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	<title>Auto &amp; Moto | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Tagliando auto, perché è fondamentale per sicurezza e durata del veicolo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tagliando-auto-perche-e-fondamentale-per-sicurezza-e-durata-del-veicolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 09:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Controllo motore]]></category>
		<category><![CDATA[Filtri olio]]></category>
		<category><![CDATA[Garanzia auto]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione auto]]></category>
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		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tagliando dell’auto non è solo un obbligo previsto dai costruttori, ma un controllo essenziale per garantire sicurezza, efficienza e durata del veicolo. Si tratta di una manutenzione periodica programmata [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Il tagliando dell’auto non è solo un obbligo previsto dai costruttori, ma un controllo essenziale per garantire sicurezza, efficienza e durata del veicolo. Si tratta di una manutenzione periodica programmata che permette di verificare lo stato delle principali componenti meccaniche e ridurre il rischio di guasti improvvisi.</p>



<p class="p1">Il tagliando comprende in genere il controllo e la sostituzione di elementi soggetti a usura come olio motore, filtri, liquido dei freni e, a seconda dei chilometri percorsi, anche candele, cinghie e altri componenti fondamentali. L’obiettivo è mantenere l’auto nelle condizioni ottimali previste dal costruttore.</p>



<p class="p1">Secondo gli esperti del settore automobilistico, trascurare la manutenzione periodica può comportare non solo un aumento dei consumi e una riduzione delle prestazioni, ma anche danni più gravi al motore, con costi di riparazione significativamente più elevati rispetto a quelli di un normale intervento programmato.</p>



<p class="p1">Il tagliando assume inoltre un ruolo importante sul piano della sicurezza stradale. Componenti usurate o non controllate, come freni e pneumatici, possono infatti compromettere la tenuta del veicolo e aumentare il rischio di incidenti.</p>



<p class="p1">Un altro aspetto riguarda il valore dell’auto nel tempo. Un libretto dei tagliandi regolarmente aggiornato rappresenta un elemento fondamentale in caso di vendita dell’usato, perché certifica la corretta manutenzione del veicolo e ne aumenta l’affidabilità agli occhi dei potenziali acquirenti.</p>



<p class="p1">La frequenza del tagliando varia in base al modello e al tipo di motore, ma in generale viene consigliato ogni 15.000–30.000 chilometri oppure una volta all’anno, anche in caso di utilizzo limitato del mezzo.</p>



<p class="p1">Gli automobilisti sono quindi invitati a seguire attentamente le indicazioni della casa produttrice, per evitare non solo problemi tecnici ma anche la possibile perdita di garanzia in caso di mancata manutenzione.</p>
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		<title>SUV o berlina? La guida per orientarsi tra moda e praticità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/suv-o-berlina-la-guida-per-orientarsi-tra-moda-e-praticita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 11:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[suv o berlina]]></category>
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					<description><![CDATA[Per anni il SUV è stato il simbolo del cambiamento: guida alta, senso di sicurezza, immagine “premium” anche nelle versioni più accessibili. La berlina, invece, ha rappresentato l’equilibrio classico tra [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per anni il SUV è stato il simbolo del cambiamento: guida alta, senso di sicurezza, immagine “premium” anche nelle versioni più accessibili. La berlina, invece, ha rappresentato l’equilibrio classico tra comfort, efficienza e piacere di guida. Oggi la scelta tra le due non è solo estetica, ma sempre più legata all’uso reale dell’auto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">SUV: la percezione di sicurezza e la versatilità (non sempre reale)</h3>



<p>Il successo dei SUV non è un caso. Modelli come quelli di Toyota o di BMW hanno spinto questa categoria verso il grande pubblico, rendendola trasversale: compatta in città, spaziosa per la famiglia, spesso disponibile anche in versioni ibride.</p>



<p>Il punto di forza principale è la posizione di guida rialzata, che molti automobilisti associano a maggiore controllo e sicurezza. In realtà, la sicurezza dipende molto di più da telaio, sistemi ADAS e comportamento alla guida che dall’altezza da terra.</p>



<p>I limiti dei SUV emergono invece su tre fronti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>consumi generalmente più alti rispetto a una berlina equivalente</li>



<li>maggiore peso, quindi dinamica meno agile</li>



<li>ingombri che in città diventano rapidamente un problema</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Berlina: meno moda, più sostanza</h3>



<p>La berlina ha perso centralità nel mercato italiano, ma non ha perso senso. Anzi, per chi percorre molti chilometri o guida spesso in autostrada, resta spesso la soluzione più razionale.</p>



<p>I vantaggi sono concreti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aerodinamica migliore e consumi più contenuti</li>



<li>maggiore stabilità alle alte velocità</li>



<li>comfort di marcia più “pulito”, soprattutto sulle lunghe percorrenze</li>
</ul>



<p>Marchi come Mercedes-Benz hanno continuato a investire fortemente su questo segmento, mantenendo la berlina come riferimento per il comfort e la qualità di guida.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il vero punto di scelta: non la moda, ma l’uso</h3>



<p>La domanda corretta non è “SUV o berlina?”, ma “come uso l’auto ogni giorno?”.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Se vivi in città, fai tragitti brevi e vuoi versatilità familiare → il SUV ha senso</li>



<li>Se fai molta strada, autostrada o pendolarismo lungo → la berlina è spesso più efficiente</li>



<li>Se cerchi compromesso → oggi esistono crossover che colmano parzialmente il divario</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusione</h3>



<p>SUV e berline non sono in competizione diretta come una volta: sono risposte diverse a esigenze diverse. Il problema è che il mercato ha trasformato una scelta funzionale in una scelta emotiva. E quando l’emozione guida da sola, spesso si finisce per comprare un’auto più grande, più costosa e meno adatta di quanto serva davvero.</p>



<p>(Foto creata con ChatGPT Image)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le auto dimenticate che aspettano ancora qualcuno: il tempo sospeso dei motori italiani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-auto-dimenticate-che-aspettano-ancora-qualcuno-il-tempo-sospeso-dei-motori-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 18:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto abbandonate]]></category>
		<category><![CDATA[motori]]></category>
		<category><![CDATA[nardiello]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono paesi in Italia dove il tempo non passa davvero. Rallenta. Si deposita sulle persiane chiuse e sulle insegne sbiadite delle vecchie officine, ma soprattutto sulle automobili ferme nei [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono paesi in Italia dove il tempo non passa davvero. Rallenta. Si deposita sulle persiane chiuse e sulle insegne sbiadite delle vecchie officine, ma soprattutto sulle automobili ferme nei cortili e nei garage di provincia, rimaste immobili per decenni.</p>



<p>A raccontare questo universo sospeso è Dino Nardiello, che descrive un’Italia parallela fatta di vetture abbandonate: “Ci sono paesi in Italia dove il tempo non passa davvero. Rallenta. Si deposita sulle persiane chiuse, sulle insegne sbiadite delle vecchie officine e sulle automobili ferme nei cortili”.</p>



<p>“Non sono relitti. Sono frammenti d’Italia”, scrive ancora Nardiello, osservando Fiat 128, Autobianchi A112 e Alfa Romeo Alfasud rimaste ferme per anni, coperte di polvere, foglie e ricordi, in attesa silenziosa.</p>



<p>Negli anni Settanta e Ottanta, ricorda l’autore, l’automobile rappresentava molto più di un mezzo di trasporto. Era il simbolo di un riscatto personale e familiare, arrivato dopo sacrifici e lavoro: “C’era chi partiva per la Svizzera o la Germania con una valigia di cartone e tornava anni dopo con abbastanza soldi per comprare finalmente un’auto nuova”.</p>



<p>E ancora: “Per molte famiglie quella macchina rappresentava il riscatto. La domenica si lavava con cura davanti casa”.</p>



<p>Quelle vetture accompagnavano la quotidianità: “Portavano i bambini a scuola. I fidanzati al cinema. Le famiglie al mare ad agosto con il portapacchi pieno fino all’impossibile”.</p>



<p>Poi il tempo ha cambiato tutto. I figli sono cresciuti, molte famiglie si sono divise, i paesi si sono svuotati. E le auto sono rimaste lì: “Silenziose. Come se aspettassero ancora qualcuno che torni a girare la chiave”.</p>



<p>Aprire oggi una vettura rimasta chiusa per decenni significa entrare in un’altra epoca. “L’odore arriva subito: benzina vecchia, vinile, moquette umida, olio motore. È un profumo che appartiene a un’Italia scomparsa”, scrive Nardiello.</p>



<p>Tra gli oggetti ritrovati: cassette musicali, cartine stradali, monete in lire, vecchi bolli scoloriti. “Piccoli oggetti senza valore economico, ma capaci di raccontare intere esistenze”.</p>



<p>Per l’autore, il fascino di queste auto non sta nel valore collezionistico: “Ed è forse questo il vero fascino delle auto dimenticate: non la rarità, non il prezzo, non il prestigio”.</p>



<p>A volte, scrive, “emoziona più una Fiat Panda 30 consumata dal sole che una supercar perfettamente restaurata”.</p>



<p>Un approccio che oggi trova spazio anche nel mondo del motorismo storico, dove cresce l’interesse per il cosiddetto “conservato”, cioè per i veicoli mantenuti nello stato originale, con i segni del tempo ancora visibili.</p>



<p>In questo contesto, realtà come il Club Salerno Autostoriche contribuiscono alla tutela non solo dei veicoli, ma anche della memoria che custodiscono.</p>



<p>“Perché dietro ogni vettura dimenticata esiste sempre una famiglia, una strada, un’estate, una canzone, un ritorno a casa”, scrive Nardiello.</p>



<p>E forse è proprio questo il punto: “La sensazione che non sia stata dimenticata davvero. Che stia ancora aspettando. Non necessariamente un restauro. Non necessariamente un collezionista. Forse soltanto qualcuno disposto ad ascoltare la sua storia&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Stellantis punta sulle E-Car: a Pomigliano dal 2028 le nuove elettriche compatte</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/stellantis-punta-sulle-e-car-a-pomigliano-dal-2028-le-nuove-elettriche-compatte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 12:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[e-car]]></category>
		<category><![CDATA[pomigliano]]></category>
		<category><![CDATA[stellantis]]></category>
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					<description><![CDATA[Stellantis accelera sul fronte della mobilità elettrica e sceglie lo stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco per il lancio delle future E-Car, le nuove vetture compatte elettriche pensate per il mercato europeo. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Stellantis accelera sul fronte della mobilità elettrica e sceglie lo stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco per il lancio delle future E-Car, le nuove vetture compatte elettriche pensate per il mercato europeo. L’annuncio è arrivato a poche ore dalla presentazione del nuovo piano industriale del gruppo a Detroit e rappresenta uno dei punti centrali della strategia di rilancio produttivo degli impianti italiani.</p>



<p>Il progetto punta alla realizzazione di auto di piccole dimensioni, completamente elettriche, innovative e accessibili dal punto di vista economico, con un posizionamento di mercato che dovrebbe restare sotto i 15mila euro. Le prime vetture usciranno dalle linee produttive di Pomigliano nel 2028, con volumi definiti dall’azienda “significativi”.</p>



<p>L’amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa ha spiegato che il progetto E-Car nasce per rispondere alla crescente domanda europea di city car sostenibili e a basso costo. «I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche», ha dichiarato il manager, sottolineando la volontà del gruppo di rilanciare il concetto di “mobilità per tutti”.</p>



<p>Secondo quanto emerso durante il confronto con le organizzazioni sindacali, le nuove E-Car saranno sviluppate in più modelli e per diversi marchi del gruppo, utilizzando tecnologie Bev di nuova generazione e partnership industriali strategiche. Tra le ipotesi resta aperta anche una possibile collaborazione con costruttori extraeuropei, in particolare cinesi, in un segmento oggi dominato da marchi come BYD e Leapmotor.</p>



<p>I sindacati metalmeccanici accolgono con favore l’investimento su Pomigliano, considerato un passaggio fondamentale per garantire continuità occupazionale e prospettive industriali di lungo periodo. Secondo Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri, il progetto potrebbe portare a regime alla piena occupazione dello stabilimento campano, anche se permangono dubbi sui tempi di attuazione e sulle ricadute per l’indotto.</p>



<p>Il nodo principale riguarda infatti la filiera della componentistica, che i sindacati chiedono venga radicata sul territorio campano per evitare che il progetto resti limitato alla sola fase produttiva finale. La Fim di Napoli ha definito Pomigliano “l’unico stabilimento italiano con due missioni produttive già assegnate”, facendo riferimento anche alla futura evoluzione della Fiat Panda, storicamente legata allo stabilimento campano.</p>



<p>Resta invece ancora aperta la questione dello stabilimento di Cassino, per il quale Stellantis non avrebbe ancora presentato un piano operativo definitivo. I sindacati chiedono garanzie sul mantenimento di tutti i siti produttivi italiani e un confronto continuo sul futuro industriale del gruppo nel Paese.</p>



<p>Il progetto E-Car si inserisce inoltre nella strategia europea per sostenere la transizione verso la mobilità elettrica, contenere la concorrenza asiatica e rilanciare la produzione automobilistica continentale. Una sfida che potrebbe riportare l’Italia al centro della produzione di auto popolari, segmento che per decenni ha rappresentato uno dei pilastri storici dell’industria automobilistica nazionale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ASI al Ministero dei Trasporti: il motorismo storico italiano riconosciuto patrimonio culturale d’eccellenza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/asi-al-ministero-dei-trasporti-il-motorismo-storico-italiano-riconosciuto-patrimonio-culturale-deccellenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella prestigiosa cornice del Parlamentino del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è svolta la conferenza promossa da Automotoclub Storico Italiano dal titolo “Certificare per tutelare e promuovere – [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nella prestigiosa cornice del Parlamentino del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è svolta la conferenza promossa da Automotoclub Storico Italiano dal titolo “Certificare per tutelare e promuovere – Motorismo storico italiano: il valore sociale di un patrimonio unico al mondo”.</p>



<p>L’evento ha rappresentato un importante momento istituzionale dedicato alla valorizzazione del motorismo storico italiano, settore che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale non solo sotto il profilo culturale e collezionistico, ma anche come elemento di promozione del Made in Italy, della formazione tecnica e della conservazione della memoria industriale del Paese.</p>



<p>Alla conferenza ha preso parte il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, insieme ai vertici dell’ASI e delle istituzioni coinvolte nel percorso di certificazione delle competenze tecniche. Nel corso dell’incontro sono state consegnate ai Commissari Tecnici Nazionali ASI le Certificazioni delle Competenze Accreditate Accredia, riconoscimento che sancisce ufficialmente il valore professionale e la preparazione dei tecnici impegnati quotidianamente nella tutela dei veicoli storici.</p>



<p>Tra i relatori sono intervenuti Alberto Scuro, Filippo Trifiletti, Massimo Dutto e Luigi Viceconte. Presente inoltre il Presidente di Automobile Club d&#8217;Italia, Geronimo La Russa, che ha voluto sottolineare il valore culturale e sociale della conservazione storica e della cultura motoristica italiana. Nel corso dei lavori è stato evidenziato come l’ASI abbia intrapreso un percorso innovativo e di grande rilevanza istituzionale, trasformando l’esperienza e la passione maturate in decenni di attività in una certificazione riconosciuta secondo standard nazionali e internazionali. Un passaggio fondamentale che rafforza ulteriormente la credibilità dell’intero sistema federativo e il ruolo pubblico della Federazione nella salvaguardia del patrimonio motoristico italiano.</p>



