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	<title>Auto &amp; Moto | Giornale del Cilento</title>
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	<link>https://www.giornaledelcilento.it</link>
	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Wed, 15 Jul 2026 10:44:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Come preparare un viaggio in moto: consigli pratici prima di partire</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/come-preparare-un-viaggio-in-moto-consigli-pratici-prima-di-partire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[motorcycle trip]]></category>
		<category><![CDATA[organizzare viaggio in moto]]></category>
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<p>C&#8217;è chi parte per un fine settimana tra i passi di montagna e chi programma un tour di migliaia di chilometri. In entrambi i casi, un viaggio in moto non si improvvisa. Una buona pianificazione permette di viaggiare in sicurezza, ridurre gli imprevisti e godersi ogni chilometro senza stress.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pianificare il percorso</h2>



<p>Il primo consiglio è evitare di programmare tappe troppo lunghe. Percorrere 250-350 chilometri al giorno è una distanza generalmente equilibrata per chi desidera anche fermarsi a visitare borghi, panorami o località d&#8217;interesse. Nei periodi più caldi è preferibile partire al mattino presto, evitando le ore centrali della giornata.</p>



<p>Prima della partenza è utile verificare eventuali cantieri, passi di montagna chiusi, traghetti o limitazioni al traffico che potrebbero modificare l&#8217;itinerario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Controllare la moto</h2>



<p>Una moto efficiente è il primo requisito per partire tranquilli. Prima del viaggio è consigliabile controllare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pressione e stato degli pneumatici;</li>



<li>livello di olio motore e liquido refrigerante;</li>



<li>freni e pastiglie;</li>



<li>funzionamento delle luci;</li>



<li>tensione e lubrificazione della catena (se presente);</li>



<li>batteria.</li>
</ul>



<p>Se il viaggio è particolarmente lungo, un controllo completo in officina qualche giorno prima della partenza può evitare spiacevoli inconvenienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;abbigliamento giusto fa la differenza</h2>



<p>Anche d&#8217;estate la sicurezza viene prima del caldo. Casco omologato, giacca con protezioni, guanti, pantaloni tecnici e scarpe dedicate sono elementi fondamentali.</p>



<p>I moderni capi tecnici in tessuto traforato permettono un&#8217;ottima ventilazione senza rinunciare alla protezione. Portare sempre con sé una tuta antipioggia compatta è una scelta che può rivelarsi preziosa anche quando le previsioni sono favorevoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come preparare il bagaglio</h2>



<p>Uno degli errori più frequenti è riempire valigie e bauletti con oggetti inutili. Il consiglio è portare solo ciò che serve davvero.</p>



<p>Nel bagaglio non dovrebbero mancare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>documenti personali e della moto;</li>



<li>caricabatterie e power bank;</li>



<li>kit di pronto soccorso;</li>



<li>kit di riparazione pneumatici o bomboletta gonfia e ripara;</li>



<li>attrezzi essenziali;</li>



<li>borraccia;</li>



<li>abbigliamento tecnico di ricambio.</li>
</ul>



<p>Il peso deve essere distribuito in modo uniforme, evitando di sovraccaricare il bauletto posteriore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnologia utile in viaggio</h2>



<p>La tecnologia può diventare un&#8217;alleata. Navigatore GPS o smartphone con supporto dedicato, interfono Bluetooth per comunicare con il passeggero o con altri motociclisti e prese USB per la ricarica dei dispositivi rendono il viaggio più semplice e confortevole.</p>



<p>Sempre più app consentono inoltre di condividere la posizione con familiari e amici, una funzione utile soprattutto durante i viaggi in solitaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bere spesso e fermarsi con regolarità</h2>



<p>Il caldo estivo può aumentare rapidamente la stanchezza. Bere acqua frequentemente, anche senza avvertire la sete, è fondamentale per mantenere concentrazione e riflessi.</p>



<p>Una sosta ogni due ore permette di rilassare i muscoli, recuperare energie e affrontare il tratto successivo con maggiore lucidità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli accessori che migliorano davvero il viaggio</h2>



<p>Alcuni accessori possono fare la differenza durante un tour:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>parabrezza maggiorato;</li>



<li>borse laterali impermeabili;</li>



<li>supporto per smartphone;</li>



<li>rete elastica portaoggetti;</li>



<li>coprisella antiscivolo;</li>



<li>borsa da serbatoio;</li>



<li>kit di emergenza;</li>



<li>mini compressore portatile.</li>
</ul>



<p>Non sono indispensabili, ma possono aumentare sensibilmente comfort e praticità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione ai documenti e all&#8217;assistenza</h2>



<p>Prima della partenza è sempre opportuno verificare di avere con sé patente, carta di circolazione, assicurazione e, se si viaggia all&#8217;estero, tutta la documentazione richiesta dal Paese di destinazione.</p>



<p>È inoltre consigliabile controllare che la polizza assicurativa comprenda l&#8217;assistenza stradale, un servizio che può rivelarsi prezioso in caso di guasto lontano da casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La moto è libertà, ma la preparazione resta fondamentale</h2>



<p>Un viaggio in moto rappresenta uno dei modi più autentici per scoprire un territorio. Il piacere della guida, il contatto diretto con il paesaggio e la possibilità di fermarsi ovunque rendono ogni itinerario un&#8217;esperienza unica. Perché sia davvero tale, però, bastano poche regole: una moto in perfette condizioni, equipaggiamento adeguato, bagagli ben organizzati e la giusta dose di prudenza. Così ogni curva diventa parte del viaggio, e non un problema da affrontare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Auto: Peugeot 2008 Hybrid, il SUV compatto che punta su stile, efficienza e tecnologia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-peugeot-2008-hybrid-il-suv-compatto-che-punta-su-stile-efficienza-e-tecnologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 08:41:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[acquistare Peugeot 2008 Hybrid]]></category>
		<category><![CDATA[Peugeot 2008 Hybrid]]></category>
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					<description><![CDATA[Peugeot 2008 Hybrid si propone come uno dei modelli di punta nel segmento dei SUV compatti, con un design rinnovato e una tecnologia pensata per migliorare efficienza e comfort di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Peugeot 2008 Hybrid si propone come uno dei modelli di punta nel segmento dei SUV compatti, con un design rinnovato e una tecnologia pensata per migliorare efficienza e comfort di guida. La versione ibrida affianca quella benzina e ridefinisce l&#8217;identità del modello attraverso nuovi elementi estetici, tra cui la firma luminosa anteriore e posteriore, nuovi cerchi in lega disponibili a seconda degli allestimenti e una calandra più ampia che rafforza la presenza su strada.</p>



<p>Progettata e prodotta in Europa secondo gli standard qualitativi del marchio francese, la Peugeot 2008 Hybrid integra un sistema che consente di recuperare energia durante la guida, senza la necessità di ricarica tramite presa esterna.</p>



<p>Secondo i dati dichiarati dalla casa automobilistica, la motorizzazione Hybrid può consentire fino al 37% di riduzione del consumo urbano WLTP e fino al 20% di riduzione del consumo combinato WLTP rispetto alla versione 2008 con motore benzina, con valori che possono variare in base alle condizioni di utilizzo, allo stile di guida, alla temperatura esterna, agli equipaggiamenti e al tipo di percorso.</p>



<p>Tra i punti di forza del modello c&#8217;è anche l&#8217;autonomia: Peugeot dichiara fino a 880 chilometri, calcolati secondo il ciclo misto WLTP. Il dato può cambiare in funzione delle condizioni reali di utilizzo, del peso del veicolo, della velocità, dell&#8217;impiego di climatizzazione e altri dispositivi di bordo, oltre che delle condizioni della strada e degli pneumatici.</p>



<p>Con dimensioni compatte, posizione di guida rialzata e un&#8217;impostazione dinamica, la Peugeot 2008 punta a un pubblico alla ricerca di un SUV agile e grintoso, capace di unire versatilità urbana, tecnologia e maggiore attenzione ai consumi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ricircolo dell&#8217;aria in auto: tutto quello che c&#8217;è da sapere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ricircolo-dellaria-in-auto-tutto-quello-che-ce-da-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 10:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[ricircolo aria]]></category>
		<category><![CDATA[sistema di ventilazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra i pulsanti meno utilizzati, o spesso usati nel modo sbagliato, c&#8217;è quello del ricircolo dell&#8217;aria, riconoscibile dal simbolo di un&#8217;auto con una freccia circolare al suo interno. Eppure, questa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tra i pulsanti meno utilizzati, o spesso usati nel modo sbagliato, c&#8217;è quello del <strong>ricircolo dell&#8217;aria</strong>, riconoscibile dal simbolo di un&#8217;auto con una freccia circolare al suo interno. Eppure, questa semplice funzione può migliorare il comfort di guida, ridurre i consumi del climatizzatore e contribuire alla qualità dell&#8217;aria nell&#8217;abitacolo, a patto di sapere quando attivarla e quando, invece, è meglio lasciarla disinserita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona</h2>



<p>Quando si preme il pulsante del ricircolo, il sistema di ventilazione interrompe temporaneamente l&#8217;ingresso dell&#8217;aria proveniente dall&#8217;esterno e fa circolare quella già presente nell&#8217;abitacolo. In questo modo il climatizzatore o il riscaldamento lavorano su un volume d&#8217;aria già trattato, raggiungendo più rapidamente la temperatura desiderata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando conviene usarlo</h2>



<p>L&#8217;utilizzo del ricircolo è consigliato in diverse situazioni.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Con temperature molto elevate:</strong> dopo aver abbassato la temperatura interna, il climatizzatore raffresca più velocemente l&#8217;abitacolo e lavora con minore sforzo.</li>



<li><strong>Nel traffico intenso:</strong> aiuta a limitare l&#8217;ingresso dei gas di scarico dei veicoli circostanti.</li>



<li><strong>In galleria:</strong> impedisce che nell&#8217;abitacolo entrino i fumi di scarico, spesso più concentrati.</li>



<li><strong>Vicino a incendi, cantieri o zone molto polverose:</strong> riduce l&#8217;ingresso di fumo, polvere e cattivi odori.</li>



<li><strong>In presenza di cattivi odori esterni:</strong> come impianti industriali, allevamenti o raccolta rifiuti.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Quando è meglio non usarlo</h2>



<p>Il ricircolo non dovrebbe rimanere inserito per lunghi periodi.</p>



<p>Dopo alcuni minuti, infatti, aumenta la concentrazione di anidride carbonica prodotta dai passeggeri e diminuisce il ricambio d&#8217;aria. Questo può favorire sonnolenza, appannamento dei vetri e una sensazione di aria pesante, soprattutto se a bordo ci sono più persone.</p>



<p>È quindi preferibile disattivarlo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>durante i viaggi lunghi;</li>



<li>quando fuori la qualità dell&#8217;aria è buona;</li>



<li>se i vetri iniziano ad appannarsi;</li>



<li>quando si desidera arieggiare naturalmente l&#8217;abitacolo.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione ai vetri appannati</h2>



<p>Uno degli errori più comuni è lasciare inserito il ricircolo quando piove o in inverno. In queste condizioni l&#8217;umidità prodotta dalla respirazione dei passeggeri resta all&#8217;interno dell&#8217;auto e può far appannare rapidamente il parabrezza e i finestrini.</p>



<p>Per eliminare l&#8217;appannamento è consigliabile disattivare il ricircolo, orientare il flusso d&#8217;aria verso il parabrezza e, se disponibile, attivare il climatizzatore: anche d&#8217;inverno il compressore contribuisce a deumidificare l&#8217;aria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fa davvero risparmiare carburante?</h2>



<p>Sì, ma il beneficio è limitato. Quando il climatizzatore raffredda aria già fresca anziché aria molto calda proveniente dall&#8217;esterno, il compressore lavora meno e può ridurre leggermente i consumi. Il vantaggio è più evidente nelle giornate estive molto calde e dopo che l&#8217;abitacolo ha raggiunto la temperatura desiderata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le auto moderne fanno tutto da sole</h2>



<p>Molti modelli di ultima generazione gestiscono automaticamente il ricircolo grazie a sensori che rilevano la qualità dell&#8217;aria esterna. Il sistema può attivarsi da solo in presenza di elevati livelli di inquinamento o durante l&#8217;attraversamento di una galleria, per poi disattivarsi automaticamente dopo pochi minuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un consiglio pratico</h2>



<p>Se l&#8217;auto è rimasta parcheggiata al sole, è meglio aprire porte o finestrini per qualche istante prima di partire, così da far uscire l&#8217;aria surriscaldata. Successivamente si può accendere il climatizzatore e attivare il ricircolo per raffreddare più rapidamente l&#8217;abitacolo. Una volta raggiunta una temperatura confortevole, è consigliabile tornare alla modalità con aria esterna per garantire un corretto ricambio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In sintesi</h3>



<p>Il pulsante del ricircolo non va lasciato sempre acceso né sempre spento. È uno strumento utile se utilizzato nei momenti giusti: migliora il comfort, aiuta il climatizzatore a lavorare meglio e protegge dall&#8217;inquinamento esterno. L&#8217;importante è ricordarsi di disattivarlo periodicamente per mantenere l&#8217;aria dell&#8217;abitacolo fresca e sicura durante la guida.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Moto al sole, come proteggerla: l&#8217;importanza del telo coprimoto anche in estate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moto-al-sole-come-proteggerla-limportanza-del-telo-coprimoto-anche-in-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[proteggere la moto]]></category>
		<category><![CDATA[telo coprimoto]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si pensa al telo coprimoto, si immagina spesso l&#8217;inverno o i lunghi periodi di inutilizzo del veicolo. In realtà, anche durante l&#8217;estate questo semplice accessorio può fare la differenza, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando si pensa al telo coprimoto, si immagina spesso l&#8217;inverno o i lunghi periodi di inutilizzo del veicolo. In realtà, anche durante l&#8217;estate questo semplice accessorio può fare la differenza, proteggendo la moto dai danni causati dal sole e dagli agenti esterni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sole può rovinare la moto</h2>



<p>Le alte temperature e i raggi ultravioletti (UV) non mettono a rischio solo la pelle, ma anche la carrozzeria e i componenti della moto. Un&#8217;esposizione prolungata può scolorire la vernice, opacizzare le plastiche, deteriorare le guarnizioni in gomma e rendere la sella più rigida e soggetta a screpolature.</p>



<p>Inoltre, lasciare la moto parcheggiata per ore sotto il sole significa ritrovarsi con sella, serbatoio e manopole roventi, rendendo meno confortevole la ripartenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo raggi UV</h2>



<p>Il telo protegge anche da altri inconvenienti tipici della bella stagione. Polvere, pollini, resina degli alberi ed escrementi di uccelli possono infatti danneggiare la vernice o lasciare residui difficili da eliminare se non rimossi tempestivamente.</p>



<p>Anche improvvisi temporali estivi o grandinate possono mettere a rischio la moto. Sebbene un normale telo non sostituisca una protezione specifica contro la grandine, rappresenta comunque una barriera contro pioggia, sporco e piccoli detriti trasportati dal vento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scegliere il telo giusto</h2>



<p>Non tutti i coprimoto sono uguali. Per l&#8217;utilizzo estivo è preferibile orientarsi su un modello traspirante e impermeabile, capace di impedire il passaggio dell&#8217;acqua senza trattenere l&#8217;umidità all&#8217;interno.</p>



<p>Un telo di buona qualità deve inoltre essere resistente ai raggi UV, dotato di sistemi di fissaggio per evitare che il vento lo sposti e della misura corretta, così da coprire completamente la moto senza risultare eccessivamente largo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando utilizzarlo</h2>



<p>Il coprimoto è particolarmente utile quando il veicolo viene lasciato all&#8217;aperto per molte ore, sia davanti casa sia sul posto di lavoro o durante una vacanza.</p>



<p>L&#8217;unica accortezza è evitare di coprire la moto subito dopo aver terminato un viaggio: motore e scarico devono prima raffreddarsi completamente per evitare di danneggiare il telo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un piccolo investimento che preserva il valore</h2>



<p>Utilizzare regolarmente un telo coprimoto significa limitare l&#8217;usura causata dagli agenti atmosferici e mantenere nel tempo un migliore stato estetico del veicolo. Un dettaglio che può fare la differenza anche in caso di futura rivendita, contribuendo a conservare il valore della moto.</p>



<p>Con una spesa contenuta e pochi secondi per coprire il mezzo, è possibile prevenire molti dei danni provocati dall&#8217;esposizione quotidiana al sole e agli agenti esterni, rendendo il telo un accessorio utile non solo in inverno, ma durante tutto l&#8217;anno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli errori più comuni che in estate possono rovinare la vernice della tua auto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gli-errori-piu-comuni-che-in-estate-possono-rovinare-la-vernice-della-tua-auto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 11:05:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[carrozzeria]]></category>
		<category><![CDATA[resina]]></category>
		<category><![CDATA[vernice]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate e il rialzo delle temperature, sempre più automobilisti si trovano ad affrontare lo stesso nemico:&#160;trovare l&#8217;auto coperta di piccole gocce appiccicose dopo averla parcheggiata, una situazione che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate e il rialzo delle temperature, sempre più automobilisti si trovano ad affrontare lo stesso nemico:&nbsp;<strong>trovare l&#8217;auto coperta di piccole gocce appiccicose dopo averla parcheggiata</strong>, una situazione che può&nbsp;<strong>diventare una delle più delicate per la carrozzeria</strong>. Sebbene la maggior parte degli italiani tenti di risolverla con acqua, sapone o addirittura grattando la superficie, secondo gli esperti di&nbsp;<a href="https://parclick.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parclick.it</a>, l&#8217;app di prenotazione di parcheggi leader in Europa,&nbsp;<strong>alcuni metodi possono aggravare ulteriormente il problema di partenza</strong>.</p>



