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	<title>Turismo &amp; tempo libero | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Albanella, torna il Rotunnella Fest: tre giorni tra olio, musica e canzone d’autore</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/albanella-torna-il-rotunnella-fest-tre-giorni-tra-olio-musica-e-canzone-dautore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 14:11:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Albanella]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[albanella]]></category>
		<category><![CDATA[rotunnella fest]]></category>
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					<description><![CDATA[Torna ad Albanella, dopo anni di stop, il Rotunnella Fest, la manifestazione dedicata all’oliva Rotondella, la pregiata cultivar del territorio, che dal 28 al 30 agosto 2026 riporterà nel borgo [...]]]></description>
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<p>Torna ad Albanella, dopo anni di stop, il <strong>Rotunnella Fest</strong>, la manifestazione dedicata all’oliva Rotondella, la pregiata cultivar del territorio, che dal <strong>28 al 30 agosto 2026</strong> riporterà nel borgo salernitano una tre giorni all’insegna di tradizione, gastronomia, giovani talenti e musica dal vivo. L’evento, a ingresso gratuito, si intreccerà quest’anno con la ventesima edizione del <strong>Premio Botteghe d’Autore</strong>, tra le rassegne dedicate alla canzone d’autore più consolidate in Italia.</p>



<p>«Il ritorno del Rotunnella Fest in sinergia con il Premio Botteghe d’Autore non è solo la ripresa di una festa, ma il ricongiungimento con la nostra identità agricola e culturale – sottolineano gli organizzatori –. Dopo anni di stop, uniamo nuovamente le nostre più grandi eccellenze: l’oliva Rotondella e la grande canzone d’autore».</p>



<p>Nato con l’obiettivo di valorizzare l’olio extravergine locale e il centro storico di Albanella, il festival recupera lo spirito della storica Festa dell’olio d’oliva, trasformandolo in un contenitore turistico e culturale che mette insieme le realtà associative del territorio.</p>



<p>Il programma prevede stand gastronomici con piatti della tradizione, preparati e conditi con l’olio extravergine locale, e concerti gratuiti. Ad arricchire l’offerta sarà anche lo stand <strong>“Venit a bev”</strong>, gestito da giovani del posto, che presenterà il <strong>Ginoli</strong>, gin aromatizzato all’olio d’oliva e pensato per reinterpretare in chiave contemporanea le risorse della filiera olivicola.</p>



<p>Ad aprire la rassegna, il <strong>28 agosto</strong>, sarà <strong>Mille</strong>, nome d’arte di Elisa Pucci, cantautrice, musicista e attrice teatrale, già leader dei Moseek e finalista di X Factor. Vincitrice del Premio della Critica a Musicultura 2021 e del contest 1MNext 2022, l’artista ha pubblicato nel 2025 l’album “Risorgimento” e nel 2026 è tornata con il singolo “Posologia”, oltre alla collaborazione con Jack Savoretti in “I Hear You Calling (Echi di sirene)”.</p>



<p>Il <strong>29 agosto</strong> sarà la volta di <strong>Dutch Nazari</strong>, artista padovano capace di unire rap, canzone d’autore e poesia. Dopo gli album “Amore Povero” e “Ce Lo Chiede L’Europa”, ha proseguito il proprio percorso con “Cori da sdraio” e, nel 2025, con il quarto album “Guarda le luci amore mio”, attualmente al centro del tour estivo “Guarda l’estate amore mio”.</p>



<p>Gran finale il <strong>30 agosto</strong> con la serata conclusiva del <strong>Premio Botteghe d’Autore</strong>, che quest’anno celebra la ventesima edizione. Sul palco si confronteranno i dieci finalisti della sezione concorso: Antonio Calabrese, Antonio D’Angiò, Chiara D’Auria, Dimaggio, Laura B, Lisandro e lo Stretto superfluo, Modivari, Napodano, rOMA e Valerio Bruner.</p>



<p>Tra i momenti più attesi della serata ci sarà la consegna del <strong>Premio alla Carriera a Niccolò Fabi</strong>, uno dei cantautori più apprezzati della scena italiana, che si esibirà anche in un mini set acustico.</p>



<p>Ospite speciale sarà inoltre <strong>Napoleone</strong>, che dopo una breve esibizione presenterà il progetto della residenza artistica <strong>RAMI Hub</strong>.</p>



<p>«Offriremo al pubblico un’esperienza completa fatta di sapori autentici, convivialità, creatività giovanile e grande musica dal vivo», spiegano gli organizzatori. Un appuntamento che punta così a trasformare il ritorno del Rotunnella Fest in una grande festa di comunità, capace di raccontare attraverso l’olio e la musica l’identità e le tradizioni di Albanella.</p>
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		<title>A Futani torna la musica degli anni ’90 con “La nave novanta”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-futani-torna-la-musica-degli-anni-90-con-la-nave-novanta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 10:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Futani]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[la nave novanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Un viaggio indietro nel tempo, tra le note, i colori e l’energia degli anni ’90. È quello in programma sabato 22 agosto a Futani, dove dalle ore 22 il Comune [...]]]></description>
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<p>Un viaggio indietro nel tempo, tra le note, i colori e l’energia degli anni ’90. È quello in programma sabato 22 agosto a Futani, dove dalle ore 22 il Comune ospiterà “La Nave Novanta”, format musicale dedicato a una delle epoche più amate da diverse generazioni.</p>



<p>La serata ripercorrerà le grandi hit dance e pop degli anni ’90 attraverso un mix di musica, animazione, visual, scenografie, gadget ed effetti speciali, con l’obiettivo di trasformare il centro del paese in una vera e propria festa dedicata alla cultura musicale di quegli anni.</p>



<p>Elemento caratterizzante dello spettacolo sarà il particolare palco a due piani a forma di nave, che diventerà il cuore della serata e accompagnerà il pubblico in un percorso musicale tra atmosfere, sonorità e immagini capaci di evocare un decennio rimasto nell’immaginario collettivo.</p>



<p>Un appuntamento pensato per chi gli anni ’90 li ha vissuti da protagonista, ma anche per le nuove generazioni che vogliono scoprirne la musica e quell’inconfondibile energia.</p>



<p>Una serata, dunque, capace di unire generazioni diverse nel segno della musica e del divertimento. Per una notte, a Futani, il passato si affaccerà sul presente, riportando in scena una stagione fatta di grandi tormentoni, balli e atmosfere ancora oggi capaci di far cantare e divertire.</p>
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		<title>Ciaurella cilentana, il piatto povero dell’estate che profuma di orto e tradizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ciaurella-cilentana-il-piatto-povero-dellestate-che-profuma-di-orto-e-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 12:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cilentani ai fornelli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[ciaurella]]></category>
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					<description><![CDATA[Pochi ingredienti, quelli che arrivavano dall’orto di casa, e una ricetta capace di trasformare le verdure dell’estate in un piatto semplice ma ricco di sapore. È la ciaurella cilentana, una [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pochi ingredienti, quelli che arrivavano dall’orto di casa, e una ricetta capace di trasformare le verdure dell’estate in un piatto semplice ma ricco di sapore. È la ciaurella cilentana, una delle preparazioni più rappresentative della cucina contadina del territorio.   </p>



<p>La sua particolarità è che non esiste una ricetta codificata e uguale per tutti. Da paese a paese cambiano il nome, gli ingredienti e persino il metodo di cottura. La stessa preparazione può essere chiamata ciauredda, ciambotta, ciaurella o, in alcune aree dell’entroterra, ciamardola. </p>



<p><strong>Una ricetta nata nell’orto</strong></p>



<p>La ciaurella appartiene alla tradizione della cucina rurale cilentana: un piatto costruito con ciò che la terra offriva durante la stagione estiva. Melanzane, peperoni e pomodori rappresentano una base ricorrente, alla quale possono aggiungersi patate, zucchine, fagiolini o altre verdure dell’orto, a seconda della disponibilità e delle abitudini familiari. </p>



<p>A completare la preparazione ci sono normalmente olio extravergine d’oliva, aglio e basilico. In alcune versioni le verdure vengono prima fritte e poi ripassate con il pomodoro; nella ciaurella, invece, possono essere cotte direttamente insieme in padella. </p>



<p>Ed è proprio questa libertà a rendere la ricetta particolarmente interessante: ogni famiglia può avere la propria ciaurella.</p>



<p><strong>La ricetta tradizionale</strong></p>



<p>Per una versione semplice e fedele alla tradizione servono patate, melanzane, peperoni, pomodori, olio extravergine d’oliva, aglio, basilico e sale. Le verdure vengono lavate, tagliate a pezzi e cotte lentamente in padella con l’olio e l’aglio, aggiungendo i pomodori e lasciando amalgamare i sapori fino a quando gli ortaggi risultano morbidi. Il basilico viene aggiunto verso la fine. Una preparazione documentata nel patrimonio gastronomico cilentano comprende anche zucchine, fagiolini e fiori di zucca, a conferma della grande varietà delle versioni locali. </p>



<p>Oggi la ciaurella è molto più di una semplice ricetta estiva. È il racconto di un Cilento agricolo, degli orti familiari, dei prodotti di stagione e di una cucina costruita sulla semplicità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alla tavola della principessa Costanza: tutte le curiosità sull&#8217;assalto al castello</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/alla-tavola-della-principessa-costanza-tutte-le-curiosita-sullassalto-al-castello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 08:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[alla tavola della principessa costanza]]></category>
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					<description><![CDATA[La&#160;Principessa Costanza 2026&#160;ha chiuso i battenti, ma c&#8217;è uno spettacolo sul quale vale la pena tornare. Perché&#160;dietro quei minuti&#160;capaci, per tre notti, di tenere&#160;migliaia di persone&#160;con gli occhi rivolti verso&#160;Castello [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La&nbsp;<strong>Principessa Costanza 2026</strong>&nbsp;ha chiuso i battenti, ma c&#8217;è uno spettacolo sul quale vale la pena tornare. Perché&nbsp;<strong>dietro quei minuti</strong>&nbsp;capaci, per tre notti, di tenere&nbsp;<strong>migliaia di persone</strong>&nbsp;con gli occhi rivolti verso&nbsp;<strong>Castello Macchiaroli</strong>&nbsp;c&#8217;è molto più di quello che il pubblico vede. È l&#8217;<strong>Assalto al Castello</strong>, momento clou di&nbsp;<strong>&#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;</strong>, diventato negli anni un vero&nbsp;<strong>evento nell&#8217;evento</strong>&nbsp;e capace di contribuire in maniera determinante a proiettare la manifestazione organizzata dalla&nbsp;<strong>Pro Loco Teggiano</strong>&nbsp;ben oltre i confini del Vallo di Diano.</p>



<p>Ma&nbsp;<strong>come nasce l&#8217;Assalto al Castello? Come si costruisce uno spettacolo che coinvolge oltre cento persone? Come vengono utilizzati gli spazi del Castello? E soprattutto: qual è il messaggio che si nasconde dietro battaglie, spari, luci, musica e fuochi d&#8217;artificio?&nbsp;</strong>A raccontarlo, a manifestazione conclusa, sono la presidente della Pro Loco Teggiano&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>&nbsp;e il direttore artistico&nbsp;<strong>Giancarlo Guercio</strong>, tornando proprio nel luogo che per tre sere ha rappresentato il grande palcoscenico conclusivo della Diano del 1480.</p>



<p>Per&nbsp;<strong>Guercio&nbsp;</strong>la chiave utilizzata per costruire l&#8217;Assalto è stata volutamente&nbsp;<strong>cinematografica</strong>. Il&nbsp;<strong>Castello Macchiaroli</strong>&nbsp;non è soltanto lo sfondo dello spettacolo, ma diventa esso stesso parte della rappresentazione:&nbsp;<strong>balconi, mura, cancello e terrazzi sono utilizzati contemporaneamente e popolati da attori e figuranti.&nbsp;</strong>La difficoltà consiste nel far interagire azioni che avvengono in punti differenti e nel condurre lo sguardo dello spettatore esattamente dove la storia richiede.&nbsp;<em>“La chiave cinematografica –spiega&nbsp;<strong>Giancarlo Guercio</strong>– si è rivelata forse ancora più adatta rispetto a quella teatrale per creare uno storytelling, quasi una sceneggiatura cinematografica. Attraverso l&#8217;occhio di bue e particolari effetti tecnici abbiamo cercato di guidare lo sguardo dello spettatore, creando quasi dei frame cinematografici. Quest&#8217;anno credo che il risultato sia stato ancora più interessante: tutto era maggiormente amalgamato e siamo riusciti a focalizzare meglio gli spazi e le singole scene, dando maggiore valore alle diverse azioni”</em>. Un risultato possibile grazie a una complessa macchina nella quale componente artistica e componente tecnica devono procedere perfettamente insieme.&nbsp;<strong>Attori, figuranti, popolo, tecnici e</strong>&nbsp;<strong>Pistonieri Santa Maria del Rovo</strong>&nbsp;diventano tasselli di un unico grande quadro scenico, capace di utilizzare l&#8217;intera estensione del Castello.</p>



<p>A rendere ancora più sorprendente il risultato finale c&#8217;è un particolare che il pubblico difficilmente può immaginare:&nbsp;<strong>una prova generale completa dell&#8217;Assalto al Castello, prima dell&#8217;inizio della manifestazione, di fatto non è possibile</strong>. Alcuni dei gruppi coinvolti, come i Pistonieri Santa Maria del Rovo, raggiungono Teggiano soltanto a ridosso dell&#8217;11 agosto e&nbsp;<strong>tutti i protagonisti della rappresentazione riescono a ritrovarsi insieme soltanto alla vigilia dell&#8217;evento</strong>. Le diverse componenti lavorano e si preparano anche precedentemente, ma senza la possibilità di provare anticipatamente l&#8217;intero spettacolo con tutti i suoi protagonisti. Per questo&nbsp;<strong>la prima serata diventa essa stessa una sorta di prova generale in diretta</strong>: oltre cento persone devono muoversi in maniera coordinata tra mura, balconi, terrazzi e spazi intorno al Castello, sincronizzandosi con recitazione, luci, musica ed effetti scenici. Un meccanismo estremamente complesso, che può funzionare soltanto grazie alla&nbsp;<strong>professionalità, alla disponibilità e alla capacità di coordinamento</strong>&nbsp;di tutti coloro che ne fanno parte.</p>



<p>Ed è proprio la dimensione collettiva uno degli aspetti sui quali insiste la presidente&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>. La prima sera rappresenta inevitabilmente anche il momento nel quale tutti i protagonisti si ritrovano contemporaneamente sulla scena; poi, replica dopo replica, movimenti, tempi e azioni vengono ulteriormente perfezionati.&nbsp;<em>“I nostri figuranti e tutti i ragazzi che collaborano alla realizzazione dell&#8217;Assalto –sottolinea&nbsp;<strong>la presidente</strong>– sono diventati bravissimi, quasi dei professionisti, e riescono a immedesimarsi completamente nelle dinamiche dello spettacolo. Grazie al lavoro di tutti, insieme alla direzione artistica di Giancarlo, riusciamo a dare vita a uno spettacolo completo e immersivo, che credo rappresenti un&#8217;esperienza unica per chi vi assiste”</em>.</p>



<p>Ma sarebbe riduttivo leggere l&#8217;Assalto soltanto attraverso la sua spettacolarità. Dietro l&#8217;azione scenica c&#8217;è infatti un messaggio che assume un significato particolarmente attuale. Un ruolo fondamentale è affidato alla&nbsp;<strong>Dama Bianca</strong>, personaggio introdotto nella precedente edizione e confermato quest&#8217;anno dopo il grande apprezzamento ottenuto dal pubblico. La Dama Bianca&nbsp;<strong>apre e chiude l&#8217;Assalto</strong>, creando una sorta di struttura circolare della narrazione. Ed è proprio nel suo ritorno finale che lo spettacolo cambia prospettiva: dopo la violenza dell&#8217;assedio, il pubblico viene invitato a riflettere su ciò che ha appena visto.</p>



<p>Due parole sintetizzano questo percorso:&nbsp;<strong>barbarie e armonia</strong>.&nbsp;<em>“Nella prima parte –evidenzia&nbsp;<strong>Giancarlo Guercio</strong>– c&#8217;è una parola fortemente marcata: barbarie. Nell&#8217;ultima parte ce n&#8217;è un&#8217;altra: armonia. La Dama Bianca ritorna alla fine dell&#8217;assedio e invita a riflettere su una coscienza collettiva. La storia ci offre testimonianze dalle quali possiamo ancora imparare. Oggi credo sia fondamentale acquisire consapevolezza rispetto a quello che vogliamo essere nel mondo e nella vita, soprattutto perché i tempi che stiamo vivendo richiedono riflessioni di questo tipo”</em>.</p>



<p><strong>Così uno spettacolo che parte da una vicenda del Quattrocento riesce a parlare anche al presente.&nbsp;</strong>L&#8217;assedio, la battaglia e la paura&nbsp;<strong>non diventano una celebrazione della guerra</strong>, ma il punto di partenza per arrivare al suo contrario: alla necessità dell&#8217;incontro, della convivenza e dell&#8217;<strong>armonia</strong>.</p>



<p>E forse è anche questo uno dei motivi per i quali l&#8217;Assalto al Castello continua a esercitare un richiamo così forte: nell&#8217;ultima serata, vedere&nbsp;<strong>Piazza Portello e l&#8217;intera area intorno al Castello gremite di persone</strong>, nonostante i capricci del meteo, ha rappresentato una delle soddisfazioni più grandi dell&#8217;edizione appena conclusa.</p>



<p>Fondamentale per la riuscita della manifestazione è la collaborazione tra la&nbsp;<strong>Pro Loco Teggiano</strong>&nbsp;e le istituzioni. Il finanziamento ottenuto dalla&nbsp;<strong>Regione Campania</strong>, con il particolare impegno del presidente della Commissione Bilancio&nbsp;<strong>Corrado Matera</strong>, ha consentito anche quest&#8217;anno di realizzare e valorizzare l’Assalto al Castello, uno degli appuntamenti più attesi dell&#8217;intera manifestazione. Accanto all&#8217;Amministrazione Comunale di&nbsp;<strong>Teggiano&nbsp;</strong>guidata dal sindaco&nbsp;<strong>Michele Di Candia&nbsp;</strong>e allaRegione<strong>&nbsp;Campania</strong>, hanno sostenuto l’evento -tra gli altri- la&nbsp;<strong>Camera di Commercio di Salerno</strong>, il&nbsp;<strong>Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni,&nbsp;</strong>la&nbsp;<strong>Diocesi di Teggiano-Policastro</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>Banca Monte Pruno</strong>.</p>



<p>La 31ª edizione è terminata il 13 agosto. Ma alla Pro Loco Teggiano il lavoro non si ferma:&nbsp;<em>“Dal giorno dopo –conclude la presidente&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>– si comincia già a pensare all&#8217;anno successivo. Appena termina un&#8217;edizione iniziamo a ragionare su ciò che può essere sviluppato e migliorato e sulle novità da introdurre. Perché, in fondo,&nbsp;<strong>Costanza non finisce mai</strong>”</em>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>South Italy greenways, dal Cilento a Capo Nord: i parchi del Sud in viaggio per l’Europa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/south-italy-greenways-dal-cilento-a-capo-nord-i-parchi-del-sud-in-viaggio-per-leuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 10:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[South Italy Greenways]]></category>
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					<description><![CDATA[È partita da Capo Nord l’avventura di “South Italy Greenways”, il roadshow europeo in bicicletta nato per portare oltre i confini nazionali le bellezze e le opportunità di turismo sostenibile [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È partita da Capo Nord l’avventura di “South Italy Greenways”, il roadshow europeo in bicicletta nato per portare oltre i confini nazionali le bellezze e le opportunità di turismo sostenibile dei grandi Parchi del Mezzogiorno. L’iniziativa, al via dal 13 agosto, coinvolge i Parchi Nazionali del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, del Pollino e dell’Aspromonte.</p>



