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	<title>Auto &amp; Moto | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Oct 2026 11:03:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Alla guida di auto e moto, gli errori che possono costare caro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/alla-guida-di-auto-e-moto-gli-errori-che-possono-costare-caro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[errori alla guida]]></category>
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					<description><![CDATA[Distrazione, velocità eccessiva e mancato rispetto della precedenza sono tra i comportamenti più pericolosi alla guida e tra i principali fattori associati agli incidenti stradali. Errori che possono avere conseguenze [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Distrazione, velocità eccessiva e mancato rispetto della precedenza sono tra i comportamenti più pericolosi alla guida e tra i principali fattori associati agli incidenti stradali. Errori che possono avere conseguenze gravi sia per chi viaggia in auto sia per chi si sposta in moto, con rischi ancora maggiori per gli utenti più vulnerabili della strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli sbagli più comuni è <strong>distrarsi al volante o alla guida della moto</strong>. L&#8217;uso del cellulare, l&#8217;attenzione rivolta al navigatore o una semplice perdita di concentrazione possono compromettere la capacità di reagire tempestivamente a un ostacolo o a una frenata improvvisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro fattore determinante è la <strong>velocità non adeguata alle condizioni della strada</strong>. Procedere troppo velocemente riduce il tempo a disposizione per reagire e aumenta lo spazio necessario per fermarsi. Il rischio cresce in presenza di pioggia, asfalto scivoloso, scarsa visibilità, curve e traffico intenso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente pericoloso è anche il mancato rispetto delle precedenze e dei semafori. Imboccare un incrocio senza controllare, passare con il rosso o non accorgersi di un veicolo in arrivo può provocare collisioni anche molto gravi. A questi comportamenti si aggiungono i sorpassi azzardati, i cambi di corsia senza un controllo adeguato e il mancato rispetto della distanza di sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi guida una moto, inoltre, esistono rischi specifici legati alla maggiore vulnerabilità del mezzo. I motociclisti possono risultare meno visibili agli automobilisti, soprattutto negli angoli ciechi, e sono maggiormente esposti alle conseguenze di una caduta o di un impatto. Per questo è fondamentale prestare attenzione agli incroci, affrontare le curve a velocità adeguata e utilizzare sempre il casco e le protezioni previste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non vanno sottovalutati neppure la stanchezza, la guida sotto l&#8217;effetto di alcol o sostanze stupefacenti e le condizioni del veicolo. Pneumatici usurati, freni non efficienti e una manutenzione trascurata possono aumentare ulteriormente i rischi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prevenzione passa quindi da comportamenti semplici ma essenziali: mantenere alta l&#8217;attenzione, rispettare i limiti di velocità e le precedenze, conservare la giusta distanza dagli altri veicoli e non mettersi alla guida quando le proprie condizioni psicofisiche non lo consentono. In strada, infatti, anche un errore di pochi secondi può avere conseguenze irreversibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Rottamazione-quinquies, via da oggi alle domande per bollo auto e multe</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rottamazione-quinquies-via-da-oggi-alle-domande-per-bollo-auto-e-multe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[bollo auto]]></category>
		<category><![CDATA[multe]]></category>
		<category><![CDATA[Rottamazione quinquies]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuova opportunità per gli automobilisti con vecchie cartelle esattoriali. Dal 16 ottobre è possibile presentare domanda per la Rottamazione-quinquies degli enti territoriali, che può riguardare anche il bollo auto non [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nuova opportunità per gli automobilisti con vecchie cartelle esattoriali. Dal 16 ottobre è possibile presentare domanda per la <strong>Rottamazione-quinquies degli enti territoriali</strong>, che può riguardare anche il bollo auto non pagato e le multe stradali, oltre ad altri tributi locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura interessa i debiti affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, ma soltanto se il Comune, la Regione o l&#8217;ente creditore ha deliberato l&#8217;adesione alla definizione agevolata. Sono circa 1.500 le amministrazioni coinvolte. Restano esclusi i tributi gestiti direttamente dagli enti o affidati a concessionari privati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali somme si possono risparmiare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La rottamazione consente di pagare il capitale residuo senza gli interessi e le sanzioni comprese nei carichi, gli interessi di mora e l&#8217;aggio, fermo restando il pagamento delle eventuali spese esecutive e dei diritti di notifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le multe stradali, lo sconto riguarda invece gli interessi, comprese le maggiorazioni, e l&#8217;aggio: <strong>l&#8217;importo originario della sanzione resta da pagare</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come presentare la domanda</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per verificare se le proprie cartelle sono ammesse, è possibile richiedere il prospetto informativo sul sito ufficiale di Agenzia delle entrate-Riscossione, nella sezione dedicata alla «Definizione agevolata (Rottamazione-quinquies enti territoriali)».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento è richiedibile sia dall&#8217;area riservata, con Spid, Cie o Cns, sia dall&#8217;area pubblica, allegando un documento di riconoscimento. Una volta verificati i debiti ammissibili, la domanda di adesione dovrà essere inviata online <strong>entro il 15 dicembre 2026</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pagamenti dal 2027: le scadenze</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Agenzia comunicherà le somme dovute entro il 28 febbraio 2027. Il pagamento potrà avvenire in un&#8217;unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure a rate, fino a un massimo di <strong>54 rate bimestrali</strong>, ciascuna di almeno 100 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione alle scadenze: la mancata corresponsione della rata unica, di due rate anche non consecutive o dell&#8217;ultima rata comporta la perdita dei benefici della definizione agevolata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di presentare la richiesta, è quindi fondamentale controllare che il proprio debito rientri tra quelli ammessi e che l&#8217;ente creditore abbia aderito alla misura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per informazioni e per accedere al servizio è disponibile il sito ufficiale di Agenzia delle entrate-Riscossione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bonus retrofit, per 2027 stanziati 5 milioni: fino a 800 euro per convertire l’auto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/bonus-retrofit-per-2027-stanziati-5-milioni-fino-a-800-euro-per-convertire-lauto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 10:34:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[bonus retrofit]]></category>
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					<description><![CDATA[Risparmiare sui costi di utilizzo dell’auto senza doverne acquistare una nuova. È questa la possibilità offerta dal bonus retrofit GPL e metano, il contributo statale destinato alla conversione delle vetture [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Risparmiare sui costi di utilizzo dell’auto senza doverne acquistare una nuova. È questa la possibilità offerta dal bonus retrofit GPL e metano, il contributo statale destinato alla conversione delle vetture usate verso sistemi di alimentazione alternativi. La misura, prevista dal DPCM del 10 giugno 2026, comprende anche il 2027, anno per il quale sono stati stanziati 5 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incentivo può arrivare a 800 euro per singolo intervento e punta a ridurre la spesa necessaria per installare un impianto a gas su un veicolo già in circolazione. Per chi sta valutando questa soluzione, il prossimo anno rappresenta quindi un’ulteriore annualità prevista dal programma di finanziamento, fermo restando che l’accesso al contributo dipende dalle regole applicabili e dalla disponibilità delle risorse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto spetta per GPL e metano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’importo del bonus varia in base al tipo di alimentazione scelto. Per la conversione a GPL sono previsti 400 euro, mentre per l’installazione di un impianto a metano il contributo sale a 800 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La somma viene riconosciuta direttamente sotto forma di sconto sul prezzo dell’intervento. Non è quindi il proprietario dell’auto a ricevere un bonifico dallo Stato: la procedura viene gestita dall’installatore, che prenota il contributo attraverso la piattaforma Ecobonus prima di avviare i lavori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il beneficio riduce il costo a carico dell’automobilista, ma non copre necessariamente l’intera spesa per la conversione. L’importo effettivo da pagare dipende dal prezzo dell’impianto e dell’installazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nel 2027 il fondo sale a 5 milioni di euro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La programmazione finanziaria del bonus prevede uno stanziamento di 4 milioni di euro per il 2026. Per il 2027 le risorse aumentano a 5 milioni di euro, importo confermato anche per il 2028 e il 2029. Nel 2030, invece, il fondo previsto sarà pari a un milione di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contributo rientra nel Fondo automotive 2026-2030 e non prevede una ripartizione preventiva delle risorse tra gli impianti GPL e quelli a metano. Le prenotazioni sono legate alla disponibilità dei fondi: il possesso dei requisiti, pertanto, non garantisce automaticamente l’erogazione del bonus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi intende effettuare la conversione nel 2027 sarà importante verificare le indicazioni operative e la disponibilità delle risorse prima di procedere con l’intervento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali auto possono accedere al contributo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’agevolazione è destinata ai veicoli usati di categoria M1, cioè le autovetture omologate per il trasporto di persone con un massimo di otto posti oltre al conducente. Al momento della conversione, il mezzo deve essere alimentato esclusivamente a benzina o a gasolio e avere una classe ambientale almeno Euro3.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono ammessi sia i proprietari persone fisiche sia quelli persone giuridiche, con l’esclusione delle imprese che commerciano veicoli della stessa categoria per la quale viene richiesto il contributo. Non possono invece beneficiare del bonus le vetture già alimentate a GPL o metano, quelle già convertite e i veicoli elettrici, a idrogeno o ibridi elettrici o a idrogeno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impianto da installare deve essere nuovo e omologato secondo la normativa nazionale oppure in conformità al regolamento ONU n. 115. L’acquisto, l’installazione e il collaudo devono inoltre rispettare le condizioni temporali previste dalla disciplina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come ottenere il bonus</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La richiesta non deve essere presentata direttamente dal proprietario al ministero. È l’installatore a occuparsi della prenotazione sulla piattaforma Ecobonus e ad applicare lo sconto al cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la prenotazione, la procedura deve essere completata entro 120 giorni, secondo le disposizioni operative indicate per la misura. È inoltre prevista l’esclusione per i veicoli che abbiano già beneficiato dell’Ecobonus, come specificato nelle regole del programma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contributo non richiede la rottamazione dell’auto e consente quindi di valutare la conversione del proprio veicolo senza sostituirlo. Per il 2027, tuttavia, sarà necessario verificare le modalità operative previste per l’annualità e accertarsi che siano ancora disponibili le risorse necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con uno stanziamento programmato di 5 milioni di euro, il bonus retrofit proseguirà anche nel prossimo anno, offrendo un sostegno economico a chi possiede un’auto a benzina o diesel compatibile con i requisiti e intende convertirla a GPL o metano.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Auto usate, in Campania il mercato tiene e i prezzi scendono</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-usate-in-campania-il-mercato-tiene-e-i-prezzi-scendono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 11:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[auto usate]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[mercato auto]]></category>
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					<description><![CDATA[L’usato continua a occupare un ruolo centrale nelle scelte degli automobilisti italiani e campani. Secondo l’Osservatorio AutoScout24, tra gennaio e agosto 2026 il mercato regionale ha registrato 187.716 passaggi di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’usato continua a occupare un ruolo centrale nelle scelte degli automobilisti italiani e campani. Secondo l’<strong>Osservatorio AutoScout24</strong>, tra gennaio e agosto 2026 il mercato regionale ha registrato <strong>187.716 passaggi di proprietà al netto delle minivolture</strong>, con una crescita che è rimasta stabile rispetto allo stesso periodo del 2025 (fonte ACI).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una centralità che emerge anche guardando al quadro nazionale: considerando complessivamente nuove immatricolazioni e passaggi di proprietà netti, secondo l’elaborazione di <strong>AutoScout24 su dati ACI e UNRAE, l’usato rappresenta oggi il 64,7% degli acquisti complessivi</strong>, rispetto a circa il <strong>60% di dieci anni fa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rafforzare questo scenario sono anche le intenzioni d’acquisto per i prossimi mesi: <strong>tre automobilisti su quattro (75%) dichiarano infatti di orientarsi verso una vettura di seconda mano</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte dei prezzi, inoltre, in Campania prosegue la fase di ridimensionamento: rispetto allo stesso periodo del 2025, il valore medio delle auto usate in vendita nella regione è sceso del <strong>3,8%</strong>, attestandosi a circa <strong>19.260€.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda le alimentazioni, <strong>diesel (46%)</strong> e <strong>benzina (31%)</strong> si confermano le soluzioni più richieste. Più contenuto l’interesse per <strong>l’elettrico (3%)</strong>, che fatica ancora a guadagnare terreno, anche a causa di esigenze degli automobilisti non pienamente soddisfatte e dei limiti legati all’autonomia delle batterie. Maggiore, invece, l’interesse dell’<strong>ibrido</strong>, scelto dal <strong>13%</strong> degli utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bollo auto 2027: crescono le ricerche con filtro fino a 80 kW</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle intenzioni d’acquisto si affianca un segnale emerso dalle ricerche online dopo l’<strong>annuncio del Governo </strong>sul bollo auto. Secondo un’analisi del Centro Studi AutoScout24, tra il 17 e il 22 settembre le ricerche web effettuate impostando nei filtri di ricerca una <strong>potenza massima di 80 kW</strong> sono aumentate considerevolmente rispetto al 10–15 settembre. Il 16 settembre, giorno dell’annuncio, è escluso da entrambi i periodi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le marche selezionate nelle ricerche, gli incrementi maggiori riguardano Volkswagen, Fiat, Audi, Mercedes-Benz e Toyota; tra i modelli guidano <strong>Dacia Duster, Audi A1, Renault Clio, Volkswagen T-Cross e Fiat 500X</strong>. Milano e Roma registrano i maggiori aumenti di utenti localizzati nelle rispettive città, seguite da Bologna, Torino e Napoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Andamento dei passaggi di proprietà a livello territoriale</strong><br>Nel 2026, secondo l’elaborazione di AutoScout24 su dati ACI, <strong>Napoli</strong> si conferma la prima provincia della Campania per numero di passaggi di proprietà netti, con 89.666 atti, nonostante una flessione dello 0,8% rispetto al 2025. Seguono <strong>Salerno</strong> con 39.650 passaggi (+2,5%) e <strong>Caserta</strong> con 33.412 atti (-0,4%). Prosegue la graduatoria <strong>Avellino</strong>, che registra 14.780 passaggi (-0,5%), mentre <strong>Benevento</strong> chiude la regione con 10.208 atti (+0,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le auto e i segmenti più richiesti. Cosa cercheranno i campani nei prossimi mesi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel periodo gennaio-agosto 2026, in Campania, la <strong>Fiat Panda</strong> si conferma il modello più richiesto in assoluto. Guardando invece alle alimentazioni alternative, tra le <strong>ibride</strong> primeggia la <strong>Fiat Panda Hybrid</strong>, mentre tra le <strong>elettriche</strong> la preferenza va alla <strong>500E</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Segmenti preferiti: SUV sempre al primo posto, seguono berline e city car.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando alle intenzioni d’acquisto per i prossimi quattro mesi, i <strong>SUV </strong>si confermano la tipologia più desiderata, con il<strong> 58% </strong>delle preferenze. Seguono le <strong>berline (29%)</strong> e le <strong>city car (27%)</strong>, scelte da oltre un automobilista su quattro. Più contenuto l’interesse per <strong>monovolume (18%)</strong> e <strong>station wagon (16%)</strong>, mentre coupé e cabrio restano una scelta di nicchia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>17.000 euro di budget, con la sicurezza al primo posto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il budget destinato all’acquisto di un’auto usata si attesta oggi intorno ai <strong>17.000 euro</strong>, confermando una disponibilità di spesa significativa da parte degli automobilisti, seppur più contenuta rispetto ai 20.000 euro rilevati un anno fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte delle dotazioni, la priorità è soprattutto la sicurezza: <strong>l’82% considera irrinunciabili i dispositivi di sicurezza attiva</strong>. Seguono gli <strong>elementi funzionali (38%)</strong>, i <strong>sistemi di assistenza alla guida (35%)</strong> e l’<strong>infotainment (35%)</strong>, mentre il <strong>23%</strong> indica tra le caratteristiche desiderate il cambio automatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sergio Lanfranchi, Centro Studi AutoScout24, afferma</strong>: <em>“Il mercato dell’usato riflette sempre più da vicino le trasformazioni che stanno interessando l’intero settore automotive e, più in generale, le abitudini degli automobilisti. Nei primi otto mesi del 2026 il diesel si conferma ancora l’alimentazione preferita ma il nostro Osservatorio sulle intenzioni di acquisto mostra i primi segnali di cambiamento: l’interesse verso questa motorizzazione si riduce, probabilmente anche per effetto dell’aumento dei costi del carburante e delle limitazioni alla circolazione che riguardano i diesel più datati in diversi territori. Sarà importante capire quanto queste intenzioni si tradurranno poi in scelte effettive. Parallelamente, cresce l’attenzione verso i nuovi brand, in particolare quelli orientali, che oggi hanno ancora un peso contenuto nel mercato dell’usato. Con un’offerta sempre più ampia e una presenza crescente nel mercato del nuovo, è facile immaginare che nei prossimi anni questi brand possano diventare sempre più presenti anche nell’usato, offrendo agli automobilisti nuove alternative tra cui scegliere.”</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vuoi vendere auto o moto? Ecco come stabilire il prezzo giusto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vuoi-vendere-auto-o-moto-ecco-come-stabilire-il-prezzo-giusto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 15:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto e moto]]></category>
		<category><![CDATA[come valutare l'usato]]></category>
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					<description><![CDATA[Stabilire il prezzo di un&#8217;auto o di una moto usata non significa semplicemente guardare quanto costava da nuova e togliere qualche migliaio di euro. Età, chilometraggio, allestimento, condizioni, manutenzione, domanda [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stabilire il prezzo di un&#8217;auto o di una moto usata non significa semplicemente guardare quanto costava da nuova e togliere qualche migliaio di euro.</strong> Età, chilometraggio, allestimento, condizioni, manutenzione, domanda del mercato e modalità di vendita possono cambiare sensibilmente il valore di un veicolo. Ecco come orientarsi e quali riferimenti utilizzare per arrivare a una valutazione realistica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da dove si parte per valutare un usato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo dato da considerare è, naturalmente, il <strong>modello esatto</strong>. Non basta sapere che si tratta, per esempio, di una Volkswagen Golf o di una Yamaha MT-07: bisogna individuare anno di immatricolazione, motore, potenza, alimentazione, cambio, versione e soprattutto allestimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche all&#8217;interno dello stesso modello possono esserci differenze di prezzo importanti tra una versione base e una più ricca di dotazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un&#8217;auto è quindi utile avere a disposizione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>marca e modello;</li>



<li>anno di prima immatricolazione;</li>



<li>versione e allestimento;</li>



<li>motorizzazione e potenza;</li>



<li>alimentazione;</li>



<li>tipo di cambio;</li>



<li>chilometraggio;</li>



<li>numero di proprietari;</li>



<li>stato della carrozzeria e degli interni;</li>



<li>dotazioni e optional;</li>



<li>storico dei tagliandi e degli interventi;</li>



<li>eventuali incidenti o riparazioni importanti;</li>



<li>stato di pneumatici, freni e altri componenti soggetti a usura.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per una moto vanno aggiunti elementi particolarmente importanti come <strong>accessori, scarico, borse, parabrezza, elettronica, eventuali modifiche, utilizzo in pista e stato di gomme, catena, corona e pignone</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esiste un &#8220;prezzo ufficiale&#8221; dell&#8217;usato?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste un unico valore ufficiale valido per qualsiasi veicolo. Esistono però <strong>quotazioni e banche dati di riferimento</strong> che possono aiutare a stabilire un valore indicativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, tra i riferimenti storicamente utilizzati nel settore ci sono le quotazioni <strong>Eurotax</strong>, diffuse attraverso operatori professionali e tradizionalmente impiegate per determinare valori indicativi dei veicoli usati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro riferimento molto conosciuto è <strong>Quattroruote</strong>, che pubblica quotazioni e strumenti di valutazione dell&#8217;usato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste indicazioni sono utili, ma non devono essere considerate automaticamente come il prezzo al quale il veicolo verrà effettivamente venduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motivo è semplice: <strong>una quotazione è un punto di partenza, mentre il mercato reale è il punto di arrivo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quotazione e prezzo di vendita non sono la stessa cosa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È uno degli errori più frequenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un conto è il valore indicativo attribuito a un veicolo da una banca dati; un altro è il prezzo richiesto da un privato in un annuncio; un altro ancora è il prezzo che un concessionario può essere disposto a riconoscere per ritirarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna quindi distinguere almeno tre concetti:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Valore di mercato:</strong> quanto può ragionevolmente valere il veicolo in una determinata situazione di mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzo richiesto:</strong> la cifra pubblicata nell&#8217;annuncio. Può essere superiore al prezzo al quale il venditore è realmente disposto a concludere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Valore di ritiro:</strong> quanto può offrire un professionista per acquistare o ritirare il mezzo, tenendo conto dei costi di ricondizionamento, dei rischi e del margine necessario per la successiva rivendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo non è corretto confrontare direttamente la propria auto con il prezzo di ritiro proposto da un concessionario e concludere che &#8220;mi stanno valutando troppo poco&#8221;: sono valori che rispondono a esigenze economiche differenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il metodo più efficace: quotazione più confronto con il mercato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per arrivare a una cifra credibile conviene utilizzare <strong>due livelli di verifica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo è la quotazione di riferimento. Serve a capire l&#8217;ordine di grandezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo è il confronto con gli annunci di veicoli realmente comparabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La parola importante è proprio <strong>comparabili</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non basta cercare lo stesso modello. Bisogna confrontare, per quanto possibile, vetture o moto con:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>stessa generazione;</li>



