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	<title>Rubriche | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Apr 2026 14:30:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Se vai al Sud devi mangiare questi dolci: un viaggio tra sfogliatelle, cannoli e pasticciotto leccese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[dolci tipici del sud]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Sud Italia custodisce uno dei patrimoni dolciari più ricchi e riconoscibili del Paese. Dalla Campania alla Sicilia, passando per Calabria e Puglia, la pasticceria tradizionale è il risultato di [...]]]></description>
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<p>Il Sud Italia custodisce uno dei patrimoni dolciari più ricchi e riconoscibili del Paese. Dalla Campania alla Sicilia, passando per Calabria e Puglia, la pasticceria tradizionale è il risultato di contaminazioni storiche, influenze arabe, spagnole e monastiche, che nel tempo hanno dato vita a ricette diventate simboli culturali prima ancora che gastronomici.</p>



<p>Un mosaico di dolci che racconta territori, feste religiose e riti familiari ancora oggi profondamente radicati.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sfogliatella: il simbolo della pasticceria napoletana</strong></h3>



<p>Tra i dolci più iconici spicca la sfogliatella napoletana, nelle sue varianti “riccia” e “frolla”. Nata nei conventi campani, è caratterizzata da una sfoglia sottile e croccante nella versione riccia, o da una pasta più morbida nella versione frolla, con ripieno di ricotta, semolino e scorze d’arancia.</p>



<p>È considerata uno dei simboli assoluti della tradizione dolciaria di Napoli e della Campania.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cannolo siciliano: l’eredità araba della Sicilia</strong></h3>



<p>Il cannolo è forse il dolce siciliano più conosciuto al mondo. La sua origine risale al periodo della dominazione araba, che introdusse ingredienti come la ricotta e la frutta candita.</p>



<p>La cialda fritta, croccante e dorata, racchiude una crema di ricotta di pecora spesso arricchita con pistacchi, scorze d’arancia o gocce di cioccolato. È un dolce legato alle festività ma oggi diffuso tutto l’anno.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pastiera napoletana: il dolce della Pasqua e della rinascita</strong></h3>



<p>La pastiera è uno dei dolci simbolo della Pasqua in Campania. Preparata con grano cotto, ricotta, uova e aromi di fiori d’arancio, rappresenta un intreccio tra tradizione pagana e cristiana.</p>



<p>La sua preparazione richiede tempo e pazienza, e secondo la tradizione il suo sapore migliora nei giorni successivi alla preparazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pasticciotto leccese: il cuore della Puglia</strong></h3>



<p>Nel Salento, il protagonista è il pasticciotto leccese, un piccolo scrigno di pasta frolla ripieno di crema pasticcera. Nato a Lecce nel XVIII secolo, è oggi uno dei dolci più rappresentativi della Puglia.</p>



<p>Servito spesso caldo, è parte integrante della colazione e della vita quotidiana salentina.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tartufo di Pizzo: il gelato simbolo della Calabria</strong></h3>



<p>In Calabria, a Pizzo Calabro, nasce il celebre tartufo gelato, riconosciuto come prodotto tipico. Si tratta di una semisfera di gelato alla nocciola o al cioccolato, con cuore di cioccolato fuso e copertura di cacao amaro. Un dessert che unisce artigianalità e identità locale, oggi diffuso anche fuori regione.</p>
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			</item>
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		<title>Pollo farcito al forno con prosciutto, formaggio e spinaci: la ricetta semplice e gustosa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pollo-farcito-al-forno-con-prosciutto-formaggio-e-spinaci-la-ricetta-semplice-e-gustosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 12:31:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[pollo farcito]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella cucina quotidiana cresce il ricorso a preparazioni semplici ma complete, capaci di unire praticità e gusto. Il petto di pollo farcito con prosciutto, formaggio e spinaci e cotto al [...]]]></description>
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<p>Nella cucina quotidiana cresce il ricorso a preparazioni semplici ma complete, capaci di unire praticità e gusto. Il petto di pollo farcito con prosciutto, formaggio e spinaci e cotto al forno rientra tra le soluzioni più versatili: un secondo piatto leggero nella struttura ma ricco nel sapore, adatto sia ai pasti in famiglia sia a una cena veloce ma curata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Gli ingredienti</h3>



<p>Per realizzare la ricetta servono pochi ingredienti facilmente reperibili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>petto di pollo a fette larghe o aperto a libro</li>



<li>prosciutto cotto</li>



<li>formaggio filante (scamorza, provola o mozzarella ben scolata)</li>



<li>spinaci freschi o surgelati</li>



<li>olio extravergine d’oliva</li>



<li>sale e pepe</li>



<li>spago da cucina o stuzzicadenti</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">La preparazione degli spinaci</h3>



<p>Gli spinaci rappresentano la base vegetale della farcitura. Vanno prima sbollentati oppure saltati in padella con un filo d’olio, giusto il tempo di appassirli e farli asciugare. È importante eliminare l’acqua in eccesso per evitare che il pollo risulti troppo umido in cottura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La composizione del piatto</h3>



<p>Il petto di pollo viene aperto a libro oppure leggermente battuto per ottenere una fetta uniforme. All’interno si dispone uno strato di spinaci, una fetta di prosciutto cotto e il formaggio scelto, che in cottura garantirà l’effetto filante.</p>



<p>La carne viene poi richiusa con attenzione e fissata con spago da cucina o stuzzicadenti, in modo da mantenere la forma durante la cottura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La cottura al forno</h3>



<p>Il pollo viene adagiato su una teglia leggermente unta con olio extravergine d’oliva e condito con sale e pepe. Il forno va preriscaldato a 180°C.</p>



<p>La cottura richiede in media 25-35 minuti, a seconda dello spessore della carne. A metà percorso è possibile irrorare il pollo con il fondo di cottura per mantenerlo morbido. Negli ultimi minuti si può attivare il grill per ottenere una superficie leggermente dorata.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Varianti possibili</h3>



<p>La ricetta si presta a numerose interpretazioni: il prosciutto può essere sostituito con speck o fesa di tacchino, mentre il formaggio può variare dalla provola alla scamorza affumicata. Gli spinaci possono essere rimpiazzati da zucchine grigliate o funghi trifolati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un secondo piatto completo e versatile</h3>



<p>Il pollo farcito al forno con prosciutto, formaggio e spinaci è un piatto equilibrato e completo, che unisce proteine, verdure e una componente cremosa data dal formaggio fuso. Il risultato è una carne morbida e saporita, con un cuore ricco e armonioso.</p>



<p>Una preparazione semplice ma efficace, che dimostra come pochi ingredienti possano trasformarsi in un piatto di grande soddisfazione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Focaccia olio, sale e rosmarino: il profumo del forno che conquista con la semplicità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/focaccia-olio-sale-e-rosmarino-il-profumo-del-forno-che-conquista-con-la-semplicita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:11:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[come preparare la focaccia]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta focaccia]]></category>
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					<description><![CDATA[Pochi ingredienti, una lavorazione essenziale e un risultato che profuma di casa. La focaccia con olio, sale e rosmarino è uno dei grandi classici della panificazione italiana: rustica, fragrante e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pochi ingredienti, una lavorazione essenziale e un risultato che profuma di casa. La focaccia con olio, sale e rosmarino è uno dei grandi classici della panificazione italiana: rustica, fragrante e incredibilmente versatile. Perfetta come accompagnamento ai pasti, ma anche da sola, appena sfornata, quando l’olio extravergine d’oliva incontra il calore del forno e sprigiona il suo aroma.</p>



<p>È una preparazione che non richiede tecniche complesse, ma solo attenzione ai tempi di lievitazione e alla qualità degli ingredienti. Un impasto semplice che, proprio per questo, esalta ogni sfumatura del gusto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ingredienti</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>500 g di farina 0</li>



<li>300 ml di acqua tiepida</li>



<li>10 g di sale fino</li>



<li>20 g di olio extravergine d’oliva (+ quello per condire)</li>



<li>7 g di lievito di birra secco (oppure 15 g fresco)</li>



<li>Rosmarino fresco q.b.</li>



<li>Sale grosso q.b.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Preparazione</h3>



<p>In una ciotola capiente sciogliere il lievito nell’acqua tiepida. Aggiungere la farina poco alla volta e iniziare a impastare. Unire il sale e l’olio extravergine, continuando a lavorare fino a ottenere un impasto morbido ed elastico.</p>



<p>Coprire e lasciare lievitare per circa 2 ore, o fino al raddoppio del volume. Trascorso il tempo, stendere l’impasto in una teglia leggermente unta d’olio, cercando di non sgonfiarlo troppo.</p>



<p>Con la punta delle dita creare le classiche fossette sulla superficie. Condire con olio extravergine d’oliva, una manciata di sale grosso e rametti di rosmarino fresco.</p>



<p>Lasciare riposare ancora 20-30 minuti mentre il forno raggiunge la temperatura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cottura</h3>



<p>Cuocere in forno statico preriscaldato a 220°C per circa 20-25 minuti, fino a quando la superficie risulta dorata e croccante ai bordi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Soufflé di mele “fit” in friggitrice ad aria: leggero, veloce e sorprendentemente goloso</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/souffle-di-mele-fit-in-friggitrice-ad-aria-leggero-veloce-e-sorprendentemente-goloso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 08:07:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[colazione ricetta fit]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta fit]]></category>
		<category><![CDATA[souffle mela]]></category>
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					<description><![CDATA[Un dolce soffice, profumato e con poche calorie: il soufflé di mele in versione “fit” conquista per equilibrio e semplicità. Niente burro e pochi zuccheri aggiunti, ma tutta la dolcezza [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un dolce soffice, profumato e con poche calorie: il soufflé di mele in versione “fit” conquista per equilibrio e semplicità. Niente burro e pochi zuccheri aggiunti, ma tutta la dolcezza naturale delle mele e una consistenza ariosa che lo rende perfetto per una colazione nutriente o un fine pasto senza sensi di colpa. In più, la cottura in friggitrice ad aria accorcia i tempi e garantisce un risultato uniforme.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ingredienti (per 2 porzioni)</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>2 mele (meglio se dolci e aromatiche)</li>



<li>2 uova</li>



<li>120 g di yogurt greco magro</li>



<li>30 g di farina d’avena (o avena frullata)</li>



<li>1 cucchiaino di lievito per dolci</li>



<li>Cannella q.b.</li>



<li>Dolcificante a piacere (miele, stevia o eritritolo)</li>



<li>Succo di mezzo limone</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Preparazione</h3>



<p>Sbucciare le mele, tagliarle a cubetti e spruzzarle con il succo di limone per evitare che anneriscano. In una ciotola, lavorare i tuorli con lo yogurt e il dolcificante fino a ottenere un composto cremoso. Aggiungere la farina d’avena, il lievito e una spolverata di cannella.</p>



<p>A parte, montare gli albumi a neve ferma e incorporarli delicatamente al composto, mescolando dal basso verso l’alto per non smontarli. Unire infine le mele.</p>



<p>Versare l’impasto in due stampini leggermente unti o rivestiti con carta forno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cottura in friggitrice ad aria</h3>



<p>Preriscaldare la friggitrice a 170°C per 3 minuti. Cuocere i soufflé a 170°C per circa 12-15 minuti, finché risultano gonfi e dorati in superficie.</p>