<p>Nel suo intervento, il Ministro Matteo Salvini ha espresso parole di apprezzamento per il lavoro svolto dall’ASI nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio motoristico italiano, riconoscendo alla Federazione un ruolo fondamentale nella tutela di una parte importante della storia industriale e culturale nazionale. Salvini ha ricordato alcuni importanti obiettivi già raggiunti grazie al dialogo e alla collaborazione istituzionale, tra cui il recupero e la possibilità di ristampa delle targhe storiche, provvedimento particolarmente apprezzato dagli appassionati e dai collezionisti perché consente di restituire ulteriore autenticità e prestigio ai veicoli storici conservati in condizioni di eccellenza.</p>



<p>Il Ministro si è inoltre congratulato con i Commissari Tecnici ASI che hanno intrapreso il percorso di certificazione Accredia, sottolineando come la volontà di mettersi in gioco e di ottenere una qualifica riconosciuta a livello nazionale e internazionale rappresenti un segnale di grande professionalità e serietà. Secondo Salvini, questo importante traguardo contribuisce ad amplificare ulteriormente la professionalità dell’ASI, valorizzando il ruolo delle sue Commissioni Tecniche e delle figure professionali impegnate quotidianamente nella tutela del motorismo storico italiano.</p>



<p>Il Presidente Scuro ha sottolineato come competenza, tutela e professionalità rappresentino oggi i pilastri di un comparto che non riguarda soltanto il collezionismo, ma coinvolge cultura, turismo, educazione e sviluppo del territorio. “Il motorismo storico – ha dichiarato – è uno strumento sociale e culturale capace di unire generazioni diverse, trasformando la passione in opportunità concrete per il Paese. Conservare un veicolo storico significa custodire un bene collettivo e trasmettere alle future generazioni una parte fondamentale della nostra storia industriale e sociale.”</p>



<p>Nel suo intervento il Presidente ASI ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento a tutti i club federati presenti sull’intero territorio nazionale, definiti “il motore pulsante dell’ASI”, per il lavoro quotidiano svolto nella promozione e nella tutela del motorismo storico italiano. Scuro ha evidenziato come proprio grazie all’impegno dei club sia possibile realizzare manifestazioni sempre più prestigiose e partecipate, con una crescente attenzione verso il coinvolgimento delle giovani generazioni, le iniziative solidali e l’organizzazione di eventi a basso impatto ambientale, dimostrando come il mondo dei veicoli storici possa coniugare tradizione, responsabilità sociale e sostenibilità.<br />Nel suo intervento, il Presidente ACI Geronimo La Russa ha ribadito il grande valore della conservazione storica e della cultura motoristica italiana, evidenziando come il patrimonio rappresentato dai veicoli storici costituisca una risorsa culturale, turistica ed economica di assoluta eccellenza per il Paese.<br />La Russa ha sottolineato che soltanto attraverso una collaborazione concreta e sinergica tra enti, istituzioni e associazioni sarà possibile raggiungere obiettivi sempre più importanti. “Lavorando insieme su diversi fronti – ha evidenziato – si possono realizzare grandi cose e costruire percorsi di eccellenza capaci di valorizzare il territorio, la cultura e la tradizione motoristica italiana.”</p>



<p>Il Presidente ACI ha inoltre rimarcato come la collaborazione tra ACI e ASI possa rappresentare un elemento strategico per il rilancio dell’intero comparto, favorendo nuove iniziative dedicate alla promozione culturale, al turismo motoristico, alla sicurezza stradale e alla valorizzazione dei territori attraverso eventi di qualità e manifestazioni di prestigio internazionale.</p>



<p>Nel suo intervento, il Presidente della Commissione Tecnica Auto ASI Luigi Viceconte ha voluto esprimere un sentito ringraziamento ai Commissari Tecnici per la loro disponibilità, dedizione e impegno costante nelle attività di verifica e certificazione dei veicoli storici.<br />Viceconte ha sottolineato come il risultato raggiunto rappresenti un traguardo di grande successo per l’intera struttura tecnica, frutto di professionalità, rigore e spirito di servizio. Si è inoltre congratulato con tutti i Commissari per aver affrontato con determinazione il percorso di certificazione Accredia, evidenziando come questo riconoscimento contribuisca a rafforzare ulteriormente la qualità e l’affidabilità del lavoro svolto dall’ASI nella tutela del motorismo storico italiano.</p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo di Accredia, ente unico nazionale di accreditamento designato dal Governo italiano, che garantisce trasparenza e affidabilità nei processi di certificazione delle competenze. Un sistema che conferisce ulteriore professionalità ai tecnici ASI e alle commissioni impegnate nelle attività di verifica, catalogazione e tutela dei mezzi storici. Presente alla celebrazione, in rappresentanza della provincia di Salerno, anche Dino Nardiello, presidente del Club Salerno Autostoriche, che ha espresso grande soddisfazione per il prestigioso riconoscimento ottenuto dall’ASI e dalle sue Commissioni Tecniche. L’ing.Nardiello ha evidenziato come questo importante traguardo attribuisca ulteriore lustro alla Federazione e valorizzi il lavoro svolto quotidianamente dai club federati presenti su tutto il territorio nazionale. Ha inoltre ricordato il grande impegno dei club feferati nel promuovere la cultura della conservazione, della sicurezza e della salvaguardia del motorismo storico, coinvolgendo giovani, appassionati e istituzioni locali in attività culturali, formative e sociali.<br />Secondo Nardiello, il ruolo dei club territoriali è oggi fondamentale per mantenere viva la memoria tecnica e culturale dell’automobile e della motocicletta storica italiana, trasformando i veicoli d’epoca non soltanto in oggetti da collezione, ma in autentici strumenti di divulgazione storica, identità territoriale e aggregazione sociale.</p>



<p>L’incontro al Ministero ha quindi confermato la crescente attenzione delle istituzioni verso il mondo del motorismo storico, riconosciuto sempre più come un patrimonio unico al mondo, capace di generare cultura, economia e valorizzazione del territorio attraverso competenze certificate, professionalità e passione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Filiera auto, OMR Automotive certificata per la Parità di Genere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/filiera-auto-omr-automotive-certificata-per-la-parita-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 11:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione parità di genere]]></category>
		<category><![CDATA[filera auto]]></category>
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					<description><![CDATA[OMR Automotive, azienda nel campo della componentistica automotive, ha ottenuto la certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022, rilasciata da ICIM a seguito di un processo di valutazione indipendente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>OMR Automotive, azienda nel campo della componentistica automotive, ha ottenuto la certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022, rilasciata da ICIM a seguito di un processo di valutazione indipendente che ha attestato la solidità e l’efficacia del sistema di gestione adottato dal Gruppo. “Il riconoscimento- si legge in una nota- certifica l’impegno concreto di OMR nel promuovere un ambiente di lavoro equo, inclusivo e rispettoso, confermando la capacità dell’azienda di tradurre princìpi quali parità di genere, valorizzazione delle persone e inclusione in azioni misurabili e strutturate”.</p>



<p><strong>“IL CAPITALE UMANO, ELEMENTO CENTRALE”</strong></p>



<p>La certificazione si inserisce in un percorso più ampio di sviluppo organizzativo e culturale, che vede OMR impegnata nel rafforzare modelli gestionali orientati alla responsabilità, alla trasparenza e alla crescita sostenibile. In questo contesto, il capitale umano rappresenta “un elemento centrale: il Gruppo conta oggi collaboratori provenienti da 47 nazionalità diverse, un patrimonio di competenze e prospettive che contribuisce in modo concreto all’innovazione e alla competitività aziendale”.</p>



<p>Particolare rilevanza assume la componente femminile, che in un settore tradizionalmente caratterizzato da una presenza limitata, trova in OMR uno spazio crescente e qualificato, incidendo in maniera significativa sui risultati e sullo sviluppo dell’organizzazione.</p>



<p><strong>“NON UN PUNTO DI ARRIVO, MA UN IMPORTANTE PASSO IN AVANTI”</strong></p>



<p>“Questo traguardo rappresenta una conferma del percorso intrapreso e, al tempo stesso, uno stimolo a proseguire con determinazione- sottolinea il Presidente di OMR Automotive, Cav. Marco Bonometti– L’obiettivo è continuare a rafforzare un ambiente di lavoro capace di valorizzare il merito, promuovere l’inclusione e sostenere una crescita condivisa e duratura”.</p>



<p>La certificazione, valida fino al 2029, non costituisce dunque un punto di arrivo, ma un “ulteriore passo in un percorso evolutivo, che pone le persone al centro delle strategie di sviluppo del Gruppo”, conclude la nota.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In viaggio su due ruote? Ecco cosa non dovrebbe mai mancare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/in-viaggio-su-due-ruote-ecco-cosa-non-dovrebbe-mai-mancare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 16:30:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[accessori utili]]></category>
		<category><![CDATA[due ruote]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la bella stagione cresce la voglia di rimettersi in sella per una gita fuori porta, un percorso panoramico o qualche ora di libertà tra curve e paesaggi. Che si [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con la bella stagione cresce la voglia di rimettersi in sella per una gita fuori porta, un percorso panoramico o qualche ora di libertà tra curve e paesaggi. Che si tratti di mare, montagna o piccoli borghi dell’entroterra, partire preparati è il modo migliore per godersi davvero la giornata senza trasformare un imprevisto in un problema.</p>



<p>Non serve riempire borse e bauletti: bastano attenzione, organizzazione e alcuni accessori davvero utili per viaggiare in sicurezza e con maggiore serenità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’abbigliamento giusto fa la differenza</h2>



<p>La prima regola per chi viaggia in moto resta sempre la sicurezza. Anche nei tragitti brevi non dovrebbero mai mancare casco omologato, guanti, giacca tecnica con protezioni e scarpe adatte alla guida.</p>



<p>Molti motociclisti, soprattutto nei mesi più caldi, tendono a sottovalutare il tema dell’abbigliamento. In realtà basta una caduta a bassa velocità o un improvviso cambio di temperatura per capire quanto sia importante essere equipaggiati nel modo corretto.</p>



<p>Una giacca traforata può essere ideale in estate, ma è sempre consigliabile avere con sé anche uno strato antivento leggero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tuta antipioggia: l’accessorio che salva la giornata</h2>



<p>Tra gli oggetti più utili da tenere nel bauletto c’è senza dubbio la tuta antipioggia. Occupa poco spazio, pesa poco e spesso fa la differenza tra continuare il viaggio serenamente o rientrare in condizioni difficili.</p>



<p>Soprattutto nelle aree montane o nelle mezze stagioni, il tempo può cambiare rapidamente. Restare asciutti significa mantenere comfort, concentrazione e sicurezza durante la guida.</p>



<p>Molti motociclisti esperti la considerano ormai indispensabile anche nelle uscite brevi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Controlli prima di partire</h2>



<p>Prima di accendere il motore conviene dedicare qualche minuto ai controlli essenziali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pressione degli pneumatici;</li>



<li>livello dell’olio;</li>



<li>luci e frecce;</li>



<li>carburante;</li>



<li>stato della catena;</li>



<li>batteria e freni.</li>
</ul>



<p>Sono verifiche rapide ma importanti, soprattutto dopo lunghi periodi di fermo della moto.</p>



<p>Da controllare anche documenti, assicurazione e patente. Una copia digitale sul telefono può essere utile in caso di necessità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa mettere nello zaino o nel bauletto</h2>



<p>Viaggiare leggeri è importante, ma alcuni accessori possono davvero tornare utili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>power bank per smartphone e navigatore;</li>



<li>bottiglia d’acqua;</li>



<li>caricatore USB;</li>



<li>kit di pronto soccorso;</li>



<li>salviette e fazzoletti;</li>



<li>spray ripara gomme o kit emergenza pneumatici;</li>



<li>occhiali da sole;</li>



<li>supporto per smartphone.</li>
</ul>



<p>Chi percorre molti chilometri spesso aggiunge anche un piccolo kit di attrezzi essenziali per le emergenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dashcam e action cam: sempre più diffuse tra i motociclisti</h2>



<p>Negli ultimi anni molti motociclisti hanno iniziato a utilizzare dashcam o action cam fissate al casco o alla moto. Non servono soltanto per registrare paesaggi e viaggi: in caso di incidente o contestazioni possono diventare strumenti utili per ricostruire quanto accaduto.</p>



<p>I modelli più recenti sono compatti, resistenti alla pioggia e con una buona autonomia. Per chi viaggia spesso o percorre strade trafficate rappresentano un accessorio sempre più apprezzato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pianificare il percorso aiuta a viaggiare meglio</h2>



<p>Una delle cose più utili prima di partire è controllare il tragitto. Sapere dove si trovano distributori, aree di sosta o eventuali cantieri permette di evitare stress inutili.</p>



<p>Nei weekend primaverili ed estivi molte strade panoramiche diventano particolarmente frequentate. Partire presto al mattino può rendere il viaggio più piacevole, con temperature migliori e meno traffico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il bello della moto è godersi la strada</h2>



<p>Per chi ama le due ruote, il viaggio non è solo la destinazione. È il percorso, la libertà, la possibilità di fermarsi davanti a un panorama o scoprire una strada secondaria.</p>



<p>Prepararsi nel modo giusto non significa rinunciare all’avventura, ma vivere la giornata con maggiore tranquillità. Perché il vero lusso, quando si viaggia in moto, è tornare a casa stanchi ma rilassati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come funzionano i freni carboceramici e perché sono così costosi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/come-funzionano-i-freni-carboceramici-e-perche-sono-cosi-costosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 12:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[freni carboceramici]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si parla di prestazioni estreme, spesso l’attenzione va a cavalli, accelerazione e velocità massima. Ma la verità è che una delle differenze più importanti tra un’auto sportiva e una [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando si parla di prestazioni estreme, spesso l’attenzione va a cavalli, accelerazione e velocità massima. Ma la verità è che una delle differenze più importanti tra un’auto sportiva e una supercar sta in un componente meno “spettacolare” ma decisivo: i freni.</p>



<p>Tra le soluzioni più avanzate oggi sul mercato ci sono i <strong>freni carboceramici</strong>, tecnologia derivata dal mondo delle competizioni e ormai diventata un simbolo delle auto di fascia altissima.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un materiale nato per resistere all’impossibile</h3>



<p>I dischi carboceramici sono realizzati con un composito di <strong>fibra di carbonio e ceramica (carburo di silicio)</strong>. Il risultato è un materiale estremamente leggero e soprattutto in grado di sopportare temperature che metterebbero in crisi un impianto frenante tradizionale.</p>



<p>In condizioni di guida sportiva intensa — o in pista — i freni possono raggiungere temperature elevatissime. È qui che i dischi in ghisa iniziano a perdere efficienza, fenomeno noto come <em>fading</em>. I carboceramici invece mantengono prestazioni costanti anche sotto stress prolungato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I vantaggi reali (non solo da brochure)</h3>



<p>Oltre alla resistenza al calore, questi freni offrono alcuni vantaggi concreti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Peso ridotto</strong>: i dischi possono pesare fino al 50% in meno rispetto a quelli tradizionali. Questo migliora agilità, sospensioni e risposta dinamica dell’auto.</li>



<li><strong>Prestazioni costanti</strong>: anche dopo ripetute frenate violente, la risposta resta stabile.</li>



<li><strong>Durata elevata</strong>: in condizioni ideali possono durare molto più a lungo dei freni convenzionali.</li>



<li><strong>Meno polvere sui cerchi</strong>: un dettaglio estetico, ma non trascurabile.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Il lato meno raccontato: costi e limiti</h3>



