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	<title>Territorio | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Castagne, dall&#8217;Irpinia al Cilento i luoghi della raccolta in Campania</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castagne-dallirpinia-al-cilento-i-luoghi-della-raccolta-in-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 11:54:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[È l&#8217;autunno la stagione delle castagne e in Campania sono diverse le aree dove la coltivazione del castagno rappresenta una parte importante del paesaggio agricolo e delle tradizioni locali. Dall&#8217;Irpinia [...]]]></description>
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<p>È l&#8217;autunno la stagione delle castagne e in Campania sono diverse le aree dove la coltivazione del castagno rappresenta una parte importante del paesaggio agricolo e delle tradizioni locali. Dall&#8217;Irpinia al Salernitano, fino al Casertano, la regione conserva alcune delle principali produzioni castanicole italiane, con quattro denominazioni IGP riconosciute o in vigore e altre produzioni tradizionali.</p>



<p>Uno dei territori più conosciuti è quello di <strong>Montella</strong>, in provincia di Avellino, dove si produce la <strong>Castagna di Montella IGP</strong>. La zona di produzione interessa l&#8217;area del Terminio-Cervialto e i castagneti destinati alla denominazione si trovano, secondo il disciplinare, tra i 500 e i 1.000 metri di altitudine. La produzione è legata alle varietà Palummina e Verdole. </p>



<p>Accanto a Montella, l&#8217;Irpinia ha un&#8217;altra importante area castanicola a <strong>Serino</strong>, dove la produzione è conosciuta come Castagna di Serino. La Regione Campania inserisce entrambe le aree tra le principali zone regionali dedicate alla coltivazione del castagno. </p>



<p>Spostandosi nel Salernitano, il principale riferimento è <strong>Roccadaspide</strong>, nell&#8217;area del Cilento interno e degli Alburni. Qui viene prodotto il <strong>Marrone di Roccadaspide IGP</strong>, una delle produzioni riconosciute della castanicoltura campana. La zona prevista dal disciplinare comprende numerosi comuni della provincia di Salerno, a partire dai territori degli Alburni, del Calore salernitano e del Cilento. </p>



<p>Proprio nel Cilento interno la castanicoltura è legata anche ai comuni di <strong>Stio e Sicignano degli Alburni</strong>. Un recente progetto regionale dedicato alla cultura agroalimentare del territorio indica Roccadaspide, Stio e Sicignano degli Alburni come centri rappresentativi di una tradizione castanicola secolare, con attività che comprendono raccolta, essiccazione e trasformazione delle castagne. </p>



<p>Tra le manifestazioni storiche legate al prodotto figurano la Sagra della Castagna di Roccadaspide, avviata nel 1976, la Festa della Castagna di Stio, nata nel 1983, e la Sagra della Castagna di Sicignano degli Alburni, che risale al 1970. </p>



<p>Un&#8217;altra area storicamente legata alla castanicoltura è quella di <strong>Roccamonfina</strong>, nel Casertano. Il territorio del Monte Santa Croce ospita diverse cultivar ed ecotipi locali; la Regione segnala in particolare la presenza della Tempestiva di Roccamonfina, accanto ad altre varietà tradizionali. La Castagna di Roccamonfina figura tra i prodotti campani riconosciuti come IGP. </p>



<p>Il quadro regionale non si esaurisce però nelle quattro denominazioni già riconosciute. La Regione Campania segnala infatti anche la <strong>Castagna del Partenio</strong> e la <strong>Castagna del Monte Faito</strong> tra le IGP in corso di istruttoria. Per la Castagna del Partenio, la domanda di riconoscimento europeo riguarda un&#8217;area che comprende 22 comuni distribuiti tra le province di Avellino, Benevento, Caserta e Napoli. </p>



<p>La varietà degli ambienti contribuisce a spiegare la ricchezza della castanicoltura regionale. Il disciplinare di produzione integrata della Regione Campania sottolinea come il germoplasma castanicolo campano sia particolarmente ricco e differenziato e come, nel corso dei secoli, le diverse comunità abbiano selezionato varietà ed ecotipi adattati alle condizioni dei singoli territori. </p>



<p>In autunno, dunque, i castagneti diventano uno dei paesaggi caratteristici delle aree interne della Campania. La raccolta si accompagna alla trasformazione del frutto: oltre al consumo fresco, le castagne vengono destinate all&#8217;essiccazione e alla produzione di farine, dolci e conserve, mantenendo un legame con tecniche e pratiche tramandate nelle comunità rurali. </p>
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		<item>
		<title>Campania, viaggio nei paesi &#8220;abbandonati&#8221;: le storie dietro le case vuote</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/campania-viaggio-nei-paesi-abbandonati-le-storie-dietro-le-case-vuote/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 12:47:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Da Roscigno Vecchia a San Severino di Centola, Romagnano al Monte fino a Tocco Caudio e Conza della Campania: borghi svuotati da frane, terremoti e trasformazioni sociali In alcuni luoghi [...]]]></description>
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<p><em>Da Roscigno Vecchia a San Severino di Centola, Romagnano al Monte fino a Tocco Caudio e Conza della Campania: borghi svuotati da frane, terremoti e trasformazioni sociali</em></p>



<p>In alcuni luoghi della Campania le strade sono rimaste, ma gli abitanti non ci sono più. Case, chiese, piazze e vicoli raccontano la storia di comunità che nel tempo hanno dovuto lasciare i propri paesi per colpa delle frane, dei terremoti oppure per trasferirsi verso centri più facilmente raggiungibili.</p>



<p>Sono gli antichi abitati di Roscigno Vecchia, San Severino di Centola, Tocco Vecchio e Conza della Campania. Luoghi diversi per storia e caratteristiche, accomunati dalla presenza di una memoria che ancora oggi resta visibile nel paesaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Roscigno Vecchia, il paese lasciato alle frane</h2>



<p>Nel Cilento, all&#8217;interno del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Roscigno Vecchia è uno degli esempi più conosciuti di centro abitato progressivamente abbandonato.</p>



<p>La storia del paese è legata alla fragilità del terreno. Secondo il Catalogo generale dei Beni culturali del Ministero della Cultura, Roscigno fu ricostruita più volte a causa delle frane. Tra la fine dell&#8217;Ottocento e l&#8217;inizio del Novecento venne deciso il trasferimento dell&#8217;abitato in una nuova zona, a circa un chilometro di distanza. </p>



<p>Il vecchio centro conserva ancora la piazza, la chiesa di San Nicola, le abitazioni e gli edifici che testimoniano l&#8217;organizzazione della vita quotidiana di un paese agricolo.</p>



<p>Il Ministero della Cultura ha recentemente inserito Roscigno Vecchia in un progetto di valorizzazione culturale finalizzato a rafforzarne il ruolo di museo diffuso a cielo aperto. Nel giugno 2026, la Soprintendenza di Salerno e Avellino ha promosso un incontro dedicato proprio al futuro del borgo e alla sua rigenerazione culturale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">San Severino di Centola, l&#8217;abbandono lento</h2>



<p>Diversa è la vicenda di San Severino di Centola, borgo medievale arroccato su uno sperone roccioso nella valle del Mingardo.</p>



<p>Il Comune di Centola colloca le origini dell&#8217;abitato tra il X e l&#8217;XI secolo. Il castello e la posizione dominante sulla valle avevano un&#8217;importante funzione strategica. Comune di Centola</p>



<p>L&#8217;abbandono è avvenuto lentamente, tra il XIX e la prima metà del XX secolo. Le abitazioni erano difficili da raggiungere e gli abitanti iniziarono a trasferirsi verso valle, anche in prossimità della stazione ferroviaria.</p>



<p>Non fu quindi una catastrofe improvvisa a svuotare il paese. Il cambiamento arrivò gradualmente, insieme alle nuove infrastrutture e a un diverso modo di vivere il territorio.</p>



<p>Nel vecchio borgo sono rimasti il castello, il palazzo baronale e le chiese di Santa Maria degli Angeli e San Nicola. Il Comune segnala inoltre la presenza del Museo dell&#8217;Emigrante Cilentano, dedicato alla storia dell&#8217;emigrazione dal Cilento. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tocco Vecchio, una storia segnata dai terremoti</h2>



<p>Nel Beneventano, Tocco Vecchio racconta invece una lunga storia di terremoti e dissesto idrogeologico.</p>



<p>Il Comune di Tocco Caudio ricorda che il territorio fu colpito da numerosi eventi sismici, tra cui quello del 1456, che devastò l&#8217;antico centro. Nel Novecento arrivarono altri terremoti e fenomeni franosi. </p>



<p>Il terremoto del 1930 provocò danni tali da portare alla progettazione di un nuovo abitato nella contrada Friuni. Negli anni successivi, ulteriori movimenti franosi e il terremoto del 1962 provocarono nuove evacuazioni.</p>



<p>Lo sgombero definitivo dell&#8217;antico centro arrivò dopo il terremoto del 1980. Oggi Tocco Vecchio conserva le tracce dell&#8217;antico impianto urbano e delle abitazioni costruite direttamente sul costone tufaceo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Conza della Campania, il paese ricostruito dopo il 1980</h2>



<p>La storia di Conza della Campania è legata al terremoto del 23 novembre 1980, che colpì duramente l&#8217;Irpinia.</p>



<p>L&#8217;antico abitato, costruito sulla collina, venne abbandonato e il nuovo paese fu realizzato più in basso. Dalle rovine sono emerse anche le testimonianze dell&#8217;antica Compsa, trasformate in un&#8217;area archeologica. </p>



<p>Il vecchio centro non è quindi soltanto la memoria del terremoto. Gli scavi hanno riportato alla luce strutture di epoca romana, tra cui parte del foro e altri elementi dell&#8217;antico insediamento.</p>



<p>Il risultato è un paesaggio nel quale la storia contemporanea e quella antica si sovrappongono: le rovine del paese distrutto nel 1980 convivono con quelle della città romana.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Romagnano al Monte, il paese diviso in due</strong></h2>



<p>A pochi chilometri dal confine con la Basilicata, il caso di Romagnano al Monte racconta in modo particolarmente evidente gli effetti del terremoto del 23 novembre 1980. Il vecchio abitato, arroccato su uno sperone roccioso a picco sulle gole del fiume Platano, venne gravemente danneggiato dal sisma e la popolazione fu trasferita a circa due chilometri di distanza, nella località Ariola. </p>



<p>Il nuovo centro e quello antico sono oggi separati nello spazio, ma continuano a essere legati dalla memoria della comunità. Nel vecchio borgo sono ancora riconoscibili stradine, archi e volte in pietra, mentre le rovine raccontano la struttura dell&#8217;abitato precedente al terremoto. </p>



<p>La vicenda di Romagnano è anche un esempio di come un evento sismico possa modificare definitivamente la geografia di un paese: non soltanto gli edifici, ma anche il luogo nel quale una comunità sceglie di vivere.</p>



<p>Foto: <a href="https://comune.toccocaudio.bn.it/vivere-il-comune/luoghi/tocco-vecchio-3/">https://comune.toccocaudio.bn.it/vivere-il-comune/luoghi/tocco-vecchio-3/</a></p>
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		<item>
		<title>Atrani, il piccolo borgo incastonato nella Costiera Amalfitana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/atrani-il-piccolo-borgo-incastonato-nella-costiera-amalfitana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 14:13:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atrani]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
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		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[Poche centinaia di metri separano Atrani da Amalfi, ma entrando nel piccolo borgo sembra di lasciare alle spalle il traffico della Costiera per ritrovarsi in un paese raccolto tra mare, [...]]]></description>
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<p>Poche centinaia di metri separano Atrani da Amalfi, ma entrando nel piccolo borgo sembra di lasciare alle spalle il traffico della Costiera per ritrovarsi in un paese raccolto tra mare, montagne e vicoli.</p>



<p>Situata alla foce della valle del torrente Dragone, Atrani è uno dei comuni italiani con la minore estensione territoriale. Il paese si sviluppa in uno spazio stretto tra il monte Civita e il monte Aureo, con le abitazioni che dalla spiaggia salgono lungo le pendici della valle. </p>



<p>Il cuore del borgo è <strong>piazza Umberto I</strong>, collegata direttamente alla spiaggia e dominata dalla chiesa di San Salvatore de&#8217; Birecto. È qui che si concentrano alcune delle caratteristiche più riconoscibili di Atrani: archi, scalinate, vicoli e case addossate le une alle altre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un borgo dalla storia antica</h2>



<p>Le origini di Atrani non sono completamente documentate. La prima testimonianza scritta dell&#8217;esistenza dell&#8217;insediamento risale al <strong>596</strong>, in una lettera di papa Gregorio Magno al vescovo Pimenio. Nel Medioevo il paese fu strettamente legato alla storia del Ducato di Amalfi e divenne anche sede dell&#8217;aristocrazia locale. </p>



<p>La chiesa di San Salvatore de&#8217; Birecto occupava un ruolo particolare nella vita politica del ducato: secondo la tradizione storica locale, qui venivano investiti i duchi di Amalfi, ai quali veniva imposto il cosiddetto <em>birecto</em>, simbolo della loro autorità. </p>



<p>La posizione sul mare favorì inoltre per secoli le attività legate alla pesca. Ancora oggi il rapporto con il mare rimane una delle caratteristiche dell&#8217;identità del paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Case, limoni e mare</h2>



<p>Il paesaggio di Atrani è quello tipico della Costiera Amalfitana: montagne ripide, terrazzamenti agricoli, agrumi e abitazioni concentrate negli spazi disponibili. La particolare conformazione del territorio è il risultato dell&#8217;incontro tra ambiente naturale e attività umana, elemento che ha contribuito al riconoscimento della Costiera Amalfitana come <strong>Patrimonio mondiale UNESCO dal 1997</strong>. </p>



<p>Ad Atrani, però, il paesaggio assume una dimensione particolarmente raccolta. La spiaggia si trova praticamente al centro del paese e le strade interne conducono rapidamente dalle case alla valle e alle pendici delle montagne.</p>



<p>È questa combinazione di dimensioni ridotte, architettura tradizionale e rapporto diretto con il mare a rendere Atrani uno dei luoghi più caratteristici della Costiera.</p>



<p>Un piccolo territorio, dunque, ma con una storia che attraversa il Ducato di Amalfi, la tradizione marinara e il paesaggio mediterraneo. Un borgo dove la distanza tra la piazza, la spiaggia e la montagna si misura in pochi passi, mentre alle spalle delle case rimane il segno di secoli di storia. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sulle tracce degli antichi Greci in Campania, da Cuma a Paestum</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sulle-tracce-degli-antichi-greci-in-campania-da-cuma-a-paestum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 14:10:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Templi, antiche città, santuari e testimonianze di una civiltà che ha lasciato un&#8217;impronta profonda nella storia della Campania. È un viaggio sulle tracce dei Greci che, a partire dall&#8217;VIII secolo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Templi, antiche città, santuari e testimonianze di una civiltà che ha lasciato un&#8217;impronta profonda nella storia della Campania. È un viaggio sulle tracce dei Greci che, a partire dall&#8217;VIII secolo a.C., fondarono colonie lungo le coste della regione, dando vita a importanti centri della Magna Grecia.</p>



<p>La prima tappa è <strong>Cuma</strong>, nei Campi Flegrei. Fondata da coloni provenienti dall&#8217;Eubea nella seconda metà dell&#8217;VIII secolo a.C., è considerata dal Parco archeologico la prima colonia greca di popolamento nell&#8217;Occidente mediterraneo. Dalla città si diffusero nella penisola anche elementi fondamentali della cultura greca, tra cui l&#8217;alfabeto. Oggi dell&#8217;antica Cuma sono visitabili l&#8217;acropoli e la città bassa. </p>



<p>Scendendo verso sud si arriva a <strong>Paestum</strong>, l&#8217;antica Poseidonia. La città fu fondata intorno al 600 a.C. da coloni provenienti da Sibari. Il suo simbolo sono i tre grandi templi dorici, costruiti tra il VI e il V secolo a.C., tra gli edifici templari meglio conservati dell&#8217;antichità classica. L&#8217;area archeologica permette ancora oggi di riconoscere la struttura della polis, con santuari, spazi pubblici, strade e abitazioni. </p>



<p>Non lontano da Paestum, alla foce del fiume Sele, si trova inoltre un importante <strong>santuario dedicato a Hera</strong>. Il luogo costituiva il limite settentrionale del territorio controllato da Poseidonia e rappresentava anche una zona di contatto tra il mondo greco e quello etrusco. </p>



<p>Il viaggio prosegue nel Cilento con <strong>Velia</strong>, l&#8217;antica Elea, fondata intorno al 540 a.C. da esuli provenienti dalla città greca di Focea, nell&#8217;attuale Turchia. Qui nacque la celebre scuola filosofica eleatica, legata soprattutto a <strong>Parmenide e Zenone</strong>. Le rovine della città si estendono oggi tra la macchia mediterranea e gli uliveti, con le antiche mura e l&#8217;acropoli ancora riconoscibili. </p>