<p><strong>La resina rilasciata da alcune specie molto diffuse in Italia, soprattutto conifere come pini, cedri e abeti, aderisce facilmente alla vernice e ai vetri.</strong>&nbsp;La sua composizione, ricca di oli naturali e composti appiccicosi, la rende particolarmente resistente al calore e al passare del tempo.&nbsp;<strong>Il problema si manifesta quando quelle piccole macchie rimangono per giorni sotto il sole.</strong>&nbsp;Il calore indurisce la superficie e fa sì che la sostanza&nbsp;<strong>rimanga incrostata nella vernice dell&#8217;auto.</strong>&nbsp;E anche se, a differenza degli escrementi degli uccelli, corrosivi per natura, la resina degli alberi non danneggia di per sé la vernice, né fresca né secca, più passa il tempo più diventa difficile rimuoverla.</p>



<p><strong>Molti automobilisti pensano che la soluzione consista nello</strong>&nbsp;<strong>strofinare energicamente</strong>&nbsp;<strong>o usare oggetti rigidi.</strong>&nbsp;Tuttavia, gli esperti di&nbsp;<a href="https://parclick.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parclick.it</a>&nbsp;affermano che questo è proprio l&#8217;errore che causa i maggiori danni alla vernice del veicolo. Ecco cosa bisogna fare:</p>



<p><strong>1. Non cercare di staccare la resina</strong></p>



<p>Usare raschietti, spatole metalliche o addirittura le unghie per rimuovere la resina quasi sempre si traduce in&nbsp;<strong>micro graffi visibili in controluce</strong>. Su auto con vernici scure questi segni emergono con ancora più evidenza dopo un semplice lavaggio.</p>



<p><strong>2. Non lavare l&#8217;auto all&#8217;autolavaggio</strong></p>



<p>È anche sconsigliato ricorrere direttamente ad&nbsp;<strong>autolavaggi automatici con spazzole rotanti.</strong>&nbsp;<strong>Quando la resina è ancora appiccicata allauto, questi sistemi possono distribuirla sulla superficie</strong>&nbsp;generando piccole abrasioni nello strato protettivo della vernice.</p>



<p><strong>3. Prima di tutto bisogna ammorbidire la macchia</strong></p>



<p>Come abbiamo visto, la chiave non sta nell&#8217;esercitare pressione sulla macchia, ma nell&#8217;ammorbidirla affinché perda aderenza senza aggredire la vernice. Ecco le opzioni migliori:</p>



<p><strong>Usare un prodotto specifico</strong></p>



<p>Sul mercato esistono&nbsp;<strong>sgrassatori in spray per eliminare linfa e residui organici</strong>. Per procedere correttamente è consigliabile verificare che la superficie sia pulita e asciutta, spruzzare il prodotto zona per zona su ogni residuo di linfa e resina  scegliendo preferibilmente uno spray utilizzabile anche sui vetri per le eventuali macchie sul parabrezza  lasciare agire qualche secondo, quindi strofinare con un panno in microfibra e sciacquare abbondantemente.</p>



<p><strong>Usare un olio vegetale</strong></p>



<p>Un rimedio casalingo molto efficace consiste nell&#8217;<strong>applicare qualche goccia di olio vegetale sulla zona colpita</strong>&nbsp;e lasciar agire per alcuni minuti.&nbsp;<strong>L&#8217;olio ammorbidisce la resina e permette di rimuoverla con un panno in microfibra senza bisogno di strofinare.</strong>&nbsp;L&#8217;operazione va eseguita con&nbsp;<strong>movimenti delicati, senza premere sulla superficie.</strong>&nbsp;Se necessario, ripetere più volte fino alla completa eliminazione della macchia.</p>



<p><strong>Passare del ghiaccio sulla macchia</strong></p>



<p>Un&#8217;altra alternativa molto usata in estate è il&nbsp;<strong>ghiaccio.</strong>&nbsp;<strong>Il contrasto termico indurisce la resina e riduce la sua aderenza, consentendo di</strong>&nbsp;<strong>staccare parte del residuo senza trascinare la vernice.</strong>&nbsp;È un metodo particolarmente utile quando le macchie sono ancora recenti.</p>



<p><strong>Usare uno sbrinatore per portiere o uno spray deghiacciante</strong></p>



<p>Lo sbrinatore per portiere e lo spray deghiacciante sono prodotti efficaci per rimuovere facilmente la resina dalla carrozzeria.&nbsp;<strong>Entrambi contengono alcol, che scioglie la resina senza danneggiare la vernice.</strong>&nbsp;Si spruzzano con moderazione direttamente sulle macchie e si lasciano agire qualche istante. Si pulisce poi con un panno morbido senza esercitare troppa pressione. Se necessario, ripetere l&#8217;operazione.</p>



<p><strong>4. Concludere lavando la zona</strong></p>



<p>Rimuovere la macchia con uno dei metodi descritti non significa aver terminato il lavoro.&nbsp;<strong>Dopo aver eliminato la resina, è opportuno lavare la zona con acqua e sapone neutro per evitare che rimangano residui grassi o chimici sulla vernice.</strong>&nbsp;Quest&#8217;ultimo passaggio è&nbsp;<strong>particolarmente importante</strong>&nbsp;quando si utilizzano oli, solventi specifici o prodotti domestici. Se rimangono troppo a lungo sulla carrozzeria, finiscono per&nbsp;<strong>attirare polvere</strong>&nbsp;e sporco molto più facilmente.&nbsp;<strong>Un consiglio in più: applicare uno strato di cera dura sull&#8217;auto  la resina degli alberi non aderisce bene alla cera, il che ne facilita notevolmente la rimozione futura.</strong></p>



<p><strong>Parcheggiare all&#8217;ombra non è sempre la soluzione migliore</strong></p>



<p>Per anni, ripararsi sotto gli alberi è stata la soluzione abituale per evitare il surriscaldamento del veicolo.&nbsp;<strong>Tuttavia, sempre più automobilisti preferiscono</strong>&nbsp;<strong>lasciare l&#8217;auto in un parcheggio</strong>&nbsp;piuttosto che fare i conti con residui difficili da rimuovere, ritrovandola per di più a una temperatura adeguata alla guida.</p>



<p><strong>Ester Stivelli, Squad Lead di Parclick, ha dichiarato:</strong> <em>«La resina è uno di quei danni subdoli che gli automobilisti tendono a sottovalutare: non aggredisce immediatamente la vernice, ma ogni estate trascorsa senza la giusta attenzione accelera il degrado estetico del veicolo in modo silenzioso. Un&#8217;auto che perde lucentezza perde anche valore, e spesso lo si scopre solo al momento della vendita. Da Parclick osserviamo che chi sceglie di parcheggiare in struttura non lo fa solo per comodità: ha già compreso che il proprio veicolo è un asset da proteggere. La prevenzione, in questo caso, costa molto meno di qualsiasi ritocco di carrozzeria.</em>» </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Diesel al Sud, elettrico al Centro e ibrido al Nord: viaggio attraverso l&#8217;Italia dell&#8217;auto usata</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/diesel-al-sud-elettrico-al-centro-e-ibrido-al-nord-viaggio-attraverso-litalia-dellauto-usata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 09:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto usata]]></category>
		<category><![CDATA[second hand economy]]></category>
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<p>C&#8217;è chi la cerca sui social, chi chiede consiglio al cognato meccanico, chi apre l’app alle undici di sera mentre è sul divano. Chi vuole un diesel solido e senza sorprese, chi invece ha già deciso che la prossima sarà elettrica. Il mercato dell&#8217;auto usata in Italia è vasto, vivace e in crescita, ma soprattutto sorprendentemente vario. Dietro un numero che già da solo è rilevante –&nbsp;<strong>1 italiano su 5 ha acquistato un&#8217;auto usata negli ultimi tre anni</strong>, dato in crescita di 6 punti percentuali rispetto al 2024 – si nasconde un Paese che non si muove all&#8217;unisono. Se poi aggiungiamo che il&nbsp;<strong>15% degli italiani sta valutando concretamente l&#8217;acquisto nei prossimi mesi</strong>&nbsp;(+8 p.p. vs 2024), possiamo dire che il mercato dell’auto usata non sta solo crescendo, ma si prepara a diventare ancora più importante.</p>



<p>È quello che emerge dal<strong>l&#8217;Osservatorio Second Hand Economy 2025 di IPSOS Doxa per Subito</strong>: un mercato in accelerazione – in Italia nel 2025 sono state vendute più del doppio di auto usate rispetto al nuovo<a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_5266560229249366105_x__ftn2">[2]</a> e solo su Subito Motori è stata venduta un&#8217;auto ogni 3 minuti – ma con dinamiche geografiche che raccontano abitudini, priorità e sensibilità diverse</p>



<p><strong>Chi compra di più (e chi aspetta)</strong></p>



<p>A partire dalla&nbsp;<strong>propensione all&#8217;acquisto</strong>, la cartina geografica dice già molte cose. Il&nbsp;<strong>Sud e le Isole</strong>&nbsp;guidano con il&nbsp;<strong>24%</strong>&nbsp;di acquirenti negli ultimi tre anni – distaccandosi dalla media nazionale di ben&nbsp;<strong>3 punti&nbsp;</strong>– in un contesto dove l&#8217;auto rimane un bene essenziale, spesso condiviso tra generazioni e acquistato in famiglia. Il&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;si ferma al&nbsp;<strong>17%</strong>, il valore più basso: non perché l&#8217;interesse manchi, ma perché, come mostrano i dati, chi compra lo fa con criteri molto selettivi e per motivazioni ben precise.</p>



<p><strong>La questione carburante: il diesel resiste al Sud, al Nord si guarda oltre</strong></p>



<p>Il&nbsp;<strong>diesel</strong>&nbsp;rimane la&nbsp;<strong>scelta prevalente a livello nazionale (32%)</strong>, ma al&nbsp;<strong>Sud e Isole</strong>&nbsp;raggiunge il&nbsp;<strong>38,3%,</strong>&nbsp;mentre al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;scende al&nbsp;<strong>20,8%</strong>&nbsp;– quasi la metà. È qui che benzina (28,6%) e ibrido (20,6%) trovano il loro terreno più fertile, in un&#8217;area che guarda alle motorizzazioni alternative con più apertura e meno resistenza.<br>L&#8217;<strong>elettrico puro</strong>, invece, gode di ottima salute in&nbsp;<strong>Centro Italia</strong>, dove tocca&nbsp;<strong>il 19,2%</strong>&nbsp;delle preferenze. Non è un caso: è nelle grandi città del Centro – Roma su tutte – che ZTL, targhe alterne e normative ambientali entrano concretamente nella scelta del veicolo. L&#8217;elettrico, qui, non è solo una preferenza: è spesso una risposta razionale alle regole della città in cui si vive.</p>



<p><strong>Ibrido o elettrico? Il Centro cerca il plug-in, il Nord Ovest vuole il full hybrid</strong></p>



<p>Anche tra chi ha già deciso di puntare sui new energy vehicles (NEV), le strade si dividono. Il&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;preferisce il&nbsp;<strong>Full Hybrid</strong>&nbsp;(33,5%): una motorizzazione percepita come più vicina all&#8217;esperienza tradizionale, che non richiede colonnine né nuove abitudini di ricarica.&nbsp;<strong>Centro</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Nord Est</strong>&nbsp;guardano invece al&nbsp;<strong>Plug-in Hybrid</strong>&nbsp;(rispettivamente 34,5% e 32,6%), segnale di una maggiore disponibilità a integrare la ricarica nella routine quotidiana – e di infrastrutture e condizioni di utilizzo che lo rendono praticabile.<br>Con il 23,4% di acquirenti che cercano attivamente un&#8217;elettrica o un&#8217;ibrida,&nbsp;<strong>il Centro</strong>&nbsp;è l&#8217;area più orientata verso i New Energy Vehicles (NEV): la spinta normativa e la sensibilità urbana, qui, si traducono già in comportamenti concreti sul mercato.</p>



<p><strong>Le barriere all&#8217;elettrico: il prezzo spaventa il Nord Ovest, la batteria preoccupa il Centro</strong></p>



<p>Anche chi vorrebbe passare all&#8217;elettrico si scontra con dubbi che variano a seconda di dove vive. Al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>, dove la sensibilità al prezzo è più radicata, la barriera principale è il&nbsp;<strong>costo d&#8217;acquisto</strong>&nbsp;(44,7%): anche nell&#8217;usato, l&#8217;elettrico costa ancora troppo rispetto a quanto si è disposti a spendere. Al&nbsp;<strong>Centro</strong>&nbsp;prevalgono i&nbsp;<strong>dubbi sulla durata della batteria</strong>&nbsp;(33,7%): chi ha già abbracciato l&#8217;elettrico come filosofia vuole essere sicuro che l&#8217;investimento regga nel tempo. Al&nbsp;<strong>Nord Est</strong>, territorio di percorrenze più variabili tra città e provincia, preoccupa soprattutto l&#8217;<strong>autonomia insufficiente</strong>&nbsp;(28,7%).</p>



<p>E poi c&#8217;è il&nbsp;<strong>Sud</strong>, che parla un&#8217;altra lingua ancora: l&#8217;accesso facilitato alle ZTL – motivazione chiave al Centro con il 45,1% – qui è quasi irrilevante: 9,4%. Non perché manchi interesse per l&#8217;elettrico, ma perché le politiche urbane sono diverse, e così di conseguenza i vantaggi pratici.</p>



<p><strong>Perché si sceglie l&#8217;usato: il prezzo non racconta tutto</strong></p>



<p><strong>Il risparmio</strong>&nbsp;è il motore della scelta di un’auto second hand in tutta Italia – il 68% degli acquirenti lo cita come motivazione principale – ma la parola &#8220;risparmio&#8221; non significa la stessa cosa da nord a sud. Al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;il prezzo domina in modo quasi assoluto (78,2%), con una componente significativa legata all&#8217;<strong>uso specifico o limitato</strong>&nbsp;del veicolo: spesso è la seconda auto di famiglia, comprata con un budget preciso per una funzione precisa. Niente di superfluo. Al&nbsp;<strong>Nord Est</strong>&nbsp;il risparmio evolve in convenienza: non basta costare poco, bisogna offrire il&nbsp;<strong>miglior rapporto qualità-accessori/prezzo</strong>&nbsp;– si valuta l&#8217;insieme, si confronta, si ragiona.</p>



<p>Al&nbsp;<strong>Centro</strong>&nbsp;pesano la&nbsp;<strong>disponibilità immediata</strong>&nbsp;– l&#8217;auto giusta, adesso, senza liste d&#8217;attesa – e una crescente sensibilità verso i&nbsp;<strong>principi di economia circolare</strong>: scegliere un veicolo già esistente è anche una scelta di valori, non solo di portafoglio. Al&nbsp;<strong>Sud e Isole</strong>, infine, emerge una motivazione che altrove è quasi marginale: il 17,3% acquista un&#8217;auto usata per un&nbsp;<strong>neopatentato</strong>. L&#8217;auto come rito di passaggio, come primo passo verso l&#8217;autonomia – e la famiglia che lo rende possibile, scegliendo l&#8217;usato per contenere la spesa senza rinunciare alla mobilità.</p>



<p><strong>Come si cerca un&#8217;auto usata: digitale al Nord Est, tradizione al Nord Ovest, passaparola al Sud</strong></p>



<p>Il percorso che porta all&#8217;acquisto è lungo quanto la penisola, e altrettanto vario. Al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;si va in concessionaria (41,9%): la consulenza fisica, la garanzia e la stretta di mano contano. Al&nbsp;<strong>Nord Est</strong>&nbsp;si apre il browser: il 43,2% usa&nbsp;<strong>piattaforme digitali</strong>&nbsp;come canale principale, rendendola la zona italiana che ha adottato il digitale in modo più capillare e strutturale.</p>



<p>Al&nbsp;<strong>Sud e Isole</strong>&nbsp;la fiducia passa ancora dalle persone: il&nbsp;<strong>passaparola</strong>&nbsp;pesa per il 21,6%, e i&nbsp;<strong>social media</strong>&nbsp;crescono fino al 7,7% – numeri che raccontano un ecosistema informativo ancora fortemente relazionale, dove la reputazione conta più dell&#8217;algoritmo. Il&nbsp;<strong>Centro</strong>, infine, gioca su tutti i tavoli: equilibrio tra digitale e tradizionale, senza una preferenza netta, come chi sa muoversi in entrambi i mondi.</p>



<p><em>«I dati regionali ci restituiscono un&#8217;Italia in movimento, ma con traiettorie diverse. Al Sud l&#8217;auto usata è una scelta familiare e pragmatica; al Nord Ovest è un acquisto razionale guidato dal budget; al Centro le normative urbane stanno accelerando la transizione verso l&#8217;elettrico in modo molto concreto” </em>afferma <strong>Cristiana Alicata, Mobility Director di Subito</strong>.<em> “Su Subito Motori vediamo queste dinamiche in tempo reale: non esiste un mercato dell&#8217;auto usata – ne esistono molti, con storie e motivazioni proprie. E tutti, nessuno escluso, stanno crescendo.</em>» </p>