<p>La tecnologia ha però un prezzo, e non solo economico.</p>



<p>Il primo ostacolo è evidente: <strong>il costo</strong>. Un impianto carboceramico può aggiungere diverse migliaia di euro al prezzo di un’auto, arrivando facilmente a cifre a cinque zeri come optional.</p>



<p>Poi ci sono aspetti meno intuitivi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>a freddo, la frenata è meno pronta rispetto ai sistemi tradizionali;</li>



<li>non sono ideali per un uso urbano quotidiano;</li>



<li>in caso di danneggiamento, la sostituzione è estremamente costosa.</li>
</ul>



<p>Per questo motivo non si trovano su auto comuni, ma quasi esclusivamente su supercar, hypercar o sportive di fascia altissima.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché non sono ancora “per tutti”</h3>



<p>Il punto chiave è semplice: i freni carboceramici non servono nella guida normale. La loro efficacia emerge davvero solo in condizioni di stress elevato o uso in pista.</p>



<p>In altre parole, non sono una soluzione “migliore” in assoluto, ma una soluzione <strong>specializzata per prestazioni estreme</strong>.</p>



<p>I freni carboceramici rappresentano una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili nel settore automotive. Sono leggeri, resistenti e incredibilmente efficaci… ma pensati per un mondo in cui la frenata non è un gesto quotidiano, bensì una prova continua al limite.</p>



<p>E forse è proprio questo il punto: non sono freni per andare più piano, ma per permettere alle auto più veloci del mondo di fermarsi in sicurezza.</p>
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		<item>
		<title>Pneumatici ricostruiti: nasce la prima certificazione ambientale di settore</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pneumatici-ricostruiti-nasce-la-prima-certificazione-ambientale-di-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 11:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici ricostruiti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel percorso verso una maggiore trasparenza ambientale dei prodotti, esistono ancora settori in cui mancano gli strumenti necessari per misurare e comunicare gli impatti. È il caso degli pneumatici ricostruiti, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel percorso verso una maggiore trasparenza ambientale dei prodotti, esistono ancora settori in cui mancano gli strumenti necessari per misurare e comunicare gli impatti. È il caso degli pneumatici ricostruiti, una soluzione centrale per l’economia circolare ma finora esclusa dalla possibilità di ottenere certificazioni EPD (Environmental Product Declaration).</p>



<p>Per colmare questo vuoto, BR Pneumatici, attiva dal 1963 nella ricostruzione di pneumatici, ha avviato un progetto con Ollum per sviluppare la prima PCR (Product Category Rules) dedicata a questa tipologia di prodotto.</p>



<p>Le PCR rappresentano infatti il prerequisito fondamentale per poter realizzare studi LCA e ottenere certificazioni EPD: definiscono le regole metodologiche condivise per valutare gli impatti ambientali di una specifica categoria di prodotto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un settore circolare senza standard di riferimento</h3>



<p>Gli pneumatici ricostruiti nascono dal recupero delle carcasse a fine vita, che vengono rigenerate attraverso un processo industriale che ne prolunga l’utilizzo, evitando la produzione di nuovi pneumatici e riducendo il consumo di materie prime.</p>



<p>La carcassa rappresenta la base solida sottoposta a un processo di ripristino industriale. Questo consente di estendere il ciclo di vita del prodotto originale, limitando la produzione di nuovi pneumatici e ottimizzando l’uso delle risorse.</p>



<p>Nonostante il loro valore ambientale, mancava fino ad oggi una PCR specifica che permettesse di quantificarne gli impatti in modo standardizzato e riconosciuto a livello internazionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il lavoro svolto: dalla comprensione del processo alla definizione delle regole</h3>



<p>Il progetto si è sviluppato in tre fasi principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Analisi del processo produttivo: Ollum ha collaborato con BR Pneumatici per comprendere nel dettaglio il processo di ricostruzione, acquisendo competenze specifiche sul settore</li>



<li>Benchmark normativo e tecnico: è stata analizzata la documentazione esistente e le principali norme di riferimento, anche grazie al contributo di BR Pneumatici, insieme alle PCR già pubblicate, per individuare le basi metodologiche</li>



<li>Sviluppo della PCR: è stata redatta una nuova PCR specifica per pneumatici ricostruiti, adattata alle caratteristiche del prodotto</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Come è stata sviluppata la PCR: un processo strutturato e condiviso</h3>



<p>Lo sviluppo della PCR ha seguito un iter rigoroso e riconosciuto a livello internazionale, della durata di circa 6–7 mesi, articolato in più fasi di confronto, revisione e validazione.</p>



<p>Il processo è stato avviato con la pubblicazione ufficiale dell’iniziativa sul sito del programma EPD Italy, gestito da ICMQ, con BR Pneumatici come proponente e Ollum nel ruolo di moderatore tecnico. In questa fase sono stati raccolti gli stakeholder e costituito il PCR Committee, composto da esperti del settore e professionisti LCA.</p>



<p>A partire da una prima bozza sviluppata da Ollum, il documento è stato oggetto di un primo confronto con il Committee, durante il quale sono stati raccolti commenti e contributi tecnici per affinare struttura e criteri metodologici.</p>



<p>Successivamente, la PCR è stata sottoposta a una consultazione pubblica di un mese, aperta agli stakeholder, durante la quale sono stati raccolti ulteriori feedback.</p>



<p>I commenti sono stati analizzati e integrati nel documento, poi sottoposto a revisione critica indipendente da parte di tre esperti LCA. Questa fase ha garantito la solidità metodologica e la coerenza con gli standard internazionali.</p>



<p>Al termine del processo, la PCR è stata approvata e pubblicata, con una validità di cinque anni, diventando il riferimento ufficiale per la valutazione ambientale degli pneumatici ricostruiti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un risultato che abilita l’intero settore</h3>



<p>La nuova PCR non rappresenta solo un risultato per BR Pneumatici, ma un passaggio chiave per l’intero settore: per la prima volta, le aziende che producono pneumatici ricostruiti possono realizzare studi LCA conformi e accedere alle certificazioni EPD.</p>



<p>BR Pneumatici si conferma pioniera per aver promosso e ottenuto la prima PCR specifica, sviluppata attraverso l’iter tecnico e di pubblicazione curato da Ollum. Un traguardo che apre la strada all’intero comparto, permettendo ora a tutte le aziende del ricostruito di accedere a studi LCA conformi e certificazioni EPD.</p>



<p>Si tratta di un elemento strategico in un contesto in cui la richiesta di dati ambientali verificati è in costante crescita, sia da parte del mercato che delle normative.</p>
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		<item>
		<title>Vespa compie 80 anni: Piaggio celebra l’icona italiana con una serie speciale tra passato e futuro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vespa-compie-80-anni-piaggio-celebra-licona-italiana-con-una-serie-speciale-tra-passato-e-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 21:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[piaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Piaggio di Pontedera]]></category>
		<category><![CDATA[vespa piaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[La Vespa spegne ottanta candeline e lo fa riaffermando la propria identità di simbolo senza tempo del design e della mobilità italiana. Nata nel 1946 negli stabilimenti Piaggio di Pontedera, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Vespa spegne ottanta candeline e lo fa riaffermando la propria identità di simbolo senza tempo del design e della mobilità italiana. Nata nel 1946 negli stabilimenti Piaggio di Pontedera, la Vespa è diventata in otto decenni un fenomeno globale, con quasi 20 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo. </p>



<p>Per celebrare l’anniversario, il marchio introduce una serie speciale che guarda alle origini reinterpretandole in chiave contemporanea. Arrivano infatti le nuove Vespa Primavera 80th e Gts 80th, modelli celebrativi che riportano al centro l’identità storica dello scooter più celebre d’Italia attraverso dettagli ispirati ai primi esemplari del 1946. </p>



<p>Elemento distintivo della gamma è il ritorno del “Verde Pastello”, tonalità iconica recuperata dagli archivi storici Piaggio e già utilizzata sulle Vespa delle origini. La colorazione caratterizza non solo la carrozzeria, ma anche particolari come profili, specchi e sospensioni, in un gioco di finiture lucide e satinate che richiama il passato senza rinunciare alla modernità. </p>



<p>Non mancano dettagli stilistici evocativi: sella artigianale tono su tono, inserti in gomma sulla pedana e cerchi ispirati alla storica Vespa 98, oltre a badge celebrativi con la dicitura “Est. 1946”. Sulla versione Primavera compare anche una griglia laterale che richiama le soluzioni tecniche dei primi modelli, sottolineando il legame diretto con la tradizione. </p>



<p>Le celebrazioni non si limitano ai modelli speciali. Piaggio ha annunciato anche una collezione dedicata di abbigliamento e accessori “80th Anniversary”, pensata per tradurre l’estetica Vespa in uno stile contemporaneo e lifestyle.</p>



<p>Il culmine dei festeggiamenti è previsto a Roma dal 25 al 28 giugno 2026, con quattro giorni di eventi nella Capitale, scelta simbolicamente per il suo legame con la “dolce vita” e con l’immaginario internazionale della Vespa. </p>



<p>Ottant’anni dopo il deposito del brevetto, la Vespa continua così a rappresentare molto più di un mezzo di trasporto: un’icona culturale capace di attraversare generazioni, rinnovandosi senza perdere la propria anima.</p>
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		<item>
		<title>Dall’auto autonoma alla città intelligente: il futuro della mobilità è già qui?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dallauto-autonoma-alla-citta-intelligente-il-futuro-della-mobilita-e-gia-qui/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:01:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[auto autonoma]]></category>
		<category><![CDATA[città intelligente]]></category>
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					<description><![CDATA[La mobilità del futuro non è più una proiezione teorica, ma un cantiere aperto. Tra veicoli autonomi, infrastrutture connesse e piattaforme digitali, il trasporto urbano ed extraurbano sta attraversando una [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La mobilità del futuro non è più una proiezione teorica, ma un cantiere aperto. Tra veicoli autonomi, infrastrutture connesse e piattaforme digitali, il trasporto urbano ed extraurbano sta attraversando una trasformazione profonda, sospinta da intelligenza artificiale, 5G e gestione avanzata dei dati. Una rivoluzione che promette efficienza e sostenibilità, ma che procede a velocità diverse tra Stati Uniti, Cina ed Europa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla guida assistita all’autonomia: una transizione graduale</h3>



<p>In Europa il passaggio verso la guida autonoma è in corso ma resta prudente. Dal 2025, nuove normative consentono già l’utilizzo di sistemi “hands-off” in autostrada, segnando il passaggio dai livelli di assistenza avanzata a forme di automazione più evolute, pur con obbligo di supervisione umana .</p>



<p>I veicoli autonomi, basati su sensori, radar e algoritmi di intelligenza artificiale, sono progettati per gestire in autonomia la guida e interpretare l’ambiente circostante. Tuttavia, la piena autonomia resta limitata a contesti controllati o sperimentali, anche per le implicazioni etiche e di responsabilità che comporta .</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le città laboratorio: dai robotaxi alle navette urbane</h3>



<p>Nel mondo, la mobilità autonoma è già realtà operativa in alcune metropoli: negli Stati Uniti circolano centinaia di robotaxi, mentre in Cina si moltiplicano i veicoli per consegne automatizzate.</p>



<p>In Europa, e in particolare in Italia, il percorso è più graduale ma non privo di sperimentazioni concrete. A Torino, una navetta elettrica senza conducente è stata testata in ambito urbano, offrendo un servizio a chiamata su percorsi limitati . Progetti analoghi sono attivi anche a Milano e Brescia, dove modelli di car sharing autonomo e veicoli elettrici intelligenti vengono sperimentati su scala locale .</p>



<p>Questi progetti pilota rappresentano un banco di prova fondamentale: consentono di testare non solo la tecnologia, ma anche l’interazione con utenti, traffico reale e infrastrutture esistenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Infrastrutture intelligenti: la rete che guida i veicoli</h3>



<p>La rivoluzione non riguarda solo i veicoli, ma l’intero ecosistema. Le cosiddette tecnologie V2X (vehicle-to-everything) permettono ai mezzi di comunicare in tempo reale con semafori, altri veicoli, pedoni e rete elettrica, migliorando sicurezza e flussi di traffico .</p>



<p>Questa integrazione è alla base delle smart city, dove dati e connettività consentono di ottimizzare mobilità, energia e servizi pubblici. L’Unione Europea punta proprio su questo modello: mobilità connessa, servizi multimodali e piattaforme digitali in grado di integrare trasporto pubblico, sharing e logistica .</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sostenibilità e nuovi modelli di mobilità</h3>



<p>La smart mobility nasce anche come risposta a problemi strutturali: congestione urbana, inquinamento e inefficienza dei trasporti. In Europa, il settore dei trasporti è responsabile di circa un quarto delle emissioni di CO₂, con una quota prevalente legata al traffico stradale .</p>



<p>L’integrazione tra veicoli elettrici, mobilità condivisa e sistemi intelligenti promette una riduzione significativa delle emissioni e un uso più efficiente delle risorse. Inoltre, modelli come la Mobility as a Service (MaaS) stanno cambiando il paradigma: non più possesso dell’auto, ma accesso a servizi integrati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I nodi irrisolti: norme, costi e fiducia</h3>



<p>Nonostante i progressi, restano criticità rilevanti. La prima è normativa: l’Europa procede con un approccio prudente, con regole frammentate tra Stati e necessità di armonizzazione . In Italia, ad esempio, i test sono autorizzati ma richiedono supervisori a bordo, assicurazioni dedicate e condizioni specifiche di sicurezza .</p>



<p>A ciò si aggiungono i costi elevati delle tecnologie, i rischi di cybersicurezza e la diffidenza dell’opinione pubblica. Non meno rilevante è il tema occupazionale, con possibili impatti su autisti e operatori del trasporto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un futuro già iniziato, ma non ancora diffuso</h3>



<p>Il futuro della mobilità è dunque già visibile, ma non ancora pienamente realizzato. Le tecnologie esistono, i primi servizi sono attivi e gli investimenti pubblici e privati crescono. Tuttavia, la vera sfida sarà scalare queste soluzioni, integrarle nei sistemi urbani e renderle accessibili.</p>



<p>Più che una rivoluzione improvvisa, quella della mobilità intelligente appare come una transizione graduale: fatta di sperimentazioni, adattamenti normativi e cambiamenti culturali. Un percorso in cui innovazione e governance dovranno procedere di pari passo per trasformare davvero le città in ecosistemi intelligenti.</p>
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		<item>
		<title>Moto, le buone pratiche per viaggiare in sicurezza su strada</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moto-le-buone-pratiche-per-viaggiare-in-sicurezza-su-strada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 11:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[buone pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[due ruote]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza su strada]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=243276</guid>

					<description><![CDATA[Andare in moto significa libertà, ma anche responsabilità. La sicurezza su due ruote resta infatti uno degli aspetti più critici della mobilità, soprattutto alla luce dei dati sugli incidenti stradali [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Andare in moto significa libertà, ma anche responsabilità. La sicurezza su due ruote resta infatti uno degli aspetti più critici della mobilità, soprattutto alla luce dei dati sugli incidenti stradali che vedono i motociclisti tra gli utenti più esposti. Ridurre i rischi è possibile, ma passa prima di tutto dal rispetto di alcune regole fondamentali.</p>



<p>Il primo elemento è l’<strong>equipaggiamento</strong>. Il casco integrale omologato non è solo obbligatorio, ma rappresenta la principale protezione in caso di incidente. A questo si aggiungono giacca tecnica con protezioni, guanti, pantaloni rinforzati e calzature adeguate: accessori spesso sottovalutati, ma decisivi per limitare le conseguenze di una caduta.</p>