<p>Il patrimonio greco della Campania non è quindi concentrato in un solo sito. Da Cuma a Paestum e fino a Velia, i resti archeologici raccontano una storia fatta di migrazioni, commerci, culti e incontri tra popolazioni diverse. È una presenza che, dopo più di duemila anni, continua a essere leggibile nel paesaggio campano: nei grandi templi di Paestum, nelle mura di Velia e nell&#8217;acropoli di Cuma, dove la storia della Magna Grecia è ancora visibile a pochi passi dal mare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Giardino della Minerva, il cuore verde della Salerno della Scuola Medica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/giardino-della-minerva-il-cuore-verde-della-salerno-della-scuola-medica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:16:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola medica salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Un luogo dove storia, botanica e panorama si incontrano. Nel cuore del centro storico di Salerno, il Giardino della Minerva racconta uno dei capitoli più affascinanti della storia della città: [...]]]></description>
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<p>Un luogo dove storia, botanica e panorama si incontrano. Nel cuore del centro storico di Salerno, il Giardino della Minerva racconta uno dei capitoli più affascinanti della storia della città: quello legato alla celebre Scuola Medica Salernitana.</p>



<p>Per raggiungerlo bisogna salire nella parte alta del centro antico, alle pendici del colle Bonadies, in un&#8217;area compresa tra il torrente Fusandola e le antiche mura cittadine. Qui, tra terrazze, vasche, fontane e piante officinali, si trova uno dei luoghi più suggestivi da visitare a Salerno. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le origini: Matteo Silvatico e il &#8220;Giardino dei semplici&#8221;</h2>



<p>La storia del Giardino della Minerva è strettamente legata a <strong>Matteo Silvatico</strong>, medico e maestro della Scuola Medica Salernitana.</p>



<p>La famiglia Silvatico era proprietaria dell&#8217;area già dal XII secolo. Nei primi decenni del Trecento Matteo Silvatico vi istituì un <strong>Giardino dei semplici</strong>, destinato alla coltivazione e allo studio delle piante utilizzate nella medicina dell&#8217;epoca. Nel suo <em>Opus pandectarum medicinae</em>, Silvatico raccolse informazioni sulle piante e sulle loro proprietà. </p>



<p>Il termine &#8220;semplici&#8221; indicava le sostanze medicinali ricavate direttamente dalla natura, soprattutto dalle piante. Il giardino diventò quindi anche uno spazio didattico: secondo la documentazione del Comune, Silvatico utilizzava le piante per mostrarle agli allievi e insegnarne caratteristiche e impieghi. </p>



<p>Per questo il sito è oggi considerato un&#8217;importante testimonianza della tradizione botanica e medica salernitana e viene descritto dalle istituzioni locali come antesignano dei successivi orti botanici europei. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un giardino costruito su più livelli</h2>



<p>La visita è particolare anche dal punto di vista architettonico.</p>



<p>Il Giardino è organizzato su <strong>terrazzamenti collegati da scale</strong>, con un sistema di vasche e fontane che permetteva di distribuire l&#8217;acqua tra i diversi livelli. Uno degli elementi più caratteristici è la <strong>scalea seicentesca</strong>, realizzata sulle antiche mura e collegata al belvedere. </p>



<p>Ed è proprio dal belvedere che arriva una delle sorprese più belle per chi visita il giardino: la vista sul <strong>centro storico e sul porto di Salerno</strong>.</p>



<p>Il verde, quindi, non è l&#8217;unico protagonista. Il percorso permette di osservare la città da una prospettiva rialzata, tra muri antichi e terrazze affacciate sul Golfo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il recupero e il nuovo ampliamento</h2>



<p>Il Giardino della Minerva ha vissuto negli ultimi anni un importante intervento di recupero.</p>



<p>Nel luglio 2025 il Comune di Salerno ha inaugurato il <strong>nuovo Giardino della Minerva</strong>, dopo l&#8217;acquisto dell&#8217;ultimo terrazzamento a monte dell&#8217;area storica e una serie di lavori di restauro e ampliamento. L&#8217;intervento ha riguardato, tra l&#8217;altro, pavimentazioni, intonaci, impianti di irrigazione e illuminazione e il consolidamento di alcune strutture. </p>



<p>È stato inoltre recuperato il primo piano di Palazzo Capasso, destinato alle attività didattiche, ed è stato realizzato un ascensore per migliorare l&#8217;accessibilità tra piano terra e primo piano. </p>



<p>L&#8217;ampliamento ha restituito al complesso nuovi spazi verdi e nuove visuali sulla città, rafforzando la vocazione del sito come luogo di cultura, botanica e divulgazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa vedere durante la visita</h2>



<p>Una passeggiata all&#8217;interno del Giardino permette di alternare diversi elementi: le piante officinali, le fontane e le vasche, i terrazzamenti, la scala pergolata e il belvedere.</p>



<p>È possibile inoltre approfondire il legame con la <strong>Scuola Medica Salernitana</strong>, una tradizione che ancora oggi caratterizza diversi luoghi del centro storico. Il Giardino della Minerva è infatti inserito dal Comune nell&#8217;itinerario dedicato ai luoghi della Scuola Medica. </p>



<p>La visita può essere abbinata anche al <strong>Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana</strong> e al Museo &#8220;E. Papi&#8221;: il biglietto attualmente indicato dal Comune e dal sito ufficiale del Giardino è unico per i tre siti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Informazioni utili</h2>



<p>L&#8217;ingresso ufficiale è in <strong>Vicolo Ferrante Sanseverino 1</strong>, nel centro storico di Salerno. </p>



<p>Per il periodo attualmente indicato, fino al <strong>30 settembre 2026</strong>, il Giardino è aperto dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.00; il lunedì è prevista la chiusura settimanale per lavori, con orario straordinario indicato dalle 9.30 alle 17.00. È comunque consigliabile controllare gli orari sul sito ufficiale prima della visita, perché possono essere modificati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le 5 cose da fare a Salerno: tra mare, storia e panorami mozzafiato</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-5-cose-da-fare-a-salerno-tra-mare-storia-e-panorami-mozzafiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:07:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Affacciata sul Golfo di Salerno e stretta tra il mare e le pendici dei Monti Picentini, Salerno è una città che si presta perfettamente a essere scoperta a piedi. Il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Affacciata sul Golfo di Salerno e stretta tra il mare e le pendici dei Monti Picentini, Salerno è una città che si presta perfettamente a essere scoperta a piedi. Il centro storico conserva testimonianze medievali, chiese e palazzi storici, mentre il lungomare regala una delle passeggiate più piacevoli della città.</p>



<p>A rendere interessante una visita è anche la posizione: Salerno rappresenta infatti un punto strategico per esplorare la Costiera Amalfitana, il Cilento e numerose località dell&#8217;entroterra. Ma prima di partire alla scoperta dei dintorni, ecco cinque cose da fare in città.</p>



<p><strong>Passeggiare nel centro storico e visitare il Duomo</strong></p>



<ol class="wp-block-list"></ol>



<p>Il modo migliore per cominciare la visita è perdersi tra i vicoli del centro storico, seguendo l&#8217;asse di Via dei Mercanti e le strade che salgono verso la parte più antica della città. È un percorso nel quale convivono edifici storici, botteghe, locali e testimonianze delle diverse epoche che hanno caratterizzato Salerno. Tappa fondamentale è il Duomo di Salerno, dedicato a Santa Maria degli Angeli, San Matteo e San Gregorio VII. La cattedrale fu consacrata nel 1084 e conserva le reliquie di San Matteo. Particolarmente suggestivi sono l&#8217;atrio porticato e la cripta settecentesca.</p>



<p><strong>Passeggiare sul Lungomare Trieste</strong></p>



<ol start="2" class="wp-block-list"></ol>



<p>Dopo i vicoli del centro storico, si può cambiare completamente atmosfera raggiungendo il Lungomare Trieste. Il lungomare accompagna la costa cittadina ed è uno dei luoghi più caratteristici per una passeggiata rilassata, soprattutto nel tardo pomeriggio, quando la luce sul Golfo rende particolarmente suggestivo il panorama.  Il consiglio? Percorrerlo senza fretta, magari dopo aver visitato il centro storico: è uno dei modi più semplici per cogliere il carattere mediterraneo della città.</p>



<p><strong>Salire al Giardino della Minerva</strong></p>



<ol start="3" class="wp-block-list"></ol>



<p>Per chi vuole conoscere il lato più particolare della storia salernitana, una tappa quasi obbligata è il Giardino della Minerva. Situato nella parte alta del centro storico, alle pendici del colle Bonadies, il giardino conserva l&#8217;antico orto legato alla Scuola Medica Salernitana e alla figura di Matteo Silvatico. Qui venivano coltivate e studiate piante ed erbe utilizzate per le loro proprietà medicinali. Il giardino è organizzato su diversi terrazzamenti collegati da scale, con vasche e fontane. Uno dei suoi elementi più caratteristici è la scalea del Seicento che conduce verso il belvedere, dal quale si può osservare il centro storico e il porto.</p>



<p>Una curiosità: il Giardino della Minerva è oggi considerato una delle testimonianze più importanti della tradizione botanica e medica legata alla Scuola Medica Salernitana.</p>



<p><strong>Raggiungere il Castello di Arechi</strong></p>



<ol start="4" class="wp-block-list"></ol>



<p>Se il centro racconta la storia di Salerno dal basso, il Castello di Arechi permette di osservarla dall&#8217;alto. La fortificazione domina la città dalla collina Bonadies. Secondo il Comune di Salerno, il complesso ha origini bizantine ed è stato successivamente ampliato in epoca longobarda; la tradizione lo collega alla figura del principe Arechi II. Ma il motivo per cui vale la pena raggiungerlo non è soltanto storico. Dalle sue terrazze si apre infatti una vista ampia sul Golfo di Salerno, sulla città e sul territorio circostante.</p>



<p>È una delle tappe da scegliere se si vuole aggiungere all&#8217;itinerario cittadino un grande panorama sul Mediterraneo.</p>



<p><strong>Vivere Salerno tra mare, piazze e sapori</strong></p>



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<p>L&#8217;ultima esperienza non è un singolo monumento, ma un modo di vivere la città. Dopo aver visitato chiese, giardini e fortificazioni, vale la pena tornare verso il centro e dedicarsi a una passeggiata tra le strade dello shopping, le piazze e i locali. Via dei Mercanti, nel cuore della città storica, rappresenta uno degli assi principali del centro ed è oggi anche una strada commerciale. Salerno è inoltre una buona base per proseguire il viaggio verso alcune delle principali destinazioni della provincia: la Costiera Amalfitana, il Cilento e l&#8217;area archeologica di Paestum sono tra le mete che il turismo ufficiale indica tra le attrazioni del territorio.</p>



<p>Per chi ha soltanto un paio di giorni, un itinerario può essere organizzato così: centro storico e Duomo al mattino, Giardino della Minerva nel pomeriggio e lungomare al tramonto. Il giorno successivo si può dedicare al Castello di Arechi e, se resta tempo, a una passeggiata senza programma preciso tra le vie del centro.</p>



<p>Salerno si lascia scoprire proprio così: alternando storia, mare, panorami e vita cittadina, con la possibilità di trasformare una semplice visita urbana nel punto di partenza per conoscere alcuni dei paesaggi più celebri della Campania.</p>
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		<title>Caggiano, viaggio nel borgo dei Templari tra castello, natura e sapori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caggiano-viaggio-nel-borgo-dei-templari-tra-castello-natura-e-sapori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 12:22:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caggiano]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[caggiano]]></category>
		<category><![CDATA[cosa vedere a caggiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Un borgo arroccato nel Vallo di Diano, oltre 800 metri di quota, dove il Medioevo è ancora leggibile nelle mura e nei vicoli, la memoria dei Templari convive con quella [...]]]></description>
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<p>Un borgo arroccato nel Vallo di Diano, oltre 800 metri di quota, dove il Medioevo è ancora leggibile nelle mura e nei vicoli, la memoria dei Templari convive con quella normanna e la cucina racconta una tradizione contadina rimasta viva. È Caggiano, piccolo centro dell&#8217;entroterra salernitano che offre in pochi chilometri un itinerario tra storia, archeologia, chiese, paesaggio e gastronomia.</p>



<p>Il punto di partenza è il <strong>Castello Normanno del Guiscardo</strong>, simbolo del paese. Le prime fortificazioni risalgono, secondo la ricostruzione storica del Comune, all&#8217;Alto Medioevo; con i Normanni il sito assunse un ruolo strategico e venne successivamente ampliato e trasformato. Il castello faceva parte di un più ampio sistema difensivo, collegato alle mura che ancora oggi accompagnano il percorso nel centro storico.</p>



<p>La storia di Caggiano affonda però ancora più indietro nel tempo. Nel territorio sono documentate presenze antiche e ritrovamenti archeologici che raccontano una frequentazione dell&#8217;area già in epoca preromana. A custodire parte di queste testimonianze è l&#8217;<strong>Antiquarium Civico</strong>, dove sono raccolti reperti provenienti dal territorio comunale.</p>



<p><strong>IL CAPITOLO TEMPLARE</strong></p>



<p>È il legame con i Templari uno degli elementi più suggestivi della storia locale. Secondo la ricostruzione pubblicata dal Comune, nel XII secolo l&#8217;Ordine avrebbe istituito a Caggiano una <em>mansio</em>, in contrada Sant&#8217;Agata, lungo le direttrici percorse dai pellegrini diretti verso la Terra Santa. Dopo la soppressione dell&#8217;Ordine, nel 1312, la struttura sarebbe passata agli Ospitalieri.</p>



<p>La memoria templare è rimasta anche nelle tradizioni del paese. Nel centro storico, nei pressi della <strong>Chiesa di Santa Maria dei Greci</strong>, viene indicata una pietra conosciuta come “pietra Santa”, che una tradizione locale vuole portata dalla Palestina dai Templari. Un racconto che appartiene alla memoria e alla cultura popolare di Caggiano e che va distinto dalle testimonianze storiche documentate.</p>



<p>Santa Maria dei Greci è interessante anche per la sua storia religiosa: la chiesa conserva infatti la memoria della presenza del rito greco, praticato a Caggiano almeno fino alla seconda metà del Cinquecento.</p>



<p><strong>TRA CHIESE, MURA E BELVEDERE</strong></p>



<p>La visita al centro storico si sviluppa tra architetture religiose e tracce dell&#8217;antico sistema fortificato. Oltre a Santa Maria dei Greci, meritano una sosta la <strong>Chiesa Madre del Santissimo Salvatore</strong>, la Chiesa di Santa Caterina e quella di Sant&#8217;Antonio, edifici nei quali sono conservate opere di artisti legati alla storia artistica della Campania.</p>



<p>Tra le testimonianze citate dal Comune figurano opere di <strong>Nicola Peccheneda</strong>, pittore settecentesco originario dell&#8217;area, e di altri artisti presenti nelle chiese del borgo.</p>



<p>Il percorso può proseguire verso <strong>Santa Veneranda</strong>, piccola chiesa collocata fuori dalle mura, in posizione panoramica. Da qui il paesaggio si apre sulla valle e sulle montagne circostanti, offrendo uno dei punti più suggestivi per osservare il territorio.</p>



<p><strong>DAL BORGO AL MELANDRO</strong></p>



<p>Caggiano non è soltanto storia e architettura. Il territorio comunale offre anche percorsi naturalistici legati al <strong>fiume Melandro</strong>, che attraversa una zona caratterizzata da gole, pareti rocciose e sorgenti.</p>



<p>Tra gli itinerari indicati dal Comune ci sono quelli verso le <strong>Grotte dello Zachito</strong>, area nella quale sono state rinvenute testimonianze della presenza umana preistorica. Il percorso lungo il Melandro permette invece di entrare in un paesaggio più selvaggio, tra canyon e formazioni rocciose, con tratti adatti anche a esperienze di trekking e, per visitatori adeguatamente attrezzati, di water trekking.</p>



<p>È una seconda anima di Caggiano: quella di un territorio montano nel quale il centro abitato e il paesaggio naturale sono strettamente legati.</p>



<p><strong>A TAVOLA IL PASTICCIO CAGGIANESE</strong></p>



<p>Il viaggio non può concludersi senza la gastronomia. La cucina locale è legata alla tradizione contadina e utilizza pasta fatta in casa, formaggi, salumi, verdure, legumi e carni.</p>



<p>Il piatto più caratteristico è il <strong>pasticcio caggianese</strong>, rustico preparato con carne tritata e formaggi, diventato uno dei simboli della gastronomia locale. Accanto al pasticcio ci sono le numerose preparazioni della pasta fresca, tra cui <em>cavatiedd&#8217;</em>, <em>fusidd</em>, <em>zucaredd</em>, <em>palmariedd</em> e <em>la-an</em>.</p>



<p>Tra i piatti della tradizione figurano inoltre <strong>lagane e ceci, scarola con polpettine e carciofi ripieni</strong>, mentre il patrimonio gastronomico comprende salumi, formaggi e prodotti agricoli del territorio.</p>



<p>Un posto particolare spetta al <strong>carciofo Bianco del Basso Tanagro</strong>, coltivazione tradizionale dell&#8217;area, mentre l&#8217;olio extravergine di oliva rappresenta un altro prodotto legato alla vocazione agricola del territorio.</p>
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		<title>Cilento, viaggio tra gli antichi mulini dove l’acqua diventava energia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-viaggio-tra-gli-antichi-mulini-dove-lacqua-diventava-energia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 17:48:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[mulini cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[Un tempo l’acqua non era soltanto una risorsa naturale. Era energia, lavoro, economia. Lungo fiumi, torrenti e sorgenti del territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni [...]]]></description>
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<p>Un tempo l’acqua non era soltanto una risorsa naturale. Era energia, lavoro, economia. Lungo fiumi, torrenti e sorgenti del territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni sorsero numerosi mulini destinati soprattutto alla macinazione del grano. Molti oggi sono ruderi o testimonianze documentarie; altri, invece, sono ancora presenti e possono essere raggiunti e visitati. Uno dei più suggestivi è il mulino ad acqua dell’Oasi WWF Grotte del Bussento di Morigerati. Si trova lungo il percorso che dal centro storico scende verso la grotta dove il Bussento, dopo il suo viaggio sotterraneo, torna in superficie. Un percorso di circa un chilometro, nel quale si incontrano sorgenti, cascate, l’antico mulino e la risorgenza del fiume. È uno dei luoghi nei quali il manufatto storico è ancora strettamente legato al paesaggio naturale. </p>



