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	<title>Turismo &amp; tempo libero | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
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		<title>Sulle strade del gusto: viaggio tra le cantine segrete dell’Irpinia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sulle-strade-del-gusto-viaggio-tra-le-cantine-segrete-dellirpinia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 15:18:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[vini]]></category>
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					<description><![CDATA[In Irpinia il vino non è soltanto un prodotto. È il paesaggio stesso. Scorre nelle colline morbide attorno a Taurasi, si nasconde nelle cantine scavate nel tufo, accompagna pranzi che [...]]]></description>
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<p>In Irpinia il vino non è soltanto un prodotto. È il paesaggio stesso. Scorre nelle colline morbide attorno a Taurasi, si nasconde nelle cantine scavate nel tufo, accompagna pranzi che sembrano non avere fretta e racconta una Campania lontana dalle immagini da cartolina della costa. Qui, nell’entroterra dell’Avellinese, il turismo arriva lentamente. Attraversa strade provinciali immerse nei vigneti, piccoli paesi di pietra e piazze silenziose dove il tempo sembra seguire ancora il ritmo delle stagioni agricole. È un’altra Campania: più austera, più contadina, profondamente legata alla terra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le colline del Taurasi</h2>



<p>Il viaggio comincia tra le vigne del Taurasi Docg, uno dei vini simbolo del Sud Italia, prodotto principalmente con uve Aglianico nei comuni attorno alla valle del Calore.</p>



<p>In autunno le colline assumono tonalità rosse e dorate, mentre l’odore del mosto invade le cantine durante la vendemmia. Molte aziende vinicole restano a conduzione familiare e custodiscono ancora botti antiche, archivi di annate storiche e metodi tramandati da generazioni.</p>



<p>Nel borgo medievale di Taurasi, dominato dal castello Marchionale, le strade strette conducono a piccole cantine sotterranee scavate nel tufo, dove il vino matura lentamente in condizioni naturali di umidità e temperatura.</p>



<p>Alcune sono quasi invisibili dall’esterno: porte basse, insegne discrete, cortili interni nascosti dietro vecchi portoni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le cantine nel ventre della terra</h2>



<p>L’Irpinia conserva una tradizione antichissima di architettura sotterranea legata al vino. In molti paesi le cantine tufacee si trovano sotto le abitazioni e attraversano il sottosuolo come piccoli labirinti. Entrarci significa cambiare immediatamente atmosfera: aria fresca, silenzio, pareti umide, bottiglie allineate accanto alle botti.</p>



<p>Ed è forse proprio questa autenticità a rendere oggi l’Irpinia una delle mete più interessanti dell’enoturismo italiano: niente percorsi costruiti artificialmente, ma luoghi ancora profondamente legati alla vita agricola reale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo Taurasi: Fiano e Greco</h2>



<p>L’Irpinia del vino non vive soltanto di rossi strutturati. A pochi chilometri cambiano terreno, altitudine e clima, e nascono alcuni dei bianchi più apprezzati d’Italia.</p>



<p>Tra Lapio e Montefredane si produce il Fiano di Avellino Docg, elegante e minerale. Intorno a Tufo, invece, il Greco di Tufo racconta un territorio segnato da antiche miniere di zolfo e terreni vulcanici.</p>



<p>Le cantine si alternano a noccioleti, castagneti e piccoli borghi dove il turismo resta ancora discreto. Qui le degustazioni spesso finiscono intorno a una tavola di cucina casalinga, più che in sale progettate per gli eventi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La cucina irpina dei pranzi lunghi</h2>



<p>Il vino, in Irpinia, non arriva mai da solo. Accompagna una cucina robusta e profondamente stagionale: cavatelli al ragù, funghi porcini dei monti Picentini, tartufi neri di Bagnoli Irpino, soppressate artigianali, pecorini stagionati e carni cotte lentamente.</p>
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		<title>Procida oltre il mare: l’isola tra limoni, pescatori e cucine di casa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/procida-oltre-il-mare-lisola-tra-limoni-pescatori-e-cucine-di-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 15:14:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[procida]]></category>
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					<description><![CDATA[A Procida il mare è un’abitudine quotidiana, una lingua, un ritmo lento che attraversa le giornate. Lo si capisce al porto, quando i pescatori rammendano ancora le reti all’alba, o [...]]]></description>
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<p>A Procida il mare è un’abitudine quotidiana, una lingua, un ritmo lento che attraversa le giornate. Lo si capisce al porto, quando i pescatori rammendano ancora le reti all’alba, o nei cortili nascosti dietro le facciate color pastello dove i limoni crescono enormi sotto pergolati bassi e ombrosi.</p>



<p>L’isola più piccola del Golfo di Napoli continua a sfuggire, almeno in parte, al turismo veloce delle fotografie e delle liste “da vedere”. Dopo gli anni della grande esposizione mediatica — culminati con il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2022 — Procida sembra aver scelto una strada diversa: meno mondanità, più identità. Qui non ci sono boutique del lusso a ogni angolo né la frenesia glamour di Capri. E nemmeno l’immagine-cartolina costruita per il turismo internazionale. Procida resta un’isola abitata prima di tutto da chi ci vive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I cortili nascosti dietro Marina Corricella</h2>



<p>Il cuore più autentico dell’isola continua a battere a Marina Corricella, il borgo marinaro senza automobili che scende verso il mare in una cascata di archi, scale e case colorate.</p>



<p>Di giorno arrivano i visitatori con gli smartphone puntati sulle facciate rosa, gialle e celesti. Ma basta allontanarsi di pochi metri dai tavolini sul porto per entrare in una Procida più silenziosa: panni stesi al sole, anziane sedute davanti agli usci, odore di sugo che esce dalle cucine aperte.</p>



<p>Molte famiglie conservano ancora ricette tramandate da generazioni. La cucina procidana è semplice e profondamente legata al mare: spaghetti con i ricci, alici marinate, coniglio alla cacciatora cucinato lentamente nei tegami di terracotta, insalate di limoni con olio e menta fresca.</p>



<p>“Qui il cibo è memoria”, racconta Anna, che gestisce una piccola trattoria familiare lontana dal porto principale. “Le ricette non si scrivono, si imparano guardando le nonne”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’isola dei limoni</h2>



<p>I limoni di Procida non sono soltanto un prodotto agricolo: fanno parte del paesaggio domestico. Crescono nei giardini, nei terrazzi, lungo i muri delle case.</p>



<p>La varietà locale, il limone pane, è grande, profumato e con una buccia spessa e poco amara. Viene usato nelle insalate, nei dolci e persino mangiato al naturale.</p>



<p>Passeggiando nei mesi estivi, il profumo degli agrumeti si mescola alla salsedine e al vento del porto. È uno degli elementi che rende Procida diversa dalle altre isole campane: meno spettacolare forse, ma più intima.</p>



<p>Negli ultimi anni l’isola è diventata una meta simbolo del cosiddetto “turismo lento”: viaggiatori in cerca di esperienze autentiche, ritmi più umani e luoghi ancora abitati dalla vita quotidiana.</p>



<p>Molti piccoli ristoranti hanno scelto di mantenere una cucina familiare e pochi coperti, evitando la trasformazione in locali pensati esclusivamente per il turismo di massa. Lo stesso vale per pensioni, case vacanza e botteghe artigiane.</p>
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		<title>Parco della Floridiana, domani riapre l’ingresso di via Cimarosa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/parco-della-floridiana-domani-riapre-lingresso-di-via-cimarosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 16:07:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Riapre domani, 15 maggio, l’ingresso di Via Cimarosa del Parco della&#160;Floridiana, interdetto dallo scorso 17 aprile.&#160;Una chiusura resa indispensabile per interventi di gestione del rischio arboreo e nuovi inserimenti di [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal">Riapre domani, 15 maggio, l’ingresso di Via Cimarosa del Parco della&nbsp;Floridiana, interdetto dallo scorso 17 aprile<em>.&nbsp;</em>Una chiusura resa indispensabile per interventi di gestione del rischio arboreo e nuovi inserimenti di specie arboree nel viale di accesso.</p>



<p class="MsoNormal">Nell’arco di queste quattro settimane l’accesso al Parco e alla Villa Floridiana, sede del Museo Duca di Martina, è stato garantito dal varco di Via Aniello Falcone al fine di non interrompere la fruizione del sito.</p>



<p class="MsoNormal"><strong>Almerinda Padricelli,</strong>&nbsp;la nuova direttrice dei&nbsp;<strong><em>Musei nazionali del Vomero</em></strong>&nbsp;di cui fa parte la Villa Floridiana, il Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino, ha colto l’opportunità di quest’importante finanziamento di 3,5 milioni stanziato da&nbsp;<strong>Ales S.p.a</strong>. per la Villa&nbsp;Floridiana&nbsp;per intervenire&nbsp;su&nbsp;alcune scelte progettuali&nbsp;con l’intento di&nbsp;contemperare conservazione e&nbsp;fruizione&nbsp;nel rispetto dei luoghi.</p>



<p class="MsoNormal"><em>“La Floridiana non è solo un parco storico e monumentale ma è oggi percepito come un vero e proprio polmone urbano, frequentato ogni mese da migliaia di visitatori, turisti e residenti –&nbsp;</em>dichiara la direttrice<em>&nbsp;&#8211; solo nella prima domenica di questo mese abbiamo registrato oltre 2.000 presenze.</em><em></em></p>



<p class="MsoNormal"><em>Nel corso dei lavori abbiamo compiuto una scelta precisa: ascoltare il luogo e cambiare prospettiva concentrandoci su 3 punti: l’urgenza della gestione del rischio arboreo, il dovere di tutelare un parco storico di straordinario valore, frutto di oltre due secoli di trasformazioni paesaggistiche, architettoniche e botaniche, la necessità di garantire servizi di fruizione idonei ai visitatori”.</em></p>
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		<title>Il 19 maggio incontro promosso dalla Diocesi di Teggiano-Policastro su AI e comunicazione sociale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-19-maggio-incontro-promosso-dalla-diocesi-di-teggiano-policastro-su-ai-e-comunicazione-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 09:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Teggiano]]></category>
		<category><![CDATA[ai e comunicazione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi teggiano policastro]]></category>
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					<description><![CDATA[La Diocesi di Teggiano-Policastro promuove, martedì 19 maggio 2026, alle ore 17.00, presso il Centro Parrocchiale “Pier Giorgio Frassati” di Prato Perillo, l’incontro “Custodire voci e volti umani: informazione, verità [...]]]></description>
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<p>La Diocesi di Teggiano-Policastro promuove, martedì 19 maggio 2026, alle ore 17.00, presso il Centro Parrocchiale “Pier Giorgio Frassati” di Prato Perillo, l’incontro “Custodire voci e volti umani: informazione, verità e responsabilità nell’era dell’intelligenza artificiale”, in occasione della 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.</p>



<p>L’iniziativa, patrocinata dalla Conferenza Episcopale Campana, dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, dall’UCSI Campania e dall’Associazione Giornalisti Vallo di Diano, intende porre al centro il rapporto tra comunicazione, verità e responsabilità, alla luce delle trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta introducendo nei processi informativi, educativi e relazionali.</p>



<p>L’incontro sarà introdotto e moderato da Massimo La Corte, incaricato regionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Campana. Porteranno i saluti Ottavio Lucarelli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania; Antonio Pintauro, dell&#8217;UCSI Campania; Rocco Colombo, Presidente dell’Associazione Giornalisti Vallo di Diano; e don Michele Totaro, dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali.</p>



<p>Interverranno Vincenzo Corrado, Direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, sul tema “Custodire voci e volti umani: per una comunicazione che resti al servizio della persona”, e Raffaele Buscemi, giornalista e professore di comunicazione istituzionale presso la Facoltà di Comunicazione della Pontificia Università della Santa Croce di Roma, con la relazione “Quello che l’IA non può fare: cercare la notizia, raccontare la verità”.</p>



<p>Le conclusioni saranno affidate al Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, P. Antonio De Luca.</p>



<p>L’incontro intende offrire un’occasione di riflessione per abitare con maggiore consapevolezza e responsabilità le trasformazioni che l’intelligenza artificiale introduce nei processi informativi, educativi e relazionali. Il tema non riguarda soltanto gli addetti ai lavori o gli operatori della comunicazione. Le nuove tecnologie, i linguaggi digitali e le modalità con cui oggi si producono, si diffondono e si ricevono i contenuti chiamano in causa tutti, perché tutti abitiamo l’ambiente digitale e tutti contribuiamo, in forme diverse, alla circolazione di parole, immagini e narrazioni. In modo particolare, interpellano la vita pastorale, la catechesi e l’educazione alla fede.</p>



