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	<title>Storie di persone | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>La foto che unisce due generazioni: la vera storia dello scatto del 2007 con Messi e il piccolo Lamine Yamal</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 11:47:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[messi yamak]]></category>
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<p>Una foto scattata nel 2007 è diventata, anni dopo, una delle immagini più iconiche del calcio. Lo scatto mostra un ventenne <strong>Lionel Messi</strong> mentre tiene in braccio e fa il bagnetto a un neonato: quel bambino è <strong>Lamine Yamal</strong>, oggi tra i talenti più brillanti del calcio mondiale.</p>



<p>La fotografia è autentica e fu realizzata dal fotografo <strong>Joan Monfort</strong> durante una campagna benefica organizzata dal quotidiano <em>Sport</em>, dalla Fondazione FC Barcelona e dall&#8217;UNICEF. Le famiglie partecipanti vennero abbinate casualmente ai giocatori del Barcellona e, per una straordinaria coincidenza, il piccolo Yamal fu fotografato proprio con Messi.</p>



<p>Per quasi diciassette anni l&#8217;immagine rimase sconosciuta. Tornò alla ribalta nel 2024, quando il padre di Lamine Yamal la pubblicò sui social mentre il figlio stava incantando gli Europei con la Spagna. Da quel momento la foto fece il giro del mondo.</p>



<p>Oggi quello scatto è considerato il simbolo del passaggio di testimone tra due generazioni: da Lionel Messi, uno dei più grandi calciatori di sempre, a Lamine Yamal, il talento destinato a guidare il futuro del Barcellona e del calcio internazionale.</p>



<p>Foto: <a href="https://aristeguinoticias.com/1007/deportes/es-real-la-foto-de-messi-banando-a-lamine-yamal-esta-es-la-historia/">https://aristeguinoticias.com/1007/deportes/es-real-la-foto-de-messi-banando-a-lamine-yamal-esta-es-la-historia/</a></p>
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		<title>Cilento-Germania, andata e ritorno: partì giovanissimo da Morigerati, ai 70 anni invita tutto il paese</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-germania-andata-e-ritorno-parti-giovanissimo-da-morigerati-ai-70-anni-invita-tutto-il-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 09:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha lasciato Morigerati cinquantadue anni fa, quando aveva appena diciotto anni. Una famiglia numerosa, la necessità di lavorare e il desiderio di costruirsi un futuro lo portarono a fare le [...]]]></description>
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<p class="p1">Ha lasciato Morigerati cinquantadue anni fa, quando aveva appena diciotto anni. Una famiglia numerosa, la necessità di lavorare e il desiderio di costruirsi un futuro lo portarono a fare le valigie e a partire per la Germania, come tanti giovani del Sud in quegli anni. Da allora, <strong>Pasquale Stoduto</strong> ha costruito la sua vita a Geislingen, dove oggi é proprietario di un’importante e rinomata gelateria.</p>



<p class="p3">Eppure, nonostante una vita costruita lontano dall’Italia, le sue radici sono rimaste ben salde. Pasquale non ha mai smesso di tornare a Morigerati per trascorrere le vacanze e ritrovare gli affetti di sempre. A <strong>Geislingen</strong>, città a una cinquantina di chilometri da Stoccarda, vive inoltre una piccola comunità di emigrati provenienti da Morigerati e soprattutto da Sicilì.</p>



<p class="p3">Quest’anno, in occasione del suo settantesimo compleanno, ha voluto festeggiare proprio a Morigerati, il paese che gli ha dato i natali. Ma c’è un particolare che rende questa storia ancora più bella. Pasquale Stoduto ha voluto che a condividere con lui questo traguardo ci fossero tutte le circa 200 anime del piccolo borgo cilentano. Non solo parenti e amici più stretti, dunque, ma un intero paese.</p>



<p class="p3">La risposta non si è fatta attendere: centinaia di persone, anche dei paesi vicini, come Santa Marina, Casaletto Spartano e Sanza, hanno preso parte alla festa, durante la quale non sono mancate le sorprese organizzate dai familiari e dagli amici, tra emozioni e ricordi. A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera ci hanno pensato anche i fuochi d’artificio, che hanno illuminato il cielo e chiuso una serata destinata a rimanere nel cuore di molti.</p>



<p class="p3">Per l’occasione, anche l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Guido Florenzano ha voluto ringraziare Pasquale Stoduto una targa celebrativa, quale segno di riconoscenza per il profondo legame mantenuto con la sua terra d’origine.</p>



<p class="p3">Pasquale, partito giovane con una valigia piena di speranze, tornato con una vita costruita e un paese intero pronto ad abbracciarlo.</p>
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		<title>Claudio Bisio, il ritorno da protagonista: Castellabate gli consegna la cittadinanza onoraria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/claudio-bisio-il-ritorno-da-protagonista-castellabate-gli-consegna-la-cittadinanza-onoraria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 09:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza onoraria]]></category>
		<category><![CDATA[claudio bisio]]></category>
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					<description><![CDATA[Da protagonista di uno dei film che hanno cambiato il destino turistico di Castellabate a cittadino onorario del borgo cilentano. Claudio Bisio ha ricevuto ieri sera il prestigioso riconoscimento nel [...]]]></description>
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<p>Da protagonista di uno dei film che hanno cambiato il destino turistico di Castellabate a cittadino onorario del borgo cilentano. Claudio Bisio ha ricevuto ieri sera il prestigioso riconoscimento nel corso di un Consiglio comunale straordinario ospitato nella suggestiva cornice del Castello dell&#8217;Abate. Un atto simbolico con cui l&#8217;amministrazione comunale ha voluto celebrare un rapporto nato nel 2010 sul set di &#8220;Benvenuti al Sud&#8221; e consolidatosi negli anni fino al ritorno, in queste settimane, per le riprese del sequel &#8220;Bentornati al Sud&#8221;. </p>



<p>Accolto da un lungo applauso, Bisio non ha nascosto l&#8217;emozione per un riconoscimento che, ha raccontato, attendeva da tempo. Nel suo intervento ha ricordato il profondo legame costruito con Castellabate e con i suoi abitanti, descritti come &#8220;generosi e discreti&#8221;, capaci di farlo sentire a casa fin dal primo giorno di riprese. Un affetto rimasto immutato negli anni e che, secondo l&#8217;attore, rappresenta l&#8217;autenticità di un territorio capace di crescere senza perdere la propria identità. &#8220;Avevo il timore che il successo del film potesse cambiare questo luogo, invece Castellabate è riuscita a conservare la sua anima&#8221;, ha osservato. </p>



<p>Alla cerimonia hanno partecipato anche il regista Luca Miniero e parte del cast di &#8220;Bentornati al Sud&#8221;, impegnato in questi giorni sul territorio. Tra i più applauditi Alessandro Siani, che insieme a Bisio ha regalato al pubblico il momento più leggero della serata. Tra ironia, ricordi del primo film e battute improvvisate, i due hanno dato vita a uno sketch che ha strappato sorrisi e applausi, chiudendo l&#8217;evento in un clima di festa. Con la cittadinanza onoraria, Claudio Bisio entra ufficialmente nella storia di Castellabate. Un riconoscimento che va oltre il valore simbolico e rende omaggio all&#8217;uomo e all&#8217;artista che, con il personaggio di Alberto Colombo, ha contribuito a far conoscere il borgo ben oltre i confini nazionali, trasformandolo in una delle destinazioni più rappresentative del turismo cinematografico italiano.</p>
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		<title>Da Principessa Costanza a presidente della pro loco Teggiano: la favola di Concettamaria Cantelmi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-principessa-costanza-a-presidente-della-pro-loco-teggiano-la-favola-di-concettamaria-cantelmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[principessa costanza]]></category>
		<category><![CDATA[pro loco teggiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono storie che sembrano scritte dal destino. Storie che il tempo costruisce poco alla volta, anno dopo anno. Come quella di Concettamaria Cantelmi: trent&#8217;anni fa fu la prima ragazza a indossare gli abiti di Costanza da [...]]]></description>
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<p>Ci sono <strong>storie</strong> che sembrano scritte dal <strong>destino</strong>. Storie che il <strong>tempo</strong> costruisce poco alla volta, anno dopo anno. Come quella di <strong>Concettamaria Cantelmi</strong>: trent&#8217;anni fa fu la prima ragazza a indossare gli abiti di <strong>Costanza da Montefeltro</strong> nella rievocazione storica <strong>&#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="727" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-727x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-252557" style="aspect-ratio:0.7097591888466414;width:281px;height:auto" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-727x1024.jpeg 727w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-213x300.jpeg 213w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-768x1082.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-1090x1536.jpeg 1090w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-1454x2048.jpeg 1454w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-scaled.jpeg 1817w" sizes="(max-width: 727px) 100vw, 727px" /></figure>



<p>Oggi, alla vigilia della <strong>31ª edizione</strong> della manifestazione, è stata chiamata a guidare la <strong>Pro Loco Teggiano</strong>. Una <strong>favola nella favola</strong>. La <strong>Principessa Costanza</strong> è diventata <strong>regina</strong>. L&#8217;elezione di <strong>Concettamaria Cantelmi</strong> alla presidenza della <strong>Pro Loco Teggiano</strong> rappresenta un momento particolarmente significativo nella storia dell&#8217;associazione. Non solo perché è la <strong>prima donna</strong> a ricoprire questo incarico nei trentun anni di vita della manifestazione, ma anche perché il suo percorso personale si intreccia con quello di un evento che ha contribuito a far crescere sin dalle sue origini, ricoprendo nel tempo numerosi ruoli fino ad arrivare oggi alla guida dell&#8217;associazione.</p>



<p>Per&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>, però, quella che oggi si apre non è una pagina completamente nuova. In questi trent&#8217;anni ha vissuto&nbsp;<strong>&#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;</strong>&nbsp;praticamente da ogni prospettiva possibile: dalla prima interpretazione della principessa alle attività organizzative, all&#8217;allestimento delle taverne, al ruolo di tesoriera, fino ad arrivare oggi alla guida della Pro Loco.&nbsp;<em>&#8220;È una grandissima emozione -ammette Concettamaria Cantelmi- ma soprattutto sento un forte senso di responsabilità. È un impegno importante, che accolgo con entusiasmo. In questi trent&#8217;anni ho ricoperto tanti ruoli all&#8217;interno della Pro Loco, ma questo rappresenta un vero cambio di registro e una responsabilità che sicuramente trent’anni fa non mi aspettavo&#8221;.</em></p>



<p>Il primo pensiero della nuova presidente è rivolto, però, a chi ha contribuito a costruire, anno dopo anno, quella che oggi è una delle più importanti rievocazioni storiche del Mezzogiorno.&nbsp;<em>&#8220;Prima di tutto desidero rivolgere un sincero ringraziamento a tutte le persone che, in questi oltre trent&#8217;anni, hanno contribuito con il proprio impegno a far diventare&nbsp;<strong>&#8216;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8217;</strong>&nbsp;la manifestazione che conosciamo oggi. È un patrimonio costruito nel tempo da tanti volontari, collaboratori e dirigenti della Pro Loco, ai quali va tutta la mia riconoscenza. Nel raccogliere questa importante eredità, il mio pensiero va in particolare a tutti i presidenti che mi hanno preceduto alla guida dell&#8217;associazione e che hanno lasciato un segno nel percorso di crescita della manifestazione. L&#8217;ultimo di loro è stato&nbsp;<strong>Biagio Matera</strong>, che ha guidato la Pro Loco negli ultimi anni con grande impegno e dedizione&#8221;.</em></p>



<p>C&#8217;è una frase che racconta meglio di ogni altra il rapporto speciale che lega la nuova presidente della Pro Loco alla manifestazione simbolo di Teggiano:&nbsp;<em>&#8220;Quando parlo della&nbsp;<strong>Principessa Costanza</strong>, io mi rivolgo a Costanza come se fosse una persona che conosco. È un personaggio con cui convivo da trent&#8217;anni. Per questo il mio approccio è molto semplice: dobbiamo organizzare questa manifestazione come se stessimo preparando una festa per una persona a cui vogliamo bene&#8221;.</em></p>



<p>Comincia quindi una nuova sfida che&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>&nbsp;affronta con uno spirito ben preciso: quello del&nbsp;<strong>lavoro di squadra</strong>.&nbsp;<em>&#8220;Non mi soffermerei sul fatto di essere la&nbsp;<strong>prima donna</strong>&nbsp;a ricoprire questo incarico. Certamente è un elemento significativo, ma credo che il valore più grande sia un altro:&nbsp;<strong>essere la presidente di una</strong>&nbsp;<strong>squadra</strong>. Il nuovo&nbsp;<strong>Consiglio di Amministrazione</strong>&nbsp;è composto da uomini e donne che porteranno sensibilità diverse, ma il nostro obiettivo sarà quello di lavorare insieme, come è sempre accaduto nella storia della&nbsp;<strong>Pro Loco</strong>&#8220;.</em></p>



<p>Il rinnovo del&nbsp;<strong>Consiglio di Amministrazione</strong>&nbsp;è avvenuto a poche settimane dall&#8217;evento più importante dell&#8217;anno, con la macchina organizzativa della&nbsp;<strong>31ª edizione di &#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;</strong>&nbsp;già pienamente in movimento.&nbsp;<em>&#8220;Stiamo vivendo -sottolinea la presidente- una fase di rodaggio mentre organizziamo contemporaneamente la manifestazione. È forse la prima volta che accade una situazione del genere e questo significa lavorare con ritmi molto intensi. Fortunatamente molti meccanismi sono ormai consolidati e possiamo contare su una squadra affiatata&#8221;.</em></p>



<p>Dietro il successo della rievocazione storica, sottolinea la presidente, c&#8217;è soprattutto una comunità che da oltre trent&#8217;anni lavora con passione. “<em>È una famiglia enorme -evidenzia- composta da soci, volontari, figuranti e collaboratori. Se questa manifestazione continua a vivere e a crescere è perché ci sono persone che, ogni anno, mettono a disposizione tempo, competenze e passione. Sono loro l&#8217;<strong>anima</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>cuore pulsante</strong>&nbsp;della manifestazione. A loro si affiancano il sostegno costante dell&#8217;<strong>Amministrazione comunale</strong>&nbsp;e quello fondamentale della&nbsp;<strong>Regione Campania</strong>, che negli anni non hanno mai fatto mancare la loro vicinanza&#8221;.</em></p>



