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	<title>Salute &amp; Benessere | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>A Bari Ines Carrato porta la voce dei giovani medici davanti a Meloni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-bari-ines-carrato-porta-la-voce-dei-giovani-medici-davanti-a-meloni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 15:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[La dottoressa di Vallo della Lucania interviene davanti a circa 10mila persone Dal Cilento al palco di Bari, per portare la voce dei giovani medici italiani. È il ruolo affidato [...]]]></description>
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<p class="p1"><strong>La dottoressa di Vallo della Lucania interviene davanti a circa 10mila persone</strong></p>



<p class="p1">Dal Cilento al palco di Bari, per portare la voce dei giovani medici italiani. È il ruolo affidato oggi a <strong>Ines Carrato</strong>, giovane medico originaria di Vallo della Lucania, specializzanda in Medicina d’Emergenza-Urgenza, che é intervenuta all’iniziativa alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.</p>



<p class="p1">Carrato prende la parola in rappresentanza dei giovani medici specializzandi italiani, davanti a una platea di circa 10mila persone. Un intervento attraverso il quale ha portato all’attenzione delle istituzioni le istanze, le aspettative e le speranze di una generazione di professionisti chiamata a costruire il futuro della sanità italiana.</p>



<p class="p1">Il suo percorso professionale è strettamente legato alla medicina d’emergenza. Originaria di Vallo della Lucania, Carrato si è laureata in Medicina e Chirurgia all’Università Campus Bio-Medico di Roma e ha intrapreso la specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza⁠.</p>



<p class="p1">Il suo nome era già balzato all’attenzione delle cronache nel marzo del 2023, quando, mentre viaggiava su un Frecciarossa diretto da Roma a Milano, intervenne per soccorrere un passeggero di 65 anni colto da malore, praticandogli un massaggio cardiaco e contribuendo a salvarlo. Per quell’intervento ricevette anche un encomio. </p>



<p class="p1">Negli anni Carrato ha inoltre assunto un ruolo attivo nella rappresentanza degli specializzandi, arrivando a essere eletta rappresentante regionale degli specializzandi per il Lazio. </p>



<p class="p1">A Bari, dunque, la giovane professionista cilentana ha portato una voce che parte dalle corsie e dai percorsi di formazione specialistica per arrivare direttamente alle istituzioni: quella di medici impegnati quotidianamente nella cura dei pazienti e che chiedono attenzione per la formazione, le condizioni di lavoro e le prospettive professionali.</p>



<p>Foto tratta dal profilo Instagram di Ines Carrato </p>
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		<item>
		<title>Carenza di sangue in Campania, sospesi gli interventi al Ruggi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/carenza-di-sangue-in-campania-sospesi-gli-interventi-al-ruggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 07:51:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[donazioni sangue]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza sangue]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[salute pubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[La carenza di sangue in Campania sta provocando conseguenze dirette sull’attività sanitaria. L’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno ha disposto la sospensione delle attività [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La carenza di sangue in Campania sta provocando conseguenze dirette sull’attività sanitaria. L’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno ha disposto la sospensione delle attività chirurgiche e cliniche programmate per le quali potrebbe essere necessario utilizzare sacche di sangue. Restano garantiti gli interventi urgenti.</p>



<p>Il provvedimento è stato adottato in seguito a una comunicazione del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale. Alla base dell’emergenza c’è il brusco calo delle donazioni registrato durante l’ondata di caldo che sta interessando l’Italia.</p>



<p>Le temperature elevate avrebbero scoraggiato numerosi volontari, determinando una riduzione delle scorte disponibili. Il Centro nazionale sangue ha evidenziato una situazione particolarmente critica per il gruppo sanguigno 0 positivo e ha indicato Campania, Lazio e Sicilia tra le regioni maggiormente in difficoltà.</p>



<p>Al Ruggi garantite soltanto le prestazioni urgenti</p>



<p>La mancanza di sacche sufficienti impedisce all’ospedale Ruggi di garantire in sicurezza tutte le attività programmate nelle quali potrebbe rendersi necessaria una trasfusione. Per questa ragione sono state temporaneamente sospese le prestazioni chirurgiche e cliniche non urgenti interessate dal problema.</p>



<p>L’obiettivo è preservare le quantità disponibili per le emergenze e per i pazienti che non possono rinviare le cure. La situazione è aggravata dall’impossibilità di ricorrere ai consueti meccanismi di compensazione tra regioni: secondo quanto comunicato, nessuna area del Paese disporrebbe al momento di scorte sufficienti da destinare ai territori maggiormente colpiti.</p>



<p>La direzione dell’azienda ospedaliera ha quindi rivolto un appello ai cittadini affinché tornino a donare. Il Centro trasfusionale del Ruggi è operativo dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle 12. Sono previste aperture straordinarie anche la domenica in occasione delle iniziative organizzate dalle associazioni di volontariato.</p>



<p>L’appello dell’Avis di Salerno ai cittadini</p>



<p>Alla mobilitazione partecipa anche l’Avis di Salerno, che invita le persone in buone condizioni di salute a recarsi nei centri autorizzati. L’associazione ricorda che molti pazienti, in particolare quelli sottoposti a trasfusioni periodiche, dipendono dalla disponibilità costante di sangue.</p>



<p>Si tratta di una risorsa che non può essere prodotta artificialmente e che può essere garantita soltanto attraverso la donazione volontaria, spontanea e gratuita. La riduzione delle scorte, sottolinea l’Avis, mette inoltre i medici nella condizione di dover operare con disponibilità limitate.</p>



<p>L’Unità di raccolta dell’Avis di Salerno è aperta ogni venerdì, sabato e domenica, dalle ore 7.15 alle 10. L’associazione si è detta disponibile a raggiungere, con automezzi e personale sanitario, comuni, uffici e aziende private della provincia interessati a ospitare giornate straordinarie di raccolta.</p>



<p>Oltre al valore sanitario e civile del gesto, la donazione permette anche di effettuare gratuitamente gli esami di routine previsti per il controllo dello stato di salute del donatore. L’aumento delle adesioni risulta ora indispensabile per ricostituire le scorte e consentire al Ruggi di riprendere regolarmente le attività sospese.</p>
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		<item>
		<title>A Morigerati screening cardiologico e concerto in ricordo di Tommaso Torre</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-morigerati-screening-cardiologico-e-concerto-in-ricordo-di-tommaso-torre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 12:33:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[petraglia]]></category>
		<category><![CDATA[sapri]]></category>
		<category><![CDATA[tommaso torre]]></category>
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					<description><![CDATA[Prevenzione cardiologica, memoria e musica per ricordare Tommaso Torre, scomparso prematuramente a causa di problemi cardiaci. È la giornata organizzata dalla famiglia di Tommaso a Morigerati, con l&#8217;obiettivo di trasformare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Prevenzione cardiologica, memoria e musica per ricordare Tommaso Torre, scomparso prematuramente a causa di problemi cardiaci. È la giornata organizzata dalla famiglia di Tommaso a Morigerati, con l&#8217;obiettivo di trasformare il ricordo in un&#8217;occasione di sensibilizzazione sull&#8217;importanza della prevenzione e dei controlli per la salute del cuore.</p>



<p>Il programma prende il via alle 12.30 con uno screening cardiologico curato dal dottor Luigi Petraglia. Il medico ha messo a disposizione della comunità la propria professionalità, contribuendo all&#8217;iniziativa promossa dalla famiglia.</p>



<p>Lo screening rappresenta il momento centrale della giornata dedicata alla prevenzione delle patologie cardiovascolari e vuole richiamare l&#8217;attenzione sull&#8217;importanza dei controlli periodici e della diagnosi precoce.</p>



<p>Alle 18:30, nel Santuario di San Demetrio Martire, sarà celebrata la Santa Messa in memoria di Tommaso Torre.</p>



<p>La giornata si concluderà alle 20.30 sul sagrato del Santuario con il concerto dei <strong>The</strong> <strong>Angel Voices</strong>, diretti dal maestro <strong>Marinella Miceli</strong>. Gli Angel Voices, apprezzati per la qualità vocale e l&#8217;intensità delle loro interpretazioni, offriranno al pubblico un concerto ricco di energia e spiritualità, trasformando la musica in un momento di partecipazione e memoria condivisa.</p>



<p>La famiglia ha scelto di dedicare la giornata alla prevenzione e alla sensibilizzazione sulla salute cardiovascolare, affiancando allo screening un momento religioso e uno musicale. </p>
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		<title>Settembre, il mese della ripartenza anche a tavola: 5 ricette per tornare a mangiare bene</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/settembre-il-mese-della-ripartenza-anche-a-tavola-5-ricette-per-tornare-a-mangiare-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 14:51:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cucina light]]></category>
		<category><![CDATA[ettembre salute]]></category>
		<category><![CDATA[rimettersi in forma]]></category>
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					<description><![CDATA[Settembre è il mese dei nuovi inizi. Si torna al lavoro, riaprono le scuole, cambiano i ritmi della giornata e anche la tavola può diventare uno dei punti da cui [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Settembre è il mese dei nuovi inizi. Si torna al lavoro, riaprono le scuole, cambiano i ritmi della giornata e anche la tavola può diventare uno dei punti da cui ripartire. Dopo le vacanze, infatti, più che ricorrere a diete drastiche o restrizioni, l&#8217;obiettivo può essere quello di recuperare gradualmente abitudini regolari e un&#8217;alimentazione varia ed equilibrata.</p>



<p>A indicarlo sono le Linee Guida per una sana alimentazione del CREA, che prendono come riferimento il modello mediterraneo e sottolineano l&#8217;importanza di varietà, equilibrio e moderazione. Tra le indicazioni c&#8217;è anche quella di aumentare il consumo di alimenti vegetali, in particolare frutta, verdura e legumi, limitando invece l&#8217;eccesso di zuccheri, sale e alimenti particolarmente ricchi di grassi.</p>



<p>Settembre, con il ritorno alla normalità, può quindi diventare l&#8217;occasione per rimettere ordine nei pasti senza rinunciare al gusto. Ecco cinque ricette semplici, ispirate alla tradizione mediterranea, con ingredienti facilmente reperibili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. Pasta integrale con pomodorini, melanzane e basilico</h3>



<p>Un primo piatto semplice che mette insieme cereali e verdure. Si possono saltare in padella melanzane e pomodorini con poco olio extravergine d&#8217;oliva, aggiungere basilico fresco e condire la pasta integrale. Una preparazione veloce, adatta anche al pranzo da portare al lavoro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. Insalata di ceci, pomodori e tonno</h3>



<p>I legumi possono essere protagonisti anche di piatti freddi. Ceci, pomodori, tonno al naturale, cipolla rossa e prezzemolo possono diventare un&#8217;insalata completa e pratica. Il condimento può essere preparato con olio extravergine d&#8217;oliva, limone e una quantità moderata di sale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Orata al forno con verdure</h3>



<p>Per una cena leggera si può puntare sul pesce, accompagnato da verdure di stagione. Un&#8217;orata al forno con pomodorini, zucchine e aromi mediterranei richiede pochi ingredienti e una cottura semplice. Il pesce rientra tra gli alimenti valorizzati dal modello mediterraneo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Cous cous integrale con verdure e ceci</h3>



<p>Un piatto unico colorato e versatile. Al cous cous integrale si possono aggiungere zucchine, peperoni, melanzane e ceci, completando con erbe aromatiche e un filo di olio extravergine d&#8217;oliva. È una soluzione pratica per chi ha poco tempo e vuole organizzare in anticipo il pranzo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">5. Yogurt bianco, frutta fresca e frutta secca</h3>



<p>Anche la colazione o lo spuntino possono diventare un&#8217;occasione per introdurre alimenti semplici. Yogurt bianco, frutta fresca di stagione e una piccola quantità di frutta secca possono comporre una soluzione veloce. Il CREA raccomanda di consumare quotidianamente frutta e verdura, variandone tipologie e colori; per la frutta secca, invece, è importante tenere conto delle quantità perché si tratta di alimenti energetici.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Non una dieta, ma nuove abitudini</h3>



<p>La ripartenza di settembre, dunque, non deve necessariamente coincidere con rinunce drastiche. L&#8217;obiettivo indicato dalle Linee Guida è una alimentazione completa e varia, all&#8217;interno della quale trovino spazio differenti gruppi di alimenti. Il modello mediterraneo privilegia infatti alimenti di origine vegetale, cereali, frutta, verdura e legumi, insieme a un consumo equilibrato di pesce e altre fonti proteiche.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Polla, qualifica Oss per i diplomati dell’IpSSAS: percorso gratuito e ridotto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/polla-qualifica-oss-per-i-diplomati-dellipssas-percorso-gratuito-e-ridotto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 08:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
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					<description><![CDATA[Un percorso formativo gratuito e in modalità ridotta per conseguire la qualifica professionale di Operatore socio-sanitario (Oss). È l’opportunità rivolta ai diplomati dell’IpSSAS di Polla, che sarà presentata lunedì 7 [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Un percorso formativo gratuito e in modalità ridotta per conseguire la qualifica professionale di Operatore socio-sanitario (Oss). È l’opportunità rivolta ai diplomati dell’IpSSAS di Polla, che sarà presentata lunedì 7 settembre alle 11.30 nell’Auditorium della Scuola secondaria di primo grado di Polla.</p>



<p class="p2">L’incontro sarà dedicato alla presentazione del percorso per il conseguimento della qualifica professionale EQF3 di Operatore socio-sanitario, riservato a chi ha conseguito il diploma nell’indirizzo “Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale” dell’IpSSAS di Polla.</p>