<p>A Casaletto Spartano, nell’area naturalistica dei Capelli di Venere, si trova un altro mulino particolarmente importante. L’edificio fu realizzato tra il 1906 e il 1910 e conserva la turbina originaria del 1910. Il macchinario del mulino è stato ricostruito nel 2022. Oggi è inserito nel percorso di visita dell’area. Nel Vallo di Diano, una tappa da non perdere è il Parco dei Mulini di San Pietro al Tanagro. L’area si trova a pochi passi dal centro storico e si estende per circa dieci ettari lungo il torrente Setone. Qui sono presenti due antichi mulini ad acqua, la cui realizzazione viene fatta risalire tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Uno dei due è stato restaurato e il Comune precisa che i mulini sono tuttora visitabili. Il parco è aperto 24 ore su 24. Nel luglio 2026, inoltre, durante “Le Notti dei Mulini”, sono state organizzate visite guidate proprio all’interno degli antichi opifici. </p>



<p>A Stio il viaggio prosegue nella suggestiva Valle dei Mulini, lungo il torrente Gaudo. La zona è caratterizzata dalla presenza di antichi mulini ad acqua e permette di leggere il rapporto tra attività umane, boschi e corsi d’acqua. Anche a Felitto, lungo il percorso delle Gole del Calore, la presenza di un antico mulino è parte della storia del fiume. Negli Alburni, a Petina, è possibile raggiungere un antico mulino ad acqua situato più a valle dell’abitato e immerso nella natura. La struttura, già esistente all’inizio del Novecento, è di proprietà privata e conserva all’esterno una caratteristica serie di archi che delimita una terrazza. Infine, a Castel San Lorenzo, lungo il corso del Calore, si trova il Mulino del Principe, simbolo di archeologia contadina tra le più interessanti del territorio. La struttura conserva la memoria dei due palmenti utilizzati per la macinazione e della successiva trasformazione dell’impianto in centrale elettrica. Sono luoghi diversi, ma uniti dalla stessa storia. Quelli rimasti raccontano un mondo scomparso. Ma, finché saranno visitabili, quella storia continuerà a vivere.</p>
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		<title>Dalla vela al pilates, agosto nel Parco del Cilento si vive tra mare, boschi, grotte e borghi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-vela-al-pilates-agosto-nel-parco-del-cilento-si-vive-tra-mare-boschi-grotte-e-borghi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 14:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>
		<category><![CDATA[pilates]]></category>
		<category><![CDATA[vela]]></category>
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					<description><![CDATA[Agosto nel Cilento non significa soltanto mare. Il territorio del Parco, vastissimo e caratterizzato da ambienti molto diversi, permette di alternare spiagge e attività marine a boschi, fiumi, grotte, borghi, [...]]]></description>
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<p>Agosto nel Cilento non significa soltanto mare. Il territorio del Parco, vastissimo e caratterizzato da ambienti molto diversi, permette di alternare spiagge e attività marine a boschi, fiumi, grotte, borghi, siti archeologici e sentieri di montagna.</p>



<p>La parola d&#8217;ordine, soprattutto nelle giornate più calde, è <strong>cambiare ritmo</strong>: mare e sport nelle prime ore del giorno, luoghi ombreggiati o freschi nelle ore centrali, passeggiate e visite culturali nel pomeriggio e al tramonto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mare all&#8217;alba: vela, kayak e snorkeling</h2>



<p>La costa offre numerose possibilità per vivere il mare senza limitarsi alla classica giornata in spiaggia. Vela, kayak, canoa e snorkeling permettono di osservare il paesaggio costiero da una prospettiva diversa.</p>



<p>Lo snorkeling, in particolare, può diventare una vera esperienza naturalistica: osservare i fondali senza toccare gli organismi marini, senza raccogliere conchiglie e mantenendo le distanze dalla fauna significa trasformare il bagno in un&#8217;occasione di conoscenza.</p>



<p>Anche la vela rappresenta un modo particolarmente suggestivo di percorrere la costa sfruttando il vento e riducendo la dipendenza dai mezzi a motore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pilates, yoga e attività dolci</h2>



<p>Nelle prime ore del mattino o al tramonto anche attività come pilates, yoga, stretching e ginnastica dolce possono trovare spazio nella vacanza.</p>



<p>L&#8217;importante, ad agosto, è evitare l&#8217;esercizio fisico nelle ore più calde e scegliere luoghi ombreggiati e autorizzati, senza danneggiare prati e vegetazione.</p>



<p>L&#8217;idea è quella di una vacanza attiva ma non frenetica, in sintonia con i ritmi naturali del territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trekking: meglio partire presto</h2>



<p>In agosto è però fondamentale scegliere con attenzione orario, difficoltà e durata dell&#8217;escursione. Le partenze all&#8217;alba o nelle prime ore del mattino consentono di evitare il caldo più intenso.</p>



<p>Tra le possibilità ci sono percorsi costieri come quello da <strong>Velia a Punta del Telegrafo</strong>, itinerari negli Alburni, le gole del Calore, i sentieri del Gelbison e quelli verso il Monte Cervati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Acqua e ombra: Morigerati e i Capelli di Venere</h2>



<p>Quando il caldo aumenta, i corsi d&#8217;acqua e gli ambienti umidi diventano particolarmente preziosi.</p>



<p>A <strong>Morigerati</strong>, il sentiero conduce alla Grotta e alla risorgenza del Bussento. L&#8217;itinerario ufficiale del Parco è lungo circa un chilometro, con 130 metri di dislivello e una durata indicativa di un&#8217;ora. Il percorso attraversa una gola scavata dall&#8217;acqua, tra pozze, rapide e cascate. </p>



<p>Suggestiva, nelle giornate estive, è anche l&#8217;area dei <strong>Capelli di Venere di Casaletto Spartano</strong>, caratterizzata da acqua, vegetazione e ambienti ombreggiati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le grotte, rifugio naturale dal caldo</h2>



<p>Il patrimonio carsico del Parco offre un&#8217;altra possibilità per le giornate più torride.</p>



<p>Le <strong>Grotte di Castelcivita</strong>, negli Alburni, permettono di unire geologia, archeologia e visita del centro storico. Il percorso indicato dal Parco è classificato turistico, lungo circa 1,2 chilometri e percorribile durante tutto l&#8217;anno.  Anche le grotte e la risorgenza del Bussento rappresentano un esempio di come l&#8217;acqua abbia modellato il paesaggio del Cilento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Alburni e le aree interne</h2>



<p>Per chi vuole allontanarsi dalla calura della costa, gli <strong>Alburni</strong> offrono paesaggi montani, boschi, fenomeni carsici e percorsi escursionistici.</p>



<p>Tra gli itinerari del Parco figura quello verso la <strong>risorgenza dell&#8217;Auso</strong>, nei pressi di Ottati e Sant&#8217;Angelo a Fasanella, un percorso di circa un chilometro attraverso un ambiente caratterizzato da acqua, roccia e vegetazione.</p>



<p>Sempre negli Alburni si trovano itinerari più impegnativi, come quello dedicato all&#8217;Antece e alla Grotta di San Michele Arcangelo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Bicicletta e mobilità lenta</h2>



<p>Il Parco può essere scoperto anche in bicicletta. Il progetto <strong>Fuori Traccia</strong> propone una rete di itinerari che attraversa l&#8217;intero territorio, dalla costa alle aree interne.</p>



<p>Tra le tappe ci sono percorsi tra Capaccio Paestum e Ascea, Cannalonga e Salento, Laurito e San Giovanni a Piro, Roccagloriosa e Caselle in Pittari, Sanza e Atena Lucana, fino agli Alburni. Le difficoltà sono diverse e vanno quindi scelte in base alla preparazione fisica. </p>



<p>Ad agosto è consigliabile pedalare nelle ore più fresche, soprattutto per i percorsi più lunghi e con maggiore dislivello.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Borghi, archeologia e tramonti</h2>



<p>Il caldo può diventare anche l&#8217;occasione per rallentare.</p>



<p>La visita ai borghi, ai musei e ai siti archeologici permette di alternare l&#8217;attività fisica a momenti più tranquilli. Velia, i centri storici dell&#8217;interno, Roscigno Vecchio, i paesi degli Alburni e quelli del Vallo di Diano raccontano un territorio nel quale natura e presenza umana sono strettamente legate.</p>



<p>Al tramonto, quando le temperature scendono, una passeggiata diventa invece uno dei modi più semplici per vivere il paesaggio.</p>
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		<item>
		<title>Le Aree Marine Protette del Cilento, scrigno di biodiversità tra fondali, grotte e coste incontaminate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-aree-marine-protette-del-cilento-scrigno-di-biodiversita-tra-fondali-grotte-e-coste-incontaminate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 19:52:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Piro]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Acque cristalline, praterie di posidonia, grotte sommerse, falesie calcaree e una biodiversità tra le più ricche del Mediterraneo. Le aree marine protette del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano [...]]]></description>
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<p>Acque cristalline, praterie di posidonia, grotte sommerse, falesie calcaree e una biodiversità tra le più ricche del Mediterraneo. Le aree marine protette del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni rappresentano uno dei patrimoni naturalistici più preziosi d&#8217;Italia, un ecosistema dove la tutela ambientale convive con il turismo sostenibile, la pesca tradizionale e la ricerca scientifica.</p>



<p>Il tratto costiero del Parco si estende per oltre cento chilometri, da Agropoli fino al Golfo di Policastro, alternando spiagge sabbiose, promontori rocciosi, calette raggiungibili solo dal mare e fondali di straordinario valore naturalistico. Cuore della tutela è l&#8217;<strong>Area Marina Protetta &#8220;Santa Maria di Castellabate&#8221;</strong>, istituita nel 2009, che protegge circa 7.000 ettari di mare distribuiti tra le località di Santa Maria di Castellabate, San Marco, Ogliastro Marina e Punta Licosa.</p>



<p>Qui il mare conserva uno degli habitat più importanti del Mediterraneo. Le vaste praterie di <strong>Posidonia oceanica</strong>, pianta marina fondamentale per l&#8217;equilibrio dell&#8217;ecosistema, ossigenano l&#8217;acqua, contrastano l&#8217;erosione costiera e offrono rifugio a centinaia di specie ittiche. Tra i fondali trovano spazio cernie, corvine, saraghi, dentici, polpi, aragoste e numerosi molluschi, mentre nelle acque più aperte non è raro avvistare delfini e tartarughe marine della specie <em>Caretta caretta</em>.</p>



<p>Uno dei simboli dell&#8217;area è <strong>Punta Licosa</strong>, promontorio immerso nella macchia mediterranea che prende il nome dalla sirena Leucosia, protagonista di un&#8217;antica leggenda greca. Di fronte alla costa emerge l&#8217;isolotto di Licosa, oggi oasi naturalistica e luogo privilegiato per immersioni e snorkeling grazie alla trasparenza delle acque e alla ricchezza della fauna marina.</p>



<p>Procedendo verso sud si incontrano alcuni degli scenari più spettacolari dell&#8217;intero Mediterraneo. <strong>Capo Palinuro</strong>, con le sue alte falesie, custodisce un articolato sistema di grotte marine, tra cui la celebre <strong>Grotta Azzurra</strong>, la Grotta d&#8217;Argento, la Grotta del Sangue e la Grotta dei Monaci. Le particolari condizioni di luce e la conformazione geologica hanno creato ambienti di eccezionale valore paesaggistico e biologico, meta ogni anno di migliaia di subacquei provenienti da tutta Europa.</p>



<p>Le acque di <strong>Marina di Camerota</strong> ospitano invece uno dei tratti costieri meglio conservati del Tirreno. Cala Bianca, Porto Infreschi e Pozzallo sono circondati da pareti rocciose, boschi di leccio e macchia mediterranea che si tuffano direttamente nel mare. Molte baie sono raggiungibili esclusivamente via mare o attraverso sentieri naturalistici, caratteristica che ha consentito di preservarne l&#8217;integrità ambientale.</p>



<p>La <strong>Baia degli Infreschi</strong>, più volte inserita tra le spiagge più belle d&#8217;Italia, rappresenta uno degli esempi più significativi di turismo sostenibile del Cilento. Le sorgenti di acqua dolce che affiorano vicino alla costa creano particolari condizioni ambientali favorevoli alla presenza di numerose specie marine, rendendo l&#8217;area particolarmente apprezzata anche dagli appassionati di snorkeling.</p>



<p>Lungo la costa del Golfo di Policastro, fino a Scario e Sapri, il paesaggio continua a sorprendere con insenature, pareti rocciose e piccole spiagge nascoste, dove la pressione antropica rimane limitata. Qui sopravvivono habitat costieri di grande interesse comunitario, monitorati costantemente dagli enti di gestione e dalle università impegnate nella ricerca scientifica.</p>



<p>La tutela di questi ecosistemi si fonda su una rigorosa regolamentazione delle attività umane. Nelle aree a maggiore protezione sono vietati pesca, ancoraggio e navigazione non autorizzata, mentre nelle zone a tutela parziale sono consentite attività compatibili con la conservazione dell&#8217;ambiente, come la piccola pesca artigianale, le immersioni guidate e il turismo nautico regolamentato.</p>



<p>Negli ultimi anni le aree marine protette del Cilento sono diventate anche un laboratorio per lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici sul Mediterraneo. Il monitoraggio delle praterie di Posidonia, della qualità delle acque e della presenza di specie aliene consente ai ricercatori di raccogliere dati preziosi per la salvaguardia dell&#8217;intero ecosistema marino.</p>



<p>Per i visitatori, il mare del Cilento offre esperienze che coniugano spettacolo e rispetto della natura: escursioni in kayak lungo le falesie, gite in barca alle grotte di Palinuro, snorkeling nei fondali di Punta Licosa, immersioni guidate tra pareti sommerse e relitti, oppure semplici passeggiate lungo sentieri costieri che regalano panorami tra i più suggestivi della Campania</p>
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		<item>
		<title>Cilento, viaggio nel Parco Nazionale tra mare, archeologia e borghi: guida alle meraviglie del Sud</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-viaggio-nel-parco-nazionale-tra-mare-archeologia-e-borghi-guida-alle-meraviglie-del-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 19:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Un territorio che racchiude tremila anni di storia, oltre cento chilometri di costa, montagne che superano i 1.800 metri, borghi medievali, siti archeologici di fama mondiale e una delle tradizioni [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un territorio che racchiude tremila anni di storia, oltre cento chilometri di costa, montagne che superano i 1.800 metri, borghi medievali, siti archeologici di fama mondiale e una delle tradizioni gastronomiche più celebrate del pianeta. È il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la seconda area protetta più estesa d&#8217;Italia, che si sviluppa nel cuore della Campania meridionale e rappresenta una delle destinazioni più complete del turismo naturalistico e culturale del Mediterraneo.</p>



<p>Istituito nel 1991, il Parco si estende su circa 181 mila ettari e comprende ottanta comuni della provincia di Salerno. Il suo straordinario patrimonio ambientale e storico gli è valso il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità dell&#8217;UNESCO, insieme ai siti archeologici di Paestum e Velia e alla Certosa di Padula. Il territorio è inoltre Riserva della Biosfera e Geoparco Mondiale UNESCO, a conferma della sua eccezionale ricchezza paesaggistica e geologica.</p>



<p>Il viaggio nel Cilento non può che iniziare da <strong>Paestum</strong>, l&#8217;antica Poseidonia fondata dai Greci nel VI secolo a.C. I tre maestosi templi dorici – dedicati a Nettuno, Hera e Atena – sono considerati tra i monumenti dell&#8217;antichità meglio conservati al mondo. Accanto all&#8217;area archeologica, il Museo Nazionale custodisce reperti di straordinario valore, tra cui la celebre <strong>Tomba del Tuffatore</strong>, unico esempio di pittura funeraria della Magna Grecia giunto quasi integro fino ai nostri giorni.</p>



<p>Proseguendo verso sud si raggiunge <strong>Velia</strong>, l&#8217;antica Elea, patria dei filosofi Parmenide e Zenone. Passeggiare tra le rovine significa ripercorrere la storia della scuola eleatica, visitando la Porta Rosa, uno dei più antichi esempi di arco a tutto sesto dell&#8217;architettura greca, l&#8217;acropoli e i resti dell&#8217;antica città che si affaccia sul Tirreno.</p>



<p>Il mare rappresenta una delle principali attrazioni del Parco. Da <strong>Agropoli</strong> fino a <strong>Sapri</strong>, la costa alterna lunghe spiagge sabbiose a spettacolari falesie calcaree, grotte marine e piccole cale raggiungibili soltanto via mare.</p>



<p>Tra le località più conosciute figura <strong>Palinuro</strong>, dominata dall&#8217;imponente Capo Palinuro, dove le escursioni in barca conducono alla scoperta della Grotta Azzurra, della Grotta del Sangue, della Grotta d&#8217;Argento e dell&#8217;Arco Naturale, uno dei simboli del Cilento.</p>



