Cilento, vuole dimagrire ma muore in clinica: mercoledì l’autopsia

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Cilento, vuole dimagrire ma muore in clinica: mercoledì l’autopsia

Domani, mercoledì 23 novembre, potrebbe essere il giorno della verità, dopo l’autopsia sul corpo di Michele Alfano, il quarantenne di Capaccio morto in seguito ad una operazione chirurgica per riduzione dello stomaco. Il magistrato che si occupa del caso ha affidato l’incarico per l’esame autoptico al medico legale Adamo Maiese. Ed avverrà all’ospedale di Vallo della Lucania intorno alle 11. Non è stata ancora decisa, quindi, la data del funerale. Michele Alfano, era arrivato alcune settimane nella clinica Cobellis. Da alcuni mesi aveva deciso di sottoporsi a un intervento per dimagrire. Le sue condizioni si sono aggravate due giorni dopo quando ha avuto un primo collasso cardiocircolatorio, al quale ha fatto seguito il trasferimento in terapia intensiva. Mercoledì sera il decesso e poche ore più tardi la denuncia ai carabinieri di Vallo della Lucania da parte dei familiari di Alfano. La procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e iscritto nel fascicolo degli indagati i nomi dei medici e del personale sanitario che hanno operato l’uomo. «Siamo arrivati insieme alla Clinica Cobellis, avevano deciso entrambi di sottoporci all’intervento per la riduzione dello stomaco», dice il fratello Alfonso all’indomani della tragedia. «Negli ultimi quindici giorni – spiega ai microfoni di Set Tv – lo avevamo visto peggiorare giorno dopo giorno, ho più volte chiesto spiegazioni ai sanitari della Clinica, volevamo trasferirlo altrove ma non ci é stato permesso. Ci hanno sempre assicurato che Michele aveva a disposizione i miglior medici». Una tragedia senza fine per i familiari che ora vogliono vederci chiaro e capire se ci sia responsabilità della clinica per la morte dell’uomo.

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