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	<title>Nautica &amp; Mare | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Oct 2026 10:50:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Autunno, arriva il momento di preparare la barca alla stagione fredda</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/autunno-arriva-il-momento-di-preparare-la-barca-alla-stagione-fredda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 10:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[autunno inh barca]]></category>
		<category><![CDATA[rimessaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’arrivo dell’autunno, anche per chi ama il mare cambiano abitudini e priorità. Le giornate si accorciano, le temperature diminuiscono e le condizioni meteorologiche possono variare rapidamente. Per molti diportisti, [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Con l’arrivo dell’autunno, anche per chi ama il mare cambiano abitudini e priorità. Le giornate si accorciano, le temperature diminuiscono e le condizioni meteorologiche possono variare rapidamente. Per molti diportisti, ottobre rappresenta il momento ideale per programmare gli ultimi weekend in navigazione e, allo stesso tempo, dedicare attenzione alla manutenzione della barca in vista dell’inverno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è necessariamente il momento di rinunciare al mare. Nelle giornate favorevoli, con previsioni affidabili e condizioni compatibili con le caratteristiche dell’imbarcazione, si può continuare a navigare lungo la costa, organizzare brevi escursioni o trascorrere qualche ora in rada. È però importante adottare qualche precauzione in più e non sottovalutare i cambiamenti stagionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prima di uscire in mare: controllare il meteo e pianificare la navigazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In autunno, la pianificazione assume un ruolo fondamentale. Prima di lasciare il porto è consigliabile consultare le previsioni meteorologiche marine ufficiali, prestando particolare attenzione a vento, raffiche, altezza e direzione delle onde, visibilità ed eventuali allerte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tempo può cambiare anche nel corso della stessa giornata. Per questo è opportuno individuare in anticipo porti e approdi alternativi, verificare l&#8217;autonomia dell&#8217;imbarcazione e stabilire un itinerario compatibile con le condizioni previste. Se sono attesi temporali, vento forte o mare agitato, la scelta più prudente è rimandare l&#8217;uscita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un controllo preliminare deve riguardare anche le dotazioni di sicurezza: giubbotti di salvataggio adeguati alle persone a bordo, dispositivi di segnalazione, mezzi di comunicazione, documenti e attrezzature previste per la navigazione. È importante verificare che tutto sia funzionante e facilmente accessibile, senza attendere un&#8217;emergenza per accorgersi di un problema.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Motore, batterie e impianti: i controlli da non rimandare</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le temperature più basse e l&#8217;aumento dell&#8217;umidità rendono particolarmente importante verificare lo stato degli impianti. Sulle barche a motore, i controlli periodici comprendono il livello e le condizioni dell&#8217;olio, il circuito di raffreddamento, i filtri, le cinghie, eventuali perdite e lo stato delle tubazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le batterie meritano attenzione: è utile controllare i collegamenti, verificare la carica e accertarsi che il sistema di ricarica funzioni correttamente. Se l&#8217;imbarcazione rimane ferma per settimane o mesi, la gestione delle batterie deve seguire le indicazioni del costruttore e le caratteristiche dell&#8217;impianto elettrico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le barche a vela, oltre ai controlli del motore ausiliario, è opportuno ispezionare vele, sartiame, cime, bozzelli e attrezzature di coperta. L&#8217;usura di una cima o un danno non individuato durante la stagione possono trasformarsi in un inconveniente importante quando le condizioni del mare peggiorano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di dubbi o anomalie, è preferibile affidarsi a un tecnico qualificato prima di riprendere la navigazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pulizia e manutenzione: proteggere la barca dall&#8217;umidità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;autunno è anche il periodo adatto per una pulizia approfondita. Sale, residui organici e sporco accumulati durante l&#8217;estate possono deteriorare superfici, metalli e rivestimenti se non vengono rimossi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È consigliabile lavare la coperta con prodotti compatibili con i materiali, pulire gli interni, controllare la cuscineria e verificare lo stato delle guarnizioni di oblò, portelli e finestre. Particolare attenzione va riservata alle infiltrazioni: macchie di umidità, odori persistenti e condensa possono segnalare problemi che è meglio risolvere prima dell&#8217;inverno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una buona aerazione degli ambienti, quando possibile e in condizioni di sicurezza, aiuta a limitare la formazione di muffe. Per le imbarcazioni che rimangono chiuse a lungo, è utile rimuovere gli oggetti che possono trattenere umidità e organizzare controlli periodici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la copertura della barca deve essere scelta con attenzione. Deve proteggere dalla pioggia senza impedire la ventilazione e deve essere fissata in modo da resistere al vento, evitando ristagni d&#8217;acqua.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Alaggio o permanenza in acqua? Come scegliere</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle decisioni più importanti di fine stagione riguarda il rimessaggio. Tirare la barca a terra permette di ispezionare lo scafo, verificare la carena, controllare l&#8217;elica e intervenire sulle parti normalmente immerse. Può essere l&#8217;occasione per programmare lavori di manutenzione ordinaria, riparazioni e trattamenti protettivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La permanenza in acqua, invece, richiede una valutazione delle condizioni dell&#8217;ormeggio, dell&#8217;esposizione al vento e alla risacca e della possibilità di effettuare controlli regolari. Le cime devono essere in buono stato e dimensionate correttamente, i parabordi posizionati in modo adeguato e gli scarichi liberi. È inoltre opportuno verificare che la barca non possa subire urti contro il pontile o le imbarcazioni vicine in caso di maltempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste una soluzione valida per tutti: dimensioni, materiali, tipo di propulsione, disponibilità di un cantiere e caratteristiche del porto influiscono sulla scelta. Un confronto con il proprio cantiere nautico o con il responsabile dell&#8217;ormeggio può aiutare a individuare la soluzione più adatta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come preparare la barca per i mesi freddi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se si decide di sospendere la navigazione, la preparazione invernale deve essere organizzata in base al tipo di imbarcazione e alle indicazioni del costruttore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i motori e gli impianti che contengono acqua, soprattutto se esposti a temperature prossime o inferiori allo zero, occorre valutare le procedure di protezione dal gelo. Le operazioni possono essere diverse per motori entrobordo, fuoribordo e sistemi di raffreddamento differenti: per questo è importante seguire il manuale tecnico o rivolgersi a un professionista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche i serbatoi, gli impianti idrici e le apparecchiature di bordo richiedono una gestione specifica. I serbatoi di carburante, in particolare, non vanno svuotati o riempiti indiscriminatamente: le indicazioni corrette dipendono dal sistema, dal combustibile e dalle istruzioni del produttore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di lasciare la barca ferma per un periodo prolungato, è utile mettere in ordine gli interni, proteggere le attrezzature, controllare le chiusure e programmare verifiche periodiche. Una buona preparazione riduce il rischio di deterioramento e rende più semplice la ripartenza in primavera.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sicurezza a bordo: l&#8217;autunno richiede qualche attenzione in più</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Con temperature più basse e condizioni meteorologiche variabili, l&#8217;abbigliamento diventa parte integrante della sicurezza. Giacche impermeabili e antivento, indumenti a strati e calzature antiscivolo aiutano ad affrontare meglio gli spostamenti in coperta e i cambiamenti di temperatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante anche controllare l&#8217;illuminazione di bordo, soprattutto perché il buio arriva prima rispetto all&#8217;estate. Le luci di navigazione devono funzionare correttamente e le dotazioni obbligatorie devono essere conformi al tipo di unità e alla navigazione prevista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi naviga da solo o con equipaggio poco esperto dovrebbe prestare ancora maggiore attenzione alla pianificazione, evitando itinerari troppo ambiziosi e mantenendo sempre un margine di sicurezza. In mare, rinunciare a un&#8217;uscita quando le condizioni non sono favorevoli è una scelta di responsabilità, non un&#8217;occasione persa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il momento giusto per programmare la prossima stagione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La fine dell&#8217;autunno può diventare anche un&#8217;opportunità per organizzare gli interventi da effettuare nei mesi successivi. Preparare un elenco dei lavori necessari, richiedere preventivi ai cantieri e programmare eventuali revisioni consente di distribuire le spese e ridurre il rischio di ritardi alla ripresa della stagione nautica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È utile annotare i problemi emersi durante l&#8217;estate, conservare le ricevute degli interventi eseguiti e verificare le scadenze delle dotazioni e dei documenti applicabili alla propria imbarcazione. Anche piccoli lavori, se affrontati per tempo, possono evitare inconvenienti più impegnativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;autunno, dunque, non segna necessariamente la fine del rapporto con il mare, ma l&#8217;inizio di una fase diversa, fatta di controlli, cura e programmazione. Navigare quando le condizioni lo consentono e preparare correttamente la barca al riposo invernale significa proteggere il proprio investimento e ritrovare, con l&#8217;arrivo della primavera, un&#8217;imbarcazione pronta a ripartire in sicurezza.</p>



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		<item>
		<title>Nautica e turismo: Capri e Costiera Amalfitana tra le mete dei superyacht</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nautica-e-turismo-capri-e-costiera-amalfitana-tra-le-mete-dei-superyacht/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 10:46:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[nautica e turismo]]></category>
		<category><![CDATA[superyacht]]></category>
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					<description><![CDATA[L’impatto economico del turismo nautico in Italia è di circa 5,7 miliardi di euro. Nel 2025 la spesa operativa – ormeggi, carburante, manutenzione, rimessaggio ed equipaggio – ha raggiunto i [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’impatto economico del turismo nautico in Italia è di circa <strong>5,7 miliardi di euro</strong>. Nel 2025 la spesa operativa – ormeggi, carburante, manutenzione, rimessaggio ed equipaggio – ha raggiunto i 3,6 miliardi (63% del totale), mentre i consumi a terra – che includono ristorazione, shopping, intrattenimento, trasporti, hospitality – valgono 2,1 miliardi (37%) per l’intero parco nautico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste le principali evidenze della prima edizione dello studio <strong>“<em>Yachting Tourism and Economic Contribution</em></strong>” realizzato da <strong>Deloitte</strong> per <strong>Confindustria Nautica</strong>, che analizza l’impatto economico dello yachting sulle economie costiere italiane. Il report è stato presentato sabato 3 ottobre a Genova al <strong>66° Salone Nautico Internazionale,</strong> in un evento cui hanno partecipato tra gli altri: Edoardo Rixi, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Mario Zanetti, Presidente delegato di Confindustria per l’Economia del Mare; Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica; Ernesto Lanzillo, Deloitte Central Mediterranean Private leader; Tommaso Nastasi, Strategy and Value Creation leader di Deloitte; Fabrizio Palombo, Presidente della Sezione Yacht di Federagenti; Fabio Planamente, Vice Presidente di Confindustria Nautica; Roberto Perocchio, Presidente di Assomarinas.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Porti e posti barca: Liguria e Toscana guidano offerta superyacht, più indietro il Sud e le isole per densità di marine e porti turistici</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia conta 790 infrastrutture portuali diportistiche in totale per circa 172 mila posti barca. Ogni 100 chilometri di costa ci sono 7,2 strutture (marine e porti turistici escludendo i punti di ormeggio), contro le 9,7 della Francia e le 7,5 della Spagna. Il Sud e le isole restano meno serviti in termini di infrastrutture qualificate per clientela alto spendente, con meno di cinque strutture ogni 100 km. Solo circa il 2% dei posti barca italiani è destinato a unità oltre i 24 metri, con Liguria e Toscana che concentrano circa metà della capacità dedicata ai superyacht.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’Italia attira un superyacht su cinque, la piccola nautica affronta una fase complessa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La flotta considerata dallo studio conta circa 82 mila unità, il 7% delle quali è rappresentato da yacht premium oltre i 18 metri. Dal 2021 le imbarcazioni sotto i 10 metri calano in media del 3,7% l’anno, mentre quelle tra 18 e 24 metri crescono dello 0,7% e i superyacht del 3,3%. Nel 2025 la flotta mondiale di superyacht ha sfiorato le 11 mila unità, con un incremento medio annuo del 4,1% dal 2018. Circa 2,2 mila, pari a un quinto del totale, hanno navigato nelle acque italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Turismo nautico: un impatto da quasi 6 miliardi di euro</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025 l’impatto economico diretto è stimato in 5,7 miliardi di euro: 3,6 miliardi (il 63%) di spesa operativa e 2,1 miliardi (il 37%) di spesa turistica a terra. I superyacht sono circa il 3% della flotta attiva in Italia, ma generano il 42% dell’impatto diretto del compartimento downstream. Includendo le unità tra 18 e 24 metri, gli yacht premium salgono al 7% della flotta e al 55% dell’impatto diretto generato dalle attività di turismo nautico. La spesa si concentra quindi nella fascia alta che sostiene imprese locali, occupazione e Made in Italy.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Il sistema nautico italiano è un asset strategico per il nostro Paese</em>” <em>–</em> commenta <strong>Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader</strong>.“<em>Il posizionamento dell’Italia come destinazione premium per lo yachting dipende non solo dalle infrastrutture, ma dalla qualità dei servizi e dall’integrazione dell’offerta nautica con il territorio. La sfida competitiva è trasformare il traffico in valore, con strategie differenziate per segmento e una connettività territoriale in grado di intercettare la spesa di armatori e ospiti”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>La nautica da diporto rappresenta un settore strategico per l’Italia, sia per il contributo diretto all’economia sia per lo spillover su altre filiere del Made in Italy e del turismo</em>” <em>–</em> afferma<strong>Tommaso Nastasi</strong>, <strong>Strategy and Value Creation Leader di Deloitte</strong><em>.</em> “<em>Una maggiore valorizzazione dell’intera filiera e del turismo nautico, capace di attrarre sempre più domanda nazionale e internazionale, può rafforzare ulteriormente il posizionamento della nautica italiana nel mondo, generando ricadute rilevanti per l’economia del Paese</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Il valore della nautica in Italia non si misura soltanto nelle imbarcazioni prodotte, ma anche nel lavoro, nei servizi e nelle attività economiche che la loro presenza genera lungo le nostre coste. Con questo studio abbiamo voluto approfondire questa dimensione, mettendo a disposizione di imprese e istituzioni uno strumento per orientare gli investimenti e valorizzare il contributo del turismo nautico allo sviluppo dei territori</em>” <em>–</em> dichiara <strong>Piero Formenti</strong>, Presidente di Confindustria Nautica<em>.</em> “<em>Rafforzare l’attrattività dell’Italia per i superyacht e sostenere la piccola e media nautica sono obiettivi complementari, non alternativi. La piccola nautica, in particolare, merita attenzione perché rappresenta una porta d’ingresso al diporto e un elemento essenziale per diffondere la cultura del mare. La nostra visione tiene insieme tutte le componenti del settore: infrastrutture portuali adeguate, servizi qualificati e formazione professionale sono le leve su cui lavorare per favorire una maggiore accessibilità, prolungare la stagione nautica e generare opportunità durature per le imprese e le comunità costiere”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Spesa e ricadute economiche</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La spesa del turismo nautico si articola tra costi operativi di gestione delle imbarcazioni e consumi a terra, generando valore sia all’interno dell’ecosistema nautico sia in altri comparti extra settoriali. Una parte della spesa resta nella filiera nautica: ormeggi, carburante, manutenzione, rimessaggio ed equipaggi. Il resto ricade sul territorio tra ristorazione, shopping, intrattenimento, trasporti e ospitalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le stime, la spesa operativa giornaliera per unità va in media da circa 200 euro per la piccola nautica a 78 mila euro per il comparto superyacht. I consumi a terra di armatori e ospiti variano tra 45 e 650 euro al giorno a persona. Inoltre, da un lato i superyacht italiani stanziali generano una spesa annua circa cinque volte superiore a quella delle unità straniere stagionali mentre dall’altro lato i superyacht rappresentano circa il 3% della flotta attiva in Italia, generando il 42% dell’impatto economico diretto. Includendo le unità tra 18 e 24 metri, gli yacht premium raggiungono circa il 7% della flotta e il 55% dell’impatto economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Turismo nautico: chi arriva e quanto si ferma</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i superyacht che frequentano le acque italiane, il 93% batte bandiera estera e il 66% misura tra 30 e 60 metri. Il 56% ha un profilo stagionale, il 44% stanziale: un equilibrio che fa dell’Italia sia una meta di crociera sia una base per soggiorni lunghi. Restano tuttavia ulteriori spazi di crescita per incrementare la spesa durante tutto l’anno, favorendo permanenze più lunghe e destagionalizzate attraverso servizi di rimessaggio, crew welfare e spazi qualificati per attività di refitting.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni anno circa 1.200 superyacht stagionali restano in Italia in media 23 giorni, visitando sette località, con un picco di presenze nei mesi estivi. Costa Smeralda e Golfo di Olbia rappresentano le destinazioni principali, seguiti da Capri, Golfo del Tigullio e Costiera Amalfitana. I superyacht stanziali, circa 960, trascorrono in Italia 193 giorni in media, distribuiti su 8,3 mesi dell’anno, e sono in gran parte yacht tra 40 e 60 metri. La Liguria è il primo polo per giornate di presenza con Riviera dei Fiori, Genova e Golfo della Spezia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Sapri, il carroponte portuale torna alla gestione diretta del Comune</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sapri-il-carroponte-portuale-torna-alla-gestione-diretta-del-comune/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 09:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[carroponte portuale]]></category>
		<category><![CDATA[sapri]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo decenni di attesa e un lungo percorso amministrativo, il carroponte portuale di Sapri torna operativo sotto la gestione diretta del Comune. Ad annunciarlo è il sindaco Antonio Gentile, che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo decenni di attesa e un lungo percorso amministrativo, il carroponte portuale di Sapri torna operativo sotto la gestione diretta del Comune. Ad annunciarlo è il sindaco Antonio Gentile, che attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook ha comunicato il ripristino del servizio pubblico, considerato strategico per le attività marittime e per il settore della nautica da diporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione arriva al termine di un complesso iter burocratico, caratterizzato anche da ricorsi amministrativi, che negli anni hanno accompagnato la vicenda della gestione dell&#8217;infrastruttura. Con il nuovo assetto, l&#8217;amministrazione comunale punta a garantire maggiore efficienza, trasparenza e controllo pubblico su un servizio di particolare importanza per gli operatori del porto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione dell&#8217;amministrazione comunale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ritorno alla gestione diretta rappresenta, secondo il primo cittadino, un passaggio significativo per la comunità marittima saprese. L&#8217;obiettivo della Giunta municipale è assicurare un servizio accessibile e funzionale a tutti gli utilizzatori della struttura, rafforzando contemporaneamente il ruolo dell&#8217;ente nella valorizzazione dell&#8217;area portuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre le priorità indicate dall&#8217;amministrazione: migliorare l&#8217;efficienza del servizio, valorizzare il porto come risorsa economica e strategica per la città e riportare la gestione dell&#8217;infrastruttura nell&#8217;ambito delle competenze comunali, privilegiando l&#8217;interesse collettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Un traguardo storico per la nostra comunità marittima», ha dichiarato Gentile, sottolineando come il risultato raggiunto segni la conclusione di una lunga fase di incertezza e l&#8217;avvio di un nuovo percorso per la gestione delle strutture portuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nuove prospettive per il porto di Sapri</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ripristino del servizio si inserisce in una più ampia prospettiva di valorizzazione del porto, infrastruttura fondamentale per l&#8217;economia locale e per le attività legate alla navigazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sindaco ha evidenziato che il ritorno alla gestione comunale rappresenta soltanto il primo passo di una stagione di novità attese per l&#8217;area portuale, lasciando intendere che potrebbero arrivare ulteriori interventi e iniziative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo messaggio, Gentile ha inoltre rivolto un ringraziamento agli uffici comunali che hanno seguito la vicenda nel corso degli anni, riconoscendo il lavoro svolto per superare le difficoltà amministrative. Un pensiero è stato dedicato anche ai diportisti, che hanno atteso la conclusione dell&#8217;iter.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per conoscere le modalità di accesso e utilizzo del carroponte portuale, i cittadini e gli operatori interessati potranno rivolgersi direttamente all&#8217;Ufficio Porto e Demanio del Comune di Sapri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riattivazione del servizio sotto il controllo diretto dell&#8217;ente segna così un nuovo capitolo nella gestione del porto cittadino, con l&#8217;obiettivo dichiarato di migliorare i servizi e sostenere le attività economiche legate al mare.</p>
