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	<title>Motori e Nautica | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Jul 2026 08:41:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Auto: Peugeot 2008 Hybrid, il SUV compatto che punta su stile, efficienza e tecnologia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-peugeot-2008-hybrid-il-suv-compatto-che-punta-su-stile-efficienza-e-tecnologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 08:41:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[acquistare Peugeot 2008 Hybrid]]></category>
		<category><![CDATA[Peugeot 2008 Hybrid]]></category>
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					<description><![CDATA[Peugeot 2008 Hybrid si propone come uno dei modelli di punta nel segmento dei SUV compatti, con un design rinnovato e una tecnologia pensata per migliorare efficienza e comfort di [...]]]></description>
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<p>Peugeot 2008 Hybrid si propone come uno dei modelli di punta nel segmento dei SUV compatti, con un design rinnovato e una tecnologia pensata per migliorare efficienza e comfort di guida. La versione ibrida affianca quella benzina e ridefinisce l&#8217;identità del modello attraverso nuovi elementi estetici, tra cui la firma luminosa anteriore e posteriore, nuovi cerchi in lega disponibili a seconda degli allestimenti e una calandra più ampia che rafforza la presenza su strada.</p>



<p>Progettata e prodotta in Europa secondo gli standard qualitativi del marchio francese, la Peugeot 2008 Hybrid integra un sistema che consente di recuperare energia durante la guida, senza la necessità di ricarica tramite presa esterna.</p>



<p>Secondo i dati dichiarati dalla casa automobilistica, la motorizzazione Hybrid può consentire fino al 37% di riduzione del consumo urbano WLTP e fino al 20% di riduzione del consumo combinato WLTP rispetto alla versione 2008 con motore benzina, con valori che possono variare in base alle condizioni di utilizzo, allo stile di guida, alla temperatura esterna, agli equipaggiamenti e al tipo di percorso.</p>



<p>Tra i punti di forza del modello c&#8217;è anche l&#8217;autonomia: Peugeot dichiara fino a 880 chilometri, calcolati secondo il ciclo misto WLTP. Il dato può cambiare in funzione delle condizioni reali di utilizzo, del peso del veicolo, della velocità, dell&#8217;impiego di climatizzazione e altri dispositivi di bordo, oltre che delle condizioni della strada e degli pneumatici.</p>



<p>Con dimensioni compatte, posizione di guida rialzata e un&#8217;impostazione dinamica, la Peugeot 2008 punta a un pubblico alla ricerca di un SUV agile e grintoso, capace di unire versatilità urbana, tecnologia e maggiore attenzione ai consumi.</p>
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		<item>
		<title>Auto elettriche: quanti tipi esistono e come orientarsi nella scelta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-elettriche-quanti-tipi-esistono-e-come-orientarsi-nella-scelta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[bev]]></category>
		<category><![CDATA[fcev]]></category>
		<category><![CDATA[hev]]></category>
		<category><![CDATA[phev]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si parla di mobilità sostenibile, il termine “auto elettrica” viene spesso utilizzato in modo generico per indicare veicoli molto diversi tra loro. In realtà esistono più tecnologie, con caratteristiche, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando si parla di mobilità sostenibile, il termine “auto elettrica” viene spesso utilizzato in modo generico per indicare veicoli molto diversi tra loro. In realtà esistono più tecnologie, con caratteristiche, vantaggi e limiti differenti. Conoscere le differenze tra un’auto elettrica pura, un’ibrida e un veicolo a idrogeno è fondamentale per capire quale soluzione sia più adatta alle proprie esigenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. Auto elettriche pure (BEV): la mobilità a zero emissioni allo scarico</h2>



<p>Le <strong>BEV (Battery Electric Vehicle)</strong> sono le auto elettriche nel senso più completo del termine. Sono alimentate esclusivamente da uno o più motori elettrici collegati a una batteria ricaricabile tramite la rete elettrica.</p>



<p>Non hanno alcun motore a combustione interna: niente benzina, diesel o gas. Durante la guida non producono emissioni allo scarico e offrono un’esperienza di guida caratterizzata da silenziosità, risposta immediata dell’acceleratore e minore manutenzione rispetto alle auto tradizionali.</p>



<p>L’autonomia dipende principalmente dalla capacità della batteria, dall’efficienza del veicolo, dallo stile di guida e dalle condizioni ambientali. Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto importanti passi avanti, con modelli capaci di superare anche diverse centinaia di chilometri con una singola ricarica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2. Auto ibride (HEV): l’elettrico che affianca il motore tradizionale</h2>



<p>Le <strong>HEV (Hybrid Electric Vehicle)</strong> combinano un motore a combustione interna con uno elettrico. La batteria non viene ricaricata collegandola alla presa, ma recuperando energia durante la frenata e attraverso il funzionamento del sistema ibrido.</p>



<p>Questa tecnologia permette di ridurre consumi ed emissioni rispetto a un’auto esclusivamente a benzina o diesel, soprattutto nella guida urbana, dove il motore elettrico può intervenire più frequentemente.</p>



<p>Le ibride rappresentano una soluzione di transizione: mantengono la comodità del rifornimento tradizionale, ma introducono alcuni vantaggi della propulsione elettrica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">3. Auto ibride plug-in (PHEV): due motori, una sola vettura</h2>



<p>Le <strong>PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle)</strong> sono un’evoluzione delle ibride tradizionali. Anche queste utilizzano un motore termico e uno elettrico, ma dispongono di una batteria più grande che può essere ricaricata tramite una colonnina o una presa domestica.</p>



<p>La maggiore capacità della batteria consente di percorrere diversi chilometri in modalità completamente elettrica, spesso sufficienti per coprire gli spostamenti quotidiani di molte persone.</p>



<p>Il vantaggio principale è la flessibilità: nei tragitti brevi si può viaggiare sfruttando l’elettrico, mentre nei viaggi più lunghi il motore termico garantisce maggiore autonomia. Tuttavia, per ottenere reali benefici ambientali ed economici è importante ricaricare regolarmente la batteria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">4. Auto elettriche a idrogeno (FCEV): l’elettrico senza grandi batterie</h2>



<p>Le <strong>FCEV (Fuel Cell Electric Vehicle)</strong> sono veicoli elettrici che producono energia a bordo grazie a una cella a combustibile alimentata da idrogeno.</p>



<p>Il principio è diverso rispetto alle BEV: invece di immagazzinare tutta l’energia in una grande batteria, l’auto utilizza l’idrogeno per generare elettricità attraverso una reazione chimica. L’unico prodotto allo scarico è vapore acqueo.</p>



<p>Questa tecnologia offre tempi di rifornimento molto rapidi e buone autonomie, ma la sua diffusione è ancora limitata dalla disponibilità di infrastrutture per la produzione e distribuzione dell’idrogeno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quale tecnologia scegliere?</h2>



<p>Non esiste una soluzione valida per tutti: la scelta dipende dalle abitudini di utilizzo.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Chi percorre soprattutto tragitti urbani e può ricaricare a casa o sul lavoro può trovare nelle <strong>BEV</strong> una soluzione efficiente e sostenibile.</li>



<li>Chi vuole ridurre i consumi senza cambiare completamente abitudini può valutare una <strong>HEV</strong>.</li>



<li>Chi necessita di maggiore flessibilità tra città e lunghi viaggi può considerare una <strong>PHEV</strong>, purché utilizzi realmente la ricarica elettrica.</li>



<li>Le <strong>FCEV</strong> rappresentano una tecnologia interessante per il futuro, soprattutto nei trasporti dove autonomia e tempi di rifornimento sono fattori decisivi.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro della mobilità sarà elettrico, ma con più strade possibili</h2>



<p>La transizione energetica nel settore dei trasporti non passa attraverso un’unica tecnologia. Batterie, sistemi ibridi e idrogeno rappresentano approcci diversi che possono convivere in base alle esigenze degli utenti e allo sviluppo delle infrastrutture.</p>



<p>L’obiettivo comune è ridurre il consumo di combustibili fossili, diminuire le emissioni e costruire un sistema di mobilità più efficiente e sostenibile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ricircolo dell&#8217;aria in auto: tutto quello che c&#8217;è da sapere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ricircolo-dellaria-in-auto-tutto-quello-che-ce-da-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 10:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[ricircolo aria]]></category>
		<category><![CDATA[sistema di ventilazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra i pulsanti meno utilizzati, o spesso usati nel modo sbagliato, c&#8217;è quello del ricircolo dell&#8217;aria, riconoscibile dal simbolo di un&#8217;auto con una freccia circolare al suo interno. Eppure, questa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tra i pulsanti meno utilizzati, o spesso usati nel modo sbagliato, c&#8217;è quello del <strong>ricircolo dell&#8217;aria</strong>, riconoscibile dal simbolo di un&#8217;auto con una freccia circolare al suo interno. Eppure, questa semplice funzione può migliorare il comfort di guida, ridurre i consumi del climatizzatore e contribuire alla qualità dell&#8217;aria nell&#8217;abitacolo, a patto di sapere quando attivarla e quando, invece, è meglio lasciarla disinserita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona</h2>



<p>Quando si preme il pulsante del ricircolo, il sistema di ventilazione interrompe temporaneamente l&#8217;ingresso dell&#8217;aria proveniente dall&#8217;esterno e fa circolare quella già presente nell&#8217;abitacolo. In questo modo il climatizzatore o il riscaldamento lavorano su un volume d&#8217;aria già trattato, raggiungendo più rapidamente la temperatura desiderata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando conviene usarlo</h2>



<p>L&#8217;utilizzo del ricircolo è consigliato in diverse situazioni.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Con temperature molto elevate:</strong> dopo aver abbassato la temperatura interna, il climatizzatore raffresca più velocemente l&#8217;abitacolo e lavora con minore sforzo.</li>



<li><strong>Nel traffico intenso:</strong> aiuta a limitare l&#8217;ingresso dei gas di scarico dei veicoli circostanti.</li>



<li><strong>In galleria:</strong> impedisce che nell&#8217;abitacolo entrino i fumi di scarico, spesso più concentrati.</li>



<li><strong>Vicino a incendi, cantieri o zone molto polverose:</strong> riduce l&#8217;ingresso di fumo, polvere e cattivi odori.</li>



<li><strong>In presenza di cattivi odori esterni:</strong> come impianti industriali, allevamenti o raccolta rifiuti.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Quando è meglio non usarlo</h2>



<p>Il ricircolo non dovrebbe rimanere inserito per lunghi periodi.</p>



<p>Dopo alcuni minuti, infatti, aumenta la concentrazione di anidride carbonica prodotta dai passeggeri e diminuisce il ricambio d&#8217;aria. Questo può favorire sonnolenza, appannamento dei vetri e una sensazione di aria pesante, soprattutto se a bordo ci sono più persone.</p>



<p>È quindi preferibile disattivarlo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>durante i viaggi lunghi;</li>



<li>quando fuori la qualità dell&#8217;aria è buona;</li>



<li>se i vetri iniziano ad appannarsi;</li>



<li>quando si desidera arieggiare naturalmente l&#8217;abitacolo.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione ai vetri appannati</h2>



<p>Uno degli errori più comuni è lasciare inserito il ricircolo quando piove o in inverno. In queste condizioni l&#8217;umidità prodotta dalla respirazione dei passeggeri resta all&#8217;interno dell&#8217;auto e può far appannare rapidamente il parabrezza e i finestrini.</p>



<p>Per eliminare l&#8217;appannamento è consigliabile disattivare il ricircolo, orientare il flusso d&#8217;aria verso il parabrezza e, se disponibile, attivare il climatizzatore: anche d&#8217;inverno il compressore contribuisce a deumidificare l&#8217;aria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fa davvero risparmiare carburante?</h2>



<p>Sì, ma il beneficio è limitato. Quando il climatizzatore raffredda aria già fresca anziché aria molto calda proveniente dall&#8217;esterno, il compressore lavora meno e può ridurre leggermente i consumi. Il vantaggio è più evidente nelle giornate estive molto calde e dopo che l&#8217;abitacolo ha raggiunto la temperatura desiderata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le auto moderne fanno tutto da sole</h2>



<p>Molti modelli di ultima generazione gestiscono automaticamente il ricircolo grazie a sensori che rilevano la qualità dell&#8217;aria esterna. Il sistema può attivarsi da solo in presenza di elevati livelli di inquinamento o durante l&#8217;attraversamento di una galleria, per poi disattivarsi automaticamente dopo pochi minuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un consiglio pratico</h2>



<p>Se l&#8217;auto è rimasta parcheggiata al sole, è meglio aprire porte o finestrini per qualche istante prima di partire, così da far uscire l&#8217;aria surriscaldata. Successivamente si può accendere il climatizzatore e attivare il ricircolo per raffreddare più rapidamente l&#8217;abitacolo. Una volta raggiunta una temperatura confortevole, è consigliabile tornare alla modalità con aria esterna per garantire un corretto ricambio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In sintesi</h3>



<p>Il pulsante del ricircolo non va lasciato sempre acceso né sempre spento. È uno strumento utile se utilizzato nei momenti giusti: migliora il comfort, aiuta il climatizzatore a lavorare meglio e protegge dall&#8217;inquinamento esterno. L&#8217;importante è ricordarsi di disattivarlo periodicamente per mantenere l&#8217;aria dell&#8217;abitacolo fresca e sicura durante la guida.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le migliori app per chi vive il mare: dallo smartphone un aiuto per navigare in sicurezza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-migliori-app-per-chi-vive-il-mare-dallo-smartphone-un-aiuto-per-navigare-in-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[nautica e mare]]></category>
		<category><![CDATA[navigare in sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo smartphone è ormai diventato uno strumento indispensabile anche a bordo di un&#8217;imbarcazione. Carte nautiche digitali, previsioni meteo sempre aggiornate, monitoraggio del traffico marittimo, prenotazione di un posto barca e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo smartphone è ormai diventato uno strumento indispensabile anche a bordo di un&#8217;imbarcazione. Carte nautiche digitali, previsioni meteo sempre aggiornate, monitoraggio del traffico marittimo, prenotazione di un posto barca e persino sistemi pensati per aumentare la sicurezza in navigazione: negli ultimi anni le applicazioni dedicate al mondo della nautica si sono moltiplicate, diventando un valido supporto per diportisti, velisti, pescatori e appassionati del mare.</p>



<p>Naturalmente nessuna app può sostituire la preparazione del comandante, la strumentazione di bordo o il rispetto delle norme di sicurezza. Possono però rappresentare un prezioso alleato nella pianificazione della navigazione e nella gestione di molte attività quotidiane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Navionics Boating: la carta nautica sempre in tasca</h2>



<p>Tra le applicazioni più utilizzate c&#8217;è Navionics Boating, considerata da molti uno standard nel settore. Consente di consultare carte nautiche dettagliate, pianificare rotte, visualizzare fondali, individuare porti turistici, distributori di carburante e numerosi punti di interesse. Grazie al GPS dello smartphone o del tablet è possibile seguire la propria posizione anche durante la navigazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Windy: il meteo spiegato in modo semplice</h2>



<p>Chi va per mare sa bene quanto sia importante consultare il meteo prima di salpare. Windy è una delle applicazioni più apprezzate perché offre mappe intuitive e aggiornate su vento, onde, pioggia, pressione atmosferica e temperatura. È particolarmente utile per chi naviga a vela, ma anche per chi utilizza imbarcazioni a motore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">PredictWind: previsioni per i naviganti più esperti</h2>



<p>Per chi desidera informazioni ancora più approfondite esiste PredictWind, che mette a disposizione diversi modelli meteorologici e strumenti specifici per la navigazione. L&#8217;app è molto diffusa tra i velisti impegnati in traversate e crociere di lunga durata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">MarineTraffic: seguire il traffico marittimo in tempo reale</h2>



<p>Grazie ai dati del sistema AIS, MarineTraffic permette di visualizzare la posizione di migliaia di navi, traghetti, cargo e yacht in navigazione in tutto il mondo. Un servizio utile sia per curiosità sia per avere un quadro del traffico marittimo nelle aree più frequentate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Navily: trovare l&#8217;ormeggio giusto</h2>



<p>Quando arriva il momento di scegliere dove fermarsi, Navily è una delle applicazioni più apprezzate dai diportisti. Consente di consultare migliaia di recensioni su porti turistici, baie e ancoraggi, con informazioni sui servizi disponibili, sulle condizioni del fondale e sulla protezione dal vento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Savvy Navvy: il &#8220;Google Maps&#8221; della nautica</h2>



<p>Sempre più popolare anche in Italia, Savvy Navvy integra cartografia, meteo e pianificazione della rotta in un&#8217;unica piattaforma. L&#8217;interfaccia semplice e intuitiva la rende particolarmente interessante anche per chi si avvicina per la prima volta alla navigazione da diporto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fishing Points: un alleato per gli appassionati di pesca</h2>