<p>Poco più a sud, <strong>Marina di Camerota</strong> custodisce alcune delle spiagge più suggestive del Mediterraneo. Cala Bianca, premiata più volte tra le spiagge più belle d&#8217;Italia, e la Baia degli Infreschi offrono acque cristalline, macchia mediterranea e fondali ideali per snorkeling e immersioni. Molte cale sono raggiungibili solo a piedi attraverso sentieri panoramici o con piccole imbarcazioni.</p>



<p>Il fascino del Cilento emerge anche nei suoi borghi storici. <strong>Castellabate</strong>, inserito tra &#8220;I Borghi più belli d&#8217;Italia&#8221;, conserva il castello medievale, la Basilica di Santa Maria de Gulia e un dedalo di vicoli affacciati sul mare. La località è diventata celebre anche grazie al film <em>Benvenuti al Sud</em>, che ne ha valorizzato il patrimonio paesaggistico.</p>



<p>Da non perdere anche <strong>Acciaroli</strong>, antico borgo marinaro legato alla figura del biologo americano Ancel Keys, <strong>Pioppi</strong>, sede del Museo Vivente della Dieta Mediterranea, <strong>Pisciotta</strong>, con il suo centro storico in pietra, <strong>Morigerati</strong> con l&#8217;oasi Wwf Grotte del Bussento e <strong>Casaletto Spartano</strong>, dove si trovano le Cascate dei Capelli di Venere.</p>



<p>L&#8217;entroterra offre itinerari altrettanto affascinanti. La monumentale <strong>Certosa di San Lorenzo a Padula</strong>, tra i più grandi complessi monastici d&#8217;Europa, rappresenta uno dei massimi esempi del barocco italiano, con oltre trecento stanze, chiostri monumentali e la celebre scala ellittica.</p>



<p>Gli amanti della natura possono invece esplorare le <strong>Grotte di Pertosa-Auletta</strong>, unico complesso speleologico italiano visitabile anche in barca lungo un fiume sotterraneo, oppure percorrere i sentieri che conducono sul <strong>Monte Cervati</strong>, con i suoi 1.899 metri la vetta più alta della Campania. Il Parco ospita faggete secolari, canyon, gole, sorgenti, orchidee spontanee e numerose specie faunistiche, tra cui il lupo appenninico, il gatto selvatico, la lontra, l&#8217;aquila reale e il falco pellegrino.</p>



<p>Il Cilento è anche la culla della <strong>Dieta Mediterranea</strong>, riconosciuta dall&#8217;UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità. Fu proprio ad Acciaroli e Pioppi che Ancel Keys elaborò gli studi che dimostrarono i benefici di un&#8217;alimentazione basata su olio extravergine d&#8217;oliva, cereali, ortaggi, legumi, pesce azzurro e frutta. Oggi il territorio continua a distinguersi per le sue eccellenze agroalimentari, dalla mozzarella di bufala campana ai fichi bianchi del Cilento, dall&#8217;olio Dop ai vini prodotti sulle colline affacciate sul Tirreno.</p>



<p>Per visitare il Parco il periodo ideale va dalla primavera all&#8217;autunno inoltrato. Maggio, giugno e settembre permettono di apprezzare il territorio con temperature miti e un minore affollamento rispetto all&#8217;alta stagione estiva. In pochi chilometri è possibile passare dalle spiagge Bandiera Blu ai boschi montani, dai templi della Magna Grecia ai monasteri barocchi, vivendo un&#8217;esperienza che unisce cultura, sport, natura ed enogastronomia.</p>
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		<title>Otto castelli da visitare almeno una volta in Campania</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/otto-castelli-da-visitare-almeno-una-volta-in-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 15:26:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[castelli campania]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle rocche medievali che dominano il mare alle fortezze arroccate sulle montagne dell&#8217;entroterra, i castelli della Campania raccontano oltre mille anni di storia. Testimoni di dominazioni longobarde, normanne, sveve, angioine [...]]]></description>
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<p>Dalle rocche medievali che dominano il mare alle fortezze arroccate sulle montagne dell&#8217;entroterra, i castelli della Campania raccontano oltre mille anni di storia. Testimoni di dominazioni longobarde, normanne, sveve, angioine e aragonesi, questi monumenti rappresentano oggi una delle principali attrazioni del turismo culturale regionale, coniugando patrimonio storico, paesaggi e percorsi museali. </p>



<p>Tra i simboli della regione spicca il <strong>Castello di Arechi</strong>, che domina Salerno dalla sommità del monte Bonadies, a circa 300 metri sul livello del mare. Le sue origini risalgono all&#8217;età bizantina, ma fu il principe longobardo Arechi II, nell&#8217;VIII secolo, a trasformarlo in una poderosa fortezza difensiva. Mai espugnato nel corso della sua storia, il complesso ospita oggi un museo archeologico, un museo multimediale e un parco naturalistico, offrendo uno dei panorami più suggestivi sul Golfo di Salerno.</p>



<p>Nel Vallo di Diano, il <strong>Castello Macchiaroli</strong> di Teggiano rappresenta il cuore di uno dei centri storici medievali meglio conservati del Mezzogiorno. Edificato in epoca normanna e successivamente ampliato, il maniero è legato alla figura della principessa Costanza da Montefeltro e al celebre episodio della Congiura dei Baroni del 1485. Ancora oggi il castello conserva sale storiche, cortili e ambienti che raccontano il passato della nobile famiglia Sanseverino, protagonisti della storia del Regno di Napoli.</p>



<p>Nel Beneventano si distingue il <strong>Castello di Limatola</strong>, imponente complesso medievale costruito in posizione strategica sulla valle del Volturno. Più volte rimaneggiato tra il periodo normanno e quello aragonese, conserva torri, bastioni e mura che testimoniano la sua funzione difensiva. Negli ultimi anni è diventato anche sede di eventi culturali e del celebre mercatino natalizio che richiama migliaia di visitatori da tutta Italia.</p>



<p>Affacciato sul mare, il <strong>Castello Aragonese di Ischia</strong> è uno dei monumenti più iconici della Campania. Sorge su un isolotto vulcanico collegato all&#8217;isola principale da un ponte in muratura lungo circa 220 metri. Le sue origini risalgono al 474 a.C., quando Gerone I di Siracusa realizzò la prima fortificazione, ma fu Alfonso V d&#8217;Aragona, nel Quattrocento, a trasformarlo nella possente rocca che ancora oggi domina il Golfo di Napoli. Al suo interno si trovano chiese, conventi, giardini, antiche prigioni e terrazze panoramiche che ne fanno una delle mete culturali più visitate della regione.</p>



<p>Tra le fortezze più conosciute della Campania figurano anche <strong>Castel dell&#8217;Ovo</strong>, il castello più antico di Napoli, costruito sull&#8217;isolotto di Megaride e legato alla leggenda dell&#8217;uovo magico nascosto da Virgilio nelle sue fondamenta, e <strong>Castel Nuovo (Maschio Angioino)</strong>, simbolo della città e per secoli residenza dei sovrani angioini e aragonesi.</p>



<p>Sempre nel capoluogo campano, <strong>Castel Sant&#8217;Elmo</strong>, con la sua caratteristica pianta a stella, domina dall&#8217;alto la collina del Vomero offrendo una vista che abbraccia il Golfo di Napoli, il Vesuvio e la penisola sorrentina. Oggi ospita mostre, eventi culturali e il Museo del Novecento.</p>



<p>Nel Casertano merita una visita il <strong>Castello di Casertavecchia</strong>, inserito nel borgo medievale che conserva intatto il fascino dell&#8217;antico centro fortificato, mentre nell&#8217;Irpinia il <strong>Castello Lancellotti</strong> di Lauro racconta la storia delle grandi famiglie nobiliari del Sud Italia attraverso sale affrescate e giardini storici.</p>
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		<title>Procida, l&#8217;isola dei colori che ha conquistato il mondo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/procida-lisola-dei-colori-che-ha-conquistato-il-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:06:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[procida]]></category>
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<p>Piccola nelle dimensioni, ma immensa per fascino e patrimonio culturale. Con appena <strong>3,7 chilometri quadrati</strong> di superficie, Procida è la più piccola delle isole del Golfo di Napoli e, insieme all&#8217;isolotto di Vivara, costituisce un comune della Città Metropolitana di Napoli. Affacciata tra Ischia e la terraferma, l&#8217;isola rappresenta uno dei luoghi più autentici del Mediterraneo, capace di conservare nei secoli la propria identità marinara e un paesaggio rimasto in larga parte intatto. </p>



<p>Nel 2022 Procida è stata la <strong>prima isola italiana a ricevere il titolo di Capitale Italiana della Cultura</strong>, un riconoscimento assegnato dal Ministero della Cultura per un progetto che ha valorizzato il rapporto tra patrimonio, sostenibilità e innovazione culturale. La giuria ha premiato la capacità dell&#8217;isola di proporsi come modello di sviluppo per le piccole realtà insulari del Mediterraneo, sottolineandone l&#8217;eccezionale valore paesaggistico e culturale.</p>



<p>L&#8217;immagine simbolo di Procida è quella della <strong>Marina di Corricella</strong>, l&#8217;antico borgo dei pescatori. Le sue case color pastello, costruite una accanto all&#8217;altra seguendo l&#8217;orografia della costa, sono diventate una delle cartoline più conosciute d&#8217;Italia. Qui il tempo sembra essersi fermato: niente automobili, reti da pesca stese al sole, piccoli ristoranti affacciati sul mare e un&#8217;atmosfera che conserva il carattere autentico della vita isolana.</p>



<p>A dominare l&#8217;isola è <strong>Terra Murata</strong>, il nucleo abitato più antico, posto nel punto più elevato di Procida. Circondata da mura cinquecentesche costruite per difendere gli abitanti dalle incursioni piratesche, ospita l&#8217;Abbazia di San Michele Arcangelo, patrono dell&#8217;isola, e il monumentale <strong>Palazzo d&#8217;Avalos</strong>, edificato nel XVI secolo e trasformato nell&#8217;Ottocento in carcere borbonico. Oggi il complesso rappresenta uno dei principali simboli della storia procidana e della sua rinascita culturale. </p>



<p>Procida è anche un&#8217;isola profondamente legata al mare. Per secoli la pesca e la navigazione hanno rappresentato il cuore dell&#8217;economia locale e ancora oggi numerose famiglie conservano una lunga tradizione marinara. Accanto a queste attività, negli ultimi decenni è cresciuto il turismo, attratto da un territorio che ha saputo evitare una forte urbanizzazione e mantenere un equilibrio tra sviluppo e tutela del paesaggio. </p>



<p>Gran parte del fascino dell&#8217;isola deriva anche dal suo patrimonio naturalistico. Le spiagge della Chiaia, della Chiaiolella, del Pozzo Vecchio e della Lingua si alternano a falesie, promontori e scorci panoramici. Una parte del litorale rientra inoltre nell&#8217;<strong>Area Marina Protetta &#8220;Regno di Nettuno&#8221;</strong>, che tutela gli ecosistemi marini delle isole flegree. Poco distante si trova <strong>Vivara</strong>, isolotto di origine vulcanica collegato a Procida da un ponte e riconosciuto come riserva naturale per l&#8217;elevato valore ambientale e archeologico.</p>



<p>L&#8217;isola ha conquistato anche letteratura e cinema. Elsa Morante vi ambientò il celebre romanzo <strong>&#8220;L&#8217;isola di Arturo&#8221;</strong>, vincitore del Premio Strega nel 1957, contribuendo a far conoscere Procida nel mondo. Negli anni successivi le sue strade e le sue spiagge sono diventate set cinematografici di grande successo, tra cui <strong>&#8220;Il Postino&#8221;</strong> di Massimo Troisi e Michael Radford e <strong>&#8220;Il talento di Mr. Ripley&#8221;</strong> con Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow. </p>



<p>Anche la gastronomia racconta l&#8217;identità procidana. Tra le specialità più conosciute figurano il <strong>coniglio alla procidana</strong>, preparato secondo un&#8217;antica ricetta isolana, il pescato del giorno e la <strong>lingua di bue</strong>, dolce di pasta sfoglia farcito con crema al limone, simbolo della pasticceria locale.</p>



<p>Facilmente raggiungibile in aliscafo o traghetto da Napoli e Pozzuoli, Procida è oggi una meta privilegiata per chi cerca un turismo lento, fatto di passeggiate tra vicoli fioriti, piccoli porti, terrazze sul mare e panorami che cambiano colore con la luce del giorno. </p>
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		<title>Dieci borghi della Campania da visitare almeno una volta nella vita</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dieci-borghi-della-campania-da-visitare-almeno-una-volta-nella-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:51:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[borghi campania]]></category>
		<category><![CDATA[castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[teggiano]]></category>
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<p>Non solo Napoli, la Costiera Amalfitana e Pompei. La Campania custodisce un patrimonio di piccoli borghi che raccontano secoli di storia, tradizioni, paesaggi e cultura, rappresentando una delle espressioni più autentiche del turismo lento. Dalle montagne dell&#8217;Irpinia alle scogliere della Costiera Amalfitana, passando per il Sannio e il Cilento, questi centri storici attirano ogni anno migliaia di visitatori italiani e stranieri alla ricerca di esperienze lontane dai grandi flussi turistici. La regione vanta numerosi borghi inseriti nei circuiti di qualità, come <strong>&#8220;I Borghi più belli d&#8217;Italia&#8221;</strong> e le <strong>Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano</strong>, riconoscimenti assegnati ai centri che si distinguono per patrimonio storico, accoglienza e valorizzazione del territorio. </p>



<p>Tra le mete imperdibili figura <strong>Castellabate</strong>, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, celebre per il suo centro medievale affacciato sul mare e reso noto al grande pubblico dal film <em>Benvenuti al Sud</em>. Le sue terrazze panoramiche regalano una delle viste più suggestive sul Tirreno.</p>



<p>Sulla Costiera Amalfitana, <strong>Conca dei Marini</strong> conserva il fascino di un antico borgo marinaro. Le case bianche adagiate sulla roccia, la celebre Grotta dello Smeraldo e le piccole spiagge nascoste ne fanno una meta ideale per chi cerca autenticità e tranquillità.</p>



<p>Nel Sannio spicca <strong>Sant&#8217;Agata de&#8217; Goti</strong>, costruita su uno sperone di tufo che domina una profonda vallata. Il centro storico, perfettamente conservato, è considerato tra i più affascinanti d&#8217;Italia grazie ai suoi palazzi storici, alle chiese e ai caratteristici vicoli medievali. </p>



<p>Sempre nel Beneventano, <strong>Guardia Sanframondi</strong> è conosciuta per il castello medievale e per gli antichi riti settennali di penitenza dedicati all&#8217;Assunta, una tradizione religiosa che richiama fedeli e studiosi da tutto il mondo.</p>



<p>Nel Vallo di Diano, <strong>Teggiano</strong> rappresenta uno dei migliori esempi di città medievale fortificata del Mezzogiorno. Racchiusa da mura quasi intatte, custodisce il Castello Macchiaroli, chiese, palazzi nobiliari e uno dei centri storici più estesi della Campania.</p>



<p>Tra le montagne dell&#8217;Irpinia sorge <strong>Nusco</strong>, soprannominato il &#8220;balcone dell&#8217;Irpinia&#8221; per i suoi straordinari panorami. Il borgo conserva un&#8217;atmosfera raccolta, tra vicoli in pietra, antiche abitazioni e la cattedrale dedicata a Sant&#8217;Amato.</p>



<p>Sempre in provincia di Avellino, <strong>Summonte</strong>, dominato dalla Torre Angioina, rappresenta una delle porte di accesso al Parco Regionale del Partenio ed è apprezzato dagli amanti del trekking, della natura e del turismo all&#8217;aria aperta. È tra i borghi insigniti della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. </p>



<p>L&#8217;itinerario può proseguire a <strong>Zungoli</strong>, borgo medievale caratterizzato da case in pietra e vicoli lastricati, <strong>Gesualdo</strong>, dominato dall&#8217;imponente castello legato alla figura del principe e compositore Carlo Gesualdo, e <strong>Furore</strong>, celebre per il fiordo che si apre tra le rocce della Costiera Amalfitana e per il suo paesaggio unico. </p>
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		<title>Le isole della Campania: cosa vedere a Capri, Ischia e Procida</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-isole-della-campania-cosa-vedere-a-capri-ischia-e-procida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 14:54:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[isole campania]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre isole, tre identità diverse, unite da un patrimonio naturalistico, storico e culturale che ogni anno richiama milioni di visitatori. Capri, Ischia e Procida rappresentano alcune delle destinazioni più apprezzate [...]]]></description>
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<p>Tre isole, tre identità diverse, unite da un patrimonio naturalistico, storico e culturale che ogni anno richiama milioni di visitatori. Capri, Ischia e Procida rappresentano alcune delle destinazioni più apprezzate del Mediterraneo e sono facilmente raggiungibili con traghetti e aliscafi dai porti di Napoli e Pozzuoli, mentre Ischia e Procida sono collegate anche tra loro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Capri, tra Faraglioni e Piazzetta</h2>



<p>Capri è conosciuta in tutto il mondo per i Faraglioni, simbolo dell&#8217;isola, e per la celebre Grotta Azzurra, cavità marina visitabile in condizioni meteo favorevoli. Tra i luoghi più frequentati figurano la Piazzetta, cuore della vita cittadina, i Giardini di Augusto con il panorama sui Faraglioni e su via Krupp, e il borgo di Anacapri, dove è possibile raggiungere in seggiovia il Monte Solaro, il punto più alto dell&#8217;isola.</p>



