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	<title>Motori e Nautica | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>La Regione Campania all’LTS Expo Napoli: al centro l’innovazione del sistema dei trasporti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lts-expo-napoli-la-regione-campania-punta-sullinnovazione-dei-trasporti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 10:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[lts expo napoli]]></category>
		<category><![CDATA[regione campania]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è conclusa la prima giornata di LTS – Logistica, Trasporti e Servizi Expo Napoli, la manifestazione in corso fino al 18 ottobre alla Mostra d’Oltremare. Il padiglione della Regione [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Si è conclusa la prima giornata di LTS – Logistica, Trasporti e Servizi Expo Napoli, la manifestazione in corso fino al 18 ottobre alla Mostra d’Oltremare. Il padiglione della Regione Campania ha ospitato due workshop che hanno visto la partecipazione del vicepresidente della Regione Campania con delega a Trasporti, Mobilità e Mare, Mario Casillo, dell’assessore alle Attività produttive e Sviluppo economico, Fulvio Bonavitacola, e dell’assessore al Turismo, Promozione del territorio e Transizione digitale, Enzo Maraio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo incontro ha approfondito i progetti di innovazione tecnologica del sistema regionale della mobilità, con particolare attenzione al rinnovo del parco autobus, all&#8217;introduzione di nuove tecnologie di bordo e alla digitalizzazione dei sistemi di vendita dei titoli di viaggio. Sono state inoltre illustrate le esperienze di transizione digitale delle aziende del trasporto pubblico locale e le prospettive di sviluppo dei servizi per i cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo workshop è stato dedicato alle potenzialità della ZES Unica e del nuovo credito d&#8217;imposta come strumenti per favorire gli investimenti e la crescita del territorio, con un approfondimento sul contributo delle diverse categorie professionali allo sviluppo della logistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>La Campania vive di tante attività. La logistica e i trasporti sono da sempre una delle sue realtà più importanti. È un patrimonio che vogliamo rafforzare, potenziare e su cui vogliamo investire, a partire proprio dai trasporti. Per me il trasporto è innanzitutto quello pubblico locale: è economia, ma è soprattutto qualità della vita</em>&#8220;, ha dichiarato il <strong>vicepresidente della Regione Campania con delega a Trasporti, Mobilità e Mare, Mario Casillo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>I progetti campani di Intelligent Transport System sono un fiore all’occhiello a livello nazionale e continueremo a investire. Con una seconda gara doteremo tutti i nuovi autobus di tecnologie capaci di dialogare con i sistemi centrali attraverso un protocollo condiviso. Fondamentale è anche la digitalizzazione dei titoli di viaggio, con pagamenti elettronici a bordo e acquisti tramite l’APP regionale. Rendere il trasporto pubblico più semplice e accessibile significa migliorare i servizi per i cittadini e l’accoglienza turistica, favorendo anche la distribuzione dei visitatori oltre le mete più conosciute</em>”, così l’<strong>assessore al Turismo, Promozione del territorio e Transizione digitale, Enzo Maraio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Partendo dal successo dell&#8217;esperienza della ZES Campania, la Regione punta al rilancio strategico attraverso la realizzazione di un ecodistretto Industriale avanzato. Vogliamo offrire agli investitori non solo semplificazioni burocratiche e agevolazioni fiscali, ma anche energia da fonti rinnovabili a costi stabili e competitivi, unita a sistemi digitali moderni ed efficienti. In quest&#8217;ottica, stiamo realizzando la nuova piattaforma &#8220;Vetrina Campania&#8221;, uno strumento con cui la Regione gestirà l&#8217;incontro tra domanda e offerta, fornendo agli investitori un quadro informativo completo e tempestivo per facilitare il loro insediamento sul territorio</em>” ha commentato l&#8217;<strong>assessore alle Attività produttive e Sviluppo economico, Fulvio Bonavitacola</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Guidare l’auto di un amico per più di 30 giorni: la legge che pochi conoscono e che fa discutere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/guidare-lauto-di-un-amico-per-piu-di-30-giorni-la-legge-che-pochi-conoscono-e-che-fa-discutere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 18:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Codice della Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[a]]></category>
		<category><![CDATA[studio labonia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;avvocato Simone Labonia ci spiega alcune problematiche che possono sorgere in una situazione del genere. In Italia, guidare un veicolo intestato a un’altra persona, che sia un familiare o un [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;avvocato Simone Labonia ci spiega alcune problematiche che possono sorgere in una situazione del genere.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, guidare un veicolo intestato a un’altra persona, che sia un familiare o un amico, è una prassi quotidiana e perfettamente legale, ma comporta specifici adempimenti normativi quando l&#8217;utilizzo si protrae nel tempo. La disciplina di riferimento è contenuta nell’articolo 94 del Codice della Strada, introdotto per garantire la tracciabilità di chi si trova effettivamente alla guida di un mezzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il prestito dell&#8217;auto avviene in modo saltuario o per brevi periodi (fino a 30 giorni consecutivi), non è richiesta alcuna formalità amministrativa: sufficiente che il veicolo sia regolarmente coperto da assicurazione RCA e che il guidatore sia in possesso di una patente valida.<br>La situazione cambia quando l&#8217;uso dell&#8217;auto da parte di un soggetto diverso dal proprietario si estende per un periodo continuativo superiore a 30 giorni. In questo caso, scatta l&#8217;obbligo di annotare la variazione sulla carta di circolazione (oggi DU &#8211; Documento Unico di circolazione e di proprietà) presso la Motorizzazione Civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’importante deroga riguarda i familiari conviventi. Se l&#8217;auto di un familiare viene guidata da un membro dello stesso nucleo familiare (risultante dallo stato di famiglia), non sussiste alcun obbligo di annotazione, prescindere dalla durata dell&#8217;utilizzo. Pertanto, un figlio che guida l&#8217;auto del genitore con cui convive non deve espletare alcuna burocrazia.<br>Se invece il familiare non è convivente (ad esempio un figlio che ha cambiato residenza) oppure si tratta di un amico, l&#8217;uso continuativo oltre i 30 giorni impone l&#8217;aggiornamento dei documenti del veicolo.<br>Per adempiere all&#8217;obbligo, l&#8217;intestatario del veicolo o l&#8217;utilizzatore deve presentare richiesta presso gli uffici della Motorizzazione Civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguito della richiesta, viene rilasciato un tagliando di aggiornamento da applicare sul Documento Unico, sul quale figurano i dati del comodatario e la scadenza (o l&#8217;indicazione a tempo indeterminato) del periodo di utilizzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ignorare questo adempimento comporta rischi sanzionatori rilevanti. In caso di controllo delle forze dell&#8217;ordine, la mancata annotazione dell&#8217;intestatario temporaneo oltre i 30 giorni è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria che parte da oltre 700 euro, unitamente al ritiro della carta di circolazione.<br>Infine, è fondamentale verificare le clausole della polizza assicurativa: se l&#8217;assicurazione prevede la &#8220;guida esclusiva&#8221; o limiti di età per i conducenti, un eventuale sinistro con alla guida una persona non autorizzata potrebbe comportare il diritto di rivalsa da parte della compagnia assicurativa.</p>
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		<title>Rottamazione-quinquies, via da oggi alle domande per bollo auto e multe</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rottamazione-quinquies-via-da-oggi-alle-domande-per-bollo-auto-e-multe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[bollo auto]]></category>
		<category><![CDATA[multe]]></category>
		<category><![CDATA[Rottamazione quinquies]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuova opportunità per gli automobilisti con vecchie cartelle esattoriali. Dal 16 ottobre è possibile presentare domanda per la Rottamazione-quinquies degli enti territoriali, che può riguardare anche il bollo auto non [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nuova opportunità per gli automobilisti con vecchie cartelle esattoriali. Dal 16 ottobre è possibile presentare domanda per la <strong>Rottamazione-quinquies degli enti territoriali</strong>, che può riguardare anche il bollo auto non pagato e le multe stradali, oltre ad altri tributi locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura interessa i debiti affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, ma soltanto se il Comune, la Regione o l&#8217;ente creditore ha deliberato l&#8217;adesione alla definizione agevolata. Sono circa 1.500 le amministrazioni coinvolte. Restano esclusi i tributi gestiti direttamente dagli enti o affidati a concessionari privati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali somme si possono risparmiare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La rottamazione consente di pagare il capitale residuo senza gli interessi e le sanzioni comprese nei carichi, gli interessi di mora e l&#8217;aggio, fermo restando il pagamento delle eventuali spese esecutive e dei diritti di notifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le multe stradali, lo sconto riguarda invece gli interessi, comprese le maggiorazioni, e l&#8217;aggio: <strong>l&#8217;importo originario della sanzione resta da pagare</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come presentare la domanda</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per verificare se le proprie cartelle sono ammesse, è possibile richiedere il prospetto informativo sul sito ufficiale di Agenzia delle entrate-Riscossione, nella sezione dedicata alla «Definizione agevolata (Rottamazione-quinquies enti territoriali)».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento è richiedibile sia dall&#8217;area riservata, con Spid, Cie o Cns, sia dall&#8217;area pubblica, allegando un documento di riconoscimento. Una volta verificati i debiti ammissibili, la domanda di adesione dovrà essere inviata online <strong>entro il 15 dicembre 2026</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pagamenti dal 2027: le scadenze</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Agenzia comunicherà le somme dovute entro il 28 febbraio 2027. Il pagamento potrà avvenire in un&#8217;unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure a rate, fino a un massimo di <strong>54 rate bimestrali</strong>, ciascuna di almeno 100 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione alle scadenze: la mancata corresponsione della rata unica, di due rate anche non consecutive o dell&#8217;ultima rata comporta la perdita dei benefici della definizione agevolata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di presentare la richiesta, è quindi fondamentale controllare che il proprio debito rientri tra quelli ammessi e che l&#8217;ente creditore abbia aderito alla misura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per informazioni e per accedere al servizio è disponibile il sito ufficiale di Agenzia delle entrate-Riscossione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Davide Cironi: storie di auto, uomini e passioni senza tempo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/davide-cironi-storie-di-auto-uomini-e-passioni-senza-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 10:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[davide cironi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono automobili che si distinguono per le prestazioni, altre che entrano nella storia per le soluzioni tecniche e altre ancora che diventano simboli di un&#8217;epoca. Raccontarle significa andare oltre [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ci sono automobili che si distinguono per le prestazioni, altre che entrano nella storia per le soluzioni tecniche e altre ancora che diventano simboli di un&#8217;epoca. Raccontarle significa andare oltre i numeri e le schede tecniche, ricostruendo le storie che si nascondono dietro un progetto, un motore o una scelta stilistica. È in questo spazio che si inserisce il lavoro di Davide Cironi, fondatore di Drive Experience, progetto editoriale dedicato all&#8217;automobilismo sportivo, classico e contemporaneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo percorso si sviluppa attorno a una passione per le vetture e per le persone che hanno contribuito a renderle importanti. Nei contenuti di Drive Experience, le automobili non sono soltanto oggetti da provare, ma protagoniste di racconti nei quali trovano spazio la tecnica, la progettazione, le esperienze di guida e la memoria di un settore che continua a evolversi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Drive Experience, raccontare l&#8217;automobile oltre le prestazioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto Drive Experience ha costruito la propria identità attraverso prove di guida, video, interviste e approfondimenti dedicati a modelli che hanno lasciato un segno nella storia dei motori. Il sito ufficiale raccoglie contenuti che spaziano dalle sportive moderne alle vetture storiche, con attenzione sia alle caratteristiche dinamiche sia al contesto nel quale sono nate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;approccio punta a spiegare che cosa renda una macchina particolare, quale lavoro ci sia dietro il suo comportamento su strada e perché alcune vetture continuino a suscitare interesse anche a distanza di decenni. Accanto alle prove trovano spazio i racconti di tecnici, progettisti, piloti e collaudatori, figure che spesso lavorano lontano dai riflettori ma che hanno contribuito allo sviluppo di automobili diventate celebri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i contenuti pubblicati da Drive Experience figurano anche approfondimenti su modelli e vicende meno conosciuti dal grande pubblico. Un modo per ampliare lo sguardo sull&#8217;automobilismo, senza limitarsi alle vetture più famose o alle novità del mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incontro con Loris Bicocchi e la Drive Experience Academy</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i progetti ai quali Cironi ha partecipato c&#8217;è la Drive Experience Academy, sviluppata insieme a Loris Bicocchi, collaudatore noto per il suo lavoro su vetture di marchi come Bugatti, Lamborghini e Pagani, e al pilota e istruttore Marco Apicella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione ha dato forma a un percorso formativo dedicato alla dinamica del veicolo e alla preparazione di aspiranti collaudatori e professionisti della guida. Nel marzo 2018, un comunicato di Mazda Motor Italia annunciava la partecipazione della Mazda MX-5 come vettura utilizzata per le attività didattiche, con corsi previsti all&#8217;Autodromo di Modena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa si concentra su un aspetto fondamentale del lavoro automobilistico: imparare a riconoscere il comportamento di una vettura, comprendere le reazioni del mezzo e interpretare le differenze che derivano dalle regolazioni tecniche. Competenze che richiedono sensibilità, metodo e conoscenze specifiche, ben oltre la semplice capacità di guidare velocemente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Cironi, il progetto rappresenta anche un collegamento tra la divulgazione automobilistica e la formazione, con l&#8217;obiettivo di avvicinare gli appassionati agli aspetti meno visibili del mondo dei motori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le interviste e le storie dietro le grandi automobili</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una parte significativa del lavoro editoriale di Drive Experience è dedicata agli incontri con chi ha vissuto l&#8217;automobilismo dall&#8217;interno. Tra questi c&#8217;è proprio Loris Bicocchi, protagonista di un&#8217;intervista nella quale ripercorre esperienze e retroscena legati allo sviluppo di alcune delle supercar più importanti degli ultimi decenni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cironi ha inoltre raccontato la storia delle Bugatti EB110 da competizione, comprese le vetture legate alle esperienze sportive di Le Mans e Daytona. Un progetto che ha unito ricostruzione storica e prova in pista, coinvolgendo lo stesso Bicocchi e riportando l&#8217;attenzione sulla stagione italiana della Bugatti di Campogalliano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono racconti che mostrano come, dietro un&#8217;automobile, esista un patrimonio di conoscenze, tentativi, intuizioni e lavoro specializzato. La macchina diventa così una chiave per comprendere anche le persone che l&#8217;hanno progettata, sviluppata e portata in gara.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La memoria dei motori nell&#8217;era digitale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro di Davide Cironi si inserisce in un panorama nel quale la comunicazione automobilistica ha trovato nuovi spazi attraverso video e piattaforme digitali. Accanto alle riviste tradizionali, questi strumenti permettono di raggiungere pubblici diversi e di dedicare maggiore spazio alle storie, alle esperienze dirette e ai dettagli tecnici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore di questo tipo di racconto sta nella possibilità di conservare e condividere una parte della cultura automobilistica. Le sportive del passato, i modelli sperimentali e le vetture da competizione non sono soltanto testimonianze di epoche concluse: rappresentano anche tappe di un&#8217;evoluzione tecnica e industriale che continua a influenzare il presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso Drive Experience, Cironi ha costruito un progetto nel quale la passione per le auto incontra la divulgazione e la ricostruzione storica. Un percorso che invita a guardare oltre la carrozzeria e le prestazioni, per scoprire le idee, le competenze e le vicende umane che contribuiscono a trasformare un&#8217;automobile in qualcosa di più di un semplice mezzo di trasporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Ph da pagina facebook Davide Cironi_22 ottobre 2018)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Auto e moto d’epoca 2026: a Bologna quattro giorni dedicati alla passione per i motori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-e-moto-depoca-2026-a-bologna-quattro-giorni-dedicati-alla-passione-per-i-motori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Auto e Moto d’Epoca 2026]]></category>
		<category><![CDATA[bolognafiere]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono appuntamenti che, per chi ama i motori, rappresentano molto più di una semplice visita in fiera. Sono occasioni per ritrovare modelli che hanno segnato un’epoca, osservare da vicino [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono appuntamenti che, per chi ama i motori, rappresentano molto più di una semplice visita in fiera. Sono occasioni per ritrovare modelli che hanno segnato un’epoca, osservare da vicino automobili difficili da incontrare sulle strade di tutti i giorni e condividere la propria passione con chi conosce il valore di una vettura conservata nel tempo o riportata al suo splendore attraverso un accurato restauro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questo lo spirito che accompagna il ritorno di <strong>Auto e Moto d’Epoca</strong>, in programma dal 22 al 25 ottobre 2026 negli spazi di BolognaFiere. Il salone riunirà appassionati, collezionisti, commercianti, restauratori, club e operatori del settore in una manifestazione che attraversa la storia dell’automobile e del motociclismo, dalle vetture di interesse storico alle protagoniste delle competizioni internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’edizione di quest’anno propone diversi percorsi tematici, con un’attenzione particolare al patrimonio sportivo dell’automobilismo, alle motociclette da collezione e alle iniziative che mettono in relazione la storia dei marchi con le nuove generazioni di appassionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi segue il calendario degli eventi e dei raduni, l’appuntamento bolognese offre anche l’occasione di programmare una visita alla scoperta delle iniziative dei club, delle esposizioni speciali e degli incontri dedicati alla cultura del motorismo storico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Icons of Speed: le regine dell’endurance arrivano a Bologna</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli appuntamenti centrali dell’edizione 2026 sarà <strong>Icons of Speed</strong>, una mostra dedicata alle vetture che hanno scritto pagine importanti nelle competizioni di durata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le gare endurance occupano un posto particolare nella storia dell’automobilismo. La 24 Ore di Le Mans, le competizioni di Daytona e le grandi sfide disputate sui circuiti internazionali hanno messo alla prova non soltanto la velocità delle automobili, ma anche l’affidabilità dei motori, la resistenza dei materiali e la capacità dei team di affrontare gare lunghe e impegnative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso espositivo annunciato dagli organizzatori ripercorrerà oltre cinquant’anni di evoluzione tecnica e sportiva, mettendo in evidenza vetture diventate riferimenti assoluti per gli appassionati delle corse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i nomi legati alla mostra figurano modelli come la Porsche 956, la Sauber C9, la Lancia LC2, la Bentley EXP Speed 8 e la Maserati MC12 Corsa. Automobili differenti per epoca, architettura e filosofia progettuale, accomunate dall’aver rappresentato momenti significativi nella storia delle competizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Porsche 956, in particolare, è legata a una delle stagioni più importanti del Gruppo C, categoria che negli anni Ottanta vide confrontarsi alcuni dei costruttori più prestigiosi del panorama internazionale. La Lancia LC2 rappresenta invece una pagina importante dell’impegno sportivo della casa torinese nelle gare di durata, mentre la Sauber C9 è rimasta impressa nella memoria degli appassionati per le sue prestazioni e per il successo ottenuto a Le Mans nel 1989.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’interesse di questa esposizione non riguarda soltanto le forme delle vetture o la loro rarità. Attraverso questi modelli è possibile ripercorrere un periodo nel quale le competizioni rappresentavano un banco di prova fondamentale per soluzioni aerodinamiche, motori e materiali destinati a spingere sempre più avanti i limiti della tecnica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli appassionati di automobilismo sportivo, Icons of Speed sarà quindi uno dei percorsi da inserire tra le priorità della visita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lancia festeggia 120 anni: un anniversario che parla anche di rally</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2026 è un anno importante per Lancia, che celebra <strong>120 anni dalla fondazione</strong>. Il marchio torinese sarà protagonista di un percorso dedicato alla propria storia, con una selezione di vetture capaci di raccontare l’evoluzione di uno dei nomi più significativi dell’industria automobilistica italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia Lancia attraversa epoche molto diverse: dalle automobili che hanno introdotto soluzioni tecniche innovative alle berline diventate simboli di eleganza e personalità, fino alle vetture che hanno costruito una reputazione sportiva di primo piano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per molti appassionati, il nome Lancia richiama soprattutto le imprese nei rally. Modelli come Fulvia Coupé, Stratos, Rally 037 e Delta hanno contribuito a definire l’identità sportiva del marchio, lasciando un segno profondo nella memoria degli appassionati e nelle competizioni internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’anniversario sarà celebrato anche attraverso le iniziative di ACI Storico, che ha annunciato un’esposizione dedicata al marchio all’interno del proprio spazio in fiera. Il programma comprende inoltre un appuntamento del raduno Youngclassic previsto per sabato 24 ottobre, con una selezione di esemplari rappresentativi della produzione Lancia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà un’occasione per osservare da vicino modelli appartenenti a generazioni diverse e per ripercorrere una storia nella quale design, ricerca tecnica e successi sportivi si sono intrecciati in maniera particolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le moto conquistano spazio: arriva Prestige Bikes</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il settore motociclistico avrà un ruolo importante nella manifestazione. Tra le novità dell’edizione 2026 figura <strong>Prestige Bikes</strong>, una nuova area dedicata alle motociclette da collezione provenienti da raccolte private.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa punta a valorizzare esemplari di particolare interesse storico e collezionistico, offrendo al pubblico la possibilità di osservare da vicino motociclette che raccontano l’evoluzione tecnica e stilistica delle due ruote.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi frequenta raduni motociclistici, mercatini e incontri dedicati alle moto classiche, questa sezione rappresenta un motivo in più per visitare la fiera. Le motociclette storiche, infatti, custodiscono una parte importante della cultura motoristica: dalle sportive nate per le competizioni alle moto da turismo, passando per i modelli che hanno accompagnato la diffusione della mobilità individuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla nuova area, è previsto anche il ritorno di Honda Classic, dedicata al patrimonio storico del costruttore giapponese. Il mondo delle due ruote sarà inoltre rappresentato dall’Italian Motorcycle Championship – Custom Bike Show, che riunirà progetti di personalizzazione su base storica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attenzione sarà rivolta alla qualità delle realizzazioni, alla cura dei dettagli e alle diverse interpretazioni della motocicletta custom. Café Racer, Scrambler, Streetfighter e altre tipologie permetteranno di confrontare stili differenti, mostrando come un mezzo di origine possa diventare il punto di partenza per un progetto personale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Custom Bike Show: le special tornano protagoniste</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Custom Bike Show è uno degli appuntamenti da considerare per chi segue il mondo delle elaborazioni e delle motociclette personalizzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La competizione è dedicata alle special realizzate su base storica e mette in evidenza il lavoro di preparatori e costruttori, chiamati a interpretare il mezzo attraverso interventi estetici e tecnici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo ambiente la personalizzazione non si limita alla sostituzione di alcuni componenti. Spesso comporta un progetto complessivo nel quale proporzioni, ciclistica, finiture e scelta dei materiali concorrono a definire l’identità della moto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto tra le diverse realizzazioni permette di osservare approcci molto differenti: da quelli che recuperano atmosfere e linee del passato a quelli che reinterpretano la tradizione attraverso soluzioni più contemporanee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i visitatori sarà un’occasione per scoprire il lavoro che si nasconde dietro ogni progetto e incontrare una comunità nella quale competenza meccanica, creatività e passione si incontrano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">European Corvette Day: appuntamento il 25 ottobre</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli eventi da segnare in calendario c’è anche l’<strong>European Corvette Day – Italy</strong>, previsto per domenica 25 ottobre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa sarà dedicata alle diverse generazioni della Chevrolet Corvette, una delle sportive americane più riconoscibili a livello internazionale. Il raduno metterà al centro un modello che, attraverso decenni di evoluzione, ha mantenuto un’identità fortemente legata alle prestazioni, al design e alla tradizione automobilistica statunitense.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Corvette occupa un posto particolare nell’immaginario degli appassionati: dalle prime versioni degli anni Cinquanta alle successive generazioni, ogni serie ha introdotto cambiamenti stilistici e tecnici, mantenendo il legame con la formula della sportiva ad alte prestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il raduno rappresenta quindi un’opportunità per osservare da vicino esemplari appartenenti a periodi diversi e confrontare le trasformazioni che hanno accompagnato la storia del modello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi partecipa abitualmente agli incontri monomarca, l’appuntamento sarà anche un’occasione per condividere esperienze e conoscere altri proprietari e appassionati. Il programma annunciato prevede inoltre il coinvolgimento del National Corvette Museum.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Youngclassic: spazio alle auto degli anni Ottanta, Novanta e Duemila</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il motorismo storico non riguarda soltanto le automobili più anziane. Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per le vetture degli anni Ottanta, Novanta e dei primi Duemila, modelli che stanno conquistando un posto sempre più rilevante nel collezionismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo mondo è dedicato <strong>Youngclassic</strong>, il raduno promosso da ACI Storico e L’Automobileclassica, previsto per sabato 24 ottobre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa valorizza automobili che per molti proprietari rappresentano ricordi personali, prime esperienze di guida o modelli ammirati durante l’infanzia e l’adolescenza. Si tratta di vetture che hanno accompagnato una fase importante dell’evoluzione automobilistica, caratterizzata da cambiamenti nel design, nell’elettronica di bordo, nelle motorizzazioni e nella sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le youngtimer possono comprendere sportive compatte, berline, coupé e modelli di produzione più particolare, accomunati dall’interesse storico e dalla capacità di rappresentare un preciso periodo della cultura automobilistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il raduno è interessante anche per il ricambio generazionale che caratterizza questo settore: accanto ai collezionisti più esperti si trovano proprietari più giovani, spesso impegnati nel recupero e nella conservazione di automobili che fino a pochi anni fa erano considerate semplicemente vetture usate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi visiterà Auto e Moto d’Epoca sabato, Youngclassic sarà dunque un appuntamento da inserire nel proprio itinerario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricambi, restauri e automobilia: la parte della fiera dedicata alla ricerca</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutte le visite a una manifestazione motoristica hanno come obiettivo l’ammirazione dei veicoli esposti. Molti appassionati arrivano a Bologna con una ricerca precisa: trovare un ricambio, completare un restauro, individuare un accessorio originale oppure cercare un’automobile o una motocicletta da acquistare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il settore dei ricambi e dell’automobilia costituisce per questo una componente importante di Auto e Moto d’Epoca. Tra gli espositori è possibile trovare componenti, accessori, modellismo e oggetti legati alla storia dei motori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi sta restaurando un veicolo, la ricerca del particolare corretto può richiedere tempo e conoscenze specifiche. Una maniglia originale, uno strumento di bordo, un componente meccanico o un accessorio dell’epoca possono contribuire a conservare l’identità del mezzo e a rispettarne le caratteristiche originarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fiera offre anche l’opportunità di entrare in contatto con commercianti e specialisti del settore, confrontarsi sulle condizioni dei veicoli e raccogliere informazioni prima di affrontare un acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente, per le compravendite più impegnative rimane fondamentale verificare la documentazione, la provenienza, lo stato meccanico e la qualità degli eventuali restauri. La passione è il punto di partenza, ma la conoscenza del veicolo è essenziale per valutare correttamente ogni proposta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Club e registri storici: il valore degli incontri</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alle automobili e alle motociclette, una manifestazione come Auto e Moto d’Epoca vive anche grazie alle persone che ne condividono la passione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Club di marca, registri storici e associazioni contribuiscono alla conservazione della memoria motoristica attraverso raduni, incontri, attività culturali e iniziative rivolte ai proprietari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante le giornate in fiera, il pubblico potrà approfondire diversi aspetti della storia automobilistica e incontrare realtà che lavorano per valorizzare i veicoli storici. Il programma di ACI Storico prevede, tra gli altri appuntamenti, momenti dedicati agli anniversari dei marchi, alla cultura del restauro e al rapporto tra patrimonio motoristico e nuove generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi incontri rappresentano una componente importante per chi frequenta il mondo dei raduni: permettono di scambiare esperienze, conoscere nuove realtà associative e individuare iniziative da seguire nel corso dell’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore di un veicolo storico, infatti, non si esaurisce nella sua conservazione materiale. È anche nella storia che porta con sé, nelle persone che lo hanno posseduto e nelle comunità che continuano a mantenerlo in movimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come organizzare la visita ad Auto e Moto d’Epoca 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione si svolgerà a BolognaFiere da giovedì 22 a domenica 25 ottobre, con orari differenti a seconda della giornata.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Giovedì 22 ottobre:</strong> dalle 9:00 alle 18:00.</li>



