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	<title>Auto &amp; Moto | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Sep 2026 08:20:56 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Come gestire la transizione della nostra auto dalle vacanze al ritorno alla routine quotidiana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/come-gestire-la-transizione-della-nostra-auto-dalle-vacanze-al-ritorno-alla-routine-quotidiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 09:44:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[Più della metà degli italiani utilizza la propria auto per godersi le vacanze estive, il che li porta ad accumulare chilometri su autostrade, strade secondarie e lunghi spostamenti. Ma con [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Più della metà degli italiani utilizza la propria auto per godersi le vacanze estive, il che li porta ad accumulare chilometri su autostrade, strade secondarie e lunghi spostamenti. Ma con l&#8217;arrivo di settembre il veicolo si trova di fronte a uno scenario completamente diverso: tragitti brevi, traffico urbano, code, soste frequenti e un utilizzo molto più frammentato. Questo cambio di ritmo può sembrare meno impegnativo di un viaggio di centinaia di chilometri, ma comporta un altro tipo di sforzo per l&#8217;automobile, dal momento che i tragitti brevi non sempre permettono al motore e agli altri componenti di raggiungere la temperatura ottimale di funzionamento, mentre le continue soste e ripartenze, il traffico e le manovre in città aumentano il lavoro di elementi come i freni, la frizione, lo sterzo o gli pneumatici.</p>



<p>Il ritorno alla routine rappresenta un buon momento per cambiare anche alcune abitudini legate alla manutenzione e all&#8217;uso dell&#8217;auto, adattandola così alle nuove condizioni in cui trascorrerà i prossimi mesi; per questo motivo, gli esperti di&nbsp;<a href="https://parclick.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parclick.it</a>&nbsp;ci mostrano alcuni consigli per preparare il nostro veicolo alla routine quotidiana:</p>



<p><strong>1. Svuotare il bagagliaio e recuperare il peso abituale</strong></p>



<p>Durante le vacanze,&nbsp;<strong>il bagagliaio tende a trasformarsi in un&#8217;estensione dei bagagli di famiglia, finendo per accumulare valigie, borse, accessori da spiaggia, attrezzi, giocattoli e ogni genere di oggetti che, una volta tornati a casa, non sono più necessari</strong>. Recuperare un bagagliaio leggero non è solo una questione di ordine, dal momento che trasportare permanentemente oggetti superflui significa aggiungere peso al veicolo e può avere un piccolo impatto sui consumi e sul comportamento dell&#8217;auto, soprattutto quando questi spostamenti tornano a essere quotidiani e si svolgono principalmente in città. Inoltre, occorre&nbsp;<strong>verificare che non ci siano oggetti sciolti che possano spostarsi durante una frenata.</strong></p>



<p><strong>2. Controllare la pressione degli pneumatici</strong></p>



<p><strong>Gli pneumatici sono stati uno degli elementi sottoposti al maggior carico di lavoro durante i viaggi estivi</strong>, soprattutto quando il veicolo ha circolato a pieno carico e per molte ore; per questo,&nbsp;<strong>controllarne lo stato e la pressione al rientro dalla routine è una delle prime operazioni da svolgere</strong>. Una pressione non corretta può influire sul comportamento dell&#8217;auto, sull&#8217;usura del battistrada e sui consumi, e i suoi effetti possono diventare particolarmente evidenti quando si torna a utilizzare il veicolo ogni giorno.</p>



<p><strong>3. Prestare attenzione ai freni</strong></p>



<p><strong>Passare da lunghi percorsi in autostrada alla guida in città significa moltiplicare le situazioni di frenata, a causa di semafori, attraversamenti pedonali, incroci, code e continui cambi di velocità</strong>. Per questo motivo, conviene osservare come risponde l&#8217;impianto frenante durante i primi spostamenti urbani e, di fronte a qualsiasi sensazione diversa dal solito in frenata, come vibrazioni, rumori, una risposta meno immediata del pedale o una deviazione del veicolo, è meglio portarlo da un professionista.</p>



<p><strong>4. Recuperare una guida efficiente in città</strong></p>



<p>La guida che risulta naturale durante un viaggio lungo non è sempre la più adeguata quando l&#8217;auto torna ad affrontare tragitti urbani, dove le continue accelerazioni e frenate possono far impennare i consumi e aumentare l&#8217;usura di alcuni componenti.&nbsp;<strong>Anticipare i semafori, mantenere una velocità stabile quando le circostanze lo consentono, evitare accelerate inutili e conservare una distanza di sicurezza sufficiente</strong>&nbsp;sono abitudini semplici che permettono di sfruttare meglio l&#8217;energia disponibile e ridurre lo stress al volante.</p>



<p><strong>5. Pulire l&#8217;auto dopo l&#8217;estate</strong></p>



<p>Sabbia, polvere, residui di cibo, macchie, salsedine e sporco accumulato durante i viaggi possono restare nell&#8217;auto molto tempo dopo il rientro a casa, soprattutto nelle zone meno visibili dell&#8217;abitacolo e del bagagliaio.&nbsp;<strong>Una pulizia approfondita al termine delle vacanze permette di recuperare lo stato abituale del veicolo</strong>.</p>



<p>Anche l&#8217;esterno merita attenzione, soprattutto se l&#8217;auto ha circolato vicino al mare o su strade polverose e sterrate, poiché eliminare questi residui contribuisce a conservare meglio le diverse superfici del veicolo.</p>



<p><strong>6. Controllare liquidi, luci e tergicristalli</strong></p>



<p>Il ritorno alla routine è una buona occasione per effettuare un&nbsp;<strong>controllo di base degli elementi che possono passare inosservati durante l&#8217;estate</strong>, come i livelli dei liquidi, il funzionamento delle luci e lo stato delle spazzole dei tergicristalli.</p>



<p><strong>7. Tenere sotto controllo la batteria se prevalgono gli spostamenti urbani</strong></p>



<p>Il passaggio da lunghi percorsi a tragitti brevi e frequenti, intervallati da soste, modifica anche le condizioni in cui lavora la batteria. In un&#8217;auto con molti anni o con una batteria vicina alla fine della sua vita utile, questo cambio di utilizzo può rendere più evidente un&#8217;eventuale debolezza che durante le vacanze forse non si era manifestata. Per questo,&nbsp;<strong>se compaiono difficoltà all&#8217;avviamento, messaggi di avvertimento o qualsiasi comportamento elettrico anomalo, conviene non aspettare che il problema si presenti nel momento meno opportuno</strong>&nbsp;e far effettuare un controllo da un professionista.</p>



<p><strong>8. Adattare le abitudini di parcheggio</strong></p>



<p>Durante le vacanze, l&#8217;auto può restare parcheggiata per ore in un parcheggio o per strada, mentre il ritorno in città moltiplica le manovre, gli spazi ridotti e i parcheggi in parallelo. Questo cambio di scenario richiede di prestare maggiore attenzione agli elementi che soffrono particolarmente le manovre frequenti, come pneumatici, sterzo, frizione in determinati veicoli e carrozzeria, oltre ad aumentare le possibilità di piccoli urti o graffi. Una buona strategia consiste nell&#8217;evitare manovre inutilmente brusche e nel non tenere il volante girato per lunghi periodi quando il veicolo è fermo.&nbsp;<strong>Utilizzare anche i parcheggi urbani, dove è sempre più facile parcheggiare, risparmiando tempo e denaro rispetto a girare per la città in cerca di un posto</strong>.</p>



<p><strong>Ester Stivelli, Country Manager IT+DACH di Parclick, commenta:</strong> <em>«Il rientro dalle vacanze non riguarda solo la meccanica dell&#8217;auto, ma anche il modo in cui la utilizziamo ogni giorno. Chi ha percorso centinaia di chilometri in autostrada torna a muoversi soprattutto in città, dove il tempo perso cercando un parcheggio pesa quanto l&#8217;usura di uno pneumatico: è un costo nascosto che si accumula spostamento dopo spostamento, in termini di carburante, tempo e nervi. Per questo, oltre ai controlli meccanici che consigliamo sempre, invitiamo gli automobilisti a rivedere anche le proprie abitudini di parcheggio: prenotare in anticipo un posto in un parcheggio urbano non è solo più comodo, ma riduce lo stress, evita i giri a vuoto in cerca di un posto libero e il rischio di piccoli danni durante le manovre più delicate. È un cambio di mentalità semplice che, unito alla manutenzione ordinaria, permette di affrontare la routine con un&#8217;auto e un conducente davvero pronti.</em>» </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Auto danneggiata, la riparazione può superare il valore di mercato: la sentenza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-danneggiata-la-riparazione-puo-superare-il-valore-di-mercato-la-sentenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 13:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze]]></category>
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					<description><![CDATA[Per anni, di fronte a un’auto gravemente danneggiata in un incidente, il principio sembrava quasi scontato: se il costo della riparazione superava il valore commerciale del veicolo, il risarcimento doveva [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per anni, di fronte a un’auto gravemente danneggiata in un incidente, il principio sembrava quasi scontato: se il costo della riparazione superava il valore commerciale del veicolo, il risarcimento doveva essere contenuto entro la quotazione di mercato. Una regola pratica che spesso trasformava il proprietario in una sorta di “danneggiato a metà”.</p>



<p>La sentenza rimette in discussione questo automatismo e valorizza, invece, il costo reale necessario per riportare il mezzo nelle condizioni precedenti al sinistro. Il caso riguardava un&#8217;auto rimasta gravemente danneggiata dopo l’impatto contro un manufatto in cemento armato, non adeguatamente segnalato lungo una strada comunale. La riparazione aveva comportato una spesa superiore ai 10 mila euro.<br>Il Comune aveva sostenuto che il risarcimento non potesse superare il valore commerciale dell’auto. </p>



<p>Il Tribunale, invece, ha riconosciuto le spese effettivamente sostenute e documentate. Il punto centrale è l’articolo 2058 del Codice civile, che pone come regola il risarcimento in forma specifica: il danneggiato ha diritto, in linea generale, a ottenere il ripristino della situazione precedente al fatto illecito. Il risarcimento per equivalente, cioè la corresponsione del valore economico del bene, costituisce una soluzione alternativa quando la reintegrazione risulti eccessivamente onerosa.</p>



<p>Ed è proprio qui che si trova la novità più significativa. Il semplice superamento del valore commerciale dell’auto non rende automaticamente “eccessivamente onerosa” la riparazione. Occorre verificare concretamente la situazione: età del veicolo, stato di conservazione, condizioni anteriori all’incidente, entità delle riparazioni e possibile vantaggio patrimoniale ingiustificato per il proprietario. La quotazione dell’usato, quindi, non può essere trasformata in un tetto rigido e automatico al risarcimento. Diverso è il caso in cui la riparazione comporti un effettivo arricchimento del danneggiato o presenti costi sproporzionati rispetto all’utilità ottenibile.</p>



<p>La decisione di Catanzaro segna così un passaggio importante: non sempre il valore di mercato coincide con il valore del danno. Se un’automobile, soprattutto se quasi nuova e ben conservata, può essere concretamente riportata alle condizioni precedenti al sinistro, il responsabile non può limitarsi a offrire quanto risulterebbe dalle quotazioni dell’usato.</p>



<p>Una prospettiva che rafforza la funzione autenticamente riparatoria del risarcimento: chi subisce un danno non deve necessariamente essere costretto a sostituire il proprio veicolo o ad accettare una perdita patrimoniale solo perché il mercato attribuisce alla sua auto un valore inferiore al costo necessario per ripararla.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>35 gradi fuori, oltre 50 dentro: cosa succede all’auto lasciata al sole</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/35-gradi-fuori-oltre-50-dentro-cosa-succede-allauto-lasciata-al-sole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 12:27:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto al sole]]></category>
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					<description><![CDATA[Bastano pochi minuti sotto il sole perché l’abitacolo di un’auto parcheggiata diventi un ambiente estremamente caldo. Con temperature esterne intorno ai 30-35 gradi, l’interno della vettura può raggiungere valori nell’ordine [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Bastano pochi minuti sotto il sole perché l’abitacolo di un’auto parcheggiata diventi un ambiente estremamente caldo. Con temperature esterne intorno ai 30-35 gradi, l’interno della vettura può raggiungere valori nell’ordine dei <strong>50-60 °C</strong>, mentre alcune superfici, come cruscotto e volante, possono diventare ancora più roventi.</p>



<p>Il fenomeno è legato all’effetto serra creato dai vetri: la radiazione solare entra nell’abitacolo e il calore viene trattenuto all’interno. Il risultato è un aumento della temperatura molto più rapido rispetto all’ambiente esterno. Anche lasciare leggermente aperti i finestrini non rappresenta una soluzione sufficiente: secondo il CDC, nei primi dieci minuti la temperatura interna può aumentare di quasi <strong>11 °C</strong>, anche con un finestrino socchiuso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come proteggersi</h3>



<p>Per prima cosa, quando possibile, è bene <strong>parcheggiare all’ombra</strong> o in un&#8217;autorimessa. Una volta tornati alla vettura, prima di partire è utile aprire portiere e finestrini per qualche minuto, così da favorire il ricambio d’aria, e utilizzare il climatizzatore per abbassare rapidamente la temperatura.</p>



<p>Una volta in marcia, è importante mantenere l&#8217;abitacolo adeguatamente climatizzato e avere con sé dell&#8217;acqua, soprattutto nei viaggi più lunghi. Nei periodi di caldo intenso è inoltre consigliabile programmare gli spostamenti evitando, quando possibile, le ore più calde.</p>



<p>Il capitolo più importante riguarda però <strong>bambini e animali</strong>: non devono mai essere lasciati soli all’interno di un&#8217;auto parcheggiata, neppure per pochi minuti e nemmeno con i finestrini aperti. Il CDC sottolinea che le temperature possono diventare pericolose molto rapidamente e che i bambini sono particolarmente vulnerabili al colpo di calore.</p>



<p>Anche per gli adulti il rischio non è trascurabile, soprattutto per anziani e persone con patologie. In presenza di caldo estremo, il consiglio è quindi semplice: <strong>prima di entrare nell’auto, far uscire il calore; durante il viaggio, mantenere fresco l’abitacolo; e soprattutto non lasciare mai persone o animali all’interno della vettura parcheggiata.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Targa estera, stretta sull’Rc auto: verso l’obbligo di una polizza italiana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/targa-estera-stretta-sullrc-auto-verso-lobbligo-di-una-polizza-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 09:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[polizza italiana]]></category>
		<category><![CDATA[rc auto]]></category>
		<category><![CDATA[targa estera]]></category>
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					<description><![CDATA[Per i veicoli immatricolati all’estero ma utilizzati stabilmente in Italia potrebbe arrivare anche l’obbligo di stipulare una polizza Rc auto con una compagnia italiana o comunque autorizzata a operare nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per i veicoli immatricolati all’estero ma utilizzati stabilmente in Italia potrebbe arrivare anche l’obbligo di stipulare una polizza Rc auto con una compagnia italiana o comunque autorizzata a operare nel nostro Paese. La misura è contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada, anticipato da Quattroruote, e si aggiunge agli obblighi già previsti per i veicoli registrati al Reve, il Registro dei veicoli esteri.</p>



<p>Si tratta, al momento, di una bozza sulla quale le associazioni di categoria potranno presentare osservazioni entro il 13 settembre. L&#8217;obiettivo indicato dai ministeri dell&#8217;Interno e dei Trasporti è intervenire sulla cosiddetta “esterovestizione” dei veicoli, una pratica che consiste nell&#8217;intestazione formale del mezzo a una società estera e nel successivo utilizzo in Italia attraverso formule di noleggio o leasing.</p>



<p>Il fenomeno si è sviluppato negli anni attraverso diversi Paesi: dalle targhe tedesche si è passati a quelle bulgare e, più recentemente, a quelle polacche. Il ricorso a veicoli immatricolati all&#8217;estero può consentire di beneficiare di costi inferiori per imposte e assicurazione e, in alcuni casi, di rendere più complesse le procedure di notifica delle sanzioni oltreconfine.</p>



<p>La nuova previsione riguarda in particolare il requisito assicurativo. Una volta iscritto il veicolo al Reve, l&#8217;obbligo di assicurazione potrebbe essere assolto esclusivamente attraverso un contratto stipulato con un&#8217;impresa italiana o autorizzata a operare in Italia. La compagnia dovrà quindi risultare negli elenchi Ivass.</p>



<p>La misura non introduce un divieto per le targhe straniere, ma stabilisce un requisito per i veicoli che rientrano nell&#8217;obbligo di registrazione. La stretta si aggiunge a quella entrata in vigore il 25 maggio, quando all&#8217;iscrizione al Reve è stato collegato anche il pagamento dell&#8217;Ipt.</p>



<p>Il fenomeno risulta particolarmente concentrato in Campania. Secondo le stime riportate nelle informazioni disponibili, sarebbero diverse decine di migliaia i veicoli con targa straniera utilizzati abitualmente in Italia e, delle circa 53mila targhe straniere presenti nel Paese, circa 35mila sarebbero registrate a Napoli.</p>



<p>Parallelamente sono stati rafforzati i controlli sui veicoli con targa polacca. Una circolare del ministero dell&#8217;Interno del 13 agosto ha comunicato la disponibilità di collegamenti telematici con i portali del governo polacco. Le forze dell&#8217;ordine italiane possono così consultare i dati relativi alle carte di circolazione, alla copertura Rc auto e alle patenti rilasciate in Polonia, rendendo più rapide le verifiche sulla regolarità dei mezzi.</p>



<p>Sul tema è intervenuto il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante, che ha sottolineato la necessità di intervenire sull&#8217;uso improprio delle targhe straniere, con particolare riferimento al Mezzogiorno.</p>



<p>«<em>L’uso improprio delle auto con targa straniera è un fenomeno che dilaga soprattutto al Mezzogiorno, dove sono sempre più numerosi i casi di “esterovestizione” per eludere gli obblighi previsti</em>», ha dichiarato Ferrante al Corriere del Mezzogiorno. Secondo il sottosegretario, il ministero intende intervenire «<em>nel rispetto delle convenzioni internazionali</em>» per garantire che chi utilizza stabilmente in Italia un veicolo con targa estera sia tracciabile, attraverso una copertura assicurativa italiana o autorizzata nel nostro Paese e l&#8217;immatricolazione del mezzo oppure la registrazione al Reve.</p>



<p>«<em>L’utilizzo della targa estera non può diventare uno strumento per sottrarsi alle regole</em>», ha aggiunto Ferrante, spiegando che sul fronte assicurativo l&#8217;obiettivo è anche evitare coperture con massimali molto bassi e garantire una tutela adeguata in caso di incidente.</p>



<p>«<em>Vogliamo quindi garantire che chi circola stabilmente sulle nostre strade sia adeguatamente coperto e che le eventuali vittime di un sinistro non si trovino prive di una tutela adeguata</em>», ha affermato il sottosegretario.</p>



<p>Per Ferrante, la linea del Mit punta dunque su «<em>più controlli, tracciabilità e adeguate garanzie assicurative</em>» per chi utilizza stabilmente un veicolo con targa estera. «<em>Si tratta di intervenire per contrastare gli abusi e salvaguardare chi rispetta le regole</em>», ha concluso.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Moto, la checklist per viaggiare in regola: obblighi e sanzioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moto-la-checklist-per-viaggiare-in-regola-obblighi-e-sanzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 10:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[checklist]]></category>
		<category><![CDATA[moo]]></category>
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					<description><![CDATA[Quali sono le dotazioni obbligatorie per chi viaggia in moto? È una domanda che torna soprattutto nei mesi estivi, quando aumentano gli spostamenti sulle due ruote e i viaggi in [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quali sono le dotazioni obbligatorie per chi viaggia in moto? È una domanda che torna soprattutto nei mesi estivi, quando aumentano gli spostamenti sulle due ruote e i viaggi in moto. Il Codice della strada, però, non prevede una lunga lista di accessori da portare necessariamente nel vano sottosella.</p>



