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	<title>Moda | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Il profumo come accessorio: come scegliere la fragranza giusta per l’estate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-profumo-come-accessorio-come-scegliere-la-fragranza-giusta-per-lestate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 12:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[fragranze estive]]></category>
		<category><![CDATA[profumo]]></category>
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<p>Non si vede, ma racconta molto di chi lo indossa. Come un abito, un gioiello o un dettaglio curato del proprio look, il profumo è un vero e proprio accessorio capace di definire lo stile personale. In estate, però, la scelta della fragranza cambia: temperature più alte, giornate all’aperto e maggiore esposizione della pelle richiedono composizioni più leggere, fresche e armoniose.</p>



<p>Durante la bella stagione vengono spesso preferite profumazioni caratterizzate da note agrumate, marine, aromatiche e floreali, capaci di trasmettere una sensazione di pulizia e vitalità. Bergamotto, limone, arancia, neroli, gelsomino, lavanda e sentori che richiamano il mare sono tra gli accordi più apprezzati per accompagnare il caldo estivo.</p>



<p>La scelta della fragranza, però, non dovrebbe seguire soltanto le tendenze del momento. Il profumo deve dialogare con la personalità di chi lo indossa e con le occasioni in cui viene utilizzato. Una composizione fresca e discreta può essere ideale per il lavoro o per le giornate in città, mentre note più intense e avvolgenti possono accompagnare una serata estiva o un evento speciale.</p>



<p>Un aspetto importante riguarda anche la concentrazione. Con il caldo, molte persone preferiscono formule più leggere come eau de toilette e acque profumate, che garantiscono una sensazione di freschezza senza risultare troppo persistenti. Le eau de parfum, invece, possono essere una scelta adatta per chi cerca una maggiore durata, soprattutto nelle ore serali.</p>



<p>L’estate è anche il momento in cui cresce il fascino delle fragranze che raccontano luoghi e atmosfere. I profumi ispirati al Mediterraneo, con richiami agli agrumi, alla vegetazione costiera e alle essenze naturali, interpretano perfettamente una stagione fatta di viaggi, mare e vita all’aperto.</p>



<p>Per applicarlo nel modo migliore, è consigliabile vaporizzare il profumo sui punti in cui la pelle è più calda, come polsi, collo e décolleté, evitando però l’eccesso. La fragranza deve lasciare una scia piacevole, non diventare protagonista al posto della persona.</p>



<p>Scegliere il profumo estivo significa quindi scegliere un elemento del proprio stile: un dettaglio invisibile che completa l’immagine, accompagna le emozioni e racconta qualcosa della propria identità.</p>
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		<title>Teen fashion: comfort, vintage e personalità conquistano la Generazione Z</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/teen-fashion-comfort-vintage-e-personalita-conquistano-la-generazione-z/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 12:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[moda teenagers]]></category>
		<category><![CDATA[second hand]]></category>
		<category><![CDATA[stile oversize]]></category>
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					<description><![CDATA[La moda teenager continua a essere uno dei principali laboratori delle tendenze. Se fino a qualche anno fa erano le passerelle a influenzare lo street style, oggi il percorso è [...]]]></description>
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<p>La moda teenager continua a essere uno dei principali laboratori delle tendenze. Se fino a qualche anno fa erano le passerelle a influenzare lo street style, oggi il percorso è spesso inverso: sono i social, le community online e la creatività della Generazione Z e della Generazione Alpha a dettare le regole del gioco.</p>



<p>Per i ragazzi e le ragazze di oggi vestirsi significa raccontare la propria identità, più che seguire un marchio. Comfort, autenticità e personalizzazione sono diventati i tre pilastri del guardaroba giovanile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ritorno dello stile oversize</h3>



<p>Felpe ampie, jeans larghi, pantaloni cargo e t-shirt dalle vestibilità morbide restano tra i capi più desiderati. Lo stile &#8220;oversize&#8221; continua a dominare perché coniuga praticità e libertà di espressione, diventando una base da reinterpretare con accessori e dettagli personali.</p>



<p>Anche sneakers, cappellini, zaini minimal e gioielli essenziali rimangono elementi imprescindibili dei look quotidiani.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vintage e second hand sempre più protagonisti</h3>



<p>L&#8217;acquisto nei negozi dell&#8217;usato, nei mercatini vintage e sulle piattaforme di rivendita è ormai una scelta diffusa tra gli adolescenti. Non si tratta soltanto di risparmio, ma anche della volontà di costruire uno stile unico e più sostenibile.</p>



<p>Indossare capi di seconda mano permette di distinguersi e, allo stesso tempo, di ridurre l&#8217;impatto ambientale della moda veloce.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Colori e personalizzazione</h3>



<p>Accanto ai toni neutri – bianco, nero, grigio e beige – trovano spazio colori vivaci, stampe originali e dettagli che rendono ogni outfit riconoscibile.</p>



<p>Patch, spille, charms, ricami e accessori fai-da-te trasformano capi semplici in pezzi unici. La parola d&#8217;ordine è personalizzare, evitando di apparire tutti uguali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I brand contano, ma non sono tutto</h3>



<p>I grandi marchi continuano ad avere un forte richiamo, soprattutto nel settore delle sneakers e dello sportswear. Tuttavia, tra i teenager cresce l&#8217;attenzione verso piccoli brand indipendenti e realtà emergenti, spesso scoperte attraverso TikTok e Instagram.</p>



<p>L&#8217;importanza del logo lascia sempre più spazio alla capacità di creare un look coerente con la propria personalità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa non convince più</h3>



<p>Tra le tendenze che stanno perdendo terreno figurano i jeans estremamente aderenti, i look troppo costruiti e gli abbinamenti eccessivamente coordinati.</p>



<p>Sempre meno apprezzati anche gli outfit che puntano esclusivamente sull&#8217;ostentazione del marchio. Per molti giovani l&#8217;eccesso di loghi viene percepito come poco originale e distante dal desiderio di esprimere uno stile personale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La moda come linguaggio</h3>



<p>Più che seguire regole rigide, la moda teenager premia la libertà di sperimentare. Vintage e contemporaneo convivono nello stesso guardaroba, mentre sostenibilità, creatività e comfort diventano valori centrali.</p>



<p>Il risultato è una generazione che utilizza l&#8217;abbigliamento come forma di comunicazione, scegliendo capi e accessori non soltanto per apparire, ma per raccontare chi è.</p>
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		<item>
		<title>Estate: le ciabatte da mare diventano protagoniste del look</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-le-ciabatte-da-mare-diventano-protagoniste-del-look/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 12:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[ciabatte da spiaggia]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[infradito]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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<p>Per anni sono state considerate semplici accessori da mare, da indossare solo per raggiungere la battigia. Oggi le ciabatte da spiaggia sono diventate un vero elemento di stile, protagoniste delle collezioni estive di grandi marchi e brand low cost. Comode, pratiche e sempre più curate nel design, accompagnano non solo le giornate al mare, ma anche passeggiate sul lungomare, aperitivi informali e vacanze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal classico infradito alle ciabatte fashion</h2>



<p>L&#8217;offerta è oggi più ampia che mai. Accanto ai tradizionali infradito trovano spazio modelli con fascia larga, suole ergonomiche, platform e versioni minimal ispirate alle passerelle.</p>



<p>Le linee pulite convivono con dettagli glamour come fibbie oversize, finiture metallizzate, texture intrecciate e inserti effetto pelle, senza rinunciare alla praticità richiesta durante la stagione estiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I colori protagonisti dell&#8217;estate</h2>



<p>Le tonalità neutre continuano a dominare grazie alla loro versatilità. Bianco, beige, sabbia e nero restano le scelte preferite da chi desidera un accessorio facilmente abbinabile.</p>



<p>Non mancano però le proposte più vivaci. Azzurro, verde salvia, corallo, giallo limone e fucsia regalano un tocco di personalità agli outfit da spiaggia, mentre le finiture trasparenti e i colori pastello si confermano tra le tendenze più apprezzate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Comfort prima di tutto</h2>



<p>Le nuove collezioni puntano sempre di più sull&#8217;ergonomia. Le suole anatomiche distribuiscono meglio il peso del corpo e garantiscono maggiore comfort anche durante lunghe camminate.</p>



<p>Molti modelli utilizzano materiali leggeri, morbidi e ad asciugatura rapida, caratteristiche fondamentali per chi alterna spiaggia, piscina e passeggiate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cresce l&#8217;attenzione alla sostenibilità</h2>



<p>Anche nel settore delle calzature da mare aumenta l&#8217;utilizzo di materiali riciclati e componenti ottenuti da fonti rinnovabili. Alcuni produttori impiegano plastiche recuperate dagli oceani o gomme riciclate, riducendo l&#8217;impatto ambientale senza compromettere qualità e durata.</p>



<p>Una scelta sempre più apprezzata da consumatori attenti all&#8217;ambiente e all&#8217;economia circolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come abbinarle</h2>



<p>Le ciabatte non si limitano più al costume da bagno. Oggi completano con naturalezza look estivi molto diversi tra loro.</p>



<p>Con un caftano in lino diventano perfette per una giornata al mare; abbinate a shorts e camicia oversize accompagnano una passeggiata sul lungomare; con un abito lungo in cotone possono essere la scelta ideale anche per una serata informale in località turistiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come scegliere il modello giusto</h2>



<p>Prima dell&#8217;acquisto è utile valutare alcuni aspetti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una suola antiscivolo aumenta la sicurezza sulle superfici bagnate;</li>



<li>materiali resistenti all&#8217;acqua salata e al cloro garantiscono una maggiore durata;</li>



<li>una buona calzata evita sfregamenti e fastidi durante l&#8217;utilizzo;</li>



<li>se si cammina a lungo, è preferibile scegliere modelli con plantare anatomico.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Un accessorio che non passa mai di moda</h2>



<p>Le ciabatte da spiaggia hanno ormai superato il ruolo di semplice calzatura funzionale. Sono diventate un complemento di stile capace di unire praticità, comfort e design.</p>



<p>Che si scelga un modello essenziale o una versione più ricercata, rappresentano uno degli accessori irrinunciabili dell&#8217;estate, perfette per affrontare con leggerezza le giornate al mare senza rinunciare al gusto per i dettagli.</p>
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		<item>
		<title>Lino, il tessuto che non può mancare nel guardaroba estivo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lino-il-tessuto-che-non-puo-mancare-nel-guardaroba-estivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 11:16:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[guardaroba estivo]]></category>
		<category><![CDATA[lino]]></category>
		<category><![CDATA[tessuto di lino]]></category>
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<p>C&#8217;è un momento, ogni estate, in cui il guardaroba sembra arrendersi al caldo. Le temperature salgono, i tessuti sintetici diventano insopportabili e vestirsi con stile senza soffrire appare una missione impossibile. È proprio allora che il lino torna protagonista.</p>



<p>Naturale, leggero e traspirante, questo antico tessuto continua a essere il migliore alleato contro l&#8217;afa. Non è un caso che, anno dopo anno, stilisti e grandi marchi lo riportino al centro delle collezioni estive, reinterpretandolo in chiave contemporanea senza mai tradirne l&#8217;essenza.</p>



<p>La forza del lino risiede nella sua semplicità. Realizzato a partire dalle fibre della pianta del lino, è in grado di assorbire l&#8217;umidità e favorire la circolazione dell&#8217;aria, regalando una sensazione di freschezza che pochi altri materiali possono offrire. Una caratteristica che lo rende perfetto non solo per le giornate al mare, ma anche per il lavoro, il tempo libero e le occasioni più eleganti.</p>



<p>Negli ultimi anni il lino ha superato definitivamente l&#8217;etichetta di tessuto esclusivamente vacanziero. Oggi lo troviamo in completi sartoriali, abiti lunghi, camicie oversize, pantaloni palazzo e persino in accessori e calzature. Le tonalità naturali – dal beige al sabbia, passando per l&#8217;avorio e il bianco ottico – restano le più amate, ma non mancano proposte dai colori vivaci come verde salvia, azzurro polvere, terracotta e giallo sole.</p>



<p>E poi c&#8217;è la sua caratteristica più discussa: le pieghe. Per molti rappresentano un difetto, ma nel mondo della moda sono ormai considerate parte integrante del suo fascino. Quel leggero effetto stropicciato racconta una naturalezza ricercata, un&#8217;eleganza rilassata che si sposa perfettamente con lo spirito dell&#8217;estate mediterranea.</p>



<p>Per costruire un guardaroba estivo versatile bastano pochi capi in lino scelti con attenzione. Una camicia bianca da indossare aperta sul costume o con un pantalone sartoriale, un abito chemisier per il giorno e la sera, un paio di pantaloni ampi e una giacca destrutturata sono investimenti destinati a durare nel tempo, oltre le mode del momento.</p>



<p>Anche dal punto di vista della sostenibilità, il lino continua a conquistare consensi. La sua coltivazione richiede generalmente meno acqua rispetto ad altre fibre tessili e la sua lunga durata lo rende una scelta sempre più apprezzata da chi desidera acquistare meno ma meglio.</p>



<p>In un&#8217;estate dominata dalla ricerca del comfort, il lino si conferma dunque molto più di una semplice tendenza. È un classico intramontabile che riesce a coniugare praticità, eleganza e attenzione all&#8217;ambiente. Il tessuto che, stagione dopo stagione, continua a salvare ogni guardaroba estivo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Camicie estive, leggerezza e stile: quali scegliere e come indossarle per affrontare il caldo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/camicie-estive-leggerezza-e-stile-quali-scegliere-e-come-indossarle-per-affrontare-il-caldo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 13:04:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento estivo]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando arrivano le alte temperature, la camicia resta uno dei capi più versatili del guardaroba estivo. Elegante, pratica e adatta a molte occasioni, può diventare la soluzione ideale per vestirsi [...]]]></description>
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<p>Quando arrivano le alte temperature, la camicia resta uno dei capi più versatili del guardaroba estivo. Elegante, pratica e adatta a molte occasioni, può diventare la soluzione ideale per vestirsi con stile senza rinunciare alla freschezza. La scelta dei tessuti e il modo di indossarla fanno però la differenza.</p>



<p>Il primo criterio è puntare su materiali naturali e traspiranti. Le camicie in <strong>lino</strong> sono tra le più amate dell&#8217;estate: leggere, capaci di favorire la circolazione dell&#8217;aria e con quell&#8217;effetto leggermente stropicciato che è ormai diventato parte del loro fascino. Il lino si abbina bene sia a look informali sia a proposte più raffinate, dalla spiaggia alla cena serale.</p>