<p>Servire tiepidi, con una spolverata di cannella o un cucchiaino di yogurt sopra. Per chi desidera una nota più golosa, si può aggiungere qualche goccia di cioccolato fondente nell’impasto, senza appesantire troppo il risultato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalla tradizione napoletana i bucatini alla puttanesca, ricetta semplice e iconica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-tradizione-napoletana-i-bucatini-alla-puttanesca-ricetta-semplice-e-iconica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 11:47:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[bucatini alla puttanesca]]></category>
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					<description><![CDATA[Un piatto simbolo della cucina partenopea che ha conquistato tutta Italia e il mondo: la pasta alla puttanesca restano una delle ricette più amate per il loro sapore intenso e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un piatto simbolo della cucina partenopea che ha conquistato tutta Italia e il mondo: la pasta alla puttanesca restano una delle ricette più amate per il loro sapore intenso e la semplicità degli ingredienti. Un primo piatto rapido ma ricco di carattere, nato dalla tradizione mediterranea e oggi presente nei menu delle trattorie come nelle cucine domestiche.</p>



<p>Secondo la tradizione gastronomica, la puttanesca nasce a Napoli tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, con numerose varianti legate alle diverse scuole culinarie del Sud Italia. La versione con i bucatini è tra le più diffuse, grazie alla capacità della pasta di trattenere il condimento ricco e saporito.</p>



<p>Gli ingredienti fondamentali restano pochi e ben definiti: pomodori, olive nere, capperi, acciughe, aglio, peperoncino e olio extravergine d’oliva. A questi si aggiunge il prezzemolo fresco, che completa il piatto con una nota aromatica finale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ricetta dei bucatini alla puttanesca</strong></h3>



<p>Per quattro persone si utilizzano circa 400 grammi di bucatini. In una padella ampia si scalda l’olio extravergine d’oliva con uno spicchio d’aglio e peperoncino a piacere. Si aggiungono poi le acciughe, che si sciolgono lentamente creando una base sapida.</p>



<p>Successivamente si uniscono i capperi dissalati e le olive nere denocciolate, lasciando insaporire il tutto per qualche minuto. A questo punto si aggiungono i pomodori pelati o una passata rustica, facendo cuocere il sugo per circa 15-20 minuti a fuoco medio.</p>



<p>Nel frattempo si cuociono i bucatini in abbondante acqua salata e si scolano al dente. La pasta viene poi saltata direttamente nella padella con il condimento, amalgamando bene i sapori.</p>



<p>Il piatto si completa con una spolverata di prezzemolo fresco tritato e, per chi lo gradisce, un filo di olio a crudo.</p>



<p>La puttanesca con bucatini si conferma così un esempio di cucina popolare italiana capace di unire rapidità, gusto deciso e tradizione, mantenendo intatto il suo fascino nel tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Brioche intrecciata fatta in casa: ricetta soffice e profumata</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/brioche-intrecciata-fatta-in-casa-ricetta-soffice-e-profumata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:54:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[brioche intrecciata]]></category>
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					<description><![CDATA[La brioche intrecciata (o braided brioche) è un dolce da forno morbido, burroso e leggermente dolce, perfetto per colazione o merenda. La sua particolarità è la forma a treccia, che [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">La brioche intrecciata (o braided brioche) è un dolce da forno morbido, burroso e leggermente dolce, perfetto per colazione o merenda. La sua particolarità è la forma a treccia, che la rende anche molto scenografica oltre che buonissima.</p>



<p class="p3">Prepararla in casa richiede un po’ di tempo per la lievitazione, ma il risultato è una brioche soffice come quella del forno.</p>



<p class="p1">Ingredienti (per 1 brioche grande)</p>



<p class="p1">500 g di farina manitoba (o farina 00 forte) 80 g di zucchero 10 g di sale 12 g di lievito di birra fresco (oppure 4 g secco) 2 uova 200 ml di latte tiepido 80 g di burro morbido 1 cucchiaino di estratto di vaniglia (facoltativo)</p>



<p class="p3">Per spennellare:</p>



<p class="p1">1 tuorlo 2 cucchiai di latte</p>



<p class="p1">Preparazione</p>



<p class="p1">1. Impasto</p>



<p class="p3">In una ciotola (o planetaria), sciogli il lievito nel latte tiepido. Aggiungi uova, zucchero e vaniglia. Mescola.</p>



<p class="p3">Unisci la farina poco alla volta e inizia a impastare.</p>



<p class="p3">Quando l’impasto prende forma, aggiungi il sale e poi il burro morbido poco per volta.</p>



<p class="p3">Lavora fino a ottenere un impasto liscio, elastico e non appiccicoso.</p>



<p class="p1">2. Prima lievitazione</p>



<p class="p3">Copri la ciotola con pellicola o un canovaccio e lascia lievitare per 2–3 ore, finché raddoppia di volume.</p>



<p class="p1">3. Formatura della treccia</p>



<p class="p3">Dividi l’impasto in 3 parti uguali.</p>



<p class="p3">Forma tre “salsicciotti” lunghi e intrecciali come una treccia classica.</p>



<p class="p3">Trasferisci la treccia su una teglia con carta forno.</p>



<p class="p1">4. Seconda lievitazione</p>



<p class="p3">Lascia riposare ancora 45–60 minuti.</p>



<p class="p1">5. Cottura</p>



<p class="p3">Spennella con tuorlo e latte.</p>



<p class="p3">Cuoci in forno statico a 180°C per 25–30 minuti, finché la superficie è dorata.</p>



<p class="p1">Puoi aggiungere gocce di cioccolato nell’impasto Oppure farcire con crema, Nutella o marmellata Per una versione più profumata, aggiungi scorza di arancia o limone</p>



<p class="p3">Otterrai una brioche soffice, profumata e leggermente dolce, perfetta da condividere a colazione o durante una merenda in famiglia.</p>



<p class="p4"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Polpette fritte di carne e carciofi: la ricetta rustica che non hai mai provato</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/polpette-fritte-di-carne-e-carciofi-la-ricetta-rustica-che-non-hai-mai-provato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[carne e carciofi]]></category>
		<category><![CDATA[cucina tradizionale]]></category>
		<category><![CDATA[polpette fritte]]></category>
		<category><![CDATA[ricette casalinghe]]></category>
		<category><![CDATA[secondi piatti italiani]]></category>
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					<description><![CDATA[Le polpette fritte di carne e carciofi sono un grande classico della cucina casalinga italiana: un secondo piatto semplice ma ricco di gusto, in cui la carne macinata incontra la [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le <strong>polpette fritte di carne e carciofi</strong> sono un grande classico della cucina casalinga italiana: un secondo piatto semplice ma ricco di gusto, in cui la carne macinata incontra la delicatezza dei carciofi, creando un equilibrio perfetto tra sapore deciso e freschezza vegetale.</p>



<p>Il segreto di questa ricetta sta tutto nella lavorazione dei carciofi: <strong>devono essere tagliati finissimi</strong>, così da amalgamarsi perfettamente all’impasto e rendere ogni morso più armonioso e profumato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ingredienti (per 4 persone)</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>400 g di carne macinata (manzo o mista)</li>



<li>2 carciofi</li>



<li>2 uova</li>



<li>80 g di parmigiano grattugiato</li>



<li>100 g di pangrattato (più quello per la panatura)</li>



<li>1 spicchio d’aglio</li>



<li>prezzemolo fresco tritato q.b.</li>



<li>sale e pepe q.b.</li>



<li>succo di mezzo limone</li>



<li>olio di semi per friggere</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Preparazione</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Pulizia e taglio dei carciofi</strong></h3>



<p>Pulire i carciofi eliminando le foglie esterne più dure e la barba interna. Tagliarli a <strong>lamelle sottilissime, quasi tritati a coltello</strong>, quindi immergerli in acqua e limone per evitare l’ossidazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Cottura</strong></h3>



<p>In una padella far rosolare leggermente l’aglio con un filo d’olio, poi aggiungere i carciofi ben scolati. Cuocere per circa <strong>10 minuti</strong>, fino a renderli morbidi. Salare e lasciar raffreddare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Impasto</strong></h3>



<p>In una ciotola unire carne macinata, uova, parmigiano, pangrattato, prezzemolo, sale e pepe. Aggiungere i carciofi ormai freddi e mescolare fino a ottenere un composto uniforme.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. Formazione</strong></h3>



<p>Formare le polpette e passarle nel pangrattato, compattandole bene con le mani.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>5. Frittura</strong></h3>



<p>Friggere in abbondante olio caldo fino a doratura. Scolare su carta assorbente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il risultato</strong></h2>



<p>Croccanti fuori e morbide dentro, le polpette di carne e carciofi conquistano per il loro gusto equilibrato: i carciofi tagliati finissimi si fondono con la carne, rendendo il ripieno più delicato e aromatico.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Street food del Sud Italia, dal cuoppo napoletano all’arancina siciliana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/street-food-del-sud-italia-dal-cuoppo-napoletano-allarancina-siciliana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[cibo di strada]]></category>
		<category><![CDATA[cucina del sud Italia]]></category>
		<category><![CDATA[cucina mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[street food]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione gastronomica]]></category>
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					<description><![CDATA[È uno dei patrimoni gastronomici più vivaci e identitari d’Italia: lo street food del Sud, un mosaico di sapori che racconta storia, cultura popolare e tradizioni locali attraverso il cibo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È uno dei patrimoni gastronomici più vivaci e identitari d’Italia: lo <strong>street food del Sud</strong>, un mosaico di sapori che racconta storia, cultura popolare e tradizioni locali attraverso il cibo “da strada”. Dai vicoli di Napoli alle piazze di Palermo, passando per la Puglia e la Calabria, ogni territorio ha costruito nel tempo una propria geografia del gusto.</p>



<p>Secondo gli esperti di cultura gastronomica, il cibo di strada rappresenta una delle forme più immediate di identità territoriale, capace di unire semplicità, accessibilità e memoria collettiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il cuoppo napoletano: il fritto che racconta il mare</strong></h2>



<p>A Napoli il simbolo dello street food è il <strong>cuoppo</strong>, un cono di carta che racchiude fritti misti di mare o di terra: alici, calamari, zeppoline, crocché e frittatine di pasta.</p>



<p>Nato come cibo popolare e veloce, il cuoppo è oggi una delle espressioni più riconoscibili della tradizione partenopea, legata alla cultura della frittura “da passeggio” nei quartieri storici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’arancina siciliana: un’icona tra storia e identità</strong></h2>



<p>In Sicilia lo street food assume una forma diversa ma altrettanto iconica: l’<strong>arancina</strong> (o arancino, a seconda delle zone), riso farcito e fritto, con varianti che spaziano dal ragù alla besciamella fino a versioni vegetariane.</p>



<p>Simbolo della cucina siciliana, l’arancina è al centro di un dibattito linguistico e culturale che riflette le diverse identità dell’isola. Diffusa in tutta la regione, è oggi uno dei prodotti più esportati della tradizione gastronomica italiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Puglia: focacce e panzerotti tra forno e frittura</strong></h2>



<p>In Puglia lo street food si declina tra <strong>focaccia barese</strong>, panzerotti fritti e rustici salati. La focaccia, soffice e con pomodorini, è uno dei cibi da strada più diffusi, mentre il panzerotto rappresenta la versione “fritta” della tradizione da forno.</p>



<p>Un cibo semplice, nato dalla cucina contadina, che oggi è diventato simbolo della convivialità pugliese.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Palermo e il panino con la milza</strong></h2>



<p>Tra le specialità più identitarie dello street food meridionale c’è il <strong>panino con la milza (pani câ meusa)</strong>, tipico della tradizione palermitana. Preparato con milza e polmone di vitello, è servito con ricotta o caciocavallo e rappresenta una delle forme più antiche di cibo urbano popolare.</p>



<p>Un piatto che racconta la storia dei “cibari” dei quartieri popolari e delle antiche tradizioni dei macellai.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Calabria: sapori forti e identità locale</strong></h2>



<p>In Calabria lo street food si esprime attraverso <strong>panini con salsiccia, fritti di mare, pitta e specialità piccanti</strong> a base di peperoncino. Una cucina di strada intensa, legata ai sapori forti e alla tradizione contadina e marinara.</p>



