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	<title>Salute &amp; Benessere | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Jul 2026 15:23:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Equitazione, molto più di uno sport: benessere, natura e libertà</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/equitazione-molto-piu-di-uno-sport-benessere-natura-e-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport & outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[equitazione]]></category>
		<category><![CDATA[sport & outdoor]]></category>
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<p>Quando si parla di sport outdoor si pensa subito a trekking, ciclismo o corsa. Eppure, tra le discipline praticate all&#8217;aria aperta, l&#8217;equitazione occupa un posto speciale. Non è soltanto uno sport, ma un&#8217;esperienza che mette in relazione attività fisica, contatto con la natura e sintonia con il cavallo, trasformando ogni uscita in un momento di benessere.</p>



<p>L&#8217;equitazione si svolge prevalentemente in spazi aperti: campi in sabbia, percorsi di campagna, boschi, spiagge e sentieri immersi nel verde. Anche se molti centri ippici dispongono di maneggi coperti per garantire gli allenamenti durante tutto l&#8217;anno, la dimensione outdoor resta quella che meglio rappresenta l&#8217;essenza di questa disciplina.</p>



<p>Dal punto di vista fisico, andare a cavallo richiede equilibrio, coordinazione, forza del core e controllo della postura. A differenza di quanto si possa immaginare, il cavaliere è costantemente impegnato nel mantenere una posizione corretta, nell&#8217;assecondare i movimenti dell&#8217;animale e nel comunicare attraverso piccoli gesti e variazioni del peso del corpo. Un&#8217;attività che coinvolge numerosi gruppi muscolari e migliora la percezione del proprio equilibrio.</p>



<p>Ma i benefici non si fermano all&#8217;aspetto atletico. Il rapporto con il cavallo favorisce concentrazione, autocontrollo e gestione delle emozioni. La necessità di instaurare fiducia reciproca sviluppa pazienza, sensibilità e capacità di ascolto, qualità che rendono l&#8217;equitazione una disciplina apprezzata anche per il suo valore educativo.</p>



<p>Negli ultimi anni è cresciuto anche il turismo equestre, con sempre più persone che scelgono passeggiate a cavallo, escursioni di uno o più giorni e itinerari naturalistici per scoprire territori lontani dai percorsi tradizionali. Dalle colline ai parchi naturali, fino ai litorali dove consentito, il cavallo diventa un mezzo sostenibile per vivere il paesaggio con un ritmo lento e rispettoso dell&#8217;ambiente.</p>



<p>L&#8217;equitazione è inoltre uno sport aperto a tutte le età. Bambini, adulti e senior possono praticarla con percorsi e livelli differenti, seguiti da istruttori qualificati. Accanto alle discipline olimpiche, come salto ostacoli, dressage e concorso completo, trovano spazio attività ricreative e amatoriali che privilegiano il piacere del contatto con il cavallo e la natura.</p>



<p>In un&#8217;epoca in cui cresce il desiderio di trascorrere più tempo all&#8217;aria aperta e di ritrovare un equilibrio tra corpo e mente, l&#8217;equitazione conferma il suo fascino. È uno sport outdoor completo, capace di coniugare attività fisica, rispetto per gli animali e scoperta del territorio, offrendo un modo diverso di vivere il tempo libero e il benessere.</p>
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		<title>Dalla Campania EMOCAMP: il progetto di screening per emoglobinopatie al Congresso italiano di pediatria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-campania-emocamp-il-progetto-di-screening-per-emoglobinopatie-al-congresso-italiano-di-pediatria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 14:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[emocamp]]></category>
		<category><![CDATA[screening antenatale delle emoglobinopatie]]></category>
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					<description><![CDATA[Si intensifica l’azione di prevenzione, diagnosi precoce e salute pubblica con EMOCAMP, lo screening regionale integrato per le emoglobinopatie sviluppato dal Dipartimento della Donna del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica – Centro di Ematologia e Oncologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria e Università “Luigi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si intensifica l’azione di prevenzione, diagnosi precoce e salute pubblica con EMOCAMP, lo screening regionale integrato per le emoglobinopatie sviluppato dal <strong>Dipartimento della Donna del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica </strong>– Centro<strong> di Ematologia e Oncologia Pediatrica</strong> <strong>dell’Azienda Ospedaliera Universitaria e</strong> <strong>Università </strong>“<strong><em>Luigi Vanvitelli</em></strong>”.</p>



<p>La&nbsp;<strong>metodologia innovativa e non invasiva</strong>, che permette di individuare eventuali anomalie dell’emoglobina, è stata presentata in occasione dell’<strong>81° Congresso Nazionale di Pediatria</strong>&nbsp;a Padova, il principale appuntamento scientifico nazionale dedicato al confronto, aggiornamento e crescita professionale per tutti i pediatri, ospedalieri di libera scelta e universitari, e per i professionisti dell’area materno-infantile.</p>



<p>Il gruppo di ricerca dell’AOU e Università Vanvitelli, coordinato dalla&nbsp;<strong>Professoressa Maddalena Casale</strong>, è stato protagonista di un&nbsp;<strong>keynote speech</strong>&nbsp;durante il quale, in modalità multidisciplinare, è stato discusso il progetto EMOCAMP, con riferimento alla&nbsp;<strong>pratica clinica pediatrica, alla promozione della salute, alla prevenzione e all’innovazione terapeutica</strong>, centrata sui bisogni del bambino e dell’adolescente.</p>



<p>Le<strong>&nbsp;emoglobinopatie</strong>&nbsp;rappresentano le malattie congenite ereditarie più frequenti al mondo e rappresentano un problema sanitario emergente anche in Italia. Sono causate da un difetto dell&#8217;emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue e si trasmettono ai figli da entrambi i genitori biologici, madre e padre, che possono esserne portatori. L’aumento dei casi e l’impatto assistenziale hanno indotto l’<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità&nbsp;</strong>e l’<strong>ONU</strong>&nbsp;a riconoscerle come un rilevante problema di salute globale, promuovendo strategie di prevenzione e diagnosi precoce.</p>



<p>«<em>Nonostante l’elevata prevalenza nel Mediterraneo e l’aumento dei flussi migratori, queste patologie non sono ancora incluse nello screening neonatale obbligatorio, generando disuguaglianze regionali nell’accesso alla diagnosi precoce&nbsp;</em>&#8211;&nbsp;<strong>sottolinea la Professoressa Maddalena Casale, Responsabile Scientifico del progetto EMOCAMP</strong>&nbsp;–<em>&nbsp;Riconoscere precocemente la malattia è fondamentale perché permette di iniziare trattamenti e programmi di sorveglianza che riducono notevolmente le possibili complicanze, allungano la vita e ne migliorano la qualità. Presso il Centro di Ematologia e Oncologia Pediatrica dell’AOU Università Vanvitelli di Napoli è stato avviato un progetto pilota di screening integrato per le emoglobinopatie: antenatale/preconcezionale e neonatale, finalizzata all’identificazione di portatori e coppie a rischio.&nbsp;<strong>Napoli è leader</strong>&nbsp;per aver introdotto il test EMOCAMP nel nido e nella terapia intensiva neonatale dell’AOU Vanvitelli. Ai familiari viene inoltre offerto lo screening per emoglobinopatie qualora non precedentemente eseguito. Dall’innovazione sperimentale di&nbsp;<strong>EMOCAMP si delinea un modello organizzativo replicabile in tutta la Campania e in tutta Italia</strong></em>».</p>



<p>Nel corso del Congresso Nazionale, sono stati presentati anche&nbsp;<strong>i primi risultati da settembre 2025</strong>&nbsp;<strong>ad oggi</strong>: oltre 700<strong>&nbsp;neonati</strong>&nbsp;sono stati sottoposti a screening per le emoglobinopatie, con un’incidenza di portatori pari all’1,12%. Sono stati realizzati, inoltre, oltre&nbsp;<strong>1200&nbsp;screening antenatali</strong>, in cui la percentuale di portatori si attesta intorno all’11.9%. Lo screening inoltre ha individuato diversi bambini malati.</p>



<p>Il Centro&nbsp;<strong>di Ematologia e Oncologia Pediatrica</strong>&nbsp;dell’Azienda Ospedaliera&nbsp;<strong>Università&nbsp;</strong>“<strong><em>Luigi Vanvitelli</em></strong>” è impegnato, inoltre, in una costante campagna di sensibilizzazione alla prevenzione.</p>



<p>«<em>Dal laboratorio al paziente. La ricerca scientifica si traduce in cure innovative e personalizzate, con un impatto positivo sulla salute pubblica. EMOCAMP rientra tra le azioni di Terza Missione e di trasferimento tecnologico del&nbsp;<strong>Dipartimento&nbsp;della&nbsp;Donna&nbsp;del&nbsp;Bambino&nbsp;e&nbsp;di Chirurgia&nbsp;Generale&nbsp;e&nbsp;Specialistica –&nbsp;</strong></em>spiega il Direttore, Professore&nbsp;Silverio Perrotta<em>&nbsp;&#8211; Nella prima fase di sperimentazione, il gruppo di ricerca ha raccolto dati epidemiologici preliminari utili alla pianificazione sanitaria regionale e alla definizione di strategie di prevenzione. Il modello integrato di screening antenatale/neonatale per le emoglobinopatie è fattibile e sostenibile in un contesto clinico reale. L’integrazione dei due livelli di screening consente di intercettare precocemente portatori e coppie a rischio, favorendo scelte riproduttive consapevoli attraverso il counselling genetico e di identificare tempestivamente i neonati affetti con l’avvio di azioni terapeutiche.&nbsp;<strong>EMOCAMP potrà contribuire alla futura implementazione di un programma strutturato di screening per le emoglobinopatie in Italia</strong></em><strong>».</strong></p>



<p><em>Il Progetto&nbsp;EMOCAMP&nbsp;è coordinato dal Centro di Cura delle Emoglobinopatie dell’AOU &#8211; Università Luigi Vanvitelli di Napoli (Responsabile Scientifico Maddalena Casale) e sostenuto da Regione Campania,&nbsp;Direzione Generale Tutela della Salute e Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale, Avviso Pubblico per la realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione nel campo delle Malattie Rare (DGR 393 del 19/07/2022; n. interv.22, DD Ammissione n. 80 del 15/06/2025)</em></p>
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		<item>
		<title>Estate: caldo, luce e ossigeno sono i principali nemici dell’olio extravergine d’oliva</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-caldo-luce-e-ossigeno-sono-i-principali-nemici-dellolio-extravergine-doliva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 08:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[come conservare l'olio evo]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine]]></category>
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					<description><![CDATA[Caldo, luce e ossigeno sono i principali nemici dell’olio extravergine di oliva, soprattutto nei mesi estivi.&#160;Anche un olio EVO 100% italiano di alta qualità, se conservato in modo scorretto, può [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Caldo, luce e ossigeno sono i principali nemici dell’olio extravergine di oliva, soprattutto nei mesi estivi.&nbsp;<strong>Anche un olio EVO 100% italiano di alta qualità, se conservato in modo scorretto, può perdere parte delle sue caratteristiche sensoriali e nutrizionali</strong>. È questo il tema del secondo approfondimento di luglio promosso da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari – nell’ambito del percorso di comunicazione realizzato insieme a Italia Olivicola in attuazione del Programma Operativo previsto dal Regolamento (UE) 2021/2115, dedicato questo mese all’educazione al consumo.</p>



<p>Dopo aver affrontato il tema della scelta consapevole dell’olio extravergine 100% italiano, l’attenzione si sposta ora su un passaggio altrettanto importante: la conservazione domestica. Scegliere bene, infatti, non basta.&nbsp;<strong>Per mantenere intatto il valore dell’olio è necessario conservarlo correttamente anche dopo l’acquisto</strong>.</p>



<p><strong>L’olio extravergine di oliva è un alimento vivo e delicato</strong>. La sua qualità dipende dalla presenza di composti aromatici, antiossidanti naturali e polifenoli, che possono degradarsi più rapidamente se il prodotto viene esposto a condizioni non adeguate.&nbsp;<strong>Il calore accelera i processi ossidativi, la luce può alterare la stabilità dell’olio e l’ossigeno, entrando a contatto con il prodotto, favorisce l’irrancidimento</strong>.</p>



<p>Per questo motivo,&nbsp;<strong>l’olio dovrebbe essere conservato in un luogo fresco, asciutto, lontano da fonti di calore e dalla luce diretta</strong>. La cucina è spesso il luogo più comodo, ma non sempre quello più adatto: tenerlo vicino ai fornelli, al forno o su mensole esposte al sole può comprometterne la qualità in tempi anche brevi.</p>



<p><strong>Anche il contenitore fa la differenza</strong>. Bottiglie in vetro scuro, lattine o confezioni capaci di proteggere l’olio dalla luce aiutano a preservarne meglio le caratteristiche. È importante inoltre richiudere sempre bene il tappo dopo l’uso, evitando che l’olio resti troppo a lungo a contatto con l’aria.</p>



<p>Un altro errore comune è acquistare quantità eccessive senza considerare i tempi reali di consumo.&nbsp;<strong>L’olio extravergine non migliora con il tempo</strong>: al contrario, va consumato preferibilmente entro un periodo ragionevole dall’apertura, così da apprezzarne al meglio profumi, gusto e proprietà.</p>



<p>La corretta conservazione riguarda anche l’olio servito fuori casa. Al ristorante, come già ricordato da AIFO,&nbsp;<strong>l’olio extravergine deve essere presentato in contenitori idonei, correttamente etichettati e dotati di tappo antirabbocco, così da garantire origine, tracciabilità e qualità</strong>. Anche in questo caso, l’attenzione alle modalità di conservazione e presentazione è parte integrante della cultura dell’olio.</p>



<p><em>“Un olio extravergine 100% italiano di qualità è il risultato di un lavoro complesso che parte dall’oliveto e si completa in frantoio, ma questo valore deve essere protetto anche dopo l’acquisto –&nbsp;</em><strong>sottolinea il presidente di AIFO, Alberto Amoroso</strong><em>&nbsp;– Conservare correttamente l’olio significa rispettare il lavoro degli olivicoltori e dei frantoiani, ma anche garantire al consumatore un prodotto capace di esprimere davvero le sue qualità”.</em></p>



<p>La&nbsp;<strong>qualità dell’olio extravergine</strong>&nbsp;non&nbsp;<strong>dipende</strong>&nbsp;quindi soltanto dalla sua origine o dal processo produttivo, ma anche&nbsp;<strong>dal modo in cui viene trattato una volta arrivato nelle case e sulle tavole</strong>. Proteggerlo da caldo, luce e ossigeno è un gesto semplice, ma decisivo, per conservarne gusto, profumi e valore nutrizionale.</p>



<p>Il percorso di luglio proseguirà con un approfondimento dedicato agli errori più comuni nel consumo dell’olio extravergine, per aiutare i consumatori a riconoscere e valorizzare ogni giorno un prodotto simbolo della qualità italiana.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cardioprotezione dinamica, Colangelo: «Il defibrillatore deve muoversi con le persone»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cardioprotezione-dinamica-colangelo-il-defibrillatore-deve-muoversi-con-le-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 16:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[colangelo]]></category>
		<category><![CDATA[defibrillatori]]></category>
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					<description><![CDATA[Una slide semplice, un messaggio immediato e una proposta destinata ad alimentare il dibattito sulla diffusione dei defibrillatori. Nel corso di un recente congresso, il cardiologo e istruttore certificato di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una slide semplice, un messaggio immediato e una proposta destinata ad alimentare il dibattito sulla diffusione dei defibrillatori. Nel corso di un recente congresso, il cardiologo e istruttore certificato di primo soccorso Giuseppe Colangelo ha presentato il concetto di cardioprotezione dinamica, suscitando interesse e numerosi commenti positivi tra i partecipanti.</p>