<p>Un&#8217;altra scelta vincente è il <strong>cotone leggero</strong>, soprattutto nelle versioni in popeline, garza o tessuti morbidi a trama aperta. Piace perché assorbe l&#8217;umidità e offre comfort anche nelle giornate più calde. Per chi cerca un&#8217;alternativa elegante, anche le fibre miste con materiali naturali possono garantire maggiore praticità e una minore tendenza a sgualcirsi.</p>



<p>Tra i modelli più indicati per l&#8217;estate ci sono le camicie <strong>over o dalla vestibilità morbida</strong>, che lasciano spazio al movimento e permettono una maggiore ventilazione. La camicia aderente, invece, rischia di risultare meno confortevole nelle ore più calde.</p>



<p>Per quanto riguarda i colori, la stagione privilegia tonalità chiare e luminose: bianco, beige, sabbia, azzurro e colori pastello aiutano a riflettere maggiormente la luce del sole. Non mancano però fantasie come righe, microstampe e motivi tropicali, perfetti per il tempo libero.</p>



<p>Come indossarla? Una delle formule più semplici è la camicia di lino aperta sopra una t-shirt o un top, abbinata a pantaloni in cotone, bermuda o gonne leggere. Un&#8217;altra soluzione molto amata è portarla direttamente sulla pelle, con qualche bottone lasciato aperto per un effetto più rilassato.</p>



<p>Per un look da ufficio estivo funziona la camicia chiara abbinata a pantaloni ampi in tessuti freschi o a una gonna midi, completando il tutto con accessori essenziali. La sera, invece, il modello in lino o cotone pregiato può diventare protagonista con pantaloni palazzo, sandali eleganti o mocassini.</p>



<p>Anche il modo di arrotolare le maniche può cambiare lo stile: la manica leggermente rimboccata dà un aspetto più dinamico e casual, mentre una linea più ordinata mantiene un&#8217;immagine professionale.</p>



<p>Gli esperti di moda consigliano infine di non scegliere soltanto in base all&#8217;estetica, ma anche alla qualità della lavorazione: cuciture resistenti, tessuti certificati e una buona vestibilità rendono la camicia un investimento destinato a durare più stagioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Costume intero o bikini? Come scegliere il modello giusto per l&#8217;estate 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/costume-intero-o-bikini-come-scegliere-il-modello-giusto-per-lestate-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[beachwear]]></category>
		<category><![CDATA[bikini]]></category>
		<category><![CDATA[costume intero]]></category>
		<category><![CDATA[estate 2026]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
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<p>L&#8217;estate è entrata nel vivo e con lei è arrivato il momento di scegliere il costume da bagno. Un acquisto che spesso genera dubbi e incertezze, ma che può diventare molto più semplice se si parte da un principio fondamentale: il costume perfetto non è quello che segue le tendenze del momento, ma quello che valorizza la propria fisicità e fa sentire a proprio agio.</p>



<p>Anche per l&#8217;estate 2026 le passerelle e le collezioni dei principali brand confermano il ritorno di modelli pensati per esaltare forme e personalità diverse, con una maggiore attenzione al comfort e alla vestibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intero o bikini? La scelta parte dalla silhouette</h2>



<p>Il costume intero continua a essere uno dei protagonisti della stagione. Lontano dall&#8217;essere considerato una scelta &#8220;classica&#8221;, oggi viene proposto con scollature profonde, tagli strategici e dettagli moda che lo rendono adatto sia alla spiaggia sia agli aperitivi sul lungomare.</p>



<p>Chi desidera valorizzare il punto vita può orientarsi verso modelli con cinture, arricciature o giochi di colore che creano un effetto ottico armonioso. I bikini restano invece la scelta preferita da chi cerca libertà di movimento e desidera personalizzare l&#8217;abbinamento tra reggiseno e slip.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I colori che fanno la differenza</h2>



<p>Le tonalità scure tendono a creare un effetto visivo più essenziale e lineare, mentre colori vivaci e fantasie attirano l&#8217;attenzione e valorizzano specifiche aree del corpo.</p>



<p>Tra le tendenze dell&#8217;estate spiccano il blu mare, il verde smeraldo, il corallo, il terracotta e le stampe ispirate alla natura mediterranea. Non mancano i grandi classici come il nero e il bianco, che continuano a rappresentare una scelta elegante e senza tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione ai dettagli</h2>



<p>Spalline regolabili, tessuti contenitivi, coppe estraibili e cuciture di qualità possono fare una differenza importante nella vestibilità. Sempre più marchi stanno inoltre proponendo collezioni inclusive, con taglie più ampie e modelli progettati per adattarsi a diverse conformazioni fisiche.</p>



<p>Anche la sostenibilità sta diventando un criterio di scelta sempre più diffuso. Molti costumi vengono oggi realizzati con fibre riciclate provenienti dal recupero di plastica e reti da pesca dismesse, con l&#8217;obiettivo di ridurre l&#8217;impatto ambientale del settore moda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La regola più importante</h2>



<p>Al di là delle tendenze, degli influencer e delle mode stagionali, la vera regola resta una sola: scegliere un costume che faccia sentire bene chi lo indossa.</p>



<p>La sicurezza in sé stessi, infatti, rimane l&#8217;accessorio più importante da portare in spiaggia. E il costume giusto è semplicemente quello che permette di vivere il mare, il sole e le vacanze con naturalezza e comfort.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Med Italy 2026: Napoli capitale della moda, in mostra 100 collezioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/med-italy-2026-napoli-capitale-della-moda-in-mostra-100-collezioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:25:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Al via domenica 14 giugno, sino al16 giugno 2026, la quarta edizione di&#160;MED Italy, il salone internazionale dedicato alla moda, agli abiti da cerimonia, al prêt-à-porter, alle calzature e agli [...]]]></description>
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<p>Al via domenica 14 giugno, sino al16 giugno 2026, la quarta edizione di&nbsp;<strong>MED Italy</strong>, il salone internazionale dedicato alla moda, agli abiti da cerimonia, al prêt-à-porter, alle calzature e agli accessori. L’evento, organizzato da&nbsp;<strong>Confesercenti Campania&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;Fismo</strong>, si terrà presso la&nbsp;Mostra d’Oltremare di Napoli&nbsp;(padiglioni 5 e 6, viale Kennedy 54)&nbsp;e si propone come piattaforma di incontro tra creatività, artigianalità, innovazione e business, con l’obiettivo di valorizzare il Made in Italy e favorire l&#8217;internazionalizzazione delle imprese del settore fashion,&nbsp;offrendo una panoramica completa delle tendenze che caratterizzeranno la stagione 2027.&nbsp;<br>Dopo Palermo, sotto i riflettori per il matrimonio di Dua Lipa, Napoli è dunque capitale della moda per tre giorni e hub strategico del comparto cerimonia e fashion, con un ruolo centrale nel mercato del Sud Italia, dal momento che rappresenta il&nbsp;70% delle vendite di abiti da cerimonia&nbsp;per il Meridione.<br><br>Oltre all’esposizione,&nbsp;<strong>MED Italy</strong>&nbsp;<strong>2026</strong>&nbsp;proporrà un programma di incontri e approfondimenti dedicati a temi strategici per il settore, tra cui turismo, internazionalizzazione (con incontri dedicati alle opportunità offerte dai mercati esteri), innovazione, sostenibilità e competitività delle imprese.<br><br>Il taglio del nastro è in programma&nbsp;domenica alle ore&nbsp;10, a seguire si terrà il convegno&nbsp;<strong><em>“Fashion Destination” (Moda, turismo e internazionalizzazione),</em></strong>&nbsp;con gli interventi del&nbsp;<strong><em>Presidente di Confesercenti Campania&nbsp;</em>Vincenzo Schiavo</strong>, del&nbsp;<strong><em>Presidente della Camera di Commercio</em></strong>&nbsp;<strong>Ciro Fiola</strong>&nbsp;e degli&nbsp;<strong><em>Assessori al turismo (Regione Campania e Comune di Napoli)</em></strong>&nbsp;<strong>Vincenzo Maraio</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Teresa Armato.</strong><br>Lunedì invece alle ore 10.30&nbsp;<strong>Workshop SSIP</strong>&nbsp;sulle “Frontiere del manifatturiero Made in Italy tra tradizione e innovazione” (con gli esperti Claudia Fiorio, Giovanni D’Onofrio e Filomena Sannino ) e alle 15.30 il convegno&nbsp;<strong><em>“Internazionalizzazione, Export e Competitività delle Imprese)</em></strong>, con gli interventi di&nbsp;<strong>Vincenzo Schiavo, Marco Cantalamessa</strong>&nbsp;(Simest),&nbsp;<strong>Giovanni Colucci</strong>&nbsp;(Presidente Fismo Campania). Modererà l’incontro l’on.<strong>Gabriella Carlucci</strong>, imprenditrice nel settore Moda.<br><br>Tra i principali obiettivi di&nbsp;<strong>MED Italy 2026</strong>&nbsp;figurano la promozione delle nuove collezioni, il lancio di marchi emergenti (con il progetto&nbsp;Med Talents, che mette in contatto scuole di moda, designer emergenti e aziende del settore) la creazione di opportunità commerciali internazionali e il rafforzamento delle relazioni tra aziende e buyer.</p>
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		<title>Stile mediterraneo e comfort: zeppe protagoniste dell’estate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/stile-mediterraneo-e-comfort-zeppe-protagoniste-dellestate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 10:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda estate 2026]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe must have]]></category>
		<category><![CDATA[zeppe]]></category>
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					<description><![CDATA[Comode, versatili e capaci di slanciare la figura senza rinunciare al comfort. Le zeppe si confermano tra le scarpe più amate della stagione e tornano a occupare un posto da [...]]]></description>
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<p>Comode, versatili e capaci di slanciare la figura senza rinunciare al comfort. Le zeppe si confermano tra le scarpe più amate della stagione e tornano a occupare un posto da protagoniste nelle collezioni primavera-estate dei principali marchi della moda.</p>



<p>Dopo anni dominati da sneakers e sandali minimalisti, le zeppe stanno vivendo una nuova stagione di successo, reinterpretate in chiave contemporanea attraverso materiali naturali, linee essenziali e dettagli artigianali che le rendono adatte a ogni occasione, dalla passeggiata sul lungomare all&#8217;aperitivo serale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno di un grande classico</h2>



<p>Nate per coniugare eleganza e praticità, le zeppe hanno attraversato decenni di storia della moda senza mai scomparire davvero. Oggi tornano sotto i riflettori grazie a una tendenza che premia il comfort e la funzionalità senza sacrificare lo stile.</p>



<p>Le nuove versioni puntano su suole leggere, fasce in pelle morbida, intrecci in rafia e colori neutri che si abbinano facilmente ai look estivi. Accanto ai modelli più classici trovano spazio proposte moderne con platform importanti, dettagli metallici e finiture artigianali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché piacciono così tanto</h2>



<p>Il segreto del successo delle zeppe è semplice: permettono di guadagnare qualche centimetro mantenendo una maggiore stabilità rispetto ai tradizionali tacchi alti.</p>



<p>La distribuzione uniforme del peso sul piede offre infatti una sensazione di comfort che le rende adatte anche a chi trascorre molte ore in piedi o cammina a lungo. Un aspetto particolarmente apprezzato durante la stagione estiva, quando eventi all&#8217;aperto, passeggiate e vacanze richiedono calzature pratiche ma curate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come abbinarle</h2>



<p>Le zeppe si confermano uno degli accessori più versatili del guardaroba femminile.</p>



<p>Con un abito lungo floreale evocano immediatamente atmosfere mediterranee e vacanziere. Abbinate a pantaloni in lino e camicia oversize diventano perfette per un look casual chic. Con gonne midi e completi coordinati permettono invece di creare outfit raffinati adatti anche a contesti più formali.</p>



<p>Le versioni in corda e rafia continuano a dominare le tendenze estive, mentre i modelli in pelle liscia si prestano a un utilizzo più trasversale, dal giorno alla sera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fascino dello stile mediterraneo</h2>



<p>Non è un caso che le zeppe siano particolarmente apprezzate nelle località costiere e nei borghi del Sud Italia. I materiali naturali, le lavorazioni artigianali e l&#8217;estetica rilassata richiamano uno stile di vita legato alla bella stagione, alle passeggiate nei centri storici e alle serate all&#8217;aperto.</p>



<p>La loro capacità di unire eleganza informale e praticità le rende una scelta ideale per chi cerca un accessorio di tendenza senza rinunciare alla comodità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una tendenza destinata a durare</h2>



<p>Se molte mode nascono e scompaiono nel giro di una stagione, il ritorno delle zeppe sembra avere basi più solide. La crescente attenzione verso il comfort, la qualità dei materiali e la versatilità degli accessori sta infatti premiando modelli capaci di accompagnare le donne in diversi momenti della giornata.</p>



<p>Per l&#8217;estate 2026, le zeppe non sono soltanto una tendenza: sono diventate un vero e proprio must-have del guardaroba, capaci di coniugare stile, praticità e spirito vacanziero in un&#8217;unica calzatura.</p>



<p></p>
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		<title>“Scuola Viva”, a Campagna l’Istituto “Teresa Confalonieri” chiude il progetto “Hand made”: oltre 100 studenti tra laboratorio, digitale e territorio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scuola-viva-a-campagna-listituto-teresa-confalonieri-chiude-il-progetto-hand-made-oltre-100-studenti-tra-laboratorio-digitale-e-territ/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
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					<description><![CDATA[Il programma regionale “Scuola Viva”, promosso dalla Regione Campania e volto a incentivare percorsi di cultura e apprendimento basati sulla relazione tra scuola, territorio, imprese e cittadini, è giunto alla [...]]]></description>
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<p>Il programma regionale “Scuola Viva”, promosso dalla Regione Campania e volto a incentivare percorsi di cultura e apprendimento basati sulla relazione tra scuola, territorio, imprese e cittadini, è giunto alla fase finale con la conclusione di diverse attività progettuali nelle scuole del territorio.</p>



<p>Il 5 giugno, dalle ore 10:00, l’Istituto di Istruzione Superiore “Teresa Confalonieri” di Campagna, nella sede di località San Vito, ha concluso con una manifestazione il progetto d’istituto “HAND MADE, fatto a mano” (II edizione), realizzato nell’ambito del programma regionale.</p>



