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Il Convento francescano di Gioi Cilento apre le porte alla Dieta Mediterranea

di Marianna Vallone

Il Convento francescano del ‘400 di Gioi Cilento è stato la suggestiva cornice della presentazione della “salsiccia Incontro” realizzata in esclusiva per DaZero dal Piccolo Salumificio Artigianale di G.Ioi utilizzando il peperoncino coltivato dal contadino di Controne Michele Ferrante. «Abbiamo cercato di valorizzare ulteriormente un contesto così incantevole con la presentazione del terzo prodotto della linea Incontro, la salsiccia piccante realizzata dal salumificio di Gioi che ha utilizzato i peperoncini piccanti e dolci dell’azienda agricola del contadino Michele Ferrante di Controne  – ha spiegato Giuseppe Boccia, di DaZero – Per noi è un’emozione grandissima portare le nostre pizze, le nostre idee e quello in cui crediamo in questo luogo magico. Questa data inoltre sancisce l’inizio di un viaggio con i nostri prodotti alla scoperta dei luoghi forse meno conosciuti del Cilento ma di grande bellezza».

Durante la serata evento Da Zero ha infatti annunciato che il prossimo prodotto della linea Incontro riguarderà la cipolla di Vatolla e sarà presentato nelle prossime settimane nel borgo collinare che si affaccia sul golfo di Castellabate. La salsiccia piccante è il terzo prodotto che DaZero firma col suo marchio Incontro, linea di prodotti realizzati insieme ai produttori del Cilento: si aggiunge al pomodoro Incontro, nato dalla collaborazione con l’azienda Maida di Capaccio, e alla birra Incontro, frutto della partnership col birrificio Fiej di Castelnuovo Cilento. La salsiccia piccante è stata fatta degustare durante la serata con due pizze realizzate per l’occasione: una più classica con Fior di latte, ciambotta preparata con melanzane, patate, cipolla di Vatolla, capperi, origano di montagna, olive e salsiccia Incontro e l’altra più ricercata e dal gusto inaspettato realizzata con la mozzarella nella mortella, il pomodoro pizzutello giallo, la salsiccia Incontro e il fico bianco del Cilento.

Ospiti dell’evento di presentazione del progetto Incontro sono stati Michele Cammarano,  presidente della Commissione regionale speciale Aree Interne, che ha partecipato anche ad un incontro di rilancio delle Aree Interne nel pomeriggio di martedì nel municipio di Gioi in piazza Andrea Maio, e il consigliere regionale e presidente del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Tommaso Pellegrino.  «Riaprire le stanze di un luogo che per anni non sono state utilizzate, con la Dieta Mediterranea, i nostri produttori e le nostre eccellenze, è un segnale importante per il Parco. – ha commentato il presidente del Parco Tommaso Pellegrino – Sono contento che parta da Gioi l’attenzione alla qualità dell’agroalimentare. Bisogna investire sul territorio, sulla territorialità e sulla ricchezza più importante che abbiamo, i prodotti della Dieta Mediterranea».  

«Finalmente qualcosa sta cambiando. – ha aggiunto il presidente Cammarano – E’ bello scoprire che anche tra i giovani amministratori ci sia il grande valore di riscoprire ciò che si faceva nel passato. Sono orgoglioso dei nostri giovani imprenditori che propongono quello che fa parte della nostra storia e delle nostre tradizioni».

«Un luogo che oggi abbiamo voluto restituire non solo alla comunità di Gioi, ma a tutti coloro che sono venuti a trovarci. E’ stata anche un’occasione per incontrarci, perché l’incontro è importante non solo in agricoltura ma in tutti gli ambiti», ha detto il sindaco di Gioi Cilento, Mariateresa Scarpa. 

