
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Tradizioni | Giornale del Cilento</title>
	<atom:link href="https://www.giornaledelcilento.it/category/territorio/tradizioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.giornaledelcilento.it</link>
	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Feb 2026 07:43:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>La quaresima nel Cilento: la tradizione della bambola che scandisce il tempo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-quaresima-nel-cilento-la-tradizione-della-bambola-che-scandisce-il-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 07:43:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[Folklore italiano]]></category>
		<category><![CDATA[quaresima]]></category>
		<category><![CDATA[Riti pasquali]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni popolari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/la-quaresima-nel-cilento-la-tradizione-della-bambola-che-scandisce-il-tempo/</guid>

					<description><![CDATA[Nelle pittoresche strade e nei borghi antichi del Cilento, una consuetudine profondamente radicata continua a evocare tempi passati, sembrando quasi sospesa nel tempo: la &#8220;Quaresima&#8221;. Questa figura, spesso realizzata come [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle pittoresche strade e nei borghi antichi del Cilento, una consuetudine profondamente radicata continua a evocare tempi passati, sembrando quasi sospesa nel tempo: la &#8220;Quaresima&#8221;. Questa figura, spesso realizzata come una bambola di pezza e abbigliata con colori scuri o neri, funge da simbolo tangibile e visibile del periodo di penitenza e attesa che precede la festività della Pasqua. Appesa con cura a portoni e balconi di molte abitazioni, la Quaresima incarna un passaggio rituale di grande significato, profondamente radicato nella fede e nella cultura locale.</p>
<h2>Le radici storiche di un’antica tradizione nel Cilento</h2>
<p>Fino a pochi decenni or sono, la presenza della Quaresima era una vista comune, quasi universale, sui balconi delle case contadine sparse nel territorio cilentano. La sua comparsa avveniva puntualmente il Mercoledì delle Ceneri, il giorno che segna l&#8217;inizio della Quaresima liturgica, e rimaneva esposta a vista fino all&#8217;inizio della Settimana Santa. Questo rituale non era un semplice ornamento, ma rispondeva a un preciso significato simbolico e funzionale, segnando in modo visibile e collettivo l&#8217;inizio e il corso dei quaranta giorni quaresimali. La bambola rappresentava la personificazione di questo tempo di riflessione, preparazione spirituale e purificazione, un promemoria costante dello scorrere del tempo in attesa della solenne celebrazione della Risurrezione di Cristo.</p>
<h3>La struttura e la funzione pratica di un calendario rituale</h3>
<p>La conformazione della Quaresima è intrinsecamente legata alla sua peculiare funzione di calendario. Alla base della bambola stessa, o integrata come parte essenziale del simulacro, si trova generalmente un’arancia o, in alternativa, una patata. In questo elemento naturale vengono conficcate delle piume. Il loro numero non è casuale, ma corrisponde esattamente alle domeniche che intercorrono tra il Mercoledì delle Ceneri e la Pasqua. Secondo la tradizione popolare, una di queste piume viene rimossa ogni settimana. Questo gesto, semplice ma carico di significato, trasforma la Quaresima in uno strumento pratico e al contempo profondamente simbolico, fungendo da vero e proprio calendario agricolo e spirituale per le comunità locali. Attraverso questo rituale, il tempo viene scandito con una semplicità efficace e una risonanza culturale che va oltre la mera misurazione cronologica.</p>
<h2>Tra devozione religiosa e folklore locale: un patrimonio culturale che resiste</h2>
<p>Il rito della Quaresima rappresenta una chiara e vivida manifestazione della commistione tra la fede religiosa e il folklore popolare, elementi che insieme tessono l&#8217;identità culturale unica del territorio cilentano. Questa usanza non si limita a scandire il tempo liturgico in attesa della Pasqua, ma riflette anche la profonda connessione della comunità con le proprie radici storiche e il ciclo della vita contadina. Dal giorno delle Ceneri fino alla Pasqua e alla Risurrezione di Cristo, la Quaresima offre una misurazione tattile e visibile dello scorrere del tempo, un&#8217;esperienza condivisa che si tramanda di generazione in generazione, rafforzando il senso di appartenenza e identità.</p>
<p>Ancora oggi, imbattersi in una di queste figure appese a un portone o a un balcone durante il periodo quaresimale significa confrontarsi con un potente simbolo di resilienza culturale. La Quaresima è un piccolo, ma estremamente significativo, segno di attaccamento alle origini e alle tradizioni ancestrali di una comunità. Nonostante le sfide della modernità e il progresso, questa pratica dimostra la volontà di non recidere i legami con il proprio passato, mantenendo viva una consuetudine che testimonia la ricchezza e la specificità del patrimonio immateriale del territorio cilentano, un legame indissolubile tra storia, fede e vita quotidiana.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>San Michele: l’Arcangelo delle grotte, patrono della Polizia di Stato. Un culto che attraversa i secoli</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-michele-larcangelo-delle-grotte-patrono-della-polizia-di-stato-un-culto-che-attraversa-i-secoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 09:38:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[Caselle in Pittari]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=216879</guid>