<p>Gli obblighi riguardano soprattutto <strong>il casco, i dispositivi di cui deve essere equipaggiato il motociclo, i documenti necessari alla circolazione e l&#8217;assicurazione</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Casco obbligatorio: multa fino a 332 euro</h2>



<p>Il casco è il principale dispositivo di protezione obbligatorio. Chi guida motocicli e ciclomotori deve indossare un <strong>casco protettivo conforme ai tipi omologati e regolarmente allacciato</strong>. L&#8217;obbligo vale anche per l&#8217;eventuale passeggero.</p>



<p>Chi circola senza casco, con un casco non conforme o non correttamente allacciato rischia una sanzione amministrativa da <strong>83 a 332 euro</strong>. È inoltre previsto il <strong>fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni</strong>, che sale a 90 giorni in caso di recidiva nel biennio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa deve avere la moto</h2>



<p>Non si tratta di accessori che il motociclista deve necessariamente portare con sé, ma di dispositivi che devono essere presenti e conformi sul veicolo.</p>



<p>Tra le dotazioni previste dal Codice della strada rientrano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>dispositivi di illuminazione e segnalazione visiva;</li>



<li>dispositivi di scarico e silenziatori per i veicoli dotati di motore termico;</li>



<li>dispositivo di segnalazione acustica, cioè il clacson;</li>



<li>dispositivi retrovisori;</li>



<li>pneumatici conformi;</li>



<li>gli ulteriori dispositivi eventualmente prescritti in relazione alla categoria e alle caratteristiche del veicolo.</li>
</ul>



<p>La violazione delle disposizioni sull&#8217;equipaggiamento dei veicoli può comportare una sanzione da <strong>87 a 344 euro</strong>, a seconda della norma violata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Luci: attenzione durante la marcia</h2>



<p>Per i motocicli l&#8217;uso delle luci è particolarmente importante. Il Codice della strada prevede specifici obblighi sull&#8217;utilizzo dei dispositivi di illuminazione durante la marcia.</p>



<p>La violazione delle disposizioni relative all&#8217;uso delle luci previste dall&#8217;articolo 152 comporta una sanzione amministrativa da <strong>42 a 173 euro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Documenti: patente e carta di circolazione</h2>



<p>Durante la circolazione il conducente deve essere in possesso dei documenti previsti dalla normativa, tra cui quelli relativi alla patente e alla circolazione del veicolo.</p>



<p>In caso di mancata disponibilità dei documenti nei casi in cui devono essere esibiti, l&#8217;articolo 180 prevede una sanzione amministrativa generalmente compresa tra <strong>42 e 173 euro</strong>, con specifiche regole e possibili eccezioni quando i dati possono essere verificati direttamente attraverso le banche dati disponibili alle forze dell&#8217;ordine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Assicurazione obbligatoria</h2>



<p>Un altro requisito fondamentale è la <strong>Rc obbligatoria</strong>. Non è possibile circolare su strada con una moto priva della copertura assicurativa prevista dalla legge.</p>



<p>Per chi circola senza assicurazione la sanzione va da <strong>866 a 3.464 euro</strong>. La normativa prevede inoltre conseguenze ulteriori, comprese misure sul veicolo e sulla patente, nei casi di recidiva e nelle altre ipotesi previste dall&#8217;articolo 193.</p>



<p>Non è invece necessario esporre sul motociclo il vecchio contrassegno assicurativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Triangolo: non è obbligatorio sulla moto</h2>



<p>Uno dei dubbi più frequenti riguarda il <strong>triangolo di segnalazione</strong>.</p>



<p>Per i motocicli non esiste un obbligo generale di portare a bordo il triangolo come dotazione di emergenza. Si tratta quindi di un accessorio che il motociclista può scegliere di avere con sé, ma che non rientra tra le dotazioni obbligatorie generali del motociclo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giubbotto riflettente, guanti e abbigliamento tecnico</h2>



<p>Anche il <strong>giubbotto ad alta visibilità</strong> non costituisce una dotazione generale obbligatoria da tenere a bordo della moto.</p>



<p>Lo stesso vale per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>guanti;</li>



<li>giacca tecnica;</li>



<li>pantaloni con protezioni;</li>



<li>paraschiena;</li>



<li>stivali tecnici;</li>



<li>kit di pronto soccorso;</li>



<li>kit per la riparazione delle forature;</li>



<li>torcia;</li>



<li>cavi per la batteria.</li>
</ul>



<p>Si tratta di equipaggiamenti che possono essere molto utili, soprattutto per i viaggi lunghi, ma che non sono prescritti come dotazioni obbligatorie generali per la normale circolazione dei motocicli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lista da ricordare prima di partire</h2>



<p>Per chi vuole verificare rapidamente di essere in regola, la lista essenziale è questa:</p>



<p><strong>Obbligatorio</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Casco omologato e correttamente allacciato</strong>;</li>



<li><strong>luci e dispositivi di segnalazione funzionanti</strong>;</li>



<li><strong>specchietti retrovisori conformi</strong>;</li>



<li><strong>clacson funzionante</strong>;</li>



<li><strong>pneumatici conformi</strong>;</li>



<li><strong>impianto di scarico conforme</strong>, per le moto con motore termico;</li>



<li><strong>patente valida</strong>;</li>



<li><strong>documenti del veicolo</strong>;</li>



<li><strong>assicurazione Rc obbligatoria</strong>.</li>
</ul>



<p><strong>Non obbligatorio come dotazione generale</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>triangolo;</li>



<li>giubbotto ad alta visibilità;</li>



<li>guanti;</li>



<li>giacca con protezioni;</li>



<li>paraschiena;</li>



<li>pantaloni tecnici;</li>



<li>stivali;</li>



<li>kit di pronto soccorso;</li>



<li>kit di riparazione delle forature.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Quanto si rischia di pagare</h3>



<p>Le principali sanzioni possono quindi essere riassunte così:</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><th>Violazione</th><th>Sanzione</th></tr><tr><td>Casco non indossato/non conforme</td><td><strong>83-332 euro</strong> + fermo amministrativo</td></tr><tr><td>Dotazioni del veicolo non conformi</td><td><strong>87-344 euro</strong> nelle fattispecie previste</td></tr><tr><td>Uso non corretto delle luci</td><td><strong>42-173 euro</strong></td></tr><tr><td>Mancanza dei documenti nei casi previsti</td><td><strong>42-173 euro</strong></td></tr><tr><td>Circolazione senza assicurazione</td><td><strong>866-3.464 euro</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p>Il punto fondamentale è quindi distinguere tra <strong>ciò che la legge impone di avere sulla moto</strong> e ciò che, invece, costituisce un equipaggiamento consigliato per aumentare la sicurezza.</p>



<p>Per il motociclista, l&#8217;obbligo personale più importante resta il <strong>casco omologato e correttamente allacciato</strong>. Per il veicolo, invece, devono essere presenti e funzionanti le dotazioni previste dalla normativa, mentre la copertura assicurativa è indispensabile per poter circolare.</p>



<p></p>
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		<title>Auto, dal rottame al grafene: la nuova frontiera del riciclo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-dal-rottame-al-grafene-la-nuova-frontiera-del-riciclo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 11:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[grafene]]></category>
		<category><![CDATA[upcycling]]></category>
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					<description><![CDATA[Paraurti, tappetini, rivestimenti e plastiche a fine vita potrebbero avere una seconda vita ad alto valore aggiunto. La ricerca punta a trasformare gli scarti delle auto in grafene da utilizzare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Paraurti, tappetini, rivestimenti e plastiche a fine vita potrebbero avere una seconda vita ad alto valore aggiunto. La ricerca punta a trasformare gli scarti delle auto in grafene da utilizzare per realizzare nuovi componenti. Un possibile ciclo chiuso che unisce riciclo, alleggerimento e nuove tecnologie. </p>



<p>E se la prossima automobile contenesse una parte della precedente?</p>



<p>Non è più soltanto uno scenario da laboratorio. La ricerca sull&#8217;<strong>upcycling dei materiali provenienti dalle auto a fine vita</strong> sta aprendo una strada particolarmente interessante per l&#8217;industria automobilistica: trasformare plastiche che oggi rischiano di finire in discarica o di essere destinate a processi di recupero a minor valore in <strong>grafene</strong>, per poi utilizzare il materiale ottenuto nella produzione di nuovi componenti.</p>



<p>Uno degli esperimenti più significativi è stato realizzato da un gruppo di ricercatori della Rice University, che ha dimostrato la possibilità di trasformare plastiche provenienti da veicoli fuori uso in <strong>flash graphene</strong>, attraverso una tecnica denominata <em>flash Joule heating</em>. Il processo utilizza un rapido impulso elettrico per portare il materiale ad altissima temperatura e convertirne il carbonio in grafene.</p>



<p>La caratteristica più interessante è che non si tratta semplicemente di riciclare una plastica per ottenere un&#8217;altra plastica.</p>



<p>Il materiale di partenza viene infatti <strong>upcycled</strong>, cioè trasformato in un prodotto con caratteristiche e potenzialmente con un valore superiore rispetto al rifiuto originario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla plastica dell&#8217;auto al materiale del futuro</h2>



<p>La sperimentazione ha preso in considerazione una miscela di materiali provenienti da automobili a fine vita: tra questi paraurti, guarnizioni, moquette, tappetini e rivestimenti di sedili e portiere. Secondo lo studio, non è stato necessario separare preventivamente tutte le diverse plastiche e il processo non richiede l&#8217;impiego di solventi o acqua.</p>



<p>Il grafene così prodotto è stato successivamente utilizzato come <strong>rinforzo per schiume poliuretaniche destinate all&#8217;automotive</strong>.</p>



<p>È qui che il progetto assume una dimensione particolarmente interessante per il settore auto: il rifiuto non viene semplicemente sottratto al ciclo di smaltimento, ma può rientrare nella catena produttiva sotto forma di materiale funzionale.</p>



<p>I test hanno evidenziato miglioramenti nelle proprietà meccaniche e nell&#8217;assorbimento del rumore a bassa frequenza della schiuma composita. Ancora più significativo, i ricercatori hanno dimostrato la possibilità di trasformare nuovamente la schiuma a fine vita in grafene, creando un possibile <strong>ciclo circolare del materiale</strong>.</p>



<p>In altre parole: <strong>auto, rifiuto, grafene, nuovo componente, nuova auto</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Anche gli pneumatici entrano nella partita</h2>



<p>Il grafene ricavato dai rifiuti automobilistici non riguarda soltanto le plastiche.</p>



<p>Un altro filone di ricerca riguarda infatti gli <strong>pneumatici a fine vita</strong>. Studi condotti negli ultimi anni hanno analizzato la possibilità di ottenere materiali grafenici dai pneumatici esausti e utilizzarli come rinforzo all&#8217;interno di materiali termoplastici destinati alla produzione di componenti automobilistici.</p>



<p>Una ricerca pubblicata nel 2024 ha studiato proprio l&#8217;impiego combinato di materiali grafenici ottenuti da rifiuti termoplastici e da pneumatici per rinforzare compositi in polipropilene destinati all&#8217;ingegneria automobilistica. L&#8217;obiettivo è mantenere le prestazioni meccaniche dei componenti industriali riducendo al tempo stesso il ricorso a materiali vergini.</p>



<p>È una direzione che si inserisce perfettamente nella trasformazione che sta interessando l&#8217;automotive: <strong>meno peso, più materiali riciclati, maggiore efficienza e maggiore attenzione al fine vita del veicolo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il grafene interessa alle automobili</h2>



<p>Il grafene è un materiale costituito da uno strato di atomi di carbonio e possiede proprietà meccaniche, termiche ed elettriche particolarmente interessanti. Nel settore automotive può essere utilizzato, a seconda della formulazione e dell&#8217;applicazione, come additivo o rinforzo all&#8217;interno di materiali compositi e polimerici.</p>



<p>Il suo interesse non deriva quindi soltanto dalla possibilità di produrlo a partire da uno scarto, ma dalla possibilità di <strong>utilizzare quello scarto per ottenere un materiale capace di migliorare un prodotto industriale</strong>.</p>



<p>È questa la differenza fondamentale tra riciclo e upcycling.</p>



<p>Nel primo caso si cerca di recuperare materia. Nel secondo si prova a <strong>farle acquisire nuovo valore</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vera sfida? Portare il laboratorio sulla linea produttiva</h2>



<p>Naturalmente, tra una sperimentazione scientifica e l&#8217;impiego su larga scala in un&#8217;automobile di serie c&#8217;è ancora una distanza significativa.</p>



<p>Per diventare una tecnologia industriale, il processo dovrà dimostrare di essere competitivo sotto il profilo dei costi, della disponibilità delle materie prime, della qualità e della continuità del materiale ottenuto. Sarà inoltre necessario verificare la compatibilità con gli standard e i processi produttivi dell&#8217;industria automobilistica.</p>



<p>Ma la direzione è ormai chiara: la sostenibilità dell&#8217;auto non passa soltanto dalla motorizzazione elettrica.</p>



<p>Passa anche da <strong>come viene costruita e da cosa succede quando arriva alla fine della sua vita</strong>.</p>



<p>Ed è proprio qui che il concetto di economia circolare può cambiare prospettiva. Il rottame di domani potrebbe non essere più soltanto qualcosa da smaltire o recuperare, ma una vera e propria <strong>miniera urbana di materie prime</strong>.</p>



<p>La sfida per l&#8217;automotive sarà riuscire a trasformare quella miniera in una filiera industriale.</p>



<p>E, in questo scenario, una vecchia plastica potrebbe finire per avere una seconda vita molto diversa da quella che immaginiamo oggi: <strong>diventare grafene e tornare dentro un&#8217;automobile nuova</strong>.</p>
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		<title>Secondo weekend da bollino nero, Anas: ecco i consigli per un viaggio sicuro </title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/secondo-weekend-da-bollino-nero-anas-ecco-i-consigli-per-un-viaggio-sicuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 08:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[anas]]></category>
		<category><![CDATA[bollino nero]]></category>
		<category><![CDATA[consigli per un viaggio sicuro]]></category>
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					<description><![CDATA[Entra nel vivo l’esodo estivo con la settimana che porta al Ferragosto, segnata dalla chiusura della gran parte delle attività economiche del Paese: in vista dell’aumento dei flussi veicolari, nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Entra nel vivo l’esodo estivo con la settimana che porta al Ferragosto, segnata dalla chiusura della gran parte delle attività economiche del Paese: in vista dell’aumento dei flussi veicolari, nel secondo weekend da bollino nero, Anas ha potenziato l’impegno del personale su tutto il territorio nazionale e ha ridimensionato la presenza dei cantieri. Fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi (1.414).</p>



<p>In base alle stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas da oggi sino a domenica 9 agosto sulle strade e autostrade della società del Gruppo Fs ci saranno oltre 25 milioni di spostamenti di autoveicoli.</p>



<p>«<em>La sicurezza deve guidare ogni spostamento</em> – ha dichiarato l’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme -. <em>Il rispetto dei limiti di velocità, il mantenimento della distanza di sicurezza, l’assenza di distrazioni alla guida e soste periodiche durante i tragitti più lunghi rappresentano comportamenti indispensabili per prevenire incidenti e contribuire a una circolazione più fluida e sicura.</em></p>



<p><em>Le giornate contrassegnate dal bollino nero</em> – prosegue Gemme &#8211; <em>coincidono con il picco degli spostamenti estivi e richiedono un’attenzione ancora maggiore da parte di tutti gli utenti della strada. Per questo rivolgiamo un appello ai viaggiatori affinché pianifichino il viaggio con anticipo, verificando le condizioni della circolazione, l’efficienza del veicolo e le previsioni meteorologiche prima di mettersi in viaggio.</em></p>



<p><em>La collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti</em> – a partire dalle Forze dell&#8217;Ordine, dagli enti locali e dagli stessi automobilisti – <em>è l’elemento fondamentale per affrontare anche le giornate di maggiore intensità in condizioni di sicurezza e ordine. L&#8217;auspicio è che tutti possano raggiungere la propria destinazione con serenità, vivendo un’estate all’insegna della prudenza e della responsabilità.</em></p>



<p><em>Come Anas</em> – conclude l’ad -, <em>siamo pienamente attivi: circa 2.500 tra tecnici e personale di esercizio, insieme agli operatori delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, sono impegnati per assicurare un presidio costante della rete e garantire il più elevato livello possibile di assistenza agli utenti e di gestione del traffico</em>.» </p>



<p>Lungo la rete Anas per il secondo fine settimana di agosto è atteso traffico in costante aumento. Viabilità Italia prevede bollino nero domani mattina, sabato 8 agosto, mentre è bollino rosso nei pomeriggi di oggi, domani e domenica: oggi pomeriggio e sabato mattina per gli spostamenti in crescita dai grandi centri urbani e per weekend brevi verso le località di villeggiatura e di mare; domenica pomeriggio per i rientri verso le grandi città.&nbsp;</p>



<p>Il calendario dei bollini per l’estate è disponibile sul sito di Anas (<a href="https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo</a>) e su quello di Viabilità Italia (<a href="https://www.poliziadistato.it/articolo/28345" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.poliziadistato.it/articolo/28345</a>).   </p>



<p>Il divieto di transito dei veicoli pesanti è in vigore oggi, venerdì 7 agosto dalle ore 16 alle 22, sabato 8 agosto dalle 8 alle 22 e domenica 9 agosto dalle 7 alle 22.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>L’intensificazione della circolazione potrà riguardare i principali itinerari turistici: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 Jonica e 18 Tirrena Inferiore in Calabria; le autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in Sicilia; la strada statale 131 Carlo Felice in Sardegna; la strada statale 148 Pontina nel Lazio, arteria particolarmente trafficata&nbsp; che insieme alla SS7 “Appia” assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia Romagna e collega il nord est con il centro Italia; le direttrici SS1 Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto).&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Al nord i Raccordi Autostradali RA13 ed RA14 in Friuli-Venezia Giulia verso i valichi di confine, la SS36 del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, la SS26 della Valle D’Aosta e la SS309 Romea tra Emilia-Romagna e Veneto e la SS 51 di Alemagna in Veneto.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>A partire dal 4 agosto sono in funzione, in accordo e in collaborazione con la Polizia Stradale, i nuovi sistemi di tutor per il controllo della velocità, Vergilius Plus, su 36 tratte stradali Anas, di cui 26 lungo la A2 “Autostrada del Mediterraneo”, per circa 100 km nel tratto campano fra Salerno e Buonabitacolo.</p>



<p>Gli altri tratti riguardano al nord, nell’area di Ravenna, la statale 309 “Romea”, dal km 1,680 al km 7,080, al Centro, nell’area metropolitana di Roma, la statale 1 “Via Aurelia”, dal km 11,950 al km 23,500, al Sud, in Campania, la statale 7 “Quater Via Domitiana”, a Pozzuoli, dal km 44,630 al km 54,300, e la statale 145 “Var Sorrentina”, all’interno della galleria Santa Maria di Pozzano, dal km 0,072 al km 4,950. Per informazioni e ulteriori dettagli consultare la pagina dedicata a Vergilius.</p>



<p>Per la situazione dei cantieri inamovibili Anas invita i viaggiatori a consultare prima di partire la pagina Esodo estivo del sito&nbsp;<a href="http://stradeanas.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stradeanas.it</a>&nbsp;(link&nbsp;<a href="https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo</a>).&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Consigli per un viaggio sicuro&nbsp;</p>



<p>Per chi si mette in viaggio è importante, più che mai nei giorni di esodo, seguire una serie di accortezze:</p>



<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dotarsi di generi di prima necessità e di una scorta d’acqua per evitare disidratazione durante il viaggio soprattutto nei giorni in cui è previsto grande caldo</p>



<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Controllare il veicolo, in particolare pressione degli pneumatici, efficienza delle luci, livelli di olio e acqua</p>



<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Consultare il meteo e il calendario dei giorni critici, quando i tempi di percorrenza potranno essere maggiori della norma, valutando eventuali percorsi alternativi</p>



<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non assumere sostanze alcoliche o droghe prima o durante la guida</p>