<li>anno simile;</li>



<li>motore analogo;</li>



<li>chilometraggio vicino;</li>



<li>allestimento equivalente;</li>



<li>condizioni paragonabili;</li>



<li>dotazioni simili;</li>



<li>area geografica compatibile.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se dieci esemplari dello stesso modello vengono proposti a prezzi compresi, per esempio, tra 12.000 e 14.000 euro, un veicolo con pochi chilometri, manutenzione documentata e dotazione particolarmente ricca potrebbe collocarsi nella parte alta dell&#8217;intervallo. Un esemplare con molti chilometri, pneumatici da sostituire e lavori imminenti dovrebbe invece essere valutato diversamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Attenzione, però:</strong> gli annunci rappresentano prezzi richiesti, non necessariamente prezzi finali di vendita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il chilometraggio conta, ma non è tutto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dire che &#8220;meno chilometri significa automaticamente più valore&#8221; è una semplificazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il chilometraggio incide, ma deve essere interpretato insieme all&#8217;età e alla manutenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;auto di dieci anni con 80.000 chilometri e uno storico manutentivo completo può risultare più interessante di un esemplare con 55.000 chilometri ma manutenzione poco documentata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso vale per le moto. Una percorrenza contenuta può essere un elemento positivo, ma una moto utilizzata pochissimo e rimasta ferma per lunghi periodi può comunque richiedere controlli e interventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, <strong>non conta soltanto quanti chilometri sono stati percorsi, ma come è stato mantenuto il veicolo durante la sua vita</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La manutenzione documentata può fare la differenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fatture, ricevute, libretti dei tagliandi e documentazione degli interventi sono elementi che aumentano la trasparenza della compravendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di una storia manutentiva verificabile permette al potenziale acquirente di avere maggiori informazioni sulle condizioni del mezzo e riduce l&#8217;incertezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche interventi recenti possono essere valorizzati, ma con una precisazione: <strong>aver speso 2.000 euro per riparare un veicolo non significa automaticamente che il suo valore di mercato aumenti di 2.000 euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manutenzione serve soprattutto a mantenere il veicolo in condizioni vendibili e a evitare che il prezzo debba essere ridotto per lavori imminenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Optional e accessori: attenzione a non sommare semplicemente le spese</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro errore comune consiste nel calcolare il prezzo partendo dal valore dell&#8217;usato e aggiungendo il costo di tutti gli optional acquistati negli anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non funziona così.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un optional originale particolarmente richiesto può avere un effetto positivo sulla rivendibilità. Altri accessori, invece, possono avere un valore residuo molto più basso rispetto al prezzo pagato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo delle moto il problema è ancora più evidente: scarichi, portatarga, leve, cupolini, borse, sospensioni e altri componenti possono essere apprezzati da alcuni acquirenti e completamente ignorati da altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando possibile, è quindi utile conservare <strong>anche i componenti originali</strong>, soprattutto se il mezzo è stato modificato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Auto e moto non si valutano esattamente allo stesso modo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I principi generali sono gli stessi, ma alcuni fattori pesano diversamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso delle <strong>auto</strong>, possono incidere molto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>alimentazione e motorizzazione;</li>



<li>cambio;</li>



<li>allestimento;</li>



<li>sistemi di assistenza alla guida;</li>



<li>infotainment;</li>



<li>numero di proprietari;</li>



<li>storico degli incidenti;</li>



<li>stato di carrozzeria e interni;</li>



<li>manutenzione;</li>



<li>pneumatici;</li>



<li>eventuali vincoli o costi di gestione percepiti dal mercato.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per le <strong>moto</strong>, invece, assumono spesso un peso particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>cilindrata e categoria;</li>



<li>versione;</li>



<li>chilometraggio;</li>



<li>stato di gomme e trasmissione;</li>



<li>eventuali cadute;</li>



<li>modifiche;</li>



<li>accessori;</li>



<li>manutenzione;</li>



<li>utilizzo stradale o sportivo;</li>



<li>stagionalità della domanda.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;ultimo fattore può essere particolarmente evidente nel mercato motociclistico: il momento dell&#8217;anno può influenzare il numero di potenziali acquirenti e quindi la facilità di vendita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come capire se il prezzo che abbiamo in mente è troppo alto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un buon sistema consiste nel chiedersi: <strong>&#8220;Se fossi l&#8217;acquirente, perché dovrei scegliere proprio questo veicolo a questo prezzo?&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un&#8217;auto viene proposta a 16.500 euro mentre molti esemplari comparabili sono pubblicizzati a 14.500-15.000, devono esserci motivi concreti che giustifichino la differenza: meno chilometri, versione superiore, condizioni eccezionali, manutenzione recente o dotazioni particolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altrimenti il prezzo rischia semplicemente di rallentare la vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche un prezzo troppo basso, però, può essere controproducente: può far pensare a problemi nascosti oppure lasciare inutilmente denaro sul tavolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo non dovrebbe quindi essere <strong>&#8220;chiedere il più possibile&#8221;</strong>, ma individuare un prezzo coerente con il mercato e con le condizioni reali del mezzo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trucco degli annunci: guardare anche quelli che non vengono venduti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un aspetto che spesso sfugge a chi valuta privatamente il proprio veicolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le piattaforme mostrano soprattutto <strong>ciò che viene messo in vendita</strong>, non ciò che viene effettivamente venduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un annuncio può rimanere online per settimane o mesi proprio perché il prezzo è fuori mercato. Prenderlo come riferimento senza considerare il tempo di permanenza può quindi portare a una valutazione eccessivamente ottimistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È più utile osservare un insieme di annunci, eliminare gli esemplari palesemente fuori scala e individuare una fascia di prezzo ricorrente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prima di pubblicare l&#8217;annuncio, bisogna &#8220;prezzare&#8221; anche i difetti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un graffio superficiale e un problema meccanico non hanno lo stesso peso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quindi utile distinguere tra:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Difetti estetici:</strong> graffi, piccoli segni, usura degli interni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Usura ordinaria:</strong> pneumatici, freni, batteria, trasmissione della moto e altri componenti soggetti a consumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Problemi importanti:</strong> guasti meccanici, elettronici, danni strutturali o incidenti rilevanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un acquirente esperto tenderà a tenere conto dei costi che dovrà sostenere dopo l&#8217;acquisto. Se un veicolo necessita immediatamente di 1.000 euro di lavori, difficilmente potrà essere confrontato alla pari con un esemplare analogo appena tagliandato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Documenti e verifiche prima della vendita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una valutazione corretta non riguarda soltanto il prezzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di mettere in vendita un veicolo è opportuno controllare che documentazione e dati siano coerenti: carta di circolazione, dati del veicolo, revisioni, manutenzione e, quando disponibili, fatture degli interventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le auto e le moto usate in Italia è inoltre importante verificare la situazione amministrativa del veicolo e gli eventuali gravami prima della compravendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trasparenza, in questo caso, è un elemento di valore: un mezzo con documentazione ordinata e storia facilmente ricostruibile può risultare più semplice da vendere rispetto a uno identico ma privo di informazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una formula pratica per arrivare al prezzo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi vuole fare una valutazione autonoma può utilizzare questo schema:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Individuare la quotazione di riferimento.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Cercare almeno 5-10 veicoli comparabili sul mercato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Eliminare gli annunci con caratteristiche troppo diverse.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Considerare chilometraggio, condizioni, manutenzione e dotazioni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Valutare gli interventi imminenti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6. Stabilire una fascia di prezzo realistica.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7. Decidere il prezzo di pubblicazione lasciando un margine ragionevole per la trattativa.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La parola chiave è <strong>fascia</strong>, non cifra assoluta. Il valore di un usato non è un numero scolpito nella pietra: è il risultato dell&#8217;incontro tra caratteristiche del veicolo, domanda del mercato, condizioni e modalità della transazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E se si vuole vendere a un concessionario?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso è normale aspettarsi una cifra differente rispetto a una vendita diretta a un privato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il professionista deve infatti considerare il costo dell&#8217;eventuale ricondizionamento, la gestione della garanzia prevista dalla legge per la vendita al consumatore, i costi commerciali, il rischio legato alla futura rivendita e il proprio margine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo <strong>il prezzo di ritiro non coincide necessariamente con il valore al quale il veicolo potrebbe essere venduto sul mercato privato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una valutazione professionale può comunque essere molto utile come secondo punto di confronto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In sintesi: qual è il riferimento da seguire?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta più corretta è: <strong>non uno solo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per valutare bene un&#8217;auto o una moto usata conviene incrociare:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>quotazioni di riferimento + prezzi degli annunci comparabili + condizioni effettive del veicolo + storico manutentivo + domanda del mercato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le quotazioni, come quelle disponibili attraverso strumenti specializzati del settore, servono a definire una base. Gli annunci aiutano a capire il mercato reale. Le condizioni e la manutenzione permettono poi di correggere il valore verso l&#8217;alto o verso il basso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato migliore non è quindi il prezzo più alto che si riesce a immaginare, ma <strong>un prezzo difendibile davanti a un potenziale acquirente</strong>, documentato da caratteristiche concrete e coerente con veicoli realmente confrontabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio questa la regola più importante quando si vende un usato: <strong>non chiedersi soltanto &#8220;quanto vorrei ricavare?&#8221;, ma &#8220;quanto vale davvero questo esemplare, oggi, rispetto alle alternative che l&#8217;acquirente ha davanti?&#8221;</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le abitudini quotidiane che logorano la nostra auto senza che ce ne accorgiamo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-abitudini-quotidiane-che-logorano-la-nostra-auto-senza-che-ce-ne-accorgiamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 09:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[abitudini quotidiane]]></category>
		<category><![CDATA[guasto all'auto]]></category>
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					<description><![CDATA[Mantenere l&#8217;auto in perfetto stato è diventato una vera sfida per il portafoglio dei cittadini. In un contesto economico segnato dall&#8217;inflazione costante, dal rincaro dei ricambi originali e dall&#8217;aumento delle [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Mantenere l&#8217;auto in perfetto stato è diventato una vera sfida per il portafoglio dei cittadini. In un contesto economico segnato dall&#8217;inflazione costante, dal rincaro dei ricambi originali e dall&#8217;aumento delle tariffe della manodopera, qualsiasi guasto imprevisto può destabilizzare gravemente il bilancio familiare. Secondo gli esperti di Parclick.it, l&#8217;azienda leader in Europa nella prenotazione di parcheggi online, <strong>un guasto su quattro è dovuto a distrazioni e mancanza di attenzione da parte dei conducenti</strong>, ovvero a cattive abitudini ripetute in modo inconsapevole durante i tragitti quotidiani, che rovinano la meccanica poco a poco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Imparare a riconoscere questi errori quotidiani e sostituirli con abitudini di guida efficienti e preventive è la strategia più economica ed efficace per allungare la vita utile del veicolo e proteggere le nostre finanze. Per questo gli esperti di Parclick.it ci mostrano quali sono gli errori quotidiani che logorano la nostra auto e come correggerli:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Tenere la mano appoggiata di continuo sulla leva del cambio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Usare la leva del cambio come poggiabraccio è un gesto molto diffuso tra gli automobilisti. Anche se può sembrare innocuo, <strong>il peso del braccio esercita una pressione costante sui meccanismi interni del cambio, accelerandone l&#8217;attrito e il gioco</strong>. È invece consigliabile tenere entrambe le mani sul volante e togliere solo la destra per il breve istante necessario a cambiare marcia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Tirare il serbatoio del carburante ben oltre la riserva</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Circolare abitualmente con il serbatoio in riserva può danneggiare il sistema di alimentazione. <strong>I sedimenti e le impurità tendono ad accumularsi sul fondo del serbatoio e, quando il livello è molto basso, la pompa può finire per aspirarli</strong>. Per evitarlo è consigliabile fare rifornimento quando il serbatoio scende all&#8217;incirca sotto l&#8217;ultimo quarto della sua capacità, invece di aspettare che si accenda la spia della riserva. Inoltre, mantenere un livello sufficiente di carburante aiuta a raffreddare la pompa ed evita la saturazione prematura di filtri e iniettori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Tenere il pedale della frizione premuto a fondo ai semafori</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tenere la prima marcia innestata e la frizione completamente premuta durante le soste prolungate sottopone il sistema di disinnesto a una pressione inutile e continua</strong>. Ai semafori o nel traffico è consigliabile mettere in folle e rilasciare completamente il pedale della frizione fino al momento di ripartire. In questo modo i componenti riposano e si riduce l&#8217;usura prematura della frizione, evitando di dover affrontare una delle riparazioni più costose del veicolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Urtare o strisciare i cordoli mentre si parcheggia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Salire con le ruote sul marciapiede o urtare gli pneumatici contro i cordoli può provocare danni interni non sempre visibili a occhio nudo. <strong>Questi impatti possono deformare la struttura dello pneumatico, generare rigonfiamenti e aumentare il rischio di scoppio</strong>. Per evitarlo è importante eseguire le manovre con delicatezza e servirsi degli specchietti o delle telecamere di assistenza per mantenere una distanza prudenziale dal marciapiede. <strong>Quando parcheggiare in strada risulta complicato o pericoloso, scegliere un parcheggio chiuso e sorvegliato</strong> permette di proteggere anche cerchi, pneumatici e sterzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Partire immediatamente dopo aver acceso il motore</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La fretta può portarci ad accendere e accelerare subito, soprattutto al mattino. <strong>Dopo diverse ore da fermo, l&#8217;olio si trova nella coppa e il motore ha bisogno di qualche istante per distribuirlo in tutto il circuito. </strong>È consigliabile attendere qualche secondo prima di mettersi in marcia e, nei primi minuti, guidare con dolcezza senza chiedere troppo al motore finché non raggiunge la temperatura di esercizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6. Abusare delle frenate continue nelle discese lunghe</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tenere il piede costantemente sul freno durante una discesa prolungata provoca un aumento considerevole della temperatura di pastiglie e dischi</strong>, riducendo temporaneamente la capacità frenante e accelerandone l&#8217;usura. In queste situazioni è consigliabile ricorrere al cosiddetto freno motore, scalando una o due marce affinché sia il motore stesso ad aiutare a controllare la velocità. In questo modo l&#8217;impianto frenante si mantiene in condizioni migliori e si evita di dover sostituire i dischi prematuramente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7. Lasciare gli escrementi degli uccelli sulla carrozzeria</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli escrementi degli uccelli non sono soltanto un problema estetico. <strong>I loro componenti possono reagire con il calore del sole e danneggiare lo strato protettivo della vernice</strong> se restano troppo a lungo sulla carrozzeria. Per questo è consigliabile rimuoverli il prima possibile usando acqua tiepida e sapone neutro, aiutandosi con un panno in microfibra morbido. Non vanno mai grattati a secco, perché si rischia di produrre graffi. <strong>Parcheggiare abitualmente in un parcheggio coperto aiuta inoltre a ridurre l&#8217;esposizione del veicolo</strong> a queste aggressioni ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>8. Ignorare i piccoli scricchiolii o rumori</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un piccolo scricchiolio, un fischio in accelerazione o un ronzio proveniente dalle ruote può essere il primo segnale che un componente non funziona correttamente</strong>. Anche se l&#8217;auto continua a circolare normalmente, ignorare questi avvisi può far sì che un guasto minore finisca per provocare danni molto più costosi. Di fronte a qualsiasi rumore nuovo o anomalo, è consigliabile rivolgersi all&#8217;officina per un controllo preventivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>9. Guidare con una pressione degli pneumatici sbagliata</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non controllare periodicamente la pressione degli pneumatici può provocare un&#8217;usura irregolare e aumentare i consumi di carburante</strong>. Una pressione troppo bassa consuma soprattutto le spalle, mentre una pressione eccessiva concentra l&#8217;usura nella zona centrale e può ridurre l&#8217;area di contatto con l&#8217;asfalto. Per questo si raccomanda di controllare la pressione una volta al mese e di farlo sempre con gli pneumatici freddi, seguendo i valori indicati dal costruttore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>10. Forzare i comandi degli alzacristalli</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tenere premuto il pulsante dell&#8217;alzacristalli quando il finestrino ha già raggiunto il fine corsa obbliga il motorino elettrico a continuare a spingere contro un fermo. <strong>Questo sforzo inutile può provocare surriscaldamenti e finire per danneggiare il motorino o i meccanismi del sistema.</strong> Per evitarlo basta rilasciare l&#8217;interruttore non appena il vetro ha completato la corsa. Nei sistemi automatici a un solo tocco è consigliabile lasciare che sia il meccanismo stesso a concludere il processo, senza premere ripetutamente il pulsante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ester Stivelli, Country Manager IT+DACH di Parclick, commenta</strong>: <em>«Il costo delle riparazioni di un veicolo è aumentato notevolmente negli ultimi mesi, e commettere piccoli errori quotidiani alla guida moltiplica le visite inutili dal meccanico. Guidare in modo prudente e prendersi cura della carrozzeria è essenziale per attenuare questo impatto economico. Da Parclick consigliamo di adottare queste buone pratiche di cura costante e, ogni volta che è possibile, di utilizzare un parcheggio: è il modo più efficace per isolare il veicolo dalle aggressioni ambientali esterne, proteggendo sia la vernice sia la salute meccanica dei fluidi dagli sbalzi termici e dalle intemperie</em>.»</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Torna il Pararaduno Finamore: motori d’epoca e solidarietà</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/torna-il-pararaduno-finamore-motori-depoca-e-solidarieta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 10:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[pararaduno finamore]]></category>
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					<description><![CDATA[Un corteo di auto d’epoca, il piacere di stare insieme e una giornata diversa da vivere sul sedile del passeggero. Torna il Pararaduno Finamore, l’iniziativa promossa dall’associazione “Antonio Finamore c [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un corteo di auto d’epoca, il piacere di stare insieme e una giornata diversa da vivere sul sedile del passeggero. Torna il <strong>Pararaduno Finamore</strong>, l’iniziativa promossa dall’associazione <strong>“Antonio Finamore c fai sta bbuono”</strong>, che ancora una volta mette il motore della solidarietà al centro della propria attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Protagoniste saranno splendide auto d’epoca, messe a disposizione con passione dai driver amatori, pronte a percorrere le strade insieme ai loro speciali passeggeri. Perché al posto del co-driver, in questa giornata, siedono i veri protagonisti dell’evento: persone alle quali regalare un’esperienza fatta di vento nei capelli, sorrisi, chiacchiere e strade da condividere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quest’anno il Pararaduno allarga ancora di più il proprio abbraccio. «<em>Se nelle passate edizioni il posto era riservato “solo” ai diversamente abili </em>– spiegano gli organizzatori – <em>quest’anno cambiamo marcia e apriamo ancora di più il cuore</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sedile del passeggero, infatti, sarà a disposizione di <strong>chiunque senta il bisogno di una giornata diversa</strong>: di chi ha voglia di compagnia, di uscire di casa, di incontrare nuove persone e di tornare a sentirsi parte di qualcosa, senza dover necessariamente spiegare il motivo. «<em>Se senti che questa giornata può farti bene, questo sedile è per te</em>», è il messaggio dell’associazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per partecipare è sufficiente <strong>contattare l’associazione attraverso le sue pagine social</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Pararaduno Finamore, dunque, non è soltanto un raduno di auto d’epoca. È un viaggio condiviso, un&#8217;occasione per creare relazioni e un gesto concreto per contrastare la solitudine sociale. È la passione per i motori che diventa strumento di incontro e inclusione. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bollo auto e moto, nel 2027 arriva l’esenzione per milioni di veicoli: ecco chi non pagherà</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/bollo-auto-e-moto-nel-2027-arriva-lesenzione-per-milioni-di-veicoli-ecco-chi-non-paghera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 16:38:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=260307</guid>

					<description><![CDATA[Il Governo ha annunciato una misura che prevede l’esenzione dal bollo auto per il 2027 per una vasta platea di veicoli, compresi tutti i motocicli. Non si tratta però dell’abolizione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Governo ha annunciato una misura che prevede l’esenzione dal bollo auto per il 2027 per una vasta platea di veicoli, compresi tutti i motocicli. <strong>Non si tratta però dell’abolizione definitiva della tassa: l’agevolazione, secondo la formulazione resa nota, durerà un solo anno.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La notizia è arrivata il 16 settembre 2026 e riguarda una delle principali novità fiscali attese per il prossimo anno. Secondo quanto riportato da Reuters, il Governo ha previsto l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per circa <strong>14,5 milioni di veicoli</strong>. La misura dovrebbe entrare in vigore dal <strong>1° gennaio 2027</strong> e terminare il <strong>31 dicembre dello stesso anno</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Bollo gratis per le moto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i beneficiari rientrerebbero <strong>tutti i motocicli</strong>, mentre per le automobili l’esenzione sarebbe destinata a più del 70% delle vetture di piccola e media cilindrata/potenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento importante riguarda il fatto che il beneficio potrà essere utilizzato <strong>per un solo veicolo per ciascun contribuente</strong>. Di conseguenza, chi possiede più automobili o motocicli non potrà considerare automaticamente esenti tutti i mezzi intestati alla stessa persona. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto costa la misura allo Stato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la bozza del provvedimento, l’esenzione avrebbe un costo stimato per le casse pubbliche di circa <strong>2,36 miliardi di euro</strong>. La misura si inserisce nel quadro degli interventi fiscali che il Governo sta predisponendo in vista del 2027. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione: il bollo 2026 resta dovuto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi sta leggendo la notizia pensando di poter interrompere subito i pagamenti, è importante chiarire un punto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;agevolazione riguarda il 2027, non il 2026.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le informazioni ufficiali disponibili per il 2026 continuano infatti a prevedere il pagamento della tassa automobilistica secondo le regole applicabili nelle diverse Regioni e Province autonome. L&#8217;Agenzia delle Entrate mantiene inoltre attivo il servizio per il calcolo del bollo e del superbollo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa cambia concretamente per automobilisti e motociclisti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>2026:</strong> il bollo continua a essere dovuto secondo le regole attualmente vigenti;</li>



