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	<title>Auto &amp; Moto | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Apr 2026 14:10:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Auto elettrica: soluzione o illusione? Pro e contro tra emissioni, batterie e infrastrutture</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-elettrica-soluzione-o-illusione-pro-e-contro-tra-emissioni-batterie-e-infrastrutture/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:10:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettrica]]></category>
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		<category><![CDATA[diesel]]></category>
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					<description><![CDATA[L’auto elettrica è uno dei pilastri della transizione ecologica europea. L’Unione europea ha fissato lo stop alla vendita di nuove auto a benzina e diesel dal 2035, puntando su una [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’auto elettrica è uno dei pilastri della transizione ecologica europea. L’Unione europea ha fissato lo stop alla vendita di nuove auto a benzina e diesel dal 2035, puntando su una mobilità a zero emissioni allo scarico. Ma quanto è davvero sostenibile questa tecnologia? E quali sono i limiti ancora aperti?</p>



<p>Il dibattito resta acceso: tra chi la considera una soluzione imprescindibile per ridurre le emissioni e chi ne sottolinea criticità legate a produzione, costi e infrastrutture.</p>



<p>Emissioni: il bilancio va oltre lo scarico</p>



<p>Le auto elettriche non producono emissioni dirette durante l’uso, un vantaggio significativo soprattutto nei contesti urbani. Tuttavia, per valutarne l’impatto reale è necessario considerare l’intero ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento.</p>



<p>Secondo le principali analisi scientifiche, anche includendo la fabbricazione delle batterie, un’auto elettrica emette mediamente meno CO₂ rispetto a un veicolo tradizionale lungo tutto il suo ciclo di vita, soprattutto nei Paesi dove la produzione di energia è sempre più basata su fonti rinnovabili.</p>



<p>Il vantaggio ambientale aumenta nel tempo: più la rete elettrica si “decarbonizza”, più l’auto elettrica diventa sostenibile.</p>



<p>Il nodo batterie: materie prime e riciclo</p>



<p>Uno dei principali punti critici riguarda le batterie, in particolare quelle agli ioni di litio. La loro produzione richiede materie prime come litio, cobalto e nichel, la cui estrazione può avere impatti ambientali e sociali rilevanti.</p>



<p>Negli ultimi anni, però, il settore sta evolvendo rapidamente. Crescono gli investimenti in tecnologie alternative (come batterie con meno cobalto) e nel riciclo: secondo stime industriali, una quota significativa dei materiali può essere recuperata e riutilizzata, riducendo la dipendenza da nuove estrazioni.</p>



<p>Resta però la sfida di sviluppare filiere sostenibili e trasparenti su scala globale.</p>



<p>Infrastrutture: il vero collo di bottiglia</p>



<p>Un altro limite riguarda la rete di ricarica. In Europa il numero di colonnine è in crescita, ma la distribuzione è ancora disomogenea. In Italia, ad esempio, le infrastrutture sono concentrate soprattutto nel Nord e nelle aree urbane, mentre restano più carenti in altre zone.</p>



<p>I tempi di ricarica, sebbene in miglioramento, sono ancora superiori rispetto al rifornimento tradizionale, soprattutto per chi non dispone di un punto di ricarica domestico.</p>



<p>La diffusione capillare delle colonnine e il potenziamento della rete elettrica sono quindi condizioni essenziali per una transizione efficace.</p>



<p>Costi e accessibilità</p>



<p>Il prezzo di acquisto delle auto elettriche rimane mediamente più alto rispetto ai veicoli a combustione interna, anche se il divario si sta riducendo. A compensare, in parte, ci sono costi di gestione inferiori (energia e manutenzione) e incentivi pubblici.</p>



<p>Secondo gli analisti, il punto di svolta potrebbe arrivare nei prossimi anni, con la diminuzione dei costi delle batterie e l’aumento della produzione su larga scala.</p>



<p>Una soluzione, ma non unica</p>



<p>Gli esperti concordano su un punto: l’auto elettrica rappresenta una soluzione importante, ma non sufficiente da sola. La decarbonizzazione dei trasporti richiede un approccio più ampio che includa anche il potenziamento del trasporto pubblico, la mobilità condivisa e la riduzione complessiva dell’uso dell’auto privata.</p>



<p>Inoltre, i benefici ambientali dipendono in larga parte dal contesto: produzione energetica, politiche industriali e comportamenti dei consumatori.</p>



<p>Tra realtà e aspettative</p>



<p>Più che un’illusione, dunque, l’auto elettrica è una tecnologia in evoluzione, con vantaggi già evidenti ma anche criticità da risolvere. Il suo ruolo nella transizione ecologica appare centrale, ma legato alla capacità di affrontare sfide industriali, infrastrutturali e sociali.</p>



<p>La direzione è tracciata, ma il percorso resta complesso. E, come spesso accade nella transizione ecologica, non esistono soluzioni semplici a problemi sistemici.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Filtro antipolline: a cosa serve e perché non dovresti mai sottovalutarlo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/filtro-antipolline-a-cosa-serve-e-perche-non-dovresti-mai-sottovalutarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 09:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[filtro antipolline]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’arrivo della primavera e l’aumento delle concentrazioni di pollini nell’aria, c’è un componente dell’auto che torna protagonista – anche se spesso resta invisibile: il filtro antipolline, noto anche come [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’arrivo della primavera e l’aumento delle concentrazioni di pollini nell’aria, c’è un componente dell’auto che torna protagonista – anche se spesso resta invisibile: il filtro antipolline, noto anche come filtro abitacolo.</p>



<p>Piccolo, economico e facilmente sostituibile, questo elemento svolge una funzione cruciale non solo per il comfort, ma anche per la salute di chi viaggia a bordo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos’è il filtro antipolline e dove si trova</h3>



<p>Il filtro antipolline è un dispositivo installato nel sistema di ventilazione dell’auto. Il suo compito è semplice ma fondamentale: filtrare l’aria che entra nell’abitacolo, trattenendo polvere, pollini, smog e altre particelle inquinanti.</p>



<p>A seconda del modello dell’auto, si trova generalmente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>dietro il cassetto portaoggetti,</li>



<li>sotto il cofano, vicino al parabrezza,</li>



<li>oppure nella zona inferiore del cruscotto.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Perché è così importante (anche se non te ne accorgi)</h3>



<p>Molti automobilisti ignorano il filtro antipolline fino a quando non iniziano a percepire cattivi odori o una ventilazione meno efficace. In realtà, il suo ruolo è molto più ampio.</p>



<p>Un filtro in buone condizioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>migliora la qualità dell’aria all’interno dell’auto,</li>



<li>protegge da allergie e irritazioni respiratorie,</li>



<li>riduce l’ingresso di polveri sottili e agenti inquinanti,</li>



<li>preserva l’efficienza dell’impianto di climatizzazione.</li>
</ul>



<p>Al contrario, un filtro sporco o intasato può diventare un vero problema: l’aria circola peggio, aumenta l’umidità e possono proliferare batteri e muffe.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ogni quanto va cambiato</h3>



<p>La regola generale è semplice: il filtro antipolline va sostituito almeno una volta all’anno, oppure ogni 10.000–15.000 km.</p>



<p>Tuttavia, ci sono alcune condizioni che richiedono maggiore attenzione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>guida frequente in città trafficate,</li>



<li>utilizzo su strade polverose,</li>



<li>presenza di allergie tra i passeggeri.</li>
</ul>



<p>In questi casi, è consigliabile anticipare la sostituzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Filtro standard o ai carboni attivi?</h3>



<p>Non tutti i filtri antipolline sono uguali. Le due principali tipologie sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Filtro standard</strong>: trattiene polveri e pollini, ed è la soluzione più economica.</li>



<li><strong>Filtro ai carboni attivi</strong>: oltre alle particelle, assorbe anche odori e gas nocivi (come ossidi di azoto e ozono), garantendo una qualità dell’aria superiore.</li>
</ul>



<p>Per chi vive in contesti urbani o soffre di allergie, il secondo rappresenta spesso la scelta migliore.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I segnali che indicano che è ora di cambiarlo</h3>



<p>Anche senza controllarlo visivamente, ci sono alcuni segnali chiari:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aria condizionata meno efficace,</li>



<li>cattivi odori all’accensione del climatizzatore,</li>



<li>vetri che si appannano più facilmente,</li>



<li>aumento dei sintomi allergici durante la guida.</li>
</ul>



<p>Sono tutti indizi che il filtro non sta più svolgendo correttamente il suo lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quanto costa e perché conviene non rimandare</h3>



<p>Il costo di un filtro antipolline è generalmente contenuto (tra i 10 e i 30 euro, a seconda del modello), con una manodopera spesso minima o addirittura nulla per chi sceglie il fai-da-te.</p>



<p>Un investimento piccolo, ma con un impatto diretto su benessere, sicurezza e qualità dell’esperienza di guida.</p>



<p>Il filtro antipolline è uno di quei dettagli che fanno la differenza. Non si vede, non si sente – finché funziona. Ma quando smette di farlo, te ne accorgi subito. E a quel punto, spesso, è già tardi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pneumatici e Codice della Strada: obblighi, stagionalità e sanzioni per chi non è in regola</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pneumatici-e-codice-della-strada-obblighi-stagionalita-e-sanzioni-per-chi-non-e-in-regola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:35:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto ruote]]></category>
		<category><![CDATA[cambio pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
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					<description><![CDATA[La normativa italiana in materia di pneumatici è regolata principalmente dal Codice della Strada e da circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che disciplinano sicurezza, manutenzione e uso [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">La normativa italiana in materia di pneumatici è regolata principalmente dal Codice della Strada e da circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che disciplinano sicurezza, manutenzione e uso corretto degli pneumatici in relazione alle condizioni climatiche e stradali.</p>



<p class="p1">Secondo la legge, tutti i veicoli devono circolare con pneumatici in buono stato, privi di danni strutturali e con battistrada non inferiore al limite minimo di 1,6 millimetri per le autovetture. Il rispetto di questo parametro è considerato essenziale per garantire aderenza e sicurezza, soprattutto in condizioni di pioggia o fondo stradale scivoloso.</p>



<p class="p1">Obbligo di pneumatici invernali e catene</p>



<p class="p1">La normativa prevede inoltre la possibilità, per enti proprietari delle strade (come Anas o amministrazioni locali), di imporre l’obbligo di dotazioni invernali nel periodo compreso generalmente tra il 15 novembre e il 15 aprile. In questo intervallo, su tratti specifici e segnalati, gli automobilisti devono circolare con pneumatici invernali oppure avere a bordo catene da neve omologate.</p>



<p class="p1">Al di fuori di tale periodo, l’uso di pneumatici invernali è comunque consentito, purché abbiano codice di velocità adeguato al libretto di circolazione. In caso contrario, il loro utilizzo può comportare sanzioni.</p>



<p class="p1">Pneumatici estivi, quattro stagioni e omologazioni</p>



<p class="p1">Il Codice della Strada consente l’uso di pneumatici estivi, invernali e quattro stagioni, a condizione che siano omologati e conformi alle misure indicate sulla carta di circolazione del veicolo. È vietato montare pneumatici con caratteristiche non compatibili con quelle previste dal costruttore.</p>



<p class="p1">Gli pneumatici “all season” sono ammessi, ma devono riportare la marcatura M+S e, in alcuni casi, il simbolo alpino (3PMSF) per essere equiparati a quelli invernali nei periodi di obbligo.</p>



<p class="p1">Sanzioni e responsabilità</p>



<p class="p1">La circolazione con pneumatici non conformi può comportare sanzioni amministrative, il ritiro della carta di circolazione e l’obbligo di revisione del veicolo. In caso di incidente, inoltre, la responsabilità può aggravarsi qualora venga accertata la non idoneità degli pneumatici.</p>



<p class="p1">Controlli e sicurezza</p>



<p class="p1">Le forze dell’ordine effettuano controlli periodici, soprattutto nei cambi di stagione, per verificare lo stato degli pneumatici e la presenza delle dotazioni obbligatorie. Gli esperti ricordano che la manutenzione corretta, inclusa la verifica della pressione e dell’usura, è fondamentale non solo per rispettare la legge ma anche per ridurre i consumi e migliorare la sicurezza stradale.</p>



<p class="p1">Il quadro normativo, in sintesi, punta a garantire che ogni veicolo circoli in condizioni ottimali, adattando l’equipaggiamento alle stagioni e alle caratteristiche delle strade percorse.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza stradale, progetto pilota per prevenire i colpi di sonno alla guida</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sicurezza-stradale-progetto-pilota-per-prevenire-i-colpi-di-sonno-alla-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[colpi di sonno alla guida]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[I colpi di sonno alla guida rappresentano una delle cause più sottovalutate e pericolose di incidenti nel trasporto professionale su strada. Un rischio spesso invisibile, ma con conseguenze potenzialmente gravi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I colpi di sonno alla guida rappresentano una delle cause più sottovalutate e pericolose di incidenti nel trasporto professionale su strada. Un rischio spesso invisibile, ma con conseguenze potenzialmente gravi per i conducenti, le aziende e l’intero sistema della mobilità.</p>



<p>Per affrontare questa criticità con un approccio scientifico, concreto e basato sui dati, SMET, realtà di riferimento nel trasporto merci su scala nazionale e internazionale, e ORAIGO, società neurotecnologica specializzata nella prevenzione dell’affaticamento dei conducenti, annunciano l’avvio di un progetto esecutivo congiunto finalizzato a rilevare, misurare e prevenire i colpi di sonno alla guida attraverso l’utilizzo dei dispositivi Aigo installati a bordo della flotta SMET.</p>



<p>L’iniziativa è stata presentata alla Camera dei Deputati alla presenza del Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Senatore Antonio Iannone, e del Presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati, Onorevole Alessandro Giglio Vigna, a conferma della rilevanza strategica del tema sicurezza nel settore della logistica e del trasporto professionale.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Quanti colpi di sonno alla guida? Prima uno studio per misurarlo</strong></p>



<p>Il progetto prende avvio con una fase di studio e misurazione oggettiva. Attraverso i dati raccolti dai dispositivi Aigo installati a bordo dei veicoli, sarà possibile quantificare con precisione quanti colpi di sonno alla guida si verificano nella flotta, in quali fasce orarie e in quali giorni della settimana.</p>



<p>Un dato oggi spesso sconosciuto alle aziende, ma fondamentale per costruire una strategia di prevenzione efficace e strutturata. L’analisi consentirà a SMET di passare da una gestione reattiva del rischio ad una prevenzione basata su evidenze concrete, individuando i pattern ricorrenti e le situazioni di maggiore vulnerabilità per i propri autisti.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Due soluzioni complementari: intervento immediato e prevenzione a lungo termine</strong></p>



<p>La soluzione sviluppata da ORAIGO interviene su due livelli complementari. Nel breve termine, ai primi segnali di affaticamento rilevati dal dispositivo Aigo, il sistema avvisa immediatamente il conducente attraverso alert sonori, visivi e vibrazioni. Un avviso tempestivo che consente all’autista di intervenire prima che la sonnolenza si trasformi in un rischio reale.</p>



<p>Nel lungo termine, invece, i dati raccolti nel tempo permetteranno di analizzare il numero di episodi, la loro durata e la loro distribuzione durante la settimana. Questa analisi longitudinale consentirà di sviluppare strategie preventive personalizzate, costruite su dati oggettivi e non su semplici stime.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Un rollout progressivo, scalabile all’intera flotta</strong></p>