<p>Chi pratica pesca sportiva può contare su Fishing Points, un&#8217;app che permette di memorizzare gli spot migliori, consultare le maree, le condizioni meteo e registrare le proprie catture, creando un vero e proprio diario di pesca digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">DiveMate: il diario delle immersioni</h2>



<p>Per il mondo della subacquea una delle applicazioni più conosciute è DiveMate. Consente di registrare le immersioni effettuate, archiviare dati tecnici, fotografie e sincronizzare numerosi computer subacquei, mantenendo sempre aggiornato il proprio logbook.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SafeTRX: più sicurezza in mare</h2>



<p>Tra le applicazioni dedicate alla sicurezza merita una menzione SafeTRX. L&#8217;app permette di registrare il proprio piano di navigazione, condividere l&#8217;itinerario con familiari o amici e facilitare un eventuale intervento dei soccorsi qualora si verificassero situazioni di emergenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tecnologia aiuta, ma non sostituisce il buon senso</h2>



<p>Le applicazioni per la nautica rappresentano oggi un importante supporto per vivere il mare in maniera più consapevole. Restano però strumenti di assistenza: prima di ogni uscita è fondamentale verificare le condizioni meteo, controllare l&#8217;efficienza dell&#8217;imbarcazione, avere a bordo le dotazioni di sicurezza previste dalla normativa e pianificare con attenzione la navigazione.</p>



<p>Perché la migliore tecnologia resta sempre quella accompagnata dall&#8217;esperienza, dalla prudenza e dal rispetto del mare.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mercato San Severino: al via domani la I edizione del “Bikers rota festival”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mercato-san-severino-al-via-domani-la-i-edizione-del-bikers-rota-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 11:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato San Severino]]></category>
		<category><![CDATA[bikers rota festival]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutto pronto a Mercato San Severino per il via alla prima edizione del “Bikers Rota Festival”, una tre giorni dedicata al mondo delle due ruote e non solo che si [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tutto pronto a Mercato San Severino per il via alla prima edizione del “Bikers Rota Festival”, una tre giorni dedicata al mondo delle due ruote e non solo che si terrà dal 10 al 12 luglio 2026 nell’Area P.I.P. Industriale dove ci sarà un ampio spazio attrezzato con ingresso gratuito per accogliere visitatori e motociclisti ma anche famiglie di appassionati provenienti da tutta la regione e oltre.</p>



<p>L&#8217;evento, targato Tortora Moto, è organizzato dall’associazione Bikers Rota Mercato San Severino con il patrocinio del Comune di Mercato San Severino ed in stretta collaborazione con il partner tecnico La Fonte. A sostenere lo sforzo organizzativo anche Fontanella, Restilyng Car, Ducati, Arcade, Edil Planet, Barone Distribuzione, La Premiere, Aeg Srl, Lamberti Costruzioni, Gm Costruzioni, Mss, Moto Ok, Stock Mania, Colcar, Cocktail, Oral Project, Rg Officine, Luminarie De Filippo, Catino &amp; Partners di D’Acunto Massimiliano. Preziosa anche la collaborazione con Sabatino ed il Gruppo di Protezione Civile di Mercato San Severino.</p>



<p>Il festival offrirà, ogni sera a partire dalle ore 19,00, un’esperienza immersiva totale attraverso diverse aree tematiche:</p>



<p><strong>Area Expo &amp; Stand Moto</strong>: è lo spazio dedicato ai principali brand, officine specializzate e accessori per il mondo delle due ruote, dove ammirare modelli unici e scoprire le ultime novità del settore;</p>



<p><strong>Show e Spettacoli di Trial</strong>: tutte le sere ci saranno momenti di pura adrenalina con esibizioni acrobatiche di trial che terranno il pubblico con il fiato sospeso;</p>



<p><strong>Stand Food &amp; Beverage</strong>: un&#8217;ampia offerta gastronomica con eccellenze locali e street food, ideale per accompagnare le calde serate estive con Attimi, 8 Burger, Appena Fritto, Tradizioni In Food, Accurso, Casa Real, Zio Savino, Marina senza Glutine, Capriccio di Gola;</p>



<p><strong>Musica Live &amp; Intrattenimento</strong>: grandi performance musicali sul palco centrale per garantire la colonna sonora perfetta a un weekend indimenticabile. Fitto il calendario degli eventi:</p>



<p>&#8211; Venerdì 10 luglio alle ore 21,30 aprono The Oldmen Brothers, a seguire dj set con Rocco Esposito;</p>



<p>&#8211; Sabato 11 luglio alle ore 22,00 spazio al Party Anni ’90, a seguire dj set con Rocco Esposito;</p>



<p>&#8211; Domenica 12 luglio alle ore 22, 00 c’è la musica di Vaskom, a seguire chiude dj set con Rocco Esposito.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ducati celebra 100 anni di storia: a Salerno convegno sul motorismo storico e il Classic Tour Velia 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ducati-celebra-100-anni-di-storia-a-salerno-convegno-sul-motorismo-storico-e-il-classic-tour-velia-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 12:24:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[moto ducati raduni salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Un secolo di storia, innovazione e passione per le due ruote. In occasione del centenario di Ducati, Salerno ospiterà un convegno dedicato alla cultura del motorismo storico, un appuntamento che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un secolo di storia, innovazione e passione per le due ruote. In occasione del centenario di Ducati, Salerno ospiterà un convegno dedicato alla cultura del motorismo storico, un appuntamento che riunirà istituzioni, esperti e appassionati per ripercorrere l&#8217;evoluzione del marchio e valorizzare il patrimonio motociclistico italiano. </p>



<p>Il Club Salerno Autostoriche, in collaborazione con la Commissione Cultura dell&#8217;Automotoclub Storico Italiano (ASI), organizza il convegno &#8220;Ducati: 100 anni di storia. Dalle radio ai miti a due ruote&#8221;, un importante appuntamento culturale dedicato alla celebrazione del centenario della storica casa motociclistica italiana, fondata nel 1926.</p>



<p>L&#8217;evento si terrà giovedì 9 luglio, alle ore 10:00, nel Palazzo di Provincia di Salerno, nella “Sala Bottiglieri”, e rappresenterà  un&#8217;occasione per ripercorrere la straordinaria evoluzione della Ducati: dalla produzione di apparecchi radio agli anni pionieristici del motociclismo, fino a diventare uno dei marchi più prestigiosi al mondo, simbolo dell&#8217;ingegno, della tecnologia e del Made in Italy.</p>



<p>Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del Presidente Nazionale dell&#8217;Automotoclub Storico Italiano (ASI) e Presidente FIVA, Alberto Scuro, da sempre impegnato nella tutela, nella valorizzazione e nella difesa del motorismo storico quale patrimonio culturale, tecnico e sociale. Il suo intervento rappresenterà un importante messaggio a sostegno della conservazione della memoria motoristica italiana e del ruolo educativo che il motorismo storico svolge nei confronti delle nuove generazioni.</p>



<p>Il convegno non sarà soltanto una celebrazione della Ducati, ma anche un momento di approfondimento sul valore culturale del motorismo storico, sulla tutela dei veicoli d&#8217;epoca, sull&#8217;educazione alla sicurezza stradale e sulla necessità di trasmettere ai giovani il patrimonio tecnico, storico e umano che essi rappresentano.</p>



<p>Uno dei momenti più attesi della giornata sarà la presentazione ufficiale del Classic Tour Velia 2026, manifestazione inserita nel Calendario Nazionale Moto ASI, in programma domenica 12 luglio.<br>Il tour accompagnerà motociclisti provenienti da tutta Italia lungo uno degli itinerari più suggestivi della Campania, da Paestum all&#8217;antica città di Velia, la celebre Città dei Filosofi, valorizzando il patrimonio archeologico, paesaggistico e culturale del Cilento attraverso il motorismo storico.</p>



<p>Nel corso della manifestazione saranno inoltre conferiti i Premi alla Cultura e le Targhe di Ringraziamento a personalità che, con il proprio impegno istituzionale, professionale e culturale, hanno contribuito alla valorizzazione del territorio, della cultura e del patrimonio motoristico.</p>



<p><strong>Nel corso della cerimonia saranno conferiti i Premi alla Cultura a</strong> Giuseppe Parente, presidente della Provincia di Salerno; all&#8217;on. Vincenzo De Luca; al prof. Pietro Mandia, dirigente scolastico del Liceo Scientifico &#8220;Andrea Genoino&#8221;; al prof. Antonio Biagio, vicepresidente del medesimo istituto; al dott. Flavio Pagano, scrittore e giornalista; e al dott. Vincenzo Andriuolo, presidente dell&#8217;Associazione More Dianense.</p>



<p><strong>Una targa di ringraziamento sarà inoltre consegnata al</strong> dott. Rocco Donato Pessolani, dirigente della Motorizzazione Civile di Salerno.</p>



<p>«Celebrare i cento anni della Ducati – dichiara l&#8217;Ing. Dino Nardiello, Presidente del Club Salerno Autostoriche – significa raccontare un secolo di storia italiana fatto di ricerca, lavoro, innovazione e passione. È un&#8217;occasione per ricordare che il motorismo storico non è soltanto conservazione di veicoli, ma tutela della memoria, dell&#8217;ingegno e delle competenze che hanno reso grande l&#8217;industria italiana. Attraverso questo convegno vogliamo creare un ponte tra passato e futuro, coinvolgendo istituzioni, scuola e giovani affinché la cultura del motorismo storico continui a essere un patrimonio vivo e condiviso.»</p>



<p>L&#8217;iniziativa conferma l&#8217;impegno del Club Salerno Autostoriche, da oltre vent&#8217;anni protagonista nella promozione della cultura motoristica, della sicurezza stradale e della valorizzazione del territorio attraverso eventi, progetti educativi e manifestazioni di rilievo nazionale.<br></p>
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		<title>Luca Talotta, il giornalista che racconta la rivoluzione della mobilità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/luca-talotta-il-giornalista-che-racconta-la-rivoluzione-della-mobilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:15:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[luca talotta]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;automobile non è più soltanto un mezzo di trasporto. Oggi significa elettrificazione, software, intelligenza artificiale, sostenibilità, nuovi modelli di business e trasformazioni industriali che coinvolgono produttori, istituzioni e consumatori. Raccontare [...]]]></description>
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<p>L&#8217;automobile non è più soltanto un mezzo di trasporto. Oggi significa elettrificazione, software, intelligenza artificiale, sostenibilità, nuovi modelli di business e trasformazioni industriali che coinvolgono produttori, istituzioni e consumatori. Raccontare questo cambiamento richiede competenze sempre più trasversali. È il percorso intrapreso da Luca Talotta, giornalista specializzato nel settore automotive e della mobilità sostenibile, che negli ultimi anni ha fatto della divulgazione uno dei punti di forza della propria attività professionale.</p>



<p>La sua carriera nasce nel giornalismo sportivo e generalista, collaborando con importanti testate nazionali. Nel tempo, però, ha scelto di concentrare il proprio lavoro su uno dei comparti più dinamici dell&#8217;economia mondiale: quello dell&#8217;automobile e della mobilità.</p>



<p>Una scelta maturata proprio mentre il settore attraversava una delle più profonde trasformazioni della sua storia. L&#8217;avvento delle auto elettriche, le normative sulle emissioni, lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, la digitalizzazione dei veicoli e l&#8217;arrivo di nuovi costruttori hanno cambiato radicalmente il modo di parlare di automobili.</p>



<p>Oggi il giornalismo automotive non si limita più a descrivere prestazioni, design o schede tecniche. Per comprendere il mercato è necessario conoscere anche i temi dell&#8217;energia, dell&#8217;innovazione tecnologica, delle politiche industriali, della sostenibilità ambientale e della trasformazione digitale.</p>



<p>In questo contesto Talotta ha costruito un profilo professionale orientato alla divulgazione, collaborando con testate specializzate e partecipando a convegni, eventi e iniziative dedicate alla mobilità del futuro. Alla produzione giornalistica affianca inoltre l&#8217;attività di docente universitario e consulente di comunicazione, contribuendo alla diffusione di una cultura dell&#8217;innovazione nel settore automotive.</p>



<p>Il suo lavoro rappresenta un esempio di come sia cambiata anche la professione del giornalista specializzato. Se fino a pochi anni fa raccontare il mondo dell&#8217;auto significava soprattutto provare nuovi modelli e seguire i saloni internazionali, oggi significa interpretare fenomeni molto più complessi che coinvolgono industria, ambiente, tecnologia ed economia.</p>



<p>Per questo motivo figure come quella di Luca Talotta assumono un ruolo sempre più importante nel panorama dell&#8217;informazione specializzata: fare da ponte tra un settore in continua evoluzione e un pubblico che cerca strumenti per comprendere le trasformazioni della mobilità contemporanea.</p>



<p>In un&#8217;epoca in cui l&#8217;automobile sta cambiando più velocemente che in qualsiasi altro momento degli ultimi decenni, raccontare il cambiamento diventa quasi importante quanto realizzarlo. Ed è proprio questa la sfida che caratterizza il lavoro di una nuova generazione di giornalisti dell&#8217;automotive.</p>



<p>(Foto da pagina facebook Luca Talotta)</p>



<p></p>
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		<title>Auto elettriche, in Italia quota di mercato oltre il 10%</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auto-elettriche-in-italia-quota-di-mercato-oltre-il-10/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[ecomobilità]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua la crescita del mercato italiano delle auto elettriche. A giugno, le immatricolazioni di vetture full electric hanno raggiunto infatti nella Penisola le&#160;14.721 unità, con un passo avanti dell’84,7% e [...]]]></description>
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<p>Continua la crescita del mercato italiano delle auto elettriche. A giugno, le immatricolazioni di vetture full electric hanno raggiunto infatti nella Penisola le&nbsp;<strong>14.721 unità, con un passo avanti dell’84,7% e una quota di mercato salita al 10,1%</strong>, dal 6% registrato nello stesso mese del 2025. A guidare i numeri sono ancora le registrazioni dei veicoli acquistati grazie agli incentivi introdotti lo scorso ottobre, andati esauriti in appena una giornata.</p>



<p>Nel primo semestre dell’anno, le auto elettriche immatricolate in Italia sono 78.819, su del 76,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, con una market share dell’8,4%, in aumento rispetto al 5,2% del periodo gennaio-giugno 2025. Al 30 giugno,&nbsp;<strong>il parco circolante elettrico italiano risulta composto da 435.237 auto</strong>.</p>



<p>Considerando tutte le alimentazioni, il mercato auto della Penisola segna nell’ultimo mese una crescita dei volumi del 10,1% rispetto a giugno 2025, con 146.312 immatricolazioni totali. Segno positivo anche nei sei mesi, con un progresso del 9,3% a 938.341 registrazioni complessive.</p>



<p>Allargando l’analisi ai principali Paesi europei, gli ultimi dati disponibili, riferiti a maggio 2026, mostrano che la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 29,2% in&nbsp;<strong>Francia</strong>, il 25,1% in&nbsp;<strong>Germania</strong>, il 10,9% in&nbsp;<strong>Spagna</strong>&nbsp;e il 27,4% nel&nbsp;<strong>Regno Unito</strong>. Nello stesso mese, in Italia la market share si era fermata all’8,9%.</p>



<p>“La lettura dei dati indica l’urgenza di&nbsp;<strong>un piano strutturale per colmare il divario rispetto agli altri grandi mercati europei</strong>”, osserva il presidente di Motus-E,&nbsp;<strong>Fabio Pressi</strong>, sottolineando che “in assenza di nuove misure, la spinta degli incentivi dello scorso anno si esaurirà molto presto, aggravando ulteriormente il ritardo del nostro Paese in un settore chiave per l’economia”.</p>



<p>In quest’ottica, prosegue Pressi, “auspichiamo che il Tavolo Automotive convocato al Mimit il 14 luglio,&nbsp;<strong>anche in virtù della flessibilità concessa dalla Commissione Ue all’Italia per accelerare sulla transizione energetica</strong>, guardi con pragmatismo alle azioni necessarie nell’immediato nel settore mobilità, a partire da&nbsp;<strong>una profonda revisione della fiscalità sulle flotte aziendali</strong>, senza limitarsi all’analisi del recente DPCM Automotive, che pure, a livello di mercato, offre qualche spunto di interesse per il futuro”.</p>



<p>Il riferimento è in particolare ai rinnovati incentivi per i van di segmento N1 ed N2, da lungo tempo attesi dagli operatori per sbloccare gli acquisti, e al cosiddetto&nbsp;<strong>Leasing sociale</strong>, che nella formulazione attuale rappresenta essenzialmente un esperimento, ma da monitorare con attenzione.</p>