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		<item>
		<title>Riscaldamento in barca: come vivere il mare anche d’inverno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/riscaldamento-in-barca-come-vivere-il-mare-anche-dinverno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 12:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento in barca]]></category>
		<category><![CDATA[vivere il mare in inverno]]></category>
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					<description><![CDATA[Per molti diportisti la stagione nautica non finisce con l’arrivo dell’autunno. Anzi, l’inverno può regalare giornate in mare particolarmente suggestive, porti più tranquilli e una prospettiva completamente diversa sulla navigazione. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per molti diportisti la stagione nautica non finisce con l’arrivo dell’autunno. Anzi, l’inverno può regalare giornate in mare particolarmente suggestive, porti più tranquilli e una prospettiva completamente diversa sulla navigazione. Per vivere la barca anche nei mesi più freddi, però, il comfort diventa un elemento fondamentale e il riscaldamento assume un ruolo centrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A bordo le condizioni sono molto diverse rispetto a quelle di un&#8217;abitazione. Gli spazi sono generalmente più contenuti, l’umidità può essere elevata e la presenza di grandi superfici vetrate o di cabine poco isolate può rendere più difficile mantenere una temperatura piacevole. Per questo motivo, la scelta dell&#8217;impianto deve tenere conto non soltanto della potenza necessaria, ma anche degli spazi disponibili, dei consumi e delle caratteristiche dell&#8217;imbarcazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle soluzioni più diffuse è il riscaldamento ad aria calda. Il principio è semplice: l’aria viene riscaldata da un’apposita unità e distribuita all’interno dell’imbarcazione attraverso canalizzazioni. Il sistema consente di riscaldare rapidamente gli ambienti e può essere particolarmente pratico sulle imbarcazioni di dimensioni contenute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’alternativa è rappresentata dagli impianti ad acqua, nei quali il calore viene trasferito attraverso radiatori o ventilconvettori. Si tratta di sistemi che possono offrire una distribuzione più uniforme del calore, risultando interessanti soprattutto sulle imbarcazioni più grandi e dotate di più cabine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono poi soluzioni che sfruttano l’alimentazione elettrica, particolarmente adatte quando la barca è ormeggiata in porto e dispone di un collegamento alla rete. In navigazione, invece, la disponibilità di energia diventa un aspetto da valutare con maggiore attenzione, soprattutto per evitare consumi che possano incidere sull’autonomia delle batterie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta del sistema di riscaldamento deve quindi partire dalle caratteristiche della barca e dal modo in cui viene utilizzata. Una piccola imbarcazione usata occasionalmente nei fine settimana avrà esigenze molto diverse da un cabinato destinato a crociere invernali. Anche il numero di persone a bordo, la suddivisione degli ambienti e il livello di isolamento contribuiscono a determinare la soluzione più adatta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il riscaldamento, inoltre, non serve soltanto a rendere più piacevole la permanenza a bordo. Un ambiente caldo e adeguatamente ventilato può contribuire a gestire il problema della condensa, particolarmente comune durante i mesi freddi. L&#8217;umidità, infatti, può favorire la formazione di muffe e compromettere nel tempo tessuti, rivestimenti e altri elementi degli interni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di installare qualsiasi apparecchiatura è però fondamentale verificare che sia progettata per l&#8217;utilizzo nautico e che l&#8217;installazione venga effettuata correttamente, nel rispetto delle indicazioni del produttore e delle caratteristiche dell&#8217;imbarcazione. Particolare attenzione va riservata ai sistemi che utilizzano combustibili, per i quali ventilazione, scarico dei fumi e sicurezza devono essere trattati con la massima cura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la manutenzione non va trascurata. Prima dell&#8217;arrivo dell&#8217;inverno è consigliabile verificare lo stato dell&#8217;impianto, dei collegamenti, delle prese d&#8217;aria e dei sistemi di scarico, così da evitare che un guasto trasformi una giornata in mare in un problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il sistema giusto e una corretta preparazione, dunque, l&#8217;inverno non deve necessariamente significare mettere la barca a riposo. Il freddo può diventare semplicemente un elemento da gestire, lasciando spazio a un modo diverso di vivere il mare: più silenzioso, più tranquillo e, per molti appassionati, ancora più affascinante.</p>
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		<item>
		<title>Crociere, Agropoli scommette sul lusso: 13 approdi e 4.800 passeggeri nel 2027</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/crociere-agropoli-scommette-sul-lusso-13-approdi-e-4-800-passeggeri-nel-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 14:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[agropoli mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è concluso l&#8217;appuntamento con Italian Cruise Day in tour, l’iniziativa che ha visto la nostra città al centro del dibattito nazionale sullo sviluppo della crocieristica e del turismo marittimo. [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Si è concluso l&#8217;appuntamento con Italian Cruise Day in tour, l’iniziativa che ha visto la nostra città al centro del dibattito nazionale sullo sviluppo della crocieristica e del turismo marittimo. L’evento, patrocinato dal Comune di Agropoli e organizzato da Cilento Cruise Terminal Agropoli in collaborazione con Risposte Turismo, si è tenuto nella cornice dello Spazio Mare presso il Palazzo Civico delle Arti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali del sindaco di Agropoli Roberto Mutalipassi, del presidente di Salerno Cruises Giuseppe Amoruso e con gli interventi del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio Giovanni Gugliotti e del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Francesco Rizzo. Successivamente, il presidente di Risposte Turismo Francesco Di Cesare ha presentato il quadro aggiornato sulle dinamiche del settore e sulle prospettive future per il territorio, evidenziando il ruolo di Agropoli come approdo in rada e porta d&#8217;accesso di riferimento nel Cilento per il segmento luxury.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dai dati illustrati emerge un percorso di crescita significativo: nel 2027 sono attesi infatti 4.800 passeggeri. Un&#8217;attrattività confermata dalla scelta di armatori e compagnie di altissimo profilo, tra cui The Ritz-Carlton Yacht Collection, Silversea, Ponant, Emerald Cruises, Atlas Ocean Voyages e Star Clippers.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«In questa tappa ad Agropoli abbiamo scoperto una destinazione ricca di tesori naturali, storici e imprenditoriali che rappresentano forti fattori di attrattiva per i crocieristi», ha dichiarato Francesco Di Cesare, Presidente di Risposte Turismo. «Agropoli può essere la porta a mare del Cilento per la crocieristica di lusso, ma è fondamentale organizzarsi insieme come destinazione per soddisfare al meglio questa domanda. È una sfida affascinante che il territorio ha tutte le carte in regola per vincere».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«I numeri e le proiezioni illustrate oggi confermano la bontà del lavoro svolto e la grande opportunità che la crocieristica rappresenta per Agropoli e l&#8217;intero Cilento», hanno dichiarato il sindaco Roberto Mutalipassi e l&#8217;assessore al Mare, Porto e Demanio Giuseppe Di Filippo. «Passare da 6 a 13 ormeggi annuali e raggiungere quasi 5.000 passeggeri nel 2027, con un turismo di qualità destagionalizzato, significa posizionare la nostra città al centro delle rotte del lusso internazionale, valorizzando il patrimonio culturale ed enogastronomico e creando valore concreto per l&#8217;economia locale».</p>
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		<title>Agropoli punta al titolo di Capitale italiana del Mare 2027</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/agropoli-punta-al-titolo-di-capitale-italiana-del-mare-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 13:04:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[agropoli capitale mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Comune di Agropoli oggi ha ufficialmente presentato la candidatura a ‘Capitale Italiana del Mare 2027’ con il programma &#8220;Agropoli mare 2027 – Cinque rotte, un solo programma&#8221;. L&#8217;iniziativa punta [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Comune di Agropoli oggi ha ufficialmente presentato la candidatura a ‘Capitale Italiana del Mare 2027’ con il programma &#8220;Agropoli mare 2027 – Cinque rotte, un solo programma&#8221;. L&#8217;iniziativa punta a strutturare una strategia permanente che integra tutela ambientale, cultura, formazione, sport, portualità, turismo e blue economy. L&#8217;articolazione del progetto si sviluppa lungo cinque direttrici strategiche dedicate a conoscenza, tutela ecologica, fruizione sportiva e inclusiva, collegamenti territoriali e sviluppo occupazionale della blue economy. Il centro operativo in cui verrà sviluppata l&#8217;iniziativa sarà lo Spazio Mare del Palazzo Civico delle Arti, struttura che ospita laboratori, biblioteche e sale multimediali già frequentate da studenti e operatori. Il programma integrerà inoltre le attività di Agropoli quale Comune Europeo dello Sport 2027 e le opportunità logistiche derivanti dalle regate dell&#8217;America&#8217;s Cup a Napoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La governance del piano sarà diretta dal Comune attraverso due specifici Tavoli di coordinamento tecnico e territoriale con sede presso lo Spazio Mare. L&#8217;obiettivo primario consiste nel rendere permanente il Sistema Mare cittadino, trasformando l&#8217;anno 2027 in una tappa fondamentale di consolidamento strutturale per l&#8217;intero territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Questa candidatura rappresenta l&#8217;identità e il futuro della nostra comunità, fondandosi su un sistema già attivo di servizi, associazioni e cittadini. Nel 2027 saremo Comune Europeo dello Sport e sfrutteremo le sinergie con l&#8217;America&#8217;s Cup a Napoli. Diventare Capitale del Mare permetterà di accelerare questo percorso di sviluppo</em>», dichiara il Sindaco <strong>Roberto Mutalipassi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Una città costiera necessita di una politica marittima unitaria che includa tutela della costa, portualità, sicurezza e sviluppo turistico. La sfida del 2027 è fare di Agropoli un centro integrato dove il mare generi reali opportunità</em>»<em>, </em>ha aggiunto l&#8217;assessore delegato al mare e al porto <strong>Giuseppe Di Filippo</strong>.</p>
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		<title>Il mare a bordo di un catamarano: spazio, comfort e libertà</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-mare-a-bordo-di-un-catamarano-spazio-comfort-e-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 09:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[catamarano]]></category>
		<category><![CDATA[nautica e mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Due scafi, uniti da una struttura centrale, e una sensazione di spazio che difficilmente lascia indifferenti. Il catamarano è ormai una presenza familiare nei porti e nelle acque del Mediterraneo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Due scafi, uniti da una struttura centrale, e una sensazione di spazio che difficilmente lascia indifferenti. Il catamarano è ormai una presenza familiare nei porti e nelle acque del Mediterraneo e rappresenta una delle formule più apprezzate da chi sceglie di vivere il mare non soltanto per navigare, ma anche per trascorrere a bordo gran parte della propria vacanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La caratteristica che lo distingue immediatamente è, naturalmente, il doppio scafo. Una soluzione progettuale che offre una maggiore stabilità e consente di disporre di ambienti particolarmente ampi. Il risultato è un&#8217;imbarcazione che, soprattutto nel charter, viene spesso scelta da famiglie e gruppi di amici alla ricerca di comfort e convivialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A bordo, infatti, gli spazi assumono un ruolo centrale. Le zone prendisole, il pozzetto e gli ambienti interni sono pensati per essere vissuti durante tutta la giornata. Sui catamarani a vela, inoltre, la navigazione può diventare parte integrante dell&#8217;esperienza: si può trascorrere una giornata tra una cala e l&#8217;altra, riducendo al minimo gli spostamenti a terra e trasformando la barca in una vera e propria casa galleggiante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal charter alla nautica privata</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successo dei catamarani è legato anche alla crescita del turismo nautico. Il noleggio con o senza equipaggio ha permesso a un pubblico sempre più ampio di avvicinarsi a questo tipo di imbarcazione, particolarmente diffuso nelle destinazioni del Mediterraneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle isole greche alle coste della Croazia, dalla Sardegna alla Sicilia, il catamarano è diventato una delle soluzioni più ricercate per esplorare il mare mantenendo a bordo un livello elevato di comfort.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non ci sono soltanto le vacanze. I catamarani trovano spazio anche nella nautica privata e in un mercato che negli ultimi anni ha visto crescere l&#8217;attenzione verso efficienza, autonomia e nuove tecnologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vela, motore e nuove tecnologie</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo dei catamarani è molto più ampio di quanto possa sembrare. Accanto ai tradizionali modelli a vela esistono infatti catamarani a motore, progettati per offrire prestazioni differenti e, in molti casi, grandi spazi abitativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca tecnologica sta inoltre introducendo soluzioni sempre più sofisticate: materiali più leggeri, sistemi di gestione energetica più efficienti e, nei modelli più recenti, propulsioni ibride o elettriche. L&#8217;obiettivo è ridurre consumi ed emissioni senza rinunciare al comfort e alle prestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il design sta cambiando. Le linee sono sempre più moderne, gli ambienti diventano più luminosi e il rapporto tra spazi interni ed esterni assume un&#8217;importanza crescente. Il catamarano contemporaneo non è quindi soltanto una barca con due scafi, ma un progetto nel quale navigazione, abitabilità e tecnologia cercano un nuovo equilibrio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un modo diverso di andare per mare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero punto di forza del catamarano, però, resta la filosofia con cui viene vissuto. Non soltanto velocità o prestazioni, ma tempo, spazio e condivisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una barca che invita a fermarsi, a vivere la rada, a fare il bagno lontano dalla costa e a trasformare la navigazione in parte della vacanza. Ed è forse proprio questa la ragione per cui il doppio scafo continua a conquistare nuovi appassionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Mediterraneo, dove il mare e le coste rappresentano una delle grandi ricchezze del territorio, il catamarano sembra trovare il suo ambiente naturale. Una formula che unisce la libertà della navigazione al comfort di una vera abitazione sul mare e che, anno dopo anno, continua a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nel panorama della nautica da diporto.</p>
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		<title>America’s Cup, Ferrante: «Dal grande evento una spinta per nautica, turismo e occupazione»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/americas-cup-ferrante-dal-grande-evento-una-spinta-per-nautica-turismo-e-occupazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[america's cup]]></category>
		<category><![CDATA[tullio ferrante]]></category>
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					<description><![CDATA[«L’America’s Cup rappresenta una straordinaria occasione per Napoli, non soltanto per la visibilità internazionale che la manifestazione porterà alla città, ma per la capacità di generare sviluppo, attrarre investimenti e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">«<em>L’America’s Cup rappresenta una straordinaria occasione per Napoli, non soltanto per la visibilità internazionale che la manifestazione porterà alla città, ma per la capacità di generare sviluppo, attrarre investimenti e rafforzare l’attrattività del territorio. La presentazione che si è svolta a Nisida è il preludio di un evento che metterà Napoli al centro della scena mondiale e che sarà determinante per la sua crescita</em>.» Lo afferma il Sottosegretario al Mit Tullio Ferrante di Forza Italia, a Napoli in occasione dell’evento di presentazione dell’America’s Cup.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Il valore di un grande evento</em> – aggiunge Ferrante – <em>si misura anche da ciò che resta quando i riflettori si spengono. L’America’s Cup farà da volano per il turismo, l’economia e l’occupazione, ma è anche un’occasione per rafforzare infrastrutture, servizi e collegamenti che continueranno a essere patrimonio della città. Napoli ha tutte le condizioni per trasformare questo appuntamento in una straordinaria opportunità destinata a produrre effetti ben oltre il 2027, valorizzando le energie di una città che può  competere ai massimi livelli sulla scena internazionale. Il Governo ha scelto di puntare su Napoli con una visione che guarda oltre l’evento, mettendo al centro il risanamento ambientale di Bagnoli e il rilancio di tutto il territorio. L’obiettivo è costruire un’eredità concreta e duratura, capace di consolidare il ruolo di Napoli come capitale internazionale del turismo, dello sport e della cultura. È questa la sfida che abbiamo davanti: fare dell’America’s Cup non una parentesi, ma &#8211; </em>conclude Ferrante<em> &#8211; un acceleratore di crescita per Napoli e per l’intero Mezzogiorno</em>.»</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Cime da ormeggio, scegliere la corda giusta è una questione di sicurezza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cime-da-ormeggio-scegliere-la-corda-giusta-e-una-questione-di-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 12:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[cime da ormeggio]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si parla di sicurezza in mare si pensa immediatamente a dotazioni, motore, elettronica di bordo e condizioni meteo. Eppure, una volta arrivati in porto, c’è un elemento tanto semplice [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di sicurezza in mare si pensa immediatamente a dotazioni, motore, elettronica di bordo e condizioni meteo. Eppure, una volta arrivati in porto, c’è un elemento tanto semplice quanto fondamentale che non dovrebbe mai essere sottovalutato: <strong>la cima di ormeggio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È attraverso le cime che l’imbarcazione viene collegata a banchina, pontili o corpi morti. Devono quindi sopportare trazioni continue, movimenti dell’onda, raffiche di vento e sollecitazioni improvvise. Una scelta sbagliata o una cima deteriorata possono trasformare un normale ormeggio in un problema serio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Materiali: perché conta l’elasticità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i materiali più utilizzati per le cime da ormeggio c’è il <strong>polietere</strong>, apprezzato per la buona resistenza, la morbidezza e soprattutto per la capacità di assorbire parte delle sollecitazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il <strong>nylon</strong> viene impiegato negli ormeggi proprio grazie alla sua elasticità. Questa caratteristica consente alla cima di lavorare come una sorta di “ammortizzatore”, riducendo i picchi di carico che possono trasmettersi all’imbarcazione e agli elementi di ormeggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non basta però scegliere una fibra resistente: è necessario che la cima sia adatta all&#8217;utilizzo previsto e alle caratteristiche dell&#8217;imbarcazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il diametro non va scelto a caso</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una cima troppo sottile può essere sottoposta a carichi eccessivi, mentre una di diametro sovradimensionato può risultare più difficile da gestire e non necessariamente rappresentare la soluzione migliore in ogni situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dimensionamento deve tenere conto di diversi fattori: <strong>lunghezza e peso dell’imbarcazione, tipo di ormeggio, esposizione al vento e al moto ondoso, condizioni del porto e carichi prevedibili</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione va riservata anche alle modalità di collegamento. Nodi, gasse, grilli e altri elementi possono influire sulla resistenza complessiva del sistema.