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	<title>Storie di persone | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Sat, 29 Aug 2026 10:23:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Rocky Glynn, il piccolo gigante del motocross: a 10 anni sfida la gravità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rocky-glynn-il-piccolo-gigante-del-motocross-a-10-anni-sfida-la-gravita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 10:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[baby fenomeno]]></category>
		<category><![CDATA[motocross]]></category>
		<category><![CDATA[rocky glynn]]></category>
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					<description><![CDATA[A dieci anni ha già imparato a fare quello che per la maggior parte delle persone sembra semplicemente impossibile: prendere una moto da motocross, lanciarsi da una rampa e compiere [...]]]></description>
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<p>A dieci anni ha già imparato a fare quello che per la maggior parte delle persone sembra semplicemente impossibile: prendere una moto da motocross, lanciarsi da una rampa e compiere un giro completo all&#8217;indietro prima di atterrare. Si chiama <strong>Rocky Glynn</strong>, è australiano ed è uno dei più giovani talenti emergenti del freestyle motocross.</p>



<p>La sua storia comincia prestissimo, quasi prima ancora che possa essere definita una vera passione. Rocky ha iniziato a guidare una moto quando aveva appena <strong>due anni</strong>, nella proprietà di famiglia, dove il padre Josh ha allestito nel tempo anche strutture per gli allenamenti. I primi salti sono arrivati già intorno ai tre-quattro anni. A sei anni, invece, Rocky aveva già imparato a eseguire un backflip con la BMX.</p>



<p>Ma è sulle due ruote motorizzate che il giovane australiano ha cominciato a fare sul serio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il salto che lo ha fatto conoscere</h2>



<p>Il momento della svolta è arrivato nel <strong>maggio 2026</strong>, quando Rocky, a dieci anni, ha completato un backflip su una moto da freestyle motocross. Il tentativo è stato preparato per circa tre mesi, con allenamenti quasi quotidiani e una progressione costruita passo dopo passo.</p>



<p>Il salto è stato effettuato utilizzando una rampa e un grande airbag per l&#8217;atterraggio, una delle misure di sicurezza utilizzate durante questo tipo di preparazione. La prestazione ha attirato l&#8217;attenzione perché Rocky aveva appena <strong>10 anni e cinque settimane</strong>.</p>



<p>Il padre ha sostenuto che il figlio potesse aver stabilito un nuovo primato di precocità, superando il precedente riferimento attribuito a Haiden Deegan. Si tratta tuttavia di un record riportato dalle fonti che hanno seguito l&#8217;impresa e <strong>non di un record Guinness ufficialmente certificato</strong>.</p>



<p>Al di là dei numeri, resta il dato più sorprendente: a un&#8217;età in cui molti bambini stanno ancora imparando ad andare in bicicletta, Rocky si misura con una delle acrobazie più spettacolari e complesse del motocross freestyle.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eredità di Jayo Archer</h2>



<p>Nella crescita sportiva di Rocky c&#8217;è anche una figura che rappresenta molto più di un semplice modello: <strong>Jayden “Jayo” Archer</strong>, uno dei più importanti protagonisti dell&#8217;FMX australiano.</p>



<p>Archer, capace di entrare nella storia della disciplina con il primo triple backflip, è morto nel 2024 durante un allenamento. La sua figura continua però a essere un punto di riferimento per la nuova generazione di rider australiani, Rocky compreso.</p>



<p>Per il giovane talento, il freestyle motocross non sembra essere soltanto una questione di acrobazie e spettacolo. C&#8217;è anche il desiderio di entrare in una tradizione sportiva fatta di coraggio, tecnica e continua ricerca del limite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;Australia agli Stati Uniti</h2>



<p>La consacrazione internazionale è arrivata nell&#8217;estate del 2026, quando Rocky ha attraversato il Pacifico per approdare negli Stati Uniti e partecipare agli spettacoli di <strong>Nitro Circus</strong>, uno dei marchi più conosciuti nel mondo degli sport action.</p>



<p>Ad <strong>Annapolis, nel Maryland</strong>, nell&#8217;agosto 2026, il bambino australiano ha eseguito un altro backflip in occasione dello show, diventando, secondo le fonti che hanno raccontato l&#8217;evento, il <strong>più giovane performer ad aver compiuto un motorcycle backflip durante uno spettacolo di Nitro Circus</strong>.</p>



<p>Un traguardo particolarmente significativo anche per il luogo: Annapolis è infatti la città di <strong>Travis Pastrana</strong>, cofondatore di Nitro Circus e autentica icona del freestyle motocross.</p>



<p>Il pubblico americano ha così potuto vedere da vicino quello che in Australia aveva già cominciato a far parlare di sé: un bambino con una tecnica sorprendentemente matura e una naturalezza davanti alle rampe che contrasta con la sua giovanissima età.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro è ancora tutto da scrivere</h2>



<p>La storia di Rocky Glynn è appena all&#8217;inizio. A dieci anni ha già accumulato esperienze che molti rider inseguono per una vita: il primo backflip in moto, importanti esibizioni internazionali e l&#8217;ingresso nel mondo di Nitro Circus.</p>



<p>Ma proprio perché si tratta di un bambino, la sua vicenda va osservata anche sotto un&#8217;altra prospettiva. Dietro ogni salto spettacolare ci sono mesi di preparazione, tecnica, supervisione e sistemi di sicurezza. Nel freestyle motocross il talento, da solo, non basta: servono disciplina e una progressione estremamente graduale.</p>



<p>Rocky, intanto, continua a saltare. E se il suo sogno è quello di diventare un grande protagonista dell&#8217;FMX, ha già dimostrato una cosa: <strong>la paura delle rampe non sembra essere tra i suoi problemi.</strong></p>



<p>(Foto da pagina Instagram rocky_glynn)</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’imprenditore campano Mike Taurasi alla guida del Polo nazionale droni in Umbria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/limprenditore-campano-mike-taurasi-alla-guida-del-polo-nazionale-droni-in-umbria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 08:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[mike taurasi]]></category>
		<category><![CDATA[polo nazionale droni]]></category>
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					<description><![CDATA[Il&#160;Polo Nazionale Droni&#160;affida a&#160;Mike Taurasi&#160;la direzione regionale in&#160;Umbria. Imprenditore e manager di&#160;origine campana e irpina, Taurasi porta nel nuovo incarico una consolidata esperienza nel mondo dell’industria, dell’innovazione tecnologica e della [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il&nbsp;<strong>Polo Nazionale Droni</strong>&nbsp;affida a&nbsp;<strong>Mike Taurasi</strong>&nbsp;la direzione regionale in&nbsp;<strong>Umbria</strong>. Imprenditore e manager di&nbsp;<strong>origine campana e irpina</strong>, Taurasi porta nel nuovo incarico una consolidata esperienza nel mondo dell’industria, dell’innovazione tecnologica e della formazione.</p>



<p><em>«È una responsabilità che accolgo con grande entusiasmo e con la consapevolezza delle opportunità che un territorio come l’Umbria può offrire</em>&nbsp;– dichiara&nbsp;<strong>Mike Taurasi</strong>&nbsp;–.&nbsp;<em>Il mio impegno sarà quello di costruire connessioni concrete tra imprese, ricerca, formazione e istituzioni, valorizzando le competenze presenti sul territorio e mettendole in relazione con la rete nazionale del Polo. Droni, aerospazio, robotica, tecnologie dual use e digitalizzazione sono settori nei quali possiamo creare nuove progettualità e contribuire alla crescita e alla competitività delle imprese».</em></p>



<p>La nomina rientra nel percorso di rafforzamento della rete territoriale del Polo e punta a creare in Umbria un punto di riferimento capace di&nbsp;<strong>mettere in relazione imprese, professionisti, ricerca, formazione e istituzioni</strong>, favorendo nuove opportunità di collaborazione e sviluppo.</p>



<p>Nel suo nuovo ruolo, Taurasi sarà chiamato a&nbsp;<strong>rappresentare e sviluppare il progetto del Polo sul territorio umbro</strong>, valorizzando le competenze regionali e costruendo connessioni con la rete nazionale. Particolare attenzione sarà rivolta ai settori dei&nbsp;<strong>droni e sistemi autonomi, aerospazio, robotica, sicurezza, tecnologie dual use e digitalizzazione</strong>.</p>



<p>L’obiettivo sarà trasformare il coordinamento territoriale in un vero strumento operativo, capace di intercettare le esigenze delle imprese, favorire il trasferimento di competenze e tecnologia e promuovere&nbsp;<strong>progetti e partnership tra mondo produttivo, ricerca e istituzioni</strong>.</p>



<p><strong>L’esperienza di Mike Taurasi</strong></p>



<p>Taurasi è&nbsp;<strong>CEO e Founder di Taurasi Engineering</strong>, azienda con sede ad Avellino specializzata nella progettazione e realizzazione di sistemi automatici per l’industria e nelle lavorazioni meccaniche di precisione, con applicazioni nei comparti&nbsp;<strong>automotive, avio, biomedicale e industriale</strong>.</p>



<p>Il suo percorso professionale è caratterizzato da una particolare attenzione all’<strong>innovazione, alla digitalizzazione dei processi produttivi e allo sviluppo delle competenze</strong>. Un’esperienza che ora metterà a disposizione del Polo Nazionale Droni per contribuire alla crescita dell’ecosistema tecnologico umbro e al suo collegamento con la rete nazionale.</p>



<p>Taurasi è inoltre&nbsp;<strong>Presidente dell’Organismo Bilaterale Regionale</strong>, articolazione territoriale di&nbsp;<strong>Fondimpresa</strong>, il maggiore fondo interprofessionale per la formazione dei lavoratori costituito da Confindustria, CGIL, CISL e UIL. Nelle scorse settimane è stato inoltre nominato&nbsp;<strong>Presidente del Gruppo Piccola Industria di Confindustria Avellino</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Capodanno bizantino: il titolo di Magister allo chef Enrico Cosentino, inventore degli scialatielli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/capodanno-bizantino-il-titolo-di-magister-allo-chef-enrico-cosentino-inventore-degli-scialatielli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 13:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[capodanno bizantino]]></category>
		<category><![CDATA[chef enrico cosentino]]></category>
		<category><![CDATA[magister di civiltà amalfitana]]></category>
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					<description><![CDATA[Si annuncia come un omaggio all’estro creativo nell&#8217;alta ristorazione la XXVI edizione del Capodanno Bizantino in programma tra Amalfi e Atrani dal 31 agosto al 2 settembre 2026. A ricevere [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si annuncia come un omaggio all’estro creativo nell&#8217;alta ristorazione la XXVI edizione del <strong>Capodanno Bizantino </strong>in programma tra <strong>Amalfi</strong> e <strong>Atrani</strong> dal <strong>31 agosto</strong> al <strong>2 settembre 2026</strong>. A ricevere quest’anno il titolo di «<strong>Magister di civiltà amalfitana</strong>» sarà uno degli artefici del successo della cucina campana nel mondo: lo chef <strong>Enrico Cosentino</strong>, al cui nome si lega indissolubilmente l’invenzione degli “<strong>Scialatielli</strong>”, l’unica pasta a mano del Sud Italia oggi riprodotta nei cinque continenti. </p>



<p>Nativo di Amalfi, <strong>Cosentino</strong> ha il merito di aver fatto crescere la cucina italiana in ogni angolo del pianeta &#8211; da New York a Dubai &#8211; svolgendo nella sua ultracinquantennale carriera un importante ruolo di talent scout.&nbsp;</p>



<p>Negli ambienti, non solo gastronomici, il suo nome si annoda a quelle listarelle strette e rettangolari che caratterizzano uno dei formati di pasta a mano divenuto col tempo la grande <strong>novità a tavola del XX secolo</strong> al punto da diventare un vero e proprio must oltre che uno dei piatti immancabili nei menù di trattorie e ristoranti di mare. Oggi prodotti da <strong>ben 470 pastifici</strong>, soltanto in Italia, gli “<strong>Scialatielli</strong>” hanno appena tagliato il <strong>traguardo dei cinquant’anni</strong> confermandosi tra i prodotti che hanno fatto la storia della cucina campana al punto da essere annoverati tra i 457 <strong>Prodotti Agroalimentari Tradizionali campani. </strong>&nbsp;</p>



<p>E così, vagliati i profili di personalità legate al territorio dell’antico Ducato da vincoli di appartenenza, frequentazione o studio della civiltà medievale amalfitana, la <strong>Commissione</strong> composta dai Sindaci di Amalfi e Atrani, <strong>Daniele Milano</strong> e <strong>Michele Siravo</strong>, dall’Assessora alla Cultura e agli Eventi del Comune di Amalfi, <strong>Enza Cobalto</strong>, dalla delegata alla Cultura del Comune di Atrani, <strong>Lucia Ferrigno</strong>, da <strong>Ermelinda Di Lieto, Giovanni Camelia</strong> e <strong>Giuseppe Cobalto</strong> per il Centro di Cultura e Storia Amalfitana, all&#8217;unanimità ha designato “<strong>Magister Civitatis Amalfie</strong>” <strong>Enrico Cosentino</strong>, chef di successo oltre che insegnante per oltre un trentennio dell’Istituto Superiore Polispecialistico S.Paolo di Sorrento dove ha trasferito a migliaia di giovani metodi e conoscenze dell’arte culinaria. La sua nomina segue quella del medievista amalfitano <strong>Giuseppe Gargano</strong>, ideatore del Capodanno Bizantino, insignito della prestigiosa nomina nel 2025.</p>



<p>«<em>Con il titolo di Magister di Civiltà Amalfitana a Enrico Cosentino celebriamo un figlio di Amalfi che è stato artefice del successo della cucina campana nel mondo. Ma soprattutto la storica tradizione gastronomica del Ducato di Amalfi che sin dal Medioevo ebbe nelle prodigiose cucine dei conventi i luoghi in cui nacquero intingoli e ricette che ancora oggi resistono alle insidie del tempo e delle nuove mode </em>&nbsp;&#8211; dice il Sindaco <strong>Daniele Milano</strong> &#8211; <em>Con il riconoscimento allo chef Cosentino e al suo estro creativo per quella invenzione degli “Scialatielli” si intende gratificare l’intero segmento dell’alta ristorazione che ad Amalfi ha raggiunto importanti traguardi. Il settore della cucina di lusso si fonda infatti su innovazione, tradizione e grande ricercatezza distinguendosi per l&#8217;eccellenza assoluta delle materie prime, la tecnica impeccabile degli chef, la cura del servizio e l&#8217;offerta di un&#8217;esperienza sensoriale ed emozionale unica, spesso premiata da importanti riconoscimenti. Basti pensare che solo ad Amalfi sono ben quattro le cucine premiate dalla Michelin e una di queste, La Caravella, dove per la prima volta vennero serviti gli Scialatielli, è tra le più antiche stelle d’Italia</em>».</p>



<p>Un scelta, quella di assegnare allo chef Enrico Cosentino il titolo di «Magister di civiltà Amalfitana», che si rifà alla grande tradizione gastronomica del Ducato di Amalfi che sin dal Medioevo aveva nei giganteschi e prodigiosi locali delle cucine dei conventi i luoghi di estro e creatività di clarisse e frati cucinieri. Tutti formati da enormi rastrelliere per le teglie e da cappe smisurate collocate a qualche metro dai fornelli i luoghi di culto della Costa d’Amalfi hanno “benedetto” la nascita di ricette storiche, tutte frutto della laboriosità e della capacità di sfruttare per intero le materie prime.</p>