					<description><![CDATA[Non si contano, nel mondo, i luoghi che portano il suo nome: cattedrali, abbazie, cappelle, monasteri, ma anche monti, colline, grotte. Perché il culto di San Michele Arcangelo – il [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non si contano, nel mondo, i luoghi che portano il suo nome: cattedrali, abbazie, cappelle, monasteri, ma anche monti, colline, grotte. Perché il culto di <strong>San Michele Arcangelo</strong> – il cui nome, “Mi-ka-El”, significa “chi è come Dio?” – ha radici antiche. Non è un caso che in tanti luoghi l’arcangelo guerriero si incontri in un anfratto di roccia, in una fenditura della montagna, in una vetta che guarda verso l’alto.</p>



<p>San Michele è anche Patrono nazionale della Polizia di Stato. Nel 1949 è stato proclamato da Pio XII protettore di tutti i poliziotti, ogni giorno al servizio dei cittadini. Oggi, come ogni 29 settembre, vengono festeggiati anche gli altri Arcangeli: Gabriele e Raffaele.</p>



<p>San Michele è citato cinque volte nella Sacra Scrittura. Guerriero contro il male, difensore della fede, guida delle anime al giudizio. Un angelo che non resta in disparte, ma combatte, prende posizione. Per questo, dall’Oriente all’Occidente, il suo culto si è esteso senza confini.</p>



<p>Nel Cilento, la devozione a San Michele assume un carattere quasi geologico. Non è fatta solo di liturgie e processioni, ma di grotte, fenditure, alture che diventano sacre. È il caso di Caselle in Pittari, dove due antri – la grotta di Sant’Angelo e quella di San Michele – scavano il Monte Pittari. </p>



<p>A Rutino, ogni anno, il culto si fa spettacolo: il “volo dell’angelo” mette in scena la lotta eterna tra bene e male, con un bambino sospeso nel vuoto che scivola verso l’effigie dell’Arcangelo, come anche a Sala Consilina, nel Vallo di Diano. Il segno di San Michele è vivo ad Ascea, nella frazione collinare di Terradura, e ancora ad Acquavella di Casal Velino. </p>



<p>E poi c’è Sant’Angelo a Fasanella, la grotta utilizzata già nell’età preistorica come rifugio e successivamente trasformata in un sito religioso dedicato al culto delle acque, fino a diventare un Santuario cristiano consacrato a San Michele. </p>



<p>San Michele è sempre stato così: un santo di frontiera. Presente in Francia con il Mont Saint-Michel, in Puglia con Monte Sant’Angelo sul Gargano, ma anche in Asia Minore e lungo le grandi vie di pellegrinaggio medievale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sant&#8217;Antonio del Porto a Palinuro: una storia senza tempo, tra mare, sopravvivenza e miracolo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/santantonio-del-porto-a-palinuro-una-storia-senza-tempo-tra-mare-sopravvivenza-e-miracolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Marrazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 15:48:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=216321</guid>

