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	<title>Enogastronomia | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Sat, 29 Aug 2026 15:49:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Fiori di zucca fritti, la ricetta dell’estate: croccanti fuori e morbidi dentro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/fiori-di-zucca-fritti-la-ricetta-dellestate-croccanti-fuori-e-morbidi-dentro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 15:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[fiore di zucca]]></category>
		<category><![CDATA[parco nazionale del cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono uno dei simboli della cucina estiva: i fiori di zucca fritti, dorati e croccanti, sono una preparazione semplice ma capace di conquistare tutti. Protagonisti delle tavole soprattutto tra primavera [...]]]></description>
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<p class="p1">Sono uno dei simboli della cucina estiva: i fiori di zucca fritti, dorati e croccanti, sono una preparazione semplice ma capace di conquistare tutti. Protagonisti delle tavole soprattutto tra primavera e fine estate, possono essere serviti come antipasto, contorno o sfizioso finger food.</p>



<p class="p1">La ricetta tradizionale richiede pochi ingredienti: fiori di zucca freschissimi, farina, acqua frizzante molto fredda, olio per friggere e sale. A piacere, i fiori possono essere farciti con mozzarella e un filetto di acciuga, una delle versioni più conosciute della cucina romana.</p>



<p class="p1">Per prepararli occorre innanzitutto pulire delicatamente i fiori, eliminando il gambo e il pistillo interno, quindi passarli rapidamente sotto l’acqua e asciugarli con cura. Per la pastella si mescolano farina e acqua frizzante ghiacciata fino a ottenere un composto fluido e senza grumi. Il segreto per una frittura particolarmente croccante è proprio la temperatura dell’acqua e quella dell’olio.</p>



<p class="p1">I fiori vengono immersi nella pastella uno alla volta e poi fritti in abbondante olio caldo, pochi per volta, fino a quando diventano gonfi e di un intenso colore dorato. Una volta scolati, vanno appoggiati su carta assorbente e salati immediatamente.</p>



<p class="p1"><strong>Ingredienti per 4 persone:</strong> circa 12-16 fiori di zucca, 150 grammi di farina, 200 ml circa di acqua frizzante freddissima, olio di semi per friggere e sale. Per la versione ripiena servono anche 100 grammi di mozzarella ben sgocciolata e 4-6 filetti di acciuga.</p>



<p class="p1">Il risultato deve essere una frittura leggera e asciutta, con la pastella sottile e croccante e il fiore tenero all’interno. Vanno consumati appena fritti, quando conservano al meglio profumo, consistenza e temperatura.</p>
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		<item>
		<title>Cavatelli cilentani, la pasta fatta a mano simbolo della tradizione del territorio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cavatelli-cilentani-la-pasta-fatta-a-mano-simbolo-della-tradizione-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 10:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Piccoli, lavorati a mano e legati alla cucina domestica del territorio: i cavatelli sono tra i formati di pasta più rappresentativi della tradizione gastronomica cilentana. Preparati tradizionalmente con semola di [...]]]></description>
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<p class="p1">Piccoli, lavorati a mano e legati alla cucina domestica del territorio: i cavatelli sono tra i formati di pasta più rappresentativi della tradizione gastronomica cilentana.</p>



<p class="p3">Preparati tradizionalmente con semola di grano duro e acqua, vengono ricavati da piccoli pezzi di impasto che vengono incavati con le dita, assumendo la caratteristica forma allungata e cava. Una lavorazione semplice, tramandata nelle famiglie, che permette alla pasta di raccogliere il condimento.</p>



<p class="p3">Nel Cilento i cavatelli vengono proposti con diversi condimenti legati alla cucina locale: dal classico ragù e dal sugo di pomodoro ai legumi, fino agli abbinamenti con prodotti dell’orto e formaggi del territorio.</p>



<p class="p4">Un piatto della tradizione contadina che ancora oggi porta in tavola una parte della storia gastronomica del Cilento, dove la pasta fatta in casa rappresenta un patrimonio di saperi, gesti e ricette tramandati di generazione in generazione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ricetta dei cavatelli cilentani</strong></h3>



<p class="p2"><strong>Ingredienti per 4 persone</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>400 g di semola rimacinata di grano duro</li>



<li>circa 200 ml di acqua calda</li>



<li>un pizzico di sale</li>
</ul>



<p class="p3"><strong>Preparazione</strong></p>



<p class="p4">Disporre la semola a fontana, aggiungere un pizzico di sale e versare poco alla volta l’acqua, iniziando a impastare. Lavorare l’impasto fino a ottenere un panetto liscio, elastico e compatto.</p>



<p class="p4">Lasciarlo riposare per circa <strong>30 minuti</strong>, coperto da un canovaccio.</p>



<p class="p4">Ricavare quindi dei piccoli cilindri di pasta e tagliarli in pezzetti di circa 1-2 centimetri. Con la punta delle dita, trascinare ogni pezzetto sulla spianatoia esercitando una leggera pressione, fino a ottenere la caratteristica forma incavata del cavatello.</p>



<p class="p4">Disporre la pasta su un piano infarinato e lasciarla asciugare per qualche minuto prima della cottura.</p>



<p class="p4">Cuocere i cavatelli in abbondante acqua salata. I tempi variano in base alla grandezza e al grado di asciugatura: quando vengono a galla, assaggiarli per verificarne la cottura.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gelato artigianale, i gusti dell’estate 2026 da non perdere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/gelato-artigianale-i-gusti-dellestate-2026-da-non-perdere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 14:34:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[gelato]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal grande ritorno dei classici alle combinazioni più originali: pistacchio, pesca, limone e frutti rossi, ma anche basilico, lavanda e spezie. Ecco la mappa dei sapori più interessanti della stagione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Dal grande ritorno dei classici alle combinazioni più originali: pistacchio, pesca, limone e frutti rossi, ma anche basilico, lavanda e spezie. Ecco la mappa dei sapori più interessanti della stagione</strong></p>



<p class="p4">L’estate è la stagione del gelato e anche nel 2026 le gelaterie artigianali italiane puntano su un mix di tradizione, ingredienti stagionali e sperimentazione. Accanto ai grandi classici, infatti, conquistano spazio gusti più originali, capaci di giocare con profumi, consistenze e accostamenti insoliti.</p>



<p class="p4">Tra le tendenze più evidenti c’è il ritorno alla <strong>frutta di stagione</strong>. Pesca, fragola, lampone, melone e fico sono protagonisti di sorbetti e gelati a base acqua, particolarmente apprezzati nelle giornate più calde. La stagionalità resta uno degli elementi distintivi della produzione artigianale: utilizzare la frutta nel momento di massima maturazione permette di valorizzarne profumi e sapori. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pistacchio, il grande protagonista</strong></h3>



<p class="p4">Tra i gusti che continuano a dominare le vetrine c’è il <strong>pistacchio</strong>, proposto nelle versioni più tradizionali ma anche con note salate o abbinato a cioccolato, caramello e frutta secca. In alcune gelaterie viene reinterpretato con sale e pepe, dimostrando come anche un grande classico possa diventare protagonista di nuove combinazioni. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Pesca, limone e fico: il sapore dell’estate</strong></h3>



<p class="p4">Per chi cerca freschezza, il <strong>limone</strong> resta una certezza, mentre la <strong>pesca</strong> è tra i frutti simbolo dell’estate. Anche il fico si sta ritagliando uno spazio sempre maggiore, sia nelle versioni a base acqua sia negli abbinamenti con ricotta e altri ingredienti cremosi. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le nuove frontiere: basilico, lavanda e spezie</strong></h3>



<p class="p4">La vera novità dell’estate 2026 è però la ricerca di gusti più aromatici. Tra gli abbinamenti segnalati dalle tendenze del settore compaiono <strong>pesca e lavanda, lampone e rosa, mora e timo, fior di latte con basilico e limone candito, caffè e cardamomo, cocco e lime</strong>. Sono combinazioni pensate per creare un gelato più profumato e complesso, senza rinunciare alla freschezza. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>E i grandi classici?</strong></h3>



<p class="p4">Nonostante la voglia di sperimentare, <strong>stracciatella, nocciola, crema, fiordilatte e cioccolato</strong> continuano a essere presenze irrinunciabili nelle gelaterie. Il dato interessante è proprio questo equilibrio: le novità incuriosiscono, ma i gusti della tradizione restano una certezza per chi vuole andare sul sicuro. </p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come scegliere un buon gelato artigianale</strong></h3>



<p class="p4">Oltre al gusto, vale la pena osservare il prodotto. Colori troppo accesi possono essere un campanello d’allarme, mentre tonalità naturali e una corretta conservazione sono elementi da considerare. Anche la presenza di gusti legati alla stagionalità può essere un indicatore interessante della filosofia della gelateria. </p>



<p class="p5">Insomma, per l’estate 2026 la scelta è ampia: <strong>un cono pistacchio e stracciatella per gli amanti della tradizione, pesca e limone per chi cerca freschezza, oppure basilico, lavanda e frutti rossi per chi vuole lasciarsi sorprendere</strong>. Perché davanti a una vetrina di gelati, almeno d’estate, scegliere un solo gusto è forse la sfida più difficile.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ciaurella cilentana, il piatto povero dell’estate che profuma di orto e tradizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ciaurella-cilentana-il-piatto-povero-dellestate-che-profuma-di-orto-e-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 12:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[ciaurella]]></category>
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					<description><![CDATA[Pochi ingredienti, quelli che arrivavano dall’orto di casa, e una ricetta capace di trasformare le verdure dell’estate in un piatto semplice ma ricco di sapore. È la ciaurella cilentana, una [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pochi ingredienti, quelli che arrivavano dall’orto di casa, e una ricetta capace di trasformare le verdure dell’estate in un piatto semplice ma ricco di sapore. È la ciaurella cilentana, una delle preparazioni più rappresentative della cucina contadina del territorio.   </p>



<p>La sua particolarità è che non esiste una ricetta codificata e uguale per tutti. Da paese a paese cambiano il nome, gli ingredienti e persino il metodo di cottura. La stessa preparazione può essere chiamata ciauredda, ciambotta, ciaurella o, in alcune aree dell’entroterra, ciamardola. </p>



<p><strong>Una ricetta nata nell’orto</strong></p>



<p>La ciaurella appartiene alla tradizione della cucina rurale cilentana: un piatto costruito con ciò che la terra offriva durante la stagione estiva. Melanzane, peperoni e pomodori rappresentano una base ricorrente, alla quale possono aggiungersi patate, zucchine, fagiolini o altre verdure dell’orto, a seconda della disponibilità e delle abitudini familiari. </p>



<p>A completare la preparazione ci sono normalmente olio extravergine d’oliva, aglio e basilico. In alcune versioni le verdure vengono prima fritte e poi ripassate con il pomodoro; nella ciaurella, invece, possono essere cotte direttamente insieme in padella. </p>



<p>Ed è proprio questa libertà a rendere la ricetta particolarmente interessante: ogni famiglia può avere la propria ciaurella.</p>



<p><strong>La ricetta tradizionale</strong></p>



<p>Per una versione semplice e fedele alla tradizione servono patate, melanzane, peperoni, pomodori, olio extravergine d’oliva, aglio, basilico e sale. Le verdure vengono lavate, tagliate a pezzi e cotte lentamente in padella con l’olio e l’aglio, aggiungendo i pomodori e lasciando amalgamare i sapori fino a quando gli ortaggi risultano morbidi. Il basilico viene aggiunto verso la fine. Una preparazione documentata nel patrimonio gastronomico cilentano comprende anche zucchine, fagiolini e fiori di zucca, a conferma della grande varietà delle versioni locali. </p>



<p>Oggi la ciaurella è molto più di una semplice ricetta estiva. È il racconto di un Cilento agricolo, degli orti familiari, dei prodotti di stagione e di una cucina costruita sulla semplicità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Ancel Keys e la ricetta dei 100 anni”: il fumetto per avvicinare i giovani alla Dieta Mediterranea</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ancel-keys-e-la-ricetta-dei-100-anni-il-fumetto-per-avvicinare-i-giovani-alla-dieta-mediterranea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 12:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Custodire il patrimonio immateriale della Dieta Mediterranea, significa consegnarlo nelle mani delle nuove generazioni al fine di salvaguardarne il segreto della longevità di un territorio, il Cilento, patria di tanti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Custodire il patrimonio immateriale della Dieta Mediterranea, significa consegnarlo nelle mani delle nuove generazioni al fine di salvaguardarne il segreto della longevità di un territorio, il Cilento, patria di tanti ultracentenari. Con questo spirito nasce nel 2020 lo spettacolo teatrale<strong> “Ancel Keys e la ricetta dei 100 anni”</strong> che con oltre 40 rappresentazioni ha portato gli alunni delle scuole primarie e secondarie alla scoperta dei segreti della Dieta Mediterranea. L&#8217;opera, rientrante in un progetto teatrale di educazione alla corretta alimentazione è stata inserita dall’Asl Salerno sull’area cilentana, all’interno del progetto <strong>“</strong><strong>Tutti a Dieta”</strong> del Dipartimento di Prevenzione e Promozione della Salute, coordinato dalla dottoressa <strong>Rosa Maria Zampetti</strong>. </p>



<p><strong>Il Fumetto: dalla scienza al teatro, fino ai banchi di scuola</strong></p>



<p>Il piccolo opuscolo, scritto dalla regista <strong>Pasqualina Di Polito</strong>, narra la straordinaria avventura scientifica e umana dello scienziato americano Ancel Keys e delle sue intuizioni alla base della teorizzazione del concetto di “Dieta Mediterranea”. Fu proprio nel Cilento, a Pioppi, che Keys intuì, studiò e codificò i benefici dello stile di vita mediterraneo, elevandolo a elisir di longevità.</p>



<p>La particolarità del fumetto risiede nella sua genesi: i dialoghi e la struttura narrativa sono infatti liberamente tratti dall’omonimo lavoro teatrale prodotto dalla <strong>Compagnia Artisti Cilentani</strong>. La trasposizione su carta e la cura editoriale sono state firmate dalla stessa Di Polito, che ha ricoperto il ruolo di regista e curatrice scientifica del fumetto, mentre la traduzione visiva e lo sviluppo grafico sono stati curati dal dottor <strong>Marco Pio Basile</strong>.</p>



<p><strong>L&#8217;importanza di tramandare il &#8220;Segreto del Cilento&#8221;</strong></p>



<p>In un&#8217;epoca segnata dal consumo di cibi ultra-processati e dalla crescita esponenziale del fenomeno dell&#8217;obesità infantile, l&#8217;Asl Salerno punta su un linguaggio fresco, pop e immediato come quello del fumetto per veicolare i dettami di una corretta alimentazione. Far conoscere Ancel Keys ai giovani studenti non significa solo insegnare loro a mangiare bene, ma renderli fieri ambasciatori della propria terra. Il Cilento non è solo lo sfondo di una ricerca biologica, ma la culla di una filosofia di vita che unisce alimentazione genuina, comunità e movimento. Attraverso i disegni originali, i ragazzi scopriranno che la &#8220;<em>ricetta dei 100 anni</em>&#8221; non è un farmaco, ma una scelta quotidiana consapevole che preserva da tante malattie della moderna società. Il fumetto verrà presentato ufficialmente il prossimo <strong>28 luglio alle ore 19.30</strong> presso la splendida cornice della <strong>Residenza Artistica LiberArts</strong> a Castinatelli di Futani.</p>