<p>Lo street food del Sud Italia non è solo cibo veloce, ma un vero e proprio patrimonio culturale. Ogni preparazione racconta una storia di territorio, di adattamento e di creatività popolare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Focaccia barese: la ricetta tradizionale pugliese con pomodorini e olive, soffice e profumata</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/focaccia-barese-la-ricetta-tradizionale-pugliese-con-pomodorini-e-olive-soffice-e-profumata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[cucina pugliese]]></category>
		<category><![CDATA[focaccia barese]]></category>
		<category><![CDATA[pane fatto in casa]]></category>
		<category><![CDATA[pomodorini e olive]]></category>
		<category><![CDATA[ricette lievitate]]></category>
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					<description><![CDATA[La focaccia barese è uno dei simboli più amati della tradizione gastronomica pugliese: alta, morbida dentro, croccante ai bordi e ricca di sapore grazie ai pomodorini, olive e olio extravergine [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>focaccia barese</strong> è uno dei simboli più amati della tradizione gastronomica pugliese: alta, morbida dentro, croccante ai bordi e ricca di sapore grazie ai <strong>pomodorini, olive e olio extravergine d’oliva</strong>. Una ricetta semplice ma identitaria, che racconta la cucina del Sud Italia con pochi ingredienti e una lavorazione essenziale.</p>



<p>Diffusa in tutta la Puglia, ma legata in particolare a Bari e al suo territorio, la focaccia è perfetta per ogni occasione: dalla colazione salata allo spuntino, fino alla tavola condivisa in famiglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli ingredienti della focaccia barese</strong></h2>



<p>Per una teglia media:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>500 g di farina 00 (o metà 00 e metà semola rimacinata)</li>



<li>300 ml di acqua tiepida</li>



<li>10 g di sale</li>



<li>10 g di zucchero</li>



<li>15 g di lievito di birra fresco (o 5 g se secco)</li>



<li>3 cucchiai di olio extravergine d’oliva</li>
</ul>



<p><strong>Per la farcitura:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pomodorini ciliegino o datterini q.b.</li>



<li>olive nere (preferibilmente baresane)</li>



<li>origano</li>



<li>olio extravergine d’oliva</li>



<li>sale grosso o fino q.b.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Procedimento</strong></h2>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. L’impasto</strong></h3>



<p>In una ciotola sciogliere il lievito nell’acqua tiepida con lo zucchero. Aggiungere gradualmente la farina e iniziare a impastare. Unire il sale e l’olio extravergine d’oliva, lavorando fino a ottenere un impasto morbido ed elastico.</p>



<p>Coprire e lasciare lievitare per circa <strong>2 ore</strong>, fino al raddoppio del volume.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. La preparazione in teglia</strong></h3>



<p>Ungere abbondantemente una teglia con olio extravergine d’oliva. Stendere delicatamente l’impasto con le mani unte, senza schiacciarlo troppo.</p>



<p>Distribuire sulla superficie i pomodorini tagliati a metà, le olive, l’origano e un filo generoso d’olio. Aggiungere un pizzico di sale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. La seconda lievitazione</strong></h3>



<p>Lasciare riposare l’impasto in teglia per altri <strong>30–40 minuti</strong>, così da ottenere la tipica consistenza alta e soffice.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>4. La cottura</strong></h3>



<p>Cuocere in forno statico preriscaldato a <strong>220°C per circa 25–30 minuti</strong>, fino a quando la superficie risulta dorata e i bordi croccanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il risultato</strong></h2>



<p>La focaccia barese si presenta fragrante, morbida all’interno e ricca di profumi mediterranei. I pomodorini si caramellano leggermente in cottura, mentre le olive rilasciano tutto il loro aroma, rendendola irresistibile sia calda che a temperatura ambiente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un simbolo della cucina pugliese</strong></h2>



<p>Più che una semplice ricetta, la focaccia barese è un pezzo di identità regionale: semplice, popolare e profondamente legata alla tradizione contadina, oggi amata in tutta Italia e anche all’estero.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Tre dolci perfetti per la colazione: semplici, veloci e fatti in casa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tre-dolci-perfetti-per-la-colazione-semplici-veloci-e-fatti-in-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 08:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[ciambellone soffice]]></category>
		<category><![CDATA[colazione fatta in casa]]></category>
		<category><![CDATA[dolci facili]]></category>
		<category><![CDATA[muffin e pancake]]></category>
		<category><![CDATA[ricette veloci]]></category>
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					<description><![CDATA[Non servono abilità da pasticcere né ingredienti complicati: bastano pochi passaggi e un pizzico di organizzazione per portare in tavola a colazione dolci genuini, soffici e profumati. Ecco tre ricette [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non servono abilità da pasticcere né ingredienti complicati: bastano pochi passaggi e un pizzico di organizzazione per portare in tavola a colazione dolci genuini, soffici e profumati. Ecco tre ricette facili, ideali per tutta la famiglia.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>1. Ciambellone classico soffice</strong></h3>



<p>Il grande intramontabile della colazione italiana, perfetto da inzuppare nel latte o nel caffè.</p>



<p><strong>Ingredienti:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>3 uova</li>



<li>200 g di zucchero</li>



<li>250 g di farina</li>



<li>100 ml di latte</li>



<li>100 ml di olio di semi</li>



<li>1 bustina di lievito per dolci</li>



<li>Scorza di limone grattugiata</li>
</ul>



<p><strong>Procedimento:</strong><br>Montare le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere latte e olio a filo, poi incorporare la farina setacciata con il lievito. Profumare con la scorza di limone e versare in uno stampo imburrato. Cuocere a 180°C per circa 35-40 minuti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>2. Muffin allo yogurt</strong></h3>



<p>Soffici e versatili, ideali anche da portare via per una colazione veloce.</p>



<p><strong>Ingredienti:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>1 vasetto di yogurt bianco</li>



<li>2 uova</li>



<li>180 g di zucchero</li>



<li>250 g di farina</li>



<li>80 ml di olio di semi</li>



<li>1 bustina di lievito</li>



<li>Gocce di cioccolato (facoltative)</li>
</ul>



<p><strong>Procedimento:</strong><br>Mescolare uova e zucchero, poi aggiungere yogurt e olio. Unire la farina e il lievito, mescolando fino a ottenere un impasto omogeneo. A piacere, aggiungere le gocce di cioccolato. Versare nei pirottini e cuocere a 180°C per 20-25 minuti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>3. Pancake veloci</strong></h3>



<p>Una soluzione pratica e amatissima, perfetta anche per una colazione più rilassata nel weekend.</p>



<p><strong>Ingredienti:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>200 g di farina</li>



<li>2 uova</li>



<li>250 ml di latte</li>



<li>2 cucchiai di zucchero</li>



<li>1 cucchiaino di lievito</li>



<li>Burro q.b. per la cottura</li>
</ul>



<p><strong>Procedimento:</strong><br>Mescolare farina, zucchero e lievito. A parte, sbattere le uova con il latte e unire ai secchi. Cuocere piccole porzioni di impasto in una padella antiaderente leggermente imburrata, girando quando si formano le bollicine in superficie. Servire con miele, marmellata o frutta fresca.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quiche rustica con verdure, patate e formaggio: la ricetta semplice che conquista la tavola</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/quiche-rustica-con-verdure-patate-e-formaggio-la-ricetta-semplice-che-conquista-la-tavola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 07:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[cucina vegetariana]]></category>
		<category><![CDATA[quiche salata]]></category>
		<category><![CDATA[ricette con verdure]]></category>
		<category><![CDATA[ricette forno]]></category>
		<category><![CDATA[torta salata facile]]></category>
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					<description><![CDATA[Versatile, gustosa e perfetta in ogni momento della giornata: la quiche è una delle preparazioni più amate della cucina casalinga. Ideale per un pranzo veloce, un aperitivo o una cena [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Versatile, gustosa e perfetta in ogni momento della giornata: la quiche è una delle preparazioni più amate della cucina casalinga. Ideale per un pranzo veloce, un aperitivo o una cena informale, si presta a infinite varianti. Tra le più apprezzate, quella con verdure, patate e formaggio racchiusa in un guscio fragrante di pasta frolla o pasta sfoglia, capace di unire semplicità e sapore in un unico piatto.</p>



<p>Questa versione, facile da realizzare, valorizza ingredienti genuini e facilmente reperibili, offrendo un risultato ricco e bilanciato, adatto anche a chi cerca un’alternativa vegetariana.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ingredienti (per 4-6 persone)</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>1 rotolo di pasta sfoglia oppure pasta frolla salata</li>



<li>2 patate medie</li>



<li>1 zucchina</li>



<li>1 carota</li>



<li>1 cipolla piccola</li>



<li>150 g di formaggio (scamorza, provola o formaggio filante)</li>



<li>3 uova</li>



<li>200 ml di panna da cucina</li>



<li>2 cucchiai di olio extravergine d’oliva</li>



<li>Sale e pepe q.b.</li>



<li>Parmigiano grattugiato q.b.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Procedimento</strong></h3>



<p>Pelare le patate e tagliarle a cubetti piccoli, quindi lessarle per circa 10 minuti finché risultano morbide ma non sfatte. Nel frattempo, lavare e tagliare le altre verdure a dadini.</p>



<p>In una padella, soffriggere la cipolla con l’olio extravergine d’oliva, aggiungere zucchine e carote e cuocere per circa 8-10 minuti. Unire infine le patate lessate, aggiustare di sale e pepe e lasciare insaporire per qualche minuto.</p>



<p>In una ciotola, sbattere le uova con la panna, aggiungere il formaggio tagliato a cubetti e una manciata di parmigiano grattugiato. Incorporare le verdure ormai tiepide e mescolare bene.</p>



<p>Stendere la pasta sfoglia (o la frolla salata) in una teglia rivestita di carta forno, versare il composto e livellare. Ripiegare leggermente i bordi verso l’interno.</p>



<p>Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 35-40 minuti, fino a quando la superficie risulterà dorata e il ripieno ben compatto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il consiglio</strong></h3>



<p>La quiche è ancora più buona se lasciata intiepidire prima di essere servita. Può essere preparata in anticipo e conservata in frigorifero, pronta per essere gustata anche il giorno dopo. Ottima sia calda che fredda, rappresenta una soluzione pratica e gustosa per ogni occasione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Carciofi alla romana: la ricetta tradizionale con il profumo della menta che racconta la cucina del Lazio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/carciofi-alla-romana-la-ricetta-tradizionale-con-il-profumo-della-menta-che-racconta-la-cucina-del-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 09:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[carciofi alla romana]]></category>
		<category><![CDATA[carciofi con menta]]></category>
		<category><![CDATA[cucina laziale]]></category>
		<category><![CDATA[cucina romana]]></category>
		<category><![CDATA[ricette tradizionali italiane]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=242163</guid>

					<description><![CDATA[Tra i piatti simbolo della cucina laziale, i carciofi alla romana rappresentano una delle preparazioni più autentiche e amate della tradizione italiana. Semplici negli ingredienti ma ricchi di sapore, raccontano [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tra i piatti simbolo della cucina laziale, i carciofi alla romana rappresentano una delle preparazioni più autentiche e amate della tradizione italiana. Semplici negli ingredienti ma ricchi di sapore, raccontano una cultura gastronomica fatta di stagionalità, rispetto della materia prima e profumi intensi. L’aggiunta della menta, insieme all’aglio e all’olio extravergine d’oliva, dona al piatto una nota aromatica inconfondibile.</p>



<p>Un contorno che si trasforma facilmente in protagonista della tavola, soprattutto nei mesi primaverili, quando i carciofi sono nel pieno della loro freschezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ingredienti (per 4 persone)</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>4 carciofi romaneschi (mammole)</li>



