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	<title>Itinerari &amp; borghi | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Sep 2026 13:16:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cilento Vallo di Diano experience: il 10 settembre un volo in mongolfiera sulla Certosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione R]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 10:54:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[certosa di padula]]></category>
		<category><![CDATA[Cilento Vallo di Diano Experience]]></category>
		<category><![CDATA[mongolfiera]]></category>
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					<description><![CDATA[Conoscere e ammirare Padula, il suo patrimonio storico e la certosa di San Lorenzo, sospesi tra cielo, terra e storia. Giovedì 10 settembre, a partire dalle ore 19, il campo [...]]]></description>
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<p>Conoscere e ammirare Padula, il suo patrimonio storico e la certosa di San Lorenzo, sospesi tra cielo, terra e storia. Giovedì 10 settembre, a partire dalle ore 19, il campo sportivo comunale di Padula, in viale della Certosa, ospiterà “Volare sull’arte – Padula tra storia e cielo”, un’esperienza in mongolfiera pensata per valorizzare il patrimonio artistico, storico, architettonico e paesaggistico della città.</p>



<p>L’iniziativa è promossa dall’amministrazione comunale di Padula che rientra nella rete degli Enti di bellezza del progetto insieme a Capaccio Paestum, comune capofila, Castellabate, Ascea, Ceraso, Perdifumo, San Giovanni a Piro, Montecorice, San Mauro Cilento e Serramezzana.</p>



<p>L’appuntamento è fissato all’ora più romantica e suggestiva, quella del tramonto, a partire dalle ore 19, presso il campo sportivo comunale di Padula, in viale della Certosa. Un’occasione unica per ammirare i luoghi da una prospettiva magica e rara, sospesi tra cielo, terra e storia. Una storia da osservare dall’alto, con vista sulla Certosa di San Lorenzo, il più vasto complesso monastico dell’Italia meridionale e uno dei più interessanti d’Europa per la magnificenza architettonica e la ricchezza dei tesori artistici.</p>



<p>Dal 1998 è inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Un gioiello barocco ai piedi del centro storico di Padula, nel cuore del Vallo di Diano.</p>



<p>«<em>Con questa iniziativa vogliamo offrire un modo nuovo di vivere e conoscere Padula, mettendo in relazione il nostro patrimonio storico e artistico con il paesaggio del Vallo di Diano. La mongolfiera permetterà di guardare la Certosa e il territorio da una prospettiva particolare, contribuendo anche a promuovere Padula e le sue bellezze</em>», dichiara la sindaca di Padula, Michela Cimino.</p>



<p>L’evento rappresenta un’occasione per promuovere Padula attraverso un’esperienza che unisce paesaggio, cultura e patrimonio storico, offrendo a cittadini e visitatori la possibilità di osservare dall’alto uno dei luoghi più significativi del Vallo di Diano.</p>



<p>L’esperienza sarà accessibile alle persone con disabilità e priva di barriere architettoniche e sarà aperta a tutti, previa prenotazione obbligatoria tramite il sito www.volaresullarte.com oppure direttamente in loco, fino a esaurimento dei posti disponibili. I partecipanti sono invitati a immortalare il momento e a condividerlo sui social media, taggando “cilentovallodidianoexperience”.</p>



<p>L’evento potrà essere annullato e rinviato qualora le condizioni meteorologiche non consentano lo svolgimento dell’attività in piena sicurezza.</p>



<p></p>
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		<title>Domenica al Museo, il 6 settembre ingressi gratuiti nei luoghi della cultura della Campania</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/domenica-al-museo-il-6-settembre-ingressi-gratuiti-nei-luoghi-della-cultura-della-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 14:27:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[domenica al museo gratis]]></category>
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					<description><![CDATA[Torna domenica 6 settembre l&#8217;appuntamento con la Domenica al Museo, l&#8217;iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l&#8217;ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali. Un&#8217;occasione per riscoprire musei, parchi archeologici, [...]]]></description>
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<p>Torna domenica 6 settembre l&#8217;appuntamento con la <strong>Domenica al Museo</strong>, l&#8217;iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l&#8217;ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali. Un&#8217;occasione per riscoprire musei, parchi archeologici, monumenti e siti di interesse storico e artistico della Campania.</p>



<p>Tra le mete da non perdere figurano i grandi parchi archeologici della regione, da <strong>Pompei a Paestum, fino a Ercolano</strong>, oltre al <strong>Museo archeologico nazionale di Napoli (MANN)</strong>, al <strong>Museo e Real Bosco di Capodimonte</strong>, a <strong>Castel Sant&#8217;Elmo</strong> e alla <strong>Reggia di Caserta</strong>.</p>



<p>Numerose le aperture anche in provincia di Salerno. Tra i siti visitabili gratuitamente il 6 settembre ci sono la <strong>Villa romana e Antiquarium di Minori</strong>, la <strong>Certosa di San Lorenzo a Padula</strong>, il <strong>Museo archeologico nazionale di Eboli</strong>, il <strong>Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno</strong> e il <strong>Teatro romano di Sarno</strong>.</p>



<p>L&#8217;iniziativa coinvolge inoltre il <strong>Museo archeologico nazionale di Pontecagnano e il Parco archeologico di Pontecagnano</strong>, il <strong>Museo archeologico nazionale di Sala Consilina</strong> e il <strong>Museo archeologico nazionale di Volcei “Marcello Gigante” di Buccino</strong>.</p>



<p>La giornata rappresenta un&#8217;opportunità per conoscere il patrimonio archeologico e storico del territorio salernitano, con testimonianze che spaziano dall&#8217;età romana alle civiltà preromane della Campania.</p>



<p>Le visite si svolgeranno nei <strong>consueti orari di apertura</strong> dei singoli luoghi della cultura, con <strong>prenotazione dove prevista</strong>. Per informazioni su modalità di accesso, orari e eventuali prenotazioni è possibile consultare il portale del Ministero della Cultura e le pagine dedicate ai singoli istituti.</p>
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		<title>Cilento, viaggio tra gli antichi mulini dove l’acqua diventava energia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-viaggio-tra-gli-antichi-mulini-dove-lacqua-diventava-energia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 17:48:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[mulini cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[Un tempo l’acqua non era soltanto una risorsa naturale. Era energia, lavoro, economia. Lungo fiumi, torrenti e sorgenti del territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni [...]]]></description>
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<p>Un tempo l’acqua non era soltanto una risorsa naturale. Era energia, lavoro, economia. Lungo fiumi, torrenti e sorgenti del territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni sorsero numerosi mulini destinati soprattutto alla macinazione del grano. Molti oggi sono ruderi o testimonianze documentarie; altri, invece, sono ancora presenti e possono essere raggiunti e visitati. Uno dei più suggestivi è il mulino ad acqua dell’Oasi WWF Grotte del Bussento di Morigerati. Si trova lungo il percorso che dal centro storico scende verso la grotta dove il Bussento, dopo il suo viaggio sotterraneo, torna in superficie. Un percorso di circa un chilometro, nel quale si incontrano sorgenti, cascate, l’antico mulino e la risorgenza del fiume. È uno dei luoghi nei quali il manufatto storico è ancora strettamente legato al paesaggio naturale. </p>



<p>A Casaletto Spartano, nell’area naturalistica dei Capelli di Venere, si trova un altro mulino particolarmente importante. L’edificio fu realizzato tra il 1906 e il 1910 e conserva la turbina originaria del 1910. Il macchinario del mulino è stato ricostruito nel 2022. Oggi è inserito nel percorso di visita dell’area. Nel Vallo di Diano, una tappa da non perdere è il Parco dei Mulini di San Pietro al Tanagro. L’area si trova a pochi passi dal centro storico e si estende per circa dieci ettari lungo il torrente Setone. Qui sono presenti due antichi mulini ad acqua, la cui realizzazione viene fatta risalire tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Uno dei due è stato restaurato e il Comune precisa che i mulini sono tuttora visitabili. Il parco è aperto 24 ore su 24. Nel luglio 2026, inoltre, durante “Le Notti dei Mulini”, sono state organizzate visite guidate proprio all’interno degli antichi opifici. </p>



<p>A Stio il viaggio prosegue nella suggestiva Valle dei Mulini, lungo il torrente Gaudo. La zona è caratterizzata dalla presenza di antichi mulini ad acqua e permette di leggere il rapporto tra attività umane, boschi e corsi d’acqua. Anche a Felitto, lungo il percorso delle Gole del Calore, la presenza di un antico mulino è parte della storia del fiume. Negli Alburni, a Petina, è possibile raggiungere un antico mulino ad acqua situato più a valle dell’abitato e immerso nella natura. La struttura, già esistente all’inizio del Novecento, è di proprietà privata e conserva all’esterno una caratteristica serie di archi che delimita una terrazza. Infine, a Castel San Lorenzo, lungo il corso del Calore, si trova il Mulino del Principe, simbolo di archeologia contadina tra le più interessanti del territorio. La struttura conserva la memoria dei due palmenti utilizzati per la macinazione e della successiva trasformazione dell’impianto in centrale elettrica. Sono luoghi diversi, ma uniti dalla stessa storia. Quelli rimasti raccontano un mondo scomparso. Ma, finché saranno visitabili, quella storia continuerà a vivere.</p>
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		<title>South Italy greenways, dal Cilento a Capo Nord: i parchi del Sud in viaggio per l’Europa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/south-italy-greenways-dal-cilento-a-capo-nord-i-parchi-del-sud-in-viaggio-per-leuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 10:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[South Italy Greenways]]></category>
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					<description><![CDATA[È partita da Capo Nord l’avventura di “South Italy Greenways”, il roadshow europeo in bicicletta nato per portare oltre i confini nazionali le bellezze e le opportunità di turismo sostenibile [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È partita da Capo Nord l’avventura di “South Italy Greenways”, il roadshow europeo in bicicletta nato per portare oltre i confini nazionali le bellezze e le opportunità di turismo sostenibile dei grandi Parchi del Mezzogiorno. L’iniziativa, al via dal 13 agosto, coinvolge i Parchi Nazionali del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, del Pollino e dell’Aspromonte.</p>



<p>Il progetto nasce nell’ambito dell’accordo “Parchi del Sud – Link building”, siglato nel 2025 con l’obiettivo di costruire un’offerta turistica integrata tra Campania, Basilicata e Calabria. Un patrimonio che complessivamente interessa oltre 500mila ettari e che punta su cammini, ciclovie, infrastrutture verdi, biodiversità e itinerari capaci di coniugare tutela ambientale e sviluppo dei territori.</p>



<p>Protagoniste del viaggio sono le cicliste Simona Pergola e Simona Ridolfi, accompagnate dal reporter Francesco Vigliotti. Il tour durerà circa tre mesi e seguirà il tracciato dell’EuroVelo 7 da Capo Nord a Malta: oltre 7mila chilometri attraverso nove Paesi europei e 24 Parchi naturali. Tra le città attraversate figurano Copenaghen, Berlino, Praga, Salisburgo, Bolzano, Firenze, Roma, Napoli, Salerno e fino all&#8217;arrivo aa Reggio Calabria.</p>



<p>Durante il percorso sono previsti incontri con comunità locali, associazioni, cicloturisti e operatori del settore. Al centro del racconto ci saranno anche la Via Silente, la Ciclovia Meridiana e la Ciclovia dei Parchi della Calabria: itinerari che, insieme, danno vita a una greenway di oltre 1.500 chilometri.</p>



<p>Il viaggio sarà raccontato quotidianamente attraverso fotografie, video, reportage e contenuti social. Al termine dell’esperienza sarà inoltre prodotto un video-documentario, mentre tra la fine del 2026 e il 2027 sono previsti eventi di presentazione nei quattro Parchi e nell’ambito di appuntamenti dedicati al settore.</p>



<p>L’obiettivo è rafforzare la presenza internazionale dei territori coinvolti e presentare il Sud Italia come una destinazione unitaria per il cicloturismo e l’ecoturismo, capace di attrarre viaggiatori durante tutto l’anno. Un lungo viaggio europeo che parte simbolicamente dall’estremo Nord per raccontare l’anima verde del Mezzogiorno</p>
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		<item>
		<title>Dalla vela al pilates, agosto nel Parco del Cilento si vive tra mare, boschi, grotte e borghi</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalla-vela-al-pilates-agosto-nel-parco-del-cilento-si-vive-tra-mare-boschi-grotte-e-borghi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione V]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 14:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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		<category><![CDATA[parco]]></category>
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		<category><![CDATA[vela]]></category>
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					<description><![CDATA[Agosto nel Cilento non significa soltanto mare. Il territorio del Parco, vastissimo e caratterizzato da ambienti molto diversi, permette di alternare spiagge e attività marine a boschi, fiumi, grotte, borghi, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Agosto nel Cilento non significa soltanto mare. Il territorio del Parco, vastissimo e caratterizzato da ambienti molto diversi, permette di alternare spiagge e attività marine a boschi, fiumi, grotte, borghi, siti archeologici e sentieri di montagna.</p>



<p>La parola d&#8217;ordine, soprattutto nelle giornate più calde, è <strong>cambiare ritmo</strong>: mare e sport nelle prime ore del giorno, luoghi ombreggiati o freschi nelle ore centrali, passeggiate e visite culturali nel pomeriggio e al tramonto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mare all&#8217;alba: vela, kayak e snorkeling</h2>



<p>La costa offre numerose possibilità per vivere il mare senza limitarsi alla classica giornata in spiaggia. Vela, kayak, canoa e snorkeling permettono di osservare il paesaggio costiero da una prospettiva diversa.</p>



<p>Lo snorkeling, in particolare, può diventare una vera esperienza naturalistica: osservare i fondali senza toccare gli organismi marini, senza raccogliere conchiglie e mantenendo le distanze dalla fauna significa trasformare il bagno in un&#8217;occasione di conoscenza.</p>



<p>Anche la vela rappresenta un modo particolarmente suggestivo di percorrere la costa sfruttando il vento e riducendo la dipendenza dai mezzi a motore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pilates, yoga e attività dolci</h2>



<p>Nelle prime ore del mattino o al tramonto anche attività come pilates, yoga, stretching e ginnastica dolce possono trovare spazio nella vacanza.</p>



<p>L&#8217;importante, ad agosto, è evitare l&#8217;esercizio fisico nelle ore più calde e scegliere luoghi ombreggiati e autorizzati, senza danneggiare prati e vegetazione.</p>



<p>L&#8217;idea è quella di una vacanza attiva ma non frenetica, in sintonia con i ritmi naturali del territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trekking: meglio partire presto</h2>



<p>In agosto è però fondamentale scegliere con attenzione orario, difficoltà e durata dell&#8217;escursione. Le partenze all&#8217;alba o nelle prime ore del mattino consentono di evitare il caldo più intenso.</p>



<p>Tra le possibilità ci sono percorsi costieri come quello da <strong>Velia a Punta del Telegrafo</strong>, itinerari negli Alburni, le gole del Calore, i sentieri del Gelbison e quelli verso il Monte Cervati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Acqua e ombra: Morigerati e i Capelli di Venere</h2>



<p>Quando il caldo aumenta, i corsi d&#8217;acqua e gli ambienti umidi diventano particolarmente preziosi.</p>



<p>A <strong>Morigerati</strong>, il sentiero conduce alla Grotta e alla risorgenza del Bussento. L&#8217;itinerario ufficiale del Parco è lungo circa un chilometro, con 130 metri di dislivello e una durata indicativa di un&#8217;ora. Il percorso attraversa una gola scavata dall&#8217;acqua, tra pozze, rapide e cascate. </p>



<p>Suggestiva, nelle giornate estive, è anche l&#8217;area dei <strong>Capelli di Venere di Casaletto Spartano</strong>, caratterizzata da acqua, vegetazione e ambienti ombreggiati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le grotte, rifugio naturale dal caldo</h2>



<p>Il patrimonio carsico del Parco offre un&#8217;altra possibilità per le giornate più torride.</p>



<p>Le <strong>Grotte di Castelcivita</strong>, negli Alburni, permettono di unire geologia, archeologia e visita del centro storico. Il percorso indicato dal Parco è classificato turistico, lungo circa 1,2 chilometri e percorribile durante tutto l&#8217;anno.  Anche le grotte e la risorgenza del Bussento rappresentano un esempio di come l&#8217;acqua abbia modellato il paesaggio del Cilento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Alburni e le aree interne</h2>



<p>Per chi vuole allontanarsi dalla calura della costa, gli <strong>Alburni</strong> offrono paesaggi montani, boschi, fenomeni carsici e percorsi escursionistici.</p>



<p>Tra gli itinerari del Parco figura quello verso la <strong>risorgenza dell&#8217;Auso</strong>, nei pressi di Ottati e Sant&#8217;Angelo a Fasanella, un percorso di circa un chilometro attraverso un ambiente caratterizzato da acqua, roccia e vegetazione.</p>



