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	<title>Storie di persone | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Nel silenzio degli abissi: la straordinaria storia di Alessia Zecchini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nel-silenzio-degli-abissi-la-straordinaria-storia-di-alessia-zecchini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 10:54:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[alessia zecchini]]></category>
		<category><![CDATA[apneista]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono sportivi che inseguono il cronometro, altri che sfidano gli avversari. Poi ci sono atleti come Alessia Zecchini, che ogni volta affrontano qualcosa di molto più profondo: i propri [...]]]></description>
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<p>Ci sono sportivi che inseguono il cronometro, altri che sfidano gli avversari. Poi ci sono atleti come Alessia Zecchini, che ogni volta affrontano qualcosa di molto più profondo: i propri limiti.</p>



<p>Romana, classe 1992, Zecchini è considerata una delle più grandi apneiste della storia contemporanea. Una carriera costruita metro dopo metro, immersione dopo immersione, fino a diventare un punto di riferimento mondiale in una disciplina che richiede preparazione atletica, controllo mentale e una straordinaria capacità di gestire il rapporto con il mare.</p>



<p>Fin da giovanissima ha mostrato un talento fuori dal comune per l’apnea, entrando presto nel giro della Nazionale italiana e collezionando successi internazionali. Nel corso degli anni ha conquistato titoli mondiali ed europei e stabilito numerosi record, contribuendo a rendere più popolare una disciplina spesso lontana dai riflettori del grande pubblico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La ricerca della profondità</h3>



<p>Per chi pratica l’apnea, la profondità non è soltanto una misura. È una sfida continua con sé stessi. Ogni metro conquistato richiede concentrazione assoluta, conoscenza del proprio corpo e rispetto per un ambiente che non concede errori.</p>



<p>Alessia Zecchini ha fatto di questa ricerca il centro della propria vita sportiva, raggiungendo traguardi che per molti anni erano sembrati impossibili. Le sue imprese hanno dimostrato come il limite umano sia spesso più mentale che fisico, trasformandola in una delle figure più influenti dell&#8217;apnea internazionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La tragedia che ha commosso il mondo</h3>



<p>La notorietà mondiale è arrivata anche attraverso una vicenda dolorosa. Nel 2017, durante un&#8217;immersione al Blue Hole di Dahab, in Egitto, perse la vita il safety diver irlandese Stephen Keenan, intervenuto per assisterla nelle fasi finali della risalita.</p>



<p>Una tragedia che ha segnato profondamente il mondo dell&#8217;apnea e la stessa atleta, diventata poi il fulcro del documentario The Deepest Breath, che ha raccontato al grande pubblico il lato più affascinante e al tempo stesso più rischioso di questo sport.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Oltre i record</h3>



<p>Dopo quel drammatico episodio, molti si sarebbero fermati. Zecchini ha invece scelto di continuare. Negli anni successivi è tornata a competere ai massimi livelli, stabilendo nuovi record mondiali e confermandosi tra le protagoniste assolute dell&#8217;apnea internazionale.</p>



<p>La sua storia è quella di un&#8217;atleta capace di trasformare il talento in eccellenza, ma anche di affrontare il peso delle sconfitte e delle ferite che la vita può lasciare. Un percorso fatto di sacrifici, disciplina e resilienza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un simbolo di determinazione</h3>



<p>In un&#8217;epoca in cui lo sport è spesso associato alla visibilità e ai riflettori, Alessia Zecchini rappresenta una figura diversa. La sua sfida si svolge lontano dal rumore, nel silenzio delle profondità marine, dove non contano le parole ma la capacità di ascoltare sé stessi.</p>



<p>È forse questo il motivo per cui la sua vicenda continua ad affascinare. Non solo per i record o per le medaglie, ma per ciò che racconta della natura umana: il desiderio di andare oltre, di esplorare l&#8217;ignoto e di non smettere mai di cercare nuovi orizzonti, anche quando il mare diventa metafora della vita stessa.</p>



<p>(Foto Alessia Zecchini &#8211; Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=55073476)</p>
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		<title>Un medico salernitano ai vertici nazionali dell’odontoiatria: Gaetano Ciancio vicepresidente ANDI</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/un-medico-salernitano-ai-vertici-nazionali-dellodontoiatria-gaetano-ciancio-vicepresidente-andi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 12:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[andi]]></category>
		<category><![CDATA[dentista]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano ciancio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente dell’Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Salerno, Gaetano Ciancio, è stato eletto alla carica di vice presidente nazionale dell’ANDI,&#160;l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani,&#160;la più [...]]]></description>
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<p>Il presidente dell’Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Salerno, Gaetano Ciancio, è stato eletto alla carica di vice presidente nazionale dell’ANDI,&nbsp;<a>l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani,&nbsp;</a>la più rappresentativa organizzazione di categoria del settore medico-odontoiatrico con circa 30.000 iscritti su tutto il territorio nazionale.</p>



<p>«<em>L’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Salerno </em>– afferma il presidente dell’OMCeO, Giovanni D’Angelo &#8211; <em>si complimenta per il prestigioso risultato conseguito dal dottore Ciancio. È motivo di orgoglio che il presidente dell’Albo degli Odontoiatri della Provincia di Salerno, componente del consiglio direttivo di questo Ordine, ricopra una funzione così importante a livello nazionale</em>».</p>



<p>«<em>Questa elezione rappresenta per me un grande onore ma soprattutto una responsabilità verso tutti i colleghi odontoiatri italiani</em> – dichiara Gaetano Ciancio &#8211; <em>L’ANDI dovrà continuare a essere un punto di riferimento autorevole nella tutela della professione, nella difesa del rapporto fiduciario medico-paziente e nella promozione della qualità delle cure</em>».</p>



<p>L’elezione del professionista salernitano, medico odontoiatra e specialista in Ortognatodonzia, è il coronamento di un lungo percorso professionale, scientifico, ordinistico e sindacale che negli anni lo ha visto in numerosi ruoli di responsabilità a livello regionale e nazionale. Nell’ANDI ha guidato per anni la sezione provinciale di Salerno. È consigliere d’amministrazione di ANDI Oris Broker.</p>
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		<title>Addio a Carlo Petrini, il padre di Slow Food innamorato del Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/addio-a-carlo-petrini-il-padre-di-slow-food-innamorato-del-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 10:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[cibo buono]]></category>
		<category><![CDATA[cibo giusto]]></category>
		<category><![CDATA[cibo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[cultura alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[È morto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e teorico del cibo “buono, pulito e giusto”. Aveva 76 anni. Il decesso è avvenuto nella tarda serata di ieri a Bra, [...]]]></description>
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<p class="p1">È morto <strong>Carlo Petrini</strong>, fondatore di Slow Food e teorico del cibo “buono, pulito e giusto”. Aveva 76 anni. Il decesso è avvenuto nella tarda serata di ieri a Bra, in provincia di Cuneo, la città dove era nato nel 1949 e dalla quale aveva dato vita a uno dei movimenti culturali e alimentari più influenti al mondo.</p>



<p class="p1">Gastronomo, giornalista, scrittore e attivista, Petrini – “Carlin” per amici e collaboratori – aveva trasformato il tema dell’alimentazione in una battaglia civile globale, legando la tutela del cibo alla difesa dell’ambiente, della biodiversità e delle comunità locali. La sua frase più celebre, “Chi semina utopia, raccoglie realtà”, sintetizzava la visione che lo aveva accompagnato per tutta la vita.</p>



<p class="p1">Nel 1986 fondò Slow Food, nato inizialmente come risposta culturale all’omologazione alimentare e diventato negli anni una rete internazionale presente in oltre 150 Paesi. Dal movimento sarebbero poi nati progetti come Terra Madre e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, esperienze che hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra produzione agricola, sostenibilità e consumo consapevole.</p>



<p class="p1">Profondo il suo legame con il Mezzogiorno e in particolare con il <strong>Cilento</strong>, territorio che Petrini considerava uno dei simboli più autentici della dieta mediterranea e della civiltà contadina italiana. Più volte ospite tra Pollica, Pioppi e i borghi dell’area cilentana, aveva sostenuto le produzioni locali e i piccoli agricoltori, indicando il Cilento come modello di equilibrio tra uomo, territorio e qualità della vita.</p>



<p class="p1">Negli anni aveva partecipato a numerose iniziative dedicate alla valorizzazione delle aree interne e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari cilentane, ribadendo la necessità di proteggere biodiversità e culture rurali dalla standardizzazione globale. “Il futuro è nelle comunità”, ripeteva spesso durante i suoi incontri pubblici.</p>



<p class="p1">La notizia della sua morte ha suscitato cordoglio nel mondo istituzionale, culturale e agricolo. Messaggi di vicinanza sono arrivati da associazioni, produttori e amministratori locali italiani e stranieri. Slow Food, in una nota, lo ha ricordato come “un uomo di grande visione, capace di trasformare un sogno collettivo in una rete mondiale di persone unite dalla cura per la terra e per il bene comune”.</p>



<p class="p1">Con Carlo Petrini scompare una delle figure più rappresentative dell’ambientalismo e della cultura gastronomica contemporanea. La sua eredità, costruita tra battaglie civili e difesa dei territori, continuerà a vivere nelle comunità che in questi decenni hanno condiviso il suo progetto.</p>
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		<title>Dal Cilento all’innovazione europea: Antonio Pagnotto nel comitato del Polo nazionale droni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-cilento-allinnovazione-europea-antonio-pagnotto-nel-comitato-del-polo-nazionale-droni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 08:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia e Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[antonio pagnotto]]></category>
		<category><![CDATA[italia tech communication]]></category>
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					<description><![CDATA[Antonio Pagnotto, imprenditore originario di Bellosguardo (SA), CEO e fondatore di ItaliaTech Communications Srl, è stato nominato membro del Comitato Tecnico Scientifico del Polo Nazionale Droni, realtà nazionale impegnata nei [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Antonio Pagnotto, imprenditore originario di Bellosguardo (SA), CEO e fondatore di ItaliaTech Communications Srl, è stato nominato membro del Comitato Tecnico Scientifico del Polo Nazionale Droni, realtà nazionale impegnata nei settori innovazione, UAS/UAM, aerospace, cybersecurity e tecnologie strategiche.</p>



<p>Una nomina che rappresenta un importante riconoscimento professionale per un giovane imprenditore cilentano che negli anni ha sviluppato un percorso internazionale nel settore delle telecomunicazioni strategiche, cybersecurity, mission critical systems e tecnologie dual use, costruendo un ecosistema imprenditoriale tra Italia, Romania e Serbia attraverso il gruppo ItaliaTech.</p>



<p>Il Comitato Tecnico Scientifico del Polo Nazionale Droni riunisce figure provenienti dal mondo aerospace, ricerca, innovazione, industria, difesa e università, con l’obiettivo di favorire sviluppo tecnologico, cooperazione e nuove progettualità nei settori strategici del futuro.</p>



<p>«<em>Per me rappresenta un grande onore poter entrare a far parte di un contesto composto da autorevoli professionalità e competenze</em> &#8211; dichiara Antonio Pagnotto. &#8211; <em>Questa nomina rappresenta non solo un importante traguardo professionale, ma soprattutto una responsabilità e un’opportunità di contribuire alla crescita di un ecosistema europeo sempre più orientato verso innovazione, cybersecurity, aerospace e tecnologie strategiche</em>.»</p>



<p>Classe 1989, associato Federmanager e membro delle realtà associative Confindustria Romania e Confindustria Serbia, Pagnotto opera da anni nei settori cybersecurity, telecomunicazioni strategiche e innovazione tecnologica europea, promuovendo progetti e collaborazioni internazionali tra Italia e area balcanica.</p>



<p>Tra le iniziative recentemente avviate vi è anche il progetto “Rome Aerospace &amp; Cyber Forum”, evento internazionale dedicato ai temi aerospace, cyber, telecomunicazioni strategiche e tecnologie dual use, che si terrà a Roma il 15 ottobre 2026 presso Spazio Europa – David Sassoli, promosso da ItaliaTech Communications in collaborazione con il Polo Nazionale Droni.</p>



