Cilento, vigili del fuoco precari chiedono stabilizzazione

Infante viaggi

di Antonio Vuolo

Anche i vigili del fuoco precari del Cilento attendono la stabilizzazione da ormai diversi anni. Li chiamano “discontinui” perchè sono assunti con contratti brevissimi, e se si ammalano o se subiscono un infortunio sul lavoro sono indennizzati solo per la durata del loro breve contratto. Tale modalità di assunzione non gli consente di maturare la tredicesima mensilità e il TFR. Si tratta di personale altamente qualificato, formato e, di fatto, già operativo che opera nell’incertezza più assoluta, senza tutele previdenziali, assicurative ed economiche. «In questo momento storico, dove si è proceduto alla stabilizzazione degli infermieri e degli insegnanti, perché non adottare la stessa prassi anche per loro?» si chiedono anche i caschi rossi precari cilentani. E aggiungono: «Una stabilizzazione in corso c’è già, c’è del personale che aspetta da 15 anni, ma è stata fermata per questo periodo di emergenza; e si, un vero controsenso». Infatti, i pochi vigili permanenti sono già sfiancati dall’emergenza Covid 19 perché stanno operando in condizioni di grande disagio e rischio, con turni di 24 ore consecutive.

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