<p>“In Francia – conclude il presidente di Motus-E – dove questo strumento è stato riservato alle auto elettriche,&nbsp;<strong>l’iniziativa ha rappresentato un grande successo</strong>&nbsp;e lo stesso, con un’adeguata pianificazione, potrebbe avvenire anche in Italia”.</p>
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		<title>Moto al sole, come proteggerla: l&#8217;importanza del telo coprimoto anche in estate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/moto-al-sole-come-proteggerla-limportanza-del-telo-coprimoto-anche-in-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 10:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[proteggere la moto]]></category>
		<category><![CDATA[telo coprimoto]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si pensa al telo coprimoto, si immagina spesso l&#8217;inverno o i lunghi periodi di inutilizzo del veicolo. In realtà, anche durante l&#8217;estate questo semplice accessorio può fare la differenza, [...]]]></description>
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<p>Quando si pensa al telo coprimoto, si immagina spesso l&#8217;inverno o i lunghi periodi di inutilizzo del veicolo. In realtà, anche durante l&#8217;estate questo semplice accessorio può fare la differenza, proteggendo la moto dai danni causati dal sole e dagli agenti esterni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sole può rovinare la moto</h2>



<p>Le alte temperature e i raggi ultravioletti (UV) non mettono a rischio solo la pelle, ma anche la carrozzeria e i componenti della moto. Un&#8217;esposizione prolungata può scolorire la vernice, opacizzare le plastiche, deteriorare le guarnizioni in gomma e rendere la sella più rigida e soggetta a screpolature.</p>



<p>Inoltre, lasciare la moto parcheggiata per ore sotto il sole significa ritrovarsi con sella, serbatoio e manopole roventi, rendendo meno confortevole la ripartenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo raggi UV</h2>



<p>Il telo protegge anche da altri inconvenienti tipici della bella stagione. Polvere, pollini, resina degli alberi ed escrementi di uccelli possono infatti danneggiare la vernice o lasciare residui difficili da eliminare se non rimossi tempestivamente.</p>



<p>Anche improvvisi temporali estivi o grandinate possono mettere a rischio la moto. Sebbene un normale telo non sostituisca una protezione specifica contro la grandine, rappresenta comunque una barriera contro pioggia, sporco e piccoli detriti trasportati dal vento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scegliere il telo giusto</h2>



<p>Non tutti i coprimoto sono uguali. Per l&#8217;utilizzo estivo è preferibile orientarsi su un modello traspirante e impermeabile, capace di impedire il passaggio dell&#8217;acqua senza trattenere l&#8217;umidità all&#8217;interno.</p>



<p>Un telo di buona qualità deve inoltre essere resistente ai raggi UV, dotato di sistemi di fissaggio per evitare che il vento lo sposti e della misura corretta, così da coprire completamente la moto senza risultare eccessivamente largo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando utilizzarlo</h2>



<p>Il coprimoto è particolarmente utile quando il veicolo viene lasciato all&#8217;aperto per molte ore, sia davanti casa sia sul posto di lavoro o durante una vacanza.</p>



<p>L&#8217;unica accortezza è evitare di coprire la moto subito dopo aver terminato un viaggio: motore e scarico devono prima raffreddarsi completamente per evitare di danneggiare il telo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un piccolo investimento che preserva il valore</h2>



<p>Utilizzare regolarmente un telo coprimoto significa limitare l&#8217;usura causata dagli agenti atmosferici e mantenere nel tempo un migliore stato estetico del veicolo. Un dettaglio che può fare la differenza anche in caso di futura rivendita, contribuendo a conservare il valore della moto.</p>



<p>Con una spesa contenuta e pochi secondi per coprire il mezzo, è possibile prevenire molti dei danni provocati dall&#8217;esposizione quotidiana al sole e agli agenti esterni, rendendo il telo un accessorio utile non solo in inverno, ma durante tutto l&#8217;anno.</p>
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		<title>Camerota inaugura il nuovo porto turistico: una serata di festa per la comunità e uno sguardo al futuro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/camerota-inaugura-il-nuovo-porto-turistico-una-serata-di-festa-per-la-comunita-e-uno-sguardo-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Una grande partecipazione di cittadini, operatori del mare, istituzioni e turisti ha accompagnato la cerimonia inaugurale delle nuove aree del porto turistico di Marina di Camerota, al termine dell’intervento di [...]]]></description>
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<p>Una grande partecipazione di cittadini, operatori del mare, istituzioni e turisti ha accompagnato la cerimonia inaugurale delle nuove aree del porto turistico di <strong>Marina di Camerota</strong>, al termine dell’intervento di messa in sicurezza dell’infrastruttura portuale.</p>



<p>La serata si è aperta con la benedizione impartita da Don Gianni Citro e con la ricollocazione della statua bronzea di San Domenico, tornata nella nuova piazza affacciata sul porto, simbolo della tradizione e dell’identità della comunità.</p>



<p>Nel corso della cerimonia sono intervenute le autorità civili e militari presenti, mentre il momento istituzionale è stato accompagnato dalle esibizioni dell’Orchestra Giovanile dell’Istituto Comprensivo Camerota, diretta dal maestro Manfredo D&#8217;Alessandro, e della scuola di danza Il Carillon.</p>



<p>Nel suo intervento, il sindaco <strong>Mario Salvatore Scarpitta</strong> ha ripercorso il percorso di riqualificazione del porto avviato negli ultimi anni, sottolineando come l’infrastruttura rappresenti oggi uno dei principali motori dello sviluppo turistico ed economico del territorio.</p>



<p>«Quella che inauguriamo oggi – ha dichiarato il sindaco <strong>Mario Salvatore Scarpitta</strong> – non è soltanto un’opera pubblica, ma il risultato di una visione che in questi anni ha trasformato il porto nel cuore pulsante della nostra comunità. Abbiamo restituito ordine, sicurezza e servizi a un’infrastruttura strategica per Marina di Camerota, creando nuove opportunità di lavoro e di sviluppo. Questo intervento rappresenta un traguardo importante, ma non il punto di arrivo. Continueremo a lavorare per completare il percorso di valorizzazione del nostro porto e dell’intero fronte mare, con nuovi investimenti che renderanno Marina di Camerota sempre più moderna, accogliente e competitiva.»</p>



<p>Durante la manifestazione è stato inoltre presentato in anteprima il progetto del nuovo lungomare di Marina di Camerota, i cui lavori prenderanno il via nel prossimo mese di ottobre. L’Amministrazione comunale ha annunciato anche l’avvio, dopo la stagione estiva, dei lavori di riqualificazione di Piazza San Domenico, ulteriore tassello del programma di rigenerazione urbana del centro costiero.</p>



<p>Nel corso della cerimonia il sindaco ha rivolto un sentito ringraziamento alle istituzioni che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, con un particolare riconoscimento al consigliere regionale Luca Cascone per il sostegno garantito al progetto, alle autorità marittime, ai tecnici, ai progettisti, alla ditta esecutrice dei lavori, ai dipendenti comunali e a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita dell’intervento.</p>



<p>L’inaugurazione si è conclusa con un momento conviviale aperto alla cittadinanza, suggellando una serata che ha rappresentato non solo la consegna di una nuova infrastruttura, ma anche la conferma del percorso di crescita e valorizzazione intrapreso dall’Amministrazione comunale per il futuro di Marina di Camerota.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Nuovi servizi al porto di San Marco: più posti barca, assistenza e attenzione all&#8217;ambiente</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nuovi-servizi-al-porto-di-san-marco-piu-posti-barca-assistenza-e-attenzione-allambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 10:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[porto di san marco]]></category>
		<category><![CDATA[servizi portuali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il porto di San Marco si rinnova con nuovi servizi pensati per migliorare l&#8217;accoglienza di diportisti, cittadini e turisti. L&#8217;amministrazione comunale di Castellabate ha presentato ufficialmente le novità che interessano [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il porto di San Marco si rinnova con nuovi servizi pensati per migliorare l&#8217;accoglienza di diportisti, cittadini e turisti. L&#8217;amministrazione comunale di Castellabate ha presentato ufficialmente le novità che interessano l&#8217;infrastruttura portuale, con l&#8217;obiettivo di rendere lo scalo sempre più efficiente, sicuro e sostenibile.</p>



<p>Nella sua configurazione attuale, il porto dispone complessivamente di <strong>203 posti barca</strong> per imbarcazioni comprese tra i 6 e i 17 metri, all&#8217;interno delle aree in concessione demaniale al Comune. Di questi, <strong>16 sono riservati al transito</strong>, mentre <strong>30 posti</strong> sono destinati alle attività commerciali, ai cantieri nautici e alle associazioni.</p>



<p>L&#8217;approdo è stato potenziato sia sotto il profilo infrastrutturale sia per quanto riguarda i servizi. Tra banchine fisse e pontili galleggianti, tutti i posti barca sono dotati di impianti per l&#8217;erogazione di acqua ed energia elettrica, garantendo maggiore comfort agli utenti.</p>



<p>Particolare attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ambientale. Nell&#8217;area portuale sono infatti presenti un <strong>Seabin</strong>, il dispositivo galleggiante per la raccolta dei rifiuti presenti in mare, e un sistema per l&#8217;aspirazione delle acque di sentina, strumenti che contribuiscono alla tutela dell&#8217;ecosistema marino. A supporto delle operazioni di ormeggio è inoltre disponibile un gommone dedicato all&#8217;assistenza operativa.</p>



<p>A garantire il funzionamento dei nuovi servizi saranno <strong>dieci operatori</strong>, impegnati nell&#8217;assistenza ai diportisti e nella vigilanza dell&#8217;area portuale.</p>



<p>Con questo intervento il Comune punta a rafforzare il ruolo del porto di San Marco come punto di riferimento per la nautica da diporto nel Cilento, migliorando la qualità dei servizi offerti e valorizzando al tempo stesso il patrimonio costiero di Castellabate.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Due giganti del mare nella flotta di Nova Marine Carriers: festa a Napoli per i 45 anni di attività della compagnia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/due-giganti-del-mare-nella-flotta-di-nova-marine-carriers-festa-a-napoli-per-i-45-anni-di-attivita-della-compagnia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 09:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[nova marine carriers]]></category>
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					<description><![CDATA[Virata di bordo storica per il Gruppo Nova Marine Carriers di Lugano che fa capo alle famiglie Romeo e Gozzi. La compagnia, che è stata fondata nel 1981 da Giovanni [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Virata di bordo storica per il Gruppo Nova Marine Carriers di Lugano che fa capo alle famiglie Romeo e Gozzi. La compagnia, che è stata fondata nel 1981 da Giovanni Romeo e che controlla e gestisce una flotta di più di 120 unità, occupando gradualmente il segmento delle navi bulk carrier e cementiere di piccole e medie dimensioni, ha compiuto il salto di qualità investendo per la prima volta nel comparto altamente competitivo delle Kamsarmax, nome che contraddistingue navi comprese fra le 80.000 e le 85.000 tonnellate di portata lorda (dwt).</p>



<p>Nova Marine Carriers ha infatti acquisito il controllo di due unità di questo size, la Sider Andromeda, costruita nel 2022 nel cantiere cinese Jiangsu Yangzi-Mitsui Shipbuilding Co e impiegata in prevalenza nel trasporto di cereali; quindi la gemella Sider Antares; entrambe le navi verranno gestite dal nuovo desk panamax di Nova Marine.</p>



<p>L’operazione che segna l’ingresso della compagnia guidata da Vincenzo Romeo nel comparto dei grandi trasporti oceanici, confermando per altro una presenza di Nova Marine in cinque continenti, nonché una parallela accelerazione sul fronte del business logistico, con una successione di investimenti in importanti terminal portuali, è stata annunciata a margine della festa per i 45 anni dalla nascita della società di navigazione ormai saldamente radicata in Svizzera, a Lugano.</p>



<p>«<em>Siamo sempre stati e rimaniamo</em> – è il commento dei vertici del Gruppo, anche a proposito dell’evento che ha richiamato a Napoli, presso la suggestiva cornice del Real Bosco di Capodimonte, più di 700 ospiti provenienti da ogni parte del mondo – <em>un gruppo e una famiglia riservata, che vede nel low profile uno dei suoi fattori identificativi più autentici. Tuttavia abbiamo pensato fosse giunto il momento di festeggiare insieme con una comunità di collaboratori, clienti, partner commerciali, operatori delle costruzioni navali che in questi anni ha creduto in noi, è cresciuta con noi, consentendoci di affrontare e vincere sempre nuove sfide.</em>» </p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Max Sirena, l&#8217;uomo dietro Luna Rossa: il velista che guiderà la sfida della Coppa America a Napoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/max-sirena-luomo-dietro-luna-rossa-il-velista-che-guidera-la-sfida-della-coppa-america-a-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:26:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[coppa america]]></category>
		<category><![CDATA[luna rossa]]></category>
		<category><![CDATA[max sirena]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;arrivo di Luna Rossa a Napoli segna l&#8217;inizio di un percorso che accompagnerà la città verso uno degli eventi sportivi più prestigiosi al mondo. Ad accogliere il team, nella Sala [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;arrivo di Luna Rossa a Napoli segna l&#8217;inizio di un percorso che accompagnerà la città verso uno degli eventi sportivi più prestigiosi al mondo. Ad accogliere il team, nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, sono stati il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente del Circolo del Remo e della Vela Italia, Roberto Mottola di Amato, in un incontro che ha dato ufficialmente il benvenuto all&#8217;equipaggio chiamato a rappresentare l&#8217;Italia nella prossima America&#8217;s Cup.</p>



<p>Tra i protagonisti della giornata c&#8217;era soprattutto Max Sirena, il volto e la guida di Luna Rossa, uno dei velisti più autorevoli del panorama internazionale. Sarà lui a condurre la squadra in una sfida che, per la prima volta, avrà come scenario il golfo di Napoli.</p>



<p>«È una giornata importante perché per la prima volta navigheremo nelle acque di Napoli con le barche di Luna Rossa. Inizia una nuova era di avvicinamento alla Coppa America che sarà fantastica e Napoli sarà sicuramente il valore aggiunto di questo evento», ha dichiarato Sirena sul Corriere del Mezzogiorno, sottolineando anche il legame con il Circolo del Remo e della Vela Italia. «Regateremo con i suoi colori e quindi siamo un po&#8217; il team di casa; per questo abbiamo una grande responsabilità, soprattutto quella di avvicinare più napoletani possibile a Luna Rossa e alla Coppa America».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il comandante del sogno italiano</h2>



<p>Nato a Rimini nel 1971, Massimiliano &#8220;Max&#8221; Sirena è considerato uno dei massimi esperti mondiali della vela ad alte prestazioni. La sua carriera è il risultato di decenni trascorsi tra regate oceaniche, competizioni internazionali e innovazione tecnologica, fino a diventare uno dei punti di riferimento assoluti dell&#8217;America&#8217;s Cup.</p>



<p>Il suo nome è legato indissolubilmente a Luna Rossa, della quale oggi è Team Director e Skipper, un doppio ruolo che lo pone al centro sia delle scelte sportive sia di quelle organizzative. Ma il suo curriculum racconta anche un&#8217;esperienza unica: nel 2010 ha conquistato l&#8217;America&#8217;s Cup con il team statunitense BMW Oracle Racing, diventando uno dei pochi italiani ad aver alzato il trofeo più ambito della vela mondiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una leadership costruita sui risultati</h2>



<p>Chi conosce il mondo della vela descrive Sirena come un leader concreto, poco incline ai protagonismi. In uno sport in cui ogni dettaglio può fare la differenza, ha costruito la propria reputazione attraverso la capacità di gestire equipaggi, progettisti, ingegneri e tecnici, mantenendo sempre l&#8217;equilibrio tra prestazione sportiva e sviluppo tecnologico.</p>



<p>L&#8217;America&#8217;s Cup, infatti, non è soltanto una regata: è una competizione in cui convivono innovazione, ricerca, aerodinamica, progettazione e lavoro di squadra. Il compito del Team Director è quello di trasformare tutte queste competenze in un&#8217;unica macchina capace di competere ai massimi livelli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli protagonista della nuova era della Coppa America</h2>



<p>L&#8217;arrivo di Luna Rossa rappresenta anche l&#8217;inizio di una nuova stagione per Napoli, destinata a diventare il cuore della vela mondiale. Il villaggio allestito nell&#8217;area della colmata di Bagnoli sta prendendo forma e i team stanno preparando gli hangar in vista del 24 settembre, quando gli AC40 scenderanno in acqua per le regate preliminari.</p>