<p class="p2">L’iniziativa rientra nel progetto “Centro territoriale di inclusione attiva Ambito S10 &#8211; C.T.I.A. Diano Welfare”, finanziato dal Programma Campania Welfare nell’ambito del PR Campania FSE+ 2021-2027 e promosso dal Consorzio Sociale Vallo di Diano-Tanagro-Alburni (Ambito S10), presieduto da Michele Di Candia e diretto da Antonio Domenico Florio. Il progetto è realizzato in collaborazione con la Cooperativa sociale Il Sentiero, la Scuola di formazione Socrates e la Cooperativa New Orion.</p>



<p class="p2">Nel corso dell’appuntamento saranno illustrati contenuti e modalità del percorso e sarà approfondito il ruolo dell’Oss nel sistema socio-sanitario, sia territoriale sia ospedaliero. Si tratta di una figura professionale che opera a supporto dell’assistenza alla persona e in raccordo tra ambito sanitario e sociale, trovando impiego in ospedali, Rsa, strutture residenziali e nei servizi di assistenza domiciliare.</p>



<p class="p2">Una parte dell’incontro sarà dedicata alle prospettive occupazionali. La qualifica consente infatti di lavorare in strutture sanitarie pubbliche e private, residenze sanitarie assistenziali, centri diurni, servizi di assistenza domiciliare e cooperative sociali.</p>



<p class="p2">Per i diplomati dell’IpSSAS è prevista una modalità formativa ridotta, grazie al riconoscimento dei crediti maturati durante il quinquennio scolastico. L’obiettivo è favorire il conseguimento della qualifica professionale e il successivo accesso al Registro regionale delle qualifiche e al mercato del lavoro.</p>



<p class="p2">Durante l’incontro i diplomati interessati potranno inoltre ricevere supporto nella compilazione della domanda di partecipazione e nella predisposizione della documentazione necessaria, con informazioni sulle modalità di presentazione della candidatura.</p>



<p class="p2">L’appuntamento rappresenta quindi un momento di orientamento per i giovani diplomati dell’IpSSAS di Polla interessati a intraprendere un percorso professionale nel settore dell’assistenza e dei servizi socio-sanitari.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Farmacia dei servizi su SINFONIA Salute: prevenzione, assistenza e referti a portata di App</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/farmacia-dei-servizi-su-sinfonia-salute-prevenzione-assistenza-e-referti-a-portata-di-app/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 09:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[farmacia dei servizi]]></category>
		<category><![CDATA[sinfonia salute]]></category>
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					<description><![CDATA[I cittadini campani possono usufruire delle nuove funzionalità della Farmacia dei Servizi integrate nell&#8217;App SINFONIA Salute e sul Portale Salute del Cittadino, uno strumento che rende ancora più semplice l&#8217;accesso [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I cittadini campani possono usufruire delle nuove funzionalità della Farmacia dei Servizi integrate nell&#8217;App SINFONIA Salute e sul Portale Salute del Cittadino, uno strumento che rende ancora più semplice l&#8217;accesso ai servizi sanitari territoriali e alle attività di prevenzione offerte dalle farmacie accreditate.</p>



<p>Nelle farmacie aderenti è possibile effettuare prestazioni di prima istanza come elettrocardiogramma (ECG), Holter cardiaco e Holter pressorio (con prescrizione medica), accedere ai servizi vaccinali e partecipare ai programmi di screening promossi dalla Regione Campania.</p>



<p>Attraverso la Farmacia dei Servizi, i cittadini possono inoltre prenotare mammografie, Pap Test e Test HPV, oppure ritirare il kit per lo screening del tumore del colon-retto, rafforzando il ruolo della farmacia come presidio sanitario di prossimità.</p>



<p>Tra le principali novità disponibili da oggi sull&#8217;App SINFONIA Salute vi è la possibilità di consultare i referti delle prestazioni effettuate in farmacia, visualizzarne lo storico e ricevere notifiche sulla disponibilità dei risultati. L&#8217;applicazione consente inoltre di individuare rapidamente le farmacie accreditate presenti sul territorio e verificare i servizi offerti da ciascuna struttura.</p>



<p>La Farmacia dei Servizi rappresenta un ulteriore passo nel percorso di innovazione digitale della sanità regionale, con l&#8217;obiettivo di avvicinare sempre più i servizi sanitari ai cittadini, semplificando l&#8217;accesso alla prevenzione e al monitoraggio della propria salute.</p>



<p>Per conoscere la farmacia aderente più vicina e scoprire tutti i servizi disponibili è possibile accedere al Portale Salute del Cittadino all&#8217;indirizzo&nbsp;<a href="http://sinfonia.regione.campania.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sinfonia.regione.campania.it</a>&nbsp;oppure scaricare l&#8217;App SINFONIA Salute.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Donazione di sangue, domenica 6 settembre raccolta a Vallo della Lucania e Sapri</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/donazione-di-sangue-domenica-6-settembre-raccolta-a-vallo-della-lucania-e-sapri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 12:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Una domenica dedicata alla donazione volontaria di sangue è in programma il 6 settembre a Vallo della Lucania e Sapri, promossa dall’Associazione Donatori Volontari di Sangue del Cilento Odv. A [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Una domenica dedicata alla donazione volontaria di sangue è in programma il 6 settembre a Vallo della Lucania e Sapri, promossa dall’Associazione Donatori Volontari di Sangue del Cilento Odv.</p>



<p class="p2">A Vallo della Lucania la raccolta si svolgerà presso il Centro Trasfusionale dell’ospedale “San Luca”, dalle 8.30 alle 11.30. A Sapri, invece, i volontari potranno recarsi presso l’Unità di Raccolta Sangue dell’ospedale “Immacolata”, dalle 8 alle 12.</p>



<p class="p2">L’iniziativa punta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della donazione e a favorire la partecipazione dei cittadini, anche di quanti rientrano nei propri paesi dopo un periodo lontano dal territorio.</p>



<p class="p2">Per informazioni sulla raccolta a Vallo della Lucania è possibile contattare l’associazione al <a href="tel:393%208739392">393 8739392</a> o il Centro Trasfusionale allo 0974 711258. Per Sapri i riferimenti sono il <a href="tel:392%209505000">392 9505000</a> dell’associazione e lo <a href="tel:0973%20607208">0973 607208</a> dell’Unità di Raccolta Sangue.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sanità accreditata, AISIC: «Pagamenti in ritardo, la Regione intervenga subito»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sanita-accreditata-aisic-pagamenti-in-ritardo-la-regione-intervenga-subito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 11:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[aisic]]></category>
		<category><![CDATA[sanità accreditata]]></category>
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					<description><![CDATA[AISIC – Associazione Imprese Sanitarie in Campania esprime forte preoccupazione per il ritardato pagamento delle spettanze dovute alle imprese sanitarie private accreditate che, ogni giorno, continuano a garantire prestazioni essenziali [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>AISIC – Associazione Imprese Sanitarie in Campania esprime forte preoccupazione per il ritardato pagamento delle spettanze dovute alle imprese sanitarie private accreditate che, ogni giorno, continuano a garantire prestazioni essenziali per conto del Servizio Sanitario Regionale.</p>



<p>«<em>Non è più tollerabile che imprese che assicurano cure, assistenza, occupazione e continuità dei<br>servizi debbano sostenere per mesi il peso finanziario di prestazioni già rese e regolarmente<br>documentate</em>», dichiara Antonio Gambardella, Presidente AISIC. «<em>Il privato accreditato è parte<br>integrante della rete assistenziale regionale e non può essere trasformato nella banca del sistema<br>sanitario campano</em>».</p>



<p>AISIC ritiene che la responsabilità della situazione non possa essere scaricata sulle singole ASL. Quando le<br>criticità nei pagamenti interessano più territori e più aziende sanitarie, il problema assume evidentemente<br>una dimensione regionale. È quindi alla Regione Campania che l&#8217;Associazione chiede di garantire con<br>urgenza la disponibilità, la continuità e la corretta programmazione dei flussi finanziari necessari a consentire alle ASL di onorare tempestivamente gli impegni verso le strutture accreditate.</p>



<p>«<em>Non vogliamo alimentare un conflitto con le ASL, che spesso sono l&#8217;ultimo anello di una catena<br>finanziaria e amministrativa definita a monte</em>», prosegue Gambardella. «<em>Chiediamo invece alla<br>Regione Campania di assumersi fino in fondo la responsabilità di governo del sistema e di ripristinare<br>immediatamente la regolarità dei pagamenti</em>».</p>



<p>La preoccupazione dell&#8217;Associazione è resa ancora più grave dal clima di incertezza che attraversa il settore, come emerge anche dal dibattito pubblico di questi giorni sulla sanità privata accreditata in Campania: assenza di certezze, ritardi nella programmazione e difficoltà nei flussi economici rischiano di produrre conseguenze concrete sulla capacità delle imprese di garantire personale, forniture, tecnologie e continuità assistenziale.</p>



<p>«<em>Temiamo seriamente un ritorno al passato</em>», afferma Gambardella. «<em>Pensavamo che la stagione<br>dei ritardi sistematici e dell&#8217;incertezza nei pagamenti fosse stata definitivamente superata. Non possiamo<br>accettare che si ricrei un meccanismo che obblighi le strutture ad anticipare indefinitamente risorse<br>proprie per finanziare prestazioni erogate nell&#8217;interesse del servizio pubblico</em>».</p>



<p>AISIC chiede pertanto un intervento immediato della Presidenza e della Giunta regionale per sbloccare le<br>somme dovute e, soprattutto, per introdurre una modalità stabile che impedisca il ripetersi di simili situazioni. «<em>Se non arriveranno risposte rapide e pagamenti regolari, non escludiamo che le imprese<br>associate siano costrette a tutelare i propri crediti attraverso tutti gli strumenti previsti dalla legge<br>e dai contratti, compresa l&#8217;emissione delle fatture per gli interessi di mora maturati e il ricorso a decreti ingiuntivi</em>», sottolinea il Presidente AISIC. «<em>Non è la strada che auspichiamo, ma non si può<br>chiedere alle imprese di rinunciare indefinitamente alla tutela di crediti certi per prestazioni già rese</em>».</p>



<p>Sulla stessa linea Gaetano Gambino, co-presidente AISIC, che richiama la necessità di una programmazione economica chiara e di un confronto costante con le rappresentanze del comparto:<br>«<em>Il sistema ha bisogno di certezze. Programmazione sanitaria e puntualità dei pagamenti sono<br>due aspetti inseparabili: senza l&#8217;una e senza l&#8217;altra si mette a rischio la sostenibilità delle imprese<br>e, di conseguenza, la continuità delle cure per i cittadini. Alla Regione chiediamo un segnale<br>concreto e immediato</em>».</p>



<p>AISIC ribadisce infine la propria disponibilità a un confronto istituzionale urgente, nell&#8217;interesse non soltanto delle imprese accreditate ma dell&#8217;intero Servizio Sanitario Regionale e dei cittadini campani che ogni giorno si rivolgono a queste strutture per ricevere prestazioni comprese nei livelli di assistenza.<br>«<em>Le imprese hanno fatto e continueranno a fare la propria parte</em>», conclude Gambardella. «<em>Ora è<br>indispensabile che la Regione faccia la sua: pagare con puntualità prestazioni già erogate non è una<br>concessione, ma un dovere e una condizione essenziale per garantire la tenuta del sistema sanitario</em>».</p>



<p>Ad oggi, nessuna ASL ha pagato la mensilità di giugno, già contrattualmente scaduta. Il passato<br>è tornato.</p>



<p></p>
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			</item>
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		<title>Donazione di cornee al San Luca di Vallo della Lucania, prelievo su un 53enne morto per emorragia cerebrale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/donazione-di-cornee-al-san-luca-di-vallo-della-lucania-prelievo-su-un-53enne-morto-per-emorragia-cerebrale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 15:17:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
		<category><![CDATA[donazione]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
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					<description><![CDATA[Un gesto di grande solidarietà all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, dove sono state prelevate le cornee di un paziente di 53 anni deceduto a seguito di un’emorragia cerebrale. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Un gesto di grande solidarietà all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, dove sono state prelevate le cornee di un paziente di 53 anni deceduto a seguito di un’emorragia cerebrale. <strong>Lo riporta l’Ansa</strong>.</p>



<p class="p4">La morte encefalica è stata accertata nel reparto di Rianimazione, diretto da Michele Bosco. Considerate le condizioni cliniche del paziente, è stata quindi avviata la procedura per il prelievo dei tessuti, autorizzata dai familiari.</p>



<p class="p4">Il percorso di donazione è stato coordinato dalla coordinatrice locale per la donazione, Rosa Lampasona, con la collaborazione del personale sanitario coinvolto nelle diverse fasi della procedura.</p>



<p class="p5">Un gesto che, anche attraverso la donazione dei tessuti, può offrire nuove possibilità di cura ad altre persone e testimonia il valore della solidarietà in un momento particolarmente difficile per la famiglia del donatore.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>San Rufo, cena di beneficenza per l’AIL: il 12 settembre torna “Aggiungi un posto a tavola”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-rufo-cena-di-beneficenza-per-lail-il-12-settembre-torna-aggiungi-un-posto-a-tavola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 15:27:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[San Rufo]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[cena di beneficenza]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[Solidarietà e convivialità si incontrano a San Rufo per la terza edizione di “Aggiungi un posto a tavola”, la cena di beneficenza promossa per raccogliere fondi a sostegno dell’AIL, Associazione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Solidarietà e convivialità si incontrano a San Rufo per la terza edizione di “Aggiungi un posto a tavola”, la cena di beneficenza promossa per raccogliere fondi a sostegno dell’AIL, Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma.</p>



