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	<title>Salute &amp; Benessere | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>I medici della Campania promuovono un tavolo regionale sulla risposta sanitaria alle emergenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 09:08:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[emergenze sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[medici campania]]></category>
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					<description><![CDATA[Favorire la nascita di un tavolo regionale sulla preparazione sanitaria alle emergenze complesse, anche con riguardo alla crisi bradisismica dei Campi Flegrei, mettendo in relazione istituzioni, strutture sanitarie e professionisti. [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Favorire la nascita di un tavolo regionale sulla preparazione sanitaria alle emergenze complesse, anche con riguardo alla crisi bradisismica dei Campi Flegrei, mettendo in relazione istituzioni, strutture sanitarie e professionisti. È l’impegno che il Coordinamento degli Ordini della Campania intende portare avanti a partire dal confronto sviluppato con il primo incontro su «Medicina, Umanità e Crisi: il soccorso sanitario nelle emergenze complesse a basse risorse», svoltosi sabato 17 ottobre nell’Auditorium dell’Ordine, in Riviera di Chiaia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa, in collaborazione con Medici Senza Frontiere e International Disaster Medicine Association, presieduta da Giuseppe Noschese, con il patrocinio della FNOMCeO, ha portato a Napoli le esperienze di professionisti impegnati in contesti di guerra, epidemie e maxi-emergenze. Un patrimonio di conoscenze che sollecita una riflessione anche sulla capacità del territorio campano di garantire soccorso e continuità delle cure quando i bisogni della popolazione superano le risorse immediatamente disponibili. Ad una sola voce, i presidenti Bruno Zuccarelli (Napoli ), Giovanni D’Angelo (Salerno), Francesco Sellitto (Avellino), Luca Milano (Benevento) e Carlo Manzi (Caserta) dicono: «Le esperienze raccontate dai colleghi che operano nelle crisi umanitarie ci consegnano una responsabilità precisa: prepararci prima che l’emergenza metta alla prova il sistema. I Campi Flegrei sono l’esempio più immediato di questa esigenza e richiamano ogni giorno la nostra attenzione sul valore della prevenzione e dell’organizzazione. Dobbiamo lavorare perché la risposta sanitaria sia parte di una preparazione condivisa, con professionisti formati, responsabilità definite e percorsi assistenziali conosciuti e verificati attraverso le esercitazioni».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tavolo regionale che l’Ordine intende contribuire a promuovere dovrebbe coinvolgere Regione Campania, Protezione civile, aziende sanitarie e ospedaliere, sistema dell’emergenza territoriale e rappresentanze professionali, valorizzando anche le competenze della medicina delle catastrofi. L’obiettivo è rafforzare il raccordo con la pianificazione esistente e approfondire gli aspetti sanitari dei diversi scenari di emergenza, distinguendo le esigenze connesse al bradisismo e alla sismicità da quelle previste per il rischio vulcanico. «Come Ordine vogliamo favorire questo confronto e mettere a disposizione le competenze della comunità medica, promuovendo formazione e collaborazione tra chi lavora negli ospedali e chi assiste quotidianamente i cittadini sul territorio – proseguono – Pensiamo soprattutto alle persone con disabilità, agli anziani non autosufficienti e ai pazienti che dipendono da terapie continuative o dispositivi salvavita. La preparazione deve comprendere la disponibilità dei farmaci, il trasferimento assistito quando necessario e la possibilità di proseguire le cure. Su questi obiettivi intendiamo sollecitare un’interlocuzione con la Regione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata ha ospitato i contributi di Chiara Montaldo, responsabile medica di MSF Italia, dell’infettivologa Claudia Lodesani, già presidente di MSF Italia, e degli operatori umanitari Livia Tampellini e Roberto Scaini. Al confronto ha partecipato il presidente della FNOMCeO Filippo Anelli. Per il Coordinamento degli Ordini dei Medici della Campania il prossimo passo è già scritto e dovrà tradursi in un percorso di collaborazione che veda la regia della Regione Campania per rendere più stabile lo scambio delle informazioni sui bisogni sanitari e sulle capacità disponibili, affinché le decisioni siano tempestive e gli interventi proporzionati alle necessità della popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Terme e benessere, le acque termali tra tradizione e nuove esperienze: quali benefici?</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/terme-e-benessere-le-acque-termali-tra-tradizione-e-nuove-esperienze-quali-benefici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 15:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[terme]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla tradizione delle cure termali ai nuovi percorsi dedicati al benessere psicofisico, il termalismo italiano si rinnova e amplia la propria offerta, puntando su esperienze personalizzate, turismo integrato e valorizzazione [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Dalla tradizione delle cure termali ai nuovi percorsi dedicati al benessere psicofisico, il termalismo italiano si rinnova e amplia la propria offerta, puntando su esperienze personalizzate, turismo integrato e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il Rapporto Unioncamere-Isnart presentato il 21 gennaio 2026, le località termali italiane hanno registrato nel 2025 circa 24 milioni di presenze turistiche stimate, per un fatturato diretto superiore ai 5 miliardi di euro. Il 60% dei flussi, secondo il rapporto, proviene dall&#8217;estero. Dati che confermano il peso del settore nell&#8217;economia turistica nazionale e il suo potenziale di sviluppo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le acque termali, con caratteristiche chimiche e fisiche differenti a seconda della sorgente, rappresentano da secoli una risorsa del territorio italiano. Accanto alle cure effettuate negli stabilimenti specializzati, oggi l&#8217;offerta comprende piscine termali, percorsi sensoriali, trattamenti benessere e soggiorni che abbinano relax, natura, cultura ed enogastronomia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento riguarda anche il modo di vivere la vacanza. Non soltanto soggiorni finalizzati alle cure, ma esperienze costruite intorno alle esigenze dei visitatori, con programmi personalizzati e servizi che consentono di scoprire le destinazioni termali durante tutto l&#8217;anno. Una tendenza che può contribuire alla destagionalizzazione dei flussi e offrire nuove opportunità alle economie locali, soprattutto nelle aree interne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il patrimonio termale italiano è diffuso in numerose regioni, con una presenza significativa in Veneto, Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Lazio. Le strutture possono diventare punti di riferimento per un&#8217;offerta turistica più ampia, capace di mettere in rete borghi storici, percorsi naturalistici, produzioni tipiche e attività culturali. In Campania sono note quelle di Contursi Terme.</p>
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		<title>L’Asd Sassano 2026 fa gol per la prevenzione: vittoria sul Tempalta nel segno dell’Ottobre rosa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lasd-sassano-2026-fa-gol-per-la-prevenzione-vittoria-sul-tempalta-nel-segno-dellottobre-rosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 11:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sassano]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[asd sassano 2026]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva la prima, meritatissima vittoria in campionato per l’ASD Sassano 2026. Nella 3ª giornata del girone L della Campania, la compagine sassanese ha riscattato l&#8217;avvio in salita battendo per 2-1 [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Arriva la prima, meritatissima vittoria in campionato per l’ASD Sassano 2026. Nella 3ª giornata del girone L della Campania, la compagine sassanese ha riscattato l&#8217;avvio in salita battendo per 2-1 un Tempalta mai domo sul terreno di gioco del Campo Sportivo &#8220;Antonio Corcione&#8221; di Padula. Un successo fortemente cercato e voluto che allontana l’amarezza per la sconfitta della prima giornata e il pareggio della seconda, regalando tre punti fondamentali per il morale e la classifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A sbloccare l&#8217;incontro e a trascinare i compagni sul rettangolo verde è stata la firma d&#8217;autore di Pisano, seguita da un bellissimo gol di Ametrano, una vera e propria prodezza che ha fatto esplodere il pubblico gremitissimo. La partita si è però complicata nella ripresa quando i gialloblu di mister Calabrese e mister Amato sono rimasti in dieci uomini a causa dell&#8217;espulsione di Giordano. Nonostante l’inferiorità numerica e le oggettive difficoltà nel contrastare una squadra desiderosa di ribaltare il risultato, il gruppo ha dimostrato un cuore immenso, lottando su ogni pallone e difendendo con i denti il prezioso vantaggio fino al triplice fischio, concedendo un gol agli avversari a pochi minuti dalla fine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad accompagnare la squadra in questa vera e propria battaglia è stata una tifoseria caldissima, capace di trascinare il gruppo con cori incessanti e una spettacolare coreografia caratterizzata da fumogeni gialloblu.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gol più bello? Quello per la prevenzione nel mese rosa, dedicato a campagne di sensibilizzazione a favore del tumore al seno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al risultato sportivo, la giornata ha vissuto il suo momento più significativo ed emozionante prima del fischio d&#8217;inizio. In occasione dell’Ottobre Rosa, dedicato alla sensibilizzazione sui tumori femminili, l&#8217;ingresso sul terreno di gioco delle due squadre è stato accompagnato da un gesto dal profondo valore sociale. I calciatori sono scesi in campo mano nella mano con un gruppo di bambini, tutti con indosso una maglietta recante la scritta “Facciamo gol per la prevenzione”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;iniziativa fortemente voluta dall’Asd Sassano e commentata con orgoglio dai vertici societari:</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Questo è un messaggio cruciale che vuole partire proprio dai più piccoli per passare attraverso i nostri giocatori</em> – dichiarano all&#8217;unisono Presidente, Mister e dirigenti dell&#8217;ASD Sassano 2026 –. <em>Il nostro obiettivo è fare in modo che lo sport si trasformi in un tramite di attenzione e sensibilizzazione verso tutte le famiglie del territorio che lottano quotidianamente la loro partita più importante contro la malattia</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trovata la giusta quadra e incamerato il primo successo, l&#8217;attenzione dell’Asd Sassano è già rivolta al prossimo impegno ufficiale: domenica prossima i gialloblu affronteranno la sfida di campionato contro la Cilentana SP. con l&#8217;obiettivo di dare continuità a questa bella vittoria.</p>
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		<title>Microbiota, prevenzione e Dieta mediterranea: a Salerno si chiude Percorsi nel gusto 2026 con esperti di Harvard e Boston</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/microbiota-prevenzione-e-dieta-mediterranea-a-salerno-si-chiude-percorsi-nel-gusto-2026-con-esperti-di-harvard-e-boston/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 09:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione ebris]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi del gusto]]></category>
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					<description><![CDATA[La salute non dipende soltanto da ciò che mangiamo, ma anche da come il cibo viene prodotto, dalla biodiversità che preserva e dalle tradizioni alimentari che un territorio riesce a [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La salute non dipende soltanto da ciò che mangiamo, ma anche da come il cibo viene prodotto, dalla biodiversità che preserva e dalle tradizioni alimentari che un territorio riesce a custodire. È questa la visione della dieta mediterranea emersa a Salerno dalla quinta edizione del convegno internazionale <strong>“Gut Instinct”</strong>, ospitato ieri nella sede della <strong>Fondazione EBRIS</strong>, a conclusione di <strong>Percorsi nel Gusto 2026</strong>. Una visione che trova riscontro anche nella nuova piramide alimentare della <strong>Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU)</strong>, richiamata durante i lavori: non più soltanto frequenze di consumo e indicazioni nutrizionali, ma anche attenzione alla biodiversità, alla sostenibilità ambientale, alla riduzione degli sprechi e alla convivialità. Una prospettiva che amplia il concetto stesso di sana alimentazione, collegando il benessere individuale alla qualità delle filiere produttive, all&#8217;ambiente e alla cultura del cibo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio che ha trovato una traduzione concreta nel viaggio di cinque giorni compiuto da una delegazione internazionale di ricercatori tra alcune delle eccellenze agroalimentari campane. Dai prodotti della terra alla trasformazione artigianale, dalle tradizioni della pesca alle esperienze di agricoltura sostenibile, Percorsi nel Gusto ha messo in relazione le evidenze della ricerca scientifica con i luoghi, le persone e i processi produttivi che danno forma alla dieta mediterranea.<br>Al centro del convegno il rapporto tra alimentazione, microbiota intestinale e prevenzione delle malattie croniche. Le fibre favoriscono l&#8217;equilibrio del microbiota, l&#8217;olio extravergine di oliva apporta composti dalle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, mentre un adeguato apporto proteico contribuisce al mantenimento della massa muscolare e della funzionalità metabolica. Elementi che confermano il valore della dieta mediterranea come modello alimentare associato a importanti benefici per la salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è stata dedicata all&#8217;obesità infantile e all&#8217;importanza della prevenzione fin dalle prime fasi della vita, con gli interventi di <strong>Alessio Fasano</strong>, presidente e direttore scientifico della Fondazione EBRIS, e <strong>Frank Hu</strong>, direttore del Dipartimento di Nutrizione della Harvard T.H. Chan School of Public Health. <strong>Kathleen O’Neil</strong>, fondatrice e direttrice medica di Treat Wellness a Boston, ha approfondito il ruolo della medicina mediterranea nell’era dei farmaci GLP-1, concentrandosi sulla protezione dell’asse intestino-mitocondri. <strong>Ilaria Cavecchia</strong>, del Centro di Microbiomica Clinica dell&#8217;Ospedale Koelliker di Torino, ha approfondito le prospettive cliniche della modulazione del microbiota attraverso l&#8217;alimentazione, mentre Massimo Barberi, direttore editoriale di Microbioma.it, ha affrontato il tema della disinformazione alimentare e della necessità di una comunicazione scientifica rigorosa e accessibile. Il convegno è stato moderato da <strong>Ronald E. Kleinman</strong> della Harvard Medical School.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il legame tra alimentazione, ambiente e salute è stato il filo conduttore anche delle visite sul territorio. L&#8217;ultima tappa si è svolta a Battipaglia, presso <strong>Finagricola</strong>, dove la delegazione ha visitato la fattoria didattica di Serroni, un&#8217;oasi dedicata all&#8217;innovazione agroalimentare. Un luogo in cui ricerca scientifica, sostenibilità ambientale, sperimentazione tecnologica e valorizzazione del territorio dialogano tra loro, con il biolago a rappresentare il simbolo di una nuova visione del rapporto tra uomo e natura. La visita è proseguita nella Sala del Gusto, con una degustazione dei prodotti Finagricola, a partire dalle specialità del brand “Così Com&#8217;è”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;itinerario aveva preso il via lunedì 12 ottobre dal Cilento, con le visite all&#8217;Oasi Fiume Alento e al Museo Vivente della Dieta Mediterranea di Pioppi, per proseguire a Casal Velino alla scoperta della pizza cilentana de L&#8217;Ammaccata. Tra le esperienze successive, il laboratorio dedicato alla dieta mediterranea, realizzato a Prignano Cilento con la chef Marisa Iocco e il coinvolgimento di alcune scuole del territorio; la scoperta dell&#8217;antica tradizione delle alici di Menaica, custodita da <strong>Donatella Marino</strong>; la conoscenza dell&#8217;olio extravergine di oliva dell&#8217;azienda agricola di <strong>Piero Matarazzo</strong> e della filiera bufalina dell&#8217;Azienda Agricola Jemma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso ha fatto tappa anche a Cetara, con la visita al laboratorio Nettuno, specializzato nella lavorazione delle alici e nella produzione della tradizionale colatura, per poi raggiungere i Monti Lattari e la Penisola Sorrentina. A Pimonte, la delegazione ha conosciuto Fattoria Zero, realtà impegnata nell&#8217;agricoltura sociale e nella valorizzazione del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le evidenze scientifiche confermano quanto l&#8217;alimentazione possa incidere sull&#8217;equilibrio del microbiota e sulla salute metabolica», sottolinea <strong>Alessio Fasano</strong>. «<em>La dieta mediterranea rappresenta un patrimonio straordinario, non soltanto dal punto di vista culturale e gastronomico, ma anche per il suo potenziale nella prevenzione delle malattie croniche. Fibre, legumi, olio extravergine di oliva, pesce e pomodoro sono alimenti i cui benefici trovano riscontro in meccanismi biologici sempre più documentati. Per questo abbiamo scelto di portare i ricercatori direttamente nei luoghi di trasformazione: comprendere come nasce il cibo significa anche comprendere il suo valore per la salute. Un territorio che custodisce queste filiere preserva un patrimonio che riguarda tutti</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova piramide alimentare richiamata durante il convegno offre così una chiave di lettura dell&#8217;intero progetto: la qualità dell&#8217;alimentazione non si esaurisce nella composizione nutrizionale dei singoli alimenti, ma si inserisce in un sistema più ampio, fatto di ambiente, pratiche agricole, biodiversità, relazioni sociali e cultura alimentare. La sostenibilità delle produzioni, la tutela delle risorse naturali, la riduzione dello spreco e la convivialità non sono aspetti marginali, ma dimensioni che concorrono a definire un modello alimentare sano e responsabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva, le filiere agroalimentari locali assumono un significato che va oltre il valore economico e gastronomico: diventano luoghi in cui la tradizione incontra l&#8217;innovazione e in cui la tutela del territorio può contribuire anche alla promozione della salute. A suggellare la conclusione del convegno, l&#8217;esibizione musicale di una formazione del Conservatorio “G. Martucci” di Salerno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ospedale di Vallo della Lucania, è scontro sulle carenze di personale: il Nursind proclama lo stato di agitazione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ospedale-di-vallo-della-lucania-e-scontro-sulle-carenze-di-personale-il-nursind-proclama-lo-stato-di-agitazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 09:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