<p><strong>Il programma della presentazione</strong></p>



<p>L&#8217;incontro del 28 luglio a Futani, sarà un importante momento di confronto istituzionale, culturale e scientifico. Il dibattito, moderato dal giornalista dottor <strong>Simone La Vecchia</strong>, vedrà i seguenti interventi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Avv. Dario Trivelli</strong> – Sindaco di Futani, per i saluti istituzionali e l&#8217;accoglienza nel territorio.</li>



<li><strong>Dott.ssa Rosa Maria Zampetti</strong> – Dirigente del Dipartimento Promozione della Salute dell&#8217;Asl Salerno.</li>



<li><strong>Prof.ssa Pasqualina Di Polito</strong> – Regista, autrice del volume e curatrice del fumetto.</li>



<li><strong>Dott. Marco Pio Basile</strong> – Sviluppatore grafico dell&#8217;opera</li>
</ul>



<p>Parteciperanno gli Attori dello spettacolo teatrale <strong>Paolo Puglia</strong> e <strong>Simona La Porta.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Estate, aumenta la voglia di Bufala Campana Dop: ecco le 5 posizioni per mangiarla</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-aumenta-la-voglia-di-bufala-campana-dop-ecco-le-5-posizioni-per-mangiarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 12:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella di bufala dop]]></category>
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					<description><![CDATA[L’estate è il periodo di maggior consumo di mozzarella di bufala campana Dop. “C’è sempre più voglia di bufala campana e l’impegno dei produttori punta a garantire l’arrivo del prodotto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’estate è il periodo di maggior consumo di mozzarella di bufala campana Dop. “<em>C’è sempre più voglia di bufala campana e l’impegno dei produttori punta a garantire l’arrivo del prodotto non solo sulle tavole degli italiani, ma in tutto il mondo, nonostante le difficoltà logistiche di un formaggio fresco e gli aumenti esponenziali dei costi di produzione e trasporto</em>”, dichiara il direttore del Consorzio di Tutela,&nbsp;<strong>Pier Maria Saccani</strong>.</p>



<p>In vista della partenza per le vacanze di milioni di italiani, il Consorzio di Tutela lancia il vademecum con&nbsp;<strong>le 5 migliori posizioni in cui mangiare la mozzarella di bufala campana Dop.</strong></p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>A “pitoffio”</strong>: espressione dialettale napoletana, che, nel caso della mozzarella, sta a indicare una posizione in piedi, gambe divaricate, busto leggermente proteso in avanti. In questo modo si può addentare facilmente una Bufala Dop. Questa è la posizione adatta per chi non vuole sporcarsi con la fuoriuscita del latticello al momento del morso.</li>
</ol>



<ol start="2" class="wp-block-list">
<li><strong>Alla signora Gentile</strong>: qui si richiama il personaggio-cult del film di Paolo Sorrentino “È stata la mano di Dio”. Una signora anziana, scorbutica e verace, che si isola da tutti. La posizione: seduti su una sedia all’aperto, in mano un piatto con una mozzarella da almeno 500g, che viene presa a morsi ripetuti. La posizione perfetta per chi vuole godersela da solo.</li>
</ol>



<ol start="3" class="wp-block-list">
<li><strong>Alla Pulcinella</strong>: la posizione si rifà all’immagine tradizionale della maschera napoletana. In piedi, si alza un braccio in alto con in mano una mozzarella Dop e poi si fa scendere il braccio fino alla bocca, premendo per far uscire il latticello. È la posizione ideale per chi vuole lasciarsi sorprendere da un’esplosione di gusto, senza badare a nient’altro.</li>
</ol>



<ol start="4" class="wp-block-list">
<li><strong>Alla Totò</strong>: il riferimento è alla mitica scena di “Miseria e Nobiltà”, in cui Pasquale, il fotografo ambulante interpretato da Enzo Turco, dà istruzioni a Felice Sciosciammocca–Totò sulla mozzarella: “<em>Tu la premi, se cola il latte te la pigli, sennò desisti</em>”. La posizione è in piedi, la mozzarella va tenuta tra pollice e indice, si preme, esce il latte e poi si morde. La modalità preferita per chi vuol controllare la freschezza del prodotto.</li>
</ol>



<ol start="5" class="wp-block-list">
<li><strong>Alla bon ton</strong>: è la posizione più classica, scelta da chi ha intenzione di dedicarsi tempo o per un pasto più formale. Si sta seduti, la mozzarella è sistemata in un piatto e si usano le posate con una raccomandazione: bisogna scegliere un coltello senza seghetto, per non “strappare” la porcellana bianca. In questo caso si consiglia una pezzatura media, si taglia a torta e si degusta.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I borghi del gusto, dieci mete in Campania dove mangiare e vivere la tradizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/i-borghi-del-gusto-dieci-mete-in-campania-dove-mangiare-e-vivere-la-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 14:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal Cilento all’Irpinia, passando per il Sannio e la Costiera: viaggio tra paesi, prodotti tipici e storie di comunità che custodiscono antichi sapori Non solo mare, arte e paesaggi. La [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Dal Cilento all’Irpinia, passando per il Sannio e la Costiera: viaggio tra paesi, prodotti tipici e storie di comunità che custodiscono antichi sapori</em></p>



<p class="p3">Non solo mare, arte e paesaggi. La Campania si conferma una delle regioni italiane dove il viaggio passa anche dalla tavola, attraverso borghi che custodiscono ricette tramandate nel tempo, produzioni agricole di qualità e tradizioni legate alle comunità locali. Dalle colline dell’Irpinia ai paesi del Cilento, sono numerosi i luoghi dove il turismo enogastronomico diventa occasione per scoprire territori meno conosciuti.</p>



<p class="p3">Ecco dieci borghi dove il gusto racconta la storia dei luoghi.</p>



<p class="p2"><strong>1. Castellabate (Salerno) – Tra mare, borghi e Dieta Mediterranea</strong></p>



<p class="p3">Nel Cilento, Castellabate unisce il fascino del borgo medievale alla tradizione marinara. Qui la cucina racconta il rapporto tra terra e mare: alici, pesce azzurro, olio extravergine di oliva, prodotti dell’orto e piatti legati alla Dieta Mediterranea. Il territorio è inserito nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, area riconosciuta patrimonio Unesco per il valore ambientale e culturale.</p>



<p class="p2"><strong>2. Pioppi e Pollica (Salerno) – La patria della Dieta Mediterranea</strong></p>



<p class="p3">A pochi chilometri dal mare del Cilento, Pollica e la frazione di Pioppi sono simboli internazionali dello stile alimentare mediterraneo. Qui la cucina si basa su semplicità e qualità degli ingredienti: legumi, verdure, cereali, pesce locale e olio extravergine. Un luogo dove il cibo diventa parte della cultura del territorio.</p>



<p class="p2"><strong>3. Morigerati (Salerno) – Tradizione contadina e biodiversità</strong></p>



<p class="p3">Nel cuore del Cilento interno, Morigerati è un borgo legato ai ritmi della natura e alle produzioni locali. Tra i sapori più rappresentativi ci sono pasta fatta a mano, prodotti dell’orto, salumi, miele e olio. Il paese ospita anche l’Oasi Wwf delle Grotte del Bussento, meta di turismo naturalistico che si intreccia con quello enogastronomico.</p>



<p class="p2"><strong>4. Sant’Agata de’ Goti (Benevento) – Il borgo del vino e dei sapori sanniti</strong></p>



<p class="p3">Tra i borghi più suggestivi della Campania, Sant’Agata de’ Goti è conosciuta per il patrimonio storico e per la tradizione vitivinicola. Il territorio è legato soprattutto al vino Falanghina, ma anche a salumi, formaggi e cucina contadina sannita.</p>



<p class="p2"><strong>5. Taurasi (Avellino) – Nel regno dell’Aglianico</strong></p>



<p class="p3">Il borgo irpino è uno dei simboli del vino campano grazie al Taurasi Docg, considerato tra le eccellenze enologiche regionali. Cantine, degustazioni e prodotti tipici raccontano un territorio fatto di vigne, colline e tradizioni agricole.</p>



<p class="p2"><strong>6. Furore (Salerno) – La cucina della Costiera tra terra e mare</strong></p>



<p class="p3">Nella Costiera Amalfitana, Furore è conosciuto per il suo paesaggio unico e per la tradizione agricola. Qui limoni, vino, prodotti dell’orto e cucina marinara rappresentano un patrimonio che accompagna l’esperienza turistica.</p>



<p class="p2"><strong>7. Cetara (Salerno) – Il borgo della colatura di alici</strong></p>



<p class="p3">Piccolo borgo marinaro della Costiera Amalfitana, Cetara è famoso per la colatura di alici, prodotto simbolo della tradizione locale. La pesca e la lavorazione artigianale del pesce restano al centro della vita del paese e della sua cucina.</p>



<p class="p2"><strong>8. Conca dei Marini (Salerno) – Sapori della Costiera</strong></p>



<p class="p3">Tra mare e montagna, questo borgo conserva una cucina legata alla tradizione costiera: pesce fresco, limoni, pasta artigianale e dolci tipici. Una tappa per chi cerca il connubio tra paesaggio e gastronomia.</p>



<p class="p2"><strong>9. Castelvenere (Benevento) – Il paese del vino</strong></p>



<p class="p3">Nel Sannio, Castelvenere è conosciuto per la sua lunga storia vitivinicola e per le numerose iniziative dedicate al vino. Il borgo rappresenta una delle tappe degli itinerari enogastronomici dell’entroterra campano.</p>



<p class="p2"><strong>10. Agerola (Napoli) – Montagna, prodotti tipici e antichi mestieri</strong></p>



<p class="p3">Sui Monti Lattari, Agerola propone una cucina legata alla tradizione rurale: fiordilatte, provolone del Monaco Dop, salumi, pasta e prodotti agricoli. Un territorio dove i sapori raccontano il legame tra allevamento, agricoltura e paesaggio.</p>
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		<title>Dal fusillo cilentano alla mozzarella nella mortella: viaggio nei sapori del Cilento, patria della Dieta Mediterranea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 11:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[piatti cilentani]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Cilento, la terra che ha dato i natali alla Dieta Mediterranea studiata dal fisiologo americano Ancel Keys e riconosciuta dall&#8217;UNESCO come Patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità. Tra mare e montagne, [...]]]></description>
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<p>Il Cilento, la terra che ha dato i natali alla Dieta Mediterranea studiata dal fisiologo americano Ancel Keys e riconosciuta dall&#8217;UNESCO come Patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità. Tra mare e montagne, uliveti secolari e piccoli borghi, la gastronomia cilentana conserva ricette tramandate da generazioni, fondate sulla semplicità, sulla stagionalità e sull&#8217;utilizzo di prodotti locali.</p>



<p>L&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva, presidio della tavola cilentana, accompagna quasi ogni preparazione, insieme a legumi, ortaggi, cereali, pesce azzurro, latticini e carni allevate nell&#8217;entroterra. Sapori autentici che fanno del Cilento una delle mete gastronomiche più apprezzate del Mezzogiorno.</p>



<p><strong>Fusilli cilentani al ragù</strong></p>



<p>Sono il simbolo della cucina locale. I fusilli vengono ancora preparati a mano avvolgendo l&#8217;impasto di semola e acqua attorno a un sottile ferro da calza. Il condimento tradizionale è un ragù di carne cotto lentamente per diverse ore con pomodoro, cipolla, vino rosso e basilico. Il risultato è un piatto ricco, servito spesso durante le feste di famiglia.</p>



<p><strong>Lagane e ceci</strong></p>



<p>Tra le ricette più antiche della tradizione contadina. Le lagane, larghe strisce di pasta fresca senza uova, vengono cotte insieme ai ceci lessati e insaporite con aglio, olio extravergine, rosmarino e peperoncino. Un piatto semplice, nutriente e profondamente legato alla Dieta Mediterranea.</p>



<p><strong>Fresella cilentana</strong></p>



<p>Regina dell&#8217;estate, viene bagnata leggermente in acqua e condita con pomodori maturi, origano, basilico, olio extravergine d&#8217;oliva e sale. Nella versione costiera si arricchisce con tonno, alici sotto sale, capperi o mozzarella di bufala.</p>



<p><strong>Alici &#8216;mbuttunate</strong></p>



<p>Le alici fresche vengono aperte a libro e farcite con un composto di pane raffermo, prezzemolo, aglio, formaggio grattugiato, uova e pecorino. Successivamente vengono richiuse, passate nell&#8217;olio e cotte al forno fino a ottenere una crosta dorata. È uno dei piatti simbolo della costa cilentana.</p>



<p><strong>Melanzane &#8216;mbuttunate</strong></p>



<p>Ricetta tipica dell&#8217;entroterra. Le melanzane vengono incise e farcite con un ripieno di pane, formaggio, aglio, basilico e uova, quindi cotte lentamente nel sugo di pomodoro. Un piatto povero diventato oggi protagonista della cucina tradizionale.</p>



<p><strong>Mozzarella nella mortella</strong></p>



<p>Tra le eccellenze gastronomiche del Cilento spicca la mozzarella nella mortella, così chiamata perché un tempo veniva conservata tra rami di mirto (&#8220;mortella&#8221; nel dialetto locale), che le conferivano un profumo caratteristico. Si gusta semplicemente con pane casereccio, pomodori e olio extravergine.</p>



<p><strong>Maracucciata</strong></p>



<p>È uno dei piatti più antichi del territorio, preparato soprattutto nell&#8217;area di Lentiscosa. Si realizza con la farina di maracuoccio, un antico legume simile al cece, cotta lentamente fino a ottenere una morbida polenta condita con olio extravergine, aglio e peperoncino.</p>



<p><strong>Cavatielli ai frutti di mare</strong></p>



<p>Lungo la costa il pesce è protagonista. I cavatielli vengono conditi con cozze, vongole, gamberi e pomodorini freschi, sfumati con vino bianco e profumati con prezzemolo. Un primo piatto che racchiude tutti i profumi del Tirreno.</p>



<p><strong>Fichi bianchi del Cilento</strong></p>



<p>Tra i prodotti più rappresentativi del territorio figurano i Fichi Bianchi del Cilento Dop. Vengono consumati freschi oppure essiccati al sole e farciti con mandorle, noci, scorze di agrumi o ricoperti di cioccolato fondente. Costituiscono uno dei dolci simbolo della tradizione locale.</p>