<p>Sempre negli Alburni si trovano itinerari più impegnativi, come quello dedicato all&#8217;Antece e alla Grotta di San Michele Arcangelo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Bicicletta e mobilità lenta</h2>



<p>Il Parco può essere scoperto anche in bicicletta. Il progetto <strong>Fuori Traccia</strong> propone una rete di itinerari che attraversa l&#8217;intero territorio, dalla costa alle aree interne.</p>



<p>Tra le tappe ci sono percorsi tra Capaccio Paestum e Ascea, Cannalonga e Salento, Laurito e San Giovanni a Piro, Roccagloriosa e Caselle in Pittari, Sanza e Atena Lucana, fino agli Alburni. Le difficoltà sono diverse e vanno quindi scelte in base alla preparazione fisica. </p>



<p>Ad agosto è consigliabile pedalare nelle ore più fresche, soprattutto per i percorsi più lunghi e con maggiore dislivello.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Borghi, archeologia e tramonti</h2>



<p>Il caldo può diventare anche l&#8217;occasione per rallentare.</p>



<p>La visita ai borghi, ai musei e ai siti archeologici permette di alternare l&#8217;attività fisica a momenti più tranquilli. Velia, i centri storici dell&#8217;interno, Roscigno Vecchio, i paesi degli Alburni e quelli del Vallo di Diano raccontano un territorio nel quale natura e presenza umana sono strettamente legate.</p>



<p>Al tramonto, quando le temperature scendono, una passeggiata diventa invece uno dei modi più semplici per vivere il paesaggio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le Aree Marine Protette del Cilento, scrigno di biodiversità tra fondali, grotte e coste incontaminate</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-aree-marine-protette-del-cilento-scrigno-di-biodiversita-tra-fondali-grotte-e-coste-incontaminate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 19:52:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Piro]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Acque cristalline, praterie di posidonia, grotte sommerse, falesie calcaree e una biodiversità tra le più ricche del Mediterraneo. Le aree marine protette del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Acque cristalline, praterie di posidonia, grotte sommerse, falesie calcaree e una biodiversità tra le più ricche del Mediterraneo. Le aree marine protette del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni rappresentano uno dei patrimoni naturalistici più preziosi d&#8217;Italia, un ecosistema dove la tutela ambientale convive con il turismo sostenibile, la pesca tradizionale e la ricerca scientifica.</p>



<p>Il tratto costiero del Parco si estende per oltre cento chilometri, da Agropoli fino al Golfo di Policastro, alternando spiagge sabbiose, promontori rocciosi, calette raggiungibili solo dal mare e fondali di straordinario valore naturalistico. Cuore della tutela è l&#8217;<strong>Area Marina Protetta &#8220;Santa Maria di Castellabate&#8221;</strong>, istituita nel 2009, che protegge circa 7.000 ettari di mare distribuiti tra le località di Santa Maria di Castellabate, San Marco, Ogliastro Marina e Punta Licosa.</p>



<p>Qui il mare conserva uno degli habitat più importanti del Mediterraneo. Le vaste praterie di <strong>Posidonia oceanica</strong>, pianta marina fondamentale per l&#8217;equilibrio dell&#8217;ecosistema, ossigenano l&#8217;acqua, contrastano l&#8217;erosione costiera e offrono rifugio a centinaia di specie ittiche. Tra i fondali trovano spazio cernie, corvine, saraghi, dentici, polpi, aragoste e numerosi molluschi, mentre nelle acque più aperte non è raro avvistare delfini e tartarughe marine della specie <em>Caretta caretta</em>.</p>



<p>Uno dei simboli dell&#8217;area è <strong>Punta Licosa</strong>, promontorio immerso nella macchia mediterranea che prende il nome dalla sirena Leucosia, protagonista di un&#8217;antica leggenda greca. Di fronte alla costa emerge l&#8217;isolotto di Licosa, oggi oasi naturalistica e luogo privilegiato per immersioni e snorkeling grazie alla trasparenza delle acque e alla ricchezza della fauna marina.</p>



<p>Procedendo verso sud si incontrano alcuni degli scenari più spettacolari dell&#8217;intero Mediterraneo. <strong>Capo Palinuro</strong>, con le sue alte falesie, custodisce un articolato sistema di grotte marine, tra cui la celebre <strong>Grotta Azzurra</strong>, la Grotta d&#8217;Argento, la Grotta del Sangue e la Grotta dei Monaci. Le particolari condizioni di luce e la conformazione geologica hanno creato ambienti di eccezionale valore paesaggistico e biologico, meta ogni anno di migliaia di subacquei provenienti da tutta Europa.</p>



<p>Le acque di <strong>Marina di Camerota</strong> ospitano invece uno dei tratti costieri meglio conservati del Tirreno. Cala Bianca, Porto Infreschi e Pozzallo sono circondati da pareti rocciose, boschi di leccio e macchia mediterranea che si tuffano direttamente nel mare. Molte baie sono raggiungibili esclusivamente via mare o attraverso sentieri naturalistici, caratteristica che ha consentito di preservarne l&#8217;integrità ambientale.</p>



<p>La <strong>Baia degli Infreschi</strong>, più volte inserita tra le spiagge più belle d&#8217;Italia, rappresenta uno degli esempi più significativi di turismo sostenibile del Cilento. Le sorgenti di acqua dolce che affiorano vicino alla costa creano particolari condizioni ambientali favorevoli alla presenza di numerose specie marine, rendendo l&#8217;area particolarmente apprezzata anche dagli appassionati di snorkeling.</p>



<p>Lungo la costa del Golfo di Policastro, fino a Scario e Sapri, il paesaggio continua a sorprendere con insenature, pareti rocciose e piccole spiagge nascoste, dove la pressione antropica rimane limitata. Qui sopravvivono habitat costieri di grande interesse comunitario, monitorati costantemente dagli enti di gestione e dalle università impegnate nella ricerca scientifica.</p>



<p>La tutela di questi ecosistemi si fonda su una rigorosa regolamentazione delle attività umane. Nelle aree a maggiore protezione sono vietati pesca, ancoraggio e navigazione non autorizzata, mentre nelle zone a tutela parziale sono consentite attività compatibili con la conservazione dell&#8217;ambiente, come la piccola pesca artigianale, le immersioni guidate e il turismo nautico regolamentato.</p>



<p>Negli ultimi anni le aree marine protette del Cilento sono diventate anche un laboratorio per lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici sul Mediterraneo. Il monitoraggio delle praterie di Posidonia, della qualità delle acque e della presenza di specie aliene consente ai ricercatori di raccogliere dati preziosi per la salvaguardia dell&#8217;intero ecosistema marino.</p>



<p>Per i visitatori, il mare del Cilento offre esperienze che coniugano spettacolo e rispetto della natura: escursioni in kayak lungo le falesie, gite in barca alle grotte di Palinuro, snorkeling nei fondali di Punta Licosa, immersioni guidate tra pareti sommerse e relitti, oppure semplici passeggiate lungo sentieri costieri che regalano panorami tra i più suggestivi della Campania</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cilento, viaggio nel Parco Nazionale tra mare, archeologia e borghi: guida alle meraviglie del Sud</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-viaggio-nel-parco-nazionale-tra-mare-archeologia-e-borghi-guida-alle-meraviglie-del-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 19:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[Un territorio che racchiude tremila anni di storia, oltre cento chilometri di costa, montagne che superano i 1.800 metri, borghi medievali, siti archeologici di fama mondiale e una delle tradizioni [...]]]></description>
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<p>Un territorio che racchiude tremila anni di storia, oltre cento chilometri di costa, montagne che superano i 1.800 metri, borghi medievali, siti archeologici di fama mondiale e una delle tradizioni gastronomiche più celebrate del pianeta. È il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la seconda area protetta più estesa d&#8217;Italia, che si sviluppa nel cuore della Campania meridionale e rappresenta una delle destinazioni più complete del turismo naturalistico e culturale del Mediterraneo.</p>



<p>Istituito nel 1991, il Parco si estende su circa 181 mila ettari e comprende ottanta comuni della provincia di Salerno. Il suo straordinario patrimonio ambientale e storico gli è valso il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità dell&#8217;UNESCO, insieme ai siti archeologici di Paestum e Velia e alla Certosa di Padula. Il territorio è inoltre Riserva della Biosfera e Geoparco Mondiale UNESCO, a conferma della sua eccezionale ricchezza paesaggistica e geologica.</p>



<p>Il viaggio nel Cilento non può che iniziare da <strong>Paestum</strong>, l&#8217;antica Poseidonia fondata dai Greci nel VI secolo a.C. I tre maestosi templi dorici – dedicati a Nettuno, Hera e Atena – sono considerati tra i monumenti dell&#8217;antichità meglio conservati al mondo. Accanto all&#8217;area archeologica, il Museo Nazionale custodisce reperti di straordinario valore, tra cui la celebre <strong>Tomba del Tuffatore</strong>, unico esempio di pittura funeraria della Magna Grecia giunto quasi integro fino ai nostri giorni.</p>



<p>Proseguendo verso sud si raggiunge <strong>Velia</strong>, l&#8217;antica Elea, patria dei filosofi Parmenide e Zenone. Passeggiare tra le rovine significa ripercorrere la storia della scuola eleatica, visitando la Porta Rosa, uno dei più antichi esempi di arco a tutto sesto dell&#8217;architettura greca, l&#8217;acropoli e i resti dell&#8217;antica città che si affaccia sul Tirreno.</p>



<p>Il mare rappresenta una delle principali attrazioni del Parco. Da <strong>Agropoli</strong> fino a <strong>Sapri</strong>, la costa alterna lunghe spiagge sabbiose a spettacolari falesie calcaree, grotte marine e piccole cale raggiungibili soltanto via mare.</p>



<p>Tra le località più conosciute figura <strong>Palinuro</strong>, dominata dall&#8217;imponente Capo Palinuro, dove le escursioni in barca conducono alla scoperta della Grotta Azzurra, della Grotta del Sangue, della Grotta d&#8217;Argento e dell&#8217;Arco Naturale, uno dei simboli del Cilento.</p>



<p>Poco più a sud, <strong>Marina di Camerota</strong> custodisce alcune delle spiagge più suggestive del Mediterraneo. Cala Bianca, premiata più volte tra le spiagge più belle d&#8217;Italia, e la Baia degli Infreschi offrono acque cristalline, macchia mediterranea e fondali ideali per snorkeling e immersioni. Molte cale sono raggiungibili solo a piedi attraverso sentieri panoramici o con piccole imbarcazioni.</p>



<p>Il fascino del Cilento emerge anche nei suoi borghi storici. <strong>Castellabate</strong>, inserito tra &#8220;I Borghi più belli d&#8217;Italia&#8221;, conserva il castello medievale, la Basilica di Santa Maria de Gulia e un dedalo di vicoli affacciati sul mare. La località è diventata celebre anche grazie al film <em>Benvenuti al Sud</em>, che ne ha valorizzato il patrimonio paesaggistico.</p>



<p>Da non perdere anche <strong>Acciaroli</strong>, antico borgo marinaro legato alla figura del biologo americano Ancel Keys, <strong>Pioppi</strong>, sede del Museo Vivente della Dieta Mediterranea, <strong>Pisciotta</strong>, con il suo centro storico in pietra, <strong>Morigerati</strong> con l&#8217;oasi Wwf Grotte del Bussento e <strong>Casaletto Spartano</strong>, dove si trovano le Cascate dei Capelli di Venere.</p>



<p>L&#8217;entroterra offre itinerari altrettanto affascinanti. La monumentale <strong>Certosa di San Lorenzo a Padula</strong>, tra i più grandi complessi monastici d&#8217;Europa, rappresenta uno dei massimi esempi del barocco italiano, con oltre trecento stanze, chiostri monumentali e la celebre scala ellittica.</p>



<p>Gli amanti della natura possono invece esplorare le <strong>Grotte di Pertosa-Auletta</strong>, unico complesso speleologico italiano visitabile anche in barca lungo un fiume sotterraneo, oppure percorrere i sentieri che conducono sul <strong>Monte Cervati</strong>, con i suoi 1.899 metri la vetta più alta della Campania. Il Parco ospita faggete secolari, canyon, gole, sorgenti, orchidee spontanee e numerose specie faunistiche, tra cui il lupo appenninico, il gatto selvatico, la lontra, l&#8217;aquila reale e il falco pellegrino.</p>



<p>Il Cilento è anche la culla della <strong>Dieta Mediterranea</strong>, riconosciuta dall&#8217;UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità. Fu proprio ad Acciaroli e Pioppi che Ancel Keys elaborò gli studi che dimostrarono i benefici di un&#8217;alimentazione basata su olio extravergine d&#8217;oliva, cereali, ortaggi, legumi, pesce azzurro e frutta. Oggi il territorio continua a distinguersi per le sue eccellenze agroalimentari, dalla mozzarella di bufala campana ai fichi bianchi del Cilento, dall&#8217;olio Dop ai vini prodotti sulle colline affacciate sul Tirreno.</p>



<p>Per visitare il Parco il periodo ideale va dalla primavera all&#8217;autunno inoltrato. Maggio, giugno e settembre permettono di apprezzare il territorio con temperature miti e un minore affollamento rispetto all&#8217;alta stagione estiva. In pochi chilometri è possibile passare dalle spiagge Bandiera Blu ai boschi montani, dai templi della Magna Grecia ai monasteri barocchi, vivendo un&#8217;esperienza che unisce cultura, sport, natura ed enogastronomia.</p>
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		<title>&#8220;Spazi sonori&#8221; di Sergio Sorrentino: a Polla un itinerario d&#8217;ascolto che trasforma un paese in musica</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/spazi-sonori-di-sergio-sorrentino-a-polla-un-itinerario-dascolto-che-trasforma-un-paese-in-musica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 09:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Polla]]></category>
		<category><![CDATA[polla]]></category>
		<category><![CDATA[spazi sonori]]></category>
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					<description><![CDATA[Installazione sonora diffusa, sei composizioni originali e un percorso immersivo nei luoghi simbolo del paese: il compositore pollese di fama internazionale Sergio Sorrentino trasforma Polla in un&#8217;esperienza di ascolto dove [...]]]></description>
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<p>Installazione sonora diffusa, sei composizioni originali e un percorso immersivo nei luoghi simbolo del paese: il compositore pollese di fama internazionale Sergio Sorrentino trasforma Polla in un&#8217;esperienza di ascolto dove musica, memoria e territorio si incontrano.</p>



<p>&#8220;Un paese può diventare musica.&#8221; È da questa intuizione che prende forma Spazi Sonori, il progetto di installazione sonora ideato dal compositore e chitarrista Sergio Sorrentino e promosso dal Museo Civico Insteia Polla e dal Comune di Polla, con il contributo del Ministero della Cultura.</p>



<p>L&#8217;inaugurazione di Spazi Sonori si terrà lunedì 3 agosto alle ore 20.00 presso il Museo Civico Insteia Polla. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Polla, Massimo Loviso, interverranno Giovanni Corleto, Consigliere comunale con delega alla Cultura, ai Beni Culturali e al Centro Storico, Maurizio D&#8217;Amico, Direttore del Museo Civico Insteia Polla e curatore del progetto, e Sergio Sorrentino, compositore e autore dell&#8217;installazione.</p>



<p>Nel corso della serata sarà presentata l&#8217;opera sonora e ne sarà proposta una selezione di ascolti.<br>Con Spazi Sonori, Polla diventa uno spazio d&#8217;ascolto diffuso in cui paesaggio, memoria e creazione contemporanea si intrecciano in un&#8217;esperienza accessibile a cittadini e visitatori. Un progetto che trasforma il territorio in una partitura sonora, invitando il pubblico a riscoprirlo attraverso l&#8217;ascolto e offrendo una nuova prospettiva sul patrimonio culturale e identitario della comunità.</p>



<p>Artista riconosciuto a livello internazionale, definito da Il Manifesto «il miglior chitarrista elettrico della musica da concerto» e dalla rivista inglese The Wire «un musicista straordinario», Sergio Sorrentino è tra i protagonisti della musica d&#8217;arte contemporanea per chitarra elettrica. Collabora con il leggendario compositore Philip Glass e con altri importanti musicisti della scena internazionale, tra cui Gavin Bryars, Elliott Sharp, Eric Mingus, Daniele Sepe e Andrea Vanzo. I suoi brani e video raggiungono milioni di visualizzazioni e ascolti sulle piattaforme digitali. Il suo album Dream è stato recensito dal New York Times, che lo ha definito «di una bellezza disarmante». Sorrentino è protagonista di un&#8217;intensa attività concertistica internazionale che lo ha portato a esibirsi in prestigiose istituzioni e festival, tra cui Yale University, New York University, il Festival di Musica Contemporanea dell&#8217;Avana, il Vortex di Londra, l&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Parigi e l&#8217;Experimentik Festival di Berlino.</p>