<p>Per Sirena non sarà soltanto una sfida sportiva. Nelle sue parole emerge anche la volontà di lasciare un&#8217;eredità alla città, coinvolgendo nuovi appassionati e avvicinando il pubblico a uno sport che negli ultimi anni ha saputo reinventarsi grazie all&#8217;innovazione tecnologica e alla spettacolarità delle nuove imbarcazioni.</p>



<p>La presenza di Luna Rossa nel capoluogo campano assume così un valore che va oltre la competizione: è l&#8217;occasione per fare di Napoli una capitale internazionale della vela e per raccontare, attraverso figure come Max Sirena, il lavoro, la preparazione e la cultura sportiva che si nascondono dietro uno dei team più competitivi al mondo.</p>



<p>(Foto da pagina facebook Luna Rossa Team)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>UE, più flessibilità per l&#8217;energia: possibili incentivi alle auto elettriche nel nuovo quadro fiscale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ue-piu-flessibilita-per-lenergia-possibili-incentivi-alle-auto-elettriche-nel-nuovo-quadro-fiscale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 11:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[pompe di calore]]></category>
		<category><![CDATA[transizione energetica]]></category>
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					<description><![CDATA[La Commissione europea si prepara ad ampliare la flessibilità prevista dal Patto di stabilità, aprendo la strada a nuovi incentivi per la transizione energetica, tra cui il sostegno all&#8217;acquisto di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Commissione europea si prepara ad ampliare la flessibilità prevista dal Patto di stabilità, aprendo la strada a nuovi incentivi per la transizione energetica, tra cui il sostegno all&#8217;acquisto di auto elettriche e pompe di calore. La notizia è stata anticipata dall&#8217;ANSA, che cita fonti europee.</p>



<p>La proposta sarà esaminata venerdì dal Comitato economico e finanziario dell&#8217;Unione europea, organismo composto dai rappresentanti dei ministeri dell&#8217;Economia dei 27 Stati membri. Con questo passaggio, le nuove deroghe dovrebbero diventare operative, senza la necessità di un ulteriore via libera del Consiglio Ecofin.</p>



<p>L&#8217;estensione della clausola di salvaguardia nazionale, inizialmente prevista esclusivamente per gli investimenti nel settore della difesa, consentirà agli Stati membri di escludere dal calcolo del deficit alcune spese destinate a rafforzare la resilienza energetica. In particolare, Bruxelles ipotizza di ammettere investimenti fino allo 0,3% del Pil all&#8217;anno nel triennio 2026-2028, con un limite complessivo dello 0,6% del Pil.</p>



<p>Tra gli interventi che potrebbero beneficiare della nuova flessibilità figurano gli incentivi all&#8217;acquisto di veicoli elettrici e delle pompe di calore, strumenti ritenuti strategici per accelerare la decarbonizzazione e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Restano invece esclusi sussidi generalizzati e tagli alle accise sui carburanti.</p>



<p>Per l&#8217;Italia, che ha sostenuto con forza l&#8217;estensione della clausola, si tratta di un importante margine di manovra nell&#8217;ambito delle nuove regole fiscali europee. Le misure concrete saranno però definite dai singoli governi al momento della richiesta di attivazione della clausola, attesa a partire da settembre, mentre le prime autorizzazioni potrebbero arrivare a ottobre.</p>



<p>L&#8217;ipotesi di includere gli incentivi alle auto elettriche rappresenta un segnale significativo anche per il comparto automobilistico europeo, alle prese con una fase complessa di transizione industriale e occupazionale. L&#8217;obiettivo dichiarato della Commissione è favorire investimenti mirati nella sicurezza energetica senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici.</p>



<p>(Fonte: ANSA)</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Filiera ittica sostenibile: la Giunta regionale approva il disegno di legge per la riduzione del polistirene</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/filiera-ittica-sostenibile-la-giunta-regionale-approva-il-disegno-di-legge-per-la-riduzione-del-polistirene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 14:08:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[filiera ittica giunta campania]]></category>
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					<description><![CDATA[La Giunta regionale della Campania, nella riunione dello scorso 30 giugno, ha approvato e trasmesso al Consiglio regionale il disegno di legge “Disposizioni per la riduzione dell’utilizzo di contenitori in polistirene [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Giunta regionale della Campania, nella riunione dello scorso 30 giugno, ha approvato e trasmesso al Consiglio regionale il <strong>disegno di legge “Disposizioni per la riduzione dell’utilizzo di contenitori in polistirene nel settore ittico e per la promozione di sistemi sostenibili e circolari nella filiera”</strong>.</p>



<p>L&#8217;intervento risponde alla necessità di tutelare gli ecosistemi marini e costieri dalla dispersione delle microplastiche. L&#8217;obiettivo è la drastica e progressiva riduzione dei contenitori in polistirene espanso, allineando la Campania agli standard europei sull&#8217;economia circolare e prevenendo il rischio di sanzioni.</p>



<p>Il provvedimento prevede una serie di azioni improntate ad una logica collaborativa con i vari soggetti coinvolti: la sostenibilità viene promossa attraverso incentivi economici e percorsi culturali, salvaguardando la competitività delle imprese.</p>



<p><strong>Le misure&nbsp;</strong>principali previste:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Contributi e incentivi per l&#8217;acquisto di cassette sostenibili e macchinari per la sanificazione o logistica inversa, oltre al supporto a progetti pilota e partenariati pubblico-privati;</li>



<li>Adeguamento progressivo dei mercati e delle strutture di competenza regionale, d&#8217;intesa con le categorie interessate;</li>



<li>Campagne di sensibilizzazione rivolte a consumatori e operatori per stimolare un cambio culturale spontaneo;</li>



<li>Introduzione di criteri ambientali premiali negli affidamenti pubblici per i servizi di logistica e gestione ittica.</li>
</ul>



<p><strong>Per l’attuazione del provvedimento è previsto uno stanziamento complessivo di 549.700 euro annui per il triennio 2026-2028</strong>.</p>



<p>“Con questo provvedimento inauguriamo una strategia integrata di transizione ecologica graduale, camminando al fianco degli operatori della filiera ittica. Incentivare l’acquisto di contenitori sostenibili, modernizzare la logistica e investire nella sensibilizzazione significa dare risposte concrete a una necessità ambientale che non può più attendere, riducendo drasticamente la dispersione di polistirene e microplastiche che minacciano la salute del mare e dei cittadini. La tutela dell&#8217;ambiente si costruisce stimolando un cambio culturale diffuso e promuovendo comportamenti consapevoli e buone pratiche quotidiane. Attraverso una forte sinergia tra istituzioni, categorie professionali e cittadini, possiamo salvare le nostre aree costiere, valorizzare l’identità della pesca campana e costruire un territorio più sicuro, resiliente e sostenibile”&nbsp;<strong>ha dichiarato Fiorella Zabatta, assessora alla Biodiversità, Pesca e acquacoltura</strong>.</p>



<p>“La salvaguardia del nostro mare, delle nostre coste e dello straordinario patrimonio biologico dei parchi marini della Campania rappresenta una priorità assoluta e richiede una visione d&#8217;insieme capace di legare la tutela dell&#8217;ecosistema allo sviluppo delle attività produttive. In questo solco si inseriscono misure come quella proposta dalla Giunta che riteniamo fondamentali per preservare l’ambiente, le specie ittiche e affiancare il comparto” ha aggiunto&nbsp;<strong>il presidente della Giunta regionale Roberto Fico</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Porto di San Marco, lunedì la presentazione dei nuovi servizi portuali comunali</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/porto-di-san-marco-lunedi-la-presentazione-dei-nuovi-servizi-portuali-comunali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[porto di san marco]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova rotta per il porto di San Marco di Castellabate, all&#8217;insegna di sicurezza, accoglienza e sostenibilità ambientale. Lunedì, alle ore 10.00, presso l&#8217;Approdo Turistico di San Marco, si terrà [...]]]></description>
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<p>Una nuova rotta per il porto di San Marco di Castellabate, all&#8217;insegna di sicurezza, accoglienza e sostenibilità ambientale. Lunedì, alle ore 10.00, presso l&#8217;Approdo Turistico di San Marco, si terrà la presentazione ufficiale dei nuovi servizi portuali comunali, avviati a seguito della gestione in forma diretta e sperimentale, per il triennio 2026-2028, degli ormeggi comunali, delle attrezzature e delle attività relative alla nautica da diporto in regime di concessione. </p>



<p>L&#8217;iniziativa rappresenta un momento significativo per illustrare ai cittadini, agli operatori del settore e ai diportisti il nuovo modello organizzativo adottato dall&#8217;Amministrazione comunale, che punta a garantire servizi sempre più efficienti, qualificati e vicini alle esigenze dei diportisti. Nel corso dell&#8217;incontro saranno illustrati i principali interventi e le novità introdotte, con particolare attenzione al potenziamento della sicurezza in ambito portuale, al miglioramento dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;assistenza ai diportisti, alla tutela dell&#8217;ambiente marino e alla valorizzazione del porto quale infrastruttura strategica per lo sviluppo turistico e l&#8217;economia del territorio.</p>



<p>«<em>Con la gestione diretta del porto il Comune compie una scelta di responsabilità e di visione. Vogliamo garantire servizi di qualità, maggiore efficienza e una presenza costante dell&#8217;ente in un&#8217;infrastruttura strategica per Castellabate. Il porto di San Marco rappresenta una porta d&#8217;accesso privilegiata al nostro territorio e un motore di sviluppo turistico ed economico</em>», spiega il Sindaco di Castellabate, <strong>Marco Rizzo</strong>.</p>



<p>«<em>Abbiamo lavorato per costruire un sistema di servizi moderno ed efficiente, capace di offrire assistenza ai diportisti, valorizzare gli ormeggi comunali e garantire una migliore fruizione degli spazi portuali. È un percorso che punta a rendere il porto sempre più competitivo e attrattivo, nel pieno rispetto delle caratteristiche e delle eccellenze del nostro territorio</em>», conclude l’Assessore al Porto, <strong>Antonio Florio</strong>.</p>
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		<title>Gli errori più comuni che in estate possono rovinare la vernice della tua auto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gli-errori-piu-comuni-che-in-estate-possono-rovinare-la-vernice-della-tua-auto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 11:05:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto]]></category>
		<category><![CDATA[carrozzeria]]></category>
		<category><![CDATA[resina]]></category>
		<category><![CDATA[vernice]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate e il rialzo delle temperature, sempre più automobilisti si trovano ad affrontare lo stesso nemico:&#160;trovare l&#8217;auto coperta di piccole gocce appiccicose dopo averla parcheggiata, una situazione che [...]]]></description>
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<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate e il rialzo delle temperature, sempre più automobilisti si trovano ad affrontare lo stesso nemico:&nbsp;<strong>trovare l&#8217;auto coperta di piccole gocce appiccicose dopo averla parcheggiata</strong>, una situazione che può&nbsp;<strong>diventare una delle più delicate per la carrozzeria</strong>. Sebbene la maggior parte degli italiani tenti di risolverla con acqua, sapone o addirittura grattando la superficie, secondo gli esperti di&nbsp;<a href="https://parclick.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parclick.it</a>, l&#8217;app di prenotazione di parcheggi leader in Europa,&nbsp;<strong>alcuni metodi possono aggravare ulteriormente il problema di partenza</strong>.</p>



<p><strong>La resina rilasciata da alcune specie molto diffuse in Italia, soprattutto conifere come pini, cedri e abeti, aderisce facilmente alla vernice e ai vetri.</strong>&nbsp;La sua composizione, ricca di oli naturali e composti appiccicosi, la rende particolarmente resistente al calore e al passare del tempo.&nbsp;<strong>Il problema si manifesta quando quelle piccole macchie rimangono per giorni sotto il sole.</strong>&nbsp;Il calore indurisce la superficie e fa sì che la sostanza&nbsp;<strong>rimanga incrostata nella vernice dell&#8217;auto.</strong>&nbsp;E anche se, a differenza degli escrementi degli uccelli, corrosivi per natura, la resina degli alberi non danneggia di per sé la vernice, né fresca né secca, più passa il tempo più diventa difficile rimuoverla.</p>



<p><strong>Molti automobilisti pensano che la soluzione consista nello</strong>&nbsp;<strong>strofinare energicamente</strong>&nbsp;<strong>o usare oggetti rigidi.</strong>&nbsp;Tuttavia, gli esperti di&nbsp;<a href="https://parclick.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Parclick.it</a>&nbsp;affermano che questo è proprio l&#8217;errore che causa i maggiori danni alla vernice del veicolo. Ecco cosa bisogna fare:</p>



<p><strong>1. Non cercare di staccare la resina</strong></p>



<p>Usare raschietti, spatole metalliche o addirittura le unghie per rimuovere la resina quasi sempre si traduce in&nbsp;<strong>micro graffi visibili in controluce</strong>. Su auto con vernici scure questi segni emergono con ancora più evidenza dopo un semplice lavaggio.</p>



<p><strong>2. Non lavare l&#8217;auto all&#8217;autolavaggio</strong></p>



<p>È anche sconsigliato ricorrere direttamente ad&nbsp;<strong>autolavaggi automatici con spazzole rotanti.</strong>&nbsp;<strong>Quando la resina è ancora appiccicata allauto, questi sistemi possono distribuirla sulla superficie</strong>&nbsp;generando piccole abrasioni nello strato protettivo della vernice.</p>



<p><strong>3. Prima di tutto bisogna ammorbidire la macchia</strong></p>



<p>Come abbiamo visto, la chiave non sta nell&#8217;esercitare pressione sulla macchia, ma nell&#8217;ammorbidirla affinché perda aderenza senza aggredire la vernice. Ecco le opzioni migliori:</p>



<p><strong>Usare un prodotto specifico</strong></p>



<p>Sul mercato esistono&nbsp;<strong>sgrassatori in spray per eliminare linfa e residui organici</strong>. Per procedere correttamente è consigliabile verificare che la superficie sia pulita e asciutta, spruzzare il prodotto zona per zona su ogni residuo di linfa e resina  scegliendo preferibilmente uno spray utilizzabile anche sui vetri per le eventuali macchie sul parabrezza  lasciare agire qualche secondo, quindi strofinare con un panno in microfibra e sciacquare abbondantemente.</p>



<p><strong>Usare un olio vegetale</strong></p>



<p>Un rimedio casalingo molto efficace consiste nell&#8217;<strong>applicare qualche goccia di olio vegetale sulla zona colpita</strong>&nbsp;e lasciar agire per alcuni minuti.&nbsp;<strong>L&#8217;olio ammorbidisce la resina e permette di rimuoverla con un panno in microfibra senza bisogno di strofinare.</strong>&nbsp;L&#8217;operazione va eseguita con&nbsp;<strong>movimenti delicati, senza premere sulla superficie.</strong>&nbsp;Se necessario, ripetere più volte fino alla completa eliminazione della macchia.</p>



<p><strong>Passare del ghiaccio sulla macchia</strong></p>



<p>Un&#8217;altra alternativa molto usata in estate è il&nbsp;<strong>ghiaccio.</strong>&nbsp;<strong>Il contrasto termico indurisce la resina e riduce la sua aderenza, consentendo di</strong>&nbsp;<strong>staccare parte del residuo senza trascinare la vernice.</strong>&nbsp;È un metodo particolarmente utile quando le macchie sono ancora recenti.</p>



<p><strong>Usare uno sbrinatore per portiere o uno spray deghiacciante</strong></p>



<p>Lo sbrinatore per portiere e lo spray deghiacciante sono prodotti efficaci per rimuovere facilmente la resina dalla carrozzeria.&nbsp;<strong>Entrambi contengono alcol, che scioglie la resina senza danneggiare la vernice.</strong>&nbsp;Si spruzzano con moderazione direttamente sulle macchie e si lasciano agire qualche istante. Si pulisce poi con un panno morbido senza esercitare troppa pressione. Se necessario, ripetere l&#8217;operazione.</p>



<p><strong>4. Concludere lavando la zona</strong></p>



<p>Rimuovere la macchia con uno dei metodi descritti non significa aver terminato il lavoro.&nbsp;<strong>Dopo aver eliminato la resina, è opportuno lavare la zona con acqua e sapone neutro per evitare che rimangano residui grassi o chimici sulla vernice.</strong>&nbsp;Quest&#8217;ultimo passaggio è&nbsp;<strong>particolarmente importante</strong>&nbsp;quando si utilizzano oli, solventi specifici o prodotti domestici. Se rimangono troppo a lungo sulla carrozzeria, finiscono per&nbsp;<strong>attirare polvere</strong>&nbsp;e sporco molto più facilmente.&nbsp;<strong>Un consiglio in più: applicare uno strato di cera dura sull&#8217;auto  la resina degli alberi non aderisce bene alla cera, il che ne facilita notevolmente la rimozione futura.</strong></p>



<p><strong>Parcheggiare all&#8217;ombra non è sempre la soluzione migliore</strong></p>