<p class="p2">L’appuntamento è per sabato 12 settembre, alle 20, in via Giuseppe Garibaldi. Una serata all’insegna della condivisione, il cui ricavato sarà interamente devoluto all’associazione impegnata al fianco delle persone colpite da leucemie, linfomi e mieloma.</p>



<p class="p2">L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra diverse realtà del territorio: Comune di San Rufo, Forum dei Giovani, Pro Loco, Parrocchia Santa Maria Maggiore, Confesercenti Vallo di Diano e Monte Pruno Giovani. Una rete che, per il terzo anno, sceglie di unire energie e partecipazione per trasformare un momento conviviale in un gesto concreto di solidarietà.</p>



<p class="p2">Il menù della serata comprende primo, secondo, dolce e bibite. È prevista anche la possibilità di richiedere un menù senza glutine. Il contributo è di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini fino a 13 anni.</p>



<p class="p2">I posti sono limitati e le prenotazioni dovranno essere effettuate entro il 4 settembre. L’obiettivo è ancora una volta quello di sostenere le attività dell’AIL attraverso una formula semplice: stare insieme, condividere una cena e contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità, a una causa di solidarietà.</p>



<p class="p2">“Aggiungi un posto a tavola” si conferma così come un appuntamento capace di mettere al centro la comunità e la partecipazione, con la convinzione che anche un piccolo gesto, quando diventa collettivo, possa tradursi in un aiuto concreto.</p>
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		<item>
		<title>Ospedale di Polla, urgente richiesta di sangue gruppo 0 negativo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ospedale-di-polla-urgente-richiesta-di-sangue-gruppo-0-negativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 04:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
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					<description><![CDATA[È stato diffuso un appello per la ricerca urgente di donatori di sangue del gruppo 0 negativo presso l&#8217;Ospedale di Polla, in provincia di Salerno. Le persone compatibili e disponibili [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È stato diffuso un appello per la ricerca urgente di <strong>donatori di sangue del gruppo 0 negativo</strong> presso l&#8217;<strong>Ospedale di Polla</strong>, in provincia di Salerno. Le persone compatibili e disponibili a effettuare una donazione sono invitate a prenotarsi attraverso il numero telefonico indicato nell&#8217;appello, <strong>377 394 8750</strong>.</p>



<p>Le donazioni possono essere effettuate <strong>dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 11</strong>.</p>



<p>La richiesta è stata rilanciata con l&#8217;obiettivo di raggiungere rapidamente persone con gruppo sanguigno 0 negativo che possano recarsi presso la struttura sanitaria valdianese e contribuire a soddisfare la necessità segnalata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come aderire alla richiesta dell&#8217;Ospedale di Polla</h2>



<p>Chi possiede il gruppo sanguigno richiesto e intende rendersi disponibile deve innanzitutto <strong>prenotare la donazione</strong> attraverso il contatto telefonico diffuso insieme all&#8217;appello.</p>



<p>Il numero indicato è <strong>377 394 8750</strong>.</p>



<p>La possibilità di effettuare la donazione è prevista nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 8 del mattino e le 11.</p>



<p>L&#8217;appello non contiene ulteriori indicazioni sulle circostanze cliniche che hanno determinato la necessità di sangue 0 negativo e non vengono forniti dati relativi a specifici pazienti.</p>



<p>La comunicazione è pertanto rivolta in generale a tutti i potenziali donatori compatibili che possano raggiungere l&#8217;Ospedale di Polla.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Appello alla condivisione nel Vallo di Diano e nel Salernitano</h2>



<p>La richiesta viene rilanciata anche attraverso i social network e i canali di informazione locale per aumentare le possibilità di raggiungere persone appartenenti al gruppo sanguigno necessario.</p>



<p>La disponibilità di donatori assume particolare importanza quando viene segnalata un&#8217;esigenza urgente e occorre riuscire a contattare rapidamente un numero sufficiente di persone compatibili.</p>



<p>Per questo motivo, oltre alla donazione diretta, viene chiesto ai cittadini di <strong>condividere l&#8217;appello</strong>, affinché possa arrivare anche a parenti, amici o conoscenti con gruppo sanguigno 0 negativo.</p>



<p>Restano validi i riferimenti forniti: prenotazione al numero <strong>377 394 8750</strong> e donazioni presso l&#8217;Ospedale di Polla dal lunedì al venerdì, dalle <strong>8 alle 11</strong>.</p>



<p>L&#8217;invito è rivolto a chi può concretamente rendersi disponibile, attenendosi alle modalità organizzative indicate dalla struttura attraverso l&#8217;appello diffuso in queste ore.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Polla, il 7 settembre incontro sul percorso gratuito per diventare Operatore socio-sanitario</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/polla-il-7-settembre-incontro-sul-percorso-gratuito-per-diventare-operatore-socio-sanitario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 17:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
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					<description><![CDATA[È previsto per il 7 settembre nell’ Auditorium presso la sede della Scuola Secondaria di Primo Grado di Polla un incontro informativo ed orientativo sul Percorso Formativo Gratuito OSS (Operatore [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È previsto per il 7 settembre nell’ Auditorium presso la sede della Scuola Secondaria di Primo Grado di Polla un incontro informativo ed orientativo sul Percorso Formativo Gratuito OSS (Operatore Socio-Sanitario) per i Diplomati dell’IPSSAS di Polla e supporto alla presentazione delle domande . “Si comunica a tutti gli interessati in indirizzo che, nell&#8217;ambito delle iniziative di orientamento in uscita e di accompagnamento al lavoro promosse dall&#8217;IPSSAS di Polla, si terrà un importante incontro di presentazione ed orientamento relativo al *Percorso Formativo Gratuito con rilascio di qualifica professionale EQF3 per Operatore Socio-Sanitario (O.S.S.) – Percorso Ridotto riservato ai diplomati dell’IPSSAS di Polla”: L&#8217;iniziativa, finanziata nell&#8217;ambito del Programma Campania Welfare (PR Campania FSE+ 2021-2027), promosso dal Consorzio Sociale Vallo di Diano-Tanagro-Alburni (Ambito S10) &#8211; Progetto &#8220;C.T.I.A. Diano Welfare&#8221;, offre la straordinaria opportunità ai diplomati nel nostro indirizzo di accedere a un corso di formazione professionale completamente gratuito ed a frequenza ridotta.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>GHT e ASL Salerno insieme per portare la telemedicina nell&#8217;Africa subsahariana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ght-e-asl-salerno-insieme-per-portare-la-telemedicina-nellafrica-subsahariana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 13:29:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[asl salerno]]></category>
		<category><![CDATA[ght]]></category>
		<category><![CDATA[telemedicina]]></category>
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					<description><![CDATA[Le competenze dei professionisti dell’ASL Salerno a disposizione, su base volontaria, dei centri sanitari dell’Africa subsahariana. È l’obiettivo dell’accordo di collaborazione sottoscritto dall’Azienda sanitaria e da Global Health Telemedicine ETS [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le competenze dei professionisti dell’ASL Salerno a disposizione, su base volontaria, dei centri sanitari dell’Africa subsahariana. È l’obiettivo dell’accordo di collaborazione sottoscritto dall’Azienda sanitaria e da <strong>Global Health Telemedicine ETS (GHT)</strong>, realtà che offre servizi gratuiti di teleconsulto multispecialistico nei Paesi a risorse limitate.</p>



<p>Attraverso la piattaforma GHT, i professionisti dell’ASL Salerno potranno partecipare alle attività di teleconsulto e fornire consulenze specialistiche ai medici che operano nei centri aderenti alla rete, supportandoli nella gestione dei casi clinici per i quali l’accesso a determinate competenze può risultare più difficile.</p>



<p>La rete Global Health Telemedicine collega attualmente <strong>31 centri sanitari in 12 Paesi dell’Africa subsahariana</strong> e mette a disposizione un servizio gratuito di teleconsulto in diverse discipline mediche, grazie alla collaborazione volontaria di specialisti italiani ed europei.</p>



<p>L’intesa prevede che GHT renda disponibile gratuitamente all’ASL Salerno la propria piattaforma, garantendo anche la formazione e il supporto operativo necessari. L’Azienda sanitaria, invece, promuoverà tra i propri professionisti la partecipazione volontaria al progetto come medici refertanti.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce nel percorso di sviluppo della sanità digitale dell’ASL Salerno, guidata dal direttore generale <strong>Gennaro Sosto</strong>, e nelle attività della UOC Governance dei Processi di Telemedicina e IA, diretta da <strong>Antonio Coppola</strong>.</p>



<p>«<em>La telemedicina non è semplicemente uno strumento tecnologico, ma una leva organizzativa capace di mettere in relazione competenze e bisogni, superando le distanze e ampliando le possibilità di accesso alle cure</em>», sottolinea Sosto. «<em>Mettere a disposizione, su base volontaria, le professionalità della nostra Azienda significa dare concretezza a un principio per noi fondamentale: l’innovazione produce valore quando riesce a rendere le competenze sanitarie più accessibili e a contribuire alla riduzione delle disuguaglianze</em>».</p>



<p>La collaborazione è <strong>gratuita e senza fini di lucro</strong> e porta l’esperienza dell’ASL Salerno nel campo della telemedicina anche nell’ambito della cooperazione sanitaria internazionale, con l’obiettivo di favorire lo scambio di competenze e ampliare l’accesso a consulenze specialistiche nei contesti sanitari più fragili.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Scuola calcio Sporting Arechi: al via gli open day gratuiti a Pellezzano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scuola-calcio-sporting-arechi-al-via-gli-open-day-gratuiti-a-pellezzano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 08:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pellezzano]]></category>
		<category><![CDATA[Sport & outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[open day]]></category>
		<category><![CDATA[sporting arechi]]></category>
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					<description><![CDATA[Le prime brezze di settembre portano da sempre con sé il profumo dei nuovi inizi, la voglia di ritrovare i compagni di squadra e il desiderio irrefrenabile di veder rotolare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le prime brezze di settembre portano da sempre con sé il profumo dei nuovi inizi, la voglia di ritrovare i compagni di squadra e il desiderio irrefrenabile di veder rotolare un pallone su un campo verde. È in questo clima di entusiasmo rinnovato che l’associazione sportiva dilettantistica Sporting Arechi si appresta a spalancare le porte del centro sportivo Tiki-Taka di Pellezzano per una serie di open day gratuiti dedicati a bambini e bambine nati dal 2014 al 2022.</p>



<p>L&#8217;iniziativa si svolgerà presso la struttura coperta situata in via Wenner/via De Vita. Il calendario prevede sessioni nei giorni di lunedì e venerdì (31 agosto, 4, 7 e 11 settembre) divise per fascia d&#8217;età: dalle 16:30 alle 17:30 per i nati nel 2018/2019, dalle 17:30 alle 18:45 per le annate 2016/2017 e dalle 18:45 alle 20:00 per i ragazzi del 2014/2015. I più piccoli, nati negli anni 2020, 2021 e 2022, saranno invece protagonisti nei mercoledì 2 e 9 settembre dalle 16:30 alle 17:30.</p>



<p>Alla base dell&#8217;iniziativa vi è una solida visione societaria orientata alla crescita sociale dei giovani del territorio. «<em>Vogliamo che lo Sporting Arechi sia un punto di riferimento formativo ed umano per tutte le famiglie di Pellezzano e della provincia di Salerno</em>», dichiara Alfonso Gaeta, presidente dell’associazione di Pellezzano. «<em>Il nostro obiettivo va ben oltre il risultato sportivo: desideriamo offrire un ambiente sano, sicuro e inclusivo dove ogni bambino possa sentirsi valorizzato e parte di una grande famiglia</em>».</p>



<p>Sul piano tecnico e pedagogico, la scuola calcio fa perno sulla qualità degli impianti e sulla competenza dello staff prescelto. «<em>Mettere a disposizione un impianto al coperto e uno staff di formatori qualificati ci permette di garantire la massima continuità didattica e la sicurezza dei ragazzi</em>», spiega Diego Ricco, Responsabile della scuola calcio. «<em>La nostra metodologia coniuga l&#8217;insegnamento della tecnica di base al divertimento: i primi allenamenti servono a far nascere la passione per il gioco attraverso la coordinazione, il rispetto delle regole e il lavoro di squadra</em>».</p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata anche al dialogo costante con le famiglie e alla promozione dei valori del club. «<em>L&#8217;open day rappresenta la nostra vetrina principale per raccontare l&#8217;identità e l&#8217;energia dello Sporting Arechi</em>», conclude Francesco Varriale, responsabile comunicazione dell&#8217;associazione. «<em>Abbiamo voluto strutturare una campagna d&#8217;informazione capillare e diretta per permettere a tutti i genitori di conoscere da vicino la nostra offerta formativa e facilitare le prenotazioni tramite i nostri canali ufficiali</em>».</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sanità: dal 1° settembre il punto nascita di Battipaglia torna a Polla. La FP Cgil: «Cambio di passo, ora si potenzi la struttura»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sanita-dal-1-settembre-il-punto-nascita-di-battipaglia-torna-a-polla-la-fp-cgil-cambio-di-passo-ora-si-potenzi-la-struttura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 17:42:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Battipaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
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					<description><![CDATA[Cambio di organizzazione per il punto nascita di Battipaglia. Dal 1° settembre le attività di Ginecologia e Ostetricia e di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale di Battipaglia saranno riallocate all’interno del [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cambio di organizzazione per il punto nascita di Battipaglia. Dal 1° settembre le attività di Ginecologia e Ostetricia e di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale di Battipaglia saranno riallocate all’interno del presidio ospedaliero di Polla. La decisione è stata assunta dall’Asl Salerno al termine di un incontro tecnico convocato per organizzare il trasferimento temporaneo delle attività e dopo un’analisi del rapporto tra rischi e benefici.</p>