Dalle 19:30 il Convento di San Francesco si è colorato di voci, racconti, storie dal passato ed emozioni. A curare il progetto un affiatato gruppo di lavoro che ha sostenuto Maria Teresa Scarpa: Elisa Panzariello, Maria Grazia Merola, Enza Parrillo, Vincenzo Gendusa, Vincenzo Marra, Giovanni Battista,  Alessandro e il gruppo Off Limits. Gli ospiti sono stati accompagnati dai giovani dell’Infopoint Cilento Mania in una visita guidata al convento e Museo Interattivo di Gioi. I gruppi hanno poi vissuto un’esperienza di grande suggestione all’interno delle ex sale delle cucine/prigioni del Convento dove per l’occasione è stato realizzato un originale percorso emozionale/espositivo che si ispira ai prodotti Incontro ed è realizzato grazie alla proficua collaborazione tra privati ed Enti pubblici: i comuni di Gioi, Moio della Civitella e San Giovanni a Piro sono stati raccontati attraverso i luoghi, gli oggetti e le opere esposti connessi a loro volta con il mondo dell’artigianato e dell’agricoltura.


Gli allestimenti della prima sala sono stati realizzati utilizzando oggetti provenienti dal Museo della Civiltà Contadina di Moio della Civitella e da collezioni private che hanno ricreato l’ambiente intimo di una cucina dove la padrona di casa, l’attrice Alessandra Calabrese, ha accolto gli ospiti mentre preparava le “bottiglie”, ovvero la salsa di pomodoro fatta in casa con cui condire i fusilli di Gioi.

Nella seconda stanza i campi coltivati con grani antichi prendono forma e il mondo contadino è stato raccontato attraverso due opere d’arte, una del maestro José Ortega, del quale quest’anno si celebra il centenario dalla nascita, e una del maestro Mario Romano. Due opere di grande bellezza.  Quella del Pintor fa parte della suite dei ‘segadores’, l’opera alla quale Josè Garcia Ortega attese tra il ’69 e il ’70. Ortega non fu solo il narratore ma anche il testimone della realtà dei Segadores, avendo lavorato con i suoi mietitori nei campi dove fu costretto a nascondersi durante la clandestinità per sottrarsi alla ricerca della Guardia Civil. Nella tavola esposta durante la serata, dal titolo Amo, il corpo del padrone è significativamente collocato al di fuori dello spazio confinato costituito dal campo di grano, per segnalarne la estraneità alla terra nonostante il titolo dominicale e stigmatizzarne così l’usurpazione.

L’opera dell’artista Mario Romano, presente alla serata, è ispirata alla raccolta del grano tradizionale. Gli schizzi sono stati realizzati durante un’edizione del Palio del grano di Caselle in Pittari.

La terza stanza ha raccontato le paure e le credenze popolari e di come la forza di volontà porti al trionfo del bene: è la storia nota a Gioi con il nome di Santa Santecchia, la strega che mangia i bambini per restare giovane. Ogni stanza ha offerto al visitatore una prospettiva diversa attraverso cui scoprire il connubio tra cibo, storia, arte e tradizioni. 

Nel refettorio del Convento si è poi tenuto il laboratorio sulle spezie utilizzate nell’arte norcina curato da Michele Ferrante e la dimostrazione della lavorazione della soppressata di Gioi a cura del piccolo salumificio artigianale di G.ioi, contemporaneamente nel chiostro del Convento ha avuto inizio la degustazione delle eccellenze del Consorzio Brodo e delle pizze di DaZero realizzate con la salsiccia piccante.

Il percorso emozionale rimarrà aperto anche sabato 7 e domenica 8 agosto per prenotazione si possono contattare i numeri dell’infopoint: 3341261527 oppure 3315444695

©Riproduzione riservata




A Cura di

Marianna Vallone

Giornalista per professione e comunicatrice per passione, sono alla continua ricerca di storie da raccontare e tramonti da immortalare. Nata sulla costa di Maratea ma morigeratese da sette generazioni. Vivo nel cuore verde del Cilento e sono felice. Faccio domande anche quando conosco le risposte, perché continuo a pensare che l’essere umano sia il viaggio più bello da fare.
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