<p>Un Paese, tante strade: diesel o elettrico, concessionaria o app, budget fisso o ricerca del meglio possibile: il mercato dell&#8217;auto usata italiano è uno specchio fedele delle diversità che attraversano il Paese. Quel che accomuna Nord, Centro e Sud è la direzione: la second hand non è più una seconda scelta. È la prima, sempre più spesso consapevole, informata e convinta. I numeri lo dicono chiaramente. Il resto – come, dove e perché – lo racconta l&#8217;Italia stessa.</p>
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		<title>Caldo, ecco come usare bene il climatizzatore: errori da evitare e buone pratiche</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caldo-ecco-come-usare-bene-il-climatizzatore-errori-da-evitare-e-buone-pratiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 11:39:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[aria condizionata]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[climatizzzatore]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo delle alte temperature, il climatizzatore dell&#8217;auto diventa uno degli alleati più preziosi per chi si mette al volante. Ma utilizzarlo nel modo sbagliato può aumentare i consumi, ridurre [...]]]></description>
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<p>Con l&#8217;arrivo delle alte temperature, il climatizzatore dell&#8217;auto diventa uno degli alleati più preziosi per chi si mette al volante. Ma utilizzarlo nel modo sbagliato può aumentare i consumi, ridurre il comfort e persino causare fastidi fisici. Bastano invece alcune semplici accortezze per affrontare il caldo estivo in modo più efficace e sicuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mai partire con l&#8217;aria al massimo</h2>



<p>Uno degli errori più comuni è accendere il climatizzatore alla massima potenza appena entrati in auto. Se il veicolo è rimasto parcheggiato al sole, la temperatura interna può superare facilmente i 50 gradi.</p>



<p>Prima di avviare il climatizzatore è consigliabile aprire porte e finestrini per qualche minuto, favorendo l&#8217;uscita dell&#8217;aria calda accumulata nell&#8217;abitacolo. Solo successivamente si può attivare l&#8217;impianto, ottenendo un raffrescamento più rapido ed efficiente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione agli sbalzi termici</h2>



<p>La differenza tra la temperatura esterna e quella interna non dovrebbe essere eccessiva. Gli esperti consigliano di mantenere il climatizzatore tra i 22 e i 25 gradi, evitando di trasformare l&#8217;abitacolo in una sorta di frigorifero.</p>



<p>Uno sbalzo termico troppo elevato può provocare mal di gola, raffreddori, tensioni muscolari e un generale senso di disagio, soprattutto durante le soste e all&#8217;uscita dal veicolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dirigere correttamente le bocchette</h2>



<p>Le bocchette dell&#8217;aria non dovrebbero essere orientate direttamente verso il viso o il torace. Il flusso d&#8217;aria è preferibile che venga distribuito verso l&#8217;alto o lateralmente, favorendo una climatizzazione uniforme dell&#8217;abitacolo e riducendo il rischio di fastidi muscolari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricircolo sì, ma con moderazione</h2>



<p>La funzione di ricircolo dell&#8217;aria è molto utile nelle giornate più calde perché permette di raffreddare più velocemente l&#8217;interno dell&#8217;auto e ridurre il lavoro del compressore.</p>



<p>Tuttavia, è consigliabile non utilizzarla in modo continuativo per lunghi periodi. Un ricambio periodico dell&#8217;aria aiuta infatti a mantenere un ambiente più salubre e a limitare l&#8217;accumulo di umidità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consumi sotto controllo</h2>



<p>Contrariamente a quanto si pensa, viaggiare con i finestrini completamente aperti alle alte velocità può aumentare la resistenza aerodinamica e incidere sui consumi.</p>



<p>Sulle strade urbane si può alternare l&#8217;uso dei finestrini al climatizzatore, mentre in autostrada risulta generalmente più efficiente mantenere i vetri chiusi e utilizzare il sistema di climatizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La manutenzione fa la differenza</h2>



<p>Un climatizzatore efficiente non garantisce soltanto comfort, ma contribuisce anche alla sicurezza di guida. Filtri sporchi o impianti poco manutenuti possono ridurre l&#8217;efficacia del raffreddamento e peggiorare la qualità dell&#8217;aria all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo.</p>



<p>È buona norma verificare periodicamente lo stato dei filtri abitacolo e sottoporre l&#8217;impianto a controlli regolari, soprattutto prima dell&#8217;estate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non dimenticare i passeggeri più vulnerabili</h2>



<p>Bambini, anziani e animali domestici sono particolarmente sensibili alle alte temperature. Anche durante soste molto brevi non devono mai essere lasciati all&#8217;interno di un&#8217;auto parcheggiata al sole, dove la temperatura può salire rapidamente raggiungendo livelli pericolosi.</p>



<p>Utilizzare correttamente il climatizzatore significa migliorare il comfort, limitare i consumi e viaggiare in maggiore sicurezza. Arieggiare l&#8217;abitacolo prima della partenza, evitare temperature troppo basse, curare la manutenzione e prestare attenzione agli sbalzi termici sono piccoli gesti che possono fare una grande differenza durante i mesi più caldi dell&#8217;anno.</p>
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		<title>Pit bike e motocross: tutte le differenze tra i due mondi dell&#8217;off-road</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pit-bike-e-motocross-tutte-le-differenze-tra-i-due-mondi-delloff-road/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 15:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[motocross]]></category>
		<category><![CDATA[pit bike]]></category>
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					<description><![CDATA[A prima vista possono sembrare simili, ma pit bike e moto da motocross sono due mezzi molto diversi per caratteristiche tecniche, utilizzo e pubblico di riferimento. Negli ultimi anni le [...]]]></description>
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<p>A prima vista possono sembrare simili, ma pit bike e moto da motocross sono due mezzi molto diversi per caratteristiche tecniche, utilizzo e pubblico di riferimento. Negli ultimi anni le pit bike hanno conquistato sempre più appassionati grazie ai costi contenuti e alla facilità di utilizzo, mentre il motocross continua a rappresentare la disciplina off-road per eccellenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono le pit bike</h2>



<p>Le pit bike nascono negli Stati Uniti come piccoli mezzi utilizzati nei paddock dai meccanici e dai piloti per spostarsi rapidamente all&#8217;interno dei circuiti. Con il tempo si sono evolute fino a diventare vere e proprie moto da divertimento e da competizione.</p>



<p>Sono caratterizzate da dimensioni ridotte, telaio compatto e motori generalmente compresi tra 110 e 190 cc. L&#8217;altezza da terra contenuta e il peso ridotto le rendono particolarmente adatte a principianti, giovani piloti e amatori che desiderano avvicinarsi al mondo dell&#8217;off-road senza affrontare investimenti elevati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche delle moto da motocross</h2>



<p>Le moto da motocross sono invece progettate specificamente per affrontare gare e percorsi sterrati impegnativi. Dispongono di sospensioni a lunga escursione, telai più robusti e motorizzazioni che possono variare dai 125 cc due tempi fino ai 450 cc quattro tempi.</p>



<p>L&#8217;obiettivo è garantire prestazioni elevate, stabilità sui salti e capacità di affrontare terreni accidentati a velocità sostenute. Si tratta di mezzi sviluppati per un utilizzo sportivo intensivo e per piloti con una preparazione tecnica adeguata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le principali differenze</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Dimensioni e peso</h3>



<p>La differenza più evidente riguarda le dimensioni. Le pit bike sono più piccole e leggere, con un&#8217;altezza della sella generalmente inferiore rispetto alle moto da cross. Questa caratteristica facilita il controllo del mezzo e aumenta la sicurezza per chi è alle prime esperienze.</p>



<p>Le moto da motocross, invece, hanno una struttura più grande e una posizione di guida studiata per affrontare percorsi impegnativi e salti di notevole entità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prestazioni</h3>



<p>Le moto da cross offrono una potenza nettamente superiore. Accelerazione, velocità e capacità di affrontare ostacoli importanti sono pensate per l&#8217;agonismo e per l&#8217;uso su piste dedicate.</p>



<p>Le pit bike privilegiano invece il divertimento e la facilità di guida. Pur potendo raggiungere prestazioni interessanti, restano orientate a un utilizzo meno estremo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Costi di acquisto e manutenzione</h3>



<p>Uno dei motivi del successo delle pit bike è il prezzo. L&#8217;acquisto richiede generalmente un investimento inferiore rispetto a una moto da motocross e anche la manutenzione ordinaria risulta più economica.</p>



<p>Le moto da cross, soprattutto quelle di fascia alta, comportano costi maggiori sia per l&#8217;acquisto sia per la manutenzione periodica, considerando l&#8217;usura di pneumatici, sospensioni e componenti meccaniche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Utilizzo</h3>



<p>Le pit bike trovano spazio in piccoli circuiti, aree private e competizioni dedicate. Sono spesso utilizzate anche per l&#8217;allenamento tecnico e il puro divertimento.</p>



<p>Le moto da motocross sono invece destinate principalmente a piste specializzate e competizioni ufficiali, dove possono esprimere al meglio le loro caratteristiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quale scegliere?</h2>



<p>La scelta dipende dagli obiettivi del pilota. Chi desidera avvicinarsi al mondo delle due ruote fuoristrada con un mezzo semplice, economico e divertente può trovare nella pit bike una soluzione ideale.</p>



<p>Chi invece punta alle competizioni, cerca prestazioni elevate e vuole affrontare percorsi tecnicamente impegnativi troverà nella moto da motocross il mezzo più adatto.</p>



<p>In entrambi i casi, la sicurezza resta fondamentale: abbigliamento tecnico, casco omologato e protezioni adeguate rappresentano un investimento indispensabile per godersi l&#8217;off-road in modo responsabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un settore in continua crescita</h2>



<p>Il successo delle pit bike ha contribuito ad allargare la base degli appassionati del fuoristrada, creando un percorso di ingresso accessibile verso discipline più impegnative come il motocross. Due mondi diversi ma complementari, accomunati dalla passione per la guida su sterrato e dalla ricerca del divertimento lontano dall&#8217;asfalto.</p>
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		<item>
		<title>Campania: raccolti 4.339.080 kg di pneumatici fuori uso nel 2025</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/campania-raccolti-4-339-080-kg-di-pneumatici-fuori-uso-nel-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 12:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto annuale ecotyre]]></category>
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					<description><![CDATA[Online il nuovo&#160;Rapporto Annuale di EcoTyre 2026, con tutti i dati riferiti al 2025. In Campania EcoTyre ha effettuato&#160;1.481 ritiri&#160;presso gommisti e officine meccaniche, raccogliendo&#160;4.339.080 kg di pneumatici fuori uso&#160;nel [...]]]></description>
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<p>Online il nuovo&nbsp;<strong>Rapporto Annuale di EcoTyre 2026</strong>, con tutti i dati riferiti al 2025.</p>



<p>In Campania EcoTyre ha effettuato&nbsp;<strong>1.481 ritiri</strong>&nbsp;presso gommisti e officine meccaniche, raccogliendo&nbsp;<strong>4.339.080 kg di pneumatici fuori uso</strong>&nbsp;nel 2025, il&nbsp;<strong>21% in più</strong>&nbsp;rispetto allanno precedente. La Campania costituisce unarea geografica autonoma ai sensi del DM 182/2019, nella quale EcoTyre ha superato del&nbsp;<strong>1,7% il target di gestione</strong>&nbsp;fissato dalla normativa. A questo si aggiungono i&nbsp;<strong>1.000 kg</strong>&nbsp;ritirati presso gli autodemolitori convenzionati ACI. Nellambito del&nbsp;<strong>progetto PFU Zero</strong>, dedicato agli interventi su PFU abbandonati in ambiente, EcoTyre ha effettuato&nbsp;<strong>1 intervento nel 2025</strong>, portando a&nbsp;<strong>16</strong>&nbsp;il totale degli interventi regionali dallavvio del progetto.</p>



<p>Sul sito del Consorzio, è possibile avere&nbsp;<strong>in tempo reale tutte le informazioni</strong>&nbsp;sui&nbsp;<strong>dati di raccolta mensile&nbsp;</strong>della Campania e di tutte le altre regioni: sono presenti tabelle e grafici sempre aggiornati per verificare landamento dei ritiri secondo i parametri dellarea geografica, della tipologia di PFU e dei gommisti serviti.</p>



<p><em>«Il nostro sistema di raccolta si è dimostrato ancora una volta capillare, coprendo ogni angolo dItalia, garantendo un servizio efficiente anche nelle aree più remote e ai piccoli operatori, in linea con il nostro impegno di non lasciare indietro nessuno e con la nostra dedizione a mantenere alti standard qualitativi nella gestione dei PFU su tutto il territorio nazionale &#8211; commenta </em><strong><em>Enrico Ambrogio</em></strong><em>, </em><strong><em>Presidente di EcoTyre</em></strong><em>  &#8211; Abbiamo inoltre </em><strong><em>contribuito in maniera decisiva a rendere sostenibile ed efficiente la nuova filiera industriale che permette di utilizzare ingenti quantità di gomma usata invece di consumare materie prime vergini. </em></strong><em>Oggi, infatti è possibile utilizzare Gomma Verde in</em><strong><em> varie applicazioni industriali, quali ad esempio pneumatici, guarnizioni, bitumi modificati, guaine, o tubi. Un risultato che ci pone allavanguardia e ci motiva ancora di più a proseguire su questa strada</em></strong>.»</p>



<p><strong>A livello nazionale</strong></p>



<p>Sono stati raccolti complessivamente&nbsp;<strong>53.009.400 kg di PFU pari a circa 7 milioni di pezzi</strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>17.786 missioni di ritiro in tutte le regioni italiane</strong>: di questi, circa&nbsp;<strong>51 milioni</strong>&nbsp;di kg provengono dalla rete nazionale di ricambio (gommisti e officine), circa&nbsp;<strong>2 milioni</strong>&nbsp;di kg dagli autodemolitori ACI, e circa 25.000 pneumatici abbandonati in ambiente, raccolti attraverso il progetto&nbsp;<strong>PFU Zero</strong>.&nbsp;<strong>Raggiunto e superato anche a livello nazionale lobiettivo annuale di legge.</strong></p>



<p><strong>Il progetto Da gomma a gomma</strong></p>



<p>EcoTyre è la prima realtà ad essersi posta l&#8217;obiettivo ambizioso di <strong>completare il ciclo della circolarità della gomma</strong>, ossia di rendere possibile <strong>l&#8217;impiego di gomma direttamente derivante da PFU</strong> per la produzione di pneumatici ed altri prodotti in gomma come tubi, guarnizioni, bitumi ed altri oggetti. Il progetto innovativo ha portato alla <strong>possibilità, per l&#8217;industria, di utilizzare Tecnogreen, la gomma verde ottenuta devulcanizzando il granulato di PFU</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Giacche da moto in estate: perché sono indispensabili anche con il caldo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giacche-da-moto-in-estate-perche-sono-indispensabili-anche-con-il-caldo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:49:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[giacche da moto]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’arrivo del caldo molti motociclisti sono tentati di lasciare la giacca tecnica nell’armadio, scegliendo abbigliamento più leggero per affrontare le alte temperature. Una decisione comprensibile, ma che può aumentare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’arrivo del caldo molti motociclisti sono tentati di lasciare la giacca tecnica nell’armadio, scegliendo abbigliamento più leggero per affrontare le alte temperature. Una decisione comprensibile, ma che può aumentare sensibilmente i rischi in caso di incidente o imprevisto durante la guida.</p>



<p>Anche in estate, infatti, la giacca da moto resta uno degli elementi più importanti dell’equipaggiamento di sicurezza. Le moderne soluzioni progettate per la stagione calda consentono di coniugare protezione e comfort, senza costringere il motociclista a sopportare temperature eccessive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Protezione fondamentale in caso di caduta</h2>



<p>L’asfalto estivo non è meno pericoloso di quello invernale. In caso di caduta, anche a velocità relativamente basse, il contatto con il manto stradale può provocare abrasioni profonde e ustioni da sfregamento.</p>



<p>Le giacche tecniche sono progettate proprio per limitare questi danni grazie all’impiego di materiali ad alta resistenza come Cordura, tessuti rinforzati o pelle trattata. A questi si aggiungono le protezioni certificate CE su spalle, gomiti e, in molti casi, sulla schiena, che aiutano ad assorbire parte dell’energia degli urti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le giacche estive sono pensate per il caldo</h2>



<p>Chi immagina la giacca da moto come un capo pesante e soffocante probabilmente non conosce le soluzioni più recenti disponibili sul mercato. I modelli estivi utilizzano ampie superfici in tessuto mesh traforato che favoriscono il passaggio dell’aria e garantiscono una ventilazione costante durante la marcia.</p>



<p>In molti casi il flusso d’aria percepito è tale da rendere la guida sorprendentemente confortevole anche nelle giornate più calde, soprattutto rispetto all’utilizzo di indumenti comuni che non offrono alcuna protezione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una barriera contro sole e disidratazione</h2>



<p>La giacca non protegge soltanto dagli impatti. Durante i lunghi tragitti estivi rappresenta anche una difesa efficace contro l’esposizione diretta ai raggi solari.</p>