<p>«<em>Lo chef Cosentino è stato un autentico ambasciatore della cucina campana nel mondo ed ha conquistato stima, considerazione e rispetto non solo per il suo indiscusso estro creativo in cucina che unisce manualità, ricerca storica e conoscenza delle materie prime &#8211; </em>aggiunge l’Assessora alla Cultura e agli Eventi, <strong>Enza Cobalto</strong><em>&#8211; La scelta è ricaduta sul suo profilo sia per la straordinaria carriera ma anche perché lo chef è espressione più autentica dei territori che un tempo ricadevano sotto il ducato di Amalfi. Originario della nostra Città, Cosentino vive tuttora a Sorrento dove per anni ha insegnato presso la scuola alberghiera. Una carriera di oltre cinquant’anni costellata di successi. Su tutti spicca l’invenzione degli “Scialatielli”: una delle storie più avvincenti ed entusiasmanti del nostro Paese a cui negli anni anche autorevoli format televisivi hanno dedicato la loro attenzione. Un’ideazione che chef Cosentino ha sempre eseguito con cura quasi sartoriale e che ebbe proprio ad Amalfi la sua consacrazione nel 1978. Oggi è l’unica pasta a mano del Sud Italia che viene riprodotta nel mondo</em>».</p>



<p>Nati nella metà degli anni Settanta del secolo scorso gli “<strong>Scialatielli</strong>”, caratterizzati da listarelle corte, larghe e di sezione rettangolare irregolare perchè rigorosamente tagliate a coltello, vennero proposti da Cosentino per la prima volta nel 1976 in <strong>Calabria</strong>, a San Giovanni in Fiore, ma in una versione di terra. L’esplosione di questa pasta la si ebbe due anni più tardi ad Amalfi dove lo chef, all’epoca 43enne, la ripropose sposandola con i <strong>frutti di mare</strong>. Fu la vera consacrazione per questo formato di pasta a mano il cui nome è dato da una crasi di due termini tipici del dialetto napoletano: “scialare” (godere) e “tiella” (padella). </p>



<p>Da allora, oltre a diventare il <strong>simbolo del trionfo della cucina campana</strong>, è stato il piatto più imitato e riproposto non solo in <strong>Costiera Amalfitana</strong> ma anche oltre i confini nazionali.&nbsp;</p>



<p>In cucina dal <strong>1959</strong>, Cosentino, oltre a lavorare nella sua <strong>Amalfi</strong>, ha maturato importanti esperienze professionali in <strong>Italia</strong> (Roma e Milano) e all’estero dove si è formato in strutture di <strong>Francia</strong>, <strong>Svizzera</strong> e <strong>Stati Uniti</strong>. Executive chef dei ristoranti del Quisisana di Capri, Cosentino è stato insignito del titolo di Gran Maestro della Cucina Italiana oltre a essere nominato nell’ Euro-Toques. Maestro per almeno tre generazioni di cuochi della penisola sorrentina e della costiera amalfitana lo chef, che vive stabilmente a Sorrento dagli anni Ottanta, ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua &#8220;invenzione&#8221;. Primo tra tutti il <strong>premio «Entremetier»</strong> che lo chef amalfitano vinse nel <strong>1978</strong> ad un concorso di gastronomia. Il riconoscimento fu assegnato proprio all&#8217;invenzione e alla presentazione del famosissimo formato di pasta fresca tipico della <strong>Costiera Amalfitana</strong>. Ma non è tutto perché gli “Scialatielli” hanno ottenuto anche il riconoscimento di <strong>Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano</strong> istituito dal Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. </p>



<p>Cosentino, che dal <strong>2013</strong> ha registrato la ricetta in tutta <strong>Europa</strong> con tanto di grammature, lunghezza del formato e nome, continua la sua <strong>attività di promozione e divulgazione</strong> del prodotto ideato cinquant’anni fa anche in concorsi interregionale dove protagonisti sono i giovani chef degli istituti alberghieri.</p>



<p>Tutti gli aggiornamenti relativi al Capodanno Bizantino 2026 saranno pubblicati sui siti e canali social del Comune di Amalfi e di Visit Amalfi.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Anthony J. Izzo morto a 75 anni: Oliveto Citra piange l’ex capo della Polizia di New York</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/anthony-j-izzo-morto-a-75-anni-oliveto-citra-piange-lex-capo-della-polizia-di-new-york/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 08:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Oliveto Citra piange Anthony J. Izzo, ex capo della Polizia di New York e cittadino onorario del comune salernitano. Izzo è morto all’età di 75 anni, stroncato da un malore [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Oliveto Citra piange Anthony J. Izzo</strong>, ex capo della Polizia di New York e cittadino onorario del comune salernitano. Izzo è morto all’età di <strong>75 anni</strong>, stroncato da un malore improvviso mentre si trovava nella piscina della sua abitazione. Una scomparsa che ha suscitato profondo cordoglio anche nel paese campano al quale era legato dalle origini della sua famiglia.</p>



<p>Figura di primo piano nel settore della sicurezza nella Grande Mela, <strong>Anthony J. Izzo</strong> aveva infatti radici profondamente legate a Oliveto Citra, terra dalla quale era partito suo nonno prima di raggiungere gli Stati Uniti. Un legame mai dimenticato e coltivato nel corso degli anni nonostante la distanza.</p>



<p>Circa quindici anni fa il Comune aveva voluto rendere omaggio alla sua carriera e al rapporto con la comunità conferendogli la <strong>cittadinanza onoraria e le chiavi della città</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno a Oliveto Citra e il legame con le origini</h2>



<p>A invitarlo nel paese salernitano era stato l&#8217;allora sindaco <strong>Italo Lullo</strong>, permettendogli così di conoscere personalmente i luoghi delle proprie radici familiari. Per Izzo quel viaggio rappresentò un momento particolarmente significativo, trasformandosi in un incontro diretto con quella terra della quale aveva sentito parlare fin dall&#8217;infanzia attraverso i racconti del nonno e dei genitori.</p>



<p>Nel corso della sua lunga esperienza professionale nelle forze dell&#8217;ordine statunitensi, Izzo aveva raggiunto incarichi di grande prestigio, diventando una delle personalità di origine italiana distintesi nel campo della sicurezza a New York. Un percorso che richiamava idealmente quello di <strong>Joe Petrosino</strong>, storico simbolo della lotta alla criminalità e alla mafia nella polizia newyorkese, ucciso a Palermo nel 1909.</p>



<p>Dietro la carriera e gli incarichi ricoperti rimaneva però molto forte l&#8217;identità italiana. Izzo era <strong>profondamente orgoglioso delle proprie origini</strong> e aveva mantenuto nel tempo un rapporto particolare con Oliveto Citra e con le persone conosciute durante la sua visita in Campania.</p>



<p>Tra queste proprio l&#8217;ex sindaco Lullo, con il quale aveva conservato un rapporto di amicizia. Izzo manifestava spesso il desiderio di tornare nuovamente in paese per incontrare parenti e amici e riabbracciare le persone alle quali era rimasto legato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ricordo dell&#8217;ex sindaco Italo Lullo</h2>



<p>A ricordare oggi quella relazione è <strong>Italo Lullo</strong>, che sottolinea soprattutto il carisma e la semplicità dell&#8217;ex capo della Polizia di New York, oltre al suo attaccamento alla terra d&#8217;origine.</p>



<p>«Il legame che lo univa ad Oliveto lo esprimeva continuamente – ricorda con commozione Lullo –. È una delle personalità che più mi ha impressionato per il suo carisma e per la sua semplicità, ma soprattutto per quel forte attaccamento alla sua terra, alimentato dai ricordi che gli venivano raccontati dal nonno e dai genitori».</p>



<p>La morte di <strong>Anthony J. Izzo a 75 anni</strong> chiude così la storia personale e professionale di un uomo che aveva costruito la propria carriera negli Stati Uniti senza recidere il filo con le origini italiane.</p>



<p>Per <strong>Oliveto Citra</strong>, la sua figura resta legata alla cittadinanza onoraria, alle chiavi della città ricevute durante la visita di quindici anni fa e soprattutto a quel rapporto con la comunità che Izzo aveva continuato a custodire anche una volta tornato oltreoceano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anna La Croce al Festival nazionale di Voci nuove nel Cilento: ospite artistica e componente della giuria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/anna-la-croce-al-festival-nazionale-di-voci-nuove-nel-cilento-ospite-artistica-e-componente-della-giuria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 10:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[anna la croce]]></category>
		<category><![CDATA[festival nazionale voci nuove]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;importante esperienza artistica e professionale per Anna La Croce, giovane cantautrice pop e musicista calabrese, protagonista del 15° Festival Nazionale di Voci Nuove nel Cilento “Note e Giovani Promesse 2026”, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un&#8217;importante esperienza artistica e professionale per Anna La Croce, giovane cantautrice pop e musicista calabrese, protagonista del 15° Festival Nazionale di Voci Nuove nel Cilento “Note e Giovani Promesse 2026”, dove ha ricoperto il doppio ruolo di Ospite Artistica e Componente della Giuria.</p>



<p>La manifestazione, organizzata dall&#8217;Associazione Culturale L&#8217;Aurora in collaborazione con l&#8217;Associazione Musicale Silesia APS, sotto la direzione artistica e organizzativa del patron Michele Calabrese, ha riunito giovani talenti provenienti da diverse realtà, offrendo loro un&#8217;importante occasione di confronto e visibilità.</p>



<p>Anna La Croce ha preso parte alla semifinale del 7 agosto presso Agripaestum e alla finale del 10 agosto in Piazza Europa ad Ascea Marina, partecipando alla valutazione dei concorrenti e portando inoltre sul palco la propria musica.</p>



<p><strong>Anna La Croce ospite con i suoi inediti</strong></p>



<p>Nel corso della manifestazione Anna è stata anche ospite artistica, esibendosi con alcuni dei suoi brani inediti più rappresentativi: “La Mia Destinazione”, “Splendere” e “Ci Sono Anch&#8217;io”.</p>



<p>Canzoni attraverso le quali la giovane cantautrice racconta esperienze, emozioni e tematiche vicine alle nuove generazioni. Il suo percorso artistico è infatti caratterizzato anche dall&#8217;attenzione verso tematiche sociali come il bullismo, affrontate attraverso la musica con l&#8217;obiettivo di trasformare esperienze e difficoltà in messaggi di forza, consapevolezza e riscatto.</p>



<p>La musica diventa così per Anna non soltanto una forma di espressione, ma anche uno strumento per parlare ai giovani e affrontare argomenti importanti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-20-at-11.37.44-1-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-256980" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-20-at-11.37.44-1-1024x682.jpeg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-20-at-11.37.44-1-300x200.jpeg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-20-at-11.37.44-1-768x512.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-20-at-11.37.44-1.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Una giuria di professionisti presieduta da Ivana Rizzo</strong></p>



<p>A valutare i concorrenti è stata una giuria composta da professionisti provenienti dal mondo della musica, della formazione e dello spettacolo.</p>



<p>A presiedere la commissione è stata Ivana Rizzo, musicista, docente e laureata magistrale in pianoforte, impegnata nell&#8217;insegnamento presso diverse accademie.</p>



<p>Insieme alla presidente hanno fatto parte della giuria:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Adele D&#8217;Alessandro, cantante e vocalist, con studi di canto al Conservatorio e attività in gruppi pop e di musica etnica;</li>



<li>Angelo De Martino, attore, regista, scrittore e sceneggiatore, presidente dell&#8217;Associazione Idearte;</li>



<li>Anna La Croce, cantautrice pop e musicista, laureata al Conservatorio in Didattica della Musica;</li>



<li>Emilia De Vivo, diplomata al Conservatorio in pianoforte e discipline musicali e docente di musica;</li>



<li>Genni Criscuolo, patron del Festival “Canto per Te”, cantante e organizzatore di eventi;</li>



<li>Grazia Lancellotti, cantante di The Pop Voice Production.</li>
</ul>



<p>Una commissione eterogenea e qualificata, chiamata a valutare le nuove promesse del concorso nelle diverse categorie previste dal Festival.</p>



<p><strong>Un percorso tra musica, studio e insegnamento</strong></p>



<p>La presenza di Anna all&#8217;interno della giuria assume un significato particolare anche in relazione al suo percorso formativo.</p>



<p>Cantautrice, musicista e laureata in Didattica della Musica al Conservatorio, Anna ha sempre affiancato alla propria attività artistica un importante percorso di studio e formazione.</p>



<p>Per la precocità del suo percorso accademico e professionale, è stata presentata come la più giovane laureata in Italia e la più giovane insegnante in Italia, traguardi che hanno accompagnato la sua crescita nel mondo della musica e della formazione.</p>



<p>Il suo percorso rappresenta quindi un esempio di come talento artistico e formazione possano procedere insieme.</p>



<p><strong>Il Festival dedicato alle nuove voci</strong></p>



<p>Il concorso ha coinvolto 22 talenti per ciascuna delle due serate di prefinale, nelle categorie “Standard”, “Baby”, “Senior” e “Ragazzi”.</p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata anche agli inediti, inseriti nella competizione e valorizzati attraverso un riconoscimento destinato a chi si fosse distinto per qualità del testo e della musica.</p>



<p>Tra le opportunità previste per i concorrenti più meritevoli anche produzioni in sala di registrazione presso Cilento Record del maestro Nello Rizzo, oltre a possibili segnalazioni a talent show Rai e Mediaset attraverso i talent scout presenti.</p>



<p><strong>Michele Calabrese e la valorizzazione dei giovani talenti</strong></p>



<p>Il Festival è stato promosso dall&#8217;Associazione Culturale L&#8217;Aurora, in collaborazione con l&#8217;Associazione Musicale Silesia APS, con Michele Calabrese alla guida dell&#8217;organizzazione.</p>



<p>La manifestazione ha avuto come obiettivo quello di creare uno spazio concreto per i giovani artisti, mettendoli in contatto con professionisti e offrendo loro occasioni di crescita, confronto e visibilità.</p>



<p>La finalissima di Ascea Marina è stata presentata da Enza Ruggiero e Fabio Bacco, mentre il programma ha visto la partecipazione di numerosi ospiti e realtà artistiche.</p>



<p><strong>Un&#8217;esperienza certificata ufficialmente</strong></p>



<p>La partecipazione di Anna La Croce è stata inoltre certificata ufficialmente dalla Direzione artistica del Festival attraverso un&#8217;attestazione rilasciata l&#8217;11 agosto 2026, nella quale viene riconosciuto il suo doppio ruolo di Ospite Artistica e Componente della Giuria nella semifinale di Agripaestum e nella finale di Ascea Marina.</p>



<p>Per Anna La Croce, il Festival “Note e Giovani Promesse 2026” rappresenta dunque una nuova tappa di un percorso che unisce arte, formazione, insegnamento e impegno sociale.</p>
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		<title>Claudio David torna a Matonti e annuncia un libro sulle sue radici: «Il Cilento è fede, cultura e tradizione»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/claudio-david-torna-a-matonti-e-annuncia-un-libro-sulle-sue-radici-il-cilento-e-fede-cultura-e-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 10:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Laureana Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[claudio david]]></category>
		<category><![CDATA[matonti]]></category>
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					<description><![CDATA[Per lo showman Claudio David, il Ferragosto non è stato soltanto una giornata di festa, ma un vero e proprio ritorno alle origini. Da Roma, città in cui vive e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per lo showman Claudio David, il Ferragosto non è stato soltanto una giornata di festa, ma un vero e proprio ritorno alle origini. Da Roma, città in cui vive e lavora, Claudio ha scelto di raggiungere Matonti, frazione di Laureana Cilento, per trascorrere il 15 agosto insieme alla propria famiglia, riunitasi per l&#8217;occasione da diverse parti d&#8217;Italia. Una scelta dal forte valore affettivo, perché il Cilento rappresenta una parte importante della storia familiare di Claudio. </p>