<p><strong>Scauratielli</strong></p>



<p>Chiude il viaggio gastronomico uno dei dolci più antichi del Cilento. Gli scauratielli sono piccoli gnocchi di pasta fritta preparati con farina, acqua e olio, poi ricoperti di miele, zucchero o vincotto e decorati con confettini colorati. Nati come dolce delle festività natalizie, oggi vengono proposti durante tutto l&#8217;anno nelle sagre e nelle pasticcerie tradizionali.</p>
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		<title>Campania da gustare: dieci piatti che raccontano il territorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:55:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[cibo campania]]></category>
		<category><![CDATA[cosa mangiare in campania]]></category>
		<category><![CDATA[fusilli]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella di bufala]]></category>
		<category><![CDATA[soppressata]]></category>
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					<description><![CDATA[La Campania è una delle regioni italiane con il patrimonio enogastronomico più ricco e riconosciuto nel mondo. Dai prodotti certificati Dop e Igp alle ricette tramandate da generazioni, la cucina [...]]]></description>
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<p>La Campania è una delle regioni italiane con il patrimonio enogastronomico più ricco e riconosciuto nel mondo. Dai prodotti certificati Dop e Igp alle ricette tramandate da generazioni, la cucina campana rappresenta un viaggio tra mare, montagna e aree interne, dove ogni territorio conserva sapori e specialità che raccontano la sua storia. Secondo il Ministero dell&#8217;Agricoltura, la regione è tra le prime in Italia per numero di prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) e vanta numerose produzioni a denominazione di origine e indicazione geografica.</p>



<p>Tra i simboli della gastronomia regionale c&#8217;è la <strong>pizza napoletana</strong>, riconosciuta insieme all&#8217;<strong>Arte del pizzaiuolo napoletano</strong> come patrimonio culturale immateriale dell&#8217;UNESCO dal 2017. Preparata secondo un disciplinare preciso, continua a rappresentare uno dei principali ambasciatori della cucina italiana nel mondo.</p>



<p>Altro emblema della Campania è la <strong>Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong>, prodotta nelle province di Caserta e Salerno e in altre aree previste dal disciplinare. Fresca, delicata e versatile, è tra i formaggi italiani più esportati e rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy.</p>



<p>Nel <strong>Vallo di Diano</strong> una delle specialità più rappresentative è la <strong>soppressata</strong>, salume ottenuto da carni suine selezionate e lavorato secondo tecniche tramandate da secoli. Ancora oggi la sua produzione mantiene un forte legame con la tradizione contadina e con la cultura della lavorazione domestica del maiale, elemento identitario delle aree interne salernitane.</p>



<p>Dal <strong>Cilento</strong> arrivano invece i tradizionali <strong>fusilli cilentani</strong>, pasta fresca realizzata a mano con un sottile ferro, spesso condita con ragù di carne, pomodoro e formaggi locali. La preparazione è ancora oggi protagonista delle tavole familiari e delle numerose sagre estive dedicate alla cucina del territorio.</p>



<p>Tra i primi piatti della tradizione figurano anche gli <strong>scialatielli ai frutti di mare</strong>, nati in Costiera Amalfitana negli anni Settanta ma ormai entrati stabilmente nella cucina regionale, così come la <strong>genovese napoletana</strong>, il celebre sugo bianco a base di cipolle e carne cotto lentamente per molte ore.</p>



<p>Tra i secondi trovano spazio il <strong>coniglio all&#8217;ischitana</strong>, ricetta simbolo dell&#8217;isola d&#8217;Ischia preparata con pomodorini, vino bianco ed erbe aromatiche, e il <strong>baccalà alla napoletana</strong>, piatto che testimonia il forte legame della cucina campana con il pesce conservato.</p>



<p>Non può mancare la <strong>parmigiana di melanzane</strong>, uno dei piatti più rappresentativi della tradizione regionale, diffuso in numerose varianti familiari e protagonista delle tavole estive.</p>



<p>La pasticceria completa il viaggio nei sapori della Campania con alcuni dei dolci più conosciuti d&#8217;Italia. La <strong>sfogliatella</strong>, riccia o frolla, resta il simbolo di Napoli, affiancata dalla <strong>pastiera napoletana</strong>, protagonista della Pasqua ma ormai presente tutto l&#8217;anno nelle pasticcerie. Tra le eccellenze del territorio figurano anche le <strong>delizie al limone</strong> della Costiera Amalfitana e la <strong>melanzana al cioccolato</strong>, tipica della Costiera Sorrentina.</p>



<p>A raccontare la Campania sono anche i suoi vini e i suoi oli extravergine d&#8217;oliva. Dal <strong>Taurasi DOCG</strong> al <strong>Fiano di Avellino DOCG</strong>, dal <strong>Greco di Tufo DOCG</strong> all&#8217;<strong>Aglianico del Taburno DOCG</strong>, fino agli oli Dop del Cilento, della Penisola Sorrentina e delle Colline Salernitane, la tradizione gastronomica regionale si completa con produzioni che valorizzano territori e paesaggi.</p>
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		<title>Dal viaggio di nozze a un sogno chiamato &#8220;El Salvador&#8221;: così Umberto e Sabrina hanno portato il Messico a Salerno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-viaggio-di-nozze-a-un-sogno-chiamato-el-salvador-cosi-umberto-e-sabrina-hanno-portato-il-messico-a-salerno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 11:31:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante el salvador salerno]]></category>
		<category><![CDATA[tex mex]]></category>
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					<description><![CDATA[A volte basta un viaggio per cambiare una vita. Per Umberto Russo e sua moglie Sabrina è successo durante il loro viaggio di nozze in Sud America. Tra le strade [...]]]></description>
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<p>A volte basta un viaggio per cambiare una vita. Per Umberto Russo e sua moglie Sabrina è successo durante il loro viaggio di nozze in Sud America. Tra le strade animate, i colori vivaci, la musica, i profumi delle spezie e una cucina capace di trasformare ogni pasto in un momento di condivisione, nasce un sogno: portare un pezzo di quell&#8217;atmosfera a Salerno.</p>



<p>«Ci siamo innamorati di quella cultura», racconta Umberto Russo. «Non erano solo i piatti a colpirci, ma i colori, quel mondo. Tornati a casa abbiamo capito che volevamo ricreare quelle emozioni anche qui, offrendo ai nostri clienti un&#8217;esperienza diversa dal solito».</p>



<p>L&#8217;occasione arriva quando si libera un locale che, fino a quel momento, non aveva avuto particolare fortuna. Una scelta che molti giudicano azzardata. Umberto e Sabrina, invece, decidono di seguire l&#8217;istinto.</p>



<p>«Ci dicevano che era una scommessa difficile», ricorda Russo. «Noi ci siamo guardati e abbiamo detto: &#8220;Affidiamoci a Dio&#8221;. Da quel momento è nato anche il nome El Salvador. Per noi rappresenta la fiducia, la speranza e il coraggio di credere in un progetto che sembrava impossibile».</p>



<p>Nasce così El Salvador Mexican &amp; Texan Pub &amp; American Bar, un locale a pochi passi dal lungomare di Salerno che unisce la cucina messicana e tex-mex all&#8217;atmosfera degli American bar. Un luogo dove si può cenare, sorseggiare un cocktail preparato con cura, trascorrere una serata tra amici o seguire i principali eventi sportivi in un ambiente informale e accogliente.</p>



<p>Dopo l&#8217;apertura del ristorante Umberto e Sabrina hanno scelto di affidarsi direttamente alla tradizione messicana. Hanno chiamato due chef provenienti da Hermosillo, in Messico, che per anni hanno affiancato lo staff del locale in un percorso di formazione continua. Ogni sei mesi si alternavano tra il Messico e l&#8217;Italia, trascorrendo un semestre a Salerno e uno nel loro Paese d&#8217;origine. Un lavoro portato avanti fino al 2021, durante il quale hanno trasmesso non solo le tecniche della cucina messicana, ma anche la conoscenza delle materie prime, dei prodotti da selezionare e acquistare e delle ricette tradizionali. Anche oggi alcuni degli ingredienti utilizzati da El Salvador vengono importati direttamente dal Messico per preservare l&#8217;autenticità dei sapori.</p>



<p>Il menù propone i grandi classici della tradizione tex-mex: fajitas servite ancora fumanti, burritos, quesadillas, nachos, tacos e guacamole preparato in casa, insieme a proposte vegetariane e vegane. Accanto alla cucina, una carta di cocktail e drink accompagna l&#8217;esperienza fino a tarda sera, mentre durante l&#8217;estate la terrazza esterna diventa uno dei punti di ritrovo più frequentati della città.</p>



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<p>«Ogni piatto racconta il nostro viaggio», spiega Russo. «Abbiamo cercato di riproporre quei sapori senza perdere autenticità, ma allo stesso tempo adattandoli al gusto dei nostri clienti. Vogliamo che chi entra da noi si senta accolto come a casa e, per qualche ora, possa respirare l&#8217;atmosfera del Messico».</p>



<p>Quella di El Salvador è una storia fatta di passione, coraggio e condivisione. Un viaggio di nozze si è trasformato in un progetto di vita che oggi continua ad accogliere salernitani e turisti, offrendo non solo una cena, ma un&#8217;esperienza che mescola cucina, cocktail, musica e convivialità.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Cantina &amp; Grill Tex-Mex </li>



<li>Catering &#8211; Aperitifs TEX-MEX STYLE</li>



<li>Prenotazioni WhatsApp ‭089 5648029‬ &#8211; <a href="https://api.whatsapp.com/send/?phone=390895648029&amp;text=Ciao%2520El%2520Salvador%252C%2520vorrei%2520prenotare%2520un%2520tavolo%2520per%2520l%25E2%2580%2599anniversario%2520degli%25208%2520anni&amp;type=phone_number&amp;app_absent=0&amp;utm_source=ig&amp;utm_medium=social&amp;utm_content=link_in_bio&amp;fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQPOTM2NjE5NzQzMzkyNDU5AAGnTb8WpwsKN-ZgZ24MRN6KhDQNtAGIzS08Rjz77U1TONz-rGZi3AEfhrlij84_aem_tkdqH_wSTQxkcV_fn9dtlQ" data-type="link" data-id="https://api.whatsapp.com/send/?phone=390895648029&amp;text=Ciao%2520El%2520Salvador%252C%2520vorrei%2520prenotare%2520un%2520tavolo%2520per%2520l%25E2%2580%2599anniversario%2520degli%25208%2520anni&amp;type=phone_number&amp;app_absent=0&amp;utm_source=ig&amp;utm_medium=social&amp;utm_content=link_in_bio&amp;fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAc3J0YwZhcHBfaWQPOTM2NjE5NzQzMzkyNDU5AAGnTb8WpwsKN-ZgZ24MRN6KhDQNtAGIzS08Rjz77U1TONz-rGZi3AEfhrlij84_aem_tkdqH_wSTQxkcV_fn9dtlQ">Clicca qui</a></li>



<li>Via Roma 178, Salerno</li>



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</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Estate: dall&#8217;anguria all&#8217;insalata di riso, dieci cibi ideali sotto l&#8217;ombrellone</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-dallanguria-allinsalata-di-riso-dieci-cibi-ideali-sotto-lombrellone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 14:04:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cibi ombrellone]]></category>
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					<description><![CDATA[Frutta ricca di acqua, cereali integrali, verdure di stagione e piatti leggeri. Sono alcuni degli alimenti consigliati dagli esperti della nutrizione per affrontare il caldo estivo anche in spiaggia, favorendo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Frutta ricca di acqua, cereali integrali, verdure di stagione e piatti leggeri. Sono alcuni degli alimenti consigliati dagli esperti della nutrizione per affrontare il caldo estivo anche in spiaggia, favorendo l&#8217;idratazione e limitando il rischio di appesantire la digestione durante le ore più calde della giornata.</p>



<p>Tra i cibi più indicati sotto l&#8217;ombrellone figurano anguria e melone, che grazie all&#8217;elevato contenuto di acqua contribuiscono a reintegrare i liquidi persi con la sudorazione, oltre a pesche e albicocche, ricche di vitamine, fibre e sali minerali. Spazio anche a pomodori, cetrioli e carote, facilmente trasportabili e ideali come spuntino fresco e leggero.</p>



<p>Per il pranzo sono preferibili piatti unici come l&#8217;insalata di riso, la pasta fredda o le insalate di farro e orzo, arricchite con verdure di stagione, legumi o tonno, in grado di garantire un buon apporto di carboidrati, proteine e fibre senza appesantire l&#8217;organismo. Tra gli alimenti consigliati anche lo yogurt, purché conservato a temperatura adeguata, e piccole porzioni di frutta secca, fonte di grassi insaturi e sali minerali.</p>



<p>Gli specialisti invitano invece a limitare il consumo di fritti, alimenti molto grassi, dolci con creme e prodotti facilmente deperibili se lasciati a lungo al sole, come salumi e formaggi freschi. Da evitare anche un eccessivo consumo di alcol e bevande zuccherate, preferendo acqua naturale da bere con regolarità nel corso della giornata.</p>



<p>Per garantire la sicurezza alimentare è inoltre consigliabile trasportare i cibi in una borsa termica con accumulatori di freddo, così da mantenerli alla giusta temperatura fino al momento del consumo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sul set di “Bentornati al Sud” nasce il gusto “Siani”: il gelato di Domenico Belmonte conquista il cast</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sul-set-di-bentornati-al-sud-nasce-il-gusto-siani-il-gelato-di-domenico-belmonte-conquista-il-cast/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 14:06:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[benvenuti al sud]]></category>
		<category><![CDATA[castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[siani gelato]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è un protagonista inatteso che, tra un ciak e l&#8217;altro, ha saputo conquistare il set di Bentornati al Sud: il gelato di Domenico Belmonte, maestro gelatiere della Gelateria l&#8217;Ancora di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C&#8217;è un protagonista inatteso che, tra un ciak e l&#8217;altro, ha saputo conquistare il set di Bentornati al Sud: il gelato di Domenico Belmonte, maestro gelatiere della Gelateria l&#8217;Ancora di Santa Maria di Castellabate.</p>



<p>Tutto nasce dalla sua ormai celebre Delizia Cilentana, una specialità che ha fatto innamorare Alessandro Siani, diventando un appuntamento fisso durante le pause delle riprese. Ma il successo del gelato di Belmonte non si è fermato al solo attore napoletano. Ben presto ha conquistato anche Claudio Bisio, gli altri interpreti del film e l&#8217;intera troupe – dai tecnici agli operatori, fino a tutto lo staff che lavora dietro le quinte – hanno voluto assaggiare quella specialità che racconta il Cilento attraverso sapori autentici e ingredienti di qualità.</p>