<p>Il progetto partirà con un gruppo pilota di autisti selezionati, così da validare la soluzione in condizioni operative reali e raccogliere dati significativi. In base ai risultati ottenuti e alle scelte aziendali, il programma potrà essere esteso progressivamente all’intera flotta oppure ad un campione più ampio e rappresentativo.</p>



<p>Una struttura a fasi che garantisce flessibilità, controllo e gradualità nell’implementazione, consentendo a SMET di valutare i risultati e adattare il programma agli obiettivi di sicurezza e alle esigenze operative.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>La sicurezza prima di tutto </strong></p>



<p>«<em>I colpi di sonno alla guida sono un rischio reale e spesso invisibile. &#8211; </em>spiega Cavaliere Domenico De Rosa, CEO Gruppo SMET &#8211; <em>Con ORAIGO abbiamo finalmente la possibilità di misurarlo oggettivamente e di intervenire prima che diventi un pericolo per i nostri autisti e per chi li circonda</em>.» <br></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ACI Salerno compie cento anni: una storia lunga un secolo racchiusa nel nuovo logo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/aci-salerno-compie-cento-anni-una-storia-lunga-un-secolo-racchiusa-nel-nuovo-logo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[ACI Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Ufficializzato all’Automobile Club Salerno il logo del centenario che accompagnerà tutti gli eventi che l’Ente sta programmando per il 2026 per ripercorrere i suoi primi cento anni dal lontano 1926. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ufficializzato all’Automobile Club Salerno il logo del centenario che accompagnerà tutti gli eventi che l’Ente sta programmando per il 2026 per ripercorrere i suoi primi cento anni dal lontano 1926.</p>



<p>«<em>Sono tante le iniziative che stiamo programmando per celebrare i primi cento anni dell’Automobile Club Salerno</em>» ha dichiarato il Presidente Vincenzo Demasi, che è parte integrante di questa gloriosa storia.</p>



<p>La presentazione del logo sancisce l’inizio di un intero anno che sarà ricco di iniziative legate a questo importante traguardo.</p>



<p>Cento anni dell’Automobile Club Salerno che, partendo da una piccola associazione di pochi fortunati possessori di auto, conta oggi circa 27.000 soci e rappresenta le istanze degli automobilisti salernitani, promuovendo l’educazione e la sicurezza stradale, lo sport automobilistico e numerosi servizi ai cittadini su tutti gli aspetti della mobilità, in un rapporto sempre più diretto e incisivo con i Soci, con gli automobilisti, e con le Istituzioni sul territorio.</p>



<p>Il logo celebrativo del centenario dell&#8217;Automobile Club Salerno combina diversi elementi simbolici che rappresentano la storia e l&#8217;identità dell&#8217;istituzione: il Numero 100 domina la composizione per indicare il secolo di vita del Club. All&#8217;interno dei due zeri sono inseriti i loghi principali: lo Stemma Storico dell’Automobile Club, nel primo zero, che presenta una ruota dentata, simbolo meccanico dell&#8217;automobile, che racchiude elementi araldici legati alla città di Salerno. Nel secondo zero il logo ACI moderno: Il rombo con la sigla ACI rappresenta l&#8217;appartenenza alla federazione nazionale dell&#8217;Automobile Club d’Italia.</p>



<p>Il Nastro Rosso che avvolge la base del numero 100, riportando le date 1926 &#8211; 2026, a sancire la continuità dell&#8217;attività nel tempo. Nella base blu, identificativa del colore ACI, appare la scritta &#8220;AUTOMOBILE CLUB SALERNO&#8221;, che identifica chiaramente la dimensione territoriale dell&#8217;Ente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Auto, Purcaro (Dekra): «Cinesi si consolidano, Europa rischia di rincorrere. Accelerare investimenti»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-purcaro-dekra-cinesi-si-consolidano-europa-rischia-di-rincorrere-accelerare-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[dekra]]></category>
		<category><![CDATA[forum auto motive]]></category>
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					<description><![CDATA[La mobilità cambia passo e l&#8217;Europa rischia di restare indietro se non accelera su innovazione, competenze e sicurezza. È il messaggio che arriva dal Forum Autom Motive 2026, appuntamento dedicato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La mobilità cambia passo e l&#8217;Europa rischia di restare indietro se non accelera su innovazione, competenze e sicurezza. È il messaggio che arriva dal Forum Autom Motive 2026, appuntamento dedicato al futuro del settore, dove al centro c&#8217;è la trasformazione dell&#8217;industria automobilistica tra intelligenza artificiale, digitalizzazione e nuovi modelli di mobilità. </p>



<p>«<em>L&#8217;industria automotive sta vivendo una trasformazione senza precedenti</em> &#8211; spiega Toni Purcaro, presidente Dekra Italia &#8211; <em>i costruttori cinesi sono ormai una realtà consolidata e la competizione si è fatta più serrata: il rischio è che l&#8217;Europa si trovi a rincorrere se non accelera sugli investimenti e sulle nuove tecnologie</em>.»</p>



<p>Un passaggio che riguarda direttamente anche la viabilità e l&#8217;organizzazione dei sistemi di trasporto, sempre più integrati con software e servizi digitali.</p>



<p>«<em>La sfida non è solo produttiva</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>ma riguarda un ecosistema più ampio che comprende intelligenza artificiale, progettazione e nuovi modelli di mobilità</em>.»</p>



<p>Da qui la necessità di rafforzare ricerca e formazione e di costruire una collaborazione più stretta tra industria e istituzioni.</p>



<p>«<em>Innovazione e competitività devono andare di pari passo con sicurezza, qualità e sostenibilità</em> &#8211; sottolinea Purcaro, indicando negli standard di controllo e affidabilità un nodo centrale anche per la gestione della mobilità futura. &#8211; <em>L&#8217;automotive europeo ha davanti una sfida cruciale: non subire la trasformazione, ma guidarla</em>.» </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La connected mobility in Italia vale 3,36 miliardi ma mancano i talenti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-connected-mobility-in-italia-vale-336-miliardi-ma-mancano-i-talenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
		<category><![CDATA[connected mobility]]></category>
		<category><![CDATA[gelly auto talks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=239616</guid>

					<description><![CDATA[Il mercato italiano della Connected Mobility corre veloce, segnando una&#160;crescita del 16% a fine 2024&#160;per un valore complessivo di&#160;3,36 miliardi di euro, ma permane uno scollamento tra rivoluzione tecnologica e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il mercato italiano della Connected Mobility corre veloce, segnando una&nbsp;<strong>crescita del 16% a fine 2024&nbsp;</strong>per un valore complessivo di&nbsp;<strong>3,36 miliardi di euro</strong>, ma permane uno scollamento tra rivoluzione tecnologica e nuove professioni. La vera sfida per il futuro del comparto si gioca sul terreno delle competenze e della formazione: il&nbsp;<strong>75% delle aziende fatica a trovare profili specializzati</strong>&nbsp;in elettrificazione, AI, guida autonoma e sostenibilità, in altre parole i talenti del domani, capaci di trainare la crescita.</p>



<p>È questo il dato centrale emerso dalla ricerca&nbsp;<strong>“Mobilità sostenibile e tecnologie intelligenti per i grandi eventi: le sfide della nuova mobilità”</strong>, realizzata dall’Osservatorio Connected Vehicle &amp; Mobility del&nbsp;<strong>Politecnico di Milano</strong>, con un contributo scientifico dell’<strong>Università degli Studi di Napoli Federico II</strong>. Il lavoro è stato presentato durante la tappa inaugurale del roadshow&nbsp;<strong>“Geely Auto Talks powered by Jameel Motors”</strong>, che ha preso il via a&nbsp;<strong>Napoli</strong>, presso la&nbsp;<strong>Fondazione Salvatore</strong>. Un appuntamento prestigioso,suggellato dalla partecipazione del Sindaco di Napoli&nbsp;<strong>Gaetano Manfredi</strong>, la cui presenza ha testimoniato l’alto valore strategico dell’iniziativa per il territorio.</p>



<p>Dopo il successo di Milano, l’evento segna il debutto del tour nazionale di&nbsp;<strong>Geely</strong>&nbsp;<strong>Auto&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Jameel Motors</strong>&nbsp;volto a esplorare il “Rinascimento tecnologico” dell’automotive, unendo la visione industriale del colosso automobilistico cinese – proprietario di marchi globali come Lynk &amp; Co, Volvo Cars, Lotus, Polestar e Zeekr – con l’eccellenza del sistema Italia, per alimentare una&nbsp;<strong>piattaforma di dialogo permanente tra i due paesi</strong>,&nbsp;affrontando in ogni tappa del tour lungo la Penisola&nbsp;<strong>approfondimenti verticali</strong>&nbsp;sulla&nbsp;mobilità globale del futuro,&nbsp;legati alle peculiarità dei singoli territori. L’evento di Napoli, in particolare, ha scelto come cornice i preparativi per l’<strong>America’s Cup 2027</strong>: l’esordio della storica regata nel capoluogo campano ha offerto l’occasione ideale per approfondire le strategie di&nbsp;<strong>gestione della mobilità durante i grandi eventi internazionali</strong>, con un focus sull’integrazione di AI, tecnologie smart e soluzioni sostenibili.</p>



<p>Il settore automotive sta vivendo un&nbsp;<strong>cambio di paradigma</strong>&nbsp;senza precedenti:&nbsp;la transizione energetica e l’avvento delle tecnologie intelligenti richiedono oggi un profondo aggiornamento delle competenze.&nbsp;Non è più solo questione di motori, ma di un&nbsp;<strong>“ecosistema della mobilità”&nbsp;</strong>integrato, dove l’eccellenza meccanica non basta; serve una&nbsp;<strong>formazione ibrida e trasversale</strong>&nbsp;per governare il cambiamento.</p>



<p>Secondo lo studio presentato a Napoli, se da un lato&nbsp;<strong>le nuove tecnologie integrate sono un “salva vita”</strong>&nbsp;– con i sistemi ADAS che hanno ridotto la gravità degli incidenti del 13% – dall’altro&nbsp;<strong>emerge un preoccupante gap professionale</strong>: una posizione su quattro nel campo IT e Data Management rimane scoperta, spingendo le aziende ad adottare la&nbsp;<strong>strategia “Make”</strong>, ovvero la&nbsp;<strong>formazione interna dei talenti</strong>&nbsp;per sopperire alla carenza di specialisti esterni.</p>



<p><strong>Marco Santucci</strong>,&nbsp;<strong>Managing Director Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr</strong>, ha dichiarato:“<em>La trasformazione che sta attraversando il settore automotive è fortemente tecnologica, come ci dimostra un marchio come Geely Auto, ma anche profondamente culturale e professionale. La vera sfida oggi non è più immaginare la mobilità del futuro, ma costruire le competenze necessarie per renderla concreta. Come Geely Auto crediamo che sia fondamentale&nbsp;<strong>creare un ponte solido tra mondo industriale, università e istituzioni</strong>.&nbsp;</em><em>La presenza del&nbsp;<strong>MUR</strong>&nbsp;all’evento suggella una collaborazione fondamentale per&nbsp;<strong>mappare le nuove opportunità lavorative</strong>,&nbsp;</em><strong><em>investendo nella formazione e nello sviluppo di nuovi talenti</em></strong><em>. Un impegno che poggia su basi scientifiche solide, grazie ai dati del&nbsp;<strong>Politecnico di Milano</strong>. Solo attraverso un ecosistema collaborativo possiamo colmare il gap di competenze e accompagnare l’Italia in questo Rinascimento tecnologico, rendendola protagonista nella mobilità globale sostenibile e connessa</em>.”</p>



<p>“<em>Il tema dell&#8217;innovazione tecnologica applicato al settore della mobilità è più che mai cruciale. La possibilità di spostarsi agevolmente e di&nbsp;<strong>immaginare nuove strade per il futuro è fondamentale per le istituzioni, anche a livello locale</strong>. Abbiamo avuto la possibilità di lavorarci con le risorse del PNRR e, per il Comune di Napoli, il settore dei trasporti e della mobilità sostenibile ha previsto un gran volume di investimenti. La stessa applicazione della Connected Mobility ai grandi eventi può essere uno snodo cruciale e può spingerci a costruire buone pratiche e una visione condivisa. Come in molti settori in evoluzione,&nbsp;<strong>il tema della formazione e della valorizzazione delle nuove professionalità è la vera sfida.</strong>&nbsp;Sono molto felice che Napoli abbia potuto ospitare questa discussione e favorire l&#8217;incontro tra istituzioni, stakeholder e mondo della ricerca</em>”<em>,&nbsp;</em>ha commentato il&nbsp;<strong>Sindaco di Napoli</strong>,&nbsp;<strong>Gaetano Manfredi</strong>.</p>



<p>La presentazione dei dati ha stimolato un confronto tecnico di alto profilo tra leader industriali e stakeholder del settore, moderato dal giornalista&nbsp;<strong>Fabio De Rossi</strong>. Sono intervenuti&nbsp;<strong>Diego Nepi Molineris</strong>, AD di Sport e Salute SpA, che ha analizzato il legame tra grandi eventi sportivi e flussi urbani;&nbsp;<strong>Antonio Amato</strong>, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Unione Industriali Napoli;&nbsp;<strong>Filippo Rizzi Ariani</strong>, Commercial Manager di Grimaldi Group;&nbsp;<strong>William Griffini</strong>, AD di Carter&amp;Benson, che ha approfondito l’evoluzione dei modelli di leadership e recruiting in un mercato guidato dall’intelligenza artificiale;&nbsp;<strong>Alessandro Grandinetti</strong>, Senior Partner di PwC.</p>



<p>L’evento ha confermato che l’<strong>integrazione tra guida autonoma, digital twin e infrastrutture smart&nbsp;</strong>è già una realtà matura, capace di rivoluzionare la gestione della mobilità urbana anche in occasione dei grandi eventi, attraverso nuove figure professionali strategiche come i&nbsp;<strong>coordinatori di trasporto</strong>&nbsp;e i&nbsp;<strong>supervisori delle Control Room</strong>.</p>



<p>Dopo la tappa di Napoli, il tour di&nbsp;<strong>Geely Auto e Jameel Motors</strong>&nbsp;continua attraverso l’Italia per&nbsp;<strong>promuovere le competenze della mobilità del futuro</strong>. Il progetto punta a creare&nbsp;un&nbsp;<strong>ecosistema collaborativo</strong>,&nbsp;tra dealer locali,&nbsp;istituzioni, università e stakeholder della filiera, trasformando ogni incontro in un’occasione per&nbsp;<strong>allineare la formazione alle reali esigenze del mercato</strong>.&nbsp;Un percorso che si traduce in azioni tangibili per il sistema Paese: dal&nbsp;<strong>finanziamento di dottorati di ricerca e borse di studio in collaborazione con il MUR</strong>, allo sviluppo della rete di vendita e servizi, con l’obiettivo di creare nuove opportunità di lavoro e sostenere la crescita del settore automotive in Italia.</p>
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		<title>Auto, i modelli più adatti per chi vive tra curve e tornanti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-i-modelli-piu-adatti-per-chi-vive-tra-curve-e-tornanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 21:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[auto nelle curve]]></category>
		<category><![CDATA[Toyota tarsi]]></category>
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					<description><![CDATA[Nelle aree collinari e montane, così come nei piccoli centri caratterizzati da strade strette e ricche di curve, la scelta dell’automobile incide in modo significativo su sicurezza e comfort. Nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Nelle aree collinari e montane, così come nei piccoli centri caratterizzati da strade strette e ricche di curve, la scelta dell’automobile incide in modo significativo su sicurezza e comfort. Nel 2026, il mercato offre soluzioni sempre più evolute, con tecnologie avanzate pensate proprio per migliorare la stabilità e il controllo alla guida.</p>