<p>L’evento è gratuito e aperto a tutti. Sono invitati in modo particolare giornalisti, operatori della comunicazione, educatori, insegnanti di religione, operatori pastorali e quanti sono impegnati nei processi formativi, informativi e comunicativi.</p>
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		<item>
		<title>Dal Vallo di Diano a Londra, Gin Agnes tra i migliori gin internazionali del 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-vallo-di-diano-a-londra-gin-agnes-tra-i-migliori-gin-internazionali-del-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 10:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[gin agnes]]></category>
		<category><![CDATA[The Gin Guide Awards 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[Il “Gin Agnes”, ideato dall’azienda Zafferano Agnes con sede a Sala Consilina (SA), ha ottenuto due importanti riconoscimenti internazionali ai The Gin Guide Awards 2026 di Londra, una delle competizioni [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il “Gin Agnes”, ideato dall’azienda Zafferano Agnes con sede a Sala Consilina (SA), ha ottenuto due importanti riconoscimenti internazionali ai The Gin Guide Awards 2026 di Londra, una delle competizioni indipendenti più autorevoli e riconosciute nel panorama mondiale dei distillati premium.</p>



<p>Il risultato più prestigioso è arrivato con la conquista del Gold Award 2026 nella categoria “Negroni”, riservata ai migliori gin per la preparazione del celebre cocktail internazionale. A questo importante traguardo si aggiunge anche il Silver Award nella categoria internazionale “Flavoured Gin”, dedicata ai gin caratterizzati da una forte identità aromatica e botanica.</p>



<p>Un risultato di particolare rilievo perché: Gin Agnes ha conquistato il Gold Award nella categoria Negroni confrontandosi con gin provenienti da diversi Paesi del mondo; è risultato l’unico gin allo zafferano premiato in entrambe le categorie; solo tre gin italiani hanno ottenuto un riconoscimento nelle categorie “Flavoured Gin” e “Negroni” 2026, e solo il Gin Agnes ha ottenuto il podio in entrambe le categorie. il progetto nasce nel territorio del Vallo di Diano, nel Sud della provincia di Salerno.</p>



<p>Secondo quanto comunicato ufficialmente dagli organizzatori dei The Gin Guide Awards: «<em>I Negroni realizzati con Gin Agnes sono risultati tra quelli con il punteggio più alto durante le degustazioni alla cieca (blind tasting) effettuate da alcuni dei più autorevoli esperti mondiali di Negroni.</em>»</p>



<p>L’organizzazione sottolinea inoltre che i Gold Awards vengono assegnati in numero molto limitato, proprio per mantenere il massimo livello di credibilità e riconoscibilità internazionale.</p>



<p>Dietro questo importante traguardo ci sono gli imprenditori Vincenzo Vespoli e Maurizio Caporale, fondatori del progetto Zafferano Agnes, nato con l’obiettivo di valorizzare lo zafferano attraverso prodotti premium ad alta identità territoriale e sensoriale. Una storia imprenditoriale che parte da Sala Consilina e che oggi porta il nome del territorio all’interno di uno dei principali circuiti internazionali dedicati al gin premium.</p>



<p>«<em>Ricevere due riconoscimenti internazionali a Londra rappresenta per noi una grandissima emozione</em>», dichiarano i fondatori della Zafferano Agnes. «<em>Questi premi sono il risultato di anni di lavoro, ricerca e passione. Siamo orgogliosi di poter rappresentare il nostro territorio in una competizione internazionale così importante e di vedere premiata la nostra idea di valorizzazione dello zafferano attraverso prodotti autentici e distintivi.</em>»</p>



<p>I The Gin Guide Awards sono organizzati dalla piattaforma britannica The Gin Guide, fondata dal giornalista e consulente internazionale del settore spirits Paul Jackson, figura riconosciuta a livello internazionale come esperto del mondo gin, giudice di competizioni internazionali, divulgatore e autore specializzato nel settore premium spirits.</p>



<p>La guida, nata nel Regno Unito nel 2014, è oggi considerata uno dei principali riferimenti indipendenti internazionali dedicati al mondo del gin, con una vasta community globale di appassionati, operatori horeca, distillerie e professionisti del settore.</p>



<p>Le valutazioni vengono effettuate tramite blind tasting da parte di giudici ed esperti internazionali provenienti dal mondo della distillazione, della mixology, del retail e della distribuzione beverage.</p>



<p>Gin Agnes ha conquistato la giuria grazie: all’utilizzo dello zafferano come elemento distintivo; all’originalità del profilo aromatico; all’equilibrio tra botaniche, agrumi e note speziate; alla forte personalità sensoriale del prodotto; alla particolare efficacia del gin nella preparazione del Negroni.</p>



<p>Lo zafferano rappresenta infatti il cuore identitario del progetto Agnes e contribuisce a rendere il gin immediatamente riconoscibile nel panorama internazionale dei distillati premium.</p>



<p>Il doppio riconoscimento ottenuto a Londra rappresenta oggi anche un’importante opportunità di promozione per il territorio del Vallo di Diano e per le eccellenze imprenditoriali delle aree interne del Sud Italia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>OlivitalyMed 2026: il futuro dell’olio Evo tra gusto, innovazione e comunicazione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/olivitalymed-2026-il-futuro-dellolio-evo-tra-gusto-innovazione-e-comunicazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 09:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Lustra Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[castello rocca cilento]]></category>
		<category><![CDATA[olio evo]]></category>
		<category><![CDATA[OlivitalyMed]]></category>
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					<description><![CDATA[L’olio extravergine di oliva non è semplicemente un prodotto, è un racconto di uomini, generazioni, territori e tradizioni che si sviluppa attraverso nuove modalità di narrazione. Questa la riflessione al [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’olio extravergine di oliva non è semplicemente un prodotto, è un racconto di uomini, generazioni, territori e tradizioni che si sviluppa attraverso nuove modalità di narrazione.</p>



<p>Questa la riflessione al centro della terza edizione di OlivitalyMed, la rassegna dedicata alle eccellenze dell’olio extravergine di oliva e dei sapori mediterranei, che ha visto riuniti l’8 maggio al Castello di Rocca Cilento esperti del settore, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni per discutere circa il futuro dell’Olio Evo.</p>



<p>Parla di “<em>Nuovo evo</em>” Maurizio Saggion, esperto diolio evo nel panorama nazionale: «<em>Ci affacciamo ad una nuova era del racconto dell’olio che non può prescindere dal legame con il territorio</em>». «<em>Le rassegne dedicate ad un prodotto sono in grado di promuovere il territorio che lo rappresenta e spingere il turismo verso mete mene note</em>» ha sottolineato il giornalista Angelo Cirasa. «<em>La narrazione dell’olio, a differenza di quanto avviene per il cibo e il vino, ancora non ha raggiunto caratteri di peculiarità e originalità ma il cambiamento è in atto</em>» è la riflessione della scrittrice Cinzia Scaffidi, autrice de “Il senso dell’olio”.</p>



<p>Nel corso della manifestazione è stato inoltre conferito il “Premio Stefano Sgueglia”, ideatore della rassegna, alla memoria del Maestro Peppe Vessicchio, per l’impronta fondamentale che ha lasciato alla manifestazione mettendo a disposizione le sue conoscenze e competenze di “saperi e sapori” in tema di olio evo. A ricevere il premio la moglie di Vessicchio, Errica Mormile.</p>



<p>Il rapporto prodotto-territorio è stato interpretato dalla cucina di Salvatore Notaro, chef executive del Castello di Rocca Cilento che ha proposto piatti della tradizione cilentana esaltando i prodotti del territorio. Inoltre, una masterclass a cura di Oleum ha condotto i partecipanti in un percorso di analisi sensoriale di oli pugliesi, siciliani e brasiliani.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Castellabate al cinema: in 2mila ai casting per un importante progetto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/castellabate-al-cinema-in-2mila-ai-casting-per-un-importante-progetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 17:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[castellabate al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[casting]]></category>
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					<description><![CDATA[Grande partecipazione a Castellabate per la due giorni di casting dedicata a un importante progetto cinematografico che nelle prossime settimane vedrà il territorio protagonista. Sono state circa duemila le presenze [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Grande partecipazione a Castellabate per la due giorni di casting dedicata a un importante progetto cinematografico che nelle prossime settimane vedrà il territorio protagonista. Sono state circa duemila le presenze registrate nel corso delle selezioni, un dato che conferma l’entusiasmo e l’interesse suscitati dall’iniziativa.</p>



<p>Per due giorni il comune cilentano ha accolto centinaia di persone provenienti anche da altre province e regioni, trasformandosi in un punto di riferimento per aspiranti attori, comparse e appassionati del mondo del cinema. Un afflusso che, oltre all’aspetto artistico e culturale, ha prodotto effetti positivi anche per le attività locali, dal settore ricettivo alla ristorazione.</p>



<p>L’organizzazione dell’evento, curata dall’Amministrazione comunale insieme alla produzione cinematografica, ha garantito accoglienza e supporto logistico nonostante l’elevata partecipazione. Un lavoro che ha permesso di gestire in modo ordinato le selezioni e i flussi di visitatori arrivati nel borgo.</p>



<p>Dal Comune sottolineano come iniziative di questo tipo rappresentino anche un’importante occasione di promozione territoriale. Il cinema, infatti, continua a essere uno strumento strategico per valorizzare paesaggio, identità e ospitalità del Cilento, contribuendo a rafforzare l’immagine di Castellabate come destinazione turistica e culturale.</p>



<p>L’attesa ora è tutta per conoscere ulteriori dettagli sul progetto cinematografico che sarà realizzato nel territorio e che porterà ancora una volta Castellabate sotto i riflettori nazionali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pompei, viaggio nell’arte e nella cultura della città romana sospesa nel tempo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pompei-viaggio-nellarte-e-nella-cultura-della-citta-romana-sospesa-nel-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 11:55:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Passeggiare tra le strade di Scavi di Pompei significa attraversare una città che continua a raccontare, con sorprendente immediatezza, il volto più autentico del mondo romano. Non solo uno dei [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Passeggiare tra le strade di Scavi di Pompei significa attraversare una città che continua a raccontare, con sorprendente immediatezza, il volto più autentico del mondo romano. Non solo uno dei siti archeologici più celebri al mondo, ma un vero archivio a cielo aperto di arte, architettura e cultura antica, capace ancora oggi di influenzare studiosi, artisti e viaggiatori.</p>



<p class="p1">A rendere unica Pompei è soprattutto il livello straordinario di conservazione degli ambienti urbani. Le domus patrizie custodiscono cicli pittorici che rappresentano alcuni degli esempi più importanti della pittura romana. Nelle pareti affrescate della Casa dei Vettii, della Villa dei Misteri o della Casa del Fauno si ritrovano miti greci, scene di vita quotidiana, illusioni prospettiche e decorazioni raffinatissime che testimoniano il gusto estetico dell’élite pompeiana.</p>



<p class="p1">Gli affreschi pompeiani, caratterizzati da colori ancora vividi dopo quasi duemila anni, costituiscono una delle principali fonti di studio sull’arte romana. Dai delicati dettagli naturalistici alle grandi composizioni teatrali, le pitture raccontano una società profondamente influenzata dalla cultura ellenistica e dal desiderio di trasformare le abitazioni private in spazi di rappresentanza e bellezza.</p>



<p class="p1">Anche l’architettura urbana conserva un valore eccezionale. Il Foro, centro politico e religioso della città, restituisce l’organizzazione della vita pubblica romana, mentre terme, teatri e anfiteatro mostrano il ruolo centrale della socialità e dello spettacolo. L’Anfiteatro di Pompei, tra i più antichi giunti fino a noi, anticipa modelli architettonici che si svilupperanno poi in tutto l’Impero.</p>



<p class="p1">Particolarmente affascinante è il rapporto tra arte e quotidianità. A Pompei l’estetica era ovunque: nei mosaici pavimentali delle abitazioni, nelle fontane decorate, nelle insegne commerciali e persino nei graffiti lasciati sui muri. Le iscrizioni raccontano campagne elettorali, poesie, messaggi d’amore e frammenti di vita comune, offrendo uno spaccato sorprendentemente moderno della società romana.</p>