<p>Il progetto nasce nell’ambito dell’accordo “Parchi del Sud – Link building”, siglato nel 2025 con l’obiettivo di costruire un’offerta turistica integrata tra Campania, Basilicata e Calabria. Un patrimonio che complessivamente interessa oltre 500mila ettari e che punta su cammini, ciclovie, infrastrutture verdi, biodiversità e itinerari capaci di coniugare tutela ambientale e sviluppo dei territori.</p>



<p>Protagoniste del viaggio sono le cicliste Simona Pergola e Simona Ridolfi, accompagnate dal reporter Francesco Vigliotti. Il tour durerà circa tre mesi e seguirà il tracciato dell’EuroVelo 7 da Capo Nord a Malta: oltre 7mila chilometri attraverso nove Paesi europei e 24 Parchi naturali. Tra le città attraversate figurano Copenaghen, Berlino, Praga, Salisburgo, Bolzano, Firenze, Roma, Napoli, Salerno e fino all&#8217;arrivo aa Reggio Calabria.</p>



<p>Durante il percorso sono previsti incontri con comunità locali, associazioni, cicloturisti e operatori del settore. Al centro del racconto ci saranno anche la Via Silente, la Ciclovia Meridiana e la Ciclovia dei Parchi della Calabria: itinerari che, insieme, danno vita a una greenway di oltre 1.500 chilometri.</p>



<p>Il viaggio sarà raccontato quotidianamente attraverso fotografie, video, reportage e contenuti social. Al termine dell’esperienza sarà inoltre prodotto un video-documentario, mentre tra la fine del 2026 e il 2027 sono previsti eventi di presentazione nei quattro Parchi e nell’ambito di appuntamenti dedicati al settore.</p>



<p>L’obiettivo è rafforzare la presenza internazionale dei territori coinvolti e presentare il Sud Italia come una destinazione unitaria per il cicloturismo e l’ecoturismo, capace di attrarre viaggiatori durante tutto l’anno. Un lungo viaggio europeo che parte simbolicamente dall’estremo Nord per raccontare l’anima verde del Mezzogiorno</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ferragosto nel Cilento, il 15 agosto tra concerti, feste e fuochi sul mare</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ferragosto-nel-cilento-il-15-agosto-tra-concerti-feste-e-fuochi-sul-mare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 14:33:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Cilento si prepara a vivere il Ferragosto tra piazze animate, concerti, sagre e appuntamenti legati alle tradizioni locali. Da Marina di Camerota al Golfo di Policastro, passando per i [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Cilento si prepara a vivere il Ferragosto tra piazze animate, concerti, sagre e appuntamenti legati alle tradizioni locali. Da Marina di Camerota al Golfo di Policastro, passando per i borghi dell’entroterra, sabato 15 agosto il calendario propone eventi per famiglie, appassionati di musica e visitatori alla ricerca delle atmosfere più autentiche del territorio.</p>



<p>A <strong>Marina di Camerota</strong> arriva uno dei momenti più attesi della <strong>“Sagra dei Fuochi &#8211; Una festa sul mare”</strong>, in programma dal 12 al 15 agosto. A mezzanotte, sul mare, è previsto lo spettacolo pirotecnico che concluderà la serata di Ferragosto.</p>



<p>Fuochi d’artificio anche a <strong>Santa Maria di Castellabate</strong>, dove a mezzanotte è in programma <strong>“Santa Maria s’illumina”</strong>, spettacolo dedicato a Santa Maria a Mare.</p>



<p>Per gli amanti della musica popolare, appuntamento a <strong>Villammare</strong>, nel comune di Vibonati, con <strong>“I Tamburellisti di Otranto &#8211; Cuore e anima salentina”</strong>. A <strong>Ogliastro Cilento</strong>, alle 22, sarà invece protagonista il <strong>Canzoniere Grecanico Salentino</strong>.</p>



<p>Musica e gastronomia caratterizzano anche <strong>“Celso in festa”</strong>, nel borgo di Celso, frazione di Pollica. A <strong>San Mauro Cilento</strong>, dalle 21 alle 23, torna <strong>“Bimbi in festa”</strong>, serata pensata per i più piccoli.</p>



<p>A <strong>Giungano</strong>, alle 21.30, piazza Grande ospiterà il <strong>“Piazza Grande Show”</strong>. Alla stessa ora, a <strong>Caselle in Pittari</strong>, salirà sul palco <strong>Santino Cardamone</strong> con il tour <strong>“Un mondo ancora da colorare”</strong>.</p>



<p>A <strong>Policastro Bussentino</strong>, nell’ambito dei festeggiamenti per <strong>Maria Santissima Assunta in cielo</strong>, la serata proseguirà in piazza Duomo con il tribute show <strong>“Gigi D’Alessio &amp; Friends”</strong>.</p>



<p>A <strong>Licusati</strong>, infine, appuntamento alle 21.30 con il concerto di <strong>Enzo Sax</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I sapori dell’entroterra</h3>



<p>Il Ferragosto cilentano passa anche dalla tavola. A <strong>Felitto</strong> continua la storica <strong>Sagra del Fusillo</strong>, in programma fino a domenica 16 agosto. Gli stand gastronomici saranno aperti a pranzo dalle 12 e a cena dalle 19.</p>



<p>A <strong>Castel San Lorenzo</strong> torna la <strong>Festa del Vino Dop</strong>, giunta alla 29ª edizione. La manifestazione prosegue fino al 16 agosto, con gli stand aperti dalle 20.30 e un programma che mette insieme vini del territorio e musica popolare.</p>



<p>A <strong>Roscigno</strong>, invece, è in programma la tappa del concerto dei <strong>Vienteterra</strong> con <strong>“Odyssey &#8211; Il viaggio musicale”</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Circa 50 mila persone a Giungano per la ventesima Festa dell&#8217;Antica Pizza Cilentana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/circa-50-mila-persone-a-giungano-per-la-ventesima-festa-dellantica-pizza-cilentana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 14:15:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Giungano]]></category>
		<category><![CDATA[eventi turistici e sagre]]></category>
		<category><![CDATA[giungano festa pizza cilentana]]></category>
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					<description><![CDATA[Circa 50mila presenze in sei giorni per la ventesima edizione della Festa dell’Antica Pizza Cilentana, che dal 6 all’11 agosto ha trasformato Giungano, piccolo borgo dell’entroterra cilentano a pochi chilometri [...]]]></description>
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<p>Circa 50mila presenze in sei giorni per la ventesima edizione della Festa dell’Antica Pizza Cilentana, che dal 6 all’11 agosto ha trasformato Giungano, piccolo borgo dell’entroterra cilentano a pochi chilometri da Agropoli, in una grande vetrina dedicata a enogastronomia, tradizioni popolari e musica.</p>



<p>La manifestazione, patrocinata da Regione Campania, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Comune di Giungano e Museo Vivente della Dieta Mediterranea, è ideata da Pietro Manganelli e Giuseppe Coppola, i due “cumpari” che da oltre vent’anni ne curano la realizzazione.</p>



<p>Nata come sagra dedicata alla pizza, la Festa dell’Antica Pizza Cilentana si è progressivamente trasformata in un appuntamento identitario per il territorio, costruito intorno a cucina, memoria e comunità. La direzione artistica è affidata a Michele Pecora, con il contributo di Christian Cutino di CIBOH Studio e il supporto di Motive.Ink di Bruna Pallante e Alessandro De Sio.</p>



<p>Al centro della manifestazione la pizza cilentana, caratterizzata da un impasto rustico, dalla cottura nei forni a legna e dall’utilizzo di prodotti del territorio, dall’olio extravergine d’oliva ai pomodori, dall’origano selvatico ai formaggi cilentani.</p>



<p>Accanto alla pizza, il pubblico ha potuto degustare numerose specialità della tradizione locale: lagane e ceci, mulignane ‘mbuttunate, scauratieddi, patate cu a cauzodda, fusilli, antipasti cilentani, frittelle con fiori di zucca e alici e zeppole cresciute. A preparare i piatti sono state anche le signore del paese, protagoniste di una cucina tramandata nel tempo.</p>



<p>La ventesima edizione ha proposto inoltre un ricco programma musicale sul palco di piazza Vittorio Veneto, con artisti presentati da Melissa Di Matteo. Tra gli ospiti Michele Zarrillo, I Nomadi e Raiz, insieme ad alcuni tra i protagonisti della musica popolare campana e meridionale, tra cui Luca Rossi, Fiorenza Calogero e Consuelo Alfieri.</p>



<p>Novità del ventennale è stata l’istituzione del Premio Jungano, destinato a personalità che si sono distinte nella valorizzazione del territorio cilentano. Il riconoscimento è andato, tra gli altri, a Michele Zarrillo, I Nomadi, Mario Corrado dell’azienda agricola San Giovanni, alla cuoca contadina e ambasciatrice della Dieta Mediterranea Giovanna Voria, ad Alberto Carrato del Convento Francescano e a Valerio Calabrese, direttore del Museo Vivente della Dieta Mediterranea di Pioppi.</p>



<p>Spazio anche alla cultura gastronomica con Luciano Pignataro, storico giornalista de Il Mattino e fondatore dei progetti 50 Top Pizza e 50 Top Italy, che l’11 agosto ha presentato il suo ultimo libro, “La Dieta del Cilento, la cucina del cuoncio cuoncio”, pubblicato da Mondadori.</p>



<p>«Non è solo una festa gastronomica, ma la Festa dell’Antica Pizza Cilentana è un’esperienza che intreccia cucina, tradizioni popolari e musica, restituendo l’anima autentica del territorio e il suo spirito di accoglienza. L’edizione 2026 assume un valore simbolico importante: il ventennale. Un traguardo che non celebra soltanto il passato, ma diventa occasione per riflettere sull’evoluzione della pizza cilentana e sul suo ruolo contemporaneo, tra radici solide e nuove prospettive» hanno affermato Pietro Manganelli e Giuseppe Coppola.</p>



<p>Ogni sera, oltre alla proposta gastronomica del paese, sono stati protagonisti pizzaioli provenienti dalla Campania e da altre regioni italiane. Tra i partecipanti WIP di Nocera Inferiore, Jessica De Vivo da Napoli, Fermenta da Chieti, Bas &amp; Co da Pesche, Ai Tre Monelli da Angri e Luppolo e Farina da Latiano.</p>



<p>Non sono mancati i cooking show, condotti da Christian Cutino e dal creator Federico Mazza, “Mazzachebuono”. Ai fornelli si sono alternati creator, cuochi e chef, tra cui Luca Fresolone, Enrico Moscato, Fabio Amato, Mario Cioffi, Roberto Allocca, Donato Stellavato, Rosangela Muraro, Donatella Scorziello, Marco Rispo e Giovanna Voria.</p>



<p>Prevista anche un’area dedicata alle persone celiache, con un forno gluten free curato da Fioreglut Mulino Caputo e la possibilità di degustare anche cavatelli cilentani senza glutine.</p>



<p>«Per noi è motivo di grande orgoglio ospitare la festa della pizza cilentana nel nostro borgo. Vedere in tutti questi anni Giungano piena di turisti e di amanti della pizza cilentana significa che stiamo lavorando verso la direzione giusta per promuovere le nostre eccellenze ed il nostro paese» ha affermato Giuseppe Orlotti, sindaco di Giungano.</p>
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		<title>Cala il sipario sulla Principessa Costanza: migliaia di visitatori per tre giorni di storia e spettacolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 12:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[alla tavola della principessa costanza]]></category>
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					<description><![CDATA[Successo fino all&#8217;ultimo atto&#160;per la 31ª edizione della festa medievale&#160;&#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;. Anche la serata conclusiva del 13 agosto&#160;ha richiamato a Teggiano&#160;migliaia di visitatori, facendo calare il sipario [...]]]></description>
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<p><strong>Successo fino all&#8217;ultimo atto</strong>&nbsp;per la 31ª edizione della festa medievale&nbsp;<strong>&#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;</strong>. Anche la serata conclusiva del 13 agosto&nbsp;<strong>ha richiamato a Teggiano</strong>&nbsp;<strong>migliaia di visitatori</strong>, facendo calare il sipario su tre intense giornate durante le quali il centro storico della Città d&#8217;Arte del Vallo di Diano è tornato a trasformarsi nella&nbsp;<strong>Diano del 1480</strong>.</p>



<p>Tre giornate di cortei, spettacoli, taverne, ricostruzioni storiche, musica, antichi mestieri e cultura, vissute con una straordinaria partecipazione del pubblico. Una vera e propria&nbsp;<strong>macchina del tempo</strong>, resa possibile dal grande lavoro organizzativo della Pro Loco Teggiano, dei volontari, dei figuranti e delle tante realtà coinvolte nella manifestazione.</p>



<p>Ci sarà tempo nei prossimi giorni per entrare nei dettagli del bilancio complessivo della 31ª edizione, sicuramente molto positivo.&nbsp;<strong>Nel frattempo, però, una cosa è certa:</strong>&nbsp;tanti sono stati i momenti spettacolari che hanno caratterizzato l&#8217;edizione 2026, ma ce n&#8217;è uno che, ancora una volta, si è confermato&nbsp;<strong>il momento clou delle tre giornate: l&#8217;Assalto al Castello</strong>.</p>



<p>A dimostrarlo è soprattutto il gradimento del pubblico. Se non tutti, infatti, riescono a raggiungere Teggiano in tempo per assistere alla partenza del Grande Corteo Storico delle 18:30, con il trascorrere delle ore il centro storico continua progressivamente a riempirsi grazie anche al servizio navette. E dopo aver attraversato le taverne, assistito agli spettacoli e percorso vicoli e piazze della Diano del 1480,&nbsp;<strong>la grande maggioranza dei visitatori resta fino a tarda notte</strong>, aspettando proprio l&#8217;appuntamento con l&#8217;Assalto al Castello.</p>



<p>È lo&nbsp;<strong>&#8220;spettacolo nello spettacolo&#8221;</strong>, quello capace nelle tre serate di raccogliere intorno a Piazza Portello e al Castello Macchiaroli una folla in attesa di assistere all&#8217;ultimo grande atto della notte teggianese. Il sostegno della&nbsp;<strong>Regione Campania</strong>&nbsp;ha consentito di confermare e valorizzare anche nell&#8217;edizione 2026 uno dei momenti più spettacolari della kermesse, grazie anche al particolare impegno del consigliere regionale&nbsp;<strong>Corrado Matera</strong>, presidente della Commissione Bilancio, originario di Teggiano e da anni vicino alla manifestazione.</p>



<p>L&#8217;Assalto al Castello nasce dalle vicende storiche che videro protagonista&nbsp;<strong>Antonello Sanseverino</strong>, Principe di Salerno e Signore di Diano, e dalla&nbsp;<strong>Congiura dei Baroni</strong>, che alla fine del Quattrocento contrappose alcuni dei più importanti feudatari del Regno di Napoli al re Ferrante d&#8217;Aragona. La storia diventa però spettacolo attraverso una rappresentazione che unisce teatro, musica, luci, azione scenica e fuochi d&#8217;artificio, sfruttando lo straordinario scenario naturale offerto dal Castello Macchiaroli. A prendere parte alla rappresentazione sono più di&nbsp;<strong>100 figuranti</strong>, tra i quali una sessantina di pistonieri, protagonisti di un allestimento pensato dal direttore artistico&nbsp;<strong>Giancarlo Guercio</strong>&nbsp;come una vera e propria&nbsp;<strong>&#8220;opera filmica&#8221;</strong>. Non una semplice successione di scene, dunque, ma un racconto nel quale i diversi linguaggi dello spettacolo concorrono a trasportare il pubblico dentro gli avvenimenti narrati.</p>



<p>L&#8217;arrivo delle truppe aragonesi trasforma la festa per le nozze della Principessa Costanza in tensione e paura, mentre il Castello diventa rifugio e teatro dell&#8217;assedio. A fare da filo conduttore è anche la figura della&nbsp;<strong>Dama Bianca</strong>, presenza simbolica che assume il ruolo di una sorta di coscienza narrante e accompagna il pubblico attraverso le diverse fasi della rappresentazione. Soprattutto nei tempi difficili in cui viviamo, la drammatizzazione diventa un potente monito contro ogni guerra.</p>



<p><em>&#8220;L&#8217;Assalto al Castello è stato concepito come una vera&nbsp;<strong>opera filmica</strong>&nbsp;-spiega il direttore artistico&nbsp;<strong>Giancarlo Guercio</strong>&#8211; nella quale abbiamo cercato di utilizzare il Castello Macchiaroli come una straordinaria scenografia naturale. Lo spettacolo parte dall&#8217;atmosfera di festa che accompagna le nozze e conduce progressivamente il pubblico verso la tensione dell&#8217;assedio. Musica, recitazione, movimento scenico e fuochi diventano parti di un unico racconto, con l&#8217;obiettivo di far vivere allo spettatore non soltanto uno spettacolo, ma un&#8217;esperienza&#8221;.</em></p>



<p>Il gran finale è affidato ai&nbsp;<strong>fuochi d&#8217;artificio sincronizzati con la musica</strong>, che chiudono l&#8217;Assalto trasformando ancora una volta il Castello Macchiaroli nel cuore scenografico della notte teggianese.</p>



<p>La presidente della Pro Loco Teggiano&nbsp;<strong>Concettamaria Cantelmi</strong>&nbsp;mette in evidenza proprio la capacità dello spettacolo di caratterizzare &#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221; ben oltre i confini del Vallo di Diano:&nbsp;<em>&#8220;L&#8217;Assalto al Castello -spiega- è sicuramente&nbsp;<strong>uno dei momenti che maggiormente ci caratterizzano</strong>, anche al di fuori del nostro territorio. È uno spettacolo nello spettacolo, attesissimo dal pubblico. Anche quest&#8217;anno, grazie al finanziamento ricevuto dalla&nbsp;<strong>Regione Campania</strong>&nbsp;e soprattutto all&#8217;impegno del presidente della Commissione Bilancio&nbsp;<strong>Corrado Matera</strong>, siamo riusciti a mettere in scena uno spettacolo molto importante e complesso, arricchito da elementi teatrali, spettacolari e dai fuochi. Il pubblico lo ha apprezzato moltissimo, definendolo elegante, suggestivo e soprattutto&nbsp;<strong>fortemente immersivo</strong>&#8220;.</em></p>



<p>Il sindaco di Teggiano&nbsp;<strong>Michele Di Candia</strong>&nbsp;ribadisce il ruolo determinante della collaborazione istituzionale che consente alla manifestazione di continuare a crescere e offrire al pubblico uno spettacolo straordinario:&nbsp;<em>&#8220;Il sostegno degli enti sovracomunali è fondamentale per ottenere grandi risultati -sottolinea il primo cittadino di Teggiano- e per questo voglio ringraziare la Regione Campania e in particolare il consigliere regionale&nbsp;<strong>Corrado Matera</strong>, che come sempre anche quest’anno non ha fatto mancare il suo supporto alla manifestazione e soprattutto all&#8217;Assalto al Castello. È uno dei momenti per i quali c&#8217;è maggiore attesa da parte dei visitatori e rappresenta il modo più spettacolare per concludere ogni serata: una iniziativa di altissimo livello&#8221;.</em></p>