<p>Guardando al futuro, la nuova presidente immagina un’ulteriore crescita, frutto della capacità di innovazione che ha sempre caratterizzato “Alla Tavola della Principessa Costanza” ma anche del recupero delle intuizioni che hanno segnato la nascita della manifestazione.&nbsp;<em>&#8220;Negli anni -ricorda- siamo cresciuti tantissimo, raggiungendo livelli organizzativi e qualitativi straordinari. Oggi vorremmo recuperare anche alcune intuizioni delle origini, riscoprire lo spirito con cui tutto è cominciato e riportare alla luce tradizioni e aspetti che meritano di essere valorizzati. Sarà un percorso graduale, ma è la direzione nella quale vogliamo andare&#8221;.</em></p>



<p>Lo sguardo di&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong>nuovo CdA</strong>&nbsp;va anche oltre l&#8217;appuntamento dell&#8217;11, 12 e 13 agosto. L&#8217;obiettivo è rafforzare sempre di più il ruolo della&nbsp;<strong>Pro Loco Teggiano</strong>&nbsp;nella promozione del territorio durante tutto l&#8217;anno.&nbsp;<em>&#8220;Oggi il ruolo delle&nbsp;<strong>Pro Loco</strong>&nbsp;è cambiato profondamente. Non siamo più soltanto volontari che danno una mano nell&#8217;organizzazione degli eventi. Siamo chiamati a essere protagonisti della&nbsp;<strong>promozione turistica</strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>valorizzazione del territorio</strong>.&nbsp;<strong>“Alla Tavola della Principessa Costanza”</strong>&nbsp;deve continuare a essere il nostro evento simbolo, ma anche il punto di partenza di un percorso fatto di iniziative e appuntamenti distribuiti durante tutto l&#8217;anno&#8221;.</em></p>



<p>L&#8217;appuntamento, naturalmente, resta quello che ogni estate richiama decine di migliaia di visitatori nel centro storico di Teggiano:&nbsp;<em>&#8220;Come accade da trent&#8217;anni -conclude la presidente della Pro Loco Teggiano-&nbsp;<strong>vi aspettiamo l&#8217;11, il 12 e il 13 agosto</strong>&nbsp;in questo scenario unico. E sono certa che, se verrete a Teggiano in quelle tre sere,&nbsp;<strong>non vorrete più andare via</strong>&#8220;.</em></p>



<p>La&nbsp;<strong>favola</strong>&nbsp;continua. Cambiano i protagonisti, cambiano i ruoli, ma resta immutato lo spirito di una manifestazione che da oltre trent&#8217;anni racconta la storia di Teggiano. Oggi&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>&nbsp;non indossa più l&#8217;abito di&nbsp;<strong>Costanza da Montefeltro</strong>. Da quella stessa storia, però, raccoglie con determinazione il testimone con la responsabilità di guidare la&nbsp;<strong>Pro Loco Teggiano</strong>&nbsp;verso una nuova stagione.</p>
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		<title>L&#8217;Atletica Agropoli sul tetto d&#8217;Italia: Daniele Orlando campione italiano U20 nei 100 metri</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/latletica-agropoli-sul-tetto-ditalia-daniele-orlando-campione-italiano-u20-nei-100-metri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 12:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[atletica agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[daniele orlando]]></category>
		<category><![CDATA[u20 100 metri]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atletica Agropoli continua a scrivere pagine di storia. Ai Campionati Italiani Under 20 di Caorle, Daniele Orlando conquista il titolo italiano dei 100 metri, al termine di un percorso impeccabile [...]]]></description>
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<p>L&#8217;Atletica Agropoli continua a scrivere pagine di storia. Ai Campionati Italiani Under 20 di Caorle, Daniele Orlando conquista il titolo italiano dei 100 metri, al termine di un percorso impeccabile che lo consacra come il velocista più forte d&#8217;Italia della categoria.</p>



<p>Il cammino verso l&#8217;oro è stato una continua dimostrazione di forza e crescita. Daniele ha aperto la manifestazione vincendo la propria batteria in 10&#8243;88, per poi imporsi anche nella semifinale con un eccellente 10&#8243;62. In finale è arrivata la prestazione che vale una carriera: 10&#8243;50 con vento contrario (-1.7 m/s), tempo che gli ha consegnato la medaglia d&#8217;oro e il titolo di Campione Italiano Under 20.</p>



<p>Un risultato che premia il talento dell&#8217;atleta, ma soprattutto un percorso fatto di sacrifici, determinazione e scelte importanti. Da febbraio, infatti, Daniele ha intrapreso una nuova fase della propria carriera, dividendosi tra gli allenamenti a Napoli e Roma e gli impegni scolastici, senza mai perdere di vista l&#8217;obiettivo di crescere ai massimi livelli.</p>



<p>I complimenti per il risultato raggiunto vanno anche al tecnico Kevin Ojiaku che da febbraio lo segue con il suo team nel centro sportivo delle Fiamme Gialle.</p>



<p>Grande soddisfazione nelle parole del presidente dell&#8217;Atletica Agropoli, Angelo Palmieri, che ha seguito con emozione ogni fase della competizione.</p>



<p>«È fantastico avere un atleta di questo calibro tra le nostre fila. Eravamo tutti incollati agli schermi per seguirlo in ogni momento di questa straordinaria impresa. Questo risultato lo proietta verso i Campionati Mondiali Under 20 di Eugene, in Oregon, negli Stati Uniti. Attendiamo soltanto l&#8217;ufficialità della convocazione, ma sarebbe un traguardo eccezionale non solo per Daniele, bensì per tutta la nostra società e per il territorio che rappresentiamo.»</p>



<p>La gioia del titolo lascia però già spazio ai prossimi obiettivi, come racconta lo stesso Daniele Orlando.</p>



<p>«Essere di nuovo Campione d&#8217;Italia ha un peso non indifferente, soprattutto per chi, come me, da febbraio ha deciso di cambiare tutto, allenandosi tra Napoli e Roma senza mai trascurare la scuola. Sto dedicando tutto me stesso a questo sport e le soddisfazioni stanno arrivando. Ringrazio il mio staff, che ha sempre creduto in me, il gruppo di allenamento e soprattutto la mia famiglia: senza di loro nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Adesso la testa è già rivolta a Eugene, per i Mondiali Under 20. Cercherò di migliorarmi senza remore, dando tutto e continuando a lavorare dalla mattina alla sera, come ho sempre fatto.»</p>



<p>Tra i nostri atleti a Caorle anche Marco Cavallaro, che chiude il suo salto con l’asta con la misura di 4.40. L’atleta, allenato da Agostino Scebi, si conferma tra i top10 in Italia eguagliando il suo personale stagionale.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Acciaroli, 17enne si tuffa tra le onde e salva un bagnante e un collega in difficoltà</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/acciaroli-17enne-si-tuffa-tra-le-onde-e-salva-un-bagnante-e-un-collega-in-difficolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 09:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[acciaroli]]></category>
		<category><![CDATA[bagnino]]></category>
		<category><![CDATA[salvato bagnante]]></category>
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					<description><![CDATA[Un intervento coraggioso che ha evitato conseguenze ben più gravi quello avvenuto nella giornata di ieri sul litorale di Acciaroli. Protagonista è Stefano Maio, 17 anni, bagnino in servizio presso [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un intervento coraggioso che ha evitato conseguenze ben più gravi quello avvenuto nella giornata di ieri sul litorale di Acciaroli. Protagonista è Stefano Maio, 17 anni, bagnino in servizio presso il lido “Il Giglio Marino”.</p>



<p>Il giovane, accortosi che un bagnante si trovava in seria difficoltà a causa del mare particolarmente agitato, ha visto intervenire un altro assistente bagnanti, in servizio nello stabilimento balneare adiacente. Durante le operazioni di soccorso, però, anche quest’ultimo si è trovato in una situazione di pericolo, messo in difficoltà dalla forza delle onde.</p>



<p>Senza perdere tempo, Stefano Maio si è lanciato in acqua, affrontando il mare mosso con sangue freddo e grande determinazione. Grazie al suo intervento è riuscito a raggiungere entrambi e a condurli in salvo, evitando che la situazione potesse degenerare.</p>



<p>L’episodio ha suscitato apprezzamento tra i presenti, che hanno assistito alle operazioni di salvataggio. Un gesto di coraggio e altruismo che mette in evidenza la preparazione e il senso del dovere del giovane bagnino, appena diciassettenne, intervenuto con prontezza in un momento di estrema difficoltà.</p>
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		<item>
		<title>Dal municipio ai campi della Serie C: il sindaco Bruno Tierno promosso nella CAN C</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-municipio-ai-campi-della-serie-c-il-sindaco-bruno-tierno-promosso-nella-can-c/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Angelo a Fasanella]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[Di giorno guida l’amministrazione comunale di Sant’Angelo a Fasanella, nel cuore degli Alburni, e nel tempo libero continua a coltivare la passione che lo accompagna da anni: quella per l’arbitraggio. [...]]]></description>
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<p>Di giorno guida l’amministrazione comunale di Sant’Angelo a Fasanella, nel cuore degli Alburni, e nel tempo libero continua a coltivare la passione che lo accompagna da anni: quella per l’arbitraggio. Ora, per <strong>Bruno Tierno</strong>, arriva un riconoscimento che rappresenta il punto più alto della sua carriera sportiva: la promozione alla <strong>Commissione Arbitri Nazionale Serie C (CAN C)</strong> per la stagione 2026-2027.</p>



<p>La notizia è stata accolta con entusiasmo dalla <strong>Sezione AIA di Sala Consilina</strong>, che ha celebrato il traguardo sottolineando il percorso di crescita costruito nel tempo attraverso impegno, preparazione e costanza. Un risultato che consentirà a Tierno di dirigere le gare del campionato professionistico di Serie C, entrando così nell’organico nazionale degli arbitri.</p>



<p>La sua è una storia particolare, in cui l’attività istituzionale si intreccia con quella sportiva. Da sindaco è impegnato quotidianamente nell’amministrazione del piccolo comune salernitano; fuori dal municipio, invece, indossa la divisa arbitrale, affrontando allenamenti, raduni tecnici e designazioni, con la stessa dedizione richiesta ai direttori di gara chiamati a confrontarsi con il calcio professionistico.</p>



<p>Secondo la Sezione AIA di Sala Consilina, la promozione rappresenta il naturale approdo di un percorso caratterizzato da anni di formazione e crescita tecnica, oltre che dalla capacità di migliorarsi costantemente. Qualità che gli hanno consentito di conquistare uno dei traguardi più ambiti nel panorama arbitrale italiano.</p>



<p>Per la comunità di Sant’Angelo a Fasanella il risultato assume anche un valore simbolico: il primo cittadino porterà infatti il nome del territorio sui campi della Serie C, affiancando all’impegno amministrativo quello sportivo in un contesto nazionale.</p>



<p>Alla vigilia della nuova stagione, per Bruno Tierno si apre così una sfida prestigiosa, con l’obiettivo di proseguire il proprio percorso nel mondo arbitrale ai massimi livelli del calcio professionistico italiano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-251646" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16-819x1024.jpg 819w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16-240x300.jpg 240w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16-768x960.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16.jpg 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>
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		<title>Margherita Hack, una vita dedicata alla scienza e alla libertà di pensiero</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/margherita-hack-una-vita-dedicata-alla-scienza-e-alla-liberta-di-pensiero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 08:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[margherita hack]]></category>
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					<description><![CDATA[Non avere sempre una risposta pronta. Avere invece la curiosità di cercarla. È forse questa la lezione più attuale lasciata da Margherita Hack, una delle figure più amate della scienza [...]]]></description>
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<p><strong>Non avere sempre una risposta pronta. Avere invece la curiosità di cercarla.</strong> È forse questa la lezione più attuale lasciata da Margherita Hack, una delle figure più amate della scienza italiana, scomparsa il 29 giugno 2013. A tredici anni dalla sua morte, il suo ricordo continua a vivere non soltanto nei risultati della sua carriera di astrofisica, ma soprattutto in un modo di guardare il mondo che oggi appare più prezioso che mai.</p>



<p>In un&#8217;epoca in cui le opinioni corrono veloci sui social network e ogni argomento sembra prestarsi a verità assolute, Hack rappresentava un approccio diverso: quello del metodo scientifico, della verifica dei fatti e dell&#8217;onestà intellettuale. Non aveva timore di ammettere di non sapere qualcosa. Anzi, sosteneva che proprio il dubbio fosse il punto di partenza di ogni scoperta.</p>



<p>È anche per questo che, pur essendo una scienziata di fama internazionale, è entrata nel cuore di milioni di italiani come divulgatrice. Con il suo linguaggio diretto, l&#8217;inconfondibile accento toscano e una spontaneità mai costruita, riusciva a spiegare l&#8217;universo senza renderlo distante. Parlava di stelle, galassie e pianeti con la naturalezza di chi racconta una storia, facendo comprendere che la scienza non appartiene a pochi esperti, ma a chiunque abbia voglia di farsi domande.</p>



<p>La sua vita è stata un esempio di coerenza. Direttrice dell&#8217;Osservatorio Astronomico di Trieste per oltre vent&#8217;anni, docente universitaria, autrice di decine di libri e protagonista di innumerevoli incontri pubblici, non ha mai smesso di difendere il valore della ricerca, della cultura e della libertà di pensiero. Lo faceva con fermezza, ma senza rinunciare al dialogo, convinta che la conoscenza dovesse essere condivisa e non custodita.</p>