<p>Viaggiare per ore con braccia e torso scoperti può provocare scottature, affaticamento e disidratazione. Inoltre, il vento continuo che investe il corpo durante la marcia accelera l’evaporazione del sudore, favorendo la perdita di liquidi senza che il motociclista se ne renda conto.</p>



<p>Una giacca tecnica aiuta a limitare questi effetti, contribuendo a mantenere maggiore comfort e concentrazione alla guida.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Insetti, sassolini e detriti: rischi spesso sottovalutati</h2>



<p>La sicurezza non riguarda solo gli incidenti. Durante la guida è frequente essere colpiti da insetti, sassolini, ghiaia o altri piccoli detriti sollevati dai veicoli che precedono.</p>



<p>L’impatto di un’ape, una vespa o un grosso insetto a velocità sostenuta può risultare particolarmente doloroso e provocare una distrazione improvvisa. Lo stesso vale per piccoli sassi o frammenti presenti sulla carreggiata.</p>



<p>La giacca costituisce una barriera protettiva che riduce notevolmente gli effetti di questi urti, aumentando la sicurezza durante il viaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un investimento sulla propria sicurezza</h2>



<p>Gli esperti di sicurezza stradale concordano su un principio semplice: l’equipaggiamento va indossato sempre, anche per percorsi brevi e a basse velocità.</p>



<p>Casco omologato, guanti, giacca tecnica, pantaloni adeguati e calzature specifiche rappresentano la dotazione minima per affrontare la strada in modo responsabile.</p>



<p>In estate, quindi, la scelta non dovrebbe essere se indossare o meno una giacca da moto, ma individuare il modello più adatto alle proprie esigenze. Le moderne giacche ventilate dimostrano che è possibile affrontare il caldo senza rinunciare alla protezione, trasformando ogni viaggio in un’esperienza più sicura e piacevole.</p>
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		<title>Auto decappottabili, fascino senza tempo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-decappottabili-fascino-senza-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 12:20:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto decappotabili]]></category>
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					<description><![CDATA[Le auto decappottabili continuano a esercitare un fascino particolare sugli automobilisti. Simbolo di libertà, eleganza e piacere di guida, le cabriolet rappresentano un segmento di nicchia che negli ultimi anni [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le auto decappottabili continuano a esercitare un fascino particolare sugli automobilisti. Simbolo di libertà, eleganza e piacere di guida, le cabriolet rappresentano un segmento di nicchia che negli ultimi anni ha saputo resistere ai cambiamenti del mercato automobilistico dominato da suv ed elettrificazione. Ma accanto al design accattivante e alla guida “a cielo aperto”, le auto decappottabili presentano anche limiti e costi da valutare attentamente.</p>



<p>Le moderne cabrio si dividono principalmente in due categorie: quelle con tetto in tela e quelle con hard top rigido retrattile. Le prime sono generalmente più leggere e mantengono un’impostazione più sportiva, mentre le seconde garantiscono maggiore isolamento termico e acustico.</p>



<p>Tra i principali vantaggi delle auto decappottabili c’è certamente l’esperienza di guida. Viaggiare con il tetto aperto aumenta la percezione dello spazio e offre una sensazione di contatto diretto con l’ambiente esterno. Un aspetto particolarmente apprezzato nelle località turistiche e durante la stagione estiva.</p>



<p>Dal punto di vista estetico, le cabriolet mantengono inoltre un forte appeal commerciale. Modelli come la Mazda MX-5, la BMW Z4 e la Mini Cabrio restano tra le più diffuse e riconoscibili del segmento. A queste si aggiungono modelli di fascia più alta come la Porsche 911 Cabriolet e la Audi A5 Cabriolet, oltre a proposte più accessibili come la Fiat 500C e la Ford Mustang Convertible.</p>



<p>Non mancano però gli aspetti negativi. Le decappottabili hanno spesso un prezzo superiore rispetto alle versioni tradizionali dello stesso modello e presentano costi di manutenzione più elevati, soprattutto per il sistema di apertura del tetto. Anche lo spazio interno e il bagagliaio risultano generalmente ridotti a causa dei meccanismi necessari per la capote.</p>



<p>Sul piano della sicurezza, le moderne tecnologie hanno ridotto molte criticità del passato grazie a rinforzi strutturali, airbag laterali e sistemi anti-ribaltamento. Tuttavia, una cabriolet resta mediamente più pesante e meno rigida rispetto a una vettura chiusa equivalente.</p>



<p>Altro elemento da considerare è il comfort. Se i modelli più recenti garantiscono una buona insonorizzazione, soprattutto con hard top, rumore aerodinamico e sbalzi termici possono incidere sulla qualità del viaggio nei lunghi tragitti o durante l’inverno.</p>



<p></p>
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		<title>Coppa Vincenzo Florio, trentunesima edizione: motorismo storico tra cultura, storia e amicizia in Italia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/coppa-vincenzo-florio-trentunesima-edizione-motorismo-storico-tra-cultura-storia-e-amicizia-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:45:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[La Sicilia dei Florio, terra di grandi tradizioni, paesaggi straordinari e cultura millenaria, ha fatto da scenario alla XXXI Coppa Vincenzo Florio, prestigiosa manifestazione dedicata al motorismo storico che ha [...]]]></description>
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<p>La Sicilia dei Florio, terra di grandi tradizioni, paesaggi straordinari e cultura millenaria, ha fatto da scenario alla XXXI Coppa Vincenzo Florio, prestigiosa manifestazione dedicata al motorismo storico che ha riunito appassionati provenienti da diverse regioni italiane in un evento capace di coniugare storia, turismo, cultura e passione automobilistica.</p>



<p>L&#8217;evento, organizzato dal Circolo Vincenzo Florio di Palermo sotto la guida della dinamica e instancabile Presidente Franca Laura Mancuso, ha confermato ancora una volta il proprio ruolo di riferimento nel panorama nazionale delle manifestazioni dedicate ai veicoli storici.</p>



<p>Particolarmente significativo il gemellaggio con il Club Salerno Autostoriche, presieduto dall&#8217;Ing. Dino Nardiello, da anni impegnato nella valorizzazione del patrimonio motoristico italiano e nella promozione di iniziative culturali che legano la storia dell&#8217;automobile alla conoscenza dei territori.</p>



<p>La manifestazione ha avuto inizio con l&#8217;imbarco dal porto di Napoli verso Palermo, dando il via a un viaggio che si è trasformato fin dalle prime ore in un&#8217;esperienza di amicizia e condivisione tra collezionisti e appassionati.</p>



<p>Dopo l&#8217;arrivo a Santa Flavia, gli equipaggi sono stati accolti nella splendida cornice del Domina Zagarella, da dove è iniziato un intenso programma di visite e attività. Tra i momenti più apprezzati vi è stata la visita al celebre Museo dell&#8217;Acciuga di Aspra, dove Michelangelo Balistreri ha saputo raccontare con passione e autenticità la storia della marineria siciliana, trasformando la visita in un emozionante viaggio nella memoria collettiva della Sicilia.</p>



<p>La giornata successiva ha condotto i partecipanti tra le eccellenze culturali e tecniche del territorio palermitano, con la visita ai Vivai Tasca, alla storica villa nobiliare e all&#8217;aeroporto di Boccadifalco, luogo simbolo dell&#8217;aviazione siciliana, dove si sono svolte prove di abilità e momenti di aggregazione tra gli equipaggi.</p>



<p>Particolarmente intensa e significativa è stata la visita al Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi dell&#8217;Università degli Studi di Palermo, autentico gioiello della cultura scientifica italiana. Qui i partecipanti hanno avuto l&#8217;opportunità di compiere un affascinante viaggio attraverso l&#8217;evoluzione della tecnica, dell&#8217;ingegneria e della meccanica.</p>



<p>Tra motori storici, macchine industriali, strumenti scientifici e reperti unici, gli appassionati hanno potuto comprendere quanto la storia dell&#8217;automobile sia profondamente intrecciata con il progresso tecnologico e con il lavoro di generazioni di studiosi, progettisti e innovatori. L&#8217;esposizione ha suscitato grande emozione nei partecipanti, che hanno ritrovato nelle collezioni universitarie le radici della propria passione e il filo conduttore che unisce il passato al presente dell&#8217;automobile.</p>



<p>La visita ha rappresentato uno dei momenti culturali più elevati della manifestazione, dimostrando come il motorismo storico possa diventare strumento di divulgazione, conoscenza e valorizzazione del patrimonio tecnico-scientifico italiano.</p>



<p>A conferire ulteriore prestigio all&#8217;evento è stata la presenza del Consigliere Nazionale ASI, Antonio Auccello, che ha seguito con interesse le attività della Coppa Florio, esprimendo vivo apprezzamento per l&#8217;eccellente organizzazione e per il valore culturale della manifestazione. Nel suo intervento ha inoltre portato ai partecipanti il saluto del Presidente Nazionale ASI, Alberto Scuro, sottolineando l&#8217;importanza delle iniziative che promuovono la conservazione e la valorizzazione del patrimonio motoristico storico nazionale.</p>



<p>Di particolare rilievo anche la presenza del Commissario Manifestazioni ASI Pietro Stella, incaricato di verificare e valutare il rispetto dei parametri organizzativi previsti dalla Commissione Manifestazioni ASI. Nel corso dell&#8217;evento ha potuto constatare l&#8217;elevato livello qualitativo della manifestazione, apprezzandone la precisione organizzativa, la sicurezza, i contenuti culturali e l&#8217;attenzione riservata ai partecipanti.</p>



<p>Al termine delle verifiche, Pietro Stella ha espresso grande soddisfazione per l&#8217;impeccabile organizzazione della XXXI Coppa Vincenzo Florio, riconoscendo il lavoro svolto dal Circolo Vincenzo Florio e da tutti i collaboratori coinvolti nella realizzazione dell&#8217;evento. Un giudizio particolarmente importante perché conferma la crescente professionalità con cui vengono organizzate manifestazioni che rappresentano l&#8217;eccellenza del motorismo storico italiano.</p>



<p>Grande emozione ha caratterizzato la serata di gala e di premiazione, momento culminante dell&#8217;intera manifestazione, durante il quale la Presidente Franca Laura Mancuso e il Presidente Dino Nardiello hanno voluto sottolineare il valore dell&#8217;amicizia e della collaborazione tra i club.</p>



<p>Tra i riconoscimenti speciali assegnati spicca il Trofeo dell&#8217;Amicizia &#8220;Andrea Alessi&#8221;, dedicato alla stima e all&#8217;amicizia dimostrate nei confronti del Circolo Vincenzo Florio.</p>



<p>Il Trofeo &#8220;Sabato Nardiello&#8221; è stato conferito a Franco Martucci, il più anziano collezionista presente alla manifestazione, da sempre vicino al Circolo Florio e protagonista di una lunga storia di passione automobilistica.</p>



<p>Il Trofeo &#8220;Gerardo Gustato&#8221; è stato assegnato a Giuseppe Sinatra e alla sua giovane navigatrice, simbolo dell&#8217;importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni nel mondo del motorismo storico.</p>



<p>Particolarmente prestigiosi anche i premi riservati alle vetture più rappresentative dell&#8217;evento.</p>



<p>La Coppa Florio è stata assegnata alla splendida Ford T del 1912 del socio Giuseppe Corso, autentico simbolo della nascita dell&#8217;automobile moderna.</p>



<p>La Coppa Pippo Vaccari è stata conferita all&#8217;elegante Alfa Romeo 1750 del 1939 di Carmelo Pantano, esempio straordinario dell&#8217;eccellenza tecnica e stilistica italiana.</p>



<p>La prestigiosa Coppa Starabba è stata assegnata alla rara Amilcar del 1924 del socio Filippo Sagona, vettura che richiama il fascino delle grandi competizioni automobilistiche degli anni pionieristici.</p>



<p>Dopo le attività ufficiali, gli equipaggi hanno proseguito il viaggio verso Capo d&#8217;Orlando lungo la suggestiva costa tirrenica siciliana, ammirando gli spettacolari panorami delle Isole Eolie. La visita al Santuario della Madonna Nera di Tindari e alla Riserva Naturale dei Laghetti di Marinello ha concluso nel migliore dei modi un percorso ricco di emozioni, storia e bellezza.</p>



<p>La XXXI Coppa Vincenzo Florio si chiude così con un bilancio estremamente positivo, confermando il proprio prestigio nel panorama nazionale del motorismo storico. Un successo che porta la firma della Presidente Franca Laura Mancuso, anima dell&#8217;iniziativa, dell&#8217;Ing. Dino Nardiello, promotore del gemellaggio con il Club Salerno Autostoriche, e di tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell&#8217;evento.</p>



<p>Ancora una volta il nome Florio ha saputo unire persone, territori e passioni diverse, dimostrando come il motorismo storico non sia soltanto conservazione di automobili, ma anche cultura, amicizia, memoria e valorizzazione delle eccellenze italiane.</p>
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		<title>Auto, ecco gli accessori che migliorano ogni viaggio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-ecco-gli-accessori-che-migliorano-ogni-viaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 12:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[accessori auto]]></category>
		<category><![CDATA[compressore]]></category>
		<category><![CDATA[dash cam]]></category>
		<category><![CDATA[parasole]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;automobile non è più soltanto un mezzo di trasporto. Per molti rappresenta un ambiente in cui trascorrere diverse ore ogni settimana tra lavoro, viaggi e spostamenti quotidiani. Per questo motivo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;automobile non è più soltanto un mezzo di trasporto. Per molti rappresenta un ambiente in cui trascorrere diverse ore ogni settimana tra lavoro, viaggi e spostamenti quotidiani. Per questo motivo cresce l&#8217;interesse verso accessori capaci di migliorare comfort, sicurezza ed efficienza del veicolo senza necessariamente affrontare costosi interventi di modifica.</p>



<p>Molti di questi prodotti hanno costi contenuti ma possono fare la differenza nell&#8217;esperienza di guida e nella manutenzione dell&#8217;auto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dash cam: più sicurezza in caso di incidenti</h2>



<p>Tra gli accessori più richiesti degli ultimi anni figurano le dash cam, le telecamere da installare sul parabrezza che registrano continuamente ciò che accade durante la marcia. Oltre a fornire prove utili in caso di incidente o controversie assicurative, i modelli più evoluti includono sistemi di monitoraggio durante la sosta e rilevamento automatico degli urti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Supporti per smartphone e ricarica wireless</h2>



<p>Con l&#8217;utilizzo sempre più frequente di navigatori e applicazioni per il traffico, un supporto stabile per smartphone è diventato quasi indispensabile. Le soluzioni più moderne integrano la ricarica wireless, eliminando cavi e ingombri e garantendo una migliore praticità durante la guida.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Compressore portatile per pneumatici</h2>



<p>Un piccolo compressore elettrico può rivelarsi uno degli accessori più utili da tenere a bordo. Controllare regolarmente la pressione degli pneumatici migliora la sicurezza, riduce i consumi di carburante e limita l&#8217;usura delle gomme. I modelli portatili consentono di effettuare verifiche e rabbocchi in pochi minuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Avviatore di emergenza</h2>



<p>Le batterie scariche rappresentano una delle cause più comuni di fermo del veicolo. Gli avviatori portatili di nuova generazione sono compatti, facili da utilizzare e spesso integrano anche power bank, torce LED e porte USB per la ricarica di dispositivi elettronici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sensori di pressione degli pneumatici</h2>



<p>Anche per le auto che non dispongono di sistemi avanzati di monitoraggio, esistono kit aftermarket che permettono di controllare in tempo reale la pressione delle gomme. Una corretta pressione migliora la stabilità del veicolo e contribuisce a ridurre consumi ed emissioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Organizzatori per abitacolo e bagagliaio</h2>



<p>Ordine e praticità incidono direttamente sul comfort di viaggio. Organizer per sedili, vani portaoggetti modulari e sistemi per il fissaggio dei bagagli consentono di sfruttare meglio gli spazi e rendono più semplice la gestione degli oggetti durante gli spostamenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Purificatori d&#8217;aria per l&#8217;abitacolo</h2>



<p>Sempre più automobilisti scelgono dispositivi in grado di filtrare polveri sottili, pollini e cattivi odori. Particolarmente apprezzati da chi soffre di allergie o trascorre molte ore in auto, questi accessori contribuiscono a migliorare la qualità dell&#8217;aria all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Teli parasole e protezioni termiche</h2>



<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate tornano protagonisti i sistemi di protezione dal sole. I moderni teli riflettenti aiutano a mantenere temperature più basse all&#8217;interno del veicolo, riducendo il lavoro del climatizzatore e migliorando il comfort nei mesi più caldi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Piccoli investimenti, grandi vantaggi</h2>



<p>Molti degli accessori oggi disponibili sul mercato permettono di aumentare il livello di sicurezza, migliorare il comfort quotidiano e persino ridurre i costi di gestione dell&#8217;automobile. Prima di acquistare è comunque consigliabile verificare la compatibilità con il proprio veicolo e orientarsi su prodotti certificati, soprattutto quando si tratta di dispositivi elettronici o legati alla sicurezza. In molti casi, una spesa contenuta può tradursi in una guida più serena, efficiente e piacevole durante tutto l&#8217;anno.</p>
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		<item>
		<title>Tagliando auto, perché è fondamentale per sicurezza e durata del veicolo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tagliando-auto-perche-e-fondamentale-per-sicurezza-e-durata-del-veicolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 09:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Controllo motore]]></category>
		<category><![CDATA[Filtri olio]]></category>
		<category><![CDATA[Garanzia auto]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione auto]]></category>
		<category><![CDATA[Manutenzione periodica]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il tagliando dell’auto non è solo un obbligo previsto dai costruttori, ma un controllo essenziale per garantire sicurezza, efficienza e durata del veicolo. Si tratta di una manutenzione periodica programmata [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Il tagliando dell’auto non è solo un obbligo previsto dai costruttori, ma un controllo essenziale per garantire sicurezza, efficienza e durata del veicolo. Si tratta di una manutenzione periodica programmata che permette di verificare lo stato delle principali componenti meccaniche e ridurre il rischio di guasti improvvisi.</p>



