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	<title>Eventi e Turismo Religiosi | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Sacco, oltre 500 fedeli per il pellegrinaggio della Madonna del Sacro Monte di Novi Velia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sacco-oltre-500-fedeli-per-il-pellegrinaggio-della-madonna-del-sacro-monte-di-novi-velia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 15:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Sacco]]></category>
		<category><![CDATA[novi velia]]></category>
		<category><![CDATA[sacco]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre cinquecento fedeli hanno raggiunto Sacco, nel Cilento, per partecipare al pellegrinaggio della venerata statua della Madonna del Sacro Monte di Novi Velia. Un appuntamento di intensa spiritualità che ha [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Oltre cinquecento fedeli hanno raggiunto Sacco, nel Cilento, per partecipare al pellegrinaggio della venerata statua della Madonna del Sacro Monte di Novi Velia. Un appuntamento di intensa spiritualità che ha coinvolto la comunità locale e numerosi fedeli provenienti dai centri vicini, tra cui Piaggine, Laurino, Valle dell’Angelo e Villa Littorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sacra effigie è stata accompagnata in solenne processione lungo le vie e i vicoli del centro storico fino alla Chiesa Madre, dove il vescovo della diocesi di Vallo della Lucania, monsignor Vincenzo Calvosa, ha presieduto la celebrazione eucaristica. La giornata di fede ha rappresentato anche l’occasione per accogliere ufficialmente il nuovo parroco, don Antonio De Marco, e il suo vice, don Erik Bertrand Tiga, all&#8217;inizio del loro servizio pastorale nella comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante le celebrazioni è stato rivolto un commosso ricordo a don Carmine Troccoli, storico direttore del Santuario del Sacro Monte e guida spirituale di Sacco per oltre cinquant&#8217;anni. Un ringraziamento è stato inoltre espresso a don Ernesto Nunziata per gli anni di servizio svolti nella parrocchia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione per la riuscita dell&#8217;iniziativa è stata manifestata dal sindaco Franco Latempa e dall&#8217;Amministrazione comunale, che hanno sottolineato il valore della partecipazione e della collaborazione tra le comunità del territorio. Alla celebrazione hanno preso parte anche i sindaci di Piaggine, Laurino e Corleto Monforte, insieme a un&#8217;assessora del Comune di Teggiano. </p>
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		<title>Diocesi: a Vallo della Lucania incontro sulla custodia del creato e la crisi dell’acqua</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/diocesi-a-vallo-della-lucania-incontro-sulla-custodia-del-creato-e-la-crisi-dellacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 13:59:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo della Lucania]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi vallo della lucania]]></category>
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					<description><![CDATA[La custodia del creato, il valore dell’acqua e le responsabilità individuali e collettive di fronte alla crisi climatica saranno al centro dell’incontro in programma martedì 20 ottobre a Vallo della [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La custodia del creato, il valore dell’acqua e le responsabilità individuali e collettive di fronte alla crisi climatica saranno al centro dell’incontro in programma martedì 20 ottobre a Vallo della Lucania, promosso dall’Ufficio di Pastorale Sociale – Custodia del Creato della diocesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento, dal titolo <em>“Lasciate scorrere l’Acqua Viva”</em>, si terrà alle 11 nell’auditorium del seminario diocesano e coinvolgerà gli studenti delle scuole del territorio. Ospite dell’iniziativa sarà padre Filippo Ivardi Ganapini, missionario comboniano da tempo impegnato sui temi delle migrazioni e della tutela del creato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell’incontro, il religioso proporrà una riflessione sull’importanza dell’acqua come bene essenziale per la vita e sulla necessità di rafforzare la responsabilità ambientale, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Temi che richiamano anche i contenuti dell’enciclica <em>Laudato si’</em> di Papa Francesco, dedicata alla cura della casa comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riflessione si inserisce in un contesto segnato dall’aggravarsi della crisi climatica e dalla crescente attenzione alla salvaguardia delle risorse naturali. Al centro anche il legame tra la tutela dell’ambiente e la pace: le guerre, infatti, oltre a provocare vittime, distruggere famiglie e costringere milioni di persone a lasciare le proprie case, compromettono anche la terra, l’acqua, i sistemi alimentari e gli ecosistemi da cui dipendono intere comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata proseguirà alle 19 nel santuario della Madonna delle Grazie, sempre a Vallo della Lucania, dove padre Ivardi Ganapini celebrerà la santa messa nell’ambito del mese missionario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa si collega alla 100ª Giornata Missionaria Mondiale, che nel 2026 ha come tema, scelto da Papa Leone XIV, <em>“Uno in Cristo, uniti nella missione”</em>. La ricorrenza celebra il centenario della Giornata istituita nel 1926 per volontà di Papa Pio XI e richiama il valore della solidarietà universale e dell’impegno missionario condiviso da tutti i battezzati.</p>
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		<title>Madonna del Sacro Monte a Sacco, inizia il pellegrinaggio storico</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/madonna-del-sacro-monte-a-sacco-inizia-il-pellegrinaggio-storico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 06:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Novi Velia]]></category>
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					<description><![CDATA[La Madonna del Sacro Monte di Novi Velia è arrivata a Sacco, dando ufficialmente inizio alla Peregrinatio Mariae, il pellegrinaggio che porterà la sacra effigie attraverso numerose comunità del Cilento [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Madonna del Sacro Monte di Novi Velia è arrivata a Sacco</strong>, dando ufficialmente inizio alla <strong>Peregrinatio Mariae</strong>, il pellegrinaggio che porterà la sacra effigie attraverso numerose comunità del Cilento fino alla primavera del 2027. L&#8217;arrivo della statua rappresenta un avvenimento di particolare rilievo per la storia religiosa del territorio: dopo circa 80 anni, l&#8217;immagine mariana torna a lasciare il Santuario del Monte Gelbison per raggiungere direttamente i fedeli nei loro paesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima tappa si è svolta nella serata di domenica 18 ottobre, alla presenza di numerosi cittadini, rappresentanti delle istituzioni e delle comunità parrocchiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad accogliere la statua anche il sindaco di Sacco, <strong>Franco Latempa</strong>, insieme ad altri amministratori del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa è promossa dalla <strong>Diocesi di Vallo della Lucania</strong> ed è stata fortemente voluta dal vescovo <strong>monsignor Vincenzo Calvosa</strong>, con l&#8217;obiettivo di accompagnare le comunità cilentane in un percorso di preghiera, riflessione e condivisione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accoglienza a Sacco tra processione, musica e preghiera</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La sacra effigie è stata accolta in <strong>piazza Nicola Monaca</strong>, nel centro di Sacco, con canti, fiori e una partecipazione particolarmente sentita da parte della popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui è partita una processione accompagnata dalla banda musicale, che ha condotto la statua fino alla <strong>chiesa di San Silvestro Papa</strong>, dove si è svolta la celebrazione della Santa Messa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla cerimonia hanno preso parte, insieme al vescovo Calvosa, diversi sacerdoti legati alla comunità locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra questi <strong>don Antonio De Marco</strong>, nuovo parroco di Sacco, e <strong>don Eric Bertrand Tiga</strong>, viceparroco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presente anche <strong>don Ernesto Nunziata</strong>, che ha guidato per diversi anni la parrocchia di Sacco e che è stato successivamente designato alla guida delle comunità parrocchiali di Felitto e Castel San Lorenzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza delle autorità religiose e civili ha accompagnato un momento che unisce la dimensione spirituale alla storia delle comunità del Cilento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un cammino di fede fino al 2027: prossima tappa Roccadaspide</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Madonna del Sacro Monte</strong>, venerata da secoli nel Santuario situato sulla vetta del Gelbison, rappresenta uno dei riferimenti più significativi della devozione mariana cilentana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la Peregrinatio Mariae, la statua lascia temporaneamente il luogo tradizionale di culto per raggiungere le parrocchie e i fedeli del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pellegrinaggio assume un significato particolare anche perché si inserisce nel percorso spirituale collegato al <strong>quarantesimo anniversario dell&#8217;enciclica Redemptoris Mater</strong> di san Giovanni Paolo II, dedicata al ruolo di Maria nella vita della Chiesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa intende rafforzare il senso di appartenenza e comunione tra le comunità, attraverso incontri e celebrazioni che accompagneranno il cammino della statua fino alla primavera del prossimo anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta di <strong>Sacco come prima tappa</strong> segna l&#8217;inizio di un itinerario destinato ad attraversare diversi centri del Cilento, riportando nelle comunità un simbolo profondamente radicato nella tradizione religiosa locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;accoglienza riservata alla statua ha testimoniato il legame tra i fedeli e il culto mariano del Monte Gelbison, tramandato attraverso le generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calendario del pellegrinaggio prevede già il prossimo appuntamento: <strong>sabato 24 ottobre la Madonna del Sacro Monte arriverà a Roccadaspide</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà la seconda tappa di un percorso che, dopo circa otto decenni, riporta la sacra effigie tra i paesi e le parrocchie del territorio cilentano.</p>
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		<item>
		<title>San Carlo Acutis, una reliquia arriva a Centola: le celebrazioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-carlo-acutis-una-reliquia-arriva-a-centola-le-celebrazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 05:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[La comunità di Centola, nel Cilento, si prepara ad accogliere una reliquia ex corpore di San Carlo Acutis, donata dal vescovo di Assisi alla parrocchia di San Nicola di Bari. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La comunità di <strong>Centola</strong>, nel Cilento, si prepara ad accogliere una <strong>reliquia ex corpore di San Carlo Acutis</strong>, donata dal vescovo di Assisi alla parrocchia di <strong>San Nicola di Bari</strong>. La consegna ufficiale è prevista per <strong>martedì 13 ottobre alle ore 19</strong>, durante una celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo della diocesi di Vallo della Lucania, <strong>monsignor Vincenzo Calvosa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa assume un significato particolare per il territorio, dove Carlo Acutis trascorreva le vacanze estive insieme alla famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La reliquia sarà custodita in un <strong>reliquiario d&#8217;argento realizzato appositamente per l&#8217;occasione</strong> e destinata alla venerazione dei fedeli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le celebrazioni coinvolgono la comunità parrocchiale di Centola e la diocesi di Vallo della Lucania, con momenti di preghiera e raccoglimento dedicati al giovane santo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Carlo Acutis e il legame con il territorio di Centola</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza della reliquia rappresenta un riconoscimento del rapporto che Carlo Acutis aveva con Centola, località frequentata durante i soggiorni estivi con la famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio questo legame ha contribuito alla decisione del vescovo di Assisi di donare la reliquia alla comunità parrocchiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma delle celebrazioni ha preso il via <strong>lunedì 12 ottobre</strong>, giorno della memoria liturgica del santo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle <strong>16.30</strong> è stato previsto un incontro nella <strong>piazzetta del Rosario</strong>, uno dei luoghi frequentati da Carlo durante le vacanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Successivamente, alle <strong>18</strong>, nella chiesa parrocchiale, è stato organizzato un cenacolo di preghiera eucaristica guidato da <strong>don Luigi Marone</strong>, seguito dalla celebrazione della Santa Messa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un percorso spirituale che precede l&#8217;arrivo ufficiale della reliquia e che intende coinvolgere i fedeli nel ricordo della figura del giovane santo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Martedì 13 ottobre la consegna della reliquia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il momento centrale delle celebrazioni è in programma <strong>martedì 13 ottobre alle ore 19</strong>, nella parrocchia di San Nicola di Bari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Santa Messa sarà presieduta dal vescovo di Vallo della Lucania, <strong>monsignor Vincenzo Calvosa</strong>, che guiderà la celebrazione durante la quale la reliquia verrà ufficialmente consegnata alla comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il reliquiario d&#8217;argento, realizzato per custodire la reliquia ex corpore, diventerà così un nuovo punto di riferimento per la devozione dei fedeli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Carlo Acutis, canonizzato nel 2025</strong>, è ricordato per la profonda devozione all&#8217;Eucaristia e per la capacità di utilizzare le nuove tecnologie come strumenti di evangelizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua figura è particolarmente legata al mondo giovanile, anche per il modo in cui ha saputo coniugare la fede con gli strumenti della comunicazione digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La celebrazione di Centola sarà inoltre un&#8217;occasione per affidare alla sua intercessione <strong>le famiglie, i giovani e le comunità parrocchiali del territorio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;arrivo della reliquia assume quindi un duplice valore: da una parte il ricordo del rapporto personale di Carlo Acutis con il Cilento, dall&#8217;altra il significato religioso dell&#8217;iniziativa per la diocesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunità di Centola si prepara così a vivere una giornata di particolare importanza spirituale, con la consegna di una reliquia destinata a mantenere vivo il legame tra il giovane santo e il territorio nel quale trascorreva parte delle sue estati.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da Centola ad Assisi nel nome di Carlo Acutis: il Parco del Cilento punta a un patto tra turismo e spiritualità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/da-centola-ad-assisi-nel-nome-di-carlo-acutis-il-parco-del-cilento-punta-a-un-patto-tra-turismo-e-spiritualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 13:11:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[carmelo stanziola]]></category>
		<category><![CDATA[centola]]></category>
