Cemento zero, Scario difende il suolo. Alfano: «Vincente il metodo di lavorare di San Giovanni a Piro»

«L’Italia deve smettere di consumare suolo, deve invece riqualificare gli spazi bellissimi dei centri storici e delle periferie urbane del Paese». Lo ha detto il ministro ai Beni culturali Dario Franceschini nei giorni scorsi, durante un incontro a Palermo, sottolineando che questa è «l’idea intelligente e anche il lavoro che come ministero stiamo facendo». Tema quello del consumo di suolo molto discusso negli ultimi tempi, quando a gennaio è stato approvato a larga maggioranza il nuovo testo base sul ddl sul consumo del suolo dalle commissioni riunite Agricoltura e Ambiente della Camera. Il testo permetterebbe di accelerare l’iter che dovrebbe portare alla approvazione di una legge ad hoc. «Stringere i tempi», dunque, anche perché gli ultimi numeri del rapporto 2015 curato dall’Ispra confermano che l’avanzata del cemento, sebbene in parte rallentata, non si è mai arrestata.

Al tentativo di introdurre per legge uno stop al consumo di suolo in vista di una seria politica di rigenerazione urbana, ha fatto seguito un’unica tangibile iniziativa nel Sud Italia: quella del Comune di San Giovanni a Piro che, con una delibera di Giunta di inizio settembre, ha deciso di dire basta ai permessi di costruire, optando a chiare lettere per la «crescita edilizia zero» nella frazione marinara di Scario. Ecco di cosa si tratta

«Pensare alla qualità» «Il metodo di lavorare del Comune di San Giovanni è vincente. E’ il punto di partenza per una trasformazione urbana». Che il modello di Scario sia da replicare ne è convinta anche Gabriella Alfano, presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Salerno. Al giornale del Cilento ha spiegato che «il Cilento è una terra straordinaria con potenzialità paesaggistiche eccezionali sempre più rare in Italia e con una situazione ancora abbastanza contenuta dal punto di vista dell’antropizzazione delle coste», rispetto alle città dell’alto salernitano per esempio. «Evitare grandi sprechi nel consumo di suolo, intervenire sull’esistente e migliorare l’esistente», sottolinea il presidente. «Molte volte il problema dei piani urbanistici comunali è pensare al risultato reale che progettualmente migliorerà la città. Non bisogna pensare a un Piano che  sia solo formato di indici, altezze e distanze – spiega la Alfano – ma immaginare anche e soprattutto una qualità urbana della città che in Scario è già presente ma che andrebbe diffuso su tutto il Comune». «Se si fanno delle scelte condivise con i cittadini – conclude l’architetto – sarà un piano attuato e bisogna tener conto dei cittadini e delle loro esigenze, avrà successo». 

«Rivoluzione culturale» Ha l’aria di una rivoluzione culturale, invece, per Fausto Martino, uno dei più attivi funzionari della Soprintendenza di Salerno, da pochi mesi Soprintendente ai Beni Ambientali e Culturali di Cagliari, la volontà di dare la priorità alle operazioni di recupero e manutenzione delle strutture esistenti, riqualificando e risanando. «Ha fatto benissimo l’amministrazione di San Giovanni a Piro a optare per la crescita edilizia zero. – ha detto in un’intervista al nostro quotidiano – Era ora perché di consumo di suolo se n’è fatto tantissimo, addirittura compromettendo quelle risorse e bellezze che dovrebbero essere l’elemento trainante del turismo anche nel Cilento». L’intervista a Franco Martino

L’avvocato Franco Maldonato (nella foto), assessore del Comune di San Giovanni a Piro, alla Cultura ed ai Rapporti con il Parco nazionale ha spiegato che «la «crescita zero» in ambito urbanistico è, per la verità, più una scelta obbligata che una libera opzione». L’intervista  «Dire stop al consumo del territorio – continua Maldonato – non significa dire stop all’edilizia. Tutt’altro! Significa che la priorità deve essere data alle operazioni di recupero e manutenzione delle volumetrie esistenti. C’è un antico proverbio che dice che ‘i muratori  desiderano case cadute’, nel senso che, da sempre, le nostre comunità hanno identificato l’attività edilizia nell’arte di restaurare, risanare, consolidare ciò che il tempo e l’incuria degli uomini ha avviato al degrado ed alla fatiscenza». 

«E’ lo stesso credo del Parco» Il plauso all’iniziativa del Comune di San Giovanni a Piro è arrivato anche dal direttore del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Angelo De Vita, che ha sottolineato come l’esempio di Scario sia «lo stesso credo del Parco. Una logica del genere – aggiunge – non può che migliorare e aumentare la qualità della vita dei residenti e aumentare la qualità del turismo del posto». L’intervista ad Angelo De Vita

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