<li><strong>2027:</strong> è prevista un&#8217;esenzione temporanea per circa 14,5 milioni di veicoli;</li>



<li><strong>moto:</strong> la misura annunciata comprende tutti i motocicli;</li>



<li><strong>auto:</strong> l&#8217;esenzione riguarderebbe oltre il 70% delle vetture di piccola e media categoria;</li>



<li><strong>limite:</strong> il beneficio sarebbe utilizzabile per un solo veicolo per persona;</li>



<li><strong>durata:</strong> dal 1° gennaio al 31 dicembre 2027;</li>



<li><strong>dal 2028:</strong> non è prevista, allo stato delle informazioni disponibili, un&#8217;abolizione permanente del bollo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">«L’intervento sul bollo auto e moto, che approda oggi in Consiglio dei Ministri, recepisce una battaglia che Forza Italia porta avanti con determinazione e sulla quale lavoriamo da settimane. Sono particolarmente soddisfatta che si stia anticipando una misura che avevamo indicato tra le priorità da portare nella prossima legge di bilancio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è chiaro: eliminare una tassa che pesa ogni anno sui cittadini e sulle famiglie e che è tra le più mal sopportate proprio perché colpisce il semplice possesso di un bene, assumendo di fatto i caratteri di una patrimoniale. Ridurre la pressione fiscale significa anche intervenire su queste imposte che incidono concretamente sulla vita quotidiana degli italiani».&nbsp; Lo dichiara il Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze, Sandra Savino.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mercato auto: ad agosto venduti 258 veicoli usati ogni 100 nuovi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mercato-auto-ad-agosto-venduti-258-veicoli-usati-ogni-100-nuovi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 12:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[aci]]></category>
		<category><![CDATA[mercato auto]]></category>
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					<description><![CDATA[Ad agosto 2026, il mercato dell’usato auto registra un lievissimo calo nei volumi assoluti.&#160;I passaggi di proprietà delle autovetture sono stati&#160;179.397, contro i&#160;179.731&#160;di agosto 2025, con una&#160;diminuzione dello 0,2%. Lo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ad agosto 2026, il mercato dell’usato auto registra un lievissimo calo nei volumi assoluti.</strong>&nbsp;I passaggi di proprietà delle autovetture sono stati&nbsp;<strong>179.397</strong>, contro i&nbsp;<strong>179.731</strong>&nbsp;di agosto 2025, con una&nbsp;<strong>diminuzione dello 0,2%</strong>. Lo comunica l’Automobile Club d’Italia, pubblicando il bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata sui dati del PRA, consultabile su&nbsp;<a href="https://aci.gov.it/attivita-e-progetti/studi-e-ricerche/auto-trend/">aci.gov.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In crescita il mercato dell’usato delle due ruote:</strong>&nbsp;i passaggi di proprietà dei motocicli sono stati 40.968, rispetto ai 40.104 di agosto 2025, con un aumento del 2,2%. Nel complesso, i passaggi di proprietà per tutti i veicoli sono stati 244.845, contro i 245.737 dello stesso mese dell’anno precedente, con una diminuzione dello 0,4%.&nbsp;<strong>Ogni 100 autovetture nuove, ad agosto ne sono state vendute 258 usate.</strong>&nbsp;Considerando i primi otto mesi dell’anno, il rapporto si attesta a 185 auto usate ogni 100 nuove. Nei primi otto mesi del 2026, i passaggi di proprietà risultano in lieve calo solo per le autovetture, -0,4%, mentre i motocicli fanno registrare un incremento dell’1,6% e tutti i veicoli risultano stabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>FORMALITÀ PRA AGOSTO 2025-2026</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Passaggi di proprietà al netto delle minivolture</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Categoria</strong></td><td><strong>AGO 2025</strong></td><td><strong>AGO 2026</strong></td><td><strong>% 26/25 mensile</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td>AUTO</td><td>179.731</td><td>179.397</td><td>-0,2</td></tr><tr><td>MOTO</td><td>40.104</td><td>40.968</td><td>+2,2</td></tr><tr><td>TUTTI I VEICOLI</td><td>245.737</td><td>244.845</td><td>-0,4</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: Auto Trend ACI</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>RADIAZIONI: AUTO +1,3%, MOTO +7,1%</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad agosto 2026, le&nbsp;<strong>radiazioni di autovetture dal Pubblico Registro Automobilistico hanno registrato un aumento dell’1,3%</strong>&nbsp;rispetto allo stesso mese del 2025, con&nbsp;<strong>64.094 pratiche contro le 63.293 dell’anno precedente.</strong>&nbsp;La crescita è determinata soprattutto dall’<strong>aumento delle demolizioni, pari al +7,1%</strong>, a fronte di una diminuzione delle esportazioni, -10,8%. Il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,92 nel mese di agosto e a 0,70 nei primi otto mesi: ogni 100 auto nuove, ad agosto, ne sono state radiate 92. In crescita le radiazioni dei motocicli: 6.654 pratiche, contro le 6.210 di agosto 2025, pari a +7,1%. Per tutti i veicoli, le radiazioni sono state 77.085, rispetto alle 75.332 dello stesso mese dell’anno precedente, con un aumento del 2,3%. Nei primi otto mesi del 2026, le radiazioni restano in crescita: +5,9% per le autovetture, +2% per i motocicli e +5,1% per tutti i veicoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>FORMALITÀ PRA AGOSTO 2025-2026</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Radiazioni</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Categoria</strong></td><td><strong>AGO 2025</strong></td><td><strong>AGO 2026</strong></td><td><strong>% 26/25 mensile</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td>AUTO</td><td>63.293</td><td>64.094</td><td>+1,3</td></tr><tr><td>MOTO</td><td>6.210</td><td>6.654</td><td>+7,1</td></tr><tr><td>TUTTI I VEICOLI</td><td>75.332</td><td>77.085</td><td>+2,3</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: Auto Trend ACI</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ALIMENTAZIONI: NELL’USATO, PREVALGONO ANCORA BENZINA E DIESEL</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel mercato dell’usato continuano a prevalere le alimentazioni tradizionali, diesel e benzina. Prosegue, tuttavia, la crescita delle motorizzazioni elettrificate:</strong>&nbsp;le auto ibride a benzina raggiungono ad agosto una quota dell’11% dei passaggi di proprietà, con un incremento del 19,4% su base annua. In aumento, ma ancora contenuta, la presenza delle auto elettriche usate: ad agosto rappresentano l’1,2% del mercato, con una crescita del 14,5% rispetto allo stesso mese del 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ALIMENTAZIONI AUTOVETTURE USATE</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Passaggi al netto delle minivolture</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Alimentazione</strong></td><td><strong>Quota AGO 25</strong></td><td><strong>Quota AGO 26</strong></td><td><strong>Var. %</strong></td><td><strong>Quota GEN-AGO 25</strong></td><td><strong>Quota GEN-AGO 26</strong></td><td><strong>Var. %</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td>BENZINA</td><td>35,6%</td><td>35,3%</td><td>-1,2</td><td>36,4%</td><td>36,5%</td><td>-0,1</td></tr><tr><td>DIESEL</td><td>42,1%</td><td>40,1%</td><td>-5,0</td><td>41,7%</td><td>38,2%</td><td>-8,7</td></tr><tr><td>BENZINA/GPL</td><td>7,5%</td><td>7,8%</td><td>+2,8</td><td>7,6%</td><td>7,9%</td><td>+3,3</td></tr><tr><td>BENZINA/METANO</td><td>1,8%</td><td>1,8%</td><td>-1,1</td><td>1,8%</td><td>1,8%</td><td>-1,1</td></tr><tr><td>METANO</td><td>0,5%</td><td>0,4%</td><td>-20,0</td><td>0,4%</td><td>0,4%</td><td>-12,0</td></tr><tr><td>ELETTRICO</td><td>1,1%</td><td>1,2%</td><td>+14,5</td><td>1,0%</td><td>1,3%</td><td>+32,5</td></tr><tr><td>IBRIDO BENZINA/ELETTRICO</td><td>9,2%</td><td>11,0%</td><td>+19,4</td><td>9,0%</td><td>11,4%</td><td>+26,5</td></tr><tr><td>IBRIDO GASOLIO/ELETTRICO</td><td>1,9%</td><td>2,2%</td><td>+10,9</td><td>1,8%</td><td>2,2%</td><td>+19,3</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: Auto Trend ACI</p>



<p class="wp-block-paragraph">N.B. Le variazioni percentuali sono calcolate rispetto ai valori assoluti delle formalità non inseriti in tabella.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ANZIANITÀ AUTO USATE: 20-29 ANNI = 17,4%; 30+ = 2,9%</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si conferma anche ad agosto il progressivo aumento della quota di vetture usate più anziane.</strong>&nbsp;Le auto con età compresa tra 20 e 29 anni hanno rappresentato il 17,4% dei passaggi di proprietà contro il 15,4% di agosto 2025. Le autovetture con più di 30 anni incidono per il 2,9% del totale, rispetto al 2,8% registrato nello stesso mese dell’anno precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ANZIANITÀ AUTO USATE</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quote percentuali sul totale dei passaggi di proprietà</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Classe di anzianità</strong></td><td><strong>AGO 2025</strong></td><td><strong>AGO 2026</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td>20-29 anni</td><td>15,4%</td><td>17,4%</td></tr><tr><td>30 anni e oltre</td><td>2,8%</td><td>2,9%</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: Auto Trend ACI</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>RADIAZIONI AUTOVETTURE SECONDO LA CLASSE EURO (VALORI PERCENTUALI)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto alla classe Euro delle autovetture radiate, nei primi otto mesi del 2026 prevalgono nettamente le Euro 4, che rappresentano il 36,5% del totale, seguite dalle Euro 5-6, pari al 33,5%. Le Euro 3 incidono per il 18,4%, mentre le classi più datate, Euro 0, Euro 1 ed Euro 2, pesano complessivamente per il 10,7%. Ad agosto si conferma la stessa distribuzione: Euro 4 al 36,4%, Euro 5-6 al 33,4%, Euro 3 al 18,4% ed Euro 2 al 9,1%.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>RADIAZIONI AUTOVETTURE SECONDO LA CLASSE EURO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">(valori percentuali)</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Classe Euro</strong></td><td><strong>Gennaio</strong></td><td><strong>Febbraio</strong></td><td><strong>Marzo</strong></td><td><strong>Aprile</strong></td><td><strong>Maggio</strong></td><td><strong>Giugno</strong></td><td><strong>Luglio</strong></td><td><strong>Agosto</strong></td><td><strong>Totale</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td>euro 0</td><td>0,7%</td><td>0,6%</td><td>0,7%</td><td>0,7%</td><td>0,6%</td><td>0,7%</td><td>0,7%</td><td>0,8%</td><td>0,7%</td></tr><tr><td>euro 1</td><td>0,9%</td><td>0,9%</td><td>1,0%</td><td>1,0%</td><td>0,9%</td><td>1,0%</td><td>0,9%</td><td>1,0%</td><td>0,9%</td></tr><tr><td>euro 2</td><td>9,0%</td><td>8,8%</td><td>9,3%</td><td>10,1%</td><td>8,6%</td><td>8,8%</td><td>9,1%</td><td>9,1%</td><td>9,1%</td></tr><tr><td>euro 3</td><td>17,6%</td><td>17,9%</td><td>18,7%</td><td>19,8%</td><td>17,9%</td><td>17,9%</td><td>18,6%</td><td>18,4%</td><td>18,4%</td></tr><tr><td>euro 4</td><td>35,8%</td><td>36,3%</td><td>36,3%</td><td>37,3%</td><td>36,8%</td><td>36,4%</td><td>36,1%</td><td>36,4%</td><td>36,5%</td></tr><tr><td>euro 5-6</td><td>34,4%</td><td>34,7%</td><td>33,1%</td><td>30,0%</td><td>34,2%</td><td>34,4%</td><td>33,7%</td><td>33,4%</td><td>33,5%</td></tr><tr><td>Non identif.</td><td>1,7%</td><td>0,9%</td><td>0,9%</td><td>1,0%</td><td>0,9%</td><td>0,9%</td><td>0,9%</td><td>1,0%</td><td>1,0%</td></tr><tr><td>Totale</td><td>100,0%</td><td>100,0%</td><td>100,0%</td><td>100,0%</td><td>100,0%</td><td>100,0%</td><td>100,0%</td><td>100,0%</td><td>100,0%</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte: Auto Trend ACI</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Fonte: <a href="https://aci.gov.it/">https://aci.gov.it/</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il viaggio inizia prima della partenza: le app per pianificare il giro in moto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-viaggio-inizia-prima-della-partenza-le-app-per-pianificare-il-giro-in-moto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 10:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[app per motociclismo]]></category>
		<category><![CDATA[giro in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[Per un motociclista, arrivare a destinazione non è sempre la parte più importante del viaggio. Spesso il vero obiettivo è la strada: curve, passi di montagna, panorami, strade secondarie e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per un motociclista, arrivare a destinazione non è sempre la parte più importante del viaggio. Spesso il vero obiettivo è la strada: curve, passi di montagna, panorami, strade secondarie e quei percorsi che permettono di trasformare anche una semplice uscita di una giornata in una piccola avventura. Per questo, quando si pianifica un itinerario in moto, un normale navigatore può non essere sufficiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono app e strumenti progettati proprio per aiutare i motociclisti a costruire percorsi in base alle proprie preferenze, privilegiando le strade tortuose, evitando autostrade e principali arterie quando possibile e consentendo di organizzare in anticipo tappe e soste.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Calimoto, pensata per chi cerca le curve</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le applicazioni più conosciute nel mondo del mototurismo c&#8217;è <strong>calimoto</strong>, che permette di pianificare itinerari sia dall&#8217;app sia dal computer. Uno degli elementi distintivi è la possibilità di costruire percorsi privilegiando le strade tortuose e di generare anche itinerari ad anello quando si vuole semplicemente partire e tornare al punto di partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;app offre inoltre la navigazione passo-passo con indicazioni vocali e, nelle funzioni previste dal piano Premium, la possibilità di utilizzare le mappe offline, registrare e analizzare i propri viaggi e importare ed esportare percorsi in formato GPX.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quindi uno strumento interessante soprattutto per chi non vuole limitarsi a trovare il percorso più rapido, ma vuole trasformare la navigazione in parte integrante dell&#8217;esperienza di viaggio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Kurviger, per costruire il percorso nei dettagli</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra soluzione particolarmente orientata al mondo delle due ruote è <strong>Kurviger</strong>. La piattaforma consente di scegliere quanto tortuoso deve essere il percorso, con diversi profili che vanno dal tragitto più rapido a quello più ricco di curve.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto interessante è la possibilità di decidere quali strade evitare: autostrade, strade principali, pedaggi, traghetti, strade strette o non asfaltate possono essere esclusi in fase di pianificazione. È inoltre possibile inserire punti intermedi, visualizzare informazioni sull&#8217;altitudine e importare percorsi GPX.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Kurviger permette anche di creare automaticamente itinerari circolari, una funzione utile quando si vuole programmare un giro senza avere una destinazione precisa ma soltanto una distanza o una zona da esplorare. La piattaforma offre inoltre mappe offline e navigazione vocale nell&#8217;app.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Non solo app: il ruolo del GPX</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi organizza viaggi più complessi, uno degli strumenti più utili rimane il <strong>formato GPX</strong>, utilizzato per salvare e trasferire percorsi, tracce e punti di interesse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vantaggio è quello di poter preparare l&#8217;itinerario con calma sul computer, modificarlo e poi trasferirlo sullo smartphone o su un dispositivo di navigazione compatibile. È particolarmente utile anche quando si viaggia in gruppo: avere a disposizione lo stesso tracciato permette di condividere più facilmente il percorso programmato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il GPX, però, non deve essere considerato una garanzia assoluta. Prima di partire è sempre opportuno verificare le condizioni reali della strada, eventuali chiusure e la possibilità che il percorso originariamente pianificato non sia più percorribile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Mappe offline: una precauzione importante</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti da considerare nella scelta dell&#8217;app è la possibilità di utilizzare le mappe anche senza connessione. Quando si attraversano zone di montagna, aree rurali o territori con copertura telefonica discontinua, avere il percorso già disponibile sul dispositivo può fare la differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Calimoto e Kurviger, per esempio, prevedono funzionalità di navigazione e mappe offline nei rispettivi servizi dedicati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scaricare le mappe prima della partenza è quindi una buona abitudine, soprattutto per i viaggi più lunghi. Meglio inoltre non affidarsi esclusivamente allo smartphone: una batteria esterna o un sistema di alimentazione sulla moto possono evitare di ritrovarsi senza navigazione proprio nel momento meno opportuno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come costruire un buon itinerario</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia può aiutare molto, ma la qualità del percorso dipende anche da come viene pianificato. Prima di partire conviene stabilire innanzitutto quanto tempo si vuole trascorrere effettivamente in sella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una giornata con 300 chilometri quasi tutti su strade veloci è molto diversa da una con la stessa distanza distribuita tra strade di montagna e percorsi tortuosi. Il chilometraggio, quindi, non dovrebbe essere l&#8217;unico parametro da considerare: contano anche il tipo di strada, il dislivello, le soste e il ritmo che si vuole mantenere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È utile poi inserire nel percorso alcuni punti di riferimento: un passo, un belvedere, un paese da attraversare, un&#8217;area di servizio o un ristorante. In questo modo il navigatore diventa uno strumento per seguire un itinerario ragionato, anziché semplicemente indicare la strada più breve tra due località.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La regola più importante: lasciare spazio all&#8217;imprevisto</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il miglior pianificatore non può prevedere tutto. Una strada può essere chiusa, il meteo può cambiare e una deviazione può rendere impossibile seguire esattamente il percorso programmato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo le app dovrebbero essere considerate come strumenti di supporto, non come sostituti dell&#8217;attenzione del motociclista. Controllare il percorso prima della partenza, scaricare le mappe, verificare le principali tappe e avere un&#8217;alternativa pronta sono accorgimenti semplici che possono rendere il viaggio più tranquillo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine, il vantaggio delle moderne app per motociclisti è proprio questo: permettono di programmare con maggiore precisione senza togliere alla strada quella componente di libertà che rende speciale un viaggio in moto. L&#8217;itinerario può essere studiato nei dettagli, ma una volta acceso il motore resta sempre la possibilità di scegliere una curva in più, una strada diversa o una sosta imprevista.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come gestire la transizione della nostra auto dalle vacanze al ritorno alla routine quotidiana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/come-gestire-la-transizione-della-nostra-auto-dalle-vacanze-al-ritorno-alla-routine-quotidiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 09:44:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=258177</guid>

