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	<title>Storie di persone | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Antonio Avallone eletto presidente di Edil-Academy Campania: formazione e nuove competenze per il settore delle costruzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 11:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[ance aies salerno]]></category>
		<category><![CDATA[antonio avallone]]></category>
		<category><![CDATA[Edil-Academy Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovo riconoscimento per ANCE Aies Salerno. Antonio Avallone, consigliere della delegazione provinciale e presidente del CPT Salerno, è stato eletto presidente di Edil-Academy Campania, la nuova realtà dedicata alla formazione [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Nuovo riconoscimento per ANCE Aies Salerno. Antonio Avallone, consigliere della delegazione provinciale e presidente del CPT Salerno, è stato eletto presidente di Edil-Academy Campania, la nuova realtà dedicata alla formazione professionale e allo sviluppo delle competenze nel comparto delle costruzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nomina assume un rilievo strategico nell’ambito del programma <strong>Campania Academy Industria (CAI) – Formare per Lavorare</strong>, promosso dalla Regione Campania e finanziato attraverso il Programma Regionale FSE+ 2021-2027. L’iniziativa prevede uno stanziamento complessivo di 32 milioni di euro per rafforzare il collegamento tra imprese, sistema formativo e mercato del lavoro nei settori strategici dell’economia regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Formazione e sicurezza al centro del progetto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Edil-Academy Campania nasce dalla collaborazione tra imprese, associazioni del sistema ANCE ed enti di formazione, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze del settore edile e valorizzare le professionalità presenti sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comparto delle costruzioni è chiamato ad affrontare sfide importanti, dalla carenza di manodopera qualificata all’innovazione tecnologica, fino alla transizione digitale e ambientale e al rafforzamento della sicurezza nei cantieri. In questo scenario, la nuova Academy punta a sviluppare percorsi formativi rivolti sia ai lavoratori già occupati, per aggiornare le competenze teoriche e pratiche, sia alle persone in cerca di occupazione, favorendone la specializzazione e l’ingresso nel mondo del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quest’incarico rappresenta il riconoscimento, da parte del sistema ANCE, del grande lavoro che il presidente Fabio Napoli sta facendo sul nostro territorio», ha dichiarato Antonio Avallone, ringraziando il presidente e l’intero Consiglio direttivo per la fiducia accordata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ringrazio il presidente e l’intero Consiglio direttivo per avermi proposto alla guida di quello che sarà uno dei principali enti di formazione regionale del settore delle costruzioni», ha aggiunto Avallone. «Edil-Academy Campania rivolgerà la sua attenzione ai lavoratori occupati, per migliorarne le conoscenze teoriche e pratiche, e a quelli in cerca di occupazione, mettendoli nelle condizioni di conseguire una specializzazione che consenta di diventare protagonisti qualificati del processo edilizio».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fabio Napoli: «Un riconoscimento al sistema ANCE salernitano»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione è stata espressa anche da Fabio Napoli, presidente di ANCE Aies Salerno, che ha sottolineato il valore della nomina per l’associazione e per il sistema bilaterale delle costruzioni della provincia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La scelta di Antonio Avallone alla presidenza rappresenta un riconoscimento al ruolo della nostra associazione e del sistema bilaterale delle costruzioni salernitano, da sempre impegnati nella promozione della formazione professionale, della prevenzione e della sicurezza sul lavoro», ha affermato Napoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente di ANCE Aies Salerno ha inoltre evidenziato come l’esperienza maturata da Avallone alla guida del CPT Salerno costituisca un elemento importante per un progetto che pone al centro la qualità del lavoro, la crescita delle competenze e il sostegno alle imprese chiamate ad affrontare le trasformazioni del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Edil-Academy Campania si propone, dunque, non soltanto come centro di formazione, ma anche come strumento di sviluppo economico e sociale, con l’ambizione di rafforzare la competitività delle imprese, valorizzare il capitale umano e contribuire a un comparto edile sempre più innovativo, qualificato e sicuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Miss Dieta Mediterranea 2026, la corona va a Elisa Cilento: la 15enne di Casal Velino sogna la moda</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/miss-dieta-mediterranea-2026-la-corona-va-a-elisa-cilento-la-15enne-di-casal-velino-sogna-la-moda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 08:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Casal Velino]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[miss dieta mediterranea]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla conquista del titolo di Miss Acciaroli 2026 al prestigioso riconoscimento assegnato ad Ascea Marina: la giovane studentessa del liceo “Parmenide” di Vallo della Lucania si fa strada nel mondo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalla conquista del titolo di Miss Acciaroli 2026 al prestigioso riconoscimento assegnato ad Ascea Marina: la giovane studentessa del liceo “Parmenide” di Vallo della Lucania si fa strada nel mondo della moda con determinazione e il sostegno della famiglia.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si chiama Elisa Cilento, ha 15 anni, vive a Casal Velino Marina ed è la nuova Miss Dieta Mediterranea 2026. La giovane, studentessa al Liceo delle Scienze Umane “Parmenide” di Vallo della Lucania, ha conquistato il titolo al termine della finale della XXIII edizione di Miss Cilento 2026, che si è svolta in piazza Europa ad Ascea Marina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elisa, occhi e capelli castani e 1,75 metri di altezza, ha saputo distinguersi per portamento, eleganza e passione per il mondo della moda. Giunta all&#8217;appuntamento conclusivo della kermesse con il titolo di Miss Acciaroli 2026, ha coronato il suo percorso con una nuova affermazione, che premia il suo impegno e la sua determinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La musica, la palestra e gli shooting fotografici sono tra le sue passioni. Ma il sogno nel cassetto è ben preciso: diventare una fotomodella professionista. Un obiettivo che Elisa coltiva con entusiasmo, affrontando questa esperienza con la voglia di crescere e di trasformare la propria passione in un progetto per il futuro, potendo contare sul sostegno della famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A sottolinearne le qualità è Lino Miraldi, patron di Miss Cilento e talent scout, che commenta così la giovane protagonista: «Elisa è un mix perfetto di bellezza, eleganza e amore per la moda».</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento di Ascea Marina, organizzato dalla Lino&#8217;s Production, è stato condotto da Chiara Bertolini, già Miss Cilento 2018, che ha accompagnato il pubblico nell&#8217;ultimo appuntamento di un&#8217;edizione che continua a valorizzare i giovani talenti del territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La Dieta Mediterranea al centro della kermesse</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il titolo conquistato da Elisa non è soltanto un riconoscimento legato al mondo della bellezza, ma rappresenta anche un messaggio di promozione culturale e di attenzione verso uno stile di vita sano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quindici anni iscritta nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità dell&#8217;UNESCO, la Dieta Mediterranea costituisce uno dei simboli più rappresentativi del Cilento e delle sue tradizioni. Un modello alimentare fondato sull&#8217;equilibrio nutrizionale, sulla varietà degli alimenti, sul consumo di prodotti vegetali e sulla valorizzazione delle produzioni locali, associato dalla ricerca scientifica a numerosi benefici per la salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa eredità culturale a rappresentare uno dei punti centrali del progetto di Miss Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che da oltre vent&#8217;anni affianca alla valorizzazione della bellezza femminile la promozione degli usi, dei costumi e delle eccellenze del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è coinvolgere soprattutto le nuove generazioni, sensibilizzandole sull&#8217;importanza di un&#8217;alimentazione equilibrata e di uno stile di vita consapevole, senza perdere il legame con le radici culturali del Cilento.</p>
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		<item>
		<title>Da Sapri a New York, Tony Balbi presenta il suo primo libro nella sua città</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-sapri-a-new-york-tonybalbi-presenta-il-suo-primo-libro-nella-sua-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 12:41:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[like a local]]></category>
		<category><![CDATA[sapri]]></category>
		<category><![CDATA[tony balbi]]></category>
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					<description><![CDATA[L’influencer e pubblicitario saprese Tony Balbi, molto conosciuto sui social per la pagina Instagram “Tony Like a Local”, dove racconta il suo amore smisurato per New York a oltre 212mila [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">L’influencer e pubblicitario saprese Tony Balbi, molto conosciuto sui social per la pagina Instagram “Tony Like a Local”, dove racconta il suo amore smisurato per New York a oltre 212mila follower, torna nella sua città per presentare il suo primo libro. L’appuntamento è per sabato 17 ottobre, alle ore 18.00, al Bistrot Zicca di via Kennedy, con “L’ennesimo libro su New York (però giuro che questo è diverso)”, pubblicato da Ulrico Hoepli. Il volume, già presentato in diverse città italiane, tra cui Bologna e Roma, arriva ora a Sapri per inaugurare “Apericult”, il nuovo format promosso da SapriLive e One Night.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DA SAPRI A NEW YORK, UNA PASSIONE NATA DA BAMBINO &#8211;</strong> Balbi ha iniziato a immaginare la metropoli americana a sei anni, attraverso film e serie televisive. Oggi vive tra Roma e New York, che racconta anche su TikTok e YouTube. Nel libro va oltre i luoghi comuni, proponendo qualcosa di diverso dalla tradizionale guida turistica. Al centro ci sono esperienze e piccoli dettagli quotidiani: dai camerieri che riempiono le tazze di caffè all’odore della metropolitana, fino alle sirene che scandiscono le giornate. Un racconto rivolto sia a chi ha già visitato la città sia a chi desidera scoprirne il fascino.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>CULTURA, VIAGGI E MUSICA &#8211;</strong> A dialogare con l’autore sarà Francesco Lombardi, ripercorrendo la nascita del volume e le esperienze che ne hanno ispirato la scrittura. A seguire spazio all’aperitivo con “50 Special”, il format di One Night, accompagnato dall’Italian DJ Set di Marco Lettico, tra i DJ più apprezzati del momento nel panorama musicale del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IL NUOVO FORMAT APERICULT &#8211;</strong> L’iniziativa segna il debutto di “Apericult”, ideato e organizzato da SapriLive e One Night, che unisce letteratura, aperitivo e musica italiana. L’obiettivo è promuovere la cultura attraverso una formula informale, avvicinando un pubblico più ampio al mondo dei libri e creando nuove occasioni di incontro, confronto e socialità sul territorio.</p>
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		<item>
		<title>Calcio: dalla Pixous Academy alla Lazio, il sogno del giovane Pietro De Lio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/calcio-dalla-pixous-academy-alla-lazio-il-sogno-del-giovane-pietro-de-lio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 09:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Policastro Bussentino]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[calcio giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[giovane calciatore]]></category>
		<category><![CDATA[golfe di policastro]]></category>
		<category><![CDATA[pixous academy]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla Pixous Academy alla S.S. Lazio. Pietro De Lio, classe 2013 e originario del territorio del Golfo di Policastro, entra nel settore giovanile del club biancoceleste, compiendo un importante passo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph">Dalla Pixous Academy alla S.S. Lazio. <strong>Pietro De Lio</strong>, classe 2013 e originario del territorio del Golfo di Policastro, entra nel settore giovanile del club biancoceleste, compiendo un importante passo nel proprio percorso calcistico.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">A darne notizia è la <strong>Pixous Academy</strong>, società nella quale il giovane calciatore è cresciuto, che ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto dal ragazzo. Un risultato che premia il lavoro svolto sul campo e l’impegno del giovane atleta, accompagnato nel suo percorso dalla famiglia e dai tecnici della società.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">«La crescita dei nostri ragazzi è la nostra vittoria più grande», <strong>sottolinea la Pixous Academy</strong>, che ha rivolto a De Lio e alla sua famiglia i propri auguri per la nuova esperienza sportiva, ringraziando la Lazio per l’opportunità offerta al giovane talento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso di De Lio verso il calcio giovanile di alto livello era già passato dal <strong>Potenza</strong>. Nel luglio 2024, il giovane calciatore era stato infatti tesserato dal club lucano insieme.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Per la realtà calcistica di Policastro Bussentino, il trasferimento rappresenta anche un motivo di orgoglio e un’occasione per ribadire l’importanza della formazione sportiva e della valorizzazione dei giovani. Un percorso fatto di allenamenti, passione e sacrifici che ora porterà De Lio a confrontarsi con una nuova realtà del calcio giovanile nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Foto: Ciriaco De Lio PH</strong></p>
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		<title>L&#8217;artista salese Pietro Manzo racconta la Prato industriale: in mostra a Villa Rospigliosi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lartista-salese-pietro-manzo-racconta-la-prato-industriale-in-mostra-a-villa-rospigliosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 09:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[artista pietro manzo]]></category>
		<category><![CDATA[prato]]></category>
		<category><![CDATA[villa rospigliosi]]></category>