					<description><![CDATA[Una luce nell&#8217;oscurità. Si può riassumere così il miracolo, attribuito a Sant’Antonio, che il 25 settembre 1949 salvò la vita al piccolo Armando Sacco e ai suoi zii Ciro ed [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Una luce nell&#8217;oscurità. Si può riassumere così il miracolo, attribuito a Sant’Antonio, che il 25 settembre 1949 salvò la vita al piccolo Armando Sacco e ai suoi zii Ciro ed Eugenio, pescatori del borgo di Palinuro. Una storia che è rimasta impressa nella memoria, nell&#8217;immaginario e nella cultura del luogo, diventando un faro di speranza per l&#8217;intera comunità e non solo.</p>



<p>Prima di un&#8217;alba che si annunciava serena, con il mare calmo e il cielo limpido, zii e nipote erano usciti in mare a bordo di un gozzo, come ancora oggi sono soliti fare i pescatori di Palinuro. Nel corso della mattinata, però, si scatenò una violenta bufera, che oscurò il cielo e sconvolse le acque. In quell&#8217;oscurità apocalittica la sopravvivenza del bambino e dei rematori era in serio pericolo.</p>



<p>Intanto la madre di Armando, Maria De Angelis, era sconvolta. Rivolgeva preghiere a Sant&#8217;Antonio. Nelle disperazione di quelle ore buie, prese una statuetta del santo e andò a gettarla in mare, supplicandolo di salvare il figlio. Invece di affondare, il simulacro rimase a galla, riaccendendo la speranza.</p>



<p>Infatti, dopo lunghe ore di apprensione e di lotta disperata dei pescatori contro il mare in tempesta e il buio, avvenne un vero e proprio miracolo. Ne fu testimone il solo Armando. Pieno di gioia, disse di vedere un monaco circonfuso di luce che con una corda tirava la barca verso la riva.</p>



<p>E la barca ci arrivò, in porto, dove la madre potè riabbracciare il figlio sano e salvo. L&#8217;indomani Armando riconobbe le sembianze del monaco nella statua di Sant&#8217;Antonio presente nella chiesa locale.</p>



<p>Da allora sono passati oltre settant’anni. Armando adesso è ultraottantenne. E Palinuro è di nuovo in festa per celebrare l&#8217;anniversario di quel prodigio con quattro giorni di eventi mondani e solennità religiose. Perché una storia così bella, in cui il mare e la sopravvivenza s&#8217;intrecciano con la fede e i miracoli, non può morire. Deve continuare a vivere nei cuori dei palinuresi e dei visitatori, illuminandoli di speranza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Festa di San Lazzaro a Centola dal 19 al 21 settembre: origine e significato del culto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/festa-di-san-lazzaro-a-centola-dal-19-al-21-settembre-origine-e-significato-del-culto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Marrazzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 17:01:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi di interesse]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=215898</guid>

					<description><![CDATA[Dopo la canonizzazione di Carlo Acutis e il pellegrinaggio al Sacro Monte di Novi Velia, Centola si prepara a un altro momento di intensa devozione religiosa: i festeggiamenti in onore [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo la canonizzazione di Carlo Acutis e il pellegrinaggio al Sacro Monte di Novi Velia, Centola si prepara a un altro momento di intensa devozione religiosa: i festeggiamenti in onore di <strong>San Lazzaro</strong>, che avranno luogo dal 19 al 21 settembre (la terza domenica del mese, come da tradizione).</p>



<p>La celebrazione culminerà nella processione lungo le vie del paese, accompagnata come di consueto dai fuochi d’artificio. Spettacoli musicali, tra cui l’immancabile concerto di musica sinfonica, allieteranno le tre serate dedicate al santo, oggetto di venerazione a Centola fin dai tempi antichi.</p>