<p>Alla riunione hanno partecipato i direttori sanitari degli ospedali di Battipaglia e Polla, Alessandra Piro e Luigi Mandia, insieme ai responsabili dei reparti di Ostetricia e Pediatria dei due presidi. Sono stati inoltre esaminati i dati relativi alle attività delle due unità operative nel 2025 e nel primo trimestre del 2026, oltre agli organici del personale dirigente medico e del comparto.</p>



<p>La FP Cgil Salerno esprime soddisfazione per quella che definisce una «svolta» nel metodo adottato dalla direzione strategica dell’Asl.</p>



<p>«Avevamo chiesto fin dall’inizio che la direzione strategica coinvolgesse gli operatori sanitari interessati, evitando decisioni sull’organizzazione del lavoro calate dall’alto – dichiara il segretario generale Antonio Capezzuto –. La convocazione di tutti gli attori coinvolti e l’analisi delle condizioni operative vanno finalmente nella direzione da noi richiesta».</p>



<p>Il sindacato, però, richiama l’attenzione sulle criticità dell’ospedale di Polla, chiedendo un rafforzamento immediato sia sul piano strutturale e tecnologico sia su quello degli organici. «Ad oggi – sottolinea Capezzuto – è presente un unico ecografo per la diagnosi perinatale. Nella Pediatria di Polla sono presenti solo tre medici, compreso il primario. In prospettiva c’è bisogno di altri pediatri, indipendentemente dall’allocazione temporanea del punto nascita di Battipaglia».</p>



<p>La FP Cgil chiede inoltre un’informativa sindacale sul cronoprogramma dei lavori dell’ospedale di Battipaglia, per conoscere la durata effettiva dei provvedimenti temporanei e le modalità della mobilità del personale coinvolto, con il riconoscimento delle indennità previste dal contratto.</p>



<p>Particolare attenzione viene posta al ruolo dei neonatologi. «Nell’immediato – afferma Capezzuto – plaudiamo al coinvolgimento dei neonatologi che assicurano la migliore qualità dell’assistenza nel punto nascita di Battipaglia. Un patrimonio che non si può rischiare di disperdere in vista della riapertura dell’ospedale di Battipaglia e del rilancio del suo punto nascita».</p>



<p>Per il segretario della FP Cgil Salerno, il potenziamento dell’assistenza neonatologica rappresenta «la scelta più sicura e logica per la salute della donna e del bambino e per la sicurezza degli operatori coinvolti».</p>



<p>Il sindacato valuta positivamente anche il coinvolgimento dei neonatologi di Nocera a supporto delle aree interne. «Questa è la direzione giusta: “da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”, e non il contrario a danno delle aree interne», osserva Capezzuto.</p>



<p>La FP Cgil annuncia infine che continuerà a vigilare sul processo di riorganizzazione, sia sotto il profilo della qualità dell’offerta sanitaria sia per la tutela dei lavoratori, ribadendo la necessità del confronto con le organizzazioni sindacali nei casi di riorganizzazione del lavoro e di conseguente mobilità del personale. Resta inoltre attesa, conclude il sindacato, una definizione del futuro dell’ospedale di Battipaglia e delle prospettive per il rilancio del suo punto nascita.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Difterite, l’allarme della Simeup: «Sui vaccini basta disinformazione»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/difterite-lallarme-della-simeup-sui-vaccini-basta-disinformazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 13:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[difterite]]></category>
		<category><![CDATA[simeup]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=257229</guid>

					<description><![CDATA[«La morte della bambina di quattro anni ricoverata a Palermo con un quadro di sospetta difterite è una tragedia che colpisce profondamente tutta la comunità pediatrica. Gli accertamenti sono ancora [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>«<em>La morte della bambina di quattro anni ricoverata a Palermo con un quadro di sospetta difterite è una tragedia che colpisce profondamente tutta la comunità pediatrica. Gli accertamenti sono ancora in corso ed è doveroso attendere le conclusioni definitive sulle cause del decesso</em>». A intervenire è Vincenzo Tipo, presidente della Simeup, Società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica, che richiama l’attenzione su una malattia che molti considerano, erroneamente, appartenente al passato.</p>



<p>«<em>La difterite è un’infezione causata principalmente dal Corynebacterium diphtheriae e la sua particolare gravità è legata soprattutto alla tossina difterica, capace di diffondersi nell’organismo e provocare complicanze gravissime, in particolare a carico del cuore e del sistema nervoso, fino all’insufficienza multiorgano e alla morte</em>», spiega Tipo.</p>



<p>Il fatto che per molti anni siano stati registrati pochissimi casi, sottolinea il presidente della Simeup, non significa infatti che il batterio sia scomparso. Il Corynebacterium diphtheriae continua a circolare anche in Europa e l’Ecdc ha documentato negli ultimi anni casi e fenomeni di trasmissione locale. Nel 2024 sono stati segnalati nell’Ue/See 151 casi di difterite, 83 dei quali sostenuti da C. diphtheriae tossigeno.</p>



<p>«<em>È proprio questo il punto che dobbiamo comprendere: non è scomparso il rischio, è stata la vaccinazione a renderlo estremamente basso. Quando diminuiscono le coperture vaccinali si ricreano spazi nei quali malattie che avevamo quasi dimenticato possono tornare a colpire. La vaccinazione con anatossina difterica rimane l’unico metodo efficace per prevenire la malattia mediata dalla tossina e mantenere elevate coperture vaccinali è essenziale per evitare forme gravi e decessi</em>», prosegue Tipo.</p>



<p>Il presidente della Simeup richiama quindi anche la responsabilità dei pediatri nel contrastare la disinformazione sui vaccini. «<em>Come pediatri abbiamo il dovere di contrastare la disinformazione. Anni di studi e di ricerche rigorose non possono essere vanificati da improvvisati opinionisti sui social. Una volta e per tutte dobbiamo dire basta alla presunta associazione tra vaccini e autismo. I vaccini non sono vittime del loro insuccesso, ma, paradossalmente, del loro successo: quando una malattia non si vede più, si finisce per dimenticare quanto fosse pericolosa e perché sia scomparsa dalle nostre corsie</em>».</p>



<p>La Simeup invita le famiglie a verificare con il proprio pediatra il rispetto del calendario vaccinale e dei richiami previsti. «<em>Vaccinare un bambino significa proteggere lui, ma anche contribuire alla protezione dei bambini più fragili e dell’intera comunità. Le malattie infettive non dimenticano. Non dobbiamo dimenticare neppure noi</em>», conclude Vincenzo Tipo.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Claudio Ranieri ambasciatore del passaporto ematico: «Entrate a far parte del progetto»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/claudio-ranieri-ambasciatore-del-passaporto-ematico-entrate-a-far-parte-del-progetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 11:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[claudio ranieri]]></category>
		<category><![CDATA[passaporto ematico]]></category>
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					<description><![CDATA[Claudio Ranieri , ambasciatore nel mondo del passaporto ematico, lancia un appello ai laboratori di analisi e ai centri di medicina dello sport italiani affinché conoscano il progetto e valutino [...]]]></description>
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<p>Claudio Ranieri , ambasciatore nel mondo del passaporto ematico, lancia un appello ai laboratori di analisi e ai centri di medicina dello sport italiani affinché conoscano il progetto e valutino l’affiliazione alla Fondazione Polito di Santa Maria di Castellabate.</p>



<p>L&#8217;obiettivo è costruire una reta nazionale di strutture impegnate nella prevenzione, nel monitoraggio e nella tutela della salute, attraverso il Passaporto ematico, strumento pensato per promuovere una maggiore consapevolezza a attenzione alla salute, in particolare nel modo dello sport.</p>



<p>Vogliamo coinvolgere sempre più strutture sanitarie dichiara il Presidente della fondazione Davide Polito perché la prevenzione deve diventare un patrimonio condiviso. Creare una rete nazionale di laboratori e centri di medicina dello sport significa offrire un contributo concreto alla tutela della salute e rafforzare la cultura della prevenzione. </p>



<p>L’invito è a conoscere il progetto, aderire e diventare “Centro autorizzato del Passaporto ematico”. L’appello di Claudio Ranieri punta a rafforzare la diffusione del Passaporto ematico in Italia, coinvolgendo direttamente il mondo sanitario e sportivo.</p>
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		<title>Difterite, cos’è la malattia e quali rischi comporta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/difterite-cose-la-malattia-e-quali-rischi-comporta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 10:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[difterite]]></category>
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					<description><![CDATA[Una bambina di 4 anni è morta all’Ospedale dei Bambini di Palermo. Secondo le prime informazioni, sulla piccola ci sarebbe il sospetto di un’infezione da difterite. La bambina, sempre secondo [...]]]></description>
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<p>Una bambina di 4 anni è morta all’Ospedale dei Bambini di Palermo. Secondo le prime informazioni, sulla piccola ci sarebbe il sospetto di un’infezione da difterite. La bambina, sempre secondo quanto riferito, non sarebbe stata vaccinata contro la malattia. Saranno gli accertamenti sanitari a chiarire la causa del decesso e a confermare o meno l’eventuale diagnosi.<br><br><strong>Cos&#8217;è la difterite</strong></p>



<p>La difterite &#8211; si legge sul sito del ministero della Salute &#8211; è una malattia infettiva acuta potenzialmente grave e, nei casi più severi, può essere fatale. È causata da ceppi di <em>Corynebacterium diphtheriae</em> in grado di produrre una tossina che può provocare danni ai tessuti e raggiungere, attraverso il sangue, organi vitali.</p>



<p>La forma classica della malattia interessa soprattutto le alte vie respiratorie e può determinare la formazione di pseudomembrane sulle mucose di naso, faringe, laringe e trachea. Nei casi più gravi, queste possono ostacolare il passaggio dell’aria, provocando difficoltà respiratorie anche molto severe.</p>



<p>In Italia la difterite è oggi una malattia rara grazie alla vaccinazione. Secondo le informazioni del Ministero della Salute, dal 2000 sono stati segnalati cinque casi nel Paese, mentre negli ultimi anni sono stati registrati episodi sia di difterite respiratoria sia di forme cutanee.</p>



<p>La malattia rimane invece endemica in alcune aree del mondo, tra cui parti del Sud-Est asiatico e dell’Africa. I bambini non vaccinati sono considerati particolarmente esposti al rischio di infezione.</p>



<p>La difterite può manifestarsi anche in forma cutanea. Inoltre, oltre a <em>C. diphtheriae</em>, anche <em>Corynebacterium ulcerans</em> e <em>Corynebacterium pseudotuberculosis</em> possono produrre la tossina difterica. Le infezioni da <em>C. ulcerans</em> sono state associate, in particolare, al contatto con animali infetti e al consumo di latte crudo.</p>



<p>Nel caso della bambina di Palermo, resta fondamentale attendere gli esiti degli esami e delle verifiche delle autorità sanitarie prima di stabilire con certezza la causa della morte.</p>
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		<title>Scambio di embrioni nei centri pma, Polichetti (Udc): «Serve un sistema nazionale di tracciabilità»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scambio-di-embrioni-nei-centri-pma-polichetti-udc-serve-un-sistema-nazionale-di-tracciabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 08:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[mario polichetti]]></category>
		<category><![CDATA[scambio di embrioni]]></category>
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					<description><![CDATA[I casi emersi nei centri di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale San Paolo di Napoli e del San Raffaele di Milano riaccendono il dibattito sulla sicurezza delle procedure e sulla tracciabilità [...]]]></description>
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<p>I casi emersi nei centri di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale San Paolo di Napoli e del San Raffaele di Milano riaccendono il dibattito sulla sicurezza delle procedure e sulla tracciabilità degli embrioni.</p>



<p>A intervenire sulla vicenda è <strong>Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc</strong>, che ritiene necessario un approfondimento sul funzionamento dei sistemi organizzativi e tecnologici adottati nei centri Pma.</p>



<p>Secondo quanto riferito nel comunicato diffuso da Polichetti, si tratta di «<em>due episodi distinti, verificatisi in strutture sanitarie diverse e venuti alla luce a distanza di pochi giorni</em>». Per l&#8217;esponente dell’Udc, la contemporaneità dei due casi dovrebbe spingere a valutare non soltanto le eventuali responsabilità individuali, ma anche l’efficacia dei meccanismi predisposti per prevenire gli errori.</p>



<p>«<em>Quando si parla di procreazione medicalmente assistita e di embrioni, anche un errore statisticamente eccezionale può determinare conseguenze umane, familiari e psicologiche irreversibili</em>», afferma Polichetti, secondo cui «<em>è necessario interrogarsi non soltanto sulle responsabilità individuali, ma soprattutto sulla capacità dei sistemi organizzativi e tecnologici di impedire che l’errore umano possa arrivare fino al paziente</em>».</p>



<p>Nel caso del <strong>San Raffaele di Milano</strong>, dove secondo quanto riportato nel comunicato un errore nella lettura del programma di lavoro avrebbe portato al prelievo dell’embrione sbagliato nonostante il doppio controllo previsto, Polichetti pone l’accento sull’efficacia dei protocolli di sicurezza.</p>



<p>«<em>Se un errore iniziale riesce a superare anche il doppio controllo previsto dal protocollo, significa che dobbiamo domandarci se sia sufficiente affidare la sicurezza esclusivamente alla corretta esecuzione delle procedure da parte degli operatori</em>», sostiene.</p>



