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	<title>Itinerari &amp; borghi | Giornale del Cilento</title>
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	<description>Notizie dal Cilento. News, Cronaca, Turismo e Territorio</description>
	<lastBuildDate>Sat, 30 May 2026 08:53:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lungo weekend del 2 giugno, la Campania tra archeologia, natura, mare e arte: itinerari e idee di viaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:38:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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<p class="p1">Il ponte del 2 giugno si conferma uno dei momenti più attesi della primavera turistica in Campania, con migliaia di visitatori italiani e stranieri che scelgono la regione per un breve soggiorno tra cultura, mare, natura e gastronomia. Un territorio che, nel raggio di poche decine di chilometri, concentra alcuni dei siti archeologici e paesaggistici più importanti d’Europa.</p>



<p class="p1">Sul fronte dell’archeologia, restano centrali le visite al <strong>Parco Archeologico di Pompei</strong> e al <strong>Parco Archeologico di Ercolano</strong>, entrambi patrimonio mondiale dell’Unesco. Gli scavi offrono un viaggio unico nella vita quotidiana dell’antica Roma, cristallizzata dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. A Pompei, in particolare, nuovi percorsi e domus restaurate continuano ad arricchire l’esperienza di visita, mentre Ercolano conserva edifici meglio preservati grazie alla diversa dinamica eruttiva. Più a sud, <strong>Paestum</strong> è uno dei principali siti della Magna Grecia, celebre per i templi dorici tra i meglio conservati al mondo, tra cui quelli di Hera, Nettuno e Atena. L’area archeologica, patrimonio Unesco, si affianca a un tratto di costa con spiagge sabbiose e forte vocazione turistica.</p>



<p class="p3">Nel territorio di Ascea, si trova <strong>Velia</strong>, antica Elea, nota per la scuola filosofica eleatica di Parmenide e Zenone. Il parco conserva resti urbani e la Porta Rosa, uno dei più antichi archi a tutto sesto dell’Occidente, in un contesto che unisce archeologia e paesaggio cilentano.</p>



<p class="p1">In area vesuviana, il Parco Nazionale del Vesuvio propone escursioni sul cratere e sentieri panoramici che dominano l’intero Golfo di Napoli, offrendo un punto di osservazione privilegiato su città e costa.</p>



<p class="p1">A nord, la Reggia di Caserta rappresenta una delle mete più imponenti del turismo culturale europeo. Il complesso borbonico, con il suo palazzo monumentale e il parco reale di oltre 100 ettari, è tra i siti più visitati d’Italia e offre percorsi tra fontane scenografiche, giardini all’inglese e architetture di grande valore storico.</p>



<p class="p1">Sul versante marittimo, il lungo weekend segna l’avvio della stagione turistica lungo la Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina. Località come Amalfi, Positano e Ravello registrano tradizionalmente un forte afflusso, grazie a un’offerta che combina paesaggi verticali sul mare, centri storici e itinerari culturali. Ravello, in particolare, con Villa Rufolo e Villa Cimbrone, resta una delle destinazioni più apprezzate per i panorami sul Tirreno.</p>



<p class="p1">Nel Golfo di Napoli, Capri, Ischia e Procida completano l’offerta turistica con caratteristiche differenti: Capri tra turismo internazionale e natura spettacolare, Ischia con il termalismo e i giardini, Procida con il suo borgo marinaro ancora legato a ritmi tradizionali.</p>



<p class="p1">Per chi cerca alternative meno affollate, il <strong>Cilento</strong> rappresenta una delle aree più rilevanti. Da Paestum a Palinuro, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni offre un mosaico di spiagge, borghi e aree archeologiche. Le aree naturalistiche con le grotte di Morigerati, Pertosa e Castelcivita si affiancano a località costiere come Castellabate, Acciaroli e Marina di Camerota, dove il turismo lento si integra con la natura incontaminata.</p>



<p class="p1">L’entroterra campano propone invece itinerari legati alla natura e all’enogastronomia. In Irpinia e nell’Alto Casertano si sviluppano percorsi tra vigneti, borghi storici e sentieri naturalistici, con una crescente offerta di turismo rurale e degustazioni di prodotti tipici.</p>



<p class="p1">Napoli resta il cuore culturale del territorio, con il centro storico patrimonio Unesco, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e i quartieri storici come la Sanità e Spaccanapoli. La città offre un calendario fitto di eventi, mostre e visite guidate che si affiancano al tradizionale richiamo gastronomico.</p>
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		<title>Dal mito di Paestum al mare di Sapri, viaggio nella costa del Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dal-mito-di-paestum-al-mare-di-sapri-viaggio-nella-costa-del-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:13:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Policastro Bussentino]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Cento chilometri di costa tra templi greci, borghi marinari, grotte, spiagge Bandiera Blu e sentieri immersi nella macchia mediterranea. La costa del Cilento, da Paestum a Sapri, rappresenta uno dei [...]]]></description>
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<p class="p1">Cento chilometri di costa tra templi greci, borghi marinari, grotte, spiagge Bandiera Blu e sentieri immersi nella macchia mediterranea. La costa del Cilento, da Paestum a Sapri, rappresenta uno dei tratti più autentici del Mezzogiorno italiano, dove il turismo lento incontra natura, archeologia e tradizioni gastronomiche. Inserito nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, il territorio è patrimonio Unesco dal 1998. </p>



<p class="p1">Il viaggio parte da <strong>Paestum</strong>, antica colonia della Magna Grecia celebre per i tre templi dorici tra i meglio conservati al mondo. Qui storia e mare convivono a pochi passi dalle spiagge sabbiose del litorale di Capaccio. Nei dintorni, il turismo enogastronomico ruota attorno alla mozzarella di bufala campana e agli agriturismi immersi nella Piana del Sele.</p>



<p class="p1">Poco più a sud si incontra <strong>Agropoli</strong>, porta del Cilento, dominata dal castello angioino-aragonese e dal centro storico medievale. Da qui la costa alterna baie e promontori fino a <strong>Castellabate</strong>, il borgo reso celebre dal film “Benvenuti al Sud”, con Santa Maria affacciata su acque limpide e Punta Licosa, area marina protetta tra le più suggestive della Campania. </p>



<p class="p1">Tra le tappe più amate dai turisti ci sono <strong>Acciaroli e Pioppi</strong>, piccoli paesi di pescatori legati alla Dieta Mediterranea studiata dal fisiologo americano Ancel Keys. Le spiagge di Acciaroli, come Spiaggia Grande di Acciaroli e Spiaggia del Porto, attirano ogni estate migliaia di visitatori grazie al mare trasparente e ai vicoli del centro storico.</p>



<p class="p1">Proseguendo verso sud si arriva ad <strong>Ascea Marina</strong> e agli scavi archeologici di Velia, antica città della Magna Grecia patria della scuola filosofica eleatica. Nei dintorni, il trekking panoramico del Sentiero degli innamorati offre viste spettacolari sulla costa cilentana. </p>



<p class="p1">Il cuore naturalistico del Cilento marino è rappresentato dall’area tra <strong>Palinuro e Marina di Camerota</strong>. A Palinuro, il promontorio di Capo Palinuro domina grotte marine e cale raggiungibili via mare, mentre il celebre Arco di <strong>Palinuro</strong> è uno dei simboli fotografici della costa. Le spiagge di Spiaggia Ficocella e Spiaggia delle Saline sono tra le più frequentate.</p>



<p class="p1">A <strong>Marina di Camerota</strong> il mare diventa protagonista assoluto: escursioni in barca a vela e trekking conducono verso baie incontaminate come Cala Bianca Spiaggia, più volte indicata tra le spiagge più belle d’Italia.</p>



<p class="p1">La parte meridionale della costa cilentana, affacciata sul <strong>Golfo di Policastro</strong>, conserva atmosfere più tranquille. Da <strong>Scario</strong> a <strong>Policastro Bussentino</strong>, passando per le spiagge di Capitello e Villammare, fino a Sapri, il paesaggio alterna pinete, piccoli porti e lungomari panoramici. Sapri, nota anche per la “Spigolatrice” celebrata da Luigi Mercantini, è oggi una delle località balneari più frequentate del Cilento meridionale. </p>



<p class="p1">Oltre al mare, il Cilento offre un entroterra ricco di escursioni naturalistiche. Tra le mete più visitate figurano <strong>Gole del Calore</strong>, ideali per canoa e rafting, l’<strong>Oasi WWF Grotte del Bussento</strong>, a Morigerati, le Grotte di Castelcivita e le cascate di Casaletto Spartano, dove si trova Fontana Capello, conosciuta come “Capelli di Venere”.</p>



<p class="p1">Negli ultimi anni il Cilento ha conquistato un turismo sempre più internazionale grazie alla combinazione di mare incontaminato, ritmi lenti e tradizioni locali. Un territorio che resta lontano dal turismo di massa di altre coste campane e che continua a puntare su sostenibilità, natura e identità culturale. </p>
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		<title>A San Mauro Cilento torna il Trekking dei fiori gentili e sapori del Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/a-san-mauro-cilento-torna-il-trekking-dei-fiori-gentili-e-sapori-del-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 09:50:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[San Mauro Cilento]]></category>
		<category><![CDATA[san mauro cilento]]></category>
		<category><![CDATA[sapori]]></category>
		<category><![CDATA[trekking]]></category>
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					<description><![CDATA[Sulla scia del grande entusiasmo e della straordinaria partecipazione registrati nel corso del primo appuntamento, il Comune di San Mauro Cilento, in collaborazione con l’Unione dei Comuni Velini e Velinia [...]]]></description>
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<p>Sulla scia del grande entusiasmo e della straordinaria partecipazione registrati nel corso del primo appuntamento, il Comune di San Mauro Cilento, in collaborazione con l’Unione dei Comuni Velini e Velinia Hub, annuncia il secondo incontro dell&#8217;esperienza&nbsp;<strong>&#8220;Trekking dei Fiori Gentili e Sapori del Cilento&#8221;</strong>, in programma&nbsp;<strong>domenica 31 maggio</strong>.</p>



<p>L&#8217;iniziativa gratuita, nata dal percorso di concertazione territoriale per la valorizzazione del patrimonio locale, ha fatto registrare il tutto esaurito al suo debutto, confermando l&#8217;efficacia di una formula che unisce felicemente natura, cultura e tradizioni gastronomiche.</p>



<p><strong>Il programma della giornata</strong></p>



<p>Il secondo appuntamento replica la struttura laboratoriale ed esperienziale che tanto ha entusiasmato i primi partecipanti, articolata in due momenti chiave:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Il Trekking Guidato:</strong> Un’escursione di circa 5 ore lungo il suggestivo &#8220;Sentiero dei Fiori Gentili&#8221;. I partecipanti saranno accompagnati da una guida professionista AIGAE, alla scoperta delle peculiarità botaniche e dei panorami mozzafiato dell’area.</li>



<li><strong>Il Laboratorio Gastronomico:</strong> Presso il Ristorante Alfea, l’esperienza si farà interattiva con uno show cooking dedicato ai cavatelli cilentani. I visitatori potranno mettere le mani in pasta, apprendendo le tecniche di preparazione manuale della tradizione, per poi concludere la giornata con una degustazione finale.</li>
</ul>



<p><strong>Informazioni utili e Calendario</strong></p>



<p>Il punto di ritrovo per <strong>domenica 31 maggio</strong> è fissato in <strong>Piazza Serra (Casalsoprano)</strong> a San Mauro Cilento, con partenza alle <strong>ore 08:30</strong>. L’attività è completamente gratuita e rivolta a partecipanti adulti. E&#8217; raccomando l’uso di abbigliamento comodo e scarpe da trekking. </p>



<p>Il calendario completo dei laboratori operativi sul territorio prevede anche le successive date di <strong>domenica 14 e domenica 28 giugno</strong>.</p>



<p><strong>Modalità di Iscrizione</strong></p>



<p>Visto l&#8217;elevato numero di richieste e per garantire la massima qualità e sicurezza dell&#8217;esperienza, la partecipazione resta a <strong>numero chiuso</strong> con <strong><a href="https://www.veliniahub.it/idea-generation-laboratori/" data-type="link" data-id="https://www.veliniahub.it/idea-generation-laboratori/">iscrizione obbligatoria</a></strong>.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Tramonti, il “polmone verde” della Costiera Amalfitana: tra borghi, sentieri e antiche tradizioni nel cuore dei Monti Lattari</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tramonti-il-polmone-verde-della-costiera-amalfitana-tra-borghi-sentieri-e-antiche-tradizioni-nel-cuore-dei-monti-lattari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 13:29:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore più autentico della Costiera Amalfitana, lontano dai flussi più intensi del turismo balneare, Tramonti si conferma una delle destinazioni più sorprendenti della Campania. Borgo diffuso e montano, incastonato [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel cuore più autentico della Costiera Amalfitana, lontano dai flussi più intensi del turismo balneare, Tramonti si conferma una delle destinazioni più sorprendenti della Campania. Borgo diffuso e montano, incastonato tra i rilievi dei Monti Lattari, il comune salernitano è composto da tredici frazioni e rappresenta una delle anime più verdi e meno conosciute del territorio costiero, tanto da essere spesso definito il “polmone verde” della Costiera.</p>



<p>Qui la natura domina il paesaggio: vallate fitte di vegetazione, sentieri panoramici e terrazzamenti agricoli disegnano un ambiente che conserva intatta la sua identità rurale. Il nome stesso, Tramonti, deriva dal latino <em>Intra Montes</em>, “tra i monti”, a sottolineare una posizione geografica che lo rende unico rispetto ai centri affacciati direttamente sul mare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un mosaico di frazioni e storia antica</h3>