<p>Nei giorni passati ogni pausa diventava l&#8217;occasione per gustare un cono o una coppetta, trasformando il gelato in uno dei momenti più attesi della giornata sul set. Da quell&#8217;entusiasmo e da quell&#8217;apprezzamento quotidiano è nata un&#8217;idea speciale. Domenico Belmonte ha deciso di dedicare ad Alessandro Siani un gusto esclusivo, di gelato, chiamandolo semplicemente “SIANI”. Una creazione che unisce la raffinata Delizia Cilentana a una golosa variegatura di cioccolato fondente, un equilibrio di sapori che richiama il carattere genuino e coinvolgente dell&#8217;attore e ricorda i piacevoli momenti condivisi durante le riprese.</p>



<p>«Ogni gusto racconta una storia. Questo racconta un’estate di cinema, amicizia e passione per il territorio», racconta Domenico Belmonte. Oggi il gusto SIANI rappresenta molto più di una semplice novità in vetrina: è il simbolo di un incontro tra i cinema e l&#8217;eccellenza artigianale del Cilento, un omaggio a un&#8217;esperienza che ha lasciato un ricordo indelebile non solo ad Alessandro Siani, ma anche a Claudio Bisio, a tutto il cast e a tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte di uno dei film più amati dal pubblico italiano. Perché a volte un grande film lascia ricordi indimenticabili.<br>Altre volte… lascia anche un gelato destinato a entrare nella storia.<br>A rendere ancora più significativa questa storia è il percorso professionale di Domenico Belmonte, riconosciuto come uno dei più autorevoli interpreti della gelateria artigianale italiana. Oltre a guidare con passione la storica Gelateria l&#8217;Ancora di Santa Maria di Castellabate, Belmonte è Presidente di Artglace, la Confederazione Europea dei Gelatieri Artigiani, organismo che rappresenta migliaia di maestri gelatieri in tutta Europa e promuove la cultura del gelato artigianale come autentica eccellenza del patrimonio gastronomico europeo.</p>



<p>Da anni è impegnato nella valorizzazione delle materie prime del Cilento, trasformando i prodotti del territorio in creazioni capaci di raccontarne identità, tradizioni e sapori. Ogni suo gusto nasce dalla ricerca della qualità, dall&#8217;utilizzo di ingredienti selezionati e dalla volontà di custodire l&#8217;autenticità della lavorazione artigianale, principi che gli hanno permesso di ottenere riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.</p>



<p>Il gusto &#8220;SIANI&#8221; rappresenta perfettamente questa filosofia: non una semplice dedica, ma il racconto di un&#8217;esperienza vissuta, capace di trasformare un ricordo cinematografico in un&#8217;emozione da assaporare. È l&#8217;ennesima dimostrazione di come il gelato artigianale possa diventare ambasciatore del territorio, creando un legame tra cultura, turismo, spettacolo ed eccellenze enogastronomiche.</p>



<p>Per Domenico Belmonte ogni gelato è molto più di un dessert: è un mezzo per raccontare una storia, promuovere il Cilento e far conoscere, attraverso il gusto, una terra ricca di tradizioni e autenticità. Lo stesso spirito che oggi, nel suo ruolo di Presidente di Artglace, porta in tutta Europa, sostenendo la tutela del gelato artigianale e il lavoro quotidiano di migliaia di maestri gelatieri.</p>



<p>Così, il gusto &#8220;SIANI&#8221; non rappresenta soltanto un omaggio ad Alessandro Siani e ai momenti trascorsi sul set di Bentornati al Sud, ma diventa anche il simbolo di una visione: quella di un artigiano che continua a trasformare passione, territorio e cultura in un&#8217;eccellenza riconosciuta ben oltre i confini del Cilento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Strada della Mozzarella di Bufala: un viaggio tra sapori, storia e paesaggi della Campania</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/strada-dellamozzarella-di-bufala-un-viaggio-tra-sapori-storia-e-paesaggi-della-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è soltanto un itinerario gastronomico, ma un percorso che racconta una delle eccellenze più rappresentative del Made in Italy. La cosiddetta Strada della Mozzarella di Bufala attraversa il cuore [...]]]></description>
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<p>Non è soltanto un itinerario gastronomico, ma un percorso che racconta una delle eccellenze più rappresentative del Made in Italy. La cosiddetta Strada della Mozzarella di Bufala attraversa il cuore della Piana del Sele, tra Salerno, Battipaglia, Eboli, Capaccio Paestum e il Cilento, dove la tradizione casearia si intreccia con paesaggi rurali, siti archeologici e borghi ricchi di storia. </p>



<p>La mozzarella di bufala campana ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP) nel 1996, un riconoscimento europeo che tutela un prodotto legato al territorio e a un rigoroso disciplinare di produzione. Oggi il comparto rappresenta uno dei simboli dell’agroalimentare campano, con un ruolo importante anche nell’export internazionale. </p>



<p>L’itinerario più conosciuto si sviluppa lungo la Strada Statale 18, da Battipaglia fino a Paestum, attraversando una delle aree a più alta concentrazione di allevamenti bufalini e caseifici. Qui è possibile assistere alla lavorazione artigianale del latte, osservare la tradizionale “mozzatura” eseguita a mano dai maestri casari e degustare la mozzarella appena prodotta, insieme a ricotta, burrate, yogurt e altri derivati del latte di bufala. </p>



<p>Ma la Strada della Mozzarella è anche un viaggio nel patrimonio culturale della Campania. A pochi chilometri dai caseifici sorgono il Parco Archeologico di Paestum, con i suoi templi dorici tra i meglio conservati al mondo, il centro storico di Salerno e numerosi borghi del Cilento, inseriti nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, patrimonio mondiale UNESCO.</p>



<p>Il percorso offre inoltre l’opportunità di conoscere altre eccellenze enogastronomiche del territorio: dall’olio extravergine d’oliva ai vini del Cilento, fino ai fichi bianchi, ai carciofi di Paestum e alle produzioni ortofrutticole della Piana del Sele, rendendo l’esperienza un vero itinerario del gusto.</p>



<p>Più che una semplice strada, è un itinerario che unisce tradizione, cultura e paesaggio, raccontando una Campania fatta di eccellenze produttive e luoghi da vivere lentamente, dove ogni tappa diventa un’occasione per conoscere la storia di uno dei prodotti italiani più apprezzati nel mondo.</p>
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		<title>Cinque ricette con le melanzane: dalla tradizione mediterranea ai piatti più creativi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cinque-ricette-con-le-melanzane-dalla-tradizione-mediterranea-ai-piatti-piu-creativi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 13:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[melanzane]]></category>
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					<description><![CDATA[Le melanzane sono tra gli ortaggi più versatili della cucina mediterranea. Ricche di gusto e adatte a numerose preparazioni, si prestano a piatti tradizionali e ricette più moderne, diventando protagoniste [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le <strong>melanzane</strong> sono tra gli ortaggi più versatili della cucina mediterranea. Ricche di gusto e adatte a numerose preparazioni, si prestano a piatti tradizionali e ricette più moderne, diventando protagoniste di tavole estive e non solo. Di seguito cinque proposte che raccontano la loro varietà in cucina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. Melanzane alla parmigiana</h2>



<p>Uno dei piatti simbolo della tradizione italiana. Le melanzane vengono tagliate a fette, fritte o grigliate, e alternate a strati con salsa di pomodoro, basilico e formaggio. Il tutto viene poi gratinato in forno fino a ottenere una superficie dorata e filante. Un piatto ricco, spesso protagonista dei pranzi domenicali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2. Pasta alla norma</h2>



<p>Tipica della cucina siciliana, la <strong>pasta alla norma</strong> unisce melanzane fritte, salsa di pomodoro e ricotta salata grattugiata. Il risultato è un primo piatto equilibrato, in cui la dolcezza delle melanzane si combina con la sapidità del formaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">3. Melanzane ripiene</h2>



<p>Le melanzane ripiene sono una ricetta diffusa in molte varianti regionali. La polpa viene svuotata e mescolata con pane raffermo, uova, formaggio, carne o verdure, per poi essere reinserita nella buccia e cotta al forno. Un piatto completo e molto apprezzato anche come piatto unico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">4. Caponata di melanzane</h2>



<p>Piatto tipico siciliano dal gusto agrodolce, la caponata unisce melanzane fritte, sedano, cipolla, olive, capperi e salsa di pomodoro, con l’aggiunta di aceto e zucchero. Servita fredda o a temperatura ambiente, è considerata una delle preparazioni più rappresentative della cucina isolana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">5. Melanzane grigliate</h2>



<p>Una delle ricette più semplici e leggere. Le melanzane vengono tagliate a fette e grigliate, poi condite con olio extravergine d’oliva, aglio, prezzemolo e, a piacere, aceto o limone. Perfette come contorno estivo o antipasto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>I legumi del Cilento protagonisti delle ricette estive</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/i-legumi-del-cilento-protagonisti-delle-ricette-estive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 15:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[Freschi, nutrienti e legati alla storia contadina del territorio: i legumi del Cilento tornano protagonisti sulle tavole estive, confermando il ruolo centrale che da sempre occupano nella cucina mediterranea. Fagioli, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Freschi, nutrienti e legati alla storia contadina del territorio: i legumi del Cilento tornano protagonisti sulle tavole estive, confermando il ruolo centrale che da sempre occupano nella cucina mediterranea.</p>



<p>Fagioli, ceci, lenticchie e altri prodotti della tradizione locale rappresentano una delle basi dell’alimentazione cilentana, utilizzati in ricette semplici ma ricche di sapore, capaci di adattarsi anche alle temperature più calde. Il loro impiego non si limita infatti ai piatti invernali: in estate diventano ingredienti per insalate, zuppe fredde, piatti unici e preparazioni con verdure di stagione.</p>



<p>Tra le proposte più apprezzate ci sono le insalate di legumi con pomodori, cipolla, erbe aromatiche e olio extravergine di oliva, ma anche ricette che uniscono legumi e cereali, secondo un modello alimentare da sempre associato alla Dieta Mediterranea. Un patrimonio gastronomico riconosciuto a livello internazionale, che trova nel Cilento uno dei suoi territori simbolo.</p>



<p>La tradizione contadina ha valorizzato i legumi per la loro capacità di nutrire con ingredienti disponibili e conservabili a lungo. Ancora oggi molte famiglie cilentane li portano in tavola seguendo ricette tramandate nel tempo, spesso arricchite con prodotti dell’orto locale.</p>



<p>In estate i legumi incontrano anche la cucina più moderna: vengono utilizzati per creme fredde, polpette vegetali, contorni e piatti creativi pensati per un’alimentazione leggera ma completa. Una scelta che unisce gusto e attenzione alla qualità degli ingredienti.</p>



<p><strong>Tre ricette estive con i legumi del Cilento</strong></p>



<p><strong>Insalata di ceci con pomodori, olive e basilico</strong></p>



<p><strong>Ingredienti:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ceci lessati</li>



<li>pomodori maturi</li>



<li>olive</li>



<li>cipolla rossa</li>



<li>basilico fresco</li>



<li>olio extravergine di oliva</li>



<li>origano</li>



<li>sale</li>
</ul>



<p><strong>Preparazione:</strong><br>Riunire in una ciotola i ceci, i pomodori tagliati a pezzi, la cipolla affettata sottilmente e le olive. Condire con olio extravergine di oliva, origano e sale. Aggiungere il basilico fresco e lasciare riposare qualche minuto prima di servire.</p>



<p><strong>2. Zuppetta fredda di fagioli del Cilento con verdure estive</strong></p>



<p><strong>Ingredienti:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>fagioli già cotti</li>



<li>pomodorini</li>



<li>sedano</li>



<li>peperoni</li>



<li>cipolla</li>



<li>prezzemolo</li>



<li>olio extravergine di oliva</li>



<li>sale e pepe</li>
</ul>



<p><strong>Preparazione:</strong><br>Lasciare raffreddare i fagioli e unirli alle verdure tagliate a piccoli pezzi. Condire con olio extravergine di oliva, sale, pepe e prezzemolo. Servire fresca con pane casereccio tostato.</p>



<p><strong>3. Pasta fredda con lenticchie, ortaggi e profumi mediterranei</strong></p>



<p><strong>Ingredienti:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>pasta corta</li>



<li>lenticchie cotte</li>



<li>zucchine</li>



<li>pomodorini</li>



<li>basilico</li>



<li>olio extravergine di oliva</li>



<li>scorza di limone (facoltativa)</li>



<li>sale</li>
</ul>



<p><strong>Preparazione:</strong><br>Cuocere la pasta e lasciarla raffreddare. Aggiungere le lenticchie, le zucchine saltate o grigliate, i pomodorini e il basilico. Condire con olio extravergine di oliva e, se gradita, una grattugiata di scorza di limone.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il pomodoro protagonista dell&#8217;estate: dalla piennolo al cuore di bue, viaggio tra le eccellenze campane</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-pomodoro-protagonista-dellestate-dalla-piennolo-al-cuore-di-bue-viaggio-tra-le-eccellenze-campane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 10:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[pomodori dell'orto]]></category>
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					<description><![CDATA[Rosso, giallo, verde striato o arancione. L&#8217;estate è la stagione del pomodoro, protagonista assoluto della tavola mediterranea e ingrediente simbolo della cucina campana. È tra giugno e settembre che raggiunge [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Rosso, giallo, verde striato o arancione. L&#8217;estate è la stagione del pomodoro, protagonista assoluto della tavola mediterranea e ingrediente simbolo della cucina campana. È tra giugno e settembre che raggiunge la piena maturazione, offrendo il meglio in termini di sapore, profumo e proprietà nutrizionali. Dalle insalate alle bruschette, dalle freselle ai primi piatti, ogni varietà trova il suo utilizzo ideale.</p>



<p>La Campania, grazie alla varietà dei territori e al clima favorevole, custodisce un patrimonio di cultivar che raccontano tradizioni agricole secolari e identità locali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio Dop</h2>



<p>È probabilmente il più conosciuto. Coltivato sui terreni vulcanici del Vesuvio, si distingue per la buccia spessa, la forma leggermente appuntita e il sapore intenso, con una piacevole nota acidula. Il suo nome deriva dall&#8217;antica usanza di conservare i grappoli appesi (&#8220;piennoli&#8221;) durante l&#8217;inverno. È ideale sia crudo sia per preparare sughi veloci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Pomodoro San Marzano Dop</h2>



<p>Considerato uno dei simboli della cucina italiana nel mondo, nasce nell&#8217;Agro Sarnese-Nocerino. La polpa compatta, i pochi semi e il perfetto equilibrio tra acidità e dolcezza lo rendono il pomodoro per eccellenza delle conserve e del ragù tradizionale, ma è ottimo anche fresco quando raccolto in piena stagione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Pomodorino di Corbara</h2>



<p>Piccolo, allungato e molto dolce, cresce sulle colline dei Monti Lattari. Grazie alla sua buccia sottile e alla polpa ricca, è particolarmente apprezzato per conserve artigianali e sughi leggeri che mantengono il sapore autentico del pomodoro fresco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Pomodoro Cannellino Flegreo</h2>



<p>Tra le varietà storiche della Campania, viene coltivato nell&#8217;area dei Campi Flegrei. Ha forma allungata e un gusto delicato, con una polpa consistente che lo rende versatile sia nelle preparazioni crude sia cotte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Pomodoro Re Umberto</h2>



