Cilento, scarichi abusivi: sequestrata la ‘Taverna del Lupo’

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Erano ormai settimane che l’ufficio circondariale marittimo di Palinuro teneva sotto controllo la ‘Taverna del Lupo’, l’attività di ristorazione presente sulla spiaggia dei Francesi ai piedi del vallone del Marcellino, tra i comuni di San Giovanni a Piro e Camerota. Il ristorante, di proprietà di una famiglia di San Giovanni a Piro, insiste su suolo comunale di Camerota. La cala del Marcellino è incastonata nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e nell’area marina protetta Costa degli Infreschi e della Masseta. I marinai agli ordini del tenente di vascello Francesca Federica Del Re, hanno accertato che il ristorante sversava i reflui e le acque di lavorazione tramite tubazioni abusive, ben occultate nel terreno, direttamente nel suolo.

In particolare, durante il sopralluogo, la capitaneria ha verificato che l’intero sistema di raccolta dei reflui era abusivo, realizzato in maniera del tutto artigianale e, dunque, in violazione della normativa ambientale di riferimento. Si è infatti rilevato che i reflui confluivano in due vasche di raccolta non autorizzate, di cui una a tenuta ed una di natura artigianale, con conseguente dispersione degli stessi direttamente nel terreno. Gli scarichi di lavorazione, invece, confluivano tutti in una fossa a cielo aperto, opportunamente occultata da cumuli di sterpaglie.

«Questo sistema di smaltimento dei reflui e dei residui di lavorazione creato, pone in potenziale pericolo l’ecosistema marino e costiero dato che l’attività di ristorazione sequestrata si trova in un’area particolarmente sensibile in quanto sita all’interno del Parco e in area marina protetta e per questo ancora più attenzionata» precisano dagli uffici della guardia costiera.

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I controlli sono stati eseguiti in collaborazione con il Comune di Camerota e con la società Consac gestioni idriche spa. «Sarà perseguita ogni attività commerciale che smaltisce in maniera illecita i reflui – fa sapere il comandante Del Re -. È una problematica che incide significativamente sulla qualità delle acque e sul patrimonio ambientale costiero, motivo di vanto anche delle stesse attività commerciali che con la loro condotta illecita contribuiscono, invece, ad inquinare».

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