<p>Anche fuori dai laboratori, Margherita Hack rimase sempre fedele alla propria semplicità. Amava andare in bicicletta, conduceva una vita sobria, era appassionata di sport e profondamente legata agli animali. Non cercò mai di costruire un personaggio: fu semplicemente se stessa. Ed è forse questa autenticità ad aver contribuito alla sua straordinaria popolarità.</p>



<p>A tredici anni dalla sua scomparsa, la sua eredità va ben oltre l&#8217;astronomia. In un tempo in cui il rumore spesso prevale sull&#8217;approfondimento, il suo invito a verificare, studiare e mantenere viva la curiosità conserva un valore che travalica la scienza. È un messaggio rivolto a tutti: agli studenti, ai professionisti, ai cittadini.</p>



<p>Perché Margherita Hack ci ha insegnato che non è importante avere sempre ragione. È molto più importante continuare a cercare, con umiltà, le risposte. E che la curiosità, quando è accompagnata dal rigore e dal rispetto dei fatti, può diventare uno dei più potenti strumenti di libertà.</p>



<p>(Foto di Mrs. Rosalba Sgroia, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1869884) </p>
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		<item>
		<title>MioDottore awards 2026: il cardiochirurgo Mario Passaro tra i medici più apprezzati d&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/miodottore-awards-2026-il-cardiochirurgo-mario-passaro-tra-i-medici-piu-apprezzati-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 09:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roccadaspide]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[maria passaro]]></category>
		<category><![CDATA[miodottore awards]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Cardiochirurgo Mario Passaro, in servizio anche a Roccadaspide, tra le eccellenze della sanità italiana. Un importante riconoscimento per la sanità campana e anche cilentana arriva dall’edizione 2026 del riconoscimento [...]]]></description>
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<p>Il Cardiochirurgo Mario Passaro, in servizio anche a Roccadaspide, tra le eccellenze della sanità italiana.</p>



<p>Un importante riconoscimento per la sanità campana e anche cilentana arriva dall’edizione 2026 del riconoscimento “MioDottore Awards”, la cerimonia nazionale che si è svolta presso il Milano Luiss Hub e che ogni anno premia i medici più apprezzati d’Italia sulla base delle valutazioni dei pazienti e dei colleghi fatti sulla piattaforma miodottore.it</p>



<p>Tra i professionisti distintisi a livello nazionale figura il dottor Mario Passaro, medico chirurgo specializzato in Cardiochirurgia, che si è classificato tra i primi posti della branca chirurgica, confermando l’elevato livello della sua attività professionale.</p>



<p>Il dottor Passaro ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Salerno e la specializzazione con lode in Cardiochirurgia presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Attualmente svolge la propria attività presso il reparto di Cardiochirurgia della Clinica Montevergine di Mercogliano (Avellino).</p>



<p>Accanto all’impegno altamente specialistico in ambito ospedaliero, il dottor Passaro garantisce anche un servizio di prossimità al territorio, svolgendo attività come medico di guardia medica nell’area di Roccadaspide, contribuendo in maniera concreta alla tutela della salute dei cittadini in un contesto spesso caratterizzato da carenza di personale sanitario.</p>



<p>L’edizione 2026 dei premi ha visto proprio la Campania conquistare il primo posto in Italia, superando tutte le altre regioni per numero di medici premiati.</p>



<p>Con nove professionisti riconosciuti, la Regione si afferma come leader nazionale, dopo il pari merito del 2025 con la Lombardia. Alle spalle della Campania si colloca la Sicilia con otto medici premiati, seguita dalla Puglia con cinque camici bianchi a cui è stato conferito il riconoscimento.</p>



<p>L’iniziativa, basata sulle recensioni dei pazienti e sulle valutazioni dei colleghi, valorizza competenza, affidabilità e qualità dell’assistenza, elementi che continuano a distinguere numerosi professionisti campani a livello italiano.</p>



<p>“<em>Il prestigioso riconoscimento tributato al dottor Mario Passaro è un motivo di vanto non solo per la sanità campana, ma per tutta la nostra comunità. Sapere che un professionista di così alto profilo scientifico e chirurgico scelga di dedicare parte del suo tempo e delle sue competenze al nostro servizio di guardia medica territoriale ci riempie di gratitudine. In un momento storico in cui pesa la carenza di personale sanitario, l&#8217;esempio del dottor Passaro incarna il vero spirito della medicina: unire l&#8217;eccellenza della ricerca e della chirurgia ospedaliera alla generosa vicinanza quotidiana ai bisogni dei cittadini. A lui vanno le più vive congratulazioni da parte mia, di tutta l&#8217;Amministrazione Comunale e della cittadinanza di Roccadaspide</em>” ha fatto sapere il Sindaco di Roccadaspide, Gabriele Iuliano congratulandosi con il Dott. Passaro.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Maurizio Bollo e Serena Fummo conquistano la scena caraibica: da Salerno a Miami un successo globale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/maurizio-bollo-e-serena-fummo-conquistano-la-scena-caraibica-da-salerno-a-miami-un-successo-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 12:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[balli caraibici]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio bollo]]></category>
		<category><![CDATA[serena fummo]]></category>
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					<description><![CDATA[Più che un semplice calendario di eventi, maggio e giugno per Maurizio Bollo e Serena Fummo hanno rappresentato un vero passaggio di livello: due mesi in cui la coppia salernitana [...]]]></description>
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<p>Più che un semplice calendario di eventi, maggio e giugno per Maurizio Bollo e Serena Fummo hanno rappresentato un vero passaggio di livello: due mesi in cui la coppia salernitana ha alternato workshop, festival e serate in tutta Italia e all’estero, consolidando la propria presenza nella scena latina e affacciandosi con sempre maggiore continuità su palcoscenici internazionali.</p>



<p>Dal successo del “Martedì Latino” al Bar Mediterraneo di Mercato San Severino fino alle tappe tra Scalea, Milano e il Gargano, il percorso ha avuto un filo conduttore preciso: crescita artistica, visibilità crescente e una domanda sempre più forte da parte di eventi e festival del settore. A questo si è aggiunto un momento chiave della loro stagione: la partecipazione al Sensual Movement di Miami, considerato uno dei più importanti festival di bachata negli Stati Uniti, andato in scena dal 5 al 7 giugno, che ha segnato un ulteriore salto di qualità nella loro traiettoria professionale.</p>



<p>Maggio si era già aperto con un’intensità significativa: dall’Evento People di Scalea al The Heels Event di Milano, passando per le Bollo Class e la partecipazione di Serena Fummo come giudice ad Agropoli, fino al gran finale del “Que Viva La Salsa” in Puglia. Un mese costruito su presenze strategiche e su un posizionamento sempre più riconoscibile nel circuito latino nazionale.</p>



<p>Giugno, invece, ha ampliato ulteriormente lo scenario trasformandosi in un vero e proprio tour mondiale: Miami, Russia, Grecia e Bulgaria hanno scandito un mese di attività internazionale intensa, portando la coppia oltre i confini europei e rafforzandone la presenza su più scene della danza latina globale. Un percorso che ha confermato non solo la crescita tecnica, ma anche la capacità di essere riconosciuti come figure emergenti del settore a livello internazionale.</p>



<p>«Sono stati due mesi che ci hanno messo alla prova sotto ogni aspetto, ma ci hanno anche restituito tantissimo», racconta Maurizio Bollo. «<em>Dal palco di Milano fino al tour mondiale di giugno abbiamo sentito un’energia diversa, più matura. Il Sensual Movement di Miami è stato un momento fondamentale, ma anche le tappe in Russia, Grecia e Bulgaria ci hanno dato la misura di quanto il nostro lavoro stia crescendo. Confrontarsi con artisti e pubblici diversi ti fa capire dove sei e dove puoi arrivare. Siamo orgogliosi del percorso fatto, ma soprattutto della continuità che stiamo costruendo</em>».</p>



<p>Sulla stessa linea Serena Fummo, che sottolinea il valore umano e professionale di questo periodo: «<em>Maggio e giugno sono stati intensissimi e il mese di giugno, in particolare, è stato un vero tour mondiale. Ogni tappa ci ha lasciato qualcosa: Miami, Russia, Grecia e Bulgaria sono state esperienze diverse ma tutte formative. Tornare poi in Italia con questa consapevolezza ci ha dato ancora più energia. Essere chiamata a giudicare e allo stesso tempo continuare a formarmi come insegnante e performer è una responsabilità che sento profondamente</em>».</p>



<p>La coppia sottolinea anche un elemento identitario che accompagna ogni viaggio: «<em>Portiamo sempre con noi la nostra salernitanità</em>», aggiungono. «<em>In ogni tappa del tour mondiale abbiamo indossato una maglia con il cavalluccio, come omaggio alle nostre radici. È un modo per ricordarci da dove veniamo e per rappresentare Salerno in ogni parte del mondo</em>».</p>



<p>Tra Italia e mondo, tra festival, workshop e un vero tour internazionale, la traiettoria è ormai tracciata. E mentre l’estate entra nel vivo, Bollo e Fummo si preparano a una nuova fase ancora più intensa, con l’obiettivo dichiarato di consolidare il proprio nome nel panorama latino europeo e internazionale, portando sempre con sé la propria identità salernitana come segno distintivo del percorso.</p>
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		<item>
		<title>Benny Marotta, l’emigrante che ha conquistato il mondo senza dimenticare le sue radici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/benny-marotta-lemigrante-che-ha-conquistato-il-mondo-senza-dimenticare-le-sue-radici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pertosa]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[benny marotta]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono storie che parlano di successo. E poi ci sono storie che raccontano qualcosa di più profondo: il valore delle radici, della memoria e della gratitudine. Quella di Benedetto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono storie che parlano di successo. E poi ci sono storie che raccontano qualcosa di più profondo: il valore delle radici, della memoria e della gratitudine. Quella di Benedetto “Benny” Marotta appartiene a questa seconda categoria.</p>



<p>A 17 anni lasciò Pertosa con una valigia piena di speranze e poche certezze. Come tanti giovani del Sud Italia in quegli anni, guardò oltreoceano inseguendo un futuro che nella sua terra sembrava difficile da costruire. Destinazione Canada, dove iniziò un percorso fatto di sacrifici, lavoro e determinazione.</p>



<p>Decenni dopo, quel ragazzo partito dal Vallo di Diano è diventato uno degli imprenditori più affermati del Nord America. Fondatore della Solmar Development Corporation, ha contribuito allo sviluppo urbanistico dell&#8217;area metropolitana di Toronto, trasformando la sua azienda in una delle realtà più influenti del settore immobiliare canadese.</p>



<p>Ma il successo di Marotta non si è fermato all&#8217;edilizia. Insieme alle figlie Angela e Melissa ha investito anche nel settore vitivinicolo, dando vita a realtà oggi riconosciute tra le eccellenze della regione di Niagara, come Two Sisters Vineyards e Stone Eagle Winery. Un progetto imprenditoriale che ha saputo coniugare visione, qualità e spirito familiare.</p>



<p>Il suo percorso è stato recentemente celebrato anche in Italia, nella prestigiosa Sala Zuccari del Senato della Repubblica, dove <a href="https://www.giornaledelcilento.it/benny-marotta-ritira-il-leone-doro-oltre-lemigrazione-famiglia-impresa-e-identita/" data-type="link" data-id="https://www.giornaledelcilento.it/benny-marotta-ritira-il-leone-doro-oltre-lemigrazione-famiglia-impresa-e-identita/">ha ricevuto il Leone d’Oro</a> del Gran Premio Internazionale di Venezia e una Laurea ad Honorem in Marketing e Comunicazione. Riconoscimenti che premiano una carriera costruita con lungimiranza e capacità manageriale, ma che per Marotta hanno rappresentato soprattutto un ritorno simbolico alle proprie origini.</p>



<p>E proprio il legame con la terra natale è rimasto il filo conduttore della sua vita.</p>



<p>Nei giorni scorsi <a href="https://www.giornaledelcilento.it/pertosa-conferisce-la-cittadinanza-a-benedetto-benny-marotta/" data-type="link" data-id="https://www.giornaledelcilento.it/pertosa-conferisce-la-cittadinanza-a-benedetto-benny-marotta/">Pertosa ha voluto rendere omaggio a uno dei suoi figli più illustri conferendogli la cittadinanza onoraria </a>durante una cerimonia particolarmente partecipata presso l&#8217;Auditorium del Museo Speleo-Archeologico. Un momento carico di emozione, durante il quale la comunità ha celebrato non soltanto i traguardi raggiunti dall&#8217;imprenditore, ma soprattutto il rapporto mai interrotto con il paese che lo ha visto nascere.</p>



<p>Attraverso immagini, testimonianze e racconti è riemersa una storia che parla di appartenenza. Quella di un uomo che ha costruito quartieri, aziende e opportunità dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano senza mai dimenticare da dove era partito.</p>



<p>Un aspetto che emerge anche dal suo impegno filantropico. Tra le iniziative più significative figura la donazione di 15 milioni di dollari all&#8217;ospedale di St. Catharines, oggi rinominato Niagara Health Marotta Family Hospital. Un gesto che racconta una visione dell&#8217;impresa fondata non solo sul profitto, ma sulla responsabilità sociale e sulla restituzione di valore alle comunità.</p>



<p>La storia di Benny Marotta continua così a rappresentare un esempio per le nuove generazioni. Non soltanto perché dimostra che talento, lavoro e perseveranza possono abbattere qualsiasi confine geografico, ma perché ricorda che il vero successo non consiste nel dimenticare le proprie origini, bensì nel portarle con sé ovunque si vada.</p>



<p>Dal piccolo borgo di Pertosa alle grandi città del Canada, il suo percorso racconta una verità semplice e universale: si può partire molto lontano senza smettere mai di sentirsi a casa.</p>
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		<item>
		<title>Calcio: Pelosi racconta la sua stagione «tra sacrifici e una finale playoff storica»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/calcio-pelosi-racconta-la-sua-stagione-tra-sacrifici-e-una-finale-playoff-storica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elia Forlano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[francesco pelosi]]></category>
		<category><![CDATA[sant'arcangiolese]]></category>
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					<description><![CDATA[«Ho iniziato la stagione a Bitonto, una piazza importante, dove ho avuto l’opportunità di essere l’attaccante di riferimento della squadra in una città blasonata. L’ho presa come una sfida e [...]]]></description>
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<p>«<em>Ho iniziato la stagione a Bitonto, una piazza importante, dove ho avuto l’opportunità di essere l’attaccante di riferimento della squadra in una città blasonata. L’ho presa come una sfida e fino a novembre ho realizzato nove gol. Poi, a causa di un problema fisico e di una situazione personale, ho dovuto lasciare a malincuore.</em>»</p>