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Occhio all’usura</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle regole più importanti è anche una delle più semplici: <strong>le cime vanno controllate con regolarità</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfregamenti contro bitte, passacavi e anelli possono consumare progressivamente le fibre. Anche l&#8217;esposizione prolungata a sole, acqua salata e agenti atmosferici contribuisce al deterioramento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segni di abrasione, fibre spezzate, irrigidimento, scolorimento anomalo o deformazioni sono campanelli d’allarme da non ignorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cima apparentemente ancora utilizzabile può infatti aver perso una parte significativa delle proprie caratteristiche meccaniche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ormeggiare significa anche lasciare margine</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta delle cime non dovrebbe essere fatta considerando soltanto le condizioni ideali. Un buon ormeggio deve tenere conto anche di ciò che può accadere quando il vento aumenta o l&#8217;imbarcazione comincia a muoversi maggiormente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>capacità della cima di assorbire le sollecitazioni</strong> è quindi importante almeno quanto la sua resistenza nominale. Anche la geometria dell’ormeggio e la corretta distribuzione delle cime contribuiscono a evitare carichi concentrati e movimenti eccessivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, soprattutto in caso di soste prolungate o di condizioni meteo previste impegnative, è opportuno verificare l’intero sistema di ormeggio e non soltanto la singola cima.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un accessorio semplice, ma decisivo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le cime da ormeggio sono uno di quegli elementi dell’attrezzatura nautica ai quali spesso si presta attenzione soltanto quando arriva il momento di utilizzarli. In realtà, rappresentano una componente essenziale della sicurezza dell’imbarcazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scegliere la cima corretta, controllarla periodicamente e sostituirla quando presenta segni evidenti di deterioramento significa investire nella sicurezza della barca e delle persone a bordo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché anche quando il motore è spento e la navigazione è terminata, la barca continua a essere sottoposta alle forze del mare. E a tenerla al sicuro, molto spesso, sono proprio quei pochi metri di corda che sembrano un dettaglio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Concessioni balneari fino al 2033, sentenza del Consiglio di Stato</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/concessioni-balneari-fino-al-2033-sentenza-del-consiglio-di-stato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 07:12:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Legislative]]></category>
		<category><![CDATA[turismo cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio di Stato, con la sentenza numero 6835 del 7 settembre 2026, ha respinto integralmente l’appello presentato dalla società Bubbi s.r.l. contro il Comune di Santa Marinella, confermando la [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Consiglio di Stato</strong>, con la sentenza numero <strong>6835 del 7 settembre 2026</strong>, ha respinto integralmente l’appello presentato dalla società <strong>Bubbi s.r.l.</strong> contro il Comune di Santa Marinella, confermando la legittimità delle concessioni balneari estese fino al <strong>2033</strong> sul tratto di litorale laziale oggetto del contenzioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione della <strong>Sezione Settima</strong> riguarda direttamente Santa Marinella e Santa Severa, ma assume rilievo anche nel dibattito nazionale sulle <strong>concessioni demaniali marittime</strong>, tema particolarmente sentito nei Comuni costieri della provincia di Salerno e del Cilento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda giudiziaria ruotava attorno alle modalità utilizzate dal Comune laziale per estendere alcune concessioni a uso turistico-ricreativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Concessioni balneari e Direttiva Bolkestein</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la società ricorrente, quella adottata dal Comune sarebbe stata una <strong>proroga automatica</strong>, e quindi in contrasto con l’articolo 49 del Trattato dell’Unione europea e con la <strong>Direttiva Bolkestein</strong>, che prevede procedure competitive per l’assegnazione di questa tipologia di concessioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio di Stato ha però ricostruito diversamente il procedimento amministrativo seguito dal Comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i giudici di Palazzo Spada, l’amministrazione di Santa Marinella non si sarebbe limitata a un rinnovo automatico. Già nel <strong>2019</strong> sarebbe stata infatti avviata una procedura pubblica, attraverso una delibera, la pubblicazione all’albo pretorio e la valutazione delle domande sulla base dell’articolo 18 del Regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei casi in cui più operatori avessero manifestato interesse per la stessa area, sarebbero inoltre stati attivati confronti competitivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro passaggio rilevante della pronuncia riguarda gli effetti degli atti amministrativi rispetto al diritto europeo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I giudici hanno chiarito che <strong>un provvedimento amministrativo ritenuto in contrasto con il diritto dell’Unione europea non diventa automaticamente nullo</strong>, ma può essere annullato se impugnato entro i termini previsti dalla legge, indicati in sessanta giorni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la decisione interessa anche il Cilento</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il principio affermato dal Consiglio di Stato può assumere rilievo anche per quelle amministrazioni costiere che, prima delle sentenze dell’<strong>Adunanza Plenaria numero 17 e 18 del 2021</strong>, avevano già avviato procedure selettive nel quadro normativo allora vigente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questo l’aspetto che rende la pronuncia di particolare interesse anche per il <strong>Cilento e la costa salernitana</strong>, territori nei quali il futuro delle concessioni balneari rappresenta da anni una questione centrale per amministrazioni e operatori del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da <strong>Agropoli a Sapri</strong>, gli stabilimenti balneari costituiscono in molti casi attività familiari tramandate nel tempo e legate direttamente all’economia turistica stagionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sentenza relativa a Santa Marinella non risolve automaticamente le singole situazioni presenti negli altri Comuni, che devono essere valutate sulla base delle rispettive procedure amministrative, ma introduce un principio destinato ad avere peso nel confronto giuridico sulle concessioni già consolidate e sulla certezza degli atti adottati dalle amministrazioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Caldo a bordo: dove si accumula e come mantenere la barca più fresca</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caldo-a-bordo-dove-si-accumula-e-come-mantenere-la-barca-piu-fresca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 12:03:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[barca]]></category>
		<category><![CDATA[caldo a bordo]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[nautica]]></category>
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					<description><![CDATA[In estate, il mare sembra offrire la soluzione perfetta contro il caldo. Eppure chi trascorre molte ore a bordo sa bene che non sempre è così. Una barca esposta al [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In estate, il mare sembra offrire la soluzione perfetta contro il caldo. Eppure chi trascorre molte ore a bordo sa bene che non sempre è così. Una barca esposta al sole può trasformarsi rapidamente in un ambiente molto caldo, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Il problema riguarda in particolare cabine, dinette e timonerie chiuse, dove il calore tende ad accumularsi e a rimanere intrappolato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma perché a bordo il caldo può diventare così intenso?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei principali responsabili è naturalmente il <strong>sole</strong>. La coperta, la vetroresina, le superfici metalliche e i vetri assorbono la radiazione solare e si riscaldano. Questo calore viene poi ceduto all’ambiente circostante. Le superfici direttamente esposte possono raggiungere temperature elevate e contribuire a riscaldare anche gli spazi interni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ruolo importante è svolto anche dall’<strong>effetto serra</strong>. Quando una cabina o una timoneria rimangono chiuse e colpite dal sole, la radiazione entra attraverso i vetri e il calore tende ad accumularsi. Se non c’è un adeguato ricambio d’aria, la temperatura interna può aumentare sensibilmente rispetto a quella esterna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A peggiorare la situazione c’è poi la <strong>scarsa circolazione dell’aria</strong>. Una barca ferma in rada, soprattutto se riparata dal vento, può avere ambienti interni dove l’aria ristagna. Anche quando all’esterno soffia una brezza piacevole, infatti, non è detto che questa riesca a raggiungere efficacemente cabine e altri spazi chiusi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è infine l’<strong>umidità</strong>, una presenza praticamente inevitabile nell’ambiente marino. Un’aria più umida rende meno efficace l’evaporazione del sudore e può quindi aumentare la sensazione di afa e di disagio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il calore arriva anche dalla barca</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A bordo non c’è soltanto il sole a produrre calore. Il <strong>motore</strong>, soprattutto nei vani scarsamente ventilati, può diventare una fonte importante di calore. Lo stesso vale per alcuni apparecchi e impianti di bordo che, durante il funzionamento, producono energia termica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, soprattutto su imbarcazioni di dimensioni contenute, la gestione del calore richiede attenzione all’insieme: esposizione al sole, ventilazione, ombreggiamento e utilizzo degli apparati di bordo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come mantenere la barca più fresca</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La prima regola è semplice: <strong>evitare che il calore entri</strong>, quando possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tendalini, bimini e sistemi di ombreggiamento sono quindi preziosi, soprattutto nelle ore di maggiore irraggiamento. Anche proteggere le superfici vetrate può fare una differenza importante, in particolare quando la barca rimane esposta al sole per diverse ore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda parola chiave è <strong>ventilazione</strong>. Quando le condizioni lo permettono, favorire il ricambio d’aria può aiutare a disperdere il calore accumulato. Boccaporti, oblò e aperture possono essere utilizzati per creare una ventilazione naturale, facendo però sempre attenzione alla sicurezza e alle condizioni del mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la ventilazione naturale non è sufficiente, possono essere utili i <strong>ventilatori di bordo</strong>. Non abbassano realmente la temperatura dell’ambiente come farebbe un climatizzatore, ma muovendo l’aria possono migliorare sensibilmente la percezione del caldo e favorire l’evaporazione del sudore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E l’aria condizionata?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sulle imbarcazioni che ne sono dotate, il climatizzatore rappresenta naturalmente uno degli strumenti più efficaci. Ma anche in questo caso è importante utilizzarlo in modo razionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tenere porte e boccaporti aperti mentre l’impianto è in funzione significa disperdere rapidamente l’aria raffrescata e richiedere maggiore lavoro all’impianto. Meglio quindi limitare gli scambi con l’esterno quando si vuole raffrescare un ambiente chiuso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione va inoltre prestata alla <strong>manutenzione degli impianti</strong>: filtri sporchi e sistemi non correttamente mantenuti possono ridurre l’efficienza e compromettere la qualità dell’aria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cabina fresca, barca vivibile</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una buona gestione del caldo non significa soltanto cercare refrigerio. Significa soprattutto <strong>evitare che la barca accumuli troppo calore durante le ore più calde</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ombreggiare prima possibile, limitare l’esposizione diretta al sole, favorire il ricambio d’aria quando le condizioni lo consentono e utilizzare correttamente ventilatori e climatizzazione sono accorgimenti semplici che possono cambiare sensibilmente il comfort a bordo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E c’è anche un aspetto legato al benessere e alla sicurezza. Con temperature elevate è importante bere regolarmente, evitare sforzi eccessivi nelle ore più calde e prestare particolare attenzione ai segnali di malessere legati al calore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché il piacere di una giornata in mare passa anche da una cosa apparentemente banale: <strong>sapere come tenere fresca la propria barca</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Mare Monstrum 2025, numeri e storie dell’assalto criminale al mare: Campania maglia nera</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mare-monstrum-2025-numeri-e-storie-dellassalto-criminale-al-mare-campania-maglia-nera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 14:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[legambiebte]]></category>
		<category><![CDATA[mare monstrum]]></category>
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					<description><![CDATA[L’aggressione criminale ai mari e alle coste campane non concede tregue tra inquinamento, abusivismo edilizio, violazioni del Codice della navigazione e pesca illegale. La Campania si conferma maglia nera a [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’aggressione criminale ai mari e alle coste campane non concede tregue tra inquinamento, abusivismo edilizio, violazioni del Codice della navigazione e pesca illegale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La Campania si conferma maglia nera a livello nazionale per i numeri complessivi per reati di illegalità sulle coste: nel 2025 sono stati 4002 <strong>i reati </strong>accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto  e 4744 <strong>illeciti amministrativiper un totale di 8746 violazioni.Una media di circa 30 illeciti al giorno lungo le coste del nostro Paese.</strong> Sono state 4087 le persone denunciate, 35 quelle arrestate e 1094 I sequestri. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge dalla&nbsp;<strong>ventottesima edizione del report “</strong><strong>Mare Monstrum”</strong><strong>&nbsp;di Legambiente,</strong>&nbsp;elaborato su dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto lungo 15 regioni e 61 province costiere, pubblicato&nbsp;<strong>in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio</strong>&nbsp;del sindaco pescatore di Pollica (SA),&nbsp;<strong>Angelo Vassallo</strong>. Anniversario che sarà ricordato sabato prossimo,&nbsp;<strong>5 settembre</strong>&nbsp;in un evento pubblico ad Acciaroli, promosso dal Comune di Pollica e da Legambiente, nel corso delle quali verrà&nbsp;<strong>assegnato il Premio Angelo Vassallo,&nbsp;</strong>riconoscimento annuale per le amministrazioni locali più impegnate nella difesa dell’ambiente e nella lotta alle illegalità, a cui parteciperanno tra gli altri il Sindaco del comune cilentano Stefano Pisani, il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani e la presidente di Legambiente Campania Mariateresa Imparato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il ciclo illegale del cemento.&nbsp;</strong>Dall’abusivismo edilizio alle occupazioni illecite del demanio marittimo fino alle cave fuorilegge, la Campania è in testa alla classifica del mare&nbsp;violato nell’ambito della filiera del cemento illegale con 1.166 reati accertati (il 18,8% del totale nazionale). Sono 2129 le sanzioni amministrative per un valore complessivo dei sequestri e delle sanzioni che superano i 13milioni di euro. Sono ben 1386 le persone denunciate e 197 I sequestri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Nel sedicesimo anniversario dell’uccisione di Angelo Vassallo </em>– dichiara <strong>Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente</strong> <strong> </strong>– <em>nel  ricordare il coraggio nel contrasto a speculazioni e illegalità, portiamo all’attenzione dati e storie che raccontano l’assedio, soprattutto di cemento  alle nostre coste. In difesa del mare non arretriamo di un passo, anzi continueremo a rafforzare il lavoro di monitoraggio, volontariato ambientale e denuncia portato avanti con vertenze e campagne di sensibilizzazione. Davanti ai tanti illeciti che colpiscono le nostre coste e i nostri mari – ribadiamo l’esigenza di rafforzare il ruolo e le attività di competenza di tutte le istituzioni coinvolte, dai singoli Comuni, alle Regione a alle ARPA. Bisogna potenziare l’attività di demolizione degli immobili abusivi, e non prevedere nuovi condoni, ammodernare e completare il sistema di fognature e depuratori, potenziare l’economia circolare e prevedere sanzioni più severe per la pesca illegale.</em>» </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mare inquinato: </strong>al cemento lungo le coste si “sommano” l’abbandono e gli smaltimenti illegali di rifiuti, gli scarichi in mare e la “mala depurazione”. Come da copione, la Campania è la regina indiscussa della classifica per numero di reati accertati, ben 1.655, il 22,6% del totale nazionale, con il record anche di persone denunciate, 1.516, di arresti, 33, e di sequestri, 877.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Violazioni del Codice di navigazione e nautica da diporto:</strong>&nbsp;nel 2025 il valore complessivo delle sanzioni amministrative irrogate ha raggiunto 71.281euro. Il numero complessivo delle violazioni accertate raggiunge quota 2584 (1750 illeciti amministrativi e 834reati).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le proposte:</strong>1) Ripristinare l&#8217;efficacia dell’art.10-bis della legge 120/2020, affidando ai Prefetti l’abbattimento degli abusi edilizi non demoliti dai Comuni. 2) Prevedere il finanziamento con 100 milioni di euro l’anno del Fondo di rotazione istituito presso la Cassa depositi e prestiti a favore dei Comuni che demoliscono abusi edilizi e destinare 50 milioni l’anno a procure Generali e Prefetture per l’esecuzione delle sentenze di condanna. 3) Rafforzare il contrasto alle occupazioni abusive del demanio marittimo per ripristinare la legalità, tutelare l’ambiente e garantirne la fruizione pubblica. 4) Prevedere sanzioni penali per dirigenti comunali che non applicano le norme contro l’abusivismo edilizio e per i funzionari delle aziende erogatrici che stipulano contratti illegittimi con proprietari di immobili abusivi. 5) Rilanciare, a livello locale e nazionale, la costruzione e l’adeguamento dei sistemi fognari e di depurazione, integrando la gestione del ciclo idrico con quella dei rifiuti. 6) Aumentare la circolarità delle acque reflue e dei fanghi di depurazione, puntando su riuso (non è stato ancora emanato il DPR su questo tema), recupero di materia ed energia, e aggiornando la normativa con regole chiare “end of waste”. 7) La piena attuazione alla Direttiva UE 2019/883 sugli impianti portuali per la raccolta dei rifiuti delle navi e introdurre divieti stringenti per lo scarico in mare, come zone speciali di divieto anche oltre le 12 miglia dalla costa. 8) Promuovere politiche attive e misure per la prevenzione nella produzione e per la lotta all’abbandono e la dispersione dei rifiuti. 9) Potenziare i controlli delle Agenzie regionali e provinciali protezione ambientale attraverso il Sistema Nazionale SNPA, rendendo operativa la legge 132/2016 con l&#8217;approvazione dei decreti attuativi mancanti. 10) L’adozione, da parte del Governo e del Parlamento, di adeguati interventi normativi con sanzioni efficaci contro la pesca illegale, non dichiarata e non documentata.</p>
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		<title>Alicost: continuità dei collegamenti marittimi anche a settembre</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/alicost-continuita-dei-collegamenti-marittimi-anche-a-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 09:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[alicost]]></category>
		<category><![CDATA[colelgamenti marittimi]]></category>