<p>Si tratta del mendicante lebbroso protagonista della parabola del ricco epulone, riportata dal Vangelo di Luca (16, 19-31): “C’era un uomo ricco, che portava vesti di porpora e di bisso e faceva festa ogni giorno con grandi banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, sedeva alla sua porta a mendicare, tutto coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con gli avanzi che cadevano dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Poi morì anche il ricco e fu sepolto. Finito negli inferi tra i tormenti…”</p>



<p>Sulla base di questa parabola Lazzaro è venerato in quanto protettore dei malati, dei poveri, degli emarginati. Egli incarna la sofferenza umana, che se sopportata con fede porta alla ricompensa ultraterrena. Nel suo destino si può anche scorgere una similitudine con quello di Cristo stesso. Entrambi infatti subiscono l’ingiustizia mondana, l’indifferenza dei potenti, l’abbandono, l’umiliazione, le piaghe, la morte, ma entrambi trovano gloria e riscatto: Lazzaro nel seno di Abramo, Gesù nella resurrezione.</p>



<p>Un culto dal significato profondo, dunque, che invita a riflettere sulla sofferenza umana e sull’importanza della solidarietà, promettendo di animare ancora una volta le vie di Centola.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sanza Summer School: giovani alla scoperta del Monte Cervati per valorizzare il territorio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sanza-summer-school-giovani-alla-scoperta-del-monte-cervati-per-valorizzare-il-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 14:34:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Sanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=214785</guid>

					<description><![CDATA[E’ stata una domenica di bellezza e di conoscenza, tra la natura ed il paesaggio della vetta della Campania, il Monte Cervati, quella vissuta dai venti giovani laureati triennali, provenienti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>E’ stata una domenica di bellezza e di conoscenza, tra la natura ed il paesaggio della vetta della Campania, il Monte Cervati, quella vissuta dai venti giovani laureati triennali, provenienti da tutta la Campania, che stanno partecipando alla “Sanza Summer School&#8221;. Il Patrimonio Culturale come eredità e risorsa per lo sviluppo dei territori e delle comunità”. Un percorso formativo promosso dalla Regione Campania e il Comune di Sanza, progettato e realizzato dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La seconda edizione di “Sanza Summer School&#8221; che ieri hanno effettuato un’escursione all’Inghiottitoio di Vallevona, con il supporto dei quad di Quota1898, e successivamente sulla vetta del Cervati, accolti calorosamente dall’Arciconfraternita Maria SS della Neve-Sanza con una visita al Santuario della Madonna della Neve e alla suggestiva Madonna della Grotta. L’iniziativa ha visto la preziosa collaborazione dell’associazione Tre T del Cervati, della gastronomia della Bellambriana, organizzati dall’associazione locale Laica.<br>Da oggi si ritorna sui banchi però, presso la sala conferenze del Cea, al monastero di Salemme, per l’ultima settimana di formazione. La “Sanza Summer School&#8221;, dal 1 al 13 settembre 2025, ha l’obiettivo di contribuire a definire figure e competenze professionali, in grado di attivare processi di sviluppo e nuove competitività per le comunità e i territori. Come lo scorso anno, le attività si svolgeranno sul territorio di Sanza, nei locali e negli spazi resi disponibili dal Comune, per favorire lo sviluppo di competenze tecnologiche, valorizzare il suo patrimonio culturale materiale e immateriale, promuovere l’imprenditorialità e la cultura di impresa attraverso la costituzione di start-up e spin-off, diffondere la conoscenza, creare network territoriali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il panettone del Cilento arriva sulle tavole di Natale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-panettone-del-cilento-arriva-sulle-tavole-di-natale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2018 09:36:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Roccagloriosa]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[alburni]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[panettone]]></category>
		<category><![CDATA[parco nazionale del cilento vallo di diano e alburni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornaledelcilento.it/?p=75114</guid>

