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“Con Benvenuti al sud il turismo è triplicato”

di Biagio Cafaro

Ieri, sull’Unità, l’attore Giulio Scarpati ha rilasciato un intervista dove ha messo in luce un particolare non di poco conto. Ha fatto notare come, con il film “Benvenuti al Sud” il turismo a Castellabate è triplicato. Questo, per l’attore, è la prova che i set generano ricchezza sul territorio. In questo caso, il film “Benvenuti al Sud”, ha dato uno slancio propulsivo alla località cilentana, attirando a se molti turisti curiosi di visitare il borgo filmato nel film. Il territorio cilentano, se pubblicizzato a dovere, è oggetto d’attenzione per i turisti, ma questo non può bastare, c’è bisogno di un percorso di valorizzazione del territorio, altrimenti verrà perso quanto di buono ha prodotto il film.

L’intervista integrale all’attore Giulio Scarpati pubblicata sull’Unità:

Anche lassù, nell’Olimpo cinetelevisivo, c’è chi scalpita e si indispone. Per la crisi, il mancato reintegro del Fus e la dolente delocalizzazione. Giulio Scarpati è sul set di “Un medico in famiglia” quando il telefono squilla. Il ciak impone di riagganciare, ma Lele temporeggia. “Due minuti e arrivo”, avverte. Altroché, il neopresidente del Sindacato attori italiani (Sai) parla a ruota libera. Mica se la lascia sfuggire l’occasione di urlare la rabbia dell’intera categoria: “Bondi deve dimettersi. E’ un ministro che non è riuscito a ottenere nulla”.


D. In compenso a lei il lavoro non manca.

R. E’ proprio questo il problema. C’è chi lavora troppo e chi resta a casa per mesi. Ci sono giovani di talento a cui è negata la possibilità di emergere. Nelle fiction girate all’estero, solo gli attori protagonisti sono italiani. Gli altri sono reclutati oltreconfine. Il nostro Paese, illudendosi di risparmiare, non investe nel futuro e nella qualità. Rinunciando a oneri e tasse, butta soldi e stronca le nuove leve. E’ o non è un autogol pazzesco?


D. Di chi è la colpa?

R. In primis del governo che disattende ogni richiesta e benedice il far west della delocalizzazione. Sembra esserci una spregiudicata volontà di affossare l’industria culturale, sottovalutandone le potenzialità. I film ambientati in Italia producono reddito. Non solo per i lavoratori del cinema e della tv, ma anche per l’indotto. Quest’anno sono stato in vacanza in Cilento. Con “Benvenuti al Sud” a Castellabate il turismo è triplicato. Questa è la prova che i set generano ricchezza sul territorio. 


D. Se le proponessero un film all’estero, rinuncerebbe?

R. Nel 2005 l’ho fatto, adesso posso anche decidere di riposarmi. Certo, capisco chi accetta: è pur sempre lavoro. 


D. Intravede soluzioni?

R. Per la nostra categoria, l’ideale sarebbe attivare forme di solidarietà tra chi guadagna di più e chi meno. Il sistema è previsto dal contratto nazionale dell’audiovisivo. Ma per ora sono solo chiacchiere.

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