‘Città libera Capaccio’: «Ex Myriam, ricostruire dov’era. Vogliamo il nuovo cinema-teatro»

«Dov’era e com’era. E questo, secondo il nostro serio e disinteressato parere, dovrà essere il range entro cui l’Amministrazione comunale di Capaccio Paestum dovrà confrontarsi dopo l’avvenuto rigetto da parte della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino della proposta di variante urbanistica avanzata dal medesimo ente civico. La proposta di variante è finalizzata alla ricostruzione, con profonde modifiche di volume, di sagoma, dei prospetti e di sedime, dell’ex cinema Myriam: restituendo, di fatto, un organismo edilizio con caratteristiche planivolumetriche e tipologiche completamente diverse rispetto all’edificio preesistente».

Lo fa sapere l’associazione Politico-Culturale “Città Libera” di Capaccio Paestum che chiede di ricostruire com’era e dov’era l’ex cinema Myriam a Capaccio Scalo. Ma a far discutere non è solo politica. Anche la Soprintendenza di Salerno e Avellino non ha accolto la variante all’istanza di autorizzazione paesaggistica presentata dal Comune di Capaccio, retto dal sindaco Franco Alfieri. 

«Aspetti che sono stati più volte oggetto di confronto democratico sia sui social sia nelle sedute del consiglio comunale. – prosegue nella sua lettera l’associazione – Difatti, in più occasioni i consiglieri comunali di minoranza hanno espresso perplessità e chiarimenti sulle procedure adottate. Secondo quanto appreso dagli organi di stampa, riteniamo doveroso riportare i punti essenziali enunciati nel parere paesaggistico: a) – la tipologia del nuovo fabbricato deve riproporre, con il doppio ordine di portici, l’elemento architettonico che caratterizza l’intero comparto edilizio storico di Piazza Santini; b) – nel perimetro della zona omogenea denominata A2 (di interesse storico – artistico), le zone G2 e G4 di cui al vigente PRG rappresentano null’altro che sottozone della zona A2, e vi si possono prevedere soltanto interventi di tipo conservativo, quali manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro scientifico e risanamento conservativo (in totale difformità a quanto affermato dal Responsabile Unico del Procedimento); d) – la normativa delle zone A2 è coerente con gli obiettivi di tutela perseguiti dalla Soprintendenza. Prendiamo atto che i motivi ostativi esposti nel provvedimento di tutela della Soprintendenza sono il risultato sconfortante – e di questo ne siamo profondamente dispiaciuti – raggiunto dall’Amministrazione comunale in questi diciotto mesi di iter amministrativo; in cui si rileva una traslazione del procedimento amministrativo prescelto (atto di permuta, prima e pubblicistico – espropriativo, poi) che rischia di rallentare notevolmente la ricostruzione del cinema – teatro, tanto sperato dalla cittadinanza. Di conseguenza, anche il risultato del concorso di idee in itinere di Piazza Santini non potrà sfuggire alla normativa vincolistica delle zone A2. Diversamente, andremmo a spendere € 35.000 presi dalle tasche dei nostri cittadini inutilmente e senza costrutto».

«Per quanto esposto, invitiamo il Sindaco Alfieri e l’Amministrazione comunale a provvedere all’adozione di procedure tecnico – amministrative finalizzate ad accelerare la fedele ricostruzione dell’ex cinema Myriam alla luce della normativa vigente e nel rispetto del regime vincolistico, il quale è finalizzato alla tutela dei valori storico – culturali del borgo della Riforma di Capaccio Scalo», conclude l’associazione.

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