<p>Il presidente della Commissione Regionale Bilancio&nbsp;<strong>Corrado Matera</strong>, presente a Teggiano durante la tre-giorni della Principessa Costanza, ricorda innanzitutto il valore complessivo della manifestazione:&nbsp;<em>“Alla Tavola della Principessa Costanza -afferma- è capace di portare&nbsp;<strong>migliaia di visitatori</strong>&nbsp;nel Vallo di Diano, coinvolgere centinaia di figuranti e volontari e generare importanti ricadute turistiche sull&#8217;intero comprensorio”. Ma&nbsp;</em>è proprio sull&#8217;<strong>Assalto al Castello</strong>&nbsp;che il presidente della Commissione Bilancio concentra in particolare la sua attenzione:&nbsp;<em>&#8220;Si tratta di un vero&nbsp;<strong>evento nell&#8217;evento</strong>, un momento di grandissima attrazione sostenuto ormai da tanti anni dalla Regione Campania, che completa il percorso iniziato con il Corteo Storico. Sono queste le iniziative sulle quali, a mio avviso, bisogna investire, perché diventano una vetrina territoriale e muovono l’economia non solo di Teggiano ma di tutto il Vallo di Diano. Sono davvero soddisfatto di aver contribuito anche quest&#8217;anno, attraverso la Regione Campania, a sostenere l’Assalto al Castello: sta riscuotendo un successo sempre più grande, e la sua fama varca i confini regionali. Sostenere iniziative come questa -conclude Matera- significa anche creare occasioni concrete per&nbsp;<strong>valorizzare le nostre comunità e i nostri territori</strong>&#8220;.</em></p>



<p>Con l&#8217;ultimo&nbsp;<strong>Assalto al Castello</strong>&nbsp;cala così il sipario sulla 31ª edizione di &#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;. Una manifestazione che ancora una volta ha trasformato per tre giorni Teggiano in un grande palcoscenico a cielo aperto e ha richiamato nel Vallo di Diano migliaia di persone, confermando la capacità della rievocazione storica di coniugare&nbsp;<strong>spettacolo, storia, cultura, tradizioni e promozione del territorio</strong>. E quando, nella notte del 13 agosto, gli ultimi fuochi hanno illuminato il&nbsp;<strong>Castello Macchiaroli</strong>, si è chiusa anche simbolicamente la spettacolare macchina del tempo della Diano del 1480.</p>



<p>Fondamentale per la riuscita della manifestazione è stata la collaborazione tra la&nbsp;<strong>Pro Loco Teggiano</strong>&nbsp;e le istituzioni. Accanto all&#8217;Amministrazione Comunale guidata dal sindaco&nbsp;<strong>Michele Di Candia</strong>, la manifestazione ha potuto contare sul sostegno della&nbsp;<strong>Regione Campania</strong>, con il particolare impegno del presidente della Commissione Bilancio&nbsp;<strong>Corrado Matera</strong>, della&nbsp;<strong>Camera di Commercio di Salerno</strong>, del&nbsp;<strong>Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni,&nbsp;</strong>della&nbsp;<strong>Diocesi di Teggiano-Policastro</strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>Banca Monte Pruno</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Morigerati, stasera la 22ª edizione di “Museo in Festa” con il percorso enogastronomico e gli Allabua in concerto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/morigerati-stasera-la-22a-edizione-di-museo-in-festa-con-il-percorso-enogastronomico-e-gli-allabua-in-concerto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 10:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[museo in festa]]></category>
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					<description><![CDATA[È tutto pronto a Morigerati per la 22ª edizione di “Museo in Festa”, in programma questa sera, 14 agosto, nel borgo cilentano. Una manifestazione nata per valorizzare il patrimonio culturale [...]]]></description>
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<p>È tutto pronto a Morigerati per la 22ª edizione di “Museo in Festa”, in programma questa sera, 14 agosto, nel borgo cilentano. Una manifestazione nata per valorizzare il patrimonio culturale locale e, in particolare, il Museo Etnografico, che quest’anno celebra i 50 anni dalla fondazione. Il museo fu istituito nel 1976 da Clorinda e Modestino Florenzano con l’obiettivo di conservare e tramandare la memoria della civiltà contadina e della vita quotidiana di un tempo.</p>



<p>La festa prenderà il via proprio da via Granatelli, dove ha sede il Museo Etnografico, che sarà aperto dalle 18 per le visite guidate gratuite. Dalle 20 spazio invece al percorso enogastronomico nel centro storico, con partenza da Piazza Piano La Porta e tappe tra Piazza San Rocco, via Chiesa e gli altri vicoli del borgo. Protagonisti saranno i sapori della tradizione, con lagane e ceci, cavatelli al sugo, salumi e formaggi, freselle, soffritto, spezzatino, dolci tradizionali, frutta locale, amaro e grappa, oltre a bibite e altre specialità del territorio.</p>



<p>A completare il percorso saranno presenti aziende agricole e attività locali. Una delle novità dell’edizione 2026 sarà la partecipazione dei nove giovani europei di Morigerati Rural Lab, il gruppo di volontariato del Corpo Europeo di Solidarietà (ESC) organizzato da Acarbio. I giovani contribuiranno alla realizzazione della serata, portando anche una dimensione internazionale all’interno di una manifestazione fortemente legata alla memoria e all’identità del territorio.</p>



<p>Presente inoltre con un proprio stand l’Ecomuseo del Bussento Contemporaneo.</p>



<p>Il momento conclusivo della serata sarà affidato alla musica. Alle 22.30, in Piazza Piano La Porta, è previsto il concerto degli Alla Bua, formazione salentina tra i protagonisti della musica popolare del Sud Italia, con un repertorio legato alla tradizione musicale pugliese e alle sonorità della pizzica.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Morigerati, 50 anni di museo: il 14 agosto torna &#8220;Museo in festa&#8221; con il percorso enogastronomico e il concerto degli Allabua</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/morigerati-50-anni-di-museo-il-14-agosto-torna-museo-in-festa-con-il-percorso-enogastronomico-e-il-concerto-degli-allabua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 16:20:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[allabua]]></category>
		<category><![CDATA[morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[museo in fessta]]></category>
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					<description><![CDATA[È iniziato il countdown per la 22ª edizione di “Museo in Festa”, in programma il 14 agosto a Morigerati, una serata nata per valorizzare il patrimonio culturale del borgo e, [...]]]></description>
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<p>È iniziato il countdown per la 22ª edizione di “Museo in Festa”, in programma il 14 agosto a Morigerati, una serata nata per valorizzare il patrimonio culturale del borgo e, in particolare, il Museo Etnografico, che proprio quest’anno celebra un importante anniversario: 50 anni dalla sua fondazione.</p>



<p>Il Museo Etnografico di Morigerati fu infatti fondato nel 1976 da Clorinda e Modestino Florenzano, con l’obiettivo di custodire e tramandare la memoria della civiltà contadina e della vita quotidiana di un tempo attraverso oggetti, utensili e testimonianze della cultura locale.Il percorso della festa partirà proprio da via Granatelli, dove ha sede il Museo Etnografico, che il 14 agosto sarà aperto già dal pomeriggio, a partire dalle 18, per consentire ai visitatori di partecipare alle visite guidate gratuite. Un’occasione per entrare nelle sale del museo e conoscere da vicino gli strumenti e gli oggetti che raccontano il lavoro, le abitudini e la vita delle comunità rurali del territorio.<br>Dalle&nbsp;ore&nbsp;20 prenderà poi il via il percorso enogastronomico attraverso il centro storico, con partenza da Piazza P. La Porta e passaggio per Piazza San Rocco, via Chiesa e gli altri vicoli del borgo. Una passeggiata tra i sapori della tradizione, con piatti tipici come lagane e ceci e cavatelli al sugo,&nbsp;salumi e formaggio, freselle,&nbsp;secondi piatti&nbsp;tra cui soffritto e spezzatino,&nbsp;dolci tradizionali, frutta locale, bibite&nbsp;e specialità del territorio.</p>



<p>Ad arricchire la serata saranno inoltre le aziende agricole e gli espositori dell’artigianato, che contribuiranno a raccontare, attraverso prodotti e lavorazioni, il legame tra la comunità, la terra e le proprie tradizioni.<br>La&nbsp;novità di quest’anno, saranno presenti anche nove giovani europei di&nbsp;Morigerati Rural Lab, il team di volontariato del&nbsp;Corpo Europeo di Solidarietà (ESC)&nbsp;organizzato da Acarbio, che daranno il loro prezioso contributo alla serata.&nbsp;</p>



<p>Sarà inoltre presente, con un proprio stand, anche l’Ecomuseo del Bussento Contemporaneo, che contribuirà a valorizzare e raccontare il patrimonio, la cultura e le tradizioni del territorio.A chiudere la manifestazione, alle 22.30, sarà il concerto degli Alla Bua,&nbsp;in piazza Piano la Porta,&nbsp;gruppo salentino tra i protagonisti della musica popolare del Sud Italia.</p>



<p>“Museo in Festa” vanta una storia lunga oltre due decenni e negli anni ha portato a&nbsp;Morigerati alcuni dei più importanti interpreti della musica popolare italiana:&nbsp;Teresa De Sio,&nbsp;Eugenio Bennato, Lina Sastri, Peppe Barra, la Nuova Compagnia di Canto Popolare&nbsp;e&nbsp;Mimmo Cavallaro, protagonista dell’edizione dello scorso anno.</p>
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		<item>
		<title>Palinuro non può più continuare a vivere di rendita &#124; L’editoriale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/palinuro-non-puo-piu-continuare-a-vivere-di-rendita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Sansiviero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 13:45:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Terza Pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[destinazioni italiane]]></category>
		<category><![CDATA[esplorazioni marine]]></category>
		<category><![CDATA[palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[turismo di qualità]]></category>
		<category><![CDATA[turismo internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è stato un tempo in cui, parlando di turismo di qualità in Italia ed anche oltre confini, tre nomi rappresentavano punti di riferimento indiscussi: Capri, Positano e Palinuro. Palinuro era [...]]]></description>
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<p class="s3">C’è stato un tempo in cui, parlando di turismo di qualità in Italia ed anche oltre confini, tre nomi rappresentavano punti di riferimento indiscussi: Capri, Positano e Palinuro.</p>



<p class="s3">Palinuro era conosciuta come meta del turismo internazionale e domestico di alto livello, regina del divertimento, capitale della subacquea e delle esplorazioni marine, destinazione capace di attrarre giovani, famiglie e viaggiatori alla ricerca di un territorio autentico.</p>



<p class="s3">Quella Palinuro non nacque per caso.</p>



<p class="s3">&nbsp;Negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, dopo l’apertura del Club Méditerranée una generazione di persone intraprendenti che amava la propria terra ebbe la visione di immaginare cosa sarebbe potuta diventare ed il coraggio di investire nella ricettività turistica. Fu chiamato uno dei più noti architetti dell&#8217;epoca, il compianto Arch. Gravagnuolo, al quale vennero affidate diverse progettazioni. Furono aperti alberghi e strutture prestigiose, si crearono attività, occupazione e servizi. Palinuro costruì un’autentica industria dell’ospitalità alberghiera e divenne una delle destinazioni più importanti del turismo internazionale. E di fianco a questo sorsero ville importanti, di lusso, che continuavano a portare la firma di architetti di fama.</p>



<p class="s3">Poi qualcosa cambiò.</p>



<p class="s3">&nbsp;Tra gli anni Ottanta e Novanta prese progressivamente il sopravvento un modello di sviluppo completamente diverso: alla crescita dell’industria alberghiera e delle attività turistiche fu preferita un’espansione edilizia fondata prevalentemente sulla costruzione di abitazioni, seconde, terze e quarte case e residence.&nbsp;</p>



<p class="s3">A mio giudizio, è proprio in quella stagione che va individuato uno dei principali punti di svolta negativi nella storia recente di Palinuro.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;La politica e le amministrazioni dell’epoca non compresero, o non vollero comprendere, la differenza tra costruire immobili e costruire una destinazione turistica, tra costruire &#8220;parchi residenziali dozzinali&#8221; e residenze prestigiose.</p>



<p class="s3">Un albergo aperto e competitivo non è soltanto un edificio: produce occupazione, acquista beni e servizi, promuove il territorio, porta ospiti, genera consumi e contribuisce ad allungare la stagione.&nbsp;</p>



<p class="s3">Una casa utilizzata per poche settimane all’anno produce un impatto economico molto più limitato, ma per dodici mesi grava comunque sul territorio in termini di consumo del suolo, infrastrutture, servizi e qualità urbana.</p>



<p class="s3">&nbsp;L’espansione delle seconde case ha certamente generato ricchezza immediata per alcuni settori e risposto a una domanda reale. Sarebbe superficiale negarlo. Ma quella convenienza di breve periodo ha avuto un costo strategico enorme: ha consumato territorio senza costruire un sistema turistico più forte, ha alimentato una crescita disordinata e ha progressivamente mortificato la ricettività alberghiera e l’economia organizzata dell’ospitalità.</p>



<p class="s3">&nbsp;Invece di rafforzare il modello che aveva reso grande Palinuro, lo abbiamo progressivamente indebolito.</p>



<p class="s3">Abbiamo aumentato il numero degli immobili, ma non la capacità della destinazione di competere.</p>



<p class="s3">&nbsp;Abbiamo moltiplicato i posti letto utilizzati per pochissime settimane, ma non abbiamo costruito nuovi mercati turistici né attratto nuovi flussi (anzi quelli che avevamo li abbiamo persi).</p>



<p class="s3">Abbiamo occupato territorio, ma non abbiamo creato una strategia per la destagionalizzazione.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;Abbiamo inseguito il valore immediato del mattone, sacrificando una parte del valore economico duraturo che avrebbe potuto generare l’industria turistica alberghiera.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;Questa scelta continua ancora oggi a pesare come una zavorra sul rilancio di Palinuro: una località congestionata per poche settimane, semivuota per gran parte dell’anno e sempre meno capace di sostenere servizi, attività commerciali e occupazione stabile.</p>



<p class="s3">&nbsp;Non voglio attribuire responsabilità ai singoli proprietari che hanno acquistato o costruito rispettando le regole. Il problema non sono le persone. Il problema è il modello di sviluppo scelto, consentito e mai realmente corretto dalla politica locale.</p>



<p class="s3">&nbsp;Da allora sono trascorsi almeno trent’anni, durante i quali le amministrazioni che si sono succedute non sono state capaci di elaborare una visione alternativa e accompagnare Palinuro nelle trasformazioni del turismo.</p>



<p class="s3">&nbsp;Non è nata una strategia stabile di destinazione.</p>



<p class="s3">&nbsp;Non sono stati organizzati e valorizzati adeguatamente il mare, le grotte, il mito, la subacquea, i sentieri e il nostro straordinario patrimonio naturalistico. Anzi se proprio vogliamo dirla tutta, le nostre risorse più preziose sono state mortificate, depotenziate, parcheggiate (chissà ancora per quanto tempo), grazie a chiusure indiscriminate e assenza di politiche di gestione, sicura e sostenibile, di tali risorse.</p>



<p class="s3">&nbsp;Non sono state realizzate le infrastrutture necessarie. Non sono stati costruiti servizi, eventi e prodotti turistici capaci di intercettare nuovi mercati.</p>



<p class="s3">&nbsp;Non è rimasto più nulla della Palinuro del divertimento ed i giovani di oggi ormai vanno altrove. Le attività chiuse superano di gran lunga le nuove aperture. Basta passeggiare la sera lungo il corso pedonale per rendersene drammaticamente conto.</p>



<p class="s3">&nbsp;Non sono state create le condizioni per trattenere i giovani, attrarre competenze e favorire la nascita di nuove imprese. Si sarebbe potuto, e dovuto, creare un istituto alberghiero a Palinuro. Se ne è parlato in passato, lo ricordo bene.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;Mentre altre destinazioni si organizzavano, investivano e crescevano, Palinuro perdeva progressivamente centralità, attrattività e capacità competitiva.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;Una politica da sempre priva di visione, programmazione e competenze adeguate ha accompagnato — e in molti casi accelerato — questo declino. Una località che ha fatto la storia del turismo italiano è stata relegata ai margini della competizione turistica cilentana.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;Anche noi imprenditori abbiamo le nostre responsabilità. Siamo stati spesso divisi, individualisti e incapaci di costruire una rappresentanza comune sufficientemente forte. C’è sempre stata, da parte di qualcuno, la tendenza a voler affermare la propria individualità, la propria persona, e i propri personali vantaggi, a discapito dell’interesse di tutta la categoria e della sviluppo collettivo.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;Ma esiste una differenza che non può essere cancellata: mentre la politica ha mal gestito le risorse, e mortificato le potenzialità di un luogo straordinario non costruendo le condizioni dello sviluppo, tanti imprenditori continuano ancora a resistere ed a investire.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;Hanno impegnato capitali propri, riqualificato le proprie attività, mantenuto posti di lavoro, pagato imposte e affrontato stagioni sempre più brevi. In tutti questi anni hanno sostenuto, spesso da soli, una parte crescente del peso economico e promozionale della destinazione.</p>



<p class="s3">Oggi, però, essere eroi e resistere da soli non basta più.</p>



<p class="s3">&nbsp;La parte produttiva ha il dovere di organizzarsi, deve elaborare proposte concrete e pretendere dalla politica competenza, rigore, programmazione, trasparenza e risultati verificabili.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;Parlo di Palinuro perché Palinuro è il principale, se non l’unico, motore turistico, commerciale e occupazionale del Comune di Centola.</p>



<p class="s3">&nbsp;Non me ne vogliano gli abitanti del capoluogo e delle altre frazioni. Il mio non è campanilismo e ciò che dico non significa escludere Centola, Foria, San Severino e San Nicola. Significa riconoscere una realtà economica che non possiamo continuare a nascondere dietro formule di comodo o stupide contrapposizioni.</p>



<p class="s3">&nbsp;A Palinuro si concentra la parte determinante delle attività ricettive, della ristorazione, del commercio e dei servizi turistici. A Palinuro lavorano e producono reddito anche tante famiglie che vivono nelle altre frazioni.</p>



<p class="s3">&nbsp;Quando Palinuro perde turisti, imprese e capacità di attrazione, diminuiscono il lavoro, i consumi, il reddito e le opportunità per l’intero Comune. Questo è un fatto innegabile!</p>



<p class="s3">Per questo il rilancio di Palinuro deve essere assunto, senza ambiguità, come la priorità economica dell’intero territorio comunale.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;Palinuro non chiede privilegi. Chiede investimenti, servizi e programmazione adeguati alla funzione ed al ruolo di traino che svolge, e che ha svolto negli anni, ed alla ricchezza che che può tornare a generare per tutti.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;Un progetto serio dovrà valorizzare ogni frazione, attribuendo a ciascuna un ruolo all’interno di una strategia unitaria. Ma valorizzare tutte le comunità non significa fingere che abbiano lo stesso peso economico, la stessa funzione e le medesime necessità.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;Palinuro è il principale motore turistico del Comune. Riaccenderlo è interesse di tutti.&nbsp;</p>



<p class="s3">Se Palinuro riparte, può trascinare con sé l’intero territorio. Se continua ad arretrare, le conseguenze economiche e sociali ricadranno inevitabilmente su tutti e su ogni frazione.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;Palinuro non ha bisogno, dunque, dell’ennesima promessa.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;Ha bisogno di una nuova visione, di una classe dirigente competente e di una comunità che smetta di considerare inevitabile il declino.</p>



<p class="s3">Il momento di reagire non è arrivato oggi. È li che attende da almeno venti anni, se non prima.&nbsp;</p>