<li><strong>Venerdì 23 ottobre:</strong> dalle 9:00 alle 19:00.</li>



<li><strong>Sabato 24 ottobre:</strong> dalle 9:00 alle 19:00.</li>



<li><strong>Domenica 25 ottobre:</strong> dalle 9:00 alle 18:00.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda i biglietti, il prezzo intero pubblicato sul sito ufficiale è di 58 euro per giovedì, 35 euro per venerdì e 27 euro per sabato o domenica. È disponibile anche un abbonamento per entrambe le giornate del fine settimana al prezzo di 50 euro. Prima della partenza è comunque consigliabile controllare eventuali aggiornamenti e condizioni di acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi desidera concentrarsi sulle iniziative legate ai club e ai raduni può prendere in considerazione il fine settimana: sabato 24 ottobre è previsto Youngclassic, mentre domenica 25 ottobre si svolgerà l’European Corvette Day – Italy.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi è interessato soprattutto alle mostre automobilistiche, alla ricambistica e al collezionismo può invece valutare la giornata più adatta in base al tempo a disposizione. Considerando l’ampiezza del salone e la varietà delle aree espositive, può essere utile consultare in anticipo la mappa ufficiale per organizzare il percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sede è raggiungibile in automobile attraverso l’uscita autostradale Bologna Fiera e le uscite 7 e 8 della tangenziale. Per chi arriva in treno, il riferimento è la stazione di Bologna Centrale, dalla quale è possibile proseguire verso il quartiere fieristico con i collegamenti disponibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte le informazioni aggiornate su programma, espositori, mappa e biglietteria sono disponibili sul <a href="https://autoemotodepoca.com/">sito ufficiale di Auto e Moto d’Epoca</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quattro giorni per ritrovarsi tra storia, tecnica e passione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Auto e Moto d’Epoca 2026 propone un programma che mette insieme anime differenti del motorismo: le grandi vetture da competizione, le automobili che hanno segnato la produzione di serie, le motociclette da collezione, le special e le iniziative dei club.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le mostre dedicate all’endurance e all’anniversario Lancia offriranno l’occasione di ripercorrere alcune pagine fondamentali della storia sportiva, mentre Prestige Bikes, Custom Bike Show e Honda Classic daranno spazio al patrimonio delle due ruote.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I raduni Youngclassic ed European Corvette Day aggiungeranno una dimensione più legata all’incontro tra proprietari e appassionati, affiancandosi alla tradizionale presenza di commercianti, restauratori e specialisti della ricambistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 22 al 25 ottobre BolognaFiere diventerà così un punto di riferimento per chi desidera scoprire, acquistare, approfondire o semplicemente ammirare i veicoli che hanno contribuito a costruire la storia delle due e quattro ruote.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli appassionati e per chi segue gli eventi motoristici, l’appuntamento è fissato: quattro giornate da dedicare alle automobili, alle motociclette e alle storie che continuano a renderle protagoniste anche molto tempo dopo la loro uscita dalle catene di montaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Foto da autoemotodepoca.com/gallery)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Nautica e turismo: Capri e Costiera Amalfitana tra le mete dei superyacht</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nautica-e-turismo-capri-e-costiera-amalfitana-tra-le-mete-dei-superyacht/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 10:46:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[nautica e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[superyacht]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=263686</guid>

					<description><![CDATA[L’impatto economico del turismo nautico in Italia è di circa 5,7 miliardi di euro. Nel 2025 la spesa operativa – ormeggi, carburante, manutenzione, rimessaggio ed equipaggio – ha raggiunto i [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’impatto economico del turismo nautico in Italia è di circa <strong>5,7 miliardi di euro</strong>. Nel 2025 la spesa operativa – ormeggi, carburante, manutenzione, rimessaggio ed equipaggio – ha raggiunto i 3,6 miliardi (63% del totale), mentre i consumi a terra – che includono ristorazione, shopping, intrattenimento, trasporti, hospitality – valgono 2,1 miliardi (37%) per l’intero parco nautico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste le principali evidenze della prima edizione dello studio <strong>“<em>Yachting Tourism and Economic Contribution</em></strong>” realizzato da <strong>Deloitte</strong> per <strong>Confindustria Nautica</strong>, che analizza l’impatto economico dello yachting sulle economie costiere italiane. Il report è stato presentato sabato 3 ottobre a Genova al <strong>66° Salone Nautico Internazionale,</strong> in un evento cui hanno partecipato tra gli altri: Edoardo Rixi, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Mario Zanetti, Presidente delegato di Confindustria per l’Economia del Mare; Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica; Ernesto Lanzillo, Deloitte Central Mediterranean Private leader; Tommaso Nastasi, Strategy and Value Creation leader di Deloitte; Fabrizio Palombo, Presidente della Sezione Yacht di Federagenti; Fabio Planamente, Vice Presidente di Confindustria Nautica; Roberto Perocchio, Presidente di Assomarinas.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Porti e posti barca: Liguria e Toscana guidano offerta superyacht, più indietro il Sud e le isole per densità di marine e porti turistici</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia conta 790 infrastrutture portuali diportistiche in totale per circa 172 mila posti barca. Ogni 100 chilometri di costa ci sono 7,2 strutture (marine e porti turistici escludendo i punti di ormeggio), contro le 9,7 della Francia e le 7,5 della Spagna. Il Sud e le isole restano meno serviti in termini di infrastrutture qualificate per clientela alto spendente, con meno di cinque strutture ogni 100 km. Solo circa il 2% dei posti barca italiani è destinato a unità oltre i 24 metri, con Liguria e Toscana che concentrano circa metà della capacità dedicata ai superyacht.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’Italia attira un superyacht su cinque, la piccola nautica affronta una fase complessa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La flotta considerata dallo studio conta circa 82 mila unità, il 7% delle quali è rappresentato da yacht premium oltre i 18 metri. Dal 2021 le imbarcazioni sotto i 10 metri calano in media del 3,7% l’anno, mentre quelle tra 18 e 24 metri crescono dello 0,7% e i superyacht del 3,3%. Nel 2025 la flotta mondiale di superyacht ha sfiorato le 11 mila unità, con un incremento medio annuo del 4,1% dal 2018. Circa 2,2 mila, pari a un quinto del totale, hanno navigato nelle acque italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Turismo nautico: un impatto da quasi 6 miliardi di euro</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025 l’impatto economico diretto è stimato in 5,7 miliardi di euro: 3,6 miliardi (il 63%) di spesa operativa e 2,1 miliardi (il 37%) di spesa turistica a terra. I superyacht sono circa il 3% della flotta attiva in Italia, ma generano il 42% dell’impatto diretto del compartimento downstream. Includendo le unità tra 18 e 24 metri, gli yacht premium salgono al 7% della flotta e al 55% dell’impatto diretto generato dalle attività di turismo nautico. La spesa si concentra quindi nella fascia alta che sostiene imprese locali, occupazione e Made in Italy.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Il sistema nautico italiano è un asset strategico per il nostro Paese</em>” <em>–</em> commenta <strong>Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader</strong>.“<em>Il posizionamento dell’Italia come destinazione premium per lo yachting dipende non solo dalle infrastrutture, ma dalla qualità dei servizi e dall’integrazione dell’offerta nautica con il territorio. La sfida competitiva è trasformare il traffico in valore, con strategie differenziate per segmento e una connettività territoriale in grado di intercettare la spesa di armatori e ospiti”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>La nautica da diporto rappresenta un settore strategico per l’Italia, sia per il contributo diretto all’economia sia per lo spillover su altre filiere del Made in Italy e del turismo</em>” <em>–</em> afferma<strong>Tommaso Nastasi</strong>, <strong>Strategy and Value Creation Leader di Deloitte</strong><em>.</em> “<em>Una maggiore valorizzazione dell’intera filiera e del turismo nautico, capace di attrarre sempre più domanda nazionale e internazionale, può rafforzare ulteriormente il posizionamento della nautica italiana nel mondo, generando ricadute rilevanti per l’economia del Paese</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Il valore della nautica in Italia non si misura soltanto nelle imbarcazioni prodotte, ma anche nel lavoro, nei servizi e nelle attività economiche che la loro presenza genera lungo le nostre coste. Con questo studio abbiamo voluto approfondire questa dimensione, mettendo a disposizione di imprese e istituzioni uno strumento per orientare gli investimenti e valorizzare il contributo del turismo nautico allo sviluppo dei territori</em>” <em>–</em> dichiara <strong>Piero Formenti</strong>, Presidente di Confindustria Nautica<em>.</em> “<em>Rafforzare l’attrattività dell’Italia per i superyacht e sostenere la piccola e media nautica sono obiettivi complementari, non alternativi. La piccola nautica, in particolare, merita attenzione perché rappresenta una porta d’ingresso al diporto e un elemento essenziale per diffondere la cultura del mare. La nostra visione tiene insieme tutte le componenti del settore: infrastrutture portuali adeguate, servizi qualificati e formazione professionale sono le leve su cui lavorare per favorire una maggiore accessibilità, prolungare la stagione nautica e generare opportunità durature per le imprese e le comunità costiere”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Spesa e ricadute economiche</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La spesa del turismo nautico si articola tra costi operativi di gestione delle imbarcazioni e consumi a terra, generando valore sia all’interno dell’ecosistema nautico sia in altri comparti extra settoriali. Una parte della spesa resta nella filiera nautica: ormeggi, carburante, manutenzione, rimessaggio ed equipaggi. Il resto ricade sul territorio tra ristorazione, shopping, intrattenimento, trasporti e ospitalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le stime, la spesa operativa giornaliera per unità va in media da circa 200 euro per la piccola nautica a 78 mila euro per il comparto superyacht. I consumi a terra di armatori e ospiti variano tra 45 e 650 euro al giorno a persona. Inoltre, da un lato i superyacht italiani stanziali generano una spesa annua circa cinque volte superiore a quella delle unità straniere stagionali mentre dall’altro lato i superyacht rappresentano circa il 3% della flotta attiva in Italia, generando il 42% dell’impatto economico diretto. Includendo le unità tra 18 e 24 metri, gli yacht premium raggiungono circa il 7% della flotta e il 55% dell’impatto economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Turismo nautico: chi arriva e quanto si ferma</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i superyacht che frequentano le acque italiane, il 93% batte bandiera estera e il 66% misura tra 30 e 60 metri. Il 56% ha un profilo stagionale, il 44% stanziale: un equilibrio che fa dell’Italia sia una meta di crociera sia una base per soggiorni lunghi. Restano tuttavia ulteriori spazi di crescita per incrementare la spesa durante tutto l’anno, favorendo permanenze più lunghe e destagionalizzate attraverso servizi di rimessaggio, crew welfare e spazi qualificati per attività di refitting.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni anno circa 1.200 superyacht stagionali restano in Italia in media 23 giorni, visitando sette località, con un picco di presenze nei mesi estivi. Costa Smeralda e Golfo di Olbia rappresentano le destinazioni principali, seguiti da Capri, Golfo del Tigullio e Costiera Amalfitana. I superyacht stanziali, circa 960, trascorrono in Italia 193 giorni in media, distribuiti su 8,3 mesi dell’anno, e sono in gran parte yacht tra 40 e 60 metri. La Liguria è il primo polo per giornate di presenza con Riviera dei Fiori, Genova e Golfo della Spezia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Mobilità sostenibile, test drive gratuiti il 17 ottobre a Baronissi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mobilita-sostenibile-test-drive-gratuiti-il-17-ottobre-a-baronissi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 10:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Baronissi]]></category>
		<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[test drive]]></category>
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					<description><![CDATA[IKEA e Plenitude, tramite la controllata Plenitude On The Road, società che sviluppa e gestisce infrastrutture e servizi per la ricarica dei veicoli elettrici, incontrano il pubblico in una giornata dedicata [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">IKEA e Plenitude, tramite la controllata Plenitude On The Road, società che sviluppa e gestisce infrastrutture e servizi per la ricarica dei veicoli elettrici, incontrano il pubblico in una giornata dedicata alla scoperta della mobilità elettrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sabato 17 ottobre, dalle ore 10:30 alle 19:30, il parcheggio dello store IKEA di Salerno Baronissi ospiterà un evento aperto a tutti, con la possibilità di effettuare test drive e scoprire da vicino i vantaggi della mobilità elettrica insieme agli esperti Plenitude.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso intrapreso da IKEA Italia per promuovere soluzioni di mobilità sostenibile e contribuire alla transizione energetica, anche attraverso alla collaborazione con Plenitude.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, IKEA Italia sta ampliando la disponibilità di punti di ricarica presso i propri punti vendita sul territorio nazionale: sono circa 250 le colonnine Plenitude On The Road in fase di installazione nei parcheggi di numerosi store in tutta Italia e alimentate da energia elettrica certificata, tramite garanzie d’origine di provenienza europea, come immessa in rete e prodotta da impianti alimentati al 100% da fonti rinnovabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento rappresenta un’occasione concreta per avvicinare cittadini e visitatori alla mobilità elettrica, offrendo un’esperienza diretta e accessibile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Bonus retrofit, per 2027 stanziati 5 milioni: fino a 800 euro per convertire l’auto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/bonus-retrofit-per-2027-stanziati-5-milioni-fino-a-800-euro-per-convertire-lauto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 10:34:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[bonus retrofit]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=263310</guid>

