Cilento: minacciò ex fidanzato figlia Vassallo, «brasiliano» ancora nei guai

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Bruno Humberto Damiani De Paula, conosciuto negli ambienti malavitosi salernitani con il soprannome di «brasiliano», è indagato, insieme ad altre tre persone, per l’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore ucciso il 5 settembre del 2010 da nove colpi di pistola il cui killer non è ancora noto alla legge. Ai guai del «brasiliano», ora, si aggiunge un altro fatto mentre il pregiudicato con doppio passaporto è rinchiuso a Secondigliano per fatti relativi allo spaccio di droga e, inoltre, è stato già condannato dal tribunale di Salerno per tentata estorsione al mercato ittico del capoluogo. 

Damiani dovrà presentarsi al tribunale di Vallo della Lucania per affrontare un processo che lo vede imputato per minacce e violenza in concorso con il fratello Stefano Damiani, Augusto e Walter Materazzi. Il giudice per le udienze preliminari, Bruno De Filippis, ha deciso di accogliere le richieste del pubblico ministero dell’Antimafia, Marco Colamonici, e di rinviare a giudizio tutti e quattro gli indagati. I due fratelli Materazzi e i due fratelli Damiani, sono accusati di aver intimorito Francesco Avallone, ex fidanzato della figlia di Angelo Vassallo. Avallone è conosciuto da tutti a Pollica e qualche anno fa era stato citato quale teste nel procedimento a carico di Damiani per spaccio di droga e il «brasiliano», secondo le contestazioni, avrebbe tentato minacciarlo per condizionare la sua testimonianza in aula.

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