Coronavirus, nessun tampone a Camerota. Asl: «Siamo pronti»

Infante viaggi

di Marianna Vallone

A Lentiscosa, frazione di Camerota, c’è una famiglia sotto profilassi per il Coronavirus. Perchè un ragazzo di 20 anni, a Lodi fino a giovedì scorso, quando è tornato in famiglia nel Cilento, resosi conto di aver frequentato luoghi oggi attenzionati dall’Asl per il caso di Coronavirus esploso, ha deciso di informare il medico di base. Il giovane, al momento, non presenta nessun sintomo, ma inevitabile che il sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta, predisponesse, come da protocollo, un’ordinanza la quarantena, di 15 giorni,  per tutta la famiglia. Situazione simile a Buccino. Ne abbiamo parlato con il direttore sanitario del Presidio Ospedaliero dell’Immacolata di Sapri, Rocco Calabrese.

Al giovane di Lentiscosa rientrato dal lodigiano è stato fatto il tampone?
La procedura in questo momento non prevede che sia eseguito il tampone perché è asintomatico, il giovane non presenta problemi di questo tipo. Quindi non possiamo a farlo a tutti coloro che rientrano. Se inizia ad avere i primi sintomi, quelli che depongono per un possibile contagio, allora si fa. Nel caso di specie il criterio epidemiologico c’è perché proviene dai paesi da cui è partito il focolaio, ma manca il criterio clinico perché il ragazzo è completamente asintomatico, non ha nessun sintomo da febbre.

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Qualora ci fosse invece un problema, quali sono le procedure?
Come correttamente è stato fatto nel caso di Lentiscosa, il medico di base ha segnalato sia al sindaco che alla sede locale del dipartimento di prevenzione a cui compete fare indagine epidemiologica sul caso. Il sindaco ha disposto correttamente la quarantena perché proveniente da un paese con casi conclamati. Ma la procedura da quarantena si attiva se si arriva da un paese dove c’è stato almeno un caso accertato, altrimenti no. La Basilicata ha fatto un’ordinanza molto restrittiva, ma non è possibile che chi arriva da Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, debba essere sottoposto a misure così restrittive. La situazione poi viene monitorata dal medico di base telefonicamente, è importante che gli utenti non affollino i pronto soccorsi e gli studi dei medici di base.  Se ci sono presupposti, ovvero compaiono sintomi che destano preoccupazione, bisogna contattare la centrale operativa 118, che valuterà sul posto, fornita dei dispositivi di protezione individuali necessari, la necessità di eseguire un tampone. Se si tratta di una polmonite acuta il paziente si invia al pronto soccorso. 

A Sapri il pronto soccorso è attrezzato?
Siamo attrezzati. Abbiamo tutti i dispositivi di protezione individuali necessari. In pronto soccorso ho individuato una stanza per un eventuale isolamento. Per gli esami di rimedio di questi casi si procede con un Rx con un apparecchio portatile in loco, così come per il tampone, e – escluse altre patologie respiratori in corso – si fanno esami di primo livello; il secondo step è il microrei, esame particolare dove viene coinvolta la “biologia molecolare” e quindi si esclude il coronavirus. Se, invece, il caso è sospetto il tampone viene inviato al Cotugno a Napoli, o allo Spallanzani, per la diagnosi specifica. 

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