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					<description><![CDATA[Una visita istituzionale ad Assisi per costruire un asse tra Cilento e Umbria, unendo tutela ambientale, turismo religioso e promozione dei territori. È il progetto al centro della trasferta compiuta [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Una visita istituzionale ad Assisi per costruire un asse tra Cilento e Umbria, unendo tutela ambientale, turismo religioso e promozione dei territori. È il progetto al centro della trasferta compiuta dal 9 all’11 ottobre da una delegazione del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, guidata dal presidente Giuseppe Coccorullo e dal vicepresidente Carmelo Stanziola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo dichiarato è arrivare a un <strong>Patto di amicizia con Assisi </strong>per sviluppare iniziative comuni, scambi culturali e nuovi itinerari turistici. Un’intesa che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe collegare il patrimonio naturalistico del Cilento con la tradizione spirituale e culturale della città umbra, aprendo nuove opportunità anche per le aree interne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la visita, la delegazione ha incontrato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e il sindaco di Assisi, Valter Stoppini. Tra i temi affrontati, la sostenibilità, la valorizzazione delle risorse locali e la custodia del Creato, insieme alle prospettive di sviluppo sociale ed economico legate al turismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il viaggio ha avuto anche una dimensione religiosa, con una visita al Santuario della Spogliazione, dove sono custodite le spoglie di San Carlo Acutis. </strong>Il giovane santo, canonizzato nel 2025, ha un legame con il Cilento: trascorreva infatti le vacanze estive con la famiglia a Centola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio attorno alla sua figura si punta a costruire un collegamento tra i luoghi della devozione. La proposta emersa dagli incontri è quella di estendere il Patto anche alla Diocesi di Milano, creando un percorso tra i territori legati alla vita e alla memoria di Acutis. <strong>Un progetto sostenuto dall’associazione Tantum Ergo Carlo Acutis di Centola e dalla Diocesi di Vallo della Lucania.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad Assisi si è svolta anche una celebrazione eucaristica, l’11 ottobre, trasmessa da TV2000, alla quale hanno partecipato il <strong>parroco don Walter Santomauro</strong>, l’<strong>associazione Tantum Ergo Carlo Acutis</strong>, il coro polifonico di Foria di Centola, diretto da <strong>Nicola Napolitano</strong>, e numerosi fedeli e pellegrini arrivati dal Cilento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il patto di amicizia non è solo un atto formale &#8211; ha dichiarato il Presidente del Parco, <strong>Giuseppe Coccorullo</strong>, &#8211; ma rappresenta un ponte ideale tra la straordinaria biodiversità del nostro Parco e la centralità spirituale e culturale di Assisi. Condividiamo la stessa visione di rispetto per l’ambiente e per le nostre radici spirituali e culturali, e siamo certi che nasceranno preziose opportunità per le nostre comunità».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oggi è San Carlo Acutis, il giovane santo che ha portato la fede nell&#8217;era digitale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/oggi-san-carlo-acutis-giovane-santo-che-ha-portato-la-fede-nellera-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 09:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[san carlo acutis]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi, 12 ottobre, la Chiesa celebra San Carlo Acutis, il giovane diventato un punto di riferimento per le nuove generazioni. La ricorrenza coincide con l’anniversario della sua morte, avvenuta nel [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p2 wp-block-paragraph">Oggi, 12 ottobre, la Chiesa celebra <strong>San Carlo Acutis</strong>, il giovane diventato un punto di riferimento per le nuove generazioni. La ricorrenza coincide con l’anniversario della sua morte, avvenuta nel 2006, a soli 15 anni. Canonizzato da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025, Carlo è diventato una delle figure più conosciute della spiritualità contemporanea.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Nato a Londra il 3 maggio 1991 da genitori italiani, Andrea Acutis e Antonia Salzano, Carlo rientrò con la famiglia a Milano nel settembre dello stesso anno. Fin da bambino mostrò una particolare sensibilità religiosa, maturata attraverso un percorso di fede vissuto con intensità, ma senza rinunciare alla spontaneità e alla solarità del suo carattere. Il 16 giugno 1998 ricevette la prima Comunione in anticipo rispetto all’età consueta, con uno speciale permesso ecclesiastico. Nel maggio 2003 arrivò il sacramento della Cresima.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">A scuola, prima e poi al liceo classico dell’Istituto Leone XIII di Milano, retto dai padri gesuiti, Carlo coltivò l’interesse per l’informatica, una passione che seppe trasformare in uno strumento di testimonianza religiosa. Collaborò alla realizzazione del sito Internet della propria parrocchia e mise le sue competenze al servizio di altre iniziative, tra cui il portale della Pontificia Accademia Cultorum Martyrum. Accanto agli studi, trovò anche il tempo per aiutare i ragazzi più piccoli nel percorso di preparazione alla Cresima, insegnando catechismo nella parrocchia di Santa Maria Segreta.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">La tecnologia, però, non esauriva il suo mondo. Carlo era profondamente legato all’Eucaristia e alla Madonna. Partecipava quotidianamente alla messa e recitava il Rosario, individuando nella vita sacramentale il centro della propria esperienza cristiana. «L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo», ripeteva, in una frase diventata emblematica della sua spiritualità.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Proprio alla devozione eucaristica dedicò uno dei progetti che lo avrebbero reso conosciuto anche al di fuori dell’Italia: <strong>una mostra digitale sui miracoli eucaristici verificatisi nel corso dei secoli in diversi Paesi</strong>. Attraverso fotografie, descrizioni e documentazione, il giovane cercò di rendere accessibili contenuti religiosi anche a chi si avvicinava alla fede attraverso la rete. Un modo concreto per dimostrare, secondo la sua visione, che gli strumenti informatici potevano essere utilizzati non soltanto per comunicare, ma anche per condividere conoscenza e valori.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Un’altra parte importante della sua vita era legata ad Assisi, dove trascorreva spesso le vacanze nella casa di famiglia. Qui approfondì la conoscenza di San Francesco e Santa Chiara, figure che contribuirono ad alimentare la sua attenzione verso le persone più fragili. A Milano aiutava poveri, senzatetto e persone in difficoltà, destinando anche i risparmi della propria paghetta a chi aveva bisogno. Un impegno vissuto con discrezione, che affiancava alla preghiera e alle attività scolastiche.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph"><strong>Nell’ottobre 2006</strong> la sua vita fu interrotta da una leucemia acuta, inizialmente scambiata per una forte influenza. Ricoverato a Milano e successivamente trasferito all’ospedale San Gerardo di Monza, <strong>morì alle 6.45 del 12 ottobre, pochi giorni dopo l’insorgere della malattia</strong>. Aveva 15 anni. La sua testimonianza, tuttavia, continuò a diffondersi negli anni successivi.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Dopo la sepoltura iniziale nella tomba di famiglia, nel febbraio 2007 le sue spoglie furono trasferite nel cimitero comunale di Assisi, in accordo con il desiderio di rimanere nella città di San Francesco. Nell’aprile 2019 vennero traslate nel Santuario della Spogliazione, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, dove ancora oggi numerosi fedeli si recano in preghiera. Il 10 ottobre 2020 Carlo fu beatificato ad Assisi dal cardinale Agostino Vallini, rappresentante pontificio per la celebrazione, e il 7 settembre 2025 Papa Leone XIV lo proclamò santo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Morì a 11 anni, la piccola Teresa Ruocco verso la causa di beatificazione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mori-a-11-anni-la-piccola-teresa-ruocco-verso-la-causa-di-beatificazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 14:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[mons angelo spinillo]]></category>
		<category><![CDATA[teresa ruocco]]></category>
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					<description><![CDATA[Morì a 11 anni dopo aver affrontato la malattia che aveva segnato gli ultimi anni della sua breve vita. Oggi, a distanza di undici anni dalla morte, per Teresa Ruocco [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Morì a 11 anni dopo aver affrontato la malattia che aveva segnato gli ultimi anni della sua breve vita. Oggi, a distanza di undici anni dalla morte, per Teresa Ruocco si apre un nuovo capitolo nel cammino verso la possibile beatificazione.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, ha firmato l&#8217;Editto con il quale ha comunicato ufficialmente alla comunità diocesana l&#8217;intenzione di avviare l&#8217;inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità della giovane, indicata nella procedura come Serva di Dio Teresa Ruocco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla firma erano presenti il postulatore della causa, l&#8217;avvocato Giuseppe Di Micco, il vice postulatore don Alfonso D&#8217;Errico e il parroco della parrocchia di Santa Maria dell&#8217;Arco di Frignano, don Vittorio Carpi, in qualità di parte attrice della causa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Editto è stato letto durante le celebrazioni di domenica 4 ottobre nelle parrocchie di Frignano. Il documento è stato inoltre affisso all&#8217;albo della Curia vescovile e pubblicato sul sito della Diocesi, dove resterà disponibile per otto settimane. Nel frattempo, la comunità è chiamata a fornire eventuali testimonianze, scritti, lettere e documenti, anche fotografici o audiovisivi, utili a ricostruire la vita della giovane e a documentarne la fama di santità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso era stato preparato da due precedenti passaggi. Il 29 gennaio 2024 la Conferenza episcopale campana aveva espresso parere favorevole all&#8217;avvio della causa. Il 15 luglio 2026 era poi arrivato dal Dicastero delle Cause dei Santi il <em>nihil obstat</em>, il nulla osta che consente alla diocesi di procedere con l&#8217;inchiesta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Teresa, la malattia e la fede</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Teresa Ruocco nacque a Napoli il 26 marzo 2004. Primogenita di Laura e Semprevivo Ruocco, trascorse gran parte della sua vita a Frignano, dove frequentò le scuole elementari. La famiglia e le persone che le sono state vicine la ricordano come una bambina socievole, curiosa e particolarmente attenta alle difficoltà degli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La svolta arrivò negli ultimi tre anni della sua vita, quando dovette confrontarsi con una grave malattia. Dopo una prima fase di apparente miglioramento, le sue condizioni tornarono ad aggravarsi, fino alla comparsa di una metastasi cerebrale che ne compromise progressivamente le capacità motorie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la malattia e il desiderio di guarire, Teresa continuò a parlare della propria esperienza attraverso la fede. «Attraverso questa malattia io ho scoperto l&#8217;amore grande di Dio», è una delle frasi che le vengono attribuite. In un&#8217;altra occasione avrebbe detto: «Gli altri vedendo me capiranno che Dio esiste per davvero… ho una missione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teresa morì il 29 luglio 2015, a 11 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue spoglie riposano nel cimitero di Frignano, nella Cappella della Confraternita del Santissimo Rosario. La sua tomba è diventata nel tempo luogo di preghiera per quanti, dalla comunità locale e non solo, si recano a ricordarla e ad affidarsi alla sua intercessione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;inchiesta diocesana dovrà ora raccogliere e verificare testimonianze e documentazione sulla vita della giovane e sulla sua fama di santità. Sarà questo il prossimo passaggio del percorso canonico che potrebbe portare, al termine dell&#8217;iter previsto dalla Chiesa, alla causa di beatificazione e canonizzazione di Teresa Ruocco.</p>
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		<title>Baronissi, la musica dei Gen Rosso per il Festival della Pace: sul palco anche gli studenti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/baronissi-la-musica-dei-gen-rosso-per-il-festival-della-pace-sul-palco-anche-gli-studenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 13:14:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Baronissi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[baronissi]]></category>
		<category><![CDATA[festival della pace]]></category>
		<category><![CDATA[festival della pace baronissi]]></category>
		<category><![CDATA[gen rosso]]></category>
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					<description><![CDATA[Proseguono le iniziative della IV edizione del Festival della Pace di Baronissi, nato con l’obiettivo di promuovere la riflessione sui temi della pace, della sostenibilità sociale e ambientale attraverso incontri, [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Proseguono le iniziative della IV edizione del <strong>Festival della Pace di Baronissi</strong>, nato con l’obiettivo di promuovere la <strong>riflessione sui temi della pace, della sostenibilità sociale e ambientale</strong> attraverso incontri, momenti di confronto, laboratori, performance artistiche e musicali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutta la settimana la città sarà attraversata da iniziative rivolte a cittadini, scuole, istituzioni, associazioni e a tutti i costruttori di pace, con l’obiettivo di creare occasioni di partecipazione e sensibilizzare la comunità sull’importanza del <strong>dialogo, della solidarietà e della tutela dei diritti umani.