<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tutti i passeggeri e il guidatore, senza eccezioni, devono indossare la cintura e assicurare i bambini nei seggiolini o negli adattatori (fino a 1,50 metri di altezza)</p>



<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Rispettare i limiti di velocità e tenersi sempre sulla corsia libera a destra mantenendo la distanza di sicurezza</p>



<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In caso di stanchezza o sensazione di sonno fermarsi subito, in sicurezza nelle aree di servizio, per riposarsi e recuperare le energie</p>



<p>•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non distrarsi mai alla guida &#8211; Sono tre i tipi di distrazione da evitare quando si conduce un veicolo: distrazione visiva, non guardare la strada; distrazione cognitiva, non porre attenzione alla guida; distrazione manuale, avere le mani impegnate sul volante.</p>
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		<title>Comunicare in sicurezza: interfono, la tecnologia che cambia il viaggio su due ruote</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/comunicare-in-sicurezza-interfono-la-tecnologia-che-cambia-il-viaggio-su-due-ruote/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 12:05:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[interfono moto]]></category>
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					<description><![CDATA[Fino a qualche anno fa, per parlare con il passeggero durante un viaggio in moto bisognava affidarsi a gesti, segnali improvvisati o a una sosta lungo il percorso. Oggi la [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Fino a qualche anno fa, per parlare con il passeggero durante un viaggio in moto bisognava affidarsi a gesti, segnali improvvisati o a una sosta lungo il percorso. Oggi la tecnologia ha cambiato anche questo aspetto dell’esperienza su due ruote: gli interfoni per casco sono diventati accessori sempre più diffusi tra i motociclisti, soprattutto tra chi percorre lunghi tragitti o viaggia in gruppo.</p>



<p>Un interfono moto è un dispositivo di comunicazione installato all’interno del casco che consente di parlare con il passeggero o con altri motociclisti collegati, senza dover togliere le mani dal manubrio o distogliere l’attenzione dalla strada. I modelli più moderni permettono anche di collegarsi allo smartphone, utilizzare il navigatore, rispondere alle chiamate e ascoltare musica.</p>



<p>La funzione principale resta però quella della comunicazione. Durante un viaggio in coppia, l’interfono permette al pilota e al passeggero di scambiarsi informazioni in modo immediato, ad esempio per segnalare una sosta, un problema o una particolare situazione del traffico. Nei gruppi di motociclisti, invece, consente di mantenere il contatto tra più persone anche durante gli spostamenti, rendendo più semplice organizzare il percorso e affrontare eventuali imprevisti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla comunicazione alla sicurezza</h3>



<p>Uno dei motivi che hanno favorito la diffusione degli interfoni è proprio la possibilità di ridurre alcune situazioni di rischio. Un messaggio comunicato rapidamente può evitare manovre improvvise o comportamenti non coordinati tra motociclisti che viaggiano insieme.</p>



<p>La tecnologia, però, deve essere utilizzata con attenzione. Un volume troppo alto, un uso improprio delle funzioni o un’eccessiva concentrazione sul dispositivo possono diventare elementi di distrazione. L’interfono deve quindi essere considerato uno strumento di supporto alla guida e non un elemento che distoglie il motociclista dall’ambiente circostante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bluetooth e nuove tecnologie</h3>



<p>La maggior parte degli interfoni oggi utilizza la connessione Bluetooth e può essere abbinata a smartphone e navigatori. I modelli più avanzati offrono collegamenti più stabili, maggiore autonomia della batteria e possibilità di comunicare con più motociclisti contemporaneamente.</p>



<p>Alcuni dispositivi sono progettati per integrarsi direttamente nel casco, con altoparlanti sottili posizionati vicino alle orecchie e microfoni studiati per ridurre i rumori generati dal vento. Una caratteristica particolarmente importante per chi viaggia a velocità sostenute o affronta lunghe percorrenze.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un accessorio sempre più presente nei viaggi in moto</h3>



<p>Con la crescita del mototurismo e dei viaggi su strada, l’interfono è passato dall’essere un accessorio per appassionati a un compagno di viaggio sempre più comune. Non sostituisce l’attenzione e il rispetto delle regole della strada, ma può rendere l’esperienza in moto più pratica e organizzata.</p>



<p>Per chi ama macinare chilometri, affrontare itinerari panoramici o semplicemente condividere il viaggio con un passeggero, la possibilità di comunicare senza fermarsi rappresenta oggi uno degli aspetti più apprezzati della tecnologia applicata alle due ruote.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>I campani non comprano auto nuove, ultimi in Italia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/i-campani-non-comprano-auto-nuove-ultimi-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 09:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto nuove]]></category>
		<category><![CDATA[consumi campani]]></category>
		<category><![CDATA[spesa media]]></category>
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					<description><![CDATA[I campani, specialmente i napoletani, non comprano auto nuove, sono ultimi in Italia con una spesa media di 301 euro per nucleo familiare mentre sono al secondo posto per la [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I campani, specialmente i napoletani, non comprano auto nuove, sono ultimi in Italia con una spesa media di 301 euro per nucleo familiare mentre sono al secondo posto per la spesa in ICT (99 euro di media a famiglia). Secondo i dati dell’Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic, giunto alla 32esima edizione, nel 2025 la spesa delle famiglie campane per i beni durevoli si è attestata a 4 miliardi e 700 milioni di euro, in calo del 2,1% rispetto all’anno precedente. Si registra una flessione in linea con la media nazionale ma più pesante rispetto al Sud in alcuni comparti chiave della mobilità. La spesa media per famiglia si ferma a 2.083 euro, ultimo valore tra le regioni italiane, con una riduzione del 2,3%.</p>



<p>Il principale fattore di debolezza è l’auto nuova, che scende a 680 milioni di euro e perde il 15,1% con le famiglie campane ultime in Italia per spesa media (2.083 a nucleo). Le auto usate restano molto rilevanti con 1 miliardo e 515 milioni di euro, ma arretrano dell’1,3%. I motoveicoli, invece, si attestano a 286 milioni e crescono dello 0,6%, primo mercato regionale italiano per volume. Negli altri comparti prevalgono segnali più positivi: gli elettrodomestici raggiungono 479 milioni di euro e crescono del 5,2%, l’elettronica di consumo (TV e Hi-Fi) vale 115 milioni con un -0,2%, i mobili totalizzano 1 miliardo e 42 milioni con un -0,2%, l’information technology sale a 136 milioni (+3%) con le famiglie della regione al secondo posto in Italia per spesa media (99 euro per nucleo), e la telefonia cresce a 446 milioni (+2,6%).</p>



<p>“<em>La Campania&nbsp;</em>&#8211; dichiara&nbsp;<strong>Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>mostra una doppia faccia: da un lato resta uno dei grandi mercati italiani dei beni durevoli, dall’altro continua a evidenziare una struttura di consumi molto sensibile al rallentamento della mobilità e in particolare dell’auto nuova. A fare la differenza nel 2025 sono però i comparti legati alla casa e alla connettività: elettrodomestici, information technology e telefonia crescono in modo significativo e raccontano una domanda che resta viva nei beni percepiti come utili. Anche il profilo provinciale è molto articolato: Napoli concentra i volumi, Avellino e Benevento mostrano alcuni segnali di resilienza, mentre Caserta e Salerno pagano una frenata più ampia del mercato</em>”.</p>



<p><strong>NAPOLI DOMINA PER SPESA IN BENI DUREVOLI, TRA LE PRIME PROVINCE D’ITALIA</strong>. Napoli si conferma il grande motore del mercato campano con 2 miliardi e 453 milioni di euro di spesa in beni durevoli, in calo dell’1,7%. La spesa media per famiglia è pari a 2.109 euro (-1,9%). Le auto nuove arretrano a 312 milioni di euro con un calo a doppia cifra (16%), mentre le auto usate scendono meno: 749 milioni e -2,6%. I motoveicoli, a 175 milioni di euro, crescono del 2,3% confermando il primato nazionale per volume e il nono posto della spesa media per nucleo familiare (268 euro). Gli elettrodomestici toccano 268 milioni di euro (+6%), l’elettronica di consumo 65 milioni (+1%), i mobili 574 milioni (+1,1%), l’information technology 80 milioni (+4,4%) e la telefonia 230 milioni (+3,5%). È il quadro di una provincia che, pur frenata dall’auto nuova, mostra una sorprendente vivacità nel resto del paniere.</p>



<p><strong>SALERNO RALLENTA, MA LA CASA REGGE</strong>. Salerno chiude il 2025 con 918 milioni di euro di spesa in beni durevoli, in calo del 2,5%, mentre la spesa media per famiglia si ferma a 2.080 euro (-2,7%). Le auto nuove scivolano a 145 milioni di euro (-13,2%), le auto usate si attestano a 315 milioni (+0,1%) e i motoveicoli a 53 milioni (-0,8%). Positivi invece gli elettrodomestici, che raggiungono 85 milioni di euro (+4,2%). L’elettronica di consumo cala a 21 milioni (-1,3%), i mobili a 185 milioni (-2,7%), l’information technology tocca i 23 milioni (+1,9%) e la telefonia 91 milioni (+0,3%).</p>



<p><strong>CASERTA PAGA LA DEBOLEZZA DELL’AUTO NUOVA, MA RESTA FORTE IN DIVERSI COMPARTI</strong>. Caserta totalizza 715 milioni di euro di spesa in beni durevoli e segna un -2,9%; la spesa media per famiglia si ferma a 1.945 euro (-3,2%), una delle più basse d’Italia. Le auto nuove crollano a 121 milioni di euro (-14,6%), le auto usate si fermano a 244 milioni (-1%) e i motoveicoli a 37 milioni (+0,8%). Il resto del paniere mostra dati più confortanti: elettrodomestici a 70 milioni di euro (+3,8%), elettronica di consumo quasi stabili a 14 milioni (-1%), mobili in calo a 148 milioni (-2,2%), avanzano information technology a 18 milioni (+0,8%) e telefonia a 64 milioni (+3,4%).</p>



<p><strong>AD AVELLINO AUTO NUOVA IN CALO DEL 17%</strong>. Avellino registra 372 milioni di euro di spesa in beni durevoli, in calo del 2,6%, con una spesa media per famiglia di 2.181 euro (-2,8%). Le auto nuove scendono a 61 milioni di euro (-17%), le auto usate tengono meglio a 127 milioni (+0,9%), mentre i motoveicoli si fermano a 13 milioni (-5,8%). Gli elettrodomestici crescono in modo robusto fino a 34 milioni di euro (+5%); l’elettronica di consumo scende a 9 milioni (-4,6%); i mobili raggiungono 82 milioni (+0,2%), l’information technology 9 milioni (+0,5%) e la telefonia 36 milioni (+2,1%).</p>



<p><strong>BENEVENTO: MERCATO PICCOLO, MA TIENE MEGLIO DELLA MEDIA</strong>. Benevento chiude il 2025 con 242 milioni di euro di spesa in beni durevoli, in diminuzione dell’1,9%, tra i cali più contenuti della Campania. La spesa media per famiglia si colloca a 2.127 euro (-2,2%). Le auto nuove scivolano a 41 milioni di euro (-12,4%), le auto usate superano 80 milioni (+1,5%), i motoveicoli calano a 8 milioni (-13%). Nei comparti per la casa gli elettrodomestici raggiungono 22 milioni di euro (+4,8%), l’elettronica di consumo si ferma a 5 milioni (-0,8%) e i mobili a 54 milioni (-1%). Il digitale rimane positivo: information technology a 6 milioni (+0,8%) e telefonia a 26 milioni (+2,2%).</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>“Ma chi ti ha dato la patente?”: Solo l’8,3% degli automobilisti campani supererebbe oggi l’esame di teoria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ma-chi-ti-ha-dato-la-patente-solo-l83-degli-automobilisti-campani-supererebbe-oggi-lesame-di-teoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 08:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[automobilisti]]></category>
		<category><![CDATA[autoscout24]]></category>
		<category><![CDATA[esame della patente]]></category>
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					<description><![CDATA[A quanti è capitato di sognare di dover rifare un esame già superato? E se quell’esame fosse quello della patente? Per molti automobilisti campani la patente B è ormai un [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A quanti è capitato di sognare di dover rifare un esame già superato? E se quell’esame fosse quello della patente? Per molti automobilisti campani la patente B è ormai un ricordo lontano: quiz, guide, ansia da esaminatore e poi, finalmente, la libertà di mettersi al volante. </p>



<p>Nel 2025, secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in Campania sono state sostenute 87.287 prove di teoria per il conseguimento della patente B. Il <strong>39,4%</strong> non è stato superato, una percentuale sostanzialmente in linea con la media nazionale, pari al <strong>39,7%</strong>. A livello provinciale, il tasso più alto di bocciati alla teoria si registra a <strong>Caserta</strong>, dove il 41,6% delle prove non è stato superato. Seguono <strong>Napoli</strong> (39,8%), <strong>Avellino</strong> (37,3%), <strong>Salerno</strong> (37,1%) e <strong>Benevento</strong> (35,4%).</p>



<p><a><strong>E se a rimettersi alla prova fossero gli automobilisti campani già patentati?</strong></a></p>



<p><strong>AutoScout24</strong>, piattaforma leader per il mercato auto online, ha deciso di mettere nuovamente alla prova gli automobilisti italiani con una simulazione del quiz di teoria della patente B, realizzata con il supporto di&nbsp;<strong>Egaf Edizioni</strong>&nbsp;e in collaborazione con&nbsp;<strong>Confarca</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Unasca</strong>, le principali associazioni italiane di autoscuole.</p>



<p>Il risultato? Solo l’<strong>8,3%</strong>&nbsp;degli automobilisti della regione supererebbe oggi l’esame a pieno titolo, con un massimo di due errori su 20 domande. La percentuale è sostanzialmente in linea con la media nazionale, pari all’<strong>8%</strong>, e colloca la Campania poco al di sopra del dato medio italiano.</p>



<p>Per la simulazione dell’esame di teoria sono stati coinvolti oltre 4.000 automobilisti della community di&nbsp;<strong>AutoScout24</strong>, con un focus sulla Campania, che hanno ottenuto la patente B da oltre cinque anni, sottoponendoli a un test di 20 domande a quiz selezionate tra quelle convalidate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e utilizzate in sede di esame (l’attuale test ufficiale prevede 30 domande). Per superare la simulazione, gli utenti non devono aver commesso più di due errori su 20 domande (10%), considerando lo stesso rapporto dell’esame ufficiale, che prevede attualmente al massimo tre errori per un quiz da 30 quesiti.</p>



<p><strong>Quali sono invece gli ostacoli maggiormente riscontrati nel corso degli esami di guida?</strong></p>



<p>La teoria è solo una parte del percorso. Nella prova pratica non contano soltanto la tecnica e la dimestichezza con il veicolo, ma anche la capacità di gestire il traffico, interpretare rapidamente le situazioni stradali e mantenere il controllo emotivo.&nbsp;<strong>Nel 2025 in Campania sono state sostenute 64.056 prove pratiche per la patente B.</strong>&nbsp;Il&nbsp;<strong>95,2%</strong>&nbsp;dei candidati ha superato l’esame, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale, pari all’<strong>83,8%</strong>.</p>



<p>Secondo la rilevazione condotta tra le autoscuole associate a Confarca e Unasca,&nbsp;<strong><u>a livello nazionale,</u></strong>&nbsp;gli errori che più spesso compromettono la promozione riguardano soprattutto gli&nbsp;<strong>incroci</strong>, indicati dal&nbsp;<strong>59%</strong>&nbsp;delle autoscuole intervistate, seguiti dagli elementi e dalle&nbsp;<strong>caratteristiche stradali speciali</strong>, come rotonde, passaggi a livello, fermate di autobus o tram, attraversamenti pedonali, gallerie, salite o discese, segnalati dal&nbsp;<strong>48%</strong>. Tra le criticità più frequenti ci sono anche il parcheggio e l’uscita dallo spazio di parcheggio (41,4%), i cambiamenti di direzione e di corsia (31%) e il sorpasso o superamento di ostacoli (31%).</p>



<p>Anche il contesto in cui si svolge l’esame può fare la differenza: per il&nbsp;<strong>72%</strong>&nbsp;delle autoscuole<strong>&nbsp;la dimensione della città, la difficoltà delle strade e il traffico</strong>&nbsp;incidono molto o abbastanza sul risultato finale. La quasi totalità degli intervistati indica&nbsp;<strong>la strada urbana</strong>&nbsp;(zone residenziali, zone con limiti di velocità fissati a 30 e 50 km/h) come il contesto in cui i candidati incontrano più difficoltà o commettono più errori (<strong>93</strong>%).</p>



<p>A pesare, però, non è solo la strada.&nbsp;<strong>L’ansia del candidato</strong>&nbsp;incidesecondo l<strong>’86%&nbsp;</strong>delle autoscuole, mentre per&nbsp;<strong>il 90%</strong>&nbsp;anche&nbsp;<strong>l’atteggiamento dell’esaminatore</strong>&nbsp;può influire sul livello di stress durante la prova. Un elemento che conferma come l’esame di guida sia anche una prova di lucidità: conoscere le regole e saper manovrare l’auto è fondamentale, ma spesso la vera sfida è riuscire a farlo sotto pressione.</p>



<p>Per maggiori informazioni o per mettersi in gioco simulando il test per l’esame di teoria della patente B, <a href="https://www.autoscout24.it/informare/consigli/preparazione/patente-b-quiz-2026-simula-il-quiz-della-patente-online/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raggiungi questa pagina sul sito AutoScout24</a>. Sarà possibile cliccare sul link all’interno per effettuare la simulazione di una reale scheda d’esame per la patente B o per scaricare le app di Egaf edizioni. Bastano pochi minuti e il questionario è assolutamente gratuito e anonimo.</p>
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		<title>Auto sotto stress con il caldo: ecco cosa controllare prima di partire</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-sotto-stress-con-il-caldo-ecco-cosa-controllare-prima-di-partire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 10:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[controllare l'auto]]></category>
		<category><![CDATA[veicolo]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;estate è sinonimo di vacanze, weekend fuori porta e lunghi viaggi in auto. Proprio nei mesi più caldi, però, il veicolo è sottoposto a uno stress maggiore: temperature elevate, traffico [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;estate è sinonimo di vacanze, weekend fuori porta e lunghi viaggi in auto. Proprio nei mesi più caldi, però, il veicolo è sottoposto a uno stress maggiore: temperature elevate, traffico intenso e percorrenze più lunghe possono mettere a dura prova motore, pneumatici e impianti. Per evitare inconvenienti e partire in tranquillità, bastano pochi controlli prima di mettersi al volante.</p>



<p><strong>1. Controllare la pressione degli pneumatici</strong><br>Con il caldo la pressione degli pneumatici tende ad aumentare. Per questo è importante verificarla a freddo e attenersi ai valori indicati dal costruttore. Da controllare anche lo stato del battistrada, che deve garantire un&#8217;adeguata aderenza, soprattutto in caso di pioggia improvvisa.</p>



<p><strong>2. Verificare il liquido refrigerante</strong><br>Il sistema di raffreddamento è essenziale per mantenere il motore alla giusta temperatura. Un livello insufficiente del liquido refrigerante può provocare surriscaldamenti e, nei casi più gravi, danni al propulsore.</p>



<p><strong>3. Controllare l&#8217;olio motore</strong><br>Prima di affrontare un lungo viaggio è buona norma verificare il livello dell&#8217;olio e, se necessario, effettuare un rabbocco o programmare il tagliando.</p>



<p><strong>4. Testare batteria e impianto elettrico</strong><br>Non è solo il freddo a mettere in difficoltà la batteria. Anche le alte temperature possono ridurne l&#8217;efficienza. Se la batteria ha diversi anni di vita, un controllo in officina può evitare spiacevoli sorprese.</p>



<p><strong>5. Verificare l&#8217;impianto frenante</strong><br>Pastiglie, dischi e livello del liquido dei freni devono essere in perfette condizioni. Se durante la guida si avvertono rumori anomali o vibrazioni, è opportuno far controllare l&#8217;impianto.</p>