<p class="s3">Da allora abbiamo continuato ad aspettare, mentre le stagioni si accorciano sempre più, le opportunità diminuiscono, le imprese chiudono, i giovani vanno via e Palinuro perde progressivamente terreno.</p>



<p class="s3">Abbiamo già sprecato troppo tempo. E il tempo, da solo, non cambierà nulla.&nbsp;</p>



<p class="s3">Continuerà semplicemente a presentare il conto della nostra inerzia, finché qualcuno non avrà il coraggio di interromperla.</p>



<p class="s3">La domanda, quindi, non è più se sia arrivato il momento di reagire.&nbsp;</p>



<p class="s3">&nbsp;La domanda è: quanto altro tempo siamo disposti a perdere prima di farlo davvero?</p>



<p class="s3">&nbsp;</p>
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		<title>Dalla vela al pilates, agosto nel Parco del Cilento si vive tra mare, boschi, grotte e borghi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-vela-al-pilates-agosto-nel-parco-del-cilento-si-vive-tra-mare-boschi-grotte-e-borghi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 14:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>
		<category><![CDATA[pilates]]></category>
		<category><![CDATA[vela]]></category>
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					<description><![CDATA[Agosto nel Cilento non significa soltanto mare. Il territorio del Parco, vastissimo e caratterizzato da ambienti molto diversi, permette di alternare spiagge e attività marine a boschi, fiumi, grotte, borghi, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Agosto nel Cilento non significa soltanto mare. Il territorio del Parco, vastissimo e caratterizzato da ambienti molto diversi, permette di alternare spiagge e attività marine a boschi, fiumi, grotte, borghi, siti archeologici e sentieri di montagna.</p>



<p>La parola d&#8217;ordine, soprattutto nelle giornate più calde, è <strong>cambiare ritmo</strong>: mare e sport nelle prime ore del giorno, luoghi ombreggiati o freschi nelle ore centrali, passeggiate e visite culturali nel pomeriggio e al tramonto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mare all&#8217;alba: vela, kayak e snorkeling</h2>



<p>La costa offre numerose possibilità per vivere il mare senza limitarsi alla classica giornata in spiaggia. Vela, kayak, canoa e snorkeling permettono di osservare il paesaggio costiero da una prospettiva diversa.</p>



<p>Lo snorkeling, in particolare, può diventare una vera esperienza naturalistica: osservare i fondali senza toccare gli organismi marini, senza raccogliere conchiglie e mantenendo le distanze dalla fauna significa trasformare il bagno in un&#8217;occasione di conoscenza.</p>



<p>Anche la vela rappresenta un modo particolarmente suggestivo di percorrere la costa sfruttando il vento e riducendo la dipendenza dai mezzi a motore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pilates, yoga e attività dolci</h2>



<p>Nelle prime ore del mattino o al tramonto anche attività come pilates, yoga, stretching e ginnastica dolce possono trovare spazio nella vacanza.</p>



<p>L&#8217;importante, ad agosto, è evitare l&#8217;esercizio fisico nelle ore più calde e scegliere luoghi ombreggiati e autorizzati, senza danneggiare prati e vegetazione.</p>



<p>L&#8217;idea è quella di una vacanza attiva ma non frenetica, in sintonia con i ritmi naturali del territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trekking: meglio partire presto</h2>



<p>In agosto è però fondamentale scegliere con attenzione orario, difficoltà e durata dell&#8217;escursione. Le partenze all&#8217;alba o nelle prime ore del mattino consentono di evitare il caldo più intenso.</p>



<p>Tra le possibilità ci sono percorsi costieri come quello da <strong>Velia a Punta del Telegrafo</strong>, itinerari negli Alburni, le gole del Calore, i sentieri del Gelbison e quelli verso il Monte Cervati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Acqua e ombra: Morigerati e i Capelli di Venere</h2>



<p>Quando il caldo aumenta, i corsi d&#8217;acqua e gli ambienti umidi diventano particolarmente preziosi.</p>



<p>A <strong>Morigerati</strong>, il sentiero conduce alla Grotta e alla risorgenza del Bussento. L&#8217;itinerario ufficiale del Parco è lungo circa un chilometro, con 130 metri di dislivello e una durata indicativa di un&#8217;ora. Il percorso attraversa una gola scavata dall&#8217;acqua, tra pozze, rapide e cascate. </p>



<p>Suggestiva, nelle giornate estive, è anche l&#8217;area dei <strong>Capelli di Venere di Casaletto Spartano</strong>, caratterizzata da acqua, vegetazione e ambienti ombreggiati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le grotte, rifugio naturale dal caldo</h2>



<p>Il patrimonio carsico del Parco offre un&#8217;altra possibilità per le giornate più torride.</p>



<p>Le <strong>Grotte di Castelcivita</strong>, negli Alburni, permettono di unire geologia, archeologia e visita del centro storico. Il percorso indicato dal Parco è classificato turistico, lungo circa 1,2 chilometri e percorribile durante tutto l&#8217;anno.  Anche le grotte e la risorgenza del Bussento rappresentano un esempio di come l&#8217;acqua abbia modellato il paesaggio del Cilento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Alburni e le aree interne</h2>



<p>Per chi vuole allontanarsi dalla calura della costa, gli <strong>Alburni</strong> offrono paesaggi montani, boschi, fenomeni carsici e percorsi escursionistici.</p>



<p>Tra gli itinerari del Parco figura quello verso la <strong>risorgenza dell&#8217;Auso</strong>, nei pressi di Ottati e Sant&#8217;Angelo a Fasanella, un percorso di circa un chilometro attraverso un ambiente caratterizzato da acqua, roccia e vegetazione.</p>



<p>Sempre negli Alburni si trovano itinerari più impegnativi, come quello dedicato all&#8217;Antece e alla Grotta di San Michele Arcangelo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Bicicletta e mobilità lenta</h2>



<p>Il Parco può essere scoperto anche in bicicletta. Il progetto <strong>Fuori Traccia</strong> propone una rete di itinerari che attraversa l&#8217;intero territorio, dalla costa alle aree interne.</p>



<p>Tra le tappe ci sono percorsi tra Capaccio Paestum e Ascea, Cannalonga e Salento, Laurito e San Giovanni a Piro, Roccagloriosa e Caselle in Pittari, Sanza e Atena Lucana, fino agli Alburni. Le difficoltà sono diverse e vanno quindi scelte in base alla preparazione fisica. </p>



<p>Ad agosto è consigliabile pedalare nelle ore più fresche, soprattutto per i percorsi più lunghi e con maggiore dislivello.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Borghi, archeologia e tramonti</h2>



<p>Il caldo può diventare anche l&#8217;occasione per rallentare.</p>



<p>La visita ai borghi, ai musei e ai siti archeologici permette di alternare l&#8217;attività fisica a momenti più tranquilli. Velia, i centri storici dell&#8217;interno, Roscigno Vecchio, i paesi degli Alburni e quelli del Vallo di Diano raccontano un territorio nel quale natura e presenza umana sono strettamente legate.</p>



<p>Al tramonto, quando le temperature scendono, una passeggiata diventa invece uno dei modi più semplici per vivere il paesaggio.</p>
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		<title>Teggiano, presentata &#8220;Alla tavola della principessa Costanza&#8221; 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/teggiano-presentata-alla-tavola-della-principessa-costanza-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 10:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[alla tavola della principessa costanza]]></category>
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					<description><![CDATA[Da Teggiano un messaggio di fratellanza e di speranza affidato ai giovani, in un tempo segnato troppo spesso da divisioni e contrapposizioni. È anche questo il senso della 31ª edizione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Da Teggiano un messaggio di fratellanza e di speranza affidato ai giovani</strong>, in un tempo segnato troppo spesso da divisioni e contrapposizioni. È anche questo il senso della 31ª edizione de <strong>&#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza”</strong>, la <strong>spettacolare macchina del tempo della Pro Loco Teggiano</strong>, capace di riportare indietro di oltre 500 anni le lancette degli orologi. <strong>L’11, 12 e 13 agosto</strong> torna la manifestazione che trasforma <strong>il centro storico</strong> della città d’arte del <strong>Vallo di Diano</strong> <strong>in un palcoscenico a cielo aperto</strong>, tra Cortei Storici, Taverne e Spettacoli itineranti. L’occasione è la suggestiva rievocazione delle nozze principesche del 1480 tra <strong>Antonello Sanseverino</strong>, Principe di Salerno e Signore di Diano, e <strong>Costanza di Montefeltro</strong>, figlia di Federico da Montefeltro, il grande Duca di Urbino. Un evento che rivive ogni anno a Teggiano tra tradizione, cultura e spettacolo e che, puntualmente, si propone di sbaragliare qualsiasi precedente record di gradimento, visitatori e presenze.</p>



<p><strong>L&#8217;edizione 2026</strong> de “Alla Tavola della Principessa Costanza” <strong>conferma uno dei momenti più attesi e spettacolari della manifestazione: l&#8217;Assalto al Castello</strong>, che anche quest&#8217;anno tornerà a emozionare il pubblico con tutta la sua forza scenica, grazie al finanziamento della <strong>Regione Campania</strong> e al particolare impegno del consigliere regionale <strong>Corrado Matera</strong>, presidente della Commissione Bilancio, originario di Teggiano e da sempre vicino alla manifestazione, della quale negli anni ha sostenuto con convinzione il percorso di crescita e valorizzazione. Allo stesso tempo si è voluto dare continuità al lavoro svolto lo scorso anno, confermando <strong>Giancarlo Guercio</strong> nel ruolo di <strong>direttore artistico</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="478" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/alla-tavola-della-principessa-costanza-1024x478.jpeg" alt="" class="wp-image-255708" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/alla-tavola-della-principessa-costanza-1024x478.jpeg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/alla-tavola-della-principessa-costanza-300x140.jpeg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/alla-tavola-della-principessa-costanza-768x359.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/alla-tavola-della-principessa-costanza-1536x717.jpeg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/08/alla-tavola-della-principessa-costanza.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La conferenza stampa di presentazione della <strong>31^ edizione</strong> della kermesse, moderata dalla giornalista <strong>Francesca Romanelli</strong> e svoltasi nella suggestiva cornice del <strong>Complesso della SS. Pietà</strong>, ha visto la partecipazione tra gli altri della presidente della Pro Loco <strong>Concettamaria Cantelmi</strong> e dei membri del <strong>CDA</strong>, del direttore artistico <strong>Giancarlo Guercio</strong> e del direttore generale della Banca Monte Pruno <strong>Cono Federico</strong>. In rappresentanza del <strong>Comune di Teggiano</strong>, assente per motivi personali il sindaco <strong>Michele Di Candia</strong>, erano presenti l’Assessore <strong>Lisa Grazia Babino</strong> e le consigliere <strong>Sofia Marino e Katia Di Candia</strong>. Non hanno fatto mancare la propria partecipazione <strong>Maria Antonietta Aquino</strong>, per la Camera di Commercio di Salerno, e <strong>Pietro D&#8217;Aniello</strong>, presidente del comitato provinciale dell&#8217;UNPLI di Salerno.&nbsp; Presenti anche i due interpreti degli sposi, <strong>Vincenzo La Maida e Greta De Paola</strong>, confermati anche quest’anno <em>“a furor di popolo”</em> e accolti negli anni scorsi con grande entusiasmo dal pubblico.</p>



<p>Grandi applausi, ad inizio della conferenza stampa, sono stati riservati all’ex presidente della Pro Loco Teggiano <strong>Biagio Matera</strong>, ricordato dai rappresentanti del Comune di Teggiano e dalla neopresidente Concettamaria Cantelmi per l’impegno e la passione sempre dimostrati, e soprattutto per i grandi risultati raggiunti. Quest&#8217;anno, inoltre, la Pro Loco Teggiano ha voluto dare un&#8217;impronta particolare alla manifestazione: <em>“La nostra festa medievale -ha annunciato la presidente <strong>Concettamaria Cantelmi</strong>&#8211; non sarà soltanto da vedere,<strong>ma anche da ascoltare.</strong> Il suono dei tamburi accompagnerà il pubblico lungo tutto il percorso della rievocazione, diventando un richiamo capace di guidare i visitatori nel cuore della <strong>Diano del 1480</strong> e di rendere ancora più coinvolgente l&#8217;atmosfera medievale”. </em>Un filo conduttore che nasce anche dal grande lavoro portato avanti con le <strong>Tamburine dello Stato di Diano</strong> e con gli <strong>Sbandieratori e Musici dello Stato di Diano</strong>, due gruppi sui quali la Pro Loco Teggiano continua a investire con convinzione. <em>“Grazie ai rapporti costruiti durante tutto l&#8217;anno -ha spiegato la presidente- abbiamo avviato un bellissimo percorso di collaborazione con il <strong>Gruppo Musici e Sbandieratori &#8211; Contrada San Biagio</strong> di <strong>Nepi</strong>, nel Lazio, e con i <strong>Timpanisti Fajanensis &#8211; Compagnia di Tamburi Medievali</strong> di <strong>Fasano</strong>, in Puglia. Non si tratta soltanto di uno scambio tra gruppi storici, ma di un vero messaggio di <strong>fratellanza</strong>, amicizia e condivisione tra giovani provenienti da territori diversi. In un momento storico in cui troppo spesso prevalgono divisioni e contrapposizioni, crediamo che proprio i giovani possano indicare una strada diversa, fatta di incontro, collaborazione e reciproca crescita”. </em>Il tema dei <strong>tamburi</strong>, così come questo percorso di <strong>gemellaggio</strong> tra gruppi storici provenienti da diverse regioni d&#8217;Italia, rappresentano soltanto la <strong>prima anticipazione</strong> di un progetto più ampio che la <strong>Pro Loco Teggiano</strong> intende sviluppare nei prossimi mesi e che vedrà ancora una volta protagonisti i giovani.</p>



<p>Si è lavorato molto per arricchire ulteriormente il percorso con nuove <strong>ambientazioni</strong>. Tornerà l&#8217;<strong>Antico Scriptorium</strong> del professor <strong>Enrico Coiro</strong>, che consentirà ai visitatori di avvicinarsi all&#8217;affascinante mondo degli antichi amanuensi. Ci sarà poi una nuova ambientazione realizzata con il supporto di una delegazione del <strong>Dipartimento di Fisica dell&#8217;Università Federico II</strong>, dedicata all&#8217;evoluzione delle <strong>scoperte scientifiche</strong> e dei <strong>fenomeni fisici</strong> dal Quattrocento fino ai giorni nostri. Ci sarà inoltre una suggestiva ricostruzione della <strong>Corte di Santa Barbara</strong>, che racconterà il legame tra <strong>fede</strong>, <strong>tradizioni popolari</strong> e <strong>mondo contadino</strong>, offrendo un ulteriore spaccato della vita quotidiana del nostro territorio.</p>



<p><strong><em>&#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza</em></strong><em> -hanno dichiarato <strong>Lisa Grazia Babino</strong>, <strong>Sofia Marino e Katia Di Candia-</strong> rappresenta molto più di una rievocazione storica: è il simbolo di una comunità che, anno dopo anno, continua a credere nelle proprie radici e nelle potenzialità del territorio. Per tre giorni Teggiano diventa una straordinaria vetrina capace di far conoscere il suo patrimonio storico, artistico e culturale a migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia. <strong>Il sindaco Michele Di Candia</strong> parla spesso di “orgoglio teggianese”, e noi tutti infatti siamo orgogliosi di essere al fianco della <strong>Pro Loco Teggiano</strong>, con la quale esiste una collaborazione consolidata e quotidiana. Vedere in questi giorni le strutture ricettive di Teggiano e dell&#8217;intero Vallo di Diano piene di turisti è la dimostrazione concreta di quanto questa manifestazione rappresenti una risorsa preziosa per l&#8217;economia locale e per la promozione del nostro territorio&#8221;.</em></p>



<p>Grande entusiasmo è stato manifestato da <strong>Giancarlo Guercio</strong>, confermato direttore artistico della kermesse.<em> “Tornare a Teggiano -ha detto Guercio- è per me motivo di grande soddisfazione. L&#8217;apprezzamento e l&#8217;affetto con cui il pubblico ha accolto l&#8217;edizione dello scorso anno rappresentano uno stimolo importante per continuare a lavorare con ancora maggiore passione. Molte delle scelte artistiche che hanno caratterizzato la passata edizione saranno confermate, rivisitate e arricchite con nuovi accorgimenti per rendere l&#8217;esperienza ancora più coinvolgente e immersiva. Ringrazio la presidente <strong>Concettamaria Cantelmi</strong> e l&#8217;intero direttivo della <strong>Pro Loco Teggiano</strong> per la fiducia che hanno voluto rinnovarmi. Sono convinto che anche quest&#8217;anno l&#8217;atmosfera unica della <strong>Diano del 1480</strong> saprà emozionare e coinvolgere tutti coloro che sceglieranno di viverne la magia”.</em></p>



<p>In prima fila tra i sostenitori della 31^ edizione de “Alla Tavola della Principessa Costanza” c’è la <strong>Banca Monte Pruno</strong>. <em>“Siamo onorati -ha detto il direttore generale <strong>Cono Federico</strong>&#8211; di essere nuovamente al fianco della Pro-Loco di Teggiano per continuare a sostenere una manifestazione che rappresenta la storia del Vallo di Diano. Insieme al Presidente <strong>Michele Albanese</strong> abbiamo accolto di buon grado, fin da subito, l’invito della Presidente Cantelmi che ha voluto fortemente rinsaldare <strong>un legame ultradecennale tra la nostra Banca e Teggiano</strong>. Con lei abbiamo costruito una linea comune che consentisse alla manifestazione di proseguire nel suo percorso di promozione del centro storico di Teggiano con forza, qualità e con ritrovato entusiasmo. Siamo certi che la Principessa Costanza possa continuare ad <strong>essere un volano di crescita e valorizzazione</strong> anche per chi conosce poco la zona a sud della Provincia di Salerno”.</em></p>



<p>Percorrendo le antiche stradine di Teggiano si resterà rapiti ed ammirati dalle fedeli ricostruzioni di ambientazioni e vecchi mestieri che faranno da contorno al centro storicocittadino, uno <strong>scrigno d’arte</strong> che per <strong>tre giorni</strong> offrirà a migliaia di visitatori <strong>tutti i suoi preziosi gioielli</strong>. Un’atmosfera davvero unica quella che si respirerà <strong>dall’11 al 13 agosto a Teggiano</strong> tra Chiese (ben 13), Antichi Palazzi, Musei e Opere d’Arte.</p>



<p>Come da tradizione, ad aprire la kermesse sarà <strong>il Corteo Storico con oltre 500 figuranti</strong>, che dal <strong>Castello Macchiaroli</strong> attraverserà le vie del borgo fino al Seggio, dando ufficialmente il via ai festeggiamenti. Anche quest’anno, grazie alla disponibilità della Diocesi di Teggiano-Policastro, e in particolare del Vescovo <strong>Mons. Antonio De Luca </strong>e del Parroco <strong>don Angelo Fiasco</strong>, saranno aperte ai visitatori <strong>le 13 chiese del centro storico</strong>, uno dei fiori all&#8217;occhiello di Teggiano, con in più <strong>la possibilità di potere visitare anche tutti i Musei Diocesani a titolo totalmente gratuito</strong>. Il borgo valdianese rappresenta <strong>un autentico scrigno d’arte tutto da scoprire</strong>, e partecipare alla manifestazione significa anche poter intraprendere un itinerario spirituale e culturale unico tra chiese, antichi palazzi, musei e opere d’arte.</p>