		<category><![CDATA[nursind]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale san luca]]></category>
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					<description><![CDATA[La carenza di personale, le criticità organizzative dei reparti, i turni di lavoro e la sicurezza delle cure sono al centro dello stato di agitazione proclamato dal Nursind Salerno dopo [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La carenza di personale, le criticità organizzative dei reparti, i turni di lavoro e la sicurezza delle cure sono al centro dello stato di agitazione proclamato dal Nursind Salerno dopo l’assemblea dei lavoratori dell&#8217;ospedale San Luca dello scorso martedì 13 ottobre. Il sindacato chiede l’apertura urgente delle procedure di raffreddamento e conciliazione. «Non è più accettabile affrontare carenze strutturali con straordinari, spostamenti continui di personale e soluzioni emergenziali &#8211; dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno -. Servono interventi concreti per garantire condizioni di lavoro dignitose e sicurezza ai pazienti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le principali criticità segnalate figurano le dotazioni insufficienti in Ortopedia, le difficoltà organizzative tra Neurochirurgia, Oculistica e Orl, le problematiche del blocco operatorio e di Pediatria, oltre alla gestione delle urgenze e dei ricoveri in barella. «Chiediamo una verifica degli organici, il rispetto dei riposi e dell’orario di lavoro, nonché chiarezza sulle indennità e sulle procedure organizzative &#8211; aggiunge Adriano Cirillo, segretario amministrativo del Nursind Salerno -. Il ricorso sistematico allo straordinario non può sostituire una programmazione adeguata del personale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preoccupazione anche per l’organizzazione dell’assistenza medica nelle ore notturne e festive, l’impiego del personale della Rianimazione per l’ambulanza di tipo A e i percorsi di decontaminazione e sterilizzazione dello strumentario chirurgico, sui quali vengono richieste verifiche urgenti. «Il San Luca di Vallo della Lucania è un presidio fondamentale per il Cilento e deve poter rispondere alle reali esigenze del territorio &#8211; sottolinea Giovanni Aspromonte, coordinatore dell&#8217;Asl Salerno per il Nursind provinciale -. Chiediamo un confronto immediato con l’Azienda, un piano straordinario per il personale e impegni precisi, con tempi certi di attuazione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sindacato ha chiesto un riscontro scritto entro cinque giorni lavorativi e, in assenza di soluzioni concrete, valuterà ulteriori iniziative sindacali nel rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sport e prevenzione: un weekend di iniziative a Pontecagnano Faiano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sport-e-prevenzione-un-weekend-di-iniziative-a-pontecagnano-faiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 09:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pontecagnano]]></category>
		<category><![CDATA[Sport & outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[sport e prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica 18 ottobre la Grande Festa del Judo con i campioni Edoardo e Luigi Rizzo. Lunedì 19 ottobre visite senologiche gratuite nell’ambito della dodicesima edizione della Camminata in Rosa promossa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Domenica 18 ottobre la Grande Festa del Judo con i campioni Edoardo e Luigi Rizzo. Lunedì 19 ottobre visite senologiche gratuite nell’ambito della dodicesima edizione della Camminata in Rosa promossa da Andos Bellizzi ODV.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un fine settimana all’insegna dello sport, del benessere e della prevenzione attende il pubblico di Maximall Pontecagnano. Due appuntamenti diversi, accomunati dalla volontà di promuovere valori positivi, favorire la partecipazione e sensibilizzare la comunità sull’importanza di prendersi cura di sé.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domenica 18 ottobre, alle ore 18, spazio alla Grande Festa del Judo, un’iniziativa dedicata alla promozione di questa disciplina sul territorio salernitano. Il programma prevede esibizioni tecniche e prove gratuite aperte a tutti, grandi e piccoli, per consentire al pubblico di salire sul tatami e conoscere da vicino il judo, uno sport che fa della disciplina, del rispetto e dell’autocontrollo alcuni dei suoi principi fondamentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ospiti d’eccezione saranno i fratelli Edoardo e Luigi Rizzo, atleti della Nazionale italiana di Kata, plurimedagliati ai Campionati Italiani e protagonisti per cinque volte ai Campionati Europei e Mondiali. La loro presenza offrirà al pubblico l’opportunità di incontrare due atleti di alto livello, ascoltarne i consigli e avvicinarsi a una disciplina che unisce preparazione atletica, tecnica e crescita personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fine settimana proseguirà lunedì 19 ottobre con un’iniziativa dedicata alla prevenzione del tumore al seno, nell’ambito della dodicesima edizione della Camminata in Rosa, promossa da Andos Bellizzi ODV, associazione da dodici anni impegnata nella diffusione della cultura della prevenzione e dell’informazione senologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La camminata è in programma domenica 18 ottobre, con partenza dalla sede associativa di via Luigi Settembrini 8 e arrivo in Piazza del Popolo. A completare l’iniziativa sarà un’importante opportunità di prevenzione: Lunedì 19 ottobre, dalle ore 10 alle 13, saranno effettuate visite senologiche gratuite, grazie al camper messo a disposizione da Acustica Clem. Per partecipare è necessario prenotarsi direttamente presso il desk del Centro, situato all’ingresso di Piazza Maximall.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le visite saranno curate dalla dottoressa Maria Talamo, medico radiologo e senologa, con una ventennale esperienza come Dirigente Medico presso l’ASL Salerno e già Referente Radiologo per lo screening mammografico. Attualmente in servizio presso il Presidio Ospedaliero di Eboli, la professionista metterà la propria esperienza al servizio della comunità, offrendo alle donne un’occasione concreta di attenzione alla propria salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due appuntamenti che interpretano, attraverso esperienze differenti, un messaggio comune: promuovere il benessere significa incoraggiare uno stile di vita attivo, diffondere la cultura della prevenzione e creare occasioni accessibili di incontro e partecipazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo weekend, Maximall Pontecagnano si conferma un luogo di aggregazione aperto al territorio, capace di ospitare iniziative che coniugano intrattenimento, sport e sensibilizzazione, contribuendo a portare temi importanti come la salute e la prevenzione nella quotidianità delle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Torre Orsaia, Monica Oriente incontra gli studenti del liceo: «La fragilità non è debolezza»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/torre-orsaia-monica-oriente-incontra-gli-studenti-del-liceo-la-fragilita-non-e-debolezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 18:26:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Torre Orsaia]]></category>
		<category><![CDATA[liceo delle scienze sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo delle Scienze Umane di Torre Orsaia]]></category>
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		<category><![CDATA[torre orsaia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;autrice ha presentato “Quattro volte me”, il libro dedicato alla sua esperienza con la malattia e alle rinascite personali. Al centro del confronto con i ragazzi il valore dell&#8217;ascolto, della [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;autrice ha presentato “Quattro volte me”, il libro dedicato alla sua esperienza con la malattia e alle rinascite personali. Al centro del confronto con i ragazzi il valore dell&#8217;ascolto, della solidarietà e della forza interiore.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La fragilità, la paura, la malattia ma anche la forza interiore e l&#8217;importanza di avere qualcuno accanto nei momenti difficili. Sono stati i temi al centro dell&#8217;incontro tra <strong>Monica Oriente</strong> e gli studenti del<strong> Liceo delle Scienze Umane di Torre Orsaia</strong>. La scrittrice ha condiviso con i ragazzi la propria esperienza personale e i contenuti di <em>Quattro volte me. Le mie rinascite dopo il cancro</em>, il libro pubblicato da Piemme nel febbraio 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell&#8217;incontro, Oriente ha ripercorso le tappe della propria storia, a partire dalla diagnosi di linfoma di Hodgkin ricevuta a vent&#8217;anni, fino alle successive prove affrontate nel corso della vita. Il volume racconta infatti l&#8217;esperienza di quattro tumori e il percorso di trasformazione personale maturato attraverso la malattia, le cure e il sostegno delle persone incontrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dialogo con gli studenti ha affrontato temi che vanno oltre la dimensione clinica, toccando la solitudine, le paure, la vulnerabilità e l&#8217;importanza di poter contare su qualcuno nei momenti più difficili. Un&#8217;occasione di confronto pensata per avvicinare i giovani a esperienze di vita complesse attraverso la testimonianza diretta dell&#8217;autrice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non bisogna essere sempre forti. Si può avere paura, si può cadere, si può chiedere aiuto. Perché la fragilità non è debolezza, è parte della nostra umanità»: questo il messaggio che Oriente ha voluto lasciare ai ragazzi, sottolineando il valore dell&#8217;ascolto e della condivisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;autrice ha ringraziato la dirigente scolastica Maria De Biase, per l&#8217;accoglienza, i docenti che hanno accompagnato l&#8217;iniziativa e i rappresentanti d&#8217;istituto per l&#8217;invito e la sensibilità dimostrata. Un ringraziamento particolare è stato rivolto agli studenti per l&#8217;attenzione e la partecipazione dimostrate durante il confronto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con <em>Quattro volte me</em>, Monica Oriente propone una testimonianza che intreccia il racconto della malattia con una riflessione sulla dignità della persona, sulla gratitudine e sulla possibilità di ricominciare. L&#8217;incontro a Torre Orsaia ha portato così tra i banchi di scuola una storia personale trasformata in un&#8217;occasione di dialogo sulla vulnerabilità e sulla cura di sé e degli altri.</p>
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		<title>Giornata mondiale dell’alimentazione: la salute si costruisce ogni giorno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giornata-mondiale-dellalimentazione-la-salute-si-costruisce-ogni-giorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 09:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale dell'alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, che si celebra il 16 ottobre, torna al centro dell’attenzione il rapporto tra ciò che portiamo in tavola e il nostro benessere quotidiano. Alimentazione [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">In occasione della <strong>Giornata mondiale dell’alimentazione, che si celebra il 16 ottobre</strong>, torna al centro dell’attenzione il rapporto tra ciò che portiamo in tavola e il nostro benessere quotidiano. Alimentazione e stili di vita sono, infatti, strettamente legati e rappresentano due elementi fondamentali per la tutela della salute e la prevenzione di numerose patologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seguire un’alimentazione equilibrata significa scegliere ogni giorno alimenti vari e nutrienti, privilegiando frutta, verdura, legumi, cereali integrali e fonti di proteine di qualità, senza dimenticare l’importanza di una corretta idratazione. La dieta mediterranea, patrimonio culturale e modello alimentare riconosciuto a livello internazionale, rappresenta un valido punto di riferimento per promuovere abitudini sane e sostenibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il benessere non dipende soltanto da ciò che mangiamo. Praticare regolarmente attività fisica, dormire a sufficienza, limitare la sedentarietà e imparare a gestire lo stress sono comportamenti che contribuiscono a migliorare la qualità della vita. Allo stesso tempo, è importante dedicare attenzione al momento del pasto, riscoprendo il valore della convivialità e adottando un rapporto consapevole e sereno con il cibo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le scelte quotidiane possono fare la differenza per l’ambiente: ridurre gli sprechi alimentari, preferire prodotti di stagione e pianificare la spesa sono piccoli gesti capaci di generare benefici collettivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mangiare bene non significa seguire restrizioni rigide, ma costruire abitudini equilibrate e durature.</strong> La Giornata mondiale dell’alimentazione ci ricorda proprio questo: prendersi cura della propria salute comincia dalle scelte di ogni giorno, perché un’alimentazione sana, associata a uno stile di vita attivo e consapevole, è un investimento concreto sul presente e sul futuro.</p>
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		<title>Punto nascita di Sapri, il Psi: “Serve una sperimentazione nazionale”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/punto-nascita-di-sapri-il-psi-serve-una-sperimentazione-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 14:15:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
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					<description><![CDATA[Individuare un percorso istituzionale condiviso per tutelare il punto nascita dell’ospedale di Sapri e rafforzare l’assistenza sanitaria nel Golfo di Policastro. È quanto emerso dalla riunione del Comitato dei sindaci [...]]]></description>
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<p class="p1 wp-block-paragraph"><strong>Individuare un percorso istituzionale condiviso </strong>per tutelare il punto nascita dell’ospedale di Sapri e rafforzare l’assistenza sanitaria nel Golfo di Policastro. È quanto emerso dalla riunione del Comitato dei sindaci del distretto sanitario 71, svoltasi ieri pomeriggio nella Sala “Caduti di Nassiriya”, con la partecipazione di amministratori locali e consiglieri regionali.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><strong>All’incontro, guidato dal sindaco di Sapri, Antonio Gentile, </strong>hanno preso parte, tra gli altri, gli amministratori Domenico Bianco, Gerardina Madonna, Pernicola Lovisi e Fabrizio Valioni, oltre ai consiglieri regionali Andrea Volpe, Giovanni Maria Cuofano, Franco Picarone e Corrado Matera. Presente una delegazione del Partito socialista italiano del Golfo di Policastro, con il segretario e il vicesegretario della sezione di Sapri, Antonio Pisani e Vito Antonio Martino, l’assessore di Vibonati Annamaria Maiorano e il vicesindaco di San Giovanni a Piro Pasquale Sorrentino.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Al centro del confronto, le iniziative istituzionali e amministrative da intraprendere dopo la sentenza del Tar sulla vicenda del punto nascita. I rappresentanti socialisti hanno sottolineato la necessità di un’intesa tra Regione, amministrazioni locali e istituzioni per evitare un ulteriore indebolimento dei servizi sanitari nelle aree interne.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Secondo il Psi, la chiusura del reparto potrebbe accentuare la mobilità sanitaria passiva, costringendo le famiglie a rivolgersi a strutture di altri territori, anche fuori dalla Campania, con ricadute economiche e sociali. Nel comunicato si richiama inoltre il divario tra le risorse del Fondo sanitario nazionale destinate alla Campania, indicate in 2.173 euro per abitante, e la media nazionale di circa 2.218 euro.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Il partito ha confermato il sostegno al Comitato di lotta, rappresentato a Napoli dal presidente Luciano De Geronimo e da Giuseppe Di Vita e Giulio Magurno, insieme alle organizzazioni sindacali presenti, tra cui Cgil e Cisl. La richiesta è di avviare una sperimentazione nazionale, attraverso una nuova delibera regionale, anziché ricorrere a una deroga isolata per il presidio di Sapri.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Nel documento vengono citati anche i casi di Cavalese, in Trentino, della Maddalena, in Sardegna, di Domodossola, in Piemonte, e di Portogruaro, in Veneto, come esempi di realtà territoriali interessate dal dibattito sulla riorganizzazione dei punti nascita.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Il Psi ha infine espresso fiducia nella giunta regionale della Campania e nel presidente Roberto Fico, sollecitando anche un impegno del governo e delle forze di centrodestra. Al centro della richiesta, il superamento dei vincoli del decreto Balduzzi del 2012, che disciplina anche i requisiti per il mantenimento dei punti nascita e prevede la possibilità di valutare deroghe attraverso la Conferenza Stato-Regioni.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La questione, secondo i socialisti, riguarda non soltanto il presidio di Sapri, ma il futuro dell’assistenza sanitaria nelle aree interne, in un contesto segnato dal calo delle nascite e dalle difficoltà di accesso ai servizi.</p>
