Cilento, bara trafugata. Fratello vittima: «Abbiamo un sospetto»

di Redazione

Sul furto della bara contenente la salma di Pasquale Picariello, il 19enne deceduto nel 2006 a seguito di un incidente stradale, trafugata al cimitero comunale di Agropoli, interviene il fratello Mario. E lo fa rilasciando un’intervista ad Angela Sabetta, direttore di Voce di Strada. I familiari avrebbero fornito alcune indicazioni, sulle quali gli inquirenti stanno indagando. «Un dubbio lo abbiamo, dalle analisi delle cellule dei cellulari non è escluso – afferma Mario Picariello a Voce di Strada – che si possa risalire ai responsabili di questa vigliaccata. Siamo una famiglia tranquillissima, questa vicenda nulla a che vedere con l’episodio del cane morto o con fatti legati alla criminalità. Questo desidero chiarirlo, alla luce di tutte le chiacchiere che stanno girando su questa vicenda. Si tratta di una vigliaccata effettuata da qualcuno che non ha avuto il coraggio di affrontarci. Comunque sapeva dove mettere le mani. Non puoi andare in un cimitero e fai una cosa del genere senza sapere come farla». «Non hanno operato di notte – continua Mario – ma dalle 17,30 fino alle 19,30 orario di chiusura del cimitero. Chi ha operato sapeva come farlo, dove stava e come prendere la bara». Al vaglio dei carabinieri il sistema di videosorveglianza. Sono in corso le ricerche per verificare se la bara sia stata abbandonata da qualche parte nel cimitero o altrove dopo il furto.

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