					<description><![CDATA[Risparmiare sui costi di utilizzo dell’auto senza doverne acquistare una nuova. È questa la possibilità offerta dal bonus retrofit GPL e metano, il contributo statale destinato alla conversione delle vetture [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Risparmiare sui costi di utilizzo dell’auto senza doverne acquistare una nuova. È questa la possibilità offerta dal bonus retrofit GPL e metano, il contributo statale destinato alla conversione delle vetture usate verso sistemi di alimentazione alternativi. La misura, prevista dal DPCM del 10 giugno 2026, comprende anche il 2027, anno per il quale sono stati stanziati 5 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incentivo può arrivare a 800 euro per singolo intervento e punta a ridurre la spesa necessaria per installare un impianto a gas su un veicolo già in circolazione. Per chi sta valutando questa soluzione, il prossimo anno rappresenta quindi un’ulteriore annualità prevista dal programma di finanziamento, fermo restando che l’accesso al contributo dipende dalle regole applicabili e dalla disponibilità delle risorse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto spetta per GPL e metano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’importo del bonus varia in base al tipo di alimentazione scelto. Per la conversione a GPL sono previsti 400 euro, mentre per l’installazione di un impianto a metano il contributo sale a 800 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La somma viene riconosciuta direttamente sotto forma di sconto sul prezzo dell’intervento. Non è quindi il proprietario dell’auto a ricevere un bonifico dallo Stato: la procedura viene gestita dall’installatore, che prenota il contributo attraverso la piattaforma Ecobonus prima di avviare i lavori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il beneficio riduce il costo a carico dell’automobilista, ma non copre necessariamente l’intera spesa per la conversione. L’importo effettivo da pagare dipende dal prezzo dell’impianto e dell’installazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nel 2027 il fondo sale a 5 milioni di euro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La programmazione finanziaria del bonus prevede uno stanziamento di 4 milioni di euro per il 2026. Per il 2027 le risorse aumentano a 5 milioni di euro, importo confermato anche per il 2028 e il 2029. Nel 2030, invece, il fondo previsto sarà pari a un milione di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contributo rientra nel Fondo automotive 2026-2030 e non prevede una ripartizione preventiva delle risorse tra gli impianti GPL e quelli a metano. Le prenotazioni sono legate alla disponibilità dei fondi: il possesso dei requisiti, pertanto, non garantisce automaticamente l’erogazione del bonus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi intende effettuare la conversione nel 2027 sarà importante verificare le indicazioni operative e la disponibilità delle risorse prima di procedere con l’intervento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali auto possono accedere al contributo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’agevolazione è destinata ai veicoli usati di categoria M1, cioè le autovetture omologate per il trasporto di persone con un massimo di otto posti oltre al conducente. Al momento della conversione, il mezzo deve essere alimentato esclusivamente a benzina o a gasolio e avere una classe ambientale almeno Euro3.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono ammessi sia i proprietari persone fisiche sia quelli persone giuridiche, con l’esclusione delle imprese che commerciano veicoli della stessa categoria per la quale viene richiesto il contributo. Non possono invece beneficiare del bonus le vetture già alimentate a GPL o metano, quelle già convertite e i veicoli elettrici, a idrogeno o ibridi elettrici o a idrogeno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impianto da installare deve essere nuovo e omologato secondo la normativa nazionale oppure in conformità al regolamento ONU n. 115. L’acquisto, l’installazione e il collaudo devono inoltre rispettare le condizioni temporali previste dalla disciplina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come ottenere il bonus</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La richiesta non deve essere presentata direttamente dal proprietario al ministero. È l’installatore a occuparsi della prenotazione sulla piattaforma Ecobonus e ad applicare lo sconto al cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la prenotazione, la procedura deve essere completata entro 120 giorni, secondo le disposizioni operative indicate per la misura. È inoltre prevista l’esclusione per i veicoli che abbiano già beneficiato dell’Ecobonus, come specificato nelle regole del programma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contributo non richiede la rottamazione dell’auto e consente quindi di valutare la conversione del proprio veicolo senza sostituirlo. Per il 2027, tuttavia, sarà necessario verificare le modalità operative previste per l’annualità e accertarsi che siano ancora disponibili le risorse necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con uno stanziamento programmato di 5 milioni di euro, il bonus retrofit proseguirà anche nel prossimo anno, offrendo un sostegno economico a chi possiede un’auto a benzina o diesel compatibile con i requisiti e intende convertirla a GPL o metano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dino Nardiello ricorda Nicola Materazzi: «L’ingegnere che trasformava la meccanica in emozione»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dino-nardiello-ricorda-nicola-materazzi-lingegnere-che-trasformava-la-meccanica-in-emozione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 13:24:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=263222</guid>

					<description><![CDATA[Dalla Lancia Stratos alla Ferrari F40, passando per la Bugatti EB110 e la B Engineering Edonis: il ricordo dell’ingegner Dino Nardiello restituisce il ritratto di un progettista capace di unire [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Dalla Lancia Stratos alla Ferrari F40, passando per la Bugatti EB110 e la B Engineering Edonis: il ricordo dell’ingegner Dino Nardiello restituisce il ritratto di un progettista capace di unire rigore scientifico, intuizione e sensibilità meccanica.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono uomini che progettano automobili e uomini che, attraverso le automobili, lasciano un segno indelebile nella storia della tecnica. Nicola Materazzi appartiene a questa seconda categoria. Ingegnere, progettista e profondo conoscitore della meccanica, è stato uno dei protagonisti di una stagione irripetibile dell’automobilismo italiano, contribuendo alla nascita e allo sviluppo di vetture diventate icone, dalla Ferrari 288 GTO alla F40, fino alla Bugatti EB110 e alla B Engineering Edonis.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A restituirne il ritratto è l’ingegner Dino Nardiello</strong>, che nel suo ricordo mette al centro non soltanto le competenze tecniche di Materazzi, ma soprattutto il suo modo di intendere il mestiere di progettista: un equilibrio tra conoscenza scientifica, esperienza sul campo e capacità di interpretare il comportamento di una macchina ben oltre i numeri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Materazzi non guardava una macchina come un insieme di componenti. La ascoltava. Ne cercava il respiro, ne intuiva le tensioni, ne interpretava il comportamento prima ancora che i numeri potessero confermarlo», osserva Nardiello, sintetizzando in poche parole una filosofia progettuale che ha attraversato tutta la carriera dell’ingegnere cilentano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalle radici cilentane alla passione per la meccanica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nicola Materazzi nacque il 28 gennaio 1939 a Caselle in Pittari, nel Cilento. Un piccolo centro del Mezzogiorno, lontano dai grandi poli dell’industria automobilistica, che non impedì al giovane Nicola di coltivare una curiosità destinata a trasformarsi in professione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo interesse per i motori non si limitava al fascino delle automobili. Dietro ogni componente cercava una spiegazione, dietro ogni movimento una legge fisica, dietro ogni prestazione un principio da comprendere e verificare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La formazione in ingegneria all’Università degli Studi di Napoli Federico II gli fornì le basi scientifiche per trasformare quella curiosità in metodo. Tra gli ambiti che maggiormente lo interessarono vi fu la sovralimentazione, una tecnologia destinata a segnare profondamente la sua carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un periodo in cui il motore aspirato costituiva ancora un riferimento consolidato per molte sportive, Materazzi comprese le potenzialità del turbocompressore, ma anche le difficoltà che accompagnavano il suo impiego. Aumentare la potenza, infatti, non significava semplicemente ottenere più cavalli: occorreva governare temperature, pressioni, combustione, affidabilità e risposta del motore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una visione che, secondo Nardiello, rifletteva una concezione complessiva dell’ingegneria automobilistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non inseguì semplicemente la potenza. Inseguì la coerenza. Voleva che ogni cavallo avesse un significato, che ogni chilogrammo risparmiato servisse a qualcosa, che ogni scelta progettuale producesse una risposta percepibile dal pilota».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un ingegnere con le mani in officina</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il profilo di Materazzi si distingue anche per il rapporto diretto con il lavoro pratico. Lontano dall’idea di una progettazione confinata al tavolo da disegno, considerava indispensabile il confronto con i prototipi, i banchi prova, i meccanici e i collaudatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua concezione dell’automobile era sistemica: motore, telaio, sospensioni, aerodinamica, materiali e comportamento dinamico dovevano essere sviluppati in relazione tra loro. Nessuna soluzione poteva essere considerata davvero valida se non trovava una conferma nel funzionamento dell’insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa capacità di integrare discipline diverse che, nella lettura di Nardiello, rende Materazzi una figura di particolare rilievo nella storia della progettazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Aveva una caratteristica oggi sempre più rara: non considerava la progettazione come una somma di competenze separate. Motore, telaio, sospensioni, aerodinamica, materiali e comportamento dinamico dovevano dialogare tra loro. Era, in questo senso, un ingegnere totale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una definizione che restituisce anche il valore di un metodo fondato sulla verifica continua, nel quale la teoria non rappresentava un punto d’arrivo, ma lo strumento per comprendere e migliorare la realtà meccanica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla Lancia alla Ferrari: la strada verso la F40</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’esperienza maturata in Lancia rappresentò una tappa fondamentale nel percorso professionale di Materazzi. In quel contesto entrò in contatto con una cultura tecnica nella quale leggerezza, compattezza e comportamento dinamico erano elementi determinanti per le prestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo percorso si sviluppò attraverso esperienze legate a vetture come la Stratos e la Beta Montecarlo Turbo, in un periodo nel quale la sperimentazione sulla sovralimentazione stava aprendo nuove prospettive per le auto sportive e da competizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1979 Materazzi entrò in Ferrari, chiamato a contribuire allo sviluppo di soluzioni tecniche destinate a portare il turbo nel mondo delle vetture stradali ad alte prestazioni. Da quel momento, il suo nome sarebbe rimasto legato ad alcuni dei progetti più significativi della storia recente del Cavallino Rampante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra questi spicca la Ferrari 288 GTO, nata in un contesto tecnico strettamente connesso alle ambizioni del Gruppo B e rimasta, dopo la cancellazione di quel programma, una delle espressioni più rappresentative della ricerca automobilistica degli anni Ottanta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La 288 GTO non era soltanto una granturismo estrema. Rappresentava un laboratorio di soluzioni, un passaggio importante verso una nuova generazione di supercar, nella quale potenza, riduzione del peso e gestione della sovralimentazione dovevano trovare una sintesi efficace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quell’esperienza prese forma il percorso che avrebbe condotto alla Ferrari F40, presentata nel 1987 e diventata uno dei simboli più riconoscibili dell’automobilismo sportivo italiano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ferrari F40, quando la tecnologia diventa esperienza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La F40 rappresenta forse il capitolo più celebre della storia professionale di Materazzi. Sviluppata per celebrare i quarant’anni della Ferrari, portava su strada una filosofia radicale: ridurre il superfluo, contenere il peso e mettere al centro il rapporto tra vettura e conducente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il V8 biturbo di 2,9 litri, la struttura alleggerita, l’impiego di materiali compositi e l’aerodinamica spinta concorrevano a costruire una sportiva nella quale la tecnologia non cercava di nascondersi dietro il comfort, ma diventava parte integrante dell’esperienza di guida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La F40 chiedeva attenzione e sensibilità. Le sue reazioni, la risposta del turbo e il carattere del motore richiedevano un rapporto diretto con la macchina, senza i sistemi elettronici di assistenza che avrebbero caratterizzato molte sportive delle generazioni successive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Nardiello, è proprio questa immediatezza a spiegare la forza del suo fascino ancora oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La F40 non cercava di nascondere la propria meccanica. La mostrava. Anzi, la faceva sentire. Ed è forse questo il motivo per cui, a distanza di decenni, continua a esercitare un fascino quasi irrazionale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo simbolico della F40 non si esaurisce, dunque, nei dati prestazionali. La vettura è diventata l’espressione di un modo di concepire l’automobile nel quale ogni scelta tecnica doveva produrre un effetto concreto, riconoscibile dal pilota.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un principio che attraversa il ricordo di Nardiello e che permette di leggere l’intera opera di Materazzi come una ricerca di equilibrio tra prestazione ed esperienza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida Bugatti e il progetto Edonis</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l’esperienza Ferrari, Materazzi continuò a confrontarsi con progetti ambiziosi. Tra questi, la Bugatti EB110 occupa un posto di rilievo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La supercar francese, sviluppata nei primi anni Novanta, rappresentava una sfida tecnologica di grande complessità: motore V12 di 3,5 litri, quattro turbocompressori, trazione integrale e una struttura avanzata in fibra di carbonio. Materazzi intervenne in una fase successiva del progetto, contribuendo alla sua evoluzione e affrontando questioni tecniche legate all’affidabilità, alla lubrificazione e alla gestione della sovralimentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso, il problema non consisteva soltanto nel raggiungere prestazioni elevate, ma nel rendere coerente e utilizzabile un insieme meccanico estremamente sofisticato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La sua ossessione era far funzionare l’insieme. Perché un motore da centinaia di cavalli è relativamente semplice da raccontare. Molto più difficile è trasformare quella potenza in un’automobile utilizzabile, equilibrata e capace di trasmettere fiducia al pilota», sottolinea Nardiello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa impostazione trovò una nuova espressione nella B Engineering Edonis, progetto sviluppato a partire dalla base meccanica della EB110. La vettura adottava una configurazione profondamente rivista, con cilindrata aumentata, due turbocompressori al posto dei quattro originari e trazione posteriore. La potenza dichiarata si collocava nell’ordine dei 680 cavalli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta di modificare un’architettura tanto sofisticata testimonia la volontà di Materazzi di ripensare il progetto secondo una propria idea di prestazione, senza considerare intoccabili le soluzioni già adottate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Edonis rappresentò, in questo senso, un’ulteriore dimostrazione della sua indipendenza intellettuale e della sua disponibilità a misurarsi con strade tecniche non convenzionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’eredità di un metodo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nicola Materazzi è morto nell’agosto del 2022, lasciando un patrimonio professionale che va oltre il valore storico delle automobili alle quali è legato il suo nome.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua eredità risiede anche in un approccio alla progettazione che univa conoscenza teorica, sperimentazione e sensibilità meccanica. In un settore oggi dominato da simulazioni digitali, sistemi elettronici sempre più sofisticati e processi di sviluppo complessi, il suo percorso ricorda l’importanza della capacità di interpretare ciò che accade nella realtà, al di là dei modelli matematici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di contrapporre il passato alla tecnologia contemporanea, ma di riconoscere che gli strumenti più avanzati acquistano valore quando vengono utilizzati da professionisti capaci di comprenderne i risultati e valutarne le implicazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nardiello individua proprio in questa continuità tra sapere scientifico ed esperienza concreta uno degli insegnamenti più importanti lasciati da Materazzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il lascito di Materazzi non è soltanto una lista di automobili prestigiose. È un metodo. È la convinzione che un ingegnere debba conoscere la teoria, ma anche sporcarsi le mani. Che i numeri siano indispensabili, ma che la sensibilità non possa essere sostituita».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una riflessione che riguarda non soltanto l’ingegneria automobilistica, ma più in generale il rapporto tra competenza, creatività e responsabilità progettuale. La macchina, in questa prospettiva, non è mai soltanto un oggetto industriale: è il risultato di decisioni che devono trovare un equilibrio tra prestazioni, affidabilità, sicurezza e percezione del conducente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ricordo di Dino Nardiello: «Le automobili di Materazzi erano vive»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo ricordo, Dino Nardiello non si limita a celebrare un protagonista dell’automobilismo italiano. Ne sottolinea soprattutto la capacità di rimanere fedele a un’idea precisa di ingegneria: quella in cui la competenza tecnica non perde il contatto con la sensibilità umana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Da ingegnere, considero Nicola Materazzi una figura appartenente a una generazione difficilmente ripetibile. Una generazione nella quale il progettista poteva ancora seguire il filo completo dell’idea: dal foglio da disegno al prototipo, dal banco prova alla pista».</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il ritratto di un professionista che non separava il rigore scientifico dall’intuizione, né la progettazione dall’esperienza diretta. Un uomo per il quale la prestazione non poteva essere ridotta a una cifra e la qualità di un’automobile doveva essere valutata anche attraverso ciò che riusciva a trasmettere a chi la guidava.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nardiello affida infine a poche parole il senso più profondo di questa eredità, riportando il discorso dalla tecnica all’emozione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le automobili di Materazzi erano potenti, veloci, sofisticate. Ma soprattutto erano vive. E una macchina è davvero viva quando, una volta spento il motore, continua a rimanere nella memoria di chi l’ha guidata o anche soltanto ascoltata passare».</p>