<p>«<em>Credo fortemente nella necessità di creare connessioni tra impresa, innovazione, ricerca e visione internazionale</em> &#8211; conclude Pagnotto. &#8211; <em>Anche dai territori del Sud Italia possono nascere percorsi imprenditoriali capaci di dialogare con ecosistemi europei e tecnologie strategiche del futuro.</em>»</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cilento Vallo di Diano Experience: Luigi Pisani è la voce ufficiale del podcast che racconta un viaggio di bellezza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-vallo-di-diano-experience-luigi-pisani-e-la-voce-ufficiale-del-podcast-che-racconta-un-viaggio-di-bellezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Cilento Vallo di Diano Experience]]></category>
		<category><![CDATA[luigi pisani]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto Cilento Vallo di Diano Experience per le città creative dell’Unesco nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni continua il suo percorso di promozione e valorizzazione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il progetto Cilento Vallo di Diano Experience per le città creative dell’Unesco nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni continua il suo percorso di promozione e valorizzazione con un podcast dedicato a ogni comune della rete di “bellezza” che, nel corso di un biennio, ha visto l’alternanza di numerosi eventi a vocazione turistica.</p>



<p>L’obiettivo è costruire un’identità territoriale condivisa e attrattiva, unendo cultura, natura, bellezza, enogastronomia e accoglienza. Capaccio Paestum è il comune capofila del progetto, insieme a una rete di altri nove siti che formano l’anima più vera e variegata del territorio: Ascea, Castellabate, Ceraso, Montecorice, Padula, Perdifumo, San Giovanni a Piro, San Mauro Cilento e Serramezzana.</p>



<p>Dopo gli itinerari tematici, tra voli in mongolfiera e passeggiate fotografiche, arriva il primo podcast dedicato al Cilento Vallo di Diano e Alburni. La serie è composta da dieci episodi più una puntata pilota, raccontati dalla voce di Luigi Pisani.</p>



<p>Nato ad Agropoli e oggi stabilmente a Roma, l’attore è rimasto profondamente legato alle sue origini cilentane. «Sono nato e cresciuto nel Cilento fino all’età di diciotto anni – racconta – per poi trasferirmi nella capitale. In Cilento ho ancora la mia famiglia d’origine, amici e parenti, soprattutto ho un legame fortissimo con questa terra. A volte poi capita che la mia professione s’incroci con le mie radici ed è bellissimo».</p>



<p>Ed è capitato nel 2010, per il suo debutto al cinema da protagonista con <em>Noi credevamo</em> di Mario Martone. «<em>Di storie, grazie al mio lavoro </em>– continua – <em>ne racconto tante. Alcune nascono sul palcoscenico, altre davanti a una macchina da presa. Questa che ha per protagonista Cilento Vallo di Diano Experience – conclude – non ha bisogno di scenografie. Il palcoscenico è perfetto così com’è e sono davvero orgoglioso di poterla raccontare con la mia voce che è figlia di questa terra meravigliosa</em>».</p>



<p>Gli episodi avranno una durata media di cinque minuti e saranno pubblicati ogni due settimane sui canali social ufficiali del progetto Unesco e sull’app gratuita Cilento Vallo di Diano Experience. Dopo la puntata pilota, la prima tappa raccontata sarà Capaccio Paestum.</p>



<p>Il podcast sarà disponibile in streaming e scaricabile su smartphone e tablet, per essere ascoltato in qualsiasi momento e da qualsiasi parte del mondo: per sentirsi a casa, per chi è lontano, o per conoscere nuovi luoghi, per chi è alla ricerca di nuove esperienze.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;L&#8217;uomo elastico&#8221; vince il premio &#8220;Le eccellenze del Made in Italy al Sud&#8221; per lo storytelling</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/luomo-elastico-vince-il-premio-le-eccellenze-del-made-in-italy-al-sud-per-lo-storytelling/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 09:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[l'uomo elastico]]></category>
		<category><![CDATA[le Eccellenze del Made in Italy al Sud]]></category>
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					<description><![CDATA[Napoli si inchina al talento e al coraggio di&#160;Nunzio Bellino. Nella prestigiosa cornice partenopea, l’attore e personaggio televisivo, noto al grande pubblico come&#160;&#8220;l’Uomo Elastico&#8221;, ha ricevuto il premio&#160;&#8220;Le Eccellenze del [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Napoli si inchina al talento e al coraggio di&nbsp;<strong>Nunzio Bellino</strong>. Nella prestigiosa cornice partenopea, l’attore e personaggio televisivo, noto al grande pubblico come&nbsp;<strong>&#8220;l’Uomo Elastico&#8221;</strong>, ha ricevuto il premio&nbsp;<strong>&#8220;Le Eccellenze del Made in Italy al Sud&#8221;</strong>&nbsp;per lo storytelling.</p>



<p>L&#8217;evento, svoltosi al&nbsp;<strong>Maschio Angioino</strong>, è stato promosso dall&#8217;associazione&nbsp;<em>Vetrinisti &amp; Visual Europei</em>&nbsp;e fortemente voluto dal presidente&nbsp;<strong>Giuseppe Marco Pasquarella</strong>. L&#8217;iniziativa ha goduto del patrocinio del Comune di Napoli, vedendo la partecipazione di importanti esponenti delle istituzioni del Consiglio Comunale. Un riconoscimento che celebra non solo la carriera artistica di Bellino, ma soprattutto la sua capacità di trasformare la propria condizione in un potente strumento di narrazione e sensibilizzazione sociale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un monologo che incanta: l&#8217;arte come riscatto</strong></h3>



<p>Il momento più alto della serata è stato raggiunto quando Nunzio Bellino è salito sul palco per recitare il suo celebre monologo. Il silenzio in sala è stato rotto solo da uno scrosciante applauso che ha accolto le sue prime parole. Con la sua gestualità unica e un&#8217;intensità emotiva travolgente, Bellino ha saputo incantare la platea, portando in scena il dolore, la resilienza e la bellezza della diversità.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le dichiarazioni: «<em>Non mollate mai</em></strong>»</h3>



<p>Visibilmente emozionato, stringendo tra le mani il premio, l&#8217;attore ha voluto dedicare il riconoscimento a chi ha sempre sostenuto il suo percorso:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«<em>Ricevere questo premio nella mia terra, tra la mia gente, ha un sapore speciale. Voglio ringraziare di cuore il presidente Giuseppe Marco Pasquarella e l’associazione Vetrinisti &amp; Visual Europei per aver creduto nella mia storia. Grazie alle istituzioni presenti e a tutti coloro che, fin dall&#8217;inizio, hanno visto oltre la mia elasticità, scorgendo l&#8217;uomo e l&#8217;artista.</em>»</p>
</blockquote>



<p>Bellino, diventato ormai un vero e proprio simbolo nazionale&nbsp;<strong>delle malattie rare e</strong>&nbsp;nella lotta contro il&nbsp;<strong>bullismo</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>cyberbullismo</strong>, ha lanciato un appello accorato alle nuove generazioni e a chi soffre di patologie rare:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«<em>Questo premio è per tutti i &#8216;guerrieri invisibili&#8217;. A chi subisce vessazioni, a chi viene deriso per la propria unicità, dico: non mollate mai. La vostra fragilità è la vostra forza più grande. Continuerò a battermi affinché le malattie rare non siano più un tabù e perché il bullismo venga sconfitto dalla cultura del rispetto e dell&#8217;empatia. Siamo noi il vero &#8216;Made in Italy&#8217;, quello fatto di cuore, coraggio e dignità.</em>»</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un simbolo di resilienza</strong></h3>



<p>Nunzio Bellino si conferma una figura chiave nel panorama culturale italiano. La sua capacità di fare storytelling non è solo una tecnica attoriale, ma una missione di vita. Attraverso il cinema, la TV e i fumetti, &#8220;l’Uomo Elastico&#8221; continua a tendere la mano verso chi si sente ai margini, dimostrando che l&#8217;eccellenza del Made in Italy è, prima di tutto, un&#8217;eccellenza di umanità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il giornalista Lorenzo Peluso tra i vincitori del premio “Michele Schiavone”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-giornalista-lorenzo-peluso-tra-i-vincitori-del-premio-michele-schiavone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 16:11:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo peluso]]></category>
		<category><![CDATA[premio michele schiavone]]></category>
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					<description><![CDATA[Un riconoscimento internazionale per la valorizzazione di persone, associazioni ed enti che si sono distinti nella tutela dei diritti degli italiani nel mondo e nella promozione del patrimonio umano, sociale [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un riconoscimento internazionale per la valorizzazione di persone, associazioni ed enti che si sono distinti nella tutela dei diritti degli italiani nel mondo e nella promozione del patrimonio umano, sociale e culturale della nostra emigrazione.</p>



<p>Il giornalista valdianese Lorenzo Peluso è tra i vincitori della prima edizione del Premio Michele Schiavone. «<em>Un onore immenso. Non ho parole. Sono veramente onorato di questo Premio. Nel nome di Michele Schiavone.</em>»</p>



<p>Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero annuncia i vincitori della prima edizione del Premio dedicato alla memoria di Michele Schiavone, già Consigliere e poi Segretario generale del CGIE dal 2016 al 2024, figura simbolo dell’impegno civile a favore delle comunità italiane oltre confine, scomparso prematuramente dopo una vita dedicata ai connazionali nel mondo con altruismo, generosità e spirito di servizio.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>I vincitori dell’edizione 2026, scelti tra le 17 candidature pervenute</strong></p>



<p>Categoria persona (ex aequo): Lorenzo Peluso e Valentino De Rogatis (Austria)</p>



<p>Categoria associazione (ex aequo): Associazione di volontariato Mondo Italiano (Regno Unito) e Federazione delle Colonie Libere Italiane In Svizzera (FCLIS)</p>



<p>Categoria ente: Comitato Assistenza Italiana (Co.As.It.) di Melbourne (Australia)</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>La cerimonia</strong></p>



<p>Si darà lettura delle motivazioni durante la cerimonia di premiazione, alla presenza dei familiari di Michele Schiavone, il 14 maggio in occasione dell’Assemblea plenaria del CGIE, alla quale i vincitori saranno invitati come ospiti.</p>



<p>La giuria, il cui Presidente onorario è il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, è composta dal Comitato di Presidenza del CGIE, dal Segretario generale della Farnesina, ambasciatore Riccardo Guariglia, dal Presidente della Conferenza Stato-Regioni, Massimiliano Fedriga, dal Presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, dalla direttrice di RAI Italia, Mariarita Grieco e presieduta dalla Segretaria generale del CGIE, Maria Chiara Prodi.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stanley Tucci, riemerge l’atto di nascita del nonno: il legame con la Calabria ricostruito dal Museo del Cognome</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/stanley-tucci-riemerge-latto-di-nascita-del-nonno-il-legame-con-la-calabria-ricostruito-dal-museo-del-cognome/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 17:35:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Le origini italiane di Stanley Tucci tornano al centro dell’attenzione grazie a una ricostruzione diffusa sui canali social del Museo del Cognome di Padula, in provincia di Salerno. L’istituto, che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Le origini italiane di Stanley Tucci tornano al centro dell’attenzione grazie a una ricostruzione diffusa sui canali social del Museo del Cognome di Padula, in provincia di Salerno. L’istituto, che si occupa di genealogie e storie familiari legate ai cognomi italiani, ha pubblicato un post che collega l’attore hollywoodiano alla Calabria.</p>



<p class="p1">Secondo quanto riportato, il nonno paterno dell’interprete – Stanislao Tucci, da cui deriverebbe anche il nome di battesimo dell’attore – sarebbe originario di Marzi, piccolo centro della provincia di Cosenza. A supporto della ricostruzione, il museo ha condiviso anche documenti d’archivio: l’atto di nascita del familiare e quello del matrimonio celebrato negli Stati Uniti, in Vermont, con Anna Teresa Pisani, anch’ella di origini italiane.</p>



<p class="p1">Il post, pubblicato in concomitanza con l’interesse rinnovato per l’attore legato alla sua presenza nel sequel de Il diavolo veste Prada, ha rapidamente attirato l’attenzione degli utenti, alimentando curiosità attorno alla storia familiare di uno dei volti più noti del cinema internazionale.</p>