<p>Conosciuto anche come &#8220;Fiascone&#8221;, è una varietà antica molto diffusa nel Sud Italia. Ha forma allungata, polpa soda e pochi semi. È ideale per conserve, passate e salsa fatta in casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Cuore di Bue</h2>



<p>Grande, carnoso e poco acquoso, è tra i pomodori più utilizzati nelle insalate estive. Le sue fette spesse si sposano perfettamente con mozzarella, basilico, origano e olio extravergine d&#8217;oliva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Costoluto</h2>



<p>Facilmente riconoscibile per la superficie irregolare e profondamente scanalata, offre una polpa ricca e saporita. È perfetto da gustare crudo oppure farcito e cotto al forno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Datterino</h2>



<p>Piccolo e naturalmente dolce, è uno dei pomodori più apprezzati negli ultimi anni. Ricco di zuccheri naturali, è ideale nelle insalate, sulle bruschette, nelle paste fredde e nelle preparazioni gourmet.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Ciliegino</h2>



<p>Compatto e succoso, rappresenta uno dei pomodori più versatili della cucina quotidiana. Ottimo consumato crudo, mantiene consistenza e dolcezza anche dopo una breve cottura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Pomodoro Giallo</h2>



<p>Sempre più presente sulle tavole estive, si distingue per il gusto delicato e la minore acidità rispetto alle varietà rosse. Viene utilizzato sia nelle insalate sia per preparare salse dal colore dorato che richiamano le antiche varietà coltivate prima dell&#8217;affermazione del pomodoro rosso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Pomodoro Verde</h2>



<p>Raccolto prima della completa maturazione oppure appartenente a varietà che mantengono naturalmente questa colorazione, trova spazio nelle insalate, nelle fritture e nelle conserve agrodolci della tradizione contadina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Proprietà nutrizionali</h2>



<p>Composto per oltre il 90% da acqua, il pomodoro è tra gli alimenti simbolo dell&#8217;alimentazione estiva. È fonte di vitamina C, vitamina A, potassio e licopene, il pigmento naturale responsabile del colore rosso, studiato per la sua azione antiossidante. Il consumo regolare, inserito in una dieta equilibrata, contribuisce all&#8217;apporto di micronutrienti e favorisce l&#8217;idratazione nelle giornate più calde.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Estate nel piatto, dieci idee con le freselle: dalla ricetta classica alle versioni gourmet</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-nel-piatto-dieci-idee-con-le-freselle-dalla-ricetta-classica-alle-versioni-gourmet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 10:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[ricette freselle]]></category>
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					<description><![CDATA[Croccanti, leggere e versatili. Le freselle sono uno dei simboli dell&#8217;estate italiana, soprattutto del Mezzogiorno, dove da secoli rappresentano il pranzo ideale nelle giornate più calde. Nate come pane biscottato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Croccanti, leggere e versatili. Le freselle sono uno dei simboli dell&#8217;estate italiana, soprattutto del Mezzogiorno, dove da secoli rappresentano il pranzo ideale nelle giornate più calde. Nate come pane biscottato da conservare a lungo, oggi conquistano anche gli chef grazie alla loro capacità di trasformarsi in una base perfetta per ricette fresche, veloci e ricche di sapore.</p>



<p>La regola è una sola: bagnarle velocemente sotto l&#8217;acqua corrente, senza lasciarle ammollo, in modo che restino croccanti all&#8217;esterno e morbide all&#8217;interno. Poi spazio alla fantasia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. La classica pomodoro e basilico</h2>



<p>È la regina dell&#8217;estate. Pomodori maturi a pezzetti, basilico fresco, origano, sale, olio extravergine d&#8217;oliva e, per chi lo ama, uno spicchio d&#8217;aglio strofinato sulla fresella. Semplice e intramontabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2. Bufala e alici</h2>



<p>Dopo aver inumidito la fresella, aggiungere mozzarella di bufala a pezzi, alici sott&#8217;olio, pomodorini e qualche foglia di basilico. Un filo di olio extravergine completa il piatto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">3. Tonno, capperi e cipolla rossa</h2>



<p>Tonno di qualità, cipolla rossa di Tropea affettata sottilissima, capperi dissalati, pomodorini e olive nere. Un condimento mediterraneo perfetto anche come piatto unico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">4. Salmone affumicato e avocado</h2>



<p>Una versione contemporanea. Crema di avocado con lime, salmone affumicato, pepe rosa e aneto. Fresca ed elegante, ideale anche per un brunch estivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">5. Burrata e pesche</h2>



<p>L&#8217;abbinamento dolce-salato conquista sempre più spazio. Burrata cremosa, fettine di pesca gialla, prosciutto crudo croccante e qualche fogliolina di menta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">6. Greca</h2>



<p>Pomodorini, cetrioli, feta, olive greche, cipolla rossa e origano. Tutti i profumi dell&#8217;Egeo su una base croccante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">7. Vegetariana con hummus</h2>



<p>Spalmare uno strato di hummus di ceci, quindi aggiungere zucchine grigliate, melanzane, peperoni arrostiti e semi di sesamo tostati. Una proposta ricca di gusto e completamente vegetale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">8. Gamberi e agrumi</h2>



<p>Gamberi cotti al vapore, scorza grattugiata di limone e arancia, rucola e qualche goccia di olio extravergine. Una ricetta raffinata che richiama i sapori del mare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">9. Stracciatella, fichi e miele</h2>



<p>Perfetta tra fine estate e inizio autunno. Stracciatella di burrata, fichi freschi, miele, noci tritate e pepe nero macinato al momento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">10. Dolce con ricotta</h2>



<p>Anche la fresella può diventare dessert. Dopo averla leggermente ammorbidita con latte o bevanda vegetale, farcirla con ricotta lavorata con miele, scorza di limone, pistacchi tritati e frutti di bosco.</p>



<p>Per ottenere il risultato migliore è importante non immergere la fresella nell&#8217;acqua: bastano pochi secondi sotto il rubinetto. Il condimento dovrebbe riposare qualche minuto prima di essere distribuito, così da amalgamare meglio i sapori. Infine, è preferibile utilizzare pomodori ben maturi e un olio extravergine di qualità, ingredienti che fanno davvero la differenza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mozzarella di Bufala Dop, al Summer Fancy Food di New York</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mozzarella-di-bufala-dop-al-summer-fancy-food-di-new-york/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:53:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[Assistere a New York alla nascita della Mozzarella di Bufala Campana Dop, scoprendo dal vivo i gesti e le tecniche che trasformano il latte di bufala mediterranea italiana in una [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Assistere a New York alla nascita della Mozzarella di Bufala Campana Dop, scoprendo dal vivo i gesti e le tecniche che trasformano il latte di bufala mediterranea italiana in una delle eccellenze più amate del Made in Italy nel mondo? Sarà possibile dal 28 al 30 giugno in occasione del “Summer Fancy Food” (Stand 2925), il più importante appuntamento dedicato al settore agroalimentare negli Stati Uniti, dove il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop torna anche quest’anno per raccontare storia, qualità e unicità del prodotto.</p>



<p>La partecipazione alla manifestazione rappresenta un’importante occasione per consolidare la presenza della Mozzarella di Bufala Campana Dop sul mercato statunitense, che oggi vale tra il 4 e il 7 per cento dell’export, e per esplorare nuove opportunità di crescita, in un momento caratterizzato dalle preoccupazioni legate all’impatto dei dazi sul comparto lattiero-caseario.</p>



<p>“<em>Gli Stati Uniti rappresentano un mercato strategico per la Mozzarella di Bufala Campana Dop</em>&nbsp;– sottolinea il presidente del Consorzio,&nbsp;<strong>Domenico Raimondo</strong>&nbsp;–&nbsp;<em>Il nostro impegno è continuare a portare nel mondo il valore di una filiera che unisce territorio, tradizione e innovazione. Al Summer Fancy Food vogliamo far conoscere non soltanto un prodotto straordinario, ma anche il patrimonio di saperi che lo accompagna: dalla bufala fino ai rigorosi controlli che garantiscono il prodotto a marchio Dop. I laboratori di filatura saranno un’occasione unica per mostrare ai consumatori americani come nasce una vera eccellenza italiana</em>”.</p>



<p>Il calendario di appuntamenti prenderà il via il 28 giugno alle ore 15 con uno showcooking nello spazio di Coldiretti, dedicato al binomio tra la pizza e la mozzarella di bufala campana Dop. Alle 17 ci si sposterà nello stand dell’Ice, dove si terrà l’evento di promozione organizzato dal Ministero dell’Agricoltura, con un corner dedicato all’esposizione e degustazione dei formaggi italiani Dop, a cura di Afidop. Sempre il 28 giugno è in programma il fuori-salone, con il Consorzio protagonista di una speciale dimostrazione di filatura organizzata in collaborazione con Coldiretti e I Love Italian Food alla Columbus Citizens Foundation di New York. Il pubblico americano avrà così l’opportunità di assistere alla trasformazione della cagliata in mozzarella.</p>



<p>Il programma proseguirà il 29 giugno alle 10.30 con una masterclass del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, nello spazio Coldiretti. Nel pomeriggio, dalle 14 altri momenti di degustazione.</p>



<p>Nel corso del “Summer Fancy Food”, inoltre, la Mozzarella di Bufala Campana Dop sarà presente anche nello stand della Regione Campania, come protagonista della pizza, e all’interno della “Lounge Italia Ice”, dove saranno previste attività di valorizzazione delle produzioni italiane.</p>



<p>Con la partecipazione all’evento americano, il Consorzio conferma il proprio impegno nella promozione internazionale della Mozzarella di Bufala Campana Dop, ambasciatrice nel mondo di qualità, autenticità e cultura italiana.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8216;La Dieta del Cilento&#8217;, Luciano Pignataro presenta a Salerno il volume dedicato alle ricette del cuoncio cuoncio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/la-dieta-del-cilento-luciano-pignataro-presenta-a-salerno-il-volume-dedicato-alle-ricette-del-cuoncio-cuoncio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:21:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Guide Turistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[luciano pignataro]]></category>
		<category><![CDATA[mondadori salerno]]></category>
		<category><![CDATA[ricette cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[Un viaggio nella cultura gastronomica del Cilento attraverso centinaia di ricette, racconti, tradizioni e testimonianze raccolte direttamente dalle comunità del territorio. Giovedì 2 luglio, alle ore 18, la Libreria Feltrinelli [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un viaggio nella cultura gastronomica del Cilento attraverso centinaia di ricette, racconti, tradizioni e testimonianze raccolte direttamente dalle comunità del territorio. Giovedì 2 luglio, alle ore 18, la Libreria Feltrinelli di Salerno, in Corso Vittorio Emanuele 230, ospiterà la presentazione del volume <strong>&#8220;La Dieta del Cilento. Le ricette del Cuoncio Cuoncio&#8221;</strong>, pubblicato nella collana Oscar Mondadori.</p>



<p>L&#8217;incontro vedrà la partecipazione di Sabrina Prisco dell&#8217;Osteria Canali di Salerno, di Valerio Calabrese, direttore del Museo Vivente della Dieta Mediterranea di Pioppi, di Enzo Maraio, assessore al Turismo della Regione Campania, e di Alfonso Sarno, responsabile Cultura della Fondazione De Stefano. A coordinare l&#8217;incontro sarà la giornalista Raffaella Giaccio.</p>



<p>Il volume, firmato dal giornalista Luciano Pignataro, rappresenta una delle più ampie ricerche dedicate alla tradizione gastronomica cilentana. In 362 pagine vengono raccolte circa 600 ricette, frutto di un lavoro di ricerca sulla tradizione orale delle famiglie contadine, sui saperi tramandati di generazione in generazione e sull&#8217;esperienza maturata nelle osterie, negli agriturismi e nei ristoranti del territorio, da Paestum a Palinuro, dagli Alburni al Vallo di Diano, fino all&#8217;Alto Sele e al Golfo di Policastro.</p>



<p>Il libro racconta il patrimonio culinario delle comunità del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, territorio in cui il fisiologo Ancel Keys elaborò gli studi che portarono alla definizione della Dieta Mediterranea. Il volume propone 36 varianti di pane e pizza, 128 ricette dedicate a pasta e riso, 136 preparazioni della tradizione vegetariana, 118 piatti di pesce, 97 di carne, 64 dolci e 19 preparazioni di base e conserve.</p>



<p>Luciano Pignataro, giornalista professionista de <em>Il Mattino</em>, è autore di numerose pubblicazioni dedicate all&#8217;enogastronomia del Mezzogiorno e dal 2004 cura il blog specializzato <em>lucianopignataro.it</em>. Nel 2008 ha ricevuto il Premio Veronelli e nel 2024 è stato nominato Giornalista dell&#8217;Anno da Assoenologi. È inoltre ambasciatore della Dieta Mediterranea.</p>



<p>&#8220;Il Parco del Cilento da mangiare entra nella collana degli Oscar Mondadori. Per me, giornalista di origini cilentane, è un orgoglio firmare questa ricerca maturata negli anni e che segue al fortunato libro “Il Metodo Cilento” scritto con il professore Giancarlo Vecchi e sempre edito da Mondadori&#8221;.</p>
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		<title>Il miele nelle ricette estive: il dolcificante naturale che incontra frutta, formaggi e piatti freschi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 10:21:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
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					<description><![CDATA[Non solo nel tè o spalmato sul pane. Il miele conquista anche la cucina estiva e diventa un ingrediente capace di valorizzare piatti dolci e salati, grazie alla sua naturale [...]]]></description>
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<p>Non solo nel tè o spalmato sul pane. Il miele conquista anche la cucina estiva e diventa un ingrediente capace di valorizzare piatti dolci e salati, grazie alla sua naturale intensità aromatica e alla capacità di creare contrasti tra sapori diversi.</p>



<p>Da sempre legato alla tradizione contadina e al lavoro delle api, il miele torna protagonista nei mesi più caldi insieme a frutta di stagione, yogurt, formaggi freschi, insalate e bevande dissetanti. Un alimento semplice che permette di ridurre l&#8217;uso di zuccheri raffinati e aggiungere note floreali e speziate alle preparazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Frutta estiva e miele, un abbinamento naturale</h2>



<p>Pesche, albicocche, fichi, melone e frutti di bosco trovano nel miele un alleato perfetto. Basta aggiungere un filo di miele a una macedonia per esaltare la dolcezza della frutta, magari completando con foglie di menta, succo di limone o frutta secca.</p>



<p>Un&#8217;idea semplice è lo yogurt freddo con miele, noci e frutta fresca: una colazione o una merenda estiva veloce, nutriente e senza cottura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il miele nei piatti salati</h2>



<p>L&#8217;estate porta in tavola anche ricette dove il miele diventa protagonista del contrasto dolce-salato. Si abbina bene ai formaggi, soprattutto quelli freschi e stagionati: una goccia su ricotta, caprino o formaggi a pasta morbida crea un equilibrio tra sapidità e dolcezza.</p>