<p class="p1">Tra gli elementi più importanti restano la maneggevolezza, uno sterzo preciso e un assetto equilibrato. Le auto compatte di ultima generazione continuano a essere tra le più indicate: modelli come la Toyota Yaris e la Volkswagen Polo garantiscono agilità nei tratti stretti e buona tenuta nelle curve, grazie anche ai sistemi elettronici di assistenza aggiornati.</p>



<p class="p1">Negli ultimi anni si è rafforzata anche la presenza dei SUV compatti, che nel 2026 risultano più stabili rispetto al passato grazie a piattaforme migliorate e assetti più raffinati. Veicoli come la Peugeot 2008 e la Audi Q2 offrono una guida sicura e una posizione rialzata, utile per una maggiore visibilità nei percorsi tortuosi.</p>



<p class="p1">Per chi affronta frequentemente strade di montagna o condizioni meteo difficili, restano centrali i modelli con trazione integrale. La Subaru XV continua a essere un riferimento per stabilità e aderenza, soprattutto su fondi scivolosi o innevati.</p>



<p class="p1">Un ruolo sempre più rilevante è svolto dai sistemi di assistenza alla guida di nuova generazione, ormai diffusi anche nei segmenti più accessibili: controllo elettronico della stabilità evoluto, assistenza alla traiettoria e sistemi di frenata automatica contribuiscono a ridurre il rischio nelle curve più impegnative.</p>



<p class="p1">Infine, resta fondamentale la scelta degli pneumatici, che nel 2026 beneficiano di tecnologie migliorate per garantire maggiore aderenza e durata, soprattutto su percorsi misti.</p>



<p class="p1">In sintesi, per chi vive in zone ricche di curve la scelta ideale si orienta verso auto compatte o SUV di piccole dimensioni, dotati di tecnologie avanzate e, nei casi più impegnativi, di trazione integrale. Un mix che consente di affrontare ogni percorso con maggiore sicurezza e controllo.</p>
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		<title>Noleggio a lungo termine: opportunità o costo nascosto?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/noleggio-a-lungo-termine-opportunita-o-costo-nascosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 18:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[noleggio a lungo termine]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni il noleggio a lungo termine si è affermato come una delle formule più discusse nel settore auto e moto. Sempre più privati e aziende lo scelgono come [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni il <strong>noleggio a lungo termine</strong> si è affermato come una delle formule più discusse nel settore <strong>auto e moto</strong>. Sempre più privati e aziende lo scelgono come alternativa all’acquisto o al leasing, attratti dalla possibilità di utilizzare un veicolo nuovo pagando un canone mensile che include diversi servizi. Allo stesso tempo non mancano le critiche da parte di chi considera questa soluzione meno conveniente nel lungo periodo.</p>



<p>Il principio è semplice: si paga una rata mensile per utilizzare un veicolo per un periodo prestabilito – di solito tra i 24 e i 60 mesi – con servizi inclusi come assicurazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, assistenza stradale e, in molti casi, anche il cambio gomme. Al termine del contratto il mezzo viene restituito senza obbligo di acquisto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I vantaggi secondo i sostenitori</h3>



<p>Chi sostiene il noleggio a lungo termine sottolinea soprattutto la <strong>prevedibilità dei costi</strong>. Con una rata fissa mensile è possibile pianificare la spesa senza preoccuparsi di assicurazione, manutenzione o svalutazione del veicolo.</p>



<p>Tra i principali vantaggi indicati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Costi certi e senza sorprese</strong>, grazie ai servizi inclusi nel canone</li>



<li><strong>Nessun investimento iniziale importante</strong>, come avviene con l’acquisto</li>



<li><strong>Veicolo sempre nuovo o recente</strong>, con possibilità di cambiarlo a fine contratto</li>



<li><strong>Gestione semplificata</strong>, perché molte incombenze sono a carico della società di noleggio</li>
</ul>



<p>Per le aziende e i professionisti, inoltre, il noleggio rappresenta spesso anche una <strong>soluzione fiscalmente vantaggiosa</strong>, grazie alla possibilità di dedurre parte dei costi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le critiche dei detrattori</h3>



<p>I detrattori, invece, mettono in evidenza alcuni aspetti che renderebbero questa formula meno conveniente rispetto alla proprietà del veicolo.</p>



<p>La principale critica riguarda il fatto che <strong>alla fine del contratto non si possiede nulla</strong>: dopo anni di pagamento del canone il veicolo viene restituito senza creare un patrimonio.</p>



<p>Tra gli altri punti critici spesso citati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Limiti di chilometraggio</strong>, con costi aggiuntivi se si superano i limiti previsti</li>



<li><strong>Penali per recesso anticipato</strong> o modifiche del contratto</li>



<li><strong>Costi per eventuali danni alla restituzione del veicolo</strong></li>



<li><strong>Canone mensile che nel lungo periodo può risultare più elevato rispetto all’acquisto</strong></li>
</ul>



<p>Secondo alcuni automobilisti, inoltre, il noleggio a lungo termine è conveniente soprattutto per chi cambia spesso veicolo o percorre molti chilometri, mentre potrebbe essere meno vantaggioso per chi utilizza l’auto per molti anni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un mercato in crescita</h3>



<p>Nonostante il dibattito tra sostenitori e detrattori, il noleggio a lungo termine continua a crescere in Italia, trainato soprattutto da aziende e professionisti ma con una quota sempre più rilevante di <strong>privati</strong>.</p>



<p>La diffusione di questa formula è legata anche ai cambiamenti nel modo di vivere la mobilità: sempre più utenti preferiscono <strong>pagare per l’utilizzo del veicolo</strong> piuttosto che sostenerne l’intero costo di acquisto e gestione.</p>



<p>Per questo il noleggio a lungo termine resta uno dei temi più discussi nel settore della mobilità: per alcuni rappresenta il futuro dell’auto e della moto, per altri una soluzione da valutare con attenzione caso per caso.</p>
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		<title>Motori: dagli anni ’50 ai ’90, gli scooter simbolo di un’epoca</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/motori-dagli-anni-50-ai-90-gli-scooter-simbolo-di-unepoca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 15:38:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[scooter del passato]]></category>
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					<description><![CDATA[Pratici, economici e facili da guidare, gli scooter hanno rappresentato per decenni uno dei mezzi di trasporto più diffusi in Italia e in gran parte d’Europa. Dalla ricostruzione del dopoguerra [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pratici, economici e facili da guidare, gli scooter hanno rappresentato per decenni uno dei mezzi di trasporto più diffusi in Italia e in gran parte d’Europa. Dalla ricostruzione del dopoguerra fino agli anni Novanta, questi veicoli a due ruote hanno accompagnato la mobilità quotidiana di milioni di persone, diventando anche un simbolo culturale di diverse generazioni.</p>



<p>Tra i modelli che hanno segnato la storia degli scooter c’è la Vespa 98, il primo scooter prodotto nel 1946 dalla Piaggio. Progettato dall’ingegnere Corradino D’Ascanio, il modello nacque con l’obiettivo di offrire un mezzo semplice e accessibile in un’Italia che usciva dalla Seconda guerra mondiale. Con il suo telaio compatto e la pedana piatta, la Vespa divenne rapidamente uno dei veicoli più diffusi nelle città.</p>



<p>Negli stessi anni arrivò sul mercato anche la Lambretta prodotta dalla Innocenti. Lanciata nel 1947, la Lambretta rappresentò per decenni la principale rivale della Vespa e contribuì alla diffusione degli scooter in Italia e all’estero. I modelli delle serie LI e SX furono tra i più apprezzati dagli appassionati e dai giovani degli anni Sessanta.</p>



<p>La popolarità degli scooter crebbe ulteriormente tra gli anni Cinquanta e Sessanta, anche grazie alla loro presenza nella cultura popolare e nel cinema. Il modello Vespa 125 comparve nel film Vacanze Romane del 1953, con Audrey Hepburn e Gregory Peck, contribuendo a trasformare lo scooter italiano in un simbolo internazionale di stile e libertà.</p>



<p>Negli anni Ottanta e Novanta il mercato si ampliò con l’arrivo di nuovi modelli più moderni e automatici, come il Honda SH della Honda, che introdusse soluzioni tecniche più avanzate e una maggiore facilità di utilizzo nella mobilità urbana.</p>



<p>Oggi gli scooter continuano a essere una presenza importante nelle città, ma molti dei modelli storici restano oggetti di culto per collezionisti e appassionati. Raduni e manifestazioni dedicate ai veicoli d’epoca testimoniano l’interesse ancora vivo per questi mezzi che, per decenni, hanno rappresentato una delle immagini più riconoscibili della mobilità italiana.</p>
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		<title>Motorismo storico: pioggia di premi ASI per il Club Salerno Autostoriche</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/motorismo-storico-pioggia-di-premi-asi-per-il-club-salerno-autostoriche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 15:59:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[asi]]></category>
		<category><![CDATA[moto auto raduni]]></category>
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					<description><![CDATA[Grande successo per il Club Salerno Autostoriche, guidato dal vulcanico ingegnere Dino Nardiello, tra i protagonisti delle Premiazioni ASI 2026 dedicate alle manifestazioni 2025 organizzate dall’Automotoclub Storico Italiano. La cerimonia, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Grande successo per il <strong>Club Salerno Autostoriche</strong>, guidato dal vulcanico ingegnere <strong>Dino Nardiello</strong>, tra i protagonisti delle <strong>Premiazioni ASI 2026</strong> dedicate alle manifestazioni 2025 organizzate dall’Automotoclub Storico Italiano. La cerimonia, dedicata ai migliori eventi del motorismo storico italiano organizzati nel corso dell’anno, ha visto il sodalizio salernitano distinguersi con numerosi e prestigiosi riconoscimenti, a testimonianza di un impegno che coniuga passione per i veicoli storici, cultura, solidarietà e valorizzazione del territorio.</p>



<p>Il Club Salerno Autostoriche ha ricevuto importanti premi per le attività svolte nel 2025.</p>



<p><strong>Trofeo ASI Giovani 2025 – Eventi Giovani</strong>, assegnato per l’impegno nel coinvolgere le nuove generazioni attraverso iniziative formative e progetti di educazione alla sicurezza stradale.</p>



<p><strong>Premio ASI Solidale</strong>, conferito per l’impegno sociale che contraddistingue da sempre le manifestazioni del club e per l’attenzione verso iniziative a favore della comunità.</p>



<p><strong>Premio Qualità ASI 2025</strong>, attribuito per l’eccellenza organizzativa delle manifestazioni, caratterizzate da una forte impronta culturale e dalla valorizzazione del motorismo storico insieme alle aree interne del territorio.</p>



<p><strong>Premio ASI 2025 – Marco Polo</strong>, assegnato alla manifestazione “Raduno Costa del Cilento tra Mito e Leggenda”, evento capace di coniugare passione motoristica, tradizioni locali e promozione delle bellezze del Cilento.</p>



<p><strong>Premio per il 1° Raduno Motociclistico “Da Salerno ai Monti del Matese”,</strong> realizzato in interscambio con il Club Auto e Moto Antichi Sanniti, riconoscimento per un’iniziativa che ha favorito l’incontro tra territori e appassionati, valorizzando itinerari storici e paesaggistici di grande fascino.</p>



<p>Nel corso della cerimonia sono intervenuti i rappresentanti delle commissioni ASI, che hanno voluto sottolineare il ruolo fondamentale svolto dai club federati in tutta Italia.</p>



<p>Il presidente dell’ASI, <strong>Alberto Scuro</strong>, ha ricordato:<br>“Il motorismo storico italiano vive grazie alla passione e alla dedizione dei club federati. Ogni manifestazione rappresenta un momento di valorizzazione della nostra storia motoristica e un’occasione per promuovere cultura, territorio e tradizioni”.</p>



<p>Il presidente della Commissione Manifestazioni Auto ASI, <strong>Ivo Serio</strong>, ha voluto rivolgere un ringraziamento a tutti i sodalizi italiani:<br>“Dietro ogni evento di successo c’è il lavoro instancabile di tanti volontari e appassionati. Desidero ringraziare tutti i club italiani che, con entusiasmo, competenza e spirito di collaborazione, rendono possibile un calendario di manifestazioni di altissimo livello”.</p>



<p>Il presidente della Commissione ASI Solidale, <strong>Antonio D’Urso</strong>, ha evidenziato il valore sociale delle attività dei club:<br>“Sempre più spesso le iniziative dei club diventano occasioni di solidarietà e attenzione verso le comunità locali. Questo dimostra che la passione per i veicoli storici può trasformarsi in un importante strumento di sensibilizzazione e impegno sociale”.</p>



<p>Infine, la presidente della Commissione Manifestazioni Moto ASI, <strong>Elvira Dal Degan</strong>, ha sottolineato il ruolo crescente delle due ruote nel panorama del motorismo storico:<br>“Le manifestazioni motociclistiche rappresentano una parte sempre più dinamica del motorismo storico italiano. Grazie all’impegno dei club, la cultura delle moto d’epoca continua a vivere e a diffondersi, coinvolgendo sempre nuovi appassionati e valorizzando territori e tradizioni”.</p>



<p>Nel corso delle premiazioni grande successo anche per il <strong>Circolo Florio</strong>, presieduto dalla dott.ssa <strong>Franca Laura Mancuso</strong>, che ha ricevuto la meritata <strong>Manovella d’Oro</strong>, uno dei più prestigiosi riconoscimenti del motorismo storico italiano.</p>



<p>Un traguardo che testimonia la qualità delle manifestazioni organizzate dal sodalizio e il valore del lavoro svolto nel tempo. La vicinanza, l’amicizia e la stima che da sempre uniscono il Circolo Florio e il Club Salerno Autostoriche rappresentano un esempio concreto di collaborazione tra club federati. Uno spirito di condivisione che si conferma motore vincente per un’ASI sempre più collaborativa, capace di preservare i valori che accomunano gli appassionati e di arricchire, attraverso la cooperazione tra i club, l’amore per il motorismo storico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’intervento del presidente Nardiello</h3>