<p>Sul caso relativo al <strong>San Paolo di Napoli</strong>, il responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc richiama invece la necessità di fornire risposte certe e verificabili alle famiglie coinvolte. «<em>Nel caso napoletano, quei genitori pongono una domanda drammatica: dove sono i nostri embrioni? È un interrogativo che merita una risposta certa, scientificamente verificabile e documentata</em>», dichiara.</p>



<p>Polichetti propone quindi di valutare l’introduzione di <strong>standard nazionali più stringenti e uniformi per la tracciabilità degli embrioni</strong>, insieme a una ricognizione sui protocolli utilizzati nei centri Pma pubblici e privati.</p>



<p>Tra le ipotesi indicate dall’esponente dell’Udc c’è anche l’utilizzo di sistemi tecnologici in grado di interrompere automaticamente una procedura qualora venga rilevata una discordanza nell’identificazione.</p>



<p>«<em>La politica sanitaria non può aspettare la conclusione dei procedimenti giudiziari per intervenire</em>», afferma Polichetti, secondo cui i casi di Napoli e Milano dovrebbero rappresentare «<em>un punto di svolta</em>» per affrontare la questione a livello nazionale. «<em>L&#8217;identità biologica di una persona e la serenità di una famiglia non possono dipendere da una riga letta male</em>», conclude.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Orienteering: quando lo sport diventa una sfida di orientamento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/orienteering-quando-lo-sport-diventa-una-sfida-di-orientamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 12:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport & outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[orienteering]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla palestra al bosco, con una bussola in mano: l’orienteering è un’attività completa che unisce movimento, capacità di orientamento e contatto con la natura. Un modo originale per prendersi cura [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dalla palestra al bosco, con una bussola in mano:</strong> l’orienteering è un’attività completa che unisce movimento, capacità di orientamento e contatto con la natura. Un modo originale per prendersi cura del proprio benessere, divertendosi.</p>



<p>C’è chi corre per migliorare la resistenza, chi cammina per tenersi in forma e chi sceglie l’aria aperta per staccare dalla routine. L’orienteering mette insieme tutte queste dimensioni e aggiunge una sfida: arrivare al traguardo seguendo il percorso migliore, utilizzando soltanto una carta, una bussola e le proprie capacità di orientamento.</p>



<p>Nato come disciplina sportiva nei Paesi scandinavi, l’orienteering si è progressivamente diffuso in tutto il mondo. Le gare possono svolgersi nei boschi, nei parchi, in ambiente urbano o su terreni misti. Il principio è semplice: individuare, nell’ordine previsto, una serie di punti di controllo e completare il percorso nel minor tempo possibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Correre, ma anche scegliere</h2>



<p>A rendere particolare questa disciplina è il rapporto tra attività fisica e componente mentale. Non basta avere buone gambe: mentre ci si muove bisogna leggere la carta, riconoscere il terreno, valutare le distanze e decidere rapidamente quale direzione prendere.</p>



<p>L’orienteering diventa così un allenamento anche per attenzione, memoria e capacità decisionale. Ogni errore di valutazione può far perdere tempo; al contrario, trovare una strategia efficace permette di affrontare il percorso con maggiore sicurezza e fluidità.</p>



<p>È proprio questa combinazione a renderlo diverso dalla semplice corsa. Il ritmo può cambiare continuamente: si corre nei tratti più agevoli, si rallenta quando serve maggiore precisione, si cammina o si supera un ostacolo quando il terreno lo richiede.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un allenamento completo all’aria aperta</h2>



<p>Dal punto di vista fisico, l’orienteering può contribuire a sviluppare resistenza cardiovascolare, coordinazione, agilità e capacità di adattamento. Il terreno naturale, inoltre, richiede un lavoro muscolare diverso rispetto a quello su una superficie regolare.</p>



<p>Salite, discese, radici, sentieri e cambi di direzione obbligano il corpo a modificare continuamente il proprio assetto. Caviglie e gambe lavorano per mantenere equilibrio e stabilità, mentre la corsa su terreni differenti stimola coordinazione e propriocezione.</p>



<p>L’intensità, naturalmente, dipende dal percorso e dal livello di chi pratica. Per questo l’orienteering può essere interpretato in modi diversi: da una passeggiata orientativa alla corsa agonistica, passando per un’attività ricreativa da praticare in famiglia o con gli amici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il valore del tempo trascorso nella natura</h2>



<p>Uno degli aspetti più interessanti è il luogo in cui normalmente si pratica. Boschi, parchi e aree verdi diventano una vera palestra a cielo aperto.</p>



<p>Muoversi nella natura significa anche allontanarsi, almeno per qualche ora, dagli ambienti chiusi e dalla quotidianità digitale. L’attenzione viene concentrata su ciò che accade intorno: un sentiero, una curva del terreno, un punto di riferimento, una variazione della vegetazione.</p>



<p>Questa immersione nell’ambiente può favorire una sensazione di distacco dalla routine e rendere l’attività fisica più coinvolgente. Non si corre semplicemente per percorrere una determinata distanza: c’è un obiettivo da raggiungere e un ambiente da interpretare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Adatto a età e livelli diversi</h2>



<p>Un altro punto di forza dell’orienteering è la possibilità di modulare la difficoltà. Un percorso breve e con controlli facilmente individuabili può essere adatto a chi è alle prime armi; itinerari più lunghi e tecnicamente complessi sono invece pensati per chi ha maggiore esperienza.</p>



<p>Per iniziare non servono necessariamente prestazioni atletiche elevate. È possibile procedere con calma, imparare a leggere la carta e acquisire gradualmente familiarità con la bussola e con i principali elementi del terreno.</p>



<p>Anche per i più giovani può rappresentare un’attività interessante perché trasforma l’esercizio fisico in una sorta di caccia al tesoro, stimolando contemporaneamente autonomia e capacità di osservazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come cominciare</h2>



<p>Per avvicinarsi all’orienteering è consigliabile partire da un’attività organizzata, magari attraverso un’associazione sportiva o un evento per principianti. Un istruttore può spiegare le basi della lettura della carta, l’utilizzo della bussola e le principali tecniche di navigazione.</p>



<p>Per una prima esperienza sono sufficienti abbigliamento comodo, scarpe adatte al terreno e una buona scorta d’acqua. In base al percorso e alla stagione possono essere utili anche una giacca impermeabile, protezione dal sole e abbigliamento che protegga da rovi e vegetazione.</p>



<p>La regola più importante è non trasformare la prima uscita in una gara contro il cronometro. Imparare a orientarsi richiede pratica: all’inizio è più utile concentrarsi sulla precisione, osservare il terreno e costruire progressivamente sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una sfida con se stessi</h2>



<p>Forse il fascino dell’orienteering sta proprio qui: non chiede soltanto di essere veloci, ma di imparare a pensare mentre ci si muove. Ogni percorso è diverso e anche lo stesso itinerario può essere affrontato con strategie differenti.</p>



<p>È uno sport che mette in dialogo corpo e mente, movimento e ambiente, allenamento e curiosità. E in un periodo in cui si trascorre sempre più tempo davanti agli schermi, ritrovare una mappa tra le mani e un sentiero da seguire può essere un modo semplice e stimolante per tornare a muoversi all’aperto.</p>



<p>Non serve necessariamente puntare al podio. A volte il vero traguardo è arrivare alla fine del percorso sapendo di aver trovato la strada con le proprie forze.</p>
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		<item>
		<title>Emergenza 118, prorogati i contratti di dieci medici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/emergenza-118-prorogati-i-contratti-di-dieci-medici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 06:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Asl Salerno ha prorogato fino al 31 ottobre i contratti di lavoro autonomo di dieci medici assegnati alle postazioni del 118 attivate presso i distretti sanitari aziendali. Gli incarichi, inizialmente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’Asl Salerno ha prorogato fino al 31 ottobre i contratti di lavoro autonomo di dieci medici assegnati alle postazioni del 118 attivate presso i distretti sanitari aziendali. Gli incarichi, inizialmente in scadenza il 31 luglio, proseguiranno così senza interruzioni per ulteriori tre mesi, con l’obiettivo di garantire la continuità del servizio di emergenza sul territorio provinciale.</p>



<p>Alla base del provvedimento resta la carenza di personale medico sulle ambulanze del 118, una criticità che l’Azienda sanitaria affronta da anni. Le procedure di reclutamento avviate per assumere specialisti in Medicina d’emergenza-urgenza non hanno consentito di coprire tutti i posti disponibili. Una parte delle posizioni è infatti rimasta vacante, rendendo necessario il ricorso a professionisti esterni.</p>



<p>I dieci medici erano stati individuati attraverso un avviso di manifestazione d’interesse e lavorano nelle postazioni del 118 con contratti autonomi di durata limitata, non come dipendenti dell’Azienda. Gli incarichi devono quindi essere rinnovati periodicamente alla scadenza. La proroga fino alla fine di ottobre rappresenta una soluzione temporanea adottata, come riportato nell’atto, «al fine di mantenere i livelli essenziali di assistenza». Il provvedimento permette di evitare vuoti immediati negli organici e di continuare a garantire la presenza dei medici nelle postazioni interessate. Rimane però irrisolto il problema strutturale della difficoltà nel reperire specialisti disponibili a lavorare nel sistema dell’emergenza territoriale, nonostante i concorsi e le procedure bandite dall’Asl Salerno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Istamina, cos&#8217;è e quali effetti ha sul nostro organismo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/istamina-cose-e-quali-effetti-ha-sul-nostro-organismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 11:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie mediche]]></category>
		<category><![CDATA[istamina]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;istamina è una sostanza presente naturalmente nell&#8217;organismo e svolge un ruolo importante in diversi processi fisiologici. È coinvolta soprattutto nella risposta immunitaria, nelle reazioni allergiche, nella produzione di acido nello [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;<strong>istamina</strong> è una sostanza presente naturalmente nell&#8217;organismo e svolge un ruolo importante in diversi processi fisiologici. È coinvolta soprattutto nella risposta immunitaria, nelle reazioni allergiche, nella produzione di acido nello stomaco e nella regolazione di alcune funzioni del sistema nervoso.</p>



<p>Non è quindi una sostanza &#8220;cattiva&#8221;: al contrario, l&#8217;istamina è indispensabile per il corretto funzionamento dell&#8217;organismo. Il problema può insorgere quando viene liberata in quantità elevate o quando l&#8217;organismo non riesce a gestirla correttamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è l&#8217;istamina</h2>



<p>L&#8217;istamina è una <strong>molecola biologicamente attiva</strong> prodotta a partire dall&#8217;amminoacido istidina. Nell&#8217;organismo viene immagazzinata soprattutto in alcune cellule del sistema immunitario, tra cui i mastociti e i basofili.</p>



<p>Quando queste cellule vengono attivate, l&#8217;istamina viene rilasciata e si lega a specifici recettori presenti su diversi tessuti. A seconda del recettore coinvolto, può produrre effetti differenti.</p>



<p>È proprio questo meccanismo a spiegare perché l&#8217;istamina sia coinvolta in fenomeni apparentemente molto diversi tra loro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Istamina e allergie</h2>



<p>Uno dei suoi ruoli più conosciuti riguarda le <strong>reazioni allergiche</strong>.</p>



<p>Quando l&#8217;organismo riconosce erroneamente come pericolosa una sostanza normalmente innocua, come un allergene presente nei pollini o negli alimenti, può attivare una risposta immunitaria che porta al rilascio di istamina.</p>



<p>La sostanza provoca, tra le altre cose, la dilatazione dei vasi sanguigni e un aumento della loro permeabilità. Possono comparire così <strong>rossore, gonfiore, prurito, orticaria, starnuti, congestione nasale e lacrimazione</strong>.</p>



<p>L&#8217;istamina può inoltre provocare una contrazione della muscolatura delle vie respiratorie, contribuendo alla comparsa di <strong>broncospasmo e difficoltà respiratoria</strong> nelle reazioni più importanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo nella digestione</h2>



<p>L&#8217;istamina svolge una funzione anche nello stomaco. Attraverso i recettori H2, stimola le cellule gastriche a produrre <strong>acido cloridrico</strong>, indispensabile per la digestione degli alimenti e per l&#8217;attivazione di alcuni enzimi digestivi.</p>



<p>Questo spiega anche perché i farmaci chiamati <strong>antistaminici H2</strong>, utilizzati in determinate condizioni, siano in grado di ridurre la secrezione acida gastrica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;istamina nel cervello</h2>



<p>L&#8217;istamina non agisce soltanto sul sistema immunitario e sull&#8217;apparato digerente. Nel cervello funziona anche come <strong>neurotrasmettitore</strong>.</p>



<p>È coinvolta nella regolazione di alcune funzioni, tra cui <strong>stato di vigilanza, ciclo sonno-veglia, appetito e alcune attività cognitive</strong>.</p>



<p>È anche uno dei motivi per cui alcuni antistaminici possono provocare sonnolenza: attraversando il sistema nervoso centrale, alcuni farmaci possono interferire con l&#8217;azione dell&#8217;istamina coinvolta nel mantenimento dello stato di veglia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede quando l&#8217;istamina aumenta</h2>



<p>Un&#8217;eccessiva liberazione di istamina può provocare diversi disturbi, la cui intensità dipende dalla quantità rilasciata e dalla situazione.</p>



<p>Tra i possibili sintomi ci sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>prurito e orticaria</strong>;</li>