<p>Dopo i saluti del dirigente scolastico, prof. Gianpiero Cerone, sono stati presentati i risultati raggiunti dagli oltre 100 studenti coinvolti nei sei moduli del progetto, articolati in percorsi differenti: “Unico: progetto, creo, personalizzo”, “Digital Handmade – Artigianato creativo digitale”, “Eccellenze agroalimentari”, “La cura del verde”, “Il benessere nello sport” e “Personal branding e curriculum”.</p>



<p>Tutti i moduli sono stati calibrati sulle specificità dei diversi indirizzi di studio, liceali e professionali, dell’istituto.</p>



<p>Il progetto ha avuto un’impostazione spiccatamente laboratoriale, con attività pensate per stimolare creatività, motivazione allo studio e capacità di lavorare in gruppo attraverso metodologie innovative e inclusive. Gli studenti hanno acquisito competenze pratiche nella progettazione artigianale, nella stampa 3D, nella valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del territorio e delle relative filiere produttive, nella cura del verde urbano, nella promozione del benessere psicofisico attraverso lo sport e nelle tecniche di autopresentazione e autopromozione anche attraverso l’uso consapevole degli strumenti digitali e dei social media.</p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata al rafforzamento dell’autonomia operativa e della consapevolezza delle proprie capacità personali e professionali. Le attività di cooperative learning, peer education e didattica laboratoriale hanno favorito inclusione e partecipazione, contribuendo anche alla prevenzione della dispersione scolastica e del disagio giovanile.</p>



<p>Soddisfazione è stata espressa dal dirigente scolastico, prof. Gianpiero Cerone, che ha sottolineato come “con Scuola Viva Campania, ‘HAND MADE, fatto a mano’ rinnova la vocazione della Regione a promuovere un’idea di scuola fortemente legata al territorio e alla dimensione laboratoriale”. Cerone ha inoltre evidenziato la coerenza del progetto con l’identità dell’istituto, caratterizzato da indirizzi liceali e professionali che valorizzano “il sapere e il saper fare”.</p>
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		<title>Gonna corta dopo i 40: perché la moda dice addio agli stereotipi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gonna-corta-dopo-i-40-perche-la-moda-dice-addio-agli-stereotipi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[gonna corta]]></category>
		<category><![CDATA[over 40]]></category>
		<category><![CDATA[regole della moda]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è un&#8217;età oltre la quale una donna dovrebbe smettere di indossare la gonna corta? La risposta della moda contemporanea è semplice: no. Eppure il dibattito continua a riaffacciarsi ogni stagione, [...]]]></description>
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<p>C&#8217;è un&#8217;età oltre la quale una donna dovrebbe smettere di indossare la gonna corta? La risposta della moda contemporanea è semplice: no. Eppure il dibattito continua a riaffacciarsi ogni stagione, alimentato da stereotipi duri a morire e da regole non scritte che associano alcuni capi d&#8217;abbigliamento esclusivamente alla giovinezza.</p>



<p>Negli ultimi anni, però, passerelle, street style e social network hanno contribuito a cambiare prospettiva. La vera discriminante non è più l&#8217;età anagrafica, ma il modo in cui un capo viene interpretato e inserito nel proprio stile personale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mito dell&#8217;età da nascondere</h2>



<p>Per decenni alle donne over 40 è stato suggerito di &#8220;coprirsi di più&#8221;, come se il passare del tempo imponesse automaticamente una rinuncia a determinati capi. Una convinzione che oggi appare sempre più superata.</p>



<p>La moda contemporanea parla infatti di valorizzazione e non di censura. Una gonna sopra il ginocchio può risultare elegante, raffinata e perfettamente adatta a una donna matura, soprattutto quando viene abbinata a blazer strutturati, camicie morbide, maglie essenziali o accessori ricercati.</p>



<p>L&#8217;obiettivo non è sembrare più giovani, ma esprimere la propria personalità attraverso l&#8217;abbigliamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gambe da valorizzare, non da giudicare</h2>



<p>Uno degli aspetti che più influenzano la scelta della gonna corta riguarda il rapporto con il proprio corpo. Molte donne over 40 possiedono gambe toniche e armoniose che rappresentano un punto di forza della loro figura.</p>



<p>La lunghezza sopra il ginocchio può contribuire a slanciare la silhouette e a creare proporzioni equilibrate, soprattutto se associata a scarpe dal design essenziale o a sandali che allungano visivamente la linea della gamba.</p>



<p>La domanda non dovrebbe essere &#8220;ho l&#8217;età per indossarla?&#8221;, ma piuttosto &#8220;mi sento bene con questo capo?&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Eleganza e lunghezza non sono sinonimi</h2>



<p>Un altro luogo comune da sfatare riguarda l&#8217;associazione automatica tra gonne lunghe ed eleganza. In realtà l&#8217;eleganza nasce dall&#8217;equilibrio complessivo dell&#8217;outfit.</p>



<p>Una minigonna abbinata con misura può risultare molto più sofisticata di una gonna lunga scelta senza attenzione alle proporzioni. Tessuti di qualità, tagli puliti e abbinamenti coerenti fanno la differenza molto più di qualche centimetro in più o in meno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tendenze dell&#8217;estate</h2>



<p>Per la stagione estiva le collezioni propongono gonne corte in lino, cotone leggero e denim morbido, spesso caratterizzate da linee essenziali e colori neutri. Tra le più apprezzate figurano i modelli a trapezio, quelli leggermente svasati e le versioni sartoriali, capaci di adattarsi sia a contesti informali sia a occasioni più eleganti.</p>



<p>La parola d&#8217;ordine è versatilità: un unico capo può accompagnare una giornata di lavoro, un aperitivo o una serata estiva semplicemente cambiando accessori e calzature.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vera tendenza è la libertà</h2>



<p>Se c&#8217;è una lezione che la moda sembra aver imparato negli ultimi anni è che lo stile non ha scadenza. Le regole basate esclusivamente sull&#8217;età stanno lasciando spazio a un approccio più inclusivo e personale.</p>



<p>La gonna corta dopo i 40 anni non è una sfida alle convenzioni, ma semplicemente una scelta di stile. E forse il vero lusso contemporaneo è proprio questo: vestirsi seguendo il proprio gusto, senza lasciarsi condizionare da miti ormai fuori moda.</p>
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		<title>Estate, i pantaloni che non possono mancare nel guardaroba di un uomo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-i-pantaloni-che-non-possono-mancare-nel-guardaroba-di-un-uomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 11:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[guardaroba uomo]]></category>
		<category><![CDATA[pantaloni]]></category>
		<category><![CDATA[tessuti estivi]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando arriva l’estate, il guardaroba maschile cambia ritmo. I tessuti diventano più leggeri, le linee più morbide e anche i pantaloni assumono un ruolo centrale nel definire uno stile pratico [...]]]></description>
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<p>Quando arriva l’estate, il guardaroba maschile cambia ritmo. I tessuti diventano più leggeri, le linee più morbide e anche i pantaloni assumono un ruolo centrale nel definire uno stile pratico ma curato. Non basta infatti scegliere capi freschi: oggi l’uomo cerca versatilità, comfort e personalità, senza rinunciare all’eleganza informale che caratterizza la bella stagione.</p>



<p>Ecco i modelli di pantaloni che non dovrebbero mancare nel guardaroba maschile estivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il pantalone in lino: il re dell’estate</h2>



<p>È il grande classico della stagione calda. Fresco, leggero e naturalmente elegante, il pantalone in lino resta un passepartout perfetto sia per il tempo libero che per occasioni più raffinate.</p>



<p>Le tonalità naturali — beige, sabbia, bianco, corda e azzurro polvere — dominano le collezioni estive, soprattutto nei tagli morbidi e rilassati. Da abbinare a camicie leggere o polo minimaliste, rappresenta la sintesi ideale tra comodità e stile mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chino leggeri: versatilità quotidiana</h2>



<p>I chino estivi continuano a essere una delle scelte più intelligenti del guardaroba uomo. Più informali del pantalone sartoriale ma più curati rispetto al denim, si adattano facilmente a contesti diversi: ufficio, aperitivo, viaggio o weekend.</p>



<p>Per l’estate vincono i modelli in cotone stretch leggero, preferibilmente nei colori chiari come verde salvia, ghiaccio, tortora o blu polvere. Il taglio slim morbido resta il più versatile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cargo rivisitati: praticità e stile urbano</h2>



<p>Il cargo ha superato da tempo l’immagine puramente utility. Le versioni contemporanee puntano su linee più pulite, tasche meno ingombranti e tessuti tecnici leggeri, ideali per la stagione estiva.</p>



<p>Perfetti per uno stile casual urbano, i cargo estivi si indossano con sneakers minimal e t-shirt essenziali, mantenendo un look rilassato ma attuale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pantaloni sartoriali morbidi: eleganza rilassata</h2>



<p>La moda uomo degli ultimi anni ha riportato al centro il pantalone sartoriale dal fit più fluido. Vita leggermente alta, pince morbide e tessuti freschi permettono di costruire outfit sofisticati senza rigidità.</p>



<p>Sono la scelta ideale per cerimonie estive, eventi serali o cene all’aperto, soprattutto se abbinati a mocassini leggeri e camicie destrutturate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Denim leggero: il jeans estivo esiste</h2>



<p>Anche il jeans trova spazio nel guardaroba estivo, purché venga scelto nel tessuto giusto. I modelli lightweight, in denim sottile e traspirante, permettono di mantenere il fascino intramontabile del jeans senza soffrire il caldo.</p>



<p>Meglio puntare su lavaggi chiari o medi e su vestibilità dritte o relaxed, più adatte alla stagione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno dei pantaloni tecnici</h2>



<p>Tra le tendenze più forti dell’estate ci sono anche i pantaloni tecnici, pensati per unire performance e stile. Tessuti anti piega, materiali traspiranti e linee essenziali li rendono perfetti per chi viaggia molto o cerca praticità nella vita quotidiana.</p>



<p>Minimalisti e contemporanei, rappresentano una delle evoluzioni più interessanti della moda uomo attuale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Comfort e identità: la moda uomo cambia approccio</h2>



<p>Più che seguire rigidamente le tendenze, oggi il guardaroba maschile estivo punta a costruire un equilibrio tra comfort, qualità dei materiali e identità personale. I pantaloni diventano così un elemento chiave per interpretare uno stile versatile, leggero e adatto ai diversi momenti della giornata. Perché vestirsi bene in estate non significa soltanto affrontare il caldo, ma riuscire a farlo con naturalezza.</p>
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		<item>
		<title>Running shoes: come scegliere le scarpe giuste tra comfort e stile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/running-shoes-come-scegliere-le-scarpe-giuste-tra-comfort-e-stile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 10:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[running shoes]]></category>
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					<description><![CDATA[Scegliere una scarpa da running non significa soltanto trovare un modello esteticamente gradevole o seguire la tendenza del momento. La scarpa giusta può migliorare il comfort durante la corsa, aiutare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Scegliere una scarpa da running non significa soltanto trovare un modello esteticamente gradevole o seguire la tendenza del momento. La scarpa giusta può migliorare il comfort durante la corsa, aiutare la postura e ridurre il rischio di fastidi o infortuni. Un tema che negli ultimi anni ha conquistato anche il mondo lifestyle e moda, dove le running shoes sono diventate protagoniste sia dell’attività sportiva sia degli outfit quotidiani.</p>



<p>Il primo elemento da considerare è il tipo di utilizzo. Chi corre occasionalmente sul lungomare o in città ha esigenze diverse rispetto a chi prepara gare o affronta allenamenti frequenti. Per un uso quotidiano servono generalmente scarpe ammortizzate e versatili, mentre per allenamenti intensi o competizioni si preferiscono modelli più reattivi e leggeri.</p>



<p>Fondamentale è anche l’appoggio del piede. Esistono runner che tendono a pronare maggiormente – cioè ad appoggiare il peso verso l’interno – e altri con appoggio più neutro. Una valutazione in negozi specializzati o tramite analisi dell’appoggio può aiutare a individuare la struttura più adatta, evitando acquisti basati esclusivamente sul design.</p>



<p>Altro aspetto spesso sottovalutato è la misura. Nelle scarpe da running è consigliabile lasciare qualche millimetro di spazio in punta, perché durante la corsa il piede tende ad allargarsi e gonfiarsi leggermente. Una scarpa troppo stretta può causare fastidi, mentre una troppo larga rischia di compromettere stabilità e comfort.</p>



<p>Anche il terreno incide sulla scelta. Per asfalto e percorsi urbani si prediligono suole più morbide e ammortizzate; chi invece corre su sterrati o sentieri dovrebbe orientarsi verso modelli trail con maggiore grip e protezione.</p>



<p>Negli ultimi anni il settore ha inoltre visto crescere l’attenzione verso materiali tecnici e sostenibilità. Molti brand stanno introducendo tessuti riciclati, tomaie traspiranti e tecnologie pensate per migliorare la durata delle calzature senza rinunciare allo stile.</p>



<p>Le running shoes, infatti, non sono più soltanto un accessorio sportivo. Sempre più spesso vengono abbinate a jeans, completi casual e look urbani, diventando un elemento chiave della moda contemporanea. Comfort e stile oggi viaggiano insieme, ma nella scelta resta centrale una regola semplice: la scarpa perfetta è quella che si adatta al proprio piede e al proprio modo di muoversi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il tubino nero, il capo intramontabile che non conosce stagioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-tubino-nero-il-capo-intramontabile-che-non-conosce-stagioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 12:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[tubino nero]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un capo che attraversa le epoche, resiste alle tendenze e continua a rappresentare l’essenza stessa dell’eleganza femminile: il tubino nero. Essenziale, raffinato e incredibilmente versatile, il celebre “little black [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’è un capo che attraversa le epoche, resiste alle tendenze e continua a rappresentare l’essenza stessa dell’eleganza femminile: il tubino nero. Essenziale, raffinato e incredibilmente versatile, il celebre “little black dress” resta ancora oggi uno degli elementi imprescindibili del guardaroba, capace di adattarsi con naturalezza a stili, occasioni ed età diverse.</p>