<p><strong>6. Climatizzatore efficiente</strong><br>Viaggiare con un impianto di climatizzazione funzionante non significa solo comfort, ma anche sicurezza. Un abitacolo troppo caldo aumenta la stanchezza e riduce l&#8217;attenzione del conducente. Se il raffrescamento è poco efficace, potrebbe essere necessario controllare il gas refrigerante o sostituire il filtro abitacolo.</p>



<p><strong>7. Controllare luci e tergicristalli</strong><br>Anche in estate possono verificarsi temporali improvvisi. È quindi importante verificare il corretto funzionamento di fari, indicatori di direzione, stop e tergicristalli, sostituendo le spazzole usurate.</p>



<p><strong>8. Non sovraccaricare l&#8217;auto</strong><br>Bagagli sistemati in modo corretto e peso distribuito uniformemente migliorano stabilità e consumi. Se si utilizza un box da tetto, è necessario rispettare i limiti di carico previsti dal costruttore.</p>



<p><strong>9. Tenere a bordo l&#8217;essenziale</strong><br>Acqua, occhiali da sole, kit di pronto soccorso, torcia, caricatore per il telefono, triangolo e giubbotto catarifrangente sono oggetti che possono rivelarsi molto utili durante il viaggio.</p>



<p><strong>10. Mai lasciare persone o animali in auto</strong><br>Con il sole, la temperatura all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo può superare rapidamente i 60 gradi, trasformando l&#8217;auto in una vera e propria trappola. Bambini e animali non devono mai essere lasciati all&#8217;interno del veicolo, neppure per pochi minuti. Anche farmaci, dispositivi elettronici, accendini e bombolette spray possono deteriorarsi o diventare pericolosi se esposti a temperature elevate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prima di partire</h3>



<p>Un ultimo controllo a documenti, assicurazione e revisione può evitare inconvenienti durante il viaggio. Se il tragitto è particolarmente lungo, è consigliabile programmare soste ogni due ore, idratarsi regolarmente ed evitare le ore più calde della giornata, soprattutto se si prevedono code.</p>



<p>Preparare l&#8217;auto richiede pochi minuti, ma può fare la differenza tra una vacanza serena e un imprevisto lungo la strada. Un po&#8217; di prevenzione resta il miglior alleato per affrontare l&#8217;estate al volante in sicurezza.</p>
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		<title>Come preparare un viaggio in moto: consigli pratici prima di partire</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/come-preparare-un-viaggio-in-moto-consigli-pratici-prima-di-partire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[motorcycle trip]]></category>
		<category><![CDATA[organizzare viaggio in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è chi parte per un fine settimana tra i passi di montagna e chi programma un tour di migliaia di chilometri. In entrambi i casi, un viaggio in moto non [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C&#8217;è chi parte per un fine settimana tra i passi di montagna e chi programma un tour di migliaia di chilometri. In entrambi i casi, un viaggio in moto non si improvvisa. Una buona pianificazione permette di viaggiare in sicurezza, ridurre gli imprevisti e godersi ogni chilometro senza stress.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pianificare il percorso</h2>



<p>Il primo consiglio è evitare di programmare tappe troppo lunghe. Percorrere 250-350 chilometri al giorno è una distanza generalmente equilibrata per chi desidera anche fermarsi a visitare borghi, panorami o località d&#8217;interesse. Nei periodi più caldi è preferibile partire al mattino presto, evitando le ore centrali della giornata.</p>



<p>Prima della partenza è utile verificare eventuali cantieri, passi di montagna chiusi, traghetti o limitazioni al traffico che potrebbero modificare l&#8217;itinerario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Controllare la moto</h2>



<p>Una moto efficiente è il primo requisito per partire tranquilli. Prima del viaggio è consigliabile controllare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pressione e stato degli pneumatici;</li>



<li>livello di olio motore e liquido refrigerante;</li>



<li>freni e pastiglie;</li>



<li>funzionamento delle luci;</li>



<li>tensione e lubrificazione della catena (se presente);</li>



<li>batteria.</li>
</ul>



<p>Se il viaggio è particolarmente lungo, un controllo completo in officina qualche giorno prima della partenza può evitare spiacevoli inconvenienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;abbigliamento giusto fa la differenza</h2>



<p>Anche d&#8217;estate la sicurezza viene prima del caldo. Casco omologato, giacca con protezioni, guanti, pantaloni tecnici e scarpe dedicate sono elementi fondamentali.</p>



<p>I moderni capi tecnici in tessuto traforato permettono un&#8217;ottima ventilazione senza rinunciare alla protezione. Portare sempre con sé una tuta antipioggia compatta è una scelta che può rivelarsi preziosa anche quando le previsioni sono favorevoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come preparare il bagaglio</h2>



<p>Uno degli errori più frequenti è riempire valigie e bauletti con oggetti inutili. Il consiglio è portare solo ciò che serve davvero.</p>



<p>Nel bagaglio non dovrebbero mancare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>documenti personali e della moto;</li>



<li>caricabatterie e power bank;</li>



<li>kit di pronto soccorso;</li>



<li>kit di riparazione pneumatici o bomboletta gonfia e ripara;</li>



<li>attrezzi essenziali;</li>



<li>borraccia;</li>



<li>abbigliamento tecnico di ricambio.</li>
</ul>



<p>Il peso deve essere distribuito in modo uniforme, evitando di sovraccaricare il bauletto posteriore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnologia utile in viaggio</h2>



<p>La tecnologia può diventare un&#8217;alleata. Navigatore GPS o smartphone con supporto dedicato, interfono Bluetooth per comunicare con il passeggero o con altri motociclisti e prese USB per la ricarica dei dispositivi rendono il viaggio più semplice e confortevole.</p>



<p>Sempre più app consentono inoltre di condividere la posizione con familiari e amici, una funzione utile soprattutto durante i viaggi in solitaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bere spesso e fermarsi con regolarità</h2>



<p>Il caldo estivo può aumentare rapidamente la stanchezza. Bere acqua frequentemente, anche senza avvertire la sete, è fondamentale per mantenere concentrazione e riflessi.</p>



<p>Una sosta ogni due ore permette di rilassare i muscoli, recuperare energie e affrontare il tratto successivo con maggiore lucidità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli accessori che migliorano davvero il viaggio</h2>



<p>Alcuni accessori possono fare la differenza durante un tour:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>parabrezza maggiorato;</li>



<li>borse laterali impermeabili;</li>



<li>supporto per smartphone;</li>



<li>rete elastica portaoggetti;</li>



<li>coprisella antiscivolo;</li>



<li>borsa da serbatoio;</li>



<li>kit di emergenza;</li>



<li>mini compressore portatile.</li>
</ul>



<p>Non sono indispensabili, ma possono aumentare sensibilmente comfort e praticità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione ai documenti e all&#8217;assistenza</h2>



<p>Prima della partenza è sempre opportuno verificare di avere con sé patente, carta di circolazione, assicurazione e, se si viaggia all&#8217;estero, tutta la documentazione richiesta dal Paese di destinazione.</p>



<p>È inoltre consigliabile controllare che la polizza assicurativa comprenda l&#8217;assistenza stradale, un servizio che può rivelarsi prezioso in caso di guasto lontano da casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La moto è libertà, ma la preparazione resta fondamentale</h2>



<p>Un viaggio in moto rappresenta uno dei modi più autentici per scoprire un territorio. Il piacere della guida, il contatto diretto con il paesaggio e la possibilità di fermarsi ovunque rendono ogni itinerario un&#8217;esperienza unica. Perché sia davvero tale, però, bastano poche regole: una moto in perfette condizioni, equipaggiamento adeguato, bagagli ben organizzati e la giusta dose di prudenza. Così ogni curva diventa parte del viaggio, e non un problema da affrontare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Auto: Peugeot 2008 Hybrid, il SUV compatto che punta su stile, efficienza e tecnologia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-peugeot-2008-hybrid-il-suv-compatto-che-punta-su-stile-efficienza-e-tecnologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 08:41:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[acquistare Peugeot 2008 Hybrid]]></category>
		<category><![CDATA[Peugeot 2008 Hybrid]]></category>
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					<description><![CDATA[Peugeot 2008 Hybrid si propone come uno dei modelli di punta nel segmento dei SUV compatti, con un design rinnovato e una tecnologia pensata per migliorare efficienza e comfort di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Peugeot 2008 Hybrid si propone come uno dei modelli di punta nel segmento dei SUV compatti, con un design rinnovato e una tecnologia pensata per migliorare efficienza e comfort di guida. La versione ibrida affianca quella benzina e ridefinisce l&#8217;identità del modello attraverso nuovi elementi estetici, tra cui la firma luminosa anteriore e posteriore, nuovi cerchi in lega disponibili a seconda degli allestimenti e una calandra più ampia che rafforza la presenza su strada.</p>



<p>Progettata e prodotta in Europa secondo gli standard qualitativi del marchio francese, la Peugeot 2008 Hybrid integra un sistema che consente di recuperare energia durante la guida, senza la necessità di ricarica tramite presa esterna.</p>



<p>Secondo i dati dichiarati dalla casa automobilistica, la motorizzazione Hybrid può consentire fino al 37% di riduzione del consumo urbano WLTP e fino al 20% di riduzione del consumo combinato WLTP rispetto alla versione 2008 con motore benzina, con valori che possono variare in base alle condizioni di utilizzo, allo stile di guida, alla temperatura esterna, agli equipaggiamenti e al tipo di percorso.</p>



<p>Tra i punti di forza del modello c&#8217;è anche l&#8217;autonomia: Peugeot dichiara fino a 880 chilometri, calcolati secondo il ciclo misto WLTP. Il dato può cambiare in funzione delle condizioni reali di utilizzo, del peso del veicolo, della velocità, dell&#8217;impiego di climatizzazione e altri dispositivi di bordo, oltre che delle condizioni della strada e degli pneumatici.</p>



<p>Con dimensioni compatte, posizione di guida rialzata e un&#8217;impostazione dinamica, la Peugeot 2008 punta a un pubblico alla ricerca di un SUV agile e grintoso, capace di unire versatilità urbana, tecnologia e maggiore attenzione ai consumi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ricircolo dell&#8217;aria in auto: tutto quello che c&#8217;è da sapere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ricircolo-dellaria-in-auto-tutto-quello-che-ce-da-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 10:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[ricircolo aria]]></category>
		<category><![CDATA[sistema di ventilazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra i pulsanti meno utilizzati, o spesso usati nel modo sbagliato, c&#8217;è quello del ricircolo dell&#8217;aria, riconoscibile dal simbolo di un&#8217;auto con una freccia circolare al suo interno. Eppure, questa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tra i pulsanti meno utilizzati, o spesso usati nel modo sbagliato, c&#8217;è quello del <strong>ricircolo dell&#8217;aria</strong>, riconoscibile dal simbolo di un&#8217;auto con una freccia circolare al suo interno. Eppure, questa semplice funzione può migliorare il comfort di guida, ridurre i consumi del climatizzatore e contribuire alla qualità dell&#8217;aria nell&#8217;abitacolo, a patto di sapere quando attivarla e quando, invece, è meglio lasciarla disinserita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona</h2>



<p>Quando si preme il pulsante del ricircolo, il sistema di ventilazione interrompe temporaneamente l&#8217;ingresso dell&#8217;aria proveniente dall&#8217;esterno e fa circolare quella già presente nell&#8217;abitacolo. In questo modo il climatizzatore o il riscaldamento lavorano su un volume d&#8217;aria già trattato, raggiungendo più rapidamente la temperatura desiderata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando conviene usarlo</h2>



<p>L&#8217;utilizzo del ricircolo è consigliato in diverse situazioni.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Con temperature molto elevate:</strong> dopo aver abbassato la temperatura interna, il climatizzatore raffresca più velocemente l&#8217;abitacolo e lavora con minore sforzo.</li>



<li><strong>Nel traffico intenso:</strong> aiuta a limitare l&#8217;ingresso dei gas di scarico dei veicoli circostanti.</li>



<li><strong>In galleria:</strong> impedisce che nell&#8217;abitacolo entrino i fumi di scarico, spesso più concentrati.</li>



<li><strong>Vicino a incendi, cantieri o zone molto polverose:</strong> riduce l&#8217;ingresso di fumo, polvere e cattivi odori.</li>



<li><strong>In presenza di cattivi odori esterni:</strong> come impianti industriali, allevamenti o raccolta rifiuti.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Quando è meglio non usarlo</h2>



<p>Il ricircolo non dovrebbe rimanere inserito per lunghi periodi.</p>



<p>Dopo alcuni minuti, infatti, aumenta la concentrazione di anidride carbonica prodotta dai passeggeri e diminuisce il ricambio d&#8217;aria. Questo può favorire sonnolenza, appannamento dei vetri e una sensazione di aria pesante, soprattutto se a bordo ci sono più persone.</p>



<p>È quindi preferibile disattivarlo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>durante i viaggi lunghi;</li>



<li>quando fuori la qualità dell&#8217;aria è buona;</li>



<li>se i vetri iniziano ad appannarsi;</li>



<li>quando si desidera arieggiare naturalmente l&#8217;abitacolo.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione ai vetri appannati</h2>



<p>Uno degli errori più comuni è lasciare inserito il ricircolo quando piove o in inverno. In queste condizioni l&#8217;umidità prodotta dalla respirazione dei passeggeri resta all&#8217;interno dell&#8217;auto e può far appannare rapidamente il parabrezza e i finestrini.</p>



<p>Per eliminare l&#8217;appannamento è consigliabile disattivare il ricircolo, orientare il flusso d&#8217;aria verso il parabrezza e, se disponibile, attivare il climatizzatore: anche d&#8217;inverno il compressore contribuisce a deumidificare l&#8217;aria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fa davvero risparmiare carburante?</h2>



<p>Sì, ma il beneficio è limitato. Quando il climatizzatore raffredda aria già fresca anziché aria molto calda proveniente dall&#8217;esterno, il compressore lavora meno e può ridurre leggermente i consumi. Il vantaggio è più evidente nelle giornate estive molto calde e dopo che l&#8217;abitacolo ha raggiunto la temperatura desiderata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le auto moderne fanno tutto da sole</h2>



<p>Molti modelli di ultima generazione gestiscono automaticamente il ricircolo grazie a sensori che rilevano la qualità dell&#8217;aria esterna. Il sistema può attivarsi da solo in presenza di elevati livelli di inquinamento o durante l&#8217;attraversamento di una galleria, per poi disattivarsi automaticamente dopo pochi minuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un consiglio pratico</h2>



<p>Se l&#8217;auto è rimasta parcheggiata al sole, è meglio aprire porte o finestrini per qualche istante prima di partire, così da far uscire l&#8217;aria surriscaldata. Successivamente si può accendere il climatizzatore e attivare il ricircolo per raffreddare più rapidamente l&#8217;abitacolo. Una volta raggiunta una temperatura confortevole, è consigliabile tornare alla modalità con aria esterna per garantire un corretto ricambio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In sintesi</h3>



<p>Il pulsante del ricircolo non va lasciato sempre acceso né sempre spento. È uno strumento utile se utilizzato nei momenti giusti: migliora il comfort, aiuta il climatizzatore a lavorare meglio e protegge dall&#8217;inquinamento esterno. L&#8217;importante è ricordarsi di disattivarlo periodicamente per mantenere l&#8217;aria dell&#8217;abitacolo fresca e sicura durante la guida.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Moto al sole, come proteggerla: l&#8217;importanza del telo coprimoto anche in estate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moto-al-sole-come-proteggerla-limportanza-del-telo-coprimoto-anche-in-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[proteggere la moto]]></category>
		<category><![CDATA[telo coprimoto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252180</guid>

					<description><![CDATA[Quando si pensa al telo coprimoto, si immagina spesso l&#8217;inverno o i lunghi periodi di inutilizzo del veicolo. In realtà, anche durante l&#8217;estate questo semplice accessorio può fare la differenza, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando si pensa al telo coprimoto, si immagina spesso l&#8217;inverno o i lunghi periodi di inutilizzo del veicolo. In realtà, anche durante l&#8217;estate questo semplice accessorio può fare la differenza, proteggendo la moto dai danni causati dal sole e dagli agenti esterni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sole può rovinare la moto</h2>



<p>Le alte temperature e i raggi ultravioletti (UV) non mettono a rischio solo la pelle, ma anche la carrozzeria e i componenti della moto. Un&#8217;esposizione prolungata può scolorire la vernice, opacizzare le plastiche, deteriorare le guarnizioni in gomma e rendere la sella più rigida e soggetta a screpolature.</p>



<p>Inoltre, lasciare la moto parcheggiata per ore sotto il sole significa ritrovarsi con sella, serbatoio e manopole roventi, rendendo meno confortevole la ripartenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo raggi UV</h2>



<p>Il telo protegge anche da altri inconvenienti tipici della bella stagione. Polvere, pollini, resina degli alberi ed escrementi di uccelli possono infatti danneggiare la vernice o lasciare residui difficili da eliminare se non rimossi tempestivamente.</p>



<p>Anche improvvisi temporali estivi o grandinate possono mettere a rischio la moto. Sebbene un normale telo non sostituisca una protezione specifica contro la grandine, rappresenta comunque una barriera contro pioggia, sporco e piccoli detriti trasportati dal vento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scegliere il telo giusto</h2>



<p>Non tutti i coprimoto sono uguali. Per l&#8217;utilizzo estivo è preferibile orientarsi su un modello traspirante e impermeabile, capace di impedire il passaggio dell&#8217;acqua senza trattenere l&#8217;umidità all&#8217;interno.</p>



<p>Un telo di buona qualità deve inoltre essere resistente ai raggi UV, dotato di sistemi di fissaggio per evitare che il vento lo sposti e della misura corretta, così da coprire completamente la moto senza risultare eccessivamente largo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando utilizzarlo</h2>



<p>Il coprimoto è particolarmente utile quando il veicolo viene lasciato all&#8217;aperto per molte ore, sia davanti casa sia sul posto di lavoro o durante una vacanza.</p>



<p>L&#8217;unica accortezza è evitare di coprire la moto subito dopo aver terminato un viaggio: motore e scarico devono prima raffreddarsi completamente per evitare di danneggiare il telo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un piccolo investimento che preserva il valore</h2>



<p>Utilizzare regolarmente un telo coprimoto significa limitare l&#8217;usura causata dagli agenti atmosferici e mantenere nel tempo un migliore stato estetico del veicolo. Un dettaglio che può fare la differenza anche in caso di futura rivendita, contribuendo a conservare il valore della moto.</p>



<p>Con una spesa contenuta e pochi secondi per coprire il mezzo, è possibile prevenire molti dei danni provocati dall&#8217;esposizione quotidiana al sole e agli agenti esterni, rendendo il telo un accessorio utile non solo in inverno, ma durante tutto l&#8217;anno.</p>
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		<title>Gli errori più comuni che in estate possono rovinare la vernice della tua auto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gli-errori-piu-comuni-che-in-estate-possono-rovinare-la-vernice-della-tua-auto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 11:05:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[carrozzeria]]></category>
		<category><![CDATA[resina]]></category>
		<category><![CDATA[vernice]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate e il rialzo delle temperature, sempre più automobilisti si trovano ad affrontare lo stesso nemico:&#160;trovare l&#8217;auto coperta di piccole gocce appiccicose dopo averla parcheggiata, una situazione che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate e il rialzo delle temperature, sempre più automobilisti si trovano ad affrontare lo stesso nemico:&nbsp;<strong>trovare l&#8217;auto coperta di piccole gocce appiccicose dopo averla parcheggiata</strong>, una situazione che può&nbsp;<strong>diventare una delle più delicate per la carrozzeria</strong>. Sebbene la maggior parte degli italiani tenti di risolverla con acqua, sapone o addirittura grattando la superficie, secondo gli esperti di&nbsp;<a href="https://parclick.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parclick.it</a>, l&#8217;app di prenotazione di parcheggi leader in Europa,&nbsp;<strong>alcuni metodi possono aggravare ulteriormente il problema di partenza</strong>.</p>