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					<description><![CDATA[L’operosa periferia manufatturiera della città di Prato entra negli spazi storici di Villa Rospigliosi attraverso &#8220;Lontano, vicino, dentro&#8221;, progetto inedito dell&#8217;artista Pietro Manzo, promosso dall&#8217;associazione ChorAsis e in esposizione da [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’operosa periferia manufatturiera della città di Prato entra negli spazi storici di Villa Rospigliosi attraverso &#8220;Lontano, vicino, dentro&#8221;, progetto inedito dell&#8217;artista Pietro Manzo, promosso dall&#8217;associazione ChorAsis e in esposizione da domenica 18 ottobre fino al 6 dicembre. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;artista di Sala Consilina sarà ancora una volta grande protagonista in Toscana dove si è stabilito da qualche tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Concepita come mostra personale e articolata in un corpus di circa 40 opere, tra disegni, piccoli dipinti e grandi formati, l&#8217;esposizione interroga il paesaggio industriale pratese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nucleo di indagine individuato è nel Macrolotto2, eletto ad archetipo della città produttiva, a paradigma di una stratificazione urbana dove infrastruttura, lavoro e sedimentazione antropica coincidono. E’ la Prato periferica dei capannoni, strade, insegne, tessuti urbani, aree perennemente attraversate soffermandosi raramente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Manzo, 45 anni, propone una riflessione pittorica sul margine come centro potenziale di senso, in un dialogo volutamente dissonante e fertile tra la misura aulica della villa storica e l&#8217;estetica ordinaria, standardizzata, globalizzante e funzionale della periferia industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accompagnerà la mostra, un testo di Simone Mangani, profondo conoscitore della realtà sociale e culturale pratese. Attraverso un esercizio di osservazione sottile e ravvicinata, il testo, restituisce la specificità dell’operare pittorico di Manzo. Ne sottolinea la dimensione intima di un sentire sincero e silenzioso, di colui che posa lo sguardo su una realtà al contempo simile e dissimile a ogni altrove industriale, dove il paesaggio si fa condizione esistenziale e l’assenza umana si configura fondamentale presenza sottintesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così Pietro Manzo:  &#8220;<em>Per il progetto ho immaginato di assumere lo sguardo di un viaggiatore straniero che, attraverso la pittura, tenta di raccontare visivamente la Prato industriale. Il titolo fa riferimento alla modalità di osservazione adottata durante il lavoro: un processo basato principalmente sull’esperienza diretta, sul dipingere dal vero, sulla realizzazione di piccoli studi e sulla successiva ricostruzione e reinterpretazione in studio delle impressioni raccolte sul posto. Compagno di viaggio ideale di questo percorso è stato Goethe e il suo “Viaggio in Italia”. Ho cercato di osservare con occhi curiosi e aperti l’incredibile &#8216;tessuto&#8217; edificato che costituisce il Macrolotto, luogo scelto come simbolo e fulcro del progetto. Attraverso la pittura, questi spazi industriali diventano territori da attraversare e interpretare, sospesi tra esperienza reale, memoria e reinvenzione pittorica</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pietro Manzo vive e lavora a Firenze. Dopo il diploma conseguito al liceo artistico Pomponio Leto di Teggiano, nel 2006 si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 2009 vince il premio istituito dall’Accademia delle Arti del Disegno per una residenza di cinque anni nello studio di Tito Conti a Firenze. Ha esposto i suoi lavori in mostre personali e collettive dal 2005.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Salerno, Francesco De Rosa è campione d’Europa dei pesi supergallo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-francesco-de-rosa-e-campione-deuropa-dei-pesi-supergallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 07:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Il pugilato salernitano conquista il titolo europeo grazie a Francesco De Rosa. Il 29enne ha vinto la cintura di campione d’Europa dei pesi supergallo al termine dell’incontro disputato venerdì 9 [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il pugilato salernitano conquista il titolo europeo grazie a Francesco De Rosa. Il 29enne ha vinto la cintura di campione d’Europa dei pesi supergallo al termine dell’incontro disputato venerdì 9 ottobre a Calangianus, in Sardegna, superando il rumeno Ionut Baluta con un verdetto unanime dei giudici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una vittoria che rappresenta il risultato più importante della carriera del pugile salernitano, protagonista di una prestazione nella quale ha saputo combinare tecnica, lucidità e determinazione. Il successo è arrivato ai punti, dopo un confronto che ha premiato la qualità della sua prova sul ring.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il verdetto dei giudici ha riconosciuto unanimemente la superiorità di De Rosa, consegnandogli un titolo prestigioso e permettendogli di raggiungere uno degli obiettivi più significativi della sua esperienza sportiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il successo europeo sul ring di Calangianus</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La conquista della cintura continentale segna un passaggio fondamentale nel percorso agonistico di Francesco De Rosa. A 29 anni, il pugile salernitano raggiunge il vertice europeo della categoria dei pesi supergallo, coronando il lavoro svolto negli anni per arrivare a competere a questi livelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro contro Ionut Baluta rappresentava un appuntamento particolarmente importante. Il pugile rumeno si è trovato di fronte un avversario capace di gestire il confronto con compostezza, mantenendo la concentrazione necessaria per ottenere il favore dei giudici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato finale assume un valore ancora maggiore per le modalità con cui è stato conquistato. Non una vittoria affidata a un singolo episodio, ma un successo maturato attraverso una prestazione che ha convinto tutti i giudici chiamati a esprimere il verdetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per De Rosa si tratta della soddisfazione più grande della carriera, un riconoscimento che lo porta a indossare la cintura europea e a rappresentare Salerno ai vertici della propria categoria.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La soddisfazione della Pugilistica Salernitana</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo ottenuto in Sardegna è stato accolto con grande soddisfazione anche nell&#8217;ambiente sportivo salernitano, dove il percorso di Francesco De Rosa è seguito con particolare attenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un risultato importante per il maestro Emilio Desiderio e per la Pugilistica Salernitana, realtà che vede riconosciuti il lavoro, la professionalità e l&#8217;impegno dedicati alla preparazione del pugile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conquista del titolo europeo rappresenta infatti un traguardo individuale, ma anche un motivo di orgoglio per chi ha accompagnato l&#8217;atleta nel suo percorso sportivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato di Calangianus conferma il valore del lavoro svolto all&#8217;interno della società salernitana e porta nuovamente il nome della città alla ribalta del pugilato internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Francesco De Rosa si apre così una nuova fase della carriera, con la consapevolezza di aver raggiunto un risultato di assoluto prestigio. La cintura di campione d&#8217;Europa dei pesi supergallo costituisce il riconoscimento più importante ottenuto finora dal 29enne, protagonista di una serata destinata a rimanere nella storia del suo percorso agonistico.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cinque anni dalla morte di Dora Lagreca: la famiglia chiede verità e giustizia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cinque-anni-dalla-morte-di-dora-lagreca-la-famiglia-chiede-verita-e-giustizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 08:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[A cinque anni di distanza dalla tragica scomparsa di Dora Lagreca, la trentenne originaria di Montersano sulla Marcellana deceduta a Potenza nella notte tra l&#8217;8 e il 9 ottobre 2021 [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A cinque anni di distanza dalla tragica scomparsa di Dora Lagreca, la trentenne originaria di Montersano sulla Marcellana deceduta a Potenza nella notte tra l&#8217;8 e il 9 ottobre 2021 in seguito a una precipitazione dal balcone di un&#8217;abitazione in via Giura, proseguono gli interrogativi giudiziari e il dolore incancellabile dei familiari della giovane.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli sviluppi giudiziari e la posizione dell&#8217;indagato</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La drammatica vicenda, avvenuta al rientro da una serata trascorsa in un locale insieme al fidanzato Antonio Capasso (attualmente indagato per istigazione al suicidio), continua a registrare complesse fasi procedurali. Nonostante la Procura di Potenza abbia avanzato per tre volte la richiesta di archiviazione ipotizzando l&#8217;atto volontario, il GIP ha costantemente respinto tali istanze accogliendo l&#8217;opposizione dei legali della famiglia Lagreca, gli avvocati Cristiana Coviello e Renivaldo Lagreca. Nel corso degli ultimi mesi sono stati esaminati i risultati delle perizie informatiche disposte sul telefono dell&#8217;indagato e incentrate sul recupero di dati elettronici eliminati. Le consulenze tecniche espletate nel tempo hanno delineato una traiettoria di caduta &#8220;a candela&#8221; con il volto rivolto verso la parete, avvenuta tuttavia senza alcuna spinta e in assenza di slancio, escludendo formalmente sia l&#8217;ipotesi suicidaria sia quella di un lancio violento. Al centro dell&#8217;attenzione restano inoltre una chat danneggiata tra Capasso e un familiare e alcune ricerche web dai contorni anomali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il ricordo struggente della famiglia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel rinnovare l&#8217;appello affinché emerga la verità, l&#8217;avvocato Cristiana Coviello ha sottolineato come la famiglia attenda risposte concrete da parte della Procura. Di pari passo, la sorella Michela ha tracciato un commosso ricordo della trentenne, descritta come una ragazza solare, piena di vita e profondamente legata agli affetti quotidiani: un vuoto incolmabile che spinge i congiunti a battersi quotidianamente per ottenere giustizia e rispetto per la memoria di Dora.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mamma a 59 anni, papà a 70: a Salerno nasce Francesca Pia. «Un caso davvero eccezionale»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mamma-a-59-anni-papa-a-70-a-salerno-nasce-francesca-pia-un-caso-davvero-eccezionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 11:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[mamma a 59 anni]]></category>
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					<description><![CDATA[È nata nei giorni scorsi in una struttura ospedaliera del Salernitano Francesca Pia, una bambina venuta al mondo da una mamma di 59 anni e da un papà di 70. [...]]]></description>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">È nata nei giorni scorsi in una struttura ospedaliera del Salernitano Francesca Pia, una bambina venuta al mondo da una mamma di 59 anni e da un papà di 70. Una nascita particolarmente rara, che rappresenta un caso di grande interesse nel campo della medicina della riproduzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il parto è stato eseguito dall’équipe del professor Mario Polichetti, che ha seguito il percorso professionale fino alla nascita della piccola. Francesca Pia è in ottima salute: alla nascita pesava 2,4 chilogrammi, mentre oggi ha raggiunto i 4,5 chilogrammi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Siamo di fronte a un caso davvero eccezionale</em> &#8211; spiega il professor Polichetti &#8211; <em>perché ottenere un concepimento a un&#8217;età materna di 59 anni rappresenta un evento estremamente raro. Per noi è motivo di grande soddisfazione aver accompagnato questo percorso fino alla nascita di una bambina che oggi sta bene e cresce regolarmente</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il medico sottolinea anche le condizioni della neonata. «<em>Francesca Pia è in ottima salute</em> &#8211; aggiunge Polichetti &#8211; <em>e questo è naturalmente l&#8217;aspetto che ci dà maggiore soddisfazione. Alla nascita pesava 2,4 chilogrammi, mentre oggi è arrivata a 4,5 chilogrammi. La sua crescita sta procedendo molto bene</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il professor Polichetti, la vicenda assume un significato particolare anche sotto il profilo professionale. «<em>Quando si affrontano percorsi così complessi, ogni passaggio richiede grande attenzione e responsabilità. Vedere oggi questa bambina stare bene è la gratificazione più importante per tutta l&#8217;équipe</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nascita di Francesca Pia arriva al termine di un percorso che Polichetti definisce «<em>di grande valore umano e professionale</em>». E proprio l&#8217;età dei genitori rende il caso particolarmente insolito. «<em>Una mamma di 59 anni e un papà di 70 anni rappresentano un dato anagrafico assolutamente fuori dall&#8217;ordinario per una nascita di questo tipo</em> &#8211; osserva il medico &#8211; <em>ed è per questo che possiamo parlare di un evento veramente raro</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Polichetti parla anche di un risultato che, a suo giudizio, va oltre la dimensione strettamente locale. «<em>Credo che sia una storia che possa essere considerata di grande interesse anche a livello internazionale. Sono rarissimi i casi di concepimento a queste età e poter raccontare oggi la nascita di una bambina che sta bene è motivo di orgoglio</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il professore ribadisce infine la centralità dell&#8217;esito clinico: «<em>Al di là della straordinarietà del caso, quello che conta davvero è che Francesca Pia sia venuta al mondo e stia bene. Il suo peso è cresciuto in maniera importante e oggi abbiamo una bambina di 4,5 chilogrammi in ottime condizioni</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una nascita dunque particolarmente significativa per il territorio salernitano e per l&#8217;équipe che ha seguito il percorso. «<em>Per un medico</em> &#8211; conclude Polichetti &#8211; <em>non c&#8217;è soddisfazione più grande che vedere il risultato del proprio lavoro trasformarsi nella nascita di una nuova vita. In questo caso, per le caratteristiche del percorso e per l&#8217;età dei genitori, possiamo davvero parlare di qualcosa di strabiliante</em>».</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">(Foto di repertorio)</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Da Marina di Camerota a Ferrara: 22enne si tuffa nella Darsena e salva un uomo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-marina-di-camerota-a-ferrara-22enne-si-tuffa-nella-darsena-e-salva-un-uomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 09:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[marina di camerota]]></category>