<p>Sua madre, Ines Maria Corradino, e i nonni materni, Carmela e Pasquale, erano infatti cilentani. Tornare in questi luoghi significa dunque ritrovare non soltanto un territorio, ma anche una memoria familiare fatta di persone, tradizioni, profumi e ricordi. Il Ferragosto è stato vissuto nel modo più autentico: insieme. Una grande tavolata ha riunito parenti arrivati da varie parti d&#8217;Italia, trasformando il pranzo in un momento di condivisione, racconti, risate e ricordi. Una di quelle giornate in cui il tempo sembra rallentare e ci si ricorda quanto sia prezioso ritrovarsi attorno allo stesso tavolo. Tra le colline di Matonti, circondati da uliveti, fichi, fichi d&#8217;India e dalla bellezza del paesaggio cilentano, con lo sguardo che arriva fino al mare, la famiglia ha celebrato insieme il giorno dell&#8217;Assunzione di Maria al cielo, una ricorrenza profondamente radicata nella tradizione cristiana italiana e particolarmente sentita nelle comunità del territorio. </p>



<p>È proprio questo il significato che Claudio David ha voluto dare al suo Ferragosto: riscoprire il valore della famiglia e delle tradizioni, senza lasciare che la frenesia della vita moderna faccia dimenticare ciò che davvero unisce. E proprio pensando a questa eredità, Claudio annuncia anche un nuovo progetto editoriale che nascerà nei prossimi mesi. </p>



<p>«<em>Nei prossimi giorni inizierò la stesura di un libro</em> – racconta Claudio David – <em>nel quale voglio provare a tramandare ai lettori di tutte le generazioni la bellezza di ciò che ho vissuto da sempre in questi luoghi. Il Cilento per me è fede, cultura, natura, tradizione, ma anche divertimento, convivialità e quella capacità straordinaria di stare insieme che appartiene alla nostra gente. Vorrei raccontare tutto questo affinché chi leggerà possa conoscere e, magari, innamorarsi di un modo di vivere che rischia di essere dimenticato</em>». </p>



<p>Un libro che, nelle intenzioni di Claudio, non vuole essere soltanto un racconto personale, ma una sorta di testimonianza da consegnare alle nuove generazioni: la memoria di un territorio attraverso gli occhi di chi lo ha vissuto, respirato e amato fin dall&#8217;infanzia. In un&#8217;epoca in cui spesso si corre senza fermarsi, ritrovarsi tutti insieme diventa quasi un atto di resistenza alla solitudine e alla distanza. Una tavola apparecchiata, le persone care sedute una accanto all&#8217;altra, le storie che tornano a essere raccontate e le generazioni che si incontrano sono gesti semplici, ma capaci di custodire un patrimonio umano che non dovrebbe andare perduto. </p>



<p>Per Claudio, quel paesaggio ha anche il sapore della memoria. Tra quelle colline e quegli ulivi sembra riaffiorare il legame con sua madre Ines e con i nonni Carmela e Pasquale: una continuità affettiva che attraversa le generazioni e che trova nella famiglia il proprio punto di incontro. Roma rappresenta il presente, il lavoro, gli impegni e i progetti. Il Cilento rappresenta invece una parte dell&#8217;anima e delle radici. E così il Ferragosto diventa anche un viaggio dentro se stessi: tornare là dove sono cominciate alcune delle storie che hanno contribuito a costruire la propria identità. </p>



<p>Un momento di pausa prima di ripartire con nuovi impegni professionali. Tra questi, un appuntamento televisivo particolarmente atteso: il 18 agosto Claudio David sarà ospite di Emanuela Tittocchia, insieme a Roberto Giacobbo, nel programma “A casa di Emy”, in onda sul canale nazionale Alma TV. Un&#8217;estate, dunque, tra televisione, spettacolo e nuovi progetti, ma con una certezza che rimane immutata: le proprie radici non si dimenticano. E forse il modo più bello per onorarle è proprio questo: tornare a casa, sedersi a tavola con la propria famiglia e riscoprire, insieme, la bellezza delle cose semplici. A Matonti, nel cuore del Cilento, il Ferragosto di Claudio David è stato soprattutto questo: un abbraccio alle proprie origini, alla famiglia e alla tradizione.</p>
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		<title>A Niccolò Fabi il premio alla carriera Botteghe d’autore 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-niccolo-fabi-il-premio-alla-carriera-botteghe-dautore-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 15:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Albanella]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[botteghe d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[niccolò fabi]]></category>
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<p>Ci sono carriere che si misurano in dischi, concerti, classifiche e riconoscimenti. E poi ci sono quelle che, con il passare degli anni, finiscono per misurarsi soprattutto in quello che hanno lasciato nelle persone. Quella di Niccolò Fabi appartiene probabilmente alla seconda categoria.</p>



<p>Il 30 agosto il cantautore romano riceverà ad Albanella, in provincia di Salerno, il Premio alla Carriera Botteghe d’Autore 2026, in occasione della ventesima edizione della manifestazione dedicata alla canzone d’autore. Una scelta che arriva dopo quasi trent&#8217;anni di musica e che riconosce un percorso artistico capace di attraversare stagioni, linguaggi e trasformazioni senza perdere la propria identità.</p>



<p>Fabi salirà sul palco nella serata conclusiva del festival, dove, oltre al riconoscimento, proporrà al pubblico un mini-set acustico. Sarà un momento particolarmente significativo all&#8217;interno di una manifestazione che da vent&#8217;anni guarda alla canzone d&#8217;autore come a una forma di racconto, di ricerca e di incontro.</p>



<p>La storia musicale di Fabi è iniziata nel 1997, quando con <em>Capelli</em> si affaccia al grande pubblico attraverso Sanremo Giovani. Da allora il percorso è cambiato più volte. L&#8217;artista ha attraversato il pop, la scrittura d&#8217;autore, la dimensione più intima della canzone, fino a una ricerca musicale sempre più personale. Nel 2017 ha festeggiato i vent&#8217;anni di carriera con <em>Diventi Inventi 1997-2017</em>, mentre <em>Una somma di piccole cose</em> gli ha portato una nuova stagione di consenso e una Targa Tenco come miglior disco in assoluto.</p>



<p>Ma forse è proprio il tempo il filo più interessante della sua storia.</p>



<p>Perché Niccolò Fabi è uno di quegli artisti che hanno avuto la possibilità di cambiare insieme al proprio pubblico. Se all&#8217;inizio della carriera c&#8217;era la necessità di affermarsi, negli anni la sua musica ha progressivamente lasciato spazio a domande più profonde: il rapporto con gli altri, la fragilità, la perdita, la quotidianità, il valore delle piccole cose. Una scrittura che ha trovato nella maturità non un punto di arrivo, ma un nuovo modo di guardare il mondo.</p>



<p>E oggi il riconoscimento alla carriera arriva in un momento in cui Fabi continua a stare sul palco. Il calendario dell&#8217;estate 2026 lo vede impegnato in diverse date italiane, tra cui anche Zafferana Etnea e Agrigento, prima degli appuntamenti di settembre.</p>



<p>È questo forse il senso più interessante di un premio alla carriera: non necessariamente celebrare qualcosa che è finito, ma fermarsi per un momento a guardare la strada percorsa.</p>



<p>Ad Albanella, però, il riconoscimento a Fabi sarà anche parte di una storia più ampia. La ventesima edizione di Botteghe d&#8217;Autore quest&#8217;anno si intreccia con il Rotunnella Fest, manifestazione dedicata all&#8217;olio d&#8217;oliva e alla valorizzazione del territorio. Dal 28 al 30 agosto il centro storico di Albanella diventerà così un luogo di incontro tra musica, cultura, gastronomia e tradizioni locali.</p>



<p>È un accostamento solo apparentemente insolito: da una parte l&#8217;olio, prodotto della terra e della memoria; dall&#8217;altra la canzone d&#8217;autore, fatta di parole, suoni e memoria collettiva. Entrambi raccontano qualcosa che ha bisogno di tempo per maturare.</p>



<p>E forse è proprio qui che il premio a Niccolò Fabi trova il suo significato più bello.</p>



<p>Una carriera non è soltanto la somma degli anni trascorsi su un palco. È ciò che rimane quando quegli anni diventano parte della memoria di chi ascolta.</p>



<p>Il 30 agosto, ad Albanella, Fabi riceverà un premio per la strada già percorsa. Ma quella sera, davanti al pubblico, tornerà semplicemente a fare ciò che ha fatto per quasi trent&#8217;anni: prendere parole, silenzi e melodie e trasformarli in una storia da condividere.</p>



<p>(Foto Di Niccolò_Fabi.jpg Alessio Michelini from Barbara, Italyderivative work RanZag (talk) &#8211; Niccolò_Fabi.jpg, CC BY 2.0, httpscommons.wikimedia.orgwindex.phpcurid=16103021)</p>
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		<title>Luca Cordero di Montezemolo sceglie Acciaroli: tappa nel Cilento a bordo del suo yacht</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/luca-cordero-di-montezemolo-sceglie-acciaroli-tappa-nel-cilento-a-bordo-del-suo-yacht/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 13:43:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[acciaroli]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[montezemolo]]></category>
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					<description><![CDATA[Visita nel Cilento per Luca Cordero di Montezemolo, che nelle scorse ore ha fatto tappa ad Acciaroli, approdando nel porto turistico a bordo del suo yacht “Itama 75”. L&#8217;ex presidente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Visita nel Cilento per Luca Cordero di Montezemolo, che nelle scorse ore ha fatto tappa ad Acciaroli, approdando nel porto turistico a bordo del suo yacht “Itama 75”. L&#8217;ex presidente della Ferrari ha trascorso alcune ore nel borgo marinaro, passeggiando tra le caratteristiche stradine del centro storico e scegliendo uno dei ristoranti del paese per la cena. A chi l&#8217;ha fermato ha raccontato l&#8217;impressione positiva del borgo, di cui aveva un vago ricordo per una precedente tappa. La presenza di Montezemolo conferma il forte richiamo che Acciaroli continua a esercitare sul turismo di fascia alta e su personalità di primo piano del panorama nazionale e internazionale. Nelle scorse settimane, infatti, il borgo cilentano ha ospitato anche Giovanni Malagò, neo presidente della FIGC, giunto a bordo dello yacht &#8220;Joker&#8221;, e l&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman J. Fertitta, approdato con il superyacht Boardwalk durante il suo tour lungo le coste italiane. Visite che testimoniano come Acciaroli sia sempre più una meta apprezzata per la sua bellezza, la riservatezza e la qualità dell&#8217;accoglienza.</p>
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		<item>
		<title>Miss Universo Italia: Federica Noschese trionfa nella tappa di Vietri sul Mare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/miss-universo-italia-federica-noschese-trionfa-nella-tappa-di-vietri-sul-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 12:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Vietri sul Mare]]></category>
		<category><![CDATA[miss universo italia]]></category>
		<category><![CDATA[vietri sul mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Grande successo a Vietri sul Mare per la finale regionale di Miss Universo Italia, al termine della quale ha trionfato Federica Noschese, studentessa universitaria 19enne di Salerno. La giovane ha [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Grande successo a Vietri sul Mare per la finale regionale di Miss Universo Italia, al termine della quale ha trionfato Federica Noschese, studentessa universitaria 19enne di Salerno. La giovane ha conquistato giuria e pubblico per eleganza, carisma e presenza scenica, staccando così il pass per le fasi successive del prestigioso concorso di bellezza internazionale.</p>



<p>L&#8217;evento è stato promosso e organizzato dall’Associazione &#8220;In Campania&#8221; con il patrocinio del Comune di Vietri sul Mare e della Pro Loco ed ha visto una straordinaria partecipazione delle realtà associative del territorio. A rendere possibile la serata è stata infatti la sinergia con l’Associazione Ristoratori, l’Associazione Commercianti e l’associazione Vivere Vietri.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="684" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/miss-universe-vietri-1-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-255453" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/miss-universe-vietri-1-1024x684.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/miss-universe-vietri-1-300x200.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/miss-universe-vietri-1-768x513.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/miss-universe-vietri-1-1536x1027.jpg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/miss-universe-vietri-1.jpg 1616w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Una collaborazione a tutto tondo che ha trasformato la manifestazione in un importante momento di promozione turistica e valorizzazione per la perla della Costiera Amalfitana, confermando la capacità di fare rete tra le forze economiche, culturali e sociali della città.</p>



<p>Grande la soddisfazione espressa dalla giovane vincitrice salernitana, pronta a conciliare con impegno gli studi universitari e la strada nel mondo della moda, sostenuta dall&#8217;entusiasmo della comunità locale e degli organizzatori che hanno reso memorabile la tappa vietrese.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aldo Olivieri su Forbes: il racconto del Cilento che dai social arriva all’impresa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/aldo-olivieri-su-forbes-il-racconto-del-cilento-che-dai-social-arriva-allimpresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:07:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Aldo Olivieri finisce sulle pagine di Forbes Italia con la storia di un percorso nato dal digitale e cresciuto attraverso la valorizzazione delle identità locali. La rivista economica ha dedicato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Aldo Olivieri finisce sulle pagine di <em>Forbes Italia</em> con la storia di un percorso nato dal digitale e cresciuto attraverso la valorizzazione delle identità locali. <a href="https://forbes.it/2026/07/03/aldo-olivieri-e-la-fusilleria-che-racconta-del-cilento">La rivista economica ha dedicato un approfondimento al progetto dell’autore cilentano, raccontando il passaggio dai social alla nascita della Fusilleria Cilentana, un’iniziativa legata alla promozione delle eccellenze gastronomiche e culturali del territorio.&nbsp;</a></p>



<p class="p2">Al centro del racconto c’è “Il Mio Viaggio nel Cilento”, il progetto attraverso cui Olivieri ha raccontato per anni borghi, tradizioni, persone, prodotti e storie del territorio, costruendo una comunità digitale molto ampia attorno al Cilento. Un percorso che, secondo Forbes Italia, ha trasformato la comunicazione social in uno strumento di promozione culturale e turistica.&nbsp;</p>



<p class="p2">Dai contenuti online agli eventi sul territorio, il progetto si è poi ampliato con la nascita della Sagra delle Sagre Cilentane e con iniziative imprenditoriali dedicate all’accoglienza e alla valorizzazione delle produzioni locali. Tra queste anche la Fusilleria Cilentana, un format che punta a trasformare un simbolo della cucina cilentana, il fusillo, in un’esperienza gastronomica capace di raccontare storia e identità.&nbsp;</p>



<p class="p2">Un riconoscimento che premia un modello di comunicazione territoriale basato sul racconto diretto e sulla capacità di trasformare le storie locali in contenuti capaci di raggiungere un pubblico sempre più vasto.</p>



<p class="p2">«Il Cilento non è soltanto una destinazione da visitare – emerge dal percorso raccontato da <em>Forbes</em> – ma un patrimonio identitario da vivere e tramandare».&nbsp;</p>