<p class="p1">Negli ultimi anni il Parco Archeologico ha intensificato i restauri e la valorizzazione di numerose domus, consentendo ai visitatori di osservare dettagli prima non accessibili. Grande attenzione è stata dedicata anche alla conservazione dei colori originali degli affreschi e alla protezione delle superfici decorate, grazie a interventi che uniscono tecnologie avanzate e ricerca scientifica.</p>



<p class="p1">Visitare Pompei oggi non significa soltanto esplorare un sito archeologico, ma entrare in contatto diretto con una civiltà che continua a parlare attraverso l’arte. Un luogo in cui la cultura classica si manifesta nella sua forma più concreta e quotidiana, trasformando ogni strada, ogni colonna e ogni dipinto in una testimonianza viva della storia mediterranea.</p>
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		<title>Grotte di Pertosa-Auletta, chiude la stagione delle gite scolastiche: migliaia di studenti tra natura e scoperta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/grotte-di-pertosa-auletta-chiude-la-stagione-delle-gite-scolastiche-migliaia-di-studenti-tra-natura-e-scoperta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 10:58:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auletta]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Pertosa]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la fine del mese di maggio si chiude ufficialmente la stagione delle gite scolastiche alle Grotte di Pertosa-Auletta e ai musei del territorio, che anche quest’anno hanno registrato una [...]]]></description>
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<p class="p1">Con la fine del mese di maggio si chiude ufficialmente la stagione delle gite scolastiche alle Grotte di Pertosa-Auletta e ai musei del territorio, che anche quest’anno hanno registrato una grande partecipazione da parte delle scuole provenienti da tutta Italia.</p>



<p class="p1">Migliaia di studenti, tra bambini e ragazzi di ogni età, hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza immersiva all’insegna della scoperta, della natura, della storia e delle emozioni, attraversando uno dei siti speleologici più suggestivi del Paese e approfondendo contenuti culturali e scientifici legati al territorio.</p>



<p class="p1">Soddisfazione da parte degli operatori che, al termine della stagione, hanno voluto condividere un messaggio di ringraziamento:</p>



<p class="p1">“È sempre bello poter far parte del loro percorso di formazione e vedere nei loro occhi stupore, curiosità e meraviglia. Grazie a tutti gli studenti, agli insegnanti e agli accompagnatori che ci hanno scelto quest’anno. Vi aspettiamo presto… al prossimo anno”.</p>



<p class="p1">Un bilancio positivo che conferma il ruolo delle Grotte di Pertosa-Auletta come punto di riferimento per il turismo scolastico e didattico, capace di unire apprendimento e esperienza diretta in un contesto naturale di grande valore.</p>
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		<title>Pasta fatta in casa in Campania, un patrimonio di tradizione: dai ravioli alle lagane fino ai fusilli di Felitto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pasta-fatta-in-casa-in-campania-un-patrimonio-di-tradizione-dai-ravioli-alle-lagane-fino-ai-fusilli-di-felitto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:15:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina regionale]]></category>
		<category><![CDATA[cucina tradizionale]]></category>
		<category><![CDATA[Fusilli di Felitto]]></category>
		<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Lagane]]></category>
		<category><![CDATA[pasta fatta in casa]]></category>
		<category><![CDATA[ravioli]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni culinarie]]></category>
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					<description><![CDATA[La pasta fatta in casa rappresenta uno degli elementi più identitari della cucina campana, espressione di una tradizione familiare e artigianale che attraversa generazioni e territori diversi. In tutta la [...]]]></description>
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<p>La pasta fatta in casa rappresenta uno degli elementi più identitari della cucina campana, espressione di una tradizione familiare e artigianale che attraversa generazioni e territori diversi. In tutta la regione sopravvivono tecniche di lavorazione manuale che continuano a raccontare la storia delle comunità locali, tra impasti semplici, gesti antichi e una forte legame con la cultura contadina.</p>



<p>Alla base della pasta fresca campana restano ingredienti essenziali come semola di grano duro, farina e acqua, a cui si aggiungono, in alcune preparazioni, le uova. È però la manualità a definire la varietà dei formati, spesso legati a precise aree geografiche e a tradizioni familiari consolidate.</p>



<p>Tra le preparazioni più diffuse figurano i <strong>ravioli</strong>, presenti in diverse varianti locali, spesso ripieni di ricotta e formaggi o erbe spontanee. In alcune aree interne e costiere, i ravioli rappresentano un piatto tipico delle festività, legato alla cucina delle grandi occasioni e alla convivialità domestica.</p>



<p>Accanto ai ravioli si trovano le <strong>lagane</strong>, considerate tra le forme di pasta più antiche del Mezzogiorno. Si tratta di strisce larghe e irregolari di pasta non all’uovo, tradizionalmente abbinate a legumi come ceci o fagioli, in piatti che affondano le radici nella cucina povera e contadina.</p>



<p>Un capitolo a parte è rappresentato dai <strong>fusilli di Felitto</strong>, eccellenza del Cilento riconosciuta per la lavorazione completamente manuale. La pasta viene arrotolata attorno a un ferretto secondo un procedimento lento e preciso, tramandato di generazione in generazione nel comune di Felitto, in provincia di Salerno. Questo formato è oggi uno dei simboli della pasta artigianale campana.</p>



<p>Nel resto del territorio cilentano e salernitano si trovano anche i fusilli cilentani, mentre nelle aree del napoletano e dell’Agro nocerino-sarnese resistono formati come candele spezzate e maccaroni al ferretto, spesso legati a sughi ricchi e preparazioni al forno.</p>



<p>Completano il panorama le paste tirate a mano come tagliatelle, fettuccine e i <strong>cavatielli</strong>, diffusi in diverse province campane, caratterizzati dalla tipica forma concava ottenuta con la pressione delle dita sull’impasto.</p>



<p>La pasta fatta in casa in Campania non è soltanto un alimento, ma un elemento culturale che unisce memoria e identità territoriale.</p>
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		<title>Campania, torna “Fattorie Aperte”: 340 aziende coinvolte per promuovere Dieta Mediterranea e educazione alimentare tra gli studenti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/campania-torna-fattorie-aperte-340-aziende-coinvolte-per-promuovere-dieta-mediterranea-e-educazione-alimentare-tra-gli-studenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:12:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fattorie didattiche]]></category>
		<category><![CDATA[regione campania]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[Trascorrere una giornata a contatto con la natura, far conoscere la vita rurale, e promuovere il consumo consapevole: sono questi gli obiettivi di “Fattorie Aperte”, appuntamento giunto alla XVII edizione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Trascorrere una giornata a contatto con la natura, far conoscere la vita rurale, e promuovere il consumo consapevole: sono questi gli obiettivi di “Fattorie Aperte”, appuntamento giunto alla XVII edizione e promosso dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania nell’ambito del Programma di Educazione Alimentare e Orientamento ai Consumi e delle attività di comunicazione del Complemento di Sviluppo Rurale della Campania.</p>



<p>Sabato 9 maggio 2026 saranno 340 le Fattorie Didattiche iscritte all’Albo Regionale della Campania (Albo che celebra 22 anni dalla sua istituzione) ad accogliere gratuitamente gruppi scolastici e consumatori, offrendo laboratori, percorsi didattici e ludici, finalizzati a far conoscere i prodotti agroalimentari di qualità campani e a valorizzare la Dieta Mediterranea. Per prendere parte all’iniziativa, è sufficiente consultare l&#8217;Albo regionale delle Fattorie Didattiche (<a href="https://agricoltura.regione.campania.it/fattorie/fattorie-albo.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://agricoltura.regione.campania.it/fattorie/fattorie-albo.htm</a>) e rivolgersi alle aziende di interesse.</p>



<p>In occasione dell’evento, l’Istituto Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici (iscritto all’Albo regionale delle Fattorie Didattiche) in collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura proporrà laboratori su sicurezza alimentare, etichettatura, apicoltura, olio extravergine di oliva, pasta, orticoltura, e tanti altri. In questa cornice, la Direzione Generale Politiche Agricole della Regione Campania presenterà presso il proprio stand le principali attività svolte in materia di Educazione Alimentare, tra cui il l’edizione 2026 del Concorso “Inventa il Tuo spot”. Il Contest, sviluppato con linguaggi moderni vicini alle giovani generazioni, ha registrato un grande successo, con la partecipazione di 2.632 studenti e 365 docenti, impegnati nella realizzazione di ben 159 spot sulla Dieta Mediterranea, frutto del lavoro di gruppo delle scolaresche campane coinvolte. A lavori conclusi, è stata lanciata una challenge online su YouTube per eleggere il video clip più apprezzato, realizzando oltre 21.000 interazioni in pochi giorni. Nel corso della manifestazione di sabato prossimo all’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici, la classe vincitrice &#8211; la I B dell’Istituto Istituto Comprensivo Statale ad indirizzo musicale “S. Aurigemma” di Monteforte Irpino (Av) &#8211; sarà insignita del Premio Speciale “Mediterranean Diet Influencer”. Tra le altre attività previste: spettacoli didattici di burattini dedicati alla Dieta Mediterranea, pensati per coinvolgere i bambini in modo ludico e interattivo; l’esibizione di operatori di bird control, che mostreranno l’impiego dei rapaci addestrati per la sicurezza di aeroporti, centri storici e aziende zootecniche; numerose degustazioni, che offriranno un’esperienza concreta dei principi e dei sapori della Dieta Mediterranea.</p>



<p>Un altro momento significativo di sabato 9 maggio 2026 si terrà presso il Centro Regionale di Incremento Ippico di Santa Maria Capua Vetere, aperto alle visite dalle 10:00 alle 13:00. Nel corso della mattinata saranno proposte attività dedicate alla valorizzazione della storia e della biodiversità campane, con visite guidate alle scuderie per conoscere i pregiati stalloni delle razze autoctone Salernitano e Persano, l’apertura del Museo delle Carrozze con esposizione di esemplari d’epoca e cimeli storici, e un’iniziativa di sensibilizzazione promossa dall’Associazione Aut Art, in collaborazione con Urbe Santa Maria Capua Vetere APS e Acffadir Onlus, finalizzata a diffondere la conoscenza della neurodiversità e favorire l’inclusione sociale dei ragazzi autistici attraverso il contatto con la natura e gli animali.</p>



<p>L&#8217;ingresso e le visite sono gratuiti.</p>



<p>&#8220;Le Fattorie Didattiche – ha commentato l’assessora all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca – rappresentano uno strumento fondamentale per approfondire il legame tra agricoltura, ambiente e salute, e promuovere presso le giovani generazioni un&#8217;alimentazione corretta. La Campania, culla della Dieta Mediterranea, spicca in Italia per lo storico primato di regione con la più alta prevalenza di persone in eccesso ponderale, ovvero di sovrappeso e obesità, nella popolazione adulta: una contraddizione che deve essere sanata, in primis attraverso la conoscenza. Con gli uffici dell’Assessorato stiamo portando avanti numerose iniziative, proprio incentrate sulla promozione di sani stili alimentari, come il Concorso “Inventa il tuo spot”, che sfrutta linguaggi e piattaforme moderne in grado di intercettare l’interesse dei giovanissimi, “Crescere bio” nelle scuole, l’Albo delle Fattorie ed eventi a porte aperte come quello di oggi. Inoltre, è in uscita a giorni un bando dedicato interamente alla realizzazione di attività per la promozione della Dieta Mediterranea con l’obiettivo di sostenere progetti innovativi capaci di diffondere maggiore consapevolezza sui corretti stili alimentari e valorizzare le eccellenze agroalimentari del territorio campano&#8221;.</p>
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		<title>Salerno, proposta per un fondo vincolato sul turismo: «Più risorse per decoro urbano e servizi»</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/salerno-proposta-per-un-fondo-vincolato-sul-turismo-piu-risorse-per-decoro-urbano-e-servizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:05:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[chechile rosaria]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un fondo speciale vincolato per turismo e decoro urbano: è questa la proposta che Salerno Experience Network rivolge al Comune di Salerno e a tutti i Comuni turistici della provincia. [...]]]></description>
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<p>Un fondo speciale vincolato per turismo e decoro urbano: è questa la proposta che Salerno Experience Network rivolge al Comune di Salerno e a tutti i Comuni turistici della provincia. L’obiettivo è rafforzare la trasparenza e la tracciabilità nell’utilizzo delle risorse generate dal turismo, destinando una parte dei proventi dell’imposta di soggiorno all’istituzione di un fondo dedicato.</p>