<p>Più che un singolo centro urbano, Tramonti è un sistema di borghi sparsi: Campinola, Polvica, Gete, Pucara, Novella e le altre frazioni raccontano una storia fatta di comunità autonome, chiese antiche e architetture rurali. Il territorio è stato storicamente legato alla Repubblica Marinara di Amalfi e, nei secoli, ha mantenuto una forte identità locale, anche grazie alla sua posizione strategica tra le rotte interne della costa.</p>



<p>Ancora oggi, il paesaggio conserva tracce di questa lunga continuità storica, con edifici religiosi, antichi casali e percorsi che collegano le diverse frazioni, offrendo un esempio raro di insediamento diffuso in area mediterranea.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il sentiero delle 13 chiese e il turismo lento</h3>



<p>Uno degli itinerari più rappresentativi è il cosiddetto “Sentiero delle 13 Chiese”, un percorso che attraversa le frazioni del comune e consente di scoprire un patrimonio religioso e architettonico diffuso, tra cappelle rupestri, edifici medievali e piccoli santuari immersi nella natura.</p>



<p>È proprio questa dimensione lenta e diffusa a caratterizzare l’esperienza di visita: Tramonti non è una destinazione di passaggio, ma un territorio da esplorare a piedi, attraverso un turismo fatto di cammini, silenzi e paesaggi agricoli.</p>



<p>Tra le tappe più significative figura la Cappella Rupestre di Gete, scavata nella roccia, e i resti di antiche fortificazioni legate al controllo del territorio costiero. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Vino, agricoltura e identità gastronomica</h3>



<p>Accanto al patrimonio storico e naturalistico, Tramonti è anche una terra di produzione agricola d’eccellenza. Il territorio è noto per la viticoltura, con vini che rientrano nella DOC della Costa d’Amalfi, e per la tradizione gastronomica legata a prodotti locali, spesso coltivati ancora secondo metodi tradizionali.</p>



<p>Questa dimensione produttiva si integra con la struttura del paesaggio terrazzato, dove agricoltura e tutela ambientale convivono in equilibrio, contribuendo a mantenere vivo il legame tra comunità e territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’alternativa alla Costiera più conosciuta</h3>



<p>In un momento in cui la Costiera Amalfitana continua a registrare forti flussi turistici nei centri più noti, Tramonti si propone come alternativa discreta e autentica. Qui il turismo non è di massa, ma esperienziale: escursionismo, enogastronomia e scoperta dei borghi diventano gli strumenti principali per conoscere un territorio che conserva ancora ritmi lenti e dimensione comunitaria.</p>



<p>Per questo Tramonti si sta affermando sempre più come destinazione ideale per chi cerca una Costiera diversa, lontana dalla folla e più vicina alla sua identità storica e rurale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un patrimonio da valorizzare</h3>



<p>Il valore di Tramonti risiede proprio nella sua natura ibrida: borgo agricolo, sistema di frazioni, territorio montano e allo stesso tempo parte integrante della Costiera Amalfitana. Una complessità che lo rende un luogo chiave per comprendere la varietà culturale e paesaggistica della provincia di Salerno.</p>



<p>Nel racconto del turismo contemporaneo, sempre più orientato alla sostenibilità e alla scoperta dei territori minori, Tramonti si inserisce così tra le destinazioni più interessanti della Campania, capace di unire natura, storia e tradizione in un’unica esperienza di viaggio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Padula inaugura una nuova stagione dei servizi museali integrati  </title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/padula-inaugura-una-nuova-stagione-dei-servizi-museali-integrati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 11:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Padula]]></category>
		<category><![CDATA[padula]]></category>
		<category><![CDATA[servizi museali integrati]]></category>
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					<description><![CDATA[Presentata questa mattina nella Sala del Refettorio della Certosa di San Lorenzo a Padula la nuova offerta dell’ecosistema culturale di Padula, tra patrimonio storico-artistico, memoria civile, progettualità contemporanea e innovazione. [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Presentata questa mattina nella Sala del Refettorio della Certosa di San Lorenzo a Padula la nuova offerta dell’ecosistema culturale di Padula, tra patrimonio storico-artistico, memoria civile, progettualità contemporanea e innovazione. La nuova stagione dei servizi museali integrati prenderà forma dal 1 giugno grazie all’impegno rinnovato del&nbsp;<strong>Ministero della Cultura</strong>&nbsp;–&nbsp;<strong>Direzione regionale Musei nazionali Campania</strong>, del&nbsp;<strong>Comune di Padula</strong>&nbsp;e del Consorzio stabile<strong>&nbsp;Aion&nbsp;</strong>[artem, Le Nuvole, Monaci digitali, Vivaticket] concessionario dei servizi di valorizzazione.</p>



<p>Frutto della sinergia tra Direzione Musei, Comune di Padula e Consorzio Aion anche il ricco calendario di eventi estivi che vedrà protagonisti grandi nomi del teatro, della danza e della musica da Massimo Ranieri a Fiorella&nbsp; Mannoia e Vincenzo Salemme.</p>



<p>Alla presentazione hanno preso parte Vincenzo Maraio, Assessore al Turismo, alla Promozione del Territorio e alla Transizione Digitale della Regione Campania, Luigina Tomay, Direttrice regionale Musei nazionali della Campania, Francesco Fanoli, Funzionario referente per la Certosa di Padula e Michela Cimino, Sindaca del Comune di Padula e Antonio Fortunati Assessore al Turismo del Comune di Padula.</p>



<p>“<em>Padula entra in una nuova fase della promozione turistica</em> – afferma<strong> Vincenzo Maraio Assessore al Turismo, alla Promozione del Territorio e alla Transizione Digitale della Regione Campania </strong>&#8211; <em>sistemi integrati, servizi qualificati e una visione condivisa per valorizzare un’eccellenza unica al mondo come la Certosa di San Lorenzo. Il biglietto unico, il rafforzamento dell’offerta museale e la programmazione culturale rappresentano strumenti concreti per attrarre un turismo di qualità, capace di restare più a lungo e generare valore per l’intero territorio. La sfida è trasformare il nostro patrimonio in un sistema sempre più vivo.</em></p>



<p> Come sottolinea <strong>Luigina Tomay</strong>, <strong>Direttrice</strong> <strong>regionale</strong>Musei nazionali Campania: “<em>Oggi prende il via concretamente la <strong>gestione integrata del Sistema museale di Padula</strong>, un percorso di valorizzazione messo in campo fin dal 2024 dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania e dal Comune di Padula. L’obiettivo condiviso è fornire a cittadini e visitatori la possibilità di conoscere con un biglietto unico le <strong>testimonianze monumentali, artistiche e culturali più significative del territorio</strong>. La <strong>Certosa di San Lorenzo</strong>, bene iscritto alla Lista del Patrimonio Unesco e cardine di questo itinerario, si presenta a questo appuntamento con <strong>percorsi di visita ampliati</strong> grazie al recente <strong>riallestimento</strong> del <strong>Quarto del Priore</strong>, a cui si aggiungeranno a breve le riaperture della <strong>Biblioteca</strong> e delle ex celle dei monaci ospitanti le <strong>installazioni di arte contemporanea</strong> “Le opere e i giorni”. Le ingenti risorse finanziarie investite negli ultimi anni in termini di restauri, messa in sicurezza e accessibilità del monumento testimoniano l’impegno del MiC e della Direzione regionale Musei nazionali Campania ad assicurare elevati standard di tutela, fruizione e promozione del sito</em>”.</p>



<p>&#8220;<em>La promozione della Certosa</em> – <strong>dice Francesco Fanoli Funzionario referente della Certosa di Padula &#8211; </strong><em>sarà potenziata anche attraverso un ricco calendario di eventi, reso possibile grazie ad appositi finanziamenti del MiC. Si inizierà con i due spettacoli di danza contemporanea, parte della rassegna &#8220;L&#8217;Oltre. Danza, digitale e memoria nei luoghi di passaggio&#8221;, finanziato grazie all’aggiudicazione di un bando dalla Direzione generale Spettacolo, che unisce tre luoghi della cultura della Direzione regionale Musei nazionali Campania, ente promotore del progetto. Il calendario proseguirà con gli eventi organizzati da società e associazioni locali, nell&#8217;ambito del Certosa Village e del Padula Mob Festival che vedranno, tra gli altri, la partecipazione di artisti come Fiorella Mannoia, Massimo Ranieri e Modena City Ramblers</em>”.</p>



<p><strong>Michela Cimino, Sindaca di Padula</strong>, esprime “<em>grande soddisfazione per il lavoro portato avanti in questi anni e per le progettualità messe in campo per il rilancio turistico e culturale di Padula e dell&#8217;intero territorio. La nuova gestione dei servizi della Certosa di San Lorenzo e dei Musei Civici rappresenta un passo importante di un percorso più ampio di valorizzazione del nostro patrimonio, che punta a rafforzare l&#8217;attrattività del sistema museale e a migliorare l&#8217;esperienza di visita. Si tratta di un risultato significativo, frutto di un lavoro condiviso e di una visione strategica che guarda allo sviluppo sostenibile del turismo culturale come leva fondamentale per la crescita della nostra comunità e delle attività economiche locali</em>”.</p>



<p>L&#8217;<strong>Assessore al Turismo </strong>del Comune di Padula<strong>, Antonio Fortunati</strong> aggiunge “<em>In questa direzione si colloca anche la decisione relativa agli asset turistici della Casa Bassa, che hanno finalmente trovato una destinazione precisa e funzionale. Grazie alla locazione degli spazi precedentemente utilizzati dalla Comunità Montana Vallo di Diano, si è compiuto un passaggio concreto da una condizione di disavanzo a una di avanzo gestionale, trasformando questi luoghi in una risorsa economica stabile per l&#8217;ente. Questa scelta non è isolata, ma si inserisce coerentemente in una strategia più ampia di investimento nella promozione del monastero certosino su tutti i mercati internazionali: nuove risorse economiche, servizi più qualificati e diversificati per i visitatori e, di conseguenza, la possibilità concreta di attrarre un turismo di maggiore qualità, capace di scegliere una permanenza più lunga nel nostro territorio</em>”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cilento Vallo di Diano Experience: Luigi Pisani è la voce ufficiale del podcast che racconta un viaggio di bellezza</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/cilento-vallo-di-diano-experience-luigi-pisani-e-la-voce-ufficiale-del-podcast-che-racconta-un-viaggio-di-bellezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di persone]]></category>
		<category><![CDATA[Cilento Vallo di Diano Experience]]></category>
		<category><![CDATA[luigi pisani]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto Cilento Vallo di Diano Experience per le città creative dell’Unesco nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni continua il suo percorso di promozione e valorizzazione [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il progetto Cilento Vallo di Diano Experience per le città creative dell’Unesco nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni continua il suo percorso di promozione e valorizzazione con un podcast dedicato a ogni comune della rete di “bellezza” che, nel corso di un biennio, ha visto l’alternanza di numerosi eventi a vocazione turistica.</p>



<p>L’obiettivo è costruire un’identità territoriale condivisa e attrattiva, unendo cultura, natura, bellezza, enogastronomia e accoglienza. Capaccio Paestum è il comune capofila del progetto, insieme a una rete di altri nove siti che formano l’anima più vera e variegata del territorio: Ascea, Castellabate, Ceraso, Montecorice, Padula, Perdifumo, San Giovanni a Piro, San Mauro Cilento e Serramezzana.</p>



<p>Dopo gli itinerari tematici, tra voli in mongolfiera e passeggiate fotografiche, arriva il primo podcast dedicato al Cilento Vallo di Diano e Alburni. La serie è composta da dieci episodi più una puntata pilota, raccontati dalla voce di Luigi Pisani.</p>



<p>Nato ad Agropoli e oggi stabilmente a Roma, l’attore è rimasto profondamente legato alle sue origini cilentane. «Sono nato e cresciuto nel Cilento fino all’età di diciotto anni – racconta – per poi trasferirmi nella capitale. In Cilento ho ancora la mia famiglia d’origine, amici e parenti, soprattutto ho un legame fortissimo con questa terra. A volte poi capita che la mia professione s’incroci con le mie radici ed è bellissimo».</p>



<p>Ed è capitato nel 2010, per il suo debutto al cinema da protagonista con <em>Noi credevamo</em> di Mario Martone. «<em>Di storie, grazie al mio lavoro </em>– continua – <em>ne racconto tante. Alcune nascono sul palcoscenico, altre davanti a una macchina da presa. Questa che ha per protagonista Cilento Vallo di Diano Experience – conclude – non ha bisogno di scenografie. Il palcoscenico è perfetto così com’è e sono davvero orgoglioso di poterla raccontare con la mia voce che è figlia di questa terra meravigliosa</em>».</p>



<p>Gli episodi avranno una durata media di cinque minuti e saranno pubblicati ogni due settimane sui canali social ufficiali del progetto Unesco e sull’app gratuita Cilento Vallo di Diano Experience. Dopo la puntata pilota, la prima tappa raccontata sarà Capaccio Paestum.</p>



<p>Il podcast sarà disponibile in streaming e scaricabile su smartphone e tablet, per essere ascoltato in qualsiasi momento e da qualsiasi parte del mondo: per sentirsi a casa, per chi è lontano, o per conoscere nuovi luoghi, per chi è alla ricerca di nuove esperienze.</p>
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		<title>Estate: le spiagge campane per i giovani tra musica, tramonti e turismo slow</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/estate-le-spiagge-campane-per-i-giovani-tra-musica-tramonti-e-turismo-slow/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 12:10:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Campania si prepara a vivere un’estate 2026 all’insegna del turismo giovane, con numeri in crescita soprattutto lungo il Cilento e la Costiera Amalfitana. A cambiare sono anche le abitudini [...]]]></description>
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<p>La Campania si prepara a vivere un’estate 2026 all’insegna del turismo giovane, con numeri in crescita soprattutto lungo il Cilento e la Costiera Amalfitana. A cambiare sono anche le abitudini dei viaggiatori under 35: meno vacanze “mordi e fuggi” e più esperienze tra mare pulito, aperitivi al tramonto, eventi musicali all’aperto e località facilmente raggiungibili via mare.</p>