<li>2-3 spicchi d’aglio</li>



<li>Menta fresca (mentuccia) q.b.</li>



<li>Prezzemolo q.b. (facoltativo)</li>



<li>Olio extravergine d’oliva q.b.</li>



<li>Sale e pepe q.b.</li>



<li>1 limone</li>



<li>Acqua o brodo vegetale leggero</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Procedimento</strong></h3>



<p>Pulire i carciofi eliminando le foglie esterne più dure e accorciando il gambo, che può essere pelato e utilizzato. Aprire delicatamente le foglie centrali per favorire la farcitura e immergere i carciofi in acqua e limone per evitare che anneriscano.</p>



<p>In una ciotola, tritare finemente aglio, menta e, se gradito, prezzemolo. Aggiungere sale, pepe e un filo d’olio extravergine d’oliva, mescolando fino a ottenere un composto profumato.</p>



<p>Farcire i carciofi con il trito aromatico, facendo attenzione a distribuirlo anche tra le foglie interne.</p>



<p>Disporre i carciofi in una casseruola con il gambo rivolto verso l’alto, aggiungere un filo d’olio e un po’ d’acqua o brodo vegetale sul fondo. Coprire con un coperchio e cuocere a fuoco basso per circa 30-40 minuti, fino a quando i carciofi risulteranno morbidi e saporiti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il consiglio dello chef</strong></h3>



<p>I carciofi alla romana sono ancora più buoni se lasciati riposare qualche minuto prima di essere serviti. Il loro sapore, infatti, si intensifica e si armonizza ulteriormente. Possono essere gustati sia caldi che a temperatura ambiente, accompagnati da pane casereccio per raccogliere il fondo di cottura.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gâteau di patate in friggitrice ad aria: la versione leggera di un grande classico della cucina italiana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gateau-di-patate-in-friggitrice-ad-aria-la-versione-leggera-di-un-grande-classico-della-cucina-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 14:39:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[gateau di patate]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta gateau di patate]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Gâteau di patate è uno dei piatti più amati della tradizione partenopea: ricco, filante e dal sapore intenso, è spesso preparato al forno e servito in occasioni conviviali. Negli [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Gâteau di patate è uno dei piatti più amati della tradizione partenopea: ricco, filante e dal sapore intenso, è spesso preparato al forno e servito in occasioni conviviali. Negli ultimi anni, però, anche grazie alla diffusione della friggitrice ad aria, questa ricetta sta vivendo una nuova stagione, più leggera ma sempre gustosa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un classico della cucina rivisitato</h3>



<p>La friggitrice ad aria permette di ottenere una superficie croccante e dorata riducendo l’uso di grassi, senza compromettere la consistenza morbida interna tipica del gâteau. Il risultato è un piatto equilibrato, adatto sia come secondo che come piatto unico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ingredienti (per 4-6 persone)</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>1 kg di patate</li>



<li>2 uova</li>



<li>80 g di parmigiano grattugiato</li>



<li>100 g di mozzarella o provola</li>



<li>100 g di prosciutto cotto o salame</li>



<li>30 g di burro</li>



<li>Sale e pepe q.b.</li>



<li>Pangrattato q.b.</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Preparazione</h3>



<p>Le patate vanno lessate in abbondante acqua salata fino a quando risultano morbide. Una volta cotte, si schiacciano ancora calde fino a ottenere un purè liscio.</p>



<p>Si aggiungono quindi le uova, il parmigiano, il burro, sale e pepe, mescolando fino a ottenere un composto omogeneo. A questo punto si incorporano i salumi e i formaggi tagliati a cubetti, che daranno al piatto la sua caratteristica consistenza filante.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cottura in friggitrice ad aria</h3>



<p>Il composto viene versato in uno stampo adatto alla friggitrice ad aria, precedentemente leggermente unto e cosparso di pangrattato. Anche la superficie viene spolverata con pangrattato per favorire la doratura.</p>



<p>La cottura avviene a 180°C per circa 25-30 minuti, fino a quando la superficie risulta ben dorata e croccante.</p>



<p>Una volta pronto, è consigliabile lasciarlo riposare per qualche minuto prima di servirlo, così da permettere al gâteau di compattarsi e risultare più facile da tagliare.</p>



<p>La versione in friggitrice ad aria non stravolge la ricetta originale, ma la rende più moderna e pratica, ideale per chi cerca un compromesso tra gusto e leggerezza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalla pastiera al casatiello: i segreti delle tavole campane</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-pastiera-al-casatiello-i-segreti-delle-tavole-campane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 14:47:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[casatiello]]></category>
		<category><![CDATA[cosa si mangia a pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[pastiera]]></category>
		<category><![CDATA[pranzo pasquale]]></category>
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					<description><![CDATA[La Campania si prepara alla Pasqua attraverso un patrimonio gastronomico che affonda le radici nella storia e nelle tradizioni popolari. Dalla costa alle aree interne, il Sabato Santo è il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Campania si prepara alla Pasqua attraverso un patrimonio gastronomico che affonda le radici nella storia e nelle tradizioni popolari. Dalla costa alle aree interne, il Sabato Santo è il momento in cui le cucine si animano e si completano i piatti simbolo della festa: la pastiera e il casatiello, affiancati da numerose varianti locali che raccontano l’identità dei territori.</p>



<p>Dolce per eccellenza della Pasqua campana, <strong>la pastiera</strong> è diffusa in tutte le province, con leggere differenze nella lavorazione e negli aromi. A base di pasta frolla, ricotta, grano cotto, uova e zucchero, è caratterizzata dal profumo di acqua di fiori d’arancio. La sua origine viene comunemente collegata ai riti primaverili legati alla fertilità e alla rinascita, poi reinterpretati dalla tradizione cristiana. Ancora oggi viene preparata con alcuni giorni di anticipo rispetto alla Pasqua, per consentire ai sapori di amalgamarsi, secondo una consuetudine tramandata nelle famiglie.</p>



<p>Accanto al dolce, domina il <strong>casatiello</strong>, rustico lievitato ricco di salumi e formaggi, con le uova intere disposte sulla superficie. Presente in tutta la regione, assume nomi e varianti diverse: nel casertano e nel beneventano, ad esempio, si affianca al “<strong>tortano</strong>”, simile nell’impasto ma con le uova sode inserite all’interno. Il nome “casatiello” deriva dal termine dialettale “caso”, che indica il formaggio, ingrediente centrale della preparazione.</p>



<p>Il significato simbolico di questi piatti resta forte: le uova, presenti sia nella pastiera sia nel casatiello, richiamano la resurrezione e la vita nuova, mentre il grano rappresenta prosperità e ciclicità delle stagioni. Elementi che testimoniano l’incontro tra cultura contadina e tradizione religiosa, ancora oggi ben visibile nelle abitudini alimentari pasquali.</p>



<p>Nel resto della Campania, accanto a questi simboli, si trovano altre specialità legate al territorio: nelle zone interne dell’Irpinia e del Sannio si preparano <strong>pizze rustiche e dolci a base di formaggi local</strong>i, mentre nel salernitano sono diffuse varianti arricchite con prodotti tipici della dieta mediterranea.</p>



<p>In un contesto che cambia rapidamente, tra nuovi stili di vita e consumi più attenti, la tavola pasquale resta uno dei momenti più identitari per la Campania. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Casatiello napoletano: ricetta facile e dettagliata</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/casatiello-napoletano-ricetta-facile-e-dettagliata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 10:09:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[casatiello]]></category>
		<category><![CDATA[casatiello napoletano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=241508</guid>

					<description><![CDATA[Il casatiello napoletano è un rustico tipico della Pasqua della tradizione di Napoli, ricco di salumi, formaggi e uova intere. È un piatto conviviale, preparato in anticipo e consumato durante [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Il casatiello napoletano è un rustico tipico della Pasqua della tradizione di Napoli, ricco di salumi, formaggi e uova intere. È un piatto conviviale, preparato in anticipo e consumato durante le festività.</p>



<p class="p1">Ingredienti</p>



<p class="p3">Per l’impasto servono 500 g di farina 00, 250 ml di acqua tiepida, 25 g di lievito di birra fresco, 100 g di strutto, 10 g di sale e una generosa macinata di pepe nero.</p>



<p class="p3">Per il ripieno si utilizzano 150 g di salame napoletano, 150 g di formaggio a pasta dura come provolone o simile, e 50 g di pecorino grattugiato.</p>



<p class="p3">Per la decorazione servono 4 uova intere con il guscio.</p>



<p class="p1">Preparazione</p>



<p class="p3">Si inizia sciogliendo il lievito di birra nell’acqua tiepida. In una ciotola capiente si versa la farina e si aggiunge gradualmente l’acqua con il lievito, iniziando a impastare. Successivamente si incorpora lo strutto, il sale e il pepe, lavorando il composto fino a ottenere un impasto morbido, liscio ed elastico.</p>



<p class="p3">L’impasto viene coperto e lasciato lievitare per circa due ore, fino al raddoppio del volume.</p>



<p class="p3">A lievitazione avvenuta si stende l’impasto su un piano formando un rettangolo e si distribuiscono uniformemente i cubetti di salame e formaggio insieme al pecorino grattugiato. Si arrotola poi l’impasto su sé stesso formando un cilindro compatto.</p>



<p class="p3">Il rotolo viene sistemato in uno stampo a ciambella precedentemente unto. Sulla superficie si adagiano le uova intere, che vengono fissate con striscioline sottili di impasto.</p>



<p class="p3">Si lascia lievitare ancora per circa un’ora, poi si inforna in forno statico preriscaldato a 180 gradi per circa 45-50 minuti, fino a completa doratura.</p>



<p class="p3">Una volta cotto, il casatiello va lasciato intiepidire prima di essere servito.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pasqua: ovetti di cioccolato fatti in casa, semplici e personalizzabili</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pasqua-ovetti-di-cioccolato-fatti-in-casa-semplici-e-personalizzabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:51:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[ovetti di Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra le preparazioni più semplici e apprezzate della tradizione pasquale, gli ovetti di cioccolato fatti in casa rappresentano un’alternativa creativa e accessibile all’industria dolciaria. Facili da realizzare anche senza particolari [...]]]></description>
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<p class="p1">Tra le preparazioni più semplici e apprezzate della tradizione pasquale, gli ovetti di cioccolato fatti in casa rappresentano un’alternativa creativa e accessibile all’industria dolciaria. Facili da realizzare anche senza particolari competenze, sono ideali per coinvolgere i più piccoli e personalizzare gusti e decorazioni.</p>



<p class="p1">Ingredienti (per circa 20 ovetti):</p>



<p class="p3">300 g di cioccolato fondente, al latte o bianco eventuali ripieni: crema di nocciole, pistacchio, burro di arachidi decorazioni a piacere: granella di nocciole, cocco, zuccherini</p>



<p class="p1">Strumenti:</p>



<p class="p3">stampini per ovetti (silicone o plastica alimentare) spatola o cucchiaio ciotola per bagnomaria</p>



<p class="p1">Procedimento facile</p>



<p class="p1">Si scioglie il cioccolato a bagnomaria, mescolando fino a ottenere una consistenza liscia. Per un risultato migliore, si può far raffreddare leggermente prima dell’uso.</p>



<p class="p1">Si versa il cioccolato negli stampini, distribuendolo bene anche sui bordi. Se si vogliono ovetti ripieni, si crea un primo strato sottile, si lascia solidificare per 10–15 minuti, si aggiunge il ripieno e poi si copre con altro cioccolato.</p>



<p class="p1">Gli stampi vanno messi in frigorifero per circa 20–30 minuti, finché gli ovetti non risultano solidi. Una volta pronti, si sformano delicatamente.</p>



<p class="p1">Consigli utili</p>



<p class="p1">Per ottenere ovetti lucidi e senza imperfezioni, è importante evitare l’umidità e non surriscaldare il cioccolato. Gli stampi in silicone facilitano l’estrazione, mentre quelli rigidi garantiscono una forma più precisa.</p>