<p class="wp-block-paragraph">È forse questa la chiave per comprendere il posto occupato da Nicola Materazzi nella storia dell’ingegneria automobilistica italiana. Non soltanto per la Ferrari F40, per la 288 GTO o per le sfide affrontate con la Bugatti EB110 e la Edonis, ma per l’idea di automobile che quelle vetture continuano a rappresentare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’idea nella quale la tecnologia non è mai fine a se stessa, la potenza acquista significato soltanto quando è governabile e la competenza del progettista si misura nella capacità di trasformare il metallo, l’energia e il movimento in un’esperienza riconoscibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ricordo di Dino Nardiello si chiude così con un saluto che è anche una dichiarazione di stima personale e professionale:</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Per questo Nicola Materazzi non appartiene soltanto alla storia della Ferrari, della Lancia o della Bugatti. Appartiene alla storia dell’ingegneria automobilistica italiana. E appartiene a quella parte della nostra memoria nella quale il metallo poteva ancora diventare emozione, il turbo poteva sembrare un soffio di vento e il rombo di un motore poteva raccontare, senza bisogno di parole, la grandezza di un uomo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’eredità che continua a vivere nelle automobili progettate, nelle soluzioni tecniche sperimentate e nella memoria di chi riconosce, dietro una grande macchina, la visione di un grande ingegnere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Addio, Nicola. E grazie per averci insegnato che anche il ferro, quando nelle mani giuste incontra il fuoco, può diventare arte.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ing. Dino Nardiello</em><br></p>
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		<item>
		<title>Blue economy, il Tirreno come corridoio di sviluppo: Salerno e Olbia si confrontano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/blue-economy-il-tirreno-come-corridoio-di-sviluppo-salerno-e-olbia-si-confrontano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 12:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[blu economy]]></category>
		<category><![CDATA[salerno e olbia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tra Salerno e Olbia ci sono poche centinaia di miglia di mare. Per lungo tempo quel tratto di Tirreno è stato più una distanza da coprire che uno spazio economico da organizzare. Oggi le due realtà provano a rovesciare la prospettiva e a considerarlo un corridoio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ne discuterà venerdì 16 ottobre 2026, alle ore 15:00, nel Salone Genovesi della Camera di Commercio di Salerno, in via Roma 29. L&#8217;occasione è il convegno &#8220;Dialogo tra le sponde del Tirreno – Blue Economy, turismo e competenze. Olbia ⇄ Salerno&#8221;, promosso dal Consorzio ASI Salerno e dal CIPNES Gallura, il consorzio industriale del Nord-Est Sardegna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le due aree hanno un&#8217;economia fortemente legata al mare e una portualità che serve sia il traffico passeggeri sia le merci. Entrambe hanno uno scalo aereo strategico per i flussi turistici e una vocazione all&#8217;accoglienza che è un tratto identitario prima ancora che un comparto produttivo.L&#8217;obiettivo degli organizzatori è farle convergere in una rete di relazioni più fitta e strutturata, capace di generare collaborazioni concrete tra imprese, sistemi industriali e operatori del turismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto si articola attorno a tre direttrici, che riguardano il futuro del Mezzogiorno e delle isole ben oltre il caso specifico. La prima è la blue economy con la portualità e la logistica, la nautica e le filiere produttive del mare, fino alla sostenibilità ambientale. La seconda è il turismo, letto come sistema integrato.Porti, aeroporti e destinazioni vanno considerati come anelli di un&#8217;unica catena del valore, che ricade su imprese e comunità. La terza sono le competenze. Senza capitale umano qualificato l&#8217;innovazione non attecchisce e gli investimenti non arrivano. Senza prospettive professionali sul territorio, i giovani continuano a partire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo al tavolo siederanno insieme i diversi anelli della filiera. Ci saranno il mondo accademico, con i rettori delle Università di Salerno e di Cagliari, e il sistema portuale, con l&#8217;Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna e Marina d&#8217;Arechi. Ci saranno i gestori aeroportuali di Salerno-Napoli e di Olbia, l&#8217;industria aeronautica e la rete camerale, da Unioncamere nazionale alle Camere di commercio sarde. I lavori saranno chiusi dalle amministrazioni comunali delle due città, con i sindaci di Olbia e di Salerno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="819" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/10/dialogo-tra-le-sponde-del-tirreno-819x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-263217" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/10/dialogo-tra-le-sponde-del-tirreno-819x1024.jpeg 819w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/10/dialogo-tra-le-sponde-del-tirreno-240x300.jpeg 240w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/10/dialogo-tra-le-sponde-del-tirreno-768x960.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/10/dialogo-tra-le-sponde-del-tirreno.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>
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		<title>Mick Doohan, la leggenda che domò le 500</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mick-doohan-la-leggenda-che-domo-le-500/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 11:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[mick doohan]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono piloti che vincono gare e altri che segnano un&#8217;epoca. Mick Doohan appartiene senza dubbio alla seconda categoria. L&#8217;australiano è stato uno dei protagonisti assoluti del motociclismo degli anni [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ci sono piloti che vincono gare e altri che segnano un&#8217;epoca. Mick Doohan appartiene senza dubbio alla seconda categoria. L&#8217;australiano è stato uno dei protagonisti assoluti del motociclismo degli anni Novanta, il dominatore della classe 500, quando le moto erano brutali, potenti e difficili da controllare. Al manubrio della Honda NSR500, Doohan costruì un regno che ancora oggi rappresenta uno dei capitoli più importanti della storia delle corse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo nome è legato soprattutto a cinque titoli mondiali consecutivi, conquistati dal 1994 al 1998. Un dominio impressionante, costruito attraverso velocità, determinazione e una capacità fuori dal comune di gestire una moto tanto potente quanto imprevedibile. Nel 1997 raggiunse uno dei punti più alti della sua carriera, vincendo dodici delle quindici gare in calendario. Numeri che raccontano meglio di qualsiasi parola la sua superiorità in pista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la grandezza di Doohan non si misura soltanto attraverso i trofei. La sua storia è anche quella di una rinascita sportiva che sembrava impossibile. Nel 1992, durante le prove del Gran Premio d&#8217;Olanda ad Assen, fu vittima di un terribile incidente che gli provocò gravissime lesioni alla gamba destra. Le conseguenze furono così serie da mettere a rischio l&#8217;arto e, con esso, il futuro della sua carriera. Per un pilota che aveva costruito la propria vita sulla velocità, tutto sembrava improvvisamente finito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure Doohan non si arrese. Affrontò una lunga riabilitazione, tornò in sella e imparò a convivere con limitazioni fisiche permanenti. Per riuscire a guidare, adottò anche una soluzione tecnica particolare: una leva supplementare sul manubrio sinistro per azionare il freno posteriore. Non fu semplicemente un ritorno alle competizioni, ma una dimostrazione straordinaria di adattamento, tenacia e volontà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1994 cominciò la sua stagione più luminosa. Con la Honda NSR500 diventò il punto di riferimento della categoria, imponendo un ritmo che pochi riuscivano a sostenere. Il suo stile era preciso e aggressivo, capace di sfruttare la potenza della moto senza perdere il controllo. In un&#8217;epoca in cui l&#8217;elettronica offriva aiuti molto più limitati rispetto a quelli delle moderne MotoGP, il talento del pilota faceva spesso la differenza tra una vittoria e una caduta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Doohan non aveva bisogno di gesti spettacolari per impressionare: la sua forza era la continuità. Sapeva essere veloce, concreto e implacabile, trasformando ogni stagione in una sfida contro gli avversari e contro i propri limiti. I cinque titoli consecutivi lo consacrarono come il simbolo della supremazia Honda nella seconda metà degli anni Novanta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1999, un nuovo grave incidente durante il Gran Premio di Spagna pose fine alla sua carriera agonistica. Si ritirò lasciando un&#8217;eredità sportiva enorme: 54 vittorie e 95 podi nella classe regina del Motomondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mick Doohan resta una leggenda perché la sua storia va oltre i risultati. È il racconto di un uomo che, dopo aver rischiato di perdere tutto, riuscì a raggiungere la vetta del mondo. Non fu soltanto uno dei più grandi piloti della sua generazione: fu il simbolo di una determinazione capace di trasformare una tragedia in una seconda possibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E mentre le moderne MotoGP continuano a evolversi, il nome di Doohan rimane legato a un&#8217;epoca in cui domare una 500 significava affrontare ogni curva con coraggio, sensibilità e una fiducia assoluta nelle proprie capacità. Per questo, ancora oggi, Mick Doohan non è soltanto un campione del passato: è una delle figure immortali della storia del motociclismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Foto Di Box Repsol &#8211; Mick Doohan, CC BY 2.0, httpscommons.wikimedia.orgwindex.phpcurid=120480705)</p>
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		<item>
		<title>Sapri, il carroponte portuale torna alla gestione diretta del Comune</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sapri-il-carroponte-portuale-torna-alla-gestione-diretta-del-comune/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 09:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[carroponte portuale]]></category>
		<category><![CDATA[sapri]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo decenni di attesa e un lungo percorso amministrativo, il carroponte portuale di Sapri torna operativo sotto la gestione diretta del Comune. Ad annunciarlo è il sindaco Antonio Gentile, che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo decenni di attesa e un lungo percorso amministrativo, il carroponte portuale di Sapri torna operativo sotto la gestione diretta del Comune. Ad annunciarlo è il sindaco Antonio Gentile, che attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook ha comunicato il ripristino del servizio pubblico, considerato strategico per le attività marittime e per il settore della nautica da diporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione arriva al termine di un complesso iter burocratico, caratterizzato anche da ricorsi amministrativi, che negli anni hanno accompagnato la vicenda della gestione dell&#8217;infrastruttura. Con il nuovo assetto, l&#8217;amministrazione comunale punta a garantire maggiore efficienza, trasparenza e controllo pubblico su un servizio di particolare importanza per gli operatori del porto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione dell&#8217;amministrazione comunale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ritorno alla gestione diretta rappresenta, secondo il primo cittadino, un passaggio significativo per la comunità marittima saprese. L&#8217;obiettivo della Giunta municipale è assicurare un servizio accessibile e funzionale a tutti gli utilizzatori della struttura, rafforzando contemporaneamente il ruolo dell&#8217;ente nella valorizzazione dell&#8217;area portuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre le priorità indicate dall&#8217;amministrazione: migliorare l&#8217;efficienza del servizio, valorizzare il porto come risorsa economica e strategica per la città e riportare la gestione dell&#8217;infrastruttura nell&#8217;ambito delle competenze comunali, privilegiando l&#8217;interesse collettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Un traguardo storico per la nostra comunità marittima», ha dichiarato Gentile, sottolineando come il risultato raggiunto segni la conclusione di una lunga fase di incertezza e l&#8217;avvio di un nuovo percorso per la gestione delle strutture portuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nuove prospettive per il porto di Sapri</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ripristino del servizio si inserisce in una più ampia prospettiva di valorizzazione del porto, infrastruttura fondamentale per l&#8217;economia locale e per le attività legate alla navigazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sindaco ha evidenziato che il ritorno alla gestione comunale rappresenta soltanto il primo passo di una stagione di novità attese per l&#8217;area portuale, lasciando intendere che potrebbero arrivare ulteriori interventi e iniziative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo messaggio, Gentile ha inoltre rivolto un ringraziamento agli uffici comunali che hanno seguito la vicenda nel corso degli anni, riconoscendo il lavoro svolto per superare le difficoltà amministrative. Un pensiero è stato dedicato anche ai diportisti, che hanno atteso la conclusione dell&#8217;iter.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per conoscere le modalità di accesso e utilizzo del carroponte portuale, i cittadini e gli operatori interessati potranno rivolgersi direttamente all&#8217;Ufficio Porto e Demanio del Comune di Sapri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riattivazione del servizio sotto il controllo diretto dell&#8217;ente segna così un nuovo capitolo nella gestione del porto cittadino, con l&#8217;obiettivo dichiarato di migliorare i servizi e sostenere le attività economiche legate al mare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mobilità sostenibile, gli italiani vogliono più bici e trasporto pubblico</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mobilita-sostenibile-gli-italiani-vogliono-piu-bici-e-trasporto-pubblico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 09:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[bici]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto pubblio]]></category>
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					<description><![CDATA[L’auto continua a essere il mezzo più utilizzato dagli italiani, anche per gli spostamenti brevi. Allo stesso tempo, cresce la disponibilità a scegliere alternative come bicicletta e trasporto pubblico. È [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’auto continua a essere il mezzo più utilizzato dagli italiani, anche per gli spostamenti brevi. Allo stesso tempo, cresce la disponibilità a scegliere alternative come bicicletta e trasporto pubblico. È il quadro che emerge dalle anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort, “Tendenze e prospettive della mobilità degli italiani”, presentate durante la prima giornata di Eco &#8211; Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025 oltre il 60% degli spostamenti è stato effettuato in automobile, mentre il trasporto pubblico è rimasto sotto il 10%. Nel Sud Italia la quota dell’auto ha raggiunto il 65%, mentre nei piccoli comuni, considerando l’intero territorio nazionale, ha sfiorato il 75%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il peso dell’automobile emerge anche guardando alle distanze. Oltre l’80% degli spostamenti avviene entro 10 chilometri e l’85% dura meno di 30 minuti. Eppure, anche sui tragitti più brevi, l’auto continua a essere una scelta frequente: nel 2025 ha coperto il 27,3% degli spostamenti fino a 2 chilometri.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La domanda di cambiamento</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se le abitudini restano fortemente legate all’auto, le intenzioni degli italiani raccontano però una situazione diversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 23,8% degli intervistati dichiara di voler ridurre l’utilizzo dell’automobile, mentre il 12,9% vorrebbe aumentarlo. Ancora più marcata è la propensione verso il trasporto pubblico: il 36,3% vorrebbe utilizzarlo di più, contro il 9% che vorrebbe ridurne l’uso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la bicicletta registra una domanda potenziale significativa: il 38,2% degli italiani dichiara di volerla utilizzare maggiormente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa distanza tra comportamenti attuali e intenzioni trova riscontro nell’Indice di Propensione al cambio modale (Pcm). Nel 2025 l’indice è negativo per l’automobile, con un valore di -10,8, mentre è positivo per il trasporto pubblico (+13,8) e soprattutto per la bicicletta (+25,2). I servizi di sharing registrano invece una crescita di 2,5 punti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La sostenibilità della mobilità non cresce</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A fronte della maggiore disponibilità dichiarata verso modalità alternative all’auto, l’Indice di mobilità sostenibile (Ims) elaborato da Isfort si è attestato nel 2025 al 34%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta, secondo le anticipazioni dell’Osservatorio, di un valore sostanzialmente uguale a quello del 2000. In 25 anni, quindi, il livello complessivo di sostenibilità della mobilità degli italiani non avrebbe compiuto significativi passi avanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato evidenzia il divario tra la propensione a cambiare e i comportamenti effettivi. Una parte degli italiani dichiara infatti di voler utilizzare maggiormente mezzi alternativi all’auto, ma la struttura degli spostamenti continua a essere caratterizzata da un forte ricorso alla mobilità privata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Giovani più orientati al trasporto pubblico</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le modalità di spostamento cambiano anche in base all’età e al genere. Tra i giovani la quota di utilizzo del trasporto pubblico raggiunge il 15,4%, mentre nelle fasce di età mature si ferma al 5,2%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’analisi, inoltre, le donne compiono scelte più sostenibili soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti a piedi, il trasporto pubblico e l’auto in condivisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’automobile mantiene comunque un ruolo centrale in diversi ambiti della vita quotidiana, dagli spostamenti di lavoro alla gestione familiare, fino ai tragitti di prossimità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">«Servono condizioni per trasformare la disponibilità in scelte»</h3>



