Concessioni demaniali balneari, Esposito: «Troppi ritardi nelle estensioni»

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Alcuni comuni costieri hanno disatteso – finora – la legge 145/2018 (legge di bilancio 2019) che aveva disposto il prolungamento della validità delle concessioni demaniali di 15 anni per quelle marittime a uso turistico-ricreativo. Non tutti gli stabilimenti balneari sul mare si sono trovati la nuova scadenza al 31 dicembre 2033. A ribadire i ritardi nelle estensioni delle concessioni è il presidente regionale Fiba Confesercenti Campania Raffaele Esposito.

«La fine dell’anno, dopo una estate difficile e lavorativamente impegnativa sotto tutti i punti di vista, si avvicina e porta con sé purtroppo per molti comuni costieri la spada di damocle delle scadenze delle concessioni demaniali marittime. – spiega Esposito – Alcuni  comuni costieri della campania hanno fin qui disatteso, nonostante i solleciti sindacali, una legge peraltro  recentemente rafforzata dal decreto “Agosto” che invita nuovamente i  Comuni costieri ad estendere i titoli concessori per ulteriori 15 anni. Un atto dovuto, negato ancora adesso, a molte imprese locali, una palese ingiustizia nei confronti di imprenditori, lavoratori e relative famiglie. – ha ribadito il presidente Esposito – Questo mancato sostegno testimonia una chiara responsabilità politica, morale e sostanziale per la mancata applicazione della legge 145 e successive note istituzionali di rafforzamento».

Fiba Confesercenti, a poco più di 100 giorni  dalle scadenze precedentemente previste, esprime «forte disappunto nei confronti degli enti locali che non hanno ancora testimoniato, con i fatti, vicinanza e sostegno ai propri onesti  imprenditori balneari e turistico balneari. La politica dei “soli” proclami è infatti una moda tristemente  diffusa per alimentare facile consenso politico, per tenere a bada gli imprenditori, rassicurarli nell’immediato, ma spesso poi si  scopre che tecnicamente le cose stanno diversamente lontane anni luce da quanto affermato o promesso e si è tristemente disattesi o palesemente ostacolati, almeno per la questione rinnovi, paradossalmente anche dai propri uffici».

Poi Esposito evidenzia: «L’impegno a favore  delle imprese turistiche e balneari, in alcuni territori è ferma e non va nell’ottica della solidarietà e della stabilità del proprio tessuto economico e sociale. Dobbiamo tutti immediatamente evitare  la cosiddetta  “guerra dei poveri” tra possibili ed ingenti costi, aste e rialzi d’asta per un fazzoletto di spiaggia in gestione che tanti, tantissimi onesti lavoratori e le proprie famiglie hanno con il proprio sudore riqualificato. Al pari degli aumenti dei canoni minimi, che dal 2021 saranno automatici con le relative addizionali, i mancati rinnovi hanno già rappresentato una mazzata per centinaia di imprenditori che non hanno potuto attivarsi ad esempio per i finanziamenti controgarantiti al 100% dallo Stato e che ad oggi non possono ancora immaginare opere di investimento e riqualificazione».

«In questo preciso momento storico tra mille incertezze e nel  pieno di una tragedia sanitaria si pensa  ad adottare nuove regole, regolamenti, e tecnicismi per alimentare  nuova e  costosa burocrazia a danno delle imprese  che a stento sopravvivono  tra tasse, tributi e pressione  fiscale alle stelle – conclude il presidente Esposito – si tratta di difendere con i denti  il lavoro di centinaia  di lavoratori e famiglie e non la “lobby” di turno  che qualcuno crede di far trasparire. Ci auguriamo che chi ha davvero a cuore le sorti di questi onesti lavoratori possa avere il giusto coraggio politico ed istituzionale ovvero quello necessario ad  adottare per tutti gli aventi diritto la Legge 145  e non trincerarsi dietro il grande alibi dell’immobilismo ovvero la burocrazia».

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