<p>La sua storia affonda le radici nel Novecento, quando Coco Chanel rivoluzionò il concetto di eleganza femminile proponendo un abito semplice, lineare e accessibile, lontano dagli eccessi della moda dell’epoca. Da allora il tubino nero è diventato simbolo di classe assoluta, consacrato definitivamente da icone del cinema e dello stile come Audrey Hepburn nel film Breakfast at Tiffany&#8217;s.</p>



<p>Il segreto del suo successo sta proprio nella capacità di trasformarsi. Con un blazer e accessori minimal diventa perfetto per il lavoro; con tacchi alti e gioielli si trasforma in un look sofisticato da sera; indossato con sneakers o sandali flat riesce persino a interpretare uno stile più contemporaneo e quotidiano. Pochi capi riescono a garantire la stessa combinazione di semplicità e personalità.</p>



<p>Negli ultimi anni la moda ha reinterpretato il tubino nero in molteplici versioni: aderente o morbido, lungo oppure corto, con tagli geometrici, dettagli trasparenti o tessuti sostenibili. Ma il principio resta invariato: valorizzare la figura senza eccessi, affidandosi alla forza di linee pulite e all’intramontabile fascino del nero.</p>



<p>Anche le nuove generazioni sembrano riscoprirne il valore. In un’epoca dominata dal fast fashion e dai trend veloci, il tubino nero rappresenta una scelta intelligente e duratura, un investimento di stile che supera le stagioni e riduce il bisogno di continui acquisti impulsivi. Non a caso molti esperti di moda lo considerano uno dei capi fondamentali del guardaroba “capsule”, basato su pochi elementi essenziali ma facilmente abbinabili.</p>



<p>La sua forza è quella di non dover mai stupire a tutti i costi. Il tubino nero non segue la moda: la attraversa. E forse è proprio questa la vera definizione di eleganza senza tempo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Moda uomo, la cintura torna protagonista: il dettaglio che fa la differenza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moda-uomo-la-cintura-torna-protagonista-il-dettaglio-che-fa-la-differenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 11:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[cintura]]></category>
		<category><![CDATA[moda uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’abbigliamento maschile i dettagli non sono mai semplici accessori: spesso sono ciò che definisce davvero lo stile. Tra questi, la cintura occupa un ruolo particolare, a metà tra funzione e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nell’abbigliamento maschile i dettagli non sono mai semplici accessori: spesso sono ciò che definisce davvero lo stile. Tra questi, la cintura occupa un ruolo particolare, a metà tra funzione e identità estetica. Non è solo un elemento pratico che “tiene su i pantaloni”, ma un segno silenzioso che racconta gusto, attenzione e coerenza dell’outfit.</p>



<p>Negli ultimi anni la moda uomo ha progressivamente spostato l’attenzione dai capi più evidenti ai particolari. E la cintura è tornata protagonista proprio in questa logica: non più nascosta, ma esibita come elemento di equilibrio visivo. Che si tratti di un completo formale o di un look più casual, la scelta della cintura può cambiare la percezione dell’intero abbinamento.</p>



<p>Nel contesto formale, la regola resta quella della coerenza. Pelle liscia, fibbia discreta, colori classici come nero o marrone: la cintura dialoga con le scarpe e completa il look senza interromperlo. È un linguaggio sobrio, dove ogni dettaglio deve essere calibrato. Un abito ben costruito perde armonia se accompagnato da una cintura fuori contesto, troppo sportiva o eccessivamente appariscente.</p>



<p>Nel casual, invece, la cintura diventa più libera e narrativa. Tessuti intrecciati, materiali tecnici, fibbie più evidenti o design contemporanei permettono di esprimere personalità. In questo caso non si tratta più solo di coordinamento, ma di carattere: una cintura può alleggerire un outfit troppo rigido o, al contrario, dare struttura a un look semplice.</p>



<p>C’è poi un aspetto spesso sottovalutato: la proporzione. Una cintura troppo larga o troppo sottile rispetto alla fisicità e al tipo di pantalone può alterare l’equilibrio complessivo dell’immagine. Anche la posizione ha un ruolo: portarla correttamente in vita o sui fianchi cambia la percezione delle linee del corpo e dello stile generale.</p>



<p>La tendenza attuale nella moda uomo va verso una maggiore consapevolezza dei dettagli. Non si tratta più di accumulare elementi di stile, ma di scegliere quelli giusti. E in questo equilibrio la cintura si conferma un accessorio chiave: discreta, ma mai irrilevante.</p>



<p>In un’epoca in cui l’abbigliamento maschile oscilla tra minimalismo e ricerca di identità, proprio i dettagli fanno la differenza. E la cintura, nella sua semplicità, continua a essere uno degli indicatori più immediati di stile personale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Due PMI della Campania protagoniste su Rai 1 in Linea Verde Discovery insieme ad Amazon</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/due-pmi-della-campania-protagoniste-su-rai-1-in-linea-verde-discovery-insieme-ad-amazon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 12:51:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[federico quaranta]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Nicandra]]></category>
		<category><![CDATA[Pantart]]></category>
		<category><![CDATA[pmi campania]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
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					<description><![CDATA[Riparte per il quarto anno consecutivo “Linea Verde Discovery &#8211; Fatto in Italia”, il progetto televisivo di Rai Pubblicità&#160;realizzato in collaborazione con Amazon, che racconta l’Italia attraverso le sue eccellenze [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Riparte per il quarto anno consecutivo <strong>“Linea Verde Discovery &#8211; Fatto in Italia”</strong>, il progetto televisivo di <strong>Rai Pubblicità</strong>&nbsp;realizzato in collaborazione con <strong>Amazon</strong>, che racconta l’Italia attraverso le sue eccellenze produttive, i territori e le storie di impresa. Dal 9 al 30 maggio 2026, ogni sabato alle ore 12:00 su Rai 1, <strong>Federico Quaranta</strong>&nbsp;accompagnerà i telespettatori in un viaggio di quattro tappe tra <strong>Campania</strong>, <strong>Puglia</strong>, <strong>Marche</strong>&nbsp;e <strong>Sicilia</strong>, alla scoperta di tradizioni, paesaggi e filiere produttive che rendono unico il Made in Italy.</p>



<p>La collaborazione si inserisce tra le attività di promozione delle eccellenze italiane in occasione dei <strong>Made in Italy Days </strong>di Amazon, una speciale finestra promozionale dedicata a un&#8217;ampia selezione di prodotti di migliaia di piccole e medie imprese (PMI) e dei marchi italiani più famosi, disponibile sul negozio online <strong>dal 13 al 19 maggio</strong>, in collaborazione con Agenzia ICE.</p>



<p>Il percorso lungo il Centro e Sud Italia svelerà al pubblico la storia di <strong>8 piccole realtà locali </strong>che, attraverso la voce dei loro referenti, racconteranno come hanno unito tradizione e innovazione, attraverso l’e-commerce. Al centro del racconto, ancora una volta, ci saranno le PMI italiane, realtà diverse per storia e settore, ma unite da un elemento comune: la scelta di crescere grazie al digitale, approdando sulla <a href="https://www.amazon.it/Made-In-Italy/b?ie=UTF8&amp;node=6224633031"><strong><u><strong>vetrina Made in Italy di Amazon</strong></u></strong></a>&nbsp;e portando così le proprie eccellenze oltre i confini nazionali.</p>



<p>Si parte sabato 9 maggio, con la prima tappa &nbsp;in <strong>Campania</strong>, dove il viaggio si muoverà tra manifattura e creatività contemporanea. Qui, <a href="https://www.amazon.it/stores/fratelliditalia/page/D7AABEF6-9F42-4D46-AAAD-5E44522C3369?lp_asin=B0DJ12J2Z8&amp;ref_=ast_bln"><strong><u><strong>Pantart</strong></u></strong></a>, azienda sartoriale di Torre del Greco, racconterà come un modello produttivo flessibile e “on demand” possa incontrare il digitale per crescere anche all’estero, tanto che le vendite attraverso Amazon rappresentano oggi oltre la metà del fatturato aziendale. Sarà poi una giovane imprenditrice di Napoli, fondatrice del brand di gioielli <a href="https://www.amazon.it/stores/NICANDRA/Paginaprincipale/page/E5A23CA5-21C8-43E5-BCC5-C5A1BF00F291"><strong><u><strong>Nicandra</strong></u></strong></a>, a raccontare come ha saputo trasformare una passione personale in un progetto imprenditoriale capace di fidelizzare una clientela sempre più sia locale che internazionale grazie all’online.</p>



<p>Dalla Campania alla Puglia, dove nell’episodio di sabato 16 maggio, tradizione e innovazione si incontrano nella lavorazione dei materiali e nel saper fare artigianale. A Strudà di Vernole, in provincia di Lecce, la storica Marmeria di Russo Luca, conosciuta online con il brand <a href="https://www.amazon.it/stores/page/8C9D227A-6C71-4FAC-92DA-007ABDE29B48?ingress=2&amp;lp_context_asin=B0D324NWRQ&amp;visitId=8262bdb5-9745-4668-b6c3-de458d8c81d4&amp;ref_=ast_bln"><strong><u><strong>Kalu Creations</strong></u></strong></a>, mostrerà come una realtà con oltre cinquant’anni di esperienza abbia saputo reinventarsi anche grazie al digitale, portando oggetti in marmo e pietra naturale oltre i confini nazionali. Accanto a questa storia, quella di <a href="https://www.amazon.it/stores/RemoSartori/page/E76CFC64-BE38-42AE-A100-20ABA7E448C6?ref_=ast_bln"><strong><u><strong>Remo Sartori</strong></u></strong></a>, sartoria specializzata in accessori da cerimonia, che avvalendosi dell’e-commerce ha ampliato il proprio raggio d’azione ben oltre il mercato nazionale: oggi l’export rappresenta circa il 50% del fatturato.</p>



<p>Il viaggio proseguirà sabato 23 maggio nelle <strong>Marche</strong>, territorio dove tradizione industriale e design si fondono in una visione contemporanea del Made in Italy. Qui, <a href="https://www.amazon.it/stores/OmadaDesignQuotidiaN/page/EF07C283-9B70-4024-B0B7-B8DE28C67139?ref_=ast_bln"><strong><u><strong>Omada Design</strong></u></strong></a>&nbsp;racconterà il proprio percorso di crescita: da azienda familiare della provincia di Ancona a realtà strutturata e multicanale, capace di raddoppiare il fatturato e raggiungere clienti in tutto il mondo. Sempre nelle Marche, troviamo <a href="https://www.amazon.it/stores/Giallobus/page/84E66C89-AC8A-4527-8853-19FC4930FFD0?lp_asin=B07BHSPZX8&amp;ref_=ast_bln"><strong><u><strong>Giallobus</strong></u></strong></a>, azienda di Macerata specializzata in accessori da parete e complementi di arredo, che ha puntato con decisione sull’online, trasformando il proprio modello di business fino a generare oggi la maggior parte del fatturato attraverso Amazon, con una forte presenza in Europa e l’utilizzo di strumenti di protezione del marchio per tutelare il proprio brand, come Brand Registry.</p>



<p>L’ultima tappa, il 30 maggio, porterà il pubblico in <strong>Sicilia</strong>, tra tradizione agricola e cultura produttiva. A Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, <a href="https://www.amazon.it/s?srs=89434681031&amp;rh=p_89%3ATunnaliva%2BOleicoltori%2BSiciliani"><strong><u><strong>Tunnaliva</strong></u></strong></a>&nbsp;racconterà il percorso di evoluzione di un’azienda familiare che, sempre grazie al digitale, ha trasformato una produzione locale di olio extravergine biologico in un brand internazionale. A chiudere il viaggio sarà <a href="https://www.amazon.it/stores/page/7DF9AE33-7465-40E4-B293-CB490BA7A53E?ingress=2&amp;lp_context_asin=B09V3CL5XF&amp;visitId=27326387-e44f-4f8d-9903-8a46cf075bb0&amp;store_ref=bl_ast_dp_brandlogo_sto&amp;ref_=ast_bln"><strong><u><strong>Zicaffè</strong></u></strong></a>, storica torrefazione di Marsala attiva dal 1929, che ha affiancato alla propria presenza nel canale tradizionale una strategia digitale orientata alla valorizzazione del brand e all’espansione della propria visibilità anche in nuovi territori.</p>



<p><strong>La vetrina Made in Italy di Amazon</strong><strong></strong></p>



<p>Sono <strong>oltre 5.500</strong>&nbsp;le eccellenze Made in Italy ospitate all’interno della&nbsp;vetrina dedicata, disponibile nei negozi online di Amazon in 11 Paesi del mondo&nbsp;– oltre all’Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone,&nbsp;Belgio,&nbsp;Svezia, Polonia e Paesi Bassi – per un totale di<strong>&nbsp;più di 3 milioni di prodotti</strong>. La vetrina Made in Italy è uno dei principali strumenti che Amazon mette a disposizione delle PMI e delle aziende del nostro Paese per supportare lo sviluppo del loro business a livello internazionale, contribuendo a portare il valore delle vendite all’estero dei partner di vendita italiani di Amazon a<strong>&nbsp;3,5 miliardi di euro nel 2025</strong>.</p>



<p>Oltre alla vetrina Made in Italy di Amazon, le PMI italiane possono contare anche su <strong>Amazon Ads</strong>&nbsp;per farsi conoscere e raggiungere nuovi clienti, in Italia e all’estero. Attraverso soluzioni pubblicitarie semplici e accessibili, Amazon Ads supporta anche le realtà più piccole nella costruzione di campagne pubblicitarie su diversi canali e formati &#8211; dalla streaming tv, all’audio, allo store online Amazon, agli inventory di publisher terzi &#8211; accompagnandoli nei momenti chiave in cui i consumatori scoprono, esplorano e interagiscono con i prodotti. L’intelligenza artificiale rende questo percorso ancora più immediato: dalla creazione di contenuti video professionali, alla gestione delle campagne, fino alla misurazione dei risultati, permettendo alle aziende di capire cosa funziona, come ottimizzare gli investimenti e adattare i messaggi a obiettivi e paesi diversi, senza bisogno di competenze tecniche avanzate. Un supporto concreto per le PMI italiane che vogliono aumentare la propria visibilità e competere sui mercati internazionali.</p>