		<category><![CDATA[metrò del mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Prosegue anche nella seconda parte della stagione estiva l’impegno di Alicost S.p.A. nel sistema dei collegamenti marittimi del Golfo di Salerno e del Golfo di Napoli, con una rete che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Prosegue anche nella seconda parte della stagione estiva l’impegno di Alicost S.p.A. nel sistema dei collegamenti marittimi del Golfo di Salerno e del Golfo di Napoli, con una rete che connette Salerno, la Costiera Amalfitana, la costiera Cilentana, le isole dell’Arcipelago Campano, la penisola sorrentina e Napoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una rete costruita negli anni e che nel 2026 si è ulteriormente sviluppata attraverso nuovi collegamenti diretti, pensati per rendere gli spostamenti più efficienti, ridurre i tempi di percorrenza e offrire ai passeggeri alternative sempre più competitive rispetto alla mobilità stradale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le principali novità della stagione figurano i collegamenti diretti Salerno Molo Masuccio – Capri. Questi servizi si affiancano alla programmazione ordinaria di Alicost e rappresentano una precisa scelta strategica: sviluppare collegamenti point-to-point capaci di eliminare, laddove possibile, le soste intermedie e ottimizzare il tempo complessivo di viaggio. Tra i nuovi collegamenti del 2026 figurano i servizi da Salerno (Molo Masuccio) per Capri – con la corsa diretta delle 11.03 e la partenza delle 12.00 via Amalfi – oltre al collegamento diretto Amalfi-Capri delle 12.55. A rafforzare la capacità operativa della flotta si è aggiunta l&#8217;entrata in esercizio della nuova motonave &#8220;Caos&#8221;, caratterizzata da un ponte panoramico ideato per consentire ai passeggeri di ammirare le bellezze del paesaggio durante la traversata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Continueranno ad essere attivi anche a Settembre i collegamenti marittimi che permettono di raggiungere le isole di Capri, Ischia e Procida a partire da Salerno e dalla costiera amalfitana. <a href="https://www.alicost.it/download/flyers/ORARI%20-%201.4.2026.pdf" data-type="link" data-id="https://www.alicost.it/download/flyers/ORARI%20-%201.4.2026.pdf">Qui </a>gli orari dei collegamenti marittimi per le isole dell’Arcipelago Campano. Fino al 6 settembre, proseguiranno anche i collegamenti marittimi ad alta valenza turistica del Metrò del Mare attivati lo scorso 13 Giugno, dedicati alle connessioni tra Salerno, la Costa del Cilento e la Costiera Amalfitana. <a href="https://www.alicost.it/wp-content/uploads/2025/08/METRO-DEL-MARE.pdf" data-type="link" data-id="https://www.alicost.it/wp-content/uploads/2025/08/METRO-DEL-MARE.pdf">Qui</a> gli orari collegamenti Metrò del Mare. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“</strong><em>Il rafforzamento della rete marittima e la continuità dei servizi verso le isole dell’Arcipelago Campano, la Costiera Amalfitana e il Cilento &#8211; </em>spiega l&#8217;ingegnere Gennaro Esposito, amministratore delegato di Alicost S.p.A.<em> &#8211; rappresentano per Alicost una precisa scelta di responsabilità verso il territorio. L’obiettivo è consolidare un modello di mobilità realmente intermodale ed efficiente, capace di far dialogare in maniera sinergica il trasporto via mare con la rete ferroviaria e il polo aeroportuale. Garantire corse dirette, tempi di percorrenza certi e una programmazione prolungata significa offrire un’alternativa concreta al traffico stradale, contribuendo in modo misurabile alla decongestione della viabilità e alla tutela ambientale. Continueremo a investire per rendere Salerno un nodo strategico e sostenibile per i flussi turistici e per i residenti. Alicost rinnova il proprio impegno a proseguire alcuni collegamenti per le isole anche nei mesi autunnali, in un’ottica di destagionalizzazione, così come già avvenuto con successo lo scorso anno. Questo impegno non solo mira a garantire la continuità dei servizi per residenti e turisti, affinché possano continuare a fruire delle meraviglie del nostro territorio anche nei mesi a venire, ma si inserisce anche in una visione più ampia di decongestionamento del traffico veicolare e di promozione della sostenibilità ambientale.</em><strong>”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Pescare sì, ma con rispetto: come rendere sostenibile e responsabile la propria passione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pescare-si-ma-con-rispetto-come-rendere-sostenibile-e-responsabile-la-propria-passione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 11:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[passione pesca]]></category>
		<category><![CDATA[pesca responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[pescare]]></category>
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					<description><![CDATA[La pesca può essere molto più di una semplice attività nel tempo libero. Per molti appassionati è un modo per vivere il mare, trascorrere tempo all’aria aperta e conoscere più [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La pesca può essere molto più di una semplice attività nel tempo libero. Per molti appassionati è un modo per vivere il mare, trascorrere tempo all’aria aperta e conoscere più da vicino un ambiente che richiede attenzione e rispetto. Proprio per questo, accanto alla tecnica e alla scelta dell’attrezzatura, cresce l’importanza di un approccio sostenibile e responsabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pescare in modo consapevole significa innanzitutto conoscere il luogo in cui ci si trova e rispettarne le regole. Periodi di divieto, taglie minime, quantità consentite e specie protette sono elementi fondamentali da verificare prima di uscire in mare o raggiungere una zona di pesca. Le normative possono variare in base all’area e al tipo di pesca praticata, perciò è importante informarsi sulle disposizioni in vigore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la scelta dell’attrezzatura può contribuire a ridurre l’impatto sull’ambiente. Canna, mulinello, fili, ami ed esche devono essere adeguati alla tecnica e alle condizioni del mare, evitando di utilizzare strumenti sovradimensionati rispetto all’obiettivo. Una corretta manutenzione dell’attrezzatura, inoltre, permette di utilizzarla più a lungo e di limitare gli sprechi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le pratiche più attente all’ambiente c’è il <strong>catch and release</strong>, ovvero la cattura e il successivo rilascio del pesce. Quando si decide di rimettere in acqua una preda, è importante ridurre al minimo i tempi fuori dall’acqua, bagnarsi le mani prima di maneggiare il pesce e utilizzare attrezzature che facilitino una slamatura rapida. Anche la scelta di ami adeguati può contribuire a rendere la gestione della cattura meno invasiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sostenibilità passa poi da un gesto semplice ma fondamentale: <strong>non lasciare tracce della propria presenza</strong>. Fili, ami, confezioni delle esche, plastica e qualsiasi altro rifiuto devono essere raccolti e riportati a terra. Un filo da pesca abbandonato può rappresentare un pericolo per la fauna marina e costiera, mentre materiali e imballaggi possono finire nell’ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi pesca dalla barca, il rispetto dell’ambiente comincia ancora prima di calare la lenza. È importante conoscere le caratteristiche della zona, mantenere una navigazione prudente e prestare attenzione alle aree particolarmente sensibili. Anche la gestione dei rifiuti e delle attrezzature a bordo deve seguire la stessa logica: ciò che arriva in mare deve essere evitato e ciò che viene prodotto durante l’uscita deve tornare a terra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pesca responsabile, però, non significa rinunciare al piacere della cattura. Significa piuttosto considerare il mare come un ambiente da frequentare senza impoverirlo. Saper osservare le condizioni dell’acqua, conoscere le specie presenti e scegliere tecniche proporzionate al contesto fanno parte della stessa cultura del pescatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l’appassionato, alla fine, l’attrezzatura migliore non è necessariamente quella più sofisticata. È quella scelta con consapevolezza, utilizzata correttamente e mantenuta nel tempo. Una canna, un mulinello e pochi accessori ben selezionati possono essere sufficienti per vivere una giornata di pesca, lasciando al mare la possibilità di continuare a offrire la stessa esperienza anche domani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sostenibilità diventa così parte integrante della passione: <strong>pescare sì, ma con rispetto, consapevolezza e attenzione per il mare e per chi lo vivrà dopo di noi</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tavola da sup: tutto quello che c&#8217;è da sapere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tavola-da-sup-tutto-quello-che-ce-da-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 11:11:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[stand up paddle]]></category>
		<category><![CDATA[SUP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=256989</guid>

					<description><![CDATA[È forse questa la ragione del successo del SUP: è sport, passeggiata, allenamento e, soprattutto, un modo semplice per vivere il mare da una posizione privilegiata. Nato dall’evoluzione delle tecniche [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">È forse questa la ragione del successo del SUP: è sport, passeggiata, allenamento e, soprattutto, un modo semplice per vivere il mare da una posizione privilegiata. Nato dall’evoluzione delle tecniche di paddling e del surf, lo Stand Up Paddle è oggi accessibile praticamente a tutti. Ma dietro una tavola apparentemente semplice ci sono differenze importanti di forma, materiali, volume, dimensioni e destinazione d’uso. E scegliere il SUP giusto significa soprattutto capire <strong>come lo si vuole utilizzare</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non esiste il SUP perfetto: esiste quello giusto per te</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La prima distinzione è tra <strong>tavole gonfiabili e tavole rigide</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le gonfiabili sono diventate estremamente popolari perché possono essere trasportate in auto senza portapacchi, riposte in poco spazio e portate praticamente ovunque. La tecnologia <strong>drop-stitch</strong>, che collega le due superfici della tavola attraverso migliaia di filamenti interni, permette di ottenere una struttura sorprendentemente rigida una volta raggiunta la pressione di esercizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le rigide, invece, sono generalmente realizzate con strutture in EPS e rivestimenti compositi. Offrono una risposta più immediata, maggiore precisione e, soprattutto nelle discipline sportive e nel SUP surfing, un comportamento più vicino a quello di una tavola da surf tradizionale. Di contro, richiedono più spazio per trasporto e rimessaggio e sono meno tolleranti agli urti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi vuole semplicemente uscire in mare durante le vacanze, fare escursioni lungo costa o iniziare senza complicazioni, una buona gonfiabile all-round è spesso la soluzione più pratica. Per chi invece cerca prestazioni, velocità o vuole affrontare le onde, la tavola rigida può offrire vantaggi significativi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lunghezza, larghezza e spessore: leggere una tavola</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le tre dimensioni fondamentali sono <strong>lunghezza, larghezza e spessore</strong>. Non sono numeri messi lì per riempire la scheda tecnica: determinano buona parte del comportamento della tavola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una tavola <strong>più lunga</strong> tende a scorrere meglio e a mantenere più facilmente la direzione. Una tavola <strong>più larga</strong> è generalmente più stabile, ma aumenta la resistenza all’avanzamento e può risultare meno agile. Lo spessore contribuisce invece al volume complessivo e quindi alla capacità di sostenere il paddler e l&#8217;attrezzatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, un principiante dovrebbe normalmente privilegiare la stabilità rispetto alla ricerca della massima velocità. Una misura intorno ai <strong>10-11 piedi</strong>, con una larghezza generosa, rappresenta per molti adulti un buon punto di partenza. Le dimensioni effettivamente corrette, però, devono sempre essere rapportate al peso dell&#8217;utilizzatore, alla sua esperienza e all&#8217;uso previsto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui entra in gioco un parametro spesso più importante di quanto sembri: <strong>il volume</strong>, espresso in litri. Una tavola con volume insufficiente affonda maggiormente sotto il peso del paddler, diventa instabile e rende la pagaiata più faticosa. Il volume deve inoltre tenere conto di eventuali bagagli, attrezzatura fotografica, borse stagne o altro materiale trasportato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">All-round, touring, race e wave: quattro SUP, quattro filosofie</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La tavola all-round è la più universale. Ha generalmente una prua arrotondata, una buona larghezza e un equilibrio tra stabilità, manovrabilità e capacità di carico. È quella che ha più senso per chi vuole fare un po&#8217; di tutto senza specializzarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>touring SUP</strong> è pensato per percorrere più strada. La prua è normalmente più affusolata, la tavola è più lunga e il suo disegno privilegia lo scorrimento e la capacità di mantenere la rotta. È la scelta interessante per chi sogna escursioni lungo costa, traversate di baie e giornate intere sull&#8217;acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>race SUP</strong> porta il concetto di efficienza all&#8217;estremo: tavole lunghe, strette e molto direzionali, progettate per ridurre la resistenza e aumentare la velocità. Sono magnifiche per chi ha tecnica ed esperienza, ma decisamente meno indulgenti con chi è alle prime armi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine c&#8217;è il <strong>wave SUP</strong>, destinato alle onde. Qui la tavola tende a diventare più corta e maneggevole, perché l&#8217;obiettivo non è più percorrere una lunga distanza in linea retta, ma reagire rapidamente alle onde e permettere curve e manovre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono poi tavole specifiche per <strong>SUP yoga, pesca, fitness, river SUP e uso familiare</strong>, oltre a modelli estremamente versatili che possono essere trasformati anche in kayak attraverso sedili e accessori dedicati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La pagaia conta quasi quanto la tavola</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un errore frequente è spendere tempo nella scelta della tavola e considerare la pagaia un semplice accessorio. Non è così. La pagaia è il collegamento tra il corpo e l&#8217;acqua e influenza ritmo, efficienza e comfort. I modelli possono essere in alluminio, fibra di vetro o carbonio: generalmente, salendo di qualità diminuiscono peso e flessione e aumenta la precisione della spinta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una pagaia regolabile è particolarmente pratica per chi comincia o per una tavola utilizzata da persone diverse. Con una pagaia troppo corta si tende a lavorare male con la parte superiore del corpo; con una troppo lunga la pagaiata diventa meno naturale e può aumentare l&#8217;affaticamento. Per imparare bene, quindi, non bisogna pensare soltanto alla tavola: <strong>tavola e pagaia costituiscono un unico sistema</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il leash: piccolo, fondamentale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli accessori c&#8217;è un elemento che non dovrebbe essere considerato opzionale per il semplice fatto che spesso viene fornito nel kit: il <strong>leash</strong>, cioè il laccio che collega il paddler alla tavola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di caduta, soprattutto con vento o corrente, la tavola può allontanarsi rapidamente. Essere collegati permette di recuperarla senza doverla inseguire a nuoto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta del leash deve però essere coerente con l&#8217;ambiente e con il tipo di utilizzo. In particolare, in presenza di correnti, fiumi o ostacoli, bisogna conoscere bene le caratteristiche del sistema di sgancio e le procedure di sicurezza. Il leash non sostituisce inoltre una valutazione delle condizioni del mare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sicurezza: il SUP è facile, il mare no</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È probabilmente la cosa più importante da ricordare. Il SUP dà una sensazione di semplicità quasi disarmante, ma una tavola può allontanarsi dalla costa molto più velocemente di quanto si immagini, soprattutto con vento e corrente. Prima di partire è quindi fondamentale valutare <strong>meteo, vento, stato del mare, corrente, temperatura dell&#8217;acqua e distanza da percorrere</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le uscite più impegnative è opportuno avere con sé un dispositivo di aiuto al galleggiamento adeguato alla situazione. La serie di norme <strong>ISO 12402</strong> definisce requisiti e criteri per i dispositivi personali di galleggiamento e la loro selezione in funzione delle condizioni d&#8217;impiego.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vanno poi rispettate le eventuali prescrizioni locali relative alla navigazione e alle distanze dalla costa e dalle zone balneari. Le regole possono dipendere dal luogo, dal tipo di area e dalle ordinanze locali: prima di un&#8217;uscita in una zona che non si conosce è quindi buona pratica informarsi presso le autorità marittime competenti. E soprattutto: <strong>non bisogna aspettare che il mare sembri pericoloso per decidere di tornare indietro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gonfiare bene significa navigare meglio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per una tavola gonfiabile, la pressione corretta è un elemento essenziale. Una tavola gonfiata troppo poco può risultare morbida, perdere rigidità e peggiorare la qualità della pagaiata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pressione da utilizzare è sempre quella indicata dal produttore: molti modelli moderni lavorano nell&#8217;ordine di <strong>15 PSI</strong>, mentre alcuni prodotti hanno specifiche differenti. Non bisogna mai superare la pressione massima indicata sulla tavola o nelle istruzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la pompa fa la differenza. Una doppia azione permette di velocizzare il gonfiaggio manuale; per chi utilizza frequentemente il SUP, una pompa elettrica può ridurre sensibilmente la fatica, lasciando al paddler il compito di controllare la pressione finale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto incide davvero il peso?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo quello del paddler. Quando si sceglie una tavola bisogna considerare il <strong>peso complessivo a bordo</strong>: persona, abbigliamento, acqua, zaino, attrezzatura fotografica, cibo e qualsiasi altro oggetto trasportato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una tavola che sulla carta può sostenere 120 kg non dovrebbe essere interpretata automaticamente come la scelta ideale per una persona di 120 kg che vuole anche portarsi dietro dieci chili di attrezzatura. La portata dichiarata dal produttore va letta nel contesto dell&#8217;utilizzo previsto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il touring, in particolare, un po&#8217; di margine in più è sempre utile: una tavola che lavora troppo vicino al suo limite di carico sarà meno piacevole e meno stabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il SUP come palestra naturale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre all&#8217;aspetto ricreativo, il SUP è anche un&#8217;attività fisica completa. La pagaiata coinvolge soprattutto tronco, spalle e braccia, ma mantenere l&#8217;equilibrio sulla tavola richiede un lavoro continuo di gambe e muscolatura del core. La posizione in piedi obbliga inoltre a controllare costantemente piccoli movimenti della tavola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato è un allenamento che può essere molto tranquillo durante una passeggiata rilassata oppure estremamente intenso quando si aumenta il ritmo, si affronta il vento o si pratica race SUP.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E c&#8217;è un vantaggio particolare: <strong>l&#8217;intensità si decide praticamente in tempo reale</strong>. Una stessa tavola può diventare una piattaforma per una passeggiata contemplativa al tramonto oppure uno strumento per un allenamento serio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un mezzo per esplorare il mare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Forse il lato più affascinante del SUP è proprio questo. Una tavola permette di avvicinarsi a calette, scogliere e piccole baie con un impatto logistico minimo. Si può partire dalla spiaggia, pagaiare lungo la costa, fermarsi per un bagno e rientrare senza dover organizzare un&#8217;imbarcazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con una tavola touring e qualche sacca stagna, l&#8217;esperienza può trasformarsi in una vera escursione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il principio dovrebbe essere sempre lo stesso: <strong>esplorare senza sottovalutare l&#8217;ambiente</strong>. Il mare visto dalla tavola appare spesso calmo e accogliente; bastano però un cambio di vento, una corrente o un peggioramento delle condizioni per modificare completamente la situazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa portare a bordo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per una semplice uscita vicino alla costa possono bastare tavola, pagaia, leash e l&#8217;equipaggiamento di sicurezza appropriato. Per escursioni più lunghe diventano invece molto utili una <strong>sacca stagna</strong>, acqua, protezione solare, telefono protetto dall&#8217;acqua e, in funzione dell&#8217;uscita, strumenti di navigazione e comunicazione adeguati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La regola è evitare di trasformare il SUP in un piccolo cargo: ogni oggetto aggiunto significa peso e ingombro. Meglio pochi elementi realmente utili, ben fissati e protetti dall&#8217;acqua.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La manutenzione: pochi minuti che allungano la vita della tavola</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una tavola da SUP non richiede una manutenzione complicata, ma alcune attenzioni fanno una grande differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l&#8217;utilizzo in mare è buona norma <strong>risciacquare tavola, pagaia, pinne, leash e accessori con acqua dolce</strong>, soprattutto per eliminare il sale. La tavola gonfiabile deve essere asciugata prima di essere riposta nella sua sacca, evitando di chiuderla umida per lunghi periodi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche sole e calore meritano attenzione. Una gonfiabile lasciata per ore sotto il sole, soprattutto gonfia e in condizioni di forte temperatura, può essere sottoposta a stress inutili. Per la conservazione prolungata conviene seguire le indicazioni del produttore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le piccole riparazioni delle gonfiabili sono generalmente gestibili con gli appositi kit, ma una perdita importante o un problema strutturale richiedono l&#8217;intervento di un professionista.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E se il SUP diventasse una piccola barca?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa la sua magia. Con una tavola da SUP non si acquista soltanto un attrezzo sportivo: si acquista un modo diverso di guardare il mare. La stessa piattaforma può essere utilizzata per allenarsi, pescare, fare yoga, fotografare la costa, accompagnare i bambini, prendere il sole o semplicemente allontanarsi dalla spiaggia di qualche centinaio di metri per guardare il paesaggio da un&#8217;altra prospettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta intelligente, però, non parte dal prezzo e nemmeno dal colore. Parte da tre domande molto semplici: <strong>chi la userà, dove verrà utilizzata e cosa si vuole fare in acqua</strong>. Una volta risposto a queste tre domande, lunghezza, larghezza, volume, costruzione e accessori diventano molto più facili da scegliere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse è proprio questo il segreto del SUP: non serve una grande barca per sentirsi in mezzo al mare. Serve la tavola giusta, un po&#8217; di tecnica, rispetto per l&#8217;acqua e la voglia di andare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Ferragosto al mare, l’appello della Guardia Costiera: «Prudenza e rispetto delle regole»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ferragosto-al-mare-lappello-della-guardia-costiera-prudenza-e-rispetto-delle-regole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 10:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[ferragosto]]></category>