		<category><![CDATA[salva un uomo]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha sentito un tonfo, si è voltato verso l’acqua e ha visto prima alcune bolle, poi un uomo che cercava disperatamente di restare a galla. Quando si è accorto che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ha sentito un tonfo, si è voltato verso l’acqua e ha visto prima alcune bolle, poi un uomo che cercava disperatamente di restare a galla. Quando si è accorto che stava smettendo di muoversi non ha esitato: si è tolto alcuni vestiti e si è lanciato nel canale, ancora con le scarpe ai piedi. Protagonista del gesto è Jacopo Romanelli, 22 anni, originario di Marina di Camerota e attualmente fuori sede a Ravenna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’episodio, secondo quanto raccontato dal giovane, è avvenuto domenica 4 ottobre alla Darsena di Ferrara, durante un evento di freestyle. Erano in corso gli ottavi di finale del contest quando un uomo è finito in acqua. Jacopo si trovava lateralmente rispetto al palco, a pochi metri dal canale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ho sentito un tonfo e quando mi sono girato ho visto delle bolle. Poi è emerso un ragazzo che sbracciava e continuava a finire con la testa sott’acqua», racconta il 22enne. Intorno c&#8217;erano numerose persone, ma quando l&#8217;uomo ha cominciato a non reagire più, Romanelli ha deciso di intervenire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Mi sono spogliato e mi sono lanciato con tutte le scarpe. Sono stati probabilmente i 40 secondi più brutti della mia vita». L&#8217;acqua fredda, il fango e la profondità del canale hanno reso particolarmente difficile il soccorso. L&#8217;uomo, ormai privo di sensi, pesava inoltre diversi chili più del giovane che stava cercando di trascinarlo verso la sponda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Jacopo non ha alcuna preparazione specifica nel soccorso in acqua. «Ho fatto il cameriere, non il bagnino. Non sapevo bene come comportarmi», spiega. Nonostante questo è riuscito a spingere l&#8217;uomo fino al bordo della Darsena. A quel punto altri ragazzi, rimasti a terra, lo hanno afferrato e tirato fuori dall&#8217;acqua, superando il dislivello tra la superficie del canale e la banchina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul posto è poi intervenuto il personale sanitario, che ha prestato le prime cure all&#8217;uomo. Secondo quanto riferito da Romanelli, il malcapitato non ricorderebbe quanto accaduto nei momenti precedenti al salvataggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il 22enne di Marina di Camerota, invece, quei secondi sono rimasti impressi nella memoria. Una volta fuori dall&#8217;acqua, la tensione accumulata ha preso il sopravvento: «Ho trascorso l&#8217;ora successiva a tremare e piangere. Non mi sono mai sentito così male e così bene nello stesso momento».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intorno a lui si è stretta anche la solidarietà delle persone presenti all&#8217;evento: alcuni ragazzi gli hanno portato felpe, pantaloni, calzini, scarpe e acqua per aiutarlo a riprendersi dopo il tuffo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Lui non ricorda nulla, ma io ricordo il panico di avere tra le braccia un corpo inerme e sentire, in quel momento, la responsabilità di doverlo salvare».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un gesto istintivo compiuto in pochi secondi, senza preparazione e in una situazione di forte pericolo. Jacopo è entrato in quell&#8217;acqua da semplice spettatore di un evento e ne è uscito dopo aver contribuito a salvare la vita di un uomo.</p>
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		<title>Da Philadelphia a Salerno sulle tracce dello zio aviatore</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-philadelphia-a-salerno-sulle-tracce-dello-zio-aviatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 07:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Un viaggio dagli Stati Uniti alle montagne di Salerno per raggiungere il luogo nel quale, 83 anni fa, precipitò il bombardiere B-17 sul quale volava suo zio. Cheri Stewart, 70 [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un viaggio dagli Stati Uniti alle montagne di <strong>Salerno</strong> per raggiungere il luogo nel quale, 83 anni fa, precipitò il bombardiere B-17 sul quale volava suo zio. <strong>Cheri Stewart, 70 anni, arrivata da Philadelphia</strong>, ha ripercorso la storia del giovane aviatore americano Charles Stewart accompagnata dai volontari dell’<strong>Associazione Salerno 1943</strong>, impegnati da anni nelle ricerche legate all’Operazione Avalanche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il sopralluogo, tra la vegetazione è stato individuato anche un <strong>frammento metallico ritenuto riconducibile al B-17</strong>, aggiungendo un elemento particolarmente significativo alla visita della donna americana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Charles Stewart aveva appena vent’anni quando prese parte alla missione che si concluse con la caduta dell’aereo sulle montagne salernitane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La ricerca sulle montagne di Salerno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Cheri Stewart ha raggiunto l’Italia partendo da Philadelphia con l’obiettivo di vedere personalmente i luoghi legati alla morte dello zio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad accompagnarla sono stati i volontari di Salerno 1943, associazione che porta avanti attività di ricerca e ricostruzione storica sulle vicende della Seconda guerra mondiale e, in particolare, sugli avvenimenti collegati all’<strong>Operazione Avalanche</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio durante le ricerche effettuate nell’area è arrivata una scoperta inattesa. Nascosto tra la vegetazione è stato trovato un pezzo di metallo riconducibile al bombardiere sul quale si trovava Charles Stewart.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ritrovamento avvenuto a distanza di oltre otto decenni dall’incidente e proprio durante il sopralluogo effettuato dalla nipote dell’aviatore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il B-17 colpito durante il rientro dalla missione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il bombardiere americano stava tornando da una <strong>missione sugli aeroporti di Foggia</strong> quando venne intercettato e pesantemente colpito dalla contraerea e dalla caccia delle forze dell’Asse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A bordo si trovavano <strong>dieci uomini di equipaggio</strong>, che abbandonarono l’aereo lanciandosi in momenti differenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Charles Stewart ricopriva il ruolo di <strong>mitragliere laterale</strong>. Il giovane aviatore riuscì a raggiungere il suolo, ma riportò gravi ferite alle gambe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Morì il giorno successivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 83 anni da quei fatti, la nipote Cheri ha raggiunto le montagne salernitane per vedere il luogo nel quale si consumarono gli ultimi momenti della vicenda militare dello zio. Ad accompagnare il viaggio nella memoria è arrivato anche il ritrovamento del frammento metallico attribuito al B-17, emerso durante le ricerche condotte insieme ai volontari dell’Associazione Salerno 1943.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>San Luca di Vallo, paziente salvata: il grazie del figlio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-luca-di-vallo-paziente-salvata-il-grazie-del-figlio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 09:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Una donna arrivata in condizioni estremamente delicate all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania è riuscita a superare un complesso quadro clinico e a tornare dalla propria famiglia. A raccontare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Una donna arrivata in condizioni estremamente delicate all’<strong>ospedale San Luca di Vallo della Lucania</strong> è riuscita a superare un complesso quadro clinico e a tornare dalla propria famiglia. A raccontare la vicenda è il figlio della paziente, che ha voluto ringraziare pubblicamente il personale del Pronto Soccorso, dell’UTIC, dell’Emodinamica e delle Malattie Infettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia inizia a settembre, quando la donna, già affetta da diverse patologie, manifesta improvvisamente <strong>affanno, dolore al torace e al braccio sinistro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Pronto Soccorso alla coronarografia urgente</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La paziente, cardiopatica, diabetica e ipertesa, viene accompagnata dal figlio al Pronto Soccorso del San Luca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I sanitari valutano il quadro ed eseguono rapidamente gli accertamenti necessari, tra cui elettrocardiogramma ed esami ematici urgenti. I risultati evidenziano una situazione critica e viene disposto il trasferimento nell’<strong>Unità di Terapia Intensiva Cardiologica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le condizioni restano però molto serie. In serata si verifica un nuovo episodio di dolore toracico accompagnato da una grave difficoltà respiratoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diventa quindi necessaria una <strong>coronarografia urgente</strong>, effettuata dall’équipe di Emodinamica con il coinvolgimento del <strong>dottor Antonio Aloia</strong>, direttore dell’Unità operativa complessa di UTIC.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le coronarie vengono trattate, ma il quadro resta delicato: la donna è priva di coscienza e necessita di assistenza respiratoria e farmaci per sostenere le funzioni vitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Polmonite bilaterale e poi il progressivo miglioramento</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una successiva Tac del torace evidenzia anche una <strong>polmonite bilaterale e un versamento pleurico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso assistenziale coinvolge così diverse professionalità: cardiologi, infettivologi, infermieri, operatori sociosanitari e personale di supporto lavorano insieme durante i giorni più difficili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Progressivamente arrivano i primi segnali positivi. Il respiro diventa più regolare e le condizioni della paziente iniziano a migliorare fino a consentire la <strong>dimissione e il ritorno a casa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui la decisione del figlio di raccontare la propria esperienza e ringraziare quanti hanno assistito la madre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il riconoscimento è rivolto al personale del Pronto Soccorso, dell’UTIC, dell’Emodinamica e delle Malattie Infettive, oltre a infermieri, OSS, ausiliari e alle altre figure coinvolte nell’assistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ringraziamento particolare è stato destinato all’équipe <strong>UTIC-Emodinamica guidata dal dottor Antonio Aloia</strong>, mettendo in evidenza non soltanto le competenze professionali, ma anche l’attenzione e l’umanità ricevute durante il ricovero.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ricigliano, la maestra artigiana Pina Pascente entra nell&#8217;Accademia nazionale dei Sartori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ricigliano-la-maestra-artigiana-pina-pascente-entra-nellaccademia-nazionale-dei-sartori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 09:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[accademia sartori]]></category>
		<category><![CDATA[fatto a mano]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[pina pascente]]></category>
		<category><![CDATA[ricigliano]]></category>
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					<description><![CDATA[Il talento, il successo e l&#8217;alta professionalità non sono una prerogativa esclusiva delle grandi metropoli. A dimostrarlo è la storia di Pina Pascente, maestra artigiana di Ricigliano – piccolo borgo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il talento, il successo e l&#8217;alta professionalità non sono una prerogativa esclusiva delle grandi metropoli. A dimostrarlo è la storia di Pina Pascente, maestra artigiana di Ricigliano – piccolo borgo situato all&#8217;estremo confine della provincia di Salerno con la Basilicata – che nei giorni scorsi ha letteralmente conquistato Roma, portando l&#8217;eccellenza dell&#8217;entroterra campano su una delle passerelle più prestigiose della Capitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella splendida cornice di Palazzo Pamphilj, Pina Pascente ha fatto sfilare un abito d&#8217;alta moda interamente realizzato a mano. Una creazione unica, fortemente evocativa, che trae ispirazione proprio dalle radici profonde della stilista: la bellezza incontaminata dei paesaggi di Ricigliano, la purezza della natura locale e una tradizione sartoriale antica, tramandata con dedizione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="555" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/10/Abito-in-atelier_Pina-Pascente-555x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-262249" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/10/Abito-in-atelier_Pina-Pascente-555x1024.jpeg 555w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/10/Abito-in-atelier_Pina-Pascente-162x300.jpeg 162w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/10/Abito-in-atelier_Pina-Pascente-768x1418.