<p>Secondo i dati sulla balneabilità diffusi da Arpac e rilanciati da diverse analisi sul turismo regionale, il Cilento si conferma il tratto costiero con le acque più pulite della Campania, da Agropoli fino a Sapri, con classificazione “eccellente” lungo quasi tutta la costa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cilento, il boom delle spiagge “slow”</h2>



<p>Il Cilento continua a conquistare i giovani grazie a un mix sempre più richiesto: mare pulito, prezzi più accessibili rispetto alla Costiera Amalfitana e una forte componente naturalistica.</p>



<p>Località come Palinuro e Marina di Camerota attirano soprattutto gruppi di amici e turisti universitari grazie alle spiagge ampie, alle escursioni in barca e ai festival musicali estivi organizzati nei comuni costieri.</p>



<p>Cresce anche l’interesse verso Acciaroli e Pioppi, mete considerate più rilassate ma sempre più presenti sui social per tramonti, lungomari e turismo sostenibile. </p>



<p>Secondo le ultime classificazioni Bandiera Blu 2026, molte località cilentane restano ai vertici regionali per qualità ambientale e servizi turistici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Costiera Amalfitana, tra scenari iconici e turismo internazionale</h2>



<p>La Costiera Amalfitana resta la destinazione più fotografata dai giovani turisti stranieri. Positano continua a essere il simbolo dell’estate glamour campana, grazie alle spiagge panoramiche, agli arrivi via mare e agli eventi diffusi tra terrazze e piazze costiere.</p>



<p>Negli ultimi anni, però, molti giovani scelgono anche mete considerate più tranquille come Praiano e Furore, apprezzate per i panorami, i percorsi vista mare e un’atmosfera meno affollata rispetto ai grandi centri turistici. Alcune discussioni online dedicate ai viaggiatori italiani e stranieri evidenziano proprio la ricerca di esperienze più autentiche e sostenibili lungo la costa. </p>



<p>Anche sul fronte ambientale la Costiera mantiene standard elevati: Positano è tra le località premiate con la Bandiera Blu 2026 per qualità delle acque e servizi balneari. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Procida, l’isola giovane che punta sugli eventi</h2>



<p>Dopo il successo internazionale ottenuto negli ultimi anni, Procida continua a essere una delle mete più richieste dai giovani campani e dai turisti europei.</p>



<p>L’isola attira soprattutto per il suo formato “slow”: spiagge raggiungibili a piedi, aperitivi vista mare, piccoli eventi musicali e un turismo meno caotico rispetto ad altre isole del Golfo di Napoli.</p>



<p>Marina Corricella e la Chiaiolella restano i punti più frequentati al tramonto, mentre aumenta il numero di visitatori che scelgono soggiorni brevi collegati ai trasporti marittimi veloci da Napoli e Salerno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Estate 2026: vince il turismo esperienziale</h2>



<p>La tendenza dell’estate 2026 sembra chiara: i giovani cercano sempre più esperienze condivisibili ma autentiche. Non solo discoteche e spiagge affollate, ma anche trekking costieri, festival all’aperto, escursioni in barca e località capaci di unire mare, paesaggio e sostenibilità.</p>
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		<title>Napoli vista dall’alto: i panorami più spettacolari tra terrazzi, colline e scorci sul Golfo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/napoli-vista-dallalto-i-panorami-piu-spettacolari-tra-terrazzi-colline-e-scorci-sul-golfo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 12:05:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Napoli è una città che cambia volto a seconda dell’altezza da cui la si osserva. Dal mare alle colline del Vomero e di Posillipo, il capoluogo campano offre alcuni dei [...]]]></description>
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<p>Napoli è una città che cambia volto a seconda dell’altezza da cui la si osserva. Dal mare alle colline del Vomero e di Posillipo, il capoluogo campano offre alcuni dei panorami urbani più celebri d’Italia: terrazze naturali, belvedere storici e punti fotografici dove il Vesuvio, il Golfo e i tetti della città diventano un unico scenario.</p>



<p>Negli ultimi anni il turismo panoramico è diventato una delle esperienze più richieste dai visitatori italiani e stranieri, complice anche il successo delle immagini condivise sui social. Ma oltre ai luoghi più noti esistono scorci meno battuti che raccontano una Napoli autentica, sospesa tra storia, mare e architettura.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Belvedere di San Martino, la cartolina perfetta</h2>



<p>Tra i punti panoramici più celebri della città c’è il Belvedere di San Martino, sulla collina del Vomero. Da qui lo sguardo abbraccia il centro storico, il porto, il Vesuvio e il lungomare fino alla penisola sorrentina.</p>



<p>Accanto alla terrazza si trovano la Certosa e Museo di San Martino, uno dei complessi monumentali più importanti della città, meta costante di turisti e fotografi. Il panorama cambia continuamente durante la giornata: all’alba domina la luce sul Golfo, mentre al tramonto la città si colora di arancio e rosa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Posillipo, il balcone sul mare</h2>



<p>Posillipo resta il simbolo della Napoli panoramica. Il quartiere collinare, noto sin dall’epoca romana per le sue ville affacciate sul mare, offre alcuni degli scorci più spettacolari del Mediterraneo.</p>



<p>Uno dei luoghi più frequentati è il Belvedere di Sant’Antonio a Posillipo, terrazza naturale da cui si osservano il Golfo di Napoli, Castel dell’Ovo e il Vesuvio. Poco distante, via Petrarca regala vedute suggestive soprattutto nelle ore serali, quando le luci della città si riflettono sul mare.</p>



<p>Tra i punti più fotografati c’è anche il Parco Virgiliano, recentemente riqualificato, con viali panoramici che guardano verso Nisida, Procida e Ischia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Petraio e le scale segrete della città</h2>



<p>Per chi cerca una Napoli meno turistica, il Petraio rappresenta uno dei percorsi più affascinanti. Le antiche scale collegano il Vomero al centro cittadino attraversando vicoli, giardini e scorci improvvisi sul Golfo.</p>



<p>Camminando lungo il percorso si incontrano piccoli balconi naturali che offrono punti fotografici unici, lontani dal traffico e dai grandi flussi turistici. Qui la città mostra il suo volto più silenzioso e autentico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Castel Sant’Elmo, Napoli a 360 gradi</h2>



<p>Dalla sommità di Castel Sant’Elmo si gode probabilmente la vista più completa sulla città. La fortezza medievale domina Napoli dall’alto della collina del Vomero e permette di osservare contemporaneamente il centro storico, il porto, il Vesuvio e il lungomare.</p>



<p>Negli ultimi anni il castello è diventato anche uno spazio culturale dedicato a mostre, eventi e fotografia contemporanea, attirando sempre più giovani visitatori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rooftop e terrazze tra hotel storici e locali panoramici</h2>



<p>Accanto ai belvedere storici cresce il fenomeno dei rooftop urbani. Hotel e terrazze panoramiche stanno investendo sempre di più sull’esperienza “vista Napoli”, trasformando aperitivi e cene in veri eventi turistici.</p>



<p>Molte strutture del centro storico e del lungomare propongono oggi terrazze con vista diretta sul Vesuvio e sul Golfo, contribuendo a un nuovo modo di vivere la città tra turismo, lifestyle e fotografia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La città verticale che conquista i social</h2>



<p>Napoli continua a essere una delle città italiane più fotografate online. Dai gradini del Petraio ai tramonti di Posillipo, fino alle terrazze del Vomero, l’immagine della città vista dall’alto è diventata parte integrante della promozione turistica campana.</p>



<p>Un patrimonio visivo che unisce storia, paesaggio e identità urbana e che continua ad attirare visitatori in ogni stagione dell’anno.</p>
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		<title>Borghi segreti della Campania: sette mete oltre le rotte turistiche</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/borghi-segreti-della-campania-sette-mete-oltre-le-rotte-turistiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 12:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
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<p>Tra mare e grandi città d’arte, la Campania custodisce un patrimonio meno conosciuto fatto di piccoli borghi, antiche tradizioni e paesaggi ancora autentici. Luoghi lontani dai flussi del turismo di massa, dove il tempo sembra rallentare e l’accoglienza passa attraverso cucine di famiglia, vicoli in pietra e ospitalità diffusa. Dal Sannio al Cilento, fino ai confini con la Basilicata, ecco sette destinazioni da riscoprire per un viaggio diverso nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sant’Agata de’ Goti, la perla sospesa sul tufo</h2>



<p>Sant’Agata de’ Goti è uno dei borghi più scenografici dell’entroterra campano. Il centro storico si sviluppa su una rupe tufacea che domina il vallone Martorano, offrendo uno skyline di campanili, cupole maiolicate e antichi palazzi nobiliari. Il borgo ha ottenuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano ed è noto anche per le produzioni di Falanghina, Aglianico e mela annurca. </p>



<p>Passeggiare tra il Duomo, la chiesa di San Menna e i vicoli medievali significa immergersi in una Campania silenziosa e raffinata, dove crescono anche piccole strutture di ospitalità diffusa e country house ricavate in edifici storici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cusano Mutri, il cuore verde del Matese</h2>



<p>Cusano Mutri, nel Beneventano, è uno dei simboli del turismo lento campano. Inserito nell’area del Matese, conserva un impianto medievale quasi intatto, con case in pietra, scalinate e archi che raccontano secoli di storia. Il borgo è celebre per la storica Sagra dei Funghi e per l’Infiorata del Corpus Domini, appuntamenti che ogni anno attirano migliaia di visitatori. </p>



<p>Qui il turismo si lega soprattutto alla natura: trekking, gole montane, boschi di castagni e percorsi enogastronomici rendono Cusano una meta ideale per chi cerca autenticità. La cucina locale punta su funghi porcini, salumi artigianali e formaggi del territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Castellabate, il Cilento oltre il cinema</h2>



<p>Castellabate è noto al grande pubblico per il film <em>Benvenuti al Sud</em>, ma conserva ancora angoli poco frequentati rispetto alle grandi mete costiere. Il centro storico medievale domina il mare del Cilento con terrazze panoramiche, vicoli stretti e piazzette dove il turismo resta legato ai ritmi locali.</p>



<p>Fuori stagione, il borgo mostra il suo volto più autentico: pescatori, botteghe artigiane e cucina cilentana tradizionale, con olio extravergine, alici e fichi bianchi protagonisti delle tavole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Morcone, balcone sul Sannio</h2>



<p>Morcone sorge ai piedi del Matese ed è uno dei centri storici più suggestivi del Sannio. Il borgo si sviluppa lungo stradine concentriche che salgono verso i resti del castello medievale. Da qui si gode una vista ampia sulle montagne e sulle vallate circostanti.</p>



<p>Negli ultimi anni il paese ha investito sul turismo esperienziale, valorizzando sentieri naturalistici, eventi culturali e produzioni tipiche come olio e caciocavallo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Valle dell’Angelo, il paese del silenzio</h2>



<p>Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Valle dell’Angelo è uno dei comuni meno popolati della regione. Qui il turismo si intreccia con la natura incontaminata: torrenti, boschi e sentieri attirano escursionisti e viaggiatori alla ricerca di tranquillità.</p>



<p>L’assenza di grandi strutture alberghiere ha favorito negli anni formule di accoglienza familiare e case vacanza diffuse nel centro storico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conca dei Marini, la Costiera che resiste</h2>



<p>Anche in Costiera Amalfitana sopravvivono luoghi meno affollati. Conca dei Marini, celebre per la Grotta dello Smeraldo, conserva una dimensione più raccolta rispetto ad Amalfi o Positano. Le case bianche affacciate sul mare e i piccoli ristoranti a conduzione familiare raccontano ancora la tradizione marinara della costa.</p>



<p>Qui nasce anche la celebre “sfogliatella Santa Rosa”, dolce simbolo della pasticceria campana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Castelmezzano, la deviazione (in Basilicata) che vale il viaggio</h2>



<p>Pur trovandosi in Basilicata, Castelmezzano entra spesso negli itinerari dei viaggiatori campani diretti verso il Pollino e le Dolomiti Lucane. Arroccato tra guglie rocciose spettacolari, il borgo rappresenta una naturale estensione dei percorsi slow tra Cilento interno e Sud Italia.</p>



<p>Il “Volo dell’Angelo”, le case scavate nella roccia e la cucina lucana lo rendono una meta ideale per un turismo esperienziale sempre più richiesto.</p>
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		<item>
		<title>Costiera Amalfitana: un museo a cielo aperto tra arte sacra, architettura e capolavori nascosti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/costiera-amalfitana-un-museo-a-cielo-aperto-tra-arte-sacra-architettura-e-capolavori-nascosti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 20:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[La Costiera Amalfitana, riconosciuta dall’UNESCO come paesaggio culturale di eccezionale valore, è un territorio in cui l’arte non è confinata nei musei, ma si manifesta in chiese medievali, chiostri decorati, [...]]]></description>
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<p>La Costiera Amalfitana, riconosciuta dall’UNESCO come paesaggio culturale di eccezionale valore, è un territorio in cui l’arte non è confinata nei musei, ma si manifesta in chiese medievali, chiostri decorati, ville storiche e testimonianze pittoriche e scultoree stratificate nei secoli.</p>