<p><strong>La resina rilasciata da alcune specie molto diffuse in Italia, soprattutto conifere come pini, cedri e abeti, aderisce facilmente alla vernice e ai vetri.</strong>&nbsp;La sua composizione, ricca di oli naturali e composti appiccicosi, la rende particolarmente resistente al calore e al passare del tempo.&nbsp;<strong>Il problema si manifesta quando quelle piccole macchie rimangono per giorni sotto il sole.</strong>&nbsp;Il calore indurisce la superficie e fa sì che la sostanza&nbsp;<strong>rimanga incrostata nella vernice dell&#8217;auto.</strong>&nbsp;E anche se, a differenza degli escrementi degli uccelli, corrosivi per natura, la resina degli alberi non danneggia di per sé la vernice, né fresca né secca, più passa il tempo più diventa difficile rimuoverla.</p>



<p><strong>Molti automobilisti pensano che la soluzione consista nello</strong>&nbsp;<strong>strofinare energicamente</strong>&nbsp;<strong>o usare oggetti rigidi.</strong>&nbsp;Tuttavia, gli esperti di&nbsp;<a href="https://parclick.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parclick.it</a>&nbsp;affermano che questo è proprio l&#8217;errore che causa i maggiori danni alla vernice del veicolo. Ecco cosa bisogna fare:</p>



<p><strong>1. Non cercare di staccare la resina</strong></p>



<p>Usare raschietti, spatole metalliche o addirittura le unghie per rimuovere la resina quasi sempre si traduce in&nbsp;<strong>micro graffi visibili in controluce</strong>. Su auto con vernici scure questi segni emergono con ancora più evidenza dopo un semplice lavaggio.</p>



<p><strong>2. Non lavare l&#8217;auto all&#8217;autolavaggio</strong></p>



<p>È anche sconsigliato ricorrere direttamente ad&nbsp;<strong>autolavaggi automatici con spazzole rotanti.</strong>&nbsp;<strong>Quando la resina è ancora appiccicata allauto, questi sistemi possono distribuirla sulla superficie</strong>&nbsp;generando piccole abrasioni nello strato protettivo della vernice.</p>



<p><strong>3. Prima di tutto bisogna ammorbidire la macchia</strong></p>



<p>Come abbiamo visto, la chiave non sta nell&#8217;esercitare pressione sulla macchia, ma nell&#8217;ammorbidirla affinché perda aderenza senza aggredire la vernice. Ecco le opzioni migliori:</p>



<p><strong>Usare un prodotto specifico</strong></p>



<p>Sul mercato esistono&nbsp;<strong>sgrassatori in spray per eliminare linfa e residui organici</strong>. Per procedere correttamente è consigliabile verificare che la superficie sia pulita e asciutta, spruzzare il prodotto zona per zona su ogni residuo di linfa e resina  scegliendo preferibilmente uno spray utilizzabile anche sui vetri per le eventuali macchie sul parabrezza  lasciare agire qualche secondo, quindi strofinare con un panno in microfibra e sciacquare abbondantemente.</p>



<p><strong>Usare un olio vegetale</strong></p>



<p>Un rimedio casalingo molto efficace consiste nell&#8217;<strong>applicare qualche goccia di olio vegetale sulla zona colpita</strong>&nbsp;e lasciar agire per alcuni minuti.&nbsp;<strong>L&#8217;olio ammorbidisce la resina e permette di rimuoverla con un panno in microfibra senza bisogno di strofinare.</strong>&nbsp;L&#8217;operazione va eseguita con&nbsp;<strong>movimenti delicati, senza premere sulla superficie.</strong>&nbsp;Se necessario, ripetere più volte fino alla completa eliminazione della macchia.</p>



<p><strong>Passare del ghiaccio sulla macchia</strong></p>



<p>Un&#8217;altra alternativa molto usata in estate è il&nbsp;<strong>ghiaccio.</strong>&nbsp;<strong>Il contrasto termico indurisce la resina e riduce la sua aderenza, consentendo di</strong>&nbsp;<strong>staccare parte del residuo senza trascinare la vernice.</strong>&nbsp;È un metodo particolarmente utile quando le macchie sono ancora recenti.</p>



<p><strong>Usare uno sbrinatore per portiere o uno spray deghiacciante</strong></p>



<p>Lo sbrinatore per portiere e lo spray deghiacciante sono prodotti efficaci per rimuovere facilmente la resina dalla carrozzeria.&nbsp;<strong>Entrambi contengono alcol, che scioglie la resina senza danneggiare la vernice.</strong>&nbsp;Si spruzzano con moderazione direttamente sulle macchie e si lasciano agire qualche istante. Si pulisce poi con un panno morbido senza esercitare troppa pressione. Se necessario, ripetere l&#8217;operazione.</p>



<p><strong>4. Concludere lavando la zona</strong></p>



<p>Rimuovere la macchia con uno dei metodi descritti non significa aver terminato il lavoro.&nbsp;<strong>Dopo aver eliminato la resina, è opportuno lavare la zona con acqua e sapone neutro per evitare che rimangano residui grassi o chimici sulla vernice.</strong>&nbsp;Quest&#8217;ultimo passaggio è&nbsp;<strong>particolarmente importante</strong>&nbsp;quando si utilizzano oli, solventi specifici o prodotti domestici. Se rimangono troppo a lungo sulla carrozzeria, finiscono per&nbsp;<strong>attirare polvere</strong>&nbsp;e sporco molto più facilmente.&nbsp;<strong>Un consiglio in più: applicare uno strato di cera dura sull&#8217;auto  la resina degli alberi non aderisce bene alla cera, il che ne facilita notevolmente la rimozione futura.</strong></p>



<p><strong>Parcheggiare all&#8217;ombra non è sempre la soluzione migliore</strong></p>



<p>Per anni, ripararsi sotto gli alberi è stata la soluzione abituale per evitare il surriscaldamento del veicolo.&nbsp;<strong>Tuttavia, sempre più automobilisti preferiscono</strong>&nbsp;<strong>lasciare l&#8217;auto in un parcheggio</strong>&nbsp;piuttosto che fare i conti con residui difficili da rimuovere, ritrovandola per di più a una temperatura adeguata alla guida.</p>



<p><strong>Ester Stivelli, Squad Lead di Parclick, ha dichiarato:</strong> <em>«La resina è uno di quei danni subdoli che gli automobilisti tendono a sottovalutare: non aggredisce immediatamente la vernice, ma ogni estate trascorsa senza la giusta attenzione accelera il degrado estetico del veicolo in modo silenzioso. Un&#8217;auto che perde lucentezza perde anche valore, e spesso lo si scopre solo al momento della vendita. Da Parclick osserviamo che chi sceglie di parcheggiare in struttura non lo fa solo per comodità: ha già compreso che il proprio veicolo è un asset da proteggere. La prevenzione, in questo caso, costa molto meno di qualsiasi ritocco di carrozzeria.</em>» </p>
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		<title>Diesel al Sud, elettrico al Centro e ibrido al Nord: viaggio attraverso l&#8217;Italia dell&#8217;auto usata</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/diesel-al-sud-elettrico-al-centro-e-ibrido-al-nord-viaggio-attraverso-litalia-dellauto-usata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 09:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto usata]]></category>
		<category><![CDATA[second hand economy]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è chi la cerca sui social, chi chiede consiglio al cognato meccanico, chi apre l’app alle undici di sera mentre è sul divano. Chi vuole un diesel solido e senza [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C&#8217;è chi la cerca sui social, chi chiede consiglio al cognato meccanico, chi apre l’app alle undici di sera mentre è sul divano. Chi vuole un diesel solido e senza sorprese, chi invece ha già deciso che la prossima sarà elettrica. Il mercato dell&#8217;auto usata in Italia è vasto, vivace e in crescita, ma soprattutto sorprendentemente vario. Dietro un numero che già da solo è rilevante –&nbsp;<strong>1 italiano su 5 ha acquistato un&#8217;auto usata negli ultimi tre anni</strong>, dato in crescita di 6 punti percentuali rispetto al 2024 – si nasconde un Paese che non si muove all&#8217;unisono. Se poi aggiungiamo che il&nbsp;<strong>15% degli italiani sta valutando concretamente l&#8217;acquisto nei prossimi mesi</strong>&nbsp;(+8 p.p. vs 2024), possiamo dire che il mercato dell’auto usata non sta solo crescendo, ma si prepara a diventare ancora più importante.</p>



<p>È quello che emerge dal<strong>l&#8217;Osservatorio Second Hand Economy 2025 di IPSOS Doxa per Subito</strong>: un mercato in accelerazione – in Italia nel 2025 sono state vendute più del doppio di auto usate rispetto al nuovo<a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_5266560229249366105_x__ftn2">[2]</a> e solo su Subito Motori è stata venduta un&#8217;auto ogni 3 minuti – ma con dinamiche geografiche che raccontano abitudini, priorità e sensibilità diverse</p>



<p><strong>Chi compra di più (e chi aspetta)</strong></p>



<p>A partire dalla&nbsp;<strong>propensione all&#8217;acquisto</strong>, la cartina geografica dice già molte cose. Il&nbsp;<strong>Sud e le Isole</strong>&nbsp;guidano con il&nbsp;<strong>24%</strong>&nbsp;di acquirenti negli ultimi tre anni – distaccandosi dalla media nazionale di ben&nbsp;<strong>3 punti&nbsp;</strong>– in un contesto dove l&#8217;auto rimane un bene essenziale, spesso condiviso tra generazioni e acquistato in famiglia. Il&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;si ferma al&nbsp;<strong>17%</strong>, il valore più basso: non perché l&#8217;interesse manchi, ma perché, come mostrano i dati, chi compra lo fa con criteri molto selettivi e per motivazioni ben precise.</p>



<p><strong>La questione carburante: il diesel resiste al Sud, al Nord si guarda oltre</strong></p>



<p>Il&nbsp;<strong>diesel</strong>&nbsp;rimane la&nbsp;<strong>scelta prevalente a livello nazionale (32%)</strong>, ma al&nbsp;<strong>Sud e Isole</strong>&nbsp;raggiunge il&nbsp;<strong>38,3%,</strong>&nbsp;mentre al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;scende al&nbsp;<strong>20,8%</strong>&nbsp;– quasi la metà. È qui che benzina (28,6%) e ibrido (20,6%) trovano il loro terreno più fertile, in un&#8217;area che guarda alle motorizzazioni alternative con più apertura e meno resistenza.<br>L&#8217;<strong>elettrico puro</strong>, invece, gode di ottima salute in&nbsp;<strong>Centro Italia</strong>, dove tocca&nbsp;<strong>il 19,2%</strong>&nbsp;delle preferenze. Non è un caso: è nelle grandi città del Centro – Roma su tutte – che ZTL, targhe alterne e normative ambientali entrano concretamente nella scelta del veicolo. L&#8217;elettrico, qui, non è solo una preferenza: è spesso una risposta razionale alle regole della città in cui si vive.</p>



<p><strong>Ibrido o elettrico? Il Centro cerca il plug-in, il Nord Ovest vuole il full hybrid</strong></p>



<p>Anche tra chi ha già deciso di puntare sui new energy vehicles (NEV), le strade si dividono. Il&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;preferisce il&nbsp;<strong>Full Hybrid</strong>&nbsp;(33,5%): una motorizzazione percepita come più vicina all&#8217;esperienza tradizionale, che non richiede colonnine né nuove abitudini di ricarica.&nbsp;<strong>Centro</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Nord Est</strong>&nbsp;guardano invece al&nbsp;<strong>Plug-in Hybrid</strong>&nbsp;(rispettivamente 34,5% e 32,6%), segnale di una maggiore disponibilità a integrare la ricarica nella routine quotidiana – e di infrastrutture e condizioni di utilizzo che lo rendono praticabile.<br>Con il 23,4% di acquirenti che cercano attivamente un&#8217;elettrica o un&#8217;ibrida,&nbsp;<strong>il Centro</strong>&nbsp;è l&#8217;area più orientata verso i New Energy Vehicles (NEV): la spinta normativa e la sensibilità urbana, qui, si traducono già in comportamenti concreti sul mercato.</p>



<p><strong>Le barriere all&#8217;elettrico: il prezzo spaventa il Nord Ovest, la batteria preoccupa il Centro</strong></p>



<p>Anche chi vorrebbe passare all&#8217;elettrico si scontra con dubbi che variano a seconda di dove vive. Al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>, dove la sensibilità al prezzo è più radicata, la barriera principale è il&nbsp;<strong>costo d&#8217;acquisto</strong>&nbsp;(44,7%): anche nell&#8217;usato, l&#8217;elettrico costa ancora troppo rispetto a quanto si è disposti a spendere. Al&nbsp;<strong>Centro</strong>&nbsp;prevalgono i&nbsp;<strong>dubbi sulla durata della batteria</strong>&nbsp;(33,7%): chi ha già abbracciato l&#8217;elettrico come filosofia vuole essere sicuro che l&#8217;investimento regga nel tempo. Al&nbsp;<strong>Nord Est</strong>, territorio di percorrenze più variabili tra città e provincia, preoccupa soprattutto l&#8217;<strong>autonomia insufficiente</strong>&nbsp;(28,7%).</p>



<p>E poi c&#8217;è il&nbsp;<strong>Sud</strong>, che parla un&#8217;altra lingua ancora: l&#8217;accesso facilitato alle ZTL – motivazione chiave al Centro con il 45,1% – qui è quasi irrilevante: 9,4%. Non perché manchi interesse per l&#8217;elettrico, ma perché le politiche urbane sono diverse, e così di conseguenza i vantaggi pratici.</p>



<p><strong>Perché si sceglie l&#8217;usato: il prezzo non racconta tutto</strong></p>



<p><strong>Il risparmio</strong>&nbsp;è il motore della scelta di un’auto second hand in tutta Italia – il 68% degli acquirenti lo cita come motivazione principale – ma la parola &#8220;risparmio&#8221; non significa la stessa cosa da nord a sud. Al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;il prezzo domina in modo quasi assoluto (78,2%), con una componente significativa legata all&#8217;<strong>uso specifico o limitato</strong>&nbsp;del veicolo: spesso è la seconda auto di famiglia, comprata con un budget preciso per una funzione precisa. Niente di superfluo. Al&nbsp;<strong>Nord Est</strong>&nbsp;il risparmio evolve in convenienza: non basta costare poco, bisogna offrire il&nbsp;<strong>miglior rapporto qualità-accessori/prezzo</strong>&nbsp;– si valuta l&#8217;insieme, si confronta, si ragiona.</p>



<p>Al&nbsp;<strong>Centro</strong>&nbsp;pesano la&nbsp;<strong>disponibilità immediata</strong>&nbsp;– l&#8217;auto giusta, adesso, senza liste d&#8217;attesa – e una crescente sensibilità verso i&nbsp;<strong>principi di economia circolare</strong>: scegliere un veicolo già esistente è anche una scelta di valori, non solo di portafoglio. Al&nbsp;<strong>Sud e Isole</strong>, infine, emerge una motivazione che altrove è quasi marginale: il 17,3% acquista un&#8217;auto usata per un&nbsp;<strong>neopatentato</strong>. L&#8217;auto come rito di passaggio, come primo passo verso l&#8217;autonomia – e la famiglia che lo rende possibile, scegliendo l&#8217;usato per contenere la spesa senza rinunciare alla mobilità.</p>



<p><strong>Come si cerca un&#8217;auto usata: digitale al Nord Est, tradizione al Nord Ovest, passaparola al Sud</strong></p>



<p>Il percorso che porta all&#8217;acquisto è lungo quanto la penisola, e altrettanto vario. Al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;si va in concessionaria (41,9%): la consulenza fisica, la garanzia e la stretta di mano contano. Al&nbsp;<strong>Nord Est</strong>&nbsp;si apre il browser: il 43,2% usa&nbsp;<strong>piattaforme digitali</strong>&nbsp;come canale principale, rendendola la zona italiana che ha adottato il digitale in modo più capillare e strutturale.</p>



<p>Al&nbsp;<strong>Sud e Isole</strong>&nbsp;la fiducia passa ancora dalle persone: il&nbsp;<strong>passaparola</strong>&nbsp;pesa per il 21,6%, e i&nbsp;<strong>social media</strong>&nbsp;crescono fino al 7,7% – numeri che raccontano un ecosistema informativo ancora fortemente relazionale, dove la reputazione conta più dell&#8217;algoritmo. Il&nbsp;<strong>Centro</strong>, infine, gioca su tutti i tavoli: equilibrio tra digitale e tradizionale, senza una preferenza netta, come chi sa muoversi in entrambi i mondi.</p>



<p><em>«I dati regionali ci restituiscono un&#8217;Italia in movimento, ma con traiettorie diverse. Al Sud l&#8217;auto usata è una scelta familiare e pragmatica; al Nord Ovest è un acquisto razionale guidato dal budget; al Centro le normative urbane stanno accelerando la transizione verso l&#8217;elettrico in modo molto concreto” </em>afferma <strong>Cristiana Alicata, Mobility Director di Subito</strong>.<em> “Su Subito Motori vediamo queste dinamiche in tempo reale: non esiste un mercato dell&#8217;auto usata – ne esistono molti, con storie e motivazioni proprie. E tutti, nessuno escluso, stanno crescendo.</em>» </p>



<p>Un Paese, tante strade: diesel o elettrico, concessionaria o app, budget fisso o ricerca del meglio possibile: il mercato dell&#8217;auto usata italiano è uno specchio fedele delle diversità che attraversano il Paese. Quel che accomuna Nord, Centro e Sud è la direzione: la second hand non è più una seconda scelta. È la prima, sempre più spesso consapevole, informata e convinta. I numeri lo dicono chiaramente. Il resto – come, dove e perché – lo racconta l&#8217;Italia stessa.</p>
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		<item>
		<title>Caldo, ecco come usare bene il climatizzatore: errori da evitare e buone pratiche</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caldo-ecco-come-usare-bene-il-climatizzatore-errori-da-evitare-e-buone-pratiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 11:39:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[aria condizionata]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[climatizzzatore]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo delle alte temperature, il climatizzatore dell&#8217;auto diventa uno degli alleati più preziosi per chi si mette al volante. Ma utilizzarlo nel modo sbagliato può aumentare i consumi, ridurre [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l&#8217;arrivo delle alte temperature, il climatizzatore dell&#8217;auto diventa uno degli alleati più preziosi per chi si mette al volante. Ma utilizzarlo nel modo sbagliato può aumentare i consumi, ridurre il comfort e persino causare fastidi fisici. Bastano invece alcune semplici accortezze per affrontare il caldo estivo in modo più efficace e sicuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mai partire con l&#8217;aria al massimo</h2>



<p>Uno degli errori più comuni è accendere il climatizzatore alla massima potenza appena entrati in auto. Se il veicolo è rimasto parcheggiato al sole, la temperatura interna può superare facilmente i 50 gradi.</p>



<p>Prima di avviare il climatizzatore è consigliabile aprire porte e finestrini per qualche minuto, favorendo l&#8217;uscita dell&#8217;aria calda accumulata nell&#8217;abitacolo. Solo successivamente si può attivare l&#8217;impianto, ottenendo un raffrescamento più rapido ed efficiente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione agli sbalzi termici</h2>



<p>La differenza tra la temperatura esterna e quella interna non dovrebbe essere eccessiva. Gli esperti consigliano di mantenere il climatizzatore tra i 22 e i 25 gradi, evitando di trasformare l&#8217;abitacolo in una sorta di frigorifero.</p>



<p>Uno sbalzo termico troppo elevato può provocare mal di gola, raffreddori, tensioni muscolari e un generale senso di disagio, soprattutto durante le soste e all&#8217;uscita dal veicolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dirigere correttamente le bocchette</h2>



<p>Le bocchette dell&#8217;aria non dovrebbero essere orientate direttamente verso il viso o il torace. Il flusso d&#8217;aria è preferibile che venga distribuito verso l&#8217;alto o lateralmente, favorendo una climatizzazione uniforme dell&#8217;abitacolo e riducendo il rischio di fastidi muscolari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricircolo sì, ma con moderazione</h2>