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/10/Abito-in-atelier_Pina-Pascente.jpeg 795w" sizes="(max-width: 555px) 100vw, 555px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In una società contemporanea dominata dalle logiche globalizzate e standardizzate del fast fashion, la visione di Pina Pascente si configura come una scelta d’avanguardia e di profonda resistenza culturale. Al centro della sua filosofia aziendale e artistica c’è la riscoperta del su misura: non una moda in serie, ma un capo unico capace di raccontare l&#8217;identità e valorizzare l&#8217;unicità di chi lo indossa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo straordinario percorso artistico e professionale ha ricevuto il suo coronamento più alto proprio nella Capitale, con l’attribuzione ufficiale dell’attestato di membro dell’Accademia Nazionale dei Sartori, uno dei sodalizi più antichi e prestigiosi d&#8217;Italia nel campo della moda artigianale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un riconoscimento d&#8217;eccellenza che ripaga anni di sacrifici, studio e scelte coraggiose, guidate dalla ferrea volontà di &#8220;rimanere&#8221; e investire nel proprio luogo natale. Una determinazione così forte da spingere la maestra artigiana, qualche anno fa, a rifiutare persino un prestigioso incarico nell&#8217;équipe di costumiste della Rai, preferendo portare avanti il proprio progetto autonomo di crescita e promozione del territorio salernitano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una missione, questa, che Pina Pascente non porta avanti da sola: al suo fianco, come costante compagna d’avventura nonostante la giovane età, c’è la figlia Annamaria, a cui è destinata questa preziosa eredità artigianale. Il progetto guarda infatti con decisione al futuro e alle nuove generazioni attraverso la formazione, con l&#8217;obiettivo concreto di riavvicinare i giovani ai segreti e alla nobiltà dell&#8217;arte sartoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella di Pina Pascente è, in definitiva, una bellissima storia di resilienza, riscatto e orgoglio meridionale. Un esempio tangibile di come la periferia d&#8217;Italia possa farsi centro, dettando legge in fatto di stile, cultura e maestria artigianale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Doppia laurea con 110 e lode in tre mesi, il traguardo di Antonio Nicolielo a 24 anni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/doppia-laurea-con-110-e-lode-in-tre-mesi-il-traguardo-di-antonio-nicolielo-a-24-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 08:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Colliano]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Il giovane di Colliano ha conseguito Medicina e Chirurgia e Ingegneria Clinica alla Sapienza di Roma. Completato anche il percorso di eccellenza in Medicina Due lauree con il massimo dei [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph"><em>Il giovane di Colliano ha conseguito Medicina e Chirurgia e Ingegneria Clinica alla Sapienza di Roma. Completato anche il percorso di eccellenza in Medicina</em></p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Due lauree con il massimo dei voti, entrambe con 110 e lode, conseguite nell’arco di appena tre mesi. È il traguardo raggiunto da <strong>Antonio Nicolielo</strong>, 24 anni, originario di <strong>Colliano</strong>, che ha completato due percorsi universitari all’Università La Sapienza di Roma.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Il primo titolo è arrivato il 22 giugno, con la laurea in Medicina e Chirurgia HT, accompagnata dal completamento del percorso di eccellenza previsto dal corso di studi. Il 21 settembre, a distanza di tre mesi, Nicolielo ha conseguito la seconda laurea, in Ingegneria Clinica, presso la Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale, ottenendo anche in questo caso la votazione di 110 e lode.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Un doppio risultato accademico che ha suscitato l’orgoglio della comunità di Colliano. Il sindaco Gerardo Strollo e l’amministrazione comunale hanno rivolto al giovane le proprie congratulazioni, sottolineando il valore di un percorso caratterizzato da anni di studio, impegno e determinazione.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Nel messaggio istituzionale, l’amministrazione ha espresso anche un augurio alla famiglia, che ha condiviso con Antonio le tappe e i sacrifici del percorso universitario.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Il doppio conseguimento rappresenta un importante traguardo personale e accademico per il giovane, che ha completato due lauree in ambiti distinti ma strettamente connessi, quello medico e quello ingegneristico, entrambi all’interno dell’ateneo romano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una vita dedicata alla cultura e alla momoria, il premio Città di Sala Consilina a Enrico Spinelli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/una-vita-dedicata-alla-cultura-e-alla-momoria-il-premio-citta-di-sala-consilina-a-enrico-spinelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 12:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[enrico spinelli]]></category>
		<category><![CDATA[premio città di sala consilina]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio Comunale ha conferito ieri il Premio “Città di Sala Consilina” a Enrico Spinelli, riconoscendo il valore di un lungo e prestigioso percorso professionale e culturale, caratterizzato da un [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio Comunale ha conferito ieri il Premio “Città di Sala Consilina” a Enrico Spinelli, riconoscendo il valore di un lungo e prestigioso percorso professionale e culturale, caratterizzato da un costante impegno nella tutela, nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio bibliografico, archivistico e storico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Sala Consilina il 30 giugno 1954, Enrico Spinelli ha costruito nella sua città natale le basi della propria formazione, frequentando il Liceo statale e affiancando agli studi classici la formazione musicale presso il Liceo Musicale “P. e Mascagni” e il Conservatorio di Salerno. Ha conseguito con lode la laurea in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Salerno, specializzandosi successivamente nel settore bibliotecario e archivistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1980 al 1997 è stato responsabile della Biblioteca Comunale di Sala Consilina, contribuendo in maniera significativa alla crescita culturale della città. Durante quegli anni ha curato l’istituzione dell’Archivio Storico dell’Ente, il censimento dei beni culturali del territorio e la promozione della biblioteca come luogo aperto alla comunità, alla lettura, alla formazione e all’animazione culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Importante è stata anche l’attività di recupero e valorizzazione di antichi fondi librari e delle figure di rilievo che hanno contribuito alla storia culturale del Vallo di Diano, dal diritto alla storiografia, fino al giornalismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1998 Spinelli si è trasferito a Ferrara, dove fino al 2018 ha ricoperto l’incarico di dirigente del Comune, assumendo la responsabilità dell’Archivio Storico, della Biblioteca Ariostea e delle biblioteche di circoscrizione. In questo ruolo ha seguito la progettazione e l’apertura di nuove strutture e servizi culturali, tra cui la Biblioteca “Giorgio Bassani”, la nuova sede dell’Archivio Storico e il progetto della Biblioteca “Niccolini”, dedicata ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2005 ha inoltre contribuito all’istituzione del Polo bibliotecario unificato SBN di Ferrara, favorendo la cooperazione tra istituzioni culturali, amministrazioni pubbliche e realtà universitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli incarichi di particolare rilievo anche quello di segretario del Comitato Nazionale per il centenario dell’“Orlando furioso” di Ludovico Ariosto e la gestione delle attività connesse all’emergenza provocata dal terremoto del 2012 in Emilia-Romagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2018, dopo il pensionamento, Enrico Spinelli continua la propria attività nel campo della formazione e della ricerca come professore a contratto di Archivistica generale nel Master in “Archivistica, Diplomatica e Paleografia” dell’Università degli Studi di Ferrara. Numerosi sono inoltre gli studi e le ricerche da lui pubblicati, con particolare attenzione alle fonti storico-musicali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Con il Premio “Città di Sala Consilina” – sottolinea il sindaco Domenico Cartolano – abbiamo voluto riconoscere non soltanto la prestigiosa carriera professionale di Enrico Spinelli, ma soprattutto il legame profondo con la nostra comunità e il contributo che, nel corso degli anni, ha saputo offrire alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale del nostro territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua esperienza rappresenta un motivo di orgoglio per Sala Consilina. Il suo percorso dimostra come la cultura, la conoscenza e la cura della memoria possano partire da una realtà locale e diventare patrimonio dell’intero Paese&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il conferimento del Premio “Città di Sala Consilina” vuole dunque essere anche un messaggio rivolto alle nuove generazioni: conoscere, custodire e valorizzare la propria storia significa costruire consapevolezza del presente e futuro della propria comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Amministrazione comunale esprime a Enrico Spinelli le più sincere congratulazioni e la propria gratitudine per il contributo offerto, nel corso della sua lunga attività, alla cultura e alla valorizzazione della memoria storica.</p>
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		<title>Il postino del Sentiero dei limoni: la storia di Francesco</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-postino-del-sentiero-dei-limoni-la-storia-di-francesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 10:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[postini]]></category>
		<category><![CDATA[sentiero dei limoni]]></category>
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					<description><![CDATA[Poste italiane, per gestire al meglio l’incremento del commercio elettronico, con il relativo aumento dei volumi di pacchi da consegnare, dall’inizio del 2026 ha assunto in Campania 204 nuovi postini, [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Poste italiane, per gestire al meglio l’incremento del commercio elettronico, con il relativo aumento dei volumi di pacchi da consegnare, dall’inizio del 2026 ha assunto in Campania 204 nuovi postini, 40 dei quali nella provincia di Salerno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Francesco è uno di questi: «<em>La sicurezza e la serenità di una posizione lavorativa stabile in un’azienda grande e in continua evoluzione come Poste hanno dato una svolta alla mia vita</em> &#8211; dice il portalettere -. <em>Quando si è trattato di scegliere la zona, ho voluto rischiare, indicando un percorso ostico, ma non sono affatto pentito. Certo, a volte le consegne sono impegnative, ma la gratitudine degli abitanti mi ripagano delle difficoltà che devo fronteggiare per raggiungerli</em>», sorride Francesco Petrosino, che a fine marzo ha firmato con Poste Italiane un contratto a tempo indeterminato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il “Sentiero dei limoni” si snoda tra borghi pittoreschi che custodiscono storie e leggende, lussureggianti oliveti, filari di viti e soprattutto agrumeti con antichi pergolati traboccanti di limoni. L’itinerario, uno dei più affascinanti e panoramici della Costiera amalfitana, collega Maiori a Minori passando per il borgo di Torre: in tutto, circa 3 chilometri di percorso pedonale pieno di scale e gradini, che si inerpica tra viste mozzafiato, coltivazioni di limoni a terrazzo che sfidano le leggi di gravità e piccoli gruppi di case dove il tempo sembra essersi fermato. Sono migliaia i turisti che ogni anno lo intraprendono e, durante le loro passeggiate, spesso incontrano Francesco, il “postino del sentiero”, che mentre recapita i pacchi ai residenti fa anche da guida turistica itinerante, dando indicazioni ai visitatori che, increduli, gli chiedono come sia possibile far arrivare posta e acquisti online fin quassù. </p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Ogni mattina parto da Salerno con il mio minivan pieno di pacchi</em> &#8211; racconta &#8211; <em>e dopo 25 chilometri di curve arrivo a Minori, dove il ritmo rallenta e inizio il mio giro di consegne tra<br>vicoli e scalinate</em>». </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il recapito di corrispondenza e pacchi agli abitanti del Sentiero dei limoni ha un che di avventuroso. Il viaggio inizia da Maiori con 400 gradini. Prima di arrampicarsi tra scale e stradine pedonali, però, Francesco contatta al telefono i destinatari per chiedere loro se sono in casa, e spesso concorda con loro un punto di incontro: «<em>I clienti mi danno appuntamento in cima ad una scalinata, in un punto convenuto, del tipo “al terzo portoncino dopo la quarta curva”, o nel piazzale più vicino dove hanno parcheggiato l’auto. Ma a volte consegno anche al volo, ad un cancello che si apre sulla strada, quando non c’è uno spazio dove potersi fermare</em> – riferisce divertito il postino -. <em>L’opportunità di fare la spesa di detersivi o prodotti per la casa online e di farseli recapitare direttamente a domicilio, per gli abitanti di queste località, è stata una svolta</em> – aggiunge -. <em>Le persone che vivono nelle case sul sentiero dei limoni sono spesso anziane, e la collaborazione che mi danno nel portare a termine il mio lavoro, nonché la genuina gratitudine e l’ospitalità che mi riservano, nonché lo splendido paesaggio, mi ripagano della fatica che faccio</em>».</p>
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		<item>
		<title>Postiglione festeggia Guerino Manzo: traguardo dei 100 anni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/postiglione-festeggia-guerino-manzo-traguardo-dei-100-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 07:19:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Postiglione]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Un secolo di vita, ricordi e storia condivisa con la propria famiglia e con l’intera comunità. Guerino Manzo ha compiuto 100 anni e Postiglione ha celebrato insieme ai suoi familiari [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Un secolo di vita, ricordi e storia condivisa con la propria famiglia e con l’intera comunità. Guerino Manzo ha compiuto 100 anni e Postiglione ha celebrato insieme ai suoi familiari un traguardo che rappresenta un momento significativo non soltanto per il centenario, ma per tutto il paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata di festa si è svolta alla presenza dei suoi cari, che hanno accompagnato Guerino Manzo nella celebrazione del suo centesimo compleanno. Agli auguri della famiglia si sono aggiunti quelli dell’Amministrazione comunale di Postiglione, che ha voluto rendere omaggio al concittadino per il prestigioso traguardo raggiunto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comune ha rivolto a Manzo gli auguri del sindaco e dell’intera comunità, sottolineando il valore della memoria custodita da chi attraversa un intero secolo di storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un secolo di vita e memoria per la comunità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Compiere cento anni significa attraversare epoche profondamente differenti, conservando esperienze personali e familiari che diventano inevitabilmente parte della memoria collettiva del territorio nel quale si è vissuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questo l’aspetto sottolineato dall’Amministrazione comunale nel messaggio rivolto a Guerino Manzo in occasione del compleanno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Raggiungere i cento anni significa custodire un patrimonio prezioso di memoria e di storia, una ricchezza che appartiene alla famiglia e, allo stesso tempo, alla comunità nella quale si è vissuto», ha sottolineato il Comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un riconoscimento che lega il percorso personale del centenario alla storia di Postiglione e alle generazioni che, nel corso degli anni, hanno condiviso con lui la vita del paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il raggiungimento dei 100 anni diventa così non soltanto una ricorrenza privata, ma un momento nel quale un’intera comunità può ritrovarsi attorno a uno dei suoi cittadini più longevi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli auguri del Comune e della famiglia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Guerino Manzo ha trascorso la giornata circondato dall’affetto dei familiari, protagonisti insieme a lui della festa organizzata per celebrare il secolo di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla famiglia si è unita simbolicamente tutta Postiglione, attraverso il messaggio diffuso dall’Amministrazione comunale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comune ha voluto accompagnare gli auguri con l’auspicio che il centenario possa continuare a vivere serenamente accanto alle persone a lui più care, custodendo quel patrimonio di esperienze e ricordi accumulato durante cento anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una ricorrenza che assume un significato particolare per una piccola comunità, dove le storie personali finiscono spesso per intrecciarsi con quelle del territorio e diventano testimonianza diretta dei cambiamenti attraversati nel corso delle generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Guerino Manzo il compleanno dei cento anni è stato quindi un giorno di festa familiare ma anche un momento condiviso con il paese: un traguardo celebrato dall’Amministrazione e dalla comunità di Postiglione.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;Aido Salerno rilancia la cultura della donazione: al centro la storia di Michela Di Brienza di Padula</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/laido-salerno-rilancia-la-cultura-della-donazione-al-centro-la-storia-di-michela-di-brienza-di-padula/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 11:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[aido]]></category>