<p>Gli spettacoli itineranti vedranno impegnati artisti di altissimo livello, pronti a stupire il pubblico nelle piazze e nelle vie di Teggiano, con performance che arricchiranno ulteriormente l’atmosfera medievale della festa. Non mancheranno spettacoli di musica e danze medievali, esibizioni di sbandieratori e tamburini, performance di giullari, acrobati e mangiafuoco, ricostruzioni di accampamenti medievali e antichi mestieri, per un’esperienza a 360 gradi.</p>



<p>Anche quest’anno <strong>il momento topico e culminante della kermesse</strong>, attesissimo da tutti i visitatori, sarà <strong>l’Assalto al Castello</strong>: uno <em>“spettacolo nello spettacolo”</em> che tutti vogliono vedere e che, in tutte e tre le serate, vedrà tanti protagonisti e figuranti muoversi fuori e dentro le mura del <strong>Castello Macchiaroli</strong>, mettendo in scena emozionanti avvenimenti ispirati alla Congiura dei Baroni e alle vicende dei Sanseverino. <strong>La grandiosa scenografia, corredata con luci e fuochi d’artificio</strong>, rappresenta uno dei momenti <strong>più apprezzati e applauditi</strong> della manifestazione.&nbsp;</p>



<p>In Piazza San Cono è pronto ad aprire anche il <strong>“Banco di Cambio”</strong>, dove sarà possibile rifornirsi di <strong>tari o ducati</strong> da utilizzare per gustare le tante prelibatezze enogastronomiche proposte dalle caratteristiche <strong>Taverne medievali</strong>, che i visitatori troveranno tra le stradine del centro storico, pronte ad accogliere migliaia di persone con i piatti della tradizione. È stata rivista la distribuzione di alcune postazioni per rendere ancora più piacevole il percorso dei visitatori e, soprattutto, si è voluto arricchire l&#8217;offerta gastronomica con la nuova <strong>zuppa medievale</strong>, un piatto ispirato ai sapori del Quattrocento. È stata inoltre confermata e ulteriormente ampliata la <strong>Taverna del Celiaco</strong>, che quest&#8217;anno offrirà non solo proposte <strong>senza glutine</strong>, ma anche piatti <strong>senza lattosio</strong> e <strong>vegan</strong>.</p>



<p>Infine, grandissima attenzione è stata dedicata anche quest’anno al tema della <strong>sicurezza</strong>. Nei tre giorni della kermesse il centro storico di Teggiano accoglie decine di migliaia di persone, e gli organizzatori hanno rivolto il massimo impegno per garantire una manifestazione bella e sicura. Per questo motivo <strong>sono state potenziate le misure già previste dal piano di sicurezza</strong>, con la presenza sul posto di una squadra dei <strong>Vigili del Fuoco</strong> e con un&#8217;organizzazione ancora più attenta sotto ogni aspetto, nel pieno rispetto delle normative vigenti. Attivare una macchina del tempo così complessa, articolata in ogni dettaglio, richiede un grandissimo sforzo da parte di tutti, e in particolare <strong>la vicinanza delle Istituzioni</strong>: oltre all<strong>’Amministrazione Comunale di Teggiano</strong>, guidata dal sindaco <strong>Michele Di Candia</strong>, a supportare la manifestazione c’è la <strong>Regione Campania</strong>, con in prima fila il presidente della Commissione Bilancio<strong> Corrado Matera</strong>. Inoltre, la kermesse si avvale del supporto della <strong>Camera di Commercio di Salerno</strong> e del <strong>Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Falaut Campus, il Convitto Tasso rilancia: nel 2027 concerti e formazione musicale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/falaut-campus-il-convitto-tasso-rilancia-nel-2027-concerti-e-formazione-musicale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 14:02:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Il&#160;Falaut Campus&#160;(arrivato alla XV edizione) è al giro di boa e si appresta alla conclusione, ma l’organizzazione&#160;Afi/Falaut&#160;del M°&#160;Salvatore Lombardi&#160;(direttore artistico e fondatore dell’evento) e il&#160;Convitto Nazionale “T.Tasso”&#160;di Salerno diretto dal [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il&nbsp;<strong>Falaut Campus</strong>&nbsp;(arrivato alla XV edizione) è al giro di boa e si appresta alla conclusione, ma l’organizzazione&nbsp;<strong>Afi/Falaut</strong>&nbsp;del M°&nbsp;<strong>Salvatore Lombardi</strong>&nbsp;(direttore artistico e fondatore dell’evento) e il&nbsp;<strong>Convitto Nazionale “T.Tasso”</strong>&nbsp;di Salerno diretto dal rettore&nbsp;<strong>Claudio Naddeo</strong>&nbsp;hanno già proiettato nel 2027 future collaborazioni tra concertoni, masterclass e una partnership da consolidare. Proprio durante il Falaut Campus – progetto che vede l’arrivo a Salerno di centinaia di giovani musicisti provenienti da tutto il mondo – Naddeo ha lanciato alcune anteprime.</p>



<p>«Ci auguriamo di poter proseguire questa proficua collaborazione, poiché l&#8217;intento che ha guidato la mia dirigenza in questi anni è sempre stato quello di rendere il Convitto un autentico presidio culturale nel cuore del centro storico di Salerno – ha dichiarato il Rettore –. Questa iniziativa, alla quale il Consiglio di Amministrazione ha aderito con la massima celerità, rappresenta un onore per l&#8217;intera città. Posso inoltre anticipare che, a ultimazione dei lavori attualmente in corso, si renderanno disponibili ulteriori spazi da destinare a questo scopo».</p>



<p>Il Convitto sarà sempre più&nbsp;<strong>Hub culturale</strong>&nbsp;in previsione di diverse attività. «Ricordiamo che la struttura ospita tutti i gradi di scuola, e per il II ciclo, il liceo classico europeo e sei indirizzi professionali – tiene a precisare Naddeo – Questo ci dà la possibilità dunque di spaziare su una formazione completa, ultimamente incentrata sull&#8217;intelligenza artificiale. Per la collaborazione con il Falaut Campus si creano i presupposti per avviare l&#8217;altro mio intento, quello di consolidare anche una formazione musicale. Infatti se la formazione sportiva è già nostra tradizione, e da presidente nazionale di tutti i Convitti d&#8217;Italia, mi piace ricordare le Convittiadi, investiremo molto sulla formazione musicale per i nostri giovani. Il Convitto è sempre aperto e non solo in termini di tempi ma anche nei confronti di iniziative innovative, come dimostra la nostra vocazione all&#8217;internazionalizzazione: abbiamo ospitato studenti stranieri dell&#8217;Accademia Italiana di Salerno, con cui siamo in partnership, dal 7 giugno fino al 30 di luglio».</p>



<p>Per il prossimo anno, Naddeo lancia una seconda anticipazione riguardante il Falaut Campus: «Il mega concerto è certamente l&#8217;obiettivo che potremmo realizzare – annuncia – Vista la bellezza della location, una volta ultimati i lavori, credo che potrà nascere un grande progetto: ospitare musicisti di altissimo profilo provenienti da tutte le parti del mondo e far sì che la musica si diffonda all&#8217;aperto, superando le mura del Convitto per raggiungere ed essere condivisa anche da chi non può essere fisicamente presente. Del resto, è un&#8217;emozione che viviamo già in questi giorni, sentendo il Convitto risuonare di tanti strumenti ed esecuzioni: una musica che si respira nell&#8217;aria e che desideriamo continuare a donare all&#8217;intera città».</p>



<p>Entusiasta della collaborazione anche il M° Salvatore Lombardi: «Avevamo visto giusto, questa partnership ha portato il Falaut Campus a Salerno e ha consentito un dialogo proficuo tra le nostre realtà – racconta – Da una parte il Convitto e il rettore Naddeo sono ormai un punto di riferimento culturale e formativo per la città e per le future generazioni, dall’altra ci siamo noi che da anni costruiamo ponti con altre nazioni e continenti, dall’Europa all’Asia, passando per Africa e America, portando sul territorio la perfetta contaminazione culturale nel segno della musica come linguaggio universale di bellezza e di pace».</p>



<p>Il Campus in questi giorni ha offerto al pubblico due sessioni di concerti, alle 12 all’Auditorium “Convitto Nazionale” e alle 21.15 all’Arco Catalano. Le giornate hanno visto protagonisti circa 200 artisti da ogni parte del&nbsp;mondo (Bosnia ed Erzegovina, Cina, Corea del Sud, Germania, Italia, Macedonia del Nord, Paesi Bassi, Polonia, Taiwan, Turchia, Serbia) e maestri come&nbsp;<strong>Aldo Baerten, Janos Balint, Evcil Bulent, Mario Pio Ferrante, Dejan Gavric, Sehyun Kim, Francesco Loi, Salvatore Lombardi, Andrea Manco, Salvatore Vella, Hyunim Yoon;&nbsp;&nbsp;</strong>mentre per gli archi<strong>&nbsp;Gennaro Cardaropoli (violino) e Raffaella Cardaropoli (violoncello);&nbsp;</strong>docenti e solisti ospiti:<strong>&nbsp;Philipp Jundt, Iza Stih (Vincitrice Cat.B Concorso Gazzelloni 2025), Sofija Milenkovic (Vincitrice Cat. B Concorso Gariboldi 2026), Alessandra Orlando, Carmine Luigi Amabile, Klarissza Ivancsik; Jiwon Kwon (composizione); i&nbsp;</strong>pianisti&nbsp;<strong>Amedeo Salvato&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;Raffaele Maisano.</strong></p>



<p><strong>Durante i concerti tanti i brani performati:&nbsp;</strong>da Beethoven a Bach, Tchaikovsky, Rozman, Mozart, Cimarosa, Muczynski, Ravel, Mouquet, Hugues, Hindemith, Piazzolla.</p>



<p>Il Falaut Campus&nbsp;è un progetto dell’Associazione AFI Falaut ets e&nbsp;gode del patrocinio del&nbsp;<strong>Ministero della Cultura</strong>, della&nbsp;<strong>Regione Campania</strong>, del&nbsp;<strong>Comune di Salerno</strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>Provincia di Salerno</strong>.</p>
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		<title>Sicilì celebra i sapori del territorio: il percorso enogastronomico nel borgo con i Kiepo in concerto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sicili-celebra-i-sapori-del-territorio-il-percorso-enogastronomico-nel-borgo-con-i-kiepo-in-concerto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 13:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[sicili]]></category>
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					<description><![CDATA[I sapori della tradizione e la musica dal vivo saranno i protagonisti della serata di domani, sabato 8 agosto, a Sicilì, dove dalle ore 20:30 il centro storico ospiterà un [...]]]></description>
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<p>I sapori della tradizione e la musica dal vivo saranno i protagonisti della serata di domani, sabato 8 agosto, a Sicilì, dove dalle ore 20:30 il centro storico ospiterà un percorso enogastronomico tra gli stand allestiti nel borgo, accompagnato dal concerto dei Kiepo.</p>



<p>L’iniziativa, organizzata dall’associazione <strong>Le Radici</strong> in collaborazione con il Comune di Morigerati, accompagnerà residenti e visitatori alla scoperta delle eccellenze gastronomiche del territorio attraverso un itinerario all’interno del borgo.</p>



<p>Il menù della serata prevede salumi misti, fusilli con melanzane, panino con salsiccia e ciambotta, spezzatino con patate e dolci locali. Ad animare la serata sarà il concerto dei <strong>Kiep</strong>ò, che accompagneranno il percorso enogastronomico con musica dal vivo, trasformando il centro storico in un luogo di festa e convivialità.</p>
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		<title>Dalla televisione all&#8217;arte, passando per il sociale: applausi alla seconda serata del Premio Terre del Bussento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-televisione-allarte-passando-per-il-sociale-applausi-alla-seconda-serata-premio-terre-del-bussento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 10:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
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					<description><![CDATA[La storia e la carriera televisiva di Attilio Romita, giornalista e conduttore televisivo; la comicità di Vincenzo Comunale, attore, comico e autore teatrale; l&#8217;arte e il sogno di realizzare ancora [...]]]></description>
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<p>La storia e la carriera televisiva di Attilio Romita, giornalista e conduttore televisivo; la comicità di Vincenzo Comunale, attore, comico e autore teatrale; l&#8217;arte e il sogno di realizzare ancora l&#8217;opera più bella dopo una carriera luminosa di Antonio Nocera, pittore e scultore; l&#8217;impegno e la sfida umana di Nicola Graziano, presidente di Unicef Italia; l&#8217;attenzione sociale e un&#8217;informazione accanto alle persone &#8220;delicate&#8221;, con disabilità, che non si ferma mai​,&nbsp;con Paola Severini Melograni, giornalista, scrittrice e conduttrice Rai; le storie di giustizia raccontate da Beatrice Dalia, avvocata e giudice onorario del programma televisivo Forum; la musica, le note e il talento di Francesco Del Gaudio, attore e musicista. Sono stati loro i protagonisti della seconda serata del Premio Terre del Bussento, andata in scena nella rinnovata piazza Regina Elena di Sapri ieri sera davanti a un pubblico numeroso e partecipe.</p>



<p>L&#8217;evento, ideato da Matteo Martino e organizzato dal Comune di Sapri – Assessorato al Turismo, Cultura e Spettacolo e dall&#8217;Associazione Terre del Bussento, con il contributo della Camera di Commercio di Salerno e il patrocinio di Fenailp, si conferma anche quest&#8217;anno tra gli appuntamenti culturali più attesi dell&#8217;estate nel Golfo di Policastro.</p>



<p>Sul palco si sono alternate personalità provenienti dal mondo del giornalismo, della cultura, dell&#8217;arte, dello spettacolo e dell&#8217;impegno civile, accomunate da percorsi professionali e umani di grande valore. A guidare la serata è stata la giornalista Maria Rosaria Sica, firma de Il Sole 24 Ore e volto televisivo di Prime Video e Mediaset, che ha accompagnato il pubblico attraverso racconti, testimonianze e momenti di emozione.</p>



<p>A fare da suggestiva cornice alla manifestazione anche le installazioni artistiche del maestro Angelo Accardi, artista saprese di fama internazionale. I suoi iconici &#8220;Struzzi&#8221; hanno impreziosito la scenografia del Premio, valorizzando ulteriormente la nuova piazza Regina Elena e regalando un forte impatto visivo all&#8217;intera manifestazione.</p>



<p>«È stata una seconda serata intensa, ricca di contenuti, emozioni e testimonianze di straordinario valore umano e professionale», ha dichiarato Maria Concetta Martino, responsabile della Comunicazione di Terre del Bussento e autrice del Premio. «Il Premio Terre del Bussento continua a raccontare storie che lasciano un segno e siamo felici della grande partecipazione del pubblico. Questa sera ci attende una terza serata altrettanto ricca, con ospiti di grande prestigio che sapranno ancora una volta offrire spunti di riflessione, cultura e spettacolo.»</p>



<p>Il Premio prosegue infatti questa sera, 6 agosto, con il terzo e ultimo appuntamento che vedrà protagonisti, tra gli altri, la giornalista e conduttrice Rai Barbara Carfagna, il regista Rai Massimiliano Sbarra, l&#8217;attrice Rosalia Porcaro, il cantautore Franco Fasano, la cuoca e conduttrice Rai Natalia Cattelani, il cantautore Pierdavide Carone e la guida ambientale Giamberto Noviello. La conduzione sarà affidata alla giornalista di Tv2000 Grazia Serra, per il gran finale di un&#8217;edizione che sta confermando il Premio Terre del Bussento come uno degli eventi culturali di riferimento del territorio.</p>
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		<title>Festa della Cipolla di Vatolla, Premio &#8220;Onion 2026&#8221; all&#8217;imprenditrice Mafalda Inglese</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/festa-della-cipolla-di-vatolla-premio-onion-2026-allimprenditrice-mafalda-inglese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 09:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Perdifumo]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[mafalda inglese]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarà il conferimento del Premio &#8220;Onion Vatolla 2026&#8221; all&#8217;imprenditrice Mafalda Inglese, CEO della società benefit di valorizzazione turistico-culturale My Fair, uno dei momenti più attesi del prossimo fine settimana della Festa della Cipolla di Vatolla. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sarà il conferimento del <strong>Premio &#8220;Onion Vatolla 2026&#8221;</strong> all&#8217;imprenditrice <strong>Mafalda Inglese</strong>, CEO della società benefit di valorizzazione turistico-culturale <strong>My Fair</strong>, uno dei momenti più attesi del prossimo fine settimana della <strong>Festa della Cipolla di Vatolla</strong>.</p>



<p>Il riconoscimento sarà consegnato&nbsp;<strong>sabato 8 agosto</strong>, alle&nbsp;<strong>21.45</strong>, nell&#8217;ambito della manifestazione, con la seguente motivazione:&nbsp;<strong>“Donna visionaria e appassionata che ama i nostri territori e li racconta conciliando passato e presente, memoria e autenticità</strong>. Imprenditrice e divulgatrice, da anni Mafalda Inglese è impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale e identitario del Mezzogiorno, promuovendo con passione borghi, tradizioni e comunità del Sud. Il Premio è dedicato, infatti, a personalità del mondo della cultura, dell’imprenditoria, dell’arte e del giornalismo impegnate nella valorizzazione dei territori e delle loro tradizioni.&nbsp;</p>



<p>La cerimonia sarà preceduta, alle ore 21, dalla presentazione del libro&nbsp;<strong>&#8220;Quattro volte me&#8221;</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Monica Oriente</strong>, un&#8217;opera che racconta un intenso percorso di crescita personale e rinascita, affrontando temi come l&#8217;identità, la resilienza e il coraggio di ricominciare. A chiudere la serata saranno le esibizioni dei gruppi di musica popolare&nbsp;<strong>Sunarìa</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Ascarìa</strong>.</p>



<p>Il programma proseguirà&nbsp;<strong>domenica 9 agosto</strong>&nbsp;con un nuovo appuntamento dedicato alla storia del territorio. Alle ore 21 sarà presentato il volume&nbsp;<strong>&#8220;I monaci italogreci nel Cilento: l&#8217;Abbazia di S. Maria di Pattano&#8221;</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Nello Amato</strong>, seguito dal concerto degli&nbsp;<strong>Ascarimè</strong>.</p>



<p>La manifestazione si concluderà&nbsp;<strong>sabato 22 agosto</strong>&nbsp;con una serata dedicata al musicista&nbsp;<strong>Giancarlo Di Muoio</strong>, figura di riferimento della tradizione musicale cilentana, cui seguirà il concerto dei&nbsp;<strong>Kiepò</strong>&nbsp;e degli&nbsp;<strong>Ascarìa</strong>, che saluteranno il pubblico nel gran finale dell&#8217;edizione 2026.</p>



<p>Durante tutte le serate i visitatori potranno degustare, come sempre, la celebre&nbsp;<strong>Cipolla di Vatolla</strong>, proposta in numerose ricette della tradizione cilentana: frittelle, parmigiana, polpette, pizza, crostini di polenta grigliati, frittata, cacioricotta, ravioli, tagliolini, spezzatino, hamburger, gnocchi, pizza fritta, calzoncini, bruschette e i tradizionali&nbsp;<strong>dolci della zita</strong>.</p>