<p class="p1">Il Museo del Cognome di Padula è da tempo impegnato nella valorizzazione delle migrazioni italiane e delle storie familiari che hanno attraversato l’Atlantico tra Ottocento e Novecento.</p>
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		<title>Pertosa, addio a nonna Clementina: centenaria simbolo del paese e della sua identità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pertosa-addio-a-nonna-clementina-centenaria-simbolo-del-paese-e-della-sua-identita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pertosa]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[centenari]]></category>
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					<description><![CDATA[La comunità di Pertosa è in lutto per la scomparsa di Clementina Caggiano, per tutti semplicemente “nonna Clementina”, venuta a mancare all’età di 103 anni. Un traguardo di vita straordinario [...]]]></description>
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<p>La comunità di Pertosa è in lutto per la scomparsa di Clementina Caggiano, per tutti semplicemente “nonna Clementina”, venuta a mancare all’età di 103 anni. Un traguardo di vita straordinario che l’ha resa, nel tempo, una figura simbolica del paese e della sua memoria collettiva.</p>



<p>Nata il 5 novembre 1923, Clementina ha attraversato oltre un secolo di storia, diventando un punto di riferimento umano e identitario per l’intera comunità. Il suo ricordo è legato non solo alla longevità, ma soprattutto a una vita vissuta con dignità, operosità e profondo attaccamento alle radici.</p>



<p>Solo pochi anni fa Pertosa aveva celebrato con affetto il suo centesimo compleanno, momento che aveva unito il paese in una festa sentita e partecipata. Un legame che si è rinnovato anche lo scorso anno, quando “nonna Clementina” fu scelta per inaugurare la 28ª edizione della Sagra del Carciofo Bianco, tagliando simbolicamente il nastro dell’evento: un gesto carico di significato, capace di unire tradizione, comunità e memoria.</p>



<p>Qualche anno fa Clementina aveva anche assunto un ruolo speciale per i più piccoli del paese, diventando una “maestra” della scuola dell’infanzia di Pertosa. Con grande generosità, e a titolo gratuito, aveva insegnato ai bambini a coltivare gli ortaggi e a prendersi cura del verde. L’incarico le era stato affidato direttamente dal sindaco Domenico Barba e si era concretizzato nell’orto didattico realizzato dal Comune in uno spazio adiacente all’istituto scolastico, dove “nonna Clementina” teneva lezioni ai piccoli allievi.</p>



<p>Nel messaggio diffuso dall’Amministrazione comunale emerge il senso di perdita, ma anche la volontà di custodire l’eredità lasciata da Clementina: una testimonianza di valori, saggezza e identità che continuerà a vivere nel ricordo collettivo. Alla famiglia giungono le condoglianze dell’intera cittadinanza, stretta in queste ore attorno a una figura che ha rappresentato, per generazioni, un pezzo autentico della storia di Pertosa.</p>
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		<title>È morto Alex Zanardi, il campione che sfidò ogni limite: aveva 59 anni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/e-morto-alex-zanardi-il-campione-che-sfido-ogni-limite-aveva-59-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 08:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[È morto Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e simbolo mondiale dello sport paralimpico. Aveva 59 anni. A darne notizia è stata la famiglia, comunicando la scomparsa avvenuta il [...]]]></description>
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<p class="p1">È morto Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e simbolo mondiale dello sport paralimpico. Aveva 59 anni. A darne notizia è stata la famiglia, comunicando la scomparsa avvenuta il 1° maggio. </p>



<p class="p1">Zanardi è stato uno degli esempi più straordinari di resilienza nella storia dello sport. Dopo gli inizi in Formula 1 negli anni Novanta, aveva raggiunto il successo internazionale nella Formula CART, conquistando due titoli e diventando uno dei piloti più spettacolari e amati.</p>



<p class="p1">La sua vita cambiò radicalmente nel 2001, quando un terribile incidente sul circuito del Lausitzring gli costò l’amputazione di entrambe le gambe. Un evento che avrebbe segnato la fine della carriera per molti, ma che per lui rappresentò invece l’inizio di una nuova sfida.</p>



<p class="p1">Con una forza di volontà fuori dal comune, Zanardi tornò a competere e si reinventò atleta paralimpico. Nell’handbike raggiunse risultati straordinari, conquistando quattro medaglie d’oro ai Giochi Paralimpici tra Londra 2012 e Rio 2016 e numerosi titoli mondiali, diventando un punto di riferimento globale. </p>



<p class="p1">Nel 2020 un nuovo, grave incidente durante una staffetta benefica in Toscana lo aveva riportato in condizioni critiche, segnando il suo definitivo allontanamento dalla scena pubblica. </p>



<p class="p1">Con la sua scomparsa, lo sport perde non solo un campione, ma un simbolo universale di coraggio, capace di trasformare ogni caduta in una ripartenza. Zanardi resta l’immagine di un uomo che ha saputo andare oltre i limiti fisici, diventando un’ispirazione per intere generazioni.</p>
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		<title>Pertosa, Assunta Gagliardi nominata Cavaliere della Repubblica italiana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pertosa-assunta-gagliardi-nominata-cavaliere-della-repubblica-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 18:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[assunta gaglierdi]]></category>
		<category><![CDATA[cavaliere della repubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[Un importante riconoscimento per il territorio di Pertosa, il Vallo di Diano e l’intera provincia di Salerno. Assunta Gagliardi, sorella del Consigliere Comunale Francesco Gagliardi, originaria del comune valdianese e [...]]]></description>
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<p>Un importante riconoscimento per il territorio di Pertosa, il Vallo di Diano e l’intera provincia di Salerno. Assunta Gagliardi, sorella del Consigliere Comunale Francesco Gagliardi, originaria del comune valdianese e attualmente in servizio a Roma presso il Ministero della Difesa, è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.<br>L’onorificenza rappresenta uno dei più alti riconoscimenti conferiti dallo Stato italiano a cittadini che si sono distinti per meriti professionali e impegno al servizio della collettività.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="698" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-30-at-18.31.10-698x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-244677" style="width:377px;height:auto" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-30-at-18.31.10-698x1024.jpeg 698w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-30-at-18.31.10-205x300.jpeg 205w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-30-at-18.31.10-768x1126.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-30-at-18.31.10-1047x1536.jpeg 1047w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-30-at-18.31.10.jpeg 1129w" sizes="(max-width: 698px) 100vw, 698px" /></figure>



<p>«<em>È un momento che mi riempie di gratitudine e senso di responsabilità</em> &#8211; ha dichiarato Assunta Gagliardi. &#8211;<em>Questo riconoscimento non è un punto di arrivo personale, ma un messaggio, soprattutto per i giovani: credere nei propri valori, impegnarsi con serietà e contribuire, ciascuno nel proprio ambito, al bene della comunità</em>».</p>



<p>Un traguardo significativo che rende orgogliosa la comunità di Pertosa, testimoniando come impegno, dedizione e professionalità possano essere riconosciuti ai più alti livelli istituzionali.</p>
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		<title>Padula: la Giunta chiede onorificenza al Merito della Repubblica per Miky Bionic</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/padula-la-giunta-chiede-onorificenza-al-merito-della-repubblica-per-miky-bionic/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[giunta comunale di padula]]></category>
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		<category><![CDATA[miky bionic]]></category>
		<category><![CDATA[onorificenza al merito della repubblica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[sindaca michela cimino]]></category>
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					<description><![CDATA[La Giunta comunale di Padula, guidata dalla sindaca Michela Cimino, ha deliberato all’unanimità di chiedere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il conferimento di un’onorificenza al Merito della Repubblica Italiana [...]]]></description>
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<p class="p1">La Giunta comunale di Padula, guidata dalla sindaca Michela Cimino, ha deliberato all’unanimità di chiedere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il conferimento di un’onorificenza al Merito della Repubblica Italiana a Michele Specchiale, conosciuto come “Miky Bionic”.</p>



<p class="p1">La richiesta nasce dal riconoscimento del percorso personale e professionale del cittadino padulese, che ha trasformato la perdita di un arto, conseguenza di un grave incidente sul lavoro avvenuto 18 anni fa, in una storia di rinascita e impegno sociale.</p>



<p class="p1">Grazie all’utilizzo di una protesi mioelettrica, Specchiale è diventato un caso di rilievo internazionale anche come DJ, riuscendo a esibirsi in console e a comunicare attraverso la musica un messaggio di inclusione e resilienza.</p>



<p class="p1">Accanto all’attività artistica, svolge la professione di manutentore elettrico ed elettromeccanico e partecipa a numerose iniziative di carattere sociale e formativo. È testimonial di associazioni e progetti nazionali legati alla disabilità, alla sicurezza sul lavoro e all’inclusione, oltre a portare la propria testimonianza in ospedali e scuole.</p>



<p class="p1">Ricopre inoltre il ruolo di DJ ufficiale del Comitato Italiano Paralimpico ed è testimonial del progetto SuperAbile INAIL. Ha preso parte a eventi istituzionali di rilievo, tra cui la cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026, alla presenza del Capo dello Stato.</p>



<p class="p1">“La sua storia incarna i valori della dignità, della resilienza e della solidarietà”, si legge nella motivazione dell’amministrazione comunale, che esprime orgoglio per la candidatura proposta al Presidente della Repubblica.</p>
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		<title>Anne Hathaway eletta “Most beautiful” da People: nuovo equilibrio tra cinema e vita privata</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/anne-hathaway-eletta-most-beautiful-da-people-nuovo-equilibrio-tra-cinema-e-vita-privata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:23:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[anne hathaway]]></category>
		<category><![CDATA[most beautiful]]></category>
		<category><![CDATA[people]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2026 Anne Hathaway è la “donna più bella del mondo”. A incoronarla è il magazine People, che le dedica la copertina del suo speciale annuale “The World’s Most Beautiful”, [...]]]></description>
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<p>Nel 2026 Anne Hathaway è la “donna più bella del mondo”. A incoronarla è il magazine <em>People</em>, che le dedica la copertina del suo speciale annuale “The World’s Most Beautiful”, consacrandola tra le icone contemporanee della bellezza internazionale.</p>



<p>A 43 anni, l’attrice americana vive una fase di piena maturità artistica e personale. Il riconoscimento arriva in un momento particolarmente intenso della sua carriera: cinque i film in uscita nel corso dell’anno, a conferma di una centralità sempre più solida a Hollywood.</p>



<p>Tra questi spicca il ritorno in uno dei ruoli più iconici della sua filmografia: Andy Sachs nel sequel de <em>Il diavolo veste Prada</em>, atteso per il 1° maggio. Un progetto che la riporta, vent’anni dopo, nel mondo che l’ha resa celebre, accanto a Meryl Streep, Emily Blunt e Stanley Tucci, con riprese che hanno attraversato anche la Settimana della Moda di Milano e la partecipazione di ospiti speciali come Lady Gaga e Donatella Versace.</p>



<p>Nell’intervista a <em>People</em>, Hathaway racconta anche il cambiamento più profondo vissuto negli ultimi anni: un nuovo equilibrio personale e professionale. «<em>All’inizio della mia carriera pensavo che essere molto dura con me stessa mi rendesse un’attrice migliore</em>», ha spiegato. «<em>Dopo i 40 ho cambiato prospettiva: non mi interessa più vivere una vita difficile, voglio vivere la parte più luminosa e divertente</em>».</p>



<p>Un’evoluzione sostenuta dalla stabilità familiare, costruita insieme al marito, il produttore Adam Shulman, e ai figli Jonathan e Jack, che rappresentano oggi il suo principale punto fermo.</p>



<p>Guardando al nuovo capitolo di <em>Il diavolo veste Prada</em>, l’attrice sottolinea il valore emotivo del ritorno: «<em>A volte si vorrebbe tornare indietro sapendo quello che si sa oggi. Per me è stato questo: ritrovare lo stesso mondo con una consapevolezza diversa</em>».</p>



<p>Una traiettoria che racconta non solo il successo di una star, ma anche la trasformazione di una donna che ha imparato a misurare la propria carriera e la propria immagine con uno sguardo nuovo, più consapevole e meno severo.</p>