<p>Con Spazi Sonori, Sorrentino trasforma Polla in una partitura da attraversare con l&#8217;ascolto. L&#8217;opera nasce da una ricerca sul paesaggio sonoro del paese: sei composizioni originali realizzate a partire dalla registrazione dei suoni ambientali e naturali di Polla, successivamente elaborati e trasformati in materia musicale. Il fiume Tanagro, la Foresta, la pioggia del Convento, le voci della tradizione popolare, le porte e gli oggetti del centro storico, i suoni dei falò di Sant&#8217;Antuniello, le campane e i campioni di ciaramella dialogano con pianoforte, chitarra elettrica, sintetizzatori e strumenti acustici.</p>



<p>Le sei composizioni accompagnano il pubblico in un percorso tra i luoghi simbolo di Polla: la Stazione, il Fiume, la Foresta, Piazza Forte, il Convento e il Centro Storico – Piazza dei Parlamenti, dove una rielaborazione del canto popolare Manname &#8216;Na Zita incorpora la voce storica del cantore pollese Luigi Lapadula, registrata nel 1975 e conservata nel Fondo Teatrogruppo di Salerno.</p>



<p>In ciascuna tappa una didascalia con QR code consentirà di ascoltare la composizione nel luogo che l&#8217;ha ispirata, creando un dialogo diretto tra spazio, suono e memoria. Il fulcro del percorso è il Museo Civico Insteia Polla, dove un&#8217;installazione sonora ambientale diffonde le sei opere attraverso un</p>



<p>sistema di speaker, offrendo una visione d&#8217;insieme del paesaggio acustico immaginato dall&#8217;artista.<br>La realizzazione di Spazi Sonori nasce dalla collaborazione tra il compositore Sergio Sorrentino e il direttore del Museo Civico Insteia Polla Maurizio D&#8217;Amico. Il progetto si inserisce nella nuova visione curatoriale del Museo e inaugura una programmazione orientata alla valorizzazione dei linguaggi contemporanei come strumenti di ricerca, interpretazione e riscoperta dell&#8217;identità locale.</p>



<p>In questa prospettiva si inseriscono anche le iniziative dedicate alla realizzazione dell&#8217;Archivio di Comunità, attualmente in corso, creando un filo conduttore tra produzione artistica, memoria collettiva e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.</p>



<p>A sottolineare il valore dell&#8217;iniziativa, il Consigliere comunale Giovanni Corleto, con delega alla Cultura, ai Beni Culturali e al Centro Storico, dichiara: &#8220;<em>Un progetto importante, unico nel suo genere, volto a contaminare con la cultura e, in particolare, con la musica e i suoni l&#8217;intero paese e a valorizzare e arricchire il Museo Civico Insteia Polla. Sono in programma a breve altre iniziative e verranno presentate altre opere che potranno essere ammirate nel nostro Museo cittadino. Un ringraziamento accorato da parte mia e dell&#8217;intera amministrazione comunale al maestro e artista Sergio Sorrentino, originario di Polla, per la preziosa opera realizzata e all&#8217;ideatore e curatore del progetto, il Dott. Maurizio D&#8217;Amico.</em>&#8220;</p>
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		<title>Procida, l&#8217;isola dei colori che ha conquistato il mondo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/procida-lisola-dei-colori-che-ha-conquistato-il-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:06:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[procida]]></category>
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					<description><![CDATA[Piccola nelle dimensioni, ma immensa per fascino e patrimonio culturale. Con appena 3,7 chilometri quadrati di superficie, Procida è la più piccola delle isole del Golfo di Napoli e, insieme [...]]]></description>
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<p>Piccola nelle dimensioni, ma immensa per fascino e patrimonio culturale. Con appena <strong>3,7 chilometri quadrati</strong> di superficie, Procida è la più piccola delle isole del Golfo di Napoli e, insieme all&#8217;isolotto di Vivara, costituisce un comune della Città Metropolitana di Napoli. Affacciata tra Ischia e la terraferma, l&#8217;isola rappresenta uno dei luoghi più autentici del Mediterraneo, capace di conservare nei secoli la propria identità marinara e un paesaggio rimasto in larga parte intatto. </p>



<p>Nel 2022 Procida è stata la <strong>prima isola italiana a ricevere il titolo di Capitale Italiana della Cultura</strong>, un riconoscimento assegnato dal Ministero della Cultura per un progetto che ha valorizzato il rapporto tra patrimonio, sostenibilità e innovazione culturale. La giuria ha premiato la capacità dell&#8217;isola di proporsi come modello di sviluppo per le piccole realtà insulari del Mediterraneo, sottolineandone l&#8217;eccezionale valore paesaggistico e culturale.</p>



<p>L&#8217;immagine simbolo di Procida è quella della <strong>Marina di Corricella</strong>, l&#8217;antico borgo dei pescatori. Le sue case color pastello, costruite una accanto all&#8217;altra seguendo l&#8217;orografia della costa, sono diventate una delle cartoline più conosciute d&#8217;Italia. Qui il tempo sembra essersi fermato: niente automobili, reti da pesca stese al sole, piccoli ristoranti affacciati sul mare e un&#8217;atmosfera che conserva il carattere autentico della vita isolana.</p>



<p>A dominare l&#8217;isola è <strong>Terra Murata</strong>, il nucleo abitato più antico, posto nel punto più elevato di Procida. Circondata da mura cinquecentesche costruite per difendere gli abitanti dalle incursioni piratesche, ospita l&#8217;Abbazia di San Michele Arcangelo, patrono dell&#8217;isola, e il monumentale <strong>Palazzo d&#8217;Avalos</strong>, edificato nel XVI secolo e trasformato nell&#8217;Ottocento in carcere borbonico. Oggi il complesso rappresenta uno dei principali simboli della storia procidana e della sua rinascita culturale. </p>



<p>Procida è anche un&#8217;isola profondamente legata al mare. Per secoli la pesca e la navigazione hanno rappresentato il cuore dell&#8217;economia locale e ancora oggi numerose famiglie conservano una lunga tradizione marinara. Accanto a queste attività, negli ultimi decenni è cresciuto il turismo, attratto da un territorio che ha saputo evitare una forte urbanizzazione e mantenere un equilibrio tra sviluppo e tutela del paesaggio. </p>



<p>Gran parte del fascino dell&#8217;isola deriva anche dal suo patrimonio naturalistico. Le spiagge della Chiaia, della Chiaiolella, del Pozzo Vecchio e della Lingua si alternano a falesie, promontori e scorci panoramici. Una parte del litorale rientra inoltre nell&#8217;<strong>Area Marina Protetta &#8220;Regno di Nettuno&#8221;</strong>, che tutela gli ecosistemi marini delle isole flegree. Poco distante si trova <strong>Vivara</strong>, isolotto di origine vulcanica collegato a Procida da un ponte e riconosciuto come riserva naturale per l&#8217;elevato valore ambientale e archeologico.</p>



<p>L&#8217;isola ha conquistato anche letteratura e cinema. Elsa Morante vi ambientò il celebre romanzo <strong>&#8220;L&#8217;isola di Arturo&#8221;</strong>, vincitore del Premio Strega nel 1957, contribuendo a far conoscere Procida nel mondo. Negli anni successivi le sue strade e le sue spiagge sono diventate set cinematografici di grande successo, tra cui <strong>&#8220;Il Postino&#8221;</strong> di Massimo Troisi e Michael Radford e <strong>&#8220;Il talento di Mr. Ripley&#8221;</strong> con Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow. </p>



<p>Anche la gastronomia racconta l&#8217;identità procidana. Tra le specialità più conosciute figurano il <strong>coniglio alla procidana</strong>, preparato secondo un&#8217;antica ricetta isolana, il pescato del giorno e la <strong>lingua di bue</strong>, dolce di pasta sfoglia farcito con crema al limone, simbolo della pasticceria locale.</p>



<p>Facilmente raggiungibile in aliscafo o traghetto da Napoli e Pozzuoli, Procida è oggi una meta privilegiata per chi cerca un turismo lento, fatto di passeggiate tra vicoli fioriti, piccoli porti, terrazze sul mare e panorami che cambiano colore con la luce del giorno. </p>
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		<title>A Cosentini di Montecorice il museo all&#8217;aperto “Maschkari e suoni pe sta via”</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-cosentini-di-montecorice-il-museo-allaperto-maschkari-e-suoni-pe-sta-via/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Montecorice]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale tradizionale]]></category>
		<category><![CDATA[cosentini di montecorice]]></category>
		<category><![CDATA[museo a cielo aperto]]></category>
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					<description><![CDATA[Il fascino senza tempo della tradizione popolare incontra la modernità della valorizzazione territoriale. Il Museo “Màschkari e suoni pe sta via” è un innovativo museo all&#8217;aperto situato a Cosentini di Montecorice, interamente dedicato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il fascino senza tempo della tradizione popolare incontra la modernità della valorizzazione territoriale.</p>



<p>Il <strong>Museo “<em>Màschkari e suoni pe sta via</em>”</strong> è un innovativo museo all&#8217;aperto situato a Cosentini di Montecorice, interamente dedicato a &#8220;<em>Carnuluvaro mio&#8221;,</em> il Carnevale antico del borgo, inserito nell&#8217;Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Campania (IPIC).</p>



<p>II museo “<em>Maschkari e suoni pe sta via”</em>&nbsp;è stato ideato e realizzato dall’Associazione Euphória grazie al contributo dell’Ente&nbsp;Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/A-Cosentini-di-Montecorice-il-museo-allaperto-Maschkari-e-suoni-pe-sta-via-2-1-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-253570" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/A-Cosentini-di-Montecorice-il-museo-allaperto-Maschkari-e-suoni-pe-sta-via-2-1-1024x682.jpeg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/A-Cosentini-di-Montecorice-il-museo-allaperto-Maschkari-e-suoni-pe-sta-via-2-1-300x200.jpeg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/A-Cosentini-di-Montecorice-il-museo-allaperto-Maschkari-e-suoni-pe-sta-via-2-1-768x512.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/A-Cosentini-di-Montecorice-il-museo-allaperto-Maschkari-e-suoni-pe-sta-via-2-1-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/A-Cosentini-di-Montecorice-il-museo-allaperto-Maschkari-e-suoni-pe-sta-via-2-1.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>È un museo diffuso: lungo il percorso della mascherata&nbsp;tradizionale sono istallati 10 pannelli di ceramica raffiguranti momenti e personaggi del Carnevale e 2 itinerari, collocati sulle piazze del paese. Le ceramiche sono state realizzate dall’artista Mariana Gonzales, con la tecnica della maiolica.&nbsp; Ad ogni pannello è, inoltre, collegato un QR-code che consente a chi lo inquadra di proseguire anche virtualmente il viaggio nel Carnevale: attraverso video esplicativi in cui alle immagini delle recenti edizioni di Carnuluvaro mio si affiancano le voci degli anziani e degli abitanti del borgo, raccolte nel corso degli anni. Sui due itinerari è, inoltre, presente un QR code Viaggio Alternativo che richiama l’intero percorso per chi non può materialmente percorrere l&#8217;itinerario, persone diversamente abili o con difficoltà motorie.</p>



<p>Il Museo &#8220;<em>Maschkari e Suoni pe sta via&#8230; in allegria co sta bella compagnia</em>&#8221; nasce con l&#8217;intento di rendere il Carnevale tradizionale di Cosentini – &#8220;Carnuluvaro mio&#8221; – fruibile a tutti e in ogni momento dell&#8217;anno. Attraverso il Museo si vuole tenere memoria degli attori che in passato hanno vissuto queste tradizioni,&nbsp;<a>tenere vive e riscoprire le tradizioni di chi ha percorso queste viuzze e vissuto dietro questi portoni negli anni passati.</a></p>



<p>Percorrendo l&#8217;itinerario della&nbsp;<em>maschkarata&nbsp;</em>il visitatore si ritroverà a fare un piccolo viaggio nella storia del borgo di Cosentini.&nbsp; Un percorso che si presenta come ecosostenibile, a bassissimo impatto ambientale e i cui contenuti virtuali possono essere costantemente aggiornati.</p>



<p>Il museo all’aperto si configura non solo come un’attrazione turistica dal forte impatto visivo, ma come un autentico archivio della memoria a cielo aperto, capace di mantenere vive le radici contadine e l&#8217;identità del borgo.</p>



<p>Ogni installazione è pensata per guidare il visitatore in un viaggio antropologico e festoso attraverso le generazioni, rendendo il borgo di Cosentini una tappa obbligata per chiunque voglia scoprire l&#8217;anima più autentica del territorio cilentano.</p>



<p>L’associazione Euphòria, da sempre attiva nella salvaguardia del patrimonio storico-culturale del Cilento, vi aspetta con la rassegna “Vieni cca facimo nu cunto”, il 12 agosto “Voci della memoria”, un viaggio nei ricordi di una comunità, e il 20 agosto con ‘A ZITA &#8211; Scene da un matrimonio di una volta, rievocazione di un matrimonio degli Anni Quaranta.</p>



<p>Cosentini è un piccolo borgo, disteso su un&#8217;amena collina, a solo qualche chilometro in linea d’aria dal mare, con vista sul golfo di Salerno. Cosentini offre al visitatore un panorama suggestivo. Il borgo antico conserva ancora alcuni tratti medievali, una via lastricata lo attraversa da nord a sud, il profumo delle ginestre lo avvolge. La prima notizia del paese la riscontriamo in un documento del 1116.</p>
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		<item>
		<title>Le isole della Campania: cosa vedere a Capri, Ischia e Procida</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-isole-della-campania-cosa-vedere-a-capri-ischia-e-procida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 14:54:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[isole campania]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre isole, tre identità diverse, unite da un patrimonio naturalistico, storico e culturale che ogni anno richiama milioni di visitatori. Capri, Ischia e Procida rappresentano alcune delle destinazioni più apprezzate [...]]]></description>
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<p>Tre isole, tre identità diverse, unite da un patrimonio naturalistico, storico e culturale che ogni anno richiama milioni di visitatori. Capri, Ischia e Procida rappresentano alcune delle destinazioni più apprezzate del Mediterraneo e sono facilmente raggiungibili con traghetti e aliscafi dai porti di Napoli e Pozzuoli, mentre Ischia e Procida sono collegate anche tra loro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Capri, tra Faraglioni e Piazzetta</h2>



<p>Capri è conosciuta in tutto il mondo per i Faraglioni, simbolo dell&#8217;isola, e per la celebre Grotta Azzurra, cavità marina visitabile in condizioni meteo favorevoli. Tra i luoghi più frequentati figurano la Piazzetta, cuore della vita cittadina, i Giardini di Augusto con il panorama sui Faraglioni e su via Krupp, e il borgo di Anacapri, dove è possibile raggiungere in seggiovia il Monte Solaro, il punto più alto dell&#8217;isola.</p>



<p>Per gli amanti delle passeggiate, il sentiero di Pizzolungo offre scorci panoramici sulla costa, mentre la Villa Jovis, residenza dell&#8217;imperatore Tiberio, rappresenta una delle testimonianze archeologiche più importanti dell&#8217;isola.</p>



<p>Il periodo ideale per visitare Capri è la primavera oppure settembre e ottobre, quando il clima resta mite e l&#8217;afflusso turistico è generalmente inferiore rispetto ai mesi centrali dell&#8217;estate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ischia, l&#8217;isola del benessere</h2>



<p>Con i suoi circa 46 chilometri quadrati, Ischia è la più grande delle isole del Golfo di Napoli ed è famosa per le acque termali, i giardini botanici e le spiagge.</p>



<p>Tra i simboli dell&#8217;isola spicca il Castello Aragonese, collegato alla terraferma da un ponte in muratura e visitabile durante tutto l&#8217;anno. Da non perdere anche i Giardini La Mortella, realizzati dal compositore William Walton e dalla moglie Susana, considerati tra i più importanti giardini botanici d&#8217;Europa.</p>



<p>Le spiagge più frequentate sono Citara, Maronti e San Montano, mentre chi ama la natura può esplorare il Monte Epomeo, la vetta più alta dell&#8217;isola, raggiungibile attraverso sentieri escursionistici.</p>



<p>Ischia è inoltre una delle principali destinazioni italiane per il turismo termale grazie alla presenza di sorgenti naturali e numerosi parchi dedicati al benessere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Procida, il fascino dell&#8217;autenticità</h2>



<p>Piccola per estensione ma ricca di storia, Procida ha conquistato una crescente notorietà internazionale dopo essere stata nominata Capitale italiana della Cultura nel 2022.</p>



<p>Il borgo di Terra Murata, il punto più alto dell&#8217;isola, custodisce l&#8217;antico Palazzo d&#8217;Avalos e offre una vista sul Golfo di Napoli. Marina Corricella, con le sue case color pastello affacciate sul mare, è uno dei luoghi più fotografati dell&#8217;isola e conserva ancora oggi l&#8217;atmosfera del tradizionale borgo di pescatori.</p>