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande attesa per il <strong>gruppo internazionale Gen Rosso</strong>, che salirà sul palco dell’Anfiteatro Comunale “Pino Daniele” domani, 7 ottobre 2026 alle 20:00 con “<strong>Gen Rosso in Concert</strong>”, un evento che unisce <strong>musica, temi sociali e quelli della pace</strong>. Un appuntamento speciale che coinvolgerà un folto gruppo di ragazzi delle scuole medie di Baronissi che si esibiranno insieme agli artisti della band internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il concerto, infatti, è anticipato da una serie di <strong>worksho</strong>p che Gen Rosso terrà nelle scuole di Baronissi. É previsto inoltre, questo pomeriggio 6 ottobre alle ore 17 presso <strong>Casa della Cultura</strong>, un <strong>incontro-dialogo sulla pace</strong> con i membri del Gen Rosso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il progetto “<strong>Forti senza violenza</strong>” Gen Rosso intende offrire un <strong>supporto alle scuole nelle problematiche dell’educazione alla cittadinanza e del disagio giovanile</strong>. Inoltre, intende dare loro un contributo sul piano dell’educazione alla legalità e alla pace. Nell’ambito del progetto si propongono ai ragazzi ideali forti di pace e di responsabilità capaci di contrastare superficialità e diverse forme di bullismo. In concreto poi, i partecipanti ai workshops scelgono laboratori tematici: Hip Hop Dance, Broadway, Choral Singing e Body Percussions, ed insieme ai componenti del Gen Rosso preparano le loro esibizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Siamo davvero orgogliosi di ospitare i Gen Rosso, che esprimono perfettamente attraverso la loro musica I valori fondamentali del Festival della Pace – </em><strong>sottolinea la Sindaca Anna Petta</strong><em> – É incredibile percepire la loro energia, a contatto con i giovani. I nostri studenti, dopo due giorni di workshop e formazione, potranno vivere l’esperienza straordinaria di condividere il palco con delle celebrità. Un’occasione per ampliare i propri orizzonti. Con il Festival stiamo cercando, negli anni, di sviluppare attività educative rivolte al dialogo e all’aggregazione. </em><em>Abbiamo voluto costruire un programma capace di parlare a tutti: ai bambini, agli studenti, alle famiglie, alle associazioni e all’intera comunità. <strong>La pace si costruisce attraverso la conoscenza, il confronto e la capacità di stare insieme</strong> e proprio per questo abbiamo scelto di utilizzare linguaggi diversi, dalla musica all’arte, dai laboratori alla fotografia, fino alla partecipazione della città attraverso la Marcia della Pace in programma domenica 11 ottobre 2026. Tutti gli eventi sono ad ingresso libero: sentiamo forte la missione di essere costruttori di pace e desideriamo che il messaggio che il Festival arrivi a tutti</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia del <strong>Gen Rosso</strong> parte da lontano, precisamente dal 23 dicembre 1966, a Loppiano, sulle colline toscane vicino Firenze. Fu Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, a regalare ad un gruppo di giovani una chitarra e una batteria di colore rosso. Da quella batteria sarebbe nato il nome Gen Rosso: “<strong>Gen” come Generazione Nuova e “Rosso” proprio per il colore dello strumento che diede il via a questa straordinaria avventura musicale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sessant’anni dopo, quella piccola intuizione continua ad essere una <strong>realtà artistica internazionale</strong>. Nel corso della sua lunga storia il Gen Rosso ha portato la propria musica in <strong>64 Paesi dei cinque continenti, incontrando culture, popoli e realtà sociali differenti</strong>. Il gruppo ha suonato non soltanto nei grandi teatri e nelle piazze, ma anche in carceri, campi profughi, periferie e luoghi segnati da povertà, calamità e difficoltà sociali. Una dimensione internazionale che ancora oggi caratterizza la formazione, composta da musicisti, cantanti e tecnici provenienti da diverse parti del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche musicalmente il Gen Rosso ha saputo attraversare generazioni e linguaggi diversi. Il suo repertorio, nel tempo, ha incontrato <strong>pop, rock, funk, hip hop, musica spirituale ed elettronica, riuscendo a rinnovare arrangiamenti e sonorità senza perdere quella che rimane la sua identità più profonda: </strong>utilizzare la musica come strumento di incontro, dialogo e condivisione. Accanto ai brani più recenti, il pubblico può ritrovare alcune delle canzoni che hanno accompagnato la storia del gruppo e di tanta gente, tra cui “Speranza di Pace”, “Vieni e seguimi” e “Resta qui con noi”, brani che continuano a essere riconoscibili e amati anche da chi segue il Gen Rosso da molti anni. Nel repertorio più recente trovano spazio invece sonorità più funky, electro e rock, con brani come “Go for Love”, “Shock of the World” e “Higher”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il “<strong>Gen Rosso in Concert</strong>” non propone soltanto una sequenza di canzoni: il concerto vuole essere un momento collettivo, nel quale il pubblico viene chiamato a partecipare, cantare, muoversi, emozionarsi e <strong>condividere un’esperienza artistica e spirituale</strong>. È una formula che la band porta avanti da quasi sessant’anni: cambiano gli artisti, cambiano le generazioni, cambiano gli arrangiamenti e gli stili musicali, ma rimane la volontà di fare della musica un linguaggio capace di mettere insieme persone diverse.</p>
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		<title>Baronissi, accesa la Lampada della Pace di Assisi: «Con la luce di San Francesco prende il via il Festival della Pace»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/baronissi-accesa-la-lampada-della-pace-di-assisi-con-la-luce-di-san-francesco-prende-il-via-il-festival-della-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 13:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Baronissi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[anna petta]]></category>
		<category><![CDATA[baronissi]]></category>
		<category><![CDATA[baronissi san francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[È stata accesa ieri sera, presso la Casa Comunale di Baronissi, la Lampada della Pace di Assisi, al termine della processione in onore di San Francesco. Un momento particolarmente suggestivo [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">È stata accesa ieri sera, presso la Casa Comunale di Baronissi, la Lampada della Pace di Assisi, al termine della processione in onore di San Francesco. Un momento particolarmente suggestivo che ha accompagnato l’avvio della IV edizione del Festival della Pace, trasformando la luce della Lampada in un simbolo di apertura della settimana di iniziative dedicate alla pace, alla fraternità e al dialogo. La Lampada, arrivata ad Assisi e portata a Baronissi nell’ambito del percorso del Giro d’Italia per la Pace, rappresenta un segno concreto dei valori francescani e richiama l’impegno quotidiano per costruire comunità fondate sull’incontro, sull’ascolto, sulla solidarietà e sul rispetto dell’altro. L’accensione è avvenuta al termine della processione dedicata a San Francesco, in una serata che ha unito la tradizione e la devozione della comunità al messaggio universale di pace e fraternità che da sempre accompagna la figura del Santo di Assisi. Con l’accensione della Lampada prende ufficialmente il via il Festival della Pace di Baronissi, che fino all’11 ottobre proporrà una settimana di appuntamenti dedicati a bambini, giovani, famiglie, scuole, associazioni e cittadini, attraverso la musica, l’arte, la cultura, i laboratori e i momenti di confronto. Un’apertura che assume un significato ancora più profondo nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco, una figura che continua a rappresentare un punto di riferimento universale per i valori della fraternità, della solidarietà, della cura del prossimo e del creato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Abbiamo voluto aprire il Festival della Pace con un gesto semplice ma dal fortissimo valore simbolico: accendere la Lampada della Pace di Assisi nella nostra Casa Comunale, dopo la processione in onore di San Francesco – dichiara la Sindaca di Baronissi Anna Petta –. La luce che abbiamo acceso ieri sera vuole rappresentare la luce della speranza, del dialogo e della fraternità che vogliamo portare nella nostra comunità. La pace non è soltanto un valore da celebrare, ma un impegno quotidiano che deve coinvolgere tutti, a partire dalle nuove generazioni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La Lampada di Assisi arriva a Baronissi in un momento particolarmente significativo – prosegue la Sindaca –. Il Festival della Pace è ormai un appuntamento importante per la nostra città e anche quest’anno abbiamo voluto costruire un programma capace di coinvolgere l’intera comunità, utilizzando linguaggi diversi e creando occasioni di incontro, riflessione e partecipazione. L’accensione di ieri sera rappresenta l’inizio di questo cammino”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta di legare l’apertura del Festival alla Lampada della Pace di Assisi si inserisce in un percorso che in diverse città italiane ha visto questo simbolo diventare occasione per promuovere iniziative pubbliche dedicate alla pace e alla fraternità. La Lampada è infatti al centro del Giro d’Italia per la Pace, promosso dalla Fondazione PerugiAssisi, attraverso un itinerario che coinvolge territori e comunità nel segno della costruzione di una cultura della pace.</p>
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		<title>San Francesco nel Cilento, la tradizione racconta il passaggio ad Agropoli nel 1222</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-francesco-nel-cilento-la-tradizione-racconta-il-passaggio-ad-agropoli-nel-1222/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 22:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[San Francesco d&#8217;Assisi potrebbe aver attraversato anche il Cilento nel corso di uno dei suoi viaggi verso il Sud Italia. Il condizionale è necessario perché, se il passaggio del Santo [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>San Francesco d&#8217;Assisi </strong>potrebbe aver attraversato anche il Cilento nel corso di uno dei suoi viaggi verso il Sud Italia. Il condizionale è necessario perché, se il passaggio del Santo nella Campania meridionale è inserito dalla tradizione francescana nel suo viaggio verso il santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano, non esiste una fonte contemporanea ai fatti che consenta di affermare con certezza ogni singola tappa del percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tradizione colloca in particolare ad <strong>Agropoli</strong> un passaggio di Francesco nella primavera del 1222. Secondo il racconto tramandato dalle fonti francescane locali, il Santo sarebbe arrivato nella zona della baia di Trentova insieme a un confratello dopo aver predicato nell&#8217;area di Pollica. Ad Agropoli avrebbe poi cercato di parlare alla popolazione, senza trovare inizialmente ascolto, e si sarebbe ritirato su uno scoglio per pregare e predicare. Da qui nasce anche la celebre tradizione della predica ai pesci. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il racconto è entrato profondamente nella memoria religiosa e culturale di Agropoli, tanto che sul luogo indicato dalla tradizione è stata collocata una lapide che ricorda la predicazione del Santo. Nel 2014 fu inoltre presentato ad Agropoli un progetto dedicato proprio al «passaggio di San Francesco», con l&#8217;obiettivo di ricostruirne il percorso attraverso documenti, immagini e opere realizzate da artisti locali. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma cosa c&#8217;è di storicamente certo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le fonti francescane ricordano il viaggio compiuto da Francesco verso il santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano. Secondo la rivista della Basilica di San Francesco, il Santo si mise in cammino verso il Gargano nel 1222 e attraversò parte del Mezzogiorno. La ricostruzione del viaggio comprende diverse località campane e trova un ulteriore elemento nella tradizione legata al convento di San Francesco a Folloni, nel territorio di Montella, in provincia di Avellino. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comune di Montella indica infatti il gennaio del 1222 come momento in cui, secondo la tradizione, Francesco sarebbe passato nel bosco di Folloni mentre era diretto al santuario di San Michele sul Gargano, lasciandovi alcuni confratelli. La stessa ricostruzione è riportata dal Sistema informativo degli Archivi di Stato, che precisa però il carattere tradizionale dell&#8217;attribuzione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso verso il Gargano rende dunque <strong>plausibile un attraversamento della Campania meridionale</strong>, ma non permette, da solo, di trasformare ogni racconto locale in una certezza documentaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio su questo confine tra storia e memoria che si colloca la vicenda cilentana. La tradizione di Agropoli attribuisce a Francesco una sosta sulla costa e una predicazione ai pesci. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento particolarmente significativo riguarda anche <strong>Amalfi</strong>. Una recente ricostruzione storica ha mostrato come il presunto passaggio di Francesco sulla Costiera sia stato elaborato e consolidato nel corso dei secoli attraverso fonti, iscrizioni e tradizioni locali, mentre le testimonianze documentarie più antiche attestano l&#8217;esistenza di una presenza francescana ad Amalfi soltanto in epoca successiva. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso del Cilento si inserisce dunque in un fenomeno più ampio: quello della costruzione della memoria francescana nel Mezzogiorno. Il viaggio di Francesco verso il Gargano è storicamente attestato dalle fonti francescane, mentre <strong>la precisa rotta percorsa e alcune delle tappe meridionali rimangono affidate alla tradizione</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte foto <a href="https://www.viaggiareinumbria.com/il-vero-volto-di-san-francesco/">https://www.viaggiareinumbria.com/il-vero-volto-di-san-francesco/</a></p>
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		<title>4 ottobre, San Francesco: il santo della pace e del dialogo con il creato</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/4-ottobre-san-francesco-il-santo-della-pace-e-del-dialogo-con-il-creato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 22:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[4 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">È il 4 ottobre, giorno in cui la Chiesa celebra San Francesco d&#8217;Assisi, una delle figure più conosciute e amate della cristianità. Nato ad Assisi tra il 1181 e il 1182 e morto il 3 ottobre 1226, Francesco viene ricordato per la scelta della povertà, l&#8217;attenzione verso gli ultimi, il messaggio di pace e il particolare rapporto con la natura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Figlio di un ricco mercante di stoffe, Francesco trascorse una giovinezza agiata prima di intraprendere un percorso di profonda trasformazione personale. Rinunciò alle ricchezze della famiglia e scelse di vivere secondo il Vangelo, raccogliendo attorno a sé i primi compagni e dando origine all&#8217;Ordine dei Frati Minori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua esperienza religiosa fu caratterizzata dalla ricerca di una vita semplice e dalla vicinanza ai poveri e ai malati. Ma Francesco è ricordato anche per il suo modo di guardare al mondo naturale. Nel <em>Cantico delle Creature</em>, composto negli ultimi anni della sua vita, il sole, la luna, l&#8217;acqua, il fuoco e la terra diventano &#8220;fratelli&#8221; e &#8220;sorelle&#8221; dell&#8217;uomo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È anche per questo che il santo di Assisi è diventato, nei secoli, un simbolo di attenzione al creato. Il suo messaggio viene oggi riletto alla luce delle questioni ambientali e della necessità di un rapporto più responsabile con le risorse naturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 4 ottobre è inoltre una giornata particolarmente legata alla città di Assisi, dove la memoria di Francesco coinvolge ogni anno fedeli e visitatori. La Basilica di San Francesco e i luoghi legati alla sua vita rappresentano un punto di riferimento per pellegrini provenienti da tutto il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Francesco fu anche uomo di dialogo. Nel 1219, durante la Quinta crociata, incontrò il sultano al-Malik al-Kamil in Egitto. L&#8217;episodio è diventato nel tempo uno dei simboli del suo impegno per l&#8217;incontro tra persone di culture e religioni diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quasi otto secoli dalla sua morte, la figura di Francesco continua così a essere associata a temi che conservano una forte attualità: la pace, la fraternità, la solidarietà verso i più fragili e la cura della casa comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 4 ottobre non è dunque soltanto la festa del patrono d&#8217;Italia, ma anche l&#8217;occasione per tornare alle parole e alla vita di un uomo che fece della semplicità una scelta radicale e della fraternità il centro della propria esperienza.</p>
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		<title>Il Cantico delle Creature: un messaggio ancora attuale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-cantico-delle-creature-un-messaggio-ancora-attuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 12:01:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[cantico delle creature]]></category>