					<description><![CDATA[Più della metà degli italiani utilizza la propria auto per godersi le vacanze estive, il che li porta ad accumulare chilometri su autostrade, strade secondarie e lunghi spostamenti. Ma con [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Più della metà degli italiani utilizza la propria auto per godersi le vacanze estive, il che li porta ad accumulare chilometri su autostrade, strade secondarie e lunghi spostamenti. Ma con l&#8217;arrivo di settembre il veicolo si trova di fronte a uno scenario completamente diverso: tragitti brevi, traffico urbano, code, soste frequenti e un utilizzo molto più frammentato. Questo cambio di ritmo può sembrare meno impegnativo di un viaggio di centinaia di chilometri, ma comporta un altro tipo di sforzo per l&#8217;automobile, dal momento che i tragitti brevi non sempre permettono al motore e agli altri componenti di raggiungere la temperatura ottimale di funzionamento, mentre le continue soste e ripartenze, il traffico e le manovre in città aumentano il lavoro di elementi come i freni, la frizione, lo sterzo o gli pneumatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ritorno alla routine rappresenta un buon momento per cambiare anche alcune abitudini legate alla manutenzione e all&#8217;uso dell&#8217;auto, adattandola così alle nuove condizioni in cui trascorrerà i prossimi mesi; per questo motivo, gli esperti di&nbsp;<a href="https://parclick.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parclick.it</a>&nbsp;ci mostrano alcuni consigli per preparare il nostro veicolo alla routine quotidiana:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Svuotare il bagagliaio e recuperare il peso abituale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante le vacanze,&nbsp;<strong>il bagagliaio tende a trasformarsi in un&#8217;estensione dei bagagli di famiglia, finendo per accumulare valigie, borse, accessori da spiaggia, attrezzi, giocattoli e ogni genere di oggetti che, una volta tornati a casa, non sono più necessari</strong>. Recuperare un bagagliaio leggero non è solo una questione di ordine, dal momento che trasportare permanentemente oggetti superflui significa aggiungere peso al veicolo e può avere un piccolo impatto sui consumi e sul comportamento dell&#8217;auto, soprattutto quando questi spostamenti tornano a essere quotidiani e si svolgono principalmente in città. Inoltre, occorre&nbsp;<strong>verificare che non ci siano oggetti sciolti che possano spostarsi durante una frenata.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Controllare la pressione degli pneumatici</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli pneumatici sono stati uno degli elementi sottoposti al maggior carico di lavoro durante i viaggi estivi</strong>, soprattutto quando il veicolo ha circolato a pieno carico e per molte ore; per questo,&nbsp;<strong>controllarne lo stato e la pressione al rientro dalla routine è una delle prime operazioni da svolgere</strong>. Una pressione non corretta può influire sul comportamento dell&#8217;auto, sull&#8217;usura del battistrada e sui consumi, e i suoi effetti possono diventare particolarmente evidenti quando si torna a utilizzare il veicolo ogni giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Prestare attenzione ai freni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Passare da lunghi percorsi in autostrada alla guida in città significa moltiplicare le situazioni di frenata, a causa di semafori, attraversamenti pedonali, incroci, code e continui cambi di velocità</strong>. Per questo motivo, conviene osservare come risponde l&#8217;impianto frenante durante i primi spostamenti urbani e, di fronte a qualsiasi sensazione diversa dal solito in frenata, come vibrazioni, rumori, una risposta meno immediata del pedale o una deviazione del veicolo, è meglio portarlo da un professionista.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Recuperare una guida efficiente in città</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La guida che risulta naturale durante un viaggio lungo non è sempre la più adeguata quando l&#8217;auto torna ad affrontare tragitti urbani, dove le continue accelerazioni e frenate possono far impennare i consumi e aumentare l&#8217;usura di alcuni componenti.&nbsp;<strong>Anticipare i semafori, mantenere una velocità stabile quando le circostanze lo consentono, evitare accelerate inutili e conservare una distanza di sicurezza sufficiente</strong>&nbsp;sono abitudini semplici che permettono di sfruttare meglio l&#8217;energia disponibile e ridurre lo stress al volante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Pulire l&#8217;auto dopo l&#8217;estate</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sabbia, polvere, residui di cibo, macchie, salsedine e sporco accumulato durante i viaggi possono restare nell&#8217;auto molto tempo dopo il rientro a casa, soprattutto nelle zone meno visibili dell&#8217;abitacolo e del bagagliaio.&nbsp;<strong>Una pulizia approfondita al termine delle vacanze permette di recuperare lo stato abituale del veicolo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l&#8217;esterno merita attenzione, soprattutto se l&#8217;auto ha circolato vicino al mare o su strade polverose e sterrate, poiché eliminare questi residui contribuisce a conservare meglio le diverse superfici del veicolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6. Controllare liquidi, luci e tergicristalli</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ritorno alla routine è una buona occasione per effettuare un&nbsp;<strong>controllo di base degli elementi che possono passare inosservati durante l&#8217;estate</strong>, come i livelli dei liquidi, il funzionamento delle luci e lo stato delle spazzole dei tergicristalli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7. Tenere sotto controllo la batteria se prevalgono gli spostamenti urbani</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio da lunghi percorsi a tragitti brevi e frequenti, intervallati da soste, modifica anche le condizioni in cui lavora la batteria. In un&#8217;auto con molti anni o con una batteria vicina alla fine della sua vita utile, questo cambio di utilizzo può rendere più evidente un&#8217;eventuale debolezza che durante le vacanze forse non si era manifestata. Per questo,&nbsp;<strong>se compaiono difficoltà all&#8217;avviamento, messaggi di avvertimento o qualsiasi comportamento elettrico anomalo, conviene non aspettare che il problema si presenti nel momento meno opportuno</strong>&nbsp;e far effettuare un controllo da un professionista.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>8. Adattare le abitudini di parcheggio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante le vacanze, l&#8217;auto può restare parcheggiata per ore in un parcheggio o per strada, mentre il ritorno in città moltiplica le manovre, gli spazi ridotti e i parcheggi in parallelo. Questo cambio di scenario richiede di prestare maggiore attenzione agli elementi che soffrono particolarmente le manovre frequenti, come pneumatici, sterzo, frizione in determinati veicoli e carrozzeria, oltre ad aumentare le possibilità di piccoli urti o graffi. Una buona strategia consiste nell&#8217;evitare manovre inutilmente brusche e nel non tenere il volante girato per lunghi periodi quando il veicolo è fermo.&nbsp;<strong>Utilizzare anche i parcheggi urbani, dove è sempre più facile parcheggiare, risparmiando tempo e denaro rispetto a girare per la città in cerca di un posto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ester Stivelli, Country Manager IT+DACH di Parclick, commenta:</strong> <em>«Il rientro dalle vacanze non riguarda solo la meccanica dell&#8217;auto, ma anche il modo in cui la utilizziamo ogni giorno. Chi ha percorso centinaia di chilometri in autostrada torna a muoversi soprattutto in città, dove il tempo perso cercando un parcheggio pesa quanto l&#8217;usura di uno pneumatico: è un costo nascosto che si accumula spostamento dopo spostamento, in termini di carburante, tempo e nervi. Per questo, oltre ai controlli meccanici che consigliamo sempre, invitiamo gli automobilisti a rivedere anche le proprie abitudini di parcheggio: prenotare in anticipo un posto in un parcheggio urbano non è solo più comodo, ma riduce lo stress, evita i giri a vuoto in cerca di un posto libero e il rischio di piccoli danni durante le manovre più delicate. È un cambio di mentalità semplice che, unito alla manutenzione ordinaria, permette di affrontare la routine con un&#8217;auto e un conducente davvero pronti.</em>» </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Auto danneggiata, la riparazione può superare il valore di mercato: la sentenza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-danneggiata-la-riparazione-puo-superare-il-valore-di-mercato-la-sentenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 13:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze]]></category>
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					<description><![CDATA[Per anni, di fronte a un’auto gravemente danneggiata in un incidente, il principio sembrava quasi scontato: se il costo della riparazione superava il valore commerciale del veicolo, il risarcimento doveva [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Per anni, di fronte a un’auto gravemente danneggiata in un incidente, il principio sembrava quasi scontato: se il costo della riparazione superava il valore commerciale del veicolo, il risarcimento doveva essere contenuto entro la quotazione di mercato. Una regola pratica che spesso trasformava il proprietario in una sorta di “danneggiato a metà”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sentenza rimette in discussione questo automatismo e valorizza, invece, il costo reale necessario per riportare il mezzo nelle condizioni precedenti al sinistro. Il caso riguardava un&#8217;auto rimasta gravemente danneggiata dopo l’impatto contro un manufatto in cemento armato, non adeguatamente segnalato lungo una strada comunale. La riparazione aveva comportato una spesa superiore ai 10 mila euro.<br>Il Comune aveva sostenuto che il risarcimento non potesse superare il valore commerciale dell’auto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Tribunale, invece, ha riconosciuto le spese effettivamente sostenute e documentate. Il punto centrale è l’articolo 2058 del Codice civile, che pone come regola il risarcimento in forma specifica: il danneggiato ha diritto, in linea generale, a ottenere il ripristino della situazione precedente al fatto illecito. Il risarcimento per equivalente, cioè la corresponsione del valore economico del bene, costituisce una soluzione alternativa quando la reintegrazione risulti eccessivamente onerosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio qui che si trova la novità più significativa. Il semplice superamento del valore commerciale dell’auto non rende automaticamente “eccessivamente onerosa” la riparazione. Occorre verificare concretamente la situazione: età del veicolo, stato di conservazione, condizioni anteriori all’incidente, entità delle riparazioni e possibile vantaggio patrimoniale ingiustificato per il proprietario. La quotazione dell’usato, quindi, non può essere trasformata in un tetto rigido e automatico al risarcimento. Diverso è il caso in cui la riparazione comporti un effettivo arricchimento del danneggiato o presenti costi sproporzionati rispetto all’utilità ottenibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione di Catanzaro segna così un passaggio importante: non sempre il valore di mercato coincide con il valore del danno. Se un’automobile, soprattutto se quasi nuova e ben conservata, può essere concretamente riportata alle condizioni precedenti al sinistro, il responsabile non può limitarsi a offrire quanto risulterebbe dalle quotazioni dell’usato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una prospettiva che rafforza la funzione autenticamente riparatoria del risarcimento: chi subisce un danno non deve necessariamente essere costretto a sostituire il proprio veicolo o ad accettare una perdita patrimoniale solo perché il mercato attribuisce alla sua auto un valore inferiore al costo necessario per ripararla.</p>
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		<title>35 gradi fuori, oltre 50 dentro: cosa succede all’auto lasciata al sole</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/35-gradi-fuori-oltre-50-dentro-cosa-succede-allauto-lasciata-al-sole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 12:27:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto al sole]]></category>
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					<description><![CDATA[Bastano pochi minuti sotto il sole perché l’abitacolo di un’auto parcheggiata diventi un ambiente estremamente caldo. Con temperature esterne intorno ai 30-35 gradi, l’interno della vettura può raggiungere valori nell’ordine [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Bastano pochi minuti sotto il sole perché l’abitacolo di un’auto parcheggiata diventi un ambiente estremamente caldo. Con temperature esterne intorno ai 30-35 gradi, l’interno della vettura può raggiungere valori nell’ordine dei <strong>50-60 °C</strong>, mentre alcune superfici, come cruscotto e volante, possono diventare ancora più roventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno è legato all’effetto serra creato dai vetri: la radiazione solare entra nell’abitacolo e il calore viene trattenuto all’interno. Il risultato è un aumento della temperatura molto più rapido rispetto all’ambiente esterno. Anche lasciare leggermente aperti i finestrini non rappresenta una soluzione sufficiente: secondo il CDC, nei primi dieci minuti la temperatura interna può aumentare di quasi <strong>11 °C</strong>, anche con un finestrino socchiuso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come proteggersi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per prima cosa, quando possibile, è bene <strong>parcheggiare all’ombra</strong> o in un&#8217;autorimessa. Una volta tornati alla vettura, prima di partire è utile aprire portiere e finestrini per qualche minuto, così da favorire il ricambio d’aria, e utilizzare il climatizzatore per abbassare rapidamente la temperatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta in marcia, è importante mantenere l&#8217;abitacolo adeguatamente climatizzato e avere con sé dell&#8217;acqua, soprattutto nei viaggi più lunghi. Nei periodi di caldo intenso è inoltre consigliabile programmare gli spostamenti evitando, quando possibile, le ore più calde.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il capitolo più importante riguarda però <strong>bambini e animali</strong>: non devono mai essere lasciati soli all’interno di un&#8217;auto parcheggiata, neppure per pochi minuti e nemmeno con i finestrini aperti. Il CDC sottolinea che le temperature possono diventare pericolose molto rapidamente e che i bambini sono particolarmente vulnerabili al colpo di calore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per gli adulti il rischio non è trascurabile, soprattutto per anziani e persone con patologie. In presenza di caldo estremo, il consiglio è quindi semplice: <strong>prima di entrare nell’auto, far uscire il calore; durante il viaggio, mantenere fresco l’abitacolo; e soprattutto non lasciare mai persone o animali all’interno della vettura parcheggiata.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Targa estera, stretta sull’Rc auto: verso l’obbligo di una polizza italiana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/targa-estera-stretta-sullrc-auto-verso-lobbligo-di-una-polizza-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 09:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[polizza italiana]]></category>
		<category><![CDATA[rc auto]]></category>
		<category><![CDATA[targa estera]]></category>
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					<description><![CDATA[Per i veicoli immatricolati all’estero ma utilizzati stabilmente in Italia potrebbe arrivare anche l’obbligo di stipulare una polizza Rc auto con una compagnia italiana o comunque autorizzata a operare nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per i veicoli immatricolati all’estero ma utilizzati stabilmente in Italia potrebbe arrivare anche l’obbligo di stipulare una polizza Rc auto con una compagnia italiana o comunque autorizzata a operare nel nostro Paese. La misura è contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada, anticipato da Quattroruote, e si aggiunge agli obblighi già previsti per i veicoli registrati al Reve, il Registro dei veicoli esteri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta, al momento, di una bozza sulla quale le associazioni di categoria potranno presentare osservazioni entro il 13 settembre. L&#8217;obiettivo indicato dai ministeri dell&#8217;Interno e dei Trasporti è intervenire sulla cosiddetta “esterovestizione” dei veicoli, una pratica che consiste nell&#8217;intestazione formale del mezzo a una società estera e nel successivo utilizzo in Italia attraverso formule di noleggio o leasing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno si è sviluppato negli anni attraverso diversi Paesi: dalle targhe tedesche si è passati a quelle bulgare e, più recentemente, a quelle polacche. Il ricorso a veicoli immatricolati all&#8217;estero può consentire di beneficiare di costi inferiori per imposte e assicurazione e, in alcuni casi, di rendere più complesse le procedure di notifica delle sanzioni oltreconfine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova previsione riguarda in particolare il requisito assicurativo. Una volta iscritto il veicolo al Reve, l&#8217;obbligo di assicurazione potrebbe essere assolto esclusivamente attraverso un contratto stipulato con un&#8217;impresa italiana o autorizzata a operare in Italia. La compagnia dovrà quindi risultare negli elenchi Ivass.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura non introduce un divieto per le targhe straniere, ma stabilisce un requisito per i veicoli che rientrano nell&#8217;obbligo di registrazione. La stretta si aggiunge a quella entrata in vigore il 25 maggio, quando all&#8217;iscrizione al Reve è stato collegato anche il pagamento dell&#8217;Ipt.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno risulta particolarmente concentrato in Campania. Secondo le stime riportate nelle informazioni disponibili, sarebbero diverse decine di migliaia i veicoli con targa straniera utilizzati abitualmente in Italia e, delle circa 53mila targhe straniere presenti nel Paese, circa 35mila sarebbero registrate a Napoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente sono stati rafforzati i controlli sui veicoli con targa polacca. Una circolare del ministero dell&#8217;Interno del 13 agosto ha comunicato la disponibilità di collegamenti telematici con i portali del governo polacco. Le forze dell&#8217;ordine italiane possono così consultare i dati relativi alle carte di circolazione, alla copertura Rc auto e alle patenti rilasciate in Polonia, rendendo più rapide le verifiche sulla regolarità dei mezzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tema è intervenuto il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante, che ha sottolineato la necessità di intervenire sull&#8217;uso improprio delle targhe straniere, con particolare riferimento al Mezzogiorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>L’uso improprio delle auto con targa straniera è un fenomeno che dilaga soprattutto al Mezzogiorno, dove sono sempre più numerosi i casi di “esterovestizione” per eludere gli obblighi previsti</em>», ha dichiarato Ferrante al Corriere del Mezzogiorno. Secondo il sottosegretario, il ministero intende intervenire «<em>nel rispetto delle convenzioni internazionali</em>» per garantire che chi utilizza stabilmente in Italia un veicolo con targa estera sia tracciabile, attraverso una copertura assicurativa italiana o autorizzata nel nostro Paese e l&#8217;immatricolazione del mezzo oppure la registrazione al Reve.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>L’utilizzo della targa estera non può diventare uno strumento per sottrarsi alle regole</em>», ha aggiunto Ferrante, spiegando che sul fronte assicurativo l&#8217;obiettivo è anche evitare coperture con massimali molto bassi e garantire una tutela adeguata in caso di incidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Vogliamo quindi garantire che chi circola stabilmente sulle nostre strade sia adeguatamente coperto e che le eventuali vittime di un sinistro non si trovino prive di una tutela adeguata</em>», ha affermato il sottosegretario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Ferrante, la linea del Mit punta dunque su «<em>più controlli, tracciabilità e adeguate garanzie assicurative</em>» per chi utilizza stabilmente un veicolo con targa estera. «<em>Si tratta di intervenire per contrastare gli abusi e salvaguardare chi rispetta le regole</em>», ha concluso.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Moto, la checklist per viaggiare in regola: obblighi e sanzioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moto-la-checklist-per-viaggiare-in-regola-obblighi-e-sanzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 10:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[checklist]]></category>
		<category><![CDATA[moo]]></category>
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					<description><![CDATA[Quali sono le dotazioni obbligatorie per chi viaggia in moto? È una domanda che torna soprattutto nei mesi estivi, quando aumentano gli spostamenti sulle due ruote e i viaggi in [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quali sono le dotazioni obbligatorie per chi viaggia in moto? È una domanda che torna soprattutto nei mesi estivi, quando aumentano gli spostamenti sulle due ruote e i viaggi in moto. Il Codice della strada, però, non prevede una lunga lista di accessori da portare necessariamente nel vano sottosella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli obblighi riguardano soprattutto <strong>il casco, i dispositivi di cui deve essere equipaggiato il motociclo, i documenti necessari alla circolazione e l&#8217;assicurazione</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Casco obbligatorio: multa fino a 332 euro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il casco è il principale dispositivo di protezione obbligatorio. Chi guida motocicli e ciclomotori deve indossare un <strong>casco protettivo conforme ai tipi omologati e regolarmente allacciato</strong>. L&#8217;obbligo vale anche per l&#8217;eventuale passeggero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi circola senza casco, con un casco non conforme o non correttamente allacciato rischia una sanzione amministrativa da <strong>83 a 332 euro</strong>. È inoltre previsto il <strong>fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni</strong>, che sale a 90 giorni in caso di recidiva nel biennio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa deve avere la moto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di accessori che il motociclista deve necessariamente portare con sé, ma di dispositivi che devono essere presenti e conformi sul veicolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le dotazioni previste dal Codice della strada rientrano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>dispositivi di illuminazione e segnalazione visiva;</li>



<li>dispositivi di scarico e silenziatori per i veicoli dotati di motore termico;</li>



<li>dispositivo di segnalazione acustica, cioè il clacson;</li>



<li>dispositivi retrovisori;</li>



<li>pneumatici conformi;</li>



<li>gli ulteriori dispositivi eventualmente prescritti in relazione alla categoria e alle caratteristiche del veicolo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La violazione delle disposizioni sull&#8217;equipaggiamento dei veicoli può comportare una sanzione da <strong>87 a 344 euro</strong>, a seconda della norma violata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Luci: attenzione durante la marcia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per i motocicli l&#8217;uso delle luci è particolarmente importante. Il Codice della strada prevede specifici obblighi sull&#8217;utilizzo dei dispositivi di illuminazione durante la marcia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La violazione delle disposizioni relative all&#8217;uso delle luci previste dall&#8217;articolo 152 comporta una sanzione amministrativa da <strong>42 a 173 euro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Documenti: patente e carta di circolazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la circolazione il conducente deve essere in possesso dei documenti previsti dalla normativa, tra cui quelli relativi alla patente e alla circolazione del veicolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di mancata disponibilità dei documenti nei casi in cui devono essere esibiti, l&#8217;articolo 180 prevede una sanzione amministrativa generalmente compresa tra <strong>42 e 173 euro</strong>, con specifiche regole e possibili eccezioni quando i dati possono essere verificati direttamente attraverso le banche dati disponibili alle forze dell&#8217;ordine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Assicurazione obbligatoria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro requisito fondamentale è la <strong>Rc obbligatoria</strong>. Non è possibile circolare su strada con una moto priva della copertura assicurativa prevista dalla legge.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi circola senza assicurazione la sanzione va da <strong>866 a 3.464 euro</strong>. La normativa prevede inoltre conseguenze ulteriori, comprese misure sul veicolo e sulla patente, nei casi di recidiva e nelle altre ipotesi previste dall&#8217;articolo 193.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è invece necessario esporre sul motociclo il vecchio contrassegno assicurativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Triangolo: non è obbligatorio sulla moto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei dubbi più frequenti riguarda il <strong>triangolo di segnalazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i motocicli non esiste un obbligo generale di portare a bordo il triangolo come dotazione di emergenza. Si tratta quindi di un accessorio che il motociclista può scegliere di avere con sé, ma che non rientra tra le dotazioni obbligatorie generali del motociclo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giubbotto riflettente, guanti e abbigliamento tecnico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il <strong>giubbotto ad alta visibilità</strong> non costituisce una dotazione generale obbligatoria da tenere a bordo della moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso vale per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>guanti;</li>



<li>giacca tecnica;</li>



<li>pantaloni con protezioni;</li>



<li>paraschiena;</li>



<li>stivali tecnici;</li>



<li>kit di pronto soccorso;</li>



<li>kit per la riparazione delle forature;</li>



<li>torcia;</li>



<li>cavi per la batteria.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di equipaggiamenti che possono essere molto utili, soprattutto per i viaggi lunghi, ma che non sono prescritti come dotazioni obbligatorie generali per la normale circolazione dei motocicli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lista da ricordare prima di partire</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi vuole verificare rapidamente di essere in regola, la lista essenziale è questa:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Obbligatorio</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Casco omologato e correttamente allacciato</strong>;</li>



<li><strong>luci e dispositivi di segnalazione funzionanti</strong>;</li>



<li><strong>specchietti retrovisori conformi</strong>;</li>



<li><strong>clacson funzionante</strong>;</li>



<li><strong>pneumatici conformi</strong>;</li>



<li><strong>impianto di scarico conforme</strong>, per le moto con motore termico;</li>



<li><strong>patente valida</strong>;</li>



<li><strong>documenti del veicolo</strong>;</li>



<li><strong>assicurazione Rc obbligatoria</strong>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non obbligatorio come dotazione generale</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>triangolo;</li>