<p>Dopo il successo registrato nei primi due weekend, la&nbsp;<strong>Festa della Cipolla di Vatolla</strong>&nbsp;si conferma tra gli appuntamenti più attesi dell&#8217;estate cilentana, capace di richiamare un pubblico numeroso grazie a un format che unisce enogastronomia, cultura e musica popolare.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;iniziativa è promossa dall&#8217;<strong>Associazione Cipolla di Vatolla</strong>, con il patrocinio di&nbsp;<strong>Regione Campania, Provincia di Salerno, Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Comune di Perdifumo e Comunità Montana Alento-Montestella</strong>, con il sostegno della&nbsp;<strong>BCC Magna Grecia</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Palinuro sbarca all&#8217;Aeroporto di Salerno: installato il nuovo impianto di promozione turistica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/palinuro-sbarca-allaeroporto-di-salerno-installato-il-nuovo-impianto-di-promozione-turistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 10:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[aeroporto]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[È stato installato presso il terminal degli arrivi dell’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento il nuovo impianto di comunicazione territoriale dedicato a Palinuro e al Comune di Centola. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="s3">È stato installato presso il terminal degli arrivi dell’Aeroporto di Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento il nuovo impianto di comunicazione territoriale dedicato a Palinuro e al Comune di Centola.</p>



<p class="s5">La grafica, collocata in uno spazio di grande visibilità lungo il percorso seguito dai passeggeri in arrivo, presenta Palinuro come “The Land of Myth and Beauty”, una terra di mito e bellezza nella quale natura, mare, storia e tradizioni si incontrano per offrire un’esperienza autentica durante tutto l’anno.</p>



<p class="s5">Al centro dell’impianto campeggia una suggestiva veduta aerea di Capo Palinuro, affiancata dalle immagini di San Severino di Centola, Foria, San Nicola di Centola e Centola capoluogo. Una composizione concepita per raccontare non soltanto la straordinaria attrattività della costa, ma anche la ricchezza dei borghi, del paesaggio rurale, delle produzioni locali e dell’identità culturale dell’intero territorio comunale.</p>



<p class="s5">L’iniziativa è stata realizzata grazie ad una stretta collaborazione tra la DMO Cilento Autentico ed il Comune di Centola, su impulso di Fenailp Turismo, nell’ambito delle attività finalizzate a rafforzare la riconoscibilità del Cilento e a intercettare i nuovi flussi turistici generati dallo sviluppo dello scalo aeroportuale salernitano.</p>



<p class="s5">«L’installazione di questo impianto rappresenta un’azione concreta di promozione e valorizzazione del nostro territorio», dichiara Rosario Pirrone, Sindaco di Centola. «Abbiamo scelto di essere presenti in uno dei principali punti di accesso alla provincia di Salerno per mostrare immediatamente ai viaggiatori la bellezza e la varietà della nostra destinazione. Palinuro è certamente il nostro richiamo più conosciuto, ma il territorio di Centola offre molto di più: i borghi, la storia, il paesaggio rurale, le tradizioni, le produzioni locali e un patrimonio naturalistico di straordinario valore. Vogliamo che questa immagine sia un invito a scoprire l’intero territorio comunale e a viverlo durante tutto l’anno».</p>



<p class="s5">«L’aeroporto rappresenta una delle più importanti porte d’accesso al nostro territorio e non potevamo rinunciare all’opportunità di presentarci ai viaggiatori sin dal loro arrivo», dichiara Marco Sansiviero, presidente della DMO Cilento Autentico. «Questo impianto non promuove soltanto una località balneare, ma racconta una destinazione completa: il mare di Palinuro, i borghi, la natura, la cultura, il vino, le tradizioni e l’autenticità delle comunità locali. L’obiettivo è trasformare la visibilità offerta dall’aeroporto in interesse, visite e nuove presenze turistiche per tutto il Cilento».</p>



<p class="s5">La presenza promozionale all’interno del terminal assume un valore strategico ancora maggiore in una fase nella quale l’Aeroporto di Salerno è destinato a svolgere un ruolo crescente nei collegamenti nazionali e internazionali della provincia e dell’intera area cilentana.</p>



<p class="s5">L’impianto dedicato a Palinuro costituisce quindi un primo e concreto strumento di destination marketing, capace di raggiungere migliaia di passeggeri in un momento particolarmente favorevole: quello dell’arrivo, quando il viaggiatore entra in contatto con il territorio e definisce le esperienze da vivere durante il proprio soggiorno.</p>



<p class="s5">Con questa iniziativa, il Comune di Centola e la DMO Cilento Autentico rafforzano una strategia fondata sulla promozione coordinata, sulla qualità dell’immagine e sulla capacità di presentare il Cilento come una destinazione unitaria, riconoscibile e competitiva sui mercati turistici nazionali e internazionali.</p>
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		<item>
		<title>Alla tavola della principessa Costanza: svelati gli interpreti di Costanza e Antonello</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/alla-tavola-della-principessa-costanza-svelati-gli-interpreti-di-costanza-e-antonello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 08:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[alla tavola della principessa costanza]]></category>
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					<description><![CDATA[Teggiano è in fermento: manca davvero poco alla 31ª edizione de &#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;, la grande festa medievale organizzata dalla Pro Loco Teggiano che ogni anno, l&#8217;11, 12 [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Teggiano </strong>è in fermento: manca davvero poco alla <strong>31ª edizione</strong> de <strong>&#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;</strong>, la grande festa medievale organizzata dalla <strong>Pro Loco Teggiano</strong> che ogni anno, l&#8217;11, 12 e 13 agosto, richiama decine di migliaia di visitatori nel cuore del Vallo di Diano. Nel corso della <strong>conferenza stampa di presentazione</strong>, in programma <strong>venerdì 7 agosto</strong> presso il <strong>Complesso della SS. Pietà</strong>, con inizio alle ore <strong>10:30</strong>, saranno rivelate tutte le novità della manifestazione. Ma nell&#8217;attesa, a grande richiesta, la Pro Loco Teggiano anticipa qualche stuzzicante dettaglio della kermesse che, anche quest&#8217;anno, promette di dare continuità alla tradizione, proponendo allo stesso tempo le innovazioni che ogni turista e visitatore si aspetta.</p>



<p><strong>&#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221;</strong> riporta la città d&#8217;arte del Vallo di Diano al <strong>1480</strong>, dando vita alla rievocazione delle sontuose nozze tra <strong>Costanza da Montefeltro</strong> e <strong>Antonello Sanseverino</strong>, Principe di Salerno, Ammiraglio del Regno e Signore di Diano. A soddisfare una delle curiosità più ricorrenti, quella relativa agli interpreti degli &#8220;sposi&#8221;, è la presidente <strong>Concettamaria Cantelmi</strong>: <em>&#8220;Anche quest&#8217;anno -annuncia la presidente- abbiamo confermato la nostra scelta su <strong>Greta De Paola</strong>, nel ruolo di <strong>Costanza da Montefeltro</strong>, e <strong>Vincenzo La Maida</strong>, che interpreterà ancora una volta <strong>Antonello Sanseverino</strong>. Su di loro c&#8217;è sempre stato un grandissimo apprezzamento, sia da parte della Pro Loco che del pubblico che ogni anno partecipa alla manifestazione. Per questo abbiamo scelto di dare continuità a una coppia che rappresenta ormai un punto di riferimento della nostra rievocazione storica&#8221;.</em></p>



<p>La regina delle rievocazioni storiche salernitane vedrà ancora una volta un&#8217;attenta organizzazione degli spettacoli, studiata per rendere ancora più coinvolgente l&#8217;esperienza dei visitatori. È infatti confermato il format che negli ultimi anni ha riscosso grande successo, con <strong>spettacoli itineranti </strong>distribuiti lungo il percorso della manifestazione, nelle piazze, nei vicoli e nei pressi delle Taverne, alternati ad altri che, per esigenze sceniche, saranno ospitati in postazioni fisse.</p>



<p><em>&#8220;L&#8217;impianto generale della manifestazione -sottolinea Concettamaria Cantelmi- resterà quello ormai consolidato negli ultimi anni, ma non mancheranno le novità, che presenteremo ufficialmente durante la conferenza stampa e che continueremo a svelare anche nei prossimi giorni attraverso i nostri canali social. Il nostro obiettivo è consentire ai visitatori di vivere un&#8217;esperienza ancora più coinvolgente&#8221;.</em></p>



<p>Anche le <strong>Taverne medievali</strong>, da sempre uno dei punti di forza della manifestazione, presenteranno alcune interessanti novità, tra le quali una diversa distribuzione di alcune postazioni. Farà inoltre il suo debutto la <strong>zuppa medievale</strong>, un piatto ispirato ai sapori dell&#8217;epoca che arricchirà ulteriormente l&#8217;offerta gastronomica della manifestazione. <em>&#8220;La <strong>zuppa medievale</strong> -evidenzia la presidente- è un piatto che richiama sapori antichi e che speriamo possa essere particolarmente apprezzato dai nostri ospiti. Allo stesso tempo abbiamo voluto confermare la <strong>Taverna del Celiaco</strong>, ampliando ulteriormente il menù. Oltre alle proposte senza glutine, quest&#8217;anno saranno disponibili anche piatti <strong>senza lattosio</strong> e <strong>vegan</strong>, per consentire davvero a tutti di vivere la manifestazione senza rinunciare al piacere della nostra cucina&#8221;.</em><em><br></em></p>



<p>Grande attenzione è riservata ovviamente al <strong>corteo storico</strong>, autentico fiore all&#8217;occhiello della manifestazione, che coinvolgerà circa 500 figuranti. Negli ultimi anni sono aumentate sensibilmente le richieste di partecipazione da parte di turisti e visitatori desiderosi di vivere la rievocazione in prima persona, indossando gli abiti medievali e prendendo parte al corteo. <em>&#8220;Riceviamo ogni anno tantissime richieste di partecipazione al corteo storico da ogni parte d’Italia -conferma la presidente della Pro Loco Teggiano- e per questo motivo dietro ogni costume c&#8217;è un&#8217;attenta selezione. Una commissione dedicata valuta sia l&#8217;abito sia il personaggio da interpretare. È un lavoro importante perché vogliamo che il corteo rappresenti sempre uno degli spettacoli più suggestivi della manifestazione&#8221;.</em></p>



<p>La 31ª edizione de &#8220;Alla Tavola della Principessa Costanza&#8221; offrirà inoltre <strong>nuove occasioni per immergersi nella vita quotidiana del Quattrocento</strong>, attraverso ambientazioni storiche e ricostruzioni che accompagneranno i visitatori lungo il percorso della manifestazione. Accanto agli <strong>antichi mestieri</strong> – dalla filatura alla tessitura, dalla lavorazione del cuoio a quella del legno e del conio – tornerà l&#8217;<strong>Antico Scriptorium</strong> del professor <strong>Enrico Coiro</strong>, autentico <strong>laboratorio di scrittura medievale</strong> che consentirà ai visitatori di avvicinarsi all&#8217;arte degli antichi amanuensi attraverso un&#8217;esperienza immersiva.</p>



<p>Tra le novità più interessanti ci sarà poi una suggestiva ambientazione realizzata con il supporto di una delegazione dell&#8217;<strong>Università Federico II</strong>, dedicata <strong>all&#8217;evoluzione delle scoperte scientifiche e dei fenomeni fisici dal Quattrocento in poi</strong>. Inedita e originale anche la ricostruzione della <strong>Corte di Santa Barbara</strong>, che racconterà, attraverso uno spaccato di vita quotidiana, il legame tra fede, tradizioni popolari e mondo contadino. <em>&#8220;Ogni anno cerchiamo di offrire ai visitatori qualcosa di nuovo -spiega <strong>Concettamaria Cantelmi</strong>&#8211; senza mai perdere di vista l&#8217;identità della nostra manifestazione. È uno dei motivi che spinge chi viene una prima volta a tornare di nuovo alla nostra kermesse: chi sceglie di trascorrere con noi queste tre serate vive sempre un&#8217;esperienza autentica e diversa, capace di coinvolgere grandi e piccoli. Ma per saperne di più -conclude la Presidente della Pro Loco Teggiano- invito tutti a partecipare alla <strong>conferenza stampa di venerdì 7 agosto</strong>, durante la quale presenteremo il programma completo e sveleremo le altre novità della <strong>31ª edizione</strong>&#8220;.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Santo del giorno, 4 agosto: San Domenico, il predicatore che fondò l’Ordine dei Domenicani</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/santo-del-giorno-4-agosto-san-domenico-il-predicatore-che-fondo-lordine-dei-domenicani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 06:24:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[Ordine dei Predicatori]]></category>
		<category><![CDATA[predicazione]]></category>
		<category><![CDATA[rievocazioni storiche]]></category>
		<category><![CDATA[San Domenico di Guzmán]]></category>
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					<description><![CDATA[Nato in Spagna nel XII secolo, dedicò la sua vita alla fede, allo studio e alla diffusione del Vangelo. La sua eredità vive ancora oggi nella Chiesa attraverso l’Ordine dei [...]]]></description>
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<p class="p1"><em>Nato in Spagna nel XII secolo, dedicò la sua vita alla fede, allo studio e alla diffusione del Vangelo. La sua eredità vive ancora oggi nella Chiesa attraverso l’Ordine dei Predicatori</em></p>



<p class="p2">Il 4 agosto si celebra <strong>San Domenico di Guzmán</strong>, sacerdote spagnolo fondatore dell’<strong>Ordine dei Predicatori</strong>, conosciuto anche come Ordine Domenicano. La sua memoria liturgica nel Calendario Romano Generale è celebrata l’8 agosto, ma la data del 4 agosto resta legata a numerosi calendari devozionali e alla tradizione di molte comunità che portano il suo nome.</p>



<p class="p2">San Domenico nacque nel 1170 a <strong>Caleruega</strong>, nella regione spagnola della Castiglia, da Felice di Guzmán e Giovanna d’Aza. Fin da giovane mostrò una forte inclinazione allo studio e alla vita religiosa. Dopo la formazione teologica entrò tra i canonici regolari della cattedrale di Osma, dedicandosi alla preghiera, alla predicazione e all’approfondimento delle Sacre Scritture.</p>



<p class="p2">Un episodio segnò profondamente il suo percorso: durante un viaggio nel sud della Francia, Domenico entrò in contatto con la diffusione del catarismo, un movimento religioso considerato eretico dalla Chiesa del tempo. Di fronte a quella situazione scelse la strada della predicazione, della conoscenza e del dialogo, convinto che la fede dovesse essere testimoniata soprattutto attraverso la preparazione culturale e l’esempio di vita.</p>



<p class="p2">Nel 1215 fondò a Tolosa una comunità di predicatori, approvata ufficialmente nel 1216 da <strong>Papa Onorio III</strong> con il riconoscimento dell’<strong>Ordine dei Frati Predicatori</strong>. L’ordine si caratterizzò per la centralità dello studio, della predicazione e dell’annuncio del Vangelo, diventando nei secoli uno dei protagonisti della storia della Chiesa.</p>



<p class="p2">Domenico morì il 6 agosto 1221 a Bologna, nel convento da lui visitato durante gli ultimi anni della sua vita. Le sue spoglie sono custodite nella <strong>Basilica di San Domenico</strong> della città emiliana, dove si trova la celebre Arca di San Domenico, realizzata da importanti artisti tra cui Nicola Pisano, Arnolfo di Cambio e, successivamente, con interventi di Michelangelo Buonarroti.</p>



<p class="p2">Fu canonizzato nel 1234 da <strong>Papa Gregorio IX</strong>, appena tredici anni dopo la morte. La sua figura è rimasta nei secoli un riferimento per generazioni di religiosi, studiosi e predicatori.</p>



<p class="p2">Alla tradizione domenicana è legata anche la diffusione della devozione del Rosario: secondo la tradizione cattolica, San Domenico avrebbe ricevuto dalla Madonna un particolare legame con questa preghiera, anche se gli studi storici distinguono tra la tradizione devozionale e la successiva diffusione strutturata del Rosario nei secoli seguenti.</p>



<p class="p2">Oggi il nome di San Domenico richiama valori come la ricerca della verità, l’importanza della formazione, la testimonianza della fede e il servizio agli altri. Sono numerose in Italia le località che celebrano il santo con feste religiose, processioni e momenti di preghiera. Nel Cilento si festeggia a Marina di Camerota. </p>
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		<title>Aldo Olivieri su Forbes: il racconto del Cilento che dai social arriva all’impresa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/aldo-olivieri-su-forbes-il-racconto-del-cilento-che-dai-social-arriva-allimpresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:07:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Aldo Olivieri finisce sulle pagine di Forbes Italia con la storia di un percorso nato dal digitale e cresciuto attraverso la valorizzazione delle identità locali. La rivista economica ha dedicato [...]]]></description>
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<p class="p1">Aldo Olivieri finisce sulle pagine di <em>Forbes Italia</em> con la storia di un percorso nato dal digitale e cresciuto attraverso la valorizzazione delle identità locali. <a href="https://forbes.it/2026/07/03/aldo-olivieri-e-la-fusilleria-che-racconta-del-cilento">La rivista economica ha dedicato un approfondimento al progetto dell’autore cilentano, raccontando il passaggio dai social alla nascita della Fusilleria Cilentana, un’iniziativa legata alla promozione delle eccellenze gastronomiche e culturali del territorio.&nbsp;</a></p>



<p class="p2">Al centro del racconto c’è “Il Mio Viaggio nel Cilento”, il progetto attraverso cui Olivieri ha raccontato per anni borghi, tradizioni, persone, prodotti e storie del territorio, costruendo una comunità digitale molto ampia attorno al Cilento. Un percorso che, secondo Forbes Italia, ha trasformato la comunicazione social in uno strumento di promozione culturale e turistica.&nbsp;</p>



<p class="p2">Dai contenuti online agli eventi sul territorio, il progetto si è poi ampliato con la nascita della Sagra delle Sagre Cilentane e con iniziative imprenditoriali dedicate all’accoglienza e alla valorizzazione delle produzioni locali. Tra queste anche la Fusilleria Cilentana, un format che punta a trasformare un simbolo della cucina cilentana, il fusillo, in un’esperienza gastronomica capace di raccontare storia e identità.&nbsp;</p>



<p class="p2">Un riconoscimento che premia un modello di comunicazione territoriale basato sul racconto diretto e sulla capacità di trasformare le storie locali in contenuti capaci di raggiungere un pubblico sempre più vasto.</p>



<p class="p2">«Il Cilento non è soltanto una destinazione da visitare – emerge dal percorso raccontato da <em>Forbes</em> – ma un patrimonio identitario da vivere e tramandare».&nbsp;</p>



<p class="p2">L’articolo di <em>Forbes Italia</em> inserisce così Aldo Olivieri tra le esperienze che hanno saputo utilizzare il digitale come leva per promuovere cultura, turismo e impresa partendo da un territorio periferico solo geograficamente. </p>
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		<title>Castel San Lorenzo, al via le passeggiate di &#8220;Tempo d&#8217;Estate&#8221; tra natura, storia e tradizioni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castel-san-lorenzo-al-via-le-passeggiate-di-tempo-destate-tra-natura-storia-e-tradizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 13:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castel San Lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[castel san lorenzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Due appuntamenti per scoprire il patrimonio naturalistico, storico e culturale di Castel San Lorenzo. Prosegue il programma &#8220;Tempo d&#8217;Estate&#8221;, inserito nel progetto &#8220;Il Mulino del Principe. Il tempo ritrovato&#8221;, promosso [...]]]></description>
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<p>Due appuntamenti per scoprire il patrimonio naturalistico, storico e culturale di Castel San Lorenzo. Prosegue il programma &#8220;Tempo d&#8217;Estate&#8221;, inserito nel progetto &#8220;Il Mulino del Principe. Il tempo ritrovato&#8221;, promosso dal Comune di Castel San Lorenzo con l&#8217;obiettivo di valorizzare il territorio attraverso esperienze dedicate alla natura, alla memoria e alle tradizioni locali.</p>