<p>Per gli amanti delle passeggiate, il sentiero di Pizzolungo offre scorci panoramici sulla costa, mentre la Villa Jovis, residenza dell&#8217;imperatore Tiberio, rappresenta una delle testimonianze archeologiche più importanti dell&#8217;isola.</p>



<p>Il periodo ideale per visitare Capri è la primavera oppure settembre e ottobre, quando il clima resta mite e l&#8217;afflusso turistico è generalmente inferiore rispetto ai mesi centrali dell&#8217;estate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ischia, l&#8217;isola del benessere</h2>



<p>Con i suoi circa 46 chilometri quadrati, Ischia è la più grande delle isole del Golfo di Napoli ed è famosa per le acque termali, i giardini botanici e le spiagge.</p>



<p>Tra i simboli dell&#8217;isola spicca il Castello Aragonese, collegato alla terraferma da un ponte in muratura e visitabile durante tutto l&#8217;anno. Da non perdere anche i Giardini La Mortella, realizzati dal compositore William Walton e dalla moglie Susana, considerati tra i più importanti giardini botanici d&#8217;Europa.</p>



<p>Le spiagge più frequentate sono Citara, Maronti e San Montano, mentre chi ama la natura può esplorare il Monte Epomeo, la vetta più alta dell&#8217;isola, raggiungibile attraverso sentieri escursionistici.</p>



<p>Ischia è inoltre una delle principali destinazioni italiane per il turismo termale grazie alla presenza di sorgenti naturali e numerosi parchi dedicati al benessere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Procida, il fascino dell&#8217;autenticità</h2>



<p>Piccola per estensione ma ricca di storia, Procida ha conquistato una crescente notorietà internazionale dopo essere stata nominata Capitale italiana della Cultura nel 2022.</p>



<p>Il borgo di Terra Murata, il punto più alto dell&#8217;isola, custodisce l&#8217;antico Palazzo d&#8217;Avalos e offre una vista sul Golfo di Napoli. Marina Corricella, con le sue case color pastello affacciate sul mare, è uno dei luoghi più fotografati dell&#8217;isola e conserva ancora oggi l&#8217;atmosfera del tradizionale borgo di pescatori.</p>



<p>Tra le spiagge più apprezzate figurano Chiaia, raggiungibile attraverso una scalinata panoramica, e Chiaiolella, ideale per chi cerca servizi balneari e tramonti sul mare.</p>



<p>Procida si visita facilmente anche in una sola giornata, ma un soggiorno più lungo permette di scoprirne gli angoli meno conosciuti e di vivere con maggiore tranquillità il ritmo dell&#8217;isola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come raggiungere le isole</h2>



<p>Capri è collegata quotidianamente con il porto di Napoli e, durante la stagione turistica, anche con altri scali della Campania. Ischia e Procida sono raggiungibili sia da Napoli sia da Pozzuoli attraverso collegamenti marittimi effettuati da traghetti e aliscafi, con corse più frequenti nei mesi estivi.</p>



<p>Per chi viaggia in alta stagione è consigliabile prenotare i biglietti in anticipo e verificare eventuali limitazioni allo sbarco dei veicoli privati, previste in determinati periodi dell&#8217;anno.</p>
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		<item>
		<title>Le spiagge più belle della Campania: dalle bandiere blu alle calette nascoste</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-spiagge-piu-belle-della-campania-dalle-bandiere-blu-alle-calette-nascoste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 14:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[turismo campania]]></category>
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					<description><![CDATA[La Campania offre oltre 500 chilometri di costa, un patrimonio naturale che alterna lunghe spiagge sabbiose, scogliere a picco sul mare, baie raggiungibili solo via mare e alcune delle località [...]]]></description>
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<p>La Campania offre oltre 500 chilometri di costa, un patrimonio naturale che alterna lunghe spiagge sabbiose, scogliere a picco sul mare, baie raggiungibili solo via mare e alcune delle località balneari più celebri d&#8217;Italia. Dalla Costiera Amalfitana al Cilento, passando per le isole del Golfo di Napoli e il litorale domizio, ogni tratto di costa presenta caratteristiche diverse, adatte sia a chi cerca servizi e stabilimenti sia a chi preferisce luoghi più selvaggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Costiera Amalfitana: tra spiagge iconiche e baie appartate</h2>



<p>La Costiera Amalfitana è famosa per i suoi panorami spettacolari e per le spiagge incastonate tra le rocce. Marina Grande di Positano è una delle più conosciute, con il borgo colorato che fa da sfondo al litorale. A pochi minuti di navigazione si trova la spiaggia di Arienzo, raggiungibile anche attraverso una lunga scalinata.</p>



<p>Ad Amalfi, la spiaggia cittadina rappresenta un punto di partenza ideale per visitare il centro storico, mentre chi desidera maggiore tranquillità può scegliere la spiaggia di Duoglio, accessibile tramite una scalinata o via mare.</p>



<p>Tra le località più suggestive figura anche la spiaggia di Atrani, uno dei borghi più piccoli d&#8217;Italia, dove il mare incontra un centro storico rimasto autentico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cilento: natura incontaminata e mare cristallino</h2>



<p>Il Cilento ospita alcune delle spiagge più premiate della regione per qualità delle acque e tutela ambientale. Palinuro è celebre per le sue grotte marine e per la spiaggia dell&#8217;Arco Naturale, mentre Marina di Camerota offre baie come Cala Bianca, spesso segnalata tra le più belle d&#8217;Italia per la trasparenza delle acque e il contesto naturalistico.</p>



<p>Acciaroli e Pioppi rappresentano invece due destinazioni apprezzate da chi cerca relax e servizi, con spiagge di ciottoli e mare limpido.</p>



<p>L&#8217;intero tratto costiero del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni conserva numerosi angoli ancora poco urbanizzati, ideali per escursioni in barca e snorkeling.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le isole del Golfo: Ischia e Procida</h2>



<p>Ischia abbina il mare alle sorgenti termali. Tra le spiagge più frequentate figurano Citara, sede dei celebri parchi termali, e Maronti, una delle più estese dell&#8217;isola. Più raccolta è San Montano, nella baia di Lacco Ameno, particolarmente apprezzata dalle famiglie.</p>



<p>Procida, Capitale italiana della Cultura nel 2022, conserva un fascino autentico. La spiaggia della Chiaiolella è ideale per chi desidera servizi e tramonti spettacolari, mentre la Chiaia, raggiungibile attraverso una lunga scalinata, offre un ambiente più tranquillo e panoramico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Golfo di Napoli e la Penisola Sorrentina</h2>



<p>La Penisola Sorrentina alterna stabilimenti balneari e piccole insenature. Marina di Puolo, tra Massa Lubrense e Sorrento, rappresenta una delle spiagge più amate per la facilità di accesso e la vista su Capri.</p>



<p>Nell&#8217;Area Marina Protetta di Punta Campanella si trovano invece baie raggiungibili soprattutto via mare o attraverso sentieri panoramici, particolarmente apprezzate dagli appassionati di immersioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il litorale domizio</h2>



<p>Nel Casertano il litorale domizio offre ampie spiagge sabbiose che si estendono per diversi chilometri. Baia Domizia rappresenta una delle località storiche della costa campana, con stabilimenti, pinete e numerose strutture ricettive. Negli ultimi anni diversi comuni hanno investito nel miglioramento dei servizi turistici e nella valorizzazione delle aree costiere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Bandiere Blu</h2>



<p>Ogni anno numerosi comuni campani ottengono il riconoscimento Bandiera Blu, assegnato dalla Foundation for Environmental Education (FEE) sulla base di criteri che riguardano qualità delle acque di balneazione, gestione ambientale, servizi, sicurezza e accessibilità. Il numero dei comuni premiati può variare di anno in anno, ma il Cilento rappresenta stabilmente una delle aree italiane con la maggiore concentrazione di località insignite del riconoscimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando visitare le spiagge campane</h2>



<p>I mesi di giugno e settembre rappresentano spesso il periodo migliore per godere del mare campano: le temperature sono generalmente favorevoli e l&#8217;affluenza turistica è inferiore rispetto all&#8217;alta stagione. Luglio e agosto restano i mesi più frequentati, soprattutto nelle località della Costiera Amalfitana e delle isole.</p>



<p>Per raggiungere le spiagge più isolate del Cilento o della Costiera Amalfitana è consigliabile partire nelle prime ore della mattina oppure utilizzare i collegamenti via mare, disponibili durante la stagione estiva, che consentono di evitare il traffico stradale e di scoprire baie accessibili solo in barca.</p>



<p>Dalle spiagge mondane di Positano alle cale incontaminate del Cilento, passando per Ischia, Procida e il litorale domizio, la Campania offre un&#8217;ampia varietà di paesaggi e di esperienze balneari, confermandosi una delle principali destinazioni turistiche del Mediterraneo.</p>
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		<item>
		<title>Musei da visitare in Campania con i bambini tra laboratori, gioco e archeologia esperienziale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/musei-da-visitare-in-campania-con-i-bambini-tra-laboratori-gioco-e-archeologia-esperienziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[musei per bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[I musei non sono più soltanto luoghi della conservazione, ma sempre più spesso spazi pensati per le famiglie e per i bambini. In Italia cresce l’offerta di percorsi didattici, laboratori [...]]]></description>
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<p>I musei non sono più soltanto luoghi della conservazione, ma sempre più spesso spazi pensati per le famiglie e per i bambini. In Italia cresce l’offerta di percorsi didattici, laboratori interattivi e attività esperienziali che trasformano la visita in un gioco educativo, favorendo un turismo culturale sempre più “family-friendly”.</p>



<p>Tra le strutture più attive in questo senso spiccano i musei scientifici, quelli archeologici con percorsi dedicati e i grandi complessi museali che hanno sviluppato sezioni pensate per il pubblico più giovane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Città della Scienza (Napoli): il primo science centre italiano</h2>



<p>A Napoli, la Città della Scienza rappresenta uno dei principali esempi di museo interattivo per famiglie in Italia. È considerato il primo science centre nazionale e propone un percorso basato sull’esperienza diretta, con exhibit, laboratori e installazioni dedicate alla scienza, alla tecnologia e alla natura.</p>



<p>Tra le attività più apprezzate dai bambini ci sono gli spazi interattivi e i laboratori tematici, che permettono di sperimentare concetti scientifici attraverso il gioco. Il museo ospita anche mostre temporanee e iniziative didattiche rivolte alle scuole e alle famiglie, confermandosi una delle mete più frequentate del turismo educativo in Campania. (aroundfamily.it)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Museo Archeologico Nazionale di Napoli: la storia diventa gioco</h2>



<p>Sempre nel capoluogo campano, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli propone da anni attività dedicate ai più piccoli, con percorsi guidati e laboratori didattici che avvicinano i bambini al mondo dell’archeologia.</p>



<p>Tra le iniziative più note figurano le attività educative e i percorsi “giocati” tra mosaici, reperti e collezioni antiche, pensati per trasformare la visita in un’esperienza narrativa. Il museo, uno dei più importanti d’Europa nel suo genere, offre così un approccio accessibile alla storia antica, anche per il pubblico familiare. (FamilyGO)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Museo e Real Bosco di Capodimonte: arte e natura insieme</h2>



<p>Il Museo e Real Bosco di Capodimonte rappresenta un caso particolare: un grande complesso museale immerso in un parco storico. L’unione tra collezioni artistiche e spazi verdi lo rende una delle destinazioni più adatte alle famiglie.</p>



<p>Il Real Bosco consente infatti pause all’aria aperta, passeggiate e attività all’esterno, mentre il museo propone percorsi tematici e visite guidate che aiutano i più piccoli a orientarsi tra le opere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa: il fascino dei treni</h2>



<p>Tra le mete più apprezzate dalle famiglie figura anche il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, alle porte di Napoli, dove locomotive storiche e vagoni d’epoca diventano un’esperienza immersiva.</p>



<p>Il museo offre un percorso particolarmente adatto ai bambini grazie alla possibilità di osservare da vicino treni storici e ricostruzioni che raccontano l’evoluzione della ferrovia italiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Museo Archeologico Nazionale di Paestum: archeologia a misura di bambino</h2>



<p>Nel Salernitano, il Museo Archeologico Nazionale di Paestum rappresenta uno dei principali musei di sito in Italia. Le sezioni espositive raccontano la storia dell’antica città greca e romana, mentre il servizio educativo propone laboratori didattici dedicati a bambini e scuole, con attività legate all’archeologia e alla scoperta del patrimonio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parco archeologico di Ercolano: visite interattive tra le rovine</h2>



<p>Il Parco archeologico di Ercolano sviluppa da anni programmi educativi per famiglie e studenti, con visite guidate e laboratori che permettono di comprendere la vita quotidiana dell’antica città romana attraverso approcci narrativi e partecipativi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parco archeologico di Pompei: l’archeologia per le nuove generazioni</h2>



<p>Anche il sito di Pompei propone un ampio programma didattico con laboratori, visite tematiche e attività per bambini, pensati per rendere accessibile uno dei siti archeologici più visitati al mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Musei e rete educativa in Campania</h2>



<p>Accanto ai grandi poli museali, numerosi altri istituti campani sviluppano attività per famiglie e bambini, tra cui musei civici, siti archeologici e realtà territoriali.  Tra questi figurano anche la Certosa di San Martino, il Museo di San Martino, il sistema dei Campi Flegrei e diversi piccoli musei, che propongono laboratori, percorsi sensoriali e attività didattiche per avvicinare i più piccoli al patrimonio culturale.</p>
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		<title>Strada della Mozzarella di Bufala: un viaggio tra sapori, storia e paesaggi della Campania</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/strada-dellamozzarella-di-bufala-un-viaggio-tra-sapori-storia-e-paesaggi-della-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è soltanto un itinerario gastronomico, ma un percorso che racconta una delle eccellenze più rappresentative del Made in Italy. La cosiddetta Strada della Mozzarella di Bufala attraversa il cuore [...]]]></description>
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<p>Non è soltanto un itinerario gastronomico, ma un percorso che racconta una delle eccellenze più rappresentative del Made in Italy. La cosiddetta Strada della Mozzarella di Bufala attraversa il cuore della Piana del Sele, tra Salerno, Battipaglia, Eboli, Capaccio Paestum e il Cilento, dove la tradizione casearia si intreccia con paesaggi rurali, siti archeologici e borghi ricchi di storia. </p>



<p>La mozzarella di bufala campana ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP) nel 1996, un riconoscimento europeo che tutela un prodotto legato al territorio e a un rigoroso disciplinare di produzione. Oggi il comparto rappresenta uno dei simboli dell’agroalimentare campano, con un ruolo importante anche nell’export internazionale. </p>



<p>L’itinerario più conosciuto si sviluppa lungo la Strada Statale 18, da Battipaglia fino a Paestum, attraversando una delle aree a più alta concentrazione di allevamenti bufalini e caseifici. Qui è possibile assistere alla lavorazione artigianale del latte, osservare la tradizionale “mozzatura” eseguita a mano dai maestri casari e degustare la mozzarella appena prodotta, insieme a ricotta, burrate, yogurt e altri derivati del latte di bufala. </p>



<p>Ma la Strada della Mozzarella è anche un viaggio nel patrimonio culturale della Campania. A pochi chilometri dai caseifici sorgono il Parco Archeologico di Paestum, con i suoi templi dorici tra i meglio conservati al mondo, il centro storico di Salerno e numerosi borghi del Cilento, inseriti nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, patrimonio mondiale UNESCO.</p>



<p>Il percorso offre inoltre l’opportunità di conoscere altre eccellenze enogastronomiche del territorio: dall’olio extravergine d’oliva ai vini del Cilento, fino ai fichi bianchi, ai carciofi di Paestum e alle produzioni ortofrutticole della Piana del Sele, rendendo l’esperienza un vero itinerario del gusto.</p>



<p>Più che una semplice strada, è un itinerario che unisce tradizione, cultura e paesaggio, raccontando una Campania fatta di eccellenze produttive e luoghi da vivere lentamente, dove ogni tappa diventa un’occasione per conoscere la storia di uno dei prodotti italiani più apprezzati nel mondo.</p>
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		<title>I 20 panorami più belli della Campania: dai belvedere della Costiera Amalfitana agli scorci mozzafiato del Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/i-20-panorami-piu-belli-della-campania-dai-belvedere-della-costiera-amalfitana-agli-scorci-mozzafiato-del-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 12:51:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
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		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[La Campania è una delle regioni italiane più ricche di paesaggi spettacolari. Dalle scogliere a picco sul mare della Costiera Amalfitana alle montagne del Cilento, passando per borghi arroccati, promontori, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Campania è una delle regioni italiane più ricche di paesaggi spettacolari. Dalle scogliere a picco sul mare della Costiera Amalfitana alle montagne del Cilento, passando per borghi arroccati, promontori, laghi e terrazze naturali, ogni angolo regala viste indimenticabili.</p>



<p>Se ami la fotografia, il trekking o semplicemente desideri fermarti ad ammirare un panorama unico, ecco 20 luoghi che meritano una visita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. Belvedere di Tragara – Capri</h2>



<p>Uno dei punti panoramici più famosi della Campania. Da qui si ammirano i Faraglioni e il mare cristallino che ha reso Capri celebre in tutto il mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2. Villa Cimbrone – Ravello</h2>



<p>La celebre Terrazza dell’Infinito offre una vista impareggiabile sulla Costiera Amalfitana ed è considerata uno dei panorami più belli d’Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">3. Sentiero degli Dei – Agerola</h2>