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		<title>Polla, domenica 18 ottobre giornata di donazione del sangue al “Luigi Curto”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/polla-domenica-18-ottobre-giornata-di-donazione-del-sangue-al-luigi-curto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[donazione sangue]]></category>
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					<description><![CDATA[Una giornata dedicata alla donazione del sangue è in programma domenica 18 ottobre 2026 al presidio ospedaliero “Luigi Curto” di Polla. L’iniziativa, promossa dalla Croce Rossa Italiana in collaborazione con [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Una giornata dedicata alla donazione del sangue è in programma domenica 18 ottobre 2026 al presidio ospedaliero “Luigi Curto” di Polla. L’iniziativa, promossa dalla Croce Rossa Italiana in collaborazione con Kids of Sun Basket, si svolgerà dalle 8 alle 12 presso il Centro Trasfusionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della donazione e incentivare la partecipazione dei volontari, attraverso un’iniziativa che unisce solidarietà e sport. Il messaggio scelto per l’appuntamento, «La donazione di sangue è un gioco di squadra», richiama proprio il valore della collaborazione e il contributo che ciascuno può offrire per aiutare chi ha bisogno di trasfusioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La campagna invita i cittadini a partecipare attivamente, sottolineando come un gesto di solidarietà possa fare la differenza per molte persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per prendere parte alla giornata è possibile effettuare la prenotazione tramite il <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfrQIzf3GlI-Ki2ozGF8CaBynE-rd7qL61m71fH6wDdDldgfQ/viewform" data-type="link" data-id="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfrQIzf3GlI-Ki2ozGF8CaBynE-rd7qL61m71fH6wDdDldgfQ/viewform">modulo online</a>.n Per informazioni è disponibile il numero 320 159 9269.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento è fissato per domenica mattina al Centro Trasfusionale del “Luigi Curto” di Polla, per una nuova occasione di sensibilizzazione e impegno concreto a favore della comunità.</p>
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		<title>Salute mentale, da Giffoni il messaggio per i più giovani: «L&#8217;ascolto è il primo passo verso la cura»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salute-mentale-da-giffoni-il-messaggio-per-i-piu-giovani-lascolto-e-il-primo-passo-verso-la-cura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 17:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giffoni Valle Piana]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[giffoni]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[“Ascoltare per cambiare le cure”. La voce di duecento ragazzi, tutti gli interrogativi, i dubbi, le perplessità ma soprattutto la presa di consapevolezza su una tematica sempre più centrale nella [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>“Ascoltare per cambiare le cure”.</em> La voce di duecento ragazzi, tutti gli interrogativi, i dubbi, le perplessità ma soprattutto la presa di consapevolezza su una tematica sempre più centrale nella vita dei ragazzi. <strong>Giffoni</strong> ha ospitato una mattina tra cinema e riflessioni sulla tematica della salute mentale dopo l’appuntamento del 10 ottobre, Giornata Mondiale della Salute Mentale. Un’iniziativa voluta in collaborazione con l’ASL Salerno per sottolineare un aspetto quanto mai fondamentale per l’attuale giovane generazione, segnata dalla necessità di fiducia, speranza, credere in sé stessi. La Sala Blu, nell’iniziativa curata da <strong>Davide Russo</strong>, responsabile delle relazioni istituzionali di Giffoni, ha accolto duecento studenti dell’<strong>Istituto Glorioso di Montecorvino Rovella</strong>, guidata dalla dirigente scolastica <strong>Teresa Sorrentino</strong>, chiamati a essere i veri protagonisti di un’esperienza che ha messo in relazione cinema, scuola e benessere psicologico. Il rapporto con sé stessi e con gli altri, la gestione delle emozioni, il peso delle fragilità, la capacità di chiedere aiuto e il valore dell’ascolto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una mattinata aperta dagli interventi istituzionali di tutte le parti in causa chiamate a sostenere i ragazzi. Per Giffoni i saluti del presidente <strong>Pietro Rinaldi</strong>: <em>“Queste sono occasioni e momenti in cui si evidenzia un lavoro di premura, di attenzione, di sostegno ai nostri giffoner. Come l’esperienza festival insegna, non c’è cura migliore che conoscersi, aprirsi, raccontarsi e trovare sostegno nella vicinanza e nella comprensione di un coetaneo”</em>.&nbsp; A seguire, le parole del direttore generale <strong>Jacopo Gubitosi</strong>: <em>“Da sempre e soprattutto quotidianamente siamo il luogo dove ognuno di voi può sentirsi libero di fare domande, condividere pensieri e trovare parole per raccontarsi. Perché promuovere il benessere psicologico significa anche creare comunità capaci di accogliere, comprendere e non lasciare nessuno solo di fronte alle proprie fragilità. Questa è una mattinata speciale, che vi lascerà dentro emozioni ma anche un arricchimento nel capire chi realmente siete e se le rispettive strade che state percorrendo siano quelle giuste</em>”. <strong>Luca Apolito</strong>, direttore artistico, sottolinea: <em>“Lo schermo è come uno specchio, attraverso le storie che racconta riusciamo a riconoscerci, interrogarci, comprenderci. La fragilità è bellezza, l’ascolto è la cura”</em>. <strong>Antonio Mautone</strong>, direttore del Dipartimento Salute Mentale dell’Asl di Salerno, apre il suo intervento con un suggerimento ai presenti in sala: “<em>Ascoltatevi, ascoltiamoci, con gentilezza e premura. Non stigmatizziamo le fragilità, interpretiamole, accudiamole</em>”. Infine, le parole di <strong>Giulio Corrivetti</strong>, psichiatra e presidente della Fondazione Ebris: “<em>A Giffoni trovo la cura, riscopro l’ascolto e la parola. Con Giffoni costruiamo bellezza, c’è uno scambio di occasioni e meraviglia. Con questi giovani possiamo trovare la strada giusta della conoscenza, dell’informazione, della sensibilizzazione. È per questi giovani che dobbiamo fare e ascoltare, per trovare nuove cure e possibilità di conforto</em>”. Presenti in sala il dottor <strong>Nicola Oddati</strong>, gli operatori della cooperativa sociale Stalker rappresentati da <strong>Nicola Merola</strong>. Per l’amministrazione comunale di Giffoni Valle Piana l’intervento del consigliere <strong>Luigi Bernabò</strong>: “<em>Momenti di riflessione come questo rappresentano uno dei valori che come amministrazione portiamo avanti con forza per favorire una cittadinanza consapevole dell’importanza di un tema molto attuale non solo nelle giovani generazioni</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi spazio al film <strong>Nero</strong>, una storia d’amore, un racconto fragile quanto intenso. L’opera, che vede l’esordio alla regia di <strong>Giovanni Esposito</strong>, è una carezza sensibile di coraggio, forza, rivoluzione. Due fratelli legati nella sofferenza, ma supportati da un sentimento potente che diventa cura e unica certezza. A raccontarsi agli studenti l’attrice <strong>Susy Del Giudice</strong>, che nel film dà anima e cuore ad Imma: <em>“Si tratta di un personaggio che mi ha dato tanto, mi ha lasciato tanta sofferenza ma allo stesso tempo è stata preziosa perché mi ha insegnato che anche con poco si può fare tanto. Nel prepararmi al ruolo ho immaginato quale sia stato il suo passato e soprattutto immaginato un futuro. E’ stata una compagna di vita”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A moderare l’incontro in sala <strong>Corrado De Rosa</strong>, psicoterapeuta e scrittore. Tanti gli spunti di riflessione lanciati da De Rosa ai ragazzi, come il tema del sostegno e della vicinanza dei familiari alle persone in difficoltà: <em>“Il film sottolinea anche quanto abbia un costo saper offrire un sacrificio. Sarebbero tutti disposti a farlo? Perché bisogna uscire anche dall’idea che tutto resti in questa sala. Serve togliere le etichette, pensare che fuori di qui ci sono tantissime problematiche che vanno affrontate. Il film ci fa vedere uno spaccato ma c’è anche un prima e soprattutto un dopo. Il mio consiglio per voi ragazzi è quello di saper ascoltare, capire se c’è un problema in qualcuno a voi vicino e trasferirlo ai professionisti”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi spazio al dibattito. Giulio evidenzia: <em>“La forza del protagonista, nonostante le difficoltà, nello scegliere la strada dell’altruismo al di là dei contesti in cui si trova</em>”. Per Giorgia: “<em>Ho percepito grande tensione, mi sono immersa nelle mie emozioni. Il finale mi ha sorpreso, è stato inaspettato. Questa storia che mi ha riacceso ricordi, facendomi ritornare in mente alcune situazioni che ho vissuto</em>”. Per Vlad: <em>“Questo film mi ha emozionato. Il ruolo di Imma è stato fondamentale così come ho sentito la disperazione di Paride che fotografa anche uno spaccato della società in cui viviamo</em>”. Una lunga riflessione che si chiude con la risposta di Susy Del Giudice: “<em>Il regista ha voluto parlare di sacrificio, di volontà di affrontare i problemi e mettere al primo posto l’altruismo. Nel finale, il sacrificio di Imma è il primo vero atto di grande amore. Ed è un insegnamento per i ragazzi”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>TSO, un errore nella procedura può fare la differenza tra cura e violazione dei diritti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tso-un-errore-nella-procedura-puo-fare-la-differenza-tra-cura-e-violazione-dei-diritti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Studio Labonia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 17:03:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggi & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e Giurisprudenza]]></category>
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					<description><![CDATA[NELLA CONVALIDA DEL T.S.O. È NECESSARIA TUTTA L&#8217;ATTENZIONE CHE LA NORMA PREVEDESentenza 157/2026 Corte Costituzionale La sentenza della Corte Costituzionale torna a delineare con estrema chiarezza il delicato equilibrio tra [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">NELLA CONVALIDA DEL T.S.O. È NECESSARIA TUTTA L&#8217;ATTENZIONE CHE LA NORMA PREVEDE<br>Sentenza 157/2026 Corte Costituzionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sentenza della Corte Costituzionale torna a delineare con estrema chiarezza il delicato equilibrio tra la tutela della salute pubblica, il diritto alle cure e la salvaguardia della libertà personale. Al centro della pronuncia vi è la disciplina del Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), una misura eccezionale che incide in modo diretto e profondo sulla sfera d&#8217;autonomia e sulla dignità dell&#8217;individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il TSO rappresenta uno dei punti di maggiore tensione del nostro ordinamento: da un lato vi è l&#8217;esigenza di prestare assistenza a persone che si trovano in condizioni di grave alterazione psichica e rifiutano le cure; dall&#8217;altro vi è la necessità imperativa di garantire che tali interventi non si trasformino in una privazione arbitraria della libertà. La Costituzione, all&#8217;articolo 32, stabilisce che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, aggiungendo un limite invalicabile: il rispetto della persona umana. A ciò si affianca la garanzia dell&#8217;articolo 13, che tutela l&#8217;inviolabilità della libertà personale sotto la riserva di giurisdizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Consulta ha ribadito che la natura coercitiva del TSO impone un&#8217;applicazione rigorosa e mai formalistica delle garanzie procedurali previste dalla legge n. 180 del 1978 (la legge Basaglia, poi confluita nella legge 833/1978). La sequenza che va dalla proposta medica alla convalida del sindaco, fino alla necessaria autorizzazione del giudice tutelare, non costituisce una semplice prassi burocratica, ma una catena di controllo indispensabile a proteggere il cittadino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione dei giudici costituzionali sottolinea che l&#8217;assenza o il vizio di anche uno solo di questi passaggi mina la legittimità dell&#8217;intero procedimento. L&#8217;intervento non può basarsi su valutazioni generiche, ma richiede una costante attenzione al rispetto della normativa vigente. La tutela della persona che affronta un momento di vulnerabilità deve rimanere il faro guida di ogni operatore sanitario e di ogni autorità coinvolta, assicurando che la cura non travalichi mai i confini del rispetto dei diritti fondamentali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Chirurgia robotica e intelligenza artificiale: così cambia il modo di operare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/chirurgia-robotica-e-intelligenza-artificiale-cosi-cambia-il-modo-di-operare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 14:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI & Hi-Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Startup & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[chirrurgia robotica]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia miniinvasiva]]></category>
		<category><![CDATA[gemelli di roma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=263714</guid>

					<description><![CDATA[Incisioni più piccole, strumenti di alta precisione e immagini tridimensionali: la chirurgia robotica sta trasformando le sale operatorie. Ma dietro la tecnologia resta fondamentale il ruolo del chirurgo. La medicina [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Incisioni più piccole, strumenti di alta precisione e immagini tridimensionali: la chirurgia robotica sta trasformando le sale operatorie. Ma dietro la tecnologia resta fondamentale il ruolo del chirurgo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La medicina sta vivendo una trasformazione importante grazie allo sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale. Tra le innovazioni più significative c’è la chirurgia mini-invasiva robot-assistita, una tecnica che consente di eseguire numerosi interventi attraverso piccole incisioni, utilizzando strumenti specializzati controllati dal chirurgo mediante una console.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza della chirurgia tradizionale, che spesso richiede incisioni più ampie per raggiungere la zona da operare, la chirurgia mini-invasiva permette di accedere all’interno del corpo attraverso aperture di pochi millimetri o centimetri, a seconda del tipo di intervento. Questa modalità può ridurre il trauma sui tessuti e favorire un recupero più rapido, anche se i risultati dipendono dalla procedura e dalle condizioni del paziente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona un intervento con il robot?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema più conosciuto è il robot chirurgico da Vinci, utilizzato in diversi ambiti, tra cui urologia, ginecologia e chirurgia generale. È importante chiarire che il robot non opera autonomamente: è il medico a controllare ogni movimento degli strumenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento si svolge generalmente in diverse fasi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Preparazione del paziente.</strong> Dopo gli esami preliminari e la valutazione dell’équipe medica, il paziente viene sottoposto ad anestesia, generalmente generale. Il chirurgo individua la zona da trattare e pianifica l’accesso chirurgico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Piccole incisioni.</strong> Il medico pratica alcune piccole aperture nella pelle attraverso cui inserisce una telecamera e strumenti chirurgici sottili. La telecamera trasmette immagini ingrandite e tridimensionali dell’area da operare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Controllo dalla console.</strong> Il chirurgo si siede davanti a una console e osserva l’interno del corpo attraverso un sistema visivo ad alta definizione. Muovendo appositi comandi con le mani e le dita, controlla gli strumenti collegati ai bracci robotici, che riproducono i suoi movimenti con grande precisione. Nei sistemi compatibili, i movimenti possono essere filtrati per ridurre gli effetti di eventuali tremori fisiologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Esecuzione dell’intervento.</strong> Attraverso gli strumenti introdotti nelle incisioni, il chirurgo può tagliare, suturare, rimuovere tessuti malati o trattare una determinata struttura anatomica. I bracci robotici offrono una notevole libertà di movimento anche in spazi ristretti, mentre la visione ingrandita aiuta a distinguere i dettagli anatomici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Conclusione e recupero.</strong> Terminata la procedura, gli strumenti vengono rimossi e le piccole incisioni vengono chiuse. Il paziente viene monitorato durante il risveglio e nei giorni successivi, secondo il tipo di intervento e le sue condizioni cliniche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è il ruolo dell’intelligenza artificiale?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La robotica chirurgica e l’intelligenza artificiale sono tecnologie collegate, ma non sono la stessa cosa. Il robot traduce i comandi del chirurgo in movimenti degli strumenti; l’IA può invece contribuire all’analisi delle immagini mediche, alla pianificazione dell’intervento e allo studio dei dati clinici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le applicazioni più avanzate possono aiutare a riconoscere strutture anatomiche nelle immagini, elaborare informazioni raccolte durante l’operazione e supportare alcune decisioni cliniche. Molte di queste funzioni sono ancora oggetto di sviluppo e valutazione, e la loro disponibilità varia tra sistemi e ospedali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella pratica clinica attuale, il controllo dell’intervento rimane affidato al chirurgo. L’autonomia completa di un sistema robotico in un intervento complesso non rappresenta la normale modalità di funzionamento della chirurgia robot-assistita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono i vantaggi per i pazienti?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i principali benefici potenziali della chirurgia mini-invasiva robot-assistita figurano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Minore trauma chirurgico:</strong> le incisioni sono generalmente più piccole rispetto a quelle richieste da molte operazioni tradizionali.</li>