<p>Così Francesco Pelosi, attaccante della Sant’Arcangiolese, ai microfoni di The Football Corner, ha ripercorso la stagione appena conclusa, chiusa con 13 reti complessive e il raggiungimento della finale playoff per la Serie D con il club lucano.</p>



<p>«<em>A gennaio è arrivata la chiamata della Sant’Arcangiolese, una società importante della Basilicata, con cui abbiamo raggiunto una finale playoff per la Serie D. Ho chiuso la stagione a quota 13 gol. Le differenze tra i due campionati sono poche, ma credo che l’Eccellenza pugliese sia una delle migliori d’Italia. Basta pensare alle piazze presenti quest’anno come Taranto, Brindisi, Bisceglie, Canosa e Bitonto. In Basilicata il livello è comunque alto, ma più equilibrato.</em>»</p>



<p>Pelosi ha poi sottolineato i sacrifici affrontati durante l’annata. «<em>Sono una persona predisposta al sacrificio, dentro e fuori dal campo. Ho dovuto superare molti ostacoli, a partire dai 200 chilometri che percorrevo ogni giorno per andare a giocare a Bitonto. La voglia di fare bene non mi ha mai fatto mollare. Anche a Sant’Arcangelo ci sono stati sacrifici, lontano da casa. Quando sono arrivato la squadra era fuori dalla zona playoff, ma dal mio arrivo abbiamo ottenuto sette vittorie e due pareggi. Nonostante qualche problema fisico, senza mai arrenderci abbiamo raggiunto una finale storica per la società.</em>»</p>



<p>L’attaccante ha quindi ringraziato compagni e allenatori che hanno contribuito alla sua crescita. «<em>A Bitonto ho avuto la fortuna di giocare con calciatori di grande esperienza, protagonisti tra Serie C e Serie D, e con un allenatore che ha sempre creduto nelle mie qualità. Lo stesso è accaduto alla Sant’Arcangiolese, dove i compagni mi hanno subito preso come punto di riferimento grazie anche alla fiducia del mister Santoruvo, che mi ha affidato grandi responsabilità nel guidare l’attacco.</em>»</p>



<p>Infine, uno sguardo al futuro. «<em>Adesso mi prenderò un mese per ricaricare le pile, poi vedremo dove giocherò la prossima stagione. Spero di essere protagonista e di vincere qualcosa con la squadra che sceglierò. Da attaccante il mio obiettivo è sempre quello di raggiungere la doppia cifra e possibilmente farlo il prima possibile, per continuare a contribuire con i miei gol e la mia voglia al raggiungimento degli obiettivi societari.</em>» </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dalla Dead poets battle al primo singolo con Revolutionary records: Diablo! pubblica “JoePesci”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-dead-poets-battle-al-primo-singolo-con-revolutionary-records-diablo-pubblica-joepesci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 08:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[diablo!]]></category>
		<category><![CDATA[joepesci]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo aver conquistato il primo posto alla prestigiosa Dead Poets Battle, il contest ideato dal leggendario DJ e produttore Dj Fastcut, Diablo!, nome d’arte di Niccolò Conte, pubblica ufficialmente “JoePesci”, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo aver conquistato il primo posto alla prestigiosa <strong>Dead Poets Battle</strong>, il contest ideato dal leggendario DJ e produttore <strong>Dj Fastcut</strong>, <strong>Diablo!</strong>, nome d’arte di <strong>Niccolò Conte</strong>, pubblica ufficialmente <strong>“JoePesci”</strong>, il suo nuovo singolo prodotto da <strong>Tex</strong> e primo lavoro realizzato sotto l’etichetta <strong>Revolutionary Records</strong>.</p>



<p>Classe 2003, salernitano, profondamente legato al suo quartiere, <strong>Torrione</strong>, Diablo! rappresenta una delle voci più interessanti della nuova generazione hip hop italiana. Prima la breakdance, vissuta come linguaggio quotidiano fin dall’infanzia. Poi il rap, iniziato nel 2019 e diventato rapidamente una strada da percorrere senza riserve.</p>



<p>Nel 2020 arriva la prima apertura per <strong>Tredici Pietro</strong>. Seguono gli showcase e le esibizioni sui palchi di artisti come <strong>Ensi</strong>, <strong>Nerone</strong> e <strong>Johnny Marsiglia</strong>. Indissolubile il legame con <strong>Clementino</strong>, che si è rafforzato nel tempo fino al traguardo più emozionante: l’apertura del grande concerto celebrativo del dicembre 2025 al <strong>PalaPartenope di Napoli</strong>, l’evento con cui il rapper di Cimitile ha festeggiato vent’anni di carriera davanti a migliaia di persone.</p>



<p>Nel frattempo Diablo! continua a macinare chilometri e vittorie nei contest sparsi per l’Italia, costruendo una reputazione solida all’interno della scena nazionale.</p>



<p>“JoePesci” nasce in questo contesto. Un brano scritto con un obiettivo preciso e raggiunto nel modo più netto possibile.</p>



<p>«JoePesci l’ho scritto in una notte con il proposito di vincere la battle. Ci tenevamo a far capire che dietro c’erano knowledge e cultura hip hop: da qui tutti i riferimenti presenti nel video e nel beat. Volevamo rappresentare Salerno a Roma, e ci siamo riusciti. Adesso vogliamo farlo in tutta Italia, spingendo il vero hip hop».</p>



<p>Parole che raccontano bene l’anima del pezzo: tecnica, citazioni, ironia e una conoscenza profonda della cultura rap. Elementi che hanno convinto la giuria della Dead Poets Battle e permesso a Diablo! di superare tutti i finalisti selezionati nelle diverse tappe regionali del contest.</p>



<p>La vittoria gli garantirà inoltre la partecipazione a <strong>Dead Poets V</strong>, nuovo capitolo di una delle saghe discografiche più rispettate dell’hip hop italiano.</p>



<p>A rendere ancora più significativo il momento arriva il riconoscimento di <strong>Dj Fastcut</strong>, che recentemente ha indicato proprio Diablo! come il miglior emergente d’Italia.</p>



<p>L’uscita di “JoePesci” coincide anche con l’inizio del percorso insieme a <strong>Revolutionary Records</strong>, realtà nata a Battipaglia e diventata in pochi anni uno dei riferimenti più autorevoli dell’hip hop del Mezzogiorno.</p>



<p>Per Diablo! è un nuovo punto di partenza. Per Salerno, l’ennesima conferma che il talento continua a trovare voce, stile e credibilità ben oltre i confini della provincia.</p>



<p>E mentre il rap italiano guarda verso il futuro, da Torrione arriva un ragazzo che conosce perfettamente le proprie radici e ha tutta l’intenzione di portarle lontano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando la professione diventa solidarietà: Teresa Venosa, l&#8217;infermiera di Polla, in Eritrea con Mission bambini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/quando-la-professione-diventa-solidarieta-teresa-venosa-linfermiera-di-polla-in-missione-in-eritrea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 09:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[eritrea]]></category>
		<category><![CDATA[infermiera]]></category>
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<p>Non solo nei bambini operati. Non solo nelle famiglie accompagnate. Ma anche nei reparti, nei gesti condivisi, nelle competenze che si costruiscono giorno dopo giorno. A maggio, &#8220;Mission bambini&#8221; è stata all’Orotta Hospital di Asmara con una missione di cardiochirurgia pediatrica con un team di 21 operatori sanitari volontari, provenienti da diversi ospedali italiani, che ha lavorato accanto al personale locale per visitare, operare e seguire bambini affetti da cardiopatie congenite e acquisite. </p>



<p>Tra loro anche l&#8217;infermiera di Polla, Teresa Venosa. Con lei un&#8217;altra campana, Martina e un lucano, Rocco Mangano di Spinoso.</p>



<p>In due settimane sono stati trattati 26 pazienti, eseguiti 24 interventi cardiochirurgici pediatrici e visitati 133 bambini in ambulatorio. Un lavoro intenso, fondamentale per individuare nuovi casi, seguire i bambini già operati e preparare le prossime liste operatorie.</p>



<p>«<em>Ma questa missione racconta anche altro</em> &#8211; si legge in una nota dell&#8217;associazione -. <em>Racconta il lavoro fatto fianco a fianco, in sala operatoria, in terapia intensiva, negli ambulatori. Le decisioni prese insieme. Le competenze condivise. La volontà di costruire, nel tempo, una capacità di cura sempre più forte sul territorio. Durante la missione, i genitori di due gemelline operate lo scorso ottobre sono tornati in ospedale per salutare il team. Hanno portato una foto incorniciata, che oggi è appesa in reparto.Una foto piena di significato: il segno di una relazione che continua, anche dopo l’intervento. Portiamo avanti questo percorso in Eritrea da oltre 10 anni insieme a Fondazione Monasterio</em>.» </p>



<p>La missione è sostenuta da&nbsp;@aics_cooperazione_it&nbsp;– Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, con l’obiettivo di rafforzare nel tempo il sistema sanitario eritreo nella cura delle cardiopatie congenite pediatriche.</p>
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		<title>La cultura del mare in Italia ha un volto: Donatella Bianchi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-cultura-del-mare-in-italia-ha-un-volto-donatella-bianchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 10:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[cultura del mare]]></category>
		<category><![CDATA[donatella bianchi]]></category>
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					<description><![CDATA[È difficile parlare di divulgazione del mare in Italia senza pensare a Donatella Bianchi. Giornalista, conduttrice televisiva e divulgatrice, da oltre trent&#8217;anni rappresenta uno dei punti di riferimento più autorevoli [...]]]></description>
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<p>È difficile parlare di divulgazione del mare in Italia senza pensare a Donatella Bianchi. Giornalista, conduttrice televisiva e divulgatrice, da oltre trent&#8217;anni rappresenta uno dei punti di riferimento più autorevoli nella promozione della cultura marittima, contribuendo a far conoscere agli italiani il valore ambientale, economico e sociale del mare.</p>



<p>Il suo nome è legato soprattutto a <em>Linea Blu</em>, la storica trasmissione di Rai 1 che dal 1994 racconta coste, isole, aree marine protette, tradizioni marinare e protagonisti della vita sul mare. Attraverso un linguaggio accessibile ma rigoroso, Bianchi ha saputo trasformare temi spesso considerati di nicchia in argomenti di interesse nazionale, avvicinando milioni di persone alla conoscenza del patrimonio marittimo italiano.</p>



<p>Nata a La Spezia, città profondamente legata alla tradizione navale e marinara, Donatella Bianchi ha costruito la propria carriera attorno a un&#8217;idea precisa: il mare non è soltanto paesaggio o destinazione turistica, ma un elemento fondamentale dell&#8217;identità italiana. Un patrimonio fatto di biodiversità, attività economiche, ricerca scientifica, nautica, pesca e cultura, che necessita di essere raccontato e valorizzato.</p>



<p>Nel corso della sua attività giornalistica ha attraversato l&#8217;intero Paese, raccogliendo testimonianze di pescatori, velisti, biologi marini, operatori portuali e comunità costiere. Storie che hanno contribuito a diffondere una maggiore consapevolezza sull&#8217;importanza della tutela degli ecosistemi marini e sul ruolo strategico che il mare riveste per il futuro dell&#8217;Italia.</p>



<p>Alla divulgazione si è affiancato un concreto impegno istituzionale e ambientale. È stata presidente del WWF Italia e ha guidato il Parco Nazionale delle Cinque Terre, portando avanti iniziative dedicate alla sostenibilità, alla conservazione degli habitat marini e alla valorizzazione delle aree costiere.</p>



<p>Un percorso che le è valso numerosi riconoscimenti, tra cui il <strong>Premio Pionieri della Nautica 2024</strong> nella categoria dedicata ai giornalisti italiani. Un tributo che riconosce il contributo offerto alla diffusione della cultura nautica e marittima nel nostro Paese.</p>



<p>In un&#8217;epoca in cui si parla sempre più di economia blu, sostenibilità e tutela degli ecosistemi, il lavoro svolto da Donatella Bianchi assume un significato ancora più rilevante. Perché conoscere il mare è il primo passo per proteggerlo. E per molti italiani, quel percorso di conoscenza ha avuto e continua ad avere il volto di Donatella Bianchi.</p>



<p>Il valore del suo lavoro è stato riconosciuto nel corso degli anni da istituzioni, enti culturali e organizzazioni impegnate nella tutela del mare e dell&#8217;ambiente. </p>



<p>Particolarmente significativo il legame con la Campania e il salernitano, terra di mare per eccellenza. Sempre nel 2010 Donatella Bianchi ha ricevuto il Premio Letterario Nazionale Albori-Costa d&#8217;Amalfi, riconoscimento assegnato per il suo impegno nella difesa e nella valorizzazione dell&#8217;ambiente. Un premio che assume un valore speciale perché nasce in uno dei territori simbolo del Mediterraneo e della cultura marinara italiana. </p>



<p>Più che una conduttrice televisiva, Donatella Bianchi è diventata negli anni una vera ambasciatrice del mare italiano. Un ruolo costruito attraverso il giornalismo, la divulgazione e l&#8217;impegno civile, che continua a fare di lei uno dei punti di riferimento più autorevoli della cultura marittima nazionale.</p>