<p>Altro punto chiave è la <strong>manutenzione del mezzo</strong>. Pneumatici in buono stato, freni efficienti e luci funzionanti sono condizioni essenziali per garantire stabilità e visibilità. Anche piccoli controlli periodici possono fare la differenza, soprattutto prima di affrontare viaggi lunghi o percorsi impegnativi.</p>



<p>Fondamentale è poi lo<strong> stile di guida</strong>. Mantenere una velocità adeguata, evitare sorpassi azzardati e rispettare le distanze di sicurezza sono comportamenti che riducono sensibilmente il rischio di incidente. In moto, più che in auto, è necessario prevedere le mosse degli altri utenti della strada, adottando una guida difensiva e sempre attenta.</p>



<p>Attenzione particolare va riservata alle <strong>condizioni dell’asfalto e del meteo</strong>. Pioggia, vento, buche o presenza di ghiaia possono compromettere l’aderenza e aumentare il pericolo. In questi casi è consigliabile ridurre la velocità e guidare con maggiore prudenza, evitando manovre brusche.</p>



<p>Infine, mai sottovalutare la <strong>concentrazione e le condizioni fisiche</strong>. Stanchezza, distrazioni o uso di alcol e sostanze possono compromettere i riflessi e la capacità di reazione. Restare lucidi e in pieno controllo è una condizione imprescindibile per viaggiare in sicurezza.</p>



<p>In un contesto in cui la mobilità su due ruote è in crescita, adottare comportamenti responsabili e consapevoli resta la vera chiave per godere della moto riducendo al minimo i rischi.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vuoi consumare meno? Parti dalla manutenzione della tua auto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vuoi-consumare-meno-parti-dalla-manutenzione-della-tua-auto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 11:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione auto]]></category>
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					<description><![CDATA[In un contesto segnato dal costo elevato di benzina e, soprattutto, diesel, la manutenzione dell’auto torna al centro delle strategie di risparmio per famiglie e imprese. Non solo una questione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In un contesto segnato dal costo elevato di benzina e, soprattutto, diesel, la manutenzione dell’auto torna al centro delle strategie di risparmio per famiglie e imprese. Non solo una questione di sicurezza, ma una scelta concreta che può incidere direttamente sui consumi e sui costi di gestione del veicolo.</p>



<p>Secondo AsConAuto, una vettura non sottoposta a controlli regolari può arrivare a consumare fino al 10-15% in più rispetto a un’auto mantenuta in condizioni ottimali. Un dato che, nell’attuale scenario economico, assume un peso rilevante nei bilanci quotidiani.</p>



<p>L’associazione, che riunisce i concessionari italiani e promuove la distribuzione dei ricambi originali, richiama l’attenzione sull’importanza di rispettare i tagliandi e i controlli previsti dal costruttore. Elementi spesso trascurati, come il filtro dell’aria, il filtro carburante o il sistema di iniezione, incidono direttamente sull’efficienza del motore: se non adeguatamente curati, possono far aumentare sensibilmente i consumi.</p>



<p>Non meno importante è la condizione degli pneumatici. Gomme usurate o con pressione non corretta aumentano la resistenza al rotolamento, con un impatto immediato sul consumo di carburante. Un dettaglio tecnico che si traduce, nella pratica, in maggiori spese per chi guida.</p>



<p>Ma i benefici della manutenzione non si fermano al risparmio economico. Un’auto efficiente garantisce maggiore sicurezza su strada, riduce le emissioni e mantiene più alto il proprio valore nel tempo, prevenendo guasti improvvisi e costosi.</p>



<p>A sottolinearlo è anche Roberto Scarabel, che invita gli automobilisti a sfruttare il periodo del cambio gomme per un controllo più approfondito: “<em>Dal 15 aprile cessa l’obbligo di montare pneumatici invernali. Il passaggio in officina può diventare l’occasione ideale per un check-up completo. La manutenzione non è una spesa, ma un investimento</em>”.</p>



<p>Un messaggio chiaro in una fase in cui ogni voce di costo pesa: prendersi cura della propria auto non è solo una buona abitudine, ma una scelta strategica per consumare meno e viaggiare con maggiore tranquillità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Auto elettrica: soluzione o illusione? Pro e contro tra emissioni, batterie e infrastrutture</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-elettrica-soluzione-o-illusione-pro-e-contro-tra-emissioni-batterie-e-infrastrutture/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:10:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[diesel]]></category>
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					<description><![CDATA[L’auto elettrica è uno dei pilastri della transizione ecologica europea. L’Unione europea ha fissato lo stop alla vendita di nuove auto a benzina e diesel dal 2035, puntando su una [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’auto elettrica è uno dei pilastri della transizione ecologica europea. L’Unione europea ha fissato lo stop alla vendita di nuove auto a benzina e diesel dal 2035, puntando su una mobilità a zero emissioni allo scarico. Ma quanto è davvero sostenibile questa tecnologia? E quali sono i limiti ancora aperti?</p>



<p>Il dibattito resta acceso: tra chi la considera una soluzione imprescindibile per ridurre le emissioni e chi ne sottolinea criticità legate a produzione, costi e infrastrutture.</p>



<p>Emissioni: il bilancio va oltre lo scarico</p>



<p>Le auto elettriche non producono emissioni dirette durante l’uso, un vantaggio significativo soprattutto nei contesti urbani. Tuttavia, per valutarne l’impatto reale è necessario considerare l’intero ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento.</p>



<p>Secondo le principali analisi scientifiche, anche includendo la fabbricazione delle batterie, un’auto elettrica emette mediamente meno CO₂ rispetto a un veicolo tradizionale lungo tutto il suo ciclo di vita, soprattutto nei Paesi dove la produzione di energia è sempre più basata su fonti rinnovabili.</p>



<p>Il vantaggio ambientale aumenta nel tempo: più la rete elettrica si “decarbonizza”, più l’auto elettrica diventa sostenibile.</p>



<p>Il nodo batterie: materie prime e riciclo</p>



<p>Uno dei principali punti critici riguarda le batterie, in particolare quelle agli ioni di litio. La loro produzione richiede materie prime come litio, cobalto e nichel, la cui estrazione può avere impatti ambientali e sociali rilevanti.</p>



<p>Negli ultimi anni, però, il settore sta evolvendo rapidamente. Crescono gli investimenti in tecnologie alternative (come batterie con meno cobalto) e nel riciclo: secondo stime industriali, una quota significativa dei materiali può essere recuperata e riutilizzata, riducendo la dipendenza da nuove estrazioni.</p>



<p>Resta però la sfida di sviluppare filiere sostenibili e trasparenti su scala globale.</p>



<p>Infrastrutture: il vero collo di bottiglia</p>



<p>Un altro limite riguarda la rete di ricarica. In Europa il numero di colonnine è in crescita, ma la distribuzione è ancora disomogenea. In Italia, ad esempio, le infrastrutture sono concentrate soprattutto nel Nord e nelle aree urbane, mentre restano più carenti in altre zone.</p>



<p>I tempi di ricarica, sebbene in miglioramento, sono ancora superiori rispetto al rifornimento tradizionale, soprattutto per chi non dispone di un punto di ricarica domestico.</p>



<p>La diffusione capillare delle colonnine e il potenziamento della rete elettrica sono quindi condizioni essenziali per una transizione efficace.</p>



<p>Costi e accessibilità</p>



<p>Il prezzo di acquisto delle auto elettriche rimane mediamente più alto rispetto ai veicoli a combustione interna, anche se il divario si sta riducendo. A compensare, in parte, ci sono costi di gestione inferiori (energia e manutenzione) e incentivi pubblici.</p>



<p>Secondo gli analisti, il punto di svolta potrebbe arrivare nei prossimi anni, con la diminuzione dei costi delle batterie e l’aumento della produzione su larga scala.</p>



<p>Una soluzione, ma non unica</p>



<p>Gli esperti concordano su un punto: l’auto elettrica rappresenta una soluzione importante, ma non sufficiente da sola. La decarbonizzazione dei trasporti richiede un approccio più ampio che includa anche il potenziamento del trasporto pubblico, la mobilità condivisa e la riduzione complessiva dell’uso dell’auto privata.</p>



<p>Inoltre, i benefici ambientali dipendono in larga parte dal contesto: produzione energetica, politiche industriali e comportamenti dei consumatori.</p>



<p>Tra realtà e aspettative</p>



<p>Più che un’illusione, dunque, l’auto elettrica è una tecnologia in evoluzione, con vantaggi già evidenti ma anche criticità da risolvere. Il suo ruolo nella transizione ecologica appare centrale, ma legato alla capacità di affrontare sfide industriali, infrastrutturali e sociali.</p>



<p>La direzione è tracciata, ma il percorso resta complesso. E, come spesso accade nella transizione ecologica, non esistono soluzioni semplici a problemi sistemici.</p>
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		<title>Filtro antipolline: a cosa serve e perché non dovresti mai sottovalutarlo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/filtro-antipolline-a-cosa-serve-e-perche-non-dovresti-mai-sottovalutarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 09:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[filtro antipolline]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’arrivo della primavera e l’aumento delle concentrazioni di pollini nell’aria, c’è un componente dell’auto che torna protagonista – anche se spesso resta invisibile: il filtro antipolline, noto anche come [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’arrivo della primavera e l’aumento delle concentrazioni di pollini nell’aria, c’è un componente dell’auto che torna protagonista – anche se spesso resta invisibile: il filtro antipolline, noto anche come filtro abitacolo.</p>



<p>Piccolo, economico e facilmente sostituibile, questo elemento svolge una funzione cruciale non solo per il comfort, ma anche per la salute di chi viaggia a bordo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos’è il filtro antipolline e dove si trova</h3>



<p>Il filtro antipolline è un dispositivo installato nel sistema di ventilazione dell’auto. Il suo compito è semplice ma fondamentale: filtrare l’aria che entra nell’abitacolo, trattenendo polvere, pollini, smog e altre particelle inquinanti.</p>



<p>A seconda del modello dell’auto, si trova generalmente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>dietro il cassetto portaoggetti,</li>



<li>sotto il cofano, vicino al parabrezza,</li>



<li>oppure nella zona inferiore del cruscotto.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Perché è così importante (anche se non te ne accorgi)</h3>



<p>Molti automobilisti ignorano il filtro antipolline fino a quando non iniziano a percepire cattivi odori o una ventilazione meno efficace. In realtà, il suo ruolo è molto più ampio.</p>



<p>Un filtro in buone condizioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>migliora la qualità dell’aria all’interno dell’auto,</li>



<li>protegge da allergie e irritazioni respiratorie,</li>



<li>riduce l’ingresso di polveri sottili e agenti inquinanti,</li>



<li>preserva l’efficienza dell’impianto di climatizzazione.</li>
</ul>



<p>Al contrario, un filtro sporco o intasato può diventare un vero problema: l’aria circola peggio, aumenta l’umidità e possono proliferare batteri e muffe.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ogni quanto va cambiato</h3>



<p>La regola generale è semplice: il filtro antipolline va sostituito almeno una volta all’anno, oppure ogni 10.000–15.000 km.</p>



<p>Tuttavia, ci sono alcune condizioni che richiedono maggiore attenzione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>guida frequente in città trafficate,</li>



<li>utilizzo su strade polverose,</li>



<li>presenza di allergie tra i passeggeri.</li>
</ul>



<p>In questi casi, è consigliabile anticipare la sostituzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Filtro standard o ai carboni attivi?</h3>



<p>Non tutti i filtri antipolline sono uguali. Le due principali tipologie sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Filtro standard</strong>: trattiene polveri e pollini, ed è la soluzione più economica.</li>



<li><strong>Filtro ai carboni attivi</strong>: oltre alle particelle, assorbe anche odori e gas nocivi (come ossidi di azoto e ozono), garantendo una qualità dell’aria superiore.</li>
</ul>



<p>Per chi vive in contesti urbani o soffre di allergie, il secondo rappresenta spesso la scelta migliore.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I segnali che indicano che è ora di cambiarlo</h3>



<p>Anche senza controllarlo visivamente, ci sono alcuni segnali chiari:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aria condizionata meno efficace,</li>



<li>cattivi odori all’accensione del climatizzatore,</li>



<li>vetri che si appannano più facilmente,</li>



<li>aumento dei sintomi allergici durante la guida.</li>
</ul>



<p>Sono tutti indizi che il filtro non sta più svolgendo correttamente il suo lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quanto costa e perché conviene non rimandare</h3>



<p>Il costo di un filtro antipolline è generalmente contenuto (tra i 10 e i 30 euro, a seconda del modello), con una manodopera spesso minima o addirittura nulla per chi sceglie il fai-da-te.</p>



<p>Un investimento piccolo, ma con un impatto diretto su benessere, sicurezza e qualità dell’esperienza di guida.</p>



<p>Il filtro antipolline è uno di quei dettagli che fanno la differenza. Non si vede, non si sente – finché funziona. Ma quando smette di farlo, te ne accorgi subito. E a quel punto, spesso, è già tardi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Pneumatici e Codice della Strada: obblighi, stagionalità e sanzioni per chi non è in regola</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pneumatici-e-codice-della-strada-obblighi-stagionalita-e-sanzioni-per-chi-non-e-in-regola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:35:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto ruote]]></category>
		<category><![CDATA[cambio pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
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					<description><![CDATA[La normativa italiana in materia di pneumatici è regolata principalmente dal Codice della Strada e da circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che disciplinano sicurezza, manutenzione e uso [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">La normativa italiana in materia di pneumatici è regolata principalmente dal Codice della Strada e da circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che disciplinano sicurezza, manutenzione e uso corretto degli pneumatici in relazione alle condizioni climatiche e stradali.</p>



<p class="p1">Secondo la legge, tutti i veicoli devono circolare con pneumatici in buono stato, privi di danni strutturali e con battistrada non inferiore al limite minimo di 1,6 millimetri per le autovetture. Il rispetto di questo parametro è considerato essenziale per garantire aderenza e sicurezza, soprattutto in condizioni di pioggia o fondo stradale scivoloso.</p>



<p class="p1">Obbligo di pneumatici invernali e catene</p>



<p class="p1">La normativa prevede inoltre la possibilità, per enti proprietari delle strade (come Anas o amministrazioni locali), di imporre l’obbligo di dotazioni invernali nel periodo compreso generalmente tra il 15 novembre e il 15 aprile. In questo intervallo, su tratti specifici e segnalati, gli automobilisti devono circolare con pneumatici invernali oppure avere a bordo catene da neve omologate.</p>



<p class="p1">Al di fuori di tale periodo, l’uso di pneumatici invernali è comunque consentito, purché abbiano codice di velocità adeguato al libretto di circolazione. In caso contrario, il loro utilizzo può comportare sanzioni.</p>



<p class="p1">Pneumatici estivi, quattro stagioni e omologazioni</p>



<p class="p1">Il Codice della Strada consente l’uso di pneumatici estivi, invernali e quattro stagioni, a condizione che siano omologati e conformi alle misure indicate sulla carta di circolazione del veicolo. È vietato montare pneumatici con caratteristiche non compatibili con quelle previste dal costruttore.</p>



<p class="p1">Gli pneumatici “all season” sono ammessi, ma devono riportare la marcatura M+S e, in alcuni casi, il simbolo alpino (3PMSF) per essere equiparati a quelli invernali nei periodi di obbligo.</p>



<p class="p1">Sanzioni e responsabilità</p>



<p class="p1">La circolazione con pneumatici non conformi può comportare sanzioni amministrative, il ritiro della carta di circolazione e l’obbligo di revisione del veicolo. In caso di incidente, inoltre, la responsabilità può aggravarsi qualora venga accertata la non idoneità degli pneumatici.</p>