<p>(Foto da <a href="https://people.com/anne-hathaway-worlds-most-beautiful-cover-2026-11950632">https://people.com/anne-hathaway-worlds-most-beautiful-cover-2026-11950632</a>)</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Capaccio Paestum, la moda incontra la storia: al Next il Premio Fashion in Paestum celebra la X edizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/capaccio-paestum-la-moda-incontra-la-storia-al-next-il-premio-fashion-in-paestum-celebra-la-x-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 22:14:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 25 Aprile 2026, a partire dalle ore 20.30, il prestigioso polo fieristico NEXT (Nuova Esposizione Ex-Tabacchificio) ospiterà la decima edizione del Premio Fashion in Paestum Città dei Templi. L’evento, ormai [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sabato <strong>25 Aprile 2026, </strong>a partire dalle ore <strong>20.30</strong>, il prestigioso polo fieristico <strong>NEXT (Nuova Esposizione Ex-Tabacchificio)</strong> ospiterà la decima edizione del <strong>Premio Fashion in Paestum Città dei Templi. </strong>L’evento, ormai punto di riferimento  internazionale per i giovani talenti di moda e il Made in Italy, gode del patrocinio morale del Ministero del Turismo Italiano, Città di Capaccio Paestum, Provincia di Salerno,Camera di Commercio di Salerno, Parco del Cilento, Diano ed Alburni, Fare Ambiente e AISA</p>



<p>La serata presentata da A<strong>nthony Peth</strong> vedrà la partecipazione straordinaria della celebre stilista internazionale <strong>Chiara Boni</strong>; madrina della 10^ edizione 2026 la bellissima modella brasiliana naturalizzata italiana <strong>Dayane Mello.</strong></p>



<p>In passerella si alterneranno le creazioni di università (<strong>Accademia di Belle Arti Napoli &#8211; Abana</strong>), accademie (<strong>Accademia Carol di Nocera Inferiore &#8211; Salerno</strong>) istituti e scuole di moda (<strong>S.M.A. Scuola Moda &amp; Arte di Grottaglie &#8211; Taranto</strong>) insieme alla “prime” del brand locale<strong>&nbsp;Paestum Couture </strong>con la collezione donna 2026/2027 “ CaputAquis”</p>



<p>La kermesse organizzata da <strong>Lucio Jack Di Filippo</strong>, brand manager Moda Paestum e presidente dell’Associazione <strong>Paestum Cilento Moda Aps</strong>, mira a connettere moda e cultura in una cornice architettonica unica a pochi passi dall’ area archeologica dell’antica città di Poseidonia</p>



<p>A mezzo social, <strong>Chiara Boni</strong>, felice del nostro invito dichiara: “Voglio raccontarvi quanto è importante la connessione tra moda e cultura&#8230;.le nostre ispirazioni vengono da tutto quello che ci circonda” riprende la nostra ospite sezione moda 2026; la moda in Italia fattura 100 miliardi di euro, il lusso porta nuovi investitori e soprattutto progresso sociale; credo che ora sia giunto davvero il momento che il “fashion system” assuma un ruolo fondamentale anche nel nostro territorio spiega il direttore artistico<strong> Lucio Jack Di Filippo </strong>in piena sinergia con le istituzioni e le eccellenze imprenditoriali”</p>



<p>Durante la serata ci saranno riconoscimenti di eccellenze socio &#8211; economiche locali e territoriali: Premio Fashion Sezione Moda a<strong> Chiara B</strong>oni<strong> </strong>Premio Fashion Sezione Banca del territorio alla <strong>BCC di Aquara</strong>; <strong> </strong>Premio Fashion Sezione Energia Sostenibile all’ azienda <strong>ABN Energy &amp; Efficiency</strong>;  Premio Fashion Sezione Cilento al <strong>Gruppo Infante</strong>; Premio Fashion sezione Impresa ad <strong>Angelo CICALESE REC D.E.</strong>; Premio Fashion Sezione Cultura all’ Avv. <strong>Elena Foccillo </strong></p>
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		<item>
		<title>Nicola Romeo, la storia di un pioniere dell’automotive italiano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nicola-romeo-la-storia-di-un-pioniere-dellautomotive-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[alfa romeo]]></category>
		<category><![CDATA[nicola romeo]]></category>
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					<description><![CDATA[A centocinquant’anni dalla nascita, la figura di Nicola Romeo torna al centro dell’attenzione non solo per il valore storico, ma per ciò che ancora rappresenta nel racconto industriale italiano. In [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A centocinquant’anni dalla nascita, la figura di Nicola Romeo torna al centro dell’attenzione non solo per il valore storico, ma per ciò che ancora rappresenta nel racconto industriale italiano. In un tempo in cui la transizione tecnologica ridisegna il settore dell’auto, la sua parabola imprenditoriale offre spunti tutt’altro che celebrativi: parla di visione, ma anche di capacità di adattamento.</p>



<p>Nato nel 1876 a Sant’Antimo, in provincia di Napoli, Romeo si forma come ingegnere e costruisce la sua carriera iniziale lontano dall’automobile, nel campo delle macchine industriali. È durante la Prima guerra mondiale che la sua traiettoria cambia radicalmente: rileva il controllo dell’ALFA (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili), riconvertendola alla produzione bellica. Una scelta strategica, dettata dalle esigenze del momento, che segna però l’inizio di una nuova fase.</p>



<p>Nel dopoguerra, Romeo imprime una svolta decisiva: sotto la sua guida nasce il marchio Alfa Romeo, destinato a diventare uno dei simboli più riconoscibili dell’ingegneria e del design italiano nel mondo. Non si tratta solo di un cambio di nome, ma di una visione industriale che punta su innovazione, prestazioni e identità. È in quegli anni che l’automobile smette di essere solo un prodotto meccanico e diventa anche racconto, prestigio, competizione.</p>



<p>La sua esperienza imprenditoriale, tuttavia, non è lineare. Le difficoltà economiche del primo dopoguerra e le tensioni finanziarie portano Romeo a perdere progressivamente il controllo dell’azienda negli anni Venti. Un passaggio che spesso viene letto come un fallimento, ma che in realtà restituisce la complessità di una fase storica in cui industria, finanza e politica si intrecciano in modo instabile.</p>



<p>Oggi, a 150 anni dalla nascita, la figura di Nicola Romeo si presta a una rilettura più matura. Non solo pioniere dell’automotive, ma interprete di un’idea di industria capace di trasformarsi nei momenti di crisi. In un settore – quello dei motori – attraversato oggi da rivoluzioni altrettanto profonde, dalla transizione elettrica alle nuove catene globali del valore, la sua storia torna a essere attuale.</p>



<p>Perché, al netto della retorica celebrativa, il lascito di Romeo è tutto qui: nella capacità di leggere il contesto e di prendere decisioni industriali quando il contesto cambia. Una lezione che, a distanza di un secolo e mezzo, resta sorprendentemente contemporanea.</p>



<p class="has-small-font-size">(Foto da pagina facebook Nicola Romeo 2 aprile 2021)</p>
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		<item>
		<title>La traversata impossibile: quando Trudy Ederle sfidò la Manica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-traversata-impossibile-quando-trudy-ederle-sfido-la-manica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 16:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[manica]]></category>
		<category><![CDATA[Trudy Ederle]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Canale della Manica non è solo un tratto d’acqua. È una frontiera. Fredda, instabile, imprevedibile. Un passaggio che per anni ha messo alla prova marinai, esploratori e nuotatori. Correnti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Canale della Manica non è solo un tratto d’acqua. È una frontiera. Fredda, instabile, imprevedibile. Un passaggio che per anni ha messo alla prova marinai, esploratori e nuotatori. Correnti contrarie, onde corte, traffico navale, sbalzi di temperatura: attraversarlo non è mai stata una semplice questione di resistenza.</p>



<p>Nel 1926, quel confine viene affrontato in un modo che nessuno aveva davvero previsto. A sfidarlo è Trudy Ederle, 20 anni, americana. Non a bordo di un’imbarcazione, ma in acqua. Da sola.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una traversata senza mezzo</h3>



<p>Il 6 agosto parte dalla costa francese. Niente tecnologia, niente supporti moderni. Solo occhialini rudimentali, un costume pesante e il corpo cosparso di grasso per resistere al freddo. Attorno a lei, una piccola barca di supporto. Ma la sfida è tutta fisica, diretta, senza filtri.</p>



<p>La Manica, quel giorno, non è clemente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>correnti che spingono fuori rotta</li>



<li>acqua gelida</li>



<li>onde irregolari che spezzano il ritmo</li>
</ul>



<p>È lo stesso mare che aveva già respinto molti uomini prima di lei. Eppure Ederle continua.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il mare come avversario</h3>



<p>A metà traversata il suo team teme il peggio. Le condizioni sono dure, il tempo si allunga. Dalla barca arriva l’ordine implicito di fermarsi. Lei non accetta.</p>



<p>Quello che accade nelle ore successive non è solo uno sforzo atletico: è una negoziazione continua con il mare. Ogni bracciata è un adattamento. Ogni deviazione di corrente, una correzione mentale prima ancora che fisica.</p>



<p>Dopo <strong>14 ore e 34 minuti</strong>, tocca la costa inglese. Non solo ha attraversato la Manica. Ha fatto meglio di chiunque prima di lei.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un nuovo modo di attraversare</h3>



<p>Fino a quel momento, la Manica era una sfida dominata da una logica: resistere abbastanza a lungo. Trudy Ederle cambia il paradigma. Introduce ritmo, tecnica, strategia. Dimostra che anche senza un mezzo, si può “navigare” quel tratto di mare con intelligenza, non solo con forza.</p>



<p>In un certo senso, la sua è una traversata nautica senza imbarcazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Oltre la leggenda</h3>



<p>Quella del 1926 resta una delle imprese più simboliche legate al mare del Novecento. Non solo per il risultato, ma per il contesto: un ambiente ostile, affrontato senza strumenti, dove il margine di errore è minimo.</p>



<p>Oggi attraversare la Manica è ancora una sfida rispettata. Tecnologie, preparazione e supporti sono cambiati. Il mare, no. E forse è proprio questo il punto.</p>



<p>Alcune imprese non invecchiano, perché non cambia il loro avversario. La Manica resta lì. E quella traversata, ancora oggi, somiglia più a una rotta che a una gara.</p>



<p class="has-small-font-size">(Foto da enciclopediadelledonne.it)</p>
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		<title>Un editore fuori dagli schemi: il viaggio di Giuseppe Maria Marmo parte da San Rufo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/un-editore-fuori-dagli-schemi-il-viaggio-di-giuseppe-maria-marmo-parte-da-san-rufo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[San Rufo]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe maria marmo]]></category>
		<category><![CDATA[Narhval Edizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[La storia di Giuseppe Maria Marmo corre sulle pagine. Nato a San Rufo, Marmo è editor, articolista, ghostwriter e fondatore di Narhval Edizioni, casa editrice indipendente nata nel 2024 e [...]]]></description>
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<p>La storia di Giuseppe Maria Marmo corre sulle pagine. Nato a San Rufo, Marmo è editor, articolista, ghostwriter e fondatore di Narhval Edizioni, casa editrice indipendente nata nel 2024 e sono diversi i libri che la sua casa editrice sta pubblicando. </p>



<p>Dopo una formazione in Lettere Moderne e una laurea magistrale in Editoria e Scrittura presso l’Università La Sapienza di Roma, ha affiancato agli studi umanistici un percorso tecnico in grafica editoriale e web design, sviluppando una competenza trasversale che gli consente di seguire l’intero processo del libro, dall’editing alla progettazione grafica fino alla promozione.</p>



<p>Nel corso degli anni ha lavorato come copywriter, editor e ghostwriter, collaborando con aziende e progetti editoriali come Il Foglio. Questo doppio sguardo — operativo e critico — lo ha portato a maturare una riflessione sul mercato librario contemporaneo e sul ruolo della letteratura oggi, sempre più spesso sospesa tra esigenza espressiva e logiche di consumo.</p>



<p>Da questa consapevolezza nasce Narhval Edizioni. Non semplicemente come impresa editoriale, ma come progetto culturale: una realtà indipendente che si propone di restituire centralità al libro come forma artistica e strumento di confronto con l’alterità. L’idea alla base è che la letteratura non sia intrattenimento, ma un’esperienza capace di mettere in crisi il lettore e di aprire nuove prospettive.</p>



<p>Il nome della casa editrice richiama il narvalo, animale simbolico che vive tra profondità e superficie: una metafora della linea editoriale, sospesa tra tradizione e contemporaneità, tra recupero di opere dimenticate e ricerca di nuove voci. Il catalogo si articola in collane come Sommersi, dedicate alla riscoperta di autori fuori dal canone, ed Emersi, rivolte alla narrativa contemporanea.</p>



<p>Con una produzione volutamente limitata e una forte attenzione alla qualità formale e contenutistica, Narhval Edizioni si inserisce nel panorama delle piccole case editrici italiane come un progetto che privilegia la ricerca, l’identità e la costruzione di un catalogo coerente, pensato come un organismo in continuo dialogo con il presente.</p>