<p>La funzione di ricircolo dell&#8217;aria è molto utile nelle giornate più calde perché permette di raffreddare più velocemente l&#8217;interno dell&#8217;auto e ridurre il lavoro del compressore.</p>



<p>Tuttavia, è consigliabile non utilizzarla in modo continuativo per lunghi periodi. Un ricambio periodico dell&#8217;aria aiuta infatti a mantenere un ambiente più salubre e a limitare l&#8217;accumulo di umidità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consumi sotto controllo</h2>



<p>Contrariamente a quanto si pensa, viaggiare con i finestrini completamente aperti alle alte velocità può aumentare la resistenza aerodinamica e incidere sui consumi.</p>



<p>Sulle strade urbane si può alternare l&#8217;uso dei finestrini al climatizzatore, mentre in autostrada risulta generalmente più efficiente mantenere i vetri chiusi e utilizzare il sistema di climatizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La manutenzione fa la differenza</h2>



<p>Un climatizzatore efficiente non garantisce soltanto comfort, ma contribuisce anche alla sicurezza di guida. Filtri sporchi o impianti poco manutenuti possono ridurre l&#8217;efficacia del raffreddamento e peggiorare la qualità dell&#8217;aria all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo.</p>



<p>È buona norma verificare periodicamente lo stato dei filtri abitacolo e sottoporre l&#8217;impianto a controlli regolari, soprattutto prima dell&#8217;estate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non dimenticare i passeggeri più vulnerabili</h2>



<p>Bambini, anziani e animali domestici sono particolarmente sensibili alle alte temperature. Anche durante soste molto brevi non devono mai essere lasciati all&#8217;interno di un&#8217;auto parcheggiata al sole, dove la temperatura può salire rapidamente raggiungendo livelli pericolosi.</p>



<p>Utilizzare correttamente il climatizzatore significa migliorare il comfort, limitare i consumi e viaggiare in maggiore sicurezza. Arieggiare l&#8217;abitacolo prima della partenza, evitare temperature troppo basse, curare la manutenzione e prestare attenzione agli sbalzi termici sono piccoli gesti che possono fare una grande differenza durante i mesi più caldi dell&#8217;anno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pit bike e motocross: tutte le differenze tra i due mondi dell&#8217;off-road</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pit-bike-e-motocross-tutte-le-differenze-tra-i-due-mondi-delloff-road/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 15:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[motocross]]></category>
		<category><![CDATA[pit bike]]></category>
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					<description><![CDATA[A prima vista possono sembrare simili, ma pit bike e moto da motocross sono due mezzi molto diversi per caratteristiche tecniche, utilizzo e pubblico di riferimento. Negli ultimi anni le [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A prima vista possono sembrare simili, ma pit bike e moto da motocross sono due mezzi molto diversi per caratteristiche tecniche, utilizzo e pubblico di riferimento. Negli ultimi anni le pit bike hanno conquistato sempre più appassionati grazie ai costi contenuti e alla facilità di utilizzo, mentre il motocross continua a rappresentare la disciplina off-road per eccellenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono le pit bike</h2>



<p>Le pit bike nascono negli Stati Uniti come piccoli mezzi utilizzati nei paddock dai meccanici e dai piloti per spostarsi rapidamente all&#8217;interno dei circuiti. Con il tempo si sono evolute fino a diventare vere e proprie moto da divertimento e da competizione.</p>



<p>Sono caratterizzate da dimensioni ridotte, telaio compatto e motori generalmente compresi tra 110 e 190 cc. L&#8217;altezza da terra contenuta e il peso ridotto le rendono particolarmente adatte a principianti, giovani piloti e amatori che desiderano avvicinarsi al mondo dell&#8217;off-road senza affrontare investimenti elevati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche delle moto da motocross</h2>



<p>Le moto da motocross sono invece progettate specificamente per affrontare gare e percorsi sterrati impegnativi. Dispongono di sospensioni a lunga escursione, telai più robusti e motorizzazioni che possono variare dai 125 cc due tempi fino ai 450 cc quattro tempi.</p>



<p>L&#8217;obiettivo è garantire prestazioni elevate, stabilità sui salti e capacità di affrontare terreni accidentati a velocità sostenute. Si tratta di mezzi sviluppati per un utilizzo sportivo intensivo e per piloti con una preparazione tecnica adeguata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le principali differenze</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Dimensioni e peso</h3>



<p>La differenza più evidente riguarda le dimensioni. Le pit bike sono più piccole e leggere, con un&#8217;altezza della sella generalmente inferiore rispetto alle moto da cross. Questa caratteristica facilita il controllo del mezzo e aumenta la sicurezza per chi è alle prime esperienze.</p>



<p>Le moto da motocross, invece, hanno una struttura più grande e una posizione di guida studiata per affrontare percorsi impegnativi e salti di notevole entità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prestazioni</h3>



<p>Le moto da cross offrono una potenza nettamente superiore. Accelerazione, velocità e capacità di affrontare ostacoli importanti sono pensate per l&#8217;agonismo e per l&#8217;uso su piste dedicate.</p>



<p>Le pit bike privilegiano invece il divertimento e la facilità di guida. Pur potendo raggiungere prestazioni interessanti, restano orientate a un utilizzo meno estremo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Costi di acquisto e manutenzione</h3>



<p>Uno dei motivi del successo delle pit bike è il prezzo. L&#8217;acquisto richiede generalmente un investimento inferiore rispetto a una moto da motocross e anche la manutenzione ordinaria risulta più economica.</p>



<p>Le moto da cross, soprattutto quelle di fascia alta, comportano costi maggiori sia per l&#8217;acquisto sia per la manutenzione periodica, considerando l&#8217;usura di pneumatici, sospensioni e componenti meccaniche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Utilizzo</h3>



<p>Le pit bike trovano spazio in piccoli circuiti, aree private e competizioni dedicate. Sono spesso utilizzate anche per l&#8217;allenamento tecnico e il puro divertimento.</p>



<p>Le moto da motocross sono invece destinate principalmente a piste specializzate e competizioni ufficiali, dove possono esprimere al meglio le loro caratteristiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quale scegliere?</h2>



<p>La scelta dipende dagli obiettivi del pilota. Chi desidera avvicinarsi al mondo delle due ruote fuoristrada con un mezzo semplice, economico e divertente può trovare nella pit bike una soluzione ideale.</p>



<p>Chi invece punta alle competizioni, cerca prestazioni elevate e vuole affrontare percorsi tecnicamente impegnativi troverà nella moto da motocross il mezzo più adatto.</p>



<p>In entrambi i casi, la sicurezza resta fondamentale: abbigliamento tecnico, casco omologato e protezioni adeguate rappresentano un investimento indispensabile per godersi l&#8217;off-road in modo responsabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un settore in continua crescita</h2>



<p>Il successo delle pit bike ha contribuito ad allargare la base degli appassionati del fuoristrada, creando un percorso di ingresso accessibile verso discipline più impegnative come il motocross. Due mondi diversi ma complementari, accomunati dalla passione per la guida su sterrato e dalla ricerca del divertimento lontano dall&#8217;asfalto.</p>
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		<item>
		<title>Campania: raccolti 4.339.080 kg di pneumatici fuori uso nel 2025</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/campania-raccolti-4-339-080-kg-di-pneumatici-fuori-uso-nel-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 12:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto annuale ecotyre]]></category>
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					<description><![CDATA[Online il nuovo&#160;Rapporto Annuale di EcoTyre 2026, con tutti i dati riferiti al 2025. In Campania EcoTyre ha effettuato&#160;1.481 ritiri&#160;presso gommisti e officine meccaniche, raccogliendo&#160;4.339.080 kg di pneumatici fuori uso&#160;nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Online il nuovo&nbsp;<strong>Rapporto Annuale di EcoTyre 2026</strong>, con tutti i dati riferiti al 2025.</p>



<p>In Campania EcoTyre ha effettuato&nbsp;<strong>1.481 ritiri</strong>&nbsp;presso gommisti e officine meccaniche, raccogliendo&nbsp;<strong>4.339.080 kg di pneumatici fuori uso</strong>&nbsp;nel 2025, il&nbsp;<strong>21% in più</strong>&nbsp;rispetto allanno precedente. La Campania costituisce unarea geografica autonoma ai sensi del DM 182/2019, nella quale EcoTyre ha superato del&nbsp;<strong>1,7% il target di gestione</strong>&nbsp;fissato dalla normativa. A questo si aggiungono i&nbsp;<strong>1.000 kg</strong>&nbsp;ritirati presso gli autodemolitori convenzionati ACI. Nellambito del&nbsp;<strong>progetto PFU Zero</strong>, dedicato agli interventi su PFU abbandonati in ambiente, EcoTyre ha effettuato&nbsp;<strong>1 intervento nel 2025</strong>, portando a&nbsp;<strong>16</strong>&nbsp;il totale degli interventi regionali dallavvio del progetto.</p>



<p>Sul sito del Consorzio, è possibile avere&nbsp;<strong>in tempo reale tutte le informazioni</strong>&nbsp;sui&nbsp;<strong>dati di raccolta mensile&nbsp;</strong>della Campania e di tutte le altre regioni: sono presenti tabelle e grafici sempre aggiornati per verificare landamento dei ritiri secondo i parametri dellarea geografica, della tipologia di PFU e dei gommisti serviti.</p>



<p><em>«Il nostro sistema di raccolta si è dimostrato ancora una volta capillare, coprendo ogni angolo dItalia, garantendo un servizio efficiente anche nelle aree più remote e ai piccoli operatori, in linea con il nostro impegno di non lasciare indietro nessuno e con la nostra dedizione a mantenere alti standard qualitativi nella gestione dei PFU su tutto il territorio nazionale &#8211; commenta </em><strong><em>Enrico Ambrogio</em></strong><em>, </em><strong><em>Presidente di EcoTyre</em></strong><em>  &#8211; Abbiamo inoltre </em><strong><em>contribuito in maniera decisiva a rendere sostenibile ed efficiente la nuova filiera industriale che permette di utilizzare ingenti quantità di gomma usata invece di consumare materie prime vergini. </em></strong><em>Oggi, infatti è possibile utilizzare Gomma Verde in</em><strong><em> varie applicazioni industriali, quali ad esempio pneumatici, guarnizioni, bitumi modificati, guaine, o tubi. Un risultato che ci pone allavanguardia e ci motiva ancora di più a proseguire su questa strada</em></strong>.»</p>



<p><strong>A livello nazionale</strong></p>



<p>Sono stati raccolti complessivamente&nbsp;<strong>53.009.400 kg di PFU pari a circa 7 milioni di pezzi</strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>17.786 missioni di ritiro in tutte le regioni italiane</strong>: di questi, circa&nbsp;<strong>51 milioni</strong>&nbsp;di kg provengono dalla rete nazionale di ricambio (gommisti e officine), circa&nbsp;<strong>2 milioni</strong>&nbsp;di kg dagli autodemolitori ACI, e circa 25.000 pneumatici abbandonati in ambiente, raccolti attraverso il progetto&nbsp;<strong>PFU Zero</strong>.&nbsp;<strong>Raggiunto e superato anche a livello nazionale lobiettivo annuale di legge.</strong></p>



<p><strong>Il progetto Da gomma a gomma</strong></p>



<p>EcoTyre è la prima realtà ad essersi posta l&#8217;obiettivo ambizioso di <strong>completare il ciclo della circolarità della gomma</strong>, ossia di rendere possibile <strong>l&#8217;impiego di gomma direttamente derivante da PFU</strong> per la produzione di pneumatici ed altri prodotti in gomma come tubi, guarnizioni, bitumi ed altri oggetti. Il progetto innovativo ha portato alla <strong>possibilità, per l&#8217;industria, di utilizzare Tecnogreen, la gomma verde ottenuta devulcanizzando il granulato di PFU</strong>.</p>
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		<title>Giacche da moto in estate: perché sono indispensabili anche con il caldo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giacche-da-moto-in-estate-perche-sono-indispensabili-anche-con-il-caldo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[giacche da moto]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’arrivo del caldo molti motociclisti sono tentati di lasciare la giacca tecnica nell’armadio, scegliendo abbigliamento più leggero per affrontare le alte temperature. Una decisione comprensibile, ma che può aumentare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’arrivo del caldo molti motociclisti sono tentati di lasciare la giacca tecnica nell’armadio, scegliendo abbigliamento più leggero per affrontare le alte temperature. Una decisione comprensibile, ma che può aumentare sensibilmente i rischi in caso di incidente o imprevisto durante la guida.</p>



<p>Anche in estate, infatti, la giacca da moto resta uno degli elementi più importanti dell’equipaggiamento di sicurezza. Le moderne soluzioni progettate per la stagione calda consentono di coniugare protezione e comfort, senza costringere il motociclista a sopportare temperature eccessive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Protezione fondamentale in caso di caduta</h2>



<p>L’asfalto estivo non è meno pericoloso di quello invernale. In caso di caduta, anche a velocità relativamente basse, il contatto con il manto stradale può provocare abrasioni profonde e ustioni da sfregamento.</p>



<p>Le giacche tecniche sono progettate proprio per limitare questi danni grazie all’impiego di materiali ad alta resistenza come Cordura, tessuti rinforzati o pelle trattata. A questi si aggiungono le protezioni certificate CE su spalle, gomiti e, in molti casi, sulla schiena, che aiutano ad assorbire parte dell’energia degli urti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le giacche estive sono pensate per il caldo</h2>



<p>Chi immagina la giacca da moto come un capo pesante e soffocante probabilmente non conosce le soluzioni più recenti disponibili sul mercato. I modelli estivi utilizzano ampie superfici in tessuto mesh traforato che favoriscono il passaggio dell’aria e garantiscono una ventilazione costante durante la marcia.</p>



<p>In molti casi il flusso d’aria percepito è tale da rendere la guida sorprendentemente confortevole anche nelle giornate più calde, soprattutto rispetto all’utilizzo di indumenti comuni che non offrono alcuna protezione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una barriera contro sole e disidratazione</h2>



<p>La giacca non protegge soltanto dagli impatti. Durante i lunghi tragitti estivi rappresenta anche una difesa efficace contro l’esposizione diretta ai raggi solari.</p>



<p>Viaggiare per ore con braccia e torso scoperti può provocare scottature, affaticamento e disidratazione. Inoltre, il vento continuo che investe il corpo durante la marcia accelera l’evaporazione del sudore, favorendo la perdita di liquidi senza che il motociclista se ne renda conto.</p>



<p>Una giacca tecnica aiuta a limitare questi effetti, contribuendo a mantenere maggiore comfort e concentrazione alla guida.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Insetti, sassolini e detriti: rischi spesso sottovalutati</h2>



<p>La sicurezza non riguarda solo gli incidenti. Durante la guida è frequente essere colpiti da insetti, sassolini, ghiaia o altri piccoli detriti sollevati dai veicoli che precedono.</p>



<p>L’impatto di un’ape, una vespa o un grosso insetto a velocità sostenuta può risultare particolarmente doloroso e provocare una distrazione improvvisa. Lo stesso vale per piccoli sassi o frammenti presenti sulla carreggiata.</p>



<p>La giacca costituisce una barriera protettiva che riduce notevolmente gli effetti di questi urti, aumentando la sicurezza durante il viaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un investimento sulla propria sicurezza</h2>



<p>Gli esperti di sicurezza stradale concordano su un principio semplice: l’equipaggiamento va indossato sempre, anche per percorsi brevi e a basse velocità.</p>



<p>Casco omologato, guanti, giacca tecnica, pantaloni adeguati e calzature specifiche rappresentano la dotazione minima per affrontare la strada in modo responsabile.</p>



<p>In estate, quindi, la scelta non dovrebbe essere se indossare o meno una giacca da moto, ma individuare il modello più adatto alle proprie esigenze. Le moderne giacche ventilate dimostrano che è possibile affrontare il caldo senza rinunciare alla protezione, trasformando ogni viaggio in un’esperienza più sicura e piacevole.</p>
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		<title>Auto decappottabili, fascino senza tempo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-decappottabili-fascino-senza-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 12:20:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto decappotabili]]></category>
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					<description><![CDATA[Le auto decappottabili continuano a esercitare un fascino particolare sugli automobilisti. Simbolo di libertà, eleganza e piacere di guida, le cabriolet rappresentano un segmento di nicchia che negli ultimi anni [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le auto decappottabili continuano a esercitare un fascino particolare sugli automobilisti. Simbolo di libertà, eleganza e piacere di guida, le cabriolet rappresentano un segmento di nicchia che negli ultimi anni ha saputo resistere ai cambiamenti del mercato automobilistico dominato da suv ed elettrificazione. Ma accanto al design accattivante e alla guida “a cielo aperto”, le auto decappottabili presentano anche limiti e costi da valutare attentamente.</p>



<p>Le moderne cabrio si dividono principalmente in due categorie: quelle con tetto in tela e quelle con hard top rigido retrattile. Le prime sono generalmente più leggere e mantengono un’impostazione più sportiva, mentre le seconde garantiscono maggiore isolamento termico e acustico.</p>



<p>Tra i principali vantaggi delle auto decappottabili c’è certamente l’esperienza di guida. Viaggiare con il tetto aperto aumenta la percezione dello spazio e offre una sensazione di contatto diretto con l’ambiente esterno. Un aspetto particolarmente apprezzato nelle località turistiche e durante la stagione estiva.</p>



<p>Dal punto di vista estetico, le cabriolet mantengono inoltre un forte appeal commerciale. Modelli come la Mazda MX-5, la BMW Z4 e la Mini Cabrio restano tra le più diffuse e riconoscibili del segmento. A queste si aggiungono modelli di fascia più alta come la Porsche 911 Cabriolet e la Audi A5 Cabriolet, oltre a proposte più accessibili come la Fiat 500C e la Ford Mustang Convertible.</p>



<p>Non mancano però gli aspetti negativi. Le decappottabili hanno spesso un prezzo superiore rispetto alle versioni tradizionali dello stesso modello e presentano costi di manutenzione più elevati, soprattutto per il sistema di apertura del tetto. Anche lo spazio interno e il bagagliaio risultano generalmente ridotti a causa dei meccanismi necessari per la capote.</p>



<p>Sul piano della sicurezza, le moderne tecnologie hanno ridotto molte criticità del passato grazie a rinforzi strutturali, airbag laterali e sistemi anti-ribaltamento. Tuttavia, una cabriolet resta mediamente più pesante e meno rigida rispetto a una vettura chiusa equivalente.</p>



<p>Altro elemento da considerare è il comfort. Se i modelli più recenti garantiscono una buona insonorizzazione, soprattutto con hard top, rumore aerodinamico e sbalzi termici possono incidere sulla qualità del viaggio nei lunghi tragitti o durante l’inverno.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Coppa Vincenzo Florio, trentunesima edizione: motorismo storico tra cultura, storia e amicizia in Italia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/coppa-vincenzo-florio-trentunesima-edizione-motorismo-storico-tra-cultura-storia-e-amicizia-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:45:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[La Sicilia dei Florio, terra di grandi tradizioni, paesaggi straordinari e cultura millenaria, ha fatto da scenario alla XXXI Coppa Vincenzo Florio, prestigiosa manifestazione dedicata al motorismo storico che ha [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Sicilia dei Florio, terra di grandi tradizioni, paesaggi straordinari e cultura millenaria, ha fatto da scenario alla XXXI Coppa Vincenzo Florio, prestigiosa manifestazione dedicata al motorismo storico che ha riunito appassionati provenienti da diverse regioni italiane in un evento capace di coniugare storia, turismo, cultura e passione automobilistica.</p>



<p>L&#8217;evento, organizzato dal Circolo Vincenzo Florio di Palermo sotto la guida della dinamica e instancabile Presidente Franca Laura Mancuso, ha confermato ancora una volta il proprio ruolo di riferimento nel panorama nazionale delle manifestazioni dedicate ai veicoli storici.</p>