<p>L’immagine mostrata durante la relazione mette a confronto il modello tradizionale del DAE collocato in una teca, la cosiddetta cardioprotezione statica, con una nuova prospettiva: un defibrillatore portatile che accompagna le persone nei loro spostamenti.</p>



<p>«Per anni abbiamo lavorato, giustamente, per portare i defibrillatori nei luoghi frequentati dalle persone. Ora dobbiamo iniziare a riflettere anche sulla possibilità di portare i defibrillatori insieme alle persone», spiega Colangelo.</p>



<p>Secondo il cardiologo, i due modelli non sono alternativi, ma complementari. I DAE pubblici restano essenziali, ma occorre concentrare l’attenzione anche sul tempo necessario affinché il dispositivo sia realmente disponibile sul luogo dell’emergenza.</p>



<p>Da qui l’invito che Colangelo ha più volte rivolto ai colleghi medici e ai professionisti sanitari: valutare la possibilità di dotarsi di un defibrillatore portatile e averlo con sé durante gli spostamenti e le attività quotidiane, con la necessaria attenzione alla corretta gestione e manutenzione del dispositivo.</p>



<p>«Un arresto cardiaco può verificarsi ovunque: durante un viaggio, in strada, in un ristorante, in una palestra o in un luogo distante dal DAE pubblico più vicino. Chi possiede le competenze per intervenire dovrebbe almeno interrogarsi sulla possibilità di avere con sé anche lo strumento che può rendere possibile una defibrillazione precoce quando indicata».</p>



<p>L’obiettivo è immaginare una rete sempre più diffusa di medici, infermieri, soccorritori, istruttori e cittadini formati capaci di diventare “nodi mobili della cardioprotezione”, integrando DAE fissi, dispositivi portatili, formazione e organizzazione dei soccorsi.</p>



<p>«Non si tratta di imporre a ogni medico l’acquisto di un defibrillatore – precisa Colangelo – ma di promuovere un cambiamento culturale. La vera domanda non è più soltanto “dove si trova il DAE più vicino?”, ma anche “come possiamo fare in modo che un defibrillatore sia disponibile il più rapidamente possibile dove serve?”».</p>



<p>«La protezione si stacca dal muro. Il DAE si muove con le persone e la cardioprotezione entra nella vita quotidiana».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ocean Bird il 16 e 17 luglio arriva a Sapri,  a bordo 24  ragazzi con autismo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ocean-bird-il-16-e-17-luglio-arriva-a-sapri-a-bordo-24-ragazzi-con-autismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 15:09:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
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					<description><![CDATA[I due  giorni di Ocean Bird al Portodi Sapri inizieranno giovedì 16 luglio e si concluderanno nel pomeriggio di venerdì 17. E’ la terza tappa del giro d’Italia “Buonvento -Tutti  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>I due  giorni di Ocean Bird al Porto</strong><strong>di Sapri inizieranno giovedì 16 luglio e si concluderanno nel pomeriggio di venerdì 17. E’ la terza tappa del giro d’Italia “Buonvento -Tutti  bordo” sostenuto da Angsa e Fia, </strong>che accoglierà persone con autismo, sindrome dell&#8217;X Fragile, sindrome di Down e altre condizioni di divergenza, insieme alle loro famiglie e alle associazioni del territorio. Lo scalo nella perla del  Cilento coinvolgerà 24 ragazzi e accompagnatori provenienti dalla Regione Basilicata.</p>



<p><strong>In </strong>programma ogni giorno due uscite: una la mattina alle 9 con rientro alle 13 e&nbsp; la seconda nel&nbsp; pomeriggio dalle 16 alle 20, con a bordo sei&nbsp; persone. Il “viaggio in mare” a bordo della grande barca a vela durerà, ogni volta, quattro ore, il tempo giusto per far assaporare alla compagnia dei naviganti le emozioni del mare e del viaggiare con il vento.&nbsp;</p>



<p>Il&nbsp; progetto è stato ideato dallo skipper <strong>Pietro Frisani, velista esperto che mette a disposizione per l’occasione il suo&nbsp; magnifico veliero due alberi di 16 metri. L&#8217;iniziativa è un dono: tutte le spese di navigazione, organizzazione e gestione saranno infatti sostenute dallo stesso armatore e skipper, fondamentale il contributo organizzativo della Fia (Fondazione Italiana Autismo) e di ANGSA, (Associazione nazionale genitori persone con autismo) che ha attivato tutte le sue realtà regione per regione.</strong></p>



<p>La barca, dopo La Spezia, Anzio e Sapri&nbsp; si dirigerà verso Vibo Valentia, Tropea, Scilla e Milazzo. Risalendo poi lungo l’Adriatico raggiungerà i porti di Taranto, Brindisi, Trani, Ancona, Ravenna, Chioggia, Venezia e infine Trieste. Un percorso in tredici tappe “che trasformeranno il mare in uno spazio di incontro, esperienza e partecipazione” dice Frisani.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Complessivamente l&#8217;iniziativa coinvolgerà 230 persone tra ragazzi con autismo, familiari e operatori che saliranno a bordo per vivere l’emozione di un breve ma intenso viaggio nel vento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Liste d’attesa infinite, arriva il Numero bianco dell’associazione Coscioni che amplia il sostegno ai cittadini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/liste-dattesa-infinite-arriva-il-numero-bianco-dellassociazione-coscioni-che-amplia-il-sostegno-ai-cittadini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 11:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[associazione coscioni]]></category>
		<category><![CDATA[liste d'attesa]]></category>
		<category><![CDATA[numenro bianco]]></category>
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					<description><![CDATA[La Campania è tra le regioni che registrano le maggiori difficoltà nel rispetto dei tempi delle liste d&#8217;attesa. Molti cittadini, però, non sanno che quando la prestazione viene fissata oltre [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Campania è tra le regioni che registrano le maggiori difficoltà nel rispetto dei tempi delle liste d&#8217;attesa. Molti cittadini, però, non sanno che quando la prestazione viene fissata oltre i termini previsti possono chiedere una soluzione alternativa all&#8217;attendere mesi per una visita specialistica o un esame diagnostico. È la situazione in cui si trovano molte persone che, davanti a liste d’attesa sempre più lunghe, non conoscono gli strumenti previsti per far rispettare i tempi indicati nella propria prescrizione medica.</p>



<p><strong>Ogni richiesta di primo accesso</strong> per una prestazione sanitaria deve infatti <strong>riportare una classe di priorità, </strong>alla quale <strong>corrisponde un tempo massimo</strong> entro cui la prestazione dovrebbe essere garantita. Se la data proposta supera quel termine, il cittadino può chiedere l’attivazione delle procedure previste per ottenere la prestazione entro i tempi stabiliti.</p>



<p>Un diritto che però, nella pratica, resta poco conosciuto: molte persone non sanno che questa possibilità esiste, non sanno a chi rivolgersi o non riescono a orientarsi tra moduli e procedure.</p>



<p>Per colmare questo vuoto informativo, <strong>il Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni (06 9931 3409) </strong>impegnata a livello internazionale nella tutela del diritto alla salute, amplia oggi il proprio servizio: accanto alle informazioni sui diritti nel fine vita, offre ai cittadini orientamento anche sulle liste d’attesa, spiegando come muoversi per far valere i propri diritti.&nbsp;</p>



<p><em>«Un diritto non conosciuto rischia, nei fatti, di non essere esercitato. Questo vale quando una persona deve affrontare una scelta delicata sul fine vita, ma anche quando deve accedere a una prestazione sanitaria in tempi congrui. Su entrambi i temi, la complessità delle procedure e la difficoltà nel reperire informazioni chiare possono generare tempi incerti, confusione e impedire ai cittadini di conoscere e utilizzare pienamente i propri diritti»,</em> spiega l’Associazione Luca Coscioni.&nbsp;</p>



<p>Chiamando il <strong>Numero Bianco</strong>, i cittadini possono ricevere informazioni su come attivare il percorso previsto per le liste d’attesa e su quali passaggi seguire per presentare la richiesta alla struttura sanitaria.</p>



<p>La chiamata è gratuita. Se gli operatori sono impegnati, è possibile lasciare un messaggio e ricevere un richiamo.</p>



<p>L’Associazione invita inoltre tutti i cittadini a <strong>segnalare eventuali difficoltà o inadempienze</strong> scrivendo a <strong><a href="mailto:info@associazionelucacoscioni.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">info@associazionelucacoscioni.it</a></strong>, così da poter valutare eventuali <strong>azioni legali o iniziative di tutela collettiva</strong>.</p>



<p>Per maggiori informazioni e per scaricare il modulo: <a href="http://www.associazionelucacoscioni.it/liste-attesa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.associazionelucacoscioni.it/liste-attesa</a></p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Consumo di frutta e verdura, a Minori e Ascea la campagna Fruit &#038; salad on the beach 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/consumo-di-frutta-e-verdura-a-minori-e-ascea-la-campagna-fruit-salad-on-the-beach-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 09:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[fruit & salad on the beach]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;estate 2026 segna il ritorno di Fruit &#38; Salad on the Beach, la campagna itinerante sulle spiagge italiane dedicata alla promozione del consumo di frutta e verdura e alla diffusione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;estate 2026 segna il ritorno di <strong>Fruit &amp; Salad on the Beach</strong>, la campagna itinerante sulle spiagge italiane dedicata alla promozione del consumo di frutta e verdura e alla diffusione di uno stile di vita sano. L&#8217;iniziativa, giunta alla sua 16ª edizione, prenderà il via venerdì 16 luglio dalla Campania, con il primo appuntamento presso il Lido Ambrogio&#8217;s di Minori (SA).</p>



<p>Da sedici anni il progetto rappresenta un punto di riferimento per l&#8217;educazione alimentare estiva, coinvolgendo bambini e famiglie direttamente negli stabilimenti balneari attraverso attività ludiche, formative e momenti di degustazione.</p>



<p>Promossa dalle Organizzazioni di Produttori ortofrutticoli AOA, Assofruit Italia, Costieragrumi e Terra Orti, la manifestazione punta a valorizzare le eccellenze agricole italiane e a sensibilizzare le nuove generazioni sull&#8217;importanza di una corretta alimentazione e di uno stile di vita attivo.</p>



<p>La giornata inaugurale sarà aperta dagli interventi dei rappresentanti delle OP promotrici, che illustreranno gli obiettivi dell&#8217;iniziativa e le principali novità dell&#8217;edizione 2026. I giovani partecipanti riceveranno magliette e cappellini personalizzati, dando così il via a una mattinata all&#8217;insegna del gioco e della scoperta.</p>



<p>Il programma prevede una sessione di attività motorie guidate da un esperto in nutrizione, pensata per evidenziare il valore del movimento come elemento fondamentale del benessere quotidiano. A seguire, spazio a un momento educativo dedicato ai principi della sana alimentazione, alla stagionalità dei prodotti ortofrutticoli, alla corretta idratazione e ai benefici derivanti dal consumo quotidiano di frutta e verdura.</p>



<p>L&#8217;apprendimento continuerà in modo coinvolgente grazie a un quiz interattivo: utilizzando pulsantiere wireless, i bambini risponderanno alle domande proiettate su un maxi schermo e i più preparati saranno premiati con gadget messi a disposizione dagli organizzatori.</p>



<p>A chiudere la mattinata sarà una degustazione gratuita di frutta e ortaggi di stagione, selezionati e offerti dalle Organizzazioni di Produttori aderenti al progetto, offrendo a grandi e piccoli l&#8217;opportunità di assaporare prodotti freschi e di qualità provenienti dal territorio.</p>



<p>Dopo l&#8217;evento inaugurale di Minori, <strong>Fruit &amp; Salad on the Beach 2026</strong> continuerà il suo viaggio lungo il litorale campano con un calendario di appuntamenti che interesserà alcune delle più rinomate località balneari della regione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Venerdì 17 luglio – Lido La Vela, Baia Domizia – Cellole (CE)</li>



<li>Mercoledì 22 luglio – Susy Beach Bar, Minori (SA)</li>



<li>Giovedì 30 luglio – California Beach, Minori (SA)</li>



<li>Venerdì 31 luglio – Olimpia Cilento Resort, Marina di Ascea (SA)</li>
</ul>



<p>Un tour che, ancora una volta, unisce educazione, benessere e divertimento, trasformando la spiaggia in un luogo di incontro dove imparare a mangiare meglio attraverso il gioco e la condivisione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Acai: «Cure domiciliari a rischio, Fico intervenga su procedure accreditamento»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/acai-cure-domiciliari-a-rischio-fico-intervenga-su-procedure-accreditamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 09:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[acai]]></category>
		<category><![CDATA[cure domiciliari]]></category>
		<category><![CDATA[presidente fico]]></category>
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					<description><![CDATA[«E’ necessario che la Regione metta ordine nelle nuove procedure di accreditamento delle strutture private che erogano il servizio di cure domiciliari in Campania, garantendo uno standard unico e parametri [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>«<em>E’ necessario che la Regione metta ordine nelle nuove procedure di accreditamento delle strutture private che erogano il servizio di cure domiciliari in Campania, garantendo uno standard unico e parametri di qualità, a tutela degli utenti, del personale impiegato e per assicurare che le risorse pubbliche siano spese in maniera adeguata e trasparente</em>». Ad affermarlo è Giovanni Ardolino, presidente nazionale dell’associazione di difesa dei consumatori, Acai onlus.</p>



<p>«<em>Il percorso definito dalla Regione</em> – prosegue il rappresentante sindacale – <em>a partire dal 2023, tramite delibere e decreti, con i quali si stabilivano requisiti e procedure, e successivamente avviato, non è stato in grado di fornire una regolamentazione organica e inequivocabile, lasciando ampi margini di incertezza e contraddizione. Non vi sono insomma criteri chiari e obbligatori di qualità, organizzativi o professionali, per<br>tutte le figure coinvolte, né vincoli contrattuali nei confronti degli operatori, che promuovano una stabilità lavorativa, che si tradurrebbe in tutela per il paziente. I requisiti richiesti alle realtà accreditate possono essere molto variabili e spesso basati su manifestazioni d’interesse, elenchi e moduli burocratici, senza criteri uniformi e applicabili a tutte le situazioni. Non essendo esplicitamente previsto un obbligo contrattuale diretto con gli operatori, gli stessi potrebbero essere individuati presentando semplicemente una disponibilità ad effettuare il servizio, anche in più Asl, senza che vi sia un unico organismo di controllo per<br>l’intera regione Campania, consentendo così anche disparità territoriali. In questo modo si rischia di accreditare strutture che non posseggono capacità organizzative, esperienze e numeri reali per svolgere il servizio in maniera adeguata, con la possibilità che le stesse credenziali, ad esempio di disponibilità di personale specialistico presente soltanto sulla carta, venga utilizzato anche da altre realtà, determinando così un’alterazione del quadro complessivo. Occorre dunque porre riparo a questa potenziale deriva, per evitare problemi seri nell’erogazione del servizio e disparità di trattamento tra le imprese, i lavoratori e gli<br>utenti</em>».</p>