<p class="p2">L’articolo di <em>Forbes Italia</em> inserisce così Aldo Olivieri tra le esperienze che hanno saputo utilizzare il digitale come leva per promuovere cultura, turismo e impresa partendo da un territorio periferico solo geograficamente. </p>
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		<item>
		<title>Forza Italia Azzurro donna: Sabrina Verrelli nominata coordinatrice comunale di Agropoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/forza-italia-azzurro-donna-sabrina-verrelli-nominata-coordinatrice-comunale-di-agropoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 10:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[forza italia azzurro donna]]></category>
		<category><![CDATA[sabrina verrelli]]></category>
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					<description><![CDATA[Forza Italia continua a investire sulle nuove generazioni e sulla valorizzazione della leadership femminile. Con questo spirito, Sabrina Verrelli è stata nominata Coordinatrice comunale di Azzurro Donna – Forza Italia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Forza Italia continua a investire sulle nuove generazioni e sulla valorizzazione della leadership femminile. Con questo spirito, Sabrina Verrelli è stata nominata Coordinatrice comunale di Azzurro Donna – Forza Italia di Agropoli (SA). La nomina è stata conferita dalla Coordinatrice provinciale di Azzurro Donna, Avv. Luisa Destobbeler, d&#8217;intesa con la Coordinatrice nazionale di Azzurro Donna, On. Catia Polidori, con il Coordinatore regionale di Forza Italia, On. Fulvio Martusciello, e con la Coordinatrice regionale di Azzurro Donna, Dott.ssa Carla Ciccarelli.</p>



<p>Classe 1997, Sabrina Verrelli è una giovane studentessa universitaria iscritta al corso di Giurisprudenza, da sempre animata da una forte passione per la politica, la geopolitica e l&#8217;impegno civico. Fin dai primi anni del suo percorso personale ha partecipato attivamente al mondo dell&#8217;associazionismo, maturando un&#8217;importante esperienza nel volontariato e nel servizio alla comunità.</p>



<p>Tre anni fa è entrata a far parte del Lions Club Agropoli &#8220;Faro del Cilento&#8221;, distinguendosi per dedizione, competenza e spirito di servizio. All&#8217;interno del sodalizio ha ricoperto incarichi di rilievo, tra cui quelli di Segretaria, Tesoriere e Vicepresidente, contribuendo in maniera significativa alla realizzazione di numerose iniziative benefiche e progetti a sostegno della comunità. Ha collaborato all&#8217;organizzazione di eventi rivolti al territorio, promuovendo i valori della solidarietà, dell&#8217;inclusione e della partecipazione attiva, oltre a sostenere campagne di sensibilizzazione sui temi sociali, ambientali e sanitari attraverso progetti mirati e attività di servizio.</p>



<p>La sua nomina rappresenta la volontà di Forza Italia e di Azzurro Donna di valorizzare giovani donne capaci, preparate e profondamente radicate nel territorio, pronte a mettere le proprie competenze al servizio della crescita politica e sociale della città di Agropoli.</p>



<p>A seguito della nomina, Sabrina Verrelli ha dichiarato:</p>



<p>«Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine per la fiducia che mi è stata accordata con la nomina a Coordinatrice cittadina di Azzurro Donna – Forza Italia di Agropoli.</p>



<p>Accolgo questo incarico con grande emozione, senso di responsabilità e determinazione. Per me rappresenta non solo un importante riconoscimento personale, ma soprattutto l&#8217;inizio di un percorso che affronterò con passione, impegno e spirito di servizio verso la nostra comunità.</p>



<p>Ringrazio i vertici provinciali, regionali e nazionali di Forza Italia e di Azzurro Donna per aver creduto in me e nelle mie capacità. La loro fiducia sarà uno stimolo costante a lavorare con serietà, ascolto e concretezza, mettendo sempre al centro le esigenze dei cittadini.</p>



<p>Credo fortemente nel valore del rinnovamento e nella forza delle nuove generazioni. È fondamentale coinvolgere sempre più giovani nella vita politica, offrendo loro spazi di partecipazione, idee e opportunità per contribuire alla crescita della nostra città. Allo stesso tempo, sarà mia priorità valorizzare il ruolo delle donne nella società e nelle istituzioni, promuovendo iniziative che favoriscano inclusione, partecipazione e pari opportunità.</p>



<p>Il mio impegno sarà quello di costruire una squadra aperta, dinamica e presente sul territorio, pronta ad ascoltare i cittadini e a trasformare le loro esigenze in proposte concrete per il futuro di Agropoli.</p>



<p>Sono convinta che, lavorando insieme, con entusiasmo e senso di appartenenza, potremo dare un contributo importante alla crescita della nostra comunità, nel segno dei valori di Forza Italia e di una politica fatta di dialogo, competenza e vicinanza alle persone.</p>



<p>Grazie ancora a tutti per la fiducia. Da oggi inizia un nuovo percorso che affronterò con entusiasmo, umiltà e la volontà di dare il massimo per Agropoli.»</p>



<p>La nomina di Sabrina Verrelli si inserisce nel percorso di rafforzamento della presenza di Azzurro Donna sul territorio cilentano, con l&#8217;obiettivo di promuovere una partecipazione sempre più ampia di giovani e donne alla vita politica e amministrativa, favorendo un confronto costante con il territorio e contribuendo alla costruzione di una comunità fondata sui valori della responsabilità, della competenza e del servizio ai cittadini.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giuseppe De Rosa secondo all’Ultra Norway Race: entra nella Hall of fame</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giuseppe-de-rosa-secondo-allultra-norway-race-entra-nella-hall-of-fame/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 10:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Ultra Norway Race]]></category>
		<category><![CDATA[ultramaratoneta giuseppe de rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono secondi posti che valgono più di una vittoria. Quello conquistato da Giuseppe De Rosa all’Ultra Norway Race racchiude tre risultati nello stesso traguardo: l’argento nella prova norvegese, il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono secondi posti che valgono più di una vittoria. Quello conquistato da Giuseppe De Rosa all’Ultra Norway Race racchiude tre risultati nello stesso traguardo: l’argento nella prova norvegese, il primato nel Roadsign Continental Challenge e un’impresa mai riuscita prima a nessun altro atleta.</p>



<p>Dopo 125 chilometri non-stop e oltre 7.000 metri di dislivello positivo tra le Alpi di Lyngen e Tromsø, De Rosa ha chiuso la gara al secondo posto, centrando il miglior risultato nelle sue quattro partecipazioni all’Ultra Norway Race.</p>



<p>Un risultato che assume un valore ancora maggiore considerando i due ritiri del 2022 e del 2024 e il ritorno alle competizioni dopo otto mesi segnati dagli infortuni.</p>



<p>Il secondo posto ottenuto a Tromsø assegna a De Rosa sei punti nella classifica del&nbsp;<strong>Roadsign Continental Challenge</strong>, sufficienti a consolidare la sua posizione al vertice del circuito internazionale di ultramaratone disputate nei cinque continenti.</p>



<p>Ma è il completamento del Continental a dare al risultato una dimensione storica.</p>



<p>Il circuito non si esaurisce in una singola gara e non premia soltanto chi riesce a vincere una tappa. Richiede continuità, capacità di gestione e la forza di affrontare prove estreme in cinque continenti diversi, distribuendo energie e risultati lungo un percorso che può durare diversi anni.</p>



<p>«<em>Puoi vincere una gara e perdere il viaggio</em>», spiega De Rosa. «<em>Se spendi tutto in una tappa rischi di compromettere quelle successive. Nel Continental non basta correre forte: bisogna trovare l’equilibrio e riuscire ad arrivare fino in fondo</em>».</p>



<p>Soltanto sei atleti erano riusciti a completare l’intero circuito. De Rosa era entrato in questo ristretto gruppo già nel 2019.</p>



<p><strong>Con il traguardo raggiunto in Norvegia diventa il primo atleta nella storia a completare il Continental per la seconda volta.</strong>&nbsp;E lo fa confermandosi anche al vertice della classifica generale, dopo i quattro successi consecutivi conquistati tra il 2022 e il 2025.</p>



<p>L’argento di Tromsø gli vale inoltre l’ingresso nella&nbsp;<strong>Hall of Fame di Canal Aventure</strong>, l’albo d’onore riservato agli atleti che, con i loro risultati, hanno lasciato un segno nella storia del circuito internazionale.</p>



<p>«<em>La Norvegia ci ha regalato molto più di un podio</em>», racconta De Rosa. «<em>Completare il Continental per la seconda volta ed entrare nella Hall of Fame dà un significato ancora più grande a questo risultato. È la dimostrazione che i limiti sono spesso soltanto nella nostra testa</em>».</p>



<p>Per l’ultramaratoneta di Sala Consilina, la prova norvegese diventa così il punto d’arrivo di un percorso costruito negli anni: un argento internazionale, il primato nel Continental Challenge e un posto nell’albo d’onore di Canal Aventure.</p>
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		<title>Giuseppe De Rosa riparte dalla Norvegia: nel mirino il quinto Roadsign continental challenge</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giuseppe-de-rosa-riparte-dalla-norvegia-nel-mirino-il-quinto-roadsign-continental-challenge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 12:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe de rosa]]></category>
		<category><![CDATA[roadsign continental challenge]]></category>
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<p>Il quattro volte campione del mondo Giuseppe De Rosa parte per la Norvegia con un nuovo obiettivo: conquistare per la quinta volta consecutiva il&nbsp;<strong>Roadsign Continental Challenge</strong>, il circuito internazionale di ultramaratone estreme disputato nei Cinque Continenti.</p>



<p>L’ultramaratoneta di Sala Consilina sarà l’unico italiano al via dell’<strong>Ultra Norway Race</strong>,<strong>&nbsp;in programma dal 24 al 26 luglio 2026 nelle Alpi di Lyngen,</strong>&nbsp;circa 350 chilometri a nord del Circolo polare artico. Ad attenderlo ci saranno 125 chilometri non-stop, circa 7.000 metri di dislivello positivo e altrettanti in discesa, con un tempo massimo complessivo di 48 ore.</p>



<p>De Rosa torna in gara dopo otto mesi segnati da una serie di infortuni che ne hanno condizionato la preparazione e interrotto la continuità costruita nelle ultime stagioni.</p>



<p>Dal 2022 al 2025 ha vinto quattro edizioni consecutive del Roadsign Continental Challenge, costruendo un primato senza precedenti nel circuito. In Norvegia proverà ad avviare la corsa verso il quinto successo consecutivo, senza considerare quanto già conquistato come un punto d’arrivo. «Alla soglia dei cinquant’anni voglio nuovamente mettermi in gioco. Non voglio sedermi sul divano e vivere del primato conquistato. Ho vinto quattro titoli consecutivi, ma voglio rimettere tutto in discussione e provare a conquistare il Roadsign Continental Challenge per la quinta volta».</p>



<p>Per Giuseppe De Rosa sarà la quarta partecipazione all’Ultra Norway Race. Nelle tre precedenti edizioni è riuscito a tagliare il traguardo una sola volta, nel 2018. Nel 2022 e nel 2024, invece, il percorso e le condizioni estreme della gara gli hanno impedito di raggiungere il traguardo.&nbsp; Con la Norvegia, De Rosa ha ancora un conto aperto. «Qui ho già perso due volte. Parto con paura e rispetto, ma anche con la voglia di battere la Norvegia e, prima ancora, me stesso. Dopo tanti mesi difficili non posso avere certezze. Posso soltanto tornare a provarci».</p>



<p>L’Ultra Norway Race attraversa le Alpi di Lyngen fino a Tromsø, tra montagne, vallate e fiordi, sotto la luce continua dell’estate artica. Negli ultimi chilometri i concorrenti raggiungeranno la Cattedrale Artica e attraverseranno il ponte della città prima dell’arrivo sul lungomare. Le condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente e rendere decisiva ogni scelta. La gara si svolge in autosufficienza alimentare. Gli atleti devono portare con sé cibo, abbigliamento tecnico e materiale di sicurezza, seguire la traccia GPS su un percorso non segnalato e rispettare i tempi previsti ai punti di controllo.</p>



<p>Giuseppe De Rosa sarà l’unico atleta italiano al via dell’Ultra Norway Race 2026. Affronterà la competizione individualmente, senza una squadra e senza compagni con cui condividere navigazione, ritmo e strategie. «Parto da solo e senza compagni con cui condividere la gara. Questo aumenta le difficoltà, perché non avrò nessuno con cui confrontare le scelte nei momenti più duri. Ma è anche il senso di questa sfida: misurarmi nuovamente con il mio corpo, con la montagna e con una gara che conosco e rispetto».</p>



<p>Il&nbsp;<strong>Roadsign Continental Challenge</strong>&nbsp;assegna punti attraverso ultramaratone disputate nei Cinque Continenti. Al termine della stagione il titolo viene attribuito all’atleta che ha ottenuto il miglior punteggio complessivo nelle diverse prove. De Rosa ha conquistato il circuito nelle edizioni 2022, 2023, 2024 e 2025. La tappa norvegese rappresenterà il primo banco di prova dopo il lungo stop e una delle gare più insidiose della nuova corsa al titolo.</p>



<p>La partecipazione di Giuseppe De Rosa all’Ultra Norway Race è sostenuta da&nbsp;<strong>Foot Space – L’universo delle scarpe da lavoro</strong>.</p>



<p>La partenza è prevista venerdì 24 luglio. «<em>Il primo obiettivo è tornare a sentirmi un atleta e raggiungere il traguardo. Poi penserò alla classifica e al quinto titolo. Non so se ci riuscirò, ma so che non voglio smettere di provarci</em>».</p>



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		<title>Gabriele Renzi firma con la Salernitana: il bomber 2011 giocherà nell’Under 16</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gabriele-renzi-firma-con-la-salernitana-il-bomber-2011-giochera-nellunder-16/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele renzi]]></category>
		<category><![CDATA[salernitana under 16]]></category>
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					<description><![CDATA[Gabriele Renzi, attaccante, classe 2011, entra a far parte della Salernitana Under 16. Il giovanissimo attaccante, originario di Prignano Cilento, si è messo l’anno scorso in mostra con la maglia [...]]]></description>
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<p>Gabriele Renzi, attaccante, classe 2011, entra a far parte della Salernitana Under 16. Il giovanissimo attaccante, originario di Prignano Cilento, si è messo l’anno scorso in mostra con la maglia del Benevento nei Giovanissimi Nazionali Under 1, girone C, realizzando 16 gol. </p>



<p>Con la maglia giallorossa ha raggiunto i quarti nella fase per raggiungere il titolo di Campione d’Italia. Il giovane Renzi ha firmato nelle scorse ore per i granata (in foto con il responsabile Cristoforo Barbato) e l’anno prossimo farà parte dell’Under 16. Continua, dunque, il percorso di crescita per Gabriele Renzi, cresciuto nell’Academy F6 di Salvatore Fresi, che si sta già distinguendo per le qualità tecniche e fisiche, oltre ovviamente a un grande fiuto per il gol.</p>
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		<title>Successo a Foggia per la sarnese Ines Adiletta: secondo posto al premio letterario contro la violenza sui minori </title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/successo-a-foggia-per-la-sarnese-ines-adiletta-secondo-posto-al-premio-letterario-contro-la-violenza-sui-minori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 11:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[poetessa ines adiletta]]></category>
		<category><![CDATA[premio letterario]]></category>
		<category><![CDATA[sarno]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sui minori]]></category>
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<p>Ci sono silenzi che fanno rumore, parole capaci di squarciare l&#8217;indifferenza e versi che si fanno carico del dolore più indicibile, restituendo dignità e ascolto a chi non ha voce. È lungo questo solco di profonda responsabilità civile e sensibilità artistica che si colloca il prestigioso riconoscimento attribuito lo scorso 20 giugno alla poetessa sarnese Ines Adiletta, che a Foggia ha conquistato il secondo premio per la poesia (Sezione B &#8211; Violenza Minori) nella VII edizione del premio internazionale di letteratura e arti visive &#8220;Ciò che Caino non sa&#8221;, organizzato dall&#8217;Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche con l&#8217;alto patrocinio delle massime cariche dello Stato.</p>