<p>Fonte foto <a href="https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2020/12/Linea-Verde-Discovery-con-Federico-Quaranta-b739ba07-2932-42be-b583-3f52fad381c7-ssi.html">https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2020/12/Linea-Verde-Discovery-con-Federico-Quaranta-b739ba07-2932-42be-b583-3f52fad381c7-ssi.html</a></p>
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		<title>Festa della mamma, dai bracciali ai gioielli personalizzati: la classifica dei regali più scelti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/festa-della-mamma-dai-bracciali-ai-gioielli-personalizzati-la-classifica-dei-regali-piu-scelti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento, artigianato & design]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[festa della mamma]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre anni di acquisti in prossimità del 10 maggio raccontano un mercato in continua evoluzione: collane in crescita del 18% rispetto al 2025, orecchini scattini a cerchio che superano i [...]]]></description>
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<p>Tre anni di acquisti in prossimità del 10 maggio raccontano un mercato in continua evoluzione: collane in crescita del 18% rispetto al 2025, orecchini scattini a cerchio che superano i saliscendi con un incremento del 35%, mentre i bracciali confermano la loro presenza come protagonisti della stagione. </p>



<p>Lo rivela un approfondimento di Espresso Communication sulla base dei dati dell’Osservatorio #BrandGioielli, che ha realizzato per Prénatal una speciale collana in edizione limitata per celebrare insieme la Festa della Mamma. Il gioiello verrà distribuito gratuitamente dall’8 al 10 maggio in tutti i punti vendita Prénatal d’Italia, confermando il piano di espansione #BrandGioielli sul territorio italiano.  </p>



<p>Con l’avvicinarsi della <strong>Festa della Mamma</strong> gli italiani tornano a fare i conti con una delle domande più ricorrenti: <strong>cosa regalare?</strong> Per chi sceglie un gioiello la risposta non è mai banale, eppure i dati raccontano che, dietro ogni scelta, si nascondono tendenze precise capaci di evolversi anche in modo sorprendente da un anno all’altro. A fotografarle è l’<strong><em>Osservatorio #BrandGioielli</em></strong>, che ha monitorato i comportamenti d’acquisto in prossimità del 10 maggio incrociando i dati dei propri canali di vendita con quelli dei rivenditori partner su tutto il territorio italiano. Quello che emerge dall’analisi degli ultimi due anni è un mercato tutt’altro che statico. <strong>Nel 2024, i prodotti più regalati per la Festa della Mamma erano stati gli orecchini,</strong> cresciuti del <strong>12% rispetto al 2023</strong>, e i <strong>Charm dedicati</strong>, <strong>in aumento dell’8%</strong>: gioielli dal forte contenuto simbolico, personalizzabili, capaci di raccontare un legame in modo discreto. <strong>Nel 2025 il quadro si è ribaltato</strong>: <strong>i bracciali hanno conquistato la prima posizione con una crescita del 23% rispetto all’anno precedente</strong>, <strong>mentre gli orecchini hanno mantenuto una presenza stabile </strong>(+5%), confermandosi un classico difficile da scalzare.</p>



<p><strong>Il 2026 introduce invece nuove sfumature</strong>: dall’inizio dell’anno si registra uno spostamento netto dagli orecchini saliscendi agli scattini a cerchio, <strong>cresciuti ben del 35% rispetto ai saliscendi nel periodo precedente</strong>, con una preferenza sempre più marcata per i modelli con cristalli bianchi, <strong>che hanno guadagnato il 12% rispetto a quelli colorati</strong>. Cresce anche l’interesse per i <strong>prodotti con finitura doppia in oro e acciaio</strong> (+8% rispetto ai mesi precedenti), segnale di una ricerca di qualità percepita e durata nel tempo. E per <strong>aprile 2026</strong>, con la Festa della Mamma all’orizzonte, emerge la novità più significativa: <strong>le collane registrano un balzo del 18% rispetto allo stesso periodo del 2025, proiettandosi stabilmente tra i regali più attesi della stagione</strong>. Una traiettoria che secondo <strong>Alessandro Zucchi</strong>, CEO di #<strong><em>BrandGioielli</em></strong>, riflette qualcosa di più profondo di una semplice fluttuazione di mercato: «<em>I dati ci dicono che le persone cercano gioielli capaci di raccontare qualcosa. Non solo un oggetto bello, ma soprattutto un simbolo. E la collana, per sua natura, si presta perfettamente a questo: sta vicino al cuore, è visibile, e spesso porta con sé un significato. Non è un caso che stia crescendo proprio in prossimità di una festa che celebra uno dei legami più forti che esistano.</em>»</p>



<p>In questo scenario, #<strong><em>BrandGioielli</em></strong>, azienda che progetta e distribuisce gioielli in argento in Italia e in Europa, ha scelto la <strong>Festa della Mamma 2026</strong> per dare forma concreta a uno dei valori che guidano da sempre il marchio: <strong>la capacità di un gioiello di diventare simbolo di un legame.</strong> Lo ha fatto attraverso una <strong>collaborazione inedita con</strong> <strong><em>Prénatal</em></strong>, storico punto di riferimento per le famiglie italiane ed europee, dando vita a una collana in edizione limitata distribuita gratuitamente dall’8 al 10 maggio in tutti i punti vendita <em>Prénatal Italia</em> — senza soglia di spesa, fino a esaurimento scorte — e presso cinquanta rivenditori #<strong><em>BrandGioielli</em></strong> selezionati con un acquisto superiore a 39 euro. «<em>Per noi quella con Prénatal non è solo una collaborazione, è un traguardo di cui essere orgogliosi</em>» dichiara <strong>Alessandro Zucchi</strong>, CEO di <strong><em>#BrandGioielli.</em></strong> </p>



<p>Il gioiello porta nel design la stessa poetica che i dati dell’Osservatorio confermano essere la più apprezzata: quella del <strong>racconto</strong>. <strong>Due anelli intrecciati, incisi con le parole “…con te” e “per sempre insieme”, una frase che si divide e si ricompone solo nell’abbraccio dei due cerchi</strong> — <strong>metafora discreta e potente del legame tra madre e figli</strong>. Un oggetto pensato con la cura e l’attenzione ai materiali che da sempre contraddistinguono le creazioni <em>#<strong>BrandGioielli</strong></em>, nate per accompagnare la quotidianità con leggerezza ed eleganza. «<em>Siamo felici di dare vita, insieme a <strong>#BrandGioielli</strong>, a un’iniziativa dedicata a uno dei rapporti più belli e speciali che esistano: quello tra le mamme e i loro bambini</em>” – commenta <strong>Marco Malinverno</strong>, Marketing Director di <strong><em>Prénatal</em></strong>. – “<em>Da sempre accompagniamo mamme e genitori nei primi, preziosi passi della maternità, con attenzione, ascolto e cura per ogni esperienza. Iniziative come questa vogliono valorizzare i legami e i ricordi che prendono forma fin dall’inizio, trasformandoli in simboli preziosi da custodire nel tempo.</em>» </p>



<p><strong>Ecco la classifica dei gioielli più scelti dagli italiani nel 2026 quando si tratta di celebrare la mamma:</strong></p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Collane</strong>: un classico intramontabile, simbolo di eleganza e affetto. Perfette per accompagnare ogni stile, dal più semplice al più sofisticato.</li>



<li><strong>Orecchini</strong>: luminosi e discreti, donano un tocco di luce al viso. Ideali per un regalo raffinato e sempre attuale.</li>



<li><strong>Bracciali</strong>: versatili e personalizzabili, rappresentano un gesto affettuoso da portare sempre con sé. Adatti a ogni età e occasione.</li>



<li><strong>Charm</strong>: piccoli simboli carichi di significato, raccontano storie ed emozioni. Ideali per creare un gioiello unico e personale.</li>



<li><strong>Anelli</strong>: simbolo di legame e continuità, sono un regalo ricco di significato. Eleganti e senza tempo, adatti a ogni occasione speciale.</li>



<li><strong>Gioielli personalizzabili</strong>: unici e su misura, permettono di incidere nomi, date o messaggi speciali. Il regalo perfetto per celebrare un legame irripetibile.</li>
</ol>
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			</item>
		<item>
		<title>Stanley Tucci, riemerge l’atto di nascita del nonno: il legame con la Calabria ricostruito dal Museo del Cognome</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/stanley-tucci-riemerge-latto-di-nascita-del-nonno-il-legame-con-la-calabria-ricostruito-dal-museo-del-cognome/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 17:35:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Le origini italiane di Stanley Tucci tornano al centro dell’attenzione grazie a una ricostruzione diffusa sui canali social del Museo del Cognome di Padula, in provincia di Salerno. L’istituto, che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Le origini italiane di Stanley Tucci tornano al centro dell’attenzione grazie a una ricostruzione diffusa sui canali social del Museo del Cognome di Padula, in provincia di Salerno. L’istituto, che si occupa di genealogie e storie familiari legate ai cognomi italiani, ha pubblicato un post che collega l’attore hollywoodiano alla Calabria.</p>



<p class="p1">Secondo quanto riportato, il nonno paterno dell’interprete – Stanislao Tucci, da cui deriverebbe anche il nome di battesimo dell’attore – sarebbe originario di Marzi, piccolo centro della provincia di Cosenza. A supporto della ricostruzione, il museo ha condiviso anche documenti d’archivio: l’atto di nascita del familiare e quello del matrimonio celebrato negli Stati Uniti, in Vermont, con Anna Teresa Pisani, anch’ella di origini italiane.</p>



<p class="p1">Il post, pubblicato in concomitanza con l’interesse rinnovato per l’attore legato alla sua presenza nel sequel de Il diavolo veste Prada, ha rapidamente attirato l’attenzione degli utenti, alimentando curiosità attorno alla storia familiare di uno dei volti più noti del cinema internazionale.</p>



<p class="p1">Il Museo del Cognome di Padula è da tempo impegnato nella valorizzazione delle migrazioni italiane e delle storie familiari che hanno attraversato l’Atlantico tra Ottocento e Novecento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dress code matrimonio: come rispettarlo senza rinunciare al proprio stile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dress-code-matrimonio-come-rispettarlo-senza-rinunciare-allo-stile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[dress code]]></category>
		<category><![CDATA[outfit matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[stile]]></category>
		<category><![CDATA[wedding]]></category>
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					<description><![CDATA[Invito ricevuto, location da sogno… e poi arriva la domanda che mette tutti in crisi: cosa metto? Vestirsi per un matrimonio è un equilibrio sottile tra eleganza, rispetto del contesto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Invito ricevuto, location da sogno… e poi arriva la domanda che mette tutti in crisi: cosa metto? <br>Vestirsi per un matrimonio è un equilibrio sottile tra eleganza, rispetto del contesto e identità personale. Non basta essere “ben vestiti”: bisogna essere appropriati.</p>



<p>La prima regola è semplice, ma spesso ignorata: leggere bene l’invito. Sempre più coppie indicano un dress code preciso, formal, cocktail, boho chic, black tie, e non è un dettaglio decorativo. È una richiesta chiara che orienta le scelte e contribuisce all’armonia dell’evento.</p>



<p>Se il dress code non è esplicitato, entrano in gioco tre variabili fondamentali: orario, location e stagione. Un matrimonio di mattina in campagna richiede leggerezza e colori chiari; una cerimonia serale in una villa o in un hotel elegante impone toni più sofisticati e tessuti strutturati.</p>



<p>Per le donne, l’errore più comune è voler “fare scena” a tutti i costi. Il risultato? Outfit eccessivi o fuori contesto. Meglio puntare su un abito che valorizzi senza sovrastare: lunghezze midi o lunghe per la sera, tessuti freschi e linee fluide per il giorno. Attenzione al bianco, tradizionalmente riservato alla sposa, e anche al nero totale, che può risultare troppo austero se non bilanciato con accessori o dettagli luminosi.</p>



<p>Per gli uomini, la parola chiave è misura. Completo sì, ma scelto con intelligenza: blu, grigio o tonalità chiare per il giorno; colori più profondi per la sera. La cravatta resta un segno di rispetto verso l’occasione, mentre il completo troppo casual — magari senza struttura — rischia di sembrare fuori luogo. Il vero salto di qualità si gioca sui dettagli: scarpe curate, cintura coordinata, tessuti di qualità.</p>



<p>E poi c’è lo stile personale, che non va mai sacrificato. Adeguarsi al contesto non significa uniformarsi. Un accessorio distintivo, una palette colori riconoscibile, un taglio particolare: sono questi elementi a rendere un outfit autentico. L’importante è che dialoghino con l’evento, non che lo ignorino.</p>



<p>Infine, una regola non scritta ma fondamentale: il buon gusto è anche discrezione. Un matrimonio non è una passerella individuale, ma un momento collettivo. Essere eleganti significa anche saper stare un passo indietro, lasciando che i protagonisti restino gli sposi.</p>



<p>Perché in fondo, il miglior outfit è quello che ti fa sentire perfettamente a tuo agio, nel posto giusto, al momento giusto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>“Il diavolo veste Prada 2”: il ritorno che riporta in scena Miranda e Andy, tra moda e potere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-diavolo-veste-prada-2-il-ritorno-che-riporta-in-scena-miranda-e-andy-tra-moda-e-potere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 10:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[il diavolo veste prada]]></category>
		<category><![CDATA[miranda]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ritorno di “Il diavolo veste Prada” sul grande schermo con un secondo capitolo è uno degli annunci più attesi dagli appassionati di cinema e moda. A quasi vent’anni dal [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il ritorno di <em>“Il diavolo veste Prada”</em> sul grande schermo con un secondo capitolo è uno degli annunci più attesi dagli appassionati di cinema e moda. A quasi vent’anni dal primo film, il sequel riapre le porte dell’universo editoriale e spietato di Runway, riportando al centro due personaggi diventati iconici: Miranda Priestly e Andy Sachs.</p>



<p>Nel nuovo capitolo, il fascino della narrazione si gioca ancora una volta sul confronto tra ambizione, identità e mondo della moda, un settore che continua a esercitare un’enorme influenza culturale e sociale.</p>



<p>A guidare la scena è ancora Miranda Priestly, la glaciale direttrice della rivista, simbolo di perfezione, potere e controllo. Il personaggio, già interpretato da Meryl Streep, è diventato negli anni una delle figure più emblematiche del cinema contemporaneo legato al mondo fashion, capace di incarnare l’autorità assoluta ma anche una complessità più sfumata di quanto appaia.</p>



<p>Accanto a lei, il ritorno di Andy Sachs, interpretata da Anne Hathaway, permette di esplorare nuovamente il percorso di crescita personale e professionale della protagonista, divisa tra carriera, identità e scelte di vita. Il suo sguardo “esterno” al sistema della moda resta uno degli elementi più interessanti della storia, perché consente al pubblico di entrare e uscire da quel mondo senza mai darlo per scontato.</p>