<p>«<em>Chiediamo pertanto</em> – conclude il presidente di Acai, Ardolino – <em>al presidente della giunta regionale, Roberto Fico, di definire un regolamento dettagliato e specifico, con criteri di qualità e sicurezza assistenziale, standard minimi per le competenze richieste, contratti quadro per le organizzazioni accreditate, indicatori di performance con un monitoraggio periodico dei risultati e criteri di individuazione delle responsabilità. Allo stesso tempo andrebbe effettuata una verifica incrociata degli elenchi del personale dichiarato dalle singole strutture presso ciascuna Asl.</em>» </p>
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		<title>Cibo spazzatura, quasi un italiano su due consuma snack ogni settimana: tra i giovani boom di energy drink</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cibo-spazzatura-quasi-un-italiano-su-due-consuma-snack-ogni-settimana-tra-i-giovani-boom-di-energy-drink/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Quasi un italiano su due consuma snack salati almeno una volta alla settimana e tra i più giovani il fenomeno assume dimensioni ancora più marcate, con un ricorso crescente anche [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quasi un italiano su due consuma snack salati almeno una volta alla settimana e tra i più giovani il fenomeno assume dimensioni ancora più marcate, con un ricorso crescente anche a merendine, barrette proteiche ed energy drink. È quanto emerge dall&#8217;Instant Report <strong>&#8220;Mangiare bene per vivere meglio&#8221;</strong> realizzato da Coldiretti e Censis e presentato in occasione dell&#8217;iniziativa nazionale <strong>&#8220;Campagna Amica per la Salute&#8221;</strong>, che coinvolge oltre 70 ospedali italiani ed europei. Lo riporta l&#8217;Ansa.</p>



<p>Secondo l&#8217;indagine, il 45% degli italiani mangia snack salati almeno una volta alla settimana, il 34% consuma dolciumi e caramelle, il 31% merendine, il 20% barrette proteiche e il 16% energy drink.</p>



<p>I dati sono ancora più significativi tra i giovani: il 61% dichiara di consumare snack salati ogni settimana, il 47% merendine, il 39% dolciumi, il 35% barrette proteiche e il 29% bevande energetiche, una percentuale quasi nove volte superiore a quella rilevata tra gli anziani.</p>



<p>Il report evidenzia però anche una crescente attenzione verso una corretta alimentazione. Il 97% degli italiani considera infatti fondamentale mangiare in modo sano per prevenire patologie come diabete, malattie cardiovascolari e obesità. Rimane tuttavia forte l&#8217;esigenza di una maggiore trasparenza: l&#8217;88% degli intervistati vorrebbe conoscere con precisione la provenienza degli alimenti e dei loro ingredienti.</p>



<p>In famiglia, il 58% dei genitori ammette che i figli, quando possono scegliere autonomamente, tendono ad abbandonare una dieta equilibrata. La stessa percentuale si dice favorevole a limitare il consumo di alimenti ultra-processati.</p>



<p>L&#8217;indagine segnala inoltre una percezione spesso distorta di alcuni prodotti. Più di un italiano su quattro (27%) ritiene che barrette proteiche ed energy drink possano contribuire a mantenersi in forma. Questa convinzione è ancora più diffusa tra i giovani (35%), seguiti dagli adulti (31%), mentre tra gli anziani scende al 16%. Le bevande energetiche, sottolinea il report, stanno conquistando sempre più spazio nelle abitudini degli adolescenti, favorite da strategie di marketing, confezioni accattivanti e dinamiche di emulazione sociale.</p>



<p>Nonostante ciò, cresce la consapevolezza dei rischi legati a questi consumi. Tre italiani su quattro dichiarano di essere pronti a rinunciare alle barrette proteiche e agli energy drink, mentre oltre sette su dieci eliminerebbero merendine, dolciumi e caramelle. Più contenuta, ma comunque maggioritaria, la quota di chi rinuncerebbe agli snack salati, pari al 63%.</p>



<p>I dati sono stati presentati nell&#8217;ambito di <strong>Campagna Amica per la Salute</strong>, l&#8217;iniziativa che porta i mercati contadini all&#8217;interno di 70 ospedali italiani, dal Niguarda di Milano al Gemelli e all&#8217;Isola Tiberina di Roma, fino al Gaslini di Genova e al Santobono di Napoli. L&#8217;obiettivo è rafforzare il legame tra alimentazione, prevenzione e salute, promuovendo il consumo di prodotti freschi, locali, stagionali e tracciabili e rilanciando il valore della Dieta Mediterranea come strumento di benessere.</p>
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		<item>
		<title>Straordinario successo per la campagna Ti Guardo le Spalle con La solidarietà di Fisciano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/straordinario-successo-per-la-campagna-ti-guardo-le-spalle-con-la-solidarieta-di-fisciano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 10:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisciano]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[associazione la solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è conclusa con uno straordinario successo l’iniziativa&#160;“Ti Guardo le Spalle”, la giornata di prevenzione dermatologica che si è svolta nella giornata di ieri, venerdì 10 luglio, presso la spiaggia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si è conclusa con uno straordinario successo l’iniziativa&nbsp;<strong>“Ti Guardo le Spalle”</strong>, la giornata di prevenzione dermatologica che si è svolta nella giornata di ieri, venerdì 10 luglio, presso la spiaggia di&nbsp;<strong>Santa Teresa a Salerno</strong>, dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. L’evento, dedicato alla sensibilizzazione sui rischi legati all’esposizione solare e alla prevenzione dei tumori cutanei, ha visto una grande partecipazione di cittadini, famiglie, bagnanti e passanti.</p>



<p>L’<strong>Associazione di Volontariato “La Solidarietà” di Fisciano</strong>&nbsp;ha messo a disposizione&nbsp;<strong>tre ambulanze</strong>&nbsp;e un team composto da volontari e medici che, per l’intera giornata, hanno effettuato&nbsp;<strong>visite dermatologiche gratuite</strong>&nbsp;direttamente in spiaggia, rendendo la prevenzione accessibile a tutti.</p>



<p>Il dottor <strong>Sossio Sessa</strong>, in rappresentanza de “La Solidarietà”, ha espresso grande soddisfazione per la risposta dei cittadini: «<em>È stata una giornata intensa e molto partecipata. Abbiamo effettuato visite a più di 150 persone, molte delle quali non avevano mai svolto un controllo dermatologico. Portare la prevenzione nei luoghi della quotidianità è fondamentale: oggi abbiamo dimostrato che la salute può e deve essere avvicinata alle persone, senza barriere</em>.» </p>



<p>A sottolineare l’importanza dell’iniziativa è intervenuto anche <strong>Vincenzo Sessa</strong>, altro referente del sodalizio fiscianese: «<em>La Solidarietà è nata per essere accanto alla comunità, e giornate come questa confermano quanto sia importante investire in prevenzione e informazione. La partecipazione è stata straordinaria: cittadini di tutte le età si sono avvicinati con curiosità e responsabilità, comprendendo il valore di un controllo che può fare la differenza. Ringraziamo il <strong>prof. Sabbatino </strong>che ha reso possibile la nostra partecipazione a questo evento di grande richiamo</em>.» </p>



<p>L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra diverse realtà del territorio. Un ringraziamento particolare va all’<strong>AOU “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno</strong>, al&nbsp;<strong>Dipartimento di Medicina dell’Università di Salerno</strong>, e alle associazioni che hanno contribuito attivamente alla riuscita della giornata, tra cui&nbsp;<strong>SISM</strong>,&nbsp;<strong>AILMAG</strong>&nbsp;e naturalmente&nbsp;<strong>La Solidarietà</strong>, protagoniste di una campagna che ha saputo unire prevenzione, informazione e vicinanza ai cittadini.</p>



<p>La giornata “Ti Guardo le Spalle” si conferma così un appuntamento di grande valore sociale e sanitario, capace di portare la prevenzione direttamente tra la gente e di sensibilizzare in modo concreto sui rischi dell’esposizione solare. Un modello di collaborazione virtuosa tra istituzioni, volontariato e mondo sanitario, che testimonia l’importanza di costruire una comunità più consapevole e attenta alla propria salute.</p>
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		<item>
		<title>Estate: dall&#8217;anguria all&#8217;insalata di riso, dieci cibi ideali sotto l&#8217;ombrellone</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-dallanguria-allinsalata-di-riso-dieci-cibi-ideali-sotto-lombrellone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 14:04:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cibi ombrellone]]></category>
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					<description><![CDATA[Frutta ricca di acqua, cereali integrali, verdure di stagione e piatti leggeri. Sono alcuni degli alimenti consigliati dagli esperti della nutrizione per affrontare il caldo estivo anche in spiaggia, favorendo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Frutta ricca di acqua, cereali integrali, verdure di stagione e piatti leggeri. Sono alcuni degli alimenti consigliati dagli esperti della nutrizione per affrontare il caldo estivo anche in spiaggia, favorendo l&#8217;idratazione e limitando il rischio di appesantire la digestione durante le ore più calde della giornata.</p>



<p>Tra i cibi più indicati sotto l&#8217;ombrellone figurano anguria e melone, che grazie all&#8217;elevato contenuto di acqua contribuiscono a reintegrare i liquidi persi con la sudorazione, oltre a pesche e albicocche, ricche di vitamine, fibre e sali minerali. Spazio anche a pomodori, cetrioli e carote, facilmente trasportabili e ideali come spuntino fresco e leggero.</p>



<p>Per il pranzo sono preferibili piatti unici come l&#8217;insalata di riso, la pasta fredda o le insalate di farro e orzo, arricchite con verdure di stagione, legumi o tonno, in grado di garantire un buon apporto di carboidrati, proteine e fibre senza appesantire l&#8217;organismo. Tra gli alimenti consigliati anche lo yogurt, purché conservato a temperatura adeguata, e piccole porzioni di frutta secca, fonte di grassi insaturi e sali minerali.</p>



<p>Gli specialisti invitano invece a limitare il consumo di fritti, alimenti molto grassi, dolci con creme e prodotti facilmente deperibili se lasciati a lungo al sole, come salumi e formaggi freschi. Da evitare anche un eccessivo consumo di alcol e bevande zuccherate, preferendo acqua naturale da bere con regolarità nel corso della giornata.</p>



<p>Per garantire la sicurezza alimentare è inoltre consigliabile trasportare i cibi in una borsa termica con accumulatori di freddo, così da mantenerli alla giusta temperatura fino al momento del consumo.</p>
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		<item>
		<title>Cibi ultra-processati, gastroenterologi: «Ridurne il consumo protegge intestino e salute»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cibi-ultra-processati-gastroenterologi-ridurne-il-consumo-protegge-intestino-e-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[cibi ultra processati]]></category>
		<category><![CDATA[gastroenterologi]]></category>
		<category><![CDATA[salute intestino]]></category>
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					<description><![CDATA[Piatti pronti, snack confezionati, bevande zuccherate, carni lavorate e molti prodotti industriali sono sempre più presenti sulle nostre tavole. Una tendenza che preoccupa i gastroenterologi italiani, secondo i quali un [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Piatti pronti, snack confezionati, bevande zuccherate, carni lavorate e molti prodotti industriali sono sempre più presenti sulle nostre tavole. Una tendenza che preoccupa i gastroenterologi italiani, secondo i quali un consumo abituale di alimenti ultra-processati potrebbe aumentare il rischio di diverse patologie dell&#8217;apparato digerente e favorire processi infiammatori con possibili ripercussioni sulla salute generale.</p>



<p>L&#8217;allarme arriva dalla Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE), che ha dedicato una conferenza alla Camera dei Deputati al tema degli alimenti ultra-processati. Le evidenze scientifiche raccolte confluiranno in un position paper che sarà pubblicato entro la fine dell&#8217;anno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono gli alimenti ultra-processati</h2>



<p>Secondo la classificazione NOVA, gli alimenti ultra-processati sono prodotti industriali ottenuti attraverso numerosi processi di trasformazione e formulati con ingredienti estratti dagli alimenti, additivi, conservanti, emulsionanti, dolcificanti e coloranti. In molti casi contengono quantità minime di alimenti freschi.</p>



<p>Ne fanno parte snack dolci e salati, bibite zuccherate, piatti pronti, prodotti da forno confezionati, cereali per la colazione, carni lavorate e numerosi altri alimenti di largo consumo.</p>



<p>Nei Paesi ad alto reddito questi prodotti rappresentano ormai fino al 50-60% dell&#8217;apporto energetico quotidiano, una tendenza che interessa sempre più anche l&#8217;Italia, dove le abitudini alimentari si stanno progressivamente allontanando dalla dieta mediterranea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;intestino è il primo a risentirne</h2>



<p>Secondo gli specialisti della SIGE, il problema non riguarda soltanto l&#8217;eccesso di zuccheri, sale o grassi presenti in molti di questi alimenti.</p>



<p>I processi industriali di trasformazione possono infatti modificare la struttura degli alimenti e favorire la formazione di sostanze in grado di alterare il microbiota intestinale, aumentare la permeabilità della barriera intestinale e alimentare processi infiammatori cronici.</p>



<p>Le ricerche più recenti hanno evidenziato associazioni tra un elevato consumo di alimenti ultra-processati e un aumento del rischio di malattie infiammatorie croniche intestinali, sindrome dell&#8217;intestino irritabile, steatosi epatica metabolica e alcune patologie dello stomaco. Gli studi osservazionali suggeriscono inoltre un possibile incremento del rischio di alcuni tumori dell&#8217;apparato digerente, in particolare del colon-retto, pur trattandosi di un ambito ancora oggetto di approfondimento scientifico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prevenzione comincia a tavola</h2>



<p>&#8220;L&#8217;antico adagio &#8216;siamo quello che mangiamo&#8217; non è mai stato così attuale&#8221;, ha sottolineato il presidente della SIGE, Edoardo Giannini, ricordando come le scelte alimentari rappresentino uno degli strumenti più efficaci per la prevenzione.</p>



<p>Il messaggio degli esperti, tuttavia, non è quello di demonizzare singoli alimenti, ma di favorire un&#8217;alimentazione varia ed equilibrata, limitando il consumo abituale dei prodotti ultra-processati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il valore della dieta mediterranea</h2>



<p>La raccomandazione resta quella di privilegiare gli alimenti tipici della dieta mediterranea: frutta e verdura di stagione, legumi, cereali integrali, olio extravergine d&#8217;oliva, pesce e alimenti freschi o minimamente lavorati.</p>



<p>Questi cibi apportano fibre, vitamine, antiossidanti e sostanze bioattive che contribuiscono al benessere del microbiota intestinale e aiutano a contrastare i processi infiammatori.</p>



<p>Secondo gli specialisti, la dieta mediterranea continua a rappresentare uno dei modelli alimentari più efficaci per la prevenzione delle malattie croniche e per la tutela della salute dell&#8217;apparato digerente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le cinque regole degli esperti</h2>



<p>Per proteggere intestino e salute, gli specialisti suggeriscono alcune semplici abitudini:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>privilegiare alimenti freschi o poco lavorati;</li>