		<category><![CDATA[raccomandazioni guardia costiera]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza in mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l’aumento dell’affluenza di bagnanti e turisti lungo le coste del Golfo di Salerno e delle Costiere Cilentana e Amalfitana, la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Salerno richiama [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con l’aumento dell’affluenza di bagnanti e turisti lungo le coste del Golfo di Salerno e delle Costiere Cilentana e Amalfitana, la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Salerno richiama tutti gli utenti del mare alla prudenza e al rispetto delle regole di sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività rientra nell’operazione <strong>“Mare e laghi sicuri 2026”</strong>, disciplinata a livello nazionale dal Comando generale delle Capitanerie di porto e coordinata a livello regionale dalla Direzione marittima della Campania. L’obiettivo è garantire la sicurezza in mare, la salvaguardia della vita umana e la vigilanza ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’invito della Guardia Costiera è rivolto a bagnanti, diportisti, subacquei, pescatori e operatori del settore marittimo. «Il primo e più efficace strumento di prevenzione – sottolinea la Capitaneria – è il senso di responsabilità, il rispetto delle regole e l’evitare qualsiasi forma di imprudenza».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Guardia Costiera evidenzia inoltre come la maggior parte degli eventi critici possa derivare dalla superficialità, dalla scarsa conoscenza delle norme basilari di sicurezza o dalla mancata consultazione preventiva dei bollettini meteomarini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo periodo, inoltre, l’area di giurisdizione della Capitaneria di Porto di Salerno registra un elevato volume di traffico marittimo, risultando tra i tratti più frequentati dell’intera regione. Ai diportisti viene quindi raccomandato di navigare con la massima prudenza, moderare la velocità e valutare attentamente le condizioni di navigazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le raccomandazioni per i bagnanti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La Guardia Costiera invita i bagnanti a non allontanarsi oltre i propri limiti e a non sopravvalutare le proprie condizioni fisiche o capacità natatorie, prestando attenzione anche ai repentini cambiamenti del mare e del vento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione deve essere riservata alla <strong>bandiera rossa</strong>, esposta dagli assistenti bagnanti per indicare una situazione di balneazione pericolosa. Occorre inoltre rispettare le indicazioni del personale addetto al salvamento, che svolge un servizio di pubblica necessità ai sensi dell’articolo 359 del Codice Penale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In considerazione delle elevate temperature e del forte irraggiamento solare, viene raccomandato anche di evitare un’esposizione al sole troppo prolungata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Capitaneria ricorda infine l’importanza di prendere visione dell’<strong>Ordinanza di Sicurezza Balneare</strong>. Presso le strutture balneari sono affisse le ordinanze emanate dai Capi di Circondario Marittimo di Salerno, Agropoli e Palinuro, che stabiliscono limiti, regole di sicurezza e modalità di utilizzo della fascia di mare riservata prioritariamente alla balneazione. Per l’uso del demanio marittimo a fini turistico-ricreativi occorre invece fare riferimento alle specifiche ordinanze dei Comuni competenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le regole per la navigazione e il diporto</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la fascia di rispetto dei bagnanti, fino a <strong>200 metri dalla battigia e 100 metri dalle coste a picco</strong>, delimitata dalle apposite boe, è vietato il transito e la sosta delle unità a motore e a vela.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’avvicinamento alla battigia è consentito esclusivamente per il tempo necessario al trasbordo di persone o merci, a lentissimo moto e attraverso gli appositi corridoi di lancio autorizzati e segnalati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella fascia di navigazione costiera, indicativamente tra <strong>200 e 1.000 metri dalle spiagge e tra 100 e 500 metri dalle coste a picco</strong>, la Guardia Costiera raccomanda alle unità a motore di non superare i <strong>10 nodi</strong>, mantenendo lo scafo rigorosamente in dislocamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le moto d’acqua è sempre necessaria la patente nautica. La navigazione non può avvenire a meno di <strong>500 metri dalla costa</strong> né oltre <strong>1 miglio nautico (1.852 metri)</strong> dalla costa o dall’unità madre, nel rispetto degli stessi limiti di velocità previsti per le unità da diporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di prendere il mare viene inoltre raccomandato di verificare l’efficienza dell’unità, il livello del carburante e le condizioni del motore e dello scafo, oltre a portare con sé i documenti di bordo e le dotazioni di sicurezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le attività subacquee</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le attività subacquee devono essere svolte nel rispetto delle ordinanze emanate dai Capi di Circondario Marittimo di Salerno, Agropoli e Palinuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È obbligatorio segnalare la presenza in acqua attraverso un apposito pallone galleggiante con <strong>bandiera rossa e striscia diagonale bianca</strong>, rimanendo entro un raggio prudenziale di 50 metri dal segnalamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le unità in navigazione devono mantenere una distanza di almeno <strong>100 metri</strong> dai segnalamenti dei subacquei. È inoltre sempre vietato utilizzare il fucile subacqueo all’interno della zona di mare riservata alla balneazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Attenzione alle condizioni meteo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La Guardia Costiera richiama infine l’attenzione sugli improvvisi e violenti eventi meteorologici che potrebbero svilupparsi anche a seguito delle intense ondate di calore che stanno interessando la Penisola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di intraprendere una navigazione è quindi opportuno consultare i bollettini meteomarini e informarsi sulle ordinanze locali attraverso il sito della Guardia Costiera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In caso di improvvise condizioni meteomarine avverse mentre ci si trova in mare, l’indicazione è innanzitutto di mantenere la calma ed evitare lunghe navigazioni per raggiungere il proprio porto base. È preferibile cercare riparo nel luogo di rifugio più vicino, attendendo il miglioramento delle condizioni del mare e avvisando i propri cari o congiunti per evitare allarmismi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Autorità marittima è a disposizione 24 ore su 24 per necessità e informazioni. Per segnalazioni o emergenze in mare è possibile utilizzare il <strong>Canale 16 del VHF marino</strong> per le unità dotate dell’apparato, oppure contattare la Guardia Costiera al <strong>Numero Blu 1530</strong>, attivo 24 ore su 24 e gratuito, o il <strong>Numero Unico Europeo 112</strong>.</p>
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		<title>Marina di Camerota, il porto è il più completo d’Italia: primo nella classifica di Nautica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/marina-di-camerota-il-porto-e-il-piu-completo-ditalia-primo-nella-classifica-di-nautica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 14:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Porto Turistico di Marina di Camerota conquista un nuovo riconoscimento e si conferma tra le eccellenze della portualità turistica italiana. La struttura cilentana è risultata al primo posto nella [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Porto Turistico di Marina di Camerota conquista un nuovo riconoscimento e si conferma tra le eccellenze della portualità turistica italiana. La struttura cilentana è risultata al primo posto nella classifica pubblicata da Nautica dedicata alle dieci marine italiane più complete per accoglienza e servizi al diportista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un risultato che arriva a pochi giorni da un altro importante traguardo: il primo posto in Campania ottenuto su Navily, una delle piattaforme internazionali di riferimento utilizzate dai diportisti per la ricerca degli approdi e la prenotazione dei posti barca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La graduatoria elaborata da Nautica prende le mosse dai risultati dei Blue Marina Awards 2025 e analizza 33 indicatori relativi all’accoglienza turistica. Marina di Camerota ne soddisfa 31, raggiungendo una percentuale del 93,9% e conquistando così la vetta nazionale davanti a Marina Sveva, ferma all’84,8%, e al Porto di Andora, con l’81,8%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A fare la differenza è un sistema di servizi che va ben oltre il tradizionale posto barca. Accanto all’assistenza nautica e tecnica trovano spazio ristorazione, attività commerciali, mobilità, vela, diving e collegamenti con il territorio. Tra gli elementi distintivi figurano anche houseboat ecosostenibili, baby-sitting, palestra, consegne enogastronomiche direttamente a bordo, erogatori di acqua potabile, noleggio di auto e scooter, area giochi e parcheggi rosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Un modello che punta dunque a trasformare il porto da semplice luogo di approdo a vera porta d’accesso al territorio, accompagnando il diportista durante l’intera permanenza nel Cilento”, spiega l’amministrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il nuovo risultato si inserisce in un percorso di crescita costruito negli ultimi anni e già certificato dai Blue Marina Awards, il programma nazionale che valuta le strutture portuali sotto il profilo dell’innovazione, della sostenibilità, dell’inclusività, dell’accoglienza turistica e della sicurezza”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Già nel 2023 Marina di Camerota aveva conquistato il premio speciale Blue Marina Awards dedicato alla sicurezza. Nel 2024 il porto cilentano aveva ottenuto nuovamente il marchio di riconoscimento riservato alle eccellenze della portualità turistica italiana, mentre nel 2025 è arrivata un’ulteriore conferma con il Blue Marina Award e il premio speciale per l’accoglienza turistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Proprio quest’ultimo riconoscimento ha certificato la qualità di un percorso che negli anni ha puntato sull’ammodernamento dei servizi e su una sempre maggiore integrazione tra porto e destinazione turistica. Il marina dispone di circa 380 posti barca nello specchio acqueo, ai quali si aggiungono gli ormeggi nei campi boa, ed è in grado di accogliere imbarcazioni di differenti dimensioni, compresi yacht e superyacht”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i servizi sviluppati figurano inoltre il presidio con videosorveglianza H24, l’assistenza ai diportisti, il servizio Sailor Point, le attività legate alla vela e gli strumenti pensati per mettere in contatto chi arriva dal mare con le opportunità turistiche ed enogastronomiche del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Vedere il Porto Turistico di Marina di Camerota ricevere questi riconoscimenti è per me motivo di grande soddisfazione, ma soprattutto la conferma che il lavoro quotidiano, fatto spesso lontano dai riflettori, sta andando nella direzione giusta», commenta il direttore del Porto Turistico, Gerardo Principe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Principe sottolinea anche il ruolo della collaborazione istituzionale: «Desidero ringraziare l’Amministrazione Comunale di Camerota, il sindaco Mario Salvatore Scarpitta e l’assessore Teresa Esposito per la presenza, la disponibilità e l’attenzione che continuano a dimostrare verso il nostro porto. Quando si presentano problemi o nuove esigenze, abbiamo sempre trovato interlocutori pronti al confronto e alla ricerca di soluzioni concrete».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il direttore, la crescita dello scalo passa proprio dalla capacità di fare sistema: «Un porto cresce quando c’è collaborazione tra chi lo vive, chi lo gestisce e chi amministra il territorio. Questi risultati devono essere per tutti noi non un punto di arrivo, ma uno stimolo a fare ancora meglio».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sguardo è già rivolto alle prossime sfide e alle prospettive di sviluppo della struttura. «Abbiamo davanti nuove sfide e importanti prospettive di sviluppo, con l’obiettivo di rendere il Porto di Marina di Camerota sempre più moderno, efficiente e accogliente. Continueremo a lavorare ogni giorno con la stessa passione, perché far crescere il nostro porto significa contribuire a far crescere Marina di Camerota e tutto il territorio», conclude Principe.</p>
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		<item>
		<title>Boe in mare: colori, forme e significati. La guida per imparare a leggerle</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/boe-in-mare-colori-forme-e-significati-la-guida-per-imparare-a-leggerle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 12:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[boe in mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si naviga, imparare a leggere il mare è importante quanto saper interpretare una carta nautica. E tra gli elementi che compongono il sistema di segnalamento marittimo, le boe occupano [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quando si naviga, imparare a leggere il mare è importante quanto saper interpretare una carta nautica. E tra gli elementi che compongono il sistema di segnalamento marittimo, le boe occupano un posto fondamentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una boa è un segnalamento galleggiante, normalmente ancorato al fondo, che può essere riconosciuto attraverso <strong>forma, colore, eventuali segnali posti sulla sommità e caratteristiche della luce</strong>. Il loro scopo è aiutare il navigante a seguire una rotta sicura, individuare un ostacolo o riconoscere particolari aree di mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il riferimento internazionale è il <strong>Sistema di Segnalamento Marittimo IALA</strong>, che distingue sei principali tipologie di segnali: laterali, cardinali, di pericolo isolato, di acque sicure, speciali e quelli utilizzati per segnalare nuovi pericoli. Per i segnali laterali esistono due regioni di segnalamento, A e B, nelle quali cambia la disposizione dei colori rosso e verde.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rosso e verde: le boe laterali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sono probabilmente le boe più familiari a chi frequenta il mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>segnali laterali</strong> servono a delimitare i lati di un canale navigabile e a indicare il percorso da seguire. La loro interpretazione dipende dalla regione IALA di appartenenza e dalla direzione convenzionale del segnalamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella <strong>Regione A</strong>, utilizzata anche in Italia, il rosso e il verde hanno un ruolo preciso: seguendo la direzione convenzionale del segnalamento, i segnali laterali rossi indicano un lato del canale e quelli verdi l&#8217;altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quindi importante non affidarsi soltanto alla regola mnemonica “rosso a destra, verde a sinistra” o al suo contrario: bisogna sempre considerare <strong>la direzione convenzionale del segnalamento e la carta nautica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ulteriore elemento può essere rappresentato dalla forma della boa e dal segnale superiore, il cosiddetto <strong>topmark</strong>, quando presente. Anche di notte le boe laterali possono essere riconosciute attraverso il colore e il ritmo della luce.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le boe cardinali: il colore dice dove passare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Molto diverse sono le <strong>boe cardinali</strong>, utilizzate per indicare la posizione di un pericolo rispetto ai punti cardinali della bussola. Qui i colori sono <strong>giallo e nero</strong> e, soprattutto, non bisogna chiedersi semplicemente “dove si trova la boa?”, ma <strong>da quale lato della boa si trova l&#8217;acqua navigabile rispetto al pericolo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono quattro tipi di segnali cardinali: <strong>Nord</strong>: il passaggio sicuro è a nord del segnale; <strong>Est</strong>: il passaggio sicuro è a est; <strong>Sud</strong>: il passaggio sicuro è a sud; <strong>Ovest</strong>: il passaggio sicuro è a ovest.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere immediatamente riconoscibile una boa cardinale contribuisce anche il caratteristico <strong>topmark formato da due coni neri</strong>. La loro disposizione cambia a seconda del punto cardinale e permette di riconoscere il segnale anche senza affidarsi soltanto alla distribuzione dei colori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le luci notturne seguono caratteristiche differenti: sono <strong>bianche</strong> e il loro ritmo permette di distinguere i quattro segnali cardinali. Per esempio, il segnale Est è caratterizzato da gruppi di tre lampi, mentre quello Sud presenta sei lampi seguiti da un lampo lungo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nero e rosso: attenzione al pericolo isolato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando compare una boa <strong>nera con una o più bande rosse orizzontali</strong>, il messaggio è chiaro: siamo davanti a un <strong>segnale di pericolo isolato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di segnalamento viene posizionato sopra o vicino a un pericolo circoscritto, come una secca o un ostacolo, attorno al quale esistono comunque acque navigabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il segnale è normalmente riconoscibile anche per il <strong>doppio globo nero</strong> posto sulla sommità. Di notte può essere identificato dalla luce bianca a gruppi di due lampi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione, però: la presenza di acqua navigabile attorno al pericolo non significa che si possa passare a una distanza qualsiasi. L&#8217;estensione del pericolo e la distanza di sicurezza non possono essere determinate dalla sola boa: per la navigazione occorre fare riferimento alle <strong>carte nautiche e alle pubblicazioni nautiche ufficiali</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rosso e bianco: le acque sicure</h2>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è poi un segnalamento che trasmette un messaggio particolarmente importante: <strong>qui le acque sono sicure</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>segnali di acque sicure</strong> sono caratterizzati dai colori <strong>rosso e bianco</strong>, disposti a bande verticali. Possono essere utilizzati, tra l&#8217;altro, per indicare l&#8217;asse di un canale, una linea mediana o un punto di atterraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, non indicano la posizione di un ostacolo da evitare, ma una zona nella quale il navigante può trovare acque navigabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giallo: i segnali speciali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>giallo</strong> è invece il colore tipico dei <strong>segnali speciali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste boe non servono principalmente a indicare il percorso di un canale o la posizione di un pericolo, ma vengono utilizzate per segnalare <strong>aree o situazioni particolari</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La loro funzione deve essere quindi interpretata in relazione al contesto e alla documentazione nautica. Anche in questo caso, la boa non va considerata isolatamente: la carta e le informazioni ufficiali restano gli strumenti di riferimento per comprendere esattamente cosa viene segnalato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non guardare soltanto il colore</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli errori più comuni, soprattutto per chi è alle prime esperienze, è cercare di interpretare una boa guardando soltanto il colore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà un segnalamento può essere identificato attraverso una combinazione di elementi: <strong>colore, forma, topmark e caratteristiche della luce</strong>. Di giorno la forma e il colore possono essere determinanti; di notte diventano fondamentali il colore e il ritmo della luce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il topmark, cioè l&#8217;elemento collocato sulla parte superiore della boa, è particolarmente importante perché consente di distinguere alcune categorie di segnalamento. Nel sistema cardinale, ad esempio, sono proprio i due coni neri a fornire una delle chiavi di lettura più immediate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E quando arriva la notte?