<p>Qui, la bellezza del paesaggio dialoga costantemente con l’opera dell’uomo, generando un patrimonio artistico diffuso che riflette le influenze bizantine, arabe, romaniche e barocche che hanno attraversato la costa.</p>



<p>Nel centro storico di <strong>Amalfi</strong> si concentra uno dei complessi monumentali più importanti del Sud Italia: la Cattedrale di Sant’Andrea. Il Duomo, con la sua facciata neogotica e la monumentale scalinata, custodisce un ricco patrimonio di arte sacra, tra cui bronzi, reliquie e decorazioni che testimoniano il ruolo della città come antica potenza marinara.</p>



<p>Accanto alla cattedrale si trova il Chiostro del Paradiso, uno dei più raffinati esempi di architettura medievale della Campania. Le sue arcate arabeggianti e il giardino centrale raccontano la fusione tra cultura occidentale e influenze islamiche, arrivate attraverso i traffici commerciali della Repubblica Marinara.</p>



<p>Sulla collina che domina il mare sorge <strong>Ravello</strong>, città simbolo dell’arte contemplativa e della grande architettura nobiliare. Qui l’arte raggiunge una dimensione più intima e paesaggistica, soprattutto nelle celebri Villa Rufolo e Villa Cimbrone.</p>



<p>Villa Rufolo, con le sue strutture medievali e i giardini panoramici, ha ispirato artisti e musicisti nel corso dei secoli. Villa Cimbrone è invece nota per il suo “Terrazzo dell’Infinito”, uno dei belvedere più iconici d’Europa, incorniciato da busti marmorei di ispirazione classica che richiamano l’estetica dell’antichità.</p>



<p>Ravello è anche un centro culturale contemporaneo grazie al Ravello Festival, che valorizza il dialogo tra musica, architettura e paesaggio.</p>



<p>Nel borgo verticale di <strong>Positano</strong>, l’arte si manifesta soprattutto nell’architettura religiosa e nelle decorazioni ceramiche. La Chiesa di Santa Maria Assunta, con la sua cupola maiolicata, è uno dei simboli visivi più riconoscibili della Costiera.</p>



<p>All’interno si conserva un’importante icona bizantina della Madonna Nera, testimonianza della circolazione di opere e influenze artistiche nel Mediterraneo medievale. L’edificio rappresenta un punto di incontro tra devozione popolare e raffinatezza decorativa.</p>



<p>Uno degli elementi più distintivi dell’arte della Costiera Amalfitana è l’uso della maiolica. Campanili, cupole e pavimentazioni ceramiche colorate caratterizzano numerose chiese e edifici religiosi, creando un linguaggio visivo unico che unisce funzionalità e decorazione.</p>



<p>L’arte sacra locale spazia dal romanico al barocco, con altari lignei intagliati, stucchi dorati e dipinti devozionali che riflettono la profonda tradizione religiosa delle comunità costiere. Molte opere sono ancora conservate nei piccoli centri minori, spesso meno noti ma ricchissimi di testimonianze artistiche.</p>
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		<item>
		<title>Parapendio a Capaccio-Paestum, volare sul Cilento tra mare e montagna</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/parapendio-a-capaccio-paestum-volare-sul-cilento-tra-mare-e-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 16:01:34 +0000</pubDate>
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<p>C’è un modo diverso per scoprire il Cilento: guardarlo dall’alto, sospesi tra il blu del mare e il verde delle montagne. A Capaccio-Paestum il turismo esperienziale continua a crescere grazie anche al parapendio tandem, attività che negli ultimi anni sta attirando appassionati di adrenalina, curiosi e visitatori in cerca di emozioni autentiche.</p>



<p>Tra i protagonisti di questa esperienza c’è Carlo Raito, pilota professionista che accompagna turisti e appassionati nei cieli dell’area cilentana. Il punto di ritrovo è nei pressi del Santuario della Madonna del Granato, da cui si raggiunge la zona di decollo situata sull’altopiano di Capaccio.</p>



<p>Il volo si svolge in tandem, quindi insieme a un istruttore esperto, e dura mediamente tra i 15 e i 20 minuti, variando in base alle condizioni del vento e alle correnti ascensionali. Dopo una breve preparazione tecnica e le indicazioni di sicurezza, bastano pochi passi in discesa per ritrovarsi in aria, sorvolando i rilievi del Cilento e il territorio che circonda Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.</p>



<p>Nelle giornate più limpide il panorama consente di ammirare dall’alto anche il litorale di Paestum e il Mar Tirreno, offrendo una prospettiva insolita su uno dei territori più visitati della Campania. L’esperienza unisce infatti sport outdoor, turismo naturalistico e valorizzazione del paesaggio.</p>



<p>“Era il 1990 quando ho capito che volevo diventare parapendista”, racconta Carlo Raimo, che oggi accompagna i visitatori in questa attività. “Ho superato tanti ostacoli grazie alla mia autostima e seguito sempre il cuore. Alla fine ce l&#8217;ho fatta e oggi accompagno gli appassionati di volo in questa splendida avventura”.</p>



<p>L’attività è considerata adatta anche ai principianti e può essere svolta da persone in buono stato di salute con peso compreso tra i 30 e i 110 chili. Gli organizzatori spiegano inoltre che il volo è accessibile anche a persone con difficoltà motorie grazie all’assistenza durante decollo e atterraggio.</p>



<p>Il parapendio tandem si inserisce così tra le proposte che stanno contribuendo a diversificare l’offerta turistica di Capaccio Paestum, località conosciuta soprattutto per il patrimonio archeologico e balneare ma sempre più orientata anche al turismo esperienziale e sportivo.</p>
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		<title>Procida oltre il mare: l’isola tra limoni, pescatori e cucine di casa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/procida-oltre-il-mare-lisola-tra-limoni-pescatori-e-cucine-di-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 15:14:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Procida il mare è un’abitudine quotidiana, una lingua, un ritmo lento che attraversa le giornate. Lo si capisce al porto, quando i pescatori rammendano ancora le reti all’alba, o [...]]]></description>
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<p>A Procida il mare è un’abitudine quotidiana, una lingua, un ritmo lento che attraversa le giornate. Lo si capisce al porto, quando i pescatori rammendano ancora le reti all’alba, o nei cortili nascosti dietro le facciate color pastello dove i limoni crescono enormi sotto pergolati bassi e ombrosi.</p>



<p>L’isola più piccola del Golfo di Napoli continua a sfuggire, almeno in parte, al turismo veloce delle fotografie e delle liste “da vedere”. Dopo gli anni della grande esposizione mediatica — culminati con il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2022 — Procida sembra aver scelto una strada diversa: meno mondanità, più identità. Qui non ci sono boutique del lusso a ogni angolo né la frenesia glamour di Capri. E nemmeno l’immagine-cartolina costruita per il turismo internazionale. Procida resta un’isola abitata prima di tutto da chi ci vive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I cortili nascosti dietro Marina Corricella</h2>



<p>Il cuore più autentico dell’isola continua a battere a Marina Corricella, il borgo marinaro senza automobili che scende verso il mare in una cascata di archi, scale e case colorate.</p>



<p>Di giorno arrivano i visitatori con gli smartphone puntati sulle facciate rosa, gialle e celesti. Ma basta allontanarsi di pochi metri dai tavolini sul porto per entrare in una Procida più silenziosa: panni stesi al sole, anziane sedute davanti agli usci, odore di sugo che esce dalle cucine aperte.</p>



<p>Molte famiglie conservano ancora ricette tramandate da generazioni. La cucina procidana è semplice e profondamente legata al mare: spaghetti con i ricci, alici marinate, coniglio alla cacciatora cucinato lentamente nei tegami di terracotta, insalate di limoni con olio e menta fresca.</p>



<p>“Qui il cibo è memoria”, racconta Anna, che gestisce una piccola trattoria familiare lontana dal porto principale. “Le ricette non si scrivono, si imparano guardando le nonne”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’isola dei limoni</h2>



<p>I limoni di Procida non sono soltanto un prodotto agricolo: fanno parte del paesaggio domestico. Crescono nei giardini, nei terrazzi, lungo i muri delle case.</p>



<p>La varietà locale, il limone pane, è grande, profumato e con una buccia spessa e poco amara. Viene usato nelle insalate, nei dolci e persino mangiato al naturale.</p>



<p>Passeggiando nei mesi estivi, il profumo degli agrumeti si mescola alla salsedine e al vento del porto. È uno degli elementi che rende Procida diversa dalle altre isole campane: meno spettacolare forse, ma più intima.</p>



<p>Negli ultimi anni l’isola è diventata una meta simbolo del cosiddetto “turismo lento”: viaggiatori in cerca di esperienze autentiche, ritmi più umani e luoghi ancora abitati dalla vita quotidiana.</p>



<p>Molti piccoli ristoranti hanno scelto di mantenere una cucina familiare e pochi coperti, evitando la trasformazione in locali pensati esclusivamente per il turismo di massa. Lo stesso vale per pensioni, case vacanza e botteghe artigiane.</p>
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		<title>Parco della Floridiana, domani riapre l’ingresso di via Cimarosa</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/parco-della-floridiana-domani-riapre-lingresso-di-via-cimarosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 16:07:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
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					<description><![CDATA[Riapre domani, 15 maggio, l’ingresso di Via Cimarosa del Parco della&#160;Floridiana, interdetto dallo scorso 17 aprile.&#160;Una chiusura resa indispensabile per interventi di gestione del rischio arboreo e nuovi inserimenti di [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal">Riapre domani, 15 maggio, l’ingresso di Via Cimarosa del Parco della&nbsp;Floridiana, interdetto dallo scorso 17 aprile<em>.&nbsp;</em>Una chiusura resa indispensabile per interventi di gestione del rischio arboreo e nuovi inserimenti di specie arboree nel viale di accesso.</p>



<p class="MsoNormal">Nell’arco di queste quattro settimane l’accesso al Parco e alla Villa Floridiana, sede del Museo Duca di Martina, è stato garantito dal varco di Via Aniello Falcone al fine di non interrompere la fruizione del sito.</p>



<p class="MsoNormal"><strong>Almerinda Padricelli,</strong>&nbsp;la nuova direttrice dei&nbsp;<strong><em>Musei nazionali del Vomero</em></strong>&nbsp;di cui fa parte la Villa Floridiana, il Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino, ha colto l’opportunità di quest’importante finanziamento di 3,5 milioni stanziato da&nbsp;<strong>Ales S.p.a</strong>. per la Villa&nbsp;Floridiana&nbsp;per intervenire&nbsp;su&nbsp;alcune scelte progettuali&nbsp;con l’intento di&nbsp;contemperare conservazione e&nbsp;fruizione&nbsp;nel rispetto dei luoghi.</p>



<p class="MsoNormal"><em>“La Floridiana non è solo un parco storico e monumentale ma è oggi percepito come un vero e proprio polmone urbano, frequentato ogni mese da migliaia di visitatori, turisti e residenti –&nbsp;</em>dichiara la direttrice<em>&nbsp;&#8211; solo nella prima domenica di questo mese abbiamo registrato oltre 2.000 presenze.</em><em></em></p>



<p class="MsoNormal"><em>Nel corso dei lavori abbiamo compiuto una scelta precisa: ascoltare il luogo e cambiare prospettiva concentrandoci su 3 punti: l’urgenza della gestione del rischio arboreo, il dovere di tutelare un parco storico di straordinario valore, frutto di oltre due secoli di trasformazioni paesaggistiche, architettoniche e botaniche, la necessità di garantire servizi di fruizione idonei ai visitatori”.</em></p>
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		<title>Pompei, viaggio nell’arte e nella cultura della città romana sospesa nel tempo</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/pompei-viaggio-nellarte-e-nella-cultura-della-citta-romana-sospesa-nel-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 11:55:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Passeggiare tra le strade di Scavi di Pompei significa attraversare una città che continua a raccontare, con sorprendente immediatezza, il volto più autentico del mondo romano. Non solo uno dei [...]]]></description>
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<p class="p1">Passeggiare tra le strade di Scavi di Pompei significa attraversare una città che continua a raccontare, con sorprendente immediatezza, il volto più autentico del mondo romano. Non solo uno dei siti archeologici più celebri al mondo, ma un vero archivio a cielo aperto di arte, architettura e cultura antica, capace ancora oggi di influenzare studiosi, artisti e viaggiatori.</p>



<p class="p1">A rendere unica Pompei è soprattutto il livello straordinario di conservazione degli ambienti urbani. Le domus patrizie custodiscono cicli pittorici che rappresentano alcuni degli esempi più importanti della pittura romana. Nelle pareti affrescate della Casa dei Vettii, della Villa dei Misteri o della Casa del Fauno si ritrovano miti greci, scene di vita quotidiana, illusioni prospettiche e decorazioni raffinatissime che testimoniano il gusto estetico dell’élite pompeiana.</p>



<p class="p1">Gli affreschi pompeiani, caratterizzati da colori ancora vividi dopo quasi duemila anni, costituiscono una delle principali fonti di studio sull’arte romana. Dai delicati dettagli naturalistici alle grandi composizioni teatrali, le pitture raccontano una società profondamente influenzata dalla cultura ellenistica e dal desiderio di trasformare le abitazioni private in spazi di rappresentanza e bellezza.</p>



<p class="p1">Anche l’architettura urbana conserva un valore eccezionale. Il Foro, centro politico e religioso della città, restituisce l’organizzazione della vita pubblica romana, mentre terme, teatri e anfiteatro mostrano il ruolo centrale della socialità e dello spettacolo. L’Anfiteatro di Pompei, tra i più antichi giunti fino a noi, anticipa modelli architettonici che si svilupperanno poi in tutto l’Impero.</p>