<p class="p1">Gli ovetti possono essere confezionati in sacchetti trasparenti o utilizzati per decorare dolci pasquali, diventando anche un’idea regalo artigianale.</p>



<p class="p1">Una preparazione semplice, dunque, che consente di portare in tavola gusto e creatività, riscoprendo il piacere del fatto in casa durante le festività.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pasqua a tavola: casatiello e tortano, differenze e ricette dettagliate dei grandi lievitati napoletani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pasqua-a-tavola-casatiello-e-tortano-differenze-e-ricette-dettagliate-dei-grandi-lievitati-napoletani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:43:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[casatiello]]></category>
		<category><![CDATA[farina]]></category>
		<category><![CDATA[impasto]]></category>
		<category><![CDATA[sale]]></category>
		<category><![CDATA[sugna]]></category>
		<category><![CDATA[tortano]]></category>
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					<description><![CDATA[Due simboli della tradizione pasquale campana, spesso confusi ma distinti per storia e preparazione: il casatiello e il tortano rappresentano l’identità gastronomica di Napoli, tra riti familiari e sapori intensi. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Due simboli della tradizione pasquale campana, spesso confusi ma distinti per storia e preparazione: il casatiello e il tortano rappresentano l’identità gastronomica di Napoli, tra riti familiari e sapori intensi.</p>



<p class="p1">La differenza principale è nella gestione delle uova: nel casatiello sono intere e poste sopra l’impasto crude, nel tortano invece sono sode e inserite nel ripieno. Due varianti di un unico impasto ricco, nato dalla cucina contadina e oggi immancabile nel periodo pasquale.</p>



<p class="p3">Ricetta tradizionale del casatiello (per 8 persone)</p>



<p class="p1">Ingredienti per l’impasto:</p>



<p class="p3">1 kg di farina 0 500 ml di acqua tiepida 25 g di lievito di birra fresco (oppure 7 g secco) 150 g di sugna (strutto) 20 g di sale 10 g di pepe nero</p>



<p class="p1">Per il ripieno:</p>



<p class="p3">200 g di salame napoletano 200 g di provolone (o misto con pecorino) 100 g di pecorino grattugiato</p>



<p class="p1">Per la decorazione:</p>



<p class="p3">4–5 uova crude intere</p>



<p class="p1">Procedimento:</p>



<p class="p1">Si scioglie il lievito in acqua tiepida e si unisce alla farina. Si aggiungono sugna, sale e pepe, lavorando fino a ottenere un impasto morbido ed elastico. Dopo una prima lievitazione di circa 2 ore (fino al raddoppio), si stende l’impasto in forma rettangolare.</p>



<p class="p1">Si distribuiscono salumi e formaggi a cubetti, si arrotola l’impasto e si dispone in uno stampo a ciambella unto. Si lasciano lievitare ancora 1–2 ore.</p>



<p class="p1">Si posizionano le uova crude sulla superficie, fissandole con strisce di impasto a croce. Si cuoce in forno statico a 180°C per circa 60–70 minuti.</p>



<p class="p3">Ricetta tradizionale del tortano (per 8 persone)</p>



<p class="p1">Ingredienti per l’impasto:</p>



<p class="p3">1 kg di farina 0 500 ml di acqua tiepida 25 g di lievito di birra fresco 150 g di sugna 20 g di sale 10 g di pepe</p>



<p class="p1">Per il ripieno:</p>



<p class="p3">200 g di salame napoletano 200 g di provolone 100 g di pecorino 4–5 uova sode</p>



<p class="p1">Procedimento:</p>



<p class="p1">L’impasto si prepara come per il casatiello. Dopo la prima lievitazione, si stende e si farcisce con salumi, formaggi e uova sode tagliate a pezzi.</p>



<p class="p1">Si arrotola e si sistema nello stampo a ciambella, lasciando lievitare ancora fino al raddoppio. A differenza del casatiello, non si aggiungono uova sopra.</p>



<p class="p1">Si cuoce in forno statico a 180°C per circa 60 minuti.</p>



<p class="p3">Tradizione e significato</p>



<p class="p1">Il casatiello, con le uova in superficie, richiama simbolicamente la rinascita e viene tradizionalmente consumato il giorno di Pasqua. Il tortano, più pratico da trasportare, è invece protagonista delle gite fuori porta di Pasquetta.</p>



<p class="p1">Entrambi rappresentano una cucina di recupero che, nei giorni di festa, diventa opulenta e conviviale. Due ricette simili ma identitarie, che continuano a tramandarsi nelle case campane, mantenendo vivo un patrimonio gastronomico riconosciuto e apprezzato ben oltre i confini regionali.</p>
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		<item>
		<title>Carciofi protagonisti in cucina: tradizione e gusto tra stagionalità e ricette tipiche</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/carciofi-protagonisti-in-cucina-tradizione-e-gusto-tra-stagionalita-e-ricette-tipiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[carciofi]]></category>
		<category><![CDATA[cucinare carciofi]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta carciofi]]></category>
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					<description><![CDATA[Versatili, nutrienti e simbolo della cucina mediterranea, i carciofi tornano protagonisti sulle tavole primaverili. Dalla Campania al Lazio, fino alla Sardegna, questo ortaggio rappresenta una delle eccellenze stagionali più apprezzate, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Versatili, nutrienti e simbolo della cucina mediterranea, i carciofi tornano protagonisti sulle tavole primaverili. Dalla Campania al Lazio, fino alla Sardegna, questo ortaggio rappresenta una delle eccellenze stagionali più apprezzate, capace di coniugare tradizione gastronomica e benefici nutrizionali.</p>



<p>Ricchi di fibre, sali minerali e antiossidanti, i carciofi sono da sempre al centro di ricette della tradizione contadina, che ne valorizzano il sapore deciso ma delicato. Tra le preparazioni più diffuse, oltre ai carciofi arrostiti o sott’olio, spiccano quelli ripieni o in umido, piatti semplici ma profondamente legati al territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La ricetta: carciofi in padella alla contadina</strong></h3>



<p>Un classico della cucina italiana, facile da preparare e ideale per esaltare il gusto naturale dell’ortaggio.</p>



<p><strong>Ingredienti (per 4 persone):</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>6 carciofi freschi</li>



<li>2 spicchi d’aglio</li>



<li>Prezzemolo tritato</li>



<li>Olio extravergine d’oliva</li>



<li>Sale e pepe</li>



<li>Mezzo bicchiere d’acqua o brodo vegetale</li>



<li>Succo di limone</li>
</ul>



<p><strong>Preparazione:</strong><br />Pulire i carciofi eliminando le foglie esterne più dure e tagliando le punte. Dividerli a spicchi e immergerli in acqua e limone per evitare che anneriscano.</p>



<p>In una padella, soffriggere l’aglio in olio extravergine d’oliva, quindi aggiungere i carciofi scolati. Saltarli per qualche minuto, unire acqua o brodo, coprire e lasciare cuocere a fuoco medio per circa 15-20 minuti, fino a quando saranno teneri. A fine cottura aggiungere prezzemolo, sale e pepe.</p>



<p>Il risultato è un piatto leggero e saporito, perfetto come contorno o come base per altre preparazioni.</p>



<p>Sempre più valorizzati anche nella ristorazione contemporanea, i carciofi continuano a rappresentare un ponte tra passato e innovazione, confermando il loro ruolo centrale nella cultura alimentare italiana.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fiori eduli in cucina: tradizione, uso gastronomico e sicurezza alimentare tra colori e sapori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fiori-eduli-in-cucina-tradizione-uso-gastronomico-e-sicurezza-alimentare-tra-colori-e-sapori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 13:24:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[cucina creativa]]></category>
		<category><![CDATA[fiori eduli]]></category>
		<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione culinaria]]></category>
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					<description><![CDATA[L’impiego dei fiori eduli in cucina è una pratica antica che negli ultimi anni ha conosciuto una nuova diffusione nell’ambito della ristorazione contemporanea e dell’alta gastronomia. Con il termine “eduli” [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’impiego dei fiori eduli in cucina è una pratica antica che negli ultimi anni ha conosciuto una nuova diffusione nell’ambito della ristorazione contemporanea e dell’alta gastronomia. Con il termine “eduli” si indicano i fiori commestibili, utilizzati come ingrediente o elemento decorativo nei piatti, purché provenienti da specie sicure e coltivate o raccolte in condizioni controllate.</p>



<p>Secondo le indicazioni delle principali autorità europee in materia di sicurezza alimentare, tra cui l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), il consumo di fiori è consentito solo quando si è certi della specie botanica e dell’assenza di pesticidi o contaminazioni. Non tutti i fiori, infatti, sono commestibili e alcune specie possono risultare tossiche se ingerite.</p>



<p>Tra i fiori eduli più utilizzati in cucina figurano la viola, la calendula, il nasturzio e la borragine. La viola è apprezzata per il suo sapore delicato e leggermente dolce, spesso utilizzata in dessert e insalate. La calendula presenta invece un gusto più speziato e viene talvolta impiegata per insaporire riso e piatti a base di verdure. Il nasturzio, dal sapore leggermente piccante che ricorda la senape, è utilizzato soprattutto in insalate e preparazioni salate. La borragine, oltre ai suoi fiori azzurri commestibili, è nota anche per l’uso delle foglie nella tradizione gastronomica di diverse regioni italiane.</p>



<p>L’utilizzo dei fiori in cucina non è una novità moderna. Diverse tradizioni gastronomiche mediterranee e asiatiche prevedono da secoli l’impiego di elementi floreali sia per motivi aromatici sia per finalità estetiche. In Italia, alcune preparazioni regionali includono da tempo ingredienti floreali, anche se l’uso è rimasto a lungo confinato alla cucina domestica e rurale.</p>



<p>Nella cucina contemporanea, i fiori eduli sono diventati un elemento distintivo dell’alta ristorazione, dove vengono impiegati per valorizzare l’impiattamento e aggiungere note aromatiche leggere. Tuttavia, gli esperti sottolineano che il loro utilizzo deve sempre essere consapevole e regolato da criteri di sicurezza alimentare, evitando la raccolta spontanea in ambienti non controllati.</p>



<p>Un aspetto fondamentale riguarda infatti la provenienza. I fiori destinati al consumo umano devono essere coltivati senza l’uso di sostanze chimiche non compatibili con l’alimentazione e devono essere identificati con certezza botanica. Per questo motivo, la filiera professionale si affida spesso a coltivazioni specializzate.</p>



<p>Dal punto di vista nutrizionale, i fiori eduli non rappresentano una fonte primaria di nutrienti, ma possono contenere composti aromatici e pigmenti naturali come antociani e carotenoidi, responsabili dei colori vivaci e di alcune proprietà antiossidanti.</p>



<p>L’interesse crescente per i fiori commestibili si inserisce inoltre nel più ampio trend della cucina naturale e della valorizzazione di ingredienti stagionali e locali. La loro presenza nei piatti non è solo estetica, ma contribuisce a rafforzare il legame tra gastronomia e stagionalità.</p>



<p>In conclusione, i fiori eduli rappresentano un elemento affascinante della cucina contemporanea, ma il loro utilizzo richiede conoscenza, attenzione e rispetto delle norme di sicurezza alimentare. Solo in questo modo è possibile valorizzarne appieno il potenziale gastronomico senza rischi per la salute.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Parmitieddi di Teggiano: la pasta della Domenica delle Palme che racconta il Vallo di Diano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/parmitieddi-di-teggiano-la-pasta-della-domenica-delle-palme-che-racconta-il-vallo-di-diano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 13:22:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[cucina campana]]></category>
		<category><![CDATA[domenica delle palme]]></category>
		<category><![CDATA[Parmitieddi]]></category>
		<category><![CDATA[teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni locali]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel Vallo di Diano, a Teggiano, la tradizione gastronomica conserva ancora oggi uno dei suoi piatti più identitari e simbolici: i parmitieddi, conosciuti anche come parmi o parmatieddi. Si tratta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel  Vallo di Diano, a Teggiano, la tradizione gastronomica conserva ancora oggi uno dei suoi piatti più identitari e simbolici: <strong>i parmitieddi</strong>, conosciuti anche come parmi o parmatieddi. Si tratta di un formato di pasta fresca tipico del territorio, preparato secondo la tradizione in occasione della Domenica delle Palme, quando viene servito come primo piatto del pranzo familiare festivo.</p>