<p>Per anni, ripararsi sotto gli alberi è stata la soluzione abituale per evitare il surriscaldamento del veicolo.&nbsp;<strong>Tuttavia, sempre più automobilisti preferiscono</strong>&nbsp;<strong>lasciare l&#8217;auto in un parcheggio</strong>&nbsp;piuttosto che fare i conti con residui difficili da rimuovere, ritrovandola per di più a una temperatura adeguata alla guida.</p>



<p><strong>Ester Stivelli, Squad Lead di Parclick, ha dichiarato:</strong> <em>«La resina è uno di quei danni subdoli che gli automobilisti tendono a sottovalutare: non aggredisce immediatamente la vernice, ma ogni estate trascorsa senza la giusta attenzione accelera il degrado estetico del veicolo in modo silenzioso. Un&#8217;auto che perde lucentezza perde anche valore, e spesso lo si scopre solo al momento della vendita. Da Parclick osserviamo che chi sceglie di parcheggiare in struttura non lo fa solo per comodità: ha già compreso che il proprio veicolo è un asset da proteggere. La prevenzione, in questo caso, costa molto meno di qualsiasi ritocco di carrozzeria.</em>» </p>
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		<title>Dal 10 luglio si potenzia l&#8217;offerta via mare dal porto di Agropoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-10-luglio-si-potenzia-lofferta-via-mare-dal-porto-di-agropoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 12:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[porto agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[servizio via mare]]></category>
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					<description><![CDATA[La Città di Agropoli riafferma con forza il proprio ruolo strategico di hub marittimo e principale porta d&#8217;accesso alle bellezze costiere della Campania. Con l&#8217;avvio della stagione estiva, l&#8217;Amministrazione Comunale [...]]]></description>
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<p>La Città di Agropoli riafferma con forza il proprio ruolo strategico di hub marittimo e principale porta d&#8217;accesso alle bellezze costiere della Campania. Con l&#8217;avvio della stagione estiva, l&#8217;Amministrazione Comunale traccia un primo bilancio estremamente positivo e annuncia i prossimi importanti passi per il potenziamento dei servizi di collegamento via mare. </p>



<p>I collegamenti marittimi non solo uniscono la perla del Cilento alle meraviglie della Costiera Amalfitana e di Salerno, ma garantiscono anche la continuità territoriale interna lungo l&#8217;intera costa cilentana grazie alla programmazione promossa dalla Regione Campania. I collegamenti giornalieri operati dalla compagnia Alicost dal Porto di Agropoli verso le destinazioni di Salerno, Amalfi, Positano, San Marco di Castellabate e Acciaroli sono infatti partiti regolarmente nei tempi previsti e stanno registrando un ottimo riscontro in termini di affluenza e gradimento. </p>



<p>A questa offerta consolidata si affiancherà, a partire dal prossimo 10 luglio, l&#8217;avvio ufficiale di tutte le linee verso Sapri gestite dalla compagnia Travelmar. Tra queste spicca la strutturazione della Linea B1 Cilentana Rossa, un servizio giornaliero attivo sette giorni su sette da luglio a settembre per il triennio 2026–2028.</p>



<p>«<em>La mobilità marittima rappresenta per Agropoli un pilastro fondamentale dell&#8217;offerta turistica e dello sviluppo economico </em>– dichiara il Sindaco, Roberto Mutalipassi – <em>La vera svolta strategica risiede nella nuova programmazione triennale e nella linea rossa ‘Agropoli &#8211; Sapri’: a seguito di numerosi colloqui e grazie alla lungimiranza della Regione che ha accolto le nostre richieste, sostenute anche da altri sindaci del territorio, abbiamo ottenuto questa nuova rotta e una continuità su base pluriennale che permette agli operatori, alle strutture ricettive e ai turisti di pianificare i flussi con largo anticipo, superando le incertezze del passato</em>».</p>



<p>Sull&#8217;argomento è intervenuto anche l’assessore al Mare e al Porto, Giuseppe Di Filippo il quale ha sottolineato: «<em>Il lavoro svolto sul nostro fronte portuale è stato imponente, mirato a garantire standard di accoglienza e sicurezza d&#8217;eccellenza. Il Metrò del Mare, grazie alla lungimiranza della nostra Regione, non è solo una suggestiva alternativa al traffico veicolare della viabilità cilentana, ma una vera e propria infrastruttura che esalta la centralità del nostro scalo portuale</em>».</p>



<p>Si invitano turisti e cittadini a consultare i canali ufficiali per monitorare l&#8217;attivazione e la pubblicazione definitiva degli orari. I collegamenti per la Costiera Amalfitana e Salerno gestiti da Alicost saranno attivi fino al 6 settembre 2026, con informazioni e prenotazioni disponibili sul sito alicost.it o presso l&#8217;Info Point del porto di Agropoli. Per quanto riguarda la Linea B1 Cilentana Rossa da Agropoli a Sapri, calendario e orari del servizio sono un fase di definizione da parte dell&#8217;impresa aggiudicataria Travelmar, e saranno disponibili sul sito travelmar.it o presso l&#8217;Info Point del porto di Agropoli.</p>
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		<title>Diesel al Sud, elettrico al Centro e ibrido al Nord: viaggio attraverso l&#8217;Italia dell&#8217;auto usata</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/diesel-al-sud-elettrico-al-centro-e-ibrido-al-nord-viaggio-attraverso-litalia-dellauto-usata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 09:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[auto usata]]></category>
		<category><![CDATA[second hand economy]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è chi la cerca sui social, chi chiede consiglio al cognato meccanico, chi apre l’app alle undici di sera mentre è sul divano. Chi vuole un diesel solido e senza [...]]]></description>
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<p>C&#8217;è chi la cerca sui social, chi chiede consiglio al cognato meccanico, chi apre l’app alle undici di sera mentre è sul divano. Chi vuole un diesel solido e senza sorprese, chi invece ha già deciso che la prossima sarà elettrica. Il mercato dell&#8217;auto usata in Italia è vasto, vivace e in crescita, ma soprattutto sorprendentemente vario. Dietro un numero che già da solo è rilevante –&nbsp;<strong>1 italiano su 5 ha acquistato un&#8217;auto usata negli ultimi tre anni</strong>, dato in crescita di 6 punti percentuali rispetto al 2024 – si nasconde un Paese che non si muove all&#8217;unisono. Se poi aggiungiamo che il&nbsp;<strong>15% degli italiani sta valutando concretamente l&#8217;acquisto nei prossimi mesi</strong>&nbsp;(+8 p.p. vs 2024), possiamo dire che il mercato dell’auto usata non sta solo crescendo, ma si prepara a diventare ancora più importante.</p>



<p>È quello che emerge dal<strong>l&#8217;Osservatorio Second Hand Economy 2025 di IPSOS Doxa per Subito</strong>: un mercato in accelerazione – in Italia nel 2025 sono state vendute più del doppio di auto usate rispetto al nuovo<a href="https://mail.google.com/mail/u/0/#m_5266560229249366105_x__ftn2">[2]</a> e solo su Subito Motori è stata venduta un&#8217;auto ogni 3 minuti – ma con dinamiche geografiche che raccontano abitudini, priorità e sensibilità diverse</p>



<p><strong>Chi compra di più (e chi aspetta)</strong></p>



<p>A partire dalla&nbsp;<strong>propensione all&#8217;acquisto</strong>, la cartina geografica dice già molte cose. Il&nbsp;<strong>Sud e le Isole</strong>&nbsp;guidano con il&nbsp;<strong>24%</strong>&nbsp;di acquirenti negli ultimi tre anni – distaccandosi dalla media nazionale di ben&nbsp;<strong>3 punti&nbsp;</strong>– in un contesto dove l&#8217;auto rimane un bene essenziale, spesso condiviso tra generazioni e acquistato in famiglia. Il&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;si ferma al&nbsp;<strong>17%</strong>, il valore più basso: non perché l&#8217;interesse manchi, ma perché, come mostrano i dati, chi compra lo fa con criteri molto selettivi e per motivazioni ben precise.</p>



<p><strong>La questione carburante: il diesel resiste al Sud, al Nord si guarda oltre</strong></p>



<p>Il&nbsp;<strong>diesel</strong>&nbsp;rimane la&nbsp;<strong>scelta prevalente a livello nazionale (32%)</strong>, ma al&nbsp;<strong>Sud e Isole</strong>&nbsp;raggiunge il&nbsp;<strong>38,3%,</strong>&nbsp;mentre al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;scende al&nbsp;<strong>20,8%</strong>&nbsp;– quasi la metà. È qui che benzina (28,6%) e ibrido (20,6%) trovano il loro terreno più fertile, in un&#8217;area che guarda alle motorizzazioni alternative con più apertura e meno resistenza.<br>L&#8217;<strong>elettrico puro</strong>, invece, gode di ottima salute in&nbsp;<strong>Centro Italia</strong>, dove tocca&nbsp;<strong>il 19,2%</strong>&nbsp;delle preferenze. Non è un caso: è nelle grandi città del Centro – Roma su tutte – che ZTL, targhe alterne e normative ambientali entrano concretamente nella scelta del veicolo. L&#8217;elettrico, qui, non è solo una preferenza: è spesso una risposta razionale alle regole della città in cui si vive.</p>



<p><strong>Ibrido o elettrico? Il Centro cerca il plug-in, il Nord Ovest vuole il full hybrid</strong></p>



<p>Anche tra chi ha già deciso di puntare sui new energy vehicles (NEV), le strade si dividono. Il&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;preferisce il&nbsp;<strong>Full Hybrid</strong>&nbsp;(33,5%): una motorizzazione percepita come più vicina all&#8217;esperienza tradizionale, che non richiede colonnine né nuove abitudini di ricarica.&nbsp;<strong>Centro</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Nord Est</strong>&nbsp;guardano invece al&nbsp;<strong>Plug-in Hybrid</strong>&nbsp;(rispettivamente 34,5% e 32,6%), segnale di una maggiore disponibilità a integrare la ricarica nella routine quotidiana – e di infrastrutture e condizioni di utilizzo che lo rendono praticabile.<br>Con il 23,4% di acquirenti che cercano attivamente un&#8217;elettrica o un&#8217;ibrida,&nbsp;<strong>il Centro</strong>&nbsp;è l&#8217;area più orientata verso i New Energy Vehicles (NEV): la spinta normativa e la sensibilità urbana, qui, si traducono già in comportamenti concreti sul mercato.</p>



<p><strong>Le barriere all&#8217;elettrico: il prezzo spaventa il Nord Ovest, la batteria preoccupa il Centro</strong></p>



<p>Anche chi vorrebbe passare all&#8217;elettrico si scontra con dubbi che variano a seconda di dove vive. Al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>, dove la sensibilità al prezzo è più radicata, la barriera principale è il&nbsp;<strong>costo d&#8217;acquisto</strong>&nbsp;(44,7%): anche nell&#8217;usato, l&#8217;elettrico costa ancora troppo rispetto a quanto si è disposti a spendere. Al&nbsp;<strong>Centro</strong>&nbsp;prevalgono i&nbsp;<strong>dubbi sulla durata della batteria</strong>&nbsp;(33,7%): chi ha già abbracciato l&#8217;elettrico come filosofia vuole essere sicuro che l&#8217;investimento regga nel tempo. Al&nbsp;<strong>Nord Est</strong>, territorio di percorrenze più variabili tra città e provincia, preoccupa soprattutto l&#8217;<strong>autonomia insufficiente</strong>&nbsp;(28,7%).</p>



<p>E poi c&#8217;è il&nbsp;<strong>Sud</strong>, che parla un&#8217;altra lingua ancora: l&#8217;accesso facilitato alle ZTL – motivazione chiave al Centro con il 45,1% – qui è quasi irrilevante: 9,4%. Non perché manchi interesse per l&#8217;elettrico, ma perché le politiche urbane sono diverse, e così di conseguenza i vantaggi pratici.</p>



<p><strong>Perché si sceglie l&#8217;usato: il prezzo non racconta tutto</strong></p>



<p><strong>Il risparmio</strong>&nbsp;è il motore della scelta di un’auto second hand in tutta Italia – il 68% degli acquirenti lo cita come motivazione principale – ma la parola &#8220;risparmio&#8221; non significa la stessa cosa da nord a sud. Al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;il prezzo domina in modo quasi assoluto (78,2%), con una componente significativa legata all&#8217;<strong>uso specifico o limitato</strong>&nbsp;del veicolo: spesso è la seconda auto di famiglia, comprata con un budget preciso per una funzione precisa. Niente di superfluo. Al&nbsp;<strong>Nord Est</strong>&nbsp;il risparmio evolve in convenienza: non basta costare poco, bisogna offrire il&nbsp;<strong>miglior rapporto qualità-accessori/prezzo</strong>&nbsp;– si valuta l&#8217;insieme, si confronta, si ragiona.</p>



<p>Al&nbsp;<strong>Centro</strong>&nbsp;pesano la&nbsp;<strong>disponibilità immediata</strong>&nbsp;– l&#8217;auto giusta, adesso, senza liste d&#8217;attesa – e una crescente sensibilità verso i&nbsp;<strong>principi di economia circolare</strong>: scegliere un veicolo già esistente è anche una scelta di valori, non solo di portafoglio. Al&nbsp;<strong>Sud e Isole</strong>, infine, emerge una motivazione che altrove è quasi marginale: il 17,3% acquista un&#8217;auto usata per un&nbsp;<strong>neopatentato</strong>. L&#8217;auto come rito di passaggio, come primo passo verso l&#8217;autonomia – e la famiglia che lo rende possibile, scegliendo l&#8217;usato per contenere la spesa senza rinunciare alla mobilità.</p>



<p><strong>Come si cerca un&#8217;auto usata: digitale al Nord Est, tradizione al Nord Ovest, passaparola al Sud</strong></p>



<p>Il percorso che porta all&#8217;acquisto è lungo quanto la penisola, e altrettanto vario. Al&nbsp;<strong>Nord Ovest</strong>&nbsp;si va in concessionaria (41,9%): la consulenza fisica, la garanzia e la stretta di mano contano. Al&nbsp;<strong>Nord Est</strong>&nbsp;si apre il browser: il 43,2% usa&nbsp;<strong>piattaforme digitali</strong>&nbsp;come canale principale, rendendola la zona italiana che ha adottato il digitale in modo più capillare e strutturale.</p>



<p>Al&nbsp;<strong>Sud e Isole</strong>&nbsp;la fiducia passa ancora dalle persone: il&nbsp;<strong>passaparola</strong>&nbsp;pesa per il 21,6%, e i&nbsp;<strong>social media</strong>&nbsp;crescono fino al 7,7% – numeri che raccontano un ecosistema informativo ancora fortemente relazionale, dove la reputazione conta più dell&#8217;algoritmo. Il&nbsp;<strong>Centro</strong>, infine, gioca su tutti i tavoli: equilibrio tra digitale e tradizionale, senza una preferenza netta, come chi sa muoversi in entrambi i mondi.</p>



<p><em>«I dati regionali ci restituiscono un&#8217;Italia in movimento, ma con traiettorie diverse. Al Sud l&#8217;auto usata è una scelta familiare e pragmatica; al Nord Ovest è un acquisto razionale guidato dal budget; al Centro le normative urbane stanno accelerando la transizione verso l&#8217;elettrico in modo molto concreto” </em>afferma <strong>Cristiana Alicata, Mobility Director di Subito</strong>.<em> “Su Subito Motori vediamo queste dinamiche in tempo reale: non esiste un mercato dell&#8217;auto usata – ne esistono molti, con storie e motivazioni proprie. E tutti, nessuno escluso, stanno crescendo.</em>» </p>



<p>Un Paese, tante strade: diesel o elettrico, concessionaria o app, budget fisso o ricerca del meglio possibile: il mercato dell&#8217;auto usata italiano è uno specchio fedele delle diversità che attraversano il Paese. Quel che accomuna Nord, Centro e Sud è la direzione: la second hand non è più una seconda scelta. È la prima, sempre più spesso consapevole, informata e convinta. I numeri lo dicono chiaramente. Il resto – come, dove e perché – lo racconta l&#8217;Italia stessa.</p>
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		<title>Mary Barra, la prima donna al vertice di un colosso dell’automotive globale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mary-barra-la-prima-donna-al-vertice-di-un-colosso-dellautomotive-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 11:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[general motors]]></category>
		<category><![CDATA[mary barra]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando nel 2014 Mary Barra è diventata amministratrice delegata di General Motors, non ha semplicemente raggiunto un primato storico. Ha infranto uno dei soffitti di cristallo più resistenti dell’industria mondiale: [...]]]></description>
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<p>Quando nel 2014 Mary Barra è diventata amministratrice delegata di General Motors, non ha semplicemente raggiunto un primato storico. Ha infranto uno dei soffitti di cristallo più resistenti dell’industria mondiale: quello dell’automotive, un settore tradizionalmente dominato da figure maschili e da culture industriali fortemente gerarchiche.</p>