<p>(Foto da pagina facebook Donatella Bianchi_2 ottobre 2021)</p>
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		<title>Tre ori a 66 anni per il salernitano Alfredo De Somma: la passione per il Wushu che non conosce età</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tre-ori-a-66-anni-per-il-salernitano-alfredo-de-somma-la-passione-per-il-wushu-che-non-conosce-eta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 09:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo de somma]]></category>
		<category><![CDATA[Spring Dragon Wushu International Tournament]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo sport regala grandi soddisfazioni, anche all’età di 66 anni: è il caso del maestro salernitano Alfredo De Somma che è tornato a casa con ben tre ori dalla 17ª [...]]]></description>
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<p>Lo sport regala grandi soddisfazioni, anche all’età di 66 anni: è il caso del maestro salernitano Alfredo De Somma che è tornato a casa con ben tre ori dalla 17ª edizione dello Spring Dragon Wushu International Tournament, manifestazione internazionale che si è svolta a Catanzaro nei giorni scorsi ed a cui ha partecipato per la prima volta l’A.S.D. Marco Polo di Salerno, presente sul territorio dal 1994.</p>



<p>Per tre giorni la città calabrese è diventata la capitale mondiale del Wushu, ospitando alcuni tra i migliori interpreti internazionali della disciplina e offrendo una manifestazione caratterizzata da un livello tecnico senza precedenti. Sul campo gara si sono confrontati atleti di ogni età ed esperienza, dai principianti ai campioni più affermati, regalando al pubblico uno spettacolo sportivo di altissimo livello. Impressionanti i numeri dell’edizione 2026: 568 atleti, 63 team, giudici e delegazioni provenienti da 30 nazioni diverse, con la partecipazione di rappresentanti arrivati da tutta Europa ma anche da Paesi lontani come Stati Uniti e Brasile. Una presenza internazionale che conferma come lo Spring Dragon sia ormai riconosciuto da atleti, tecnici, dirigenti e addetti ai lavori come il torneo Open di Wushu più importante d’Europa e uno dei migliori al mondo.</p>



<p>Ad impreziosire ulteriormente l’evento è stata la presenza di alcuni tra i migliori giudici internazionali del panorama mondiale del Wushu, professionisti di altissimo profilo che hanno garantito standard arbitrali eccellenti e contribuito ad accrescere ulteriormente il prestigio della manifestazione.</p>



<p>In questo importante contesto il maestro Alfredo De Somma, dopo anni di assenza dai campi di competizione, si è rimesso in discussione portando in gara 3 forme ufficiali, suscitando applausi da parte del presidente della federazione P.W.K.A e di quanti lo hanno rivisto cimentarsi in questa importante edizione all’età di 66 anni con la conquista di 3 ori. In gara presente anche un’allieva storica della Marco Polo Marina Petrosino, anch’essa con 3 ori.</p>



<p>Questa gara ha dato modo a De Somma, non solo di stimolare i propri allievi dimostrando tecnica, competenza e capacità che solo con l’impegno si riesce a raggiungere, ma anche la volontà di ricalcare i campi di gara con nuovi traguardi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/wushu-de-somma-petrosino-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-249632" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/wushu-de-somma-petrosino-1024x768.jpeg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/wushu-de-somma-petrosino-300x225.jpeg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/wushu-de-somma-petrosino-768x576.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/wushu-de-somma-petrosino-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/wushu-de-somma-petrosino.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Il ragazzo con il caschetto biondo compie 70 anni: la storia in musica di Nino D’Angelo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-ragazzo-con-il-caschetto-biondo-compie-70-anni-la-storia-in-musica-di-nino-dangelo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[nino d'angelo]]></category>
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					<description><![CDATA[Napoli si prepara a vivere una notte speciale. Il&#160;21 giugno 2027, giorno del suo settantesimo compleanno,&#160;Nino D’Angelo&#160;festeggerà insieme al suo pubblico con un grande concerto-evento allo&#160;stadio Diego Armando Maradona di [...]]]></description>
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<p>Napoli si prepara a vivere una notte speciale. Il&nbsp;<strong>21 giugno 2027</strong>, giorno del suo settantesimo compleanno,&nbsp;<strong>Nino D’Angelo</strong>&nbsp;festeggerà insieme al suo pubblico con un grande concerto-evento allo&nbsp;<strong>stadio Diego Armando Maradona di Napoli</strong>.</p>



<p>Il live, dal titolo ‘<em>Nino 7.0</em>ʼ, sarà una grande festa collettiva dedicata a uno degli artisti più amati della musica napoletana. Un appuntamento unico che vedrà migliaia di persone riunirsi per celebrare non solo il compleanno dellʼartista, ma anche oltre cinquantʼanni di una carriera straordinaria che ha attraversato generazioni, linguaggi e stagioni della musica.</p>



<p>Il concerto rappresenta il naturale proseguimento di un percorso iniziato dieci anni fa con ‘<em>Nino 6.0</em>ʼ, lo spettacolo con cui lʼartista celebrò i suoi sessantʼanni, e proseguito con il grande ritorno allo stadio Maradona nel 2024, accolto da uno straordinario abbraccio del pubblico.</p>



<p>‘<em>Nino 7.0</em>ʼ sarà un viaggio musicale ed emozionale attraverso tutte le stagioni artistiche di un protagonista assoluto della canzone partenopea. Sul palco risuoneranno i più grandi successi degli anni Ottanta, le canzoni che hanno fatto cantare intere generazioni e consacrato Nino come fenomeno popolare, ma anche i brani della maturità artistica, quelli che hanno accompagnato la sua evoluzione umana e professionale.</p>



<p>Sarà il racconto di un percorso unico: dagli esordi e dai grandi successi popolari fino alla svolta artistica e personale che ha segnato una nuova fase della sua carriera. Un cambiamento diventato simbolico anche attraverso lʼabbandono del celebre caschetto biondo, che ha accompagnato lʼapprodo a una produzione più intensa e socialmente impegnata, capace di raccontare Napoli, le periferie, gli ultimi e le contraddizioni del nostro tempo.</p>



<p>La scaletta attraverserà così oltre mezzo secolo di musica, alternando hit entrate nellʼimmaginario collettivo a brani che hanno saputo conquistare il riconoscimento della critica, restituendo al pubblico il ritratto completo di un artista che non ha mai smesso di reinventarsi pur rimanendo fedele alle proprie radici.</p>



<p><em>«Quando ho pensato a come festeggiare questo compleanno così importante, ho capito subito che non poteva esserci luogo migliore dello stadio Diego Armando Maradona</em> &#8211; racconta Nino DʼAngelo. <em>&#8211; Napoli è la mia casa, la mia gente, la mia storia. Compire 70 anni insieme al pubblico che mi accompagna da una vita è il regalo più bello che potessi desiderare</em>.»</p>



<p>E aggiunge: <em>«Non sarà soltanto un concerto, sarà una grande festa di compleanno. Voglio che sia una serata in cui ci emozioniamo, cantiamo e ripercorriamo insieme le tappe di un viaggio iniziato più di cinquantʼanni fa. Ci saranno le canzoni che hanno segnato la mia vita e quella di tante persone, dai primi successi fino ai brani più recenti. Ogni canzone racconterà un pezzo della nostra storia. Mi sento fortunato perché il pubblico non mi ha mai lasciato solo, mi ha seguito nei momenti più belli e in quelli più difficili, quando sono cambiato come uomo e come artista. Per questo il 21 giugno del 2027 voglio abbracciare idealmente tutti quelli che hanno camminato con me. Vi aspetto al Maradona per festeggiare insieme i miei 70 anni e una storia che continua ancora oggi con lo stesso entusiasmo del primo giorno</em>.» </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/unnamed-5-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-249471" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/unnamed-5-819x1024.jpg 819w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/unnamed-5-240x300.jpg 240w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/unnamed-5-768x960.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/unnamed-5.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>
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		<title>Capaccio Paestum festeggia Lelejoop: Raffaele Nacarlo premiato come miglior vocalist d’Italia ai DMA</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/capaccio-paestum-festeggia-lelejoop-raffaele-nacarlo-premiato-come-miglior-vocalist-ditalia-ai-dma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:02:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Dance Music Awards]]></category>
		<category><![CDATA[lelejoop]]></category>
		<category><![CDATA[miglior vocalist]]></category>
		<category><![CDATA[raffaele nacarlo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un riconoscimento nazionale che porta anche il nome di Capaccio Paestum sul palco della nightlife italiana. Raffaele Nacarlo, conosciuto nel mondo della musica come Lelejoop, è stato premiato come miglior [...]]]></description>
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<p>Un riconoscimento nazionale che porta anche il nome di Capaccio Paestum sul palco della nightlife italiana. Raffaele Nacarlo, conosciuto nel mondo della musica come Lelejoop, è stato premiato come miglior vocalist d’Italia ai Dance Music Awards, nella categoria “Miglior Vocalist Man 2025”.</p>



<p>Un traguardo importante per l’artista capaccese, arrivato al termine del percorso previsto dal regolamento del concorso, che comprende candidature online, votazioni globali, nomination dei finalisti, voto tramite Sms e valutazione della giuria. Il premio, giunto all’undicesima edizione, assegna riconoscimenti nazionali alle principali categorie del mondo dance, clubbing e nightlife.</p>



<p>Grande l’emozione di Lelejoop dopo la vittoria. «Ringrazio chi mi ha sempre supportato, chi ha creduto in me, chi c’è stato, c’è e ci sarà», ha scritto sui social. Poi la dedica a chi, negli anni, ha condiviso con lui serate, musica e momenti di festa: «<em>Lo dedico ad ogni singola persona che ha condiviso momenti di gioia con me mentre ero al mic. Ho sempre messo cuore ed anima in quello che faccio, ed oggi torniamo a casa col trofeo</em>».</p>



<p>Il Dance Music Awards prevede un sistema di selezione articolato: il risultato finale viene determinato attraverso il voto Sms degli utenti e il punteggio assegnato dai gruppi di giuria, con una valutazione legata anche agli obiettivi raggiunti dai finalisti nel corso dell’anno di riferimento.</p>



<p>Per Raffaele Nacarlo si tratta di una soddisfazione personale e professionale che certifica un percorso costruito con passione, presenza scenica e dedizione. Un premio che arriva dopo anni trascorsi al microfono, tra eventi, locali e serate, accompagnando il pubblico con energia e coinvolgimento.</p>



<p>Da Capaccio Paestum al riconoscimento nazionale: Lelejoop torna a casa con il trofeo e con il titolo di miglior vocalist d’Italia.</p>
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		<title>DefibRider, il cardiologo in moto che ogni giorno percorre l’A30</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/defibrider-il-cardiologo-in-moto-che-ogni-giorno-percorre-la30/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 11:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[defibrillatore]]></category>
		<category><![CDATA[medico motociclista]]></category>
		<category><![CDATA[salvataggio]]></category>
		<category><![CDATA[soccorso stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[Chi percorre frequentemente l’autostrada A30 lo avrà probabilmente notato almeno una volta. Una moto che avanza con sicurezza tra il traffico, un motociclista dall’aspetto inconfondibile e una presenza che non [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chi percorre frequentemente l’autostrada A30 lo avrà probabilmente notato almeno una volta. Una moto che avanza con sicurezza tra il traffico, un motociclista dall’aspetto inconfondibile e una presenza che non passa inosservata. Da tempo, infatti, lungo l’arteria che collega importanti centri della Campania, circola una figura diventata quasi leggendaria tra automobilisti e motociclisti: <strong>DefibRider</strong>.</p>



<p><strong>Chi è davvero quel motociclista che percorre quotidianamente l’A30? </strong>Quale storia si nasconde dietro quel nome che richiama immediatamente il mondo del soccorso e della cardiologia?</p>



<p><strong>Dietro il nome DefibRider si cela infatti un cardiologo che ogni giorno percorre questa strada per raggiungere il proprio posto di lavoro. </strong></p>



<p>Giuseppe Colangelo, un professionista della salute che, terminato il turno o diretto in ospedale, indossa la sua attrezzatura da motociclista e affronta chilometri di asfalto con la stessa dedizione che mette nella cura dei suoi pazienti.</p>



<p>Ma ciò che rende davvero speciale questa figura non è soltanto la professione che svolge. Nel corso degli anni, infatti, il medico motociclista si è trovato più volte ad intervenire in situazioni di emergenza incontrate lungo il tragitto. Episodi nei quali la sua preparazione, la sua lucidità e la sua esperienza si sono rivelate determinanti per prestare i primi soccorsi in attesa dell’arrivo dei sanitari.</p>



<p>Circostanze che testimoniano come la vocazione di un medico non si esaurisca all’interno di uno studio o di un reparto ospedaliero. Per alcuni professionisti, aiutare gli altri è un impegno che continua ovunque, anche lungo una corsia autostradale o in una situazione inattesa che può presentarsi nel corso della vita quotidiana.</p>



<p>Da qui nasce anche il significato del nome DefibRider. Un soprannome che unisce la passione per le moto alla missione di diffondere la cultura della cardioprotezione. Il riferimento al defibrillatore è immediato e richiama uno strumento che, insieme alla formazione nelle manovre di primo soccorso, può rappresentare una concreta possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco.</p>



<p>Negli ultimi anni il tema della cardioprotezione è diventato sempre più centrale. La diffusione dei defibrillatori automatici nei luoghi pubblici e la formazione dei cittadini alle manovre salvavita stanno contribuendo a creare una maggiore consapevolezza sull’importanza dell’intervento precoce. Un percorso culturale che può fare la differenza e che DefibRider, nel suo piccolo, cerca di sostenere anche attraverso la propria immagine e la propria testimonianza.</p>



<p>Non si tratta di un supereroe nel senso tradizionale del termine. Non possiede poteri straordinari né cerca notorietà. La sua forza risiede nelle competenze acquisite in anni di studio, nell’esperienza maturata sul campo e nella volontà di metterle al servizio degli altri ogni volta che ce n’è bisogno.</p>



