Comune compra casa per lo sportello migranti, genitori preoccupati. Psicologo: «Bambini prime vittime di politica»

Può l’apertura di un ufficio adibito a sportello per i migranti scatenare una polemica? Sembra proprio di sì. Succede a Sala Consilina dove un appartamento al secondo piano in un palazzo di 4 diventerà un ufficio che il Piano sociale di zona dedicherà alle necessità dei migranti. La proposta non è piaciuta nè alla minoranza nè ai condomini che subito hanno tenuto a far sentire la loro voce. Nasce infatti l’associazione ‘I nostri figli’ che in merito alla scelta della giunta Cavallone «s’interroga sugli effetti che avrà sui bambini residenti in quel condominio».

 Quell’immobile del Comune al centro della polemica, diventerà sportello immigrati: «I nostri figli non sono al sicuro»

«Tralasciamo la destinazione d’uso dell’appartamento stesso, ampiamente discussa dalle forze politiche presenti sul territorio salese – spiegano i componenti dell’associazione – noi ci soffermiamo sui disagi che comporta sui bambini il disturbo della quiete e della tranquillità che comporta il trasferimento della sede del Psz».

Il parere degli esperti La psicologa infantile Maria Luisa Totaro è stata interpellata proprio da questi ultimi in merito alla questione, nella relazione da lei stilata scrive che «la condizione di cambiamento nel contesto condominiale, causata dall’inserimento della sede del Piano di Zona, può determinare un cambiamento nella rete sociale preesistente, provocando una modificazione di ruolo nei residenti – continua spiegando l’effeto che tutto ciò avrebbe sui piccoli abitanti del condominio». «I minori, anch’essi residenti in tale contesto, subirebbero a loro volta la transizione, che genererebbe un’alterazione del modo di agire, con conseguente cambiamento della percezione del proprio Sé – la Totaro va poi più affondo con la sua analisi – poiché si prevede, che il cambiamento del contesto sociale in oggetto, avrà una durata permanente, l’interazione tra il minore e ambiente potrebbe assumere rilevanza ai fini dello sviluppo psico-sociale dello stesso. Tali modificazioni evolutive si presenterebbero contemporaneamente sia nel campo della percezione/conoscenza dell’ambiente, sia in quello dell’azione, comprendendo il mesosistema, l’esosistema e il macrosistema – che poi conclude poi con una severa bacchettata nei confronti di chi ha operato la scelta che ha poi provocato tutti questi problemi – di conseguenza la ‘politica sociale’ ha, anch’essa, il potere di influenzare il benessere e lo sviluppo degli esseri umani in quanto determina le sue condizioni di vita; ed i minori, che rappresentano parte integrante del contesto sociale, in quanto in fase di sviluppo psicofisico, sono i primi ad essere vittima, ed a subire le conseguenze deleterie, di una politica sociale che non agisce nella tutela del benessere del cittadino».

Una situazione alquanto complessa. Tra le diverse voci che si accavallano in questa polemica ci sono anche quelle dei genitori, e non solo, che chiedono una cosa sola «come associazione ‘I nostri figli’ ci rammarica molto vedere quanta poca attenzione viene rivolta a chi rappresenta il nostro futuro, a chi non può difendersi ma solo subire in maniera passiva delle decisioni prese. Quanta poca attenzione verso ‘I nostri figli’, perché i bambini sono i figli di tutti noi – e concludendo – restiamo in attesa di ricevere risposte dall’Amministrazione affinché ci illumini su cosa intende fare per tutelare i diritti dei piccoli abitanti di Sala Consilina».

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