<p>Per Marmo, fondare Narhval significa abitare una contraddizione: restare dentro il proprio tempo senza accettarne completamente le regole. Muoversi in una zona di confine, cercando — libro dopo libro — non tanto risposte definitive, quanto nuove forme di attraversamento della realtà. </p>
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		<title>Da Caggiano a Parigi: l’arte di Antonella Carucci conquista la scena internazionale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-caggiano-a-parigi-larte-di-antonella-carucci-conquista-la-scena-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caggiano]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[antonella carucci]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[opere in marmo]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[L’artista di Caggiano, Antonella, Carucci dopo i riconoscimenti ottenuti in Italia, sta conquistando anche Parigi con le sue straordinarie opere in marmo, in esposizione nella Galleria “Sevres”. La mostra “Connessioni: [...]]]></description>
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<p>L’artista di Caggiano, Antonella, Carucci dopo i riconoscimenti ottenuti in Italia, sta conquistando anche Parigi con le sue straordinarie opere in marmo, in esposizione nella Galleria “Sevres”. </p>



<p>La mostra “Connessioni: occhi e riflessi” rappresenta un vero e proprio viaggio nello sguardo: le sue sculture, impreziosite da specchi inseriti negli occhi, coinvolgono lo spettatore in modo unico, rendendolo parte integrante dell’opera. Un dialogo profondo tra identità, percezione e relazione con l’altro.<br>Antonella Carucci, diplomata all’Istituto d’Arte di Potenza e all’Accademia di Belle Arti di Carrara (Sezione Scultura e Restauro del Marmo), ha perfezionato le sue tecniche proprio nella città simbolo della lavorazione del marmo, distinguendosi per sensibilità artistica e originalità. Insegna arte presso la scuola media di Caggiano, trasmettendo quotidianamente ai nostri ragazzi e ragazze passione, creatività e amore per il bello. Vive e lavora nella comunità di Caggiano, portando nel mondo il nome di Caggiano con talento e dedizione. In Francia è accompagnata dal marito Leonardo Gianì, anch’egli eccellente scultore.</p>



<p>Ieri, inoltre, ha partecipato alla maratona di Parigi indossando il pettorale di un’associazione impegnata nella lotta contro le malattie rare, promuovendo per l’occasione la raccolta fondi “Corriamo insieme per la Ricerca”.</p>
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		<title>Orgoglio campano, Pasquale Greco è campione italiano di Gigante: primo titolo italiano per un napoletano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/orgoglio-campano-pasquale-greco-e-campione-italiano-di-gigante-primo-titolo-italiano-per-un-napoletano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 08:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[pasquale greco]]></category>
		<category><![CDATA[Sci]]></category>
		<category><![CDATA[sci club napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva il titolo tricolore per un napoletano nella quarta giornata dei Campionati Italiani Children di sci alpino, in corso di svolgimento a Pila in Valle d’Aosta. L’impresa porta la firma [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Arriva il titolo tricolore per un napoletano nella quarta giornata dei Campionati Italiani Children di sci alpino, in corso di svolgimento a Pila in Valle d’Aosta.</p>



<p>L’impresa porta la firma di Pasquale Greco, atleta dello sci club Napoli, che è stato premiato oggi come campione italiano di slalom gigante della categoria Ragazzi. Il primo titolo italiano nella categoria maschile e la prima volta anche per un napoletano doc.</p>



<p>Pasquale Greco classe 2012 ha disputato la prima manche classificandosi in quarta posizione, ma dopo una strepitosa seconda prova nella quale ha fatto registrare il secondo tempo assoluto è balzato in testa alla classifica. Alle sue spalle il valdostano Mattia Pedoja Maso che era al comando dopo la prima prova, superato con un distacco di 3/100 di secondo.</p>



<p><em>«Pasquale ha messo gli sci per la prima volta con noi – </em>ha dichiarato Stefano Bosio, suo allenatore e uno dei tracciatori della gara di oggi<em> – e ha sempre gareggiato con i colori dello sci club Napoli. Un fedelissimo che ha seguito un percorso di preparazione costante e coerente che lo ha portato a questo magnifico risultato</em>.» </p>



<p>In questi giorni di gare Pasquale Greco si è classificato al&nbsp;13.mo posto SuperG&nbsp;e al 16°nello skicross. Domani sarà in pista per l’ultima gara, lo slalom speciale.</p>



<p>In questi giorni dei campionati Italiani che sono iniziati martedì 8 aprile &nbsp;&nbsp;a Pila in Valle d’Aosta si concluderanno domani&nbsp;12 aprile, con lo slalom Ragazzi e&nbsp; lo skicross per gli allievi, partecipano 420 atleti provenienti da tutta Italia, con 16 titoli in palio in 4 diverse specialità.</p>



<p>Fino ad oggi i migliori del Comitato Campano sono stati Beatrice Torino dello sci club 2010, arrivata 12ma in skicross tra le Ragazze e tra le Allieve Laura Grande Giacomelli del SAI, mentre nella categoria maschile i suoi compagni di squadra Matteo Bevilacqua e Lorenzo D’Acunto    hanno ottenuto rispettivamente 10° e 13° posto in slalom.</p>



<p></p>
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		<title>Dalla bottega all’aula: la storia di Patrizio Cacciapuoti, custode della sartoria napoletana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-bottega-allaula-la-storia-di-patrizio-cacciapuoti-custode-della-sartoria-napoletana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 10:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[patrizio cacciapuoti]]></category>
		<category><![CDATA[sartoria cacciapuoti]]></category>
		<category><![CDATA[sartoria napoletana]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un momento, nelle storie autentiche, in cui il mestiere smette di essere solo lavoro e diventa racconto. È quello che è accaduto a Patrizio Cacciapuoti, imprenditore e interprete della [...]]]></description>
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<p>C’è un momento, nelle storie autentiche, in cui il mestiere smette di essere solo lavoro e diventa racconto. È quello che è accaduto a Patrizio Cacciapuoti, imprenditore e interprete della sartoria partenopea, quando ha varcato la soglia di un’aula dell’ISIS Europa di Pomigliano d’Arco per incontrare gli studenti. Non una lezione, ma un passaggio di testimone.</p>



<p>Perché la sua non è solo una professione: è una cultura del fare che affonda le radici nella tradizione napoletana e guarda, allo stesso tempo, al futuro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La sartoria come linguaggio</h3>



<p>Nel suo racconto, la sartoria perde ogni rigidità accademica e si trasforma in qualcosa di vivo. Un abito, spiega, non è mai solo un capo da indossare, ma un modo per esprimere identità, appartenenza, persino un’idea di eleganza.</p>



<p>È qui che entra in gioco Napoli. Non come semplice luogo geografico, ma come scuola informale, dove l’eleganza si apprende per osmosi. Un’eleganza che non ostenta, ma si riconosce nei dettagli: nella leggerezza delle strutture, nella libertà dei movimenti, nella capacità di “togliere” invece che aggiungere.</p>



<p>Dettagli che diventano firma: la manica a mappina, il taschino a barchetta, la tasca a pignata. Elementi tecnici, certo, ma anche segni culturali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla gavetta alla visione</h3>



<p>Il percorso di Cacciapuoti è quello classico, e proprio per questo sempre più raro. La bottega, l’apprendimento diretto, il tempo necessario per trasformare un gesto in competenza.</p>



<p>Da lì, la crescita: oggi lavora con una rete di artigiani tra sarti, camiciai, pantalonai che rappresentano un patrimonio vivente. Ma il punto non è solo produttivo. È strategico.</p>



<p>La sua visione è chiara: un abito deve durare, ma soprattutto deve raccontare qualcosa che resista nel tempo. In un mercato dominato dalla velocità, la scelta è controcorrente: puntare sulla qualità, sulla manualità, sulla trasmissione del sapere.</p>



<p>Non a caso, i suoi capi trovano spazio anche fuori dai confini italiani, intercettando una domanda sempre più attenta all’autenticità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ponte con i giovani</h3>



<p>L’incontro con gli studenti non è stato un episodio isolato, ma un segnale. Da un lato, la tradizione che si apre; dall’altro, una nuova generazione che non si limita ad ascoltare, ma entra nel processo, portando idee anche sul piano digitale.</p>



<p>È qui che la storia personale si intreccia con un tema più ampio: il futuro dell’artigianato. Che non può esistere senza contaminazione, senza dialogo, senza la capacità di tradurre competenze antiche in linguaggi contemporanei.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il valore della cura</h3>



<p>Alla fine, resta un messaggio semplice, quasi controintuitivo in un tempo ossessionato dalla velocità: fare bene una cosa, prima di farne tante.</p>



<p>È questa la sintesi della storia di Patrizio Cacciapuoti. Una traiettoria costruita senza scorciatoie, dove la cura diventa metodo e identità. E dove il vero successo non è solo crescere, ma riuscire a portare con sé, intatto, il senso di ciò che si fa.</p>
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		<title>Eboli, giovane astrofisico dalla Nasa alla diretta del lancio di Artemis II</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/eboli-giovane-astrofisico-dalla-nasa-alla-diretta-del-lancio-di-artemis-ii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:52:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Un giovane astrofisico ebolitano protagonista negli Stati Uniti e un gruppo di studenti premiati in ambito accademico: sono le due “eccellenze ebolitane” celebrate in queste ore dalla comunità locale. Ha [...]]]></description>
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<p class="p1">Un giovane astrofisico ebolitano protagonista negli Stati Uniti e un gruppo di studenti premiati in ambito accademico: sono le due “eccellenze ebolitane” celebrate in queste ore dalla comunità locale.</p>



<p class="p1">Ha 24 anni Simone Semeraro, originario di Eboli, che dagli Stati Uniti ha commentato in diretta per la Nasa il lancio della missione Artemis II, il programma che segna il ritorno dell’uomo nello spazio profondo dopo oltre mezzo secolo.</p>



<p class="p1">La missione con equipaggio ha l’obiettivo di raccogliere dati fondamentali per le future esplorazioni lunari e oltre. Nel suo intervento, il giovane astrofisico ha illustrato aspetti tecnici legati al monitoraggio dei sistemi di pilotaggio manuale della navicella e allo studio degli effetti delle radiazioni profonde sull’organismo umano.</p>



<p class="p1">Alla giovane eccellenza ebolitana sono arrivati i complimenti della città di Eboli, con l’augurio di ulteriori successi “come stella tra le stelle”.</p>
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		<item>
		<title>Da Vallo della Lucania a Harvard: la sfida internazionale della dottoressa Ines Carrato</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-vallo-della-lucania-a-harvard-la-sfida-della-dottoressa-ines-carrato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 07:23:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Un traguardo che parte dal Cilento e arriva fino agli Stati Uniti. Ines Carrato, 28 anni, originaria di Vallo della Lucania e specializzanda in emergenza-urgenza a Roma, è stata ammessa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un traguardo che parte dal Cilento e arriva fino agli Stati Uniti. <strong>Ines Carrato</strong>, 28 anni, originaria di Vallo della Lucania e specializzanda in emergenza-urgenza a Roma, è stata ammessa a un prestigioso programma di formazione promosso da Harvard.</p>



<p>La giovane dottoressa parteciperà al <strong>“Leading Innovation in Health Care and Education”</strong>, percorso internazionale dedicato alla formazione dei futuri leader del settore sanitario. Un risultato tutt’altro che scontato, considerando l’elevato livello di selezione.</p>



<p>«Non pensavo di essere accettata», ha raccontato. «È una grande opportunità ma anche una responsabilità: ciò che imparerò dovrà avere un impatto concreto». Il programma punta infatti a sviluppare competenze strategiche e capacità decisionali in ambito sanitario.</p>



<p>Oltre alla formazione accademica, Ines è già attiva nella rappresentanza universitaria e impegnata in iniziative a livello ministeriale. Un percorso che unisce competenza e visione.</p>