<p class="p1">Controlli e sicurezza</p>



<p class="p1">Le forze dell’ordine effettuano controlli periodici, soprattutto nei cambi di stagione, per verificare lo stato degli pneumatici e la presenza delle dotazioni obbligatorie. Gli esperti ricordano che la manutenzione corretta, inclusa la verifica della pressione e dell’usura, è fondamentale non solo per rispettare la legge ma anche per ridurre i consumi e migliorare la sicurezza stradale.</p>



<p class="p1">Il quadro normativo, in sintesi, punta a garantire che ogni veicolo circoli in condizioni ottimali, adattando l’equipaggiamento alle stagioni e alle caratteristiche delle strade percorse.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Sicurezza stradale, progetto pilota per prevenire i colpi di sonno alla guida</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sicurezza-stradale-progetto-pilota-per-prevenire-i-colpi-di-sonno-alla-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[colpi di sonno alla guida]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[I colpi di sonno alla guida rappresentano una delle cause più sottovalutate e pericolose di incidenti nel trasporto professionale su strada. Un rischio spesso invisibile, ma con conseguenze potenzialmente gravi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I colpi di sonno alla guida rappresentano una delle cause più sottovalutate e pericolose di incidenti nel trasporto professionale su strada. Un rischio spesso invisibile, ma con conseguenze potenzialmente gravi per i conducenti, le aziende e l’intero sistema della mobilità.</p>



<p>Per affrontare questa criticità con un approccio scientifico, concreto e basato sui dati, SMET, realtà di riferimento nel trasporto merci su scala nazionale e internazionale, e ORAIGO, società neurotecnologica specializzata nella prevenzione dell’affaticamento dei conducenti, annunciano l’avvio di un progetto esecutivo congiunto finalizzato a rilevare, misurare e prevenire i colpi di sonno alla guida attraverso l’utilizzo dei dispositivi Aigo installati a bordo della flotta SMET.</p>



<p>L’iniziativa è stata presentata alla Camera dei Deputati alla presenza del Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Senatore Antonio Iannone, e del Presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati, Onorevole Alessandro Giglio Vigna, a conferma della rilevanza strategica del tema sicurezza nel settore della logistica e del trasporto professionale.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Quanti colpi di sonno alla guida? Prima uno studio per misurarlo</strong></p>



<p>Il progetto prende avvio con una fase di studio e misurazione oggettiva. Attraverso i dati raccolti dai dispositivi Aigo installati a bordo dei veicoli, sarà possibile quantificare con precisione quanti colpi di sonno alla guida si verificano nella flotta, in quali fasce orarie e in quali giorni della settimana.</p>



<p>Un dato oggi spesso sconosciuto alle aziende, ma fondamentale per costruire una strategia di prevenzione efficace e strutturata. L’analisi consentirà a SMET di passare da una gestione reattiva del rischio ad una prevenzione basata su evidenze concrete, individuando i pattern ricorrenti e le situazioni di maggiore vulnerabilità per i propri autisti.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Due soluzioni complementari: intervento immediato e prevenzione a lungo termine</strong></p>



<p>La soluzione sviluppata da ORAIGO interviene su due livelli complementari. Nel breve termine, ai primi segnali di affaticamento rilevati dal dispositivo Aigo, il sistema avvisa immediatamente il conducente attraverso alert sonori, visivi e vibrazioni. Un avviso tempestivo che consente all’autista di intervenire prima che la sonnolenza si trasformi in un rischio reale.</p>



<p>Nel lungo termine, invece, i dati raccolti nel tempo permetteranno di analizzare il numero di episodi, la loro durata e la loro distribuzione durante la settimana. Questa analisi longitudinale consentirà di sviluppare strategie preventive personalizzate, costruite su dati oggettivi e non su semplici stime.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Un rollout progressivo, scalabile all’intera flotta</strong></p>



<p>Il progetto partirà con un gruppo pilota di autisti selezionati, così da validare la soluzione in condizioni operative reali e raccogliere dati significativi. In base ai risultati ottenuti e alle scelte aziendali, il programma potrà essere esteso progressivamente all’intera flotta oppure ad un campione più ampio e rappresentativo.</p>



<p>Una struttura a fasi che garantisce flessibilità, controllo e gradualità nell’implementazione, consentendo a SMET di valutare i risultati e adattare il programma agli obiettivi di sicurezza e alle esigenze operative.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>La sicurezza prima di tutto </strong></p>



<p>«<em>I colpi di sonno alla guida sono un rischio reale e spesso invisibile. &#8211; </em>spiega Cavaliere Domenico De Rosa, CEO Gruppo SMET &#8211; <em>Con ORAIGO abbiamo finalmente la possibilità di misurarlo oggettivamente e di intervenire prima che diventi un pericolo per i nostri autisti e per chi li circonda</em>.» <br></p>
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		<title>ACI Salerno compie cento anni: una storia lunga un secolo racchiusa nel nuovo logo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/aci-salerno-compie-cento-anni-una-storia-lunga-un-secolo-racchiusa-nel-nuovo-logo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[ACI Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Ufficializzato all’Automobile Club Salerno il logo del centenario che accompagnerà tutti gli eventi che l’Ente sta programmando per il 2026 per ripercorrere i suoi primi cento anni dal lontano 1926. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ufficializzato all’Automobile Club Salerno il logo del centenario che accompagnerà tutti gli eventi che l’Ente sta programmando per il 2026 per ripercorrere i suoi primi cento anni dal lontano 1926.</p>



<p>«<em>Sono tante le iniziative che stiamo programmando per celebrare i primi cento anni dell’Automobile Club Salerno</em>» ha dichiarato il Presidente Vincenzo Demasi, che è parte integrante di questa gloriosa storia.</p>



<p>La presentazione del logo sancisce l’inizio di un intero anno che sarà ricco di iniziative legate a questo importante traguardo.</p>



<p>Cento anni dell’Automobile Club Salerno che, partendo da una piccola associazione di pochi fortunati possessori di auto, conta oggi circa 27.000 soci e rappresenta le istanze degli automobilisti salernitani, promuovendo l’educazione e la sicurezza stradale, lo sport automobilistico e numerosi servizi ai cittadini su tutti gli aspetti della mobilità, in un rapporto sempre più diretto e incisivo con i Soci, con gli automobilisti, e con le Istituzioni sul territorio.</p>



<p>Il logo celebrativo del centenario dell&#8217;Automobile Club Salerno combina diversi elementi simbolici che rappresentano la storia e l&#8217;identità dell&#8217;istituzione: il Numero 100 domina la composizione per indicare il secolo di vita del Club. All&#8217;interno dei due zeri sono inseriti i loghi principali: lo Stemma Storico dell’Automobile Club, nel primo zero, che presenta una ruota dentata, simbolo meccanico dell&#8217;automobile, che racchiude elementi araldici legati alla città di Salerno. Nel secondo zero il logo ACI moderno: Il rombo con la sigla ACI rappresenta l&#8217;appartenenza alla federazione nazionale dell&#8217;Automobile Club d’Italia.</p>



<p>Il Nastro Rosso che avvolge la base del numero 100, riportando le date 1926 &#8211; 2026, a sancire la continuità dell&#8217;attività nel tempo. Nella base blu, identificativa del colore ACI, appare la scritta &#8220;AUTOMOBILE CLUB SALERNO&#8221;, che identifica chiaramente la dimensione territoriale dell&#8217;Ente.</p>
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		<item>
		<title>Auto, Purcaro (Dekra): «Cinesi si consolidano, Europa rischia di rincorrere. Accelerare investimenti»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-purcaro-dekra-cinesi-si-consolidano-europa-rischia-di-rincorrere-accelerare-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[dekra]]></category>
		<category><![CDATA[forum auto motive]]></category>
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					<description><![CDATA[La mobilità cambia passo e l&#8217;Europa rischia di restare indietro se non accelera su innovazione, competenze e sicurezza. È il messaggio che arriva dal Forum Autom Motive 2026, appuntamento dedicato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La mobilità cambia passo e l&#8217;Europa rischia di restare indietro se non accelera su innovazione, competenze e sicurezza. È il messaggio che arriva dal Forum Autom Motive 2026, appuntamento dedicato al futuro del settore, dove al centro c&#8217;è la trasformazione dell&#8217;industria automobilistica tra intelligenza artificiale, digitalizzazione e nuovi modelli di mobilità. </p>



<p>«<em>L&#8217;industria automotive sta vivendo una trasformazione senza precedenti</em> &#8211; spiega Toni Purcaro, presidente Dekra Italia &#8211; <em>i costruttori cinesi sono ormai una realtà consolidata e la competizione si è fatta più serrata: il rischio è che l&#8217;Europa si trovi a rincorrere se non accelera sugli investimenti e sulle nuove tecnologie</em>.»</p>



<p>Un passaggio che riguarda direttamente anche la viabilità e l&#8217;organizzazione dei sistemi di trasporto, sempre più integrati con software e servizi digitali.</p>



<p>«<em>La sfida non è solo produttiva</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>ma riguarda un ecosistema più ampio che comprende intelligenza artificiale, progettazione e nuovi modelli di mobilità</em>.»</p>



<p>Da qui la necessità di rafforzare ricerca e formazione e di costruire una collaborazione più stretta tra industria e istituzioni.</p>



<p>«<em>Innovazione e competitività devono andare di pari passo con sicurezza, qualità e sostenibilità</em> &#8211; sottolinea Purcaro, indicando negli standard di controllo e affidabilità un nodo centrale anche per la gestione della mobilità futura. &#8211; <em>L&#8217;automotive europeo ha davanti una sfida cruciale: non subire la trasformazione, ma guidarla</em>.» </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La connected mobility in Italia vale 3,36 miliardi ma mancano i talenti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-connected-mobility-in-italia-vale-336-miliardi-ma-mancano-i-talenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
		<category><![CDATA[connected mobility]]></category>
		<category><![CDATA[gelly auto talks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=239616</guid>

					<description><![CDATA[Il mercato italiano della Connected Mobility corre veloce, segnando una&#160;crescita del 16% a fine 2024&#160;per un valore complessivo di&#160;3,36 miliardi di euro, ma permane uno scollamento tra rivoluzione tecnologica e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il mercato italiano della Connected Mobility corre veloce, segnando una&nbsp;<strong>crescita del 16% a fine 2024&nbsp;</strong>per un valore complessivo di&nbsp;<strong>3,36 miliardi di euro</strong>, ma permane uno scollamento tra rivoluzione tecnologica e nuove professioni. La vera sfida per il futuro del comparto si gioca sul terreno delle competenze e della formazione: il&nbsp;<strong>75% delle aziende fatica a trovare profili specializzati</strong>&nbsp;in elettrificazione, AI, guida autonoma e sostenibilità, in altre parole i talenti del domani, capaci di trainare la crescita.</p>



<p>È questo il dato centrale emerso dalla ricerca&nbsp;<strong>“Mobilità sostenibile e tecnologie intelligenti per i grandi eventi: le sfide della nuova mobilità”</strong>, realizzata dall’Osservatorio Connected Vehicle &amp; Mobility del&nbsp;<strong>Politecnico di Milano</strong>, con un contributo scientifico dell’<strong>Università degli Studi di Napoli Federico II</strong>. Il lavoro è stato presentato durante la tappa inaugurale del roadshow&nbsp;<strong>“Geely Auto Talks powered by Jameel Motors”</strong>, che ha preso il via a&nbsp;<strong>Napoli</strong>, presso la&nbsp;<strong>Fondazione Salvatore</strong>. Un appuntamento prestigioso,suggellato dalla partecipazione del Sindaco di Napoli&nbsp;<strong>Gaetano Manfredi</strong>, la cui presenza ha testimoniato l’alto valore strategico dell’iniziativa per il territorio.</p>



<p>Dopo il successo di Milano, l’evento segna il debutto del tour nazionale di&nbsp;<strong>Geely</strong>&nbsp;<strong>Auto&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Jameel Motors</strong>&nbsp;volto a esplorare il “Rinascimento tecnologico” dell’automotive, unendo la visione industriale del colosso automobilistico cinese – proprietario di marchi globali come Lynk &amp; Co, Volvo Cars, Lotus, Polestar e Zeekr – con l’eccellenza del sistema Italia, per alimentare una&nbsp;<strong>piattaforma di dialogo permanente tra i due paesi</strong>,&nbsp;affrontando in ogni tappa del tour lungo la Penisola&nbsp;<strong>approfondimenti verticali</strong>&nbsp;sulla&nbsp;mobilità globale del futuro,&nbsp;legati alle peculiarità dei singoli territori. L’evento di Napoli, in particolare, ha scelto come cornice i preparativi per l’<strong>America’s Cup 2027</strong>: l’esordio della storica regata nel capoluogo campano ha offerto l’occasione ideale per approfondire le strategie di&nbsp;<strong>gestione della mobilità durante i grandi eventi internazionali</strong>, con un focus sull’integrazione di AI, tecnologie smart e soluzioni sostenibili.</p>



<p>Il settore automotive sta vivendo un&nbsp;<strong>cambio di paradigma</strong>&nbsp;senza precedenti:&nbsp;la transizione energetica e l’avvento delle tecnologie intelligenti richiedono oggi un profondo aggiornamento delle competenze.&nbsp;Non è più solo questione di motori, ma di un&nbsp;<strong>“ecosistema della mobilità”&nbsp;</strong>integrato, dove l’eccellenza meccanica non basta; serve una&nbsp;<strong>formazione ibrida e trasversale</strong>&nbsp;per governare il cambiamento.</p>



<p>Secondo lo studio presentato a Napoli, se da un lato&nbsp;<strong>le nuove tecnologie integrate sono un “salva vita”</strong>&nbsp;– con i sistemi ADAS che hanno ridotto la gravità degli incidenti del 13% – dall’altro&nbsp;<strong>emerge un preoccupante gap professionale</strong>: una posizione su quattro nel campo IT e Data Management rimane scoperta, spingendo le aziende ad adottare la&nbsp;<strong>strategia “Make”</strong>, ovvero la&nbsp;<strong>formazione interna dei talenti</strong>&nbsp;per sopperire alla carenza di specialisti esterni.</p>



<p><strong>Marco Santucci</strong>,&nbsp;<strong>Managing Director Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr</strong>, ha dichiarato:“<em>La trasformazione che sta attraversando il settore automotive è fortemente tecnologica, come ci dimostra un marchio come Geely Auto, ma anche profondamente culturale e professionale. La vera sfida oggi non è più immaginare la mobilità del futuro, ma costruire le competenze necessarie per renderla concreta. Come Geely Auto crediamo che sia fondamentale&nbsp;<strong>creare un ponte solido tra mondo industriale, università e istituzioni</strong>.&nbsp;</em><em>La presenza del&nbsp;<strong>MUR</strong>&nbsp;all’evento suggella una collaborazione fondamentale per&nbsp;<strong>mappare le nuove opportunità lavorative</strong>,&nbsp;</em><strong><em>investendo nella formazione e nello sviluppo di nuovi talenti</em></strong><em>. Un impegno che poggia su basi scientifiche solide, grazie ai dati del&nbsp;<strong>Politecnico di Milano</strong>. Solo attraverso un ecosistema collaborativo possiamo colmare il gap di competenze e accompagnare l’Italia in questo Rinascimento tecnologico, rendendola protagonista nella mobilità globale sostenibile e connessa</em>.”</p>



