Non si placano le polemiche sul concorso dei vigili urbani che si è svolto, due volte, ad Ascea. Il Comune di Ascea aveva infatti divulgato un bando per l’assunzione di due agenti di polizia municipale, la preselezione è stata rinviata dal 2 maggio al 21 maggio per via di alcuni «problemi inerenti al ritardo della commissione». Secondo alcuni partecipanti ci sarebbe qualcosa di «anomalo nella vittoria dei due concorrenti». I partecipanti si sono scagliati contro la commissione già il 2 maggio durante la prima convocazione. In quell’occasione c’erano in aula concorrenti provenienti da ogni parte d’Italia. E, sempre in quell’occasione, fu necessario l’intervento dei carabinieri per placare gli animi che si erano surriscaldati in seguito al ritardo della commissione che era arrivata addirittura con 4/5 ore di ritardo. Il 7 maggio, sui quotidiani locali, il sindaco dichiarava: «E’ gravissimo quanto affermato dalla commissione giudicatrice nel verbale de 5 maggio e non rimarrà senza conseguenze – dice Pietro D’Angiolillo -. Provvederò immediatamente a richiedere una relazione ai responsabili dei servizi interessati in merito all’accaduto. Invierò atti alla procura per accertare eventuali fatti penalmente rilevanti». Nella giornata di mercoledì 3 giugno alcuni manifesti, arrecanti scritte come «amministrazione vergognatevi» e «amministrazione venduti», sono stati ritrovati nei pressi del cimitero di Ascea.
«Sono stati individuati i vincitori del concorso, vincitori che in effetti corrispondono a quelli che per mesi sono stati accreditati come tali ancor prima dell’indizione del concorso e questo ha generato delle polemiche a livello locale sulla gestione stessa del concorso, persone che si diceva avrebbero vinto il concorso sono quelle che poi effettivamente lo hanno vinto – afferma Egidio Criscuolo, membro della minoranza di Ascea – adesso stiamo raccogliendo la documentazione necessaria per raccontare l’accaduto sebbene ci siano diverse testimonianze precedenti all’esecuzione del concorso che esplicitavano questi nomi anche presso i carabinieri con lettere anonime o di persona, stiamo raccogliendo documenti per vedere se ci sono gli estremi per un esposto alla procura». Queste le dichiarazioni di Criscuolo che aggiunge poi di «non saperne nulla dei manifesti illatori». «Questo non lo posso confermare perché non sono a conoscenza del fatto – conclude Criscuolo – questo al momento non lo so dire».
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