<li>arrossamento della pelle;</li>



<li>gonfiore;</li>



<li>starnuti e naso che cola;</li>



<li>mal di testa;</li>



<li>nausea e disturbi gastrointestinali;</li>



<li>palpitazioni;</li>



<li>abbassamento della pressione;</li>



<li>difficoltà respiratoria nelle reazioni più importanti.</li>
</ul>



<p>Nei casi più gravi, una reazione allergica sistemica può trasformarsi in <strong>anafilassi</strong>, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita che richiede un intervento medico immediato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Istamina e alimentazione</h2>



<p>L&#8217;istamina può essere presente anche negli alimenti oppure può formarsi durante alcuni processi di <strong>fermentazione, maturazione e conservazione</strong>.</p>



<p>Tra gli alimenti che possono contenere quantità elevate o variabili di istamina rientrano alcuni <strong>formaggi stagionati, salumi, pesce conservato o fermentato, vino e altri alimenti fermentati</strong>.</p>



<p>La quantità può variare sensibilmente in base al prodotto, alla conservazione e ai processi di produzione. Per questo motivo non è corretto considerare automaticamente tutti gli alimenti appartenenti a una determinata categoria come &#8220;ricchi di istamina&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Istamina e cosiddetta &#8220;intolleranza&#8221;</h2>



<p>Negli ultimi anni si è parlato molto di <strong>intolleranza all&#8217;istamina</strong>, una definizione utilizzata per descrivere persone che riferiscono sintomi dopo il consumo di determinati alimenti.</p>



<p>La questione, tuttavia, è complessa. I sintomi attribuiti a una ridotta capacità di metabolizzare l&#8217;istamina possono essere molto diversi e non sono specifici di questa condizione. Per questo motivo è importante <strong>non effettuare autodiagnosi né eliminare ampie categorie di alimenti dalla propria dieta senza un adeguato inquadramento medico</strong>.</p>



<p>La capacità dell&#8217;organismo di metabolizzare l&#8217;istamina dipende da diversi meccanismi, tra cui enzimi presenti nell&#8217;intestino e nei tessuti. Anche alcuni farmaci e condizioni dell&#8217;organismo possono influenzare questo equilibrio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non è sempre necessario eliminare l&#8217;istamina</h2>



<p>La presenza di istamina negli alimenti non significa quindi che debba essere eliminata dalla dieta. Per la maggior parte delle persone, l&#8217;istamina alimentare viene gestita senza particolari problemi.</p>



<p>Quando invece compaiono ripetutamente sintomi come <strong>orticaria, vampate, mal di testa, disturbi gastrointestinali o palpitazioni dopo determinati alimenti</strong>, è opportuno parlarne con il medico per individuare la causa.</p>



<p>In caso di <strong>gonfiore improvviso di labbra, lingua o gola, difficoltà a respirare, forte debolezza o perdita di coscienza</strong>, soprattutto dopo l&#8217;esposizione a un possibile allergene, è invece necessario richiedere immediatamente assistenza medica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">In sintesi</h3>



<p>L&#8217;istamina è una sostanza essenziale per l&#8217;organismo: partecipa alla <strong>risposta immunitaria, alle reazioni allergiche, alla produzione di acido gastrico e alla regolazione del sistema nervoso</strong>. Il suo rilascio eccessivo può però provocare sintomi anche importanti.</p>



<p>Comprendere il suo ruolo aiuta quindi a distinguere tra una normale funzione biologica, una reazione allergica e quei disturbi che vengono talvolta ricondotti, non sempre correttamente, alla cosiddetta intolleranza all&#8217;istamina.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Kefir, perché i suoi lieviti sono così speciali: la ricerca italiana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/kefir-perche-i-suoi-lieviti-sono-cosi-speciali-la-ricerca-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 10:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[kefir]]></category>
		<category><![CDATA[lieviti]]></category>
		<category><![CDATA[microbiota]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel kefir si nasconde un piccolo ecosistema di microrganismi che potrebbe aiutare a comprendere meglio i processi di fermentazione del latte e il loro rapporto con il nostro organismo. A [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel kefir si nasconde un piccolo ecosistema di microrganismi che potrebbe aiutare a comprendere meglio i processi di fermentazione del latte e il loro rapporto con il nostro organismo. A concentrarsi su uno degli ingredienti meno conosciuti di questa bevanda tradizionale è uno studio dell&#8217;<strong>Università di Firenze</strong>, coordinato da Duccio Cavalieri, docente di Microbiologia del Dipartimento di Biologia, e pubblicato sulla rivista scientifica <em>Proceedings of the National Academy of Sciences</em> (PNAS).</p>



<p>La ricerca ha esaminato in particolare i lieviti presenti nel kefir e nei formaggi prodotti tradizionalmente nella <strong>valle dello Yaghnob, in Tajikistan</strong>, una regione remota del Caucaso e dell&#8217;Asia centrale dove la fermentazione del latte rappresenta una pratica antica.</p>



<p>Lo studio, intitolato <em>&#8220;Genomic signatures of dairy adaptation in Saccharomyces cerevisiae from traditional Yaghnob goat-cheese fermentation&#8221;</em>, ha analizzato il patrimonio genetico dei ceppi di <em>Saccharomyces cerevisiae</em> individuati nei prodotti lattiero-caseari tradizionali, mettendolo a confronto con quello di oltre mille altri ceppi della stessa specie provenienti da diversi ambienti, tra cui vino, uva e intestino umano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il kefir come una piccola comunità microbica</h2>



<p>Il kefir non è semplicemente latte fermentato, ma un ambiente nel quale convivono numerosi microrganismi. Batteri lattici e lieviti collaborano durante il processo di fermentazione, trasformando gli zuccheri presenti nel latte e producendo composti che contribuiscono alle caratteristiche organolettiche della bevanda.</p>



<p>I lieviti sono microrganismi unicellulari particolarmente importanti nei processi fermentativi: utilizzano gli zuccheri e li trasformano in diverse sostanze, tra cui anidride carbonica, responsabile delle tipiche bollicine, piccole quantità di alcol e molecole che contribuiscono agli aromi.</p>



<p>Nel kefir, questa attività si combina con quella dei batteri lattici. Il risultato è un ambiente acido che, secondo i ricercatori, può rendere più difficile la proliferazione di alcuni microrganismi indesiderati.</p>



<p>«Nel kefir la combinazione tra batteri e lieviti, che digeriscono il lattosio, crea un ambiente naturale acido e con pochissimo alcol, meno dello 0,2%, risultando molto utile per impedire agli agenti patogeni di riprodursi», spiega Cavalieri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I lieviti dello Yaghnob e l&#8217;adattamento al latte</h2>



<p>Il risultato più interessante della ricerca riguarda proprio l&#8217;evoluzione dei lieviti. Il confronto genomico ha permesso di osservare caratteristiche specifiche nei ceppi associati alla fermentazione dei prodotti lattiero-caseari.</p>



<p>Secondo i ricercatori, i lieviti analizzati nella tradizione dello Yaghnob occupano una posizione particolarmente antica nell&#8217;albero genealogico dei ceppi di <em>S. cerevisiae</em> associati ad altri alimenti a base di latte fermentato. Presentano inoltre <strong>specifiche attività enzimatiche legate alla capacità di utilizzare gli zuccheri presenti nei prodotti lattiero-caseari</strong>.</p>



<p>È proprio questo adattamento all&#8217;ambiente del latte a rappresentare uno degli aspetti più rilevanti dello studio: i microrganismi non sono semplicemente presenti nel prodotto, ma nel corso del tempo possono essersi selezionati e adattati alle condizioni determinate dalla fermentazione lattiero-casearia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal latte al microbiota</h2>



<p>La capacità dei microrganismi del kefir di trasformare gli zuccheri del latte è al centro dell&#8217;interesse anche per le possibili ricadute sulla digestione. La fermentazione modifica infatti la composizione del latte e può ridurre la quantità di lattosio disponibile.</p>



<p>Da qui l&#8217;interesse per il possibile ruolo del kefir nell&#8217;alimentazione delle persone che tollerano poco il lattosio. Tuttavia, <strong>i risultati dello studio sui lieviti non significano che il kefir sia automaticamente tollerato da tutte le persone con intolleranza al lattosio</strong>, né che possa essere considerato una terapia.</p>



<p>Allo stesso modo, le osservazioni sui microrganismi e sulla loro attività non consentono di affermare che il consumo di kefir prevenga o curi patologie. Il lavoro offre soprattutto nuovi elementi per comprendere il rapporto tra <strong>fermentazione, microrganismi e metabolismo degli zuccheri</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una tradizione antica che diventa laboratorio scientifico</h2>



<p>La valle dello Yaghnob rappresenta così una sorta di laboratorio naturale per lo studio dell&#8217;evoluzione dei microrganismi associati agli alimenti. Le pratiche tradizionali di fermentazione hanno mantenuto comunità microbiche che possono conservare caratteristiche difficili da osservare nei moderni processi industriali.</p>



<p>La ricerca coordinata dall&#8217;Università di Firenze mostra quindi come lo studio del Dna dei microrganismi presenti negli alimenti tradizionali possa contribuire a ricostruire la loro storia evolutiva e, allo stesso tempo, a comprendere meglio i meccanismi biologici alla base della fermentazione.</p>



<p>Il kefir, in questo senso, diventa molto più di una semplice bevanda fermentata: <strong>un ecosistema microscopico nel quale batteri e lieviti collaborano da generazioni</strong>, lasciando una traccia nel loro patrimonio genetico.</p>
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		<title>Salerno, visita dermatologica rinviata al 2027 per un paziente di 93 anni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-visita-dermatologica-rinviata-al-2027-per-un-paziente-di-93-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 07:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
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					<description><![CDATA[Aveva prenotato una visita dermatologica a marzo, attendendo cinque mesi per l’appuntamento fissato al 12 agosto. A poche ore dal controllo, però, un paziente salernitano di 93 anni, con disabilità [...]]]></description>
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<p>Aveva prenotato una visita dermatologica a marzo, attendendo cinque mesi per l’appuntamento fissato al 12 agosto. A poche ore dal controllo, però, un paziente salernitano di 93 anni, con disabilità e dolorose piaghe da decubito alla schiena, ha ricevuto la comunicazione dell’assenza del medico e del rinvio della prestazione al 17 febbraio 2027. Se la nuova data sarà confermata, tra la richiesta iniziale e la visita trascorreranno circa undici mesi.</p>



<p>L’anziano aveva effettuato la prenotazione il 9 marzo presso l’Asl di Salerno, ottenendo un appuntamento nella sede di via Vernieri per il 12 agosto alle 17.40. Il giorno precedente sarebbe però arrivata la telefonata con la quale gli veniva comunicata l’impossibilità di effettuare la visita e la nuova data, fissata allo stesso orario ma sei mesi più tardi. Il 93enne ha quindi provato a trovare un’alternativa rivolgendosi al Centro unico di prenotazione, senza riuscire, secondo quanto riferito, a ottenere un appuntamento più vicino.</p>



<p>A rendere particolarmente delicata la situazione sono le condizioni dell’uomo. Oltre alle piaghe da decubito, convive con artrosi cervicale, scoliosi, ipertensione e forti dolori reumatici e artrosici a braccia, ginocchia e gambe. Per muoversi in casa utilizza un bastone durante il giorno e un girello nelle ore notturne, mentre per riposare utilizza da circa un anno una poltrona elettrica acquistata personalmente. Per le medicazioni alla schiena viene assistito dalla figlia: le cure, inizialmente effettuate ogni giorno secondo prescrizione, non avrebbero prodotto i miglioramenti sperati e i bendaggi sarebbero stati successivamente riprogrammati a giorni alterni.</p>



<p>Il caso riaccende così l’attenzione sui tempi delle prestazioni sanitarie e sulle difficoltà che un rinvio può determinare soprattutto per anziani, persone fragili e pazienti con problemi che incidono pesantemente sulla vita quotidiana. Il 93enne ha espresso amarezza anche per l’attuale organizzazione delle prenotazioni, ricordando come in passato, a suo giudizio, fosse più semplice conoscere con certezza tempi e ordine delle visite. Ora resta l’attesa fino a febbraio, salvo la possibilità che nel frattempo si liberi una disponibilità anticipata.</p>
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		<title>In vacanza nel Cilento senza interrompere la chemio: il grazie al San Luca</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/in-vacanza-nel-cilento-senza-interrompere-la-chemio-il-grazie-al-san-luca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 08:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[Quattro cicli di chemioterapia effettuati durante le vacanze nel Cilento, lontano dall&#8217;ospedale nel quale è abitualmente seguito, grazie alla disponibilità dell&#8217;Oncologia del San Luca di Vallo della Lucania. È la [...]]]></description>
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<p>Quattro cicli di chemioterapia effettuati durante le vacanze nel Cilento, lontano dall&#8217;ospedale nel quale è abitualmente seguito, grazie alla disponibilità dell&#8217;Oncologia del San Luca di Vallo della Lucania. È la storia raccontata dal primo luogotenente Michele Amorosini, che ha voluto affidare a una lettera pubblica il proprio ringraziamento ai medici e agli infermieri del presidio ospedaliero cilentano.</p>



<p>Amorosini segue il proprio percorso terapeutico all&#8217;ospedale di Udine, ma durante il soggiorno estivo nel Cilento aveva la necessità di garantire la continuità delle cure. Una richiesta accolta dall&#8217;équipe oncologica del San Luca, che gli ha consentito di sottoporsi a quattro sessioni di chemioterapia a Vallo della Lucania senza dover rinunciare alle vacanze in una terra alla quale, racconta, è particolarmente legato.</p>