<p>Particolarmente significativo il gemellaggio con il Club Salerno Autostoriche, presieduto dall&#8217;Ing. Dino Nardiello, da anni impegnato nella valorizzazione del patrimonio motoristico italiano e nella promozione di iniziative culturali che legano la storia dell&#8217;automobile alla conoscenza dei territori.</p>



<p>La manifestazione ha avuto inizio con l&#8217;imbarco dal porto di Napoli verso Palermo, dando il via a un viaggio che si è trasformato fin dalle prime ore in un&#8217;esperienza di amicizia e condivisione tra collezionisti e appassionati.</p>



<p>Dopo l&#8217;arrivo a Santa Flavia, gli equipaggi sono stati accolti nella splendida cornice del Domina Zagarella, da dove è iniziato un intenso programma di visite e attività. Tra i momenti più apprezzati vi è stata la visita al celebre Museo dell&#8217;Acciuga di Aspra, dove Michelangelo Balistreri ha saputo raccontare con passione e autenticità la storia della marineria siciliana, trasformando la visita in un emozionante viaggio nella memoria collettiva della Sicilia.</p>



<p>La giornata successiva ha condotto i partecipanti tra le eccellenze culturali e tecniche del territorio palermitano, con la visita ai Vivai Tasca, alla storica villa nobiliare e all&#8217;aeroporto di Boccadifalco, luogo simbolo dell&#8217;aviazione siciliana, dove si sono svolte prove di abilità e momenti di aggregazione tra gli equipaggi.</p>



<p>Particolarmente intensa e significativa è stata la visita al Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi dell&#8217;Università degli Studi di Palermo, autentico gioiello della cultura scientifica italiana. Qui i partecipanti hanno avuto l&#8217;opportunità di compiere un affascinante viaggio attraverso l&#8217;evoluzione della tecnica, dell&#8217;ingegneria e della meccanica.</p>



<p>Tra motori storici, macchine industriali, strumenti scientifici e reperti unici, gli appassionati hanno potuto comprendere quanto la storia dell&#8217;automobile sia profondamente intrecciata con il progresso tecnologico e con il lavoro di generazioni di studiosi, progettisti e innovatori. L&#8217;esposizione ha suscitato grande emozione nei partecipanti, che hanno ritrovato nelle collezioni universitarie le radici della propria passione e il filo conduttore che unisce il passato al presente dell&#8217;automobile.</p>



<p>La visita ha rappresentato uno dei momenti culturali più elevati della manifestazione, dimostrando come il motorismo storico possa diventare strumento di divulgazione, conoscenza e valorizzazione del patrimonio tecnico-scientifico italiano.</p>



<p>A conferire ulteriore prestigio all&#8217;evento è stata la presenza del Consigliere Nazionale ASI, Antonio Auccello, che ha seguito con interesse le attività della Coppa Florio, esprimendo vivo apprezzamento per l&#8217;eccellente organizzazione e per il valore culturale della manifestazione. Nel suo intervento ha inoltre portato ai partecipanti il saluto del Presidente Nazionale ASI, Alberto Scuro, sottolineando l&#8217;importanza delle iniziative che promuovono la conservazione e la valorizzazione del patrimonio motoristico storico nazionale.</p>



<p>Di particolare rilievo anche la presenza del Commissario Manifestazioni ASI Pietro Stella, incaricato di verificare e valutare il rispetto dei parametri organizzativi previsti dalla Commissione Manifestazioni ASI. Nel corso dell&#8217;evento ha potuto constatare l&#8217;elevato livello qualitativo della manifestazione, apprezzandone la precisione organizzativa, la sicurezza, i contenuti culturali e l&#8217;attenzione riservata ai partecipanti.</p>



<p>Al termine delle verifiche, Pietro Stella ha espresso grande soddisfazione per l&#8217;impeccabile organizzazione della XXXI Coppa Vincenzo Florio, riconoscendo il lavoro svolto dal Circolo Vincenzo Florio e da tutti i collaboratori coinvolti nella realizzazione dell&#8217;evento. Un giudizio particolarmente importante perché conferma la crescente professionalità con cui vengono organizzate manifestazioni che rappresentano l&#8217;eccellenza del motorismo storico italiano.</p>



<p>Grande emozione ha caratterizzato la serata di gala e di premiazione, momento culminante dell&#8217;intera manifestazione, durante il quale la Presidente Franca Laura Mancuso e il Presidente Dino Nardiello hanno voluto sottolineare il valore dell&#8217;amicizia e della collaborazione tra i club.</p>



<p>Tra i riconoscimenti speciali assegnati spicca il Trofeo dell&#8217;Amicizia &#8220;Andrea Alessi&#8221;, dedicato alla stima e all&#8217;amicizia dimostrate nei confronti del Circolo Vincenzo Florio.</p>



<p>Il Trofeo &#8220;Sabato Nardiello&#8221; è stato conferito a Franco Martucci, il più anziano collezionista presente alla manifestazione, da sempre vicino al Circolo Florio e protagonista di una lunga storia di passione automobilistica.</p>



<p>Il Trofeo &#8220;Gerardo Gustato&#8221; è stato assegnato a Giuseppe Sinatra e alla sua giovane navigatrice, simbolo dell&#8217;importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni nel mondo del motorismo storico.</p>



<p>Particolarmente prestigiosi anche i premi riservati alle vetture più rappresentative dell&#8217;evento.</p>



<p>La Coppa Florio è stata assegnata alla splendida Ford T del 1912 del socio Giuseppe Corso, autentico simbolo della nascita dell&#8217;automobile moderna.</p>



<p>La Coppa Pippo Vaccari è stata conferita all&#8217;elegante Alfa Romeo 1750 del 1939 di Carmelo Pantano, esempio straordinario dell&#8217;eccellenza tecnica e stilistica italiana.</p>



<p>La prestigiosa Coppa Starabba è stata assegnata alla rara Amilcar del 1924 del socio Filippo Sagona, vettura che richiama il fascino delle grandi competizioni automobilistiche degli anni pionieristici.</p>



<p>Dopo le attività ufficiali, gli equipaggi hanno proseguito il viaggio verso Capo d&#8217;Orlando lungo la suggestiva costa tirrenica siciliana, ammirando gli spettacolari panorami delle Isole Eolie. La visita al Santuario della Madonna Nera di Tindari e alla Riserva Naturale dei Laghetti di Marinello ha concluso nel migliore dei modi un percorso ricco di emozioni, storia e bellezza.</p>



<p>La XXXI Coppa Vincenzo Florio si chiude così con un bilancio estremamente positivo, confermando il proprio prestigio nel panorama nazionale del motorismo storico. Un successo che porta la firma della Presidente Franca Laura Mancuso, anima dell&#8217;iniziativa, dell&#8217;Ing. Dino Nardiello, promotore del gemellaggio con il Club Salerno Autostoriche, e di tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell&#8217;evento.</p>



<p>Ancora una volta il nome Florio ha saputo unire persone, territori e passioni diverse, dimostrando come il motorismo storico non sia soltanto conservazione di automobili, ma anche cultura, amicizia, memoria e valorizzazione delle eccellenze italiane.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Auto, ecco gli accessori che migliorano ogni viaggio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-ecco-gli-accessori-che-migliorano-ogni-viaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 12:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[accessori auto]]></category>
		<category><![CDATA[compressore]]></category>
		<category><![CDATA[dash cam]]></category>
		<category><![CDATA[parasole]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;automobile non è più soltanto un mezzo di trasporto. Per molti rappresenta un ambiente in cui trascorrere diverse ore ogni settimana tra lavoro, viaggi e spostamenti quotidiani. Per questo motivo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;automobile non è più soltanto un mezzo di trasporto. Per molti rappresenta un ambiente in cui trascorrere diverse ore ogni settimana tra lavoro, viaggi e spostamenti quotidiani. Per questo motivo cresce l&#8217;interesse verso accessori capaci di migliorare comfort, sicurezza ed efficienza del veicolo senza necessariamente affrontare costosi interventi di modifica.</p>



<p>Molti di questi prodotti hanno costi contenuti ma possono fare la differenza nell&#8217;esperienza di guida e nella manutenzione dell&#8217;auto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dash cam: più sicurezza in caso di incidenti</h2>



<p>Tra gli accessori più richiesti degli ultimi anni figurano le dash cam, le telecamere da installare sul parabrezza che registrano continuamente ciò che accade durante la marcia. Oltre a fornire prove utili in caso di incidente o controversie assicurative, i modelli più evoluti includono sistemi di monitoraggio durante la sosta e rilevamento automatico degli urti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Supporti per smartphone e ricarica wireless</h2>



<p>Con l&#8217;utilizzo sempre più frequente di navigatori e applicazioni per il traffico, un supporto stabile per smartphone è diventato quasi indispensabile. Le soluzioni più moderne integrano la ricarica wireless, eliminando cavi e ingombri e garantendo una migliore praticità durante la guida.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Compressore portatile per pneumatici</h2>



<p>Un piccolo compressore elettrico può rivelarsi uno degli accessori più utili da tenere a bordo. Controllare regolarmente la pressione degli pneumatici migliora la sicurezza, riduce i consumi di carburante e limita l&#8217;usura delle gomme. I modelli portatili consentono di effettuare verifiche e rabbocchi in pochi minuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Avviatore di emergenza</h2>



<p>Le batterie scariche rappresentano una delle cause più comuni di fermo del veicolo. Gli avviatori portatili di nuova generazione sono compatti, facili da utilizzare e spesso integrano anche power bank, torce LED e porte USB per la ricarica di dispositivi elettronici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sensori di pressione degli pneumatici</h2>



<p>Anche per le auto che non dispongono di sistemi avanzati di monitoraggio, esistono kit aftermarket che permettono di controllare in tempo reale la pressione delle gomme. Una corretta pressione migliora la stabilità del veicolo e contribuisce a ridurre consumi ed emissioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Organizzatori per abitacolo e bagagliaio</h2>



<p>Ordine e praticità incidono direttamente sul comfort di viaggio. Organizer per sedili, vani portaoggetti modulari e sistemi per il fissaggio dei bagagli consentono di sfruttare meglio gli spazi e rendono più semplice la gestione degli oggetti durante gli spostamenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Purificatori d&#8217;aria per l&#8217;abitacolo</h2>



<p>Sempre più automobilisti scelgono dispositivi in grado di filtrare polveri sottili, pollini e cattivi odori. Particolarmente apprezzati da chi soffre di allergie o trascorre molte ore in auto, questi accessori contribuiscono a migliorare la qualità dell&#8217;aria all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Teli parasole e protezioni termiche</h2>



<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate tornano protagonisti i sistemi di protezione dal sole. I moderni teli riflettenti aiutano a mantenere temperature più basse all&#8217;interno del veicolo, riducendo il lavoro del climatizzatore e migliorando il comfort nei mesi più caldi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Piccoli investimenti, grandi vantaggi</h2>



<p>Molti degli accessori oggi disponibili sul mercato permettono di aumentare il livello di sicurezza, migliorare il comfort quotidiano e persino ridurre i costi di gestione dell&#8217;automobile. Prima di acquistare è comunque consigliabile verificare la compatibilità con il proprio veicolo e orientarsi su prodotti certificati, soprattutto quando si tratta di dispositivi elettronici o legati alla sicurezza. In molti casi, una spesa contenuta può tradursi in una guida più serena, efficiente e piacevole durante tutto l&#8217;anno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tagliando auto, perché è fondamentale per sicurezza e durata del veicolo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tagliando-auto-perche-e-fondamentale-per-sicurezza-e-durata-del-veicolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 09:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Controllo motore]]></category>
		<category><![CDATA[Filtri olio]]></category>
		<category><![CDATA[Garanzia auto]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione auto]]></category>
		<category><![CDATA[Manutenzione periodica]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tagliando dell’auto non è solo un obbligo previsto dai costruttori, ma un controllo essenziale per garantire sicurezza, efficienza e durata del veicolo. Si tratta di una manutenzione periodica programmata [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Il tagliando dell’auto non è solo un obbligo previsto dai costruttori, ma un controllo essenziale per garantire sicurezza, efficienza e durata del veicolo. Si tratta di una manutenzione periodica programmata che permette di verificare lo stato delle principali componenti meccaniche e ridurre il rischio di guasti improvvisi.</p>



<p class="p1">Il tagliando comprende in genere il controllo e la sostituzione di elementi soggetti a usura come olio motore, filtri, liquido dei freni e, a seconda dei chilometri percorsi, anche candele, cinghie e altri componenti fondamentali. L’obiettivo è mantenere l’auto nelle condizioni ottimali previste dal costruttore.</p>



<p class="p1">Secondo gli esperti del settore automobilistico, trascurare la manutenzione periodica può comportare non solo un aumento dei consumi e una riduzione delle prestazioni, ma anche danni più gravi al motore, con costi di riparazione significativamente più elevati rispetto a quelli di un normale intervento programmato.</p>



<p class="p1">Il tagliando assume inoltre un ruolo importante sul piano della sicurezza stradale. Componenti usurate o non controllate, come freni e pneumatici, possono infatti compromettere la tenuta del veicolo e aumentare il rischio di incidenti.</p>



<p class="p1">Un altro aspetto riguarda il valore dell’auto nel tempo. Un libretto dei tagliandi regolarmente aggiornato rappresenta un elemento fondamentale in caso di vendita dell’usato, perché certifica la corretta manutenzione del veicolo e ne aumenta l’affidabilità agli occhi dei potenziali acquirenti.</p>



<p class="p1">La frequenza del tagliando varia in base al modello e al tipo di motore, ma in generale viene consigliato ogni 15.000–30.000 chilometri oppure una volta all’anno, anche in caso di utilizzo limitato del mezzo.</p>



<p class="p1">Gli automobilisti sono quindi invitati a seguire attentamente le indicazioni della casa produttrice, per evitare non solo problemi tecnici ma anche la possibile perdita di garanzia in caso di mancata manutenzione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>SUV o berlina? La guida per orientarsi tra moda e praticità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/suv-o-berlina-la-guida-per-orientarsi-tra-moda-e-praticita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 11:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[suv o berlina]]></category>
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					<description><![CDATA[Per anni il SUV è stato il simbolo del cambiamento: guida alta, senso di sicurezza, immagine “premium” anche nelle versioni più accessibili. La berlina, invece, ha rappresentato l’equilibrio classico tra [...]]]></description>
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<p>Per anni il SUV è stato il simbolo del cambiamento: guida alta, senso di sicurezza, immagine “premium” anche nelle versioni più accessibili. La berlina, invece, ha rappresentato l’equilibrio classico tra comfort, efficienza e piacere di guida. Oggi la scelta tra le due non è solo estetica, ma sempre più legata all’uso reale dell’auto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">SUV: la percezione di sicurezza e la versatilità (non sempre reale)</h3>



<p>Il successo dei SUV non è un caso. Modelli come quelli di Toyota o di BMW hanno spinto questa categoria verso il grande pubblico, rendendola trasversale: compatta in città, spaziosa per la famiglia, spesso disponibile anche in versioni ibride.</p>



<p>Il punto di forza principale è la posizione di guida rialzata, che molti automobilisti associano a maggiore controllo e sicurezza. In realtà, la sicurezza dipende molto di più da telaio, sistemi ADAS e comportamento alla guida che dall’altezza da terra.</p>



<p>I limiti dei SUV emergono invece su tre fronti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>consumi generalmente più alti rispetto a una berlina equivalente</li>



<li>maggiore peso, quindi dinamica meno agile</li>



<li>ingombri che in città diventano rapidamente un problema</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Berlina: meno moda, più sostanza</h3>



<p>La berlina ha perso centralità nel mercato italiano, ma non ha perso senso. Anzi, per chi percorre molti chilometri o guida spesso in autostrada, resta spesso la soluzione più razionale.</p>



<p>I vantaggi sono concreti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aerodinamica migliore e consumi più contenuti</li>



<li>maggiore stabilità alle alte velocità</li>



<li>comfort di marcia più “pulito”, soprattutto sulle lunghe percorrenze</li>
</ul>



<p>Marchi come Mercedes-Benz hanno continuato a investire fortemente su questo segmento, mantenendo la berlina come riferimento per il comfort e la qualità di guida.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il vero punto di scelta: non la moda, ma l’uso</h3>



<p>La domanda corretta non è “SUV o berlina?”, ma “come uso l’auto ogni giorno?”.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Se vivi in città, fai tragitti brevi e vuoi versatilità familiare → il SUV ha senso</li>



<li>Se fai molta strada, autostrada o pendolarismo lungo → la berlina è spesso più efficiente</li>



<li>Se cerchi compromesso → oggi esistono crossover che colmano parzialmente il divario</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusione</h3>



<p>SUV e berline non sono in competizione diretta come una volta: sono risposte diverse a esigenze diverse. Il problema è che il mercato ha trasformato una scelta funzionale in una scelta emotiva. E quando l’emozione guida da sola, spesso si finisce per comprare un’auto più grande, più costosa e meno adatta di quanto serva davvero.</p>



<p>(Foto creata con ChatGPT Image)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le auto dimenticate che aspettano ancora qualcuno: il tempo sospeso dei motori italiani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-auto-dimenticate-che-aspettano-ancora-qualcuno-il-tempo-sospeso-dei-motori-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 18:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto abbandonate]]></category>
		<category><![CDATA[motori]]></category>
		<category><![CDATA[nardiello]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono paesi in Italia dove il tempo non passa davvero. Rallenta. Si deposita sulle persiane chiuse e sulle insegne sbiadite delle vecchie officine, ma soprattutto sulle automobili ferme nei [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono paesi in Italia dove il tempo non passa davvero. Rallenta. Si deposita sulle persiane chiuse e sulle insegne sbiadite delle vecchie officine, ma soprattutto sulle automobili ferme nei cortili e nei garage di provincia, rimaste immobili per decenni.</p>



<p>A raccontare questo universo sospeso è Dino Nardiello, che descrive un’Italia parallela fatta di vetture abbandonate: “Ci sono paesi in Italia dove il tempo non passa davvero. Rallenta. Si deposita sulle persiane chiuse, sulle insegne sbiadite delle vecchie officine e sulle automobili ferme nei cortili”.</p>



<p>“Non sono relitti. Sono frammenti d’Italia”, scrive ancora Nardiello, osservando Fiat 128, Autobianchi A112 e Alfa Romeo Alfasud rimaste ferme per anni, coperte di polvere, foglie e ricordi, in attesa silenziosa.</p>



<p>Negli anni Settanta e Ottanta, ricorda l’autore, l’automobile rappresentava molto più di un mezzo di trasporto. Era il simbolo di un riscatto personale e familiare, arrivato dopo sacrifici e lavoro: “C’era chi partiva per la Svizzera o la Germania con una valigia di cartone e tornava anni dopo con abbastanza soldi per comprare finalmente un’auto nuova”.</p>



<p>E ancora: “Per molte famiglie quella macchina rappresentava il riscatto. La domenica si lavava con cura davanti casa”.</p>



<p>Quelle vetture accompagnavano la quotidianità: “Portavano i bambini a scuola. I fidanzati al cinema. Le famiglie al mare ad agosto con il portapacchi pieno fino all’impossibile”.</p>



<p>Poi il tempo ha cambiato tutto. I figli sono cresciuti, molte famiglie si sono divise, i paesi si sono svuotati. E le auto sono rimaste lì: “Silenziose. Come se aspettassero ancora qualcuno che torni a girare la chiave”.</p>



<p>Aprire oggi una vettura rimasta chiusa per decenni significa entrare in un’altra epoca. “L’odore arriva subito: benzina vecchia, vinile, moquette umida, olio motore. È un profumo che appartiene a un’Italia scomparsa”, scrive Nardiello.</p>



<p>Tra gli oggetti ritrovati: cassette musicali, cartine stradali, monete in lire, vecchi bolli scoloriti. “Piccoli oggetti senza valore economico, ma capaci di raccontare intere esistenze”.</p>



<p>Per l’autore, il fascino di queste auto non sta nel valore collezionistico: “Ed è forse questo il vero fascino delle auto dimenticate: non la rarità, non il prezzo, non il prestigio”.</p>