<p class="p1">Il tagliando comprende in genere il controllo e la sostituzione di elementi soggetti a usura come olio motore, filtri, liquido dei freni e, a seconda dei chilometri percorsi, anche candele, cinghie e altri componenti fondamentali. L’obiettivo è mantenere l’auto nelle condizioni ottimali previste dal costruttore.</p>



<p class="p1">Secondo gli esperti del settore automobilistico, trascurare la manutenzione periodica può comportare non solo un aumento dei consumi e una riduzione delle prestazioni, ma anche danni più gravi al motore, con costi di riparazione significativamente più elevati rispetto a quelli di un normale intervento programmato.</p>



<p class="p1">Il tagliando assume inoltre un ruolo importante sul piano della sicurezza stradale. Componenti usurate o non controllate, come freni e pneumatici, possono infatti compromettere la tenuta del veicolo e aumentare il rischio di incidenti.</p>



<p class="p1">Un altro aspetto riguarda il valore dell’auto nel tempo. Un libretto dei tagliandi regolarmente aggiornato rappresenta un elemento fondamentale in caso di vendita dell’usato, perché certifica la corretta manutenzione del veicolo e ne aumenta l’affidabilità agli occhi dei potenziali acquirenti.</p>



<p class="p1">La frequenza del tagliando varia in base al modello e al tipo di motore, ma in generale viene consigliato ogni 15.000–30.000 chilometri oppure una volta all’anno, anche in caso di utilizzo limitato del mezzo.</p>



<p class="p1">Gli automobilisti sono quindi invitati a seguire attentamente le indicazioni della casa produttrice, per evitare non solo problemi tecnici ma anche la possibile perdita di garanzia in caso di mancata manutenzione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>SUV o berlina? La guida per orientarsi tra moda e praticità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/suv-o-berlina-la-guida-per-orientarsi-tra-moda-e-praticita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 11:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[suv o berlina]]></category>
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					<description><![CDATA[Per anni il SUV è stato il simbolo del cambiamento: guida alta, senso di sicurezza, immagine “premium” anche nelle versioni più accessibili. La berlina, invece, ha rappresentato l’equilibrio classico tra [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per anni il SUV è stato il simbolo del cambiamento: guida alta, senso di sicurezza, immagine “premium” anche nelle versioni più accessibili. La berlina, invece, ha rappresentato l’equilibrio classico tra comfort, efficienza e piacere di guida. Oggi la scelta tra le due non è solo estetica, ma sempre più legata all’uso reale dell’auto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">SUV: la percezione di sicurezza e la versatilità (non sempre reale)</h3>



<p>Il successo dei SUV non è un caso. Modelli come quelli di Toyota o di BMW hanno spinto questa categoria verso il grande pubblico, rendendola trasversale: compatta in città, spaziosa per la famiglia, spesso disponibile anche in versioni ibride.</p>



<p>Il punto di forza principale è la posizione di guida rialzata, che molti automobilisti associano a maggiore controllo e sicurezza. In realtà, la sicurezza dipende molto di più da telaio, sistemi ADAS e comportamento alla guida che dall’altezza da terra.</p>



<p>I limiti dei SUV emergono invece su tre fronti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>consumi generalmente più alti rispetto a una berlina equivalente</li>



<li>maggiore peso, quindi dinamica meno agile</li>



<li>ingombri che in città diventano rapidamente un problema</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Berlina: meno moda, più sostanza</h3>



<p>La berlina ha perso centralità nel mercato italiano, ma non ha perso senso. Anzi, per chi percorre molti chilometri o guida spesso in autostrada, resta spesso la soluzione più razionale.</p>



<p>I vantaggi sono concreti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aerodinamica migliore e consumi più contenuti</li>



<li>maggiore stabilità alle alte velocità</li>



<li>comfort di marcia più “pulito”, soprattutto sulle lunghe percorrenze</li>
</ul>



<p>Marchi come Mercedes-Benz hanno continuato a investire fortemente su questo segmento, mantenendo la berlina come riferimento per il comfort e la qualità di guida.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il vero punto di scelta: non la moda, ma l’uso</h3>



<p>La domanda corretta non è “SUV o berlina?”, ma “come uso l’auto ogni giorno?”.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Se vivi in città, fai tragitti brevi e vuoi versatilità familiare → il SUV ha senso</li>



<li>Se fai molta strada, autostrada o pendolarismo lungo → la berlina è spesso più efficiente</li>



<li>Se cerchi compromesso → oggi esistono crossover che colmano parzialmente il divario</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusione</h3>



<p>SUV e berline non sono in competizione diretta come una volta: sono risposte diverse a esigenze diverse. Il problema è che il mercato ha trasformato una scelta funzionale in una scelta emotiva. E quando l’emozione guida da sola, spesso si finisce per comprare un’auto più grande, più costosa e meno adatta di quanto serva davvero.</p>



<p>(Foto creata con ChatGPT Image)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le auto dimenticate che aspettano ancora qualcuno: il tempo sospeso dei motori italiani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-auto-dimenticate-che-aspettano-ancora-qualcuno-il-tempo-sospeso-dei-motori-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 18:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto abbandonate]]></category>
		<category><![CDATA[motori]]></category>
		<category><![CDATA[nardiello]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono paesi in Italia dove il tempo non passa davvero. Rallenta. Si deposita sulle persiane chiuse e sulle insegne sbiadite delle vecchie officine, ma soprattutto sulle automobili ferme nei [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono paesi in Italia dove il tempo non passa davvero. Rallenta. Si deposita sulle persiane chiuse e sulle insegne sbiadite delle vecchie officine, ma soprattutto sulle automobili ferme nei cortili e nei garage di provincia, rimaste immobili per decenni.</p>



<p>A raccontare questo universo sospeso è Dino Nardiello, che descrive un’Italia parallela fatta di vetture abbandonate: “Ci sono paesi in Italia dove il tempo non passa davvero. Rallenta. Si deposita sulle persiane chiuse, sulle insegne sbiadite delle vecchie officine e sulle automobili ferme nei cortili”.</p>



<p>“Non sono relitti. Sono frammenti d’Italia”, scrive ancora Nardiello, osservando Fiat 128, Autobianchi A112 e Alfa Romeo Alfasud rimaste ferme per anni, coperte di polvere, foglie e ricordi, in attesa silenziosa.</p>



<p>Negli anni Settanta e Ottanta, ricorda l’autore, l’automobile rappresentava molto più di un mezzo di trasporto. Era il simbolo di un riscatto personale e familiare, arrivato dopo sacrifici e lavoro: “C’era chi partiva per la Svizzera o la Germania con una valigia di cartone e tornava anni dopo con abbastanza soldi per comprare finalmente un’auto nuova”.</p>



<p>E ancora: “Per molte famiglie quella macchina rappresentava il riscatto. La domenica si lavava con cura davanti casa”.</p>



<p>Quelle vetture accompagnavano la quotidianità: “Portavano i bambini a scuola. I fidanzati al cinema. Le famiglie al mare ad agosto con il portapacchi pieno fino all’impossibile”.</p>



<p>Poi il tempo ha cambiato tutto. I figli sono cresciuti, molte famiglie si sono divise, i paesi si sono svuotati. E le auto sono rimaste lì: “Silenziose. Come se aspettassero ancora qualcuno che torni a girare la chiave”.</p>



<p>Aprire oggi una vettura rimasta chiusa per decenni significa entrare in un’altra epoca. “L’odore arriva subito: benzina vecchia, vinile, moquette umida, olio motore. È un profumo che appartiene a un’Italia scomparsa”, scrive Nardiello.</p>



<p>Tra gli oggetti ritrovati: cassette musicali, cartine stradali, monete in lire, vecchi bolli scoloriti. “Piccoli oggetti senza valore economico, ma capaci di raccontare intere esistenze”.</p>



<p>Per l’autore, il fascino di queste auto non sta nel valore collezionistico: “Ed è forse questo il vero fascino delle auto dimenticate: non la rarità, non il prezzo, non il prestigio”.</p>



<p>A volte, scrive, “emoziona più una Fiat Panda 30 consumata dal sole che una supercar perfettamente restaurata”.</p>



<p>Un approccio che oggi trova spazio anche nel mondo del motorismo storico, dove cresce l’interesse per il cosiddetto “conservato”, cioè per i veicoli mantenuti nello stato originale, con i segni del tempo ancora visibili.</p>



<p>In questo contesto, realtà come il Club Salerno Autostoriche contribuiscono alla tutela non solo dei veicoli, ma anche della memoria che custodiscono.</p>



<p>“Perché dietro ogni vettura dimenticata esiste sempre una famiglia, una strada, un’estate, una canzone, un ritorno a casa”, scrive Nardiello.</p>



<p>E forse è proprio questo il punto: “La sensazione che non sia stata dimenticata davvero. Che stia ancora aspettando. Non necessariamente un restauro. Non necessariamente un collezionista. Forse soltanto qualcuno disposto ad ascoltare la sua storia&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stellantis punta sulle E-Car: a Pomigliano dal 2028 le nuove elettriche compatte</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/stellantis-punta-sulle-e-car-a-pomigliano-dal-2028-le-nuove-elettriche-compatte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 12:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Green]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[e-car]]></category>
		<category><![CDATA[pomigliano]]></category>
		<category><![CDATA[stellantis]]></category>
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					<description><![CDATA[Stellantis accelera sul fronte della mobilità elettrica e sceglie lo stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco per il lancio delle future E-Car, le nuove vetture compatte elettriche pensate per il mercato europeo. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Stellantis accelera sul fronte della mobilità elettrica e sceglie lo stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco per il lancio delle future E-Car, le nuove vetture compatte elettriche pensate per il mercato europeo. L’annuncio è arrivato a poche ore dalla presentazione del nuovo piano industriale del gruppo a Detroit e rappresenta uno dei punti centrali della strategia di rilancio produttivo degli impianti italiani.</p>



<p>Il progetto punta alla realizzazione di auto di piccole dimensioni, completamente elettriche, innovative e accessibili dal punto di vista economico, con un posizionamento di mercato che dovrebbe restare sotto i 15mila euro. Le prime vetture usciranno dalle linee produttive di Pomigliano nel 2028, con volumi definiti dall’azienda “significativi”.</p>



<p>L’amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa ha spiegato che il progetto E-Car nasce per rispondere alla crescente domanda europea di city car sostenibili e a basso costo. «I clienti chiedono il ritorno di auto di piccole dimensioni dal design distintivo, prodotte con orgoglio in Europa, accessibili ed ecologiche», ha dichiarato il manager, sottolineando la volontà del gruppo di rilanciare il concetto di “mobilità per tutti”.</p>



<p>Secondo quanto emerso durante il confronto con le organizzazioni sindacali, le nuove E-Car saranno sviluppate in più modelli e per diversi marchi del gruppo, utilizzando tecnologie Bev di nuova generazione e partnership industriali strategiche. Tra le ipotesi resta aperta anche una possibile collaborazione con costruttori extraeuropei, in particolare cinesi, in un segmento oggi dominato da marchi come BYD e Leapmotor.</p>



<p>I sindacati metalmeccanici accolgono con favore l’investimento su Pomigliano, considerato un passaggio fondamentale per garantire continuità occupazionale e prospettive industriali di lungo periodo. Secondo Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri, il progetto potrebbe portare a regime alla piena occupazione dello stabilimento campano, anche se permangono dubbi sui tempi di attuazione e sulle ricadute per l’indotto.</p>



<p>Il nodo principale riguarda infatti la filiera della componentistica, che i sindacati chiedono venga radicata sul territorio campano per evitare che il progetto resti limitato alla sola fase produttiva finale. La Fim di Napoli ha definito Pomigliano “l’unico stabilimento italiano con due missioni produttive già assegnate”, facendo riferimento anche alla futura evoluzione della Fiat Panda, storicamente legata allo stabilimento campano.</p>



<p>Resta invece ancora aperta la questione dello stabilimento di Cassino, per il quale Stellantis non avrebbe ancora presentato un piano operativo definitivo. I sindacati chiedono garanzie sul mantenimento di tutti i siti produttivi italiani e un confronto continuo sul futuro industriale del gruppo nel Paese.</p>



<p>Il progetto E-Car si inserisce inoltre nella strategia europea per sostenere la transizione verso la mobilità elettrica, contenere la concorrenza asiatica e rilanciare la produzione automobilistica continentale. Una sfida che potrebbe riportare l’Italia al centro della produzione di auto popolari, segmento che per decenni ha rappresentato uno dei pilastri storici dell’industria automobilistica nazionale.</p>
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		<title>ASI al Ministero dei Trasporti: il motorismo storico italiano riconosciuto patrimonio culturale d’eccellenza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/asi-al-ministero-dei-trasporti-il-motorismo-storico-italiano-riconosciuto-patrimonio-culturale-deccellenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella prestigiosa cornice del Parlamentino del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è svolta la conferenza promossa da Automotoclub Storico Italiano dal titolo “Certificare per tutelare e promuovere – [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nella prestigiosa cornice del Parlamentino del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è svolta la conferenza promossa da Automotoclub Storico Italiano dal titolo “Certificare per tutelare e promuovere – Motorismo storico italiano: il valore sociale di un patrimonio unico al mondo”.</p>



<p>L’evento ha rappresentato un importante momento istituzionale dedicato alla valorizzazione del motorismo storico italiano, settore che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale non solo sotto il profilo culturale e collezionistico, ma anche come elemento di promozione del Made in Italy, della formazione tecnica e della conservazione della memoria industriale del Paese.</p>



<p>Alla conferenza ha preso parte il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, insieme ai vertici dell’ASI e delle istituzioni coinvolte nel percorso di certificazione delle competenze tecniche. Nel corso dell’incontro sono state consegnate ai Commissari Tecnici Nazionali ASI le Certificazioni delle Competenze Accreditate Accredia, riconoscimento che sancisce ufficialmente il valore professionale e la preparazione dei tecnici impegnati quotidianamente nella tutela dei veicoli storici.</p>



<p>Tra i relatori sono intervenuti Alberto Scuro, Filippo Trifiletti, Massimo Dutto e Luigi Viceconte. Presente inoltre il Presidente di Automobile Club d&#8217;Italia, Geronimo La Russa, che ha voluto sottolineare il valore culturale e sociale della conservazione storica e della cultura motoristica italiana. Nel corso dei lavori è stato evidenziato come l’ASI abbia intrapreso un percorso innovativo e di grande rilevanza istituzionale, trasformando l’esperienza e la passione maturate in decenni di attività in una certificazione riconosciuta secondo standard nazionali e internazionali. Un passaggio fondamentale che rafforza ulteriormente la credibilità dell’intero sistema federativo e il ruolo pubblico della Federazione nella salvaguardia del patrimonio motoristico italiano.</p>



<p>Nel suo intervento, il Ministro Matteo Salvini ha espresso parole di apprezzamento per il lavoro svolto dall’ASI nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio motoristico italiano, riconoscendo alla Federazione un ruolo fondamentale nella tutela di una parte importante della storia industriale e culturale nazionale. Salvini ha ricordato alcuni importanti obiettivi già raggiunti grazie al dialogo e alla collaborazione istituzionale, tra cui il recupero e la possibilità di ristampa delle targhe storiche, provvedimento particolarmente apprezzato dagli appassionati e dai collezionisti perché consente di restituire ulteriore autenticità e prestigio ai veicoli storici conservati in condizioni di eccellenza.</p>



<p>Il Ministro si è inoltre congratulato con i Commissari Tecnici ASI che hanno intrapreso il percorso di certificazione Accredia, sottolineando come la volontà di mettersi in gioco e di ottenere una qualifica riconosciuta a livello nazionale e internazionale rappresenti un segnale di grande professionalità e serietà. Secondo Salvini, questo importante traguardo contribuisce ad amplificare ulteriormente la professionalità dell’ASI, valorizzando il ruolo delle sue Commissioni Tecniche e delle figure professionali impegnate quotidianamente nella tutela del motorismo storico italiano.</p>



<p>Il Presidente Scuro ha sottolineato come competenza, tutela e professionalità rappresentino oggi i pilastri di un comparto che non riguarda soltanto il collezionismo, ma coinvolge cultura, turismo, educazione e sviluppo del territorio. “Il motorismo storico – ha dichiarato – è uno strumento sociale e culturale capace di unire generazioni diverse, trasformando la passione in opportunità concrete per il Paese. Conservare un veicolo storico significa custodire un bene collettivo e trasmettere alle future generazioni una parte fondamentale della nostra storia industriale e sociale.”</p>