<p>«Chiediamo un impegno preciso: formalizzare un patto con cittadini e operatori per reinvestire, in modo trasparente, una quota delle risorse generate dal turismo in interventi concreti, visibili e misurabili per la città» afferma Rosaria Chechile, presidente di Salerno Experience Network. Sebbene la normativa preveda già che il gettito dell’imposta di soggiorno sia destinato al finanziamento di interventi nel settore turistico e alla manutenzione dei beni culturali e dell’ambiente, l’istituzione di un fondo dedicato rappresenterebbe uno strumento altamente innovativo di welfare territoriale. Consentirebbe, infatti, di attivare una programmazione condivisa e trasparente delle risorse, orientata a generare benefici concreti e misurabili per la collettività, migliorando la qualità dello spazio urbano e dei servizi per residenti e visitatori.</p>



<p>Da qui la proposta di istituire un fondo speciale vincolato&nbsp;per turismo e decoro urbano, capace di rafforzare la fiducia nelle istituzioni attraverso una gestione più chiara e verificabile delle risorse. «Trasformare&nbsp;il gettito turistico in un meccanismo di redistribuzione locale, capace di generare benefici diffusi, al fine di ridurre gli squilibri e migliorare la qualità dello spazio urbano.&nbsp;Con un fondo dedicato al turismo e al decoro urbano – conclude la presidente Chechile – si offre ai cittadini maggiore chiarezza e si contribuisce a una crescita più equilibrata e sostenibile della città».</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Made in Italy, la Campania sfida l’Ue: ok unanime alla proposta contro il falso “italiano” in etichetta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/made-in-italy-la-campania-sfida-lue-ok-unanime-alla-proposta-contro-il-falso-italiano-in-etichetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:03:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
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					<description><![CDATA[La Regione Campania scende in campo per difendere il vero Made in Italy. Ieri mattina la Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, presieduta da Raffaele Aveta, ha approvato all’unanimità il dispositivo [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Regione Campania scende in campo per difendere il vero Made in Italy. Ieri mattina la Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, presieduta da Raffaele Aveta, ha approvato all’unanimità il dispositivo che chiede all&#8217;Unione Europea la modifica dell’articolo 60 del Codice Doganale. Il documento sarà ora trasmesso al Consiglio regionale per il voto finale.</p>



<p>Al centro della battaglia, sostenuta da Coldiretti Campania, c’è il principio dell’“ultima trasformazione sostanziale”: la norma europea che consente di etichettare come italiano un prodotto estero solo perché ha subito in Italia l’ultima lavorazione rilevante.</p>



<p>“Abbiamo accolto con grande piacere la richiesta di Coldiretti Campania”, ha commentato a margine dei lavori il presidente della Commissione Agricoltura Raffaele Aveta. “Anche noi siamo contrari a un meccanismo che permette di spacciare per italiano tutto ciò che arriva dall’estero e viene poi lavorato qui. La Campania ha un patrimonio straordinario di materie prime e di denominazioni di origine da tutelare. Affiancare Coldiretti in questa battaglia serve a dare una spinta in più, una sollecitazione forte all’Europa”.</p>



<p>Il dispositivo approvato impegna la Regione a sollecitare il Governo e le istituzioni europee affinché venga rivisto l’art. 60, garantendo trasparenza sull’origine delle materie prime e contrastando l’italian sounding. Una questione cruciale per filiere come pomodoro, grano, olio e latte, dove la competizione sleale di prodotto estero “nazionalizzato” mette a rischio migliaia di aziende agricole campane.</p>



<p>Ad accogliere l&#8217;esito della votazione una nutrita schiera di agricoltori accompagnati da tutti i presidenti provinciali e i direttori Coldiretti.&nbsp;</p>



<p>&#8220;Il voto della Commissione è un segnale politico importante. L’obiettivo è arrivare a un’etichettatura chiara che distingua il prodotto 100% italiano da quello solo trasformato in Italia&#8221; aggiunge il presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli.</p>



<p>Dopo il via libera unanime della Commissione, la parola passa ora all’Aula del Consiglio regionale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Papa Leone in visita a Pompei e Napoli: la diretta su Vatican News</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/papa-leone-in-visita-a-pompei-e-napoli-la-diretta-su-vatican-news/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 07:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[papa leone]]></category>
		<category><![CDATA[vatican news]]></category>
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					<description><![CDATA[In queste ore Vatican News sta trasmettendo in diretta la visita pastorale di Papa Leone in Campania, un viaggio che tocca due luoghi simbolici della fede e della tradizione italiana: [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In queste ore <strong><a href="https://www.vaticannews.va/it.html" data-type="link" data-id="https://www.vaticannews.va/it.html">Vatican News</a></strong> sta trasmettendo in diretta la visita pastorale di Papa Leone in Campania, un viaggio che tocca due luoghi simbolici della fede e della tradizione italiana: Pompei e Napoli.</p>



<p>L’evento, seguito da migliaia di fedeli attraverso i canali ufficiali, prevede momenti di preghiera, incontri istituzionali e la partecipazione del Pontefice a celebrazioni religiose particolarmente attese dalle comunità locali. L’arrivo a Pompei rappresenta uno dei passaggi centrali del viaggio, con la visita al celebre santuario mariano, mentre a Napoli è previsto un fitto programma di incontri e affacci pubblici.</p>



<p>La diretta è disponibile sulla piattaforma ufficiale del media vaticano, che offre aggiornamenti continui su tutte le fasi della visita: <a href="https://www.vaticannews.va?utm_source=chatgpt.com">Vatican News</a>.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Vietri sul Mare, torna il “Divina Food Experience”: protagoniste le eccellenze enogastronomiche della Costiera</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vietri-sul-mare-torna-il-divina-food-experience-protagoniste-le-eccellenze-enogastronomiche-della-costiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 07:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[Vietri sul Mare]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[divina food experience]]></category>
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					<description><![CDATA[Sta per tornare “Divina Food Experience”, l’evento che esalta il patrimonio enogastronomico, artistico e culturale della Costiera Amalfitana. È già partito il conto alla rovescia per la seconda edizione dell’evento [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sta per tornare “Divina Food Experience”, l’evento che esalta il patrimonio enogastronomico, artistico e culturale della Costiera Amalfitana. È già partito il conto alla rovescia per la seconda edizione dell’evento che si terrà a Vietri sul Mare lunedì 18 maggio 2026.</p>



<p>“Divina Food Experience” è organizzata dalla Pro Loco di Vietri sul Mare con la Erre Erre Eventi e Protocollo Costantino e gode del patrocinio della Regione Campania, del Comune di Vietri sul Mare, della Camera di Commercio di Salerno, della Cna Salerno e dell’Associazione Ristoratori vietresi. La manifestazione è supportata anche da UNCEM Campania, Comunità Montana Monti Lattari, GAL Approdo di Ulisse, Distretto Turistico Costa d’Amalfi, UNPLI Campania, Associazione Commercianti di Vietri sul Mare, Vivere Vietri sul Mare, Ecstra, AIS Campania &#8211; Delegazione Salerno, Club Amici del Sigaro, Amalfi Lemon Experience.</p>



<p>“Divina Food Experience” si snoderà lungo il centralissimo Corso Umberto I dalle ore 19:30 alle ore 24:00 di lunedì 18 maggio 2026 e sarà un’occasione straordinaria per unire tradizione e innovazione: le celebri botteghe ceramiche di Vietri faranno da suggestiva cornice alle varie postazioni dove gli operatori del gusto, tra rinomati chef, apprezzati ristoratori e note attività di gastronomia della Costiera Amalfitana, prepareranno piatti ispirati alla tradizione locale. Previste anche degustazioni guidate di vini locali, condotte da sommelier esperti.</p>



<p>Per ogni info riguardo alla manifestazione, alla modalità di partecipazione o per acquistare il menù degustazione sarà possibile reperirle sul sito&nbsp;<a href="http://www.postoriservato.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.postoriservato.it</a></p>



<p>Intanto, la seconda edizione di “Divina Food Experience” si annuncia ancora più grande e si snoderà attraverso quattro sezioni:</p>



<p>PERCORSO DEL GUSTO &#8211; Food station con le eccellenze della Costiera: Limone IGP, Alici di Cetara, Mozzarella di Agerola, Scialatielli, Pizza di Tramonti, Totani e patate di Praiano, Ndunderi di Minori, dolci della tradizione campana.</p>



<p>PERCORSO ENOLOGICO &#8211; Cantine d&#8217;eccellenza: Marisa Cuomo, Tenuta San Francesco, G. Apicella, Vigne di Raito, Cantine Reale, E. Sammarco, Tagliaferro.</p>



<p>PERCORSO DELL&#8217;ARTE &#8211; La ceramica vietrese protagonista: maestri al tornio live lungo il percorso, botteghe aperte fino a tardi, galleria diffusa nel centro storico. Ci sarà anche una novità: ogni acquirente della Formula Costiera online riceverà un bicchiere in ceramica vietrese fatto a mano dai ceramisti CNA.</p>



<p>PERCORSO CULTURALE &#8211; Artisti di strada, giocoleria, street magic, musica jazz dal vivo nelle piazze e nei vicoli del borgo.</p>



<p>L’edizione di quest’anno si arricchisce anche di speciali momenti di approfondimento. Prima del taglio del nastro, previsto per le ore 19,30, ci saranno i saluti istituzionali e due panel con la partecipazione di qualificati esperti del settore su alcuni temi di vivo interesse:</p>



<p>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;“Turismo Esperienziale &#8211; Vivere il borgo tra artigianato, cultura e identità”;</p>



<p>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;“Borghi e gusto &#8211; Accessibilità, identità e futuro del turismo in Costiera”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Papa a Pompei e Napoli nel giorno della Madonna del Rosario</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-papa-a-pompei-e-napoli-nel-giorno-della-madonna-del-rosario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 06:57:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>
		<category><![CDATA[pompei]]></category>
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					<description><![CDATA[È il giorno della fede, della tradizione e dell’abbraccio tra la Chiesa e il popolo. Pompei si prepara ad accogliere Papa Leone XIV nella giornata dedicata alla Madonna del Rosario, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">È il giorno della fede, della tradizione e dell’abbraccio tra la Chiesa e il popolo. Pompei si prepara ad accogliere Papa Leone XIV nella giornata dedicata alla Madonna del Rosario, uno degli appuntamenti religiosi più sentiti dell’intero Mezzogiorno. Migliaia di fedeli sono già arrivati nella città mariana per assistere alla Supplica e alla visita del Pontefice, in un clima di grande emozione.</p>



<p class="p3">Il Papa partirà questa mattina alle 8 dall’eliporto del Vaticano per raggiungere Pompei alle 8.50. Ad accoglierlo ci saranno l’arcivescovo prelato del santuario mons. Tommaso Caputo, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il prefetto di Napoli Michele Di Bari, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e la sindaca di Pompei Andreina Esposito.</p>



<p class="p3">La prima tappa sarà alle 9 nella Sala Luisa Trapani, dove Leone XIV incontrerà il “Tempio della Carità”: giovani, famiglie in difficoltà, migranti, disabili e persone accolte nelle opere sociali del santuario. Un momento dal forte valore simbolico, nel quale il Pontefice ascolterà testimonianze di mamme sole, ragazzi ospiti delle strutture di accoglienza, educatori e religiosi impegnati ogni giorno nell’assistenza ai più fragili.</p>



<p class="p3">Successivamente il Papa entrerà nel santuario mariano. Dopo il saluto ai malati e alle persone con disabilità, si fermerà nella cappella di San Bartolo Longo per venerare le spoglie del fondatore del santuario, figura centrale della devozione pompeiana.</p>



<p class="p3">Il cuore della giornata sarà alle 10.30 in Piazza Bartolo Longo, dove Leone XIV celebrerà la messa solenne davanti a migliaia di fedeli. Al termine della celebrazione sarà recitata la storica Supplica alla Madonna di Pompei, appuntamento che quest’anno assume un significato ancora più intenso perché coincide con i primi giorni del nuovo Pontificato.</p>



<p class="p3">La visita del Papa proseguirà poi nel pomeriggio a Napoli. Dopo il pranzo, il Pontefice lascerà Pompei in elicottero con arrivo previsto alle 15.15. Nel capoluogo campano incontrerà sacerdoti e consacrati nel Duomo, prima di raggiungere Piazza del Plebiscito, dove sono attese circa 30mila persone per l’abbraccio della città.</p>



<p class="p3">La giornata si concluderà con l’atto di affidamento alla Vergine Maria e la benedizione finale, prima del rientro in Vaticano previsto per le 19.30.</p>