<p>Il presidente del Club Salerno Autostoriche, <strong>Dino Nardiello</strong>, ha voluto condividere il riconoscimento con tutti i soci e collaboratori del club: “Ricevere questi premi è per noi motivo di grande orgoglio. Il nostro club lavora con passione per valorizzare il motorismo storico non solo come patrimonio tecnico, ma anche come cultura e strumento di promozione del territorio. Coinvolgere i giovani, sostenere iniziative solidali e raccontare la storia dei nostri territori attraverso le manifestazioni è la missione che ci guida ogni giorno. Questi riconoscimenti appartengono a tutti i nostri soci e a chi, con entusiasmo, continua a credere nel valore del motorismo storico”.</p>
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		<title>Ducati Multistrada V4 vince il Premio Moto Europa 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ducati-multistrada-v4-vince-il-premio-moto-europa-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 12:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ducati Multistrada V4]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Moto Europa 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[La Ducati Multistrada V4 è stata la grande protagonista della prima edizione del Premio Moto Europa, il riconoscimento promosso dall’Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive (UIGA) dedicato alla moto più interessante per [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>Ducati Multistrada V4</strong> è stata la grande protagonista della prima edizione del <strong>Premio Moto Europa</strong>, il riconoscimento promosso dall’<strong>Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive (UIGA)</strong> dedicato alla moto più interessante per il mercato dell’Unione Europea. La cerimonia di premiazione si è svolta durante <strong>Motodays 2026</strong>, la manifestazione organizzata da <strong>Fiera Roma</strong> e giunta alla 14ª edizione, considerata uno dei principali appuntamenti motociclistici del Centro-Sud Italia, con tre giorni di test, incontri e attività per appassionati.</p>



<p>Tra le cinque finaliste – <strong>Aprilia Tuono 457</strong>, <strong>BMW R 1300 GS</strong>, <strong>Royal Enfield Bear 650</strong>, <strong>Yamaha R9</strong> e <strong>Ducati Multistrada V4</strong> – la moto di Borgo Panigale ha conquistato il titolo grazie a un sistema di votazione combinato che ha unito il giudizio del pubblico, espresso online e in fiera, con quello di una giuria composta dai soci UIGA e giornalisti specializzati. La selezione ha valutato innovazione tecnologica, contenuti tecnici, posizionamento commerciale e capacità di interpretare le nuove esigenze della mobilità su due ruote.</p>



<p>La cerimonia è stata condotta dal presidente UIGA, <strong>Gaetano Cesarano</strong>, insieme alla giornalista <strong>Michela Persico</strong>, mentre il premio è stato consegnato da <strong>Giacomo Agostini</strong>, leggenda del motociclismo e detentore di numerosi record.</p>



<p>Durante l’evento è stato inoltre assegnato un <strong>premio speciale della giuria</strong> allo <strong>Honda SH</strong>, riconosciuto per aver reinterpretato in chiave moderna e funzionale il concetto di scooter attraverso un’evoluzione continua.</p>



<p>Con il <strong>Premio Moto Europa</strong>, UIGA rafforza il proprio impegno nel raccontare e valorizzare il mondo delle due ruote, un settore in crescita nel panorama europeo. La <strong>Ducati Multistrada V4</strong> si conferma così come una delle moto più innovative e capaci di interpretare le nuove tendenze della mobilità su due ruote.</p>



<p class="has-small-font-size">(Ph autotecnica.org)</p>
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		<item>
		<title>Le cinque moto che hanno segnato il mercato europeo nel 2025</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-cinque-moto-che-hanno-segnato-il-mercato-europeo-nel-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 17:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[moto]]></category>
		<category><![CDATA[premio moto europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mercato motociclistico europeo continua a vivere una fase di grande fermento. Nuove tecnologie, motori sempre più raffinati e un design capace di coniugare sportività e versatilità stanno ridefinendo l’esperienza [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il mercato motociclistico europeo continua a vivere una fase di grande fermento. Nuove tecnologie, motori sempre più raffinati e un design capace di coniugare sportività e versatilità stanno ridefinendo l’esperienza di guida. Tra le numerose novità presentate negli ultimi mesi, alcuni modelli si sono distinti per contenuti tecnici, personalità e capacità di interpretare le diverse anime del motociclismo contemporaneo.</p>



<p>Cinque di queste moto sono state selezionate come finaliste del Premio Moto Europa 2026, riconoscimento promosso dall’Unione Italiana Giornalisti dell&#8217;Automotive (Uiga) che ha individuato i modelli più significativi lanciati sul mercato europeo nei dodici mesi precedenti. La vincitrice sarà annunciata domani, <strong>7 marzo</strong>, durante la manifestazione Motodays 2026, in programma alla Fiera Roma.</p>



<p>Tra i modelli in gara figurano Aprilia Tuono 457, BMW R 1300 GS, Ducati Multistrada V4, Royal Enfield Bear 650 e Yamaha R9. Cinque interpretazioni molto diverse della passione per le due ruote, che raccontano altrettanti modi di vivere la moto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Aprilia Tuono 457: sportiva accessibile</h3>



<p>Con la Tuono 457, Aprilia propone una naked sportiva pensata soprattutto per i motociclisti più giovani e per chi entra nel mondo delle due ruote di media cilindrata.</p>



<p>Leggera, agile e con un design aggressivo tipico della famiglia Tuono, questa moto punta su un bicilindrico moderno e su una ciclistica raffinata per la categoria. Il risultato è una moto divertente da guidare, adatta sia all’uso quotidiano sia a qualche uscita più sportiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading">BMW R 1300 GS: l’evoluzione dell’icona</h3>



<p>Quando si parla di maxi enduro è impossibile non citare la BMW R 1300 GS di BMW Motorrad. Evoluzione della celebre GS, uno dei modelli più venduti in Europa, questa nuova versione introduce un motore boxer completamente aggiornato e una riduzione complessiva del peso.</p>



<p>Tecnologia avanzata, elettronica sofisticata e un comfort elevato rendono la R 1300 GS una moto pensata per chi ama i grandi viaggi, ma anche per chi cerca prestazioni e sicurezza su qualsiasi tipo di percorso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ducati Multistrada V4: la regina del turismo sportivo</h3>



<p>Tra le protagoniste del segmento adventure-touring c’è anche la Ducati Multistrada V4, una delle moto più tecnologicamente avanzate della gamma Ducati.</p>



<p>Dotata del potente motore V4 Granturismo e di sofisticati sistemi elettronici di assistenza alla guida, la Multistrada rappresenta l’incontro tra prestazioni sportive e comfort da viaggio. Una moto progettata per affrontare lunghe distanze con grande facilità, ma capace allo stesso tempo di offrire emozioni tipiche del marchio di Borgo Panigale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Royal Enfield Bear 650: il fascino del retrò</h3>



<p>Con la Royal Enfield Bear 650, Royal Enfield punta invece sul fascino delle linee classiche reinterpretate in chiave moderna. La moto si ispira allo stile scrambler e alle competizioni off-road degli anni Sessanta, ma integra soluzioni tecniche contemporanee.</p>



<p>Il bicilindrico da 650 cc, ormai collaudato nella gamma del marchio, garantisce una guida fluida e piacevole, mentre l’estetica vintage la rende particolarmente apprezzata dagli appassionati che cercano una moto dal forte carattere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Yamaha R9: la nuova supersportiva</h3>



<p>Tra le novità più attese c’è infine la Yamaha R9, con cui Yamaha amplia la propria famiglia di sportive della serie “R”.</p>



<p>La moto nasce attorno al celebre motore tre cilindri CP3 e punta a offrire prestazioni elevate unite a una gestione elettronica avanzata. Pensata per chi ama la guida sportiva, la R9 rappresenta una delle proposte più interessanti nel segmento delle supersportive di nuova generazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un mercato sempre più vario</h3>



<p>Questi cinque modelli dimostrano quanto il mondo delle due ruote sia oggi estremamente diversificato. Dalle naked leggere alle maxi enduro da viaggio, dalle sportive pure alle moto dal gusto vintage, il mercato europeo offre soluzioni per ogni tipo di motociclista.</p>



<p>Proprio tra queste cinque finaliste sarà scelta la moto vincitrice del Premio Moto Europa 2026, il cui nome sarà annunciato domani, <strong>7 marzo</strong>, nel corso di Motodays 2026 a Fiera Roma. Un riconoscimento che, al di là della competizione, fotografa l’evoluzione e la vitalità del motociclismo europeo. </p>



<p class="has-small-font-size">(Foto generica da Canva)</p>
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		<title>Castellabate, più sicurezza stradale: al via l’installazione di rilevatori di velocità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-piu-sicurezza-stradale-al-via-linstallazione-di-rilevatori-di-velocita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 13:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[rilevatori di velocità]]></category>
		<category><![CDATA[santa maria castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Amministrazione Comunale di Castellabate ha avviato l’installazione di rilevatori di velocità lungo la Via del Mare (ex SS267) nel centro abitato di Santa Maria, nell’ambito di un piano volto a [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’Amministrazione Comunale di <strong>Castellabate</strong> ha avviato l’installazione di rilevatori di velocità lungo la <strong>Via del Mare (ex SS267)</strong> nel centro abitato di <strong>Santa Maria</strong>, nell’ambito di un piano volto a migliorare la sicurezza stradale.</p>



<p>L’iniziativa mira a <strong>ridurre la velocità di percorrenza</strong> nei tratti più critici e frequentati del territorio, offrendo una tutela maggiore sia agli automobilisti sia ai pedoni che quotidianamente attraversano la zona. Secondo l’amministrazione, il progetto punta a incentivare una <strong>guida più consapevole e responsabile</strong>, limitando i rischi di incidenti e promuovendo comportamenti virtuosi al volante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Strade più sicure e pedoni tutelati</h3>



<p>Nei prossimi giorni, oltre ai rilevatori di velocità, sono previsti interventi aggiuntivi: <strong>incremento degli attraversamenti pedonali</strong> e potenziamento della <strong>segnaletica stradale</strong> nei punti più sensibili, per migliorare ulteriormente la sicurezza di residenti e turisti.</p>



<p>L’azione rientra in un programma più ampio di <strong>prevenzione e tutela della viabilità</strong> nel comune cilentano, confermando l’attenzione dell’amministrazione alla sicurezza urbana e alla protezione dei cittadini in aree ad alta frequentazione.</p>



<p>Con questa misura, Castellabate si allinea alle migliori pratiche di sicurezza stradale, puntando su strumenti tecnologici e interventi infrastrutturali per rendere le strade del centro abitato più sicure e vivibili.</p>
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		<title>Auto elettriche in Italia: crescita inarrestabile tra sfide e infrastrutture da potenziare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-elettriche-in-italia-crescita-inarrestabile-tra-sfide-e-infrastrutture-da-potenziare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 19:54:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche in italia]]></category>
		<category><![CDATA[transizione mobolità elettricha]]></category>
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					<description><![CDATA[La transizione verso la mobilità elettrica in Italia è un fenomeno in pieno svolgimento, segnato da progressi evidenti ma anche da ostacoli rilevanti che ne rallentano la diffusione su larga [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La transizione verso la mobilità elettrica in Italia è un fenomeno in pieno svolgimento, segnato da progressi evidenti ma anche da ostacoli rilevanti che ne rallentano la diffusione su larga scala. Nel corso del 2025 si sono registrati segnali positivi di crescita nella vendita di auto elettriche (EV), ma il Paese resta ancora indietro rispetto ad altri mercati europei, con tassi di penetrazione più contenuti e infrastrutture da potenziare.</p>



<p>Le statistiche ufficiali riflettono un mercato in espansione. Nel corso del 2025 le immatricolazioni di <strong>veicoli elettrici a batteria (BEV)</strong> in Italia sono aumentate in modo significativo rispetto all’anno precedente: secondo l’European Alternative Fuels Observatory, le vendite di BEV hanno registrato una forte ripresa, mentre quelle di veicoli plug‑in hybrid (PHEV) hanno mostrato una dinamica di crescita, portando complessivamente i veicoli ricaricabili a rappresentare oltre il <strong>12 % delle nuove registrazioni in alcune fasi dell’anno</strong>. Questa accelerazione è stata sostenuta da una domanda crescente, una maggiore disponibilità di modelli e incentivi economici mirati. </p>



<p>Tuttavia, nonostante il balzo percentuale, l’Italia <strong>rimane al di sotto della media europea</strong> per quota di mercato delle auto elettriche. Nel primo semestre del 2025, ad esempio, la penetrazione delle BEV si è attestata poco oltre il <strong>5 % delle nuove immatricolazioni</strong>, un livello inferiore rispetto a paesi come Francia, Germania o Regno Unito, dove l’elettrico ha raggiunto quote ben più elevate. Questo dato evidenzia come, pur crescendo, l’adozione dell’elettrico nel nostro Paese sia ancora in una fase di consolidamento e richieda ulteriori stimoli per colmare il divario con il resto dell’Unione Europea. </p>



<p>Una componente fondamentale per l’adozione dell’elettrico riguarda le <strong>infrastrutture di ricarica</strong>, la cui espansione è percepita come un prerequisito essenziale per la diffusione sostenuta dei veicoli elettrici. L’Italia ha fatto passi avanti in questo campo: alla fine del 2024 e all’inizio del 2025 il numero di <strong>punti di ricarica pubblica ha superato ampiamente le 60 000 unità</strong>, con una crescita significativa rispetto agli anni precedenti. Inoltre, la distribuzione delle colonnine sta migliorando, portando copertura anche in zone meno servite del Paese, sebbene permangano significative disparità tra Nord, Centro e Sud. </p>



<p>Nonostante questi sviluppi, gli esperti sottolineano che <strong>la rete di ricarica deve ancora essere rafforzata per rispondere pienamente alle esigenze di una massa critica di automobilisti</strong>. Le principali criticità riguardano la densità dei punti di ricarica ultra‑veloce lungo le principali arterie autostradali e l’omogeneità territoriale: zone più periferiche e regioni meridionali restano ancora meno servite rispetto al Nord, dove la diffusione di infrastrutture è più consolidata. </p>



<p>Il quadro italiano è inoltre influenzato da politiche e incentivi. Il governo ha varato programmi di sussidi per sostenere l’acquisto di auto elettriche, con bonus rilevanti per privati e imprese che demoliscono veicoli a combustione più datati in favore di EV più puliti. Questi incentivi hanno l’obiettivo di accelerare la transizione e ridurre le emissioni atmosferiche nelle aree urbane più congestionate e inquinate, ma la loro efficacia dipende dall’adeguatezza e continuità delle misure nel tempo. </p>



<p>In conclusione, la mobilità elettrica in Italia sta vivendo una fase di crescita reale, caratterizzata da numeri in aumento e da un’espansione delle infrastrutture di ricarica. Tuttavia, il percorso verso una transizione completa è ancora lungo: permangono sfide legate alla copertura infrastrutturale, al divario con altri mercati europei e alla necessità di sistemi di incentivo stabili e mirati. Per fare dell’Italia un mercato pienamente protagonista della rivoluzione elettrica, sarà fondamentale continuare a investire in infrastrutture, modelli accessibili e politiche coerenti nel medio‑lungo termine.</p>
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		<title>L’ascesa dei SUV compatti: come i crossover stanno dominando il mercato automobilistico</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lascesa-dei-suv-compatti-come-i-crossover-stanno-dominando-il-mercato-automobilistico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 19:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[suv]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni il panorama dell’auto in Europa e in Italia si è trasformato profondamente: i SUV e i crossover compatti, una volta nicchia di mercato, sono diventati la scelta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni il panorama dell’auto in Europa e in Italia si è trasformato profondamente: i SUV e i crossover compatti, una volta nicchia di mercato, sono diventati <strong>la scelta preferita da una vasta fetta di automobilisti</strong>, alterando abitudini di acquisto consolidate e influenzando l’offerta delle case costruttrici. La popolarità di questi veicoli è sostenuta non solo da numeri di vendita in costante crescita, ma anche da preferenze legate a stile di vita, praticità e percezione di valore da parte dei consumatori.</p>