<p class="p1">Particolarmente affascinante è il rapporto tra arte e quotidianità. A Pompei l’estetica era ovunque: nei mosaici pavimentali delle abitazioni, nelle fontane decorate, nelle insegne commerciali e persino nei graffiti lasciati sui muri. Le iscrizioni raccontano campagne elettorali, poesie, messaggi d’amore e frammenti di vita comune, offrendo uno spaccato sorprendentemente moderno della società romana.</p>



<p class="p1">Negli ultimi anni il Parco Archeologico ha intensificato i restauri e la valorizzazione di numerose domus, consentendo ai visitatori di osservare dettagli prima non accessibili. Grande attenzione è stata dedicata anche alla conservazione dei colori originali degli affreschi e alla protezione delle superfici decorate, grazie a interventi che uniscono tecnologie avanzate e ricerca scientifica.</p>



<p class="p1">Visitare Pompei oggi non significa soltanto esplorare un sito archeologico, ma entrare in contatto diretto con una civiltà che continua a parlare attraverso l’arte. Un luogo in cui la cultura classica si manifesta nella sua forma più concreta e quotidiana, trasformando ogni strada, ogni colonna e ogni dipinto in una testimonianza viva della storia mediterranea.</p>
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		<title>Positano, la verticale del mare: la bellezza sospesa della Costiera Amalfitana</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/positano-laverticale-del-mare-la-bellezza-sospesa-della-costiera-amalfitana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 12:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[positano]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un punto della Costiera Amalfitana in cui la geografia sembra smettere di essere orizzontale. È lì che appare Positano, come un affresco che scivola giù dalla montagna verso il [...]]]></description>
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<p>C’è un punto della Costiera Amalfitana in cui la geografia sembra smettere di essere orizzontale. È lì che appare Positano, come un affresco che scivola giù dalla montagna verso il mare, case color pastello aggrappate alla roccia e una verticalità che è diventata uno dei simboli più riconoscibili del Mediterraneo.</p>



<p>Arrivare a Positano significa attraversare una strada che si piega continuamente tra curve e strapiombi, mentre il paesaggio si apre improvvisamente su un blu profondo che accompagna lo sguardo fino all’orizzonte. È un ingresso scenografico che anticipa il carattere del luogo: elegante, complesso, costruito sull’equilibrio fragile tra natura e presenza umana.</p>



<p>Il borgo si sviluppa come un anfiteatro naturale rivolto verso il mare. Le stradine strette, le scalinate infinite e le piccole botteghe artigiane compongono un labirinto verticale che discende fino alla spiaggia. Qui la vita quotidiana si intreccia con il turismo internazionale, senza mai cancellare del tutto la dimensione originaria del paese di pescatori.</p>



<p>La spiaggia di Marina Grande è il cuore visibile di questo sistema urbano sospeso. Le barche oscillano leggere sull’acqua, mentre dietro di esse la montagna si alza compatta, quasi a proteggere il villaggio. In alto, invece, sentieri e terrazze coltivate ricordano che la Costiera è anche un paesaggio agricolo costruito nei secoli.</p>



<p>Nonostante la sua fama globale, Positano conserva ancora momenti di silenzio, soprattutto al mattino presto o nelle ore serali, quando il flusso dei visitatori si attenua e il borgo torna a respirare secondo il ritmo locale. È in queste ore che si percepisce più chiaramente la sua natura duplice: icona turistica e comunità viva.</p>



<p>Il mare resta il protagonista assoluto. Cambia colore con la luce, passando dal blu intenso al verde smeraldo, e diventa la quinta scenica di un luogo che sembra progettato per essere osservato dall’acqua più che dalla terra. Non a caso, è proprio dal mare che Positano rivela la sua immagine più compiuta.</p>



<p>Inserita nel sistema paesaggistico e culturale della Costiera Amalfitana, riconosciuta patrimonio mondiale, la città rappresenta una delle sintesi più potenti tra natura e architettura del Mediterraneo. Un luogo dove la bellezza non è mai statica, ma continuamente modellata dalla luce, dalla roccia e dal mare.</p>
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		<title>Tutto pronto a Castellabate per le domeniche di &#8220;Lungomare vivo&#8221;</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/tutto-pronto-a-castellabate-per-le-domeniche-di-lungomare-vivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vuolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 11:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[castellabate]]></category>
		<category><![CDATA[lungomare vivo]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche quest’anno il Comune di Castellabate dà via al suo ricco calendario di eventi, pronto ad essere presentato nei prossimi giorni, con l’ormai consueto appuntamento con le domeniche di “Lungomare [...]]]></description>
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<p>Anche quest’anno il Comune di Castellabate dà via al suo ricco calendario di eventi, pronto ad essere presentato nei prossimi giorni, con l’ormai consueto appuntamento con le domeniche di “Lungomare Vivo” in programma il 10-17 e 24 maggio. </p>



<p>Tre giornate all’insegna dell’intrattenimento per grandi e piccoli sullo splendido lungomare completamente pedonale di “Punta dell’Inferno”, nella frazione Santa Maria. In uno scenario suggestivo a due passi dal mare, in attesa delle luci del tramonto, si alterneranno dalle ore 16.30 tantissimi spettacoli per un pomeriggio di grande divertimento rivolto principalmente alle famiglie e ai più giovani. Il programma prevede per le domeniche del 10 e 17, animazioni, mercatini dell’artigianato, esposizioni d’arte, ma anche tanti laboratori originali come quello dedicato alla festa della mamma, di pittura o quello dedicato alla realizzazione della pasta. Non mancheranno anche gonfiabili, mascotte e artisti di strada che regaleranno sorrisi e piccoli doni a tutti i presenti. Il tutto sarà ancora più impreziosito in occasione dell’ultimo appuntamento previsto per il 24 maggio dove si terrà anche la cerimonia di inaugurazione della seconda edizione del “Castellabate Beach Soccer” sulla spiaggia dello “Scario”, con il gran finale che prevede lo spettacolo musicale dalle ore 21.00 di “Taramurria”.</p>



<p>«<em>Lungomare vivo rappresenta la manifestazione che segna l’inizio della nostra programmazione di eventi che si prolungherà fino al mese di dicembre. La quinta edizione punta ad essere un vero assaggio di estate con dei pomeriggi trascorsi in serenità lungo il nostro caratteristico litorale, per l’occasione reso completamente pedonale. Una manifestazione che, ogni anno, richiama sul territorio centinaia di famiglie</em>», dichiara il Sindaco di Castellabate, <strong>Marco Rizzo</strong>.</p>



<p>«<em>Eventi come Lungomare Vivo rappresentano un’importante occasione anche per il tessuto commerciale locale. La presenza di mercatini, esposizioni e iniziative diffuse contribuisce a valorizzare le attività del territorio, creando movimento e opportunità per gli operatori. È un modo concreto per unire intrattenimento e promozione economica, sostenendo le nostre realtà locali», </em>dichiara l’Assessore al Commercio, <strong>Nicoletta Guariglia</strong><em>.</em> </p>



<p>«<em>Questa manifestazione è pensata soprattutto per le famiglie con l’obiettivo di offrire momenti di aggregazione sana e di qualità in uno dei luoghi più iconici del nostro territorio. Lungomare Vivo è il frutto di un lavoro di squadra e della collaborazione con le associazioni, che rappresentano un valore fondamentale per la riuscita di iniziative come questa</em>», aggiunge il Consigliere allo Spettacolo, <strong>Clemente Migliorino.</strong> </p>
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		<item>
		<title>Bianco Tanagro 2026 da record: il carciofo bianco guida la rinascita delle aree interne</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/bianco-tanagro-2026-da-record-il-carciofo-bianco-guida-la-rinascita-delle-aree-interne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 09:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Auletta]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[auletta]]></category>
		<category><![CDATA[bianco tanagro]]></category>
		<category><![CDATA[carciofo bianco]]></category>
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					<description><![CDATA[Non bastano i numeri a raccontare l’edizione 2026 di Bianco Tanagro, il festival che racconta un territorio attraverso il suo prodotto tipico più rappresentativo, svoltosi nel borgo di Auletta. «Al termine [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non bastano i numeri a raccontare l’<strong>edizione 2026 di Bianco Tanagro</strong>, il festival che racconta un territorio attraverso il suo prodotto tipico più rappresentativo, svoltosi nel <strong>borgo di Auletta</strong>.</p>



<p>«<em>Al termine di un’altra edizione di successo, abbiamo battuto tutti i record di questi 14 anni, sento forte la gratitudine verso tutti i volontari della Pro Loco di Auletta, i produttori della Rete del carciofo bianco della Valle del Tanagro che gestiscono l’area degustativa e tutte le persone che hanno sostenuto un progetto culturale ed economico che sta facendo crescere non soltanto il nostro paese, ma anche tutto il territorio limitrofo. Un’occasione, sempre emozionante, per ribadire che le aree interne possono costruire il proprio futuro, partendo dalle proprie radici e dal racconto delle proprie eccellenze. Anche grazie a Bianco Tanagro la terra sta tornando ad essere speranza e futuro.</em>» Così il <strong>presidente della Pro Loco Auletta, Giuseppe Lupo</strong>, ha dato appuntamento alla <strong>prossima edizione di Bianco Tanagro, in programma dal 23 al 25 aprile e dal 30 aprile al 2 maggio 2027</strong>.</p>



<p>«<em>Da oggi &#8211;</em> afferma Lupo<em> &#8211; cominciamo a pensare non soltanto alla prossima edizione dell’evento, ma anche a come mettere a frutto ciò che abbiamo imparato nel corso di queste giornate, trascorse a condividere buone pratiche e buone idee con gli innumerevoli ospiti che hanno lasciato un segno della loro presenza ad Auletta. Investiremo ancor di più per migliorare l’agricoltura locale e il nostro carciofo bianco, affinché sia possibile allungarne la stagionalità e accompagnarci verso una qualità di vita superiore per i nostri contadini. C’è bisogno di unione, ma Bianco Tanagro ci insegna anche il valore delle relazioni.</em>»  </p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Dalle spiagge del Casertano al Cilento: viaggio lungo la costa campana, 500 chilometri tra sabbia, scogliere e baie segrete</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dalle-spiagge-del-casertano-al-cilento-viaggio-lungo-la-costa-campana-500-chilometri-tra-sabbia-scogliere-e-baie-segrete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 14:25:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[Camerota]]></category>
		<category><![CDATA[Centola-Palinuro]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[spiagge campania]]></category>
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					<description><![CDATA[Un unico filo blu attraversa la Campania da nord a sud: il mare. Oltre 500 chilometri di costa in cui si alternano spiagge urbane, tratti sabbiosi, scogliere verticali e calette [...]]]></description>
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<p>Un unico filo blu attraversa la Campania da nord a sud: il mare. Oltre 500 chilometri di costa in cui si alternano spiagge urbane, tratti sabbiosi, scogliere verticali e calette nascoste. Un paesaggio che cambia continuamente e che racconta, meglio di ogni altra cartina, la varietà geografica e turistica della regione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nord Campania: il litorale domizio e le spiagge lunghe del Casertano</strong></h3>



<p>Il viaggio parte dal confine con il Lazio, dove il litorale domizio si distende con ampie spiagge sabbiose. A Mondragone e Castel Volturno il mare è ampio, con arenili lunghi e stabilimenti alternati a tratti più liberi. È una costa segnata da una forte presenza turistica estiva, ma anche da zone naturalistiche che si affacciano sulla foce del Volturno.</p>



<p>Più a sud, verso l’area flegrea, il paesaggio cambia: a Licola e Varcaturo la spiaggia si fonde con una fascia costiera ancora in parte selvaggia, mentre a Pozzuoli il mare si avvicina alla città, tra porti, lungomari e tratti di costa vulcanica.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Golfo di Napoli: tra isole, storia e scenari iconici</strong></h3>



<p>Il Golfo di Napoli rappresenta uno dei tratti più riconoscibili della costa campana. Qui il mare si apre verso le isole di Ischia, Procida e Capri, ciascuna con caratteristiche molto diverse: dalle spiagge termali di Ischia alle case colorate di Procida fino alle scogliere spettacolari di Capri.</p>



<p>Sulla terraferma, il litorale sorrentino alterna piccole spiagge e terrazze sul mare, con località come Sorrento e Massa Lubrense dove il paesaggio si fa più frastagliato e panoramico. Qui il mare è spesso incorniciato da falesie e agrumeti che scendono verso l’acqua.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Costiera Amalfitana: la costa verticale tra borghi e mare profondo</strong></h3>



<p>Da Positano a Vietri sul Mare si entra in uno dei paesaggi più iconici d’Italia: la Costiera Amalfitana. La costa qui è stretta, verticale, modellata da montagne che si tuffano nel mare.</p>



<p>Le spiagge sono spesso piccole e incastonate tra le rocce: a Maiori si trova uno degli arenili più lunghi della zona, mentre ad Amalfi e Atrani le spiagge sono più raccolte e vicine ai centri storici. A Furore, il celebre fiordo crea uno degli scorci più fotografati della regione, con una spiaggia nascosta tra le pareti rocciose.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Cilento: natura selvaggia, baie e acque trasparenti</strong></h3>



<p>Scendendo ancora verso sud si entra nel Cilento, dove la costa diventa più naturale e meno urbanizzata. Qui il mare incontra la macchia mediterranea e le falesie calcaree.</p>



<p>Tra le località più note ci sono Agropoli, Palinuro e Marina di Camerota. Le spiagge cambiano spesso volto: da arenili ampi come quello del Mingardo a baie più nascoste come Cala Bianca o l’area degli Infreschi, raggiungibili in molti casi solo via mare o attraverso sentieri immersi nella natura. </p>



