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Consac, Maione: «Il Cilento non è più terra senz’acqua». Ma c’è ancora molto da fare

di Redazione

«Grazie a un lavoro meticoloso e attento partito circa quattro anni fa con interventi importanti e consistenti sul territorio, realizzati in collaborazione con la Regione su un’area che conta ben 55 Comuni, Consac delinea il bilancio di un’estate finalmente diversa sul fronte dei servizi idrici. Positiva per l’azienda e per utenti e turisti. Al netto, ovviamente, di qualche sbavatura, che comunque sarà lo sprone per fare ancora meglio nel 2022». Così Gennaro Maione, presidente di Consac, per tracciare un bilancio quando ormai anche agosto è ai titoli di coda. I disagi idrici non sono mancati, in particolare lungo la condotta del Faraone e nella zona del Mingardo. Per giorni diversi paesi sono rimasti senza rifornimenti adeguati.

«Innanzitutto – continua Maione – e non mi sembra poco, questa è stata la prima stagione estiva, dopo oltre un quarto di secolo, senza problemi collegati alle forniture nelle aree di Montecorice, San Mauro e Acciaroli/Pollica, dove sono stati completati interventi già programmati da un paio di anni, assieme ad altre opere realizzate nel golfo di Policastro, a Camerota, ad Ascea Marina. Ma si è fatto tanto anche nelle zone interne, ad esempio a Sanza, dove tre anni fa è stato realizzato un grosso pozzo».

Insomma, «all’esito di una lunga serie di interventi puntuali – aggiunge Maione – il Cilento può così depennare tra i suoi aggettivi quello particolarmente scomodo di essere una zona senza acqua». Nonostante il bilancio sia stato positivo, ricorda il presidente di Consac, ci sono stati piccoli problemi, come quello registrato tra il 16 e 17 agosto dovuti a improvvise rotture della principale condotta, quella del Faraone. «Ma anche rispetto a questi eventi – precisa Maione – nel periodo di maggiore richiesta idrica, i disagi sono stati limitati rispetto al passato, quando senza acqua restava un’area vastissima, da Celle di Bulgaria ad Acciaroli. Ora il problema è stato limitato a pochi Comuni e per un tempo relativamente breve. E questo perché c’è stata una programmazione di efficientamento nelle capacità di intervento e nella risoluzione dei guasti. Peraltro, ci siamo subito attivati sia per dare informazioni precise agli utenti, sia con autobotti laddove il disagio si era prolungato».

E ancora: «Anche rispetto a queste improvvise rotture della condotta principale siamo fiduciosi. Si sono infatti risolte – annuncia il numero uno Consac – le vertenze giudiziarie pendenti dinanzi al Consiglio di Stato e, quindi, a settembre partiremo con la sostituzione di un primo lotto più vecchio». E non basta: «Consac è positiva e fiduciosa anche perché ci sono altre progettualità esecutive avviate sul Faraone e che sono in attesa di finanziamenti, alcuni anche in parte già ottenuti dall’Arera».

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