.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Comfort ed eleganza possono convivere</h3>



<p>La moda contemporanea ha finalmente superato l’idea che eleganza significhi sacrificio. Scarpe comode ma raffinate, tessuti morbidi e capi versatili permettono di affrontare la giornata con stile senza rinunciare al benessere.</p>



<p>Un esempio sono i <strong>tailleur morbidi</strong>, le sneakers eleganti abbinate a pantaloni sartoriali o i cardigan strutturati che sostituiscono la classica giacca.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Lo stile non ha età</h3>



<p>La vera differenza, dopo i 50 anni, non la fanno i capi ma <strong>l’atteggiamento</strong>. Sicurezza, naturalezza e consapevolezza sono gli elementi che rendono davvero elegante una persona.</p>



<p>La moda, in fondo, non è solo questione di tendenze ma di <strong>identità</strong>. E con il passare degli anni, questa identità diventa sempre più chiara. Proprio per questo, lo stile può diventare ancora più autentico e interessante.</p>
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		<item>
		<title>Rifiuti tessili: ogni anno 12 kg di vestiti scartati, fondamentale allungare la vita di abiti e calzature</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rifiuti-tessili-ogni-anno-12-kg-di-vestiti-scartati-fondamentale-allungare-la-vita-di-abiti-e-calzature/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 09:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[abiti]]></category>
		<category><![CDATA[consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti tessili]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il consumo tessile pro capite nella UE è aumentato di 2kg all’anno tra il 2019 e il 2022, mentre il numero medio di utilizzi per capo è diminuito del 36%. [...]]]></description>
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<p><em>Il consumo tessile pro capite nella UE è aumentato di 2kg all’anno tra il 2019 e il 2022, mentre il numero medio di utilizzi per capo è diminuito del 36%. Il Consorzio Ecotessili richiama l’attenzione su riuso e corretta raccolta come leve prioritarie, in attesa del concretizzarsi del regime EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) che segnerà un cambio di passo nella gestione dei rifiuti tessili</em></p>



<p>I riflettori sulla Milano Fashion Week si sono spenti da poco, ma deve rimanere alta l’attenzione sul mondo della moda e della produzione tessile, in particolare sul suo impatto ambientale. Un problema che ha due facce:&nbsp;<strong>da un lato, una produzione che cresce rapidamente; dall’altro, capi che restano nell’armadio sempre meno a lungo</strong>.</p>



<p>Secondo la Ellen MacArthur Foundation, infatti, tra il 2000 e il 2015 la produzione mondiale di abbigliamento è raddoppiata, mentre il numero medio di volte in cui un capo viene indossato è diminuito del 36%. E dopo la pandemia il trend è peggiorato: uno studio dell’Agenzia Europea per l’ambiente (EEA) il consumo tessile pro capite nella UE è aumentato da 17 kg a 19 kg di tessuti all’anno tra il 2019 e il 2022, con circa 12 kg – abbastanza per riempire una valigia – buttati ogni anno.</p>



<p>Un modello di consumo direttamente collegato al forte aumento dei rifiuti tessili generati ogni anno, che è uno dei fattori che sta mettendo in crisi la filiera del recupero in Italia e in Europa. «<strong>La riduzione del rifiuto comincia con un intervento a monte, ossia prolungando la vita utile di indumenti e calzature</strong>. Ogni utilizzo in più consente di valorizzare le risorse impiegate per produrli e di contenere la quantità di scarti da gestire» è la riflessione di&nbsp;<strong>Giancarlo Dezio, direttore generale</strong>&nbsp;<strong>di Ecotessili</strong>, consorzio italiano per la raccolta e il recupero dei rifiuti tessili in ambito EPR.</p>



<p>Il settore tessile è tra quelli a maggiore intensità di materie prime, acqua ed energia. Accorciare il ciclo di vita dei prodotti moltiplica gli impatti ambientali legati alla produzione, al trasporto e allo smaltimento. Per questo motivo, ricorda Ecotessili, la durata effettiva di un capo è uno dei fattori chiave per migliorarne l’impatto ambientale e che scelte di consumo sostenibile possono allungarne la vita utile. Ecco quindi alcune strategie da mettere in atto in proposito:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>scegliere qualità e durabilità</strong>: privilegiare prodotti realizzati con materiali resistenti e progettati per durare nel tempo;</li>



<li><strong>attenzione alla composizione complessa</strong>: i capi che presentano un mix di fibre sintetiche, difficili da separare, rendono il riciclo costoso e complicato, quando non impossibile;</li>



<li><strong>curare la manutenzione</strong>: seguire le indicazioni di lavaggio riportate in etichetta, limitare i trattamenti aggressivi e intervenire quanto prima su macchie e piccoli danni;</li>



<li><strong>riparare prima di sostituire</strong>: sistemare bottoni, cerniere o suole può evitare la dismissione anticipata;</li>



<li><strong>riutilizzare e condividere</strong>: donare, scambiare o acquistare usato consente di estendere la vita dei prodotti e ridurre la domanda di nuovi articoli;</li>



<li><strong>conferire correttamente a fine vita</strong>: quando un capo non è più riutilizzabile, è fondamentale destinarlo alla raccolta differenziata tessile per favorirne il recupero dei materiali.</li>
</ul>



<p>«L’economia circolare nel tessile inizia dalla consapevolezza e dall’adozione di comportamenti virtuosi – sottolinea Dezio –. Fare acquisti pensando alla durata dei capi, utilizzarli il più possibile e, solo in ultima istanza, destinarli alla raccolta differenziata è la sequenza di azioni che permette di contrastare la crescita dei rifiuti tessili».</p>



<p>Ecotessili è un consorzio, parte del Sistema Ecolight (network che include anche i consorzi EPR Ecolight, Ecopolietilene, Ecoremat e la società Ecolight Servizi), dedicato alla gestione dei rifiuti tessili in un’ottica di responsabilità estesa del produttore (EPR). Supporta le aziende nell’adempimento degli obblighi ambientali, promuovendo modelli organizzativi orientati alla circolarità, al recupero e al riciclo.</p>



<p>In attesa del decreto attuativo che disciplinerà in Italia il regime di EPR per il settore tessile, sono già numerose le imprese che stanno scegliendo di consorziarsi per farsi trovare pronte al nuovo quadro normativo. Maggiori informazioni su <a href="http://www.ecotessili.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.ecotessili.it</a>.</p>
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