<p>Tra le spiagge più apprezzate figurano Chiaia, raggiungibile attraverso una scalinata panoramica, e Chiaiolella, ideale per chi cerca servizi balneari e tramonti sul mare.</p>



<p>Procida si visita facilmente anche in una sola giornata, ma un soggiorno più lungo permette di scoprirne gli angoli meno conosciuti e di vivere con maggiore tranquillità il ritmo dell&#8217;isola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come raggiungere le isole</h2>



<p>Capri è collegata quotidianamente con il porto di Napoli e, durante la stagione turistica, anche con altri scali della Campania. Ischia e Procida sono raggiungibili sia da Napoli sia da Pozzuoli attraverso collegamenti marittimi effettuati da traghetti e aliscafi, con corse più frequenti nei mesi estivi.</p>



<p>Per chi viaggia in alta stagione è consigliabile prenotare i biglietti in anticipo e verificare eventuali limitazioni allo sbarco dei veicoli privati, previste in determinati periodi dell&#8217;anno.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le spiagge più belle della Campania: dalle bandiere blu alle calette nascoste</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-spiagge-piu-belle-della-campania-dalle-bandiere-blu-alle-calette-nascoste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 14:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[turismo campania]]></category>
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					<description><![CDATA[La Campania offre oltre 500 chilometri di costa, un patrimonio naturale che alterna lunghe spiagge sabbiose, scogliere a picco sul mare, baie raggiungibili solo via mare e alcune delle località [...]]]></description>
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<p>La Campania offre oltre 500 chilometri di costa, un patrimonio naturale che alterna lunghe spiagge sabbiose, scogliere a picco sul mare, baie raggiungibili solo via mare e alcune delle località balneari più celebri d&#8217;Italia. Dalla Costiera Amalfitana al Cilento, passando per le isole del Golfo di Napoli e il litorale domizio, ogni tratto di costa presenta caratteristiche diverse, adatte sia a chi cerca servizi e stabilimenti sia a chi preferisce luoghi più selvaggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Costiera Amalfitana: tra spiagge iconiche e baie appartate</h2>



<p>La Costiera Amalfitana è famosa per i suoi panorami spettacolari e per le spiagge incastonate tra le rocce. Marina Grande di Positano è una delle più conosciute, con il borgo colorato che fa da sfondo al litorale. A pochi minuti di navigazione si trova la spiaggia di Arienzo, raggiungibile anche attraverso una lunga scalinata.</p>



<p>Ad Amalfi, la spiaggia cittadina rappresenta un punto di partenza ideale per visitare il centro storico, mentre chi desidera maggiore tranquillità può scegliere la spiaggia di Duoglio, accessibile tramite una scalinata o via mare.</p>



<p>Tra le località più suggestive figura anche la spiaggia di Atrani, uno dei borghi più piccoli d&#8217;Italia, dove il mare incontra un centro storico rimasto autentico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cilento: natura incontaminata e mare cristallino</h2>



<p>Il Cilento ospita alcune delle spiagge più premiate della regione per qualità delle acque e tutela ambientale. Palinuro è celebre per le sue grotte marine e per la spiaggia dell&#8217;Arco Naturale, mentre Marina di Camerota offre baie come Cala Bianca, spesso segnalata tra le più belle d&#8217;Italia per la trasparenza delle acque e il contesto naturalistico.</p>



<p>Acciaroli e Pioppi rappresentano invece due destinazioni apprezzate da chi cerca relax e servizi, con spiagge di ciottoli e mare limpido.</p>



<p>L&#8217;intero tratto costiero del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni conserva numerosi angoli ancora poco urbanizzati, ideali per escursioni in barca e snorkeling.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le isole del Golfo: Ischia e Procida</h2>



<p>Ischia abbina il mare alle sorgenti termali. Tra le spiagge più frequentate figurano Citara, sede dei celebri parchi termali, e Maronti, una delle più estese dell&#8217;isola. Più raccolta è San Montano, nella baia di Lacco Ameno, particolarmente apprezzata dalle famiglie.</p>



<p>Procida, Capitale italiana della Cultura nel 2022, conserva un fascino autentico. La spiaggia della Chiaiolella è ideale per chi desidera servizi e tramonti spettacolari, mentre la Chiaia, raggiungibile attraverso una lunga scalinata, offre un ambiente più tranquillo e panoramico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Golfo di Napoli e la Penisola Sorrentina</h2>



<p>La Penisola Sorrentina alterna stabilimenti balneari e piccole insenature. Marina di Puolo, tra Massa Lubrense e Sorrento, rappresenta una delle spiagge più amate per la facilità di accesso e la vista su Capri.</p>



<p>Nell&#8217;Area Marina Protetta di Punta Campanella si trovano invece baie raggiungibili soprattutto via mare o attraverso sentieri panoramici, particolarmente apprezzate dagli appassionati di immersioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il litorale domizio</h2>



<p>Nel Casertano il litorale domizio offre ampie spiagge sabbiose che si estendono per diversi chilometri. Baia Domizia rappresenta una delle località storiche della costa campana, con stabilimenti, pinete e numerose strutture ricettive. Negli ultimi anni diversi comuni hanno investito nel miglioramento dei servizi turistici e nella valorizzazione delle aree costiere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Bandiere Blu</h2>



<p>Ogni anno numerosi comuni campani ottengono il riconoscimento Bandiera Blu, assegnato dalla Foundation for Environmental Education (FEE) sulla base di criteri che riguardano qualità delle acque di balneazione, gestione ambientale, servizi, sicurezza e accessibilità. Il numero dei comuni premiati può variare di anno in anno, ma il Cilento rappresenta stabilmente una delle aree italiane con la maggiore concentrazione di località insignite del riconoscimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando visitare le spiagge campane</h2>



<p>I mesi di giugno e settembre rappresentano spesso il periodo migliore per godere del mare campano: le temperature sono generalmente favorevoli e l&#8217;affluenza turistica è inferiore rispetto all&#8217;alta stagione. Luglio e agosto restano i mesi più frequentati, soprattutto nelle località della Costiera Amalfitana e delle isole.</p>



<p>Per raggiungere le spiagge più isolate del Cilento o della Costiera Amalfitana è consigliabile partire nelle prime ore della mattina oppure utilizzare i collegamenti via mare, disponibili durante la stagione estiva, che consentono di evitare il traffico stradale e di scoprire baie accessibili solo in barca.</p>



<p>Dalle spiagge mondane di Positano alle cale incontaminate del Cilento, passando per Ischia, Procida e il litorale domizio, la Campania offre un&#8217;ampia varietà di paesaggi e di esperienze balneari, confermandosi una delle principali destinazioni turistiche del Mediterraneo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Estate salese 2026: tre mesi di eventi per valorizzare cultura, territorio e comunità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-salese-2026-tre-mesi-di-eventi-per-valorizzare-cultura-territorio-e-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Sorrentino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 10:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Consilina]]></category>
		<category><![CDATA[estate salese 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Estate Salese 2026 non è semplicemente un calendario di appuntamenti, ma un progetto culturale e territoriale pensato per raccontare Sala Consilina nella sua interezza. L&#8217;Amministrazione comunale, attraverso l&#8217;Assessorato alla Cultura, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;Estate Salese 2026 non è semplicemente un calendario di appuntamenti, ma un progetto culturale e territoriale pensato per raccontare Sala Consilina nella sua interezza.</p>



<p>L&#8217;Amministrazione comunale, attraverso l&#8217;Assessorato alla Cultura, al Turismo e allo Spettacolo guidato dall&#8217;assessora Jose Biscotti, ha costruito un programma che nasce da un&#8217;idea precisa: fare della cultura uno strumento di partecipazione, di valorizzazione del territorio e di promozione dell&#8217;identità cittadina.<br>Il cartellone si sviluppa lungo tre mesi, da luglio a settembre, proponendo un&#8217;offerta ampia e diversificata che comprende incontri culturali, teatro, danza, musica, cinema, presentazioni di libri, festival, iniziative dedicate ai bambini, attività sportive, eventi ambientali, tradizioni popolari e manifestazioni religiose. Un programma capace di coinvolgere bambini, giovani, famiglie, adulti e anziani, affinché ogni cittadino possa trovare occasioni di incontro, crescita e condivisione.</p>



<p>Le iniziative non sono concentrate in un unico luogo, una scelta che restituisce valore all&#8217;intero territorio comunale e contribuisce a costruire un&#8217;immagine unitaria di Sala Consilina, riconoscendo dignità e centralità a ogni parte della città.</p>



<p>L&#8217;Estate Salese diventa così un percorso diffuso, nel quale ogni luogo racconta una parte della storia della comunità e ogni appuntamento rappresenta un&#8217;occasione per vivere gli spazi pubblici, riscoprirli e renderli nuovamente luoghi di relazione.</p>



<p>Grande attenzione è stata riservata anche al mondo dell&#8217;associazionismo. Molte delle iniziative sono infatti realizzate grazie alla collaborazione delle associazioni locali, autentico patrimonio di energie, competenze e volontariato. La loro partecipazione testimonia una comunità viva e dinamica, nella quale istituzioni e realtà associative lavorano insieme per costruire opportunità culturali, sociali e turistiche.</p>



<p>«<em>Abbiamo immaginato un&#8217;estate che fosse capace di parlare a tutti </em>– dichiara l&#8217;assessora Jose Biscotti – <em>perché la cultura deve essere inclusiva e accessibile. Ogni evento è stato pensato non come un episodio isolato, ma come parte di un disegno più ampio, finalizzato a rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini e a promuovere l&#8217;immagine di Sala Consilina come città viva, accogliente e culturalmente dinamica. Valorizzare il nostro patrimonio materiale e immateriale, sostenere il protagonismo delle associazioni, animare i diversi luoghi del territorio e offrire occasioni di socialità significa investire sul futuro della nostra comunità.</em>»</p>



<p>L&#8217;Estate Salese 2026 rappresenta quindi un modello di programmazione che unisce cultura, turismo, spettacolo, sport e partecipazione, trasformando ogni iniziativa in un&#8217;opportunità per rafforzare l&#8217;identità della città e renderla sempre più attrattiva per residenti e visitatori.</p>



<p>Sala Consilina sceglie così di vivere l&#8217;estate come una stagione di comunità, nella quale la cultura diventa il filo conduttore capace di unire persone, luoghi e generazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="717" src="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-13-at-11.47.16-1024x717.jpeg" alt="" class="wp-image-252791" srcset="https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-13-at-11.47.16-1024x717.jpeg 1024w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-13-at-11.47.16-300x210.jpeg 300w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-13-at-11.47.16-768x538.jpeg 768w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-13-at-11.47.16-1536x1075.jpeg 1536w, https://www.giornaledelcilento.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-13-at-11.47.16.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Musei da visitare in Campania con i bambini tra laboratori, gioco e archeologia esperienziale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/musei-da-visitare-in-campania-con-i-bambini-tra-laboratori-gioco-e-archeologia-esperienziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[musei per bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[I musei non sono più soltanto luoghi della conservazione, ma sempre più spesso spazi pensati per le famiglie e per i bambini. In Italia cresce l’offerta di percorsi didattici, laboratori [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I musei non sono più soltanto luoghi della conservazione, ma sempre più spesso spazi pensati per le famiglie e per i bambini. In Italia cresce l’offerta di percorsi didattici, laboratori interattivi e attività esperienziali che trasformano la visita in un gioco educativo, favorendo un turismo culturale sempre più “family-friendly”.</p>



<p>Tra le strutture più attive in questo senso spiccano i musei scientifici, quelli archeologici con percorsi dedicati e i grandi complessi museali che hanno sviluppato sezioni pensate per il pubblico più giovane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Città della Scienza (Napoli): il primo science centre italiano</h2>



<p>A Napoli, la Città della Scienza rappresenta uno dei principali esempi di museo interattivo per famiglie in Italia. È considerato il primo science centre nazionale e propone un percorso basato sull’esperienza diretta, con exhibit, laboratori e installazioni dedicate alla scienza, alla tecnologia e alla natura.</p>



<p>Tra le attività più apprezzate dai bambini ci sono gli spazi interattivi e i laboratori tematici, che permettono di sperimentare concetti scientifici attraverso il gioco. Il museo ospita anche mostre temporanee e iniziative didattiche rivolte alle scuole e alle famiglie, confermandosi una delle mete più frequentate del turismo educativo in Campania. (aroundfamily.it)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Museo Archeologico Nazionale di Napoli: la storia diventa gioco</h2>



<p>Sempre nel capoluogo campano, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli propone da anni attività dedicate ai più piccoli, con percorsi guidati e laboratori didattici che avvicinano i bambini al mondo dell’archeologia.</p>



<p>Tra le iniziative più note figurano le attività educative e i percorsi “giocati” tra mosaici, reperti e collezioni antiche, pensati per trasformare la visita in un’esperienza narrativa. Il museo, uno dei più importanti d’Europa nel suo genere, offre così un approccio accessibile alla storia antica, anche per il pubblico familiare. (FamilyGO)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Museo e Real Bosco di Capodimonte: arte e natura insieme</h2>



<p>Il Museo e Real Bosco di Capodimonte rappresenta un caso particolare: un grande complesso museale immerso in un parco storico. L’unione tra collezioni artistiche e spazi verdi lo rende una delle destinazioni più adatte alle famiglie.</p>



<p>Il Real Bosco consente infatti pause all’aria aperta, passeggiate e attività all’esterno, mentre il museo propone percorsi tematici e visite guidate che aiutano i più piccoli a orientarsi tra le opere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa: il fascino dei treni</h2>



<p>Tra le mete più apprezzate dalle famiglie figura anche il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, alle porte di Napoli, dove locomotive storiche e vagoni d’epoca diventano un’esperienza immersiva.</p>



<p>Il museo offre un percorso particolarmente adatto ai bambini grazie alla possibilità di osservare da vicino treni storici e ricostruzioni che raccontano l’evoluzione della ferrovia italiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Museo Archeologico Nazionale di Paestum: archeologia a misura di bambino</h2>



<p>Nel Salernitano, il Museo Archeologico Nazionale di Paestum rappresenta uno dei principali musei di sito in Italia. Le sezioni espositive raccontano la storia dell’antica città greca e romana, mentre il servizio educativo propone laboratori didattici dedicati a bambini e scuole, con attività legate all’archeologia e alla scoperta del patrimonio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parco archeologico di Ercolano: visite interattive tra le rovine</h2>



<p>Il Parco archeologico di Ercolano sviluppa da anni programmi educativi per famiglie e studenti, con visite guidate e laboratori che permettono di comprendere la vita quotidiana dell’antica città romana attraverso approcci narrativi e partecipativi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parco archeologico di Pompei: l’archeologia per le nuove generazioni</h2>



<p>Anche il sito di Pompei propone un ampio programma didattico con laboratori, visite tematiche e attività per bambini, pensati per rendere accessibile uno dei siti archeologici più visitati al mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Musei e rete educativa in Campania</h2>



<p>Accanto ai grandi poli museali, numerosi altri istituti campani sviluppano attività per famiglie e bambini, tra cui musei civici, siti archeologici e realtà territoriali.  Tra questi figurano anche la Certosa di San Martino, il Museo di San Martino, il sistema dei Campi Flegrei e diversi piccoli musei, che propongono laboratori, percorsi sensoriali e attività didattiche per avvicinare i più piccoli al patrimonio culturale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Strada della Mozzarella di Bufala: un viaggio tra sapori, storia e paesaggi della Campania</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/strada-dellamozzarella-di-bufala-un-viaggio-tra-sapori-storia-e-paesaggi-della-campania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Eboli]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella]]></category>
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					<description><![CDATA[Non è soltanto un itinerario gastronomico, ma un percorso che racconta una delle eccellenze più rappresentative del Made in Italy. La cosiddetta Strada della Mozzarella di Bufala attraversa il cuore [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non è soltanto un itinerario gastronomico, ma un percorso che racconta una delle eccellenze più rappresentative del Made in Italy. La cosiddetta Strada della Mozzarella di Bufala attraversa il cuore della Piana del Sele, tra Salerno, Battipaglia, Eboli, Capaccio Paestum e il Cilento, dove la tradizione casearia si intreccia con paesaggi rurali, siti archeologici e borghi ricchi di storia. </p>



<p>La mozzarella di bufala campana ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP) nel 1996, un riconoscimento europeo che tutela un prodotto legato al territorio e a un rigoroso disciplinare di produzione. Oggi il comparto rappresenta uno dei simboli dell’agroalimentare campano, con un ruolo importante anche nell’export internazionale. </p>