<p>Per questo, lungo l’A30, c’è chi sorride e pensa una cosa sola: con DefibRider siamo tutti un po’ più cardioprotetti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Roccadaspide, Luca Ferruzzi: musicista e atleta paralimpico che ha sconfitto i silenzi della burocrazia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/roccadaspide-luca-ferruzzi-musicista-e-atleta-paralimpico-che-ha-sconfitto-i-silenzi-della-burocrazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 08:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Roccadaspide]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[atleta paralimpico]]></category>
		<category><![CDATA[luca ferruzzi]]></category>
		<category><![CDATA[sinergie]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono luoghi in cui la geografia sembra farsi destino, confini invisibili che vorrebbero condannare la provincia a un&#8217;eterna marginalità. E poi ci sono uomini che quei confini li frantumano, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono luoghi in cui la geografia sembra farsi destino, confini invisibili che vorrebbero condannare la provincia a un&#8217;eterna marginalità. E poi ci sono uomini che quei confini li frantumano, non con la violenza, ma con il tempo scandito di una percussione o il passo leggero e potente di una corsa. </p>



<p>Quella di Luca Ferruzzi — musicista, docente e atleta paralimpico — non è semplicemente una cronaca di successi sportivi. È un diario intimo dell&#8217;anima, una traiettoria esistenziale condensata tra il gennaio del 2022 e la primavera di questo 2026, capace di raccontare la durezza dello sport d&#8217;élite, i labirinti asfittici della burocrazia italiana e la bellezza salvifica di una comunità che decide di non voltarsi dall&#8217;altra parte.</p>



<p>Tutto ha inizio in una giornata gelida, il 26 gennaio 2022. Luca avverte dentro di sé quel genere di irrequietezza che tormenta solo chi ha un appuntamento con il proprio talento. Si reca al Centro di preparazione paralimpica di Roma. Sulla pista, i tecnici lo osservano: il verdetto è eccellente, il potenziale è immenso. Ma l&#8217;impatto con la realtà istituzionale è un muro di gomma.</p>



<p>Le protesi sportive di ultima generazione non sono mutuabili dal Sistema Sanitario Nazionale, e i fondi del Comitato Italiano Paralimpico sono congelati, stretti nella morsa dell&#8217;emergenza Covid-19. Il prezzo per poter correre, per poter semplicemente esercitare un proprio diritto al movimento, è di 15.000 euro. Una cifra enorme, un fossato apparentemente insormontabile che rischia di spegnere un sogno sul nascere.</p>



<p><strong>IL MIRACOLO DI ROCCADASPIDE:<br></strong>Ma la storia decide di deviare dal suo corso naturale e trova un approdo a Roccadaspide, nella<br>stanza del sindaco.</p>



<p>Quella che in molti altri luoghi sarebbe rimasta una pur generosa colletta locale, qui si trasforma — per un&#8217;illuminata intuizione politica e amministrativa — in un progetto istituzionale. I funzionari e i responsabili dell’ufficio del Piano di Zona S7, l’ambito Sociale locale non si limitano a scrollare le spalle davanti ai regolamenti; studiano, cercano, si appassionano. Intercettano un bando della Regione Campania dedicato all&#8217;inclusione e alla disabilità.</p>



<p>Il risultato va ben oltre le aspettative: un finanziamento complessivo di 100.000 euro. Soldi veri, tramutati in voucher per sostenere lo sport per i disabili del territorio, per abbattere le barriere architettoniche negli impianti esistenti e, in quella preziosa e residuale quota finale, i famosi 15.000 euro per la protesi di Luca.</p>



<p>È lo stesso Ferruzzi a scriverlo nelle sue memorie, con una frase che punge come un aforisma: «<em>La solidarietà si fa classe pericolosa</em>». È il manifesto di un&#8217;unione sacra tra la determinazione del singolo e l&#8217;efficienza ostinata di servitori dello Stato che decidono di piegare i farraginosi ingranaggi burocratici alla dignità umana.</p>



<p><strong>LA MATERIA, LA CARNE, LA MEMORIA<br></strong>Tuttavia, avere i fondi non significa avere la corsa. Il viaggio si rivela una salita ripida e solitaria. Scontratosi con la disparità di preparazione di molti tecnici ortopedici, Luca non si arrende. Per un intero anno si trasforma in uno studente di chimica e fisica applicata ai materiali protesici; analizza leghe, studia i pesi, i coefficienti di flessione, la risposta elastica delle componenti modulari. Nel novembre del 2022 arriva una dolorosa bocciatura da parte di un&#8217;officina specializzata. È il momento più buio, quello in cui si è tentati di cedere. In quel momento, Luca fa la scelta più antica e saggia: decide di tornare alle radici, in quell&#8217;officina ortopedica di Lecce che lo accudiva da bambino. Ed è lì, tra l&#8217;odore pungente della fibra di carbonio e il freddo metallico delle schede tecniche del titanio, che riaffiora un ricordo lontano.</p>



<p>È il 18 marzo 1997. Luca ha solo sette anni, ha paura dei camici bianchi, del dolore, del futuro. A prenderlo per mano quel giorno fu Veronica, una ragazza salentina amputata, che con la dolcezza dei giusti gli insegnò a camminare. Giugno 2023 segna la fine di quel calvario ingegneristico: la lama da corsa viene finalmente alla luce. Il titolare dell&#8217;officina lo guarda, commosso, e gli dice: «Eri già un campione, ora vedo un guerriero».</p>



<p><strong>IL SUONO DEL SUCCESSO<br></strong>Da quel momento, la vita di Luca accelera, muovendosi su due binari paralleli che si alimentano a vicenda: la musica e la pista. Mentre trascorre l&#8217;estate a sputare sangue e sudore sull&#8217;anello dell&#8217;atletica, ottiene la cattedra di ruolo come docente di Percussioni al prestigioso Convitto Nazionale &#8220;Agostino Nifo&#8221; di Sessa Aurunca. Lì trova una seconda famiglia, un nucleo di accoglienza intellettuale e umana guidato dal Rettore Giovanni Battista Abbate — uomo di rara cultura — e da sua moglie, la professoressa Lucia Galdieri.</p>



<p>Il culmine agonistico si materializza nel marzo del 2024, al World Para Athletics Grand Prix di Jesolo. Corsia numero 7. Il blocco di partenza che stringe i muscoli, lo sparo che squarcia l&#8217;aria e poi, d&#8217;improvviso, il silenzio. Quel silenzio strano che avvolgono i velocisti, interrotto soltanto da un suono ritmico, ipnotico, quasi musicale: la lama in carbonio che morde la gomma della pista.</p>



<p>Quando Luca rialza la testa, il tabellone decreta un monumentale secondo posto internazionale. Un argento che brilla d&#8217;oro, di riscatto, di fatica amministrativa e umana.</p>



<p>Ma un vero artista, così come un vero atleta, sa che il podio non è un punto d&#8217;arrivo, ma una cassa di risonanza per fare del bene. Nel novembre del 2024, insieme alla professoressa Galdieri e agli studenti del Liceo Artistico di Cascano, Luca si presta a diventare il volto e il<br>corpo di un cortometraggio sull&#8217;inclusione.</p>



<p>Le riprese vengono girate nella cornice solenne, quasi cinematografica, di Campo Imperatore, sul Gran Sasso, dove il bianco della neve e l&#8217;immensità dello spazio diventano la tela perfetta per raccontare che nessun limite è assoluto.</p>



<p><strong>RESTITUIRE IL TESTIMONE<br></strong>L&#8217;autunno del 2025 apre l&#8217;ultimo, maturo capitolo di questa parabola. Luca Ferruzzi capisce che non gli basta più essere l&#8217;interprete del proprio riscatto; vuole farsi formatore, dare agli altri gli strumenti che lui ha dovuto strappare con le unghie.</p>



<p>Sacrificando i fine settimana e persino il giorno del suo compleanno, viaggia verso Roma per completare il percorso da tecnico istruttore paralimpico. Entra nei vertici del movimento nazionale, studia il modo di insegnare la velocità. Questo viaggio interiore gli permette anche di riannodare i fili strappati<br>dal tempo, riconnettendosi con vecchi amici d&#8217;infanzia, colmando distanze che gli anni di battaglie avevano inevitabilmente amplificato.</p>



<p>Il diario si chiude con un&#8217;immagine di straordinaria intimità domestica. È una sera qualunque a casa del Rettore Abbate. Nell&#8217;aria risuonano le note delicate di Chopin e la struttura rigorosa di Bach. Sul tavolo, un piatto fumante di pasta e cavolfiore. Nessun riflettore, nessuna medaglia al collo, solo il calore umano di chi, dopo anni di trasferte, officine ortopediche, aule di tribunale e piste ventose, si sente, finalmente, a casa.</p>



<p>Le memorie di Luca Ferruzzi non sono un semplice inno all&#8217;eroismo solitario. Al contrario, sono una lezione magistrale di umiltà e collettività, condensata in un pensiero che l&#8217;atleta ha scolpito nelle sue pagine e che ogni lettore dovrebbe custodire: «<em>Alle Olimpiadi si creano gli eroi. Alle Paralimpiadi arrivano gli eroi. Ma sia in condizione di disabilità o non, da soli non si va da nessuna parte</em>.» </p>
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		<title>La Jomi Salerno saluta il suo capitano: Cyrielle Lauretti Matos chiude una straordinaria carriera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 11:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Cyrielle Lauretti Matos]]></category>
		<category><![CDATA[jomi salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[La Jomi Salerno saluta con affetto, gratitudine e profonda stima il proprio capitano, Cyrielle Lauretti Matos, che ha deciso di concludere la sua carriera sportiva, chiudendo contestualmente un percorso straordinario [...]]]></description>
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<p>La Jomi Salerno saluta con affetto, gratitudine e profonda stima il proprio capitano, Cyrielle Lauretti Matos, che ha deciso di concludere la sua carriera sportiva, chiudendo contestualmente un percorso straordinario durato tredici stagioni.</p>



<p>Arrivata a Salerno giovanissima, Cyrielle ha saputo conquistare il cuore di tifosi, compagne di squadra e addetti ai lavori, diventando nel tempo un simbolo della società e una delle protagoniste più vincenti della storia del club. In tredici anni ha contribuito alla conquista di 16 trofei, scrivendo pagine indelebili della storia della Jomi Salerno: 7 Scudetti, 4 Coppe Italia e 5 Supercoppe Italiane.</p>



<p>Leader dentro e fuori dal campo, esempio di professionalità, dedizione e attaccamento alla maglia, Cyrielle ha incarnato al meglio i valori della Jomi Salerno, assumendo negli anni il ruolo di capitano e guidando la squadra verso numerosi successi.</p>



<p>Queste le parole con cui ha voluto salutare la società, le compagne e i tifosi: «<em>I saluti sono sempre difficili, soprattutto quando si tratta di una realtà che, nel tempo, è diventata una seconda casa e una vera famiglia. Nella vita si percorrono tante strade e la mia, per molti anni, è stata quella della pallamano. Oggi sono arrivata a un bivio e ho scelto di intraprendere un nuovo cammino, fatto di nuovi obiettivi e progetti personali. Lascio questa squadra, questa società e questi tifosi senza alcun rimpianto, ma con tanta gioia e gratitudine per tutto ciò che mi hanno dato e insegnato. Allo stesso modo, credo di aver restituito tutto il mio impegno e tutto il mio cuore. Molte delle ragazze con cui ho condiviso il campo sono state molto più che semplici compagne di squadra: con alcune sono cresciuta, altre le ho viste crescere. A tutte auguro una carriera ricca di soddisfazioni e un futuro splendido, dentro e soprattutto fuori dal 40&#215;20. Il ringraziamento più grande va alla società, che ha creduto nell&#8217;energia e nelle potenzialità di una ragazza di appena sedici anni, accompagnandomi nel mio percorso umano e sportivo e facendomi sentire sempre a casa. Grazie anche ai tifosi, presenza costante e preziosa, capaci con il loro entusiasmo, le loro coreografie e il loro sostegno di accompagnarci nei momenti più belli e in quelli più difficili. Ho apprezzato immensamente il vostro affetto in tutti questi anni e sono certa che continuerete a sostenere questa squadra e questo sport con la stessa passione che ci ha sempre uniti</em>.» </p>



<p>La società ringrazia Cyrielle per la professionalità, l&#8217;impegno e l&#8217;amore dimostrati in tutti questi anni: «<em>Il suo contributo alla crescita della Jomi Salerno resterà per sempre parte integrante della storia del club. A Cyrielle vanno i migliori auguri per il nuovo capitolo della sua vita, con la certezza che la sua casa sportiva sarà sempre qui, a Salerno.</em>»</p>
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		<title>Nel silenzio degli abissi: la straordinaria storia di Alessia Zecchini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nel-silenzio-degli-abissi-la-straordinaria-storia-di-alessia-zecchini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 10:54:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[alessia zecchini]]></category>
		<category><![CDATA[apneista]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono sportivi che inseguono il cronometro, altri che sfidano gli avversari. Poi ci sono atleti come Alessia Zecchini, che ogni volta affrontano qualcosa di molto più profondo: i propri [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono sportivi che inseguono il cronometro, altri che sfidano gli avversari. Poi ci sono atleti come Alessia Zecchini, che ogni volta affrontano qualcosa di molto più profondo: i propri limiti.</p>



<p>Romana, classe 1992, Zecchini è considerata una delle più grandi apneiste della storia contemporanea. Una carriera costruita metro dopo metro, immersione dopo immersione, fino a diventare un punto di riferimento mondiale in una disciplina che richiede preparazione atletica, controllo mentale e una straordinaria capacità di gestire il rapporto con il mare.</p>



<p>Fin da giovanissima ha mostrato un talento fuori dal comune per l’apnea, entrando presto nel giro della Nazionale italiana e collezionando successi internazionali. Nel corso degli anni ha conquistato titoli mondiali ed europei e stabilito numerosi record, contribuendo a rendere più popolare una disciplina spesso lontana dai riflettori del grande pubblico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La ricerca della profondità</h3>



<p>Per chi pratica l’apnea, la profondità non è soltanto una misura. È una sfida continua con sé stessi. Ogni metro conquistato richiede concentrazione assoluta, conoscenza del proprio corpo e rispetto per un ambiente che non concede errori.</p>