<p>Il fascino del sequel risiede proprio nella moda, che non è solo sfondo ma protagonista narrativa. In un’epoca in cui l’estetica si consuma velocemente tra social media e passerelle digitali, il film torna a interrogarsi sul significato del vestire, sull’immagine e sul potere comunicativo degli abiti.</p>



<p>La moda, infatti, non è solo tendenza: è linguaggio, status e racconto sociale. E “Il diavolo veste Prada 2” punta a rinnovare proprio questa lettura, aggiornandola a un’industria profondamente cambiata ma ancora dominata da dinamiche di potere e aspirazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il segreto delle décolleté perfette? Equilibrio tra stile e comfort</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/l-segreto-delle-decollete-perfette-equilibrio-tra-stile-e-comfort/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 10:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[consigli moda]]></category>
		<category><![CDATA[décolleté]]></category>
		<category><![CDATA[stile e comfort]]></category>
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					<description><![CDATA[Eleganti, versatili, intramontabili. Le décolleté sono uno dei pilastri del guardaroba femminile, capaci di attraversare stagioni e tendenze senza perdere centralità. Ma scegliere il paio giusto non è solo una [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Eleganti, versatili, intramontabili. Le décolleté sono uno dei pilastri del guardaroba femminile, capaci di attraversare stagioni e tendenze senza perdere centralità. Ma scegliere il paio giusto non è solo una questione estetica: significa trovare il giusto equilibrio tra stile, proporzioni e comfort.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il tacco: altezza e stabilità fanno la differenza</h3>



<p>Il primo elemento da valutare è l’altezza del tacco. Le décolleté con tacco alto slanciano la figura e sono perfette per occasioni formali, ma richiedono una buona abitudine all’uso. Per la quotidianità, meglio optare per tacchi medi (5-7 cm), che garantiscono eleganza senza sacrificare la comodità.</p>



<p>Attenzione anche alla forma: il tacco a spillo è raffinato ma meno stabile, mentre un tacco leggermente più largo offre maggiore equilibrio, soprattutto per lunghe giornate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Punta: estetica e proporzioni</h3>



<p>La forma della punta incide sia sul comfort che sull’effetto visivo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Punta affusolata</strong>: slancia la gamba e dona eleganza, ideale per look formali</li>



<li><strong>Punta arrotondata</strong>: più comoda, adatta a chi ha pianta del piede larga</li>



<li><strong>Punta squadrata</strong>: di tendenza, ma da scegliere con attenzione per non appesantire la figura</li>
</ul>



<p>La regola generale è proporzionare la scarpa alla propria fisicità: linee più affilate per silhouette minute, forme più morbide per garantire equilibrio visivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Materiali: qualità e traspirabilità</h3>



<p>La scelta dei materiali è decisiva. Pelle e camoscio restano le opzioni migliori per durata e comfort, perché si adattano al piede e permettono una buona traspirazione. I materiali sintetici, invece, possono risultare meno confortevoli, soprattutto nei mesi più caldi.</p>



<p>Per la stagione primavera-estate, spazio a tonalità chiare e texture leggere; in autunno-inverno dominano colori più profondi e materiali strutturati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Colore: strategia oltre lo stile</h3>



<p>Il colore non è solo una questione estetica, ma anche funzionale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Nude</strong>: allunga otticamente la gamba, soprattutto se in tinta con la pelle</li>



<li><strong>Nero</strong>: classico e versatile, perfetto per contesti formali</li>



<li><strong>Colori vivaci</strong>: ideali per dare carattere a look essenziali</li>
</ul>



<p>Una décolleté ben scelta può diventare il punto focale dell’intero outfit.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Vestibilità: il dettaglio che cambia tutto</h3>



<p>Anche la scarpa più bella perde valore se non calza perfettamente. È fondamentale provare le décolleté a fine giornata, quando il piede è leggermente più gonfio, per evitare sorprese. Attenzione a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pressione sulle dita</li>



<li>stabilità del tallone</li>



<li>eventuali sfregamenti</li>
</ul>



<p>Una buona calzata è il primo requisito per indossarle con naturalezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Décolleté e stile di vita</h3>



<p>Infine, la scelta deve riflettere il proprio stile di vita. Chi è spesso in movimento dovrebbe privilegiare modelli più comodi e stabili; chi cerca una scarpa per eventi può puntare su design più audaci.</p>



<p>In un guardaroba ben costruito, l’ideale è avere almeno tre varianti: una décolleté classica nera, una nude e un modello più distintivo per occasioni speciali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Capaccio Paestum, la moda incontra la storia: al Next il Premio Fashion in Paestum celebra la X edizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/capaccio-paestum-la-moda-incontra-la-storia-al-next-il-premio-fashion-in-paestum-celebra-la-x-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 22:14:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 25 Aprile 2026, a partire dalle ore 20.30, il prestigioso polo fieristico NEXT (Nuova Esposizione Ex-Tabacchificio) ospiterà la decima edizione del Premio Fashion in Paestum Città dei Templi. L’evento, ormai [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sabato <strong>25 Aprile 2026, </strong>a partire dalle ore <strong>20.30</strong>, il prestigioso polo fieristico <strong>NEXT (Nuova Esposizione Ex-Tabacchificio)</strong> ospiterà la decima edizione del <strong>Premio Fashion in Paestum Città dei Templi. </strong>L’evento, ormai punto di riferimento  internazionale per i giovani talenti di moda e il Made in Italy, gode del patrocinio morale del Ministero del Turismo Italiano, Città di Capaccio Paestum, Provincia di Salerno,Camera di Commercio di Salerno, Parco del Cilento, Diano ed Alburni, Fare Ambiente e AISA</p>



<p>La serata presentata da A<strong>nthony Peth</strong> vedrà la partecipazione straordinaria della celebre stilista internazionale <strong>Chiara Boni</strong>; madrina della 10^ edizione 2026 la bellissima modella brasiliana naturalizzata italiana <strong>Dayane Mello.</strong></p>



<p>In passerella si alterneranno le creazioni di università (<strong>Accademia di Belle Arti Napoli &#8211; Abana</strong>), accademie (<strong>Accademia Carol di Nocera Inferiore &#8211; Salerno</strong>) istituti e scuole di moda (<strong>S.M.A. Scuola Moda &amp; Arte di Grottaglie &#8211; Taranto</strong>) insieme alla “prime” del brand locale<strong>&nbsp;Paestum Couture </strong>con la collezione donna 2026/2027 “ CaputAquis”</p>



<p>La kermesse organizzata da <strong>Lucio Jack Di Filippo</strong>, brand manager Moda Paestum e presidente dell’Associazione <strong>Paestum Cilento Moda Aps</strong>, mira a connettere moda e cultura in una cornice architettonica unica a pochi passi dall’ area archeologica dell’antica città di Poseidonia</p>



<p>A mezzo social, <strong>Chiara Boni</strong>, felice del nostro invito dichiara: “Voglio raccontarvi quanto è importante la connessione tra moda e cultura&#8230;.le nostre ispirazioni vengono da tutto quello che ci circonda” riprende la nostra ospite sezione moda 2026; la moda in Italia fattura 100 miliardi di euro, il lusso porta nuovi investitori e soprattutto progresso sociale; credo che ora sia giunto davvero il momento che il “fashion system” assuma un ruolo fondamentale anche nel nostro territorio spiega il direttore artistico<strong> Lucio Jack Di Filippo </strong>in piena sinergia con le istituzioni e le eccellenze imprenditoriali”</p>



<p>Durante la serata ci saranno riconoscimenti di eccellenze socio &#8211; economiche locali e territoriali: Premio Fashion Sezione Moda a<strong> Chiara B</strong>oni<strong> </strong>Premio Fashion Sezione Banca del territorio alla <strong>BCC di Aquara</strong>; <strong> </strong>Premio Fashion Sezione Energia Sostenibile all’ azienda <strong>ABN Energy &amp; Efficiency</strong>;  Premio Fashion Sezione Cilento al <strong>Gruppo Infante</strong>; Premio Fashion sezione Impresa ad <strong>Angelo CICALESE REC D.E.</strong>; Premio Fashion Sezione Cultura all’ Avv. <strong>Elena Foccillo </strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cappellini e berretti per neonati e bambini: guida pratica per la primavera tra stile e protezione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cappellini-e-berretti-per-neonati-e-bambini-guida-pratica-per-la-primavera-tra-stile-e-protezione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:47:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[berretti]]></category>
		<category><![CDATA[cappellini]]></category>
		<category><![CDATA[moda bambino]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la primavera, il cambio di stagione porta con sé giornate più lunghe, temperature variabili e una maggiore esposizione al sole. Per neonati e bambini piccoli, uno degli accessori più [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con la primavera, il cambio di stagione porta con sé giornate più lunghe, temperature variabili e una maggiore esposizione al sole. Per neonati e bambini piccoli, uno degli accessori più utili diventa il cappellino: non solo un elemento di stile, ma soprattutto una protezione essenziale.</p>



<p>La scelta del modello giusto non è solo una questione estetica. Nei primi mesi di vita, la pelle dei bambini è particolarmente sensibile e la regolazione della temperatura corporea non è ancora stabile. Per questo, cappellini e berretti diventano un alleato quotidiano, soprattutto nelle ore centrali della giornata.</p>



<p>In primavera, i modelli più adatti sono quelli in cotone leggero o fibre naturali traspiranti, capaci di proteggere dal sole senza surriscaldare la testa. I classici cappellini con visiera morbida sono ideali per i più piccoli, perché schermano il viso e gli occhi dalla luce diretta. Per i neonati, invece, i modelli “a cuffia” restano tra i più utilizzati, soprattutto nelle giornate ventilate.</p>



<p>Un elemento spesso sottovalutato è la vestibilità. Il cappellino deve aderire bene senza stringere, restando fermo anche durante i movimenti. Le chiusure regolabili o i tessuti elasticizzati aiutano a garantire comfort e sicurezza, evitando che il capo venga rimosso facilmente dal bambino.</p>



<p>Dal punto di vista dello stile, la primavera apre a colori chiari, stampe leggere e motivi naturali. Ma la tendenza più forte resta la semplicità: capi funzionali, facili da abbinare e pensati per accompagnare il movimento quotidiano.</p>



<p>Attenzione anche ai cambi di temperatura: al mattino e nel tardo pomeriggio, quando l’aria è più fresca, il cappellino può contribuire a proteggere il bambino dagli sbalzi termici. Durante le ore più calde, invece, diventa uno strumento fondamentale contro l’esposizione ai raggi UV.</p>



<p>In sintesi, il cappellino non è solo un accessorio stagionale, ma un piccolo elemento di sicurezza quotidiana che unisce praticità e attenzione al benessere dei più piccoli, con uno sguardo sempre più attento anche alla qualità dei materiali e alla sostenibilità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La nuova leggerezza: i must-have della primavera 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-nuova-leggerezza-i-must-have-della-primavera-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 16:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda primavera]]></category>
		<category><![CDATA[must have]]></category>
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					<description><![CDATA[La primavera è il momento più strategico per il guardaroba: non è solo un cambio stagione, ma un cambio di linguaggio. I capi si alleggeriscono, i colori si aprono, le [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La primavera è il momento più strategico per il guardaroba: non è solo un cambio stagione, ma un cambio di linguaggio. I capi si alleggeriscono, i colori si aprono, le scelte diventano più visibili. E come ogni anno, ci sono pezzi che non sono semplici tendenze, ma veri <strong>snodi di stile</strong>: quelli che trasformano anche l’outfit più basico in qualcosa di contemporaneo.</p>



<p>Ecco i must-have su cui puntare adesso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il blazer destrutturato</h3>



<p>Non è una novità, ma cambia forma. Il blazer della primavera 2026 perde rigidità: spalle più morbide, linee fluide, tessuti leggeri come lino e cotone tecnico.</p>



<p>Si porta:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aperto su t-shirt o top minimal</li>



<li>con pantaloni coordinati per un effetto semi-formale</li>



<li>sopra abiti leggeri per spezzare</li>
</ul>



<p>È il capo ponte tra ufficio e tempo libero. E funziona.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ritorno del denim chiaro</h3>



<p>Il denim si alleggerisce, anche visivamente. Via i lavaggi scuri e rigidi: tornano jeans e giacche in tonalità chiare, quasi slavato.</p>



<p>Tagli protagonisti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>straight leg</li>



<li>wide leg</li>



<li>gonne midi in denim</li>
</ul>



<p>Il vantaggio è semplice: riflette la luce, rende il look più fresco e immediatamente primaverile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le ballerine (ma aggiornate)</h3>



<p>Dimentica la versione classica. Le ballerine di questa stagione sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>a punta</li>



<li>con cinturino (stile Mary Jane)</li>



<li>in mesh, pelle morbida o satin</li>
</ul>



<p>Sono la risposta pratica alle sneakers quando vuoi un look più curato senza passare al tacco.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il colore burro (sì, proprio lui)</h3>



<p>Tra i colori dominanti, il “butter yellow” è quello più interessante: delicato, luminoso, meno scontato del bianco.</p>



<p>Funziona bene:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>su abiti fluidi</li>



<li>su camicie oversize</li>



<li>negli accessori</li>
</ul>



<p>È il colore che aggiorna il guardaroba senza stravolgerlo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le borse morbide e capienti</h3>



<p>Stop alle micro bag: la primavera 2026 riporta al centro la funzionalità.</p>



<p>Le borse sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>morbide</li>



<li>destrutturate</li>



<li>abbastanza grandi da contenere davvero tutto</li>
</ul>



<p>Un segnale chiaro: lo stile torna a dialogare con la vita reale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gli occhiali da sole oversize</h3>



<p>Non passano mai davvero di moda, ma questa stagione tornano protagonisti.</p>



<p>Forme:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>squadrate</li>



<li>avvolgenti</li>



<li>con lenti sfumate</li>
</ul>



<p>Oltre alla funzione, diventano elemento identitario del look.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il dettaglio che fa la differenza</h3>