<li>giubbotto ad alta visibilità;</li>



<li>guanti;</li>



<li>giacca con protezioni;</li>



<li>paraschiena;</li>



<li>pantaloni tecnici;</li>



<li>stivali;</li>



<li>kit di pronto soccorso;</li>



<li>kit di riparazione delle forature.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Quanto si rischia di pagare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le principali sanzioni possono quindi essere riassunte così:</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><th>Violazione</th><th>Sanzione</th></tr><tr><td>Casco non indossato/non conforme</td><td><strong>83-332 euro</strong> + fermo amministrativo</td></tr><tr><td>Dotazioni del veicolo non conformi</td><td><strong>87-344 euro</strong> nelle fattispecie previste</td></tr><tr><td>Uso non corretto delle luci</td><td><strong>42-173 euro</strong></td></tr><tr><td>Mancanza dei documenti nei casi previsti</td><td><strong>42-173 euro</strong></td></tr><tr><td>Circolazione senza assicurazione</td><td><strong>866-3.464 euro</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto fondamentale è quindi distinguere tra <strong>ciò che la legge impone di avere sulla moto</strong> e ciò che, invece, costituisce un equipaggiamento consigliato per aumentare la sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il motociclista, l&#8217;obbligo personale più importante resta il <strong>casco omologato e correttamente allacciato</strong>. Per il veicolo, invece, devono essere presenti e funzionanti le dotazioni previste dalla normativa, mentre la copertura assicurativa è indispensabile per poter circolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Auto, dal rottame al grafene: la nuova frontiera del riciclo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-dal-rottame-al-grafene-la-nuova-frontiera-del-riciclo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 11:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[grafene]]></category>
		<category><![CDATA[upcycling]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=256025</guid>

					<description><![CDATA[Paraurti, tappetini, rivestimenti e plastiche a fine vita potrebbero avere una seconda vita ad alto valore aggiunto. La ricerca punta a trasformare gli scarti delle auto in grafene da utilizzare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Paraurti, tappetini, rivestimenti e plastiche a fine vita potrebbero avere una seconda vita ad alto valore aggiunto. La ricerca punta a trasformare gli scarti delle auto in grafene da utilizzare per realizzare nuovi componenti. Un possibile ciclo chiuso che unisce riciclo, alleggerimento e nuove tecnologie. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E se la prossima automobile contenesse una parte della precedente?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è più soltanto uno scenario da laboratorio. La ricerca sull&#8217;<strong>upcycling dei materiali provenienti dalle auto a fine vita</strong> sta aprendo una strada particolarmente interessante per l&#8217;industria automobilistica: trasformare plastiche che oggi rischiano di finire in discarica o di essere destinate a processi di recupero a minor valore in <strong>grafene</strong>, per poi utilizzare il materiale ottenuto nella produzione di nuovi componenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli esperimenti più significativi è stato realizzato da un gruppo di ricercatori della Rice University, che ha dimostrato la possibilità di trasformare plastiche provenienti da veicoli fuori uso in <strong>flash graphene</strong>, attraverso una tecnica denominata <em>flash Joule heating</em>. Il processo utilizza un rapido impulso elettrico per portare il materiale ad altissima temperatura e convertirne il carbonio in grafene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La caratteristica più interessante è che non si tratta semplicemente di riciclare una plastica per ottenere un&#8217;altra plastica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il materiale di partenza viene infatti <strong>upcycled</strong>, cioè trasformato in un prodotto con caratteristiche e potenzialmente con un valore superiore rispetto al rifiuto originario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla plastica dell&#8217;auto al materiale del futuro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La sperimentazione ha preso in considerazione una miscela di materiali provenienti da automobili a fine vita: tra questi paraurti, guarnizioni, moquette, tappetini e rivestimenti di sedili e portiere. Secondo lo studio, non è stato necessario separare preventivamente tutte le diverse plastiche e il processo non richiede l&#8217;impiego di solventi o acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il grafene così prodotto è stato successivamente utilizzato come <strong>rinforzo per schiume poliuretaniche destinate all&#8217;automotive</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che il progetto assume una dimensione particolarmente interessante per il settore auto: il rifiuto non viene semplicemente sottratto al ciclo di smaltimento, ma può rientrare nella catena produttiva sotto forma di materiale funzionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I test hanno evidenziato miglioramenti nelle proprietà meccaniche e nell&#8217;assorbimento del rumore a bassa frequenza della schiuma composita. Ancora più significativo, i ricercatori hanno dimostrato la possibilità di trasformare nuovamente la schiuma a fine vita in grafene, creando un possibile <strong>ciclo circolare del materiale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole: <strong>auto, rifiuto, grafene, nuovo componente, nuova auto</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Anche gli pneumatici entrano nella partita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il grafene ricavato dai rifiuti automobilistici non riguarda soltanto le plastiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro filone di ricerca riguarda infatti gli <strong>pneumatici a fine vita</strong>. Studi condotti negli ultimi anni hanno analizzato la possibilità di ottenere materiali grafenici dai pneumatici esausti e utilizzarli come rinforzo all&#8217;interno di materiali termoplastici destinati alla produzione di componenti automobilistici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una ricerca pubblicata nel 2024 ha studiato proprio l&#8217;impiego combinato di materiali grafenici ottenuti da rifiuti termoplastici e da pneumatici per rinforzare compositi in polipropilene destinati all&#8217;ingegneria automobilistica. L&#8217;obiettivo è mantenere le prestazioni meccaniche dei componenti industriali riducendo al tempo stesso il ricorso a materiali vergini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una direzione che si inserisce perfettamente nella trasformazione che sta interessando l&#8217;automotive: <strong>meno peso, più materiali riciclati, maggiore efficienza e maggiore attenzione al fine vita del veicolo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il grafene interessa alle automobili</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il grafene è un materiale costituito da uno strato di atomi di carbonio e possiede proprietà meccaniche, termiche ed elettriche particolarmente interessanti. Nel settore automotive può essere utilizzato, a seconda della formulazione e dell&#8217;applicazione, come additivo o rinforzo all&#8217;interno di materiali compositi e polimerici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo interesse non deriva quindi soltanto dalla possibilità di produrlo a partire da uno scarto, ma dalla possibilità di <strong>utilizzare quello scarto per ottenere un materiale capace di migliorare un prodotto industriale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questa la differenza fondamentale tra riciclo e upcycling.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel primo caso si cerca di recuperare materia. Nel secondo si prova a <strong>farle acquisire nuovo valore</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La vera sfida? Portare il laboratorio sulla linea produttiva</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente, tra una sperimentazione scientifica e l&#8217;impiego su larga scala in un&#8217;automobile di serie c&#8217;è ancora una distanza significativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per diventare una tecnologia industriale, il processo dovrà dimostrare di essere competitivo sotto il profilo dei costi, della disponibilità delle materie prime, della qualità e della continuità del materiale ottenuto. Sarà inoltre necessario verificare la compatibilità con gli standard e i processi produttivi dell&#8217;industria automobilistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la direzione è ormai chiara: la sostenibilità dell&#8217;auto non passa soltanto dalla motorizzazione elettrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Passa anche da <strong>come viene costruita e da cosa succede quando arriva alla fine della sua vita</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio qui che il concetto di economia circolare può cambiare prospettiva. Il rottame di domani potrebbe non essere più soltanto qualcosa da smaltire o recuperare, ma una vera e propria <strong>miniera urbana di materie prime</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida per l&#8217;automotive sarà riuscire a trasformare quella miniera in una filiera industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E, in questo scenario, una vecchia plastica potrebbe finire per avere una seconda vita molto diversa da quella che immaginiamo oggi: <strong>diventare grafene e tornare dentro un&#8217;automobile nuova</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Secondo weekend da bollino nero, Anas: ecco i consigli per un viaggio sicuro </title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/secondo-weekend-da-bollino-nero-anas-ecco-i-consigli-per-un-viaggio-sicuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 08:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[anas]]></category>
		<category><![CDATA[bollino nero]]></category>
		<category><![CDATA[consigli per un viaggio sicuro]]></category>
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					<description><![CDATA[Entra nel vivo l’esodo estivo con la settimana che porta al Ferragosto, segnata dalla chiusura della gran parte delle attività economiche del Paese: in vista dell’aumento dei flussi veicolari, nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Entra nel vivo l’esodo estivo con la settimana che porta al Ferragosto, segnata dalla chiusura della gran parte delle attività economiche del Paese: in vista dell’aumento dei flussi veicolari, nel secondo weekend da bollino nero, Anas ha potenziato l’impegno del personale su tutto il territorio nazionale e ha ridimensionato la presenza dei cantieri. Fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi (1.414).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In base alle stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas da oggi sino a domenica 9 agosto sulle strade e autostrade della società del Gruppo Fs ci saranno oltre 25 milioni di spostamenti di autoveicoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>La sicurezza deve guidare ogni spostamento</em> – ha dichiarato l’Amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme -. <em>Il rispetto dei limiti di velocità, il mantenimento della distanza di sicurezza, l’assenza di distrazioni alla guida e soste periodiche durante i tragitti più lunghi rappresentano comportamenti indispensabili per prevenire incidenti e contribuire a una circolazione più fluida e sicura.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Le giornate contrassegnate dal bollino nero</em> – prosegue Gemme &#8211; <em>coincidono con il picco degli spostamenti estivi e richiedono un’attenzione ancora maggiore da parte di tutti gli utenti della strada. Per questo rivolgiamo un appello ai viaggiatori affinché pianifichino il viaggio con anticipo, verificando le condizioni della circolazione, l’efficienza del veicolo e le previsioni meteorologiche prima di mettersi in viaggio.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti</em> – a partire dalle Forze dell&#8217;Ordine, dagli enti locali e dagli stessi automobilisti – <em>è l’elemento fondamentale per affrontare anche le giornate di maggiore intensità in condizioni di sicurezza e ordine. L&#8217;auspicio è che tutti possano raggiungere la propria destinazione con serenità, vivendo un’estate all’insegna della prudenza e della responsabilità.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Come Anas</em> – conclude l’ad -, <em>siamo pienamente attivi: circa 2.500 tra tecnici e personale di esercizio, insieme agli operatori delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, sono impegnati per assicurare un presidio costante della rete e garantire il più elevato livello possibile di assistenza agli utenti e di gestione del traffico</em>.» </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lungo la rete Anas per il secondo fine settimana di agosto è atteso traffico in costante aumento. Viabilità Italia prevede bollino nero domani mattina, sabato 8 agosto, mentre è bollino rosso nei pomeriggi di oggi, domani e domenica: oggi pomeriggio e sabato mattina per gli spostamenti in crescita dai grandi centri urbani e per weekend brevi verso le località di villeggiatura e di mare; domenica pomeriggio per i rientri verso le grandi città.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calendario dei bollini per l’estate è disponibile sul sito di Anas (<a href="https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo</a>) e su quello di Viabilità Italia (<a href="https://www.poliziadistato.it/articolo/28345" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.poliziadistato.it/articolo/28345</a>).   </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il divieto di transito dei veicoli pesanti è in vigore oggi, venerdì 7 agosto dalle ore 16 alle 22, sabato 8 agosto dalle 8 alle 22 e domenica 9 agosto dalle 7 alle 22.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intensificazione della circolazione potrà riguardare i principali itinerari turistici: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 Jonica e 18 Tirrena Inferiore in Calabria; le autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in Sicilia; la strada statale 131 Carlo Felice in Sardegna; la strada statale 148 Pontina nel Lazio, arteria particolarmente trafficata&nbsp; che insieme alla SS7 “Appia” assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia Romagna e collega il nord est con il centro Italia; le direttrici SS1 Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto).&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al nord i Raccordi Autostradali RA13 ed RA14 in Friuli-Venezia Giulia verso i valichi di confine, la SS36 del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, la SS26 della Valle D’Aosta e la SS309 Romea tra Emilia-Romagna e Veneto e la SS 51 di Alemagna in Veneto.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dal 4 agosto sono in funzione, in accordo e in collaborazione con la Polizia Stradale, i nuovi sistemi di tutor per il controllo della velocità, Vergilius Plus, su 36 tratte stradali Anas, di cui 26 lungo la A2 “Autostrada del Mediterraneo”, per circa 100 km nel tratto campano fra Salerno e Buonabitacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli altri tratti riguardano al nord, nell’area di Ravenna, la statale 309 “Romea”, dal km 1,680 al km 7,080, al Centro, nell’area metropolitana di Roma, la statale 1 “Via Aurelia”, dal km 11,950 al km 23,500, al Sud, in Campania, la statale 7 “Quater Via Domitiana”, a Pozzuoli, dal km 44,630 al km 54,300, e la statale 145 “Var Sorrentina”, all’interno della galleria Santa Maria di Pozzano, dal km 0,072 al km 4,950. Per informazioni e ulteriori dettagli consultare la pagina dedicata a Vergilius.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la situazione dei cantieri inamovibili Anas invita i viaggiatori a consultare prima di partire la pagina Esodo estivo del sito&nbsp;<a href="http://stradeanas.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stradeanas.it</a>&nbsp;(link&nbsp;<a href="https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.stradeanas.it/it/esodoestivo</a>).&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigli per un viaggio sicuro&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi si mette in viaggio è importante, più che mai nei giorni di esodo, seguire una serie di accortezze:</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dotarsi di generi di prima necessità e di una scorta d’acqua per evitare disidratazione durante il viaggio soprattutto nei giorni in cui è previsto grande caldo</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Controllare il veicolo, in particolare pressione degli pneumatici, efficienza delle luci, livelli di olio e acqua</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Consultare il meteo e il calendario dei giorni critici, quando i tempi di percorrenza potranno essere maggiori della norma, valutando eventuali percorsi alternativi</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non assumere sostanze alcoliche o droghe prima o durante la guida</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tutti i passeggeri e il guidatore, senza eccezioni, devono indossare la cintura e assicurare i bambini nei seggiolini o negli adattatori (fino a 1,50 metri di altezza)</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Rispettare i limiti di velocità e tenersi sempre sulla corsia libera a destra mantenendo la distanza di sicurezza</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In caso di stanchezza o sensazione di sonno fermarsi subito, in sicurezza nelle aree di servizio, per riposarsi e recuperare le energie</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non distrarsi mai alla guida &#8211; Sono tre i tipi di distrazione da evitare quando si conduce un veicolo: distrazione visiva, non guardare la strada; distrazione cognitiva, non porre attenzione alla guida; distrazione manuale, avere le mani impegnate sul volante.</p>
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		<title>Comunicare in sicurezza: interfono, la tecnologia che cambia il viaggio su due ruote</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/comunicare-in-sicurezza-interfono-la-tecnologia-che-cambia-il-viaggio-su-due-ruote/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 12:05:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[interfono moto]]></category>
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					<description><![CDATA[Fino a qualche anno fa, per parlare con il passeggero durante un viaggio in moto bisognava affidarsi a gesti, segnali improvvisati o a una sosta lungo il percorso. Oggi la [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Fino a qualche anno fa, per parlare con il passeggero durante un viaggio in moto bisognava affidarsi a gesti, segnali improvvisati o a una sosta lungo il percorso. Oggi la tecnologia ha cambiato anche questo aspetto dell’esperienza su due ruote: gli interfoni per casco sono diventati accessori sempre più diffusi tra i motociclisti, soprattutto tra chi percorre lunghi tragitti o viaggia in gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un interfono moto è un dispositivo di comunicazione installato all’interno del casco che consente di parlare con il passeggero o con altri motociclisti collegati, senza dover togliere le mani dal manubrio o distogliere l’attenzione dalla strada. I modelli più moderni permettono anche di collegarsi allo smartphone, utilizzare il navigatore, rispondere alle chiamate e ascoltare musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La funzione principale resta però quella della comunicazione. Durante un viaggio in coppia, l’interfono permette al pilota e al passeggero di scambiarsi informazioni in modo immediato, ad esempio per segnalare una sosta, un problema o una particolare situazione del traffico. Nei gruppi di motociclisti, invece, consente di mantenere il contatto tra più persone anche durante gli spostamenti, rendendo più semplice organizzare il percorso e affrontare eventuali imprevisti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla comunicazione alla sicurezza</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei motivi che hanno favorito la diffusione degli interfoni è proprio la possibilità di ridurre alcune situazioni di rischio. Un messaggio comunicato rapidamente può evitare manovre improvvise o comportamenti non coordinati tra motociclisti che viaggiano insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia, però, deve essere utilizzata con attenzione. Un volume troppo alto, un uso improprio delle funzioni o un’eccessiva concentrazione sul dispositivo possono diventare elementi di distrazione. L’interfono deve quindi essere considerato uno strumento di supporto alla guida e non un elemento che distoglie il motociclista dall’ambiente circostante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bluetooth e nuove tecnologie</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La maggior parte degli interfoni oggi utilizza la connessione Bluetooth e può essere abbinata a smartphone e navigatori. I modelli più avanzati offrono collegamenti più stabili, maggiore autonomia della batteria e possibilità di comunicare con più motociclisti contemporaneamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni dispositivi sono progettati per integrarsi direttamente nel casco, con altoparlanti sottili posizionati vicino alle orecchie e microfoni studiati per ridurre i rumori generati dal vento. Una caratteristica particolarmente importante per chi viaggia a velocità sostenute o affronta lunghe percorrenze.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un accessorio sempre più presente nei viaggi in moto</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con la crescita del mototurismo e dei viaggi su strada, l’interfono è passato dall’essere un accessorio per appassionati a un compagno di viaggio sempre più comune. Non sostituisce l’attenzione e il rispetto delle regole della strada, ma può rendere l’esperienza in moto più pratica e organizzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi ama macinare chilometri, affrontare itinerari panoramici o semplicemente condividere il viaggio con un passeggero, la possibilità di comunicare senza fermarsi rappresenta oggi uno degli aspetti più apprezzati della tecnologia applicata alle due ruote.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>I campani non comprano auto nuove, ultimi in Italia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/i-campani-non-comprano-auto-nuove-ultimi-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 09:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto nuove]]></category>
		<category><![CDATA[consumi campani]]></category>
		<category><![CDATA[spesa media]]></category>
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					<description><![CDATA[I campani, specialmente i napoletani, non comprano auto nuove, sono ultimi in Italia con una spesa media di 301 euro per nucleo familiare mentre sono al secondo posto per la [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I campani, specialmente i napoletani, non comprano auto nuove, sono ultimi in Italia con una spesa media di 301 euro per nucleo familiare mentre sono al secondo posto per la spesa in ICT (99 euro di media a famiglia). Secondo i dati dell’Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic, giunto alla 32esima edizione, nel 2025 la spesa delle famiglie campane per i beni durevoli si è attestata a 4 miliardi e 700 milioni di euro, in calo del 2,1% rispetto all’anno precedente. Si registra una flessione in linea con la media nazionale ma più pesante rispetto al Sud in alcuni comparti chiave della mobilità. La spesa media per famiglia si ferma a 2.083 euro, ultimo valore tra le regioni italiane, con una riduzione del 2,3%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il principale fattore di debolezza è l’auto nuova, che scende a 680 milioni di euro e perde il 15,1% con le famiglie campane ultime in Italia per spesa media (2.083 a nucleo). Le auto usate restano molto rilevanti con 1 miliardo e 515 milioni di euro, ma arretrano dell’1,3%. I motoveicoli, invece, si attestano a 286 milioni e crescono dello 0,6%, primo mercato regionale italiano per volume. Negli altri comparti prevalgono segnali più positivi: gli elettrodomestici raggiungono 479 milioni di euro e crescono del 5,2%, l’elettronica di consumo (TV e Hi-Fi) vale 115 milioni con un -0,2%, i mobili totalizzano 1 miliardo e 42 milioni con un -0,2%, l’information technology sale a 136 milioni (+3%) con le famiglie della regione al secondo posto in Italia per spesa media (99 euro per nucleo), e la telefonia cresce a 446 milioni (+2,6%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>La Campania&nbsp;</em>&#8211; dichiara&nbsp;<strong>Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>mostra una doppia faccia: da un lato resta uno dei grandi mercati italiani dei beni durevoli, dall’altro continua a evidenziare una struttura di consumi molto sensibile al rallentamento della mobilità e in particolare dell’auto nuova. A fare la differenza nel 2025 sono però i comparti legati alla casa e alla connettività: elettrodomestici, information technology e telefonia crescono in modo significativo e raccontano una domanda che resta viva nei beni percepiti come utili. Anche il profilo provinciale è molto articolato: Napoli concentra i volumi, Avellino e Benevento mostrano alcuni segnali di resilienza, mentre Caserta e Salerno pagano una frenata più ampia del mercato</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>NAPOLI DOMINA PER SPESA IN BENI DUREVOLI, TRA LE PRIME PROVINCE D’ITALIA</strong>. Napoli si conferma il grande motore del mercato campano con 2 miliardi e 453 milioni di euro di spesa in beni durevoli, in calo dell’1,7%. La spesa media per famiglia è pari a 2.109 euro (-1,9%). Le auto nuove arretrano a 312 milioni di euro con un calo a doppia cifra (16%), mentre le auto usate scendono meno: 749 milioni e -2,6%. I motoveicoli, a 175 milioni di euro, crescono del 2,3% confermando il primato nazionale per volume e il nono posto della spesa media per nucleo familiare (268 euro). Gli elettrodomestici toccano 268 milioni di euro (+6%), l’elettronica di consumo 65 milioni (+1%), i mobili 574 milioni (+1,1%), l’information technology 80 milioni (+4,4%) e la telefonia 230 milioni (+3,5%). È il quadro di una provincia che, pur frenata dall’auto nuova, mostra una sorprendente vivacità nel resto del paniere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SALERNO RALLENTA, MA LA CASA REGGE</strong>. Salerno chiude il 2025 con 918 milioni di euro di spesa in beni durevoli, in calo del 2,5%, mentre la spesa media per famiglia si ferma a 2.080 euro (-2,7%). Le auto nuove scivolano a 145 milioni di euro (-13,2%), le auto usate si attestano a 315 milioni (+0,1%) e i motoveicoli a 53 milioni (-0,8%). Positivi invece gli elettrodomestici, che raggiungono 85 milioni di euro (+4,2%). L’elettronica di consumo cala a 21 milioni (-1,3%), i mobili a 185 milioni (-2,7%), l’information technology tocca i 23 milioni (+1,9%) e la telefonia 91 milioni (+0,3%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>CASERTA PAGA LA DEBOLEZZA DELL’AUTO NUOVA, MA RESTA FORTE IN DIVERSI COMPARTI</strong>. Caserta totalizza 715 milioni di euro di spesa in beni durevoli e segna un -2,9%; la spesa media per famiglia si ferma a 1.945 euro (-3,2%), una delle più basse d’Italia. Le auto nuove crollano a 121 milioni di euro (-14,6%), le auto usate si fermano a 244 milioni (-1%) e i motoveicoli a 37 milioni (+0,8%). Il resto del paniere mostra dati più confortanti: elettrodomestici a 70 milioni di euro (+3,8%), elettronica di consumo quasi stabili a 14 milioni (-1%), mobili in calo a 148 milioni (-2,2%), avanzano information technology a 18 milioni (+0,8%) e telefonia a 64 milioni (+3,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>AD AVELLINO AUTO NUOVA IN CALO DEL 17%</strong>. Avellino registra 372 milioni di euro di spesa in beni durevoli, in calo del 2,6%, con una spesa media per famiglia di 2.181 euro (-2,8%). Le auto nuove scendono a 61 milioni di euro (-17%), le auto usate tengono meglio a 127 milioni (+0,9%), mentre i motoveicoli si fermano a 13 milioni (-5,8%). Gli elettrodomestici crescono in modo robusto fino a 34 milioni di euro (+5%); l’elettronica di consumo scende a 9 milioni (-4,6%); i mobili raggiungono 82 milioni (+0,2%), l’information technology 9 milioni (+0,5%) e la telefonia 36 milioni (+2,1%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>BENEVENTO: MERCATO PICCOLO, MA TIENE MEGLIO DELLA MEDIA</strong>. Benevento chiude il 2025 con 242 milioni di euro di spesa in beni durevoli, in diminuzione dell’1,9%, tra i cali più contenuti della Campania. La spesa media per famiglia si colloca a 2.127 euro (-2,2%). Le auto nuove scivolano a 41 milioni di euro (-12,4%), le auto usate superano 80 milioni (+1,5%), i motoveicoli calano a 8 milioni (-13%). Nei comparti per la casa gli elettrodomestici raggiungono 22 milioni di euro (+4,8%), l’elettronica di consumo si ferma a 5 milioni (-0,8%) e i mobili a 54 milioni (-1%). Il digitale rimane positivo: information technology a 6 milioni (+0,8%) e telefonia a 26 milioni (+2,2%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>“Ma chi ti ha dato la patente?”: Solo l’8,3% degli automobilisti campani supererebbe oggi l’esame di teoria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ma-chi-ti-ha-dato-la-patente-solo-l83-degli-automobilisti-campani-supererebbe-oggi-lesame-di-teoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 08:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[automobilisti]]></category>
		<category><![CDATA[autoscout24]]></category>
		<category><![CDATA[esame della patente]]></category>
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					<description><![CDATA[A quanti è capitato di sognare di dover rifare un esame già superato? E se quell’esame fosse quello della patente? Per molti automobilisti campani la patente B è ormai un [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">A quanti è capitato di sognare di dover rifare un esame già superato? E se quell’esame fosse quello della patente? Per molti automobilisti campani la patente B è ormai un ricordo lontano: quiz, guide, ansia da esaminatore e poi, finalmente, la libertà di mettersi al volante. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025, secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in Campania sono state sostenute 87.287 prove di teoria per il conseguimento della patente B. Il <strong>39,4%</strong> non è stato superato, una percentuale sostanzialmente in linea con la media nazionale, pari al <strong>39,7%</strong>. A livello provinciale, il tasso più alto di bocciati alla teoria si registra a <strong>Caserta</strong>, dove il 41,6% delle prove non è stato superato. Seguono <strong>Napoli</strong> (39,8%), <strong>Avellino</strong> (37,3%), <strong>Salerno</strong> (37,1%) e <strong>Benevento</strong> (35,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a><strong>E se a rimettersi alla prova fossero gli automobilisti campani già patentati?</strong></a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>AutoScout24</strong>, piattaforma leader per il mercato auto online, ha deciso di mettere nuovamente alla prova gli automobilisti italiani con una simulazione del quiz di teoria della patente B, realizzata con il supporto di&nbsp;<strong>Egaf Edizioni</strong>&nbsp;e in collaborazione con&nbsp;<strong>Confarca</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Unasca</strong>, le principali associazioni italiane di autoscuole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato? Solo l’<strong>8,3%</strong>&nbsp;degli automobilisti della regione supererebbe oggi l’esame a pieno titolo, con un massimo di due errori su 20 domande. La percentuale è sostanzialmente in linea con la media nazionale, pari all’<strong>8%</strong>, e colloca la Campania poco al di sopra del dato medio italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la simulazione dell’esame di teoria sono stati coinvolti oltre 4.000 automobilisti della community di&nbsp;<strong>AutoScout24</strong>, con un focus sulla Campania, che hanno ottenuto la patente B da oltre cinque anni, sottoponendoli a un test di 20 domande a quiz selezionate tra quelle convalidate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e utilizzate in sede di esame (l’attuale test ufficiale prevede 30 domande). Per superare la simulazione, gli utenti non devono aver commesso più di due errori su 20 domande (10%), considerando lo stesso rapporto dell’esame ufficiale, che prevede attualmente al massimo tre errori per un quiz da 30 quesiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali sono invece gli ostacoli maggiormente riscontrati nel corso degli esami di guida?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria è solo una parte del percorso. Nella prova pratica non contano soltanto la tecnica e la dimestichezza con il veicolo, ma anche la capacità di gestire il traffico, interpretare rapidamente le situazioni stradali e mantenere il controllo emotivo.&nbsp;<strong>Nel 2025 in Campania sono state sostenute 64.056 prove pratiche per la patente B.</strong>&nbsp;Il&nbsp;<strong>95,2%</strong>&nbsp;dei candidati ha superato l’esame, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale, pari all’<strong>83,8%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la rilevazione condotta tra le autoscuole associate a Confarca e Unasca,&nbsp;<strong><u>a livello nazionale,</u></strong>&nbsp;gli errori che più spesso compromettono la promozione riguardano soprattutto gli&nbsp;<strong>incroci</strong>, indicati dal&nbsp;<strong>59%</strong>&nbsp;delle autoscuole intervistate, seguiti dagli elementi e dalle&nbsp;<strong>caratteristiche stradali speciali</strong>, come rotonde, passaggi a livello, fermate di autobus o tram, attraversamenti pedonali, gallerie, salite o discese, segnalati dal&nbsp;<strong>48%</strong>. Tra le criticità più frequenti ci sono anche il parcheggio e l’uscita dallo spazio di parcheggio (41,4%), i cambiamenti di direzione e di corsia (31%) e il sorpasso o superamento di ostacoli (31%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il contesto in cui si svolge l’esame può fare la differenza: per il&nbsp;<strong>72%</strong>&nbsp;delle autoscuole<strong>&nbsp;la dimensione della città, la difficoltà delle strade e il traffico</strong>&nbsp;incidono molto o abbastanza sul risultato finale. La quasi totalità degli intervistati indica&nbsp;<strong>la strada urbana</strong>&nbsp;(zone residenziali, zone con limiti di velocità fissati a 30 e 50 km/h) come il contesto in cui i candidati incontrano più difficoltà o commettono più errori (<strong>93</strong>%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A pesare, però, non è solo la strada.&nbsp;<strong>L’ansia del candidato</strong>&nbsp;incidesecondo l<strong>’86%&nbsp;</strong>delle autoscuole, mentre per&nbsp;<strong>il 90%</strong>&nbsp;anche&nbsp;<strong>l’atteggiamento dell’esaminatore</strong>&nbsp;può influire sul livello di stress durante la prova. Un elemento che conferma come l’esame di guida sia anche una prova di lucidità: conoscere le regole e saper manovrare l’auto è fondamentale, ma spesso la vera sfida è riuscire a farlo sotto pressione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori informazioni o per mettersi in gioco simulando il test per l’esame di teoria della patente B, <a href="https://www.autoscout24.it/informare/consigli/preparazione/patente-b-quiz-2026-simula-il-quiz-della-patente-online/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raggiungi questa pagina sul sito AutoScout24</a>. Sarà possibile cliccare sul link all’interno per effettuare la simulazione di una reale scheda d’esame per la patente B o per scaricare le app di Egaf edizioni. Bastano pochi minuti e il questionario è assolutamente gratuito e anonimo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Auto sotto stress con il caldo: ecco cosa controllare prima di partire</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-sotto-stress-con-il-caldo-ecco-cosa-controllare-prima-di-partire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 10:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[controllare l'auto]]></category>
		<category><![CDATA[veicolo]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;estate è sinonimo di vacanze, weekend fuori porta e lunghi viaggi in auto. Proprio nei mesi più caldi, però, il veicolo è sottoposto a uno stress maggiore: temperature elevate, traffico [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;estate è sinonimo di vacanze, weekend fuori porta e lunghi viaggi in auto. Proprio nei mesi più caldi, però, il veicolo è sottoposto a uno stress maggiore: temperature elevate, traffico intenso e percorrenze più lunghe possono mettere a dura prova motore, pneumatici e impianti. Per evitare inconvenienti e partire in tranquillità, bastano pochi controlli prima di mettersi al volante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Controllare la pressione degli pneumatici</strong><br>Con il caldo la pressione degli pneumatici tende ad aumentare. Per questo è importante verificarla a freddo e attenersi ai valori indicati dal costruttore. Da controllare anche lo stato del battistrada, che deve garantire un&#8217;adeguata aderenza, soprattutto in caso di pioggia improvvisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Verificare il liquido refrigerante</strong><br>Il sistema di raffreddamento è essenziale per mantenere il motore alla giusta temperatura. Un livello insufficiente del liquido refrigerante può provocare surriscaldamenti e, nei casi più gravi, danni al propulsore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Controllare l&#8217;olio motore</strong><br>Prima di affrontare un lungo viaggio è buona norma verificare il livello dell&#8217;olio e, se necessario, effettuare un rabbocco o programmare il tagliando.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Testare batteria e impianto elettrico</strong><br>Non è solo il freddo a mettere in difficoltà la batteria. Anche le alte temperature possono ridurne l&#8217;efficienza. Se la batteria ha diversi anni di vita, un controllo in officina può evitare spiacevoli sorprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Verificare l&#8217;impianto frenante</strong><br>Pastiglie, dischi e livello del liquido dei freni devono essere in perfette condizioni. Se durante la guida si avvertono rumori anomali o vibrazioni, è opportuno far controllare l&#8217;impianto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6. Climatizzatore efficiente</strong><br>Viaggiare con un impianto di climatizzazione funzionante non significa solo comfort, ma anche sicurezza. Un abitacolo troppo caldo aumenta la stanchezza e riduce l&#8217;attenzione del conducente. Se il raffrescamento è poco efficace, potrebbe essere necessario controllare il gas refrigerante o sostituire il filtro abitacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7. Controllare luci e tergicristalli</strong><br>Anche in estate possono verificarsi temporali improvvisi. È quindi importante verificare il corretto funzionamento di fari, indicatori di direzione, stop e tergicristalli, sostituendo le spazzole usurate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>8. Non sovraccaricare l&#8217;auto</strong><br>Bagagli sistemati in modo corretto e peso distribuito uniformemente migliorano stabilità e consumi. Se si utilizza un box da tetto, è necessario rispettare i limiti di carico previsti dal costruttore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>9. Tenere a bordo l&#8217;essenziale</strong><br>Acqua, occhiali da sole, kit di pronto soccorso, torcia, caricatore per il telefono, triangolo e giubbotto catarifrangente sono oggetti che possono rivelarsi molto utili durante il viaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>10. Mai lasciare persone o animali in auto</strong><br>Con il sole, la temperatura all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo può superare rapidamente i 60 gradi, trasformando l&#8217;auto in una vera e propria trappola. Bambini e animali non devono mai essere lasciati all&#8217;interno del veicolo, neppure per pochi minuti. Anche farmaci, dispositivi elettronici, accendini e bombolette spray possono deteriorarsi o diventare pericolosi se esposti a temperature elevate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prima di partire</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un ultimo controllo a documenti, assicurazione e revisione può evitare inconvenienti durante il viaggio. Se il tragitto è particolarmente lungo, è consigliabile programmare soste ogni due ore, idratarsi regolarmente ed evitare le ore più calde della giornata, soprattutto se si prevedono code.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preparare l&#8217;auto richiede pochi minuti, ma può fare la differenza tra una vacanza serena e un imprevisto lungo la strada. Un po&#8217; di prevenzione resta il miglior alleato per affrontare l&#8217;estate al volante in sicurezza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come preparare un viaggio in moto: consigli pratici prima di partire</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/come-preparare-un-viaggio-in-moto-consigli-pratici-prima-di-partire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[motorcycle trip]]></category>
		<category><![CDATA[organizzare viaggio in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è chi parte per un fine settimana tra i passi di montagna e chi programma un tour di migliaia di chilometri. In entrambi i casi, un viaggio in moto non [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è chi parte per un fine settimana tra i passi di montagna e chi programma un tour di migliaia di chilometri. In entrambi i casi, un viaggio in moto non si improvvisa. Una buona pianificazione permette di viaggiare in sicurezza, ridurre gli imprevisti e godersi ogni chilometro senza stress.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pianificare il percorso</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo consiglio è evitare di programmare tappe troppo lunghe. Percorrere 250-350 chilometri al giorno è una distanza generalmente equilibrata per chi desidera anche fermarsi a visitare borghi, panorami o località d&#8217;interesse. Nei periodi più caldi è preferibile partire al mattino presto, evitando le ore centrali della giornata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima della partenza è utile verificare eventuali cantieri, passi di montagna chiusi, traghetti o limitazioni al traffico che potrebbero modificare l&#8217;itinerario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Controllare la moto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una moto efficiente è il primo requisito per partire tranquilli. Prima del viaggio è consigliabile controllare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pressione e stato degli pneumatici;</li>