<p>Un itinerario sospeso tra cielo e mare, con scorci continui sulla Costiera Amalfitana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">4. Monte Solaro – Anacapri</h2>



<p>Il punto più alto dell’isola di Capri permette di osservare il Golfo di Napoli, Ischia, Procida e la Penisola Sorrentina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">5. Belvedere di Positano</h2>



<p>Uno dei panorami più fotografati d’Italia, soprattutto al tramonto quando il borgo si illumina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">6. Punta Campanella – Massa Lubrense</h2>



<p>Il promontorio che separa il Golfo di Napoli da quello di Salerno regala una vista unica sulle due coste.</p>



<h2 class="wp-block-heading">7. Monte Faito</h2>



<p>Nelle giornate limpide lo sguardo spazia dal Vesuvio fino all’intero Golfo di Napoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">8. Belvedere di Castellabate </h2>



<p>Il centro storico di Castellabate domina la costa cilentana offrendo uno spettacolo che abbraccia decine di chilometri di mare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">9. Punta Licosa </h2>



<p>Una delle zone più incontaminate del Parco Nazionale del Cilento, tra pinete, mare trasparente e tramonti indimenticabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">10. Capo Palinuro </h2>



<p>Le scogliere a picco sul mare e il celebre promontorio rappresentano uno degli scorci più iconici del sud Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">11. Porto Infreschi – Camerota </h2>



<p>Raggiungibile via mare o con un suggestivo trekking, è uno dei luoghi più spettacolari della costa cilentana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">12. Scario e il Golfo di Policastro </h2>



<p>Dal lungomare e dai punti panoramici del borgo si osserva uno dei golfi più affascinanti della Campania.</p>



<h2 class="wp-block-heading">13. Oasi WWF Grotte del Bussento – Morigerati </h2>



<p>Un luogo dove la natura domina incontrastata: sentieri, sorgenti e il fiume Bussento creano un paesaggio unico nel suo genere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">14. Roscigno Vecchia </h2>



<p>Il borgo abbandonato regala un panorama suggestivo sulle colline del Parco Nazionale del Cilento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">15. Certosa di Padula</h2>



<p>Dal complesso monumentale e dalle colline circostanti si gode una splendida vista sul Vallo di Diano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">16. Monte Cervati </h2>



<p>Con i suoi oltre 1.800 metri è la vetta più alta della Campania e offre panorami spettacolari tra montagne e mare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">17. Vesuvio</h2>



<p>Dalla sommità del vulcano si ammira tutto il Golfo di Napoli, un panorama che non ha bisogno di presentazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">18. Belvedere di Sant’Angelo d’Ischia</h2>



<p>Un piccolo borgo affacciato sul mare con scorci tra i più romantici dell’isola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">19. Belvedere di Procida</h2>



<p>Le case colorate della Corricella regalano uno dei paesaggi più caratteristici del Mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">20. Lago Laceno</h2>



<p>Tra montagne, boschi e altopiani, rappresenta uno dei panorami più belli dell’entroterra campano in ogni stagione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consigli per visitare questi luoghi</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Preferisci la primavera e l’inizio dell’autunno per godere di panorami limpidi e meno affollati.</li>



<li>Porta sempre una macchina fotografica o uno smartphone con buona autonomia: ogni tappa merita uno scatto.</li>



<li>Se ami il trekking, scegli scarpe comode perché molti dei punti panoramici più belli si raggiungono a piedi.</li>



<li>Il tramonto è il momento migliore per ammirare la maggior parte di questi luoghi.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Dai vicoli di Cetara a Scario e Pioppi: i piccoli borghi marinari da scoprire tra Costiera Amalfitana e Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dai-vicoli-di-cetara-a-scario-e-pioppi-i-piccoli-borghi-marinari-da-scoprire-tra-costiera-amalfitana-e-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:09:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Pisciotta]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Piro]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla Costiera Amalfitana fino al Cilento, i piccoli borghi marinari conservano ancora oggi il fascino dei porti di pescatori, delle reti stese al sole e delle piazze affacciate sul Mediterraneo. [...]]]></description>
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<p>Dalla Costiera Amalfitana fino al Cilento, i piccoli borghi marinari conservano ancora oggi il fascino dei porti di pescatori, delle reti stese al sole e delle piazze affacciate sul Mediterraneo. Accanto alle mete più conosciute, esiste un itinerario fatto di luoghi autentici, capaci di offrire un&#8217;esperienza diversa rispetto al turismo di massa.</p>



<p>Il viaggio può iniziare da <strong>Cetara</strong>, uno dei borghi più caratteristici della Costiera Amalfitana. Antico villaggio di pescatori, è celebre per la pesca del tonno e delle alici e per la tradizionale <strong>colatura di alici</strong>, prodotto simbolo della gastronomia locale. Il porto, la torre vicereale e il dedalo di vicoli raccontano una comunità che continua a vivere in stretto rapporto con il mare.</p>



<p>Poco più a ovest si incontra <strong>Conca dei Marini</strong>, piccolo centro arroccato sulla costa, noto per la Grotta dello Smeraldo e per le sue case bianche che sembrano scendere verso il mare. Qui il paesaggio conserva ancora un equilibrio tra natura e presenza umana, caratteristica che ha contribuito a rendere la Costiera Amalfitana patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO.</p>



<p>Proseguendo verso sud, il paesaggio cambia gradualmente fino a raggiungere il <strong>Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni</strong>, dove la costa alterna promontori, calette e lunghi tratti di macchia mediterranea. È qui che si trovano alcuni dei borghi marinari più autentici della Campania.</p>



<p>Tra questi spicca <strong>Acciaroli</strong>, frazione marina di Pollica, conosciuta per il porto turistico, il mare premiato negli anni con riconoscimenti ambientali e il forte legame con la Dieta Mediterranea, studiata proprio in questo territorio dal fisiologo Ancel Keys. Il borgo conserva un&#8217;atmosfera tranquilla anche durante la stagione estiva, tra ristoranti di pesce, vicoli e lungomare.</p>



<p>A pochi chilometri si trova <strong>Pioppi</strong>, altro piccolo centro costiero che rappresenta una delle capitali della Dieta Mediterranea. Qui ha sede il Museo Vivente della Dieta Mediterranea e il borgo mantiene una dimensione raccolta, ideale per chi cerca un turismo lento.</p>



<p>Più a sud, <strong>Pisciotta</strong> domina il mare dall&#8217;alto con il suo centro storico medievale, mentre la marina conserva l&#8217;antica tradizione della pesca delle <strong>alici di menaica</strong>, presidio Slow Food. Le case in pietra, gli ulivi secolari e il piccolo porto raccontano un Cilento ancora profondamente legato alle proprie radici.</p>



<p>Nel Golfo di Policastro, <strong>Scario</strong> rappresenta una delle mete più suggestive per chi ama la natura. Il piccolo porto è il punto di partenza per escursioni in barca verso baie raggiungibili solo via mare e lungo il tratto costiero che conduce alla Costa della Masseta e agli Infreschi, tra le aree più incontaminate del litorale campano.</p>



<p>Poco distante, <strong>Marina di Camerota</strong> conserva l&#8217;identità di borgo marinaro pur essendo una delle località turistiche più frequentate del Cilento. Le sue grotte marine, le spiagge e le escursioni lungo la costa ne fanno una delle principali porte di accesso al patrimonio naturalistico del territorio.</p>



<p>Infine <strong>Palinuro</strong>, celebre per il promontorio e le grotte marine, continua a rappresentare uno dei simboli della costa cilentana, con un porto turistico che conserva il legame con la tradizione marinara e con un mare tra i più apprezzati del Mezzogiorno.</p>
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		<item>
		<title>Strade panoramiche del Sud: gli itinerari da percorrere almeno una volta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/strade-panoramiche-del-sud-gli-itinerari-da-percorrere-almeno-una-volta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 13:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggiare al Sud non significa soltanto raggiungere una spiaggia. Dalla costa campana alle montagne dell&#8217;entroterra, sono numerosi gli itinerari panoramici stradali capaci di unire natura, storia e tradizioni. Tra le [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Viaggiare al Sud non significa soltanto raggiungere una spiaggia. Dalla costa campana alle montagne dell&#8217;entroterra, sono numerosi gli itinerari panoramici stradali capaci di unire natura, storia e tradizioni.</p>



<p>Tra le strade più suggestive c&#8217;è la Costiera Amalfitana, uno dei percorsi più celebri d&#8217;Italia. La strada statale 163 attraversa località come Positano, Amalfi e Ravello, offrendo viste spettacolari sul mare e sui caratteristici borghi arroccati sulla roccia. Un itinerario da percorrere lentamente, alternando soste panoramiche, passeggiate e visite ai centri storici.</p>



<p>Nel Cilento, la costa offre un viaggio più selvaggio e immerso nella natura. Il percorso tra<strong> Agropoli, Castellabate, Palinuro e Marina di Camerota </strong>permette di attraversare paesaggi marini, aree protette e piccoli borghi, con il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni a fare da cornice. Qui il viaggio diventa anche un&#8217;occasione per scoprire sentieri, grotte marine e tradizioni locali.</p>



<p>Un altro itinerario di grande fascino è quello che attraversa <strong>il Golfo di Policastro, tra Campania e Basilicata</strong>, con panorami che spaziano dalle montagne al mare. Un territorio dove piccoli centri costieri e paesi dell&#8217;entroterra conservano ancora un forte legame con la cultura locale.</p>



<p>Non solo costa. Il Sud offre anche strade interne capaci di raccontare un&#8217;altra Italia: in Irpinia e nel Sannio, tra colline, vigneti e borghi storici, il turismo si muove alla ricerca di esperienze più lente. Percorsi meno affollati che permettono di incontrare produzioni tipiche, castelli, aree naturali e comunità locali.</p>



<p>In Calabria, la strada che attraversa la Costa degli Dei regala uno dei panorami più suggestivi del Tirreno meridionale, con località come Tropea e Capo Vaticano affacciate su un mare particolarmente apprezzato dai viaggiatori. Per chi sceglie il Sud, dunque, la destinazione non è più soltanto il punto di arrivo: anche la strada diventa un&#8217;esperienza da vivere.</p>
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		<title>L&#8217;estate alle terme: perché scegliere Contursi per una vacanza di relax e benessere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lestate-alle-terme-perche-scegliere-contursi-per-una-vacanza-di-relax-e-benessere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 10:58:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contursi Terme]]></category>
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					<description><![CDATA[Le terme non sono soltanto una meta invernale. Sempre più italiani scelgono infatti i centri termali durante la stagione estiva, attratti dalla possibilità di coniugare benessere, relax e contatto con [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le terme non sono soltanto una meta invernale. Sempre più italiani scelgono infatti i centri termali durante la stagione estiva, attratti dalla possibilità di coniugare benessere, relax e contatto con la natura. Tra le destinazioni più apprezzate del Sud Italia c&#8217;è <strong>Contursi Terme</strong>, in provincia di Salerno, nota per le sue numerose sorgenti minerali e per l&#8217;offerta di strutture immerse nel verde della Valle del Sele.</p>



<p>Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, frequentare le terme nei mesi più caldi può portare benefici significativi all&#8217;organismo. Le temperature delle piscine termali vengono regolate in modo da garantire comfort anche in estate, mentre l&#8217;alternanza tra acqua calda e zone più fresche favorisce la riattivazione della circolazione sanguigna. Un effetto particolarmente apprezzato da chi soffre di pesantezza e gonfiore agli arti inferiori, disturbi che tendono ad accentuarsi con il caldo.</p>



<p>A Contursi Terme, le acque sulfuree, bicarbonato-alcaline e salso-bromoiodiche sgorgano naturalmente a temperature comprese tra circa 28 e 42 gradi e sono utilizzate da decenni per trattamenti dedicati al benessere e alla cura della persona. Il territorio ospita oltre venti sorgenti termali e rappresenta uno dei principali poli termali della Campania.</p>



<p>L&#8217;esperienza estiva va però oltre il semplice soggiorno in piscina. I parchi termali della zona si sviluppano all&#8217;interno di ampie aree verdi affacciate sul fiume Sele, offrendo percorsi benessere all&#8217;aperto, spazi relax e attività immerse nella natura. Le strutture del comprensorio combinano piscine termali, centri wellness, trattamenti estetici e percorsi spa, rispondendo alle esigenze di una clientela sempre più giovane e orientata a un concetto di benessere globale.</p>



<p>Un ulteriore punto di forza è la posizione strategica. In meno di un&#8217;ora d&#8217;auto è possibile raggiungere il litorale del Cilento o la Costiera Amalfitana, alternando giornate di mare a momenti dedicati al recupero psicofisico. Una formula che rende Contursi una meta ideale per chi desidera una vacanza capace di unire salute, turismo e scoperta del territorio.</p>



<p>Negli ultimi anni il turismo termale ha infatti cambiato volto. Non più soltanto cure e trattamenti tradizionali, ma esperienze che integrano natura, sport all&#8217;aria aperta, enogastronomia e percorsi sensoriali. In questo scenario, Contursi Terme conferma il proprio ruolo di &#8220;città della salute&#8221;, proponendosi come una delle destinazioni di riferimento per chi cerca una pausa rigenerante lontano dalle località più affollate.</p>



<p>Tra acque benefiche, paesaggi della Valle del Sele e la vicinanza alle principali attrazioni della Campania, l&#8217;estate alle terme si conferma una scelta sempre più apprezzata per ritrovare equilibrio e benessere senza rinunciare al piacere della vacanza.</p>
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		<title>Procida, la bellezza lenta dell&#8217;isola postina</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/procida-la-bellezza-lenta-dellisola-postina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 12:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
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<p>Se c’è un’isola che nel Golfo di Napoli ha saputo resistere alle lusinghe del turismo di massa, conservando un&#8217;identità granitica e quasi ancestrale, quella è Procida. A pochi anni dal suo storico exploit come Capitale Italiana della Cultura, la più piccola delle isole partenopee non è più un segreto per pochi iniziati, ma non ha perso un grammo della sua anima.</p>



<p>L&#8217;isola si presenta oggi come un laboratorio a cielo aperto di turismo sostenibile, dove la vita dei pescatori e il passaggio dei viaggiatori dialogano senza scontrarsi. Viaggiare a Procida significa muoversi a passo lento, tra profumo di limoni, salite ripide e una tavolozza di colori che toglie il fiato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Corricella: l&#8217;icona e il set a cielo aperto</h2>



<p>Il biglietto da visita dell’isola è senza dubbio la <strong>Marina Corricella</strong>, il borgo marinaro risalente al XVII secolo, celebre in tutto il mondo per le sue case dagli accesi toni pastello (rosa, giallo, azzurro, verde). L&#8217;architettura è un unicum: una cascata di edifici addossati gli uni agli altri, caratterizzati dai <em>vefì</em>, i tipici balconi coperti da archi di derivazione araba.</p>



<p>Questo anfiteatro sul mare, rigorosamente pedonale, è entrato nella storia del cinema per aver ospitato le riprese de <em>Il Postino</em> con Massimo Troisi. Qui il tempo si è fermato: le reti dei pescatori si asciugano al sole sui moli, mentre i visitatori si godono un aperitivo o un pranzo a base di pesce freschissimo a pochi metri dalle barche ormeggiate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Storia e mistero: la cittadella di Terra Murata</h2>



<p>Per comprendere il passato di Procida bisogna salire fino al suo punto più alto, <strong>Terra Murata</strong> (quasi 90 metri sul livello del mare). Questa fortezza medievale, difesa da mura cinquecentesche, era il rifugio sicuro degli isolani contro le incursioni dei pirati saraceni.</p>



<p>Il cuore del borgo è dominato dal maestoso <strong>Palazzo D’Avalos</strong>, un complesso imponente che nel corso dei secoli è stato prima residenza signorile e poi, dal 1830 al 1988, uno dei penitenziari più duri d&#8217;Europa. Oggi l&#8217;ex carcere è visitabile su prenotazione ed offre un viaggio profondo e a tratti spettrale nella memoria sociale dell&#8217;isola. Poco distante, l’<strong>Abbazia di San Michele Arcangelo</strong> custodisce un ricco patrimonio sotterraneo, tra cui un&#8217;antica biblioteca e catacombe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geometrie e spiagge: la natura vulcanica</h2>



<p>Procida è un’isola di origine vulcanica (nata dai crateri dei Campi Flegrei) e la sua morfologia si riflette nei litorali e nella sabbia scura e ferrosa.</p>



<p><strong>Spiaggia del Postino (Pozzo Vecchio):</strong> Situata sul versante occidentale, racchiusa in una baia a forma di ferro di cavallo, è l&#8217;ideale per chi cerca tramonti indimenticabili.</p>



<p><strong>Chiaiolella e Ciraccio:</strong> Le spiagge più lunghe dell&#8217;isola, separate da due imponenti faraglioni di tufo originati dal crollo della vecchia falesia.</p>



<p><strong>Spiaggia della Chiaia:</strong> Una lunga striscia di sabbia selvaggia raggiungibile solo via mare o scendendo una scalinata di oltre 180 gradini, posizionata proprio di fronte all&#8217;isola d&#8217;Ischia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vivacità e sapori: Marina Grande e la cucina procidana</h2>



<p>Chi sbarca dai traghetti o dagli aliscafi viene accolto da <strong>Marina Grande</strong>, il porto principale e centro nevralgico del commercio isolano. Qui la banchina è un susseguirsi di botteghe artigiane, bar e ristoranti storici.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>La specialità da non perdere:</strong> La cucina locale è una celebrazione della terra e del mare. Il re incontrastato della tavola è il <strong>limone pane di Procida</strong>, un agrume gigante dal profumo intenso e dall&#8217;albedo (la parte bianca sotto la buccia) così dolce e spugnoso da essere mangiato in insalata con olio, sale, menta e peperoncino.</p>
</blockquote>