<p>Se c’è un filo conduttore nella primavera 2026 è questo: <strong>meno rigidità, più naturalezza</strong>. I capi non devono impressionare da soli, ma funzionare insieme. È una moda che punta sull’equilibrio, non sull’eccesso. E forse è proprio questo il vero must-have: scegliere meno, ma scegliere meglio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Salerno, dagli scarti alla passerella: studenti e Lilt insieme per la moda che rinasce</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-dagli-scarti-alla-passerella-studenti-e-lilt-insieme-per-la-moda-che-rinasce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 11:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[moda sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[salerno pulita]]></category>
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					<description><![CDATA[Trasformare ciò che la società scarta in una risorsa preziosa, non solo per l’ambiente ma per la salute di un intero territorio. È questo il cuore pulsante di &#8220;Ri-Vestiamo Salerno [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Trasformare ciò che la società scarta in una risorsa preziosa, non solo per l’ambiente ma per la salute di un intero territorio. È questo il cuore pulsante di &#8220;Ri-Vestiamo Salerno – La moda che non si spreca, ma rinasce&#8221;, la cui prima edizione è stata presentata ufficialmente questa mattina presso la sede di Salerno Pulita. All&#8217;incontro sono intervenuti il presidente di Salerno Pulita Vincenzo Bennet, il presidente della Lilt Salerno Giuseppe Pistolese, il dirigente scolastico Emiliano Barbuto e le docenti referenti Mascia Milito per l’istituto Trani (sede annessa del Convitto Nazionale) e Annunziata Memoli per il Galilei-Di Palo.<br>L&#8217;iniziativa rappresenta l&#8217;apice di un percorso di economia circolare che ha visto gli studenti protagonisti assoluti. Grazie al supporto operativo di Salerno Pulita e alla collaborazione con il progetto &#8220;Non fare lo sbronzo&#8221;, i ragazzi hanno recuperato materiali tessili dismessi e li hanno modellati con creatività e competenza tecnica. Il risultato di questo impegno è straordinario: il Trani ha prodotto ben venticinque tra abiti e accessori, mentre l’istituto Galilei-Di Palo ha realizzato circa dieci capi unici, tra cui spicca l&#8217;ingegnoso recupero delle mascherine chirurgiche residue del periodo pandemico, ora reinventate come eleganti sacchetti profumati.</p>



<p>Tutte queste creazioni saranno le protagoniste assolute della sfilata evento in programma sabato 18 aprile alle ore 18:30 presso il Centro Sociale di Salerno. Durante la serata, i capi potranno essere scelti dai presenti attraverso una raccolta fondi dedicata: un modo per portarsi a casa un pezzo unico di design sostenibile contribuendo direttamente a una causa nobilissima. L’intero ricavato sarà infatti devoluto alla Lilt di Salerno per sostenere l&#8217;instancabile lavoro del dottor Pistolese e dei suoi volontari nelle attività di prevenzione oncologica in tutta la provincia.<br>Lo scopo di &#8220;Ri-Vestiamo Salerno&#8221; va ben oltre la passerella. L&#8217;obiettivo primario è incentivare concretamente la cultura del riuso, dimostrando che il recupero dei materiali è una scelta necessaria e vincente. Al contempo, il progetto vuole dare voce al talento che ogni giorno anima i laboratori scolastici, facendo rete tra le diverse eccellenze formative della città e mostrando alla cittadinanza i risultati sorprendenti che nascono dal dialogo tra studenti e docenti. Unire la sostenibilità ambientale alla solidarietà e alla cura della persona è la sfida che Salerno lancia oggi, dimostrando che la bellezza può e deve avere un fine sociale profondo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Moda e riciclo: Convitto nazionale e Galilei-Di Palo lanciano con Salerno Pulita la sfida dello stile a spreco zero</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moda-e-riciclo-convitto-nazionale-e-galilei-di-palo-lanciano-con-salerno-pulita-la-sfida-dello-stile-a-spreco-zero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 07:36:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
		<category><![CDATA[salerno pulita]]></category>
		<category><![CDATA[spreco zero]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà la sede di Salerno Pulita a ospitare, mercoledì 15 aprile alle ore 10, la conferenza stampa di presentazione di &#8220;Ri-Vestiamo Salerno – La moda che non si spreca, ma [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sarà la sede di Salerno Pulita a ospitare, mercoledì 15 aprile alle ore 10, la conferenza stampa di presentazione di <strong>&#8220;Ri-Vestiamo Salerno – La moda che non si spreca, ma rinasce&#8221;</strong>. All’incontro con i media interverranno il presidente di Salerno Pulita, Vincenzo Bennet, il presidente della Lilt Salerno, Dottor Giuseppe Pistolese, e i dirigenti scolastici Claudio Naddeo ed Emiliano Barbuto, accompagnati dalle docenti referenti Annunziata Memoli e Mascia Milito.</p>



<p>Insieme illustreranno come la creatività studentesca possa trasformarsi in un potente strumento di sensibilizzazione ambientale e in un concreto sostegno benefico per il territorio.</p>



<p>L’iniziativa nasce dall&#8217;estro degli studenti del Convitto Nazionale (con la sede annessa F. Trani) e dell’Istituto Galilei-Di Palo, che hanno scelto di mettere la moda sostenibile e l’economia circolare al centro del proprio percorso formativo. I ragazzi dei due istituti salernitani hanno lavorato con dedizione per trasformare abiti dismessi e materiali tessili recuperati in opere originali e moderne, pronte a rivivere una seconda vita. Queste creazioni saranno le protagoniste di una sfilata evento che si terrà sabato 18 aprile alle ore 18:30 presso il Centro Sociale di Salerno.</p>



<p>Il progetto ha potuto contare sul supporto operativo di Salerno Pulita per il recupero dei materiali e sulla collaborazione con il progetto &#8220;Non fare lo sbronzo&#8221;.</p>



<p>L&#8217;obiettivo, però, va oltre l&#8217;estetica e l&#8217;ecologia: i capi realizzati dagli studenti saranno infatti disponibili a fronte di una donazione minima. Il ricavato servirà a sostenere le attività di prevenzione della LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, sede di Salerno, unendo così il rispetto per l’ambiente alla solidarietà e alla cura della salute.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Salopette, dal workwear alla moda: il trend della stagione primaverile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salopette-dal-workwear-alla-moda-il-trend-della-stagione-primaverile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[look primavera]]></category>
		<category><![CDATA[salopette]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un capo che, stagione dopo stagione, riesce a reinventarsi senza perdere la propria identità: la salopette. Nata come indumento da lavoro, oggi si conferma uno dei must-have della primavera [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’è un capo che, stagione dopo stagione, riesce a reinventarsi senza perdere la propria identità: la salopette. Nata come indumento da lavoro, oggi si conferma uno dei must-have della primavera 2026, capace di unire comfort, praticità e stile in un unico look.</p>



<p>Il suo punto di forza è la versatilità. La salopette si adatta con facilità ai cambi di temperatura tipici della primavera: può essere indossata con una t-shirt leggera nelle ore più calde o abbinata a una camicia o a una maglia a maniche lunghe nelle giornate più fresche. Un capo “intelligente”, che semplifica la scelta dell’outfit senza rinunciare alla cura dell’immagine.</p>



<p>Sul fronte dei materiali, il denim resta protagonista, ma si affermano anche tessuti più leggeri come cotone e lino, perfetti per un uso quotidiano e dinamico. Le linee si fanno più morbide rispetto al passato: tagli relaxed, vestibilità fluide e modelli wide-leg dominano le collezioni, rendendo la salopette adatta a diverse fisicità.</p>



<p>Dal punto di vista stilistico, la parola chiave è contaminazione. La salopette non è più solo casual: può diventare un capo urbano se abbinata a sneakers e accessori minimal, ma anche più ricercata con sandali, borse strutturate e dettagli sartoriali. Non mancano le versioni più femminili, con cinture in vita, scolli più profondi o tessuti fluidi che ne trasformano completamente l’impatto visivo.</p>



<p>Interessante anche il ritorno delle tonalità naturali: beige, verde oliva, sabbia e bianco sporco affiancano il classico blu denim, offrendo alternative più luminose e primaverili. Una palette che si inserisce perfettamente nelle tendenze attuali, sempre più orientate verso uno stile essenziale e senza eccessi.</p>



<p>In un momento in cui la moda premia capi funzionali e duraturi, la salopette si conferma una scelta strategica. Non solo un trend passeggero, ma un investimento di stagione capace di accompagnare con disinvoltura la quotidianità, tra lavoro, tempo libero e occasioni informali.</p>



<p>Più che un semplice ritorno, dunque, una conferma: la salopette è il capo su cui puntare per affrontare la primavera con leggerezza, praticità e personalità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rinasce l’antico abito nuziale pollese, capolavoro fatto a mano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rinasce-lantico-abito-nuziale-pollese-capolavoro-fatto-a-mano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:51:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[antico abito nuziale pollese]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio culturale locale]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca storica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=242206</guid>

					<description><![CDATA[L’antico abito nuziale pollese è un’opera di eccezionale valore, frutto di un lungo lavoro di ricerca storica, studio filologico e valorizzazione del patrimonio culturale locale. Il progetto è stato voluto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’antico abito nuziale pollese</strong> è un’opera di eccezionale valore, frutto di un lungo lavoro di ricerca storica, studio filologico e valorizzazione del patrimonio culturale locale. </p>



<p>Il progetto è stato voluto dal Comune di Polla, nella persona del delegato alla Cultura Giovanni Corleto e reso possibile grazie al preziosissimo lavoro di studio e ricerca del professore Antonio Tortorella e del Direttore del Museo Maurizio D’Amico. L’impegno congiunto dell’Amministrazione comunale e della Direzione del Museo ha consentito di ottenere uno specifico riconoscimento economico ministeriale, nell’ambito della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, che ha permesso la realizzazione dell’abito tradizionale nuziale pollese.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/6J5A1598-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-242221" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/6J5A1598-1024x682.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/6J5A1598-300x200.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/6J5A1598-768x512.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/6J5A1598-1536x1024.jpg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/6J5A1598.jpg 1700w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La realizzazione dell’abito è stata seguita dalla costante supervisione scientifica del prof. Tortorella ed è stata affidata alla maestra sarta Donata Calps, che ha eseguito il capo interamente a mano. L’opera è stata realizzata con materiali di altissimo pregio, scelti con attenzione per garantire la massima fedeltà alla tradizione, e cucita interamente a mano secondo le tecniche storiche. L’abito sarà presto esposto in collezione, accanto agli altri preziosi manufatti conservati nel Museo, presso la Chiesa di Santa Maria la Scala di Polla.</p>



<p>In occasione della Residenza artistica dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma, la settimana scorsa è stata documentata e registrata integralmente la procedura di vestitura dell&#8217;abito, al fine di conservarne la memoria. Il procedimento è stato ampiamente illustrato dal Professore Tortorella all&#8217;interno del Palazzo Albirosa. Si ringrazia il Dottor Antonio Federico e consorte per la preziosa ospitalità, e in particolare Emanuela Metitieri che si è prestata come modella a indossare l&#8217;abito.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>L&#8217;abito</strong></p>



<p>Come le antiche donne greche e romane e come le principesse bizantine, anche la sposa pollese indossava un velo interamente rosso, elemento che non trova riscontro in nessun altro costume tradizionale italiano, neppure in Sardegna. Sebbene in alcune tradizioni nuziali compaiano dettagli o inserti di colore rosso, non è mai stato documentato un velo completamente rosso come quello pollese. Ciò conferisce all’abito un carattere fortemente identitario e distintivo. Insieme al velo, la sposa indossava un grembiule lungo (musaledda), solitamente realizzato in seta cangiante.</p>



<p>Un ulteriore richiamo al mondo romano è rappresentato dal fregio dorato posto sulla cintura della gonna blu, probabilmente interpretabile come un residuo simbolico del nodus herculeus che chiudeva il cingulum aureum delle spose romane. Questo particolare iconografico è visibile anche in numerose statue mariane di epoca medievale e rinascimentale.</p>



<p>Nel processo di ricostruzione sono stati recuperati particolari sartoriali e tecniche esecutive ormai desuete, non più in uso neppure tra le sarte più anziane del rione Viggia.</p>



<p>Sono stati inoltre reperiti, presso una storica manifattura di Codogno, i rari bottoni in filigrana (cambaniéddi), difficili da rintracciare e per questo poco utilizzati. Anche questi elementi si ritrovano</p>



<p>esclusivamente nei costumi tradizionali sardi e, nell’Italia peninsulare, solo a Polla — non risultano presenti neppure in Sicilia.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Un percorso più ampio di valorizzazione culturale </strong></p>



<p>Quello dell’Antico Abito Nuziale Pollese è solo uno dei numerosi progetti ideati e realizzati negli ultimi anni dall’Amministrazione comunale e dalla Direzione del Museo Civico Insteia, con il contributo indispensabile dell’Ufficio Cultura e Sport del Comune di Polla, nella persona della funzionaria Pasqualina Salluzzi, che ha curato l’intera parte amministrativa.</p>



<p>Tra gli interventi realizzati si ricordano, a titolo esemplificativo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il rifacimento delle teche espositive, adeguate agli standard museali contemporanei;</li>



<li>la digitalizzazione della collezione;</li>



<li>la realizzazione del sito web istituzionale e dei profili social ufficiali;</li>



<li>la produzione di materiali audio‑video per la divulgazione e la didattica;</li>



<li>l’installazione di segnaletica direzionale e strumenti di orientamento per i visitatori.</li>
</ul>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Le dichiarazioni</strong></p>



<p>Avv. Giovanni Corleto – Delegato alla Cultura: «<em>Uno straordinario lavoro di squadra, i cui frutti saranno presto presentati alla comunità: dal nuovo allestimento museale all’installazione sonora del maestro Sergio Sorrentino, dal nuovo sito web a molte altre iniziative. Gli interventi avviati mirano a rendere il Museo un luogo sempre più dinamico, capace di dialogare con pubblici diversi e di proporre esperienze culturali innovative. Il nostro obiettivo è consolidarne il ruolo come punto di riferimento per la conservazione, la ricerca e la produzione culturale, valorizzando l’identità pollese e creando opportunità di crescita per i giovani artisti</em>».</p>