<p>Nelle insalate può essere utilizzato per preparare condimenti originali insieme a olio extravergine, limone o aceto. Il risultato è una vinaigrette delicata per accompagnare verdure crude, frutta e frutta secca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bevande fresche al miele</h2>



<p>Con il caldo cresce la voglia di bevande naturali. Il miele può essere sciolto in acqua fresca con limone e menta per una bibita casalinga profumata, oppure utilizzato per dolcificare centrifugati e frullati.</p>



<p>Un piccolo accorgimento: è preferibile scioglierlo prima in una parte liquida, così si amalgama meglio senza alterare la consistenza della preparazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I diversi mieli e i loro aromi</h2>



<p>Ogni varietà ha caratteristiche proprie. Il miele di acacia è generalmente delicato e adatto alle preparazioni dove si vuole lasciare spazio agli altri ingredienti. Quello di castagno ha un gusto più deciso, ideale con formaggi e ricette dal sapore intenso. I mieli millefiori racchiudono invece profumi diversi legati alle fioriture presenti nel territorio.</p>



<p>La scelta del miele può quindi diventare parte della ricetta, proprio come accade con un olio extravergine o una spezia.</p>
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		<title>I fusilli del Cilento, il segreto di una pasta che racconta la storia di un territorio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/i-fusilli-del-cilento-il-segreto-di-una-pasta-che-racconta-la-storia-di-un-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 14:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Felitto]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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<p>Hanno una forma semplice, fatta di acqua, farina e manualità, ma custodiscono secoli di storia e una parte dell’identità gastronomica del Cilento. Sono i fusilli cilentani, una delle preparazioni più rappresentative della tradizione culinaria dell’entroterra salernitano, ancora oggi protagonisti delle tavole familiari e delle feste di paese.</p>



<p>A renderli speciali non è soltanto il gusto, ma il legame profondo con il territorio. Il fusillo cilentano nasce infatti come pasta povera, realizzata un tempo nelle case contadine con pochi ingredienti disponibili: farina di grano duro, acqua e tanta abilità. La lavorazione manuale, tramandata soprattutto dalle donne delle comunità locali, ha trasformato una ricetta semplice in un simbolo culturale.</p>



<p>La caratteristica principale è la forma allungata e cava, ottenuta tradizionalmente attraverso l’uso del “ferretto”, un sottile bastoncino attorno al quale viene arrotolato l’impasto. Il risultato è una pasta porosa e resistente, capace di trattenere bene i condimenti.</p>



<p>Ed è proprio questa capacità di raccogliere il sugo uno dei motivi che rende i fusilli cilentani particolarmente apprezzati. La loro struttura permette alla salsa di entrare nella pasta e di esaltare ogni ingrediente, dai ragù di carne alle preparazioni più semplici con pomodoro, olio extravergine d’oliva e prodotti dell’orto.</p>



<p>Nel Cilento il fusillo è legato soprattutto alla cucina delle aree interne <strong><a href="https://www.giornaledelcilento.it/fusilli-di-felitto-il-gioiello-del-cilento-che-resiste-al-tempo/" data-type="link" data-id="https://www.giornaledelcilento.it/fusilli-di-felitto-il-gioiello-del-cilento-che-resiste-al-tempo/">(i più noti sono quelli di Felitto)</a></strong>, dove la tradizione contadina ha conservato ricette tramandate per generazioni. Viene spesso accompagnato dal ragù cilentano della domenica, dalle carni locali o da condimenti a base di verdure, legumi e formaggi del territorio.</p>



<p>Il valore di questa pasta si inserisce in un patrimonio più ampio riconosciuto a livello internazionale. Il Cilento è infatti una delle terre simbolo della Dieta Mediterranea, iscritta nel patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, un modello alimentare fondato sull’equilibrio tra prodotti locali, stagionalità e convivialità.</p>



<p>La qualità dei fusilli è legata anche alle materie prime. Il territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni offre una grande varietà agricola: grani, olio extravergine, pomodori, ortaggi, formaggi e prodotti della tradizione pastorale che contribuiscono a costruire un’identità gastronomica riconoscibile.</p>



<p>Ma il vero ingrediente resta la manualità. Ancora oggi in molti paesi cilentani la preparazione dei fusilli richiede tempo e pazienza: l’impasto viene lavorato, tagliato e arrotolato uno a uno, mantenendo viva una tecnica che rischierebbe di scomparire con la modernizzazione delle abitudini alimentari.</p>
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		<title>Cilento: a Cicerale torna la Sagra delle Sagre, 25 eventi e oltre 80 piatti tipici</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-a-cicerale-torna-la-sagra-delle-sagre-25-eventi-e-oltre-80-piatti-tipici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 13:41:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cicerale]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[sagra delle sagre]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 15 al 19 luglio 2026, il Bosco San Felice di Cicerale ospiterà la quarta edizione de “Le Nottidel Cilento – Sagra delle Sagre”, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dal 15 al 19 luglio 2026, il Bosco San Felice di Cicerale ospiterà la quarta edizione de “Le Notti<br>del Cilento – Sagra delle Sagre”, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate cilentana, nato con<br>l’obiettivo di valorizzare le tradizioni, i prodotti tipici e l’identità dei borghi del territorio. L’evento<br>rappresenta ormai una vera e propria vetrina del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e<br>Alburni: un luogo in cui il turista potrà simbolicamente “viaggiare” nel Cilento senza spostarsi,<br>incontrando sapori, storie, comunità e tradizioni provenienti da diverse aree del territorio.<br>Saranno presenti di 25 sagre provenienti dall’intero territorio del Parco, con una proposta<br>gastronomica che supererà gli 80 piatti tipici. Ogni stand racconterà un paese, una festa popolare,<br>una ricetta tramandata, un prodotto identitario. Dalla pasta fatta a mano ai piatti della tradizione<br>contadina, dai prodotti poveri di un tempo alle specialità più conosciute, il percorso gastronomico<br>diventerà un vero racconto del Cilento autentico.</p>



<p>“Le Notti del Cilento – Sagra delle Sagre” non sarà soltanto un evento enogastronomico, ma un<br>grande contenitore culturale e popolare. Durante le cinque serate sono previsti spettacoli popolari,<br>momenti musicali, talk, incontri e partecipazioni di ospiti importanti, con l’obiettivo di unire<br>intrattenimento, promozione territoriale e valorizzazione delle comunità locali. Uno dei momenti<br>più significativi dell’edizione 2026 sarà il riconoscimento ad Angelo Radano, figura cilentana che<br>con il suo lavoro artistico ha fatto ballare tutta l’Italia. In suo omaggio, durante l’evento si<br>svolgeranno tre format molto amati dal pubblico: Nostalgia 90, Febbre Italiana e Dance<br>Tarantella.</p>



<p>Il Bosco San Felice di Cicerale diventerà così, per cinque notti, il cuore pulsante del Cilento: un<br>grande villaggio del gusto, della musica e delle tradizioni, dove residenti, visitatori e turisti<br>potranno vivere un’esperienza immersiva tra sapori, identità e spettacolo. “Le Notti del Cilento – Sagra delle Sagre” conferma la sua missione: mettere insieme le comunità,<br>creare rete tra le sagre del territorio e offrire al pubblico un’immagine forte, autentica e viva del<br>Cilento. Un evento che non celebra soltanto il buon cibo, ma racconta un territorio intero, le sue<br>radici e la sua capacità di accogliere.</p>
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		<title>Enogastronomia, Regione Campania presenta &#8216;Praesentia. Gusto di Campania Divina&#8217;: otto eventi da giugno a dicembre</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/enogastronomia-regione-campania-presenta-praesentia-gusto-di-campania-divina-otto-eventi-da-giugno-a-dicembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 12:20:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[campania divina]]></category>
		<category><![CDATA[presentia campania]]></category>
		<category><![CDATA[regione campania]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Assessorato al Turismo della Regione Campania e l’Agenzia Regionale Campania Turismo hanno presentato la seconda edizione di “PRAESENTIA. Gusto di Campania Divina &#8211; Viaggio alla scoperta della cultura enogastronomica della [...]]]></description>
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<p>L’Assessorato al Turismo della Regione Campania e l’Agenzia Regionale Campania Turismo hanno presentato la seconda edizione di “<strong>PRAESENTIA. Gusto di Campania Divina &#8211; Viaggio alla scoperta della cultura enogastronomica della Campania”</strong>. Il programma, curato scientificamente da&nbsp;<strong>Elisabetta Moro</strong>, antropologa e titolare della cattedra Unesco in Intangible Cultural Heritage and Comparative Law all’Università Suor Orsola Benincasa, si articolerà in otto appuntamenti distribuiti tra i mesi di giugno e dicembre 2026, prevede un calendario integrato di show cooking, narrazioni storiche, degustazioni guidate e interventi musicali.</p>



<p>“<em>Praesentia è una sfida importante</em>&nbsp;– ha affermato&nbsp;<strong>Vincenzo Maraio, assessore regionale al Turismo</strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>perché mette al centro l&#8217;intero territorio campano, raccontandone la straordinaria ricchezza con competenza, visione e modernità. &nbsp;Dalle aree interne alle coste, ogni comunità custodisce tradizioni, prodotti e saperi che rappresentano un patrimonio unico. Il nostro obiettivo è trasformare queste eccellenze in una narrazione contemporanea e attrattiva, capace di parlare ai visitatori italiani e internazionali. Con il presidente Fico stiamo costruendo un modello di promozione che unisce cultura, enogastronomia e identità territoriale, valorizzando ciò che rende la Campania una delle destinazioni più apprezzate al mondo”</em>.</p>



<p>“<em>Praesentia rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra Regione, Comuni e operatori del territorio possa trasformarsi in una strategia efficace di promozione e sviluppo. La valorizzazione dei nostri beni comuni, materiali e immateriali, passa attraverso la capacità di fare rete e costruire percorsi condivisi che mettano al centro le identità locali. L’enogastronomia, intrecciata alla storia, alla cultura e alle tradizioni delle comunità, è uno straordinario strumento di attrazione turistica e di crescita economica. Come ANCI Campania sosteniamo con convinzione iniziative che favoriscono la cooperazione istituzionale e rafforzano il ruolo dei Comuni nella promozione delle eccellenze territoriali</em>”, ha dichiarato il Presidente&nbsp;<strong>ANCI Campania</strong>,<strong>&nbsp;Francesco Morra</strong>.</p>



<p>La rassegna è finalizzata alla valorizzazione del&nbsp;<strong>patrimonio agroalimentare e culinario della Campania</strong>, in linea con il recente riconoscimento della&nbsp;<strong>Cucina Italiana</strong>&nbsp;come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità&nbsp;<strong>UNESCO</strong>, deliberato il 10 dicembre 2025. L&#8217;iniziativa si inserisce in un contesto di forte riconoscimento internazionale per il comparto regionale, confermato dai dati dell&#8217;atlante mondiale della gastronomia&nbsp;<strong>Taste Atlas</strong>, che ha classificato la cucina campana al vertice delle eccellenze regionali globali negli ultimi 2 anni.</p>



<p>Gli eventi, aperti al pubblico e gratuiti, sono concepiti come tavoli di confronto e&nbsp;<strong>sinergia strategica tra gli operatori del settore turistico, culturale ed economico</strong>. L&#8217;obiettivo istituzionale è il potenziamento del turismo enogastronomico attraverso un&#8217;offerta integrata di qualità, capace di trasformare i saperi tradizionali, le ricette storiche e le produzioni tipiche locali in leve di sviluppo economico e di attrattività per l&#8217;intero territorio regionale.</p>



<p>Ogni appuntamento è un&nbsp;<strong>incontro-scambio fra cucina popolare e ristorazione gourmet</strong>&nbsp;ospitato in un monumento che rappresenta la comunità locale e che sarà visitato all’inizio di ogni tappa. Dopo l’analisi istituzionale dell’Assessore al Turismo<strong>&nbsp;Vincenzo Maraio&nbsp;</strong>che illustrerà lo stato dell’arte del turismo in Campania, ci sarà il focus di un grande esperto sulle peculiarità enogastronomiche locali. Seguirà lo show cooking con un dialogo ai fornelli tra un cuoco fine dining, spesso anche stellato, e uno di territorio, per testimoniare che ogni innovazione riuscita nasce da una tradizione consolidata.&nbsp; Il talk sarà moderato da un giornalista gastronomico che renderà il confronto ancora più interessante e appassionante.&nbsp; Gran finale a tavola con una degustazione di piatti preparati con i migliori prodotti locali, su tutto olio extravergine di oliva e vini delle cantine più rinomate del territorio. Si chiude con la Coffee Experience con un coffelier che illustrerà miscele di torrefattori campani.</p>



<p>Al termine del convivio un piccolo concerto porterà in scena la creatività musicale campana, celebre per la sua canzone sia colta che popolare.</p>
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		<title>Oltre 30 tecnologie green per la filiera bufalina: firmato un plafond da 30 milioni di euro</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/oltre-30-tecnologie-green-per-la-filiera-bufalina-firmato-un-plafond-da-30-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 14:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
		<category><![CDATA[bcc magn agrecia]]></category>
		<category><![CDATA[bufalina]]></category>
		<category><![CDATA[filiera bufalina]]></category>
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					<description><![CDATA[Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera bufalina è un lavoro promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum e Serino, BCC Magna Grecia, con la [...]]]></description>
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<p><em>Filiere sostenibili della Piana del Sele. Filiera bufalina è un lavoro promosso da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum e Serino, BCC Magna Grecia, con la partnership di Coldiretti e Confagricoltura.</em></p>



<p><strong>Mappate oltre 30 soluzioni e tecnologie green per decarbonizzare la filiera bufalina e accrescere la qualità e la competitività delle imprese.</strong></p>



<p><strong>Firmato l’accordo per l’attivazione di un plafond del valore di 30 milioni di euro</strong> da parte delle tre BCC della Piana del Sele, in collaborazione con Fondazione Symbola, Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno, per accompagnare le imprese nell’adozione di soluzioni e tecnologie green volte a ridurre i costi energetici, migliorare l’efficienza dei processi produttivi e generare valore dai sottoprodotti della filiera.</p>



<p><strong>In Italia è presente circa l’1% del patrimonio bufalino mondiale e il 95% di quello europeo.</strong> Nel nostro Paese si contano circa 435.000 capi bufalini; di questi, il 70% è allevato in Campania. La Piana del Sele vanta oltre il 25% del totale degli allevamenti e il 30,8% dei capi presenti nella regione.</p>



<p>«Il riconoscimento dell’UNESCO alla cucina italiana certifica un vantaggio competitivo fatto di cultura, saperi, territori e comunità, che va preservato come investimento sul futuro. &#8211; è il commento di <strong>Realacci (Fondazione Symbola)</strong> &#8211;  In questo quadro si inserisce la filiera bufalina, eccellenza del Made in Italy nel mondo, con prodotti distintivi come la Mozzarella di Bufala Campana DOP.</p>



