Cigl avverte: «Basta strumentalizzazioni su ospedale Agropoli»

«Basta strumentalizzazioni sull’ospedale». È quanto denuncia il sindacato Spi-Cgil in risposta al primo cittadino agropolese Franco Alfieri, che aveva annunciato la sua candidatura alla Regione allo scopo, tra l’altro, di riaprire il nosocomio cittadino. «Quelli che per autorevolezza avrebbero dovuto battersi con più piglio istituzionale in osmosi con i cittadini del Comitato e delle organizzazioni sindacali locali, invece hanno scoraggiato le iniziative di lotta che le suddette organizzazioni avevano promosso. Basti ricordare il manifesto fatto affiggere dal sindaco di Agropoli nel 2008 sulle mura della città in cui si deploravano le manifestazioni di piazza per privilegiare la cosiddetta “via giudiziaria”».

«Abbiamo visto – sottolinea il volantino dello Spi-Cgil – com’è stata seguita questa “via”. È sufficiente dare un’occhiata alle motivazioni della sentenza del Tar con cui si respinge il ricorso presentato dal Comune (e di cui riportiamo un significativo stralcio sul retro di questo volantino). Possiamo concludere che s’è voluto menar il can per l’aia, come si usa dire. Se allora questo è quanto fatto da lor signori è assurdo che chi è stato attore principale di tale “commedia” ora se ne esca dicendo, più o meno, votatemi alle elezioni regionali della prossima primavera perché farò riaprire l’ospedale. È oltretutto meschino che una tragedia come la chiusura del nosocomio cittadino venga strumentalizzata per il proprio tornaconto elettorale. Spetta agli Agropolesi, ad ognuno di noi, impegnarsi fermamente per tornare ad avere un Pronto soccorso funzionante sfatando anche le argomentazioni che sono sfilate davanti al Tar. La valutazione dei giudici amministrativi ha ritenuto infatti che già prima della conversione “il pronto soccorso del soppresso presidio ospedaliero di Agropoli era essenzialmente preposto, al pari di un moderno Psaut, a provvedere alla stabilizzazione del paziente in attesa del trasferimento in altra struttura più idonea”. Ma non è vero! A confutare questa posizione vi sono le migliaia di cittadini che sono stati salvati dal Pronto soccorso agropolese, senza essere trasferiti (tranne in qualche caso) in altri nosocomi ma trovando sale di rianimazione e di intervento sempre pronte ed efficienti nella struttura stessa. La sentenza del Tar, per come si è svolto il dibattimento, sostiene invece che così non era. Se tutto ciò fosse vero, sarebbe grave l’aver lasciato “incontestata” (come riportano i giudici della prima sezione) una simile argomentazione. Senza la quale verrebbe meno un fondamentale presupposto di questa decisione. Non dobbiamo lasciare che la vertenza ospedale diventi motivo di contesa elettorale – conclude la nota del sindacato – Se le cose stanno in questo modo c’è da essere fermamente indignati perché chi aveva il compito di vigilare, secondo noi, non l’ha fatto».

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