Commercio e alberghi, l’intervista a Giuseppe Gagliano di FederAlberghi

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di Antonio Vuolo

«E’ un momento non difficile, ma difficilissimo. Ognuno di noi può fare però la sua parte. Conosce la favola del colibrì? Lui con il suo piccolo becco cominciò a spegnere un grosso incendio nella foresta, gettando una goccia dopo l’altra sulle fiamme, seguito poi da tutti gli altri animali della foresta. Questo significa che tutti insieme, uniti, possiamo uscirne fuori. Dobbiamo essere anche noi tanti piccoli e coraggiosi colibrì». Inizia così l’intervista con Giuseppe Gagliano, presidente provinciale di FederAlberghi nonché numero uno anche della sede salernitana di ConfCommercio.

Fronte alberghiero, qual è la situazione a causa dell’emergenza Covid-19?
Il 95% delle imprese alberghiere ha deciso di chiudere, pur non essendo espressamente previsto dai vari decreti attuati in questa fase emergenziale, e coloro che erano in procinto di riaprire per Pasqua e l’estate hanno ovviamente posticipato l’apertura a data da destinarsi. Le prenotazioni fino a maggio e giugno sono state completamente annullate e stanno arrivando le prime cancellazioni anche per periodi più lontani.

Fronte commercio, invece, stesso discorso?
La situazione anche su questo fronte è molto complessa. Parliamo di attività chiuse con fitti da pagare, con fatture da saldare ai fornitori, con dipendenti da pagare. Ecco perché ci stiamo facendo sentire come categoria anche sul capitolo commercio perché dal primo giorno è apparso chiaro che il “Cura Italia” non basta affatto, visto che non tutela le imprese, le partite iva. Non ci dicano che lo Stato fa sentire la sua vicinanza con 600 euro o che il nuovo credito di imposta da usare in compensazione al momento del pagamento dell’F24, per una percentuale pari al 60%, sia la soluzione ai problemi dei commercianti.

Quali sono le vostre proposte?
Per noi queste sono non misure. Ma allo stesso tempo io sono del parere che quando c’è un problema, devi prima immaginare la soluzione e poi aprire bocca per esporla. Sia come FederAlberghi che come ConfCommercio ci siamo fatti sentire portano sul tavolo parlamentare diverse proposte: sospensione dei tributi, gestione dei fitti dei locali con una misura unica a livello nazionale, misure per le attività stagionali, bonus per chi decide di fare le vacanze in Italia quando tutto sarà finito.

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Gli imprenditori e i commercianti cosa vi dicono?
E’ una situazione surreale praticamente per tutti. Noi, dal nostro canto, ci stiamo sforzando, per offrire ogni servizio possibile ai nostri associati. Nel caso di ConfCommercio, per esempio, abbiamo inviato proprio in queste ore un modulo ai nostri associati attraverso il quale possono chiedere immediatamente la sospensione degli affitti e la rinegoziazione dei canoni una volta terminata l’emergenza. Inoltre, è in via di definizione un accordo con istituto bancario per la concessione di prestiti immediati fino a 25mila euro per i nostri associati al fine di garantire un minimo di liquidità alle imprese per pagare le ultime mensilità ai dipendenti piuttosto che i fornitori o altre spese in sospeso. Stiamo cercando di dare un contributo concreto, non a chiacchiere.

Secondo lei, quando si tornerà alla normalità?
Purtroppo è una situazione in continua evoluzione. Sul fronte turistico ci vorrà sicuramente del tempo visto che il virus si sta espandendo anche nel resto del mondo. Da cittadino, poi, le direi con quale testa e quali soldi le persone penseranno alle vacanze. Credo che questa emergenza segnerà uno spartiacque importante per il futuro di tutti noi. Ma, come le dicevo all’inizio, come tanti piccoli colibrì possiamo fare la nostra parte e far rinascere il Paese.

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