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con il buio la lettura dei segnalamenti cambia. Una boa può essere riconoscibile non soltanto dal colore della luce, ma soprattutto dal <strong>ritmo con cui lampeggia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel sistema IALA le caratteristiche delle luci sono codificate proprio per consentire al navigante di distinguere i diversi tipi di segnalamento. Le laterali utilizzano luci rosse o verdi; le cardinali utilizzano il bianco con ritmi differenti; il segnale di pericolo isolato utilizza una luce bianca a gruppi di due lampi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, durante la navigazione notturna, non basta vedere una luce e associarla automaticamente a una boa: bisogna osservare <strong>colore, ritmo e posizione</strong>, mettendo queste informazioni in relazione con la carta nautica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La regola più importante: la boa non va mai letta da sola</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Conoscere colori e forme è fondamentale, ma non sostituisce la corretta pianificazione della navigazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso sistema IALA sottolinea che la responsabilità della sicurezza della navigazione rimane al navigante, che deve utilizzare correttamente gli aiuti alla navigazione insieme alle <strong>carte e pubblicazioni nautiche ufficiali</strong> e alle buone pratiche di navigazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una boa, dunque, è molto più di un oggetto colorato che galleggia davanti alla prua. È una parola del linguaggio del mare. Imparare a leggerla significa capire se stiamo seguendo un canale, se ci stiamo avvicinando a un pericolo o se abbiamo davanti un punto di riferimento sicuro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando colori, forme e luci iniziano a diventare familiari, anche il mare, almeno per quanto riguarda la sua segnaletica, diventa un po&#8217; più facile da leggere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">(Foto di Dom De Felice e Carla Nunziata &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, httpscommons.wikimedia.orgwindex.phpcurid=8545584)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tutela del mare, in Costiera operativo il piano antinquinamento con due battelli contro rifiuti e schiume</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tutela-del-mare-in-costiera-operativo-il-piano-antinquinamento-con-due-battelli-contro-rifiuti-e-schiume/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 12:07:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[tutela del mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Avviato nel porto di Cetara il servizio estivo 2026 di tutela ambientale promosso dal FLAG &#8220;Approdo di Ulisse&#8221;, che vedrà operative fino al 15 settembre le due unità antinquinamento &#8220;Costa d&#8217;Amalfi&#8221; e &#8220;Penisola Sorrentina&#8221; lungo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Avviato nel porto di <strong>Cetara il servizio estivo 2026 di tutela ambientale</strong> promosso dal <strong>FLAG &#8220;Approdo di Ulisse&#8221;</strong>, che vedrà operative fino al 15 settembre le due unità antinquinamento <strong>&#8220;Costa d&#8217;Amalfi&#8221; e &#8220;Penisola Sorrentina&#8221;</strong> lungo il tratto costiero compreso tra Punta Campanella e Vietri sul Mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;intero periodo di massimo afflusso turistico le due imbarcazioni saranno impegnate sette giorni su sette nelle ore mattutine nelle attività di raccolta dei&nbsp;<strong>rifiuti galleggianti</strong>, delle&nbsp;<strong>plastiche</strong>, delle&nbsp;<strong>schiume</strong>&nbsp;e degli altri materiali inquinanti presenti in superficie, contribuendo alla tutela di uno dei&nbsp;<strong>sistemi costieri più iconici e frequentati del Mediterraneo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alle attività operative, il servizio svolgerà una fondamentale funzione di&nbsp;<strong>presidio ambientale</strong>. La presenza quotidiana dei battelli lungo la costa rappresenterà infatti un elemento costante di&nbsp;<strong>monitoraggio del territorio marino</strong>&nbsp;e contribuirà a promuovere&nbsp;<strong>comportamenti sempre più responsabili</strong>&nbsp;da parte dei fruitori del mare. Un presidio visibile che, oltre a garantire interventi tempestivi, esercita una naturale funzione di prevenzione e deterrenza nei confronti dell&#8217;abbandono di rifiuti e di tutte quelle condotte incompatibili con la tutela dell&#8217;ambiente marino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elemento distintivo del servizio 2026 sarà l&#8217;impiego del battello <strong>&#8220;Penisola Sorrentina&#8221;</strong>, dotato di propulsione Full Electric, destinato ad operare prevalentemente nei tratti di mare caratterizzati dal più elevato valore naturalistico. La navigazione interesserà infatti <strong>l&#8217;Area Marina Protetta di Punta Campanella</strong>, <strong>il Parco Sommerso di Gaiola</strong> e i principali centri della Costiera Amalfitana (<strong>Positano</strong>,<strong> Amalfi</strong>, <strong>Atrani</strong>,<strong> Minori </strong>e<strong> Maiori</strong>) coniugando la salvaguardia degli habitat marini con una navigazione a zero emissioni. L&#8217;utilizzo di una piattaforma elettrica nelle <strong>aree marine protette</strong> rappresenta un ulteriore passo avanti nei processi di decarbonizzazione dei servizi ecologici marittimi. La r<strong>iduzione delle emissioni, delle vibrazioni e dell&#8217;impatto acustico</strong> rende infatti questo modello operativo particolarmente coerente con gli obiettivi di conservazione degli ecosistemi marini e con le più avanzate strategie europee di sviluppo sostenibile dell&#8217;economia del mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le due unità sono equipaggiate con il&nbsp;<strong>Sistema Pelikan</strong>, una piattaforma tecnologica certificata RINA che trasforma i battelli in veri laboratori galleggianti dedicati al monitoraggio e alla tutela dell&#8217;ambiente marino. Il Sistema Pelikan integra un insieme di tecnologie che consentono di affiancare alle attività di raccolta una costante azione di controllo dello stato del mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla cesta idraulica per il recupero dei rifiuti solidi galleggianti, plastica e ai sistemi dedicati all&#8217;intercettazione di schiume, idrocarburi e sostanze oleose, le imbarcazioni sono dotate di droni per l&#8217;individuazione delle aree interessate dalla presenza di rifiuti, di ROV subacquei per l&#8217;ispezione dei fondali e la georeferenziazione dei materiali sommersi e di sonde multiparametriche per il monitoraggio della qualità delle acque. L’attività consentirà di archiviare e analizzare tutte le attività svolte dalle imbarcazioni: dalle quantità e tipologie di rifiuti raccolti ai dati ambientali rilevati durante la navigazione. Un patrimonio informativo che trasforma ogni intervento in un&#8217;attività di monitoraggio scientifico e permette di costruire una banca dati permanente sullo stato di salute del mare della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina, a supporto delle future politiche di tutela ambientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Con l&#8217;avvio del servizio estivo 2026 consolidiamo un modello di tutela ambientale che mette insieme innovazione, sostenibilità e capacità operativa </em>– ha dichiarato <strong>Fortunato Della Monica</strong>, presidente del FLAG &#8216;Approdo di Ulisse&#8217;. –<em> Operare quotidianamente nel periodo di maggiore pressione antropica significa proteggere una risorsa fondamentale per il territorio e rafforzare la competitività della nostra blue economy. La scelta di destinare l&#8217;unità Full Electric alle aree marine di maggiore pregio ambientale conferma la volontà di coniugare efficacia degli interventi e massimo rispetto degli ecosistemi</em>.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Il Sistema Pelikan rappresenta oggi una delle soluzioni tecnologicamente più evolute dedicate alla tutela delle acque costiere </em>– ha sottolineato <strong>Paolo Baldoni, CEO di Garbage Group</strong>. –<em> Non si tratta semplicemente di un battello raccogli-rifiuti, ma di una piattaforma integrata che unisce raccolta dei rifiuti, monitoraggio ambientale, rilievo dei dati e tecnologie digitali. La possibilità di operare con una versione Full Electric rende questo progetto un riferimento concreto per l&#8217;innovazione dei servizi ecologici marittimi e per la transizione sostenibile dei territori costieri</em>.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;avvio del servizio 2026 il&nbsp;<strong>FLAG &#8220;Approdo di Ulisse&#8221;</strong>&nbsp;conferma la propria strategia di investimento nella tutela dell&#8217;ambiente marino e nell&#8217;innovazione applicata alla blue economy, mettendo a disposizione del territorio un sistema che non si limita a intervenire quando il problema si manifesta, ma punta a prevenirlo attraverso una presenza costante, tecnologie avanzate e una gestione intelligente dei dati ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un modello che coniuga salvaguardia degli ecosistemi, innovazione e sviluppo sostenibile in uno dei paesaggi costieri più prestigiosi del Mediterraneo.</p>
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		<item>
		<title>Monitoraggio costa campana, Goletta Verde: 15 punti oltre i limiti di legge, Salerno la provincia più critica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/monitoraggio-costa-campana-goletta-verde-15-punti-oltre-i-limiti-di-legge-salerno-la-provincia-piu-critica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 11:23:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[acque di balneazione]]></category>
		<category><![CDATA[goletta verde]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio costa]]></category>
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					<description><![CDATA[In Campania su 31 punti campionati da Goletta Verde lungo la costa delle province di Napoli, Caserta e Salerno, 16 sono risultati entro i limiti di legge, mentre il restante 15 è risultato oltre i limiti, con delle concentrazioni elevate delle due specie microbiologiche target: Escherichia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>In Campania su 31 punti campionati da Goletta Verde lungo la costa delle province di Napoli, Caserta e Salerno, 16 sono risultati entro i limiti di legge, mentre il restante 15 è risultato oltre i limiti</strong>, con delle concentrazioni elevate delle due specie microbiologiche target: <em>Escherichia coli </em>ed Enterococchi intestinali. Rispetto ai punti esaminati, il 13% sono risultati inquinati, mentre il 35% sono risultati fortemente inquinati. Quasi tutti sono foci dei fiumi, segnale che persistono i problemi alla rete di depurazione. Altro campanello d’allarme riguarda il fatto che il <strong>91% dei punti monitorati non sono esposti i cartelli della qualità delle acque di balneazione. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge, in sintesi, dal bilancio campano che Goletta Verde ha presentato ieri in conferenza stampa a Napoli concludendo, così, la tre giorni di tappa in Campania che l’ha vista impegnata anche in una visita al cantiere dell’ex SIN di Bagnoli – Coroglio, mentre a Napoli ha firmato un protocollo con la Regione Campania per il monitoraggio dell’abusivismo edilizio. Alla conferenza stampa hanno partecipato <strong>Francesca Ferro</strong>, Direttrice Legambiente Campania, <strong>Federica Barbera,</strong> Portavoce Goletta Verde, <strong>Giancarlo Chiavazzo</strong>, Ufficio Scientifico Legambiente Campania, <strong>Riccardo Piunti,</strong> Presidente CONOU, <strong>Stefano Sorvino</strong>, Direttore generale Arpa Campania, <strong>Luca Mascolo</strong>, Presidente Ente Idrico Campano, <strong>Mario Casillo</strong>, Vicepresidente della Regione Campania e Assessore ai trasporti, alla mobilità e al mare e <strong>Stefano Ciafani</strong>, Presidente nazionale Legambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornando ai dati di Goletta Verde, i monitoraggi lungo la costa si sono svolti&nbsp;tra la fine del mese di giugno e la prima settimana del mese di luglio,&nbsp;e hanno riguardato&nbsp;<strong>17&nbsp;punti a mare&nbsp;e 14&nbsp;punti prelevati in situazioni critiche di scarico, foci di fiumi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Focus punti campionati:&nbsp;5 i&nbsp;punti tutti campionati a mare&nbsp;nella provincia di Caserta</strong>&nbsp;di cui solo uno è risultato&nbsp;<strong>fortemente inquinato,</strong>&nbsp;il punto a<strong>&nbsp;Castel Volturno presso la foce del fiume Regi Lagni</strong>. Gli altri&nbsp;quattro&nbsp;punti sono risultati&nbsp;<strong>entro i limiti</strong>&nbsp;e sono&nbsp;<strong>il mare presso la foce del canale in località Baia Domizia a Sessa Aurunca, il punto presso la foce del canale Fiumarella a Mondragone, il punto presso l&#8217;emissario del lago Patria in località lago Patria a Castelvolturno&nbsp;e&nbsp;il mare presso la foce&nbsp;del fiume&nbsp;Savone a&nbsp;Mondragone.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nella provincia di Napoli sono stati monitorati&nbsp;14 punti,&nbsp;4</strong>&nbsp;sono&nbsp;risultati&nbsp;<strong>oltre i limiti</strong>:&nbsp;la foce del canale Licola al lido di Licola a Pozzuoli risultato fortemente inquinato, il mare presso la foce dell&#8217;alveo Volla a&nbsp;S.Giovanni&nbsp;a Teduccio risultato fortemente inquinato, la foce del fiume Sarno tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia&nbsp;che è&nbsp;risultato<strong>&nbsp;fortemente inquinato&nbsp;</strong>mentre ha avuto il giudizio di&nbsp;<strong>inquinato</strong>&nbsp;il mare presso il rivo San Marco a Castellammare di Stabia. Gli altri&nbsp;<strong>10&nbsp;punti sono risultati entro i limiti</strong>: la spiaggia di Mappatella Beach sul lungomare Caracciolo, il mare presso la foce del Lagno Vesuviano a Ercolano, il mare in corrispondenza di via ponte della Gatta a Torre del Greco, il mare fronte foce del rivolo&nbsp;Neffola&nbsp;in località Marina Grande a Sorrento, il mare fronte lo scarico sul lungomare Marconi a Torre Annunziata ed il mare presso la foce del Rivo d&#8217;Arco a Vico Equense in località Seiano. Inoltre, risultano per la provincia di Napoli tutti entro i limiti i punti campionati a Ischia: la spiaggia del muro rotto a Ischia Ponte, la spiaggia del Perrone a Casamicciola Terme, la spiaggia di Chiaia davanti al canale a Forio in località Chiaia&nbsp;Spinesante&nbsp;e il mare presso il Rio&nbsp;Corbore&nbsp;a Ischia sul Lungomare Cristoforo Colombo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>12&nbsp;i punti monitorati nella provincia di Salerno</strong>: la situazione in questa provincia risulta più critica,&nbsp;poiché&nbsp;l&#8217;83% dei punti&nbsp;monitorati&nbsp;in questa provincia&nbsp;superano i limiti di legge.&nbsp;<strong>Risultano&nbsp;fortemente inquinati 7 punti</strong>: la foce del Regina Minor a Minori, la foce del fiume Irno a Salerno sul lungomare Clemente Tafuri, la foce del fiume Picentino tra Salerno e Pontecagnano in località Torre Picentina, la foce del torrente Asa a Pontecagnano Faiano,&nbsp;la foce del Tusciano a Pontecagnano/Battipaglia,&nbsp;la foce del canale di scarico a Marina di Eboli nel comune di Eboli e la foce del rio presso via Poseidonia 441 a Capaccio in località Laura.&nbsp;<strong>3&nbsp;punti sono&nbsp;risultati inquinati&nbsp;</strong>e nello specifico sono&nbsp;la foce di Capo di Fiume a Capaccio in località Torre di Paestum-Licinella, la foce del fiume&nbsp;Solofrone&nbsp;tra il comune di Capaccio e Agropoli e la foce di un canale presso la spiaggia in località tra Caprioli e Palinuro nel comune di Centola.&nbsp;<strong>I&nbsp;due&nbsp;punti risultati entro i limiti&nbsp;</strong>alle analisi di Goletta Verde sono la foce del fiume&nbsp;Testene&nbsp;ad Agropoli, la spiaggia fronte il rio Arena in località Ogliastro&nbsp;e Baia Arena tra i comuni di Castellabate e Montecorice.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Rispetto ai cartelli di divieto di balneazione,</strong>&nbsp;i tecnici di Goletta Verde non li hanno&nbsp;<strong>trovati&nbsp;in&nbsp;26&nbsp;dei punti campionati per il monitoraggio della campagna 2026</strong>, ancora un numero troppo alto per un&#8217;informazione utile e semplice per avvisare i bagnanti di eventuali criticità, solo in 5 punti&nbsp;di&nbsp;prelievo sono stati trovati i cartelli di interdizione alla balneazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le&nbsp;amministrazioni costiere&nbsp;hanno il dovere di esporre questi cartelli informativi e&nbsp;devono provvedere ad una corretta informazione nel caso in cui ce ne sia bisogno. Sappiamo che le foci dei fiumi non sono balneabili, ma crediamo sia utile che questa informazione sia sempre restituita ai cittadini, poiché spesso in prossimità delle foci si vengono a creare spazi di spiaggia libera utilizzata dai bagnanti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la&nbsp;<strong>qualità delle acque di balneazione in tre punti di monitoraggio</strong>&nbsp;sono stati trovati dai tecnici di Goletta Verde, cartelli di informazione per turisti e bagnanti sulla qualità dell&#8217;acqua di balneazione, mentre per il restante&nbsp;90% del monitoraggio, tale informazione risulta non disponibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Focus Depurazione</strong>:&nbsp;Per garantire un mare pulito, non basta raccogliere gli scarichi: è necessario che gli impianti siano presenti, adeguati e gestiti in modo&nbsp;efficiente. Dai&nbsp;controlli svolti dall&#8217;ARPAC nel 2025 è emerso un quadro preoccupante: circa il&nbsp;<strong>41%</strong>&nbsp;degli impianti controllati è risultato non conforme ai requisiti. Le percentuali più alte di irregolarità sono state registrate ad&nbsp;<strong>Avellino (66%)</strong>,&nbsp;<strong>Benevento (62%)</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Salerno (53%)</strong>, mentre sono risultate più basse a&nbsp;<strong>Napoli (28%)</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Caserta (15%)</strong>.&nbsp;Secondo gli ultimi dati del MASE, in Campania ci sono&nbsp;<strong>116 agglomerati urbani</strong>&nbsp;coinvolti in&nbsp;procedure di infrazione comunitarie&nbsp;per il mancato rispetto delle disposizioni della direttiva comunitaria sulla depurazione,&nbsp;per un&nbsp;carico&nbsp;totale di&nbsp;<strong>4.544.887 abitanti equivalenti (AE)</strong>. La situazione è così distribuita:&nbsp;<strong>Avellino</strong>&nbsp;conta 26 agglomerati (119.368 AE),&nbsp;<strong>Benevento</strong>&nbsp;25 (216.079 AE),&nbsp;<strong>Caserta</strong>&nbsp;18 (177.469 AE),&nbsp;<strong>Napoli</strong>&nbsp;10 (2.792.439 AE) e&nbsp;<strong>Salerno</strong>&nbsp;37 (1.239.532 AE).</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La&nbsp;fotografia che il nostro monitoraggio ci restituisce&nbsp;è&nbsp;complessa&nbsp;–&nbsp;<strong>dichiara&nbsp;Francesca Ferro,&nbsp;direttrice&nbsp;Legambiente Campania</strong>. Non solo le&nbsp;nostre analisi rivelano che&nbsp;ci sono ancora troppe criticità&nbsp;nei punti campionati, ma i dati del MASE ci dicono&nbsp;che ancora troppi cittadini e cittadine non&nbsp;possono usufruire di&nbsp;sistemi depurativi&nbsp;adeguati, e questo non è più ammissibile.&nbsp;Infatti,&nbsp;la&nbsp;Campania&nbsp;rientra in&nbsp;tre delle quattro procedure di infrazione avviate dall&#8217;Unione Europea contro l&#8217;Italia per il mancato rispetto della normativa sulla raccolta e depurazione delle acque reflue, che si trasformano in tasse che paghiamo in bolletta.&nbsp;Bisogna iniziare un percorso di efficientamento della rete di depurazione, che deve diventare una priorità per chi ci governa, per fare in modo che tutti i fiumi campani diventino balneabili come lo è diventata la Senna&nbsp;a Parigi&nbsp;grazie agli investimenti per le Olimpiadi dell’estate 2024”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Goletta Verde in questi 40 anni ha navigato alla ricerca di illeciti e mala depurazione, che mettono le nostre coste e il nostro mare in una situazione di grande sofferenza –&nbsp;<strong>dichiara Federica Barbera,&nbsp;portavoce di Goletta Verde</strong>.&nbsp;Non diamo patenti di balneazione e non ci&nbsp;sostituiamo&nbsp;alle autorità preposte, ma vogliamo lavorare in sinergia con le amministrazioni per risolvere i problemi che insorgono.&nbsp;Vedere che in tanti anni le situazioni critiche che riguardano la depurazione non siano ancora state risolte&nbsp;è un segnale che il lavoro di Goletta Verde è di fondamentale importanza: non dobbiamo abbassare la guardia, e dobbiamo continuare a lottare per avere delle coste e un mare che siano sane e tutelate”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>40 anni di Goletta Verde:</strong>&nbsp;Quest’anno Goletta Verde festeggia la sua&nbsp;40esima&nbsp;edizione solcando il Mediterraneo con due imbarcazioni storiche: la Goletta Verde –&nbsp;Catholica, in collaborazione con la Fondazione Goletta&nbsp;L.a.b, che ha navigato da Grado, in provincia di Gorizia fino in Puglia, a Brindisi; e con l’Oloferne che dalla Calabria ha dato il cambio alla&nbsp;Catholica, e navigherà fino ad inizio agosto fino alla Liguria, da dove quarant’anni fa partì la prima edizione di Goletta Verde.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il CONOU, Consorzio Nazionale Oli Usati, da anni sostenitore della campagna estiva di Legambiente, nella convinzione che sia assolutamente necessario agire collettivamente per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Il Consorzio è parte attiva in questo scenario: con la sua attività di raccolta e rigenerazione degli oli minerali usati è un esempio di eccellenza europea dell’economia circolare. Raccogliendo l’olio lubrificante usato alla fine del suo ciclo di vita, l’olio di provenienza industriale, ma anche&nbsp;dall’automotive, così come dalle barche e dai mezzi agricoli, il CONOU fa in modo che questo rifiuto – altamente pericoloso – si trasformi in una preziosa risorsa. Oltre il 98% dell’olio raccolto dal Consorzio viene infatti rigenerato e trasformato in nuova materia prima riutilizzabile, con benefici per l’ambiente e la salute grazie alla riduzione dell’utilizzo di risorse naturali e delle emissioni di gas serra e di altri inquinanti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Quando mi sento porre la questione della alternativa fra <em>evitare di inquinare</em> e<em> decontaminare</em> dopo <em>aver inquinato</em> so già la risposta (per averla valutata altre volte): la prima soluzione è più economica e costa meno anche in termini di salute umana – dichiara<strong> Riccardo Piunti, presidente CONOU</strong>. Nel caso di queste meravigliose coste della Campania, peraltro, fra i vantaggi della prima soluzione ci sono anche i benefici del turismo che si avvale di coste e acque pulite. La Goletta percorre tutte le nostre coste e le siamo grati perché ci dice dove e cosa non va e va a cercare i posti giusti, perché il controllo deve essere serio e <em>trovare</em> non <em>fare finta di cercare</em>.  Noi del Conou abbiamo lottato e comunque continuiamo a farlo da 42 anni perché mai dell’olio usato sia sparso nel mare, anzi perché possa tutto tornare a fare il suo mestiere dopo essere stato rigenerato in impianti come quello di Ramoil qui a Napoli”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Palinuro accoglie la nave scuola Palinuro, firmato il Patto di Amicizia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/palinuro-accoglie-la-nave-scuola-palinuro-firmato-il-patto-di-amicizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 13:15:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[nave scuola palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[palinuro]]></category>