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					<description><![CDATA[Sole, luna, acqua, fuoco, terra. Nel Cantico delle Creature, composto da Francesco d&#8217;Assisi nei primi decenni del XIII secolo, gli elementi della natura diventano parte di una grande lode a [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Sole, luna, acqua, fuoco, terra. Nel <em>Cantico delle Creature</em>, composto da Francesco d&#8217;Assisi nei primi decenni del XIII secolo, gli elementi della natura diventano parte di una grande lode a Dio. Conosciuto anche come <em>Cantico di Frate Sole</em>, il testo è considerato uno dei primi componimenti poetici della letteratura italiana e continua a essere letto per il suo messaggio di fraternità e rispetto verso il creato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Cantico nasce in un momento difficile della vita di Francesco. Secondo la tradizione, fu composto in parte a San Damiano, negli ultimi anni della sua vita, quando il santo era malato e quasi cieco. Nonostante la sofferenza personale, Francesco rivolge lo sguardo al mondo che lo circonda e individua nella natura una realtà da accogliere con gratitudine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo si apre con la celebrazione del &#8220;frate Sole&#8221;, presentato come luminoso e bello e associato alla grandezza del Creatore. Seguono la &#8220;sora Luna&#8221;, le stelle, il vento, l&#8217;aria, l&#8217;acqua, il fuoco e la terra. Gli elementi naturali non sono descritti soltanto per le loro caratteristiche fisiche: vengono chiamati &#8220;fratello&#8221; e &#8220;sorella&#8221;, in una rappresentazione del creato fondata sulla relazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa idea di fraternità a rendere il Cantico particolarmente interessante anche nella società contemporanea. Francesco non presenta l&#8217;essere umano come un individuo separato dalla natura, ma come parte di una realtà più ampia. Il rapporto con il creato viene così inserito in una dimensione di responsabilità e riconoscenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo, però, non è un trattato sull&#8217;ambiente nel senso moderno del termine. Francesco non poteva naturalmente affrontare questioni come il cambiamento climatico, l&#8217;inquinamento o la perdita della biodiversità. Il suo messaggio può tuttavia essere riletto alla luce delle sfide ambientali contemporanee, mettendo in evidenza il valore attribuito alla natura e la necessità di un rapporto non fondato soltanto sul possesso e sullo sfruttamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Cantico compare anche una dimensione sociale. Francesco parla infatti della capacità di perdonare e di sopportare le difficoltà, prima di arrivare alla celebrazione di &#8220;sorella nostra morte corporale&#8221;. La fraternità proposta dal testo non riguarda quindi soltanto gli elementi naturali, ma si estende ai rapporti tra le persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa interpretazione ha avuto una particolare fortuna negli ultimi decenni. Il riferimento a Francesco è entrato anche nel dibattito contemporaneo sulla responsabilità ambientale e sul rapporto tra sviluppo, povertà e tutela del pianeta. Nel 2015 papa Francesco ha scelto proprio l&#8217;incipit latino del Cantico, <em>Laudato si&#8217;</em>, come titolo della sua enciclica dedicata alla cura della casa comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il legame tra Francesco d&#8217;Assisi e la sensibilità ecologica contemporanea va dunque letto come una rilettura di un messaggio medievale alla luce delle esigenze del presente. Il Cantico non offre soluzioni tecniche ai problemi ambientali, ma propone una prospettiva: considerare la natura non soltanto come una risorsa, bensì come una realtà con cui l&#8217;uomo è profondamente legato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A più di otto secoli dalla sua composizione, il <em>Cantico delle Creature</em> conserva così una particolare capacità di parlare al presente. La sua forza sta nella semplicità delle immagini e in un&#8217;idea essenziale: il mondo naturale non è soltanto qualcosa da utilizzare, ma anche qualcosa da riconoscere, rispettare e custodire.</p>
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		<item>
		<title>San Francesco: la storia dell’uomo che scelse la povertà</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-francesco-la-storia-delluomo-che-scelse-la-poverta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 11:59:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco di assisi]]></category>
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					<description><![CDATA[Nato ad Assisi alla fine del XII secolo, Francesco di Bernardone è diventato una delle figure più conosciute della storia cristiana. Figlio di un ricco mercante di tessuti, abbandonò progressivamente [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nato ad Assisi alla fine del XII secolo, Francesco di Bernardone è diventato una delle figure più conosciute della storia cristiana. Figlio di un ricco mercante di tessuti, abbandonò progressivamente la vita agiata della giovinezza per dedicarsi alla preghiera, alla povertà e all’assistenza dei più deboli, dando origine a un movimento destinato a trasformare profondamente la vita religiosa del Medioevo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Francesco nacque ad Assisi nel 1181 o 1182. Il padre, Pietro di Bernardone, era un commerciante benestante e Francesco trascorse la giovinezza in un ambiente lontano dalla povertà che avrebbe caratterizzato la sua scelta successiva. Da giovane partecipò alla vita cittadina e conobbe anche l’esperienza della guerra tra Assisi e Perugia, durante la quale fu fatto prigioniero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La svolta arrivò gradualmente. Tornato ad Assisi, Francesco iniziò a prendere le distanze dalle aspirazioni sociali ed economiche della sua famiglia. Secondo le fonti biografiche, ebbe particolare attenzione per i poveri e per i lebbrosi, fino a maturare una scelta radicale di vita evangelica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un episodio divenuto simbolo della sua conversione è quello del gesto compiuto davanti al vescovo di Assisi. Francesco rinunciò pubblicamente ai beni paterni e alla sicurezza economica, scegliendo di vivere in povertà. Da quel momento iniziò una vita caratterizzata dalla predicazione, dal lavoro manuale, dalla preghiera e dall&#8217;assistenza ai bisognosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attorno a lui si raccolsero presto altri giovani desiderosi di condividere lo stesso stile di vita. Nacque così la fraternità che sarebbe diventata l&#8217;Ordine dei Frati Minori. Nel 1209 Francesco e i suoi primi compagni si recarono a Roma per chiedere l&#8217;approvazione della loro forma di vita. Il movimento francescano crebbe rapidamente, proponendo una spiritualità fondata sulla semplicità, sulla fraternità e sulla predicazione del Vangelo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a Francesco si sviluppò anche la comunità femminile legata a Chiara d&#8217;Assisi, sua concittadina e seguace. Nacquero così le Clarisse, mentre il movimento francescano si estese progressivamente in diverse regioni d&#8217;Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vita di Francesco fu segnata anche dal desiderio di promuovere la pace. Nel 1219, durante la Quinta crociata, si recò in Oriente e incontrò il sultano al-Malik al-Kamil. L&#8217;episodio è ricordato nelle fonti francescane come un momento significativo del suo impegno per il dialogo in un contesto segnato dal conflitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni Francesco si ritirò spesso in luoghi solitari per la preghiera. Nel 1224, sul monte della Verna, secondo la tradizione ricevette le stimmate, diventando il primo caso documentato nella storia cristiana associato a questo fenomeno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Malato e ormai quasi cieco, Francesco compose il <em>Cantico delle Creature</em>, uno dei testi più celebri della letteratura italiana delle origini. Nel componimento loda Dio attraverso il sole, la luna, l&#8217;acqua, il fuoco e la terra, esprimendo una visione del creato fondata sulla fraternità e sulla gratitudine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Francesco morì ad Assisi il 3 ottobre 1226. Fu canonizzato da papa Gregorio IX nel 1228, appena due anni dopo la morte. La sua figura continuò nei secoli a essere associata alla scelta della povertà, alla pace, alla cura degli ultimi e a un rapporto rispettoso con il creato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A distanza di otto secoli, il suo nome resta legato soprattutto a una scelta radicale: rinunciare alla ricchezza e al prestigio per vivere secondo il Vangelo. Una scelta nata nella società comunale del Medioevo e diventata, nel tempo, un riferimento spirituale ben oltre i confini di Assisi.</p>
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		<title>Perito celebra San Francesco: l&#8217;inizio di un cammino storico tra fede, comunità e memoria</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/perito-celebra-san-francesco-linizio-di-un-cammino-storico-tra-fede-comunita-e-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 12:35:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Perito]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore del Cilento, arroccato tra ulivi secolari e pietre intrise di storia, il piccolo borgo di Perito si appresta a vivere un momento di profonda rilevanza spirituale e civile. [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel cuore del Cilento, arroccato tra ulivi secolari e pietre intrise di storia, il piccolo borgo di <strong>Perito </strong>si appresta a vivere un momento di profonda rilevanza spirituale e civile. <strong>Il prossimo 4 ottobre</strong>, in coincidenza con il ripristino della festività nazionale dedicata a <strong>San Francesco d&#8217;Assisi</strong>, Patrono d&#8217;Italia, la comunità peritese sarà protagonista di un evento che travalica la semplice ricorrenza liturgica per farsi atto fondativo. Per la prima volta nella storia del Comune, infatti, le celebrazioni in onore del Poverello d&#8217;Assisi saranno curate direttamente dal <strong>Comitato Feste della Parrocchia San Nicola di Bari. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non si tratta di un semplice cambio organizzativo, &#8211; spiegano &#8211; ma di una scelta consapevole e simbolica: gettare le fondamenta di una tradizione, istituire un rito che possa tramandarsi». L&#8217;iniziativa assume un significato ancora più profondo se letta alla luce del nuovo corso intrapreso dalla parrocchia con l&#8217;arrivo del nuovo parroco don Mario Felicella. La collaborazione tra il nuovo Comitato Feste: Giovanni Sarnicola, Orietta Apolito, Enrico Lava e Luca Baglivi (ancora in fase di rinnovo) e la guida spirituale del parroco ha generato una sinergia virtuosa, animata da un obiettivo ambizioso e chiaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questo 2026 non vuole essere un episodio isolato ma l&#8217;Anno Zero. Una prova generale, curata in ogni dettaglio, che ambisce a diventare, già dal 2027, festa ufficiale e permanente iscritta nel calendario civile e religioso di Perito», spiegano. «È il tentativo, nobile e necessario, di riannodare un filo interrotto, di riscoprire e ravvivare nel cuore del Cilento quella devozione francescana fatta di semplicità, fraternità e amore per il creato. L&#8217; idea non è casuale perché quest&#8217;anno ricorre un anniversario di portata universale:<br>L&#8217; VIII Centenario del Transito di San Francesco (1226-2026), la celebrazione degli ottocento anni dalla morte del Santo di Assisi, avvenuta il 3 ottobre 1226 alla Porziuncola. Il percorso per arrivare a questo storico traguardo di 800 anni si è articolato in diverse tappe. Ricordiamo il 2023 con l&#8217; VIII centenario della Regola Bollata e del primo Presepe di Greccio, Il 2024 con l&#8217; VIII centenario delle Stimmate a La Verna e Il 2025 con l&#8217; VIII centenario della composizione del Cantico delle Creature. Celebrare San Francesco oggi significa, dunque, inserirsi in un cammino di memoria che coinvolge l&#8217;intera cristianità, ma declinarlo con l&#8217;identità autentica di una piccola comunità». </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il fulcro dei festeggiamenti sarà duplice</strong>, a simboleggiare l&#8217;unione tra il centro istituzionale e il cuore spirituale più raccolto del paese. La mattina del 4 ottobre, alle ore 11:30, presso la Chiesa Madre, si terrà la Santa Messa solenne officiata da don Mario Felicella, un momento di preghiera collettiva che si concluderà con un gesto antico e carico di significato: la distribuzione del pane e dell&#8217;uva, simboli di condivisione e di terra feconda e che nelle sue Ammonizioni, San Francesco esortava a vedere consacrati sull&#8217;altare non come materia semplice, ma riconoscendo con gli occhi dello spirito il vero Corpo e Sangue di Cristo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pomeriggio, alle ore 18:15, la splendida Cappella di Santa Maddalena farà da cornice a un evento culturale di grande suggestione. Ad esibirsi sarà il gruppo Damadakà, ensemble di ricerca e recupero delle tradizioni popolari. Le loro musiche, con sonorità arcaiche e mediterranee, non saranno un semplice intrattenimento, ma la colonna sonora ideale per un Santo che del cantico delle creature fece la sua lode più alta. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A testimoniare come la festa voglia essere anche impegno civile, durante la giornata sarà presente il banchetto de &#8220;La Mela di AISM&#8221;. Aderendo alla campagna nazionale dell&#8217;Associazione Italiana Sclerosi Multipla, la comunità di Perito sceglie di unire alla preghiera la solidarietà concreta, sostenendo la ricerca scientifica sulla sclerosi multipla attraverso l&#8217;acquisto di un sacchetto di mele. </p>



<p class="wp-block-paragraph">«In conclusione, quella del 4 ottobre non sarà solo una festa. &#8211; spiegano &#8211; Sarà la manifestazione tangibile di una comunità che decide di stringersi attorno ai propri pastori, ai propri simboli e ai valori più alti che essi rappresentano. Il ringraziamento va all&#8217;Amministrazione Comunale e alla Società editoriale Iuppiter Group, che hanno creduto e sostenuto con tempestività questo progetto. L&#8217;invito, ora, è rivolto a tutti i cittadini di Perito e ai visitatori dei borghi vicini. Partecipare a questo storico debutto significa essere testimoni e co-autori di una nuova pagina di storia. Significa riscoprire, nel nome di Francesco, il senso profondo dello stare insieme, in un clima di gioia, pace e rinnovata speranza nel futuro».</p>
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		<title>San Carlo Acutis, ad Assisi quattro giorni di celebrazioni per il ventennale della morte</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-carlo-acutis-ad-assisi-quattro-giorni-di-celebrazioni-per-il-ventennale-della-morte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[acutis]]></category>
		<category><![CDATA[assisi]]></category>
		<category><![CDATA[san carlo]]></category>
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					<description><![CDATA[Quattro giorni di celebrazioni, testimonianze e momenti di approfondimento per ricordare San Carlo Acutis, nel ventesimo anniversario della sua morte. Dal 9 al 12 ottobre il Santuario della Spogliazione di [...]]]></description>