<li><strong>Maggiore precisione dei movimenti:</strong> gli strumenti possono facilitare manovre delicate in spazi anatomici ristretti.</li>



<li><strong>Recupero postoperatorio:</strong> in alcuni interventi si possono osservare meno dolore, minori perdite di sangue e una degenza più breve.</li>



<li><strong>Visione dettagliata:</strong> le immagini ingrandite possono aiutare il chirurgo a distinguere le strutture anatomiche.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questi vantaggi non sono però garantiti in ogni situazione. La chirurgia robotica può richiedere tempi operatori maggiori e comportare costi elevati per l&#8217;acquisto, la manutenzione e la gestione delle apparecchiature. Inoltre, non tutti gli interventi possono essere eseguiti con questa tecnica e, in alcuni casi, la chirurgia tradizionale o laparoscopica rimane la scelta più appropriata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vaccini, esperti: inserire Rsv e rafforzare HPV nel piano nazionale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vaccini-esperti-inserire-rsv-e-rafforzare-hpv-nel-piano-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 11:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[Aggiornare le strategie di immunizzazione, rafforzare la protezione di adulti e persone fragili e superare le disuguaglianze territoriali nell&#8217;accesso ai vaccini. Sono le priorità indicate dalla comunità scientifica in vista [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Aggiornare le strategie di immunizzazione, rafforzare la protezione di adulti e persone fragili e superare le disuguaglianze territoriali nell&#8217;accesso ai vaccini. Sono le priorità indicate dalla comunità scientifica in vista del nuovo Piano nazionale di immunizzazione 2027-2031, atteso in questa fase dopo l&#8217;impegno assunto dal ministero della Salute nell&#8217;ambito dell&#8217;intesa Stato-Regioni del dicembre 2025 a presentare una proposta. Il tema è stato al centro del quarto appuntamento del 2026 di &#8216;La Sanità che Vorrei&#8217;, dal titolo &#8216;Dal Prevention Hub al territorio, dalla diagnostica alla presa in carico: una rete per tutelare e orientare ogni cittadino&#8217;, organizzato oggi a Roma, nella sede del ministero della Salute, da Aristea International e promosso dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), insieme ad altre società scientifiche e associazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="421" height="237" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/10/Vaccini-esperti-in-piano-nazionale-inserire-Rsv-e-rafforzare-HPV.jpg" alt="" class="wp-image-263690" style="width:561px;height:auto" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/10/Vaccini-esperti-in-piano-nazionale-inserire-Rsv-e-rafforzare-HPV.jpg 421w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/10/Vaccini-esperti-in-piano-nazionale-inserire-Rsv-e-rafforzare-HPV-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 421px) 100vw, 421px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;avvio della stagione influenzale, l&#8217;attenzione si concentra sulla necessità di sfruttare la campagna autunnale per &#8220;ampliare la copertura vaccinale e aggiornare l&#8217;offerta nazionale&#8221;. Tra le proposte della comunità scientifica figurano l&#8217;inserimento del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv) nel calendario vaccinale, il rafforzamento della prevenzione dell&#8217;HPV e il superamento delle differenze regionali nell&#8217;accesso alle immunizzazioni. &#8220;<em>Il nuovo Calendario vaccinale e dell&#8217;immunizzazione rappresenta un&#8217;occasione importante per aggiornare le strategie alla luce delle possibilità oggi disponibili e renderle realmente accessibili</em>&#8211; ha sottolineato nel corso del suo intervento il professor Massimo Andreoni, componente del Consiglio superiore di sanità &#8211;<em> La sfida non è soltanto disporre di nuovi strumenti, ma fare in modo che arrivino alla persona giusta nel momento giusto, senza differenze legate al territorio di residenza</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto ha messo quindi al centro due dimensioni complementari della prevenzione: da un lato, le strategie internazionali, basate sulla sorveglianza epidemiologica, sulle evidenze scientifiche e sulle nuove opportunità di immunizzazione; dall&#8217;altro, la capacità di tradurre queste indicazioni in servizi accessibili sul territorio, con particolare attenzione agli anziani, ai pazienti fragili e alle persone più difficili da raggiungere. A rappresentare questi due ambiti sono stati &#8220;<em>organismi come l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e l&#8217;Istituto superiore di sanità (Iss)</em>&#8211; hanno fatto sapere gli esperti- <em>insieme ai rappresentanti della medicina generale, delle farmacie e delle associazioni civiche</em>&#8220;. L&#8217;obiettivo è quello di rafforzare il collegamento tra indirizzi scientifici e istituzionali e presa in carico dei cittadini, affinché &#8220;<em>la prevenzione vaccinale sia sempre più efficace e uniforme sul territorio nazionale</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rsv, in Italia ogni anno 290 mila casi in over 60 e 1.800 decessi. Esperti: &#8220;<em>Integrare anti-Rsv con vaccinazioni herpes zoster e pneumococco</em>&#8220;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>Secondo i dati del ministero della Salute, in Italia negli over 60 si stimano ogni anno circa 290mila casi, 26mila ricoveri e 1.800 decessi. Numeri particolarmente rilevanti in un Paese che invecchia e in cui le infezioni respiratorie possono aggravare BPCO, scompenso cardiaco e altre comorbidità</em>&#8220;. È quanto emerso oggi a Roma in occasione del quarto appuntamento del 2026 di &#8216;La Sanità che Vorrei&#8217;, dal titolo &#8216;Dal Prevention Hub al territorio, dalla diagnostica alla presa in carico: una rete per tutelare e orientare ogni cittadino&#8217;, organizzato oggi nella sede del ministero della Salute da Aristea International e promosso dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), insieme ad altre società scientifiche e associazioni. Da qui, hanno evidenziato gli esperti, l&#8217;auspicio che le nuove strategie nazionali consentano di integrare &#8220;i<em>n maniera sempre più organica</em>&#8221; le opportunità di protezione contro RSV insieme alle vaccinazioni contro Herpes Zoster e pneumococco, riducendo al contempo &#8220;<em>le differenze nell&#8217;offerta tra territori</em>&#8220;. Tra le questioni che gli specialisti hanno chiesto di affrontare nel nuovo assetto nazionale dell&#8217;immunizzazione anche la protezione dell&#8217;adulto contro il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV).</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Sala Consilina, tutto esaurito per “Storie di donne straordinariamente semplici”: raccolti 11.770 euro per l’Oncologia di Polla</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sala-consilina-tutto-esaurito-per-storie-di-donne-straordinariamente-semplici-raccolti-11-770-euro-per-loncologia-di-polla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 14:03:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[oncologia di polla]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale di polla]]></category>
		<category><![CDATA[sala consilina]]></category>
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					<description><![CDATA[Cinquecento spettatori al Teatro Scarpetta per l’iniziativa del Circolo Sociale Carlo Alberto 1886 di Padula, dedicata alla memoria di Rosanna Bove Ferrigno. Le donazioni restano aperte fino al 15 ottobre. [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cinquecento spettatori al Teatro Scarpetta per l’iniziativa del Circolo Sociale Carlo Alberto 1886 di Padula, dedicata alla memoria di Rosanna Bove Ferrigno. Le donazioni restano aperte fino al 15 ottobre.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Cinquecento posti occupati e tante richieste di partecipazione che non è stato possibile soddisfare. Ha registrato il tutto esaurito la serata di sabato 10 ottobre al Teatro Scarpetta – Polo Culturale Cappuccini di Sala Consilina, dove è andato in scena lo spettacolo <em>“Storie di donne straordinariamente semplici”</em>, promosso dal Circolo Sociale Carlo Alberto 1886 di Padula.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa ha permesso di raccogliere finora <strong>11.770 euro</strong>, destinati all’acquisto di poltrone medicali per il Reparto di Oncologia dell’ospedale “Luigi Curto” di Polla. La raccolta fondi proseguirà fino al 15 ottobre. Al termine, il Circolo comunicherà l’importo definitivo, il numero di poltrone acquistabili e i tempi previsti per la consegna al reparto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Sabato sera abbiamo visto un territorio intero rispondere: amministrazioni, associazioni, aziende e soprattutto tante persone che hanno scelto di esserci», afferma Michele Carrara, presidente del Circolo Sociale Carlo Alberto 1886. «Il risultato, auspicato ma non scontato, è il segno che la solidarietà qui è ancora una cosa concreta. Le poltrone che doneremo al Reparto di Oncologia sono il modo più giusto per ricordare Rosanna, che credeva nei progetti capaci di durare nel tempo, e tutte le persone care che ci hanno lasciato in questi anni».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della serata, il teatro e la memoria di tre donne del territorio. La Compagnia Teatrale Eduardo, con la regia di Enza Tardugno, ha raccontato le vite di Gilda Galli, Maria Del Nunzio e Vilma Cerrone, tre donne padulesi del Novecento, protagoniste di storie quotidiane rese straordinarie dal modo in cui hanno attraversato il proprio tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad accompagnare lo spettacolo, il Maestro Aldo D’Angiò al pianoforte, con la <em>“Suite per Rosanna”</em>, tra celebri temi musicali reinterpretati e composizioni originali. La conduzione della serata è stata affidata a Geppino D’Amico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento nasce dall’ultimo progetto voluto da Rosanna Bove Ferrigno, già presidente del Circolo, e si inserisce nel percorso avviato nel 2024 con l’iniziativa <em>“La memoria è Donna”</em>. La raccolta fondi per l’Oncologia di Polla rappresenta così il modo scelto dall’associazione per trasformare il ricordo in un intervento concreto a sostegno dei pazienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Circolo ha ringraziato il Comune di Sala Consilina, che ha messo gratuitamente a disposizione il Teatro Scarpetta, e gli enti e i soggetti che hanno sostenuto l’iniziativa: il Comune di Padula, la Provincia di Salerno, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Sistema Cilento scpa, la Banca Monte Pruno di Roscigno, Tubifor, L.S.I. Gruppo Carlomagno e l’Associazione L’Aquilone di Padula.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ringraziamento è stato rivolto anche ai partner morali dell’evento: l’Ordine degli Avvocati di Lagonegro, il Forum dei Giovani di Padula, il Lions Club Sala Consilina – Vallo di Diano e il Comitato “Se non ora, quando?” Vallo di Diano. Il Circolo ha inoltre espresso la propria gratitudine al direttore sanitario Luigi Mandia, alla dottoressa Annarita Roscigno e a tutto il personale del Reparto di Oncologia dell’ospedale di Polla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le donazioni possono essere effettuate fino al 15 ottobre 2026 tramite bonifico bancario alla Banca Monte Pruno, IBAN <strong>IT77A0878476510020000014919</strong>, intestato al Circolo Sociale Carlo Alberto 1886.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fondato a Padula oltre un secolo fa, il Circolo Sociale Carlo Alberto 1886 è un sodalizio umano e culturale impegnato nella promozione di iniziative culturali, sociali e solidali nel territorio del Vallo di Diano.</p>
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		<title>Roccadaspide, chirurgia a pieno ritmo e endoscopia ripristinata: in arrivo nuove attrezzature</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/roccadaspide-chirurgia-a-pieno-ritmo-e-endoscopia-ripristinata-in-arrivo-nuove-attrezzature/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Roccadaspide]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale roccadaspide]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Ospedale di Roccadaspide continua a lavorare a pieno ritmo, con la Chirurgia impegnata anche negli interventi programmati per i pazienti provenienti da Battipaglia e la Rianimazione attiva con cinque posti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’Ospedale di Roccadaspide continua a lavorare a pieno ritmo, con la Chirurgia impegnata anche negli interventi programmati per i pazienti provenienti da Battipaglia e la Rianimazione attiva con cinque posti letto.<br><br>Un’organizzazione capillare che sta consentendo di garantire la continuità assistenziale e di sostenere una parte delle attività temporaneamente trasferite a Roccadaspide dall’ospedale “Santa Maria della Speranza”.<br><br>Due gruppi di lavoro sono impegnati quotidianamente presso l’ospedale di Roccadaspide nella gestione delle attività chirurgiche: il primario della Chirurgia di Battipaglia, dott. Francesco La Rocca, con la sua équipe medica, e il primario di Chirurgia dell’Ospedale di Roccadaspide, dott. Luciano Di Pace, con la sua équipe.<br><br>Per la Rianimazione è invece impegnata l’équipe coordinata dalla dottoressa Anna Lettieri, responsabile dell’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione del presidio della Valle del Calore.<br><br>Quattro sedute operatorie a settimana, due dedicate all’attività di Roccadaspide e due ai pazienti provenienti da Battipaglia, dunque, presso il nosocomio rocchese.<br><br>Un’organizzazione capillare resa possibile anche grazie all’impegno della Dottoressa Alessandra Piro, Direttrice Sanitaria del DEA di I livello Eboli-Battipaglia-Roccadaspide, il cui ruolo è fondamentale nel coordinamento e nella gestione delle attività della rete ospedaliera.<br><br>La sinergia tra le professionalità dei diversi presidi e il lavoro delle équipe sanitarie consente di assicurare la continuità assistenziale e di rispondere alle esigenze dei pazienti, valorizzando le risorse disponibili e le competenze presenti sul territorio.<br><br>Una collaborazione che permette di mantenere le prestazioni chirurgiche grazie anche alle attrezzature del nosocomio rocchese.<br><br>Le ulteriori sedute chirurgiche si inseriscono nel percorso avviato dopo il 2 agosto, quando, a seguito delle verifiche tecniche effettuate presso l’ospedale di Battipaglia, l’ASL Salerno ha disposto la sospensione delle attività e la temporanea redistribuzione delle prestazioni negli altri presidi della rete ospedaliera, tra cui Roccadaspide.<br><br>Ma non è tutto: per quanto riguarda il nosocomio della Valle del Calore, è stata ripristinata anche l’Endoscopia.<br><br>Nel nuovo Atto Aziendale dell’ASL Salerno, il servizio di Endoscopia non risultava indicato per il presidio di Roccadaspide. Una circostanza riconducibile a un errore che è stato prontamente affrontato e risolto.<br><br>Sulla questione si è attivato il Presidente delle Aree Interne del Cilento e vicesindaco di Roccadaspide, Girolamo Auricchio, attraverso un’interlocuzione con il Direttore Generale dell’ASL Salerno, Ing. Gennaro Sosto, che, con attenzione e comprendendo l’utilità del servizio, ha affrontato e risolto il problema.<br><br>Proprio per l’Endoscopia dell’ospedale di Roccadaspide è previsto anche un importante intervento:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;l’ASL Salerno ha previsto che l’Endoscopia sarà sostituita con una nuovissima strumentazione, ciò comporterà il miglioramento ulteriore della qualità delle prestazioni e quindi della risposta assistenziale offerte ai cittadini.<br><br>Si tratta di un servizio di grande utilità per il territorio: l’endoscopia di Roccadaspide attualmente già eroga oltre 1.300 prestazioni all’anno.<br><br>L’operatività del nosocomio rocchese sottolinea l’importanza di un presidio che può contare su strutture, tecnologie e competenze per rispondere non soltanto alle esigenze della propria area di riferimento, ma anche a quelle di altri territori della provincia, sostenendo così un bacino di utenza molto vasto.<br><br>A sottolineare il valore di questa organizzazione proprio Girolamo Auricchio, da sempre in prima linea nella difesa della sanità territoriale e nella tutela del diritto alla salute dei cittadini.<br><br>«L’attività che si sta svolgendo a Roccadaspide dimostra come il personale sanitario e il presidio ospedaliero dispongano delle competenze, delle strutture e delle attrezzature necessarie per affrontare le emergenze del territorio e contribuire concretamente alla gestione delle criticità che interessano anche altre aree. È la conferma dell’importanza di una rete ospedaliera capace di collaborare, mettendo a disposizione le proprie risorse e i servizi di cui si avvale per garantire la continuità delle cure a un bacino di popolazione molto ampio, e non soltanto ai circa cinquantamila abitanti delle aree più interne del Cilento», ha sottolineato Auricchio, richiamando l’attenzione anche sulla necessità di preservare, tutelare e valorizzare il presidio ospedaliero.<br><br>Il ripristino della dicitura dell’Endoscopia e il previsto investimento in nuove attrezzature rappresentano, in questo quadro, ulteriori segnali dell’importanza di consolidare e sviluppare i servizi sanitari erogati dall’Ospedale di Roccadaspide, rafforzando la capacità di risposta del nosocomio, che resta indispensabile per tantissimi utenti.</p>