<p>La Campania si conferma così una delle regioni italiane con la maggiore varietà costiera: spiagge urbane e attrezzate nel nord, paesaggi vulcanici nel Golfo di Napoli, scenari verticali in Costiera Amalfitana e natura incontaminata nel Cilento.</p>
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		<item>
		<title>Morigerati, boom di visitatori all’Oasi WWF Grotte del Bussento: il ponte del 1° maggio supera le aspettative</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/morigerati-boom-di-visitatori-alloasi-wwf-grotte-del-bussento-il-ponte-del-1-maggio-supera-le-aspettative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:56:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[morigerati]]></category>
		<category><![CDATA[oasi wwf di morigerati]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ponte del 1° maggio si è chiuso con numeri oltre le previsioni per l’Oasi WWF Grotte del Bussento di Morigerati, nel cuore del Parco nazionale del Cilento, Vallo di [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il ponte del 1° maggio si è chiuso con numeri oltre le previsioni per l’<strong>Oasi WWF Grotte del Bussento di Morigerati</strong>, nel cuore del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Un afflusso costante di visitatori, arrivati da diverse regioni d’Italia, ha premiato uno dei luoghi naturalistici più suggestivi del territorio, confermando la crescente attrattività dell’area.</p>



<p>Famiglie, escursionisti e appassionati di natura hanno affollato i sentieri dell’oasi, immergendosi in un paesaggio unico fatto di acque cristalline, vegetazione rigogliosa e percorsi naturalistici ben curati. Un turismo lento e consapevole, fatto di curiosità e rispetto per l’ambiente, che ha rappresentato — spiega la società Morgete che gestisce l&#8217;area — il vero valore aggiunto di queste giornate.</p>



<p>“Un ponte così ce lo ricorderemo — spiegano — non solo per i numeri, che hanno superato le aspettative, ma soprattutto per la qualità dei visitatori. Vedere persone immerse nella natura, attente e rispettose, è la soddisfazione più grande”.</p>



<p>A contribuire al successo anche gli interventi di manutenzione realizzati di recente, tra cui il rifacimento di tutti i ponti lungo i percorsi, che hanno reso l’esperienza ancora più sicura e accessibile.</p>



<p>Il risultato è un segnale incoraggiante per l’intero comprensorio, che guarda con fiducia alla stagione turistica ormai alle porte, puntando su un’offerta sempre più orientata alla valorizzazione sostenibile del patrimonio naturale.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Valle delle Orchidee, nel Vallo di Diano uno scrigno unico di biodiversità</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/valle-delle-orchidee-nel-vallo-di-diano-uno-scrigno-unico-di-biodiversita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2026 14:21:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
		<category><![CDATA[Sassano]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[sassano]]></category>
		<category><![CDATA[valle delle orchidee]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, uno dei più vasti sistemi naturalistici del Paese, si estende la Valle delle Orchidee, un’area considerata tra le [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="p1">Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, uno dei più vasti sistemi naturalistici del Paese, si estende la Valle delle Orchidee, un’area considerata tra le più rilevanti d’Europa per la ricchezza floristica e la varietà degli ecosistemi.</p>



<p class="p1">Situata nel territorio comunale di Sassano, la valle copre una superficie di circa 47 chilometri quadrati e rappresenta un vero e proprio “giardino botanico” naturale. Qui sono state censite 184 entità di orchidee spontanee – tra specie, sottospecie, varietà e ibridi naturali – un patrimonio che la rende un unicum nel panorama europeo e un punto di riferimento per studiosi e appassionati di botanica.&nbsp;</p>



<p class="p1">L’area si sviluppa ai piedi del Monte Cervati, la vetta più alta della Campania, e concentra una parte significativa delle specie di orchidee presenti nell’intero parco. Secondo i dati del sistema dei parchi italiani, in questo territorio si trovano infatti 63 delle 72 specie censite nell’area protetta, a conferma dell’elevato valore naturalistico del sito.&nbsp;</p>



<p class="p1">Tra praterie, pascoli e pendii erbosi, la valle offre un mosaico di habitat che favorisce una biodiversità particolarmente ricca. Il periodo di massima fioritura si concentra tra la primavera e l’inizio dell’estate, quando il paesaggio si trasforma in un laboratorio a cielo aperto, meta di escursioni naturalistiche e attività di ricerca.&nbsp;</p>



<p class="p1">La Valle delle Orchidee è inoltre al centro di iniziative di valorizzazione e tutela ambientale, come la tradizionale manifestazione dedicata alla natura che richiama visitatori e operatori del settore, con percorsi guidati, attività divulgative e momenti culturali legati al territorio.&nbsp;</p>



<p class="p1">Inserita in un parco nazionale istituito nel 1991 e riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, l’area rappresenta uno degli esempi più significativi di equilibrio tra conservazione ambientale e fruizione sostenibile.&nbsp;</p>



<p class="p1">Un patrimonio naturalistico che conferma il Cilento come uno dei principali poli di biodiversità del Mediterraneo, dove la tutela degli ecosistemi si affianca alla promozione di un turismo consapevole e rispettoso dell’ambiente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cilento, il fascino senza tempo di Acciaroli, Pollica e Pioppi tra mare cristallino e vita lenta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 12:27:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
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<p>Acciaroli, Pollica e Pioppi, un triangolo di destinazioni in un unico comune che unisce natura, cultura e gastronomia, per un’esperienza di viaggio autentica e sostenibile. Acciaroli è spesso considerata una delle perle della costa cilentana. Il suo porto turistico, le case basse affacciate sul mare e le spiagge premiate più volte con la Bandiera Blu ne fanno una meta ideale per chi cerca relax e qualità ambientale. Qui il ritmo è lento, scandito dal suono delle onde e dalla vita del borgo.</p>



<p>Alle spalle della costa, Pollica si sviluppa come un borgo collinare immerso nel verde degli uliveti e della macchia mediterranea. È il cuore amministrativo del territorio e rappresenta un esempio di comunità che ha puntato sulla sostenibilità e sulla valorizzazione delle tradizioni locali.</p>



<p>Pollica è anche simbolo di impegno civile, legata alla figura di Angelo Vassallo, noto come il “sindaco pescatore”, che ha promosso politiche ambientali e di sviluppo sostenibile. Il suo impegno ha contribuito a rafforzare l’identità del territorio, oggi riconosciuto anche a livello internazionale.</p>



<p>A pochi chilometri, Pioppi si distingue per il suo ruolo nella storia dell’alimentazione. Qui visse e lavorò il fisiologo Ancel Keys, che studiò e promosse la Dieta mediterranea, oggi patrimonio immateriale Unesco. Il Museo Vivo del Mare e il Museo della Dieta Mediterranea raccontano questo legame tra scienza, territorio e stile di vita. Pioppi è una meta ideale per chi cerca un turismo culturale, oltre che balneare.</p>



<p>Acciaroli, Pollica e Pioppi rappresentano un modello di turismo lento, basato sulla qualità più che sulla quantità. Qui il visitatore trova un equilibrio tra natura e cultura, tra mare e collina, tra tradizione e innovazione.</p>
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		<title>Cilento sotterraneo: viaggio tra le meraviglie naturali delle grotte di Pertosa, Castelcivita e Morigerati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 12:41:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Castelcivita]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel giorno della Festa dei Lavoratori, il 1° maggio diventa anche un’occasione ideale per riscoprire il patrimonio naturalistico italiano. Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e [...]]]></description>
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<p class="p1">Nel giorno della Festa dei Lavoratori, il 1° maggio diventa anche un’occasione ideale per riscoprire il patrimonio naturalistico italiano. Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, tre siti speleologici rappresentano un itinerario unico nel suo genere: le grotte di Pertosa-Auletta, Castelcivita e Morigerati. Un percorso che unisce turismo sostenibile, storia millenaria e meraviglie geologiche, inserito anche nel progetto escursionistico “Tre grotte e tre fiumi”.&nbsp;</p>



<p class="p3"><strong>Le Grotte di Pertosa-Auletta: il fascino del fiume sotterraneo</strong></p>



<p class="p1">Le Grotte di Pertosa-Auletta sono tra le più celebri del Sud Italia e vantano caratteristiche uniche nel panorama europeo. Situate nel massiccio degli Alburni, si estendono per circa 3 chilometri e sono attraversate dal fiume sotterraneo Negro, navigabile dai visitatori.&nbsp;</p>



<p class="p1">Il percorso inizia con un suggestivo tragitto in barca, seguito da una visita a piedi tra stalattiti, stalagmiti e cascate sotterranee. Oltre al valore naturalistico, il sito è di grande importanza archeologica: qui sono stati rinvenuti resti di un villaggio palafitticolo risalente al II millennio a.C., testimonianza di antichissime frequentazioni umane.&nbsp;</p>



<p class="p1">Non meno rilevante è l’uso culturale della grotta, che oggi ospita anche spettacoli teatrali grazie alla sua acustica naturale.&nbsp;</p>



<p class="p3"><strong>Le Grotte di Castelcivita: tra preistoria e scenari grandiosi</strong></p>



<p class="p1">Le Grotte di Castelcivita rappresentano uno dei complessi speleologici più estesi dell’Italia meridionale, con uno sviluppo di diversi chilometri.&nbsp;</p>



<p class="p1">Formatesi per erosione carsica, offrono un susseguirsi di gallerie, ampie sale e stretti passaggi, arricchiti da spettacolari concrezioni calcaree. Il sito è noto anche per il suo valore storico: reperti rinvenuti all’ingresso testimoniano la presenza umana già circa 40.000 anni fa.&nbsp;</p>



<p class="p1">Il percorso turistico consente di attraversare ambienti di grande impatto visivo, fino a laghetti interni e formazioni rocciose dalle forme eccentriche, rendendo l’esperienza adatta sia agli appassionati sia ai visitatori occasionali.&nbsp;</p>



<p class="p3"><strong>Le Grotte di Morigerati: natura incontaminata e biodiversità</strong></p>



<p class="p1">Meno note ma altrettanto affascinanti, le Grotte di Morigerati si trovano all’interno di un’oasi naturalistica protetta. Qui il protagonista è il fiume Bussento, che scompare sottoterra per poi riemergere in un ambiente ricco di vegetazione e biodiversità.&nbsp;</p>



<p class="p1">Il percorso, immerso nella natura, è caratterizzato da passerelle in legno e sentieri che conducono fino all’ingresso della grotta, offrendo uno spettacolo di acque limpide, cascate e habitat fluviali intatti. Più che una visita speleologica tradizionale, Morigerati rappresenta un’esperienza ambientale completa, ideale per chi cerca tranquillità e contatto diretto con la natura.</p>



<p class="p1">Le tre grotte, pur diverse tra loro, formano un sistema integrato di grande valore paesaggistico e culturale. Il percorso che le collega attraversa circa 130 chilometri di territorio cilentano, valorizzando sentieri, borghi e corsi d’acqua.&nbsp;</p>
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		<title>Paestum, il museo che racconta la Magna Grecia: viaggio nel cuore archeologico del Cilento</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/paestum-il-museo-che-racconta-la-magna-grecia-viaggio-nel-cuore-archeologico-del-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 15:51:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Capaccio - Paestum]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[museo archeologico di paestum]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel panorama dei beni culturali italiani, il Parco Archeologico di Paestum rappresenta uno dei complessi più rilevanti per la comprensione della presenza greca nel Mediterraneo occidentale. Accanto ai celebri templi [...]]]></description>
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<p>Nel panorama dei beni culturali italiani, il Parco Archeologico di Paestum rappresenta uno dei complessi più rilevanti per la comprensione della presenza greca nel Mediterraneo occidentale. Accanto ai celebri templi dorici, tra i meglio conservati al mondo, il Museo Archeologico Nazionale di Paestum svolge un ruolo centrale nella ricostruzione storica della città antica, offrendo un percorso espositivo fondato su dati archeologici consolidati.</p>



<p>Fondato negli anni Cinquanta del Novecento per raccogliere i reperti provenienti dagli scavi dell’area, il museo conserva testimonianze che coprono un arco cronologico ampio: dalla fondazione della colonia greca di Poseidonia nel VI secolo a.C. fino alla successiva fase lucana e alla romanizzazione. Il percorso espositivo è organizzato in modo da restituire al visitatore l’evoluzione urbana, sociale e religiosa della città.</p>



<p>Tra i reperti più significativi spiccano le lastre dipinte provenienti dalle tombe lucane, esempi rari di pittura funeraria dell’Italia meridionale. In questo contesto si colloca uno dei capolavori più noti dell’archeologia italiana: la cosiddetta Tomba del Tuffatore, databile intorno al 480 a.C. Si tratta di un unicum nel mondo greco per iconografia e stato di conservazione: la scena del giovane che si tuffa in acqua è generalmente interpretata come una metafora del passaggio dalla vita alla morte.</p>



<p>Accanto a questo reperto, il museo espone metope scolpite, elementi architettonici dei templi, ceramiche, armi e oggetti d’uso quotidiano che documentano la vita materiale e simbolica degli abitanti di Paestum. Particolare rilievo assumono anche i corredi funerari, che permettono di comprendere le differenze sociali e culturali tra le varie fasi storiche della città.</p>



<p>Il museo non è solo uno spazio espositivo, ma parte integrante di un sistema archeologico più ampio, inserito nel contesto del Patrimonio Mondiale UNESCO insieme all’intero Cilento. Questa integrazione consente una lettura unitaria del territorio, in cui i reperti museali dialogano direttamente con le strutture architettoniche ancora visibili nell’area archeologica.</p>



