Cilento, presunto spreco denaro pubblico: 11 indagati

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di Redazione

Presunto spreco di danaro pubblico, con lievitazione dei costi a carico delle casse del Comune di Capaccio Paestum da 19mila a 220mila euro: 11 gli avvisi di conclusione indagini per funzionari, tecnici comunali e rappresentanti di società. La vicenda riguarda il montaggio e smontaggio delle sfere geodetiche nell’Area Archeologica di Paestum. Coinvolti l’ing. C.G. (in qualità di funzionario apicale dell’Area IV e Rup); R.C. (ex responsabile apicale Area I); i tecnici comunali M.B. e A.F.; B.I. (direttore dei lavori di rimozione); V.D.R. ed A.D.A. (legale rappresentante e direttore tecnico della Dervit s.p.a.); M.D.M. (legale rappresentante della Prima s.r.l.), M.D. (legale rappresentante della Socome s.p.a.); F.C. (deceduto, all’epoca legale rappresentante della Tecost s.r.l.); gli ex amministratori unici della Paistom, C.M. e G.D.R. (azienda speciale che eseguì le opere di montaggio/smontaggio nonché di rimozione di basamento e pavimentazione).

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I fatti oggetto di indagini risalgono al 2014. Il Comune di Capaccio Paestum acquista 3 sfere geodetiche per un costo che si aggira attorno ai 630 mila euro. A questa somma va aggiunta quella di 225 mila per le operazioni di installazione. Le sfere furono acquistate per permettere lo svolgimento della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico nella zona dei Templi. Ma l’area è sottoposta a vincoli e allora i consiglieri dell’epoca chiesero verifica di conformità degli atti adottati dall’ente civico per l’acquisizione ed il montaggio delle sfere. Il fatto fu segnalato all’Anac (anticorruzione). E da qui parte l’indagine che oggi ha portato all’iscrizione di 11 persone nel registro degli indagati.

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