<li>consumare ogni giorno frutta, verdura e legumi;</li>



<li>limitare snack confezionati, bibite zuccherate e piatti pronti;</li>



<li>leggere sempre le etichette dei prodotti;</li>



<li>seguire un&#8217;alimentazione varia, ispirata ai principi della dieta mediterranea.</li>
</ul>



<p>Più che eliminare completamente gli alimenti ultra-processati, il consiglio è quindi quello di ridurne la presenza nella dieta quotidiana, riscoprendo il valore del cibo fresco, della stagionalità e delle preparazioni semplici: una scelta che può fare la differenza non solo per l&#8217;intestino, ma per il benessere dell&#8217;intero organismo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trapianti, Padova prima in Italia: nell’équipe d’eccellenza anche un medico di Sapri</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/trapianti-padova-prima-in-italia-nellequipe-deccellenza-anche-un-medico-di-sapri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 12:37:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[Marianna di bello]]></category>
		<category><![CDATA[sapri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=252458</guid>

					<description><![CDATA[L’Azienda Ospedale-Università di Padova si conferma anche nel 2025 punto di riferimento della sanità italiana, conquistando il primato nazionale per numero di trapianti di polmone, rene e pancreas. Un risultato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">L’Azienda Ospedale-Università di Padova si conferma anche nel 2025 punto di riferimento della sanità italiana, conquistando il primato nazionale per numero di trapianti di polmone, rene e pancreas. Un risultato che vede protagonista anche una professionista di Sapri: <strong>la dottoressa Marianna Di Bello</strong>, componente dell’équipe che ha contribuito a questo importante traguardo.</p>



<p class="p1">A rendere nota la presenza della concittadina nel team padovano è l’assessore alla Cultura, Tutismo e Spettacolo del Comune di Sapri, <strong>Amalia Morabito</strong>, che con un post sui social ha espresso “orgoglio” per per il ruolo svolto dalla giovane professionista. “In questa equipe c’è’ la nostra concittadina Marianna Di Bello. Complimenti Marianna! L’Azienda Ospedaliera-Università di Padova e’ la prima in Italia per trapianti di rene, pancreas e polmoni”, ha dichiarato l’assessore.</p>



<p class="p1">Nel corso del 2025 all’Azienda Ospedale-Università di Padova sono stati eseguiti 239 trapianti di rene, di cui 57 da donatore vivente, 37 trapianti di polmone e 12 trapianti di pancreas. </p>



<p>La conferma del primato nazionale rappresenta il riconoscimento della qualità della UOC Chirurgia dei trapianti di rene e pancreas, diretta dalla professoressa Lucrezia Furian, e della UOC Chirurgia toracica guidata dal professor Andrea Dell’Amore.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sanità, ordini dei medici campani: «Con il presidente Fico confronto positivo»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sanita-ordini-dei-medici-campani-con-il-presidente-fico-confronto-positivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 10:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[ordini medici campani]]></category>
		<category><![CDATA[presidente fico]]></category>
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					<description><![CDATA[«Un confronto positivo e costruttivo dal quale può nascere una collaborazione stabile nell&#8217;interesse della sanità campana.» Così il Coordinamento regionale campano degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri commenta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>«<em>Un confronto positivo e costruttivo dal quale può nascere una collaborazione stabile nell&#8217;interesse della sanità campana.</em>» Così il Coordinamento regionale campano degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri commenta l&#8217;incontro con il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, al quale hanno partecipato i presidenti degli Ordini provinciali Francesco Sellitto (Avellino), Luca Milano (Benevento), Carlo Manzi (Caserta), Giovanni D&#8217;Angelo (Salerno) e Bruno Zuccarelli (Napoli).</p>



<p>«<em>Abbiamo riscontrato attenzione e disponibilità all&#8217;ascolto su temi strategici per il futuro del sistema sanitario regionale. Per questo abbiamo proposto l&#8217;istituzione di un tavolo permanente di consultazione che coinvolga gli Ordini dei Medici nella programmazione e nel monitoraggio delle principali riforme della sanità campana.</em>» Centrale la richiesta di attuare una programmazione della rete assistenziale regionale ideata, attuata e governata da una cabina di regia unica. «<em>Serve una visione d’assieme. Piano ospedaliero e piano territoriale devono essere parte di un&#8217;unica pianificazione che coinvolga ospedali, Case della Comunità e strutture private accreditate. Solo una visione integrata, costruita sui reali bisogni assistenziali dei territori, può garantire un&#8217;offerta appropriata, evitando sovrapposizioni di servizi da un lato e carenze assistenziali dall&#8217;altro.</em>»</p>



<p>Nel corso dell&#8217;incontro il Coordinamento ha ribadito la necessità di rendere pienamente operative le Case della Comunità attraverso il coinvolgimento integrato di medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali, medici dipendenti, infermieri, fisioterapisti e delle altre professioni sanitarie, affinché possano garantire per almeno dodici ore al giorno attività di prevenzione, gestione delle cronicità e presa in carico delle patologie a bassa complessità, contribuendo a ridurre la pressione sui Pronto Soccorso. Tra le priorità illustrate anche l&#8217;adozione di una delibera regionale contro le aggressioni al personale sanitario, con procedure organizzative omogenee che prevedano sistemi di videosorveglianza, guardie giurate, spazi adeguati per i familiari e figure dedicate alla comunicazione con pazienti e accompagnatori.</p>



<p>Il Coordinamento ha inoltre chiesto di superare alcune criticità organizzative, restituendo agli specialisti la possibilità di prescrivere direttamente esami e prestazioni di competenza e consentendo ai medici delle strutture pubbliche di trasmettere direttamente all&#8217;INPS i certificati di malattia attraverso l&#8217;integrazione dei sistemi informatici. Infine, il Coordinamento ha evidenziato la necessità di ridefinire il fabbisogno di personale sanitario e di introdurre incentivi economici e organizzativi per i professionisti che operano nelle sedi più disagiate, ribadendo la disponibilità a collaborare con la Regione per contribuire alla costruzione di un sistema sanitario sempre più efficiente, moderno e vicino ai cittadini.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come proteggere la pelle in estate: le regole per esporsi al sole in sicurezza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/come-proteggere-la-pelle-in-estate-le-regole-per-esporsi-al-sole-in-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione al sole]]></category>
		<category><![CDATA[nei]]></category>
		<category><![CDATA[proteggere la pelle]]></category>
		<category><![CDATA[raggi uv]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;estate è sinonimo di mare, piscina e giornate all&#8217;aria aperta, ma anche di una maggiore esposizione ai raggi ultravioletti (UV), principale fattore di rischio per scottature, invecchiamento precoce della pelle [...]]]></description>
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<p>L&#8217;estate è sinonimo di mare, piscina e giornate all&#8217;aria aperta, ma anche di una maggiore esposizione ai raggi ultravioletti (UV), principale fattore di rischio per scottature, invecchiamento precoce della pelle e tumori cutanei. Bastano poche semplici precauzioni per ridurre significativamente questi rischi e godersi il sole in sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I raggi UV: un rischio da non sottovalutare</h2>



<p>I raggi ultravioletti sono presenti anche quando il cielo è nuvoloso e la loro intensità aumenta durante i mesi estivi. Un&#8217;esposizione eccessiva può provocare eritemi e ustioni, ma gli effetti più preoccupanti si manifestano nel lungo periodo: perdita di elasticità della pelle, comparsa di macchie, rughe precoci e un aumento del rischio di sviluppare tumori della pelle, compreso il melanoma.</p>



<p>Secondo gli specialisti, il danno provocato dai raggi UV è cumulativo: ogni scottatura, soprattutto durante l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza, contribuisce ad aumentare il rischio di patologie cutanee negli anni successivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le regole per esporsi al sole in sicurezza</h2>



<p>Gli esperti consigliano alcune semplici abitudini:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>evitare l&#8217;esposizione diretta nelle ore più calde, indicativamente tra le 11 e le 16;</li>



<li>utilizzare una crema solare ad ampio spettro (UVA e UVB) con fattore di protezione almeno SPF 30, preferibilmente SPF 50 per pelli chiare e bambini;</li>



<li>applicare la crema circa 20-30 minuti prima dell&#8217;esposizione e rinnovarla ogni due ore, oltre che dopo ogni bagno o in caso di sudorazione intensa;</li>



<li>indossare cappello a tesa larga, occhiali da sole con filtri certificati e indumenti leggeri ma coprenti quando possibile;</li>



<li>bere acqua regolarmente per mantenere una corretta idratazione dell&#8217;organismo e della pelle.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Attenzione anche all&#8217;ombra</h2>



<p>Restare sotto l&#8217;ombrellone non elimina completamente il rischio. Sabbia, acqua e superfici chiare riflettono parte dei raggi UV, aumentando comunque l&#8217;esposizione. Per questo motivo la protezione solare rimane consigliata anche quando non ci si trova direttamente al sole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bambini e anziani: le categorie più vulnerabili</h2>



<p>I bambini hanno una pelle più delicata e non dovrebbero essere esposti direttamente al sole nei primi mesi di vita. Anche gli anziani, così come chi assume farmaci fotosensibilizzanti o soffre di particolari patologie cutanee, devono adottare precauzioni aggiuntive e, se necessario, confrontarsi con il proprio medico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando controllare i nei</h2>



<p>L&#8217;estate rappresenta anche un buon momento per prestare attenzione alla salute della pelle. Se un neo cambia forma, colore, dimensioni oppure sanguina o provoca prurito persistente, è opportuno prenotare una visita dermatologica senza attendere la fine della stagione.</p>



<p>La prevenzione resta lo strumento più efficace: una corretta esposizione al sole permette di beneficiare della luce naturale e della produzione di vitamina D, evitando però i danni che possono compromettere la salute della pelle nel tempo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Paestum e Velia presentano &#8220;Il benessere è un&#8217;opera d&#8217;arte”: un nuovo modello di welfare culturale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/paestum-e-velia-presentano-il-benessere-e-unopera-darte-un-nuovo-modello-di-welfare-culturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 12:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sport & outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[parchi archeologici di paestum e velia]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[I luoghi della cultura possono diventare parte integrante del benessere delle persone, contribuendo alla salute fisica, psicologica e sociale delle comunità. Con questa convinzione i Parchi archeologici di Paestum e [...]]]></description>
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<p>I luoghi della cultura possono diventare parte integrante del benessere delle persone, contribuendo alla salute fisica, psicologica e sociale delle comunità. Con questa convinzione i Parchi archeologici di Paestum e Velia hanno presentato oggi, presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum, &#8220;Il Benessere è un&#8217;opera d&#8217;arte&#8221;, un articolato progetto di welfare culturale che propone una nuova idea di patrimonio: non più soltanto luogo di conservazione e tutela, ma spazio vivo, capace di generare relazioni e migliore inclusione, prevenzione e qualità della vita.</p>



<p>L&#8217;iniziativa si inserisce nel percorso avviato dal Protocollo d&#8217;intesa tra il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute, che riconosce il valore della cultura quale elemento complementare ai percorsi di cura e di promozione della salute. In questo quadro, i Parchi archeologici di Paestum e Velia intendono costruire un laboratorio territoriale permanente di sperimentazione, fondato sul dialogo tra istituzioni, sistema sanitario, università, associazioni e terzo settore.</p>



<p>Il progetto prende forma attraverso un insieme di attività che affrontano il tema del benessere da prospettive diverse, accomunate dalla medesima convinzione: il patrimonio culturale è uno strumento attivo di prevenzione, inclusione e cura.</p>



<p>È da questa idea che nasce &#8220;Musei in Salute&#8221;, sviluppato insieme a ICOM Campania, che punta a costruire una rete regionale tra musei, università e Sistema Sanitario della Regione Campania per sperimentare modelli innovativi di welfare culturale fondati su evidenze scientifiche e destinati a diventare esperienze replicabili anche nelle politiche pubbliche. Accanto alla ricerca e alla sperimentazione, il progetto trova una concreta applicazione nei luoghi dei Parchi, dove il patrimonio diventa spazio di benessere attraverso iniziative dedicate al movimento e alla rigenerazione psicofisica.</p>



<p>I due siti UNESCO diventano così il palcoscenico naturale del progetto &#8220;Il Respiro dei Templi – Pilates e Armonia Classica&#8221;, realizzato dall’ASD The Authentic Pilates Italia che proporrà lezioni immergendosi nella bellezza del paesaggio archeologico. L’iniziativa &#8220;Archeologia in Movimento&#8221;, a cura dell’Associazione Moto perpetuo ODV, affiancherà alla pratica del Tai Ji Quan, momenti dedicati alla scoperta del patrimonio, con particolare attenzione alle persone con declini cognitivi e ai loro caregiver.</p>



<p>Il benessere, però, comincia nella nostra mente e passa attraverso le relazioni, le emozioni e la memoria. Grazie al prezioso contributo di co-progettazione della Cooperativa Il Tulipano, sono state presentate alcune iniziative che saranno svolte in collaborazione. Con &#8220;Le tracce della memoria&#8221;, gli anziani troveranno nei Parchi un luogo in cui raccontare la propria storia attraverso il dialogo con reperti, oggetti e testimonianze del passato, trasformando l&#8217;archeologia in occasione di ascolto e condivisione. La stessa idea di comunità anima &#8220;Paestum Viva&#8221;, un progetto intergenerazionale che, in accordo con i principi dettati dalla Convenzione di Faro, coinvolgerà bambini, giovani, adulti e anziani in esperienze partecipative e multisensoriali, facendo dei monumenti non soltanto luoghi da visitare, ma spazi in cui costruire nuove relazioni e rafforzare il senso di appartenenza e di eredità culturale. Inoltre, la realizzazione di nuove guide in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) ed Easy to Read attraverso immagini, simboli e testi semplificati, renderà l&#8217;esperienza di visita sempre più accessibile, inclusiva e attenta ai bisogni di ogni persona.</p>



<p>L&#8217;attenzione si estende anche a chi, per motivi di salute, non può raggiungere fisicamente i luoghi della cultura. Attraverso &#8220;Arte che Cura&#8221;, infatti, saranno proprio i Parchi, grazie alla collaborazione con la Cooperativa Il Tulipano e l’Associazione ONLUS “Nasi Rossi clown therapy”, a entrare nei luoghi di cura, dalle strutture ospedaliere alle Residenze Sanitarie Assistenziali e ai centri di riabilitazione psicologica e psichiatrica, portando il patrimonio storico-artistico come occasione di sollievo, incontro e benessere. Parallelamente, &#8220;Paestum e Velia ti colorano la Vita&#8221;, a cura di Masaniello Tourist Travel SRLS, accompagnerà soprattutto i più giovani in un percorso emotivo di crescita personale fatto di storytelling, public speaking, confronto e consapevolezza.</p>



<p>A rendere possibile questo complesso e diversificato percorso è una solida rete di collaborazioni che affianca i Parchi archeologici di Paestum e Velia nella progettazione e nello sviluppo delle diverse iniziative, sancita dalla firma di un protocollo di intesa tra i Parchi e tutti i soggetti coinvolti. &#8220;Il Benessere è un&#8217;opera d&#8217;arte&#8221; nasce infatti dalla collaborazione con ICOM Campania, la Cooperativa Il Tulipano, l&#8217;Associazione ONLUS Nasi Rossi Clown Therapy, Masaniello Tourist Travel SRLS, Moto Perpetuo ODV e ASD The Authentic Pilates Italia, partner che mettono a disposizione competenze scientifiche, sanitarie, educative e sociali per costruire un modello di welfare culturale fondato sulla cooperazione tra istituzioni e territorio.</p>