<p>L’itinerario più conosciuto si sviluppa lungo la Strada Statale 18, da Battipaglia fino a Paestum, attraversando una delle aree a più alta concentrazione di allevamenti bufalini e caseifici. Qui è possibile assistere alla lavorazione artigianale del latte, osservare la tradizionale “mozzatura” eseguita a mano dai maestri casari e degustare la mozzarella appena prodotta, insieme a ricotta, burrate, yogurt e altri derivati del latte di bufala. </p>



<p>Ma la Strada della Mozzarella è anche un viaggio nel patrimonio culturale della Campania. A pochi chilometri dai caseifici sorgono il Parco Archeologico di Paestum, con i suoi templi dorici tra i meglio conservati al mondo, il centro storico di Salerno e numerosi borghi del Cilento, inseriti nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, patrimonio mondiale UNESCO.</p>



<p>Il percorso offre inoltre l’opportunità di conoscere altre eccellenze enogastronomiche del territorio: dall’olio extravergine d’oliva ai vini del Cilento, fino ai fichi bianchi, ai carciofi di Paestum e alle produzioni ortofrutticole della Piana del Sele, rendendo l’esperienza un vero itinerario del gusto.</p>



<p>Più che una semplice strada, è un itinerario che unisce tradizione, cultura e paesaggio, raccontando una Campania fatta di eccellenze produttive e luoghi da vivere lentamente, dove ogni tappa diventa un’occasione per conoscere la storia di uno dei prodotti italiani più apprezzati nel mondo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I 20 panorami più belli della Campania: dai belvedere della Costiera Amalfitana agli scorci mozzafiato del Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/i-20-panorami-piu-belli-della-campania-dai-belvedere-della-costiera-amalfitana-agli-scorci-mozzafiato-del-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 12:51:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[Roscigno]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[panorami campania]]></category>
		<category><![CDATA[turismo campania]]></category>
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					<description><![CDATA[La Campania è una delle regioni italiane più ricche di paesaggi spettacolari. Dalle scogliere a picco sul mare della Costiera Amalfitana alle montagne del Cilento, passando per borghi arroccati, promontori, [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Campania è una delle regioni italiane più ricche di paesaggi spettacolari. Dalle scogliere a picco sul mare della Costiera Amalfitana alle montagne del Cilento, passando per borghi arroccati, promontori, laghi e terrazze naturali, ogni angolo regala viste indimenticabili.</p>



<p>Se ami la fotografia, il trekking o semplicemente desideri fermarti ad ammirare un panorama unico, ecco 20 luoghi che meritano una visita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. Belvedere di Tragara – Capri</h2>



<p>Uno dei punti panoramici più famosi della Campania. Da qui si ammirano i Faraglioni e il mare cristallino che ha reso Capri celebre in tutto il mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2. Villa Cimbrone – Ravello</h2>



<p>La celebre Terrazza dell’Infinito offre una vista impareggiabile sulla Costiera Amalfitana ed è considerata uno dei panorami più belli d’Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">3. Sentiero degli Dei – Agerola</h2>



<p>Un itinerario sospeso tra cielo e mare, con scorci continui sulla Costiera Amalfitana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">4. Monte Solaro – Anacapri</h2>



<p>Il punto più alto dell’isola di Capri permette di osservare il Golfo di Napoli, Ischia, Procida e la Penisola Sorrentina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">5. Belvedere di Positano</h2>



<p>Uno dei panorami più fotografati d’Italia, soprattutto al tramonto quando il borgo si illumina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">6. Punta Campanella – Massa Lubrense</h2>



<p>Il promontorio che separa il Golfo di Napoli da quello di Salerno regala una vista unica sulle due coste.</p>



<h2 class="wp-block-heading">7. Monte Faito</h2>



<p>Nelle giornate limpide lo sguardo spazia dal Vesuvio fino all’intero Golfo di Napoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">8. Belvedere di Castellabate </h2>



<p>Il centro storico di Castellabate domina la costa cilentana offrendo uno spettacolo che abbraccia decine di chilometri di mare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">9. Punta Licosa </h2>



<p>Una delle zone più incontaminate del Parco Nazionale del Cilento, tra pinete, mare trasparente e tramonti indimenticabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">10. Capo Palinuro </h2>



<p>Le scogliere a picco sul mare e il celebre promontorio rappresentano uno degli scorci più iconici del sud Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">11. Porto Infreschi – Camerota </h2>



<p>Raggiungibile via mare o con un suggestivo trekking, è uno dei luoghi più spettacolari della costa cilentana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">12. Scario e il Golfo di Policastro </h2>



<p>Dal lungomare e dai punti panoramici del borgo si osserva uno dei golfi più affascinanti della Campania.</p>



<h2 class="wp-block-heading">13. Oasi WWF Grotte del Bussento – Morigerati </h2>



<p>Un luogo dove la natura domina incontrastata: sentieri, sorgenti e il fiume Bussento creano un paesaggio unico nel suo genere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">14. Roscigno Vecchia </h2>



<p>Il borgo abbandonato regala un panorama suggestivo sulle colline del Parco Nazionale del Cilento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">15. Certosa di Padula</h2>



<p>Dal complesso monumentale e dalle colline circostanti si gode una splendida vista sul Vallo di Diano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">16. Monte Cervati </h2>



<p>Con i suoi oltre 1.800 metri è la vetta più alta della Campania e offre panorami spettacolari tra montagne e mare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">17. Vesuvio</h2>



<p>Dalla sommità del vulcano si ammira tutto il Golfo di Napoli, un panorama che non ha bisogno di presentazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">18. Belvedere di Sant’Angelo d’Ischia</h2>



<p>Un piccolo borgo affacciato sul mare con scorci tra i più romantici dell’isola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">19. Belvedere di Procida</h2>



<p>Le case colorate della Corricella regalano uno dei paesaggi più caratteristici del Mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">20. Lago Laceno</h2>



<p>Tra montagne, boschi e altopiani, rappresenta uno dei panorami più belli dell’entroterra campano in ogni stagione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consigli per visitare questi luoghi</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Preferisci la primavera e l’inizio dell’autunno per godere di panorami limpidi e meno affollati.</li>



<li>Porta sempre una macchina fotografica o uno smartphone con buona autonomia: ogni tappa merita uno scatto.</li>



<li>Se ami il trekking, scegli scarpe comode perché molti dei punti panoramici più belli si raggiungono a piedi.</li>



<li>Il tramonto è il momento migliore per ammirare la maggior parte di questi luoghi.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dai vicoli di Cetara a Scario e Pioppi: i piccoli borghi marinari da scoprire tra Costiera Amalfitana e Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dai-vicoli-di-cetara-a-scario-e-pioppi-i-piccoli-borghi-marinari-da-scoprire-tra-costiera-amalfitana-e-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:09:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Pisciotta]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Piro]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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<p>Dalla Costiera Amalfitana fino al Cilento, i piccoli borghi marinari conservano ancora oggi il fascino dei porti di pescatori, delle reti stese al sole e delle piazze affacciate sul Mediterraneo. Accanto alle mete più conosciute, esiste un itinerario fatto di luoghi autentici, capaci di offrire un&#8217;esperienza diversa rispetto al turismo di massa.</p>



<p>Il viaggio può iniziare da <strong>Cetara</strong>, uno dei borghi più caratteristici della Costiera Amalfitana. Antico villaggio di pescatori, è celebre per la pesca del tonno e delle alici e per la tradizionale <strong>colatura di alici</strong>, prodotto simbolo della gastronomia locale. Il porto, la torre vicereale e il dedalo di vicoli raccontano una comunità che continua a vivere in stretto rapporto con il mare.</p>



<p>Poco più a ovest si incontra <strong>Conca dei Marini</strong>, piccolo centro arroccato sulla costa, noto per la Grotta dello Smeraldo e per le sue case bianche che sembrano scendere verso il mare. Qui il paesaggio conserva ancora un equilibrio tra natura e presenza umana, caratteristica che ha contribuito a rendere la Costiera Amalfitana patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO.</p>



<p>Proseguendo verso sud, il paesaggio cambia gradualmente fino a raggiungere il <strong>Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni</strong>, dove la costa alterna promontori, calette e lunghi tratti di macchia mediterranea. È qui che si trovano alcuni dei borghi marinari più autentici della Campania.</p>



<p>Tra questi spicca <strong>Acciaroli</strong>, frazione marina di Pollica, conosciuta per il porto turistico, il mare premiato negli anni con riconoscimenti ambientali e il forte legame con la Dieta Mediterranea, studiata proprio in questo territorio dal fisiologo Ancel Keys. Il borgo conserva un&#8217;atmosfera tranquilla anche durante la stagione estiva, tra ristoranti di pesce, vicoli e lungomare.</p>



<p>A pochi chilometri si trova <strong>Pioppi</strong>, altro piccolo centro costiero che rappresenta una delle capitali della Dieta Mediterranea. Qui ha sede il Museo Vivente della Dieta Mediterranea e il borgo mantiene una dimensione raccolta, ideale per chi cerca un turismo lento.</p>



<p>Più a sud, <strong>Pisciotta</strong> domina il mare dall&#8217;alto con il suo centro storico medievale, mentre la marina conserva l&#8217;antica tradizione della pesca delle <strong>alici di menaica</strong>, presidio Slow Food. Le case in pietra, gli ulivi secolari e il piccolo porto raccontano un Cilento ancora profondamente legato alle proprie radici.</p>



<p>Nel Golfo di Policastro, <strong>Scario</strong> rappresenta una delle mete più suggestive per chi ama la natura. Il piccolo porto è il punto di partenza per escursioni in barca verso baie raggiungibili solo via mare e lungo il tratto costiero che conduce alla Costa della Masseta e agli Infreschi, tra le aree più incontaminate del litorale campano.</p>



<p>Poco distante, <strong>Marina di Camerota</strong> conserva l&#8217;identità di borgo marinaro pur essendo una delle località turistiche più frequentate del Cilento. Le sue grotte marine, le spiagge e le escursioni lungo la costa ne fanno una delle principali porte di accesso al patrimonio naturalistico del territorio.</p>



<p>Infine <strong>Palinuro</strong>, celebre per il promontorio e le grotte marine, continua a rappresentare uno dei simboli della costa cilentana, con un porto turistico che conserva il legame con la tradizione marinara e con un mare tra i più apprezzati del Mezzogiorno.</p>
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		<title>Sport e territorio, Alburni bike marathon 2026: grande successo per la terza edizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/sport-e-territorio-alburni-bike-marathon-2026-grande-successo-per-la-terza-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Angelo a Fasanella]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Sport & outdoor]]></category>
		<category><![CDATA[Alburni Bike Marathon]]></category>
		<category><![CDATA[sport e territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è conclusa con grande partecipazione la terza edizione della&#160;Alburni Bike Marathon, tra gli appuntamenti di riferimento del ciclismo nel Sud Italia. Per due giorni, il territorio degli Alburni è [...]]]></description>
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<p>Si è conclusa con grande partecipazione la terza edizione della&nbsp;<strong>Alburni Bike Marathon</strong>, tra gli appuntamenti di riferimento del ciclismo nel Sud Italia. Per due giorni, il territorio degli Alburni è stato protagonista di un evento che ha saputo coniugare sport, natura, turismo e valorizzazione delle eccellenze locali.</p>



<p>L&#8217;edizione 2026 ha rappresentato un importante traguardo per la manifestazione organizzata dall’associazione&nbsp;<strong>Alburni Outdoor</strong>, grazie all’inserimento nel programma&nbsp;<strong>“Natura e Movimento”</strong>&nbsp;del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, iniziativa promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e da Fondazione SportCity per incentivare la pratica sportiva all’interno delle aree protette.</p>



<p><strong>200 i ciclisti</strong>&nbsp;partecipanti impegnati in due percorsi &#8211;&nbsp;<strong>Extreme</strong>&nbsp;da 110 chilometri e&nbsp;<strong>Classic</strong>&nbsp;da 70 chilometri &#8211; tra paesaggi incontaminati, borghi storici, castelli offrendo ai partecipanti un’esperienza sportiva e naturalistica unica, con partenza da Sant&#8217;Angelo a Fasanella.</p>



<p>Particolarmente apprezzata l’<strong>Area Bike dedicata ai bambini</strong>, allestita presso il campo sportivo comunale, dove i più piccoli hanno potuto avvicinarsi al mondo della bicicletta attraverso attività ludiche e percorsi di abilità guidati da istruttori qualificati.</p>



<p>Uno degli elementi distintivi della Alburni Bike Marathon è stata ancora una volta l’attenzione alla promozione delle produzioni locali. Gli&nbsp;<strong>Energy Point a KM 0</strong>, dislocati lungo i percorsi, hanno offerto agli atleti prodotti tipici del territorio come formaggi artigianali a latte crudo, miele degli Alburni, olio extravergine d’oliva e altre specialità locali, trasformando i punti ristoro in autentiche vetrine delle eccellenze enogastronomiche dell’area.</p>



<p>Importante anche la ricaduta turistica dell’evento. Le strutture ricettive del comprensorio hanno registrato il tutto esaurito, mentre numerosi visitatori hanno seguito la manifestazione lungo il percorso, cogliendo l’occasione per scoprire il patrimonio naturalistico, storico e culturale degli Alburni.</p>



<p>La positiva risposta di atleti, accompagnatori, volontari e pubblico conferma la crescita costante della Alburni Bike Marathon e rafforza il ruolo della manifestazione come strumento di promozione territoriale e di sviluppo del turismo sportivo sostenibile. Un successo che pone già solide basi per l’edizione 2027, con l’obiettivo di continuare a valorizzare uno dei territori più autentici e affascinanti della Campania attraverso lo sport e il contatto con la natura.</p>
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		<title>Morigerati rural lab – Stories in motion: giovani filmmakers raccontano il legame tra Morigerati e la Germania</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/morigerati-rural-lab-stories-in-motion-giovani-filmmakers-raccontano-il-legame-tra-morigerati-e-la-germania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 09:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[filmmakers]]></category>
		<category><![CDATA[morigerati rural lab]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 12 al 26 giugno 2026 undici giovani studenti tedeschi e italiani a Morigerati per realizzare un film e un documentario etnografico destinato a Transluoghi – Ecomuseo del Bussento Contemporaneo. [...]]]></description>
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<p>Dal 12 al 26 giugno 2026 undici giovani studenti tedeschi e italiani a Morigerati per realizzare un film e un documentario etnografico destinato a Transluoghi – Ecomuseo del Bussento Contemporaneo. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’associazione Acarbio e la Bauhaus-Universität Weimar, con il cofinanziamento del Corpo Europeo di Solidarietà</p>



<p>Un film collettivo e un documentario etnografico per raccontare il profondo legame tra Morigerati, piccolo comune dell’entroterra cilentano e la Germania. È questo il cuore di “Morigerati Rural Lab – Stories in Motion”, il progetto che dal 12 al 26 giugno 2026 ha portato a Morigerati undici giovani studenti tedeschi e italiani, impegnati in un’esperienza di ricerca, ascolto, cinema e memoria condivisa.</p>



<p>L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’associazione ACARBIO e un gruppo di studenti della Bauhaus-Universität Weimar ed è cofinanziata dal Corpo Europeo di Solidarietà dell’Unione Europea. ACARBIO, Associazione Costiera Amalfitana Riserva Biosfera, ha sede a Tramonti, in Costiera Amalfitana, ed è impegnata da anni in progetti che uniscono tutela ambientale, valorizzazione delle comunità locali, partecipazione giovanile, volontariato internazionale e cooperazione europea. Un lavoro che, partendo dalla Costiera, si è progressivamente aperto anche ad altri territori della provincia di Salerno, con particolare attenzione ai piccoli borghi, alle aree interne e alle comunità che custodiscono patrimoni di memoria, biodiversità e tradizioni. È in questa visione che si inserisce il progetto realizzato a Morigerati che, insieme alla frazione Sicilì, conta oggi 699 abitanti. Una piccola comunità con una storia profondamente legata alla Germania e all’emigrazione, ma anche con un forte patrimonio umano e culturale da raccontare, custodire e trasmettere alle nuove generazioni.</p>



<p>Molti cittadini hanno trascorso una parte importante della propria vita lavorativa oltre le Alpi, soprattutto nel sud della Germania, tra Baden-Württemberg e Baviera. Tra le località più legate alla comunità morigeratese c’è Geislingen an der Steige, nel Baden-Württemberg, dove, secondo le testimonianze raccolte, vive una comunità di origine morigeratese particolarmente numerosa.</p>



<p>Il documentario raccoglie videointerviste a persone emigrate in Germania e poi rientrate a Morigerati. Dai racconti emerge un filo rosso comune: la partenza, spesso giovanissima, negli anni Sessanta e Settanta; il lavoro nelle fabbriche della Germania del dopoguerra; le grandi strutture messe a disposizione dai datori di lavoro; il sacrificio di inviare parte dello stipendio alle famiglie rimaste in Italia; il desiderio di costruire una casa nel proprio paese d’origine.Molti emigrati partirono quando avevano appena quindici o sedici anni, lasciando Morigerati per cercare lavoro e futuro in un mondo sconosciuto. </p>