<p>“<em>Il tema dell&#8217;innovazione tecnologica applicato al settore della mobilità è più che mai cruciale. La possibilità di spostarsi agevolmente e di&nbsp;<strong>immaginare nuove strade per il futuro è fondamentale per le istituzioni, anche a livello locale</strong>. Abbiamo avuto la possibilità di lavorarci con le risorse del PNRR e, per il Comune di Napoli, il settore dei trasporti e della mobilità sostenibile ha previsto un gran volume di investimenti. La stessa applicazione della Connected Mobility ai grandi eventi può essere uno snodo cruciale e può spingerci a costruire buone pratiche e una visione condivisa. Come in molti settori in evoluzione,&nbsp;<strong>il tema della formazione e della valorizzazione delle nuove professionalità è la vera sfida.</strong>&nbsp;Sono molto felice che Napoli abbia potuto ospitare questa discussione e favorire l&#8217;incontro tra istituzioni, stakeholder e mondo della ricerca</em>”<em>,&nbsp;</em>ha commentato il&nbsp;<strong>Sindaco di Napoli</strong>,&nbsp;<strong>Gaetano Manfredi</strong>.</p>



<p>La presentazione dei dati ha stimolato un confronto tecnico di alto profilo tra leader industriali e stakeholder del settore, moderato dal giornalista&nbsp;<strong>Fabio De Rossi</strong>. Sono intervenuti&nbsp;<strong>Diego Nepi Molineris</strong>, AD di Sport e Salute SpA, che ha analizzato il legame tra grandi eventi sportivi e flussi urbani;&nbsp;<strong>Antonio Amato</strong>, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Unione Industriali Napoli;&nbsp;<strong>Filippo Rizzi Ariani</strong>, Commercial Manager di Grimaldi Group;&nbsp;<strong>William Griffini</strong>, AD di Carter&amp;Benson, che ha approfondito l’evoluzione dei modelli di leadership e recruiting in un mercato guidato dall’intelligenza artificiale;&nbsp;<strong>Alessandro Grandinetti</strong>, Senior Partner di PwC.</p>



<p>L’evento ha confermato che l’<strong>integrazione tra guida autonoma, digital twin e infrastrutture smart&nbsp;</strong>è già una realtà matura, capace di rivoluzionare la gestione della mobilità urbana anche in occasione dei grandi eventi, attraverso nuove figure professionali strategiche come i&nbsp;<strong>coordinatori di trasporto</strong>&nbsp;e i&nbsp;<strong>supervisori delle Control Room</strong>.</p>



<p>Dopo la tappa di Napoli, il tour di&nbsp;<strong>Geely Auto e Jameel Motors</strong>&nbsp;continua attraverso l’Italia per&nbsp;<strong>promuovere le competenze della mobilità del futuro</strong>. Il progetto punta a creare&nbsp;un&nbsp;<strong>ecosistema collaborativo</strong>,&nbsp;tra dealer locali,&nbsp;istituzioni, università e stakeholder della filiera, trasformando ogni incontro in un’occasione per&nbsp;<strong>allineare la formazione alle reali esigenze del mercato</strong>.&nbsp;Un percorso che si traduce in azioni tangibili per il sistema Paese: dal&nbsp;<strong>finanziamento di dottorati di ricerca e borse di studio in collaborazione con il MUR</strong>, allo sviluppo della rete di vendita e servizi, con l’obiettivo di creare nuove opportunità di lavoro e sostenere la crescita del settore automotive in Italia.</p>
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		<title>Auto, i modelli più adatti per chi vive tra curve e tornanti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-i-modelli-piu-adatti-per-chi-vive-tra-curve-e-tornanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 21:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[auto nelle curve]]></category>
		<category><![CDATA[Toyota tarsi]]></category>
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					<description><![CDATA[Nelle aree collinari e montane, così come nei piccoli centri caratterizzati da strade strette e ricche di curve, la scelta dell’automobile incide in modo significativo su sicurezza e comfort. Nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Nelle aree collinari e montane, così come nei piccoli centri caratterizzati da strade strette e ricche di curve, la scelta dell’automobile incide in modo significativo su sicurezza e comfort. Nel 2026, il mercato offre soluzioni sempre più evolute, con tecnologie avanzate pensate proprio per migliorare la stabilità e il controllo alla guida.</p>



<p class="p1">Tra gli elementi più importanti restano la maneggevolezza, uno sterzo preciso e un assetto equilibrato. Le auto compatte di ultima generazione continuano a essere tra le più indicate: modelli come la Toyota Yaris e la Volkswagen Polo garantiscono agilità nei tratti stretti e buona tenuta nelle curve, grazie anche ai sistemi elettronici di assistenza aggiornati.</p>



<p class="p1">Negli ultimi anni si è rafforzata anche la presenza dei SUV compatti, che nel 2026 risultano più stabili rispetto al passato grazie a piattaforme migliorate e assetti più raffinati. Veicoli come la Peugeot 2008 e la Audi Q2 offrono una guida sicura e una posizione rialzata, utile per una maggiore visibilità nei percorsi tortuosi.</p>



<p class="p1">Per chi affronta frequentemente strade di montagna o condizioni meteo difficili, restano centrali i modelli con trazione integrale. La Subaru XV continua a essere un riferimento per stabilità e aderenza, soprattutto su fondi scivolosi o innevati.</p>



<p class="p1">Un ruolo sempre più rilevante è svolto dai sistemi di assistenza alla guida di nuova generazione, ormai diffusi anche nei segmenti più accessibili: controllo elettronico della stabilità evoluto, assistenza alla traiettoria e sistemi di frenata automatica contribuiscono a ridurre il rischio nelle curve più impegnative.</p>



<p class="p1">Infine, resta fondamentale la scelta degli pneumatici, che nel 2026 beneficiano di tecnologie migliorate per garantire maggiore aderenza e durata, soprattutto su percorsi misti.</p>



<p class="p1">In sintesi, per chi vive in zone ricche di curve la scelta ideale si orienta verso auto compatte o SUV di piccole dimensioni, dotati di tecnologie avanzate e, nei casi più impegnativi, di trazione integrale. Un mix che consente di affrontare ogni percorso con maggiore sicurezza e controllo.</p>
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		<title>Noleggio a lungo termine: opportunità o costo nascosto?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/noleggio-a-lungo-termine-opportunita-o-costo-nascosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 18:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[noleggio a lungo termine]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni il noleggio a lungo termine si è affermato come una delle formule più discusse nel settore auto e moto. Sempre più privati e aziende lo scelgono come [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni il <strong>noleggio a lungo termine</strong> si è affermato come una delle formule più discusse nel settore <strong>auto e moto</strong>. Sempre più privati e aziende lo scelgono come alternativa all’acquisto o al leasing, attratti dalla possibilità di utilizzare un veicolo nuovo pagando un canone mensile che include diversi servizi. Allo stesso tempo non mancano le critiche da parte di chi considera questa soluzione meno conveniente nel lungo periodo.</p>



<p>Il principio è semplice: si paga una rata mensile per utilizzare un veicolo per un periodo prestabilito – di solito tra i 24 e i 60 mesi – con servizi inclusi come assicurazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, assistenza stradale e, in molti casi, anche il cambio gomme. Al termine del contratto il mezzo viene restituito senza obbligo di acquisto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I vantaggi secondo i sostenitori</h3>



<p>Chi sostiene il noleggio a lungo termine sottolinea soprattutto la <strong>prevedibilità dei costi</strong>. Con una rata fissa mensile è possibile pianificare la spesa senza preoccuparsi di assicurazione, manutenzione o svalutazione del veicolo.</p>



<p>Tra i principali vantaggi indicati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Costi certi e senza sorprese</strong>, grazie ai servizi inclusi nel canone</li>



<li><strong>Nessun investimento iniziale importante</strong>, come avviene con l’acquisto</li>



<li><strong>Veicolo sempre nuovo o recente</strong>, con possibilità di cambiarlo a fine contratto</li>



<li><strong>Gestione semplificata</strong>, perché molte incombenze sono a carico della società di noleggio</li>
</ul>



<p>Per le aziende e i professionisti, inoltre, il noleggio rappresenta spesso anche una <strong>soluzione fiscalmente vantaggiosa</strong>, grazie alla possibilità di dedurre parte dei costi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le critiche dei detrattori</h3>



<p>I detrattori, invece, mettono in evidenza alcuni aspetti che renderebbero questa formula meno conveniente rispetto alla proprietà del veicolo.</p>



<p>La principale critica riguarda il fatto che <strong>alla fine del contratto non si possiede nulla</strong>: dopo anni di pagamento del canone il veicolo viene restituito senza creare un patrimonio.</p>



<p>Tra gli altri punti critici spesso citati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Limiti di chilometraggio</strong>, con costi aggiuntivi se si superano i limiti previsti</li>



<li><strong>Penali per recesso anticipato</strong> o modifiche del contratto</li>



<li><strong>Costi per eventuali danni alla restituzione del veicolo</strong></li>



<li><strong>Canone mensile che nel lungo periodo può risultare più elevato rispetto all’acquisto</strong></li>
</ul>



<p>Secondo alcuni automobilisti, inoltre, il noleggio a lungo termine è conveniente soprattutto per chi cambia spesso veicolo o percorre molti chilometri, mentre potrebbe essere meno vantaggioso per chi utilizza l’auto per molti anni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un mercato in crescita</h3>



<p>Nonostante il dibattito tra sostenitori e detrattori, il noleggio a lungo termine continua a crescere in Italia, trainato soprattutto da aziende e professionisti ma con una quota sempre più rilevante di <strong>privati</strong>.</p>



<p>La diffusione di questa formula è legata anche ai cambiamenti nel modo di vivere la mobilità: sempre più utenti preferiscono <strong>pagare per l’utilizzo del veicolo</strong> piuttosto che sostenerne l’intero costo di acquisto e gestione.</p>



<p>Per questo il noleggio a lungo termine resta uno dei temi più discussi nel settore della mobilità: per alcuni rappresenta il futuro dell’auto e della moto, per altri una soluzione da valutare con attenzione caso per caso.</p>
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		<title>Motori: dagli anni ’50 ai ’90, gli scooter simbolo di un’epoca</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/motori-dagli-anni-50-ai-90-gli-scooter-simbolo-di-unepoca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 15:38:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[scooter del passato]]></category>
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					<description><![CDATA[Pratici, economici e facili da guidare, gli scooter hanno rappresentato per decenni uno dei mezzi di trasporto più diffusi in Italia e in gran parte d’Europa. Dalla ricostruzione del dopoguerra [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pratici, economici e facili da guidare, gli scooter hanno rappresentato per decenni uno dei mezzi di trasporto più diffusi in Italia e in gran parte d’Europa. Dalla ricostruzione del dopoguerra fino agli anni Novanta, questi veicoli a due ruote hanno accompagnato la mobilità quotidiana di milioni di persone, diventando anche un simbolo culturale di diverse generazioni.</p>



<p>Tra i modelli che hanno segnato la storia degli scooter c’è la Vespa 98, il primo scooter prodotto nel 1946 dalla Piaggio. Progettato dall’ingegnere Corradino D’Ascanio, il modello nacque con l’obiettivo di offrire un mezzo semplice e accessibile in un’Italia che usciva dalla Seconda guerra mondiale. Con il suo telaio compatto e la pedana piatta, la Vespa divenne rapidamente uno dei veicoli più diffusi nelle città.</p>



<p>Negli stessi anni arrivò sul mercato anche la Lambretta prodotta dalla Innocenti. Lanciata nel 1947, la Lambretta rappresentò per decenni la principale rivale della Vespa e contribuì alla diffusione degli scooter in Italia e all’estero. I modelli delle serie LI e SX furono tra i più apprezzati dagli appassionati e dai giovani degli anni Sessanta.</p>



<p>La popolarità degli scooter crebbe ulteriormente tra gli anni Cinquanta e Sessanta, anche grazie alla loro presenza nella cultura popolare e nel cinema. Il modello Vespa 125 comparve nel film Vacanze Romane del 1953, con Audrey Hepburn e Gregory Peck, contribuendo a trasformare lo scooter italiano in un simbolo internazionale di stile e libertà.</p>



<p>Negli anni Ottanta e Novanta il mercato si ampliò con l’arrivo di nuovi modelli più moderni e automatici, come il Honda SH della Honda, che introdusse soluzioni tecniche più avanzate e una maggiore facilità di utilizzo nella mobilità urbana.</p>



<p>Oggi gli scooter continuano a essere una presenza importante nelle città, ma molti dei modelli storici restano oggetti di culto per collezionisti e appassionati. Raduni e manifestazioni dedicate ai veicoli d’epoca testimoniano l’interesse ancora vivo per questi mezzi che, per decenni, hanno rappresentato una delle immagini più riconoscibili della mobilità italiana.</p>
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		<title>Motorismo storico: pioggia di premi ASI per il Club Salerno Autostoriche</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/motorismo-storico-pioggia-di-premi-asi-per-il-club-salerno-autostoriche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 15:59:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[asi]]></category>
		<category><![CDATA[moto auto raduni]]></category>
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					<description><![CDATA[Grande successo per il Club Salerno Autostoriche, guidato dal vulcanico ingegnere Dino Nardiello, tra i protagonisti delle Premiazioni ASI 2026 dedicate alle manifestazioni 2025 organizzate dall’Automotoclub Storico Italiano. La cerimonia, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Grande successo per il <strong>Club Salerno Autostoriche</strong>, guidato dal vulcanico ingegnere <strong>Dino Nardiello</strong>, tra i protagonisti delle <strong>Premiazioni ASI 2026</strong> dedicate alle manifestazioni 2025 organizzate dall’Automotoclub Storico Italiano. La cerimonia, dedicata ai migliori eventi del motorismo storico italiano organizzati nel corso dell’anno, ha visto il sodalizio salernitano distinguersi con numerosi e prestigiosi riconoscimenti, a testimonianza di un impegno che coniuga passione per i veicoli storici, cultura, solidarietà e valorizzazione del territorio.</p>



<p>Il Club Salerno Autostoriche ha ricevuto importanti premi per le attività svolte nel 2025.</p>



<p><strong>Trofeo ASI Giovani 2025 – Eventi Giovani</strong>, assegnato per l’impegno nel coinvolgere le nuove generazioni attraverso iniziative formative e progetti di educazione alla sicurezza stradale.</p>



<p><strong>Premio ASI Solidale</strong>, conferito per l’impegno sociale che contraddistingue da sempre le manifestazioni del club e per l’attenzione verso iniziative a favore della comunità.</p>



<p><strong>Premio Qualità ASI 2025</strong>, attribuito per l’eccellenza organizzativa delle manifestazioni, caratterizzate da una forte impronta culturale e dalla valorizzazione del motorismo storico insieme alle aree interne del territorio.</p>



<p><strong>Premio ASI 2025 – Marco Polo</strong>, assegnato alla manifestazione “Raduno Costa del Cilento tra Mito e Leggenda”, evento capace di coniugare passione motoristica, tradizioni locali e promozione delle bellezze del Cilento.</p>



<p><strong>Premio per il 1° Raduno Motociclistico “Da Salerno ai Monti del Matese”,</strong> realizzato in interscambio con il Club Auto e Moto Antichi Sanniti, riconoscimento per un’iniziativa che ha favorito l’incontro tra territori e appassionati, valorizzando itinerari storici e paesaggistici di grande fascino.</p>



<p>Nel corso della cerimonia sono intervenuti i rappresentanti delle commissioni ASI, che hanno voluto sottolineare il ruolo fondamentale svolto dai club federati in tutta Italia.</p>



<p>Il presidente dell’ASI, <strong>Alberto Scuro</strong>, ha ricordato:<br>“Il motorismo storico italiano vive grazie alla passione e alla dedizione dei club federati. Ogni manifestazione rappresenta un momento di valorizzazione della nostra storia motoristica e un’occasione per promuovere cultura, territorio e tradizioni”.</p>