<p>Il componimento premiato, intitolato &#8220;Mani piccole d’inverno&#8221;, affronta con straordinaria delicatezza e fermezza una realtà drammatica e troppo spesso sommersa: la violenza e l&#8217;abuso sui minori. L&#8217;opera è riuscita a toccare le corde più profonde della commissione giudicatrice, distinguendosi per la capacità di tradurre in arte un impegno etico e umano imprescindibile.</p>



<p>La giuria, attraverso la nota critica a cura di Laura Pavia, ha così motivato il premio, cogliendo l&#8217;essenza più profonda della lirica: «La poesia consegna al lettore la rabbia dell’impotenza che ferisce un bambino, caricando così la scrittura della responsabilità di una sofferenza che non si esaurisce nel tempo, ma prosegue nel disagio di un futuro che ha imparato il silenzio».</p>



<p>Un riconoscimento che va ben oltre il semplice valore accademico e che certifica il potere della parola scritta come specchio e coscienza della società. Visibilmente commossa ed emozionata, l&#8217;autrice ha voluto condividere il senso profondo di questo traguardo, sottolineando la natura intima e al contempo collettiva dell&#8217;ispirazione poetica. «Ho vissuto un momento davvero speciale e sono felice, emozionata e profondamente grata», ha dichiarato Ines Adiletta. «<em>Quando scriviamo, spesso lo facciamo nel silenzio, senza sapere dove arriveranno le nostre parole. Sapere che queste parole hanno trovato ascolto e riconoscimento è una grande soddisfazione. Ma ciò che mi ha emozionato maggiormente è stata la motivazione del premio. Leggerla mi ha fatto capire che la giuria ha colto il senso più profondo della mia poesia: dare voce a un’infanzia ferita, raccontare quella sofferenza che spesso resta nascosta e quel silenzio che può accompagnare il dolore dei bambini anche nel loro futuro</em>».</p>



<p>La poetessa sarnese ha poi rimarcato il ruolo sociale dell&#8217;arte: «<em>La poesia affronta un tema doloroso e delicato, una realtà che non dovrebbe mai essere ignorata. Per questo il riconoscimento assume per me un significato ancora più grande: è la conferma che la poesia può essere non solo espressione artistica, ma anche strumento di riflessione, sensibilizzazione e responsabilità umana. Ringrazio l’Accademia, la giuria, la presidente del premio Maria Teresa Infante La Marca, il presidente di commissione, Massimo Massa, e tutti coloro che credono nel valore della cultura e della parola. Dedico questa gioia a tutti i bambini che hanno diritto a crescere nell’amore, nel rispetto e nella serenità</em>».</p>
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		<title>La foto che unisce due generazioni: la vera storia dello scatto del 2007 con Messi e il piccolo Lamine Yamal</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-foto-che-unisce-due-generazioni-la-vera-storia-dello-scatto-del-2007-con-messi-e-il-piccolo-lamine-yamal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 11:47:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[messi yamak]]></category>
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					<description><![CDATA[Una foto scattata nel 2007 è diventata, anni dopo, una delle immagini più iconiche del calcio. Lo scatto mostra un ventenne Lionel Messi mentre tiene in braccio e fa il [...]]]></description>
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<p>Una foto scattata nel 2007 è diventata, anni dopo, una delle immagini più iconiche del calcio. Lo scatto mostra un ventenne <strong>Lionel Messi</strong> mentre tiene in braccio e fa il bagnetto a un neonato: quel bambino è <strong>Lamine Yamal</strong>, oggi tra i talenti più brillanti del calcio mondiale.</p>



<p>La fotografia è autentica e fu realizzata dal fotografo <strong>Joan Monfort</strong> durante una campagna benefica organizzata dal quotidiano <em>Sport</em>, dalla Fondazione FC Barcelona e dall&#8217;UNICEF. Le famiglie partecipanti vennero abbinate casualmente ai giocatori del Barcellona e, per una straordinaria coincidenza, il piccolo Yamal fu fotografato proprio con Messi.</p>



<p>Per quasi diciassette anni l&#8217;immagine rimase sconosciuta. Tornò alla ribalta nel 2024, quando il padre di Lamine Yamal la pubblicò sui social mentre il figlio stava incantando gli Europei con la Spagna. Da quel momento la foto fece il giro del mondo.</p>



<p>Oggi quello scatto è considerato il simbolo del passaggio di testimone tra due generazioni: da Lionel Messi, uno dei più grandi calciatori di sempre, a Lamine Yamal, il talento destinato a guidare il futuro del Barcellona e del calcio internazionale.</p>



<p>Foto: <a href="https://aristeguinoticias.com/1007/deportes/es-real-la-foto-de-messi-banando-a-lamine-yamal-esta-es-la-historia/">https://aristeguinoticias.com/1007/deportes/es-real-la-foto-de-messi-banando-a-lamine-yamal-esta-es-la-historia/</a></p>
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		<item>
		<title>Cilento-Germania, andata e ritorno: partì giovanissimo da Morigerati, ai 70 anni invita tutto il paese</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-germania-andata-e-ritorno-parti-giovanissimo-da-morigerati-ai-70-anni-invita-tutto-il-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 09:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha lasciato Morigerati cinquantadue anni fa, quando aveva appena diciotto anni. Una famiglia numerosa, la necessità di lavorare e il desiderio di costruirsi un futuro lo portarono a fare le [...]]]></description>
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<p class="p1">Ha lasciato Morigerati cinquantadue anni fa, quando aveva appena diciotto anni. Una famiglia numerosa, la necessità di lavorare e il desiderio di costruirsi un futuro lo portarono a fare le valigie e a partire per la Germania, come tanti giovani del Sud in quegli anni. Da allora, <strong>Pasquale Stoduto</strong> ha costruito la sua vita a Geislingen, dove oggi é proprietario di un’importante e rinomata gelateria.</p>



<p class="p3">Eppure, nonostante una vita costruita lontano dall’Italia, le sue radici sono rimaste ben salde. Pasquale non ha mai smesso di tornare a Morigerati per trascorrere le vacanze e ritrovare gli affetti di sempre. A <strong>Geislingen</strong>, città a una cinquantina di chilometri da Stoccarda, vive inoltre una piccola comunità di emigrati provenienti da Morigerati e soprattutto da Sicilì.</p>



<p class="p3">Quest’anno, in occasione del suo settantesimo compleanno, ha voluto festeggiare proprio a Morigerati, il paese che gli ha dato i natali. Ma c’è un particolare che rende questa storia ancora più bella. Pasquale Stoduto ha voluto che a condividere con lui questo traguardo ci fossero tutte le circa 200 anime del piccolo borgo cilentano. Non solo parenti e amici più stretti, dunque, ma un intero paese.</p>



<p class="p3">La risposta non si è fatta attendere: centinaia di persone, anche dei paesi vicini, come Santa Marina, Casaletto Spartano e Sanza, hanno preso parte alla festa, durante la quale non sono mancate le sorprese organizzate dai familiari e dagli amici, tra emozioni e ricordi. A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera ci hanno pensato anche i fuochi d’artificio, che hanno illuminato il cielo e chiuso una serata destinata a rimanere nel cuore di molti.</p>



<p class="p3">Per l’occasione, anche l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Guido Florenzano ha voluto ringraziare Pasquale Stoduto una targa celebrativa, quale segno di riconoscenza per il profondo legame mantenuto con la sua terra d’origine.</p>



<p class="p3">Pasquale, partito giovane con una valigia piena di speranze, tornato con una vita costruita e un paese intero pronto ad abbracciarlo.</p>
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		<title>Claudio Bisio, il ritorno da protagonista: Castellabate gli consegna la cittadinanza onoraria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/claudio-bisio-il-ritorno-da-protagonista-castellabate-gli-consegna-la-cittadinanza-onoraria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 09:05:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza onoraria]]></category>
		<category><![CDATA[claudio bisio]]></category>
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					<description><![CDATA[Da protagonista di uno dei film che hanno cambiato il destino turistico di Castellabate a cittadino onorario del borgo cilentano. Claudio Bisio ha ricevuto ieri sera il prestigioso riconoscimento nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da protagonista di uno dei film che hanno cambiato il destino turistico di Castellabate a cittadino onorario del borgo cilentano. Claudio Bisio ha ricevuto ieri sera il prestigioso riconoscimento nel corso di un Consiglio comunale straordinario ospitato nella suggestiva cornice del Castello dell&#8217;Abate. Un atto simbolico con cui l&#8217;amministrazione comunale ha voluto celebrare un rapporto nato nel 2010 sul set di &#8220;Benvenuti al Sud&#8221; e consolidatosi negli anni fino al ritorno, in queste settimane, per le riprese del sequel &#8220;Bentornati al Sud&#8221;. </p>



<p>Accolto da un lungo applauso, Bisio non ha nascosto l&#8217;emozione per un riconoscimento che, ha raccontato, attendeva da tempo. Nel suo intervento ha ricordato il profondo legame costruito con Castellabate e con i suoi abitanti, descritti come &#8220;generosi e discreti&#8221;, capaci di farlo sentire a casa fin dal primo giorno di riprese. Un affetto rimasto immutato negli anni e che, secondo l&#8217;attore, rappresenta l&#8217;autenticità di un territorio capace di crescere senza perdere la propria identità. &#8220;Avevo il timore che il successo del film potesse cambiare questo luogo, invece Castellabate è riuscita a conservare la sua anima&#8221;, ha osservato. </p>



<p>Alla cerimonia hanno partecipato anche il regista Luca Miniero e parte del cast di &#8220;Bentornati al Sud&#8221;, impegnato in questi giorni sul territorio. Tra i più applauditi Alessandro Siani, che insieme a Bisio ha regalato al pubblico il momento più leggero della serata. Tra ironia, ricordi del primo film e battute improvvisate, i due hanno dato vita a uno sketch che ha strappato sorrisi e applausi, chiudendo l&#8217;evento in un clima di festa. Con la cittadinanza onoraria, Claudio Bisio entra ufficialmente nella storia di Castellabate. Un riconoscimento che va oltre il valore simbolico e rende omaggio all&#8217;uomo e all&#8217;artista che, con il personaggio di Alberto Colombo, ha contribuito a far conoscere il borgo ben oltre i confini nazionali, trasformandolo in una delle destinazioni più rappresentative del turismo cinematografico italiano.</p>
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		<title>Da Principessa Costanza a presidente della pro loco Teggiano: la favola di Concettamaria Cantelmi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-principessa-costanza-a-presidente-della-pro-loco-teggiano-la-favola-di-concettamaria-cantelmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[principessa costanza]]></category>
		<category><![CDATA[pro loco teggiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono storie che sembrano scritte dal destino. Storie che il tempo costruisce poco alla volta, anno dopo anno. Come quella di Concettamaria Cantelmi: trent&#8217;anni fa fu la prima ragazza a indossare gli abiti di Costanza da [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono <strong>storie</strong> che sembrano scritte dal <strong>destino</strong>. Storie che il <strong>tempo</strong> costruisce poco alla volta, anno dopo anno. Come quella di <strong>Concettamaria Cantelmi</strong>: trent&#8217;anni fa fu la prima ragazza a indossare gli abiti di <strong>Costanza da Montefeltro</strong> nella rievocazione storica <strong>&#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" width="727" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-727x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-252557" style="aspect-ratio:0.7097591888466414;width:281px;height:auto" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-727x1024.jpeg 727w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-213x300.jpeg 213w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-768x1082.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-1090x1536.jpeg 1090w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-1454x2048.jpeg 1454w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/CONCETTAMARIA-CANTELMI-PRINCIPESSA-COSTANZA-1997-1-scaled.jpeg 1817w" sizes="(max-width: 727px) 100vw, 727px" /></figure>



<p>Oggi, alla vigilia della <strong>31ª edizione</strong> della manifestazione, è stata chiamata a guidare la <strong>Pro Loco Teggiano</strong>. Una <strong>favola nella favola</strong>. La <strong>Principessa Costanza</strong> è diventata <strong>regina</strong>. L&#8217;elezione di <strong>Concettamaria Cantelmi</strong> alla presidenza della <strong>Pro Loco Teggiano</strong> rappresenta un momento particolarmente significativo nella storia dell&#8217;associazione. Non solo perché è la <strong>prima donna</strong> a ricoprire questo incarico nei trentun anni di vita della manifestazione, ma anche perché il suo percorso personale si intreccia con quello di un evento che ha contribuito a far crescere sin dalle sue origini, ricoprendo nel tempo numerosi ruoli fino ad arrivare oggi alla guida dell&#8217;associazione.</p>



<p>Per&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>, però, quella che oggi si apre non è una pagina completamente nuova. In questi trent&#8217;anni ha vissuto&nbsp;<strong>&#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;</strong>&nbsp;praticamente da ogni prospettiva possibile: dalla prima interpretazione della principessa alle attività organizzative, all&#8217;allestimento delle taverne, al ruolo di tesoriera, fino ad arrivare oggi alla guida della Pro Loco.&nbsp;<em>&#8220;È una grandissima emozione -ammette Concettamaria Cantelmi- ma soprattutto sento un forte senso di responsabilità. È un impegno importante, che accolgo con entusiasmo. In questi trent&#8217;anni ho ricoperto tanti ruoli all&#8217;interno della Pro Loco, ma questo rappresenta un vero cambio di registro e una responsabilità che sicuramente trent’anni fa non mi aspettavo&#8221;.</em></p>



<p>Il primo pensiero della nuova presidente è rivolto, però, a chi ha contribuito a costruire, anno dopo anno, quella che oggi è una delle più importanti rievocazioni storiche del Mezzogiorno.&nbsp;<em>&#8220;Prima di tutto desidero rivolgere un sincero ringraziamento a tutte le persone che, in questi oltre trent&#8217;anni, hanno contribuito con il proprio impegno a far diventare&nbsp;<strong>&#8216;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8217;</strong>&nbsp;la manifestazione che conosciamo oggi. È un patrimonio costruito nel tempo da tanti volontari, collaboratori e dirigenti della Pro Loco, ai quali va tutta la mia riconoscenza. Nel raccogliere questa importante eredità, il mio pensiero va in particolare a tutti i presidenti che mi hanno preceduto alla guida dell&#8217;associazione e che hanno lasciato un segno nel percorso di crescita della manifestazione. L&#8217;ultimo di loro è stato&nbsp;<strong>Biagio Matera</strong>, che ha guidato la Pro Loco negli ultimi anni con grande impegno e dedizione&#8221;.</em></p>



<p>C&#8217;è una frase che racconta meglio di ogni altra il rapporto speciale che lega la nuova presidente della Pro Loco alla manifestazione simbolo di Teggiano:&nbsp;<em>&#8220;Quando parlo della&nbsp;<strong>Principessa Costanza</strong>, io mi rivolgo a Costanza come se fosse una persona che conosco. È un personaggio con cui convivo da trent&#8217;anni. Per questo il mio approccio è molto semplice: dobbiamo organizzare questa manifestazione come se stessimo preparando una festa per una persona a cui vogliamo bene&#8221;.</em></p>