		<category><![CDATA[cultura della donazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 26 e 27 settembre torna la Giornata Nazionale del Sì alla donazione di organi, tessuti e cellule, promossa da Aido. Anche Aido Salerno, con il presidente provinciale Vincenzo De [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il 26 e 27 settembre torna la Giornata Nazionale del Sì alla donazione di organi, tessuti e cellule, promossa da Aido. Anche Aido Salerno, con il presidente provinciale Vincenzo De Sio, rinnova il proprio impegno per diffondere la cultura della donazione e promuovere una scelta libera, informata e consapevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro del messaggio di quest’anno c’è soprattutto la storia di Michela Di Brienza, giovane donna di Padula e delegata Aido per la sezione del Vallo di Diano, che ha vissuto sulla propria pelle il significato più profondo della parola trapianto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Io so cosa significa avere fame d’aria”, racconta la Di Brienza. Una frase che racchiude la sua esperienza e dà il titolo alla sua testimonianza: “Fame d’aria”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La donna di Padula ha affrontato due trapianti di polmoni. Due volte ha conosciuto l’attesa, la paura e l’incertezza. Due volte ha dovuto affidarsi alla medicina e sperare che arrivasse un organo compatibile. Oggi, dopo quelle esperienze, ha scelto di raccontarsi e di mettere la propria voce al servizio della cultura della donazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Ho conosciuto cosa significa aspettare un trapianto</em> &#8211; racconta la Brienza &#8211; <em>e so quanto sia preziosa la possibilità di tornare a respirare, di vivere, di fare progetti. Per questo sento il dovere di raccontare la mia storia e di ricordare a tutti quanto possa essere importante una scelta di donazione</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua testimonianza vuole ricordare che dietro ogni trapianto ci sono persone che desiderano semplicemente tornare a vivere la propria quotidianità, respirare, camminare, lavorare, amare e guardare al futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>La storia di Michela</em> &#8211; sottolinea Vincenzo De Sio &#8211; <em>rende concreto il significato della donazione. Dietro ogni Sì c’è una possibilità, una vita che può continuare. Il nostro compito è informare e creare occasioni perché ogni cittadino possa scegliere con consapevolezza</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">In occasione della Giornata Nazionale del Sì, l&#8217;Aido Salerno invita quindi tutti a informarsi, a parlarne in famiglia e a esprimere liberamente la propria volontà. “Fame d’aria” è la storia di Michela. Il sì alla donazione può essere la possibilità, per qualcun altro, di tornare a respirare.</p>
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		<item>
		<title>Andrea Di Maria protagonista di “Cambogia”, il film d’esordio di Valerio Lundini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/andrea-di-maria-protagonista-di-cambogia-il-film-desordio-di-valerio-lundini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[andrea di maria]]></category>
		<category><![CDATA[cambogia]]></category>
		<category><![CDATA[valerio lundini]]></category>
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					<description><![CDATA[Andrea di Maria sarà protagonista di &#8220;Cambogia&#8221;,&#160;il film d’esordio di Valerio Lundini. Il lungometraggio sarà presentato alla 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Freestyle. Il cast [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Andrea di Maria sarà protagonista di &#8220;Cambogia&#8221;,&nbsp;il film d’esordio di Valerio Lundini. Il lungometraggio sarà presentato alla 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Freestyle. Il cast del film comprende oltre al comico romano e all&#8217;attore di Sala Consilina, Benedetta Porcaroli, Gabriel Montesi, Giorgio Montanini, e con Sonia Bergamasco</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sparatorie, esplosioni e faide criminali: siamo sul set di Cambogia, una famosa serie crime. Ma quando il regista dà lo stop, qualcosa va storto e l’attore Valerio De Nicolais si ritrova improvvisamente intrappolato dentro il mondo violento e pericolosissimo della serie, dove le pistole di scena sparano per davvero. Nel frattempo, nel mondo reale, a prendere il suo posto è Tramezzino, lo sgangherato scagnozzo che De Nicolais interpreta nella serie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ragioni incredibili, i due si ritrovano così a vivere la vita dell’altro, uno alle prese con feste, privilegi e i vantaggi della fama, l’altro costretto a sopravvivere in un universo criminale che sembra aver già deciso il suo destino. Ma se la storia è già scritta, forse c’è ancora un modo per cambiarla. E per restare vivi, bisognerà trovare il coraggio di farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andrea di Maria in questo momento è in tour teatrale con Vincenzo Salemme con &#8220;E fuori nevica&#8221;.</p>
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		<title>San Cipriano Picentino, Anna D’Ascoli compie 107 anni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-cipriano-picentino-anna-dascoli-compie-107-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 07:40:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[San Cipriano Picentino festeggia i 107 anni di Anna D&#8217;Ascoli, la cittadina più longeva del paese. Un compleanno speciale che ha coinvolto la comunità picentina e che l&#8217;amministrazione comunale ha [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>San Cipriano Picentino festeggia i 107 anni di Anna D&#8217;Ascoli</strong>, la cittadina più longeva del paese. Un compleanno speciale che ha coinvolto la comunità picentina e che l&#8217;amministrazione comunale ha voluto celebrare pubblicamente attraverso un messaggio dedicato all&#8217;ultracentenaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il traguardo raggiunto dalla signora Anna rappresenta un&#8217;occasione di festa per il territorio, che si stringe attorno a una concittadina testimone di oltre un secolo di storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con i suoi <strong>107 anni</strong>, Anna D&#8217;Ascoli è infatti la persona più anziana di San Cipriano Picentino e il suo compleanno è diventato un momento di partecipazione per l&#8217;intera comunità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli auguri del Comune per il compleanno da record</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A sottolineare l&#8217;importanza della ricorrenza è stato direttamente il <strong>Comune di San Cipriano Picentino</strong>, che attraverso la propria pagina istituzionale sui social ha rivolto un messaggio di auguri alla concittadina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;amministrazione ha descritto il compleanno come un traguardo straordinario, ricordando come dietro i 107 anni della signora Anna ci siano un lungo percorso personale e una memoria che attraversa generazioni diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel messaggio pubblicato sui social, il Comune ha rivolto alla festeggiata un «caloroso ed emozionato abbraccio», sottolineando il valore di <strong>107 anni di storia, memoria, sacrifici e sorrisi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parole con le quali l&#8217;amministrazione ha voluto rendere omaggio non soltanto alla longevità della cittadina, ma anche al patrimonio di esperienze racchiuso in una vita che ha attraversato più di un secolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una festa per tutta San Cipriano Picentino</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il compleanno di Anna D&#8217;Ascoli assume così un significato che va oltre la dimensione familiare. Il raggiungimento dei <strong>107 anni</strong> diventa un momento condiviso da San Cipriano Picentino e un&#8217;occasione per celebrare il legame tra le diverse generazioni della comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La signora Anna è oggi la <strong>più longeva del paese</strong>, un primato che rende ancora più significativo il traguardo raggiunto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricorrenza è stata accompagnata dall&#8217;affetto della comunità e dagli auguri istituzionali del Comune, che ha scelto di condividere pubblicamente la festa e rendere omaggio alla propria concittadina ultracentenaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un compleanno da record, dunque, per San Cipriano Picentino, che celebra insieme ad Anna D&#8217;Ascoli i suoi <strong>107 anni di vita</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Giancarlo Siani, 41 anni fa l’omicidio del giornalista ucciso dalla camorra</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giancarlo-siani-41-anni-fa-lomicidio-del-giornalista-ucciso-dalla-camorra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 08:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista napoletano]]></category>
		<category><![CDATA[giovane cronista]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono trascorsi 41 anni dalla morte di Giancarlo Siani, il giornalista del «Mattino» ucciso dalla camorra a Napoli il 23 settembre 1985. Aveva appena 26 anni. Siani era nato a [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph">Sono trascorsi 41 anni dalla morte di Giancarlo Siani, il giornalista del «Mattino» ucciso dalla camorra a Napoli il 23 settembre 1985. Aveva appena 26 anni.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Siani era nato a Napoli il 19 settembre 1959. Aveva iniziato a collaborare con alcune testate locali e successivamente era diventato corrispondente da Torre Annunziata per «Il Mattino». Nei suoi articoli raccontava la criminalità organizzata, i suoi interessi economici e i rapporti tra i clan, seguendo vicende che riguardavano in particolare l’area vesuviana. </p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La sera del 23 settembre 1985 Siani stava rientrando nella sua abitazione al Vomero, a bordo della sua Citroën Mehari. Fu raggiunto da due killer e ucciso a colpi di pistola. Le successive indagini e i processi hanno ricostruito il contesto camorristico nel quale maturò l’omicidio, collegandolo anche alle inchieste e agli articoli pubblicati dal giornalista. </p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Il lavoro di Siani è rimasto negli anni una parte importante della memoria del giornalismo italiano. Secondo i dati ricordati nelle iniziative per il quarantennale, tra il 1979 e il 1985 il giornalista realizzò oltre 650 articoli e inchieste. La sua Olivetti M80, utilizzata per il lavoro giornalistico, è stata inoltre portata in diverse città italiane nell’ambito delle iniziative dedicate alla sua memoria. </p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">A Napoli, oggi, la Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania si terrà una commemorazione civile alle 9.15 alle Rampe dedicate a Siani, nel luogo in cui venne assassinato, alla presenza della famiglia e delle autorità locali. In programma anche altri momenti dedicati al giornalista, tra cui un concerto degli studenti, una celebrazione religiosa e l’inaugurazione di una libreria intitolata a Siani. </p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">A 41 anni dalla sua morte, il nome di Giancarlo Siani continua così a essere legato alla storia del giornalismo napoletano e alla memoria delle vittime delle mafie. La sua vicenda è diventata anche materia di studio e di iniziative rivolte alle nuove generazioni, con l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo del giovane cronista e del suo lavoro.</p>
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		<item>