<p>Le fonti storiche e gastronomiche locali descrivono i parmitieddi come una pasta fatta in casa, realizzata con ingredienti semplici come farina e acqua o semola di grano duro, secondo le varianti familiari tramandate nel tempo. La loro caratteristica principale è la forma schiacciata e leggermente allungata, ottenuta lavorando l’impasto con le dita sulla spianatoia. Questa forma richiama simbolicamente una foglia, in riferimento alle palme della Domenica che precede la Pasqua e all’ingresso di Gesù a Gerusalemme, celebrato nella tradizione cristiana. ￼</p>



<p>Dal punto di vista gastronomico, i parmitieddi appartengono alla grande famiglia della pasta fresca della tradizione campana e del Vallo di Diano, dove la cucina domestica ha storicamente rappresentato un elemento centrale della cultura contadina. La loro preparazione non segue una ricetta rigidamente codificata, ma si basa su pratiche tramandate oralmente, con piccole variazioni da famiglia a famiglia e da borgo a borgo.</p>



<p>Una volta preparati, i parmitieddi vengono generalmente cotti in acqua salata e conditi secondo la tradizione locale con sughi di carne, spesso ragù o spezzatino, e completati con formaggi tipici come pecorino o ricotta salata. Questa combinazione riflette la cucina del territorio, fondata su ingredienti essenziali ma ricchi di sapore, legati alla produzione agricola e pastorale del Vallo di Diano.</p>



<p>La diffusione di questo piatto è strettamente connessa al calendario religioso e alla cultura gastronomica delle festività pasquali. Nel contesto del Sud Italia, e in particolare delle aree interne campane, la Domenica delle Palme rappresenta un momento in cui il cibo assume un valore simbolico oltre che conviviale, segnando il passaggio verso la Pasqua con piatti legati alla tradizione familiare.</p>



<p>Foto: wikipedia</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pasta verde: l’impasto naturale che porta in cucina erbe, ortaggi e tradizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pasta-verde-limpasto-naturale-che-porta-in-cucina-erbe-ortaggi-e-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 13:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione naturale]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
		<category><![CDATA[pasta fresca]]></category>
		<category><![CDATA[pasta verde]]></category>
		<category><![CDATA[ricette tradizionali]]></category>
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					<description><![CDATA[La pasta verde è una delle preparazioni più versatili della cucina italiana, un impasto che unisce la tradizione della pasta fresca fatta in casa alla possibilità di utilizzare ingredienti vegetali [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La pasta verde è una delle preparazioni più versatili della cucina italiana, un impasto che unisce la tradizione della pasta fresca fatta in casa alla possibilità di utilizzare ingredienti vegetali per colorarne e arricchirne il sapore. Sebbene la variante più conosciuta sia quella con gli spinaci, la colorazione verde può essere ottenuta anche con altre erbe e ortaggi, secondo una pratica diffusa in diverse regioni italiane e ampiamente utilizzata anche nella ristorazione contemporanea.</p>



<p>Dal punto di vista tecnico, l’impasto della pasta verde si basa sugli stessi principi della pasta all’uovo tradizionale: farina di grano tenero o semola rimacinata, uova e una componente vegetale frullata o ridotta in purea. È proprio quest’ultima a determinare il colore, la sfumatura del gusto e in parte anche la consistenza finale.</p>



<p>Tra gli ingredienti più utilizzati, oltre agli spinaci, figurano erbette di campo, bietole, prezzemolo, basilico e rucola. In alcuni casi si utilizzano anche ortaggi come zucchine o piselli, che contribuiscono a una colorazione verde più tenue e a un sapore più delicato. L’uso di erbe aromatiche o verdure varia in base alla stagione e alla disponibilità del prodotto, riflettendo una cucina legata alla stagionalità e alla sostenibilità.</p>



<p>La preparazione dell’impasto prevede la cottura breve dell’ingrediente vegetale, seguita dalla sua frullatura e dall’eliminazione dell’acqua in eccesso, passaggio fondamentale per evitare che l’impasto risulti troppo umido. La purea viene poi incorporata alla farina e alle uova, lavorando il composto fino a ottenere una massa liscia ed elastica, che deve riposare prima della stesura.</p>



<p>Ricetta base della pasta verde</p>



<p>Per una preparazione casalinga equilibrata si utilizza generalmente una proporzione di circa 300 grammi di farina, 3 uova e una quantità variabile di purea vegetale, indicativamente tra 80 e 120 grammi a seconda dell’intensità di colore e umidità desiderata. L’impasto viene lavorato a lungo fino a diventare omogeneo, quindi lasciato riposare coperto per almeno mezz’ora.</p>



<p>Dopo il riposo, la pasta può essere stesa con il mattarello o con la macchina per la pasta, fino a ottenere sfoglie sottili adatte alla preparazione di tagliatelle, lasagne, ravioli o altre forme ripiene. Il tempo di cottura varia in base allo spessore, ma generalmente rimane molto breve rispetto alla pasta secca industriale.</p>



<p>Varianti e utilizzi</p>



<p>La versatilità della pasta verde la rende adatta a numerose interpretazioni gastronomiche. Le versioni con spinaci restano le più diffuse nella tradizione italiana, soprattutto per la preparazione di lasagne e pasta ripiena. Le varianti con bietole o erbe spontanee sono invece spesso legate a una cucina più territoriale e rurale, mentre quelle con basilico o rucola trovano spazio nella cucina contemporanea per il loro profilo aromatico più deciso.</p>



<p>Dal punto di vista nutrizionale, l’aggiunta di verdure ed erbe apporta pigmenti naturali come la clorofilla e una maggiore presenza di micronutrienti, pur senza modificare in modo sostanziale il valore calorico della pasta.</p>



<p>La pasta verde rappresenta così un esempio di come la cucina tradizionale italiana sappia evolversi attraverso l’uso creativo degli ingredienti, mantenendo al tempo stesso un forte legame con la stagionalità e con la cultura del territorio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Colomba pasquale: la ricetta del grande lievitato simbolo della tradizione italiana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/colomba-pasquale-la-ricetta-del-grande-lievitato-simbolo-della-tradizione-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 13:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[colomba artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[colomba pasquale]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta colomba]]></category>
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					<description><![CDATA[La colomba pasquale è uno dei dolci lievitati più rappresentativi della tradizione italiana, immancabile sulle tavole delle festività di Pasqua. Nato come prodotto da forno a lunga lievitazione, simile per [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La colomba pasquale è uno dei dolci lievitati più rappresentativi della tradizione italiana, immancabile sulle tavole delle festività di Pasqua. Nato come prodotto da forno a lunga lievitazione, simile per tecnica al panettone, si caratterizza per l’impasto soffice, la forma a “colomba” e la copertura di glassa con mandorle e zucchero.</p>



<p>Le origini della colomba industriale moderna vengono comunemente fatte risalire alla prima metà del Novecento, quando alcune aziende dolciarie italiane hanno reinterpretato la tradizione dei grandi lievitati natalizi in chiave pasquale. Da allora, il dolce si è diffuso in tutta Italia, diventando uno dei simboli della Pasqua insieme alle uova di cioccolato.</p>



<p><strong>Ingredienti per una colomba artigianale</strong></p>



<p>Per la preparazione casalinga di una colomba da circa 1 kg servono:<br>• 500 g di farina forte (manitoba o W elevato)<br>• 150 g di zucchero<br>• 150 g di burro morbido<br>• 4 uova<br>• 120 ml di latte<br>• 120 g di canditi d’arancia<br>• 10 g di lievito di birra fresco (oppure pasta madre, per una versione più tradizionale)<br>• scorza grattugiata di arancia e limone<br>• un pizzico di sale<br>• vaniglia</p>



<p>Per la glassa:<br>• 100 g di mandorle<br>• 80 g di zucchero<br>• 1 albume<br>• zucchero in granella</p>



<p><strong>Procedimento</strong></p>



<p>La colomba richiede tempi lunghi e più fasi di lievitazione. Si inizia preparando un lievitino con parte della farina, il lievito e un po’ di latte tiepido. Questo primo impasto deve riposare fino al raddoppio del volume.</p>



<p>Successivamente si uniscono gradualmente le uova, lo zucchero e la farina restante, lavorando l’impasto fino a ottenere una massa elastica e ben incordata. A questo punto si incorpora il burro morbido a più riprese, insieme agli aromi naturali e ai canditi.</p>



<p>L’impasto viene lasciato lievitare per diverse ore fino al raddoppio, quindi viene trasferito nello stampo tipico a forma di colomba. Dopo una seconda lievitazione, si procede con la glassatura a base di mandorle tritate, albume e zucchero, completata con mandorle intere e granella di zucchero in superficie.</p>



<p>La cottura avviene in forno statico a temperatura moderata (circa 170-180 gradi) per 40-50 minuti, fino a doratura uniforme.</p>



<p>La colomba è considerata uno dei dolci più complessi della pasticceria lievitata italiana, proprio per la gestione dei tempi di fermentazione e della struttura dell’impasto. La sua preparazione domestica richiede esperienza, ma anche una forte componente rituale, legata alla pazienza e alla cura del processo.</p>



<p>Nel tempo, il dolce è diventato un elemento centrale delle celebrazioni pasquali in Italia, affiancando le tradizioni regionali e rappresentando un simbolo di convivialità e festa condivisa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cucina: avocado protagonista, dal dolce al salato l’ingrediente che sorprende</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cucina-avocado-protagonista-dal-dolce-al-salato-lingrediente-che-sorprende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 16:23:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione sana]]></category>
		<category><![CDATA[avocado]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
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<p>Versatile, nutriente e sempre più presente sulle tavole italiane: l’avocado si conferma uno degli ingredienti più utilizzati nella cucina contemporanea. Non solo per il classico guacamole, ma per preparazioni che spaziano dall’antipasto al dessert.</p>



<p>Ricco di grassi “buoni”, fibre e vitamine, l’avocado si presta a numerosi usi grazie alla sua consistenza cremosa e al sapore delicato. In cucina può essere impiegato a crudo, per preservarne le proprietà nutrizionali, oppure come base per ricette innovative.</p>



<p>Tra gli utilizzi più diffusi c’è quello nelle insalate, abbinato a pomodori, agrumi o pesce, ma anche nelle tartare e nei poke, dove aggiunge morbidezza ed equilibrio. Sempre più apprezzato è l’abbinamento con uova e pane tostato, diventato un classico della colazione internazionale.</p>



<p>L’avocado sorprende anche nei primi piatti: frullato con olio extravergine, limone e spezie, può trasformarsi in una crema per condire la pasta, alternativa leggera ai sughi tradizionali. Non mancano poi le varianti nei secondi, come ripieno per carni bianche o in accompagnamento a piatti vegetariani.</p>



<p>Ma è nel capitolo dolci che il frutto stupisce di più. Utilizzato come sostituto del burro, permette di preparare mousse al cioccolato, brownie e creme spalmabili dal gusto intenso ma più equilibrato dal punto di vista nutrizionale. La sua neutralità lo rende infatti perfetto per ricette dessert senza alterarne eccessivamente il sapore.</p>