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<p class="p1 wp-block-paragraph">Quattro giorni di celebrazioni, testimonianze e momenti di approfondimento per ricordare San Carlo Acutis, nel ventesimo anniversario della sua morte. Dal 9 al 12 ottobre il Santuario della Spogliazione di Assisi ospiterà la festa dedicata al giovane santo, morto il 12 ottobre 2006.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Il programma prevede celebrazioni eucaristiche e iniziative dedicate alla figura di Acutis, ricordato per la devozione all’Eucaristia e per aver utilizzato anche le nuove tecnologie come strumento di conoscenza e di evangelizzazione.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Tra gli appuntamenti principali, domenica 11 ottobre alle 10 sarà celebrata la messa presieduta dal cardinale Luis Antonio Gokim Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, trasmessa in diretta su Canale 5. La giornata prevede anche la messa delle 8.30, presieduta da fra Marco Gaballo, rettore del Santuario della Spogliazione, trasmessa su TV2000, quella delle 11.30 presieduta da don Giovanni Zampa, vicario generale delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, e alle 16 una celebrazione in lingua inglese presieduta da fra Julius Rodrigues.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Le celebrazioni proseguiranno lunedì 12 ottobre, giorno della memoria liturgica di San Carlo Acutis, con la messa presieduta da monsignor Felice Accrocca, vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">«Da luglio dell’anno scorso, mese del Giubileo dei giovani, a oggi le presenze al Santuario superano il milione 700mila», riferisce Marina Rosati, responsabile dell’Ufficio stampa del Santuario della Spogliazione. Secondo Rosati, il dato è legato anche all’anno speciale del centenario francescano e, in particolare, all’ostensione del corpo di San Francesco tra febbraio e marzo, che ha portato in Basilica quasi 400mila persone.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">«La maggior parte di queste persone – aggiunge – è poi venuta anche a venerare San Carlo Acutis». Rosati sottolinea inoltre come la recente fiction dedicata al giovane santo, trasmessa da Canale 5, abbia confermato l’attenzione nei confronti della sua figura.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Il programma della festa prenderà il via venerdì 9 ottobre alle 18 con la messa presieduta da fra Simone Calvarese, ministro provinciale OFM Cap. Alle 21.15 è previsto l’incontro “Ogni resurrezione è anche un’insurrezione”, con la testimonianza e la musica di don Francesco Fiorillo, custode e responsabile della Fraternità del monastero San Magno di Fondi.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Sabato 10 ottobre, alle 18, la celebrazione sarà presieduta da monsignor Anthony Figueiredo, responsabile delle missioni estere con la reliquia di San Carlo. Alle 21 è prevista l’adorazione eucaristica presieduta da monsignor Vincenzo Calvosa, vescovo della diocesi di Vallo della Lucania, e animata dal Coro Polifonico Foria e dall’associazione “Tantum ergo Carlo Acutis” di Centola.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La giornata di domenica 11 ottobre si aprirà alle 8.30 con la messa presieduta da fra Marco Gaballo e animata dal Coro Polifonico Foria di Centola, diretto dal maestro Pina D’Alessandro. Durante la celebrazione sarà eseguita “Il mio migliore amico Gesù”, composta e interpretata dal maestro Nicola Napolitano e dedicata a San Carlo Acutis.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Il programma si concluderà lunedì 12 ottobre con la celebrazione presieduta da monsignor Accrocca.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Nel frattempo, l’apertura dell’antica porta e di piazza del Vescovado offre ai pellegrini la possibilità di visitare un’area considerata di particolare interesse storico, spirituale e archeologico, nel cuore del Santuario della Spogliazione.</p>
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		<title>Cuccaro Vetere ricorda don Nicola Cerbone, una vita al servizio della comunità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cuccaro-vetere-ricorda-don-nicola-cerbone-una-vita-al-servizio-della-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 18:41:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cuccaro Vetere]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa di san pietro apostolo]]></category>
		<category><![CDATA[comunità di cuccaro vetere]]></category>
		<category><![CDATA[don nicola cerbone]]></category>
		<category><![CDATA[san pietro apostolo]]></category>
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<p class="p1 wp-block-paragraph">Una celebrazione nella chiesa di San Pietro Apostolo per ricordare monsignor <strong>don Nicola Cerbone</strong>, figura profondamente legata alla comunità di <strong>Cuccaro Vetere</strong>. L’iniziativa si è svolta domenica sera, con la funzione religiosa officiata da don Silvestro, alla presenza della comunità e delle Ancelle di Santa Teresa, congregazione alla cui fondazione don Cerbone diede il proprio contributo.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Nel corso della celebrazione è stata ripercorsa la figura del sacerdote, ricordato per il suo impegno pastorale, la vicinanza alla popolazione e la capacità di guardare al futuro mantenendo un forte legame con le proprie radici. </p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">«Per lui non esistevano né vecchiaia né malattia; la sua mente era un vulcano continuo di idee e progetti», ha ricordato don Carmine Carrato, tratteggiandone il carattere e l’impegno. </p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">L’amministrazione comunale di Cuccaro Vetere descrive Don Nicola come “una guida spirituale attenta alla dimensione umana e culturale della comunità, capace di coniugare apertura al progresso e attenzione alle persone. Un rapporto con la popolazione che, secondo le testimonianze raccolte durante la serata, si tradusse in una presenza costante e nella cura pastorale dei fedeli”.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Durante la celebrazione è intervenuta anche la Madre generale delle Ancelle di Santa Teresa, che ha ricordato l’esempio del sacerdote e il modello di vita lasciato a quanti lo hanno conosciuto.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La comunità di Cuccaro Vetere continua così a custodirne la memoria, legandola alle opere e all’impegno apostolico portati avanti nel corso degli anni. </p>
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		<title>San Mauro Cilento celebra San Francesco, mostra per gli 800 anni del Cantico delle Creature</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-mauro-cilento-celebra-san-francesco-mostra-per-gli-800-anni-del-cantico-delle-creature/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:42:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[San Mauro Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[san francesco san mauro cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[La chiesa di San Mauro Martire accoglie la mostra celebrativa dedicata a San Francesco d&#8217;Assisi nel contesto dell&#8217;ottavo centenario del Cantico delle Creature. L&#8217;iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Pro [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La chiesa di San Mauro Martire accoglie la mostra celebrativa dedicata a San Francesco d&#8217;Assisi nel contesto dell&#8217;ottavo centenario del Cantico delle Creature. L&#8217;iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Pro Loco “Vivi San Mauro” e la parrocchia per offrire alla comunità un momento di profonda riflessione. L&#8217;esposizione viene concessa in via straordinaria alla comunità cilentana in occasione del Tempo del Creato. Nel cuore della circoscrizione Salerno-Potenza, undici conventi francescani diventano custodi di un viaggio spirituale e artistico sulle orme di San Francesco d&#8217;Assisi. Affreschi, volte decorate, pale d&#8217;altare e soffitti dipinti da maestri del primo Rinascimento testimoniano la profonda impronta lasciata dal francescanesimo nei luoghi sacri del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;inaugurazione si tiene domenica 27 settembre alle ore 18:30 nella chiesa di San Mauro Martire. Dopo i saluti istituzionali affidati al parroco don Angelo Tabasco, al presidente della Pro Loco Claudio Schiavo e al sindaco Carlo Pisacane, la presentazione ufficiale vede gli interventi dei curatori della mostra, la professoressa Lorella Parente &#8211; direttrice dell&#8217;Ufficio Arte e Cultura dell&#8217;Arcidiocesi di Salerno Campagna Acerno &#8211; e fra Domenico Marcigliano &#8211; responsabile del settore Arte e Cultura dei Frati Minori della provincia di Salerno e Basilicata &#8211; accompagnati dalle undici suggestive fotografie di Gianpiero Scafuri che ripercorrono i momenti salienti della vita del Poverello di Assisi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La serata prevede inoltre l&#8217;accompagnamento musicale del Coro Interparrocchiale San Costabile di Castellabate. Il programma prosegue nei giorni successivi con incontri tematici dedicati al rapporto tra fede e territorio. Lunedì 29 settembre e mercoledì 2 ottobre alle 18:30 la chiesa ospita due appuntamenti curati da don Angelo Tambasco incentrati sul valore dell&#8217;acqua e sul flusso vitale tra storia arte e ambiente. Mentre il 3 e 4 ottobre nel Giardino della casa canonica con momenti di condivisione comunitaria, musica, stand gastronomici e il recupero degli antichi giochi di strada, pensati per riscoprire il valore autentico dello stare insieme attraverso la tradizione e le bellezze naturali, chiude l&#8217;evento autunnale.</p>
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		<item>
		<title>San Matteo a Salerno, la sorpresa di Rocco Hunt alla processione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-matteo-a-salerno-la-sorpresa-di-rocco-hunt-alla-processione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 06:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Rocco Hunt ha raggiunto a sorpresa i portatori di San Matteo a Salerno poco prima dell’uscita della statua del patrono per la tradizionale processione. Il cantante salernitano ha voluto prendere [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Rocco Hunt ha raggiunto a sorpresa i portatori di San Matteo a Salerno</strong> poco prima dell’uscita della statua del patrono per la tradizionale processione. Il cantante salernitano ha voluto prendere parte a un momento particolarmente significativo per la sua famiglia, ricordando il nonno <strong>Rocco Pagliarulo</strong>, scomparso nel dicembre 2025 e profondamente legato alla paranza del Santo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’artista, che porta proprio il nome del nonno, ha salutato e abbracciato i portatori che per anni avevano condiviso con lui la devozione per <strong>San Matteo</strong>. Ad accompagnarlo c’era il padre, <strong>Giovanni Pagliarulo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Venivo qui sempre da bambino», ha ricordato Rocco Hunt, parlando di una grande emozione per l’intera città e, in maniera particolare, per la propria famiglia. Prima di lasciare il gruppo, il cantante ha voluto immortalare il momento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Famiglie, portatori e tradizioni nel centro storico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La processione ha attraversato ancora una volta il cuore antico di <strong>Salerno</strong>, accompagnata non soltanto dai portatori ma anche dalle loro famiglie. Mogli, figli e bambini hanno seguito le paranze lungo le strade del centro storico, rinnovando una tradizione tramandata attraverso le generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente numeroso il gruppo che accompagnava <strong>San Giuseppe</strong>, la cui statua lignea, piena all’interno, è indicata come la più pesante tra quelle portate in processione. Tra i familiari anche bambini con le tuniche dello stesso colore indossato dai propri genitori impegnati nella paranza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sono mancati i riferimenti ai colori granata. Le decorazioni delle diverse statue conservavano tonalità predominanti differenti, ma con richiami cromatici alla città e alla <strong>Salernitana</strong>. La statua di San Matteo era impreziosita anche da fiori di protea granata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;omaggio di Largo Campo e il ritorno al Duomo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i passaggi più scenografici della processione si è confermato quello di <strong>piazza Sedile di Largo Campo</strong>. Al passaggio di San Matteo, dai balconi del centro storico sono caduti petali e coriandoli, mentre numerosi palloncini blu, gialli e rossi hanno richiamato i colori del Gonfalone del Comune e della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La parte conclusiva ha riportato le statue verso la <strong>Cattedrale di Salerno</strong>, con la tradizionale corsa sulle scale del Duomo davanti alla folla. Al rientro, diversi fedeli hanno cercato di conservare un fiore delle paranze come ricordo della giornata dedicata al patrono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La festa si è conclusa a <strong>mezzanotte con lo spettacolo pirotecnico</strong> sul mare. In tanti si sono radunati sulla spiaggia di <strong>Santa Teresa</strong>, dopo il rientro delle statue al Duomo, per assistere ai fuochi e vivere l’ultimo momento di una ricorrenza che continua a rappresentare uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità salernitana.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>San Matteo a Salerno, oggi la festa: processione dalle 18</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-matteo-a-salerno-oggi-la-festa-processione-dalle-18/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 07:18:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Salerno celebra oggi, lunedì 21 settembre, la solennità di San Matteo, patrono della città, con una giornata scandita da celebrazioni religiose, tradizioni popolari e dalla grande processione pomeridiana. Il momento [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Salerno celebra oggi, lunedì 21 settembre, la solennità di San Matteo</strong>, patrono della città, con una giornata scandita da celebrazioni religiose, tradizioni popolari e dalla grande processione pomeridiana. Il momento più atteso inizierà alle <strong>18</strong>, quando dalla Cattedrale usciranno i simulacri di San Matteo e dei Santi Patroni per attraversare il centro cittadino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata rappresenta uno degli appuntamenti più sentiti dell&#8217;anno per la comunità salernitana. Fede e tradizione si intrecciano fin dalle prime ore del mattino, mentre nel centro storico torna anche uno dei simboli gastronomici della ricorrenza: il tradizionale <strong>panino con la milza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le celebrazioni sono iniziate nella Cripta con le messe delle <strong>6.30, 7.30, 8.30 e 9.30</strong>, mentre nella Basilica superiore sono previste celebrazioni alle 7, alle 8 e alle 9.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pontificale alle 11 e processione di San Matteo alle 18</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alle <strong>11 nella Cattedrale di Salerno</strong> è in programma la solenne celebrazione eucaristica presieduta da <strong>monsignor Filippo Iannone, Prefetto del Dicastero per i Vescovi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il momento centrale della giornata arriverà nel pomeriggio. Alle <strong>18</strong> partirà la processione con i simulacri di <strong>San Matteo, San Giuseppe, San Gregorio VII, San Gaio, Sant&#8217;Ante e San Fortunato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il corteo religioso percorrerà via Duomo, via Mercanti, Corso Vittorio Emanuele, via Adolfo Cilento, Corso Giuseppe Garibaldi e via Roma, raggiungendo il Teatro Verdi. Il percorso proseguirà poi attraverso via Portacatena, Largo Campo, via Giovanni da Procida e nuovamente via Mercanti, prima della risalita verso la Cattedrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono previste le tradizionali soste alla <strong>Caserma della Guardia di Finanza</strong>, a <strong>piazza Cavour per la benedizione sul mare</strong> e davanti a <strong>Palazzo di Città</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ritorno in Cattedrale sarà accompagnato da uno dei momenti tradizionalmente più attesi, la salita della scalinata. Alle <strong>22</strong> è prevista un&#8217;ulteriore celebrazione eucaristica nella Cripta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Viabilità modificata nel centro di Salerno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La festa comporterà importanti modifiche alla circolazione. <strong>Dalle 11 è previsto il divieto di sosta e fermata con rimozione forzata</strong> su entrambi i lati di diverse strade interessate dalle celebrazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle <strong>16 scatteranno invece i divieti di transito</strong> in numerose arterie, tra cui corso Garibaldi, via Roma, piazza Amendola, largo Ragno, piazza Luciani, piazza Umberto I, via Portacatena, via Giovanni da Procida, via Mercanti e parte di via Duomo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modifiche interesseranno anche <strong>lungomare Trieste, via Stanislao Lista e via Andrea Sabatini</strong>, con deviazioni e temporanee inversioni dei sensi di marcia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono previste inoltre deviazioni per i veicoli provenienti dalle diverse direttrici cittadine e limitazioni specifiche per autobus e autocarri con massa superiore alle <strong>3,5 tonnellate</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Salerno sarà dunque una giornata interamente dedicata al patrono, tra celebrazioni religiose, processione, tradizioni e una partecipazione popolare che ogni anno accompagna il <strong>21 settembre</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Palinuro celebra Sant’Antonio del Porto: quattro giorni tra fede, musica e tradizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/palinuro-celebra-santantonio-del-porto-quattro-giorni-tra-fede-musica-e-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 11:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[sant'antonio del porto]]></category>