					<description><![CDATA[Dentro c&#8217;è tutto il buono del territorio a sud della provincia di Salerno. Anche il Cilento ha il suo panettone dolce del Natale ed è stato realizzato con la passione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dentro c&#8217;è tutto il buono del territorio a sud della provincia di Salerno. Anche il Cilento ha il suo <strong>panettone dolce del Natale</strong> ed è stato realizzato con la passione e la sapienza di lungimiranti produttori che da qualche anno danno vita ad un progetto a più mani. L&#8217;obiettibo è raccontare, attraverso il panettone, tutto il buono del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ( che lo ha incluso tra i prodotti con il marchio).</p>
<p class="p1"><span class="s1">«Insieme agli amici produttori abbiamo realizzato un panettone che contenesse prodotti della nostra terra perché siamo convinti che il panettone non è solo meneghino, ma ormai un prodotto italiano, anzi internazionale. &#8211; spiega Francescantonio Cavalieri, tra i promotori del pane dolce del Cilento &#8211; Ma volevamo renderlo nostro, utilizzando l&#8217;antica arte del fornaio proprio come si faceva negli anni &#8217;50. E, così, all&#8217;acqua incontaminata dei Monti Alburni abbiamo unito la farina di grano tenero di Antonio Santini e le uova allevate all&#8217;aperto. Poi, abbiamo arricchito questo impasto, che lievita lentamente per 22 ore, di ingredienti speciali:il morbido <strong>burro di bufala di Silvia Chirico Tenuta Chirico</strong>, i pregiati <strong>fichi secchi di Raffaele D&#8217;Angiolillo</strong>. Infine, il panetto è stato aromatizzato con il miele delle mie api ( <strong>Azienda Cavalieri di Roccagloriosa</strong>) e con il Vino Donnaluna Fiano dei <strong>Viticoltori De Conciliis</strong>, dal <strong>biscottificio Monti Alburni</strong>. Tutto questo perché crediamo nella contaminazione tra culture gastronomiche diverse. Mettendo sì in risalto il nostro territorio senza cadere in beceri localismi».</span></p>
<p>Guarda la gallery (<strong>Foto di ©Toni Isabella</strong>)</p>
<p>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/il-panettone-del-cilento-arriva-sulle-tavole-di-natale/panettone-2/'><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/12/panettone-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/il-panettone-del-cilento-arriva-sulle-tavole-di-natale/panettone2/'><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/12/panettone2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/il-panettone-del-cilento-arriva-sulle-tavole-di-natale/panettone3/'><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/12/panettone3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/il-panettone-del-cilento-arriva-sulle-tavole-di-natale/panettone4/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/12/panettone4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lamparata, in Cilento antica tecnica pesca diventa attrazione per turisti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 21:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[area marina protetta]]></category>
		<category><![CDATA[cala bianca]]></category>
		<category><![CDATA[camerota]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[infreschi]]></category>
		<category><![CDATA[lampara]]></category>
		<category><![CDATA[lamparata]]></category>
		<category><![CDATA[marina di camerota]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[pescatori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornaledelcilento.it/?p=73357</guid>