		<title>Casaletto Spartano premia Davide Avolio, riconoscimento al poeta e scrittore</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/casaletto-spartano-premia-davide-avolio-riconoscimento-al-poeta-e-scrittore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 06:16:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Casaletto Spartano]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un riconoscimento per i suoi meriti letterari e per l’attività di divulgazione della poesia. È quello conferito dall’Amministrazione comunale di Casaletto Spartano al poeta e scrittore Davide Avolio, protagonista sabato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph">Un riconoscimento per i suoi meriti letterari e per l’attività di divulgazione della poesia. <strong>È quello conferito dall’Amministrazione comunale di Casaletto Spartano al poeta e scrittore Davide Avolio</strong>, protagonista sabato 19 settembre di un incontro culturale dedicato al suo primo romanzo, <em>I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno</em>, pubblicato da Mondadori nel 2025.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">L Il Comune ha voluto così rendere omaggio al percorso letterario di Avolio e alla sua attività di diffusione della poesia, anche attraverso i social network, dove utilizza Instagram e TikTok per avvicinare alla letteratura un pubblico particolarmente giovane.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La serata ha richiamato numerosi cittadini di Casaletto Spartano e persone provenienti dai comuni vicini. Dopo i saluti del sindaco Concetta Amato e del consigliere Fabrizio Valioni, Avolio ha dialogato sulla propria esperienza letteraria, sulla nascita del romanzo e sul rapporto tra poesia, scrittura e nuove generazioni.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">A moderare l’incontro è stato Amleto De Vito, consigliere della Municipalità di Napoli, mentre l’attrice Debora Ostieri ha accompagnato il confronto con letture di poesie e brani del libro.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Nato a Massa di Somma e cresciuto a San Giorgio a Cremano, Avolio ha iniziato a scrivere poesia da giovanissimo. Tra le sue pubblicazioni figurano <em>Sui propri passi</em>, <em>Costellazioni</em> e <em>La Mano</em>. Nel 2024, insieme a Gennaro Madera, ha pubblicato <em>La Genovese</em>, da cui è nato anche un omonimo spettacolo di poesia performativa.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Con <em>I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno</em>, pubblicato nel febbraio 2025, Avolio ha esordito nella narrativa. Il romanzo racconta il percorso di formazione di Lorenzo, tra adolescenza, scoperta dell’amore e rapporto con la poesia, sullo sfondo di una Napoli vitale e complessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È stato un appuntamento di cultura viva e di altissimo livello. &#8211; ha spiegato l’amministrazione comunale &#8211; Attraverso le sue parole, abbiamo attraversato riflessioni profonde. Davide ha scritto che per un poeta sentirsi riconosciuto significa sentirsi accolto, e per noi è stato un privilegio fargli sentire tutto il calore, l&#8217;attenzione e la stima del nostro paese.<br />Con immenso orgoglio abbiamo voluto conferirgli un riconoscimento ufficiale per i suoi meriti letterari e per la passione con cui diffonde l’amore per la poesia”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Miss Italia 2026, la Campania in finale con Alexandra Di Gennaro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/miss-italia-2026-la-campania-in-finale-con-alexandra-di-gennaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 09:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Miss Campania 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Miss Eleganza Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Miss Italia 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Miss Sport Givova 2026]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà Alexandra Di Gennaro, 19 anni, di Napoli, a rappresentare la Campania nella finale di Miss Italia 2026 in programma questa sera, lunedì 21 settembre, al Castello di Santa Severa. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph">Sarà <strong>Alexandra Di Gennaro</strong>, 19 anni, di Napoli, a rappresentare la Campania nella finale di <strong>Miss Italia</strong> 2026 in programma questa sera, lunedì 21 settembre, al Castello di Santa Severa. La giovane, arrivata al concorso nazionale con il titolo di <strong>Miss Miluna Campania</strong>, è infatti l’unica campana tra le 16 concorrenti che si contenderanno il titolo di Miss Italia. La serata sarà trasmessa in diretta su San Marino RTV e RaiPlay.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Per Alexandra Di Gennaro il percorso nazionale si è arricchito, proprio alla vigilia della finale, di un ulteriore riconoscimento: oggi l’Academy di Miss Italia le ha assegnato il titolo di <strong>Miss Sport Givova 2026</strong>. La 19enne studia Economia e lavora come modella e hostess per eventi.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La Campania era arrivata alle Prefinali nazionali con una rappresentanza di <strong>13 ragazze</strong>, selezionate durante il percorso regionale dell’estate. Oltre ad Alexandra Di Gennaro, le concorrenti campane erano <strong>Angela Imbriano</strong>, 18 anni, di Caserta, con il titolo di Miss Eleganza Campania; <strong>Federica Barone</strong>, 19 anni, di Casoria, Miss Framesi Campania; <strong>Ilaria Lamberti</strong>, 20 anni, di Monte di Procida, Miss Bellezza Mediterranea; <strong>Ludovica Napolitano</strong>, 21 anni, di Napoli, Miss Sport Givova Campania; <strong>Maddalena Sacco</strong>, 20 anni, di Napoli, Miss Sorriso Campania; <strong>Miriam Tommasone</strong>, 20 anni, di Napoli, Miss Napoli; <strong>Elena D’Amico</strong>, 19 anni, di Napoli, Miss Cinema Campania; <strong>Valeria Nettuno</strong>, 19 anni, di Cercola, Miss Matese; <strong>Melissa Palomba</strong>, 21 anni, di Ercolano, Miss Perla del Tirreno; <strong>Federica Rotoli</strong>, 19 anni, di Airola, Miss Chef Campania; <strong>Viviana Saponaro</strong>, 26 anni, di Mugnano di Napoli, Miss Social Campania; e <strong>Sara Piscopo</strong>, 18 anni, di Arzano, Miss Campania. </p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Proprio Sara Piscopo aveva conquistato il titolo regionale più importante: il <strong>27 agosto, a Sorrento, era stata eletta Miss Campania 2026</strong> al termine della finalissima regionale, alla quale avevano partecipato 28 concorrenti. </p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Nel passaggio successivo, quello dell’Academy nazionale, la Campania è riuscita a portare <strong>tre rappresentanti tra le 40 finaliste</strong>: oltre ad Alexandra Di Gennaro, anche <strong>Sara Piscopo</strong>, Miss Campania, e <strong>Miriam Tommasone</strong>, Miss Napoli. </p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Per Tommasone, 20 anni, di Napoli, il percorso a Miss Italia si è intrecciato con quello sportivo: pugile agonista, nel profilo ufficiale del concorso viene indicata come <strong>sette volte campionessa italiana e medaglia d’argento europea</strong>. </p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Non rientra invece tra le 13 concorrenti delle Prefinali, ma va ricordata <strong>Silviamarì Galasso</strong>, 17 anni, di Avellino, alla quale è stato assegnato il titolo di <strong>Miss Mascotte 2026</strong>. La fascia le garantisce l’accesso alle Finali regionali di Miss Italia 2027 senza dover affrontare le selezioni.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Sono dunque <strong>13 le ragazze campane che hanno preso parte al percorso nazionale di Miss Italia 2026</strong>, con tre arrivate all’Academy e una, Alexandra Di Gennaro, approdata all’ultimo atto. Per la Campania l’attesa è ora tutta concentrata sulla finale di questa sera, quando al Castello di Santa Severa verrà proclamata la nuova Miss Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte foto <a href="https://www.facebook.com/share/1988aY84wx/?mibextid=wwXIfr">https://www.facebook.com/share/1988aY84wx/?mibextid=wwXIfr</a></p>
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		<title>Addio a Sandro Mazzola, il calcio italiano piange una leggenda</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/addio-a-sandro-mazzola-il-calcio-italiano-piange-una-leggenda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 09:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[calcio italiano]]></category>
		<category><![CDATA[sandro mazzola]]></category>
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					<description><![CDATA[Il calcio italiano è in lutto. È morto a Milano, all’età di 83 anni, Sandro Mazzola, bandiera dell’Inter e della Nazionale italiana. A darne l’annuncio è stato il club nerazzurro. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph">Il calcio italiano è in lutto. È morto a Milano, all’età di 83 anni, <strong>Sandro Mazzola</strong>, bandiera dell’Inter e della Nazionale italiana. A darne l’annuncio è stato il club nerazzurro.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga, Sandro ha costruito una carriera straordinaria legando il proprio nome alla storia dell’Inter.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Con la maglia nerazzurra ha disputato 17 stagioni, dal 1960 al 1977, conquistando quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Fu uno dei protagonisti della Grande Inter di Helenio Herrera.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Con la Nazionale italiana ha vinto il Campionato europeo del 1968 e ha raggiunto il secondo posto al Mondiale del 1970. Nel 1971 ha inoltre chiuso al secondo posto il Pallone d’Oro, alle spalle dell’olandese Johan Cruijff.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Mazzola ha collezionato complessivamente 565 presenze e 161 gol con l’Inter, diventando uno dei migliori marcatori nella storia del club.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Con la sua scomparsa se ne va uno dei protagonisti di una delle epoche più importanti del calcio italiano e internazionale. Una carriera interamente legata ai colori nerazzurri e un nome che resta indissolubilmente associato alla storia dell’Inter e della Nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Foto tratta dal canale Instagram ufficiale dell’Inter.</strong></p>
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		<title>Zeffirelli e l&#8217;amore per la Costiera: a Vietri sul Mare il ricordo del Maestro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/zeffirelli-e-lamore-per-la-costiera-a-vietri-sul-mare-il-ricordo-del-maestro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Vietri sul Mare]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[franco zeffirelli]]></category>
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					<description><![CDATA[Non soltanto il grande regista, l’uomo di teatro e d’opera conosciuto in tutto il mondo. Ma un Franco Zeffirelli privato, generoso, capace di gesti di grande umanità e profondamente legato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Non soltanto il grande regista, l’uomo di teatro e d’opera conosciuto in tutto il mondo. Ma un Franco Zeffirelli privato, generoso, capace di gesti di grande umanità e profondamente legato alla Costiera Amalfitana, tanto da trasformare la sua casa di Positano in una delle espressioni più autentiche del proprio universo artistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il ritratto emerso&nbsp;<strong>domenica 13 settembre a Palazzo Suriano, a Vietri sul Mare</strong>, in occasione della presentazione del libro&nbsp;<strong>“La vicina di Zeffirelli” di Gaia Zucchi</strong>, alla presenza dell’autrice e con la moderazione della giornalista&nbsp;<strong>Maria Consiglia Izzo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un incontro che, partendo dalle pagine del volume e dai ricordi personali legati al Maestro, ha permesso di guardare oltre il personaggio pubblico per raccontare soprattutto l’uomo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Di Franco mi ha sempre colpito la straordinaria generosità</em> &#8211; ha raccontato <strong>Gaia Zucchi</strong> -. <em>Era generoso non soltanto materialmente, ma nel modo di vivere i rapporti umani, di condividere quello che aveva, di aprire la propria casa e il proprio mondo alle persone alle quali voleva bene. Dietro un personaggio dalla personalità fortissima c’era un uomo capace di grandi attenzioni e di gesti che difficilmente si dimenticano</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio la&nbsp;<strong>casa</strong>&nbsp;rappresenta una delle chiavi più affascinanti per comprendere il rapporto tra&nbsp;<strong>Zeffirelli e la Costiera Amalfitana</strong>. A&nbsp;<strong>Positano</strong>, nella sua amata&nbsp;<strong>Villa Treville</strong>, il regista non costruì semplicemente un rifugio lontano dagli impegni professionali. Quella dimora divenne progressivamente una sorta di&nbsp;<strong>opera di Zeffirelli</strong>, una creazione nella quale sembravano confluire tutte le componenti del suo immaginario: il gusto per la scenografia, la teatralità, il colore, l’amore per la bellezza, la natura mediterranea e la capacità di trasformare gli ambienti in luoghi capaci di raccontare una storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Terrazze affacciate sul mare, giardini e vegetazione mediterranea, tessuti, arredi, opere e oggetti raccolti nel corso di una vita contribuirono a creare un universo nel quale diventava difficile stabilire dove terminasse la casa e dove cominciasse la scenografia. In questa estetica profondamente mediterranea trovavano spazio anche&nbsp;<strong>le ceramiche vietresi</strong>, un particolare che ha assunto un significato ancora più suggestivo proprio in occasione della presentazione del libro a Vietri sul Mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad accogliere il racconto dedicato al Maestro è stato infatti&nbsp;<strong>Palazzo Suriano</strong>, una dimora storica che presenta singolari consonanze con la casa positanese di Zeffirelli. Due luoghi diversi per storia e identità, ma accomunati da un dialogo continuo tra&nbsp;<strong>architettura, arte, giardini e paesaggio mediterraneo</strong>. Anche Palazzo Suriano si apre al mare attraverso terrazze e balconi panoramici, è immerso nel verde degli agrumi e della vegetazione mediterranea e custodisce negli interni pavimenti e rivestimenti in&nbsp;<strong>ceramica vietrese</strong>, accanto ad affreschi e arredi d’epoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quasi un gioco di rimandi tra&nbsp;<strong>Vietri e Positano, Palazzo Suriano e Villa Treville</strong>: due dimore della Costiera nelle quali il confine tra spazio costruito e paesaggio si assottiglia e dove il mare non rappresenta semplicemente il panorama, ma diventa parte integrante dell’esperienza estetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zeffirelli aveva del resto un rapporto speciale con la Costiera. Non la considerava semplicemente uno dei luoghi più belli d’Italia, ma un paesaggio che possedeva<strong>naturalmente quella teatralità che caratterizzava il suo immaginario:</strong>&nbsp;i paesi arrampicati sulle montagne, il mare come fondale, le terrazze, le cupole, i colori e la vegetazione. Non sorprende, dunque, che proprio qui abbia scelto di costruire uno dei luoghi più personali della propria esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma Villa Treville fu anche molto altro. Grazie alla personalità di Zeffirelli e alla sua straordinaria rete di rapporti artistici e umani, la casa divenne negli anni un vero<strong>salotto internazionale della cultura e dello spettacolo</strong>, frequentato da alcuni dei più grandi protagonisti del Novecento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>A Villa Treville poteva capitare di ritrovarsi a tavola accanto a <strong>Maria Callas, Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rudolf Nureyev o Liza Minnelli</strong></em><strong> &#8211;</strong> ha ricordato <strong>Gaia Zucchi</strong> -. <em>Io sedevo accanto a loro e la cosa sorprendente è che, in quella casa, tutto avveniva con una naturalezza incredibile. Non avevi la sensazione di trovarti davanti a personaggi irraggiungibili: erano gli amici di Franco, persone che arrivavano, si sedevano a tavola, parlavano, scherzavano. Villa Treville aveva anche questa magia: riusciva a rendere familiare e quotidiano un mondo che, visto dall’esterno, poteva sembrare straordinario</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è anche attraverso questa capacità di accogliere che torna il tema della generosità ricordato da Gaia Zucchi. «<em>La casa per Franco non era qualcosa da tenere gelosamente per sé</em> – ha spiegato l’autrice –. <em>Era un luogo da vivere e da condividere. Credo che anche questo racconti molto della sua generosità: gli piaceva avere intorno le persone, accoglierle e farle entrare in quel mondo che aveva costruito</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro la magnificenza della dimora, le amicizie celebri e il successo internazionale, nel corso dell’incontro di Vietri è emerso così soprattutto&nbsp;<strong>lo Zeffirelli della dimensione privata</strong>. Il racconto di Gaia Zucchi riduce la distanza apparentemente incolmabile tra il Maestro celebrato il tutto il mondo e l’uomo della quotidianità. Il titolo stesso del libro&nbsp;<em>La vicina di Zeffirelli</em>&nbsp;ribalta la prospettiva: il grande regista diventa un vicino di casa, una presenza reale, con le proprie abitudini, il proprio carattere e i propri affetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presentazione a Palazzo Suriano ha restituito così un’immagine di Zeffirelli nella quale&nbsp;<strong>arte e vita finiscono continuamente per incontrarsi</strong><strong>.</strong>&nbsp;La casa diventa quasi un’estensione della sua personalità e la bellezza non qualcosa da contemplare in solitudine, ma un’esperienza da condividere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Foto di Alexey Yushenkov &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, httpscommons.wikimedia.orgwindex.phpcurid=7820816)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Don Jhon Gutierrez lascia il sacerdozio: il Papa accoglie la richiesta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/don-jhon-gutierrez-lascia-il-sacerdozio-il-papa-accoglie-la-richiesta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[don Jhon Gutierrez Sanchez]]></category>
