Consac replica a Fortunato: «Si interessi dei progetti di investimento e miglioramento da tempo fermi in Regione»

Fortunato aveva parlato della presenza, in alcuni tratti della rete che serve il Cilento, di condotte idriche realizzate in cemento amianto. Ne avrebbe parlato in Regione con un’interrogazione, per verificare che la condotta non fosse un pericolo per gli utenti. «Bene farebbe il consigliere regionale, avendone particolare titolo, ad interessarsi dei progetti di investimento e di miglioramento che sono stati presentati da Consac e che sono fermi presso gli uffici della Regione Campania», tuona Consac con una nota stampa.

«Pare, innanzitutto, che l’onorevole Giovanni Fortunato ignori che Consac Gestioni Idriche spa sia stata individuata dall’Ato competente quale ‘soggetto gestore’ del servizio idrico integrato. In tale veste, Consac, si trova a gestire esattamente ciò che gli è stato messo a disposizione dai soggetti proprietari degli impianti (Comuni e Regione). Eventuali interventi di miglioramento strutturale, se compresi nella programmazione dell’Ato, possono essere finanziati solo in minima parte dalla tariffa, sia per i limiti annuali imposti dalle autorità sia per la insostenibilità degli aumenti da parte di una sempre più larga parte della popolazione». 

Consac poi aggiunge: «E’ comunque da sottolineare che la presenza di condotte idriche realizzate in cemento amianto non è inibita dalle normative in materia, sul presupposto scientificamente dimostrato che le medesime non introducono pericoli per la salute umana. Basti pensare che ancora oggi esistono molti chilometri di rete idrica in cemento amianto in diverse realtà italiane (specie nell’Italia del Nord), senza che sia stata evidenziata la necessità di provvedere alla loro sostituzione. E la stessa Organizzazione mondiale della sanità afferma che non esiste alcuna coerente evidenza che l’ingestione di amianto sia pericolosa per la salute” e pertanto non ha stabilito un valore guida per la concentrazione di fibre in amianto».

 «Ci si aspetterebbe maggiore prudenza – dice Consac – da chi riveste responsabilità pubbliche,  perché suscitare allarmi ingiustificati nella popolazione serve solo a fare il gioco delle industrie che distribuiscono acqua in bottiglia. Abbiamo invece l’obbligo di ridurre i rifiuti e l’inquinamento e promuovere il consumo dell’acqua di rubinetto che è di ottima qualità e  può essere consumata con la massima tranquillità. Del resto, – conclude – i dati disponibili dimostrano che nell’area cilentana mai nessun caso di neoplasia correlata all’esposizione di particelle aerodisperse dell’amianto (mesotelioma) è stato mai osservato. Anzi nell’oltre mezzo secolo di attività di Consac nessun tipo di patologia è stata mai messa in correlazione alla risorsa idropotabile distribuita».