<p>Infine, cresce l’attenzione anche per l’uso sostenibile: dalla polpa alla buccia, fino al seme impiegato in alcune preparazioni creative o nel compost domestico.</p>



<p>Da ingrediente esotico a presenza stabile nelle cucine europee, l’avocado continua a conquistare per la sua capacità di reinventarsi. Una versatilità che, tra tradizione e innovazione, lo rende protagonista di una cucina sempre più attenta al benessere e alla sperimentazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Pasta con carciofi e crema di Parmigiano: la ricetta semplice e golosa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pasta-con-carciofi-e-crema-di-parmigiano-la-ricetta-semplice-e-golosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 13:17:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[carciofi]]></category>
		<category><![CDATA[parmigiano]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>
		<category><![CDATA[primo piatto goloso]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta semplice]]></category>
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					<description><![CDATA[Se cercate un primo piatto che unisca delicatezza e gusto, la pasta con carciofi e crema di parmigiano è la scelta perfetta. Facile da preparare, elegante nel piatto e irresistibile [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se cercate un primo piatto che unisca delicatezza e gusto, la <strong>pasta con carciofi e crema di parmigiano</strong> è la scelta perfetta. Facile da preparare, elegante nel piatto e irresistibile al palato, questa ricetta esalta il sapore unico dei carciofi unito alla cremosità del parmigiano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ingredienti per 4 persone</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>320 g di pasta (consigliata: spaghetti o fettuccine)</li>



<li>4 carciofi freschi</li>



<li>50 g di burro</li>



<li>2 cucchiai di olio extravergine d’oliva</li>



<li>1 spicchio d’aglio</li>



<li>100 g di parmigiano reggiano grattugiato</li>



<li>200 ml di panna fresca (opzionale per una crema più vellutata)</li>



<li>Sale e pepe q.b.</li>



<li>Succo di mezzo limone</li>



<li>Prezzemolo fresco tritato per guarnire</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Procedimento</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Preparare i carciofi</strong><br>Pulite i carciofi eliminando le foglie più dure e la barba interna. Tagliateli a spicchi sottili e immergeteli in acqua acidulata con succo di limone per evitare che anneriscano.</li>



<li><strong>Cuocere i carciofi</strong><br>In una padella ampia, scaldate l’olio e metà del burro. Aggiungete lo spicchio d’aglio schiacciato e i carciofi scolati, cuocendo a fuoco medio per circa 10 minuti. Salate, pepate e tenete da parte.</li>



<li><strong>Preparare la crema di parmigiano</strong><br>In un pentolino, scaldate la panna con il parmigiano grattugiato, mescolando fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Se preferite una versione più leggera, potete usare solo il parmigiano con un po’ di acqua di cottura della pasta.</li>



<li><strong>Cuocere la pasta</strong><br>Portate a ebollizione abbondante acqua salata e cuocete la pasta al dente. Scolatela, conservando un mestolo di acqua di cottura.</li>



<li><strong>Saltare la pasta con i carciofi</strong><br>Unite la pasta ai carciofi nella padella, aggiungendo la crema di parmigiano. Mescolate bene, aggiungendo un po’ di acqua di cottura se necessario per rendere il condimento più cremoso.</li>



<li><strong>Servire</strong><br>Impiattate la pasta e completate con un filo d’olio a crudo, una spolverata di parmigiano e prezzemolo tritato. Gustate subito, calda e avvolgente.</li>
</ol>



<p>Per un sapore più deciso, aggiungete qualche scaglia di parmigiano sopra la pasta appena prima di servire. Se amate la nota croccante, potete tostare dei pinoli da aggiungere in superficie. I carciofi surgelati possono essere un’alternativa pratica se non trovate quelli freschi.</p>



<p>Questa ricetta è perfetta per una cena raffinata senza complicazioni e conquisterà tutti grazie alla sua <strong>cremosità irresistibile e al gusto delicato dei carciofi</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>San Marzano, spaghetti al pomodoro: il piatto simbolo che conquista con un tocco segreto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-marzano-spaghetti-al-pomodoro-il-piatto-simbolo-che-conquista-con-un-tocco-segreto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 12:03:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[pomodoro san marzano]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta spaghetti]]></category>
		<category><![CDATA[spaghetti al pomodoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Pochi ingredienti, gesti essenziali e attenzione ai dettagli: gli spaghetti al pomodoro restano uno dei piatti più rappresentativi della cucina italiana. Una preparazione apparentemente semplice che, nella pratica, richiede equilibrio [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pochi ingredienti, gesti essenziali e attenzione ai dettagli: gli spaghetti al pomodoro restano uno dei piatti più rappresentativi della cucina italiana. Una preparazione apparentemente semplice che, nella pratica, richiede equilibrio e tecnica per valorizzare al meglio la materia prima, a partire dal Pomodoro San Marzano, spesso utilizzato nella versione pelata per garantire continuità di gusto durante tutto l’anno.</p>



<p>Sempre più appassionati e professionisti scelgono una lavorazione breve e mirata, capace di preservare la freschezza del pomodoro e di esaltarne le qualità naturali. Tra gli accorgimenti più efficaci, emerge l’uso del basilico in due momenti distinti della preparazione, una tecnica semplice ma determinante per arricchire il profilo aromatico del piatto.</p>



<p><strong>La ricetta (per 2 persone)</strong><br>Ingredienti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>180 g di spaghetti</li>



<li>400 g di Pomodoro San Marzano pelati</li>



<li>2 cucchiai di olio extravergine d’oliva</li>



<li>1 spicchio d’aglio</li>



<li>sale q.b.</li>



<li>basilico fresco</li>
</ul>



<p>Procedimento:<br>In una padella, far dorare leggermente l’aglio nell’olio extravergine, quindi aggiungere i pomodori pelati, schiacciandoli grossolanamente con una forchetta. Lasciar cuocere a fuoco medio per circa 10-12 minuti. A metà cottura, unire alcune foglie di basilico, che rilasceranno il loro aroma nel sugo.</p>



<p>Cuocere gli spaghetti in acqua salata, scolarli al dente e trasferirli nella padella con il condimento. Mantecare aggiungendo un mestolo di acqua di cottura per legare il tutto. A fuoco spento, completare con altro basilico fresco spezzato a mano e un filo d’olio a crudo.</p>



<p>Utilizzare il basilico sia in cottura sia a crudo permette di ottenere un risultato più complesso: da un lato note dolci e avvolgenti, dall’altro profumi freschi e immediati. Un accorgimento semplice che dimostra come, anche nei piatti più iconici, siano i dettagli a fare la differenza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pranzo fit: pane, uova, avocado e grana, la ricetta veloce ed equilibrata</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pranzo-fit-pane-uova-avocado-e-grana-la-ricetta-veloce-ed-equilibrata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 11:51:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cosa cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[pane e avocado]]></category>
		<category><![CDATA[pranzo fit]]></category>
		<category><![CDATA[pranzo light]]></category>
		<category><![CDATA[uova e avocado]]></category>
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					<description><![CDATA[Un piatto semplice, completo e adatto a chi cerca un pranzo leggero senza rinunciare al gusto. Pane, uova, avocado e grana: pochi ingredienti per una proposta nutrizionalmente bilanciata, sempre più [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un piatto semplice, completo e adatto a chi cerca un pranzo leggero senza rinunciare al gusto. Pane, uova, avocado e grana: pochi ingredienti per una proposta nutrizionalmente bilanciata, sempre più diffusa anche tra chi segue uno stile di vita attivo.</p>



<p>La combinazione unisce carboidrati complessi, proteine di qualità e grassi “buoni”. Il pane fornisce energia, meglio se integrale; le uova apportano proteine ad alto valore biologico; l’avocado contribuisce con grassi insaturi e micronutrienti; il Grana Padano completa con calcio e sapidità.</p>



<p><strong>La ricetta (per una porzione)</strong><br>Ingredienti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>2 fette di pane (preferibilmente integrale)</li>



<li>2 uova</li>



<li>½ avocado maturo</li>



<li>scaglie di grana q.b.</li>



<li>sale, pepe, olio extravergine d’oliva</li>
</ul>



<p>Procedimento:<br>Tostare il pane fino a renderlo croccante. Nel frattempo cuocere le uova in padella antiaderente, all’occhio di bue oppure strapazzate, secondo preferenza. Schiacciare l’avocado con una forchetta, aggiustando di sale e pepe. Distribuire la crema di avocado sul pane tostato, adagiare sopra le uova calde e completare con scaglie di grana e un filo d’olio.</p>



<p><strong>Valori nutrizionali e varianti</strong><br>Il piatto garantisce un buon apporto proteico e un equilibrio tra macronutrienti, risultando adatto anche come pasto post-allenamento. Possibili varianti includono l’aggiunta di semi, pomodorini o una spruzzata di limone per un tocco di freschezza.</p>



<p>Facile da preparare e personalizzabile, questa ricetta si conferma una soluzione pratica per un pranzo fit quotidiano, in linea con le nuove abitudini alimentari orientate al benessere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando la primavera arriva nel piatto: i carciofi ripieni alla vecchia maniera</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/quando-la-primavera-arriva-nel-piatto-i-carciofi-ripieni-alla-vecchia-maniera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 10:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[carciofi ripieni]]></category>
		<category><![CDATA[primavera nel piatto]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta carciofi]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta carciofi ripieni]]></category>
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					<description><![CDATA[È arrivata la stagione in cui i banchi del mercato si riempiono di carciofi freschissimi, dal profumo deciso e dalle foglie carnose. Un ortaggio tutto italiano — simbolo di convivialità [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È arrivata la stagione in cui i banchi del mercato si riempiono di carciofi freschissimi, dal profumo deciso e dalle foglie carnose. Un ortaggio tutto italiano — simbolo di convivialità e semplicità — che trova nella versione ripiena uno dei modi migliori per esaltarne gusto e versatilità. Con pochi ingredienti genuini, come pane raffermo, uova, prezzemolo e formaggio grattugiato, i carciofi ripieni diventano un piatto ricco di carattere, perfetto per un pranzo in famiglia o una cena tra amici. ￼</p>



<p>Ingredienti (per 4 persone)<br>• 4 carciofi grandi<br>• 150–200 g di mollica di pane raffermo (in alternativa pangrattato)<br>• 2 uova<br>• 50–80 g di formaggio grattugiato (Parmigiano o Pecorino)<br>• Un ciuffo di prezzemolo fresco tritato<br>• Olio extravergine d’oliva, sale e pepe q.b.<br>• 1 limone (per non far ossidare i carciofi) ￼</p>



<p>Preparazione<br>1. Pulizia dei carciofi<br>Inizia eliminando le foglie esterne più dure dei carciofi e tagliando le punte. Con un coltello affilato, rimuovi anche il gambo esterno. Apri delicatamente i carciofi come se fossero dei piccoli fiori e, se necessario, elimina la peluria interna. Mettili subito in una ciotola con acqua e limone per non farli annerire. ￼<br>2. Il ripieno<br>In una ciotola capiente, sbriciola la mollica di pane fino a ottenere una consistenza medio‑grossa. Aggiungi il formaggio grattugiato e il prezzemolo tritato. Rompi le uova e incorpora tutto con un pizzico di sale e pepe, mescolando energicamente fino ad ottenere un composto umido ma compatto. ￼<br>3. Farcitura e cottura<br>Distribuisci il ripieno tra le foglie di ciascun carciofo, premendo leggermente per farlo aderire bene. Sistema i carciofi in una casseruola capiente, con il fondo coperto da un filo d’olio e un dito d’acqua. Copri con un coperchio e fai cuocere a fuoco dolce per circa 30–40 minuti, controllando che non si asciughino troppo — aggiungi un po’ d’acqua se serve. ￼</p>