					<description><![CDATA[Ci vogliono tanti anni di esperienza per salire a bordo di quella piccola imbarcazione di legno, guidare la Lampara sul mare cristallino del Cilento e catturare l’attenzione di banchi interi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Ci vogliono tanti anni di esperienza per salire a bordo di quella piccola imbarcazione di legno, guidare la <strong>Lampara</strong> sul mare cristallino del Cilento e catturare l’attenzione di banchi interi di pesce azzurro. La <a href="https://www.coopcilentomare.com/"><strong>Coopertiva Cilento Mare</strong></a> ha Marco, uno che ne ha viste tante lungo la costa del Mito. E ora insegna ai più giovani come manovrare la Lampara e soprattutto dove andare per non tornare sulla spiaggia a mani vuote. Marco al centro con il lume e attorno a lui ci girano Gerardo, Fransisco, Raffaele, Antonio e un altro Gerardo<strong>.</strong> Giovani e meno giovani, gettano in mare una grossa rete che si stringe sott’acqua fino a diventare un sacco. Una trappola per alici, polpi, triglie e con un po’ di fortuna anche di ricciole, barracuda e pesci serra. Inizia così una delle esperienze più sensazionali che i turisti possono vivere a <strong>Marina di Camerota.</strong></p>
<p class="p1">Partenza dal porto alle ore 21 circa. Due barconi caricano fino a 100 persone e li portano alla scoperta di uno dei tratti di costa più belli d’Italia. Intanto su una di queste tre spiagge: <strong>Cala Bianca, Pozzallo</strong> o <strong>Porto Infreschi,</strong> ci sono già Alessandro, Vincenzo, Gigino e Tony. In quattro per preparare un sughetto con i fiocchi: tonno, pomodoro e olive. Ma al primo ci arriveremo dopo. I barconi accompagnano i turisti a pochi passi di distanza dal lume e dalla barca dei pescatori. Siamo nelle acque dell’<strong>area marina protetta della Masseta e degli Infreschi.</strong> Qui non si può fare molto, ma un’antica tecnica di pesca come quella della lampara è ancora permessa. Marco con il lume attira il plancton. L&#8217;insieme degli organismi acquatici, animali e vegetali, di grande varietà e di dimensioni comprese tra 5 millimetri e 5 centimetri, attira il pesce azzurro. La barca da pesca, capitanata da Antonio e Gerardo, cala in acqua la rete. Un giro attorno al lume di 360 gradi e il sacco in fondo al mare si stringe, con l’aiuto di un verricello.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Lamparata, a Camerota antica tecnica di pesca diventa attrazione per turisti di tutto il Cilento" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/uI_MrweOdkE?start=68&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p class="p1">Ora è praticamente un cono ribaltato. Dentro ci può essere di tutto, ma per scoprirlo bisogna avvalersi delle forza e delle esperienza dei lupi di mare. In cinque tirano sopra la rete. Ci vuole qualche minuto. Intanto dai barconi i turisti assistono ad uno spettacolo mozzafiato e, se fortunati, in compagnia di una luna piena bellissima. I capitani delle barche, e i loro aiutanti, spiegano tecniche e storia di questo tipo di pesca che è diventato un’attrazione per i turisti. Giampaolo, Ciro, Marco, Leonardo e Federico intrattengono famiglie, giovani e anziani con spiegazioni e domande. E, tra una curiosità e l’altra, ecco che la rete è quasi tutta sull’imbarcazione e il pesce azzurro è pronto per essere catturato con l’aiuto di un guadino. Il pescato viene sistemato nelle cassette e portato sulla spiaggia insieme ai turisti. Dieci chili di spaghetti, venti chili di frittura, dieci litro di vino bianco e quattro angurie: il banchetto è servito. E qui è proprio il caso di dirlo: pescato, cotto e mangiato. Dopo cena c’è chi si tuffa in mare, chi allieta gli ospiti con il suono della chitarra. Poi un selfie con i pescatori e i barcaioli e si ritorna al porto consapevoli di aver trascorso una notte magica che rimarrà per sempre tale.</p>
<p><em>Info e prenotazioni per la Lamparata (da giugno a settembre): <a href="https://www.coopcilentomare.com/">www.coopcilentomare.com</a> o <a href="https://www.facebook.com/cooperativa.cilento.mare/">Cooperativa Cilento Mare</a></em></p>
<p>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare03/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare12/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare12-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare19/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare19-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare24/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare24-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare30/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare30-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare33/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare33-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare35/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare35-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare38/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare38-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare52/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare52-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare49/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare49-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare40/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare40-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare41/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare41-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare43/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare43-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare45/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare45-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare56/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare56-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare50/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare50-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare61/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare61-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare64/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare64-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.giornaledelcilento.it/lamparata-in-cilento-antica-tecnica-pesca-diventa-attrazione-per-turisti/lamparata-coop-cilento-mare67/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2018/11/lamparata-coop-cilento-mare67-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
</p>
<p><em>Foto <strong>©Luigi Martino</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