<p class="p3">Pompei vive così una giornata storica, tra spiritualità, sicurezza rafforzata e un’intera comunità mobilitata per accogliere il Papa nel giorno più simbolico della devozione alla Madonna del Rosario.</p>
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		<title>Pompei, la città che si fa preghiera: è la festa della Madonna del Rosario</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pompei-la-citta-che-si-fa-preghiera-e-la-festa-della-madonna-del-rosario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 04:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[festa della madonna del rosario di pompei]]></category>
		<category><![CDATA[madonna del rosario]]></category>
		<category><![CDATA[papa francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[Cresce l’attesa a Pompei per la solenne festa della Madonna del Rosario, che quest’anno assumerà un significato del tutto particolare grazie alla presenza annunciata di Papa Leone XIV. La visita [...]]]></description>
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<p class="p1">Cresce l’attesa a Pompei per la solenne festa della Madonna del Rosario, che quest’anno assumerà un significato del tutto particolare grazie alla presenza annunciata di Papa Leone XIV. La visita pastorale del Pontefice, prevista per l’8 maggio, coinciderà con il primo anniversario del suo pontificato e con la tradizionale Supplica alla Vergine del Rosario, uno dei momenti di preghiera più intensi e partecipati della devozione mariana italiana.&nbsp;</p>



<p class="p1">Nel Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei fervono i preparativi per accogliere decine di migliaia di fedeli, pellegrini e rappresentanti delle istituzioni civili ed ecclesiastiche. La città mariana si appresta a vivere una giornata che viene già definita storica, non soltanto per la presenza del Papa, ma anche per il valore spirituale e simbolico dell’evento.</p>



<p class="p1">Secondo il programma diffuso dalla Santa Sede, il Santo Padre presiederà alle 10.30 la celebrazione eucaristica sul sagrato del Santuario, cui seguirà la recita della Supplica composta dal fondatore del Santuario, san Bartolo Longo. In mattinata il Pontefice incontrerà inoltre gli ospiti delle Opere di Carità, gli ammalati e le persone fragili accolte nelle strutture pompeiane.&nbsp;</p>



<p class="p1">L’arcivescovo-prelato di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, ha parlato della visita come di «un dono specialissimo» per la comunità ecclesiale e civile, sottolineando come la città si stia preparando innanzitutto attraverso la preghiera del Rosario, cuore della spiritualità pompeiana.&nbsp;</p>



<p class="p1">La ricorrenza di quest’anno assume anche un particolare rilievo storico perché coincide con il 150° anniversario della posa della prima pietra del Santuario, avvenuta l’8 maggio 1876 alla presenza di Bartolo Longo e Marianna De Fusco.&nbsp;</p>



<p class="p1">In vista dell’arrivo del Papa, è stata predisposta una complessa macchina organizzativa che coinvolge Prefettura, Regione Campania, Comune di Pompei, Protezione civile e numerosi volontari. Sono attesi pellegrini provenienti da tutta Italia e dall’estero, in una città che per un giorno tornerà a essere centro universale della devozione alla Vergine del Rosario.&nbsp;</p>



<p class="p1">La festa della Madonna del Rosario di Pompei continua così a confermarsi non soltanto come appuntamento della tradizione popolare, ma come esperienza viva di fede e di comunione ecclesiale. </p>
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		<title>Torna il Metis Fest a Salerno dall’8 al 10 maggio “Contro i Re e le loro guerre” il focus 2026</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/torna-il-metis-fest-a-salerno-dall8-al-10-maggio-contro-i-re-e-le-loro-guerre-il-focus-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 12:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[metis fest]]></category>
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					<description><![CDATA[“Contro i Re e le loro guerre” è il focus della sesta edizione di Metis Fest, il festival di intersezione di popoli e culture che dall’8 al 10 maggio p.v. [...]]]></description>
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<p>“Contro i Re e le loro guerre” è il focus della sesta edizione di Metis Fest, il festival di intersezione di popoli e culture che dall’8 al 10 maggio p.v. torna a Salerno presso iMorticelli in Largo Plebiscito 2, per condividere parole, musica, valori e resistenze.&nbsp;</p>



<p>Da 6 anni il Metis Fest è un luogo di incontro e di confronto sulle questioni socio-politiche più urgenti che attraversano la nostra società ed i nostri territori, con particolare attenzione alle tematiche della pace, della giustizia sociale e climatica, della resistenza dei popoli oppressi, della libera circolazione delle persone.&nbsp;</p>



<p>Anche quest’anno si parte dalla vicinanza al popolo palestinese che riesce ad andare avanti nonostante le democrazie occidentali lo abbiano abbandonato al genocidio che a Gaza prosegue giorno dopo giorno, alla nuova legge sulla pena di morte razializzata, cioè destinata ai soli palestinesi, alle spedizioni punitive dei coloni israeliani nei villaggi in Cisgiordania per picchiare, uccidere e occupare indisturbati case e terre palestinesi. Si da spazio quindi alle voci che lavorano per fermare tutto questo e in particolare alle donne palestinesi: quest’anno l’incasso del Festival viene destinato alla UPWC (Union of Palestinian Women’s Committee) che a Gaza dà sostegno concreto e psicologico alle donne e alle loro famiglie.&nbsp;</p>



<p>Ma oltre alla Palestina il racconto prosegue “Contro i Re e le loro guerre” dando voce ai popoli che resistono a regimi e guerre a livello globale, a partire dalla nostra Europa sempre più guerrafondaia. L’obiettivo è anche salvare quella terra calpestata ogni giorno, passando attraverso le lotte di liberazione, dalla Palestina al Rojava, dalle rivendicazioni di donne e queer a tutte le lotte di decolonizzazione, dai movimenti contro Re e Turbanti alle esperienze territoriali contro la guerra.</p>



<p>Secondo Global Peace Index attualmente 92 Paesi nel mondo sono coinvolti in conflitti oltre i loro confini, circa 3000 miliardi di dollari (il 3% del Pil mondiale), nel 2025, sono stati destinati a spese militari, oltre 100 Paesi hanno aumentato la propria spesa annua in armi. Tra i tanti progetti di riarmo c’è l’introduzione di “ReArm Europe” che prevede di spostare 800 miliardi in 4 anni.</p>



<p>Tutto questo a fronte dei dati sconfortanti che pubblica Oxfam: 12 ultra miliardari nel 2026 possiedono la ricchezza di circa 4 miliardi di persone. Save the Children ci dice che 1,3 milioni di minori in Italia vivono in povertà assoluta. Sempre in Italia, la distribuzione del reddito e della ricchezza è ineguale, raggiungendo anche quest’anno un aumento della forbice tra pochi ricchi, che detengono gran parte delle risorse nazionali, e una fetta sempre più grande di popolazione sotto la soglia relativa ed assoluta di povertà.</p>



<p><strong>Sono questi i nuovi Re della Terra</strong>.</p>



<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>



<p><strong>8 maggio</strong>:&nbsp;<br><strong>Ore 18,30</strong>&nbsp;<strong>&#8211; Talk</strong>&nbsp;con Gennaro Avallone (Sociologia dell’ambiente e del territorio, Unisa), che presenta il libro “Libertà di Movimento. Nessuna persona deve morire di frontiere” (DeriveApprodi, 2026) sul tema delle migrazioni. Con lui partecipano Soumaila Diawara, Yasmine Accardo ed in collegamento Nawal Sufi.&nbsp;<strong>Ore 21 &#8211; Pre Live</strong>&nbsp;a ritmo di tammorra, con la Compagnia Tammorriando Tammorre Itineranti che accoglie tutti coloro che vogliono portare uno strumento.<br><strong>Ore 22 &#8211; Live</strong>&nbsp;con il cantautore curdo Ashti Abdo, che trasporta il pubblico nei suoni e nelle melodie della sua terra, il Rojava.</p>



<p><strong>9 maggio</strong>:&nbsp;<br><strong>Ore 18,30 – Talk</strong>&nbsp;con il collettivo Cronache Ribelli che presenta il libro “Morire di Stato” (Cronache Ribelli). Nell’occasione viene presentata anche la squadra di calcio femminile popolare l’Independiente.<br><strong>Ore 20,30 – Laboratorio e Performance</strong>&nbsp;di House Dance con Chiara Mash e Veronica Coppola.<br><strong>Ore 21,30 – Pre Live</strong>&nbsp;con il gruppo di dj’s Pubala Selectors che incontra la voce di Annarella delle Zetas.<br><strong>Ore 22,00 – Live</strong>&nbsp;con gli Asakaira, l’eclettico gruppo afrobeat/world beat.</p>



<p><strong>10 maggio</strong>:&nbsp;<br><strong>Ore 18,30 – Talk</strong>&nbsp;a cura di Femminile palestinese sui popoli della regione SWANA che resistono ai Re e alle loro guerre, da quello curdo a quello palestinese, con il giurista ed attivista Luigi Daniele in dialogo con Maria Rosaria Greco, curatrice di Femminile Palestinese, e, in collegamento da Gaza, con Taghereed Jomaa, Direttrice dell’Union of Palestinian Woman’s Committee, associazione a cui verrà devoluto l’intero ricavato del Metis Fest.&nbsp;<br><strong>Ore 21 – Pre Live</strong>&nbsp;con il polistrumentista Peppe Frana che fa ascoltare musiche e suoni dal Mediterraneo.<br><strong>Ore 22 – Live</strong>&nbsp;con il duo Mamarua e i suoi suoni contaminati e meticci che attraversano i continenti.</p>
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		<title>Tuttofood, mozzarella di Bufala Dop e pasta di Gragnano Igp: insieme per raccontare la cucina italiana patrimonio Unesco</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tuttofood-mozzarella-di-bufala-dop-e-pasta-di-gragnano-igp-insieme-per-raccontare-la-cucina-italiana-patrimonio-unesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 12:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella di bufala dop]]></category>
		<category><![CDATA[pasta di gragnano]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio unesco]]></category>
		<category><![CDATA[tuttofood]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono pochi simboli capaci di raccontare l’Italia nel mondo con la stessa forza della pasta e della mozzarella di bufala. Ed è proprio da qui che prende vita il [...]]]></description>
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<p>Ci sono pochi simboli capaci di raccontare l’Italia nel mondo con la stessa forza della pasta e della mozzarella di bufala. Ed è proprio da qui che prende vita il racconto che il Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP e il Consorzio Pasta di Gragnano IGP porteranno a Tuttofood (11–14 maggio, Milano, Pad 1 – Stand R05): una storia fatta di territorio, tradizione e identità, oggi riconosciuta anche come Patrimonio Unesco.</p>



<p>La sinergia tra i due Consorzi – tra le espressioni più autentiche della Campania – si rinnova in fiera con un progetto che mette al centro ciò che rende unica la cucina italiana: la capacità di trasformare ingredienti iconici in cultura condivisa, memoria e innovazione.</p>



<p><strong>Un racconto da gustare, piatto dopo piatto</strong></p>



<p>Lo stand diventa uno spazio narrativo in cui la cucina italiana si svela attraverso una sequenza di suggestioni, evocazioni e reinterpretazioni. Non un semplice percorso di degustazione, ma un viaggio che attraversa il Paese rileggendone alcuni dei grandi classici.</p>



<p>Il racconto prende forma in piatti che dialogano con le tradizioni regionali, trasformandole con sensibilità contemporanea. Il Lazio emerge nella rilettura del Rigatone di Gragnano IGP cacio e pepe, arricchito dalla cremosità della ricotta di bufala campana DOP e impreziosito dal tartufo; la Liguria si riflette nelle Linguine di Gragnano IGP al pesto con patate, dove la Mozzarella di Bufala Campana DOP introduce una nota sorprendente e avvolgente.</p>



<p>Il percorso si spinge poi verso il Nord, con richiami alla tradizione piemontese nella frittatina di Anellini di Gragnano IGP con brasato al Barolo e Mozzarella di Bufala Campana DOP, mentre suggestioni lombarde prendono forma nell’Orzo di Gragnano IGP alla milanese, mantecato con ricotta di bufala campana DOP, in un gioco di rimandi tra pasta e risotto.</p>



<p>Il viaggio trova infine il suo cuore più autentico in Campania: la Pasta Mista di Gragnano IGP con patate e Mozzarella di Bufala Campana DOP affumicata restituisce tutta la profondità della cucina partenopea, mentre il pacchero di Gragnano IGP fritto, ripieno di ricotta e mozzarella di bufala e servito su salsa di pomodoro e riduzione di basilico, ne rappresenta una reinterpretazione contemporanea e creativa.</p>



