Centro Juventus, Maiese chiarisce: «Quel che è avvenuto è semplicemente una speculazione politica»

Durante l’occupazione del distretto sanitario di Sapri, martedi mattina, sono volati paroloni e la discussione, nata per chiarire la vicenda sulla chiusura del centro di riabilitazione Juventus, si è trasformata in un tira e molla di accuse e insulti. Il direttore del distretto di Sapri da del «fascista» al primo cittadino di Ispani ed è scoppiata la polemica.  Adamo Maiese, attuale direttore sanitario dell’Asl saprese, ha voluto chiarire la vicenda ai microfoni del giornaledelcilento.it. «Sono sceso fra la gente per spiegare quali erano le intenzioni dell’Azienda, dopo che il direttore generale aveva già rilasciato una dichiarazione. – racconta Maiese – Mentre io tentavo di dare una spiegazione ribadendo che siamo accanto alle famiglie, ma non possiamo impedire ad un privato di chiudere, il dott. Iannicelli ha incominciato ad aggredire, non permettendomi di parlare, affermando che non fosse vero quel che dichiaravo e che l’Asl fosse responsabile della chiusura del centro Juventus».  

«Nel replicare – continua Maiese al telefono – gli ho ricordato che sua moglie fosse dirigente amministrativo sia dell’ospedale sia del distretto, da vari anni, e che quindi dovrebbe essere lei a spiegare queste cose, al che il dott. Iannicelli ha minacciato di chiamare i carabinieri – e conclude Maiese – e gli ho risposto che il suo fosse un atteggiamento fascista, in quanto non mi permetteva di parlare». «Questi sono stati fatti, – chiarisce il direttore sanitario – ribadisco che io e il direttore generale siamo al fianco alle madri e mi batterò fino all’ultimo affinchè le persone che stanno avendo problemi seri con i figli li possano portare in centro in quella zona e lo farò sia come direttore del distretto sia come cittadino». Poi ha concluso: «Vorrei capire, come cittadino innanzitutto, può un alto dirigente, moglie di un altro alto dirigente tenere atteggiamenti contro l’azienda dichiarando cose non vere? Quel che è avvenuto è semplicemente una speculazione politica».

©Riproduzione riservata