<p>Il primo appuntamento è in programma <strong>domenica 9 agosto</strong>, alle 17.30, con la passeggiata etnobotanica <strong>&#8220;Radici e Racconti&#8221;</strong>. L&#8217;escursione partirà dal <strong>Mulino del Principe</strong>, uno dei luoghi simbolo del borgo, e si svilupperà lungo le sponde del fiume Calore. A guidare i partecipanti sarà il botanico e ricercatore <strong>Giovanni Salerno</strong>, che illustrerà le caratteristiche delle piante spontanee del territorio, soffermandosi sugli utilizzi tradizionali della flora locale in cucina e nella vita quotidiana. L&#8217;iniziativa si concluderà con un aperitivo sulle rive del fiume.</p>



<p>Il secondo evento si terrà <strong>mercoledì 12 agosto</strong>, a partire dalle 17, con la <strong>Passeggiata culturale alla scoperta di Castel San Lorenzo</strong>, organizzata in collaborazione con l&#8217;associazione <em>Raccontare Significa Resistere</em>. Il percorso prenderà il via da Piazza Giovanni Paolo II e attraverserà il centro storico, toccando alcuni dei luoghi più rappresentativi del paese, tra cui il Santuario dei Santi Cosma e Damiano, la Statua dell&#8217;Amore Universale, Palazzo Vigna della Corte, la Chiesa di San Giovanni Battista, il Castello Carafa con la Torre Salerno, la Dimora Milone, la Chiesa di Santa Maria del Monte e il Belvedere Cosmo Capozzolo. La serata si concluderà alle 21 in Piazza Umberto I con un momento conviviale.</p>



<p>Entrambe le iniziative sono gratuite, con partecipazione a numero chiuso e prenotazione obbligatoria tramite WhatsApp alla segreteria di My Fair, al numero <strong>389 0309729</strong>. In caso di maltempo, eventuali modifiche al programma saranno comunicate attraverso i canali social ufficiali.</p>



<p>Gli appuntamenti rientrano nel progetto <strong>&#8220;Il Mulino del Principe&#8221;</strong>, promosso dal Comune di Castel San Lorenzo e finanziato dal Ministero della Cultura nell&#8217;ambito del PON Cultura e Sviluppo, con risorse dell&#8217;Unione Europea. La progettazione esecutiva e la realizzazione sono curate da My Fair Srl.</p>
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		<title>Le Aree Marine Protette del Cilento, scrigno di biodiversità tra fondali, grotte e coste incontaminate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-aree-marine-protette-del-cilento-scrigno-di-biodiversita-tra-fondali-grotte-e-coste-incontaminate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 19:52:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Piro]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Acque cristalline, praterie di posidonia, grotte sommerse, falesie calcaree e una biodiversità tra le più ricche del Mediterraneo. Le aree marine protette del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano [...]]]></description>
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<p>Acque cristalline, praterie di posidonia, grotte sommerse, falesie calcaree e una biodiversità tra le più ricche del Mediterraneo. Le aree marine protette del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni rappresentano uno dei patrimoni naturalistici più preziosi d&#8217;Italia, un ecosistema dove la tutela ambientale convive con il turismo sostenibile, la pesca tradizionale e la ricerca scientifica.</p>



<p>Il tratto costiero del Parco si estende per oltre cento chilometri, da Agropoli fino al Golfo di Policastro, alternando spiagge sabbiose, promontori rocciosi, calette raggiungibili solo dal mare e fondali di straordinario valore naturalistico. Cuore della tutela è l&#8217;<strong>Area Marina Protetta &#8220;Santa Maria di Castellabate&#8221;</strong>, istituita nel 2009, che protegge circa 7.000 ettari di mare distribuiti tra le località di Santa Maria di Castellabate, San Marco, Ogliastro Marina e Punta Licosa.</p>



<p>Qui il mare conserva uno degli habitat più importanti del Mediterraneo. Le vaste praterie di <strong>Posidonia oceanica</strong>, pianta marina fondamentale per l&#8217;equilibrio dell&#8217;ecosistema, ossigenano l&#8217;acqua, contrastano l&#8217;erosione costiera e offrono rifugio a centinaia di specie ittiche. Tra i fondali trovano spazio cernie, corvine, saraghi, dentici, polpi, aragoste e numerosi molluschi, mentre nelle acque più aperte non è raro avvistare delfini e tartarughe marine della specie <em>Caretta caretta</em>.</p>



<p>Uno dei simboli dell&#8217;area è <strong>Punta Licosa</strong>, promontorio immerso nella macchia mediterranea che prende il nome dalla sirena Leucosia, protagonista di un&#8217;antica leggenda greca. Di fronte alla costa emerge l&#8217;isolotto di Licosa, oggi oasi naturalistica e luogo privilegiato per immersioni e snorkeling grazie alla trasparenza delle acque e alla ricchezza della fauna marina.</p>



<p>Procedendo verso sud si incontrano alcuni degli scenari più spettacolari dell&#8217;intero Mediterraneo. <strong>Capo Palinuro</strong>, con le sue alte falesie, custodisce un articolato sistema di grotte marine, tra cui la celebre <strong>Grotta Azzurra</strong>, la Grotta d&#8217;Argento, la Grotta del Sangue e la Grotta dei Monaci. Le particolari condizioni di luce e la conformazione geologica hanno creato ambienti di eccezionale valore paesaggistico e biologico, meta ogni anno di migliaia di subacquei provenienti da tutta Europa.</p>



<p>Le acque di <strong>Marina di Camerota</strong> ospitano invece uno dei tratti costieri meglio conservati del Tirreno. Cala Bianca, Porto Infreschi e Pozzallo sono circondati da pareti rocciose, boschi di leccio e macchia mediterranea che si tuffano direttamente nel mare. Molte baie sono raggiungibili esclusivamente via mare o attraverso sentieri naturalistici, caratteristica che ha consentito di preservarne l&#8217;integrità ambientale.</p>



<p>La <strong>Baia degli Infreschi</strong>, più volte inserita tra le spiagge più belle d&#8217;Italia, rappresenta uno degli esempi più significativi di turismo sostenibile del Cilento. Le sorgenti di acqua dolce che affiorano vicino alla costa creano particolari condizioni ambientali favorevoli alla presenza di numerose specie marine, rendendo l&#8217;area particolarmente apprezzata anche dagli appassionati di snorkeling.</p>



<p>Lungo la costa del Golfo di Policastro, fino a Scario e Sapri, il paesaggio continua a sorprendere con insenature, pareti rocciose e piccole spiagge nascoste, dove la pressione antropica rimane limitata. Qui sopravvivono habitat costieri di grande interesse comunitario, monitorati costantemente dagli enti di gestione e dalle università impegnate nella ricerca scientifica.</p>



<p>La tutela di questi ecosistemi si fonda su una rigorosa regolamentazione delle attività umane. Nelle aree a maggiore protezione sono vietati pesca, ancoraggio e navigazione non autorizzata, mentre nelle zone a tutela parziale sono consentite attività compatibili con la conservazione dell&#8217;ambiente, come la piccola pesca artigianale, le immersioni guidate e il turismo nautico regolamentato.</p>



<p>Negli ultimi anni le aree marine protette del Cilento sono diventate anche un laboratorio per lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici sul Mediterraneo. Il monitoraggio delle praterie di Posidonia, della qualità delle acque e della presenza di specie aliene consente ai ricercatori di raccogliere dati preziosi per la salvaguardia dell&#8217;intero ecosistema marino.</p>



<p>Per i visitatori, il mare del Cilento offre esperienze che coniugano spettacolo e rispetto della natura: escursioni in kayak lungo le falesie, gite in barca alle grotte di Palinuro, snorkeling nei fondali di Punta Licosa, immersioni guidate tra pareti sommerse e relitti, oppure semplici passeggiate lungo sentieri costieri che regalano panorami tra i più suggestivi della Campania</p>
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		<title>Cilento, viaggio nel Parco Nazionale tra mare, archeologia e borghi: guida alle meraviglie del Sud</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-viaggio-nel-parco-nazionale-tra-mare-archeologia-e-borghi-guida-alle-meraviglie-del-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 19:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Un territorio che racchiude tremila anni di storia, oltre cento chilometri di costa, montagne che superano i 1.800 metri, borghi medievali, siti archeologici di fama mondiale e una delle tradizioni [...]]]></description>
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<p>Un territorio che racchiude tremila anni di storia, oltre cento chilometri di costa, montagne che superano i 1.800 metri, borghi medievali, siti archeologici di fama mondiale e una delle tradizioni gastronomiche più celebrate del pianeta. È il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la seconda area protetta più estesa d&#8217;Italia, che si sviluppa nel cuore della Campania meridionale e rappresenta una delle destinazioni più complete del turismo naturalistico e culturale del Mediterraneo.</p>



<p>Istituito nel 1991, il Parco si estende su circa 181 mila ettari e comprende ottanta comuni della provincia di Salerno. Il suo straordinario patrimonio ambientale e storico gli è valso il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità dell&#8217;UNESCO, insieme ai siti archeologici di Paestum e Velia e alla Certosa di Padula. Il territorio è inoltre Riserva della Biosfera e Geoparco Mondiale UNESCO, a conferma della sua eccezionale ricchezza paesaggistica e geologica.</p>



<p>Il viaggio nel Cilento non può che iniziare da <strong>Paestum</strong>, l&#8217;antica Poseidonia fondata dai Greci nel VI secolo a.C. I tre maestosi templi dorici – dedicati a Nettuno, Hera e Atena – sono considerati tra i monumenti dell&#8217;antichità meglio conservati al mondo. Accanto all&#8217;area archeologica, il Museo Nazionale custodisce reperti di straordinario valore, tra cui la celebre <strong>Tomba del Tuffatore</strong>, unico esempio di pittura funeraria della Magna Grecia giunto quasi integro fino ai nostri giorni.</p>



<p>Proseguendo verso sud si raggiunge <strong>Velia</strong>, l&#8217;antica Elea, patria dei filosofi Parmenide e Zenone. Passeggiare tra le rovine significa ripercorrere la storia della scuola eleatica, visitando la Porta Rosa, uno dei più antichi esempi di arco a tutto sesto dell&#8217;architettura greca, l&#8217;acropoli e i resti dell&#8217;antica città che si affaccia sul Tirreno.</p>



<p>Il mare rappresenta una delle principali attrazioni del Parco. Da <strong>Agropoli</strong> fino a <strong>Sapri</strong>, la costa alterna lunghe spiagge sabbiose a spettacolari falesie calcaree, grotte marine e piccole cale raggiungibili soltanto via mare.</p>



<p>Tra le località più conosciute figura <strong>Palinuro</strong>, dominata dall&#8217;imponente Capo Palinuro, dove le escursioni in barca conducono alla scoperta della Grotta Azzurra, della Grotta del Sangue, della Grotta d&#8217;Argento e dell&#8217;Arco Naturale, uno dei simboli del Cilento.</p>



<p>Poco più a sud, <strong>Marina di Camerota</strong> custodisce alcune delle spiagge più suggestive del Mediterraneo. Cala Bianca, premiata più volte tra le spiagge più belle d&#8217;Italia, e la Baia degli Infreschi offrono acque cristalline, macchia mediterranea e fondali ideali per snorkeling e immersioni. Molte cale sono raggiungibili solo a piedi attraverso sentieri panoramici o con piccole imbarcazioni.</p>



<p>Il fascino del Cilento emerge anche nei suoi borghi storici. <strong>Castellabate</strong>, inserito tra &#8220;I Borghi più belli d&#8217;Italia&#8221;, conserva il castello medievale, la Basilica di Santa Maria de Gulia e un dedalo di vicoli affacciati sul mare. La località è diventata celebre anche grazie al film <em>Benvenuti al Sud</em>, che ne ha valorizzato il patrimonio paesaggistico.</p>



<p>Da non perdere anche <strong>Acciaroli</strong>, antico borgo marinaro legato alla figura del biologo americano Ancel Keys, <strong>Pioppi</strong>, sede del Museo Vivente della Dieta Mediterranea, <strong>Pisciotta</strong>, con il suo centro storico in pietra, <strong>Morigerati</strong> con l&#8217;oasi Wwf Grotte del Bussento e <strong>Casaletto Spartano</strong>, dove si trovano le Cascate dei Capelli di Venere.</p>



<p>L&#8217;entroterra offre itinerari altrettanto affascinanti. La monumentale <strong>Certosa di San Lorenzo a Padula</strong>, tra i più grandi complessi monastici d&#8217;Europa, rappresenta uno dei massimi esempi del barocco italiano, con oltre trecento stanze, chiostri monumentali e la celebre scala ellittica.</p>



<p>Gli amanti della natura possono invece esplorare le <strong>Grotte di Pertosa-Auletta</strong>, unico complesso speleologico italiano visitabile anche in barca lungo un fiume sotterraneo, oppure percorrere i sentieri che conducono sul <strong>Monte Cervati</strong>, con i suoi 1.899 metri la vetta più alta della Campania. Il Parco ospita faggete secolari, canyon, gole, sorgenti, orchidee spontanee e numerose specie faunistiche, tra cui il lupo appenninico, il gatto selvatico, la lontra, l&#8217;aquila reale e il falco pellegrino.</p>



<p>Il Cilento è anche la culla della <strong>Dieta Mediterranea</strong>, riconosciuta dall&#8217;UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità. Fu proprio ad Acciaroli e Pioppi che Ancel Keys elaborò gli studi che dimostrarono i benefici di un&#8217;alimentazione basata su olio extravergine d&#8217;oliva, cereali, ortaggi, legumi, pesce azzurro e frutta. Oggi il territorio continua a distinguersi per le sue eccellenze agroalimentari, dalla mozzarella di bufala campana ai fichi bianchi del Cilento, dall&#8217;olio Dop ai vini prodotti sulle colline affacciate sul Tirreno.</p>



<p>Per visitare il Parco il periodo ideale va dalla primavera all&#8217;autunno inoltrato. Maggio, giugno e settembre permettono di apprezzare il territorio con temperature miti e un minore affollamento rispetto all&#8217;alta stagione estiva. In pochi chilometri è possibile passare dalle spiagge Bandiera Blu ai boschi montani, dai templi della Magna Grecia ai monasteri barocchi, vivendo un&#8217;esperienza che unisce cultura, sport, natura ed enogastronomia.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Spazi sonori&#8221; di Sergio Sorrentino: a Polla un itinerario d&#8217;ascolto che trasforma un paese in musica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/spazi-sonori-di-sergio-sorrentino-a-polla-un-itinerario-dascolto-che-trasforma-un-paese-in-musica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 09:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[polla]]></category>
		<category><![CDATA[spazi sonori]]></category>
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					<description><![CDATA[Installazione sonora diffusa, sei composizioni originali e un percorso immersivo nei luoghi simbolo del paese: il compositore pollese di fama internazionale Sergio Sorrentino trasforma Polla in un&#8217;esperienza di ascolto dove [...]]]></description>
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<p>Installazione sonora diffusa, sei composizioni originali e un percorso immersivo nei luoghi simbolo del paese: il compositore pollese di fama internazionale Sergio Sorrentino trasforma Polla in un&#8217;esperienza di ascolto dove musica, memoria e territorio si incontrano.</p>



<p>&#8220;Un paese può diventare musica.&#8221; È da questa intuizione che prende forma Spazi Sonori, il progetto di installazione sonora ideato dal compositore e chitarrista Sergio Sorrentino e promosso dal Museo Civico Insteia Polla e dal Comune di Polla, con il contributo del Ministero della Cultura.</p>



<p>L&#8217;inaugurazione di Spazi Sonori si terrà lunedì 3 agosto alle ore 20.00 presso il Museo Civico Insteia Polla. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Polla, Massimo Loviso, interverranno Giovanni Corleto, Consigliere comunale con delega alla Cultura, ai Beni Culturali e al Centro Storico, Maurizio D&#8217;Amico, Direttore del Museo Civico Insteia Polla e curatore del progetto, e Sergio Sorrentino, compositore e autore dell&#8217;installazione.</p>



<p>Nel corso della serata sarà presentata l&#8217;opera sonora e ne sarà proposta una selezione di ascolti.<br>Con Spazi Sonori, Polla diventa uno spazio d&#8217;ascolto diffuso in cui paesaggio, memoria e creazione contemporanea si intrecciano in un&#8217;esperienza accessibile a cittadini e visitatori. Un progetto che trasforma il territorio in una partitura sonora, invitando il pubblico a riscoprirlo attraverso l&#8217;ascolto e offrendo una nuova prospettiva sul patrimonio culturale e identitario della comunità.</p>



<p>Artista riconosciuto a livello internazionale, definito da Il Manifesto «il miglior chitarrista elettrico della musica da concerto» e dalla rivista inglese The Wire «un musicista straordinario», Sergio Sorrentino è tra i protagonisti della musica d&#8217;arte contemporanea per chitarra elettrica. Collabora con il leggendario compositore Philip Glass e con altri importanti musicisti della scena internazionale, tra cui Gavin Bryars, Elliott Sharp, Eric Mingus, Daniele Sepe e Andrea Vanzo. I suoi brani e video raggiungono milioni di visualizzazioni e ascolti sulle piattaforme digitali. Il suo album Dream è stato recensito dal New York Times, che lo ha definito «di una bellezza disarmante». Sorrentino è protagonista di un&#8217;intensa attività concertistica internazionale che lo ha portato a esibirsi in prestigiose istituzioni e festival, tra cui Yale University, New York University, il Festival di Musica Contemporanea dell&#8217;Avana, il Vortex di Londra, l&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Parigi e l&#8217;Experimentik Festival di Berlino.</p>



<p>Con Spazi Sonori, Sorrentino trasforma Polla in una partitura da attraversare con l&#8217;ascolto. L&#8217;opera nasce da una ricerca sul paesaggio sonoro del paese: sei composizioni originali realizzate a partire dalla registrazione dei suoni ambientali e naturali di Polla, successivamente elaborati e trasformati in materia musicale. Il fiume Tanagro, la Foresta, la pioggia del Convento, le voci della tradizione popolare, le porte e gli oggetti del centro storico, i suoni dei falò di Sant&#8217;Antuniello, le campane e i campioni di ciaramella dialogano con pianoforte, chitarra elettrica, sintetizzatori e strumenti acustici.</p>



<p>Le sei composizioni accompagnano il pubblico in un percorso tra i luoghi simbolo di Polla: la Stazione, il Fiume, la Foresta, Piazza Forte, il Convento e il Centro Storico – Piazza dei Parlamenti, dove una rielaborazione del canto popolare Manname &#8216;Na Zita incorpora la voce storica del cantore pollese Luigi Lapadula, registrata nel 1975 e conservata nel Fondo Teatrogruppo di Salerno.</p>



<p>In ciascuna tappa una didascalia con QR code consentirà di ascoltare la composizione nel luogo che l&#8217;ha ispirata, creando un dialogo diretto tra spazio, suono e memoria. Il fulcro del percorso è il Museo Civico Insteia Polla, dove un&#8217;installazione sonora ambientale diffonde le sei opere attraverso un</p>



<p>sistema di speaker, offrendo una visione d&#8217;insieme del paesaggio acustico immaginato dall&#8217;artista.<br>La realizzazione di Spazi Sonori nasce dalla collaborazione tra il compositore Sergio Sorrentino e il direttore del Museo Civico Insteia Polla Maurizio D&#8217;Amico. Il progetto si inserisce nella nuova visione curatoriale del Museo e inaugura una programmazione orientata alla valorizzazione dei linguaggi contemporanei come strumenti di ricerca, interpretazione e riscoperta dell&#8217;identità locale.</p>



<p>In questa prospettiva si inseriscono anche le iniziative dedicate alla realizzazione dell&#8217;Archivio di Comunità, attualmente in corso, creando un filo conduttore tra produzione artistica, memoria collettiva e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.</p>