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		<title>A Sassano la seconda edizione di &#8220;Ottobre in Rosa&#8221;: una passeggiata per la prevenzione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-sassano-la-seconda-edizione-di-ottobre-in-rosa-una-passeggiata-per-la-prevenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 09:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sassano]]></category>
		<category><![CDATA[ottobre in rosa]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[sassano]]></category>
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					<description><![CDATA[Un passo dopo l’altro per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e sostenere chi affronta la malattia. Domenica 25 ottobre Sassano ospiterà la seconda edizione di “Ottobre in Rosa”, l’iniziativa dedicata alla [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un passo dopo l’altro per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e sostenere chi affronta la malattia. Domenica 25 ottobre Sassano ospiterà la seconda edizione di <strong>“Ottobre in Rosa”</strong>, l’iniziativa dedicata alla sensibilizzazione contro i tumori, promossa dalla Pro Loco Sassano, presieduta da Rosa Orlando, insieme al Comune e all’UNPLI Salerno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questa seconda edizione, il programma punta sulla partecipazione attiva con una “Passeggiata in Rosa” di pochi chilometri lungo le vie del paese. Un momento di condivisione che mette al centro il movimento, la solidarietà e l’importanza della prevenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento è fissato alle ore 10 al Santuario di San Rocco, dove i partecipanti potranno ritirare il kit, composto da maglietta e borraccia, a fronte di una donazione di 10 euro. Ad accogliere i presenti ci sarà una madrina d’eccezione, una donna del territorio scelta per rappresentare la forza e il coraggio femminile. Seguiranno i saluti degli ospiti e la benedizione del parroco, don Otello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima della partenza, l’istruttrice Giulia Caputo, della Your Fitness di Teggiano, guiderà il riscaldamento muscolare a ritmo di musica. Il taglio del nastro darà quindi il via alla passeggiata, accompagnata dalle percussioni delle Tamburine dello Stato di Diano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso attraverserà alcuni dei luoghi simbolo di Sassano, partendo dal Santuario di San Rocco e proseguendo fino alla Chiesa Madre. L’arrivo è previsto intorno alle 11.30 all’Aula Consiliare, dove la mattinata si concluderà con un aperitivo in terrazza e postazioni dedicate alla tematica della prevenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La solidarietà sarà il cuore dell’iniziativa:</strong> tutti i fondi raccolti saranno devoluti al reparto di Oncologia dell’ospedale “Luigi Curto” di Polla, con l’obiettivo di offrire un contributo concreto a sostegno della struttura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una mattinata che unisce attività fisica, sensibilizzazione e partecipazione comunitaria, per ricordare che la prevenzione riguarda tutti e che anche un piccolo gesto può contribuire a sostenere chi sta affrontando la malattia.</p>
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		<item>
		<title>Escursionismo, bici e kayak: le tante forme dell’avventura outdoor</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/escursionismo-bici-e-kayak-le-tante-forme-dellavventura-outdoor/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 11:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport & outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[avventura outdoor]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è chi cerca l’avventura nella conquista di una vetta, chi lungo un sentiero immerso nei boschi e chi preferisce esplorare la costa pagaiando sul mare. Esperienze diverse, accomunate dalla voglia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">C’è chi cerca l’avventura nella conquista di una vetta, chi lungo un sentiero immerso nei boschi e chi preferisce esplorare la costa pagaiando sul mare. Esperienze diverse, accomunate dalla voglia di uscire dalla routine, mettersi alla prova e riscoprire il piacere di vivere la natura in modo attivo. È questa la filosofia dell’avventura come stile di vita, un approccio che unisce sport, esplorazione e crescita personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni le attività outdoor sono diventate per molte persone un modo per dedicare più tempo al movimento e all’ambiente naturale. Trekking, escursionismo, ciclismo, arrampicata, trail running e sport acquatici permettono di vivere il territorio da prospettive differenti, alternando l’attività fisica alla scoperta di paesaggi, tradizioni e luoghi meno conosciuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il piacere di mettersi alla prova</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’avventura non richiede necessariamente imprese estreme o destinazioni lontane. Può cominciare con una passeggiata su un sentiero mai percorso, un’escursione nel fine settimana o una giornata in bicicletta alla scoperta dei dintorni. Il valore dell’esperienza sta soprattutto nella possibilità di superare gradualmente i propri limiti, acquisire nuove competenze e sviluppare maggiore consapevolezza delle proprie capacità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni disciplina presenta sfide specifiche. Il trekking richiede resistenza e capacità di orientamento, la mountain bike mette alla prova equilibrio e coordinazione, mentre il kayak permette di esplorare ambienti costieri e fluviali da una prospettiva insolita. L’arrampicata, invece, combina preparazione fisica, concentrazione e gestione delle difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è necessario essere atleti esperti per avvicinarsi a queste attività. La scelta del percorso e dell’intensità deve essere proporzionata alla propria preparazione, aumentando progressivamente il livello di difficoltà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Natura e benessere, un legame da riscoprire</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Praticare sport all’aperto significa anche recuperare un rapporto più diretto con l’ambiente. Camminare in montagna, attraversare un bosco o pedalare lungo una strada panoramica consente di alternare l&#8217;impegno fisico a momenti di osservazione e tranquillità, lontano dai ritmi spesso frenetici della vita quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività fisica regolare contribuisce al mantenimento della salute e della forma fisica. Trascorrere tempo in ambienti naturali può inoltre favorire il rilassamento e il benessere psicologico, offrendo occasioni di socialità e una pausa dalle abitudini quotidiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’avventura può diventare anche un’esperienza condivisa. Gruppi di escursionisti, associazioni sportive e comunità di appassionati permettono di conoscere nuove persone, scambiare competenze e affrontare attività che, se svolte in solitaria, potrebbero risultare più impegnative.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Preparazione e sicurezza: la base di ogni avventura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vivere l’outdoor con spirito d’avventura non significa ignorare i rischi. Al contrario, la capacità di valutare le condizioni ambientali e riconoscere i propri limiti è parte integrante dell’esperienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di partire è importante informarsi sulle previsioni meteorologiche, scegliere itinerari adeguati alla propria preparazione e verificare la durata prevista dell’attività. Abbigliamento tecnico, calzature appropriate, acqua, alimenti, una mappa o un dispositivo di navigazione e un telefono carico sono elementi essenziali da valutare in base al percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In montagna e negli ambienti più isolati è fondamentale conoscere le difficoltà dell’itinerario, comunicare a qualcuno il programma della giornata e rinunciare alla partenza quando le condizioni non sono favorevoli. Per discipline come arrampicata, canyoning e kayak in acque impegnative, è opportuno affidarsi a istruttori qualificati e utilizzare attrezzature specifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza non limita l’avventura: permette di viverla con maggiore consapevolezza e di preservare l’ambiente in cui si svolge.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un modo diverso di viaggiare e conoscere il territorio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’avventura come stile di vita si lega anche al turismo attivo e sostenibile. Esplorare un territorio a piedi, in bicicletta o attraverso itinerari naturalistici significa spesso rallentare, osservare i dettagli e conoscere comunità locali, produzioni tipiche e patrimoni culturali che sfuggono ai percorsi turistici più tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dai sentieri appenninici alle coste mediterranee, dai parchi naturali alle aree rurali, l’Italia offre numerose opportunità per praticare attività outdoor durante tutto l’anno, scegliendo esperienze differenti in base alla stagione e al livello di preparazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio responsabile prevede il rispetto della flora e della fauna, l’utilizzo dei sentieri autorizzati, la corretta gestione dei rifiuti e l’attenzione alle regole delle aree protette. L’ambiente naturale non è soltanto lo scenario dell’avventura, ma un patrimonio da tutelare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’avventura comincia fuori dalla routine</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Fare dell’avventura uno stile di vita non significa cercare continuamente il rischio o inseguire imprese eccezionali. Significa coltivare la curiosità, dedicare tempo al movimento e trovare nuove occasioni per conoscere se stessi e il mondo circostante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche una semplice escursione può diventare un’esperienza significativa quando permette di scoprire un luogo nuovo, raggiungere un obiettivo personale o condividere una giornata all’aria aperta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo, l’avventura non si misura soltanto in chilometri percorsi o vette raggiunte. Si riconosce nella voglia di esplorare, nella disponibilità a imparare e nella capacità di guardare con occhi nuovi ciò che ci circonda. È da questa attitudine che può nascere uno stile di vita più attivo, consapevole e vicino alla natura.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fibromialgia: specialisti a confronto sulle strategie di trattamento e assistenza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fibromialgia-specialisti-a-confronto-sulle-strategie-di-trattamento-e-assistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 11:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[fibromialgia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=263209</guid>

					<description><![CDATA[L’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un momento di svolta epocale per la tutela dei diritti dei circa 2 milioni di pazienti affetti da Sindrome Fibromialgica in Italia [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) rappresenta un momento di svolta epocale per la tutela dei diritti dei circa <strong>2 milioni di pazienti affetti da Sindrome Fibromialgica in Italia</strong> – in gran parte donne in età lavorativa (25-45 anni), per le quali la patologia costituisce la terza diagnosi reumatologica ambulatoriale. L’attribuzione del codice di esenzione (068) sancisce finalmente il riconoscimento ufficiale della malattia da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), superando anni di stigma e isolamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, le società scientifiche<strong>&nbsp;CRel (Collegio Reumatologi Italiani), SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa) e SISMED (Società Italiana Scienze Mediche)</strong> lanciano un allarme e un appello istituzionale: l’attuale vincolo che subordina l’esenzione al raggiungimento di un punteggio di severità clinica estrema nel test FIQR (Fibromyalgia Impact Questionnaire Revised) superiore a 82 esclude oltre l’80% dei malati. I dati epidemiologici e clinici evidenziano infatti che tale classe di gravità estrema riguarda appena una ristretta minoranza (circa il 16%) della popolazione affetta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le criticità sul campo: oltre l’80% dei pazienti senza tutele</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La stragrande maggioranza dei malati, pur convivendo con forme moderate o intermedie caratterizzate da dolore cronico severamente invalidante, pesanti limitazioni lavorative e costi sanitari ingenti, si trova oggi priva di esenzione ticket e costretta a subire una vera e propria solitudine terapeutica. A ciò si sommano forti disuguaglianze territoriali, ritardi diagnostici pluriennali, la necessità di un costante supporto psicologico per affrontare l&#8217;impatto emotivo della malattia e una frammentazione dei percorsi assistenziali che alimenta il fenomeno del &#8220;nomadismo medico&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le voci dei Presidenti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>CReI (Collegio Reumatologi Italiani):&nbsp;</strong><em>«Accogliamo con favore l&#8217;ingresso della fibromialgia nei LEA come un atto di giustizia e dignità clinica atteso da anni – dichiara il Presidente CRel – ma non possiamo accontentarci di una soglia che relega ai margini oltre l&#8217;ottanta per cento dei pazienti. La presa in carico deve essere precoce, multidisciplinare e aperta al fondamentale supporto psicologico e al costante avanzamento della ricerca clinica».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa):&nbsp;</strong><em>«La gestione della fibromialgia richiede imprescindibilmente un approccio globale e riabilitativo – sottolinea la Presidenza SIMFER –. Il trattamento del dolore cronico e il recupero della funzionalità e della partecipazione sociale non possono prescindere da percorsi strutturati, che uniscano la riabilitazione al sostegno psicologico e a un forte investimento nella ricerca scientifica».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SISMED (Società Italiana Scienze Mediche):&nbsp;</strong><em>«Integrare le competenze specialistiche con i nuovi strumenti formativi e digitali è la chiave per superare le frammentazioni assistenziali – evidenzia la Presidenza SISMED –. Dobbiamo mettere i professionisti della salute nelle condizioni di diagnosticare tempestivamente, di collaborare attivamente con gli psicologi e di sostenere la ricerca per migliorare i percorsi di cura in rete».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le priorità operative e le proposte congiunte</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per dare una risposta<strong>&nbsp;concreta, strutturata ed equa su tutto il territorio nazionale</strong>, CRel, SIMFER e SISMED propongono un modello di presa in carico integrata e multidisciplinare fondato su direttrici strategiche condivise:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Adozione di PDTA Regionali Uniformi e Ambulatori Dedicati: </strong>È urgente superare le disparità locali implementando Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) omogenei in tutte le Regioni (sull&#8217;esempio virtuoso della legge capofila della Regione Campania), attivando ambulatori reumatologici e riabilitativi multidisciplinari che includano stabilmente la figura dello psicologo.</li>



<li><strong>Integrazione Clinica, Riabilitativa e Digitale: </strong>L’approccio terapeutico non può prescindere da una presa in carico globale che unisca la competenza specialistica alla medicina fisica e riabilitativa, e la competenza psicologica, valorizzando al contempo i percorsi formativi e digitali a supporto della pratica clinica quotidiana sul territorio.</li>



<li><strong>Impulso alla Ricerca Scientifica: </strong>È fondamentale promuovere e finanziare nuovi studi clinici e traslazionali per approfondire i meccanismi fisiopatologici della fibromialgia, validare nuovi biomarcatori e migliorare l&#8217;efficacia dei trattamenti personalizzati.</li>