<li>livello di olio motore e liquido refrigerante;</li>



<li>freni e pastiglie;</li>



<li>funzionamento delle luci;</li>



<li>tensione e lubrificazione della catena (se presente);</li>



<li>batteria.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se il viaggio è particolarmente lungo, un controllo completo in officina qualche giorno prima della partenza può evitare spiacevoli inconvenienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;abbigliamento giusto fa la differenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche d&#8217;estate la sicurezza viene prima del caldo. Casco omologato, giacca con protezioni, guanti, pantaloni tecnici e scarpe dedicate sono elementi fondamentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I moderni capi tecnici in tessuto traforato permettono un&#8217;ottima ventilazione senza rinunciare alla protezione. Portare sempre con sé una tuta antipioggia compatta è una scelta che può rivelarsi preziosa anche quando le previsioni sono favorevoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come preparare il bagaglio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli errori più frequenti è riempire valigie e bauletti con oggetti inutili. Il consiglio è portare solo ciò che serve davvero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel bagaglio non dovrebbero mancare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>documenti personali e della moto;</li>



<li>caricabatterie e power bank;</li>



<li>kit di pronto soccorso;</li>



<li>kit di riparazione pneumatici o bomboletta gonfia e ripara;</li>



<li>attrezzi essenziali;</li>



<li>borraccia;</li>



<li>abbigliamento tecnico di ricambio.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il peso deve essere distribuito in modo uniforme, evitando di sovraccaricare il bauletto posteriore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnologia utile in viaggio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La tecnologia può diventare un&#8217;alleata. Navigatore GPS o smartphone con supporto dedicato, interfono Bluetooth per comunicare con il passeggero o con altri motociclisti e prese USB per la ricarica dei dispositivi rendono il viaggio più semplice e confortevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre più app consentono inoltre di condividere la posizione con familiari e amici, una funzione utile soprattutto durante i viaggi in solitaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bere spesso e fermarsi con regolarità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il caldo estivo può aumentare rapidamente la stanchezza. Bere acqua frequentemente, anche senza avvertire la sete, è fondamentale per mantenere concentrazione e riflessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una sosta ogni due ore permette di rilassare i muscoli, recuperare energie e affrontare il tratto successivo con maggiore lucidità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli accessori che migliorano davvero il viaggio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni accessori possono fare la differenza durante un tour:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>parabrezza maggiorato;</li>



<li>borse laterali impermeabili;</li>



<li>supporto per smartphone;</li>



<li>rete elastica portaoggetti;</li>



<li>coprisella antiscivolo;</li>



<li>borsa da serbatoio;</li>



<li>kit di emergenza;</li>



<li>mini compressore portatile.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono indispensabili, ma possono aumentare sensibilmente comfort e praticità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione ai documenti e all&#8217;assistenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima della partenza è sempre opportuno verificare di avere con sé patente, carta di circolazione, assicurazione e, se si viaggia all&#8217;estero, tutta la documentazione richiesta dal Paese di destinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre consigliabile controllare che la polizza assicurativa comprenda l&#8217;assistenza stradale, un servizio che può rivelarsi prezioso in caso di guasto lontano da casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La moto è libertà, ma la preparazione resta fondamentale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un viaggio in moto rappresenta uno dei modi più autentici per scoprire un territorio. Il piacere della guida, il contatto diretto con il paesaggio e la possibilità di fermarsi ovunque rendono ogni itinerario un&#8217;esperienza unica. Perché sia davvero tale, però, bastano poche regole: una moto in perfette condizioni, equipaggiamento adeguato, bagagli ben organizzati e la giusta dose di prudenza. Così ogni curva diventa parte del viaggio, e non un problema da affrontare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Auto: Peugeot 2008 Hybrid, il SUV compatto che punta su stile, efficienza e tecnologia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-peugeot-2008-hybrid-il-suv-compatto-che-punta-su-stile-efficienza-e-tecnologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 08:41:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[acquistare Peugeot 2008 Hybrid]]></category>
		<category><![CDATA[Peugeot 2008 Hybrid]]></category>
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					<description><![CDATA[Peugeot 2008 Hybrid si propone come uno dei modelli di punta nel segmento dei SUV compatti, con un design rinnovato e una tecnologia pensata per migliorare efficienza e comfort di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Peugeot 2008 Hybrid si propone come uno dei modelli di punta nel segmento dei SUV compatti, con un design rinnovato e una tecnologia pensata per migliorare efficienza e comfort di guida. La versione ibrida affianca quella benzina e ridefinisce l&#8217;identità del modello attraverso nuovi elementi estetici, tra cui la firma luminosa anteriore e posteriore, nuovi cerchi in lega disponibili a seconda degli allestimenti e una calandra più ampia che rafforza la presenza su strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Progettata e prodotta in Europa secondo gli standard qualitativi del marchio francese, la Peugeot 2008 Hybrid integra un sistema che consente di recuperare energia durante la guida, senza la necessità di ricarica tramite presa esterna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati dichiarati dalla casa automobilistica, la motorizzazione Hybrid può consentire fino al 37% di riduzione del consumo urbano WLTP e fino al 20% di riduzione del consumo combinato WLTP rispetto alla versione 2008 con motore benzina, con valori che possono variare in base alle condizioni di utilizzo, allo stile di guida, alla temperatura esterna, agli equipaggiamenti e al tipo di percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i punti di forza del modello c&#8217;è anche l&#8217;autonomia: Peugeot dichiara fino a 880 chilometri, calcolati secondo il ciclo misto WLTP. Il dato può cambiare in funzione delle condizioni reali di utilizzo, del peso del veicolo, della velocità, dell&#8217;impiego di climatizzazione e altri dispositivi di bordo, oltre che delle condizioni della strada e degli pneumatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con dimensioni compatte, posizione di guida rialzata e un&#8217;impostazione dinamica, la Peugeot 2008 punta a un pubblico alla ricerca di un SUV agile e grintoso, capace di unire versatilità urbana, tecnologia e maggiore attenzione ai consumi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ricircolo dell&#8217;aria in auto: tutto quello che c&#8217;è da sapere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ricircolo-dellaria-in-auto-tutto-quello-che-ce-da-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 10:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[ricircolo aria]]></category>
		<category><![CDATA[sistema di ventilazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra i pulsanti meno utilizzati, o spesso usati nel modo sbagliato, c&#8217;è quello del ricircolo dell&#8217;aria, riconoscibile dal simbolo di un&#8217;auto con una freccia circolare al suo interno. Eppure, questa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tra i pulsanti meno utilizzati, o spesso usati nel modo sbagliato, c&#8217;è quello del <strong>ricircolo dell&#8217;aria</strong>, riconoscibile dal simbolo di un&#8217;auto con una freccia circolare al suo interno. Eppure, questa semplice funzione può migliorare il comfort di guida, ridurre i consumi del climatizzatore e contribuire alla qualità dell&#8217;aria nell&#8217;abitacolo, a patto di sapere quando attivarla e quando, invece, è meglio lasciarla disinserita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si preme il pulsante del ricircolo, il sistema di ventilazione interrompe temporaneamente l&#8217;ingresso dell&#8217;aria proveniente dall&#8217;esterno e fa circolare quella già presente nell&#8217;abitacolo. In questo modo il climatizzatore o il riscaldamento lavorano su un volume d&#8217;aria già trattato, raggiungendo più rapidamente la temperatura desiderata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando conviene usarlo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;utilizzo del ricircolo è consigliato in diverse situazioni.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Con temperature molto elevate:</strong> dopo aver abbassato la temperatura interna, il climatizzatore raffresca più velocemente l&#8217;abitacolo e lavora con minore sforzo.</li>