<p>A sottolineare il valore dell&#8217;iniziativa, il Consigliere comunale Giovanni Corleto, con delega alla Cultura, ai Beni Culturali e al Centro Storico, dichiara: &#8220;<em>Un progetto importante, unico nel suo genere, volto a contaminare con la cultura e, in particolare, con la musica e i suoni l&#8217;intero paese e a valorizzare e arricchire il Museo Civico Insteia Polla. Sono in programma a breve altre iniziative e verranno presentate altre opere che potranno essere ammirate nel nostro Museo cittadino. Un ringraziamento accorato da parte mia e dell&#8217;intera amministrazione comunale al maestro e artista Sergio Sorrentino, originario di Polla, per la preziosa opera realizzata e all&#8217;ideatore e curatore del progetto, il Dott. Maurizio D&#8217;Amico.</em>&#8220;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Metrò del Mare, prima corsa ad Agnone Cilento: il porto entra negli itinerari regionali</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/metro-del-mare-prima-corsa-ad-agnone-cilento-il-porto-entra-negli-itinerari-regionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 16:14:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Montecorice]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[via mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Per la prima volta il Metrò del Mare ha fatto tappa nel porto di Agnone Cilento. Questa mattina il servizio di collegamento via mare gestito dalla società Travelmar ha raggiunto [...]]]></description>
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<p class="p1">Per la prima volta il Metrò del Mare ha fatto tappa nel porto di Agnone Cilento. Questa mattina il servizio di collegamento via mare gestito dalla società Travelmar ha raggiunto lo scalo cilentano, inserito dalla Regione Campania tra gli itinerari della rete che collega le principali località costiere del territorio.</p>



<p class="p2">L’arrivo del battello rappresenta una novità per il borgo marinaro, che entra così nel circuito dei collegamenti turistici via mare pensati per favorire la mobilità sostenibile e valorizzare le località della costa cilentana.</p>



<p class="p2">Ad accogliere il comandante e l’equipaggio, al momento dell’attracco e prima della ripartenza, il sindaco e l’amministrazione comunale, che hanno espresso soddisfazione per l’attivazione del nuovo servizio.</p>



<p class="p2">“Un momento importante per la nostra comunità – è stato sottolineato dall’amministrazione – che consente ad Agnone di essere maggiormente collegata con gli altri centri costieri del Cilento e di offrire ai visitatori una nuova modalità per scoprire il territorio”.</p>



<p class="p2">Il Metrò del Mare si conferma così uno strumento strategico per il turismo estivo, consentendo ai viaggiatori di raggiungere le località del Cilento evitando il traffico sulle strade costiere e valorizzando la risorsa mare come infrastruttura di collegamento.</p>
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		<title>Tortorella celebra la Fiera di San Basilio: tra antichi mestieri, bestiame e la musica della Bandabardò</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tortorella-celebra-la-fiera-di-san-basilio-tra-antichi-mestieri-bestiame-e-la-musica-della-bandabardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 12:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Tortorella]]></category>
		<category><![CDATA[fiera san basilio]]></category>
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					<description><![CDATA[Torna sabato 1 agosto 2026 a Tortorella uno degli appuntamenti più identitari della tradizione locale: la Fiera di San Basilio, evento che da due anni rinnova il legame tra devozione, [...]]]></description>
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<p>Torna sabato 1 agosto 2026 a Tortorella uno degli appuntamenti più identitari della tradizione locale: la Fiera di San Basilio, evento che da due anni rinnova il legame tra devozione, cultura rurale e comunità. La giornata prenderà il via alle 7 del mattino, nell’area del campo sportivo, con l’Antica Fiera del Bestiame, che vedrà l’esposizione di animali, attrezzature agricole, stand ambulanti e la presenza delle maestranze artigianali del territorio. Un appuntamento che conserva il valore storico delle antiche fiere di paese, luoghi di incontro e scambio, ma anche di trasmissione dei saperi legati alla vita contadina.</p>



<p>Alle 9.30 sarà celebrata la Santa Messa nella Cappella di Santa Maria dei Martiri. A seguire, alle 11, spazio alla conferenza pubblica “La Fiera di San Basilio: rito e saperi artigianali”, dedicata alle origini e al valore culturale della manifestazione.</p>



<p>Ad aprire i lavori saranno il sindaco di Tortorella Nicola Tancredi e il vicepresidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Carmelo Stanziola. Tra gli interventi previsti quello di Gianluca Berardi, esperto di storia e cultura locale, che approfondirà origini e identità della fiera; Gaetano Ferrari, direttore UOC Sanità Animale, parlerà di sicurezza alimentare e fiere rurali come presidi culturali e sanitari; spazio inoltre alle testimonianze degli artigiani locali e all’intervento di Mafalda Inglese di My Fair DMC e tour operator, sul ruolo delle fiere storiche come attrattori turistici e culturali.</p>



<p>Nel corso della mattinata è prevista anche una dimostrazione della lavorazione della pasta filata a cura dell’Azienda Agricola Rizzo Carmelina, testimonianza concreta della cultura materiale del territorio.</p>



<p>La festa proseguirà in serata con l’apertura, alle 20, degli stand gastronomici nelle storiche “barracche”, dove saranno proposte le ricette della tradizione locale. Alle 21.30 riflettori puntati sul concerto della Bandabardò, inserito nel tour celebrativo “Se mi rilasso collasso”, che porterà sul palco energia e musica per una serata di festa.</p>



<p>La Fiera di San Basilio sarà anticipata venerdì 31 luglio dalla serata inaugurale: dalle 20 apertura degli stand gastronomici e, dalle 20.30, musica popolare con il Taranta Project.</p>



<p>«La Fiera di San Basilio rappresenta un patrimonio di memoria e identità per la nostra comunità – dichiara il sindaco di Tortorella Nicola Tancredi –. Da alcuni anni lavoriamo per custodire una tradizione che racconta il rapporto profondo tra il nostro borgo, la terra e i suoi saperi, aprendola allo stesso tempo alle nuove generazioni e ai visitatori».</p>
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		<title>&#8220;Viandando&#8221;: cultura, gusto e tradizione a Centola dall’8 al 10 agosto 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/viandando-cultura-gusto-e-tradizione-a-centola-dall8-al-10-agosto-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[centola]]></category>
		<category><![CDATA[viandando]]></category>
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					<description><![CDATA[Centola si prepara ad accogliere, nei giorni 8, 9 e 10 agosto 2026, la quattordicesima edizione di Viandando, l’attesa manifestazione culturale ed enogastronomica che ogni anno anima il borgo con [...]]]></description>
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<p>Centola si prepara ad accogliere, nei giorni 8, 9 e 10 agosto 2026, la quattordicesima edizione di <strong>Viandando</strong>, l’attesa manifestazione culturale ed enogastronomica che ogni anno anima il borgo con profumi, saperi e tradizioni. Organizzata con passione dalla <strong>ONLUS “San Nicola”</strong>, l’iniziativa ha un duplice obiettivo: valorizzare il patrimonio storico e gastronomico locale e contribuire concretamente al <strong>restauro della Chiesa Madre &#8220;San Nicola di Mira&#8221;</strong> <strong>e quest’anno anche della “Cappella della Santissima Trinità”</strong>, simboli di alto valore spirituale e artistico del paese.</p>



<p>Per l’edizione 2026, il percorso storico-culturale per le vie del borgo sarà dedicato alla <strong>storia di Centola</strong>, che i visitatori potranno scoprire attraverso mostre, visite guidate, racconti e brevi rappresentazioni teatrali, curati da studiosi e appassionati del territorio.</p>



<p>Accanto all’anima culturale, il cuore pulsante della manifestazione resta l’<strong>enogastronomia</strong>. Le vie del centro storico si trasformeranno in un itinerario del gusto, dove sarà possibile <strong>degustare le prelibatezze tipiche del Cilento</strong>, preparate con ingredienti genuini e ricette tramandate di generazione in generazione. Dalla pasta fatta a mano ai piatti della tradizione contadina, ogni tappa sarà un’occasione per scoprire l’identità culinaria del luogo.</p>



<p><strong>Non potrà mancare la sezione dedicata a “Dolciando” (II edizione)</strong>, una golosa competizione di dolci a premi. Gli appassionati di pasticceria potranno sfidarsi a colpi di creatività e gusto, presentando le proprie specialità a una giuria selezionata. Ma non solo: i dolci in gara potranno essere <strong>assaggiati anche dal pubblico</strong>, che avrà così un ruolo attivo nell’atmosfera conviviale della manifestazione.</p>



<p><strong>Viandando non è solo un evento, ma un’esperienza da vivere</strong>, un’occasione per immergersi nella cultura di Centola, assaporarne le tradizioni e sostenere una causa importante. Un viaggio tra memoria, sapori e bellezza che unisce la comunità e accoglie ogni visitatore con calore autentico.L’appuntamento è fissato: <strong><strong>8, 9 e 10 agosto 2026</strong></strong>, a Centola. Per chi ama la storia, la buona cucina e il senso di comunità, <strong><strong>Viandando è la tappa imperdibile dell’estate cilentana</strong></strong></p>
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		<title>“Ancel Keys e la ricetta dei 100 anni”: il fumetto per avvicinare i giovani alla Dieta Mediterranea</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/ancel-keys-e-la-ricetta-dei-100-anni-il-fumetto-per-avvicinare-i-giovani-alla-dieta-mediterranea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 12:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Custodire il patrimonio immateriale della Dieta Mediterranea, significa consegnarlo nelle mani delle nuove generazioni al fine di salvaguardarne il segreto della longevità di un territorio, il Cilento, patria di tanti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Custodire il patrimonio immateriale della Dieta Mediterranea, significa consegnarlo nelle mani delle nuove generazioni al fine di salvaguardarne il segreto della longevità di un territorio, il Cilento, patria di tanti ultracentenari. Con questo spirito nasce nel 2020 lo spettacolo teatrale<strong> “Ancel Keys e la ricetta dei 100 anni”</strong> che con oltre 40 rappresentazioni ha portato gli alunni delle scuole primarie e secondarie alla scoperta dei segreti della Dieta Mediterranea. L&#8217;opera, rientrante in un progetto teatrale di educazione alla corretta alimentazione è stata inserita dall’Asl Salerno sull’area cilentana, all’interno del progetto <strong>“</strong><strong>Tutti a Dieta”</strong> del Dipartimento di Prevenzione e Promozione della Salute, coordinato dalla dottoressa <strong>Rosa Maria Zampetti</strong>. </p>



<p><strong>Il Fumetto: dalla scienza al teatro, fino ai banchi di scuola</strong></p>



<p>Il piccolo opuscolo, scritto dalla regista <strong>Pasqualina Di Polito</strong>, narra la straordinaria avventura scientifica e umana dello scienziato americano Ancel Keys e delle sue intuizioni alla base della teorizzazione del concetto di “Dieta Mediterranea”. Fu proprio nel Cilento, a Pioppi, che Keys intuì, studiò e codificò i benefici dello stile di vita mediterraneo, elevandolo a elisir di longevità.</p>



<p>La particolarità del fumetto risiede nella sua genesi: i dialoghi e la struttura narrativa sono infatti liberamente tratti dall’omonimo lavoro teatrale prodotto dalla <strong>Compagnia Artisti Cilentani</strong>. La trasposizione su carta e la cura editoriale sono state firmate dalla stessa Di Polito, che ha ricoperto il ruolo di regista e curatrice scientifica del fumetto, mentre la traduzione visiva e lo sviluppo grafico sono stati curati dal dottor <strong>Marco Pio Basile</strong>.</p>



<p><strong>L&#8217;importanza di tramandare il &#8220;Segreto del Cilento&#8221;</strong></p>



<p>In un&#8217;epoca segnata dal consumo di cibi ultra-processati e dalla crescita esponenziale del fenomeno dell&#8217;obesità infantile, l&#8217;Asl Salerno punta su un linguaggio fresco, pop e immediato come quello del fumetto per veicolare i dettami di una corretta alimentazione. Far conoscere Ancel Keys ai giovani studenti non significa solo insegnare loro a mangiare bene, ma renderli fieri ambasciatori della propria terra. Il Cilento non è solo lo sfondo di una ricerca biologica, ma la culla di una filosofia di vita che unisce alimentazione genuina, comunità e movimento. Attraverso i disegni originali, i ragazzi scopriranno che la &#8220;<em>ricetta dei 100 anni</em>&#8221; non è un farmaco, ma una scelta quotidiana consapevole che preserva da tante malattie della moderna società. Il fumetto verrà presentato ufficialmente il prossimo <strong>28 luglio alle ore 19.30</strong> presso la splendida cornice della <strong>Residenza Artistica LiberArts</strong> a Castinatelli di Futani.</p>



<p><strong>Il programma della presentazione</strong></p>



<p>L&#8217;incontro del 28 luglio a Futani, sarà un importante momento di confronto istituzionale, culturale e scientifico. Il dibattito, moderato dal giornalista dottor <strong>Simone La Vecchia</strong>, vedrà i seguenti interventi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Avv. Dario Trivelli</strong> – Sindaco di Futani, per i saluti istituzionali e l&#8217;accoglienza nel territorio.</li>



<li><strong>Dott.ssa Rosa Maria Zampetti</strong> – Dirigente del Dipartimento Promozione della Salute dell&#8217;Asl Salerno.</li>



<li><strong>Prof.ssa Pasqualina Di Polito</strong> – Regista, autrice del volume e curatrice del fumetto.</li>



<li><strong>Dott. Marco Pio Basile</strong> – Sviluppatore grafico dell&#8217;opera</li>
</ul>



<p>Parteciperanno gli Attori dello spettacolo teatrale <strong>Paolo Puglia</strong> e <strong>Simona La Porta.</strong></p>
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		<title>Estate, aumenta la voglia di Bufala Campana Dop: ecco le 5 posizioni per mangiarla</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-aumenta-la-voglia-di-bufala-campana-dop-ecco-le-5-posizioni-per-mangiarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 12:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella di bufala dop]]></category>
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					<description><![CDATA[L’estate è il periodo di maggior consumo di mozzarella di bufala campana Dop. “C’è sempre più voglia di bufala campana e l’impegno dei produttori punta a garantire l’arrivo del prodotto [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’estate è il periodo di maggior consumo di mozzarella di bufala campana Dop. “<em>C’è sempre più voglia di bufala campana e l’impegno dei produttori punta a garantire l’arrivo del prodotto non solo sulle tavole degli italiani, ma in tutto il mondo, nonostante le difficoltà logistiche di un formaggio fresco e gli aumenti esponenziali dei costi di produzione e trasporto</em>”, dichiara il direttore del Consorzio di Tutela,&nbsp;<strong>Pier Maria Saccani</strong>.</p>



<p>In vista della partenza per le vacanze di milioni di italiani, il Consorzio di Tutela lancia il vademecum con&nbsp;<strong>le 5 migliori posizioni in cui mangiare la mozzarella di bufala campana Dop.</strong></p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>A “pitoffio”</strong>: espressione dialettale napoletana, che, nel caso della mozzarella, sta a indicare una posizione in piedi, gambe divaricate, busto leggermente proteso in avanti. In questo modo si può addentare facilmente una Bufala Dop. Questa è la posizione adatta per chi non vuole sporcarsi con la fuoriuscita del latticello al momento del morso.</li>
</ol>



<ol start="2" class="wp-block-list">
<li><strong>Alla signora Gentile</strong>: qui si richiama il personaggio-cult del film di Paolo Sorrentino “È stata la mano di Dio”. Una signora anziana, scorbutica e verace, che si isola da tutti. La posizione: seduti su una sedia all’aperto, in mano un piatto con una mozzarella da almeno 500g, che viene presa a morsi ripetuti. La posizione perfetta per chi vuole godersela da solo.</li>
</ol>



<ol start="3" class="wp-block-list">
<li><strong>Alla Pulcinella</strong>: la posizione si rifà all’immagine tradizionale della maschera napoletana. In piedi, si alza un braccio in alto con in mano una mozzarella Dop e poi si fa scendere il braccio fino alla bocca, premendo per far uscire il latticello. È la posizione ideale per chi vuole lasciarsi sorprendere da un’esplosione di gusto, senza badare a nient’altro.</li>
</ol>



<ol start="4" class="wp-block-list">
<li><strong>Alla Totò</strong>: il riferimento è alla mitica scena di “Miseria e Nobiltà”, in cui Pasquale, il fotografo ambulante interpretato da Enzo Turco, dà istruzioni a Felice Sciosciammocca–Totò sulla mozzarella: “<em>Tu la premi, se cola il latte te la pigli, sennò desisti</em>”. La posizione è in piedi, la mozzarella va tenuta tra pollice e indice, si preme, esce il latte e poi si morde. La modalità preferita per chi vuol controllare la freschezza del prodotto.</li>
</ol>



<ol start="5" class="wp-block-list">
<li><strong>Alla bon ton</strong>: è la posizione più classica, scelta da chi ha intenzione di dedicarsi tempo o per un pasto più formale. Si sta seduti, la mozzarella è sistemata in un piatto e si usano le posate con una raccomandazione: bisogna scegliere un coltello senza seghetto, per non “strappare” la porcellana bianca. In questo caso si consiglia una pezzatura media, si taglia a torta e si degusta.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Scrocchiarella sotto le stelle&#8221;, 9 e 10 agosto a Sicignano degli Alburni</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/scrocchiarella-sotto-le-stelle-9-e-10-agosto-a-sicignano-degli-alburni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 11:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Sicignano degli Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[aps sicignano]]></category>
		<category><![CDATA[scrocchiarella sotto le stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[La&#160;scrocchiarella&#160;protagonista ad alta quota. A&#160;Sicignano degli Alburni&#160;domenica 9 e lunedi 10&#160;agosto riapre il villaggio della Scrocchiarella. L’associazione&#160;“Aps Sicignano”&#160;rilancia, infatti, la terza edizione di&#160;“Scrocchiarella sotto le stelle”&#160;con il maestro panificatore&#160;Tiziano Casillo&#160;che, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La&nbsp;scrocchiarella&nbsp;protagonista ad alta quota. A&nbsp;<strong>Sicignano degli Alburni</strong>&nbsp;<strong>domenica 9 e lunedi 10</strong>&nbsp;agosto riapre il villaggio della Scrocchiarella. L’associazione&nbsp;<strong>“Aps Sicignano”</strong>&nbsp;rilancia, infatti, la terza edizione di&nbsp;<strong>“Scrocchiarella sotto le stelle”&nbsp;</strong>con il maestro panificatore&nbsp;<strong>Tiziano Casillo</strong>&nbsp;che, in tutto il mondo, prepara e rappresenta la scrocchiarella come prodotto a marchio registrato.</p>



<p>La&nbsp;scrocchiarella&nbsp;è ormai apprezzata e richiestissima ovunque e a Sicignano il maestro Tiziano Casillo, che da Dubai a Shangai fino a Las Vegas, passando per mille altre mete intermedie, fa formazione ai più giovani, condurrà una brigata di pizzaioli professionisti che, alle pendici del piccolo borgo, celebreranno insieme un prodotto versatile ed originale, gustoso ed in linea con l&#8217;alta qualità dei prodotti gastronomici locali. Gli altri pizzaioli impegnati sono&nbsp;<strong>Felice Magarelli, Antonio Tortorella e Sebastiano Parentignoti.</strong></p>



<p>«<em>Scrocchiarella sotto le stelle racchiude, così, la professionalità, l&#8217;amore per il territorio e la passione per un prodotto, la pizza, che rappresenta da sempre l&#8217;Italia in tutto il mondo</em>», dice il presidente di “Aps Sicignano”, <strong>Gianfranco Caputo</strong>.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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