<li><strong>Formazione Capillare e Contrasto allo Stigma: </strong>I Medici di Medicina Generale (MMG) e gli specialisti necessitano di programmi di formazione continua congiunta per intercettare precocemente i sintomi, utilizzare strumenti clinici validati, abbattere i tempi della diagnosi e sradicare definitivamente il pregiudizio della natura &#8220;psicosomatica&#8221; della patologia.</li>



<li><strong>Ampliamento Progressivo delle Tutele: </strong>Le società scientifiche si impegnano a dialogare con le istituzioni per un progressivo allargamento della platea dei beneficiari dell’esenzione 068 anche alle forme moderate, garantendo equità di accesso alle cure per l&#8217;intera popolazione affetta.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Chirurgia bariatrica, la Cobellis di Vallo della Lucania riconosciuta Centro di eccellenza SICOB</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/chirurgia-bariatrica-la-cobellis-di-vallo-della-lucania-riconosciuta-centro-di-eccellenza-sicob/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 15:46:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia bariatrica]]></category>
		<category><![CDATA[vallo della lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Centro di Chirurgia Bariatrica e Cura dell&#8217;Obesità della Casa di Cura Prof. Dott. Luigi Cobellis di Vallo della Lucania è stato riconosciuto dalla Società Italiana di Chirurgia dell&#8217;Obesità e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Centro di Chirurgia Bariatrica e Cura dell&#8217;Obesità della Casa di Cura Prof. Dott. Luigi Cobellis di Vallo della Lucania è stato riconosciuto dalla Società Italiana di Chirurgia dell&#8217;Obesità e delle Malattie Metaboliche (SICOB) come <strong>Centro di Eccellenza ad Alto Volume di attività</strong>. Nell&#8217;elenco ufficiale della società scientifica consultato il 5 ottobre 2026, la struttura cilentana risulta l&#8217;unica della Campania inserita in questa specifica categoria. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il riconoscimento colloca la Cobellis tra gli otto centri italiani presenti nel livello di Eccellenza ad Alto Volume. Oltre alla struttura di Vallo della Lucania, l&#8217;elenco comprende il Policlinico Gemelli di Roma, l&#8217;Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano, l&#8217;IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant&#8217;Ambrogio-INCO di Milano, l&#8217;Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, il Policlinico San Marco di Zingonia-Osio Sotto, il Santa Maria Hospital di Bari e il GVM-Maria Cecilia Hospital di Cotignola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la SICOB, l&#8217;accreditamento di Eccellenza si basa su una serie di requisiti che comprendono l&#8217;organizzazione multidisciplinare, la registrazione della casistica nel Registro Nazionale SICOB, il follow-up dei pazienti e un volume minimo di attività. La Casa di Cura Cobellis figura ufficialmente tra i Centri di Eccellenza SICOB della Campania, con Luigi Cobellis quale referente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attività del centro non riguarda esclusivamente l&#8217;intervento chirurgico. Il percorso comprende la valutazione clinica e metabolica del paziente, programmi nutrizionali personalizzati, supporto psicologico e comportamentale, terapia farmacologica, chirurgia bariatrica e metabolica, chirurgia robotica ed endoscopia bariatrica, con controlli programmati nel periodo successivo al trattamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa Casa di Cura riferisce inoltre che circa il 40% dei pazienti del Centro proviene da altre regioni. Negli ultimi due anni, secondo i dati forniti dalla struttura, sono stati effettuati oltre mille interventi all&#8217;anno considerando complessivamente chirurgia bariatrica e chirurgia post-bariatrica e ricostruttiva collegata ai percorsi di cura. clinicacobellis.it</p>
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		<item>
		<title>Social e disturbi alimentari, cosa sappiamo sul ruolo dello smartphone</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/social-e-disturbi-alimentari-cosa-sappiamo-sul-ruolo-dello-smartphone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone e disturbi alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo smartphone è diventato uno specchio che non riflette soltanto la nostra immagine, ma anche quella di migliaia di altre persone. Corpi allenati, volti modificati dai filtri, diete, programmi per [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Lo smartphone è diventato uno specchio che non riflette soltanto la nostra immagine, ma anche quella di migliaia di altre persone. Corpi allenati, volti modificati dai filtri, diete, programmi per dimagrire, ricette &#8220;senza sensi di colpa&#8221;, allenamenti e fotografie costruite per apparire perfette scorrono sullo schermo ogni giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È difficile stabilire dove finisca la normale esposizione a questi contenuti e dove inizi un&#8217;influenza sul rapporto con il proprio corpo e con il cibo. La ricerca scientifica, però, sta accumulando elementi che indicano una relazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2026 ha riunito <strong>45 studi per un totale di 33.086 adolescenti</strong>. Il risultato complessivo mostra che un maggiore coinvolgimento sui social è associato a più problemi legati all&#8217;immagine corporea e a una maggiore presenza di sintomi associati ai disturbi dell&#8217;alimentazione. L&#8217;associazione emerge sia negli studi che fotografano la situazione in un determinato momento sia, seppure con tutti i limiti della letteratura disponibile, negli studi longitudinali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato non significa che usare Instagram, TikTok o altri social provochi automaticamente un disturbo alimentare. Significa piuttosto che <strong>maggiore esposizione e maggiore coinvolgimento sui social convivono, nei giovani, con una maggiore probabilità di sviluppare pensieri e comportamenti problematici legati al corpo e all&#8217;alimentazione</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il telefono è il mezzo, non necessariamente la causa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Parlare genericamente di &#8220;smartphone&#8221; rischia di semplificare troppo il fenomeno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dispositivo consente di accedere ai contenuti, ma sono soprattutto <strong>il tipo di contenuti, il modo in cui vengono utilizzati i social e il significato che la persona attribuisce a ciò che vede</strong> a sembrare rilevanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ragazzo può passare molto tempo al telefono guardando video musicali, giocando o parlando con gli amici senza che questo abbia necessariamente conseguenze sul rapporto con il cibo. Un altro può trascorrere meno tempo online, ma essere costantemente esposto a fotografie di corpi idealizzati, contenuti sul dimagrimento e messaggi che associano valore personale e aspetto fisico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La differenza, quindi, non è soltanto nelle ore trascorse davanti allo schermo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La meta-analisi del 2026 ha infatti trovato associazioni sia considerando il tempo trascorso sui social sia analizzando forme di utilizzo più direttamente legate all&#8217;aspetto fisico. Tra le piattaforme considerate, il rapporto appariva più forte negli studi che prendevano in esame Instagram rispetto a quelli che valutavano i social nel loro complesso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il confronto con gli altri può diventare una trappola</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei meccanismi più studiati è il <strong>confronto sociale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sui social non vediamo semplicemente altre persone: vediamo una selezione delle loro immagini. Il corpo, l&#8217;abbigliamento, il trucco, la luce, l&#8217;inquadratura e spesso anche la fotografia stessa possono essere costruiti per ottenere un determinato risultato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando queste immagini diventano il termine di paragone con cui valutare il proprio corpo, può comparire una sensazione di distanza: <em>io non sono così, quindi c&#8217;è qualcosa che non va in me</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2025 ha trovato un&#8217;associazione tra maggiore confronto sociale sui social network, più preoccupazioni per il proprio corpo e più sintomi legati ai disturbi dell&#8217;alimentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il meccanismo può essere particolarmente delicato durante l&#8217;adolescenza, quando l&#8217;identità, il rapporto con il proprio corpo e il riconoscimento da parte degli altri sono ancora in piena costruzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla fotografia alla dieta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema può non fermarsi all&#8217;immagine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una persona insoddisfatta del proprio corpo può iniziare a cercare contenuti su dieta, calorie, dimagrimento o attività fisica. A quel punto il sistema di raccomandazione delle piattaforme può contribuire a mantenere il contatto con contenuti simili, creando un ambiente digitale sempre più concentrato sull&#8217;aspetto fisico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un possibile circolo:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>insoddisfazione → ricerca di contenuti sul corpo e sulla dieta → maggiore esposizione → confronto → ulteriore insoddisfazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è però un percorso inevitabile e non riguarda tutti gli utenti allo stesso modo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la direzione del rapporto può essere diversa da quella che immaginiamo. Una persona che ha già difficoltà con il proprio corpo o con il cibo potrebbe essere più interessata a questi contenuti proprio per la sua condizione. Per questo gli studi osservazionali non permettono, da soli, di stabilire che siano i social a provocare il disturbo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rischio non è soltanto &#8220;passare troppo tempo al telefono&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una revisione sistematica pubblicata nel 2026 ha esaminato specificamente il rapporto tra <strong>uso problematico dello smartphone, tempo trascorso sullo smartphone e psicopatologia dei disturbi alimentari</strong> in persone senza una diagnosi clinica iniziale. Anche in questo caso sono emerse associazioni tra un uso più problematico del dispositivo e maggiori sintomi legati ai disturbi dell&#8217;alimentazione. Gli autori sottolineano però la limitata qualità complessiva delle prove e la difficoltà di stabilire una relazione causale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una distinzione importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non basta contare le ore trascorse davanti allo schermo per capire se esiste un rischio. <strong>Conta anche che cosa si fa durante quelle ore.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;ora passata a parlare con un amico non equivale a un&#8217;ora trascorsa a scorrere immagini di corpi idealizzati e contenuti sul dimagrimento. E non equivale nemmeno a un&#8217;ora dedicata a controllare ossessivamente calorie, peso, forma del corpo o attività fisica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli adolescenti sono una fascia particolarmente delicata</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;adolescenza rappresenta probabilmente il punto più sensibile della questione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il corpo cambia rapidamente, aumenta l&#8217;attenzione verso l&#8217;aspetto fisico e cresce l&#8217;importanza del giudizio dei coetanei. Allo stesso tempo, i social sono ormai parte integrante della vita quotidiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La grande meta-analisi pubblicata nel 2026 ha rilevato un&#8217;associazione complessivamente piccola ma significativa tra utilizzo dei social, preoccupazioni per il corpo e sintomi alimentari. L&#8217;associazione risultava più forte nei campioni con una maggiore presenza di ragazze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche una revisione pubblicata nel 2026 sui bambini e preadolescenti ha segnalato possibili associazioni tra maggiore utilizzo dei social e peggioramento dell&#8217;immagine corporea e comportamenti alimentari disfunzionali, sottolineando però che gli studi longitudinali in queste fasce d&#8217;età sono ancora relativamente pochi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che non è sufficiente chiedersi quanto tempo un adolescente trascorra online. Può essere più utile capire <strong>come utilizza quello spazio digitale e come si sente dopo averlo utilizzato</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali segnali meritano attenzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non ogni preoccupazione per il proprio aspetto è un disturbo alimentare. E non ogni ragazzo che segue un influencer fitness o pubblica fotografie sui social sviluppa un problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono però alcuni segnali che, soprattutto se persistenti, meritano attenzione: un controllo sempre più frequente del corpo, una crescente paura di ingrassare, una preoccupazione costante per calorie e peso, restrizioni alimentari rigide, abbuffate, comportamenti compensatori o un peggioramento evidente dell&#8217;autostima legato all&#8217;aspetto fisico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il rapporto con lo smartphone può fornire qualche indicazione. Se l&#8217;utilizzo dei social lascia sistematicamente la persona più insoddisfatta del proprio corpo, spinge a confrontarsi continuamente con gli altri o alimenta comportamenti sempre più rigidi nei confronti del cibo, il problema non è semplicemente il numero di ore trascorse online.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non serve demonizzare lo smartphone</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La conclusione più corretta non è che lo smartphone faccia male e debba essere eliminato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo smartphone è ormai uno strumento attraverso il quale si svolgono attività molto diverse. Il punto è piuttosto sviluppare una maggiore consapevolezza del rapporto tra <strong>contenuti, algoritmi, confronto sociale e percezione del proprio corpo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i più giovani può essere utile imparare a riconoscere che le immagini online non rappresentano necessariamente la realtà, che fotografie e video possono essere selezionati o modificati e che il numero di &#8220;like&#8221; non costituisce una misura del valore personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, la prevenzione dei disturbi alimentari non può essere affidata soltanto al singolo ragazzo o alla sua capacità di &#8220;staccarsi dal telefono&#8221;. Famiglia, scuola, professionisti della salute e piattaforme digitali hanno tutti un ruolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca, intanto, sta spostando la domanda. Non si tratta più soltanto di chiedersi <strong>quanto tempo passiamo davanti allo smartphone</strong>, ma anche <strong>che cosa succede alla nostra percezione del corpo mentre guardiamo lo schermo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E proprio qui potrebbe trovarsi il punto più importante: il rischio non sembra essere nascosto nel dispositivo, ma nell&#8217;ambiente digitale che quel dispositivo rende continuamente accessibile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Sanità: inaugurata a Monte San Giacomo la Bottega della Comunità, Fico nel Vallo di Diano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sanita-inaugurata-a-monte-san-giacomo-la-bottega-della-comunita-fico-nel-vallo-di-diano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 14:14:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Monte San Giacomo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[angela d'alto]]></category>
		<category><![CDATA[bottega della comunità]]></category>
		<category><![CDATA[monte san giacomo]]></category>
		<category><![CDATA[roberto fico]]></category>