<p>Oggi questa filiera, come evidenziato nel rapporto, si confronta con la sfida della transizione verde, resa ancora più urgente dall’instabilità dei costi energetici e delle materie prime, e da un nuovo orientamento dei mercati che associano sempre più la sostenibilità alla qualità di beni e servizi. Puntare sulla sostenibilità significa quindi aiutare questo tessuto imprenditoriale a diventare più autosufficiente, competitivo, a misura d’uomo e, per questo, più capace di futuro».</p>



<p>«La presentazione dello scorso maggio del rapporto sulla filiera bufalina della Piana del Sele presso il Senato della Repubblica ha rappresentato un importante riconoscimento per un comparto che costituisce una delle principali eccellenze economiche e produttive del nostro territorio. &#8211; ha spiegato <strong>Catarozzo (BCC Campania Centro)</strong> &#8211; Oggi, però, è il momento di trasformare le analisi e le prospettive emerse in azioni concrete.</p>



<p>Il lavoro realizzato con Fondazione Symbola e le BCC partner dimostra che sostenibilità e competitività possono crescere insieme. Le innovazioni individuate e il plafond di 30 milioni di euro messo a disposizione dal Credito Cooperativo vogliono offrire alle imprese strumenti reali per affrontare le sfide della transizione ecologica e rafforzare la propria presenza sui mercati.</p>



<p>Come BCC Campania Centro crediamo che il futuro della filiera bufalina dipenda dalla capacità di fare rete tra imprese, istituzioni e comunità locali. Accompagnare questo percorso significa investire nello sviluppo del territorio, creare opportunità per i giovani e valorizzare un patrimonio che appartiene all’intera Campania».</p>



<p><strong>Per Pingaro (BCC Capaccio Paestum e Serino):</strong> «Lo sforzo delle banche promotrici e della Fondazione Symbola è quello di individuare innovazioni tecnologiche capaci di rendere gli allevamenti bufalini sempre più compatibili dal punto di vista ambientale e, allo stesso tempo, più efficienti sotto il profilo produttivo.</p>



<p>Un’innovazione che non nasce sempre nei laboratori, ma che spesso è anche “combinatoria”: frutto del trasferimento alla filiera bufalina di esperienze e soluzioni maturate in settori completamente diversi.</p>



<p>La presentazione del rapporto al Senato della Repubblica ha rappresentato un importante riconoscimento del valore strategico di questo percorso e ha confermato la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, sistema del credito e imprese per accompagnare concretamente la transizione sostenibile della filiera.</p>



<p>La filiera bufalina è parte integrante dell’identità e dell’economia della Piana del Sele e la sfida, oggi, è trasformare le analisi e le opportunità individuate in investimenti concreti e diffusi, mettendo a disposizione delle imprese conoscenze, strumenti finanziari e soluzioni innovative in grado di accrescere sostenibilità, efficienza e competitività.</p>



<p>Come BCC Capaccio Paestum e Serino vogliamo essere parte attiva di questo cambiamento, sostenendo investimenti e progetti capaci di generare innovazione, valore e nuove opportunità di sviluppo per il territorio.</p>



<p>È importante sottolineare che, nell’ambito del plafond di 30 milioni di euro, un primo intervento di 2 milioni è già stato deliberato dalle tre BCC con il coinvolgimento del Gruppo ICCREA ed è in fase di perfezionamento. Si tratta di un’operazione innovativa di finanziamento con pegno rotativo su merci (latte), a sostegno dello stoccaggio del latte bufalino, finalizzata a favorire la sostenibilità economica degli allevatori riuniti in OP (Organizzazioni di produttori)».</p>



<p>«La filiera bufalina della Piana del Sele rappresenta una straordinaria sintesi di tradizione produttiva, identità territoriale e capacità di innovazione. &#8211; commenta <strong>Lucibello (BCC Magna Grecia)</strong> &#8211; Accompagnarne l’evoluzione verso modelli sempre più sostenibili significa promuovere non solo la competitività delle imprese, ma anche la tenuta sociale ed economica di un’area che in questa filiera riconosce una componente essenziale del proprio futuro.</p>



<p>Per BCC Magna Grecia, questo vuol dire essere concretamente al fianco di allevatori, trasformatori e imprese che ogni giorno custodiscono e rinnovano questa eccellenza, supportandoli nei percorsi di innovazione e sostenibilità. Investire nella filiera bufalina significa rafforzare un patrimonio identitario ed economico decisivo per la crescita della Piana del Sele e delle comunità che la abitano».</p>



<p>«Gli studi e le analisi del sistema camerale confermano la straordinaria forza dell’agroalimentare nell’economia della provincia di Salerno, &#8211; spiega <strong>Prete (Unioncamere e Camera di Commercio di Salerno)- </strong> un ecosistema dove il comparto lattiero-caseario rappresenta una delle punte di diamante, capace di muoversi in perfetta sinergia con il settore conserviero e, più in generale, con l’agricoltura d’eccellenza della Piana del Sele.</p>



<p>Questo territorio esprime un valore produttivo formidabile, ma le sfide globali ci impongono un salto di qualità che abbiamo già ampiamente anticipato e tracciato nelle scorse edizioni dell’evento Agrifood Future.</p>



<p>Non esiste una reale crescita di lungo periodo senza la capacità di coniugare lo sviluppo economico con la salvaguardia dell’ambiente. Per le nostre imprese, la chiave della competitività futura risiede nell’accelerazione della doppia transizione, ecologica e digitale: l’innovazione tecnologica e i processi green non devono essere percepiti come vincoli normativi, bensì come i pilastri strategici per proteggere l’autenticità delle nostre filiere e proiettarle con successo sui mercati internazionali».</p>
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		<title>Agroalimentare: dalla Campania il &#8220;tridente&#8221; San Marzano, Gragnano e pizza per conquistare i mercati esteri</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/agroalimentare-dalla-campania-il-tridente-san-marzano-gragnano-e-pizza-per-conquistare-i-mercati-esteri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 13:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[pasta di gragnano]]></category>
		<category><![CDATA[pizza napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[san marzano pomodoro]]></category>
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					<description><![CDATA[La Campania schiera il tridente per conquistare i mercati agroalimentari Pomodoro San Marzano DOP, Pasta di Gragnano IGP e Pizza Napoletana Verace insieme per la valorizzazione dell’eccellenza agroalimentare della Campania. [...]]]></description>
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<p><em>La Campania schiera il tridente per conquistare i mercati agroalimentari Pomodoro San Marzano DOP, Pasta di Gragnano IGP e Pizza Napoletana Verace insieme per la valorizzazione dell’eccellenza agroalimentare della Campania.</em></p>



<p>Il Consorzio di Tutela del Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP, il Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP e l’Associazione Verace Pizza Napoletana hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per realizzare azioni di promozione e valorizzazione congiunte sui mercati nazionali e internazionali.&nbsp;</p>



<p>La firma è avvenuta, ieri 17 giugno 2026, nel corso della serata che ha celebrato i 30 anni della certificazione DOP del Pomodoro San Marzano, tenutasi a Sarno presso Villa Lanzara sede del Consorzio.</p>



<p>A sottoscrivere l’intesa, Giampiero Manfuso, presidente Consorzio di Tutela del Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP, Giovanni Cafiero, direttore Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP e Antonio Pace, presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana.</p>



<p>“Si tratta di un partenariato strategico che crea le giuste sinergie tra prodotti complementari che si propongono a livello globale – ha dichiarato Manfuso &#8211; Con la Pasta di Gragnano oltre alla complementarietà in cucina c’è anche la condivisione dell’areale territoriale di provenienza e il fatto che entrambi i prodotti hanno una certificazione di qualità dell’Unione europea”. “Per quanto riguarda la pizza – ha aggiunto Manfuso – si tratta probabilmente dell’alimento d’elezione per il Pomodoro San Marzano DOP, un driver essenziale per promuovere sempre più il prodotto sui mercati internazionali”. “Proveremo a esportare questo modello congiunto di promozione anche con il supporto della Regione Campania – ha concluso Manfuso – e daremo sempre più forza al nostro prodotto contro le contraffazioni rafforzando il messaggio che È San Marzano solo se è DOP”.</p>



<p>Presente alla firma anche Maria Carmela Serluca, assessora all’Agricoltura della Regione Campania la quale ha accolto con favore la scelta di unire competenze, identità e visione in un percorso comune di promozione che valorizza tre eccellenze riconosciute nel mondo. “Dobbiamo essere consapevoli – ha detto l’assessora Serluca &#8211; che la forza dei nostri prodotti cresce quando si costruiscono alleanze capaci di raccontare, in modo integrato, la qualità, la tradizione e l’autenticità dei territori da cui provengono”. “La Regione Campania sosterrà questo modello di collaborazione, perché rafforza la competitività delle nostre produzioni certificate, tutela i consumatori e contribuisce a contrastare con maggiore efficacia ogni forma di contraffazione. È una strategia che guarda lontano e che conferma, ancora una volta, come il valore delle nostre eccellenze risieda nella capacità di fare sistema”.</p>



<p>Negli ultimi 5 anni la quantità di pomodoro San Marzano DOP trasformata è quasi raddoppiata, passando da 110.000 a 190.000 quintali. Le stime per il 2026 sono incoraggianti con un aumento di circa 320 ettari (+20%) messi a coltura che permetterà di superare i 200 mila quintali di prodotto trasformato. Ciò consentirà di aumentare il valore al consumo del Prodotto San Marzano DOP che, nel 2025, è stato di circa 45 milioni di euro. L’80% della produzione di Pomodoro San Marzano DOP viene esportata all’estero. I principali Paesi destinatari sono Stati Uniti, Giappone, Canada, Emirati Arabi, Arabia Saudita e Australia. C’è una grande richiesta del prodotto sui mercati esteri ed è pertanto sempre più importante proteggerlo dalle imitazioni.</p>



<p>Nel corso della serata, per suggellare l’intesa, lo chef stellato Peppe Guida e i maestri pizzaioli Fulvio Belfiore, Giancarlo Schiano, Peter Surace e Gennaro Catapano hanno dato vita a uno schow-cooking con degustazione dei prodotti interessati.&nbsp;</p>
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		<title>Vinammare 2026: ad Acciaroli il primo evento dedicato ai vini di costa del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vinammare-2026-ad-acciaroli-il-primo-evento-dedicato-ai-vini-di-costa-del-mediterraneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 09:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[acciaroli]]></category>
		<category><![CDATA[vinammare 2026]]></category>
		<category><![CDATA[vini di costa]]></category>
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					<description><![CDATA[Da domani, venerdì 19, a domenica 21 giugno il Porto di Acciaroli ospiterà la prima edizione di Vinammare – Orizzonti di vino e di mare, manifestazione dedicata ai vini prodotti [...]]]></description>
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<p>Da domani, venerdì 19, a domenica 21 giugno il Porto di Acciaroli ospiterà la prima edizione di Vinammare – Orizzonti di vino e di mare, manifestazione dedicata ai vini prodotti nei territori costieri del Mediterraneo. L’appuntamento è dalle 18.30 alle spalle della Torre di Acciaroli.</p>



<p>Per tre giorni, produttori, appassionati, operatori del settore e visitatori provenienti da tutta Italia e dall&#8217;estero si incontreranno nel cuore del Cilento per un viaggio tra territori che condividono lo stesso orizzonte: il mare. Dalle coste italiane a quelle di Francia, Spagna, Grecia e Portogallo, Vinammare riunisce cantine e storie che raccontano il rapporto profondo tra vino, paesaggio e identità mediterranea.</p>



<p>Non una semplice manifestazione enologica, ma un&#8217;esperienza culturale e sensoriale che mette al centro il dialogo tra comunità, tradizioni e innovazione. Qui il vino diventa linguaggio comune, strumento di conoscenza e occasione di incontro tra popoli che, da secoli, condividono il Mediterraneo come spazio di scambio e contaminazione.</p>



<p>La scelta di Acciaroli e Pollica come sede dell&#8217;evento assume un valore simbolico particolare. Questo territorio, riconosciuto a livello internazionale come patria della Dieta Mediterranea e recentemente indicato tra le eccellenze assolute del mare italiano per qualità ambientale e sostenibilità, rappresenta una sintesi perfetta tra cultura del cibo, tutela del paesaggio e qualità della vita. Tra i momenti più attesi del programma figurano tre masterclass gratuite pensate per approfondire il rapporto tra vino, territorio e ricerca.</p>



<p>Composizioni, (19 giugno, Molo di sopraflutto alle 19.30) guidata da Alfredo Capasso dell&#8217;Enoteca Frangino, offrirà un&#8217;esperienza immersiva dedicata all&#8217;arte del blending. I partecipanti potranno degustare diverse basi vinicole, sperimentare combinazioni e creare una propria cuvée personalizzata, scoprendone successivamente l&#8217;abbinamento ideale con il formaggio.</p>



<p>Latitudini, (20 giugno, Molo di sopraflutto alle 19.30): il sindaco di Pollica Stefano Pisani e un sommelier, accompagneranno il pubblico alla scoperta dell&#8217;identità vitivinicola di Pollica attraverso il progetto Serre di Molino a Vento e l&#8217;esperienza innovativa di Underwater, dedicata all&#8217;affinamento subacqueo del vino nelle acque del Mediterraneo.</p>



<p>Origine, (21 giugno, Molo di sopraflutto alle 19.30): condotta da Giuseppe Pagano, fondatore dell&#8217;azienda San Salvatore, sarà invece un racconto dedicato al Cilento, alla biodiversità e all&#8217;agricoltura mediterranea, attraverso una delle realtà produttive più rappresentative del territorio.</p>



<p>Ad accompagnare il percorso di degustazione saranno i sapori autentici del Cilento. Show cooking, proposte gastronomiche, incontri dedicati alla cultura alimentare e alle produzioni locali permetteranno ai visitatori di scoprire il patrimonio enogastronomico di una terra che ha fatto della Dieta Mediterranea un modello culturale riconosciuto in tutto il mondo.</p>



<p>Quando il sole inizierà a scendere sul mare, Vinammare cambierà volto. Il porto di Acciaroli si trasformerà in uno spazio aperto alla condivisione e alla convivialità, dove musica, dj set, performance artistiche e selezioni sonore accompagneranno il pubblico fino a tarda sera.</p>