<p>Nel suo intervento il Presidente ASI ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento a tutti i club federati presenti sull’intero territorio nazionale, definiti “il motore pulsante dell’ASI”, per il lavoro quotidiano svolto nella promozione e nella tutela del motorismo storico italiano. Scuro ha evidenziato come proprio grazie all’impegno dei club sia possibile realizzare manifestazioni sempre più prestigiose e partecipate, con una crescente attenzione verso il coinvolgimento delle giovani generazioni, le iniziative solidali e l’organizzazione di eventi a basso impatto ambientale, dimostrando come il mondo dei veicoli storici possa coniugare tradizione, responsabilità sociale e sostenibilità.<br />Nel suo intervento, il Presidente ACI Geronimo La Russa ha ribadito il grande valore della conservazione storica e della cultura motoristica italiana, evidenziando come il patrimonio rappresentato dai veicoli storici costituisca una risorsa culturale, turistica ed economica di assoluta eccellenza per il Paese.<br />La Russa ha sottolineato che soltanto attraverso una collaborazione concreta e sinergica tra enti, istituzioni e associazioni sarà possibile raggiungere obiettivi sempre più importanti. “Lavorando insieme su diversi fronti – ha evidenziato – si possono realizzare grandi cose e costruire percorsi di eccellenza capaci di valorizzare il territorio, la cultura e la tradizione motoristica italiana.”</p>



<p>Il Presidente ACI ha inoltre rimarcato come la collaborazione tra ACI e ASI possa rappresentare un elemento strategico per il rilancio dell’intero comparto, favorendo nuove iniziative dedicate alla promozione culturale, al turismo motoristico, alla sicurezza stradale e alla valorizzazione dei territori attraverso eventi di qualità e manifestazioni di prestigio internazionale.</p>



<p>Nel suo intervento, il Presidente della Commissione Tecnica Auto ASI Luigi Viceconte ha voluto esprimere un sentito ringraziamento ai Commissari Tecnici per la loro disponibilità, dedizione e impegno costante nelle attività di verifica e certificazione dei veicoli storici.<br />Viceconte ha sottolineato come il risultato raggiunto rappresenti un traguardo di grande successo per l’intera struttura tecnica, frutto di professionalità, rigore e spirito di servizio. Si è inoltre congratulato con tutti i Commissari per aver affrontato con determinazione il percorso di certificazione Accredia, evidenziando come questo riconoscimento contribuisca a rafforzare ulteriormente la qualità e l’affidabilità del lavoro svolto dall’ASI nella tutela del motorismo storico italiano.</p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo di Accredia, ente unico nazionale di accreditamento designato dal Governo italiano, che garantisce trasparenza e affidabilità nei processi di certificazione delle competenze. Un sistema che conferisce ulteriore professionalità ai tecnici ASI e alle commissioni impegnate nelle attività di verifica, catalogazione e tutela dei mezzi storici. Presente alla celebrazione, in rappresentanza della provincia di Salerno, anche Dino Nardiello, presidente del Club Salerno Autostoriche, che ha espresso grande soddisfazione per il prestigioso riconoscimento ottenuto dall’ASI e dalle sue Commissioni Tecniche. L’ing.Nardiello ha evidenziato come questo importante traguardo attribuisca ulteriore lustro alla Federazione e valorizzi il lavoro svolto quotidianamente dai club federati presenti su tutto il territorio nazionale. Ha inoltre ricordato il grande impegno dei club feferati nel promuovere la cultura della conservazione, della sicurezza e della salvaguardia del motorismo storico, coinvolgendo giovani, appassionati e istituzioni locali in attività culturali, formative e sociali.<br />Secondo Nardiello, il ruolo dei club territoriali è oggi fondamentale per mantenere viva la memoria tecnica e culturale dell’automobile e della motocicletta storica italiana, trasformando i veicoli d’epoca non soltanto in oggetti da collezione, ma in autentici strumenti di divulgazione storica, identità territoriale e aggregazione sociale.</p>



<p>L’incontro al Ministero ha quindi confermato la crescente attenzione delle istituzioni verso il mondo del motorismo storico, riconosciuto sempre più come un patrimonio unico al mondo, capace di generare cultura, economia e valorizzazione del territorio attraverso competenze certificate, professionalità e passione.</p>
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		<item>
		<title>Filiera auto, OMR Automotive certificata per la Parità di Genere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/filiera-auto-omr-automotive-certificata-per-la-parita-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 11:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione parità di genere]]></category>
		<category><![CDATA[filera auto]]></category>
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					<description><![CDATA[OMR Automotive, azienda nel campo della componentistica automotive, ha ottenuto la certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022, rilasciata da ICIM a seguito di un processo di valutazione indipendente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>OMR Automotive, azienda nel campo della componentistica automotive, ha ottenuto la certificazione per la Parità di Genere UNI/PdR 125:2022, rilasciata da ICIM a seguito di un processo di valutazione indipendente che ha attestato la solidità e l’efficacia del sistema di gestione adottato dal Gruppo. “Il riconoscimento- si legge in una nota- certifica l’impegno concreto di OMR nel promuovere un ambiente di lavoro equo, inclusivo e rispettoso, confermando la capacità dell’azienda di tradurre princìpi quali parità di genere, valorizzazione delle persone e inclusione in azioni misurabili e strutturate”.</p>



<p><strong>“IL CAPITALE UMANO, ELEMENTO CENTRALE”</strong></p>



<p>La certificazione si inserisce in un percorso più ampio di sviluppo organizzativo e culturale, che vede OMR impegnata nel rafforzare modelli gestionali orientati alla responsabilità, alla trasparenza e alla crescita sostenibile. In questo contesto, il capitale umano rappresenta “un elemento centrale: il Gruppo conta oggi collaboratori provenienti da 47 nazionalità diverse, un patrimonio di competenze e prospettive che contribuisce in modo concreto all’innovazione e alla competitività aziendale”.</p>



<p>Particolare rilevanza assume la componente femminile, che in un settore tradizionalmente caratterizzato da una presenza limitata, trova in OMR uno spazio crescente e qualificato, incidendo in maniera significativa sui risultati e sullo sviluppo dell’organizzazione.</p>



<p><strong>“NON UN PUNTO DI ARRIVO, MA UN IMPORTANTE PASSO IN AVANTI”</strong></p>



<p>“Questo traguardo rappresenta una conferma del percorso intrapreso e, al tempo stesso, uno stimolo a proseguire con determinazione- sottolinea il Presidente di OMR Automotive, Cav. Marco Bonometti– L’obiettivo è continuare a rafforzare un ambiente di lavoro capace di valorizzare il merito, promuovere l’inclusione e sostenere una crescita condivisa e duratura”.</p>



<p>La certificazione, valida fino al 2029, non costituisce dunque un punto di arrivo, ma un “ulteriore passo in un percorso evolutivo, che pone le persone al centro delle strategie di sviluppo del Gruppo”, conclude la nota.</p>
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		<title>In viaggio su due ruote? Ecco cosa non dovrebbe mai mancare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/in-viaggio-su-due-ruote-ecco-cosa-non-dovrebbe-mai-mancare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 16:30:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[accessori utili]]></category>
		<category><![CDATA[due ruote]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio in moto]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la bella stagione cresce la voglia di rimettersi in sella per una gita fuori porta, un percorso panoramico o qualche ora di libertà tra curve e paesaggi. Che si [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con la bella stagione cresce la voglia di rimettersi in sella per una gita fuori porta, un percorso panoramico o qualche ora di libertà tra curve e paesaggi. Che si tratti di mare, montagna o piccoli borghi dell’entroterra, partire preparati è il modo migliore per godersi davvero la giornata senza trasformare un imprevisto in un problema.</p>



<p>Non serve riempire borse e bauletti: bastano attenzione, organizzazione e alcuni accessori davvero utili per viaggiare in sicurezza e con maggiore serenità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’abbigliamento giusto fa la differenza</h2>



<p>La prima regola per chi viaggia in moto resta sempre la sicurezza. Anche nei tragitti brevi non dovrebbero mai mancare casco omologato, guanti, giacca tecnica con protezioni e scarpe adatte alla guida.</p>



<p>Molti motociclisti, soprattutto nei mesi più caldi, tendono a sottovalutare il tema dell’abbigliamento. In realtà basta una caduta a bassa velocità o un improvviso cambio di temperatura per capire quanto sia importante essere equipaggiati nel modo corretto.</p>



<p>Una giacca traforata può essere ideale in estate, ma è sempre consigliabile avere con sé anche uno strato antivento leggero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tuta antipioggia: l’accessorio che salva la giornata</h2>



<p>Tra gli oggetti più utili da tenere nel bauletto c’è senza dubbio la tuta antipioggia. Occupa poco spazio, pesa poco e spesso fa la differenza tra continuare il viaggio serenamente o rientrare in condizioni difficili.</p>



<p>Soprattutto nelle aree montane o nelle mezze stagioni, il tempo può cambiare rapidamente. Restare asciutti significa mantenere comfort, concentrazione e sicurezza durante la guida.</p>



<p>Molti motociclisti esperti la considerano ormai indispensabile anche nelle uscite brevi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Controlli prima di partire</h2>



<p>Prima di accendere il motore conviene dedicare qualche minuto ai controlli essenziali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pressione degli pneumatici;</li>



<li>livello dell’olio;</li>



<li>luci e frecce;</li>



<li>carburante;</li>



<li>stato della catena;</li>



<li>batteria e freni.</li>
</ul>



<p>Sono verifiche rapide ma importanti, soprattutto dopo lunghi periodi di fermo della moto.</p>



<p>Da controllare anche documenti, assicurazione e patente. Una copia digitale sul telefono può essere utile in caso di necessità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa mettere nello zaino o nel bauletto</h2>



<p>Viaggiare leggeri è importante, ma alcuni accessori possono davvero tornare utili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>power bank per smartphone e navigatore;</li>



<li>bottiglia d’acqua;</li>



<li>caricatore USB;</li>



<li>kit di pronto soccorso;</li>



<li>salviette e fazzoletti;</li>



<li>spray ripara gomme o kit emergenza pneumatici;</li>



<li>occhiali da sole;</li>



<li>supporto per smartphone.</li>
</ul>



<p>Chi percorre molti chilometri spesso aggiunge anche un piccolo kit di attrezzi essenziali per le emergenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dashcam e action cam: sempre più diffuse tra i motociclisti</h2>



<p>Negli ultimi anni molti motociclisti hanno iniziato a utilizzare dashcam o action cam fissate al casco o alla moto. Non servono soltanto per registrare paesaggi e viaggi: in caso di incidente o contestazioni possono diventare strumenti utili per ricostruire quanto accaduto.</p>



<p>I modelli più recenti sono compatti, resistenti alla pioggia e con una buona autonomia. Per chi viaggia spesso o percorre strade trafficate rappresentano un accessorio sempre più apprezzato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pianificare il percorso aiuta a viaggiare meglio</h2>



<p>Una delle cose più utili prima di partire è controllare il tragitto. Sapere dove si trovano distributori, aree di sosta o eventuali cantieri permette di evitare stress inutili.</p>



<p>Nei weekend primaverili ed estivi molte strade panoramiche diventano particolarmente frequentate. Partire presto al mattino può rendere il viaggio più piacevole, con temperature migliori e meno traffico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il bello della moto è godersi la strada</h2>



<p>Per chi ama le due ruote, il viaggio non è solo la destinazione. È il percorso, la libertà, la possibilità di fermarsi davanti a un panorama o scoprire una strada secondaria.</p>



<p>Prepararsi nel modo giusto non significa rinunciare all’avventura, ma vivere la giornata con maggiore tranquillità. Perché il vero lusso, quando si viaggia in moto, è tornare a casa stanchi ma rilassati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come funzionano i freni carboceramici e perché sono così costosi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/come-funzionano-i-freni-carboceramici-e-perche-sono-cosi-costosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 12:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[freni carboceramici]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si parla di prestazioni estreme, spesso l’attenzione va a cavalli, accelerazione e velocità massima. Ma la verità è che una delle differenze più importanti tra un’auto sportiva e una [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando si parla di prestazioni estreme, spesso l’attenzione va a cavalli, accelerazione e velocità massima. Ma la verità è che una delle differenze più importanti tra un’auto sportiva e una supercar sta in un componente meno “spettacolare” ma decisivo: i freni.</p>



<p>Tra le soluzioni più avanzate oggi sul mercato ci sono i <strong>freni carboceramici</strong>, tecnologia derivata dal mondo delle competizioni e ormai diventata un simbolo delle auto di fascia altissima.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un materiale nato per resistere all’impossibile</h3>



<p>I dischi carboceramici sono realizzati con un composito di <strong>fibra di carbonio e ceramica (carburo di silicio)</strong>. Il risultato è un materiale estremamente leggero e soprattutto in grado di sopportare temperature che metterebbero in crisi un impianto frenante tradizionale.</p>



<p>In condizioni di guida sportiva intensa — o in pista — i freni possono raggiungere temperature elevatissime. È qui che i dischi in ghisa iniziano a perdere efficienza, fenomeno noto come <em>fading</em>. I carboceramici invece mantengono prestazioni costanti anche sotto stress prolungato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I vantaggi reali (non solo da brochure)</h3>



<p>Oltre alla resistenza al calore, questi freni offrono alcuni vantaggi concreti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Peso ridotto</strong>: i dischi possono pesare fino al 50% in meno rispetto a quelli tradizionali. Questo migliora agilità, sospensioni e risposta dinamica dell’auto.</li>



<li><strong>Prestazioni costanti</strong>: anche dopo ripetute frenate violente, la risposta resta stabile.</li>



<li><strong>Durata elevata</strong>: in condizioni ideali possono durare molto più a lungo dei freni convenzionali.</li>



<li><strong>Meno polvere sui cerchi</strong>: un dettaglio estetico, ma non trascurabile.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Il lato meno raccontato: costi e limiti</h3>



<p>La tecnologia ha però un prezzo, e non solo economico.</p>



<p>Il primo ostacolo è evidente: <strong>il costo</strong>. Un impianto carboceramico può aggiungere diverse migliaia di euro al prezzo di un’auto, arrivando facilmente a cifre a cinque zeri come optional.</p>



<p>Poi ci sono aspetti meno intuitivi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>a freddo, la frenata è meno pronta rispetto ai sistemi tradizionali;</li>



<li>non sono ideali per un uso urbano quotidiano;</li>



<li>in caso di danneggiamento, la sostituzione è estremamente costosa.</li>
</ul>



<p>Per questo motivo non si trovano su auto comuni, ma quasi esclusivamente su supercar, hypercar o sportive di fascia altissima.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché non sono ancora “per tutti”</h3>



<p>Il punto chiave è semplice: i freni carboceramici non servono nella guida normale. La loro efficacia emerge davvero solo in condizioni di stress elevato o uso in pista.</p>



<p>In altre parole, non sono una soluzione “migliore” in assoluto, ma una soluzione <strong>specializzata per prestazioni estreme</strong>.</p>



<p>I freni carboceramici rappresentano una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili nel settore automotive. Sono leggeri, resistenti e incredibilmente efficaci… ma pensati per un mondo in cui la frenata non è un gesto quotidiano, bensì una prova continua al limite.</p>



<p>E forse è proprio questo il punto: non sono freni per andare più piano, ma per permettere alle auto più veloci del mondo di fermarsi in sicurezza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pneumatici ricostruiti: nasce la prima certificazione ambientale di settore</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pneumatici-ricostruiti-nasce-la-prima-certificazione-ambientale-di-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 11:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici ricostruiti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel percorso verso una maggiore trasparenza ambientale dei prodotti, esistono ancora settori in cui mancano gli strumenti necessari per misurare e comunicare gli impatti. È il caso degli pneumatici ricostruiti, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel percorso verso una maggiore trasparenza ambientale dei prodotti, esistono ancora settori in cui mancano gli strumenti necessari per misurare e comunicare gli impatti. È il caso degli pneumatici ricostruiti, una soluzione centrale per l’economia circolare ma finora esclusa dalla possibilità di ottenere certificazioni EPD (Environmental Product Declaration).</p>



<p>Per colmare questo vuoto, BR Pneumatici, attiva dal 1963 nella ricostruzione di pneumatici, ha avviato un progetto con Ollum per sviluppare la prima PCR (Product Category Rules) dedicata a questa tipologia di prodotto.</p>



<p>Le PCR rappresentano infatti il prerequisito fondamentale per poter realizzare studi LCA e ottenere certificazioni EPD: definiscono le regole metodologiche condivise per valutare gli impatti ambientali di una specifica categoria di prodotto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un settore circolare senza standard di riferimento</h3>



<p>Gli pneumatici ricostruiti nascono dal recupero delle carcasse a fine vita, che vengono rigenerate attraverso un processo industriale che ne prolunga l’utilizzo, evitando la produzione di nuovi pneumatici e riducendo il consumo di materie prime.</p>



<p>La carcassa rappresenta la base solida sottoposta a un processo di ripristino industriale. Questo consente di estendere il ciclo di vita del prodotto originale, limitando la produzione di nuovi pneumatici e ottimizzando l’uso delle risorse.</p>



<p>Nonostante il loro valore ambientale, mancava fino ad oggi una PCR specifica che permettesse di quantificarne gli impatti in modo standardizzato e riconosciuto a livello internazionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il lavoro svolto: dalla comprensione del processo alla definizione delle regole</h3>



<p>Il progetto si è sviluppato in tre fasi principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Analisi del processo produttivo: Ollum ha collaborato con BR Pneumatici per comprendere nel dettaglio il processo di ricostruzione, acquisendo competenze specifiche sul settore</li>