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					<description><![CDATA[Quattro giorni di celebrazioni religiose, musica, spettacoli e tradizioni popolari per rinnovare uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità. Da giovedì 24 a domenica 27 settembre Palinuro ospiterà i solenni [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Quattro giorni di celebrazioni religiose, musica, spettacoli e tradizioni popolari per rinnovare uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità. Da giovedì 24 a domenica 27 settembre Palinuro ospiterà i solenni festeggiamenti in onore di Sant’Antonio del Porto, organizzati dalla Parrocchia Santa Maria di Loreto, dal Comitato Festa e dalla Pro Loco di Palinuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma entrerà nel vivo giovedì 24 settembre con la giornata dedicata alla Madonna Assunta. Alle 9.30 è previsto il raduno in chiesa dei bambini e dei ragazzi del plesso scolastico di Palinuro, seguito dalla processione verso la Cappella del Porto con la statua della Madonna Assunta. Alle 11 la Santa Messa presieduta dal vescovo della diocesi di Vallo della Lucania, monsignor Vincenzo Calvosa. Nel pomeriggio, dopo il Santo Rosario, alle 18 la Santa Messa vespertina nella Cappella del Porto. Sul fronte civile, dalle 19.30 in piazza Virgilio spazio ai più piccoli con lo spettacolo per bambini, mentre alle 21.45 è in programma il concerto di musica etno-popolare “Gioia Popolare” di Marina di Gioiosa Ionica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Venerdì 25 settembre sarà la giornata dedicata a Sant’Antonio. Alle 10.30 la solenne celebrazione eucaristica, mentre alle 15.30 partirà la tradizionale processione via mare accompagnata dall’Orchestra di Fiati “Magna Grecia del Cilento”. Al rientro, previsto per le 17.30, il corteo proseguirà per le strade del paese. In serata, alle 21 in piazza Virgilio, concerto musicale della Città di Francavilla Fontana. Alle 24, al Porto di Palinuro, lo spettacolo pirotecnico della ditta Pirocilento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sabato 26 settembre il momento più atteso del programma musicale: alle 21, in piazza Virgilio, salirà sul palco Michele Zarrillo. Il cantautore romano porterà a Palinuro alcuni dei brani che hanno segnato la sua lunga carriera, per una serata che si annuncia tra gli appuntamenti di maggiore richiamo della festa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione si concluderà domenica 27 settembre. Dopo le celebrazioni religiose della giornata, alle 21.30 piazza Virgilio ospiterà il concerto di musica cilentana de “I Ritt’antico”. A seguire si terrà l’estrazione della Lotteria di Sant’Antonio 2026, organizzata per sostenere i lavori della Parrocchia Santa Maria di Loreto. Tra i premi figurano uno scooter, una bicicletta elettrica, un televisore Samsung da 65 pollici, una lavatrice, un tablet e altri premi messi a disposizione dalle attività del territorio. Il costo del biglietto è di 2,50 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una festa che unisce devozione e identità popolare e che, dal 24 al 27 settembre, accompagnerà Palinuro attraverso processioni, musica, spettacoli e momenti di condivisione nel segno di Sant’Antonio del Porto.</p>
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		<title>San Matteo, niente giostre a Salerno dopo le proteste dei residenti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-matteo-niente-giostre-a-salerno-dopo-le-proteste-dei-residenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 09:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
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					<description><![CDATA[Niente giostre per San Matteo a Salerno quest’anno. L’amministrazione comunale ha annullato in autotutela la delibera che autorizzava l’installazione delle tradizionali attrazioni nei tre giorni dedicati al Santo Patrono, dopo [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Niente giostre per San Matteo a Salerno</strong> quest’anno. L’amministrazione comunale ha annullato in autotutela la delibera che autorizzava l’installazione delle tradizionali attrazioni nei tre giorni dedicati al Santo Patrono, dopo le proteste sollevate dai residenti delle zone di <strong>via Testa e via Carella</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le contestazioni riguardavano principalmente la riduzione dei posti auto nell’area di sosta interessata dalle installazioni e il possibile rumore provocato dalla presenza dei numerosi frequentatori. Una vicenda sulla quale è intervenuta anche <strong>Anva Confesercenti Salerno</strong>, che ha deciso di non proseguire con l’iniziativa evitando uno scontro con gli abitanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le proteste dei residenti e la decisione del Comune</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le perplessità dei cittadini non sono nuove. Già lo scorso anno alcuni residenti della zona nella quale vengono tradizionalmente collocate le giostre avevano manifestato il proprio dissenso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le segnalazioni sono state rivolte sia al <strong>Comune di Salerno</strong> sia all’Anva, l’Associazione nazionale venditori ambulanti. Al centro delle proteste soprattutto la perdita temporanea di posti auto e il tema del rumore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’associazione ha inizialmente fermato l’attività e successivamente la Giunta comunale ha proceduto all’annullamento in autotutela della delibera di autorizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente di Anva Confesercenti Salerno, <strong>Ciro Pietrofesa</strong>, ha però respinto le contestazioni relative ai presunti disagi provocati dalle attrazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo provato, anche utilizzando le immagini dei video degli stessi residenti, che le giostre erano prive di impianti acustici e che la restante parte del parcheggio risultava libera senza nessun disagio», ha dichiarato Pietrofesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mediazione non ha comunque consentito di superare le difficoltà. Gli organizzatori hanno quindi scelto di rinviare l’appuntamento al prossimo anno, anche perché non ci sarebbero più i tempi necessari per individuare un’altra soluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non avremmo il tempo di chiedere nuove autorizzazioni e non abbiamo interesse a fare un braccio di ferro con i residenti della zona», ha aggiunto il presidente dell’Anva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per il futuro spunta l’ipotesi Brignano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’associazione punta ora a individuare <strong>nuove aree per ospitare le attrazioni</strong> in futuro. Tra le ipotesi indicate da Pietrofesa figura anche Brignano, mentre il presidente sottolinea come le contestazioni relative alle manifestazioni arrivino ormai da differenti zone della città, dal centro storico alla zona orientale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto riguarda anche gli appuntamenti natalizi. L’Anva avrebbe proposto alla Soprintendenza di utilizzare sul Lungomare casette per i mercatini dotate di una parte posteriore trasparente, con l’obiettivo di non ostacolare la visuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pietrofesa pone infine l’attenzione sul ruolo sociale delle fiere e delle giostre, soprattutto per i più giovani. Secondo il presidente, ridurre le occasioni tradizionali di aggregazione significa diminuire le alternative alla vita trascorsa davanti allo smartphone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Senza luoghi di aggregazione li consegniamo alla droga, all’alcol o al teppismo dilagante delle piazze», sostiene Pietrofesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla questione dell’aggregazione si aggiunge, secondo Anva, la <strong>crisi attraversata dal settore degli ambulanti</strong>. Le difficoltà organizzative e autorizzative, sostiene l’associazione, rischiano di scoraggiare ulteriormente i giovani intenzionati ad avviare un’attività nel comparto.</p>
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		<title>Buonabitacolo, la Madonna del Carmine benedetta da Papa Leone XIV</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/buonabitacolo-la-madonna-del-carmine-benedetta-da-papa-leone-xiv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 20:04:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Buonabitacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[madonna del carmine]]></category>
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					<description><![CDATA[Una consistente rappresentanza della comunità di Buonabitacolo ha raggiunto Roma per accompagnare la venerata statua della Madonna del Carmine all’udienza generale di Papa Leone XIV. Un appuntamento che ha portato [...]]]></description>
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<p class="p1 wp-block-paragraph">Una consistente rappresentanza della comunità di <strong>Buonabitacolo</strong> ha raggiunto Roma per accompagnare la venerata statua della <strong>Madonna del Carmine</strong> all’udienza generale di Papa Leone XIV. Un appuntamento che ha portato in Piazza San Pietro la devozione della comunità del Vallo di Diano, in una giornata particolarmente significativa per i fedeli.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">L’evento si è svolto mercoledì 16 settembre, durante l’udienza generale ed ha visto la presenza dei fedeli della Parrocchia Santissima Annunziata di Buonabitacolo, giunti a Roma proprio per la benedizione della statua della Madonna del Carmine. Nel suo saluto ai pellegrini, Papa Leone XIV ha rivolto un pensiero alla comunità, auspicando per i fedeli una «rinnovata devozione verso la Madre di Dio».</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">A rendere possibile il pellegrinaggio e la partecipazione della comunità è stato anche il lavoro del parroco, <strong>don Antonio Diogene Romaniello</strong>.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Per Buonabitacolo si è trattato di un momento destinato a rimanere nella memoria della comunità. La Madonna del Carmine rappresenta infatti un riferimento profondamente radicato nella storia religiosa del paese: il santuario dedicato alla Vergine sorge sul Monte Carmelo e custodisce la statua venerata dalla comunità.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">«Il sentimento che ogni buonabitacolese riserva alla Madonna è profondo, intimo, palpabile. Le innumerevoli emozioni vissute hanno superato ogni distanza e ci hanno permesso di stare tutti al cospetto della statua che veneriamo con un vivo senso di partecipazione», è il commento del sindaco Giancarlo Guercio. </p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La presenza a Roma ha così rappresentato non soltanto un momento di fede, ma anche un’occasione di forte condivisione per una comunità che ha accompagnato la propria Madonna nel cuore della cristianità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte foto <a href="https://www.facebook.com/share/18g7EjuL9B/?mibextid=wwXIfr">Santa Maria del Monte Carmelo Buonabitacolo</a></p>
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		<title>Mercato San Severino celebra i 300 anni dalla nascita di San Gerardo Maiella</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/mercato-san-severino-celebra-i-300-anni-dalla-nascita-di-san-gerardo-maiella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 11:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato San Severino]]></category>
		<category><![CDATA[san gerardo maiella]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercato San Severino si prepara a celebrare il tricentenario della nascita di San Gerardo Maiella con un programma di 18 giorni di iniziative che uniranno fede, cultura, musica, teatro e [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Mercato San Severino si prepara a celebrare il tricentenario della nascita di San Gerardo Maiella con un programma di 18 giorni di iniziative che uniranno fede, cultura, musica, teatro e valorizzazione del patrimonio storico e religioso di Ciorani, frazione del Comune. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calendario, attualmente in fase di ultimazione, nasce con l&#8217;obiettivo di raccontare la figura di San Gerardo attraverso linguaggi diversi e, allo stesso tempo, valorizzare uno dei luoghi più importanti della storia della Congregazione del Santissimo Redentore. Tra gli appuntamenti principali è previsto il concerto di musica spirituale del Gen Rosso, gruppo internazionale conosciuto per il suo impegno nella diffusione dei valori della solidarietà, della pace e dell&#8217;integrazione attraverso il linguaggio universale della musica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sarà poi il convegno “S. Gerardo, famiglia e vita”, dedicato alla figura del Santo, universalmente invocato come protettore delle mamme e dei bambini, con la partecipazione di studiosi della sua vita e della sua opera. La sua storia sarà raccontata anche attraverso il teatro notturno “L&#8217;innocenza riconosciuta”, opera dei primi del Novecento riadattata per l&#8217;occasione. Al centro della rappresentazione c&#8217;è San Gerardo, raffigurato come umile servitore che affronta il male della calunnia e vede infine riconosciuta la propria innocenza davanti a Dio e agli uomini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare rilievo avranno le visite guidate alla Casa Madre della Congregazione del Santissimo Redentore, a Ciorani, luogo di straordinaria importanza per la storia dell&#8217;ordine fondato da Sant&#8217;Alfonso Maria de&#8217; Liguori. La Congregazione nacque ufficialmente a Scala nel 1732, ma fu a Ciorani che trovò una delle sue prime stabili radici. Nel 1735 il barone don Angelo Sarnelli donò a Sant&#8217;Alfonso il proprio palazzo e alcuni terreni, su richiesta del figlio, il Beato Gennaro Maria Sarnelli, grande amico, compagno di studi e collaboratore del Santo nelle missioni popolari. Per otto anni, dal 1735 al 1743, Ciorani rappresentò l&#8217;unica proprietà stabile della Congregazione in Campania. Ed è proprio qui che si compie una pagina fondamentale della storia dei Redentoristi: nel maggio del 1743, nella cappella del Capitolo, si tenne il Primo Capitolo Generale della Congregazione. In quell&#8217;occasione Sant&#8217;Alfonso fu eletto Rettore Maggiore a vita e vennero redatte le prime Costituzioni e Regole dell&#8217;Istituto, successivamente approvate da Papa Benedetto XIV nel 1749. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il complesso conserva ancora oggi importanti testimonianze della storia redentorista e della devozione alfonsiana: dal Crocifisso dipinto da Sant&#8217;Alfonso alle opere dedicate alla Passione di Cristo, dalle immagini della tradizione mariana all&#8217;antico torchio del Settecento, legato anche alla tradizione mistica del Santo. La Chiesa della Santissima Trinità, inoltre, dal 2022 è Santuario Diocesano dedicato al Beato Gennaro Maria Sarnelli, le cui spoglie sono custodite e venerate all&#8217;interno del complesso. Le celebrazioni del tricentenario rappresentano quindi anche un&#8217;occasione per riscoprire e far conoscere questo patrimonio, intrecciando la figura di San Gerardo con la storia della Congregazione e con quella di un territorio profondamente legato alla tradizione redentorista. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa è finanziata anche attraverso un contributo di 10.000 euro previsto dalla L.R. 6/2026 e finanziato tramite un emendamento del consigliere regionale Corrado Matera.</p>