<p>La prima generazione trovò occupazione soprattutto nelle fabbriche. Chi rimase in Germania, negli anni successivi, riuscì spesso ad avviare attività proprie: pizzerie, gelaterie, ristoranti o negozi specializzati in prodotti italiani.</p>



<p>Altrettanto forte è il tema del ritorno. Tra le persone intervistate, il rientro in Italia non viene quasi mai raccontato come una libera scelta personale, ma come una necessità legata alla famiglia: la malattia, l’invalidità o la morte di un genitore. Un ritorno spesso traumatico, perché dopo anni vissuti in Germania, con lavoro stabile, servizi efficienti e stipendi sicuri, molti si sono ritrovati in patria senza occupazione e con poche prospettive. Alcuni raccontano periodi di disoccupazione anche molto lunghi, durati due anni o più.</p>



<p>«<em>Dalle testimonianze raccolte emerge una storia umana profondissima, fatta di partenze precoci, sacrifici, lavoro, nostalgia e senso del dovere verso la famiglia</em> – raccontano i giovani coinvolti nel progetto –.<em> Molti intervistati hanno vissuto due vite: una in Germania e una a Morigerati. Le loro parole restituiscono un legame che non si è mai spezzato</em>.» </p>



<p>Il progetto prevede la realizzazione di un’opera filmica collettiva, nata dallo sguardo dei giovani partecipanti, e di un documentario dedicato alle biografie italo-tedesche dei cittadini di Morigerati. Una volta completato, il documentario sarà messo a disposizione della comunità ed entrerà a far parte della collezione di Transluoghi – Ecomuseo del Bussento Contemporaneo, diventando una risorsa permanente di memoria condivisa per il territorio e per le generazioni future.</p>



<p>Oltre al valore culturale e documentario, “Stories in Motion” ha anche un’ambizione di lungo periodo: costruire le basi per uno scambio stabile tra giovani tedeschi e comunità di Morigerati, favorendo nuove collaborazioni, progetti internazionali e occasioni di crescita per il territorio.</p>



<p>«<em>Crediamo che le aree interne non siano luoghi da compiangere, ma comunità vive da accompagnare verso il futuro</em> – dichiara Vincenzo Sannino, presidente di Acarbio –. <em>Portando a Morigerati giovani volontari e studenti europei vogliamo dimostrare che la memoria non appartiene soltanto al passato. Le storie dell’emigrazione, del lavoro e del ritorno possono diventare uno strumento per costruire nuove relazioni internazionali e nuove opportunità per chi oggi vive nei piccoli borghi</em>.»</p>



<p>Con “Morigerati Rural Lab – Stories in Motion”, un borgo di meno di settecento abitanti diventa così un laboratorio europeo di cinema, memoria e relazioni umane. Un luogo in cui le storie dell’emigrazione non restano soltanto ricordi individuali, ma diventano patrimonio collettivo e occasione per immaginare nuovi percorsi di futuro.</p>
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		<title>Strade panoramiche del Sud: gli itinerari da percorrere almeno una volta</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/strade-panoramiche-del-sud-gli-itinerari-da-percorrere-almeno-una-volta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 13:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Viaggiare al Sud non significa soltanto raggiungere una spiaggia. Dalla costa campana alle montagne dell&#8217;entroterra, sono numerosi gli itinerari panoramici stradali capaci di unire natura, storia e tradizioni. Tra le [...]]]></description>
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<p>Viaggiare al Sud non significa soltanto raggiungere una spiaggia. Dalla costa campana alle montagne dell&#8217;entroterra, sono numerosi gli itinerari panoramici stradali capaci di unire natura, storia e tradizioni.</p>



<p>Tra le strade più suggestive c&#8217;è la Costiera Amalfitana, uno dei percorsi più celebri d&#8217;Italia. La strada statale 163 attraversa località come Positano, Amalfi e Ravello, offrendo viste spettacolari sul mare e sui caratteristici borghi arroccati sulla roccia. Un itinerario da percorrere lentamente, alternando soste panoramiche, passeggiate e visite ai centri storici.</p>



<p>Nel Cilento, la costa offre un viaggio più selvaggio e immerso nella natura. Il percorso tra<strong> Agropoli, Castellabate, Palinuro e Marina di Camerota </strong>permette di attraversare paesaggi marini, aree protette e piccoli borghi, con il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni a fare da cornice. Qui il viaggio diventa anche un&#8217;occasione per scoprire sentieri, grotte marine e tradizioni locali.</p>



<p>Un altro itinerario di grande fascino è quello che attraversa <strong>il Golfo di Policastro, tra Campania e Basilicata</strong>, con panorami che spaziano dalle montagne al mare. Un territorio dove piccoli centri costieri e paesi dell&#8217;entroterra conservano ancora un forte legame con la cultura locale.</p>



<p>Non solo costa. Il Sud offre anche strade interne capaci di raccontare un&#8217;altra Italia: in Irpinia e nel Sannio, tra colline, vigneti e borghi storici, il turismo si muove alla ricerca di esperienze più lente. Percorsi meno affollati che permettono di incontrare produzioni tipiche, castelli, aree naturali e comunità locali.</p>



<p>In Calabria, la strada che attraversa la Costa degli Dei regala uno dei panorami più suggestivi del Tirreno meridionale, con località come Tropea e Capo Vaticano affacciate su un mare particolarmente apprezzato dai viaggiatori. Per chi sceglie il Sud, dunque, la destinazione non è più soltanto il punto di arrivo: anche la strada diventa un&#8217;esperienza da vivere.</p>
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			</item>
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		<title>Dieci motivi per visitare il Cilento: terra di piccoli paesi, mare e sapori</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dieci-motivi-per-visitare-il-cilento-terra-di-piccoli-paesi-mare-e-sapori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 13:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[Roscigno]]></category>
		<category><![CDATA[Tortorella]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[dieci motivi per visitare il cilento]]></category>
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					<description><![CDATA[Un territorio dove il mare incontra la montagna, dove i paesi custodiscono storie antiche e dove il cibo racconta ancora il legame profondo tra comunità e natura. Il Cilento continua [...]]]></description>
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<p>Un territorio dove il mare incontra la montagna, dove i paesi custodiscono storie antiche e dove il cibo racconta ancora il legame profondo tra comunità e natura. Il Cilento continua a essere una delle mete più affascinanti della Campania, capace di offrire esperienze diverse in ogni stagione. Dieci motivi per sceglierlo come destinazione.</p>



<p><strong>1. I borghi sospesi tra storia e panorami</strong></p>



<p>Il primo motivo è la rete dei piccoli centri che punteggiano il territorio. A partire da Trentinara, conosciuto come il paese della &#8220;Terrazza del Cilento&#8221; per le viste spettacolari sulla costa e sulla piana di Paestum, fino a Tortorella, borgo dell&#8217;entroterra che conserva atmosfere autentiche e un forte legame con le tradizioni locali.</p>



<p>Da scoprire anche Morigerati, porta d&#8217;accesso alle suggestive Gole del Bussento e luogo simbolo del rapporto tra uomo e ambiente, Roscigno, con il suo borgo abbandonato che racconta una storia sospesa nel tempo, Piaggine ai piedi del Monte Cervati, e Vibonati, con il suo centro storico e la vicinanza alla costa.</p>



<p><strong>2. Il mare</strong></p>



<p>Le spiagge cilentane sono tra le grandi ricchezze del territorio: calette nascoste, scogliere, acque limpide e borghi marinari. Da Agropoli a Acciaroli, fino a Marina di Camerota e Palinuro, il Cilento offre un litorale capace di alternare spiagge attrezzate e angoli selvaggi.</p>



<p><strong>3. I panorami del Parco Nazionale</strong></p>



<p>Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO, regala paesaggi che cambiano continuamente: montagne, boschi, sentieri, fiumi e affacci sul Mediterraneo. Un territorio ideale per chi ama camminare, fotografare e vivere la natura.</p>



<p><strong>4. La cucina cilentana, patrimonio di sapori</strong></p>



<p>Il Cilento si visita anche a tavola. La dieta mediterranea, nata simbolicamente in questo territorio, si ritrova nei piatti quotidiani: legumi, olio extravergine, verdure, pasta fatta a mano, formaggi, pesce azzurro e ricette tramandate nelle famiglie. Dalla mozzarella nella mortella ai fusilli cilentani, ogni paese conserva una propria identità gastronomica.</p>



<p><strong>5. Paestum e la memoria della Magna Grecia</strong></p>



<p>Tra i motivi per arrivare in Cilento c&#8217;è la storia millenaria di Parco Archeologico di Paestum, con i suoi templi greci tra i meglio conservati al mondo. Un luogo dove archeologia, paesaggio e cultura si incontrano. E Velia, ad Ascea,  città della Magna Grecia, celebre per aver dato i natali alla Scuola Eleatica.</p>



<p><strong>6. I sentieri </strong></p>



<p>Il Cilento è una destinazione ideale per chi cerca ritmi più tranquilli. Cammini tra uliveti, antiche mulattiere e percorsi naturalistici permettono di scoprire un territorio lontano dal turismo veloce, entrando in contatto con comunità e paesaggi. Da non perdere il Cammino di San Nilo e la Via Silente. </p>



<p><strong>7. Le grotte e le meraviglie della costa</strong></p>



<p>Dal mare arrivano alcune delle immagini più iconiche del territorio: grotte marine, archi naturali e promontori. Le escursioni in barca lungo la costa tra Sapri e Palinuro permettono di osservare il Cilento da una prospettiva diversa, tra natura e biodiversità.</p>



<p><strong>8. Le tradizioni e i mestieri locali</strong></p>



<p>Artigianato, feste popolari, produzioni agricole e antichi mestieri continuano a vivere nei paesi cilentani. Un patrimonio fatto di gesti quotidiani, conoscenze tramandate e nuove generazioni che provano a reinterpretare le proprie radici.</p>



<p><strong>9. Il vino e le eccellenze del territorio</strong></p>



<p>Le colline cilentane custodiscono una tradizione vitivinicola sempre più valorizzata. I vitigni autoctoni e le aziende del territorio raccontano un rapporto stretto tra agricoltura, clima mediterraneo e identità locale.</p>



<p><strong>10. L&#8217;autenticità di una terra da vivere</strong></p>



<p>Il motivo più importante è forse la capacità del Cilento di offrire un&#8217;esperienza completa: mare al mattino, borghi nel pomeriggio, tramonti sulle colline e una cucina che accompagna ogni momento. Una destinazione dove il viaggio non è solo spostamento, ma incontro con un territorio.</p>



<p>Il Cilento non si visita soltanto: si scopre lentamente, lasciando spazio alla natura, alle persone e alle storie che ogni paese custodisce.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;estate alle terme: perché scegliere Contursi per una vacanza di relax e benessere</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lestate-alle-terme-perche-scegliere-contursi-per-una-vacanza-di-relax-e-benessere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 10:58:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contursi Terme]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[contursi terme]]></category>
		<category><![CDATA[terme]]></category>
		<category><![CDATA[terme chiappetta]]></category>
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					<description><![CDATA[Le terme non sono soltanto una meta invernale. Sempre più italiani scelgono infatti i centri termali durante la stagione estiva, attratti dalla possibilità di coniugare benessere, relax e contatto con [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le terme non sono soltanto una meta invernale. Sempre più italiani scelgono infatti i centri termali durante la stagione estiva, attratti dalla possibilità di coniugare benessere, relax e contatto con la natura. Tra le destinazioni più apprezzate del Sud Italia c&#8217;è <strong>Contursi Terme</strong>, in provincia di Salerno, nota per le sue numerose sorgenti minerali e per l&#8217;offerta di strutture immerse nel verde della Valle del Sele.</p>



<p>Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, frequentare le terme nei mesi più caldi può portare benefici significativi all&#8217;organismo. Le temperature delle piscine termali vengono regolate in modo da garantire comfort anche in estate, mentre l&#8217;alternanza tra acqua calda e zone più fresche favorisce la riattivazione della circolazione sanguigna. Un effetto particolarmente apprezzato da chi soffre di pesantezza e gonfiore agli arti inferiori, disturbi che tendono ad accentuarsi con il caldo.</p>



<p>A Contursi Terme, le acque sulfuree, bicarbonato-alcaline e salso-bromoiodiche sgorgano naturalmente a temperature comprese tra circa 28 e 42 gradi e sono utilizzate da decenni per trattamenti dedicati al benessere e alla cura della persona. Il territorio ospita oltre venti sorgenti termali e rappresenta uno dei principali poli termali della Campania.</p>



<p>L&#8217;esperienza estiva va però oltre il semplice soggiorno in piscina. I parchi termali della zona si sviluppano all&#8217;interno di ampie aree verdi affacciate sul fiume Sele, offrendo percorsi benessere all&#8217;aperto, spazi relax e attività immerse nella natura. Le strutture del comprensorio combinano piscine termali, centri wellness, trattamenti estetici e percorsi spa, rispondendo alle esigenze di una clientela sempre più giovane e orientata a un concetto di benessere globale.</p>



<p>Un ulteriore punto di forza è la posizione strategica. In meno di un&#8217;ora d&#8217;auto è possibile raggiungere il litorale del Cilento o la Costiera Amalfitana, alternando giornate di mare a momenti dedicati al recupero psicofisico. Una formula che rende Contursi una meta ideale per chi desidera una vacanza capace di unire salute, turismo e scoperta del territorio.</p>



<p>Negli ultimi anni il turismo termale ha infatti cambiato volto. Non più soltanto cure e trattamenti tradizionali, ma esperienze che integrano natura, sport all&#8217;aria aperta, enogastronomia e percorsi sensoriali. In questo scenario, Contursi Terme conferma il proprio ruolo di &#8220;città della salute&#8221;, proponendosi come una delle destinazioni di riferimento per chi cerca una pausa rigenerante lontano dalle località più affollate.</p>



<p>Tra acque benefiche, paesaggi della Valle del Sele e la vicinanza alle principali attrazioni della Campania, l&#8217;estate alle terme si conferma una scelta sempre più apprezzata per ritrovare equilibrio e benessere senza rinunciare al piacere della vacanza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vinammare 2026: ad Acciaroli il primo evento dedicato ai vini di costa del Mediterraneo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vinammare-2026-ad-acciaroli-il-primo-evento-dedicato-ai-vini-di-costa-del-mediterraneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 09:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Pollica]]></category>
		<category><![CDATA[acciaroli]]></category>
		<category><![CDATA[vinammare 2026]]></category>
		<category><![CDATA[vini di costa]]></category>
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					<description><![CDATA[Da domani, venerdì 19, a domenica 21 giugno il Porto di Acciaroli ospiterà la prima edizione di Vinammare – Orizzonti di vino e di mare, manifestazione dedicata ai vini prodotti [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da domani, venerdì 19, a domenica 21 giugno il Porto di Acciaroli ospiterà la prima edizione di Vinammare – Orizzonti di vino e di mare, manifestazione dedicata ai vini prodotti nei territori costieri del Mediterraneo. L’appuntamento è dalle 18.30 alle spalle della Torre di Acciaroli.</p>



<p>Per tre giorni, produttori, appassionati, operatori del settore e visitatori provenienti da tutta Italia e dall&#8217;estero si incontreranno nel cuore del Cilento per un viaggio tra territori che condividono lo stesso orizzonte: il mare. Dalle coste italiane a quelle di Francia, Spagna, Grecia e Portogallo, Vinammare riunisce cantine e storie che raccontano il rapporto profondo tra vino, paesaggio e identità mediterranea.</p>



<p>Non una semplice manifestazione enologica, ma un&#8217;esperienza culturale e sensoriale che mette al centro il dialogo tra comunità, tradizioni e innovazione. Qui il vino diventa linguaggio comune, strumento di conoscenza e occasione di incontro tra popoli che, da secoli, condividono il Mediterraneo come spazio di scambio e contaminazione.</p>



<p>La scelta di Acciaroli e Pollica come sede dell&#8217;evento assume un valore simbolico particolare. Questo territorio, riconosciuto a livello internazionale come patria della Dieta Mediterranea e recentemente indicato tra le eccellenze assolute del mare italiano per qualità ambientale e sostenibilità, rappresenta una sintesi perfetta tra cultura del cibo, tutela del paesaggio e qualità della vita. Tra i momenti più attesi del programma figurano tre masterclass gratuite pensate per approfondire il rapporto tra vino, territorio e ricerca.</p>



<p>Composizioni, (19 giugno, Molo di sopraflutto alle 19.30) guidata da Alfredo Capasso dell&#8217;Enoteca Frangino, offrirà un&#8217;esperienza immersiva dedicata all&#8217;arte del blending. I partecipanti potranno degustare diverse basi vinicole, sperimentare combinazioni e creare una propria cuvée personalizzata, scoprendone successivamente l&#8217;abbinamento ideale con il formaggio.</p>