<p>«Vengo da una realtà piccola e credo sia importante dimostrare che, partendo da lì, si può arrivare ovunque», ha aggiunto. Un messaggio forte per tanti giovani del territorio, che vedono nella sua storia un esempio di determinazione e riscatto.</p>
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		<item>
		<title>Leone d’Oro al Merito a Giovanni Sciarrillo, il “look maker dei vip” premiato a Venezia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/leone-doro-al-merito-a-giovanni-sciarrillo-il-look-maker-dei-vip-premiato-a-venezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:37:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Buccino]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[buccino]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni sciarrino]]></category>
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					<description><![CDATA[Un riconoscimento prestigioso per il professionista dell’immagine originario di Buccino Giovanni Sciarrillo, insignito del Leone d’Oro al Merito, premio che celebra eccellenze nei diversi ambiti artistici e professionali. Sciarrillo è [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un riconoscimento prestigioso per il professionista dell’immagine originario di Buccino Giovanni Sciarrillo, insignito del Leone d’Oro al Merito, premio che celebra eccellenze nei diversi ambiti artistici e professionali. </p>



<p>Sciarrillo è noto per aver curato l’immagine di numerosi artisti, tra cui Sal Da Vinci, in occasione della sua partecipazione al Festival di Sanremo.</p>



<p>«Alcuni sogni sembrano lontani anni luce. Poi un giorno ti ritrovi a Venezia, con un Leone d’Oro tra le mani, e capisci che tutto quel cammino aveva un senso», ha scritto Sciarrillo in un post sui social, condividendo l’emozione per il traguardo raggiunto.</p>



<p>Nel messaggio di ringraziamento, il professionista ha voluto sottolineare il valore del percorso: «Grazie al Comitato per questo immenso onore e grazie a chi ha creduto in me e continua a farlo ogni giorno. Questo premio è il simbolo di una passione che non smetterà mai di crescere</p>
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		<item>
		<title>Padula festeggia i 105 anni di “Zio Tanino”, simbolo di memoria e comunità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/padula-festeggia-i-105-anni-di-zio-tanino-simbolo-di-memoria-e-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 15:30:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[105 anni padula]]></category>
		<category><![CDATA[centenario]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Giordano 105 anni]]></category>
		<category><![CDATA[padula.]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Comune di Padula celebra con orgoglio un traguardo straordinario: i 105 anni di Gaetano Giordano, affettuosamente conosciuto come “Zio Tanino”. “Ho compiuto cinque anni”, ha scherzato con un sorriso, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Comune di Padula celebra con orgoglio un traguardo straordinario: i 105 anni di Gaetano Giordano, affettuosamente conosciuto come “Zio Tanino”. “Ho compiuto cinque anni”, ha scherzato con un sorriso, azzerando simbolicamente il tempo e regalando a tutti un momento di leggerezza e umanità durante la festa organizzata in suo onore. La cerimonia, emozionante e partecipata, ha visto la presenza dei familiari, degli amici e della sindaca Michela Cimino, legata al festeggiato da un rapporto di sincero affetto.</p>



<p>Nato il 30 marzo 1921 a Tramonti, Giordano ha attraversato oltre un secolo di storia, tra lavoro, sacrifici ed esperienze anche all’estero, per poi fare ritorno in Italia e costruire una vita solida e profondamente legata alla famiglia e alla comunità.</p>



<p>Oggi vive serenamente, mantenendo una sorprendente lucidità e autonomia. Durante la cerimonia ha letto con orgoglio la targa consegnata dall’Amministrazione Comunale, ricevendo e regalando un applauso spontaneo dai presenti.</p>



<p>A nome dell’intera comunità, il Comune di Padula ha rivolto a Gaetano Giordano i più sentiti auguri, riconoscendogli il valore di esempio di vita, memoria e serenità.</p>



<p>Buon compleanno, Zio Tanino.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Sinner re di Miami: Sunshine Double e storia del tennis</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sinner-re-di-miami-sunshine-double-e-storia-del-tennis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elia Forlano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[indian wells]]></category>
		<category><![CDATA[jannik sinner]]></category>
		<category><![CDATA[miami open]]></category>
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					<description><![CDATA[Jannik Sinner entra nella storia del tennis mondiale vincendo il Miami Open 2026 e completando uno straordinario “Sunshine Double”, la doppietta Indian Wells–Miami nello stesso anno, riuscita a pochissimi campioni [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Jannik Sinner entra nella storia del tennis mondiale vincendo il Miami Open 2026 e completando uno straordinario “Sunshine Double”, la doppietta Indian Wells–Miami nello stesso anno, riuscita a pochissimi campioni nella storia. L’azzurro ha battuto in finale il ceco Jiri Lehecka con un doppio 6-4 in una partita condizionata dalla pioggia ma sempre sotto il controllo del numero 2 del mondo. La finale è stata segnata da ritardi e da una lunga interruzione per pioggia, ma Sinner non ha mai perso la concentrazione.</p>



<p>È bastato un break per set per chiudere la partita, grazie a un servizio solido e alla solita grande qualità in risposta nei momenti decisivi. Lehecka, alla sua prima finale Masters 1000, ha provato a restare in partita con il servizio e l’aggressività, ma Sinner ha dominato gli scambi e non ha concesso palle break decisive, mostrando ancora una volta una superiorità mentale oltre che tecnica. Con questo successo Sinner diventa l’ottavo giocatore nella storia a vincere nello stesso anno Indian Wells e Miami, e il primo uomo dai tempi di Roger Federer nel 2017. </p>



<p>Ancora più impressionante il fatto che abbia vinto entrambi i tornei senza perdere nemmeno un set. Il trionfo di Miami è anche il settimo Masters 1000 della sua carriera e il titolo numero 26, numeri che lo avvicinano sempre di più alla vetta del ranking mondiale e alla rivalità con Carlos Alcaraz per il numero uno del mondo. Il 2026 di Sinner sta diventando una stagione dominante: serie di set vinti nei Masters 1000, due titoli consecutivi tra Indian Wells e Miami e una continuità di rendimento che lo sta trasformando nel punto di riferimento del circuito ATP. Ora si apre la stagione sulla terra rossa, dove la sfida con Alcaraz per il numero uno del mondo potrebbe entrare nel vivo già nei prossimi tornei europei. Sinner non è più solo il futuro del tennis: è il presente.</p>



<p>A Miami ha dimostrato maturità, solidità e una superiorità mentale da campione affermato. Il Sunshine Double lo proietta definitivamente tra i grandi del tennis moderno e manda un messaggio chiaro al circuito: il numero uno del mondo è ormai nel mirino, e Jannik Sinner è pronto a prenderselo.</p>



<p class="has-small-font-size">(Foto da profilo instagram Jannik Sinner)</p>
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		<item>
		<title>Eccellenze Meridionali 2026, alla Camera premiato lo scienziato campano Giovanni Corso: simbolo della ricerca oncologica italiana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/eccellenzemeridionali-2026-alla-camera-premiato-lo-scienziato-campano-giovanni-corso-simbolo-della-ricerca-oncologica-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 09:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni corso]]></category>
		<category><![CDATA[medico oncologoc giovanni corso]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Premio “Eccellenze Meridionali 2026” per la cultura scientifica promosso dall’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori” della Camera dei Deputati, sarà consegnato allo scienziato campano e medico [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Premio “Eccellenze Meridionali 2026” per la cultura scientifica promosso dall’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori” della Camera dei Deputati, sarà consegnato allo scienziato campano e medico oncologo di origini Irpine, Giovanni Corso.  La cerimonia, che celebra istituzionalmente i personaggi dell’anno ritenuti eccellenze del Sud, sarà presieduta dal presidente dell’Intergruppo, il deputato partenopeo Alessandro Caramiello, si svolgerà giovedì 1° aprile presso la sala Matteotti di Palazzo Montecitorio alla Camera dei Deputati. Evento a cui prenderanno parte tra gli altri, anche il ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli. </p>



<p>“Sono onorato di questo premio-spiega l’oncologo. – Un riconoscimento che racconta oltre vent’anni di professione come chirurgo e ricercatore universitario e nei quali ho dedicato tutta la mia attenzione allo studio dei tumori ereditari e alla prevenzione oncologica. Questo momento-aggiunge Corso- che dedico ai miei pazienti, alla loro sofferenza, al loro ottimismo e alla loro fiducia, rappresenta un punto di forza per me e per loro”.&nbsp;</p>



<p>Medico oncologo e scienziato di origini campane, Giovanni Corso è ritenuto tra i più influenti scienziati al mondo nel campo oncologico della Ricerca, della chirurgia e della cura del tumore al seno. Oncologo presso l’Istituto Europeo Oncologico di Milano, Presidente della European Cancer Prevention Organization, Corso ricopre tra gli altri gli incarichi, quello di componente della Commissione Nazionale del MIUR per la valutazione medico-scientifica della Ricerca nelle università italiane, Professore Associato di Chirurgia Generale presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Milano “La Statale” e ideatore del premio di divulgazione scientifica “Leonardo Di Capua”.</p>



<p>“Il premio riconosce non solo le eccellenze della nostra terra ma come nel caso del prof. Corso- spiega il deputato Alessandro Caramiello- l’impegno condiviso di una comunità nel promuovere cultura scientifica, prevenzione e cura del tumore. Giovanni Corso rappresenta l’esempio della professionalità che fonde competenza clinica, rigore scientifico e dedizione. Questo riconoscimento-chiosa il deputato- è un tributo meritato a chi, con passione, ha contribuito a rendere la medicina migliore per chi sta in difficoltà e invita l’intera comunità a investire in formazione, collaborazione tra università e ospedali, e nel potenziamento della sanità nel Mezzogiorno”.</p>



<p>All’evento che vedrà la presenza anche di altri illustri personaggi meridionali che si sono distinti nel mondo dell’economia e della cultura e che verranno premiati tra i quali il presidente dell’UNICEF Nicola Graziano, il giornalista Giovanni Padellaro e due imprenditori, sarà presente tra gli ospiti anche l’associazione Alta Irpinia Solidale con il presidente Vitale Recce –“Giovanni Corso rappresenta l’orgoglio della Campania nel mondo e racconta la storia di un Mezzogiorno che non si arrende e continua ad eccellere”.</p>
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		<title>Quando Gino Paoli cantò nel Cilento: le notti di Agropoli tra musica e leggenda</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/quando-gino-paoli-canto-nel-cilento-le-notti-di-agropoli-tra-musica-e-leggenda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:46:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[Gino paoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli anni in cui la sua voce iniziava a diventare simbolo della musica d’autore italiana, Gino Paoli fece tappa anche nel Cilento, lasciando un segno in una stagione irripetibile per [...]]]></description>
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<p>Negli anni in cui la sua voce iniziava a diventare simbolo della musica d’autore italiana, Gino Paoli fece tappa anche nel Cilento, lasciando un segno in una stagione irripetibile per la vita notturna di Agropoli.</p>



<p>Prima di diventare uno dei cantautori più influenti del panorama nazionale, autore di brani entrati nella storia come Il cielo in una stanza, Sapore di sale e Senza fine, Paoli era già protagonista di una scena musicale in fermento. Nato a Monfalcone nel 1934 ma cresciuto a Genova, città che ne ha profondamente segnato l’identità artistica, mosse i primi passi tra i locali e i club insieme ad altri grandi nomi come Fabrizio De André, Luigi Tenco e Umberto Bindi.</p>



<p>Il successo arrivò nei primi anni Sessanta, grazie anche all’interpretazione di Mina che trasformò Il cielo in una stanza in un trionfo nazionale. Da quel momento, la carriera di Paoli fu un susseguirsi di grandi successi, momenti difficili e rinascite artistiche, fino al ritorno sulla scena negli anni Ottanta e alla consacrazione definitiva come uno dei padri della canzone d’autore italiana.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Le notti di Agropoli e l’arrivo di Paoli</strong></p>



<p>Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, Agropoli viveva una vera e propria età d’oro. La cittadina cilentana stava trasformandosi in un polo turistico sempre più attrattivo, grazie alla nascita di alberghi, locali e night club capaci di richiamare pubblico da tutta la Campania.</p>



<p>In questo contesto, anche Gino Paoli fu tra gli artisti che si esibirono nel territorio. La sua presenza è legata in particolare alla Taverna dei Monaci, locale situato nella zona di Trentova, noto per l’atmosfera intima e per una proposta musicale di qualità. Qui, tra piatti tipici e spettacoli dal vivo, si alternavano artisti di primo piano della musica italiana e internazionale.</p>