<p>«<em>Con &#8220;Il Benessere è un&#8217;opera d&#8217;arte&#8221;, i Parchi archeologici di Paestum e Velia compiono un ulteriore passo verso una concezione del patrimonio culturale come potente risorsa terapeutica», dichiara il Direttore Tiziana D&#8217;Angelo. «I luoghi della cultura non devono limitarsi a custodire il passato, ma dialogare con le comunità, comprenderne le esigenze e favorire la salute e il benessere individuali e collettivi. Questo progetto nasce proprio con l&#8217;ambizione di costruire, insieme ai nostri partner, un laboratorio territoriale permanente di welfare culturale che possa diventare un modello replicabile anche in altre realtà.</em>»</p>



<p>«<em>Con Musei in Salute, ICOM Campania promuove una sperimentazione che nasce dall&#8217;incontro tra patrimonio culturale, ricerca scientifica e salute. Il progetto interpreta il museo come un ecosistema di relazioni, capace di contribuire al benessere delle persone e delle comunità attraverso modelli innovativi di welfare culturale, favorendo nuove alleanze tra istituzioni culturali, mondo della ricerca e sistema sociosanitario, nella prospettiva di una visione integrata ispirata ai principi della One Health</em>», afferma Alessandra Drioli, Coordinatrice del Coordinamento Campano di ICOM Italia.</p>



<p>«<em>Con le proposte progettuali e l’adesione al protocollo di intesa intendiamo contribuire alla coprogettazione affinché la Bellezza sia fonte di Benessere individuale e di comunità contribuendo a rendere i Parchi Archeologici di Paestum e di Velia luoghi di partecipazione e di cittadinanza attiva di ri…scoperta delle identità personale e comunitaria a partire dalla Persona e dalla sua Unicità</em>», commenta Giovanni Minucci, Direttore della Cooperativa Il Tulipano.</p>



<p>Con questa iniziativa i Parchi archeologici di Paestum e Velia rafforzano il proprio impegno nella sperimentazione di nuove politiche culturali, proponendo un modello in cui tutela, accessibilità, salute e inclusione diventano elementi dialoganti di una stessa strategia. Un percorso che guarda al patrimonio archeologico non solo come memoria del passato, ma come risorsa capace di incidere sul benessere presente delle persone e delle comunità.</p>
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		<title>Qual è lo stile migliore di nuoto per proteggere la salute oculare?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/qual-e-lo-stile-migliore-di-nuoto-per-proteggere-la-salute-oculare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 11:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport & outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[nuoto]]></category>
		<category><![CDATA[salute oculare]]></category>
		<category><![CDATA[stile di nuoto]]></category>
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					<description><![CDATA[Durante la stagione estiva, le piscine sono tra i luoghi più frequentati per combattere le alte temperature e praticare esercizio fisico, al punto che molte persone trascorrono diverse ore al [...]]]></description>
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<p>Durante la stagione estiva, le piscine sono tra i luoghi più frequentati per combattere le alte temperature e praticare esercizio fisico, al punto che molte persone trascorrono diverse ore al giorno in acqua, specialmente durante le vacanze o nei fine settimana.&nbsp;<strong>Nuotare è una delle attività più raccomandate per migliorare la salute fisica e il benessere mentale, anche grazie al basso impatto sulle articolazioni, sulla schiena e ai benefici cardiovascolari</strong>; tuttavia, secondo gli esperti di&nbsp;<a href="https://www.clinicabaviera.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Baviera</a>, il gruppo oculistico più importante d&#8217;Europa,&nbsp;<strong>certe abitudini in piscina possono influire direttamente sulla salute oculare.</strong>&nbsp;Al di là della qualità dell&#8217;acqua o dei prodotti impiegati per la sua disinfezione, fattori come lo stile di nuoto scelto, il tempo che si trascorre con la testa immersa in acqua, la frequenza di immersione o laprire gli occhi sott&#8217;acqua senza protezione, possono condizionare il grado di esposizione degli occhi all&#8217;ambiente acquatico e, di conseguenza, la comparsa di fastidi visivi.</p>



<p><strong>L&#8217;esposizione ripetuta e prolungata all&#8217;acqua della piscina può alterare il film lacrimale</strong>, incaricato di proteggere e idratare la superficie oculare, favorendo sintomi come bruciore, occhi rossi, sensazione di sabbia, secchezza o visione offuscata temporanea, anche in persone che di solito non presentano problemi oculari di questo tipo nella loro quotidianità.</p>



<p>Per questo, gli esperti di&nbsp;<a href="https://www.clinicabaviera.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Baviera &#8211; Clinica Oculistica</a>&nbsp;hanno voluto spiegare quali sono gli stili di nuoto più consigliati per evitare problemi e dare alcuni suggerimenti per godersi la piscina proteggendo allo stesso tempo la salute oculare, evitando fastidi visivi durante l&#8217;estate:</p>



<p><strong>Rana</strong></p>



<p><strong>La rana è considerato uno degli stili più favorevoli per la salute oculare, perché permette di mantenere la testa fuori dall&#8217;acqua per più tempo e facilita una ventilazione oculare costante</strong>. Tirando fuori il viso ad ogni bracciata, gli occhi rimangono infatti meno esposti al contatto diretto con l&#8217;acqua della piscina e il film lacrimale si mantiene più stabile. Inoltre, di solito questo stile viene praticato a un ritmo più lento e rilassato, il che riduce l&#8217;esposizione continuata a sostanze irritanti e lo rende una delle migliori opzioni per le persone con occhi sensibili o con tendenza a soffrire di secchezza oculare.&nbsp;<strong>Un altro aspetto positivo dello stile rana è che permette di riposare la vista con maggiore facilità tra un movimento e l&#8217;altro, poiché il nuotatore può mantenere momenti di riferimento visivo fuori dall&#8217;acqua.</strong></p>



<p>Per evitare fastidi, conviene comunque&nbsp;<strong>non forzare troppo il sollevamento della testa durante la respirazione</strong>, cosa che provoca più schizzi diretti sugli occhi e favorisce la sensazione di affaticamento visivo dopo aver trascorso molto tempo in piscina. È anche&nbsp;<strong>consigliabile sciacquare il viso con acqua dolce</strong>&nbsp;al termine della nuota per eliminare residui di cloro o sale (in caso di piscine con acqua salata o in mare) che possano rimanere intorno alle palpebre e causare irritazione ore dopo.</p>



<p><strong>Stile libero</strong>&nbsp;</p>



<p>Al contrario,&nbsp;<strong>lo stile libero è uno degli stili che genera più esposizione a disturbi visivi, specialmente quando viene praticato per lunghi periodi in acqua</strong>. Sebbene la testa emerga parzialmente per respirare, per gran parte del tempo il viso rimane immerso e gli occhi sono continuamente a contatto con l&#8217;acqua e gli schizzi. Inoltre, molte persone mantengono gli occhi aperti sott&#8217;acqua per orientarsi durante il movimento, aumentando ulteriormente l&#8217;irritazione oculare e favorendo la comparsa di bruciore, arrossamento o sensazione di sabbia dopo aver trascorso diverse ore in piscina.</p>



<p>In questo caso, risulta&nbsp;<strong>particolarmente importante utilizzare occhialini da nuoto ben aderenti al viso, per evitare infiltrazioni d&#8217;acqua e ridurre l&#8217;impatto del cloro sulla superficie oculare</strong>. Conviene inoltre evitare di strofinarsi gli occhi con le mani bagnate, poiché questo gesto può trascinare sostanze irritanti direttamente verso la congiuntiva e peggiorare i fastidi. Quando si trascorre molto tempo praticando lo stile libero, è bene alternare momenti dentro e fuori dallacqua per aiutare gli occhi a recuperare parte della loro idratazione naturale e farli riposare dall&#8217;esposizione costante ad agenti irritanti.</p>



<p><strong>Delfino</strong></p>



<p><strong>Lo stile delfino o farfalla è probabilmente lo stile più aggressivo dal punto di vista oculare a causa della ripetizione continua di immersioni e del forte impatto dell&#8217;acqua sul viso.</strong>Sebbene la testa esca dall&#8217;acqua frequentemente, gli schizzi costanti fanno sì che gli occhi siano sottoposti a cambiamenti continui di umidità e pressione, aumentando il rischio di secchezza, irritazione e affaticamento visivo, specialmente in persone con sensibilità oculare pregressa.</p>



<p>Per ridurre l&#8217;impatto sulla superficie oculare, è consigliabile, oltre a utilizzare occhialini da nuoto,&nbsp;<strong>evitare di praticare lo stile delfino per troppo tempo consecutivo e alternarlo con stili più tranquilli che permettano agli occhi di riposare.</strong>&nbsp;Può inoltre risultare utile mantenere una buona igiene del viso dopo essere usciti dalla piscina, asciugando accuratamente la zona delle palpebre e delle ciglia per evitare che rimangano residui di cloro accumulati sulla pelle e intorno agli occhi.</p>



<p><strong>Dorso</strong></p>



<p><strong>Nel caso del dorso, è di sicuro&nbsp;lo stile che produce meno esposizione oculare perché il viso rimane fuori dall&#8217;acqua praticamente per tutto il tempo.</strong>Nuotando a pancia in su, gli occhi riducono notevolmente il contatto con sostanze irritanti presenti nella piscina e diminuisce il rischio di alterazione del film lacrimale. Per questo motivo, è solitamente uno degli stili più raccomandati per persone con fastidi oculari ricorrenti o per chi desidera minimizzare l&#8217;esposizione diretta all&#8217;acqua senza rinunciare a godersi la piscina.</p>



<p>Tuttavia,&nbsp;<strong>praticandolo con lo sguardo rivolto verso l&#8217;alto, è importante tenere in considerazione l&#8217;esposizione solare</strong>, specialmente nelle piscine allaperto e durante le ore centrali della giornata. La luce riflessa sull&#8217;acqua può generare abbagliamento e stanchezza visiva anche se gli occhi non entrano in contatto diretto con l&#8217;acqua.&nbsp;<strong>Per evitarlo, conviene usare occhiali con protezione ultravioletta, riposare la vista periodicamente e cercare zone d&#8217;ombra dopo essere rimasti a lungo a nuotare.</strong>Mantenere una corretta idratazione favorisce inoltre la lubrificazione naturale dell&#8217;occhio e aiuta a prevenire la sensazione di secchezza dopo il bagno.</p>



<p><strong>Immersioni</strong></p>



<p>Anche le immersioni ricreative e le attività subacquee in piscina possono essere un modo di godersi lacqua durante l&#8217;estate, sebbene implichino un&#8217;esposizione oculare diversa rispetto agli altri stili di nuoto. In questo caso,&nbsp;<strong>gli occhi rimangono immersi per più tempo e il contatto continuato con l&#8217;acqua può risultare particolarmente aggressivo per la superficie oculare</strong>, soprattutto in piscine molto clorate o in quelle dove l&#8217;acqua provoca maggiore irritazione.</p>



<p>Per questo,&nbsp;<strong>si raccomanda di utilizzare maschere o occhialini specifici da immersione che creino una piccola camera d&#8217;aria protettiva davanti all&#8217;occhio</strong>&nbsp;in modo da evitare di aprire gli occhi direttamente sott&#8217;acqua per periodi prolungati. È inoltre importante&nbsp;<strong>evitare l&#8217;uso di lenti a contatto durante le immersioni lunghe,</strong>&nbsp;poiché possono favorire infezioni o aumentare i fastidi entrando in contatto con microrganismi presenti nell&#8217;acqua. Dopo il bagno, inoltre, è opportuno applicare lacrime artificiali o lavare gli occhi con soluzione fisiologica, per aiutare a recuperare il comfort visivo e alleviare la sensazione di secchezza o prurito che molte persone notano dopo aver trascorso molto tempo sott&#8217;acqua.</p>



<p><strong>Il Dott. Sergio Ares, Medico Oculista e Country Manager di Baviera Italia, spiega</strong>: <em>«La piscina è uno degli ambienti più salutari dal punto di vista fisico, poiché migliora la capacità cardiovascolare, rafforza la muscolatura e riduce l&#8217;impatto sulle articolazioni; allo stesso tempo però può diventare uno spazio particolarmente aggressivo per gli occhi se non si tengono in considerazione piccole abitudini legate al modo di nuotare, alla frequenza con cui si immerge la testa, all&#8217;esposizione continuata all&#8217;acqua o all&#8217;assenza di protezione oculare. Da Baviera vogliamo incoraggiare la pratica del nuoto dando però alcuni piccoli consigli per godersi la piscina in modo sicuro, proteggendo gli occhi ed evitando fastidi visivi.»</em> </p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Salvata una giovane di Cava de&#8217; Tirreni da una rarissima gravidanza ectopica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salvata-una-giovane-di-cava-de-tirreni-da-una-rarissima-gravidanza-ectopica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 08:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cava de' Tirreni]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza ectopica]]></category>
		<category><![CDATA[mario polichetti]]></category>
		<category><![CDATA[salvata giovane donna]]></category>
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					<description><![CDATA[Una giovane donna di Cava de&#8217; Tirreni è stata sottoposta con successo a un intervento chirurgico per il trattamento di una rara forma di gravidanza ectopica, nota come scar pregnancy, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una giovane donna di Cava de&#8217; Tirreni è stata sottoposta con successo a un intervento chirurgico per il trattamento di una rara forma di gravidanza ectopica, nota come scar pregnancy, presso la Casa di Cura Tortorella di Salerno. La paziente è stata dimessa nei giorni scorsi ed è rientrata a casa in buone condizioni.</p>



<p>La scar pregnancy è una gravidanza che si sviluppa sulla cicatrice di un precedente taglio cesareo. Nel caso specifico, l&#8217;embrione si era impiantato sulla cicatrice di quattro precedenti cesarei, con un interessamento anche della parete della vescica, rendendo il quadro clinico particolarmente complesso.</p>



<p>L&#8217;intervento è stato eseguito dal professor Mario Polichetti, responsabile del reparto di Chirurgia Ginecologica e Oncologica della struttura, attraverso una tecnica mininvasiva che ha consentito di trattare la patologia preservando sia l&#8217;utero sia la vescica, riducendo il rischio di emorragie, tra le principali complicanze associate a questa condizione.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dolcificanti senza calorie: alleati della linea o falsa soluzione?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dolcificanti-senza-calorie-alleati-della-linea-o-falsa-soluzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 11:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[alleari della linea]]></category>
		<category><![CDATA[comunità scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di zucchero]]></category>
		<category><![CDATA[dolcificanti senza calorie]]></category>
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					<description><![CDATA[Caffè, tè, yogurt, bibite e perfino alcuni prodotti da forno. I dolcificanti senza calorie sono ormai presenti in moltissimi alimenti e bevande che fanno parte della quotidianità di milioni di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Caffè, tè, yogurt, bibite e perfino alcuni prodotti da forno. I dolcificanti senza calorie sono ormai presenti in moltissimi alimenti e bevande che fanno parte della quotidianità di milioni di persone. Utilizzati soprattutto da chi desidera ridurre l&#8217;apporto di zuccheri o controllare il peso corporeo, continuano però a dividere l&#8217;opinione pubblica tra chi li considera una valida alternativa allo zucchero e chi, invece, li guarda con sospetto.</p>



