«Colpito da infarto, all’ospedale di Sapri mi hanno salvato la vita»

di Marianna Vallone

Potrebbe essere la storia di chiunque, sulla linea sottile che divide la vita dalla morte, la fine con un nuovo inizio. Quella che raccontiamo è quella di Gianfrancesco Caputo, un uomo di 55 anni di Vibonati, che ha condiviso sul suo profilo Facebook una lettera aperta di ringraziamento a chi gli ha salvato la vita. L’uomo, colpito da infarto i primi giorni di gennaio, dopo un delicato intervento chirurgico ed una ripresa della quotidianità, lancia un appello alla classe politica affinché tuteli il presidio ospedaliero dell’immacolata di Sapri.

«Il 3 gennaio sono stato colpito da un devastante infarto che mi ha provocato un arresto cardiaco, sono stato vicinissimo al termine improvviso della mia vita», racconta Gianfrancesco. «Se sono ancora vivo lo devo alla prontezza di mia moglie che avendo immediatamente intuito la situazione mi ha condotto presso il Presidio Ospedaliero di Sapri. Se sono ancora vivo lo devo alla repentina reattività del personale medico ed infermieristico del pronto soccorso del P.O. di Sapri diretto, quel fatidico giorno, dalla Dott.ssa Clelia Chiacchio. Se sono ancora vivo lo devo all’indomabile tenacia del Team di Rianimazione dell’Ospedale di Sapri coordinato dal Dott. Emidio Cianciola coadiuvato dalla Dott.ssa Giulia Monaco; in quei momenti convulsi tutto il Team del reparto Rianimazione non ha mai smesso di sperare nella ripresa delle mie funzioni vitali, anche quando la speranza sembrava svanire».

Continua nella lettera: «Se sono ancora vivo lo devo all’intervento chirurgico d’urgenza effettuato dal Dott. Antonio Aloia presso l’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Se sono ancora vivo lo devo alla competenza di tutto il personale del Reparto di Cardiologia del presidio ospedaliero saprese, diretto dalla Dott.ssa Maddalena Matarazzo che mi ha accolto, curato e rimesso in piedi con umanità e professionalità. Se sono ancora vivo lo devo ad una rete pubblica di eccellenti professionisti che hanno dimostrato inoppugnabilmente che lo sviluppo di una proficua sinergia tra diverse strutture ospedaliere salva la vita».

«Purtroppo in tema di sanità il nostro Cilento molto spesso è dimenticato, – aggiunge il 55enne – e se in questi giorni si apprende di stanziamenti anche consistenti relativi alla messa in sicurezza e all’edilizia sanitaria a beneficio dell’Ospedale di Sapri, tuttavia è giusto ricordare ai competenti decisori politici che si registrano carenze di organico che riguardano soprattutto i medici, i quali sono costretti a turni massacranti».

Nella sua lettera aperta Caputo rammenta «che tutto il personale ospedaliero è esposto a noti rischi professionali ai quali si aggiunge anche il rischio di contagio dovuto alla pandemia in atto. Pertanto è con gratitudine che mi rivolgo a tutta la comunità ospedaliera rilevando che l’attuale situazione del Presidio Ospedaliero di Sapri, a mio modesto parere, necessita di un continuo monitoraggio da parte di tutti i Sindaci del Golfo di Policastro e dei Consiglieri regionali eletti nella provincia di Salerno, al fine di tutelare ed incrementare le funzioni dell’intera struttura».

Infine il messaggio di fede e speranza. «In ultimo ma non per ultimo, ringrazio Colui che ha guidato le mani dei medici che mi hanno salvato, ringrazio la Provvidenza che nella sua misericordia ha voluto restituirmi alla mia famiglia e Don Pasquale Pellegrino Cappellano del P.O. di Sapri che mi ha aiutato a riflettere riguardo la nuova vita che mi è stata concessa».

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