<p>Paoli salì su quel palco in un periodo in cui il locale rappresentava uno dei punti di riferimento della movida cilentana, frequentato da giovani e appassionati provenienti da tutta la regione. Non era un caso isolato: nello stesso circuito si esibivano nomi come Fred Bongusto, Lucio Dalla e altri protagonisti della scena musicale dell’epoca.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Un Cilento protagonista della musica italiana</strong></p>



<p>Quella stagione racconta molto più di una semplice esibizione. Il passaggio di artisti come Gino Paoli testimonia come il Cilento, e Agropoli in particolare, fossero al centro di un movimento culturale e musicale vivace, capace di attrarre grandi nomi e di offrire spazi all’altezza delle principali piazze italiane.</p>



<p>Locali come l’U’Saracino, Il Carrubo e la stessa Taverna dei Monaci rappresentavano luoghi di incontro, sperimentazione e intrattenimento, contribuendo a costruire un’identità turistica moderna e dinamica per il territorio.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Il ricordo di un artista senza tempo</strong></p>



<p>La scomparsa di Gino Paoli, avvenuta il 24 marzo 2026 all’età di 91 anni, riporta alla memoria anche queste pagine meno raccontate della sua carriera.</p>



<p>Non solo Genova, Sanremo o i grandi teatri: anche il Cilento ha incrociato il cammino di uno dei più grandi cantautori italiani, in un’epoca in cui la musica si viveva dal vivo, nei locali, a stretto contatto con il pubblico.</p>



<p>Un frammento di storia che oggi torna attuale, ricordando come anche ad Agropoli, tra le colline di Trentova, sia passata la voce inconfondibile di Gino Paoli.</p>



<p class="has-small-font-size">(Foto di Ernesto Apicella)</p>
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		<title>Si è spento Gaspare Russo, ex sindaco di Salerno ed ex presidente della Regione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/si-e-spento-gaspare-russo-ex-sindaco-di-salerno-ed-ex-presidente-della-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 12:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[gaspare russo]]></category>
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					<description><![CDATA[Si chiude un lungo capitolo della storia politica di Salerno e della Campania con la scomparsa di Gaspare Russo, figura di primo piano della Democrazia Cristiana e protagonista delle istituzioni [...]]]></description>
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<p>Si chiude un lungo capitolo della storia politica di Salerno e della Campania con la scomparsa di Gaspare Russo, figura di primo piano della Democrazia Cristiana e protagonista delle istituzioni locali e regionali per oltre trent’anni. Si è spento a Salerno, a pochi giorni dal suo 99° compleanno, dopo essersi ritirato da tempo dalla vita pubblica.</p>



<p>Nelle ore successive alla notizia, numerosi rappresentanti delle istituzioni, della politica e della società civile si sono recati alla casa del commiato di via San Leonardo per rendere omaggio a uno degli uomini che più hanno inciso negli equilibri politici del territorio. I funerali saranno celebrati domani, alle ore 11.30, nella chiesa dei Salesiani, nel quartiere Carmine.</p>



<p>Avvocato, originario di Minori, Russo iniziò la sua carriera politica nel 1960 con l’elezione al Consiglio comunale di Salerno, assumendo nello stesso anno anche l’incarico di assessore. Negli anni consolidò il proprio ruolo all’interno della Democrazia Cristiana, fino a diventare sindaco di Salerno nel 1970, guidando l’amministrazione cittadina fino al 1974 in una fase di importanti trasformazioni politiche e amministrative.</p>



<p>Conclusa l’esperienza a Palazzo di Città, approdò in Regione Campania, dove fu eletto consigliere nel 1975. Qui ricoprì prima il ruolo di capogruppo della Dc e, successivamente, quello di presidente della Giunta regionale dal 1976 al 1979, diventando uno dei principali riferimenti politici del Mezzogiorno in quegli anni. La sua presenza nelle istituzioni regionali si è protratta fino al 1990, quando scelse di ritirarsi dalla vita politica attiva.</p>



<p>Nel corso della sua lunga carriera, Russo ha ricoperto anche incarichi di rilievo nel mondo economico e istituzionale, tra cui la presidenza della Camera di Commercio di Salerno, contribuendo a consolidare una rete di relazioni che ha inciso profondamente sullo sviluppo del territorio.</p>



<p>La sua figura resta legata a una stagione complessa della storia italiana, quella della Prima Repubblica, segnata dal ruolo centrale dei grandi partiti di massa e da profondi cambiamenti sociali ed economici. Con la sua scomparsa, Salerno perde uno dei suoi protagonisti più influenti, la cui eredità politica continua a rappresentare un punto di riferimento e di riflessione.</p>



<p class="has-small-font-size">(Foto LeCronache)</p>
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		<title>Prevenzione del cancro, due ricercatrici della Campania premiate con l’ECP Travel Grant 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/prevenzione-del-cancro-due-ricercatrici-della-campania-premiate-con-lecp-travel-grant-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 14:29:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[ECP Travel Grant 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giovani ricercatrici]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione oncologica]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca sul cancro]]></category>
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					<description><![CDATA[L’organizzazione europea per la prevenzione del cancro con sede legale in Campania, European Cancer Prevention Organization APS, presieduta dallo scienziato e oncologo campano, Giovanni Corso, ha premiato ieri a Milano, [...]]]></description>
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<p>L’organizzazione europea per la prevenzione del cancro con sede legale in Campania, European Cancer Prevention Organization APS, presieduta dallo scienziato e oncologo campano, Giovanni Corso, ha premiato ieri a Milano, due giovani ricercatrici che si sono distinte nel corso della loro carriera per lo studio e lotta al cancro. Si tratta delle studiose, la genetista presso lo IEO di Milano, Cecilia Altamura di 26 anni, affiancata dal tutor e medico Bernardo Bonanni e la matematica presso l’Università “La Statale” di Milano, Silvia Mignozzi di 28 anni, seguita dal tutor e docente Carlo La Vecchia.  </p>



<p>Un premio, “ECP Travel Grant 2026”, che ha visto l’associazione scientifica europea elargire alle due giovani ricercatrici, un contributo economico finalizzato all’approfondimento dello studio nella prevenzione del cancro attraverso esperienze di viaggio, l’interazione e la partecipazione ad attività e studi con esperti e scienziati di fama internazionale specializzati nel settore.</p>



<p>“Siamo orgogliosi che l’edizione 2026 del premio ECP Travel Grant si sia tinta di rosa- spiega il presidente dello ECP, l’oncologo e scienziato campano presso l’Istituto Europeo Oncologico di Milano, Giovanni Corso. -Il premio ha un valore storico e significativo sin dalla fondazione della European Cancer Prevention Organization nata nel 1981. L’obiettivo- aggiunge Corso- è sostenere economicamente i vincitori nella partecipazione attiva a congressi scientifici internazionali per poter accrescere le competenze e approfondire gli studi. Alle due ricercatrici, orgoglio italiano, va l’augurio del mondo scientifico”.</p>
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		<title>Al tenore napoletano Vincenzo Costanzo il premio Beniamino Gigli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/al-tenore-napoletano-vincenzo-costanzo-il-premio-beniamino-gigli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 12:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[premio beniamino gigli]]></category>
		<category><![CDATA[tenore vincenzo costanzo]]></category>
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					<description><![CDATA[La generosità, la famiglia, l’italianità, i buoni sentimenti, la voce come prisma della personalità in diversi personaggi, è questo che accomuna i due tenori Beniamino Gigli e Vincenzo Costanzo, al quale sarà consegnato domenica [...]]]></description>
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<p>La generosità, la famiglia, l’italianità, i buoni sentimenti, la voce come prisma della personalità in diversi personaggi, è questo che accomuna i due tenori <strong>Beniamino Gigli</strong> e <strong>Vincenzo Costanzo</strong>, al quale sarà consegnato <strong>domenica 22 marzo sul palcoscenico del teatro Ghione in Roma</strong>, il premio dedicato all’indimenticato musicista marchigiano. </p>



<p><strong>Pomeridiana alle ore 18</strong>, per questa terza edizione e del Premio Beniamino Gigli che celebra il merito vocale e la grande tradizione operistica italiana. Un riconoscimento al tenore napoletano. che abbiamo applaudito ultimamente all’Arena di Verona inaugurare, nelle vesti di Alfredo Germont, la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, il quale farà un po’ da padrino anche a quattro giovani voci di  “Fabbrica – Young Artist Program” del Teatro dell’Opera di Roma, alle quali verranno assegnate delle borse di studio: <strong>Sofia Barbashova, soprano, Maria Elena Pepi, mezzosoprano, Jiacheng Fan, tenore e Alejo Alvarez Castillo, baritono, </strong>protagonisti di un concerto in cui faranno duo con il<strong> pianista Mirco Roverelli</strong>. La serata includerà inoltre la presentazione di rari materiali d’archivio appartenenti alla <strong>famiglia Gigli</strong>, commentati da <strong>Enrico Stinchelli, direttore artistico </strong>della serata e presentatore dell’evento insieme ad <strong>Asia Beniamina Gigli</strong>, tracciando un ponte ideale tra memoria, formazione e futuro della lirica.</p>



<p>L’Associazione è stata fondata nel 2007 dal dott. Beniamino Gigli Jr., medico pediatra e nipote diretto del grande tenore di Recanati, con l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo del nonno e sostenere i giovani cantanti lirici attraverso concorsi, concerti, assegnazione di borse di studio e iniziative benefiche a favore dei bambini. </p>



<p><em>“Il direttivo del Premio Beniamino Gigli – </em><strong>ha dichiarato la giovane presidente Asia</strong><em> &#8211; è particolarmente lieto di aver assegnato il riconoscimento al giovane tenore Vincenzo Costanzo,artista che oggi rappresenta idealmente il proseguimento della grande tradizione del belcanto italiano, ovvero, quella linea luminosa inaugurata da Enrico Caruso e giunta ai suoi vertici più alti con il magistero di Beniamino Gigli. Per le sue riconosciute qualità vocali e interpretative, Vincenzo Costanzo si pone come erede autentico di quella lezione, riportando sui principali palcoscenici internazionali il repertorio gigliano con sensibilità, stile e profonda adesione espressiva. Le sue interpretazioni di titoli fondamentali quali Tosca, Adriana Lecouvreur, Un ballo in maschera, e prossimamente, Andrea Chénier, Aida, Turandot, testimoniano un percorso artistico coerente e di grande valore. Con questo riconoscimento intendiamo dunque celebrare in lui non solo un talento già pienamente affermato, ma anche la continuità viva e necessaria di una tradizione che costituisce il cuore stesso della nostra identità musicale”</em>.</p>



<p>Beniamino Gigli e il tenore napoletano, hanno voci diverse, il primo di “ellenica severità”, per citare Paolo Isotta, suono luminoso, calore d’accenti, il secondo guarda innegabilmente ad Enrico Caruso, possedendo oltre ad acuti risonanti in alto, quelle risonanze bronzee, baritonaleggianti, avvolgenti, ricchissime di armonici che furono solo sue, ma legati dalla stessa intenzione, inseguire la bellezza della melodia: <em>«E’ così</em> – <strong>ha commentato il Maestro Costanzo</strong>&#8211; <em>Beniamino Gigli, per noi cantanti lirici e, soprattutto, per i tenori, è uno dei pilastri della tecnica e del canto interpretativo. E’ un esempio per tutti noi, per come si deve cantare dal piano al forte, il piano appoggiato e, in particolare, guardo a Gigli per il fraseggio “all’ italiana”. Non possiamo e non dobbiamo definire la sua tecnica d’antan, ma solamente la tecnica giusta, con la quale non si smetterà mai di cantare bene, come ha fatto lui fino alla fine della sua vita</em>.» </p>