<p>Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha cercato di fare chiarezza, offrendo un quadro più articolato rispetto al passato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono i dolcificanti senza calorie</h2>



<p>Si tratta di sostanze che conferiscono un sapore dolce agli alimenti con un apporto calorico nullo o molto basso. Tra i più utilizzati figurano aspartame, sucralosio, acesulfame K, saccarina e stevia, quest&#8217;ultima di origine naturale ma sottoposta anch&#8217;essa a processi di estrazione e purificazione.</p>



<p>Essendo molto più dolci dello zucchero, ne basta una quantità minima per ottenere lo stesso effetto sul palato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Possono aiutare a ridurre il consumo di zucchero</h2>



<p>Per chi consuma abitualmente molte bevande zuccherate, sostituire lo zucchero con dolcificanti può rappresentare una strategia utile per ridurre l&#8217;apporto calorico complessivo.</p>



<p>Diversi studi mostrano che, se inseriti all&#8217;interno di un&#8217;alimentazione equilibrata, possono contribuire al controllo del peso e aiutare le persone con diabete a limitare gli zuccheri semplici, senza rinunciare completamente al gusto dolce.</p>



<p>Naturalmente, il beneficio dipende dall&#8217;alimentazione nel suo insieme. Sostituire lo zucchero nel caffè non basta se il resto della dieta rimane ricco di alimenti ultraprocessati e bevande ad alto contenuto calorico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le perplessità della comunità scientifica</h2>



<p>Negli ultimi anni alcuni studi hanno ipotizzato possibili effetti dei dolcificanti sul microbiota intestinale, sulla regolazione dell&#8217;appetito e sul metabolismo. I risultati, tuttavia, non sono ancora definitivi e spesso differiscono in base al tipo di dolcificante, alle quantità consumate e alle caratteristiche delle persone coinvolte nelle ricerche.</p>



<p>Anche per questo motivo numerose società scientifiche invitano a evitare conclusioni affrettate.</p>



<p>L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, ad esempio, ha suggerito prudenza nell&#8217;utilizzo dei dolcificanti come strategia principale per il controllo del peso, sottolineando che non rappresentano una soluzione miracolosa e che il loro impiego dovrebbe inserirsi in un percorso più ampio di educazione alimentare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sono sicuri?</h2>



<p>I dolcificanti autorizzati in Europa sono sottoposti a rigorose valutazioni di sicurezza. L&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) stabilisce per ciascuna sostanza una Dose Giornaliera Accettabile (DGA), cioè la quantità che può essere assunta quotidianamente per tutta la vita senza rischi apprezzabili per la salute.</p>



<p>Per la maggior parte delle persone è difficile superare questi limiti attraverso il normale consumo di alimenti e bevande.</p>



<p>Ciò non significa, però, che sia consigliabile abusarne. Come per molti aspetti dell&#8217;alimentazione, la moderazione resta il principio più importante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Educare il gusto resta la strategia migliore</h2>



<p>Gli esperti concordano su un punto: il vero obiettivo non dovrebbe essere sostituire ogni grammo di zucchero con un dolcificante, ma ridurre progressivamente l&#8217;abitudine a ricercare sapori molto dolci.</p>



<p>Abituare il palato a gusti meno intensi permette infatti di apprezzare maggiormente gli alimenti nella loro naturalezza e contribuisce a costruire uno stile alimentare più equilibrato nel lungo periodo.</p>



<p>I dolcificanti senza calorie possono quindi trovare spazio nella dieta, soprattutto in situazioni specifiche o su indicazione del medico o del nutrizionista, ma non sostituiscono una corretta educazione alimentare. La salute passa prima di tutto da un&#8217;alimentazione varia, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e alimenti freschi, associata a un&#8217;attività fisica regolare e a uno stile di vita sano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Paestum, archeologia e benessere si incontrano: al via il progetto Il benessere è un’opera d’arte</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/paestum-archeologia-e-benessere-si-incontrano-al-via-il-progetto-il-benessere-e-unopera-darte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione moto perpetuo]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[paestum]]></category>
		<category><![CDATA[tai chi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum apre le porte a una nuova idea di fruizione del patrimonio culturale, nella quale la bellezza dell’arte e dell’archeologia si coniuga con la promozione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum apre le porte a una nuova idea di fruizione del patrimonio culturale, nella quale la bellezza dell’arte e dell’archeologia si coniuga con la promozione della salute e del benessere della persona.</p>



<p>Lunedì 6 luglio sarà presentato il progetto “Il Benessere è un’opera d’arte”, iniziativa che vede riunite istituzioni, professionisti della salute, associazioni e realtà del territorio con l’obiettivo di promuovere modelli innovativi di prevenzione, inclusione sociale e partecipazione civica attraverso la cultura.</p>



<p>All’incontro prenderanno parte il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, autorità civili e rappresentanti delle istituzioni, a testimonianza di una visione condivisa che riconosce nei luoghi della cultura non solo custodi della memoria, ma anche spazi capaci di generare relazioni, benessere e qualità della vita.</p>



<p>Tra i protagonisti dell’iniziativa vi sarà l’Associazione Moto Perpetuo, che presenterà un programma di incontri dedicati al Tai Chi, disciplina millenaria che favorisce equilibrio, armonia, consapevolezza del movimento e benessere psicofisico. Le attività saranno aperte alla cittadinanza e offriranno un’opportunità concreta per vivere il patrimonio archeologico attraverso un’esperienza di salute, movimento e socialità.</p>



<p>«<em>Siamo profondamente onorati di essere parte di questo progetto, che interpreta il museo come un luogo vivo, capace di accogliere, educare e promuovere benessere</em>», afferma Alfonso Mauro, Presidente dell’Associazione Moto Perpetuo. «I<em>l Tai Chi è una disciplina che insegna ad ascoltare il proprio corpo, a ritrovare equilibrio e armonia e a coltivare il benessere attraverso il movimento. Praticarlo in un luogo straordinario come Paestum significa creare un dialogo tra il patrimonio culturale e la persona, tra la memoria della nostra civiltà e la cura della salute. È un messaggio di grande valore sociale che dimostra come la cultura possa diventare uno strumento concreto di prevenzione, inclusione e crescita della comunità. Ringraziamo il Direttore del Museo e tutti i partner istituzionali per aver condiviso questa visione.</em>»</p>



<p>Il progetto si inserisce nel più ampio percorso che, anche a livello internazionale, riconosce il ruolo della cultura quale determinante del benessere individuale e collettivo, favorendo la costruzione di comunità più sane, inclusive e partecipi.</p>



<p>L’appuntamento è per lunedì 6 luglio 2026 presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum, dove archeologia, movimento e benessere daranno vita a un percorso condiviso che guarda al futuro delle comunità, mettendo al centro la persona.</p>
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		<title>Contro fake news su malattie dermatologiche: ecco il glossario Apiafco</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/contro-fake-news-su-malattie-dermatologiche-ecco-il-glossario-apiafco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 12:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
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					<description><![CDATA[Sventare le fake news sulle malattie dermatologiche e dare uno strumento di informazione gratuito, autorevole e chiaro ai pazienti, i caregiver e i comunicatori. Con questi obiettivi Apiafco (Associazione Psoriasici [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sventare le fake news sulle malattie dermatologiche e dare uno strumento di informazione gratuito, autorevole e chiaro ai pazienti, i caregiver e i comunicatori. Con questi obiettivi Apiafco (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza) ha creato, all&#8217;interno del suo sito&nbsp;<a href="http://apiafco.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">apiafco.org</a>, il Glossario delle patologie della pelle (<a href="https://r.newsletter.dire.it/mk/cl/f/sh/7nVU1aA2nfsTSK12UOx3qI7A2ob9oTS/0HJZ4UN-9NBX" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.apiafco.org/glossario-delle-malattie-dermatologiche/</a>). Vi si trovano&nbsp;<strong>28 definizioni&nbsp;</strong>che riconducono alle principali problematiche connesse alla psoriasi, all&#8217;artrite psoriasica, alla dermatite atopica, alla vitiligine e all&#8217;eczema cronico delle mani, con un linguaggio appropriato ma comprensibile a tutti.</p>



<p>Secondo lo studio Salute Artificiale, realizzato dagli istituti Sociometrica e FieldCare su incarico di Fondazione Italia in Salute e Fondazione Pensiero Solido, spiega la presidente di Apiafco, <strong>Valeria Corazza</strong>, &#8220;<em>il 94% degli italiani cerca informazioni mediche online, il 43% usa già ChatGpt e l&#8217;AI generativa per la salute, e addirittura il 14% può arrivare a modificare le terapie senza consultare il medico, un comportamento pericoloso</em>&#8220;. Da qui l&#8217;idea di creare un &#8220;servizio fondamentale&#8221; per i pazienti che cercano informazioni, partendo anche da &#8220;termini banali, come ad esempio &#8216;prurito&#8217; con tutte le spiegazioni su cos&#8217;è, com&#8217;è, come si cura&#8221; e con link ad approfondimenti declinati su psoriasi, artrite psoriasica, dermatite atopica, vitiligine, eczema cronico delle mani.</p>



<p>&#8220;<em>Il tutto è basato su fonti autorevoli per dare un&#8217;informazione di qualità e fare in modo che gli utenti mettano da parte i siti non qualificati che si possono trovare in rete</em>&#8220;, aggiunge Corazza. Il Glossario, potrà essere via via incrementato, sempre basandosi su informazioni accreditate, per permettere agli utenti di avere un servizio che risponda a ogni eventuale dubbio. &#8220;<em>Non è un semplice elenco di termini tecnici, ma uno <strong>strumento</strong> capace di chiarire dubbi in tempo reale e soprattutto, di eliminare ogni ambiguità accedendo ad informazioni verificate, che contribuiscono a sviluppare una maggiore consapevolezza della propria condizione e partecipare attivamente alla relazione con il medico</em>&#8220;, si evidenzia a Apiafco.</p>



<p>Le voci sono in ordine alfabetico, per facilitare la consultazione e per aiutare il lettore lo stesso concetto è espresso con gli stessi termini in tutti i contenuti del glossario, desunti, a loro volta, dalle informazioni presenti sui materiali realizzati da Apiafco, in collaborazione con i più autorevoli specialisti di settore. Ciascuna voce rimanda, infine, all&#8217;area dedicata alle sezioni tematiche, uno spazio pensato per offrire informazioni affidabili, strumenti pratici, aggiornamenti costanti e servizi gratuiti a supporto di chi affronta ogni giorno le sfide poste dalle malattie croniche della pelle. E alle quali si è aggiunta, di recente, quella relativa all&#8217;eczema cronico delle mani, una patologia infiammatoria cronica della pelle alla quale Apiafco ha deciso di dare voce. &#8220;Il progetto di realizzare un glossario nasce dall&#8217;esigenza di&nbsp;<strong>aiutare i pazienti</strong>&nbsp;a comprendere meglio gli aspetti più importanti della patologia della quale soffrono &#8211; dai sintomi all&#8217;indicazione dello specialista di riferimento e ai consigli per migliorare la qualità della vita &#8211; inquadrata nel più ampio contesto delle malattie dermatologiche croniche, caratterizzate da una complessità enorme, riconducibile alla loro natura sistemica&#8221;, chiarisce Corazza.</p>



<p>L&#8217;infiammazione propria della psoriasi, artrite psorasica, della dermatite atopica, della vitiligine, dell&#8217;eczema cronico delle mani, patologie alle quali Apiafco dedica specifica attenzione sotto il profilo dell&#8217;informazione e dell&#8217;advocacy, ricorda la presidente dell&#8217;Associazione, &#8220;<em><strong>non rimane confinata alla pelle, ma può coinvolgere l&#8217;intero organismo,</strong> influenzando diversi organi e apparati, e con ripercussioni profonde che vanno ben oltre il sintomo fisico, influenzando ogni aspetto della vita quotidiana</em>&#8220;. A causa della visibilità delle lesioni e la persistenza dei sintomi (come il prurito e il dolore), infatti, &#8220;<em>chi ne soffre spesso sperimenta frustrazione e stress dovuti alla natura recidivante della malattia; ansia, depressione e senso di isolamento causati dallo stigma che spinge spesso i pazienti a nascondersi o a evitare situazioni sociali. E ancora: imbarazzo, vergogna, difficoltà nelle relazioni intime; deficit professionali dovuti alla mancanza di sonno; difficoltà nell&#8217;eseguire gesti comuni come lavarsi, vestirsi, o cucinare</em>&#8220;, conclude.</p>
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		<title>Yoga: Namasté Praiano, dal 4 al 6 settembre il festival del benessere a Tramonti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/yoga-namaste-praiano-dal-4-al-6-settembre-il-festival-del-benessere-a-tramonti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport & outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[namasté praiano]]></category>
		<category><![CDATA[tramonti]]></category>
		<category><![CDATA[yoga]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 4 al 6 settembre Tramonti ospiterà Namasté Praiano, il festival dedicato allo yoga, al benessere e alle discipline olistiche. L&#8217;edizione 2026 si svolgerà nella frazione di Novella e rappresenta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal 4 al 6 settembre Tramonti ospiterà Namasté Praiano, il festival dedicato allo yoga, al benessere e alle discipline olistiche. L&#8217;edizione 2026 si svolgerà nella frazione di Novella e rappresenta una nuova tappa nel percorso di crescita della manifestazione, giunta al suo settimo anno. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>L&#8217;iniziativa nasce dalla collaborazione tra Praiano e Tramonti con l&#8217;obiettivo di promuovere un turismo esperienziale e sostenibile e di valorizzare il patrimonio naturalistico e culturale della Costiera Amalfitana. Il programma si svilupperà nel comune di Tramonti, caratterizzato da un&#8217;ampia presenza di boschi, sentieri, terrazzamenti e vigneti, proponendo un&#8217;esperienza orientata al benessere e al contatto con la natura.</p>



<p>«<em>Crediamo che il benessere possa diventare uno strumento concreto per riscoprire i territori e creare relazioni autentiche tra le persone. Portare Namasté Praiano a Tramonti significa valorizzare un patrimonio naturale e umano straordinario e invitare le persone a vivere la Campania più autentica, attraverso esperienze di condivisione, ascolto e contatto con la natura</em>», afferma Elvira Zingone, fondatrice del progetto.</p>



<p>Il calendario prevede pratiche di Ashtanga Yoga, Vinyasa Yoga, Yin Yoga e Kundalini Yoga, oltre a sessioni di Breathwork, Mindfulness, Shiatsu e meditazione sonora, affiancate da trekking nei castagneti e attività all&#8217;aria aperta. Tra gli insegnanti figurano Daniela Quintiliani, Marzia Rossi, Sara Ruocco, Paola De Martino, Francesca Zannelli, Teodoro Castolo ed Emiliana Sorrentino.</p>



<p>Il festival si aprirà venerdì 4 settembre con una pratica di Ashtanga Yoga e si concluderà domenica 6 settembre con il Morning Club, format dedicato alla musica e al movimento nelle prime ore della giornata.</p>