<li><strong>Nel traffico intenso:</strong> aiuta a limitare l&#8217;ingresso dei gas di scarico dei veicoli circostanti.</li>



<li><strong>In galleria:</strong> impedisce che nell&#8217;abitacolo entrino i fumi di scarico, spesso più concentrati.</li>



<li><strong>Vicino a incendi, cantieri o zone molto polverose:</strong> riduce l&#8217;ingresso di fumo, polvere e cattivi odori.</li>



<li><strong>In presenza di cattivi odori esterni:</strong> come impianti industriali, allevamenti o raccolta rifiuti.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Quando è meglio non usarlo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il ricircolo non dovrebbe rimanere inserito per lunghi periodi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo alcuni minuti, infatti, aumenta la concentrazione di anidride carbonica prodotta dai passeggeri e diminuisce il ricambio d&#8217;aria. Questo può favorire sonnolenza, appannamento dei vetri e una sensazione di aria pesante, soprattutto se a bordo ci sono più persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quindi preferibile disattivarlo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>durante i viaggi lunghi;</li>



<li>quando fuori la qualità dell&#8217;aria è buona;</li>



<li>se i vetri iniziano ad appannarsi;</li>



<li>quando si desidera arieggiare naturalmente l&#8217;abitacolo.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione ai vetri appannati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli errori più comuni è lasciare inserito il ricircolo quando piove o in inverno. In queste condizioni l&#8217;umidità prodotta dalla respirazione dei passeggeri resta all&#8217;interno dell&#8217;auto e può far appannare rapidamente il parabrezza e i finestrini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per eliminare l&#8217;appannamento è consigliabile disattivare il ricircolo, orientare il flusso d&#8217;aria verso il parabrezza e, se disponibile, attivare il climatizzatore: anche d&#8217;inverno il compressore contribuisce a deumidificare l&#8217;aria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fa davvero risparmiare carburante?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, ma il beneficio è limitato. Quando il climatizzatore raffredda aria già fresca anziché aria molto calda proveniente dall&#8217;esterno, il compressore lavora meno e può ridurre leggermente i consumi. Il vantaggio è più evidente nelle giornate estive molto calde e dopo che l&#8217;abitacolo ha raggiunto la temperatura desiderata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le auto moderne fanno tutto da sole</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Molti modelli di ultima generazione gestiscono automaticamente il ricircolo grazie a sensori che rilevano la qualità dell&#8217;aria esterna. Il sistema può attivarsi da solo in presenza di elevati livelli di inquinamento o durante l&#8217;attraversamento di una galleria, per poi disattivarsi automaticamente dopo pochi minuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un consiglio pratico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se l&#8217;auto è rimasta parcheggiata al sole, è meglio aprire porte o finestrini per qualche istante prima di partire, così da far uscire l&#8217;aria surriscaldata. Successivamente si può accendere il climatizzatore e attivare il ricircolo per raffreddare più rapidamente l&#8217;abitacolo. Una volta raggiunta una temperatura confortevole, è consigliabile tornare alla modalità con aria esterna per garantire un corretto ricambio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In sintesi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il pulsante del ricircolo non va lasciato sempre acceso né sempre spento. È uno strumento utile se utilizzato nei momenti giusti: migliora il comfort, aiuta il climatizzatore a lavorare meglio e protegge dall&#8217;inquinamento esterno. L&#8217;importante è ricordarsi di disattivarlo periodicamente per mantenere l&#8217;aria dell&#8217;abitacolo fresca e sicura durante la guida.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Moto al sole, come proteggerla: l&#8217;importanza del telo coprimoto anche in estate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moto-al-sole-come-proteggerla-limportanza-del-telo-coprimoto-anche-in-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[proteggere la moto]]></category>
		<category><![CDATA[telo coprimoto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252180</guid>

					<description><![CDATA[Quando si pensa al telo coprimoto, si immagina spesso l&#8217;inverno o i lunghi periodi di inutilizzo del veicolo. In realtà, anche durante l&#8217;estate questo semplice accessorio può fare la differenza, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quando si pensa al telo coprimoto, si immagina spesso l&#8217;inverno o i lunghi periodi di inutilizzo del veicolo. In realtà, anche durante l&#8217;estate questo semplice accessorio può fare la differenza, proteggendo la moto dai danni causati dal sole e dagli agenti esterni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sole può rovinare la moto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le alte temperature e i raggi ultravioletti (UV) non mettono a rischio solo la pelle, ma anche la carrozzeria e i componenti della moto. Un&#8217;esposizione prolungata può scolorire la vernice, opacizzare le plastiche, deteriorare le guarnizioni in gomma e rendere la sella più rigida e soggetta a screpolature.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, lasciare la moto parcheggiata per ore sotto il sole significa ritrovarsi con sella, serbatoio e manopole roventi, rendendo meno confortevole la ripartenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo raggi UV</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il telo protegge anche da altri inconvenienti tipici della bella stagione. Polvere, pollini, resina degli alberi ed escrementi di uccelli possono infatti danneggiare la vernice o lasciare residui difficili da eliminare se non rimossi tempestivamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche improvvisi temporali estivi o grandinate possono mettere a rischio la moto. Sebbene un normale telo non sostituisca una protezione specifica contro la grandine, rappresenta comunque una barriera contro pioggia, sporco e piccoli detriti trasportati dal vento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scegliere il telo giusto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutti i coprimoto sono uguali. Per l&#8217;utilizzo estivo è preferibile orientarsi su un modello traspirante e impermeabile, capace di impedire il passaggio dell&#8217;acqua senza trattenere l&#8217;umidità all&#8217;interno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un telo di buona qualità deve inoltre essere resistente ai raggi UV, dotato di sistemi di fissaggio per evitare che il vento lo sposti e della misura corretta, così da coprire completamente la moto senza risultare eccessivamente largo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando utilizzarlo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il coprimoto è particolarmente utile quando il veicolo viene lasciato all&#8217;aperto per molte ore, sia davanti casa sia sul posto di lavoro o durante una vacanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;unica accortezza è evitare di coprire la moto subito dopo aver terminato un viaggio: motore e scarico devono prima raffreddarsi completamente per evitare di danneggiare il telo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un piccolo investimento che preserva il valore</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzare regolarmente un telo coprimoto significa limitare l&#8217;usura causata dagli agenti atmosferici e mantenere nel tempo un migliore stato estetico del veicolo. Un dettaglio che può fare la differenza anche in caso di futura rivendita, contribuendo a conservare il valore della moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con una spesa contenuta e pochi secondi per coprire il mezzo, è possibile prevenire molti dei danni provocati dall&#8217;esposizione quotidiana al sole e agli agenti esterni, rendendo il telo un accessorio utile non solo in inverno, ma durante tutto l&#8217;anno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli errori più comuni che in estate possono rovinare la vernice della tua auto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gli-errori-piu-comuni-che-in-estate-possono-rovinare-la-vernice-della-tua-auto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 11:05:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[carrozzeria]]></category>
		<category><![CDATA[resina]]></category>
		<category><![CDATA[vernice]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate e il rialzo delle temperature, sempre più automobilisti si trovano ad affrontare lo stesso nemico:&#160;trovare l&#8217;auto coperta di piccole gocce appiccicose dopo averla parcheggiata, una situazione che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate e il rialzo delle temperature, sempre più automobilisti si trovano ad affrontare lo stesso nemico:&nbsp;<strong>trovare l&#8217;auto coperta di piccole gocce appiccicose dopo averla parcheggiata</strong>, una situazione che può&nbsp;<strong>diventare una delle più delicate per la carrozzeria</strong>. Sebbene la maggior parte degli italiani tenti di risolverla con acqua, sapone o addirittura grattando la superficie, secondo gli esperti di&nbsp;<a href="https://parclick.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parclick.it</a>, l&#8217;app di prenotazione di parcheggi leader in Europa,&nbsp;<strong>alcuni metodi possono aggravare ulteriormente il problema di partenza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La resina rilasciata da alcune specie molto diffuse in Italia, soprattutto conifere come pini, cedri e abeti, aderisce facilmente alla vernice e ai vetri.</strong>&nbsp;La sua composizione, ricca di oli naturali e composti appiccicosi, la rende particolarmente resistente al calore e al passare del tempo.&nbsp;<strong>Il problema si manifesta quando quelle piccole macchie rimangono per giorni sotto il sole.</strong>&nbsp;Il calore indurisce la superficie e fa sì che la sostanza&nbsp;<strong>rimanga incrostata nella vernice dell&#8217;auto.</strong>&nbsp;E anche se, a differenza degli escrementi degli uccelli, corrosivi per natura, la resina degli alberi non danneggia di per sé la vernice, né fresca né secca, più passa il tempo più diventa difficile rimuoverla.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Molti automobilisti pensano che la soluzione consista nello</strong>&nbsp;<strong>strofinare energicamente</strong>&nbsp;<strong>o usare oggetti rigidi.</strong>&nbsp;Tuttavia, gli esperti di&nbsp;<a href="https://parclick.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parclick.it</a>&nbsp;affermano che questo è proprio l&#8217;errore che causa i maggiori danni alla vernice del veicolo. Ecco cosa bisogna fare:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Non cercare di staccare la resina</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Usare raschietti, spatole metalliche o addirittura le unghie per rimuovere la resina quasi sempre si traduce in&nbsp;<strong>micro graffi visibili in controluce</strong>. Su auto con vernici scure questi segni emergono con ancora più evidenza dopo un semplice lavaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Non lavare l&#8217;auto all&#8217;autolavaggio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È anche sconsigliato ricorrere direttamente ad&nbsp;<strong>autolavaggi automatici con spazzole rotanti.</strong>&nbsp;<strong>Quando la resina è ancora appiccicata allauto, questi sistemi possono distribuirla sulla superficie</strong>&nbsp;generando piccole abrasioni nello strato protettivo della vernice.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Prima di tutto bisogna ammorbidire la macchia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come abbiamo visto, la chiave non sta nell&#8217;esercitare pressione sulla macchia, ma nell&#8217;ammorbidirla affinché perda aderenza senza aggredire la vernice. Ecco le opzioni migliori:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Usare un prodotto specifico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul mercato esistono&nbsp;<strong>sgrassatori in spray per eliminare linfa e residui organici</strong>. Per procedere correttamente è consigliabile verificare che la superficie sia pulita e asciutta, spruzzare il prodotto zona per zona su ogni residuo di linfa e resina  scegliendo preferibilmente uno spray utilizzabile anche sui vetri per le eventuali macchie sul parabrezza  lasciare agire qualche secondo, quindi strofinare con un panno in microfibra e sciacquare abbondantemente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Usare un olio vegetale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un rimedio casalingo molto efficace consiste nell&#8217;<strong>applicare qualche goccia di olio vegetale sulla zona colpita</strong>&nbsp;e lasciar agire per alcuni minuti.&nbsp;<strong>L&#8217;olio ammorbidisce la resina e permette di rimuoverla con un panno in microfibra senza bisogno di strofinare.</strong>&nbsp;L&#8217;operazione va eseguita con&nbsp;<strong>movimenti delicati, senza premere sulla superficie.</strong>&nbsp;Se necessario, ripetere più volte fino alla completa eliminazione della macchia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Passare del ghiaccio sulla macchia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;altra alternativa molto usata in estate è il&nbsp;<strong>ghiaccio.</strong>&nbsp;<strong>Il contrasto termico indurisce la resina e riduce la sua aderenza, consentendo di</strong>&nbsp;<strong>staccare parte del residuo senza trascinare la vernice.</strong>&nbsp;È un metodo particolarmente utile quando le macchie sono ancora recenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Usare uno sbrinatore per portiere o uno spray deghiacciante</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sbrinatore per portiere e lo spray deghiacciante sono prodotti efficaci per rimuovere facilmente la resina dalla carrozzeria.&nbsp;<strong>Entrambi contengono alcol, che scioglie la resina senza danneggiare la vernice.</strong>&nbsp;Si spruzzano con moderazione direttamente sulle macchie e si lasciano agire qualche istante. Si pulisce poi con un panno morbido senza esercitare troppa pressione. Se necessario, ripetere l&#8217;operazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Concludere lavando la zona</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimuovere la macchia con uno dei metodi descritti non significa aver terminato il lavoro.&nbsp;<strong>Dopo aver eliminato la resina, è opportuno lavare la zona con acqua e sapone neutro per evitare che rimangano residui grassi o chimici sulla vernice.</strong>&nbsp;Quest&#8217;ultimo passaggio è&nbsp;<strong>particolarmente importante</strong>&nbsp;quando si utilizzano oli, solventi specifici o prodotti domestici. Se rimangono troppo a lungo sulla carrozzeria, finiscono per&nbsp;<strong>attirare polvere</strong>&nbsp;e sporco molto più facilmente.&nbsp;<strong>Un consiglio in più: applicare uno strato di cera dura sull&#8217;auto  la resina degli alberi non aderisce bene alla cera, il che ne facilita notevolmente la rimozione futura.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Parcheggiare all&#8217;ombra non è sempre la soluzione migliore</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per anni, ripararsi sotto gli alberi è stata la soluzione abituale per evitare il surriscaldamento del veicolo.&nbsp;<strong>Tuttavia, sempre più automobilisti preferiscono</strong>&nbsp;<strong>lasciare l&#8217;auto in un parcheggio</strong>&nbsp;piuttosto che fare i conti con residui difficili da rimuovere, ritrovandola per di più a una temperatura adeguata alla guida.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ester Stivelli, Squad Lead di Parclick, ha dichiarato:</strong> <em>«La resina è uno di quei danni subdoli che gli automobilisti tendono a sottovalutare: non aggredisce immediatamente la vernice, ma ogni estate trascorsa senza la giusta attenzione accelera il degrado estetico del veicolo in modo silenzioso. Un&#8217;auto che perde lucentezza perde anche valore, e spesso lo si scopre solo al momento della vendita. Da Parclick osserviamo che chi sceglie di parcheggiare in struttura non lo fa solo per comodità: ha già compreso che il proprio veicolo è un asset da proteggere. La prevenzione, in questo caso, costa molto meno di qualsiasi ritocco di carrozzeria.</em>» </p>
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		<item>
		<title>Diesel al Sud, elettrico al Centro e ibrido al Nord: viaggio attraverso l&#8217;Italia dell&#8217;auto usata</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/diesel-al-sud-elettrico-al-centro-e-ibrido-al-nord-viaggio-attraverso-litalia-dellauto-usata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 09:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto usata]]></category>
		<category><![CDATA[second hand economy]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è chi la cerca sui social, chi chiede consiglio al cognato meccanico, chi apre l’app alle undici di sera mentre è sul divano. Chi vuole un diesel solido e senza [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è chi la cerca sui social, chi chiede consiglio al cognato meccanico, chi apre l’app alle undici di sera mentre è sul divano. Chi vuole un diesel solido e senza sorprese, chi invece ha già deciso che la prossima sarà elettrica. Il mercato dell&#8217;auto usata in Italia è vasto, vivace e in crescita, ma soprattutto sorprendentemente vario. Dietro un numero che già da solo è rilevante –&nbsp;<strong>1 italiano su 5 ha acquistato un&#8217;auto usata negli ultimi tre anni</strong>, dato in crescita di 6 punti percentuali rispetto al 2024 – si nasconde un Paese che non si muove all&#8217;unisono. Se poi aggiungiamo che il&nbsp;<strong>15% degli italiani sta valutando concretamente l&#8217;acquisto nei prossimi mesi</strong>&nbsp;(+8 p.p. vs 2024), possiamo dire che il mercato dell’auto usata non sta solo crescendo, ma si prepara a diventare ancora più importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quello che emerge dal<strong>l&#8217;Osservatorio Second Hand Economy 2025 di IPSOS Doxa per Subito</strong>: un mercato in accelerazione – in Italia nel 2025 sono state vendute più del doppio di auto usate rispetto al nuovo<a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_5266560229249366105_x__ftn2">[2]</a> e solo su Subito Motori è stata venduta un&#8217;auto ogni 3 minuti – ma con dinamiche geografiche che raccontano abitudini, priorità e sensibilità diverse</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi compra di più (e chi aspetta)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire dalla&nbsp;<strong>propensione all&#8217;acquisto</strong>, la cartina geografica dice già molte cose. Il&nbsp;<strong>Sud e le Isole</strong>&nbsp;guidano con il&nbsp;<strong>24%</strong>&nbsp;di acquirenti negli ultimi tre anni – distaccandosi dalla media nazionale di ben&nbsp;<strong>3 punti&nbsp;</strong>– in un contesto dove l&#8217;auto rimane un bene essenziale, spesso condiviso tra generazioni e acquistato in famiglia. Il&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;si ferma al&nbsp;<strong>17%</strong>, il valore più basso: non perché l&#8217;interesse manchi, ma perché, come mostrano i dati, chi compra lo fa con criteri molto selettivi e per motivazioni ben precise.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La questione carburante: il diesel resiste al Sud, al Nord si guarda oltre</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>diesel</strong>&nbsp;rimane la&nbsp;<strong>scelta prevalente a livello nazionale (32%)</strong>, ma al&nbsp;<strong>Sud e Isole</strong>&nbsp;raggiunge il&nbsp;<strong>38,3%,</strong>&nbsp;mentre al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;scende al&nbsp;<strong>20,8%</strong>&nbsp;– quasi la metà. È qui che benzina (28,6%) e ibrido (20,6%) trovano il loro terreno più fertile, in un&#8217;area che guarda alle motorizzazioni alternative con più apertura e meno resistenza.<br>L&#8217;<strong>elettrico puro</strong>, invece, gode di ottima salute in&nbsp;<strong>Centro Italia</strong>, dove tocca&nbsp;<strong>il 19,2%</strong>&nbsp;delle preferenze. Non è un caso: è nelle grandi città del Centro – Roma su tutte – che ZTL, targhe alterne e normative ambientali entrano concretamente nella scelta del veicolo. L&#8217;elettrico, qui, non è solo una preferenza: è spesso una risposta razionale alle regole della città in cui si vive.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ibrido o elettrico? Il Centro cerca il plug-in, il Nord Ovest vuole il full hybrid</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche tra chi ha già deciso di puntare sui new energy vehicles (NEV), le strade si dividono. Il&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;preferisce il&nbsp;<strong>Full Hybrid</strong>&nbsp;(33,5%): una motorizzazione percepita come più vicina all&#8217;esperienza tradizionale, che non richiede colonnine né nuove abitudini di ricarica.&nbsp;<strong>Centro</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Nord Est</strong>&nbsp;guardano invece al&nbsp;<strong>Plug-in Hybrid</strong>&nbsp;(rispettivamente 34,5% e 32,6%), segnale di una maggiore disponibilità a integrare la ricarica nella routine quotidiana – e di infrastrutture e condizioni di utilizzo che lo rendono praticabile.<br>Con il 23,4% di acquirenti che cercano attivamente un&#8217;elettrica o un&#8217;ibrida,&nbsp;<strong>il Centro</strong>&nbsp;è l&#8217;area più orientata verso i New Energy Vehicles (NEV): la spinta normativa e la sensibilità urbana, qui, si traducono già in comportamenti concreti sul mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le barriere all&#8217;elettrico: il prezzo spaventa il Nord Ovest, la batteria preoccupa il Centro</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche chi vorrebbe passare all&#8217;elettrico si scontra con dubbi che variano a seconda di dove vive. Al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>, dove la sensibilità al prezzo è più radicata, la barriera principale è il&nbsp;<strong>costo d&#8217;acquisto</strong>&nbsp;(44,7%): anche nell&#8217;usato, l&#8217;elettrico costa ancora troppo rispetto a quanto si è disposti a spendere. Al&nbsp;<strong>Centro</strong>&nbsp;prevalgono i&nbsp;<strong>dubbi sulla durata della batteria</strong>&nbsp;(33,7%): chi ha già abbracciato l&#8217;elettrico come filosofia vuole essere sicuro che l&#8217;investimento regga nel tempo. Al&nbsp;<strong>Nord Est</strong>, territorio di percorrenze più variabili tra città e provincia, preoccupa soprattutto l&#8217;<strong>autonomia insufficiente</strong>&nbsp;(28,7%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi c&#8217;è il&nbsp;<strong>Sud</strong>, che parla un&#8217;altra lingua ancora: l&#8217;accesso facilitato alle ZTL – motivazione chiave al Centro con il 45,1% – qui è quasi irrilevante: 9,4%. Non perché manchi interesse per l&#8217;elettrico, ma perché le politiche urbane sono diverse, e così di conseguenza i vantaggi pratici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché si sceglie l&#8217;usato: il prezzo non racconta tutto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il risparmio</strong>&nbsp;è il motore della scelta di un’auto second hand in tutta Italia – il 68% degli acquirenti lo cita come motivazione principale – ma la parola &#8220;risparmio&#8221; non significa la stessa cosa da nord a sud. Al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;il prezzo domina in modo quasi assoluto (78,2%), con una componente significativa legata all&#8217;<strong>uso specifico o limitato</strong>&nbsp;del veicolo: spesso è la seconda auto di famiglia, comprata con un budget preciso per una funzione precisa. Niente di superfluo. Al&nbsp;<strong>Nord Est</strong>&nbsp;il risparmio evolve in convenienza: non basta costare poco, bisogna offrire il&nbsp;<strong>miglior rapporto qualità-accessori/prezzo</strong>&nbsp;– si valuta l&#8217;insieme, si confronta, si ragiona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al&nbsp;<strong>Centro</strong>&nbsp;pesano la&nbsp;<strong>disponibilità immediata</strong>&nbsp;– l&#8217;auto giusta, adesso, senza liste d&#8217;attesa – e una crescente sensibilità verso i&nbsp;<strong>principi di economia circolare</strong>: scegliere un veicolo già esistente è anche una scelta di valori, non solo di portafoglio. Al&nbsp;<strong>Sud e Isole</strong>, infine, emerge una motivazione che altrove è quasi marginale: il 17,3% acquista un&#8217;auto usata per un&nbsp;<strong>neopatentato</strong>. L&#8217;auto come rito di passaggio, come primo passo verso l&#8217;autonomia – e la famiglia che lo rende possibile, scegliendo l&#8217;usato per contenere la spesa senza rinunciare alla mobilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come si cerca un&#8217;auto usata: digitale al Nord Est, tradizione al Nord Ovest, passaparola al Sud</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso che porta all&#8217;acquisto è lungo quanto la penisola, e altrettanto vario. Al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;si va in concessionaria (41,9%): la consulenza fisica, la garanzia e la stretta di mano contano. Al&nbsp;<strong>Nord Est</strong>&nbsp;si apre il browser: il 43,2% usa&nbsp;<strong>piattaforme digitali</strong>&nbsp;come canale principale, rendendola la zona italiana che ha adottato il digitale in modo più capillare e strutturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al&nbsp;<strong>Sud e Isole</strong>&nbsp;la fiducia passa ancora dalle persone: il&nbsp;<strong>passaparola</strong>&nbsp;pesa per il 21,6%, e i&nbsp;<strong>social media</strong>&nbsp;crescono fino al 7,7% – numeri che raccontano un ecosistema informativo ancora fortemente relazionale, dove la reputazione conta più dell&#8217;algoritmo. Il&nbsp;<strong>Centro</strong>, infine, gioca su tutti i tavoli: equilibrio tra digitale e tradizionale, senza una preferenza netta, come chi sa muoversi in entrambi i mondi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«I dati regionali ci restituiscono un&#8217;Italia in movimento, ma con traiettorie diverse. Al Sud l&#8217;auto usata è una scelta familiare e pragmatica; al Nord Ovest è un acquisto razionale guidato dal budget; al Centro le normative urbane stanno accelerando la transizione verso l&#8217;elettrico in modo molto concreto” </em>afferma <strong>Cristiana Alicata, Mobility Director di Subito</strong>.<em> “Su Subito Motori vediamo queste dinamiche in tempo reale: non esiste un mercato dell&#8217;auto usata – ne esistono molti, con storie e motivazioni proprie. E tutti, nessuno escluso, stanno crescendo.</em>» </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un Paese, tante strade: diesel o elettrico, concessionaria o app, budget fisso o ricerca del meglio possibile: il mercato dell&#8217;auto usata italiano è uno specchio fedele delle diversità che attraversano il Paese. Quel che accomuna Nord, Centro e Sud è la direzione: la second hand non è più una seconda scelta. È la prima, sempre più spesso consapevole, informata e convinta. I numeri lo dicono chiaramente. Il resto – come, dove e perché – lo racconta l&#8217;Italia stessa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Caldo, ecco come usare bene il climatizzatore: errori da evitare e buone pratiche</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caldo-ecco-come-usare-bene-il-climatizzatore-errori-da-evitare-e-buone-pratiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 11:39:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[aria condizionata]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[climatizzzatore]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo delle alte temperature, il climatizzatore dell&#8217;auto diventa uno degli alleati più preziosi per chi si mette al volante. Ma utilizzarlo nel modo sbagliato può aumentare i consumi, ridurre [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;arrivo delle alte temperature, il climatizzatore dell&#8217;auto diventa uno degli alleati più preziosi per chi si mette al volante. Ma utilizzarlo nel modo sbagliato può aumentare i consumi, ridurre il comfort e persino causare fastidi fisici. Bastano invece alcune semplici accortezze per affrontare il caldo estivo in modo più efficace e sicuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mai partire con l&#8217;aria al massimo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli errori più comuni è accendere il climatizzatore alla massima potenza appena entrati in auto. Se il veicolo è rimasto parcheggiato al sole, la temperatura interna può superare facilmente i 50 gradi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di avviare il climatizzatore è consigliabile aprire porte e finestrini per qualche minuto, favorendo l&#8217;uscita dell&#8217;aria calda accumulata nell&#8217;abitacolo. Solo successivamente si può attivare l&#8217;impianto, ottenendo un raffrescamento più rapido ed efficiente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione agli sbalzi termici</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza tra la temperatura esterna e quella interna non dovrebbe essere eccessiva. Gli esperti consigliano di mantenere il climatizzatore tra i 22 e i 25 gradi, evitando di trasformare l&#8217;abitacolo in una sorta di frigorifero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno sbalzo termico troppo elevato può provocare mal di gola, raffreddori, tensioni muscolari e un generale senso di disagio, soprattutto durante le soste e all&#8217;uscita dal veicolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dirigere correttamente le bocchette</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le bocchette dell&#8217;aria non dovrebbero essere orientate direttamente verso il viso o il torace. Il flusso d&#8217;aria è preferibile che venga distribuito verso l&#8217;alto o lateralmente, favorendo una climatizzazione uniforme dell&#8217;abitacolo e riducendo il rischio di fastidi muscolari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricircolo sì, ma con moderazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La funzione di ricircolo dell&#8217;aria è molto utile nelle giornate più calde perché permette di raffreddare più velocemente l&#8217;interno dell&#8217;auto e ridurre il lavoro del compressore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, è consigliabile non utilizzarla in modo continuativo per lunghi periodi. Un ricambio periodico dell&#8217;aria aiuta infatti a mantenere un ambiente più salubre e a limitare l&#8217;accumulo di umidità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consumi sotto controllo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Contrariamente a quanto si pensa, viaggiare con i finestrini completamente aperti alle alte velocità può aumentare la resistenza aerodinamica e incidere sui consumi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulle strade urbane si può alternare l&#8217;uso dei finestrini al climatizzatore, mentre in autostrada risulta generalmente più efficiente mantenere i vetri chiusi e utilizzare il sistema di climatizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La manutenzione fa la differenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un climatizzatore efficiente non garantisce soltanto comfort, ma contribuisce anche alla sicurezza di guida. Filtri sporchi o impianti poco manutenuti possono ridurre l&#8217;efficacia del raffreddamento e peggiorare la qualità dell&#8217;aria all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È buona norma verificare periodicamente lo stato dei filtri abitacolo e sottoporre l&#8217;impianto a controlli regolari, soprattutto prima dell&#8217;estate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non dimenticare i passeggeri più vulnerabili</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Bambini, anziani e animali domestici sono particolarmente sensibili alle alte temperature. Anche durante soste molto brevi non devono mai essere lasciati all&#8217;interno di un&#8217;auto parcheggiata al sole, dove la temperatura può salire rapidamente raggiungendo livelli pericolosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzare correttamente il climatizzatore significa migliorare il comfort, limitare i consumi e viaggiare in maggiore sicurezza. Arieggiare l&#8217;abitacolo prima della partenza, evitare temperature troppo basse, curare la manutenzione e prestare attenzione agli sbalzi termici sono piccoli gesti che possono fare una grande differenza durante i mesi più caldi dell&#8217;anno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pit bike e motocross: tutte le differenze tra i due mondi dell&#8217;off-road</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pit-bike-e-motocross-tutte-le-differenze-tra-i-due-mondi-delloff-road/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 15:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[motocross]]></category>
		<category><![CDATA[pit bike]]></category>
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					<description><![CDATA[A prima vista possono sembrare simili, ma pit bike e moto da motocross sono due mezzi molto diversi per caratteristiche tecniche, utilizzo e pubblico di riferimento. Negli ultimi anni le [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A prima vista possono sembrare simili, ma pit bike e moto da motocross sono due mezzi molto diversi per caratteristiche tecniche, utilizzo e pubblico di riferimento. Negli ultimi anni le pit bike hanno conquistato sempre più appassionati grazie ai costi contenuti e alla facilità di utilizzo, mentre il motocross continua a rappresentare la disciplina off-road per eccellenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono le pit bike</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le pit bike nascono negli Stati Uniti come piccoli mezzi utilizzati nei paddock dai meccanici e dai piloti per spostarsi rapidamente all&#8217;interno dei circuiti. Con il tempo si sono evolute fino a diventare vere e proprie moto da divertimento e da competizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono caratterizzate da dimensioni ridotte, telaio compatto e motori generalmente compresi tra 110 e 190 cc. L&#8217;altezza da terra contenuta e il peso ridotto le rendono particolarmente adatte a principianti, giovani piloti e amatori che desiderano avvicinarsi al mondo dell&#8217;off-road senza affrontare investimenti elevati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche delle moto da motocross</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le moto da motocross sono invece progettate specificamente per affrontare gare e percorsi sterrati impegnativi. Dispongono di sospensioni a lunga escursione, telai più robusti e motorizzazioni che possono variare dai 125 cc due tempi fino ai 450 cc quattro tempi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è garantire prestazioni elevate, stabilità sui salti e capacità di affrontare terreni accidentati a velocità sostenute. Si tratta di mezzi sviluppati per un utilizzo sportivo intensivo e per piloti con una preparazione tecnica adeguata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le principali differenze</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Dimensioni e peso</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza più evidente riguarda le dimensioni. Le pit bike sono più piccole e leggere, con un&#8217;altezza della sella generalmente inferiore rispetto alle moto da cross. Questa caratteristica facilita il controllo del mezzo e aumenta la sicurezza per chi è alle prime esperienze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le moto da motocross, invece, hanno una struttura più grande e una posizione di guida studiata per affrontare percorsi impegnativi e salti di notevole entità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prestazioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le moto da cross offrono una potenza nettamente superiore. Accelerazione, velocità e capacità di affrontare ostacoli importanti sono pensate per l&#8217;agonismo e per l&#8217;uso su piste dedicate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le pit bike privilegiano invece il divertimento e la facilità di guida. Pur potendo raggiungere prestazioni interessanti, restano orientate a un utilizzo meno estremo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Costi di acquisto e manutenzione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei motivi del successo delle pit bike è il prezzo. L&#8217;acquisto richiede generalmente un investimento inferiore rispetto a una moto da motocross e anche la manutenzione ordinaria risulta più economica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le moto da cross, soprattutto quelle di fascia alta, comportano costi maggiori sia per l&#8217;acquisto sia per la manutenzione periodica, considerando l&#8217;usura di pneumatici, sospensioni e componenti meccaniche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Utilizzo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le pit bike trovano spazio in piccoli circuiti, aree private e competizioni dedicate. Sono spesso utilizzate anche per l&#8217;allenamento tecnico e il puro divertimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le moto da motocross sono invece destinate principalmente a piste specializzate e competizioni ufficiali, dove possono esprimere al meglio le loro caratteristiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quale scegliere?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta dipende dagli obiettivi del pilota. Chi desidera avvicinarsi al mondo delle due ruote fuoristrada con un mezzo semplice, economico e divertente può trovare nella pit bike una soluzione ideale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi invece punta alle competizioni, cerca prestazioni elevate e vuole affrontare percorsi tecnicamente impegnativi troverà nella moto da motocross il mezzo più adatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In entrambi i casi, la sicurezza resta fondamentale: abbigliamento tecnico, casco omologato e protezioni adeguate rappresentano un investimento indispensabile per godersi l&#8217;off-road in modo responsabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un settore in continua crescita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo delle pit bike ha contribuito ad allargare la base degli appassionati del fuoristrada, creando un percorso di ingresso accessibile verso discipline più impegnative come il motocross. Due mondi diversi ma complementari, accomunati dalla passione per la guida su sterrato e dalla ricerca del divertimento lontano dall&#8217;asfalto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Campania: raccolti 4.339.080 kg di pneumatici fuori uso nel 2025</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/campania-raccolti-4-339-080-kg-di-pneumatici-fuori-uso-nel-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 12:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto annuale ecotyre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=249952</guid>