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					<description><![CDATA[È stata inaugurata questa mattina a Monte San Giacomo, nel Vallo di Diano, la Bottega della Comunità, nuovo presidio di prossimità destinato a rafforzare l&#8217;offerta sanitaria e sociosanitaria nelle aree [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">È stata inaugurata questa mattina a Monte San Giacomo, nel Vallo di Diano, la <strong>Bottega della Comunità</strong>, nuovo presidio di prossimità destinato a rafforzare l&#8217;offerta sanitaria e sociosanitaria nelle aree interne della provincia di Salerno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al taglio del nastro, nella Villa Comunale “E. Quaranta” di viale Hoboken, hanno partecipato autorità, amministratori locali e rappresentanti dell&#8217;Asl Salerno. Presente anche il presidente della Regione Campania, <strong>Roberto Fico</strong>, la cui partecipazione era stata annunciata nei giorni scorsi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La struttura nasce con l&#8217;obiettivo di avvicinare i servizi ai cittadini, creando un punto di riferimento per <strong>tutela della salute, prevenzione e assistenza sociosanitaria</strong>. Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di potenziamento della sanità di prossimità, con particolare attenzione ai territori interni, dove la distanza dai principali centri e dai servizi rappresenta una delle criticità più sentite dalla popolazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La Bottega è stata realizzata dall&#8217;<strong>Asl Salerno</strong> e punta su un modello integrato nel quale la dimensione sanitaria si affianca a quella sociale. L&#8217;obiettivo è ridurre le distanze tra istituzioni e cittadini e rendere più capillare l&#8217;accesso alle prestazioni e ai servizi sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La realizzazione del presidio rientra in un percorso istituzionale che ha coinvolto l&#8217;azienda sanitaria, la Regione e le amministrazioni locali. Tra gli interventi collegati alla realizzazione della struttura risulta anche l&#8217;adeguamento dell&#8217;impianto elettrico dell&#8217;immobile destinato a ospitare la Bottega, affidato dall&#8217;Asl Salerno nel settembre scorso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;inaugurazione assume quindi un significato particolare per il Vallo di Diano, territorio nel quale il tema dell&#8217;accessibilità ai servizi sanitari è strettamente legato alla necessità di garantire alle comunità delle aree interne presidi il più possibile vicini ai cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il presidente della Regione si è trattato inoltre di una visita particolarmente significativa nel comprensorio valdianese: la sindaca di Monte San Giacomo, Angela D&#8217;Alto, aveva sottolineato nei giorni scorsi come la partecipazione del governatore rappresentasse un segnale di attenzione verso la sanità, le aree interne e il tema delle disuguaglianze nell&#8217;accesso ai servizi. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Mamma a 59 anni, papà a 70: a Salerno nasce Francesca Pia. «Un caso davvero eccezionale»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mamma-a-59-anni-papa-a-70-a-salerno-nasce-francesca-pia-un-caso-davvero-eccezionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 11:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[mamma a 59 anni]]></category>
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					<description><![CDATA[È nata nei giorni scorsi in una struttura ospedaliera del Salernitano Francesca Pia, una bambina venuta al mondo da una mamma di 59 anni e da un papà di 70. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">È nata nei giorni scorsi in una struttura ospedaliera del Salernitano Francesca Pia, una bambina venuta al mondo da una mamma di 59 anni e da un papà di 70. Una nascita particolarmente rara, che rappresenta un caso di grande interesse nel campo della medicina della riproduzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il parto è stato eseguito dall’équipe del professor Mario Polichetti, che ha seguito il percorso professionale fino alla nascita della piccola. Francesca Pia è in ottima salute: alla nascita pesava 2,4 chilogrammi, mentre oggi ha raggiunto i 4,5 chilogrammi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Siamo di fronte a un caso davvero eccezionale</em> &#8211; spiega il professor Polichetti &#8211; <em>perché ottenere un concepimento a un&#8217;età materna di 59 anni rappresenta un evento estremamente raro. Per noi è motivo di grande soddisfazione aver accompagnato questo percorso fino alla nascita di una bambina che oggi sta bene e cresce regolarmente</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il medico sottolinea anche le condizioni della neonata. «<em>Francesca Pia è in ottima salute</em> &#8211; aggiunge Polichetti &#8211; <em>e questo è naturalmente l&#8217;aspetto che ci dà maggiore soddisfazione. Alla nascita pesava 2,4 chilogrammi, mentre oggi è arrivata a 4,5 chilogrammi. La sua crescita sta procedendo molto bene</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il professor Polichetti, la vicenda assume un significato particolare anche sotto il profilo professionale. «<em>Quando si affrontano percorsi così complessi, ogni passaggio richiede grande attenzione e responsabilità. Vedere oggi questa bambina stare bene è la gratificazione più importante per tutta l&#8217;équipe</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nascita di Francesca Pia arriva al termine di un percorso che Polichetti definisce «<em>di grande valore umano e professionale</em>». E proprio l&#8217;età dei genitori rende il caso particolarmente insolito. «<em>Una mamma di 59 anni e un papà di 70 anni rappresentano un dato anagrafico assolutamente fuori dall&#8217;ordinario per una nascita di questo tipo</em> &#8211; osserva il medico &#8211; <em>ed è per questo che possiamo parlare di un evento veramente raro</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Polichetti parla anche di un risultato che, a suo giudizio, va oltre la dimensione strettamente locale. «<em>Credo che sia una storia che possa essere considerata di grande interesse anche a livello internazionale. Sono rarissimi i casi di concepimento a queste età e poter raccontare oggi la nascita di una bambina che sta bene è motivo di orgoglio</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il professore ribadisce infine la centralità dell&#8217;esito clinico: «<em>Al di là della straordinarietà del caso, quello che conta davvero è che Francesca Pia sia venuta al mondo e stia bene. Il suo peso è cresciuto in maniera importante e oggi abbiamo una bambina di 4,5 chilogrammi in ottime condizioni</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una nascita dunque particolarmente significativa per il territorio salernitano e per l&#8217;équipe che ha seguito il percorso. «<em>Per un medico</em> &#8211; conclude Polichetti &#8211; <em>non c&#8217;è soddisfazione più grande che vedere il risultato del proprio lavoro trasformarsi nella nascita di una nuova vita. In questo caso, per le caratteristiche del percorso e per l&#8217;età dei genitori, possiamo davvero parlare di qualcosa di strabiliante</em>».</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">(Foto di repertorio)</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Senza fissa dimora, in Campania arriva il medico di base</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/senza-fissa-dimora-in-campania-arriva-il-medico-di-base/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 13:10:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[medico di base per i senza tetto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=262826</guid>

					<description><![CDATA[In Campania anche le persone senza fissa dimora potranno iscriversi nelle liste degli assistiti delle Aziende sanitarie locali, scegliere il proprio medico di medicina generale e accedere alle prestazioni garantite [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In Campania anche le persone senza fissa dimora potranno iscriversi nelle liste degli assistiti delle Aziende sanitarie locali, scegliere il proprio medico di medicina generale e accedere alle prestazioni garantite dai Livelli essenziali di assistenza (Lea). Il Consiglio regionale ha approvato all&#8217;unanimità, con 40 voti favorevoli, la proposta di legge &#8220;Disposizioni per l&#8217;iscrizione delle persone senza fissa dimora nelle liste degli assistiti delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) regionali&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento, a prima firma e con relazione del consigliere Francesco Picarone, era già stato presentato nella precedente legislatura dallo stesso Picarone e aveva ottenuto il sostegno trasversale delle forze politiche e il via libera unanime in commissione, senza però arrivare all&#8217;esame dell&#8217;Aula.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova legge consente ai cittadini italiani senza fissa dimora, non residenti all&#8217;estero e privi di qualsiasi forma di assistenza sanitaria, di iscriversi nelle liste degli assistiti delle Asl campane e di scegliere il proprio medico di medicina generale. La copertura riguarda l&#8217;intero territorio regionale e non è quindi limitata alle sole grandi città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Campania, secondo quanto indicato nel provvedimento, sono oltre 10 mila le persone potenzialmente interessate dalla misura. L&#8217;obiettivo è garantire continuità nell&#8217;assistenza e nelle cure, favorendo la presa in carico da parte del Servizio sanitario e contribuendo al tempo stesso a ridurre il ricorso improprio ai pronto soccorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;attuazione della legge sono stati stanziati 300 mila euro annui per il triennio 2026-2028. La Regione potrà inoltre sottoscrivere protocolli d&#8217;intesa con associazioni ed enti del Terzo settore impegnati nell&#8217;assistenza alle persone senza dimora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prevista anche una clausola valutativa: la Giunta regionale dovrà riferire alla commissione consiliare competente sugli effetti e sull&#8217;attuazione della legge dopo due anni e, successivamente, con cadenza triennale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La fragilità non è una colpa. E questa legge lo dice chiaramente&#8221;, commenta Picarone. &#8220;Da oggi, in Campania, chi non ha una casa può avere un medico. Può scegliere il proprio medico di famiglia. Può accedere alle cure come ogni altro cittadino, su tutto il territorio regionale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Picarone sottolinea inoltre il carattere trasversale dell&#8217;approvazione: &#8220;Questa legge porta la mia prima firma e la mia relazione. Non è la prima volta: l&#8217;avevo già presentata nella scorsa legislatura e anche allora tutte le forze politiche si erano associate al provvedimento. Le commissioni la approvarono all&#8217;unanimità, ma l&#8217;Aula non riuscì a vederla. Oggi quel percorso si compie: il Consiglio regionale l&#8217;ha approvata, all&#8217;unanimità, con 40 voti&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Grazie a tutti i colleghi, di maggioranza e di opposizione, che hanno votato sì. Un voto unanime è un segnale forte: quando si tratta di tutelare i più fragili, la politica campana sa stare unita&#8221;, aggiunge Picarone, che ringrazia anche i consiglieri firmatari e le associazioni del Terzo settore impegnate quotidianamente nell&#8217;assistenza alle persone senza dimora.</p>
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		<title>Punti nascita, Aveta: «Approvata la mozione: difendiamo Piedimonte Matese, Sessa Aurunca e Sapri»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/punti-nascita-aveta-approvata-la-mozione-difendiamo-piedimonte-matese-sessa-aurunca-e-sapri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 10:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[punti nascita]]></category>
		<category><![CDATA[raffaele aveta]]></category>
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					<description><![CDATA[“Il Consiglio regionale ha approvato oggi (ieri, ndr) la mozione per la salvaguardia dei punti nascita di Piedimonte Matese, Sessa Aurunca e Sapri. È un segnale importante: la sanità non [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">“<em>Il Consiglio regionale ha approvato oggi </em>(ieri, ndr)<em> la mozione per la salvaguardia dei punti nascita di Piedimonte Matese, Sessa Aurunca e Sapri. È un segnale importante: la sanità non può essere organizzata applicando meccanicamente parametri numerici, senza considerare le caratteristiche geografiche, demografiche e sociali dei territori</em>”. Lo dichiara Raffaele Aveta, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Con questo atto chiediamo alla Regione di mantenere in attività i tre punti nascita, garantendo piena operatività e adeguati standard di sicurezza, e di procedere a una nuova organizzazione della rete che tenga conto delle esigenze delle aree disagiate e di una logica di bacino. L’uscita della Campania dal Piano di rientro ci offre oggi maggiori margini per compiere queste scelte</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Piedimonte Matese rappresenta in maniera emblematica questa battaglia. Non possiamo prima depotenziare un presidio pubblico e poi utilizzare la conseguente riduzione dei parti per giustificarne la chiusura. Nelle aree interne perdere un servizio essenziale significa aumentare le distanze, accelerare lo spopolamento e rendere ancora più difficile la vita di chi ha scelto di restare. La sicurezza viene prima dei numeri e il diritto alla salute deve valere allo stesso modo, ovunque si viva in Campania</em>”.</p>
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		<title>Punti nascita, il Consiglio regionale indica la strada per Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/punti-nascita-il-consiglio-regionale-indica-la-strada-per-sapri-sessa-aurunca-e-piedimonte-matese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 18:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[punti nascita sapri]]></category>
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					<description><![CDATA[Il futuro dei Punti Nascita di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese torna al centro dell&#8217;attività del Consiglio regionale della Campania. Approvata oggi, con l&#8217;astensione dei gruppi di opposizione, la [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il futuro dei Punti Nascita di <strong>Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese</strong> torna al centro dell&#8217;attività del Consiglio regionale della Campania. Approvata oggi, con l&#8217;astensione dei gruppi di opposizione, la mozione presentata dal gruppo consiliare PD, con <strong>Francesco Picarone come primo firmatario</strong> e sottoscritta da altri consiglieri regionali, sui Punti Nascita di Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio ha dato un indirizzo chiaro alla Giunta per le aree disagiate: la riorganizzazione della rete materno-infantile deve tenere conto della specificità dei territori riconosciuti come tali dalla L.R. 11/2025, a partire dai tempi di percorrenza e dalle caratteristiche oro-geografiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo modello, costruito sul lavoro in rete tra i presidi, ha un obiettivo preciso: garantire in ogni caso la sicurezza della gestante e del nascituro, con standard clinici uniformi e una governance unica tra le strutture coinvolte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto centrale è la necessità di affiancare ai parametri quantitativi una valutazione delle caratteristiche concrete dei territori: <strong>distanze, tempi di percorrenza, condizioni geografiche e accessibilità dei presidi ospedalieri</strong>. È un&#8217;impostazione che chiede di riesaminare la programmazione della rete tenendo conto delle peculiarità delle aree periferiche e disagiate. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello indicato punta sul lavoro integrato tra le strutture, con l&#8217;obiettivo di mantenere standard clinici omogenei e assicurare la sicurezza della gestante e del neonato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mozione approvata non propone, dunque, di prescindere dai requisiti sanitari previsti per l&#8217;assistenza al parto. Al contrario, il documento collega il mantenimento dei servizi alla necessità di garantire livelli adeguati di sicurezza, personale e organizzazione, attraverso una rete coordinata tra i presidi interessati. La proposta di legge regionale che ha riconosciuto le tre realtà come zone disagiate aveva già individuato, tra gli ambiti di intervento, il potenziamento dei punti nascita e l&#8217;innalzamento degli standard operativi, tecnologici e di sicurezza dell&#8217;assistenza ostetrica e neonatale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda si inserisce in un confronto istituzionale che dura da mesi. Sul territorio la questione continua a coinvolgere direttamente le amministrazioni comunali, che da mesi chiedono di rivedere le decisioni assunte sulla rete dei punti nascita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Picarone, il percorso avviato in Consiglio deve quindi proseguire insieme ai sindaci e alle comunità locali. «<strong>Un passo che va nella stessa direzione dell&#8217;azione dei sindaci del territorio, impegnati con determinazione per contrastare la chiusura dei Punti Nascita, e a fianco dei quali continueremo a lavorare</strong>», afferma il consigliere regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione resta ora legata alle successive decisioni della Giunta regionale e alla definizione della nuova organizzazione della rete materno-infantile. </p>
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		<title>Auletta torna in rosa, domenica la Camminata per la prevenzione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/auletta-torna-in-rosa-domenica-la-camminata-per-la-prevenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 12:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auletta]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[auletta]]></category>