<p>Secondo dati di mercato recentemente raccolti, in Europa i SUV raggiungono <strong>quota record: oltre il 50 % delle nuove auto vendute nel 2025 appartiene a questo segmento</strong>, con una quota di mercato stimata intorno al 59 % nel corso dell’anno, confermando la dominanza del SUV tra le scelte degli automobilisti. All’interno di questo ampio segmento, i <strong>modelli compatti e i piccoli crossover (B‑SUV e C‑SUV)</strong> giocano un ruolo di primo piano, rappresentando la fetta più significativa delle vendite grazie alla loro combinazione di versatilità urbana, efficienza e appeal estetico. </p>



<p>In Italia la situazione riflette questa tendenza. Il segmento dei SUV compatti e piccoli SUV si attesta come tra i più rilevanti nelle immatricolazioni nazionali, con modelli come <strong>Jeep Avenger</strong> e <strong>Toyota Yaris Cross</strong> che si affermano tra le vetture più vendute dell’anno. La crescita di questi veicoli è stata costante: la Jeep Avenger, ad esempio, si è imposta come protagonista nel mercato italiano durante il 2025, con decine di migliaia di unità immatricolate e una forte presenza sia nelle versioni ibride che in quella completamente elettrica.</p>



<p>Il motivo alla base di questo successo non è univoco. I SUV compatti offrono al guidatore una <strong>posizione di seduta più alta</strong>, percepita come più sicura e confortevole, e <strong>spazio interno superiore rispetto alle utilitarie tradizionali</strong>, pur mantenendo ingombri esterni adatti alla guida urbana. Questo equilibrio tra dimensioni ridotte e funzionalità li rende particolarmente appetibili per famiglie, pendolari e chi desidera un veicolo che si adatti facilmente a diverse esigenze quotidiane. </p>



<p>Funzionano anche considerazioni di immagine: i SUV e i crossover non sono più percepiti solo come veicoli “off‑road” o da tempo libero, ma come auto <strong>tutte da vivere nel quotidiano</strong>, con linee moderne, tecnologia di bordo avanzata e, nella misura crescente di versioni ibride o elettrificate, un profilo più efficiente dal punto di vista energetico. A livello europeo, parte di questa tendenza è stata alimentata anche dalla crescente diffusione di motorizzazioni ibride e elettriche inserite proprio nel formato SUV, integrando così desiderio di praticità e spinta verso soluzioni più sostenibili. </p>



<p>Il risultato è un <strong>mutamento profondo del mercato automobilistico</strong>, dove segmenti storici come le utilitarie compatte o le berline tradizionali hanno perso terreno: le hatchback, un tempo tra i modelli più diffusi, vedono ora una quota significativamente ridotta rispetto al passato, mentre i SUV compatti continuano a guadagnare terreno anche in termini di preferenze d’acquisto. </p>



<p>Nonostante l’andamento complessivo positivo, analisti ed esperti di settore sottolineano che questo cambio di paradigma pone <strong>nuove sfide per la sostenibilità e la gestione delle flotte</strong>: la diffusione massiccia di SUV, anche se in molte versioni più efficienti, comporta in media <strong>consumi e pesi maggiori rispetto alle utilitarie tradizionali</strong>, con implicazioni sulle emissioni e sulle infrastrutture stradali. Allo stesso tempo, però, il segmento continua ad evolversi con l’introduzione di propulsioni ibride ed elettriche, cercando di coniugare la richiesta di praticità con obiettivi di sostenibilità ambientale. </p>



<p>In definitiva, i SUV compatti e i crossover rappresentano oggi <strong>il cuore pulsante del mercato auto italiano ed europeo</strong>. La loro ascesa non è un fenomeno passeggero ma una trasformazione strutturale, alimentata da preferenze di consumo ben radicate e da una risposta delle case automobilistiche sempre più orientata a offrire modelli in linea con queste aspettative.</p>
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		<item>
		<title>Sicurezza stradale e nuove tecnologie: come cambiano le auto con gli ADAS obbligatori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sicurezza-stradale-e-nuove-tecnologie-come-cambiano-le-auto-con-gli-adas-obbligatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[adas obbligatori]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[Le automobili europee stanno attraversando una trasformazione epocale nella sicurezza attiva grazie all’introduzione obbligatoria dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS – Advanced Driver Assistance Systems). L’Unione Europea, con [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le <strong>automobili europee stanno attraversando una trasformazione epocale</strong> nella sicurezza attiva grazie all’introduzione obbligatoria dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS – <em>Advanced Driver Assistance Systems</em>). L’Unione Europea, con il <strong>Regolamento Generale sulla Sicurezza dei Veicoli (Regolamento UE 2019/2144)</strong>, ha imposto che a partire dal <strong>7 luglio 2024</strong> tutte le <strong>nuove auto vendute nell’Unione siano dotate di un pacchetto di tecnologie ADAS</strong>, integrando funzioni che in passato erano opzionali o disponibili solo sui modelli di fascia alta. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa è diventato obbligatorio in Europa</h3>



<p>Le nuove regole impongono l’installazione di diversi sistemi progettati per <strong>supportare il conducente e prevenire le collisioni</strong>. Tra i principali ci sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Intelligent Speed Assistance (ISA)</strong>, adattatore intelligente di velocità che avvisa il conducente in caso di superamento del limite;</li>



<li><strong>Frenata automatica di emergenza (AEB)</strong>, capace di intervenire autonomamente in situazioni di rischio di impatto;</li>



<li><strong>Mantenimento della corsia e assistenza alla guida in carreggiata</strong>;</li>



<li><strong>Rilevamento della stanchezza e distrazione del conducente</strong>;</li>



<li><strong>Rilevamento di ostacoli durante le manovre in retromarcia</strong>;</li>



<li><strong>Registratore di dati di evento (scatola nera)</strong>. </li>
</ul>



<p>Questi sistemi sono ora <strong>obbligatori su tutte le nuove immatricolazioni</strong>, non solo sui nuovi modelli, con l’obiettivo di rendere la dotazione di sicurezza attiva uno <strong>standard minimo per tutte le auto in commercio nell’UE</strong>. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Impatto sui costi delle vetture</h3>



<p>L’introduzione di ADAS obbligatori ha inevitabilmente <strong>influito sui listini delle auto nuove</strong>. L’adozione di sensori, radar, telecamere, centraline elettroniche e software integrati rappresenta un <strong>costo aggiuntivo per i produttori</strong>, che in parte si riflette sul prezzo finale di vendita. Tuttavia, secondo analisti del settore, <strong>l’aumento dei costi è compensato dall’inserimento di tecnologie che aumentano i livelli di sicurezza complessivi e possono generare risparmi indiretti</strong> (minori costi legati agli incidenti, assicurazioni più favorevoli e maggior valore residuo del veicolo).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Riduzione degli incidenti: le stime</h3>



<p>Le istituzioni europee sottolineano che l’applicazione dei sistemi ADAS potrebbe <strong>salvare oltre 25.000 vite e prevenire almeno 140.000 feriti gravi entro il 2038</strong>. Queste stime si basano sull’analisi dei comportamenti dei veicoli dotati di tecnologie come la frenata automatica di emergenza e il mantenimento della corsia, che <strong>riducendo l’errore umano incidono significativamente sulla frequenza e sulla gravità degli incidenti</strong>. </p>



<p>I dati suggeriscono inoltre che <strong>una larga parte degli incidenti stradali è attribuibile a errore umano</strong>, con distrazione o eccesso di velocità tra le cause più ricorrenti; l’obiettivo delle normative è proprio <strong>mitigare questi fattori attraverso l’assistenza tecnologica integrata</strong>. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Percezione degli automobilisti</h3>



<p>Nonostante i benefici dichiarati, la <strong>percezione degli automobilisti verso gli ADAS è mista</strong>. Studi internazionali evidenziano che, se da un lato molte persone utilizzano regolarmente le funzioni di assistenza alla guida, <strong>una parte significativa degli utenti può percepire questi sistemi come invasivi o poco intuitivi</strong>, specialmente in assenza di formazione specifica sull’uso corretto di queste tecnologie. </p>



<p>Inoltre, l’efficacia pratica di certi ADAS può variare in funzione delle condizioni reali di guida (traffico, meteo, manutenzione delle strade), e alcune critiche riguardano proprio la <strong>necessità di sensibilizzare meglio gli automobilisti</strong> su come interpretare e integrare questi sistemi nel comportamento di guida quotidiano. </p>
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		<item>
		<title>Pneumatici quattro stagioni o invernali? Cosa conviene davvero</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pneumatici-quattro-stagioni-o-invernali-cosa-conviene-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 10:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[ruote]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’avvicinarsi dei mesi freddi molti automobilisti si trovano davanti a una scelta importante: montare pneumatici invernali o optare per quelli quattro stagioni (all-season). La decisione ha implicazioni non solo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’avvicinarsi dei mesi freddi molti automobilisti si trovano davanti a una scelta importante: <strong>montare pneumatici invernali o optare per quelli quattro stagioni (all-season)</strong>. La decisione ha implicazioni non solo sulla <strong>sicurezza stradale</strong>, ma anche sui <strong>costi di gestione dell’auto</strong> e sulla <strong>conformità alle normative vigenti</strong> in Italia.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Normativa italiana e obblighi stagionali</strong></h3>



<p>In Italia l’uso di <strong>pneumatici invernali o catene a bordo</strong> è previsto dal <strong>Codice della Strada</strong> tra il <strong>15 novembre e il 15 aprile</strong>, periodo in cui molti territori – soprattutto quelli con rischio di neve o gelo – impongono questa dotazione tramite specifiche ordinanze locali. I pneumatici quattro stagioni con le marcature corrette, in particolare il simbolo <strong>3PMSF (Three Peak Mountain Snowflake)</strong> insieme a M+S, <strong>sono considerati idonei alla normativa invernale e consentono di circolare nel periodo previsto senza obbligo di catene</strong>. Chi non rispetta l’obbligo rischia sanzioni amministrative, con multe che possono superare i 168 euro e aumentare su strade extraurbane e autostrade. </p>



<p>In estate, invece, l’uso di pneumatici invernali o alcuni tipi di quattro stagioni può essere limitato se hanno un <strong>indice di velocità inferiore a quello richiesto dal libretto di circolazione</strong>, pena sanzioni che possono arrivare fino a oltre 1.400 euro. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Differenze tecniche e prestazioni su strada</strong></h3>



<p>I pneumatici invernali sono progettati per garantire <strong>migliore aderenza e sicurezza quando le temperature scendono sotto i 7°C</strong>, grazie a una <strong>mescola più morbida</strong> che mantiene la flessibilità anche con ghiaccio e neve, e a un disegno del battistrada con lamelle profonde che favoriscono trazione e frenata. Queste caratteristiche si traducono in <strong>spazi di arresto più brevi</strong> su superfici fredde o scivolose rispetto ai pneumatici quattro stagioni o estivi. </p>



<p>Le gomme quattro stagioni, invece, sono un compromesso: con una <strong>mescola intermedia e un battistrada misto</strong>, offrono prestazioni bilanciate in un ampio intervallo di temperature, da climi autunnali e primaverili a inverni miti. Tuttavia, <strong>non raggiungono le prestazioni di un pneumatico invernale in presenza di neve compatta o ghiaccio vivo</strong>, dove gli invernali restano superiori per grip e sicurezza. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Costi e convenienza nel medio periodo</strong></h3>



<p>Dal punto di vista economico la scelta non è univoca. I pneumatici quattro stagioni, pur avendo spesso <strong>un costo di acquisto leggermente superiore rispetto a un singolo treno di invernali o estivi</strong>, <strong>eliminano la necessità del cambio stagionale</strong> (di solito ogni primavera e autunno), risparmiando su montaggio, smontaggio e, se necessario, deposito degli pneumatici. Secondo confronti di mercato, per un automobilista urbano con percorrenze modeste, questo può tradursi in un <strong>risparmio complessivo nell’ordine di alcune centinaia di euro in 3-4 anni</strong>. </p>



<p>L’alternativa – avere due treni di pneumatici (invernali e estivi) – comporta costi iniziali più elevati e gestione stagionale, ma può offrire <strong>prestazioni ottimali in ogni condizione climatica</strong>, allungando la durata complessiva di ogni set se usato correttamente.</p>



<p>La scelta tra quattro stagioni e invernali dipende molto dal <strong>clima locale e dall’uso dell’auto</strong>. In aree con inverni rigidi e frequenti nevicate, i pneumatici invernali garantiscono un livello di sicurezza più alto soprattutto su strade montane o scivolose. In zone con inverni miti o con limitata presenza di neve, gli <strong>all-season di qualità certificata 3PMSF possono rappresentare una soluzione equilibrata</strong>, combinando sicurezza e praticità. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Assicurazioni auto 2026: premi in aumento e differenze tra Nord e Sud</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/assicurazioni-auto-2026-premi-in-aumento-e-differenze-tra-nord-e-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 20:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione auto]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2026 gli automobilisti italiani si trovano ad affrontare un quadro assicurativo complesso, segnato da premi RC Auto in aumento per una quota significativa di guidatori e da pronunciate differenze [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel 2026 gli automobilisti italiani si trovano ad affrontare un quadro assicurativo complesso, segnato da <strong>premi RC Auto in aumento per una quota significativa di guidatori</strong> e da <strong>pronunciate differenze tra le varie aree del Paese</strong>, con impatti economici e comportamentali rilevanti per consumatori e imprese.</p>



<p>Secondo i dati più recenti dell’osservatorio di Facile.it, <strong>a dicembre 2025 il premio medio RC Auto in Italia si è attestato a circa 629,24 euro</strong>, in leggera crescita (+1,5%) rispetto ai sei mesi precedenti, ma ancora <strong>inferiore (-2,3%) ai livelli di fine 2024</strong>. Tuttavia, le dinamiche del costo delle polizze sono tutt’altro che uniformi su scala nazionale. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Perché aumentano le tariffe</strong></h3>



<p>Il recente aumento dei premi non dipende soltanto dalla frequenza dei sinistri: secondo gli analisti, i <strong>costi delle polizze risentono di diversi fattori</strong>, tra cui il nuovo regime fiscale che ha portato l’aliquota sulle garanzie accessorie (come infortuni conducente e assistenza stradale) al <strong>12,5% dal primo gennaio 2026</strong>. Questa maggiorazione si riflette direttamente sul costo finale delle polizze, penalizzando in particolare chi rinnova con garanzie extra. </p>



<p>Allo stesso tempo, sebbene la <strong>frequenza dei sinistri con colpa sia diminuita del 14% nel 2025</strong>, il valore medio dei sinistri resta elevato e pesa sulle tariffe che le compagnie devono sostenere. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nord vs Sud: il peso della geografia assicurativa</strong></h3>



<p>Uno degli aspetti più critici del sistema Rc Auto italiano sono le <strong>forti differenze territoriali</strong> nei costi delle polizze e nella frequenza di incidenti.</p>



<p>In passato indagini sui dati regionali avevano già evidenziato un divario tra Nord e Sud, con alcune regioni meridionali come <strong>Campania, Puglia, Calabria e Sicilia</strong> tra le aree in cui il premio medio risultava più alto rispetto alle regioni del Nord, dove invece si registravano cali più marcati nei costi delle polizze. </p>