<p>Primavera ricca di eventi e nuovi ruoli, quella di Vincenzo Costanzo, a cominciare dall’ Andrea Chénier di Umberto Giordano al Bellini di Catania in aprile «<em>Debuttare Andrea Chénier è una grande responsabilità – </em><strong>ha dichiarato il tenore napoletano</strong> <em>– è una bella sfida, l’ho accettata con coraggio, poiché dal punto di vista vocale la sento comoda. I miei intenti sono di mettere tutto me stesso in questo ruolo e di arricchire musicalmente il personaggio giorno per giorno, un omaggio anche al grandissimo Gigli, la cui interpretazione ricordiamo sublime. Riguardo gli altri debutti, dopo lo Chénier sarò Mario Cavaradossi al Regio di Torino, diretto da Andrea Battistoni, per la regia di Stefano Poda, ancora sarò Radamès al Regio di Parma per l’Aida firmata da Giuseppe Mengoli con la ripresa della regia di Franco Zeffirelli, in estate, invece debutto il ruolo di Calaf in Bulgaria, sotto la bacchetta del Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, ove darò prima voce a Turiddo all’Opera di Sofia. Non posso ancora svelare un altro bel debutto, a novembre, ancora un ruolo verista, con delle pagine straordinarie, sulla stessa scia dell’Andrea Chenièr. Mi preme – </em><strong>ha concluso Vincenzo Costanzo</strong><em> – ringraziare la Signora Gigli, unitamente a sua figlia Asia, al direttore artistico Enrico Stinchelli e al pubblico che vorrà essere presente alla cerimonia, per questo riconoscimento, anche perché con la loro attività aiutano tanti giovani, donando in questa occasione delle borse di studio, divulgando, così, l’opera lirica e la musica tutta, sotto l’egida della possente e carismatica figura di Beniamino Gigli, al quale bisognerà sempre guardare</em>.» </p>



<p>Vincenzo Costanzo ha scelto per il suo intervento musicale di interpretare due personaggi che lo hanno salutato osannato sui palcoscenici internazionali quali Mario Cavaradossi e Riccardo de’ “Un ballo in Maschera” nel “suo” Teatro San Carlo: il “signor tenore” saprà muoversi su di un fin troppo generoso registro acuto, in “Recondita armonia”, quindi, sarà Riccardo per “Forse la soglia attinse”, parte del momento di massima introspezione del personaggio, che oscilla tra passione, senso del dovere e ironia, ove occorre un fraseggio nobile e mezze voci raffinate, per chiudere con “Ma se m&#8217;è forza perderti” che rappresenta il culmine emotivo e morale del protagonista nel terzo atto, il momento in cui l’eroe decide di rinunciare al suo amore per Amelia per onore, firmando il decreto per il suo allontanamento, una melodia ampia e “all&#8217;italiana”, dove Costanzo regalerà all’uditorio il suo fraseggio elegante e appassionato.</p>



<p>Vincenzo Costanzo,&nbsp; napoletano, classe 1991, è tra gli interpreti più apprezzati della nuova generazione di tenori del panorama lirico internazionale. Inizia lo studio del canto molto giovane, prima con Marcello Ferraresi, poi sotto la guida di Piero Giuliacci. Vincitore dell’Oscar della Lirica e del prestigioso premio Enrico Caruso, è regolare ospite di importanti teatri: il San Carlo di Napoli, l’Arena di Verona, l’Opera di Roma, il Maggio Musicale Fiorentino, la Fenice di Venezia, il Teatro Real di Madrid, il Liceu di Barcellona, Deutsche Oper di Berlino, Dutch National Opera di Amsterdam, San Francisco Opera, collaborando con direttori d’orchestra quali Myung-whun Chung, James Conlon, Daniele Gatti, Michele Mariotti, Riccardo Muti, Stefano Montanari, Daniel Oren, Juraj Valčuha e registi del calibro di Franco Zeffirelli, Pierluigi Pizzi, Damiano Michieletto, Emma Dante, Liliana Cavani, Ferzan Ozpetek, Massimo Popolizio solo per citarne alcuni. Vincenzo Costanzo debutta nel 2012 in Macbeth diretto da Andrea Battistoni a cui seguono rilevanti ruoli verdiani: è Rodolfo nella Luisa Miller al Teatro Real di Madrid e al Teatro Verdi di Busseto in occasione del bicentenario dalla nascita di Verdi (Donato Renzetti/Leo Nucci); Alfredo ne La traviata al San Carlo di Napoli e alla Deutsche Oper di Berlino; Riccardo in Un ballo in maschera a Londra; Simon Boccanegra a Montpellier e il recente successo in Ernani ad Anversa. Interpreta per la prima volta Pinkerton in Madama Butterfly nel 2014 al Festival del Maggio Musicale Fiorentino diretto da Juraj Valčuha. Da allora, ha interpretato questo ruolo in oltre trecento repliche, diventandone uno degli interpreti più&nbsp;apprezzati e richiesti. Nei primi anni della sua carriera&nbsp;è&nbsp;stato Rodolfo ne La bohème a Palermo e a Napoli, dove poi&nbsp;è&nbsp;tornato protagonista in Madama Butterfly; Ruggero ne La Rondine con la regia di Rolando Villazón a Berlino; Mario Caravadossi nella Tosca al Festival di Torre Del Lago, poi all’Opera di Roma e a Siviglia; Roberto ne’ Le villi allo Staatstheater Mainz; Rinuccio nell’opera movie Gianni Schicchi con la regia di Damiano Michieletto e la direzione di Stefano Montanari. Si aggiunge ai suoi personaggi di spicco anche il ruolo di Maurizio di Sassonia in Adriana Lecouvreur. Negli ultimi mesi, Vincenzo Costanzo ha ottenuto importanti successi, tra cui la nuova produzione di Maria egiziaca di Respighi al Teatro La Fenice di Venezia (regia Pier Luigi Pizzi, da cui è stato pubblicato un dvd), ha poi interpretato Le Villi alla Konzerthaus di Berlino e ha brillato come Mario Cavaradossi in Tosca, nella nuova produzione diretta da Daniele Gatti, con la regia di Massimo Popolizio a Firenze, ruolo in cui è stato poi applaudito al Teatro dell’Opera di Roma e al Petruzzelli di Bari. Nel 2024, centenario della scomparsa di Giacomo Puccini, Vincenzo Costanzo ha giocato un ruolo centrale al Festival Puccini di Torre del Lago, inaugurando la kermesse come Roberto ne Le Willis e chiudendola con Madama Butterfly, in occasione dei 120 anni dalla prima del titolo. È poi tornato ospite al Maggio Musicale Fiorentino per riprendere il ruolo di Pinkerton, ancora sotto la direzione di Daniele Gatti. Dopo questa tappa ha aggiunto un importante ruolo al suo repertorio debuttando in Cavalleria Rusticana diretto da Riccardo Muti in tournée in Cina. Inizia la nuova stagione 2025 al Teatro dell&#8217;Opera di Roma nel ruolo di Cavaradossi in Tosca diretto da Daniel Oren, segue il suo debutto francese a Toulouse dove viene applaudito in Adriana Lecouvreur e l’importante ritorno al Festival Puccini di Torre del Lago, come Pinkerton. E’ stato Riccardo in Un ballo in maschera al San Carlo di Napoli con Pinchas Steinberg sul podio, e di nuovo Mario Cavaradossi in Tosca al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e al Regio di Torino.</p>



<p></p>
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		<title>Mellucci, l’ingegnere che disegnò Napoli: dalla funicolare centrale ai capolavori dell’architettura moderna</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mellucci-lingegnere-che-disegno-napoli-dalla-funicolare-centrale-ai-capolavori-dellarchitettura-moderna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 10:32:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Gioacchino Luigi Mellucci]]></category>
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					<description><![CDATA[Napoli ha reso omaggio a uno dei protagonisti della sua modernizzazione urbana. Il 14 marzo 2026, presso la stazione di Piazzetta Augusteo, è stata scoperta una targa commemorativa dedicata a [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Napoli ha reso omaggio a uno dei protagonisti della sua modernizzazione urbana. Il <strong>14 marzo 2026</strong>, presso la stazione di Piazzetta Augusteo, è stata scoperta una targa commemorativa dedicata a Gioacchino Luigi Mellucci, ingegnere e progettista tra i più influenti della Napoli del primo Novecento.</p>



<p>La cerimonia si è svolta alla <strong>Funicolare Centrale</strong>, una delle opere simbolo progettate da Mellucci e inaugurata nel 1928, che collega il cuore della città con la collina del Vomero attraverso le fermate di Corso Vittorio Emanuele, Petraio e Piazza Fuga.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="550" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260314_141443_Gallery-1024x550.jpg" alt="" class="wp-image-238904" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260314_141443_Gallery-1024x550.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260314_141443_Gallery-300x161.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260314_141443_Gallery-768x412.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260314_141443_Gallery-1536x825.jpg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/Screenshot_20260314_141443_Gallery-2048x1100.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>All’iniziativa hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico, tra cui l’ingegnere e professore Edoardo Cosenza, l’architetto Alessandro Castagnaro, oltre ai dirigenti dell’azienda di trasporto pubblico Azienda Napoletana Mobilità. L’evento è stato promosso dal consigliere comunale Nino Simeone con il supporto del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG-20260314-WA00781-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-238905" style="width:331px;height:auto" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG-20260314-WA00781-768x1024.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG-20260314-WA00781-225x300.jpg 225w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG-20260314-WA00781-1152x1536.jpg 1152w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG-20260314-WA00781.jpg 1500w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>Alla cerimonia erano presenti anche i familiari dell’ingegnere, tra cui i nipoti e diversi discendenti della famiglia Mellucci, a testimonianza di un’eredità culturale e professionale che attraversa le generazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’ingegnere che cambiò il volto della città</h2>



<p>Nato nel 1874 e scomparso nel 1942, Mellucci è stato uno dei protagonisti della stagione di grande trasformazione urbanistica che interessò Napoli tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.</p>



<p>La <strong>Funicolare Centrale</strong> rappresenta forse l’esempio più evidente della sua capacità di coniugare <strong>ingegneria, mobilità e architettura</strong>. Non si tratta soltanto di un’infrastruttura di trasporto: l’opera, progettata insieme a importanti ingegneri dell’epoca, è un esempio di equilibrio tra funzionalità tecnica e inserimento armonioso nel tessuto urbano.</p>



<p>Tra i collaboratori di Mellucci figuravano figure di primo piano dell’ingegneria italiana, come Pier Luigi Nervi e l’architetto Arnaldo Foschini, con i quali affrontò alcune delle sfide costruttive più complesse della Napoli del tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un atlante di opere tra architettura e infrastrutture</h2>



<p>La carriera di Mellucci attraversa numerosi ambiti della progettazione urbana. Molte delle sue opere sono ancora oggi parte integrante del paesaggio architettonico napoletano.</p>



<p>Tra i progetti più significativi si ricordano il <strong>Teatro Augusteo</strong>, la sede della <strong>Banca d’America e d’Italia</strong> in via Santa Brigida, interventi nel complesso dell’<strong>Ospedale degli Incurabili</strong>, lavori presso il celebre <strong>Gran Caffè Gambrinus</strong> nella Galleria Umberto I e numerosi edifici residenziali nel quartiere Vomero.</p>



<p>Tra le opere più iconiche spicca anche <strong>Palazzo Mannajuolo</strong>, celebre per la spettacolare scala ellittica interna, considerata uno degli esempi più raffinati dell’architettura liberty napoletana.</p>



<p>Il suo lavoro non si limitò alla città: Mellucci partecipò anche a interventi infrastrutturali come la <strong>Litoranea di Ischia</strong> e progetti legati alle <strong>Terme di Agnano</strong>, contribuendo allo sviluppo turistico e urbano del territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La visione: quando tecnica e bellezza coincidono</h2>



<p>Il tratto distintivo dell’ingegnere era una concezione moderna dell’architettura: <strong>forma e struttura dovevano nascere insieme</strong>. Nei suoi progetti cemento, acciaio e decorazione architettonica diventano elementi di un unico linguaggio capace di dialogare con la città.</p>



<p>Per Mellucci un edificio non era soltanto una struttura funzionale, ma <strong>uno spazio capace di trasformare il paesaggio urbano e la vita delle persone</strong>. È questa visione che ha permesso alle sue opere di attraversare il tempo, restando parte viva dell’identità napoletana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’eredità ancora visibile</h2>



<p>La targa scoperta alla Funicolare Centrale non celebra soltanto un ingegnere, ma un’intera stagione dell’ingegneria italiana in cui infrastrutture, architettura e mobilità urbana venivano pensate come un unico progetto di città.</p>



<p>A quasi un secolo dalla realizzazione di molte delle sue opere, Napoli continua a muoversi, vivere e riconoscersi anche attraverso i progetti di Mellucci. Un’eredità fatta di ferro, pietra e cemento, ma soprattutto di <strong>visione urbana</strong>, che ancora oggi racconta come l’ingegneria possa diventare parte della storia e dell’identità di una città.</p>



<p class="has-small-font-size">(Foto news.ischia.it) </p>
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