<p>Il ringraziamento è rivolto alla dottoressa Laura Pesce, responsabile dell&#8217;Oncologia, alla dottoressa Della Pupa, al dottor D&#8217;Ambrosio e a tutto il personale infermieristico. Non soltanto per la professionalità e l&#8217;organizzazione, ma anche per l&#8217;umanità e l&#8217;attenzione ricevute durante un percorso particolarmente delicato.</p>



<p>«In un percorso di cura, la competenza medica è fondamentale, ma lo sono altrettanto l&#8217;ascolto, la disponibilità, un sorriso e quella sensibilità che fa sentire il paziente prima di tutto una persona», sottolinea Amorosini.</p>



<p>Una testimonianza che mette al centro anche il valore della continuità assistenziale per i pazienti oncologici che si trovano temporaneamente lontani dal proprio ospedale di riferimento. «Quattro cicli di chemioterapia possono essere raccontati in termini sanitari e numerici – conclude – io, invece, li ricorderò anche come quattro occasioni nelle quali ho trovato al San Luca professionalità, accoglienza e umanità».</p>
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		<item>
		<title>Lenti a contatto d&#8217;estate: tutto quello che c&#8217;è da sapere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lenti-a-contatto-destate-tutto-quello-che-ce-da-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 17:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[lenti a contatto]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;estate per molte persone è il momento ideale per sostituire gli occhiali con le lenti a contatto. Sono senza dubbio un&#8217;opzione particolarmente comoda e versatile durante le vacanze, i viaggi, [...]]]></description>
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<p>L&#8217;estate per molte persone è il momento ideale per sostituire gli occhiali con le lenti a contatto. Sono senza dubbio un&#8217;opzione particolarmente comoda e versatile durante le vacanze, i viaggi, la pratica delle attività sportive, le gite al mare o in montagna e, più in generale, quando si trascorre più tempo all&#8217;aria aperta. Secondo gli esperti di Baviera, il gruppo oculistico più importante d&#8217;Europa, <strong>circa il 12% degli italiani ha bisogno di correzione visiva utilizza abitualmente le lenti a contatto.</strong> </p>



<p>Sempre più persone mostrano interesse per questo tipo di prodotto, specialmente per quelle usa e getta che rappresentano un&#8217;alternativa pratica e capace di offrire maggiore libertà di movimento e una visione più ampia, senza le limitazioni che possono invece dare a volte le montature. Inoltre, le lenti consentono di utilizzare gli occhiali da sole non graduati, cosa che molte persone considerano un vantaggio importante durante i mesi di maggiore esposizione al sole. Questa combinazione di comfort, estetica e praticità spiega perché l&#8217;uso delle lenti a contatto aumenti considerevolmente durante lestate.</p>



<p><strong>Tuttavia, sebbene le lenti a contatto offrono numerosi vantaggi nei mesi estivi, bisogna considerare che richiedono una serie di accortezze particolari che vanno osservate per evitare problemi oculari.</strong> Per questo motivo, gli esperti di Baviera &#8211; Clinica Oculistica hanno deciso di dare alcune raccomandazioni utili per non danneggiare gli occhi con le lenti a contatto in questo periodo dell&#8217;anno: </p>



<p><strong>1. Evitare di fare il bagno con le lenti a contatto</strong></p>



<p>Indossare le lenti a contatto durante il bagno può sembrare una soluzione comoda perché permette di continuare vedere bene mentre ci si gode il mare o la piscina. Tuttavia, farlo può presentare anche importanti inconvenienti per la salute oculare.&nbsp;<strong>L&#8217;acqua del mare, delle piscine, dei laghi o dei parchi acquatici può contenere batteri, microrganismi e altre particelle che possono aderire facilmente alla superficie delle lenti a contatto, aumentando il rischio di infezioni, irritazioni o persino lesioni alla cornea</strong>. Inoltre, il contatto con l&#8217;acqua può far sì che la lente si sposti, si deformi o addirittura si perda durante il bagno. Se non è possibile farne a meno per le attività acquatiche è consigliabile usarle indossando&nbsp;<strong>agli occhialini da nuoto che riducono al minimo il contatto dell&#8217;acqua con gli occhi.</strong>&nbsp;Un&#8217;altra alternativa più sicura potrebbe essere utilizzare lenti usa e getta e buttarle immediatamente dopo il bagno. In ogni caso, è bene evitare di sciacquare le lenti con acqua corrente e rimetterle dopo che sono state a contatto con lacqua: una semplice precauzione che può evitare complicazioni oculari importanti.</p>



<p><strong>2. Mantenere un&#8217;idratazione adeguata</strong></p>



<p><strong>Durante l&#8217;estate le alte temperature favoriscono la perdita di liquidi attraverso la sudorazione, cosa che può influire anche sull&#8217;idratazione degli occhi.</strong>&nbsp;Mantenere una buona idratazione bevendo acqua frequentemente, anche prima di avvertire la sete, aiuta a mantenere una buona idratazione della superficie ocular, favorendo un maggior comfort nell&#8217;utilizzo delle lenti a contatto e riducendo la sensazione di secchezza o corpo estraneo nell&#8217;occhio. Di conseguenza, avere gli occhi ben idratati aiuterà a tollerare meglio le lenti a contatto e eviterà o ridurrà la comparsa di fastidi visivi. Al contrario, un&#8217;idratazione insufficiente può provocare secchezza oculare, irritazione, fluttuazioni nella vista e disagio nell&#8217;indossare le lenti, anche per poche ore.</p>



<p><strong>3. Non prolungare il tempo di utilizzo delle lenti a contatto</strong></p>



<p><strong>Sebbene in estate gli orari siano solitamente più flessibili e le giornate più lunghe, le lenti a contatto sono progettate per essere utilizzate per un tempo determinato e non conviene superare tale limite.</strong>&nbsp;Indossare le lenti per più ore di quelle consigliate favorisce la secchezza, diminuisce l&#8217;ossigenazione della cornea e aumenta il rischio di infiammazioni o infezioni. Come misura preventiva, è consigliabile togliere le lenti a contatto appena si arriva a casa, alternarle con gli occhiali, rispettare sempre le indicazioni del produttore e la raccomandazione delloculista.</p>



<p><strong>4. Curare al massimo l&#8217;igiene delle mani</strong></p>



<p><strong>Lavarsi accuratamente le mani prima di manipolare le lenti a contatto è una delle misure più importanti ed efficaci per</strong><strong>proteggere la salute oculare</strong>. Durante l&#8217;estate è frequente essere a contatto con sabbia, creme solari, polvere o diverse superfici che possono accumulare microrganismi. Lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone prima di mettere o togliere le lenti riduce considerevolmente il rischio di introdurre agenti contaminanti nell&#8217;occhio. Al contrario,&nbsp;<strong>toccarle con le mani sporche può provocare infezioni, irritazioni o fastidi</strong>&nbsp;che, in alcuni casi, arrivano a richiedere un trattamento medico.</p>



<p><strong>5. Proteggere gli occhi con occhiali da sole</strong></p>



<p><strong>Gli occhiali da sole omologati sono laccessorio perfetto per chi utilizza le lenti a contatto durante l&#8217;estate</strong>. Sebbene alcuni modelli incorporino filtri contro la radiazione ultravioletta, questi non proteggono l&#8217;intera superficie oculare né le palpebre. Utilizzare occhiali da sole di qualità aiuta a ridurre l&#8217;impatto della radiazione UV, protegge dal vento, dalla polvere e dalla sabbia, e migliora il comfort visivo durante le attività all&#8217;aria aperta. Non utilizzare gli occhiali da sole aumenta il rischio di una esposizione prolungata al sole che può favorire irritazioni e aumentare il rischio di contrarre malattie oculari a lungo termine.</p>



<p><strong>6. Cambiare correttamente la soluzione per le lenti a contatto</strong></p>



<p><strong>Utilizzare sempre una nuova soluzione salina è uno dei modi migliori per conservare le lenti a contatto pulite e in buono stato</strong>. Cambiarla dopo ogni utilizzo permette di eliminare depositi, sostanze e microrganismi che si accumulano sulle lenti, garantendo una migliore disinfezione e una maggiore sicurezza per gli occhi. Riutilizzare il liquido o aggiungerlo senza svuotare quello usato in precedenza riduce notevolmente l&#8217;efficacia della disinfezione e favorisce la proliferazione di batteri. Per evitare rischi, è importante&nbsp;<strong>svuotare completamente il contenitore delle lenti dopo ogni utilizzo, lasciarlo asciugare all&#8217;aria e utilizzare esclusivamente soluzioni specifiche per lenti a contatto,</strong>&nbsp;evitando qualsiasi tipo di acqua o soluzione fisiologica come sostituto.</p>



<p><strong>7.</strong><strong>Cambiare regolarmente lastuccio delle lenti a contatto</strong></p>



<p><strong>Lastuccio delle lenti a contatto è un elemento essenziale nella loro cura e, sebbene molte volte passi inosservato, mantenerlo in buono stato aiuta a ridurre il rischio di contaminazioni</strong>. Sostituirlo periodicamente evita l&#8217;accumulo di residui e microrganismi che possono rimanere attaccati anche dopo diverse pulizie, fornendo un ambiente più sicuro per conservare le lenti. Un astuccio vecchio o deteriorato può diventare una fonte costante di contaminazione. Per questo motivo, oltre a pulirlo correttamente dopo ogni utilizzo, si consiglia di&nbsp;<strong>cambiarlo ogni uno o tre mesi circa o ogni volta che presenti segni di usura, crepe o sporco</strong>difficile da eliminare.</p>



<p><strong>8.</strong>&nbsp;<strong>Non dormire con le lenti salvo indicazione medica</strong></p>



<p><strong>Dormire senza lenti permette alla cornea di ricevere l&#8217;ossigeno necessario per recuperare dopo una giornata intera di utilizzo, migliorando la salute oculare e diminuendo la possibilità di soffrire di fastidi il giorno successivo</strong>. Sebbene alcune lenti siano specificamente progettate per un uso prolungato, la maggior parte non deve essere utilizzata durante il sonno perché limita lo scambio di ossigeno con la superficie oculare. I sonnellini improvvisati durante l&#8217;estate, così come l&#8217;addormentarsi accidentalmente con le lenti indossate può contribuire ad aumentare il rischio di infezioni, infiammazione e secchezza intensa.&nbsp;<strong>Conviene comunque toglierle sempre prima di riposare</strong>,&nbsp;<strong>anche se si tratta solo di un breve sonnellino,</strong>&nbsp;e seguire esclusivamente le indicazioni degli specialisti quando si utilizzano lenti adatte all&#8217;uso notturno.</p>



<p><strong>9.</strong><strong>Utilizzare lacrime artificiali quando necessario</strong></p>



<p><strong>L&#8217;uso di lacrime artificiali compatibili con le lenti a contatto è una delle cose più importanti per mantenere gli occhi protetti durante l&#8217;estate.</strong>&nbsp;L&#8217;aria condizionata, i ventilatori, il vento, l&#8217;esposizione solare o le lunghe ore davanti agli schermi favoriscono un&#8217;evaporazione più rapida della lacrima naturale, per questo motivo le soluzioni lubrificanti aiutano a mantenere la superficie oculare protetta e a migliorare notevolmente il comfort visivo.&nbsp;<strong>Tuttavia, non tutte le lacrime artificiali possono essere utilizzate mentre si indossano le lenti</strong>, per cui è importante scegliere quelle raccomandate dallo specialista o specificamente indicate per gli utilizzatori di lenti a contatto.</p>



<p><strong>10. Rivolgersi allo specialista in caso di qualsiasi fastidio</strong></p>



<p>L&#8217;uso delle lenti a contatto garantisce un&#8217;eccellente qualità visiva e un grande comfort, ma qualsiasi sintomo anomalo deve essere interpretato subito come un segnale di allarme.&nbsp;<strong>Arrossamento persistente, dolore, visione offuscata, lacrimazione eccessiva o sensibilità alla luce possono indicare la presenza di una complicazione che richiede una valutazione professionale.</strong>Agire con rapidità permette di individuare precocemente qualsiasi problema e iniziare il trattamento adeguato prima che il problema si aggravi. Di fronte a qualsiasi sintomo, il miglior consiglio è togliere&nbsp;immediatamente le lenti e non rimetterle finché non si ricevono indicazioni dal proprio specialista.</p>



<p><strong>Il Dott. Sergio Ares, Medico Oculista e Country Manager di Baviera Italia, spiega:</strong><em> «Le lenti a contatto possono diventare dei grandi alleati durante l&#8217;estate grazie alla comodità, alla libertà e alla versatilità che offrono per godersi attività all&#8217;aria aperta, viaggi e sport. Tuttavia, il caldo, l&#8217;esposizione solare, l&#8217;acqua e gli ambienti secchi ci impongono di intensificare le attenzioni per evitare fastidi e infezioni. Da Baviera vogliamo sottolineare che mantenere una corretta igiene, rispettare le indicazioni d&#8217;uso, proteggere gli occhi dal sole e prestare attenzione a qualsiasi sintomo anomalo, sono misure fondamentali per preservare la salute oculare. Con le precauzioni adeguate, è possibile sfruttare tutti i vantaggi delle lenti a contatto durante la stagione estiva, senza rinunciare al benessere e alla sicurezza visiva</em>.» </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ruggi di Salerno, carenza di personale e lunghe attese: nuove polemiche</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ruggi-di-salerno-carenza-di-personale-e-lunghe-attese-nuove-polemiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
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					<description><![CDATA[Carenza di personale e lunghe attese tornano al centro delle polemiche all’ospedale Ruggi di Salerno. Nei giorni scorsi, nell’ambulatorio di Chirurgia pediatrica – settore urologico – diversi bambini e le [...]]]></description>
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<p>Carenza di personale e lunghe attese tornano al centro delle polemiche all’ospedale Ruggi di Salerno. Nei giorni scorsi, nell’ambulatorio di Chirurgia pediatrica – settore urologico – diversi bambini e le loro famiglie avrebbero dovuto attendere oltre l’orario previsto per visite ed esami, mentre l’unico chirurgo pediatrico disponibile era impegnato contemporaneamente anche nelle urgenze operatorie.</p>