<p class="wp-block-paragraph">«La propensione al cambio modale ci dice che una parte degli italiani sarebbe disponibile a modificare le proprie abitudini di mobilità», osserva Carlo Carminucci, direttore della ricerca di Isfort.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La disponibilità, sottolinea Carminucci, non si traduce automaticamente in un cambiamento dei comportamenti. Perché ciò avvenga, aggiunge, occorre creare le condizioni affinché la volontà espressa dai cittadini possa trasformarsi in scelte concrete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Osservatorio Audimob si basa su un’indagine annuale sulla mobilità della popolazione italiana residente tra i 14 e gli 84 anni, condotta attraverso interviste telefoniche e via computer. Nel 2025 sono state intervistate complessivamente 16.557 persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Fonte Ansa)</p>
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		<title>Riscaldamento in barca: come vivere il mare anche d’inverno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/riscaldamento-in-barca-come-vivere-il-mare-anche-dinverno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 12:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento in barca]]></category>
		<category><![CDATA[vivere il mare in inverno]]></category>
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					<description><![CDATA[Per molti diportisti la stagione nautica non finisce con l’arrivo dell’autunno. Anzi, l’inverno può regalare giornate in mare particolarmente suggestive, porti più tranquilli e una prospettiva completamente diversa sulla navigazione. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per molti diportisti la stagione nautica non finisce con l’arrivo dell’autunno. Anzi, l’inverno può regalare giornate in mare particolarmente suggestive, porti più tranquilli e una prospettiva completamente diversa sulla navigazione. Per vivere la barca anche nei mesi più freddi, però, il comfort diventa un elemento fondamentale e il riscaldamento assume un ruolo centrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A bordo le condizioni sono molto diverse rispetto a quelle di un&#8217;abitazione. Gli spazi sono generalmente più contenuti, l’umidità può essere elevata e la presenza di grandi superfici vetrate o di cabine poco isolate può rendere più difficile mantenere una temperatura piacevole. Per questo motivo, la scelta dell&#8217;impianto deve tenere conto non soltanto della potenza necessaria, ma anche degli spazi disponibili, dei consumi e delle caratteristiche dell&#8217;imbarcazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle soluzioni più diffuse è il riscaldamento ad aria calda. Il principio è semplice: l’aria viene riscaldata da un’apposita unità e distribuita all’interno dell’imbarcazione attraverso canalizzazioni. Il sistema consente di riscaldare rapidamente gli ambienti e può essere particolarmente pratico sulle imbarcazioni di dimensioni contenute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’alternativa è rappresentata dagli impianti ad acqua, nei quali il calore viene trasferito attraverso radiatori o ventilconvettori. Si tratta di sistemi che possono offrire una distribuzione più uniforme del calore, risultando interessanti soprattutto sulle imbarcazioni più grandi e dotate di più cabine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono poi soluzioni che sfruttano l’alimentazione elettrica, particolarmente adatte quando la barca è ormeggiata in porto e dispone di un collegamento alla rete. In navigazione, invece, la disponibilità di energia diventa un aspetto da valutare con maggiore attenzione, soprattutto per evitare consumi che possano incidere sull’autonomia delle batterie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta del sistema di riscaldamento deve quindi partire dalle caratteristiche della barca e dal modo in cui viene utilizzata. Una piccola imbarcazione usata occasionalmente nei fine settimana avrà esigenze molto diverse da un cabinato destinato a crociere invernali. Anche il numero di persone a bordo, la suddivisione degli ambienti e il livello di isolamento contribuiscono a determinare la soluzione più adatta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il riscaldamento, inoltre, non serve soltanto a rendere più piacevole la permanenza a bordo. Un ambiente caldo e adeguatamente ventilato può contribuire a gestire il problema della condensa, particolarmente comune durante i mesi freddi. L&#8217;umidità, infatti, può favorire la formazione di muffe e compromettere nel tempo tessuti, rivestimenti e altri elementi degli interni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di installare qualsiasi apparecchiatura è però fondamentale verificare che sia progettata per l&#8217;utilizzo nautico e che l&#8217;installazione venga effettuata correttamente, nel rispetto delle indicazioni del produttore e delle caratteristiche dell&#8217;imbarcazione. Particolare attenzione va riservata ai sistemi che utilizzano combustibili, per i quali ventilazione, scarico dei fumi e sicurezza devono essere trattati con la massima cura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la manutenzione non va trascurata. Prima dell&#8217;arrivo dell&#8217;inverno è consigliabile verificare lo stato dell&#8217;impianto, dei collegamenti, delle prese d&#8217;aria e dei sistemi di scarico, così da evitare che un guasto trasformi una giornata in mare in un problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il sistema giusto e una corretta preparazione, dunque, l&#8217;inverno non deve necessariamente significare mettere la barca a riposo. Il freddo può diventare semplicemente un elemento da gestire, lasciando spazio a un modo diverso di vivere il mare: più silenzioso, più tranquillo e, per molti appassionati, ancora più affascinante.</p>
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		<title>Auto usate, in Campania il mercato tiene e i prezzi scendono</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-usate-in-campania-il-mercato-tiene-e-i-prezzi-scendono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 11:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[auto usate]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[mercato auto]]></category>
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					<description><![CDATA[L’usato continua a occupare un ruolo centrale nelle scelte degli automobilisti italiani e campani. Secondo l’Osservatorio AutoScout24, tra gennaio e agosto 2026 il mercato regionale ha registrato 187.716 passaggi di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’usato continua a occupare un ruolo centrale nelle scelte degli automobilisti italiani e campani. Secondo l’<strong>Osservatorio AutoScout24</strong>, tra gennaio e agosto 2026 il mercato regionale ha registrato <strong>187.716 passaggi di proprietà al netto delle minivolture</strong>, con una crescita che è rimasta stabile rispetto allo stesso periodo del 2025 (fonte ACI).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una centralità che emerge anche guardando al quadro nazionale: considerando complessivamente nuove immatricolazioni e passaggi di proprietà netti, secondo l’elaborazione di <strong>AutoScout24 su dati ACI e UNRAE, l’usato rappresenta oggi il 64,7% degli acquisti complessivi</strong>, rispetto a circa il <strong>60% di dieci anni fa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rafforzare questo scenario sono anche le intenzioni d’acquisto per i prossimi mesi: <strong>tre automobilisti su quattro (75%) dichiarano infatti di orientarsi verso una vettura di seconda mano</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte dei prezzi, inoltre, in Campania prosegue la fase di ridimensionamento: rispetto allo stesso periodo del 2025, il valore medio delle auto usate in vendita nella regione è sceso del <strong>3,8%</strong>, attestandosi a circa <strong>19.260€.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda le alimentazioni, <strong>diesel (46%)</strong> e <strong>benzina (31%)</strong> si confermano le soluzioni più richieste. Più contenuto l’interesse per <strong>l’elettrico (3%)</strong>, che fatica ancora a guadagnare terreno, anche a causa di esigenze degli automobilisti non pienamente soddisfatte e dei limiti legati all’autonomia delle batterie. Maggiore, invece, l’interesse dell’<strong>ibrido</strong>, scelto dal <strong>13%</strong> degli utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bollo auto 2027: crescono le ricerche con filtro fino a 80 kW</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle intenzioni d’acquisto si affianca un segnale emerso dalle ricerche online dopo l’<strong>annuncio del Governo </strong>sul bollo auto. Secondo un’analisi del Centro Studi AutoScout24, tra il 17 e il 22 settembre le ricerche web effettuate impostando nei filtri di ricerca una <strong>potenza massima di 80 kW</strong> sono aumentate considerevolmente rispetto al 10–15 settembre. Il 16 settembre, giorno dell’annuncio, è escluso da entrambi i periodi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le marche selezionate nelle ricerche, gli incrementi maggiori riguardano Volkswagen, Fiat, Audi, Mercedes-Benz e Toyota; tra i modelli guidano <strong>Dacia Duster, Audi A1, Renault Clio, Volkswagen T-Cross e Fiat 500X</strong>. Milano e Roma registrano i maggiori aumenti di utenti localizzati nelle rispettive città, seguite da Bologna, Torino e Napoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Andamento dei passaggi di proprietà a livello territoriale</strong><br>Nel 2026, secondo l’elaborazione di AutoScout24 su dati ACI, <strong>Napoli</strong> si conferma la prima provincia della Campania per numero di passaggi di proprietà netti, con 89.666 atti, nonostante una flessione dello 0,8% rispetto al 2025. Seguono <strong>Salerno</strong> con 39.650 passaggi (+2,5%) e <strong>Caserta</strong> con 33.412 atti (-0,4%). Prosegue la graduatoria <strong>Avellino</strong>, che registra 14.780 passaggi (-0,5%), mentre <strong>Benevento</strong> chiude la regione con 10.208 atti (+0,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le auto e i segmenti più richiesti. Cosa cercheranno i campani nei prossimi mesi?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel periodo gennaio-agosto 2026, in Campania, la <strong>Fiat Panda</strong> si conferma il modello più richiesto in assoluto. Guardando invece alle alimentazioni alternative, tra le <strong>ibride</strong> primeggia la <strong>Fiat Panda Hybrid</strong>, mentre tra le <strong>elettriche</strong> la preferenza va alla <strong>500E</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Segmenti preferiti: SUV sempre al primo posto, seguono berline e city car.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando alle intenzioni d’acquisto per i prossimi quattro mesi, i <strong>SUV </strong>si confermano la tipologia più desiderata, con il<strong> 58% </strong>delle preferenze. Seguono le <strong>berline (29%)</strong> e le <strong>city car (27%)</strong>, scelte da oltre un automobilista su quattro. Più contenuto l’interesse per <strong>monovolume (18%)</strong> e <strong>station wagon (16%)</strong>, mentre coupé e cabrio restano una scelta di nicchia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>17.000 euro di budget, con la sicurezza al primo posto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il budget destinato all’acquisto di un’auto usata si attesta oggi intorno ai <strong>17.000 euro</strong>, confermando una disponibilità di spesa significativa da parte degli automobilisti, seppur più contenuta rispetto ai 20.000 euro rilevati un anno fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte delle dotazioni, la priorità è soprattutto la sicurezza: <strong>l’82% considera irrinunciabili i dispositivi di sicurezza attiva</strong>. Seguono gli <strong>elementi funzionali (38%)</strong>, i <strong>sistemi di assistenza alla guida (35%)</strong> e l’<strong>infotainment (35%)</strong>, mentre il <strong>23%</strong> indica tra le caratteristiche desiderate il cambio automatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sergio Lanfranchi, Centro Studi AutoScout24, afferma</strong>: <em>“Il mercato dell’usato riflette sempre più da vicino le trasformazioni che stanno interessando l’intero settore automotive e, più in generale, le abitudini degli automobilisti. Nei primi otto mesi del 2026 il diesel si conferma ancora l’alimentazione preferita ma il nostro Osservatorio sulle intenzioni di acquisto mostra i primi segnali di cambiamento: l’interesse verso questa motorizzazione si riduce, probabilmente anche per effetto dell’aumento dei costi del carburante e delle limitazioni alla circolazione che riguardano i diesel più datati in diversi territori. Sarà importante capire quanto queste intenzioni si tradurranno poi in scelte effettive. Parallelamente, cresce l’attenzione verso i nuovi brand, in particolare quelli orientali, che oggi hanno ancora un peso contenuto nel mercato dell’usato. Con un’offerta sempre più ampia e una presenza crescente nel mercato del nuovo, è facile immaginare che nei prossimi anni questi brand possano diventare sempre più presenti anche nell’usato, offrendo agli automobilisti nuove alternative tra cui scegliere.”</em></p>
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		<title>Crociere, Agropoli scommette sul lusso: 13 approdi e 4.800 passeggeri nel 2027</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/crociere-agropoli-scommette-sul-lusso-13-approdi-e-4-800-passeggeri-nel-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 14:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[agropoli mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è concluso l&#8217;appuntamento con Italian Cruise Day in tour, l’iniziativa che ha visto la nostra città al centro del dibattito nazionale sullo sviluppo della crocieristica e del turismo marittimo. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si è concluso l&#8217;appuntamento con Italian Cruise Day in tour, l’iniziativa che ha visto la nostra città al centro del dibattito nazionale sullo sviluppo della crocieristica e del turismo marittimo. L’evento, patrocinato dal Comune di Agropoli e organizzato da Cilento Cruise Terminal Agropoli in collaborazione con Risposte Turismo, si è tenuto nella cornice dello Spazio Mare presso il Palazzo Civico delle Arti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali del sindaco di Agropoli Roberto Mutalipassi, del presidente di Salerno Cruises Giuseppe Amoruso e con gli interventi del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Giovanni Gugliotti e del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Francesco Rizzo. Successivamente, il presidente di Risposte Turismo Francesco Di Cesare ha presentato il quadro aggiornato sulle dinamiche del settore e sulle prospettive future per il territorio, evidenziando il ruolo di Agropoli come approdo in rada e porta d&#8217;accesso di riferimento nel Cilento per il segmento luxury.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dai dati illustrati emerge un percorso di crescita significativo: nel 2027 sono attesi infatti 4.800 passeggeri. Un&#8217;attrattività confermata dalla scelta di armatori e compagnie di altissimo profilo, tra cui The Ritz-Carlton Yacht Collection, Silversea, Ponant, Emerald Cruises, Atlas Ocean Voyages e Star Clippers.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«In questa tappa ad Agropoli abbiamo scoperto una destinazione ricca di tesori naturali, storici e imprenditoriali che rappresentano forti fattori di attrattiva per i crocieristi», ha dichiarato Francesco Di Cesare, Presidente di Risposte Turismo. «Agropoli può essere la porta a mare del Cilento per la crocieristica di lusso, ma è fondamentale organizzarsi insieme come destinazione per soddisfare al meglio questa domanda. È una sfida affascinante che il territorio ha tutte le carte in regola per vincere».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«I numeri e le proiezioni illustrate oggi confermano la bontà del lavoro svolto e la grande opportunità che la crocieristica rappresenta per Agropoli e l&#8217;intero Cilento», hanno dichiarato il sindaco Roberto Mutalipassi e l&#8217;assessore al Mare, Porto e Demanio Giuseppe Di Filippo. «Passare da 6 a 13 ormeggi annuali e raggiungere quasi 5.000 passeggeri nel 2027, con un turismo di qualità destagionalizzato, significa posizionare la nostra città al centro delle rotte del lusso internazionale, valorizzando il patrimonio culturale ed enogastronomico e creando valore concreto per l&#8217;economia locale».</p>
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		<item>
		<title>Sinner, finalmente la patente moto: promozione al quinto tentativo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sinner-finalmente-la-patente-moto-promozione-al-quinto-tentativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 10:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[jannic sinner]]></category>
		<category><![CDATA[patente moto]]></category>
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					<description><![CDATA[Jannik Sinner aggiunge una nuova conquista, questa volta lontano dai campi da tennis: il campione altoatesino ha finalmente ottenuto la patente per la moto. E, proprio come in una partita [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Jannik Sinner aggiunge una nuova conquista, questa volta lontano dai campi da tennis: il campione altoatesino ha finalmente ottenuto la <strong>patente per la moto</strong>. E, proprio come in una partita combattuta, per arrivare al traguardo è servito un quinto tentativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esame è stato superato nel Principato di Monaco, dove Sinner risiede, presso la scuola guida <strong>Monaco Bonne Conduite</strong>. È stata la stessa autoscuola a dare la notizia attraverso i social, pubblicando una fotografia del tennista insieme all&#8217;istruttore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato ha un retroscena curioso: prima della promozione, Sinner aveva infatti <strong>fallito l&#8217;esame per quattro volte</strong>. Una piccola serie negativa che il numero uno del tennis mondiale aveva raccontato con ironia, trasformandola in una delle curiosità della sua vita fuori dal circuito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, però, il semaforo è verde: patente conquistata e strada aperta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sinner è da tempo appassionato di motori e, secondo quanto riportato da alcuni media, avrebbe scelto una <strong>Ducati</strong> come prima moto. Nella foto diffusa dalla scuola guida, invece, il tennista compare accanto a una Yamaha utilizzata durante il percorso per conseguire la patente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La curiosità, per gli appassionati delle due ruote, sta anche qui: per un atleta abituato a misurare tutto in velocità, traiettorie e tempi di reazione, questa volta la sfida si è giocata su un mezzo completamente diverso dalla racchetta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E dopo quattro bocciature, Sinner ha trovato finalmente il suo <strong>match point su due ruote</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Foto da pagina facebook monaco_bonne_conduite)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Mobilità elettrica, Motus-E propone al Mef quattro misure per accelerare la transizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mobilita-elettrica-motus-e-propone-al-mef-quattro-misure-per-accelerare-la-transizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 12:09:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[motus e]]></category>
		<category><![CDATA[proposte al mef]]></category>
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					<description><![CDATA[Dagli incentivi alle infrastrutture di ricarica per aziende e partite Iva all’elettrificazione del trasporto merci, passando dalla revisione della fiscalità delle flotte aziendali e dall’installazione di colonnine ad altissima potenza [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dagli incentivi alle infrastrutture di ricarica per aziende e partite Iva all’elettrificazione del trasporto merci, passando dalla revisione della fiscalità delle flotte aziendali e dall’installazione di colonnine ad altissima potenza lungo la rete TEN-T.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono queste le <strong>proposte trasmesse da Motus-E al ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef)</strong> per contribuire in modo strutturale alla <strong>riduzione dell’uso dei carburanti fossili</strong>, in un contesto geopolitico che penalizza la dipendenza dell’Italia dalle importazioni petrolifere, facendo leva sulla <strong>flessibilità che la Clausola Nazionale di Salvaguardia (National Escape Clause, NEC) riserva alle misure di sicurezza energetica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Le quattro proposte condividono una medesima impostazione: <strong>intervenire sulle condizioni strutturali della sostituzione dei combustibili fossili importati</strong>”, commenta Fabio Pressi, presidente di Motus-E, osservando che l’impostazione adottata “non solo è coerente con i vincoli di utilizzo dei fondi definiti dalla Commissione Ue, ma consentirebbe anche all’Italia di colmare il pericoloso <strong>ritardo rispetto all’Europa</strong> nell’adozione della mobilità elettrica, con benefici per famiglie, imprese e industria”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si parte dal “<strong>Supporto all’installazione delle infrastrutture di ricarica private per imprese, professionisti e logistica</strong>”, tramite un contributo in conto capitale per l’acquisto e la posa di colonnine e wallbox.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura andrebbe quindi messa di nuovo in campo con una <strong>dotazione commisurata alle effettive esigenze di elettrificazione dei luoghi di lavoro</strong> e contribuirebbe alla sicurezza energetica nazionale grazie a una riduzione dei consumi di gasolio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento continua con la “<strong>Revisione della fiscalità delle flotte aziendali elettrificate e il sostegno alla ricarica domestica dei dipendenti</strong>”. L’intervento aiuterebbe le società a passare alle auto elettriche e ricaricabili nel triennio 2027-2029 e coincide con la <strong>proposta interassociativa elaborata da Motus-E con Anfia, Aniasa e Unrae, che innalza le percentuali di deducibilità di queste autovetture</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla revisione delle aliquote si accompagna l’<strong>adeguamento del massimale del costo</strong>, fermo da decenni a 18.075 euro per l’acquisto e a 3.615 euro per il noleggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura garantirebbe la sostituzione di prodotti petroliferi in un segmento di mercato che, negli altri grandi Paesi europei, ha trainato la transizione energetica del parco veicoli leggeri. L’effetto, infatti, non si esaurisce nel perimetro aziendale, perché <strong>le flotte costituiscono il principale canale di alimentazione dell’usato</strong>: su un parco circolante di 41,3 milioni di autovetture (il secondo d’Europa per dimensione e il più anziano fra i quattro maggiori mercati, con un’età media di 13 anni e il 42% dei veicoli di classe ambientale Euro 4 o inferiore), l’accelerazione di un ricambio che favorisca le tecnologie a zero emissioni allo scarico è una leva di riduzione strutturale del consumo di carburanti fossili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si continua con “<strong>Infrastrutture di ricarica: rete pubblica in corrente continua ad alta e altissima potenza lungo la rete TEN-T comprehensive</strong>”, ossia la destinazione di una parte delle risorse rese disponibili con lo scostamento di bilancio a un fondo dedicato all’installazione di infrastrutture pubbliche ad alta e altissima potenza (≥ 150 kW) per auto e camion lungo il principale sistema di collegamenti europeo, a esclusione delle autostrade, già oggetto, per quanto troppo a rilento, di gare pubbliche dedicate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si sostituirebbe così il consumo di carburanti importati con elettricità di produzione rinnovabile sulla grande viabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultima proposta si intitola “<strong>Trasporto merci: rafforzamento degli incentivi all’acquisto di veicoli elettrici</strong>”. L’iniziativa favorisce l’elettrificazione del trasporto merci mediante il <strong>rafforzamento degli incentivi esistenti aumentando i fondi dedicati all’elettrificazione e ai veicoli a zero emissioni allo scarico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va infatti ricordato che il trasporto merci è fra i comparti a più alto utilizzo di gasolio e che, a differenza dell’auto aziendale, il veicolo rimane un bene dell’impresa. Perciò l’elettrificazione del comparto permette una sostituzione permanente e su larga scala di combustibili fossili.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>America’s Cup 2027 a Napoli: tutte le date da segnare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/americas-cup-2027-a-napoli-tutte-le-date-da-segnare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 12:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[america's cup]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=262179</guid>

					<description><![CDATA[Nel 2027 Napoli sarà al centro della scena internazionale della vela. La Louis Vuitton 38ª America’s Cup si svolgerà infatti nel Golfo di Napoli, all’ombra del Vesuvio, portando per la [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel 2027 Napoli sarà al centro della scena internazionale della vela. La <strong>Louis Vuitton 38ª America’s Cup</strong> si svolgerà infatti nel Golfo di Napoli, all’ombra del Vesuvio, portando per la prima volta in Italia sia la Louis Vuitton Cup sia il grande Match finale dell’America’s Cup.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sarà soltanto un appuntamento per gli appassionati di vela. Per diversi mesi la città sarà il punto d’incontro di equipaggi, team internazionali, sportivi e pubblico, con un calendario che accompagnerà la primavera e l’estate del 2027 fino alla sfida decisiva per la Coppa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Si parte a maggio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo appuntamento della competizione principale è fissato per il <strong>22 maggio 2027</strong>, quando prenderà il via la Louis Vuitton Cup con un weekend inaugurale dedicato alle regate di flotta degli AC75. Successivamente il programma proseguirà con le fasi di selezione che porteranno alla definizione dello sfidante di Emirates Team New Zealand, Defender della Coppa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le semifinali della Louis Vuitton Cup sono in programma dal <strong>16 al 20 giugno</strong>, mentre la finale, che determinerà lo sfidante ufficiale, è prevista tra il <strong>26 e il 27 giugno</strong> e il <strong>3 e 4 luglio</strong>, con il calendario articolato in modo da consentire lo svolgimento della serie fino alla sua conclusione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spazio anche a giovani e donne</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il calendario del 2027 non sarà dedicato esclusivamente alla competizione principale. Dal <strong>2 al 6 giugno</strong> si svolgerà la <strong>Youth America’s Cup</strong>, appuntamento dedicato ai giovani velisti e alla nuova generazione della vela internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pochi giorni dopo sarà invece la volta della <strong>Women’s America’s Cup</strong>, in programma dal <strong>5 al 9 luglio</strong>. Un calendario che affianca quindi alla competizione principale anche due appuntamenti dedicati al talento giovanile e femminile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il grande appuntamento: dal 10 luglio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il momento più atteso arriverà il <strong>10 luglio 2027</strong>, data di inizio del Louis Vuitton 38ª America’s Cup Match. La sfida vedrà il Defender, Emirates Team New Zealand, affrontare il vincitore della Louis Vuitton Cup.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La serie sarà disputata al meglio delle 13 regate: vincerà la squadra che raggiungerà per prima sette vittorie. Il calendario prevede la conclusione entro il <strong>19 luglio</strong>, anche se eventuali condizioni meteorologiche avverse potrebbero modificare lo svolgimento delle giornate di gara.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli diventa una grande vetrina internazionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;appuntamento del 2027 arriva dopo la Regata Preliminare disputata a Napoli dal <strong>24 al 27 settembre 2026</strong>, che ha rappresentato una prima occasione per il pubblico di vivere da vicino l&#8217;atmosfera della competizione. Il Race Village allestito alla Rotonda Diaz ha accompagnato le regate con spettacoli, incontri e attività per il pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il 2027 l&#8217;attesa sarà ancora maggiore: la città si prepara a ospitare una manifestazione internazionale che porterà nel Golfo di Napoli alcuni dei migliori equipaggi della vela mondiale e trasformerà il lungomare in uno dei punti di osservazione privilegiati dell&#8217;evento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi vuole organizzare una visita, dunque, le date da segnare sono soprattutto <strong>22 maggio</strong>, giorno d&#8217;inizio della Louis Vuitton Cup, <strong>2 giugno</strong>, quando partirà la Youth America’s Cup, <strong>5 luglio</strong>, apertura della competizione femminile, e soprattutto <strong>10 luglio</strong>, quando prenderà il via la sfida per la 38ª America’s Cup.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Napoli si prepara così a vivere un&#8217;estate all&#8217;insegna della vela, dello sport internazionale e degli eventi sul mare: un appuntamento che promette di trasformare il Golfo in uno dei grandi palcoscenici sportivi dell&#8217;estate 2027.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vuoi vendere auto o moto? Ecco come stabilire il prezzo giusto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vuoi-vendere-auto-o-moto-ecco-come-stabilire-il-prezzo-giusto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 15:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto e moto]]></category>
		<category><![CDATA[come valutare l'usato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=262056</guid>