<p>Negli ultimi anni, il sito ha beneficiato di interventi di valorizzazione e di un rinnovato approccio alla fruizione, con percorsi didattici, mostre temporanee e attività di ricerca che coinvolgono istituzioni italiane e internazionali. L’obiettivo è rendere accessibile un patrimonio complesso senza rinunciare al rigore scientifico.</p>
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		<title>Golfo di Policastro, le spiagge più belle: da Scario a Sapri il mare detta legge</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/golfo-di-policastro-le-spiagge-piu-belle-da-scario-a-sapri-il-mare-detta-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 15:48:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golfo di Policastro]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Piro]]></category>
		<category><![CDATA[Sapri]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[golfo di policastro]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel tratto meridionale della Campania, il Golfo di Policastro custodisce alcune delle spiagge più integre e meno alterate dell’intero Cilento. Qui il mare non è solo un elemento paesaggistico, ma [...]]]></description>
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<p>Nel tratto meridionale della Campania, il Golfo di Policastro custodisce alcune delle spiagge più integre e meno alterate dell’intero Cilento. Qui il mare non è solo un elemento paesaggistico, ma il vero protagonista: acque limpide, fondali trasparenti e una costa prevalentemente di ciottoli e scogliere in un equilibrio raro da trovare altrove.</p>



<p>All’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, questo tratto costiero beneficia di una tutela ambientale che ha limitato l’espansione edilizia rispetto ad altre aree del Cilento, contribuendo a mantenere elevata la qualità delle acque. Le correnti del Mar Tirreno e la conformazione del golfo favoriscono una trasparenza che, nelle giornate più calme, rende visibili i fondali anche a diversi metri dalla riva.</p>



<p>Tra le località più rappresentative spicca Scario, considerata una delle porte d’accesso a un sistema di calette tra i più suggestivi del Sud Italia. Qui le spiagge non sono sempre immediatamente accessibili: molte si raggiungono via mare o attraverso sentieri immersi nella macchia mediterranea. È proprio questa difficoltà relativa di accesso a preservarne l’integrità. Le cale della zona della Masseta e degli Infreschi offrono acque cristalline, scogliere frastagliate e un silenzio sempre più raro lungo le coste italiane.</p>



<p>Tra i punti più significativi del golfo si colloca Policastro Bussentino, cuore storico e geografico dell’area. Il suo tratto di costa è apprezzato per la balneazione e per la continuità del litorale. Qui il paesaggio si presenta più aperto, con fondali che degradano dolcemente. Poco distante, Capitello rappresenta uno dei segmenti più interessanti dal punto di vista paesaggistico. Le sue spiagge sono caratterizzate da ciottoli e acqua limpida, con una cornice naturale ancora ben conservata. Il tratto costiero tra Capitello e Villammare è noto per la presenza di piccole insenature che interrompono la linearità della costa, creando scorci particolarmente suggestivi. </p>



<p>Proseguendo verso sud, Sapri chiude idealmente il golfo con un lungomare ampio e una spiaggia facilmente accessibile. Qui il mare  si distingue per la sua tranquillità, favorita dalla conformazione naturale del golfo che lo protegge dai venti più forti. </p>
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		<title>Nel Cilento la farfalla rarissima d’Europa: la Papilio alexanor si insedia stabilmente nel Parco</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/nel-cilento-la-farfalla-rarissima-deuropa-la-papilio-alexanor-si-insedia-stabilmente-nel-parco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 13:46:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali Selvatici]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni]]></category>
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		<category><![CDATA[Rete Natura 2000]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[specie protette]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Salisburgo]]></category>
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					<description><![CDATA[Un dato scientifico di rilievo arricchisce il quadro della biodiversità del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: la presenza stabile della Papilio alexanor, una delle farfalle più [...]]]></description>
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<p>Un dato scientifico di rilievo arricchisce il quadro della biodiversità del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: la presenza stabile della <em>Papilio alexanor</em>, una delle farfalle più rare e minacciate d’Europa, è stata confermata anche nel 2026, dopo la prima segnalazione avvenuta nella primavera del 2025. </p>



<p>La specie, una farfalla diurna appartenente al gruppo delle “coda di rondine” per le caratteristiche estensioni delle ali posteriori, si distingue per la sua distribuzione euro-asiatica estremamente frammentaria, che va dalle Alpi francesi fino alle montagne dell’Uzbekistan. Tale frammentazione espone le popolazioni isolate a un elevato rischio di estinzione, motivo per cui è tutelata dall’Appendice II della Convenzione di Berna e dall’Allegato IV della Direttiva Habitat dell’Unione Europea. </p>



<p>In Italia, la <em>Papilio alexanor</em> è nota soprattutto nelle Alpi Liguri e Marittime, dove sono documentati siti riproduttivi monitorati. La presenza nel Sud del Paese, invece, è rimasta a lungo incerta fino alle recenti conferme nel territorio cilentano. </p>



<p><a href="https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/04/28/una-farfalla-a-rischio-estinzione-trova-casa-nel-parco-nazionale-del_3f3d9948-b197-4fa7-94a8-79b5e96a7c25.html" data-type="link" data-id="https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/04/28/una-farfalla-a-rischio-estinzione-trova-casa-nel-parco-nazionale-del_3f3d9948-b197-4fa7-94a8-79b5e96a7c25.html">Ansa riporta in un articolo</a> che nuova verifica è il risultato di un progetto di ricerca coordinato dalla dott.ssa Valentina Todisco dell’Università di Salisburgo, in collaborazione con il dott. Maurizio Bollino del Museo di Storia Naturale del Salento di Calimera e con l’Ente Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, impegnato nei monitoraggi degli insetti impollinatori selvatici.</p>



<p>Secondo gli studiosi, la conferma per due anni consecutivi indica la presenza di una popolazione stabilmente insediata nell’area protetta. Le indagini hanno inoltre permesso di individuare habitat idonei e potenziali corridoi di espansione, con importanti ricadute sulle future strategie di conservazione.</p>



<p>La presenza della specie si inserisce in un contesto già ricco: il parco ospita infatti quasi 100 specie di farfalle censite, confermando il ruolo del territorio come hotspot di biodiversità. L’ecosistema del Cilento e delle aree limitrofe del Vallo di Diano e degli Alburni si conferma così di elevato valore naturalistico.</p>



<p><strong> Foto di Fabio Vitale</strong></p>
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		<item>
		<title>Dimore storiche aperte: il 24 maggio viaggio esclusivo tra oltre 20 tesori nascosti</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/dimore-storiche-aperte-il-24-maggio-viaggio-esclusivo-tra-oltre-20-tesori-nascosti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 20:14:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi turistici & sagre]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Rutino]]></category>
		<category><![CDATA[Torchiara]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[dimore storiche]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica 24 maggio ADSI Campania&#160;celebra la&#160;XVI edizione della Giornata Nazionale delle Dimore Storiche, l’evento annuale promosso dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (A.D.S.I.) per far conoscere&#160;il più grande museo diffuso del nostro [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Domenica 24 maggio ADSI Campania&nbsp;</strong>celebra la&nbsp;<strong>XVI edizione della Giornata Nazionale delle Dimore Storiche</strong>, l’evento annuale promosso dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (A.D.S.I.) per far conoscere&nbsp;<strong>il più grande museo diffuso del nostro Paese</strong>, attraverso l’apertura di&nbsp;<strong>centinaia di residenze in tutta Italia</strong>&nbsp;a migliaia di visitatori.&nbsp;<strong>Un’opportunità unica per scoprire luoghi di grande fascino, ricchi di storia e bellezza</strong>, spesso poco conosciuti e lontani dai circuiti turistici tradizionali.</p>



<p>Il tema della Giornata Nazionale 2026 “<em>Custodi di futuro. Un patrimonio vivo per un valore condiviso</em>” richiama in particolare la&nbsp;<strong>responsabilità condivisa&nbsp;della tutela e della conservazione del nostro patrimonio storico-architettonico privato:</strong>&nbsp;beni culturali che sono espressione delle radici più profonde dell’identità italiana e che continuano a&nbsp;<strong>generare valore culturale, sociale ed economico,&nbsp;</strong>da proteggere e tramandare per le nuove generazioni.</p>



<p>Nell’occasione ADSI Campania aprirà ai visitatori&nbsp;<strong>oltre 20 dimore</strong>, con tour gratuiti di palazzi, ville e residenze private, consentendo al pubblico di scoprire&nbsp;<strong>spazi, storie e tradizioni di questi luoghi</strong>,grazie al supporto della rete dei Soci dell’Associazione.</p>



<p><strong>L’elenco delle dimore storiche che apriranno al pubblico in Campania, <u>domenica 24 maggio</u>,  </strong><a href="https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/gn-campania/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/gn-campania/</u></a></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tenute Casoli, Palazzo Iorio  Palazzo Iorio, Candida (AV)</li>



<li>Palazzo Ducale Pignatelli della Leonessa, San Martino Valle Caudina (AV)</li>



<li>Villa Laura, Moiano (BN)</li>



<li>Palazzo Jelardi e Museo della Pubblicità, San Marco dei Cavoti (BN)</li>



<li>Tenuta San Domenico, Capua (CE)</li>



<li>Tenuta San Bartolomeo, Giardini del Volturno, Caiazzo (CE)</li>



<li>Palazzo Lanza , Caserta (CE)</li>



<li>Palazzo di Transo, Sessa Aurunca (CE)</li>



<li>Giardino di Palazzo Cocozza di Montanara, Caserta (CE)</li>



<li>Antica Dimora S. Maria del Pozzo, Casola (CE)</li>



<li>Villa Preziosa all&#8217;interno della Tenuta Il Pizzo, Sant&#8217;Agnello (NA)</li>



<li>Palazzo Convento dei Cappuccini, Napoli (NA)</li>



<li>Palazzo Capece, Caivano (NA)</li>



<li>Odeon Neapolis, Napoli (NA)</li>



<li>Astapiana Villa Giusso, Vico Equense (NA)</li>



<li>Accadia Relais, Palazzo Dentice d&#8217;Accadia, Napoli (NA)</li>



<li>Palazzo Ricci, Salerno (SA)</li>



<li>Palazzo Magnoni, Rutino (SA)</li>



<li>Palazzo Fimiani, Lanzara (SA)</li>



<li>Palazzo Albirosa, Polla (SA)</li>



<li>Già al Mulino, Pontecagnano Faiano (SA)</li>



<li>Giardino Segreto dell&#8217;Anima, Tramonti (SA)</li>



<li>Borgo Riccio, Torchiara (SA)</li>
</ul>



<p><strong>Associazione Dimore Storiche</strong>&nbsp;<strong>Italiane</strong>&nbsp;<strong>ETS</strong></p>



<p>L’Associazione Dimore Storiche Italiane, Ente morale riconosciuto senza fini di lucro, è l’associazione che riunisce i titolari di dimore storiche presenti in tutta Italia. Nata nel 1977, l’Associazione conta attualmente circa 4500 soci e rappresenta una componente significativa del patrimonio storico e artistico del nostro Paese. L’Associazione promuove attività di sensibilizzazione per favorire la conservazione, la valorizzazione e la gestione delle dimore storiche, affinché tali immobili, di valore storico-artistico e di interesse per la collettività, possano essere tutelati e tramandati alle generazioni future nelle condizioni migliori. Questo impegno è rivolto in tre direzioni: verso i soci stessi, proprietari dei beni; verso le Istituzioni centrali e territoriali, competenti sui diversi aspetti della conservazione; verso la pubblica opinione, interessata alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale del Paese.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa: la storia dei treni italiani tra mare e archeologia industriale</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/museo-nazionale-ferroviario-di-pietrarsa-la-storia-dei-treni-italiani-tra-mare-e-archeologia-industriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 12:26:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[museo di pietrarsa]]></category>
		<category><![CDATA[museo ferroviario]]></category>
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					<description><![CDATA[A pochi chilometri da Napoli, affacciato sul Golfo e con il Vesuvio sullo sfondo, il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa rappresenta uno dei più importanti musei ferroviari d’Europa e un [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A pochi chilometri da Napoli, affacciato sul Golfo e con il Vesuvio sullo sfondo, il <strong>Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa</strong> rappresenta uno dei più importanti musei ferroviari d’Europa e un simbolo della storia industriale italiana.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalle officine borboniche al museo</h3>



<p>Il complesso nasce nel 1839 per volontà di Ferdinando II di Borbone, con la realizzazione delle officine destinate alla costruzione e manutenzione delle locomotive della prima ferrovia italiana, la Napoli–Portici. Proprio qui vennero prodotti i primi treni del Regno delle Due Sicilie, segnando l’inizio della storia ferroviaria nazionale.</p>



<p>Le officine di Pietrarsa furono per decenni un centro industriale strategico, fino alla progressiva dismissione nel secondo dopoguerra. Negli anni successivi l’area è stata recuperata e trasformata in museo, diventando un esempio di valorizzazione dell’archeologia industriale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un percorso tra locomotive storiche</h3>



<p>Oggi il museo ospita una delle collezioni ferroviarie più ricche d’Italia, con locomotive a vapore, carrozze d’epoca, littorine e mezzi storici che raccontano oltre un secolo di evoluzione dei trasporti.</p>



<p>Tra i pezzi più significativi figurano: le prime locomotive italiane ottocentesche, carrozze reali e presidenziali, convogli storici del Novecento, modelli che ripercorrono l’evoluzione tecnologica delle ferrovie.</p>



<p>Il percorso espositivo consente di ripercorrere l’evoluzione della mobilità su rotaia, dalle origini fino all’era moderna.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un museo tra mare, storia e paesaggio</h3>