<p>Latitudini, (20 giugno, Molo di sopraflutto alle 19.30): il sindaco di Pollica Stefano Pisani e un sommelier, accompagneranno il pubblico alla scoperta dell&#8217;identità vitivinicola di Pollica attraverso il progetto Serre di Molino a Vento e l&#8217;esperienza innovativa di Underwater, dedicata all&#8217;affinamento subacqueo del vino nelle acque del Mediterraneo.</p>



<p>Origine, (21 giugno, Molo di sopraflutto alle 19.30): condotta da Giuseppe Pagano, fondatore dell&#8217;azienda San Salvatore, sarà invece un racconto dedicato al Cilento, alla biodiversità e all&#8217;agricoltura mediterranea, attraverso una delle realtà produttive più rappresentative del territorio.</p>



<p>Ad accompagnare il percorso di degustazione saranno i sapori autentici del Cilento. Show cooking, proposte gastronomiche, incontri dedicati alla cultura alimentare e alle produzioni locali permetteranno ai visitatori di scoprire il patrimonio enogastronomico di una terra che ha fatto della Dieta Mediterranea un modello culturale riconosciuto in tutto il mondo.</p>



<p>Quando il sole inizierà a scendere sul mare, Vinammare cambierà volto. Il porto di Acciaroli si trasformerà in uno spazio aperto alla condivisione e alla convivialità, dove musica, dj set, performance artistiche e selezioni sonore accompagneranno il pubblico fino a tarda sera.</p>



<p>Tra un calice e un tramonto, tra racconti di mare e percorsi di degustazione, Vinammare invita a rallentare, osservare e vivere il Mediterraneo nella sua dimensione più autentica: quella fatta di incontri, sapori, paesaggi e storie che continuano a unire le sue sponde.</p>
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		<title>Procida, la bellezza lenta dell&#8217;isola postina</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/procida-la-bellezza-lenta-dellisola-postina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 12:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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<p>Se c’è un’isola che nel Golfo di Napoli ha saputo resistere alle lusinghe del turismo di massa, conservando un&#8217;identità granitica e quasi ancestrale, quella è Procida. A pochi anni dal suo storico exploit come Capitale Italiana della Cultura, la più piccola delle isole partenopee non è più un segreto per pochi iniziati, ma non ha perso un grammo della sua anima.</p>



<p>L&#8217;isola si presenta oggi come un laboratorio a cielo aperto di turismo sostenibile, dove la vita dei pescatori e il passaggio dei viaggiatori dialogano senza scontrarsi. Viaggiare a Procida significa muoversi a passo lento, tra profumo di limoni, salite ripide e una tavolozza di colori che toglie il fiato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Corricella: l&#8217;icona e il set a cielo aperto</h2>



<p>Il biglietto da visita dell’isola è senza dubbio la <strong>Marina Corricella</strong>, il borgo marinaro risalente al XVII secolo, celebre in tutto il mondo per le sue case dagli accesi toni pastello (rosa, giallo, azzurro, verde). L&#8217;architettura è un unicum: una cascata di edifici addossati gli uni agli altri, caratterizzati dai <em>vefì</em>, i tipici balconi coperti da archi di derivazione araba.</p>



<p>Questo anfiteatro sul mare, rigorosamente pedonale, è entrato nella storia del cinema per aver ospitato le riprese de <em>Il Postino</em> con Massimo Troisi. Qui il tempo si è fermato: le reti dei pescatori si asciugano al sole sui moli, mentre i visitatori si godono un aperitivo o un pranzo a base di pesce freschissimo a pochi metri dalle barche ormeggiate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Storia e mistero: la cittadella di Terra Murata</h2>



<p>Per comprendere il passato di Procida bisogna salire fino al suo punto più alto, <strong>Terra Murata</strong> (quasi 90 metri sul livello del mare). Questa fortezza medievale, difesa da mura cinquecentesche, era il rifugio sicuro degli isolani contro le incursioni dei pirati saraceni.</p>



<p>Il cuore del borgo è dominato dal maestoso <strong>Palazzo D’Avalos</strong>, un complesso imponente che nel corso dei secoli è stato prima residenza signorile e poi, dal 1830 al 1988, uno dei penitenziari più duri d&#8217;Europa. Oggi l&#8217;ex carcere è visitabile su prenotazione ed offre un viaggio profondo e a tratti spettrale nella memoria sociale dell&#8217;isola. Poco distante, l’<strong>Abbazia di San Michele Arcangelo</strong> custodisce un ricco patrimonio sotterraneo, tra cui un&#8217;antica biblioteca e catacombe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geometrie e spiagge: la natura vulcanica</h2>



<p>Procida è un’isola di origine vulcanica (nata dai crateri dei Campi Flegrei) e la sua morfologia si riflette nei litorali e nella sabbia scura e ferrosa.</p>



<p><strong>Spiaggia del Postino (Pozzo Vecchio):</strong> Situata sul versante occidentale, racchiusa in una baia a forma di ferro di cavallo, è l&#8217;ideale per chi cerca tramonti indimenticabili.</p>



<p><strong>Chiaiolella e Ciraccio:</strong> Le spiagge più lunghe dell&#8217;isola, separate da due imponenti faraglioni di tufo originati dal crollo della vecchia falesia.</p>



<p><strong>Spiaggia della Chiaia:</strong> Una lunga striscia di sabbia selvaggia raggiungibile solo via mare o scendendo una scalinata di oltre 180 gradini, posizionata proprio di fronte all&#8217;isola d&#8217;Ischia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vivacità e sapori: Marina Grande e la cucina procidana</h2>



<p>Chi sbarca dai traghetti o dagli aliscafi viene accolto da <strong>Marina Grande</strong>, il porto principale e centro nevralgico del commercio isolano. Qui la banchina è un susseguirsi di botteghe artigiane, bar e ristoranti storici.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>La specialità da non perdere:</strong> La cucina locale è una celebrazione della terra e del mare. Il re incontrastato della tavola è il <strong>limone pane di Procida</strong>, un agrume gigante dal profumo intenso e dall&#8217;albedo (la parte bianca sotto la buccia) così dolce e spugnoso da essere mangiato in insalata con olio, sale, menta e peperoncino.</p>
</blockquote>



<p>Sulla scia della tradizione dolciaria, è d’obbligo una sosta per assaggiare la <strong>Lingua di Procida</strong>, un fagotto di pasta sfoglia fragrante ripieno di crema pasticcera (tradizionale o aromatizzata al limone), perfetto da gustare caldo appena sfornato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Oasi naturalistica: l&#8217;isolotto di Vivara</h2>



<p>Collegato alla Chiaiolella tramite un sottile ponte tibetano, sorge l&#8217;isolotto di <strong>Vivara</strong>, un cratere vulcanico sommerso e oggi Riserva Naturale Statale. Incolta e selvaggia, l&#8217;isola di Vivara è un paradiso per il <em>birdwatching</em> e per gli amanti della botanica, ospitando specie rare della macchia mediterranea e importanti scavi archeologici di epoca micenea. L&#8217;accesso è contingentato e protetto, a testimonianza della forte vocazione alla tutela ambientale che l&#8217;isola ha deciso di darsi per il proprio futuro.</p>
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		<item>
		<title>Le 10 spiagge più belle della Campania: un viaggio tra Costiera Amalfitana, Cilento e isole da sogno</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/le-10-spiagge-piu-belle-della-campania-un-viaggio-tra-costiera-amalfitana-cilento-e-isole-da-sogno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 14:47:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle baie nascoste della Penisola Sorrentina alle spiagge incontaminate del Cilento, passando per Capri, Ischia e Procida: la Campania custodisce alcuni dei litorali più affascinanti d&#8217;Italia. Ecco la nostra Top [...]]]></description>
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<p><strong><em>Dalle baie nascoste della Penisola Sorrentina alle spiagge incontaminate del Cilento, passando per Capri, Ischia e Procida: la Campania custodisce alcuni dei litorali più affascinanti d&#8217;Italia. Ecco la nostra Top 10 delle spiagge da non perdere nell&#8217;estate 2026.</em></strong></p>



<p>La Campania è una delle regioni italiane più amate dagli appassionati di mare. Oltre 500 chilometri di costa racchiudono paesaggi spettacolari, calette selvagge, spiagge dorate e acque cristalline che ogni anno attirano milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. Tra Costiera Amalfitana, Cilento e arcipelaghi del Golfo di Napoli, scegliere le spiagge più belle non è semplice. Ecco una selezione delle dieci località balneari che rappresentano il meglio del patrimonio costiero campano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cala Bianca – Marina di Camerota</h2>



<p>Considerata da molti una delle spiagge più belle d&#8217;Italia, Cala Bianca è un piccolo paradiso del Cilento caratterizzato da ciottoli bianchi e mare turchese. Raggiungibile via mare o attraverso sentieri naturalistici, offre uno scenario incontaminato e una natura spettacolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Baia di Ieranto – Massa Lubrense</h2>



<p>Nel cuore dell&#8217;Area Marina Protetta di Punta Campanella, la Baia di Ieranto è uno dei luoghi più suggestivi della Campania. Accessibile solo a piedi o in kayak, regala panorami straordinari sui Faraglioni di Capri e acque trasparenti ideali per lo snorkeling.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spiaggia del Buon Dormire – Palinuro</h2>



<p>Nascosta tra alte falesie e raggiungibile principalmente via mare, questa spiaggia è famosa per la sabbia dorata e il mare dai colori caraibici. È una delle immagini simbolo del Cilento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Marina Piccola – Capri</h2>



<p>Ai piedi dei celebri Faraglioni, Marina Piccola offre uno degli scorci più iconici del Mediterraneo. Le sue acque calme e limpide, protette dai venti, la rendono una meta molto apprezzata durante tutta la stagione estiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fiordo di Furore – Costiera Amalfitana</h2>



<p>Più che una spiaggia, è un&#8217;opera d&#8217;arte naturale. Incastonata tra pareti rocciose a picco sul mare, questa piccola insenatura è uno dei luoghi più fotografati della Costiera Amalfitana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cala degli Infreschi – Marina di Camerota</h2>



<p>Area marina protetta e simbolo della costa cilentana, Cala degli Infreschi è celebre per le sue sorgenti d&#8217;acqua dolce che sfociano nel mare e per i fondali ricchi di biodiversità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spiaggia dei Maronti – Ischia</h2>



<p>Con i suoi quasi tre chilometri di estensione, è la spiaggia più famosa dell&#8217;isola d&#8217;Ischia. Sabbia dorata, sorgenti termali naturali e panorami mozzafiato la rendono una delle mete balneari più apprezzate della regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Baia di Trentova – Agropoli</h2>



<p>Situata alle porte del Parco Nazionale del Cilento, è caratterizzata da una splendida mezzaluna di sabbia e da un mare limpido che ha contribuito a farne una delle spiagge più amate della provincia di Salerno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spiaggia del Fornillo – Positano</h2>



<p>Meno affollata della celebre Spiaggia Grande, Fornillo conserva un&#8217;atmosfera più autentica e rilassata. Circondata da scogliere e vegetazione mediterranea, è una delle perle nascoste della Costiera Amalfitana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spiaggia del Postino – Procida</h2>



<p>Resa celebre dal film &#8220;Il Postino&#8221;, questa piccola spiaggia dell&#8217;isola di Procida affascina per il suo contesto pittoresco, i colori del borgo e l&#8217;atmosfera autenticamente mediterranea.</p>



<p>Dalle scogliere della Costiera Amalfitana alle baie selvagge del Cilento, fino alle spiagge vulcaniche delle isole del Golfo di Napoli, la Campania offre una straordinaria varietà di paesaggi costieri. Molte di queste località si trovano all&#8217;interno di aree protette o parchi naturali, contribuendo a preservare un patrimonio ambientale di valore internazionale. Per chi cerca mare cristallino, natura incontaminata e scenari da cartolina, la Campania si conferma una delle destinazioni balneari più affascinanti d&#8217;Europa.</p>
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		<item>
		<title>Camerota e Palinuro, viaggio tra le spiagge più belle: cale segrete e mare cristallino</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/camerota-e-palinuro-viaggio-tra-le-spiagge-piu-belle-cale-segrete-e-mare-cristallino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra le coste più affascinanti del Sud il tratto di litorale che unisce Marina di Camerota e Palinuro rappresenta uno dei paesaggi marini più suggestivi del Parco Nazionale del Cilento, [...]]]></description>
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<p>Tra le coste più affascinanti del Sud il tratto di litorale che unisce Marina di Camerota e Palinuro rappresenta uno dei paesaggi marini più suggestivi del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Qui il Tirreno disegna una sequenza di baie, falesie, grotte e spiagge che negli anni hanno trasformato il promontorio cilentano in una delle destinazioni balneari più apprezzate d&#8217;Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cala Bianca, la perla nascosta di Camerota</h2>



<p>Tra le spiagge simbolo del Cilento spicca Cala Bianca, una piccola insenatura incastonata lungo la Costa degli Infreschi. Raggiungibile via mare o attraverso sentieri panoramici immersi nella macchia mediterranea, deve il proprio nome ai caratteristici ciottoli chiari che ricoprono l&#8217;arenile. Le sue acque trasparenti e l&#8217;ambiente quasi incontaminato le hanno valso nel tempo un posto d&#8217;onore tra le spiagge più celebri del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cala degli Infreschi, il santuario del mare cilentano</h2>



<p>Poco più a sud si apre Cala degli Infreschi, una delle baie più spettacolari dell&#8217;intera costa campana. Inserita in un contesto naturalistico di straordinario valore, è caratterizzata da sorgenti d&#8217;acqua dolce che affiorano vicino alla riva e da fondali ideali per snorkeling e immersioni.</p>



<p>La cala rappresenta uno dei punti più suggestivi della Costa degli Infreschi e della Masseta, area protetta che conserva uno dei tratti più integri del Mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le spiagge familiari di Marina di Camerota</h2>



<p>Per chi cerca comfort e servizi, Marina di Camerota offre ampie spiagge sabbiose come Calanca, Marina delle Barche e Lentiscelle. Le prime sono particolarmente apprezzate dalle famiglie grazie ai fondali bassi e alle acque generalmente calme, mentre Lentiscelle è frequentata da chi ama nuotare e praticare attività acquatiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Baia del Buondormire, il paradiso di Palinuro</h2>



<p>Se esiste un&#8217;immagine capace di sintetizzare la bellezza di Palinuro, è quella della Baia del Buondormire. Protetta da alte pareti rocciose e raggiungibile esclusivamente via mare, questa piccola spiaggia è celebre per il colore smeraldo dell&#8217;acqua e per la presenza dello Scoglio del Coniglio, una formazione rocciosa che emerge davanti all&#8217;arenile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Arco Naturale, il simbolo della costa</h2>



<p>Tra i monumenti naturali più noti del Sud Italia figura l&#8217;Arco Naturale di Palinuro, imponente formazione rocciosa modellata dal mare e dal tempo. Situato alla foce del fiume Mingardo, rappresenta uno dei luoghi più iconici della costa cilentana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Saline, la grande spiaggia dorata</h2>



<p>Diversa per dimensioni e atmosfera è la Spiaggia delle Saline, lunga distesa sabbiosa che accoglie il visitatore all&#8217;ingresso di Palinuro. I fondali bassi e la facilità di accesso la rendono una delle spiagge più frequentate dalle famiglie, senza rinunciare alla limpidezza delle acque che caratterizza tutto il promontorio.</p>



<p>Il fascino di Camerota e Palinuro non si esaurisce nella stagione balneare. Sentieri costieri, grotte marine, escursioni in barca e percorsi naturalistici permettono di scoprire un territorio che conserva ancora un equilibrio raro tra turismo e ambiente.</p>



<p>È proprio questa combinazione di mare cristallino, paesaggi incontaminati e biodiversità a rendere il Cilento meridionale una delle destinazioni più autentiche del Mediterraneo, capace di competere con località ben più celebrate senza perdere il proprio carattere.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Basso Cilento e Golfo di Policastro, l’estate tra spiagge da sogno e borghi affacciati sul mar</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/basso-cilento-e-golfo-di-policastro-lestate-tra-spiagge-da-sogno-e-borghi-affacciati-sul-mar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[estate nel cilento]]></category>
		<category><![CDATA[grotta azzurra]]></category>
		<category><![CDATA[marina di camerota]]></category>
		<category><![CDATA[palinuro]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Basso Cilento e il Golfo di Policastro rientrano a pieno merito tra le aree costiere più attrattive del Mezzogiorno, grazie a un patrimonio ambientale di straordinario valore, a borghi [...]]]></description>
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<p>Il Basso Cilento e il Golfo di Policastro rientrano a pieno merito tra le aree costiere più attrattive del Mezzogiorno, grazie a un patrimonio ambientale di straordinario valore, a borghi marinari ricchi di storia e a un&#8217;offerta turistica sempre più orientata alla sostenibilità. Da Palinuro a Sapri, passando per Marina di Camerota, Scario e Policastro Bussentino, questo tratto di costa della Campania meridionale offre un mosaico di spiagge, baie incontaminate e centri storici affacciati sul mare che ogni anno richiamano migliaia di visitatori italiani e stranieri.</p>