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					<description><![CDATA[La nave scuola Palinuro della Marina Militare ha fatto scalo nella località da cui prende il nome, suggellando così un legame che unisce storia, mito e identità italiana. In occasione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>nave scuola Palinuro</strong> della Marina Militare ha fatto scalo nella località da cui prende il nome, suggellando così un legame che unisce storia, mito e identità italiana. In occasione dell&#8217;approdo è stato infatti sottoscritto il Patto di Amicizia tra il <strong>Comune di Centola </strong>e la storica unità navale, una dichiarazione d&#8217;intenti dal forte valore simbolico e istituzionale destinata a consolidare un rapporto che affonda le radici nella cultura del mare e nella memoria del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da oltre novant&#8217;anni la nave scuola Palinuro rappresenta uno dei simboli della Marina Militare italiana, impegnata nella formazione degli allievi e nella diffusione nel mondo dei valori della tradizione marinara, del servizio e dell&#8217;eccellenza nazionale. Per il territorio cilentano il nome Palinuro richiama, oltre all&#8217;unità navale, la figura del nocchiero di Enea narrato da Virgilio nell&#8217;<em>Eneide</em>, divenuto nei secoli emblema di un luogo dove mito, storia e paesaggio si fondono in un patrimonio di straordinario valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L&#8217;intesa &#8211; spiega l&#8217;amministrazione guidata dal sindaco Rosario Pirrone &#8211; punta a promuovere iniziative comuni dedicate alla valorizzazione della cultura del mare, della memoria storica, dell&#8217;identità territoriale e delle tradizioni marinare, coinvolgendo istituzioni, scuole, associazioni e giovani generazioni. Pur non avendo natura giuridicamente vincolante, il Patto rappresenta l&#8217;impegno condiviso a mantenere vivo il rapporto tra la nave scuola e la comunità di Centola, nel segno del rispetto del mare, del senso di appartenenza, della solidarietà e della formazione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere ancora più significativo il gemellaggio sarà anche la collocazione, a bordo della nave scuola, di una tela raffigurante la Palinuro all&#8217;ancora nella baia di Palinuro. L&#8217;opera accompagnerà l&#8217;unità durante le campagne d&#8217;istruzione e gli scali nei porti italiani e stranieri, trasformando la nave in ambasciatrice delle bellezze naturalistiche, storiche e culturali del promontorio cilentano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la mattinata, il comandante della Nave Scuola Palinuro, capitano di fregata Gianluca Montella, insieme al tenente di vascello Antonello Lorusso, ha accompagnato le autorità e gli ospiti alla scoperta dell&#8217;unità navale, illustrandone la storia, le caratteristiche e il ruolo svolto nella formazione degli allievi della Marina Militare.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Alla cerimonia erano presenti il sindaco e l&#8217;intera amministrazione comunale di Centola, il presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Giuseppe Coccorullo, il vicepresidente della Provincia di Salerno Giovanni Guzzo, il presidente della Comunità Montana &#8220;Bussento Lambro e Mingardo&#8221; Aldo Luongo e il comandante dell&#8217;Ufficio Circondariale Marittimo di Palinuro, Tenente di Vascello  Samantha Losito e il comandante della Stazione dei Carabinieri di Centola, il luogotenente Giuseppe Sanzone. </p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dotazioni di sicurezza in barca, cosa prevede la normativa: la guida aggiornata per i diportisti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dotazioni-di-sicurezza-in-barca-cosa-prevede-la-normativa-la-guida-aggiornata-per-i-diportisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 09:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[diportisti]]></category>
		<category><![CDATA[dm 133/2024]]></category>
		<category><![CDATA[dotazioni di sicurezza in barca]]></category>
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					<description><![CDATA[La stagione estiva è nel vivo e migliaia di diportisti stanno affollando coste e porti italiani. È quindi utile ricordare quali sono le dotazioni di sicurezza oggi obbligatorie a bordo, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La stagione estiva è nel vivo e migliaia di diportisti stanno affollando coste e porti italiani. È quindi utile ricordare quali sono le dotazioni di sicurezza oggi obbligatorie a bordo, dopo l&#8217;entrata a regime del Decreto Ministeriale n. 133/2024 che ha aggiornato il regolamento del Codice della Nautica da Diporto. Terminato il periodo transitorio, la Guardia Costiera applica integralmente la normativa durante i controlli in mare e nei porti: ecco cosa occorre verificare prima di mollare gli ormeggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il decreto aveva introdotto una fase di applicazione in due tempi. Dal 21 ottobre 2024 erano entrate in vigore le prime novità, tra cui semplificazioni amministrative, modifiche sulle patenti nautiche e alcune nuove disposizioni tecniche. L&#8217;articolo 99 aveva però concesso un anno di tempo agli armatori per adeguarsi alle nuove dotazioni di sicurezza. Quel termine è ora scaduto e le prescrizioni sono diventate obbligatorie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i diportisti significa che, durante i controlli in mare o in porto, le Capitanerie di Porto verificheranno il possesso delle dotazioni previste in relazione alla distanza dalla costa consentita per l&#8217;unità e alla navigazione effettivamente svolta. Le dotazioni obbligatorie, infatti, variano in funzione del tipo di navigazione e non solo delle caratteristiche dell&#8217;imbarcazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le principali novità diventate obbligatorie figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>giubbotti di salvataggio conformi alle nuove prescrizioni; per la navigazione oltre le 6 miglia quelli da 150 Newton devono essere dotati di luce automatica;</li>



<li>tabella dei segnali visivi diurni e notturni (COLREG) per la navigazione oltre le 6 miglia;</li>



<li>scandaglio elettronico o manuale per le navigazioni oltre le 12 miglia;</li>



<li>imbragatura di sicurezza con safety line per le unità a vela abilitate alla navigazione oltre le 12 miglia, con quantità diverse in base alla distanza dalla costa;</li>



<li>rispetto delle dotazioni sonore previste e delle prescrizioni sui limiti di velocità nelle aree regolamentate.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di prendere il mare è quindi consigliabile effettuare una verifica completa delle attrezzature di bordo. Oltre alle nuove dotazioni introdotte dal decreto, resta fondamentale controllare la validità di razzi, fuochi a mano, boette luminose, estintori, zattere di salvataggio e di tutta la documentazione obbligatoria, verificando anche le eventuali date di scadenza delle certificazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo della riforma non è soltanto aggiornare la normativa, ma aumentare gli standard di sicurezza della navigazione da diporto, allineando la disciplina italiana agli sviluppi tecnologici e alle più recenti esigenze della navigazione moderna. Per questo motivo, chi si appresta a uscire in mare nelle prossime settimane farebbe bene a controllare con attenzione che la propria imbarcazione sia completamente in regola: un semplice controllo preventivo può evitare sanzioni e, soprattutto, garantire maggiore sicurezza all&#8217;equipaggio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le migliori app per chi vive il mare: dallo smartphone un aiuto per navigare in sicurezza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-migliori-app-per-chi-vive-il-mare-dallo-smartphone-un-aiuto-per-navigare-in-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Life]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[nautica e mare]]></category>
		<category><![CDATA[navigare in sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo smartphone è ormai diventato uno strumento indispensabile anche a bordo di un&#8217;imbarcazione. Carte nautiche digitali, previsioni meteo sempre aggiornate, monitoraggio del traffico marittimo, prenotazione di un posto barca e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Lo smartphone è ormai diventato uno strumento indispensabile anche a bordo di un&#8217;imbarcazione. Carte nautiche digitali, previsioni meteo sempre aggiornate, monitoraggio del traffico marittimo, prenotazione di un posto barca e persino sistemi pensati per aumentare la sicurezza in navigazione: negli ultimi anni le applicazioni dedicate al mondo della nautica si sono moltiplicate, diventando un valido supporto per diportisti, velisti, pescatori e appassionati del mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente nessuna app può sostituire la preparazione del comandante, la strumentazione di bordo o il rispetto delle norme di sicurezza. Possono però rappresentare un prezioso alleato nella pianificazione della navigazione e nella gestione di molte attività quotidiane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Navionics Boating: la carta nautica sempre in tasca</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le applicazioni più utilizzate c&#8217;è Navionics Boating, considerata da molti uno standard nel settore. Consente di consultare carte nautiche dettagliate, pianificare rotte, visualizzare fondali, individuare porti turistici, distributori di carburante e numerosi punti di interesse. Grazie al GPS dello smartphone o del tablet è possibile seguire la propria posizione anche durante la navigazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Windy: il meteo spiegato in modo semplice</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi va per mare sa bene quanto sia importante consultare il meteo prima di salpare. Windy è una delle applicazioni più apprezzate perché offre mappe intuitive e aggiornate su vento, onde, pioggia, pressione atmosferica e temperatura. È particolarmente utile per chi naviga a vela, ma anche per chi utilizza imbarcazioni a motore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">PredictWind: previsioni per i naviganti più esperti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi desidera informazioni ancora più approfondite esiste PredictWind, che mette a disposizione diversi modelli meteorologici e strumenti specifici per la navigazione. L&#8217;app è molto diffusa tra i velisti impegnati in traversate e crociere di lunga durata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">MarineTraffic: seguire il traffico marittimo in tempo reale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie ai dati del sistema AIS, MarineTraffic permette di visualizzare la posizione di migliaia di navi, traghetti, cargo e yacht in navigazione in tutto il mondo. Un servizio utile sia per curiosità sia per avere un quadro del traffico marittimo nelle aree più frequentate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Navily: trovare l&#8217;ormeggio giusto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando arriva il momento di scegliere dove fermarsi, Navily è una delle applicazioni più apprezzate dai diportisti. Consente di consultare migliaia di recensioni su porti turistici, baie e ancoraggi, con informazioni sui servizi disponibili, sulle condizioni del fondale e sulla protezione dal vento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Savvy Navvy: il &#8220;Google Maps&#8221; della nautica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre più popolare anche in Italia, Savvy Navvy integra cartografia, meteo e pianificazione della rotta in un&#8217;unica piattaforma. L&#8217;interfaccia semplice e intuitiva la rende particolarmente interessante anche per chi si avvicina per la prima volta alla navigazione da diporto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fishing Points: un alleato per gli appassionati di pesca</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi pratica pesca sportiva può contare su Fishing Points, un&#8217;app che permette di memorizzare gli spot migliori, consultare le maree, le condizioni meteo e registrare le proprie catture, creando un vero e proprio diario di pesca digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">DiveMate: il diario delle immersioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per il mondo della subacquea una delle applicazioni più conosciute è DiveMate. Consente di registrare le immersioni effettuate, archiviare dati tecnici, fotografie e sincronizzare numerosi computer subacquei, mantenendo sempre aggiornato il proprio logbook.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SafeTRX: più sicurezza in mare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le applicazioni dedicate alla sicurezza merita una menzione SafeTRX. L&#8217;app permette di registrare il proprio piano di navigazione, condividere l&#8217;itinerario con familiari o amici e facilitare un eventuale intervento dei soccorsi qualora si verificassero situazioni di emergenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tecnologia aiuta, ma non sostituisce il buon senso</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le applicazioni per la nautica rappresentano oggi un importante supporto per vivere il mare in maniera più consapevole. Restano però strumenti di assistenza: prima di ogni uscita è fondamentale verificare le condizioni meteo, controllare l&#8217;efficienza dell&#8217;imbarcazione, avere a bordo le dotazioni di sicurezza previste dalla normativa e pianificare con attenzione la navigazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché la migliore tecnologia resta sempre quella accompagnata dall&#8217;esperienza, dalla prudenza e dal rispetto del mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Nuovi servizi al porto di San Marco: più posti barca, assistenza e attenzione all&#8217;ambiente</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nuovi-servizi-al-porto-di-san-marco-piu-posti-barca-assistenza-e-attenzione-allambiente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 10:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[porto di san marco]]></category>
		<category><![CDATA[servizi portuali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il porto di San Marco si rinnova con nuovi servizi pensati per migliorare l&#8217;accoglienza di diportisti, cittadini e turisti. L&#8217;amministrazione comunale di Castellabate ha presentato ufficialmente le novità che interessano [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il porto di San Marco si rinnova con nuovi servizi pensati per migliorare l&#8217;accoglienza di diportisti, cittadini e turisti. L&#8217;amministrazione comunale di Castellabate ha presentato ufficialmente le novità che interessano l&#8217;infrastruttura portuale, con l&#8217;obiettivo di rendere lo scalo sempre più efficiente, sicuro e sostenibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella sua configurazione attuale, il porto dispone complessivamente di <strong>203 posti barca</strong> per imbarcazioni comprese tra i 6 e i 17 metri, all&#8217;interno delle aree in concessione demaniale al Comune. Di questi, <strong>16 sono riservati al transito</strong>, mentre <strong>30 posti</strong> sono destinati alle attività commerciali, ai cantieri nautici e alle associazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;approdo è stato potenziato sia sotto il profilo infrastrutturale sia per quanto riguarda i servizi. Tra banchine fisse e pontili galleggianti, tutti i posti barca sono dotati di impianti per l&#8217;erogazione di acqua ed energia elettrica, garantendo maggiore comfort agli utenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ambientale. Nell&#8217;area portuale sono infatti presenti un <strong>Seabin</strong>, il dispositivo galleggiante per la raccolta dei rifiuti presenti in mare, e un sistema per l&#8217;aspirazione delle acque di sentina, strumenti che contribuiscono alla tutela dell&#8217;ecosistema marino. A supporto delle operazioni di ormeggio è inoltre disponibile un gommone dedicato all&#8217;assistenza operativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A garantire il funzionamento dei nuovi servizi saranno <strong>dieci operatori</strong>, impegnati nell&#8217;assistenza ai diportisti e nella vigilanza dell&#8217;area portuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo intervento il Comune punta a rafforzare il ruolo del porto di San Marco come punto di riferimento per la nautica da diporto nel Cilento, migliorando la qualità dei servizi offerti e valorizzando al tempo stesso il patrimonio costiero di Castellabate.</p>
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		<title>Filiera ittica sostenibile: la Giunta regionale approva il disegno di legge per la riduzione del polistirene</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/filiera-ittica-sostenibile-la-giunta-regionale-approva-il-disegno-di-legge-per-la-riduzione-del-polistirene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 14:08:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[filiera ittica giunta campania]]></category>
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					<description><![CDATA[La Giunta regionale della Campania, nella riunione dello scorso 30 giugno, ha approvato e trasmesso al Consiglio regionale il disegno di legge “Disposizioni per la riduzione dell’utilizzo di contenitori in polistirene [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Giunta regionale della Campania, nella riunione dello scorso 30 giugno, ha approvato e trasmesso al Consiglio regionale il <strong>disegno di legge “Disposizioni per la riduzione dell’utilizzo di contenitori in polistirene nel settore ittico e per la promozione di sistemi sostenibili e circolari nella filiera”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intervento risponde alla necessità di tutelare gli ecosistemi marini e costieri dalla dispersione delle microplastiche. L&#8217;obiettivo è la drastica e progressiva riduzione dei contenitori in polistirene espanso, allineando la Campania agli standard europei sull&#8217;economia circolare e prevenendo il rischio di sanzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento prevede una serie di azioni improntate ad una logica collaborativa con i vari soggetti coinvolti: la sostenibilità viene promossa attraverso incentivi economici e percorsi culturali, salvaguardando la competitività delle imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le misure&nbsp;</strong>principali previste:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Contributi e incentivi per l&#8217;acquisto di cassette sostenibili e macchinari per la sanificazione o logistica inversa, oltre al supporto a progetti pilota e partenariati pubblico-privati;</li>



<li>Adeguamento progressivo dei mercati e delle strutture di competenza regionale, d&#8217;intesa con le categorie interessate;</li>



<li>Campagne di sensibilizzazione rivolte a consumatori e operatori per stimolare un cambio culturale spontaneo;</li>



<li>Introduzione di criteri ambientali premiali negli affidamenti pubblici per i servizi di logistica e gestione ittica.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per l’attuazione del provvedimento è previsto uno stanziamento complessivo di 549.700 euro annui per il triennio 2026-2028</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Con questo provvedimento inauguriamo una strategia integrata di transizione ecologica graduale, camminando al fianco degli operatori della filiera ittica. Incentivare l’acquisto di contenitori sostenibili, modernizzare la logistica e investire nella sensibilizzazione significa dare risposte concrete a una necessità ambientale che non può più attendere, riducendo drasticamente la dispersione di polistirene e microplastiche che minacciano la salute del mare e dei cittadini. La tutela dell&#8217;ambiente si costruisce stimolando un cambio culturale diffuso e promuovendo comportamenti consapevoli e buone pratiche quotidiane. Attraverso una forte sinergia tra istituzioni, categorie professionali e cittadini, possiamo salvare le nostre aree costiere, valorizzare l’identità della pesca campana e costruire un territorio più sicuro, resiliente e sostenibile”&nbsp;<strong>ha dichiarato Fiorella Zabatta, assessora alla Biodiversità, Pesca e acquacoltura</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La salvaguardia del nostro mare, delle nostre coste e dello straordinario patrimonio biologico dei parchi marini della Campania rappresenta una priorità assoluta e richiede una visione d&#8217;insieme capace di legare la tutela dell&#8217;ecosistema allo sviluppo delle attività produttive. In questo solco si inseriscono misure come quella proposta dalla Giunta che riteniamo fondamentali per preservare l’ambiente, le specie ittiche e affiancare il comparto” ha aggiunto&nbsp;<strong>il presidente della Giunta regionale Roberto Fico</strong>.</p>
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		<title>Dal 10 luglio si potenzia l&#8217;offerta via mare dal porto di Agropoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-10-luglio-si-potenzia-lofferta-via-mare-dal-porto-di-agropoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 12:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[porto agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[servizio via mare]]></category>