<p>L&#8217;iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione dei territori interni della Costiera Amalfitana attraverso attività legate al benessere, alla sostenibilità e alla destagionalizzazione dell&#8217;offerta turistica.</p>
</blockquote>
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		<item>
		<title>Prevenzione a Ogliastro Cilento: oltre 125 prestazioni mediche gratuite</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/prevenzione-a-ogliastro-cilento-oltre-125-prestazioni-mediche-gratuite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 14:40:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ogliastro Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[visite mediche gratuite]]></category>
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					<description><![CDATA[Una straordinaria risposta in termini di partecipazione e solidarietà ha caratterizzato la giornata di visite mediche specialistiche gratuite che si è svolta a Ogliastro Cilento sabato 27 giugno 2026. L&#8217;iniziativa, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una straordinaria risposta in termini di partecipazione e solidarietà ha caratterizzato la giornata di visite mediche specialistiche gratuite che si è svolta a Ogliastro Cilento sabato 27 giugno 2026. L&#8217;iniziativa, dedicata alla prevenzione e alla tutela della salute dei cittadini, ha registrato numeri importanti, confermando il forte bisogno di queste giornate sul territorio. Un impulso decisivo per la realizzazione del progetto è arrivato dal dottor Giuseppe Bianchino che ha promosso la giornata di screening.<br>I dati finali dell&#8217;iniziativa fotografano una macchina organizzativa efficiente e una cittadinanza attiva: nel corso della giornata sono state effettuate circa 65 visite specialistiche e oltre 125 prestazioni totali. I cittadini accorsi hanno potuto usufruire di esami cardiologici come gli elettrocardiogrammi (ECG), della misurazione della pressione arteriosa, di screening ginecologici con l&#8217;esecuzione di Pap Test e di altre valutazioni cliniche fondamentali per la prevenzione personale.</p>



<p>L’evento è stato reso possibile grazie alla disponibilità dimostrate dal Sindaco Michele Apolito e da tutta l’amministrazione Comunale di Ogliastro Cilento, che hanno accolto l&#8217;appuntamento con grande cura.<br>Il dottor Franco Russo ha voluto esprimere un profondo ringraziamento a tutti i camici bianchi scesi in campo: “La loro professionalità e generosità fanno davvero la differenza. Ringrazio di cuore i medici che, nonostante il pochissimo tempo libero a disposizione e una temperatura quasi africana, hanno scelto di dedicare una parte del proprio tempo al servizio della nostra Associazione &#8216;Le mani sui cuori&#8217; APS e di tutta la comunità”.</p>



<p>“Un grazie speciale va ai volontari” – ha continuato il dottor Franco Russo – “senza la loro passione e presenza costante, tutto questo non sarebbe possibile. Sono loro l’anima dell’Associazione e il motore di queste giornate. Desidero inoltre ringraziare tutte le persone di Ogliastro Cilento e dei comuni limitrofi che hanno scelto di darci fiducia, affidandosi a noi per un momento così importante e delicato come quello della prevenzione medica”. L&#8217;iniziativa si è chiusa con un bilancio estremamente positivo, sia sul piano sanitario che su quello della coesione sociale. Gli organizzatori e l&#8217;Amministrazione Comunale hanno definito la giornata come una bellissima esperienza professionale e umana, confermando l&#8217;intenzione di riproporre l&#8217;evento nel prossimo futuro per continuare a garantire un sostegno concreto alla salute pubblica locale.</p>
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		<item>
		<title>Attivata una nuova postazione del 118 a Marina di Pisciotta: presidio operativo H24 dal 1° luglio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/attivata-una-nuova-postazione-del-118-a-marina-di-pisciotta-presidio-operativo-h24-dal-1-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 14:34:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pisciotta]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[pisciotta]]></category>
		<category><![CDATA[pisciotta 118]]></category>
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					<description><![CDATA[Rafforzati i servizi di emergenza sanitaria sul territorio comunale. A partire da martedì 1° luglio, alle ore 8, entrerà in funzione una nuova postazione del 118 a Marina di Pisciotta, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Rafforzati i servizi di emergenza sanitaria sul territorio comunale. A partire da martedì 1° luglio, alle ore 8, entrerà in funzione una nuova postazione del 118 a Marina di Pisciotta, in via Acquabianca, con un presidio operativo 24 ore su 24 e un’ambulanza H24 a disposizione della comunità.</p>



<p>L’iniziativa, annunciata dall’Amministrazione comunale, rappresenta un importante potenziamento del sistema di emergenza-urgenza, con l’obiettivo di garantire interventi più rapidi ed efficienti sia a favore dei residenti che dei numerosi turisti presenti durante la stagione estiva.</p>



<p>Secondo quanto comunicato dal Comune, la nuova sede consentirà di assicurare una maggiore prossimità nei soccorsi e una risposta tempestiva alle esigenze sanitarie del territorio, migliorando la rete dell’assistenza in un periodo caratterizzato da un notevole incremento delle presenze.</p>



<p>L’inaugurazione della struttura si è svolta nella mattinata di oggi, 30 giugno, alla presenza dei responsabili del servizio. L’Amministrazione ha invitato la cittadinanza a prendere parte alla cerimonia, sottolineando il valore strategico del nuovo presidio per la sicurezza e la tutela della salute pubblica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pressione alta, lo studio: bibite zuccherate e troppi succhi aumentano il rischio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pressione-alta-lo-studio-bibite-zuccherate-e-troppi-succhi-aumentano-il-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[bibite zuccherate]]></category>
		<category><![CDATA[pressione alta]]></category>
		<category><![CDATA[succhi di frutta]]></category>
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					<description><![CDATA[Le abitudini alimentari acquisite durante l&#8217;infanzia possono influenzare la salute cardiovascolare anche molti anni più tardi. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Circulation, che ha seguito [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le abitudini alimentari acquisite durante l&#8217;infanzia possono influenzare la salute cardiovascolare anche molti anni più tardi. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica <em>Circulation</em>, che ha seguito oltre 25 mila bambini e adolescenti per un periodo fino a 25 anni, evidenziando un&#8217;associazione tra il consumo abituale di bevande zuccherate e succhi di frutta e un maggiore rischio di sviluppare ipertensione in età adulta.</p>



<p>La ricerca, coordinata da <strong>Vasanti Malik</strong> della Temerty Faculty of Medicine dell&#8217;Università di Toronto e ricercatrice affiliata alla Harvard T.H. Chan School of Public Health, ha coinvolto <strong>25.749 partecipanti</strong> del progetto <em>Growing Up Today Study (GUTS)</em>. I ragazzi, arruolati tra i 9 e i 16 anni, sono stati monitorati fino al 2021 attraverso questionari periodici sulle abitudini alimentari, lo stile di vita e lo stato di salute. Nel corso del follow-up, <strong>1.625 partecipanti</strong>, pari al <strong>6,3% del campione</strong>, hanno riferito di aver ricevuto una diagnosi di ipertensione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bibite zuccherate, rischio più elevato</h3>



<p>I risultati mostrano un&#8217;associazione significativa tra il consumo di bevande zuccherate e la pressione alta. Chi consumava almeno <strong>due porzioni al giorno</strong> di soft drink, bevande sportive o altre bibite zuccherate presentava un rischio di sviluppare ipertensione <strong>superiore del 52%</strong> rispetto a chi ne beveva meno di tre porzioni a settimana.</p>



<p>Entrando nel dettaglio, ogni porzione quotidiana di bibite gassate risultava associata a un incremento del rischio del <strong>23%</strong>, mentre per le bevande sportive l&#8217;aumento arrivava al <strong>36%</strong>.</p>



<p>Secondo gli autori dello studio, questi dati rafforzano le raccomandazioni delle principali società scientifiche, che invitano a limitare il consumo di zuccheri aggiunti già nei primi anni di vita.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Anche i succhi di frutta richiedono moderazione</h3>



<p>Un altro aspetto emerso dalla ricerca riguarda i succhi di frutta, spesso considerati una scelta salutare. I partecipanti che consumavano <strong>almeno una porzione e mezza al giorno</strong> presentavano un rischio di ipertensione <strong>più alto del 35%</strong> rispetto a chi ne beveva meno di una porzione settimanale.</p>



<p>Gli studiosi precisano che il succo di frutta non va equiparato alla frutta fresca. Pur contenendo vitamine e altri nutrienti, apporta zuccheri in forma liquida e viene assunto più facilmente in quantità elevate.</p>



<p>«Le bevande zuccherate, comprese quelle spesso commercializzate come relativamente salutari, dovrebbero essere limitate. Anche i succhi al 100% dovrebbero essere consumati con moderazione, privilegiando sempre la frutta intera», ha spiegato la coordinatrice dello studio, Vasanti Malik.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La frutta intera non aumenta il rischio</h3>



<p>Di segno opposto il risultato relativo alla frutta consumata intera. Lo studio non ha rilevato alcuna associazione tra un elevato consumo di frutta fresca e un aumento del rischio di ipertensione. Al contrario, le analisi suggeriscono un possibile effetto protettivo.</p>



<p>Sostituire una porzione quotidiana di bevanda zuccherata con una porzione di frutta intera è risultato associato a una <strong>riduzione del rischio del 22%</strong>. Benefici sono emersi anche sostituendo le bibite con acqua o latte, oppure il succo di frutta con frutta fresca.</p>



<p>Secondo <strong>Amit Khera</strong>, direttore della cardiologia preventiva presso l&#8217;University of Texas Southwestern Medical Center, il dato conferma che «non è necessariamente il fruttosio in sé a essere dannoso, ma la matrice alimentare nella quale viene assunto». La fibra e gli altri componenti della frutta intera, infatti, ne modificano gli effetti sull&#8217;organismo rispetto agli zuccheri assunti attraverso le bevande.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Uno studio osservazionale</h3>



<p>Gli autori invitano comunque a interpretare i risultati con prudenza. Si tratta infatti di uno <strong>studio osservazionale</strong>, che individua associazioni statistiche ma non dimostra un rapporto diretto di causa-effetto. Inoltre, le informazioni sono state raccolte tramite questionari compilati dai partecipanti e la popolazione analizzata era composta prevalentemente da soggetti bianchi non ispanici.</p>



<p>Nonostante questi limiti, la ricerca aggiunge nuove evidenze a favore di un messaggio ormai condiviso dalla comunità scientifica: per proteggere la salute cardiovascolare nel lungo periodo è opportuno limitare il consumo abituale di bevande zuccherate e considerare anche i succhi di frutta come alimenti da consumare con moderazione, privilegiando invece la frutta fresca intera all&#8217;interno di uno stile di vita sano ed equilibrato.</p>



<p>(Fonte sanitainformazione.it) </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Sospese le degenze in Oncologia, la protesta dei sindaci del Distretto Sanitario 70</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sospese-le-degenze-in-oncologia-la-protesta-dei-sindaci-del-distretto-sanitario-70/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 15:17:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[I Sindaci del Distretto Sanitario 70 esprimono&#160;forte preoccupazione&#160;per la sospensione delle degenze ordinarie del reparto di Oncologia del DEA Vallo-Agropoli e per il conseguente trasferimento dei pazienti in altri reparti. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I Sindaci del Distretto Sanitario 70 esprimono&nbsp;<strong>forte preoccupazione</strong>&nbsp;per la sospensione delle degenze ordinarie del reparto di Oncologia del DEA Vallo-Agropoli e per il conseguente trasferimento dei pazienti in altri reparti.</p>



<p>Pur prendendo atto dell’impegno della Direzione Strategica dell’ASL Salerno nel risolvere le criticità emerse, anche attraverso il potenziamento dell’organico con l’inserimento di quattro medici specializzandi, riteniamo che&nbsp;<strong>non sia in alcun modo accettabile</strong>&nbsp;arrivare alla sospensione delle degenze ordinarie di un reparto così delicato.</p>



<p>L’Oncologia assiste pazienti fragili, che necessitano di continuità assistenziale, competenze specialistiche e percorsi di cura adeguati.&nbsp;<strong>Le difficoltà organizzative e la carenza di personale non possono tradursi in una riduzione dei servizi essenziali né ricadere direttamente sui cittadini.</strong></p>



<p>Per questo chiediamo&nbsp;<strong>l’immediato ripristino dei posti letto del reparto di Oncologia</strong>&nbsp;e, soprattutto,&nbsp;<strong>l’adozione di un modello organizzativo stabile e programmato</strong>, capace di prevenire le criticità prima che si trasformino in emergenze o comportino una riduzione dell’assistenza.</p>



<p>Il DEA Vallo-Agropoli deve essere messo nelle condizioni di rispondere in modo efficace e continuativo alle reali esigenze sanitarie del Cilento, evitando che problematiche prevedibili producano conseguenze dirette sui pazienti e sulle loro famiglie.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Zanzare, come affrontare le punture: dai rimedi naturali ai piccoli accorgimenti per ridurre il fastidio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/zanzare-come-affrontare-le-punture-dai-rimedi-naturali-ai-piccoli-accorgimenti-per-ridurre-il-fastidio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 13:46:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate tornano anche loro: le zanzare. Il caldo, l&#8217;umidità e la presenza di ristagni d&#8217;acqua favoriscono la loro diffusione e le punture diventano un problema frequente, soprattutto nelle [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate tornano anche loro: le zanzare. Il caldo, l&#8217;umidità e la presenza di ristagni d&#8217;acqua favoriscono la loro diffusione e le punture diventano un problema frequente, soprattutto nelle ore serali. Prurito, arrossamento e gonfiore sono le reazioni più comuni, ma alcuni semplici accorgimenti possono aiutare ad alleviare il fastidio.</p>



<p>La puntura di zanzara è provocata dalla saliva dell&#8217;insetto, che viene introdotta nella pelle durante il pasto di sangue. Il sistema immunitario reagisce a queste sostanze provocando la caratteristica irritazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prima regola: non grattarsi</h2>



<p>Il gesto più spontaneo dopo una puntura è grattare la zona interessata, ma questa azione può peggiorare l&#8217;irritazione e aumentare il rischio di piccole lesioni della pelle.</p>



<p>La prima cosa da fare è lavare la zona con acqua e sapone per mantenerla pulita e ridurre il rischio di infezioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il freddo contro gonfiore e prurito</h2>



<p>Uno dei rimedi più semplici è l&#8217;applicazione del freddo. Un cubetto di ghiaccio avvolto in un panno o un impacco fresco applicato per alcuni minuti può contribuire a diminuire il gonfiore e dare sollievo dalla sensazione di prurito.</p>



<p>Il freddo agisce temporaneamente sui recettori della pelle attenuando la percezione del fastidio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aloe vera e sollievo naturale</h2>



<p>L&#8217;aloe vera è spesso utilizzata per le sue proprietà lenitive e idratanti. Il gel applicato sulla zona della puntura può dare una sensazione rinfrescante e aiutare a calmare la pelle irritata.</p>



<p>È consigliabile utilizzare prodotti destinati all&#8217;applicazione cutanea e verificare eventuali sensibilità personali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bicarbonato e rimedi tradizionali</h2>



<p>Tra i rimedi casalinghi più conosciuti c&#8217;è il bicarbonato di sodio mescolato con poca acqua fino a ottenere una pasta da applicare localmente per un breve periodo.</p>



<p>Si tratta di un metodo tradizionale utilizzato per alleviare il fastidio, anche se l&#8217;efficacia può variare da persona a persona.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oli essenziali: attenzione alla pelle</h2>