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					<description><![CDATA[Don Jhon Fredy Gutierrez Sanchez non è più sacerdote. La Santa Sede ha accolto la richiesta presentata dall’ex parroco di origine colombiana, a lungo impegnato in diverse comunità del Cilento, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Don Jhon Fredy Gutierrez Sanchez non è più sacerdote. La Santa Sede ha accolto la richiesta presentata dall’ex parroco di origine colombiana, a lungo impegnato in diverse comunità del Cilento, disponendone la dimissione dallo stato clericale e la dispensa dagli obblighi sacerdotali, compreso quello del celibato. Si conclude così sul piano canonico una vicenda iniziata con il suo improvviso allontanamento alla fine del 2023 e tornata al centro dell’attenzione nel febbraio 2026, quando Gutierrez aveva ristabilito i contatti con le autorità ecclesiastiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento è stato comunicato dalla Diocesi di Vallo della Lucania, che ha reso nota la notifica all’interessato del Rescritto con il quale il Santo Padre ha accolto formalmente l’istanza. Gli effetti decorrono dalla data della notifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La scomparsa nel 2023 e la ricomparsa nel febbraio 2026</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda di don Jhon Fredy Gutierrez Sanchez aveva avuto inizio il 24 dicembre 2023, quando la famiglia adottiva aveva perso i contatti con lui. Il sacerdote, originario della Colombia e adottato da una famiglia di Altavilla Silentina, aveva fatto perdere le proprie tracce anche alle autorità ecclesiastiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assenza prolungata aveva suscitato interrogativi soprattutto nelle comunità nelle quali Gutierrez aveva svolto il proprio ministero sacerdotale. Nel corso degli anni era stato presente, tra gli altri centri, a Stella Cilento, Piaggine, Valle dell&#8217;Angelo, Stio, Magliano Vetere e Roccadaspide, fino all&#8217;esperienza pastorale nella parrocchia della Divina Provvidenza di Capaccio Paestum.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso era tornato di attualità anche per la necessità del Tribunale ecclesiastico di notificargli alcuni atti. Dopo un lungo periodo senza notizie certe, la svolta era arrivata il 4 febbraio 2026, quando Gutierrez aveva contattato le autorità ecclesiastiche, interrompendo così lo stato di irreperibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giorno successivo, il vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania, monsignor Vincenzo Calvosa, aveva ufficializzato l&#8217;avvenuto contatto. Nella successiva ricomparsa pubblica, Gutierrez aveva spiegato il proprio allontanamento affermando di essersi considerato un peccatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La richiesta al Papa e la perdita dello stato clericale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio il 4 febbraio 2026, contestualmente alla ripresa dei rapporti con le autorità ecclesiastiche, Jhon Fredy Gutierrez Sanchez aveva inoltrato al Santo Padre la richiesta formale di dispensa dal celibato e di perdita dello stato clericale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iter si è ora concluso con l&#8217;accoglimento dell&#8217;istanza. Secondo quanto comunicato dalla Diocesi, all&#8217;interessato è stato notificato il Rescritto pontificio che determina la dimissione dallo stato clericale e la conseguente dispensa da tutti gli oneri connessi al ministero sacerdotale, compreso l&#8217;obbligo del celibato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento mette dunque formalmente fine al percorso sacerdotale di Gutierrez, figura che per diversi anni aveva avuto un rapporto stretto con numerose realtà del territorio cilentano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente forte era stato il legame con Piaggine, dove nel 2019 l&#8217;ipotesi del suo trasferimento aveva provocato una mobilitazione dei fedeli, scesi pubblicamente in campo per chiederne la permanenza. La vicinanza ai giovani e uno stile pastorale diretto avevano contribuito alla sua popolarità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche a Stella Cilento Gutierrez aveva costruito un rapporto con la comunità, partecipando tra l&#8217;altro alle attività della squadra di calcio locale. Con la decisione della Santa Sede si chiude definitivamente, dal punto di vista canonico, una vicenda durata quasi tre anni e il percorso pastorale dell&#8217;ex sacerdote nelle comunità del Cilento.</p>
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		<item>
		<title>È morta Emma Bonino, addio alla storica leader radicale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/e-morta-emma-bonino-addio-alla-storica-leader-radicale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 09:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[È morta Emma Bonino, storica esponente del Partito Radicale e protagonista di alcune delle principali battaglie per i diritti civili in Italia e nel mondo. La notizia arriva mentre nelle [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph">È morta Emma Bonino, storica esponente del Partito Radicale e protagonista di alcune delle principali battaglie per i diritti civili in Italia e nel mondo. La notizia arriva mentre nelle ultime ore le sue condizioni di salute erano considerate delicate.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Bonino ha attraversato oltre cinque decenni della vita politica italiana, ricoprendo incarichi in Parlamento, al Parlamento europeo e nel Governo. È stata commissaria europea, vicepresidente del Senato e ministro degli Esteri nel governo Letta.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La sua storia politica è legata soprattutto alle battaglie per i diritti civili. Negli anni Settanta fu tra le protagoniste della campagna per la legalizzazione dell’aborto e, nel corso della sua lunga attività, si impegnò per i diritti delle donne, contro la pena di morte e per la tutela dei diritti umani.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Sul piano internazionale partecipò inoltre alle iniziative per la nascita della Corte penale internazionale e alle campagne contro le mutilazioni genitali femminili. Nel 1997, come commissaria europea, fu tra i protagonisti della firma della Convenzione di Ottawa contro le mine antipersona.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Una vita politica spesso condotta fuori dagli schieramenti tradizionali, con battaglie che l’hanno portata anche a scontrarsi con una parte del mondo politico, ma che le hanno riconosciuto nel tempo un ruolo centrale nella storia dei diritti civili italiani.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Con Marco Pannella condivise una lunga stagione del radicalismo italiano, fatta di referendum, iniziative nonviolente e campagne politiche. Negli ultimi anni è stata tra i principali volti di +Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto <a href="https://www.corriere.it/politica/25_novembre_30/emma-bonino-in-terapia-intensiva-in-ospedale-a-roma-445f7125-d9a3-4dd5-bde5-dcd724a7fxlk.shtml">www.corriere.it</a></p>
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		<item>
		<title>Antonio Raimondo, il talento di Ascea brilla in Serie A</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/antonio-raimondo-il-talento-di-ascea-brilla-in-serie-a/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 10:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Raimondo]]></category>
		<category><![CDATA[attaccante]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[serie a]]></category>
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					<description><![CDATA[Antonio Raimondo, giovane attaccante originario di Ascea, ha iniziato da protagonista la nuova stagione con la maglia del Frosinone in Serie A, realizzando già due doppiette nelle prime tre giornate [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Antonio Raimondo</strong>, giovane attaccante originario di <strong>Ascea</strong>, ha iniziato da protagonista la nuova stagione con la maglia del <strong>Frosinone in Serie A</strong>, realizzando già <strong>due doppiette nelle prime tre giornate di campionato</strong>. Un avvio particolarmente brillante per il classe 2004, che sta mettendo in mostra le proprie qualità nel massimo campionato italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giovane calciatore cilentano ha trovato con continuità la via della rete in questo primo scorcio della stagione, riuscendo a firmare quattro gol attraverso due doppiette.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Numeri che hanno immediatamente acceso i riflettori sull&#8217;attaccante e sul suo impatto con la nuova stagione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due doppiette nelle prime tre giornate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato che fotografa meglio il momento vissuto da Raimondo è rappresentato proprio dalla capacità di andare a segno più volte nella stessa partita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Due doppiette in appena tre giornate</strong> rappresentano un bottino significativo per il giovane attaccante, capace di mostrare personalità e soprattutto un marcato fiuto del gol.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un rendimento che consente al classe 2004 di vivere una prima parte di campionato da protagonista e di continuare il proprio percorso di crescita nel calcio italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>Ascea e il Cilento</strong>, le prestazioni del giovane attaccante rappresentano inoltre un motivo di particolare attenzione, considerando il legame territoriale di Raimondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il talento cilentano protagonista con il Frosinone</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;inizio di stagione ha permesso ad Antonio Raimondo di mettere in evidenza le caratteristiche offensive che lo accompagnano nel suo percorso calcistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le quattro reti realizzate attraverso le due doppiette nelle prime tre giornate raccontano un impatto importante con il campionato e confermano il momento positivo dell&#8217;attaccante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualità, personalità e capacità di trovare la porta stanno caratterizzando questo avvio di stagione con il <strong>Frosinone</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il giovane originario di Ascea il campionato è soltanto all&#8217;inizio, ma le prime giornate hanno già offerto indicazioni significative. Il talento cilentano continua così a far parlare di sé, portando anche il nome di <strong>Ascea e del Cilento</strong> sui palcoscenici del massimo campionato italiano.</p>
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		<item>
		<title>Michele Ciccarelli porta la cardiologia salernitana nella Heart failure association: «Un grande onore»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/michele-ciccarelli-porta-la-cardiologia-salernitana-nella-heart-failure-association-un-grande-onore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 09:23:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[hfa]]></category>
		<category><![CDATA[prof. michele ciccarelli]]></category>
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					<description><![CDATA[Un importante riconoscimento per il professor Michele Ciccarelli e per l’Università degli Studi di Salerno. Professore Associato di Cardiologia presso il Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana”, [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Un importante riconoscimento per il professor Michele Ciccarelli e per l’Università degli Studi di Salerno. Professore Associato di Cardiologia presso il Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana”, Ciccarelli è stato eletto membro del Board della Heart Failure Association (HFA) per il mandato 2026-2028.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La HFA è la branca della Società Europea di Cardiologia (ESC) dedicata alla ricerca, alla prevenzione e alla cura dello scompenso cardiaco, una delle patologie cardiovascolari con il maggiore impatto sulla popolazione mondiale. Per il professor Ciccarelli, l’elezione rappresenta non soltanto un riconoscimento, ma anche la possibilità di portare il contributo scientifico e clinico dell’Ateneo salernitano e della cardiologia diretta dal professor Vecchione in un contesto di massimo livello scientifico europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del mandato biennale, Ciccarelli sarà chiamato a contribuire alle strategie internazionali dedicate alla promozione della ricerca scientifica e dell’innovazione sui meccanismi fisiopatologici e sulle nuove terapie per l’insufficienza cardiaca. Tra gli obiettivi anche lo sviluppo e l’aggiornamento delle linee guida cliniche, per uniformare ed elevare gli standard di cura in Europa e a livello globale, oltre alla formazione continua delle nuove generazioni di specialisti e alla sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<strong>La mia elezione nel Board dell’HFA rappresenta un grandissimo onore, ma soprattutto un’opportunità per portare il contributo scientifico e clinico dell’Università di Salerno e della nostra cardiologia, diretta dal Prof Vecchione, nei contesti di massimo livello scientifico europeo</strong>”, ha commentato Ciccarelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo incarico si inserisce nel suo percorso nella ricerca preclinica e nell’attività svolta come responsabile scientifico dell’Ateneo dei laboratori di ricerca preclinica. Un’esperienza che, nelle sue intenzioni, potrà contribuire a rafforzare il dialogo tra ricerca di base e pratica clinica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<strong>Il mio obiettivo, grazie alla mia esperienza nella ricerca preclinica e come responsabile scientifico dell’Ateneo dei laboratori di ricerca preclinica, è rafforzare le sinergie tra la ricerca di base e la pratica clinica, mettendo sempre al centro il miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da scompenso cardiaco</strong>”, ha aggiunto il professor Ciccarelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Sala Consilina piange Lucio Mori, insegnante e anima della cultura locale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sala-consilina-piange-lucio-mori-insegnante-e-anima-della-cultura-locale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 10:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[allegracore]]></category>