<p>Sulla scia della tradizione dolciaria, è d’obbligo una sosta per assaggiare la <strong>Lingua di Procida</strong>, un fagotto di pasta sfoglia fragrante ripieno di crema pasticcera (tradizionale o aromatizzata al limone), perfetto da gustare caldo appena sfornato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Oasi naturalistica: l&#8217;isolotto di Vivara</h2>



<p>Collegato alla Chiaiolella tramite un sottile ponte tibetano, sorge l&#8217;isolotto di <strong>Vivara</strong>, un cratere vulcanico sommerso e oggi Riserva Naturale Statale. Incolta e selvaggia, l&#8217;isola di Vivara è un paradiso per il <em>birdwatching</em> e per gli amanti della botanica, ospitando specie rare della macchia mediterranea e importanti scavi archeologici di epoca micenea. L&#8217;accesso è contingentato e protetto, a testimonianza della forte vocazione alla tutela ambientale che l&#8217;isola ha deciso di darsi per il proprio futuro.</p>
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		<item>
		<title>Le 10 spiagge più belle della Campania: un viaggio tra Costiera Amalfitana, Cilento e isole da sogno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-10-spiagge-piu-belle-della-campania-un-viaggio-tra-costiera-amalfitana-cilento-e-isole-da-sogno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 14:47:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle baie nascoste della Penisola Sorrentina alle spiagge incontaminate del Cilento, passando per Capri, Ischia e Procida: la Campania custodisce alcuni dei litorali più affascinanti d&#8217;Italia. Ecco la nostra Top [...]]]></description>
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<p><strong><em>Dalle baie nascoste della Penisola Sorrentina alle spiagge incontaminate del Cilento, passando per Capri, Ischia e Procida: la Campania custodisce alcuni dei litorali più affascinanti d&#8217;Italia. Ecco la nostra Top 10 delle spiagge da non perdere nell&#8217;estate 2026.</em></strong></p>



<p>La Campania è una delle regioni italiane più amate dagli appassionati di mare. Oltre 500 chilometri di costa racchiudono paesaggi spettacolari, calette selvagge, spiagge dorate e acque cristalline che ogni anno attirano milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. Tra Costiera Amalfitana, Cilento e arcipelaghi del Golfo di Napoli, scegliere le spiagge più belle non è semplice. Ecco una selezione delle dieci località balneari che rappresentano il meglio del patrimonio costiero campano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cala Bianca – Marina di Camerota</h2>



<p>Considerata da molti una delle spiagge più belle d&#8217;Italia, Cala Bianca è un piccolo paradiso del Cilento caratterizzato da ciottoli bianchi e mare turchese. Raggiungibile via mare o attraverso sentieri naturalistici, offre uno scenario incontaminato e una natura spettacolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Baia di Ieranto – Massa Lubrense</h2>



<p>Nel cuore dell&#8217;Area Marina Protetta di Punta Campanella, la Baia di Ieranto è uno dei luoghi più suggestivi della Campania. Accessibile solo a piedi o in kayak, regala panorami straordinari sui Faraglioni di Capri e acque trasparenti ideali per lo snorkeling.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spiaggia del Buon Dormire – Palinuro</h2>



<p>Nascosta tra alte falesie e raggiungibile principalmente via mare, questa spiaggia è famosa per la sabbia dorata e il mare dai colori caraibici. È una delle immagini simbolo del Cilento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Marina Piccola – Capri</h2>



<p>Ai piedi dei celebri Faraglioni, Marina Piccola offre uno degli scorci più iconici del Mediterraneo. Le sue acque calme e limpide, protette dai venti, la rendono una meta molto apprezzata durante tutta la stagione estiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fiordo di Furore – Costiera Amalfitana</h2>



<p>Più che una spiaggia, è un&#8217;opera d&#8217;arte naturale. Incastonata tra pareti rocciose a picco sul mare, questa piccola insenatura è uno dei luoghi più fotografati della Costiera Amalfitana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cala degli Infreschi – Marina di Camerota</h2>



<p>Area marina protetta e simbolo della costa cilentana, Cala degli Infreschi è celebre per le sue sorgenti d&#8217;acqua dolce che sfociano nel mare e per i fondali ricchi di biodiversità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spiaggia dei Maronti – Ischia</h2>



<p>Con i suoi quasi tre chilometri di estensione, è la spiaggia più famosa dell&#8217;isola d&#8217;Ischia. Sabbia dorata, sorgenti termali naturali e panorami mozzafiato la rendono una delle mete balneari più apprezzate della regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Baia di Trentova – Agropoli</h2>



<p>Situata alle porte del Parco Nazionale del Cilento, è caratterizzata da una splendida mezzaluna di sabbia e da un mare limpido che ha contribuito a farne una delle spiagge più amate della provincia di Salerno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spiaggia del Fornillo – Positano</h2>



<p>Meno affollata della celebre Spiaggia Grande, Fornillo conserva un&#8217;atmosfera più autentica e rilassata. Circondata da scogliere e vegetazione mediterranea, è una delle perle nascoste della Costiera Amalfitana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spiaggia del Postino – Procida</h2>



<p>Resa celebre dal film &#8220;Il Postino&#8221;, questa piccola spiaggia dell&#8217;isola di Procida affascina per il suo contesto pittoresco, i colori del borgo e l&#8217;atmosfera autenticamente mediterranea.</p>



<p>Dalle scogliere della Costiera Amalfitana alle baie selvagge del Cilento, fino alle spiagge vulcaniche delle isole del Golfo di Napoli, la Campania offre una straordinaria varietà di paesaggi costieri. Molte di queste località si trovano all&#8217;interno di aree protette o parchi naturali, contribuendo a preservare un patrimonio ambientale di valore internazionale. Per chi cerca mare cristallino, natura incontaminata e scenari da cartolina, la Campania si conferma una delle destinazioni balneari più affascinanti d&#8217;Europa.</p>
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		<item>
		<title>Camerota e Palinuro, viaggio tra le spiagge più belle: cale segrete e mare cristallino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/camerota-e-palinuro-viaggio-tra-le-spiagge-piu-belle-cale-segrete-e-mare-cristallino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra le coste più affascinanti del Sud il tratto di litorale che unisce Marina di Camerota e Palinuro rappresenta uno dei paesaggi marini più suggestivi del Parco Nazionale del Cilento, [...]]]></description>
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<p>Tra le coste più affascinanti del Sud il tratto di litorale che unisce Marina di Camerota e Palinuro rappresenta uno dei paesaggi marini più suggestivi del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Qui il Tirreno disegna una sequenza di baie, falesie, grotte e spiagge che negli anni hanno trasformato il promontorio cilentano in una delle destinazioni balneari più apprezzate d&#8217;Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cala Bianca, la perla nascosta di Camerota</h2>



<p>Tra le spiagge simbolo del Cilento spicca Cala Bianca, una piccola insenatura incastonata lungo la Costa degli Infreschi. Raggiungibile via mare o attraverso sentieri panoramici immersi nella macchia mediterranea, deve il proprio nome ai caratteristici ciottoli chiari che ricoprono l&#8217;arenile. Le sue acque trasparenti e l&#8217;ambiente quasi incontaminato le hanno valso nel tempo un posto d&#8217;onore tra le spiagge più celebri del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cala degli Infreschi, il santuario del mare cilentano</h2>



<p>Poco più a sud si apre Cala degli Infreschi, una delle baie più spettacolari dell&#8217;intera costa campana. Inserita in un contesto naturalistico di straordinario valore, è caratterizzata da sorgenti d&#8217;acqua dolce che affiorano vicino alla riva e da fondali ideali per snorkeling e immersioni.</p>



<p>La cala rappresenta uno dei punti più suggestivi della Costa degli Infreschi e della Masseta, area protetta che conserva uno dei tratti più integri del Mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le spiagge familiari di Marina di Camerota</h2>



<p>Per chi cerca comfort e servizi, Marina di Camerota offre ampie spiagge sabbiose come Calanca, Marina delle Barche e Lentiscelle. Le prime sono particolarmente apprezzate dalle famiglie grazie ai fondali bassi e alle acque generalmente calme, mentre Lentiscelle è frequentata da chi ama nuotare e praticare attività acquatiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Baia del Buondormire, il paradiso di Palinuro</h2>



<p>Se esiste un&#8217;immagine capace di sintetizzare la bellezza di Palinuro, è quella della Baia del Buondormire. Protetta da alte pareti rocciose e raggiungibile esclusivamente via mare, questa piccola spiaggia è celebre per il colore smeraldo dell&#8217;acqua e per la presenza dello Scoglio del Coniglio, una formazione rocciosa che emerge davanti all&#8217;arenile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Arco Naturale, il simbolo della costa</h2>



<p>Tra i monumenti naturali più noti del Sud Italia figura l&#8217;Arco Naturale di Palinuro, imponente formazione rocciosa modellata dal mare e dal tempo. Situato alla foce del fiume Mingardo, rappresenta uno dei luoghi più iconici della costa cilentana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Saline, la grande spiaggia dorata</h2>



<p>Diversa per dimensioni e atmosfera è la Spiaggia delle Saline, lunga distesa sabbiosa che accoglie il visitatore all&#8217;ingresso di Palinuro. I fondali bassi e la facilità di accesso la rendono una delle spiagge più frequentate dalle famiglie, senza rinunciare alla limpidezza delle acque che caratterizza tutto il promontorio.</p>



<p>Il fascino di Camerota e Palinuro non si esaurisce nella stagione balneare. Sentieri costieri, grotte marine, escursioni in barca e percorsi naturalistici permettono di scoprire un territorio che conserva ancora un equilibrio raro tra turismo e ambiente.</p>



<p>È proprio questa combinazione di mare cristallino, paesaggi incontaminati e biodiversità a rendere il Cilento meridionale una delle destinazioni più autentiche del Mediterraneo, capace di competere con località ben più celebrate senza perdere il proprio carattere.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Basso Cilento e Golfo di Policastro, l’estate tra spiagge da sogno e borghi affacciati sul mar</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/basso-cilento-e-golfo-di-policastro-lestate-tra-spiagge-da-sogno-e-borghi-affacciati-sul-mar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[estate nel cilento]]></category>
		<category><![CDATA[grotta azzurra]]></category>
		<category><![CDATA[marina di camerota]]></category>
		<category><![CDATA[palinuro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Basso Cilento e il Golfo di Policastro rientrano a pieno merito tra le aree costiere più attrattive del Mezzogiorno, grazie a un patrimonio ambientale di straordinario valore, a borghi [...]]]></description>
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<p>Il Basso Cilento e il Golfo di Policastro rientrano a pieno merito tra le aree costiere più attrattive del Mezzogiorno, grazie a un patrimonio ambientale di straordinario valore, a borghi marinari ricchi di storia e a un&#8217;offerta turistica sempre più orientata alla sostenibilità. Da Palinuro a Sapri, passando per Marina di Camerota, Scario e Policastro Bussentino, questo tratto di costa della Campania meridionale offre un mosaico di spiagge, baie incontaminate e centri storici affacciati sul mare che ogni anno richiamano migliaia di visitatori italiani e stranieri.</p>



<p>Il viaggio può iniziare da Palinuro, celebre per il promontorio che domina il mare e per le sue grotte marine, tra cui la suggestiva Grotta Azzurra. Qui le spiagge si alternano a scogliere e calette raggiungibili anche via mare, regalando panorami che richiamano le più rinomate località del Mediterraneo.</p>



<p>Poco più a sud, Marina di Camerota rappresenta una delle perle della costa cilentana. Le spiagge del Pozzallo, di Cala Bianca e degli Infreschi sono considerate tra le più belle d&#8217;Europa per la trasparenza delle acque e l&#8217;integrità dell&#8217;ambiente naturale. Un paradiso per gli amanti del mare, del trekking costiero e delle escursioni in barca.</p>



<p>Proseguendo lungo il litorale si raggiunge il Golfo di Policastro, dove il mare assume sfumature che vanno dal turchese allo smeraldo. Qui si incontrano borghi che sembrano sospesi nel tempo. Scario, frazione marinara di San Giovanni a Piro, accoglie i visitatori con il suo lungomare elegante, i ristoranti di pesce e il ritmo lento tipico delle antiche comunità di pescatori.</p>



<p>A pochi chilometri, Policastro Bussentino racconta una storia millenaria. Fondata in epoca romana, conserva testimonianze del passato tra vicoli, piazze e antiche fortificazioni che si affacciano sul golfo. È uno dei luoghi ideali per chi desidera coniugare mare e cultura. Più a sud, Villammare, frazione rivierasca di Vibonati, e Capitello, frazione costiera di Ispani, con le spiagge di ciottoli e il mare cristallino. </p>



<p>Tra le mete più amate spicca anche Sapri, città resa celebre dalla Spigolatrice e dalla storica spedizione di Carlo Pisacane. Il suo ampio lungomare, le spiagge attrezzate e l&#8217;offerta di servizi la rendono una destinazione apprezzata dalle famiglie e dai turisti in cerca di comfort senza rinunciare alla bellezza del paesaggio.</p>



<p>Il territorio offre inoltre esperienze che vanno oltre la balneazione. Sentieri panoramici, aree protette, itinerari naturalistici e una gastronomia legata alla tradizione mediterranea completano l&#8217;offerta di una destinazione che sa conquistare in ogni stagione. Dalle alici di menaica ai piatti a base di pescato locale, fino all&#8217;olio extravergine e ai fichi del Cilento, ogni tappa diventa un viaggio nei sapori autentici del Sud.</p>



<p>A fare da cornice a questo straordinario patrimonio è il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che tutela uno dei tratti costieri più integri d&#8217;Italia. Qui il turismo sostenibile trova una delle sue espressioni più riuscite, grazie a un equilibrio ancora intatto tra uomo e natura.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dal mito di Paestum al mare di Sapri, viaggio nella costa del Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-mito-di-paestum-al-mare-di-sapri-viaggio-nella-costa-del-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Policastro Bussentino]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Cento chilometri di costa tra templi greci, borghi marinari, grotte, spiagge Bandiera Blu e sentieri immersi nella macchia mediterranea. La costa del Cilento, da Paestum a Sapri, rappresenta uno dei [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Cento chilometri di costa tra templi greci, borghi marinari, grotte, spiagge Bandiera Blu e sentieri immersi nella macchia mediterranea. La costa del Cilento, da Paestum a Sapri, rappresenta uno dei tratti più autentici del Mezzogiorno italiano, dove il turismo lento incontra natura, archeologia e tradizioni gastronomiche. Inserito nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, il territorio è patrimonio Unesco dal 1998. </p>



<p class="p1">Il viaggio parte da <strong>Paestum</strong>, antica colonia della Magna Grecia celebre per i tre templi dorici tra i meglio conservati al mondo. Qui storia e mare convivono a pochi passi dalle spiagge sabbiose del litorale di Capaccio. Nei dintorni, il turismo enogastronomico ruota attorno alla mozzarella di bufala campana e agli agriturismi immersi nella Piana del Sele.</p>



<p class="p1">Poco più a sud si incontra <strong>Agropoli</strong>, porta del Cilento, dominata dal castello angioino-aragonese e dal centro storico medievale. Da qui la costa alterna baie e promontori fino a <strong>Castellabate</strong>, il borgo reso celebre dal film “Benvenuti al Sud”, con Santa Maria affacciata su acque limpide e Punta Licosa, area marina protetta tra le più suggestive della Campania. </p>



<p class="p1">Tra le tappe più amate dai turisti ci sono <strong>Acciaroli e Pioppi</strong>, piccoli paesi di pescatori legati alla Dieta Mediterranea studiata dal fisiologo americano Ancel Keys. Le spiagge di Acciaroli, come Spiaggia Grande di Acciaroli e Spiaggia del Porto, attirano ogni estate migliaia di visitatori grazie al mare trasparente e ai vicoli del centro storico.</p>



<p class="p1">Proseguendo verso sud si arriva ad <strong>Ascea Marina</strong> e agli scavi archeologici di Velia, antica città della Magna Grecia patria della scuola filosofica eleatica. Nei dintorni, il trekking panoramico del Sentiero degli innamorati offre viste spettacolari sulla costa cilentana. </p>



<p class="p1">Il cuore naturalistico del Cilento marino è rappresentato dall’area tra <strong>Palinuro e Marina di Camerota</strong>. A Palinuro, il promontorio di Capo Palinuro domina grotte marine e cale raggiungibili via mare, mentre il celebre Arco di <strong>Palinuro</strong> è uno dei simboli fotografici della costa. Le spiagge di Spiaggia Ficocella e Spiaggia delle Saline sono tra le più frequentate.</p>



<p class="p1">A <strong>Marina di Camerota</strong> il mare diventa protagonista assoluto: escursioni in barca a vela e trekking conducono verso baie incontaminate come Cala Bianca Spiaggia, più volte indicata tra le spiagge più belle d’Italia.</p>



<p class="p1">La parte meridionale della costa cilentana, affacciata sul <strong>Golfo di Policastro</strong>, conserva atmosfere più tranquille. Da <strong>Scario</strong> a <strong>Policastro Bussentino</strong>, passando per le spiagge di Capitello e Villammare, fino a Sapri, il paesaggio alterna pinete, piccoli porti e lungomari panoramici. Sapri, nota anche per la “Spigolatrice” celebrata da Luigi Mercantini, è oggi una delle località balneari più frequentate del Cilento meridionale. </p>