<p>I dati più recenti sull’incidentalità confermano la variabilità territoriale: tra le regioni con maggiore incidenza di sinistri con colpa nel 2025 figurano <strong>Liguria, Marche e Sardegna</strong>, mentre aree come <strong>Calabria e Basilicata</strong> risultano relativamente più virtuose, con minori percentuali di automobilisti che subiranno un aumento di premio per questo motivo. </p>



<p>Queste differenze si riflettono anche a livello provinciale: ad esempio, la provincia di <strong>Fermo</strong> ha registrato una delle percentuali più alte di denunce di sinistri con colpa, mentre <strong>Vercelli</strong> e <strong>Pordenone</strong> sono tra le realtà con tassi più bassi. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ruolo delle scatole nere</strong></h3>



<p>Negli ultimi anni il ricorso alle <strong>scatole nere (dispositivi di telematica installati sulle auto)</strong> è diventato un elemento importante per le compagnie. Questi dispositivi registrano dati di comportamento dell’automobilista, come distanza percorsa, velocità e manovre di guida, e <strong>possono portare a sconti significativi sul premio per i guidatori più virtuosi</strong>.</p>



<p>L’opzione della scatola nera è oggi uno degli strumenti più usati per mitigare i costi di una polizza, soprattutto per chi vive in aree con premi storicamente elevati: una guida sicura e costante può tradursi in una classe di merito più favorevole e dunque in un costo assicurativo più basso rispetto alle polizze tradizionali senza telematica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Impatto sui consumatori</strong></h3>



<p>L’esposizione media degli automobilisti ai rincari non è trascurabile. Secondo alcune stime, <strong>circa un milione e mezzo di automobilisti italiani potrebbe vedere aumentare il proprio premio nel corso del 2026</strong>, soprattutto se hanno effettuato almeno un sinistro nei 12 mesi precedenti o hanno garanzie accessorie costose incluse nella polizza. </p>



<p>In questo contesto, molti consumatori sono spinti a <strong>confrontare preventivi online</strong>, valutare la scatola nera come strumento di risparmio, oppure rivedere le coperture accessorie, per contenere la spesa complessiva.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Mercato auto 2026: tra transizione elettrica e ritorno dell’ibrido, cosa scelgono davvero gli italiani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mercato-auto-2026-tra-transizione-elettrica-e-ritorno-dellibrido-cosa-scelgono-davvero-gli-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 20:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[mercato auto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mercato automobilistico italiano nel 2026 si muove lungo una linea di transizione più lenta del previsto verso l’elettrico, mentre l’ibrido – nelle sue diverse declinazioni – consolida il proprio [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il mercato automobilistico italiano nel 2026 si muove lungo una linea di transizione più lenta del previsto verso l’elettrico, mentre l’ibrido – nelle sue diverse declinazioni – consolida il proprio ruolo di tecnologia ponte. È quanto emerge dalle analisi diffuse dagli operatori del settore e dalle associazioni di categoria, tra cui UNRAE e ACEA, che evidenziano un quadro in evoluzione rispetto agli anni precedenti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ibrido in crescita stabile</h4>



<p>Full hybrid e mild hybrid risultano oggi le motorizzazioni più scelte dagli automobilisti italiani. La combinazione tra minori consumi, assenza di necessità di ricarica esterna (nel caso del mild) e prezzi mediamente più accessibili rispetto alle elettriche pure rende queste soluzioni particolarmente competitive.</p>



<p>Le ibride plug-in mantengono una presenza significativa, ma risentono della progressiva riduzione degli incentivi e dei costi ancora elevati.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Elettrico: rallenta la corsa</h4>



<p>Dopo la crescita sostenuta degli anni precedenti, le auto elettriche mostrano segnali di rallentamento. A incidere sono soprattutto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>prezzo d’acquisto ancora superiore rispetto alle equivalenti termiche o ibride;</li>



<li>incertezza sugli incentivi statali;</li>



<li>disomogeneità della rete di ricarica, soprattutto nelle aree interne e nel Mezzogiorno.</li>
</ul>



<p>Secondo le valutazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il sistema degli incentivi resta uno strumento decisivo per sostenere la domanda, ma il mercato appare oggi più sensibile al fattore prezzo che alla sola leva ambientale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Benzina e diesel: calo graduale</h4>



<p>Le motorizzazioni tradizionali continuano a perdere quota, pur mantenendo una base solida, soprattutto nel segmento delle flotte aziendali e nei veicoli commerciali leggeri. Il diesel, in particolare, conserva una presenza rilevante tra chi percorre molti chilometri, mentre la benzina resta diffusa nei segmenti urbani.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Prezzi e potere d’acquisto</h4>



<p>Un elemento centrale è il prezzo medio delle vetture nuove, cresciuto negli ultimi anni per effetto dell’elettrificazione e dell’introduzione di tecnologie di sicurezza obbligatorie. I dati macroeconomici diffusi dall’ISTAT segnalano una pressione sul potere d’acquisto delle famiglie, fattore che contribuisce a spostare la domanda verso modelli più accessibili o verso il mercato dell’usato.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il ruolo delle case automobilistiche</h4>



<p>Le strategie dei costruttori stanno progressivamente cambiando: se fino a pochi anni fa la priorità era ampliare rapidamente l’offerta elettrica, oggi molte case stanno rafforzando la gamma ibrida per intercettare una domanda più prudente e orientata al compromesso tra sostenibilità e costi.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Prospettive</h4>



<p>Nel medio periodo, la traiettoria verso l’elettrico resta tracciata dagli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2035. Tuttavia, il 2026 conferma che la transizione sarà più graduale del previsto, con l’ibrido destinato a svolgere un ruolo centrale ancora per diversi anni.</p>



<p>Se vuoi, posso integrare l’articolo con dati percentuali aggiornati mese per mese oppure trasformarlo in una versione più breve in stile agenzia.</p>
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		<item>
		<title>Le tre auto d’epoca più belle di sempre: icone di stile e design automobilistico</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-tre-auto-depoca-piu-belle-di-sempre-icone-di-stile-e-design-automobilistico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 17:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto d'epoca]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrari 250 GTO]]></category>
		<category><![CDATA[Jaguar E‑Type]]></category>
		<category><![CDATA[mercedes benz 300 sl]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel mondo delle auto d’epoca, bellezza e design si fondono per creare vere e proprie opere d’arte su quattro ruote. Tra le molte vetture classiche considerate capolavori, tre modelli emergono [...]]]></description>
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<p>Nel mondo delle auto d’epoca, bellezza e design si fondono per creare vere e proprie opere d’arte su quattro ruote. Tra le molte vetture classiche considerate capolavori, tre modelli emergono costantemente nelle classifiche internazionali e nei giudizi degli appassionati per eleganza, proporzioni e influenza sul mondo automobilistico.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Jaguar E‑Type (1961)</h3>



<p>Per molti critici e appassionati la Jaguar E‑Type è la auto classica più bella di sempre. Presentata nel 1961, questa sportiva britannica è diventata un simbolo di design automobilistico grazie alle sue curve lunghe e fluide, il cofano enorme e la silhouette atletica. Addirittura Enzo Ferrari l’ha definita “la più bella auto mai costruita”, attestandone l’eccezionale fascino estetico.&nbsp;</p>



<p>L’E‑Type riusciva a combinare prestazioni elevate – per l’epoca – con un design iconico, influenzando l’estetica delle auto sportive per decenni. È diventata non solo un oggetto da collezione, ma anche una leggenda tra i cultori del design automobilistico.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ferrari 250 GTO (1962‑1964)</h3>



<p>Un altro capolavoro senza tempo proviene dall’Italia: la Ferrari 250 GTO. Spesso citata come una delle auto più belle e desiderate al mondo, unisce linee sinuose a una presenza sportiva inconfondibile. Con soli 36 esemplari prodotti, è anche una delle auto più rare e costose mai realizzate, riflettendo un perfetto equilibrio tra estetica e performance.&nbsp;</p>



<p>La 250 GTO non è solo un’icona di stile: è stata concepita come auto da corsa per competere nei Gran Turismo e ha ottenuto successi importanti nelle competizioni degli anni ’60, aggiungendo alla sua bellezza una straordinaria eredità sportiva.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Mercedes‑Benz 300SL “Gullwing” (1954‑1957)</h3>



<p>Chiudiamo il podio con la Mercedes‑Benz 300SL Gullwing, celebre per le sue porte ad “ala di gabbiano” e per le proporzioni eleganti, futuristiche per l’epoca. Questa sportiva tedesca è diventata un simbolo di innovazione stilistica e ingegneristica: non solo per il design inconfondibile, ma anche per il telaio leggero e il motore ad alte prestazioni.&nbsp;</p>



<p>La 300SL è spesso inclusa nelle liste delle auto più fotografate e desiderate dalle collezioni di tutto il mondo, affermandosi come icona del design automobilistico degli anni ’50 e oltre. </p>
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		<title>Eccellenza campana nella movimentazione pesante: Italgrusollevamenti tra innovazione, precisione e sostenibilità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/eccellenza-campana-nella-movimentazione-pesante-italgrusollevamenti-tra-innovazione-precisione-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 08:07:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[autogru e noleggio mezzi specializzati]]></category>
		<category><![CDATA[Italgrusollevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[movimentazione pesante Campania]]></category>
		<category><![CDATA[sollevamenti industriali]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti eccezionali]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel settore strategico della movimentazione pesante, la differenza tra un intervento sicuro e uno rischioso passa dalla precisione, dalla competenza tecnica e da una pianificazione minuziosa. In Campania, Italgrusollevamenti si [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel settore strategico della movimentazione pesante, la differenza tra un intervento sicuro e uno rischioso passa dalla precisione, dalla competenza tecnica e da una pianificazione minuziosa. In Campania, Italgrusollevamenti si conferma come realtà d’eccellenza, distinguendosi per un parco mezzi tecnologicamente avanzato, un’organizzazione strutturata e un approccio sostenibile che guarda al futuro.</p>



<p><strong>Parco mezzi all’avanguardia e servizi completi</strong><br>L’azienda opera con autogru e gru su autocarro di ultima generazione, sollevatori telescopici, piattaforme aeree e mezzi per trasporti eccezionali, offrendo soluzioni adatte a ogni progetto, anche quelli più complessi. Ogni operazione viene preceduta da una pianificazione tecnica studiata nei minimi dettagli, che include analisi dei carichi, valutazione dei percorsi, coordinamento operativo e monitoraggio costante, garantendo standard elevati di sicurezza e riduzione dei rischi.<br>Italgrusollevamenti si avvale di operatori certificati e offre piani di sollevamento personalizzati, garantendo interventi precisi, affidabili e su misura.</p>



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</figure>



<p><strong>Innovazione e sostenibilità: un impegno concreto</strong><br>La modernità dell’azienda si riflette anche nell’attenzione alla sostenibilità ambientale. Italgrusollevamenti investe in mezzi elettrici e a basse emissioni, riducendo l’impatto ambientale nei cantieri, abbattendo la rumorosità e aumentando l’efficienza energetica. Questo approccio rende l’azienda un partner moderno, responsabile e sostenibile, in linea con le più recenti normative e con le esigenze di clienti attenti all’ambiente.</p>



<p><strong>Presenza capillare e servizi su misura</strong><br />Con operazioni in Campania, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria, l’azienda offre un ventaglio completo di servizi: sollevamenti industriali, trasporti eccezionali, noleggio di mezzi specializzati e autogru. Grazie a soluzioni personalizzate e a operatori certificati, ogni progetto è seguito con attenzione, competenza e affidabilità.</p>



<p><strong>Un modello di eccellenza per l’industria italiana</strong><br />Coniugando innovazione tecnologica, precisione, sicurezza e sostenibilità, Italgrusollevamenti rappresenta oggi un modello di eccellenza campana riconosciuto a livello nazionale. L’azienda è un punto di riferimento per committenti pubblici e privati che cercano professionalità, efficienza e rispetto dell’ambiente nella movimentazione pesante.<br />Italgrusollevamenti – modernità, sicurezza e sostenibilità al servizio dell’industria italiana.<br /></p>



<p><strong>CONTATTI</strong><br />Azienda: ITALGRUSOLLEVAMENTI<br />Settore: Movimentazione pesante e sollevamenti industriali<br />Aree operative: Campania, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria<br />Sede: Via Codola San Vincenzo Costa 84085 Mercato San Severino (SA)<br />Telefono: 347 8263213<br />Email: italgrusollevamenti@gmail.com<br />Sito web: <a href="https://italgrusollevamenti.com/">https://italgrusollevamenti.com/</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>WorldSBK, ultimi test invernali prima del via alla stagione 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/worldsbk-ultimi-test-invernali-prima-del-via-alla-stagione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 10:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Sport & outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[phillip island]]></category>
		<category><![CDATA[superbike]]></category>
		<category><![CDATA[worldsbk 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo due sessioni di test invernali condizionate dal maltempo, Phillip Island diventa il banco di prova decisivo in vista del primo round del Mondiale Superbike. Con la stagione 2026 del [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo due sessioni di test invernali condizionate dal maltempo, Phillip Island diventa il banco di prova decisivo in vista del primo round del Mondiale Superbike.</p>



<p>Con la stagione 2026 del Mondiale Superbike alle porte, il Barni Spark Racing Team si prepara per andare a Phillip Island per due giorni di test decisivi (lunedì 16 e martedì 17 febbraio) dopo due sessioni invernali condizionate dalla pioggia e dal vento a Jerez e Portimão. Pioggia, vento e piste bagnate hanno infatti limitato le prove sull’asciutto, riducendo le possibilità di raccogliere dati significativi sulla nuova Panigale V4 RS 2026.</p>



<p>Nelle ultime sessioni a Portimão, Álvaro Bautista ha deciso di riservarsi e non scendere in pista, mentre Yari Montella ha sfruttato le poche occasioni disponibili per concentrarsi sulla comprensione di alcuni aspetti tecnici della moto. Entrambi i piloti arrivano quindi in Australia con la voglia di lavorare intensamente e prendere finalmente confidenza con il nuovo modello, in vista della prima gara stagionale.</p>



<p>Ora l’attenzione si sposta su Phillip Island, che con le sue curve veloci e il layout “vecchia scuola”, rappresenta una sfida unica e molto diversa dalle altre piste del calendario. Le previsioni meteo favorevoli dovrebbero permettere ai piloti di scoprire finalmente il vero feeling con la Panigale V4 RS 2026, testando il limite della moto sull’asciutto e preparando al meglio il primo weekend di gara che inizierà venerdì 20 febbraio.</p>



<p><strong>Álvaro Bautista, #19</strong>: «<em>Speriamo di sfruttare al meglio questi due giorni di test in Australia. È una pista particolare, sulla quale è difficile trovare un set-up che possa poi essere utile anche per le altre gare, ma l’obiettivo principale è concentrarci sul prendere feeling con la moto e capire al meglio questo nuovo modello. Durante i test invernali di Jerez e Portimão non siamo riusciti a girare molto e non abbiamo avuto il tempo necessario per conoscere la moto a fondo, quindi questi giorni saranno importanti anche per preparare nel miglior modo possibile la prima gara e partire con il piede giusto. Phillip Island è sempre una pista molto bella, mi piace moltissimo. In passato mi sono sempre trovato bene qui e spero di avere buone sensazioni anche quest’anno, a partire dai test, per poi arrivare pronti alla gara. Ho voglia di girare sull’asciutto e capire il limite di questo nuovo modello di Panigale.</em>»</p>