<p>Tra un calice e un tramonto, tra racconti di mare e percorsi di degustazione, Vinammare invita a rallentare, osservare e vivere il Mediterraneo nella sua dimensione più autentica: quella fatta di incontri, sapori, paesaggi e storie che continuano a unire le sue sponde.</p>
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		<title>Spaghetti alla Nerano: la ricetta originale prevede il Provolone del Monaco Dop</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/spaghetti-alla-nerano-la-ricetta-originale-prevede-il-provolone-del-monaco-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 11:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[penisola sorrentina]]></category>
		<category><![CDATA[provolone del monaco dop]]></category>
		<category><![CDATA[spaghetti alla nerano]]></category>
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					<description><![CDATA[La ricetta nata nella Penisola Sorrentina prevede il Provolone del Monaco DOP. Ma per abbattere i costi molti usano formaggi meno pregiati: e il piatto cambia. Bastano cinque ingredienti: spaghetti, [...]]]></description>
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<p><em>La ricetta nata nella Penisola Sorrentina prevede il Provolone del Monaco DOP. Ma per abbattere i costi molti usano formaggi meno pregiati: e il piatto cambia.</em></p>



<p>Bastano cinque ingredienti: spaghetti, zucchine, basilico, olio extravergine e formaggio. Eppure gli&nbsp;<strong>spaghetti alla Nerano&nbsp;</strong>sono diventati uno dei simboli della cucina campana nel mondo. Nati negli anni ’50 al ristorante Maria Grazia di Nerano, frazione di Massa Lubrense, devono la loro fama a una regola d’oro: la qualità assoluta delle materie prime.</p>



<p>«La ricetta originale, parla chiaro», spiega il giornalista Roberto Erre. «Il formaggio da usare è il <strong>Provolone del Monaco DOP</strong>. Quello dei Monti Lattari o della penisola sorrentina stagionato almeno sei mesi, dal gusto deciso, piccante e nocciolato. È lui che, sciolto nell’acqua di cottura, crea la crema che avvolge la pasta senza bisogno di panna o burro. È lui che regala quel sapore unico, sapido e persistente, che ha conquistato chef stellati da <strong>Gualtiero Marchesi </strong>in poi».</p>



<p><strong>Il segreto del prezzo sta nel formaggio  <br></strong>Spiega: «Il Provolone del Monaco DOP costa. Una forma intera, al dettaglio, supera i 30€ al kg. Per una porzione al ristorante servono circa 30-40 grammi. Una spesa che incide sul food cost. E qui inizia la frattura tra tradizione e mercato. Chi vuole abbattere i costi, nei menù turistici o nelle cucine meno attente, sostituisce il Monaco con formaggi meno pregiati. Provolone dolce industriale, caciocavallo di bassa stagionatura, scamorza, o peggio mix di formaggi grattugiati già pronti.</p>



<p>Il risultato al palato è diverso. La crema è meno saporita, più “piatta”. Manca quella nota piccante e lunga che solo il Monaco, nato dal latte delle vacche Agerolesi al pascolo sui Lattari, riesce a dare. Il piatto resta buono, ma <strong>smette di essere “alla Nerano”</strong>. Diventa “spaghetti con zucchine e formaggio”».</p>



<p><strong>Una DOP da difendere</strong><br>Il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco DOP denuncia da anni il fenomeno. “Usare un altro formaggio significa tradire la ricetta e ingannare il cliente – spiegano dal Consorzio –. Il Monaco non è un ingrediente qualsiasi: è prodotto in una zona ristretta, con disciplinari severi. Sostituirlo significa abbattere la qualità e svalutare il territorio”.<br>Occorre insistere sul tema: “Difendere l’originale è difendere l’economia locale. Quando un ristorante sceglie il Provolone del Monaco DOP, sostiene gli allevatori dei Lattari, i casari e l’intera filiera. Quando sceglie un formaggio industriale, quel valore esce dalla Campania”.</p>



<p><strong>Come riconoscere le “vere Nerano&#8221;</strong><br>Al ristorante, chiedete sempre che formaggio usano. Se nel menù c’è scritto “Provolone del Monaco DOP”, avete diritto a trovarlo nel piatto. Se c’è solo “provolone”, diffidate.</p>



<p>A casa, se volete rispettare la ricetta tradizionale, non risparmiate sul formaggio. Perché negli spaghetti alla Nerano, la qualità paga. E la tradizione, senza compromessi, ha sempre un sapore diverso.</p>
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		<title>Oltre 300 partecipanti per “La Tavuliata del Bufalo” di San Salvatore</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/oltre-300-partecipanti-per-la-tavuliata-del-bufalo-di-san-salvatore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:34:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 300 persone hanno preso parte a “La Tavuliata del Bufalo. Un dialogo tra tradizione e innovazione”, l&#8217;iniziativa promossa da San Salvatore presso l&#8217;orto aziendale in occasione del decennale della [...]]]></description>
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<p>Oltre 300 persone hanno preso parte a “La Tavuliata del Bufalo. Un dialogo tra tradizione e innovazione”, l&#8217;iniziativa promossa da San Salvatore presso l&#8217;orto aziendale in occasione del decennale della Cucina San Salvatore.</p>



<p>Una grande tavola condivisa, immersa nel paesaggio agricolo del Cilento, ha accolto rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca, dell&#8217;università, delle associazioni di categoria, delle professioni, dell&#8217;impresa e della società civile per una riflessione comune sul futuro del territorio, partendo da uno dei suoi simboli più identitari: il bufalo.</p>



<p>Nel corso della serata si sono alternati gli interventi di rappresentanti della Regione Campania, del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dell&#8217;Università degli Studi di Napoli Federico II, del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP, di Confagricoltura, Coldiretti, dell&#8217;Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, del World Food Forum della FAO e di numerose realtà impegnate nella valorizzazione del patrimonio agricolo, ambientale e culturale del territorio.</p>



<p>L&#8217;evento ha posto al centro il rapporto tra tradizione e innovazione, evidenziando il ruolo che agricoltura, ricerca, sostenibilità, formazione e imprese possono svolgere nella costruzione di nuove opportunità per il Cilento e per le future generazioni.</p>



<p>Particolarmente significativo il momento dedicato alla collaborazione tra San Salvatore e I Bambini delle Fate, organizzazione impegnata a livello nazionale nel sostegno a progetti di inclusione per persone con autismo e altre disabilità. Attraverso la testimonianza di Franco e Andrea Antonello e l&#8217;intervento di Annalisa Siano, è stato presentato un percorso condiviso che vedrà l&#8217;azienda impegnata nello sviluppo di iniziative orientate all&#8217;inclusione sociale e lavorativa.</p>



<p>L&#8217;Orto San Salvatore, luogo simbolo dell&#8217;iniziativa, è diventato per una sera il punto d&#8217;incontro tra mondi diversi ma accomunati dalla volontà di costruire valore per il territorio attraverso il dialogo, la collaborazione e la condivisione delle competenze.</p>



<p>L&#8217;iniziativa, fortemente voluta da Antonello Ricco e Andrea Pagano ha rappresentato anche un momento di riflessione sul valore del dialogo tra generazioni e sulla capacità delle imprese agricole di costruire futuro senza perdere il legame con le proprie radici. In questa direzione si inserisce la commossa partecipazione del fondatore Giuseppe Pagano e dei figli, Giusi e Gianandrea Ricco, espressione di una nuova generazione chiamata a raccogliere e reinterpretare un patrimonio fatto di territorio, lavoro, innovazione e responsabilità.</p>



<p>La Tavuliata del Bufalo si è così trasformata in una celebrazione del lavoro, delle relazioni e della capacità di fare rete, confermando come il dialogo tra istituzioni, imprese, ricerca, comunità e nuove generazioni rappresenti uno degli strumenti più efficaci per immaginare e costruire il futuro del Cilento.</p>



<p>A dieci anni dall&#8217;apertura della Cucina San Salvatore, l&#8217;iniziativa ha riaffermato una visione che mette al centro il territorio, le persone e la capacità di generare valore condiviso attraverso l&#8217;agricoltura, la cultura dell&#8217;accoglienza e l&#8217;innovazione.</p>
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		<title>Melanzane a barchetta: il piatto estivo della cucina casalinga</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/melanzane-a-barchetta-il-piatto-estivo-della-cucina-casalinga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 08:57:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[Le melanzane a barchetta rappresentano uno di quei piatti che raccontano la semplicità della tradizione contadina e la ricchezza dei sapori del Sud Italia. Una ricetta che nasce dalla capacità [...]]]></description>
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<p class="p1">Le melanzane a barchetta rappresentano uno di quei piatti che raccontano la semplicità della tradizione contadina e la ricchezza dei sapori del Sud Italia. Una ricetta che nasce dalla capacità di trasformare pochi ingredienti in un piatto completo, profumato e conviviale.</p>



<p class="p1">Le “barchette” di melanzana devono il loro nome alla forma caratteristica: le melanzane vengono tagliate a metà e svuotate leggermente, pronte a essere farcite come piccole imbarcazioni di gusto. Il risultato è un piatto versatile, perfetto sia come antipasto ricco sia come secondo vegetariano, capace di mettere d’accordo tutti a tavola.</p>



<p class="p3">INGREDIENTI (per 4 persone)</p>



<p class="p3">4 melanzane medie 300 g di pomodori maturi o passata di pomodoro 1 spicchio d’aglio 80 g di pangrattato 50 g di parmigiano grattugiato Olio extravergine d’oliva q.b. Basilico fresco Sale e pepe q.b. (Facoltativo) capperi o olive nere</p>



<p class="p3">PREPARAZIONE</p>



<p class="p1">Per prima cosa, lavare le melanzane e tagliarle a metà nel senso della lunghezza. Incidere leggermente la polpa e salarle, lasciandole riposare per circa 20 minuti per eliminare l’amaro.</p>



<p class="p1">Successivamente, svuotare delicatamente le melanzane conservando la polpa. Le “barchette” ottenute vanno disposte su una teglia con un filo d’olio e leggermente precotte in forno a 180°C per circa 15 minuti.</p>



<p class="p1">Nel frattempo, in una padella, far rosolare l’aglio in olio extravergine e aggiungere la polpa delle melanzane tagliata a dadini. Dopo qualche minuto unire i pomodori, il sale, il pepe e il basilico, lasciando cuocere fino a ottenere un composto morbido e saporito.</p>



<p class="p1">A questo punto, riempire le melanzane con il ripieno preparato, aggiungere pangrattato e parmigiano in superficie e un filo d’olio. Infornare nuovamente a 180°C per circa 25–30 minuti, fino a doratura.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aperto McDonald’s a Villammare, Comune: «Amplia servizi e occupazione»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/aperto-mcdonalds-a-villammare-comune-amplia-servizi-e-occupazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 15:04:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Vibonati]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[golfo di policastro]]></category>
		<category><![CDATA[inaugurazione]]></category>
		<category><![CDATA[McDonald’s]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo economico]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[vibonati]]></category>
		<category><![CDATA[villammare]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha aperto ufficialmente oggi il nuovo ristorante McDonald’s di Villammare, nel territorio del Comune di Vibonati, sulla SS18, nel Golfo di Policastro. L’inaugurazione ha richiamato fin dalle prime ore numerosi [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ha aperto ufficialmente oggi il nuovo ristorante McDonald’s di Villammare, nel territorio del Comune di Vibonati, sulla SS18, nel Golfo di Policastro. L’inaugurazione ha richiamato fin dalle prime ore numerosi cittadini e curiosi.</p>



<p>Per il Comune, amministrato dal sindaco Manuel Borrelli, presente al taglio del nastro, la nuova apertura rappresenta «un importante momento per il territorio» e un investimento con «positive ricadute sul piano occupazionale grazie all’inserimento di nuove risorse lavorative».</p>



<p>La struttura, situata in posizione strategica lungo la costa cilentana, punta a diventare un punto di riferimento sia per i residenti sia per i turisti che affollano l’area durante la stagione estiva.</p>



<p>L’arrivo del marchio internazionale, secondo l’amministrazione comunale, «amplia l’offerta commerciale e dei servizi presenti sul territorio, contribuendo a rafforzare l’attrattività di Villammare e dell’intero comprensorio del Golfo di Policastro».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come preparare i ghiaccioli fatti in casa con la frutta di giugno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/come-preparare-i-ghiaccioli-fatti-in-casa-con-la-frutta-di-giugno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 14:15:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[frutta fresca]]></category>
		<category><![CDATA[ghiaccioli]]></category>
		<category><![CDATA[ghiaccioli fatti in casa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.giornaledelcilento.it/?p=249393</guid>

					<description><![CDATA[Giugno, e in generale la stagione estiva, porta sulle tavole una ricca varietà di frutti freschi e profumati che si prestano perfettamente alla preparazione di ghiaccioli artigianali. Fragole, ciliegie, albicocche, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Giugno, e in generale la stagione estiva, porta sulle tavole una ricca varietà di frutti freschi e profumati che si prestano perfettamente alla preparazione di ghiaccioli artigianali. Fragole, ciliegie, albicocche, pesche precoci, meloni e i primi cocomeri offrono infatti sapori intensi e naturali, ideali per creare ghiaccioli naturali senza ricorrere a coloranti o conservanti.</p>



<p>Negli ultimi anni si è registrato un crescente interesse verso le preparazioni casalinghe, complice una maggiore attenzione all&#8217;alimentazione e alla qualità degli ingredienti. </p>



<p>La preparazione è semplice: basta frullare la frutta scelta, eventualmente aggiungendo acqua, succo di limone o yogurt, versare il composto negli appositi stampi e lasciare congelare per alcune ore. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Ingredienti per 6 ghiaccioli</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>300 g di fragole mature oppure albicocche, ciliegie denocciolate, melone o anguria</li>



<li>100 ml di acqua</li>



<li>Il succo di mezzo limone</li>



<li>1-2 cucchiai di miele o zucchero (facoltativi)</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Preparazione</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li>Lavare accuratamente la frutta e tagliarla a pezzi.</li>



<li>Inserire la frutta nel frullatore insieme all&#8217;acqua e al succo di limone.</li>



<li>Frullare fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.</li>



<li>Assaggiare e, se necessario, aggiungere miele o zucchero.</li>



<li>Versare il composto negli stampi per ghiaccioli.</li>



<li>Inserire gli stecchini e riporre nel congelatore per almeno 4-6 ore.</li>



<li>Prima di servire, immergere per pochi secondi gli stampi in acqua tiepida per facilitare l&#8217;estrazione.</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Varianti di stagione</h3>



<p><strong>Fragola e limone</strong><br>Un classico fresco e dissetante, perfetto per le giornate più calde.</p>



<p><strong>Albicocca e pesca</strong><br>Dolce e profumato, ideale per i bambini.</p>



<p><strong>Ciliegia e menta</strong><br>Una combinazione originale dal gusto intenso e aromatico.</p>



<p><strong>Anguria e lime</strong><br>Leggero e ricco di acqua, è il ghiacciolo simbolo dell&#8217;estate.</p>



<p><strong>Melone e yogurt</strong><br>Cremoso e delicato, ottimo come merenda nutriente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il consiglio</h3>



<p>Per un risultato ancora più naturale, è possibile evitare completamente lo zucchero e sfruttare la dolcezza della frutta ben matura. Aggiungendo piccoli pezzi di frutta negli stampi si ottengono inoltre ghiaccioli colorati e scenografici, perfetti da servire durante una merenda estiva o una festa all&#8217;aperto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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