<p>Comincia quindi una nuova sfida che&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>&nbsp;affronta con uno spirito ben preciso: quello del&nbsp;<strong>lavoro di squadra</strong>.&nbsp;<em>&#8220;Non mi soffermerei sul fatto di essere la&nbsp;<strong>prima donna</strong>&nbsp;a ricoprire questo incarico. Certamente è un elemento significativo, ma credo che il valore più grande sia un altro:&nbsp;<strong>essere la presidente di una</strong>&nbsp;<strong>squadra</strong>. Il nuovo&nbsp;<strong>Consiglio di Amministrazione</strong>&nbsp;è composto da uomini e donne che porteranno sensibilità diverse, ma il nostro obiettivo sarà quello di lavorare insieme, come è sempre accaduto nella storia della&nbsp;<strong>Pro Loco</strong>&#8220;.</em></p>



<p>Il rinnovo del&nbsp;<strong>Consiglio di Amministrazione</strong>&nbsp;è avvenuto a poche settimane dall&#8217;evento più importante dell&#8217;anno, con la macchina organizzativa della&nbsp;<strong>31ª edizione di &#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;</strong>&nbsp;già pienamente in movimento.&nbsp;<em>&#8220;Stiamo vivendo -sottolinea la presidente- una fase di rodaggio mentre organizziamo contemporaneamente la manifestazione. È forse la prima volta che accade una situazione del genere e questo significa lavorare con ritmi molto intensi. Fortunatamente molti meccanismi sono ormai consolidati e possiamo contare su una squadra affiatata&#8221;.</em></p>



<p>Dietro il successo della rievocazione storica, sottolinea la presidente, c&#8217;è soprattutto una comunità che da oltre trent&#8217;anni lavora con passione. “<em>È una famiglia enorme -evidenzia- composta da soci, volontari, figuranti e collaboratori. Se questa manifestazione continua a vivere e a crescere è perché ci sono persone che, ogni anno, mettono a disposizione tempo, competenze e passione. Sono loro l&#8217;<strong>anima</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>cuore pulsante</strong>&nbsp;della manifestazione. A loro si affiancano il sostegno costante dell&#8217;<strong>Amministrazione comunale</strong>&nbsp;e quello fondamentale della&nbsp;<strong>Regione Campania</strong>, che negli anni non hanno mai fatto mancare la loro vicinanza&#8221;.</em></p>



<p>Guardando al futuro, la nuova presidente immagina un’ulteriore crescita, frutto della capacità di innovazione che ha sempre caratterizzato “Alla Tavola della Principessa Costanza” ma anche del recupero delle intuizioni che hanno segnato la nascita della manifestazione.&nbsp;<em>&#8220;Negli anni -ricorda- siamo cresciuti tantissimo, raggiungendo livelli organizzativi e qualitativi straordinari. Oggi vorremmo recuperare anche alcune intuizioni delle origini, riscoprire lo spirito con cui tutto è cominciato e riportare alla luce tradizioni e aspetti che meritano di essere valorizzati. Sarà un percorso graduale, ma è la direzione nella quale vogliamo andare&#8221;.</em></p>



<p>Lo sguardo di&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong>nuovo CdA</strong>&nbsp;va anche oltre l&#8217;appuntamento dell&#8217;11, 12 e 13 agosto. L&#8217;obiettivo è rafforzare sempre di più il ruolo della&nbsp;<strong>Pro Loco Teggiano</strong>&nbsp;nella promozione del territorio durante tutto l&#8217;anno.&nbsp;<em>&#8220;Oggi il ruolo delle&nbsp;<strong>Pro Loco</strong>&nbsp;è cambiato profondamente. Non siamo più soltanto volontari che danno una mano nell&#8217;organizzazione degli eventi. Siamo chiamati a essere protagonisti della&nbsp;<strong>promozione turistica</strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>valorizzazione del territorio</strong>.&nbsp;<strong>“Alla Tavola della Principessa Costanza”</strong>&nbsp;deve continuare a essere il nostro evento simbolo, ma anche il punto di partenza di un percorso fatto di iniziative e appuntamenti distribuiti durante tutto l&#8217;anno&#8221;.</em></p>



<p>L&#8217;appuntamento, naturalmente, resta quello che ogni estate richiama decine di migliaia di visitatori nel centro storico di Teggiano:&nbsp;<em>&#8220;Come accade da trent&#8217;anni -conclude la presidente della Pro Loco Teggiano-&nbsp;<strong>vi aspettiamo l&#8217;11, il 12 e il 13 agosto</strong>&nbsp;in questo scenario unico. E sono certa che, se verrete a Teggiano in quelle tre sere,&nbsp;<strong>non vorrete più andare via</strong>&#8220;.</em></p>



<p>La&nbsp;<strong>favola</strong>&nbsp;continua. Cambiano i protagonisti, cambiano i ruoli, ma resta immutato lo spirito di una manifestazione che da oltre trent&#8217;anni racconta la storia di Teggiano. Oggi&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>&nbsp;non indossa più l&#8217;abito di&nbsp;<strong>Costanza da Montefeltro</strong>. Da quella stessa storia, però, raccoglie con determinazione il testimone con la responsabilità di guidare la&nbsp;<strong>Pro Loco Teggiano</strong>&nbsp;verso una nuova stagione.</p>
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		<title>L&#8217;Atletica Agropoli sul tetto d&#8217;Italia: Daniele Orlando campione italiano U20 nei 100 metri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 12:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[atletica agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[daniele orlando]]></category>
		<category><![CDATA[u20 100 metri]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atletica Agropoli continua a scrivere pagine di storia. Ai Campionati Italiani Under 20 di Caorle, Daniele Orlando conquista il titolo italiano dei 100 metri, al termine di un percorso impeccabile [...]]]></description>
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<p>L&#8217;Atletica Agropoli continua a scrivere pagine di storia. Ai Campionati Italiani Under 20 di Caorle, Daniele Orlando conquista il titolo italiano dei 100 metri, al termine di un percorso impeccabile che lo consacra come il velocista più forte d&#8217;Italia della categoria.</p>



<p>Il cammino verso l&#8217;oro è stato una continua dimostrazione di forza e crescita. Daniele ha aperto la manifestazione vincendo la propria batteria in 10&#8243;88, per poi imporsi anche nella semifinale con un eccellente 10&#8243;62. In finale è arrivata la prestazione che vale una carriera: 10&#8243;50 con vento contrario (-1.7 m/s), tempo che gli ha consegnato la medaglia d&#8217;oro e il titolo di Campione Italiano Under 20.</p>



<p>Un risultato che premia il talento dell&#8217;atleta, ma soprattutto un percorso fatto di sacrifici, determinazione e scelte importanti. Da febbraio, infatti, Daniele ha intrapreso una nuova fase della propria carriera, dividendosi tra gli allenamenti a Napoli e Roma e gli impegni scolastici, senza mai perdere di vista l&#8217;obiettivo di crescere ai massimi livelli.</p>



<p>I complimenti per il risultato raggiunto vanno anche al tecnico Kevin Ojiaku che da febbraio lo segue con il suo team nel centro sportivo delle Fiamme Gialle.</p>



<p>Grande soddisfazione nelle parole del presidente dell&#8217;Atletica Agropoli, Angelo Palmieri, che ha seguito con emozione ogni fase della competizione.</p>



<p>«È fantastico avere un atleta di questo calibro tra le nostre fila. Eravamo tutti incollati agli schermi per seguirlo in ogni momento di questa straordinaria impresa. Questo risultato lo proietta verso i Campionati Mondiali Under 20 di Eugene, in Oregon, negli Stati Uniti. Attendiamo soltanto l&#8217;ufficialità della convocazione, ma sarebbe un traguardo eccezionale non solo per Daniele, bensì per tutta la nostra società e per il territorio che rappresentiamo.»</p>



<p>La gioia del titolo lascia però già spazio ai prossimi obiettivi, come racconta lo stesso Daniele Orlando.</p>



<p>«Essere di nuovo Campione d&#8217;Italia ha un peso non indifferente, soprattutto per chi, come me, da febbraio ha deciso di cambiare tutto, allenandosi tra Napoli e Roma senza mai trascurare la scuola. Sto dedicando tutto me stesso a questo sport e le soddisfazioni stanno arrivando. Ringrazio il mio staff, che ha sempre creduto in me, il gruppo di allenamento e soprattutto la mia famiglia: senza di loro nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Adesso la testa è già rivolta a Eugene, per i Mondiali Under 20. Cercherò di migliorarmi senza remore, dando tutto e continuando a lavorare dalla mattina alla sera, come ho sempre fatto.»</p>



<p>Tra i nostri atleti a Caorle anche Marco Cavallaro, che chiude il suo salto con l’asta con la misura di 4.40. L’atleta, allenato da Agostino Scebi, si conferma tra i top10 in Italia eguagliando il suo personale stagionale.</p>



<p></p>
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		<title>Acciaroli, 17enne si tuffa tra le onde e salva un bagnante e un collega in difficoltà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 09:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[acciaroli]]></category>
		<category><![CDATA[bagnino]]></category>
		<category><![CDATA[salvato bagnante]]></category>
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					<description><![CDATA[Un intervento coraggioso che ha evitato conseguenze ben più gravi quello avvenuto nella giornata di ieri sul litorale di Acciaroli. Protagonista è Stefano Maio, 17 anni, bagnino in servizio presso [...]]]></description>
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<p>Un intervento coraggioso che ha evitato conseguenze ben più gravi quello avvenuto nella giornata di ieri sul litorale di Acciaroli. Protagonista è Stefano Maio, 17 anni, bagnino in servizio presso il lido “Il Giglio Marino”.</p>



<p>Il giovane, accortosi che un bagnante si trovava in seria difficoltà a causa del mare particolarmente agitato, ha visto intervenire un altro assistente bagnanti, in servizio nello stabilimento balneare adiacente. Durante le operazioni di soccorso, però, anche quest’ultimo si è trovato in una situazione di pericolo, messo in difficoltà dalla forza delle onde.</p>



<p>Senza perdere tempo, Stefano Maio si è lanciato in acqua, affrontando il mare mosso con sangue freddo e grande determinazione. Grazie al suo intervento è riuscito a raggiungere entrambi e a condurli in salvo, evitando che la situazione potesse degenerare.</p>



<p>L’episodio ha suscitato apprezzamento tra i presenti, che hanno assistito alle operazioni di salvataggio. Un gesto di coraggio e altruismo che mette in evidenza la preparazione e il senso del dovere del giovane bagnino, appena diciassettenne, intervenuto con prontezza in un momento di estrema difficoltà.</p>
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		<title>Dal municipio ai campi della Serie C: il sindaco Bruno Tierno promosso nella CAN C</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-municipio-ai-campi-della-serie-c-il-sindaco-bruno-tierno-promosso-nella-can-c/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Angelo a Fasanella]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
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					<description><![CDATA[Di giorno guida l’amministrazione comunale di Sant’Angelo a Fasanella, nel cuore degli Alburni, e nel tempo libero continua a coltivare la passione che lo accompagna da anni: quella per l’arbitraggio. [...]]]></description>
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<p>Di giorno guida l’amministrazione comunale di Sant’Angelo a Fasanella, nel cuore degli Alburni, e nel tempo libero continua a coltivare la passione che lo accompagna da anni: quella per l’arbitraggio. Ora, per <strong>Bruno Tierno</strong>, arriva un riconoscimento che rappresenta il punto più alto della sua carriera sportiva: la promozione alla <strong>Commissione Arbitri Nazionale Serie C (CAN C)</strong> per la stagione 2026-2027.</p>



<p>La notizia è stata accolta con entusiasmo dalla <strong>Sezione AIA di Sala Consilina</strong>, che ha celebrato il traguardo sottolineando il percorso di crescita costruito nel tempo attraverso impegno, preparazione e costanza. Un risultato che consentirà a Tierno di dirigere le gare del campionato professionistico di Serie C, entrando così nell’organico nazionale degli arbitri.</p>



<p>La sua è una storia particolare, in cui l’attività istituzionale si intreccia con quella sportiva. Da sindaco è impegnato quotidianamente nell’amministrazione del piccolo comune salernitano; fuori dal municipio, invece, indossa la divisa arbitrale, affrontando allenamenti, raduni tecnici e designazioni, con la stessa dedizione richiesta ai direttori di gara chiamati a confrontarsi con il calcio professionistico.</p>



<p>Secondo la Sezione AIA di Sala Consilina, la promozione rappresenta il naturale approdo di un percorso caratterizzato da anni di formazione e crescita tecnica, oltre che dalla capacità di migliorarsi costantemente. Qualità che gli hanno consentito di conquistare uno dei traguardi più ambiti nel panorama arbitrale italiano.</p>



<p>Per la comunità di Sant’Angelo a Fasanella il risultato assume anche un valore simbolico: il primo cittadino porterà infatti il nome del territorio sui campi della Serie C, affiancando all’impegno amministrativo quello sportivo in un contesto nazionale.</p>



<p>Alla vigilia della nuova stagione, per Bruno Tierno si apre così una sfida prestigiosa, con l’obiettivo di proseguire il proprio percorso nel mondo arbitrale ai massimi livelli del calcio professionistico italiano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16-819x1024.jpg" alt="" class="wp-image-251646" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16-819x1024.jpg 819w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16-240x300.jpg 240w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16-768x960.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/PHOTO-2026-07-01-23-24-16.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>
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		<title>Margherita Hack, una vita dedicata alla scienza e alla libertà di pensiero</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/margherita-hack-una-vita-dedicata-alla-scienza-e-alla-liberta-di-pensiero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 08:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[margherita hack]]></category>
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					<description><![CDATA[Non avere sempre una risposta pronta. Avere invece la curiosità di cercarla. È forse questa la lezione più attuale lasciata da Margherita Hack, una delle figure più amate della scienza [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Non avere sempre una risposta pronta. Avere invece la curiosità di cercarla.</strong> È forse questa la lezione più attuale lasciata da Margherita Hack, una delle figure più amate della scienza italiana, scomparsa il 29 giugno 2013. A tredici anni dalla sua morte, il suo ricordo continua a vivere non soltanto nei risultati della sua carriera di astrofisica, ma soprattutto in un modo di guardare il mondo che oggi appare più prezioso che mai.</p>



<p>In un&#8217;epoca in cui le opinioni corrono veloci sui social network e ogni argomento sembra prestarsi a verità assolute, Hack rappresentava un approccio diverso: quello del metodo scientifico, della verifica dei fatti e dell&#8217;onestà intellettuale. Non aveva timore di ammettere di non sapere qualcosa. Anzi, sosteneva che proprio il dubbio fosse il punto di partenza di ogni scoperta.</p>



<p>È anche per questo che, pur essendo una scienziata di fama internazionale, è entrata nel cuore di milioni di italiani come divulgatrice. Con il suo linguaggio diretto, l&#8217;inconfondibile accento toscano e una spontaneità mai costruita, riusciva a spiegare l&#8217;universo senza renderlo distante. Parlava di stelle, galassie e pianeti con la naturalezza di chi racconta una storia, facendo comprendere che la scienza non appartiene a pochi esperti, ma a chiunque abbia voglia di farsi domande.</p>



<p>La sua vita è stata un esempio di coerenza. Direttrice dell&#8217;Osservatorio Astronomico di Trieste per oltre vent&#8217;anni, docente universitaria, autrice di decine di libri e protagonista di innumerevoli incontri pubblici, non ha mai smesso di difendere il valore della ricerca, della cultura e della libertà di pensiero. Lo faceva con fermezza, ma senza rinunciare al dialogo, convinta che la conoscenza dovesse essere condivisa e non custodita.</p>