<li>Benchmark normativo e tecnico: è stata analizzata la documentazione esistente e le principali norme di riferimento, anche grazie al contributo di BR Pneumatici, insieme alle PCR già pubblicate, per individuare le basi metodologiche</li>



<li>Sviluppo della PCR: è stata redatta una nuova PCR specifica per pneumatici ricostruiti, adattata alle caratteristiche del prodotto</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Come è stata sviluppata la PCR: un processo strutturato e condiviso</h3>



<p>Lo sviluppo della PCR ha seguito un iter rigoroso e riconosciuto a livello internazionale, della durata di circa 6–7 mesi, articolato in più fasi di confronto, revisione e validazione.</p>



<p>Il processo è stato avviato con la pubblicazione ufficiale dell’iniziativa sul sito del programma EPD Italy, gestito da ICMQ, con BR Pneumatici come proponente e Ollum nel ruolo di moderatore tecnico. In questa fase sono stati raccolti gli stakeholder e costituito il PCR Committee, composto da esperti del settore e professionisti LCA.</p>



<p>A partire da una prima bozza sviluppata da Ollum, il documento è stato oggetto di un primo confronto con il Committee, durante il quale sono stati raccolti commenti e contributi tecnici per affinare struttura e criteri metodologici.</p>



<p>Successivamente, la PCR è stata sottoposta a una consultazione pubblica di un mese, aperta agli stakeholder, durante la quale sono stati raccolti ulteriori feedback.</p>



<p>I commenti sono stati analizzati e integrati nel documento, poi sottoposto a revisione critica indipendente da parte di tre esperti LCA. Questa fase ha garantito la solidità metodologica e la coerenza con gli standard internazionali.</p>



<p>Al termine del processo, la PCR è stata approvata e pubblicata, con una validità di cinque anni, diventando il riferimento ufficiale per la valutazione ambientale degli pneumatici ricostruiti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un risultato che abilita l’intero settore</h3>



<p>La nuova PCR non rappresenta solo un risultato per BR Pneumatici, ma un passaggio chiave per l’intero settore: per la prima volta, le aziende che producono pneumatici ricostruiti possono realizzare studi LCA conformi e accedere alle certificazioni EPD.</p>



<p>BR Pneumatici si conferma pioniera per aver promosso e ottenuto la prima PCR specifica, sviluppata attraverso l’iter tecnico e di pubblicazione curato da Ollum. Un traguardo che apre la strada all’intero comparto, permettendo ora a tutte le aziende del ricostruito di accedere a studi LCA conformi e certificazioni EPD.</p>



<p>Si tratta di un elemento strategico in un contesto in cui la richiesta di dati ambientali verificati è in costante crescita, sia da parte del mercato che delle normative.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vespa compie 80 anni: Piaggio celebra l’icona italiana con una serie speciale tra passato e futuro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vespa-compie-80-anni-piaggio-celebra-licona-italiana-con-una-serie-speciale-tra-passato-e-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 21:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[piaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Piaggio di Pontedera]]></category>
		<category><![CDATA[vespa piaggio]]></category>
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<p>La Vespa spegne ottanta candeline e lo fa riaffermando la propria identità di simbolo senza tempo del design e della mobilità italiana. Nata nel 1946 negli stabilimenti Piaggio di Pontedera, la Vespa è diventata in otto decenni un fenomeno globale, con quasi 20 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo. </p>



<p>Per celebrare l’anniversario, il marchio introduce una serie speciale che guarda alle origini reinterpretandole in chiave contemporanea. Arrivano infatti le nuove Vespa Primavera 80th e Gts 80th, modelli celebrativi che riportano al centro l’identità storica dello scooter più celebre d’Italia attraverso dettagli ispirati ai primi esemplari del 1946. </p>



<p>Elemento distintivo della gamma è il ritorno del “Verde Pastello”, tonalità iconica recuperata dagli archivi storici Piaggio e già utilizzata sulle Vespa delle origini. La colorazione caratterizza non solo la carrozzeria, ma anche particolari come profili, specchi e sospensioni, in un gioco di finiture lucide e satinate che richiama il passato senza rinunciare alla modernità. </p>



<p>Non mancano dettagli stilistici evocativi: sella artigianale tono su tono, inserti in gomma sulla pedana e cerchi ispirati alla storica Vespa 98, oltre a badge celebrativi con la dicitura “Est. 1946”. Sulla versione Primavera compare anche una griglia laterale che richiama le soluzioni tecniche dei primi modelli, sottolineando il legame diretto con la tradizione. </p>



<p>Le celebrazioni non si limitano ai modelli speciali. Piaggio ha annunciato anche una collezione dedicata di abbigliamento e accessori “80th Anniversary”, pensata per tradurre l’estetica Vespa in uno stile contemporaneo e lifestyle.</p>



<p>Il culmine dei festeggiamenti è previsto a Roma dal 25 al 28 giugno 2026, con quattro giorni di eventi nella Capitale, scelta simbolicamente per il suo legame con la “dolce vita” e con l’immaginario internazionale della Vespa. </p>



<p>Ottant’anni dopo il deposito del brevetto, la Vespa continua così a rappresentare molto più di un mezzo di trasporto: un’icona culturale capace di attraversare generazioni, rinnovandosi senza perdere la propria anima.</p>
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		<title>Dall’auto autonoma alla città intelligente: il futuro della mobilità è già qui?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dallauto-autonoma-alla-citta-intelligente-il-futuro-della-mobilita-e-gia-qui/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:01:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[auto autonoma]]></category>
		<category><![CDATA[città intelligente]]></category>
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					<description><![CDATA[La mobilità del futuro non è più una proiezione teorica, ma un cantiere aperto. Tra veicoli autonomi, infrastrutture connesse e piattaforme digitali, il trasporto urbano ed extraurbano sta attraversando una [...]]]></description>
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<p>La mobilità del futuro non è più una proiezione teorica, ma un cantiere aperto. Tra veicoli autonomi, infrastrutture connesse e piattaforme digitali, il trasporto urbano ed extraurbano sta attraversando una trasformazione profonda, sospinta da intelligenza artificiale, 5G e gestione avanzata dei dati. Una rivoluzione che promette efficienza e sostenibilità, ma che procede a velocità diverse tra Stati Uniti, Cina ed Europa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla guida assistita all’autonomia: una transizione graduale</h3>



<p>In Europa il passaggio verso la guida autonoma è in corso ma resta prudente. Dal 2025, nuove normative consentono già l’utilizzo di sistemi “hands-off” in autostrada, segnando il passaggio dai livelli di assistenza avanzata a forme di automazione più evolute, pur con obbligo di supervisione umana .</p>



<p>I veicoli autonomi, basati su sensori, radar e algoritmi di intelligenza artificiale, sono progettati per gestire in autonomia la guida e interpretare l’ambiente circostante. Tuttavia, la piena autonomia resta limitata a contesti controllati o sperimentali, anche per le implicazioni etiche e di responsabilità che comporta .</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le città laboratorio: dai robotaxi alle navette urbane</h3>



<p>Nel mondo, la mobilità autonoma è già realtà operativa in alcune metropoli: negli Stati Uniti circolano centinaia di robotaxi, mentre in Cina si moltiplicano i veicoli per consegne automatizzate.</p>



<p>In Europa, e in particolare in Italia, il percorso è più graduale ma non privo di sperimentazioni concrete. A Torino, una navetta elettrica senza conducente è stata testata in ambito urbano, offrendo un servizio a chiamata su percorsi limitati . Progetti analoghi sono attivi anche a Milano e Brescia, dove modelli di car sharing autonomo e veicoli elettrici intelligenti vengono sperimentati su scala locale .</p>



<p>Questi progetti pilota rappresentano un banco di prova fondamentale: consentono di testare non solo la tecnologia, ma anche l’interazione con utenti, traffico reale e infrastrutture esistenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Infrastrutture intelligenti: la rete che guida i veicoli</h3>



<p>La rivoluzione non riguarda solo i veicoli, ma l’intero ecosistema. Le cosiddette tecnologie V2X (vehicle-to-everything) permettono ai mezzi di comunicare in tempo reale con semafori, altri veicoli, pedoni e rete elettrica, migliorando sicurezza e flussi di traffico .</p>



<p>Questa integrazione è alla base delle smart city, dove dati e connettività consentono di ottimizzare mobilità, energia e servizi pubblici. L’Unione Europea punta proprio su questo modello: mobilità connessa, servizi multimodali e piattaforme digitali in grado di integrare trasporto pubblico, sharing e logistica .</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sostenibilità e nuovi modelli di mobilità</h3>



<p>La smart mobility nasce anche come risposta a problemi strutturali: congestione urbana, inquinamento e inefficienza dei trasporti. In Europa, il settore dei trasporti è responsabile di circa un quarto delle emissioni di CO₂, con una quota prevalente legata al traffico stradale .</p>



<p>L’integrazione tra veicoli elettrici, mobilità condivisa e sistemi intelligenti promette una riduzione significativa delle emissioni e un uso più efficiente delle risorse. Inoltre, modelli come la Mobility as a Service (MaaS) stanno cambiando il paradigma: non più possesso dell’auto, ma accesso a servizi integrati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I nodi irrisolti: norme, costi e fiducia</h3>



<p>Nonostante i progressi, restano criticità rilevanti. La prima è normativa: l’Europa procede con un approccio prudente, con regole frammentate tra Stati e necessità di armonizzazione . In Italia, ad esempio, i test sono autorizzati ma richiedono supervisori a bordo, assicurazioni dedicate e condizioni specifiche di sicurezza .</p>



<p>A ciò si aggiungono i costi elevati delle tecnologie, i rischi di cybersicurezza e la diffidenza dell’opinione pubblica. Non meno rilevante è il tema occupazionale, con possibili impatti su autisti e operatori del trasporto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un futuro già iniziato, ma non ancora diffuso</h3>



<p>Il futuro della mobilità è dunque già visibile, ma non ancora pienamente realizzato. Le tecnologie esistono, i primi servizi sono attivi e gli investimenti pubblici e privati crescono. Tuttavia, la vera sfida sarà scalare queste soluzioni, integrarle nei sistemi urbani e renderle accessibili.</p>



<p>Più che una rivoluzione improvvisa, quella della mobilità intelligente appare come una transizione graduale: fatta di sperimentazioni, adattamenti normativi e cambiamenti culturali. Un percorso in cui innovazione e governance dovranno procedere di pari passo per trasformare davvero le città in ecosistemi intelligenti.</p>
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		<title>Moto, le buone pratiche per viaggiare in sicurezza su strada</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moto-le-buone-pratiche-per-viaggiare-in-sicurezza-su-strada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 11:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[buone pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[due ruote]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza su strada]]></category>
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					<description><![CDATA[Andare in moto significa libertà, ma anche responsabilità. La sicurezza su due ruote resta infatti uno degli aspetti più critici della mobilità, soprattutto alla luce dei dati sugli incidenti stradali [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Andare in moto significa libertà, ma anche responsabilità. La sicurezza su due ruote resta infatti uno degli aspetti più critici della mobilità, soprattutto alla luce dei dati sugli incidenti stradali che vedono i motociclisti tra gli utenti più esposti. Ridurre i rischi è possibile, ma passa prima di tutto dal rispetto di alcune regole fondamentali.</p>



<p>Il primo elemento è l’<strong>equipaggiamento</strong>. Il casco integrale omologato non è solo obbligatorio, ma rappresenta la principale protezione in caso di incidente. A questo si aggiungono giacca tecnica con protezioni, guanti, pantaloni rinforzati e calzature adeguate: accessori spesso sottovalutati, ma decisivi per limitare le conseguenze di una caduta.</p>



<p>Altro punto chiave è la <strong>manutenzione del mezzo</strong>. Pneumatici in buono stato, freni efficienti e luci funzionanti sono condizioni essenziali per garantire stabilità e visibilità. Anche piccoli controlli periodici possono fare la differenza, soprattutto prima di affrontare viaggi lunghi o percorsi impegnativi.</p>



<p>Fondamentale è poi lo<strong> stile di guida</strong>. Mantenere una velocità adeguata, evitare sorpassi azzardati e rispettare le distanze di sicurezza sono comportamenti che riducono sensibilmente il rischio di incidente. In moto, più che in auto, è necessario prevedere le mosse degli altri utenti della strada, adottando una guida difensiva e sempre attenta.</p>



<p>Attenzione particolare va riservata alle <strong>condizioni dell’asfalto e del meteo</strong>. Pioggia, vento, buche o presenza di ghiaia possono compromettere l’aderenza e aumentare il pericolo. In questi casi è consigliabile ridurre la velocità e guidare con maggiore prudenza, evitando manovre brusche.</p>



<p>Infine, mai sottovalutare la <strong>concentrazione e le condizioni fisiche</strong>. Stanchezza, distrazioni o uso di alcol e sostanze possono compromettere i riflessi e la capacità di reazione. Restare lucidi e in pieno controllo è una condizione imprescindibile per viaggiare in sicurezza.</p>



<p>In un contesto in cui la mobilità su due ruote è in crescita, adottare comportamenti responsabili e consapevoli resta la vera chiave per godere della moto riducendo al minimo i rischi.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Vuoi consumare meno? Parti dalla manutenzione della tua auto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vuoi-consumare-meno-parti-dalla-manutenzione-della-tua-auto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 11:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione auto]]></category>
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					<description><![CDATA[In un contesto segnato dal costo elevato di benzina e, soprattutto, diesel, la manutenzione dell’auto torna al centro delle strategie di risparmio per famiglie e imprese. Non solo una questione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In un contesto segnato dal costo elevato di benzina e, soprattutto, diesel, la manutenzione dell’auto torna al centro delle strategie di risparmio per famiglie e imprese. Non solo una questione di sicurezza, ma una scelta concreta che può incidere direttamente sui consumi e sui costi di gestione del veicolo.</p>



<p>Secondo AsConAuto, una vettura non sottoposta a controlli regolari può arrivare a consumare fino al 10-15% in più rispetto a un’auto mantenuta in condizioni ottimali. Un dato che, nell’attuale scenario economico, assume un peso rilevante nei bilanci quotidiani.</p>



<p>L’associazione, che riunisce i concessionari italiani e promuove la distribuzione dei ricambi originali, richiama l’attenzione sull’importanza di rispettare i tagliandi e i controlli previsti dal costruttore. Elementi spesso trascurati, come il filtro dell’aria, il filtro carburante o il sistema di iniezione, incidono direttamente sull’efficienza del motore: se non adeguatamente curati, possono far aumentare sensibilmente i consumi.</p>



<p>Non meno importante è la condizione degli pneumatici. Gomme usurate o con pressione non corretta aumentano la resistenza al rotolamento, con un impatto immediato sul consumo di carburante. Un dettaglio tecnico che si traduce, nella pratica, in maggiori spese per chi guida.</p>



<p>Ma i benefici della manutenzione non si fermano al risparmio economico. Un’auto efficiente garantisce maggiore sicurezza su strada, riduce le emissioni e mantiene più alto il proprio valore nel tempo, prevenendo guasti improvvisi e costosi.</p>



<p>A sottolinearlo è anche Roberto Scarabel, che invita gli automobilisti a sfruttare il periodo del cambio gomme per un controllo più approfondito: “<em>Dal 15 aprile cessa l’obbligo di montare pneumatici invernali. Il passaggio in officina può diventare l’occasione ideale per un check-up completo. La manutenzione non è una spesa, ma un investimento</em>”.</p>



<p>Un messaggio chiaro in una fase in cui ogni voce di costo pesa: prendersi cura della propria auto non è solo una buona abitudine, ma una scelta strategica per consumare meno e viaggiare con maggiore tranquillità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Auto elettrica: soluzione o illusione? Pro e contro tra emissioni, batterie e infrastrutture</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-elettrica-soluzione-o-illusione-pro-e-contro-tra-emissioni-batterie-e-infrastrutture/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:10:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[diesel]]></category>
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					<description><![CDATA[L’auto elettrica è uno dei pilastri della transizione ecologica europea. L’Unione europea ha fissato lo stop alla vendita di nuove auto a benzina e diesel dal 2035, puntando su una [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’auto elettrica è uno dei pilastri della transizione ecologica europea. L’Unione europea ha fissato lo stop alla vendita di nuove auto a benzina e diesel dal 2035, puntando su una mobilità a zero emissioni allo scarico. Ma quanto è davvero sostenibile questa tecnologia? E quali sono i limiti ancora aperti?</p>



<p>Il dibattito resta acceso: tra chi la considera una soluzione imprescindibile per ridurre le emissioni e chi ne sottolinea criticità legate a produzione, costi e infrastrutture.</p>



<p>Emissioni: il bilancio va oltre lo scarico</p>



<p>Le auto elettriche non producono emissioni dirette durante l’uso, un vantaggio significativo soprattutto nei contesti urbani. Tuttavia, per valutarne l’impatto reale è necessario considerare l’intero ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento.</p>



<p>Secondo le principali analisi scientifiche, anche includendo la fabbricazione delle batterie, un’auto elettrica emette mediamente meno CO₂ rispetto a un veicolo tradizionale lungo tutto il suo ciclo di vita, soprattutto nei Paesi dove la produzione di energia è sempre più basata su fonti rinnovabili.</p>