<p>Alcuni oli essenziali, come quelli di lavanda o tea tree, vengono spesso citati tra i rimedi naturali contro le punture. Tuttavia non devono essere applicati puri direttamente sulla pelle, perché possono causare irritazioni o reazioni.</p>



<p>Devono essere sempre utilizzati correttamente e con le dovute precauzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando la reazione è più intensa</h2>



<p>Nella maggior parte dei casi la puntura di zanzara provoca una reazione locale destinata a risolversi spontaneamente. In alcune persone, però, il gonfiore può essere più evidente e durare più a lungo.</p>



<p>È importante prestare attenzione a segnali insoliti come arrossamento molto esteso, dolore crescente, presenza di pus o sintomi generali: in questi casi è opportuno chiedere un parere medico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prevenire le punture</h2>



<p>La prevenzione resta lo strumento più efficace. Alcuni comportamenti utili sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>eliminare i ristagni d&#8217;acqua da sottovasi, secchi e contenitori;</li>



<li>utilizzare zanzariere quando possibile;</li>



<li>indossare abiti chiari e coprenti nelle ore di maggiore attività degli insetti;</li>



<li>proteggere gli ambienti esterni con sistemi adeguati.</li>
</ul>



<p>Anche le piante aromatiche come citronella, basilico e lavanda vengono spesso associate alla tradizione popolare come aiuto contro gli insetti, anche se da sole non rappresentano una protezione completa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Estate senza fastidi</h2>



<p>Le zanzare fanno parte degli ecosistemi e svolgono un ruolo nella catena alimentare, ma per l&#8217;uomo le punture possono trasformarsi in un fastidio quotidiano. Con piccoli accorgimenti, una corretta gestione degli ambienti e semplici rimedi per la pelle è possibile affrontare l&#8217;estate con maggiore tranquillità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Sicurezza in casa, l&#8217;Asl Salerno in campo contro gli incidenti domestici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sicurezza-in-casa-lasl-salerno-in-campo-contro-gli-incidenti-domestici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 12:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[asl salerno]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti domestici]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza in casa]]></category>
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					<description><![CDATA[Prevenzione e sensibilizzazione al centro dell’iniziativa promossa dal Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Salerno, che nel fine settimana ha organizzato una campagna informativa dedicata al tema degli incidenti domestici presso [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Prevenzione e sensibilizzazione al centro dell’iniziativa promossa dal Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Salerno, che nel fine settimana ha organizzato una campagna informativa dedicata al tema degli incidenti domestici presso il Cilento Outlet di Eboli.</p>



<p>L’attività, realizzata grazie alla disponibilità della direzione del centro commerciale, si inserisce nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione – Programma “Sicurezza negli ambienti di vita” ed è rivolta in particolare alle categorie più vulnerabili, come bambini e anziani.</p>



<p>Obiettivo della campagna è diffondere conoscenze e buone pratiche utili a ridurre i rischi presenti negli ambienti domestici e promuovere una maggiore consapevolezza sulla sicurezza in ambito familiare.</p>



<p>Nel corso delle giornate del 27 e 28 giugno, il camper aziendale dell’ASL di Salerno ha sostato all’ingresso del Cilento Outlet, trasformandosi in un vero e proprio punto informativo a disposizione dei cittadini. Gli operatori sanitari hanno incontrato i visitatori distribuendo materiale divulgativo e fornendo informazioni dirette sulle principali misure di prevenzione.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce in un percorso già avviato nei mesi scorsi, che ha visto anche l’attivazione, lo scorso maggio, dell’Ambulatorio Virtuale di Comunità presso la stessa struttura, a conferma della collaborazione tra ASL e Cilento Outlet sul fronte della promozione della salute e dei servizi di prossimità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Rafting in provincia di Salerno: dove vivere l’avventura tra fiumi e natura</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rafting-in-provincia-di-salerno-dove-vivere-lavventura-tra-fiumi-e-natura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 12:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auletta]]></category>
		<category><![CDATA[Pertosa]]></category>
		<category><![CDATA[Sport & outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[rafting]]></category>
		<category><![CDATA[sport & outdoor]]></category>
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					<description><![CDATA[Il rafting è una delle attività outdoor più praticate in provincia di Salerno, grazie alla presenza di corsi d’acqua immersi in scenari naturali ancora intatti. Un mix di adrenalina, natura [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il rafting è una delle attività outdoor più praticate in provincia di Salerno, grazie alla presenza di corsi d’acqua immersi in scenari naturali ancora intatti. Un mix di adrenalina, natura e turismo esperienziale che negli ultimi anni ha attirato famiglie, gruppi e appassionati di sport fluviali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cuore del rafting salernitano: il fiume Tanagro</h2>



<p>La zona più importante per la pratica del rafting è l’area del <strong>Vallo di Diano e degli Alburni</strong>, in particolare lungo il fiume Tanagro, tra <strong>Pertosa, Auletta e zone limitrofe</strong>.</p>



<p>Qui si trova uno dei centri più attrezzati del Mezzogiorno:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Campobase Rafting &#8211; River Tanagro<br>Attivo tutto l’anno, propone discese di rafting guidate lungo tratti fluviali caratterizzati da rapide e passaggi immersi nella natura. L’area è anche punto di riferimento per attività outdoor come canyoning, hydrospeed e speleoraft.</li>
</ul>



<p>Il tratto tra Pertosa e Auletta è considerato il più iconico: un percorso che alterna tratti più tranquilli a rapide di livello tecnico, adatto sia ai principianti sia a chi cerca maggiore adrenalina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Postiglione e Valle del Sele-Tanagro</h2>



<p>Un altro punto importante per il rafting in provincia di Salerno è l’area tra Valle del Sele e Alta Valle del Tanagro, dove il turismo sportivo si integra con percorsi naturalistici.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Trekking &amp; Paddles<br>Propone esperienze di rafting e attività fluviali in un contesto naturalistico meno urbanizzato, con percorsi adatti a gruppi e attività didattiche.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Un’esperienza sempre più turistica</h2>



<p>Il rafting nel Salernitano non è più soltanto sport estremo, ma una vera esperienza outdoor strutturata:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>guide professionali</li>



<li>attrezzature complete fornite dai centri</li>



<li>percorsi differenziati per livello</li>



<li>attività adatte anche a famiglie e scuole</li>
</ul>



<p>L’obiettivo è sempre lo stesso: vivere il fiume in sicurezza, senza rinunciare all’adrenalina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando andare</h2>



<p>La stagione ideale va dalla <strong>primavera all’inizio dell’autunno</strong>, quando la portata dei fiumi e le condizioni climatiche permettono le discese in maggiore sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un turismo sportivo in crescita</h2>



<p>Il rafting si inserisce in un più ampio sviluppo del turismo outdoor in provincia di Salerno, che negli ultimi anni ha puntato su esperienze immersive legate a fiumi, parchi e aree interne.</p>



<p>Non solo mare e costiera, quindi: l’entroterra salernitano sta diventando una delle mete più interessanti per chi cerca sport, natura e avventura.</p>



<p>(Foto da fondazionemida.com/avventura)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ondata di calore, boom di accessi pediatrici: la Simeup lancia le cinque regole per proteggere i bambini</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ondata-di-calore-boom-di-accessi-pediatrici-la-simeup-lancia-le-cinque-regole-per-proteggere-i-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:31:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=251151</guid>

					<description><![CDATA[L’ondata di calore che sta interessando l’Italia sta avendo ripercussioni significative anche sulla salute dei bambini. In questi giorni i Pronto Soccorso pediatrici stanno registrando un incremento degli accessi stimabile [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’ondata di calore che sta interessando l’Italia sta avendo ripercussioni significative anche sulla salute dei bambini. In questi giorni i Pronto Soccorso pediatrici stanno registrando un incremento degli accessi stimabile tra il 5 e il 10%, direttamente o indirettamente correlato alle elevate temperature. Le problematiche più frequentemente osservate sono disidratazione, malori legati all’esposizione al sole, lipotimie (svenimenti), febbre, vomito, peggioramento di patologie respiratorie e gastrointestinali e, nei casi più gravi, veri e propri colpi di calore.</p>



<p>I bambini, soprattutto i lattanti e i più piccoli, rappresentano una popolazione particolarmente vulnerabile, poiché hanno una minore capacità di regolare la temperatura corporea e vanno incontro più rapidamente alla perdita di liquidi.</p>



<p>La Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (Simeup) richiama pertanto l’attenzione delle famiglie sull’importanza della prevenzione e lancia un vademecum con cinque semplici regole per affrontare in sicurezza queste giornate di caldo estremo.</p>



<p>«In questi giorni osserviamo un aumento degli accessi ai pronto soccorso pediatrici, in larga parte correlato agli effetti delle elevate temperature &#8211; afferma il presidente della Simeup, Vincenzo Tipo &#8211; I bambini, soprattutto i più piccoli, sono particolarmente vulnerabili al caldo estremo e possono andare incontro rapidamente a disidratazione e colpo di calore. La buona notizia è che la maggior parte di queste situazioni si può prevenire con semplici comportamenti quotidiani. Per questo rivolgiamo un appello alle famiglie: non sottovalutiamo il caldo, prestiamo attenzione ai segnali di allarme e adottiamo tutte le misure necessarie per proteggere i nostri bambini durante queste giornate eccezionali.»</p>



<p><strong>Ecco le cinque regole d’oro per proteggere i bambini dal caldo</strong></p>



<p>1. Idratare frequentemente i bambini</p>



<p>Offrire acqua più volte al giorno, anche in assenza di sete. Nei lattanti è opportuno aumentare la frequenza delle poppate.</p>



<p>2. Evitare l’esposizione nelle ore più calde</p>



<p>Limitare le attività all’aperto tra le 11 e le 18 ed evitare attività sportive intense.<br></p>



<p>3. Utilizzare un abbigliamento adeguato</p>



<p>Preferire indumenti leggeri e di colore chiaro, utilizzando cappellino e protezione solare durante le uscite.</p>



<p>4. Mantenere freschi gli ambienti domestici</p>



<p>Arieggiare le stanze nelle ore più fresche e utilizzare ventilatori o climatizzatori evitando evitando sbalzi di temperatura eccessivi.</p>



<p>5. Non lasciare mai un bambino da solo in automobile</p>



<p>Anche per pochi minuti, l’abitacolo di un’auto può raggiungere temperature estremamente pericolose, con conseguenze potenzialmente fatali.</p>



<p><strong>I segnali di allarme da non sottovalutare</strong></p>



<p>I genitori devono prestare particolare attenzione ai primi&nbsp;<strong>segni di disidratazione</strong>:<br></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sete intensa o rifiuto di bere;</li>



<li>bocca e labbra secche;</li>



<li>riduzione della quantità di urine o pannolino asciutto per molte ore;</li>



<li>urine molto concentrate;</li>



<li>pianto senza lacrime;</li>



<li>debolezza, irritabilità o sonnolenza insolita;</li>



<li>mal di testa, vertigini o capogiri.</li>
</ul>



<p>In questi casi è consigliabile portare il bambino in un ambiente fresco, farlo riposare e somministrare piccoli e frequenti sorsi d’acqua o soluzioni reidratanti orali.</p>



<p>Ancora maggiore attenzione deve essere posta ai segni che possono indicare un&nbsp;<strong>colpo di calore</strong>, una vera emergenza medica:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>temperatura corporea elevata, spesso superiore a 39-40°C;</li>



<li>pelle molto calda e arrossata;</li>



<li>vomito persistente;</li>



<li>respiro accelerato;</li>



<li>alterazione del comportamento, confusione o difficoltà a rispondere;</li>



<li>marcata sonnolenza;</li>



<li>perdita di coscienza o convulsioni.</li>
</ul>



<p>In presenza di questi sintomi è necessario portare immediatamente il bambino in un luogo fresco, rimuovere gli indumenti in eccesso, iniziare il raffreddamento con panni bagnati e contattare tempestivamente il 118 o recarsi al Pronto Soccorso.</p>



<p>Particolare attenzione deve essere riservata ai bambini più fragili, come i lattanti, i bambini con patologie croniche, neurologiche o cardiopolmonari, i bambini con disabilità e quelli in terapia con farmaci che possono interferire con la regolazione della temperatura corporea.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Infezioni in ospedale, la Cassazione: spetta alla struttura provare di aver adottato tutte le misure preventive</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/infezioni-in-ospedale-la-cassazione-spetta-alla-struttura-provare-di-aver-adottato-tutte-le-misure-preventive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni ospedale cassazione]]></category>
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					<description><![CDATA[La Corte torna ad affrontare il delicato tema della responsabilità sanitaria e dell’inversione dell’onere della prova nei casi di infezioni contratte in ospedale. Una decisione destinata ad avere forte impatto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Corte torna ad affrontare il delicato tema della responsabilità sanitaria e dell’inversione dell’onere della prova nei casi di infezioni contratte in ospedale. Una decisione destinata ad avere forte impatto pratico, perché ribadisce un principio ormai sempre più consolidato: quando un paziente contrae un’infezione durante il ricovero, non può essere il malato o i suoi familiari a dover dimostrare nel dettaglio ogni errore della struttura sanitaria. Spetta invece all’ospedale fornire la prova di avere adottato tutte le misure necessarie per prevenire il contagio.</p>



<p>La vicenda nasce dal decesso di un paziente che, durante il ricovero, aveva sviluppato una grave infezione. I familiari avevano agito in giudizio sostenendo che la struttura non avesse rispettato i protocolli di prevenzione e controllo del rischio infettivo.</p>



<p>La Cassazione ha chiarito che il paziente o gli eredi devono limitarsi a dimostrare l’esistenza del ricovero, l’insorgenza dell’infezione e il peggioramento delle condizioni di salute collegato all’evento. Una volta forniti questi elementi, l’onere probatorio si sposta sulla struttura ospedaliera, la quale deve dimostrare di avere rispettato rigorosamente tutte le procedure sanitarie, igieniche e preventive previste dalla normativa e dai protocolli clinici.</p>



<p>Secondo i giudici, infatti, le informazioni relative alla sterilizzazione degli ambienti, ai controlli sulle sale operatorie, all’utilizzo dei dispositivi medici, alla sanificazione e alla corretta applicazione delle linee guida sono nella disponibilità esclusiva della struttura sanitaria. Sarebbe quindi irragionevole pretendere che il paziente possa ricostruire dettagli tecnici interni all’organizzazione ospedaliera.</p>



<p>L’ordinanza richiama il principio della cosiddetta “vicinanza della prova”, secondo cui l’onere deve gravare sulla parte che concretamente possiede la documentazione e gli strumenti per dimostrare i fatti. In ambito sanitario questo principio assume particolare importanza, perché il rapporto tra paziente e struttura è caratterizzato da una evidente asimmetria informativa.<br>La decisione della Cassazione rafforza inoltre la tutela del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.</p>



<p>Non significa automaticamente che ogni infezione contratta in ospedale comporti responsabilità della struttura. Tuttavia, in assenza della prova rigorosa di avere adottato tutte le cautele necessarie, la responsabilità può essere riconosciuta dal giudice.</p>



<p>Un orientamento volto a garantire maggiore equilibrio tra cittadino e sistema sanitario, evitando che il paziente debba affrontare un onere probatorio praticamente impossibile da sostenere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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	</channel>
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