Cilento, turismo post-lockdown: tassa soggiorno sì oppure no? Rispondono i sindaci

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di Antonio Vuolo

L’estate bussa alla porta e i comuni costieri del Cilento accelerano i tempi per non farsi trovare impreparati in un’estate che sarà, inevitabilmente, condizionata dall’emergenza Covid-19. E per garantire determinati servizi, soprattutto di gestione delle spiagge libere, quasi tutte le Amministrazioni ricorreranno all’imposta di soggiorno. Da Capaccio Paestum al Golfo di Policastro, tariffe confermate, anche se invariate per non gravare sull’utente finale e per garantire i servizi di gestione e di controllo del territorio che, altrimenti, molti Comuni, soprattutto i più piccoli, non potrebbero sostenere. Sarà così nella Città dei Templi, dove la tassa di soggiorno è stata istituita nel 2018. Agevolazioni per Under 18 e Over 70, con introiti investiti per garantire un accesso in spiaggia “sicuro” così come previsto dall’ordinanza regionale in materia di fruizione degli arenili liberi.

Anche ad Agropoli confermata l’imposta di soggiorno, a tariffe invariate, per il periodo compreso tra il 1 giugno e il 30 settembre. E anche quest’anno verrà messo a disposizione in maniera gratuita per tutte le strutture ricettive il software Pay Tourist. Tra gli obiettivi principali dell’Ente, il contrasto all’evasione dell’imposta che nel 2019 ha raggiunto il 70%. “Le risorse dell’imposta di soggiorno – affermano il sindaco Adamo Coppola e l’assessore alle Politiche economiche e finanziarie, Roberto Mutalipassi – vengono destinate, quest’anno come lo scorso anno, esclusivamente a finanziare servizi al turismo”.

Imposta di soggiorno invariata anche a Castellabate, dove gli introiti saranno per la maggior parte destinati alle attività di gestione e di controllo delle spiagge libere, attraverso un piano che sarà operativo a breve. “Stalli in spiaggia per il distanziamento, prenotazioni online e in spiaggia, controlli con steward in spiaggia, sono alcune delle misure che stiamo mettendo in piedi – spiega il primo cittadino, Costabile Spinelli – Ovviamente, questi servizi hanno dei costi, che prima non avevamo e che copriremo con gli introiti della tassa di soggiorno”.

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Niente imposta, invece, a Montecorice, nonostante l’Ente avesse avviato nei mesi invernali l’iter di istituzione, poi interrotto a causa del Covid-19, così come nel vicino comune di Pollica-Acciaroli, dove la tassa di soggiorno non è stata mai istituita. Stesso discorso a Casal Velino, nessun “gettone” per soggiornare. Non ha ancora deciso come agire San Mauro Cilento, che la tassa di soggiorno l’ha istituita nel 2019. Cartellonistica, stalli in spiaggia, piattaforma digitale per prenotare i pass e per accedere in spiaggia, personale qualificato per i controlli, saranno le spese che il Comune di Ascea affronterà attraverso la tassa di soggiorno per l’estate 2020. “E’ invariata dal 2015, quando l’abbiamo istituita, e quest’anno anche nelle gestione degli spazi pubblici e delle spiagge” conferma l’assessore al Turismo, Valentina Pica. Mentre a Pisciotta, il Comune ha deciso di non aumentare la tariffa, passandola da 1€ a 2€ per il mese di agosto, così come aveva immaginato prima che scoppiasse la pandemia.

“E’ un piccolo contributo che chiediamo ai nostri ospiti per dare loro sempre più servizi” spiega il sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta, confermando anche per l’estate 2020 l’istituzione dell’imposta. Si pagherà, sempre a tariffe bloccate, la tassa di soggiorno anche a Centola-Palinuro. “Fino alla fine di giugno resterà sospesa, partiremo da luglio” conferma il primo cittadino, Carmelo Stanziola. Tutto invariato anche a San Giovanni a Piro, anche se qui la tassa è praticamente “simbolica” visto che si paga solamente un gettone economico all’arrivo. Imposta da pagare anche a Ispani, Vibonati e a Santa Marina. A Sapri, infine, l’Amministrazione Gentile sta valutando se sospenderla o meno.

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