		<category><![CDATA[lucio mori]]></category>
		<category><![CDATA[sala consilina]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Lutto nel mondo della cultura e della scuola nel Vallo di Diano per la scomparsa di Lucio Mori. Aveva 80 anni, era originario della provincia di Massa Carrara, ma si era stabilito da molto tempo a Sala Consilina. Da qualche giorno era ricoverato all’ospedale di Polla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ stato insegnante alle scuole elementari di Sala Consilina e rappresentante sindacale della scuola per la Cisl. E’ stato anche consigliere comunale a Sala Consilina. Da una sua idea era nata l’associazione culturale “Allegracore” di cui è stato a lungo presidente. Si è dedicato all’arte in diverse forme, da quella figurativa alla scrittura. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I funerali si terranno domani, sabato 5 settembre, alle 15.30 nella chiesa di San Pietro a Sala Consilina.</p>
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		<title>Giovanni Soldini, una vita controvento: dalle traversate in solitario alla rivoluzione tecnologica della vela</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giovanni-soldini-una-vita-controvento-dalle-traversate-in-solitario-alla-rivoluzione-tecnologica-della-vela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 09:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni soldini]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Per più di trent’anni ha inseguito il mare dove il mare diventa davvero difficile: gli oceani, le lunghe traversate, il vento, le onde e quella sottile linea che separa la prestazione dall’imprevisto. Giovanni Soldini è uno dei più importanti navigatori oceanici italiani e, nel corso della sua carriera, ha trasformato la ricerca della velocità in una continua ricerca tecnologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua storia sportiva è fatta di regate in solitario e in equipaggio, di traversate oceaniche e di record. Nel 1994-95 arriva secondo al B.O.C. Challenge, il giro del mondo in solitario a tappe. Quattro anni dopo vince l’Around Alone con <em>Fila</em>. È durante quella competizione, nel Pacifico meridionale, che compie uno degli episodi più celebri della sua carriera: devia dalla propria rotta per raggiungere e soccorrere la velista francese Isabelle Autissier, naufragata a circa 60 gradi di latitudine sud, tra la Nuova Zelanda e Capo Horn.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni successivi Soldini continua a cambiare barca, classe e dimensione della sfida. Nel 2009 vince il campionato del mondo Class 40. Poi arriva <em>Maserati VOR70</em>, il monoscafo con cui nel 2013 conquista il record della Rotta dell’Oro, da New York a San Francisco passando per Capo Horn: 13.225 miglia in 47 giorni, 42 minuti e 29 secondi. Nel 2014 arriva anche la vittoria nella Cape2Rio, accompagnata da un nuovo record di percorrenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è con <em>Maserati Multi70</em> che la ricerca di Soldini entra in una nuova dimensione. Dal 2016 il navigatore milanese porta in oceano un trimarano progettato per volare sui foil. Lungo 21,20 metri e largo 16,80, con un albero alare di 29 metri, il multiscafo può superare i 40 nodi. Nel 2018 Soldini stabilisce il record della rotta Hong Kong-Londra, completata in 36 giorni, 2 ore, 37 minuti e 12 secondi. Negli anni successivi arrivano altri primati e vittorie, tra cui quelli sulla Manica e sulla rotta originale del Fastnet.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La velocità, però, non è l’unico terreno sul quale Soldini sperimenta. Nel 2022 <em>Maserati Multi70</em> viene trasformato in una barca da regata completamente elettrica. Il progetto affianca all’attività agonistica la raccolta di dati oceanografici destinati alla comunità scientifica nell’ambito del Decennio del Mare dell’UNESCO. Nel 2023 il trimarano completa inoltre una circumnavigazione del globo in totale autonomia energetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È l&#8217;ultimo capitolo di una lunga stagione legata al nome Maserati. Ma non è la fine della ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024 Soldini entra infatti nel progetto Ferrari Hypersail come Team Principal. L&#8217;idea è ambiziosa: trasferire competenze, metodi e tecnologie sviluppati nel mondo delle auto sportive ad alte prestazioni alla vela oceanica. Ferrari presenta Hypersail nel giugno 2025 come un monoscafo di 100 piedi capace di navigare sollevato sull’acqua grazie ai foil. La barca è progettata per essere energeticamente autosufficiente, utilizzando fonti rinnovabili e senza un motore a combustione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto rappresenta anche un cambio di paradigma. Non si tratta semplicemente di costruire una barca veloce: Hypersail nasce come piattaforma di ricerca e sviluppo, nella quale l&#8217;esperienza nautica dialoga con quella ingegneristica di Ferrari. Tra gli elementi centrali c&#8217;è un sistema di controllo del volo sviluppato facendo ricorso alle competenze maturate nel settore automobilistico. La barca, secondo il progetto presentato da Ferrari, dovrà essere in grado di affrontare lunghe navigazioni oceaniche senza scali e senza assistenza esterna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Soldini, dunque, il passaggio a Ferrari sembrava la naturale prosecuzione di un percorso iniziato molti anni prima: portare sempre più lontano la tecnologia applicata alla vela e, allo stesso tempo, usare il mare come banco di prova.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma quella collaborazione si è conclusa prima del varo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>2 aprile 2026</strong>, Ferrari ha annunciato la fine dell&#8217;impegno di Soldini nel progetto, contestualmente al completamento della fase di progettazione e costruzione della barca. La seconda fase di Hypersail, dedicata all&#8217;installazione dei sistemi tecnologici, alla loro validazione, all&#8217;integrazione funzionale e allo sviluppo delle prestazioni, è passata sotto la responsabilità di <strong>Enrico Voltolini</strong>, ingegnere navale e velista con esperienze in America’s Cup e SailGP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La separazione è stata presentata da Ferrari come il passaggio tra due differenti fasi di sviluppo. John Elkann ha ringraziato Soldini per la competenza e la dedizione con cui ha guidato la prima fase. Soldini, dal canto suo, ha definito un privilegio aver partecipato all&#8217;avventura e ha sottolineato il carattere collettivo del lavoro svolto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto, intanto, continua. Nel luglio 2026 Voltolini ha confermato di essere entrato in Hypersail già nel 2025 e di aver assunto la responsabilità di project leader nell&#8217;aprile successivo. Con lui prosegue una squadra nella quale figurano anche professionisti come Glenn Ashby e Guillaume Verdier.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Soldini resta una carriera costruita sul principio di andare oltre ciò che è già stato fatto. Dai giri del mondo in solitario al salvataggio di Autissier, dai record oceanici con <em>Maserati</em> al trimarano volante e alla sua trasformazione elettrica, fino alla prima fase di un progetto Ferrari nato per far dialogare automobile e vela, il filo conduttore è sempre stato lo stesso: mettere insieme esperienza, tecnologia e mare per spostare un po&#8217; più avanti il confine del possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse è proprio questa la cifra di Soldini: non tanto collezionare record, quanto utilizzare ogni record come punto di partenza per cercare quello che viene dopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Foto di Guido De Bortoli &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=50100429)</p>
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		<title>Rocky Glynn, il piccolo gigante del motocross: a 10 anni sfida la gravità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rocky-glynn-il-piccolo-gigante-del-motocross-a-10-anni-sfida-la-gravita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 10:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[baby fenomeno]]></category>
		<category><![CDATA[motocross]]></category>
		<category><![CDATA[rocky glynn]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">A dieci anni ha già imparato a fare quello che per la maggior parte delle persone sembra semplicemente impossibile: prendere una moto da motocross, lanciarsi da una rampa e compiere un giro completo all&#8217;indietro prima di atterrare. Si chiama <strong>Rocky Glynn</strong>, è australiano ed è uno dei più giovani talenti emergenti del freestyle motocross.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua storia comincia prestissimo, quasi prima ancora che possa essere definita una vera passione. Rocky ha iniziato a guidare una moto quando aveva appena <strong>due anni</strong>, nella proprietà di famiglia, dove il padre Josh ha allestito nel tempo anche strutture per gli allenamenti. I primi salti sono arrivati già intorno ai tre-quattro anni. A sei anni, invece, Rocky aveva già imparato a eseguire un backflip con la BMX.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è sulle due ruote motorizzate che il giovane australiano ha cominciato a fare sul serio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il salto che lo ha fatto conoscere</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il momento della svolta è arrivato nel <strong>maggio 2026</strong>, quando Rocky, a dieci anni, ha completato un backflip su una moto da freestyle motocross. Il tentativo è stato preparato per circa tre mesi, con allenamenti quasi quotidiani e una progressione costruita passo dopo passo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il salto è stato effettuato utilizzando una rampa e un grande airbag per l&#8217;atterraggio, una delle misure di sicurezza utilizzate durante questo tipo di preparazione. La prestazione ha attirato l&#8217;attenzione perché Rocky aveva appena <strong>10 anni e cinque settimane</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il padre ha sostenuto che il figlio potesse aver stabilito un nuovo primato di precocità, superando il precedente riferimento attribuito a Haiden Deegan. Si tratta tuttavia di un record riportato dalle fonti che hanno seguito l&#8217;impresa e <strong>non di un record Guinness ufficialmente certificato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là dei numeri, resta il dato più sorprendente: a un&#8217;età in cui molti bambini stanno ancora imparando ad andare in bicicletta, Rocky si misura con una delle acrobazie più spettacolari e complesse del motocross freestyle.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eredità di Jayo Archer</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella crescita sportiva di Rocky c&#8217;è anche una figura che rappresenta molto più di un semplice modello: <strong>Jayden “Jayo” Archer</strong>, uno dei più importanti protagonisti dell&#8217;FMX australiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Archer, capace di entrare nella storia della disciplina con il primo triple backflip, è morto nel 2024 durante un allenamento. La sua figura continua però a essere un punto di riferimento per la nuova generazione di rider australiani, Rocky compreso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il giovane talento, il freestyle motocross non sembra essere soltanto una questione di acrobazie e spettacolo. C&#8217;è anche il desiderio di entrare in una tradizione sportiva fatta di coraggio, tecnica e continua ricerca del limite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;Australia agli Stati Uniti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La consacrazione internazionale è arrivata nell&#8217;estate del 2026, quando Rocky ha attraversato il Pacifico per approdare negli Stati Uniti e partecipare agli spettacoli di <strong>Nitro Circus</strong>, uno dei marchi più conosciuti nel mondo degli sport action.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad <strong>Annapolis, nel Maryland</strong>, nell&#8217;agosto 2026, il bambino australiano ha eseguito un altro backflip in occasione dello show, diventando, secondo le fonti che hanno raccontato l&#8217;evento, il <strong>più giovane performer ad aver compiuto un motorcycle backflip durante uno spettacolo di Nitro Circus</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un traguardo particolarmente significativo anche per il luogo: Annapolis è infatti la città di <strong>Travis Pastrana</strong>, cofondatore di Nitro Circus e autentica icona del freestyle motocross.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pubblico americano ha così potuto vedere da vicino quello che in Australia aveva già cominciato a far parlare di sé: un bambino con una tecnica sorprendentemente matura e una naturalezza davanti alle rampe che contrasta con la sua giovanissima età.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro è ancora tutto da scrivere</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di Rocky Glynn è appena all&#8217;inizio. A dieci anni ha già accumulato esperienze che molti rider inseguono per una vita: il primo backflip in moto, importanti esibizioni internazionali e l&#8217;ingresso nel mondo di Nitro Circus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma proprio perché si tratta di un bambino, la sua vicenda va osservata anche sotto un&#8217;altra prospettiva. Dietro ogni salto spettacolare ci sono mesi di preparazione, tecnica, supervisione e sistemi di sicurezza. Nel freestyle motocross il talento, da solo, non basta: servono disciplina e una progressione estremamente graduale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rocky, intanto, continua a saltare. E se il suo sogno è quello di diventare un grande protagonista dell&#8217;FMX, ha già dimostrato una cosa: <strong>la paura delle rampe non sembra essere tra i suoi problemi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">(Foto da pagina Instagram rocky_glynn)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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