<p><strong>Yari Montella, #5</strong>: «<em>Phillip Island è un circuito che mi piace molto, sono contento di tornarci e felice che la stagione stia finalmente per iniziare, dopo tutto il lavoro fatto durante l’inverno a casa e il poco che siamo riusciti a fare in pista. Mi sento pronto per cominciare. Le due giornate di test saranno fondamentali per scoprire la moto e capire come funziona, così da preparare al meglio il weekend di gara che seguirà subito dopo. Il circuito mi piace, lo scorso anno è stato un bel debutto (nel 2025: Gara 1 DNF, Superpole Race P8, Gara 2 P9) e l’obiettivo è migliorare la performance dell’anno passato ed essere il più competitivi possibile. Durante l’inverno abbiamo lavorato tanto e ora è arrivato il momento di dimostrarlo.</em>»</p>



<p><strong>Marco Barnabò, Team Principal</strong>: «<em>Non vedo l’ora di poter scendere in pista lunedì per i test in Australia con i nostri piloti. Il lavoro da fare sarà ancora lungo e impegnativo, perché durante i test precedenti siamo riusciti a girare poco. Le sensazioni di Álvaro e Yari sulla moto, però, sono positive, quindi mi aspetto giornate di lavoro intense, ma produttive. L’obiettivo principale è lavorare bene e nel modo giusto, così da prepararci al meglio per la prima gara della stagione. Sappiamo che si tratta solo del primo appuntamento e che Phillip Island è una pista piuttosto particolare, diversa da molte altre. L’importante sarà trovare un buon set-up per affrontare al meglio questa gara, poi al rientro in Europa ci sarà ancora molto lavoro da fare. Non vedo l’ora di affrontare la prima gara.</em>» </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Bonus retrofit GPL e metano: come funziona la conversione e quando conviene davvero</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/bonus-retrofit-gpl-e-metano-come-funziona-la-conversione-e-quando-conviene-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 15:42:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[bonus conversione]]></category>
		<category><![CDATA[incentivi gpl metano]]></category>
		<category><![CDATA[retrofit gpl]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuovi bonus in arrivo. Il Governo ha messo a disposizione un contributo per chi decide di montare un impianto GPL o metano sui veicoli appartenenti alla categoria M1 benzina o [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nuovi bonus in arrivo. Il Governo ha messo a disposizione un contributo per chi decide di montare un impianto GPL o metano sui veicoli appartenenti alla categoria M1 benzina o diesel. L’incentivo, previsto nella Legge di Bilancio 2026, viene erogato grazie a un fondo di 21 milioni di euro. </p>



<p>Nel 2026 tornano dunque gli incentivi per il retrofit GPL delle auto, destinati a tutti quegli automobilisti che vorranno installare un impianto GPL (o metano) sulle proprie vetture già circolanti. Si tratta di una misura che replica quanto già fatto nel 2024 e nel 2025, con 21 milioni di euro messi a disposizione per la trasformazione a gas.</p>



<p>In attesa dei decreti attuativi, in arrivo nelle prossime settimane, bisogna capire come si effettua la conversione a GPL di un’auto, quali sono i costi e soprattutto se conviene davvero a tutti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona la conversione a GPL</h2>



<p>La trasformazione consiste nell’installazione di un impianto dedicato – serbatoio, centralina, iniettori e commutatore – che consente al motore di funzionare sia a benzina sia a GPL (alimentazione “bi-fuel”). L’intervento viene effettuato da officine specializzate e certificate, con successivo collaudo e aggiornamento della carta di circolazione.</p>



<p>I costi, in assenza di incentivi, oscillano mediamente tra i 1.200 e i 2.000 euro per il GPL (qualcosa in più per il metano), a seconda del modello dell’auto e della complessità dell’impianto. Con il contributo statale, la spesa può ridursi in modo significativo, rendendo l’operazione più accessibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I vantaggi del GPL</h2>



<p><strong>1. Risparmio sul carburante</strong><br>Il GPL costa sensibilmente meno rispetto a benzina e diesel. Per chi percorre molti chilometri l’anno, il risparmio alla pompa può essere consistente e ammortizzare l’investimento iniziale in tempi relativamente brevi.</p>



<p><strong>2. Minori emissioni rispetto alla benzina</strong><br>Pur non essendo una soluzione “zero emission”, il GPL produce meno CO₂ rispetto alla benzina e riduce in modo significativo alcune sostanze inquinanti. Per questo spesso beneficia di agevolazioni locali, come l’accesso alle ZTL o minori restrizioni nei blocchi del traffico (a seconda delle ordinanze comunali).</p>



<p><strong>3. Prolungamento della vita del veicolo</strong><br>Convertire un’auto già posseduta può rappresentare una scelta economicamente più sostenibile rispetto all’acquisto di un’auto nuova, soprattutto in una fase di mercato ancora caratterizzata da prezzi elevati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli svantaggi da valutare</h2>



<p><strong>1. Spazio nel bagagliaio</strong><br>Il serbatoio GPL (spesso installato al posto della ruota di scorta) può ridurre la capacità di carico o obbligare all’uso di kit di riparazione al posto del ruotino.</p>



<p><strong>2. Leggero aumento dei consumi</strong><br>Il GPL ha un potere calorifico inferiore rispetto alla benzina: questo significa che, a parità di chilometri, il consumo in litri può essere leggermente più alto. Il risparmio resta, ma va calcolato correttamente.</p>



<p><strong>3. Non tutte le auto sono ideali per la conversione</strong><br>Motorizzazioni molto datate o particolarmente complesse potrebbero non essere adatte o richiedere interventi più costosi. È sempre necessario verificare la compatibilità tecnica prima di procedere.</p>



<p><strong>4. Revisione del serbatoio</strong><br>Il serbatoio GPL ha una durata limitata nel tempo (in genere 10 anni), dopo i quali va sostituito, con un costo aggiuntivo da mettere in conto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conviene davvero?</h2>



<p>La convenienza dipende da tre fattori principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>chilometri percorsi ogni anno</strong>,</li>



<li><strong>consumi dell’auto</strong>,</li>



<li><strong>durata prevista di utilizzo del veicolo</strong>.</li>
</ul>



<p>Chi utilizza l’auto quotidianamente per lavoro o percorre lunghe distanze extraurbane può rientrare dell’investimento in tempi rapidi. Al contrario, per chi usa poco l’auto, il beneficio economico potrebbe essere meno evidente.</p>



<p>Con il ritorno degli incentivi nel 2026, la conversione a GPL torna dunque al centro del dibattito come soluzione “ponte” tra motorizzazioni tradizionali ed elettrificazione completa. Non è la risposta definitiva alla transizione ecologica, ma può rappresentare un compromesso concreto per ridurre i costi di gestione e l’impatto ambientale, senza cambiare auto.</p>



<p>Ora la parola passa ai decreti attuativi: solo dopo la pubblicazione delle modalità operative si potrà valutare nel dettaglio l’entità del contributo e le procedure per accedervi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dino Nardiello, presidente del Club Salerno Autostoriche racconta l&#8217;Alfa Romeo Spider: «Libertà che prende forma»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dino-nardiello-presidente-del-club-salerno-autostoriche-racconta-lalfa-romeo-spider-liberta-che-prende-forma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 14:24:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Buccino]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[alfa romeo spider]]></category>
		<category><![CDATA[auto storiche]]></category>
		<category><![CDATA[club salerno autostoriche]]></category>
		<category><![CDATA[dino nardiello]]></category>
		<category><![CDATA[fiat]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel mondo delle auto storiche, poche vetture riescono a incarnare lo spirito di un’epoca come l’Alfa Romeo Spider. Icona di design, ingegneria e passione italiana, la Spider non è soltanto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel mondo delle auto storiche, poche vetture riescono a incarnare lo spirito di un’epoca come l’Alfa Romeo Spider. Icona di design, ingegneria e passione italiana, la Spider non è soltanto un’auto: è un simbolo di libertà, eleganza e innovazione. Dino Nardiello, presidente del Club Salerno Autostoriche, racconta perché questa roadster continua a far battere il cuore degli appassionati, decenni dopo la sua nascita.</p>



<p>«Ci sono automobili che non si limitano a trasportare persone, ma raccontano un’epoca, un modo di vivere, una visione del futuro. L’Alfa Romeo Spider è una di queste. Non è soltanto una spider: è un simbolo della creatività italiana, della sua ingegneria raffinata e di quel legame profondo tra uomo, macchina e strada che oggi rischiamo di dimenticare», dice.</p>



<p><strong>Un’auto figlia del suo tempo?</strong></p>



<p>«Quando nel 1966 Alfa Romeo presenta al mondo la Spider, l’Italia vive il pieno del boom economico. È un Paese che cresce, sogna, sperimenta. L’automobile diventa espressione di libertà e identità, e Alfa Romeo coglie perfettamente lo spirito del tempo: creare una roadster moderna, sportiva, accessibile, ma senza compromessi sul piano tecnico. La Spider nasce per il mondo, in particolare per gli Stati Uniti, ma parla una lingua profondamente italiana: quella del design firmato Pininfarina, dell’eleganza non ostentata, della sportività autentica».</p>



<p><strong>Qual è il coraggio del design?</strong></p>



<p>«La prima serie, il celebre Duetto “osso di seppia”, rompe gli schemi. Linee morbide, coda affusolata, cofano lungo e abitacolo arretrato: una scelta stilistica audace, inizialmente discussa, ma destinata a diventare iconica. È la dimostrazione che l’innovazione, quando è sincera, può anticipare il gusto e non inseguirlo».</p>



<p><strong>Come la tecnologia serve al piacere di guida?</strong></p>



<p>«Sotto quella carrozzeria elegante batte un cuore che è pura ingegneria Alfa Romeo: motore bialbero in alluminio, cambio a cinque marce, freni a disco sulle quattro ruote, trazione posteriore. Soluzioni che negli anni Sessanta erano tutt’altro che scontate e che rendevano la Spider una vettura avanzata, pensata per chi amava davvero guidare. Non era un’auto da numeri, ma da sensazioni: sterzo diretto, sound inconfondibile, equilibrio dinamico che ancora oggi sorprende».</p>



<p><strong>Come ha vissuto una lunga vita mantenendo una sola anima?</strong></p>



<p>«Dal 1966 al 1993, attraversando quattro generazioni, l’Alfa Romeo Spider evolve senza mai tradire sé stessa. Cambiano le forme, le normative, i materiali, ma resta intatto il suo spirito: una spider vera, sincera, capace di creare un rapporto emotivo con chi la guida. Il cinema, con Il Laureato, la rende immortale nell’immaginario collettivo, ma è la strada – quella vera – a consacrarla definitivamente».</p>



<p><strong>Perché conta ancora oggi?</strong></p>



<p>«Come presidente del Club Salerno Autostoriche, credo che la Spider rappresenti perfettamente il valore culturale dell’automobile storica. Non è nostalgia sterile, ma memoria tecnica e sociale. È un mezzo attraverso cui raccontiamo ai più giovani cosa significava progettare con coraggio, costruire con passione, guidare con rispetto. Preservare una Spider oggi non vuol dire solo conservare un’auto, ma difendere un patrimonio di idee, di stile e di ingegneria che ha reso grande l’Italia nel mondo».</p>



<p><strong>Cosa significa oggi possedere una Spider?</strong></p>



<p>«L’Alfa Romeo Spider non è un oggetto da museo, ma una compagna di viaggio. È vento tra i capelli, meccanica che respira, bellezza che resiste al tempo. Ed è nostro dovere, come appassionati e come custodi della storia automobilistica, continuare a raccontarla, farla vivere, farla capire. Perché certe auto non si possiedono: si tramandano».</p>
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		<title>Salerno, ripartono i voli EasyJet per Milano Malpensa: cresce la mobilità con il noleggio auto Sabbarese anche in aeroporto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-ripartono-i-voli-easyjet-per-milano-malpensa-cresce-la-mobilita-con-il-noleggio-auto-sabbarese-anche-in-aeroporto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 16:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Muoversi a Salerno e in tutta la Campania diventa ancora più semplice grazie al servizio di noleggio auto Sabbarese, realtà ormai consolidata per chi cerca affidabilità, flessibilità e veicoli sempre [...]]]></description>
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<p>Muoversi a Salerno e in tutta la Campania diventa ancora più semplice <strong><a href="https://noleggioautoaereoportosalerno.it/" data-type="link" data-id="https://noleggioautoaereoportosalerno.it/">grazie al servizio di noleggio auto Sabbarese</a></strong>, realtà ormai consolidata per chi cerca affidabilità, flessibilità e veicoli sempre efficienti. Un servizio pensato per rispondere alle esigenze di turisti, professionisti, aziende e privati che necessitano di un’auto a noleggio per brevi o medi periodi, e che ora guarda con attenzione anche alla mobilità aeroportuale.</p>



<p>L’annuncio arriva in concomitanza con la riattivazione di uno dei collegamenti aerei considerati strategici per il territorio. Dal prossimo 5 febbraio, infatti, l’aeroporto Salerno Costa d’Amalfi tornerà a essere collegato direttamente con Milano Malpensa grazie alla ripresa dei voli EasyJet, dopo la fase di riduzione operativa legata alla bassa stagione invernale. Il ripristino della rotta prevede due frequenze settimanali, il mercoledì e il venerdì, per un totale di otto voli al mese.</p>



<p>In questo scenario di rilancio dei collegamenti, <a href="https://noleggioautoaereoportosalerno.it/" data-type="link" data-id="https://noleggioautoaereoportosalerno.it/">il noleggio auto Sabbarese</a> si propone come soluzione ideale per chi atterra a Salerno e ha bisogno di spostarsi rapidamente e in autonomia. L’attivazione del servizio di noleggio auto in aeroporto rappresenta un valore aggiunto per i passeggeri in arrivo, che potranno proseguire il viaggio verso la città, la Costiera Amalfitana, il Cilento e le principali località della Campania senza vincoli di orari o mezzi pubblici.</p>



<p>Le formule di noleggio proposte si distinguono per chiarezza e possibilità di personalizzazione, risultando particolarmente adatte anche come auto sostitutiva o per chi affronta periodi di mobilità straordinaria. L’attenzione alla manutenzione dei veicoli e alla qualità del servizio rappresenta uno dei punti di forza di Sabbarese, che punta a garantire ai clienti un’esperienza di guida serena e senza imprevisti.</p>



