Cilento, ecco cosa è successo nella casa degli orrori: «Neonato ucciso per scannamento»

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Sono arrivati i risultati dell’autopsia che serviranno a chiarire la dinamica della tragedia consumatasi lo scorso 31 marzo a Capaccio in località Torre di Mare e che ha visto Costantin Barbu, 29 anni, uccidere prima la compagna Sabina Iuliana Chis 29 anni e suo figlio di due mesi e poi impiccarsi.

Come si legge sul quotidiano La Città di Salerno, l’autopsia ha fatto emergere particolari agghiaccianti. Il neonato è stato “ucciso per scannamento“, come riporta la relazione del consulente del pm. Sabina ha cercato di difendersi dal compagno che l’aveva colpita sul corpo con un coltello da cucina e un cacciavite. La donna è riuscita a ferirlo alla gola col coltello che era riuscita a strappargli dalle mani, ma Costantin ha continuato a colpirla alla gola, all’addome e le ha poi infilzato un cacciavite in testa.

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In seguito l’uomo ha preso del liquido infiammabile e dell’acido muriatico lo ha gettato nella stanza appiccando il fuoco. E’ andato poi in bagno e si è impiccato. Dalle ricostruzioni pare che il folle gesto di Costantin sia nato dall’ennesima lite con Sabina che qui in Italia si prostituiva e voleva tornare in Romania dove aveva lasciato altri due figli. Le salme di Sabina e del piccolo figlio sono ritornate in patria, mentre quella dell’uomo è rimasta a Capaccio.

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