<p>Il presidente della Commissione Manifestazioni Auto ASI, <strong>Ivo Serio</strong>, ha voluto rivolgere un ringraziamento a tutti i sodalizi italiani:<br>“Dietro ogni evento di successo c’è il lavoro instancabile di tanti volontari e appassionati. Desidero ringraziare tutti i club italiani che, con entusiasmo, competenza e spirito di collaborazione, rendono possibile un calendario di manifestazioni di altissimo livello”.</p>



<p>Il presidente della Commissione ASI Solidale, <strong>Antonio D’Urso</strong>, ha evidenziato il valore sociale delle attività dei club:<br>“Sempre più spesso le iniziative dei club diventano occasioni di solidarietà e attenzione verso le comunità locali. Questo dimostra che la passione per i veicoli storici può trasformarsi in un importante strumento di sensibilizzazione e impegno sociale”.</p>



<p>Infine, la presidente della Commissione Manifestazioni Moto ASI, <strong>Elvira Dal Degan</strong>, ha sottolineato il ruolo crescente delle due ruote nel panorama del motorismo storico:<br>“Le manifestazioni motociclistiche rappresentano una parte sempre più dinamica del motorismo storico italiano. Grazie all’impegno dei club, la cultura delle moto d’epoca continua a vivere e a diffondersi, coinvolgendo sempre nuovi appassionati e valorizzando territori e tradizioni”.</p>



<p>Nel corso delle premiazioni grande successo anche per il <strong>Circolo Florio</strong>, presieduto dalla dott.ssa <strong>Franca Laura Mancuso</strong>, che ha ricevuto la meritata <strong>Manovella d’Oro</strong>, uno dei più prestigiosi riconoscimenti del motorismo storico italiano.</p>



<p>Un traguardo che testimonia la qualità delle manifestazioni organizzate dal sodalizio e il valore del lavoro svolto nel tempo. La vicinanza, l’amicizia e la stima che da sempre uniscono il Circolo Florio e il Club Salerno Autostoriche rappresentano un esempio concreto di collaborazione tra club federati. Uno spirito di condivisione che si conferma motore vincente per un’ASI sempre più collaborativa, capace di preservare i valori che accomunano gli appassionati e di arricchire, attraverso la cooperazione tra i club, l’amore per il motorismo storico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’intervento del presidente Nardiello</h3>



<p>Il presidente del Club Salerno Autostoriche, <strong>Dino Nardiello</strong>, ha voluto condividere il riconoscimento con tutti i soci e collaboratori del club: “Ricevere questi premi è per noi motivo di grande orgoglio. Il nostro club lavora con passione per valorizzare il motorismo storico non solo come patrimonio tecnico, ma anche come cultura e strumento di promozione del territorio. Coinvolgere i giovani, sostenere iniziative solidali e raccontare la storia dei nostri territori attraverso le manifestazioni è la missione che ci guida ogni giorno. Questi riconoscimenti appartengono a tutti i nostri soci e a chi, con entusiasmo, continua a credere nel valore del motorismo storico”.</p>
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		<title>Ducati Multistrada V4 vince il Premio Moto Europa 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ducati-multistrada-v4-vince-il-premio-moto-europa-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 12:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ducati Multistrada V4]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Moto Europa 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[La Ducati Multistrada V4 è stata la grande protagonista della prima edizione del Premio Moto Europa, il riconoscimento promosso dall’Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive (UIGA) dedicato alla moto più interessante per [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>Ducati Multistrada V4</strong> è stata la grande protagonista della prima edizione del <strong>Premio Moto Europa</strong>, il riconoscimento promosso dall’<strong>Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive (UIGA)</strong> dedicato alla moto più interessante per il mercato dell’Unione Europea. La cerimonia di premiazione si è svolta durante <strong>Motodays 2026</strong>, la manifestazione organizzata da <strong>Fiera Roma</strong> e giunta alla 14ª edizione, considerata uno dei principali appuntamenti motociclistici del Centro-Sud Italia, con tre giorni di test, incontri e attività per appassionati.</p>



<p>Tra le cinque finaliste – <strong>Aprilia Tuono 457</strong>, <strong>BMW R 1300 GS</strong>, <strong>Royal Enfield Bear 650</strong>, <strong>Yamaha R9</strong> e <strong>Ducati Multistrada V4</strong> – la moto di Borgo Panigale ha conquistato il titolo grazie a un sistema di votazione combinato che ha unito il giudizio del pubblico, espresso online e in fiera, con quello di una giuria composta dai soci UIGA e giornalisti specializzati. La selezione ha valutato innovazione tecnologica, contenuti tecnici, posizionamento commerciale e capacità di interpretare le nuove esigenze della mobilità su due ruote.</p>



<p>La cerimonia è stata condotta dal presidente UIGA, <strong>Gaetano Cesarano</strong>, insieme alla giornalista <strong>Michela Persico</strong>, mentre il premio è stato consegnato da <strong>Giacomo Agostini</strong>, leggenda del motociclismo e detentore di numerosi record.</p>



<p>Durante l’evento è stato inoltre assegnato un <strong>premio speciale della giuria</strong> allo <strong>Honda SH</strong>, riconosciuto per aver reinterpretato in chiave moderna e funzionale il concetto di scooter attraverso un’evoluzione continua.</p>



<p>Con il <strong>Premio Moto Europa</strong>, UIGA rafforza il proprio impegno nel raccontare e valorizzare il mondo delle due ruote, un settore in crescita nel panorama europeo. La <strong>Ducati Multistrada V4</strong> si conferma così come una delle moto più innovative e capaci di interpretare le nuove tendenze della mobilità su due ruote.</p>



<p class="has-small-font-size">(Ph autotecnica.org)</p>
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		<title>Le cinque moto che hanno segnato il mercato europeo nel 2025</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-cinque-moto-che-hanno-segnato-il-mercato-europeo-nel-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 17:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[moto]]></category>
		<category><![CDATA[premio moto europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mercato motociclistico europeo continua a vivere una fase di grande fermento. Nuove tecnologie, motori sempre più raffinati e un design capace di coniugare sportività e versatilità stanno ridefinendo l’esperienza [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il mercato motociclistico europeo continua a vivere una fase di grande fermento. Nuove tecnologie, motori sempre più raffinati e un design capace di coniugare sportività e versatilità stanno ridefinendo l’esperienza di guida. Tra le numerose novità presentate negli ultimi mesi, alcuni modelli si sono distinti per contenuti tecnici, personalità e capacità di interpretare le diverse anime del motociclismo contemporaneo.</p>



<p>Cinque di queste moto sono state selezionate come finaliste del Premio Moto Europa 2026, riconoscimento promosso dall’Unione Italiana Giornalisti dell&#8217;Automotive (Uiga) che ha individuato i modelli più significativi lanciati sul mercato europeo nei dodici mesi precedenti. La vincitrice sarà annunciata domani, <strong>7 marzo</strong>, durante la manifestazione Motodays 2026, in programma alla Fiera Roma.</p>



<p>Tra i modelli in gara figurano Aprilia Tuono 457, BMW R 1300 GS, Ducati Multistrada V4, Royal Enfield Bear 650 e Yamaha R9. Cinque interpretazioni molto diverse della passione per le due ruote, che raccontano altrettanti modi di vivere la moto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Aprilia Tuono 457: sportiva accessibile</h3>



<p>Con la Tuono 457, Aprilia propone una naked sportiva pensata soprattutto per i motociclisti più giovani e per chi entra nel mondo delle due ruote di media cilindrata.</p>



<p>Leggera, agile e con un design aggressivo tipico della famiglia Tuono, questa moto punta su un bicilindrico moderno e su una ciclistica raffinata per la categoria. Il risultato è una moto divertente da guidare, adatta sia all’uso quotidiano sia a qualche uscita più sportiva.</p>



<h3 class="wp-block-heading">BMW R 1300 GS: l’evoluzione dell’icona</h3>



<p>Quando si parla di maxi enduro è impossibile non citare la BMW R 1300 GS di BMW Motorrad. Evoluzione della celebre GS, uno dei modelli più venduti in Europa, questa nuova versione introduce un motore boxer completamente aggiornato e una riduzione complessiva del peso.</p>



<p>Tecnologia avanzata, elettronica sofisticata e un comfort elevato rendono la R 1300 GS una moto pensata per chi ama i grandi viaggi, ma anche per chi cerca prestazioni e sicurezza su qualsiasi tipo di percorso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ducati Multistrada V4: la regina del turismo sportivo</h3>



<p>Tra le protagoniste del segmento adventure-touring c’è anche la Ducati Multistrada V4, una delle moto più tecnologicamente avanzate della gamma Ducati.</p>



<p>Dotata del potente motore V4 Granturismo e di sofisticati sistemi elettronici di assistenza alla guida, la Multistrada rappresenta l’incontro tra prestazioni sportive e comfort da viaggio. Una moto progettata per affrontare lunghe distanze con grande facilità, ma capace allo stesso tempo di offrire emozioni tipiche del marchio di Borgo Panigale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Royal Enfield Bear 650: il fascino del retrò</h3>



<p>Con la Royal Enfield Bear 650, Royal Enfield punta invece sul fascino delle linee classiche reinterpretate in chiave moderna. La moto si ispira allo stile scrambler e alle competizioni off-road degli anni Sessanta, ma integra soluzioni tecniche contemporanee.</p>



<p>Il bicilindrico da 650 cc, ormai collaudato nella gamma del marchio, garantisce una guida fluida e piacevole, mentre l’estetica vintage la rende particolarmente apprezzata dagli appassionati che cercano una moto dal forte carattere.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Yamaha R9: la nuova supersportiva</h3>



<p>Tra le novità più attese c’è infine la Yamaha R9, con cui Yamaha amplia la propria famiglia di sportive della serie “R”.</p>



<p>La moto nasce attorno al celebre motore tre cilindri CP3 e punta a offrire prestazioni elevate unite a una gestione elettronica avanzata. Pensata per chi ama la guida sportiva, la R9 rappresenta una delle proposte più interessanti nel segmento delle supersportive di nuova generazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un mercato sempre più vario</h3>



<p>Questi cinque modelli dimostrano quanto il mondo delle due ruote sia oggi estremamente diversificato. Dalle naked leggere alle maxi enduro da viaggio, dalle sportive pure alle moto dal gusto vintage, il mercato europeo offre soluzioni per ogni tipo di motociclista.</p>



<p>Proprio tra queste cinque finaliste sarà scelta la moto vincitrice del Premio Moto Europa 2026, il cui nome sarà annunciato domani, <strong>7 marzo</strong>, nel corso di Motodays 2026 a Fiera Roma. Un riconoscimento che, al di là della competizione, fotografa l’evoluzione e la vitalità del motociclismo europeo. </p>



<p class="has-small-font-size">(Foto generica da Canva)</p>
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		<item>
		<title>Castellabate, più sicurezza stradale: al via l’installazione di rilevatori di velocità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-piu-sicurezza-stradale-al-via-linstallazione-di-rilevatori-di-velocita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 13:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[rilevatori di velocità]]></category>
		<category><![CDATA[santa maria castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Amministrazione Comunale di Castellabate ha avviato l’installazione di rilevatori di velocità lungo la Via del Mare (ex SS267) nel centro abitato di Santa Maria, nell’ambito di un piano volto a [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’Amministrazione Comunale di <strong>Castellabate</strong> ha avviato l’installazione di rilevatori di velocità lungo la <strong>Via del Mare (ex SS267)</strong> nel centro abitato di <strong>Santa Maria</strong>, nell’ambito di un piano volto a migliorare la sicurezza stradale.</p>



<p>L’iniziativa mira a <strong>ridurre la velocità di percorrenza</strong> nei tratti più critici e frequentati del territorio, offrendo una tutela maggiore sia agli automobilisti sia ai pedoni che quotidianamente attraversano la zona. Secondo l’amministrazione, il progetto punta a incentivare una <strong>guida più consapevole e responsabile</strong>, limitando i rischi di incidenti e promuovendo comportamenti virtuosi al volante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Strade più sicure e pedoni tutelati</h3>



<p>Nei prossimi giorni, oltre ai rilevatori di velocità, sono previsti interventi aggiuntivi: <strong>incremento degli attraversamenti pedonali</strong> e potenziamento della <strong>segnaletica stradale</strong> nei punti più sensibili, per migliorare ulteriormente la sicurezza di residenti e turisti.</p>



<p>L’azione rientra in un programma più ampio di <strong>prevenzione e tutela della viabilità</strong> nel comune cilentano, confermando l’attenzione dell’amministrazione alla sicurezza urbana e alla protezione dei cittadini in aree ad alta frequentazione.</p>



<p>Con questa misura, Castellabate si allinea alle migliori pratiche di sicurezza stradale, puntando su strumenti tecnologici e interventi infrastrutturali per rendere le strade del centro abitato più sicure e vivibili.</p>
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		<title>Auto elettriche in Italia: crescita inarrestabile tra sfide e infrastrutture da potenziare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-elettriche-in-italia-crescita-inarrestabile-tra-sfide-e-infrastrutture-da-potenziare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 19:54:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche in italia]]></category>
		<category><![CDATA[transizione mobolità elettricha]]></category>
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					<description><![CDATA[La transizione verso la mobilità elettrica in Italia è un fenomeno in pieno svolgimento, segnato da progressi evidenti ma anche da ostacoli rilevanti che ne rallentano la diffusione su larga [...]]]></description>
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<p>La transizione verso la mobilità elettrica in Italia è un fenomeno in pieno svolgimento, segnato da progressi evidenti ma anche da ostacoli rilevanti che ne rallentano la diffusione su larga scala. Nel corso del 2025 si sono registrati segnali positivi di crescita nella vendita di auto elettriche (EV), ma il Paese resta ancora indietro rispetto ad altri mercati europei, con tassi di penetrazione più contenuti e infrastrutture da potenziare.</p>



<p>Le statistiche ufficiali riflettono un mercato in espansione. Nel corso del 2025 le immatricolazioni di <strong>veicoli elettrici a batteria (BEV)</strong> in Italia sono aumentate in modo significativo rispetto all’anno precedente: secondo l’European Alternative Fuels Observatory, le vendite di BEV hanno registrato una forte ripresa, mentre quelle di veicoli plug‑in hybrid (PHEV) hanno mostrato una dinamica di crescita, portando complessivamente i veicoli ricaricabili a rappresentare oltre il <strong>12 % delle nuove registrazioni in alcune fasi dell’anno</strong>. Questa accelerazione è stata sostenuta da una domanda crescente, una maggiore disponibilità di modelli e incentivi economici mirati. </p>



<p>Tuttavia, nonostante il balzo percentuale, l’Italia <strong>rimane al di sotto della media europea</strong> per quota di mercato delle auto elettriche. Nel primo semestre del 2025, ad esempio, la penetrazione delle BEV si è attestata poco oltre il <strong>5 % delle nuove immatricolazioni</strong>, un livello inferiore rispetto a paesi come Francia, Germania o Regno Unito, dove l’elettrico ha raggiunto quote ben più elevate. Questo dato evidenzia come, pur crescendo, l’adozione dell’elettrico nel nostro Paese sia ancora in una fase di consolidamento e richieda ulteriori stimoli per colmare il divario con il resto dell’Unione Europea. </p>