<p><strong>BOX CONTATTI </strong></p>



<p><strong>Servizio</strong> Noleggio auto a Salerno <br><strong>Azienda </strong>Sabbarese <br><strong>Sito web</strong> <a href="https://noleggioautoaereoportosalerno.it/">https://noleggioautoaereoportosalerno.it/</a><br><strong>Zona operativa </strong>Salerno e provincia <br><strong>Disponibilità </strong>Preventivi personalizzati<br><strong>Telefono</strong><a href="tel:+393762424200"> 3762424200</a></p>
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		<title>F1, la Williams presenta la FW48 tra novità e tradizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 12:26:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[formula 1]]></category>
		<category><![CDATA[fw48]]></category>
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					<description><![CDATA[La Williams si prepara a vivere un 2026 all’insegna della sfida e del rilancio. La scuderia di Grove ha presentato online la prima immagine della FW48, la monoposto che rappresenta [...]]]></description>
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<p>La Williams si prepara a vivere un 2026 all’insegna della sfida e del rilancio. La scuderia di Grove ha presentato online la prima immagine della FW48, la monoposto che rappresenta il nuovo corso del team, pronto a misurarsi con le novità regolamentari della prossima stagione. A guidare il progetto saranno i confermati piloti Alex Albon e Carlos Sainz, scelti per raccogliere l’eredità sportiva della storica scuderia britannica.</p>



<p>Il design della vettura celebra l’identità Williams: il blu scuro e il nero, ormai marchio distintivo, dominano la carrozzeria, affiancati da inserti bianchi e azzurri sulle pance e sull’ala posteriore. Il nuovo schema cromatico integra anche i principali sponsor, con Atlassian confermato come partner principale, Barclays subentrato a Santander e Duracell presente sull’airbox, mantenendo continuità con il passato ma guardando alle esigenze commerciali future.</p>



<p>James Vowles, Team Principal, ha definito la presentazione “l’inizio di una nuova era”, sottolineando come la FW48 rappresenti una sfida tecnica e sportiva fondamentale, soprattutto alla luce dei cambiamenti introdotti dal regolamento 2026: monoposto più compatte, ali ridisegnate e nuove opportunità per i sorpassi. Tuttavia, la scuderia ha dovuto affrontare ritardi nello sviluppo, con la FW48 che non ha partecipato allo shakedown collettivo di Barcellona, facendo slittare la presentazione della monoposto definitiva ai test in Bahrain.</p>



<p>Nonostante le incertezze, i piloti mostrano entusiasmo. Albon ha definito la vettura “audace e riconoscibile”, mentre Sainz la considera un “manifesto della visione del team”, capace di coniugare eredità storica e innovazione tecnica. Sarà la pista a verificare se la FW48 saprà trasformare le ambizioni in risultati concreti, tra la possibilità di una rimonta sorprendente e il rischio di una stagione di adattamento.</p>



<p>Con la FW48, la Williams punta a rilanciare il proprio nome in Formula 1, fondendo tradizione, tecnologia e strategia commerciale, in attesa di test e risultati che definiranno il futuro del team nella nuova stagione.</p>



<p>(Foto sport.sky.it)</p>



<p></p>
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		<title>Storie di leadership e innovazione: chi guida il mondo dell’auto nel 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 13:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Il settore automobilistico globale sta attraversando una fase di trasformazione senza precedenti, tra elettrificazione, guida autonoma e nuove strategie di mobilità sostenibile. In questo contesto, alcuni nomi si distinguono per [...]]]></description>
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<p>Il settore automobilistico globale sta attraversando una <strong>fase di trasformazione senza precedenti</strong>, tra elettrificazione, guida autonoma e nuove strategie di mobilità sostenibile. In questo contesto, alcuni nomi si distinguono per influenza, visione e capacità di guidare l’industria verso il futuro.</p>



<p>Al primo posto c’è <strong>Elon Musk</strong>, fondatore di Tesla, ancora centrale nella rivoluzione dell’elettrico e nelle tecnologie per la mobilità intelligente. Accanto a lui, figure come <strong>Mary Barra</strong>, CEO di General Motors, e <strong>Akio Toyoda</strong>, ex presidente di Toyota, rappresentano pilastri della leadership industriale e della strategia globale.</p>



<p>Il ruolo delle batterie e delle infrastrutture energetiche è incarnato da <strong>Robin Zeng</strong>, fondatore di CATL, mentre il panorama cinese vede emergere <strong>Stella Li</strong> e <strong>Wang Fengying</strong>, leader che stanno rendendo i brand asiatici sempre più competitivi a livello internazionale.</p>



<p>In Europa, <strong>Oliver Blume</strong>, CEO del gruppo Volkswagen, guida uno dei colossi industriali più complessi del continente, mentre <strong>Antonio Filosa</strong>, a capo di Stellantis, coordina un’operazione di ristrutturazione e innovazione che guarda alla mobilità elettrica e alla sostenibilità.</p>



<p>Non meno importante è il design, con nomi come <strong>Luc Donckerwolke</strong>, direttore creativo del Hyundai Motor Group/Genesis, che plasmano l’identità dei nuovi modelli e influenzano gusti e tendenze dei consumatori. Infine, <strong>Maria Grazia Davino</strong>, dirigente europea di BYD, guida l’espansione dei veicoli elettrici cinesi sul mercato continentale, un segnale della crescente rilevanza della Cina nell’automotive globale.</p>



<p>Queste dieci figure rappresentano <strong>la combinazione perfetta di innovazione tecnologica, leadership industriale e visione strategica</strong>, tracciando la strada del settore automobilistico nei prossimi anni. In un mercato sempre più competitivo e interconnesso, la loro influenza non si limita alle aziende che guidano, ma plasma l’intera industria e le scelte dei consumatori in tutto il mondo.</p>
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		<title>Auto elettriche più vendute nel 2025: la classifica che guida la rivoluzione della mobilità sostenibile</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-elettriche-piu-vendute-nel-2025-la-classifica-che-guida-la-rivoluzione-della-mobilita-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 13:34:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
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		<category><![CDATA[tesla elettrica]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel 2025 il mercato dell’ecomobilità in Europa ha confermato una trasformazione profonda: le auto elettriche a batteria (BEV) hanno consolidato la loro presenza sulle strade e nella scelta dei consumatori, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel 2025 il mercato dell’ecomobilità in Europa ha confermato una trasformazione profonda: le auto elettriche a batteria (BEV) hanno consolidato la loro presenza sulle strade e nella scelta dei consumatori, trainando una crescita significativa delle immatricolazioni nonostante alcune fluttuazioni dei modelli più popolari. La competizione tra marchi tradizionali e nuovi player sta ridefinendo il settore, mentre le politiche pubbliche e gli incentivi giocano un ruolo chiave nella transizione verso una mobilità urbana più sostenibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Boom delle elettriche in Europa: numeri e trend</h3>



<p>Nel corso del 2025 le vendite di auto elettriche in Europa sono cresciute con vigore, arrivando ad assumere una quota importante del mercato complessivo. I dati preliminari mostrano che le immatricolazioni di BEV sono aumentate di circa il 30% rispetto all’anno precedente, raggiungendo oltre 2,5 milioni di unità e rappresentando circa il 17% delle vendite totali di automobili nel continente. Questo risultato ha segnato un sorpasso storico: per la prima volta, nel mese di dicembre, le vendite di veicoli elettrici hanno superato quelle delle auto a benzina.&nbsp;</p>



<p>Un fenomeno interessante emerso dai dati di mercato è l’affermazione dei costruttori tradizionali, con Volkswagen che ha sorpassato Tesla come brand venditore di BEV più grande in Europa nel 2025 grazie a oltre 274.000 unità consegnate, segnando un aumento di circa il 56% rispetto all’anno precedente.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Classifica dei modelli elettrici più venduti</h3>



<p>I dati raccolti per il primo semestre del 2025 mostrano chiaramente quali modelli hanno riscosso maggiore successo tra gli automobilisti europei. Le registrazioni indicano un mercato in competizione serrata, con modelli di diversi segmenti tra i più scelti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tesla Model Y: nonostante un calo delle vendite rispetto al 2024, resta il modello BEV più venduto in Europa con circa 68.800 unità immatricolate nella prima metà dell’anno. </li>



<li>Volkswagen ID.4 e Volkswagen ID.3: entrambi i modelli della casa tedesca si sono imposti tra i best seller, con rispettivamente oltre 40.000 e 37.000 registrazioni, grazie anche a una gamma ampia e competitiva. </li>



<li>Volkswagen ID.7: con una crescita straordinaria (+573%), il modello di segmento superiore si è affermato rapidamente come alternativa potente e tecnologicamente avanzata. </li>



<li>Kia EV3 e Renault 5 E‑Tech: nuovi arrivi nella top ten, riflettendo la diversificazione delle scelte degli utenti verso hatchback e city car elettriche. </li>



<li>Škoda Elroq e Škoda Enyaq: provenienti dal gruppo Volkswagen, questi modelli hanno consolidato la presenza del brand nella fascia media‑alta del mercato elettrico. </li>



<li>BMW iX1: rappresenta la forte presenza dei marchi premium nell’elettrico con tecnologie avanzate e design orientato alla sostenibilità. </li>
</ul>



<p>Questa varietà di modelli in cima alla classifica indica una maturazione del mercato elettrico europeo, con consumatori che guardano non solo alla tecnologia delle batterie ma anche a praticità, design e rapporto qualità‑prezzo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il contesto italiano</h3>



<p>In Italia il mercato delle auto elettriche segue tendenze simili a quelle europee, anche se con alcune specificità. Modelli come Tesla Model 3 e Model Y mantengono una posizione forte nelle preferenze, mentre si registra un interesse crescente per city car elettriche più economiche e urbane. Queste tendenze sono confermate da diverse analisi e ranking dei modelli più scelti dai consumatori italiani nel corso del 2025.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fattori che guidano la classifica</h3>



<p>Diversi elementi stanno influenzando le scelte degli automobilisti e spiegano la popolarità dei modelli elettrici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Incentivi e politiche pubbliche: agevolazioni, bonus e riduzioni fiscali continuano a supportare l’acquisto di auto elettriche, rendendo più accessibile la transizione verso l’ecomobilità.</li>



<li>Rete di ricarica in espansione: l’aumento delle infrastrutture di ricarica pubbliche e private offre maggiore sicurezza d’uso, riducendo l’ansia da autonomia che fino a qualche anno fa frenava le vendite.</li>



<li>Miglioramento delle prestazioni e dei costi delle batterie: autonomie più elevate e tempi di ricarica più rapidi rendono le BEV più competitive anche per viaggi extraurbani.</li>



<li>Consapevolezza ambientale: una fetta crescente di consumatori considera l’impatto ambientale delle proprie scelte di mobilità, privilegiando soluzioni a emissioni zero.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Verso il futuro della mobilità elettrica</h3>



<p>Il 2025 ha segnato un punto di svolta nella diffusione delle auto elettriche in Europa, con i modelli BEV che non solo conquistano quote di mercato significative ma diventano parte integrante della transizione verso una mobilità sostenibile. Sebbene marchi come Tesla rimangano influenti grazie alla forza dei loro prodotti, la concorrenza di case europee e l’ingresso di nuovi modelli diversificati stanno creando un ecosistema più competitivo e orientato all’innovazione.</p>



<p>Foto tratta da qui <a href="https://insideevs.it/news/395834/tesla-model-y-consumi/">https://insideevs.it/news/395834/tesla-model-y-consumi/</a></p>
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		<item>
		<title>Presentata la Sf-26 Ferrari, monoposto con cui scuderia affronterà mondiale F1</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/presentata-la-sf-26-ferrari-monoposto-con-cui-scuderia-affrontera-mondiale-f1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 09:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrari Sf-26]]></category>
		<category><![CDATA[mondiale f1]]></category>
		<category><![CDATA[omr automotive]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la presentazione della Sf-26, la nuova monoposto della Scuderia Ferrari Hp per il Campionato del Mondo di Formula 1 2026, si apre un nuovo ciclo tecnico per la Formula [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con la presentazione della Sf-26, la nuova monoposto della Scuderia Ferrari Hp per il Campionato del Mondo di Formula 1 2026, si apre un nuovo ciclo tecnico per la Formula 1 e prosegue una collaborazione di lungo corso che vede Omr Automotive al fianco della Scuderia di Maranello come Team and Technical Partner.</p>



<p> Una partnership costruita nel tempo, che non si limita a consolidare l&#8217;esperienza maturata, ma continua a evolversi attraverso ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico. «<em>La nostra collaborazione con Ferrari è una storia lunga, iniziata cinquant&#8217;anni fa, che ci vede sempre al fianco di Ferrari, pronti alle continue sfide che ogni giorno dobbiamo affrontare</em>», ha dichiarato Marco Bonometti, ceo di Omr Automotive.</p>



<p> «<em>Non ci si ferma mai davanti ai risultati raggiunti</em>&#8211; ha aggiunto il cavaliere del Lavoro Marco Bonometti, presidente di Omr Automotive- <em>È questa la forza di una partnership che continua a guardare al futuro, unendo eccellenza tecnica e visione industriale</em>».  </p>



<p>&nbsp;Con la stagione 2026, Omr Automotive rinnova il proprio impegno al fianco della Scuderia Ferrari Hp, confermando una collaborazione che unisce tradizione e innovazione nel laboratorio tecnologico più avanzato del motorsport e che rappresenta la vera eccellenza del Made in Italy.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>San Giovanni a Piro, il nipote riporta a casa la Toyota del nonno dopo mezzo secolo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-giovanni-a-piro-il-nipote-riporta-a-casa-la-toyota-del-nonno-dopo-mezzo-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 15:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Piro]]></category>
		<category><![CDATA[san giovanni a piro]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo quasi mezzo secolo, una Toyota BJ 40 torna nella famiglia che l’aveva acquistata alla fine degli anni Settanta. La vicenda arriva dalla contrada Hangar di San Giovanni a Piro, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo quasi mezzo secolo, una Toyota BJ 40 torna nella famiglia che l’aveva acquistata alla fine degli anni Settanta. La vicenda arriva dalla contrada Hangar di San Giovanni a Piro, e la racconta il giornalista Mario Fortunato. L’auto era stata acquistata alla fine degli anni Settanta da nonno Mario e dal padre Antonio, imprenditori stimati nel settore del movimento terra. Fu comprata da Domenico Palumbo, indimenticato imprenditore di Scario, con il quale la famiglia intratteneva solidi rapporti di lavoro. All’epoca, quel robusto “gippone” era uno strumento preziosissimo: permetteva di raggiungere zone impervie, fondamentali per la realizzazione di strade e nuovi insediamenti urbani, dove operavano pale meccaniche, escavatori e camion dell’azienda di famiglia.</p>



<p>Con il passare degli anni, la Toyota BJ 40 era stata venduta. Ma non era finita nel dimenticatoio: aveva continuato a vivere una seconda vita, partecipando a raduni off-road in tutta Italia, macinando chilometri e raccogliendo applausi tra appassionati e curiosi. Una storia intensa, come quella di chi l’aveva guidata.</p>



<p>Oggi, però, quel cerchio si è chiuso. A riportare l’auto a casa è stato Giuseppe, nipote di Mario e figlio di Antonio, che ha deciso di riacquistarla e farla tornare nel piazzale di famiglia. Un gesto che va oltre la passione per i motori: è un atto di riconoscenza verso chi ha costruito, con sacrificio e lavoro, un pezzo importante di storia familiare.</p>



<p>«E’ un pezzo della storia della mia famiglia, costruita soprattutto da nonno Mario e dal mio padre Antonio, ed è bello vederla di nuovo parcheggiata nel nostro piazzale. La rimetterò a posto per farla splendere di nuova luce», racconta Giuseppe. Perché, in fondo, i ricordi che custodiamo nel cuore non si perdono mai. A volte tornano su quattro ruote.</p>
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