<p>Barra è stata infatti la <strong>prima donna al mondo a guidare un grande colosso automobilistico globale</strong>, assumendo la guida di uno dei gruppi più influenti dell’intera industria dell’auto. Ma la sua nomina non è stata un punto d’arrivo: è stata l’inizio di una trasformazione profonda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla fabbrica al vertice</h2>



<p>Nata nel Michigan, cuore industriale degli Stati Uniti, Mary Barra entra giovanissima in General Motors come studentessa e poi ingegnere. La sua carriera cresce dall’interno, passo dopo passo, passando da ruoli tecnici a incarichi sempre più strategici.</p>



<p>Questa traiettoria “dal basso” segna uno dei tratti distintivi della sua leadership: una conoscenza diretta dei processi produttivi e della cultura aziendale, maturata non nelle stanze della finanza, ma nei reparti ingegneristici e operativi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida della trasformazione</h2>



<p>Quando assume la guida del gruppo, GM è in una fase delicata: il settore automobilistico sta cambiando rapidamente sotto la spinta dell’elettrificazione, della digitalizzazione e della concorrenza globale.</p>



<p>Barra imposta una strategia chiara: trasformare GM da costruttore tradizionale a <strong>azienda della mobilità del futuro</strong>. Sotto la sua direzione, il gruppo accelera su:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>veicoli elettrici,</li>



<li>guida autonoma,</li>



<li>innovazione software,</li>



<li>riorganizzazione industriale.</li>
</ul>



<p>Una visione che segna il passaggio dall’auto come prodotto all’auto come piattaforma tecnologica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno stile di leadership sobrio e diretto</h2>



<p>Mary Barra non appartiene al modello del leader carismatico tradizionale. Il suo stile è definito da pragmatismo, ascolto e decisione.</p>



<p>È nota per una comunicazione essenziale, per la centralità del lavoro di squadra e per una forte attenzione alla sicurezza e alla qualità industriale, temi diventati centrali soprattutto dopo alcune crisi interne all’azienda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un simbolo che va oltre l’industria</h2>



<p>La sua nomina ha avuto un impatto che va oltre il perimetro dell’automotive. Barra è diventata un punto di riferimento per il tema della leadership femminile nei settori ad alta intensità tecnologica e industriale.</p>



<p>La sua presenza al vertice di GM ha contribuito a ridefinire l’immaginario stesso del settore: non più esclusivamente maschile, ma aperto a competenze e percorsi diversi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una storia ancora in evoluzione</h2>



<p>A distanza di oltre un decennio dalla sua nomina, Mary Barra continua a guidare GM in una fase cruciale, in cui la competizione globale sull’elettrico e sulle nuove tecnologie di mobilità è sempre più intensa.</p>



<p>La sua storia non è quella di un’eccezione, ma di un cambiamento strutturale: quello di un’industria che, lentamente, sta cambiando anche i suoi modelli di leadership.</p>



<p>E proprio per questo, il suo nome resta centrale quando si racconta non solo il presente dell’automotive, ma soprattutto il suo futuro.</p>



<p>(Foto da <a href="https://www.gm.com/company/leadership.detail.html/Pages/bios/global/en/corporate-officers/Mary-Barra" data-type="link" data-id="https://www.gm.com/company/leadership.detail.html/Pages/bios/global/en/corporate-officers/Mary-Barra">qui</a>)</p>



<p></p>
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		<title>Biometano, la sfida della mobilità passa anche dai carburanti rinnovabili</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/biometano-la-sfida-della-mobilita-passa-anche-dai-carburanti-rinnovabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 11:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[biometano]]></category>
		<category><![CDATA[carburanti rinnovabili]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre il dibattito sulla mobilità del futuro si concentra soprattutto sulle auto elettriche, il biometano continua a ritagliarsi uno spazio sempre più importante come soluzione concreta per ridurre le emissioni [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mentre il dibattito sulla mobilità del futuro si concentra soprattutto sulle auto elettriche, il biometano continua a ritagliarsi uno spazio sempre più importante come soluzione concreta per ridurre le emissioni senza rinunciare alle tecnologie già disponibili. Non si tratta di un carburante &#8220;del futuro&#8221;, ma di una realtà già presente in Italia, soprattutto nel trasporto pesante, nella logistica e nelle flotte aziendali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il biometano</h2>



<p>Il biometano è un gas rinnovabile ottenuto dalla raffinazione del biogas prodotto attraverso la digestione anaerobica di scarti agricoli, reflui zootecnici, residui agroalimentari e frazione organica dei rifiuti urbani. Una volta purificato, possiede caratteristiche praticamente identiche al metano fossile e può essere immesso nella rete nazionale o utilizzato direttamente come carburante per autotrazione.</p>



<p>Dal punto di vista del conducente non cambia nulla: un&#8217;auto alimentata a metano può utilizzare anche biometano senza alcuna modifica tecnica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I vantaggi per la mobilità</h2>



<p>Il principale punto di forza del biometano è la capacità di abbattere in modo significativo le emissioni di gas serra lungo l&#8217;intero ciclo di vita del carburante. Poiché deriva da materie prime di origine biologica e da scarti che altrimenti produrrebbero emissioni, il bilancio ambientale risulta decisamente più favorevole rispetto ai combustibili fossili.</p>



<p>Tra i vantaggi più evidenti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>riduzione delle emissioni di CO₂;</li>



<li>minori emissioni di particolato e ossidi di azoto rispetto a benzina e diesel;</li>



<li>utilizzo di infrastrutture già esistenti;</li>



<li>possibilità di sfruttare veicoli già presenti sul mercato;</li>



<li>valorizzazione degli scarti agricoli e alimentari secondo i principi dell&#8217;economia circolare.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Dove il biometano è già competitivo</h2>



<p>Se per l&#8217;automobilista privato il biometano rappresenta oggi una delle diverse opzioni disponibili, nel trasporto professionale è già considerato una soluzione particolarmente interessante.</p>



<p>Autobus, camion per il trasporto merci, mezzi per la raccolta dei rifiuti e flotte aziendali percorrono ogni anno migliaia di chilometri. In questi casi la disponibilità di rifornimenti programmati e l&#8217;elevata percorrenza consentono di massimizzare i benefici economici e ambientali.</p>



<p>Anche il settore agricolo guarda con crescente interesse a questa filiera, poiché molte aziende possono produrre energia partendo dai propri sottoprodotti, creando un modello virtuoso che integra agricoltura, produzione energetica e mobilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Biometano, elettrico e idrogeno: il confronto</h2>



<p>Più che parlare di una tecnologia destinata a sostituire tutte le altre, oggi gli esperti preferiscono parlare di &#8220;neutralità tecnologica&#8221;: ogni soluzione trova il proprio ambito di applicazione.</p>



<p>L&#8217;auto elettrica resta particolarmente indicata per l&#8217;utilizzo urbano e quotidiano, grazie all&#8217;elevata efficienza energetica e all&#8217;assenza di emissioni allo scarico.</p>



<p>Il biometano si dimostra invece competitivo soprattutto quando servono elevata autonomia, tempi di rifornimento rapidi e percorrenze elevate, caratteristiche richieste dal trasporto commerciale.</p>



<p>L&#8217;idrogeno, infine, rappresenta una prospettiva interessante soprattutto per alcuni comparti industriali e per il trasporto pesante, ma richiede ancora importanti investimenti infrastrutturali prima di una diffusione su larga scala.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto conviene</h2>



<p>La convenienza economica dipende dall&#8217;andamento dei prezzi dei carburanti e dalla disponibilità di distributori nella propria area.</p>



<p>Chi percorre molti chilometri ogni anno può ottenere risparmi significativi rispetto ai carburanti tradizionali, soprattutto utilizzando veicoli progettati specificamente per il metano.</p>



<p>Occorre però considerare anche la rete distributiva, ancora meno capillare rispetto a quella di benzina e gasolio, sebbene negli ultimi anni siano aumentati gli impianti in grado di erogare biometano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli incentivi</h2>



<p>Il settore beneficia soprattutto di incentivi destinati alla produzione e allo sviluppo della filiera, nell&#8217;ambito degli investimenti collegati alla transizione energetica e al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).</p>



<p>Per gli utenti finali, invece, le agevolazioni dipendono dai programmi nazionali e regionali in vigore. In alcuni casi gli incentivi riguardano l&#8217;acquisto di veicoli a basse emissioni o la sostituzione dei mezzi più inquinanti, mentre diverse aziende di trasporto possono accedere a misure dedicate al rinnovo delle flotte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una tecnologia già disponibile</h2>



<p>Il biometano difficilmente diventerà l&#8217;unica risposta alla decarbonizzazione dei trasporti, ma rappresenta una delle soluzioni più mature oggi disponibili.</p>



<p>La possibilità di sfruttare infrastrutture esistenti, utilizzare scarti organici come risorsa energetica e alimentare veicoli già in circolazione lo rende uno strumento concreto per ridurre l&#8217;impatto ambientale senza attendere le tecnologie del futuro.</p>



<p>Per questo motivo il suo ruolo è destinato a crescere soprattutto nei trasporti professionali, nella logistica, nel trasporto pubblico locale e in tutte quelle applicazioni dove autonomia, rapidità di rifornimento e sostenibilità devono convivere ogni giorno.</p>
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		<title>Scario protagonista di Sailors for Kids 2026: il viaggio di Davide Besana fa tappa nel Golfo di Policastro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scario-protagonista-di-sailors-for-kids-2026-il-viaggio-di-davide-besana-fa-tappa-nel-golfo-di-policastro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 13:24:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Piro]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Scario e Praja a Mare diventano protagoniste del viaggio di Sailors for Kids 2026, il progetto che unisce vela, cultura e inclusione sociale lungo le coste italiane. Dopo le tappe [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Scario e Praja a Mare</strong> diventano protagoniste del viaggio di <strong>Sailors for Kids 2026</strong>, il progetto che unisce vela, cultura e inclusione sociale lungo le coste italiane. Dopo le tappe di La Spezia, Lerici, Napoli, Salerno e Acciaroli, la rotta della barca <strong>Midva</strong> approda nel Golfo di Policastro, dove il velista e scrittore Davide Besana incontrerà il pubblico e, soprattutto, i ragazzi coinvolti nelle attività promosse insieme a Save the Children e alla Lega Navale Italiana.</p>



<p>Le giornate di <strong>Praia a Mare</strong> e <strong>Scario</strong> saranno dedicate al racconto del mare attraverso i libri, i fumetti e le esperienze di navigazione. Besana presenterà le sue ultime pubblicazioni dedicate alla vela e alla cucina di bordo, condividerà le storie del progetto Sailors for Kids e porterà in barca i giovani tutelati da Save the Children e quelli seguiti dalla Lega Navale, offrendo loro un&#8217;esperienza diretta di navigazione e di scoperta del mare.</p>



<p>Nel frattempo, <strong>Midva</strong> ha già lasciato oltre settecento miglia di scia nel Mediterraneo. Un viaggio che prosegue all&#8217;insegna della leggerezza, dell&#8217;allegria e della condivisione, trasformando ogni porto in un luogo di incontro tra velisti, famiglie e ragazzi.</p>



<p>Dopo <strong>Scario</strong> e <strong>Praia a Mare</strong>, lunedì l&#8217;imbarcazione farà rotta verso Palermo, con una probabile sosta alle Isole Eolie. Successivamente il tour raggiungerà Castellammare del Golfo, per poi proseguire con alcune settimane di navigazione verso Lampedusa e Malta, fino all&#8217;approdo previsto all&#8217;inizio di agosto a Locri. Qui la locale sezione della Lega Navale Italiana ha organizzato un grande meeting che coinvolgerà centinaia di ragazzi e velisti in una giornata di sport, mare e inclusione. Il viaggio di Sailors for Kids continuerà poi lungo nuove rotte, che saranno raccontate nelle prossime tappe di questa avventura.</p>



<p><strong>L&#8217;appuntamento a Scario</strong></p>



<p>Domenica <strong>28 giugno</strong>, alle <strong>ore 9.30</strong>, Davide Besana sarà ospite della <strong>Sezione della Lega Navale Italiana di Scario</strong>, a bordo della sua imbarcazione <strong>Midva</strong>. </p>



<p>Nel corso dell&#8217;incontro presenterà i suoi nuovi libri dedicati alla vela e alla cucina, racconterà le attività dell&#8217;associazione <strong>Sailors for Kids</strong>, che insegna ai ragazzi a navigare e a raccontare il mare attraverso il fumetto, e realizzerà disegni e dediche per chi lo desidererà.</p>
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		<title>Patente nautica D1: Alibor porta i primi allievi agli esami, è la prima scuola della provincia di Salerno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/patente-nautica-d1-alibor-porta-i-primi-allievi-agli-esami-e-la-prima-scuola-della-provincia-di-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 12:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Battipaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[alibor]]></category>
		<category><![CDATA[patente nautica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola nautica]]></category>
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					<description><![CDATA[I primi allievi sono ormai pronti a sostenere gli esami per la patente nautica D1. A portarli a questo traguardo è Alibor, prima scuola nautica della provincia di Salerno ad [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I primi allievi sono ormai pronti a sostenere gli esami per la patente nautica D1. A portarli a questo traguardo è <a href="https://patentinauticheadagropoli.it/" data-type="link" data-id="https://patentinauticheadagropoli.it/">Alibor, prima scuola nautica della provincia di Salerno</a> ad aver attivato il percorso formativo previsto dalla nuova normativa che consente di conseguire la patente nautica già dai 16 anni.</p>



<p>Dopo l’entrata in vigore del decreto attuativo, Alibor si è organizzata immediatamente per avviare i corsi: la formazione teorica è già stata completata e gli allievi stanno ultimando le esercitazioni pratiche in mare. Non appena saranno maturati i termini previsti dalla normativa successivi alla presentazione delle domande, potranno sostenere la prova pratica per ottenere l’abilitazione.</p>



<p>Entro la fine di luglio i primi allievi Alibor sosterranno gli esami teorici a quiz per l’idoneità finale presso la Motorizzazione Civile di Salerno, e se superata conseguiranno la nuova patente nautica D1 e coroneranno il loro sogno di andar per mare in sicurezza</p>



<p>«<em>Abbiamo scelto di partire subito, non appena il decreto è diventato operativo</em>», spiegano dalla direzione di Alibor. «<em>Siamo stati la prima scuola nautica della provincia di Salerno ad avviare i corsi per la patente D1. I nostri primi allievi hanno già concluso il percorso teorico e stanno completando la preparazione pratica: sono ormai nella fase finale che li porterà agli esami.</em>» </p>



<p>La patente nautica D1 è rivolta ai giovani dai 16 anni e abilita alla conduzione di unità da diporto a motore fino a 115 CV, con navigazione diurna entro sei miglia dalla costa, oltre alle moto d’acqua entro un miglio.</p>



<p><strong>Contatti:</strong><br>Via Giovanni Palatucci 13 84091 Battipaglia (SA)<br>Sito internet: <a href="https://patentinauticheadagropoli.it/">https://patentinauticheadagropoli.it/</a><br>Tel 3284210757<br>Tel 3393379600<br>Email<br>info@alibornautica.it<br>alibrogroupsrl@gmail.com</p>
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		<item>
		<title>Il tour di UniCredit con la Ferrari SF-24 fa tappa a Napoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-tour-di-unicredit-con-la-ferrari-sf-24-fa-tappa-a-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 11:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[ferrari sf 24]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[unicredit]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo il successo delle tappe di Torino, Verona e Bologna, riparte da Napoli il tour della SF24, la monoposto che ha preso parte al Campionato del Mondo di Formula 1 [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo il successo delle tappe di Torino, Verona e Bologna, riparte da Napoli il tour della SF24, la monoposto che ha preso parte al Campionato del Mondo di Formula 1 nel 2024. L’iniziativa è organizzata da UniCredit, nell’ambito della partnership con Scuderia Ferrari HP, con l’obiettivo di condividere con il grande pubblico le emozioni e la passione per il mondo Ferrari.</p>



<p>Fino al 28 giugno 2026, in Piazza Municipio (dalle ore 11,30 alle ore 22 e domenica 28 giugno fino alle ore 19), cittadini e appassionati avranno l’opportunità di vedere da vicino la SF24 e scattare una foto ricordo.</p>



<p>Sarà inoltre possibile lasciare un messaggio per il team Ferrari compilando speciali cartoline da imbucare nelle apposite cassette create per questa occasione che UniCredit provvederà a recapitare a Maranello. E per finire tanti gadget per rendere sempre più viva la passione per la Ferrari.</p>