<p>Una componente fondamentale per l’adozione dell’elettrico riguarda le <strong>infrastrutture di ricarica</strong>, la cui espansione è percepita come un prerequisito essenziale per la diffusione sostenuta dei veicoli elettrici. L’Italia ha fatto passi avanti in questo campo: alla fine del 2024 e all’inizio del 2025 il numero di <strong>punti di ricarica pubblica ha superato ampiamente le 60 000 unità</strong>, con una crescita significativa rispetto agli anni precedenti. Inoltre, la distribuzione delle colonnine sta migliorando, portando copertura anche in zone meno servite del Paese, sebbene permangano significative disparità tra Nord, Centro e Sud. </p>



<p>Nonostante questi sviluppi, gli esperti sottolineano che <strong>la rete di ricarica deve ancora essere rafforzata per rispondere pienamente alle esigenze di una massa critica di automobilisti</strong>. Le principali criticità riguardano la densità dei punti di ricarica ultra‑veloce lungo le principali arterie autostradali e l’omogeneità territoriale: zone più periferiche e regioni meridionali restano ancora meno servite rispetto al Nord, dove la diffusione di infrastrutture è più consolidata. </p>



<p>Il quadro italiano è inoltre influenzato da politiche e incentivi. Il governo ha varato programmi di sussidi per sostenere l’acquisto di auto elettriche, con bonus rilevanti per privati e imprese che demoliscono veicoli a combustione più datati in favore di EV più puliti. Questi incentivi hanno l’obiettivo di accelerare la transizione e ridurre le emissioni atmosferiche nelle aree urbane più congestionate e inquinate, ma la loro efficacia dipende dall’adeguatezza e continuità delle misure nel tempo. </p>



<p>In conclusione, la mobilità elettrica in Italia sta vivendo una fase di crescita reale, caratterizzata da numeri in aumento e da un’espansione delle infrastrutture di ricarica. Tuttavia, il percorso verso una transizione completa è ancora lungo: permangono sfide legate alla copertura infrastrutturale, al divario con altri mercati europei e alla necessità di sistemi di incentivo stabili e mirati. Per fare dell’Italia un mercato pienamente protagonista della rivoluzione elettrica, sarà fondamentale continuare a investire in infrastrutture, modelli accessibili e politiche coerenti nel medio‑lungo termine.</p>
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		<title>L’ascesa dei SUV compatti: come i crossover stanno dominando il mercato automobilistico</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lascesa-dei-suv-compatti-come-i-crossover-stanno-dominando-il-mercato-automobilistico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 19:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[suv]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni il panorama dell’auto in Europa e in Italia si è trasformato profondamente: i SUV e i crossover compatti, una volta nicchia di mercato, sono diventati la scelta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni il panorama dell’auto in Europa e in Italia si è trasformato profondamente: i SUV e i crossover compatti, una volta nicchia di mercato, sono diventati <strong>la scelta preferita da una vasta fetta di automobilisti</strong>, alterando abitudini di acquisto consolidate e influenzando l’offerta delle case costruttrici. La popolarità di questi veicoli è sostenuta non solo da numeri di vendita in costante crescita, ma anche da preferenze legate a stile di vita, praticità e percezione di valore da parte dei consumatori.</p>



<p>Secondo dati di mercato recentemente raccolti, in Europa i SUV raggiungono <strong>quota record: oltre il 50 % delle nuove auto vendute nel 2025 appartiene a questo segmento</strong>, con una quota di mercato stimata intorno al 59 % nel corso dell’anno, confermando la dominanza del SUV tra le scelte degli automobilisti. All’interno di questo ampio segmento, i <strong>modelli compatti e i piccoli crossover (B‑SUV e C‑SUV)</strong> giocano un ruolo di primo piano, rappresentando la fetta più significativa delle vendite grazie alla loro combinazione di versatilità urbana, efficienza e appeal estetico. </p>



<p>In Italia la situazione riflette questa tendenza. Il segmento dei SUV compatti e piccoli SUV si attesta come tra i più rilevanti nelle immatricolazioni nazionali, con modelli come <strong>Jeep Avenger</strong> e <strong>Toyota Yaris Cross</strong> che si affermano tra le vetture più vendute dell’anno. La crescita di questi veicoli è stata costante: la Jeep Avenger, ad esempio, si è imposta come protagonista nel mercato italiano durante il 2025, con decine di migliaia di unità immatricolate e una forte presenza sia nelle versioni ibride che in quella completamente elettrica.</p>



<p>Il motivo alla base di questo successo non è univoco. I SUV compatti offrono al guidatore una <strong>posizione di seduta più alta</strong>, percepita come più sicura e confortevole, e <strong>spazio interno superiore rispetto alle utilitarie tradizionali</strong>, pur mantenendo ingombri esterni adatti alla guida urbana. Questo equilibrio tra dimensioni ridotte e funzionalità li rende particolarmente appetibili per famiglie, pendolari e chi desidera un veicolo che si adatti facilmente a diverse esigenze quotidiane. </p>



<p>Funzionano anche considerazioni di immagine: i SUV e i crossover non sono più percepiti solo come veicoli “off‑road” o da tempo libero, ma come auto <strong>tutte da vivere nel quotidiano</strong>, con linee moderne, tecnologia di bordo avanzata e, nella misura crescente di versioni ibride o elettrificate, un profilo più efficiente dal punto di vista energetico. A livello europeo, parte di questa tendenza è stata alimentata anche dalla crescente diffusione di motorizzazioni ibride e elettriche inserite proprio nel formato SUV, integrando così desiderio di praticità e spinta verso soluzioni più sostenibili. </p>



<p>Il risultato è un <strong>mutamento profondo del mercato automobilistico</strong>, dove segmenti storici come le utilitarie compatte o le berline tradizionali hanno perso terreno: le hatchback, un tempo tra i modelli più diffusi, vedono ora una quota significativamente ridotta rispetto al passato, mentre i SUV compatti continuano a guadagnare terreno anche in termini di preferenze d’acquisto. </p>



<p>Nonostante l’andamento complessivo positivo, analisti ed esperti di settore sottolineano che questo cambio di paradigma pone <strong>nuove sfide per la sostenibilità e la gestione delle flotte</strong>: la diffusione massiccia di SUV, anche se in molte versioni più efficienti, comporta in media <strong>consumi e pesi maggiori rispetto alle utilitarie tradizionali</strong>, con implicazioni sulle emissioni e sulle infrastrutture stradali. Allo stesso tempo, però, il segmento continua ad evolversi con l’introduzione di propulsioni ibride ed elettriche, cercando di coniugare la richiesta di praticità con obiettivi di sostenibilità ambientale. </p>



<p>In definitiva, i SUV compatti e i crossover rappresentano oggi <strong>il cuore pulsante del mercato auto italiano ed europeo</strong>. La loro ascesa non è un fenomeno passeggero ma una trasformazione strutturale, alimentata da preferenze di consumo ben radicate e da una risposta delle case automobilistiche sempre più orientata a offrire modelli in linea con queste aspettative.</p>
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		<title>Sicurezza stradale e nuove tecnologie: come cambiano le auto con gli ADAS obbligatori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sicurezza-stradale-e-nuove-tecnologie-come-cambiano-le-auto-con-gli-adas-obbligatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[adas obbligatori]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[Le automobili europee stanno attraversando una trasformazione epocale nella sicurezza attiva grazie all’introduzione obbligatoria dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS – Advanced Driver Assistance Systems). L’Unione Europea, con [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le <strong>automobili europee stanno attraversando una trasformazione epocale</strong> nella sicurezza attiva grazie all’introduzione obbligatoria dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS – <em>Advanced Driver Assistance Systems</em>). L’Unione Europea, con il <strong>Regolamento Generale sulla Sicurezza dei Veicoli (Regolamento UE 2019/2144)</strong>, ha imposto che a partire dal <strong>7 luglio 2024</strong> tutte le <strong>nuove auto vendute nell’Unione siano dotate di un pacchetto di tecnologie ADAS</strong>, integrando funzioni che in passato erano opzionali o disponibili solo sui modelli di fascia alta. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa è diventato obbligatorio in Europa</h3>



<p>Le nuove regole impongono l’installazione di diversi sistemi progettati per <strong>supportare il conducente e prevenire le collisioni</strong>. Tra i principali ci sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Intelligent Speed Assistance (ISA)</strong>, adattatore intelligente di velocità che avvisa il conducente in caso di superamento del limite;</li>



<li><strong>Frenata automatica di emergenza (AEB)</strong>, capace di intervenire autonomamente in situazioni di rischio di impatto;</li>



<li><strong>Mantenimento della corsia e assistenza alla guida in carreggiata</strong>;</li>



<li><strong>Rilevamento della stanchezza e distrazione del conducente</strong>;</li>



<li><strong>Rilevamento di ostacoli durante le manovre in retromarcia</strong>;</li>



<li><strong>Registratore di dati di evento (scatola nera)</strong>. </li>
</ul>



<p>Questi sistemi sono ora <strong>obbligatori su tutte le nuove immatricolazioni</strong>, non solo sui nuovi modelli, con l’obiettivo di rendere la dotazione di sicurezza attiva uno <strong>standard minimo per tutte le auto in commercio nell’UE</strong>. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Impatto sui costi delle vetture</h3>



<p>L’introduzione di ADAS obbligatori ha inevitabilmente <strong>influito sui listini delle auto nuove</strong>. L’adozione di sensori, radar, telecamere, centraline elettroniche e software integrati rappresenta un <strong>costo aggiuntivo per i produttori</strong>, che in parte si riflette sul prezzo finale di vendita. Tuttavia, secondo analisti del settore, <strong>l’aumento dei costi è compensato dall’inserimento di tecnologie che aumentano i livelli di sicurezza complessivi e possono generare risparmi indiretti</strong> (minori costi legati agli incidenti, assicurazioni più favorevoli e maggior valore residuo del veicolo).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Riduzione degli incidenti: le stime</h3>



<p>Le istituzioni europee sottolineano che l’applicazione dei sistemi ADAS potrebbe <strong>salvare oltre 25.000 vite e prevenire almeno 140.000 feriti gravi entro il 2038</strong>. Queste stime si basano sull’analisi dei comportamenti dei veicoli dotati di tecnologie come la frenata automatica di emergenza e il mantenimento della corsia, che <strong>riducendo l’errore umano incidono significativamente sulla frequenza e sulla gravità degli incidenti</strong>. </p>



<p>I dati suggeriscono inoltre che <strong>una larga parte degli incidenti stradali è attribuibile a errore umano</strong>, con distrazione o eccesso di velocità tra le cause più ricorrenti; l’obiettivo delle normative è proprio <strong>mitigare questi fattori attraverso l’assistenza tecnologica integrata</strong>. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Percezione degli automobilisti</h3>



<p>Nonostante i benefici dichiarati, la <strong>percezione degli automobilisti verso gli ADAS è mista</strong>. Studi internazionali evidenziano che, se da un lato molte persone utilizzano regolarmente le funzioni di assistenza alla guida, <strong>una parte significativa degli utenti può percepire questi sistemi come invasivi o poco intuitivi</strong>, specialmente in assenza di formazione specifica sull’uso corretto di queste tecnologie. </p>



<p>Inoltre, l’efficacia pratica di certi ADAS può variare in funzione delle condizioni reali di guida (traffico, meteo, manutenzione delle strade), e alcune critiche riguardano proprio la <strong>necessità di sensibilizzare meglio gli automobilisti</strong> su come interpretare e integrare questi sistemi nel comportamento di guida quotidiano. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Pneumatici quattro stagioni o invernali? Cosa conviene davvero</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pneumatici-quattro-stagioni-o-invernali-cosa-conviene-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 10:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[ruote]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’avvicinarsi dei mesi freddi molti automobilisti si trovano davanti a una scelta importante: montare pneumatici invernali o optare per quelli quattro stagioni (all-season). La decisione ha implicazioni non solo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’avvicinarsi dei mesi freddi molti automobilisti si trovano davanti a una scelta importante: <strong>montare pneumatici invernali o optare per quelli quattro stagioni (all-season)</strong>. La decisione ha implicazioni non solo sulla <strong>sicurezza stradale</strong>, ma anche sui <strong>costi di gestione dell’auto</strong> e sulla <strong>conformità alle normative vigenti</strong> in Italia.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Normativa italiana e obblighi stagionali</strong></h3>



<p>In Italia l’uso di <strong>pneumatici invernali o catene a bordo</strong> è previsto dal <strong>Codice della Strada</strong> tra il <strong>15 novembre e il 15 aprile</strong>, periodo in cui molti territori – soprattutto quelli con rischio di neve o gelo – impongono questa dotazione tramite specifiche ordinanze locali. I pneumatici quattro stagioni con le marcature corrette, in particolare il simbolo <strong>3PMSF (Three Peak Mountain Snowflake)</strong> insieme a M+S, <strong>sono considerati idonei alla normativa invernale e consentono di circolare nel periodo previsto senza obbligo di catene</strong>. Chi non rispetta l’obbligo rischia sanzioni amministrative, con multe che possono superare i 168 euro e aumentare su strade extraurbane e autostrade. </p>



<p>In estate, invece, l’uso di pneumatici invernali o alcuni tipi di quattro stagioni può essere limitato se hanno un <strong>indice di velocità inferiore a quello richiesto dal libretto di circolazione</strong>, pena sanzioni che possono arrivare fino a oltre 1.400 euro. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Differenze tecniche e prestazioni su strada</strong></h3>



<p>I pneumatici invernali sono progettati per garantire <strong>migliore aderenza e sicurezza quando le temperature scendono sotto i 7°C</strong>, grazie a una <strong>mescola più morbida</strong> che mantiene la flessibilità anche con ghiaccio e neve, e a un disegno del battistrada con lamelle profonde che favoriscono trazione e frenata. Queste caratteristiche si traducono in <strong>spazi di arresto più brevi</strong> su superfici fredde o scivolose rispetto ai pneumatici quattro stagioni o estivi. </p>



<p>Le gomme quattro stagioni, invece, sono un compromesso: con una <strong>mescola intermedia e un battistrada misto</strong>, offrono prestazioni bilanciate in un ampio intervallo di temperature, da climi autunnali e primaverili a inverni miti. Tuttavia, <strong>non raggiungono le prestazioni di un pneumatico invernale in presenza di neve compatta o ghiaccio vivo</strong>, dove gli invernali restano superiori per grip e sicurezza. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Costi e convenienza nel medio periodo</strong></h3>



<p>Dal punto di vista economico la scelta non è univoca. I pneumatici quattro stagioni, pur avendo spesso <strong>un costo di acquisto leggermente superiore rispetto a un singolo treno di invernali o estivi</strong>, <strong>eliminano la necessità del cambio stagionale</strong> (di solito ogni primavera e autunno), risparmiando su montaggio, smontaggio e, se necessario, deposito degli pneumatici. Secondo confronti di mercato, per un automobilista urbano con percorrenze modeste, questo può tradursi in un <strong>risparmio complessivo nell’ordine di alcune centinaia di euro in 3-4 anni</strong>. </p>



<p>L’alternativa – avere due treni di pneumatici (invernali e estivi) – comporta costi iniziali più elevati e gestione stagionale, ma può offrire <strong>prestazioni ottimali in ogni condizione climatica</strong>, allungando la durata complessiva di ogni set se usato correttamente.</p>



<p>La scelta tra quattro stagioni e invernali dipende molto dal <strong>clima locale e dall’uso dell’auto</strong>. In aree con inverni rigidi e frequenti nevicate, i pneumatici invernali garantiscono un livello di sicurezza più alto soprattutto su strade montane o scivolose. In zone con inverni miti o con limitata presenza di neve, gli <strong>all-season di qualità certificata 3PMSF possono rappresentare una soluzione equilibrata</strong>, combinando sicurezza e praticità. </p>
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