		<category><![CDATA[camminata in rosa]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica 11 ottobre Auletta torna a tingersi di rosa con una nuova edizione della Camminata in Rosa, iniziativa dedicata alla prevenzione, alla cura e alla solidarietà, organizzata da Donatella Addesso [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Domenica 11 ottobre Auletta torna a tingersi di rosa con una nuova edizione della <strong>Camminata in Rosa</strong>, iniziativa dedicata alla prevenzione, alla cura e alla solidarietà, organizzata da <strong>Donatella Addesso</strong> con il patrocinio morale del Comune di Auletta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partenza è prevista alle <strong>ore 15:30</strong>. Il filo conduttore scelto per l’edizione 2026 è <strong>“la scelta”</strong>, racchiuso nell’invito: <strong>“Scegli di amarti, scegli la prevenzione”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto incidono le nostre scelte sulla nostra vita? E quanto scegliere di prenderci cura di noi stessi e degli altri può diventare un gesto di prevenzione? Da queste domande nasce il percorso di quest’anno, che parte dalla salute ma prova ad allargare lo sguardo alla cura delle persone e delle relazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla prevenzione oncologica, infatti, la Camminata in Rosa ospiterà le donne del <strong>Centro Antiviolenza Aretusa</strong>, per richiamare l&#8217;attenzione sull&#8217;importanza della prevenzione anche nel contrasto alla violenza contro le donne, attraverso la consapevolezza, il riconoscimento dei segnali e la presenza di reti e servizi capaci di accompagnare chi vive situazioni di violenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La quota di iscrizione alla camminata è di <strong>10 euro e sarà interamente devoluta ad AIRC</strong> per sostenere la ricerca sul cancro. La partecipazione è gratuita per bambini e ragazzi fino ai 14 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le iscrizioni potranno essere effettuate nei giorni precedenti presso il <strong>Minimarket Addesso</strong> oppure direttamente domenica 11 ottobre, a partire dalle <strong>ore 14:30</strong>, presso il punto di partenza. A ogni partecipante saranno consegnati un cappellino con la grafica della Camminata in Rosa e la spilla del Nastro Rosa donata da AIRC. Sarà inoltre possibile acquistare al costo di <strong>5 euro</strong> la maglietta rosa dell&#8217;edizione 2026.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una camminata che diventa un&#8217;opera collettiva</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La Camminata in Rosa sarà anche un&#8217;esperienza partecipativa. Durante il percorso, ciascuno potrà raccogliere elementi naturali e bigliettini colorati che saranno utilizzati, una volta arrivati in piazza, per realizzare insieme una <strong>grande opera collettiva</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni partecipante potrà aggiungere alla tela ciò che avrà scelto e raccolto lungo il cammino: tanti piccoli elementi individuali che, uniti, daranno vita a un&#8217;unica composizione, simbolo delle scelte e dei percorsi che si intrecciano all&#8217;interno di una comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È prevista inoltre una <strong>sosta rigenerante presso il campo polivalente di Largo Braida</strong>, dove, grazie alla collaborazione di <strong>Antonia D&#8217;Elia, specialista del movimento</strong>, i partecipanti potranno dedicarsi a un momento di stretching e defaticamento. Sarà allestito anche un punto ristoro con acqua e cioccolato fondente, prima di riprendere il cammino.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Prevenzione anche attraverso gli screening</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;arrivo è previsto in <strong>Piazza Falcone e Borsellino</strong>, dove si terranno la foto di gruppo, la composizione dell&#8217;opera collettiva, i saluti istituzionali e un aperitivo conclusivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata vuole però lasciare anche uno strumento concreto di prevenzione. <strong>Sia alla partenza sia all&#8217;arrivo sarà presente una postazione presso la quale sarà possibile prenotare gli esami gratuiti previsti dal programma di screening della Regione Campania e dell&#8217;ASL Salerno, a cura di Marena Carla.</strong></p>
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		<title>Staminali, il viaggio dal dono alla cura: a Ischia medici e pazienti raccontano la sfida del trapianto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/staminali-il-viaggio-dal-dono-alla-cura-a-ischia-medici-e-pazienti-raccontano-la-sfida-del-trapianto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 12:47:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[cellule staminali]]></category>
		<category><![CDATA[ischia]]></category>
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					<description><![CDATA[Una compatibilità che può arrivare da uno sconosciuto, una telefonata attesa, la speranza di trovare un donatore. Dietro il trapianto di cellule staminali emopoietiche c’è un percorso fatto di medicina [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Una compatibilità che può arrivare da uno sconosciuto, una telefonata attesa, la speranza di trovare un donatore. Dietro il trapianto di cellule staminali emopoietiche c’è un percorso fatto di medicina e ricerca, ma anche di attese, paure e storie personali. È da questa dimensione che è partito il confronto ospitato il 2 ottobre al Cinema Teatro Polifunzionale di Ischia, dove medici e testimoni si sono incontrati per parlare del valore della donazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il convegno, dal titolo <strong>“Cellule staminali emopoietiche: dal dono al trapianto alle trasfusioni”</strong>, è stato organizzato dall’associazione <strong>Arcobaleno Marco Iagulli ODV</strong> nell’ambito di <strong>Match It Now</strong>, la manifestazione promossa da ADOCES per sensibilizzare sulla donazione di cellule staminali emopoietiche. All’iniziativa ha partecipato anche la Federazione ADOCES, alla quale l’associazione aderisce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è stato mettere insieme due punti di vista che spesso viaggiano separati: quello della scienza e quello di chi la malattia l’ha vissuta sulla propria pelle. Da una parte le conoscenze mediche e il percorso che conduce al trapianto; dall’altra le esperienze di pazienti e famiglie, con tutto ciò che comporta affrontare una malattia e attendere una possibilità di cura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori sono stati moderati da <strong>Alberto Bosi</strong>, che è intervenuto insieme a <strong>Giuseppe Matarese</strong>. Al centro degli approfondimenti le cellule staminali emopoietiche, il trapianto e le trasfusioni, ma anche il ruolo decisivo della ricerca e della disponibilità di donatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le testimonianze hanno riportato il discorso sul piano concreto: l’attesa, l’incertezza, la paura e la fiducia nelle cure. E soprattutto il significato che può assumere il gesto di una persona che decide di donare. Un gesto che, per chi si trova dall’altra parte, può rappresentare una possibilità di cura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>Arcobaleno Marco Iagulli ODV</strong>, impegnata nella promozione della cultura della donazione e nel sostegno a bambini e famiglie che affrontano la malattia oncologica, informare significa anche creare consapevolezza e favorire una partecipazione più ampia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo voluto mettere insieme le competenze dei medici e le esperienze di chi ha affrontato la malattia, perché comprendere il valore della donazione significa anche ascoltare le persone che ne hanno avuto bisogno», spiega la presidente <strong>Tiziana Iervolino</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le testimonianze hanno dato un significato concreto ai temi affrontati dai relatori, raccontando quanto un donatore possa incidere nella vita di un paziente e della sua famiglia», aggiunge. «È questa consapevolezza che vogliamo far crescere attraverso il nostro impegno e la collaborazione con la Federazione ADOCES».</p>
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		<item>
		<title>Salerno, all’Ordine dei Medici una due giorni sulla storia della psichiatria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-allordine-dei-medici-una-due-giorni-sulla-storia-della-psichiatria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 12:42:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[ordine dei medici]]></category>
		<category><![CDATA[ordine dei medici salerno]]></category>
		<category><![CDATA[storia della psichiatria]]></category>
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					<description><![CDATA[Ripercorrere tre secoli di storia della psichiatria attraverso eventi, protagonisti, trasformazioni scientifiche e culturali. È l’obiettivo della due giorni dal titolo “Eventi e protagonisti nella storia della psichiatria dal XVIII [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ripercorrere tre secoli di storia della psichiatria attraverso eventi, protagonisti, trasformazioni scientifiche e culturali. È l’obiettivo della due giorni dal titolo <strong>“Eventi e protagonisti nella storia della psichiatria dal XVIII al XX secolo e oltre”</strong>, in programma l’8 e il 9 ottobre nella sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Salerno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa è organizzata dalla <strong>Società Italiana di Storia della Psichiatria</strong> in collaborazione con l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Salerno e con il <strong>Centro Studi di Storia, Documentazione e Ricerca della Salute Mentale – DSM ASL Salerno</strong>. Studiosi e professionisti si confronteranno su alcune delle tappe e delle figure più significative della storia della disciplina, con un percorso che dal Settecento arriva fino al Novecento e alle successive evoluzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori prenderanno il via giovedì 8 ottobre alle 14 con i saluti istituzionali di <strong>Giovanni D’Angelo</strong>, presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Salerno, <strong>Guido Di Sciascio</strong>, presidente della Società Italiana di Psichiatria, e <strong>Gennaro Sosto</strong>, direttore generale dell’ASL Salerno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima giornata, moderata da <strong>Massimo Aliverti e Giulio Corrivetti</strong>, affronterà diversi temi legati alla storia della psichiatria. Tra gli argomenti in programma, la mania e la melanconia ai tempi della Scuola Medica Salernitana, gli stereotipi legati alle persone con disturbi mentali, la storia della catatonia e la figura di <strong>Vincenzo Chiarugi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spazio anche alla rappresentazione del manicomio attraverso le opere di <strong>Mario Tobino e Luciano Del Pistoia</strong>, oltre che alla figura di <strong>Sergio Piro</strong> e al movimento della psichiatria democratica in Italia, attraverso l&#8217;analisi delle carte d’archivio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A chiudere la prima giornata sarà la visita alla mostra <strong>“Cose di Pazzi. Memorie di vite poi recluse”</strong>, dedicata alla memoria delle persone e delle esperienze legate alla storia dell’assistenza psichiatrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma proseguirà venerdì 9 ottobre, dalle 9 alle 13, con una seconda sessione moderata da <strong>Giuseppina Salomone e Gerardo Favaretto</strong>. Gli interventi saranno dedicati, tra gli altri, alle figure di <strong>Enrico Morselli e Giuseppe Corberi</strong>, alla psichiatria italiana dell’Ottocento, all’attività di <strong>Joseph Daquin</strong> e alla storia dell’assistenza neuropsichiatrica ai minori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Saranno inoltre approfondite le figure di <strong>Marco Levi Bianchini e Maggio</strong>, con un intervento dedicato alle carte e alla <em>Recherche</em>, e le premesse della neuropsichiatria nella Scuola di Salerno tra XII e XIII secolo. Le conclusioni saranno affidate a <strong>Gerardo Favaretto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutta la durata dell’iniziativa sarà possibile visitare la mostra <strong>“Cose di Pazzi. Memorie di vite poi recluse”</strong>, curata dal Centro Studi di Storia, Documentazione e Ricerca della Salute Mentale – DSM ASL Salerno, con la collaborazione della <strong>Società Salernitana di Storia Patria</strong>, del <strong>Museo Diocesano San Prisco</strong> e dell’<strong>Archivio di Stato di Salerno</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto tratta da <a href="https://storiapsichiatria.it/">https://storiapsichiatria.it/</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cardioprotezione dinamica, Colangelo: «Il Dae diventi un&#8217;appendice di chi lo porta»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cardioprotezione-dinamica-colangelo-il-dae-diventi-unappendice-di-chi-lo-porta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 10:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Cardioprotezione]]></category>
		<category><![CDATA[Cardioprotezione dinamica]]></category>
		<category><![CDATA[colangelo]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe colangelo]]></category>
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					<description><![CDATA[La cardioprotezione non deve rimanere confinata negli ospedali, negli ambulatori o nei luoghi già dotati di defibrillatori. Può diventare una rete &#8220;dinamica&#8221;, capace di muoversi insieme alle persone e di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La cardioprotezione non deve rimanere confinata negli ospedali, negli ambulatori o nei luoghi già dotati di defibrillatori. Può diventare una rete &#8220;dinamica&#8221;, capace di muoversi insieme alle persone e di portare competenze e strumenti salvavita anche nei luoghi della vita quotidiana. È la riflessione del dottor Giuseppe Colangelo, che rilancia l&#8217;idea di una cardioprotezione itinerante, nata anche dall&#8217;esperienza maturata nel mondo dei motociclisti, ma destinata a coinvolgere una platea molto più ampia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della proposta ci sono i professionisti sanitari, in particolare i cardiologi più giovani, ma anche medici e cittadini adeguatamente formati. L&#8217;invito è quello di dotarsi di un defibrillatore automatico esterno (Dae), considerandolo quasi come &#8220;un&#8217;appendice&#8221; della propria attività e portandolo con sé negli spostamenti. L&#8217;obiettivo è creare una rete di persone preparate e di dispositivi disponibili, in grado di intervenire anche nei luoghi dove non sia già presente un defibrillatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Portare con sé un Dae significa rendere più vicina la possibilità di intervenire nei minuti decisivi&#8221;, è il senso della proposta di Colangelo, che si rivolge soprattutto alle nuove generazioni di cardiologi affinché mettano le proprie competenze al servizio della comunità. La medicina, nella sua visione, non si esaurisce nell&#8217;attività svolta negli ambulatori o negli ospedali, ma trova una delle sue espressioni più concrete nella capacità di riconoscere e affrontare tempestivamente un&#8217;emergenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione assume particolare rilievo nei territori dove, secondo Colangelo, la risposta delle istituzioni alla diffusione della cultura del primo soccorso appare ancora insufficiente. In questi contesti, sostiene il medico, la promozione della cardioprotezione non può fermarsi: occorrono cittadini formati, dispositivi accessibili e una rete attiva, capace di intervenire anche quando mancano risposte strutturate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma avere un Dae a disposizione non è sufficiente. La disponibilità del dispositivo deve essere accompagnata da una preparazione adeguata alle manovre di rianimazione cardiopolmonare. Anche gli aspetti tecnici delle compressioni toraciche, dalla postura del soccorritore alla corretta biomeccanica del movimento, richiedono formazione, esercizio e aggiornamento. La qualità della rianimazione nei primi minuti può infatti essere determinante in attesa dell&#8217;arrivo dei soccorsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;idea della cardioprotezione dinamica, sottolinea Colangelo, può essere trasformata in un progetto concreto attraverso la partecipazione di più persone. Ogni professionista o cittadino formato che scelga di avere con sé un defibrillatore e di mantenere aggiornate le proprie competenze può contribuire a ridurre i tempi di intervento in caso di arresto cardiaco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un Dae disponibile, una formazione adeguata e la disponibilità a intervenire: sono questi, secondo Colangelo, gli elementi sui quali costruire una rete di cardioprotezione capace di muoversi insieme alle persone e di raggiungere nuovi luoghi, con un obiettivo preciso: rendere più tempestiva la risposta all&#8217;arresto cardiaco e mettere al centro la tutela della vita.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caggiano, domenica la Giornata del Cuore: iniziativa di prevenzione in Piazza Lago</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caggiano-domenica-la-giornata-del-cuore-iniziativa-di-prevenzione-in-piazza-lago/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 09:15:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Caggiano]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute cardiovascolare]]></category>
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					<description><![CDATA[Una giornata dedicata alla prevenzione e alla salute cardiovascolare. Si svolge oggi, domenica 4 ottobre, a Caggiano, la Giornata del Cuore, con un’iniziativa rivolta alla cittadinanza in Piazza Lago. Per [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1 wp-block-paragraph">Una giornata dedicata alla prevenzione e alla salute cardiovascolare. Si svolge oggi, domenica 4 ottobre, a Caggiano, la Giornata del Cuore, con un’iniziativa rivolta alla cittadinanza in Piazza Lago.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Per l’occasione, sarà presente un’ambulanza dell’associazione GOPI Protezione Civile ODV, destinata alle attività di prevenzione e controllo della salute cardiovascolare.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">L’iniziativa punta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza dei controlli periodici e dell’adozione di corretti stili di vita, elementi fondamentali per la tutela della salute del cuore.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">I cittadini sono invitati a partecipare e a cogliere l’opportunità per dedicare alcuni minuti alla propria salute, nell’ambito di una giornata che pone al centro il valore della prevenzione.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">La manifestazione si svolge in Piazza Lago, a Caggiano.</p>
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