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		<item>
		<title>I commercialisti salernitani si stringono a San Matteo, domani la visita del Braccio alla sede dell&#8217;Ordine</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/i-commercialisti-salernitani-si-stringono-a-san-matteo-domani-la-visita-del-braccio-alla-sede-dellordine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 12:51:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[san matteo]]></category>
		<category><![CDATA[san matteo salerno commercialisti]]></category>
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					<description><![CDATA[Si rinnova il tradizionale appuntamento per i commercialisti salernitani pronti a stringersi intorno alla figura di San Matteo.&#160;Domani, giovedì 17 settembre, alle ore 17, nell’ambito delle celebrazioni ufficiali per i [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si rinnova il tradizionale appuntamento per i commercialisti salernitani pronti a stringersi intorno alla figura di San Matteo.&nbsp;Domani, giovedì 17 settembre, alle ore 17, nell’ambito delle celebrazioni ufficiali per i festeggiamenti patronali 2026, è in programma&nbsp;la visita della Reliquia del Santo Patrono presso la sede dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Salerno in via Roma 39.&nbsp;Un’iniziativa sempre molto sentita dai professionisti e che richiama all’unità la Categoria nella comune dedizione al Patrono della città e della professione nel segno dei valori secolari condivisi di giustizia sociale e di esercizio nel rispetto della fede pubblica rappresentata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Auspichiamo anche quest’anno una grande partecipazione dei colleghi a questo tradizionale momento di raccoglimento e aggregazione &#8211; sottolinea il presidente&nbsp;<strong>Sergio Cairone –</strong>&nbsp;la visita del Braccio di San Matteo è un appuntamento unico, seppur si ripeta annualmente, perché ci offre l’occasione di riunire la Categoria in una riflessione meno tecnica ma più profonda sui nostri valori fondanti, sui principi guida del nostro ruolo nella società quale baluardi di equità e giustizia sociale. Sono i valori che contraddistinguono sia il lascito del Santo Patrono che la missione che i commercialisti assolvono quotidianamente nella tutela della fede pubblica e nel rispetto degli interessi della collettività, e che tutti gli iscritti continuano a perseguire con dedizione nonostante le continue difficoltà che imperversano nel nostro percorso professionale, sempre alle prese con scadenze e adempimenti in continua evoluzione”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad accompagnare la Reliquia del Santo sarà&nbsp;<strong>don Felice Moliterno</strong>, parroco della Cattedrale di Salerno&nbsp;<strong>a cui, insieme a</strong><strong>&nbsp;Sua Eccellenza Reverendissima monsignor Andrea Bellandi, Arcivescovo Metropolita di Salerno-Campagna-Acerno&nbsp;</strong><strong>il presidente Cairone rivolge “un sincero e profondo ringraziamento</strong>&nbsp;per l’affettuosa attenzione che ogni anno riservano ai commercialisti e all’Ordine inserendo la visita nel programma ufficiale delle celebrazioni”.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>A Lentiscosa Santa Rosalia si ferma davanti a Maria, 87 anni: l’inchino che commuove il paese</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-lentiscosa-santa-rosalia-si-ferma-davanti-a-maria-87-anni-linchino-che-commuove-il-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 07:05:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
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					<description><![CDATA[La fotografia di Pietro Avallone racconta uno dei momenti più intensi dei festeggiamenti in onore di Santa Rosalia a Lentiscosa, frazione del comune di Camerota. È l’incontro tra la statua [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La fotografia di Pietro Avallone racconta uno dei momenti più intensi dei festeggiamenti in onore di Santa Rosalia a Lentiscosa, frazione del comune di Camerota. È l’incontro tra la statua della Santa e Maria Del Duca, 87 anni, classe 1939, nella località Sant’Angelo, nel cuore della parte più antica del paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Maria, malata, non avrebbe potuto raggiungere la strada per assistere al passaggio della processione. Così, simbolicamente, è stata Santa Rosalia ad andare da lei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I portatori hanno affrontato un percorso stretto e tortuoso, inerpicandosi tra le abitazioni del centro storico di Lentiscosa per condurre il simulacro fino davanti alla casa dell’anziana. Ad attenderlo c’era Maria, seduta all’esterno, circondata dai familiari e dagli abitanti della zona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi il momento più toccante, immortalato dall’obiettivo di Avallone. Davanti alla donna, i portatori hanno inclinato la statua di Santa Rosalia in una sorta di inchino: un saluto rivolto a chi, per l’età e le condizioni di salute, non avrebbe potuto partecipare alla processione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una scena semplice, che non ha avuto bisogno di parole. Da una parte Maria, con i suoi 87 anni e una vita trascorsa nel paese; dall’altra Santa Rosalia, portata a spalla fin quasi sulla soglia della sua abitazione. Intorno, la partecipazione della comunità che ha accompagnato quel breve incontro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle piccole comunità del Cilento le feste religiose conservano anche questo significato: non soltanto processioni e celebrazioni, ma momenti nei quali un paese torna a riconoscersi nei propri legami, nelle proprie tradizioni e nell&#8217;attenzione verso le persone più fragili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Lentiscosa, per qualche minuto, la processione ha cambiato il proprio cammino per raggiungere Maria. E l’inchino di Santa Rosalia, fermato nello scatto di Pietro Avallone, è diventato uno dei momenti più emozionanti della festa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>San Biase celebra la Madonna di Costantinopoli, il culto venuto dall’Oriente che unisce fede e tradizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/san-biase-celebra-la-madonna-di-costantinopoli-il-culto-venuto-dalloriente-che-unisce-fede-e-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Autunno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 13:55:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ceraso]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[costantinopoli]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[san biase]]></category>
		<category><![CDATA[vergine maria]]></category>
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					<description><![CDATA[“Di Costantinopoli, Vergine bella. Del nostro popolo sei la più bella”. Questo è uno dei canti liturgici più celebri che la comunità credente di San Biase – frazione del Comune [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">“Di Costantinopoli, Vergine bella. Del nostro popolo sei la più bella”. Questo è uno dei canti liturgici più celebri che la comunità credente di San Biase – frazione del Comune di Ceraso nel Cilento – rivolge alla Vergine Maria di Costantinopoli, manifestando una vocazione sentita ed autentica, originatasi in tempi assai remoti ma sempre attuale. Un Credo anzitutto, una fede vigorosa e saldamente radicata, in grado di trascendere i secoli risultando impermeabile alla dimensione temporale. Un culto che, provenendo da Oriente, si arricchisce col tempo di nuovi elementi arrivando a sancire un’unione storica e culturale sulla base di un Credo comune tra l’Est e l’Ovest, l’Oriente e l’Occidente: due punti cardinali del globo che si dirameranno in direzioni diverse a partire da una comune radice. Una venerazione – sorta a Bisanzio per poi raggiungere l’Italia meridionale – che ha cause profonde, coinvolgendo la sfera prettamente spirituale per poi tradurla in devozione comunitaria, fino a trasformarla in senso comune che maturando diviene tradizione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un faro spirituale che ha accompagnato la vita di decine di generazioni di cittadini di San Biase, capace di far convergere i sentimenti cristiani più sinceri nel solco della devozione appassionata e autentica per la Madonna Odigitria che, con in braccio il Bambino Gesù, indica la via della salvezza attraverso il gesto della mano, adempiendo alla sua funzione di guida e di protettrice. Ma, insieme a San Biagio – medico, vescovo e martire, di Sebaste nell’antica Armenia, corrispondente alla città di Sivas nell’odierna Turchia; anche questo culto, quindi, arriva da Oriente -, la Vergine di Costantinopoli è anche elemento fondativo ineluttabile e strutturale dell’identità culturale che funge da collante gettando il seme dello spirito comunitario del borgo di San Biase, e coltivandolo attraverso i valori cristiani incarnati dall’adorazione mariana.<br />Settembre è il mese della Madonna di Costantinopoli. Un mese particolare che si interpone a metà fra l’estate e l’autunno facendo coincidere la celebrazione mariana con la fine della stagione estiva. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È anche il mese in cui le temperature ritornano miti dopo il calderone estivo; con giornate soleggiate in cui la limpidezza dell’aria tende ad esaltare l’intensità dell’azzurro del cielo creando con l’azzurro del manto della Madonna un effetto unico e coinvolgente, tra cielo e terra che sembrano unirsi sotto il dolce sguardo materno della Vergine. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, a San Biase, il giorno “più sacro” arriva il secondo martedì di settembre quando gli uomini maggiormente in forma portano in processione la Vergine Maria per le vie del borgo, caricandosi sulle proprie spalle tutto il peso materiale della statua, che è anche il peso, immateriale ma emblematico, della fede, della storia, della tradizione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto gli archi illuminati con luci colorate di varie lunghezze d’onda, nell’ora del tramonto che con le sue variazioni di tonalità crea uno scenario variopinto, la statua della Madonna attraversa per l’unica volta all’anno le vie del piccolo borgo avvolta da un’atmosfera di festa e di autentica devozione, con il sottofondo musicale dei musicisti che scandiscono le note dei canti mariani. È un momento suggestivo e trascinante, capace di coinvolgere anche i meno devoti, rinnovando quel legame indissolubile che unisce la fede alle radici popolari nello spirito della tradizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IL CULTO VENUTO DA ORIENTE. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando nell’epoca dell’Impero bizantino prendono il via le persecuzioni iconoclaste – l’iconoclasmo fu un movimento di carattere religioso che si basava sul presupposto che la venerazione delle icone spesso sfociasse in una forma di idolatria &#8211; 1200 anni fa, molte rappresentazioni religiose, compresi capolavori artistici, vengono distrutti. Molti monaci e religiosi fuggono da Bisanzio per spostarsi verso Occidente portando con sé un carico di cultura, materiale e immateriale, destinato a segnare la storia dei secoli che verranno. Di origine bizantina, il culto mariano di Nostra Signora di Costantinopoli arriva in Italia proprio grazie ai monaci in fuga da Bisanzio a causa delle persecuzioni iconoclaste e poi per la caduta di Costantinopoli – attuale Istanbul e antica capitale dell’impero romano d’Oriente &#8211; a opera dei Turchi-ottomani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Chiesa cattolica (e anche quella ortodossa) riconoscono almeno quattro apparizioni mariane nella capitale dell’Impero romano d’Oriente, Costantinopoli. Secondo la tradizione, la Madonna sarebbe apparsa per la prima volta nel 455: il futuro Imperatore Leone I, detto il Trace, era ancora un soldato mentre accompagnava un cieco in una passeggiata fuori città quando avrebbe prima sentito una voce chiamarlo dall’alto e poi visto apparire la Vergine Maria. L&#8217;apparizione gli avrebbe annunciato la sua futura elezione al trono imperiale e la guarigione del cieco dalla sua condizione, oltre a invitarlo a costruire un santuario in suo onore. Dopo che le predizioni si avverarono, Leone I fece costruire una chiesa sul luogo dell&#8217;apparizione miracolosa. Una seconda testimonianza di apparizione della Vergine Maria di Costantinopoli risalirebbe al 552 nei riguardi di un bambino ebreo che sarebbe stato esortato, con successo, a rifuggire dai maltrattamenti del padre. Dopo l’apparizione, il bambino e sua mamma si sarebbero fatti battezzare. Ma la Madonna sarebbe apparsa anche nel 626 quando il patriarca Sergio I fece appello alla popolazione invocando l’intercessione di Maria per resistere all’assedio dei Persiani. Successivamente sarebbe stata avvistata una nobildonna, affiancata da due serve, che partendo da una chiesa si sarebbe diretta verso l’accampamento dei Persiani: gli spettatori avrebbero considerato l’accaduto come un intervento diplomatico dell’Imperatrice in persona. Alla fine, i Persiani avrebbero deciso di non procedere all’assedio di Costantinopoli; i fedeli interpretarono questo evento come un intervento della Madonna nelle vesti dell’Imperatrice. L’ultima apparizione riconosciuta è quella che riguarda i genitori del futuro Santo Stefano il Giovane – monaco e martire bizantino di Costantinopoli, ucciso nel 764 perché convinto oppositore della politica iconoclasta dell’Imperatore Costantino V – nel 714. La coppia avrebbe avuto difficoltà a concepire figli, e la donna recandosi assiduamente in chiesa per pregare l’intercessione di Maria avrebbe assistito alla sua apparizione. La Madonna le avrebbe annunciato che la sua preghiera sarebbe stata esaudita; la donna nello stesso anno partorì Stefano, consacrandolo a Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA FESTA DELLA MADONNA DI COSTANTINOPOLI A SAN BIASE, TRA SACRO E TRADIZIONE POPOLARE. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il culto della Madonna di Costantinopoli a San Biase si arricchisce di elementi non religiosi che ricalcano il solco della tradizione popolare pur restando, in qualche modo, collegati all’evento sacro da cui si originano. Ma sono anche lo specchio in cui si riflettono le condizioni socio-economiche di una piccola comunità del sud Italia, l’espressione più autentica di un territorio e delle sue tipicità. Dalla “cusutula” bollita all’immancabile “scarola con le polpettine” passando per le tipiche “polpette di San Biase”, senza trascurare i dolci che variano dagli struffoli agli “scauratielli” con il miele, la famosa “pizza roce” cilentana con il naspro oppure le “pastorelle” a forma di stella con un ripieno dolce a base di castagna e ricoperte da miele &#8211; anche la tradizione culinaria assume inesorabilmente un carattere sacro perché a detta degli abitanti di San Biase questi piatti acquisirebbero un sapore speciale nei giorni di festa culminando nell’espressione popolare, spontanea ma sincera, che sigilla quell’unione inscindibile tra gastronomia e devozione: “a scarola come ssapè a Santu Iasi e a Maronna nun ssape ppè u riesto rre l’anno”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è un altro elemento che riflette la devozione comunitaria arricchendo il fascino della festa della Madonna di Costantinopoli: quando le giovani donne del paese, caricandole sulla propria testa, portano in processione le “Cente” – una sorta di ceste in legno addobbate con fiori, candele e nastri di vario colore – ricalcando la tradizione dei voti propiziatori offerti alla Vergine Maria.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA PRIMA VOLTA DI DON STEFANO BAZZOLI COME PARROCO DI SAN BIASE. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La celebrazione della Madonna di Costantinopoli di quest’anno è molto particolare perché sarà la prima volta per Don Stefano Bazzoli come parroco del paese dopo la fine della storia con Don Aniello Panzariello durata per ben 28 anni. E dunque la festa della Madonna di Costantinopoli diventa il sagrato ideale che battezza un nuovo percorso di fede e di comunità continuando a tessere quel filo invisibile della tradizione che si tramanda di generazione in generazione nel solco della devozione mariana. Sotto lo sguardo protettivo e amorevole della Vergine, San Biase riscopre così la propria unità e le proprie radici, guardando avanti con fiducia insieme alla nuova guida spirituale di Don Stefano.</p>