<p>Dott. Maurizio D’Amico – Direttore del Museo Civico Insteia: «<em>Ho posto al centro del mio lavoro la promozione e la valorizzazione del patrimonio esistente, convinto che un museo debba essere un organismo vivo, capace di generare conoscenza e partecipazione. In questa visione si inserisce anche l’adesione, nel 2024, al progetto TRAME del PNRR CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Next‑Gen Sustainable Society, nella linea d’azione Fashion Cultural Heritage. Memorie, musei, esperienze. Il percorso, coordinato dal Dipartimento SARAS dell’Università La Sapienza di Roma, ha consentito di far conoscere la nostra collezione a livello nazionale, contribuendo alla prima mappatura sistematica del patrimonio italiano legato alle antiche vestiture e alla moda. Un risultato significativo che conferma la capacità del Museo di inserirsi in reti di ricerca e innovazione, rafforzando il legame con la comunità</em>».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Settore calzaturiero italiano chiude il 2025 a 12,84 miliardi: export regge ma Campania soffre</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/settore-calzaturiero-italiano-chiude-il-2025-a-1284-miliardi-export-regge-ma-campania-soffre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:28:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[export campania]]></category>
		<category><![CDATA[settore calzaturiero]]></category>
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					<description><![CDATA[Il settore calzaturiero italiano chiude il 2025 con un fatturato di 12,84 miliardi di euro, in flessione del -2,8% su base annua. Secondo i dati preconsuntivi del Centro Studi Confindustria [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il settore calzaturiero italiano chiude il 2025 con un fatturato di 12,84 miliardi di euro, in flessione del -2,8% su base annua. Secondo i dati preconsuntivi del Centro Studi Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, l&#8217;esercizio è stato condizionato da una forte instabilità dei mercati. Tiene il canale estero: l&#8217;export (cui viene destinato l&#8217;85% di quanto prodotto in Italia) si è attestato a 11,5 miliardi di euro, limitando la contrazione al -1,1% in valore sul 2024, con un attivo del saldo commerciale pari a 4,8 miliardi. Il comparto si conferma trainante per il Made in Italy, nonostante la congiuntura sfavorevole.</p>



<p>A livello regionale, nel 2025 in Campania l’export in valore di calzature e componentistica per calzature ha evidenziato una contrazione del -12,3% sul 2024. Le prime 5 destinazioni dell’export campano, che coprono assieme il 58,9% del totale, sono risultate: Francia (-11,4%), USA (-4,7%), Germania (+3,5%), Svizzera (-14,7%) e Slovacchia (-49,9%). La Russia, al nono posto, ha perso il -22,9%. Il numero di imprese attive (calzaturifici + produttori di parti per calzature) ha subìto, tra industria e artigianato, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda, un calo di -24 aziende rispetto al consuntivo 2024, accompagnato da un saldo negativo di -169 addetti. Per quanto riguarda le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da INPS per le imprese campane della filiera pelle nel 2025, si è registrata una flessione del -9,2% rispetto al 2024: sono state autorizzate circa 6,3 milioni di ore, un numero comunque ancora elevato, decisamente al di sopra (+346,7%) dei livelli 2019 pre-Covid.</p>



<p>Sullo scenario settoriale nazionale è intervenuta Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici: “A livello internazionale, l&#8217;export continua a essere il nostro polmone vitale, ma la geografia dei mercati sta mutando rapidamente. Nel 2025 la resilienza dell&#8217;Europa e la crescita del Medio Oriente hanno compensato quasi interamente il sensibile rallentamento del Far East e della Cina in particolare. Il mercato cinese, un tempo locomotiva del lusso, sta vivendo una fase di ripensamento che ci impone nuove strategie di approccio. Parallelamente – oltre alla forte preoccupazione per le conseguenze del conflitto scoppiato nelle scorse settimane nell’area mediorientale – guardiamo con estrema cautela agli Stati Uniti: l&#8217;introduzione di misure protezionistiche proprio in un mercato chiave per il nostro alto di gamma aggiunge un ulteriore elemento di incertezza in una fase già delicata”.</p>
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		<title>Calze da uomo, il dettaglio che definisce lo stile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/calze-da-uomo-il-dettaglio-che-definisce-lo-stile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 11:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[calze da uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella gerarchia degli accessori maschili, le calze sono spesso considerate un dettaglio marginale. Eppure, nella costruzione di un look coerente ed elegante, rappresentano uno degli elementi più rivelatori dello stile [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nella gerarchia degli accessori maschili, le calze sono spesso considerate un dettaglio marginale. Eppure, nella costruzione di un look coerente ed elegante, rappresentano uno degli elementi più rivelatori dello stile personale. Non solo completano l’outfit, ma ne determinano l’equilibrio, giocando un ruolo chiave tra funzionalità e identità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un dettaglio che fa la differenza</h3>



<p>La moda maschile è fatta di regole sottili, spesso non scritte, e le calze rientrano pienamente in questo codice. La prima, la più nota: mai lasciare scoperta la gamba quando ci si siede. È il motivo per cui, in contesti formali, la lunghezza ideale resta quella al ginocchio. Una scelta che non è solo estetica, ma anche culturale, legata a un’idea di eleganza discreta e composta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Colore e abbinamenti: equilibrio e intenzione</h3>



<p>Contrariamente a quanto si possa pensare, le calze non devono necessariamente abbinarsi alle scarpe. La regola più raffinata suggerisce di coordinarle ai pantaloni, creando una continuità visiva che slancia la figura. Tuttavia, nella moda contemporanea, questo principio viene spesso reinterpretato: calze colorate o con fantasie diventano elementi di rottura, capaci di dare personalità anche all’abito più classico.</p>



<p>Il punto, come sempre, è l’intenzione. Un calzino acceso sotto un completo formale può funzionare, ma solo se inserito in un equilibrio complessivo. Diversamente, rischia di apparire come un errore più che come una scelta stilistica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Materiali e stagionalità</h3>



<p>Anche il tessuto ha un peso determinante. Cotone e filo di Scozia per la quotidianità e le stagioni più calde; lana o cashmere per l’inverno, quando comfort e protezione diventano prioritari. La qualità del materiale incide non solo sulla resa estetica, ma anche sulla durata e sulla vestibilità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tra tradizione e nuove tendenze</h3>



<p>Negli ultimi anni, le calze sono diventate terreno di sperimentazione. Il ritorno di estetiche più audaci ha portato alla diffusione di pattern geometrici, righe, pois e colori saturi. Un segnale chiaro: anche nella moda maschile, storicamente più conservatrice, cresce lo spazio per l’espressione individuale.</p>



<p>Allo stesso tempo, resiste una linea più classica, che continua a privilegiare sobrietà e coerenza cromatica. Due approcci diversi, che convivono e raccontano un’evoluzione in atto: quella di un uomo sempre più attento ai dettagli.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Più di un accessorio</h3>



<p>Considerare le calze un elemento secondario significa sottovalutare la logica stessa della moda maschile, fatta di equilibri, proporzioni e piccoli segnali. In un guardaroba ben costruito, nulla è lasciato al caso, e proprio nei dettagli si misura la differenza tra un outfit qualsiasi e uno realmente curato.</p>



<p>Perché, in fondo, l’eleganza maschile non è mai ostentazione, ma precisione. Anche – e soprattutto – a partire da ciò che spesso non si vede subito.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Moda sostenibile: cosa succede ai vestiti che buttiamo e perché non dovremmo farlo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moda-sostenibile-cosa-succede-ai-vestiti-che-buttiamo-e-perche-non-dovremmo-farlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 15:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[fast fashion]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[riciclare vestiti]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni, il tema della moda sostenibile è diventato centrale nel dibattito ambientale. Ogni anno, miliardi di capi d’abbigliamento invecchiano o vengono scartati, e la loro destinazione finale ha [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni, il tema della <strong>moda sostenibile</strong> è diventato centrale nel dibattito ambientale. Ogni anno, miliardi di capi d’abbigliamento invecchiano o vengono scartati, e la loro destinazione finale ha un impatto significativo sull’ambiente. Secondo i dati dell’<strong>Ellen MacArthur Foundation</strong>, circa il 73% dei vestiti prodotti finisce in discarica o negli inceneritori entro pochi anni dalla loro fabbricazione. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Dove finiscono i vestiti che buttiamo?</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Discariche</strong> – La maggior parte dei vestiti scartati finisce in discarica, dove le fibre sintetiche, come poliestere e nylon, possono impiegare fino a 200 anni per degradarsi. Durante questo processo, rilasciano microplastiche e sostanze chimiche nel suolo e nelle falde acquifere.</li>



<li><strong>Inceneritori</strong> – Una quota significativa viene bruciata per ridurre i volumi, ma l’incenerimento genera emissioni di CO₂ e altri inquinanti atmosferici. Il risultato è un contributo diretto al cambiamento climatico e all’inquinamento locale.</li>



<li><strong>Mercati di seconda mano</strong> – Una piccola parte dei vestiti viene recuperata e rivenduta nei mercati dell’usato o esportata nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, anche questa pratica può avere effetti negativi se gestita male: la saturazione del mercato locale può danneggiare le economie tessili locali.</li>



<li><strong>Riciclo tessile</strong> – Pochissimi vestiti vengono realmente riciclati in nuovi capi. Le tecnologie esistono, ma sono ancora costose e complesse da applicare su larga scala. Alcune fibre naturali possono essere compostate, mentre le fibre sintetiche possono essere trasformate in materiali per isolamento o imbottiture. </li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">L’importanza di non buttare i vestiti</h3>



<p>Ogni capo d’abbigliamento ha un <strong>impronta ambientale</strong>: dalla produzione di fibre, al trasporto, ai processi chimici necessari per colorazione e finitura. Gettarli significa sprecare risorse idriche, energia e materie prime. La moda sostenibile invita a <strong>ridurre, riutilizzare e riciclare</strong>, seguendo il principio delle 3R:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Ridurre</strong>: acquistare meno e con più consapevolezza, preferendo capi di qualità e durevoli.</li>



<li><strong>Riutilizzare</strong>: donare, vendere o scambiare abiti che non usiamo più.</li>



<li><strong>Riciclare</strong>: affidarsi a punti di raccolta e a marchi che promuovono il riciclo tessile.</li>
</ul>



<p>Le iniziative di economia circolare sono in crescita: marchi globali come H&amp;M e Patagonia hanno programmi di restituzione dei vestiti usati, mentre startup innovative trasformano vecchi abiti in nuovi tessuti o prodotti sostenibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa possiamo fare noi</h3>



<p>Come consumatori, ogni gesto conta. Prima di gettare un capo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Verifica se può essere donato o venduto.</li>



<li>Considera il riuso creativo (trasformare vecchi maglioni in borse, coperte o imbottiture).</li>



<li>Utilizza punti di raccolta per il riciclo tessile, presenti sempre più spesso nei centri commerciali e nei comuni.</li>
</ul>



<p>La moda sostenibile non è solo una tendenza: è un modo concreto per <strong>ridurre l’impatto ambientale</strong>, combattere lo spreco e valorizzare le risorse già disponibili. Ogni vestito recuperato è un passo verso un pianeta più pulito e un sistema tessile più responsabile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Look bambino, cosa indossare questa primavera: guida alle nuove tendenze</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/look-bambino-cosa-indossare-questa-primavera-guida-alle-nuove-tendenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[moda bambino]]></category>
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					<description><![CDATA[La primavera 2026 porta con sé una rivoluzione gentile nel mondo della moda bambino: meno eccessi, più identità. Le nuove tendenze raccontano un equilibrio sempre più marcato tra estetica, funzionalità [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La primavera 2026 porta con sé una rivoluzione gentile nel mondo della moda bambino: meno eccessi, più identità. Le nuove tendenze raccontano un equilibrio sempre più marcato tra estetica, funzionalità e sostenibilità, con uno sguardo attento sia al comfort dei più piccoli sia alle esigenze pratiche delle famiglie.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Colori: natura, energia e libertà</h3>



<p>La palette primaverile si muove su due binari complementari. Da un lato dominano le tonalità naturali – verde salvia, sabbia, azzurro polvere – che richiamano un ritorno all’essenziale. Dall’altro emergono accenti più vivaci come arancio, giallo sole e blu elettrico, utilizzati per dare carattere anche ai look più semplici.<br>Il risultato è un mix equilibrato: outfit mai eccessivi, ma sempre riconoscibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Tessuti: leggerezza e sostenibilità</h3>



<p>Nel 2026 la parola chiave è <strong>traspirabilità</strong>. Cotone biologico, lino e denim leggero diventano protagonisti, affiancati da tessuti tecnici soft-touch pensati per accompagnare il movimento.<br>La sostenibilità non è più un valore aggiunto, ma un requisito implicito: cresce l’attenzione verso materiali certificati e capi durevoli, capaci di resistere a lavaggi frequenti e vita quotidiana intensa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Linee e volumi: libertà di movimento</h3>



<p>Le silhouette si fanno più morbide. Pantaloni ampi, salopette rivisitate, t-shirt oversize e abiti a trapezio permettono ai bambini di muoversi liberamente, senza costrizioni.<br>Scompare quasi del tutto l’abbigliamento “mini-adulto”: al centro torna il bambino, con capi pensati per il gioco, la scuola e il tempo libero.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Stile: tra vintage e contemporaneo</h3>



<p>Una delle tendenze più evidenti è il ritorno a elementi rétro: colletti arrotondati, righe sottili, microfantasie floreali e dettagli artigianali.<br>Questi richiami al passato si fondono però con un design contemporaneo, pulito e funzionale. Ne nasce uno stile ibrido, capace di essere fotografico (perfetto per i social dei genitori) ma anche autentico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Look pratici e versatili</h3>



<p>La primavera impone capi “trasformabili”. Giacche leggere, felpe con zip, gilet e stratificazioni leggere diventano essenziali per affrontare sbalzi di temperatura.<br>L’idea vincente è costruire outfit a strati, facilmente adattabili durante la giornata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Accessori: piccoli dettagli, grande impatto</h3>



<p>Cappellini, zainetti mini, sneakers colorate e occhiali da sole giocano un ruolo centrale. Gli accessori non sono più solo complementi, ma veri elementi identitari del look.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un segnale anche culturale</h3>



<p>Le tendenze primavera 2026 nella moda bambino raccontano un cambiamento più profondo: meno omologazione e più attenzione alla qualità, alla durata e al benessere.<br>Vestire i più piccoli non è più solo una questione estetica, ma una scelta che intreccia stile di vita, valori e consapevolezza.</p>



<p>In questo scenario, la moda diventa uno strumento educativo silenzioso: insegna il rispetto per l’ambiente, il valore delle cose fatte bene e, soprattutto, lascia spazio alla libertà di essere bambini.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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