Cilento, mascherine per sanitari e carabinieri realizzate dai pazienti con problemi psichiatrici

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di Marianna Vallone

Pochi, più di loro, sanno cosa voglia dire l’isolamento, la paura, la solitudine. Lo hanno vissuto e lo vivono sulla loro pelle. Hanno problemi psichiatrici, ma anche tanta voglia di rendersi utili e di impegnarsi. Il centro che li ospita, a Castel Ruggero, nel Cilento, da anni li coinvolge in progetti sempre più inclusivi e interessanti, dalla coltivazione di un campo di nocciole, agli spettacoli teatrali. Ma ora il loro impegno è tutto concentrato su chi combatte in prima linea, negli ospedali e per le strade, l’emergenza Coronavirus.

La dottoressa Caterina Speranza, responsabile della Sir di Castel Ruggero, una struttura residenziale dell’unità operativa di salute mentale dell’Asl Salerno, nel comune di Torre Orsaia, ha voluto farli impegnare in un’iniziativa che ha già avuto un grande successo. Così da alcuni giorni i pazienti, con gli operatori della Multiservice e della Gea, stanno lavorando con loro e una sarta del paese, Maria Rosaria Iervolino, alla realizzazione di centinaia di mascherine di protezione. Molte sono state consegnate già stamattina all’ospedale San Luca di Vallo della Lucania e alla Cobellis; altre serviranno all’ospedale di Sapri, ai carabinieri della caserma di Sapri e a tutta la popolazione che ne avrà bisogno.

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«Mi sentivo impotente di fronte a questa emergenza. In questi giorni di difficoltà avevamo bisogno di darci da fare – spiega la dottoressa Caterina Speranza – e con un tutorial su Youtube abbiamo iniziato a fare mascherine con i tanti tessuti che ci hanno regalato. Soprattutto Mariana e Pasquale di Policastro. In tanti si sono mobilitati per noi. Da questi tessuti abbiamo poi ricavato tante mascherine. Così con gli operatori della Sir, la sarta del paese e gli ospiti, siamo tutti al lavoro per realizzarle. Loro tagliano i pezzi di stoffa e noi li assembliamo con una macchina da cucire. Abbiamo molte richieste e abbiamo regalato tantissime mascherine. Siamo felici di dare un importante contributo. I nostri ospiti, come noi restano chiusi, vogliamo precisarlo. Ed è insieme a loro che vogliamo anche ribadire un messaggio: che bisogna stare a casa e farlo per necessità, solo muniti di mascherine e guanti».

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