					<description><![CDATA[Stabilire il prezzo di un&#8217;auto o di una moto usata non significa semplicemente guardare quanto costava da nuova e togliere qualche migliaio di euro. Età, chilometraggio, allestimento, condizioni, manutenzione, domanda [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stabilire il prezzo di un&#8217;auto o di una moto usata non significa semplicemente guardare quanto costava da nuova e togliere qualche migliaio di euro.</strong> Età, chilometraggio, allestimento, condizioni, manutenzione, domanda del mercato e modalità di vendita possono cambiare sensibilmente il valore di un veicolo. Ecco come orientarsi e quali riferimenti utilizzare per arrivare a una valutazione realistica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da dove si parte per valutare un usato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo dato da considerare è, naturalmente, il <strong>modello esatto</strong>. Non basta sapere che si tratta, per esempio, di una Volkswagen Golf o di una Yamaha MT-07: bisogna individuare anno di immatricolazione, motore, potenza, alimentazione, cambio, versione e soprattutto allestimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche all&#8217;interno dello stesso modello possono esserci differenze di prezzo importanti tra una versione base e una più ricca di dotazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per un&#8217;auto è quindi utile avere a disposizione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>marca e modello;</li>



<li>anno di prima immatricolazione;</li>



<li>versione e allestimento;</li>



<li>motorizzazione e potenza;</li>



<li>alimentazione;</li>



<li>tipo di cambio;</li>



<li>chilometraggio;</li>



<li>numero di proprietari;</li>



<li>stato della carrozzeria e degli interni;</li>



<li>dotazioni e optional;</li>



<li>storico dei tagliandi e degli interventi;</li>



<li>eventuali incidenti o riparazioni importanti;</li>



<li>stato di pneumatici, freni e altri componenti soggetti a usura.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per una moto vanno aggiunti elementi particolarmente importanti come <strong>accessori, scarico, borse, parabrezza, elettronica, eventuali modifiche, utilizzo in pista e stato di gomme, catena, corona e pignone</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esiste un &#8220;prezzo ufficiale&#8221; dell&#8217;usato?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste un unico valore ufficiale valido per qualsiasi veicolo. Esistono però <strong>quotazioni e banche dati di riferimento</strong> che possono aiutare a stabilire un valore indicativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, tra i riferimenti storicamente utilizzati nel settore ci sono le quotazioni <strong>Eurotax</strong>, diffuse attraverso operatori professionali e tradizionalmente impiegate per determinare valori indicativi dei veicoli usati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro riferimento molto conosciuto è <strong>Quattroruote</strong>, che pubblica quotazioni e strumenti di valutazione dell&#8217;usato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste indicazioni sono utili, ma non devono essere considerate automaticamente come il prezzo al quale il veicolo verrà effettivamente venduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il motivo è semplice: <strong>una quotazione è un punto di partenza, mentre il mercato reale è il punto di arrivo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quotazione e prezzo di vendita non sono la stessa cosa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È uno degli errori più frequenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un conto è il valore indicativo attribuito a un veicolo da una banca dati; un altro è il prezzo richiesto da un privato in un annuncio; un altro ancora è il prezzo che un concessionario può essere disposto a riconoscere per ritirarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna quindi distinguere almeno tre concetti:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Valore di mercato:</strong> quanto può ragionevolmente valere il veicolo in una determinata situazione di mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prezzo richiesto:</strong> la cifra pubblicata nell&#8217;annuncio. Può essere superiore al prezzo al quale il venditore è realmente disposto a concludere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Valore di ritiro:</strong> quanto può offrire un professionista per acquistare o ritirare il mezzo, tenendo conto dei costi di ricondizionamento, dei rischi e del margine necessario per la successiva rivendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo non è corretto confrontare direttamente la propria auto con il prezzo di ritiro proposto da un concessionario e concludere che &#8220;mi stanno valutando troppo poco&#8221;: sono valori che rispondono a esigenze economiche differenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il metodo più efficace: quotazione più confronto con il mercato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per arrivare a una cifra credibile conviene utilizzare <strong>due livelli di verifica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo è la quotazione di riferimento. Serve a capire l&#8217;ordine di grandezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo è il confronto con gli annunci di veicoli realmente comparabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La parola importante è proprio <strong>comparabili</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non basta cercare lo stesso modello. Bisogna confrontare, per quanto possibile, vetture o moto con:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>stessa generazione;</li>



<li>anno simile;</li>



<li>motore analogo;</li>



<li>chilometraggio vicino;</li>



<li>allestimento equivalente;</li>



<li>condizioni paragonabili;</li>



<li>dotazioni simili;</li>



<li>area geografica compatibile.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se dieci esemplari dello stesso modello vengono proposti a prezzi compresi, per esempio, tra 12.000 e 14.000 euro, un veicolo con pochi chilometri, manutenzione documentata e dotazione particolarmente ricca potrebbe collocarsi nella parte alta dell&#8217;intervallo. Un esemplare con molti chilometri, pneumatici da sostituire e lavori imminenti dovrebbe invece essere valutato diversamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Attenzione, però:</strong> gli annunci rappresentano prezzi richiesti, non necessariamente prezzi finali di vendita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il chilometraggio conta, ma non è tutto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dire che &#8220;meno chilometri significa automaticamente più valore&#8221; è una semplificazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il chilometraggio incide, ma deve essere interpretato insieme all&#8217;età e alla manutenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;auto di dieci anni con 80.000 chilometri e uno storico manutentivo completo può risultare più interessante di un esemplare con 55.000 chilometri ma manutenzione poco documentata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso vale per le moto. Una percorrenza contenuta può essere un elemento positivo, ma una moto utilizzata pochissimo e rimasta ferma per lunghi periodi può comunque richiedere controlli e interventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, <strong>non conta soltanto quanti chilometri sono stati percorsi, ma come è stato mantenuto il veicolo durante la sua vita</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La manutenzione documentata può fare la differenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fatture, ricevute, libretti dei tagliandi e documentazione degli interventi sono elementi che aumentano la trasparenza della compravendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di una storia manutentiva verificabile permette al potenziale acquirente di avere maggiori informazioni sulle condizioni del mezzo e riduce l&#8217;incertezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche interventi recenti possono essere valorizzati, ma con una precisazione: <strong>aver speso 2.000 euro per riparare un veicolo non significa automaticamente che il suo valore di mercato aumenti di 2.000 euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manutenzione serve soprattutto a mantenere il veicolo in condizioni vendibili e a evitare che il prezzo debba essere ridotto per lavori imminenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Optional e accessori: attenzione a non sommare semplicemente le spese</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro errore comune consiste nel calcolare il prezzo partendo dal valore dell&#8217;usato e aggiungendo il costo di tutti gli optional acquistati negli anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non funziona così.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un optional originale particolarmente richiesto può avere un effetto positivo sulla rivendibilità. Altri accessori, invece, possono avere un valore residuo molto più basso rispetto al prezzo pagato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo delle moto il problema è ancora più evidente: scarichi, portatarga, leve, cupolini, borse, sospensioni e altri componenti possono essere apprezzati da alcuni acquirenti e completamente ignorati da altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando possibile, è quindi utile conservare <strong>anche i componenti originali</strong>, soprattutto se il mezzo è stato modificato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Auto e moto non si valutano esattamente allo stesso modo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I principi generali sono gli stessi, ma alcuni fattori pesano diversamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso delle <strong>auto</strong>, possono incidere molto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>alimentazione e motorizzazione;</li>



<li>cambio;</li>



<li>allestimento;</li>



<li>sistemi di assistenza alla guida;</li>



<li>infotainment;</li>



<li>numero di proprietari;</li>



<li>storico degli incidenti;</li>



<li>stato di carrozzeria e interni;</li>



<li>manutenzione;</li>



<li>pneumatici;</li>



<li>eventuali vincoli o costi di gestione percepiti dal mercato.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per le <strong>moto</strong>, invece, assumono spesso un peso particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>cilindrata e categoria;</li>



<li>versione;</li>



<li>chilometraggio;</li>



<li>stato di gomme e trasmissione;</li>



<li>eventuali cadute;</li>



<li>modifiche;</li>



<li>accessori;</li>



<li>manutenzione;</li>



<li>utilizzo stradale o sportivo;</li>



<li>stagionalità della domanda.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;ultimo fattore può essere particolarmente evidente nel mercato motociclistico: il momento dell&#8217;anno può influenzare il numero di potenziali acquirenti e quindi la facilità di vendita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come capire se il prezzo che abbiamo in mente è troppo alto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un buon sistema consiste nel chiedersi: <strong>&#8220;Se fossi l&#8217;acquirente, perché dovrei scegliere proprio questo veicolo a questo prezzo?&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un&#8217;auto viene proposta a 16.500 euro mentre molti esemplari comparabili sono pubblicizzati a 14.500-15.000, devono esserci motivi concreti che giustifichino la differenza: meno chilometri, versione superiore, condizioni eccezionali, manutenzione recente o dotazioni particolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altrimenti il prezzo rischia semplicemente di rallentare la vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche un prezzo troppo basso, però, può essere controproducente: può far pensare a problemi nascosti oppure lasciare inutilmente denaro sul tavolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo non dovrebbe quindi essere <strong>&#8220;chiedere il più possibile&#8221;</strong>, ma individuare un prezzo coerente con il mercato e con le condizioni reali del mezzo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trucco degli annunci: guardare anche quelli che non vengono venduti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un aspetto che spesso sfugge a chi valuta privatamente il proprio veicolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le piattaforme mostrano soprattutto <strong>ciò che viene messo in vendita</strong>, non ciò che viene effettivamente venduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un annuncio può rimanere online per settimane o mesi proprio perché il prezzo è fuori mercato. Prenderlo come riferimento senza considerare il tempo di permanenza può quindi portare a una valutazione eccessivamente ottimistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È più utile osservare un insieme di annunci, eliminare gli esemplari palesemente fuori scala e individuare una fascia di prezzo ricorrente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prima di pubblicare l&#8217;annuncio, bisogna &#8220;prezzare&#8221; anche i difetti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un graffio superficiale e un problema meccanico non hanno lo stesso peso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quindi utile distinguere tra:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Difetti estetici:</strong> graffi, piccoli segni, usura degli interni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Usura ordinaria:</strong> pneumatici, freni, batteria, trasmissione della moto e altri componenti soggetti a consumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Problemi importanti:</strong> guasti meccanici, elettronici, danni strutturali o incidenti rilevanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un acquirente esperto tenderà a tenere conto dei costi che dovrà sostenere dopo l&#8217;acquisto. Se un veicolo necessita immediatamente di 1.000 euro di lavori, difficilmente potrà essere confrontato alla pari con un esemplare analogo appena tagliandato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Documenti e verifiche prima della vendita</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una valutazione corretta non riguarda soltanto il prezzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di mettere in vendita un veicolo è opportuno controllare che documentazione e dati siano coerenti: carta di circolazione, dati del veicolo, revisioni, manutenzione e, quando disponibili, fatture degli interventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le auto e le moto usate in Italia è inoltre importante verificare la situazione amministrativa del veicolo e gli eventuali gravami prima della compravendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trasparenza, in questo caso, è un elemento di valore: un mezzo con documentazione ordinata e storia facilmente ricostruibile può risultare più semplice da vendere rispetto a uno identico ma privo di informazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una formula pratica per arrivare al prezzo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi vuole fare una valutazione autonoma può utilizzare questo schema:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Individuare la quotazione di riferimento.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Cercare almeno 5-10 veicoli comparabili sul mercato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Eliminare gli annunci con caratteristiche troppo diverse.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Considerare chilometraggio, condizioni, manutenzione e dotazioni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Valutare gli interventi imminenti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6. Stabilire una fascia di prezzo realistica.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7. Decidere il prezzo di pubblicazione lasciando un margine ragionevole per la trattativa.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La parola chiave è <strong>fascia</strong>, non cifra assoluta. Il valore di un usato non è un numero scolpito nella pietra: è il risultato dell&#8217;incontro tra caratteristiche del veicolo, domanda del mercato, condizioni e modalità della transazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E se si vuole vendere a un concessionario?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso è normale aspettarsi una cifra differente rispetto a una vendita diretta a un privato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il professionista deve infatti considerare il costo dell&#8217;eventuale ricondizionamento, la gestione della garanzia prevista dalla legge per la vendita al consumatore, i costi commerciali, il rischio legato alla futura rivendita e il proprio margine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo <strong>il prezzo di ritiro non coincide necessariamente con il valore al quale il veicolo potrebbe essere venduto sul mercato privato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una valutazione professionale può comunque essere molto utile come secondo punto di confronto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In sintesi: qual è il riferimento da seguire?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta più corretta è: <strong>non uno solo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per valutare bene un&#8217;auto o una moto usata conviene incrociare:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>quotazioni di riferimento + prezzi degli annunci comparabili + condizioni effettive del veicolo + storico manutentivo + domanda del mercato.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le quotazioni, come quelle disponibili attraverso strumenti specializzati del settore, servono a definire una base. Gli annunci aiutano a capire il mercato reale. Le condizioni e la manutenzione permettono poi di correggere il valore verso l&#8217;alto o verso il basso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato migliore non è quindi il prezzo più alto che si riesce a immaginare, ma <strong>un prezzo difendibile davanti a un potenziale acquirente</strong>, documentato da caratteristiche concrete e coerente con veicoli realmente confrontabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio questa la regola più importante quando si vende un usato: <strong>non chiedersi soltanto &#8220;quanto vorrei ricavare?&#8221;, ma &#8220;quanto vale davvero questo esemplare, oggi, rispetto alle alternative che l&#8217;acquirente ha davanti?&#8221;</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Agropoli punta al titolo di Capitale italiana del Mare 2027</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/agropoli-punta-al-titolo-di-capitale-italiana-del-mare-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 13:04:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[agropoli capitale mare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=261921</guid>

					<description><![CDATA[Il Comune di Agropoli oggi ha ufficialmente presentato la candidatura a ‘Capitale Italiana del Mare 2027’ con il programma &#8220;Agropoli mare 2027 – Cinque rotte, un solo programma&#8221;. L&#8217;iniziativa punta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Comune di Agropoli oggi ha ufficialmente presentato la candidatura a ‘Capitale Italiana del Mare 2027’ con il programma &#8220;Agropoli mare 2027 – Cinque rotte, un solo programma&#8221;. L&#8217;iniziativa punta a strutturare una strategia permanente che integra tutela ambientale, cultura, formazione, sport, portualità, turismo e blue economy. L&#8217;articolazione del progetto si sviluppa lungo cinque direttrici strategiche dedicate a conoscenza, tutela ecologica, fruizione sportiva e inclusiva, collegamenti territoriali e sviluppo occupazionale della blue economy. Il centro operativo in cui verrà sviluppata l&#8217;iniziativa sarà lo Spazio Mare del Palazzo Civico delle Arti, struttura che ospita laboratori, biblioteche e sale multimediali già frequentate da studenti e operatori. Il programma integrerà inoltre le attività di Agropoli quale Comune Europeo dello Sport 2027 e le opportunità logistiche derivanti dalle regate dell&#8217;America&#8217;s Cup a Napoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La governance del piano sarà diretta dal Comune attraverso due specifici Tavoli di coordinamento tecnico e territoriale con sede presso lo Spazio Mare. L&#8217;obiettivo primario consiste nel rendere permanente il Sistema Mare cittadino, trasformando l&#8217;anno 2027 in una tappa fondamentale di consolidamento strutturale per l&#8217;intero territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Questa candidatura rappresenta l&#8217;identità e il futuro della nostra comunità, fondandosi su un sistema già attivo di servizi, associazioni e cittadini. Nel 2027 saremo Comune Europeo dello Sport e sfrutteremo le sinergie con l&#8217;America&#8217;s Cup a Napoli. Diventare Capitale del Mare permetterà di accelerare questo percorso di sviluppo</em>», dichiara il Sindaco <strong>Roberto Mutalipassi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Una città costiera necessita di una politica marittima unitaria che includa tutela della costa, portualità, sicurezza e sviluppo turistico. La sfida del 2027 è fare di Agropoli un centro integrato dove il mare generi reali opportunità</em>»<em>, </em>ha aggiunto l&#8217;assessore delegato al mare e al porto <strong>Giuseppe Di Filippo</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il mare a bordo di un catamarano: spazio, comfort e libertà</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-mare-a-bordo-di-un-catamarano-spazio-comfort-e-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 09:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[catamarano]]></category>
		<category><![CDATA[nautica e mare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=261875</guid>