<p>La tappa napoletana si inserisce in un percorso itinerante che attraversa l’Italia, trasformando alcune delle piazze più belle del Paese in luoghi di incontro, condivisione ed entusiasmo.</p>



<p>Con questa iniziativa, UniCredit conferma il proprio impegno nel valorizzare i territori e creare momenti di partecipazione, rafforzando il legame tra sport, cultura e comunità locali.</p>



<p>Dopo Napoli, il tour proseguirà il suo viaggio toccando Palermo, fino al gran finale di Monza.</p>
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		<item>
		<title>Caldo, ecco come usare bene il climatizzatore: errori da evitare e buone pratiche</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caldo-ecco-come-usare-bene-il-climatizzatore-errori-da-evitare-e-buone-pratiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 11:39:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[aria condizionata]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[climatizzzatore]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo delle alte temperature, il climatizzatore dell&#8217;auto diventa uno degli alleati più preziosi per chi si mette al volante. Ma utilizzarlo nel modo sbagliato può aumentare i consumi, ridurre [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l&#8217;arrivo delle alte temperature, il climatizzatore dell&#8217;auto diventa uno degli alleati più preziosi per chi si mette al volante. Ma utilizzarlo nel modo sbagliato può aumentare i consumi, ridurre il comfort e persino causare fastidi fisici. Bastano invece alcune semplici accortezze per affrontare il caldo estivo in modo più efficace e sicuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mai partire con l&#8217;aria al massimo</h2>



<p>Uno degli errori più comuni è accendere il climatizzatore alla massima potenza appena entrati in auto. Se il veicolo è rimasto parcheggiato al sole, la temperatura interna può superare facilmente i 50 gradi.</p>



<p>Prima di avviare il climatizzatore è consigliabile aprire porte e finestrini per qualche minuto, favorendo l&#8217;uscita dell&#8217;aria calda accumulata nell&#8217;abitacolo. Solo successivamente si può attivare l&#8217;impianto, ottenendo un raffrescamento più rapido ed efficiente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione agli sbalzi termici</h2>



<p>La differenza tra la temperatura esterna e quella interna non dovrebbe essere eccessiva. Gli esperti consigliano di mantenere il climatizzatore tra i 22 e i 25 gradi, evitando di trasformare l&#8217;abitacolo in una sorta di frigorifero.</p>



<p>Uno sbalzo termico troppo elevato può provocare mal di gola, raffreddori, tensioni muscolari e un generale senso di disagio, soprattutto durante le soste e all&#8217;uscita dal veicolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dirigere correttamente le bocchette</h2>



<p>Le bocchette dell&#8217;aria non dovrebbero essere orientate direttamente verso il viso o il torace. Il flusso d&#8217;aria è preferibile che venga distribuito verso l&#8217;alto o lateralmente, favorendo una climatizzazione uniforme dell&#8217;abitacolo e riducendo il rischio di fastidi muscolari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricircolo sì, ma con moderazione</h2>



<p>La funzione di ricircolo dell&#8217;aria è molto utile nelle giornate più calde perché permette di raffreddare più velocemente l&#8217;interno dell&#8217;auto e ridurre il lavoro del compressore.</p>



<p>Tuttavia, è consigliabile non utilizzarla in modo continuativo per lunghi periodi. Un ricambio periodico dell&#8217;aria aiuta infatti a mantenere un ambiente più salubre e a limitare l&#8217;accumulo di umidità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consumi sotto controllo</h2>



<p>Contrariamente a quanto si pensa, viaggiare con i finestrini completamente aperti alle alte velocità può aumentare la resistenza aerodinamica e incidere sui consumi.</p>



<p>Sulle strade urbane si può alternare l&#8217;uso dei finestrini al climatizzatore, mentre in autostrada risulta generalmente più efficiente mantenere i vetri chiusi e utilizzare il sistema di climatizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La manutenzione fa la differenza</h2>



<p>Un climatizzatore efficiente non garantisce soltanto comfort, ma contribuisce anche alla sicurezza di guida. Filtri sporchi o impianti poco manutenuti possono ridurre l&#8217;efficacia del raffreddamento e peggiorare la qualità dell&#8217;aria all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo.</p>



<p>È buona norma verificare periodicamente lo stato dei filtri abitacolo e sottoporre l&#8217;impianto a controlli regolari, soprattutto prima dell&#8217;estate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non dimenticare i passeggeri più vulnerabili</h2>



<p>Bambini, anziani e animali domestici sono particolarmente sensibili alle alte temperature. Anche durante soste molto brevi non devono mai essere lasciati all&#8217;interno di un&#8217;auto parcheggiata al sole, dove la temperatura può salire rapidamente raggiungendo livelli pericolosi.</p>



<p>Utilizzare correttamente il climatizzatore significa migliorare il comfort, limitare i consumi e viaggiare in maggiore sicurezza. Arieggiare l&#8217;abitacolo prima della partenza, evitare temperature troppo basse, curare la manutenzione e prestare attenzione agli sbalzi termici sono piccoli gesti che possono fare una grande differenza durante i mesi più caldi dell&#8217;anno.</p>
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		<item>
		<title>I 52 del Velella: i nomi dei marinai che il mare di Castellabate custodisce da 83 anni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/i-52-del-velella-i-nomi-dei-marinai-che-il-mare-di-castellabate-custodisce-da-83-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[i marinai del velella]]></category>
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					<description><![CDATA[Al largo di Punta Licosa, nei fondali che davanti a Castellabate custodiscono una delle pagine più drammatiche della Seconda guerra mondiale, riposa il Regio Sommergibile Velella. Con lui, da quella [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Al largo di Punta Licosa, nei fondali che davanti a Castellabate custodiscono una delle pagine più drammatiche della Seconda guerra mondiale, riposa il Regio Sommergibile Velella. Con lui, da quella notte del 7 settembre 1943, ci sono i suoi uomini: 52 marinai mai più tornati a galla.</p>



<p>Non sono soltanto numeri della storia militare. Sono nomi, gradi, provenienze, vite spezzate a poche ore dall’armistizio, quando il destino della guerra stava già cambiando, ma loro non ebbero il tempo di saperlo.</p>



<p>A bordo del Velella c’era il comandante, il Tenente di Vascello <strong>Mario Patanè</strong>, insieme all’ufficiale in seconda <strong>Roberto Vittori</strong> e al direttore di macchina <strong>Pietro Serrat</strong>. Con loro una comunità navale composta da ufficiali, sottufficiali, sergenti, specialisti e marinai, un equipaggio eterogeneo che rifletteva l’Italia di allora.</p>



<p>Accanto agli ufficiali, figure come il Guardiamarina <strong>Enzo Bazzani</strong>, il Sottotenente di Vascello GN <strong>Ildebrando Bandini</strong> e l’aspirante guardiamarina <strong>Raffaele Novellini</strong>.</p>



<p>Poi i sottufficiali e i capi di bordo: <strong>Andrea Sessa</strong>, <strong>Giuseppe Alunni</strong>, <strong>Eudecchio Feleppa</strong>, <strong>Giovanni Campito</strong>, <strong>Vittorio Castellano</strong>, <strong>Antonino Giacalone</strong>, <strong>Luigi Menin</strong>, <strong>Marino Meoni</strong>, <strong>Giorgio Sorrentino</strong>.</p>



<p>E ancora i sergenti: <strong>Giuseppe Caruso</strong>, <strong>Giovanni Chiavegato</strong>, <strong>Carmelo Renzoni</strong>, <strong>Aldo Spina</strong>.</p>



<p>A bordo c’erano anche specialisti e marinai semplici, giovani uomini spesso poco più che ventenni, provenienti da ogni parte d’Italia: <strong>Loris Cioni</strong>, <strong>Ermenegildo Facchinetti</strong>, <strong>Saverio Festa</strong>, <strong>Carlo Gualco</strong>, <strong>Armando Maffei</strong>, <strong>Orlando Piroddi</strong>, <strong>Pietro Schiavone</strong>, <strong>Angelo Severini</strong>, <strong>Giannino Zambrini</strong>.</p>



<p>E poi ancora: <strong>Achille Antonini</strong>, <strong>Giuseppe Biondini</strong>, <strong>Carlo Caielli</strong>, <strong>Saverio Cazzorla</strong>, <strong>Francesco Ceretto</strong>, <strong>Renzo Cilio</strong>, <strong>Giovanni D’Asta</strong>, <strong>Aurelio Fabris</strong>, <strong>Cristoforo Fulmisi</strong>, <strong>Duilio Furlan</strong>, <strong>Salvatore Ingrassia</strong>, <strong>Smilace Leoncini</strong>, <strong>Ugo Pardetti</strong>, <strong>Pietro Rizzi</strong>, <strong>Antonio Rizza</strong>, <strong>Giuseppe Sesta</strong>, <strong>Eolo Simonetti</strong>, <strong>Giuseppe Sirugo</strong>, <strong>Doroteo Spisani</strong>, <strong>Salvatore Trapani</strong>, <strong>Luigi Venuto</strong>, <strong>Aldo Vespucci</strong>.</p>



<p>Sono nomi che raccontano un’Italia intera imbarcata su un sommergibile in guerra: dal Nord al Sud, dalle grandi città ai piccoli centri, uniti nello stesso destino.</p>



<p>La notte del 7 settembre 1943 il Velella fu intercettato e colpito nel Golfo di Salerno. Non ci furono superstiti. Da allora il sommergibile è rimasto lì, a oltre cento metri di profondità, trasformandosi nel tempo in una tomba di guerra mai ufficialmente riconosciuta come sacrario.</p>



<p>Oggi i<a href="https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-sostiene-il-riconoscimento-del-sommergibile-velella-come-sacrario-militare-subacqueo/" data-type="link" data-id="https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-sostiene-il-riconoscimento-del-sommergibile-velella-come-sacrario-militare-subacqueo/">l Comune di Castellabate sostiene la richiesta di riconoscimento come Sacrario Militare Subacqueo della Repubblica Italiana</a>, promossa dall’Associazione Salerno 1943, con l’obiettivo di dare una tutela formale a quel relitto e alla memoria dei suoi uomini.</p>



<p>Ma al di là dei percorsi istituzionali, resta soprattutto questo: un elenco di nomi che non è rimasto nel passato, ma continua a vivere nei fondali del mare cilentano.</p>



<p>Un equipaggio intero fermo nel tempo, davanti a una costa che da oltre ottant’anni ne custodisce il silenzio.</p>



<p>(Foto da hermes.campania.it) </p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Green NCAP, le auto più sostenibili dell’anno: dominio delle elettriche nella classifica europea</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/green-ncap-le-auto-piu-sostenibili-dellanno-dominio-delle-elettriche-nella-classifica-europea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 11:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecomobilità]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[auto sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[green ncap]]></category>
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					<description><![CDATA[Le auto elettriche continuano a guidare la transizione verso una mobilità più sostenibile. A confermarlo sono gli ultimi test condotti da Green NCAP, l&#8217;organismo europeo indipendente che valuta l&#8217;impatto ambientale [...]]]></description>
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<p>Le auto elettriche continuano a guidare la transizione verso una mobilità più sostenibile. A confermarlo sono gli ultimi test condotti da Green NCAP, l&#8217;organismo europeo indipendente che valuta l&#8217;impatto ambientale e l&#8217;efficienza energetica dei veicoli commercializzati in Europa.</p>



<p>Nella classifica provvisoria del 2026, elaborata sulla base delle prove effettuate nel primo semestre dell&#8217;anno, i primi tre posti sono occupati esclusivamente da modelli a batteria, capaci di distinguersi per basse emissioni, consumi contenuti e ridotto impatto ambientale lungo l&#8217;intero ciclo di vita del veicolo.</p>



<p>Al vertice della graduatoria si posizionano la Renault 4 E-Tech e la Renault 5 E-Tech, entrambe premiate con cinque stelle e un punteggio complessivo del 94%. I risultati derivano dalla combinazione delle valutazioni relative alle emissioni inquinanti, all&#8217;efficienza energetica e alle emissioni di gas serra generate durante l&#8217;intera vita dell&#8217;automobile.</p>



<p>Per la Renault 5 E-Tech, in particolare, Green NCAP ha evidenziato un&#8217;ottima efficienza energetica anche in condizioni climatiche difficili, come la guida autostradale con temperature sotto lo zero e riscaldamento acceso. Differenze minime tra i due modelli emergono nei parametri relativi alle emissioni indirette legate all&#8217;usura degli pneumatici e ai consumi.</p>



<p>Completa il podio la Mercedes CLA 250+ BEV di nuova generazione, anch&#8217;essa premiata con cinque stelle e un indice di efficienza complessiva del 91%. Un risultato significativo considerando le dimensioni più generose del veicolo, il peso vicino alle due tonnellate e la presenza di una batteria da 85 kWh.</p>



<p>Più distanti le vetture ibride e quelle con motorizzazioni tradizionali. La Toyota C-HR Full Hybrid ottiene 3,5 stelle e un punteggio del 66%, grazie soprattutto all&#8217;efficienza della sua unità propulsiva. Buona anche la prestazione della Citroën C3 Mild Hybrid, che raggiunge il 62% e 3,5 stelle, favorita da massa contenuta e consumi ridotti.</p>



<p>Scendendo nella classifica si trovano la Dacia Sandero 1.0 turbo benzina, ferma al 55% e premiata con tre stelle, e la MINI Cooper 1.5 da 156 cavalli, che ottiene un&#8217;efficienza del 52%.</p>



<p>Chiude la graduatoria la MG HS, con appena una stella e mezzo e un punteggio del 26%. Green NCAP sottolinea tuttavia come all&#8217;interno della gamma del marchio siano disponibili modelli maggiormente elettrificati e più efficienti dal punto di vista ambientale.</p>



<p>Le valutazioni dell&#8217;ente europeo confermano come l&#8217;analisi della sostenibilità di un&#8217;automobile non possa limitarsi alle emissioni allo scarico, ma debba considerare l&#8217;intero ciclo di vita del veicolo, dalla produzione all&#8217;utilizzo fino allo smaltimento. In questo scenario, le auto elettriche continuano a rappresentare la soluzione più efficace per ridurre l&#8217;impatto ambientale della mobilità privata.</p>
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		<title>Napoli è il terzo porto preferito dagli italiani per partire in crociera quest&#8217;estate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/napoli-e-il-terzo-porto-preferito-dagli-italiani-per-partire-in-crociera-questestate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[crociere]]></category>
		<category><![CDATA[porto di napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Il settore delle crociere sta vivendo di nuovo un momento florido. Il numero di crocieristi sta aumentando mese dopo mese, nel 2025 si sono registrati complessivamente 1.215.000 passeggeri di navi [...]]]></description>
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<p>Il settore delle crociere sta vivendo di nuovo un momento florido. Il numero di crocieristi sta aumentando mese dopo mese, nel 2025 si sono registrati complessivamente 1.215.000 passeggeri di navi da crociera e la previsione per quest&#8217;anno è di un aumento del 4,5%. E l&#8217;estate del 2026 non farà eccezione.Secondo un recente studio realizzato da <a href="https://buonacrociera.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Buonacrociera</a>, la piattaforma digitale totalmente dedicata al mondo delle crociere, <strong>nell&#8217;estate del 2026 (Luglio e agosto) le prenotazioni di crociere sono aumentate del 9% rispetto al 2025. La spesa media di ciascun passeggero della crociera sarà di 1.430 euro.</strong></p>



<p><strong>Napoli è il terzo porto di partenza preferito dai crocieristi&nbsp;</strong>dopo Genova e Civitavecchia,seguito da Palermo, Venezia, Bari, Savona e Trieste.</p>



<p>Il team di&nbsp;<a href="https://buonacrociera.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Buonacrociera</a>&nbsp;ha realizzato uno studio su come e quali sono le preferenze dei crocieristi italiani per questa estate del 2026, e sono emersi alcuni dati sorprendenti. Tra questi, il fatto più notevole è che le crociere non sono solo per le persone anziane: secondo i dati analizzati&nbsp;<strong>il 50% passeggeri italiani hanno meno di 45 anni</strong>. Solo duo su dieci ha più di 61 anni.&nbsp;</p>



<p><strong>Età dei crocieristi italiani:</strong> meno di 16 anni (8%); tra i 17 e i 24 anni (15%); tra i 25 e i 30 anni (7%); tra i 31 e i 45 anni (20%); tra i 46 e i 60 anni (32%); oltre 61 anni di età (18%). </p>



<p>Per quanto riguarda la distribuzione di genere,&nbsp;<strong>in crociera sono più gli uomini (65%) che le donne (45%)</strong>. È inoltre sorprendente che oltre un terzo (30%) dei passeggeri viaggi con la famiglia, mentre il 20% viaggi con gli amici, sebbene&nbsp;<strong>la maggioranza (40%) viaggi con il proprio partner</strong>. Solo il 10% viaggia da solo.</p>