<p>Anche fuori dai laboratori, Margherita Hack rimase sempre fedele alla propria semplicità. Amava andare in bicicletta, conduceva una vita sobria, era appassionata di sport e profondamente legata agli animali. Non cercò mai di costruire un personaggio: fu semplicemente se stessa. Ed è forse questa autenticità ad aver contribuito alla sua straordinaria popolarità.</p>



<p>A tredici anni dalla sua scomparsa, la sua eredità va ben oltre l&#8217;astronomia. In un tempo in cui il rumore spesso prevale sull&#8217;approfondimento, il suo invito a verificare, studiare e mantenere viva la curiosità conserva un valore che travalica la scienza. È un messaggio rivolto a tutti: agli studenti, ai professionisti, ai cittadini.</p>



<p>Perché Margherita Hack ci ha insegnato che non è importante avere sempre ragione. È molto più importante continuare a cercare, con umiltà, le risposte. E che la curiosità, quando è accompagnata dal rigore e dal rispetto dei fatti, può diventare uno dei più potenti strumenti di libertà.</p>



<p>(Foto di Mrs. Rosalba Sgroia, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1869884) </p>
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		<title>MioDottore awards 2026: il cardiochirurgo Mario Passaro tra i medici più apprezzati d&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/miodottore-awards-2026-il-cardiochirurgo-mario-passaro-tra-i-medici-piu-apprezzati-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 09:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Roccadaspide]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[maria passaro]]></category>
		<category><![CDATA[miodottore awards]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Cardiochirurgo Mario Passaro, in servizio anche a Roccadaspide, tra le eccellenze della sanità italiana. Un importante riconoscimento per la sanità campana e anche cilentana arriva dall’edizione 2026 del riconoscimento [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Cardiochirurgo Mario Passaro, in servizio anche a Roccadaspide, tra le eccellenze della sanità italiana.</p>



<p>Un importante riconoscimento per la sanità campana e anche cilentana arriva dall’edizione 2026 del riconoscimento “MioDottore Awards”, la cerimonia nazionale che si è svolta presso il Milano Luiss Hub e che ogni anno premia i medici più apprezzati d’Italia sulla base delle valutazioni dei pazienti e dei colleghi fatti sulla piattaforma miodottore.it</p>



<p>Tra i professionisti distintisi a livello nazionale figura il dottor Mario Passaro, medico chirurgo specializzato in Cardiochirurgia, che si è classificato tra i primi posti della branca chirurgica, confermando l’elevato livello della sua attività professionale.</p>



<p>Il dottor Passaro ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Salerno e la specializzazione con lode in Cardiochirurgia presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Attualmente svolge la propria attività presso il reparto di Cardiochirurgia della Clinica Montevergine di Mercogliano (Avellino).</p>



<p>Accanto all’impegno altamente specialistico in ambito ospedaliero, il dottor Passaro garantisce anche un servizio di prossimità al territorio, svolgendo attività come medico di guardia medica nell’area di Roccadaspide, contribuendo in maniera concreta alla tutela della salute dei cittadini in un contesto spesso caratterizzato da carenza di personale sanitario.</p>



<p>L’edizione 2026 dei premi ha visto proprio la Campania conquistare il primo posto in Italia, superando tutte le altre regioni per numero di medici premiati.</p>



<p>Con nove professionisti riconosciuti, la Regione si afferma come leader nazionale, dopo il pari merito del 2025 con la Lombardia. Alle spalle della Campania si colloca la Sicilia con otto medici premiati, seguita dalla Puglia con cinque camici bianchi a cui è stato conferito il riconoscimento.</p>



<p>L’iniziativa, basata sulle recensioni dei pazienti e sulle valutazioni dei colleghi, valorizza competenza, affidabilità e qualità dell’assistenza, elementi che continuano a distinguere numerosi professionisti campani a livello italiano.</p>



<p>“<em>Il prestigioso riconoscimento tributato al dottor Mario Passaro è un motivo di vanto non solo per la sanità campana, ma per tutta la nostra comunità. Sapere che un professionista di così alto profilo scientifico e chirurgico scelga di dedicare parte del suo tempo e delle sue competenze al nostro servizio di guardia medica territoriale ci riempie di gratitudine. In un momento storico in cui pesa la carenza di personale sanitario, l&#8217;esempio del dottor Passaro incarna il vero spirito della medicina: unire l&#8217;eccellenza della ricerca e della chirurgia ospedaliera alla generosa vicinanza quotidiana ai bisogni dei cittadini. A lui vanno le più vive congratulazioni da parte mia, di tutta l&#8217;Amministrazione Comunale e della cittadinanza di Roccadaspide</em>” ha fatto sapere il Sindaco di Roccadaspide, Gabriele Iuliano congratulandosi con il Dott. Passaro.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Maurizio Bollo e Serena Fummo conquistano la scena caraibica: da Salerno a Miami un successo globale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/maurizio-bollo-e-serena-fummo-conquistano-la-scena-caraibica-da-salerno-a-miami-un-successo-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 12:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[balli caraibici]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio bollo]]></category>
		<category><![CDATA[serena fummo]]></category>
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					<description><![CDATA[Più che un semplice calendario di eventi, maggio e giugno per Maurizio Bollo e Serena Fummo hanno rappresentato un vero passaggio di livello: due mesi in cui la coppia salernitana [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Più che un semplice calendario di eventi, maggio e giugno per Maurizio Bollo e Serena Fummo hanno rappresentato un vero passaggio di livello: due mesi in cui la coppia salernitana ha alternato workshop, festival e serate in tutta Italia e all’estero, consolidando la propria presenza nella scena latina e affacciandosi con sempre maggiore continuità su palcoscenici internazionali.</p>



<p>Dal successo del “Martedì Latino” al Bar Mediterraneo di Mercato San Severino fino alle tappe tra Scalea, Milano e il Gargano, il percorso ha avuto un filo conduttore preciso: crescita artistica, visibilità crescente e una domanda sempre più forte da parte di eventi e festival del settore. A questo si è aggiunto un momento chiave della loro stagione: la partecipazione al Sensual Movement di Miami, considerato uno dei più importanti festival di bachata negli Stati Uniti, andato in scena dal 5 al 7 giugno, che ha segnato un ulteriore salto di qualità nella loro traiettoria professionale.</p>



<p>Maggio si era già aperto con un’intensità significativa: dall’Evento People di Scalea al The Heels Event di Milano, passando per le Bollo Class e la partecipazione di Serena Fummo come giudice ad Agropoli, fino al gran finale del “Que Viva La Salsa” in Puglia. Un mese costruito su presenze strategiche e su un posizionamento sempre più riconoscibile nel circuito latino nazionale.</p>



<p>Giugno, invece, ha ampliato ulteriormente lo scenario trasformandosi in un vero e proprio tour mondiale: Miami, Russia, Grecia e Bulgaria hanno scandito un mese di attività internazionale intensa, portando la coppia oltre i confini europei e rafforzandone la presenza su più scene della danza latina globale. Un percorso che ha confermato non solo la crescita tecnica, ma anche la capacità di essere riconosciuti come figure emergenti del settore a livello internazionale.</p>



<p>«Sono stati due mesi che ci hanno messo alla prova sotto ogni aspetto, ma ci hanno anche restituito tantissimo», racconta Maurizio Bollo. «<em>Dal palco di Milano fino al tour mondiale di giugno abbiamo sentito un’energia diversa, più matura. Il Sensual Movement di Miami è stato un momento fondamentale, ma anche le tappe in Russia, Grecia e Bulgaria ci hanno dato la misura di quanto il nostro lavoro stia crescendo. Confrontarsi con artisti e pubblici diversi ti fa capire dove sei e dove puoi arrivare. Siamo orgogliosi del percorso fatto, ma soprattutto della continuità che stiamo costruendo</em>».</p>



<p>Sulla stessa linea Serena Fummo, che sottolinea il valore umano e professionale di questo periodo: «<em>Maggio e giugno sono stati intensissimi e il mese di giugno, in particolare, è stato un vero tour mondiale. Ogni tappa ci ha lasciato qualcosa: Miami, Russia, Grecia e Bulgaria sono state esperienze diverse ma tutte formative. Tornare poi in Italia con questa consapevolezza ci ha dato ancora più energia. Essere chiamata a giudicare e allo stesso tempo continuare a formarmi come insegnante e performer è una responsabilità che sento profondamente</em>».</p>



<p>La coppia sottolinea anche un elemento identitario che accompagna ogni viaggio: «<em>Portiamo sempre con noi la nostra salernitanità</em>», aggiungono. «<em>In ogni tappa del tour mondiale abbiamo indossato una maglia con il cavalluccio, come omaggio alle nostre radici. È un modo per ricordarci da dove veniamo e per rappresentare Salerno in ogni parte del mondo</em>».</p>



<p>Tra Italia e mondo, tra festival, workshop e un vero tour internazionale, la traiettoria è ormai tracciata. E mentre l’estate entra nel vivo, Bollo e Fummo si preparano a una nuova fase ancora più intensa, con l’obiettivo dichiarato di consolidare il proprio nome nel panorama latino europeo e internazionale, portando sempre con sé la propria identità salernitana come segno distintivo del percorso.</p>
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		<title>Benny Marotta, l’emigrante che ha conquistato il mondo senza dimenticare le sue radici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/benny-marotta-lemigrante-che-ha-conquistato-il-mondo-senza-dimenticare-le-sue-radici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pertosa]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[benny marotta]]></category>
		<category><![CDATA[vallo di diano]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono storie che parlano di successo. E poi ci sono storie che raccontano qualcosa di più profondo: il valore delle radici, della memoria e della gratitudine. Quella di Benedetto [...]]]></description>
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<p>Ci sono storie che parlano di successo. E poi ci sono storie che raccontano qualcosa di più profondo: il valore delle radici, della memoria e della gratitudine. Quella di Benedetto “Benny” Marotta appartiene a questa seconda categoria.</p>



<p>A 17 anni lasciò Pertosa con una valigia piena di speranze e poche certezze. Come tanti giovani del Sud Italia in quegli anni, guardò oltreoceano inseguendo un futuro che nella sua terra sembrava difficile da costruire. Destinazione Canada, dove iniziò un percorso fatto di sacrifici, lavoro e determinazione.</p>



<p>Decenni dopo, quel ragazzo partito dal Vallo di Diano è diventato uno degli imprenditori più affermati del Nord America. Fondatore della Solmar Development Corporation, ha contribuito allo sviluppo urbanistico dell&#8217;area metropolitana di Toronto, trasformando la sua azienda in una delle realtà più influenti del settore immobiliare canadese.</p>



<p>Ma il successo di Marotta non si è fermato all&#8217;edilizia. Insieme alle figlie Angela e Melissa ha investito anche nel settore vitivinicolo, dando vita a realtà oggi riconosciute tra le eccellenze della regione di Niagara, come Two Sisters Vineyards e Stone Eagle Winery. Un progetto imprenditoriale che ha saputo coniugare visione, qualità e spirito familiare.</p>



<p>Il suo percorso è stato recentemente celebrato anche in Italia, nella prestigiosa Sala Zuccari del Senato della Repubblica, dove <a href="https://www.giornaledelcilento.it/benny-marotta-ritira-il-leone-doro-oltre-lemigrazione-famiglia-impresa-e-identita/" data-type="link" data-id="https://www.giornaledelcilento.it/benny-marotta-ritira-il-leone-doro-oltre-lemigrazione-famiglia-impresa-e-identita/">ha ricevuto il Leone d’Oro</a> del Gran Premio Internazionale di Venezia e una Laurea ad Honorem in Marketing e Comunicazione. Riconoscimenti che premiano una carriera costruita con lungimiranza e capacità manageriale, ma che per Marotta hanno rappresentato soprattutto un ritorno simbolico alle proprie origini.</p>



<p>E proprio il legame con la terra natale è rimasto il filo conduttore della sua vita.</p>



<p>Nei giorni scorsi <a href="https://www.giornaledelcilento.it/pertosa-conferisce-la-cittadinanza-a-benedetto-benny-marotta/" data-type="link" data-id="https://www.giornaledelcilento.it/pertosa-conferisce-la-cittadinanza-a-benedetto-benny-marotta/">Pertosa ha voluto rendere omaggio a uno dei suoi figli più illustri conferendogli la cittadinanza onoraria </a>durante una cerimonia particolarmente partecipata presso l&#8217;Auditorium del Museo Speleo-Archeologico. Un momento carico di emozione, durante il quale la comunità ha celebrato non soltanto i traguardi raggiunti dall&#8217;imprenditore, ma soprattutto il rapporto mai interrotto con il paese che lo ha visto nascere.</p>



<p>Attraverso immagini, testimonianze e racconti è riemersa una storia che parla di appartenenza. Quella di un uomo che ha costruito quartieri, aziende e opportunità dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano senza mai dimenticare da dove era partito.</p>



<p>Un aspetto che emerge anche dal suo impegno filantropico. Tra le iniziative più significative figura la donazione di 15 milioni di dollari all&#8217;ospedale di St. Catharines, oggi rinominato Niagara Health Marotta Family Hospital. Un gesto che racconta una visione dell&#8217;impresa fondata non solo sul profitto, ma sulla responsabilità sociale e sulla restituzione di valore alle comunità.</p>



<p>La storia di Benny Marotta continua così a rappresentare un esempio per le nuove generazioni. Non soltanto perché dimostra che talento, lavoro e perseveranza possono abbattere qualsiasi confine geografico, ma perché ricorda che il vero successo non consiste nel dimenticare le proprie origini, bensì nel portarle con sé ovunque si vada.</p>



<p>Dal piccolo borgo di Pertosa alle grandi città del Canada, il suo percorso racconta una verità semplice e universale: si può partire molto lontano senza smettere mai di sentirsi a casa.</p>
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		<title>Calcio: Pelosi racconta la sua stagione «tra sacrifici e una finale playoff storica»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/calcio-pelosi-racconta-la-sua-stagione-tra-sacrifici-e-una-finale-playoff-storica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elia Forlano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[francesco pelosi]]></category>
		<category><![CDATA[sant'arcangiolese]]></category>
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					<description><![CDATA[«Ho iniziato la stagione a Bitonto, una piazza importante, dove ho avuto l’opportunità di essere l’attaccante di riferimento della squadra in una città blasonata. L’ho presa come una sfida e [...]]]></description>
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<p>«<em>Ho iniziato la stagione a Bitonto, una piazza importante, dove ho avuto l’opportunità di essere l’attaccante di riferimento della squadra in una città blasonata. L’ho presa come una sfida e fino a novembre ho realizzato nove gol. Poi, a causa di un problema fisico e di una situazione personale, ho dovuto lasciare a malincuore.</em>»</p>



<p>Così Francesco Pelosi, attaccante della Sant’Arcangiolese, ai microfoni di The Football Corner, ha ripercorso la stagione appena conclusa, chiusa con 13 reti complessive e il raggiungimento della finale playoff per la Serie D con il club lucano.</p>



<p>«<em>A gennaio è arrivata la chiamata della Sant’Arcangiolese, una società importante della Basilicata, con cui abbiamo raggiunto una finale playoff per la Serie D. Ho chiuso la stagione a quota 13 gol. Le differenze tra i due campionati sono poche, ma credo che l’Eccellenza pugliese sia una delle migliori d’Italia. Basta pensare alle piazze presenti quest’anno come Taranto, Brindisi, Bisceglie, Canosa e Bitonto. In Basilicata il livello è comunque alto, ma più equilibrato.</em>»</p>