<p>Ne emerge un racconto fluido e coerente, capace di dimostrare quanto Pasta di Gragnano IGP e Mozzarella di Bufala Campana DOP siano ingredienti vivi, versatili e profondamente contemporanei.</p>



<p><strong>Un’esperienza tra fiera e digitale</strong></p>



<p>Il progetto si estende oltre lo spazio fisico dello stand grazie a un intreccio tra esperienza diretta e contenuti digitali: alcune delle ricette protagoniste saranno infatti disponibili anche come videoricette sui canali social dei Consorzi. Un modo per vivere l’esperienza in fiera e, allo stesso tempo, portare a casa e ricreare “il buono del Sud”, prolungando il racconto anche dopo la visita.</p>



<p>La collaborazione tra i due Consorzi, profondamente radicata in Campania, insieme al richiamo a uno dei patrimoni culturali più riconosciuti al mondo, offre così a Tuttofood uno spazio autentico e fortemente identitario, capace di raccontare l’Italia attraverso i suoi sapori più iconici.</p>
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		<title>Positano, la verticale del mare: la bellezza sospesa della Costiera Amalfitana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/positano-laverticale-del-mare-la-bellezza-sospesa-della-costiera-amalfitana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 12:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[positano]]></category>
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<p>C’è un punto della Costiera Amalfitana in cui la geografia sembra smettere di essere orizzontale. È lì che appare Positano, come un affresco che scivola giù dalla montagna verso il mare, case color pastello aggrappate alla roccia e una verticalità che è diventata uno dei simboli più riconoscibili del Mediterraneo.</p>



<p>Arrivare a Positano significa attraversare una strada che si piega continuamente tra curve e strapiombi, mentre il paesaggio si apre improvvisamente su un blu profondo che accompagna lo sguardo fino all’orizzonte. È un ingresso scenografico che anticipa il carattere del luogo: elegante, complesso, costruito sull’equilibrio fragile tra natura e presenza umana.</p>



<p>Il borgo si sviluppa come un anfiteatro naturale rivolto verso il mare. Le stradine strette, le scalinate infinite e le piccole botteghe artigiane compongono un labirinto verticale che discende fino alla spiaggia. Qui la vita quotidiana si intreccia con il turismo internazionale, senza mai cancellare del tutto la dimensione originaria del paese di pescatori.</p>



<p>La spiaggia di Marina Grande è il cuore visibile di questo sistema urbano sospeso. Le barche oscillano leggere sull’acqua, mentre dietro di esse la montagna si alza compatta, quasi a proteggere il villaggio. In alto, invece, sentieri e terrazze coltivate ricordano che la Costiera è anche un paesaggio agricolo costruito nei secoli.</p>



<p>Nonostante la sua fama globale, Positano conserva ancora momenti di silenzio, soprattutto al mattino presto o nelle ore serali, quando il flusso dei visitatori si attenua e il borgo torna a respirare secondo il ritmo locale. È in queste ore che si percepisce più chiaramente la sua natura duplice: icona turistica e comunità viva.</p>



<p>Il mare resta il protagonista assoluto. Cambia colore con la luce, passando dal blu intenso al verde smeraldo, e diventa la quinta scenica di un luogo che sembra progettato per essere osservato dall’acqua più che dalla terra. Non a caso, è proprio dal mare che Positano rivela la sua immagine più compiuta.</p>



<p>Inserita nel sistema paesaggistico e culturale della Costiera Amalfitana, riconosciuta patrimonio mondiale, la città rappresenta una delle sintesi più potenti tra natura e architettura del Mediterraneo. Un luogo dove la bellezza non è mai statica, ma continuamente modellata dalla luce, dalla roccia e dal mare.</p>
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		<item>
		<title>Sulla SS18, la via della mozzarella: da Battipaglia a Paestum lungo «l’oro bianco» della Campania</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sulla-ss18-la-via-della-mozzarella-da-battipaglia-a-paestum-lungo-loro-bianco-della-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 11:59:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un itinerario gastronomico e culturale tra la Piana del Sele e il Cilento, dove la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore diventa un asse narrativo del gusto: caseifici, allevamenti bufalini e [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Un itinerario gastronomico e culturale tra la Piana del Sele e il Cilento, dove la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore diventa un asse narrativo del gusto: caseifici, allevamenti bufalini e paesaggi archeologici si intrecciano in uno dei distretti lattiero-caseari più identitari d’Italia.</em></p>



<p>Una Campania che non si lascia comprendere fino in fondo se non attraverso il suo prodotto simbolo: la mozzarella di bufala. È un percorso che si snoda lungo la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore, la storica direttrice che collega il litorale tirrenico e attraversa la Piana del Sele, trasformandosi di fatto in quella che molti chiamano la “via della mozzarella”.</p>



<p>Qui il paesaggio cambia gradualmente: dalle aree urbane di Battipaglia ai campi aperti di Piana del Sele, fino ai confini archeologici di Paestum. È un asse produttivo e insieme culturale, dove il latte non è solo materia prima ma identità territoriale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Battipaglia, porta d’ingresso dell’“oro bianco”</h3>



<p>La prima tappa è Battipaglia, città spesso associata alla sua vocazione agricola e lattiero-casearia. Il tessuto urbano convive con testimonianze storiche come chiese e architetture di epoca medievale, ma è soprattutto la produzione casearia a definire l’identità del territorio.</p>



<p>Qui si concentra una delle più alte densità di caseifici della regione, dove la Mozzarella di bufala campana DOP è realizzata secondo tecniche artigianali che partono dal latte di bufala mediterranea allevata nei territori della Piana del Sele.</p>



<p>Tra le varianti locali più note figura anche la cosiddetta “zizzona”, formato iconico e riconoscibile, diventato negli anni un fenomeno gastronomico e mediatico oltre che produttivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La Piana del Sele: distretto del latte e del paesaggio</h3>



<p>Tra Battipaglia, Eboli e Capaccio Paestum, la SS18 diventa una sequenza quasi ininterrotta di aziende bufaline e caseifici. È un territorio dove la filiera corta è ancora la norma: allevamenti, trasformazione e vendita spesso coincidono nello stesso perimetro.</p>



<p>Il paesaggio è quello di una campagna irrigua, modellata nei secoli da bonifiche e canali, oggi tra i principali poli produttivi della mozzarella di bufala in Italia. Le bufale, introdotte e allevate stabilmente nell’area sin dal Medioevo, hanno trovato qui un habitat ideale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Paestum, tra templi e latte</h3>



<p>Proseguendo verso sud, la strada conduce a Paestum, uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo. I templi dorici della Magna Grecia si stagliano a pochi chilometri dagli allevamenti bufalini, in un contrasto che è diventato cifra identitaria del territorio.</p>



<p>Non è solo archeologia: Paestum è oggi anche una delle capitali della mozzarella di bufala, dove la produzione convive con l’attrattività turistica e la presenza del litorale cilentano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Goethe e i bufali “dagli occhi selvaggi”</h3>



<p>La presenza dei bufali in queste terre non è recente. Johann Wolfgang von Johann Wolfgang von Goethe, nel suo <em>Viaggio in Italia</em>, descrisse con stupore gli animali incontrati nel Sud durante il suo passaggio alla fine del XVIII secolo, molto prima della loro centralità nell’industria casearia:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Bufali dall’aspetto di ippopotami e dagli occhi selvaggi e iniettati di sangue.” Un’immagine che restituisce la dimensione primordiale di un paesaggio che allora era ancora in parte paludoso e oggi completamente trasformato dalla zootecnia.</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Un itinerario che è anche cultura materiale</h3>



<p>Oggi la SS18 non è solo una strada di attraversamento, ma un itinerario gastronomico diffuso. Da Agropoli ad Ascea fino ad Altavilla Silentina, il racconto del territorio continua tra aziende agricole, punti vendita diretti e paesaggi che si aprono verso il mare del Cilento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Debutta il &#8220;Salerno City Tour&#8221; con la corsa inaugurale il 9 maggio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/debutta-il-salerno-city-tour-con-la-corsa-inaugurale-il-9-maggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 07:11:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Raduni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[salerno]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[La mobilità turistica del territorio si arricchisce di un nuovo, fondamentale tassello con la corsa inaugurale del servizio bus &#8220;Salerno City Tour&#8221;, che si terrà ufficialmente sabato 9 maggio, alle [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="MsoNormal">La mobilità turistica del territorio si arricchisce di un nuovo, fondamentale tassello con la corsa inaugurale del servizio bus &#8220;Salerno City Tour&#8221;, che si terrà ufficialmente sabato 9 maggio, alle 9:00, con partenza dal Terminal Crociere di Molo Manfredi a Salerno.</p>



<p class="MsoNormal">Il servizio, fortemente voluto dal Consigliere Provinciale delegato alla Cultura Francesco Morra e dall’Assessore al Turismo del Comune di Salerno nella scorsa consiliatura, Alessandro Ferrara, gestito operativamente da CMS Consorzio Mobilità Sostenibile Amalfi Coast, è promosso in forte sinergia dalla Provincia di Salerno, dal Comune di Salerno e dal Comune di Vietri sul Mare.</p>



<p class="MsoNormal">L&#8217;obiettivo condiviso è quello di offrire a cittadini, turisti e crocieristi un modo comodo, panoramico e sostenibile per esplorare le meraviglie del territorio.</p>



<p class="MsoNormal">Il &#8220;Salerno City Tour&#8221; prevede otto partenze giornaliere e un affascinante percorso ad anello studiato per valorizzare le eccellenze storiche e paesaggistiche locali.</p>



<p class="MsoNormal">Partendo dal Molo Manfredi, il bus attraverserà la città permettendo ai passeggeri di ammirare e visitare il centro storico, con fermate strategiche alla Stazione Centrale di Piazza Vittorio Veneto e al Teatro Verdi.</p>



<p class="MsoNormal">Il viaggio proseguirà poi in salita, regalando viste mozzafiato sul Golfo, fino a raggiungere il Castello Arechi.</p>



<p class="MsoNormal">L&#8217;itinerario toccherà anche la vicina Vietri sul Mare, porta della Costiera Amalfitana, dove è prevista una tappa speciale alla suggestiva Villa Guariglia.</p>



<p class="MsoNormal">Il tour completerà infine il suo percorso, ritornando al capolinea di Molo Manfredi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rutino, scelto il nuovo Angelo per il tradizionale Volo: é il piccolo Pasquale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/rutino-scelto-il-nuovo-angelo-per-il-tradizionale-volo-e-il-piccolo-pasquale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 07:02:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Rutino]]></category>
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					<description><![CDATA[A Rutino si rinnova anche quest’anno uno dei momenti più attesi e sentiti della tradizione locale: il Volo dell’Angelo e dunque la scelta del bambino che vestirà i panni dell’Angelo [...]]]></description>
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<p class="p1">A Rutino si rinnova anche quest’anno uno dei momenti più attesi e sentiti della tradizione locale: il Volo dell’Angelo e dunque la scelta del bambino che vestirà i panni dell’Angelo in occasione della storica celebrazione cittadina che si svolge la seconda domenica di maggio.</p>



<p class="p3">Come da tradizione, il mercoledì precedente alla festa, ieri, si è svolto il momento solenne della comunicazione ufficiale del nome.</p>



<p class="p3">Per l’edizione di quest’anno sarà Pasquale, figlio di Vincenzo e Adele Di Luccio, a interpretare la figura dell’Angelo. L’annuncio è stato accolto con grande emozione, tra applausi e commozione, confermando ancora una volta il valore simbolico di una tradizione che va ben oltre il rito religioso.</p>



<p class="p3">La Festa dell’Angelo di Rutino rappresenta infatti uno dei momenti più identitari del paese, capace di unire fede, comunità e memoria collettiva in un’unica celebrazione condivisa.</p>



<p class="p3">La purezza e la spontaneità dei bambini hanno reso ancora più intenso questo momento, che ogni anno si ripete ma non perde mai la sua forza emotiva. </p>
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		<title>Attesa per l’arrivo di Papa Leone XIV a Napoli per il primo anniversario del Pontificato</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/papa-leone-xiv-a-napoli-per-il-primo-anniversario-del-pontificato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 06:20:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[Napoli si prepara ad accogliere Papa Leone XIV nella giornata di venerdì 8 maggio 2026, data che coincide con il primo anniversario del suo Pontificato. Una visita dal forte valore [...]]]></description>
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<p class="p1">Napoli si prepara ad accogliere Papa Leone XIV nella giornata di venerdì 8 maggio 2026, data che coincide con il primo anniversario del suo Pontificato. Una visita dal forte valore spirituale e simbolico, che intreccia momenti di preghiera, incontro con la Chiesa locale e partecipazione popolare, con al centro i temi della pace e della fraternità.</p>