					<description><![CDATA[Online il nuovo&#160;Rapporto Annuale di EcoTyre 2026, con tutti i dati riferiti al 2025. In Campania EcoTyre ha effettuato&#160;1.481 ritiri&#160;presso gommisti e officine meccaniche, raccogliendo&#160;4.339.080 kg di pneumatici fuori uso&#160;nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Online il nuovo&nbsp;<strong>Rapporto Annuale di EcoTyre 2026</strong>, con tutti i dati riferiti al 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Campania EcoTyre ha effettuato&nbsp;<strong>1.481 ritiri</strong>&nbsp;presso gommisti e officine meccaniche, raccogliendo&nbsp;<strong>4.339.080 kg di pneumatici fuori uso</strong>&nbsp;nel 2025, il&nbsp;<strong>21% in più</strong>&nbsp;rispetto allanno precedente. La Campania costituisce unarea geografica autonoma ai sensi del DM 182/2019, nella quale EcoTyre ha superato del&nbsp;<strong>1,7% il target di gestione</strong>&nbsp;fissato dalla normativa. A questo si aggiungono i&nbsp;<strong>1.000 kg</strong>&nbsp;ritirati presso gli autodemolitori convenzionati ACI. Nellambito del&nbsp;<strong>progetto PFU Zero</strong>, dedicato agli interventi su PFU abbandonati in ambiente, EcoTyre ha effettuato&nbsp;<strong>1 intervento nel 2025</strong>, portando a&nbsp;<strong>16</strong>&nbsp;il totale degli interventi regionali dallavvio del progetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul sito del Consorzio, è possibile avere&nbsp;<strong>in tempo reale tutte le informazioni</strong>&nbsp;sui&nbsp;<strong>dati di raccolta mensile&nbsp;</strong>della Campania e di tutte le altre regioni: sono presenti tabelle e grafici sempre aggiornati per verificare landamento dei ritiri secondo i parametri dellarea geografica, della tipologia di PFU e dei gommisti serviti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Il nostro sistema di raccolta si è dimostrato ancora una volta capillare, coprendo ogni angolo dItalia, garantendo un servizio efficiente anche nelle aree più remote e ai piccoli operatori, in linea con il nostro impegno di non lasciare indietro nessuno e con la nostra dedizione a mantenere alti standard qualitativi nella gestione dei PFU su tutto il territorio nazionale &#8211; commenta </em><strong><em>Enrico Ambrogio</em></strong><em>, </em><strong><em>Presidente di EcoTyre</em></strong><em>  &#8211; Abbiamo inoltre </em><strong><em>contribuito in maniera decisiva a rendere sostenibile ed efficiente la nuova filiera industriale che permette di utilizzare ingenti quantità di gomma usata invece di consumare materie prime vergini. </em></strong><em>Oggi, infatti è possibile utilizzare Gomma Verde in</em><strong><em> varie applicazioni industriali, quali ad esempio pneumatici, guarnizioni, bitumi modificati, guaine, o tubi. Un risultato che ci pone allavanguardia e ci motiva ancora di più a proseguire su questa strada</em></strong>.»</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A livello nazionale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono stati raccolti complessivamente&nbsp;<strong>53.009.400 kg di PFU pari a circa 7 milioni di pezzi</strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>17.786 missioni di ritiro in tutte le regioni italiane</strong>: di questi, circa&nbsp;<strong>51 milioni</strong>&nbsp;di kg provengono dalla rete nazionale di ricambio (gommisti e officine), circa&nbsp;<strong>2 milioni</strong>&nbsp;di kg dagli autodemolitori ACI, e circa 25.000 pneumatici abbandonati in ambiente, raccolti attraverso il progetto&nbsp;<strong>PFU Zero</strong>.&nbsp;<strong>Raggiunto e superato anche a livello nazionale lobiettivo annuale di legge.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il progetto Da gomma a gomma</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">EcoTyre è la prima realtà ad essersi posta l&#8217;obiettivo ambizioso di <strong>completare il ciclo della circolarità della gomma</strong>, ossia di rendere possibile <strong>l&#8217;impiego di gomma direttamente derivante da PFU</strong> per la produzione di pneumatici ed altri prodotti in gomma come tubi, guarnizioni, bitumi ed altri oggetti. Il progetto innovativo ha portato alla <strong>possibilità, per l&#8217;industria, di utilizzare Tecnogreen, la gomma verde ottenuta devulcanizzando il granulato di PFU</strong>.</p>
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		<title>Giacche da moto in estate: perché sono indispensabili anche con il caldo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giacche-da-moto-in-estate-perche-sono-indispensabili-anche-con-il-caldo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[giacche da moto]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’arrivo del caldo molti motociclisti sono tentati di lasciare la giacca tecnica nell’armadio, scegliendo abbigliamento più leggero per affrontare le alte temperature. Una decisione comprensibile, ma che può aumentare [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Con l’arrivo del caldo molti motociclisti sono tentati di lasciare la giacca tecnica nell’armadio, scegliendo abbigliamento più leggero per affrontare le alte temperature. Una decisione comprensibile, ma che può aumentare sensibilmente i rischi in caso di incidente o imprevisto durante la guida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in estate, infatti, la giacca da moto resta uno degli elementi più importanti dell’equipaggiamento di sicurezza. Le moderne soluzioni progettate per la stagione calda consentono di coniugare protezione e comfort, senza costringere il motociclista a sopportare temperature eccessive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Protezione fondamentale in caso di caduta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’asfalto estivo non è meno pericoloso di quello invernale. In caso di caduta, anche a velocità relativamente basse, il contatto con il manto stradale può provocare abrasioni profonde e ustioni da sfregamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le giacche tecniche sono progettate proprio per limitare questi danni grazie all’impiego di materiali ad alta resistenza come Cordura, tessuti rinforzati o pelle trattata. A questi si aggiungono le protezioni certificate CE su spalle, gomiti e, in molti casi, sulla schiena, che aiutano ad assorbire parte dell’energia degli urti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le giacche estive sono pensate per il caldo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi immagina la giacca da moto come un capo pesante e soffocante probabilmente non conosce le soluzioni più recenti disponibili sul mercato. I modelli estivi utilizzano ampie superfici in tessuto mesh traforato che favoriscono il passaggio dell’aria e garantiscono una ventilazione costante durante la marcia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In molti casi il flusso d’aria percepito è tale da rendere la guida sorprendentemente confortevole anche nelle giornate più calde, soprattutto rispetto all’utilizzo di indumenti comuni che non offrono alcuna protezione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una barriera contro sole e disidratazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La giacca non protegge soltanto dagli impatti. Durante i lunghi tragitti estivi rappresenta anche una difesa efficace contro l’esposizione diretta ai raggi solari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viaggiare per ore con braccia e torso scoperti può provocare scottature, affaticamento e disidratazione. Inoltre, il vento continuo che investe il corpo durante la marcia accelera l’evaporazione del sudore, favorendo la perdita di liquidi senza che il motociclista se ne renda conto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una giacca tecnica aiuta a limitare questi effetti, contribuendo a mantenere maggiore comfort e concentrazione alla guida.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Insetti, sassolini e detriti: rischi spesso sottovalutati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza non riguarda solo gli incidenti. Durante la guida è frequente essere colpiti da insetti, sassolini, ghiaia o altri piccoli detriti sollevati dai veicoli che precedono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impatto di un’ape, una vespa o un grosso insetto a velocità sostenuta può risultare particolarmente doloroso e provocare una distrazione improvvisa. Lo stesso vale per piccoli sassi o frammenti presenti sulla carreggiata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giacca costituisce una barriera protettiva che riduce notevolmente gli effetti di questi urti, aumentando la sicurezza durante il viaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un investimento sulla propria sicurezza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti di sicurezza stradale concordano su un principio semplice: l’equipaggiamento va indossato sempre, anche per percorsi brevi e a basse velocità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Casco omologato, guanti, giacca tecnica, pantaloni adeguati e calzature specifiche rappresentano la dotazione minima per affrontare la strada in modo responsabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In estate, quindi, la scelta non dovrebbe essere se indossare o meno una giacca da moto, ma individuare il modello più adatto alle proprie esigenze. Le moderne giacche ventilate dimostrano che è possibile affrontare il caldo senza rinunciare alla protezione, trasformando ogni viaggio in un’esperienza più sicura e piacevole.</p>
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