<p>Pelosi ha poi sottolineato i sacrifici affrontati durante l’annata. «<em>Sono una persona predisposta al sacrificio, dentro e fuori dal campo. Ho dovuto superare molti ostacoli, a partire dai 200 chilometri che percorrevo ogni giorno per andare a giocare a Bitonto. La voglia di fare bene non mi ha mai fatto mollare. Anche a Sant’Arcangelo ci sono stati sacrifici, lontano da casa. Quando sono arrivato la squadra era fuori dalla zona playoff, ma dal mio arrivo abbiamo ottenuto sette vittorie e due pareggi. Nonostante qualche problema fisico, senza mai arrenderci abbiamo raggiunto una finale storica per la società.</em>»</p>



<p>L’attaccante ha quindi ringraziato compagni e allenatori che hanno contribuito alla sua crescita. «<em>A Bitonto ho avuto la fortuna di giocare con calciatori di grande esperienza, protagonisti tra Serie C e Serie D, e con un allenatore che ha sempre creduto nelle mie qualità. Lo stesso è accaduto alla Sant’Arcangiolese, dove i compagni mi hanno subito preso come punto di riferimento grazie anche alla fiducia del mister Santoruvo, che mi ha affidato grandi responsabilità nel guidare l’attacco.</em>»</p>



<p>Infine, uno sguardo al futuro. «<em>Adesso mi prenderò un mese per ricaricare le pile, poi vedremo dove giocherò la prossima stagione. Spero di essere protagonista e di vincere qualcosa con la squadra che sceglierò. Da attaccante il mio obiettivo è sempre quello di raggiungere la doppia cifra e possibilmente farlo il prima possibile, per continuare a contribuire con i miei gol e la mia voglia al raggiungimento degli obiettivi societari.</em>» </p>
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		<title>Dalla Dead poets battle al primo singolo con Revolutionary records: Diablo! pubblica “JoePesci”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-dead-poets-battle-al-primo-singolo-con-revolutionary-records-diablo-pubblica-joepesci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 08:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[diablo!]]></category>
		<category><![CDATA[joepesci]]></category>
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<p>Dopo aver conquistato il primo posto alla prestigiosa <strong>Dead Poets Battle</strong>, il contest ideato dal leggendario DJ e produttore <strong>Dj Fastcut</strong>, <strong>Diablo!</strong>, nome d’arte di <strong>Niccolò Conte</strong>, pubblica ufficialmente <strong>“JoePesci”</strong>, il suo nuovo singolo prodotto da <strong>Tex</strong> e primo lavoro realizzato sotto l’etichetta <strong>Revolutionary Records</strong>.</p>



<p>Classe 2003, salernitano, profondamente legato al suo quartiere, <strong>Torrione</strong>, Diablo! rappresenta una delle voci più interessanti della nuova generazione hip hop italiana. Prima la breakdance, vissuta come linguaggio quotidiano fin dall’infanzia. Poi il rap, iniziato nel 2019 e diventato rapidamente una strada da percorrere senza riserve.</p>



<p>Nel 2020 arriva la prima apertura per <strong>Tredici Pietro</strong>. Seguono gli showcase e le esibizioni sui palchi di artisti come <strong>Ensi</strong>, <strong>Nerone</strong> e <strong>Johnny Marsiglia</strong>. Indissolubile il legame con <strong>Clementino</strong>, che si è rafforzato nel tempo fino al traguardo più emozionante: l’apertura del grande concerto celebrativo del dicembre 2025 al <strong>PalaPartenope di Napoli</strong>, l’evento con cui il rapper di Cimitile ha festeggiato vent’anni di carriera davanti a migliaia di persone.</p>



<p>Nel frattempo Diablo! continua a macinare chilometri e vittorie nei contest sparsi per l’Italia, costruendo una reputazione solida all’interno della scena nazionale.</p>



<p>“JoePesci” nasce in questo contesto. Un brano scritto con un obiettivo preciso e raggiunto nel modo più netto possibile.</p>



<p>«JoePesci l’ho scritto in una notte con il proposito di vincere la battle. Ci tenevamo a far capire che dietro c’erano knowledge e cultura hip hop: da qui tutti i riferimenti presenti nel video e nel beat. Volevamo rappresentare Salerno a Roma, e ci siamo riusciti. Adesso vogliamo farlo in tutta Italia, spingendo il vero hip hop».</p>



<p>Parole che raccontano bene l’anima del pezzo: tecnica, citazioni, ironia e una conoscenza profonda della cultura rap. Elementi che hanno convinto la giuria della Dead Poets Battle e permesso a Diablo! di superare tutti i finalisti selezionati nelle diverse tappe regionali del contest.</p>



<p>La vittoria gli garantirà inoltre la partecipazione a <strong>Dead Poets V</strong>, nuovo capitolo di una delle saghe discografiche più rispettate dell’hip hop italiano.</p>



<p>A rendere ancora più significativo il momento arriva il riconoscimento di <strong>Dj Fastcut</strong>, che recentemente ha indicato proprio Diablo! come il miglior emergente d’Italia.</p>



<p>L’uscita di “JoePesci” coincide anche con l’inizio del percorso insieme a <strong>Revolutionary Records</strong>, realtà nata a Battipaglia e diventata in pochi anni uno dei riferimenti più autorevoli dell’hip hop del Mezzogiorno.</p>



<p>Per Diablo! è un nuovo punto di partenza. Per Salerno, l’ennesima conferma che il talento continua a trovare voce, stile e credibilità ben oltre i confini della provincia.</p>



<p>E mentre il rap italiano guarda verso il futuro, da Torrione arriva un ragazzo che conosce perfettamente le proprie radici e ha tutta l’intenzione di portarle lontano.</p>
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		<title>Quando la professione diventa solidarietà: Teresa Venosa, l&#8217;infermiera di Polla, in Eritrea con Mission bambini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/quando-la-professione-diventa-solidarieta-teresa-venosa-linfermiera-di-polla-in-missione-in-eritrea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 09:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[eritrea]]></category>
		<category><![CDATA[infermiera]]></category>
		<category><![CDATA[mission bambini]]></category>
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<p>Non solo nei bambini operati. Non solo nelle famiglie accompagnate. Ma anche nei reparti, nei gesti condivisi, nelle competenze che si costruiscono giorno dopo giorno. A maggio, &#8220;Mission bambini&#8221; è stata all’Orotta Hospital di Asmara con una missione di cardiochirurgia pediatrica con un team di 21 operatori sanitari volontari, provenienti da diversi ospedali italiani, che ha lavorato accanto al personale locale per visitare, operare e seguire bambini affetti da cardiopatie congenite e acquisite. </p>



<p>Tra loro anche l&#8217;infermiera di Polla, Teresa Venosa. Con lei un&#8217;altra campana, Martina e un lucano, Rocco Mangano di Spinoso.</p>



<p>In due settimane sono stati trattati 26 pazienti, eseguiti 24 interventi cardiochirurgici pediatrici e visitati 133 bambini in ambulatorio. Un lavoro intenso, fondamentale per individuare nuovi casi, seguire i bambini già operati e preparare le prossime liste operatorie.</p>



<p>«<em>Ma questa missione racconta anche altro</em> &#8211; si legge in una nota dell&#8217;associazione -. <em>Racconta il lavoro fatto fianco a fianco, in sala operatoria, in terapia intensiva, negli ambulatori. Le decisioni prese insieme. Le competenze condivise. La volontà di costruire, nel tempo, una capacità di cura sempre più forte sul territorio. Durante la missione, i genitori di due gemelline operate lo scorso ottobre sono tornati in ospedale per salutare il team. Hanno portato una foto incorniciata, che oggi è appesa in reparto.Una foto piena di significato: il segno di una relazione che continua, anche dopo l’intervento. Portiamo avanti questo percorso in Eritrea da oltre 10 anni insieme a Fondazione Monasterio</em>.» </p>



<p>La missione è sostenuta da&nbsp;@aics_cooperazione_it&nbsp;– Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, con l’obiettivo di rafforzare nel tempo il sistema sanitario eritreo nella cura delle cardiopatie congenite pediatriche.</p>
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		<title>La cultura del mare in Italia ha un volto: Donatella Bianchi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-cultura-del-mare-in-italia-ha-un-volto-donatella-bianchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 10:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[cultura del mare]]></category>
		<category><![CDATA[donatella bianchi]]></category>
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					<description><![CDATA[È difficile parlare di divulgazione del mare in Italia senza pensare a Donatella Bianchi. Giornalista, conduttrice televisiva e divulgatrice, da oltre trent&#8217;anni rappresenta uno dei punti di riferimento più autorevoli [...]]]></description>
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<p>È difficile parlare di divulgazione del mare in Italia senza pensare a Donatella Bianchi. Giornalista, conduttrice televisiva e divulgatrice, da oltre trent&#8217;anni rappresenta uno dei punti di riferimento più autorevoli nella promozione della cultura marittima, contribuendo a far conoscere agli italiani il valore ambientale, economico e sociale del mare.</p>



<p>Il suo nome è legato soprattutto a <em>Linea Blu</em>, la storica trasmissione di Rai 1 che dal 1994 racconta coste, isole, aree marine protette, tradizioni marinare e protagonisti della vita sul mare. Attraverso un linguaggio accessibile ma rigoroso, Bianchi ha saputo trasformare temi spesso considerati di nicchia in argomenti di interesse nazionale, avvicinando milioni di persone alla conoscenza del patrimonio marittimo italiano.</p>



<p>Nata a La Spezia, città profondamente legata alla tradizione navale e marinara, Donatella Bianchi ha costruito la propria carriera attorno a un&#8217;idea precisa: il mare non è soltanto paesaggio o destinazione turistica, ma un elemento fondamentale dell&#8217;identità italiana. Un patrimonio fatto di biodiversità, attività economiche, ricerca scientifica, nautica, pesca e cultura, che necessita di essere raccontato e valorizzato.</p>



<p>Nel corso della sua attività giornalistica ha attraversato l&#8217;intero Paese, raccogliendo testimonianze di pescatori, velisti, biologi marini, operatori portuali e comunità costiere. Storie che hanno contribuito a diffondere una maggiore consapevolezza sull&#8217;importanza della tutela degli ecosistemi marini e sul ruolo strategico che il mare riveste per il futuro dell&#8217;Italia.</p>



<p>Alla divulgazione si è affiancato un concreto impegno istituzionale e ambientale. È stata presidente del WWF Italia e ha guidato il Parco Nazionale delle Cinque Terre, portando avanti iniziative dedicate alla sostenibilità, alla conservazione degli habitat marini e alla valorizzazione delle aree costiere.</p>



<p>Un percorso che le è valso numerosi riconoscimenti, tra cui il <strong>Premio Pionieri della Nautica 2024</strong> nella categoria dedicata ai giornalisti italiani. Un tributo che riconosce il contributo offerto alla diffusione della cultura nautica e marittima nel nostro Paese.</p>



<p>In un&#8217;epoca in cui si parla sempre più di economia blu, sostenibilità e tutela degli ecosistemi, il lavoro svolto da Donatella Bianchi assume un significato ancora più rilevante. Perché conoscere il mare è il primo passo per proteggerlo. E per molti italiani, quel percorso di conoscenza ha avuto e continua ad avere il volto di Donatella Bianchi.</p>



<p>Il valore del suo lavoro è stato riconosciuto nel corso degli anni da istituzioni, enti culturali e organizzazioni impegnate nella tutela del mare e dell&#8217;ambiente. </p>



<p>Particolarmente significativo il legame con la Campania e il salernitano, terra di mare per eccellenza. Sempre nel 2010 Donatella Bianchi ha ricevuto il Premio Letterario Nazionale Albori-Costa d&#8217;Amalfi, riconoscimento assegnato per il suo impegno nella difesa e nella valorizzazione dell&#8217;ambiente. Un premio che assume un valore speciale perché nasce in uno dei territori simbolo del Mediterraneo e della cultura marinara italiana. </p>



<p>Più che una conduttrice televisiva, Donatella Bianchi è diventata negli anni una vera ambasciatrice del mare italiano. Un ruolo costruito attraverso il giornalismo, la divulgazione e l&#8217;impegno civile, che continua a fare di lei uno dei punti di riferimento più autorevoli della cultura marittima nazionale.</p>



<p>(Foto da pagina facebook Donatella Bianchi_2 ottobre 2021)</p>
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		<title>Tre ori a 66 anni per il salernitano Alfredo De Somma: la passione per il Wushu che non conosce età</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tre-ori-a-66-anni-per-il-salernitano-alfredo-de-somma-la-passione-per-il-wushu-che-non-conosce-eta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 09:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo de somma]]></category>
		<category><![CDATA[Spring Dragon Wushu International Tournament]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo sport regala grandi soddisfazioni, anche all’età di 66 anni: è il caso del maestro salernitano Alfredo De Somma che è tornato a casa con ben tre ori dalla 17ª [...]]]></description>
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<p>Lo sport regala grandi soddisfazioni, anche all’età di 66 anni: è il caso del maestro salernitano Alfredo De Somma che è tornato a casa con ben tre ori dalla 17ª edizione dello Spring Dragon Wushu International Tournament, manifestazione internazionale che si è svolta a Catanzaro nei giorni scorsi ed a cui ha partecipato per la prima volta l’A.S.D. Marco Polo di Salerno, presente sul territorio dal 1994.</p>



<p>Per tre giorni la città calabrese è diventata la capitale mondiale del Wushu, ospitando alcuni tra i migliori interpreti internazionali della disciplina e offrendo una manifestazione caratterizzata da un livello tecnico senza precedenti. Sul campo gara si sono confrontati atleti di ogni età ed esperienza, dai principianti ai campioni più affermati, regalando al pubblico uno spettacolo sportivo di altissimo livello. Impressionanti i numeri dell’edizione 2026: 568 atleti, 63 team, giudici e delegazioni provenienti da 30 nazioni diverse, con la partecipazione di rappresentanti arrivati da tutta Europa ma anche da Paesi lontani come Stati Uniti e Brasile. Una presenza internazionale che conferma come lo Spring Dragon sia ormai riconosciuto da atleti, tecnici, dirigenti e addetti ai lavori come il torneo Open di Wushu più importante d’Europa e uno dei migliori al mondo.</p>



<p>Ad impreziosire ulteriormente l’evento è stata la presenza di alcuni tra i migliori giudici internazionali del panorama mondiale del Wushu, professionisti di altissimo profilo che hanno garantito standard arbitrali eccellenti e contribuito ad accrescere ulteriormente il prestigio della manifestazione.</p>



<p>In questo importante contesto il maestro Alfredo De Somma, dopo anni di assenza dai campi di competizione, si è rimesso in discussione portando in gara 3 forme ufficiali, suscitando applausi da parte del presidente della federazione P.W.K.A e di quanti lo hanno rivisto cimentarsi in questa importante edizione all’età di 66 anni con la conquista di 3 ori. In gara presente anche un’allieva storica della Marco Polo Marina Petrosino, anch’essa con 3 ori.</p>



<p>Questa gara ha dato modo a De Somma, non solo di stimolare i propri allievi dimostrando tecnica, competenza e capacità che solo con l’impegno si riesce a raggiungere, ma anche la volontà di ricalcare i campi di gara con nuovi traguardi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/wushu-de-somma-petrosino-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-249632" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/wushu-de-somma-petrosino-1024x768.jpeg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/wushu-de-somma-petrosino-300x225.jpeg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/wushu-de-somma-petrosino-768x576.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/wushu-de-somma-petrosino-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/06/wushu-de-somma-petrosino.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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