<p>Il vantaggio ambientale aumenta nel tempo: più la rete elettrica si “decarbonizza”, più l’auto elettrica diventa sostenibile.</p>



<p>Il nodo batterie: materie prime e riciclo</p>



<p>Uno dei principali punti critici riguarda le batterie, in particolare quelle agli ioni di litio. La loro produzione richiede materie prime come litio, cobalto e nichel, la cui estrazione può avere impatti ambientali e sociali rilevanti.</p>



<p>Negli ultimi anni, però, il settore sta evolvendo rapidamente. Crescono gli investimenti in tecnologie alternative (come batterie con meno cobalto) e nel riciclo: secondo stime industriali, una quota significativa dei materiali può essere recuperata e riutilizzata, riducendo la dipendenza da nuove estrazioni.</p>



<p>Resta però la sfida di sviluppare filiere sostenibili e trasparenti su scala globale.</p>



<p>Infrastrutture: il vero collo di bottiglia</p>



<p>Un altro limite riguarda la rete di ricarica. In Europa il numero di colonnine è in crescita, ma la distribuzione è ancora disomogenea. In Italia, ad esempio, le infrastrutture sono concentrate soprattutto nel Nord e nelle aree urbane, mentre restano più carenti in altre zone.</p>



<p>I tempi di ricarica, sebbene in miglioramento, sono ancora superiori rispetto al rifornimento tradizionale, soprattutto per chi non dispone di un punto di ricarica domestico.</p>



<p>La diffusione capillare delle colonnine e il potenziamento della rete elettrica sono quindi condizioni essenziali per una transizione efficace.</p>



<p>Costi e accessibilità</p>



<p>Il prezzo di acquisto delle auto elettriche rimane mediamente più alto rispetto ai veicoli a combustione interna, anche se il divario si sta riducendo. A compensare, in parte, ci sono costi di gestione inferiori (energia e manutenzione) e incentivi pubblici.</p>



<p>Secondo gli analisti, il punto di svolta potrebbe arrivare nei prossimi anni, con la diminuzione dei costi delle batterie e l’aumento della produzione su larga scala.</p>



<p>Una soluzione, ma non unica</p>



<p>Gli esperti concordano su un punto: l’auto elettrica rappresenta una soluzione importante, ma non sufficiente da sola. La decarbonizzazione dei trasporti richiede un approccio più ampio che includa anche il potenziamento del trasporto pubblico, la mobilità condivisa e la riduzione complessiva dell’uso dell’auto privata.</p>



<p>Inoltre, i benefici ambientali dipendono in larga parte dal contesto: produzione energetica, politiche industriali e comportamenti dei consumatori.</p>



<p>Tra realtà e aspettative</p>



<p>Più che un’illusione, dunque, l’auto elettrica è una tecnologia in evoluzione, con vantaggi già evidenti ma anche criticità da risolvere. Il suo ruolo nella transizione ecologica appare centrale, ma legato alla capacità di affrontare sfide industriali, infrastrutturali e sociali.</p>



<p>La direzione è tracciata, ma il percorso resta complesso. E, come spesso accade nella transizione ecologica, non esistono soluzioni semplici a problemi sistemici.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Filtro antipolline: a cosa serve e perché non dovresti mai sottovalutarlo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/filtro-antipolline-a-cosa-serve-e-perche-non-dovresti-mai-sottovalutarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 09:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[filtro antipolline]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’arrivo della primavera e l’aumento delle concentrazioni di pollini nell’aria, c’è un componente dell’auto che torna protagonista – anche se spesso resta invisibile: il filtro antipolline, noto anche come [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l’arrivo della primavera e l’aumento delle concentrazioni di pollini nell’aria, c’è un componente dell’auto che torna protagonista – anche se spesso resta invisibile: il filtro antipolline, noto anche come filtro abitacolo.</p>



<p>Piccolo, economico e facilmente sostituibile, questo elemento svolge una funzione cruciale non solo per il comfort, ma anche per la salute di chi viaggia a bordo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos’è il filtro antipolline e dove si trova</h3>



<p>Il filtro antipolline è un dispositivo installato nel sistema di ventilazione dell’auto. Il suo compito è semplice ma fondamentale: filtrare l’aria che entra nell’abitacolo, trattenendo polvere, pollini, smog e altre particelle inquinanti.</p>



<p>A seconda del modello dell’auto, si trova generalmente:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>dietro il cassetto portaoggetti,</li>



<li>sotto il cofano, vicino al parabrezza,</li>



<li>oppure nella zona inferiore del cruscotto.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Perché è così importante (anche se non te ne accorgi)</h3>



<p>Molti automobilisti ignorano il filtro antipolline fino a quando non iniziano a percepire cattivi odori o una ventilazione meno efficace. In realtà, il suo ruolo è molto più ampio.</p>



<p>Un filtro in buone condizioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>migliora la qualità dell’aria all’interno dell’auto,</li>



<li>protegge da allergie e irritazioni respiratorie,</li>



<li>riduce l’ingresso di polveri sottili e agenti inquinanti,</li>



<li>preserva l’efficienza dell’impianto di climatizzazione.</li>
</ul>



<p>Al contrario, un filtro sporco o intasato può diventare un vero problema: l’aria circola peggio, aumenta l’umidità e possono proliferare batteri e muffe.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ogni quanto va cambiato</h3>



<p>La regola generale è semplice: il filtro antipolline va sostituito almeno una volta all’anno, oppure ogni 10.000–15.000 km.</p>



<p>Tuttavia, ci sono alcune condizioni che richiedono maggiore attenzione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>guida frequente in città trafficate,</li>



<li>utilizzo su strade polverose,</li>



<li>presenza di allergie tra i passeggeri.</li>
</ul>



<p>In questi casi, è consigliabile anticipare la sostituzione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Filtro standard o ai carboni attivi?</h3>



<p>Non tutti i filtri antipolline sono uguali. Le due principali tipologie sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Filtro standard</strong>: trattiene polveri e pollini, ed è la soluzione più economica.</li>



<li><strong>Filtro ai carboni attivi</strong>: oltre alle particelle, assorbe anche odori e gas nocivi (come ossidi di azoto e ozono), garantendo una qualità dell’aria superiore.</li>
</ul>



<p>Per chi vive in contesti urbani o soffre di allergie, il secondo rappresenta spesso la scelta migliore.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I segnali che indicano che è ora di cambiarlo</h3>



<p>Anche senza controllarlo visivamente, ci sono alcuni segnali chiari:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>aria condizionata meno efficace,</li>



<li>cattivi odori all’accensione del climatizzatore,</li>



<li>vetri che si appannano più facilmente,</li>



<li>aumento dei sintomi allergici durante la guida.</li>
</ul>



<p>Sono tutti indizi che il filtro non sta più svolgendo correttamente il suo lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quanto costa e perché conviene non rimandare</h3>



<p>Il costo di un filtro antipolline è generalmente contenuto (tra i 10 e i 30 euro, a seconda del modello), con una manodopera spesso minima o addirittura nulla per chi sceglie il fai-da-te.</p>



<p>Un investimento piccolo, ma con un impatto diretto su benessere, sicurezza e qualità dell’esperienza di guida.</p>



<p>Il filtro antipolline è uno di quei dettagli che fanno la differenza. Non si vede, non si sente – finché funziona. Ma quando smette di farlo, te ne accorgi subito. E a quel punto, spesso, è già tardi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pneumatici e Codice della Strada: obblighi, stagionalità e sanzioni per chi non è in regola</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pneumatici-e-codice-della-strada-obblighi-stagionalita-e-sanzioni-per-chi-non-e-in-regola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:35:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[auto ruote]]></category>
		<category><![CDATA[cambio pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[codice della strada]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=241216</guid>

					<description><![CDATA[La normativa italiana in materia di pneumatici è regolata principalmente dal Codice della Strada e da circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che disciplinano sicurezza, manutenzione e uso [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">La normativa italiana in materia di pneumatici è regolata principalmente dal Codice della Strada e da circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che disciplinano sicurezza, manutenzione e uso corretto degli pneumatici in relazione alle condizioni climatiche e stradali.</p>



<p class="p1">Secondo la legge, tutti i veicoli devono circolare con pneumatici in buono stato, privi di danni strutturali e con battistrada non inferiore al limite minimo di 1,6 millimetri per le autovetture. Il rispetto di questo parametro è considerato essenziale per garantire aderenza e sicurezza, soprattutto in condizioni di pioggia o fondo stradale scivoloso.</p>



<p class="p1">Obbligo di pneumatici invernali e catene</p>



<p class="p1">La normativa prevede inoltre la possibilità, per enti proprietari delle strade (come Anas o amministrazioni locali), di imporre l’obbligo di dotazioni invernali nel periodo compreso generalmente tra il 15 novembre e il 15 aprile. In questo intervallo, su tratti specifici e segnalati, gli automobilisti devono circolare con pneumatici invernali oppure avere a bordo catene da neve omologate.</p>



<p class="p1">Al di fuori di tale periodo, l’uso di pneumatici invernali è comunque consentito, purché abbiano codice di velocità adeguato al libretto di circolazione. In caso contrario, il loro utilizzo può comportare sanzioni.</p>



<p class="p1">Pneumatici estivi, quattro stagioni e omologazioni</p>



<p class="p1">Il Codice della Strada consente l’uso di pneumatici estivi, invernali e quattro stagioni, a condizione che siano omologati e conformi alle misure indicate sulla carta di circolazione del veicolo. È vietato montare pneumatici con caratteristiche non compatibili con quelle previste dal costruttore.</p>



<p class="p1">Gli pneumatici “all season” sono ammessi, ma devono riportare la marcatura M+S e, in alcuni casi, il simbolo alpino (3PMSF) per essere equiparati a quelli invernali nei periodi di obbligo.</p>



<p class="p1">Sanzioni e responsabilità</p>



<p class="p1">La circolazione con pneumatici non conformi può comportare sanzioni amministrative, il ritiro della carta di circolazione e l’obbligo di revisione del veicolo. In caso di incidente, inoltre, la responsabilità può aggravarsi qualora venga accertata la non idoneità degli pneumatici.</p>



<p class="p1">Controlli e sicurezza</p>



<p class="p1">Le forze dell’ordine effettuano controlli periodici, soprattutto nei cambi di stagione, per verificare lo stato degli pneumatici e la presenza delle dotazioni obbligatorie. Gli esperti ricordano che la manutenzione corretta, inclusa la verifica della pressione e dell’usura, è fondamentale non solo per rispettare la legge ma anche per ridurre i consumi e migliorare la sicurezza stradale.</p>



<p class="p1">Il quadro normativo, in sintesi, punta a garantire che ogni veicolo circoli in condizioni ottimali, adattando l’equipaggiamento alle stagioni e alle caratteristiche delle strade percorse.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sicurezza stradale, progetto pilota per prevenire i colpi di sonno alla guida</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sicurezza-stradale-progetto-pilota-per-prevenire-i-colpi-di-sonno-alla-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[colpi di sonno alla guida]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=240938</guid>

					<description><![CDATA[I colpi di sonno alla guida rappresentano una delle cause più sottovalutate e pericolose di incidenti nel trasporto professionale su strada. Un rischio spesso invisibile, ma con conseguenze potenzialmente gravi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I colpi di sonno alla guida rappresentano una delle cause più sottovalutate e pericolose di incidenti nel trasporto professionale su strada. Un rischio spesso invisibile, ma con conseguenze potenzialmente gravi per i conducenti, le aziende e l’intero sistema della mobilità.</p>



<p>Per affrontare questa criticità con un approccio scientifico, concreto e basato sui dati, SMET, realtà di riferimento nel trasporto merci su scala nazionale e internazionale, e ORAIGO, società neurotecnologica specializzata nella prevenzione dell’affaticamento dei conducenti, annunciano l’avvio di un progetto esecutivo congiunto finalizzato a rilevare, misurare e prevenire i colpi di sonno alla guida attraverso l’utilizzo dei dispositivi Aigo installati a bordo della flotta SMET.</p>



<p>L’iniziativa è stata presentata alla Camera dei Deputati alla presenza del Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Senatore Antonio Iannone, e del Presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati, Onorevole Alessandro Giglio Vigna, a conferma della rilevanza strategica del tema sicurezza nel settore della logistica e del trasporto professionale.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Quanti colpi di sonno alla guida? Prima uno studio per misurarlo</strong></p>



<p>Il progetto prende avvio con una fase di studio e misurazione oggettiva. Attraverso i dati raccolti dai dispositivi Aigo installati a bordo dei veicoli, sarà possibile quantificare con precisione quanti colpi di sonno alla guida si verificano nella flotta, in quali fasce orarie e in quali giorni della settimana.</p>



<p>Un dato oggi spesso sconosciuto alle aziende, ma fondamentale per costruire una strategia di prevenzione efficace e strutturata. L’analisi consentirà a SMET di passare da una gestione reattiva del rischio ad una prevenzione basata su evidenze concrete, individuando i pattern ricorrenti e le situazioni di maggiore vulnerabilità per i propri autisti.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Due soluzioni complementari: intervento immediato e prevenzione a lungo termine</strong></p>



<p>La soluzione sviluppata da ORAIGO interviene su due livelli complementari. Nel breve termine, ai primi segnali di affaticamento rilevati dal dispositivo Aigo, il sistema avvisa immediatamente il conducente attraverso alert sonori, visivi e vibrazioni. Un avviso tempestivo che consente all’autista di intervenire prima che la sonnolenza si trasformi in un rischio reale.</p>



<p>Nel lungo termine, invece, i dati raccolti nel tempo permetteranno di analizzare il numero di episodi, la loro durata e la loro distribuzione durante la settimana. Questa analisi longitudinale consentirà di sviluppare strategie preventive personalizzate, costruite su dati oggettivi e non su semplici stime.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Un rollout progressivo, scalabile all’intera flotta</strong></p>



<p>Il progetto partirà con un gruppo pilota di autisti selezionati, così da validare la soluzione in condizioni operative reali e raccogliere dati significativi. In base ai risultati ottenuti e alle scelte aziendali, il programma potrà essere esteso progressivamente all’intera flotta oppure ad un campione più ampio e rappresentativo.</p>



<p>Una struttura a fasi che garantisce flessibilità, controllo e gradualità nell’implementazione, consentendo a SMET di valutare i risultati e adattare il programma agli obiettivi di sicurezza e alle esigenze operative.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>La sicurezza prima di tutto </strong></p>



<p>«<em>I colpi di sonno alla guida sono un rischio reale e spesso invisibile. &#8211; </em>spiega Cavaliere Domenico De Rosa, CEO Gruppo SMET &#8211; <em>Con ORAIGO abbiamo finalmente la possibilità di misurarlo oggettivamente e di intervenire prima che diventi un pericolo per i nostri autisti e per chi li circonda</em>.» <br></p>
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		<title>ACI Salerno compie cento anni: una storia lunga un secolo racchiusa nel nuovo logo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/aci-salerno-compie-cento-anni-una-storia-lunga-un-secolo-racchiusa-nel-nuovo-logo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[ACI Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Ufficializzato all’Automobile Club Salerno il logo del centenario che accompagnerà tutti gli eventi che l’Ente sta programmando per il 2026 per ripercorrere i suoi primi cento anni dal lontano 1926. [...]]]></description>
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<p>Ufficializzato all’Automobile Club Salerno il logo del centenario che accompagnerà tutti gli eventi che l’Ente sta programmando per il 2026 per ripercorrere i suoi primi cento anni dal lontano 1926.</p>



<p>«<em>Sono tante le iniziative che stiamo programmando per celebrare i primi cento anni dell’Automobile Club Salerno</em>» ha dichiarato il Presidente Vincenzo Demasi, che è parte integrante di questa gloriosa storia.</p>



<p>La presentazione del logo sancisce l’inizio di un intero anno che sarà ricco di iniziative legate a questo importante traguardo.</p>



<p>Cento anni dell’Automobile Club Salerno che, partendo da una piccola associazione di pochi fortunati possessori di auto, conta oggi circa 27.000 soci e rappresenta le istanze degli automobilisti salernitani, promuovendo l’educazione e la sicurezza stradale, lo sport automobilistico e numerosi servizi ai cittadini su tutti gli aspetti della mobilità, in un rapporto sempre più diretto e incisivo con i Soci, con gli automobilisti, e con le Istituzioni sul territorio.</p>



<p>Il logo celebrativo del centenario dell&#8217;Automobile Club Salerno combina diversi elementi simbolici che rappresentano la storia e l&#8217;identità dell&#8217;istituzione: il Numero 100 domina la composizione per indicare il secolo di vita del Club. All&#8217;interno dei due zeri sono inseriti i loghi principali: lo Stemma Storico dell’Automobile Club, nel primo zero, che presenta una ruota dentata, simbolo meccanico dell&#8217;automobile, che racchiude elementi araldici legati alla città di Salerno. Nel secondo zero il logo ACI moderno: Il rombo con la sigla ACI rappresenta l&#8217;appartenenza alla federazione nazionale dell&#8217;Automobile Club d’Italia.</p>



<p>Il Nastro Rosso che avvolge la base del numero 100, riportando le date 1926 &#8211; 2026, a sancire la continuità dell&#8217;attività nel tempo. Nella base blu, identificativa del colore ACI, appare la scritta &#8220;AUTOMOBILE CLUB SALERNO&#8221;, che identifica chiaramente la dimensione territoriale dell&#8217;Ente.</p>
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