					<description><![CDATA[Due scafi, uniti da una struttura centrale, e una sensazione di spazio che difficilmente lascia indifferenti. Il catamarano è ormai una presenza familiare nei porti e nelle acque del Mediterraneo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Due scafi, uniti da una struttura centrale, e una sensazione di spazio che difficilmente lascia indifferenti. Il catamarano è ormai una presenza familiare nei porti e nelle acque del Mediterraneo e rappresenta una delle formule più apprezzate da chi sceglie di vivere il mare non soltanto per navigare, ma anche per trascorrere a bordo gran parte della propria vacanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La caratteristica che lo distingue immediatamente è, naturalmente, il doppio scafo. Una soluzione progettuale che offre una maggiore stabilità e consente di disporre di ambienti particolarmente ampi. Il risultato è un&#8217;imbarcazione che, soprattutto nel charter, viene spesso scelta da famiglie e gruppi di amici alla ricerca di comfort e convivialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A bordo, infatti, gli spazi assumono un ruolo centrale. Le zone prendisole, il pozzetto e gli ambienti interni sono pensati per essere vissuti durante tutta la giornata. Sui catamarani a vela, inoltre, la navigazione può diventare parte integrante dell&#8217;esperienza: si può trascorrere una giornata tra una cala e l&#8217;altra, riducendo al minimo gli spostamenti a terra e trasformando la barca in una vera e propria casa galleggiante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal charter alla nautica privata</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo dei catamarani è legato anche alla crescita del turismo nautico. Il noleggio con o senza equipaggio ha permesso a un pubblico sempre più ampio di avvicinarsi a questo tipo di imbarcazione, particolarmente diffuso nelle destinazioni del Mediterraneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle isole greche alle coste della Croazia, dalla Sardegna alla Sicilia, il catamarano è diventato una delle soluzioni più ricercate per esplorare il mare mantenendo a bordo un livello elevato di comfort.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non ci sono soltanto le vacanze. I catamarani trovano spazio anche nella nautica privata e in un mercato che negli ultimi anni ha visto crescere l&#8217;attenzione verso efficienza, autonomia e nuove tecnologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vela, motore e nuove tecnologie</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo dei catamarani è molto più ampio di quanto possa sembrare. Accanto ai tradizionali modelli a vela esistono infatti catamarani a motore, progettati per offrire prestazioni differenti e, in molti casi, grandi spazi abitativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca tecnologica sta inoltre introducendo soluzioni sempre più sofisticate: materiali più leggeri, sistemi di gestione energetica più efficienti e, nei modelli più recenti, propulsioni ibride o elettriche. L&#8217;obiettivo è ridurre consumi ed emissioni senza rinunciare al comfort e alle prestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il design sta cambiando. Le linee sono sempre più moderne, gli ambienti diventano più luminosi e il rapporto tra spazi interni ed esterni assume un&#8217;importanza crescente. Il catamarano contemporaneo non è quindi soltanto una barca con due scafi, ma un progetto nel quale navigazione, abitabilità e tecnologia cercano un nuovo equilibrio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un modo diverso di andare per mare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero punto di forza del catamarano, però, resta la filosofia con cui viene vissuto. Non soltanto velocità o prestazioni, ma tempo, spazio e condivisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una barca che invita a fermarsi, a vivere la rada, a fare il bagno lontano dalla costa e a trasformare la navigazione in parte della vacanza. Ed è forse proprio questa la ragione per cui il doppio scafo continua a conquistare nuovi appassionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Mediterraneo, dove il mare e le coste rappresentano una delle grandi ricchezze del territorio, il catamarano sembra trovare il suo ambiente naturale. Una formula che unisce la libertà della navigazione al comfort di una vera abitazione sul mare e che, anno dopo anno, continua a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel panorama della nautica da diporto.</p>
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		<title>Pnrr, Mit: oltre 3.000 nuovi bus elettrici e a idrogeno: investimento da circa 2 miliardi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pnrr-mit-oltre-3-000-nuovi-bus-elettrici-e-a-idrogeno-investimento-da-circa-2-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 11:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[bus elettrici]]></category>
		<category><![CDATA[mit]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono oltre 3.000 i nuovi autobus elettrici e a idrogeno già entrati in servizio in 55 città italiane, da Nord a Sud, grazie alle risorse del Pnrr destinate al rinnovo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sono <strong>oltre 3.000 i nuovi autobus elettrici e a idrogeno</strong> già entrati in servizio in <strong>55 città italiane</strong>, da Nord a Sud, grazie alle risorse del <strong>Pnrr</strong> destinate al rinnovo del trasporto pubblico locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A comunicarlo è il <strong>Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti</strong>, che evidenzia come l&#8217;operazione sia stata resa possibile da circa <strong>2 miliardi di euro</strong> di investimenti. Si tratta, secondo il Mit, di uno dei primi risultati concreti dei <strong>41 miliardi di euro complessivamente gestiti dal dicastero di Porta Pia nell&#8217;ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Ministero sottolinea inoltre di aver raggiunto tutti i <strong>60 obiettivi Pnrr di propria competenza</strong>. Conclusa la rendicontazione dei traguardi previsti, il dicastero ha avviato la diffusione dei dati relativi agli investimenti realizzati nei territori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le risorse del Piano si stanno così traducendo, secondo quanto evidenziato dal Mit, in <strong>nuovi mezzi, infrastrutture e servizi</strong> destinati ai cittadini, agli studenti e ai pendolari. Il rinnovo della flotta del trasporto pubblico punta in particolare sull&#8217;introduzione di mezzi a minore impatto ambientale, attraverso autobus alimentati da energia elettrica e idrogeno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione è stata espressa dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti <strong>Matteo Salvini</strong>, che ha sottolineato il lavoro svolto per trasformare le risorse del Pnrr in mezzi e servizi utilizzati quotidianamente dai cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indicazione del ministro, riferisce il Mit, è ora quella di <strong>proseguire e accelerare sugli investimenti</strong>, sfruttando lo slancio raggiunto e mantenendo l&#8217;attenzione sulla realizzazione concreta delle opere e dei servizi finanziati dal Piano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Fonte e foto: Ansa)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Gerry McGovern, quasi vent’anni a disegnare l’identità di Land Rover</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gerry-mcgovern-quasi-ventanni-a-disegnare-lidentita-di-land-rover/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 12:24:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Gerry McGovern]]></category>
		<category><![CDATA[Land Rover]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono designer che progettano automobili e altri che finiscono per cambiare il modo in cui un marchio viene percepito. Gerry McGovern appartiene alla seconda categoria. Per quasi vent&#8217;anni ha [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ci sono designer che progettano automobili e altri che finiscono per cambiare il modo in cui un marchio viene percepito. Gerry McGovern appartiene alla seconda categoria. Per quasi vent&#8217;anni ha contribuito a definire l&#8217;identità visiva di Land Rover e Range Rover, accompagnando uno dei marchi automobilistici britannici più riconoscibili verso una nuova idea di lusso, tecnologia e design.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Coventry nel 1956, McGovern si forma nel cuore dell&#8217;industria automobilistica britannica. Dopo gli studi alla Coventry University prosegue la sua formazione al Royal College of Art di Londra, specializzandosi nel design automobilistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua carriera attraversa alcune delle principali realtà dell&#8217;industria internazionale. Lavora per Chrysler, Peugeot, Rover Group e Ford, esperienze che gli permettono di confrontarsi con culture progettuali e mercati differenti. Nel 2004 torna in Land Rover, inizialmente come responsabile dell&#8217;Advanced Design. Due anni dopo assume l&#8217;incarico di Design Director.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È da questo momento che il suo nome diventa strettamente legato all&#8217;evoluzione stilistica di Land Rover.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una nuova idea di Land Rover</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida non è soltanto disegnare automobili nuove, ma reinterpretare un&#8217;identità costruita in decenni di storia. Land Rover ha alle spalle un&#8217;immagine fortemente legata alla robustezza, alla capacità fuoristradistica e all&#8217;utilizzo professionale. McGovern contribuisce a introdurre nel linguaggio del marchio forme più essenziali e contemporanee, senza rinunciare agli elementi che permettono di riconoscere una Land Rover.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i modelli sviluppati sotto la sua direzione ci sono la Range Rover Evoque, la Range Rover Velar e la nuova generazione della Defender, oltre alle successive evoluzioni della famiglia Range Rover.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Evoque, in particolare, rappresenta un passaggio significativo. Le proporzioni compatte e il design più urbano portano il linguaggio Range Rover verso un pubblico più ampio, mentre la Velar accentua ulteriormente la ricerca di pulizia delle superfici e semplicità delle forme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la Defender il confronto con la tradizione diventa ancora più diretto. Il modello porta un nome storico e un&#8217;eredità difficile da reinterpretare. La nuova versione mantiene alcuni tratti riconoscibili del passato, ma li inserisce in un progetto completamente contemporaneo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dal design alla direzione creativa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2020 McGovern assume il ruolo di Chief Creative Officer di Jaguar Land Rover, ampliando il proprio raggio d&#8217;azione dal singolo marchio alla direzione creativa del gruppo. Nel 2021 entra inoltre nel Board of Management.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo lavoro non riguarda quindi soltanto la forma esterna delle automobili. Il design diventa parte di una strategia più ampia che comprende identità dei marchi, interni, esperienza a bordo e rapporto tra tradizione e innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della sua carriera riceve diversi riconoscimenti. Nel 2016 la Coventry University gli conferisce un dottorato honoris causa, mentre nel 2020 viene nominato Officer of the Order of the British Empire (OBE) per i servizi resi al design automobilistico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una nuova fase</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel marzo 2026 Jaguar Land Rover annuncia la conclusione dell&#8217;esperienza di McGovern nel ruolo di direttore creativo, con l&#8217;uscita dall&#8217;azienda prevista per la fine del mese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si chiude così un capitolo durato quasi vent&#8217;anni e caratterizzato da una trasformazione profonda dell&#8217;immagine di Land Rover e Range Rover.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia professionale di Gerry McGovern racconta, in fondo, una delle sfide più complesse del design: innovare senza cancellare ciò che rende riconoscibile un marchio. Nel suo caso, il compito è stato reinterpretare forme e simboli legati a una lunga tradizione automobilistica, portandoli dentro un linguaggio contemporaneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E alcune delle automobili nate da quella visione sono ormai diventate parte integrante della storia recente di Land Rover.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Foto By Land Rover MENA &#8211; The All-New Range Rover | The People, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=32378033)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Festival Car 2026: due giorni di passione tra auto d’epoca, supercar e grandi anniversari</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/festival-car-2026-due-giorni-di-passione-tra-auto-depoca-supercar-e-grandi-anniversari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[festival car 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mondo dell’automobile torna a darsi appuntamento in Piemonte con la quinta edizione di Festival Car, in programma il 26 e 27 settembre 2026 tra Santena e Revigliasco Torinese. Due [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il mondo dell’automobile torna a darsi appuntamento in Piemonte con la quinta edizione di <strong>Festival Car</strong>, in programma il <strong>26 e 27 settembre 2026</strong> tra Santena e Revigliasco Torinese. Due giornate dedicate alle auto storiche, al design e alla cultura dell’automobile, con un programma che riunisce collezionisti, appassionati e alcune delle vetture più rappresentative della storia motoristica italiana e internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma del sabato prende il via a <strong>Santena</strong>, dove sono attese oltre <strong>200 vetture da collezione</strong>. Accanto all’esposizione sono previsti incontri e talk con protagonisti del settore: tra gli ospiti figurano <strong>Umberto Palermo, Pietro Camardella, Luciano D’Ambrosio e Miki Biasion</strong>, con appuntamenti distribuiti nell’arco della giornata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente ricca anche la componente celebrativa. L’edizione 2026 dedica infatti ampio spazio ai <strong>120 anni di Lancia</strong>, portando sotto i riflettori modelli che hanno segnato epoche diverse della Casa torinese, dalla <strong>Aurelia B20 GT</strong> alla <strong>Aurelia B24</strong>, passando per <strong>037, Stratos e Delta HF Integrale</strong>. Non mancherà uno sguardo al presente con la <strong>Ypsilon Rally2 HF</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro anniversario importante riguarda <strong>Alfa Romeo</strong>, con i <strong>60 anni della Spider Duetto</strong> celebrati attraverso le quattro generazioni del modello. A completare il quadro ci saranno alcune autentiche protagoniste dell’automobilismo mondiale, tra cui <strong>Ferrari F50 e Ferrari 275 C</strong>, oltre alla <strong>Bugatti EB112 by GFG</strong> e ad altre supercar e concept.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata di domenica sarà invece dedicata al <strong>Concorso d’Eleganza</strong> e al <strong>Tour d’Elegance</strong>. Circa <strong>90 vetture</strong> partiranno dal Parco del Castello Cavour di Santena per raggiungere <strong>Revigliasco Torinese</strong>, trasformando le strade e il borgo in una sorta di museo automobilistico a cielo aperto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pubblico potrà assistere all’evento e ammirare da vicino le vetture nelle aree previste dal programma. L’ingresso è indicato come <strong>gratuito</strong>, rendendo Festival Car un appuntamento interessante non soltanto per i collezionisti e gli addetti ai lavori, ma anche per chi vuole trascorrere una giornata all’insegna della storia e del design dell’automobile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli appassionati di raduni e auto d’epoca, l’appuntamento è quindi fissato per <strong>sabato 26 e domenica 27 settembre 2026</strong>, tra <strong>Santena e Revigliasco Torinese</strong>: un fine settimana nel quale passato, presente e futuro dell’automobile si incontrano sulle strade del Piemonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Foto da <a href="https://www.festivalcar.it/gallery/" data-type="link" data-id="https://www.festivalcar.it/gallery/">qui</a>)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Le abitudini quotidiane che logorano la nostra auto senza che ce ne accorgiamo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-abitudini-quotidiane-che-logorano-la-nostra-auto-senza-che-ce-ne-accorgiamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 09:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[abitudini quotidiane]]></category>
		<category><![CDATA[guasto all'auto]]></category>
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					<description><![CDATA[Mantenere l&#8217;auto in perfetto stato è diventato una vera sfida per il portafoglio dei cittadini. In un contesto economico segnato dall&#8217;inflazione costante, dal rincaro dei ricambi originali e dall&#8217;aumento delle [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Mantenere l&#8217;auto in perfetto stato è diventato una vera sfida per il portafoglio dei cittadini. In un contesto economico segnato dall&#8217;inflazione costante, dal rincaro dei ricambi originali e dall&#8217;aumento delle tariffe della manodopera, qualsiasi guasto imprevisto può destabilizzare gravemente il bilancio familiare. Secondo gli esperti di Parclick.it, l&#8217;azienda leader in Europa nella prenotazione di parcheggi online, <strong>un guasto su quattro è dovuto a distrazioni e mancanza di attenzione da parte dei conducenti</strong>, ovvero a cattive abitudini ripetute in modo inconsapevole durante i tragitti quotidiani, che rovinano la meccanica poco a poco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Imparare a riconoscere questi errori quotidiani e sostituirli con abitudini di guida efficienti e preventive è la strategia più economica ed efficace per allungare la vita utile del veicolo e proteggere le nostre finanze. Per questo gli esperti di Parclick.it ci mostrano quali sono gli errori quotidiani che logorano la nostra auto e come correggerli:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Tenere la mano appoggiata di continuo sulla leva del cambio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Usare la leva del cambio come poggiabraccio è un gesto molto diffuso tra gli automobilisti. Anche se può sembrare innocuo, <strong>il peso del braccio esercita una pressione costante sui meccanismi interni del cambio, accelerandone l&#8217;attrito e il gioco</strong>. È invece consigliabile tenere entrambe le mani sul volante e togliere solo la destra per il breve istante necessario a cambiare marcia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Tirare il serbatoio del carburante ben oltre la riserva</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Circolare abitualmente con il serbatoio in riserva può danneggiare il sistema di alimentazione. <strong>I sedimenti e le impurità tendono ad accumularsi sul fondo del serbatoio e, quando il livello è molto basso, la pompa può finire per aspirarli</strong>. Per evitarlo è consigliabile fare rifornimento quando il serbatoio scende all&#8217;incirca sotto l&#8217;ultimo quarto della sua capacità, invece di aspettare che si accenda la spia della riserva. Inoltre, mantenere un livello sufficiente di carburante aiuta a raffreddare la pompa ed evita la saturazione prematura di filtri e iniettori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Tenere il pedale della frizione premuto a fondo ai semafori</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tenere la prima marcia innestata e la frizione completamente premuta durante le soste prolungate sottopone il sistema di disinnesto a una pressione inutile e continua</strong>. Ai semafori o nel traffico è consigliabile mettere in folle e rilasciare completamente il pedale della frizione fino al momento di ripartire. In questo modo i componenti riposano e si riduce l&#8217;usura prematura della frizione, evitando di dover affrontare una delle riparazioni più costose del veicolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Urtare o strisciare i cordoli mentre si parcheggia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Salire con le ruote sul marciapiede o urtare gli pneumatici contro i cordoli può provocare danni interni non sempre visibili a occhio nudo. <strong>Questi impatti possono deformare la struttura dello pneumatico, generare rigonfiamenti e aumentare il rischio di scoppio</strong>. Per evitarlo è importante eseguire le manovre con delicatezza e servirsi degli specchietti o delle telecamere di assistenza per mantenere una distanza prudenziale dal marciapiede. <strong>Quando parcheggiare in strada risulta complicato o pericoloso, scegliere un parcheggio chiuso e sorvegliato</strong> permette di proteggere anche cerchi, pneumatici e sterzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Partire immediatamente dopo aver acceso il motore</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La fretta può portarci ad accendere e accelerare subito, soprattutto al mattino. <strong>Dopo diverse ore da fermo, l&#8217;olio si trova nella coppa e il motore ha bisogno di qualche istante per distribuirlo in tutto il circuito. </strong>È consigliabile attendere qualche secondo prima di mettersi in marcia e, nei primi minuti, guidare con dolcezza senza chiedere troppo al motore finché non raggiunge la temperatura di esercizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6. Abusare delle frenate continue nelle discese lunghe</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tenere il piede costantemente sul freno durante una discesa prolungata provoca un aumento considerevole della temperatura di pastiglie e dischi</strong>, riducendo temporaneamente la capacità frenante e accelerandone l&#8217;usura. In queste situazioni è consigliabile ricorrere al cosiddetto freno motore, scalando una o due marce affinché sia il motore stesso ad aiutare a controllare la velocità. In questo modo l&#8217;impianto frenante si mantiene in condizioni migliori e si evita di dover sostituire i dischi prematuramente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7. Lasciare gli escrementi degli uccelli sulla carrozzeria</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli escrementi degli uccelli non sono soltanto un problema estetico. <strong>I loro componenti possono reagire con il calore del sole e danneggiare lo strato protettivo della vernice</strong> se restano troppo a lungo sulla carrozzeria. Per questo è consigliabile rimuoverli il prima possibile usando acqua tiepida e sapone neutro, aiutandosi con un panno in microfibra morbido. Non vanno mai grattati a secco, perché si rischia di produrre graffi. <strong>Parcheggiare abitualmente in un parcheggio coperto aiuta inoltre a ridurre l&#8217;esposizione del veicolo</strong> a queste aggressioni ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>8. Ignorare i piccoli scricchiolii o rumori</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un piccolo scricchiolio, un fischio in accelerazione o un ronzio proveniente dalle ruote può essere il primo segnale che un componente non funziona correttamente</strong>. Anche se l&#8217;auto continua a circolare normalmente, ignorare questi avvisi può far sì che un guasto minore finisca per provocare danni molto più costosi. Di fronte a qualsiasi rumore nuovo o anomalo, è consigliabile rivolgersi all&#8217;officina per un controllo preventivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>9. Guidare con una pressione degli pneumatici sbagliata</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non controllare periodicamente la pressione degli pneumatici può provocare un&#8217;usura irregolare e aumentare i consumi di carburante</strong>. Una pressione troppo bassa consuma soprattutto le spalle, mentre una pressione eccessiva concentra l&#8217;usura nella zona centrale e può ridurre l&#8217;area di contatto con l&#8217;asfalto. Per questo si raccomanda di controllare la pressione una volta al mese e di farlo sempre con gli pneumatici freddi, seguendo i valori indicati dal costruttore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>10. Forzare i comandi degli alzacristalli</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tenere premuto il pulsante dell&#8217;alzacristalli quando il finestrino ha già raggiunto il fine corsa obbliga il motorino elettrico a continuare a spingere contro un fermo. <strong>Questo sforzo inutile può provocare surriscaldamenti e finire per danneggiare il motorino o i meccanismi del sistema.</strong> Per evitarlo basta rilasciare l&#8217;interruttore non appena il vetro ha completato la corsa. Nei sistemi automatici a un solo tocco è consigliabile lasciare che sia il meccanismo stesso a concludere il processo, senza premere ripetutamente il pulsante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ester Stivelli, Country Manager IT+DACH di Parclick, commenta</strong>: <em>«Il costo delle riparazioni di un veicolo è aumentato notevolmente negli ultimi mesi, e commettere piccoli errori quotidiani alla guida moltiplica le visite inutili dal meccanico. Guidare in modo prudente e prendersi cura della carrozzeria è essenziale per attenuare questo impatto economico. Da Parclick consigliamo di adottare queste buone pratiche di cura costante e, ogni volta che è possibile, di utilizzare un parcheggio: è il modo più efficace per isolare il veicolo dalle aggressioni ambientali esterne, proteggendo sia la vernice sia la salute meccanica dei fluidi dagli sbalzi termici e dalle intemperie</em>.»</p>
