Coronavirus, opposizione ‘Salesi’ al sindaco: «Servono provvedimenti, contagi in crescita»

di Pasquale Sorrentino

Settanta le persone contagiate a Sala Consilina, principale centro del Vallo di Diano e cittadina che ad oggi registra il numero più alto di tamponi positivi al coronavirus in questa seconda fase emergenziale. A chiedere maggiori comunicazioni sui provvedimenti che l’amministrazione comunale Cavallone intende prendere per contrastare l’aumento del virus, è l’opposizione del gruppo Salesi.

«A Sala Consilina stiamo assistendo da giorni ormai ad un preoccupante incremento dei contagi da Covid 19. Sebbene molti dei contagiati siano asintomatici e le loro condizioni di salute siano rassicuranti, la preoccupazione è nell’aria, e con essa un senso di smarrimento. In questo momento, ora più che mai, è necessario che il Sindaco svolga il ruolo di guida per l’intera comunità, dando direttive chiare e prendendo provvedimenti. Lo scorso 2 novembre, con un avviso comparso sui social, aveva preannunciato dei provvedimenti relativi all’emergenza Covid che sarebbero stati comunicati in una successiva diretta Facebook. La diretta c’è stata ma dei provvedimenti nemmeno l’ombra. Sono trascorsi altri 10 giorni ed il silenzio regna sovrano, mentre a Sala Consilina i contagi hanno toccato quasi quota 100. A comunicarlo sono gli organi di informazione ai quali va un immenso grazie per il faticoso lavoro che stanno facendo di aggiornamento dei dati». Scrivono nella nota i consiglieri del gruppo opposizione Salesi , guidata dal capogruppo Mimmo Cartolano .

«Chiediamo invece al Sindaco immediate comunicazioni e provvedimenti tesi a salvaguardare la salute dei cittadini di Sala Consilina, essendo proprio il Sindaco l’autorità Sanitaria sul territorio. – aggiungono i consiglieri di minoranza – Il silenzio e la mancanza di comunicazioni infatti generano paure e spesso anche atteggiamenti che vanno oltre alcuni limiti da parte di chi è solito dare la caccia alle streghe o la colpa ai contagiati. Ribadiamo che prendere il Coronavirus non è una colpa, e che la comunità dovrebbe stringersi intorno alle famiglie colpite invece di demonizzarle. Va anche però raccomandato l’uso di tutte le precauzioni previste per legge ( DPI, distanziamento, igiene delle mani), per evitare che il contagio assuma proporzioni drammatiche. Il senso civico deve prevalere, – concludono – nel rispetto proprio e degli altri. Nello stesso tempo bisogna assumere a livello amministrativo delle decisioni che limitino il più possibile il rischio contagio».

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