<p>A volte, scrive, “emoziona più una Fiat Panda 30 consumata dal sole che una supercar perfettamente restaurata”.</p>



<p>Un approccio che oggi trova spazio anche nel mondo del motorismo storico, dove cresce l’interesse per il cosiddetto “conservato”, cioè per i veicoli mantenuti nello stato originale, con i segni del tempo ancora visibili.</p>



<p>In questo contesto, realtà come il Club Salerno Autostoriche contribuiscono alla tutela non solo dei veicoli, ma anche della memoria che custodiscono.</p>



<p>“Perché dietro ogni vettura dimenticata esiste sempre una famiglia, una strada, un’estate, una canzone, un ritorno a casa”, scrive Nardiello.</p>



<p>E forse è proprio questo il punto: “La sensazione che non sia stata dimenticata davvero. Che stia ancora aspettando. Non necessariamente un restauro. Non necessariamente un collezionista. Forse soltanto qualcuno disposto ad ascoltare la sua storia&#8221;</p>
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		<title>Stellantis punta sulle E-Car: a Pomigliano dal 2028 le nuove elettriche compatte</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/stellantis-punta-sulle-e-car-a-pomigliano-dal-2028-le-nuove-elettriche-compatte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 12:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[e-car]]></category>
		<category><![CDATA[pomigliano]]></category>
		<category><![CDATA[stellantis]]></category>
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					<description><![CDATA[Stellantis accelera sul fronte della mobilità elettrica e sceglie lo stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco per il lancio delle future E-Car, le nuove vetture compatte elettriche pensate per il mercato europeo. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Stellantis accelera sul fronte della mobilità elettrica e sceglie lo stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco per il lancio delle future E-Car, le nuove vetture compatte elettriche pensate per il mercato europeo. L’annuncio è arrivato a poche ore dalla presentazione del nuovo piano industriale del gruppo a Detroit e rappresenta uno dei punti centrali della strategia di rilancio produttivo degli impianti italiani.</p>



<p>Il progetto punta alla realizzazione di auto di piccole dimensioni, completamente elettriche, innovative e accessibili dal punto di vista economico, con un posizionamento di mercato che dovrebbe restare sotto i 15mila euro. Le prime vetture usciranno dalle linee produttive di Pomigliano nel 2028, con volumi definiti dall’azienda “significativi”.</p>



<p>L’amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa ha spiegato che il progetto E-Car nasce per rispondere alla crescente domanda europea di city car sostenibili e a basso costo. «I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche», ha dichiarato il manager, sottolineando la volontà del gruppo di rilanciare il concetto di “mobilità per tutti”.</p>



<p>Secondo quanto emerso durante il confronto con le organizzazioni sindacali, le nuove E-Car saranno sviluppate in più modelli e per diversi marchi del gruppo, utilizzando tecnologie Bev di nuova generazione e partnership industriali strategiche. Tra le ipotesi resta aperta anche una possibile collaborazione con costruttori extraeuropei, in particolare cinesi, in un segmento oggi dominato da marchi come BYD e Leapmotor.</p>



<p>I sindacati metalmeccanici accolgono con favore l’investimento su Pomigliano, considerato un passaggio fondamentale per garantire continuità occupazionale e prospettive industriali di lungo periodo. Secondo Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri, il progetto potrebbe portare a regime alla piena occupazione dello stabilimento campano, anche se permangono dubbi sui tempi di attuazione e sulle ricadute per l’indotto.</p>



<p>Il nodo principale riguarda infatti la filiera della componentistica, che i sindacati chiedono venga radicata sul territorio campano per evitare che il progetto resti limitato alla sola fase produttiva finale. La Fim di Napoli ha definito Pomigliano “l’unico stabilimento italiano con due missioni produttive già assegnate”, facendo riferimento anche alla futura evoluzione della Fiat Panda, storicamente legata allo stabilimento campano.</p>



<p>Resta invece ancora aperta la questione dello stabilimento di Cassino, per il quale Stellantis non avrebbe ancora presentato un piano operativo definitivo. I sindacati chiedono garanzie sul mantenimento di tutti i siti produttivi italiani e un confronto continuo sul futuro industriale del gruppo nel Paese.</p>



<p>Il progetto E-Car si inserisce inoltre nella strategia europea per sostenere la transizione verso la mobilità elettrica, contenere la concorrenza asiatica e rilanciare la produzione automobilistica continentale. Una sfida che potrebbe riportare l’Italia al centro della produzione di auto popolari, segmento che per decenni ha rappresentato uno dei pilastri storici dell’industria automobilistica nazionale.</p>
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		<title>ASI al Ministero dei Trasporti: il motorismo storico italiano riconosciuto patrimonio culturale d’eccellenza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/asi-al-ministero-dei-trasporti-il-motorismo-storico-italiano-riconosciuto-patrimonio-culturale-deccellenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella prestigiosa cornice del Parlamentino del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è svolta la conferenza promossa da Automotoclub Storico Italiano dal titolo “Certificare per tutelare e promuovere – [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nella prestigiosa cornice del Parlamentino del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è svolta la conferenza promossa da Automotoclub Storico Italiano dal titolo “Certificare per tutelare e promuovere – Motorismo storico italiano: il valore sociale di un patrimonio unico al mondo”.</p>



<p>L’evento ha rappresentato un importante momento istituzionale dedicato alla valorizzazione del motorismo storico italiano, settore che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale non solo sotto il profilo culturale e collezionistico, ma anche come elemento di promozione del Made in Italy, della formazione tecnica e della conservazione della memoria industriale del Paese.</p>



<p>Alla conferenza ha preso parte il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, insieme ai vertici dell’ASI e delle istituzioni coinvolte nel percorso di certificazione delle competenze tecniche. Nel corso dell’incontro sono state consegnate ai Commissari Tecnici Nazionali ASI le Certificazioni delle Competenze Accreditate Accredia, riconoscimento che sancisce ufficialmente il valore professionale e la preparazione dei tecnici impegnati quotidianamente nella tutela dei veicoli storici.</p>



<p>Tra i relatori sono intervenuti Alberto Scuro, Filippo Trifiletti, Massimo Dutto e Luigi Viceconte. Presente inoltre il Presidente di Automobile Club d&#8217;Italia, Geronimo La Russa, che ha voluto sottolineare il valore culturale e sociale della conservazione storica e della cultura motoristica italiana. Nel corso dei lavori è stato evidenziato come l’ASI abbia intrapreso un percorso innovativo e di grande rilevanza istituzionale, trasformando l’esperienza e la passione maturate in decenni di attività in una certificazione riconosciuta secondo standard nazionali e internazionali. Un passaggio fondamentale che rafforza ulteriormente la credibilità dell’intero sistema federativo e il ruolo pubblico della Federazione nella salvaguardia del patrimonio motoristico italiano.</p>



<p>Nel suo intervento, il Ministro Matteo Salvini ha espresso parole di apprezzamento per il lavoro svolto dall’ASI nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio motoristico italiano, riconoscendo alla Federazione un ruolo fondamentale nella tutela di una parte importante della storia industriale e culturale nazionale. Salvini ha ricordato alcuni importanti obiettivi già raggiunti grazie al dialogo e alla collaborazione istituzionale, tra cui il recupero e la possibilità di ristampa delle targhe storiche, provvedimento particolarmente apprezzato dagli appassionati e dai collezionisti perché consente di restituire ulteriore autenticità e prestigio ai veicoli storici conservati in condizioni di eccellenza.</p>



<p>Il Ministro si è inoltre congratulato con i Commissari Tecnici ASI che hanno intrapreso il percorso di certificazione Accredia, sottolineando come la volontà di mettersi in gioco e di ottenere una qualifica riconosciuta a livello nazionale e internazionale rappresenti un segnale di grande professionalità e serietà. Secondo Salvini, questo importante traguardo contribuisce ad amplificare ulteriormente la professionalità dell’ASI, valorizzando il ruolo delle sue Commissioni Tecniche e delle figure professionali impegnate quotidianamente nella tutela del motorismo storico italiano.</p>



<p>Il Presidente Scuro ha sottolineato come competenza, tutela e professionalità rappresentino oggi i pilastri di un comparto che non riguarda soltanto il collezionismo, ma coinvolge cultura, turismo, educazione e sviluppo del territorio. “Il motorismo storico – ha dichiarato – è uno strumento sociale e culturale capace di unire generazioni diverse, trasformando la passione in opportunità concrete per il Paese. Conservare un veicolo storico significa custodire un bene collettivo e trasmettere alle future generazioni una parte fondamentale della nostra storia industriale e sociale.”</p>



<p>Nel suo intervento il Presidente ASI ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento a tutti i club federati presenti sull’intero territorio nazionale, definiti “il motore pulsante dell’ASI”, per il lavoro quotidiano svolto nella promozione e nella tutela del motorismo storico italiano. Scuro ha evidenziato come proprio grazie all’impegno dei club sia possibile realizzare manifestazioni sempre più prestigiose e partecipate, con una crescente attenzione verso il coinvolgimento delle giovani generazioni, le iniziative solidali e l’organizzazione di eventi a basso impatto ambientale, dimostrando come il mondo dei veicoli storici possa coniugare tradizione, responsabilità sociale e sostenibilità.<br />Nel suo intervento, il Presidente ACI Geronimo La Russa ha ribadito il grande valore della conservazione storica e della cultura motoristica italiana, evidenziando come il patrimonio rappresentato dai veicoli storici costituisca una risorsa culturale, turistica ed economica di assoluta eccellenza per il Paese.<br />La Russa ha sottolineato che soltanto attraverso una collaborazione concreta e sinergica tra enti, istituzioni e associazioni sarà possibile raggiungere obiettivi sempre più importanti. “Lavorando insieme su diversi fronti – ha evidenziato – si possono realizzare grandi cose e costruire percorsi di eccellenza capaci di valorizzare il territorio, la cultura e la tradizione motoristica italiana.”</p>



<p>Il Presidente ACI ha inoltre rimarcato come la collaborazione tra ACI e ASI possa rappresentare un elemento strategico per il rilancio dell’intero comparto, favorendo nuove iniziative dedicate alla promozione culturale, al turismo motoristico, alla sicurezza stradale e alla valorizzazione dei territori attraverso eventi di qualità e manifestazioni di prestigio internazionale.</p>



<p>Nel suo intervento, il Presidente della Commissione Tecnica Auto ASI Luigi Viceconte ha voluto esprimere un sentito ringraziamento ai Commissari Tecnici per la loro disponibilità, dedizione e impegno costante nelle attività di verifica e certificazione dei veicoli storici.<br />Viceconte ha sottolineato come il risultato raggiunto rappresenti un traguardo di grande successo per l’intera struttura tecnica, frutto di professionalità, rigore e spirito di servizio. Si è inoltre congratulato con tutti i Commissari per aver affrontato con determinazione il percorso di certificazione Accredia, evidenziando come questo riconoscimento contribuisca a rafforzare ulteriormente la qualità e l’affidabilità del lavoro svolto dall’ASI nella tutela del motorismo storico italiano.</p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo di Accredia, ente unico nazionale di accreditamento designato dal Governo italiano, che garantisce trasparenza e affidabilità nei processi di certificazione delle competenze. Un sistema che conferisce ulteriore professionalità ai tecnici ASI e alle commissioni impegnate nelle attività di verifica, catalogazione e tutela dei mezzi storici. Presente alla celebrazione, in rappresentanza della provincia di Salerno, anche Dino Nardiello, presidente del Club Salerno Autostoriche, che ha espresso grande soddisfazione per il prestigioso riconoscimento ottenuto dall’ASI e dalle sue Commissioni Tecniche. L’ing.Nardiello ha evidenziato come questo importante traguardo attribuisca ulteriore lustro alla Federazione e valorizzi il lavoro svolto quotidianamente dai club federati presenti su tutto il territorio nazionale. Ha inoltre ricordato il grande impegno dei club feferati nel promuovere la cultura della conservazione, della sicurezza e della salvaguardia del motorismo storico, coinvolgendo giovani, appassionati e istituzioni locali in attività culturali, formative e sociali.<br />Secondo Nardiello, il ruolo dei club territoriali è oggi fondamentale per mantenere viva la memoria tecnica e culturale dell’automobile e della motocicletta storica italiana, trasformando i veicoli d’epoca non soltanto in oggetti da collezione, ma in autentici strumenti di divulgazione storica, identità territoriale e aggregazione sociale.</p>



<p>L’incontro al Ministero ha quindi confermato la crescente attenzione delle istituzioni verso il mondo del motorismo storico, riconosciuto sempre più come un patrimonio unico al mondo, capace di generare cultura, economia e valorizzazione del territorio attraverso competenze certificate, professionalità e passione.</p>
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		<item>
		<title>Filiera auto, OMR Automotive certificata per la Parità di Genere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/filiera-auto-omr-automotive-certificata-per-la-parita-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 11:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione parità di genere]]></category>
		<category><![CDATA[filera auto]]></category>
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					<description><![CDATA[OMR Automotive, azienda nel campo della componentistica automotive, ha ottenuto la certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022, rilasciata da ICIM a seguito di un processo di valutazione indipendente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>OMR Automotive, azienda nel campo della componentistica automotive, ha ottenuto la certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022, rilasciata da ICIM a seguito di un processo di valutazione indipendente che ha attestato la solidità e l’efficacia del sistema di gestione adottato dal Gruppo. “Il riconoscimento- si legge in una nota- certifica l’impegno concreto di OMR nel promuovere un ambiente di lavoro equo, inclusivo e rispettoso, confermando la capacità dell’azienda di tradurre princìpi quali parità di genere, valorizzazione delle persone e inclusione in azioni misurabili e strutturate”.</p>



<p><strong>“IL CAPITALE UMANO, ELEMENTO CENTRALE”</strong></p>



<p>La certificazione si inserisce in un percorso più ampio di sviluppo organizzativo e culturale, che vede OMR impegnata nel rafforzare modelli gestionali orientati alla responsabilità, alla trasparenza e alla crescita sostenibile. In questo contesto, il capitale umano rappresenta “un elemento centrale: il Gruppo conta oggi collaboratori provenienti da 47 nazionalità diverse, un patrimonio di competenze e prospettive che contribuisce in modo concreto all’innovazione e alla competitività aziendale”.</p>



<p>Particolare rilevanza assume la componente femminile, che in un settore tradizionalmente caratterizzato da una presenza limitata, trova in OMR uno spazio crescente e qualificato, incidendo in maniera significativa sui risultati e sullo sviluppo dell’organizzazione.</p>



<p><strong>“NON UN PUNTO DI ARRIVO, MA UN IMPORTANTE PASSO IN AVANTI”</strong></p>



<p>“Questo traguardo rappresenta una conferma del percorso intrapreso e, al tempo stesso, uno stimolo a proseguire con determinazione- sottolinea il Presidente di OMR Automotive, Cav. Marco Bonometti– L’obiettivo è continuare a rafforzare un ambiente di lavoro capace di valorizzare il merito, promuovere l’inclusione e sostenere una crescita condivisa e duratura”.</p>



<p>La certificazione, valida fino al 2029, non costituisce dunque un punto di arrivo, ma un “ulteriore passo in un percorso evolutivo, che pone le persone al centro delle strategie di sviluppo del Gruppo”, conclude la nota.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In viaggio su due ruote? Ecco cosa non dovrebbe mai mancare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/in-viaggio-su-due-ruote-ecco-cosa-non-dovrebbe-mai-mancare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 16:30:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[accessori utili]]></category>
		<category><![CDATA[due ruote]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la bella stagione cresce la voglia di rimettersi in sella per una gita fuori porta, un percorso panoramico o qualche ora di libertà tra curve e paesaggi. Che si [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con la bella stagione cresce la voglia di rimettersi in sella per una gita fuori porta, un percorso panoramico o qualche ora di libertà tra curve e paesaggi. Che si tratti di mare, montagna o piccoli borghi dell’entroterra, partire preparati è il modo migliore per godersi davvero la giornata senza trasformare un imprevisto in un problema.</p>



<p>Non serve riempire borse e bauletti: bastano attenzione, organizzazione e alcuni accessori davvero utili per viaggiare in sicurezza e con maggiore serenità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’abbigliamento giusto fa la differenza</h2>



<p>La prima regola per chi viaggia in moto resta sempre la sicurezza. Anche nei tragitti brevi non dovrebbero mai mancare casco omologato, guanti, giacca tecnica con protezioni e scarpe adatte alla guida.</p>



<p>Molti motociclisti, soprattutto nei mesi più caldi, tendono a sottovalutare il tema dell’abbigliamento. In realtà basta una caduta a bassa velocità o un improvviso cambio di temperatura per capire quanto sia importante essere equipaggiati nel modo corretto.</p>



<p>Una giacca traforata può essere ideale in estate, ma è sempre consigliabile avere con sé anche uno strato antivento leggero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tuta antipioggia: l’accessorio che salva la giornata</h2>



<p>Tra gli oggetti più utili da tenere nel bauletto c’è senza dubbio la tuta antipioggia. Occupa poco spazio, pesa poco e spesso fa la differenza tra continuare il viaggio serenamente o rientrare in condizioni difficili.</p>



<p>Soprattutto nelle aree montane o nelle mezze stagioni, il tempo può cambiare rapidamente. Restare asciutti significa mantenere comfort, concentrazione e sicurezza durante la guida.</p>



<p>Molti motociclisti esperti la considerano ormai indispensabile anche nelle uscite brevi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Controlli prima di partire</h2>



<p>Prima di accendere il motore conviene dedicare qualche minuto ai controlli essenziali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pressione degli pneumatici;</li>



<li>livello dell’olio;</li>



<li>luci e frecce;</li>



<li>carburante;</li>



<li>stato della catena;</li>



<li>batteria e freni.</li>
</ul>



<p>Sono verifiche rapide ma importanti, soprattutto dopo lunghi periodi di fermo della moto.</p>



<p>Da controllare anche documenti, assicurazione e patente. Una copia digitale sul telefono può essere utile in caso di necessità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa mettere nello zaino o nel bauletto</h2>



<p>Viaggiare leggeri è importante, ma alcuni accessori possono davvero tornare utili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>power bank per smartphone e navigatore;</li>



<li>bottiglia d’acqua;</li>



<li>caricatore USB;</li>



<li>kit di pronto soccorso;</li>



<li>salviette e fazzoletti;</li>



<li>spray ripara gomme o kit emergenza pneumatici;</li>



<li>occhiali da sole;</li>



<li>supporto per smartphone.</li>
</ul>



<p>Chi percorre molti chilometri spesso aggiunge anche un piccolo kit di attrezzi essenziali per le emergenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dashcam e action cam: sempre più diffuse tra i motociclisti</h2>



<p>Negli ultimi anni molti motociclisti hanno iniziato a utilizzare dashcam o action cam fissate al casco o alla moto. Non servono soltanto per registrare paesaggi e viaggi: in caso di incidente o contestazioni possono diventare strumenti utili per ricostruire quanto accaduto.</p>



<p>I modelli più recenti sono compatti, resistenti alla pioggia e con una buona autonomia. Per chi viaggia spesso o percorre strade trafficate rappresentano un accessorio sempre più apprezzato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pianificare il percorso aiuta a viaggiare meglio</h2>



<p>Una delle cose più utili prima di partire è controllare il tragitto. Sapere dove si trovano distributori, aree di sosta o eventuali cantieri permette di evitare stress inutili.</p>



<p>Nei weekend primaverili ed estivi molte strade panoramiche diventano particolarmente frequentate. Partire presto al mattino può rendere il viaggio più piacevole, con temperature migliori e meno traffico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il bello della moto è godersi la strada</h2>



<p>Per chi ama le due ruote, il viaggio non è solo la destinazione. È il percorso, la libertà, la possibilità di fermarsi davanti a un panorama o scoprire una strada secondaria.</p>



<p>Prepararsi nel modo giusto non significa rinunciare all’avventura, ma vivere la giornata con maggiore tranquillità. Perché il vero lusso, quando si viaggia in moto, è tornare a casa stanchi ma rilassati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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