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		<item>
		<title>Mobilità sostenibile, la sfida si gioca nelle città: dall&#8217;ECO Festival il modello Parigi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mobilita-sostenibile-la-sfida-si-gioca-nelle-citta-dalleco-festival-il-modello-parigi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 11:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[eco festival roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Più della metà della popolazione mondiale vive oggi nelle città e la quota è destinata a crescere fino a raggiungere il 70% entro il 2050, secondo le Nazioni Unite. In [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Più della metà della popolazione mondiale vive oggi nelle città e la quota è destinata a crescere fino a raggiungere il 70% entro il 2050, secondo le Nazioni Unite. In Italia la percentuale è già al 74% e potrebbe arrivare all’80% entro la metà del secolo. Numeri che riportano le città al centro delle strategie per la transizione ecologica e della sfida legata alla riduzione delle emissioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questo il quadro emerso durante la seconda giornata dell’<strong>ECO Festival della mobilità sostenibile e delle città intelligenti</strong>, in corso a Roma, dove amministratori, esperti e rappresentanti delle imprese hanno discusso di mobilità urbana, innovazione tecnologica e nuovi modelli di sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli esempi portati all’attenzione dei partecipanti è quello di <strong>Parigi</strong>, che negli ultimi anni ha profondamente modificato le proprie politiche sulla mobilità. Chiara Molinar, responsabile della strategia pedonale e della progettazione inclusiva dello spazio pubblico del Comune di Parigi, ha illustrato i risultati raggiunti dalla capitale francese: oggi il 65% degli spostamenti avviene a piedi, mentre le piste ciclabili sono aumentate del 34% tra il 2020 e il 2024. Entro la fine dell’anno, inoltre, i parcheggi per biciclette dovrebbero raggiungere quota 130mila.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A cambiare è anche il rapporto dei cittadini con l’automobile: secondo i dati presentati durante l’evento, <strong>due parigini su tre non possiedono un’auto</strong>. Parallelamente, nell’arco di dieci anni l’inquinamento atmosferico sarebbe diminuito del 40%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trasformazione della mobilità urbana passa però anche dall’innovazione tecnologica applicata alle automobili. Francesco Scotto, direttore del Centro studi di Aci-Fondazione Caracciolo, ha evidenziato il potenziale dei veicoli a guida autonoma sul fronte della sicurezza stradale, citando esperienze sviluppate al di fuori dell’Europa. Secondo Scotto, in alcuni contesti l&#8217;introduzione di veicoli privi di pedali e volante ha portato a una significativa riduzione degli incidenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un processo che, ha sottolineato, dovrà essere accompagnato da un approccio <strong>“cauto e prudente”</strong>, ma allo stesso tempo aperto all’innovazione, evitando che la necessaria attenzione ai rischi si trasformi in un freno al cambiamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro fronte è quello della logistica urbana. Stefano La Rovere, direttore internazionale della robotica di Amazon, ha annunciato l’obiettivo di <strong>raddoppiare entro il 2030 la flotta elettrica dell’azienda in Italia</strong>, che attualmente conta 500 mezzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La diffusione dei furgoni elettrici, però, presenta alcune difficoltà nei centri storici italiani, caratterizzati da strade strette e pavimentazioni in sanpietrini. Da qui la sperimentazione di nuove soluzioni di micromobilità, tra cui le <strong>cargo bike a pedalata assistita</strong>, protagoniste di un progetto pilota avviato a Firenze, il primo di questo tipo realizzato da Amazon in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della giornata spazio anche alla sostenibilità ambientale legata allo sport. Il <strong>Consorzio nazionale imballaggi (Conai)</strong> ha premiato il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, riconoscendo la visione alla base del Protocollo d’Intesa Coni-Conai. L’accordo prevede il coinvolgimento degli atleti del Comitato olimpico nazionale italiano in campagne di sensibilizzazione dedicate al riciclo e al recupero dei rifiuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla trasformazione degli spazi urbani alla mobilità ciclabile, dai veicoli elettrici alla guida autonoma fino alla logistica dell’ultimo miglio, la seconda giornata dell’ECO Festival ha così messo in evidenza come la transizione della mobilità passi da un insieme di soluzioni diverse, con le città chiamate a svolgere un ruolo centrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(Fonte: Ansa)</p>
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		<item>
		<title>America’s Cup, Ferrante: «Dal grande evento una spinta per nautica, turismo e occupazione»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/americas-cup-ferrante-dal-grande-evento-una-spinta-per-nautica-turismo-e-occupazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[america's cup]]></category>
		<category><![CDATA[tullio ferrante]]></category>
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					<description><![CDATA[«L’America’s Cup rappresenta una straordinaria occasione per Napoli, non soltanto per la visibilità internazionale che la manifestazione porterà alla città, ma per la capacità di generare sviluppo, attrarre investimenti e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">«<em>L’America’s Cup rappresenta una straordinaria occasione per Napoli, non soltanto per la visibilità internazionale che la manifestazione porterà alla città, ma per la capacità di generare sviluppo, attrarre investimenti e rafforzare l’attrattività del territorio. La presentazione che si è svolta a Nisida è il preludio di un evento che metterà Napoli al centro della scena mondiale e che sarà determinante per la sua crescita</em>.» Lo afferma il Sottosegretario al Mit Tullio Ferrante di Forza Italia, a Napoli in occasione dell’evento di presentazione dell’America’s Cup.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Il valore di un grande evento</em> – aggiunge Ferrante – <em>si misura anche da ciò che resta quando i riflettori si spengono. L’America’s Cup farà da volano per il turismo, l’economia e l’occupazione, ma è anche un’occasione per rafforzare infrastrutture, servizi e collegamenti che continueranno a essere patrimonio della città. Napoli ha tutte le condizioni per trasformare questo appuntamento in una straordinaria opportunità destinata a produrre effetti ben oltre il 2027, valorizzando le energie di una città che può  competere ai massimi livelli sulla scena internazionale. Il Governo ha scelto di puntare su Napoli con una visione che guarda oltre l’evento, mettendo al centro il risanamento ambientale di Bagnoli e il rilancio di tutto il territorio. L’obiettivo è costruire un’eredità concreta e duratura, capace di consolidare il ruolo di Napoli come capitale internazionale del turismo, dello sport e della cultura. È questa la sfida che abbiamo davanti: fare dell’America’s Cup non una parentesi, ma &#8211; </em>conclude Ferrante<em> &#8211; un acceleratore di crescita per Napoli e per l’intero Mezzogiorno</em>.»</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Le signore della nautica italiana: chi sono le donne ai vertici del settore</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-signore-della-nautica-italiana-chi-sono-le-donne-ai-vertici-del-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 15:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[donne ai vertici]]></category>
		<category><![CDATA[nautica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[La nautica italiana continua a parlare soprattutto attraverso i grandi cantieri, i superyacht e i numeri dell&#8217;export. Ma dietro questa industria, che mantiene una forte proiezione internazionale, cresce anche la [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La nautica italiana continua a parlare soprattutto attraverso i grandi cantieri, i superyacht e i numeri dell&#8217;export. Ma dietro questa industria, che mantiene una forte proiezione internazionale, cresce anche la presenza femminile nei luoghi in cui si prendono le decisioni. Non una semplice questione di rappresentanza: ci sono imprenditrici e manager che guidano aziende, siedono negli organismi di settore e partecipano alla definizione delle strategie della filiera.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="663" height="373" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/Giovanna-Vitelli_Vice-President-Azimut-Benetti-Group-3-1_Ph-da-azimutbenetti.com_-1.png" alt="" class="wp-image-261043" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/Giovanna-Vitelli_Vice-President-Azimut-Benetti-Group-3-1_Ph-da-azimutbenetti.com_-1.png 663w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/Giovanna-Vitelli_Vice-President-Azimut-Benetti-Group-3-1_Ph-da-azimutbenetti.com_-1-300x169.png 300w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle figure più esposte è <strong>Giovanna Vitelli</strong>, presidente del Gruppo Azimut|Benetti dal 2023. Dopo essere entrata nel consiglio di amministrazione nel 2000 e aver assunto progressivamente responsabilità nello sviluppo dei prodotti e nella ricerca e sviluppo, Vitelli è oggi alla guida del gruppo insieme al management. Nel giugno 2026 è stata inoltre nominata presidente di Fondazione Altagamma per il triennio 2026-2029, dopo aver ricoperto la vicepresidenza con delega alla nautica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo ruolo si colloca al vertice di uno dei principali gruppi italiani del comparto. Azimut|Benetti ha indicato per il gruppo una quota del 23% del mercato globale dei superyacht e continua a investire in tecnologia, nuovi materiali e soluzioni per ridurre consumi ed emissioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" width="713" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/SN59_Barbara-Amerio_Presidente-Confindustria-Imperia_Consigliere-UCINA-scaled_Ph-confidustrianautica.net_-713x1024.jpg" alt="" class="wp-image-261044" style="aspect-ratio:0.6962920671170743;width:676px;height:auto" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/SN59_Barbara-Amerio_Presidente-Confindustria-Imperia_Consigliere-UCINA-scaled_Ph-confidustrianautica.net_-713x1024.jpg 713w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/SN59_Barbara-Amerio_Presidente-Confindustria-Imperia_Consigliere-UCINA-scaled_Ph-confidustrianautica.net_-209x300.jpg 209w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/SN59_Barbara-Amerio_Presidente-Confindustria-Imperia_Consigliere-UCINA-scaled_Ph-confidustrianautica.net_-768x1104.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/SN59_Barbara-Amerio_Presidente-Confindustria-Imperia_Consigliere-UCINA-scaled_Ph-confidustrianautica.net_.jpg 835w" sizes="(max-width: 713px) 100vw, 713px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla grande industria c&#8217;è la realtà imprenditoriale di <strong>Barbara Amerio</strong>, amministratore delegato del Gruppo Permare e presidente del settore Navi da diporto oltre 24 metri di Confindustria Nautica. Il suo incarico associativo la colloca direttamente all&#8217;interno della rappresentanza di uno dei segmenti più importanti della cantieristica italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Amerio rappresenta anche una storia familiare e industriale: Permare è un&#8217;azienda nata negli anni Settanta e sviluppatasi attraverso tre generazioni della famiglia Amerio. Sul fronte dell&#8217;innovazione, negli ultimi anni ha posto particolare attenzione alla ricerca di materiali alternativi alla vetroresina tradizionale e alla possibilità di rendere più riciclabili le imbarcazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="832" height="1024" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/marina-stella_Ph-da-confindustrianautica.net_-832x1024.jpg" alt="" class="wp-image-261045" style="width:683px;height:auto" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/marina-stella_Ph-da-confindustrianautica.net_-832x1024.jpg 832w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/marina-stella_Ph-da-confindustrianautica.net_-244x300.jpg 244w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/marina-stella_Ph-da-confindustrianautica.net_-768x945.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/marina-stella_Ph-da-confindustrianautica.net_.jpg 975w" sizes="auto, (max-width: 832px) 100vw, 832px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è poi <strong>Marina Stella</strong>, direttore generale di Confindustria Nautica, una posizione centrale nella struttura che rappresenta l&#8217;industria italiana della nautica da diporto. Stella interviene sui principali dossier economici e industriali del comparto e rappresenta l&#8217;associazione nelle occasioni istituzionali e di settore. Nel 2026 ha continuato a sottolineare il peso dell&#8217;export e della filiera italiana, oltre alle sfide legate alla competitività internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>L&#8217;industria nautica italiana è sempre stata considerata un settore ad elevata qualità produttiva ed è quello che dobbiamo preservare</em>», ha dichiarato Stella in un&#8217;intervista all&#8217;ANSA del 5 giugno 2026, evidenziando anche la crescente competizione sui mercati internazionali. </p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="718" height="778" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/CARLA_DEMARIA_BN_credit-Daniela-Foresto-2_Ph-confindustrianautica.net_.jpg" alt="" class="wp-image-261046" style="width:696px;height:auto" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/CARLA_DEMARIA_BN_credit-Daniela-Foresto-2_Ph-confindustrianautica.net_.jpg 718w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/09/CARLA_DEMARIA_BN_credit-Daniela-Foresto-2_Ph-confindustrianautica.net_-277x300.jpg 277w" sizes="auto, (max-width: 718px) 100vw, 718px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro nome di rilievo è quello di <strong>Carla Demaria</strong>, figura con una lunga esperienza manageriale nel settore. È stata amministratore delegato di Bluegame, marchio del Gruppo Sanlorenzo, e continua a essere advisor del presidente e componente del consiglio di amministrazione di Sanlorenzo. Nel luglio 2026 è entrata anche nel board di ICOMIA, il Consiglio internazionale delle associazioni dell&#8217;industria nautica, come consigliera cooptata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua esperienza non si limita dunque al mercato italiano. L&#8217;ingresso nel board di ICOMIA porta una manager italiana all&#8217;interno di un organismo internazionale che rappresenta l&#8217;industria nautica a livello globale. Demaria è inoltre presidente del Comitato Statuto e Regolamento di Confindustria Nautica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quattro percorsi diversi, dunque, che raccontano altrettanti modi di occupare posizioni di responsabilità: <strong>Vitelli nel grande gruppo industriale e nel sistema del lusso, Amerio nella cantieristica e nella rappresentanza associativa, Stella nella struttura di rappresentanza dell&#8217;intero comparto, Demaria nella dimensione manageriale e internazionale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E il quadro non si esaurisce con loro. All&#8217;interno di Confindustria Nautica sono presenti altre professionalità femminili impegnate nei diversi segmenti della filiera e nei gruppi di lavoro dell&#8217;associazione. La stessa composizione degli organismi direttivi mostra una partecipazione che va oltre i vertici delle singole aziende e coinvolge anche temi come sostenibilità, regolamentazione e sviluppo del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fotografia del 2026 restituisce così una nautica italiana nella quale le donne sono presenti in diversi snodi decisionali. Dalla costruzione dei grandi yacht alla strategia industriale, dalla rappresentanza degli imprenditori alle relazioni internazionali, il loro ruolo si inserisce in una filiera che continua a confrontarsi con innovazione tecnologica, sostenibilità, reperimento di competenze e trasformazione dei mercati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste, quindi, una sola &#8220;signora della nautica&#8221;. Esiste piuttosto una generazione di <strong>imprenditrici e manager che occupano posizioni differenti ma sempre più visibili</strong>, contribuendo a definire il futuro di uno dei comparti simbolo del Made in Italy.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonti e foto:</strong> Confindustria Nautica; ANSA; Azimut|Benetti; ICOMIA.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Auto d’epoca, l’ASI Autogiro d’Italia fa tappa a Salerno per i 60 anni dell’ente</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-depoca-lasi-autogiro-ditalia-fa-tappa-a-salerno-per-i-60-anni-dellente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:40:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[asi]]></category>
		<category><![CDATA[asi salerno]]></category>
		<category><![CDATA[auto d'epoca]]></category>
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					<description><![CDATA[La bellezza senza tempo delle autovetture d’epoca e il fascino dei paesaggi italiani tornano ad incrociarsi nell&#8217;edizione 2026 dell&#8217;ASI Autogiro d&#8217;Italia. Tra i momenti più attesi del percorso lungo &#8220;La [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La bellezza senza tempo delle autovetture d’epoca e il fascino dei paesaggi italiani tornano ad incrociarsi nell&#8217;edizione 2026 dell&#8217;ASI Autogiro d&#8217;Italia. Tra i momenti più attesi del percorso lungo &#8220;La Via delle Acque&#8221;, spicca l&#8217;approdo in terra campana con la tappa salernitana, una giornata che vedrà in prima linea il supporto attivo del Club Salerno Autostoriche, guidato dall’Ing. Dino Nardiello.<br>L&#8217;appuntamento rappresenta un tassello fondamentale di un viaggio itinerante che attraversa la storia del design e della tecnica motoristica, ma soprattutto una vetrina d&#8217;eccellenza per la promozione e la valorizzazione culturale del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un connubio di storia, design e territorio</strong><br>«È un&#8217;occasione che non potevamo assolutamente perdere», ha dichiarato con orgoglio l&#8217;Ing. Dino Nardiello, Presidente del Club Salerno Autostoriche, esprimendo parole di profondo elogio per una manifestazione di respiro nazionale. «L&#8217;Autogiro porta in giro non solo splendide vetture, ma la storia, il design, la passione e l&#8217;amore per i luoghi che ci ospitano. Accogliere questa carovana significa celebrare il patrimonio culturale e turistico della nostra terra».</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;edizione di quest&#8217;anno veste un significato ancora più profondo: si inserisce infatti all&#8217;interno dei festeggiamenti ufficiali per il sessantesimo anniversario della fondazione dell&#8217;ASI (Automotoclub Storico Italiano), nato nel 1966 per tutelare e promuovere il motorismo storico nel nostro Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Creare curiosità per accendere la passione</strong><br>Oltre al valore rievocativo e promozionale, l&#8217;iniziativa punta a lanciare un messaggio guardando alle nuove generazioni e al futuro del collezionismo d&#8217;epoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La passione non si può tramandare direttamente, ma si può creare curiosità», ha sottolineato l&#8217;Ing. Nardiello. «La nostra speranza, accogliendo eventi di questo livello sul territorio, è che la curiosità suscitata nel pubblico e nei più giovani possa un giorno trasformarsi in vera e propria passione per i motori e per la loro storia».</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;invito è aperto a tutti gli appassionati, ai cittadini e ai curiosi per vivere da vicino questo spettacolo del motorismo storico: l&#8217;appuntamento è in Piazza della Concordia a Salerno, mercoledì 23 settembre dalle ore 14:30, orario previsto per l&#8217;arrivo dei primi equipaggi.</p>
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		<title>Torna il Pararaduno Finamore: motori d’epoca e solidarietà</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/torna-il-pararaduno-finamore-motori-depoca-e-solidarieta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 10:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[pararaduno finamore]]></category>
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					<description><![CDATA[Un corteo di auto d’epoca, il piacere di stare insieme e una giornata diversa da vivere sul sedile del passeggero. Torna il Pararaduno Finamore, l’iniziativa promossa dall’associazione “Antonio Finamore c [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Un corteo di auto d’epoca, il piacere di stare insieme e una giornata diversa da vivere sul sedile del passeggero. Torna il <strong>Pararaduno Finamore</strong>, l’iniziativa promossa dall’associazione <strong>“Antonio Finamore c fai sta bbuono”</strong>, che ancora una volta mette il motore della solidarietà al centro della propria attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Protagoniste saranno splendide auto d’epoca, messe a disposizione con passione dai driver amatori, pronte a percorrere le strade insieme ai loro speciali passeggeri. Perché al posto del co-driver, in questa giornata, siedono i veri protagonisti dell’evento: persone alle quali regalare un’esperienza fatta di vento nei capelli, sorrisi, chiacchiere e strade da condividere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quest’anno il Pararaduno allarga ancora di più il proprio abbraccio. «<em>Se nelle passate edizioni il posto era riservato “solo” ai diversamente abili </em>– spiegano gli organizzatori – <em>quest’anno cambiamo marcia e apriamo ancora di più il cuore</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sedile del passeggero, infatti, sarà a disposizione di <strong>chiunque senta il bisogno di una giornata diversa</strong>: di chi ha voglia di compagnia, di uscire di casa, di incontrare nuove persone e di tornare a sentirsi parte di qualcosa, senza dover necessariamente spiegare il motivo. «<em>Se senti che questa giornata può farti bene, questo sedile è per te</em>», è il messaggio dell’associazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per partecipare è sufficiente <strong>contattare l’associazione attraverso le sue pagine social</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Pararaduno Finamore, dunque, non è soltanto un raduno di auto d’epoca. È un viaggio condiviso, un&#8217;occasione per creare relazioni e un gesto concreto per contrastare la solitudine sociale. È la passione per i motori che diventa strumento di incontro e inclusione. </p>
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