<p>Il profumo dei carciofi ripieni in cottura è indefinibile: erbaceo, rustico, confortante. Morbidi dentro, con il ripieno saporito che fonde il pane con il formaggio e l’aroma del prezzemolo, questi carciofi raccontano la cucina casalinga italiana nella sua forma più autentica. Un piatto semplice ma ricco di storia, che sa di primavera e di casa. ￼</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Insalata di farro: il piatto fresco e versatile che unisce gusto, salute e tradizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/insalata-di-farro-il-piatto-fresco-e-versatile-che-unisce-gusto-salute-e-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 09:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[cosa cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[cucina mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[farto]]></category>
		<category><![CDATA[ingredienti freschi]]></category>
		<category><![CDATA[insalata di farro]]></category>
		<category><![CDATA[piatti leggeri]]></category>
		<category><![CDATA[ricette facili]]></category>
		<category><![CDATA[ricette light]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel tempo in cui la cucina cerca equilibrio tra gusto, salute e praticità, tornano protagonisti piatti semplici ma ricchi di carattere. Tra questi, l’insalata di farro si conferma una scelta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Nel tempo in cui la cucina cerca equilibrio tra gusto, salute e praticità, tornano protagonisti piatti semplici ma ricchi di carattere. Tra questi, l’insalata di farro si conferma una scelta versatile, adatta tanto a un pranzo leggero quanto a una tavola estiva più curata. Un piatto che racconta la tradizione mediterranea, ma che lascia spazio alla creatività.</p>



<p class="p3">Il ritorno del farro: antico cereale, gusto moderno</p>



<p class="p1">Il farro, uno dei cereali più antichi coltivati dall’uomo, è oggi riscoperto per le sue proprietà nutrizionali e la sua capacità di adattarsi a preparazioni fresche e veloci. Ricco di fibre e dal sapore delicatamente nocciolato, si presta perfettamente a essere abbinato a ingredienti freschi e intensi.</p>



<p class="p3">La ricetta: insalata di farro con pomodori secchi e pomodorini gialli</p>



<p class="p1">Ingredienti (per 4 persone):</p>



<p class="p3">250 g di farro perlato 100 g di pomodori secchi sott’olio 200 g di pomodorini gialli 1 mozzarella (o feta per una variante più saporita) 1 manciata di olive nere 1 cetriolo Basilico fresco q.b. Olio extravergine d’oliva q.b. Sale e pepe q.b. Succo di mezzo limone</p>



<p class="p1">Preparazione:</p>



<p class="p1">Si parte dalla cottura del farro in acqua salata, seguendo i tempi indicati sulla confezione (generalmente circa 20-25 minuti). Una volta pronto, va scolato e lasciato raffreddare completamente.</p>



<p class="p1">Nel frattempo, si preparano gli altri ingredienti: i pomodorini gialli vengono tagliati a metà, i pomodori secchi a listarelle, il cetriolo a cubetti e la mozzarella a dadini. Le olive possono essere lasciate intere o denocciolate.</p>



<p class="p1">In una ciotola capiente si unisce il farro freddo con tutti gli ingredienti. Si condisce con olio extravergine d’oliva, succo di limone, sale e pepe. Infine, si aggiungono foglie di basilico fresco spezzettate a mano.</p>



<p class="p1">Questa insalata può essere personalizzata facilmente: chi ama i sapori più decisi può aggiungere cipolla rossa o capperi, mentre per una versione proteica si possono inserire ceci, tonno o pollo grigliato. Anche la frutta secca, come mandorle o noci, può dare una nota croccante interessante.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La ricetta delle arepas: piatto della cucina Venezuela amato nel Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-ricetta-delle-arepas-piatto-della-cucina-venezuela-amato-nel-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 08:58:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[arepas]]></category>
		<category><![CDATA[arepas Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[come cucinare le arepas]]></category>
		<category><![CDATA[ricette arepas]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=239781</guid>

					<description><![CDATA[Negli anni, il Cilento è diventato un piccolo ma vivace crocevia di culture grazie al ritorno di molte comunità di Italo-venezuelani, che hanno scelto di vivere o tornare a vivere [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Negli anni, il Cilento è diventato un piccolo ma vivace crocevia di culture grazie al ritorno di molte comunità di Italo-venezuelani, che hanno scelto di vivere o tornare a vivere tra i borghi del territorio, come Camerota, Moio della Civitella e nel Vallo di Diano. Questi cittadini, figli di famiglie italiane emigrate in Venezuela nel secolo scorso, hanno riportato con sé tradizioni culinarie e storie che oggi si intrecciano con le radici locali.</p>



<p class="p1">Tra i piatti più iconici del Venezuela, le arepas occupano un posto speciale: morbide focacce di mais bianco che si prestano a mille farciture, dolci o salate, e che oggi si trovano sulle tavole cilentane grazie alle comunità italo-venezuelane. Una delle versioni più amate è con la Reina Pepiada, farcita con pollo, avocado e maionese, che celebra il connubio tra sapori cremosi e freschi, perfetta per scoprire un pezzo di cultura venezuelana nel cuore del Cilento.</p>



<p class="p3"><strong>Ricetta base per le arepas venezuelane</strong></p>



<p class="p1">Ingredienti per 4 arepas:</p>



<p class="p3">2 tazze di farina di mais precotta bianca (tipo P.A.N.) 2 tazze di acqua tiepida ½ cucchiaino di sale 1 cucchiaio di olio vegetale</p>



<p class="p1">Preparazione:</p>



<p class="p3">In una ciotola capiente, mescolare la farina di mais con il sale. Aggiungere l’acqua poco alla volta, impastando fino a ottenere un composto morbido ma non appiccicoso. Formare delle palline della dimensione di una palla da tennis e appiattirle fino a ottenere dischi di circa 1-1,5 cm di spessore. Scaldare una padella antiaderente con un filo d’olio e cuocere le arepas 5-7 minuti per lato, fino a doratura uniforme. Per una crosticina più croccante, passarle in forno preriscaldato a 180°C per altri 10 minuti.</p>



<p class="p3"><strong>Ricetta della Reina Pepiada</strong></p>



<p class="p1">Ingredienti per il ripieno:</p>



<p class="p3">2 petti di pollo cotti e sfilacciati 1 avocado maturo 3 cucchiai di maionese Sale e pepe q.b. Succo di lime (facoltativo)</p>



<p class="p1">Preparazione:</p>



<p class="p3">Schiacciare l’avocado e mescolarlo con la maionese fino a ottenere una crema omogenea. Aggiungere il pollo sfilacciato, amalgamando bene. Aggiustare di sale, pepe e, se piace, un po’ di succo di lime per freschezza. Tagliare le arepas a metà e farcirle generosamente con il composto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Verdure al forno: la ricetta semplice e gustosa che porta colore in tavola</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/verdure-al-forno-la-ricetta-semplice-e-gustosa-che-porta-colore-in-tavola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 15:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[contorni facili]]></category>
		<category><![CDATA[cucina salutare]]></category>
		<category><![CDATA[pangrattato croccante]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[verdure al forno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=239691</guid>

					<description><![CDATA[La cucina italiana continua a stupire per la sua capacità di trasformare ingredienti semplici in piatti pieni di sapore. Tra le ricette più apprezzate della tradizione domestica, le verdure al [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La cucina italiana continua a stupire per la sua capacità di trasformare ingredienti semplici in piatti pieni di sapore. Tra le ricette più apprezzate della tradizione domestica, le verdure al forno rappresentano un vero e proprio alleato della salute e del gusto, perfette come contorno o piatto unico leggero e nutriente.</p>



<p>Per preparare questa pietanza, bastano pochi ingredienti freschi di stagione: melanzane, zucchine, peperoni, patate, cipolle e carote. Ogni ortaggio può essere tagliato a cubetti o a rondelle, in modo uniforme, così da cuocere in maniera omogenea. Dopo averli lavati e asciugati, si possono disporre in una teglia capiente, condita con un filo di olio extravergine di oliva, sale, pepe e aromi a piacere come rosmarino, timo o origano.</p>



<p>Un tocco speciale è dato dal pangrattato, che, distribuito sopra le verdure, crea una crosticina dorata e croccante durante la cottura, aggiungendo un contrasto di consistenze irresistibile. Per chi ama il sapore più intenso, si può arricchire con parmigiano grattugiato o lievito alimentare in scaglie, per una versione vegetariana e saporita.</p>



<p>La cottura in forno deve avvenire a 180-200 gradi per circa 35-40 minuti, mescolando a metà cottura per assicurare una doratura uniforme. Il risultato finale è un piatto colorato, profumato e leggero, dove il naturale sapore degli ortaggi viene esaltato senza aggiungere grassi eccessivi.</p>



<p>Oltre alla bontà, le verdure al forno offrono benefici nutrizionali significativi: vitamine, minerali e fibre rendono questo piatto ideale per chi desidera una dieta equilibrata, mentre la cottura al forno preserva gran parte delle proprietà nutritive. Inoltre, la preparazione è semplice e versatile, permettendo di variare gli ortaggi in base alla stagione e ai gusti personali.</p>



<p>Servite calde appena sfornate o tiepide come contorno per carni, pesce o formaggi, le verdure al forno conquistano anche i palati più esigenti, diventando un simbolo della cucina mediterranea e della convivialità italiana.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bastoncini di pesce fatti in casa: la ricetta semplice e genuina</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/bastoncini-di-pesce-fatti-in-casa-la-ricetta-semplice-e-genuina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 13:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[bastoncini di pesce]]></category>
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					<description><![CDATA[Preparare i bastoncini di pesce in casa è un’alternativa sana e gustosa ai prodotti industriali, ideale soprattutto per i più piccoli ma apprezzata da tutta la famiglia. Con pochi ingredienti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Preparare i bastoncini di pesce in casa è un’alternativa sana e gustosa ai prodotti industriali, ideale soprattutto per i più piccoli ma apprezzata da tutta la famiglia. Con pochi ingredienti e passaggi semplici è possibile ottenere un risultato croccante fuori e morbido dentro, controllando qualità e freschezza del pesce.</p>



<p>Ingredienti (per 4 persone):</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>400 g di filetti di pesce bianco (merluzzo, nasello o platessa)</li>



<li>2 uova</li>



<li>Farina q.b.</li>



<li>Pangrattato q.b.</li>



<li>Sale q.b.</li>



<li>Olio extravergine d’oliva (per la cottura)</li>
</ul>



<p>Preparazione:</p>



<p>Per prima cosa, asciugare bene i filetti di pesce e tagliarli a strisce della dimensione desiderata, simili ai classici bastoncini. Preparare quindi tre piatti: uno con la farina, uno con le uova sbattute e un pizzico di sale, e uno con il pangrattato.</p>



<p>Passare ogni pezzo di pesce prima nella farina, poi nell’uovo e infine nel pangrattato, premendo leggermente per far aderire bene la panatura. Per una croccantezza maggiore si può ripetere il passaggio in uovo e pangrattato una seconda volta.</p>



<p>A questo punto, i bastoncini possono essere cotti in padella con un filo d’olio extravergine d’oliva, girandoli su tutti i lati fino a doratura, oppure in forno preriscaldato a 180°C per circa 15-20 minuti, girandoli a metà cottura. In alternativa, si possono preparare anche in friggitrice ad aria.</p>



<p>Consigli:</p>



<p>Per un risultato ancora più leggero, è preferibile la cottura in forno. È possibile aromatizzare il pangrattato con erbe come prezzemolo o timo, oppure aggiungere una grattugiata di scorza di limone per un tocco di freschezza.</p>



<p>I bastoncini di pesce fatti in casa si conservano in frigorifero per un giorno oppure possono essere congelati prima della cottura, pronti all’uso in qualsiasi momento.</p>



<p>Una ricetta facile, economica e versatile che unisce gusto e semplicità, perfetta per portare in tavola un piatto genuino senza rinunciare al sapore.</p>
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