<p>Alessia Zecchini ha fatto di questa ricerca il centro della propria vita sportiva, raggiungendo traguardi che per molti anni erano sembrati impossibili. Le sue imprese hanno dimostrato come il limite umano sia spesso più mentale che fisico, trasformandola in una delle figure più influenti dell&#8217;apnea internazionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La tragedia che ha commosso il mondo</h3>



<p>La notorietà mondiale è arrivata anche attraverso una vicenda dolorosa. Nel 2017, durante un&#8217;immersione al Blue Hole di Dahab, in Egitto, perse la vita il safety diver irlandese Stephen Keenan, intervenuto per assisterla nelle fasi finali della risalita.</p>



<p>Una tragedia che ha segnato profondamente il mondo dell&#8217;apnea e la stessa atleta, diventata poi il fulcro del documentario The Deepest Breath, che ha raccontato al grande pubblico il lato più affascinante e al tempo stesso più rischioso di questo sport.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Oltre i record</h3>



<p>Dopo quel drammatico episodio, molti si sarebbero fermati. Zecchini ha invece scelto di continuare. Negli anni successivi è tornata a competere ai massimi livelli, stabilendo nuovi record mondiali e confermandosi tra le protagoniste assolute dell&#8217;apnea internazionale.</p>



<p>La sua storia è quella di un&#8217;atleta capace di trasformare il talento in eccellenza, ma anche di affrontare il peso delle sconfitte e delle ferite che la vita può lasciare. Un percorso fatto di sacrifici, disciplina e resilienza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un simbolo di determinazione</h3>



<p>In un&#8217;epoca in cui lo sport è spesso associato alla visibilità e ai riflettori, Alessia Zecchini rappresenta una figura diversa. La sua sfida si svolge lontano dal rumore, nel silenzio delle profondità marine, dove non contano le parole ma la capacità di ascoltare sé stessi.</p>



<p>È forse questo il motivo per cui la sua vicenda continua ad affascinare. Non solo per i record o per le medaglie, ma per ciò che racconta della natura umana: il desiderio di andare oltre, di esplorare l&#8217;ignoto e di non smettere mai di cercare nuovi orizzonti, anche quando il mare diventa metafora della vita stessa.</p>



<p>(Foto Alessia Zecchini &#8211; Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=55073476)</p>
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		<title>Un medico salernitano ai vertici nazionali dell’odontoiatria: Gaetano Ciancio vicepresidente ANDI</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/un-medico-salernitano-ai-vertici-nazionali-dellodontoiatria-gaetano-ciancio-vicepresidente-andi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 12:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[andi]]></category>
		<category><![CDATA[dentista]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano ciancio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente dell’Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Salerno, Gaetano Ciancio, è stato eletto alla carica di vice presidente nazionale dell’ANDI,&#160;l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani,&#160;la più [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il presidente dell’Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Salerno, Gaetano Ciancio, è stato eletto alla carica di vice presidente nazionale dell’ANDI,&nbsp;<a>l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani,&nbsp;</a>la più rappresentativa organizzazione di categoria del settore medico-odontoiatrico con circa 30.000 iscritti su tutto il territorio nazionale.</p>



<p>«<em>L’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Salerno </em>– afferma il presidente dell’OMCeO, Giovanni D’Angelo &#8211; <em>si complimenta per il prestigioso risultato conseguito dal dottore Ciancio. È motivo di orgoglio che il presidente dell’Albo degli Odontoiatri della Provincia di Salerno, componente del consiglio direttivo di questo Ordine, ricopra una funzione così importante a livello nazionale</em>».</p>



<p>«<em>Questa elezione rappresenta per me un grande onore ma soprattutto una responsabilità verso tutti i colleghi odontoiatri italiani</em> – dichiara Gaetano Ciancio &#8211; <em>L’ANDI dovrà continuare a essere un punto di riferimento autorevole nella tutela della professione, nella difesa del rapporto fiduciario medico-paziente e nella promozione della qualità delle cure</em>».</p>



<p>L’elezione del professionista salernitano, medico odontoiatra e specialista in Ortognatodonzia, è il coronamento di un lungo percorso professionale, scientifico, ordinistico e sindacale che negli anni lo ha visto in numerosi ruoli di responsabilità a livello regionale e nazionale. Nell’ANDI ha guidato per anni la sezione provinciale di Salerno. È consigliere d’amministrazione di ANDI Oris Broker.</p>
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		<title>Addio a Carlo Petrini, il padre di Slow Food innamorato del Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/addio-a-carlo-petrini-il-padre-di-slow-food-innamorato-del-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 10:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[cibo buono]]></category>
		<category><![CDATA[cibo giusto]]></category>
		<category><![CDATA[cibo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[cultura alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[È morto Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e teorico del cibo “buono, pulito e giusto”. Aveva 76 anni. Il decesso è avvenuto nella tarda serata di ieri a Bra, [...]]]></description>
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<p class="p1">È morto <strong>Carlo Petrini</strong>, fondatore di Slow Food e teorico del cibo “buono, pulito e giusto”. Aveva 76 anni. Il decesso è avvenuto nella tarda serata di ieri a Bra, in provincia di Cuneo, la città dove era nato nel 1949 e dalla quale aveva dato vita a uno dei movimenti culturali e alimentari più influenti al mondo.</p>



<p class="p1">Gastronomo, giornalista, scrittore e attivista, Petrini – “Carlin” per amici e collaboratori – aveva trasformato il tema dell’alimentazione in una battaglia civile globale, legando la tutela del cibo alla difesa dell’ambiente, della biodiversità e delle comunità locali. La sua frase più celebre, “Chi semina utopia, raccoglie realtà”, sintetizzava la visione che lo aveva accompagnato per tutta la vita.</p>



<p class="p1">Nel 1986 fondò Slow Food, nato inizialmente come risposta culturale all’omologazione alimentare e diventato negli anni una rete internazionale presente in oltre 150 Paesi. Dal movimento sarebbero poi nati progetti come Terra Madre e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, esperienze che hanno contribuito a ridefinire il rapporto tra produzione agricola, sostenibilità e consumo consapevole.</p>



<p class="p1">Profondo il suo legame con il Mezzogiorno e in particolare con il <strong>Cilento</strong>, territorio che Petrini considerava uno dei simboli più autentici della dieta mediterranea e della civiltà contadina italiana. Più volte ospite tra Pollica, Pioppi e i borghi dell’area cilentana, aveva sostenuto le produzioni locali e i piccoli agricoltori, indicando il Cilento come modello di equilibrio tra uomo, territorio e qualità della vita.</p>



<p class="p1">Negli anni aveva partecipato a numerose iniziative dedicate alla valorizzazione delle aree interne e alla salvaguardia delle tradizioni alimentari cilentane, ribadendo la necessità di proteggere biodiversità e culture rurali dalla standardizzazione globale. “Il futuro è nelle comunità”, ripeteva spesso durante i suoi incontri pubblici.</p>



<p class="p1">La notizia della sua morte ha suscitato cordoglio nel mondo istituzionale, culturale e agricolo. Messaggi di vicinanza sono arrivati da associazioni, produttori e amministratori locali italiani e stranieri. Slow Food, in una nota, lo ha ricordato come “un uomo di grande visione, capace di trasformare un sogno collettivo in una rete mondiale di persone unite dalla cura per la terra e per il bene comune”.</p>



<p class="p1">Con Carlo Petrini scompare una delle figure più rappresentative dell’ambientalismo e della cultura gastronomica contemporanea. La sua eredità, costruita tra battaglie civili e difesa dei territori, continuerà a vivere nelle comunità che in questi decenni hanno condiviso il suo progetto.</p>
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		<title>Dal Cilento all’innovazione europea: Antonio Pagnotto nel comitato del Polo nazionale droni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-cilento-allinnovazione-europea-antonio-pagnotto-nel-comitato-del-polo-nazionale-droni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 08:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cybersecurity]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia e Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[antonio pagnotto]]></category>
		<category><![CDATA[italia tech communication]]></category>
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					<description><![CDATA[Antonio Pagnotto, imprenditore originario di Bellosguardo (SA), CEO e fondatore di ItaliaTech Communications Srl, è stato nominato membro del Comitato Tecnico Scientifico del Polo Nazionale Droni, realtà nazionale impegnata nei [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Antonio Pagnotto, imprenditore originario di Bellosguardo (SA), CEO e fondatore di ItaliaTech Communications Srl, è stato nominato membro del Comitato Tecnico Scientifico del Polo Nazionale Droni, realtà nazionale impegnata nei settori innovazione, UAS/UAM, aerospace, cybersecurity e tecnologie strategiche.</p>



<p>Una nomina che rappresenta un importante riconoscimento professionale per un giovane imprenditore cilentano che negli anni ha sviluppato un percorso internazionale nel settore delle telecomunicazioni strategiche, cybersecurity, mission critical systems e tecnologie dual use, costruendo un ecosistema imprenditoriale tra Italia, Romania e Serbia attraverso il gruppo ItaliaTech.</p>



<p>Il Comitato Tecnico Scientifico del Polo Nazionale Droni riunisce figure provenienti dal mondo aerospace, ricerca, innovazione, industria, difesa e università, con l’obiettivo di favorire sviluppo tecnologico, cooperazione e nuove progettualità nei settori strategici del futuro.</p>



<p>«<em>Per me rappresenta un grande onore poter entrare a far parte di un contesto composto da autorevoli professionalità e competenze</em> &#8211; dichiara Antonio Pagnotto. &#8211; <em>Questa nomina rappresenta non solo un importante traguardo professionale, ma soprattutto una responsabilità e un’opportunità di contribuire alla crescita di un ecosistema europeo sempre più orientato verso innovazione, cybersecurity, aerospace e tecnologie strategiche</em>.»</p>



<p>Classe 1989, associato Federmanager e membro delle realtà associative Confindustria Romania e Confindustria Serbia, Pagnotto opera da anni nei settori cybersecurity, telecomunicazioni strategiche e innovazione tecnologica europea, promuovendo progetti e collaborazioni internazionali tra Italia e area balcanica.</p>



<p>Tra le iniziative recentemente avviate vi è anche il progetto “Rome Aerospace &amp; Cyber Forum”, evento internazionale dedicato ai temi aerospace, cyber, telecomunicazioni strategiche e tecnologie dual use, che si terrà a Roma il 15 ottobre 2026 presso Spazio Europa – David Sassoli, promosso da ItaliaTech Communications in collaborazione con il Polo Nazionale Droni.</p>



<p>«<em>Credo fortemente nella necessità di creare connessioni tra impresa, innovazione, ricerca e visione internazionale</em> &#8211; conclude Pagnotto. &#8211; <em>Anche dai territori del Sud Italia possono nascere percorsi imprenditoriali capaci di dialogare con ecosistemi europei e tecnologie strategiche del futuro.</em>»</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Cilento Vallo di Diano Experience: Luigi Pisani è la voce ufficiale del podcast che racconta un viaggio di bellezza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-vallo-di-diano-experience-luigi-pisani-e-la-voce-ufficiale-del-podcast-che-racconta-un-viaggio-di-bellezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Cilento Vallo di Diano Experience]]></category>
		<category><![CDATA[luigi pisani]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto Cilento Vallo di Diano Experience per le città creative dell’Unesco nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni continua il suo percorso di promozione e valorizzazione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il progetto Cilento Vallo di Diano Experience per le città creative dell’Unesco nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni continua il suo percorso di promozione e valorizzazione con un podcast dedicato a ogni comune della rete di “bellezza” che, nel corso di un biennio, ha visto l’alternanza di numerosi eventi a vocazione turistica.</p>



<p>L’obiettivo è costruire un’identità territoriale condivisa e attrattiva, unendo cultura, natura, bellezza, enogastronomia e accoglienza. Capaccio Paestum è il comune capofila del progetto, insieme a una rete di altri nove siti che formano l’anima più vera e variegata del territorio: Ascea, Castellabate, Ceraso, Montecorice, Padula, Perdifumo, San Giovanni a Piro, San Mauro Cilento e Serramezzana.</p>



<p>Dopo gli itinerari tematici, tra voli in mongolfiera e passeggiate fotografiche, arriva il primo podcast dedicato al Cilento Vallo di Diano e Alburni. La serie è composta da dieci episodi più una puntata pilota, raccontati dalla voce di Luigi Pisani.</p>



<p>Nato ad Agropoli e oggi stabilmente a Roma, l’attore è rimasto profondamente legato alle sue origini cilentane. «Sono nato e cresciuto nel Cilento fino all’età di diciotto anni – racconta – per poi trasferirmi nella capitale. In Cilento ho ancora la mia famiglia d’origine, amici e parenti, soprattutto ho un legame fortissimo con questa terra. A volte poi capita che la mia professione s’incroci con le mie radici ed è bellissimo».</p>



<p>Ed è capitato nel 2010, per il suo debutto al cinema da protagonista con <em>Noi credevamo</em> di Mario Martone. «<em>Di storie, grazie al mio lavoro </em>– continua – <em>ne racconto tante. Alcune nascono sul palcoscenico, altre davanti a una macchina da presa. Questa che ha per protagonista Cilento Vallo di Diano Experience – conclude – non ha bisogno di scenografie. Il palcoscenico è perfetto così com’è e sono davvero orgoglioso di poterla raccontare con la mia voce che è figlia di questa terra meravigliosa</em>».</p>



<p>Gli episodi avranno una durata media di cinque minuti e saranno pubblicati ogni due settimane sui canali social ufficiali del progetto Unesco e sull’app gratuita Cilento Vallo di Diano Experience. Dopo la puntata pilota, la prima tappa raccontata sarà Capaccio Paestum.</p>



