Coordinamento scuole aperte: «Tar da’ ragione ai genitori. Campania è Italia»

Il Coordinamento Scuole aperte esprime «grande soddisfazione per l’odierna pronuncia del Tar in merito al ricorso contro l’Ordinanza n.2 della Regione Campania dello scorso 16 gennaio che consentiva il ritorno a scuola solo fino alla terza classe della scuola primaria». La lunga lettera: 

“A tale riguardo, è opportuno precisare che, in accoglimento della richiesta misura cautelare, la sospensione delle ordinanze impugnate in parte qua (nei limiti dell’interesse dei ricorrenti, e dunque relativamente alle scuole elementari e medie) è da intendersi autoesecutiva quanto alle classi della scuola elementare, che sono allo stato già aperte sia pure per un numero più limitato di studenti e che non richiedono misure ulteriori ai fini della riapertura totale; quanto alle scuole medie, essendo invece necessarie attività propedeutiche alla materiale riapertura, di competenza dei singoli Dirigenti scolastici, l’accoglimento deve intendersi nel senso che non possa essere reiterata analoga ordinanza soprassessoria disponente ulteriore sospensione delle attività didattiche in presenza oltre il 24 gennaio 2021, e che incomba agli organi regionali impartire ogni disposizione necessaria o opportuna per consentire la riapertura delle scuole medie entro il 25 gennaio 2021”.

Con queste parole, perentorie e durissime, il Presidente del Tar Campania, Maria Abruzzese ha accolto l’istanza cautelare dei genitori mandando in classe i bambini di IV e V elementare e i ragazzi delle scuole medie. Il Presidente del Tar ha inteso garantire la tutela cautelare monocratica, che sarebbe stata improbabile riguardo all’adozione di una nuova ordinanza, già preannunciata con comunicato stampa, con conseguente inevitabile slittamento delle aperture già previste dal 25. Ricordiamo che mentre negli altri TAR d’Italia, Lombardia, Friuli, Emilia Romagna, si è trattato di discutere la riapertura della secondaria di secondo grado, qui in Campania le scuole primarie (la IV e la V) e le secondarie di primo grado (le medie) sono chiuse senza soluzione di continuità da circa 11 mesi.

Il Coordinamento, che ha sempre ritenuto prioritario l’adeguamento della Campania alle direttive emanate dai DPCM nazionali, ha trovato il supporto della professoressa Sara Gandini e del folto gruppo di scienziati, ricercatori, giuristi e professionisti italiani che per fare corretta informazione scientifica sul Covid ha fondato “Pillole di Ottimismo” e diffuso documenti e ricerche sul virus. I dati da loro raccolti e presentati al Tribunale amministrativo campano hanno dimostrato che non vi è alcuna correlazione tra i rischi di impennata dei contagi e l’apertura delle scuole.

Si è, invece, accertato che tenere le scuole chiuse incide drammaticamente sulla salute psico-fisica dei bambini e dei ragazzi e, conseguentemente, sul loro futuro.

Ciò conferma che le decisioni prese dalla Regione, confrontandosi con l’Unità di Crisi, non hanno mai tenuto conto delle evidenze scientifiche e sono state probabilmente dettate da esigenze di carattere altro, determinando un’eccessiva compressione del diritto allo studio, non giustificata dall’effettiva necessità di tutelare la salute pubblica.  

Di qui la scelta di presentare il ricorso – affidato ai legali Luciano Butti, Giovanni Taddei Elmi, Silvia Brizzi e Attilio Balestreri- che introduce, rispetto ai precedenti ricorsi al Tribunale amministrativo, la richiesta di risarcimento danni per le famiglie e i bambini che da quasi un anno sono esclusi dalla didattica in presenza. 

Il TAR, valutati i dati, ha ritenuto fondate le osservazioni sollevate e ha disposto già da domani la riapertura delle classi 4 e 5 elementare, e dal 25 gennaio anche delle scuole medie.

Auspichiamo al più presto un rientro in presenza anche dei ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado in ottemperanza alle disposizioni nazionali.

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