<p class="p1">Oltre al mare, il Cilento offre un entroterra ricco di escursioni naturalistiche. Tra le mete più visitate figurano <strong>Gole del Calore</strong>, ideali per canoa e rafting, l’<strong>Oasi WWF Grotte del Bussento</strong>, a Morigerati, le Grotte di Castelcivita e le cascate di Casaletto Spartano, dove si trova Fontana Capello, conosciuta come “Capelli di Venere”.</p>



<p class="p1">Negli ultimi anni il Cilento ha conquistato un turismo sempre più internazionale grazie alla combinazione di mare incontaminato, ritmi lenti e tradizioni locali. Un territorio che resta lontano dal turismo di massa di altre coste campane e che continua a puntare su sostenibilità, natura e identità culturale. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Estate: le spiagge campane per i giovani tra musica, tramonti e turismo slow</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-le-spiagge-campane-per-i-giovani-tra-musica-tramonti-e-turismo-slow/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 12:10:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
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<p>La Campania si prepara a vivere un’estate 2026 all’insegna del turismo giovane, con numeri in crescita soprattutto lungo il Cilento e la Costiera Amalfitana. A cambiare sono anche le abitudini dei viaggiatori under 35: meno vacanze “mordi e fuggi” e più esperienze tra mare pulito, aperitivi al tramonto, eventi musicali all’aperto e località facilmente raggiungibili via mare.</p>



<p>Secondo i dati sulla balneabilità diffusi da Arpac e rilanciati da diverse analisi sul turismo regionale, il Cilento si conferma il tratto costiero con le acque più pulite della Campania, da Agropoli fino a Sapri, con classificazione “eccellente” lungo quasi tutta la costa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cilento, il boom delle spiagge “slow”</h2>



<p>Il Cilento continua a conquistare i giovani grazie a un mix sempre più richiesto: mare pulito, prezzi più accessibili rispetto alla Costiera Amalfitana e una forte componente naturalistica.</p>



<p>Località come Palinuro e Marina di Camerota attirano soprattutto gruppi di amici e turisti universitari grazie alle spiagge ampie, alle escursioni in barca e ai festival musicali estivi organizzati nei comuni costieri.</p>



<p>Cresce anche l’interesse verso Acciaroli e Pioppi, mete considerate più rilassate ma sempre più presenti sui social per tramonti, lungomari e turismo sostenibile. </p>



<p>Secondo le ultime classificazioni Bandiera Blu 2026, molte località cilentane restano ai vertici regionali per qualità ambientale e servizi turistici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Costiera Amalfitana, tra scenari iconici e turismo internazionale</h2>



<p>La Costiera Amalfitana resta la destinazione più fotografata dai giovani turisti stranieri. Positano continua a essere il simbolo dell’estate glamour campana, grazie alle spiagge panoramiche, agli arrivi via mare e agli eventi diffusi tra terrazze e piazze costiere.</p>



<p>Negli ultimi anni, però, molti giovani scelgono anche mete considerate più tranquille come Praiano e Furore, apprezzate per i panorami, i percorsi vista mare e un’atmosfera meno affollata rispetto ai grandi centri turistici. Alcune discussioni online dedicate ai viaggiatori italiani e stranieri evidenziano proprio la ricerca di esperienze più autentiche e sostenibili lungo la costa. </p>



<p>Anche sul fronte ambientale la Costiera mantiene standard elevati: Positano è tra le località premiate con la Bandiera Blu 2026 per qualità delle acque e servizi balneari. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Procida, l’isola giovane che punta sugli eventi</h2>



<p>Dopo il successo internazionale ottenuto negli ultimi anni, Procida continua a essere una delle mete più richieste dai giovani campani e dai turisti europei.</p>



<p>L’isola attira soprattutto per il suo formato “slow”: spiagge raggiungibili a piedi, aperitivi vista mare, piccoli eventi musicali e un turismo meno caotico rispetto ad altre isole del Golfo di Napoli.</p>



<p>Marina Corricella e la Chiaiolella restano i punti più frequentati al tramonto, mentre aumenta il numero di visitatori che scelgono soggiorni brevi collegati ai trasporti marittimi veloci da Napoli e Salerno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Estate 2026: vince il turismo esperienziale</h2>



<p>La tendenza dell’estate 2026 sembra chiara: i giovani cercano sempre più esperienze condivisibili ma autentiche. Non solo discoteche e spiagge affollate, ma anche trekking costieri, festival all’aperto, escursioni in barca e località capaci di unire mare, paesaggio e sostenibilità.</p>
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		<title>Napoli vista dall’alto: i panorami più spettacolari tra terrazzi, colline e scorci sul Golfo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/napoli-vista-dallalto-i-panorami-piu-spettacolari-tra-terrazzi-colline-e-scorci-sul-golfo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 12:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
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<p>Napoli è una città che cambia volto a seconda dell’altezza da cui la si osserva. Dal mare alle colline del Vomero e di Posillipo, il capoluogo campano offre alcuni dei panorami urbani più celebri d’Italia: terrazze naturali, belvedere storici e punti fotografici dove il Vesuvio, il Golfo e i tetti della città diventano un unico scenario.</p>



<p>Negli ultimi anni il turismo panoramico è diventato una delle esperienze più richieste dai visitatori italiani e stranieri, complice anche il successo delle immagini condivise sui social. Ma oltre ai luoghi più noti esistono scorci meno battuti che raccontano una Napoli autentica, sospesa tra storia, mare e architettura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Belvedere di San Martino, la cartolina perfetta</h2>



<p>Tra i punti panoramici più celebri della città c’è il Belvedere di San Martino, sulla collina del Vomero. Da qui lo sguardo abbraccia il centro storico, il porto, il Vesuvio e il lungomare fino alla penisola sorrentina.</p>



<p>Accanto alla terrazza si trovano la Certosa e Museo di San Martino, uno dei complessi monumentali più importanti della città, meta costante di turisti e fotografi. Il panorama cambia continuamente durante la giornata: all’alba domina la luce sul Golfo, mentre al tramonto la città si colora di arancio e rosa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Posillipo, il balcone sul mare</h2>



<p>Posillipo resta il simbolo della Napoli panoramica. Il quartiere collinare, noto sin dall’epoca romana per le sue ville affacciate sul mare, offre alcuni degli scorci più spettacolari del Mediterraneo.</p>



<p>Uno dei luoghi più frequentati è il Belvedere di Sant’Antonio a Posillipo, terrazza naturale da cui si osservano il Golfo di Napoli, Castel dell’Ovo e il Vesuvio. Poco distante, via Petrarca regala vedute suggestive soprattutto nelle ore serali, quando le luci della città si riflettono sul mare.</p>



<p>Tra i punti più fotografati c’è anche il Parco Virgiliano, recentemente riqualificato, con viali panoramici che guardano verso Nisida, Procida e Ischia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Petraio e le scale segrete della città</h2>



<p>Per chi cerca una Napoli meno turistica, il Petraio rappresenta uno dei percorsi più affascinanti. Le antiche scale collegano il Vomero al centro cittadino attraversando vicoli, giardini e scorci improvvisi sul Golfo.</p>



<p>Camminando lungo il percorso si incontrano piccoli balconi naturali che offrono punti fotografici unici, lontani dal traffico e dai grandi flussi turistici. Qui la città mostra il suo volto più silenzioso e autentico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Castel Sant’Elmo, Napoli a 360 gradi</h2>



<p>Dalla sommità di Castel Sant’Elmo si gode probabilmente la vista più completa sulla città. La fortezza medievale domina Napoli dall’alto della collina del Vomero e permette di osservare contemporaneamente il centro storico, il porto, il Vesuvio e il lungomare.</p>



<p>Negli ultimi anni il castello è diventato anche uno spazio culturale dedicato a mostre, eventi e fotografia contemporanea, attirando sempre più giovani visitatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rooftop e terrazze tra hotel storici e locali panoramici</h2>



<p>Accanto ai belvedere storici cresce il fenomeno dei rooftop urbani. Hotel e terrazze panoramiche stanno investendo sempre di più sull’esperienza “vista Napoli”, trasformando aperitivi e cene in veri eventi turistici.</p>



<p>Molte strutture del centro storico e del lungomare propongono oggi terrazze con vista diretta sul Vesuvio e sul Golfo, contribuendo a un nuovo modo di vivere la città tra turismo, lifestyle e fotografia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La città verticale che conquista i social</h2>



<p>Napoli continua a essere una delle città italiane più fotografate online. Dai gradini del Petraio ai tramonti di Posillipo, fino alle terrazze del Vomero, l’immagine della città vista dall’alto è diventata parte integrante della promozione turistica campana.</p>



<p>Un patrimonio visivo che unisce storia, paesaggio e identità urbana e che continua ad attirare visitatori in ogni stagione dell’anno.</p>
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		<title>Borghi segreti della Campania: sette mete oltre le rotte turistiche</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/borghi-segreti-della-campania-sette-mete-oltre-le-rotte-turistiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 12:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra mare e grandi città d’arte, la Campania custodisce un patrimonio meno conosciuto fatto di piccoli borghi, antiche tradizioni e paesaggi ancora autentici. Luoghi lontani dai flussi del turismo di [...]]]></description>
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<p>Tra mare e grandi città d’arte, la Campania custodisce un patrimonio meno conosciuto fatto di piccoli borghi, antiche tradizioni e paesaggi ancora autentici. Luoghi lontani dai flussi del turismo di massa, dove il tempo sembra rallentare e l’accoglienza passa attraverso cucine di famiglia, vicoli in pietra e ospitalità diffusa. Dal Sannio al Cilento, fino ai confini con la Basilicata, ecco sette destinazioni da riscoprire per un viaggio diverso nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sant’Agata de’ Goti, la perla sospesa sul tufo</h2>



<p>Sant’Agata de’ Goti è uno dei borghi più scenografici dell’entroterra campano. Il centro storico si sviluppa su una rupe tufacea che domina il vallone Martorano, offrendo uno skyline di campanili, cupole maiolicate e antichi palazzi nobiliari. Il borgo ha ottenuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano ed è noto anche per le produzioni di Falanghina, Aglianico e mela annurca. </p>



<p>Passeggiare tra il Duomo, la chiesa di San Menna e i vicoli medievali significa immergersi in una Campania silenziosa e raffinata, dove crescono anche piccole strutture di ospitalità diffusa e country house ricavate in edifici storici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cusano Mutri, il cuore verde del Matese</h2>



<p>Cusano Mutri, nel Beneventano, è uno dei simboli del turismo lento campano. Inserito nell’area del Matese, conserva un impianto medievale quasi intatto, con case in pietra, scalinate e archi che raccontano secoli di storia. Il borgo è celebre per la storica Sagra dei Funghi e per l’Infiorata del Corpus Domini, appuntamenti che ogni anno attirano migliaia di visitatori. </p>



<p>Qui il turismo si lega soprattutto alla natura: trekking, gole montane, boschi di castagni e percorsi enogastronomici rendono Cusano una meta ideale per chi cerca autenticità. La cucina locale punta su funghi porcini, salumi artigianali e formaggi del territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Castellabate, il Cilento oltre il cinema</h2>



<p>Castellabate è noto al grande pubblico per il film <em>Benvenuti al Sud</em>, ma conserva ancora angoli poco frequentati rispetto alle grandi mete costiere. Il centro storico medievale domina il mare del Cilento con terrazze panoramiche, vicoli stretti e piazzette dove il turismo resta legato ai ritmi locali.</p>



<p>Fuori stagione, il borgo mostra il suo volto più autentico: pescatori, botteghe artigiane e cucina cilentana tradizionale, con olio extravergine, alici e fichi bianchi protagonisti delle tavole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Morcone, balcone sul Sannio</h2>



<p>Morcone sorge ai piedi del Matese ed è uno dei centri storici più suggestivi del Sannio. Il borgo si sviluppa lungo stradine concentriche che salgono verso i resti del castello medievale. Da qui si gode una vista ampia sulle montagne e sulle vallate circostanti.</p>



<p>Negli ultimi anni il paese ha investito sul turismo esperienziale, valorizzando sentieri naturalistici, eventi culturali e produzioni tipiche come olio e caciocavallo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Valle dell’Angelo, il paese del silenzio</h2>



<p>Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Valle dell’Angelo è uno dei comuni meno popolati della regione. Qui il turismo si intreccia con la natura incontaminata: torrenti, boschi e sentieri attirano escursionisti e viaggiatori alla ricerca di tranquillità.</p>



<p>L’assenza di grandi strutture alberghiere ha favorito negli anni formule di accoglienza familiare e case vacanza diffuse nel centro storico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conca dei Marini, la Costiera che resiste</h2>



<p>Anche in Costiera Amalfitana sopravvivono luoghi meno affollati. Conca dei Marini, celebre per la Grotta dello Smeraldo, conserva una dimensione più raccolta rispetto ad Amalfi o Positano. Le case bianche affacciate sul mare e i piccoli ristoranti a conduzione familiare raccontano ancora la tradizione marinara della costa.</p>



<p>Qui nasce anche la celebre “sfogliatella Santa Rosa”, dolce simbolo della pasticceria campana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Castelmezzano, la deviazione (in Basilicata) che vale il viaggio</h2>



<p>Pur trovandosi in Basilicata, Castelmezzano entra spesso negli itinerari dei viaggiatori campani diretti verso il Pollino e le Dolomiti Lucane. Arroccato tra guglie rocciose spettacolari, il borgo rappresenta una naturale estensione dei percorsi slow tra Cilento interno e Sud Italia.</p>



<p>Il “Volo dell’Angelo”, le case scavate nella roccia e la cucina lucana lo rendono una meta ideale per un turismo esperienziale sempre più richiesto.</p>
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		<title>Costiera Amalfitana: un museo a cielo aperto tra arte sacra, architettura e capolavori nascosti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/costiera-amalfitana-un-museo-a-cielo-aperto-tra-arte-sacra-architettura-e-capolavori-nascosti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 20:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
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					<description><![CDATA[La Costiera Amalfitana, riconosciuta dall’UNESCO come paesaggio culturale di eccezionale valore, è un territorio in cui l’arte non è confinata nei musei, ma si manifesta in chiese medievali, chiostri decorati, [...]]]></description>
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<p>La Costiera Amalfitana, riconosciuta dall’UNESCO come paesaggio culturale di eccezionale valore, è un territorio in cui l’arte non è confinata nei musei, ma si manifesta in chiese medievali, chiostri decorati, ville storiche e testimonianze pittoriche e scultoree stratificate nei secoli.</p>



<p>Qui, la bellezza del paesaggio dialoga costantemente con l’opera dell’uomo, generando un patrimonio artistico diffuso che riflette le influenze bizantine, arabe, romaniche e barocche che hanno attraversato la costa.</p>



<p>Nel centro storico di <strong>Amalfi</strong> si concentra uno dei complessi monumentali più importanti del Sud Italia: la Cattedrale di Sant’Andrea. Il Duomo, con la sua facciata neogotica e la monumentale scalinata, custodisce un ricco patrimonio di arte sacra, tra cui bronzi, reliquie e decorazioni che testimoniano il ruolo della città come antica potenza marinara.</p>



<p>Accanto alla cattedrale si trova il Chiostro del Paradiso, uno dei più raffinati esempi di architettura medievale della Campania. Le sue arcate arabeggianti e il giardino centrale raccontano la fusione tra cultura occidentale e influenze islamiche, arrivate attraverso i traffici commerciali della Repubblica Marinara.</p>



<p>Sulla collina che domina il mare sorge <strong>Ravello</strong>, città simbolo dell’arte contemplativa e della grande architettura nobiliare. Qui l’arte raggiunge una dimensione più intima e paesaggistica, soprattutto nelle celebri Villa Rufolo e Villa Cimbrone.</p>



<p>Villa Rufolo, con le sue strutture medievali e i giardini panoramici, ha ispirato artisti e musicisti nel corso dei secoli. Villa Cimbrone è invece nota per il suo “Terrazzo dell’Infinito”, uno dei belvedere più iconici d’Europa, incorniciato da busti marmorei di ispirazione classica che richiamano l’estetica dell’antichità.</p>



<p>Ravello è anche un centro culturale contemporaneo grazie al Ravello Festival, che valorizza il dialogo tra musica, architettura e paesaggio.</p>



<p>Nel borgo verticale di <strong>Positano</strong>, l’arte si manifesta soprattutto nell’architettura religiosa e nelle decorazioni ceramiche. La Chiesa di Santa Maria Assunta, con la sua cupola maiolicata, è uno dei simboli visivi più riconoscibili della Costiera.</p>



<p>All’interno si conserva un’importante icona bizantina della Madonna Nera, testimonianza della circolazione di opere e influenze artistiche nel Mediterraneo medievale. L’edificio rappresenta un punto di incontro tra devozione popolare e raffinatezza decorativa.</p>



<p>Uno degli elementi più distintivi dell’arte della Costiera Amalfitana è l’uso della maiolica. Campanili, cupole e pavimentazioni ceramiche colorate caratterizzano numerose chiese e edifici religiosi, creando un linguaggio visivo unico che unisce funzionalità e decorazione.</p>



<p>L’arte sacra locale spazia dal romanico al barocco, con altari lignei intagliati, stucchi dorati e dipinti devozionali che riflettono la profonda tradizione religiosa delle comunità costiere. Molte opere sono ancora conservate nei piccoli centri minori, spesso meno noti ma ricchissimi di testimonianze artistiche.</p>
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