Compie 50 anni la legge istitutiva del divorzio in Italia

di Geppino Amorelli – Avvocato

Il parlamento Italiano l’1 dicembre 1970  con 325 sì e 283 no alla Camera e 164 sì e 150 no al Senato, definitivamente approvava la legge n.898 in tema di “Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio“. L’Italia repubblicana dopo 25 anni ha finalmente una legge sul diritto di poter divorziare che porta il nome dei primi firmatari Loris Fortuna, socialista, avvocato friulano fuoriuscito dal Partito Comunista all’indomani dell’invasione dell’Ungheria del 1956 che aveva presentato un primo disegno di legge a riguardo nel 1965, e Antonio Baslini, liberale, imprenditore milanese nel campo della chimica, il cui progetto di legge fu poi unificato a quello di Fortuna.

Il “cammino” fu molto travagliato e tortuoso, fu determinante  la “campagna” svolta fuori dal parlamento dalla  LID,  Lega per l’Istituzione del Divorzio, della quale Marco Pannella fu il promotore piu impegnato. Suo fu l’appello inviato al Parlamento, l’anno prima della sua approvazione,  a sostegno della legge:

“La LID per anni ha dovuto  combattere una dura lotta per imporre alle forze politiche tradizionali laiche, il senso della necessità e l’urgenza della riforma divorzista. Successivamente, dinanzi agli attacchi di forze ecclesiastiche,  integriste e clericali, ha dovuto difendere l’autonomia stessa della vita politica italiana e del gioco democratico, chiedendo anche per gli uomini e le donne quel diritto alla famiglia che in realtà la legge dell’indissolubilità finisce per negare a chiunque compia un matrimonio sbagliato o comunque non vitale.”

 D’altronde gli anni 70, restano, nella memoria collettiva come gli anni di piombo, per la strategia della tensione, per le efferate stragi, in realtà essi hanno determinato la piu  straordinaria stagione di riforme e di conquista di nuovi diritti civili. basti pensare alla legge n°281 del 1970 che istituiva le regioni a statuto orinario. La legge n°300 del 1970 lo Statuto dei diritti dei lavoratori: diritti sindacali, libertà e dignità sul lavoro, tutela dei licenziamenti ingiusti. .La legge 1204 del 1971 la tutela delle lavoratrici  madri con permessi per maternità, divieto di licenziamento in gravidanza. La legge  772 del 1972 , l’obiezione di coscienza ovvero il servizio civile in alternativa al servizio militare. Queste sono solo parte di conquiste nei primi 3 anni degli i anni settanta, insieme alla legge 820/71 ovvero l’istituzione della scuola a tempo pieno.. 

Per la verità già agli inizi del 1800 con il Codice di Napoleone, veniva istituito  una sorta di Divorzio , poco applicato però, che prevedeva la possibilità  di sciogliere i matrimoni civili in determinate circostanze. Infatti coniugi per separarsi avevano necessità dell’approvazione dei genitori e dei nonni.  

Con l’Unità dell’Italia nell’anno 1981 Il deputato Salvatore Morelli presenta al Parlamento una proposta sostenendo che «quando si possiede un oggetto in modo assoluto lo si disprezza; quando se ne ha un vivo desiderio, lo si ama». Così la donna è ridotta a strumento di piacere e il matrimonio a vincolo sessuale. Non se fa niente. Il guardasigilli Tommaso Villa presenta(febbraio 1881) un disegno di legge che ha una favorevole accoglienza ma non viene discusso. Si progetta il «piccolo divorzio» in due casi: la condanna di uno dei due coniugi ai lavori forzati; la separazione dopo un certo periodo. Anche il Governo di Giuseppe Zanardelli, nel 1902 predispose un disegno di legge  che prevedeva il divorzio solo in caso di adulterio, di lesioni al coniuge, ma anche di condanne gravi., ma rimase “lettera morta” .

Alcuni settori cattolici, la Democrazia Cristiana, in primo luogo Amintore Fanfani, tuttavia, ritennero di  intraprendere l’iniziativa del referendum abrogativo previsto dalla costituzione italiana all’art.75 diretto a “cancellare” la legge . 1° dicembre 1970, n. 898 istitutiva  della disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio) Infatti  Il 12 e 13 maggio 1974 si  svolse in Italia il primo referendum abrogativo. ma l’esito delle urne, fu sfavorevole a quella parte di cultura cattolica, che avendo raccolto un milione e cinquecentomila firma , ne bastavano cinquecentomila, pensava  di non temere il risultato delle urne  che fu il seguente.:. Votanti  33.023.179 , 19.138.300 elettori (59,26%) votarono contro l’abrogazione della legge, voti favorevoli all’abrogazione, invece  furono 13.157.558 (40,74%).. In un successivo referendum per l’abolizione della legge del 1º dicembre 1970, riproposto nel 1981, la maggioranza fu ancora più schiacciante: il 70% della popolazione era ormai favorevole al divorzio.

La  legge n.55 del 6 maggio 2015, pubblicata l’11 maggio nella Gazzetta Ufficiale n.107, introduce il cosiddetto :”Divorzio breve”.Ovvero vengono “accorciati i tempi ” dello scioglimento degli effetti civili del matrimonio permettendo il divorzio dopo un anno di separazione giudiziale e dopo sei mesi di separazione consensuale.

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