<p>A denunciare la situazione è Mario Polichetti, responsabile nazionale del dipartimento Salute dell’Udc, che chiede interventi organizzativi per evitare che la carenza di personale ricada sui piccoli pazienti e sugli stessi professionisti sanitari. Sul fronte degli infermieri, intanto, il Nursind ha presentato un esposto dopo alcuni commenti pubblicati su Facebook che accusavano il personale in servizio durante la notte di dormire anziché assistere i pazienti. Il sindacato ritiene le affermazioni lesive della dignità professionale degli operatori e chiede di individuare gli autori.</p>



<p>In questo scenario arriva anche un progetto dell’Asl Salerno con Global Health Telemedicine Ets: specialisti dell’azienda potranno offrire volontariamente consulti a distanza a centri sanitari dell’Africa subsahariana.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Un solo chirurgo tra sala operatoria e ambulatori, all&#8217;ospedale di Salerno esplode il caso della Pediatria: la denuncia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/un-solo-chirurgo-tra-sala-operatoria-e-ambulatori-allospedale-di-salerno-esplode-il-caso-della-pediatria-la-denuncia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 12:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia pediatrica]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale salerno]]></category>
		<category><![CDATA[polichetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Un corridoio affollato, i minuti che scorrono lenti e diversi bambini con le vesciche piene d&#8217;acqua per un&#8217;ecografia, costretti a un&#8217;attesa prolungata e spossante. È l&#8217;amara fotografia scattata la scorsa [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un corridoio affollato, i minuti che scorrono lenti e diversi bambini con le vesciche piene d&#8217;acqua per un&#8217;ecografia, costretti a un&#8217;attesa prolungata e spossante. È l&#8217;amara fotografia scattata la scorsa settimana presso l&#8217;ambulatorio di Chirurgia pediatrica &#8211; settore urologico &#8211; dell&#8217;ospedale &#8220;San Giovanni di Dio e Ruggi d&#8217;Aragona&#8221; di Salerno. A denunciarlo è Mario Polichetti, responsabile nazionale del dipartimento Salute dell&#8217;Udc.</p>



<p>&#8220;I disagi per i piccoli pazienti e per le loro famiglie si sono concretizzati quando si è reso evidente un grave shortage d&#8217;organico: un solo chirurgo pediatrico si è trovato a dover dividere le proprie mansioni, in contemporanea, tra l&#8217;attività in sala operatoria e le visite ambulatoriali già programmate. Il risultato è stato un ritardo accumulato di oltre un&#8217;ora per chi aspettava il proprio turno in corsia, con tensioni e disagi per le famiglie. Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato: criticità del tutto analoghe si erano già verificate nel mese di luglio, segnalando un problema strutturale non più rinviabile.</p>



<p>È inaccettabile che in una struttura di rilievo come l&#8217;ospedale di Salerno ci si trovi di fronte a situazioni del genere. Costringere i bambini e i loro genitori ad attese estenuanti, specialmente quando sono previsti esami delicati come le ecografie che richiedono una preparazione specifica, dimostra una profonda mancanza di organizzazione e di rispetto per l&#8217;utenza&#8221;</p>



<p>Polichetti ha poi proseguito: &#8220;Un solo pediatra non può fare i miracoli dividendosi tra la sala operatoria e i reparti ambulatoriali. Non è la prima volta che accade: già a luglio avevamo assistito a scene identiche. La dirigenza dell&#8217;azienda ospedaliera deve intervenire immediatamente per potenziare l&#8217;organico e riorganizzare i turni. Non si può continuare a scaricare il peso delle carenze gestionali sul personale medico e, soprattutto, sui piccoli pazienti&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alimentazione, gli abbinamenti che aiutano il corpo ad assorbire meglio i nutrienti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/alimentazione-gli-abbinamenti-che-aiutano-il-corpo-ad-assorbire-meglio-i-nutrienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 10:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[abbinamenti]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[nutrienti]]></category>
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					<description><![CDATA[Mangiare bene non significa soltanto scegliere alimenti di qualità, ma anche imparare a combinarli nel modo più equilibrato possibile. Il nostro organismo, infatti, non utilizza tutti i nutrienti isolatamente: in [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mangiare bene non significa soltanto scegliere alimenti di qualità, ma anche imparare a combinarli nel modo più equilibrato possibile. Il nostro organismo, infatti, non utilizza tutti i nutrienti isolatamente: in molti casi, vitamine, minerali, grassi, proteine, fibre e carboidrati interagiscono tra loro e alcuni abbinamenti possono favorirne l’assorbimento o contribuire a rendere il pasto più completo.</p>



<p>Non si tratta, naturalmente, di seguire rigide regole o di rinunciare alla varietà. Al contrario, il principio di base è proprio quello di costruire un’alimentazione diversificata, nella quale gli alimenti si completano a vicenda.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Ferro e vitamina C: un abbinamento prezioso</h3>



<p>Uno degli esempi più conosciuti riguarda il ferro di origine vegetale, presente soprattutto nei legumi, nelle verdure a foglia verde, nei cereali integrali e nella frutta secca. Questo tipo di ferro, detto “non eme”, viene assorbito dall&#8217;organismo con maggiore difficoltà rispetto a quello presente negli alimenti di origine animale.</p>



<p>Un aiuto può arrivare dalla vitamina C, che favorisce l&#8217;assorbimento del ferro non eme. Per questo, abbinare alimenti ricchi di ferro vegetale a fonti di vitamina C può essere una buona abitudine.</p>



<p>Un piatto di lenticchie, ceci o fagioli può quindi essere accompagnato da verdure come peperoni, broccoli o pomodori, oppure completato con un frutto ricco di vitamina C, come un kiwi, un&#8217;arancia o un mandarino.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I grassi buoni aiutano ad assorbire alcune vitamine</h3>



<p>Anche i grassi alimentari svolgono un ruolo importante nell&#8217;assorbimento di alcuni nutrienti. Le vitamine A, D, E e K sono infatti liposolubili, cioè vengono assorbite insieme ai grassi.</p>



<p>Questo significa che aggiungere una piccola quantità di grassi di buona qualità a un pasto ricco di verdure può favorire l&#8217;utilizzo di queste vitamine. Un esempio semplice è condire un&#8217;insalata o delle verdure cotte con olio extravergine di oliva.</p>



<p>L&#8217;olio non deve però trasformarsi in un eccesso: la qualità dei grassi conta, ma anche la quantità complessiva della dieta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Proteine, carboidrati e fibre: il valore dell&#8217;equilibrio</h3>



<p>Un pasto completo non dovrebbe essere costruito intorno a un solo nutriente. Proteine, carboidrati e fibre possono essere combinati per ottenere maggiore equilibrio e contribuire a una sensazione di sazietà più duratura.</p>



<p>Un esempio è rappresentato dai cereali integrali abbinati ai legumi: pasta integrale e ceci, riso integrale e lenticchie oppure farro e fagioli. I cereali forniscono prevalentemente carboidrati complessi, mentre i legumi apportano proteine vegetali e fibre.</p>



<p>A completare il pasto possono essere aggiunte verdure di stagione e una fonte di grassi di buona qualità, come l&#8217;olio extravergine di oliva. In questo modo si ottiene un piatto vario, ricco di nutrienti e basato su alimenti poco o non trasformati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Anche vitamine e minerali lavorano insieme</h3>



<p>Il nostro organismo ha bisogno di numerosi micronutrienti e nessuno di essi agisce completamente “da solo”. Calcio, vitamina D, magnesio, potassio, ferro e vitamine del gruppo B svolgono funzioni diverse ma indispensabili per il normale funzionamento dell&#8217;organismo.</p>



<p>Per questo, più che andare alla ricerca del singolo alimento miracoloso, è importante puntare sulla varietà. Alternare frutta e verdura di colori diversi, legumi, cereali integrali, pesce, uova, latticini o alternative equivalenti, frutta secca e olio extravergine di oliva permette di ampliare la gamma di nutrienti introdotti con l&#8217;alimentazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La regola più importante? Varietà ed equilibrio</h3>



<p>Conoscere le interazioni tra gli alimenti può essere utile, ma non deve trasformare la tavola in un insieme di regole rigide. Il beneficio maggiore deriva dall&#8217;insieme delle abitudini alimentari e dallo stile di vita, non dal singolo abbinamento.</p>



<p>L&#8217;obiettivo, quindi, è semplice: costruire pasti vari, equilibrati e colorati, privilegiando alimenti freschi o poco trasformati e alternando le diverse fonti di nutrienti.</p>



<p>Perché mangiare bene non significa soltanto scegliere cosa mettere nel piatto, ma anche imparare a far “dialogare” gli alimenti tra loro.</p>
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		<title>Agropoli lotta per l’ospedale: corteo in marcia verso il Comune per il Pronto Soccorso</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/agropoli-lotta-per-lospedale-corteo-in-marcia-verso-il-comune-per-il-pronto-soccorso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 20:13:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[protesta sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[riapertura pronto soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[sanità pubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[È partita da pochi minuti ad Agropoli la Via Crucis organizzata dal Comitato Obiettivo Ospedale per chiedere il rilancio del presidio ospedaliero cittadino e la riapertura del Pronto Soccorso. Il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È partita da pochi minuti ad Agropoli la Via Crucis organizzata dal Comitato Obiettivo Ospedale per chiedere il rilancio del presidio ospedaliero cittadino e la riapertura del Pronto Soccorso.</p>



<p>Il corteo ha preso il via dall’ospedale con la partecipazione di numerosi cittadini, famiglie con bambini, gruppi di ultras e decine di bikers provenienti da diverse località del Cilento.</p>



<p>Ad aprire la manifestazione una grande croce e la bara simbolica degli “incatenati della sanità”, divenuta l’emblema della protesta contro il progressivo depotenziamento dei servizi sanitari sul territorio.</p>



<p>La manifestazione sta proseguendo verso il Comune di Agropoli, dove i promotori continueranno la mobilitazione per ribadire la richiesta di un potenziamento dell’ospedale e della riattivazione del Pronto Soccorso.</p>



<p>È partita nel pomeriggio ad Agropoli la Via Crucis organizzata dal Comitato Obiettivo Ospedale per chiedere il rilancio del presidio ospedaliero cittadino e la riapertura del Pronto Soccorso.</p>



<p>Il corteo ha preso il via dall’ospedale con la partecipazione di numerosi cittadini, famiglie con bambini, gruppi di ultras e decine di bikers provenienti da diverse località del Cilento.</p>



<p>Ad aprire la manifestazione una grande croce e la bara simbolica degli “incatenati della sanità”, divenuta l’emblema della protesta contro il progressivo depotenziamento dei servizi sanitari sul territorio.</p>



<p>La manifestazione sta proseguendo verso il Comune di Agropoli, dove i promotori continueranno la mobilitazione per ribadire la richiesta di un potenziamento dell’ospedale e della riattivazione del Pronto Soccorso.</p>
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		<title>Castellabate, attivato il servizio di guardia medica turistica presso la casa di comunità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-attivato-il-servizio-di-guardia-medica-turistica-presso-la-casa-di-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 13:46:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[sanità locale]]></category>
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					<description><![CDATA[È stato attivato il servizio di guardia medica turistica presso la casa di comunità, ex SAUT, nella frazione di Santa Maria.&#160;Il servizio sarà garantito dal lunedì al venerdì fino al [...]]]></description>
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<p><a>È stato attivato il servizio di guardia medica turistica presso la casa di comunità, ex SAUT, nella frazione di Santa Maria</a><a>.&nbsp;</a>Il servizio sarà garantito dal lunedì al venerdì fino al 31 agosto dalle ore 8.00 alle ore 14.00, offrendo un importante punto di riferimento sanitario per cittadini e turisti presenti sul territorio nel periodo estivo.&nbsp;<a>Tale attivazione è il risultato del lavoro incessante e sinergico tra l’Amministrazione Comunale e l’ASL Salerno per rendere operativo il servizio nonostante le difficoltà legate alle mancate disponibilità di personale medico che ne hanno inevitabilmente ritardato l’avvio del servizio</a>.&nbsp;<a>Si assicura così un ulteriore presidio sanitario in un territorio che, soprattutto durante questo periodo di alta stagione, registra un significativo incremento della popolazione residente e delle presenze turistiche</a>. Per rispondere concretamente a tale situazione nelle scorse settimane era stata anche già introdotta, come ogni estate, una postazione 118 aggiuntiva con ambulanza di tipo B presso il plesso scolastico di San Marco. L’obiettivo è quello di incrementare la capacità di risposta alle emergenze e la presenza dei servizi di assistenza sanitaria su tutto il territorio.</p>



<p>“Era importante riuscire a garantire questo servizio in un periodo così delicato per il nostro territorio. Oggi aggiungiamo un ulteriore tassello al potenziamento dei servizi sanitari a Castellabate, permettendo una maggiore tranquillità e sicurezza all’intera comunità. Un ringraziamento particolare ai giovani medici che si sono resi disponibili e a tutti coloro i quali finora hanno prestato il proprio supporto alla Casa di Comunità”, dichiara il Sindaco di Castellabate,&nbsp;<strong>Marco Rizzo</strong>.</p>
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