<p>Il viaggio può iniziare da Palinuro, celebre per il promontorio che domina il mare e per le sue grotte marine, tra cui la suggestiva Grotta Azzurra. Qui le spiagge si alternano a scogliere e calette raggiungibili anche via mare, regalando panorami che richiamano le più rinomate località del Mediterraneo.</p>



<p>Poco più a sud, Marina di Camerota rappresenta una delle perle della costa cilentana. Le spiagge del Pozzallo, di Cala Bianca e degli Infreschi sono considerate tra le più belle d&#8217;Europa per la trasparenza delle acque e l&#8217;integrità dell&#8217;ambiente naturale. Un paradiso per gli amanti del mare, del trekking costiero e delle escursioni in barca.</p>



<p>Proseguendo lungo il litorale si raggiunge il Golfo di Policastro, dove il mare assume sfumature che vanno dal turchese allo smeraldo. Qui si incontrano borghi che sembrano sospesi nel tempo. Scario, frazione marinara di San Giovanni a Piro, accoglie i visitatori con il suo lungomare elegante, i ristoranti di pesce e il ritmo lento tipico delle antiche comunità di pescatori.</p>



<p>A pochi chilometri, Policastro Bussentino racconta una storia millenaria. Fondata in epoca romana, conserva testimonianze del passato tra vicoli, piazze e antiche fortificazioni che si affacciano sul golfo. È uno dei luoghi ideali per chi desidera coniugare mare e cultura. Più a sud, Villammare, frazione rivierasca di Vibonati, e Capitello, frazione costiera di Ispani, con le spiagge di ciottoli e il mare cristallino. </p>



<p>Tra le mete più amate spicca anche Sapri, città resa celebre dalla Spigolatrice e dalla storica spedizione di Carlo Pisacane. Il suo ampio lungomare, le spiagge attrezzate e l&#8217;offerta di servizi la rendono una destinazione apprezzata dalle famiglie e dai turisti in cerca di comfort senza rinunciare alla bellezza del paesaggio.</p>



<p>Il territorio offre inoltre esperienze che vanno oltre la balneazione. Sentieri panoramici, aree protette, itinerari naturalistici e una gastronomia legata alla tradizione mediterranea completano l&#8217;offerta di una destinazione che sa conquistare in ogni stagione. Dalle alici di menaica ai piatti a base di pescato locale, fino all&#8217;olio extravergine e ai fichi del Cilento, ogni tappa diventa un viaggio nei sapori autentici del Sud.</p>



<p>A fare da cornice a questo straordinario patrimonio è il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che tutela uno dei tratti costieri più integri d&#8217;Italia. Qui il turismo sostenibile trova una delle sue espressioni più riuscite, grazie a un equilibrio ancora intatto tra uomo e natura.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>2 Giugno nel Cilento: un viaggio tra templi antichi, borghi sul mare e natura selvaggia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/2-giugno-nel-cilento-un-viaggio-tra-templi-antichi-borghi-sul-mare-e-natura-selvaggia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 10:41:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Casaletto Spartano]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[2 giugno]]></category>
		<category><![CDATA[Borghi Italiani]]></category>
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		<category><![CDATA[casaletto spartano]]></category>
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		<category><![CDATA[velia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ponte del 2 giugno è l’occasione ideale per scoprire il Cilento, territorio della Campania che unisce mare, archeologia e natura protetta all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Il ponte del 2 giugno è l’occasione ideale per scoprire il Cilento, territorio della Campania che unisce mare, archeologia e natura protetta all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, patrimonio UNESCO.</p>



<p class="p1">Da nord si parte da Paestum, con l’area archeologica dei templi dorici tra le meglio conservate al mondo, affacciata su spiagge ampie e sabbiose perfette per una giornata tra cultura e mare.</p>



<p class="p1">Proseguendo lungo la costa si incontrano Castellabate e Santa Maria, con borghi storici e litorali limpidi, fino ad arrivare ad Acciaroli e Pollica, simboli di turismo lento e tradizione mediterranea.</p>



<p class="p1">Più a sud, Ascea e Velia offrono un connubio unico tra archeologia e mare, con i resti dell’antica Elea e una lunga spiaggia dorata.</p>



<p class="p1">Nel tratto finale del Cilento costiero, Palinuro e Marina di Camerota rappresentano il volto più spettacolare del territorio, tra grotte marine, promontori e calette immerse nella macchia mediterranea.</p>



<p class="p1">L’entroterra completa il viaggio con tappe naturalistiche di grande valore: le Grotte di Pertosa-Auletta, le cascate dei Capelli di Venere a Casaletto Spartano e l’area naturalistica di Morigerati, con l’oasi WWF del fiume Bussento e i suoi sentieri tra gole e sorgenti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lungo weekend del 2 giugno, la Campania tra archeologia, natura, mare e arte: itinerari e idee di viaggio</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/lungo-weekend-del-2-giugno-la-campania-tra-archeologia-natura-mare-e-arte-itinerari-e-idee-di-viaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:38:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
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<p class="p1">Il ponte del 2 giugno si conferma uno dei momenti più attesi della primavera turistica in Campania, con migliaia di visitatori italiani e stranieri che scelgono la regione per un breve soggiorno tra cultura, mare, natura e gastronomia. Un territorio che, nel raggio di poche decine di chilometri, concentra alcuni dei siti archeologici e paesaggistici più importanti d’Europa.</p>



<p class="p1">Sul fronte dell’archeologia, restano centrali le visite al <strong>Parco Archeologico di Pompei</strong> e al <strong>Parco Archeologico di Ercolano</strong>, entrambi patrimonio mondiale dell’Unesco. Gli scavi offrono un viaggio unico nella vita quotidiana dell’antica Roma, cristallizzata dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. A Pompei, in particolare, nuovi percorsi e domus restaurate continuano ad arricchire l’esperienza di visita, mentre Ercolano conserva edifici meglio preservati grazie alla diversa dinamica eruttiva. Più a sud, <strong>Paestum</strong> è uno dei principali siti della Magna Grecia, celebre per i templi dorici tra i meglio conservati al mondo, tra cui quelli di Hera, Nettuno e Atena. L’area archeologica, patrimonio Unesco, si affianca a un tratto di costa con spiagge sabbiose e forte vocazione turistica.</p>



<p class="p3">Nel territorio di Ascea, si trova <strong>Velia</strong>, antica Elea, nota per la scuola filosofica eleatica di Parmenide e Zenone. Il parco conserva resti urbani e la Porta Rosa, uno dei più antichi archi a tutto sesto dell’Occidente, in un contesto che unisce archeologia e paesaggio cilentano.</p>



<p class="p1">In area vesuviana, il Parco Nazionale del Vesuvio propone escursioni sul cratere e sentieri panoramici che dominano l’intero Golfo di Napoli, offrendo un punto di osservazione privilegiato su città e costa.</p>



<p class="p1">A nord, la Reggia di Caserta rappresenta una delle mete più imponenti del turismo culturale europeo. Il complesso borbonico, con il suo palazzo monumentale e il parco reale di oltre 100 ettari, è tra i siti più visitati d’Italia e offre percorsi tra fontane scenografiche, giardini all’inglese e architetture di grande valore storico.</p>



<p class="p1">Sul versante marittimo, il lungo weekend segna l’avvio della stagione turistica lungo la Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina. Località come Amalfi, Positano e Ravello registrano tradizionalmente un forte afflusso, grazie a un’offerta che combina paesaggi verticali sul mare, centri storici e itinerari culturali. Ravello, in particolare, con Villa Rufolo e Villa Cimbrone, resta una delle destinazioni più apprezzate per i panorami sul Tirreno.</p>



<p class="p1">Nel Golfo di Napoli, Capri, Ischia e Procida completano l’offerta turistica con caratteristiche differenti: Capri tra turismo internazionale e natura spettacolare, Ischia con il termalismo e i giardini, Procida con il suo borgo marinaro ancora legato a ritmi tradizionali.</p>



<p class="p1">Per chi cerca alternative meno affollate, il <strong>Cilento</strong> rappresenta una delle aree più rilevanti. Da Paestum a Palinuro, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni offre un mosaico di spiagge, borghi e aree archeologiche. Le aree naturalistiche con le grotte di Morigerati, Pertosa e Castelcivita si affiancano a località costiere come Castellabate, Acciaroli e Marina di Camerota, dove il turismo lento si integra con la natura incontaminata.</p>



<p class="p1">L’entroterra campano propone invece itinerari legati alla natura e all’enogastronomia. In Irpinia e nell’Alto Casertano si sviluppano percorsi tra vigneti, borghi storici e sentieri naturalistici, con una crescente offerta di turismo rurale e degustazioni di prodotti tipici.</p>



<p class="p1">Napoli resta il cuore culturale del territorio, con il centro storico patrimonio Unesco, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e i quartieri storici come la Sanità e Spaccanapoli. La città offre un calendario fitto di eventi, mostre e visite guidate che si affiancano al tradizionale richiamo gastronomico.</p>
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		<title>Dal mito di Paestum al mare di Sapri, viaggio nella costa del Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-mito-di-paestum-al-mare-di-sapri-viaggio-nella-costa-del-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Policastro Bussentino]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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<p class="p1">Cento chilometri di costa tra templi greci, borghi marinari, grotte, spiagge Bandiera Blu e sentieri immersi nella macchia mediterranea. La costa del Cilento, da Paestum a Sapri, rappresenta uno dei tratti più autentici del Mezzogiorno italiano, dove il turismo lento incontra natura, archeologia e tradizioni gastronomiche. Inserito nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, il territorio è patrimonio Unesco dal 1998. </p>



<p class="p1">Il viaggio parte da <strong>Paestum</strong>, antica colonia della Magna Grecia celebre per i tre templi dorici tra i meglio conservati al mondo. Qui storia e mare convivono a pochi passi dalle spiagge sabbiose del litorale di Capaccio. Nei dintorni, il turismo enogastronomico ruota attorno alla mozzarella di bufala campana e agli agriturismi immersi nella Piana del Sele.</p>



<p class="p1">Poco più a sud si incontra <strong>Agropoli</strong>, porta del Cilento, dominata dal castello angioino-aragonese e dal centro storico medievale. Da qui la costa alterna baie e promontori fino a <strong>Castellabate</strong>, il borgo reso celebre dal film “Benvenuti al Sud”, con Santa Maria affacciata su acque limpide e Punta Licosa, area marina protetta tra le più suggestive della Campania. </p>



<p class="p1">Tra le tappe più amate dai turisti ci sono <strong>Acciaroli e Pioppi</strong>, piccoli paesi di pescatori legati alla Dieta Mediterranea studiata dal fisiologo americano Ancel Keys. Le spiagge di Acciaroli, come Spiaggia Grande di Acciaroli e Spiaggia del Porto, attirano ogni estate migliaia di visitatori grazie al mare trasparente e ai vicoli del centro storico.</p>



<p class="p1">Proseguendo verso sud si arriva ad <strong>Ascea Marina</strong> e agli scavi archeologici di Velia, antica città della Magna Grecia patria della scuola filosofica eleatica. Nei dintorni, il trekking panoramico del Sentiero degli innamorati offre viste spettacolari sulla costa cilentana. </p>



<p class="p1">Il cuore naturalistico del Cilento marino è rappresentato dall’area tra <strong>Palinuro e Marina di Camerota</strong>. A Palinuro, il promontorio di Capo Palinuro domina grotte marine e cale raggiungibili via mare, mentre il celebre Arco di <strong>Palinuro</strong> è uno dei simboli fotografici della costa. Le spiagge di Spiaggia Ficocella e Spiaggia delle Saline sono tra le più frequentate.</p>



<p class="p1">A <strong>Marina di Camerota</strong> il mare diventa protagonista assoluto: escursioni in barca a vela e trekking conducono verso baie incontaminate come Cala Bianca Spiaggia, più volte indicata tra le spiagge più belle d’Italia.</p>



<p class="p1">La parte meridionale della costa cilentana, affacciata sul <strong>Golfo di Policastro</strong>, conserva atmosfere più tranquille. Da <strong>Scario</strong> a <strong>Policastro Bussentino</strong>, passando per le spiagge di Capitello e Villammare, fino a Sapri, il paesaggio alterna pinete, piccoli porti e lungomari panoramici. Sapri, nota anche per la “Spigolatrice” celebrata da Luigi Mercantini, è oggi una delle località balneari più frequentate del Cilento meridionale. </p>



<p class="p1">Oltre al mare, il Cilento offre un entroterra ricco di escursioni naturalistiche. Tra le mete più visitate figurano <strong>Gole del Calore</strong>, ideali per canoa e rafting, l’<strong>Oasi WWF Grotte del Bussento</strong>, a Morigerati, le Grotte di Castelcivita e le cascate di Casaletto Spartano, dove si trova Fontana Capello, conosciuta come “Capelli di Venere”.</p>



<p class="p1">Negli ultimi anni il Cilento ha conquistato un turismo sempre più internazionale grazie alla combinazione di mare incontaminato, ritmi lenti e tradizioni locali. Un territorio che resta lontano dal turismo di massa di altre coste campane e che continua a puntare su sostenibilità, natura e identità culturale. </p>
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		<title>A San Mauro Cilento torna il Trekking dei fiori gentili e sapori del Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-san-mauro-cilento-torna-il-trekking-dei-fiori-gentili-e-sapori-del-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 09:50:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[San Mauro Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[san mauro cilento]]></category>
		<category><![CDATA[sapori]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
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					<description><![CDATA[Sulla scia del grande entusiasmo e della straordinaria partecipazione registrati nel corso del primo appuntamento, il Comune di San Mauro Cilento, in collaborazione con l’Unione dei Comuni Velini e Velinia [...]]]></description>
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<p>Sulla scia del grande entusiasmo e della straordinaria partecipazione registrati nel corso del primo appuntamento, il Comune di San Mauro Cilento, in collaborazione con l’Unione dei Comuni Velini e Velinia Hub, annuncia il secondo incontro dell&#8217;esperienza&nbsp;<strong>&#8220;Trekking dei Fiori Gentili e Sapori del Cilento&#8221;</strong>, in programma&nbsp;<strong>domenica 31 maggio</strong>.</p>



<p>L&#8217;iniziativa gratuita, nata dal percorso di concertazione territoriale per la valorizzazione del patrimonio locale, ha fatto registrare il tutto esaurito al suo debutto, confermando l&#8217;efficacia di una formula che unisce felicemente natura, cultura e tradizioni gastronomiche.</p>



<p><strong>Il programma della giornata</strong></p>



<p>Il secondo appuntamento replica la struttura laboratoriale ed esperienziale che tanto ha entusiasmato i primi partecipanti, articolata in due momenti chiave:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Il Trekking Guidato:</strong> Un’escursione di circa 5 ore lungo il suggestivo &#8220;Sentiero dei Fiori Gentili&#8221;. I partecipanti saranno accompagnati da una guida professionista AIGAE, alla scoperta delle peculiarità botaniche e dei panorami mozzafiato dell’area.</li>



<li><strong>Il Laboratorio Gastronomico:</strong> Presso il Ristorante Alfea, l’esperienza si farà interattiva con uno show cooking dedicato ai cavatelli cilentani. I visitatori potranno mettere le mani in pasta, apprendendo le tecniche di preparazione manuale della tradizione, per poi concludere la giornata con una degustazione finale.</li>
</ul>



<p><strong>Informazioni utili e Calendario</strong></p>



<p>Il punto di ritrovo per <strong>domenica 31 maggio</strong> è fissato in <strong>Piazza Serra (Casalsoprano)</strong> a San Mauro Cilento, con partenza alle <strong>ore 08:30</strong>. L’attività è completamente gratuita e rivolta a partecipanti adulti. E&#8217; raccomando l’uso di abbigliamento comodo e scarpe da trekking. </p>



<p>Il calendario completo dei laboratori operativi sul territorio prevede anche le successive date di <strong>domenica 14 e domenica 28 giugno</strong>.</p>



<p><strong>Modalità di Iscrizione</strong></p>



<p>Visto l&#8217;elevato numero di richieste e per garantire la massima qualità e sicurezza dell&#8217;esperienza, la partecipazione resta a <strong>numero chiuso</strong> con <strong><a href="https://www.veliniahub.it/idea-generation-laboratori/" data-type="link" data-id="https://www.veliniahub.it/idea-generation-laboratori/">iscrizione obbligatoria</a></strong>.</p>



<p></p>
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