<p class="p3">La mattinata del Santo Padre sarà dedicata a Pompei, dove presiederà la recita della Supplica alla Madonna del Rosario. Nel pomeriggio il Pontefice si sposterà a Napoli per la visita pastorale, articolata in diversi momenti istituzionali e religiosi.</p>



<p class="p1">L’arrivo e l’accoglienza delle autorità</p>



<p class="p3">Papa Leone XIV atterrerà in elicottero alla Rotonda Diaz, dove sarà accolto dalle principali autorità civili e religiose del territorio: il cardinale arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco Gaetano Manfredi e il prefetto Michele Di Bari.</p>



<p class="p3">Da lì il Pontefice si recherà in Cattedrale per l’incontro con il clero e la vita consacrata. Ad accoglierlo saranno i vescovi ausiliari, il pro-vicario generale e una rappresentanza del Capitolo metropolitano. Sul sagrato è prevista anche la presenza di numerosi bambini, in segno di festa per l’arrivo del Santo Padre.</p>



<p class="p1">Il passaggio in Duomo e la preghiera a San Gennaro</p>



<p class="p3">All’interno della Cattedrale, il Papa si fermerà in forma privata nella Real Cappella del Tesoro di San Gennaro per l’adorazione del Santissimo Sacramento. Successivamente, raggiungerà l’altare maggiore dove saranno esposti il busto e le ampolle del sangue del Santo Patrono.</p>



<p class="p3">Dopo il saluto del cardinale arcivescovo e un momento di ascolto del Vangelo, il Papa pronuncerà un discorso. La celebrazione si concluderà con la benedizione apostolica per intercessione di San Gennaro.</p>



<p class="p1">Piazza del Plebiscito e l’abbraccio con la città</p>



<p class="p3">Il programma proseguirà con lo spostamento verso Piazza del Plebiscito, dove il Pontefice saluterà i fedeli e incontrerà la città. Sono previsti interventi dell’arcivescovo e del sindaco, oltre a testimonianze e momenti musicali affidati a voci guida, cori e giovani della pastorale diocesana.</p>



<p class="p3">Seguirà il discorso del Santo Padre e, al termine, un atto di affidamento alla Vergine Maria davanti all’immagine dell’Immacolata, nel secondo centenario dell’incoronazione.</p>



<p class="p3">La visita si concluderà con la benedizione apostolica e il rientro del Papa alla Rotonda Diaz, da dove ripartirà in elicottero per il Vaticano.</p>



<p><strong><a href="https://www.chiesadinapoli.it/wp-content/uploads/sites/2/2026/04/17CartellaStampaVisitaPapaLeone.pdf">PROGRAMMA COMPLETO DELLA VISITA</a></strong></p>
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		<title>7 maggio: la Chiesa ricorda San Stanislao, vescovo e martire, simbolo di coraggio e libertà della coscienza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/7-maggio-la-chiesa-ricorda-san-stanislao-vescovo-e-martire-simbolo-di-coraggio-e-liberta-della-coscienza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 03:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[7 maggio stanislao]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi, 7 maggio, la Chiesa cattolica celebra San Stanislao, vescovo di Cracovia e martire, una delle figure più significative della storia religiosa dell’Europa centrale. La sua memoria è ancora oggi [...]]]></description>
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<p>Oggi, 7 maggio, la Chiesa cattolica celebra San Stanislao, vescovo di Cracovia e martire, una delle figure più significative della storia religiosa dell’Europa centrale. La sua memoria è ancora oggi particolarmente viva in Polonia, dove è considerato patrono nazionale insieme a San Adalberto.</p>



<p>Nato intorno al 1030, Stanislao intraprese una brillante carriera ecclesiastica fino a diventare vescovo di Cracovia nel 1072. Il suo episcopato si distinse per l’impegno pastorale e per una forte attenzione alla riforma morale del clero e della società. In un’epoca segnata da tensioni tra potere politico e autorità religiosa, Stanislao si impose come difensore dei valori cristiani anche a costo di scontrarsi con il sovrano.</p>



<p>Il conflitto con il re Boleslao II il Temerario si fece sempre più aspro, fino a culminare in un gesto estremo: secondo la tradizione, il vescovo fu ucciso durante la celebrazione della Messa nel 1079, dopo aver denunciato pubblicamente le ingiustizie del sovrano. Il suo martirio lo trasformò rapidamente in simbolo di libertà di coscienza e di resistenza morale al potere arbitrario.</p>



<p>Canonizzato nel 1253, San Stanislao è oggi ricordato non solo come figura religiosa, ma anche come emblema del diritto-dovere di opporsi all’ingiustizia. La sua storia continua a essere oggetto di riflessione, soprattutto per il valore universale del suo messaggio: la fedeltà alla verità anche di fronte alle conseguenze più estreme.</p>



<p>Nel giorno della sua memoria liturgica, numerose celebrazioni si svolgono in Polonia e nelle comunità cattoliche legate alla tradizione slava, rinnovando un culto che attraversa i secoli e che conserva ancora una forte attualità spirituale e culturale.</p>
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		<title>Il Maracuoccio di Lentiscosa, il legume antico del Cilento riscoperto tra tradizione e tutela Slow Food</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/il-maracuoccio-di-lentiscosa-il-legume-antico-del-cilento-riscoperto-tra-tradizione-e-tutela-slow-food/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 14:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[cilento]]></category>
		<category><![CDATA[cucina tradizionale]]></category>
		<category><![CDATA[lentiscosa]]></category>
		<category><![CDATA[maracucciata]]></category>
		<category><![CDATA[maracuoccio]]></category>
		<category><![CDATA[Patrimonio gastronomico]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[slow food]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione contadina]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel territorio di Lentiscosa, frazione collinare del comune di Camerota, sopravvive una delle colture più antiche e identitarie della Campania: il maracuoccio. Si tratta di un legume povero ma nutrizionalmente [...]]]></description>
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<p>Nel territorio di Lentiscosa, frazione collinare del comune di Camerota, sopravvive una delle colture più antiche e identitarie della Campania: il maracuoccio. Si tratta di un legume povero ma nutrizionalmente ricco, appartenente alla specie <em>lathirus cicera</em> coltivato da secoli in piccole parcelle terrazzate e tramandato di generazione in generazione.</p>



<p>Oggi il <strong>Maracuoccio di Lentiscosa</strong> è riconosciuto come Presidio Slow Food, un progetto che tutela prodotti alimentari a rischio di scomparsa e promuove pratiche agricole sostenibili legate ai territori di origine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una coltura resistente e storica</h3>



<p>Il maracuoccio è una leguminosa particolarmente resistente alla siccità e ai terreni poveri, caratteristica che ne ha favorito la diffusione nelle aree interne del Cilento, dove l’agricoltura tradizionale ha sempre dovuto fare i conti con condizioni ambientali difficili.</p>



<p>Per secoli ha rappresentato una risorsa fondamentale nell’alimentazione locale, soprattutto nei periodi di scarsità, grazie al suo alto contenuto proteico e alla capacità di crescere senza particolari esigenze agronomiche.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La riscoperta di un prodotto identitario</h3>



<p>Dopo un progressivo declino nel secondo dopoguerra, legato allo spopolamento delle aree rurali e all’abbandono delle coltivazioni tradizionali, il maracuoccio è stato riscoperto negli ultimi decenni grazie all’impegno di agricoltori locali e associazioni del territorio.</p>



<p>La sua valorizzazione ha portato alla nascita di una piccola filiera che coinvolge produttori, ristoratori e comunità locali, con l’obiettivo di preservarne la coltivazione e tramandarne l’uso gastronomico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La maracucciata</h3>



<p><strong>Questo antico legume è legato a una preparazione tradizionale locale: la maracucciata, una polenta ottenuta cuocendo una farina composta per metà da maracuoccio e per l’altra metà da grano. Il tutto arricchito con olio extravergine, crostini di pane, cipolla, aglio e peperoncino che trasforma un piatto semplice in una prelibatezza dal perfetto equilibrio nutrizionale</strong></p>
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		<title>Pompei, visita del Papa: Trenitalia Campania potenzia i collegamenti con 4mila posti aggiuntivi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pompei-visita-del-papa-trenitalia-campania-potenzia-i-collegamenti-con-4mila-posti-aggiuntivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 13:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[papa leone a napoli]]></category>
		<category><![CDATA[papa leone a pompei]]></category>
		<category><![CDATA[pompei]]></category>
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					<description><![CDATA[In occasione della visita di Papa Leone XIV al Santuario di Pompei, prevista per l’8 maggio 2026, il servizio Regionale di Trenitalia (Gruppo FS), in accordo con la Regione Campania, [...]]]></description>
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<p>In occasione della visita di Papa Leone XIV al Santuario di Pompei, prevista per l’8 maggio 2026, il servizio Regionale di Trenitalia (Gruppo FS), in accordo con la Regione Campania, ha disposto un potenziamento straordinario dell’offerta ferroviaria per far fronte all’elevato afflusso di fedeli atteso.</p>



<p>Il piano prevede l’attivazione di 8 collegamenti aggiuntivi sulla tratta Napoli Campi Flegrei–Salerno e ritorno, per un totale di circa 4mila posti in più disponibili nella giornata.</p>



<p>L’iniziativa è stata organizzata per agevolare gli spostamenti verso uno degli eventi religiosi più partecipati dell’anno in Campania, garantendo maggiore capacità di trasporto e fluidità nei flussi di viaggio.</p>



<p>Per gestire l’intensificazione dei movimenti di passeggeri, saranno inoltre attivati presidi di assistenza alla clientela e di FS Security nelle principali stazioni interessate: Napoli Campi Flegrei, Napoli Mergellina, Napoli Piazza Cavour, Napoli Piazza Garibaldi e Pompei.</p>
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		<item>
		<title>Pizza napoletana, le origini: patrimonio Unesco tra classici intramontabili e nuove frontiere del gusto</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pizza-napoletana-le-origini-patrimonio-unesco-tra-classici-intramontabili-e-nuove-frontiere-del-gusto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 12:24:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[pizza napoletana]]></category>
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					<description><![CDATA[La pizza napoletana non è soltanto uno dei simboli più riconoscibili dell’Italia nel mondo, ma un patrimonio culturale riconosciuto a livello internazionale. Dal 2017, infatti, l’“Arte del pizzaiuolo napoletano” è [...]]]></description>
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<p>La pizza napoletana non è soltanto uno dei simboli più riconoscibili dell’Italia nel mondo, ma un patrimonio culturale riconosciuto a livello internazionale. Dal 2017, infatti, l’“Arte del pizzaiuolo napoletano” è iscritta nella lista del patrimonio immateriale dell’umanità dell’UNESCO, a testimonianza di una tradizione che unisce tecnica, gestualità e identità sociale.</p>



<p>Le radici della pizza affondano nella Napoli popolare tra Settecento e Ottocento, quando nasce la forma moderna del piatto: disco di pasta lievitata, cotto rapidamente in forno a legna e condito con ingredienti semplici. Tra le varianti storiche, la pizza Marinara, con pomodoro, aglio, origano e olio, rappresenta una delle versioni più antiche, mentre la pizza Margherita, con pomodoro, mozzarella e basilico, si lega simbolicamente ai colori della bandiera italiana e alla visita della regina Margherita di Savoia nel 1889.</p>



<p>Accanto ai grandi classici, negli ultimi decenni la pizza ha conosciuto una profonda evoluzione. L’attenzione crescente per la qualità delle materie prime ha portato alla valorizzazione di prodotti certificati come il pomodoro San Marzano e la mozzarella di bufala campana Dop, mentre le tecniche di impasto si sono raffinate, con lunghe lievitazioni e maggiore digeribilità.</p>



<p>Parallelamente, si è assistito a una spinta verso la sperimentazione che ha ampliato l’offerta ben oltre la tradizione. Nei menu delle pizzerie contemporanee compaiono combinazioni considerate un tempo impensabili: pizze gourmet con ingredienti come tartufo, frutti di mare, creme di verdure o formaggi erborinati, fino ad accostamenti dolce-salato. Una tendenza che divide puristi e innovatori, ma che testimonia la vitalità di un prodotto capace di adattarsi ai cambiamenti del gusto globale.</p>