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		<title>Caggiano, la “Centa” raggiunge Viggiano: 70 chilometri a piedi per rinnovare il legame con la Madonna Nera</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/caggiano-la-centa-raggiunge-viggiano-70-chilometri-a-piedi-per-rinnovare-il-legame-con-la-madonna-nera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 10:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caggiano]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
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					<description><![CDATA[Due percorsi diversi, un’unica meta: la Madonna Nera di Viggiano. Si è rinnovato questa mattina il tradizionale pellegrinaggio che lega la comunità di Caggiano al Sacro Monte di Viggiano, in [...]]]></description>
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<p class="p1 wp-block-paragraph">Due percorsi diversi, un’unica meta: la <strong>Madonna Nera di Viggiano</strong>. Si è rinnovato questa mattina il tradizionale pellegrinaggio che lega la comunità di Caggiano al Sacro Monte di Viggiano, in Basilicata.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">La tradizionale “Centa”, accompagnata da numerosi fedeli, è partita in pullman da Caggiano per raggiungere il Sacro Monte, dove si è ricongiunta con i pellegrini del Cammino storico-religioso Caggiano–Viggiano. Questi ultimi erano partiti a piedi giovedì mattina dalla località Cardoni e hanno raggiunto la destinazione dopo aver percorso circa 70 chilometri lungo gli antichi sentieri attraversati nei secoli dagli abitanti dei territori.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">L’arrivo sul Sacro Monte e l’incontro tra i due gruppi hanno regalato momenti di forte emozione, fede e condivisione, rinnovando una tradizione secolare e il profondo legame spirituale tra Caggiano e Viggiano.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">«A tutti i pellegrini, ai fedeli e a quanti hanno accompagnato la “Centa” va l’abbraccio dell’intera comunità caggianese», fa sapere l’amministrazione comunale, che rivolge un sentito ringraziamento al Comitato Caggiano–Viggiano, all’Associazione Caggiano Escursioni Verticali, alle Parrocchie di Caggiano e Viggiano e alle amministrazioni e comunità dei sette Comuni attraversati durante il cammino «per la calorosa accoglienza».</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">«Un cammino di fede, memoria e tradizione – sottolinea l’amministrazione – che continua a vivere nel cuore della nostra comunità».</p>
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		<title>Azione cattolica: a Teggiano-Policastro incontro su San Pier Giorgio Frassati</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/azione-cattolica-a-teggiano-policastro-incontro-su-san-pier-giorgio-frassati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 12:39:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[frassati]]></category>
		<category><![CDATA[teggiano]]></category>
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					<description><![CDATA[Trent&#8217;anni dopo l&#8217;inaugurazione del primo Sentiero Frassati, l&#8217;Azione Cattolica Italiana della Diocesi di Teggiano-Policastro organizza un incontro dedicato alla figura di San Pier Giorgio Frassati. L&#8217;appuntamento è per sabato 5 [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Trent&#8217;anni dopo l&#8217;inaugurazione del primo Sentiero Frassati, l&#8217;Azione Cattolica Italiana della Diocesi di Teggiano-Policastro organizza un incontro dedicato alla figura di San Pier Giorgio Frassati. L&#8217;appuntamento è per sabato 5 settembre, a partire dalle 19, al Battistero Paleocristiano di San Giovanni in Fonte e nel vicino agriturismo La Fonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa, dal titolo <strong>&#8220;Verso l&#8217;ALT(r)O – Incontro con Roberto Falciola&#8221;</strong>, sarà un momento di riflessione sulla figura del giovane torinese, proclamato santo nel 2025, e sulla sua testimonianza di fede, impegno e attenzione agli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli ospiti Roberto Falciola, vice postulatore della causa di canonizzazione di Frassati. Interverranno inoltre Antonello Sica, ideatore dei Sentieri Frassati, e Lella Tardio, presidente diocesana dell&#8217;Azione Cattolica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro sarà anche l&#8217;occasione per ripercorrere la vita e l&#8217;esperienza spirituale di Pier Giorgio Frassati e per ricordare la nascita, proprio trent&#8217;anni fa, del primo Sentiero a lui dedicato, inaugurato presso il Battistero di San Giovanni in Fonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quello stesso luogo partirà simbolicamente anche il primo Sentiero Frassati europeo, segnando una nuova tappa nel percorso nato dall&#8217;esperienza dei sentieri dedicati al giovane santo torinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Battistero Paleocristiano di San Giovanni in Fonte, luogo scelto per l&#8217;iniziativa, rappresenta dunque il punto di partenza ideale per un appuntamento che mette insieme memoria, spiritualità, cammino e impegno associativo, nel segno della figura di Frassati e del suo invito a vivere la fede attraverso la relazione con gli altri e il servizio.</p>
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		<title>Morigerati festeggia San Demetrio, in piazza la cover band dei Pooh</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/morigerati-festeggia-san-demetrio-in-piazza-la-cover-band-dei-pooh/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 12:56:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[morigerati san demetrio]]></category>
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					<description><![CDATA[Sessant’anni fa la chiesa di San Demetrio veniva elevata a Santuario. Un anniversario significativo che quest’anno accompagna a Morigerati le celebrazioni in onore del patrono, tra momenti religiosi, musica e [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Sessant’anni fa la chiesa di San Demetrio veniva elevata a Santuario. Un anniversario significativo che quest’anno accompagna a Morigerati le celebrazioni in onore del patrono, tra momenti religiosi, musica e tradizione. A organizzare i festeggiamenti&nbsp;​è la&nbsp;<strong>Parrocchia​ di San Demetrio&nbsp;</strong>con un programma che ha coinvolto la comunità per diversi giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso religioso è stato caratterizzato da un&nbsp;<strong>novenario</strong>, voluto dal parroco&nbsp;<strong>don Antonino Savino</strong>, durante il quale si sono alternati sacerdoti e vescovi​ (tra cui <strong>mons. Pasquale Cascio</strong>, vicepresidente della Cec e <strong>mons. Antonio Di Donna</strong>, vescovo di Aversa e presidente della Cec),&nbsp;per accompagnare i fedeli verso la ricorrenza patronale del 26 agosto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata di&nbsp;<strong>mercoledì 26 agosto</strong>, solennità di San Demetrio, si aprirà con le celebrazioni eucaristiche delle&nbsp;<strong>8.30 e delle 9.30</strong>. Alle&nbsp;<strong>11</strong>&nbsp;è prevista la&nbsp;<strong>solenne concelebrazione eucaristica</strong>, presieduta da&nbsp;<strong>monsignor Angelo Spinillo, vescovo di Aversa</strong>. Al termine della celebrazione si svolgerà la&nbsp;<strong>processione per le vie del paese</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le celebrazioni religiose proseguiranno alle&nbsp;<strong>19</strong>&nbsp;con una nuova celebrazione eucaristica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Protagonista della serata sarà&nbsp;<strong>Opera Prima Pooh</strong>, cover band dedicata allo storico gruppo italiano, che porterà sul palco alcuni dei più celebri successi dei Pooh, ripercorrendo attraverso la musica le diverse stagioni della lunga carriera della band.​&nbsp;Il concerto​ inizierà alle 22:00 in piazza Piano la Porta e&nbsp;sarà&nbsp;<strong>a ingresso gratuito</strong>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La serata si concluderà con uno&nbsp;<strong>spettacolo di fuochi d’artificio</strong>, a chiusura dei festeggiamenti patronali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento si inserisce così nel programma dei festeggiamenti per il 60° anniversario dell&#8217;elevazione a santuario della chiesa di San Demetrio, che si concluderanno ufficialmente ad ottobre quando il piccolo borgo festeggia il patrono in concomitanza dei festeggiamenti a Tessalonica, città del martire. </p>
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		<title>Morigerati, la lezione di San Demetrio: il vescovo Di Donna richiama fede e responsabilità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/morigerati-la-lezione-di-san-demetrio-il-vescovo-di-donna-richiama-fede-e-responsabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 14:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[mons antonio di donna]]></category>
		<category><![CDATA[san demetrio morigerati]]></category>
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					<description><![CDATA[La testimonianza di San Demetrio martire come chiave per leggere anche il presente. È stato questo uno dei fili conduttori dell’omelia pronunciata ieri a Morigerati da monsignor Antonio Di Donna, [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La testimonianza di <strong>San Demetrio martire</strong> come chiave per leggere anche il presente. È stato questo uno dei fili conduttori dell’omelia pronunciata ieri a Morigerati da <strong>monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana</strong>, invitato nel piccolo borgo per le celebrazioni del triduo solenne dedicato al patrono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un appuntamento particolarmente significativo per la comunità, che quest’anno celebra il 60° anniversario dell’<strong>elevazione della chiesa di San Demetrio a Santuario</strong>, con un calendario di iniziative iniziato il 17 agosto e destinato a concludersi solennemente in autunno, il 26 ottobre, in concomitanza con la festa che si tiene anche a Tessalonica, chiudendo così un anno particolarmente importante per la parrocchia guidata da <strong>Don Antonino Savino</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della sua omelia, monsignor Di Donna ha offerto numerosi spunti di riflessione sui temi dell’attualità, della tutela dell’ambiente e della responsabilità verso il creato, soffermandosi anche sul ruolo della Chiesa e sul significato della fede nella società contemporanea.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_8964-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-257449" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_8964-1024x576.jpg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_8964-300x169.jpg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_8964-768x432.jpg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_8964-1536x864.jpg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_8964-2048x1152.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della celebrazione anche la figura di San Demetrio martire, richiamata come esempio di tenacia, coerenza e fedeltà alla propria fede. La sua testimonianza è stata proposta come un riferimento ancora attuale, capace di parlare alla comunità e di richiamare il valore della perseveranza anche di fronte alle difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vescovo di Acerra è stato accompagnato nella celebrazione da <strong>don Fernando Barra, parroco di Arenabianca, da don Angelo Pellegrino e da Don Antonino Savino</strong> che ha costruito intorno alla ricorrenza, già dallo scorso 25 gennaio, un percorso capace di coinvolgere la comunità e di valorizzare il significato dei sessant’anni dall’elevazione della chiesa a Santuario.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">La settimana di celebrazioni proseguirà oggi, 24 agosto, con la celebrazione presieduta da<strong> don Marco Nardozza</strong>. Domani, 25 agosto, sarà la volta di don Fernando Barra, mentre il 26 agosto, giorno conclusivo delle celebrazioni in onore di San Demetrio martire, è prevista la presenza di monsignor Angelo Spinillo, vescovo di Aversa. </p>
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		<title>Ferragosto nel Cilento, il 15 agosto tra concerti, feste e fuochi sul mare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ferragosto-nel-cilento-il-15-agosto-tra-concerti-feste-e-fuochi-sul-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 14:33:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Cilento si prepara a vivere il Ferragosto tra piazze animate, concerti, sagre e appuntamenti legati alle tradizioni locali. Da Marina di Camerota al Golfo di Policastro, passando per i [...]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Cilento si prepara a vivere il Ferragosto tra piazze animate, concerti, sagre e appuntamenti legati alle tradizioni locali. Da Marina di Camerota al Golfo di Policastro, passando per i borghi dell’entroterra, sabato 15 agosto il calendario propone eventi per famiglie, appassionati di musica e visitatori alla ricerca delle atmosfere più autentiche del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A <strong>Marina di Camerota</strong> arriva uno dei momenti più attesi della <strong>“Sagra dei Fuochi &#8211; Una festa sul mare”</strong>, in programma dal 12 al 15 agosto. A mezzanotte, sul mare, è previsto lo spettacolo pirotecnico che concluderà la serata di Ferragosto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fuochi d’artificio anche a <strong>Santa Maria di Castellabate</strong>, dove a mezzanotte è in programma <strong>“Santa Maria s’illumina”</strong>, spettacolo dedicato a Santa Maria a Mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli amanti della musica popolare, appuntamento a <strong>Villammare</strong>, nel comune di Vibonati, con <strong>“I Tamburellisti di Otranto &#8211; Cuore e anima salentina”</strong>. A <strong>Ogliastro Cilento</strong>, alle 22, sarà invece protagonista il <strong>Canzoniere Grecanico Salentino</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Musica e gastronomia caratterizzano anche <strong>“Celso in festa”</strong>, nel borgo di Celso, frazione di Pollica. A <strong>San Mauro Cilento</strong>, dalle 21 alle 23, torna <strong>“Bimbi in festa”</strong>, serata pensata per i più piccoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A <strong>Giungano</strong>, alle 21.30, piazza Grande ospiterà il <strong>“Piazza Grande Show”</strong>. Alla stessa ora, a <strong>Caselle in Pittari</strong>, salirà sul palco <strong>Santino Cardamone</strong> con il tour <strong>“Un mondo ancora da colorare”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A <strong>Policastro Bussentino</strong>, nell’ambito dei festeggiamenti per <strong>Maria Santissima Assunta in cielo</strong>, la serata proseguirà in piazza Duomo con il tribute show <strong>“Gigi D’Alessio &amp; Friends”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A <strong>Licusati</strong>, infine, appuntamento alle 21.30 con il concerto di <strong>Enzo Sax</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I sapori dell’entroterra</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Ferragosto cilentano passa anche dalla tavola. A <strong>Felitto</strong> continua la storica <strong>Sagra del Fusillo</strong>, in programma fino a domenica 16 agosto. Gli stand gastronomici saranno aperti a pranzo dalle 12 e a cena dalle 19.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A <strong>Castel San Lorenzo</strong> torna la <strong>Festa del Vino Dop</strong>, giunta alla 29ª edizione. La manifestazione prosegue fino al 16 agosto, con gli stand aperti dalle 20.30 e un programma che mette insieme vini del territorio e musica popolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A <strong>Roscigno</strong>, invece, è in programma la tappa del concerto dei <strong>Vienteterra</strong> con <strong>“Odyssey &#8211; Il viaggio musicale”</strong>.</p>
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