<p><strong>Genova è stato il porto di partenza più ricercato dagli italiani</strong>, seguito da Civitavecchia, Napoli, Palermo, Venezia, Bari, Savona e Trieste, e le crociere nel Mediterraneo Occidentale sembrano essere le preferite dai crocieristi con il 40% delle ricerche, davanti al Caraibi con il 18% delle ricerche. &nbsp;</p>



<p><strong>I porti preferiti da cui salpare:</strong> Genova, Civitavecchia, Napoli, Palermo, Venezia, Bari, Savona, Trieste</p>



<p><strong>Tipo di crociera più ricercato:</strong> Mediterraneo Occidentale (40%), Caraibi (18%), Mediterraneo Orientale (17%), Nord Europa (15%), Isole Greche 10%).</p>



<p>Per quanto riguarda&nbsp;<strong>i porti esteri più ricercati dagli italiani</strong>&nbsp;per iniziare la loro crociera,<strong>&nbsp;Miami occupa la prima posizione seguita da&nbsp;</strong>Copenaghen, Kiel, Amburgo e Istanbul.</p>



<p><strong>I porti esteri più ricercati:</strong> Miami, Copenaghen, Kiel, Amburgo, Istanbul.</p>



<p>D&#8217;altra parte,&nbsp;<strong>due grandi compagnie si dividono quasi tutte le preferenze dei crocieristi italiani</strong>, MSC Crociere con il 65% e Costa Crociere con il 25%:</p>



<p><strong>Le compagnie di crociera più popolari/preferite:</strong> MSC Crociere (65%), Costa Crociere (25%), Royal Carribean (6%), Norwegian Cruise Line (4%). </p>



<p><strong>La prenotazione di una crociera è una decisione ponderata e viene presa con molto anticipo: più di cinque italiani su dieci (55%) prenotano con più di sei mesi di anticipo</strong>, mentre il 20% prenota tra quattro e sei mesi prima, il 10% tra due e tre mesi prima; e il 15% meno di un mese prima della partenza.&nbsp;<strong>La crociera di una settimana è la più richiesta (68%),</strong>&nbsp;ben più di quelle di 3-5 giorni (10%) o di oltre 7 giorni (22%). &nbsp;</p>



<p>Finalmente per quanto riguarda&nbsp;<strong>le offerte gratuite incluse nelle prenotazioni, le più popolari tra i passeggeri sono le bevande</strong>, seguite da mance, credito di bordo, escursioni, e wifi.</p>



<p><strong>Gaetano Pistone, Amministratore Delegato di Buonacrociera, ha dichiarato:</strong><em> «La passione degli italiani per le crociere continua anche quest&#8217;estate, con un aumento delle prenotazioni del 9% rispetto allo scorso anno. Questa tipologia di turismo attrae sempre più un pubblico giovane. Noi di Buonacrociera vogliamo congratularci con Napoli per essere il terzo porto preferito dagli italiani per iniziare le loro crociere, e incoraggiamo tutti gli italiani a godersi le crociere quest&#8217;estate, in coppia, in famiglia, con gli amici o anche da soli.</em>» </p>



<p></p>
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		<title>Baronissi, successo per il 13esimo Raduno di auto e moto d’epoca</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/baronissi-successo-per-il-13esimo-raduno-di-auto-e-moto-depoca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 10:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Baronissi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Club Ruote Classiche Baronissi]]></category>
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					<description><![CDATA[Una giornata all&#8217;insegna della passione per i motori storici, della memoria e dell&#8217;aggregazione. Si è svolto ieri a Baronissi il 13° Raduno di Auto e Moto d’Epoca organizzato dall&#8217;Associazione Club [...]]]></description>
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<p>Una giornata all&#8217;insegna della passione per i motori storici, della memoria e dell&#8217;aggregazione. Si è svolto ieri a Baronissi il 13° Raduno di Auto e Moto d’Epoca organizzato dall&#8217;Associazione Club Ruote Classiche Baronissi, appuntamento ormai consolidato per gli appassionati del settore.</p>



<p>L&#8217;evento, ospitato nell&#8217;ambito di Irno Comix &amp; Games presso il Parco della Rinascita, ha trasformato la città in un punto d&#8217;incontro tra diverse passioni, unendo il fascino senza tempo dei veicoli storici al mondo del fumetto, dei videogiochi, del cosplay e della cultura pop.</p>



<p>Numerosi gli appassionati e i curiosi che hanno partecipato alla manifestazione, ammirando da vicino auto e moto che hanno segnato epoche diverse della storia della mobilità. Veicoli che continuano a raccontare il design, l&#8217;innovazione tecnologica e gli stili di vita del passato, custodendo un patrimonio culturale che ancora oggi riesce a emozionare generazioni differenti.</p>



<p>Particolarmente apprezzata la presenza della celebre Fiat 500 gialla ispirata a Lupin III, protagonista di fotografie e momenti di condivisione con il pubblico. Un&#8217;attrazione che ha richiamato l&#8217;attenzione non solo degli appassionati di motori, ma anche dei tanti visitatori presenti per Irno Comix &amp; Games.</p>



<p>La collaborazione tra il Club Ruote Classiche Baronissi e la manifestazione dedicata al fumetto e al gaming ha rappresentato un esempio di contaminazione positiva tra mondi apparentemente diversi ma accomunati dalla capacità di creare comunità, valorizzare passioni e favorire momenti di socializzazione.</p>



<p>Attraverso il raduno, Baronissi ha celebrato ancora una volta il patrimonio automobilistico e motociclistico d&#8217;epoca, confermando il valore di iniziative che promuovono cultura, partecipazione e senso di appartenenza al territorio.</p>



<p>Una giornata riuscita che ha saputo coniugare nostalgia, motori e intrattenimento, regalando ai visitatori un viaggio tra passato e presente nel segno della passione.</p>
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		<title>Pit bike e motocross: tutte le differenze tra i due mondi dell&#8217;off-road</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pit-bike-e-motocross-tutte-le-differenze-tra-i-due-mondi-delloff-road/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 15:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auto & Moto]]></category>
		<category><![CDATA[motocross]]></category>
		<category><![CDATA[pit bike]]></category>
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					<description><![CDATA[A prima vista possono sembrare simili, ma pit bike e moto da motocross sono due mezzi molto diversi per caratteristiche tecniche, utilizzo e pubblico di riferimento. Negli ultimi anni le [...]]]></description>
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<p>A prima vista possono sembrare simili, ma pit bike e moto da motocross sono due mezzi molto diversi per caratteristiche tecniche, utilizzo e pubblico di riferimento. Negli ultimi anni le pit bike hanno conquistato sempre più appassionati grazie ai costi contenuti e alla facilità di utilizzo, mentre il motocross continua a rappresentare la disciplina off-road per eccellenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono le pit bike</h2>



<p>Le pit bike nascono negli Stati Uniti come piccoli mezzi utilizzati nei paddock dai meccanici e dai piloti per spostarsi rapidamente all&#8217;interno dei circuiti. Con il tempo si sono evolute fino a diventare vere e proprie moto da divertimento e da competizione.</p>



<p>Sono caratterizzate da dimensioni ridotte, telaio compatto e motori generalmente compresi tra 110 e 190 cc. L&#8217;altezza da terra contenuta e il peso ridotto le rendono particolarmente adatte a principianti, giovani piloti e amatori che desiderano avvicinarsi al mondo dell&#8217;off-road senza affrontare investimenti elevati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche delle moto da motocross</h2>



<p>Le moto da motocross sono invece progettate specificamente per affrontare gare e percorsi sterrati impegnativi. Dispongono di sospensioni a lunga escursione, telai più robusti e motorizzazioni che possono variare dai 125 cc due tempi fino ai 450 cc quattro tempi.</p>



<p>L&#8217;obiettivo è garantire prestazioni elevate, stabilità sui salti e capacità di affrontare terreni accidentati a velocità sostenute. Si tratta di mezzi sviluppati per un utilizzo sportivo intensivo e per piloti con una preparazione tecnica adeguata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le principali differenze</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Dimensioni e peso</h3>



<p>La differenza più evidente riguarda le dimensioni. Le pit bike sono più piccole e leggere, con un&#8217;altezza della sella generalmente inferiore rispetto alle moto da cross. Questa caratteristica facilita il controllo del mezzo e aumenta la sicurezza per chi è alle prime esperienze.</p>



<p>Le moto da motocross, invece, hanno una struttura più grande e una posizione di guida studiata per affrontare percorsi impegnativi e salti di notevole entità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prestazioni</h3>



<p>Le moto da cross offrono una potenza nettamente superiore. Accelerazione, velocità e capacità di affrontare ostacoli importanti sono pensate per l&#8217;agonismo e per l&#8217;uso su piste dedicate.</p>



<p>Le pit bike privilegiano invece il divertimento e la facilità di guida. Pur potendo raggiungere prestazioni interessanti, restano orientate a un utilizzo meno estremo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Costi di acquisto e manutenzione</h3>



<p>Uno dei motivi del successo delle pit bike è il prezzo. L&#8217;acquisto richiede generalmente un investimento inferiore rispetto a una moto da motocross e anche la manutenzione ordinaria risulta più economica.</p>



<p>Le moto da cross, soprattutto quelle di fascia alta, comportano costi maggiori sia per l&#8217;acquisto sia per la manutenzione periodica, considerando l&#8217;usura di pneumatici, sospensioni e componenti meccaniche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Utilizzo</h3>



<p>Le pit bike trovano spazio in piccoli circuiti, aree private e competizioni dedicate. Sono spesso utilizzate anche per l&#8217;allenamento tecnico e il puro divertimento.</p>



<p>Le moto da motocross sono invece destinate principalmente a piste specializzate e competizioni ufficiali, dove possono esprimere al meglio le loro caratteristiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quale scegliere?</h2>



<p>La scelta dipende dagli obiettivi del pilota. Chi desidera avvicinarsi al mondo delle due ruote fuoristrada con un mezzo semplice, economico e divertente può trovare nella pit bike una soluzione ideale.</p>



<p>Chi invece punta alle competizioni, cerca prestazioni elevate e vuole affrontare percorsi tecnicamente impegnativi troverà nella moto da motocross il mezzo più adatto.</p>



<p>In entrambi i casi, la sicurezza resta fondamentale: abbigliamento tecnico, casco omologato e protezioni adeguate rappresentano un investimento indispensabile per godersi l&#8217;off-road in modo responsabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un settore in continua crescita</h2>



<p>Il successo delle pit bike ha contribuito ad allargare la base degli appassionati del fuoristrada, creando un percorso di ingresso accessibile verso discipline più impegnative come il motocross. Due mondi diversi ma complementari, accomunati dalla passione per la guida su sterrato e dalla ricerca del divertimento lontano dall&#8217;asfalto.</p>
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		<title>Luca de Meo, l&#8217;italiano che ha cambiato il volto dell&#8217;automotive europeo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/luca-de-meo-litaliano-che-ha-cambiato-il-volto-dellautomotive-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 14:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi & Storie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[luca de meo]]></category>
		<category><![CDATA[manager]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono manager che amministrano aziende e manager che riescono a cambiare il destino di un marchio. Luca de Meo appartiene alla seconda categoria. Milanese, classe 1967, è considerato uno [...]]]></description>
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<p>Ci sono manager che amministrano aziende e manager che riescono a cambiare il destino di un marchio. Luca de Meo appartiene alla seconda categoria. Milanese, classe 1967, è considerato uno dei protagonisti dell&#8217;industria automobilistica europea degli ultimi trent&#8217;anni, capace di lasciare il segno in realtà diverse tra loro come Fiat, Volkswagen, Seat e Renault.</p>



<p>La sua storia racconta come visione strategica, marketing e capacità di leggere i cambiamenti del mercato possano essere determinanti quanto l&#8217;ingegneria nella costruzione del successo di un&#8217;automobile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla Bocconi ai grandi gruppi automobilistici</h2>



<p>Laureato in Economia Aziendale all&#8217;Università Bocconi di Milano, de Meo muove i primi passi professionali nel settore automotive nei primi anni Novanta. Dopo un&#8217;esperienza in Renault e successivamente in Toyota Europe, entra nel gruppo Fiat, dove inizia a costruire la reputazione che lo accompagnerà per tutta la carriera.</p>



<p>Negli anni trascorsi a Torino si occupa di marketing e sviluppo dei marchi Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Abarth, distinguendosi per una capacità rara: trasformare le automobili in prodotti capaci di raccontare una storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il successo della Fiat 500</h2>



<p>Tra i progetti che più hanno contribuito alla sua notorietà c&#8217;è il rilancio della Fiat 500 nel 2007.</p>



<p>L&#8217;operazione non fu soltanto industriale. De Meo intuì che la nuova 500 non doveva essere venduta come una semplice utilitaria, ma come un oggetto capace di evocare emozioni, stile italiano e senso di appartenenza.</p>



<p>La strategia si rivelò vincente. La 500 divenne rapidamente uno dei simboli del Made in Italy nel mondo e uno dei più importanti successi commerciali della Fiat moderna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida tedesca</h2>



<p>Nel 2009 arriva la chiamata del gruppo Volkswagen. Qui ricopre incarichi di vertice nel marketing del marchio Volkswagen e successivamente di Audi, confrontandosi con una delle realtà industriali più strutturate del pianeta.</p>



<p>L&#8217;esperienza tedesca gli consente di affinare ulteriormente la capacità di gestire marchi globali e strategie internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rilancio di Seat e la nascita di Cupra</h2>



<p>Nel 2015 assume la guida di Seat, marchio che in quel periodo attraversava una fase complessa.</p>



<p>Anche in questo caso sceglie una strada diversa rispetto a quella tradizionale. Oltre a rafforzare il marchio spagnolo, punta con decisione sulla creazione e sullo sviluppo di Cupra, trasformandola da semplice divisione sportiva a marchio indipendente.</p>



<p>La scommessa si rivela vincente. In pochi anni Cupra diventa uno dei brand più dinamici e redditizi del gruppo Volkswagen, attirando clienti più giovani e contribuendo a rinnovare l&#8217;immagine dell&#8217;intero gruppo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Renault e la &#8220;Renaulution&#8221;</h2>



<p>Nel 2020, in piena crisi per il settore automobilistico, de Meo viene scelto per guidare Renault.</p>



<p>L&#8217;azienda francese attraversa un momento difficile, tra perdite economiche, trasformazione tecnologica e crescente concorrenza internazionale.</p>



<p>La risposta arriva attraverso il piano &#8220;Renaulution&#8221;, una strategia che punta meno sulla quantità e più sulla redditività, sulla valorizzazione dei marchi e sull&#8217;elettrificazione della gamma.</p>



<p>Sotto la sua guida Renault torna a registrare risultati positivi e rilancia modelli iconici reinterpretandoli in chiave moderna, come la nuova Renault 5 elettrica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un manager che vende identità</h2>



<p>Ciò che distingue Luca de Meo da molti altri dirigenti dell&#8217;automotive è il suo approccio.</p>



<p>Mentre gran parte dei manager del settore proviene da percorsi tecnici o ingegneristici, lui ha costruito la propria carriera partendo dal marketing e dalla gestione dei marchi.</p>



<p>Per de Meo un&#8217;automobile non è soltanto un insieme di componenti meccaniche: è un prodotto culturale, un simbolo, un&#8217;esperienza da vivere.</p>



<p>Una filosofia che ha contribuito al successo di molti dei progetti che ha guidato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La svolta nel lusso</h2>



<p>Nel 2025 arriva una decisione inattesa: lascia Renault e il mondo dell&#8217;automobile per assumere la guida di Kering, uno dei maggiori gruppi del lusso mondiale, proprietario di marchi come Gucci, Saint Laurent e Balenciaga.</p>



<p>Una scelta che ha sorpreso osservatori e addetti ai lavori, ma che conferma come le competenze sviluppate nell&#8217;automotive possano essere decisive anche in altri settori dove il valore del brand rappresenta un elemento fondamentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una figura che ha segnato un&#8217;epoca</h2>



<p>Nel panorama europeo Luca de Meo è oggi considerato uno dei manager più influenti della sua generazione. La sua carriera dimostra che il successo di un&#8217;automobile non dipende soltanto da motori, prestazioni o tecnologia, ma anche dalla capacità di costruire un&#8217;identità forte e riconoscibile.</p>



<p>Un approccio che ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più significative dell&#8217;automotive europeo contemporaneo e che continua a fare scuola ben oltre il mondo dei motori.</p>



<p>(Foto di Alexander Migl &#8211; Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=109986863) </p>
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