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					<description><![CDATA[La Città di Agropoli riafferma con forza il proprio ruolo strategico di hub marittimo e principale porta d&#8217;accesso alle bellezze costiere della Campania. Con l&#8217;avvio della stagione estiva, l&#8217;Amministrazione Comunale [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Città di Agropoli riafferma con forza il proprio ruolo strategico di hub marittimo e principale porta d&#8217;accesso alle bellezze costiere della Campania. Con l&#8217;avvio della stagione estiva, l&#8217;Amministrazione Comunale traccia un primo bilancio estremamente positivo e annuncia i prossimi importanti passi per il potenziamento dei servizi di collegamento via mare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I collegamenti marittimi non solo uniscono la perla del Cilento alle meraviglie della Costiera Amalfitana e di Salerno, ma garantiscono anche la continuità territoriale interna lungo l&#8217;intera costa cilentana grazie alla programmazione promossa dalla Regione Campania. I collegamenti giornalieri operati dalla compagnia Alicost dal Porto di Agropoli verso le destinazioni di Salerno, Amalfi, Positano, San Marco di Castellabate e Acciaroli sono infatti partiti regolarmente nei tempi previsti e stanno registrando un ottimo riscontro in termini di affluenza e gradimento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A questa offerta consolidata si affiancherà, a partire dal prossimo 10 luglio, l&#8217;avvio ufficiale di tutte le linee verso Sapri gestite dalla compagnia Travelmar. Tra queste spicca la strutturazione della Linea B1 Cilentana Rossa, un servizio giornaliero attivo sette giorni su sette da luglio a settembre per il triennio 2026–2028.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>La mobilità marittima rappresenta per Agropoli un pilastro fondamentale dell&#8217;offerta turistica e dello sviluppo economico </em>– dichiara il Sindaco, Roberto Mutalipassi – <em>La vera svolta strategica risiede nella nuova programmazione triennale e nella linea rossa ‘Agropoli &#8211; Sapri’: a seguito di numerosi colloqui e grazie alla lungimiranza della Regione che ha accolto le nostre richieste, sostenute anche da altri sindaci del territorio, abbiamo ottenuto questa nuova rotta e una continuità su base pluriennale che permette agli operatori, alle strutture ricettive e ai turisti di pianificare i flussi con largo anticipo, superando le incertezze del passato</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sull&#8217;argomento è intervenuto anche l’assessore al Mare e al Porto, Giuseppe Di Filippo il quale ha sottolineato: «<em>Il lavoro svolto sul nostro fronte portuale è stato imponente, mirato a garantire standard di accoglienza e sicurezza d&#8217;eccellenza. Il Metrò del Mare, grazie alla lungimiranza della nostra Regione, non è solo una suggestiva alternativa al traffico veicolare della viabilità cilentana, ma una vera e propria infrastruttura che esalta la centralità del nostro scalo portuale</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si invitano turisti e cittadini a consultare i canali ufficiali per monitorare l&#8217;attivazione e la pubblicazione definitiva degli orari. I collegamenti per la Costiera Amalfitana e Salerno gestiti da Alicost saranno attivi fino al 6 settembre 2026, con informazioni e prenotazioni disponibili sul sito alicost.it o presso l&#8217;Info Point del porto di Agropoli. Per quanto riguarda la Linea B1 Cilentana Rossa da Agropoli a Sapri, calendario e orari del servizio sono un fase di definizione da parte dell&#8217;impresa aggiudicataria Travelmar, e saranno disponibili sul sito travelmar.it o presso l&#8217;Info Point del porto di Agropoli.</p>
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		<item>
		<title>Scario protagonista di Sailors for Kids 2026: il viaggio di Davide Besana fa tappa nel Golfo di Policastro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scario-protagonista-di-sailors-for-kids-2026-il-viaggio-di-davide-besana-fa-tappa-nel-golfo-di-policastro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 13:24:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Motori e Nautica]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Piro]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Scario e Praja a Mare diventano protagoniste del viaggio di Sailors for Kids 2026, il progetto che unisce vela, cultura e inclusione sociale lungo le coste italiane. Dopo le tappe [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scario e Praja a Mare</strong> diventano protagoniste del viaggio di <strong>Sailors for Kids 2026</strong>, il progetto che unisce vela, cultura e inclusione sociale lungo le coste italiane. Dopo le tappe di La Spezia, Lerici, Napoli, Salerno e Acciaroli, la rotta della barca <strong>Midva</strong> approda nel Golfo di Policastro, dove il velista e scrittore Davide Besana incontrerà il pubblico e, soprattutto, i ragazzi coinvolti nelle attività promosse insieme a Save the Children e alla Lega Navale Italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le giornate di <strong>Praia a Mare</strong> e <strong>Scario</strong> saranno dedicate al racconto del mare attraverso i libri, i fumetti e le esperienze di navigazione. Besana presenterà le sue ultime pubblicazioni dedicate alla vela e alla cucina di bordo, condividerà le storie del progetto Sailors for Kids e porterà in barca i giovani tutelati da Save the Children e quelli seguiti dalla Lega Navale, offrendo loro un&#8217;esperienza diretta di navigazione e di scoperta del mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, <strong>Midva</strong> ha già lasciato oltre settecento miglia di scia nel Mediterraneo. Un viaggio che prosegue all&#8217;insegna della leggerezza, dell&#8217;allegria e della condivisione, trasformando ogni porto in un luogo di incontro tra velisti, famiglie e ragazzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo <strong>Scario</strong> e <strong>Praia a Mare</strong>, lunedì l&#8217;imbarcazione farà rotta verso Palermo, con una probabile sosta alle Isole Eolie. Successivamente il tour raggiungerà Castellammare del Golfo, per poi proseguire con alcune settimane di navigazione verso Lampedusa e Malta, fino all&#8217;approdo previsto all&#8217;inizio di agosto a Locri. Qui la locale sezione della Lega Navale Italiana ha organizzato un grande meeting che coinvolgerà centinaia di ragazzi e velisti in una giornata di sport, mare e inclusione. Il viaggio di Sailors for Kids continuerà poi lungo nuove rotte, che saranno raccontate nelle prossime tappe di questa avventura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;appuntamento a Scario</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Domenica <strong>28 giugno</strong>, alle <strong>ore 9.30</strong>, Davide Besana sarà ospite della <strong>Sezione della Lega Navale Italiana di Scario</strong>, a bordo della sua imbarcazione <strong>Midva</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell&#8217;incontro presenterà i suoi nuovi libri dedicati alla vela e alla cucina, racconterà le attività dell&#8217;associazione <strong>Sailors for Kids</strong>, che insegna ai ragazzi a navigare e a raccontare il mare attraverso il fumetto, e realizzerà disegni e dediche per chi lo desidererà.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Patente nautica D1: Alibor porta i primi allievi agli esami, è la prima scuola della provincia di Salerno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/patente-nautica-d1-alibor-porta-i-primi-allievi-agli-esami-e-la-prima-scuola-della-provincia-di-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 12:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Battipaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[alibor]]></category>
		<category><![CDATA[patente nautica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola nautica]]></category>
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					<description><![CDATA[I primi allievi sono ormai pronti a sostenere gli esami per la patente nautica D1. A portarli a questo traguardo è Alibor, prima scuola nautica della provincia di Salerno ad [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I primi allievi sono ormai pronti a sostenere gli esami per la patente nautica D1. A portarli a questo traguardo è <a href="https://patentinauticheadagropoli.it/" data-type="link" data-id="https://patentinauticheadagropoli.it/">Alibor, prima scuola nautica della provincia di Salerno</a> ad aver attivato il percorso formativo previsto dalla nuova normativa che consente di conseguire la patente nautica già dai 16 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l’entrata in vigore del decreto attuativo, Alibor si è organizzata immediatamente per avviare i corsi: la formazione teorica è già stata completata e gli allievi stanno ultimando le esercitazioni pratiche in mare. Non appena saranno maturati i termini previsti dalla normativa successivi alla presentazione delle domande, potranno sostenere la prova pratica per ottenere l’abilitazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entro la fine di luglio i primi allievi Alibor sosterranno gli esami teorici a quiz per l’idoneità finale presso la Motorizzazione Civile di Salerno, e se superata conseguiranno la nuova patente nautica D1 e coroneranno il loro sogno di andar per mare in sicurezza</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Abbiamo scelto di partire subito, non appena il decreto è diventato operativo</em>», spiegano dalla direzione di Alibor. «<em>Siamo stati la prima scuola nautica della provincia di Salerno ad avviare i corsi per la patente D1. I nostri primi allievi hanno già concluso il percorso teorico e stanno completando la preparazione pratica: sono ormai nella fase finale che li porterà agli esami.</em>» </p>



<p class="wp-block-paragraph">La patente nautica D1 è rivolta ai giovani dai 16 anni e abilita alla conduzione di unità da diporto a motore fino a 115 CV, con navigazione diurna entro sei miglia dalla costa, oltre alle moto d’acqua entro un miglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Contatti:</strong><br>Via Giovanni Palatucci 13 84091 Battipaglia (SA)<br>Sito internet: <a href="https://patentinauticheadagropoli.it/">https://patentinauticheadagropoli.it/</a><br>Tel 3284210757<br>Tel 3393379600<br>Email<br>info@alibornautica.it<br>alibrogroupsrl@gmail.com</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Napoli è il terzo porto preferito dagli italiani per partire in crociera quest&#8217;estate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/napoli-e-il-terzo-porto-preferito-dagli-italiani-per-partire-in-crociera-questestate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[crociere]]></category>
		<category><![CDATA[porto di napoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=250572</guid>

					<description><![CDATA[Il settore delle crociere sta vivendo di nuovo un momento florido. Il numero di crocieristi sta aumentando mese dopo mese, nel 2025 si sono registrati complessivamente 1.215.000 passeggeri di navi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il settore delle crociere sta vivendo di nuovo un momento florido. Il numero di crocieristi sta aumentando mese dopo mese, nel 2025 si sono registrati complessivamente 1.215.000 passeggeri di navi da crociera e la previsione per quest&#8217;anno è di un aumento del 4,5%. E l&#8217;estate del 2026 non farà eccezione.Secondo un recente studio realizzato da <a href="https://buonacrociera.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Buonacrociera</a>, la piattaforma digitale totalmente dedicata al mondo delle crociere, <strong>nell&#8217;estate del 2026 (Luglio e agosto) le prenotazioni di crociere sono aumentate del 9% rispetto al 2025. La spesa media di ciascun passeggero della crociera sarà di 1.430 euro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Napoli è il terzo porto di partenza preferito dai crocieristi&nbsp;</strong>dopo Genova e Civitavecchia,seguito da Palermo, Venezia, Bari, Savona e Trieste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il team di&nbsp;<a href="https://buonacrociera.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Buonacrociera</a>&nbsp;ha realizzato uno studio su come e quali sono le preferenze dei crocieristi italiani per questa estate del 2026, e sono emersi alcuni dati sorprendenti. Tra questi, il fatto più notevole è che le crociere non sono solo per le persone anziane: secondo i dati analizzati&nbsp;<strong>il 50% passeggeri italiani hanno meno di 45 anni</strong>. Solo duo su dieci ha più di 61 anni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Età dei crocieristi italiani:</strong> meno di 16 anni (8%); tra i 17 e i 24 anni (15%); tra i 25 e i 30 anni (7%); tra i 31 e i 45 anni (20%); tra i 46 e i 60 anni (32%); oltre 61 anni di età (18%). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la distribuzione di genere,&nbsp;<strong>in crociera sono più gli uomini (65%) che le donne (45%)</strong>. È inoltre sorprendente che oltre un terzo (30%) dei passeggeri viaggi con la famiglia, mentre il 20% viaggi con gli amici, sebbene&nbsp;<strong>la maggioranza (40%) viaggi con il proprio partner</strong>. Solo il 10% viaggia da solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Genova è stato il porto di partenza più ricercato dagli italiani</strong>, seguito da Civitavecchia, Napoli, Palermo, Venezia, Bari, Savona e Trieste, e le crociere nel Mediterraneo Occidentale sembrano essere le preferite dai crocieristi con il 40% delle ricerche, davanti al Caraibi con il 18% delle ricerche. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I porti preferiti da cui salpare:</strong> Genova, Civitavecchia, Napoli, Palermo, Venezia, Bari, Savona, Trieste</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tipo di crociera più ricercato:</strong> Mediterraneo Occidentale (40%), Caraibi (18%), Mediterraneo Orientale (17%), Nord Europa (15%), Isole Greche 10%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda&nbsp;<strong>i porti esteri più ricercati dagli italiani</strong>&nbsp;per iniziare la loro crociera,<strong>&nbsp;Miami occupa la prima posizione seguita da&nbsp;</strong>Copenaghen, Kiel, Amburgo e Istanbul.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I porti esteri più ricercati:</strong> Miami, Copenaghen, Kiel, Amburgo, Istanbul.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D&#8217;altra parte,&nbsp;<strong>due grandi compagnie si dividono quasi tutte le preferenze dei crocieristi italiani</strong>, MSC Crociere con il 65% e Costa Crociere con il 25%:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le compagnie di crociera più popolari/preferite:</strong> MSC Crociere (65%), Costa Crociere (25%), Royal Carribean (6%), Norwegian Cruise Line (4%). </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La prenotazione di una crociera è una decisione ponderata e viene presa con molto anticipo: più di cinque italiani su dieci (55%) prenotano con più di sei mesi di anticipo</strong>, mentre il 20% prenota tra quattro e sei mesi prima, il 10% tra due e tre mesi prima; e il 15% meno di un mese prima della partenza.&nbsp;<strong>La crociera di una settimana è la più richiesta (68%),</strong>&nbsp;ben più di quelle di 3-5 giorni (10%) o di oltre 7 giorni (22%). &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finalmente per quanto riguarda&nbsp;<strong>le offerte gratuite incluse nelle prenotazioni, le più popolari tra i passeggeri sono le bevande</strong>, seguite da mance, credito di bordo, escursioni, e wifi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gaetano Pistone, Amministratore Delegato di Buonacrociera, ha dichiarato:</strong><em> «La passione degli italiani per le crociere continua anche quest&#8217;estate, con un aumento delle prenotazioni del 9% rispetto allo scorso anno. Questa tipologia di turismo attrae sempre più un pubblico giovane. Noi di Buonacrociera vogliamo congratularci con Napoli per essere il terzo porto preferito dagli italiani per iniziare le loro crociere, e incoraggiamo tutti gli italiani a godersi le crociere quest&#8217;estate, in coppia, in famiglia, con gli amici o anche da soli.</em>» </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Sostenibilità e tutela del mare: Cilento a Vela e Camerota Sea Academy conquistano prestigiosi riconoscimenti internazionali</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sostenibilita-e-tutela-del-mare-cilento-a-vela-e-camerota-sea-academy-conquistano-prestigiosi-riconoscimenti-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 05:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mare non è soltanto una professione, ma una vera e propria missione. È con questa filosofia che Cilento a Vela e Camerota Sea Academy annunciano il raggiungimento di importanti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il mare non è soltanto una professione, ma una vera e propria missione. È con questa filosofia che <strong>Cilento a Vela</strong> e <strong>Camerota Sea Academy</strong> annunciano il raggiungimento di importanti traguardi nel campo della sostenibilità ambientale e del turismo responsabile, confermandosi realtà di riferimento per la tutela dell’ecosistema marino nel Mediterraneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le due organizzazioni hanno ottenuto la prestigiosa certificazione di <strong>Operatore High Quality Whale Watching</strong>, rilasciata da ACCOBAMS in collaborazione con Accordo Pelagos. Il riconoscimento certifica il rispetto dei più elevati standard internazionali nelle attività di osservazione dei cetacei, garantendo il minimo impatto ambientale e acustico sugli animali e sul loro habitat.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un percorso premiato con quattro certificazioni internazionali</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’impegno costante verso la sostenibilità è stato ulteriormente riconosciuto da Friend of the Sea, che ha assegnato a Cilento a Vela e Camerota Sea Academy tre ulteriori certificazioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Sustainable Snorkeling</strong>, per l’adozione di pratiche ecosostenibili nelle attività di snorkeling e nell’esplorazione dei fondali marini;</li>



<li><strong>Plastic Offset</strong>, a testimonianza delle iniziative concrete per la riduzione e la compensazione dell’impatto della plastica sull’ambiente marino;</li>



<li><strong>Dolphin and Whale Watching Activities</strong>, che attesta l’eccellenza nelle attività di ecoturismo e nel monitoraggio responsabile della fauna marina.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">«Prima come circolo velico federale e oggi come accademia del mare, la nostra missione è sempre stata quella di andare oltre il semplice vivere il mare», spiegano i fondatori. «Vogliamo tutelarlo, raccontarlo e proteggerlo, contribuendo a diffondere consapevolezza sui rischi che affronta ogni giorno. Questi risultati sono il frutto di anni di studio, passione e sacrificio. Per noi il mare non è mai stato soltanto una risorsa economica, ma un patrimonio vitale da preservare per le generazioni presenti e future».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’ingresso nella Tourism Conservation Alliance</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A completare questo importante percorso è arrivata anche l’adesione alla <strong>Tourism Conservation Alliance (TCA)</strong> della World Sustainability Foundation, una rete internazionale che riunisce operatori turistici, strutture ricettive e organizzazioni impegnate nella conservazione della natura e nella promozione di un turismo sostenibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entrare a far parte di questo network significa condividere conoscenze, esperienze e buone pratiche con realtà provenienti da tutto il mondo. In un contesto in cui i viaggiatori sono sempre più attenti all’impatto ambientale delle proprie scelte, Cilento a Vela e Camerota Sea Academy dimostrano come sia possibile offrire esperienze autentiche e di alta qualità, contribuendo allo stesso tempo alla salvaguardia del mare e della biodiversità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un risultato che rafforza il ruolo del Cilento come territorio capace di coniugare sviluppo turistico, educazione ambientale e tutela del patrimonio naturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Vietri sul Mare, stop ai bagni su 400 metri di costa dopo i controlli Arpac</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vietri-sul-mare-stop-ai-bagni-su-400-metri-di-costa-dopo-i-controlli-arpac/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 07:13:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Nautica & Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Vietri sul Mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Divieto temporaneo di balneazione in un tratto del litorale di&#160;Vietri sul Mare. Il provvedimento è stato adottato dal sindaco&#160;Giovanni De Simone dopo la comunicazione dell’Arpac relativa a un campione d’acqua [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Divieto temporaneo di balneazione in un tratto del litorale di&nbsp;<strong>Vietri sul Mare</strong>. Il provvedimento è stato adottato dal sindaco&nbsp;<strong>Giovanni De Simone dopo</strong> la comunicazione dell’Arpac relativa a un campione d’acqua risultato non conforme ai parametri previsti dalla normativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esito sfavorevole delle analisi riguarda un prelievo effettuato lo scorso 9 giugno. L’area interessata si estende per circa&nbsp;<strong>402 metri di costa</strong>, dove fino a nuova disposizione sarà vietato fare il bagno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’amministrazione comunale ha disposto l’installazione della segnaletica necessaria e l’avvio delle attività di controllo per garantire il rispetto dell’ordinanza. Contestualmente dovranno essere individuate le cause che hanno determinato il superamento dei valori consentiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La revoca del divieto potrà arrivare soltanto dopo nuovi accertamenti che certifichino il ritorno alla normalità dei parametri ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento giunge in un momento particolarmente delicato per la località costiera, già interessata dall’arrivo dei primi flussi turistici estivi. Per questo motivo, le autorità puntano a chiarire in tempi rapidi l’origine dell’anomalia e a ripristinare le normali condizioni di balneazione.</p>
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