<p>Il podcast sarà disponibile in streaming e scaricabile su smartphone e tablet, per essere ascoltato in qualsiasi momento e da qualsiasi parte del mondo: per sentirsi a casa, per chi è lontano, o per conoscere nuovi luoghi, per chi è alla ricerca di nuove esperienze.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;L&#8217;uomo elastico&#8221; vince il premio &#8220;Le eccellenze del Made in Italy al Sud&#8221; per lo storytelling</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/luomo-elastico-vince-il-premio-le-eccellenze-del-made-in-italy-al-sud-per-lo-storytelling/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 09:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[l'uomo elastico]]></category>
		<category><![CDATA[le Eccellenze del Made in Italy al Sud]]></category>
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					<description><![CDATA[Napoli si inchina al talento e al coraggio di&#160;Nunzio Bellino. Nella prestigiosa cornice partenopea, l’attore e personaggio televisivo, noto al grande pubblico come&#160;&#8220;l’Uomo Elastico&#8221;, ha ricevuto il premio&#160;&#8220;Le Eccellenze del [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Napoli si inchina al talento e al coraggio di&nbsp;<strong>Nunzio Bellino</strong>. Nella prestigiosa cornice partenopea, l’attore e personaggio televisivo, noto al grande pubblico come&nbsp;<strong>&#8220;l’Uomo Elastico&#8221;</strong>, ha ricevuto il premio&nbsp;<strong>&#8220;Le Eccellenze del Made in Italy al Sud&#8221;</strong>&nbsp;per lo storytelling.</p>



<p>L&#8217;evento, svoltosi al&nbsp;<strong>Maschio Angioino</strong>, è stato promosso dall&#8217;associazione&nbsp;<em>Vetrinisti &amp; Visual Europei</em>&nbsp;e fortemente voluto dal presidente&nbsp;<strong>Giuseppe Marco Pasquarella</strong>. L&#8217;iniziativa ha goduto del patrocinio del Comune di Napoli, vedendo la partecipazione di importanti esponenti delle istituzioni del Consiglio Comunale. Un riconoscimento che celebra non solo la carriera artistica di Bellino, ma soprattutto la sua capacità di trasformare la propria condizione in un potente strumento di narrazione e sensibilizzazione sociale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un monologo che incanta: l&#8217;arte come riscatto</strong></h3>



<p>Il momento più alto della serata è stato raggiunto quando Nunzio Bellino è salito sul palco per recitare il suo celebre monologo. Il silenzio in sala è stato rotto solo da uno scrosciante applauso che ha accolto le sue prime parole. Con la sua gestualità unica e un&#8217;intensità emotiva travolgente, Bellino ha saputo incantare la platea, portando in scena il dolore, la resilienza e la bellezza della diversità.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le dichiarazioni: «<em>Non mollate mai</em></strong>»</h3>



<p>Visibilmente emozionato, stringendo tra le mani il premio, l&#8217;attore ha voluto dedicare il riconoscimento a chi ha sempre sostenuto il suo percorso:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«<em>Ricevere questo premio nella mia terra, tra la mia gente, ha un sapore speciale. Voglio ringraziare di cuore il presidente Giuseppe Marco Pasquarella e l’associazione Vetrinisti &amp; Visual Europei per aver creduto nella mia storia. Grazie alle istituzioni presenti e a tutti coloro che, fin dall&#8217;inizio, hanno visto oltre la mia elasticità, scorgendo l&#8217;uomo e l&#8217;artista.</em>»</p>
</blockquote>



<p>Bellino, diventato ormai un vero e proprio simbolo nazionale&nbsp;<strong>delle malattie rare e</strong>&nbsp;nella lotta contro il&nbsp;<strong>bullismo</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>cyberbullismo</strong>, ha lanciato un appello accorato alle nuove generazioni e a chi soffre di patologie rare:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«<em>Questo premio è per tutti i &#8216;guerrieri invisibili&#8217;. A chi subisce vessazioni, a chi viene deriso per la propria unicità, dico: non mollate mai. La vostra fragilità è la vostra forza più grande. Continuerò a battermi affinché le malattie rare non siano più un tabù e perché il bullismo venga sconfitto dalla cultura del rispetto e dell&#8217;empatia. Siamo noi il vero &#8216;Made in Italy&#8217;, quello fatto di cuore, coraggio e dignità.</em>»</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un simbolo di resilienza</strong></h3>



<p>Nunzio Bellino si conferma una figura chiave nel panorama culturale italiano. La sua capacità di fare storytelling non è solo una tecnica attoriale, ma una missione di vita. Attraverso il cinema, la TV e i fumetti, &#8220;l’Uomo Elastico&#8221; continua a tendere la mano verso chi si sente ai margini, dimostrando che l&#8217;eccellenza del Made in Italy è, prima di tutto, un&#8217;eccellenza di umanità.</p>
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		<title>Il giornalista Lorenzo Peluso tra i vincitori del premio “Michele Schiavone”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-giornalista-lorenzo-peluso-tra-i-vincitori-del-premio-michele-schiavone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 16:11:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo peluso]]></category>
		<category><![CDATA[premio michele schiavone]]></category>
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					<description><![CDATA[Un riconoscimento internazionale per la valorizzazione di persone, associazioni ed enti che si sono distinti nella tutela dei diritti degli italiani nel mondo e nella promozione del patrimonio umano, sociale [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un riconoscimento internazionale per la valorizzazione di persone, associazioni ed enti che si sono distinti nella tutela dei diritti degli italiani nel mondo e nella promozione del patrimonio umano, sociale e culturale della nostra emigrazione.</p>



<p>Il giornalista valdianese Lorenzo Peluso è tra i vincitori della prima edizione del Premio Michele Schiavone. «<em>Un onore immenso. Non ho parole. Sono veramente onorato di questo Premio. Nel nome di Michele Schiavone.</em>»</p>



<p>Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero annuncia i vincitori della prima edizione del Premio dedicato alla memoria di Michele Schiavone, già Consigliere e poi Segretario generale del CGIE dal 2016 al 2024, figura simbolo dell’impegno civile a favore delle comunità italiane oltre confine, scomparso prematuramente dopo una vita dedicata ai connazionali nel mondo con altruismo, generosità e spirito di servizio.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>I vincitori dell’edizione 2026, scelti tra le 17 candidature pervenute</strong></p>



<p>Categoria persona (ex aequo): Lorenzo Peluso e Valentino De Rogatis (Austria)</p>



<p>Categoria associazione (ex aequo): Associazione di volontariato Mondo Italiano (Regno Unito) e Federazione delle Colonie Libere Italiane In Svizzera (FCLIS)</p>



<p>Categoria ente: Comitato Assistenza Italiana (Co.As.It.) di Melbourne (Australia)</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>La cerimonia</strong></p>



<p>Si darà lettura delle motivazioni durante la cerimonia di premiazione, alla presenza dei familiari di Michele Schiavone, il 14 maggio in occasione dell’Assemblea plenaria del CGIE, alla quale i vincitori saranno invitati come ospiti.</p>



<p>La giuria, il cui Presidente onorario è il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, è composta dal Comitato di Presidenza del CGIE, dal Segretario generale della Farnesina, ambasciatore Riccardo Guariglia, dal Presidente della Conferenza Stato-Regioni, Massimiliano Fedriga, dal Presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, dalla direttrice di RAI Italia, Mariarita Grieco e presieduta dalla Segretaria generale del CGIE, Maria Chiara Prodi.</p>



<p></p>
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		<title>Stanley Tucci, riemerge l’atto di nascita del nonno: il legame con la Calabria ricostruito dal Museo del Cognome</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/stanley-tucci-riemerge-latto-di-nascita-del-nonno-il-legame-con-la-calabria-ricostruito-dal-museo-del-cognome/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 17:35:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Le origini italiane di Stanley Tucci tornano al centro dell’attenzione grazie a una ricostruzione diffusa sui canali social del Museo del Cognome di Padula, in provincia di Salerno. L’istituto, che [...]]]></description>
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<p class="p1">Le origini italiane di Stanley Tucci tornano al centro dell’attenzione grazie a una ricostruzione diffusa sui canali social del Museo del Cognome di Padula, in provincia di Salerno. L’istituto, che si occupa di genealogie e storie familiari legate ai cognomi italiani, ha pubblicato un post che collega l’attore hollywoodiano alla Calabria.</p>



<p class="p1">Secondo quanto riportato, il nonno paterno dell’interprete – Stanislao Tucci, da cui deriverebbe anche il nome di battesimo dell’attore – sarebbe originario di Marzi, piccolo centro della provincia di Cosenza. A supporto della ricostruzione, il museo ha condiviso anche documenti d’archivio: l’atto di nascita del familiare e quello del matrimonio celebrato negli Stati Uniti, in Vermont, con Anna Teresa Pisani, anch’ella di origini italiane.</p>



<p class="p1">Il post, pubblicato in concomitanza con l’interesse rinnovato per l’attore legato alla sua presenza nel sequel de Il diavolo veste Prada, ha rapidamente attirato l’attenzione degli utenti, alimentando curiosità attorno alla storia familiare di uno dei volti più noti del cinema internazionale.</p>



<p class="p1">Il Museo del Cognome di Padula è da tempo impegnato nella valorizzazione delle migrazioni italiane e delle storie familiari che hanno attraversato l’Atlantico tra Ottocento e Novecento.</p>
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		<title>Pertosa, addio a nonna Clementina: centenaria simbolo del paese e della sua identità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pertosa-addio-a-nonna-clementina-centenaria-simbolo-del-paese-e-della-sua-identita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pertosa]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[centenari]]></category>
		<category><![CDATA[nonna clementina]]></category>
		<category><![CDATA[pertosa]]></category>
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					<description><![CDATA[La comunità di Pertosa è in lutto per la scomparsa di Clementina Caggiano, per tutti semplicemente “nonna Clementina”, venuta a mancare all’età di 103 anni. Un traguardo di vita straordinario [...]]]></description>
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<p>La comunità di Pertosa è in lutto per la scomparsa di Clementina Caggiano, per tutti semplicemente “nonna Clementina”, venuta a mancare all’età di 103 anni. Un traguardo di vita straordinario che l’ha resa, nel tempo, una figura simbolica del paese e della sua memoria collettiva.</p>



<p>Nata il 5 novembre 1923, Clementina ha attraversato oltre un secolo di storia, diventando un punto di riferimento umano e identitario per l’intera comunità. Il suo ricordo è legato non solo alla longevità, ma soprattutto a una vita vissuta con dignità, operosità e profondo attaccamento alle radici.</p>



<p>Solo pochi anni fa Pertosa aveva celebrato con affetto il suo centesimo compleanno, momento che aveva unito il paese in una festa sentita e partecipata. Un legame che si è rinnovato anche lo scorso anno, quando “nonna Clementina” fu scelta per inaugurare la 28ª edizione della Sagra del Carciofo Bianco, tagliando simbolicamente il nastro dell’evento: un gesto carico di significato, capace di unire tradizione, comunità e memoria.</p>



<p>Qualche anno fa Clementina aveva anche assunto un ruolo speciale per i più piccoli del paese, diventando una “maestra” della scuola dell’infanzia di Pertosa. Con grande generosità, e a titolo gratuito, aveva insegnato ai bambini a coltivare gli ortaggi e a prendersi cura del verde. L’incarico le era stato affidato direttamente dal sindaco Domenico Barba e si era concretizzato nell’orto didattico realizzato dal Comune in uno spazio adiacente all’istituto scolastico, dove “nonna Clementina” teneva lezioni ai piccoli allievi.</p>



<p>Nel messaggio diffuso dall’Amministrazione comunale emerge il senso di perdita, ma anche la volontà di custodire l’eredità lasciata da Clementina: una testimonianza di valori, saggezza e identità che continuerà a vivere nel ricordo collettivo. Alla famiglia giungono le condoglianze dell’intera cittadinanza, stretta in queste ore attorno a una figura che ha rappresentato, per generazioni, un pezzo autentico della storia di Pertosa.</p>
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		<title>È morto Alex Zanardi, il campione che sfidò ogni limite: aveva 59 anni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/e-morto-alex-zanardi-il-campione-che-sfido-ogni-limite-aveva-59-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 08:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Zanardi]]></category>
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		<category><![CDATA[campione paralimpico]]></category>
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		<category><![CDATA[Formula CART]]></category>
		<category><![CDATA[handbike]]></category>
		<category><![CDATA[icona sportiva]]></category>
		<category><![CDATA[incidente Lausitzring]]></category>
		<category><![CDATA[lutto sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[morte Zanardi]]></category>
		<category><![CDATA[Paralimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[sport italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[È morto Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e simbolo mondiale dello sport paralimpico. Aveva 59 anni. A darne notizia è stata la famiglia, comunicando la scomparsa avvenuta il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">È morto Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e simbolo mondiale dello sport paralimpico. Aveva 59 anni. A darne notizia è stata la famiglia, comunicando la scomparsa avvenuta il 1° maggio. </p>



<p class="p1">Zanardi è stato uno degli esempi più straordinari di resilienza nella storia dello sport. Dopo gli inizi in Formula 1 negli anni Novanta, aveva raggiunto il successo internazionale nella Formula CART, conquistando due titoli e diventando uno dei piloti più spettacolari e amati.</p>



<p class="p1">La sua vita cambiò radicalmente nel 2001, quando un terribile incidente sul circuito del Lausitzring gli costò l’amputazione di entrambe le gambe. Un evento che avrebbe segnato la fine della carriera per molti, ma che per lui rappresentò invece l’inizio di una nuova sfida.</p>



<p class="p1">Con una forza di volontà fuori dal comune, Zanardi tornò a competere e si reinventò atleta paralimpico. Nell’handbike raggiunse risultati straordinari, conquistando quattro medaglie d’oro ai Giochi Paralimpici tra Londra 2012 e Rio 2016 e numerosi titoli mondiali, diventando un punto di riferimento globale. </p>



<p class="p1">Nel 2020 un nuovo, grave incidente durante una staffetta benefica in Toscana lo aveva riportato in condizioni critiche, segnando il suo definitivo allontanamento dalla scena pubblica. </p>



<p class="p1">Con la sua scomparsa, lo sport perde non solo un campione, ma un simbolo universale di coraggio, capace di trasformare ogni caduta in una ripartenza. Zanardi resta l’immagine di un uomo che ha saputo andare oltre i limiti fisici, diventando un’ispirazione per intere generazioni.</p>
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