<p>Uno degli elementi distintivi di Pietrarsa è la sua posizione: le antiche officine si affacciano direttamente sul mare, offrendo un contesto unico in cui archeologia industriale e paesaggio naturale si fondono.</p>



<p>L’area ospita anche spazi espositivi, sale congressi e aree eventi, rendendo il museo non solo un luogo di conservazione, ma anche uno spazio culturale attivo.</p>



<p>Il Museo di Pietrarsa rappresenta oggi un punto di riferimento per la valorizzazione della storia ferroviaria e industriale del Paese. Un luogo che racconta non solo l’evoluzione dei trasporti, ma anche la trasformazione sociale ed economica dell’Italia dall’Ottocento a oggi.</p>



<p>Fonte foto: <a href="https://www.fondazionefs.it/it/esplora-il-museo/visita-pietrarsa/la-storia.html?gad_source=1&amp;gad_campaignid=22134499122&amp;gbraid=0AAAAAq3i74gMrQh3hvpTI-G9n6YVVa71D&amp;gclid=Cj0KCQjwkrzPBhCqARIsAJN460kU5kSvZ99fkwyJsiF6IUWqDe1VrhF2eO6OMPbsjPBmDzwBKT1Gq88aAofnEALw_wcB">www.fondazionefs.it</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Velia, la città della filosofia e della Magna Grecia</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/velia-la-citta-della-filosofia-e-della-magna-grecia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Vallone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 12:10:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascea]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[magna grecia]]></category>
		<category><![CDATA[parco archeologico di velia]]></category>
		<category><![CDATA[velia]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel territorio di Ascea Marina, nel cuore del Cilento, si estende Elea-Velia (che fa parte dei Parchi archeologici di Paestum e Velia) uno dei siti più importanti della Magna Grecia [...]]]></description>
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<p>Nel territorio di Ascea Marina, nel cuore del Cilento, si estende <strong>Elea-Velia</strong> (che fa parte dei Parchi archeologici di Paestum e Velia) uno dei siti più importanti della Magna Grecia in Italia meridionale. Un’area che unisce paesaggio, archeologia e storia del pensiero antico, diventata oggi un punto di riferimento per la ricerca e il turismo culturale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le origini: la città dei Focei</h3>



<p>L’antica città di Elea (poi Velia in epoca romana) fu fondata intorno al 540 a.C. da coloni greci provenienti da Focea, nell’attuale Turchia, in fuga dalle invasioni persiane. La scelta del sito non fu casuale: una posizione strategica sul mare e la presenza di sorgenti d’acqua dolce favorirono la nascita di un centro commerciale florido e ben collegato con le rotte del Mediterraneo .</p>



<p>La città prese inizialmente il nome di Hyele, poi divenne Elea e infine Velia in età romana, mantenendo per secoli un ruolo centrale negli scambi e nella cultura del mondo antico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La scuola filosofica di Parmenide</h3>



<p>Velia è soprattutto conosciuta come la patria della <strong>scuola filosofica eleatica</strong>, fondata da <strong>Parmenide</strong> e sviluppata dal suo discepolo <strong>Zenone di Elea</strong>. Qui nacque una delle correnti più influenti della filosofia presocratica, incentrata sul concetto di “essere” e sulla riflessione logica sul movimento e sulla realtà.</p>



<p>Questo elemento ha reso Velia non solo una città commerciale, ma anche un centro culturale di primo piano nel mondo greco antico .</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il sito archeologico oggi</h3>



<p>Il parco archeologico conserva ancora oggi le tracce dell’antico insediamento: mura difensive, quartieri urbani, strade lastricate e monumenti simbolici come la celebre <strong>Porta Rosa</strong>, considerata uno dei più antichi esempi di arco a tutto sesto nell’architettura occidentale .</p>



<p>L’area è suddivisa in diversi settori, tra cui l’acropoli, il quartiere meridionale e quello settentrionale, immersi in un paesaggio naturale che alterna macchia mediterranea e colline affacciate sul mare.</p>



<p>Oltre al valore storico, Velia rappresenta oggi un esempio di integrazione tra archeologia e ambiente. Il parco è infatti immerso nel <strong>Parco Nazionale del Cilento</strong>, offrendo ai visitatori un’esperienza che unisce storia antica, paesaggio e biodiversità.</p>
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		<title>Roscigno vecchia in festa con protagonista l&#8217;asparago selvatico</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/roscigno-vecchia-in-festa-con-protagonista-lasparago-selvatico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 08:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Roscigno]]></category>
		<category><![CDATA[festa asparago selvatico]]></category>
		<category><![CDATA[roscigno vecchia]]></category>
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					<description><![CDATA[Roscigno Vecchia si prepara a trasformarsi in un grande luogo di incontro, gusto e memoria con la XV Festa dell’Asparago Selvatico. L’appuntamento è in programma l’1, 2 e 3 maggio [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Roscigno Vecchia si prepara a trasformarsi in un grande luogo di incontro, gusto e memoria con la XV Festa dell’Asparago Selvatico.</p>



<p>L’appuntamento è in programma l’1, 2 e 3 maggio 2026, nella splendida cornice di Piazza Giovanni Nicotera.</p>



<p>Per tre giorni il borgo accoglierà cittadini, visitatori e famiglie in un percorso dedicato alle tradizioni locali e ai sapori autentici del territorio.</p>



<p>Al centro della manifestazione ci sarà l’asparago selvatico, prodotto simbolo della cultura contadina, della stagionalità e del legame profondo con la natura.</p>



<p>Dalle ore 13 apriranno gli stand gastronomici, con un menù pensato per valorizzare le ricette tipiche e la cucina locale. Antipasti, primi, secondi, pizzette e zeppole accompagneranno il pubblico in un viaggio tra profumi, sapori e convivialità.</p>



<p>La festa sarà arricchita dalla musica dal vivo, che contribuirà a rendere l’atmosfera ancora più calda e coinvolgente.</p>



<p>Spazio anche alla scoperta del borgo, con escursioni e visite guidate su prenotazione dedicate al patrimonio storico e paesaggistico di Roscigno Vecchia.</p>



<p>Domenica 3 maggio, alle ore 10:30, la manifestazione ospiterà anche la Festa del Segugio e dei Segugisti, un appuntamento dedicato agli appassionati, pensato come momento di incontro, confronto e condivisione.</p>



<p>La XV Festa dell’Asparago Selvatico conferma così la sua vocazione: unire gastronomia, turismo esperienziale, identità e partecipazione popolare.</p>



<p>Per il Comune di Roscigno si tratta di una vetrina importante per promuovere il borgo, le sue eccellenze e la sua capacità di accoglienza.</p>



<p>L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pino Palmieri, invita tutti a partecipare numerosi a un evento che racconta l’anima più autentica del territorio.</p>



<p>Roscigno Vecchia vi aspetta l’1, 2 e 3 maggio per vivere tre giornate tra gusto, musica, natura e tradizione.</p>
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		<title>Vietri sul Mare, porta della Costiera Amalfitana tra ceramiche, mare e tradizione</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/vietri-sul-mare-porta-della-costiera-amalfitana-tra-ceramiche-mare-e-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 14:06:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[Vietri sul Mare]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[vietri sul mare]]></category>
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					<description><![CDATA[Vietri sul Mare, primo borgo della Costiera Amalfitana per chi arriva da Salerno, è una delle destinazioni più autentiche e suggestive della Campania, celebre nel mondo per le sue ceramiche [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Vietri sul Mare, primo borgo della Costiera Amalfitana per chi arriva da Salerno, è una delle destinazioni più autentiche e suggestive della Campania, celebre nel mondo per le sue ceramiche artistiche, i panorami sul Golfo e un’atmosfera più rilassata rispetto alle mete più affollate come Amalfi e Positano. </p>



<p>Situato a pochi chilometri da Salerno, il comune rappresenta la “porta” della Costiera, riconosciuta patrimonio dell’umanità UNESCO, e conserva un’identità fatta di artigianato, storia millenaria e paesaggi mediterranei. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Un borgo simbolo della ceramica italiana</h3>



<p>Vietri sul Mare è universalmente noto come la “capitale della ceramica”, una tradizione che affonda le radici almeno nel XV secolo e che oggi caratterizza ogni angolo del paese: dalle botteghe artigiane alle facciate delle case, fino alle decorazioni urbane.</p>



<p>Il simbolo più riconoscibile è la cupola maiolicata della Chiesa di San Giovanni Battista, con i suoi colori vivaci visibili già da lontano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa vedere</h3>



<p>Tra i luoghi imperdibili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Centro storico</strong>: un dedalo di vicoli ricchi di botteghe e scorci panoramici. </li>



<li><strong>Museo Provinciale della Ceramica (Raito)</strong>: ospitato in una villa storica, racconta l’evoluzione dell’arte ceramica locale.</li>



<li><strong>Villa Comunale</strong>: decorata con pannelli in ceramica, offre viste spettacolari sul mare. </li>



<li><strong>Marina di Vietri</strong>: la zona balneare con spiagge e locali sul mare. </li>



<li><strong>I Due Fratelli</strong>: iconici faraglioni simbolo del paesaggio vietrese. </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Tra mare e natura</h3>



<p>Il territorio alterna spiagge, terrazze panoramiche e frazioni collinari come Albori e Raito, considerate tra i borghi più belli d’Italia. <br>La posizione strategica consente inoltre di raggiungere facilmente tutte le principali località della Costiera Amalfitana e siti iconici come Pompei o Capri. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Storia e identità</h3>



<p>Le origini di Vietri sono antiche, con tracce che risalgono all’epoca etrusca e romana. Nel Medioevo fu legata alla città di Salerno e all’Abbazia di Cava de’ Tirreni, diventando un importante centro produttivo e commerciale. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché visitarla oggi</h3>



<p>Negli ultimi anni Vietri sul Mare è stata riscoperta come alternativa più autentica e meno affollata rispetto alle mete più celebri della Costiera, mantenendo prezzi più accessibili e un forte legame con la tradizione locale. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Come arrivare</h3>



<p>Facilmente raggiungibile grazie alla stazione ferroviaria e alla vicinanza con il porto di Salerno, Vietri è uno dei punti più comodi per esplorare la Costiera Amalfitana senza rinunciare alla tranquillità.</p>
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		<title>Montesano sulla Marcellana, la Chiesa di Sant’Anna: il sogno gotico di Filippo Gagliardi nel Vallo di Diano</title>
		<link>https://www.giornaledelcilento.it/montesano-sulla-marcellana-la-chiesa-di-santanna-il-sogno-gotico-di-filippo-gagliardi-nel-vallo-di-diano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:42:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Turismo Religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[Itinerari & borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Montesano sulla Marcellana]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo & tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[Vallo di Diano]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa di sant'anna]]></category>
		<category><![CDATA[filippo gagliardi]]></category>
		<category><![CDATA[motesano sulla marcellana]]></category>
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					<description><![CDATA[Situata a circa 850 metri di altitudine, la Chiesa di Sant’Anna domina la piazza principale di Montesano sulla Marcellana e rappresenta uno dei principali simboli religiosi e architettonici del Vallo [...]]]></description>
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<p><em>Situata a circa 850 metri di altitudine, la Chiesa di Sant’Anna domina la piazza principale di Montesano sulla Marcellana e rappresenta uno dei principali simboli religiosi e architettonici del Vallo di Diano.</em></p>



<p>La <strong>Chiesa di Sant’Anna</strong> si erge nel cuore di Montesano sulla Marcellana, in provincia di Salerno, come uno dei punti di riferimento spirituali e identitari della comunità. L’edificio, collocato nella piazza dedicata a Filippo Gagliardi, si distingue per la sua imponenza e per lo stile architettonico che richiama suggestioni gotiche.</p>



<p>La costruzione della chiesa risale al periodo compreso tra il <strong>1954 e il 1959</strong> e fu promossa dall’imprenditore italo-venezuelano Filippo Gagliardi, figura legata alla storia recente del paese. L’intervento edilizio diede vita a un edificio religioso di grandi dimensioni, pensato per accogliere una comunità in crescita e per diventare un nuovo centro della vita religiosa locale.</p>



<p>L’esterno della chiesa è caratterizzato da una facciata riccamente decorata, con elementi scultorei, rosoni e dettagli architettonici che ne evidenziano la cura estetica e simbolica. L’impatto visivo dell’edificio è particolarmente evidente grazie alla posizione elevata, che ne amplifica la presenza nel paesaggio urbano.</p>



<p>L’interno si sviluppa su <strong>tre navate</strong>, ampie e luminose, che ospitano le celebrazioni religiose e i momenti di preghiera della comunità. Gli altari laterali sono arricchiti da opere di arte sacra che contribuiscono a definire un ambiente di forte spiritualità. Affreschi, dipinti e sculture completano l’apparato decorativo, raccontando la tradizione devozionale locale.</p>



<p>Elemento distintivo della struttura sono i <strong>due campanili</strong>, che rappresentano un riferimento visivo per l’intero abitato. Uno dei due è dotato di una meridiana, mentre l’altro ospita un grande orologio, entrambi elementi che richiamano simbolicamente il rapporto tra tempo, vita quotidiana e dimensione religiosa.</p>



<p>Oltre alla funzione liturgica, la Chiesa di Sant’Anna svolge un ruolo centrale nella vita sociale e culturale del paese. Durante le principali festività religiose, l’edificio diventa fulcro delle celebrazioni, accogliendo fedeli e visitatori in momenti di forte partecipazione collettiva.</p>



<p>La chiesa rappresenta oggi un importante patrimonio artistico e storico per Montesano sulla Marcellana e per l’intero territorio del Vallo di Diano. </p>
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