<p>Non mancano, inoltre, interpretazioni internazionali che reinterpretano la pizza napoletana secondo culture e ingredienti locali, contribuendo alla sua diffusione planetaria. Tuttavia, i disciplinari tradizionali continuano a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile, garantendo la tutela di tecniche e caratteristiche originarie.</p>



<p>Tra tradizione codificata e creatività contemporanea, la pizza napoletana si conferma così un patrimonio dinamico: fedele alle proprie radici ma aperto all’innovazione, capace di raccontare l’identità italiana e, allo stesso tempo, di parlare un linguaggio universale.</p>
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		<item>
		<title>Pizza napoletana, lo studio dell’Oregon State University svela il “sesto gusto”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pizza-napoletana-lo-studio-delloregon-state-university-svela-il-sesto-gusto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 12:20:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[antonio pace pizza]]></category>
		<category><![CDATA[vera pizza napoletana]]></category>
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					<description><![CDATA[La pizza napoletana si arricchisce oggi di una nuova dimensione sensoriale capace di definirne ancora di più l’identità: il “sesto gusto”, quello amidaceo. Per anni si è ritenuto che l’uomo [...]]]></description>
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<p>La pizza napoletana si arricchisce oggi di una nuova dimensione sensoriale capace di definirne ancora di più l’identità: <strong>il “sesto gusto”, quello amidaceo</strong>. Per anni si è ritenuto che l’uomo fosse in grado di percepire solo cinque gusti primari (salato, dolce, acido, amaro e il sapido “umami”), ma un recente studio dell’<strong>Oregon State University</strong>, dimostrerebbe come  in realtà sappia riconoscere i carboidrati in modo indipendente, sentendo il sapore specifico del grano. Una scoperta rivoluzionaria che trova immediata applicazione nel mondo della pizza, in particolare nella tradizione di quella napoletana: l&#8217;Associazione Verace Pizza Napoletana, attraverso il contributo di André Guidon, presidente AVPN del Brasile, ha interpretato e tradotto questi risultati in chiave pratica, evidenziando l’impatto diretto del “sesto gusto” sulla qualità dell’impasto.</p>



<p>Secondo lo studio americano, coordinato dalla Dott.ssa Juyun Lim, l’uomo non riconosce l’amido nella sua forma originaria ma tramite la sua scomposizione in zuccheri semplici e oligosaccaridi a carico dell’enzima amilasi attivo nell’impasto, quando farina e acqua si incontrano. È proprio questo equilibrio biochimico a determinare l’intensità e la piacevolezza del sapore di grano, elemento distintivo di una pizza ben eseguita, e quindi risulta oggi più che mai centrale un corretto controllo della lievitazione.&nbsp;</p>



<p>“Questa scoperta ci offre una chiave di lettura nuova ma perfettamente coerente con ciò che la tradizione della pizza napoletana insegna da sempre &#8211; sottolinea <strong>Antonio Pace, Presidente AVPN </strong>&#8211; La percezione dell’amidaceo dimostra che uno dei segreti dell’impasto risiede nell’equilibrio dei processi fermentativi, generalmente compreso tra le 8 e le 12 ore di lievitazione, finestra temporale già individuata nel primo Disciplinare del 1984, frutto di un sapere antico e tradizionale che oggi trova pieno riscontro non solo nei riconoscimenti dell’Unesco ma anche nella scienza”.</p>



<p>La ricerca scientifica apre una riflessione su uno dei temi più caldi e delicati del settore: la durata della lievitazione. Se da un lato una fermentazione lenta e prolungata può contribuire a una struttura più alveolata, dall’altro tempi estremi, che superano le 48 ore o addirittura le 72 ore, alterano la struttura biochimica dell’impasto esaurendo gli zuccheri responsabili del sapore del grano che quindi lascia il posto a note più acide, dovute alla produzione di acido lattico e acetico. Un processo che può compromettere non solo il gusto ma anche la cottura con la corretta reazione di Maillard, fondamentale per il colore e la fragranza del prodotto finale. In questo scenario, i gesti antichi tramandati da generazioni di pizzaioli trovano oggi una precisa spiegazione scientifica, rafforzando il valore della pizza napoletana e del disciplinare AVPN come punto d’incontro tra origini e ricerca, qualità e rispetto della cultura gastronomica a livello internazionale.&nbsp;</p>
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		<title>Tutto pronto a Castellabate per le domeniche di &#8220;Lungomare vivo&#8221;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tutto-pronto-a-castellabate-per-le-domeniche-di-lungomare-vivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 11:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[lungomare vivo]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche quest’anno il Comune di Castellabate dà via al suo ricco calendario di eventi, pronto ad essere presentato nei prossimi giorni, con l’ormai consueto appuntamento con le domeniche di “Lungomare [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Anche quest’anno il Comune di Castellabate dà via al suo ricco calendario di eventi, pronto ad essere presentato nei prossimi giorni, con l’ormai consueto appuntamento con le domeniche di “Lungomare Vivo” in programma il 10-17 e 24 maggio. </p>



<p>Tre giornate all’insegna dell’intrattenimento per grandi e piccoli sullo splendido lungomare completamente pedonale di “Punta dell’Inferno”, nella frazione Santa Maria. In uno scenario suggestivo a due passi dal mare, in attesa delle luci del tramonto, si alterneranno dalle ore 16.30 tantissimi spettacoli per un pomeriggio di grande divertimento rivolto principalmente alle famiglie e ai più giovani. Il programma prevede per le domeniche del 10 e 17, animazioni, mercatini dell’artigianato, esposizioni d’arte, ma anche tanti laboratori originali come quello dedicato alla festa della mamma, di pittura o quello dedicato alla realizzazione della pasta. Non mancheranno anche gonfiabili, mascotte e artisti di strada che regaleranno sorrisi e piccoli doni a tutti i presenti. Il tutto sarà ancora più impreziosito in occasione dell’ultimo appuntamento previsto per il 24 maggio dove si terrà anche la cerimonia di inaugurazione della seconda edizione del “Castellabate Beach Soccer” sulla spiaggia dello “Scario”, con il gran finale che prevede lo spettacolo musicale dalle ore 21.00 di “Taramurria”.</p>



<p>«<em>Lungomare vivo rappresenta la manifestazione che segna l’inizio della nostra programmazione di eventi che si prolungherà fino al mese di dicembre. La quinta edizione punta ad essere un vero assaggio di estate con dei pomeriggi trascorsi in serenità lungo il nostro caratteristico litorale, per l’occasione reso completamente pedonale. Una manifestazione che, ogni anno, richiama sul territorio centinaia di famiglie</em>», dichiara il Sindaco di Castellabate, <strong>Marco Rizzo</strong>.</p>



<p>«<em>Eventi come Lungomare Vivo rappresentano un’importante occasione anche per il tessuto commerciale locale. La presenza di mercatini, esposizioni e iniziative diffuse contribuisce a valorizzare le attività del territorio, creando movimento e opportunità per gli operatori. È un modo concreto per unire intrattenimento e promozione economica, sostenendo le nostre realtà locali», </em>dichiara l’Assessore al Commercio, <strong>Nicoletta Guariglia</strong><em>.</em> </p>



<p>«<em>Questa manifestazione è pensata soprattutto per le famiglie con l’obiettivo di offrire momenti di aggregazione sana e di qualità in uno dei luoghi più iconici del nostro territorio. Lungomare Vivo è il frutto di un lavoro di squadra e della collaborazione con le associazioni, che rappresentano un valore fondamentale per la riuscita di iniziative come questa</em>», aggiunge il Consigliere allo Spettacolo, <strong>Clemente Migliorino.</strong> </p>
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		<item>
		<title>Natura, fiabe e teatro sotto le stelle: il Rifugio del Contadino a Bosco annuncia gli eventi primaverili</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/natura-fiabe-e-teatro-sotto-le-stelle-il-rifugio-del-contadino-a-bosco-annuncia-gli-eventi-primaverili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 07:52:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo di Policastro]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Piro]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle avventure per famiglie ai reading teatrali d’autore: un viaggio tra i sensi per riscoprire l’alleanza benefica tra uomo e natura. Il Rifugio del Contadino a Bosco è lieto di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="s2">Dalle avventure per famiglie ai reading teatrali d’autore: un viaggio tra i sensi per riscoprire l’alleanza benefica tra uomo e natura.</p>



<p class="s2">Il <strong>Rifugio del Contadino</strong> a Bosco è lieto di presentare la sua nuova programmazione stagionale, un invito a rallentare e riscoprire il valore della gentilezza e dell&#8217;ascolto del paesaggio. Attraverso due percorsi distinti ma complementari, la struttura si propone come palcoscenico naturale per l’esplorazione emotiva e culturale del territorio.</p>



<p class="s2"><strong>1.”&nbsp;Piccoli semi e avventure gentili: Domeniche in natura”</strong></p>



<p class="s2">​Un ciclo dedicato ai ragazzi e alle famiglie, dove la manipolazione della terra e le narrazioni si fondono in un&#8217;esperienza ludica volta a &#8220;cambiare prospettiva per praticare le proprie emozioni&#8221;.</p>



<p class="s2"><em>Primo appuntamento =&nbsp;10 Maggio&nbsp;ore 11:30</em></p>



<p class="s2">– Un Rimedio Naturale: Lettura animata della storia della fata Níniel,&nbsp;a cura di Luigi Bellastella,&nbsp;un viaggio tra erbe e fiori per riscoprire la fiducia nella natura.&nbsp;Pranzo e a&nbsp;seguire il laboratorio pratico &#8220;Giochiamo insieme:&nbsp;Esperienza sensoriale con le piante officinali e&nbsp;piantumazione dei piccoli semi per portarci a casa un pezzetto di natura&#8221;.</p>



<p class="s2"><em>Secondo appuntamento=&nbsp;30 Maggio&nbsp;ore 11:30</em></p>



<p class="s2">– Il coraggio dell&#8217;amicizia: Proseguono le avventure di Níniel e dei suoi amici animali&nbsp;a cura di Luigi Bellastella.&nbsp;Pranzo e a seguire l’attività collettiva&nbsp;che&nbsp;prevede una &#8220;Caccia al tesoro per ragazzi e genitori con tappe e staffette&#8221;.</p>



<p class="s2"><strong>2.&nbsp;“Radici Narranti: Reading teatrali di Arte, Poesia e Musica&nbsp;I Quattro Elementi”</strong></p>



<p class="s2">​Sotto la direzione artistica di Luigi Bellastella, attore e regista, il Rifugio ospiterà una serie di incontri serali al tramonto per indagare gli elementi naturali attraverso le storie del passato e del presente.</p>



<p class="s2"><em>Primo appuntamento&nbsp;=23 Maggio&nbsp;ore 19:00</em></p>



<p class="s2">– Terra (I versi della terra): &#8220;Semi di comunità e memorie del solco&#8221;. Con la partecipazione di Rosalia Colicigno, poetessa e maestra, un percorso tra&nbsp;le sue&nbsp;poesie e&nbsp;le&nbsp;testimonianze della vita contadina.</p>



<p class="s2"><em>Secondo appuntamento= 12 Giugno ore 19:30</em></p>



<p class="s2">– Acqua (Goccia a goccia): &#8220;Il favore dell&#8217;acqua&#8221;. Un dialogo tra le radici musicali del Cilento e sonorità mediterranee, con la voce dal vivo di Rossella Cosentino.&nbsp;</p>



<p class="s2">​Ogni serata di Radici Narranti inizierà al tramonto per permettere agli ospiti di godersi il passaggio dal sole alle costellazioni, assaporando i piatti di una cucina amorevole e genuina. La rassegna proseguirà nei mesi di settembre e ottobre con gli appuntamenti dedicati a &#8220;Fuoco&#8221; e &#8220;Aria&#8221;.</p>



<p class="s2"><strong>Contatti e prenotazioni:</strong></p>



<p class="s2">Rifugio del Contadino&nbsp;3402526876/3890078763</p>



<p><a href="mailto:info.ilrifugiodelcontadino@gmail.com">info.ilrifugiodelcontadino@gmail.com</a></p>



<p class="s2">www.ilrifugiodelcontadino.it</p>



<p class="s2">Seguite i canali social per aggiornamenti sui comunicati specifici di ogni serataattraverso i social</p>
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